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	<title>Play.it USA - Il Sito degli Appassionati degli Sport Americani</title>
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		<title>L’avvio di stagione delle rookies nella WNBA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Barbiero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 07:44:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[WNBA]]></category>
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					<description><![CDATA[La scelta di ottenere al primissimo spot disponibile al draft Azzi Fudd ha mosso qualche critica tra i conoscitori e fan del campionato della WNBA, non per le indiscutibili qualità tecniche e il talento immenso di Fudd, ma perché le Wings hanno selezionato lei, già fidanzata della giocatrice Paige Bueckers, e non altre atlete reputate [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La scelta di ottenere al <strong>primissimo spot</strong> disponibile al <strong>draft Azzi Fudd</strong> ha mosso qualche critica tra i conoscitori e fan del campionato della WNBA, non per le indiscutibili qualità tecniche e il talento immenso di Fudd, ma perché le Wings hanno selezionato lei, già fidanzata della giocatrice Paige Bueckers, e non altre atlete reputate nettamente migliori. Fudd, uscita dalla University of Connecticut dopo aver trionfato nel National Championsip con essa, è stata preferita dalla squadra texana <strong>al posto di Olivia Miles e Awa Fam Thiam</strong>, che negli ultimi giorni pre-draft avevano scalato i ranking per essere le potenziali primissime scelte al draft.</p>
<div style="width: 683px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://s7d2.scene7.com/is/image/TWCNews/AP26135038845036_crop" alt="Azzi Fudd scores 22 in 1st WNBA start" width="673" height="379" /><p class="wp-caption-text">Per le Dallas Wings sono arrivate due volte di fila la possibilità di scegliere per prime al draft: in entrambi i casi sono arrivate giocatrici da UConn</p></div>
<p>Che sia perché &#8220;all&#8217;amor non si comanda&#8221; o perché le Wings veramente volevano investire su Azzi Fudd, in ogni caso, la loro scelta sembrerebbe finalmente star ripagando. Dopo delle prime partite un po&#8217; in sordina, con un massimo di 12 punti segnato nelle sue prime 5 partite e solamente 4 canestri da 3 punti, uno dei suoi cavalli di battaglia di solito, Fudd ha dimostrato recentemente tutto il suo valore da prima scelta al draft. L&#8217;ha fatto realizzando ben <strong>66 punti nelle sue ultime 4 uscite</strong>, con una media conseguente di 16,5 punti a partita, oltre che 11 canestri realizzati oltre l&#8217;arco.</p>
<p>Nonostante le prevedibili critiche iniziali, Fudd ha messo in moto tutte le sue potenzialità, schierata ora come titolare fissa e dando il suo contributo all&#8217;ottima prima porzione di stagione delle Wings che, a sorpresa ma fino a un certo punto, sono nelle prime posizioni della classifica con 7 vittorie e 3 sconfitte. La squadra texana in tutta la scorsa stagione ottenne solamente 10 vittorie, rendendole una delle squadra più derise e di cui c&#8217;erano ben pochi elogi da fare. Quest&#8217;anno, grazie a Fudd ed altri innesti come Jessica Shepard, la storia sembra andare finalmente controcorrente rispetto alle ultime stagioni.</p>
<p>Anche la seconda scelta generale del draft, <strong>Olivia Miles</strong>, non sta passando un brutto periodo, tutto il contrario, anzi. Miles ha registrato il 4 giugno il suo record di punti, ben 28, affiancando a ciò un record assoluto, ovvero <strong>8 canestri da 3 punti realizzati</strong>, il<strong> più alto numero </strong>di essi <strong>per una rookie </strong>in una sola partita<strong> nella storia del campionato</strong>.</p>
<p>Il fatto più curioso è che il prodotto di TCU è tutt&#8217;altro che una guardia che privilegia i tiri da 3, essendo senza dubbio più efficace e &#8220;spietata&#8221; nei cosiddetti <em>point in the paint, </em>quelli dell&#8217;area dei tre secondi. In tutte le altre partite giocate, ben 10, Miles ne ha realizzati solamente 3, passando quindi ad aggiungerne 8 in un colpo solo.</p>
<div style="width: 594px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcT6Gn2ImE6hLymM1ui9MBVbJSlDiLcbrlp2MU6waaQ-_sFEfoE15zqhTg8&amp;s=10" alt="Olivia Miles WNBA Debut 21 Points 3 Rebounds 8 Assists Goggles has arrived &#x1f97d;" width="584" height="390" /><p class="wp-caption-text">Non solo canestri, Miles è al momento quinta a pari merito con Plum per media di assist forniti alle compagne: per ora sono 6,4.</p></div>
<p>L&#8217;ultima volta che Miles registrò più di 20 punti grazie a canestri da 3 punti fu durante una partita di regular season nel campionato NCAA della stagione appena passata. In quel caso, dove sfidò un&#8217;altra università texana, Baylor, arrivarono per lei ben 40 punti, che è tutt&#8217;ora il suo record personale di punti segnati in carriera, contando sia quella universitaria che quella delle pro.</p>
<p>Miles sta dimostrando <strong>carattere</strong> e soprattutto <strong>duttilità</strong>, elementi chiave ricercati dalla head coach Cheryl Reeve, che necessitava di più sforzi e più versanti da coprire in attesa del ritorno di Napheesa Collier, ancora fuori a tempo indeterminato per infortunio.</p>
<p>Discorsi diversi sono da fare per quella che è stata la terza scelta del draft, non solo perché la giocatrice in questione è entrata nel vivo della stagione solo dopo alcune partite, ma anche perché arrivata da un contesto europeo diverso da quello della WNBA. Ovviamente si parla di <strong>Awa Fam Thiam</strong>, centro di 19 anni arrivato nella più grande lega statunitense di basket femminile dopo un&#8217;esperienza di circa 5 anni in Spagna.</p>
<p>Il prodigio di Alicante, città del sud est della Spagna, è approdato in WNBA alle Seattle Storm, squadra a cui piace sperimentare l&#8217;introduzione di nuovi volti giovani che arrivano dall&#8217;estero. La stessa situazione ci fu infatti lo scorso anno con l&#8217;introduzione della francese Dominique Malonga, ora uno dei pilastri della squadra dello stato di Washington.</p>
<p>Nelle sue sette partite disputate ha trovato un <strong>record di 18 punti</strong> contro le Mercury il 3 giugno, collezionandone però solo 36 punti nei primi 5 match disputati. <strong>Nonostante un inizio poco brillante</strong> Fam si è presa il <strong>posto da titolare</strong> nei confronti della compagna Melbourne ed è stata une delle migliori delle recenti uscite di Seattle, che sta avendo un inizio complicato ma prevedibile, di cui ho <a href="https://www.playitusa.com/news/wnba/2026/05/119950/wnba-al-via-ecco-chi-sono-le-favorite-al-titolo/">già discusso</a> recentemente, dettato da alcune scelte di off-season molto discutibili.</p>
