<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"> <channel><title>Orizzontintorno</title> 
	<link>http://www.orizzontintorno.com</link> <description>Orizzontintorno</description>
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                   <title>È stato un anno straordinario</title> 
                   <link>http://www.orizzontintorno.com/rss/2183-È-stato-un-anno-straordinario</link>
                   <description>Gli scorsi giorni sui social network se ne è parlato molto, così ho visto anche io <a href='https://youtu.be/RtBN7xjR28I ' target='_blank'>il video su YouTube</a> di Dario Bressanini (che non conoscevo) (prendete coraggio e guardatelo fino in fondo). E ho pensato che il mio è stato un anno straordinario.<br>
Mentre il Covid mi ha rivoluzionato la vita costringendomi a terra, a lasciare l’auto in garage per mesi e a mettermi la mascherina anche per portar giù la spazzatura, c’è gente che quest’anno, indossando la stessa mascherina e facendo mille attenzioni al distanziamento sociale come me, si è presa un tumore, un infarto, si è rotta una gamba, ha avuto un incidente stradale.<br>
Direte voi, come sempre. Certo, come sempre. Ma di norma sempre è quando mandi avanti la tua vita normale fino a un attimo prima preoccupandoti del mutuo, non quando passi le giornate a difenderti dalla pandemia del secolo e ti svegli ogni mattina pensando “belìn, che assurdo anno di merda”.<br>
Sempre è quando finisci in ospedale e non devi augurarti che in ospedale ci sia posto e che i medici non abbiamo bisogno della stessa rianimazione che serve a te.<br>
Sempre è un’altra cosa. Così, secondo me, se ti becchi un tumore nel 2020, o un infarto, o ti rompi una gamba, non è come può purtroppo sempre accadere.<br>
È che la sfiga ha preso la mira molto bene.<br>
<br>
Io ho avuto un anno straordinario. Ho iniziato il 2020 sulle nevi delle Alpi a cavallo fra Svizzera e Francia, insieme ai figli, quindi (anche) quest’anno a sciare ci sono andato e ho fatto in tempo a timbrare la stagione prima che chiudesse tutto.<br>
Io 1 - Duemilaventi 0.<br>
Poi sono volato in Oriente e ho sciato anche in Giappone, e ho trascorso un meraviglioso weekend in uno chalet di Nagano, ospite della mia azienda, e da Tokyo sono quindi andato a sudare all’equatore, nell’umidità insopportabile di Singapore, e ho preso un aperitivo sulla terrazza del Marina Bay Sands davanti a uno dei panorami più esclusivi del mondo con un tramonto magnifico.<br>
Ho camminato infine sul lungomare di Doha, in Qatar, e anche nel 2020 ho così messo a segno almeno un Paese nuovo per la mia collezione.<br>
Io 2 - Duemilaventi 0.<br>
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In tutto l’anno, non mi sono mai ammalato. Sì, per carità, ho avuto i soliti problemi col mal di schiena e per la verità anche una colica renale molto dolorosa, ma risolta assai rapidamente. A voler cercare il pelo nell'uovo sono pure dovuto tornare dal dentista dopo otto anni.<br>
Ma a novembre, grazie all'azienda per cui lavoro, sono riuscito a vaccinarmi contro l’influenza. Nel 2020, nella  Lombardia di Fontana e Gallera. Un po’ come vincere a poker.<br>
Non si è nemmeno ammalato nessuno nella mia famiglia, nonostante abbiamo temuto per Carola, e invece tampone negativo, sia lei che io. Leonardo non si è preso nemmeno un mal di testa. <br>
Il Covid ha colpito vicino, ma non vicinissimo. Qualche conoscente, uno solo finito intubato all’ospedale. È riuscito per fortuna a scamparla, dopo un mese. Per il resto nessuno a meno di due gradi di separazione.<br>
È vero che non frequento molta gente, anzi, e che conduco una vita piuttosto ritirata, ma ad oggi abbiamo avuto oltre due milioni di contagiati in questo Paese, e <em>decine di migliaia di vittime</em>, e se non siamo stati coinvolti in prima persona, chi più chi meno, ormai perlomeno conosciamo tutti qualcuno che.<br>
Nel mio perimetro familiare e nella mia prima cerchia di amicizie e frequentazioni, nessuno (che io sappia).<br>
Io 3 - Duemilaventi 0.<br>
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Ad agosto avevo il contratto in scadenza. Me lo hanno rinnovato a marzo, “per sicurezza”, in anticipo di cinque mesi, e me lo hanno anche prolungato per tre anni, “perché in questa situazione è bene innanzitutto dare alla gente delle certezze”. Così mi hanno detto.<br>
In giro non conto le persone, soprattutto coetanei, che hanno problemi seri, o han perso il lavoro, o dovuto sospendere l’attività. Io non ho smesso di lavorare un giorno e anzi, abbiamo portato a termine i progetti internazionali di mia responsabilità nonostante non abbiamo più potuto viaggiare e siamo stati costretti, nello spazio di pochi giorni, a inventarci un nuovo modo di lavorare a quei progetti, organizzando e gestendo tutto da casa, a cavallo di quindici fusi orari e tre continenti, con decine e decine di persone coinvolte ai quattro angoli del Globo.<br>
Ci hanno premiato, intervistato, invitato un po’ ovunque a raccontare la nostra esperienza (inesorabilmente in videoconferenza).<br>
A livello personale è stato uno degli anni migliori della mia vita professionale. <br>
Io 4 - Duemilaventi 0.<br>
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La scorsa estate sono stato a camminare sul Monviso, sull’Appennino e un po’ in giro per l’Italia. Ho messo a segno sei nuove tappe del Progetto Centodieci, ho visto luoghi bellissimi e ho viaggiato coi figli anche senza poter prendere aerei. Non era affatto scontato quest’anno, anzi.<br>
Abbiamo vissuto anche qualche piccola avventura, fatto bagni nel Tirreno e in Adriatico, siamo usciti a cena, abbiamo incontrato amici, ci siamo divertiti. Anche se indossavamo le mascherine e ci tenevamo a distanza precauzionale da tutti.<br>
Poteva essere un’estate disastrosa, per mille motivi per quanto mi riguarda, non solo per il Covid. È stata una bella estate che ricorderemo tutti e tre con piacere, con due momenti straordinari: una giornata meravigliosa, da soli, sui pendii innevati sotto al Quintino Sella, e una indimenticabile notte in rifugio nel Parco Nazionale d'Abruzzo, a fotografare una stellata infinita.<br>
Io 5 - Duemilaventi 0.<br>
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Questi mesi, inizialmente un po’ per caso, tutto sommato nell’anno meno indicato e apparentemente senza alcuna logica, ho rinnovato quasi completamente la mia attrezzatura fotografica, della quale negli ultimi anni avevo persino pensato di disfarmi, e ho fatto un bel salto di qualità.<br>
Ho investito in ottiche semiprofessionali e in accessori vari, spendendo anche un piccolo capitale (quello peraltro che era previsto per le vacanze estive di lungo raggio). Mi sono inventato una nuova passione e mi sono dato all’astrofotografia. Ho iniziato a studiare, mi sono iscritto a gruppi di discussione, ho imparato molte cose e ho tirato fuori anche qualche risultato interessante.<br>
Sono riuscito a fotografare la cometa, il transito solare della ISS e la congiunzione Giove-Saturno, nonostante l’astrofotografia, come l’alpinismo, dipenda un po’ (anche) dai capricci del meteo. Forse per questo mi ha preso così tanto.<br>
Ho in programma qualche altro investimento per il prossimo anno e mi sto preparando per nuovi esperimenti. Ho trovato qualcosa di completamente nuovo in cui buttarmi a capofitto, e poi, prima o poi, tornerò anche a viaggiare e a poter usare nel contesto a me più familiare la nuova attrezzatura fotografica e tutta l’esperienza che sto accumulando nell’usarla. Non vedo l’ora.<br>
Intanto termino il 2020 regalandomi un grande e bellissimo quadro realizzato con i migliori scatti di quest’anno. Erano quasi vent’anni che non scattavo delle fotografie così belle da aver voglia di spendere dei soldi per farle stampare professionalmente, incorniciare e appendermele in casa.<br>
Io 6 - Duemilaventi 0.<br>
<br>
Ho letto diversi libri, qualcuno molto bello, qualcun altro abbastanza noioso. Leggere libri è sempre un successo e peraltro ne ho letti comunque sempre troppo pochi se penso al tempo infinito che quest’anno, rispetto agli anni scorsi, avrei avuto a disposizione per leggere.<br>
Ho ascoltato e scoperto moltissima nuova musica. È stato un anno con tanta musica in casa, quasi in continuazione. Non mi capitava da quando ero ragazzo. Ero ormai abituato da anni ad ascoltarla solo in macchina, o in aereo, comunque in movimento, quasi mai a casa.<br>
È che in realtà ho sempre vissuto pochissimo le mie case.<br>
Quest’anno l’ho vissuta per dieci mesi senza soluzione di continuità. Adesso in casa ho spesso musica, ovunque nelle stanze. Ogni tanto mi fa piangere, ogni tanto mi rilassa, ogni tanto mi dà la carica. Mi fa comunque sempre compagnia. E mi piace, mi aiuta, mi fa sembrare le cose diverse.<br>
Dei cento brani che secondo Apple Music hanno costituito la colonna sonora del mio 2020 almeno ottanta nel 2019 non li conoscevo e non li avrei mai scoperti altrimenti.<br>
Io 7 - Duemilaventi 0.<br>
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Quest’anno, come abbiamo fatto in molti, ho cucinato tantissimo. Solo che io, un tempo, detestavo cucinare. Ne ho già scritto <a href='http://www.orizzontintorno.com/post/2181-che-cosa-strana-e-magica ' target='_blank'>qua dentro</a>.<br>
Ho imparato tante cose, ho speso un sacco di soldi in attrezzi da cucina e ingredienti. Ho scoperto che mi piace cucinare. Mi appassiona, mi impegna.<br>
Ho chiuso l'anno sfornando un paio di panettoni e un pandoro, una sfida non facile che dodici mesi fa non mi avrebbe di certo nemmeno sfiorato. È stata tipo la mia maratona del 2020.<br>
Potrebbe fare io 8 - Duemilaventi 0, non fosse che 'sta cosa del cucinare, più che altro sfornare, qualche controindicazione con sé se l'è ahimè portata dietro.<br>
Lipperlì, a primavera e dopo l’estate, l’ennesimo tentativo di riprendere a correre stava iniziando a dare qualche risultato, persino vicino ai vecchi tempi, e ad aiutarmi a perdere da capo un po' di chili importanti. Alla fine però ho nuovamente smesso del tutto e niente, ho ripreso peso alla velocità della luce, anche più di prima, complici la valanga di dolci e carboidrati che ho infornato, qualche bottiglia di troppo di quelle buone e naturalmente il lockdown.<br>
Vabbè, diciamo che non è proprio un 8-0, ma comunque.<br>
A un certo punto, amen. Fra pochi giorni ne faccio cinquantasei, c’è molta gente che alla mia età è messa assai peggio e alla fine è ora di riconoscere che non ne ho più voglia, non sono più motivato, non me ne frega (quasi) più nulla. Non ho più le energie di dieci e nemmeno di cinque anni fa.<br>
Mangio, sto a casa, faccio fotografie. Posso anche smettere di menarmela perché non vado più a correre e accettarmi così.<br>
Ecco, dovrei magari cercare in ogni caso di alzare il culo e fare un po’ di movimento in più, questo sì, ché comunque cuore e schiena ne han sempre bisogno.<br>
<br>
E già, il cuore. Quest’anno si è fatto sentire più spesso, soprattutto durante i giorni di trekking in Abruzzo, ma adesso ho imparato ad ascoltarlo, so che non è l'affaticamento e conosco la diagnosi.<br>
Crisi vere, come tre anni fa, non ne ho più avute. In tempi di Covid, anche questo non è male. Se non sono state le mie ricette a segnare l'8-0, è andato comunque in gol il mio cuore.<br>
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Non sono solo. Vale due punti.<br>
Finisce dieci a zero per me.<br>
Nel 2021 si riparte da zero a zero, e io giocherò di nuovo la mia partita, come sempre.<br>
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<em>Post scriptum<br>
Per infinite ragioni, in parte già accennate in passato, alcune delle quali di natura prettamente tecnologica, ma anche altre e più profonde necessità personali, è probabile (sebbene non ancora certissimo, diciamo: è innanzitutto una questione di coraggio), che questo sia l’ultimo post di questo blog e la fine di Orizzontintorno dopo diciassette anni.<br>
D'altra parte, al di là del blog, il resto del sito è morto e abbandonato ormai da tempo.<br>
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È stato questo un anno di svolta per tante cose.<br>
In questo spazio virtuale c’è un pezzo lungo e importante della mia vita. Orizzontintorno è in piedi dal 2003, ma alcuni contenuti arrivano addirittura dal sito personale che lo aveva preceduto, datato 1998.<br>
Fanno ventidue anni. Anni di cambiamenti spesso radicali, storie condivise, avventure, ricordi meravigliosi e altri orribili.<br>
Soprattutto, qua dentro c’è troppo di un passato che non voglio più ricordare e di un futuro che non mi perdonerò mai di essermi lasciato sfuggire, finché mi porterò appresso le rovine. È ora di disfarmene.<br>
Io non sono più né quello di diciassette anni fa, né quello di dieci, né quello di un anno fa. Ho un’età, alla mia età, in cui alleggerirsi diventa obbligatorio, perché non ci sono più né le forze, né il tempo, per piangersi addosso, e le cose belle ci seguono a prescindere, da tutto: dalle fotografie, dalle mappe con i nostri percorsi passati, dalle parole che abbiamo scritto, dagli amori andati irrimediabilmente perduti, da tutto quel che accade. Persino dalle pandemie.<br>
