<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"><channel><title>ombra fuggevole ma non poiché vigliacca.</title><description>possa tu scorrere attraverso il mondo entro docile forma di splendore mai estinto.
come fuggevole ombra.</description><managingEditor>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</managingEditor><pubDate>Wed, 19 Nov 2025 17:59:04 -0800</pubDate><generator>Blogger http://www.blogger.com</generator><openSearch:totalResults xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">203</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">25</openSearch:itemsPerPage><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/</link><language>en-us</language><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:summary>possa tu scorrere attraverso il mondo entro docile forma di splendore mai estinto. come fuggevole ombra.</itunes:summary><itunes:subtitle>possa tu scorrere attraverso il mondo entro docile forma di splendore mai estinto. come fuggevole ombra.</itunes:subtitle><itunes:owner><itunes:email>noreply@blogger.com</itunes:email></itunes:owner><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/2014/01/i-repulisti-si-fanno-pasqua-o-fine-anno.html</link><category>scoasse</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Wed, 8 Jan 2014 19:46:00 -0800</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-6460008553161809106</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #b6d7a8; font-size: small;"&gt;i repulisti si fanno a pasqua o a fine anno, mica adesso. eppure mi apro, mi annuso e so di tappo (immateriale). dopotutto, i veleni del primissimo mattino meritano un
cestino (rifiuti speciali). butterei via un biglietto aereo, se solo si
potesse (carta, ma anche cielo). le piante seccate da troppo concime francese [(verde) neanche
dagli smeraldi nasce niente]. vivere a scrocco e aprirsi la bocca con gli
schiaccianoci (rifiuto violento). le mille patine di quel cd in microfrantumi sul tavolo (immateriale). il riso appiccicaticcio e
giallo sfida la retina dal fondo della pentola (organico). quel
portento di vibratore che non funziona più (più che plastica: gomma). gli
occhiali e le miopie [fisiche e ipermetropi (soprattutto vetro)]. con le
lettere inutili ci si può sempre pulire il culo (riciclabilissime, come le mie parole). le mail si possono stampare (ibidem). i pugni di
chi dispone del potere che ha rubato (schifo). i telefoni squillano mai o
troppo spesso (tossico). la manicure, pedicure, acconciatura (trash). una meraviglia di coca-cola in lattina giù per i dirupi della
coscienza (alluminio). le ennesime ultime occasioni che non se ne può più (molto ingombranti).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #b6d7a8; font-size: small;"&gt;mi hai solo stancata più volte per tutte (pile esauste).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #b6d7a8; font-size: small;"&gt;esco a buttare la spazzatura, non so se torno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/2013/10/un-nobel-per-la-pace-chi-vive-tutti-i.html</link><category>nobel</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Fri, 11 Oct 2013 08:26:00 -0700</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-6091985875786142649</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="color: #6fa8dc; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="line-height: 18px;"&gt;un nobel per la pace a chi vive tutti i giorni con le mani nella merda. in quella altrui, nella propria, nel dolore. u&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 18px;"&gt;n appiglio per chi suda ogni notte nelle sabbie mobili, negli incubi del senso d'impotenza che lo lascia in pace mai. u&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 18px;"&gt;n po' di rispetto per chi non è capace di stare a guardare, per chi sceglie da che parte stare, per chi ha ragione ma non ne ha il diritto. u&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 18px;"&gt;n secchiello per chi&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline; line-height: 18px;"&gt;svuota il mare con il cucchiaino. perché non smetta, nonostante non basti mai. un inchino a chi rischia la vita per difendere la voce di un'idea, una balena, un'altra vita. a chi tiene la mano di un altro che muore, perché non abbia paura.&amp;nbsp;un riconoscimento a chi lotta per la dignità del lavoro: perché non ci avveleni, perché non ci ricatti, perché non ci metta a tacere. un po' di tregua per chi accoglie prima di giudicare, per chi soccorre, per chi cura, per chi chiude gli occhi ai morti che non sono suoi. un giocattolo per il bambino che combatte invece di fare i capricci, che salta su una mina invece di crescere, che muore invece di giocare. un premio per chi sa che il bene non lo fa agli altri, ma per se stesso. per chi resiste e si batte, senza perdere mai la tenerezza. un nobel per la pace così, chiedo troppo? come ogni anno, aspetto l'anno prossimo.