<div style="width: 671px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" src="https://komonews.com/resources/media2/16x9/3892/986/0x186/90/8d1e42a2-f0e1-4c5d-929b-9f720384fe40-GettyImages2277518487.jpg" alt="Reinforcements arrive, Storm wins again: It's not a coincidence" width="661" height="372" /><p class="wp-caption-text">L&#8217;esordio con le Storm per Thiam non è bastato alla squadra per riprendersi. Dopo la prima vittoria al suo debutto, la squadra ha subito 6 sconfitte di fila</p></div>
<p>Il draft del 2026 dalla quarta posizione ha visto la sfilza di scelte da parte dei team delle giocatrici più forti della squadra di UCLA, vincitrice del National Championship ad aprile. In primis non si può non cominciare con delle più grandi delusioni di quest&#8217;inizio stagione, ovvero <strong>Lauren Betts</strong>. L&#8217;ex centro di UCLA tanto aveva contribuito al trionfo della squadra californiana nel campionato universitario, dove aveva ottenuto 21 punti e 9,3 rimbalzi di media a partita, statistiche ben lontane da quelle attuali con le Mystics.</p>
<p>Nel suo caso non sono però solo le statistiche a parlare, ma anche il minutaggio e il coinvolgimento in campo con la squadra della capitale americana. La 22enne numero 4 al draft sta navigando su una <strong>media di 13,9 minuti a partita, conditi da 5,8 punti e 2,7 rimbalzi</strong>, dati che non rispecchiano assolutamente tutto il talento che possiede.</p>
<p>Il problema non è suo, però. Le Mystics sono una squadra estremamente giovane, la più giovane delle 15 di questa stagione, e la concorrenza in squadra per un posto da titolare è alta, considerando che giocatrici come Sonia Citron o Kiki Iriafen hanno preso le redini della squadra già dalla scorsa stagione.</p>
<div style="width: 526px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://images2.minutemediacdn.com/image/upload/c_crop,x_0,y_23,w_4805,h_2702/c_fill,w_720,ar_16:9,f_auto,q_auto,g_auto/images/ImagnImages/mmsport/womens-fastbreak-on-si/01kqsgpfbnzgzqygmtdm.jpg" alt="Lauren Betts Answered Biggest WNBA Concern in Angel Reese Matchup" width="516" height="290" /><p class="wp-caption-text">Anche Cotie McMahon, scelta al draft sette posizioni più dietro di Betts, sta navigando su una media migliore di minuti in campo e punti rispetto a lei</p></div>
<p>Betts si ritrova in una <strong>situazione complicata</strong>, che potrebbe vederla coinvolta senza sorprese in una trade a metà stagione, considerando soprattutto il poco utilizzo in campo da parte dell&#8217;head coach Sydney Johnson. <strong>Destini diversi</strong> sono stati <strong>quelli di Kiki Rice e Gabriela Jaquez</strong>, ad esempio, subito schierate in campo da titolari e <strong>protagoniste di un ottimo avvio di stagione</strong>.</p>
<p><strong>A parte la sua prima partita ufficiale</strong> contro le Mystics, <strong>Rice ha sempre realizzato almeno 10 punti</strong>, portando un grosso contributo ad una squadra come le Toronto Tempo ancora in fase di rodaggio. Rice non ha superato i 10 punti anche nell&#8217;ultimo incontro, disputato solo a metà per un infortunio alla caviglia che la terrà fuori ancora per un tempo indeterminato.</p>
<p>Nonostante le Tempo abbiano puntato tanto su veterane come Marina Mabrey e Brittney Sykes, Rice è stata forse il collante finale che serviva alla neofita squadra canadese per competere subito ad alti livelli. Anche la sua ex compagna di squadra ad UCLA Gabriela <strong>Jaquez</strong> ha avuto uno splendido inizio di stagione, purtroppo anche per essa accompagnato da un infortunio che l&#8217;ha lasciata fuori per quattro partite.</p>
<p>La guardia delle Sky ha una <strong>media di 11,5 punti e 5,3 rimbalzi a partita</strong>, ma a stupire di più é senz&#8217;altro la sua ferocia e il suo coraggio nel mettersi in gioco che molte delle nuove veterane delle Sky non sembrano affatto portare in campo. Jaquez si è trovata ad essere già una delle protagoniste, ripagando così fin da subito la fiducia della squadra che l&#8217;ha selezionata al quinto posto del draft.</p>
<div style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://a.espncdn.com/photo/2026/0506/r1654249_1296x729_16-9.jpg" alt="WNBA: Los juegos más importantes de Gabriela Jaquez en la campaña - ESPN" width="500" height="281" /><p class="wp-caption-text">Jaquez è la giocatrice più giovane delle Chicago Sky, nonostante ciò per ora è stata una delle migliori della squadra</p></div>
<p>Per le altre rookies arrivate dalle Bruins è stato un inizio di stagione decisamente sotto le loro aspettative, con <strong>Dugalic,</strong> spesso di compagnia a Betts nella panchina delle Mystics, che ha ottenuto fino ad ora <strong>solo 5 punti di media a partita</strong> e Leger-Walker e Kneepkens che di certo non stanno beneficiando di essere nelle Connecticut Sun. La squadra più in crisi della WNBA, infatti, la prossima stagione verrà addirittura rilocata a Houston, che così ritroverà uno spazio nella WNBA dopo diversi anni di assenza.</p>
<p>Un altro ambiente al momento poco entusiasmante è sicuramente quello delle Seattle Storm, in cui si trova <strong>Flau&#8217;jae Johnson</strong>, approdata nella squadra dello stato di Washington dopo una trade arrivata pochi secondi più tardi della sua selezione da parte delle Golden State Valkyries, che l&#8217;hanno voluta mandare a Seattle in cambio di Marta Suarez e una scelta futura al draft.</p>
<p>A rendere ancora più controversa la trade c&#8217;è da sottolineare il fatto che poi Suarez stessa sia stata esclusa anche dal roster della squadra di San Francisco, per poi finire alle Mercury dove ha giocato solamente 3 partite. Johnson ha quantomeno beneficiato di questa trade, non tanto per il rendimento complessivo della squadra ma delle sue più che positive prestazioni in campo, con una <strong>media di 11,6 punti e 4,8 rimbalzi a partita</strong> fino ad ora.</p>
<p>A completare il quadro delle rookies dal draft che già sono attive nel campionato c&#8217;è <strong>Raven Johnson</strong>, numero dieci al draft che per ora sta avendo un ruolo marginale alle Indiana Fever, squadra in costante ricerca del grande passo per arrivare a competere nelle prime posizioni. In un ambiente al momento solamente discreto, l&#8217;ex guardia di South Carolina sta navigando su una <strong>media di 4,5 punti a partita</strong>.</p>
<p>Le rookies quest&#8217;anno, come anche negli ultimi, non arrivano però solamente dal draft. Molte giocatrici approdano nel massimo campionato statunitense dopo diversi anni di esperienza in Europa o altre parti del mondo, come nel caso principalmente di <strong>Jovana Nogic </strong>e <strong>Pauline Astier.</strong></p>
