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	<title>parole complicate</title>
	
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	<description>un errore di gioventù di Alberto Bellan</description>
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		<title>Della grave assenza di disapprovazione natalizia</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 10:19:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nessuno ha notato che quest&#8217;anno è mancato un elemento nei natali scorsi sempre presente: il Lamento del Prete. Ogni anno, al sopraggiungere del natale, un prete sale sul pulpito di varietà come il TG1 o il TG3 e, pieno di finto livore e cattive intenzioni, tuona contro il consumismo. Perché natale è la nascita del Cristo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nessuno ha notato che quest&#8217;anno è mancato un elemento nei natali scorsi sempre presente: il Lamento del Prete. Ogni anno, al sopraggiungere del natale, un prete sale sul pulpito di varietà come il TG1 o il TG3 e, pieno di finto livore e cattive intenzioni, tuona contro il consumismo. Perché natale è la nascita del Cristo, non un&#8217;occasione per comprare l&#8217;ultimo sgabello di Philip Stark. Perché bisogna concentrarsi sull&#8217;amore di dio, a natale, non sul colore degli ultimi pigmenti Mac.</p>
<p>Quest&#8217;anno, invece, niente Lamento del Prete. La Chiesa tace sugli orrori della libertà economica. Questo mi destabilizza. Che sia la crisi? Che i preti temano gli strali dei loro colleghi commercianti, già messi mica tanto bene? Che sia l&#8217;Ici? Che i ghost writer dei preti siano tutti occupati a giustificare l&#8217;evasione totale degli ultimi 60 anni? Che sia il governo Monti? Con quei loden che avvolgono, giustificano e salvano tutto e tutti?</p>
<p>Lo shopping è un atto sessuale: è svuotato di colore, se reso libero da ogni disapprovazione.  I commercianti di Montenapoleone sono in subbuglio: gli esprimo viva solidarietà. Il mio panettone di Ranieri mi sembra un Bauli, senza senso di colpa. Privato del pensiero dell&#8217;Africa, uno regala libri di Benedetta Parodi e poi finisce a letto con un proprio parente.</p>
<p>Caro Babbo Natale, tu sei la nostra unica speranza. Riprepara la slitta, avvisa le renne. Rimettiti quel vestito da Gabibbo in crack e rifatti un altro giro quaggiù. Portaci un Carlo Maria Martini, furente e avvilente come ai vecchi tempi. Babbo Natale, in tempo di crisi bisogna fare sacrifici ed essere altruisti: anche se il tuo turno è andato, noi magari per la Befana ce la si fa, a sentirsi almeno un po&#8217; stronzi.</p>
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		<title>Non hanno tutte ragione</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 10:16:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;opera artistica migliore degli ultimi 30 anni è Hanno tutti ragione di Paolo Sorrentino. In un governo di veri tecnici Sorrentino sarebbe Ministro della Cultura e dell&#8217;Istruzione. Della Cultura, perché è da Sorrentino che bisognerebbe partire, oggi, per sperare nella nascita di un altro Tiepolo fra un paio di secoli. Dell&#8217;Istruzione, perché ogni parola di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;opera artistica migliore degli ultimi 30 anni è <em>Hanno tutti ragione</em> di Paolo Sorrentino. In un governo di veri tecnici Sorrentino sarebbe Ministro della Cultura e dell&#8217;Istruzione. Della Cultura, perché è da Sorrentino che bisognerebbe partire, oggi, per sperare nella nascita di un altro Tiepolo fra un paio di secoli. Dell&#8217;Istruzione, perché ogni parola di <em>Hanno tutti ragione</em> è essenziale, corretta, semplice e reale. Quello a cui dovrebbe aspirare la scuola, cioè il contrario del nostro tempo.</p>
<p>L&#8217;unico problema di <em>Hanno tutti ragione</em> è che non piace alle donne. E&#8217; un libro maschile, per due ragioni.</p>
<p>La prima è la solitudine. Tony Pagoda, il protagonista del libro, è solo. Solo come un uomo. Raggiunge abissi di solitudine tragica, struggente, quasi estatica. Anche le donne possono essere sole, ma non così. Alle donne per smettere di essere sole basta alzare il telefono. L&#8217;uomo è solo sempre. Soprattutto quando alza il telefono.</p>
<p>L&#8217;altro motivo è che <em>Hanno tutti ragione</em> dice la verità. Non c&#8217;è verità senza morte. E tutto, in Tony Pagoda, è morte. Ogni suo respiro, ogni piatto di sua moglie, ogni sua canzone e ogni sua speranza  sono pura morte. E quindi pura verità. La donna è creatrice, è vita. L&#8217;uomo uccide, l&#8217;uomo muore. Con queste cose ha più confidenza.</p>
<p>Sorrentino non piace alle donne perché è solo e perché è vero. Una ragazza un po&#8217; più giovane di me, per esempio, ne è rimasta delusa perché il libro &#8220;<em>parte bene ma ha un finale un po&#8217; debole</em>&#8220;. Il mondo è vario. La stessa perfezione artistica che sconvolge l&#8217;uomo porta la femmina a desiderare una puntata di C.S.I. Miami.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.parolecomplicate.it%2Farchives%2F3658&amp;title=Non%20hanno%20tutte%20ragione"><img src="http://www.parolecomplicate.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Dell’esame di avvocato e di altre forme di waterboarding</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 13:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Assieme allo smog di Milano e alla mia solitudine, il problema più grave del Paese sono i vecchi. Non i vecchi vecchi tipo i nonni, intendo i mezzivecchi, tipo 70 anni. Quelli che sono al potere. Tanti la chiamano questione generazionale e propongono soluzioni accomodanti. Io lo chiamo disagio. I vecchi sono un danno. Nel mio lavoro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Assieme allo smog di Milano e alla mia solitudine, il problema più grave del Paese sono i vecchi. Non i vecchi vecchi tipo i nonni, intendo i mezzivecchi, tipo 70 anni. Quelli che sono al potere. Tanti la chiamano questione generazionale e propongono soluzioni accomodanti. Io lo chiamo disagio.</p>
<p>I vecchi sono un danno. Nel mio lavoro, i vecchi hanno inventato una cosa che si chiama &#8220;esame di avvocato&#8221;. Consiste nel deportare decine di migliaia di giovani all&#8217;anno in capannoni troppo freddi o troppo caldi, inondarli con senso d&#8217;impotenza e fargli scrivere tre documenti in condizioni che nella vita reale non esistono (senza il computer e senza internet, per esempio; o con donne incinta che piangono e recitano rosari; o con degli sbirri che non ti lasciano andare a pisciare).</p>
<p>Poi i vecchi rideportano i giovani da dove sono venuti e, sorseggiando Vermut, decidono se i documenti scritti dai giovani vanno bene o no. Dopo 7, 8, 9 mesi i vecchi comunicano ai giovani il loro giudizio spesso influenzato dal Vermut e decidono se i giovani devono ripetere la deportazione o se possono cominciare a diventare vecchi. Si inizia a diventare vecchi perdendo un&#8217;estate a studiare materie come diritto ecclesiastico e sostenendo un esame orale svolto in condizioni che nella vita reale non esistono: tutto si svolge in un&#8217;aula di tribunale e la sentenza arriva subito.</p>
<p>La totale assenza di bellezza, prima che di giustizia, di questo processo causa nei giovani una grave depressione, li peggiora. Dopo la deportazione e il superamento dell&#8217;orale, molti nonpiùgiovani  iniziano a sostenerne l&#8217;opportunità.</p>
<p>Soffocati nelle loro regimental, i nonpiùgiovani iniziano a sostenere che la deportazione sia giusta perché (i) siamo già in troppi, non c&#8217;è lavoro;  (ii) la difesa è un valore costituzionale, gli avvocati non sono commercianti.</p>
