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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2enclosuresfull.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"><channel><title>Per Aspera ad Astra il vero blog su Facebook - Feisbuc</title><link>http://www.perasperaadastra.org/</link><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/perasperaadastrablog" /><description>Feisbuc, il blog che cerca di analizzare dall'interno le dinamiche del mondo Facebook, le sue linee di tendenza, i suoi difetti, le risorse. Un racconto quotidiano della rete complessa che è Facebook e che tutti contribuiamo a scrivere.</description><language>en</language><managingEditor>noreply@blogger.com (Ale)</managingEditor><lastBuildDate>Sat, 25 Feb 2012 06:37:03 PST</lastBuildDate><generator>Blogger http://www.blogger.com</generator><openSearch:totalResults xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/">57</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/">1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/">25</openSearch:itemsPerPage><feedburner:info xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" uri="perasperaadastrablog" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><media:keywords>cinema,mouvie,culture,politics,oroscope,Post,it,news,notizie,italia,cultura,politica,sessualità,sexuality</media:keywords><media:category scheme="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd">Society &amp; Culture</media:category><itunes:owner><itunes:email>perasperablog@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:keywords>cinema,mouvie,culture,politics,oroscope,Post,it,news,notizie,italia,cultura,politica,sessualità,sexuality</itunes:keywords><itunes:subtitle>Il blog che parla di tutto per tutti</itunes:subtitle><itunes:summary>Blog su cultura, politica, comicità, oroscopo, cinema, sessualità.</itunes:summary><itunes:category text="Society &amp; Culture" /><item><title>Enrico Ruggeri e i diritti d'autore - Post-it del 24/2 by Insurrecto</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/enrico-ruggeri-e-i-diritti-dautore-post.html</link><category>Post-it</category><category>Insurrecto</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Fri, 24 Feb 2012 01:48:51 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-1335346477313897689</guid><description>Leggevo oggi un'assurda menata di Enrico Ruggeri che si lamentava perché il suo ultimo album, pur tanto celebrato dagli amici su Facebook e su Twitter, stava in realtà vendendo poco e comunque meno rispetto alle aspettative. Come una donnetta isterica se la prendeva con i vari programmi di file-sharing che, a suo dire, impedivano a lui e al suo discografico di mettersi al pizzo un po' di quattrini. Sorvolando sulla qualità delle opere di Ruggeri che azzecca una canzone ogni cento, a patto che non la canti lui, la vicenda mi ha fatto pensare ad un argomento che mi sta molto a cuore e che è quello dei diritti d'autore.&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;Più in generale sono anni che ho una convinzione bella chiara (ne ho una manciata e questa è una di quelle) e riguarda il perverso ancoraggio di certi mestieri e professioni alla corresponsione di denaro. Mi spiego: ci sono professioni che si sceglie di fare per il gusto di farle, per l'onore di farle, per la soddisfazione degli esiti che esse producono. Da quando l'esercizio di certe professioni è stato quantificato nel riconoscimento di somme di denaro crescenti, questa equazione perversa ha cambiato le professioni stesse ed ha inoculato un virus che alla lunga le ha uccise. Mi spiego ancora meglio: fare il medico è e deve essere, per restare una professione sana e pura, una missione in sé. Si deve svincolare la maggiore competenza, la specializzazione, dalla prospettiva di ricavarne più denaro. Perché da quel momento in poi si smette di essere attori di una missione (quella di alleviare pene e dolori agli altri) ma si diventa imprenditori che scelgono strade giuste, pazienti giusti, e gli stessi pazienti non sono più un fine ma un mezzo per raggiungere determinati traguardi ed introiti. In questo quadro la scelta di un farmaco anziché un altro obbedisce ad altre logiche che non sono quelle della salute reale del paziente, il suggerimento di un collega obbedisce alle regole di cordata e di convenienza e non di capacità, ecc. Stessi discorsi si potrebbero fare per moltissime altre categorie: veterinari, avvocati, ovviamente uomini che fanno politica, e naturalmente artisti. Per tutti io penserei ad un bello stipendio fisso medio, un po' come quello degli insegnanti o dei poliziotti. Pensa come si pervertirebbe una missione come quella del poliziotto se fosse un libero imprenditore che prende più soldi in funzione della gente che arresta. Quindi stipendio medio fisso. Punto. Nessun incentivo a scalare o cagate varie. L'incentivo è nella professione stessa, se lo trovano, altrimenti fanno altro. Sai quanti perderebbero il "sacro fuoco"? Tanti baroni della medicina, tanti cantanti, tanti cineasti, tanti scrittori. Sull'arte il denaro ha creato una vera e propria piaga. Si fanno canzoni pensando al pubblico. Si scrivono testi pensando al pubblico. Ruggeri misura la riuscita del suo album sul numero delle vendite. E' una perversione. Ma la perversione è nella sua testa. Se lo vendi un album è perché l'hai spinto a Sanremo, perché sei una bella fica, perché sei un cantante che in quel dato momento va di moda, perché hai creato un prodotto (senti come suona da schifo? Sembra un deodorante) orecchiabile, perché arrivi a tutti (e si studiano a tavolino certe strategia di merda). Non perché un'opera è bella. Perché è un'opera commerciale. Commerciale è una di quelle parole che il capitalismo ci ha ficcato un po' dovunque e, come un cancro silenzioso, ha rovinato arti e mestieri. Il diritto d'autore è una stitichezza dell'anima, è un'avarizia del cuore. Il capitalismo ci ha inflitto certe miserie. Sarebbe ora di cambiarle.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-1335346477313897689?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-24T10:48:51.833+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">4</thr:total></item><item><title>Facebook a La Sapienza [Blog FEISBUC] by Kali</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/facebook-la-sapienza-blog-feisbuc-by.html</link><category>Facebook</category><category>Feisbuc</category><category>Kali</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Fri, 24 Feb 2012 00:01:52 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-6164095650540493148</guid><description>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Oggi voglio utilizzare la scrittura a fini prettamente terapeutici, trovandomi nella sconcertante situazione della studentessa universitaria che si trova, tra capo e collo, con due esami da fare. Quindi ansia, paranoie, malanni immaginari, riti satanici pre-esame e chi più ne ha più ne metta. La penna di sempre, la borsa di sempre, la strada di sempre, il viola rigorosamente abolito, abbassare gli occhi davanti alla grande Minerva in segno di riverenza verso la divinità, le mani sudate e il ricordo lontano di una doccia fatta chissà quanto tempo fa, da quando ho scoperto che non lavarsi è terapeutico per corpo e mente, almeno&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;in certe circostante, tipo la depressione cronica. Non che sia il mio caso, però meglio tentarle tutte.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Insomma, dopo circa sette anni di università, una sessantina di esami all’attivo, una tesi di laurea pesante quanto un foratino di cemento armato (nel senso che pesa proprio quanto un foratino, con le sue 473 pagine),&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;quattro esami da fare ancora, un’altra tesi e ulteriori contributi universitari da versare (perché ovviamente non bastano le tasse, ma bisogna anche pagare per fare una tesi), mi sento esausta. Certo, il grosso è fatto, almeno in teoria, bisogna vedere in pratica poi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;A parte questo e a parte le turbe mentali mie personali, volevo un attimo fare una riflessione sul mondo universitario e capire, quanto il mondo della rete e di Facebook, ci abbiano dato una mano a migliorare le cose. Perché secondo me, una mano ce l’hanno data eccome. Per fare questo, però, dovrei ripercorrere un po’ la mia vita di studentessa e fare qualche considerazione sul caso a partire dalla mia reale situazione. Io penso che comunque, finita l’università, mi ritroverò a svegliarmi, nel cuore della notte, sudata, con un’aritmia cardiaca, in preda ad incubi ricorrenti del tipo che ho perso il treno, che mi bocciano a un esame, con professori che hanno le fattezze di mostri deformi e io che sono un microscopico insetto o roba simile. Vabbè poi vediamo come la pensa la dottoressa Mary in proposito. Insomma, la mia vita universitaria non è stata poi tanto facile. Ad esempio, io che vengo da una piccola città, con i suoi ritmi, paragonabili a quelli di un bradipo, a Roma c’ho vissuto malissimo. La fretta, il delirio, il traffico, la puzza di smog, gli orari sballati, non è una roba che fa per me. C’ho messo un tantino a capirlo e infatti quando ho deciso di tornare a casa mi sono accorta che mi era uscito il mio primo capello bianco. Grazie Roma. Grazie per avermi appena condannato ad anni e anni di tinte coprenti. Ma il problema non è questo in realtà, ovvero, questo è solo un aspetto collaterale. La cosa che mi ha distrutto più di tutte è stata, paradossalmente,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;la macchinosa lentezza del congegno università. Milioni di scartoffie inutili da compilare, chilometri di file in segreteria, giornate perse ad aspettare professori che non arriveranno mai, giornate intere ad aspettare, aspettare, aspettare. Entro in facoltà alle nove di mattina per fare un esame ed esco alle sette di sera perché sono la centonovantunesima. Oppure mi alzo alle sei e mezzo di mattina, mi faccio quasi due ore di treno, due chilometri a piedi e, quando arrivo in facoltà per l’esame, al posto del professore, trovo un post-it sulla porta del suo studio che dice “ L’esame è stato spostato a domani”. In silenzio, bestemmiando a denti stretti, torno indietro, altri due chilometri a piedi e centoventi di treno regionale e domani la stessa tarantella.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Oppure, e questo è il picco massimo dell’insensatezza, farmi un viaggio in treno solo per andare a scrivere il mio nome in faccia ad una porta, sulla lista degli studenti che devono sostenere un esame. Io penso che uno studente che si trova alle prese con questa serie di cose, finita l’università, può andare anche a vivere nella foresta amazzonica, tanto le basi per la sopravvivenza le ha sviluppare nella segreteria di Lettere e Filosofia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Poi, all’improvviso, un lento ma inesorabile cambiamento e bucio di culo proprio quando io ormai l’università l’ho finita. Vabbè, se la viè. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: 11pt; line-height: 115%; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: EN-US;"&gt;Comunque sta di fatto che esiste una prassi il giorno dell’esame. Tutti gli studenti, quel giorno, trovandosi a condividere la comune condizione di condannati a morte, si sentono come ispirati da un afflato di compassione universale per il prossimo, ma niente di metafisico comunque, perché&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;il tutto si traduce semplicemente in un’esplosione di discorsi logorroici e compulsivi. Ed è proprio qui, in questi istanti di pura disperazione condivisa, che è nato il germe di una nuova relazione, quella Università-Facebook. Per me la cosa ha cominciato ad acquisire un peso rilevante. E’ come se, attraverso Facebook, le mie mani avessero dei prolungamenti virtuali. E’ come se potessi chiedere una mano in prestito a qualche utente, trovare qualcuno che possa risparmiarmi continui viaggi a vuoto. Il mondo della rete e di facebook è sempre aggiornato. Posso sapere in tempo reale se c’è un prof, se l’università è chiusa, se qualcuno che ha fatto un esame prima di me può darmi qualche dritta. E finalmente, nel 2012, posso prenotare un esame on-line, mandare una e-mail al professore per sapere quando trovarlo con certezza, scaricare tutta la modulistica necessaria, senza fare ore di fila in segreteria. Cavolo, nel 2012, però ce l’abbiamo fatta. Ormai il mondo è tutto on-line, spostato su una piattaforma parallela, veloce, intuitiva. Non servono più i miei piedi per entrare in facoltà, basta un click. E la cosa mi sembra incredibile, davvero. Per una che, come me, ha visto i tempi bui dell’università, della riforma degli ordinamenti e del cartaceo, questa è davvero una conquista. Vabbè, mettiamo dentro va’, non se sa mai. Fortunato chi verrà dopo di me, anche se sono certa che tanto, ci stuferemo anche di questo, e che pure il traffico della rete, diventerà palloso, noioso e sclerotico come il traffico del Grande raccordo anulare. Vabbè, vedremo.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-6164095650540493148?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-24T09:01:52.551+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>FESTEN [Blog Cinema Altro] by Kali</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/festen-blog-cinema-altro-by-kali.html</link><category>Cinema Altro</category><category>Kali</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Thu, 23 Feb 2012 06:42:52 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-8011785496930920904</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-8zywuJRJojw/T0ZP-hbSblI/AAAAAAAAAF4/tvraMijeL3g/s1600/34897_festen-festainfamiglia.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-8zywuJRJojw/T0ZP-hbSblI/AAAAAAAAAF4/tvraMijeL3g/s200/34897_festen-festainfamiglia.jpg" width="140" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;h2&gt;di T. Vinterberg, Danimarca 1998, Drammatico, 106’T&lt;/h2&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: 11pt; line-height: 115%; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: EN-US;"&gt;E’ stato definito il film antiborghese più feroce del ‘900. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Non a caso ovviamente, visto che Festen, più che un dramma è una vera e propria tragedia quasi al limite del cannibalismo puro. Le persone si divorano vive, le viscere di ognuno dei protagonisti sono sbandierate davanti a tutti, di fronte a un mondo che vede solo ciò che vuol vedere.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;E tutto diventa evidente in un film che si può considerare quasi un esperimento artistico, una creazione pura, senza troppi fronzoli, che si preoccupa esclusivamente di mettere davanti agli occhi dello spettatore una realtà di contenuti. L’aspetto formale è secondario. Il film si costruisce lentamente attraverso scene scarne, senza musica, in una sorta di presa diretta sul vissuto quotidiano, con una telecamera in spalla, luci naturali e zero effetti speciali. Del resto non serve proprio nulla che aiuti ad enfatizzare una storia che si racconta da sola. L’occasione è una festa per celebrare i sessant’anni del capo famiglia. La messa in scena è perfetta, il quadretto familiare dipinto con estrema cura: un padre-patriarca, una madre snob e una schiera di figli e commensali che si atteggiano come perfetti borghesi, tra conversazioni mondane, ricchezza materiale e ruffianeria. Gli elementi della tragedia ci sono tutti. Inizia così l’inesorabile ascesa e caduta dell’eroe tragico che, proprio al momento del brindisi in onore del padre, confessa, con una gelida freddezza e un violento sarcasmo, gli abusi sessuali subiti da lui stesso e dalla sorella gemella&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;ad opera di quell’uomo tanto rispettato e idolatrato. Un padre che stupra i propri figli è un padre che vuole suggellare la propria supremazia sulla famiglia: lui può tutto, è tutto. L'abuso sessuale, in questo caso, è un esplicito abuso di potere. Lo shock è profondo. I commensali restano ammutoliti se non fosse che tutti, dopo qualche minuto, decidono di riprendere a recitare la loro parte e a indossare la maschera di sempre: quella borghese, ipocrita, quella delle apparenze da salvare. Nessuno presta più attenzione al dolore lacerante del protagonista, nessuno è disposto a condividere un fardello così pesante. Ma ormai il vaso si è rotto, il dubbio si è insinuato nella mente di tutti,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;gli equilibri familiari distrutti. Eppure non sembra esserci nessun riscatto. La confessione ha qualcosa di catartico sì, ma forse resta fine a se stessa. Non si può dimenticare, non si può cancellare un dolore psichico che compromette per sempre l’esistenza di un essere umano. E infatti il cerchio si chiuderà, dopo il ritorno del rimosso e i conseguenti sfoghi collettivi. La vita non può tornare ad essere quella di sempre, eppure, l’abito mentale borghese risulta avvezzo e difficile da togliere. Nella scena finale, il padre orco, marchiato da un orrore aberrante, sebbene ridotto a un fantasma dall’indifferenza generale, continua a sedere a tavola con la famiglia per la colazione. L’ultimo tentativo di continuare una farsa che ha le fattezze della più banale quotidianità, ormai svuotata delle sue false apparenze e riempita dalla voce di una verità che suona&lt;a href="http://www.blogger.com/" name="_GoBack"&gt;&lt;/a&gt; come un grido.