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	<title>Oscar Nicodemo Tribune</title>
	
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	<description>Il Blog di Oscar Nicodemo, drammaturgo e giornalista.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 29 Feb 2012 09:40:02 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cosentino, ti ucciderò io!</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 16:53:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[   Il sistema protegge Nicola Cosentino, parlamentare camorrista, e afferma ciò che i maggiori giornali del Paese tacciono: siamo nelle mani di una struttura perversa, messa in piedi da mafia, camorra, massoneria e chiesa. La politica non esiste più, ma nessuno ne parla e ne scrive, essendo tutti i fini pensatori troppo impegnati a raccontare fatti, vicende e risvolti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://oscarnicodemo.it/wp-content/uploads/2012/01/cosentino.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-977" src="http://oscarnicodemo.it/wp-content/uploads/2012/01/cosentino.jpg" alt="" width="278" height="181" /></a>   Il sistema protegge Nicola Cosentino, parlamentare camorrista, e afferma ciò che i maggiori giornali del Paese tacciono: siamo nelle mani di una struttura perversa, messa in piedi da mafia, camorra, massoneria e chiesa. La politica non esiste più, ma nessuno ne parla e ne scrive, essendo tutti i fini pensatori troppo impegnati a raccontare fatti, vicende e risvolti che distolgono l&#8217;attenzione dai problemi reali del paese e di chi lo popola.</p>
<p>Le schifezze commesse in serie dalla classe dirigente sono tante e tali da non poter parlare neanche di corruzione delle istituzioni, in quanto gli uomini di Stato non agiscono in nome e per conto di interessi malavitosi, ma sono, loro stessi, da considerarsi pedine fondamentali di un&#8217;organizzazione di stampo delinquenziale. Lo Stato si è fatto mafia e camorra, praticando l&#8217;illegalità e la criminalità. Pare chiaro abbastanza che non possa auto-processarsi.</p>
<p>Definito da tutti un &#8220;<em>partito azienda</em>&#8220;, come se perseguisse, esclusivamente e lecitamente, l&#8217;interesse del suo capo,  il Pdl non è mai stato indicato, con decisione e avvedutezza, come un veicolo istituzionale di grande importanza strategica di mafiosi e camorristi, pronti a corrompere chiunque e ad acquistare anche il consenso di chi tiene ad essere considerato virtuoso: leghisti e radicali dovrebbero saperne qualcosa. E quando costoro non possono comprare il consenso di chi, miserabilmente, gli si oppone per mestiere, ne comprano il silenzio.</p>
<p>Pertanto, lo Stato, nell&#8217;ambito del suo esecutivo, andrebbe considerato come parte integrante di un modello di potere, illegittimo e immorale, che alimenta un&#8217;organizzazione che sovrintende alle sue funzioni. I partiti politici della nazione, dunque, costituirebbero niente altro che il mezzo per garantire un regime di falsa democrazia, attraverso la quale esercitare il potere dei clan di privilegio a discapito della moltitudine.</p>
<p>Immagini e foto raccontano di parlamentari festanti che fanno quadrato intorno all&#8217;ex sottosegretario Cosentino, abbracciandolo e baciandolo in segno di vittoria. Vittoria su chi e che cosa? Vittoria sul popolo, nemico da sempre e per disposizione (in)naturale delle cose. Vittoria sulla sobrietà, lealtà,  e sofferenza di chi, sgomento, assiste incredulo a tanta assurda balordaggine, seduta impunemente su un trono.</p>
<p>Decretando l&#8217;invulnerabilità del deputato casertano, affiliato ai casalesi , il parlamento ha ristretto drasticamente la via democratica della protesta popolare<em></em>: ora sembra davvero difficile confidare nella legalità per tentare di rovesciare lo <em>status quo</em>. Risulta oltremodo lampante che tempo per il disgusto e lo scoramento non ne rimane. Occorre che il silenzio degli onesti si trasformi in rumore assordante e che, in coscienza, ci si senta tutti potenziali ed ideali &#8220;assassini&#8221; del criminale Cosentino. Diversamente, ci si dovrebbe rassegnare ad essere sottoposti ad un sistema brevettato per il solo gretto e buffo trionfo della mediocrità, sorretta a dovere da padrini, cardinali e maestri venerabili.</p>
<p>(oscar nicodemo)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quando anche a Fracchia si offre una cattedra</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 18:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La sua carriera di comico è costellata da boutades e scenette di una faciloneria esemplare: mai che l&#8217;interprete Paolo Villaggio avesse strappato un sorriso per una trovata davvero intelligente e sottile, o semplicemente, ingegnosa. Sopravvalutato a dismisura, egli impersona, in vecchiaia, l&#8217;attore consumato giunto a saggezza. Va da sé che è soltanto consumato, ma non saggio, essendo la saggezza una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://oscarnicodemo.it/wp-content/uploads/2012/01/greca.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-967" src="http://oscarnicodemo.it/wp-content/uploads/2012/01/greca.jpg" alt="" width="154" height="172" /></a></p>
