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	<title>Pickline</title>
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	<description>News e approfondimenti</description>
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	<title>Pickline</title>
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		<title>Allergia ai pollini: sintomi, stagionalità e prevenzione (senza falsi miti)</title>
		<link>https://pickline.it/2026/06/04/allergia-pollini-sintomi-stagionalita-prevenzione/</link>
		
		
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 07:27:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Allergia ai pollini]]></category>
		<category><![CDATA[graminacee]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione allergie]]></category>
		<category><![CDATA[Rinite allergica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’allergia ai pollini (spesso chiamata “febbre da fieno”) è una delle cause più comuni di rinite allergica stagionale: il sistema immunitario reagisce ai pollini come se fossero una minaccia, scatenando infiammazione soprattutto a livello di naso e occhi. Molte persone la liquidano come un fastidio periodico, ma quando i sintomi sono frequenti o intensi possono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">L’allergia ai pollini (spesso chiamata “febbre da fieno”) è una delle cause più comuni di </span><b>rinite allergica stagionale</b><span style="font-weight: 400;">: il sistema immunitario reagisce ai pollini come se fossero una minaccia, scatenando infiammazione soprattutto a livello di naso e occhi. </span><span style="font-weight: 400;">Molte persone la liquidano come un fastidio periodico, ma quando i sintomi sono frequenti o intensi possono incidere su sonno, concentrazione, rendimento scolastico/lavorativo e, in chi è predisposto, peggiorare o “accendere” sintomi bronchiali. ARIA (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma) insiste da anni sul legame tra rinite allergica e asma: naso e polmoni fanno parte dello stesso sistema respiratorio e vanno considerati insieme.</span></p>
<h2><b>Sintomi: come si manifesta davvero</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">I sintomi tipici della rinite allergica da pollini includono starnuti a raffica, prurito al naso, naso che cola (rinorrea) o naso chiuso, spesso accompagnati da </span><b>prurito e lacrimazione oculare</b><span style="font-weight: 400;"> (congiuntivite allergica). </span><span style="font-weight: 400;">Altri segnali “meno ovvi” possono essere gocciolamento retronasale (muco che scende in gola), tosse irritativa, voce nasale, riduzione dell’olfatto e stanchezza da sonno disturbato. </span><span style="font-weight: 400;">Una differenza pratica utile: nel raffreddore comune di solito compaiono febbre (non sempre), dolori, malessere generale e la durata è più limitata; nelle allergie i sintomi possono ripresentarsi o persistere finché l’esposizione ai pollini continua.</span></p>
<h2><b>Stagionalità: quando “volano” i pollini</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La stagionalità dipende da clima e zona, ma in generale in Europa si osserva spesso questo schema indicativo: pollini di alberi in primavera, graminacee tra fine primavera ed estate, e alcune infestanti in tarda estate/autunno. </span><span style="font-weight: 400;">Il punto chiave è che la “stagione” non è identica ovunque: cambia con latitudine, altitudine, meteo e andamento climatico annuale. Proprio per questo le società scientifiche raccomandano sempre di combinare i sintomi del singolo con i bollettini pollinici locali, quando disponibili. </span><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi anni, inoltre, diversi enti di salute pubblica sottolineano che l’aumento delle temperature può favorire stagioni polliniche più intense o prolungate in alcune aree.</span></p>
<h2><b>Prevenzione e riduzione dell’esposizione: cosa funziona davvero</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Evitare del tutto i pollini è impossibile, ma alcune misure riducono in modo concreto la quantità di allergene con cui entriamo in contatto. </span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400;"><strong>Controlla i bollettini pollinici e pianifica le attività:</strong> nei giorni di picco, se puoi, limita le attività all’aperto e arieggia casa nelle ore più favorevoli (dipende dal luogo e dal meteo).</span></li>
<li><strong>Proteggi occhi e vie aeree quando serve:</strong> occhiali avvolgenti, cappellino e, in caso di esposizione importante (giardinaggio, giornate ventose), una mascherina filtrante possono ridurre l’impatto dei sintomi in alcune persone.</li>
<li><strong>Porta i pollini “fuori casa”:</strong> al rientro, cambia vestiti, fai la doccia e lava i capelli se sei stato molto all’aperto; evita di sederti subito su letto/divano con abiti usati fuori. Sono consigli pratici sostenuti anche da indicazioni di sanità pubblica.</li>
<li><strong>Aria in casa:</strong> finestre chiuse nei momenti di alta concentrazione, uso di climatizzazione/filtri e pulizie “furbe” (panni umidi, aspirapolvere con filtri adeguati) aiutano a ridurre allergeni indoor che possono sommarsi ai pollini.</li>
<li><strong>Attenzione agli occhi:</strong> evita di strofinarli (peggiora il prurito e aumenta l’infiammazione); lava le mani spesso, soprattutto dopo essere stato all’esterno.</li>
</ul>
<h2><b>Terapie: cosa si usa più spesso e quando parlarne con lo specialista</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La terapia va personalizzata, ma le linee guida e i documenti clinici convergono su un punto: per rinite allergica moderata o persistente, gli </span><b>spray nasali corticosteroidei</b><span style="font-weight: 400;"> sono tra gli strumenti più efficaci nel controllo di congestione, starnuti e rinorrea, mentre gli </span><b>antistaminici</b><span style="font-weight: 400;"> (orali o intranasali) sono utili soprattutto per starnuti e prurito.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se i sintomi sono prevedibilmente stagionali, spesso conviene non aspettare “di stare malissimo”: iniziare la strategia terapeutica poco prima del periodo critico può aiutare a contenere l’infiammazione (il tuo medico ti dirà come e quando). </span><span style="font-weight: 400;">Quando i sintomi sono importanti, durano molte settimane ogni anno, o impattano significativamente la qualità di vita, può essere utile una valutazione allergologica per discutere l’</span><b>immunoterapia allergene-specifica</b><span style="font-weight: 400;"> (vaccino desensibilizzante), che in selezionati pazienti può ridurre sintomi e consumo di farmaci nel tempo.</span></p>
<h2><b>Quando non è “solo allergia”: segnali da non trascurare</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Parla con il medico se compaiono dispnea, sibili, tosse notturna o durante sport, o se i sintomi nasali sono continui e resistenti alle misure standard: può essere necessario valutare asma, sinusite, poliposi o altre cause. Il collegamento rinite-asma è ben riconosciuto e merita attenzione, soprattutto se l’allergia ai pollini “scende” verso i bronchi. </span><span style="font-weight: 400;">Richiedi una valutazione urgente se compaiono difficoltà respiratoria marcata, gonfiore importante o sintomi sistemici severi.</span></p>
<blockquote><p><span style="font-weight: 400;">Nota per il lettore: questo articolo è informativo e non sostituisce la valutazione del medico curante.</span></p></blockquote>
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		<title>Lo spazzolino: il viaggio dei sentimenti</title>
		<link>https://pickline.it/2026/06/03/libro-separazione-genitori-lo-spazzolino/</link>
		
		
