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	<description>Passione per la terra, gli animali, le persone  e il &#34;fare bene&#34;</description>
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		<title>La legge sul biologico è stata approvata: ecco le novità</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2022 11:25:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La legge sul biologico finalmente è stata approvata: l’Italia, uno dei paesi in cui è più diffusa e avanzata l’agricoltura bio, ha oggi una normativa di settore che prevede varie novità ai fini di tutela e promozione. La principale novità è  l’istituzione di un marchio biologico italiano, per caratterizzare i prodotti biologici ottenuti da materia prima italiana contraddistinti dall’indicazione Biologico italiano.&#160;<a href="http://www.passione.bio/legge-biologico-2022/" class="read-more">Continua a leggere...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>legge sul biologico</strong> finalmente è stata <strong>approvata</strong>: l’Italia, uno dei paesi in cui è più diffusa e avanzata l’agricoltura bio, ha oggi una normativa di settore che prevede varie <strong>novità</strong> ai fini di tutela e promozione.</p>
<p>La principale novità è  l’istituzione di un<strong> marchio biologico italiano</strong>, per caratterizzare i prodotti biologici ottenuti da materia prima italiana contraddistinti dall’indicazione Biologico italiano.</p>
<p>Confermato inoltre il <strong>tavolo tecnico </strong>già operativo da vari anni e che comprende numerosi <strong>rappresentanti di enti e associazioni</strong> del settore. Le sue funzioni sono di controllo ed indirizzo sugli strumenti che la legge ha creato. Questo è uno dei due punti in cui ancora compare la parola “biodinamica”.</p>
<p>Il Ministero adotterà un <strong>piano d’azione nazionale per la produzione biologica e i prodotti biologici</strong>. Il piano è triennale ma verrà aggiornato tutti gli anni. Le sue funzioni principali sono quella di “favorire la conversione al metodo biologico delle imprese agricole, agroalimentari e dell’acquacoltura convenzionali, con particolare riguardo ai piccoli produttori agricoli convenzionali” e “incentivare il consumo dei prodotti biologici attraverso iniziative di informazione, formazione ed educazione, anche ambientale e alimentare, con particolare riferimento alla ristorazione collettiva”.</p>
<p>Inoltre si dovrà adottare un <strong>piano nazionale per le sementi biologiche</strong> “finalizzato ad aumentare la disponibilità delle sementi stesse per le aziende e a migliorarne l’aspetto quantitativo e qualitativo con riferimento a varietà adatte all’agricoltura biologica e biodinamica”.</p>
<p>Il tutto sarà finanziato una partita di giro che promuove il biologico caricando i costi sul convenzionale: chi fa agricoltura utilizzando i pesticidi classici, danneggiando l’ambiente, dovrà “riparare” contribuendo allo sviluppo del biologico. Secondo la legge i soldi per la gestione dei due piani d’azione, e per il marchio, verranno da un <strong>Fondo per lo sviluppo della produzione biologica</strong>. <strong>Il fondo è finanziato da un contributo del 2% del fatturato realizzato nell’anno precedente relativamente alla vendita di prodotti fitosanitari autorizzati ma considerati dannosi per l’ambiente, e dei fertilizzanti da sintesi.</strong></p>
<p>Viene poi sostenuta la <strong>ricerca sul biologico </strong>con percorsi formativi da attivare nelle <strong>università</strong> e con la destinazione alla ricerca di una quota dei fondi destinata al <strong>CNR</strong>. Parte del Fondo per lo sviluppo e la produzione biologica “è destinato al finanziamento di programmi di ricerca e innovazione”.</p>
<p>La legge sul biologico è anche una legge-quadro, cioè una norma che autorizza il Governo ad emanare decreti legislativi che andranno a modificare leggi precedenti, nel rispetto dei principi indicati. In particolare <strong>la legge invita a ridefinire</strong>, entro 18 mesi,<strong> il sistema dei controlli e delle sanzioni </strong>(queste ultime possono arrivare fino alla revoca del marchio, per chi lo usa in maniera impropria). I controlli invece andranno rafforzati per garantire maggiore trasparenza, evitare frodi e informare i consumatori, e soprattutto per “migliorare le garanzie di terzietà dei soggetti autorizzati al controllo, eventualmente anche attraverso una ridefinizione delle deleghe al controllo concesse dal Ministero”.</p>