<p>La sua carriera di comico è costellata da boutades e scenette di una faciloneria esemplare: mai che l&#8217;interprete Paolo Villaggio avesse strappato un sorriso per una trovata davvero intelligente e sottile, o semplicemente, ingegnosa. Sopravvalutato a dismisura, egli impersona, in vecchiaia, l&#8217;attore consumato giunto a saggezza. Va da sé che è soltanto consumato, ma non saggio, essendo la saggezza una miscellanea ben amalgamata, i cui ingredienti necessari sono dati da una buona dose di intelligenza, sensibilità e cultura. La vicenda che lo ha portato ad offendere i pastori sardi, ha in sé qualcosa di mostruosamente stupido: dire che i sardi non facciano figli perché molti pastori si accoppiano con le pecore, rappresenterebbe, nell&#8217;intenzione dell&#8217;autore della presunta battuta, un&#8217;opportunità per produrre comicità e, quindi, una possibilità di raggiungere la gratificazione nel tentativo di infondere negli altri il riso. Cedere a questa tentazione, proferendo oscenità lesive della dignità altrui, è da stolti.</p>
<p>Anche il personaggio che gli ha dato fama, <em>Fracchia</em>, in realtà non è che un mostro nella versione più penosa. Un mostro di stupidità, ovviamente, nonché un campione di banalità che ne fanno quasi un infermo mentale, un disagiato patetico, privo di qualsiasi verve ed energia intellettiva che animano una figura pensante, anche se grottesca. Pertanto, ben distante dal poter esser considerato un personaggio comico, men che meno tragico, <em>Fracchia </em>è solo il prodotto decerebralizzato di una concezione puerile e asfittica dell&#8217;universo comico, in grado di far ridere e sollazzare solo un pubblico medio-basso, privo di qualsiasi chiave di lettura, prima ancora che di un giudizio critico.<br />
Dare una cattedra, intesa come eventualità di parlare ad un pubblico televisivo, all&#8217;alter ego di <em>Fracchia</em>, può risultare, dunque, sconveniente, ma non più di quanto possa esserlo affidandosi al pensiero, si fa per dire, di tanti altri cosiddetti vip. E  Paolo Villaggio in questa occasione, non si è comportato da vero attore e showman, ma da vip autentico.</p>
<p>D&#8217;altronde, mi pare che Flaiano dicesse che nel mondo dello spettacolo sia raro trovare persone spettacolari.</p>
<p>(oscar nicodemo)</p>
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		<title>Igiene e Profilassi del corpo elettorale</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 14:41:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[   Al Magnifico Rettore dell&#8217;Università degli Studi di Napoli Federico II Al Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia &#160; Considerata l&#8217;incessante attività politica dei medici del Cilento, si renderebbe necessaria una valutazione analitica sull&#8217;argomento per spiegarne le cause, con l&#8217;aggiunta di un&#8217;indagine che riveli, dettagliatamente, l&#8217;occupazione delle cariche pubbliche da parte della categoria e l&#8217;incidenza considerevole che questa stabilisce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://oscarnicodemo.it/wp-content/uploads/2012/01/medicina.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-947" src="http://oscarnicodemo.it/wp-content/uploads/2012/01/medicina.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a>   Al Magnifico Rettore dell&#8217;Università degli Studi di Napoli Federico II</p>
<p>Al Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Considerata l&#8217;incessante attività politica dei medici del Cilento, si renderebbe necessaria una valutazione analitica sull&#8217;argomento per spiegarne le cause, con l&#8217;aggiunta di un&#8217;indagine che riveli, dettagliatamente, l&#8217;occupazione delle cariche pubbliche da parte della categoria e l&#8217;incidenza considerevole che questa stabilisce circa l&#8217;assegnazione delle stesse.</p>
<p>Non c&#8217;è comune del grazioso territorio, a sud del Sele, che non veda associazioni, corporazioni e club di medici impegnati, caparbiamente, nel concorrere per la conquista del potere politico. Per certi versi, si ha la sensazione che, nell&#8217;area in oggetto, sia in voga uno strano <em>Giuramento di Ippocrate,</em>  contenente una postilla secondo la quale l&#8217;attenzione verso i pazienti contempla, necessariamente, la considerazione del loro status di elettori ed elettrici. In pratica, un medico di base, secondo questa teoria, sarebbe tenuto a calcolare per ogni &#8220;libretto&#8221; (tessera sanitaria) almeno due voti. Va da sé che simili camici bianchi, &#8220;gestori&#8221; di migliaia di mutuati, rappresentino un veicolo agevole e solido per scalare il potere nella sua forma meno nobile e ideale.</p>
<p>Ancora oggi, evidentemente, il paziente non si sottrae ad una sorta di rapporto subalterno sollecitato dal suo medico di fiducia, che esercita su di lui una volontà che va ben oltre la prestazione professionale a salvaguardia della salute. Come se, dando, o affidando, il proprio suffragio al curatore, il paziente trovasse il modo per aggiudicarsene l&#8217;assistenza ai massimi livelli di rendimento, o, comunque, nella versione più attenta e rigorosa. Da parte loro, i medici, una volta preso atto della debolezza caratteriale e della trascuratezza culturale dei loro assistiti, formulano diagnosi e, al contempo, calcolano voti, mischiando ricette e stime elettorali.  Buona parte dei medici di Capaccio, Agropoli, o Vallo, dunque, curano raffreddori, guariscono sciatiche, debellano influenze, senza perdere di vista la possibilità di racimolare voti, legati, in qualche modo, alla malattia che stanno curando: un&#8217;inclinazione quasi naturale, ormai, dovuta ad opportunistici risvolti professionali del mestiere esercitato. Altro che addentrarsi nello studio del caso personale, provare il gusto della comunicazione terapeutica, o immergersi nell&#8217;aggiornamento scientifico! <em>Voltaire</em> sosteneva che l&#8217;arte della medicina consista nel divertire il paziente mentre la natura guarisce la malattia. Nella fattispecie, si potrebbe azzardare che il medico trovi una finalità nel catechizzare il paziente, scongiurando la malattia.</p>