<br>
Due anni fa, nel post di fine anno, scrivevo “il tempo buono va vissuto. Va capito subito e vissuto.”<br>
Io non ne sono stato capace.<br>
Nel 2019 non ho scritto un post di fine anno, perché ho perso l’anno intero e i sette precedenti insieme in un colpo solo, e nessuno me li ridarà più.<br>
Le cose belle ci seguono a prescindere, a meno che non le buttiamo per stupidità.<br>
<br>
Il duemilaventi non l’ho perso. L’ho vissuto tutto e me lo porterò nel mio futuro, cercando di fottere il Covid (e non solo) anche nel 2021.<br>
Nel caso, mi trovate comunque altrove. Se sapete come e dove significa che siete i benvenuti.<br>
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(Poi magari invece tornerò qui, ma ora come ora non credo)</em><br>
Click.<br>
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<a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Portfolio/Astrophotography/i-98sDcxw/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/quadro2020.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='QUadro2020 ' ></div><div class='didascalia'>Il mio 2020</div></td></tr></table></a><a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Astrophotography/The-sky/i-66Gk6f4/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/saturno01.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='Saturno01 ' ></div><div class='didascalia'>Saturno, lavorando alle foto della congiunzione con Giove</div></td></tr></table></a></description>
                   <pubDate>Wed, 30 Dec 2020 11:29:34 +0100</pubDate>
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                 </item><item>
                   <title>La prima neve in questa casa</title> 
                   <link>http://www.orizzontintorno.com/rss/2185-la-prima-neve-in-questa-casa</link>
                   <description>Quattro giorni e due notti di lavoro, oltre 1,5kg di rarissima farina W400, 16 uova, 400g di burro, 380g di zucchero, 4 arance, 2 limoni, 4 baccelli di vaniglia, 150g di arancia candita, 70g di cedro, 330g di uvetta, 18g di lievito, 4 cucchiai di rum, 100g di miele, 25g di sale, zucchero vanigliato in abbondanza.<br>
Se conto anche la spesa per gli attrezzi (pirottini, stampo di alluminio, termometro alimentare, spillone per panettoni, ecc.), suppergiù il prezzo al dettaglio si aggira attorno ai trecento euro al chilo.<br>
<br>
Mi sentirei di dire che non riuscirò a farne un business e per la verità non li ho ancora assaggiati, ma da un punto di vista prettamente estetico posso ritenermi assai soddisfatto. Considerato il lavoro e il tempo che mi ha portato via, non credo peraltro che ci sarà una seconda volta, a meno che non sprofondi nella depressione.<br>
Però sono molto orgoglioso di me.<br>
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<table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/natale01.jpg' width='400 ' height='341 ' alt='Natale01 ' ></div></td></tr></table><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/natale02.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='Natale02 ' ></div></td></tr></table><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/natale03.jpg' width='400 ' height='449 ' alt='Natale03 ' ></div></td></tr></table><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/natale04.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='Natale04 ' ></div></td></tr></table><br>
Nel frattempo, dopo qualche anno, ne è venuta di nuovo parecchia, venticinque centimetri misurati sulla terrazza di camera.<br>
È la prima neve da quando abito qui.<br>
Mi mancherà da morire non poter partire per la montagna a Capodanno coi ragazzi, come abbiamo sempre fatto.<br>
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<a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Life-around-me/Everyday-Life/Home/i-BTPqmqZ/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/natale05.jpg' width='400 ' height='300 ' alt='Natale05 ' ></div></td></tr></table></a><a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Life-around-me/Everyday-Life/Home/i-Q7QgtMS/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/natale06.jpg' width='400 ' height='300 ' alt='Natale06 ' ></div></td></tr></table></a></description>
                   <pubDate>Tue, 29 Dec 2020 17:13:43 +0100</pubDate>
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                 </item><item>
                   <title>Tre canzoni e una colonna sonora (anzi, due)</title> 
                   <link>http://www.orizzontintorno.com/rss/2184-tre-canzoni-e-una-colonna-sonora-anzi-due</link>
                   <description>Qualche anno fa avevo scritto un <a href='http://www.orizzontintorno.com/post/1992-che-del-resto-ho-ascoltato-scrivendo-questo-post ' target='_blank'>lunghissimo post</a> su alcune canzoni legate ai miei ricordi in giro per il mondo. È uno dei miei preferiti, di tanto in tanto mi capita di pensare che dovrei riprenderlo e aggiornarlo. <br>
<br>
Oggi stavo buttando giù qualcosa che, molto a làtere, ha anche a fare con la musica e mi sono interrotto perché la mia playlist random stava passando Daughters, di John Mayer. È un periodo che l’algoritmo di Apple Music me la propone spesso.<br>
Ogni volta che ascolto Daughters penso inesorabilmente a mia figlia e mi viene da piangere, senza una ragione particolare, così, per commozione e amore suppongo. Forse perché tempo fa mi è capitato di ascoltarla in un momento per lei particolarmente difficile, in cui aveva bisogno di aiuto e non sapevo che fare. Mi veniva solo da abbracciarla e trattenerla a me in silenzio, e quei giorni alla fine avevo sempre Daughters che mi girava in testa.<br>
Da allora mi è rimasta addosso. È un po’ come quando tutto un insieme di melodia e parole si appiccica a un’immagine e non te la levi più dalla testa, così come mi accade con quelle canzoni in viaggio di cui raccontavo. D'altra parte immagino che ascoltando Daughters accada la stessa cosa a qualche milionata di persone che hanno una figlia.<br>
E vabbè, niente, <a href='https://youtu.be/rZLbUIa7exE ' target='_blank'>Daughters</a> è ormai la canzone di mia figlia. Se la ascolto penso a lei, quando sono con lei ho in testa questa canzone.<br>
<br>
Non ricordo se Carola fosse già nata, Leonardo era sicuramente molto piccolo, direi tre anni al massimo. Ero a casa da solo con lui un giorno, stavamo giocando insieme e la radio passò Learning to fly di Tom Petty.<br>
Ho trascorso molti mesi con Leonardo quando era piccolo, “grazie” ad alcuni lunghi periodi di disoccupazione. Ricordo che quella mattina eravamo vicino alla scala che portava in mansarda. Gli presi le mani e iniziammo a ballare insieme sulle note di Tom Petty. Rideva tantissimo, era proprio felice.<br>
Fra pochi giorni Leonardo compirà diciassette anni. È alto come me e ha un sorriso meraviglioso. È un periodo che abbiamo un rapporto bellissimo e ieri sera mi ha detto che è felice. Vedo che lo è, come quella mattina di molti anni fa mentre ballavamo insieme tenendoci le mani.<br>
Ho scoperto di recente che Learning to fly è nella playlist delle sue canzoni preferite e mi sono commosso. Immagino sia una specie di reminiscenza dell’infanzia che gli è rimasta, o chissà che. A me piace pensare che lo sia, anche se non credo che lui ricordi l’episodio. <br>
Così, da anni, <a href='https://youtu.be/s5BJXwNeKsQ ' target='_blank'>Learning to fly</a> è la canzone di mio figlio e sono certo che in qualche modo abbia un significato particolare anche per lui.<br>
<br>
Scopro poi per combinazione, mentre scrivo questo post e googlo alcuni link da inserire, che John Mayer ha fatto una bellissima <a href='https://youtu.be/20Ov0cDPZy8 ' target='_blank'>cover live</a> di Free fallin' di Tom Petty e all'improvviso mi sembra un inequivocabile segno dell'universo che lega fratello e sorella al loro papà.<br>
<br>
L’ultima sera che ho visto mio padre vivo dormiva ormai già da un paio di giorni senza essersi più svegliato. Sapevo che era ormai una questione di giorni, forse di ore. Rimasi con lui un po’ a parlargli per l’ultima volta, anche se non poteva sentirmi, e poi me ne tornai a casa.<br>
Scrissi <a href='http://www.orizzontintorno.com/post/1888-papa ' target='_blank'>un post per lui</a> quella sera, ascoltando a rotazione Father, son di Peter Gabriel, una canzone che da sempre mi faceva venire in mente noi due. <br>
Quando uscì Father, son, anni prima, lessi un’intervista con Peter Gabriel che raccontava le circostanze in cui l’aveva scritta e del rapporto con suo padre. Mi aveva colpito parecchio e, come accade spesso con le canzoni che ci appartengono, mi sono sempre immedesimato in quella storia.<br>
La sera in cui lo salutai passai la notte a piangere ascoltando Peter Gabriel.<br>
<a href='https://youtu.be/EQH6qu2pHT8 ' target='_blank'>Father, son</a> è la canzone di mio padre. L'ho riascoltata questa sera per la prima volta dopo sei anni. Non ci ero più riuscito dal 24 novembre 2014.<br>
Sono riuscito a sorridere, anche se qualcosa è rimasto fermo in gola.<br>
<br>
Qualcosa in gola si ferma sempre quando ascolto <a href='https://youtu.be/RxabLA7UQ9k ' target='_blank'>Time</a>, di Hans Zimmer. Non so perché la associo come la associo.<br>
Inception è uno dei film che amo di più in assoluto. Penso di averlo visto almeno dieci volte, potrei rivederlo cento, ogni volta mi regala emozioni nuove e sicuramente buona parte di quelle emozioni mi arrivano dalla colonna sonora di Hans Zimmer e dal finale sulle note di Time. <br>
La cosa più strana e significativa allo stesso tempo è che faccio la stessa identica associazione con il <a href='https://youtu.be/IDsCtDRV2uA ' target='_blank'>tema principale</a> di Interstellar e il suo finale.<br>
Uguale. Le stesse immagini, gli stessi brividi, le stesse sensazioni.<br>
Certo, facile: stesso regista, stesso compositore, stesso filo conduttore. Non è quello.<br>
Inception e Interstellar non c'entrano apparentemente nulla qui dentro. Ma io so che sì.<br>
Mesi fa ho vagato per casa una notte intera, come un fantasma, ascoltando a rotazione Time senza soluzione di continuità, senza riuscire a spegnere la musica una volta per tutte, fino all'alba.<br>
Certe associazioni mentali non sai perché ti rimangono dentro.<br>
<br>
Ho rivisto Inception e Interstellar in tempi recenti.<br>
Tenet non è all'altezza, ma lo rivedrò la prossima settimana e sono certo che mi piacerà di più della prima volta.<br>
Lo scrivo solo perché è l'unica conclusione a questo post che in questo istante mi sembra abbia un senso.<br>
Il resto rimane con me.</description>
                   <pubDate>Sat, 26 Dec 2020 01:41:57 +0100</pubDate>
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                 </item><item>
                   <title>Nel buio all'improvviso</title> 
                   <link>http://www.orizzontintorno.com/rss/2182-nel-buio-all-improvviso</link>
                   <description>4 dicembre 2011.<br>
<br>
<table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/lilith.jpg' width='400 ' height='72 ' alt='Lilith ' ></div></td></tr></table></description>
                   <pubDate>Fri, 04 Dec 2020 10:42:38 +0100</pubDate>
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                 </item><item>
                   <title>6</title> 
                   <link>http://www.orizzontintorno.com/rss/2180-6</link>
                   <description>Son tempi strani, pa'. Mi capita ogni tanto di pensare a che ne diresti tu, cosa faresti, come la prenderesti.<br>
Son venuto a trovarti poco quest'anno, quasi nulla, lo so. Ho idea di non essere passato più di due volte dallo scorso Natale, forse tre. Una prima di partire per le vacanze, quest'estate, dopo il lockdown di primavera, e una quando son tornato.<br>
Volevo venire per il tuo compleanno, ma ho rimandato in continuazione, preso dal mio solito nulla. Son stato a Genova dai nonni, con la mamma e mi ero ripromesso di passare poi da te attorno a inizio novembre, e invece niente.<br>
Poi ancora clausura, di nuovo.<br>
<br>
Così non vengo a trovarti da tempo e non parlo più nemmeno con te, ché anche l'ultima volta son passato di fretta, giusto al volo per lasciarti la solita piantina.<br>
Passano gli anni, passano le cose, passa sempre tutto, più o meno. <br>
<br>
Chissà se poi ti è capitato di far quella cosa là che ti avevo chiesto. Direi di no.<br>
Direi che era stupido chiedertelo e che in realtà non c'è nulla, in effetti, a parte nella mia testa.<br>
Prometto di passare, appena ci liberano.<br>
Comunque, se ti capita, tu diglielo accidenti. Per favore.<br>
E ricordati di darmi un'occhiata ogni tanto, che ne ho sempre bisogno.</description>
                   <pubDate>Tue, 24 Nov 2020 23:37:18 +0100</pubDate>
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                 </item><item>
                   <title>Che cosa strana e magica</title> 
                   <link>http://www.orizzontintorno.com/rss/2181-che-cosa-strana-e-magica</link>