<p>Nonpiùgiovani che avete superato l&#8217;esame: (i) siamo già così tanti che rimarremo troppi per i prossimi 80 anni anche se da domani non diventasse avvocato più nessuno; (ii) la difesa è un valore costituzionale e noi siamo in un mercato, che è un valore costituzionale (e poi basta con &#8216;sta costituzione, davvero).</p>
<p>Nonpiùgiovani, almeno voi, ricordate i tempi della bellezza. Ricordate i tempi in cui tutto era semplicità e emozione. Aboliamo l&#8217;ordine degli avvocati. Aboliamo tutte le corporazioni. Aboliamo l&#8217;esame di avvocato, di giornalista, di architetto, di igienista dentale. Aboliamo le regimental, e facciamo decidere al mercato (soolo al mercaato) chi può fare questo lavoro e chi no.</p>
<p>Se non ci sono abbastanza divorzi, cambieremo lavoro. Avremo meno avvocati e più tempo per fare l&#8217;amore. Questo causerà più divorzi e rendera il mondo un posto migliore. Equilibrio karmico, dolcezza liquida. Riprendiamoci le estati e i dicembri. Se non ora, quando?</p>
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		<title>Passione. E la forza della lucidità.</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 13:27:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La sovranità non esiste. E&#8217; una di quelle balle che raccontano gli internazionalisti e i positivisti agli studenti di giurisprudenza dei primi anni. La vita degli Stati è fatta di interdipendenze. Anche quella delle persone. Io vorrei essere dominato in modo interdipendente dall&#8217;Inghilterra. Questo mi permetterebbe di avere amici che studiano alla Bicocca e non a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sovranità non esiste. E&#8217; una di quelle balle che raccontano gli internazionalisti e i positivisti agli studenti di giurisprudenza dei primi anni. La vita degli Stati è fatta di interdipendenze. Anche quella delle persone.</p>
<p>Io vorrei essere dominato in modo interdipendente dall&#8217;Inghilterra. Questo mi permetterebbe di avere amici che studiano alla Bicocca e non a Cambridge. Potrei andarli a trovare in metro e non con dei costosi e scomodi carri bestiame Ryanair. Permetterebbe anche di ascoltare musica italiana tipo i Beatles e i Kings of Convenience: qualsiasi premier inglese vieterebbe Ligabue e i Linea 77, contrari alla dignità della Corona. Infine, potrei vedere in prima serata serie italiane tipo i Misfits.</p>
<p>Le serie tv sono la moderna letteratura. I Misfits sembra scritta da Bukowski, con punte di Murakami e Stuart Mill. Racconta di quattro sottoproletari inglesi dotati di poteri da supereroe e condannati ai servizi sociali. Veri protagonisti sono due di questi. Uno senza soldi e con dei riccioli simili ai miei quando non avevo iniziato a lavorare. Un&#8217;altra è un&#8217;enorme, orrenda tamarra londinese che dice le parolacce e adora fare l&#8217;amore con gli animali. Sono alla terza serie e non è ancora stata pronunciata la parola &#8220;amore&#8221;.</p>
<p>Nell&#8217;Italia sovrana il ricciolino sarebbe costante bersaglio delle prediche del defunto Alberoni e la tamarra non andrebbe oltre una comparsata come donna delle pulizie. Nell&#8217;Italia interdipendente avrei degli amici a portata di tram. Ci incontreremmo, la sera, a bere scotch e a discutere dello spessore politico di Nathan e Kelly, veri baluardi del liberalismo occidentale.</p>
<p>Liberaci, o Regina, dagli internazionalisti e dai professori di diritto civile, da Cinecittà e da Rai Cinema. Rivelaci la dolcezza della dominazione straniera e l&#8217;orrore del nesso tra territorio e un governo che non sia il Tuo. Mostraci, con la tua infinita eleganza, la differenza tra mod e moda. E a chi non Ti segue, che Beppe Fiorello lo colga.</p>
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		<title>Milanese, innamorarsi in metro è bellissimo</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 15:09:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I milanesi sono tutti divisi in parti tre. La prima parte è quella dei party, dei sarty e del &#8220;che fai il week end, parti?&#8221;. La seconda parte parteggia per l&#8217;inter, vota assessori che fanno i capricci e poi dicono &#8220;non è colpa mia, sono un architetto&#8221; e comprano costosti tweed di marca a poco costosi outlet di marca. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I milanesi sono tutti divisi in parti tre. La prima parte è quella dei party, dei sarty e del &#8220;che fai il week end, parti?&#8221;. La seconda parte parteggia per l&#8217;inter, vota assessori che fanno i capricci e poi dicono &#8220;non è colpa mia, sono un architetto&#8221; e comprano costosti tweed di marca a poco costosi outlet di marca. La terza parte è la seconda, ma tifa milan. Tutte e tre queste parti protestano perché Giuliano vuole mettere una tassa sul traffico.</p>
<p>Io odio l&#8217;ambiente. Non credo all&#8217;effetto serra, non considero un problema andare a caccia, fare e vestire pelliccie, eliminare i cani randagi pericolosi, allevare grandi quantità di animali in piccoli spazi, uccidere gli animali in genere, se per uno scopo sensato (come mangiare, vestirsi o compiere sacrifici ad Apollo).</p>
<p>Io odio l&#8217;ambiente, però di Milano, che è pure la mia città, odio ancora di più l&#8217;aria che sa di carburatore, l&#8217;acqua che puzza, i capelli sporchi di smog 10 minuti dopo la doccia e l&#8217;odore delle mani dopo una passeggiata in centro. E il rumore. Anche e soprattutto, di Milano non sopporto il rumore.</p>
<p>Giuliano, in questi giorni ho capito che non verrai mai più rieletto: il milanese non ti vota, se gli tocchi l&#8217;idrocarburo. Vai sereno, quindi. Vai e fai quello che devi fare. Quello che deve fare qualsiasi forza politica moderna e sensata. Fai piste ciclabili. Tassa gli inquinatori. Implementa il trasporto pubblico. Riduci i parcheggi. Multa chi sosta in doppia fila. Rendi la vita impossibile agli atomobilisti. E&#8217; per questo che ti ho votato, Giuliano. Per épater e per faire moi respirer.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.parolecomplicate.it%2Farchives%2F3626&amp;title=Milanese%2C%20innamorarsi%20in%20metro%20%C3%A8%20bellissimo"><img src="http://www.parolecomplicate.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Canzone dell’amore estasiato</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 09:53:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cara Valentina, il tempo fa il suo dovere e le cose sono molto migliorate. Non so se hai notato, ma il criminale Alberoni non scrive più sul Corriere. Gli è scaduto il contratto e non gliel’hanno rinnovato. Niente più paternali scontate e noia liquida il lunedì mattina. Non da lui. Anche Berlusconi non c’è più, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Valentina, il tempo fa il suo dovere e le cose sono molto migliorate.</p>
<p>Non so se hai notato, ma il criminale Alberoni non scrive più sul Corriere. Gli è scaduto il contratto e non gliel’hanno rinnovato. Niente più paternali scontate e noia liquida il lunedì mattina. Non da lui. Anche Berlusconi non c’è più, e per almeno un anno e mezzo vivremo in un Paese governato da massoni illuminati. Non avrei saputo sperare di meglio. Giuliano, poi, sta liberando Milano. Vuole mettere una supertassa sul traffico. In centro e in periferia, tra un po’ potremo portarci a pascolare le nostre caprette, prima di offrirle in sacrificio a un dio pagano qualsiasi. Proporrei Mario Balotelli.</p>