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		<title>Biologico e biodinamico: quali sono le differenze?</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2022 11:23:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Biologico e biodinamico: due termini con la stessa radice che rappresentano però modi diversi di intendere l&#8217;agricoltura. Facciamo luce su alcuni punti fondamentali per comprendere similitudini e differenze di questi due metodi che a volte tendiamo a confondere. BIODINAMICO In Italia si è fatta strada solo negli ultimi decenni, ma non tutti sanno che l&#8217;agricoltura biodinamica è&#160;<a href="http://www.passione.bio/biologico-e-biodinamico-quali-sono-le-differenze/" class="read-more">Continua a leggere...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Biologico e biodinamico: due termini con la stessa radice che rappresentano però modi diversi di intendere l&#8217;agricoltura. Facciamo luce su alcuni punti fondamentali per comprendere similitudini e differenze di questi due metodi che a volte tendiamo a confondere.</p>
<p><strong>BIODINAMICO</strong></p>
<p>In Italia si è fatta strada solo negli ultimi decenni, ma non tutti sanno che l&#8217;agricoltura biodinamica è nata molto prima dell&#8217;agricoltura biologica. Esattamente negli anni Venti del XX secolo per opera del filosofo e scienziato tedesco Rudolf Steiner, che fondò una nuova disciplina basata sull&#8217;interconnessione tra terreno e cielo. Secondo Steiner, la fattoria è un organismo in cui le relazioni tra gli elementi che la compongono ne permettono la sopravvivenza reciproca: e quindi tutti &#8211; contadini, animali e piante &#8211; devono concorrere a fertilizzare, nutrire e mantenere in salute l’intero ecosistema.</p>
<p>Oltre ai metodi più tradizionali dell&#8217;agricoltura, la biodinamica raccoglie e si fonda su un insieme di procedure e operazioni ispirate all&#8217;antroposofia, all&#8217;astrologia, che mischiano valori filosofici con credenze sulle influenze astrali, con elementi come l&#8217;omeopatia e con principi esoterici. I princìpi dell&#8217;agricoltura biodinamica sono la biodiversità e la rotazione delle colture, l’osservazione delle fasi lunari e dei cicli planetari nella semina e nella coltivazione, l&#8217;utilizzo di &#8220;preparati&#8221;, cioè compost biodinamici autoprodotti per la concimazione, e il divieto di utilizzare prodotti chimici.</p>
<p>Tornata in voga alla fine degli anni Quaranta, l&#8217;agricoltura biodinamica è regolata oggi dall&#8217;associazione Demeter, l&#8217;unica in grado di fornire un marchio commerciale ai prodotti ottenuti seguendo le linee guida dell&#8217;agricoltura biodinamica. Per concedere questo marchio i prodotti devono essere innanzitutto biologici e anche biodinamici.</p>
<p>In anni più recenti sono nate altre aziende che riconoscono e danno il marchio di biodinamico anche ad altri prodotti che non hanno come requisito essenziale quello di essere anche biologici.</p>
<p><strong>BIOLOGICO</strong></p>
<p>L&#8217;agricoltura biologica deriva dall&#8217;idea iniziale del biodicamico ma a differenza di quest&#8217;ultimo è regolata da norme approvate e aggiornate dall&#8217;Unione Europea che disciplinano la produzione, la distribuzione e la commercializzazione dei prodotti bio.</p>
<p>Questo tipo di agricoltura mira a ridurre l&#8217;impatto ambientale basandosi sulla produzione in maniera naturale e con i seguenti obiettivi:</p>
<ul>
<li>usare l&#8217;energia e le risorse naturali in maniera responsabile;</li>
<li>mantenere la biodiversità;</li>
<li>conservare gli equilibri ecologici regionali;</li>
<li>migliorare la fertilità del suolo;</li>
<li>mantenere la qualità delle acque.</li>
</ul>