                   <description>Non ricordo dove, alcuni mesi fa avevo letto qualcosa a proposito del fatto che il pane del fornaio è senza dubbio mille volte migliore di quello che chiunque di noi possa fare in casa, e che tutta questa retorica sulla quarantena e la riscoperta del fare il pane in casa è una enorme sciocchezza.<br>
Il senso era che la nostra civiltà si è evoluta proprio perché ci siamo specializzati e paghiamo altri per far quello per cui sono più competenti di noi, ciascuno per la propria parte. Ci siamo divisi apposta i compiti per garantire e migliorare la sopravvivenza del gruppo.<br>
<br>
Anni fa detestavo cucinare. Sono trent'anni da che sono uscito di casa e per anni, nelle case in cui ho vissuto, ho avuto bellissime cucine immacolate che arredavo con cura esclusivamente come oggetto di contemplazione. Mi piacciono le cucine, mi piace che siano belle e funzionali, mi è sempre piaciuto avere delle belle cucine in casa, ma nei miei anni di vita da single &quot;cucinare&quot; significava mangiare i würstel crudi direttamente dalla confezione, con le dita, per non sporcare le posate e non accendere il fornello. <br>
Da sposato, come molti mariti, mi sono in seguito dedicato al campionato delle lavastoviglie, di cui sono cintura nera quinto dan, ma di nuovo, per anni, non mi sono mai sognato di avvicinarmi al piano cottura, nemmeno per scaldare il latte ai figli piccoli, ché per quello c'era un comodo scalda biberon elettrico.<br>
<br>
Poi, quasi undici anni fa, mi sono ritrovato di nuovo da solo, ma questa volta con due figli che nel frattempo crescevano e a settimane alterne si aspettavano che il loro padre, giustamente, si occupasse della loro sopravvivenza. <br>
Nutrirli a würstel crudi in effetti mi è sembrata da subito una soluzione poco praticabile.<br>
È così che ho iniziato, piano piano, ad avvicinarmi alla cucina. Tipo scaldare il latte col pentolino, per intenderci, e rovesciare un barattolo di sugo pronto dentro la pentola della pasta.<br>
<br>
La prima cosa che abbia davvero &quot;cucinato&quot; (...) in vita mia, darei quasi per certo, fu ormai molti anni fa il leggendario salame al cioccolato della Bat, ma questa possono capirla solo in pochi. Conservo ancora la foto della ricetta scritta a mano sul foglio a quadretti, all'epoca pubblicata in un posto che oggi non esiste più, ma che noi che c'eravamo sappiamo.<br>
La storia dice che il salame al cioccolato della Bat mi venne perfettamente ed è da allora che i figli hanno iniziato a guardare al loro padre con occhi diversi.<br>
<br>
Con gli anni mi sono applicato e sono migliorato. Mi sono inizialmente specializzato in pizze e poi via via allargato a molte altre cose, anche complicate. Oggi ho una bellissima cucina a isola di cui sono parecchio orgoglioso e vado assai fiero della mia New York cheesecake, delle mie crêpes, della mia fügassa genovese, perfetta, e del mio pesto fatto col mortaio e il basilico del mercato orientale.<br>
Per altre cose ho ampissimi spazi di miglioramento, tipo le crostate, ma ci lavoro.<br>
La cucina è diventata un po' il mio spazio zen del weekend, complice mia figlia che nel frattempo si è fatta grande, è decisamente più brillante del padre e collabora attivamente. <br>
Poi certo, la quarantena ci ha messo del suo. Ma in cucina, ormai, ci stavo già da tempo. Negli ultimi mesi ho solo avuto molte più occasioni per misurarmi.<br>
<br>
Senza nessuna particolare ragione, non avevo mai fatto il pane.<br>
Sono un gran consumatore di pane, a me il pane piace tutto. Potrei vivere solo di pane e poche altre cose. Sono uno di quelli che al ristorante, se gli mettono davanti il cestino del pane, lo svuota a tempo zero e quando glielo rimettono davanti lo risvuota di nuovo, finché dopo un'ora non arrivano col primo piatto e a quel punto ho già mangiato per almeno seimila calorie.<br>
Per questa ragione non compro mai pane. In casa mia non lo troverete praticamente mai, al massimo i cracker.<br>
Perché col pane mi faccio davvero del male e il pane, di massima, sono carboidrati e zuccheri a palla. Se mi porto a casa un chilo di pane, finisco un chilo di pane mentre sistemo il resto della spesa.<br>
Capite bene che. <br>
C'è gente che ha problemi con la cocaina o con l'alcol, io ce l'ho col pane.<br>
<br>
E niente, domenica scorsa mi annoiavo, ero da solo, senza i ragazzi, e non sapevo che fare. Così, per ingannare il tempo mi sono messo a fare il pane.<br>
Che alla fine è facile fare il pane. Bastano farina, acqua, sale, malto, lievito - ce l'ho, io, il lievito, che credete: ho fatto scorta per i prossimi due anni di quarantena e lo spaccio a prezzi da capogiro durante i lockdown.<br>
E mentre era lì, il mio pane, che lievitava, pensavo questa cosa.<br>
Pensavo che cosa strana e magica che è, fare il pane. <br>
È una specie di cosa primordiale. Di focalizzazione sull'essenza delle cose. Di pace con se stessi.<br>
<br>
Bill Bryson ha scritto qualcosa di molto interessante e bello sul pane nel suo &quot;Breve storia della vita privata&quot;, qualcosa che ha a che fare col fatto che tutti diamo per scontato il pane, ma nessuno pensa al grande mistero che si cela dietro la sua scoperta. Cioè, non è una cosa affatto semplice da spiegare, né da immaginare: com'è che l'uomo a un certo punto ha capito che quella roba lì, il grano, poteva macinarlo, trasformarlo in farina, e che la farina poteva combinarla col sale e con l'acqua, e poi scoprire il lievito, e poi cuocere tutto, e per quanto tempo cuocerlo, e in che modo, eccetera?<br>
Che cosa strana e magica che è, il pane.<br>
<br>
Comunque non è venuto male il mio primo pane, ma certo, il pane del fornaio è mille volte meglio.<br>
Finirà questa cazzo di quarantena.<br>
Oh se finirà.<br>
<br>
<table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/pane.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='Pane ' ></div></td></tr></table></description>
                   <pubDate>Mon, 23 Nov 2020 11:35:12 +0100</pubDate>
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                 </item><item>
                   <title>La Luna minerale</title> 
                   <link>http://www.orizzontintorno.com/rss/2179-la-luna-minerale</link>
                   <description>La Luna minerale è una fotografia del nostro satellite elaborata per mettere in risalto la riflettanza della superficie in funzione dei diversi minerali prevalenti che la compongono.<br>
<br>
Anche se la Luna normalmente ci appare grigia, ogni minerale ha una sua caratteristica firma spettrale, ovvero riflette in modo differente la radiazione solare nelle diverse lunghezze d'onda. Il sensore della macchina fotografica rileva la radiazione nello spettro della luce visibile e registra le informazioni relative alle lunghezze d'onda del rosso, del verde e del blu.<br>
Con una particolare tecnica di post-produzione applicata ai file in formato raw, è possibile mettere in risalto le differenze di riflettanza registrate dal sensore, saturando opportunamente i canali RGB ed elaborando in modo separato il canale della luminanza per esaltare le ombre, i rilievi e i dettagli della superficie.<br>
<br>
E insomma, in attesa di usare il nuovo Sigma da 600mm con un bel cielo limpido invernale e la Luna quasi piena, faccio prove con qualche foto scattata negli ultimi mesi. In giro si possono trovare elaborazioni straordinarie (peraltro ottenute spesso con ben altra attrezzatura rispetto alla mia), ma un po' alla volta imparo e mi aspetto ottimi risultati. <br>
<br>
<a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Astrophotography/The-Moon/i-NDzPg6z/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/lunaminerale01.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='LunaMinerale01 ' ></div></td></tr></table></a><br>
<a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Astrophotography/The-Moon/i-6XrCXz8/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/lunaminerale04.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='LunaMinerale04 ' ></div></td></tr></table></a></description>
                   <pubDate>Sat, 21 Nov 2020 16:13:01 +0100</pubDate>
                   <guid isPermaLink="true">http://www.orizzontintorno.com/rss/2179-la-luna-minerale</guid>
                 </item><item>
                   <title>The Lockdown Project</title> 
                   <link>http://www.orizzontintorno.com/rss/2178-the-2020-lockdown-project</link>
                   <description>Come quando è un lunedì sera di lockdown e ho appena accompagnato i ragazzi a casa della mamma dopo una decina di giorni trascorsi insieme, e sono al supermercato, ché ho il frigo vuoto e bisogna che compri qualcosa per me, per i prossimi giorni.<br>
Le corsie sono quasi deserte, per fortuna, e mi aggiro da solo con la mia mascherina, distratto e con poca voglia, nelle cuffiette un album di John Mayer, mentre cerco di far mente locale su quel di cui potrei aver bisogno, che poi son sempre le solite cose di quando sono a casa da solo, roba veloce, qualcosa da microondare al volo, un po’ di verdura, frutta, yoghurt. <br>
<br>
E all’improvviso mi viene da piangere.<br>
Così, lì in mezzo a quella corsia vuota del supermercato. <br>
Mi affretto ad uscire.<br>
<br>
Ché è lunedì sera, sono di nuovo da solo dopo dieci giorni e arrivo a casa coi miei sacchi della spesa, una lavatrice e una lavastoviglie da svuotare, qualche email di lavoro a cui rispondere.<br>
Le camere dei ragazzi sono spente e vuote, le hanno lasciate perfettamente in ordine.<br>
Mi mancano già da morire, anche se fra una settimana saranno di nuovo qui.<br>
Mi mancano sempre di più. Più passano gli anni, più crescono, più facciamo cose insieme e più non ne facciamo affrontando questo tempo assurdo chiusi insieme in casa, più mi mancano.<br>
Più li vedo diventare grandi, più ridiamo insieme, più parliamo, più si chiudono nelle loro stanze per ore a combattere con la loro adolescenza, più quando non ci sono mi mancano.<br>
Più li vedo crescere e so che si allontaneranno, più mi mancano e sto male.<br>
Più se ne andranno, più rimarrò solo.<br>
Più questa casa è vuota, più sono solo.<br>
<br>
Così questi giorni ho iniziato un progetto fotografico su questo lockdown, con la loro complicità. Come un maldestro tentativo di fermare il tempo in qualche modo. Di catturare la loro anima e tenerla con me. Di entrare dentro di loro e far entrare loro dentro di me.<br>
Accettano e partecipano volentieri, e mi metto a girare per casa con la macchina fotografica, scatto letteralmente migliaia di foto a caso, poi passo ore a sfogliarle, le guardiamo e le commentiamo insieme, ne scegliamo alcune.<br>
Ridiamo.<br>
<br>
Così è lunedì sera, arrivo a casa, metto via la spesa, svuoto la lavatrice e la lavastoviglie, metto ancora su quell’album di John Mayer e mi metto sul divano a riguardare <a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Family/The-2020-Lockdown-project/n-CjR8q3/The-Lockdown-Project-2020/ ' target='_blank'>le foto che abbiamo scattato questi giorni</a>.<br>
Piango di nuovo. Mi mancano da morire.<br>
<br>
C’è una sola persona al mondo a cui vorrei dirlo.<br>
E non posso.<br>
Mi manca da morire anche lei.<br>
<br>
<a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Family/The-2020-Lockdown-project/n-CjR8q3/The-Lockdown-Project-2020/ ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/lockdown100.jpg' width='400 ' height='266 ' alt='Lockdown100 ' ></div></td></tr></table></a></description>
                   <pubDate>Mon, 16 Nov 2020 19:55:09 +0100</pubDate>
                   <guid isPermaLink="true">http://www.orizzontintorno.com/rss/2178-the-2020-lockdown-project</guid>
                 </item><item>
                   <title>Novembre, intanto</title> 
                   <link>http://www.orizzontintorno.com/rss/2177-novembre-intanto</link>
                   <description>Ho fatto altri acquisti, e ancora sto studiando ed esplorando internet per completare la mia wishlist. Prima o poi ne scrivo, appena mi vien voglia di farlo. Per il momento mi appunto cose.<br>
Nel frattempo lavoro a un progetto e ogni tanto la notte esco in terrazza a far prove.<br>
Miglioro.<br>
<br>