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-8011785496930920904?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-23T15:42:52.150+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://1.bp.blogspot.com/-8zywuJRJojw/T0ZP-hbSblI/AAAAAAAAAF4/tvraMijeL3g/s72-c/34897_festen-festainfamiglia.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Antonello Venditti come metafora - Post-it del 23/2 by Insurrecto</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/antonello-venditti-come-metafora-post.html</link><category>Post-it</category><category>Insurrecto</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Thu, 23 Feb 2012 01:40:48 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-2015451823917417645</guid><description>L'altro giorno stavo in macchina per una via di campagna, il sole basso che illuminava il paesaggio, buon umore e alla radio musica italiana. Ad un certo punto tolgo il mio sorriso dalla faccia e mi concentro sulle parole. Era on air Antonello Venditti con una canzone (sì, credo che nelle intenzioni si trattasse di una canzone) dall'ultimo album. Parlava di Allah, di religione, cose definitive. Insomma, il buon Antonello si interrogava, alla sua maniera, su argomenti escatologici e di risposta defecava questa canzone. Per alcuni secondi ho creduto fosse un'imitazione magistrale di Guzzanti ma poi ho capito che si trattava di roba seria. Come ogni psiche che si difende da un possibile trauma ho cominciato a teorizzare, cioè sono uscito dal momento presente, da quelle note allucinanti, ed ho iniziato a riflettere. Venditti non costruisce una canzone decente dagli anni settanta. In quel decennio aveva messo su roba davvero carina e così intrecciata alla realtà di quegli anni da diventarne in alcuni casi un cantore senza pari. Dal crepuscolo degli anni settanta Venditti ci ha lasciato. O meglio, è molto evidente che ha perso la vena. &lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Si sono scavati nella sua capoccia due o tre solchi narrativi (amore, Roma, amore per Roma, il tutto condito da sottofondi di sax che negli anni mi hanno fatto odiare quello strumento) e li percorre in modo meccanico cambiando ad ogni album, freddamente, soltanto l'ordine degli addendi. Il risultato, ovviamente, non cambia: è merda. Poi con la testa ho lasciato Venditti e ho pensato al "perdere la vena". O meglio, alla parabola di molti artisti, in ogni campo, che tirano fuori un'opera prima di successo e poi passano un'intera carriera a ricercare disperatamente quella vena là, a scimmiottare se stessi. Mi sono venuti molti esempi: nella musica italiana (a tutti i livelli naturalmente) enumero Gianluca Grignani, Lucio Dalla (ho imbarazzo a parlare del caso Dalla perché solo pochi giorni fa ho ascoltato una sua canzone che sembrava più una presa diretta su una colica renale che una canzone e che metterei sul podio di quelle più brutte di sempre includendo anche tutta la discografia del Pakistan e del Burquina Faso), in parte Cesare Cremonini, e tanti altri apparsi e morti. Nel cinema, anche, me ne vengono fuori parecchi di casi simili. Perdere la vena, a qualunque livello si crei, è una cosa seria. Molte persone hanno in canna un'opera sola. La buttano giù e poi non hanno più niente da dire. Altri hanno una specie di falda sempre in movimento e ricca. Credo che tutto dipenda dalla consapevolezza dei limiti, della capienza e della purezza della propria falda. Spesso si è mal consigliati, o è il successo a far perdere una sincera osservazione di se stessi, o il denaro e i contratti che obbligano a mungere laddove non c'è più nulla. E ti ritrovi a fare la fine di Venditti, scavato nella faccia, invecchiato, provato da questa sua ricerca decennale di una vena come uno stanco rabdomante, con un rametto di ulivo spuntato, sulla spiaggia di Ladispoli, che balbetta ancora "Roma, amore, te amo a Roma, e er Tevere me fa da eco" ma non ci crede neanche lui e sa di aver perso questa sua rincorsa di qualcosa che ha smesso semplicemente di essere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-2015451823917417645?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-23T10:40:48.686+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></item><item><title>La scalata al potere - Cap. 4 [Blog S-Files] by Silvye</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/la-scalata-al-potere-cap-4-blog-s-files.html</link><category>Silvye</category><category>S-files</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Wed, 22 Feb 2012 23:52:09 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-3900539071730935238</guid><description>Sapevo che era solo una questione di tempo e anche lui avrebbe ceduto!! Ormai nulla può più fermare la mia scalata al potere nel Municipio XVII. Il percorso è segnato, il territorio marcato, il destino è scritto! Oggi dopo quasi un mese la muraglia agostino ha scricchiolato! È bastato che un dipendente si “buttasse malato” a tempo interminato per mettere in luce il punto debole di tutto l’ufficio!! Ma procediamo con ordine. Lunedì dopo un’altra giornata trascorsa tra l’indifferenza di Agostino e le innumerevoli attenzioni di Francesca sono uscita dall’ufficio decisa a trovare il modo di mettere fine a questa situazione. Non è accettabile che mi si ignori!!!! Non è concepibile che l’unica cosa che una persona possa desiderare di dirmi sia solo buon giorno e un ciao a mezza bocca!! Eh no!! proprio no!! Io esisto!!&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Torno a casa furiosa come una belva… devo escogitare un piano… ci sarà qualcosa che posso fare per farmi vedere! Penso e ripenso, ci ripenso… poi decido…ok, indietro non si torna.&lt;br /&gt;
Il giorno dopo arrivo a Cipro, prendo il mio caffè e il mio cornetto…mi pongo la solita domanda ma il barista si chiamerà col nome che ha tatuato sul braccio sinistro (marco) o destro (daniele)? Poi decido che in base al braccio che usa per pormi il caffè sarà una volta Marco e una volta Daniele. Devo dire che quando c’è Marco a servire al bancone mi basta farmi vedere entrare per ritrovarmi subito pronto “il solito” sul tavolo, Daniele è un po’ più distratto, devo dirgli prima ciao e confermare il suo dubbio “decaffeinato macchiato?” entrambi però sfoderano un bel sorriso che dopo la sveglia alle 6.45, 20 minuti di traffico e 45 minuti di metropolitana è una specie di salvavita Beghelli. E ci mancherebbe che non sorridessero… gli lascio la mancia tutte le mattine!!!!!!!!!! &lt;br /&gt;
Vabbè insomma, faccio colazione e poi…. Il terminator che è in me si risveglia. Inforco i miei magnifici occhialoni da sole, porto con fierezza la mia borsetta, e orientata all’obiettivo mi dirigo con fare minaccioso verso il cucuzzolo del municipio, scavalco i dannati del piano terra, conquisto l’ascensore… 5’ piano. Stanza 502. Davanti la porta prima di bussare tiro fuori una cassa acustica, il registratore, microfono…spingo play… e parte la base…I WILL SURVIVE… entro… il condizionatore è già acceso meglio… così ho anche l’effetto vento nei capelli… &lt;br /&gt;
È un’esibizione degna di Raffaella Carrà, ballo canto e faccio anche la ruota! La musica finisce… il municipio grida Urrà!! Tutti applaudono, il presidente è in delirio quelli della segreteria tra di loro si danno conferma “sì sì, sta volta ce la fa…” Agostino alza lo sguardo dalle sue scartoffie e … mormora un ah, buongiorno silvia. Poi più nulla. Improvvisamente tutti spariscono… si rintanano dietro le loro scrivanie… io rimango lì, più che la Raffa nazionale mi sento una rom di quelle sulla metropolitana che a cantilena ripropongono il loro dramma Per favore Agostino, dio ti benedica, aiuta povera stagista, no stipendio, no soldi, no fidanzato. Insegna me tuo lavoro…&lt;br /&gt;
Mi metto alla mia scrivania, come se niente fosse inizio la rassegna stampa, accendo il computer di Francesca che ancora non è arrivata, rispondo al suo telefono… tutto senza che dalla bocca del capo venga fuori una mezza parola. Magari non ama questo genere, forse è un tipo più partenopeo magari una bella Tamurriata con tanto di tamburello è quello che ci vuole…&lt;br /&gt;
è nata una creaturaaaaaa è nata niraaaaaa e a’madre o chiamma ciro, sissignore o’chiamma ciro!!! A volte basta solo na uardata.. .e a’femmina è rimasta sotto a botta ‘mpressiunata…eeeeeee &lt;br /&gt;
Sicuro… un bel canto di questi e lo faccio capitolare! Domani domani…uhaaahauahahaaaaa&lt;br /&gt;
Mentre tra me e me studio la coreografia decisa a non perdere la guerra arriva ROLANDO sissignore… la madre l’ha chiamato ROLANDO!! Dicesi ROLANDO uomo medio-alto chiattonissimo, di quasi 50 anni ma che ne dimostra a malapena 36. Ma di lui avevo già parlato… una delle prime teste che farò saltare quando avrò in mano le chiavi del Municipio!! Scherzi a parte è di una simpatia mostruosa e da quel che ho capito anche molto amico del capo. Insomma, arriva fa la solita scenetta del stagista fammi un caffè… passando per quella dell’ oh ma lo sai a chi assomigli?? A Tina Turner (perché non vuole essere banale e dire come tutti che assomiglio alla Streisand..). Poi Gianni e Pinotto (ROLANDO E AGOSTINO) fanno per uscire, a quel punto succede qualcosa di strano… molto strano ma non ancora stranissimo…&lt;br /&gt;
ROLANDO: Agostì… allora?? Come te li fa i caffè sta stagista??&lt;br /&gt;
AGOSTINO: no no, alla stagista stanno facendo fare di tutto ma ai caffè ancora non c’è arrivata. Poi rivolgendosi a me è che sei arrivata troppo presto, dovevi arrivare alla metà di giugno, dopo le elezioni… così non ti ritrovavi in tutto questo marasma, vedremo di farti fare qualcosa che sia più di comunicazione… Vabbè Rolà annamose a pià sto caffè. Silvia lo vuoi un caffè te lo porto dal bar?&lt;br /&gt;
Ehhhhhhhhhhh???????????? Avete sentito??? Sogno o son desto?? Il capo mi ha rivolto più di due parole, fatto un complimento, una promessa e mi vuole pure portare un caffè???waaaaaaaa&lt;br /&gt;
Il caffè veramente non mi va… ma figuriamoci se posso dirgli di no, per una volta che vengo umanamente presa in considerazione…Sì magari, grazie!!!&lt;br /&gt;
Rolando interrompe questo magico momento &lt;br /&gt;
Ahoo ma che s’è rivortato er monno?? Mo è il capo che porta il caffè alla stagista?? Ahahahah&lt;br /&gt;
Stai a rosicà è ciccio bombo?? Tu mica ce l’hai una stagista che ti entra in ufficio come faccio io!!!&lt;br /&gt;
Vanno via. Io aspetto emozionata e fiduciosa il mio caffè… passano 10 minuti, 15, 20, 25, 30…40..45… inizio a ululare… piagnucolo dietro la porta, gratto lo stipite, rosicchio le gambe della sua scrivania e mi viene voglia anche di fare la pipì sulla poltrona!!!! Eccolo!!!! Torna!!!! E il mio caffè??? Dov’è?? Mano destra?libera. sinistra? Libera. Allora???? Noooo cioè non mi ha portato su niente! Neanche la bustina dello zucchero, nulla, neanche vuota, nemmeno la bacchetta usata per girare il caffè!!! Frustrata, illusa…. Maledetto… la prossima volta la pipì sulla sedia te la faccio davvero!!!&lt;br /&gt;
Riappare Rolando (meschino…) spariscono di nuovo. Sembra il giochino che mi faceva la mia nonna Gina, “vola gigino vola gigetto, torna gigino e torna gigetto” o una cosa del genere..&lt;br /&gt;
Di nuovo tornano e sta volta succede la cosa stranissima. &lt;br /&gt;
I due si avvicinano alla mia scrivania sono goffi e buffi… Rolando ridacchia e Agostino è imbarazzato… Rolando finge di parlare come se nessuno lo sentisse sennò a che servono gli amici?ahahaha poi si rivolge a me ma tu come te chiami? (Di seguito tra parentesi quello che avrei voluto dire e fuori parentesi quel che ho detto n.d.r.)&lt;br /&gt;
Eh?? Silvia…&lt;br /&gt;
C’osò che te chiami sirvia &lt;br /&gt;
(ecco appunto oh vedi che non c’osai?ho detto SILVIA non SIRVIA) eh...quindi cos’è una scenetta?&lt;br /&gt;
Ahhh agostì… quanto so lente ste stagiste… te chiami sirvia…? Poi??&lt;br /&gt;
(Aridajè… S I L V I A!!!!!!!) AH, Farinato.&lt;br /&gt;
Ecco vedi? Basta chiederle le cose no agostì? Manco io lo sapevo come si chiamava e gliel’ho chiesto. Senza che stai a complicà la vita! Mo io lo dico a te e così pure tu lo sai senza far sapere che non lo sapevi! Eh che amico che sono!!&lt;br /&gt;
Li guardo perplessa… sono davvero esterefatta… hanno fatto una scenetta per me?? Rolando se la ride per la figura che ha appena fatto fare al suo amico, Agostino è rosso come un peperone e credo abbia notato la mia espressione…perché l’unica cosa che riesce a dire è eh eh…una scenetta tipo totò e peppino…&lt;br /&gt;
E ci credo che la mia esibizione non lo ha toccato… qui si viaggia su alti livelli… sì sì… a TAMURRIATA è quel che ci vuole.&lt;br /&gt;
Inutile dire che poi il nulla è tornato a regnare sovrano. Francesca è arrivata e tutto è proseguito come sempre. &lt;br /&gt;
La Tamurriata non è più andata in scena… cioè io l’ho fatta ma in stanza la mattina dopo non c’era nessuno… eravamo solo io, il ventilatore e la stampante fascista che però ha gradito più di Agostino il giorno prima.&lt;br /&gt;
Nei giorni successivi però ho notato un lento ma progressivo e ormai irreversibile processo di cambiamento in questo strano individuo… umanamente ha iniziato a considerarmi. Ecco che ogni tanto al telefono con chissà chi gli sfugge un “qua l’unica che funziona è silvia”, “grazie silvia”, “ scusa silvia”… ieri si è anche lasciato andare ad una piccolo scrupolo non vorrei sembrare uno che si lamenta sempre, ma ti assicuro che in questo periodo sto facendo molta fatica a trattenermi.. qui è un delirio, se ognuno facesse il suo lavoro invece di fare altro e poi lamentarsi…”&lt;br /&gt;
Cosa potevo rispondere? Ah sì sì, sei proprio uno trincia pelotas? Ovvio che no, quindi un semplice no no figurati mi rendo conto è bastato a terminare lì la discussione.&lt;br /&gt;
Ed arriviamo a oggi…. Giorno della resa! Della disfatta!! Anzi, altro piccolissimo passo indietro… ieri. Franco l’uomo che si occupa di pubblicare sul sito ciò che noi gli consegniamo si è dato malato. Immagino per dispetto vista la poca simpatia che dimostra nei confronti di tutti (anche se devo dire che neanche gli altri gliene dimostrino granchè!). Insomma se Franco è malato.. nessuno e dico nessuno è in grado di fare il suo lavoro e il sito del municipio non è aggiornabile. Non si possono togliere le cose vecchie e tantomeno inserirne di nuove. Agostino sbraitava come un dannato… era infuriato con chi troppo sfacciatamente dimostra insofferenza verso Franco, infondo lui serve come il pane, quanto costa fare buon viso a cattivo gioco? &lt;br /&gt;
Ah, ma allora è un uomo sensibile anche lui!! no, è che essendo lui il capo se le cose non funzionano paga per tutti!! &lt;br /&gt;
Poi mi chiede non è che c’hai qualche amico che sa fare queste cose? Che tradotto suonava più o meno così tu inutile stagista che sei finita col fare da segretaria a francesca, laureata in scienze della comunicazione e che non sai nemmeno come si mettono le cose dal sito, hai almeno degli amici che non siano insignificanti e merdaccine come te?&lt;br /&gt;
Emh… veramente no, anzi sì forse un paio sì… ma credo serva un programma, dei codici, e forse non è per tutti uguale…però non credo sia difficile (visto che lo sa fare uno come Franco!!!) sarebbe da mettersi lì quando lui lo fa una due tre volte alla fine uno impara per forza…&lt;br /&gt;
Silenzio. Niente più. &lt;br /&gt;
Ed eccoci a oggi. Arrivo… vado in bagno e mi ballo e mi canto un bel Berry white. Sono pronta! Se oggi c’è Franco mi piazzo con lui e imparerò questa cosa… così diventerò indispensabile anche per Agostino! &lt;br /&gt;