<p><strong>La prima</strong>, cestista ventottenne serba, è arrivata alle Mercury come una vera e propria scommessa della società, dove per ora ha collezionato <strong>11,8 punti di media a partita</strong>, con una particolare <strong>affinità coi canestri da 3 punti </strong>(27 realizzati fino ad ora). Nonostante le Mercury abbiano avuto un inizio di stagione ampliamente differente dalle aspettative, un roster pieno di qualità e di veterane come il loro continuerà a beneficiare a Nogic, che in caso potrebbe essere ampiamente in corsa per il premio della miglior rookie dell&#8217;anno.</p>
<p>Pauline <strong>Astier</strong> gioca invece per le New York Liberty ed è francese. La squadra di Brooklyn nelle ultime stagioni sta puntando molto sulle giocatrici che arrivano dall&#8217;Europa, e anche in questo caso la scelta sembra star ripagando. Astier si è presa un <strong>posto da titolare</strong> in una delle squadre più forti della lega, facendosi spazio tra giocatrici di altissimo livello come Sabrina Ionescu e Satou Sabally, grazie anche ai loro infortuni.</p>
<p>Se l&#8217;esperimento di Astier andrà a buon fine come quello fatto con Leonie Fiebich lo scorso anno, le Liberty avranno certamente anche in questa stagione la possibilità di competere per la vittoria finale, grazie a quello che è quindi un roster pieno di veterane e giocatrici di talento.</p>
<p>Nonostante un avvio di stagione non memorabile per tutte le rookie, il campionato è ancora ai suoi albori e, con altre eventuali trade, le strade di alcune di esse potrebbero deviare in ambienti più consoni per le loro caratteristiche. Al momento, guardando alle prestazioni, Miles potrebbe essere la favorita numero uno al premio di miglior rookie dell&#8217;anno, ma Fudd è certamente in fase di ascesa e altre giocatrici come Kiki Rice e Jovana Nogic non rimarranno certo a guardare.</p>
<div style="width: 464px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.theixsports.com/wp-content/uploads/2026/04/2026-wnba-draft-board-cover.png" alt="Who's Next — The IX's 2026 WNBA Draft Board, V2.0 | The IX Basketball" width="454" height="341" /><p class="wp-caption-text">Chi sarà alla fine la miglior rookie della stagione?</p></div>
<p>Per fortuna la stagione WNBA è ancora parecchio lunga, e <strong>tra pochi giorni</strong> verrà già assegnato il <strong>trofeo della Commisioner&#8217;s Cup</strong>, la competizione all&#8217;interno della competizione che sarà il primo punto di svolta della stagione.</p>
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		<title>Focus: NBA Mock Draft 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Zanotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 06:56:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[NCAA Basketball]]></category>
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					<description><![CDATA[Come da tradizione, dopo pochi giorni dall&#8217;assegnazione del titolo NBA, si terrà l&#8217;evento finale della stagione cestistica statunitense, il Draft durante il quale possono essere chiamati i senior NCAA, i giocatori internazionali e quelli undergraduated che si dichiarano per il draft in aprile senza ritirarsi entro la data limite che quest&#8217;anno era il 27 maggio. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come da tradizione, dopo pochi giorni dall&#8217;assegnazione del titolo NBA, si terrà l&#8217;evento finale della stagione cestistica statunitense, il Draft durante il quale possono essere chiamati i senior NCAA, i giocatori internazionali e quelli undergraduated che si dichiarano per il draft in aprile senza ritirarsi entro la data limite che quest&#8217;anno era il 27 maggio.</p>
<p>Più che in quelli passati, quest&#8217;anno si sono ritirati diversi giocatori importanti che alcuni vedevano anche come potenziali chiamate al primo turno e in diversi casi hanno preferito trasferirsi, con ogni probabilità a fronte di un lucroso contratto NIL, come Flory Bidunga di Kansas transferitosi a Louisville, John Blackwell di Wisconsin andato a Duke, Elliot Cadeau di Michigan, Rueben Chinyelu di Florida, Jeremy Fears di Michigan State, Milan Momciovic di Iowa State che dopo una lunga corte ha finalmente scelto Kentucky, Tyler Tanner di Vanderbillt e Tounde Yessoufou di Baylor che è andato a rafforzare St.John&#8217;s.</p>
<p>Tutti gli anni diversi siti ed esperti del settore si sbizzarriscono nello stilare Mock Draft fin da dicembre (in realtà ce ne sono già alcuni del Draft 2027) che poi vengono affinati mese dopo mese fino ad arrivare a quello definitivo post-combine, le giornate durante le quali i giocatori partecipano ad alcune prove per misurare le loro capacità fisico-atletiche e hanno modo di decidere se rimanere o ritirarsi.</p>
<p>Visto che iniziano ad uscire anche i primi mock generati dall&#8217;AI, piuttosto che farne uno nostro abbiamo preferito analizzarne e sintetizzarne 6-7 diversi (ESPN, CBS e altri).</p>
<p><a href="https://www.playitusa.com/wp-content/uploads/2026/06/aja.webp"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-120028" src="https://www.playitusa.com/wp-content/uploads/2026/06/aja-1024x576.webp" alt="" width="730" height="411" srcset="https://www.playitusa.com/wp-content/uploads/2026/06/aja-1024x576.webp 1024w, https://www.playitusa.com/wp-content/uploads/2026/06/aja-300x169.webp 300w, https://www.playitusa.com/wp-content/uploads/2026/06/aja-768x432.webp 768w, https://www.playitusa.com/wp-content/uploads/2026/06/aja-730x410.webp 730w, https://www.playitusa.com/wp-content/uploads/2026/06/aja.webp 1080w" sizes="auto, (max-width: 730px) 100vw, 730px" /></a></p>
<p>Fin da inizio stagione i nomi dei primi 3 chiamati erano condivisi, anche se con diversi ordini di chiamata, ed un leggero svantaggio di <strong>AJ Dybantsa</strong> (BYU) che però nel corso della stagione si è guadagnato sul campo la quasi certa prima scelta assoluta perchè oltre a confermare i mezzi atletici già noti, ha dimostrato la completezza di quelli tecnici.</p>
<p>Darryn Peterson (Kansas) dovrebbe essere la seconda chiamata anche se i problemi fisici che l&#8217;hanno limitato in stagione (crampi, tendinite, lesione al quadricipite e distorsione alla caviglia) lasciano qualche ombra, non tanto per la gravità dei problemi quanto per la numerosità e la frequenza, concedendo qualche speranza a Cameron Boozer (Duke) che invece ha dimostrato di avere un notevole fisico, di guadagnare una posizione rispetto alla terza alla quale è proiettato.</p>
<p>Il quarto nome sarà quello di Caleb Wilson (UNC) che prima di fratturarsi la mano in Febbraio e poi rompersi il pollice della mano destra a Marzo concludendo la stagione, aveva già dimostrato di meritarsi questa posizione.</p>