<a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Family/n-8fMmcF/The-Lockdown-Project-2020/i-qGVd4q7/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/lockdown01.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='Lockdown01 ' ></div></td></tr></table></a><a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Family/n-8fMmcF/The-Lockdown-Project-2020/i-F3ZfvWk/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/lockdown02.jpg' width='400 ' height='300 ' alt='Lockdown02 ' ></div></td></tr></table></a><a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Family/n-8fMmcF/The-Lockdown-Project-2020/i-6fZtgSN/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/lockdown03.jpg' width='400 ' height='300 ' alt='Lockdown03 ' ></div></td></tr></table></a><a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Family/n-8fMmcF/The-Lockdown-Project-2020/i-2bv8L39/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/lockdown04.jpg' width='400 ' height='300 ' alt='Lockdown04 ' ></div></td></tr></table></a><a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Family/n-8fMmcF/The-Lockdown-Project-2020/i-qn7sbk6/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/lockdown05.jpg' width='400 ' height='300 ' alt='Lockdown05 ' ></div></td></tr></table></a><a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Family/n-8fMmcF/The-Lockdown-Project-2020/i-F3BcTKj/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/lockdown06.jpg' width='400 ' height='299 ' alt='Lockdown06 ' ></div></td></tr></table></a><a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Astrophotography/The-Moon/i-DG3dqQc/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/lockdown07.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='Lockdown07 ' ></div></td></tr></table></a></description>
                   <pubDate>Fri, 06 Nov 2020 23:35:43 +0100</pubDate>
                   <guid isPermaLink="true">http://www.orizzontintorno.com/rss/2177-novembre-intanto</guid>
                 </item><item>
                   <title>Quella cosa delle radici</title> 
                   <link>http://www.orizzontintorno.com/rss/2176-quella-cosa-delle-radici</link>
                   <description>Quella cosa delle radici, hai presente. Tipo un sabato mattina presto di ottobre che guido verso sud, di poco, quanto basta per scavalcar gli Appennini via Serravalle e tornare, dopo sei anni (*), a ricordare cose.<br>
Che io, la Serravalle, l'ho guidata per più di trent'anni e posso recitarla ad occhi chiusi, soprattutto a scendere, ché da giovane, quando fai cose che poi non racconti ai figli, da Assago a Bolzaneto staccavo sotto i sessanta minuti.<br>
Ché sulla Serravalle ho imparato a guidare.<br>
Poi ho smesso di arrampicare e di attraversare i ghiacciai da solo, slegato. Ho insegnato cose a due figli. Il mal di schiena non mi ha più lasciato e ho messo le lenti bifocali.<br>
E però, quando papà si ammalò all'improvviso, non lo ricordo quanto impiegai. Comunque poco, molto poco. Arrivavo da Boston e uscivo a Nervi, quella volta.<br>
<br>
Quei giorni, sei anni fa, la feci avanti e indietro per parecchie sere di seguito. Uscivo dall'ufficio a Milano, mi fiondavo giù all'ospedale di San Martino, rientravo a notte fonda. Era marzo.<br>
Tornai poi in settembre. Andammo al Monte. Ho le foto più belle di mio padre lassù, sulla balconata del Monte, quel pomeriggio di settembre di sei anni fa, con Genova sotto a riempire il panorama.<br>
Due mesi dopo se ne sarebbe andato per sempre.<br>
Non sono mai più tornato nella mia città da allora.<br>
<br>
Adesso è venuto il momento. Accompagno mia madre, è un'occasione per passare una giornata insieme io e lei, una cosa che non faccio quasi mai, ché vivo sempre staccato da tutti e da tutto, sempre di più.<br>
Andiamo per cimiteri. Andiamo alle radici di entrambi. Io guido, mia madre mi racconta cose della sua vita che so, e altre che non so.<br>
Ci fermiamo davanti alla casa dove viveva quando aveva tre anni. Si commuove mentre mi indica la finestra di quella che era la sua camera. La vedo affacciarsi mentre passano gli americani lungo la strada, la vedo correre in giardino, la vedo in bianco e nero e un brivido mi corre lungo la schiena. Vorrei abbracciarla. Invece mi affretto a risalire in macchina, ché non sono sicuro di saper gestire quel che mi attraversa. Ché è un giorno strano e particolare anche per me, che ho scelto di accompagnarla in questo viaggio alle nostre radici.<br>
Torno dopo non so quanto - vent'anni forse? Forse ancora di più - a Rivarolo e a Sestri, dove sono i miei nonni. Me me sto lì a fissare il marmo, i nomi, le date. Mi passa tutta la vita davanti.<br>
E quante vite in mezzo. Quante ne ho vissute, bruciate, buttate.<br>
1995 e 1996. Quante volte la Serravalle anche allora.<br>
Se ne andarono insieme, i nonni, uno dopo l'altro, quasi all'improvviso. Io e mio padre che correvamo su e giù, Milano-Genova avanti e indietro a turno, a volte insieme, per tenerci svegli a vicenda.<br>
Lavoravo a San Donato all'epoca, Milano ovest era a pochi chilometri. Uscivo dall'ufficio, anche allora, inforcavo l'autostrada, cenavo a Genova, rientravo in serata. La Serravalle la recitavo come un rosario.<br>
<br>
A pensarci, le autostrade hanno segnato la mia vita ancor più degli aerei.<br>
La Serravalle è la mia spina dorsale.<br>
La Milano-Firenze, che ho percorso infinite volte quando lavoravo proprio per la Società Autostrade e vivevo a Firenze nord. Per un imperscrutabile disegno del destino la Milano-Firenze ha indelebilmente segnato le mie tre vite più importanti, come a volermi ricordare, ad ogni giro, che non si sfugge a se stessi e ai propri torti, che ciò che è passato nessuno te lo ridà più indietro. Che alla fine l'orologio corre avanti ed è sempre troppo tardi. Sempre.<br>
L'ultima volta l'ho guidata a salire, la Milano-Firenze, esattamente una notte di un anno fa.<br>
La Milano-Venezia ha segnato almeno due dei più significativi fra i miei numerosi trascorsi professionali ed è inesorabilmente intrecciata  con la mia vita. Non ho idea di quante volte possa averla guidata, ma negli ultimi vent'anni potrebbero essere state anche più di mille.<br>
Mentre scrivo mi rendo conto che l'ultima volta che l'ho guidata per intero viaggiavo verso la Stazione Centrale (**). E all'improvviso vorrei smettere di scrivere e avrei bisogno di essere altrove.<br>
E poi la Milano-Torino. La Milano-Torino, che vorrei non guidare mai più e che ho guidato mille e mille volte, per lavoro, per salire le mie montagne, per amore. Per scappare. <br>
<br>
Non la guidavo da sei anni la Serravalle, eppure l'ho guidata ancora ad occhi chiusi, immutabile, preciso su ogni punto di corda, curva per curva, perfettamente a memoria, sempre col numero di giri perfetto, senza traffico, senza spingere, chiacchierando con mia madre, ascoltando musica, come se ogni metro di asfalto mi appartenesse, fosse mio e di nessun altro, come se potessi parlare con queste curve, chiamarle per nome.<br>
Sono tornato a ritrovare le mie radici e a guardarmi indietro.<br>
Ho attraversato la mia città, i quartieri dove ho trascorso un tempo indefinito e indefinibile della mia infanzia e adolescenza, e poi di nuovo della giovane età adulta, per dovere prima e per amore poi.<br>
Sono stato al mercato orientale a fare scorte, ho comprato basilico, e pinoli, e pecorino, e focaccia, e farinata, e ho guardato il mare.<br>
Questo mare che non è mai stato il mio, anche se lo è stato da bambino, in un tempo in bianco e nero i cui ricordi amo in verità poco o nulla, o non so, non ho la misura in realtà, così come invece di sicuro amo poco questo mare. Son sempre stato uomo di montagna. Come mio nonno e mio padre. Tutti di Genova, tutti di Sampierdarena, ma uomini di montagna.<br>
Il mio mare, al più, è quello dell'Elba. Il mare di Genova e della Liguria tutta mi ha sempre spaventato, è scuro, è profondo e buio, è vento, freddo e burrasca.<br>
Eppure tutto l'amore più vero che ho vissuto nella mia vita è in qualche modo intrecciato a questa terra e a questo mare. Di un intreccio strano, parentele abbandonate in cerca di fortuna altrove, entroterra a terrazze e terre scoscese e tornanti, ma anche ciottoli e scogli e risacca, in momenti e tempi e vite diverse.<br>
La Liguria alla fine è solitudine. Sarà per questo che, nonostante tutto, torno, cammino qui, respiro, mi lascio trascinare dalla malinconia, a tratti dal dolore, dalla tenerezza, dal passato, dal mare a cui tendo a voltare le spalle.<br>
Dall'amore. Come ai piedi della Lanterna, anni fa, un pomeriggio di freddo, e buio, e vento e pioggia, insieme ai ragazzi, ancora piccoli, per insegnargli la mia città.<br>
<br>
Il ponte no, non l'ho fatto spesso. Ma i nonni abitavano lì a due passi.<br>
Il ponte fa parte del mio passato dal basso, non dall'alto.<br>
Tornando da Sestri e guidando verso Genova ovest per andare a prendere la sopraelevata, decido di passarci sopra.<br>
C'è poco traffico sul ponte nuovo ed è una bella giornata di sole caldo.<br>
Il ponte di cemento si è portato via vite, un pezzo di Genova e qualcosa anche di me. Di infinitamente piccolo rispetto a tutto il resto, ma infinitamente importante per me.<br>
Ché la misura delle cose l'abbiamo innanzitutto in quel che ci sta più vicino e poi, se ne siamo capaci, via via allarghiamo al resto.<br>
Così passo sopra al ponte nuovo, che scorre via veloce, come fosse sempre stato qui e mai nulla fosse accaduto.<br>
Alla fine, cosa c'è in fondo di più simbolico del crollo di un ponte e delle sue conseguenze.<br>
<br>
<table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/pesto01.jpg' width='400 ' height='272 ' alt='Pesto01 ' ></div></td></tr></table><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/pesto02.jpg' width='400 ' height='300 ' alt='Pesto02 ' ></div></td></tr></table><br>
Così è domenica, sono rientrato a casa, i ragazzi non ci sono. Ascolto Gerry Raferty e musica americana, ché mi manca l'America, mi manca l'aria, mi mancano il cielo, le nuvole e l'aria sottile, mi manca la mia vita, mi manca tutto da mesi e mesi ormai. Non so più dove mi sono perso, né chi mi troverà, ma ho il basilico comprato al mercato orientale e le mie radici.<br>
Il cielo brianzolo è grigio e freddo. Da una decina di giorni ho una strana tendinite al piede destro che mi tormenta. Non posso nemmeno metter le scarpette, non ho fiato né gambe né testa, ma ho il basilico e le mie radici.<br>
E ho tempo. Ho spazio. Ho il mortaio. Ho pazienza, ché per pulire le foglie, una ad una col panno umido, servono queste cose tutte.<br>
<br>
Da pochi chilometri a est delle Alpi Stefano mi manda un messaggio: &quot;Belìn, col pestello, come le massaie genovesi.&quot;<br>
Rispondo, &quot;vorrei ben vedere&quot;. Ché ho il basilico, e le mie radici.<br>
Almeno questo pomeriggio ho tutto quel che mi serve. <br>
<br>
<table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/pesto03.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='Pesto03 ' ></div></td></tr></table><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/pesto04.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='Pesto04 ' ></div></td></tr></table><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/pesto05.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='Pesto05 ' ></div></td></tr></table><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/pesto06.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='Pesto06 ' ></div></td></tr></table><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/pesto07.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='Pesto07 ' ></div></td></tr></table><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/pesto08.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='Pesto08 ' ></div></td></tr></table><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/pesto09.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='Pesto09 ' ></div></td></tr></table><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/pesto10.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='Pesto10 ' ></div></td></tr></table><br>
(*) <em>Su Twitter ho scritto cinque, ma mi sono sbagliato. Il tempo corre veloce e perdo il conto, perdo cose, perdo il tempo stesso. Perdo tutto.</em><br>
(**) <em>No, mi sbaglio. Viaggiavo verso casa, la stazione era quella di Venezia, dove ero stato prima di partire.</em></description>
                   <pubDate>Wed, 14 Oct 2020 00:41:58 +0200</pubDate>
                   <guid isPermaLink="true">http://www.orizzontintorno.com/rss/2176-quella-cosa-delle-radici</guid>
                 </item><item>
                   <title>Ottobre, 2020</title> 
                   <link>http://www.orizzontintorno.com/rss/2175-ottobre-2020</link>
                   <description>E quindi un altro capitolo chiuso.<br>
Sarebbe ora di iniziarne uno nuovo.<br>
Anzi, di cambiare proprio libro.</description>
                   <pubDate>Thu, 01 Oct 2020 00:28:51 +0200</pubDate>
                   <guid isPermaLink="true">http://www.orizzontintorno.com/rss/2175-ottobre-2020</guid>
                 </item><item>
                   <title>Notte di fine settembre</title> 
                   <link>http://www.orizzontintorno.com/rss/2174-notte-di-fine-settembre</link>
                   <description><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/tu.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='Tu ' ></div></td></tr></table></description>
                   <pubDate>Sat, 26 Sep 2020 01:46:11 +0200</pubDate>
                   <guid isPermaLink="true">http://www.orizzontintorno.com/rss/2174-notte-di-fine-settembre</guid>
                 </item><item>
                   <title>Qualcosa in più sui transiti solari</title> 
                   <link>http://www.orizzontintorno.com/rss/2172-qualcosa-in-più-sui-transiti-solari</link>
