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	<title>Omosofia</title>
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	<link>https://www.stefanobolognini.it</link>
	<description>Stefano Bolognini, scrittore e giornalista gay. Autore di â€œUna famiglia normaleâ€ e â€œBalletti verdi, uno scandalo omosessualeâ€.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 27 May 2026 13:34:49 +0000</lastBuildDate>
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	<item>
		<title>Sito in aggiornamento, maggio 2026</title>
		<link>https://www.stefanobolognini.it/1752/sito-in-aggiornamento-maggio-2025</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Bolognini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 11:13:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[stefano bolognini]]></category>
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					<description><![CDATA[Segnalo che, a causa di un aggiornamento tecnico forzato, alcuni articoli potrebbero temporaneamente risultare di difficile lettura. In vista di prossime novità editoriali, è in corso una revisione puntuale dei contenuti. Mi scuso per il disagio e ringrazio i lettori per la comprensione.]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Segnalo che, a causa di un aggiornamento tecnico forzato, alcuni articoli potrebbero temporaneamente risultare di difficile lettura. In vista di prossime novità editoriali, è in corso una revisione puntuale dei contenuti. Mi scuso per il disagio e ringrazio i lettori per la comprensione.</p>
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		<title>Per non dimenticare fascismo e omosessualità</title>
		<link>https://www.stefanobolognini.it/1037/per-non-dimenticare-fascismo-e-omosessualita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Bolognini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2002 17:42:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novecento]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione libri glbt]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.stefanobolognini.it/?p=1037</guid>

					<description><![CDATA[La drammatica situazione degli omosessuali sotto il nazismo e il fascimo. Un argomento ancora troppo poco esplorato dagli storici italiani.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/926.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-1038" title="cover_ragionidiunsilenzio" src="https://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/926.jpg" alt="" width="150" height="239" srcset="https://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/926.jpg 150w, https://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/926-94x150.jpg 94w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>Per una volta non parleremo di silenzio che è base e strumento della persecuzione e della discriminazione degli omosessuali.</p>
<p>E&#8217; appena uscito nelle librerie un testo, <em><a href="http://www.culturagay.it/cg/schedaLibro.php?id=926">Le ragioni di un silenzio la persecuzione degli omosessuali durante nazismo e fascismo</a> </em>edito da Ombre Corte a cura del Circolo Pink centro di iniziativa e cultura GBLT di Verona,  che prende voce e analizza<strong> il tacere</strong> dei gay vittime di nazismo e fascismo.</p>
<p>Finalmente gli omosessuali trovano il coraggio di parlare, finalmente possiamo, nell&#8217;incertezza, offrire qualche cifra indicativa in merito alle vittime dei due differenti totalitarismi e finalmente la comunitÃ  gay visibile raccoglie testimonianze del suo penoso passato.</p>
<p>L&#8217;idea di raccontare il silenzio nasce da un silenzio ancor più terribile perché più attuale di quello fascista e nazista. Il Circolo Pink aveva chiesto nel 1997 di partecipare alle manifestazioni per il 25 aprile organizzate dal Comune di Verona per deporre una corona triangolare di fiori rosa sul monumento cittadino che ricorda le vittime dell&#8217;olocausto. L&#8217;atto fu vietato dal sindaco: non c&#8217;era bisogno di una rappresentanza specifica per ricordare quei morti. Negli anni nuove pseudo-giustificazioni negarono ai militanti di partecipare visibilmente alla manifestazione. Nel 2000 i Carabinieri non permisero al Pink di esporre lo striscione &#8220;Uccisi dalla Barbarie sepolti dal Silenzio. Nel 2001, con l&#8217;autorizzazione del comune e un labaro confezionato per l&#8217;occasione, lo stop venne da Roma: i gay non sono iscritti a nessun registro nazionale di associazioni di perseguitati riconosciute dal Ministero della Difesa. Il labaro quella volta sfilÃ² fuori dalle transenne.</p>
<p>Questa vergogna, che perdura, ha portato i militanti ad organizzare un convegno, con l&#8217;aiuto di <strong>Giulio Russo</strong>, nel 1999 sulle ragioni di questo silenzio. A distanza di due anni sono pubblicato gli atti del convegno. Il silenzio è in parte rotto.</p>
<p>Diamo insieme uno sguardo al testo incominciando dalla trattazione del rapporto tra nazismo e omosessualitÃ .</p>