<p>Nel territorio dei templi dorici, quello di Capaccio-Paestum, ad esempio, la grande maggioranza dei medici, messo da parte ogni pudore, ha costituito una vera e propria forza politica, semi-occulta e simil-massonica, che potrebbe determinare i risultati delle amministrative della prossima primavera. Qui, la politica, non è più una materia soggetta a ragionamento, un campo di idee in competizione, o la capacità di mediare i compromessi, essendo, essa, fortemente condizionata da chi prescrive supposte e sciroppi, pillole e compresse, oltre che vietare di bere e di fumare.</p>
<p>Pertanto, sarebbe quanto mai opportuno che gli studenti del corso di Medicina e Chirurgia, che intendono esercitare la loro futura attività lavorativa nel Cilento, sostenessero, obbligatoriamente, ai fini di una più adeguata funzionalità del loro raggio d&#8217;azione professionale, un ulteriore e qualificante esame: <em>Igiene e Profilassi del corpo elettorale!</em></p>
<p>(oscar nicodemo)</p>
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		<item>
		<title>La mia Rivoluzione! (ai manifestanti del 15 ottobre)</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 14:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Revolution. Révolution. Rivoluzione. A prescindere da quale lingua accompagni la pronuncia di questa parola, il suono è sempre lo stesso: denso, vitale, rigenerante. Non stare fermo, certo è rivoluzione, così come lo è unire il mio grido a quello di tanti altri. Riportare allo stato naturale la convivenza civile delle persone, dei popoli e delle razze; ripristinare la legalità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://oscarnicodemo.it/wp-content/uploads/2011/10/pamphlet1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-881" src="http://oscarnicodemo.it/wp-content/uploads/2011/10/pamphlet1.jpg" alt="" width="170" height="115" /></a>  Revolution. Révolution. Rivoluzione. A prescindere da quale lingua accompagni la pronuncia di questa parola, il suono è sempre lo stesso: denso, vitale, rigenerante.</p>
<p>Non stare fermo, certo è rivoluzione, così come lo è unire il mio grido a quello di tanti altri.</p>
<p>Riportare allo stato naturale la convivenza civile delle persone, dei popoli e delle razze; ripristinare la legalità e la meritocrazia per tutti; ristabilire l&#8217;equilibrio tra Stato e società, è rivoluzione.</p>
<p>Rivoluzione, è dire quel che si pensa, senza timore di apparire irriverenti. Anche detestare senza perdere lo stile, rinunciando all&#8217;odio e alla violenza, è rivoluzione.</p>
<p>Riportare alla sua miserabile natura chi, oggi, nei vari campi della vita sociale, a partire dalla politica per finire alla comunicazione, viene smisuratamente sopravvalutato, è rivoluzione.</p>
<p>Ed è, in primo luogo, rivoluzione, riproporre un&#8217;adeguata misura di bravura e di competenza per chi esercita un mestiere, in special modo se di natura intellettuale.</p>
<p>Rivoluzione, è riappropriarsi della cultura, intesa nel suo più intimo significato di qualsiasi cosa fatta bene, fosse anche la suola riparata di una scarpa.</p>
<p>Perseguire un&#8217;arte popolare e vivere seguendo ideali canoni di bellezza, è sicuramente rivoluzione.</p>
<p>Dare da mangiare ai gatti matti e ai cani sciolti; salutare chi non si conosce e aiutare i più deboli, è rivoluzione.</p>
<p>Senza dubbio, è rivoluzione rileggere i classici e riascoltare le sinfonie, ripercorrendo universalmente il tempo, per non lasciarsi consumare dalla contemporaneità più inespressiva e artificiosa.</p>
<p>Essere in armonia con se stessi, è rivoluzione.</p>
<p>Per tutto questo, io combatto la mia rivoluzione, prendendo le distanze da chi, col proprio banale mestierismo, toglie senso e svilisce di contenuto un&#8217;idea comune di cambiamento.</p>
<p>Io, da ultimo degli italiani, non voglio essere rappresentato dalla miserabile natura di chi, oggi, dalle pagine dei giornali e dai banchi della politica, si schiera al fianco della mia causa, raccontandola e difendendola convenientemente, dopo averla offesa, umiliata e tradita.</p>
<p>La mia rivoluzione, è vera ed autentica, ed io ne sono l&#8217;unico leader!</p>
<p>(oscar nicodemo)</p>
<p><a href="http://oscarnicodemo.it/wp-content/uploads/2011/10/pamphlet.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-878" src="http://oscarnicodemo.it/wp-content/uploads/2011/10/pamphlet.jpg" alt="" width="170" height="115" /></a></p>
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		<title>Pamphlet N.5 (pas de deux sul berlusconismo)</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 09:43:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Coloro che sono deputati ad elargire analisi e riflessioni, nel nostro Paese, hanno sempre scritto e parlato fin troppo di Berlusconi e mai abbastanza del berlusconismo: una verità, questa, tanto facile, da non essere nemmeno considerata di striscio dai grandi pensatori, abituati ad addentrarsi in arzigogoli in apparenza ben più complicati, che, in verità rivelano una natura ciarlieria, intrisa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://oscarnicodemo.it/wp-content/uploads/2011/10/freccia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-864" src="http://oscarnicodemo.it/wp-content/uploads/2011/10/freccia.jpg" alt="" width="136" height="170" /></a></p>