Trovo Agostino imbufalito…e anche un po’ provato (hai fatto le ore piccole sta notte eh????)Franco non c’è neanche oggi e scopro che si è fatto 4 ore di full immersion (non con la moglie ma) con un amico che gli ha spiegato per sommi capi come lavorare sul sito. &lt;br /&gt;
Stranamente mi racconta tutto questo e poi ecco… questo è il preciso istante in cui il punto di non ritorno è stato varcato…&lt;br /&gt;
Oggi devo chiederti io di fare qualcosa silvia, perché io ho da fare con il sito. C’è un invito da inoltrare ai contatti stampa e fare qualche telefonata ai giornalisti. &lt;br /&gt;
Bhè era ora! Sì ho risposto proprio così ERA ORA! &lt;br /&gt;
Ho fatto quello che mi ha chiesto, ho sbrigato qualche altra faccenda per Francesca ma quando ho visto che Agostino iniziava a smanettare al computer con il sito.. bhè con la mia faccia tosta ho preso una sedia e mi sono piazzata lì. Per la serie rassegnati, da qui non mi sposto. Ora io e te capiremo come funziona questo aggeggio. &lt;br /&gt;
Devo dire che non abbiamo concluso granchè… abbiamo seguito passo passo tutti i passaggi ma alla fine il risultato non c’è stato… niente. Ma almeno il sito non è andato in tilt, anzi è stato abbastanza divertente… ehehee ogni volta che dovevamo confermare una scelta scattava il panico da “e ora che succederà?” &lt;br /&gt;
Ah non lo so…. Chi vivrà vedrà!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-3900539071730935238?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-23T08:52:09.751+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Immigrazione e storia - Post-it del 22/2 by Insurrecto</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/immigrazione-e-storia-post-it-del-222.html</link><category>Post-it</category><category>Insurrecto</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Wed, 22 Feb 2012 03:00:12 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-3841011780993235582</guid><description>Giorni fa sono entrato in un negozio del paese in cui vivo e la signora al bancone, una donna molto vecchia, mi ha squadrato, mi ha penetrato con lo sguardo per un minuto buono e poi mi ha detto: "Ma tu di chi sei figlio?". Io, pensando fosse una domanda a trabocchetto ho risposto di getto: "di Giorgio ed Ambra... perché?". La donna non è rimasta soddisfatta della risposta. Poi ho capito. Una persona è soprattutto la sua storia, quella familiare, è quella rete di relazioni, di fatti e di volti di cui è composto un tessuto sociale. E questo bisogno di mettere in relazione, di rendere simile il dissimile è ancora vivo e forte nei piccoli centri. Uscendo dal negozio ho pensato al grande, forte e difficile impatto che ha avuto l'immigrazione sulla società italiana. E' stato un fenomeno velocissimo che ha colto tutti impreparati. Venticinque anni fa, vedere a Roma un essere umano di colore quasi ti sorprendeva perché non ne eri abituato. Ho pensato alla frase: "di chi sei figlio?" e ho pensato che senza accorgercene è avvenuto un grande cambio in questi anni: oggi vediamo persone e non storie. E le persone sole fanno paura mentre le storie ci rendono tutti più simili e vicini. In fondo molti dei problemi legati al razzismo e all'intolleranza dipendono dal fatto che  non abbiamo dato il tempo agli immigrati, (nessuno di noi lo ha avuto, né noi né loro) di raccontarci di chi siano figli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-3841011780993235582?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-22T12:00:12.408+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Sanremo e Facebook - [Blog Feisbuc] by Insurrecto</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/sanremo-e-facebook-blog-feisbuc-by.html</link><category>Facebook</category><category>Feisbuc</category><category>Insurrecto</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Wed, 22 Feb 2012 13:35:51 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-1489420134651310248</guid><description>&lt;p&gt;Sul festival se ne sono dette tante e sembra quasi vigliaccheria quella di non metterci il naso. Quello che ho notato interessante navigando per i vari social, é la levata di scudi contro la stupidità dei contenuti e della discussione che si è sollevata intorno al festival.&lt;/p&gt;Una marea di naviganti inorriditi per il tenore bassissimo della discussione: le mutande della Rodriguez... ma ti pare possibile? Volgarità allo stato puro. Prouderie da vecchi segaioli, tutti lì a sbavare dietro ai movimenti delle tette di queste soubrette vuote e stupide, cattive canzoni e umorismo da caserma. È quasi un grande coro: quelli di facebook dicono no! Sono davvero tutti stanchi di tanto disimpegno, di tanta volgarità e tanto qualunquismo superficiale. Non se ne tollera neanche un momento di più. Mi sono fermato un secondo, dopo aver quasi in automatico scelto di mettermi anch'io in questa schiera di intransigenti massmediologi. Mi sono fermato ed ho dato una rapida scorsa allo storico dei profili dei più accesi paladini della profondità, della serietà e del buon gusto: ho trovato materiale per intrattenere una caserma per un lustro, idiozie e battutacce sentite mille volte che verrebbero risputate al mittente anche a Rebibbia, analisi che passerebbero con un sei stiracchiato, per magnanimità, in terza elementare, insomma, roba assolutamente coerente e in piena continuità con Sanremo, con i pupazzamenti di Morandi, con il livello orrendo delle canzoni, dei comici, del mutande-sì mutande-no delle vallette e delle analisi socio-politiche di Celentano. Mi è venuto un sospetto grosso grosso. Ma non sarà che Sanremo rispecchia esattamente la media degli italiani? Non sarà che i grandi ascolti non siano soltanto un risultato del battage pubblicitario ma il semplice esito dell'aver creato un prodotto a misura esatta della media degli italiani? E non sarà che vedersi così crudelmente rappresentati in tutta la propria essenza faccia un po' male? Il festival è finito presto, grazie a dio, e subito i nostri milioni di Umberto Eco che frequentano Facebook hanno potuto riprendere senza volgari distrazioni il loro instancabile lavorio di critica, approfondimento e fustigazione dei costumi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-1489420134651310248?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-22T22:35:51.407+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Post-it del 21/2 - by Insurrecto</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/post-it-del-212-by-insurrecto.html</link><category>Post-it</category><category>Insurrecto</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Tue, 21 Feb 2012 03:00:08 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-2801001226878221727</guid><description>Siamo un paese in crisi di identità. Se fino a sei mesi fa avevamo una pedagogia di stato che ammiccava all'elusione delle regole come unica via e quindi avevamo un'identità bella chiara, oggi, con questo frettolosissimo dietrofront, le regole, il loro rispetto e il rispetto della cosa pubblica sono la nostra nuova identità messa in piedi in fretta e furia per cause di forza maggiore. Io, prima di appassionarmi ai metodi didattici per mia figlia, mi preoccupo che la maestra sia credibile. Mi devo fidare di lei.  Cerco di verificare che il corso abbia un senso e non voglio avere il sospetto che i cambiamenti di strategia dipendano solo dalla necessità di garantire gli stipendi al corpo docente o da quella di allisciarsi il benefattore/protettore di turno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-2801001226878221727?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-21T12:00:08.945+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Sessualizzare la morte  - [Blog Parlacommeri] by Mary</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/sessualizzare-la-morte-blog.html</link><category>Parlacommeri</category><category>Mary</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Tue, 21 Feb 2012 00:00:00 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-5571766493586422979</guid><description>Cara Mary...ti chiedo un consiglio. io ho un problema più grande di Pietro, che credo invece rientri in una casistica abbastanza comune. Ebbene, quando mi capita (per fortuna non troppo spesso) di partecipare ad un funerale, non riesco a concentrarmi sul dolore per la persona cara scomparsa; improvvisamente penso ed osservo le belle donne presenti alle esequie: e poi mi eccito, in maniera incontrollabile. Non puoi immaginare l'imbarazzo che mi assale, ma non posso farci nulla. Forse è una reazione naturale alla morte?&lt;br /&gt;
Attento fiducioso un tuo commento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Ciao R.M.,viste le ultime email mi considero già fortunata che tu non mi dica che ti ecciti pensando al cadavere.&lt;br /&gt;
Rilassati:come hai intuito il tuo comportamento rientra tra le normali dinamiche di un essere umano nel pieno delle sue funzioni.&lt;br /&gt;
Ti servi di un meccanismo di difesa che si chiama "sessualizzazione": consiste nell'attribuzione di un significato sessuale ad una situazione potenzialmente dolorosa al fine di renderla interessante o eccitante.&lt;br /&gt;
E' tipico delle situazioni alle quali non si può sfuggire, come nel tuo caso un funerale.&lt;br /&gt;
La tua coscienza morale ti impedisce di evitare quello specifico contesto, che però risulta inaccettabile per il tuo Io, il quale pur di mantenere il tuo equilibrio emotivo trasforma i tuoi sentimenti e sposta la tua attenzione dall'oggetto focus(la persona scomparsa) ad uno più marginale e meno conflittuale(una bella donna).&lt;br /&gt;
Non vedo impermeabili e non vedo deliri erotomani (e credimi anche questi ultimi sono frequenti) quindi credo che la diagnosi ufficiale sia la seguente: NON SEI UN RATTUSO DEMMERDA.&lt;br /&gt;
Capisco che la cosa ti crei disagio, i meccanismi di difesa mettono da un lato e tolgono dall'altro ad esempio tu sai perfettamente che "ad un funerale si soffre" e senti che la tua reazione non è esattamente plausibile.&lt;br /&gt;
Evitare di vivere ed elaborare i propri sentimenti, come ripeto molto spesso nella rubrica, è tipico di quegli strani animaletti chiamati neuroni che bivaccano biecamente nella mente prettamente maschile.&lt;br /&gt;
Penso possa essere salutare per te provare ad entrare in contatto con il reale stato emotivo che in quel momento sperimenti e a ricercare le cause di questo tuo "sessualizzare il lutto".&lt;br /&gt;
Prova a cercare nel tuo passato, come vivevi la perdita prima di tutto questo?&lt;br /&gt;
Prova a rivivere episodi simili della tua infanzia e dell'adolescenza.&lt;br /&gt;
E se ti va fammi sapere se e come si evolve la cosa.&lt;br /&gt;
Nel frattempo credo che se una povera donzella affranta lascia velatamente intuire di non disdegnare la randa è tuo diritto nonché dovere dimostrarle che non sei frocio.&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-5571766493586422979?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-21T09:00:00.928+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total></item><item><title>Post-it del 20/2 - by Insurrecto</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/post-it-del-202-by-insurrecto.html</link><category>Post-it</category><category>Insurrecto</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Mon, 20 Feb 2012 03:20:33 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-4192530756491019959</guid><description>C'è qualcosa di cui pochi parlano quando invece si riempiono le pagine dei giornali delle varie riforme elettorali possibili, migliorabili e auspicabili. Un fatto semplice semplice: che la tecnologia oggi sarebbe in grado di eliminare la democrazia rappresentativa. Quisquiglie. E se non proprio eliminarla, ridimensionarla molto, da un punto di vista numerico e di peso politico. Cioè, i parlamentari stanno là a rappresentarci perché sarebbe impossibile adunarci tutti in piazza a votare le leggi. Se nel passato questo aveva senso, oggi con internet sarebbe assolutamente possibile una democrazia diretta. Tra parentesi quella che i più grandi pensatori della democrazia del novecento indicavano come il modello perfetto. Servirebbero studi sulla sicurezza (le matite copiative delle urne, i rappresentanti di lista e l'invio dei dati al Viminale non mi sembrano il massimo della protezione) e sulle competenze. Poi gradualmente potremmo fare a meno di nostri rappresentanti. Finora ne ho sentito parlare solo da Beppe Grillo. Perché questo discorso non appassiona la grande stampa e la grande televisione? Io un'ideuzza ce l'avrei...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-4192530756491019959?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-20T12:20:33.209+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></item><item><title>Franko e le stelle - Oroscopo dal 20/2 al 27/2 by Insurrecto</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/franko-e-le-stelle-oroscopo-dal-202-al.html</link><category>Franko e le stelle</category><category>Oroscopo</category><category>Insurrecto</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Sun, 19 Feb 2012 23:57:41 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-5701670440149740889</guid><description>&lt;b&gt;Ariete&lt;/b&gt;: Non so... Tu come ti senti? Giramenti di testa? Emicrania? No, perché qui le carte dicono che muori in settimana... Boh...Senti Franko tuo, una guardata dal medico fattela dà...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Toro&lt;/b&gt;: Non dimenticare mai un'attenzione per la tua donna. Non fare in modo che certi gesti diventino abitudine e quindi spariscano. Certe volte conta di più una carezza di tante parole. E non cercare scuse, vai, ora! Scendi nella cantina, apri la botola e controlla almeno se è viva. Quella ancora ce deve fruttà diversi quatrini...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Gemelli&lt;/b&gt;: L'orgoglio è il tuo peggior nemico, sappilo. Spesso l'orgoglio ci paralizza di fronte ad un gesto che vorremmo fare, che dovremmo fare. Quindi chiamala, non indugiare. Metti da parte queste armi spuntate, quelle che non vogliono la tua felicità. Chiamala! Ora. Il numero è 1997546644, lei si chiama Marika e sta lì che ti aspetta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Cancro&lt;/b&gt;: "Il Festival di Sanremo lo vincerà di certo Emma!" Previsione fatta da Franko giovedì 16/2. In fede. Concettina in Franko.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Leone&lt;/b&gt;: Se hai prestato 10 euro e ne rivuoi 20, non sei più un leone ma sei diventato un cravattaro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Vergine&lt;/b&gt;: Non vuoi credere nelle mie predizioni? Sei liberissima di farlo. Ognuno è padrone della propria vita e se non vuole vedere il futuro e preferisce mettere la testa sotto la sabbia, lo faccia! Ma almeno un consiglio lasciatelo dare. Nel prossimo anno ingrasserai molto, lo dice Giove. Casualmente ho qui un barattolo di scioglipancia Liposciò. Posso dartelo per 99 euro. E' quasi un regalo del tuo Franko. Se lo vuoi chiama l'1997546644 e chiedi di Marika, mia figlia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Bilancia&lt;/b&gt;: Ovviamente l'apparecchio di rilevamento del tasso alcolico era difettoso. Non si è mai visto organismo umano con valore 7 all'etilometro, suvvia! Non capisco perché ti accanisci a far valere come prova un errore così madornale... Eh? brigadiè, forza... poi le mutande in testa facevano parte di una mascherata... Ma non è stato mai giovane lei?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Scorpione&lt;/b&gt;:  "No, io su quer coso nun ce sargo, me dispiace ma quello va giù a piombo a causa de li ghiacci...". Franko davanti al Titanic sul molo di Southempton il 10 aprile 1912.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Sagittario&lt;/b&gt;: In fondo mi sembra una soluzione dignitosa tra persone civili. I debiti si pagano ma non deve questo essere un motivo per perdere la nostra dignità, io come creditore e tu come debitore. E' inutile che piagni, nun fa er regazzino. Reagisci!  Questi ora so' capricci belli e buoni. Rispondi a Franko tuo: quanti reni hai? Due, no? E allora? Me dici qual'è il problema? Forza professo' famo presto co' 'st'anestesia...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Capricorno&lt;/b&gt;: Per fugare ogni dubbio sulle mie capacità farò un esperimento con te, Capricorno: pensa ad un numero tra 1 e 10. Ti lascio dieci secondi e poi lo indovinerò........................ Passati i dieci secondi. Dunque: a Napoli ho due 1 a Genova sette 2 a Nocera Umbra un 3, nelle Marche sei 4, in Trentino due 5, a Roma ventotto 6, a Torino cinque 7, a Palermo tredici 8, a Vercelli quattro 9 e a Arcidosso un 10. Ora non voglio più sentire illazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Acquario&lt;/b&gt;: "Questo schioppa tra 'na mesata" Frase pronunciata da Franko a piazza san Pietro all'elezione di Giovanni Paolo I. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Pesci&lt;/b&gt;: Le stelle indicano in modo univoco una sola cosa: devi cambiare macchina. E la carta che esce con insistenza è la famosa carta dei tarocchi che si chiama l'Alfasud. Ecco, casualmente io sto regalando un'Alfasud color carta da zucchero, del 73, come nuova. Solo 4999 euro. Se non vuoi scatenare l'ira delle stelle, comprala! Chiama l'1997546644 e chiedi di Marika, mia figlia, ma dille subito che chiami per l'Alfasud se no quella te se presenta a casa pe' fatte un massaggio, se semo capiti...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-5701670440149740889?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-20T08:57:41.184+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></item><item><title>La scalata al potere - Cap 3 [Blog S-Files] by Silvye</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/la-scalata-al-potere-cap-3-blog-s-files.html</link><category>Silvye</category><category>S-files</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Sat, 18 Feb 2012 02:42:14 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-3998933096578536336</guid><description>Nessuno mi può resistere… anche Agostino capitolerà. Mr. Simpatia finirà con l’adorarmi e ve lo dico io… anche per rimpiangermi quando me ne andrò. Sono già a buon punto, inizia a dare segni di cedimento…&lt;br /&gt;