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/2013/06/io-che-ho-combattutto-sempre-con-la.html</link><category>solstizitudine</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Fri, 21 Jun 2013 21:02:00 -0700</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-3518988993700555624</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="color: #ffe599; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;io che ho combattutto sempre, con la visiera bassa. che ho calpestatto la terra e ogni cosa vi strisciasse, con la pizzica nei piedi. io che ho addestratto le mie cavie a obbedire al nichilismo, finché marte non ci separi. che ho guaritto ogni ramoscello storto, stringendogli le radici ai polsi fino a violizzarlo. io che ho consumatto di domande l'equilibrio grammatico di chi si sentiva logico, per purissima invidia. che ho baciatto tutte le forme che la potenza può assumere, ubriaca per gli indugi. io che ho litigatto con i miei stessi artigli mentre facevo guerra e pace con i graffi. che ho attesso le trame ogni notte, sapendo che andavano disfatte ogni giorno dopo. io, io, le angustie dei miei punti di vista ottusi, io. senza il coraggio degli occhi oltre il soffitto di cristallo, oltre le finestre stanche. io quasi e basta, con il caso che è l'ultima cosa restata ad ascoltarmi. io sempre, e l'accidia dei desideri che non sanno i compromessi. io venni, vidi, persi.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/2013/06/oggi-e-dieci-anni-fa-e-non-ho-alcuna.html</link><category>decade</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Tue, 18 Jun 2013 20:33:00 -0700</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-4304708733928773762</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #134f5c; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;oggi è dieci anni fa, e non ho alcuna intenzione di aspettarti a testa aperta. non ho voglia di finire con te tutto daccapo, di restarti addosso a gambe levate. conoscerti, lasciarmi abbandonare, raccontarti niente e il suo contrario. non voglio che passi tutto questo tempo in cui mi preparo a colpirti, mentre imparo a mancarti. voglio volerti danzare, nella tua vita lunga senza di me, sguardarti da lontano, continuare a farci a meno. non serve il cesello delle tue ispirazioni, né l'inciampo del lirismo nei giochi di parole. userò questo tempo per stancarmi di tutti gli artefatti apposta e di chiunque li possegga, me compresa.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style="color: #134f5c; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;dieci anni è la misura dello stillicidio gelato che poi dovrò sbrinare. a mani nude, a suon di sapone bollente, a colpi di sale e piccone che scende. dieci anni è la vertigine intatta di tutto il tempo che avremo da perderci. e da fallire.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/2013/06/cera-una-volta-in-cui-le-favole.html</link><category>adimer</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Sat, 1 Jun 2013 21:31:00 -0700</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-2683847507855233589</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="color: #bf9000; font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;c'era una volta in cui le favole cominciavano e finivano in un momento preciso. fino al giorno in cui il narratore dispettoso invertì re mida. qualunque cosa toccasse diventava sbagliata, contraria e ritrosa. scatenava contro di sé ogni sorta di tempesta, persino quelle del silenzio. afferrava o sfiorava: non cambiava niente. se solo si azzardava a non dire: sto male, sgretolava la pazienza nelle mani degli altri. innervosiva le cose che gli davano sollievo, ne esasperava la comprensione. che fosse malato, sereno o disperato, trasformava il piacere in un mostro. era pericoloso: andava recluso. nei circoli viziosi, nelle carceri delle parole, nelle spirali a senso unico. venne preso e condannato al macello del treno dei desideri. legato, triplo nodo carpiato, alla strada arrugginita.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;ridotto al prurito delle mani, in preda ai propri sogni, via via più miserabili. se tutto ciò che tocco diventa merda, non voglio più niente. il che non basta, certo, per non essere desiderati. vuoi toccarmi? diventi merda. non posso farci niente, non lo desidero neanche più. e lo so che mancherai come se ci fossimo toccati per davvero, mentre andrai via con una bestemmia tra i denti. farò di nuovo i conti con i futili motivi, maledirò il signore invisibile che manovra i miei silenzi e sguardi. ma non avrò altro io, all'infuori di me, a prendersi cura e la briga di capire. aspetterò con ansia crescente il fischio, il fracasso e poi più niente. c'era una volta una fiaba rotta, che non stava in piedi. non poteva neanche essere raccontata, perché sopravvissero quasi tutti felici e contenti.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/2013/05/vincere-listinto-di-chiudere-gli-occhi.html</link><category>riversi</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Thu, 2 May 2013 14:37:00 -0700</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-1586883596382414989</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #93c47d;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;rivincere l'istinto di chiudere gli occhi quando un camion mi taglia la strada. ritenerli aperti e fissi nei tuoi: la maggiore paura possibile. riprendere&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;l'istinto di contare il tempo che manca, quello che è trascorso, quello di frenata. rimordere la mancanza di coraggio che non mi ha fatto dirti tutto. risentire l'esatto timbro di dolore delle tue spalle che varcano la soglia. riprovare le cose che abbiamo fatto e sbagliarle molto meglio di così. riscattarci senza essere così attenti alle conseguenze. rilanciare il cuore oltre l'oracolo che ci voleva perdenti liquidi e trofei. riparare sotto il tuo sterno e&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #93c47d; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;lasciarci andare sempre, senza farlo mai del tutto. ripiegare nelle scorciatoie intruse delle reti di sicurezza, delle convenzioni, della noia. riportare l'essenziale agli indugi che abbiamo esagerato.