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	<title>DevNotes</title>
	
	<link>http://overzero.it/devnotes</link>
	<description>OverZero Software Technical Blog</description>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Feb 2012 19:26:36 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
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		<title>Lentezza MAMP a risolvere localhost</title>
		<link>http://overzero.it/devnotes/?p=218</link>
		<comments>http://overzero.it/devnotes/?p=218#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 19:26:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
				<category><![CDATA[OS X]]></category>
		<category><![CDATA[PHP]]></category>

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		<description><![CDATA[Usi MAMP per sviluppare in locale sul tuo Mac? Ottimo, lo uso anch&#8217;io. Ti capita di dover aspettare svariati (interminabili) secondi perchè le richieste a localhost vengano risolte e la pagina sia effettivamente caricata? Ottimo, capita anche a me. Però &#8230; <a href="http://overzero.it/devnotes/?p=218">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Usi <a title="MAMP" href="http://www.mamp.info/" target="_blank">MAMP</a> per sviluppare in locale sul tuo Mac?<br />
Ottimo, lo uso anch&#8217;io.<br />
Ti capita di dover aspettare svariati (interminabili) secondi perchè le richieste a localhost vengano risolte e la pagina sia effettivamente caricata?<br />
Ottimo, capita anche a me.<br />
Però ho risolto!<br />
Nel mio caso il problema era legato all&#8217;utilizzo del suffisso <strong>.localhost</strong> configurato nel file <em>httpd.conf</em> di Apache e <em>hosts</em> (da terminale: <em>sudo vi /etc/hosts</em>).<br />
Bene, vi vasterà cambiare il suffisso .localhost con un altro suffisso: io uso .<strong>dev</strong>.<br />
Modificate il suffisso in entrambi i file e riavviate Apache; MAMP dovrebbe ora risolvere le richieste localhost alla velocità ottimale, e la differenza si nota parecchio!<br />
Il tempo è denaro! <img src="http://overzero.it/devnotes/wp-content/themes/grey-opaque/images/smilies/icon_wink.gif" alt="Smilie: ;)" title="Smilie: ;)" /></p>
<p>Nota: problema e soluzione riferiti a MAMP 2.01 e OS X Lion.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Android SDK (Eclipse ADT plugin): errore “SDK Platform Tools is missing”</title>
		<link>http://overzero.it/devnotes/?p=209</link>
		<comments>http://overzero.it/devnotes/?p=209#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:04:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobile]]></category>

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		<description><![CDATA[Al momento in cui scrivo questo post l&#8217;installazione delle SDK Android e del relativo ADT plugin per Eclipse è piuttosto semplice, ma si conclude con un messaggio di errore, almeno su Mac: &#8220;SDK Platform Tools is missing&#8221;, anche seguendo alla &#8230; <a href="http://overzero.it/devnotes/?p=209">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al momento in cui scrivo questo post l&#8217;installazione delle SDK Android e del relativo ADT plugin per Eclipse è piuttosto semplice, ma si conclude con un messaggio di errore, almeno su Mac: <em>&#8220;SDK Platform Tools is missing&#8221;</em>, anche seguendo alla lettera le istruzioni sul sito ufficiale</p>
<p><a title="Android - ADT plugin for Eclipse" href="http://developer.android.com/sdk/eclipse-adt.html#installing" target="_blank">http://developer.android.com/sdk/eclipse-adt.html#installing </a></p>
<p>Il problema è comunque di facile soluzione:</p>
<ol>
<li>Da Eclipse apriamo il menu <em>Window</em></li>
<li>Selezioniamo la voce <em>Android SDK Manager</em></li>
<li>Dall&#8217;elenco dei pacchetti spuntiamo <em>Tools</em> -&gt; <em>Android SDK Platform-tools</em></li>
<li>Procediamo e concludiamo l&#8217;installazione del componente mancante cliccando sul pulsante &#8220;Install <em>N</em> packages&#8221;</li>
</ol>
<p>Riavviando Eclipse il problema sarà risolto.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Mostrare gli ultimi post di WordPress su sito esterno al blog</title>
		<link>http://overzero.it/devnotes/?p=190</link>
