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		<title>Cinema Pisa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2018 23:24:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[CINEMA PISA Cinema Arno Cinema Arsenale Cinema Isola verde Cinema Lanteri Cinema Odeon Multisala Cinema Pontedera Cinema Agorà Cinema Cineplex Cinema Santa Croce Sull Arno Cinema Supercinema Lami Cinema Volterra Cinema Centrale]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>CINEMA PISA</h1>
<ul>
<li>Cinema Arno</li>
<li>Cinema Arsenale</li>
<li>Cinema Isola verde</li>
<li>Cinema Lanteri</li>
<li>Cinema Odeon Multisala</li>
</ul>
<h2>Cinema Pontedera</h2>
<ul>
<li>Cinema Agorà</li>
<li>Cinema Cineplex</li>
</ul>
<h3>Cinema Santa Croce Sull Arno</h3>
<ul>
<li>Cinema Supercinema Lami</li>
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<h4>Cinema Volterra</h4>
<ul>
<li>Cinema Centrale</li>
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		<title>Palazzo delle Vedove</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 14:48:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Palazzi e Ville]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo delle vedove pisa]]></category>
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					<description><![CDATA[Palazzo delle Vedove &#8211; Pisa Il Palazzo delle Vedove è un palazzo di Pisa situato tra via di Santa Maria e via Trento. Anticamente era qui presente la domus dei Bocci, strategicamente costruita nei&#46;&#46;&#46;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Palazzo delle Vedove &#8211; Pisa </h1>
</p>
<h2><font size="2">Il Palazzo delle Vedove è un palazzo di Pisa situato tra via di Santa Maria e via Trento.</font> </h2>
<p>Anticamente era qui presente la domus dei Bocci, strategicamente costruita nei pressi del Ponte Nuovo. L&#8217;antico edificio era stato costruito tra il XII e il XIV secolo con una forma allungata a base rettangolare, con una struttura molto alterata dal rifacimento cinquecentesco, ma ancora leggibile sulle pareti esterne, per la messa in luce dei primitivi elementi e aperture medievali in parte distrutti per far posto alle nuove finestre rettangolari. È particolarmente interessante il prospetto su via Trento, dove si può vedere una quadrifora in marmo di pregevole fattura, tagliata al centro per l&#8217;inserimento di un&#8217;apertura rettangolare.</p>
<p>Su via Santa Maria si vedono ben sei campate che al pian terreno presentavano un portico, mentre ai piani superiori andavano a costituire la struttura portante dell&#8217;edificio con grossi archi di sacrico del peso sotto il tetto.</p>
<p>Il palazzo, rimaneggiato pesantemente nel Cinquecento, era usato dalle &quot;vedove&quot; di Casa Medici. Due passaggi su corridoi sostenuti da arco attraversano superiormente la via e collegano il palazzo prima con la Torre De Cantone, poi, tramite la Torre stessa, con la Chiesa di San Nicola permettendo così alle ospiti del palazzo di recarsi a messa senza scendere in strada.</p>
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		<title>Palazzo dell&#039;Orologio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 14:42:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Palazzi e Ville]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo dell'Orologio Pisa]]></category>
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					<description><![CDATA[Palazzo dell&#8217;Orologio &#8211; Pisa Il Palazzo dell&#8217;Orologio è uno degli edifici affacciati in Piazza dei Cavalieri a Pisa. Si tratta di un antico edificio medievale dove risiedeva il capitano del Popolo almeno dal 1357,&#46;&#46;&#46;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Palazzo dell&#8217;Orologio &#8211; Pisa</h1>
<h2><span style="font-size: small;">Il Palazzo dell&#8217;Orologio è uno degli edifici affacciati in Piazza dei Cavalieri a Pisa.</span></h2>
<p>Si tratta di un antico edificio medievale dove risiedeva il capitano del Popolo almeno dal 1357, già appartenuto alla famiglia Gualandi. Quando il palazzo venne costruito incorporò anche la famosa Torre della Muda o Della Fame dove nel 1289 morì il Conte Ugolino Della Gherardesca con i figli e nipoti, protagonista di una delle più celebri pagine della Divina Commedia di Dante (Inferno, XXXIII). Il profilo della torre è ancora riconoscibile a sinistra dell&#8217;arco centrale, dove si apre oggi la novecentesca quadrifora.<br />