<p>Cara Valentina, il tempo fa il suo dovere e viviamo nel mondo migliore possibile. Hai ragione tu. Bisogna fare l’amore, procreare, sperare, arrabbiarsi, innamorarsi, rimanere innamorati, disinnamorarsi e lasciarsi estasiare dall’estesica superiore del nuovo proletariato che guarda Fox Crime. Ancora un passo, bisogna fare. Solo uno, verso la semplicità. Ora che ci sono i presupposti, creiamo assieme un mondo in cui “tecnico” significa “idraulico” e “politico” solo un brutto ricordo.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.parolecomplicate.it%2Farchives%2F3617&amp;title=Canzone%20dell%26%238217%3Bamore%20estasiato"><img src="http://www.parolecomplicate.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>A nanna, adesso</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 20:52:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Saranno i vent&#8217;anni di potere incontrastato. Sarà che mi sembravano immortali. Sarà la loro sopravvalutazione continua, anche da parte mia, che da bravo cristiano amo i miei nemici allo spasmo. Saranno i danni fatti a livello internazionale. Oppure le abitudini sessuali bizzarre. O il loro odiare la libertà. Sarà quel vanto, ostentato, di costituire fattori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Saranno i vent&#8217;anni di potere incontrastato. Sarà che mi sembravano immortali. Sarà la loro sopravvalutazione continua, anche da parte mia, che da bravo cristiano amo i miei nemici allo spasmo. Saranno i danni fatti a livello internazionale. Oppure le abitudini sessuali bizzarre. O il loro odiare la libertà. Sarà quel vanto, ostentato, di costituire fattori di sottosviluppo. O quella loro abitudine a circondarsi di collaboratori furbi e impresentabili. Sarà il male, banale e geniale. Sarà la loro compagnia.</p>
<p>Nei giorni strani in cui Wojtyla e Berlusconi se ne sono andati, ho provato la stessa cosa: niente.</p>
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		<title>Per un’Unione Panellenica</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 09:21:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho passato più della metà delle cene della mia vita a spiegare ai miei amici perché leggo Il Foglio di Giuliano Ferrara. Non devo esserci riuscito molto. Non ho più amici e non vengo invitato a una cena da almeno 2 anni. Coerenza e mentalità. Coerenza: vista l&#8217;assenza di cene, ho ancora più tempo per leggere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho passato più della metà delle cene della mia vita a spiegare ai miei amici perché leggo <em>Il Foglio</em> di Giuliano Ferrara. Non devo esserci riuscito molto. Non ho più amici e non vengo invitato a una cena da almeno 2 anni.</p>
<p>Coerenza e mentalità. Coerenza: vista l&#8217;assenza di cene, ho ancora più tempo per leggere <em>Il Foglio</em>. Mentalità: Ferrara è una persona interessante, e asseme a molte cose sbagliate dice e fa cose interessanti. E&#8217; stato l&#8217;unico, ad esempio, <a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/10881">a indignarsi </a>contro la supponenza dei francesi, che non è poco. Ferrara dice anche che l&#8217;Europa ha torto.</p>
<p>Ferrara ha ragione. Da quasi tre giorni sono passato anch&#8217;io dall&#8217;estremismo europeista dello studente erasmus a un antieuropeismo che neanche De Gaulle. Il motivo è la Francia, ma non solo. Il motivo è quello che la Francia ha fatto alla Grecia. Al popolo greco. Che sarà anche in crisi, e quindi? Che avrà anche truccato i bilanci, ma allora? Possono dei bilanci giustificare limitazioni di sovranità del popolo che ha inventato l&#8217;occidente, i greci, a favore di un Paese in cui l&#8217;espressione più utilizzata è &#8220;o-la-la&#8221;? Basta un bilancio a legittimare le minacce razziste verso un Paese a cui dobbiamo tutto? La prima cosa quando vedo Sarkozi sorridere di scherno è forse il termine &#8220;bilancio&#8221;?</p>
<p>L&#8217;Europa non ha più senso. Non ne avrebbe, certo, senza la Grecia. Ma non ne ha comunque perché qualcuno ha osato pensare di lasciare indietro la Grecia, invece di liberarsi del razzismo e della supponenza dei gallici.</p>
<p>Nella legge di stabilità si stabilisca l&#8217;uscita dell&#8217;Italia da questa cozzaglia di burocrati senza cuore chiamata Europa. Poi si sequestri il nano d&#8217;oltralpe e lo si rechi a Capo Sounion ( Άκρον Σούνιον), appena a nord di Atene, dove Egeo si gettò nel mare dopo aver scorto, all&#8217;orizzonte, il colore scuro delle vele di Teseo di ritorno da Creta. Lì, su una rupe molto alta, sorge il tempio di Poseidone.</p>
<p>&#8220;Mar Sarkozì&#8221; non suona poi tanto bene, ma ci sono diversi altri vantaggi.</p>
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		<title>Del 308 e della mia infinita tristezza</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 16:53:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Davvero finisce tutto così? Con Gabriella Carlucci che chiude il sipario con la sua bocca finta e triste increspata in una smorfia di convenienza e rassegnazione, senza neanche aspettare l&#8217;ultimo applauso, senza neanche l&#8217;ultima risata mandata dalla regia? Davvero gli ultimi 20 anni della vita politica di questo Paese, la mia infanzia politica, la mia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Davvero finisce tutto così? Con Gabriella Carlucci che chiude il sipario con la sua bocca finta e triste increspata in una smorfia di convenienza e rassegnazione, senza neanche aspettare l&#8217;ultimo applauso, senza neanche l&#8217;ultima risata mandata dalla regia? Davvero gli ultimi 20 anni della vita politica di questo Paese, la mia infanzia politica, la mia adolescenza politica e la mia vita politica adulta si sgonfiano come un pallone arancione Supertele? Davvero, senza neanche far rumore?</p>
<p>Nessuno, ti giuro, nessuno sarebbe stato in grado di scrivere una storia come quella politica di Silvio Berlusconi. Una storia pazzesca, imprevedibile, squallida e indistruttibile. Con lui che ne fa di ogni, ogni giorno, ogni ora. Con lui che alza ogni asticella immaginabile a livelli che neanche pensavo possibili. Con lui che mina qualsiasi cosa: equilibri personali, economici, istituzionali e, per fortuna, morali. Con tutto il mondo e metà Italia che lo vuole finito di morte violenta, quando va bene. Con l&#8217;eccezione che diventa regola, con i preti che difendono orgie con minorenni, con gli ex comunisti che acclamano i vescovi, con confindustria contro un imprenditore, con la destra che alza le tasse.</p>
<p>Dopo tutto questo, davvero finisce così, in silenzio? Senza un Tribunale o una sede della Corte costituzionale che scoppia in aria? Senza un meteorite che devasta il Parlamento? Davvero finisce tutto con un rendiconto dello stato, e neanche un Gavrilo Princip per chiacchierar?</p>
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		<title>Mein Mädchen ist die Autobahn #2</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 18:05:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Entertainment]]></category>
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		<description><![CDATA[A me il rumore dello spazzolino da denti (così come quello delle scope, delle spazzole, delle setole dure in generale) ha sempre dato un fastidio incredibile. Il mio psichiatra, un ex giocatore di basket, sostiene sia dovuto alla mia ipersensibilità. Questa regola ha un&#8217;eccezione: Blitzblaublau. E&#8217; il mio spazzolino preferito, quello che parla e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me il rumore dello spazzolino da denti (così come quello delle scope, delle spazzole, delle setole dure in generale) ha sempre dato un fastidio incredibile. Il mio psichiatra, un ex giocatore di basket, sostiene sia dovuto alla mia ipersensibilità.</p>