Dopo 13 giorni questa è la situazione:&lt;br /&gt;
Detengo tutte e dico tutte le password del computer di Francesca. Quella d’accensione, quella della posta elettronica, della rubrica presidente, del sito dell’Ansa, dell’accesso a Internet e persino quella per la pagina di Facebook del presidente! Mi manca solo una chiave… quella del bagno. eh sì… al piano c’è il bagno riservato al personale e ognuno di loro ha la propria, io ancora no e ogni volta devo chiederla a Francesca o qualche altra gentil impiegata. Detengo il potere di mezzo computer, potrei mandare in mille pezzi la reputazione del Presidente pubblicando sul suo profilo che ne so… il video “meno male che Silvio c’è” o la Carrà che canta “pazza pazza su una terrazza…ballo ballo da capogiro…” ma non posso andare al bagno senza doverlo dire a qualcuno! La gestione dei miei bisogni dipende da loro! Ahhhhhhh mondo crudele!!! Ma prima o poi mi deciderò ad andare dal ferramenta che dicono essere lì vicino e farmi una copia. &lt;br /&gt;
Chiavi del bagno a parte ho in mano anche gran parte della campagna elettorale per le prossime votazioni europee. L’immagine dei candidati che il presidente sostiene è in mano mia… sono io che ho deciso cosa scrivere di loro sulle lettere inviate ai cittadini per posta e per e-mail. Ve l’ho detto detengo il potere!! Non tutto… certo… ma è solo questione di tempo ih hihihhh….&lt;br /&gt;
Rimanendo in tema elezioni in una settimana avrò mandato non so quante mail… credo più di 3000 solo quelle ai contatti facebook erano 2130. Un lavoro certosino da far intrecciare gli occhi… prima mi sono dovuta andare a ripescare tutti gli indirizzi mail delle varie categorie raccolte su fogli word sparsi qua  e là nel computer… beni culturali, cittadini, iscritti al Pd, studi legali, etc… poi li ho dovuti tutti riordinare su un bel foglio excel, togliere i doppioni e poi… finalmente inviare… cancellando anche tutti gli indirizzi errati che tornavano indietro! Insomma uno di quei lavori che fa solo Fantozzi e… io! Bhè sì lo ammetto… la mia situazione è abbastanza ambigua…alterno momenti e compiti da sguattera… a situazioni di comando… ma solo perché è una fase di transizione. Presto Agostino e Francesca lavoreranno per me.. hahahahaaa oha oha oha!!!&lt;br /&gt;
Finalmente posso guardare gli impiegati in faccia quando entrano in ufficio… anche la mia prospettiva nei confronti della stanza è cambiata notevolmente. Si sono resi conto che con tutta la buona volontà quell’armadio grigio topo non sarebbe mai diventato grigio perla… e così... hanno girato il mio tavolo!!! Olè!!!!!! Sono sempre seduta su un tavolino dalle dimensioni di un banco di scuola (ma che diventa improvvisamente spazioso e largo ogni volta che c’è da abbandonarci sopra scartoffie di ogni genere…), ho sempre il portatile con i mostri dentro senza antivirus… ma almeno non sono più faccia al muro come un condannato!! Il mio bel visino spazia e domina tutta la stanza!! La scrivania di Francesca, quella di Agostino, le porte d’accesso! È decisamente più divertente e comodo… posso leggere i labiali quando assessori e consiglieri parlottano o meglio sarebbe dire s-parlottano tra loro!! Ihihih…. Certe storie!! Ho già appreso che c’è una consigliera odiata da tutti e che nessuno sopporta, tutti pensano che Agostino sia uno “strano” e che Francesca sia ipocondriaca (sai che scoop è lei la prima ad ammetterlo). Poi c’è Franco l’addetto alle macchine… in teoria quando queste fanno tilt lui dovrebbe farle resuscitare. Dico in teoria perché a me non pare faccia granchè se non tirare due cazzotti sullo schermo e recitare una specie di macumba mentre smanetta con il mouse (che viene ripetutamente pulito e improfumato da Francesca ogni volta che Franco esce dalla stanza…). L’altro giorno ero sola in stanza e la stampante d’un tratto ha smesso di funzionare…e adesso???ma porca palletta… come faccio? Devo stampare altri 150 inviti per la cena elettorale! La sorte di Milana, Gualtieri, Sassoli è nelle mie mani…chiederò aiuto al mio Maestro (ho scoperto chiamarsi Pino n.d.r.)  Pino senza neanche alzare lo sguardo dal suo solitario on-line mi risponde chiama Franco, sta qua fori. Apro la porta… e lui è là… in corridoio a non fare una ceppa! Annoiato e con passo da bradipo entra in stanza fissa per qualche istante la stampante poi pronuncia un  Funziona. Di seguito riporterò tra parentesi il mio pensiero e fuori parentesi quello che ho effettivamente detto&lt;br /&gt;
(Eh?? Funziona?come sarebbe a dire?macchè funziona)… non funziona…&lt;br /&gt;
No no, qua disce che funziona. Ce compare stampante ok che non o’vedi?&lt;br /&gt;
(Eccerto che “o’vedo”)… ma non stampa… (per questo ti ho chiamato brutto idiota sono una stagista non una rincretinita) guarda anche il computer mi dice errore di stampa.&lt;br /&gt;
Ehhh se vede che s’è m’pallato il computer… spegni e riaccenni…perché su la stampante ce compare ok.&lt;br /&gt;
(mo te faccio comparì un bel vaff… su quella stampante!) vabbè, ci provo. In caso ti ritrovo qua fuori?&lt;br /&gt;
Sì sì…e se ne va.&lt;br /&gt;
Spengo, riaccendo. Ovviamente non cambia nulla… sempre errore. Decido di guarda io con le mie zampette. Mi alzo attraverso la stanza guardo il cassonetto-stampante dalle dimensioni di un frigobar. Umh… provo anche io prima con una macumba… signora stampante… vede io sono qui da poco, si può dire che neanche mi pagano per lavorare e proprio come lei mi faccio il mazzo senza neanche che il capo mi dica grazie. Eh sì lo so, Agostino è stranuccio forte… ma fa bene il suo lavoro.. che vuole che le dica… capirà che qui dentro solo io e lei lavoriamo senza lamentarci. Insomma le dicevo sono qui da poco, in stanza non c’è nessuno… e mi hanno lasciato con un compito importante stampare centinaia di inviti per la cena elettorale. Tra poco passerà il Presidente in persona aritirarli… su non faccia così. Non mi dica che lei è di destra? E se anche fosse? Si tratta di lavoro… non ne faccia una questione personale… &lt;br /&gt;
Niente. &lt;br /&gt;
La capisco sa… anche io farei lo stesso… ma non può creare problemi a me… io le prometto che quando sarò il capo costringerò gli impiegati  a stampare dalle loro stampanti i loro documenti e non farò stampare tutto a lei. &lt;br /&gt;
Niente&lt;br /&gt;
Forse lei non apprezza questo atteggiamento civile, cordiale e assertivo… ma d’altra parte se lei è di destra come può capire questi valori… con lei ci vuole lo scudiscio giusto? E allora brutta stampante fascista mo ti metto le mani addosso e vediamo chi vince!&lt;br /&gt;
Mi avvento sulla stampante le apro tutti i cassetti, spingo tutti i tasti….tadààààààà ecco! Foglio incastrato nel vano numero4 e carta esaurita nel vano 1. Vorrei chiamare Franco e sbattergli quei fogli in faccia! Lui e il suo ce compare ok!&lt;br /&gt;
Torno al mio banchetto ma… di nuovo… qualcosa non va… continua a non stampare…Torno dalla bestia fascista di nuovo uso le maniere forti…sta volta non trovo nulla… Confusa e infelice torno al computer… penso ai miei sogni di gloria svaniti e alla mia carriera stroncata. Ma ecco torna Agostino. Lo informo del guasto e lascio intendere che Franco non ha concluso granchè… lui annuisce ma semplicemente non mi risponde. Eh, che te ne frega a te è?? Signor Simpatia! Maledetto… tanto questo è compito che mi ha mollato Francesca tu non c’entri niente eh? Egoist! Egoist! Egoist!  &lt;br /&gt;
Non so se preso da scrupoli, rimorsi di coscienza, desiderio di fare una buona azione ogni tanto dopo un po’ si alza dalla sedia si avvicina alla stampante… la guarda. Fa un passo indietro, uno di lato, si piega…ma che è un rito propiziatorio? Una danza di corteggiamento? Si gira verso di me e dice un semplice ok funziona.&lt;br /&gt;
(Pure tu co sto ok funziona??!! ) grazie… In effetti ora stampa… (come cazz…arola ha fatto?)  Rimugino tra me e me poi non resisto e gli chiedo cosa non funzionava… boccaccia mia statte zitta!!! Impara a stare zitta… fatte gli affari tuoi… funzionava no? che te ne importava di sapere cosa non andava?? Se voleva te lo diceva lui no? se non te lo ha detto un motivo ci sarà stato no??&lt;br /&gt;
La spina. La spina era staccata.&lt;br /&gt;
Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhh!! O mio Dio! come la spina staccata?? &lt;br /&gt;
Ci penso e ci ripenso… poi capisco… il problema a monte erano i fogli inceppati… ma durante la colluttazione con la stampante deve essersi allentata la spina… quindi io ho risolto il vero motivo ma involontariamente e senza accorgermene ne ho creato un secondo…&lt;br /&gt;
Ma che idiota… che figura… che umiliazione… passi per Franco che mi pare sia assodato da tutti non sappia fare quasi nulla, ma io??? Potevo fare quel passettino di lato anche io?? Maledetta stampante fascista! Ora Agostino si sarà pentito di avermi concesso una visuale a 360 sulla stanza…e penserà che mi meritavo l’armadio grigio topo a vita!&lt;br /&gt;
Eh già… perché è per un suo slancio di bontà che io ho acquisito questo diritto. Una mattina sono arrivata trovando lui e Franco alle prese con un trasloco di scrivanie. Lui passava alla scrivania di Francesca e Francesca alla sua. Stavano spostando computer, scartoffie, portapenne… e volevano finire prima che Francesca arrivasse. Io zitta zitta mi sono messa al mio tavolino faccia al muro a finire un lavoro. Dopo un po’ Agostino si rivolge a me Adesso che finiamo qui sistemo anche te… che non te posso vedè messa così faccia al muro!&lt;br /&gt;
I miei occhi si sono riempiti di lacrime… non credevo alle mie orecchie… e non finisce qui… perché quando ha iniziato a levarmi le pile di carta dal tavolo io ho iniziato a dargli una mano ma lui no no, non ci provare nemmeno faccio io.&lt;br /&gt;
Waaaaaaa ma allora l’ho proprio conquistato!&lt;br /&gt;
È stata la giornata delle rivelazioni! Non solo ha pronunciato più di due parole rivolgendosi alla sottoscritta… ma si è anche lasciato andare con qualche battuta del tipo scommetti che ora che arriva Francesca vorrà fare di nuovo cambio? Quanto ci scommetti che vorrà pulire tutta la sua scrivania.. mi ci gioco quel che vuoi, domani già vorrà tornare al suo posto. &lt;br /&gt;
A interrompere questo idillio è arrivato un cicciottone molto simpatico ma di cui non ricordo il nome. Si diverte a prendermi in giro stagista, fammi un caffè… ancora problemi con il condizionatore?ma puntatelo sulla stagista e risolvete tutto no? &lt;br /&gt;
Eh eh …sì sì… ciccia bomba sfotti sfotti… quando sarò il capo della baracca sei la prima testa che faccio saltare! Ehee heh.. sì sì… sei proprio simpatico!&lt;br /&gt;
Insomma cicciobombo entra e la prima cosa che gli esce dalla bocca è:&lt;br /&gt;
Stagista come va? Allora Agostì? Che dici? Come lo fa il caffè la nostra Barbra? Bono? Allora sta sulla buona strada? Ah ahah…&lt;br /&gt;
Penso che non ho ancora mai fatto il caffè a nessuno e a nessuno lo farò… ma la risposta di Agostino mi sconvolge:&lt;br /&gt;
Sì sì… sta ragazza sta in linea su tutto…&lt;br /&gt;
Lailallì laillà that’s ammore!!! Ma che gli è preso sta mattina? ha vinto all’otto? Mi sposta la scrivania, fa le battute e mo sto pure in linea???? Ah bhè… di che mi stupisco? Sono o non sono un essere speciale? Bene bene… quindi mr simpatia apprezza il mio lavoro… anche se fin ora non mi ha chiesto niente e non si è neanche degnato di spiegarmi niente. &lt;br /&gt;
In effetti questo episodio è stata una meteora. Non mi ha mai più dato tutta questa confidenza. Anzi… quando per la seconda volta da quando sono lì gli ho chiesto se potevo fare qualcosa anche per lui (visto che praticamente faccio la schiavetta solo ed esclusivamente a Francesca, ma meglio così almeno occupo il tempo) mi ha anche risposto male. Eh, e che ti faccio fare, non lo so neanche io quello che devo fare qua dentro…&lt;br /&gt;
Ah bhè…e chi te lo chiede più! &lt;br /&gt;
Comunque… capitolerà… e alla fine mi svelerà tutti i segreti del suo lavoro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-3998933096578536336?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-18T11:42:14.852+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Post-it del 18/2 by Insurrecto</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/post-it-del-182-by-insurrecto.html</link><category>Post-it</category><category>Insurrecto</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Sat, 18 Feb 2012 00:36:04 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-1644034077877344452</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-9R_Uj0U85d4/Tz9f70PjTxI/AAAAAAAAAFk/8OQO_cz0La8/s1600/mostrodirostov.jpg" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="250" width="194" src="http://4.bp.blogspot.com/-9R_Uj0U85d4/Tz9f70PjTxI/AAAAAAAAAFk/8OQO_cz0La8/s320/mostrodirostov.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