Nel 1605-1608, in seguito all&#8217;accorpamento di due edifici vicini tramite un arco con l&#8217;orologio, venne terminato il palazzo nelle forme odierne, secondo il progetto di Giorgio Vasari del 1554; dal 1566 ospitava già l&#8217;infermeria dell&#8217;Ordine dei cavalieri di Santo Stefano: il responsabile sanitario era detto Bonomo, per questo il palazzo è conosciuto anche come Palazzo del Bonomo.<br />
Tra il 1607 e il 1609 Giovanni Stefano Marucelli e Filippo Palladini affrescarono la facciata e la volta interna dell&#8217;arco con panoplie, grottesche e figure allegoriche, che sottintendono alla celebrazione della Casa dei Medici e dell&#8217;Ordine. L&#8217;orologio e la cella campanaria risalgono al 1696.<br />
Nel 1919, dopo che ormai l&#8217;Ordine era stato soppresso, l&#8217;edificio venne acquistato dal conte Alberto della Gherardesca, che promosse un discutibile intervento di ristrutturazione in stile neogotico, con l&#8217;apertura di una quadrifora sulla facciata.<br />
Negli anni settanta e ottanta l&#8217;edificio passò alla Scuola Normale di Pisa, che lo adibì a biblioteca; in quel periodo venne realizzato anche un passaggio sotterraneo che lo collegasse al Palazzo dei Cavalieri, sede della scuola.</p>
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		<title>Palazzo Giuli Rosselmini Gualandi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 14:33:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Palazzi e Ville]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo giuli pisa]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Giuli Rosselmini Gualandi]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Giuli Rosselmini Gualandi Pisa]]></category>
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					<description><![CDATA[Palazzo Giuli Rosselmini Gualandi &#8211; Pisa Palazzo Giuli Rosselmini Gualandi, si trova a Pisa sul Lungarno Gambacorti, nei pressi della longobarda chiesa di Santa Cristina. È diventato recentemente noto come Palazzo blu per via&#46;&#46;&#46;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Palazzo Giuli Rosselmini Gualandi &#8211; Pisa</h1>
<p>Palazzo Giuli Rosselmini Gualandi, si trova a Pisa sul Lungarno Gambacorti, nei pressi della longobarda chiesa di Santa Cristina. È diventato recentemente noto come Palazzo blu per via del restaurato colore dell&#8217;intonacatura e del nome del centro museale costruito in alcune delle sale interne.</p>
<p>Le prime tracce risalgono all&#8217;alto medioevo (VIII secolo), sotto forma di insediamento rurale nei pressi della citata chiesa, vicino all&#8217;unico ponte, chiamato Ponte alle Pietre che permetteva l&#8217;accesso alla città dai territori a sud del fiume Arno, percorrendo l&#8217;antica Via Emilia Scauri (le attuali vie San Martino e Toselli). Durante i lavori di restauro a cura delle Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, che lo ha acquistato dai Conti Giuli, da cui il nome, è stata riportata alla luce parte dell&#8217;antica pavimentazione della via, a sestini di cotto posti a lisca di pesce, con relativo marciapiede, databili intorno al XII secolo e una possente struttura muraria, facente parte di una torre difensiva, con la caratteristica apertura ad arco ogivale, realizzata in pietra verrucana e databile intorno agli ultimi anni dell&#8217;XI secolo.</p>
<p>Entrato a far parte del territorio comunale di Pisa, dopo il 1155, anno in cui si cominciano i lavori di costruzione della più antica cinta muraria di epoca medievale conservatasi in Italia, sotto il consolato di Cocco Griffi, l&#8217;intero complesso si arricchisce di case e case-torri, come nel resto della città, spesso definita città dalle Mille torri, segno di una crescente ricchezza e potere della Repubblica Marinara.</p>
<p>Il 14 novembre 1356 il Doge Giovanni Dell&#8217;Agnello, proprietario di alcuni immobili nella zona, ottiene dagli Anziani del Comune il permesso per ampliarne alcune in quest&#8217;area. Sorge così il primo nucleo del palazzo, o domus, una struttura composta da grandi pilastri in pietra verrucana, a due o più moduli, uniti a formare archi ogivali, riempiti a laterizi e decorati da aperture a monofore e bifore secondo lo schema dei vicini palazzi Gambacorti e Alliata.</p>