<p>Questa regola ha un&#8217;eccezione: Blitzblaublau. E&#8217; il mio spazzolino preferito, quello che parla e che scrive.</p>
<p>Come i due affezionati lettori rimasti ricorderanno, Blitzblaublau ha iniziato a raccontare una storia su queste pagine, qualche tempo fa. In buona sostanza, la storia riguarda l&#8217;Italia del nord-est, la professione forense e lo sperma.</p>
<p>Non c&#8217;è nessun modo per rompere il silenzio plurimensile che continuare con la puntata due. E&#8217; in tedesco. Per chi non lo conoscesse, &#8220;Autobahn&#8221; vuol dire &#8220;autostrada&#8221;.</p>
<p>&#8212;&gt; <a href="http://www.parolecomplicate.it/archives/3544">Leggi la Puntata 1</a></p>
<p>Fenicia liebte es, begehrt zu werden. Ihren Mann hatte sie in Vicenza getroffen, als sie gerade 18 war.<span id="more-3584"></span></p>
<p>Sie trat aus einem Café, und er trat gerade aus seiner Haustüre. Er sah sie an und blieb wie angewurzelt stehen. Die Beule in seiner Hose wurde immer größer, soweit die maßgeschneiderte Hose von Ermenegildo Zegna das zuließ. Sie fuhr sich mit der Zunge über die Lippen und schaute wie gebannt auf den Kampf zwischen seiner Hose und deren Inhalt. Er machte eine Bewegung mit dem Kopf nach oben, was entweder heißen konnte, sie sollten beide hochgehen, oder aber, daß die Hose den Kampf verloren hatte, oder beides. Sie schafften es nicht bis in den 5. Stock. Geistesgegenwärtig hatte er zwischen dem Gemenge von Stoffen und Fleisch daran gedacht, eine der hölzernen Flügeltüren des Aufzuges zwischen zwei Stockwerken zu öffnen. Er kam gerade, als irgendwer von außen wütend gegen die Aufzugtüre schlug. Als sie dann oben ankamen, wurde die Aufzugtüre von einer säuerlich aussehenden Frau aufgerissen, die sie anstarrte. Er griff geistesgegenwärtig nach dem kleinen Feuerlöscher und deutete damit auf einen Fleck in Fenicias Kleid.</p>
<p>&#8220;Entschuldigen Sie bitte, wir hatten einen Brand zu löschen.&#8221;</p>
<p>&#8220;Sie wissen doch, wie wichtig es dem Vatikanischen Konzil ist, daß man Feuer löscht?&#8221;, warf sie noch hinterher, als die Frau wortlos in den Aufzug stieg.</p>
<p>Er öffnete die Wohnungstüre und machte sich sofort wieder an ihrer Wäsche zu schaffen.</p>
<p>&#8220;Guido. Guido io.&#8221; Er lachte. Sie hatten bisher noch keine Zeit gehabt, sich vorzustellen.</p>
<p>&#8220;Fenicia.&#8221; Sie fummelte an seiner Hose. &#8220;So ähnlich wie das Theater in Venedig.&#8221; Das kannte Guido zwar nicht, war ihm in diesem Moment allerdings auch egal.</p>
<p>Nach einem Jahr ihrer Ehe hatte Guido das Interesse verloren. Er war jetzt 31 und mußte das angeschlagene Unternehmen seines Vaters aufbauen. Außerdem waren keine Kinder gekommen, und das Projekt Fenicia hatte seinen Reiz verloren. Er brauchte sie aber für seine Aufträge. Nahm er sie zu Verhandlungen mit, so schien sie allein durch ihre Anwesenheit alle Schwierigkeiten aus dem Wege zu räumen, jedenfalls wenn auf der anderen Seite Männer waren. In Gesellschaft war sie die perfekte Dame, und nur, wenn sie sich bei einer Feier ab und an mit der Zunge über die Lippen fuhr hätte man vermuten können, daß sie auch noch ganz andere Qualitäten hatte.</p>
<p>Nur Nachts lebten sie und Guido fortan ihr getrenntes Leben, und beide hatten in den folgenden 12 Jahren eine Reihe von Liebhabern verschlissen.</p>
<p>Fenicia, weil sie etwas Untersättliches hatte. Schon als Kind konnte sie ihre Schenkel so aneinander reiben, daß sie einen Orgasmus bekam, ohne sich groß anzustrengen. Man konnte ihr aber nicht nachsagen, daß sie den lieben, langen Tag an Sex dachte. Überhaupt nicht. Es kam einfach über sie, im Café, im Auto, im Zug. Einmal hatte sich das Auto überschlagen, als sie einem ihrer Liebhaber auf einer kurvigen Strecke in die Hose gegriffen hatte. Männergehirne waren offenbar nicht in der Lage, gleichzeitig and Sex und Autofahren zu denken.</p>
<p>Guido war mit dem sicheren Bewußtsein aufgewachsen, daß eine Sekretärin dazu da war, alle Wünsche zu erfüllen, die einem einfallen konnten. Früher oder später, und in seinem Falle also früher, landeten sie alle auf seinem Schreibtisch. Guido war dabei überzeugt, daß sie das nur deshalb mehr oder weniger freiwillig taten, um sich Unterhaltszahlungen für mögliche Kinder zu sichern.</p>
<p>Guidos jetzige Sekretärin hieß Carolina. Sie war klein, hatte zum Ausgleich große Brüste und wenn er sie auf den Schreibtisch legte (seine bevorzugte Position im Büro), quietschte sie derart, daß sie dies wohl nur in einer katholischen Klosterschule gelernt haben konnte. Bei Pietro Aretino hätte er das bestätigt gefunden, aber von dem hatte er noch nie etwas gehört. Er war ein typischer Kleinunternehmer Norditaliens. Bodenständig, verschlagen, dickköpfig, geschäftstüchtig, phantasielos wenn es nicht ums Geschäft ging, und mit einem grenzenlosen Haß auf alle Kommunisten. Jetzt jedenfalls stand er mit heruntergelassener Hose vor seinem Schreibtisch und hatte, als er Carlina in ihrer nackten Pracht vor sich sah, die Kommunisten für einen Augenblick vergessen. Carolina machte gerade Geräusche, als würde sie von Seiner Heiligkeit heimgesucht, und Guido ging durch den Kopf, daß sein Ortungsgerät nicht anzeigte, wo seine Frau war. Wahrscheinlich hatte sie ihr Telephon ausgeschaltet. Na wenn schon. Sie würde mit ihrer neuesten Errungenschaft, einem Rechtsanwalt aus Triest, in irgendeinem Bett gelandet sein. Carolina hatte aufgehört zu quietschen und atmete jetzt nur noch schnell. Am Schreibtisch verlor man weniger Zeit, und so konnte er Carolina hinterher noch ein paar Briefe diktieren. Er schaute, ob das Kondom auch in Ordnung war. Sekretärinnen hatte völlig utopische Vorstellungen von dem Vermögen mittelständischer Unternehmer und versuchten alles, um ihr zukünftiges Leben auf seine Kosten auf die angenehmste Weise zu verbringen. Man mußte auf der Hut sein! Daß die Kinderlosigkeit seiner Ehe auch an ihm liegen konnte, kam ihm schon aus Prinzip nicht in den Sinn.</p>
<p>Im Halbschlaf spürte Alberto&#8230;</p>
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		<title>Volentieri</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 21:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Devo aver conosciuto Trieste quand&#8217;ero bambino. Mio padre, che lavorava da molti anni in una società che costruisce le sue strade, me ne parlava a cena. La dipingeva con movimenti veloci della china, raccontandomi ora di quanto era bello il mare, ora di quanto erano insopportabilmente dissacranti e ciniche e libere le persone che ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Devo aver conosciuto Trieste quand&#8217;ero bambino. Mio padre, che lavorava da molti anni in una società che costruisce le sue strade, me ne parlava a cena. La dipingeva con movimenti veloci della china, raccontandomi ora di quanto era bello il mare, ora di quanto erano insopportabilmente dissacranti e ciniche e libere le persone che ci stavano. Devo aver cominciato a parlarla, Trieste, sin da subito. La mamma, friulana e slovena per metà, e il papà, friulano e veneto per metà, hanno trovato come punto d&#8217;incontro linguistico un dialetto che sembra un triestino morbido, pulito delle zeta e reso più voluminoso con delle vocali aperte e musicali.</p>
<p>L&#8217;ho incontrata per la prima volta, Trieste, appena adulto. Scappai quasi di casa per conoscerla di nascosto. Come tutti gli incontri clandestini, fu una delle cose più belle del mondo. Di lei ricordo i colori, la luce, quell&#8217;aria strana da bomboniera demodé. Dissacrante, cinica e libera. Di lei ricordo le persone. Quelle dell&#8217;università, all&#8217;inizio. Che potrebbero starsene nella loro bomboniera a mangiare confetti e invece ti portano a casa, al carnevale, nel loro letto. Di Trieste ricordo il mio primo lavoro, il più bello di tutti. Quello che davvero me l&#8217;ha fatta conoscere, Trieste, con i suoi casini, con i suoi amori e con i suoi maestri.</p>