A me questa storia del pagamento dell'Ici da parte della chiesa proprio non convince. Non lo so, mi sembra un po' come andare a chiedere al mostro di Rostov se vuole venire a cena con noi a mangiare della carne alla griglia. Io, per un certo timore che nutro nei confronti di quei tizi vestiti di nero li avrei lasciati in pace. Poi quando l'altro giorno ho visto le belle immagini della consueta festa annuale per i patti lateranensi (e chi di noi non la festeggia nelle proprie case con una bella torta e dando un pizzicotto sul culo del primo minorenne che si trova a tiro?) con una schiera di preti ovviamente tenerissimi, con quel ghigno stampato sul volto pieno d'amore e di compassione, ho avuto una certezza che si è fatta strada fra le altre: credo che per i prossimi decenni, in cambio di questa elemosina dell' Ici avremo: 37 sceneggiati televisivi con qualche simpatico Don Stocazzo, spiritoso prete di paese, al passo coi tempi e moderno (quanto cazzo mi piacciono i preti moderni... me li vedrei a getto continuo come Doctor House). Poi 8 trasmissioni a scelta da far condurre a Claudia Koll e Brosio intitolata "Ho visto la Madonna. L'ho trovata benino". Ovviamente Porta a Porta sarebbe trasformata in "Porta tuo figlio" e sarebbe condotta dal fratello di Ratzinger. Poi produzione a pioggia di sceneggiati utili al cittadino europeo moderno su Giovanna d'Arco, Una dozzina de sore buone una cifra, vita di Gesù, vita di Mosè, vita di Moser, vita di Pelè, San Pietro, San Giovanni, San Francesco con repliche ininterrotte, Giovanni XXIII il papa buono, Giovanni Paolo II il papa ancora più buono, Giovanni Paolo I il papa che, puff, è ito... (titolo scelto da Bagnasco in persona). Ingerenza in tutte le questioni italiane dalle riunioni condominiali in su. Insomma, a me sembra che con questa storia dell'Ici si è compiuto un peccato bello grosso e finiremo per pronunciare il solito "si stava meglio quando si stava peggio". Io intanto vado a preparare la griglia. Avremo ospiti nei prossimi anni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-1644034077877344452?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-18T09:36:04.329+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/-9R_Uj0U85d4/Tz9f70PjTxI/AAAAAAAAAFk/8OQO_cz0La8/s72-c/mostrodirostov.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Strimpellatori feisbucchiani sul palco dell'Ariston [Blog Feisbuc] by Kali</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/strimpellatori-feisbucchiani-sul-palco.html</link><category>Facebook</category><category>Feisbuc</category><category>Kali</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Fri, 17 Feb 2012 01:42:44 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-1074448448384322424</guid><description>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;No, aspettate un attimo. Ho appena visto Gianni Morandi presentare a suon di trombe ignoti strimpellatori feisbucchiani, per accompagnare quella sottospecie di giostra medievale che chiamiamo Sanremo. Nutro improvvisamente eccessive speranze verso questi giovani neomelodici che vengono presentati come i cantanti più votati sulla piattaforma Facebook. Un barlume di luce finalmente nelle tenebre millenarie di Sanremo, in cui i momenti di stanca sono fin troppi e dove tutto il marchingegno è andato inesorabilmente logorandosi, trascurato, arrugginito. Un declino irreversibile dal giorno in cui Mina ha abbandonato per sempre quel palco fiorito e il carosello è finito. Ma nell’era di Internet, in cui tutto è possibile, mi sembra di vedere un piccolo spiraglio, forse una via d’uscita dal tunnel Bertè - Matia Bazar. Ma niente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Cantanti di merda, riedizioni economiche e tascabili di Justin Bibier, Adele e roba simile. E canzoni di merda soprattutto. Vuote, senza contenuto, nutrite ancora dalla mortale linfa del trinomio della banalità: sole-cuore-amore.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Che palle. Anzi no, che delusione. Una manica di giovani che non hanno un cazzo da dire. Che si presentano sul palco di Sanremo solo per fare soldi, per diventare famosi, per conquistare quei cinque minuti di celebrità. Al sesto minuto il mondo si è già scordato di loro e quei miserabili strimpellatori restano soli, finiscono nel dimenticatoio insieme alle loro canzoni di merda di cui nessuno si ricorderà.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Meteore.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;E questi musicisti del momento, santo cielo,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;poi finiscono pure in cliniche di riabilitazione, i più fortunati solo dallo psichiatra, i meno&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;fortunati, invece, li ritrovano morti stecchiti sul letto di un motel, col fegato spappolato da un Margarita corretto allo Xanax. E per fortuna che noi italiani non siamo capaci a spingerci così lontano come i nostri cari amici yankee.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Però penso che Marco Masini ci sarebbe potuto arrivare a tanto, se solo mi avesse visto nei miei momenti migliori, quando avevo la radio in bagno e defecavo ascoltando il suo successo di sempre “Vaffanculo”.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Le note della sua canzone erano un toccasana per la mia stitichezza, capaci di regalare al mio colon momenti estatici indescrivibili, meglio di quanto Bethoveen potesse regalarne al mio cervello.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Ma dove ero rimasta? Ah, scusate, mi sono fatta prendere la mano e ripensare a Masini quasi mi commuove. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Un divario incolmabile separa i meccanismi triti di Sanremo dalla verità di Internet. Ma davvero volete farmi credere che quelli sono i cantanti che in rete hanno ricevuto maggiori consensi? Davvero volete darmela a bere e indurre nella mia mente il pensiero che quei tizi hanno ricevuto migliaia di “Mi piace” alle loro canzoni? Ma anche no. Diciamo invece come stanno veramente le cose, che poi non è manco un segreto di stato, ma una realtà, come tante altre, che gli italiani accettano silenziosamente da secoli, senza scomporsi più di tanto. A Sanremo non esiste verità. In televisione non esiste verità. Architetti della menzogna, gli autori televisivi non ci dormono la notte per pensare al modo più consono di rifilarci le peggio stronzate della terra. E questa dei cantanti di Facebook è una di quelle stronzate. L’unica cosa vera in tutto questo è il potere che il medium in questione sta acquistando, al punto da essere considerato probabilmente un nuovo strumento con cui plagiare le nostre menti e contemporaneamente colmare quei vuoti di verità che hanno reso Sanremo simile a uno scolapasta. Se Facebook è nelle case di tutti, allora anche Sanremo sarà nelle case di tutti. Questa è la proprietà transitiva, non è ci vuole un genio.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;E finalmente, per una volta, il pubblico sanremese non sarà solo quello degli ultrasessantenni, ma ci saranno anche i giovani. Perché se Facebook è dei giovani, allora anche Sanremo sarà dei giovani. Di nuovo proprietà transitiva. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Oh! Comunque volevo solo dire a quello che ha avuto sta trovata geniale, che su Facebook ce sta pure mia zia Augusta che c’ha ottantun anni. Sia chiaro. E c’ha pure la boccia in testa alla faccia di quel tinto di Gianni Morandi. E di sicuro mia zia, che c’ha la mente lucida, che ha fatto la guerra e che vive con un gatto orbo, adesso sta a pensa la stessa cosa che penso io. Che Sanremo è una cagata peggio delle canzoni di Masini messe tutte insieme. Che non esiste nessuna giuria popolare, nessun televoto da casa o da Facebook, ma la solita cricca de gente che si inventa i draghi per far avere cinque minuti di gloria al raccomandato di turno, o forse al padre del raccomandato di turno che considera il figlio come il prolungamento smisurato del proprio ego o, nella peggiore, come l’antidoto a quel senso di fallimento che lo accompagna tutti i giorni. Perché Sanremo è Sanremo!&lt;/span&gt;&lt;a href="" name="_GoBack"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-1074448448384322424?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-17T10:42:44.676+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></item><item><title>Post-it del 17/2 - by Insurrecto</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/post-it-del-172-by-insurrecto.html</link><category>Post-it</category><category>Insurrecto</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Fri, 17 Feb 2012 00:31:17 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-2556604086222665643</guid><description>Il patto di non belligeranza tra reti televisive ieri non mi ha dato alternative. Ho visto Sanremo. Almeno fino a quando non sono crollato sotto gli effetti narcotici di Gianni Morandi che sembrava svogliato, forse ubriaco, e dava l'impressione di essere nei giorni dell'indisposizione. Comunque ero fiducioso: la formula "cantante italiano a braccetto con big straniero" dava materiale abbondante per darsi una bella mazzettata da cinque chili sulle palle. Ed in effetti... no, vabbè, diciamo qualcosa di buono, va... Dunque, mi sono accorto che alcune belle voci erano nascoste sotto canzoni e testi mostruosi che le avevano sfigurate. Cioè Arisa e Nina Zilli sono veramente brave. Arisa soprattutto mi ha dato idea di essere brava una cifra. Nina Zilli messa accanto a Skye (cioè, mica a Biagio Antonacci) faceva la sua porca figura e, insomma, tutto porta a spostare l'indice inquisitorio sugli autori. Esistono autori italiani in grado di scrivere una canzone decente? A giudicare da questo Sanremo sembrano tutte canzoni pensate in un brain storming tra Biagio Antonacci, Gimmy il fenomeno e ringhio Gattuso. Che è? Non li pagano? Li drogano? Boh, mistero. Altro mistero riguarda le modalità per inviare un euro agli alluvionati della Liguria. Una chiamata? Un sms? Cosa! Cacchio Morandi, è semplice, parla bene! Avevi sei mesi per imparare la formuletta, spiega, cazzo! Morandi era così lucido nell'esposizione che milioni di euro sono stati inviati per fax ad un numero inesistente dell'Indonesia e poi per raccomandata 1 al Ministero delle pari opportunità del Belgio. Arriveranno. Per altri versi si sono aperti due casi che mi hanno rovinato la serata: Lucio Dalla ed Al Jarreau. Se il primo, ormai incartato nel personaggio che fa i versetti di sottofondo alle canzoni (biribuuuuubà, buuaaaaaribbbà), gira per Sanremo con un setter irlandese svenuto sulla testa e fa da supporto alla sua ultima fiamma, un ceffo senza talento di nome Carone; il secondo, Al, mi ha fatto pensare a lungo. Ho letto da qualche parte che cantare fa bene. Si producono endorfine, mi pare, e si dice facciano un gran bene alla mente e al corpo. Ebbene, Al Jarreau sembra la dimostrazione che la scienza certe volte dice una cifra de cazzate. Si è presentato sul palco in condizioni tali che per alcuni minuti lo ho confuso con Rockfeller, il pupazzo del ventriloquo Moreno. Anche lui un cifra di vocette, inutili gracchiamenti, virtuosismi che inferocivano gli animi, paresi facciale. Una tragedia. Dopo la sua esibizione mi sono profondamente intristito. Morandi lì a giustificare quel pagliaccio elencando la marea di Grammy vinti in carriera, ma negli occhi di tutti la tragica certezza di avere accanto un attrezzo che, spogliato di stellette e gradi, rispondeva ad un solo nome: l'idiota. Vabbè, poi alla fine Rocco Papaleo mi sta simpatico. Mi piace il suo approccio al Festival. Dice cazzate. Si diverte. Sembra sufficientemente matto. Purtroppo nel momento delle gag si trova come spalla Morandi che ha i tempi comici di Zeman e quindi lo vedi là che suda e vorrebbe dare un ritmo a quel vecchio carampanone. Ma a proposito di vecchi instupiditi, proprio sul più bello (?) ho preso sonno. Non so cosa mi sia perso, ma fa lo stesso tutto sommato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-2556604086222665643?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-17T09:31:17.351+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>American life - [Blog Cinema Altro] by Kali</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/american-life-blog-cinema-altro-by-kali.html</link><category>Cinema Altro</category><category>Kali</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Thu, 16 Feb 2012 01:33:07 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-1952928937527499176</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-725TGiP7-es/TzzNBnEHMQI/AAAAAAAAAFY/BZoKuillQgE/s1600/American-life-locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://4.bp.blogspot.com/-725TGiP7-es/TzzNBnEHMQI/AAAAAAAAAFY/BZoKuillQgE/s320/American-life-locandina.jpg" width="210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;Di Sam Mendes, USA-Gran Bretagna 2009, Commedia, 98’T&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Sono rimasta sbalordita dalla sincerità di questo film. In genere sono sempre un po’ prevenuta verso la cinematografia americana, ma in fondo, il regista di American Beauty non poteva deludermi. Anzi, probabilmente questo film è passato fin troppo in sordina: uscito a Natale del 2009, magari è stato eclissato, come accade sempre, dalle insulse pellicole natalizie o dalle commedie demenziali di terza categoria che l’America ci rifila ogni anno. Fatto sta che l’altra sera l’ho beccato sulla Tv satellitare e ho avuto modo di gustarmelo per bene. E’ un commedia on the road, all’apparenza non lontana da una pellicola indipendente, quindi pochi soldi, inquadrature approssimative e quattro gatti a girarla. Eppure in corso d’opera diventa un film capace di suscitare emozioni uniche, vissute attraverso i corpi e le voci di due trentenni, Burt e Verona, alle prese con il pancione di lei e la precarietà lavorativa di lui. Nessuna tragedia però, semmai la classica crisi di due futuri genitori, vissuta però con una grande leggerezza d’animo, senza troppe inquietudini, senza paure eccessive. Al contrario, il loro viaggio alla ricerca di un posto dove crescere la bimba che sta per arrivare, diventa un viaggio attraverso le nevrosi degli altri, da cui i due protagonisti cercano di tenersi lontano. Si fermano, guardano, riflettono, ma continuano il loro percorso facendo perno solo ed esclusivamente sulla forza del loro amore, così vero, quotidiano, impossibile da scalfire. Pian piano&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/" name="_GoBack"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt; capiscono di poter contare solo su loro stessi e che, per crescere la loro bambina come si deve, il segreto è lasciarsi dietro qualunque preconcetto, qualunque sicurezza acquisita.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Non c’è nessun manuale o libretto di istruzioni che dia loro la certezza di diventare bravi genitori. Devono solo provare ad esserlo. Fare di tutto per esserlo. Nient’altro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: 11pt; line-height: 115%; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: EN-US;"&gt;Magistrale la scena in cui, in un momento di debolezza e forse di paura, Burt chiederà a Verona, per l’ennesima volta: “Vuoi sposarmi?” , e lei, con un dolcissimo sorriso sulle labbra gli risponderà: ”No, mai”. Così i due protagonisti, superata anche la trappola del matrimonio-convenzione, nella consapevolezza che nessun legame sancito giuridicamente possa garantire l’eternità al loro amore, si scambieranno ugualmente delle promesse, in un modo un po’ inusuale forse, ma sono promesse che hanno davvero il sapore della verità. Lacrime assicurate alla fine. Colonna sonora perfetta.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-1952928937527499176?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-16T10:33:07.778+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/-725TGiP7-es/TzzNBnEHMQI/AAAAAAAAAFY/BZoKuillQgE/s72-c/American-life-locandina.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">3</thr:total></item><item><title>Post-it del 16/2 - by Insurrecto</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/post-it-del-162-by-insurrecto.html</link><category>Post-it</category><category>Insurrecto</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Tue, 21 Feb 2012 12:22:08 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-5485646934392509827</guid><description>&lt;p&gt;Io non lo so... è difficile parlare di Giovanardi senza grattarsi le palle. Ma non è a questo livello, quello dei gesti apotropaici atti a scongiurare, che ne so, anche soltanto di assomigliargli, che vorrei affrontare il suo pietoso caso.&lt;/p&gt;Io sono straziato per gli amici del nord. Lo dico veramente. Ne ho tanti e con molti vivo un'intesa che raramente e difficilmente riesco ad avere con miei conterranei. Per la cronaca questo figuro ha fatto una considerazione sulle lesbiche paragonando un bacio tra donne ad un atto da nascondere, di cui vergognarsi, un po' come la necessità di appartarsi quando si piscia. Espressa così, ad una persona romana come me che, come dire, adora dire battute e prendere per il culo, sembra quasi un calcio di rigore servito senza portiere. Me ne vengono mille di insulti e paragoni per seppellire l'idiozia e la violenza di quelle parole in un ghetto che le ridicolizzino. Ma il problema non è dell'ebete, poretto, il problema è per i miei amici del nord. Io posso capire l'impulso che ha portato vent'anni fa un'intera area geografica a lanciare una fiche sulla Lega. Veramente lo capisco. Forse quasi lo appoggio e magari lo avrei fatto anch'io allora al loro posto. L'obiettivo di uscire dalle pastoie di una politica zozza e corrotta (purtroppo erroneamente e strumentalmente identificata con la capitale) giustificava ogni tipo di scelta. Io un anno ho fatto anche la tessera del partito radicale, figurati un po'... un mese dopo quel mentecatto di Pannella appoggiava un bel governone Craxi, Andreotti, Forlani... e vabbè, queste sono vergogne tutte personali... Quindi dicevo, scelta giusta, forse comprensibile. Oggi a vent'anni da quella scelta il dato è: la politica è rimasta la solita merda, la corruzione la medesima, l'Italia è peggiorata e con essa tutte le sue componenti sociali e geografiche. L'unico cancro che è andato a prendere spazio in modo costante è una classe dirigente, quella leghista, che è un'onta quotidiana per il nord. Per noi oramai le loro uscite hanno smesso di essere un fastidio,  sono un po' come le sparate del tonto del paese: una risata, una pizzetta sul cranio e "vabbè, mo vattene a casa e non rompe li cojoni", Dico sul serio: non è possibile che un'area colta, evoluta ed emancipata come il nord Italia assista immobile ai continui attacchi alla sintassi di Borghezio, alle incazzature a gettone di ciò che resta di Bossi, alle volgarità intestinali e ignoranti di mezze figure come Giovanardi e frattaglie simili. Per non parlare delle nuove leve come Renzo Bossi che argomenta con l'acutezza dell'Homo Erectus ma non sa usare i suoi utensili.  