		<comments>http://overzero.it/devnotes/?p=190#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 11:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
				<category><![CDATA[PHP]]></category>

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		<description><![CDATA[Recentemente ho voluto implementare una classe PHP per gestire dall&#8217;esterno gli articoli pubblicati e mostrare gli ultimi N post del mio blog sul sito OverZero Software. Certamente nulla di complicato, ma la query sul db di WordPress ha un paio di &#8230; <a href="http://overzero.it/devnotes/?p=190">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Recentemente ho voluto implementare una classe PHP per gestire dall&#8217;esterno gli articoli pubblicati e mostrare gli ultimi <em>N</em> post del mio blog sul sito <a title="Programmatore freelance Bologna, Modena, Parma. Web designer." href="http://www.overzero.it" target="_blank">OverZero Software</a>.<br />
Certamente nulla di complicato, ma la query sul db di <a href="http://wordpress.org/" target="_blank">WordPress</a> ha un paio di clausole che è meglio non dimenticare (e per questo me la segno):</p>
<pre>SELECT *
FROM wp_posts
WHERE post_type = 'post'
AND post_status = 'publish'
ORDER BY ID DESC
LIMIT 4</pre>
<p>Innanzitutto notiamo che la table su cui effettuiamo la query è <em>wp_posts</em>.<br />
Le due clausole WHERE che seguono sono necessarie per evitare di caricare post non ancora effettivamente pubblicati ed escludere anche quei post che WP gestisce come &#8220;pagine&#8221;.<br />
L&#8217;ordine ed il numero di record da mostrare è ovviamente a vostro piacimento.<br />
Questa query è compatibile con la versione di WordPress al momento distribuita come stable. Successive versioni potrebbero rendere necessarie modifiche alla query in linea con eventuali differenze strutturali del database WP.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Internet Explorer ed il mime type pjpeg</title>
		<link>http://overzero.it/devnotes/?p=181</link>
		<comments>http://overzero.it/devnotes/?p=181#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 13:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
				<category><![CDATA[PHP]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa è solo una breve nota per ricordarmi una cosa totalmente insensata made in Microsoft. Capita a volte di voler verificare il reale formato di un immagine caricata da un utente. Affidarsi alla lettura dell&#8217;estensione del file tramite string functions &#8230; <a href="http://overzero.it/devnotes/?p=181">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è solo una breve nota per ricordarmi una cosa totalmente insensata <em>made in Microsoft</em>.<br />
Capita a volte di voler verificare il reale formato di un immagine caricata da un utente.<br />
Affidarsi alla lettura dell&#8217;estensione del file tramite string functions è utile solo fino ad un certo punto, perchè nulla vieterebbe all&#8217;utente di rinominare un file .gif in .png o .jpg.<br />
Se vogliamo quindi essere certi dell&#8217;effettivo formato dobbiamo leggere il mime type del file caricato accedendo all&#8217;array $_FILES['xxx'][type].<br />
E a questo punto scopriamo l&#8217;assurdo: le immagini jpg o jpeg sono identificate dai browser con il mime type standard <em>image/jpeg</em>, ad eccezione di IE che, almeno ad oggi (data di questo articolo), lo identifica con un mime type assolutamente proprietario: <strong><em>image/pjpeg</em></strong>.<br />
Una spiegazione per questa differenza è riportata in <a href="http://msdn.microsoft.com/en-us/library/ms775147(v=vs.85).aspx" target="_blank">questa pagina del sito MSDN</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Uso del plugin jQuery Datatables per la gestione di liste dati</title>
		<link>http://overzero.it/devnotes/?p=155</link>
		<comments>http://overzero.it/devnotes/?p=155#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 11:56:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
				<category><![CDATA[jQuery]]></category>
		<category><![CDATA[PHP]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://overzero.it/devnotes/?p=155</guid>