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style="color: #93c47d; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;ritirare l'imbarazzo che ci ha beccati con lo sguardo nella marmellata, esplicitarlo prima che ci separasse. ripagare lo scotto dei desideri in fiamme e quello gelido dell'assenza. ricavare farfalle dai bruchi e non averne paura. rilasciarci scorrere, come quell'acqua nel fossato del castello (che era immobile e lui invisibile, fino a che stavamo a labbra staccate). riposare piano, come la pigrizia del silenzio in cui mi sei sempre mancato. rimandare lo schianto con il camion, per i baci lenti e la sete che hanno sempre avuto senza saperlo. riguardarti guardarmi, e poco altro. ricorrere a questi mezzucci per affondare il piede sul freno e tornare da te, che sei tutti i miei sorsi, nonostante tutto. rinvenire a te, come se fossi casa.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/2013/04/blog-post.html</link><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Thu, 25 Apr 2013 01:39:00 -0700</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-3700846831370531193</guid><description>&lt;strike&gt;1945&lt;/strike&gt;</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/2013/04/lo-sguardo-arranca-su-quelle-scale-che.html</link><category>escher</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Fri, 12 Apr 2013 22:13:00 -0700</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-1951754117223553844</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="color: #999999; font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;lo sguardo arranca su quelle scale che non smettono mai, come i corsi e i ricorsi d'acqua. oltre il bordo dei colori c'è uno spigolo grigio: si scinde, si sdoppia, si ripete. serve a perdere l'orientamento, l'inizio, la fine e gli altri demoni. così che alle dita vengano sete, caldo e un accidente insieme. mentre le farfalle si ammazzano di simmetrie, ho perso il conto delle metamorfosi. si è sciolto nel caos dell'ordine e nei suoi rovesci. al posto mio, nella pozzanghera, mancavano&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;il fango, le capriole e un metro di misura. dove hai nascosto le sicure, le zavorre, punirmi e il suo contrario? senza le squame resto un riflesso che ti scivola tra le ciglia: non posso essere altro. eppure qualcosa ci vuole a capofitto. vuole sbatterci sulla faccia un ventaglio di respiri, appannare le sfere di cristallo, farci acqua a vicenda. all'altro capo della corda che ci separa, c'è il tempo lungo che ci ho messo per inventarti.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/2013/03/un-paio-di-branchie-non-chiedo-troppo.html</link><category>branchie</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Wed, 27 Mar 2013 02:10:00 -0700</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-4519081274733117567</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="color: darkcyan; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;un paio di branchie, non chiedo troppo. per restare sott'acqua senza voglia di annegarci. per rotolarmi nel senso di una direzione in più, per non avere sete. vorrei cercarti nell'acqua, invece che nel tempo, perché non ci sarebbe spazio per sentirsi fuori posto. fossi ricoperta da squame, non dormirei il sogno delle tue unghie sulla schiena. non perderei tempo a riprendere fiato, a cercare su questa terra una traccia qualunque di un odore tuo. non potresti dirmi o tramortirmi di parole, non avrei motivo o modo per riempire questo silenzio. se stessimo nuotando nello stesso momento, ci faremmo un mare cane lo stesso, ma da vicino.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/2013/03/li-hai-fatti-vincere-di-nuovo-non-ti.html</link><category>pd</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Wed, 27 Mar 2013 01:55:00 -0700</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-184297552344852037</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #009999; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;li hai fatti vincere di nuovo: non ti perdonerò mai. hai abusato del tempo, delle energie, delle speranze. hai consumato la pazienza di chi ti ha difeso &amp;nbsp;quando tu non eri in grado. adesso, anche volendo, sei indifendibile. ci hai traditi e non ci hai mai chiesto scusa: siamo rimasti lì. ci hai ignorati, calpestati, dimenticati: noi ancora lì, a porgere l'altra guancia. a prendere insulti, sberleffi e a volte botte dall'altra parte. a perdere i sogni, l'entusiasmo e le possibilità. pensavamo che la democrazia fosse un esercizio quotidiano di nottate e