<p>Coloro che sono deputati ad elargire analisi e riflessioni, nel nostro Paese, hanno sempre scritto e parlato fin troppo di Berlusconi e mai abbastanza del berlusconismo: una verità, questa, tanto facile, da non essere nemmeno considerata di striscio dai grandi pensatori, abituati ad addentrarsi in arzigogoli in apparenza ben più complicati, che, in verità rivelano una natura ciarlieria, intrisa di aria fritta.</p>
<p>Quando, ad osservare i risvolti politici che determinano lo sfascio di una nazione sono persone sovrastimate e del tutto inadeguate al ruolo assegnato loro dal solito, ripetitivo e nauseabondo potere ecclesiastico-massonico-politico-mafioso, va da sé che che l&#8217;opinione resta orfana di qualsiasi stimolo utile a creare consistenti barriere ideologiche al regime dominante. Viene, in tal modo, a crearsi un&#8217;insofferenza generale non omogenea, che si traduce in un malcontento collettivo privo di un&#8217;identità ben precisa, condizionata e caratterizzata dalla confusione più totale: si sa chi incarna il male di cui disfarsi necessariamente, ma non si ha una strategia unica e comune per combatterlo e distruggerlo, poiché gli interessi di parte, particolari e di gruppo prevalgono tanto nell&#8217;esercizio del potere, quanto nell&#8217;azione di chi intende rovesciarlo.</p>
<p>Così, si stenta a capire perché mai l&#8217;avveduto Bersani abbia difficoltà a lavorare intorno ad un&#8217;idea decente di rilancio di una sinistra efficace e moderna, Veltroni ricomponga un&#8217;ammucchiata pseudo-ideologica all&#8217;interno del Pd, Casini dispensi ancora dichiarazioni in nome e per conto del popolo italiano, Di Pietro abbia così vistosamente allentato la morsa dell&#8217;opposizione al governo Berlusconi, Vendola si trastulli tra un piacevole <em>dandysmo politico</em> e convention glamour.  Vuoi vedere che, alla fine, alla faccia delle articolate analisi, dei giudizi eruditi e delle deduzioni scientifiche, la politica italiana sarà decifrabile da quel prospetto di filosofia popolare, patrimonio cuturale di qualsiasi uomo di piazza? Non si avrà che l&#8217;opinionismo più avanzato di questo <em>pays encroiable</em> sia proprio quello del pio e rassegnato volgo? Di fronte ad un sospetto del genere, bisogna, per forza, elaborare in linguaggio corrente, almeno una delle espressioni più sintomatiche del repertorio etnico delle provincie rurali della penisola: quel <em>&#8220;vengono fuori tutti dallo stesso impasto</em>&#8220;, troppo immediato e risolutivo per essere preso in seria considerazione dagli autori dei <em>gargarismi letterari</em> di molti giornali, indica, verosimilmente, con una semplicità disarmante, che, nello scenario della politica, la competizione tra le parti, potrebbe anche rivelarsi, beffardamente, come <em>il gioco delle parti.</em></p>
<p>Per la miseria, reinterpretare l&#8217;humus del popolo potrebbe rappresentare una manna per gli scrivani dell&#8217;informazione! E, invece, costoro preferiscono, sciaguratamente, affidarsi ai rigurgiti del loro pensiero smussato, perseverando ad eruttare in sequenza parole acidose che esprimono, unicamente, un&#8217;igiene mentale sconveniente.</p>
<p>Quale persona, che faccia un uso discreto della propria ragione, potrebbe indicare in Berlusconi e nei suoi farseschi ministri, i protagonisti assoluti del disastro culturale, sociale e politico che pervade la nazione? Ovvio, che in tutti i settori della vita pubblica e sociale, in special modo in quello della comunicazione, si possono riscontrare atteggiamenti e posizioni che se non si sono spesi per la diffusione del berlusconismo, non lo hanno, certamente, ostacolato con la dovuta decisione ed efficacia. Naturalmente, qui, giornalisti come Feltri, Belpietro, Ferrara e Sallusti e testate come &#8220;Libero&#8221;, &#8220;Il Foglio&#8221; e &#8220;Il Giornale&#8221;, non necessitano di una considerazione.</p>
<p>Pertanto, il dilagare del berlusconismo, in ragione delle indecisioni dei partiti e della scarsezza intellettuale dei<em> maitres à penser</em> della stampa ufficiale, non ha mai trovato un vero e proprio nucleo di opposizione, nè nelle istituzioni, né nella cultura della società civile.</p>
<p>Volendo dar retta, dunque, alle sollecitazioni che emergono dal basso, che, contariamente a quelle calate dall&#8217;alto, hanno il pregio della genuinità e della praticità, resta da stabilire, una volta appurato che le formazioni partitiche devono rigenerarsi con nuovi <em>&#8220;impasti&#8221;,</em> chi tra i giornalisti, gli opinionisti e gli osservatori di sorta, sia responsabile delle brutture del berlusconismo in conseguenza di una avvilente incapacità professionale e chi lo sia per una miserabile connivenza. Si potrebbe azzardare un elenco, ma, nel mondo dell&#8217;<em>infotainment</em>, chi dà fuoco alle polveri, facendo, anzitempo, nomi e cognomi, si brucia.</p>
