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	<title>Educatori Digitali</title>
	
	<link>http://www.educatoridigitali.it</link>
	<description>La prima community online per chi si occupa di crescita ed educazione</description>
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		<title>Pannolini lavabili: come, quando e perché?</title>
		<link>http://www.educatoridigitali.it/2013/05/13/pannolini-lavabili-come-quando-e-perche/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 09:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oltretata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Genitori digitali]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; sorprendente come gli atteggiamenti e le abitudini cambino al giorno d&#8217;oggi in pochissimo tempo. Quando sono rimasta incinta (ormai più di 3 anni fa), i pannolini lavabili rientravano ancora ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E&#8217; sorprendente come gli atteggiamenti e le abitudini cambino al giorno d&#8217;oggi in pochissimo tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando sono rimasta incinta (ormai più di 3 anni fa), i pannolini lavabili rientravano ancora tra gli argomenti tabù e proporne l&#8217;utilizzo a qualche genitore era il massimo dell&#8217;assurdità!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.educatoridigitali.it/wp-content/uploads/2013/05/6035142537_dbb7b583ec_z.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1733" alt="Pannolini lavabili" src="http://www.educatoridigitali.it/wp-content/uploads/2013/05/6035142537_dbb7b583ec_z.jpg" width="480" height="280" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo ancora quando, fresca fresca di test di gravidanza positivo, cercavo spunti in rete: di informazioni ce n&#8217;erano certamente, ma era difficile trovarne su siti italiani, mentre all&#8217;estero si scopriva un mondo intero di possibilità e varianti (addirittura tutorial per cucirseli da soli!).</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso invece basta fare una semplice ricerca sul web ed emerge un mondo tra siti di informazione, e-shop di vario tipo e community dedicate a questo come ad altri oggetti tipici della genitorialità eco-sostenibile.<br />
Ma soprattutto, ed è questa la cosa che mi ha stupito di più, l&#8217;argomento sembra ormai sdoganato: mi è capitato di parlarne anche con individui insospettabili e di scoprire, con sorpresa, che avevo spesso di fronte dei “colleghi”!</p>
<p style="text-align: justify;">Persino le istituzioni, tradizionalmente le ultime a registrare i cambiamenti negli stili di vita, si sono accorte di questa novità, tanto che molti enti locali forniscono <a href="http://www.nonsolociripa.it/component/content/article/36/202-elenco-dei-comuni-italiani-che-offrono-incentivi-per-luso-di-pannolini-lavabili">incentivi</a> , sconti e kit gratuiti per chi compra pannolini lavabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Cos&#8217;è cambiato in così poco tempo?</p>
<p style="text-align: justify;">Certamente la crisi economica ha avuto un ruolo non indifferente. Quando stai per diventare genitore, tra i pensieri che più ti assillano – soprattutto di questi tempi – c&#8217;è il costo esorbitante di tutto quello che gira attorno ai bambini, in particolare quelli molto piccoli!<br />
E&#8217; chiaro che qualsiasi possibilità di risparmiare in maniera intelligente viene subito colta al volo. Con i pannolini lavabili si stima un costo medio di circa 800€ per l&#8217;acquisto una tantum (io personalmente ne ho spesi molto meno): un bel risparmio rispetto alla spesa media di almeno 1500€ per gli usa e getta! Senza contare che questi ultimi, come dice il nome, poi li getti, mentre i lavabili rimangono lì pronti per un eventuale secondo o terzo figlio a costo zero!</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono però altri fattori che non vanno sottovalutati.<br />
C&#8217;è stato innanzitutto lo sviluppo esponenziale di una coscienza ecologista che negli ultimi anni ha portato, nell&#8217;uso quotidiano di quasi tutti, comportamenti che fino a poco prima erano prerogativa solo dei più irriducibili fricchettoni.<br />
Ormai si può pensare di parlare di autoproduzione, energie alternative, alimentazione naturale con chiunque senza temere di parlare una lingua incomprensibile né di essere tacciati di voler tornare nel Medioevo. C&#8217;è una mentalità molto più aperta a qualsiasi tipo di innovazione degli stili di vita che porti con sé un valore aggiunto di sostenibilità ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uso dei pannolini lavabili rientra perfettamente tra queste nuove abitudini. I pannolini possono essere lavati e rilavati all&#8217;infinito con un consumo minimo di acqua e detersivo (meglio se eco-sostenibile o addirittura autoprodotto!) risparmiando l&#8217;invio alle discariche di circa 6.500 pannolini tradizionali, pari a circa una tonnellata di rifiuti per ogni bambino, rifiuti che si decomporranno non prima di 200 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Io credo però che il vero fattore che ha permesso la sempre più ampia diffusione dei pannolini lavabili sia come sempre il senso pratico delle mamme&#8230; e dei papà! Tanti neogenitori si sono accorti in poco tempo di quanto fossero infondati i timori di avere in mano un qualcosa di non igienico, difficile da usare, ingombrante per il bambino, e che richiedeva una gran perdita di tempo ed energie per i lavaggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi i nuovi modelli di pannolini lavabili sono prodotti con materiali tecnici che forniscono ottime garanzie di igiene (mai viste dermatiti a casa mia!) e che non sono più ingombranti di un usa e getta tradizionale, oltre a permettere un lavaggio impeccabile ed un&#8217;asciugatura in tempi brevi.</p>
<p style="text-align: justify;">E se fino a qualche anno fa trovare in vendita in Italia i modelli più nuovi era un po&#8217; come cercare il famoso ago nel pagliaio, adesso il web brulica di e-shop dedicati dove ci si può veramente sfogare tra modelli, marche e colori. Li vendono persino alla Coop!</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto mi riguarda, non c&#8217;è dubbio che ormai i pannolini lavabili siano ormai un oggetto di uso quotidiano. E la prova definitiva l&#8217;ho avuta all&#8217;inserimento di mia figlia al nido, quando ho proposto con qualche esitazione l&#8217;utilizzo dei pannolini lavabili alle dade. Hanno accettato senza battere ciglio e adesso dopo qualche mese sono ormai delle esperte! E chissà che qualche altra mamma nel vederle cambiare la mia bimba non prenda spunto&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Daniela C.<br />
San Marino</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.oltretata.it">Iscriviti ad Oltre Tata</a> e <a href="http://www.oltretata.it/educatrici/cerca">cerca l&#8217;educatrice adatta alle tue esigenze</a></p>