<p>Dopo una breve contestualizzazione storica di Carlo Saletti, membro dell'&#8221;Istituto storico veronese per lo studio della resistenza e dell&#8217;etÃ  contemporanea&#8221;, è pubblicato il buon saggio di RÃ¼diger Lautmann, tra gli iniziatori delle ricerche su omosessualitÃ  e nazismo e autore di almeno tredici testi sul tema (nessuno tradotto in italiano),<strong> </strong>che offre una stima delle vittime gay durante il nazismo: &#8220;Ho cercato di fare un conteggio per difetto: il risultato è che ci sono stati circa 10000 uomini con il triangolo rosa nei campi di concentramento, ma potrebbero essere stati di più o di meno [&#8230;] noi siamo stati una piccola minoranza di perseguitati anche perché siamo ancora una piccola minoranza nella societÃ . Spesso qualcuno riferisce di centinaia di migliaia di omosessuali morti nei lager, ma ciÃ² non corrisponde al vero&#8221;. Oltre a questo lo storico punta il dito sul fatto che agli storici gay venga troppo sovente richiesto, con una buona dose di morbositÃ , di raccontare l&#8217;attivitÃ  sessuale nei campi di concentramento. Lautmann è perentorio: &#8220;Nella realtÃ  quotidiana dei lager i rapporti sessuali erano, per la maggior parte degli internati, fuori discussione. La lotta per la sopravvivenza dominava l&#8217;intera scena&#8221;.</p>
<p>Se le cifre paiono cosÃ¬ ridimensionate, senza perdere di gravitÃ , nelle ricerche rimangono numerosi zone d&#8217;ombra come dice il saggio di Giovanni Battista Novello Pagliani, insegnante di Antropologia culturale presso L&#8217;UniversitÃ  di psicologia di Padova: &#8220;ogni tentativo di numerare gli omosessuali morti nei lager è destinato a fallire&#8221; per la naturale ritrosia a testimoniare &#8220;vissuti personali particolarmente tragici e dolorosi&#8221;. E se questo è generalizzabile a tutti gli internati diventa ancor più difficile per gli omosessuali stigmatizzati anche dopo quel sanguinoso periodo storico: &#8220;il disprezzo e la persecuzione degli omosessuali &#8211; continua il docente universitario &#8211; non fa che garantire, anche nel dopoguerra, la soliditÃ  delle categorie su cui si fonda il vero uomo&#8221; e si basa &#8220;sulla rinuncia al diritto alla visibilitÃ  che era l&#8217;arma a doppio taglio alla quale gli omosessuali italiani [e aggiungiamo non italiani] erano costretti a ricorrere, e di cui allo stesso tempo erano vittime, per non essere emarginati dall&#8217;ambiente sociale&#8221;.</p>
<p>A seguito l&#8217;ottimo saggio di Klaus MÃ¼ller <em>Uccisi dalla barbarie, sepolti dal silenzio </em>che indica sistematicamente le testimonianze audio video degli internati gay nei campi di concentramento. Se è fonte di stupore ed indignazione che  <em>Survivors of the Shoah Visual History Foundation</em> su 15000 interviste ad ebrei ne conserva solo due ad omosessuali anche nel campo di queste testimonianze pare che il silenzio venga meno e lo ha dimostrato il film Paragraph 175. Anche la pubblicistica sul tema, grazie agli studi compiuti, sembra aver ricevuto un impulso con la l&#8217;uscita dei testi, che raccolgono la testimonianze di due sopravvissuti, <em>Die MÃ¤nner mit den rosa Winkel </em>(del 1972 ma tradotto in inglese e recentemente ripubblicato) e <em>Moi, Pierre Seel, déporté homosexuel, </em>entrambi non tradotti in italiano??, ma presentati, con ampi stralci, ne <em>Le ragioni di un silenzio </em>con altre numerose testimonianze.</p>
<p>Ma veniamo al rapporto tra fascismo ed omosessualitÃ . Il testo accosta nazismo e fascismo avvicinando discriminazioni decisamente differenti. Entrambi i regimi totalitari condannarono l&#8217;omosessualitÃ  ma lo fecero con strumenti decisamente differenti e l&#8217;accostamento rischia di non far queste emergere le differenze. I due totalitarismo avrebbero meritato trattazioni separate. Franco Goretti, autore per <em>Le ragioni di un silenzio </em>dell&#8217;ottimo saggio <em>Il periodo fascista e gli omosessuali: il confino di polizia</em> dichiara a Babilonia: &#8220;La differenza sostanziale fra Germania e Italia è la presenza nella prima di un articolo penale, che consentiva arresto, processo e poi la creazione di campi di internamento. In Italia ci si muove nella persecuzione degli omosessuali con misure amministrative come confino, ammonizione e diffida. Un&#8217;altra differenza è il numero degli arresti e il periodo di persecuzione: in Germania abbiamo, stando a Lautmann 100.000 arresti, a cui seguono 50.000 condanne e circa 10.000 internamenti, concentrati nei primi anni di potere nazista (dalla metÃ  alla fine degli anni trenta). In Italia sappiamo di circa 300 casi di confino di polizia le cui sentenze ritengo siano  maggiormente concentrate nel 1939-1941. Questo è quello che sappiamo per certo ma potrebbero essere di più. Inoltre  non conosciamo il numero degli ammoniti e dei diffidati. Altra differenza sostanziale: nei campi di internamento, per le pessime condizioni di vita, si moriva; nelle colonie di confino no&#8221;.</p>
<p>Oltre ad alcune testimonianze di discriminazione in <em>Le ragioni di un silenzio </em>è presente sempre sul fascismo un interessante scritto di Dario Petrosino sulla rappresentazione  degli omosessuali nella rivista &#8220;l&#8217;Italiano&#8221; di Leo Longanesi nel quale è sfatato il mito che l&#8217;omosessuale macchietta sia figlio del film <em>Il vizietto</em>. GiÃ  nel periodo fascista, e probabilmente anche prima, la stampa di destra, e sinistra, offriva l&#8217;immagine stereotipata del &#8220;pederasta&#8221; tipo: &#8220;volto efebico, zazzeruto e pieno di lentiggini&#8221; con indosso &#8220;un gilet a rombi, un paio di pantaloni a quadretti e un papillon a pallini&#8221; e immancabili  &#8220;i glutei protesi all&#8217;indietro&#8221;. Sulla storia della persecuzione degli omosessuali durante il fascismo c&#8217;è ancora molto lavoro da svolgere.</p>