<p>Durante la prima dominazione fiorentina, tra il 1406 e il 1494 il palazzo subì notevoli cambiamenti, visto il declino della famiglia Dell&#8217;Angello. Passato al Comune sul finire del XIV secolo, diventa proprietà della Repubblica di Firenze, che lo utilizza come sede per i cinque provveditori addetti alla sorveglianza della città occupata, fino a ritornare proprietà di Giovan Bernardino Dell&#8217;Agnello.</p>
<p>Nel 1494 Pisa, grazie all&#8217;aiuto di Carlo VIII, re di Francia, riacquista la libertà da Firenze e proprio all&#8217;interno di Palazzo Giuli accade uno degli avvenimenti più importanti per la popolazione pisana. Il re entra in Pisa l&#8217;8 novembre 1494 con un esercito di tremila cavalieri e viene ospitato nel Palazzo D&#8217;Appiano, davanti al quale i Pisani chiesero la libertà dal nemico. Garanzia di libertà che tornarono a chiedere nel giugno del 1495, quando il Re si trovava ancora una volta in città, in occasione di un grande ballo che si tenne proprio all&#8217;interno del Palazzo Giuli, durante il quale tutte le donne più belle della nobiltà pisana si presentarono al cospetto del Re, implorando che mantenesse salda la promessa fatta l&#8217;anno precedente, tra cui la ben ricordata Camilla del Lante. Purtroppo, nonostante le promesse, Pisa nel 1509 perde nuovamente la libertà in favore di Firenze, che applicherà nel tempo una politica di trasformazioni volte a cambiare per sempre faccia alla città e a cancellare ogni riferimento al suo glorioso passato repubblicano.</p>
<div align="center"><font size="1">« &quot;&#8230; e ad 21 di Giugno detto il Re di Franza andò a bedere ballare alla casa di Messer Gianbernardino Dell&#8217;Agnello a Santa Cristina sulla loggia, e quivi v&#8217;era di molte fanciulle e donne di Pissa a quel ballo; e sedendo il Re in messo a due donne fanciulle, le più belle al ballo, fu ordinato nel ballare molte fanciulle e donne si gittorno genocchioni avanti al Re, dimandandogli grazia che Pissa non ritornasse più sotto a Fiorentini: furono fornite di molte buone parole dal Re detto.&quot; »&nbsp;&nbsp; &nbsp;(Giovanni Portoveneri, Memoriale dall&#8217;anno 1494 sino al 1502)<br /> </font></div>
<p> <img decoding="async" class=" alignright size-full wp-image-11924" style="margin: 5px 9px" alt="La chiesa di Santa Cristina e il Palazzo Giuli sulla destra" title="La chiesa di Santa Cristina e il Palazzo Giuli sulla destra" src="https://www.pisaweb.info/wp-content/uploads/foto-articoli_250px-Santa_Cristina_pisa_01.JPG" align="right" height="188" width="250" width="250" height="188" />Verso la fine del Cinquecento il complesso fu trasformato ad opera delle famiglie Sancasciano e Del Testa. Fu proprio Emilio Del Testa, che nel 1593 trasforma radicalmente il palazzo da domus medievale, a fastoso palazzo tardo-rinascimentale, applicando una decorazione sobria alla facciata, semplicemente arricchita da inserti di pietra serena; nella seconda metà del Settecento fu sottoposto ad ulteriori modifiche dalla famiglia Agostini, che lo ereditò dai Venerosi nel 1745 e lo cedette in locazione al dottor Cesare Studiati, direttore del Collegio Imperiale Greco Russo, per conto dell&#8217;Imperatrice Caterina II nel 1773.</p>
<p>Fu proprio in onore della grande stagione artistica russa, che vide grandi maestri Italiani alla corte dello Zar a progettare e decorare imponenti palazzi a San Pietroburgo, che il palazzo venne fatto dipingere con la caratteristica colorazione blu, o color dell&#8217;aria, applicata ai palazzi pietroburghesi per addolcirne le forme. In quell&#8217;epoca il palazzo fu animato da una vita sociale e culturale molto intensa. Nel 1774 fu frequentato dalla principessa Yelizaveta Alekseyevna Tarakanova (1753 – 1777), che sosteneva di essere la figlia di Aleksej Razumovskij e dell&#8217;imperatrice Elizabetta I: sospettata di complotto ai danni dell&#8217;imperatrice Caterina II, vi fu rapita nel febbraio 1775 per essere ricondotta in patria dall&#8217;ammiraglio Aleksej Orlov, comandante della flotta imperiale russa di base a Livorno per la guerra contro l&#8217;Impero Turco. Nel 1781 vi soggiornò Ekaterina Daskova (1744-1810), direttrice dell&#8217;Accademia Russa delle Scienze, che ha lasciato una descrizione della città, del Gioco del Ponte e del palazzo nelle sue Memorie.</p>