<p style="text-align: justify;">Raccontaci la tua esperienza da genitore! Per maggiori info <a href="http://www.educatoridigitali.it/2013/05/09/la-rubrica-dei-genitori-dove-i-consigli-sono-reali/">leggi QUI</a>!</p>
<p style="text-align: justify;">Immagine in evidenza by <a href="http://www.flickr.com/photos/oltretata/galleries/72157632184456242/#photo_6035142537">kelsey_lovefusionphoto</a></p>
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		<item>
		<title>La rubrica dei genitori: dove i consigli sono reali</title>
		<link>http://www.educatoridigitali.it/2013/05/09/la-rubrica-dei-genitori-dove-i-consigli-sono-reali/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 10:58:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oltretata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Genitori digitali]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
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		<description><![CDATA[Essere mamma e papà non sempre è facile! Capricci, dubbi, esperienze, problemi legati alla scelta di giochi, dei cibi, di passeggini, pannolini, scuola e tutto il resto! Da oggi Oltre ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Essere mamma e papà non sempre è facile!</p>
<p><a title="Affrontare le crisi di nervi" href="http://www.educatoridigitali.it/2012/10/15/affrontare-le-crisi-di-nervi/">Capricci</a>, dubbi, esperienze, problemi legati alla scelta di giochi, dei cibi, di passeggini, pannolini, scuola e tutto il resto!</p>
<p>Da oggi <a href="http://www.oltretata.it">Oltre Tata</a> apre una sezione del blog interamente dedicata ai genitori e ai loro problemi pratici dove chiunque, mamma o papà, potrà raccontare la propria esperienza, chiedere consigli, dare suggerimenti e scambiare informazioni utili!</p>
<p>La sezione avrà quindi lo scopo di incontrare le esigenze dei genitori che cercano consigli su prodotti e situazioni o semplicemente hanno bisogno di sfogarsi e confrontarsi.<br />
La cosa bella di questa sezione è l&#8217;essere fatta da genitori veri che parlano e raccontano dei propri dubbi, problemi, incertezze e situazioni varie con i loro figli; non siamo noi a dirvi cosa fare o cosa non fare, ma siete voi che potrete confrontarvi con mamme e papà di tutta Italia che si sono trovati nella vostra stessa situazione e che potranno aiutarvi raccontandovi la loro esperienza.<br />
Tutti i genitori potranno scrivere facendo riferimento a qualsiasi tema legato ai bambini e alla loro crescita, anche parlando di prodotti per l&#8217;infanzia o guide &#8220;come fare ..&#8221;.</p>
<p>Ogni argomento avrà una pagina dedicata e ogni pagina avrà la sezione dei commenti in fondo al post.<br />
Sarà possibile commentare e rispondere subito dopo la lettura del post; chi desidera invece partecipare più attivamente raccontando la propria esperienza o chiedendo aiuto o consigli ad altri genitori potrà scriverci una mail a info@oltretata.it!</p>
<p>Attendiamo numerosi commenti e post!</p>
<p>Se non sei ancora iscritto ad <a href="http://www.oltretata.it">Oltre Tata</a>, clicca <a href="http://www.oltretata.it/il-progetto">QUI</a> e scopri il nostro servizio!</p>
<p><a href="http://www.oltretata.it/educatrici/cerca">Cerca educatrici vicino casa</a></p>
<p>Foto in evidenza by <a href="http://www.flickr.com/photos/gilesrcook/5346737067/in/gallery-oltretata-72157631611131656/">fruity monkey</a><a id="yui_3_7_3_3_1368092152238_1232" href="http://www.flickr.com/photos/gilesrcook/"></a></p>
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		<title>Cuccioli e bambini in casa</title>
		<link>http://www.educatoridigitali.it/2013/04/11/cuccioli-e-bambini-in-casa/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Apr 2013 09:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oltretata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[grid]]></category>
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		<description><![CDATA[Mamma Martina racconta ad Oltre Tata la sua esperienza: adottare un cucciolo con un bambino in casa! Da amante del mondo “cinofilo” e delle variopinte razze che lo popolano, meticci ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mamma Martina racconta ad <a href="http://www.oltretata.it">Oltre Tata</a> la sua esperienza: adottare un cucciolo con un bambino in casa!</p>
<p>Da amante del mondo “cinofilo” e delle variopinte razze che lo popolano, meticci compresi, ho sempre avuto accanto a me un cane.<br />
Ognuno di loro mi ha portato un&#8217;esperienza diversa, mai uguale ad altre e sempre indimenticabile.</p>
<p>Un cane può essere un amico fedele e un compagno fidato per quasi un quarto della vita di un uomo; lui sa cosa vuol dire voler bene ad un altro essere e se ben educato, lo sa dimostrare al padrone.<br />
Fino a pochi mesi fa, però, non mi ero mai chiesta: l&#8217;uomo, a sua volta, sa essere un amico fidato? Sa cosa vuol dire seguire un altro essere vivente per tutta la vita di quest&#8217;ultimo?</p>
<p>Pochi mesi fa io e <a href="http://www.oltretata.it/educatrici/cerca">mio figlio</a>, un vivace bambino di quasi 5 anni, siamo andati a convivere con il mio nuovo compagno e un paio di mesi dopo, alla famiglia, si è unito un “coinquilino peloso”.<br />
Si è pensato bene a cosa comportava portare a casa un nuovo componente, soprattutto se questo aveva delle esigenze diverse dalle nostre.<br />
Un cane ha bisogno di cibo, di passeggiate e di corse, di coccole e anche di cure mediche sia costanti che straordinarie.</p>
<p>Se si cerca in internet sono migliaia i cani che ogni anno vengono regalati a Natale, per i compleanni, per dei <a title="Affrontare le crisi di nervi" href="http://www.educatoridigitali.it/2012/10/15/affrontare-le-crisi-di-nervi/">capricci</a> e quant&#8217;altro, e che puntualmente vengono abbandonati appena ci si rende conto dell&#8217;impegno che richiedono.<br />
Io, assolutamente, non volevo fare lo stesso errore!</p>
<p>Leggendo in internet ho incontrato numerose volte la frase “Voglio regalare un cucciolo a mio figlio”.<br />
Il cane non è un regalo, ci sono moltissime varianti da valutare prima di prendere una decisione di questo tipo, soprattutto se in casa con il nuovo arrivato ci sarà anche un bambino.</p>
<p>Il mio approccio all&#8217;argomento è stato questo “La mia famiglia desidera adottare un cane, sarà un membro della famiglia e interagirà con tutti noi, compreso il mio bambino che ancora è piccolo e non sa cosa vuol dire avere un cane”.<br />
Il mio ruolo sarebbe stato quello di insegnare a mio figlio a rispettare il nostro nuovo amico.</p>
<p>Così un giorno ho letto un annuncio di un cacciatore che regalava uno dei suoi cani, molto probabilmente perché non adatto alla pratica (e mi sono rallegrata del fatto che avesse messo l&#8217;annuncio invece di fare come molti altri che abbattono o abbandonano i cani “infruttuosi”).</p>