<p>Un prodotto agricolo biologico deve essere coltivato su terreni lontani da fonti di contaminazione, come autostrade e fabbriche, senza l’utilizzo di prodotti chimici di sintesi come fertilizzanti, diserbanti e insetticidi; e, nel caso di prodotti di origine animale, deve provenire da bestiame nutrito con mangime non trattato chimicamente, senza l&#8217;uso di antibiotici, ormoni o altri stimolanti della crescita. Solo gli alimenti che rispettano questi paletti possono ottenere il bollino Bio ed essere venduti come tali.</p>
<p>Il metodo biologico inoltre si basa su canoni facilmente misurabili con un approccio scientifico, con criteri ben definiti sull&#8217;uso di determinati mezzi tecnici, l&#8217;adozione di certe pratiche colturali, la valutazione dei limiti dell&#8217;uso di determinati mezzi tecnici, l&#8217;adozione di certe pratiche colturali, la valutazione dei limiti dell&#8217;uso di certe sostanze, tutti elementi che possono essere documentati tramite osservazioni sperimentali.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>From Farm to Fork: la filosofia a filiera corta di Pedrazzoli</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2022 09:37:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Salumificio Pedrazzoli nasce dal sogno di Arnaldo Pedrazzoli, figlio d’arte di una famiglia di norcini, che nel 1951 fondò l’azienda a San Giovanni del Dosso, un piccolo paese della Pianura Padana. Oggi l’impresa è guidata dai suoi eredi che portano avanti l’impresa con dedizione ed uno sguardo sempre rivolto alle sfide del futuro. Come nel 1996,&#160;<a href="http://www.passione.bio/from-farm-to-fork-la-filosofia-a-filiera-corta-di-pedrazzoli/" class="read-more">Continua a leggere...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Salumificio Pedrazzoli</strong> nasce dal sogno di Arnaldo Pedrazzoli, figlio d’arte di una famiglia di norcini, che nel 1951 fondò l’azienda a San Giovanni del Dosso, un piccolo paese della Pianura Padana.</p>
<p>Oggi l’impresa è guidata dai suoi eredi che portano avanti l’impresa con dedizione ed uno sguardo sempre rivolto alle sfide del futuro. Come nel 1996, quando da un’intuizione della giovane <strong>Elisa Pedrazzoli</strong>, pronipote di Arnaldo, nacque la <strong>prima linea di salumi biologici prodotta in Italia</strong>, <a href="https://bottegapedrazzoli.it/collections/primavera-bio" target="_blank"><strong>PrimaVera Bio</strong></a>.<br />
<em>L&#8217;azienda ha una filiera corta e a ciclo chiuso, un modo di concepire la produzione <strong>from farm to fork</strong> che predilige la sostenibilità ambientale e la sicurezza alimentare.</em></p>
<p>Salumificio Pedrazzoli possiede dieci allevamenti situati nei territori tra Lombardia ed Emilia Romagna. In queste aziende agricole il benessere animale, la sostenibilità ed il controllo di filiera sono garantiti grazie al disciplinare biologico che prevede di allevare pochi capi, liberi di muoversi all’interno e all’esterno delle stalle, di auto produrre tramite coltivazione i foraggi per gli animali senza l’utilizzo di pesticidi o fertilizzanti chimici e di non utilizzare in maniera preventiva antibiotici e farmaci veterinari, preferendo al loro posto medicinali omeopatici che hanno un impatto minore sui suoli concimati con il letame del bestiame.</p>
<p>Nel 2013 e nel 2016, proprio per l&#8217;impegno nella gestione degli allevamenti, l&#8217;azienda ha ricevuto da <strong>Compassion in World Farming</strong> (CIWF), l’associazione internazionale che si occupa della tutela del benessere degli animali nell’industria alimentare, il Premio GOOD PIG, dimostrando a tutto il settore suinicolo come sia possibile coniugare esigenze produttive e benessere dei capi allevati.</p>
<p>La materia prima è  lavorata nello stabilimento produttivo dove i salumi vengono preparati e fatti cuocere o stagionare. Con la creazione del nuovo reparto dedicato all’affettamento, dove si preparano le vaschette di salumi PrimaVera Bio, è stato infine completato il ciclo produttivo che permette di tracciare il prodotto dall’allevamento alla tavola.</p>