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 04:46:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Luciana Mandarino]]></category>
		<category><![CDATA[memoir]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono libri che nascono da una risposta e libri che nascono da una necessità: non per “dire qualcosa”, ma per impedire che i momenti più importanti della nostra vita restino muti. Lo spazzolino di Luciana Mandarino, edito da Contanima, appartiene a questa seconda specie: un memoir letterario intimo e potente che tocca il cuore [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono libri che nascono da una risposta e libri che nascono da una necessità: non per “dire qualcosa”, ma per impedire che i momenti più importanti della nostra vita restino muti. <a href="https://amzn.eu/d/07Kzi6d4" target="_blank" rel="noopener"><em>Lo spazzolino</em> di Luciana Mandarino</a>, edito da Contanima, appartiene a questa seconda specie: un memoir letterario intimo e potente che tocca il cuore di chiunque abbia vissuto una separazione, un cambiamento o la ricerca della propria strada.</p>
<p>​Il gesto d&#8217;origine è minuscolo e domestico: un oggetto quotidiano che torna, una presenza che accompagna. Fin dalle prime pagine, diventa chiaro che il focus non è l&#8217;oggetto in sé, ma la sua straordinaria capacità di viaggiare nel tempo e nello spazio, ricomponendo i ricordi di un&#8217;infanzia divisa tra due case.</p>
<p><strong>​Il divorzio visto con gli occhi di una bambina</strong></p>
<p>​Il libro affronta il tema della separazione senza filtri o grandi discorsi ideologici, ma attraverso la logistica emotiva delle giornate: valigie da fare, tempi spezzati, vacanze da incastrare e case che si alternano. Al centro di questo legame tra passato e presente c&#8217;è uno spazzolino da denti – chiamato Ciro nel testo – che diventa il compagno di viaggio ideale, la certezza che resta quando tutto cambia, lo strumento per dare voce a emozioni che una bambina non sa ancora esprimere.</p>
<p>​La critica e i lettori lo hanno accolto con un entusiasmo raro e unanime: “Un libro che ti entra dentro lentamente, pagina dopo pagina”, capace di dipingere sprazzi di vita con una scrittura semplice, fluida e ricca di immagini che arrivano dirette al cuore.</p>
<p>​L&#8217;autrice, amante della cultura giapponese, evoca la suggestiva tecnica del Kintsugi: non nascondere le crepe della vita, ma saldarle con l&#8217;oro per trasformare la fragilità in una nuova e straordinaria forza.</p>
<p><strong>​La svolta digitale: la tua storia, sempre con te</strong></p>
<p>​Dopo il successo delle tappe del tour in presenza – <strong>che proseguirà il 13 giugno a Castellammare di Stabia</strong> – <em>Lo spazzolino</em> compie un passo fondamentale per raggiungere ogni lettore: <strong>da oggi è finalmente disponibile in formato Ebook</strong>.</p>
<p>​È un passaggio naturale per un testo fatto di spostamenti, ricordi e ritorni. Il formato digitale esalta l&#8217;anima stessa del libro: ora può viaggiare con te sul tuo smartphone, tablet o e-reader. Diventa un compagno di lettura senza peso, pronto a offrirti un rifugio di emozioni ovunque tu sia: in treno, in viaggio, nei momenti di pausa o la sera prima di addormentarti.</p>
<p><a href="https://www.kobo.com/it/it/ebook/lo-spazzolino?sId=83fb05ac-3bd4-4e92-8a91-3fcdb1edbc9e&amp;ssId=bkUHcwCMmLP2f_SqSDL8O&amp;cPos=1" target="_blank" rel="noopener">​Non perdere l&#8217;occasione di scoprire l&#8217;esordio letterario di cui tutti parlano. Porta questa storia intensa e luminosa sempre nella tua tasca.</a></p>
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		<title>Da Esiodo a Mel Gibson, il dolore raccontato da Umberto Eco</title>
		<link>https://pickline.it/2026/05/24/umberto-eco-riflessioni-sul-dolore-filosofia-sofferenza/</link>
		
		
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 19:01:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Eco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti noi abbiamo fatto esperienza del dolore nella nostra vita. È una realtà purtroppo ineluttabile. È come il Male, e da sempre, fin dalla origine della nostra civiltà gli uomini hanno cercato di spiegarne la causa, e lo hanno fatto ricorrendo anche al mito (si pensi a Esiodo). Nelle Riflessioni sul dolore, Eco vola basso. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti noi abbiamo fatto esperienza del dolore nella nostra vita. È una realtà purtroppo ineluttabile. È come il Male, e da sempre, fin dalla origine della nostra civiltà gli uomini hanno cercato di spiegarne la causa, e lo hanno fatto ricorrendo anche al mito (si pensi a Esiodo).</p>
<p>Nelle <em>Riflessioni sul dolore</em>, Eco vola basso. Non cerca soluzioni, si limita a constatare una realtà di fatto, e si sofferma anche sui progressi della medicina, che sembrano sfatare la credenza millenaria che sia una fatalità e una condanna ineliminabile.</p>
<p>La sofferenza ovviamente non è solo quella fisica, ma anche quella morale, e già i primi filosofi, ad esempio Democrito, indicavano come possibile sollievo la ricerca dell’<em>euthymìa</em>, cioè della tranquillità dell’animo (p.19). Per Aristotele – osserva Eco-  il saggio mira non al piacere, ma all’assenza di dolore, anticipando così alcuni temi degli stoici e degli epicurei, che elaboreranno i concetti di atarassia e apatia.</p>
<p>Con il passaggio dalla cultura greco-latina a quella cristiana, cambia la concezione del dolore. Non ci si deve più liberare dalla sofferenza, ma bisogna sull’esempio di Cristo accettarla e farla ‘fruttare come strumento di redenzione’. Certo Eco nel fare questa affermazione, semplifica un processo molto lungo, e tutt’altro che lineare, ma è indiscutibile che con il Cristianesimo si ha un cambio di paradigma.</p>
<p>Lo studioso più che una risposta filosofica al tema del dolore, in questo breve intervento, recentemente edito, sembra metta insieme come tessere le sue conoscenze su questo tema, selezionando in un excursus cronologico ciò che ritiene sia rilevante, e focalizzandosi su alcuni temi rispetto ad altri. È questo tipo di procedimento che gli consente di fare incursioni non solo nella filosofia, ma anche nella storia dell’arte, dove ricorda che l’immagine di bruttezza del Cristo crocifisso non si era affermata subito, e che nell’iconografia paleocristiana si era diffusa in un primo momento la rappresentazione ‘idealizzata del Buon Pastore’ (p.22). L’immagine, invece, del Cristo sofferente, sarà centrale invece nella cultura rinascimentale e in quella barocca, in un crescendo di erotica del dolore, che trova il suo corrispettivo contemporaneo nella <em>Passione</em> cinematografica di Mel Gibson.</p>
<p>Il punto centrale del libro sono le pagine che Eco dedica all’idea romantica del dolore, in cui la sofferenza, ribaltando la lezione dell’<em>Ecclesiaste</em>, si fa tramite di conoscenza. Con Fichte, Hölderlin, Hegel, Schelling ‘nasce l’incontro tra la filosofia e il tragico, tra la conoscenza serena e il dolore tormentato’ (pp. 39-40). Il teorico però della Schadenfreude contemporanea è in un certo senso Schiller, e in particolare quello <em>Dell’arte tragica</em>; la sensibilità che esprime in questo scritto la possiamo ritrovare anche nei ‘più miti telegiornali dove, se a una donna viene ucciso il figlio, telecronisti solerti suonano al citofono della madre disperata’ (pp. 52-53), in cui si assiste insomma a una istituzionalizzazione e a una celebrazione ‘nelle trasmissioni di prima serata del dolore’.</p>