discussioni. verbali, riunioni, volantinaggio, primarie: tutte cazzate. perché tu, nel frattempo, ti concedevi il lusso di non capire cosa stesse succedendo. di abbandonare la gente alla propria disperazione, di sminuire, di sbagliare tutto. ti sei permesso di non avere coraggio. hai fatto un gioco che non abbiamo scelto e a cui tu non hai mai saputo giocare. perché non sei capace di vincere e non sei capace di perdere. noi, in questa vita, andiamo a picco per molto meno, senza nessuno che ci protegga. noi ci sentiamo soli quando chi abbiamo scelto non è in grado di assumersi le responsabilità dei propri errori. noi siamo perduti quando pensiamo che chi ci deride abbia in fondo ragione. noi siamo condannati a limitare il danno, a raffazzonare un motivo, a una vita alla meno peggio. noi siamo offesi per come e quanto ti ostini a tentennare. noi abbiamo fatto tutto il possibile e adesso non c'è nessuno a rappresentarci. credevamo davvero che le cose potessero cambiare, ma adesso basta.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style="color: #009999; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;io non posso assistere al corteggiamento dell'uomo che urla e soffrire come un cane. vorrei svegliarmi senza il sacro fuoco dell'impegno civico. vorrei convincermi che siete tutti ladri e che tanto non cambia niente. vorrei smettere di credere che la politica sia una cosa nobile e preziosa. vorrei non sentirmi così in bilico e cominciare a pensare al mio orticello, come fai tu. mi piacerebbe fregarmene fino al rumore di macerie, fino alla catastrofe, senza neanche la soddisfazione di un "ve l'avevo detto". mi piacerebbe amare gli indifferenti, i qualunquisti, gli incompetenti, i ladri e i violenti a cui ci hai consegnati. e invece ho paura.&lt;/b&gt;&lt;b style="color: #009999; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;quando la neve si squaglia su un paese che non sa dove andare, c'è soltanto da aver paura.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/2013/02/una-volta-ero-letto-con-un-uomo.html</link><category>vpervalentine</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Thu, 14 Feb 2013 08:46:00 -0800</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-5186544014224921433</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="color: #cc0000; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;una volta ero a letto con un uomo. eravamo incastrati in un dormiveglia mattutino, a casa mia. lo conoscevo da poco ma abbastanza. campanello, fioraio, un mazzo così di rose e girasoli: quattordici febbraio. calcavo passi contrariati lungo il corridoio, verso la stanza da letto, chiedendomi perché. sulla soglia, il mio imbarazzo e la sua aria interrogante: non c'entravamo niente, io e lui, con la tenerezza. le persone perfette per una storia che era nata sbagliata e sarebbe finita peggio. una di quelle storie che con i fiori non c'entrano niente. tra i petali, il profumo del primo e dell'ultimo tradimento, lo sgretolarsi tacito dei nostri patti, il rumore di una porta chiusa all'improvviso. lui scrollò la testa e andò a nasconderla in cucina. ricordai di aver letto da qualche parte che le donne, starnazzando, cercano tra i fiori i bigliettini. "per l'amore della mia vita, da duemila chilometri, papà". ma era già troppo tardi, per troppe cose. e li persi entrambi.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/2013/01/un-paio-di-branchie-non-chiedo-troppo.html</link><category>branchie</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Tue, 29 Jan 2013 22:54:00 -0800</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-2258359040650613261</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="color: darkcyan; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;un paio di branchie, non chiedo troppo. per restare sott'acqua senza voglia di annegarci. per rotolarmi nel senso di una direzione in più, per non avere sete. vorrei cercarti nell'acqua, invece che nel tempo, perché non ci sarebbe spazio per sentirsi fuori posto. fossi ricoperta da squame, non dormirei il sogno delle tue unghie sulla schiena. non perderei tempo a riprendere fiato, a cercare su questa terra una traccia qualunque di un odore tuo. non potresti dirmi o tramortirmi di parole, non avrei motivo o modo per riempire questo silenzio. se stessimo nuotando nello stesso momento, ci faremmo un mare cane lo stesso, ma da vicino.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/2012/12/credi-davvero-che-esca-da-li-dentro-per.html</link><category>šamar</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Sun, 23 Dec 2012 17:56:00 -0800</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-4304089634528026280</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #c79bf2;"&gt;credi davvero che esca da lì dentro per venire a cercarti? &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #b6d7a8;"&gt;a volte ho sentito il silenzio dei suoi passi alitarmi sul collo.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #c79bf2;"&gt;&amp;nbsp;voleva soltanto che lo lasciassi da solo. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #b6d7a8;"&gt;credi che non potremmo passeggiare insieme nei pressi di qualcosa che scorra?