<p><em>Le ragioni di un silenzio </em>resta comunque, nel clima censorio che rende difficoltoso compiere e pubblicare queste ricerche, un testo interessante e coraggioso che ci offre una prospettiva su di una persecuzione che continua. Basti che solo nel 2001 si è proceduto a versare un indennizzo agli omosessuali perseguitati dai nazisti dopo anni di negazioni, continua il disinteresse di storici eterosessuali per l&#8217;argomento e si continua ad insinuare che gli omosessuali non siano fra le vittime di nazismo e fascismo. Purtroppo l&#8217;ereditÃ  di quelle vittime è affidata all&#8217;ignoranza dei gay di oggi come dice MÃ¼ller nel suo saggio: il triangolo rosa è &#8220;da decenni il simbolo della comunitÃ  gay e lesbica <em>ma sappiamo molto poco</em> del destino individuale degli uomini con tale triangolo&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
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		<title>Dov&#8217;è la comunità  gay?</title>
		<link>https://www.stefanobolognini.it/1717/dove-la-comunita-gay</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Bolognini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2016 12:58:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
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					<description><![CDATA[“Comunità”, stando al vocabolario, è un insieme di persone unite tra di loro da rapporti sociali, culturali, linguistici e morali, vincoli organizzativi, interessi e consuetudini comuni. In questa definizione mi è difficile inquadrare l’esistenza di una comunità gay italiana. Certo molti di noi condividono il percorso di accettazione che ci porta alla visibilità con il &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">“Comunità”, stando al vocabolario, è un insieme di persone unite tra di loro da rapporti sociali, culturali, linguistici e morali, vincoli organizzativi, interessi e consuetudini comuni. In questa definizione mi è difficile inquadrare l’esistenza di una comunità gay italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certo molti di noi condividono il percorso di accettazione che ci porta alla visibilità con il coming out, ma altrettanti hanno in comune solo l’oscurità e le nebbie dell’invisibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per abbracciare una socialità gay scegliamo a centinaia, senza patemi d’animo, di frequentare locali gay o friendly e viviamo il rutilante mondo delle notti in discoteche, cruising o saune. Insomma siamo quelli che Mykonos è la nostra terra promessa. Tantissimi, al contrario, storcono il naso a qualsiasi socializzazione arcobaleno e “non frequentano” quei locali lì: si dicono liberi, tutt’al più hanno amici etero e detestano il cosiddetto ghetto. Siamo divisi persino sull’uso delle chat: c’è chi le usa come strumento quotidiano di incontro e conoscenza e chi sostiene di non averne alcun bisogno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Su di una cultura condivisa proprio non ci siamo: sono riconoscibili interessi comuni nelle nostre chiacchiere, ma il cinema, la letteratura, il teatro e la musica ci emozionano in modo del tutto peculiare ed è impossibile individuare un qualche misero riferimento comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse sul linguaggio siamo un poco più vicini: “A o P?”, una domanda che genererebbe il silenzio catatonico di qualsiasi eterosessuale (a meno che non sia sgamato), nella nostra lingua tutta peculiare ha un significato certo e indubitabile. Non è così però per l’uso del femminile nelle chiacchiere tra noi ragazzi: crea moti di sdegno a moltissimi gay che rivendicano la loro fiera mascolinità finocchia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Manco la morale è sempre quella. Adozioni sì, adozioni no? Alzare o abbassare l’età del consenso? Nudismo sì o nudismo no? Matrimonio gay, unioni o cancellazione del matrimonio tradizionale? Sesso in pubblico sì o no? Coppia aperta, spalancata o serrata? Che fare degli amori plurimi, della liberazione del corpo, dell’uso delle droghe? Facciamo outing ai froci omofobi o no? Legalizziamo la prostituzione maschile? Sono tante domande che non trovano tra di noi risposte comuni. Insomma, è sufficiente solo il desiderio per persone dello stesso sesso che ci rende uguali per essere una comunità?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Condividiamo discriminazione, omofobia, assenza di diritti e l’urgenza di raggiungere la piena uguaglianza. Tutto questo è molto più di quanto ci divide e dovrebbe farci riflettere sulla necessità di fare attivamente il bene e gli interessi della nostra comunità. E di uscire da quell’individualismo che fa di noi stessi le sue prime vittime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(Pubblicato in “Pride”, aprile 2016)</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Presentazione libro: &#8220;Tutta un&#8217;altra storia&#8221;</title>
		<link>https://www.stefanobolognini.it/1713/presentazione-libro-tutta-unaltra-storia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Bolognini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2015 11:14:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
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					<description><![CDATA[Martedì 10 novembre, ore 18 presso la Casa dei Diritti a Milano presentazione del libro Tutta un&#8217;altra storia di Giovanni Dall&#8217;Orto. Con l&#8217;autore dialoga Stefano Bolognini.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" width="300" height="159" src="https://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/12219384_859560330824226_6380465008382012105_n-300x159.png" alt="12219384_859560330824226_6380465008382012105_n" class="wp-image-1714" srcset="https://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/12219384_859560330824226_6380465008382012105_n-300x159.png 300w, https://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/12219384_859560330824226_6380465008382012105_n-150x79.png 150w, https://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/12219384_859560330824226_6380465008382012105_n-500x265.png 500w, https://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/12219384_859560330824226_6380465008382012105_n.png 943w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Martedì 10 novembre, ore 18 presso la Casa dei Diritti a Milano presentazione del libro <em>Tutta un&#8217;altra storia</em> di Giovanni Dall&#8217;Orto. Con l&#8217;autore dialoga Stefano Bolognini.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pechino Express: gay normali o macchiette?</title>