<p>In conclusione, cosa fare per alleviare il dolore? Per Eco utile può essere un nesso forte fra conoscenza e dolore. Egli ritiene che la conoscenza alzi il livello di sopportazione e resistenza al dolore. «Così come il filosofo impara a essere per la morte – scrive- tutti noi dovremmo imparare a essere per il dolore, ad alfabetizzarci rispetto a esso: se non a conoscere attraverso il dolore, almeno a conoscere il dolore, ad accettarne la funzione biologica.»</p>
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		<item>
		<title>Enard e il diritto di disertare: contro la guerra, contro l’indifferenza</title>
		<link>https://pickline.it/2026/05/10/disertare-mathias-enard-recensione-romanzo/</link>
		
		
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 07:27:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Mathias Enard]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non so se studiare, leggere, scrivere abbia ancora un senso. E neanche se aprire in questo modo questo mio breve intervento su Enard sia sensato. Credo però che il suo libro rimandi in qualche modo velato a due dimensioni insiste nella guerra come nella vita, cioè l’impegno, e il disertare, il ritirarsi, cioè il rifiutarsi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non so se studiare, leggere, scrivere abbia ancora un senso. E neanche se aprire in questo modo questo mio breve intervento su Enard sia sensato. Credo però che il suo libro rimandi in qualche modo velato a due dimensioni insiste nella guerra come nella vita, cioè l’impegno, e il disertare, il ritirarsi, cioè il rifiutarsi di combattere. <em>Disertare</em> è infatti un libro di grande passione, quella di Paul per Maja che amerà per tutta la vita (anche se le loro vite prenderanno corsi molto diversi), ma anche per la matematica, per la ricerca di altro, per la bellezza, e soprattutto per la fede nel comunismo, nella giustizia, nell’uguaglianza, coltivata fino alla morte. La voce narrante, in un arco di tempo lunghissimo, racconta la storia del padre e della madre, e attraverso lunghissimi flashback, in un continuo andirivieni nel passato ci porta nel cuore dell’Europa prima e dopo la Seconda guerra mondiale fino al 2022.</p>
<p>Paul è un idealista, un sognatore, e coltiva il suo amore per tutta la vita. Con gli anni però prende consapevolezza che il suo sogno si sta sgretolando sotto ai suoi occhi a poco a poco dinanzi a una realtà molto diversa. È costretto ad assistere alla vittoria degli eventi contro le idee, della realtà contro l’utopia, dell’individualismo contro la fraternità. Via via nel racconto della figlia Irina, che è un matematico della storia, affiora anche il presente, e cioè l’evento tragico dell’attacco alle Torri gemelle, e poi la guerra in Ucraina. La storia con il suo divenire mostra purtroppo la realtà nella sua tragicità, nel suo terribile gioco di creazione e distruzione della civiltà. Ne sono un esempio i riferimenti che Irina fa a Baghdad, e alla sua distruzione nel 1258 (p.116).</p>
<p>Le pagine che ho apprezzato di più di questo romanzo sono quelle in cui Paul, ormai anziano e vecchio, si ritrova in una non ben precisata città, nel cuore del mediterraneo, a guardare il mare. È in un’antica colonia greca, e siede su una pietra, che è ciò che resta delle mura che la circondavano. È stanco, deluso, lui e Maja potrebbero vivere insieme, ma sono affezionati alle loro solitudini. È consapevole che la vita gli ha dato torto su tante cose, e che non sarà più possibile realizzare il socialismo. Capisce che forse ha commesso l’errore ‘di congetturare che l’umanità fosse fatta per la pace, la condivisione e la fraternità’ (p.187 e seguenti). Si limita a guardare il mare. Trasmette vibrazioni, ‘si oppone alla guerra ma la trasporta’, perché ‘oltre l’Italia si combatte ancora in Bosnia’. In poche pagine c’è tutta la vita di Paul, la sua storia, che dopo il lungo racconto di Irina, è giunta al suo epilogo. Non c’è però solo la sua, ma anche la nostra, cioè le speranze e purtroppo le delusioni che ha lasciato in noi il secolo scorso. Paul ha l’amara consapevolezza che ‘l’esperienza del lager si cancella’, che ‘col tempo, anche la sua traccia nella scrittura diventa illeggibile’. Illeggibile come lo è -mi viene da notare- la nostra indifferenza dinanzi alle immagini di orrore del presente. Dinanzi al ripetersi della guerra. Sempre con più violenza e brutalità. Dinanzi alla quale dovremmo tutti come umanità trovare un modo per ‘disertare’, una volta per sempre.</p>
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		<item>
		<title>L’uomo allo specchio: teatro, empatia e società nel pensiero di Salvatore Maiorana</title>
		<link>https://pickline.it/2026/04/24/teatro-empatia-neuroscienze-maiorana/</link>
		
		
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 11:03:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[critica letteraria]]></category>
		<category><![CDATA[neuroscienze]]></category>
		<category><![CDATA[teatro contemporaneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’umanità allo specchio è un titolo felice. In poche parole, infatti, condensa il cuore degli interessi artistici e scientifici di Salvatore Maiorana, cioè l’uomo, in una molteplicità di prospettive: il teatro inglese del Novecento, il rapporto fra ‘neuroscienze e performance teatrale’ (p. 239 e seguenti), l’analisi critica secondo nuove categorie e strumenti del King Lear [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’umanità allo specchio</em> è un titolo felice. In poche parole, infatti, condensa il cuore degli interessi artistici e scientifici di Salvatore Maiorana, cioè l’uomo, in una molteplicità di prospettive: il teatro inglese del Novecento, il rapporto fra ‘neuroscienze e performance teatrale’ (p. 239 e seguenti), l’analisi critica secondo nuove categorie e strumenti del <em>King Lear</em> di Shakespeare, ma anche i rapporti fra teatro e didattica.</p>
<p>E l’uomo sarà anche il filo rosso di questa mia breve lettura critica. Mi soffermerò, fra i tanti autori citati da Maiorana, sulla figura di Edward Bond, con il quale l’autore attraverso delle interviste ha un dialogo intenso e fitto, quasi speculare. E per una ragione semplice: egli elabora un teatro nuovo rispetto a Brecht (p.17), ‘razionale’, in cui l’esistenza sociale determina il pensiero. Per Bond l’uomo non è violento per natura, ma è la società che utilizza la violenza degli uomini (pp. 29-30).  Egli considera l’arte borghese come crudele, assurda, ‘per niente sensibile’. Va perciò creata una nuova estetica, e bisogna attraverso la scrittura contribuire a rimodellare la natura umana, che non è innata, ma ‘creata dagli stessi esseri umani’. In altre parole è un ‘prodotto sociale’, per cui è possibile ‘ricreare una comprensione «razionale» del mondo (p.118).</p>
<p>Per Bond l’alternativa al socialismo non è la società come si presenta ora, ma un nuovo tipo di società, a cui gli scrittori dovranno contribuire facendo capire alle persone cos’è il socialismo. Se i fascisti – osserva profeticamente- si armeranno con le armi atomiche le conseguenze per l’umanità saranno catastrofiche (p.119).  La «morale» &#8211; nota il drammaturgo in un’altra intervista di Maiorana-  non è una cosa astratta, ‘ma è il modo come è guidata una società’ (p.123). Noi ci guardiamo ‘sempre negli specchi’, e ‘come comunità ci guardiamo in un altro specchio che è la cultura’. Ciò ci aiuta ad accorgerci di ciò che siamo. Lo specchio in cui ci vediamo ora è quello di una falsa cultura. Bisogna quindi crearne un’altra per vedere ‘ciò che siamo’. Per la costruzione di questo tipo di cultura il teatro è fondamentale, e soprattutto conta il ruolo del pubblico, che deve partecipare emotivamente. La verità e la virtù senza l’empatia non possono cambiare la società, e la chiave per essere umani è la partecipazione emozionale verso le cose (p.159).</p>