<p>Il processo penale di Berlusconi, è il sogno di tanti italiani. Il processo dialettico di chi, in condizioni specifiche e adeguate, non ha saputo e voluto opporsi al berlusconismo è solo un&#8217;esigenza di natura puramente ideale e speculativa, originata dal risentimento personale dell&#8217;ultimo degli italiani e dei blogger, che, di sotto, in minuscolo, appone la sua firma sull&#8217;acqua.</p>
<p>(oscar nicodemo)</p>
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		<title>Andiamo a prendercelo e processiamolo noi!</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 10:08:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Quale capo di governo al mondo, potrebbe esibirsi nella sua ripugnante identità, lasciandosi andare ad una battuta tanto stupida quanto volgare e, ignobilmente, irrispettosa della dignità femminile, nello stesso giorno dei funerali di cinque donne operaie, lavoratrici in nero e senza contratto, morte per meno di 5 euro all&#8217;ora? Il nostro, ovviamente, Berlusconi Silvio: un uomo dall&#8217;aspetto ridicolo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://oscarnicodemo.it/wp-content/uploads/2011/09/berlus.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-839" src="http://oscarnicodemo.it/wp-content/uploads/2011/09/berlus.jpg" alt="" width="264" height="191" /></a>  Quale capo di governo al mondo, potrebbe esibirsi nella sua ripugnante identità, lasciandosi andare ad una battuta tanto stupida quanto volgare e, ignobilmente, irrispettosa della dignità femminile, nello stesso giorno dei funerali di cinque donne operaie, lavoratrici in nero e senza contratto, morte per meno di 5 euro all&#8217;ora? Il nostro, ovviamente, Berlusconi Silvio: un uomo dall&#8217;aspetto ridicolo e disgustoso, un disonesto e un bugiardo lacunoso, un governante da patibolo!</p>
<p>Per quanto si possa esagerare nel descrivere, o menzionare, semplicemente, le schifezze della politica, non si rischia mai l&#8217;assurdo e l&#8217;inverosimile. L&#8217;informazione, considerata in larga parte, non è da meno. Giornalisti venduti, corrotti ed incapaci, evitano, accuratamente, di riportare alle cronache il reale malumore generale, temendo una rivoluzione popolare che delegittimi non solo il governo e le istituzioni politiche, ma anche l&#8217;opinionismo posticcio intorno al quale si cerca di far concentrare l&#8217;attenzione degli italiani.</p>
<p>Berlusconi sta facendo dell&#8217;Italia uno dei Paesi più ridicoli e sputtanati al mondo? Fa niente, i grandi pensatori della patria preferiscono raffreddare gli animi, mantenendosi disgustosamente vaghi e ipocritamente attendisti. A nessuno dei privilegiati della nazione, conviene agitare le acque: potrebbero esserne inghiottiti, i bricconi!</p>
<p>Quanto all&#8217;inutilità e all&#8217;inadegauatezza delle forze politiche di opposizione,  vi è da registrare una maniacale ripetitività di analisi, da cui scaturiscono dichiarazioni di una banalità sconcertante che invitano a fare affidamento in una massiccia reazione collettiva.</p>
<p>L&#8217;attualità, rischia di passare alla storia come <em>l&#8217;epoca dei vigliacchi, </em>dove l&#8217;infincardaggine degli intellettuali e del popolo, permette ad circa 700 parlamentari di abusare, oltre ogni misura,  di una moltitudine relegata alla miseria e al disagio. In quest&#8217;ottica, si auspica il <em>sequestro</em> del Premier, per istituire un <em>processo</em> a suo carico da parte di un<em> Tribunale del Popolo</em>, tra i cui giudici non manchino personalità della cultura ritenute, a giusta causa, oneste. Ormai, è tempo, che il despota con la faccia da pirla, venga messo di fronte alle sue responsabilità, alle sue scelleratezze, alla sua disonestà, alla sua incapacità politica.</p>
<p>Egli, insieme a tanti vermi striscianti che si ritrova tra i piedi, è responsabile delle tristi condizioni di milioni di italiani, della loro infelicità, della loro precarietà e della loro afflizione.</p>
<p>Oltre agli anni di galera da commutargli, sarebbe opportuno quantizzare il danno economico che, egli, con la sua indecente personalità, ha arrecato allo Stato. Pertanto, senza fare violenza ai militari e alla scorta da cui è protetto, occorrebbe che 100.000 volontari lo aspettassero fuori dal palazzo Grazioli per prelevarlo.</p>
<p>Nessuna forza di polizia al mondo e nessun potere potrebbero vietare a 100.000 persone di fare un atto di giustizia tanto necessario.</p>
<p>(oscar nicodemo)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il silenzio degli onesti si fa rumore</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 10:02:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La politica, ormai, in questo carnevalesco Paese, è sinonimo di ruberia e finanche di coglioneria. Per Bacco, &#8211; si chiederebbe un italiano avveduto di fine &#8217;800 -  come può un coglione rubare a chi gli è superiore in arguzia e cultura? La domanda, di una pertinenza esemplare e di una semplicità lineare, necessiterebbe, in realtà,  di una risposta assorbita da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://oscarnicodemo.it/wp-content/uploads/2011/09/avang.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-830" src="http://oscarnicodemo.it/wp-content/uploads/2011/09/avang.jpg" alt="" width="193" height="260" /></a></p>