<p>Trieste è piena di maestri. Uno di questi, che come me l&#8217;aveva conosciuta più tardi, una sera mi disse che Trieste è una maledizione. Che una volta conosciuta e amata, poi lei ti segue. Che non si può lasciarla così. Che la sua magia ti rincorre come un&#8217;ombra, come una sirena, e tu non puoi fare altro che rimpiangerla. Mai cosa più vera. Perché quando uno si innamora del suo cinismo e della sua libertà, poi quella razionalità folle e anarcoide la ricerca un po&#8217; dappertutto. Senza mai più ritrovarla, ovvio. E senza mai capire fino in fondo se ci sono davvero ragioni valide per averla persa, o per sperare di rincontrarla.</p>
<p>Riesco ad essere lucido in tutti miei pensieri su Trieste, a parte uno: il rapporto tra la sua magia e il suo essere tendenzialmente ferma. So solo che è per la prima che mi sono fatto innamorare e per la seconda che me ne sono andato. Nient&#8217;altro. Non so se è magica (anche) perché è immobile, o se il suo essere immobile è una causa naturale della sua magia. Pensandoci, Trieste assomiglia ad una prima fidanzata adolescente. Bellissima, senza tempo, sfacciata fino al punto da non volersi accorgere che il mondo le sta cambiando attorno. &#8220;La fidanzata&#8221; è anche il titolo che avrebbe dovuto avere il libro che Beniamino Pagliaro, persona magica e libera e preziosa, <a href="http://www.triestelabelladdormentata.it/">presenta domani</a> all&#8217;Hotel Savoia, dalle 18.00. Poi il titolo si è trasformato in &#8220;Trieste, la bella addormentata&#8221;. Sul perché bella, iniziare il post da capo. Su quanto profondamente addormentata, davvero: non so cosa sperare.</p>
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		<title>Amare Giulio, quando fa così</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 15:23:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo sdegnati e preoccupati per le iniziative di cui abbiamo appreso in queste ore, di supposte liberalizzazioni che si vorrebbero introdurre artatamente nella manovra. E’ scorretto il metodo e tanto più il merito: tali norme minerebbero la difesa tecnica e provocherebbero la demolizione del sistema ordinistico e del controllo deontologico, a scapito dei cittadini e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Siamo sdegnati e preoccupati per le iniziative di cui abbiamo appreso in  queste ore, di supposte liberalizzazioni che si vorrebbero introdurre  artatamente nella manovra. E’ scorretto il metodo e tanto più il merito:  tali norme minerebbero la difesa tecnica e provocherebbero la  demolizione del sistema ordinistico e del controllo deontologico, a  scapito dei cittadini e dei professionisti più giovani che sarebbero  mandati allo sbaraglio in un mercato saturo e senza sbocchi effettivi,</em></p></blockquote>
<p><a href="http://www.consiglionazionaleforense.it/on-line/Home/AreaStampa/Comunicatistampa/articolo6917.html">tuona</a> il Consiglio Nazionale Forense.</p>
<p>Il Consiglio Nazionale di Parolecomplicate si dice commosso dall&#8217;attenzione dimostrata nei confronti dei giovani professionisti dal CNF. Tale prestigiosa assemblea, dopo aver promosso una riforma della professione forense rispetto alla quale le gilde d&#8217;altissimo medioevo sembrano tutte Istituti Bruno Leoni, ancora una volta si rende protagonista della vita pubblica ed economica italiana per il suo progressismo liberale e disinteressato.</p>
<p>I membri del Consiglio Nazionale di Parolecomplicate giurano altresì sul Codice Deontologico che voteranno centrodestra alle prossime elezioni, sol che la manovra economica in discussione al Parlamento riesca a mantenere le norme anticorporative oggetto degli strali del CNF e, non si capisce come, anche della liberalissima <a href="http://www.taxistory.it/wordpress/?p=7211">gilda dei tassisti</a>.</p>
<p>E valga il vero.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.parolecomplicate.it%2Farchives%2F3565&amp;title=Amare%20Giulio%2C%20quando%20fa%20cos%C3%AC"><img src="http://www.parolecomplicate.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Combinato indisposto</title>
		<link>http://www.parolecomplicate.it/archives/3561</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 12:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Post per giuristi. La proprietà è il diritto di godere e disporre di una cosa in modo pieno ed esclusivo. Se sono proprietario di una mela, ne posso godere (mmh) e disporre come e quando voglio. Se ho un corpo, come normalmente accade, ne sono proprietario. Posso goderne (mmh) e posso disporne, pur se con alcuni limiti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Post per giuristi.</p>
<p>La proprietà è il diritto di godere e disporre di una cosa in modo pieno ed esclusivo. Se sono proprietario di una mela, ne posso godere (mmh) e disporre come e quando voglio. Se ho un corpo, come normalmente accade, ne sono proprietario. Posso goderne (mmh) e posso disporne, pur se con alcuni limiti, in modo pieno ed esclusivo.</p>
<p>Da ieri non sono più proprietario del mio corpo. Mi è stato <a href="http://www.corriere.it/politica/11_luglio_12/biotestamento-voto-finale-camera_631e4dc4-acab-11e0-96a7-7cc3952b9d04.shtml">sequestrato preventivamente </a> da un gruppo di analfabeti, per far piacere ai preti. Il mio corpo verrà martoriato, imbottito di droghe e sondini.  Verrà stremato, a prescindere dalle sue condizioni, finché le macchine riuscirranno a far andare su e giù i miei polmoni, almeno un po&#8217;. Finché qualche persona senza cuore dirà alla stampa che posso ancora procreare. Da ieri non sono più libero di partire in pace, nonostante il dolore, neanche dopo anni di coma. Deciderà il medico, per me, anche se in vita ho detto il contrario.</p>
<p>Questa legge  non mette in discussione la proprietà (è davvero di destra, fascista, come mai potrebbe?), anzi: parte solo da un presupposto diverso in punto di titolarità. Io non sono più proprietario del mio corpo perché, come noto, il proprietario di tutti i corpi del mondo è dio. Cioè un alieno che 4.000 anni fa, secondo le ultime stime, ha creato questo mondo per ripicca nei confronti di due tizi che rubavano frutta. Essendo suo, il (mio) corpo, decide lui. O, per intercessione, il medico che avrà la sfiga di curare il suo corpo (nel senso di mio) quando sarò per le ultime.</p>
<p>Con una legge di qualche anno fa, il gruppo di analfabeti che ieri ha sequestrato il mio corpo ha anche <a href="http://giacomostucchi.blogspot.com/2006/02/legittima-difesa-vincono-i-cittadini_07.html">ampliato le maglie </a>della leg<span style="text-decoration: line-through;">g</span>ittima difesa, definendo come lecito l&#8217;uso un’arma al fine di difendere &#8220;<em>i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione</em>&#8220;.</p>
<p>Immagino che riempirmi a forza il corpo di tubi possa essere considerata un&#8217;aggressione. Immagino che, in quanto possessore del (mio) corpo di dio da almeno 28 anni, una qualche usucapione debba pur essere scattata.</p>
<p>Attenti.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.parolecomplicate.it%2Farchives%2F3561&amp;title=Combinato%20indisposto"><img src="http://www.parolecomplicate.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Che il mar si muove appena</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 22:49:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[E' una questione politica]]></category>