<p>L’idea dell’empatia credo che sia il traite de union delle ricerche letterarie e scientifiche di Maiorana. Ritorna infatti nei suoi studi di neuroscienze e di didattica, ma anche nei suoi libri di narrativa. Nella sua lettura di <em>King Lear </em>di Shakespeare si sofferma sul ruolo dello spettatore, evidenziando che egli vive a teatro l’ironia o il dolore come ‘esperienza empatica’, e ciò è possibile grazie ai ‘neuroni specchio’ che gli consentono di comprendere la gioia o il dolore dell’attore ‘come simulazione incarnata, esperienza diretta, nella quale non c’è differenza tra i significati del teatro e quelli della vita reale’ (p. 265). Insomma – mi piace sottolineare alla fine di questa mia breve ricognizione letteraria –  l’arte e empatia ci aiutano a diventare umani, a pensare un mondo migliore e a non rassegnarci dinanzi agli orrori di quello in cui purtroppo viviamo.</p>
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		<item>
		<title>Dal carcere alla scrittura: la storia vera di Alaa Faraj diventa testimonianza</title>
		<link>https://pickline.it/2026/04/10/alaa-faraj-perche-ero-ragazzo-storia-migrante-carcere-scrittura/</link>
		
		
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 16:35:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi domando: se Don Milani fosse vivo dove farebbe scuola? Forse farebbe come Alessandra Sciurba, che scopre Alaa Faraj e la sua storia in carcere. Senza pregiudizi, con umiltà, facendosi piccola – nel senso più alto del termine- trascrive le sue lettere, cambiando pochissimo, e così lo aiuta a raccontare ciò che ha patito, e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mi domando: se Don Milani fosse vivo dove farebbe scuola? Forse farebbe come Alessandra Sciurba, che scopre Alaa Faraj e la sua storia in carcere. Senza pregiudizi, con umiltà, facendosi piccola – nel senso più alto del termine- trascrive le sue lettere, cambiando pochissimo, e così lo aiuta a raccontare ciò che ha patito, e pagina dopo pagina avviene un miracolo: Faraj non solo impara l’italiano ma diventa scrittore. Certo in <em>Perché ero ragazzo</em> si avvertono le tracce di un faticoso apprendistato, ma anche di come con passione e sacrificio si manifesta la magia della scrittura, e di come una possibilità data a un giovane dotato di talento possa rivelare a lui, e a noi che lo leggiamo un nuovo orizzonte di bellezza.</p>
<p>Alaa Faraj racconta una storia autobiografica. La sua vicenda è frutto di un’esperienza veramente vissuta, drammatica, e assume a tutti gli effetti il valore di una testimonianza. La retorica – nel senso deteriore del termine- mediatica a cui siamo tristemente abituati occulta la tragedia di tanti giovani, che come Faraj sfidano il mare non per invaderci ma per cercare un futuro migliore, una legittima opportunità. E il mare diventa così un locus horridus in cui si consumano tragedie immani, che come nel caso del nostro autore possono condurre a una lunga reclusione, e a una condanna dai più considerata ingiusta e non degna di un paese civile. «Il diritto è tortuoso, ben prima di essere giusto» scrive Alessandra Sciurba nella postfazione, evidenziando i limiti umani insiti in ogni processo, e come non sempre a vincere sia la verità.</p>
<p>Indipendentemente da tutto ciò perché leggere <em>Perché ero ragazzo</em>? In primis perché racconta un mondo vicino a noi, ma che non conosciamo, cioè la Libia, la guerra civile dopo la fine del regime, e le contraddizioni dell’Occidente che dopo aver determinato la caduta di Gheddafi, ha abbandonato il paese alla sua sorte. In fondo se dalla Libia partono barconi, se i trafficanti possono fare il loro mestiere indisturbati, allora nel 2015 come oggi, la colpa è anche di paesi come il nostro, e la storia di Alaa Faraj, che è costretto a salire per inseguire le sue speranze su quella barca, e che ingiustamente viene incarcerato e condannato come scafista, è emblematica di quella di tante altre persone. <em>Perché ero ragazzo</em> ci fa conoscere – narrata purtroppo da un protagonista- la storia di tanti giovani la cui unica colpa è di essere nati in un paese segnato dalla guerra, dalla povertà, e dall’assenza di diritti civili. La drammaticità della sua storia non è però in questo. È nell’attesa delusa che nella terra di arrivo ci sia più giustizia, e che esista la certezza del diritto. Alaa Faraj si rende conto molto presto che la realtà è molto diversa. Ciò nonostante il suo amore per la vita lo aiuta a trovare una via d’uscita dal tunnel. Il viaggio nel senso reale del termine è per lui formativo. Grazie all’incontro con persone che credono nel valore dell’umanità riesce a fare memoria di quanto ha vissuto e patito, e a trasformare ‘l’ingiustizia in voglia di sopravvivenza per la giustizia’ e la ‘speranza in fiducia’.</p>
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		<item>
		<title>Test alla metacolina: quando serve davvero per capire se è asma (e come si interpreta)</title>
		<link>https://pickline.it/2026/04/01/test-metacolina-asma-quando-serve-davvero-e-come-si-interpreta/</link>
		
		
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 09:08:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Asma]]></category>
		<category><![CDATA[broncoprovocazione]]></category>
		<category><![CDATA[metacolina]]></category>
		<category><![CDATA[Spirometria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il test alla metacolina (o test di broncoprovocazione con metacolina) è un esame usato per valutare la reattività dei bronchi, cioè la tendenza delle vie aeree a restringersi in risposta a uno stimolo. La metacolina è una sostanza che, inalata in dosi crescenti e in ambiente controllato, può indurre una broncocostrizione (restringimento dei bronchi). Il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>test alla metacolina</b><span style="font-weight: 400;"> (o </span><b>test di broncoprovocazione con metacolina</b><span style="font-weight: 400;">) è un esame usato per valutare la </span><b>reattività dei bronchi</b><span style="font-weight: 400;">, cioè la tendenza delle vie aeree a restringersi in risposta a uno stimolo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La metacolina è una sostanza che, inalata in dosi crescenti e in ambiente controllato, può indurre una </span><b>broncocostrizione</b><span style="font-weight: 400;"> (restringimento dei bronchi). Il test serve a capire se questa risposta è </span><b>più marcata del normale</b><span style="font-weight: 400;">: una condizione chiamata </span><b>iperreattività bronchiale</b><span style="font-weight: 400;">, frequente nell’asma ma non esclusiva.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le società scientifiche respiratorie europee hanno definito standard tecnici per l’esecuzione dei test di broncoprovocazione e, in particolare, della metacolina.</span></p>
<h2><b>A cosa serve: perché può essere utile nel sospetto asma</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella pratica clinica, il test alla metacolina viene considerato soprattutto quando:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">i sintomi suggeriscono asma (tosse ricorrente, respiro sibilante, fiato corto, oppressione toracica, variabilità nel tempo)</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">ma </span><b>spirometria e test di broncodilatazione</b><span style="font-weight: 400;"> non sono conclusivi, oppure risultano normali in quel momento</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Le linee guida GINA insistono sul fatto che la diagnosi di asma vada </span><b>confermata</b><span style="font-weight: 400;"> documentando variabilità dell’ostruzione al flusso aereo; quando non basta, possono entrare in gioco test aggiuntivi come la broncoprovocazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un punto importante: il test alla metacolina è spesso più utile per il suo </span><b>alto valore predittivo negativo</b><span style="font-weight: 400;">, cioè un test chiaramente negativo rende </span><b>meno probabile</b><span style="font-weight: 400;"> l’asma (anche se non la esclude al 100% in ogni situazione clinica).</span></p>