		<link>https://www.stefanobolognini.it/1709/pechino-express-gay-normali-o-macchiette</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Bolognini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2015 19:22:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Pechino Express]]></category>
		<category><![CDATA[TV]]></category>
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					<description><![CDATA[Altro che piccolo schermo, Costantino della Gherardesca è riuscito a tenerci incollati alla TV per la quarta stagione di Pechino Express. Il programma di Rai 2 vede sfidarsi otto coppie, tra cui Scialpi e il marito Roberto e la coppia composta dal blogger Andrea Pinna e il personal trainer Roberto Bertolini, in un viaggio ai &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Altro che piccolo schermo, Costantino della Gherardesca è riuscito a tenerci incollati alla TV per la quarta stagione di <em>Pechino Express</em>. Il programma di Rai 2 vede sfidarsi otto coppie, tra cui Scialpi e il marito Roberto e la coppia composta dal blogger Andrea Pinna e il personal trainer Roberto Bertolini, in un viaggio ai confini della realtà attraverso il Sud America con un budget di un euro al giorno. I concorrenti, partiti dalla capitale dell’Ecuador, Quito, percorreranno via via 10 mila chilometri, attraversando Machu Picchu e il lago Titicaca in Perù, per raggiungere Rio de Janeiro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E guardare lo show è esattamente come assistere a un pride, tanto che “Il Fatto Quotidiano” ha definito la trasmissione “l’edizione più gay della trasmissione più gay della storia della tv italiana”. E oltre all’analisi meramente quantitativa, fra conduttore e concorrenti si contano ben sei gay (c’è anche Luca Tomassini e persino una ragazza bisessuale, Naike Rivelli, figlia di Ornella Muti) ne fa una qualitativa: “con la giusta dose di sarcasmo cattivello” la trasmissione spalanca, “per quanto possibile in uno show di prima serata sulla Rai”, il velo di ipocrisia catodica a cui ci ha abituati la tv degli ultimi decenni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il quotidiano centra il punto: dopo il cinema, e sono solo di qualche anno fa gli imbarazzi di Rai 2 con la censura del bacio tra i due cow boy di <em>Brokeback Mountain</em>, la coppia e il matrimonio gay (Scialpi si è sposato all’estero) conquistano la prima serata. È un’evoluzione della TV italiana che, a partire dal coraggio en travesti di Paolo Poli, attinge a piene mani dalla “gaytudine” di <em>Cronache Marziane</em> di Fabio Canino, e affianca l’effervescenza di Platinette mostrando una visibilità che fin qui la tv italiana aveva ignorato (con rare eccezioni come le fiction di Ivan Cotroneo). E di certo mette una pietra tombale sul troppo non detto delle tonnellate di <em>Amici di Maria De Filippi</em> arcobaleno, che ancora latitano nel coming out.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certo non è mancato chi, omosessuale, ha parlato di occasione persa, di personaggi trash e dell’uso di stereotipi nella rappresentazione dell’omosessualità: il palestrato, il nerd intellettuale, la “femmina emotiva” (Scialpi che piange perché non trova dove dormire è impagabile) e così via. Non sono d’accordo: mi sembra solo che questa opinione dia voce all’insopportabile vanità del presunto gay normale che non è mai “frocio” come quelli là nei quali si è specchiato in TV. Volenti o nolenti siamo orsi, palestrati, nerd, sfigatelli, machi e checche. Il gay normale (o l’etero travestito) esiste solo negli incubi di chi ha paura di quello che è e ben ha fatto della Gherardesca a raccontare una parte di quello che siamo, favolosità e miserie comprese.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ecco perché saremo a Onda gay pride 2015</title>
		<link>https://www.stefanobolognini.it/1705/ecco-perche-saremo-a-onda-gay-pride-2015</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Bolognini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2015 18:16:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[italia 2015]]></category>
		<category><![CDATA[italy]]></category>
		<category><![CDATA[onda]]></category>
		<category><![CDATA[pride]]></category>
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					<description><![CDATA[Matrimonio, unioni civili, adozioni, omo-transfobia: sono queste le rivendicazioni principali, declinate con sfumature diverse, di almeno 14 manifestazioni dell&#8217;orgoglio lgbt che scenderanno in piazza da qui a luglio sotto il nome di Onda pride 2015. A queste richieste, sfrondando la retorica dei documenti politici dei diversi eventi, si aggiunge come centrale il tema della laicitÃ  &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-1706" src="http://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/onda-pride-11-500x490-300x294.jpg" alt="onda-pride-11-500x490" width="300" height="294" srcset="https://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/onda-pride-11-500x490-300x294.jpg 300w, https://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/onda-pride-11-500x490-150x147.jpg 150w, https://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/onda-pride-11-500x490.jpg 500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Matrimonio, unioni civili, adozioni, omo-transfobia: sono queste le rivendicazioni principali, declinate con sfumature diverse, di almeno 14 manifestazioni dell&#8217;orgoglio lgbt che scenderanno in piazza da qui a luglio sotto il nome di <a href="http://ondapride.it/">Onda pride 2015</a>.</p>