                   <description>Niente, sarà il Corona, sarà che non volo più - e chissà fino a quando, sarà che boh. Fatto sta che dopo anni e anni di fotografie perlopiù mediocri, decine di migliaia di scatti archiviati nel computer, fiumi di parole spese negli ultimi tempi sulla mia intenzione di abbandonare la reflex in favore del viaggiare leggero con il solo smartphone, la tentazione temporanea di passare alla bridge, eccetera, alla fine questo è diventato l'anno in cui mi son messo a studiare davvero fotografia e post produzione, e a <strike>buttar via</strike> investire soldi in attrezzatura seria. Fra l'altro, via via che imparo cose, la prima conseguenza è che vorrei rimettere mano a tutte le foto passate per riprocessarle da capo, soprattutto quelle dei viaggi più belli dei quali ho conservato i file raw.<br>
Ho fatto qualche esperimento su alcuni scatti in Islanda e alle Azzorre con quel che ho appreso fino ad ora e ho tirato fuori fotografie completamente diverse e spettacolari, che francamente han davvero poco a che fare con quelle che ho spesso pubblicato in giro per il web. Accidenti.<br>
<br>
Così passo ormai tutto il mio tempo libero a studiare, far prove, aggiornarmi e documentarmi su corpi macchina e lenti professionali, e far poi un gran baccano attorno a tutta la mia attrezzatura.<br>
Già, perché dopo <a href='http://www.orizzontintorno.com/post/2156-farsi-un-regalo-anzi-due-parte-12- ' target='_blank'>i due acquisti primaverili</a> sto continuando a comprare e anche a vendere. Un po' alla volta ho iniziato a dar via la mia vecchia dotazione, ma anche quella semi nuova e persino quella acquistata recentemente, per quanto ne sia soddisfatto, e col ricavato vado in giro per il web a caccia di attrezzatura più professionale, sfrugugliando fra aste e mercato specializzato dell'usato.<br>
Sto anche valutando l'opportunità di passare definitivamente al full-frame, sebbene continui ad apprezzare i vantaggi del sensore APS-C, e magari fare un doppio salto verso le mirrorless, ma i prezzi sono al momento parecchio alti, perlomeno a voler conservare lo stesso grado di qualità della mia attrezzatura attuale.<br>
E dunque leggo, studio, vendo, compro, faccio prove e confronti. Prossimamente scriverò qualcosa sulle nuove ottiche professionali che stanno andando a completare il mio corredo. Intanto, rientrato a casa dalle vacanze, ho ripreso a far foto dalla terrazza ed esperimenti.<br>
<br>
A fine agosto sono tornato a occuparmi di transiti astronomici. Consultando <a href='https://transit-finder.com ' target='_blank'>Transit finder</a> ho scoperto che all'inizio di settembre, nel giro di meno di ventiquattr'ore, avrei avuto ben due opportunità di fotografare nuovamente il transito solare della ISS (quelli lunari sono per contro eventi davvero rari e mi son fatto l'idea che per diverse ragioni siano anche molto più difficili da fotografare).<br>
Forte della mia prima esperienza a giugno, questa volta mi sono preparato per tempo per provare a far qualcosa di meglio.<br>
<br>
<a href='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/Transiti.jpg ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/transito202009.jpg' width='400 ' height='243 ' alt='Transito202009 ' ></div><div class='didascalia'>Transiti dell'1 e 2 settembre</div></td></tr></table></a><br>
Il 2 settembre il cielo era completamente coperto e ho mancato quindi l'appuntamento, ma il giorno precedente la mattinata era splendida e il transito era previsto perfettamente centrato sul disco solare: un evento dunque da non perdere.<br>
Per questo nuovo tentativo ho deciso di cambiare strategia rispetto a quella della volta scorsa. In quell'occasione avevo montato un filtro solare vero e proprio, che però ha (giustamente) la caratteristica di assorbire pressoché tutta la luce. Di conseguenza, per scattare con un tempo abbastanza rapido per catturare la ISS e chiudere il diaframma a sufficienza alla ricerca di un po' di nitidezza, ero stato obbligato ad alzare parecchio gli ISO.<br>
Con il sensore APS-C della mia macchina, per quanto il Bigma possa essere nitido a 500mm di focale (e senza contare che col moltiplicatore la nitidezza nativa in realtà viene meno), questo approccio vanifica l'effetto della chiusura del diaframma e la ISS rimane pressoché indistinguibile, annegata nel rumore dovuto agli ISO elevati. Praticamente una macchia scura contro il disco solare, come nel mio <a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Astrophotography/The-Sun/i-Xt3GRZt/A ' target='_blank'>scatto di giugno</a>.<br>
Perlomeno, questo è quel che ero riuscito a tirar fuori allora, anche se va detto che ero ai miei primissimi scatti col Bigma e dovevo ancora imparare come utilizzarlo al meglio.<br>
<br>
A questo giro ho dunque deciso di rischiare e rinunciare al filtro solare, con l'idea di abbassare gli ISO il più possibile e azzerare il rumore. Per proteggere il sensore almeno il minimo indispensabile dalla luce del Sole e rientrare nei parametri di scatto gestibili dalla macchina fotografica, ho montato un filtro ND1000. Ho fatto anche qualche prova mettendolo in cascata con un ND64, ma mi è sembrato che l'effetto risultante avesse un impatto eccessivo sulla nitidezza dell'immagine e la messa a fuoco, e quindi mi sono arrischiato a scattare con il solo ND1000, che comunque comporta una riduzione di 10 stop. <br>
Ho usato di nuovo il Sigma 50-500@500mm, moltiplicato ad 1,4x con il convertitore Kenko, per una lunghezza focale equivalente complessiva di 1120mm. Con questa configurazione, per riuscire a tenere ISO100, mettere a fuoco il disco solare e rimanere all'interno dei parametri di esposizione disponibili, ho impostato la macchina a 1/8000s con f13. Avrei preferito f11, l'apertura ideale per il Bigma col moltiplicatore, ma avrei dovuto sovraesporre oltre limite.<br>
<br>
Per questo tipo di fotografia la messa a fuoco è sempre il problema più difficile da risolvere. La durata del transito è brevissima (poco più di due secondi e mezzo il 1° settembre) e non c'è dunque modo di aggiustare il tiro durante il passaggio. Del resto non ci sarebbe in ogni caso poiché anche ad oltre 1000mm di focale la ISS apparirebbe minuscola nell'inquadratura e completamente offuscata dalla luce solare. <br>
In mancanza perciò di macchie solari o altri riferimenti, l'unica soluzione per mettere a fuoco è improvvisare. In questo caso, usando il live view per simulare l'esposizione, ho chiuso il diaframma al massimo fino a isolare completamente il disco solare dal cielo circostante ed eliminare il bagliore attorno alla corona, e ho usato il bordo del Sole come punto di riferimento per la messa a fuoco di precisione, che va sempre fatta in modalità manuale. L'operazione non è comunque affatto semplice, perché a 1120mm di focale, senza un solidissimo treppiede professionale, basta sfiorare la macchina fotografica per avere un'oscillazione dell'immagine praticamente impossibile da controllare. <br>
Insomma, ho un po' tirato a caso cercando di fare del mio meglio. Ho poi riportato i parametri di esposizione a quelli che avevo scelto per scattare le foto e non ho più toccato la macchina fotografica fino al momento del transito.<br>
Tutto il procedimento di messa a fuoco va fatto pochi minuti prima del passaggio, perché - esattamente come accade con gli scatti ravvicinati alla Luna - più ci si avvicina con lo zoom, più il Sole si muove molto rapidamente nell'inquadratura. Se si anticipa troppo la messa a fuoco si rischia semplicemente che al momento del transito il sole non sia più all'interno del fotogramma, e addio occasione.<br>
<br>
Sincronizzazione con il transito a parte, l'istante in cui iniziare effettivamente a scattare va infine scelto con attenzione: da un lato è bene far partire la raffica qualche secondo in anticipo per essere sicuri di catturare la ISS, dall'altro, a seconda delle caratteristiche della macchina fotografica utilizzata e della relativa capacità di buffering, dopo alcuni secondi la raffica rallenta e dunque c'è il rischio che anticipando troppo l'evento, al momento del passaggio effettivo, la reflex non riesca a scattare e manchi l'obiettivo.<br>
D'altra parte va considerato che per quanto si possa essere sincronizzati esiste sempre un margine possibile di errore fra l'orario preciso al secondo calcolato per il transito e l'istante effettivo in cui accade, per cui è bene prendere in considerazione un intervallo di tempo sufficientemente sicuro, almeno 3-4 secondi se la macchina &quot;tiene la raffica&quot;. <br>
Insomma, telecomando e orologio atomico alla mano (anzi, sullo smartphone), ho sparato le mie cartucce cercando di anticipare l'evento di circa un paio di secondi per essere certo di catturarlo.<br>
<br>
Alla fine il risultato mi ha lasciato del tutto sconcertato: senza filtro solare e con le impostazioni scelte per questa occasione, le foto sono venute completamente sovraesposte e della ISS, lipperlì, non riuscivo a vedere alcuna traccia in nessuna immagine della sequenza.<br>
Negli scatti di giugno il sole era giallo e la stazione spaziale, per quanto sfocata e quasi indistinguibile, appariva come una piccolissima e labile macchia marrone contro il disco solare. Questa volta nulla: sole bianco sparato in tutte le foto e nessun segno della ISS. Ho quasi pensato di aver mancato completamente il momento, anche se ero piuttosto certo di aver centrato l'istante esatto previsto per il transito. Che avessi anticipato o ritardato un secondo di troppo?<br>
Stavo per cancellare le foto, ma giusto per curiosità ne ho caricata una su Adobe Camera Raw, tanto per fare una verifica più approfondita. Mi è venuto in mente che l'eccessiva luminosità del sole potesse in realtà nascondere la stazione, ma che essendo l'immagine così sovraesposta l'informazione relativa alla ISS fosse comunque presente, per quanto con valori dei pixel prossimi al bianco circostante. Infatti.<br>
<br>
E niente, stirando ripetutamente l'istogramma e lavorando un bel po' sulla sequenza di fotografie, eccola lì: la ISS è infine apparsa dentro al sole. Non nitidissima per la verità, anche perché con quelle dimensioni il diaframma a f13 introduce molti artefatti, ma sicuramente molto meglio della volta scorsa, al punto che in alcuni scatti della raffica si distinguono bene i pannelli solari e osservando tutta la sequenza si può anche apprezzarne il movimento rotatorio. Centro pieno, insomma.<br>
Ho infine preso i quindici scatti che hanno immortalato il transito in tutta la sua traiettoria e li ho sovrapposti con un semplice algoritmo di stacking per ottenere un'immagine del passaggio completo. Niente di paragonabile a quel che si può trovare in giro per il web, ma accidenti, sono molto, ma molto soddisfatto, considerato che è stato solo il mio secondo tentativo.<br>
Osservo anche che in realtà ho fatto partire la raffica qualche decimo di secondo in ritardo, perché la traiettoria della ISS era dall'alto verso il basso e nel mio stacking si vede chiaramente che in alto &quot;manca&quot; almeno un fotogramma: quando ho iniziato a scattare la stazione era già entrata nel disco solare da una frazione di secondo.<br>
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<a href='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/Transito.jpg ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/transito202009b.jpg' width='400 ' height='326 ' alt='Transito202009b ' ></div><div class='didascalia'>La mia posizione (pin rosso) rispetto alla traiettoria centrale del transito </div></td></tr></table></a><a href='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/IMG_9203.jpg ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/transitobianco.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='TransitoBianco ' ></div><div class='didascalia'>Uno degli scatti originali, prima dell'elaborazione in ACR</div></td></tr></table></a><a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Astrophotography/The-Sun/i-RbPZsbG/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/transito202009c.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='Transito202009c ' ></div><div class='didascalia'>Il risultato finale dopo lo stretching e lo stacking dei 15 scatti </div></td></tr></table></a><br>
Adesso devo assolutamente andare a caccia di un transito lunare e sto anche pensando di procurarmi un obiettivo ancora più spinto e nitido. Non escludo di sacrificare il Bigma in cambio, ci sto lavorando ormai da un po' di giorni, anche perché in questi tre mesi di utilizzo ho comunque avuto modo di mettere insieme alcune considerazioni in merito alle quali prossimamente butterò giù due note qui dentro.<br>
<br>
Nel frattempo, qualche sera fa c'era un bel cielo limpido sopra casa mia, così ho di nuovo tirato fuori il Bigma, ho montato il moltiplicatore, il treppiede, eccetera e sono uscito in terrazza a far qualche scatto, tanto ormai ho imparato e faccio veloce: ISO100, f/11, 1/100s o comunque lì attorno (*), messa a fuoco manuale in live view, stabilizzatore off, specchio alzato, telecomando, bilanciamento del bianco spostato verso i 4500K.<br>