<p>Subito dopo i 4 predestinati troviamo un gruppo di guardie talentuose e testate ad alto livello composto da Darius Acuff Jr (Arkansas), Keaton Wagler (Illinois), Kingston Flemings (Houstono) e Mikel Brown (Louisville) potenzialmente in quest&#8217;ordine seguite da un outsider come Brayden Burries (Arizona).</p>
<p>Se fino al nono nome c&#8217;è stato un certo allineamento fra i vari Mock analizzati, da quel punto in avanti le chiamate dipenderanno dalle valutazioni soggettive dei General Manager NBA circa le capacità dei giocatori di sviluppare e concretizzare l&#8217;indubbio potenziale ma anche dalle necessità in termini di ruoli da coprire nei roster di questi giocatori che riteniamo tra i più papabili.</p>
<p>Prima di descrivere sinteticamente i giocatori che con ogni probabilità verranno chiamati al primo turno, è giusto parlare di due ragazzi italiani.</p>
<p><a href="https://www.playitusa.com/wp-content/uploads/2026/06/sui99.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-120030" src="https://www.playitusa.com/wp-content/uploads/2026/06/sui99-1024x575.jpg" alt="" width="730" height="410" srcset="https://www.playitusa.com/wp-content/uploads/2026/06/sui99-1024x575.jpg 1024w, https://www.playitusa.com/wp-content/uploads/2026/06/sui99-300x169.jpg 300w, https://www.playitusa.com/wp-content/uploads/2026/06/sui99-768x431.jpg 768w, https://www.playitusa.com/wp-content/uploads/2026/06/sui99-730x410.jpg 730w, https://www.playitusa.com/wp-content/uploads/2026/06/sui99.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 730px) 100vw, 730px" /></a></p>
<p>Molti scout e mock si aspettano che il nome di <strong>Luigi Suigo</strong> (C &#8211; Mega Basket Belgrado) venga chiamato dopo la metà del primo round perchè trovare un ragazzo di 220cm capace di correre per tutto il campo, che occupa gli spazi con intelligenza e ha una buona meccanica di tiro non è molto frequente e sarebbe da pazzi farselo scappare soprattutto perchè vista la giovane età ha molto tempo davanti per svilupparsi e migliorare.</p>
<p>Francesco Ferrari (SF/PF &#8211; Virtus Bologna) si era messo in mostra nell&#8217;Europeo dello scorso anno al termine del quale era stato nominato MVP e se in tanti ritengono che abbia bisogno di almeno un&#8217;altro anno in Europa per affinare le sue capacità, non è detto che una squadra alla ricerca di un&#8217;ala con dei punti nelle mani non possa scommettere su di lui.</p>
<p>Nate Ament (SF/PF &#8211; Tennessee) più alto e con braccia più lunghe rispetto ai pariruolo, deve sviluppare e consolidare il suo tiro come raggio e affidabilità</p>
<p>Aday Mara (C &#8211; Michigan) l&#8217;ottima capacità di corsa e di movimento e l&#8217;abilità nel portare i blocchi nei giochi a due li ha dimostrati anche nei momenti che contavano della stagione, cosa non così frequente alla sua età</p>
<p>Yaxel Lendeborg (PF/C &#8211; Michigan) versatile sia in difesa, dove si può accoppiare difensivamente a 4 ruoli su 5, che in attacco dove può giocare vicino al canestro o tirare da 3pti, va per i 24 anni che nel draft dei nostri giorni sono tanti</p>
<p>Karim Lopez (SF/PF &#8211; New Zealand Breakers) giocatore messicano che si è messo in mostra nella NBL australiana, fisicamente è un&#8217;ala completa ma nell&#8217;NBA il suo atleticismo non farà più la differenza per cui o migliora il tiro da 3pti oppure scivolerà ai margini</p>
<p>Morez Johnson Jr (PF/C &#8211; Michigan) dopo un ottimo Tournament ed essersi messo in mostra alla combine ha deciso di passare alla cassa e grazie alla concretezza del suo gioco sotto entrambi i canestri sarebbe utile ad ogni squadra</p>
<p>Hanness Steinbach (PF/C &#8211; Washington) per un europeo, nel caso tedesco, freshman e in una squadra debole non è facile emergere ma lui ce l&#8217;ha fatta dimostrandosi un ottimo rimbalzista e un affidabile tiratore anche da 3pti; l&#8217;Eurolega o chi per lei dovrà aspettare alcuni anni prima di vederlo</p>
<p>Labarion Philon Jr (PG &#8211; Alabama) pur non spiccando atleticamente ha dimostrato di essere un buon realizzatore e un affidabile play ma se in un draft con meno talento tra le guardie sarebbe stato scelto alto, quest&#8217;anno rischia di scivolare ben oltre metà primo turno</p>
<p>Allen Graves (PF &#8211; Santa Clara) freshman emerso dal nulla, non è atletico, non è esplosivo ma tirato col 42% da 3pti nel pick-and-pop e ha dimostrato che l&#8217;aver giocato da play gli ha lasciato un&#8217;ottima visione del gioco e una facilità di gestione del pallone anche lontano canestro insolita per un lungo</p>
<p>Christian Anderson (PG &#8211; Texas Tech) secondo giocatore tedesco nel draft, in stagione ha migliorato tutte le statistiche dell&#8217;anno da freshman compensando i dubbi circa la mancanza di centimetri con un&#8217;ottima combine nella quale ha mostrato un&#8217;inattesa elevazione e confermato le ottime percentuali al tiro</p>
<p>Benntt Stirtz (PG &#8211; Iowa) probabilmente il miglior tiratore puro del draft, capace di prendersi un tiro uscendo dal blocco o sullo scarico ma anche di attaccare il ferro nonostante le non eccelse doti fisiche che lo limiteranno e non poco difensivamente</p>
<p>Cameron Carr (SG/SF &#8211; Baylor) quello che più di tutti ha sfruttato la combine per emergere ha dalla sua anche la carenza di ali realizzatrici nel draft che è però controbilanciata dalle scarsissime capacità difensive mostrate in stagione</p>
<p>Chris Cenac Jr (PF/C &#8211; Houston) se in stagione le sue statistiche sono state inferiori alle attese e ha lasciato dubbi circa le capacità di giocare bene le partite importanti, la struttura fisica, la sua tecnica e i movimenti lasciano ben sperare e più di una squadra sarà sicuramente disposta a scommettere sul suo sviluppo</p>
<p>Jayden Quaintance (PF &#8211; Kentucky) talento enorme al 17° posto della ESPN100 del 2025, finisce la sua prima stagione ad Arizona State a Gennaio rompendosi ACL e menisco destri mentre a Kentucky gioca solo 4 partite prima di fermarsi definitivamente; ottimo difensore e bloccatore di livello superiore, i dubbi sul suo ginocchio non sono stati superati alla combine dove non ha partecipato alle prove atletiche e atterrava dai salti sulla gamba sinistra</p>
<p>Dailyn Swain (SG/SF &#8211; Texas) reduce da un&#8217;ottima stagione coi Longhorns non ha spiccato alla combine ma ha confermato di avere il fisico perfetto per un ala NBA dove sarebbe subito utile in difesa ma per fare un salto di qualità dovrà migliorare il tiro da fuori</p>
<p>Koa Peat (SF/PF &#8211; Arizona) sul talento e sui mezzi atletici non ci sono dubbi, la meccanica di tiro non è fluida (quando porta il pallone davanti al volto fa una pausa prima di iniziare il movimento di tiro) ed ha movimenti più veloci in attacco che in difesa ma è giovane ed ha quindi tempo per migliorarsi</p>