<p>Il colore attuale è stato scelto durante i lavori di restauro della facciata, quando è stato rinvenuto un frammento della pittura tardo-settecentesca, e applicato seguendo la tecnica della pittura a fresco.</p>
<p>Nel 1788 il Palazzo Blu viene venduto alla famiglia Del Testa dagli Agostini per acquistare il Palazzo Bianco dai fratelli Tilli (nipoti ed eredi del botanico Michelangelo) ed unirlo al Palazzo Rosso (oggi conosciuto come Palazzo dell&#8217;Ussero); successivamente verrà acquistato dalla famiglia Bracci-Cambini, che effettuerà nuovi importanti lavori dei quali rimane la magnifica quadratura di porta della sala delle Grottesche, sovrastata dallo stemma familiare, magistralmente eseguita da Antonio Niccolini, segno evidente del fervore artistico-culturale che Pisa stava vivendo nell&#8217;Ottocento. I conti milanesi D&#8217;Archinto sono proprietari del palazzo per gran parte dell&#8217;Ottocento, finché nel 1861 il Conte Domenico di Ferdinando Giuli lo acquista per la cifra di 50.000 lire, il quale dà inizio ad una campagna di restauri che hanno portato il palazzo alle dimensioni e all&#8217;aspetto attuale, integrando una porzione di vicolo, tra il palazzo e l&#8217;attiguo Palazzo Casarosa (anch&#8217;esso integrato nel complesso) e costruendo ex novo un&#8217;ala del palazzo per rendere simmetrica la facciata cinquecentesca.</p>
<p>Il palazzo attraversa un periodo di splendore, ogni sala viene restaurata e nuovamente decorata, grazie soprattutto all&#8217;intervento del pittore pisano Nicola Torricini, che già nel 1884 decora la maestosa biblioteca dei Conti Giuli, al piano terra, divenuta ora la stanza dei polittici, dove sono esposti il Polittico di Agnano (Pisa) di Cecco di Pietro dell&#8217;ultimo decennio del XIV secolo e la sua copia, eseguita nel 1930 dal più famoso falsario italiano del Novecento, Icilio<br />
Federico Joni. Nicola Torricini è coordinatore di un&#8217;imponente campagna di restauro, che termina nel 1903 con l&#8217;inaugurazione della Sala Rossa, o Salone da Pranzo, in occasione di un raffinatissimo ballo organizzato a Pisa dai Conti Giuli.<br /> <strong></strong> </p>
<p><strong><br /> Il Museo</strong></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" alignleft size-full wp-image-11931" style="margin: 5px 9px" alt="Palazzo Giuli, ingresso al museo" title="Palazzo Giuli, ingresso al museo" src="https://www.pisaweb.info/wp-content/uploads/foto-articoli_200px-Palazzo_Giuli1.JPG" align="left" height="301" width="200" width="200" height="301" />Il palazzo è rimasto abitato dai Conti Giuli fino al 2001 e, nonostante fosse diventato un appostamento per le forze alleate durante la seconda guerra mondiale, non ha subito ingenti danni. La Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, in cui ha trasferito la propria sede, lo ha acquistato per trasformarlo in un centro di cultura e arte, denominato BLU &#8211; Centro d&#8217;Arte e Cultura.</p>
<p>All&#8217;interno è possibile visitarne il piano terra e il piano Nobile, in cui sono esposti i principali capolavori della Collezione Fondazione Cassa di Risparmio, che comprende artisti come Cecco di Pietro, Taddeo di Bartolo, Benozzo Gozzoli, Vincenzo Foppa, Aurelio Lomi, il Cigoli, Orazio Gentileschi, Artemisia Gentileschi, Giovanni Battista Tempesti, Jean Baptiste Desmarais, Giuseppe Bezzuoli, Luigi Gioli e una ricchissima collezione d&#8217;arte novecentesca, tra cui spiccano Umberto Vittorini, Mino Rosi, Ferruccio Pizzanelli e Fortunato Bellonzi, esponente del Secondo Futurismo. Della collezione Cassa di Risparmio di Pisa fanno anche parte la Collezione Simoneschi, che comprende un vasto repertorio di Antichità e una notevole collezione numismatica e una raccolta di xilografie, acqueforti e litografie del grande artista pisano Giuseppe Viviani. Le sale sono arredate in stile settecentesco, con mobili e suppellettili d&#8217;epoca.</p>
<p>Altre sale del palazzo sono riservate ad esposizioni temporanee le quali avvengono con una certa frequenza.</p>
<p>Fonte: Wikipedia </p>