<p>A queste richieste, sfrondando la retorica dei <a href="http://ondapride.it/il-manifesto/">documenti politici</a> dei diversi eventi, si aggiunge come centrale il tema della laicitÃ  dello Stato, la promozione della salute, e il problema dei diritti e dell&#8217;accoglienza dei migranti.</p>
<p>Di certo uguaglianza, dignitÃ , tolleranza e piena paritÃ  non suonano come richieste nuove o innovative:<strong>sono almeno due decenni che i diritti di persone omosessuali e trans non trovano riscontro positivo nell&#8217;attivitÃ  legislativa del Parlamento</strong>. Milioni di persone sono scese nelle piazze arcobaleno d&#8217;Italia fin qui, ottenendo al massimo qualche titolo di giornale per poi sparire nel nulla.</p>
<p>Chiedersi allora perché scendere ancora in piazza, oltre che utile è opportuno, ma solo a partire da un&#8217;altra domanda e cioè “Quale manifestazione o gruppo di rivendicazione ha, negli ultimi vent&#8217;anni, ottenuto lo straccio di un misero successo?”. Non gli studenti o gli insegnanti che, dopo aver riempito le piazze, stanno assistendo allo smantellamento della scuola. Non i lavoratori che si sono visti, governo dopo governo, polverizzare i diritti. Non i laici, non gli ambientalisti, non i disabiliâ€¦ e nemmeno noi.<br />
Eppure abbiamo manifestato, marciato, organizzato girotondi e flash mob, contestato e dibattuto.</p>
<p><strong>Il problema evidentemente non è nelle modalitÃ  di rivendicazione ma sta da tutt&#8217;altra parte</strong>, ovvero in chi deve tradurre le rivendicazioni in legge e quindi in una classe politica che, da <a href="http://www.wikipink.org/index.php?title=Matteo_Renzi">Renzi</a>in giù, ignora qualsiasi richiesta che viene dal basso.</p>
<p>Siamo, infatti, di fronte a un quadro partitico che risponde solo a domande che vengono da altrove (“ce lo chiede l&#8217;Europa”), capace, con abilitÃ  che non ha paragoni nella nostra storia recente, di perpetrare se stesso, tra governi nominati senza passare dalle elezioni, leggi elettorali incostituzionali, ribaltoni o compravendita di deputati.</p>
<p>Ãˆ una classe politica ignobile, in grado solo di “autoconservarsi”, che ha congelato il paese per oltre vent&#8217;anni. Se ne esce manifestando?</p>
<p>Un paese non puÃ² rimanere “congelato” all&#8217;infinito e, peggio, più si persevererÃ  nell&#8217;inazione (condita solo da un sapiente uso della propaganda), più il crollo dei responsabili di questa immobilitÃ  sarÃ  definitivo e catastrofico. Ho anche la speranza, ma non la certezza, che si trovi una via d&#8217;uscita pacifica al nulla politico di questi anni. Prima del crollo perÃ² è utile essere in piazza, ancora una volta, per ribadire che fuori dai palazzi del potere esiste un altro paese dove uguaglianza, democrazia e libertÃ  hanno giÃ  piena cittadinanza. (<a href="http://www.prideonline.it/?p=3382">editoriale di &#8220;Pride&#8221;, giugno 2015.</a>)</p>
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		<item>
		<title>Calusco D&#8217;Adda: Alan Turing e l&#8217;omofobia</title>
		<link>https://www.stefanobolognini.it/1699/calusco-dadda-alan-turing-e-lomofobia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Bolognini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2015 18:10:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
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					<description><![CDATA[Conferenza a Calusco D&#8217;Adda, 7 giugno 2015 ore 21.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Conferenza a Calusco D&#8217;Adda, 7 giugno 2015 ore 21.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-1701" src="http://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/Flyer-Turing-NUOVO-211x300.jpg" alt="Flyer Turing NUOVO" width="211" height="300" srcset="https://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/Flyer-Turing-NUOVO-211x300.jpg 211w, https://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/Flyer-Turing-NUOVO-105x150.jpg 105w, https://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/Flyer-Turing-NUOVO-500x709.jpg 500w, https://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/Flyer-Turing-NUOVO.jpg 874w" sizes="auto, (max-width: 211px) 100vw, 211px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-1700" src="http://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/Flyer-Turing-NUOVO2-211x300.jpg" alt="Flyer Turing NUOVO2" width="211" height="300" srcset="https://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/Flyer-Turing-NUOVO2-211x300.jpg 211w, https://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/Flyer-Turing-NUOVO2-105x150.jpg 105w, https://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/Flyer-Turing-NUOVO2-500x709.jpg 500w, https://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/Flyer-Turing-NUOVO2.jpg 874w" sizes="auto, (max-width: 211px) 100vw, 211px" /></p>
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		<item>
		<title>A Crema con le Caramelle in Piedi</title>