<p>Ebuka Okorie (PG- Stanford) sottovalutato in fase di reclutamento è diventato l&#8217;ottavo realizzatore della NCAA ed una probabile scelta al primo turno; play capace di crearsi un tiro dal palleggio, se il 35% da 3pti non è fenomenale l&#8217;83% ai liberi evidenzia un potenziale molto importante per un 19enne</p>
<p>Meleek Thomas (SG/PG &#8211; Arkansas) realizzare oltre 15ppg quando nel tuo ruolo hai uno come Acuff Jr vuol dire che hai saputo sfruttare le occasioni e il 41% da 3pti ne è una prova anche se ci sono dubbi su diversi apetti del suo gioco e la scelta di andare in NBA sembra prematura</p>
<p>Isaiah Evans (SG/SF &#8211; Duke) ottimo realizzatore da 3pti al quale non serve tanto spazio per crearsi un tiro, al momento non ha la struttura fisica per gestire i contatti in penetrazione ed è quindi un giocatore di ruolo che comunque farebbe comodo a tante squadre NBA</p>
<p>Henri Vaesaar (C &#8211; UNC) è un 7 piedi moderno che oltre a saper giocare sotto canestro può metterla da 3pti con una certa affidabilità, ha una buona mobilità orizzontale e se difensivamente gli manca qualche kg per gestire i centri NBA in post è un aspetto sul quale si può facilmente lavorare</p>
<p>Tarris Reed Jr (C &#8211; UConn) le impressionanti prestazioni al Tournament gli hanno fatto scalare molte posizioni al draft entrando di diritto al primo turno, centro vecchio stampo che ha come punto di forza nel gioco in post e usa il fisico per prendere i rimbalzi anche se con i suoi 6&#8217;10&#8221; si troverà ad affrontare avversari più alti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Potremmo aggiungere all&#8217;elenco altri giocatori come Alex Karaban (SF/PF &#8211; UConn) che dopo 151 partite NCAA è conosciuto da tutti gli scout, Richie Saunders (SG/SF &#8211; BYU) ottimo tiratore reduce dalla rottura del crociato anterio destro, Nick Martinelli (SF/PF &#8211; Northwestern) un&#8217;ala con tanti punti nelle mani, Trey Kaufman-Renn (PF/C &#8211; Purdue) ha un ottimo fisico ma gli mancano i cm per giocare centro e il tiro da 3pti per giocare fuori, Braden Smith (PG &#8211; Purdue) recordman negli assist, nonostante squadre anche molto forti non è riuscito a portarle al titolo, Fletcher Loyer (SG &#8211; Purdue) messo in ombra da Smith è un tiratore molto affidabile</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>NBA Finals 2026: New York Knicks sul 2-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Mezza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 13:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo più di mezzo secolo d’attesa le speranze dei moltissimi (eufemismo, ovviamente) tifosi dei New York Knicks di festeggiare il titolo NBA non sono mai state così accese. La squadra allenata da Mike Brown torna dal Texas con due vittorie su due battendo i San Antonio Spurs anche in gara-2 al termine di un’altra battaglia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight:400">Dopo più di mezzo secolo d’attesa le speranze dei moltissimi (eufemismo, ovviamente) tifosi dei New York Knicks di festeggiare il titolo NBA non sono mai state così accese.</p>
<p>La squadra allenata da Mike Brown torna dal Texas con due vittorie su due battendo i San Antonio Spurs anche in gara-2 al termine di un’altra battaglia vera; nella storia NBA solo due squadre sono riuscite a vincere entrambe le partite iniziali in trasferta, vale a dire i Chicago Bulls di His Airness Jordan nel 1993 e gli Houston Rockets di Hakeem Olajuwon due anni dopo. </span><br />
<span style="font-weight:400">In entrambi i casi le succitate, storiche squadre hanno vinto l’anello NBA.</span></p>
<div style="width: 2510px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://media-cldnry.s-nbcnews.com/image/upload/c_fill,g_auto,w_2500,h_1667/rockcms/2026-06/260605-nba-finals-vsb-2334-ca2f66.jpg" alt="Karl-Anthony Towns festeggia la grande vittoria dei suoi Knicks in gara-2" width="2500" height="1667"><p class="wp-caption-text">Karl-Anthony Towns festeggia la grande vittoria dei suoi Knicks in gara-2</p></div>
<p><span style="font-weight:400">I Knicks tornano al Madison Square Garden forti del 2-0 che significa 13 vittorie consecutive nei playoff ma anche e soprattutto di aver dato una grossa spallata alle certezze dei San Antonio Spurs che come in gara-1 hanno lottato fino alla fine trovando la forza di rimontare il massimo vantaggio di NY arrivato a 6’ dal termine con la schiacciata di OG Anunoby per il +14 ospite ma vedendosi sfuggire il punto del pareggio nella serie negli ultimi e decisivi sessanta secondi. </span><br />
<span style="font-weight:400">Come in tutti gli storytelling ci sono vari punti di vista per raccontare il 105-104 finale di gara-2 in favore di New York che rischia di indirizzare ulteriormente una serie già condizionata dal ribaltamento del fattore campo nell’episodio precedente; personalmente scelgo quello del grande sconfitto della serata, nonchè giocatore più atteso, Victor Wembanyama.</span></p>
<div style="width: 908px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://res.cloudinary.com/graham-media-group/image/upload/f_auto/q_auto/c_scale,w_640/v1/media/gmg/B33HQYMSW5G6LHQJRHXAYFUX7Q.jpg?_a=DAJHqpDbZAAA" alt="Victor Wembanyama dopo aver buttato il pallone del possibile vantaggio Spurs a 10'' dal termine: ha sempre 22 anni, dopotutto" width="898" height="599"><p class="wp-caption-text">Victor Wembanyama dopo aver buttato il pallone del possibile vantaggio Spurs a 10&#8221; dal termine: ha sempre 22 anni, dopotutto</p></div>
<p><span style="font-weight:400">A coronare il rientro degli Spurs in cinque minuti cestistici è il canestro con fallo del francese che ancora una volta mette in mostra delle qualità che è bene continuare a rimarcare perchè si finisce poi per darle per scontate. Dylan Harper si lancia in contropiede, viene chiuso da tre difensori che lasciano libera la corsia centrale, su cui il figlio di Ron trova il direttissimo Le Chesnay-San Antonio: partenza velocissima ma regolare, layup al ferro, sorpasso San Antonio.</span></p>
<p>Il pubblico del Frost Bank Center festeggia calorosamente e rumorosamente ma a zittirlo ci pensa Jalen Brunson che dopo l&#8217;incredibile canestro che ha indirizzato la gara verso i Knicks in gara-1 ha realizzato l&#8217;immediato pareggio quasi dalla stessa mattonella dopo che San Antonio si era portata in vantaggio per la prima e unica volta nel secondo tempo, a 40&#8221; dal termine. Paradossalmente il plus-minus di Brunson dirà -10 e il tabellino parlerà di un poco esaltante 7/25 dal campo; 3 di quei canestri però arrivano nell&#8217;ultimo quarto. In generale, quando c&#8217;è il fattore <em>clutchness, </em>i numeri non possono dire tutto.</p>
<blockquote class="twitter-tweet">
<p dir="ltr" lang="en">JALEN BRUNSON IN THE CLUTCH!</p>