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		<title>Palazzo della Carovana o dei Cavalieri</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 14:25:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Palazzo della Carovana o dei Cavalieri &#8211; Pisa Il palazzo della Carovana (o dei Cavalieri) è uno degli edifici più famosi di Pisa ed il più vistoso della piazza dei Cavalieri a Pisa. Già&#46;&#46;&#46;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Palazzo della Carovana o dei Cavalieri &#8211; Pisa</h1>
<p>Il palazzo della Carovana (o dei Cavalieri) è uno degli edifici più famosi di Pisa ed il più vistoso della piazza dei Cavalieri a Pisa. Già quartier generale dell&#8217;Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, dal 1846 è la sede della Scuola Normale di Pisa.</p>
<p>Fu costruito tra il 1562 e il 1564 da Giorgio Vasari, ristrutturando drasticamente il medievale Palazzo degli Anziani: alcuni resti dell&#8217;antico palazzo e di alcune case torri sono però visibili tutt&#8217;ora lungo i fianchi dell&#8217;edificio.</p>
<p>Il nome deriva dai tre anni di noviziato dei nuovi adepti, durante i quali essi seguivano un corso di addestramento al maneggio delle armi per far parte delle &quot;carovane&quot; che avrebbero battuto il Mediterraneo e contrastato le scorrerie dei corsari: da qui appunto il termine della Carovana.</p>
<p>Il Vasari regolarizzò la disomogenea facciata medievale, fondendo architettura, scultura e pittura. I graffiti con figure allegoriche e segni zodiacali, disegnati dal Vasari stesso, furono infatti eseguiti da Tommaso Battista del Verrocchio e Alessandro Forzori (1564-1566), movimentano la facciata assieme a busti e stemmi marmorei. Le pitture odierne sembrano godere di un ottimo stato di conservazione, ma in realta esse sono dovute essere ridipinte nei secoli XIX e XX, essendo le pitture su esterno estremamente fragili e soggette a sbiadimento e distacco per via degli agenti atmosferici.</p>
<p>Tra le sculture si ricordano lo stemma dei Medici e dei Cavalieri, affiancato daile allegorie della Religione e della Giustizia di Stoldo Lorenzi (1563); gli stemmi sugli angoli sono di Giovanni Fancelli (1564). In alto una galleria di busti dei Granduchi medicei furono aggiunti in tre tempi diversi da altrettante mani: Cosimo I, Francesco I e Ferdinando I da Ridolfo Sirigatti nel 1590-1596; Cosimo II da Pietro Tacca (1633 circa); Ferdinando II e Cosimo III da Giovan Battista Foggini (1681 e 1718).</p>
<p>La scalinata marmorea a doppia rampa fu rifatta nel 1821 da Giuseppe Marchelli in sostituzione di quella originale di dimensioni più piccole. La parte posteriore dell&#8217;edificio fu aggiunta su progetto di Giovanni Girometti nel 1928-1930 in occasione di un rilancio della Scuola Normale promosso da Giovanni Gentile.</p>
<p>All&#8217;interno conserva alcune sale affrescate o decorate da stucchi del XIX secolo, dove si trovano alcune tele di autori del Cinquecento (Carlo Portelli, Francesco del Brina e Giovan Battista Naldini).</p>
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		<title>Palazzo del Collegio Puteano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 14:21:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[collegio puteano pisa]]></category>
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					<description><![CDATA[Palazzo del Collegio Puteano &#8211; Pisa Il Palazzo del Collegio Puteano è un edificio di Piazza dei Cavalieri a Pisa. Il palazzo, adiacente alla chiesa di San Rocco venne edificato nelle forme attuali tra&#46;&#46;&#46;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Palazzo del Collegio Puteano &#8211; Pisa</h1>
<p>Il Palazzo del Collegio Puteano è un edificio di Piazza dei Cavalieri a Pisa.</p>
<p>Il palazzo, adiacente alla chiesa di San Rocco venne edificato nelle forme attuali tra il 1594 e il 1598 unendo un gruppo di case più antiche.</p>
<p>Nel 1605 venne concesso in affitto perpetuo ai Cavalieri di Santo Stefano, per ospitarvi studenti piemontesi dello Studio Pisano, secondo un desiderio dell&#8217;arcivescovo Carlo Antonio Dal Pozzo (dal quale deriva il nome di Puteano).</p>
<p>La facciata venne decorata da affreschi allegorici tra il 1608 e il 1609 ad opera di Giovanni Stefano Marucelli. Dopo la soppressione dell&#8217;Ordine, il collegio rimase aperto fino al 1925, ma già nel 1930 la Scuola Normale di Pisa lo faceva riaprire come Casa dello Studente della prestigiosa Università che aveva la sede nel vicino Palazzo dei Cavalieri, funzione che mantiene tuttora. </p>