<p>Salumificio Pedrazzoli ha inoltre applicato il concetto di filiera corta anche alla preparazione dei salumi, prodotti in maniera artigianale, seguendo ricette della tradizione e svolgendo una ricerca costante per ottenere prodotti privi di sofisticazioni e sempre più vicini alla Natura. Nel corso del tempo con PrimaVera Bio, Salumificio Pedrazzoli è riuscito a produrre salumi privi di conservanti, derivati del latte e senza glutine, prodotti che per le loro caratteristiche sono entrati a fare parte di una nuova linea denominata <strong><a href="https://bottegapedrazzoli.it/collections/all/zeroaggiunti" target="_blank">ZeroAggiunti</a>.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Perché a Natale dovremmo scegliere il biologico</title>
		<link>http://www.passione.bio/perche-a-natale-dovremmo-scegliere-il-biologico/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2021 14:54:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Perché regalare biologico a Natale? Scegliere biologico significa supportare i piccoli produttori locali che investono passione, tempo ed energie nel creare prodotti ecosostenibili nel pieno rispetto dell&#8217;ambiente. Se siete ancora indecisi vi spieghiamo in pochi semplici punti perché questo Natale dovreste regalare dei prodotti biologici&#8230; Certificazione Biologica: una sicurezza Un&#8217;azienda che si dedica alla produzione&#160;<a href="http://www.passione.bio/perche-a-natale-dovremmo-scegliere-il-biologico/" class="read-more">Continua a leggere...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Perché regalare biologico a Natale? Scegliere biologico significa supportare i piccoli produttori locali che investono passione, tempo ed energie nel creare prodotti ecosostenibili nel pieno rispetto dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Se siete ancora indecisi vi spieghiamo in pochi semplici punti perché questo Natale dovreste regalare dei prodotti biologici&#8230;</p>
<p><strong>Certificazione Biologica: una sicurezza</strong></p>
<p>Un&#8217;azienda che si dedica alla produzione biologica risponde a regolamenti dell&#8217;Unione Europea ed è sottoposta a rigidi controlli che passano in rassegna tutta la filiera. Per questo prima di acquistare un  prodotto biologico assicurati che sulla confezione sia presente la foglia verde che rappresenta la certificazione biologica europea.</p>
<p><strong>Allevamenti e benessere animale</strong></p>
<p>Negli allevamenti biologici gli animali sono liberi di pascolare in spazi ampi e svolgere i loro naturali comportamenti, vengono alimentati con mangimi coltivati a loro volta secondo metodo biologico e non vengono somministrati loro antibiotici o ormoni. In questo tipo di allevamenti, inoltre, vengono effettuati numerosi controlli che verificano tutto il processo produttivo con ispezioni e analisi.</p>
<p><strong>Prodotti Naturali</strong></p>
<p>Scegliere bio significa scegliere di rispettare la natura con prodotti per creare i quali non sono stati usati pesticidi o fertilizzanti chimici che danneggiano suolo e biodiversità.</p>
<p><strong>Supportare le piccole attività</strong></p>
<p>La maggior parte delle aziende biologiche sono di piccole dimensioni e non hanno una produzione intensiva, non puntano al prezzo più basso ma sono attente alla qualità del dettaglio.</p>
<p><strong>Una scelta di benessere</strong></p>
<p>Scegliere prodotti biologici significa prendersi cura della propria salute con prodotti poco raffinati e più che mai naturali. Fare un regalo bio vuol dire augurare benessere alla persona che lo riceve.</p>
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		<title>Stop alle gabbie negli allevamenti europei entro il 2027</title>
		<link>http://www.passione.bio/stop-alle-gabbie-negli-allevamenti-entro-il-2027/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2021 10:01:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 30 giugno la Commissione Europea ha scelto di adottare una decisione storica: vietare entro il 2027 l’uso delle gabbie all’interno degli allevamenti. Attraverso un’eliminazione graduale ma totale a partire da una proposta legislativa da formulare entro il 2023, l’obiettivo è quello di eliminare questa pratica introducendo anche nuove regole e standard per i prodotti importati&#160;<a href="http://www.passione.bio/stop-alle-gabbie-negli-allevamenti-entro-il-2027/" class="read-more">Continua a leggere...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 30 giugno la Commissione Europea ha scelto di adottare una decisione storica: <strong>vietare entro il 2027 l’uso delle gabbie all’interno degli allevamenti. </strong></p>