Qui la Luna non è esattamente piena, ma più o meno al 99% calante (era al 100% una quindicina di ore prima): quanto basta perché la luce solare incida con un angolo sufficiente a mettere in rilievo i crateri sul bordo e mitigare l'assenza totale di tridimensionalità della classica luna piena.<br>
Era una Luna che meritava. Adesso vediamo di dar via bene il Bigma in favore di un upgrade ancora più spinto.<br>
<br>
<a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Astrophotography/The-Moon/i-BCKC9jp/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/lunasettembre.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='LunaSettembre ' ></div></td></tr></table></a><br>
(*) <em>Dopo aver scritto questo post ho casualmente scoperto su Google che questa terna di parametri, che ho imparato semplicemente per via sperimentale con le mie prove degli scorsi mesi, è l'impostazione classica per fotografare la luna piena e viene chiamata &quot;la regola dell'11&quot;.</em></description>
                   <pubDate>Mon, 14 Sep 2020 10:16:57 +0200</pubDate>
                   <guid isPermaLink="true">http://www.orizzontintorno.com/rss/2172-qualcosa-in-più-sui-transiti-solari</guid>
                 </item><item>
                   <title>Cose che il Bigma</title> 
                   <link>http://www.orizzontintorno.com/rss/2173-cose-che-il-bigma</link>
                   <description><a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Life-around-me/Events/Air-show-at-the-Monza-Gran-Prix-2020/ ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/frecce.jpg' width='400 ' height='271 ' alt='Frecce ' ></div></td></tr></table></a></description>
                   <pubDate>Sun, 06 Sep 2020 22:18:40 +0200</pubDate>
                   <guid isPermaLink="true">http://www.orizzontintorno.com/rss/2173-cose-che-il-bigma</guid>
                 </item><item>
                   <title>Più cose in cielo, Orazio, eccetera (Centodieci/75-80, parte due)</title> 
                   <link>http://www.orizzontintorno.com/rss/2171-più-cose-in-cielo-orazio-eccetera-centodieci7580-parte-due</link>
                   <description>Più in cielo che in terra, nel senso. Ché son partito con sei o sette chili di attrezzatura fotografica con il proposito, anche, certo, di sfruttare il cielo buio e limpido dell'Appennino per qualche tentativo serio di astrofotografia, ma principalmente per la caccia fotografica all'orso e ai lupi marsicani.<br>
È stato ben per gli appostamenti che mi son portato dietro il treppiede superpro di piombo e i due chili e passa del Sigma 50-500mm, oltre al Tamron 16-300mm (da tenere al collo durante il trekking), il Sigma 17-55mm (per l'astrofotografia), tre batterie e due power bank, una mezza dozzina di filtri, l'intervallometro col telecomando, iPad Pro, MacBook Pro e sa dio che altro, tutto ripartito fra il mio zaino e quello di Leonardo, mescolato a sacchi piuma, vestiti, giacche a vento, borracce e attrezzatura varia. Avevo quasi una mezza intenzione di partire pure con due corpi macchina, ma poi ha prevalso un nanosecondo di lucidità e ho preso con me solo la 80D. <br>
Per dire, non ero così carico né l'ultima volta in Africa, né in Islanda, né certo lo scorso anno alle Azzorre quando pur andavo a caccia di balene. A pensarci, non lo ero stato nemmeno durante i sei mesi dell'overland in Asia, e dire che allora avevo anche la videocamera.<br>
<br>
E niente. Ovviamente ho fatto quasi quattrocento fotografie col cellulare e meno di cinquanta con la Canon, perlomeno se parliamo di foto ad alzo zero, ovvero lo scopo principale del viaggio. Ché di orsi, lupi, financo talpe, cinghiali, lucertole, farfalle, formiche, chessò, almeno dei piccioni, nulla, non abbiamo visto una cippa in tre giorni di trekking e ore, e ore, e ore di cammino e scammellate nella peraltro bellissima e straordinariamente selvaggia natura dell'Appennino, che così selvaggia, e remota, e vuota, e silenziosa, va detto, sulle Alpi te la sogni.<br>
Per contro, quassù al nord, stambecchi, camosci, marmotte e volpi vengono a mangiare al tuo tavolo in campeggio e ti fottono pure lo zaino con la merenda sotto al naso, se non fai attenzione. In Abruzzo no, un tubo, con buona pace del Corriere che mette sempre in home page i boxini con le foto della famiglia di orsi che va in paese a far la spesa, e della segnaletica del parco nazionale che avvisa i viandanti di fare attenzione a non fare a testate con plantigradi e lupi.<br>
Ora, a quanto pare, a contarli ottimisticamente, ci son forse sessanta orsi in tutto l'Abruzzo e il Molise (fonte: le guardie forestali del Parco): dimmi tu la probabilità. Eddai, su.<br>
<br>
Insomma: veniteci se vi piace camminare, se volete perdervi nella natura e in mezzo alle foreste vergini, se odiate la gente e non volete incontrare anima viva per giorni e se non avete i soldi per andare nel Pamir, che credetemi, è la stessa cosa tremila metri più in alto, a meno del caciocavallo e del Montepulciano, a più delle yurte dei nomadi kirghizi e dello yoghurt fermentato, che però può dare disturbi gastrointestinali. Il Montepulciano no.<br>
Lasciate invece perdere se volete incontrare forme di vita appartenenti al regno animale, salvo naturalmente avere molta, ma molta, ma molta fortuna, e pazienza, e soprattutto parecchio tempo a disposizione.<br>
Tutto quello che abbiamo avvistato in tre giorni è più o meno riassumibile in una poiana spennata, un paio di cervi e il cane del rifugio, che opportunamente mimetizzato nella bassa vegetazione è stato prontamente venduto sui profili Instagram dei gitanti come feroce lupo abruzzese nell'atto di divorare il gruppo tutto.<br>
Per la verità inseguiva un bel pallone rosso.<br>
Poi, per carità. Magari era davvero un lupo convertitosi a cane per mangiare a ufo, o un cane con antenati lupi marsicani, ci sta.<br>
<br>
Comunque, quando dico &quot;abbiamo avvistato&quot; intendo una roba tipo questa, che per chiarirci è scattata con una reflex semipro, un sensore da 24Mp e una focale di oltre 1100mm. Praticamente ci sono due valli in mezzo di distanza. <br>
Vatteli a trovare i sessanta orsi, così.<br>
<br>
<a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Viaggi/2020-Central-Italy-2/Parco-Nazionale-dAbruzzo/i-cFJB9F6/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/abruzzotip.jpg' width='400 ' height='267 ' alt='AbruzzoTip ' ></div><div class='didascalia'>&quot;Papà, lo vedi laggiù l'erbivoro?&quot;</div></td></tr></table></a><br>
Ma in fondo anche chissenefrega. Ci siamo divertiti? Sì, e i posti eran magnifici. Certamente indimenticabile è stata la serata soli nella foresta ad aspettare i lupi (che probabilmente erano sulle Alpi ad aspettare pecore): silenzio totale, frontali spente, buio assoluto, Via Lattea dipinta in cielo, non un'anima nel raggio perlomeno di venti chilometri, non una luce, non un sibilo, schiena sul prato della radura fra gli alberi, temperatura perfetta a millecinque suppergiù.<br>
Pamir appunto, Mongolia, Patagonia, cose così per quel che ricordo. Certo non Europa. <br>
<br>
E invece, Parco Nazionale d'Abruzzo, zona di riserva integrale (proibitissima, ha detto la nostra guida, prima di sgarrare).<br>
Dove cammini sì per ore e ore senza incontrare anima, senza segnali che indichino il sentiero, che non è proprio detto che si intuisca sempre sempre dov'è, senza punti d'appoggio, nessun segno di antropizzazione, solo tracce (ed escrementi) di orsi e lupi. Quelle sì, magari anche fresche di qualche ora, che io mi sono immaginato per ore che camminassero in fila indiana dietro di noi mentre il capo branco spiegava la vita e i comportamenti degli umani.<br>
Comunque ho fatto fatica. Sarà ormai l'età, sarà che sono allenato zero, sarà il mal di schiena, saran stati i chili sulle spalle del Bigma inutilizzato.<br>
<br>
<a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Viaggi/2020-Central-Italy-2/Parco-Nazionale-dAbruzzo/ ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/110202012.jpg' width='400 ' height='225 ' alt='110202012 ' ></div></td></tr></table></a><a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Viaggi/2020-Central-Italy-2/Parco-Nazionale-dAbruzzo/ ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/110202013.jpg' width='400 ' height='225 ' alt='110202013 ' ></div></td></tr></table></a><a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Viaggi/2020-Central-Italy-2/Parco-Nazionale-dAbruzzo/ ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/110202014.jpg' width='400 ' height='225 ' alt='110202014 ' ></div></td></tr></table></a><a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Viaggi/2020-Central-Italy-2/Parco-Nazionale-dAbruzzo/ ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/110202016.jpg' width='400 ' height='261 ' alt='110202016 ' ></div><div class='didascalia'>Trekking nel Parco Nazionale d'Abruzzo</div></td></tr></table></a><br>
In verità, ci sono poi gli oltre duecento scatti alla Via Lattea. Ché a quanto pare le montagne in quella zona sono fra le zone più buie d'Italia, una delle regioni del mondo più affette da inquinamento luminoso. L'Italia tutta, proprio. <br>
Il nostro campo base, il rifugio della Cicerana, è un punto di osservazione perfetto per l'astrofotografia e dunque sì, la sera ne ho approfittato e ho estratto dagli zaini il Bigma, il treppiede gigante, l'intervallometro, la maschera di Bahtinov (no, la maschera di Bahtinov non l'ho tirata fuori, ché a quel punto mi pesava il culo), il moltiplicatore di focale e bla bla bla, e finalmente ho avuto tempo e modo per provare a mettere a frutto tutto quel che ho studiato la scorsa primavera.<br>
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<a href='https://www.lightpollutionmap.info/#zoom=4.80&amp;lat=5132249&amp;lon=1558906&amp;layers=B0TFFFFFFFFFFFFFF ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/110202007.jpg' width='400 ' height='384 ' alt='110202007 ' ></div><div class='didascalia'>Mappa dell'inquinamento luminoso in Italia</div></td></tr></table></a><a href='https://www.lightpollutionmap.info/#zoom=10.56&amp;lat=5130220&amp;lon=1534802&amp;layers=B0TFFFFFFFFFFFFFF ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/110202008.jpg' width='400 ' height='387 ' alt='110202008 ' ></div><div class='didascalia'>Parco Nazionale d'Abruzzo e Rifugio della Cicerana</div></td></tr></table></a><br>
A dire il vero, non tutto il tempo che avrei desiderato, perché mi sarebbe servita qualche ora per fare un lavoro fatto bene, ma la sveglia era alle cinque del mattino, i compagni di ventura si sono ritirati a nanna subito dopo il liquore alla genziana, provati dalla giornata al passo della nostra guida, e dunque mi scocciava irrompere in camerata in piena notte e svegliarli col mio trafficare. Così mi sono accontentato di un'oretta di sessione fotografica, il minimo per provare a fare le cose un po' seriamente. <br>
E poi faceva anche piuttosto freddo, per dirla tutta.<br>
<br>
[Nerd alert: qui inizia la parte più pallosa del post]<br>
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Se avessi fatto quel che dovevo fare, e perlomeno avessi prima calcolato correttamente i tempi di posa con la <a href='http://www.sahavre.fr/tutoriels/astrophoto/34-regle-npf-temps-de-pose-pour-eviter-le-file-d-etoiles ' target='_blank'>regola NPF</a>, avrei scoperto che con la mia ottica, a quella latitudine e con l'altezza sull'orizzonte alla quale ho scattato le fotografie, avrei potuto usare tempi ben più lunghi, fino a sei-sette secondi, e guadagnare un'enormità in termini di luce. Invece ho fatto a <strike>cazzo</strike> caso e ho scelto di scattare, chissà poi perché, a 1&quot;3 e 1&quot;6.<br>
Ho portato gli ISO a 1600, senza esagerare, per non rischiare di avere troppo rumore. Diaframma fisso a f/2.8.<br>
Ho scattato tre serie da sessanta foto alla Via Lattea con Giove e Saturno, puntando la zona di cielo più buia in assoluto. Tecnicamente, con quei tempi di posa, circa un minuto e mezzo di integrazione. Pochissimo considerato che per ottenere risultati seri avrei dovuto mettere insieme almeno una mezz'ora di integrazione, che con quelle impostazioni avrebbe significato non meno di 1200 scatti. <br>
Anche coi dark frame ho fatto casino e ne ho scattati solo una dozzina, ma almeno mi sono ricordato di farli. Ai flat frame ho rinunciato e mi sono riservato di prepararli a casa artificialmente, usando come al solito la luce dello schermo dell'iPad. <br>
<br>
Per lo stacking ho usato Siril, la registrazione delle immagini è stata effettuata con l'algoritmo Global star, l'unico che con qualche ora di elaborazione sia riuscito ad allineare perfettamente le circa sessanta fotografie di ciascuna serie.<br>
Poi, infiniti cicli di stretching dell'istogramma con Photoshop, ancora riduzione rumore e gradiente a più livelli, eccetera. Qualche giornata di lavoro e di prove varie, insomma.<br>
Alla fine questo è il miglior risultato. Non sono soddisfattissimo, ma tutto sommato è stato il mio primo vero tentativo e una foto come questa era anche una delle ragioni di questo viaggio in Abruzzo.  <br>