E' brutto essere identificati sempre e soltanto con gente risentita e assillata da un complesso contadino di inferiorità culturale e forse anche cognitiva. Il nord non è là. Il nord non è proprio soltanto un cazzone che scende dal trattore, si rimbocca le maniche ed espettora: "Perchè achì, noi al nord se famo el culo e pagamo le tasse e invece al sud no le piace de fa un cazz'". Cioè, la vita non è tutta lì, la vita è più bella. Il nord è più bello. E il settentrionale normale lo sa. Soltanto che oggi, nell'immaginario collettivo è identificato come congelato in un continuo loop che ritrae quel contadino che scende dal trattore e ne canta quattro al mondo e poi risale e va a lavurar che nun g'ha miga tempo. A Milano la vita è bella, più bella di quello stereotipo all'interno del quale i suoi rappresentanti la vogliono seppellire. Il nord è fatto in prevalenza di gente fica, colta e libera. Per la cronaca, noi a Roma, oltre a fare i ladroni, giriamo anche per la città e ascoltiamo storie di strada. Ebbene, si narra che qui a Roma, certi rappresentanti così biliosi e arrabbiati a casa loro, non passino le giornate al San Gallicano ad inocularsi antidoti contro i virus del centro Italia in una ascesi intransigente votata solo al compimento della propria missione politica. Si parla di bisbocce quotidiane per ristorantini cari, puttane, locali. Forse vedere due lesbiche che si baciano, a queste latitudini, al riparo da occhi indiscreti, diventa anche, chissà, un gioco per pochi eletti (nel senso letterale del termine) da pagare caro. Ma tanto i soldi ci sono. E mi sa che lo schifo di vedere due donne che si baciano poi, alla lunga, je passa. Me sa de sì, je passa... Il problema, mi dirai, sarà quello di farli schiodà da qui, rimandarli a casa loro e rimetterli su quel trattore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-5485646934392509827?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-21T21:22:08.452+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Pietro da Arezzo - [Blog Parlacommeri] by Mary</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/pietro-da-arezzo-blog-parlacommeri-by.html</link><category>Parlacommeri</category><category>Mary</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Wed, 15 Feb 2012 01:30:00 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-7914438894777471424</guid><description>ciao Mary,&lt;br /&gt;
sono Pietro da Arezzo e vorrei farti una domanda importantissima. Ho scoperto che mia &lt;br /&gt;
moglie guarda film porno quando io sono al lavoro. Il problema non sono i film porno in &lt;br /&gt;
sè, ma ho paura che questo sia un campanello d'allarme. Non vorrei tornare a casa e &lt;br /&gt;
trovarla a letto con un altro. Poi mi tocca andare in galera. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Ciao Pietro da Arezzo.&lt;br /&gt;
Non so davvero come dirtelo, mi prenderò qualche secondo.&lt;br /&gt;
...&lt;br /&gt;
SEI UN COGLIONE!&lt;br /&gt;
O lo sei tu o credi che lo sia io.E tua moglie.&lt;br /&gt;
Vorresti forse farmi credere che tu mentre sei in ufficio non ti trastulli il macinapepe con qualche cumshot compilation creata ad hoc con sotto la filarmonica di Vienna per non farti sgamare?&lt;br /&gt;
E poi toglimi una curiosità:come ti viene in mente che possa sussistere contingenza tra uso di porno e adulterio?&lt;br /&gt;
Per caso c'è qualcosa che vuoi condividere con noi?&lt;br /&gt;
Ad ogni modo, posto che staccarle l'adsl non servirebbe a farla smettere, sono convinta che forse lo farebbe di meno se tu fossi un po' più prodigo di attenzioni.&lt;br /&gt;
Dopo una notte con mio marito penso che anch'io la mattina la passerei a guardare Topazio inzuppando mezza scatola di buondì nel latte e nesquick, invece di fare quella cosa che stando a quanto dici fa diventare cieche solo le donne.&lt;br /&gt;
Volevi sapere se hai motivo di preoccuparti?&lt;br /&gt;
La risposta è no.&lt;br /&gt;
E lavati le mani che hai la tastiera pasticciata.&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-7914438894777471424?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-15T10:30:00.573+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">3</thr:total></item><item><title>Post-it del 15/2 - by Insurrecto</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/post-it-del-152-by-insurrecto.html</link><category>Post-it</category><category>Insurrecto</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Tue, 14 Feb 2012 23:52:46 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-3297465518703992169</guid><description>Tocca parlarne. Sembra quasi inevitabile. Celentano. Ecco, io ieri sera non l'ho visto e neanche me ne frega nulla. Ha parlato? Ho preferito Criminal Minds perché sto mettendo a punto le tecniche per un delitto perfetto e sono a buon punto. A me lui non piace, Celentano intendo. Non so che mestiere faccia. Il cantante? Il predicatore? Lo studente di terza elementare alla scuola serale? Ho paura faccia il cantante da qualche anno, con un ego dopato dalla notorietà che gli fa apparire concreta l'illusione di avere la stoffa del predicatore e dell'opinion-leader, ma con una crudo sospetto notturno, a luci spente, di essere un povero cristo alle prese con una quotidiana battaglia con la lingua italiana e con un caos concettuale che non vuole trovare un ordine nella sua capoccia. Bene, questo ceffo ci propone la sua visione (?) da diversi decenni fatta dei soliti ingredienti buoni per tutte le stagioni: un animalismo un po' radical che ti fa venir voglia di prendere la macchina ed andare ad investire i ghepardi; avversione preconcetta alla modernità (visione che anche mio nonno aveva superato tra un rutto e una scorreggia nei primi del novecento), che, come noto, disumanizza; cattolicesimo o, no, boh, forse cristianesimo, ma comunque una bella dose di morale succhiata più o meno da quelle sentine (con la quale in Italia non te sbaji mai e c'hai sempre una bella schiera de vecchi che se farebbero stuprà dai cosacchi per difenderti); posizioni politiche da tavolata de pensionati in qualche baraccio del mantovano (e coi danè delle auto blu lorsignori potrebbero combattere li ladrùn; e se solo sti giovini fossero come eravamo noi, 'sto paese sì che l'andava ben); e poi, su tutte queste meraviglie, una spolverata di maniera da palcoscenico, quella dell'avanspettacolo più sbiadito, trito e malinconico. Riflettendoci, ho assistito in vita mia ad un paio dei suoi monologhi. Credo faccia dei monologhi perché se gli opponessero un bambino di cinque anni lui crollerebbe emotivamente e guadagnerebbe i camerini col passo del molleggiato. Certe volte certe analisi su certi personaggi non meritano trattati sociologici ma davvero poche righe di un blog qualunque, di un tizio (io) qualunque. Celentano è un poraccio, con le capacità ideative ed elaborative di un porcellino d'India, fagocitato da un sistema che lo ha messo in una posizione che non gli compete e che non ha i mezzi per sostenere. Possiamo solo ragionevolmente augurarci che finisca i periodi senza troppi danni per la lingua. E poi faccia uno dei suoi leggendari silenzi. Per sempre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-3297465518703992169?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-15T08:52:46.294+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">7</thr:total></item><item><title>Elementi del bestiario feisbucchiano: il cane [Blog Feisbuc] by Kali</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/elementi-del-bestiario-feisbucchiano-il.html</link><category>Facebook</category><category>Feisbuc</category><category>Kali</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Tue, 14 Feb 2012 01:30:02 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-5088949747326941220</guid><description>Cavalcando l’onda insurrectiana di “Animalismi”, riflettevo sulla grande quantità di spazio che ogni giorno dedichiamo su Facebook a una delle figure più affascinanti quanto misteriose, mai conosciute: il cane. Le nostre bacheche sono letteralmente affollate da foto, adozioni del cuore e panegirici di ogni sorta, dedicati al cane. Di fronte a questo dato di fatto incontrovertibile mi è venuta voglia di andare a fondo della questione, per capire cosa ha rappresentato e rappresenti ancora oggi il cane, nell’immaginario collettivo e personale degli esseri umani. E forse questa analisi ci aiuterà anche a comprendere meglio l’animale “uomo”, eccessivamente sottovalutato e mai vincitore nel confronto con l’amico cane.&lt;br /&gt;
Ma perché il cane? Perché proprio lui?  &lt;br /&gt;
Ovviamente do per scontato che tutti (o quasi) conosciate abbastanza bene le virtù del cane e quel genere di rappresentazioni che nascono proprio da tali virtù e che ci restituiscono un’immagine del cane completamente positiva. Ecco, io vorrei andare al dì là di tutte queste immagini canine preconfezionate a cui siamo abituati, quelle che ci permettono di stilare liste infinite di comportamenti buoni e positivi che sovente riscontriamo nel cane e che spesso proiettiamo in tutte le nostre relazioni umane, quasi esistesse una sorta di continuum cane-uomo. Il continuum esiste, è vero, ma non va di certo in questa direzione. Vorrei, infatti, concentrare la mia attenzione su ciò che non sappiamo del cane e, come una specie di sciamana o di psicanalista da quattro soldi, rivelare quel mondo segreto, meno evidente, diciamo così, che si nasconde dietro la magica parola “cane”. &lt;br /&gt;
E’ indubbio che il cane sia un elemento privilegiato di specifiche modalità simboliche e metaforiche, nonché il protagonista indiscusso dei repertori iconografici di ogni epoca. Antenato mitico e addirittura intermediario infernale, come Cerbero o Anubis, entrambi guardiani di una frontiera che attraversa due mondi antitetici, quello della luce e il mondo delle ombre. Ecco, è proprio da qui che ha cominciato a prendere forma l’immagine del “cane senziente”, cioè intuitivo e capace di sentire quelle forze oscure, minacciose, che l’essere umano non riesce invece a percepire. I cani sono quindi una sorta di enunciazione dell’Altro, direi io: è come se i loro occhi ci lasciassero intravedere frammenti di un mondo che ci sembra in apparenza di non conoscere, ma a cui comunque sentiamo di appartenere. L’essere canino diviene quindi il tramite tra noi e l’Altro, continuando a ricoprire il ruolo di intermediario tra due mondi, come Cerbero o Anubis. E come loro, i cani sono una specie di veicolo vivente tra il mondo della luce, cioè noi e il mondo del buio, ovvero la nostra interiorità ancestrale. Esiste un nesso potente, quindi, tra il cane e l’inconscio, dimostrabile anche da un altro punto di vista, quello del linguaggio. Nel cane, infatti, esso conserva qualcosa di pre-verbale, una sorta di ammasso informe al di qua del parlare, una forma di balebettìo pre-linguistico (pensiamo al Bau-Bau) , che cancella le differenze tra uomo e animale. Parlo di una lingua intesa come impasto sonoro, come fonazione regressiva che si avvicina molto al materiale infantile della lingua. &lt;br /&gt;
Animalità –Infanzia, un nesso sorprendente, capace di suggerirci ancora qualcos’altro, il legame bambino-cane-inconscio. Tre modi di essere, tre mondi dominati da istinto, innocenza e purezza. Hanno tutti il sapore di qualcosa che viene prima, molto prima di obblighi e divieti, di doveri, frustrazioni e roba simile. L’Animalità ha molto a che fare con quel modo di essere che viene prima del diventare adulti.&lt;br /&gt;
Diceva il filosofo Nietzsche, quando parlava della sofferenza che l’uomo ha di sé, che tale sofferenza non è altro che la conseguenza di una violenta separazione tra l’uomo e il suo passato animale. Questo significa che la nostra animalità continua a sopravvivere in noi, sottoforma di ferita, e secondo me, negli occhi di un cane, noi continuiamo a vedere proprio la cicatrice di quella ferita. Animalità pura, una dimensione che abbiamo dimenticato, perché insieme ai cani, abbiamo addomesticato e atrofizzato anche le nostre pulsioni e i nostri istinti. Il cane diviene così un animale metaforico, simbolo del nostro istinto perduto, ma anche il nodo centrale della lotta secolare tra l’Es e il Super-io. La relazione che cerchiamo di instaurare con lui è una rappresentazione silente della relazione che ogni giorno cerchiamo di instaurare col nostro inconscio, con la nostra interiorità. Ne deduco che, tanto più un essere umano è in pace con la parte più profonda di sé (e quindi ha coscienza piena delle sue pulsioni, dei suoi bisogni, dei divieti e delle rimozioni imposte dal suo Super-Es, così avrebbe detto Freud), tanto più riesce ad instaurare una relazione sana con il proprio cane. Rispettarlo significa, secondo me, rispettare la sua natura più vera, evitando a tutti i costi di farlo diventare una specie di marionetta creata a nostra immagine e somiglianza, su cui riversare i nostri eccessi, le nostre mancanze o le nostre paure. E penso pure che misurare il valore della Fedeltà, del Rispetto e dell’Amore Incondizionato sulla relazione con un cane, avendo la pretesa di proiettare gli elementi di tale relazione nel mondo umano, è davvero una pretesa assurda. Bisognerebbe ritrovare un giusto equilibrio: dis-umanizzare la figura del cane e ri-umanizzare la figura dell’uomo. Forse così i conti tornerebbero. Perché in fondo, l’idea di uomo che creiamo nella nostra mente, partendo da coordinate canine, tende a costruire, dentro l’uomo stesso, un uomo ridotto, incompleto, nemico dell’idea stessa di umanità e di se stesso. L’umanità (e scusate la ridondanza del concetto), nel tentativo di reggere il confronto con la positività del cane, diventa una vera e propria contro umanità. E’ vero, nell’uomo esiste una negatività completamente sconosciuta al cane, ma, per quanto ciò possa essere deprecabile, è chiaro che l’uomo andrebbe accettato nella sua interezza. Questo perché, accettare l’umanità solo per metà del suo essere, credo che lasci dietro di noi uno strascico di questioni pericolosamente irrisolte. Io dico che non possiamo guardare nel mare solo ciò che è marino o nell’aria solo ciò che è aereo, perché l’umanità va accettata nella sua complessità, malgrado tutto il resto.&lt;br /&gt;