<h2><b>Come si svolge il test, passo dopo passo</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il test si esegue in un laboratorio di fisiopatologia respiratoria con personale formato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In genere, la procedura include:</span></p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Spirometria basale</b><span style="font-weight: 400;">: si misura il FEV1 (il volume espirato nel primo secondo)</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Inalazioni a dosi crescenti</b><span style="font-weight: 400;"> di metacolina (tramite nebulizzatore con protocollo standardizzato)</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Spirometrie ripetute</b><span style="font-weight: 400;"> dopo ogni dose</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Il test viene interrotto se il FEV1 scende oltre una soglia stabilita (tipicamente </span><b>-20%</b><span style="font-weight: 400;"> rispetto al basale) o se si raggiunge la dose massima prevista senza risposta significativa</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Alla fine si somministra un </span><b>broncodilatatore</b><span style="font-weight: 400;"> per riportare i bronchi alla normalità e si ripete la spirometria</span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli standard ERS descrivono indicazioni, modalità e criteri di qualità per rendere l’esame riproducibile e sicuro.</span></p>
<h2><b>Come si leggono i risultati: PC20 e cosa significa “positivo”</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il parametro più noto è la </span><b>PC20</b><span style="font-weight: 400;">, cioè la </span><b>concentrazione di metacolina</b><span style="font-weight: 400;"> che provoca una riduzione del </span><b>20% del FEV1</b><span style="font-weight: 400;"> rispetto al basale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In parole pratiche:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>PC20 bassa</b><span style="font-weight: 400;"> = basta poca metacolina per far restringere i bronchi → maggiore iperreattività</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>PC20 alta</b><span style="font-weight: 400;"> o assenza di caduta del FEV1 fino alla dose massima → minore iperreattività</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella letteratura e nella pratica clinica possono esistere differenze tra laboratori su soglie e protocolli (anche in base ai dispositivi), ed è uno dei motivi per cui il referto va sempre letto dal medico insieme al contesto clinico. Documenti e articoli di riferimento discutono anche la classificazione di risultati “borderline” e la variabilità delle soglie (es. 8–16 mg/mL come fascia intermedia in alcuni schemi).</span></p>
<h2><b>Metacolina positiva: vuol dire asma?</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Non sempre.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un test positivo indica </span><b>iperreattività bronchiale</b><span style="font-weight: 400;">, ma questa può comparire anche in altre condizioni (per esempio alcune forme di rinite importante, dopo infezioni respiratorie, in chi è esposto a irritanti, ecc.). Per questo:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">un test positivo </span><b>supporta</b><span style="font-weight: 400;"> l’ipotesi di asma se i sintomi sono compatibili</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">ma </span><b>non basta da solo</b><span style="font-weight: 400;"> a fare diagnosi</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">GINA sottolinea che servono sintomi tipici e documentazione di variabilità del flusso aereo; la broncoprovocazione è un aiuto quando i test standard non chiariscono.</span></p>
<h2><b>Metacolina negativa: esclude l’asma?</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Un test negativo rende l’asma </span><b>meno probabile</b><span style="font-weight: 400;">, soprattutto se i sintomi sono attuali e il test è eseguito correttamente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci sono però situazioni in cui può risultare negativo anche in persone che poi si rivelano asmatiche, per esempio:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">sintomi molto intermittenti</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">terapia antinfiammatoria già efficace (ad esempio uso regolare di corticosteroidi inalatori)</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">periodo “favorevole” (meno esposizione ad allergeni/irritanti)</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco perché spesso il medico valuta anche quando fare il test, e se sospendere temporaneamente alcuni farmaci prima dell’esame (sempre secondo indicazioni cliniche e protocolli del centro).</span></p>
<h2><b>Preparazione: cosa potrebbe chiederti il centro prima del test</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Le indicazioni possono variare, ma in genere il laboratorio dà istruzioni su:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">sospensione di alcuni </span><b>broncodilatatori</b><span style="font-weight: 400;"> per un certo numero di ore (o giorni) prima del test</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">evitare attività fisica intensa e, spesso, caffeina nelle ore precedenti (dipende dal protocollo)</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">comunicare terapie in corso, gravidanza, infezioni recenti, riacutizzazioni</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Non modificare i farmaci “di tua iniziativa”: la preparazione va concordata con il medico o con il centro che esegue l’esame, per sicurezza e per non falsare il risultato.</span></p>
<h2><b>Sicurezza: è un test “rischioso”?</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">È un test provocativo, quindi può dare:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">fiato corto, tosse, senso di costrizione toracica durante la prova</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Proprio per questo viene eseguito in ambiente sanitario, con criteri di interruzione e disponibilità di broncodilatatore. Gli standard tecnici descrivono controindicazioni e condizioni in cui il test va rimandato o evitato.</span></p>
<h2><b>Quando ha senso parlarne con lo specialista</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Chiedere se il test alla metacolina può essere utile ha senso se:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">hai sintomi respiratori ricorrenti ma spirometria normale</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">i disturbi compaiono con esercizio, aria fredda, risate, allergeni o infezioni</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">la tosse cronica non ha una spiegazione chiara e si sospetta una componente asmatica</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">serve documentare iperreattività bronchiale per completare l’iter diagnostico</span></li>
</ul>
<h2><b>Messaggi principali</b></h2>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Il test alla metacolina misura la </span><b>iperreattività bronchiale</b><span style="font-weight: 400;"> provocando in modo controllato una broncocostrizione.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">È spesso utile quando la diagnosi di asma non è chiara con i test standard.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Un risultato positivo </span><b>aiuta</b><span style="font-weight: 400;">, ma non “fa diagnosi” da solo; un risultato negativo rende l’asma meno probabile, con alcune eccezioni cliniche.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Interpretazione e preparazione vanno personalizzate e gestite da uno specialista.</span></li>