		<category><![CDATA[Honolulu arrivo]]></category>
		<category><![CDATA[Liberalismo e libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Sono sconvolto]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[manifesto]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[pisa]]></category>
		<category><![CDATA[porno]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Sesso]]></category>

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		<description><![CDATA[Libertà: ti ho vista dormire negli ultimi vent&#8217;anni. Non fai neanche in tempo a risvegliarti (con Giuliano e tutto il resto) che vieni subito soffocata dall&#8217;olezzo di incenso, l&#8217;orrenda puzza della sagrestia e dei sensi di colpa. Non parlo, Libertà, della nomina dell&#8217;arcielle Scola (non hanno nessun potere su di te, quelli lì): il fuoco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Libertà: ti ho vista dormire negli ultimi vent&#8217;anni. Non fai neanche in tempo a risvegliarti (con Giuliano e tutto il resto) che vieni subito soffocata dall&#8217;olezzo di incenso, l&#8217;orrenda puzza della sagrestia e dei sensi di colpa. Non parlo, Libertà, della nomina dell&#8217;arcielle Scola (non hanno nessun potere su di te, quelli lì): il fuoco che fa più male è quello che arriva dalla parte amica.</p>
<p>La prima cosa che è successa, Libertà, è <a href="http://www.corriere.it/cronache/11_giugno_23/proteste-donne-pd_70b6afc0-9d84-11e0-b1a1-4623f252d3e7.shtml">un mezzo casino</a> per un manifesto politico. Un manifesto in cui una folata d&#8217;aria alza una gonna anni &#8217;60, rosa, bellissima, ad una ragazza bellissima pure lei. Slogan: &#8220;Il vento è cambiato&#8221;. Le femministe, aizzate dal Corriere, dicono che è un manifesto da Berlusconi. Che il corpo delle donne. Che, insomma, vergogna! Che l&#8217;utero è loro. Che ci mancherebbe.</p>
<p>La seconda cosa, Libertà, è un incontro tra te e una ragazza pisana. Che, da toscana (ah, benedetta toscana), ha pensato di <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/toscana/2011/06/29/visualizza_new.html_811788053.html">girare un porno</a>. Questa ragazza, prima di incontrare te, si era iscritta ad un partito, lo stesso del manifesto del vento. Succede così che alcuni del partito, aizzati dalle femministe, a loro volta aizzate dal Corriere, dicono che è una cosa degna di Berlusconi. Che il corpo della donna. Che, insomma, vergogna! Che l&#8217;utero (anche quello della pisana) è loro. Che ci mancherebbe.</p>
<p>Libertà, non lo so che succede in questo posto strano, dove chi dovrebbe farti danzare veste i panni scuri di Torquemada e chi dovrebbe star ricurvo sui messali organizza riti orgiastici.</p>
<p>Libertà, diglielo tu a quelli del partito: che se non c&#8217;è spazio per le gonne alzate e per l&#8217;amore libero, tanto valeva riposare ancora un po&#8217;.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.parolecomplicate.it%2Farchives%2F3552&amp;title=Che%20il%20mar%20si%20muove%20appena"><img src="http://www.parolecomplicate.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Mein Mädchen ist die Autobahn #1</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 21:07:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose così]]></category>
		<category><![CDATA[Entertainment]]></category>
		<category><![CDATA[Parolecomplicate consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Mein Mädchen ist die Autobahn]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono in crisi creativa. Da un sacco di tempo. Per fortuna viaggio molto. Faccio un sacco di cose (per esempio viaggiare) e incontro un sacco di oggetti interessanti. Uno di questi è uno spazzolino da denti. Manico blu, setole rosa e bianche. Mamma, è uno spazzolino parlante! Oltre a parlare, scrive. In tedesco. Io non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono in crisi creativa. Da un sacco di tempo. Per fortuna viaggio molto. Faccio un sacco di cose (per esempio viaggiare) e incontro un sacco di oggetti interessanti. Uno di questi è uno spazzolino da denti. Manico blu, setole rosa e bianche. Mamma, è uno spazzolino parlante! Oltre a parlare, scrive. In tedesco. Io non lo parlo, il tedesco, ma mi piacciono i suoni. Blitzblitzblau (si chiama così, lo spazzolino) si è così offerto di darmi una mano a ritrovare la vena artistica, perduta da almeno tre anni in qualche posto in Cina. Mi aiuterà scrivendo delle storie. Erotiche. In tedesco. Che verranno pubblicate a puntate su parolecomplicate.</p>
<p>&#8220;Autobahn&#8221; significa &#8220;autostrada&#8221;, credo.</p>
<blockquote><p>&#8220;Alberto.&#8221; Fenicia fuhr ihm durch die blonden Locken. Das Laken war halb von seinem Körper geglitten, und er schlief fest. Nur seine regelmäßigen Atemzüge waren zu hören. <span id="more-3544"></span>Mir ihrer Hand fuhr sie leicht über seinen Körper. Er war schön und begehrenswert. Nur Geld hatte er &#8211; leider &#8211; keines, aber das hatte ihr Mann ja zu Genüge. &#8220;Avvocato&#8221;, flüsterte sie wieder, mehr zu sich selbst, und lächelte erneut. Er war ein Anwalt, wenngleich jetzt ohne Anstellung. Nachdem er dreimal morgens im Büro vor Erschöpfung eingeschlafen war &#8211; die Nächte mit Fenicia waren anstrengend -, hatte man ihm gekündigt. Egal, dachte sie bei sich, vielleicht kann ich ihn bei meinem Mann unterbringen. Irgendwo in einem Holzfuhrunternehmen mußte man doch einen Anwalt brauchen können. Oder Alberto könnte ihr bei der Scheidung helfen &#8211; aber nur, wenn sie vorteilhaft war. Besser, sie erwischte ihren Mann einmal mit diesem kleinen Flittchen aus seinem Vorzimmer, wie hieß sie gleich? Richtig, Carolina! Die paßte besser zu einem Mann, der aus Bergamo kam. Bergamo! Das mußte man sich einmal auf der Zunge zergehen lassen. Langweiliger ging es wirklich nicht. Alberto dagegen kam aus Triest. &#8220;Tri -es-te&#8221;! Sie betonte jede Silbe. Das klang so sehnsuchtsvoll, wie aus einer anderen Zeit. &#8220;Tri-es-te&#8221;!  Sie sagte es noch einmal. Es hatte einen Zauber. Sie schlug das Laken zurück und setzte sich auf. Ihr nackter Körper reflektierte ein wenig in dem großen Spiegel neben dem Bett. Sie stand auf und öffnete das Fenster. Leise schlugen die Wellen gegen die Kaimauer. Der Kanal lag ganz still im silbrigen Licht. Zwei Boote schaukelten auf dem Wasser. Fenicia ging zum Bett zurück und schaute an Alberto herab, wie er von dem Laken nur halb bedeckt wurde. Sie zog das Laken ein wenig weiter herab, aber nicht nur Alberto schien zu schlafen. Ein wenig übermütig fuhr sie mit einer Hand seinen Schenkel hoch, spielte ein wenig mit seinen Hoden (eine ästhetisch nicht ohne weiteres geglückte Laune der Natur, dachte sie sich. Wären sie im Bauch nicht besser aufgehoben gewesen?), bis sich sein Penis ein wenig aufrichtete. Sie war einen Blick auf sein Gesicht, aber Alberto schlief tief und fest. Die Neugier überkam sie. Wer weiß? Sie beugte sich herab und berührte die Penisspitze mit ihren Lippen und fuhr dann mit ihrer Zunge darüber. Sein Penis war jetzt ganz steif.&#8221;Alberto, es gibt gewisse Dinge, die erledigt werden müssen! Glaubst du, die Amerikaner bezahlen dich dafür, daß du nachts nicht ins Bett kommst und den Tag über im Dolcefarniente verbröselst?&#8221;</p>