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<a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Viaggi/2020-Central-Italy-2/Parco-Nazionale-dAbruzzo/i-tr3cRbn/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/110202098.jpg' width='400 ' height='274 ' alt='110202098 ' ></div><div class='didascalia'>Giove e Via Lattea</div></td></tr></table></a><br>
Comunque non è proprio vero che per tutto il resto del tempo il Bigma è rimasto nello zaino (perlopiù di Leonardo, povero!). Il mattino seguente all'alba, mentre ci incamminavamo per l'ennesima infruttuosa caccia all'orso, ho alzato il naso per aria.<br>
E questa è fatta a mano libera, così al volo. Il Bigma è davvero un bel giocattolo, li ho spesi bene quei soldi.<br>
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<a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Viaggi/2020-Central-Italy-2/Parco-Nazionale-dAbruzzo/i-jTjjbBq/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/110202011.jpg' width='400 ' height='368 ' alt='110202011 ' ></div><div class='didascalia'>La Luna all'alba dal Rifugio della Cicerana</div></td></tr></table></description>
                   <pubDate>Fri, 04 Sep 2020 11:12:51 +0200</pubDate>
                   <guid isPermaLink="true">http://www.orizzontintorno.com/rss/2171-più-cose-in-cielo-orazio-eccetera-centodieci7580-parte-due</guid>
                 </item><item>
                   <title>Di nuovo per strada (Centodieci/75-80, parte uno)</title> 
                   <link>http://www.orizzontintorno.com/rss/2170-di-nuovo-per-strada-centodieci7580-parte-uno</link>
                   <description>Alla fine, considerate le premesse, quest'estate è già stato un miracolo mettere insieme un programma. Cercavo qualcosa da far coi ragazzi in Italia, al più all'estero nelle vicinanze, nel senso, raggiungibile in auto; una decina di giorni suppergiù, niente di particolarmente faticoso, ché non è anno, né per me gli ultimi son stati mesi di grandi energie e motivazione, anzi.<br>
Qualcosa per staccar la testa, non pensare, superare l'estate cercando di rimettere insieme pezzi, recuperare serenità e forze per l'anno che verrà, che si annuncia tutt'altro che facile per il mio ecosistema. Qualcosa che andasse bene per me e per loro, ché portare in giro da solo due adolescenti non è più com'era dieci o anche cinque anni fa, quando ancora eran bambini e mi seguivano ovunque, bastava un nulla per inventare un gioco ogni momento e far di qualunque giornata un'avventura. <br>
<br>
Per certi versi oggi è meno faticoso, ché son completamente autonomi, si fan da soli il proprio trolley, viaggiamo quando possibile in camere separate, hanno un cellulare a testa ed entro certi criteri e contesti posso pure dar loro qualche libertà alla sera ovunque siamo, ma per contro diventa sempre più difficile coinvolgerli, o perlomeno condividere interessi con loro, soprattutto considerati alcuni borderline dei miei: per dire, non è ad esempio così immediato trasformare il Progetto 110 in un'ipotesi di vacanza coi ragazzi, se le tappe in programma sono Isernia, Frosinone, Latina, Campobasso; già rischierebbero di affondare un normale adulto che sogna un ombrellone da undici mesi, immagina una coppia di adolescenti che stai per strappare per un paio di settimane alla compagnia del mare, ai fidanzati/e, alle serate in spiaggia. Poi dici il parricidio.<br>
Così, non era in effetti una qualche tappa del Progetto 110 ad essere fra le ipotesi ragionevoli sul tavolo, né peraltro i figli erano la sola ragione per cui. Ma poi.<br>
<br>
Avevo in mente qualcosa tipo un breve trekking di due o tre giorni, magari una spiaggiata al volo, guidare un po' in giro, ché i mesi del lockdown mi han lasciato addosso il bisogno di chilometri, di movimento, di viaggio itinerante ancor più di quanto già normalmente non sia nella mia natura e solito fare. Pensavo anche a un ritorno in tenda nel nostro vecchio eremo in Valnontey, ma non avevo gran voglia di mettere in piedi tutta la logistica del caso. O magari in Verdon, dopo trent'anni e più, abbinando qualche giornata sulla Costa Azzurra. Boh, cose così.<br>
Alla fine l'idea me l'ha suggerita un collega alla macchinetta del caffè, accennandomi ai trekking fotografici con guida organizzati nel Parco Nazionale d'Abruzzo e in Majella, a caccia di orsi e lupi. Così mi son messo a googlare. Ho tirato la monetina per scegliere fra alcune possibilità sul piatto e il centro di gravità è infine caduto su un'organizzazione di Pescasseroli, dove abbiamo quindi piazzato il campo base per qualche giorno.<br>
Risolto dunque il problema di inventarmi un obiettivo che attirasse i ragazzi (ma che fosse di stimolo anche per me), ho costruito il resto del giro a inanellare qualche tappa del Centodieci, che tant'è.<br>
<br>
Per la verità avevo qualche remora nel tornare in Abruzzo, già meta due anni fa di un breve viaggio per molti versi indimenticabile e costruito in corsa, come questo. Anche in quella occasione ero a caccia di capoluoghi per avanzare nel progetto.<br>
Da allora era rimasto arenato in porto e questi ultimi mesi avevo preso in considerazione l'idea che fosse in via definitiva, che anche il Progetto 110 dovesse finir chiuso in uno scatolone, con mille altre cose. Però.<br>
C'è che io non finisco mai le cose. Le inizio, mi ci accanisco per settimane, mesi, anni, come fossero l'unico scopo della mia vita, e quando ormai ci sono in mezzo, viaggiano regolari, quando so che potrò portarle a termine, le abbandono.<br>
È la storia intera della mia vita.<br>
<br>
Così ho guardato la cartina dell'Italia. Partendo dall'Elba avevo diverse opzioni a disposizione e sarebbe stato un peccato buttare l'occasione.<br>
Ho messo in fila Latina e Frosinone, che eran parte di un altro piano mai andato in porto; Isernia e Campobasso, che avrebbero dovuto rientrare nell'itinerario di due anni fa, ma poi non ci fu abbastanza tempo; Chieti e Pescara, sempre lì a tiro e mai timbrate in favore di altre destinazioni.<br>
In mezzo, preciso, il trekking sulle montagne di Pescasseroli e qualche altra deviazione fra Abruzzo, Molise e Marche.<br>
<br>
E niente. Con i sei capoluoghi messi in fila a 'sto giro, grazie anche alla pazienza e collaborazione dei &quot;Tati&quot;, sono arrivato a ottanta capoluoghi su centodieci. Ho impiegato undici anni per arrivare fin qui. Ho la foto scattata col cellulare di ottanta (*) dei centodieci duomi dei capoluoghi italiani (**).<br>
In questi undici anni ho cambiato otto cellulari, ho cambiato tre case e ho vissuto in trasferta in dozzine di hotel in tutti i continenti, ho fatto due giri del mondo completi e un terzo a pezzi, ho cambiato vita almeno tre o quattro volte, ho cambiato non meno di dieci lavori e sono cambiato io, ho fatto cento progetti mai iniziati, altri cento ne ho mollati per strada ed è cambiato tutto attorno a me, ma il Centodieci è sempre lì.<br>
Con questo giro ho completato quattordici regioni su venti. Mi manca Matera in Basilicata, Caserta in Campania. In quattro regioni sto ancora a zero: Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. A spanne, mi serviranno otto-dieci viaggi ancora per concludere il progetto, di questo passo diciamo circa una decina di anni se potrò riprendere a girare il mondo e a inseguire altri progetti, molto meno altrimenti.<br>
<br>
Ottanta inizia ad essere un numero importante e no, non lo mollo il progetto. Voglio portarlo in fondo.<br>
È una cazzata. Arriverò a centodieci, impiegherò altri dieci anni e alla fine me ne starò lì, con le mie centodieci brutte fotografie scattate col cellulare, senza sapere che farmene, ma col mio album delle figurine completo. Non serve a nulla, ma serve a me.<br>
<br>
Camminando per le vie di Campobasso, mentre ragionava fra sé e sé sul fatto che tutto ciò abbia in effetti una sua logica (da qualcuno ha ben preso), Leonardo all'improvviso mi ha detto &quot;Papà, bisogna che inizi a pensare a un altro progetto per quando avrai terminato questo&quot;.<br>
Gli ho risposto che ce l'ho già in mente ed è molto più difficile.<br>
Ovviamente. <br>
<br>
(Del trekking nel Parco Nazionale d'Abruzzo ne parliamo al prossimo giro)<br>
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<a href='https://www.google.com/maps/d/edit?mid=1tuG_O8NbF3xovUpuXZhkQ_gSTN19Z817&amp;usp=sharing ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/110202099.jpg' width='400 ' height='305 ' alt='110202099 ' ></div><div class='didascalia'>L'itinerario di questa estate</div></td></tr></table></a><a href='https://www.google.com/maps/d/edit?mid=1nifYts_QqFcf-4ONXpuMRqMwWhI&amp;usp=sharing ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/110202000.jpg' width='400 ' height='406 ' alt='110202000 ' ></div><div class='didascalia'>Situazione attuale del Progetto 110</div></td></tr></table></a><a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Viaggi/2020-Central-Italy-2/Latina/i-Mh4JPPg/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/110202001.jpg' width='400 ' height='225 ' alt='110202001 ' ></div><div class='didascalia'>Latina, Cattedrale di San Marco</div></td></tr></table></a><a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Viaggi/2020-Central-Italy-2/Frosinone/i-ksdvp5K/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/110202002.jpg' width='400 ' height='225 ' alt='110202002 ' ></div><div class='didascalia'>Frosinone, Cattedrale di S. Maria Assunta</div></td></tr></table></a><a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Viaggi/2020-Central-Italy-2/Isernia/i-8cr66T6/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/110202003.jpg' width='400 ' height='225 ' alt='110202003 ' ></div><div class='didascalia'>Isernia, Cattedrale di San Pietro Apostolo</div></td></tr></table></a><a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Viaggi/2020-Central-Italy-2/Campobasso/i-SQcwTqN/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/110202004.jpg' width='400 ' height='225 ' alt='110202004 ' ></div><div class='didascalia'>Campobasso, Cattedrale della Santissima Trinità</div></td></tr></table></a><a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Viaggi/2020-Central-Italy-2/Chieti/i-6swbB6B/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/110202005.jpg' width='400 ' height='225 ' alt='110202005 ' ></div><div class='didascalia'>Chieti, Cattedrale di San Giustino</div></td></tr></table></a><a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Viaggi/2020-Central-Italy-2/Pescara/i-HGFt3Zq/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/110202006.jpg' width='400 ' height='225 ' alt='110202006 ' ></div><div class='didascalia'>Pescara, Cattedrale di San Cetteo</div></td></tr></table></a><br>
(*)  In realtà i duomi che ho fotografato fino a oggi sono 83, per via dei doppi capoluoghi: Pesaro-Urbino (PU), Massa-Carrara (MS) e Forlì-Cesena (FC).<br>
(**) Per la verità alla fine saranno 119, contando i doppi capoluoghi dell'Ogliastra (OG), Carbonia-Iglesias (CI), Medio Campidano (VS) e Olbia-Tempio (OT), e il triplo Barletta-Andria-Trani (BT).<br>
<br>
<em>Nota per quei due o tre follower superstiti ancora affezionati a questo sito: poiché ormai tengo in vita solo il blog e non aggiorno più le altre pagine di Orizzontintorno, questo viaggio non comparirà nella sezione Spostamenti.<br>
Fotografie e itinerari si trovano ormai tutti su <a href='https://orizzontintorno.smugmug.com ' target='_blank'>SmugMug</a>.<br>
</em><br>
</description>
                   <pubDate>Mon, 24 Aug 2020 23:43:21 +0200</pubDate>
                   <guid isPermaLink="true">http://www.orizzontintorno.com/rss/2170-di-nuovo-per-strada-centodieci7580-parte-uno</guid>
                 </item><item>
                   <title>Qualcosa di buono</title> 
                   <link>http://www.orizzontintorno.com/rss/2160-qualcosa-di-buono</link>
                   <description>Poi niente, avevo fermo 'sto post in canna da tre mesi, più che altro a mo' di sintesi della prima metà di quest'anno.<br>
Che in sintesi, appunto, non ho idea - e non ho alcuna intenzione di verificarlo - di quanti chili mi abbia regalato la primavera in quarantena, ma se sto ai buchi della cintura fanno un paio di taglie sicure. Per dirla in altri termini, in pochi mesi ho buttato via gli sforzi di circa tre anni, complice l'avere contemporaneamente abbandonato quasi del tutto il ritorno alla corsa che ero riuscito a coltivare fino a un po' di tempo fa.<br>
Da ormai parecchi mesi ho pressoché smesso, a meno di voler considerare &quot;correre&quot; quella specie di trotterellare a cui mi forzo stancamente più o meno una volta alla settimana, spinto più che altro dal senso di colpa, senza peraltro essere ormai più in grado di mettere in fila nemmeno dieci chilometri e men che meno tenere perlomeno una cadenza dignitosa, dove per &quot;dignitosa&quot; intenderei &quot;un po' più rapida del camminare veloce&quot;. Invece no.<br>
<br>