<p>Così tutti e tre siamo andati a conoscere Jerry, Setter Inglese tricolore di quasi 3 anni, discendente da cani da lavoro campioni a livello nazionale, ma che del cane fiero e di pura razza aveva ben poco, se non nulla.</p>
<p><a href="http://www.oltretata.it"><img class="aligncenter size-full wp-image-1657" title="adottare un cucciolo" src="http://www.educatoridigitali.it/wp-content/uploads/2013/04/DSCN71391.jpg" alt="" width="600" height="350" /></a><br />
Non ho mai visto un cane così spaventato e così sottomesso, che si abbassava ad ogni carezza, come se si aspettasse al suo posto uno schiaffo ben assestato.<br />
Lo abbiamo portato a casa con noi per una settimana, per farlo ambientare e non abbiamo avuto dubbi sul fatto che adottarlo sarebbe stata la scelta giusta.<br />
Tengo a precisare che ho fatto la scelta di portare a casa un cane con parecchi problemi comportamentali non solo per buon cuore, ma perché conoscendo i cani, sapevo di poter affrontare dei problemi di quel tipo; ad una famiglia con bambini, che decide per la prima volta nella propria vita di possedere un cane, consiglio di informarsi approfonditamente sul carattere e sulla storia di quest&#8217;ultimo, soprattutto se già adulto, e di orientarsi su cani che siano già abituati alla presenza di un bambino, perché la prima persona che dovete tutelare in questa importante scelta è sempre e comunque vostro figlio.</p>
<p>Ora Jerry sembra rinato, non ha quasi più nulla del cane terrorizzato del primo giorno e sta dimostrando tutte le caratteristiche dei Setter Inglesi, cani affettuosissimi, soprattutto coi bambini e fedelissimi alla famiglia.<br />
Jerry passa le sue giornate tra carezze, passeggiate al parco per i “bisognini” (eh si! Anche i cani devono farla) e l&#8217;essere l&#8217;ombra di mio figlio, che lo chiama il “suo fratellino peloso” e che ogni tanto devo sgridare perché tende a fargli i dispetti o ad essere troppo brusco nelle coccole.<br />
Un bambino che gioca con un cane va sempre controllato, perché i cani, come noi, hanno anche loro le “giornate storte”.</p>
<p>Consiglio a tutte le famiglie con figlio che possono permetterselo, di adottare un “amico peloso”, inizialmente le responsabilità si faranno sentire, ma dopo un po&#8217; si potranno notare tutti i benefici che il bambino troverà nella convivenza e nel confronto, sin dalla tenera età, con un cane.</p>
<p>Studi scientifici hanno dimostrato che i <a title="La pet therapy: un beneficio per i bambini" href="http://www.educatoridigitali.it/2013/01/07/la-pet-therapy-un-beneficio-per-i-bambini/">bambini esposti alla presenza di un cane</a> hanno un sistema immunitario più resistente e soffrono meno le allergie.<br />
Ma non basta, il contatto con questo animale domestico stimola i bambini e li rende meno pigri, sedentari e dipendenti dalla tv e dai videogiochi e allo stesso tempo accresce la loro capacità empatica e la voglia di rapportarsi ad un altro essere vivente.<br />
In poche parole, un bambino che cresce con un cane sarà un adulto più responsabile e più paziente.</p>
<p>Prendete dunque questa decisione in un modo ponderato, tenendo conto dei benefici, ma anche delle grandi responsabilità che ne derivano, e non aspettatevi che in casa entri un “inquilino” silenzioso, ma un individuo che porterà gioia, rumori e che ogni mattina, al vostro risveglio, vi troverete davanti in attesa di rendervi felici e di soddisfarvi a suo modo.</p>
<p>Martina</p>
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		<title>Vieni a conoscerci!</title>
		<link>http://www.educatoridigitali.it/2013/04/08/vieni-a-conoscerci/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 09:34:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oltretata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oltre Tata]]></category>
		<category><![CDATA[grid]]></category>
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		<description><![CDATA[Molti di voi già sapranno che Oltre Tata è nata nel 2011, supportata e finanziata da ideato srl, con l&#8217;obiettivo di offrire alle famiglie e agli educatori un punto di ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Molti di voi già sapranno che <a href="http://www.oltretata.it">Oltre Tata</a> è nata nel 2011, supportata e finanziata da <a href="http://www.ideato.it">ideato srl</a>, con l&#8217;obiettivo di offrire alle famiglie e agli educatori un punto di incontro sicuro per avere un primo contatto.<br />
Fino ad oggi abbiamo fatto grandi passi in avanti raggiungendo fino ad 8000 utenti in tutta Italia, creando un&#8217;ampia community che si sviluppa sul blog <a href="http://www.educatoridigitali.it">Educatori Digitali</a> e sui social network come <a href="http://www.facebook.com/oltretata">Facebook</a> e <a href="https://twitter.com/oltretata">Twitter</a> e abbiamo aiutato tante famiglie e tanti educatori ad incontrarsi e conoscersi.</p>
<p>Siamo felici di annunciare che quest&#8217;anno parteciperemo ad un importante evento:<br />
<strong>il 17 e il 18 aprile, Oltre Tata parteciperà allo <a href="http://www.smau.it/padova13/">Smau di Padova</a>.</strong></p>
<p>Per chi non lo conoscesse, lo Smau il “Salone Mobile e Attrezzature per l&#8217;Ufficio”, è la fiera dedicata all&#8217;Information &amp; Communications Technology.</p>
<p><strong>Se ne avete la possibilità, venite a conoscerci di persona!</strong><br />
Vi aspettiamo il 17 e il 18 aprile 2013 a</p>
<p>Padova Fiere<br />
Via Guizza, 53<br />
35125 Padova</p>
<p>Padiglione 11, Stand D44</p>
<p><a href="http://www.educatoridigitali.it/wp-content/uploads/2013/04/logo-padova.200x482.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1651" title="Smau Padova" src="http://www.educatoridigitali.it/wp-content/uploads/2013/04/logo-padova.200x482.jpg" alt="" width="188" height="48" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Genitori coach</title>
		<link>http://www.educatoridigitali.it/2013/03/25/genitori-coach/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 10:26:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oltretata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[grid]]></category>
		<category><![CDATA[slider]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari genitori, crescere un figlio a volte sembra essere una missione impossibile. Tanto lavoro, poco tempo da dedicargli e poi le domande che ci pone il nostro incarico, a volte ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cari genitori, crescere un figlio a volte sembra essere una <em>missione impossibile</em>.<br />
Tanto lavoro, poco tempo da dedicargli e poi le domande che ci pone il nostro incarico, a volte restano senza risposta.<br />
&#8220;Avrò fatto bene a fare così? &#8221;<br />
&#8220;Come si corregge un comportamento sbagliato?&#8221;<br />
&#8220;Mio figlio è &#8220;cattivo&#8221;?&#8221;</p>