<p>Attraverso un’eliminazione graduale ma totale a partire da una proposta legislativa da formulare entro il 2023, l’obiettivo è quello di eliminare questa pratica introducendo anche nuove regole e standard per i prodotti importati che siano equivalenti a quelli dell’Unione europea.</p>
<p>Questa decisione è il risultato di un movimento di sensibilizzazione basso creato dai Cittadini Europei (ICE) e iniziato nel 2018 con la petizione <em><strong><a href="https://europa.eu/citizens-initiative/initiatives/details/2018/000004_it" target="_blank">End the Cage</a></strong></em>, firmata da 1,4 milioni di cittadini europei, contrari all’impiego delle gabbie negli allevamenti, è stata consegnata alla Commissione a ottobre 2020. <strong>Si tratta della prima ICE di successo a favore degli animali negli allevamenti, nonché la terza ICE nella storia europea per numero di firme raccolte.</strong></p>
<p>La campagna, sostenuta dal lavoro di inchiesta di 170 Ong europee, di cui 21 italiane, ha avuto un impatto potente sull’opinione pubblica e sulle istituzioni. <strong>Le inchieste hanno raccontato la sofferenza di polli, galline, scrofe, vitelli, conigli, anatre e quaglie che vivono in gabbie in cui non possono compiere i movimenti più naturali sviluppando così malattie (curate con l&#8217;uso massiccio di antibiotici), comportamenti aggressivi e stress, anche a causa del sovraffollamento forzato a cui sono sottoposti.</strong></p>
<p>Negli ultimi anni in Europa è aumentata la sensibilità verso i temi etici legati al cibo, è cresciuta l&#8217;empatia verso le specie animali che abitano il nostro pianeta e <strong>la necessità di Paesi come l&#8217;Italia di ridurre drasticamente il consumo di carne in maniera significativa perché non sostenibile sia per la salute sia per la sopravvivenza degli ecosistemi.</strong></p>
<p>Dopo l&#8217;audizione del 15 aprile al Parlamento Europeo, 101 membri dello stesso Parlamento hanno inviato una lettera alla Commissione Europea dimostrando sostegno all&#8217;iniziativa e chiedendo la graduale eliminazione dell&#8217;uso delle gabbie negli allevamenti in Europa.</p>
<p>La Commissione ha dichiarato che presenterà per il 2023 una proposta di legge per tutelare le varie specie animali oggetto di allevamento intensivo con il programma di metterle al bando nel 2027.</p>
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		<title>&#8220;La Mamma Bio&#8221; intervista Elisa Pedrazzoli</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 11:48:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Amalia Buono, biologa e fondatrice del blog La Mamma Bio intervista Elisa Pedrazzoli, due chiacchiere sui valori del biologico, sul settore dei salumi e sulla nostra linea PrimaVera Bio. Guarda la video intervista con La Mamma Bio]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Amalia Buono, biologa e fondatrice del blog <a href="https://www.lamammabio.it/" target="_blank">La Mamma Bio</a> intervista Elisa Pedrazzoli, due chiacchiere sui valori del biologico, sul settore dei salumi e sulla nostra linea PrimaVera Bio.</p>
<p><a href="https://youtu.be/91Nrp2MqIiw">Guarda la video intervista con La Mamma Bio</a></p>
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		<title>Se carne dev’essere, che sia buona in tutti i sensi</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2020 11:57:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La filiera della carne sta attraversando una fase particolare, caratterizzata da grandi cambiamenti e con consumatori sempre più consapevoli, che spingono la filiera a rispettare valori come sostenibilità e qualità, di tutta la catena di produzione. La FAO prevede che il consumo di carne nel 2020 diminuisca di quasi il 2% a causa della pandemia.&#160;<a href="http://www.passione.bio/se-carne-devessere-che-sia-buona-in-tutti-i-sensi/" class="read-more">Continua a leggere...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La filiera della carne sta attraversando una fase particolare, caratterizzata da grandi cambiamenti e con consumatori sempre più consapevoli, che spingono la filiera a rispettare valori come sostenibilità e qualità, di tutta la catena di produzione.</p>