&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #c79bf2;"&gt;&amp;nbsp;vi siete già giocati l'acqua a dadi e avete perso. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #b6d7a8;"&gt;vorrei soltanto lasciarci da soli.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #c79bf2;"&gt; non credi che l'abbia già fatto? &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #b6d7a8;"&gt;non mi ha mai trovata per davvero.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #c79bf2;"&gt; sei tu che non sei in grado si uscire da lì dentro. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #b6d7a8;"&gt;credi non lo cerchi o non lo aspetti abbastanza?&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #c79bf2;"&gt; lui sa che con te non si va da nessuna parte.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #b6d7a8;"&gt;non abbiamo mai neanche fatto un viaggio insieme.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #c79bf2;"&gt;&amp;nbsp;non credi sarebbe meglio smettere prima della noia, dei tradimenti, dell'aria di sufficienza? &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #b6d7a8;"&gt;pensavo avremmo riso fino a farci male.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #c79bf2;"&gt;&amp;nbsp;pensavi male: c'è una vita nonostante te.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #b6d7a8;"&gt;resteremo un segreto, allora.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #c79bf2;"&gt; una tentazione non andata a buon fine.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #c79bf2;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #b6d7a8;"&gt;e io no, non credo niente.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #c79bf2;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/2012/12/continuate-non-chiedervi-mai-il-perche.html</link><category>forzapound</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Thu, 13 Dec 2012 19:59:00 -0800</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-5978502123235843180</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="color: #b43104;"&gt;&lt;b style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: small;"&gt;continuate a non chiedervi mai il perché delle cose. se vi domandano chi siete e cosa volete, leggete le parole di chi pensa al vostro posto. rifiutate il dialogo, la logica e la libertà. urlate invece di argomentare, indottrinatevi invece di riflettere, picchiate invece di capire. in alto quel braccio, in tasca un po' di disciplina. non ragionate, non vi drogate, non capite mai niente. non innamoratevi mai di un altro uomo, non sia mai che l'onore, non sia mai che la virilità. proteggete la patria, la fede e la famiglia dalle orde di barbari che le minacciano. impedite che rubino i vostri lavori, le vostre cose, le vostre donne. rifugiatevi in un passato che si rifugia in un trapassato che è tutto&lt;/b&gt;&lt;b style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;imperio ed improperio. c'è qualcosa di sporco? evidentemente, il sangue non è bastato. c'è la feccia che chiede diritti, ci sono femmine che vogliono potere, ci sono froci che non vogliono guarire, ci sono bastardi che devono tornarsene da dove sono venuti. bisogna mettere ordine, bisogna mettere a tacere, bisogna fare pulizia. l'azione al posto del pensiero, la nostalgia al posto del progresso. restate al sicuro in quella beata ottusità, ché il mondo là fuori è pericoloso. è pieno di gente capace d'intendere e di volere. di gente che si chiede cosa, come, dove, quando e soprattutto perché. è pieno di gente che vuole conoscere, capire, sentire e crescere. voi rasatevi la testa e credete, sempre sull'attenti e obbedite, sputate adrenalina e combattete. fate bene a essere violenti, a infangare la storia e la memoria di questo paese. fate bene ad aver paura del mondo là fuori, perché il tempo vi schiaccerà come ha sempre fatto. e lo so che risorgerete ancora, neri come scarafaggi, ma non potrete impedirvi di essere umani, non per sempre. prima o poi smetterete. resterete senza cori da rintuonare, senza voce da gridare, senza odio da trasudare. dovrete cominciare ad ascoltare e una domanda vi seppellirà.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/2012/11/se-non-ci-fosse-stata-lilva-alla_29.html</link><category>ilva</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Thu, 29 Nov 2012 02:38:00 -0800</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-5928593600620244837</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="color: #cccccc; font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;se non ci fosse stata l'ilva, alla notizia del crollo della ciminiera, sarei saltata sulla sedia. avrei avuto paura e mi sarei attaccata al telefono.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;se a mille chilometri da qui non mi avessero risposto,&lt;/b&gt;&lt;b style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;mi sarei angosciata. se non mi fossi paralizzata del tutto, avrei chiamato tutti gli altri che non avrebbero risposto. se l'ilva non ci fosse stata, mi sarei terrorizzata pensando che il disperso fosse lui. nel vuoto di notizie, avrei immaginato di non poterci più parlare, di non potergli più saltare al collo, di non poterlo più annusare. avrei pensato ai figli che non ho, che non lo avrebbero conosciuto mai. avrei pensato al boato e al tonfo, mi sarebbe mancata l'aria. e invece, l'ilva c'è sempre stata e una minchiata su due era mio padre. grazie all'ilva che mi ha dato da mangiare, ieri non ho dovuto immaginare le sue ossa in pezzi o che morisse soffocato. grazie all'ilva, mi è bastato ricordare. e tutta la mia angoscia è solo una pagliuzza nell'occhio del ciclope.