		<description><![CDATA[Datatables è un plugin jQuery per la visualizzazione di liste di dati. L&#8217;ho implementato con grande successo in diversi progetti, mostrandosi estremamente versatile, pratico ed efficiente. Di seguito mostro l&#8217;utilizzo che ne ho fatto io, ma i metodi di implementazione &#8230; <a href="http://overzero.it/devnotes/?p=155">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Datatables jQuery plugin official page" href="http://datatables.net/" target="_blank">Datatables</a> è un plugin <a title="jQuery Official Website" href="http://jquery.com/" target="_blank">jQuery</a> per la visualizzazione di liste di dati.<br />
L&#8217;ho implementato con grande successo in diversi progetti, mostrandosi estremamente versatile, pratico ed efficiente.<br />
Di seguito mostro l&#8217;utilizzo che ne ho fatto io, ma i metodi di implementazione sono molteplici; vi rimando al sito ufficiale del plugin per maggiori dettagli.</p>
<p>Come detto si tratta di un plugin jQuery, quindi va caricato nella nostra pagina insieme alla libreria ufficiale:</p>
<pre>&lt;script type="text/javascript" src="js/jquery.min.js"&gt;&lt;/script&gt;
&lt;script type="text/javascript" src="js/jquery.dataTables.min.js"&gt;&lt;/script&gt;</pre>
<p>Datatables può essere configurato per utilizzare jQuery UI, in modo da poter essere visivamente integrato in qualsiasi interfaccia esistente.<br />
Carichiamo quindi anche i relativi CSS:</p>
<pre>&lt;link href="css/smoothness/jquery-ui.custom.css" rel="stylesheet" type="text/css"/&gt;
&lt;link href="css/datatables_jui.css" media="screen" rel="stylesheet" type="text/css"/&gt;</pre>
<p>Bene, ora che il plugin è correttamente caricato nella pagina possiamo configurarlo a piacimento, sperimentando le numerose proprietà di cui trovate spiegazione nella <a title="Documentazione ufficiale Datatables plugin" href="http://datatables.net/usage/features" target="_blank">documentazione ufficiale</a>.<br />
Nell&#8217;header della pagina copiamo quindi il seguente script (da modificare secondo le esigenze seguendo la documentazione ufficiale):</p>
<pre>&lt;script type="text/javascript"&gt;
$(document).ready(function() {
    $('#datatable').dataTable({
        "bProcessing": true,
        "oLanguage": {
            "sLengthMenu": "Mostra _MENU_ oggetti",
            "sSearch": "Cerca:",
            "sInfo": "Da _START_ a _END_ di _TOTAL_ oggetti",
            "sZeroRecords": "Nessun oggetto trovato",
            "sEmptyTable": "Nessun oggetto trovato",
            "oPaginate": {
                "sFirst": "Prima",
                "sLast": "Ultima",
                "sNext": "Successiva",
                "sPrevious": "Precedente"
            }
        },
        "bJQueryUI": true,
        "bPaginate": true,
        "bLengthChange": true,
        "bFilter": true,
        "bSort": true,
        "bInfo": true,
        "bAutoWidth": false,
        "sPaginationType": "full_numbers"
    });
});
&lt;/script&gt;</pre>
<p>Da notare che i valori specificati nell&#8217;array &#8220;oLanguage&#8221; sono le label testuali che compariranno nell&#8217;interfaccia.</p>
<p>A questo punto ci rimane soltanto da creare la tabella html a cui andremo ad associare il plugin Datatables. Come detto ci sono diversi modi per creare la struttura della tabella: via DOM, JavaScript array, AJAX e generazione server-side.<br />
In questo caso creeremo la tabella via DOM, generando però le righe dinamicamente con elementi caricati da database.<br />
Posto quindi che $res è un array associativo ottenuto da una query sul db avremo:</p>
<pre>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" border="0" class="display" id="datatable"&gt;
    &lt;thead&gt;
        &lt;tr&gt;
            &lt;th&gt;ID&lt;/th&gt;
            &lt;th&gt;Titolo&lt;/th&gt;
            &lt;th&gt;Autore&lt;/th&gt;
            &lt;th&gt;Data&lt;/th&gt;
        &lt;/tr&gt;
    &lt;/thead&gt;
    &lt;tbody&gt;
    &lt;?php
    foreach($res as $item) {
    ?&gt;
        &lt;tr&gt;
            &lt;td&gt;&lt;?php echo $item-&gt;id;?&gt;&lt;/td&gt;
            &lt;td&gt;&lt;?php echo $item-&gt;titolo;?&gt;&lt;/td&gt;
            &lt;td&gt;&lt;?php echo $item-&gt;autore;?&gt;&lt;/td&gt;
            &lt;td&gt;&lt;?php echo $item-&gt;data;?&gt;&lt;/td&gt;
        &lt;/tr&gt;
    &lt;?php
    }
    ?&gt;
    &lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;</pre>