<p>Finalmente c&#8217;è un percorso che può darvi strumenti pratici per comunicare al meglio con i vostri figli.<br />
Il percorso si chiama <strong><em>&#8220;Genitori Coach&#8221;</em></strong> e sta per prendere il via a Roma, nella seconda metà di aprile 2013.<br />
Lo conduce Susanna Pistone, che, oltre ad essere madre e tata, è anche trainer e life coach.<br />
Per saperne di più è possibile contattare Susanna a susannapistone@gmail.com o al numero 3396657990.<br />
Per PRENOTARSI ed avere sostanziose riduzioni leggi le modalità che seguono:</p>
<p>Percorso in  <em>5 sessioni</em></p>
<p>Argomenti del primo incontro introduttivo (costo simbolico di soli 30 euro, il partner entra gratis):<br />
La gestione del conflitto: di chi è il problema? 10 errori da non fare</p>
<p><em>Argomenti del percorso</em></p>
<p>1) Atteggiamento mentale volto alla soluzione: le credenze<br />
2) Analisi transazionale e comunicazione efficace<br />
3)Dal ricalco e guida alla soluzione del conflitto<br />
4) la teoria dei bisogni e l&#8217;autorivelazione</p>
<p>Per facilitare la presenza dei genitori viene data l’opportunità di scegliere l’orario più comodo, se pomeridiano ( giovedì dalle 17 alle 19,30) o serale ( il martedì dalle 20,30 alle 23)</p>
<p><em>Presentazione del corso serale 23 aprile ore 20,30 &#8211; 23</em><br />
le date del percorso serale sono:<br />
30 aprile, 7 maggio<br />
14 maggio, 21 maggio</p>
<p><em>Presentazione del corso pomeridiano 18 aprile  ore 17 – 19,30</em><br />
le date del percorso pomeridiano sono:<br />
24 aprile, 2 maggio<br />
9 maggio e 16 maggio</p>
<p>Date:<br />
23 aprile per il lancio del percorso serale ore  20,30 accoglienza alle 20 inizio 20,30<br />
(costo euro 27 il partner entra gratis)<br />
14 marzo per il percorso pomeridiano ore 17<br />
(costo euro 27 il partner entra gratis)</p>
<p>Per chi si prenota ( versando un semplice acconto su postepay di € 27 ) potrà avere le riduzioni indicate qui sotto!<br />
Il costo corso per una persona è di soli  187 euro anziché   250 euro<br />
Il costo per la coppia  è ridotto a soli  287 euro anziché  374 euro</p>
<p>Portando una coppia di genitori ad iscriversi insieme, ci sarà un’ulteriore riduzione per il gruppo di 76 euro , quindi il costo a persona sarà soltanto di 125 euro!</p>
<p>Ciascun corsista sarà fornito di dispense utili per la vita di tutti i giorni in famiglia.</p>
<p>Il saldo sarà effettuato rispettivamente il 24 aprile e il 30 aprile a secondo dell’orario più comodo scelto</p>
<p>IL CORSO SI SVOLGERA&#8217; IN VIA CASILINA 113 PRESSO VIDEOSISTEM<br />
CI SONO POCHISSIMI POSTI ( MAX 15) PRENOTA SUBITO E RICHIEDI INFORMAZIONI<br />
COMODAMENTE DA CASA TUA</p>
<p>Immagine in evidenza by <a href="http://www.flickr.com/photos/davidterrazas/2492905499/in/gallery-oltretata-72157631611131656/">David Terrazas</a></p>
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		<title>Un regalo per la festa del papà</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Mar 2013 11:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oltretata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
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		<description><![CDATA[La festa del papà è quasi arrivata e se siete in cerca di un regalo unico e originale potete fare un lavoretto con il vostro bambino utilizzando la pasta di ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La festa del papà è quasi arrivata e se siete in cerca di un regalo unico e originale potete fare un lavoretto con il vostro bambino utilizzando la pasta di sale.<br />
<a href="http://www.oltretata.it/educatrici/roma/404/susanna+p">Susanna</a>, <a href="http://www.oltretata.it/educatrici/cerca">tata a Roma</a>, ci dice come fare!</p>
<p><a href="www.oltretata.it"><img class="aligncenter size-full wp-image-1628" title="Un regalo per la festa del papà" src="http://www.educatoridigitali.it/wp-content/uploads/2013/03/4634985177_a3ba2e9a20_z.jpg" alt="" width="600" height="350" /></a></p>
<p>Mescola farina e sale fino in una ciotola, in parti uguali.<br />
Aggiungi acqua finché l&#8217;impasto non diventa una palla elastica e che non appiccicosa.<br />
Questo risultato lo si ottiene aggiungendo: farina se è troppo molle, acqua se l&#8217;impasto si sbriciola.</p>
<p>Ora puoi aggiungere colori a tempera per colorare l&#8217;impasto, ma anche i pennarelli atossici la colorano.<br />
I bambini si divertono molto a colorare la pasta e ad impastarla. E&#8217; atossica ed avendo un sapore salato in ogni caso non gli piace mangiarla!</p>
<p>Ora sbizzarrisciti con il tuo piccolo a fare: fermacarte a forma di coccinella, bamboline, frutti e tutto ciò che la tua e la sua fantasia vi suggeriscono.</p>
<p>Lasciali asciugare per una giornata intera.<br />
Ora accendi il forno di casa alla temperatura minima, (diciamo 100 gradi) e falli cuocere per un po&#8217; di ore, finché non sono diventati duri.<br />
Mettili in una bustina di cellophane, un fiocchetto ed ecco pronto il regalo più bello per il papà!</p>
<p><a href="http://pinterest.com/oltretata/pasta-di-sale/">Guarda QUI la galleria di foto di Oltre Tata per avere qualche idea!</a></p>
<p><a href="http://www.oltretata.it/educatrici/roma/404/susanna+p">Susanna P. </a></p>
<p>Foto by <a href="http://www.flickr.com/photos/beckmann/4634985177/in/photostream/">Elin B </a></p>
<p><strong><strong><a href="http://www.oltretata.it/">Iscriviti ad Oltre Tata e trova l’educatrice! Semplice sicuro e vicino a te!</a></strong></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La scuola steineriana</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 10:04:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oltretata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[grid]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; difficile per me racchiudere in poche parole la mia esperienza con la scuola steineriana, ma lo faccio molto volentieri. Mi sono avvicinata alla pedagogia quando cercavo un asilo &#8220;giusto&#8221; ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; difficile per me racchiudere in poche parole la mia esperienza con la scuola steineriana, ma lo faccio molto volentieri. Mi sono avvicinata alla pedagogia quando cercavo un asilo &#8220;giusto&#8221; per mia figlia. Ricordo di averne girati molti ma nessuno mi convinceva, finché non ho trovato un asiletto ai Castelli Romani immerso nel verde che mi è piaciuto dal primo impatto perché l&#8217;ambiente era curato in maniera semplice, con mobili di legno e giocattoli essenziali e poco definiti perché la fantasia del bambino potesse farli vivere come desidera.</p>