<p>GAME 1: Puts the Knicks up 6 at 37.8<br />
GAME 2: Ties the game at 39.3</p>
<p>Nearly identical spot.<br />
Nearly identical game clock.<br />
Same result. <a href="https://t.co/8s9G0zITsb">pic.twitter.com/8s9G0zITsb</a></p>
<p>— NBA (@NBA) <a href="https://x.com/NBA/status/2063127252640858274?ref_src=twsrc%5Etfw">June 6, 2026</a></p></blockquote>
<p><a href="https://platform.x.com/widgets.js">https://platform.x.com/widgets.js</a></p>
<p>Il momento che è costato di fatto la partita ai San Antonio Spurs avviene con 11 secondi sul cronometro della gara col punteggio di 104 pari. Wembanyama difende su Jalen Brunson dopo il cambio forzato dal blocco di OG Anunoby, prende il rimbalzo sull&#8217;errore della stella dei Knicks ma poi butta la palla sulla schiena di Devin Vassell, completando il pasticcio commettendo il fallo che manda Brunson in lunetta per il sorpasso definitivo di NY.</p>
<p>Un finale ingeneroso con l&#8217;asso francese ma che al contempo rende merito alla voglia di vincere di Brunson; si può dire che la situazione fotografa sia l&#8217;assenza totale di qualsiasi tipo di timore che la point guard dei Knicks ha messo in campo sin dai suoi esordi a Dallas che la fisiologica inesperienza di Wembanyama che, ricordiamolo, disputa la sua prima finale NBA al solo terzo anno nella lega.</p>
<blockquote class="twitter-tweet">
<p dir="ltr" lang="en">Wemby&#8217;s costly turnover in the finals seconds of Game 2&#8230;</p>
<p>Tough. <a href="https://t.co/96BRj8L5Aj">pic.twitter.com/96BRj8L5Aj</a></p>
<p>— Bleacher Report (@BleacherReport) <a href="https://x.com/BleacherReport/status/2063104315515171117?ref_src=twsrc%5Etfw">June 6, 2026</a></p></blockquote>
<p><a href="https://platform.x.com/widgets.js">https://platform.x.com/widgets.js</a></p>
<p>Non si può però ridurre l&#8217;analisi della vittoria Knicks alla sola mancanza di esperienza di Wemby o dei suoi compagni. La difesa di Mike Brown ha infatti ancora una volta risposto presente e questo nonostante alla fine i punti subiti siano stati 104, con tanto di rimonta finale subita, e lo stesso Wembanyama abbia chiuso a un rimbalzo dalla doppia doppia, realizzando 29 punti con 11/21 dal campo.</p>
<p>Il transalpino sta però facendo moltissima fatica a trovare le sue conclusioni predilette, privato del consueto apporto di Stephon Castle costretto a 5/14 dal campo con 4 perse a fronte di un solo recupero (pochissimo per il sophomore che si era messo in mostra anche nei playoff come difensore già d&#8217;èlite) e chiamato a risolvere le situazioni difficili in queste Finals più di talento puro che di ragionamento.</p>
<p>Da questo punto di vista ancora una volta è giusto tributare i dovutissimi meriti a Karl-Anthony Towns che era chiamato a costituire una sfida difensiva credibile a Wembanyama e non solo ha assolto il compito ma è finora arrivato a vincere questa sfida. Scaricato dai Minnesota Timberwolves che ritenevano fosse lui l&#8217;anello debole nella costruzione di una squadra da Finals, oggi l&#8217;ultima serie la gioca lui e oltre ad andare oltre i suoi limiti nel limitare Wemby ci aggiunge una devastante doppia doppia da 21 punti e 13 rimbalzi con 8/12 dal campo, che dedica alla madre scomparsa nel 2020.</p>
<blockquote class="twitter-tweet">
<p dir="ltr" lang="en">&#8220;I take it as a sign my mom was here with me.&#8221; <a href="https://x.com/KarlTowns?ref_src=twsrc%5Etfw">@KarlTowns</a> on the emotional Knicks Game 2 win <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f499.png" alt="💙" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f9e1.png" alt="🧡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <a href="https://t.co/FRU8sR6ipk">pic.twitter.com/FRU8sR6ipk</a></p>
<p>— ESPN (@espn) <a href="https://x.com/espn/status/2063102396025204834?ref_src=twsrc%5Etfw">June 6, 2026</a></p></blockquote>
<p><a href="https://platform.x.com/widgets.js">https://platform.x.com/widgets.js</a></p>
<p>Punti importanti soprattutto nel primo tempo quando KAT è stato il trascinatore offensivo dei suoi nella seconda frazione di gioco dove New York era chiamata a rispondere alla furiosa partenza locale (+12 San Antonio dopo 30&#8221; nel quarto) Il primo vantaggio della partita per i Knicks arriva a 40&#8221; dalla pausa lunga grazie alla vena realizzativa di Towns, che non gli è mai mancata, e alle triple di Mikal Bridges (11 punti con un solo errore dal campo dopo i primi due quarti)</p>
<p>Nella terza frazione di gioco arriva il vantaggio in doppia cifra di New York con la seconda tripla (su quelli che alla fine saranno 8 tentativi) di Brunson dopo 2&#8217;30&#8221;; San Antonio prova a rientrare ma viene puntualmente ricacciata indietro da Bridges e da Landry Shamet, in gara-2 preferito per lunghi tratti a Josh Hart e che ripaga la fiducia di Mike Brown con 13 punti e 3/5 da tre nel secondo tempo.</p>
<p>A metà dell&#8217;ultimo quarto la partita sembra in mano ai Knicks dopo che il consueto <em>Deuuuuuuce </em>dei tifosi newyorkesi accompagna l&#8217;unica tripla di Miles McBride e Anunoby posterizza Wembanyama per il succitato +14. New York però si blocca per i successivi cinque minuti e dall&#8217;altra parte De&#8217;Aaron Fox fa quello per cui è pagato 260 milioni fino al 2030: il giocatore d&#8217;esperienza, specie dopo l&#8217;uscita per un infortunio (poi rivelatosi fortunatamente non importante, stando alle dichiarazioni di coach Mitch Johnson) di Castle.</p>
<p>L&#8217;ex go to guy dei Sacramento Kings inaugura la rimonta Spurs e costringe la difesa ad allentare la morsa su Wembanyama che trova finalmente i canestri che ci ha abituato ad ammirare per tre anni. Vassell e Harper rispondono a loro volta presente e arriva prima il pareggio da parte dello stesso Harper e poi il sorpasso che abbiamo raccontato.</p>
<p>Un parziale di 12-0 Spurs che può significare varie cose in vista del proseguimento della serie: la squadra allenata da Johnson può ripartire da questo break in vista di gara-3 o aver subito il contraccolpo morale di vedere comunque le sue speranze di vittoria infrante dall&#8217;ultimo tiro di Wembanyama che si spegne sul ferro.</p>
<div style="width: 4293px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gsp-image-cdn.wmsports.io/cms/prod/bleacher-report/getty_images/2026-06/2279426578_large_cropped.jpg" alt="Jalen Brunson, trascinatore dei New York Knicks dal 2022" width="4283" height="2410"><p class="wp-caption-text">Jalen Brunson, trascinatore dei New York Knicks dal 2022</p></div>
<p>In ambedue i casi New York arriva all&#8217;esordio della serie al Garden da favorita avendo dimostrato di poter tenere testa agli avversari anche sugli aspetti del loro gioco che prediligono e che li hanno portati alle Finals: l&#8217;intensità difensiva sul perimetro e l&#8217;attacco su molti possessi.</p>