		<link>https://www.stefanobolognini.it/1696/a-crema-con-le-caramelle-in-piedi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Bolognini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 07:44:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[crema]]></category>
		<category><![CDATA[sentinelle in piedi]]></category>
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					<description><![CDATA[Rassegna stampa dell&#8217;evento. Fonte: Cremaoggi.it. Sentinelle in piazza Duomo Caramelle al coperto Le Sentinelle in piedi in piazza Duomo e, nell&#8217;articolo, le Caramelle al coperto in un locale, sabato sera CREMA – La serata di contrapposizione, sia pur in piazze&#160;diverse, non c’è stata. O, meglio, c’è stata ma con variazioni sul tema. Mentre le Sentinelle &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Rassegna stampa dell&#8217;evento. Fonte: <a href="https://www.cremaoggi.it/2015/04/18/sentinelli-in-piazza-duomo-caramelle-al-coperto/#more">Cremaoggi.it</a>. </p>



<h5 class="wp-block-heading">Sentinelle in piazza Duomo Caramelle al coperto</h5>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Le Sentinelle in piedi in piazza Duomo e, nell&#8217;articolo, le Caramelle al coperto in un locale, sabato sera</em></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright"><a class="cboxElement" href="http://www.cremaoggi.it/wp-content/uploads/2015/04/caramelle.jpg"><img decoding="async" src="http://www.cremaoggi.it/wp-content/uploads/2015/04/caramelle-300x225.jpg" alt="" class="wp-image-141355" title="caramelle"/></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">CREMA – La serata di contrapposizione, sia pur in piazze&nbsp;diverse, non c’è stata. O, meglio, c’è stata ma con variazioni sul tema. Mentre le Sentinelle in piedi, ligie al loro programma, si sono presentate in una cinquantina, sfidando un impietoso vento, davanti al palazzo comunale per la loro manifestazione, le Caramelle in piedi se ne sono state comodamente sedute in un accogliente e caldo locale, il Paniere. Ecco che cosa è successo, secondo i rispettivi racconti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è bastata la pioggia, né il vento o l’inaspettato freddo, per far desistere le Sentinelle in Piedi. Infatti, sabato 18 aprile, per la terza volta a Crema, circa cinquanta sentinelle sono scese in piazza per denunciare le minacce contro l’uomo che sono in corso nella nostra società. Ad esempio: la diffusione dell’ideologia gender, la legalizzazione del matrimonio omosessuale, l’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali e la pratica dell’utero in affitto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La forza delle motivazioni, e la consapevolezza di combattere una battaglia buona, ha spinto le Sentinelle a sfidare il maltempo e testimoniare nel modo consueto (in piedi, per un’ora, leggendo un libro in silenzio) l’insopprimibile volontà di non soccombere alla dittatura del pensiero unico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da notare che quanti si erano riproposti di organizzare eventi per contestare le Sentinelle (come le cosiddette Caramelle in Piedi), hanno invece battuto la ritirata al comparire delle prime gocce di pioggia. Anche da questi particolari si può comprendere la differenza tra chi scende in piazza per difendere ciò che considera un bene prezioso e chi invece occupa le piazze solo per contestarci, animato da molta ideologia e da ben poca convinzione; così poca che è stata spazzata via da un po’ di pioggia è un po’ di vento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Colgo l’occasione, infine. per ricordare che l’impegno delle Sentinelle in Piedi proseguirà con la promozione di due importanti incontri che si terranno a Crema presso il Centro San Luigi. Il 6 maggio alle 21 interverrà il dr. Daniele Torri  – medico bioeticista e membro del comitato scientifico Scienza&amp;vita Brescia – per trattare il tema: “Maschio e Femmina. Una realtà o una scelta?”, mentre il 30 maggio alle 17 giungerà in città Mario Adinolfi – giornalista, politico e direttore del quotidiano La Croce – per presentare il suo ultimo libro e confrontarsi su temi come l’aborto, eutanasia, matrimonio omosessuale, utero in affitto, da lui definiti come “falsi miti del progresso”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le “caramelle in piedi” è stato un momento culturale fortemente voluto e promosso da <a href="https://www.facebook.com/lesentinellesedute">Sentinelle sedute</a>, <a href="https://www.facebook.com/ArcigayCremona">Arcigay Cremona La Rocca</a> e <a href="https://www.facebook.com/progetticrema">Progetto CREMA</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prendendo come “pretesto” il ritrovo delle “sentinelle in piedi” in Piazza Duomo nel medesimo giorno e orario, sulla scia di quanto avvenuto con un altro nostro evento (frittelle in piedi), si è deciso di non esasperare una contrapposizione “tra sentinelle”, ma dare alla nostra iniziativa un respiro culturale molto più ampio, andando a coinvolgere altre attività commerciali, associazioni e gruppi di volontariato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver mutato all’ultimo momento (e perdendo, ahinoi, un discreto numero di partecipanti) la location da Piazza Garibaldi al circolo “Il Paniere” in Via IV Novembre causa maltempo (le nostre iniziative erano tali da esigere un luogo al coperto, a tutela dell’impianto audio, delle attrezzature del cameraman e dei tanti libri presenti in libera consultazione), abbiamo registrato la presenza di circa 70 persone, accorse per sostenerci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alle