<p>La FAO prevede che il consumo di carne nel 2020 diminuisca di quasi il 2% a causa della pandemia. Il mercato nostrano della carne, invece secondo l’ultimo rapporto Ismea, l’ente che studia i comparti agroalimentari italiani, patisce una forte contrazione della produzione di carne bovina, che tocca il 13,6% (nei primi sei mesi dell’anno), una riduzione di quella suina, intorno al 20% e una tenuta delle carni di pollo che rimane ai livelli del 2019. Diversa e opposta la situazione nel mercato più ristretto delle carni di qualità e certificate. Quelle che rispettano i disciplinari bio, ad esempio hanno avuto una crescita complessiva rilevante, del 66% rispetto all’anno precedente, sempre secondo ISMEA.</p>
<p>Quali sono le ragioni di questi spostamenti di consumi? Deviazioni della società del benessere e dell’opulenza, direbbero alcuni. Altri, più saggiamente sostengono che sia il segno di una società che sta cambiando, soprattutto nella fascia più giovane della popolazione. La carne sta diventato un prodotto da rispettare e da mangiare saltuariamente, anche per contenerne l’impatto ambientale. Scelte che vanno di pari passo a nuovi concetti come il benessere animale che si pone l’obiettivo di far rispettare quelle bestie che da secoli ci forniscono il sostentamento.</p>
<p>Il Bio è stato considerato inizialmente come un fenomeno per pochi adepti ma con l’allargarsi di domanda e offerta e la discesa dei prezzi, si è assistito all’allargamento della base che ha portato i prodotti bio sino nella grande distribuzione organizzata; prima con poche referenze, poi con interi reparti.</p>
<p>L’allargamento dei consumatori porta con se anche l’allargamento dei prodotti, così dalla frutta e la verdura si arriva anche alla carne: «Quando facevamo promozione dei nostri prodotti nelle catene specializzate delle grandi città nei primi anni 2000 avevamo spesso contestazioni da parte di gruppi vegani e vegetariani, che mal tolleravano la presenza di proteine animali in questi luoghi», racconta Elisa Pedrazzoli, che guida con la famiglia l’omonimo salumificio, che è tra i pochi che ha scelto di allevare e commercializzare maiali con certificazione Bio.</p>
<p>Così il Biologico oggi è divenuto un fenomeno di massa, con oltre 80.000 operatori del settore coinvolti quasi 2.000.000 ettari, certamente non più una produzione di nicchia, riservata ad un pubblico danaroso e selezionato.</p>
<p>Oggi i consumatori sono più spesso i millennials e giovanissimi; sono loro i nuovi influencer del cibo che stanno spingendo le proprie famiglie, e tutto il sistema food a variare i propri schemi e offrire valori diversi.</p>
<p>Insomma, il nostro consumatore davanti al frigo comincia a capire la qualità intrinseca in un prodotto certificato ed è disposto ad accettare per questo, un livello di prezzo più alto, ma la storia gli va raccontata e anche bene.</p>
<p>(leggi l&#8217;articolo completo di Luca Milanetto qui: https://www.linkiesta.it/2020/12/filiera-carne-come-scegliere-migliore-sostenibile/</p>
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		<title>Ricetta Amatriciana Bio</title>
		<link>http://www.passione.bio/ricetta-amatriciana-bio/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2020 13:44:36 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Biologico]]></category>
		<category><![CDATA[Gourmet]]></category>
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		<description><![CDATA[L’Amatriciana è il piatto simbolo che deve la sua denominazione alla tradizione gastronomica di Amatrice, piccola cittadina in provincia di Rieti. Una ricetta dalle origini contadine a base di guanciale amatriciano e formaggio pecorino. Identificata ormai come primo piatto tipico anche della cucina romana e, in generale, laziale, è fra i piatti italiani più conosciuti&#160;<a href="http://www.passione.bio/ricetta-amatriciana-bio/" class="read-more">Continua a leggere...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’Amatriciana è il piatto simbolo che deve la sua denominazione alla tradizione gastronomica di Amatrice, piccola cittadina in provincia di Rieti. Una ricetta dalle origini contadine a base di guanciale amatriciano e formaggio pecorino.</p>