<p>San Antonio ha già avuto un grandissimo risultato raggiungendo l&#8217;ultima serie della stagione con una maggioranza di giocatori poco più che ventenni (fanno eccezione Fox e Luke Kornet che ha pochissimi minuti; possiamo aggiungerci il 26enne Keldon Johnson fermo a 6 punti in due gare) e proprio dai suoi giovani trascinatori dovrà arrivare un ultimo grande sforzo per cercare di ribaltare l&#8217;esito della serie.</p>
<p>Un compito assolutamente ingrato sarà in particolare quello di limitare Jalen Brunson per il quale la definizione <em>uomo in missione per squadra in missione </em>non sembra poi così abusata.</p>
<p>Vedremo comunque cosa ci riserverà gara-3, se i Knicks saranno portati in trionfo dal loro foltissimo (e facoltosissimo, stando ai prezzi del Garden&#8230;) pubblico o se Victor Wembanyama riscatterà il finale di gara-2 riaprendo la serie. Attualmente il pronostico pende dalla parte di New York, ma come si dice da sempre, parola al campo.</p>
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		<title>NBA Finals 2026: il racconto di Gara-1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Filippo di Chio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 13:13:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
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					<description><![CDATA[È iniziata come in pochi si aspettavano. Con un boato &#8211; letteralmente &#8211; partito dalle tribune del Frost Bank Center di San Antonio alla prima tripla di Jalen Brunson, una manciata di secondi dopo la palla a due. Con un tabellone che, al suono della quarta sirena, recita 105-95 per i New York Knicks. Poco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È iniziata come in pochi si aspettavano. Con un boato &#8211; letteralmente &#8211; partito dalle tribune del Frost Bank Center di San Antonio alla prima tripla di Jalen Brunson, una manciata di secondi dopo la palla a due. Con un tabellone che, al suono della quarta sirena, recita <strong>105-95 per i New York Knicks</strong>. Poco conta se hanno avuto una settimana per far scemare l&#8217;agonismo, dopo essersi sbarazzati dei Cleveland Cavaliers. Poco conta se gli Spurs avevano appena buttato fuori i favoriti e campioni in carica.</p>
<p>Sul parquet si entra cinque contro cinque. Ogni singola sera. New York lo sapeva e lo sa. È dal 23 aprile che non perde una partita, ha vinto sette (SETTE) match di Playoff fuori casa di fila. E ora?</p>
<h3>La cronaca della partita</h3>
<p>Come pronosticabile, San Antonio porta sul parquet i cavalli di razza che gli hanno permesso di conquistarsi le Finals. Castle e Fox dal backcourt, con ampio spazio dalla panchina per Dylan Harper. Wemby al centro affiancato da Vassell e Champagnie. I Knicks risponde con i soliti: Brunson, Bridges, Anunoby, Hart e KAT. Tra l&#8217;altro presentati, con una mossa destinata a invecchiare male, con la musichetta di sottofondo dei cartoni animati per bambini. Grazie dj, come se non avessero sufficienti moti</p>
<div class="embed-x">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">The Spurs played cartoon music during the Knicks player intros</p>
<p>Elite troll job. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f62d.png" alt="😭" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> (h/t <a href="https://x.com/BrickCenter_?ref_src=twsrc%5Etfw">@BrickCenter_</a>) <a href="https://t.co/KCe24ykDsY">pic.twitter.com/KCe24ykDsY</a></p>
<p>&mdash; Legion Hoops (@LegionHoops) <a href="https://x.com/LegionHoops/status/2062335593955357029?ref_src=twsrc%5Etfw">June 4, 2026</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></div>
<p>Il primo quarto scivola via abbastanza rapidamente. New York mettono il muso avanti, gli Spurs pazienti attendono. Erodono. Contro-sorpassano quando mancano cinque minuti alla fine della prima frazione di gioco e accelerano toccando quota <strong>+8 al primo intervallo corto</strong>.</p>
<p>Il vantaggio rimane per tutta la durata del terzo quarto. I Knicks tentano rientrare in partita, una volta ci riescono piazzando il sorpasso sul 40-39, ma vengono puntualmente rispediti al mittente dalle triple di un ottimo Champagnie e da un Harper in stato di grazia. All&#8217;intervallo lungo si va sul <strong>55-48 per gli Spurs</strong>, e con la netta sensazione che la squadra di Mitch Johnson sia in controllo del match. Anche perché Victor Wembanyama ha sì bussato qualche volta, a non è ancora entrato definitivamente in partita nella metà campo offensiva. E perché, dall&#8217;altra, Jalen Brunson sembra non riuscire a mordere (ed è stato costretto a rientrare &#8211; brevemente &#8211; negli spogliatoi per quello che sembra un fastidio al ginocchio dopo un contatto di gioco).</p>
<div class="embed-x">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">From high school rivals to the NBA Finals <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f525.png" alt="🔥" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Julian Champagnie and Jose Alvarado have been going at it for years.</p>
<p>(h/t: <a href="https://x.com/JLEdwardsIII?ref_src=twsrc%5Etfw">@JLEdwardsIII</a>) <a href="https://t.co/aAzb3XfgVs">pic.twitter.com/aAzb3XfgVs</a></p>
<p>&mdash; Bleacher Report (@BleacherReport) <a href="https://x.com/BleacherReport/status/2062389777836720342?ref_src=twsrc%5Etfw">June 4, 2026</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></div>
<p>Il terzo quarto prende il via, e il copione sembra esattamente lo stesso. A 6.30 dalla fine della frazione, una tripla pesantissima di Dylan Harper porta il vantaggio sul <strong>+14</strong>. Manca ancora tantissimo, ma gli strumenti analitici non credono alla rimonta Knicks: la vittoria degli Speroni è data al <strong>92,6%</strong>. Poi la marea gira di 180 gradi. In tre minuti New York si riporta a -3 e chiude il quarto in perfetto pareggio. Il quarto quarto non frena la furia dei newyorchesi. Anunoby è una macchina, piazza due triple di fila e lancia i blu-arancio. Brunson torna in cattedra dopo diversi minuti di assenza e silenzio, e con 11 punti consecutivi risponde canestro per canestro a Wemby, che finalmente attacca a testa bassa. A un minuto dalla fine sono i tiri liberi, una difesa impeccabile e gli errori in attacco degli Spurs, a trasformare un -3 in un <strong>irrecuperabile -10</strong> per i padroni di casa. 1-0 e palla a due tra due giorni.</p>
<div class="embed-x">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">Elite communication from Shamet and the rest of the Knicks on the court. </p>
<p>Calls out the Spurs play &quot;Pistol&quot; (Normal Hammer Play), then proceeds to blow it up on the weakside. <a href="https://t.co/sY4pAouzHt">pic.twitter.com/sY4pAouzHt</a></p>