</ul>
<h2><b>Mini glossario</b></h2>
<p><b>Broncocostrizione</b><span style="font-weight: 400;">: restringimento dei bronchi con riduzione del flusso d’aria</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span> <b>FEV1</b><span style="font-weight: 400;">: aria espirata nel primo secondo, parametro chiave della spirometria</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span> <b>Iperreattività bronchiale</b><span style="font-weight: 400;">: risposta eccessiva dei bronchi a stimoli che in altri non causano ostruzione</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span> <b>PC20</b><span style="font-weight: 400;">: concentrazione di metacolina che provoca un calo del 20% del FEV1</span></p>
<h2><b>FAQ</b></h2>
<p><b>Fa male?</b><b><br />
</b><span style="font-weight: 400;"> No: non è doloroso, ma può dare fastidio respiratorio temporaneo durante la prova.</span></p>
<p><b>Quanto dura?</b><b><br />
</b><span style="font-weight: 400;"> In genere dai 20 ai 45 minuti, variabile in base al protocollo e a quando si raggiunge l’endpoint.</span></p>
<p><b>Se è positivo devo iniziare subito una terapia?</b><b><br />
</b><span style="font-weight: 400;"> Le decisioni terapeutiche dipendono da sintomi, storia clinica e altri esami: il test è un tassello, non una prescrizione.</span></p>
<p><b>Esistono alternative?</b><b><br />
</b><span style="font-weight: 400;"> Sì: a seconda del caso, il medico può valutare altri test (monitoraggio del picco di flusso, test di broncodilatazione ripetuto, test di provocazione indiretti in contesti specifici). Le linee guida indicano un percorso che può includere esami diversi in base alla probabilità clinica e alla situazione.</span></p>
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		<title>Lo spazzolino, Luciana Mandarino debutta con una storia che resta addosso</title>
		<link>https://pickline.it/2026/03/27/lo-spazzolino-luciana-mandarino-debutta-con-una-storia-che-resta-addosso/</link>
		
		
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 18:21:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Lo spazzolino]]></category>
		<category><![CDATA[Luciana Mandarino]]></category>
		<category><![CDATA[memoir]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La mattina, scrive Luciana Mandarino, “rimette in fila la vita” senza chiedere permesso: la luce entra, l’acqua scorre, l’odore di sapone fa da sfondo a un rito piccolo e ripetuto. Su una mensola, accanto allo specchio, c’è uno spazzolino. Sembra un oggetto qualunque, e invece in Lo spazzolino – romanzo-memoir d’esordio in uscita il 13 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La mattina, scrive Luciana Mandarino, “rimette in fila la vita” senza chiedere permesso: la luce entra, l’acqua scorre, l’odore di sapone fa da sfondo a un rito piccolo e ripetuto. Su una mensola, accanto allo specchio, c’è uno spazzolino. Sembra un oggetto qualunque, e invece in <a href="https://amzn.eu/d/09U8GpUK" target="_blank" rel="noopener"><em>Lo spazzolino</em> – romanzo-memoir d’esordio in uscita il 13 aprile</a> – diventa il grimaldello narrativo con cui l’autrice apre la porta della memoria, e insieme una bussola emotiva capace di orientare il lettore dentro “un luogo bellissimo e complicato” chiamato famiglia. Il libro nasce proprio da qui: dall’idea che la memoria non sia un verbale, ma una trama di dettagli, sensazioni e ritorni, e che certi oggetti – più di molte parole – sappiano trattenere ciò che una bambina non riesce ancora a nominare.</p>
<p>Cresciuta in Campania, in una periferia degli anni Ottanta, Mandarino affonda la penna in un contesto sociale dove la “diversità” ha un’etichetta precisa e pesante: divorzio. Il paese osserva, giudica, inchioda ai cognomi; la separazione diventa un lutto pubblico, un disonore che “si attacca alle porte”. Ma il colpo più duro non è solo la frattura dei genitori: è la conseguenza, “oggi incredibile”, di una sentenza che separa anche le figlie, affidando la sorella alla madre e lei al padre quando ha sei mesi, età in cui non si sa chiamare ma si riconosce già “il calore da cui dipende”. Dentro questa ferita si muove il grande alveare femminile della casa paterna – nonna, zie, cugine – un matriarcato che protegge e stringe, e in cui i riti domestici (la cucina, il cibo, la domenica, l’educazione severa e affettuosa) diventano la grammatica dell’appartenenza. È un mondo concreto, mai folkloristico, popolato di gesti che salvano e di sguardi che pesano, e soprattutto da una figura luminosa, zia Gerardina, sarta e spirito libero, che consegna alla narratrice una frase-chiave: “il tatto ricorda”. È in un momento di confusione e solitudine improvvisa che lo spazzolino smette di essere oggetto e diventa persona: la bambina lo prende, gli parla “come si confida a qualcuno che non interrompe e non giudica” e gli dà un nome, Ciro.</p>
<p>Il libro cresce per scene, come fotografie interiori: il telefono grigio della SIP che diventa altare d’attesa per una voce lontana, il Natale come costruzione paziente, le rare ore “in tre” con il padre di ritorno da Milano e l’imbarazzo di chi deve spiegare la propria storia davanti al paese. Poi arriva lo spartiacque collettivo, il terremoto del 23 novembre 1980: Mandarino lo racconta dal basso di uno sgabello, mentre osserva un presepe e respira “odore di colla” che per lei è già Natale, fino al boato, al buio, alla polvere, alle urla, alle suore che pregano, al tè caldo portato ai bambini, e a quel pensiero improvviso che corre diritto al bagno di casa, alla mensola, al suo amico rimasto indietro. In queste pagine la scrittura trova la sua forza migliore: sensoriale, precisa, capace di restituire la logica infantile con cui si attraversa un trauma senza trasformarlo in spettacolo. E quando la narrazione torna a stringere il nodo centrale – la separazione come foglio in mezzo, il legame tra sorelle che non si lascia archiviare, la consapevolezza adulta che “il divorzio lo vivono tutti i giorni i figli” – <em>Lo spazzolino</em> evita la pacificazione facile e resta fedele a un’idea più onesta: non c’è un lieto fine, c’è un colore diverso che il tempo dà agli eventi. L’ultima traiettoria del libro, congedandosi da Ciro e rimettendo in moto la vita “non per fuggire: per tornare”, chiude come deve chiudere un memoir riuscito: lasciando al lettore non una morale, ma una risonanza, quella che hanno le storie quando parlano delle cose piccole e in realtà stanno dicendo tutto.</p>
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		<item>
		<title>FeNO: il “test del respiro” che può aiutare a capire l’infiammazione delle vie aeree</title>
		<link>https://pickline.it/2026/03/27/ossido-nitrico-esalato-feno/</link>
		
		
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 09:58:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Allergia ai pollini]]></category>
		<category><![CDATA[articoli su asma]]></category>
		<category><![CDATA[Rinite allergica]]></category>