<p><a href="www.oltretata.it"><img class="aligncenter size-full wp-image-1635" title="janua" src="http://www.educatoridigitali.it/wp-content/uploads/2013/03/janua.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Ero molto giovane e mamma single, mia figlia è stata un dono stupendo, inaspettato, non programmato, non avevo letto libri di pedagogia, non mi ero preparata, tutto è avvenuto con mia figlia, di pari passo con lei, scoprendo seguendo e ascoltando secondo me quali erano le sue reali necessità, nel conoscere i suoi ritmi non quelli delle esigenze di una società che spesso impone all&#8217;infanzia i suoi tempi e i suoi bisogni.<br />
Infatti, con la scelta della scuola si è come chiuso un cerchio intorno a me: avevo scelto il parto a casa, di curarla con l&#8217;omeopatia e seguire un&#8217;alimentazione biologica.</p>
<p>Nell&#8217;asilo si organizzano ritmicamente nel corso della giornata e della settimana semplici gesti quotidiani, come la cura delle piante o la preparazione del pane; si crea un&#8217;atmosfera serena con il gioco, le fiabe, la musica, la pittura ed il movimento: si offrono al bambino il calore e la serenità necessari a nutrire la sua anima. Se ci pensiamo nei primi sette anni della sua vita il bambino impara a camminare, a parlare, a pensare, a dire &#8220;io&#8221; a se stesso. Senza l&#8217;esempio di altri uomini da imitare, il bambino non imparerebbe a crescere nel modo giusto.<br />
Non solo i gesti, ma anche i sentimenti delle persone che il bambino ha intorno a sé vengono assorbiti fino a divenire parte del suo essere: è così che apprende le qualità morali che saranno determinanti per il suo futuro.<br />
In questa fase il bambino va protetto da stimoli troppo intellettuali, ritenuti deleteri, immergendolo in un mondo buono, ricco di fantasia, immagini, gioco e meraviglia.</p>
<p>Dalla I all&#8217; VIII Classe il maestro come autorità amata diventa la porta che si affaccia sul mondo, in una relazione che cambierà insieme ai mutamenti del bambino. Verrà affiancato da altri insegnanti specializzati nelle singole materie.<br />
Compiti principali del maestro di classe sono presentare le lezioni nel modo più vivo e artistico possibile e armonizzare i vari talenti e temperamenti dei ragazzi per creare simpatia, tolleranza, senso sociale. Ogni mattina le prime due ore sono dedicate alle materie principali che vengono trattate continuativamente per più settimane, &#8220;a epoche&#8221;, per favorire l&#8217;approfondimento.<br />
Questo facilita l&#8217;introduzione in ogni lezione di altre materie ad essa correlate: drammatizzazione, disegno, poesia, musica&#8230;</p>
<p>Dopo una pausa, ci si dedica alle materie che richiedono un ritmo preciso e una pratica costante: attività artistiche, linguistiche, manuali e motorie di cui il maestro di classe può essere sostituito o affiancato dai maestri di materia. Aritmetica e matematica così come l&#8217;italiano vengono insegnate per tutto il ciclo scolastico . Dalla IV classe si iniziano a studiare antropologia e zoologia, dalla V botanica, dalla VI geologia e fisica.</p>
<p>Spero di essere riuscita ad esprimere in poche parole che la scuola steineriana non è quell&#8217; ambiente troppo ovattato come molti pensano, anzi il bambino si troverà bene nella vita &#8220;reale&#8221; e sarà inserito benissimo nelle superiori.<br />
Mia figlia sta frequentando un primo liceo molto impegnativo. Certo, l&#8217;approccio è diverso, mia figlia dice &#8220;gli insegnanti pensano solo ai voti&#8221; ma è piena di risorse che tutto il ciclo le ha trasmesso. Ogni esperienza è personale, io sono stata fortunatissima, ho incontrato persone aperte, scambi profondi con genitori, insegnanti pieni di entusiasmo ed abilità creativa.<br />
I maestri infatti oltre ad un titolo di studio devono intraprendere un cammino personale di conoscenza nell&#8217;ambito antroposofico e aver partecipato ad uno specifico corso di formazione della durata di almeno due anni. Questo corso trasmette ai futuri insegnanti l&#8217;importanza dell&#8217;autoeducazione come esperienza di vita.</p>
<p>Il collegio degli insegnanti, di cui fa parte anche il medico scolastico, è responsabile dell&#8217;intero lavoro pedagogico.<br />
La pedagogia Waldorf fu elaborata nel 1919 dal filosofo e scienziato austriaco Rudolf Steiner per i figli degli operai della fabbrica di sigarette Waldorf Astoria di Stoccarda ed è oggi diffusa in 80 Paesi dei cinque continenti con circa 870 tra scuole, asili e centinaia di migliaia di alunni.<br />
In Italia si contano più di trenta scuole ed un numero più che doppio di Giardini d&#8217;infanzia, per un totale di più di 3500 alunni, con una netta concentrazione di presenze al Nord. Solitamente le scuole realizzano il ciclo dalla I all&#8217; VIII classe; esiste una scuola superiore a Milano ed una a Bolzano. Con un gruppo di genitori abbiamo lavorato due anni affinché quest&#8217;anno partisse una IX classe a Roma, ma ahimè i tempi non erano ancora maturi, comunque i nostri sforzi non sono stati vani per i ragazzi che verranno dopo.</p>
<p>La scuola Waldorf è gestita da un&#8217;associazione culturale senza fini di lucro. A meno che non siano accessibili finanziamenti pubblici, situazione oggi ancora poco frequente in Italia, tutti i costi di gestione devono trovare copertura attraverso le quote scolastiche, donazioni e sponsorizzazioni e altri contributi. Così le scuole Waldorf promuovono all&#8217;interno della comunità scolastica la solidarietà economica, per permettere anche ai figli di famiglie poco abbienti di poterle frequentare.<br />
La vita sociale di una scuola Waldorf è un elemento molto importante.<br />
Le occasioni di incontro per lavoro, decisioni, feste, si moltiplicano, e chi lo vuole può trovare un ambito umano in cui il bene superiore dell&#8217;educazione dei piccoli aiuta anche i grandi a dare il meglio di sé. Intensi sono anche lo scambio e la collaborazione tra insegnanti e genitori. Si cerca di costruire una scuola in cui i bambini possano trovare le migliori condizioni di crescita.</p>
<p>Avrei molto altro da dire, vi saluto con la speranza di aver acceso la curiosità a chi non conosce la pedagogia steineriana, una forma di &#8220;arte educativa&#8221; validissima.</p>
<p>Per informazioni  <a href="http://www.janua.it">www.janua.it</a></p>
<p><a href="http://www.oltretata.it/educatrici/rocca+di+papa/6401/erika+p">Erika P.</a></p>
<p><a href="http://www.oltretata.it">Iscriviti ad Oltre Tata!</a></p>
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		<title>Imparare dal web</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 11:12:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oltretata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Non sempre è facile aiutare un bambino nelle sue attività didattiche: ognuno ha un modo diverso di apprendere ed è per questo che bisognerebbe capire insieme al bambino il metodo ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Non sempre è facile aiutare un bambino nelle sue attività didattiche: ognuno ha un modo diverso di apprendere ed è per questo che bisognerebbe capire insieme al bambino il metodo migliore da utilizzare.<br />