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/2012/11/un-altro-mese-e-non-comincera-alcun.html</link><category>menotrenta</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Wed, 21 Nov 2012 03:13:00 -0800</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-4138847749209271373</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #e69138; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;un altro mese e non comincerà alcun inverno di mani gelate. afferrandosi, non avrebbero sentito niente, abituate al tempo che non sarebbe finito mai. sarà un mese ventoso e scalzo, in cui non sceglieremo se sentirci liberi o se restare buoni. dondoleremo sopra un giorno dopo l'altro, lontani dai bassifondi della coscienza. ancora poco e non sarà quasi natale, con tutti i rancori autodiretti dalla parte del manico.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style="color: #e69138; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;inizia un mese che, fosse davvero l'ultimo, verrebbe del tutto sprecato ad aspettare un'altra possibilità.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/2012/10/oggi-sto-bene-come-sorprenderti-allo_31.html</link><category>nori</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Wed, 31 Oct 2012 03:36:00 -0700</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-6366196065523306665</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="color: indianred; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;oggi sto bene come sorprenderti allo specchio che mi guardi di nascosto. lo sfolgorìo delle luci e ciò che non dura ci catturano per gli occhi e per la gola. si può dormire pensando come un sussurro, ma dentro, nel silenzio. e neanche volendo riuscirei a rinsavire. mi godo la fortuna del guardarti negli occhi per tornare indietro verso un'acqua, un cielo o una fine diversa. perché, passata la vita a rivangare un pensiero, è passata anche la voglia di stargli dietro. a quel tuo fuoco che profuma mi manca il respiro e vorrei essere vento, o uno spirito d'amore. tu fai il bravo e taglierò la luna in due, il pezzo più grande sarà tuo, ma non mangiarlo troppo in fretta: la chiave che porta al miele arriva sempre da lontano. e in questa notte chiara io la chiamo dal basso, che non senta se non in sogno, o che rimanga addormentata. cosa abbiamo fatto in tutto il tempo lontano da qui? ti lascio ogni ora, ogni momento, ogni ragione. ti lascio quello che devo e quello che voglio. e lascerò sempre che tu rida più di me, per essere più forte. basterebbe restare insieme e guardare lontano, cercarmi nel vento e portarci via, adesso che siamo soli.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/2012/10/nel-1992-avevo-dieci-anni.html</link><category>marko</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Tue, 23 Oct 2012 06:39:00 -0700</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-8463100763252656513</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style="color: #45818e; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: small;"&gt;nel 1992 avevo dieci anni. sarajevo era il posto bellissimo di vacanze bellissime. da quanto tempo è che non ci torniamo? ho promesso a marko che ci saremmo visti presto. da bari a dubrovnik quanto sarà? qualche bracciata. e poi, da lì, è un attimo. che cosa vuol dire che non possiamo tornarci neanche quest'anno? ma che guerra? chi è che bombarda la jugoslavia? come gli jugoslavi? e marko? gli ho fatto un disegno e gliel'ho mandato. dove gliel'hai mandato? a casa sua, no? ho scritto &lt;i&gt;per marko, sarajevo, jugoslavia&lt;/i&gt;. ormai gli sarà arrivata, 'sta busta, no? chissà perché non risponde. niente, niente di niente. più mi spiegavano e meno capivo. marko non è serbo o croato o musulmano, marko è di sarajevo e conosce i boschi. ora, dove non c'è una strada, ci sono le mine antiuomo. le facciamo noi, sai? voi fate quello che volete, noi andiamo a giocare nel bosco. voi chi? io, marko e gli altri bambini. i bambini, a sarajevo, non giocano più. neanche quelli che scappano sempre quando quello si mette a urlare da quella torre? che poi dov'è che vanno? non l'ho mai capito. in che senso non giocano più? ma cos'è quella faccia? i bambini li lasceranno in pace, no? non c'entrano niente con queste cose. nessuno c'entrava niente. siete tutti pazzi, ora lo trovo io marko: registro tutti i telegiornali e riguardo premendo stop per vedere dov'è che sta giocando a nascondino senza di me. stop, play, stop, play. non lo vedo mai, ma che fine ha fatto? ci sarà un'altra bambina che gli piace più di me. ma perché a scuola non interessa a nessuno? sono barbari, che si scannino tra di loro. o, peggio: sono i serbi che sono sempre stati stronzi. ma i serbi non erano così gentili? ti ricordi, papà, quella cuoca dell'albergo di belgrado che mi ha regalato due matite colorate? e quella bambina che voleva una mia scarpa rossa in cambio di un suo zoccoletto di legno? ana? sì, ana. perché non ci hai fatto fare a cambio, mamma? potevamo fare una io e una lei! e basta con quella faccia! ma ti pare che si mettano sul tetto di un palazzo a sparare a marko? nessuno lo farebbe. beh, ma che ci vuole a convincerli a fare pace? basta andare là, uno di quei caffè che non finiscono mai, mignolo-mignolo e tutti amici come prima. migliaia di morti? come migliaia di morti? a me non me ne frega niente di quanta gente è morta. a me interessa marko e giocare a nascondino.