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		<title>Ex allievi illustri scuola superiore Sant&#039;Anna Pisa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2011 17:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Università Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[ex allievi illustri scuola superiore sant anna Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[pisa scuola sant anna]]></category>
		<category><![CDATA[scuola superiore pisa]]></category>
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					<description><![CDATA[Ex allievi illustri scuola superiore Sant&#8217;Anna Pisa Giuliano Amato, ex presidente del consiglio e parlamentare Antonio Cassese, giurista Sabino Cassese, giurista Pier Francesco Guarguaglini, presidente ed amministratore delegato di Finmeccanica Enrico Letta, parlamentare Antonio&#46;&#46;&#46;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><img decoding="async" class="size-medium wp-image-17926 alignleft" src="https://www.pisaweb.info/wp-content/uploads/scuola-santanna-pisa-1.jpg" alt="Scuola superiore Sant'Anna Pisa" width="1" height="1" /><span style="font-size: medium;">Ex allievi illustri scuola superiore Sant&#8217;Anna Pisa</span></h1>
<div><strong>Giuliano Amato</strong>, ex presidente del consiglio e parlamentare</div>
<div><strong>Antonio Cassese</strong>, giurista</div>
<div><strong>Sabino Cassese</strong>, giurista</div>
<div><strong>Pier Francesco Guarguaglini</strong>, presidente ed amministratore delegato di Finmeccanica</div>
<div><strong>Enrico Letta</strong>, parlamentare</div>
<div><strong>Antonio Maccanico</strong>, ex ministro e parlamentare</div>
<div><strong>Marcello Spatafora</strong>, diplomatico</div>
<div><strong>Tiziano Terzani</strong>, giornalista e scrittore</div>
<p>Molti ex Allievi aderiscono all&#8217;Associazione ex Allievi della Scuola Superiore Sant&#8217;Anna, fondata nel 1987 e di cui fanno parte sia coloro che sono stati Allievi del Sant&#8217;Anna (dopo il 1987) sia coloro che lo sono stati nei Collegi fondatori (Collegio Medico-Giurico, Collegio Pacinotti, Scuola di Agraria), confluiti in un&#8217;unica istituzione già nel 1967. L&#8217;attuale Presidente dell&#8217;Associazione è Franco Mosca, mentre il Presidente Onorario è Giuliano Amato.<br />
<span class="corpomainbody">Da Wikipedia, l&#8217;enciclopedia libera. </span></p>
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		<title>Ammissione alla scuola superiore Sant&#039;Anna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2011 17:48:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Università Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[ammissione scuola superiore sant'anna]]></category>
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					<description><![CDATA[Ammissione alla scuola superiore Sant&#8217;Anna Per gli studenti dei corsi di laurea e di laurea specialistica l&#8217;ammissione alla Scuola superiore Sant&#8217;Anna avviene per concorso pubblico nazionale attraverso il quale si assume lo status di&#46;&#46;&#46;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<h1><font size="3">Ammissione alla scuola superiore Sant&#8217;Anna</font><br /> </h1>
<p>Per gli studenti dei corsi di laurea e di laurea specialistica l&#8217;ammissione alla Scuola superiore Sant&#8217;Anna avviene per concorso pubblico nazionale attraverso il quale si assume lo status di &quot;allievo ordinario&quot; della Scuola.</p>
<p> Il concorso si tiene ogni anno nel mese di settembre, precedentemente all&#8217;apertura dell&#8217;anno accademico ed è aperto a tutti coloro che desiderino iscriversi ad uno dei corsi di laurea afferenti ai settori della Scuola: tutti i corsi di laurea delle Facoltà di Agraria, Economia, Giurisprudenza, Medicina, Scienze politiche e molti dei corsi della Facoltà di Ingegneria. Il concorso prevede una prima fase di preselezione, due prove scritte ed una orale per tutti i settori, con l&#8217;esclusione di quello di Medicina, in cui la fase di preselezione è sostituita dal test su base nazionale.</p>