<p>Alessandra, Partnerin in einer amerikanischen Kanzlei und nun seine Vorgesetzte, klopfte mit dem Bleistift auf die Tischplatte, auf der sich bis eben der Kopf des schlafenden Alberto befunden hatte. &#8220;Mein Problem ist nicht, daß ich nicht ins Bett komme&#8221;, hatte er antworten wollen, besann sich aber gerade noch rechtzeitig. Alessandra war gänzlich humorlos, was ganz gut zu dem Stil der Kanzlei paßte. Alessandra hörte auf, mit dem Bleistift auf den Tisch zu klopfen, was sich im übrigen so wie ihre Absätze angehört hatte, die die Treppen hinunterklapperten, und ging um den Tisch herum. Nur mit einem Male war es nicht mehr Alessandra, sondern Giulia, eine Studentin von Alberto aus Triest. Sie war groß, blond, hatte ein Engelsgesicht und war einfach wunderschön. Und nun dabei, seine Hose zu öffnen. Bevor sich Alberto der Frage widmen konnte, ob es wohl schicklich war, sich mit einer Studentin einzulassen, fiel ihm ein, daß sie einen Freund hatte, der Fussball-Spieler war. Vermutlich würde er jeden, der sich für Giulia interessierte, in den Schwitzkasten nehmen. Alberto hatte sich schon lange gefragt, warum kluge und schöne Frauen besonders häufig an zweifelhafte Typen gerieten, aber bevor er diesen Gedanken weiterverfolgen konnte, war Giulia schon unter dem Schreibtisch verschwunden, kniete sich vor ihm hin und nahm seinen Penis zwischen die Lippen. &#8220;Großartig&#8221;, dachte sich Alberto, so hatte er sich seine Kündigung durch die Kanzlei schon immer gewünscht. Jetzt bog Giulia den Kopf zurück und sah ihn mit ihren großen, braunen Augen an. &#8220;Alberto, es gibt gewisse Dinge, die erledigt werden müssen!&#8221; sagte sie ganz ernsthaft und betonte jede Silbe. Das war zuviel für Alberto. Wen Giulia so ansah, der geriet unweigerlich ins Stammeln, oder bekam einen Orgasmus. Es war Alberto in diesem Moment auch völlig gleichgültig, wohin. Auf irgendwelche Akten ratloser Patentinhaber, verklagter Markenverletzer oder direkt in den Mund von Giulia, deren Lippen halb geöffnet waren. Egal. Ihr Blick war einfach zu viel für ihn.</p>
<p>Fenicia war erstaunt. Alberto war nicht einmal aufgewacht. Sie liebte sein Sperma, wie es ihn ihren Mund schoß. Es schmeckte wie Austern, aber weniger salzig. Man sollte ein Glas Prosecco dazu servieren. Sie strich über seinen Penis und deckte ihn wieder zu, ließ ihre Hand aber da, wo es ihr interessant schien. Dann schmiegte sie sich wieder an ihn und schlief ein.  <em> </em></p>
<p><em>blitzblitzblau</em></p>
<div><em><br />
</em></div>
</blockquote>
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		<title>We are the mods</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 06:45:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[E' una questione politica]]></category>
		<category><![CDATA[Liberalismo e libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[economist]]></category>
		<category><![CDATA[fottuto]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Povera patria. Un amico mi ha concesso in comodato d&#8217;uso il suo abbonamento all&#8217;Economist per iPad, che lui non ha. Proprio ieri che avevo un attimo libero mi sono letto gli ultimi numeri. Su uno compare il presidente del consiglio italiano, seduto su una sedia bianca. Il titolo è &#8220;The man who screwed an entire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Povera patria. Un amico mi ha concesso in comodato d&#8217;uso il suo abbonamento all&#8217;Economist per iPad, che lui non ha. Proprio ieri che avevo un attimo libero mi sono letto gli ultimi numeri. <a href="http://www.economist.com/node/18805327">Su uno</a> compare il presidente del consiglio italiano, seduto su una sedia bianca. Il titolo è &#8220;The man who screwed an entire Country&#8221;. <a href="http://www.corriere.it/economia/11_giugno_09/economist-rapporto-berlusconi_efdd0980-928e-11e0-92af-982eb6e0ff41.shtml">In Italia</a> l&#8217;hanno tradotto &#8220;che ha fregato&#8221;, mentre se non ricordo male &#8220;to screw&#8221; significa &#8220;fottere&#8221;. Cioè &#8220;che ha fottuto&#8221;. Una bella differenza.</p>
<p>La tesi è stata accolta con giubilo da tutti i giornali nazionali. E&#8217; partita la macchina del fango, il tritacarne mediatico, questa volta rivolto verso an entire Country, noi. Quello che sfugge a chi posta la prima pagina dell&#8217;Economist su facebook è che se c&#8217;è uno che ha fottuto, ci sono anche gli altri che si sono lasciati fottere: noi. Che gli italiani siano fottuti è un&#8217;idea semplicistica, che non tiene conto di un sacco di sfumature e che si basa sulla pretesa superiorità morale degli inglesi. Che noi, incredibilmente, assecondiamo. Gli inglesi, con quella prima pagina, colpiscono Berlusconi per colpire gli italiani. Gli inglesi, con questi loro giornali democratici, pensano di essere gli unici depositari della verità. Pensano di vivere in un sistema perfetto, loro. Pensano di poter insegnare agli altri Paesi del mondo come governarsi.  Pensano di essere il popolo migliore del mondo. Hanno ragione.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.parolecomplicate.it%2Farchives%2F3539&amp;title=We%20are%20the%20mods"><img src="http://www.parolecomplicate.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>All right</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 14:13:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[E' una questione politica]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Sono sconvolto]]></category>

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		<description><![CDATA[Io non so che succede, qui, da un po&#8217;. Sono diventati tutti interessati alla politica, tutti attenti, tutti buoni. Uno prende il tram e tutti parlano di principi, di ambiente, di cose davvero molto belle. Noi, che si è sempre stati in minoranza, da un po&#8217; ci sembra di avere una grande famiglia. Davvero tantissimo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non so che succede, qui, da un po&#8217;. Sono diventati tutti interessati alla politica, tutti attenti, tutti buoni. Uno prende il tram e tutti parlano di principi, di ambiente, di cose davvero molto belle. Noi, che si è sempre stati in minoranza, da un po&#8217; ci sembra di avere una grande famiglia. Davvero tantissimo, proprio. Noi si sta bene, adesso. Tutti votano. E, da un giorno all&#8217;altro, votano anche bene. E&#8217; strano. E&#8217; bellissimo. Davvero. Non so che dire.</p>
<p>Non posso più lamentarmi della Moratti, ad esempio, perché c&#8217;è Giuliano. Non posso più lamentarmi dello smog, poi, perché secondo me ce n&#8217;è già di meno. Non posso più lamentarmi delle politiche ambientali, che con &#8216;sti referendum ci siamo spostati a sinistra di Lifegate Radio. Non si può neanche più parlar male del governo, che guarda come sta messo: mi sembra di infierire. Addirittura i preti. Addirittura loro, ultimamente, dicono cose di buon senso. O non dicono, che è già una bella cosa. Da Paese vero, laico. Tipo l&#8217;Emilia Romagna. Ah, l&#8217;Emilia Romagna.</p>
<p>Da un po&#8217; di tempo esco di casa per andare a lavoro e mi sembra di stare a Trento. L&#8217;altro giorno stavo passeggiando su Viale Tibaldi e mi spunta tra i piedi una pista ciclabile. Faccio un pezzo di Giambologna e vengo ombreggiato da due file d&#8217;alberi nuove di zecca. Arrivo dalle parti di Via Santa Sofia e praticamente non ci sono automobili. Solo tram. Con tramvieri simpatici. Sorridenti. Che portano persone simpatiche. Sorridenti. Democratiche. Gentili. Sensibili. Multietniche. Arrivato dalle parti di Missori, poi, e incontro una vecchia con la faccia cattiva. Diadema d&#8217;oro massiccio. Fazzoletto verde. &#8220;<em>Che vergogna, &#8216;sti referendum</em>&#8220;, mi dice. Rieccoci qui, penso sollevato. &#8220;C<em>he mi tocca scendere di casa con &#8216;sto caldo&#8221;</em>, continua,<em> &#8221;Non potevano farli insieme alle elezioni?</em>&#8220;.</p>