<p>Identificata ormai come primo piatto tipico anche della cucina romana e, in generale, laziale, è fra i piatti italiani più conosciuti e cucinati in assoluto.</p>
<p>In questo articolo vi diamo la ricetta per preparare un condimento all’Amatriciana con ingredienti biologici!</p>
<p><strong>INGREDIENTI per 4 persone:</strong></p>
<ul>
<li>100g di <strong>Guanciale Amatriciana al pepe nero PrimaVera</strong> (lo trovi su <a href="https://www.bottegapedrazzoli.it/categoria-prodotto/primavera-bio/" target="_blank" rel="noopener">bottegapedrazzoli.it</a>)</li>
<li>400g di pomodori pelati bio</li>
<li>75g di pecorino romano bio grattuggiato</li>
<li>50ml di vino bianco bio</li>
<li>1 peperoncino bio</li>
<li>sale fino qb</li>
<li>olio evo bio qb</li>
</ul>
<p><strong>PREPARAZIONE</strong></p>
<p>Se hai scelto il <strong>Guanciale Amatriciana al pepe nero PrimaVera </strong>intero<strong>,</strong> elimina la cotenna e taglialo a fette di circa 1 cm di spessore; riduci le fette a listarelle di circa mezzo centimetro. Se invece hai scelto il formato vaschetta il guanciale sarà già tagliato a fatte della giusta forma e spessore.</p>
<p>A questo punto scalda una padella, aggiungi il guanciale ed il peperoncino intero; falli rosolare a fiamma bassa per 7-8 minuti fino a che il grasso non sarà diventato trasparente e la carne croccante; mescola spesso facendo attenzione a non bruciarlo. Quando il grasso si sarà sciolto, sfuma con il vino bianco, alza la fiamma e lascia evaporare.</p>
<p>Trasferisci le listarelle di guanciale in un piatto e tienile da parte, versa nella stessa padella i pomodori pelati: sfilacciali con le mani direttamente all’interno del fondo di cottura, prosegui la cottura del sugo per circa 10 minuti. Trascorso questo tempo elimina il peperoncino dal sugo, unisci le listarelle di guanciale in padella e mescola per amalgamare.</p>
<p>Una volta cotta la pasta, scolala ed uniscila direttamente nella padella con il sugo. Saltala molto velocemente per amalgamarla bene al condimento, se gradisci la pasta al dente puoi spegnere il fuoco, altrimenti versa poca acqua della pasta per proseguire la cottura. Per finire spolverizza con il pecorino grattugiato.</p>
<p><strong>Consigli ed errori da evitare:</strong></p>
<ul>
<li>Togli sempre la parte con il pepe dal guanciale, in cottura rilascia note amare</li>
<li>Non aggiungere nessun grasso alla padella</li>
<li>Non alzare mai troppo la fiamma per non bruciare il guanciale</li>
<li>Aggiungete il pecorino solo dopo aver spento il fuoco</li>
</ul>
<p><strong>Quale tipo di pasta è meglio utilizzare?</strong></p>
<p>Non c’è una regola, molto dipende dal gusto personale. Il <strong>bucatino</strong> è sicuramente l’abbinamento più classico, una pasta lunga che raccoglie bene questo tipo di condimento, ma se preferisci la pasta corta allora potresti optare anche per <strong>rigatoni o penne</strong>.</p>
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		<title>Nuove iniziative green per il futuro di Pedrazzoli</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2020 11:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Passione bio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Biologico]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera Bio]]></category>
		<category><![CDATA[allevamento biologico maiali]]></category>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni la nostra azienda si è impegnata per sviluppare comportamenti e soluzioni innovative nel segno del rispetto per l&#8217;ambiente, sforzi che si sono concretizzati nella certificazione UNI EN ISO 140001:2015  tramite la quale abbiamo stabilito la nostra green mission. Per migliorare l&#8217;efficienza energetica del nuovo reparto di affettamento attualmente in costruzione, lo stabilimento è stato&#160;<a href="http://www.passione.bio/nuove-iniziative-green-per-il-futuro-di-pedrazzoli/" class="read-more">Continua a leggere...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>Negli ultimi anni la nostra azienda si è impegnata per sviluppare comportamenti e soluzioni innovative nel segno del rispetto per l&#8217;ambiente, sforzi che si sono concretizzati nella certificazione <strong>UNI EN ISO 140001:2015 </strong> tramite la quale abbiamo stabilito la nostra <em>green mission</em><i>.</i></div>