<p> A coloro che diventano allievi ordinari è richiesta l&#8217;iscrizione all&#8217;Università di Pisa, e non è richiesto il pagamento di nessuna retta a parte le normali tasse di iscrizione all&#8217;università. Gli allievi ordinari devono inoltre soddisfare stringenti requisiti didattici, concernenti il numero di esami universitari sostenuti ogni anno e la media; devono inoltre seguire un certo numero di corsi interni della Scuola e, con esclusione degli studenti del settore di ingegneria, consegnare una tesina annuale su un argomento attinente al loro piano di studi.</p></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span class="corpomainbody">Da Wikipedia, l&#8217;enciclopedia libera.</span> </div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Il Porto di Bocca d&#039;Arno Pisa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 May 2011 18:57:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tempo Libero]]></category>
		<category><![CDATA[barche pisa]]></category>
		<category><![CDATA[imbarcazioni pisa]]></category>
		<category><![CDATA[marina]]></category>
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					<description><![CDATA[Porto Bocca d&#8217;Arno Pisa E&#8217; un porto in fase di realizzazione della località balneare di Marina di Pisa, sul litorale pisano. Avrà un ingresso orientato a sud-ovest e si collegherà con la grande area&#46;&#46;&#46;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 align="center"><font size="3">Porto Bocca d&#8217;Arno Pisa <br /> </font></h1>
<div align="left"> E&#8217; un porto in fase di realizzazione della località balneare di <strong>Marina di Pisa</strong>, sul <strong>litorale pisano</strong>.</div>
<p>       Avrà un ingresso orientato a sud-ovest e si collegherà con la grande area nautica esistente sulla riva sinistra dell’Arno dove esistono decine di piccoli rimessaggi che già offrono circa duemila posti barca. Situato nel più grande parco naturale della regione Toscana (quello di San Rossore, Migliarino, Massaciuccoli) e a pochi minuti di macchina dall’aeroporto internazionale “Galileo Galilei”.Fin dagli inizi l&#8217;idea di impiantare un porto turistico in foce d&#8217;Arno ha ricevuto critiche ed è stata oggetto di controversie, a partire da considerazioni di natura ambientale e storica (scarsa profondità dei fondali soggetti ad insabbiamento, vincoli di natura paesaggistica del territorio, abbattimento edifici risalenti ai primi del Novecento, quantità, dimensioni e stile delle nuove costruzioni ecc.) sia da Legambiente che da altri soggetti.<br /> <span id="more-388"></span> </p>
<div align="center"><strong>Caratteristiche</strong></div>
<p>        Il porto turistico, situato fra il Mar Ligure e l&#8217;alto Tirreno, è  previsto alla sinistra della foce del fiume Arno, caratterizzato da un  fondale compreso tra 3,50 metri e 5 metri di profondità. Il progetto, dovuto allo studio Isola di Torino e Capolei di Roma,  prevede la realizzazione di un bacino per circa 450 posti barca,  strutture ricettive, un consistente sviluppo di nuova edilizia  residenziale con aree a verde e la viabilità relativa. Risultato di un progetto che ha avuto una lunga gestazione proprio per  le caratteristiche di ecocompatibilità che doveva presentare, stante la  sua posizione in un contesto ambientale di grande pregio, il porto di  Boccadarno è previsto per essere completato in 670 giorni di lavoro.</p>
<p>        Le opere saranno realizzate senza modificare la linea di costa e con il  risultato di ottenere un’ampia strada pedonale panoramica che delimiterà  il bacino di ormeggio vero e proprio con i posti barca, suddivisi  secondo un mix che risponde alle ultime tendenze del mercato. L’investimento complessivo è di circa duecento milioni di Euro, di cui  circa 32 milioni impiegati per la realizzazione delle opere portuali  vere e proprie: diga costiera e banchine. Nell&#8217;ottobre 2007 sono stati demoliti i vecchi capannoni industriali situati nei pressi del futuro approdo.</p>