<p>La politica, ormai, in questo carnevalesco Paese, è sinonimo di <em>ruberia</em> e finanche di <em>coglioneria</em>. Per Bacco, &#8211; si chiederebbe un italiano avveduto di fine &#8217;800 -  come può un coglione rubare a chi gli è superiore in arguzia e cultura? La domanda, di una pertinenza esemplare e di una semplicità lineare, necessiterebbe, in realtà,  di una risposta assorbita da congetture ed invettive tali, che il nostro antico connazionale immaginario si spazienterebbe. E, allora, tanto per rendere più agevole la lettura, ai contemporanei, ovviamente, è preferibile restare nel nocciolo della questione, senza abbandonarsi a raffronti, statistiche e cifre, che di solito adornano gli articoli spogli dei quotidiani nazionali.</p>
<p>Tra le pagine dei suddetti, nessuno scrive che da qui  a poco non si troveranno più berlusconiani in giro. I giornalisti stessi (per fortuna non tutti), una volta annusata, con notevole ritardo (di canile hanno altro e non il fiuto), la miserabile fine politica che, con ogni probababilità, bollerà l&#8217;industrialotto-palazzinaro milanese come il Presidente del Consiglio più inadeguato della storia repubblicana di questa nazione, stanno fornendo un esempio di imperturbabile opportunismo a milioni di persone che hanno votato per Berlusconi. Difatti, i loro articoli sono diventati, improvvisamente, critici (si fa per dire) nei confronti dell&#8217;attuale governo, che, imperterrito, continua ad elargire provvedimenti sciagurati, salvo, poi, &#8220;rimediare&#8221; con più scriteriate &#8220;correzioni&#8221;.  In pratica, il Corriere della Sera, ad esempio, si è trasformato in un perfetto manuale per futuri ex berlusconiani. Basta leggerlo per tre giorni di seguito per imparare, magistralmente, a spacciarsi per una persona che ha sempre detestato e deriso il Cavaliere di Arcore. In realtà, molti lettori si sono accorti da tempo della scarsa incidenza dei giornali sulla formazione dell&#8217;opinione pubblica e della scarsezza, talvolta disarmante, dei loro opinionisti. Il calo delle vendite di giornali e riviste è vertiginoso e non è dovuto, evidentemente, alla crisi economica imperante, o esclusivamente a questa. Vi è un&#8217;insana attività editoriale che non rispecchia in nessun modo i gusti e le esigenze di molta parte della popolazione, cresciuta enormemente dal punto di vista culturale e dell&#8217;auto-stima.</p>
<p>Pertanto, tranne che a molti osservatori dei tabloid italiani, è noto a tutti che Silvio Berlusconi  sia responsabile, oltre che di tanti reati perseguibili penalmente, di una serie infinite di azioni e atteggiamenti mentali che hanno abbassato, sconsideratamente, il livello generale di moralità del Paese, comportando scompensi in ogni campo, a partire da quello dell&#8217;istruzione per finire a quello della comunicazione. Bisognava essere, per forza maggiore, dei ciabattoni, o dei corrotti, per attendersi davvero una rivoluzione liberale tanto annunciata, ma mai iniziata e men che meno progettata. Mai, come ora, il giornalismo italiano è stato così scadente e mai la scuola italiana è stata tanto trascurata dal Ministero e dal Governo che la sovraintendono. Se, come è vero, la cultura è una dote morale, va da sè che in Italia, ad occuparsene sono le persone sbagliate.</p>
<p>Resta la sensazione che gli italiani onesti non diano più importanza alle dichiarazioni vuote e banali della politica, comprese quelle di una consistente fetta dell&#8217;opposizione; che non siano più disposti ad ingerire un&#8217;informazione non rappresentativa di alcun sentimento popolare; che non abbiano più la pazienza olimpionica di sopportare citrulli con un indole da ladri e scribacchini smisuratamente sopravvalutati che diventano, rispettivamente, classe dirigente e classe intellettuale.</p>
<p>Resta la sensazione, inequivocabile, lampante, indubitabile, che gli onesti abbiano incominciato a far rumore. E si sente.</p>
<p>(oscar nicodemo)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Crolla il tetto del debito morale della politica!</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 12:48:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è certi che nel calderone del debito pubblico del Paese non vi siano finiti anche, &#8220;accidentalmente&#8221;, debiti privati? Perché, mai, il più inetto e spudorato governo che la storia della nostra repubblica registri, dovrebbe resistere alla tentazione di poter racimolare, per conto dello Stato, somme ingenti da destinare al rattoppo finanziario di questa o quella azienda amica, o addirittura, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è certi che nel calderone del debito pubblico del Paese non vi siano finiti anche, &#8220;accidentalmente&#8221;, debiti privati?</p>
<p>Perché, mai, il più inetto e spudorato governo che la storia della nostra repubblica registri, dovrebbe resistere alla tentazione di poter racimolare, per conto dello Stato, somme ingenti da destinare al rattoppo finanziario di questa o quella azienda amica, o addirittura, di appartenenza a membri dell&#8217;esecutivo stesso?</p>
<p>E ancora: come si può non dar conto dei libri contabili del suddetto debito pubblico al popolo, che, eticamente, legalmente e fiscalmente rappresenta uno stato di diritto? E perché, in un simile frangente di criticità, si permette al Vaticano di evadere le tasse in maniera tanto spropositata?</p>