Il cane, contrariamente a noi, non ha dimenticato ciò che è. E forse, nemmeno noi dovremmo dimenticare ciò che siamo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-5088949747326941220?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-14T10:30:02.452+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">12</thr:total></item><item><title>Post-it del 14/2 - by Insurrecto</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/post-it-del-142-by-insurrecto.html</link><category>Post-it</category><category>Insurrecto</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Tue, 14 Feb 2012 00:07:00 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-3679060043954812987</guid><description>La pubblicità del Superenalotto con la musica di Toto Cutugno mi mette un'angoscia sartriana. E' la rappresentazione sintetica di ciò che è l'Italia da sempre: un paesone che si aggrappa continuamente alle botte di culo. E tira a campà, e magna, e conquista le crucche, te fa fa' un sacco de risate, ti fa le corna di nascosto quando fai le foto e ti frega l'autoradio. E poi è un paese che si aggrappa ai &lt;i&gt;caudillos&lt;/i&gt; di turno, ai ducetti, con lo stesso spirito con cui sceglie i sei numeri del Superenalotto: qualche ometto che con un artificio vincente, un colpo di magia, ci tolga dai pasticci e ci faccia diventare ricchi e felici senza fa' un cazzo. Ecco, immagino come possa vedere una pubblicità di questo tipo un uomo di Oslo. Forse evocherebbe la nostra vasta fantasia mediterranea, e la prenderebbe come una bella trovata, una battuta, una delle nostre da "ittaliani, spaguetti, spassosissime personi". Chi glielo va a dire a Edvard di Oslo che non c'è niente da ridere?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-3679060043954812987?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-14T09:07:00.357+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">5</thr:total></item><item><title>Post-it del 13/2 by Insurrecto</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/post-it-del-132-by-insurrecto.html</link><category>Post-it</category><category>Insurrecto</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Mon, 13 Feb 2012 01:25:45 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-4376496257841840934</guid><description>&lt;div class="Body1" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;span style="mso-hansi-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;Questi giorni di neve sono stati giorni davvero istruttivi. Per me sono stati giorni di graduale isolamento. Vivo in aperta campagna e quindi la strada si &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;; mso-ascii-font-family: Helvetica;"&gt;è&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-hansi-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt; andata poco a poco rendendo impraticabile. Questo ha generato un po' d'ansia. Ma in fondo avevo tutto: una moglie, una figlia, dei cani, viveri per una quindicina di giorni, acqua, cibo per cani. S&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;; mso-ascii-font-family: Helvetica;"&gt;ì&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-hansi-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;, qualcuno si sarebbe potuto far male e allora sarebbero stati cazzi, ma le probabilità erano scarse. E allora mi sono messo tranquillo: un libro, il camino acceso, internet un po' a singhiozzo, cagate cos&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;; mso-ascii-font-family: Helvetica;"&gt;ì&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-hansi-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;. Fantasticavo. Per una giornata intera ho pensato che il mio ideale era quell'isolamento: viveri calati da un elicottero, un saluto con la manina a 100 metri di distanza, e poi fanculo al mondo. Nel tardo pomeriggio gi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;; mso-ascii-font-family: Helvetica;"&gt;à&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-hansi-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt; pensavo a come realizzare una segregazione di quel tipo. Il giorno dopo mi svegliavo e subito sentivo una certa ansia di arrivare al paese. Ci siamo buttati in macchina ma dopo un chilometro ci siamo fermati su una collinetta di neve. Viene Vincenzo col trattore e libera la macchina. Poi, faticosamente, molto faticosamente, arriviamo al paese. Alla fine non dovevo fare nulla. Due cagate: il pane e una barra di cioccolata per Nina. Pi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;; mso-ascii-font-family: Helvetica;"&gt;ù&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-hansi-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt; in generale dovevo vedere qualche faccia. In genere facce da culo che non sopporto. Confermo l'impressione. Torno a casa. Riprende a nevicare. Apro il computer e leggo una splendida mail da una persona sconosciuta. Mi gongolo un po' in questo. Penso che in fondo vada bene cos&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;; mso-ascii-font-family: Helvetica;"&gt;ì&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-hansi-font-family: &amp;quot;Arial Unicode MS&amp;quot;;"&gt;. Non serve la segregazione, ma solo pause in cui si possa stare ben protetti dal mondo. Dai suoi orrori e dalle sue lusinghe. Per poi tornarci.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-4376496257841840934?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-13T10:25:45.231+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">7</thr:total></item><item><title>Franko e le stelle - Oroscopo dal 13/2 al 20/2 by Insurrecto</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/franko-e-le-stelle-oroscopo-dal-132-al.html</link><category>Franko e le stelle</category><category>Oroscopo</category><category>Insurrecto</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Sun, 12 Feb 2012 23:38:42 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-1821056598778256781</guid><description>&lt;b&gt;Ariete&lt;/b&gt;: Puoi piangere, puoi ridere, ma le stelle saranno sempre dalla tua parte, veglieranno sopra alla tua testa, basterà alzarle lo sguardo e loro ci saranno. Sempre. T'hanno sfrattato!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Toro&lt;/b&gt;: Non cercare il tuo lui in un altro uomo. Soprattutto non farlo aprendolo come una cozza. Giorno fortunato: 2 gennaio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Gemelli&lt;/b&gt;: Se pensi di avere una ricca vita interiore in realtà hai la tenia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Cancro&lt;/b&gt;: Se avete scelto di rapinare una banca, il giorno fortunato è venerdì. Se per sabato non vi sento allora prevedo per voi un annetto un po' monotono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Leone&lt;/b&gt;: Per tutti quelli nati sotto il segno del Leone, sappiate che siete dello stesso segno di Fox. Quindi siete, sostanzialmente, tanti piccoli pezzi di merda.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Vergine&lt;/b&gt;: Un sensitivo è da molti giudicato come una persona stramba, e forse è vero. Può darti indicazioni precise sul tuo futuro ma, all'occorrenza, svuotare anche cantine e soffitte. Non è il mio caso, ma se hai bisogno, posso darti il numero di un conoscente, tale Franco, che svuota cantine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Bilancia&lt;/b&gt;: Dai retta a me, pialo il Metadone. Lo so che non è ugaule, dimmelo a me... solo che arriva un momento in cui un uomo con la testa sul collo dice basta. Poi, dopo che te sei ripulito fai sempre in tempo a famme uno squillo per...una rimpatriata, ma per ora ascolta la suora, pialo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Scorpione&lt;/b&gt;: Fai ben attenzione: giocati al Superenalotto la seguente sestina: 43.51.54.71.73.85   Jolly  25. Superstar 56. Fallo esattamente il 9 febbraio e vincerai al 100%.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Sagittario&lt;/b&gt;: Cupido scocca il suo dardo senza preavviso e ad ogni età. A volte pensiamo di non essere più capaci di amare dopo tante delusioni. Ma lascia aperto il tuo cuore, sempre, e un giorno se starai al lavoro, magari nel tuo negozio, e sentirai le farfalle nello stomaco e un ronzio crescente nelle orecchie nascondi tutto: è arrivata la finanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Capricorno&lt;/b&gt;: Scippare non è un lavoro. Il cuore non mente. Assecondati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Acquario&lt;/b&gt;: Caro il mio onorevole acquariuccio, se ne chiedi due poi ne paghi due. Non è che la roscia l'ho fatta venì dall'Albania a fa' turismo...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Pesci&lt;/b&gt;: Viviti le tue emorroidi con slancio ed un pizzico d'incoscienza. L'amore ha il sapore della preparazione H, non lo dimenticare. Scegliti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-1821056598778256781?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-13T08:38:42.951+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">4</thr:total></item><item><title>Gli status di Facebook - [Blog Feisbuc] by Insurrecto</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/gli-status-di-facebook-blog-feisbuc-by.html</link><category>Facebook</category><category>Feisbuc</category><category>Insurrecto</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Sat, 11 Feb 2012 00:49:18 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-8762884156632604164</guid><description>E' molto chiaro. Facebook non dice niente del nostro stato. O lo dice raramente. O lo devi leggere tra le righe. Teoricamente potresti dare un bollettino in tempo reale del tuo stato ma in realtà informi di una fantasia, di una rappresentazione di te stesso. Accediamo a questa strana vetrina e mettiamo in bella mostra la nostra idea di realtà. Osservazioni meditate; tante, tante battute esilaranti; totale adesione a tutte le cause nobili di questo mondo; un'infinità di interessi che stanno là per dire: "ho una ricchezza interiore che neanche te figuri"; qualche accenno alla tristezza, ma solo per dire: "la mia bellezza sta anche in questo ripiegarmi di tanto in tanto su me stesso perché chi è profondo è anche un po' triste". Ecco. Abbiamo creato un artificio. Crediamo di essere noi, ma in realtà è una nuvola di nulla. Una delle maggiori brutture di Facebook, tutto sommato, è proprio questo gap che si forma tra il reale stato di una persona e la propria proiezione telematica. Il nostro profilo Facebook non è neanche una metafora. Non è niente: è scambiare un desiderio con la realtà e proporla agli altri. Agli altri non sé. Diciamo che, come nel calcio esiste una fase offensiva ed una fase difensiva, anche su Facebook esistono due fasi: quella di proposta e quella di testimonianza. Tendenzialmente quella parte di noi che legge si avvicina di più al nostro vero stato percettivo. Leggiamo una cosa e la nostra mente si mette a ruminare osservazioni di vario genere: "ma anvedi le cazzate che scrive questa/o, buciarda/o, io te conosco...". Il problema sta nella fase offensiva. Qui caschiamo tutti. Questa, molto più della realtà dove già ci affanniamo a presentare un'immagine così come il mondo vorrebbe che fosse, è una totale caricatura. Ma nella realtà ci viene offerto lo strumento del non-verbale, della sua osservazione e quello ci dice molto sul reale stato del nostro interlocutore. Ho sentito degli "Sto bene, tutto a posto..." che suonavano come un "chiama l'ambulanza, ti prego". Ma l'osservazione diretta diceva tutto. Ho visto delle supposte profondità evaporare come con un soffio di vento, ho visto presunte comicità virare allo squallore più assordante senza l'appiglio di qualche barzelletta "esilarante". Ecco, queste due righe per dire, e soprattutto per ricordare a me stesso, che Facebook può al massimo aspirare al rango di gioco. Passatempo. Simulazione per persone che si annoiano. Magari un mezzo per mantenere dei contatti con persone lontane. È il massimo che puoi ragionevolmente chiedergli. Se cerchi un mezzo per relazionare te stesso ad altri se stessi, alza il telefono e dai un appuntamento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-8762884156632604164?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-11T09:49:18.676+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></item><item><title>La scalata al potere - Cap 2 [Blog S-Files] by Silvye</title><link>http://www.perasperaadastra.org/2012/02/la-scalata-al-potere-cap-2-blog-s-files.html</link><category>Silvye</category><category>S-files</category><author>perasperablog@gmail.com</author><pubDate>Fri, 10 Feb 2012 00:14:23 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2334683087878908994.post-6962507086132821848</guid><description>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;È giovedì… la mia prima settimana di stage sta per finire… e se continuo così terminerò anche io di esistere! La cosa più traumatica? La sveglia… ore 6.30 e non conta nulla se vado a dormire alle&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;20.00 alle &lt;metricconverter productid="21.00 a" w:st="on"&gt;21.00 a&lt;/metricconverter&gt; mezzanotte o alle 03.00 non ce la posso fare!! La prima cosa che penso è…&lt;i&gt;speriamo che trovo il posto a sedere sulla metro così mi faccio un’altra mezz’ora di sonno&lt;/i&gt;! Utopia? Vana speranza? Devo dire che una volta è successo. Mi pare martedì.. ho trovato dove sedermi e dal momento che il tratto Cinecittà-Cipro &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;dura circa 45 minuti.. bhè… di tempo per dormire ne ho in abbondanza! E così è stato! Una bella pennica e devo dire che mi sono svegliata fresca come una rosa..&lt;i&gt;ahhhhh era proprio quella mezz’oretta che mancava! Ora sì che si può iniziare la giornata&lt;/i&gt;..&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Peccato che il resto della settimana io l’abbia passata in piedi cercando punti strategici dove potermi appoggiare e non dico dormire ma quantomeno appisolarmi o tenere gli occhi chiusi e compensare come meglio potevo..&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Ma mi sto attrezzando… tempo un’altra settimana e saprò esattamente quale metro dovrò prendere (se quella delle 7.58 delle 8.00 o delle 8.02 e così via..) , su quale vagone salire(tra il primo e il secondo o l’ultimo e il penultimo) e persino il sedile più comodo per dormire in santa pace! È&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;solo una questione di strategia e di metodo… intanto ho imparato a discriminare e riconoscere chi delle persone sedute scenderà per prima! Vi faccio un esempio.. i liceali scendono tra colli albani e manzoni, gli uomini/donne in carriera tra san Giovanni e termini al massimo barberini o flaminio, gli stranieri quasi tutti tra Vittorio Emanuele e termini… Gli anziani e i non classificabili… vanno evitati come la peste! Impossibile capire quando scenderanno…capace che te li porti dietro per fermate e fermate… tu scendi e loro sono ancora lì seduti.. oppure scendono dopo una fermata..&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Comunque…sto imparando a svegliarmi con un buon caffè gentilmente servito dal barista davanti il Municipio… per un po’ andrà bene, poi già so’ che la caffeina anziché svegliarmi mi lascerà solo delle fastidiose palpitazioni e il solito sonno!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Pisolino o non pisolino, caffè o non caffè… fatto sta che dopo queste due cose non mi resta che varcare il portone d’entrata con tanto di scritta &lt;i&gt;lasciate ogni speranza oh voi che entrate…&lt;/i&gt;(il piano terra è l’inferno ricordate?) Mi accoglie un Caron Demonio tutt’altro che demonio, una persona squisita che traghetta chiunque entra al giusto sportello, la giusta stanza, il giusto impiegato… Ormai ha imparato che lavoro lì e ha smesso di chiedermi “cosa deve fare?”, mi saluta e mi augura buona giornata… &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;La mia destinazione è il quinto piano (fatto rigorosamente a piedi&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;perché ho un appuntamento con l’estate e non posso presentarmi in queste condizioni…con la ciccia che se la ride). Sembra una cosa facile da fare? Raggiungere il quinto piano intendo! Assolutamente no! ogni piano è fatto stile Grande Raccordo Anulare.. cioè è rotondo… ci sono due scale&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;e due ascensori su fronti opposti e a seconda di quello che prendi sbuchi in posti diversi… certo girando in tondo qualunque direzione prendi arrivi dove devi arrivare… ma da una parte il tragitto è decisamente più lungo…&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;In più bisogna dire che sono tutti uguali…non ci sono angoli o colori o piante da prendere come riferimento per orientarsi! E così ogni mattina non mi resta che seguire l’unico tratto che ho imparato (portone- scale) e poi affidarmi al caso… inizio a salire (e già questo associato al sonno cosmico crea qualche problema sia di fiatone che di organizzazione spazio-temporale) e una volta arrivata in Paradiso…faccio un salto, poi un altro, faccio una giravolta la faccio un’altra volta guardo su guardo gìù dico &lt;i&gt;bidibibodibibù &lt;/i&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;e busso alla porta della segreteria della Presidenza… sperando sempre di averci azzeccato..&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Parola d’ordine …e si spalancano le porte del Regno. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;La schiera di “mamme” mi saluta calorosamente anche gli unici due uomini che lavorano lì sono molto gentili… mi trattengono un po’ per chiedermi &lt;i&gt;come va come stai come ti trovi e bla bla…&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Il primo giorno l’ho passato praticamente a far nulla, sono arrivata e c’erano solo quelli della segreteria… nessuna traccia della famosa Francesca e dell’ancor più famoso AGOSTINO!! Gli uomini (intesi sia maschi che femmine) della segreteria mi hanno fatto spazio tra le loro scartoffie e intrattenuto per un’oretta circa. Dalla postazione strategica ecco quello che ho visto e sentito… &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Ah ci tengo a precisare che per molto tempo queste persone non avranno nessun nome se non di fantasia perché… pur essendosi presentati.. io non me ne ricordo neanche uno… meno male che mi salutano sempre loro per primi perché altrimenti non li riconoscerei neanche! E lo so… ma non è colpa mia.. già non ho memoria per i nomi se poi me li dicono mentre il mio cervello ancora dorme.. non c’è la minima speranza.. devo solo augurarmi di sentire pronunciare i loro nomi dalle &lt;metricconverter productid="10 in" w:st="on"&gt;10 in&lt;/metricconverter&gt; poi e in un momento in cui io possa appuntarmi su un foglio &lt;i&gt;ciccione=Piero, bionda=Laura 4occhi=Luigi… &lt;/i&gt;e così via.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Dunque…l’individuo che da ora in avanti chiamerò &lt;b&gt;Il Maestro &lt;/b&gt;è un signore di mezza età, molto simpatico alla mano…e pieno di saggezza! &lt;i&gt;Aho, silvia nun so se hai mai lavorato nel pubblico ma qua se fa tutto con comodo!&lt;/i&gt; Avrò molto da imparare da lui… Maestro! Ecco l’omone non si scompone per nessuna cosa, non ne sa molto di quel che fa, ma la fa… e questo basta. In stanza con lui una signora a cui non posso dare neanche un nome di fantasia perché non me la ricordo proprio… nulla di lei mi ha colpito tranne forse che è un po’ meno rilassata del Maestro… hanno molta dimestichezza nel fare i caffè alla macchinetta e nel portarli alla Presidente del Municipio quando riceve i suoi ospiti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Ahhhhhh oltre ai nomi di Francesca e AGOSTINO&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;ho imparato anche quello della Presidente… &lt;personname w:st="on"&gt;Antonella &lt;/personname&gt;ma solo perché ho un suo manifesto appeso in ufficio con la sua foto e il nome sotto!! &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Mentre mi guardo intorno e ascolto le telefonate personali della segretaria alla mamma, poi alla figlia poi al marito.. e studio il portamento che il Maestro ha nel girare nella stanza senza fare nulla sbuca da una porta una ragazza, in tuta e elettrica ma dal viso simpaticissimo! Francesca!!!! L’archivio storico dell’ufficio! Si presenta con fare esuberante, mi risucchia nella stanza dove io lei e AGOSTINO convivremo per un po’! L’ufficio è decisamente .. non in disordine… ma in rigoroso ORDINE SPARSO! In mezzo minuto mi dice 800 cose, &lt;i&gt;qui si fa questo quello e quell’altro… si fa rassegna stampa, si scrivono articoli per il sito per il giornale, le lettere per il presidente, le mail per gli eventi, i ringraziamenti, si ricevono le mail dei cittadini, si promuovono leggi, si varano decreti, qui ci sono gli archivi, qui ci sono le chiavi del bagno, qui il pulsante per aprire la porta,da qui arrivano i fax, da qui si sguinzagliano i pit bull contro i rompicoglioni e questo tasto rosso vicino al tasto rosso per aprire la porta fa esplodere le bombe atomiche in tre punti di versi del mondo causandone la fine in 30 secondi! &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Wow! &lt;/i&gt;penso&lt;i&gt; il mondo con me da oggi in poi rischierà di finire almeno 3 volte al giorno!&lt;/i&gt; (il numero delle volte che spingerò il pulsante rosso per aprire la porta e andare a fare pipì!)&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;A un certo punto Francesca deve essersi resa conto di aver esagerato un po’… mi guarda ride…e mi dice di iniziare con una bella rassegna stampa! Sì ecco… &lt;i&gt;ma dove sono i giornali??&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Quelli arrivano quando arriva la Presidente, li porta il suo autista. La Presidente ci tiene moltissimo alla rassegna! &lt;u&gt;Deve essere ben fatta.&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;u&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Chiaro e semplice… se non fosse che uno non può fare la rassegna stampa alle 11 del mattino!!!! &lt;i&gt;Ma dai!!!&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Che senso ha??&lt;/i&gt; Poi mi tornano in mente le parole del Maestro…&lt;i&gt;qua se fa tutto con comodo&lt;/i&gt; e allora capisco.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Mi guardo intorno e cerco dove sedermi… c’è la scrivania di Francesca, la scrivania di AGOSTINO (&lt;i&gt;a proposito… ma AGOSTINO dov’è??bha!) &lt;/i&gt;e…. un tavolinetto all’angolo con davanti un triste armadietto grigio… &lt;i&gt;ooooooookkkkkkkk&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;ho capito, il mio posto è quello…bhè dai.. magari una volta sgomberato dalle pile di fogli e giornali e ripulito scoprirò che è poi così piccolo, e che quell’armadietto non è poi proprio grigio… ma perlato.. e magari anche meglio di quelle grandi scrivanie vicine…&lt;/i&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Francesca molto umanamente si preoccupa e di prodiga per aiutarmi, promettendomi che troverà un posto più comodo, devono risistemare l’intero assetto della stanza l’ordine e la disposizione di tutto, arrivare nuovi armadi…anzi chiamerà subito qualcuno per spostare una pila di documenti accatastata per terra così potrò sedermi senza stare con la faccia rivolta verso il muro!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Che tesoro… ma Il Maestro appare sornione dalla porta… il suo sorriso significa…&lt;i&gt;qua se fa tutto con comodo…&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Inizio la mia rassegna… lo scopo è fare una panoramica generale dei fatti più importanti legati alla politica e agli eventi del Paese, della Città e del Municipio. In pratica leggo i giornali al posto del Presidente, gli sottolineo le cose più importanti dell’articolo e glieli metto da parte! &lt;i&gt;Comoda la vita è?? Strano che non debba ripeterglieli a voce!&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Mi metto lì… ma continuo ad ascoltare le esilaranti vicende private tra gli impiegati… li sento borbottare tra loro… pare che qualcuno faccia un po’ come gli pare… indovinate di chi parlano?? Del mio TUTOR….AGOSTINO che poi è il capo della baracca comunicazione.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Sembra che non verrà perché la bambina ha vomitato!!! &lt;i&gt;Ahahaa ma chi sei QUELO??&lt;/i&gt; Il mitico personaggio di corrado Guzzanti che come scusa metteva che la bambina aveva vomitato tutta la notte nei posti più assurdi!! &lt;i&gt;Ahahaahaha…&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;La Madonna in una delle sue apparizioni mi aveva parlato di un capo giovane, carino… e ora scopro che ha una bambina… umh…ecco la prima fregatura..&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Le mie ore passano così… senza troppe cose da fare… è un momentaccio… le elezioni si avvicinano e la campagna elettorale rapisce tutti… non c’è tempo per spiegarmi. Mi guardo intorno, la faccia del presidente sul muro, l’armadio perlato, le scrivanie piene di post-it e appunti indecifrabili…&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Alla fine arriva la mia ora… nel senso che si fanno le 13 e devo andarmene. Saluto tutti…eseguo il solito rituale… (faccio un salto, poi un altro, la giravolta.. etc…) e &lt;i&gt;puf!libera!&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Finalmente ho incontrato il mio TUTOR! Oggi l’ho incontrato! Ecco la seconda fregatura!! Quando acchiappo la Madonna gliene dico 4… speriamo almeno che l’altra Madonna non abbia fatto la stessa cosa con le pastorelle di Fatima..sennò siamo ripuliti…&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Quando sono arrivata ho di nuovo pensato di essere su una candid camera…come l’altra volta a Ciampino.. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Arrivo… puntuale… entro… e il Maestro…&lt;i&gt; eheheh buongiorno! Già qui! Se arrivi così presto ci fai fare brutta figura… dovremo arrivare prima noi… altrimenti…diamo le chiavi a te! Ehehe…tanto qui prima delle 9.30-10 non arriva nessuno!&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Bhè so quello che devo fare… la rassegna stampa…anche se non c’è nessuno non è un problema… eh no! il problema c’è eccome!! Niente presidente niente giornali!! &lt;i&gt;Oooooookkkkkk capito… aspetterò che arrivi qualcuno…&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Faccio due chiacchiere con il Maestro, con le varie mamme… quando non so bene da quale bocca esce fuori un ….&lt;i&gt;aho!!! ma o’sai a chi assomiji?? Ammazza… mo che te sto a vedè bene…pari a’sosia!! Uguale è vè? &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Sì sì uguale…&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Ammazza..&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Oh sai a chi??&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Mentre nella mia testa mi rispondo da sola… un coro di voci si leva…&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;A BARBRA STREISAND!!!&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Ma va?? Ma dai?? Ma no?? ma guarda!?Pensa un po’! ma lo sai che non me lo aveva MAI detto nessuno?? Complimentoni!! Geniali!! &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Ovviamente è quello che avrei voluto rispondergli… ma alla fine ho fatto finta di cascare dal pero… con un semplice… &lt;i&gt;grazie &lt;/i&gt;e &lt;i&gt;sì qualcuno ogni tanto me lo dice…&lt;/i&gt; Sfodero il sorrisetto imbarazzato che fa tanta tenerezza e mi libero di loro rintanandomi nella stanzetta… sul mio tavolino che oggi sembra più piccolo di ieri…&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;C’è un portatile…wow! lo accendo…ma non ci sono i virus… ci sono proprio i mostri!!!!! Il pc non è protetto!! Naviga senza antivirus!!! Follia pura!! &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Nel frattempo arriva Francesca… poi si sussegue una marea di altra gente che entra e esce… due addirittura fanno anche a capelli… una da quel che ho capito è un consigliere donna l’altra una semplice impiegata… motivo della discussione? Un&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;ignaro cittadino si è rivolto all’impiegata con un “lei che è consigliere.. potrebbe..” e il vero consigliere…si è risentito!!!!!!! Ahahhaaha ma và la!!! Erano proprio toni minacciosi e molto duri!!! Sangue sangue sangue!!!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Tra un vai e vieni, entra e esci… piacere silvia, piacere pinco palla, ah sai a chi assomigli e via discorrendo entra un signore. Lo guardo, mi guarda… silenzio. Mi guarda, lo guardo… silenzio… Rompo il ghiaccio sorrido e mi presento. Risposta: AGOSTINO&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Ahhhhhhhhhhhhhh il TUTOR il CAPO!!!!!!!!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Bisbiglia qualche frase tipo &lt;i&gt;in cosa sei laureata? Ah, scienze della comunicazione… e che si dice nel mondo del lavoro per voi??&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Che si dice?????? Ma sei scemo????? Se sto qui a fare la schiava a te che si può dire nel mondo del lavoro??? Idiota!&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Fine della conversazione… siamo solo io e lui nella stanza, io non ho nulla da fare… neanche lui… guarda il cellulare, chiama qualcuno, poi accende il pc. Nulla per lui non esisto.. eppure il mio tavolino è attaccato al suo. &lt;i&gt;Sono la stagista… ehi??? Sono qui???!!!! Parla con me!!! Dimmi che fare!!! Raccontami del magico mondo della comunicazione in Municipio, dimmi che si fa, dimmi come sta la bambina ma dimmi qualcosa!!!!&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Niente nulla…&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Si va avanti così per una buona mezz’ora poi per fortuna arriva Francesca e mi chiede di scriverle una lettera… &lt;i&gt;meno male per i prossimi 10 minuti avrò qualcosa da fare&lt;/i&gt;…Poi il Maestro mi porta i giornali… &lt;i&gt;Finalmente!!!&lt;/i&gt; Mi tuffo nelle pagine dei giornali e anche io sparisco per un po’! &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Guardo AGOSTINO… sposato, due figlie, e di interessante neanche il colore della giacca… e per di più odioso!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Le giornate si sono susseguite più o meno tutte così.. con Agostino che mi ignora e Francesca che cerca di farmi fare qualcosa senza però sfruttarmi… anzi si preoccupa di chiedermi per esempio un fax… &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;non sono lì per fare fotocopie certo ma che male c’è? Infondo in un ufficio queste cose si fanno… Vabbè… ma ora viene il bello perché Francesca mi ribadisce che quella postazione è solo temporanea.. non definitiva… AGOSTINO alza lo sguardo dalla sua scrivania… si gira verso il mio tavolinetto che si affaccia su un meraviglioso armadietto grigio perla…come per dire…&lt;i&gt;a me sembra che non ci sia nessun problema…cos’ha che non va questo meraviglioso tavolinetto sommerso di scartoffie, che si affaccia davanti un grazioso armadietto grigio topo??&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Francesca non si accorge neanche di questo pensiero del Capo (che è anche il suo Capo) e continua &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Poi dopo ci mettiamo un attimo tutti e tre e leviamo sti faldoni dal tavolo e da terra…&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;A questo punto Agostino strabuzza gli occhi!!non crede alle sue orecchie… credo gli sia uscito per un istante il fumo dal naso. Ne sono certa ha pensato:&lt;i&gt;eh????????????????? Chi?????? Noi chi??? Io che???? Ma sei scema? Ma che hai fumato sta mattina??? tsè.. questa sta fuori!!&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Penso che Francesca ce la sta mettendo tutta, che ci crede in quel che dice… ma qui…&lt;i&gt;qui si fa tutto con comodo…&lt;/i&gt; sì… le cose importanti si fanno con comodo.. quelle inutili non si pensano neanche! E sistemare il mio posto.. è cosa inutile…&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Forse mosso a compassione per questo strano esserino che ha vicino la sua scrivania… oggi Agostino mi ha chiesto se volevo un caffè…senza neanche insistere.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Ho provato a dirgli che se aveva qualcosa che potevo fare magari mentre lui sbrigava qualcosa di più urgente poteva dirmelo.. ma lui ha bofonchiato un po’ di sì un po’ di no… e poi più nulla..&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Credo che per lui io sia solo una spettatrice.. che va lì e guarda inutilmente qualcosa o qualcuno… e che non vede l’utilità e la necessità di una stagista tra le scatole..&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Ahhhhhh ovviamente anche a lui è stato detto &lt;i&gt;aho agostì… a chi somija silvia?? Dai aho è uguale!! Agostì ma no’ o vedi?? È n’attrice e pure na cantante famosa!!&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Ah, sì, alla streisand. &lt;/i&gt;Risposta data con fare stanco e per niente interessato…poi quasi come per provare a fare il simpatico… mi guarda e mi fa.. &lt;i&gt;bhè dai c’è di peggio no?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;SI’ TU!!!!&lt;/i&gt; Avrei voluto rispondergli!!!! &lt;i&gt;Ma vaff…&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Mr Simpatia!!! &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Comunque vedremo un po’ dove andremo a finire…&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Credo che farò prima a comprarmi un bel poster delle alpi da appendere sull’armadietto grigio topo, a scaricarmi un antivirus per il mio pc a pulirmi il tavolino e magari anche a comprarmi penne e matite… oggi ne ho presa una dal portapenne di Agostino… sembrava avessi commesso il gesto più maleducato possibile! &lt;i&gt;Ari-ma vaff… &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;La storia continua…eccome se continua…&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2334683087878908994-6962507086132821848?l=www.perasperaadastra.org' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-10T09:14:23.952+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></item><media:rating>nonadult</media:rating><media:description type="plain">Il blog che parla di tutto per tutti</media:description></channel></rss>