		<category><![CDATA[Spirometria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>FeNO è l’acronimo di Fractional exhaled Nitric Oxide, cioè la quantità di ossido nitrico presente nell’aria che espiriamo (misurata in genere in ppb, “parti per miliardo”). L’ossido nitrico (NO) è una molecola prodotta anche dalle vie respiratorie: in alcune condizioni, soprattutto quando c’è un certo tipo di infiammazione, i livelli nell’aria espirata possono aumentare. In [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>FeNO</b><span style="font-weight: 400;"> è l’acronimo di </span><i><span style="font-weight: 400;">Fractional exhaled Nitric Oxide</span></i><span style="font-weight: 400;">, cioè </span><b>la quantità di ossido nitrico presente nell’aria che espiriamo</b><span style="font-weight: 400;"> (misurata in genere in </span><b>ppb</b><span style="font-weight: 400;">, “parti per miliardo”). L’ossido nitrico (NO) è una molecola prodotta anche dalle vie respiratorie: in alcune condizioni, soprattutto quando c’è un certo tipo di infiammazione, i livelli nell’aria espirata possono aumentare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In pratica, il FeNO è un </span><b>indice non invasivo</b><span style="font-weight: 400;"> che può aiutare a capire se nelle vie aeree è presente un’</span><b>infiammazione di tipo eosinofilo</b><span style="font-weight: 400;"> (una forma spesso associata all’asma e alle allergie) e se, in un paziente sintomatico, è più probabile una </span><b>buona risposta ai corticosteroidi inalatori</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<h2><b>Perché si misura: a cosa serve davvero</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il FeNO </span><b>non è un test “magico”</b><span style="font-weight: 400;"> e non sostituisce la visita o la spirometria. È più corretto considerarlo un </span><b>tassello in più</b><span style="font-weight: 400;"> nel percorso diagnostico e di monitoraggio. In particolare, può essere utile:</span></p>
<h3><b>1) Quando si sospetta l’asma ma la diagnosi non è ancora chiara</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Le linee guida internazionali sull’asma sottolineano l’importanza di </span><b>confermare la diagnosi</b><span style="font-weight: 400;"> con storia clinica e prove di variabilità del flusso aereo (ad esempio spirometria e test di broncodilatazione), e indicano che biomarcatori come il FeNO possono contribuire a identificare un profilo infiammatorio “di tipo 2”.</span></p>
<h3><b>2) Per stimare la probabilità di risposta ai corticosteroidi inalatori</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">In generale, FeNO </span><b>più alto</b><span style="font-weight: 400;"> può suggerire che l’infiammazione eosinofila sia più presente e che la terapia antinfiammatoria (in particolare con </span><b>ICS</b><span style="font-weight: 400;">, corticosteroidi inalatori) possa essere più efficace, soprattutto in persone con sintomi compatibili.</span></p>
<h3><b>3) Nel follow-up di alcuni pazienti</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">In alcuni casi, un FeNO persistentemente elevato può far pensare a </span><b>infiammazione non ben controllata</b><span style="font-weight: 400;">, scarsa aderenza alla terapia, esposizione continua ad allergeni o irritanti, o necessità di rivalutare il piano terapeutico (sempre nel contesto clinico complessivo).</span></p>
<h2><b>Come si fa il test (e perché è considerato “semplice”)</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La misurazione del FeNO avviene con un dispositivo dedicato: al paziente viene chiesto di </span><b>inspirare</b><span style="font-weight: 400;"> e poi </span><b>espirare lentamente e in modo continuo</b><span style="font-weight: 400;"> per alcuni secondi, seguendo un feedback visivo/sonoro della macchina. È un esame </span><b>rapido, indolore e non invasivo</b><span style="font-weight: 400;">, adatto anche a molti bambini (di solito in età scolare, in base alla collaborazione).</span></p>
<h2><b>Come si interpretano i valori: le soglie più usate</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Le soglie più citate nella pratica clinica derivano da documenti di riferimento (ATS). In modo semplificato:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Adulti</b>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Basso:</b><span style="font-weight: 400;"> &lt; </span><b>25 ppb</b></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Intermedio:</b> <b>25–50 ppb</b></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Alto:</b><span style="font-weight: 400;"> &gt; </span><b>50 ppb</b></li>
</ul>
</li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Bambini</b>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Basso:</b><span style="font-weight: 400;"> &lt; </span><b>20 ppb</b></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Intermedio:</b> <b>20–35 ppb</b></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="2"><b>Alto:</b><span style="font-weight: 400;"> &gt; </span><b>35 ppb</b></li>
</ul>
</li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Queste soglie sono </span><b>guide</b><span style="font-weight: 400;">: non “etichettano” una diagnosi da sole, ma aiutano a orientare la probabilità di infiammazione eosinofila e la risposta agli ICS.</span></p>
<h2><b>Attenzione: ci sono fattori che possono “spostare” il FeNO</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno dei motivi per cui il FeNO va sempre interpretato con un professionista è che diversi fattori possono alzarlo o abbassarlo, anche senza cambiamenti reali dell’asma.</span></p>
<h3><b>Può risultare più alto, ad esempio, in caso di:</b></h3>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Allergie respiratorie</b><span style="font-weight: 400;">/rinite allergica e </span><b>atopia</b><span style="font-weight: 400;"> (predisposizione allergica)</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Esposizione ad allergeni</b><span style="font-weight: 400;"> (pollini, acari, animali) nei soggetti sensibilizzati</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Sospensione o scarsa aderenza</b><span style="font-weight: 400;"> ai corticosteroidi inalatori</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Alcune fasi di riacutizzazione infiammatoria delle vie aeree</span></li>
</ul>
<h3><b>Può risultare più basso, ad esempio, in caso di:</b></h3>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Terapia con corticosteroidi inalatori</b><span style="font-weight: 400;"> (che tende a ridurre il FeNO)</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Fumo di sigaretta</b><span style="font-weight: 400;"> (che in molti casi riduce i livelli di FeNO, rendendo più complessa l’interpretazione)</span></li>
</ul>
<h2><b>FeNO alto = asma? Non necessariamente</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Un FeNO elevato </span><b>non equivale automaticamente</b><span style="font-weight: 400;"> a diagnosi di asma. Può indicare un tipo di infiammazione che spesso si vede nell’asma “di tipo 2”, ma:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">alcune persone con asma possono avere FeNO non elevato;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">alcune persone senza asma possono avere FeNO alto per ragioni allergiche.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Per questo le linee guida insistono sull’importanza di un </span><b>percorso diagnostico completo</b><span style="font-weight: 400;"> (anamnesi, visita, spirometria e, quando serve, altri test).</span></p>
<h2><b>Quando parlarne con il medico</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Può avere senso discutere del FeNO se:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">hai </span><b>tosse persistente</b><span style="font-weight: 400;">, respiro sibilante, fiato corto o sintomi che variano nel tempo;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">i sintomi peggiorano con </span><b>stagioni polliniche</b><span style="font-weight: 400;">, polvere, animali o esercizio;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">la diagnosi di asma è </span><b>incerta</b><span style="font-weight: 400;"> nonostante i primi accertamenti;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">l’asma è già nota ma il controllo non è soddisfacente e serve una rivalutazione.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Il FeNO, da solo, non decide terapie: aiuta a </span><b>personalizzare</b><span style="font-weight: 400;"> il ragionamento clinico.</span></p>