<p>E&#8217; di fondamentale importanza che alla tabella generata venga attribuito lo stesso <em>id</em> specificato nella configurazione del plugin (in questo caso <em>&#8220;#datatable&#8221;</em>).<br />
Non c&#8217;è altro. Vi rimando al sito ufficiale per tutte le informazioni ed i dettagli per la completa configurazione di questo utilissimo plugin.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Caratteri accentati in MySQL (con PDO e UTF-8)</title>
		<link>http://overzero.it/devnotes/?p=132</link>
		<comments>http://overzero.it/devnotes/?p=132#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 15:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
				<category><![CDATA[PHP]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://overzero.it/devnotes/?p=132</guid>
		<description><![CDATA[La gestione dello charset desiderato tra pagine web e database può risultare snervante se non si sa esattamente cosa bisogna fare. La soluzione in realtà è molto semplice, e non prevede assolutamente l&#8217;utilizzo di funzioni come htmlentities() o htmlspecialchars() o &#8230; <a href="http://overzero.it/devnotes/?p=132">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La gestione dello charset desiderato tra pagine web e database può risultare snervante se non si sa esattamente cosa bisogna fare.<br />
La soluzione in realtà è molto semplice, e non prevede assolutamente l&#8217;utilizzo di funzioni come <em>htmlentities()</em> o <em>htmlspecialchars()</em> o <em>mysql_real_escape_string()</em>, come si legge su molti forum.</p>
<p>Premetto che la soluzione che segue fa uso di <strong>PDO</strong> per la connessione e l&#8217;interazione con il database (in questo caso MySQL). In ogni caso l&#8217;utilizzo di PDO è sempre vivamente consigliato.<br />
Poniamo, come realmente accade nella maggior parte dei casi per progetti in lingua Italiana, di voler impostare il charset generale a <strong>UTF-8</strong>.<br />
Prima di tutto dobbiamo specificare che tutte le pagine del nostro progetto utilizzeranno UTF-8, inserendo il seguente tag all&#8217;interno dell&#8217;header html:</p>
<pre>&lt;meta http-equiv="Content-Type"  content="text/html; charset=utf-8"/&gt;</pre>
<p>Ovviamente questo tag dovrà essere aggiunto sia alle pagine front-end sia agli header delle pagine di back-end (cioè le pagine che invieranno i contenuti al db).</p>
<p>Passiamo ora a MySQL.<br />
Accertiamoci quindi di utilizzare UTF8 anche per i dati salvati in db: usando un tool come PhpMyAdmin possiamo impostare <strong>utf8-general-ci</strong> come charset (collation) generale per l&#8217;intero db e per ogni singola tabella.<br />
Specificando il charset sull&#8217;intero db tutte le tabelle create da quel momento in poi adotteranno lo stesso set di caratteri. In caso di tabelle già esistenti bisognerà impostare il valore collation manualmente.</p>
<p>Ora la parte che molti tralasciano e per la quale si verificano la maggior parte dei problemi di conversione dei caratteri speciali: <strong>la connessione al database.</strong><br />
Come detto utilizzeremo PDO, che nella sua sintassi di base si mostra così:</p>
<pre>&lt;?php
try {
    $conn = new PDO($connStr, $user, $pwd, $options);
}
catch (PDOException $e) {
    echo 'Errore: '.$e-&gt;getMessage();
    die();
}
?&gt;</pre>
<p>La parte che ci interessa è naturalmente la creazione dell&#8217;oggetto PDO che crea la connessione.<br />
PDO() accetta quattro argomenti: il primo è la classica connection string (che cambia da db a db), le due successive sono lo username e la password di connessione, mentre la quarta ($options) è un array.<br />
Proprio <strong>l&#8217;array $options</strong> è la parte cruciale, e dovrà contenere la seguente istruzione:</p>
<pre>&lt;?php
$options = array(PDO::MYSQL_ATTR_INIT_COMMAND  =&gt; 'SET NAMES \'UTF8\'');
?&gt;</pre>
<p><em>Da notare che MySQL identifica il charset come UTF8, mentre le pagine html come UTF-8 (con il trattino).</em><br />
Tutto qui. Ora ogni parte realmente interessata nella gestione del charset è impostata correttamente e non sono richieste ulteriori funzioni o work-around.<br />
I test che ho effettuato finora si sono rivelati perfetti, sia in inserimento sia in lettura da database.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Perchè Google Chrome occupa sempre più spazio su disco?</title>