<p>Io non so cosa succede qui, da un po&#8217;. Non lo so davvero, ma vi avviso. Se non si ritorna ad essere tutti un po&#8217; più stronzi, io chiudo il blog.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.parolecomplicate.it%2Farchives%2F3531&amp;title=All%20right"><img src="http://www.parolecomplicate.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Referendum complicati</title>
		<link>http://www.parolecomplicate.it/archives/3525</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 09:15:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Liberalismo e libertà]]></category>
		<category><![CDATA[acuqa]]></category>
		<category><![CDATA[Liberalismo]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie a tutti per il dibattito politico, sociale, culturale e morale sulla questione acqua di cui al post  qui sotto. Grazie delle mail e delle cene, grazie delle letterine che ci sono arrivate e dei messaggi su facebook. Quanto alla redazione, qui, abbiamo pensato molto. Decisivo è stato questo post segnalato dal nostro caro Baotzebao. Spiega, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a tutti per il dibattito politico, sociale, culturale e morale sulla questione acqua <a href="http://www.parolecomplicate.it/archives/3518">di cui al post </a> qui sotto. Grazie delle mail e delle cene, grazie delle letterine che ci sono arrivate e dei messaggi su facebook.</p>
<p>Quanto alla redazione, qui, abbiamo pensato molto. Decisivo è stato <a href="http://www.jonkind.com/2011/06/09/vincenzo-io-ti-ammazzero-riflessioni-di-un-liberista-fallibile-sui-referendum-dellacqua/ ">questo post </a>segnalato dal nostro <a href="http://baotzebao.tumblr.com/">caro Baotzebao</a>. Spiega, in modo molto concreto e liberale  (per dire la qualità argomentativa, parla anche lui di Caltagirone), che la creazione di un vero mercato nel settore della fornitura idrica non ha più possibilità di quelle che ha l&#8217;Udinese di vincere la prossima Champions (cosa non possibile né auspicabile).</p>
<p>Sì a tutti e 4, insomma (e a tutti e 9, se uno vive a Milano. Anche se l&#8217;effetto serra non esiste, l&#8217;ha inventato <a href="http://www.parolecomplicate.it/archives/3325">Lifegate Radio</a>).</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.parolecomplicate.it%2Farchives%2F3525&amp;title=Referendum%20complicati"><img src="http://www.parolecomplicate.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Dell’acqua e della mia diffidenza</title>
		<link>http://www.parolecomplicate.it/archives/3518</link>
		<comments>http://www.parolecomplicate.it/archives/3518#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 10:06:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[E' una questione politica]]></category>
		<category><![CDATA[Liberalismo e libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Memorie]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
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		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[Giuliano, l&#8217;altra sera in quella Piazza Duomo da mille e una notte mi hai chiesto di andare a votare per il referendum. Io pensavo di non andarci, ma se me lo chiedi tu ci vado. Mi hai chiesto anche di votare quattro sì. Io pensavo di non andarci, ma anche se me lo chiedi tu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giuliano, l&#8217;altra sera in quella Piazza Duomo da mille e una notte mi hai chiesto di andare a votare per il referendum. Io pensavo di non andarci, ma se me lo chiedi tu ci vado. Mi hai chiesto anche di votare quattro sì. Io pensavo di non andarci, ma anche se me lo chiedi tu ci penso un attimo.</p>
<p>I quattro quesiti del referendum, Giuliano, riguardano cose molto diverse. Quello per abolire il legittimo impedimento merita un sì netto: le leggi si fanno per tutti, non per qualcuno. Lì ti seguo a ruota. Ti seguo anche su quello contro il nucleare: se fosse opportuno farlo, bisognava farlo 30 anni fa, non ora che possiamo sperare in qualcosa di meglio.</p>
<p>Quanto alle domande sull&#8217;acqua, Giuliano, non so. A me che sono un relativista la propaganda per slogan puzza un po&#8217;. L&#8217;acqua deve rimanere pubblica, mi dicono. Ma non è che adesso l&#8217;acqua non si paga. L&#8217;acqua non deve avere prezzi di mercato, mi dicono. Ma non è che adesso il prezzo lo fa la Caritas, mi sembra dalla bolletta. Io credo, Giuliano, che quanto viene gestito dal pubblico in Italia sia tutto lasciato un po&#8217; a sé stesso. Tubature che perdono, cloro che neanche alla piscina comunale, anguille che mi escono dal lavandino della cucina. Credo che invece legare la manutenzione degli impianti idrici ad interessi economici privati possa migliorare la situazione. Se la tubatura perde, chi mi dà l&#8217;acqua perde denaro. E quindi ha interesse a ripararla. Se l&#8217;acqua che mi arriva non è buona, me la faccio dare da un altro.</p>
<p>L&#8217;unico problema, Giuliano, è che in Italia non conosciamo il significato del termine &#8220;privatizzazione&#8221;. Ho paura che i &#8220;privati&#8221; che mi porteranno l&#8217;acqua saranno mezzi pubblici. Ho paura di un processo di selezione politica. Ho paura che avremo, come sempre, gli svantaggi della gestione statale uniti alle angherie delle regole di mercato.</p>
<p>In America, Giuliano, è diverso. Lì sì che l&#8217;acqua se la curano davvero, i privati. Lì sì che mettono il fuel of interest on the fire of shareholders. Pensa a quanto mi avvilisco, Giuliano, se qui il fuel of interest lo mettiamo on the fire of Caltagirone.</p>
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		<title>Quest’uomo non sta bene #2</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 17:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[E' una questione politica]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Sono sconvolto]]></category>
		<category><![CDATA[astinenza]]></category>
		<category><![CDATA[formigoni]]></category>
		<category><![CDATA[lsd]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa storia dei vestiti di Formigoni è così incredibile che ho iniziato a pensare che ci sia qualcosa sotto. Ho pensato che ci stia prendendo per il culo lui, a noi. Che lo faccia per motivi di visibilità. Ma a quel punto sarebbe stato più sensato mettersi nudo a limonare la Madonnina. E quindi no. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.parolecomplicate.it/archives/3474">Questa storia</a> dei vestiti di Formigoni è così incredibile che ho iniziato a pensare che ci sia qualcosa sotto. Ho pensato che ci stia prendendo per il culo lui, a noi. Che lo faccia per motivi di visibilità. Ma a quel punto sarebbe stato più sensato mettersi nudo a limonare la Madonnina. E quindi no. Molti dicono che sia perché è gay. Ci ho pensato: ma in linea di principio i gay hanno buongusto, lui no. Alcuni dicono sia un modo per allontanare l&#8217;aura di politico noioso, di figlio del vescovo che puzza ancora di sagrestia. Ma tra un papa boy e coloro che assumono regolarmente LSD c&#8217;è un&#8217;ampia zona grigia, in mezzo. E quindi acqua anche qui. Non riuscivo a venirne fuori. Ero disperato.</p>
<p>Poi, stamane, l&#8217;illuminazione. Le sue battaglie sulla castità. Cielle. I preti. La famiglia. L&#8217;astinenza. I suoi 64 anni. La verginità. La primavera.</p>
<p>Ha scopato.</p>
<p><a href="http://www.parolecomplicate.it/wp-content/uploads/2011/05/Formigony.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3513" title="BALLOTTAGGI: MILANO; FORMIGONI, ANDIAMO TUTTI I VOTARE" src="http://www.parolecomplicate.it/wp-content/uploads/2011/05/Formigony-300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" /></a></p>
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