<p>Saranno anche inquietanti e maliziose, ma restano domande legittime. Ovviamente, in un regime altamente democratico e trasparente esse non avrebbero ragione di essere formulate e di alimentare discussioni di sorta. Ma vi è che siamo in Italia, uno dei paesi più sputtanati del mondo, dove la classe dirigente che lo sta guidando verso il disastro più empio è costituita da un mezzo cervello simil-padano, che ha sempre preferito l&#8217;articolazione delle mani e delle membra a quella delle parole; da un discreto contabile-cassiere, che solo una stocastica erre moscia gli conferisce, in qualche modo, un&#8217;aleatoria aria da economista; e, infine, all&#8217;apice, da una faccia di bronzo, la cui definizione più naturale è data da un epiteto che le mantiene rima.</p>
<p>Un trio del genere, riassume, nella sua entità morale, quanto di peggio possano offrire la degenerazione, l&#8217;incapacità e la slealtà umana. Un trio così composto rivela, nella sua perversione autentica, l&#8217;ultimo strato della politica in decomposizione, quello maggiormente contaminato dalla schifezza. Un trio che, disposto in una simile configurazione dell&#8217; esercizio del potere, resta l&#8217;indice più genuino per qualificare lo sfacelo intellettuale di un popolo che abita una delle terre più elitarie dell&#8217;intero pianeta.</p>
<p>Giornalisti, opinionisti, scrittori, e intellettuali di diversa provenienza, davvero non provate vergogna a pavoneggiarvi dalle pagine di un <em>donabbondiano</em> &#8220;Corriere della Sera&#8221;, o da quelle di una <em>diversamente castista</em> &#8220;la Repubblica&#8221;?</p>
<p>Quanto, a me, mi piace pensare che io sia l&#8217;ultimo dei blogger italiani. Mai, però, domo nel cercare il confronto con chi, oggi, si rende responsabile del calo di vendite dei giornali e dell&#8217;involuzione di un&#8217;informazione che orbita intorno ad interessi particolari, allontanandosi sempre più dalla forma e dai contenuti di una lettura esigente.</p>
<p>Una stampa, come quella italiana, che si limita a contemplare lo sconquasso di una nazione senza saper colpevolizzare con autorevolezza chi lo ha provocato, mostrandosi del tutto incapace di interpretare i malumori della popolazione, produce solo una banale quanto miserabile letteratura, buona per diffondere al vento la vanità di parolai logorroici, la nevrastenia di individualisti sfrenati senza vergogna, la presunzione di svigoriti osservatori di credersi sottili analisti. Da dove dovrebbe arrivare un po&#8217; di energia mentale a sostegno della collettività, per evitarle di abbandonarsi inerte alla catastrofe, se non dalla mente di chi, per mestiere, analizza le vicende sociali, politiche ed economiche che si susseguono in un clima di afflizione generale?</p>
<p>Credo che da noi, vista e considerata la scarsezza disarmante di una classe intellettuale, assurdamente inabile ad esercitare la propria influenza per garantire un rapporto più giusto e corretto tra il potere costituito e il popolo, sia giunto il momento di cambiare lo status dei cittadini: da potenziali parassiti e &#8220;clienti&#8221; della politica, ad autentici e dignitosi membri di una comunità. Pare ovvio abbastanza, dunque, che si renda necessaria un&#8217;azione massiccia e popolare per poter recuperare la possibilità di incidere direttamente sulle proprie condizioni di vita.</p>
<p>Diversamente, le strategie aberranti dei governi continueranno a tenere inchiodati alla disperazione masse enormi di elettori, a cui è concesso,&#8221;istituzionalmente&#8221;, solo di poter sperare nella protezione di qualche grottesco padrino della politica meticolosamente <em>made in Italy. </em>Meglio emigrare, certo. Ma, ancora meglio, cercare di mandare in esilio questi politici, insieme ai loro carrozzoni stracolmi di giornalisti sopravvalutati, artisti improbabili, consulenti irriflessivi e bamboline parlanti.<em> </em> <em> </em></p>
<p>Rivoluzione. Ri-vo-lu-zio-ne. Rivoluzione, per non ascoltare più gli idioti della politica, per non leggere più gli accomodanti ciarlieri del giornalismo, per sentirsi in armonia con sé stessi e rigenerarsi.<em><br />
</em></p>
<p>(oscar nicodemo)</p>
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		<title>Politica &amp; Giornali: pane sciapo per l’arguzia degli italiani</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 13:12:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scilipoti scrive un libro, Brunetta viene riconosciuto ufficialmente &#8220;cretino&#8221;, Alfano dichiara di essere il segretario del partito degli onesti e il Pd gioca alla politica invece di determinarne una adeguata al momento. Mentre, lo Strega diventa sempre più un premio (il)letterario che si risolve con trattative diplomatiche, i giornali perseverano in una accidiosa ripetitività che non fa vendere copie, l&#8217;arte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://oscarnicodemo.it/wp-content/uploads/2011/07/botero.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-783" src="http://oscarnicodemo.it/wp-content/uploads/2011/07/botero-250x300.jpg" alt="" width="250" height="300" /></a> Scilipoti scrive un libro, Brunetta viene riconosciuto ufficialmente &#8220;cretino&#8221;, Alfano dichiara di essere il segretario del partito degli onesti e il Pd gioca alla politica invece di determinarne una adeguata al momento. Mentre, lo <em>Strega</em> diventa sempre più un premio (il)letterario che si risolve con trattative diplomatiche, i giornali perseverano in una accidiosa ripetitività che non fa vendere copie, l&#8217;arte contemporanea sembra aver smarrito ogni ruolo e la temperatura (anche quella dell&#8217;insofferenza generale) sale in maniera insostenibile.</p>