<h2><b>Cosa ricordare:</b></h2>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>FeNO</b><span style="font-weight: 400;"> misura l’ossido nitrico nell’aria espirata e può riflettere </span><b>infiammazione eosinofila</b><span style="font-weight: 400;"> delle vie aeree.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Può supportare diagnosi e gestione dell’asma, </span><b>insieme</b><span style="font-weight: 400;"> a visita e test respiratori.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Le soglie più usate: </span><b>&gt;50 ppb negli adulti</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>&gt;35 ppb nei bambini</b><span style="font-weight: 400;"> suggeriscono valori “alti” (da leggere nel contesto).</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Allergie, fumo e terapia con corticosteroidi possono influenzare i risultati.</span></li>
</ul>
<h2><b>Mini-glossario</b></h2>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Eosinofili:</b><span style="font-weight: 400;"> cellule del sistema immunitario coinvolte in alcune forme di infiammazione allergica.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Infiammazione di tipo 2:</b><span style="font-weight: 400;"> pattern immunologico spesso legato ad allergie/asma eosinofilo.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>ICS (corticosteroidi inalatori):</b><span style="font-weight: 400;"> farmaci antinfiammatori di base nella terapia dell’asma.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>ppb:</b><span style="font-weight: 400;"> unità di misura “parti per miliardo”, usata per il FeNO.</span></li>
</ul>
<h2><b>FAQ</b></h2>
<p><b>Il test FeNO è adatto ai bambini?</b><b><br />
</b><span style="font-weight: 400;"> Spesso sì, soprattutto in età scolare, se il bambino riesce a eseguire l’espirazione controllata.</span></p>
<p><b>Serve la spirometria se faccio il FeNO?</b><b><br />
</b><span style="font-weight: 400;"> Di solito sì: il FeNO è complementare e non sostituisce le prove di funzionalità respiratoria.</span></p>
<p><b>Un FeNO basso esclude l’asma?</b><b><br />
</b><span style="font-weight: 400;"> No. Un valore basso rende </span><i><span style="font-weight: 400;">meno probabile</span></i><span style="font-weight: 400;"> un’asma con infiammazione eosinofila e risposta marcata agli ICS, ma non elimina altre forme o altri problemi respiratori.</span></p>
<p><b>Se il FeNO è alto devo iniziare subito una terapia?</b><b><br />
</b><span style="font-weight: 400;"> La decisione terapeutica dipende da sintomi, visita e test: il FeNO è un indicatore, non una prescrizione.</span></p>
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			<dc:creator>Pickline</dc:creator></item>
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		<title>Titolo: Mario Luzi, la poesia come luce dentro il tempo</title>
		<link>https://pickline.it/2026/03/23/mario-luzi-poesia-sacrale-tempo-natura/</link>
		
		
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 07:28:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Luzi]]></category>
		<category><![CDATA[poesia italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mario Luzi si impara a capirlo e ad apprezzarlo con gli anni. È semplice e articolato nella sua scrittura. La sua parola è sorgiva, a volte incisiva, altre volte no, ma mai facile da interpretare. Rileggendo oggi le sue liriche, mi sembra di dialogare con l’uomo Luzi. E lo avverto capace di attraversare le ombre, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mario Luzi si impara a capirlo e ad apprezzarlo con gli anni. È semplice e articolato nella sua scrittura. La sua parola è sorgiva, a volte incisiva, altre volte no, ma mai facile da interpretare. Rileggendo oggi le sue liriche, mi sembra di dialogare con l’uomo Luzi. E lo avverto capace di attraversare le ombre, e mostrare la luce, e orizzonti che agli altri sfuggono.</p>
<p>Apro a caso l’edizione Garzanti delle <em>Poesie ultime e ritrovate</em>. Mi soffermo sulla prima lirica, quella che precede la raccolta <em>Sotto specie umana</em>. C’è un io che parla, si rivolge al mondo, asserisce che non è ‘circoscritto’ in sé stesso, e che è suo volere che ogni individuo sia parte del ‘progetto universale’. Mi colpisce lo stile epigrafico di questi versi (p. 29), e avverto in tanta essenzialità il punto di arrivo di un dialogo durato per tutta la vita con la Sacra Scrittura, la cultura cristiana (specie quella medievale), e ovviamente con la riflessione dei moderni sul tempo. E tutto è inciso in pochi versi, in una sintesi, in cui l’io trova la sua dimensione in qualcosa di più grande, che va oltre lui, e in cui (p.29), l’esistere e l’essere nella vita si riduce all’osso.</p>
<p>Proseguo nella mia lettura. Osservo che c’è nella poesia di Luzi, nella struttura dei versi, nella scelta delle parole un dialogo continuo con il sacro, e in un certo senso anche l’esistere del poeta, e anche ciò che c’è oltre lui, che prescinde da lui, è avvolto da questo senso di sacralità, che si svela, nei suoi toni e forme ogni volta in un rimescolamento di un principio unico che attraversa l’universo e la vita. L’universo assume la forma di un libro le cui pagine e parti sono apparentemente mutevoli (Pareva fosse dato/variare a piacimento/il testo; che mutevoli/fossero in quel libro/le pagine e le parti.), ma in realtà non è così. Il tempo nel suo assumere una forma, nel suo farsi da ‘avvenuto’ in ‘avvenire’, nel suo trasformarsi cattura l’attenzione del poeta, in un’alternanza di immagine-visione (p.34 il testimone ‘scambiato in corsa tra possenti atleti’), e riflessione sulla vita, sulle sue gioie e dolori, in un bilancio esistenziale volto a riconoscere una giustizia ‘protesa all’equità’.</p>
<p>Mi soffermo in un veloce colpo d’occhio su qualche lirica dedicata alla natura. Che tipo di natura è quella luziana? È una domanda aperta. Certamente è avvolta da un’aura sacrale, come nella tempesta nell’aranceto, ‘tra i suoi pomi, le sue rame’ (p.35), in cui si sente il profumo ‘furente’ del gelsomino, o nell’immagine ricorrente del lungofiume, in cui il paesaggio, nelle sue ombre prima della sera è colto in una luce tutta interiore – quella della fede- che illumina anche le ombre, addolcisce il tempo che passa, di un giorno o di una vita intera, e ne riconosce l’andare in un disegno più grande, in un’adesione alla vita che non è disperante, ma sempre attenta a coglierne i toni e la bellezza (p.36):</p>
<blockquote><p>É tardi,<br />
la fine della giornata incombe,<br />
già si abbuia<br />
l’aperta foltoerbata ripa<br />
lasciata dai rientranti,<br />
annotta<br />
il semideserto lungofiume.<br />
É pigra<br />
l’acqua, il taglio<br />
d’un estremo obliquo lume<br />
da ponente<br />
ne straluna<br />
ancora il fuso piombo.<br />
Addio, dove vai giorno,<br />
dove ti accompagna il fiume?</p></blockquote>
<p>Concludo con un brevissimo ricordo dell’uomo Luzi. Ricordo che cercai il suo numero di telefono sull’elenco. Lo trovai e gli telefonai. Con mia grande sorpresa, rispose lui al telefono. Gli dissi che gli avevo inviato un libro. Mi disse che l’avrebbe letto, con la cordialità e la gentilezza dei maestri, di quelli veri, che con mitezza e profondità sanno indicare la via a chi viene dopo di loro.</p>
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