<a href="http://www.oltretata.it/educatrici/genova/6324/alice+b">Alice B.</a>, <a href="http://www.oltretata.it">babysitter e aiuto compiti</a> a <a href="http://www.oltretata.it/educatrici/cerca?lat=44.4056499&amp;lon=8.946255999999948&amp;s=Genova%2C+Italia&amp;t%5B%5D=262&amp;t%5B%5D=263&amp;t%5B%5D=264&amp;t%5B%5D=265&amp;t%5B%5D=266">Genova</a>, ci dà il suo punto di vista e ci racconta la sua esperienza per imparare a trovare il metodo giusto!</p>
<p><a href="www.oltretata.it"><img class="aligncenter size-full wp-image-1616" title="Imparare dal web" src="http://www.educatoridigitali.it/wp-content/uploads/2013/03/4195916777_986fd1a5c6_z.jpg" alt="" width="600" height="350" /></a></p>
<p>È già da molti anni ormai che do “ripetizioni” a ragazzi delle medie ed è per questo che mi interesso di <a href="http://www.oltretata.it">educazione e apprendimento</a>. Ancora ho da imparare molto ma grazie alle ricerche che faccio nel mio piccolo, all&#8217;esperienza con i bambini e all&#8217;osservazione di me stessa nello studio posso dire di aver imparato qualcosa sui metodi di studio e apprendimento, sopratutto per quanto riguarda le lingue.</p>
<p>Parlo di “ripetizioni” tra virgolette perché è una parola che non mi piace molto.<br />
In realtà considero le mie lezioni come un aiuto e non come una ripetizione delle lezioni scolastiche. Spesso i ragazzi sono seguiti anche fuori da scuola perché non sono stati attenti in classe al momento della spiegazione, perché molto vivaci o perché non è facile “acchiapparli” per metterli davanti a un libro a studiare o a esercitarsi dopo la scuola, e non perché non riescono a capire gli argomenti spiegati dai professori.<br />
È importante, secondo me, far capire al ragazzo che non prende lezioni private perché è meno intelligente degli altri compagni. È una cosa che spesso si dà per scontata ma a volte è meglio chiarirla.</p>
<p>Spesso il sistema scolastico italiano non si sofferma ad analizzare insieme agli studenti il metodo migliore per esercitarsi e studiare. Questa è una cosa che ho provato sulla mia pelle.<br />
Ho imparato da sola &#8211; ammetto non da molto &#8211; qual è il metodo migliore per me di studiare e soprattutto ho imparato che il mio metodo non è uguale ed efficace allo stesso modo per i miei compagni.</p>
<p>Ho notato, ad esempio, che chi ha una buona memoria visiva può essere aiutato dall&#8217;utilizzo dell&#8217;evidenziatore (io preferisco giallo o al massimo arancione perché gli altri colori coprono il testo) e dall&#8217;uso di segni come frecce, elenchi puntati, sottolineature, piccoli disegni di qualsiasi genere per suddividermi il testo in parti più o meno importanti o segnarne altre indispensabili.</p>
<p>E&#8217; il ragazzo che dovrá decidere con quale metodo si trova meglio.<br />
Il metodo, inoltre, varia a seconda di quello che si deve studiare: ad esempio, la matematica richiede l&#8217;apprendimento di formule o regole a memoria, la storia e la geografia richiedono l&#8217;apprendimento di concetti. In questi due casi l&#8217;approccio allo studio sarà diverso.</p>
<p>Altrettanto diverso sarà <a title="Crescere bilingue" href="http://www.educatoridigitali.it/2012/11/26/bilingue-per-gioco/">lo studio delle lingue</a>. Una parte molto importante che spesso porta difficoltà è l&#8217;apprendimento della pronuncia. Si tratta di nuovi suoni che spesso portano più problemi ai grandi che hai piccoli.<br />
Mi rivolgo a voi “grandi”: vi siete mai sentiti a disagio nel parlare una lingua straniera?<br />
Probabilmente questo succede perché vi imbarazza mettere la lingua in mezzo ai denti per generare il suono “th” inglese come nella parola &#8220;teeth&#8221; o di stringere la gola per pronunciare il suono gutturale della “j” spagnola come nella parola &#8220;ajo&#8221;.</p>
<p>La maggior parte dei bambini che frequentano ancora le scuole elementari sono ancora immuni da questo “blocco”. Forse i ragazzi delle scuole medie ne “soffrono” un po&#8217; di più ma spesso questo imbarazzo è superabile prendendo più confidenza con la materia.<br />
Inoltre vi faccio notare che quando parlate un&#8217;altra lingua il tono di voce cambia e il timbro viene recepito dagli altri e da se stessi in modo diverso.<br />
Questo fa parte dell&#8217;atteggiamento che si assume nel parlare un&#8217;altra lingua e include anche un cambio significativo a livello di utilizzo della bocca, della lingua e della gola, elementi essenziali per poter parlare.</p>
<p>Mi piace utilizzare la parola &#8216;confidenza&#8217; perché credo possa ben descrivere quello che manca nel rapporto tra l&#8217;alunno e la lingua.<br />
Posso introdurre così un altro aspetto importante dell&#8217;insegnamento della lingua che bisogna considerare: spesso le lingue straniere sono insegnate senza nessuna connessione con la realtà, senza contesto.</p>
<p>Credo che la cosa giusta da fare durante le lezioni sia puntare al pratico così che il ragazzo possa vedere subito l&#8217;utilità della lingua straniera, dove per pratico intendo apprendere parole e strutture grammaticali usate nella vita reale.<br />
Esistono, infatti, delle espressioni imparate dai libri che sono cadute in disuso nella lingua parlata: se parliamo del francese, ad esempio, notiamo che la particella &#8220;pas&#8221; per la costruzione della negazione, non viene usata dalla maggior parte dei francesi.<br />
Possiamo anche citare la struttura &#8220;este-ce que&#8221; per costruire una frase interrogativa che non è mai usata al contrario del francese scolastico.</p>
<p>L&#8217;inglese insegnato a scuola spesso non va oltre le regole o il lessico di base. La parola &#8220;house&#8221; si traduce con &#8220;casa&#8221; ma non è la sola e unica parola che definisce il concetto: esiste la parola &#8220;home&#8221; che definisce casa in senso figurato come nucleo famigliare, abbiamo &#8220;apartment&#8221;, &#8220;flat&#8221;, &#8220;dwelling&#8221; che è utilizzato per definire più il concetto di abitazione, &#8220;building&#8221; che definisce l&#8217;aspetto strutturale della casa.<br />
L&#8217;apprendimento di questo tipo di lessico appena citato, che è quello che gli inglesi veramente usano tutti i giorni, fa la differenza!</p>
<p>Un altro aspetto importante nell&#8217;apprendimento della lingua è l&#8217;ascolto: il &#8220;listening&#8221;. Per migliorare questo aspetto, io mi servo del computer dove è possibile guardare <a href="http://www.youtube.com/user/oltretatachannel">video sul web</a>.<br />
Internet è un&#8217;enorme videoteca condivisa in tutto il mondo e personalmente mi piace far ascoltare delle canzoni. In questo modo il ragazzo scoprirà come uno strumento usato prevalentemente per il divertimento possa essere un&#8217;alternativa o un arricchimento all&#8217;usuale metodo di studio.</p>
<p>Inoltre la musica e i suoni aiutano nella memorizzazione.<br />