<p>Nulla, dunque, di cui rallegrarsi. Più di qualcosa, al contrario, di cui sorridere non senza amarezza. L&#8217;italia, in periodo di fine berlusconismo, si presenta come svuotata: due delle attività fondamentali, soggette a ragionamento e che reggono una democrazia, sembrano affette da una sorta di autismo ideativo. La politica, infatti, sembra girare a vuoto su se stessa, con un disarmante Pd incapace di accollarsi una proposta di rilancio e un centro-destra ormai smarrito e disorientato. Mentre, l&#8217;informazione non riesce ad andare oltre il miserevole resoconto dello sfacelo del governo guidato da Berlusconi, riportandone misfatti e risvolti con maniacale cura decorativa ed eccessiva predilizione per il grottesco, sì che al caricaturale si aggiunge il patetico.</p>
<p>Tra gesta di ministri tragi-comici e reportage di giornali patetici si dissove l&#8217;attenzione generale degli italiani. Un tentativo di smorzare la forza e la luminosità di una poderosa volontà, largamente popolare, di cambiare lo stato delle cose, sembra essersi calato, come una sorta di gigantesca coperta, sullo scenario nazionale. Una morale espressa in virtù di una nuova cultura e di un costume rinnovato, evidentemente fa paura a chi, oggi, grazie allo status quo e indipendentemente dalla posizione assunta rispetto ad esso, gode di una posizione di privilegio.</p>
<p>Pertanto, ai berlusconiani, ai simil-anti-berlusconiani e agli attendisti, non preme che si dia luogo a rivoluzioni ideologiche che cambino gli attuali rapporti di forza. Ecco, perché, politicanti di palazzo, addestrati a gestire gli umori di piazza, e tromboni stonati dal pensiero smussato, dediti ad un opinionismo di conservazione, fanno, rispettivamente, della politica e del giornalismo due attività  ferme, riluttanti verso qualsiasi forma di esigenza e di richiamo della collettività in cui operano.  Resta la <em>rete</em>, con i suoi blog pertinenti e la leggiadria di facebook a dare contro-indicazioni per non cadere nella trappola dei furbi di ogni tempo, di quelli che hanno un timore fottuto di essere delegittimati, perchè quello che producono è il derivato di un lavoro scadente ed eticamente discutibile.</p>
<p>Finito il berlusconismo, si spera non inizi il post-berlusconismo, o l&#8217;antiberlusconismo, ma qualcosa di profondamente diverso.</p>
<p>(oscar nicodemo)</p>
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		<title>Bersani, non ti muovere!</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 14:27:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bersani, resta fermo, non ti muovere, non dichiarare alcunché! Non vanificare una voglia di cambiamento che tiene unita una coscienza collettiva di ingenti potenzialità, che rivendica migliaia di dignità umiliate fuori misura, che propone liberamente un pensiero semplice ed efficace, che spera legittimamente nel ripristino della legalità e della meritocrazia. Fermo lì, dove sei, e non pensare! Non imbastire strategie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://oscarnicodemo.it/wp-content/uploads/2011/06/bersani-dal.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-765" src="http://oscarnicodemo.it/wp-content/uploads/2011/06/bersani-dal.jpg" alt="" width="156" height="196" /></a> Bersani, resta fermo, non ti muovere, non dichiarare alcunché!</p>
<p>Non vanificare una voglia di cambiamento che tiene unita una coscienza collettiva di ingenti potenzialità, che rivendica migliaia di dignità umiliate fuori misura, che propone liberamente un pensiero semplice ed efficace, che spera legittimamente nel ripristino della legalità e della meritocrazia.</p>
<p>Fermo lì, dove sei, e non pensare!</p>
<p>Non imbastire strategie che definiscono la tua inadeguatezza di leader, il tuo infallibile fiuto per la sconfitta, il tuo vecchiume ideativo, la tua mancanza di audacia, la tua scarsa intuizione nel comprendere che il &#8220;nemico&#8221; è sconfitto, bollito, ormai inesistente, o quasi.</p>
<p>Resta immobile e non parlare!</p>
<p>Non andare in tv a dare testimonianze di te, dimostrando puntualmente e rigorosamente l&#8217;inutilità e l&#8217;incovenienza dei tuoi ragionamenti, adagiandoti su posizioni politiche usurate e adottando un atteggiamento sconveniente, nel miserabile tentativo di mantenere in vita una classe dirigenziale decadente, che ha fatto il suo tempo.</p>
<p>Zitto, per carita! Non proferire parola!</p>
<p>Come ti viene in mente di aprire alla Lega, ridotta ormai ad una schiera chiassosa di gitanti fuori porta, in quel di Pontida, dove blatera penosamente un capo non più carismatico, sul cui futuro politico nemmeno uno sprovveduto scommetterebbe un centesimo?</p>
<p>Lascia stare, non parlare!</p>
<p>Convinciti che una <em>rivoluzione gentile e spontanea,</em> nata e sviluppatasi nei vari strati della popolazione sta concorrendo al miglioramento della politica, demolendo usi e linguaggi appartenenti a classi dirigenziali che hanno ereditato<em> per grazia divina</em> il comando da quelle precedenti.  Cerca di comprendere, una volta e per sempre, che l&#8217;evoluzione della politica non può che trovare a sinistra e con le sinistre un suo sbocco naturale, non rinunciando ad una boccata di liberalismo per consolidare gusti ed appetiti diversi. Pertanto, il futuro non è con Casini, Rutelli, Fini e Bossi. E, mi dispiace, neanche con te alla guida del Pd.</p>
<p>(oscar nicodemo)</p>
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