Non ci riesco più. Direi che sono proprio al capolinea questa volta, anche perché i buchi della cintura da soli non sono più una motivazione sufficiente ormai da tempo. Non posso nemmeno giustificarmi con l'età, considerato che conosco parecchia gente ben più avanti di me che ancora corre le mezze e se ne sta abbondantemente sotto i sei minuti al chilometro senza alcun problema.<br>
Comunque, tornato dalle ferie, ho comprato l'ennesimo paio di scarpette nuove, anche perché quelle precedenti avevano ormai tre anni e almeno duemila chilometri sotto alle suole. Le scarpette nuove sono sempre una buona ragione per portare il culo fuori di casa almeno con cadenza settimanale, non fosse altro per non sentirsi stupidi nell'aver buttato via denaro inutilmente.<br>
<br>
Comunque. L'obiettivo qui era semplicemente raccogliere i risultati del lockdown invernale-primaverile in un unico post, a titolo di memoria per i posteri e di classifica.<br>
In testa ha fatto il vuoto la fügassa: mai ho raggiunto tale grado di perfezione assoluta con un prodotto casalingo, ma va detto che per ottenere questo livello di qualità ho lavorato sette ore con farine e malto specifico procurati clandestinamente sul dark web.<br>
Al secondo posto si è piazzata senza dubbio alcuno la cheesecake decorata coi frutti di bosco, che avrebbe potuto far concorrenza senza timore a quelle di Starbucks, ma il cui contenuto calorico è stato responsabile di buona parte dei chili supplementari che mi sono portato dietro in questa estate che sta andando a chiudersi.<br>
Meno riuscite sicuramente la mia prima crostata (con la pasta frolla ho ancora parecchio da imparare), la Guinness cake (anche perché l'abbiamo fatta con la Peroni) e l'inutile torta allo yoghurt, ribattezzata cheesefake.<br>
Menzione d'onore per la diplomatica: il pan di spagna non mi è venuto un granché, ma la crema pasticcera e le sfoglie erano perfette.<br>
<br>
Insomma, tutto il resto no, ma qualcosa di buono il lockdown lo ha comunque portato.<br>
<br>
<table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/cucinacovid01.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='CucinaCovid01 ' ></div></td></tr></table><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/cucinacovid02.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='CucinaCovid02 ' ></div></td></tr></table><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/cucinacovid03.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='CucinaCovid03 ' ></div></td></tr></table><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/cucinacovid04.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='CucinaCovid04 ' ></div></td></tr></table><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/cucinacovid05.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='CucinaCovid05 ' ></div></td></tr></table><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/cucinacovid06.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='CucinaCovid06 ' ></div></td></tr></table><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/cucinacovid07.jpg' width='400 ' height='300 ' alt='CucinaCovid07 ' ></div></td></tr></table><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/cucinacovid08.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='CucinaCovid08 ' ></div></td></tr></table><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/cucinacovid09.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='CucinaCovid09 ' ></div></td></tr></table><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/cucinacovid10.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='CucinaCovid10 ' ></div></td></tr></table><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/cucinacovid11.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='CucinaCovid11 ' ></div></td></tr></table></description>
                   <pubDate>Sun, 23 Aug 2020 16:21:13 +0200</pubDate>
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                 </item><item>
                   <title>Storia delle mie notti ai tempi, eccetera /2: Neowise e oltre</title> 
                   <link>http://www.orizzontintorno.com/rss/2168-storia-delle-mie-notti-ai-tempi-eccetera-2-neowise-e-oltre</link>
                   <description>Ne ho viste di bellissime, di foto di Neowise, persino fatte col cellulare. Avrei forse dovuto approfittare della prima metà di luglio, quando era possibile vederla prima dell'alba, ma non ce l'ho proprio fatta ad alzarmi alle tre del mattino per andare in cerca di un qualche luogo con l'orizzonte aperto verso nordest e mettermi lì a quell'ora assurda a montare tutta l'attrezzatura, farmi un'ora di appostamento, eccetera. <br>
Così ho aspettato la seconda metà del mese, quando ha iniziato ad essere visibile anche dopo il tramonto, fra l'altro in una posizione potenzialmente per me più favorevole, perché in teoria avrei potuto fotografarla agevolmente dalla mia terrazza che guarda proprio a nord-ovest, sotto all'Orsa Maggiore.<br>
<br>
In verità, attorno a Milano, è stato pressoché impossibile osservarla di sera a occhio nudo. L'inquinamento luminoso ha reso difficile persino trovarla con il sensore fotografico, senza considerare che nelle giornate teoricamente più favorevoli il cielo è stato nuvoloso proprio a nord-ovest.<br>
Un paio di scarsi successi dalla terrazza sono riuscito lo stesso a portarli a casa, ma nulla di cui essere soddisfatti. Così ho cambiato strategia e per un paio di serate mi sono trasferito in alta Brianza, a Monticello, da cui si apre un ampissimo panorama che abbraccia tutto l'arco Alpino dal Monte Rosa alle Grigne, sul quarto di orizzonte ovest-nord. Non ho risolto il problema dell'inquinamento luminoso, ma almeno me ne sono stato appostato qualche ora in un campo all'aperto pressoché al buio, a farmi mangiare dalle zanzare e con il bonus di un paio di tramonti meravigliosi sulle montagne.  <br>
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<table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/cometa01.jpg' width='400 ' height='317 ' alt='Cometa01 ' ></div><div class='didascalia'>Appostamento a Monticello, Brianza</div></td></tr></table><br>
Detto che a occhio nudo era pressoché invisibile, a meno di non averla prima individuata in altro modo e dopo aver abituato gli occhi a guardare nell'oscurità per almeno un'ora, mi sono affidato ai sensori del cellulare e della macchina fotografica, spazzando con scatti casuali ad ampio campo visivo e ISO altissimi il settore di cielo dove Neowise avrebbe dovuto trovarsi ed esplorando con pazienza le immagini alla ricerca della scia della cometa. Una volta localizzata, l'ho puntata con lo zoom al massimo, ho messo a fuoco in manuale e dato il via alle sequenze di scatti per lo &quot;stacking&quot;.<br>
Ho scattato serie da 50 fotografie con tempi fra 1&quot;3 e 1&quot;6 e diaframma aperto al massimo, 5.6 o 6.3 a seconda della distanza focale, usando il Sigma 50-500mm. Tecnicamente, poco più di un minuto di integrazione per immagine. Ho impostato gli ISO a 640 e a 1600, a caso. Non volevo troppo rumore di fondo, ma d'altra con tempi di scatto così brevi avevo anche bisogno di guadagnare un po' di luminosità. Insomma, ho tirato a indovinare, da buon principiante.<br>
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Ho poi ripreso anche una cinquantina di dark frame per ciascuna immagine di riferimento, usando le stesse identiche impostazioni utilizzate per gli scatti alla cometa (i &quot;light frame&quot;), semplicemente coprendo la lente con il tappo copriobiettivo senza nemmeno tirar la macchina giù dal treppiede, come insegnano i manuali del bravo astrofotografo. Non avevo invece capito che avrei dovuto riprendere i &quot;flat frame&quot; allo stesso modo, a pari condizioni ambientali, così mi sono arrangiato e li ho preparati artificialmente a casa, fotografando lo schermo luminoso dell'iPad con le stesse impostazioni in macchina usate per fotografare la cometa.<br>
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<table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/cometa02.jpg' width='400 ' height='400 ' alt='Cometa02 ' ></div><div class='didascalia'>Preparazione dei &quot;flat frame&quot;</div></td></tr></table><br>
Insomma, il risultato è qua sotto: non sono all'altezza di quel che si può vedere in giro per i social network (sui gruppi di astrofotografia di Reddit ho visto foto pazzesche) e soprattutto non sono riuscito a fotografare la doppia coda blu e gialla, che era la peculiarità di Neowise e che un po' tutti quelli che si sono messi di impegno han catturato, ma sono ugualmente soddisfatto. Considerate le premesse, non era un risultato scontato, né comunque facile.<br>
Poi vabbè, ho visto in giro foto incredibili prese col cellulare, ma qua era davvero impossibile e peraltro va da sé che la risoluzione e la qualità di queste è ovviamente diversa.<br>
<br>
Per lo stacking e la registrazione delle immagini ho usato Siril, praticamente l'unico software gratuito per astrofotografia disponibile su Mac OS. La post produzione l'ho fatta con Photoshop e Adobe Camera Raw, ed essenzialmente consiste nello stretching a più riprese dell'istogramma e nella rimozione del gradiente dall'immagine TIFF ottenuta dal procedimento di stacking.<br>
Sul mio iMac di qualche anno fa, l'intero processo di registrazione e stacking di tutti i frame (bias, dark, flat e light), lavorando con 50 immagini e usando algoritmi di registrazione avanzati (la cometa si muove in modo differente e più rapido rispetto alle stelle e questo rende difficile il processo di registrazione), ha richiesto qualche ora. <br>
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<a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Astrophotography/The-sky/i-RNFvNzF/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/cometa03.jpg' width='400 ' height='475 ' alt='Cometa03 ' ></div></td></tr></table></a><a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Astrophotography/The-sky/i-84CqdTk/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/cometa04.jpg' width='400 ' height='277 ' alt='Cometa04 ' ></div><div class='didascalia'>C/2020 F3 (Neowise)</div></td></tr></table></a><br>
Alla fine ho impacchettato tutta l'attrezzatura e sono partito per una ventina di giorni di ferie. Durante la prima settimana all'Elba mi sono tenuto in allenamento approfittando di una bella Luna quasi piena, in attesa di misurarmi coi cieli limpidi e privi di inquinamento luminoso del Parco Nazionale d'Abruzzo.<br>
Ma questa è un'altra storia.<br>
<br>
<a href='https://orizzontintorno.smugmug.com/Astrophotography/The-Moon/i-cxCcgsL/A ' target='_blank'><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/cometa05.jpg' width='400 ' height='391 ' alt='Cometa05 ' ></div></td></tr></table></a></description>
                   <pubDate>Sun, 23 Aug 2020 15:59:45 +0200</pubDate>
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                 </item><item>
                   <title>Un anno</title> 
                   <link>http://www.orizzontintorno.com/rss/2167-un-anno</link>
                   <description><em>&quot;Non ora, non fra un anno, ma prima o poi.&quot;</em><br>
<br>
E invece.</description>
                   <pubDate>Fri, 14 Aug 2020 16:06:45 +0200</pubDate>
                   <guid isPermaLink="true">http://www.orizzontintorno.com/rss/2167-un-anno</guid>
                 </item><item>
                   <title>Trova le differenze [Il senso della vita, s02e19] </title> 
                   <link>http://www.orizzontintorno.com/rss/2169-trova-le-differenze-il-senso-della-vita-s02e19-</link>
                   <description>Ero lì sulla sdraio e guardavo Leonardo in riva al mare, e all'improvviso mi è venuta in mente quella foto che mi scattò mio padre proprio qui (*), trentanove anni fa esatti, giorno più giorno meno. Avevo sedici anni, l'età di Leonardo oggi.<br>
Così nulla, gli ho scattato una foto. Poi sono andato a buttarmi in acqua per cancellare la malinconia e la commozione.<br>
<br>
<table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/16anni1.jpg' width='400 ' height='327 ' alt='16anni1 ' ></div><div class='didascalia'>1981, Isola d'Elba</div></td></tr></table><table width='650' align='center' cellpadding='0' cellspacing='0' border='0'><tr><td width='650' align='center'><div class='piccenter' align='center'><img src='http://www.orizzontintorno.com/imm/blog/16anni2.jpg' width='400 ' height='299 ' alt='16anni2 ' ></div><div class='didascalia'>2020, Isola d'Elba</div></td></tr></table><br>
(*) <em>Non era proprio qui, ma un paio di chilometri più in là, ché da allora ci siamo spostati di spiaggia, ed è l'unica cosa che è cambiata in questi quarant'anni di buen retiro elbano. Forse dovrei scrivere un post anche su questo.</em></description>
                   <pubDate>Thu, 06 Aug 2020 00:53:33 +0200</pubDate>
                   <guid isPermaLink="true">http://www.orizzontintorno.com/rss/2169-trova-le-differenze-il-senso-della-vita-s02e19-</guid>
                 </item></channel> </rss>