		<link>http://overzero.it/devnotes/?p=125</link>
		<comments>http://overzero.it/devnotes/?p=125#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 08:06:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
				<category><![CDATA[OS X]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://overzero.it/devnotes/?p=125</guid>
		<description><![CDATA[Questo &#8220;problema&#8221; si presenta sia su Mac che su Win. La spiegazione è davvero semplice: ogni upgrade del browser viene installato in una cartella differente per intero. Questo significa naturalmente che se in principio Chrome occupa circa 100Mb, ad ogni &#8230; <a href="http://overzero.it/devnotes/?p=125">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo &#8220;problema&#8221; si presenta sia su Mac che su Win.<br />
La spiegazione è davvero semplice: ogni upgrade del browser viene installato in una cartella differente per intero.<br />
Questo significa naturalmente che se in principio Chrome occupa circa 100Mb, ad ogni upgrade lo spazio occupato aumenterà ulteriormente di circa altri 100Mb.<br />
A lungo andare il browser di Google potrebbe arrivare a occupare diversi Gb.</p>
<p>Sarà quindi sufficiente eliminare le cartelle relative alle vecchie versioni per recuperare un bel po&#8217; di spazio, ecco come:</p>
<ul>
<li>Con Finder andate in Applicazioni</li>
<li>Tasto destro sull&#8217;icona di Google Chrome.app e selezionate &#8220;Mostra contenuto pacchetto&#8221;</li>
<li>Entrate nella cartella Contents e poi Versions<br />
Qui troverete una dir per ciascuna versione di Chrome.<br />
Per esempio in questo momento la versione che sto utilizzando io è la 12.0.742.112</li>
<li>Eliminate tutte le dir relative alle versioni precedenti non più utilizzate (consiglio per sicurezza di tenere le ultime due)</li>
</ul>
<p>Questo è tutto.<br />
Ricordo che lo spazio non verrà liberato fino a quando non eliminerete i file dal cestino.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://overzero.it/devnotes/?feed=rss2&amp;p=125</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Proteggere file e cartelle riservati con password in Mac OS X (encrypted dmg)</title>
		<link>http://overzero.it/devnotes/?p=109</link>
		<comments>http://overzero.it/devnotes/?p=109#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 09:42:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
				<category><![CDATA[OS X]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://overzero.it/devnotes/?p=109</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;obiettivo è di creare un file dmg protetto da password dentro al quale andremo a salvare tutte le cartelle ed i file riservati. Ecco come procedere: Cmd + spazio per aprire spotlight. Digitare utility disco e avviare l&#8217;applicazione. Nella parte &#8230; <a href="http://overzero.it/devnotes/?p=109">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;obiettivo è di creare un file <em>dmg</em> protetto da password dentro al quale andremo a salvare tutte le cartelle ed i file riservati.<br />
Ecco come procedere:</p>
<ul>
<li>Cmd + spazio per aprire spotlight.</li>
<li>Digitare <strong>utility disco</strong> e avviare l&#8217;applicazione.</li>
<li>Nella parte sinistra assicurarsi di non aver selezionato alcun dispositivo.</li>
<li>Premere il pulsante <strong>Nuova immagine </strong>nella parte alta della finestra.</li>
<li>Nel popup che compare inserire il nome dell&#8217;immagine, ad esempio Archivio.dmg, specificare la posizione in cui desideriamo salvare l&#8217;immagine, specificare la dimensione desiderata, poi:<br />
Formato = Mac OS esteso (Journaled).<br />
Codificazione = Criptatura 128bit AES.<br />
Partizioni = Nessuna mappa delle partizioni.<br />
Formato immagine = immagine disco lettura/scrittura.</li>
<li>Crea.</li>
<li>Nel nuovo popup inserire la password di protezione (ricordatevela!).<br />
<strong>Importante:</strong> assicuratevi che il check su <em>Memorizza la password nel portachiavi </em>sia <strong>disattivato</strong>!</li>
<li>Premete OK e il gioco è fatto.</li>
</ul>
<p>La nostra immagine ora è pronta.<br />
Non avendo salvato la password nel portachiavi ogni volta che proveremo ad aprire il file <em>dmg</em> il sistema ci chiederà di inserirla.</p>