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style="color: #45818e; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: small;"&gt;nel 2002 avevo vent'anni e sono andata a vedere cosa è restato e cosa &amp;nbsp;è andato perduto. a conoscere la gente e i luoghi che abbiamo protetto. a conoscere la gente e i luoghi che abbiamo bombardato. ci ho gironzolato e ci ho vissuto, in quell'aria di tregua, stando sempre attenta a dove ho messo i piedi. ogni volta, ho riaperto qualche mia ferita bambina. ogni volta, ho amato di più le persone e i posti. ogni volta, ho smesso di provare a capire e ho ricominciato qualcos'altro. ho sempre cercato marko e non l'ho mai trovato,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #45818e; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: small;"&gt;neanche a pezzi o in un lago di sangue.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style="color: #45818e; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: small;"&gt;nel 2012 ho trent'anni e l'europa vince il nobel per la pace. penso ad azra e alle stelle che stanno giù.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;
</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/2012/10/cera-una-volta-il-casello-della-bella.html</link><category>A4</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Wed, 17 Oct 2012 23:42:00 -0700</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-2384792810657551718</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="color: mediumseagreen; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;c'era una volta il casello della bella addormentata. da sveglia, lo inforcava per tornare, il più delle volte, oppure sperando di farlo presto. correva, fumava, si annoiava, gironzolava la rotella del volume. si malediva per aver dimenticato ancora una volta di scaricare qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa di regalato, qualcosa di blu o qualcosa di prestato da ascoltare. il casello non era il solo del reame ed era sempre fin troppo facile mettere la freccia a destra e perdersi. c'era sempre lo sterile proposito di ricominciare, da qualche altra parte, di svegliarsi con un bacio prima di cento anni. si dimenticano di te, tra un casello e l'altro, e lasciano che l'alba esploda nello specchietto. hanno bisogno del parcheggio in cui si sono giocate tutto, in cui si sono sentite in grado perché hanno sentito tutto. fanno il giro della rotatoria due volte, con le quattro frecce e il morse degli abbaglianti. sarebbe meglio senza il retrogusto che tanto non va, che non c'è niente da festeggiare. eppure si addormentano nel porto sicuro, dove è cambiato tutto, ma c'è ancora quello stesso odore. e la speranza che trabocca lenta dal suo vaso triste, senza voglia, fino al prossimo risveglio.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="color: mediumseagreen; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;b&gt;&lt;/b&gt;</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/2012/03/anchio-devo-essermi-persa-qualcosa.html</link><category>daiquiri</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Wed, 28 Mar 2012 18:46:00 -0700</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-2411138977510545601</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #45818e;"&gt;anch'io devo essermi persa qualcosa. tipo la strada per arrivare fino a qui, che in effetti non ho percorso per alcun motivo al mondo. ero solo di passaggio e non riesco ad andare via, ancora qualche ora, ancora qualche paio di spiegazioni, qualche paio di raccolti. le cose che ho lasciato al silenzio prima o poi le sistemo, magari domani. ancora qualche silenzio, ed è la solita prendita di tempo. il groppo è nel non riuscire neanche a restare o a esserci come sarebbe stato giusto, carino e adeguato. eppur non mi ho scordato di te.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/2012/03/aspettavi-da-tutto-quel-tempo-e-non-mi.html</link><category>corvée</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Fri, 23 Mar 2012 21:14:00 -0700</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-8634799206421942500</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="color: #6aa84f;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;aspettavi  da tutto quel tempo e non mi hai mai chiesto se fossi felice. se avessimo  per davvero sonno, freddo e sete di noi. se avessimo spazio, tempo, o se avessimo un posto. non ne hai avuto il coraggio, così come  c'era da immaginarselo. fiori, rondini e gorgheggi compresi, eri prevedible e sciatto come le lagne dei mendicanti. per questo, da te in poi,  non brinderemo più a ogni altra interdetta primavera. adesso che lo sai, non hai più bisogno di  