ore 21:00 il Sig. Antonino Pistone, autore del libro “La guerra”, ha piacevolmente discusso con noi circa i fatti che, raccontati dagli occhi del padre, volontario nella spedizione fascista in Etiopia e grazie alle sue tante lettere dal fronte, hanno meglio lasciato intendere le condizioni economiche dell’Italia nel periodo pre-bellico e su come siano state veicolate le informazioni alle truppe durante la seconda guerra mondiale. Non sono mancati, inoltre, spunti circa i rapporti di causa-effetto in relazione alla crescente presenza di fanatici terroristi proveniente da diverse zone del mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A partire dalle ore 21:30, i brillanti autori Stefano Bolognini (direttore di PRIDE il mensile gay italiano e scrittore di vari libri, tra i quali forse spicca “Balletti verdi” e l’autore e speaker Stefano Paolo Giussani, anche autore del premiato libro  &#8220;L’ultima onda del lago&#8221;“&#8221;, hanno preso la parola. Gli autori, oltre a fare riferimento ai sopra citati romanzi, hanno spiegato approfonditamente quella che è stata la lotta all’omofobia dalla seconda guerra mondiale a oggi, dandoci uno spaccato fedele di quanto molti hanno vissuto e speriamo non debbano più vivere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine dell’intervento dei due autori, hanno preso parola il presidente del “Arcigay Cremona” Gabriele Piazzoni e il fondatore delle Sentinelle sedute, Alessandro Pironti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche Maria Grazia Salvi, accorsa per testimoniare la sua vicinanza all’evento culturale, ha voluto intervenire, dandoci una importante testimonianza per conto della Federazione Internazionale Uniti Per la Pelle, che tratta diverse patologie, a sostegno dei malati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante l’evento si è svolto inoltre un contest fotografico legato all’hashtag?#?unamoredicrema? che, in collaborazione con il Fotoclub Ombriano-Cremache giudicherà la foto vincitrice, donerà un anno di consulenza promozionale offerta dall’azienda <a href="https://www.facebook.com/ConsulenzePironti">Consulenze Pironti</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Importante anche la presenza del Viaggiatore Curioso, splendida libreria sita in Via XX Settembre nella nostra amata Crema, che ha offerto per la “libera consultazione”, decine di libri a sfondo educativo, per grandi e piccoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è mancata la preannunciata distribuzione di caramelle in un clima festoso e la consegna di alcuni regali per alcuni bambini portatori di malattie rare, che erano stati indicati come “ospiti d’onore” della manifestazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ringraziando tutti i presenti e tutti coloro che avrebbero voluto partecipare, speriamo di poter proporre quanto prima nuovi eventi di questo spessore.</p>
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		<title>Memoria e diritti lgbt</title>
		<link>https://www.stefanobolognini.it/1692/memoria-e-diritti-lgbt</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Bolognini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2015 07:33:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 27 gennaio, come ogni anno, l’Italia commemorerà le vittime della Shoah con le celebrazioni per la Giornata della Memoria. La persecuzione degli omosessuali sotto il nazi-fascismo, dapprima negata, è ormai un elemento al quale le commemorazioni ufficiali non si sottraggono più. Anno dopo anno, infatti, si moltiplicano gli incontri di riflessione, le conferenze e &#8230;]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Il 27 gennaio, come ogni anno, l’Italia commemorerà le vittime della Shoah con le celebrazioni per la Giornata della Memoria. La persecuzione degli omosessuali sotto il nazi-fascismo, dapprima negata, è ormai un elemento al quale le commemorazioni ufficiali non si sottraggono più. Anno dopo anno, infatti, si moltiplicano gli incontri di riflessione, le conferenze e i momenti di raccoglimento che ricordano l’esperienza dei “triangoli rosa” nei campi di concentramento. Come quelli che la militanza LGBT organizza presso i due monumenti che ricordano l’Omocausto a Trieste e Bologna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È certo che anche quest’anno politici, amministratori e le più alte cariche dello Stato ci terranno a farci conoscere, con dichiarazioni rilasciate alla stampa, il loro sgomento per la violenza subita anche da gay, lesbiche e trans e a ribadire la loro vicinanza a tutte le vittime di discriminazione, condendola di retorico politichese. Ci piacerebbe che per quest’anno i politici tacessero e si limitassero ad agire per fermare la violenza anti-gay con gli strumenti legislativi che hanno a disposizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché è certo che questo 27 gennaio, ancora una volta, gli omosessuali italiani non avranno uno straccio di legge contro l’omo-transfobia e la violenza anti-gay e non ci sarà nemmeno un quarto di diritto in più per le coppie di persone dello stesso sesso a suggerire che anche la storia italiana, dopo l’incubo del nazi-fascismo, ha voltato finalmente pagina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per di più l’Olocausto degli omosessuali non è finito con l’Olocausto. Alle decine di casi di aggressione, violenza e minacce che registriamo ogni anno si aggiungono, nella democratica Italia e solo nella seconda metà del Novecento, in una ricerca purtroppo parziale, più di centocinquanta “omocidi” efferati (l’elenco