<p>        Nel corso del 2008 sono stati abbattuti molti edifici degradati, sia  pure di indubbio interesse architettonico in quanto risalenti alla  fondazione di Marina e alle sue tipologie edilizie originali. Sono stati  invece destinati al restauro conservativo, a cura della Boccadarno  Porto di Pisa, Villa Romboli e Casa Ceccherini, mentre è già completato  il ripristino della Dogana Vecchia luogo di soggiorno estivo di Gabriele  D&#8217;Annunzio e Eleonora Duse. Nel gennaio 2010 è iniziata la commercializzazione dei posti barca con  consegna prevista entro la primavera 2012. Il 26 aprile 2010 il ministro  delle infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli, ha presenziato  alla cerimonia della posa ufficiale della prima pietra del porto, frutto  di un’iniziativa di capitali locali (riuniti nella “Boccadarno Porto di  Pisa spa, di cui è presidente e amministratore delegato Stefano  Bottai). I lavori sono affidati alla CMC (Cooperativa Muratori e  Cementisti) di Ravenna, storica azienda italiana che vanta grande  esperienza nel settore maturata in importanti opere portuali realizzate  anche all’estero.</p>
<p>        Da poco conclusi i lavori di bonifica dell’area, occupati dai ruderi di  una vecchia fabbrica metalmeccanica del gruppo Fiat dove negli anni  Venti furono costruiti i primi idrovolanti fra cui quelli che volarono  al Polo Nord con Roald Amundsen, ha attualmente preso il via la  realizzazione delle opere di difesa a mare sulla riva sinistra della  foce del fiume toscano.</p>
<p>        Comune: Pisa<br />        Località: Marina di Pisa &#8211; Bocca d&#8217;Arno<br />        Tipologia: porto turistico in costruzione e nuove residenze<br />        Profondità fondali: da 3,5 a 5 metri<br />        Lunghezza massima imbarcazioni:&nbsp; da 8 a 50 metri<br />        Posti barca totali: 344 <br />        Posti per natanti in transito: 40</p>
<p> <font size="2"><span class="corpomainbody">da Wikipedia, l&#8217;enciclopedia libera.</span></font></p>
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		<title>Castelnuovo Val di Cecina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 16:42:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comuni di Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[Castelnuovo Val di Cecina]]></category>
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					<description><![CDATA[Castelnuovo Val di Cecina Castelnuovo Val di Cecina è un borgo collinare facilmente riconoscibile per la caratteristica forma a pigna d&#8217;uva. Il territorio comunale presenta una morfologia variegata che spazia dall&#8217;ambiente appenninico alla macchia&#46;&#46;&#46;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<h1><font size="2">Castelnuovo Val di Cecina</font></h1>
</div>
<div>Castelnuovo Val di Cecina è un borgo collinare facilmente riconoscibile per la caratteristica forma a <strong>pigna d&#8217;uva</strong>. Il territorio comunale presenta una morfologia variegata che spazia dall&#8217;ambiente appenninico alla macchia mediterranea per poi farsi nuovamente collinare con vigneti e oliveti.</p>
<p> L’economia locale è collegata allo sfruttamento di boschi e castagneti, alla pastorizia e alle attività minerarie. Il secolo scorso ha segnato l’inizio dello sfruttamento della geotermia per la produzione di energia elettrica e il teleriscaldamento dei centri urbani.</p></div>
<p> <span id="more-383"></span> Da Castelnuovo partono percorsi naturalistici che raggiungono luoghi di  interesse storico, come il ponte sul torrente Pavone, o a punti  panoramici da cui si possono ammirare la <strong>Valle del Cornia e il Golfo  di Piombino</strong>. Nei dintorni sono presenti siti archeologici del  periodo etrusco e romano.</p>
<p>  Nei pressi del borgo fortificato di <strong>Montecastelli</strong> si segnalano la  Buca delle Fate, un ipogeo etrusco del VI secolo a.C, e i resti delle  miniere di rame, inattive dal 1941. Intorno all&#8217;antico borgo di Sasso  Pisano sono evidenti i fenomeni geotermici naturali delle putizze e  fumarole, che conferiscono al paesaggio un aspetto misterioso e  infernale, con vapori che escono dal terreno diffondendo nell’aria un  acre odore di zolfo. Dopo una lunga campagna di scavi è di nuovo  visitabile l’area termale del Bagnone, un complesso ellenistico del III  secolo a.C. da cui ancora oggi sgorgano sorgenti d’acqua con temperatura  tra i 40 e i 70 gradi.</p>
<p>  Nel borgo medievale della Leccia si trova la cappella dedicata alla  Madonna del Latte, di cui si celebra la festa il 14 giugno invocandone  la protezione dalla grandine.</p>
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