mancarmi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/2012/03/rigettato-lennesimo-ultimo-appello-di.html</link><category>disforia</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Wed, 14 Mar 2012 21:42:00 -0700</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-6525838487436832868</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #f6b26b;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;rigettato l'ennesimo ultimo appello, di nuovo in bilico nel braccio della sorte. la bella copia di tutto ciò che non sarà stato è imbrattata di scritte, buoni propositi, lagnanze e complesse architetture. per questo, è sempre più estenuante. è costoso, sterile e velenoforo. fino alla goccia che ha fatto traboccare di conseguenze il mio pozzo dei desideri. da quella in poi, ho sempre saputo come va a finire e non è bello per niente. ma è tutta colpa mia e della memoria a cui non do tregua. è colpa dei dettagli che mi autossessionano, dei bombardieri in volo che sganciano milizie di frattaglie. soltanto ai bambini, ai carnefici e ai morti si perdona quasi tutto. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #f6b26b;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;eppure, vorrei non sentire più l'aria scodinzolata attorno a me&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;, vorrei non si guardasse più al di là di me. vorrei ma non posso &lt;strike&gt;fidarmi di te&lt;/strike&gt; sgocciolare senza frustrazioni. anche quando sono dispersa nei sogni a precipizio, nei maledetti indomiti spasmi, nelle scioglievoli immagini selvagge, vorrei ma non posso e non lo dimentico mai. perché la speranza, l'abbandono e dio si ostinano a non esistere, non vedo perché dovrebbe tutto il resto. &amp;nbsp; &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/2012/02/tutti-i-passi-che-non-riesco-mettere-in.html</link><category>دریای خزر</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Sun, 26 Feb 2012 22:16:00 -0800</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-2000452273358929683</guid><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: orange;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #93c47d;"&gt;tutti i passi che non riesco a mettere in fila mi porterebbero lì, uno dopo l'altro. ma, anche tentennando, tocco e rintocca il tempo che ci è franato addosso, un tempo dopo l'altro. paletti, staccionate e graffi arrivano in dono per noi, due cuori e una campana dopo l'altra. vorrei ballare sulle macerie fino alla tua bocca arsa, stringerla tra le dita e darle da bere, una goccia dopo l'altra. ma non ora e non qui ci faremo un male cane: ci asseteremo ancora, un millimetro dopo l'altro.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/1999/11/leggere-farine-del-suo-sacco_29.html</link><category>fossi</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Mon, 29 Nov 1999 16:00:00 -0800</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-1387157562430291762</guid><description>&lt;div align="justify" style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #990033;"&gt;leggere farine del suo sacco. dell'uomo millantato tale che vorrei avere il coraggio d'essere. se fossi un uomo. se stando in piedi riuscissi a guardarmi la punta dei piedi abbassando il mento. e invece niente, cupole di maglione, due che sembrano una. e quella certa disperazione si accascia sui dossi e le cunette, dà voce al telefono che squilla e che cessa di svegliarmi. giorni regalati mentre sono altrove. mesi al guinzaglio della tentazione d'inventare anch'io un dio da bestemmiare. per quel sadismo sottile del tira e molla fra amore e morte, nient'altro. non ho niente da pregare&amp;nbsp;e ben poco da chiedere. a nessuno nel cui nome massacrare qualcun altro. fossi un uomo mi prenderei da dietro, mi morderei il collo baciandomi la nuca con le mani. mi leccherei con i polpastrelli come giocare con la farina, ma piscerei seduto.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description></item><item><title/><link>http://fuggevoleombra.blogspot.com/1999/11/era-come-se-fuori-da-questo-letto_29.html</link><category>suerte</category><author>noreply@blogger.com (fuggevoleombra)</author><pubDate>Mon, 29 Nov 1999 16:00:00 -0800</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-222162859912453706.post-4377343459951000588</guid><description>&lt;div align="justify" style="color: #e06666;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;era come se fuori da questo letto cominciasse la menzogna del mondo. come ogni volta in cui riprendo possesso del mio corpo. quando le grandi verità che mi hanno gocciolato addosso si asciugano in patine da bidet. poi digerisco e so che non è vero. mi guardo bene dagli occhi invadenti: le mie aridità sanno far pena. sono una pena d'implosioni silenziose, carotaggi inutili di nervi a fuoco e carne. quella carne che mi piace tanto, che mi spalmo sulle labbra ogni volta in cui mi cerco. il veicolo di me, la cancrena di tutte le paure che ho. manco di coraggio, non di volontà. vomito potere agli angoli della notte e al mattino mi riempio le spalle dei tuoi maglioni, come se fosse sufficiente. dovrò spezzarmi le falangi a morsi e vagare nei mesi come lo spettro di ciò che avrei voluto fosse.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description></item></channel></rss>