agghiacciante è sul web alla pagina: <a href="http://www.wikipink.org/index.php?title=Omocidi">www.wikipink.org/index.php?title=Omocidi</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quei nomi cancellati dalla Storia e sostanzialmente dimenticati ci raccontano in modo netto di quanto la memoria delle vittime omosessuali, nell’ufficialità di celebrazioni ingessate, sia ancora lacunosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, ricordare il 27 gennaio per dimenticare il giorno successivo è ormai diventato solo il modo più semplice, rapido e indolore per chi governa di lavarsi la coscienza. Senza agire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tacciano allora i politici e ci restituiscano, approvando leggi democratiche che attivamente possano ostacolare il pregiudizio e l’odio anti-gay, una commemorazione concreta e coerente a perenne ricordo del troppo sangue LGBT versato fin qui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È giusto ricordare che i crimini nazisti sono nati dall’assenza di democrazia. Ma, al di là delle parole di vicinanza, è giusto anche ricordare che l’incapacità di garantire il compimento della democrazia nei diritti e nella tutela dei gay da parte di chi ci ha governato fin qui è complice dello stesso odio.</p>
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		<title>&#8220;Pride&#8221; compie 15 anni</title>
		<link>https://www.stefanobolognini.it/1687/pride-compie-15-anni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Bolognini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2014 15:40:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[Pride celebra quest&#8217;anno i suoi 15 anni. Abbiamo deciso di festeggiarlo offrendogli la copertina, ma non come personaggio dell&#8217;anno, ci mancherebbe altro. Ãˆ giusto un piccolo riconoscimento a una rivista che resiste, seppur con un numero ridotto di pagine, nonostante l&#8217;enorme crisi che sta vivendo la stampa cartacea. E se ben più blasonati (a seconda &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pride celebra quest&#8217;anno i suoi 15 anni. Abbiamo deciso di festeggiarlo offrendogli la copertina, ma non come personaggio dell&#8217;anno, ci mancherebbe altro. Ãˆ giusto un piccolo riconoscimento a una rivista che resiste, seppur con un numero ridotto di pagine, nonostante l&#8217;enorme crisi che sta vivendo la stampa cartacea. E se ben più blasonati (a seconda dei punti di vista) media cartacei chiudono, come &#8220;L&#8217;UnitÃ &#8220;, &#8220;La Padania&#8221;, &#8220;Europa&#8221;, consideriamo l&#8217;essere arrivati fin qui, e la volontÃ  di andare avanti, un importante successo.</p>
<p>Tramontata purtroppo l&#8217;esperienza di Babilonia, Clubbing, AUT, G&amp;L e troppi altri e mutato il target di riferimento di Lui Magazine, questo mensile rimane unico nel panorama delle riviste cartacee gay. Ãˆ vero, <strong>c&#8217;è la stampa generalista che ormai ci dedica attenzione</strong>, ma è la stessa attenzione di chi, a quarant&#8217;anni dalla nascita dell&#8217;omosessualitÃ  moderna scopre per la prima volta che si puÃ² essere serenamente gay e visibili o che abbiamo figli, e questo i lettori di Pride lo sanno da anni. Ed è la stessa informazione (chiamiamola cosÃ¬) che considera i vescovi interlocutori principali per parlare di omosessualitÃ  piuttosto che i diretti interessati. Non va meglio con la tv, che non va oltre una rappresentazione macchiettistica dell&#8217;omosessualitÃ  e che insiste nel raccontare soltanto gay che soffrono. C&#8217;è poi Internet, probabilmente il futuro dell&#8217;informazione, ma, per ora, un paradiso di occasioni ancora in attesa di finanziatori. Grandi siti gay italiani sono infatti passati di mano e nell&#8217;insieme si nota un arretramento generale nell&#8217;offerta virtuale di analisi e contributi esclusivi a favore di cronaca spicciola, gossip e â€˜manzi&#8217; con, fortunatamente, alcune eccezioni.</p>
<p>Ma il bisogno di approfondimento e dibattito gay esiste eccome. Lo dimostra <a href="http://issuu.com/prideitalia">lo sbarco sul web di &#8220;Pride&#8221;</a> assunto quando ho preso in mano, un anno fa, il timone di una rivista in sofferenza, ma con radici solide grazie al lavoro dei miei predecessori, alla caparbietÃ  cocciuta dell&#8217;editore e alla pazienza e grande preparazione di collaboratori che lavorano per un pugno di noccioline.</p>
<p>Questo mensile oggi puÃ² essere comodamente letto online (<a href="http://www.prideonline.it">www.prideonline.it</a>). E solo l&#8217;ultimo numero ha guadagnato, grazie anche a una maggiore attenzione ai social media, oltre cinquemila lettori, e cioè il numero degli abbonati di Babilonia nei tempi d&#8217;oro, che si aggiungono a coloro che leggono il giornale nei locali sparsi sul territorio nazionale.</p>
<p>Insomma l&#8217;obiettivo di liberare il senso di bellezza profonda che contiene la parola omosessualitÃ  annunciato negli anni Settanta dall&#8217;editoriale del primo numero di Fuori!, la prima rivista cartacea per omosessuali mai pubblicata in Italia, continua. Qui e sul web. Auguri Pride.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-1688" src="http://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/cover.jpg" alt="cover" width="195" height="267" srcset="https://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/cover.jpg 195w, https://www.stefanobolognini.it/wp-content/uploads/cover-109x150.jpg 109w" sizes="auto, (max-width: 195px) 100vw, 195px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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