Perché i nostri ragazzi sanno le loro canzoni preferite a memoria e per i imparare il paradigma dei verbi inglesi bisogna accendere fare una gran fatica?<br />
Se questi processi noiosi si affiancano alla musicalità sarà più facile aiutarli ad apprendere.<br />
Anche per la grammatica si incontrano su internet siti molto utili con la quale fare esercizio.<br />
Per ora, vi consiglio un sito gratuito per esercitrsi in spagnolo (http://www.sflt.ucl.ac.be/gra/ ). Alcuni siti sono a pagamento, altri gratuiti, validi o poco validi: è per questo che la supervisione di un istruttore è fondamentale.<br />
Internet è un enorme risorsa ma va saputa usare!</p>
<p><a href="http://www.oltretata.it/educatrici/genova/6324/alice+b">Alice B.</a></p>
<p>Foto by <a href="http://www.flickr.com/photos/wwworks/4195916777/in/gallery-oltretata-72157632273811857/">woodleywonderworks</a></p>
<p><strong><strong><a href="http://www.oltretata.it/">Iscriviti ad Oltre Tata e trova l’educatrice! Semplice sicuro e vicino a te!</a></strong></strong></p>
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		<title>Trovare lavoro online</title>
		<link>http://www.educatoridigitali.it/2013/02/25/trovare-lavoro-online/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 09:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oltretata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[grid]]></category>
		<category><![CDATA[slider]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto è iniziato circa sei anni fa quando rientrata dall&#8217;estero dopo una permanenza di ben 15 anni, non ho più trovato lavoro: &#8220;troppo vecchia&#8221; dicevano; a quei tempi avevo 44 ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto è iniziato circa sei anni fa quando rientrata dall&#8217;estero dopo una permanenza di ben 15 anni, non ho più trovato lavoro: &#8220;troppo vecchia&#8221; dicevano; a quei tempi avevo 44 anni.<br />
Decisi quindi di provare a fare la babysitter essendo mamma ed amando i bimbi.</p>
<p><a href="http://www.oltretata.it"><img class="aligncenter size-full wp-image-1605" title="Oltre Tata" src="http://www.educatoridigitali.it/wp-content/uploads/2013/02/child1-2.jpg" alt="" width="600" height="350" /></a></p>
<p>Così iniziai a cercare sui siti di trova lavoro, richieste di mamme e &#8220;smanettando&#8221; su internet ho trovato anche <a href="www.oltretata.it">Oltre Tata</a>. Scrivo &#8220;anche&#8221; perché avevo trovato altri siti ma, a dire la verità, nessuno era così semplice e allo stesso modo così pratico e chiaro come <a href="http://www.oltretata.it">Oltre Tata</a>.</p>
<p>Grazie ad Oltre Tata ho trovato due posti di lavoro meravigliosi dai quali mi sono allontanata solo perché i bimbi erano cresciuti, la scuola iniziava e giustamente il mio compito era finito.<br />
Sono sempre rimasta in contatto con queste famiglie dove si e&#8217; instaurato un rapporto di bellissima amicizia. Con un paio di loro si va fuori a cena ogni tanto ed è bello essere ricordata così.</p>
<p>Le mie aspettative sono quasi sempre state ripagate.<br />
Quello che però non sono mai riuscita a far capire ad una <a href="http://www.oltretata.it/annunci/educatrici/cerca">mamma</a> è che affidare ad una tata il proprio bimbo equivale a <a title="Mettere in regola la babysitter" href="http://www.educatoridigitali.it/2011/07/29/mettere-in-regola-la-babysitter/">pagare il suo tempo</a>: le nostre giornate, la nostra enorme responsabilità…<br />
Purtroppo devo constatare che le mamme non la vivono così: ritengono che il nostro &#8220;guadagno da tate&#8221; debba essere inferiore perché (molto spesso) un bimbo dorme…. Ma noi sappiamo che non è così: se un bimbo dorme noi possiamo andare al bar?<br />
Noi <a href="http://www.oltretata.it/educatrici/cerca">tate</a> siamo lì, sempre sul chi va là, li ascoltiamo dormire, siamo lì al loro risveglio. Una distrazione, un attimo e i bimbi si fanno male.<br />
Questo era un consiglio esclusivamente per le mamme.</p>
<p>Su <a href="http://www.oltretata.it">Oltre Tata</a>, noi tate abbiamo la possibilità di raccontarci un pò, di scrivere le nostre preferenze, i prezzi, gli orari che possiamo fare, postare una foto e far mettere pure le referenze.<br />
Comunque <a title="Cosa chiedere e cosa osservare nel primo colloquio con la baby sitter" href="http://www.educatoridigitali.it/2012/04/03/cosa-chiedere-e-cosa-osservare-nel-primo-colloquio-con-la-baby-sitter/">il colloquio</a> è fondamentale! Io dico che è una questione di pelle, devi sentire subito un filo diretto con la mamma perché pur essendo vero che poi ci ritroviamo sole con i bimbi, se il rapporto con la mamma non è più che sincero, aperto e basato su una grande fiducia, si lavora male…molto male!</p>
<p>Dal mio punto di vista, credo di aver colpito le mamme per la sincerità dimostrata. Appaio dura fuori ma sono buona dentro, gioco con i bimbi ma mi faccio anche rispettare, do tanti consigli e tranquillizzo le mamme quando i bimbi stanno male.<br />
Decisamente consiglierei Oltre Tata ai miei amici e parenti!</p>
<p>Non smetterò mai di ringraziarvi: due volte ho cercato lavoro su Oltre Tata e due volte ho trovato lavoro in meno di una settimana! Non male!</p>
<p>Spero che questo mio scritto possa essere d&#8217;aiuto e incoraggiare chi ancora non ha trovato lavoro.</p>
<p>Antonella</p>
<p><strong><a href="www.oltretata.it">Cosa aspetti? Iscriviti anche tu su Oltre Tata!</a> </strong></p>
<p>Foto by <a href="http://www.flickr.com/photos/jezpage/4613396800">Jez Page</a></p>
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		<title>Superare i limiti della disabilità</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2013 09:45:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oltretata</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima della nascita del mio secondogenito ero una mamma che si divideva tra famiglia e lavoro. Una mamma che correva a portare il pargolo dai nonni, si catapultava in ufficio, ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Prima della nascita del mio secondogenito ero una <a href="http://www.oltretata.it/annunci/educatrici/cerca">mamma</a> che si divideva tra famiglia e lavoro. Una mamma che correva a portare il pargolo dai nonni, si catapultava in ufficio, ritornava a riprendere il pargolo, correva di nuovo a casa, preparava la cena e finalmente si godeva la serata in famiglia.<br />
Dopo tre anni di questa routine, pensammo di allargare la famiglia ed è da questo momento che gli equilibri si spezzarono, e quella che sembrava una strada tracciata ben definita tutta diritta senza grandi ostacoli, ad un certo punto diventava tortuosa buia ed in salita.</p>
<p><a href="www.oltretata.it"><img class="aligncenter size-full wp-image-1595" title="Superare i limiti della disabilità" src="http://www.educatoridigitali.it/wp-content/uploads/2013/02/4929686899_5110667fe0_z.jpg" alt="" width="600" height="350" /></a></p>