<p>L&#8217;immagine che abbiamo creato è di tipo lettura/scrittura, quindi una volta aperta potremo aggiungere ed eliminare file a piacimento.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://overzero.it/devnotes/?feed=rss2&amp;p=109</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Inserire spaziatori nel Dock di OS X per raggruppare le icone</title>
		<link>http://overzero.it/devnotes/?p=96</link>
		<comments>http://overzero.it/devnotes/?p=96#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 09:41:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
				<category><![CDATA[OS X]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Dock di OS X è comodo e versatile. Anche esteticamente è un vero gioiellino, ma a volte può risultare utile la possibilità di raggruppare visivamente le icone delle applicazioni. Il metodo più &#8220;pulito&#8221; è probabilmente quello di aggiungere spazi &#8230; <a href="http://overzero.it/devnotes/?p=96">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Dock di OS X è comodo e versatile.<br />
Anche esteticamente è un vero gioiellino, ma a volte può risultare utile la possibilità di raggruppare visivamente le icone delle applicazioni.<br />
Il metodo più &#8220;pulito&#8221; è probabilmente quello di aggiungere spazi vuoti dove ritenete opportuno, ecco come fare.</p>
<ul>
<li>Aprite il Terminal e digitate quanto segue:
<pre>defaults write com.apple.dock persistent-apps -array-add '{tile-data={}; tile-type="spacer-tile";}'</pre>
</li>
<li>Premete enter (invio)</li>
<li>Digitate <span style="font-family: monospace; font-size: 12px; line-height: 18px; white-space: pre;">killall Dock</span> e premete enter per riavviare il Dock</li>
</ul>
<p>Sulla parte destra del Dock è ora comparso uno spazio vuoto, corrispondente all&#8217;icona trasparente di una fittizia applicazione.<br />
Lo spazio si comporta esattamente come se fosse una comune icona, quindi potete spostarlo sul Dock nella posizione che preferite.<br />
Ripetete quindi l&#8217;operazione per ogni spaziatore che desiderate aggiungere.<br />
Ricordo che nel Terminal potete richiamare i comandi precedentemente utilizzati usando il tasto &#8220;freccia su&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come eseguire uno screenshot (printscreen) in OS X</title>
		<link>http://overzero.it/devnotes/?p=90</link>
		<comments>http://overzero.it/devnotes/?p=90#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 09:41:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
				<category><![CDATA[OS X]]></category>

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		<description><![CDATA[Per chi, come me, approda al Mac dopo anni e anni su PC Windows, una delle cose che colpisce subito è la mancanza del tasto PrintScreen sulla tastiera (parlo di laptop). OS X mette però a disposizione un sistema molto &#8230; <a href="http://overzero.it/devnotes/?p=90">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi, come me, approda al Mac dopo anni e anni su PC Windows, una delle cose che colpisce subito è la mancanza del tasto PrintScreen sulla tastiera (parlo di laptop).<br />
OS X mette però a disposizione un sistema molto più preciso per eseguire uno screenshot.<br />
Ecco un breve elenco di shortcuts per eseguire questa utile funzione.</p>
<p>Abbreviazioni: Cmd = Command, Ctrl = Control.</p>
<ul>
<li> <em>Cmd-Shift-3</em><br />
Screenshot e salva il file sulla scrivania.</li>
<li><em>Cmd-Shift-4, selezione area di interesse</em><br />
Screenshot dell&#8217;area selezionata e salva il file sulla scrivania.</li>
<li><em>Cmd-Shift-4, barra spaziatrice, click sulla finestra</em><br />
Screenshot della sola finestra e salva il file sulla scrivania.</li>
<li><em>Cmd-Ctrl-Shift-3</em><br />
Screnshot e salva in memoria (clipboard).</li>
<li><em>Cmd-Ctrl-Shift-4, selezione area di interesse</em><br />
Screenshot dell&#8217;area selezionata e salva il file in memoria (clipboard).</li>
<li><em>Cmd-Ctrl-Shift-4, barra spaziatrice, click sulla finestra</em><br />
Screenshot della sola finestra e salva il file in memoria (clipboard).</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
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