<div></div>
<div>Per migliorare l&#8217;efficienza energetica del nuovo reparto di affettamento attualmente in costruzione, lo stabilimento è stato dotato di un <strong>impianto di cogenerazione alimentato a gas naturale</strong> che permetterà di ridurre i consumi e le emissioni di anidride carbonica.</div>
<div></div>
<div>Non solo, <strong>le vaschette che conterranno i salumi affettati prodotti nel nuovo stabilimento saranno monopolimero e quindi riciclabili al 100%, un&#8217;iniziativa ecosostenibile che segue quella del</strong> <strong>packaging riciclabile e compostabile dei salamini PrimaVera Bio</strong> (leggi <strong><a href="/?p=26672" target="_blank" rel="noopener">qui </a>l&#8217;articolo) volta a portare anche nelle case dei consumatori la nostra filosofia <em>green</em>.</strong></div>
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		<title>Le tendenze di acquisto durante il lockdown premiano il bio</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2020 13:38:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non solo boom di farine, lieviti e alimenti a lunga conservazione, il periodo di isolamento forzato causato dalla pandemia ha portato ad un aumento della domanda di alimenti biologici in Italia. L&#8217;emergenza sembra infatti aver sensibilizzato i consumatori che hanno preferito premiare qualità e sicurezza alimentare scegliendo inoltre filiere controllate e locali per sostenere la&#160;<a href="http://www.passione.bio/le-tendenze-di-acquisto-durante-il-lockdown-premiano-il-bio/" class="read-more">Continua a leggere...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Non solo boom di farine, lieviti e alimenti a lunga conservazione, il periodo di isolamento forzato causato dalla pandemia ha portato ad un aumento della domanda di alimenti biologici in Italia.</p>
<p>L&#8217;emergenza sembra infatti aver sensibilizzato i consumatori che hanno preferito premiare qualità e sicurezza alimentare scegliendo inoltre filiere controllate e locali per sostenere la produzione nazionale.</p>
<p>Alcuni dati interessanti sono emersi da uno studio commissionato a Nielsen da AssoBio (<a href="https://www.assobio.it/2020/04/17/assobio-in-collaborazione-con-nielsen-forte-crescita-per-il-biologico-anche-in-tempo-di-covid-19/" target="_blank">qui il comunicato stampa</a>) secondo il quale l&#8217;incremento degli acquisti di prodotti biologici in questo periodo è stato del 28,8%, una crescita che porta alcuni prodotti in competizione con quelli di grandi marche tradizionali.</p>
<p>Nonostante un diffuso peggioramento delle condizioni psico-fisiche della popolazione, i consumatori sembrano aver scelto di portare in tavola prodotti salutari per combattere una situazione di stress mai affrontata finora.</p>
<p>A coadiuvare questa tendenza a favore del bio sembra essere stato anche il repentino cambiamento delle abitudini gastronomiche, con un aumento del tempo passato in casa e delle occasioni per preparare piatti e sperimentare nuove ricette con prodotti freschi e sani.</p>
<p>Le linee guida della spesa degli italiani non sembrano però essere state dettate unicamente dalla ricerca di prodotti meno raffinati, privi di sostanze nocive e chimiche, ma anche da una richiesta di sostenibilità trasversale che da una filiera corta e rispettosa del benessere di animali, natura e territorio fino ad un packaging ecologico, riciclato e riciclabile se non addirittura zero waste.</p>
<p>Un trend che rappresenta un riconoscimento per un settore sempre in prima linea nella difesa dei valori fondanti della sua filosofia come quello del biologico, impegnato non solo nel promuovere salubrità e trasparenza dei prodotti consumati quotidianamente ma anche nell&#8217;incoraggiare un mercato sostenibile per il pianeta Terra.</p>
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