<p>Decidere di far nascere il nostro secondogenito portatore di una malformazione cerebrale congenita, l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agenesia_del_corpo_calloso">agenesia del corpo calloso</a> diagnosticata alla 19ma settimana di gestazione, è stato un salto nel buio che però ci ha portato piano piano a vedere nuovi orizzonti, a conoscere altre strade, a percorrere altri sentieri, a vedere altri panorami, completamente diversi da quelli così cari e noti.</p>
<p>Questa malformazione cerebrale ha colpito mio figlio fortunatamente in modo marginale, ed ora che ha 11 anni posso essere assolutamente ottimista sul suo futuro e sul fatto che potrà condurre una vita piena e autonoma. Ma al momento della nascita nessun medico si era voluto sbilanciare con previsioni e alle nostre numerose domande ottenevamo sempre la medesima risposta “Cari genitori, aspettiamo e vediamo”.<br />
Io che di natura non sono molto capace di aspettare &#8230; anzi agli appuntamenti arrivo sempre in anticipo e che come temperamento mi piace “prendere il toro per le corna”, non gradivo molto questo tipo di risposta, ed una volta appurato, nei primi mesi di vita, che la malformazione stava ritardando il suo sviluppo motorio e probabilmente in futuro anche quello cognitivo, mi sono rimboccata le maniche per cercare le strategie per colmare i ritardi che via via si presentavano.<br />
Così mio figlio come una lumachina ha raggiunto tutte le principali tappe dal rotolamento, alla posizione seduta, dal gattonamento al cammino.</p>
<p>Io e mio marito ci davamo il cambio sul tappeto di casa, per proporre tanti piccoli “esercizi” che ci venivano suggeriti di volta in volta dalla fisioterapista dell&#8217;ASL, intervallati da tante coccole e tanti abbracci.<br />
Undici anni fa, internet non era così diffuso, ma il mio desiderio di saperne di più sulla malformazione e la voglia di entrare in contatto con altre famiglie, mi hanno dato il coraggio di rispolverare il mio mediocre inglese scolastico e di prendere contatti con un&#8217;associazione ed un forum di discussione americano.<br />
Poi con il passare del tempo ho incominciato ad avere contatti con alcune famiglie italiane, ed ora anche qui in Italia abbiamo la nostra Associazione ed il nostro forum, ed ho contatti con oltre 200 famiglie sparse su tutto il territorio nazionale.</p>
<p>E&#8217; stato proprio uno dei miei primissimi contatti, la mamma di un meraviglioso bimbo di qualche anno più grande del mio, che mi diede alcuni suggerimenti importanti su come stimolare cognitivamente mio figlio. Lei stessa li aveva appresi seguendo numerosi corsi che insegnavano a genitori e terapisti l&#8217;applicazione pratica dei principi teorici sviluppati dal prof. Reuven Feuerstein psicologo nato a Botosan (Romania) nel 1921. L&#8217;approccio positivo, propositivo del metodo, mi conquistò subito.<br />
Feuerstaein sosteneva:</p>
<blockquote><p>L&#8217;intelligenza non è una struttura statica, ma un sistema aperto, dinamico che può continuare a svilupparsi nel corso della vita”.</p></blockquote>
<p>Non mi dilungo a raccontarvi su cosa si basa il metodo, su quali sono i suoi strumenti, internet oggi è pieno di informazioni al riguardo.<br />
Nove anni fa per approfondire l&#8217;argomento iniziai a leggere alcuni libri del prof. Feuerstein, poi seguii alcune conferenze ed infine decisi di partecipare ad un corso per diventare io stessa applicatrice del metodo.</p>
<p>Imparai che attraverso il gioco, i gesti quotidiani per la cura, le uscite, le gite, le vacanze, le pappe &#8230; ogni momento vissuto insieme a nostro figlio, poteva diventare una grande opportunità di stimolo e di sviluppo. Ciò non toglieva spontaneità, o slancio, semplicemente ci si soffermava un po&#8217; di più sull&#8217;azione svolta, pensando a come proporla in modo più coinvolgente affinchè arrivasse al bimbo superando le barriere del suo ritardo psicomotorio. Col passare del tempo non ci si soffermava neanche più a pensare &#8230; tutto era diventato “automatico”. Alcuni amici di famiglia sono sempre molto stupiti di come sia io che mio marito sappiamo trasformare un banale gioco con i bambini in un momento di sviluppo cognitivo &#8230; ed il bello è che lo facciamo del tutto inconsciamente.</p>
<p>Dall&#8217;età di quattro anni mio figlio è seguito da due terapiste applicatrici del metodo per due ore alla settimana. Anche se io stessa sono applicatrice non ho voluto assumere il duplice ruolo di mamma terapista, anche perchè una volta entrato alla scuola primaria, sono passata al ruolo di mamma <a href="http://www.oltretata.it/educatrici/cerca">aiuto compiti</a>.<br />
Ciò che ho imparato dal prof. Feuerstein è che se con un determinato insegnamento il bimbo non assimila, non ci si deve scoraggiare e pensare: “questa cosa non sarà mai in grado di farla”, ma cercare strategie diverse, capire quali sono le difficoltà alla base e superare ogni ostacolo fino al raggiungimento della meta prefissata.<br />
Ricordo che alla scuola primaria quando doveva fare i primi conticini con l&#8217;utilizzo delle mani, mio figlio non riusciva, ma non perchè non aveva capito il meccanismo, ma perchè la sua scoordinazione motoria gli impediva (e gli impedisce tutt&#8217;ora) di muovere le dita separatamente: per lui fare la pistola, le corna, indicare tre o due con le ditine è un&#8217;impresa.</p>
<p>Inizialmente gli costruii delle mani con il cartoncino e quando doveva contare piegava le dita che non servivano. Poi iniziai a scrivergli con la penna i numeri sulle dita e lui tenendo la mano aperta davanti a se contava le dita, poi una volta capito che il mignolo era sempre il numero uno ed in ordine venivano gli altri non fu più necessario scrivere sulla pelle.<br />
Ora che è in prima media fa le espressioni con le potenze &#8230;<br />
Tutte le mete o quasi sono state raggiunte con l&#8217;utilizzo di piccoli stratagemmi. E non solo quelle cognitive. Ricordo la fatica a fargli imparare l&#8217;utilizzo della bicicletta senza rotelline &#8230; ma che felicità il giorno che fece qualche metro da solo!<br />
Certo, la malformazione di mio figlio gli ha permesso comunque un costante e continuo sviluppo, però le difficoltà sono state anche molte, e se noi come genitori ci fossimo arresi davanti all&#8217;evidenza del ritardo, probabilmente i risultati raggiunti non sarebbero stati gli stessi.</p>
<p><a href="http://www.oltretata.it/educatrici/monza/6147/valentina+m">Valentina M</a>.<br />
tata, babysitter e aiuto compiti a <a href="http://www.oltretata.it/educatrici/cerca?lat=45.587185&amp;lon=9.272214899999994&amp;s=Monza+MB%2C+Italia">Monza</a></p>
<p>Di <a href="http://www.flickr.com/photos/familymwr/4929686899/in/gallery-oltretata-72157632066266854/">familymwr</a></p>
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