<p>&mdash; Coach Gibson Pyper (@HalfCourtHoops) <a href="https://x.com/HalfCourtHoops/status/2062371897581420958?ref_src=twsrc%5Etfw">June 4, 2026</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></div>
<h3>Le prestazioni dei singoli giocatori: Wemby e Brunson &#8220;limitati&#8221;, KAT e OG decisivi</h3>
<p>Protagonisti sponda Spurs sono ovviamente <strong>Wembanyama</strong>, con 26 punti e 12 rimbalzi. Ma con una prestazione neanche lontanamente avvicinabile a quelle contro OKC. La percentuale dal campo recita <strong>28,6%</strong>, i tiri dalla lunetta sono 13. La ricetta cucinata da Mike Brown è evidente: meglio un giro alla lunetta che una schiacciata in testa. Difensivamente, New York può fornire (e ha fornito) tante soluzioni. Il matchup più usato è quello con <strong>KAT</strong>, che però ha dimostrato di soffrire un po&#8217; la rapidità di gambe. Ecco che, soprattutto nelle primi fasi della partita, <strong>OG Anunoby</strong> era sempre pronto in agguato ad allungare le braccia e disturbare la fase di palleggio dell&#8217;Alieno.</p>
<div class="embed-x">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">WEMBY CHOKED IN CRUNCH TIME <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f62d.png" alt="😭" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <a href="https://t.co/6gsQeuYjYo">pic.twitter.com/6gsQeuYjYo</a></p>
<p>&mdash; BrickCenter (@BrickCenter_) <a href="https://x.com/BrickCenter_/status/2062371610062172436?ref_src=twsrc%5Etfw">June 4, 2026</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></div>
<p>Molto bene l&#8217;ormai solito <strong>Champagnie</strong>, con un 50% da tre, e un fenomenale <strong>Dylan Harper</strong> da 16 punti e 8 rimbalzi come sesto uomo. <strong>Stephon Castle</strong> da compitino, <strong>Fox</strong> e <strong>Vassell</strong> quasi non pervenuti così come tutta la panchina grigiobianca.</p>
<p>Dall&#8217;altra parte, la firma sulla partita è ovviamente quella di <strong>Jalen Brunson</strong>: 30 punti con il 38,7% dal campo e un quarto quarto da vero leader, nonostante il dolore al ginocchio. Fondamentali in attacco anche <strong>Shamet</strong> (13 punti) e &#8211; nel loro piccolo &#8211; anche <strong>McBride</strong> e <strong>Alvarado</strong>, capaci di muovere la retina con triple pesanti nei momenti più delicati della partita. A un Bridges un po&#8217; sottotono, ha compensato <strong>OG Anunoby</strong> con una prestazione difensivamente magistrale e con due triple che hanno pesato come macigni sul risultato finale. <strong>Josh Hart</strong> è stato il solito cagnaccio: solo 3 punti costellati però con 15 rimbalzi (15!!), 6 assist, 4 rubate e una stoppata. E poi c&#8217;è <strong>KAT</strong>. Autore di Playoff fino a qui splendidi, in entrambe le metà del campo. È andato in doppia doppia contro Wemby per la terza volta nelle quattro partite stagionali. Lo ha attaccato e lo ha messo in difficoltà facendo una delle poche cose che si possono fare contro un bestione di 2.24m: <strong>spalla bassa sul petto, palla a terra e layup</strong>. Vediamo come il francese risponderà</p>
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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">KAT is ATTACKING Wemby <a href="https://t.co/QVetWcLzBg">pic.twitter.com/QVetWcLzBg</a></p>
<p>&mdash; … (@MindOfBron) <a href="https://x.com/MindOfBron/status/2062343723271303615?ref_src=twsrc%5Etfw">June 4, 2026</a></p></blockquote>
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		<title>Finalmente, le NBA Finals</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Barbareschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 09:35:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[Jalen Brunson]]></category>
		<category><![CDATA[NBA Finals]]></category>
		<category><![CDATA[New York Knicks]]></category>
		<category><![CDATA[San Antonio Spurs]]></category>
		<category><![CDATA[Victor Wembanyama]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo pezzo è stato pubblicato sulla newsletter Tiro Libero su Substack. San Antonio contro New York è la stessa finale del 1999, rigiocata da due squadre che con quelle non hanno più niente in comune. Allora vinsero gli Spurs, con Tim Duncan che a ventidue anni alzò il trofeo da MVP delle Finals. Oggi gli Spurs hanno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo pezzo è stato pubblicato sulla newsletter <a href="https://giorgiobarbareschi.substack.com/">Tiro Libero</a> su Substack.</em></p>
<p>San Antonio contro New York è la stessa finale del 1999, rigiocata da due squadre che con quelle non hanno più niente in comune. Allora vinsero gli Spurs, con Tim Duncan che a ventidue anni alzò il trofeo da MVP delle Finals. Oggi gli Spurs hanno un nuovo fenomeno della stessa età e sperano di poter ripetere il medesimo risultato.</p>
<p>Dall’altra parte c’è una New York letteralmente impazzita dalla passione per la squadra in blu e arancio &#8211; per conferma vi basti sapere che i biglietti a bordo campo per Gara 3 al Garden sono in vendita a più di 108.000 € dollari (sic) &#8211; guidata dal messia Jalen Brunson che spera di riportare i Knicks a quel titolo che da quelle parti manca dal lontano 1973.</p>
<p>La serie sarà in bilico, ma né il fattore campo né la febbre di una città sposteranno davvero l’ago della bilancia. A decidere una finale NBA sono sempre, oltre alla qualità dei giocatori, i dettagli sul campo: chi protegge meglio i propri possessi, chi vince la lotta a rimbalzo, chi impone il ritmo che fa male all&#8217;altro, chi marca chi e a quale prezzo.</p>
<p>I bookmaker danno favorita San Antonio a -205: significa che per vincere cento dollari sugli Spurs bisogna rischiarne più di duecento. Ma in stagione regolare i Knicks hanno battuto gli Spurs due volte su tre, compresa la finale della NBA Cup. In quell’occasione finì 124 a 113 per New York, anche se Wembanyama non era ancora il giocatore che ha portato un gruppo di (presunti) giovani inesperti a un passo dal trionfo finale. Nè, peraltro, i Knicks erano ancora la corazzata che arriva a questo appuntamento dopo aver spazzato via la concorrenza dell’Est.</p>
<h3 class="header-anchor-post">Il cammino degli Spurs</h3>
<p>Gli Spurs sono arrivati in finale per la via più dura. Hanno eliminato i campioni in carica di Oklahoma City in una gara-7 vinta 111-103 in trasferta, epilogo di una serie da sette battaglie che li ha riportati in Finale dopo dodici anni. Per arrivare in fondo hanno dovuto battere i migliori, e l’hanno fatto.</p>
<p>Il motivo per cui sono considerati favoriti ha un nome e un cognome. Victor Wembanyama ha vinto all’unanimità il premio di MVP delle Finali di Conference, chiuse a 27,3 punti, 10,9 rimbalzi e 2,7 stoppate di media, con il 48,1% dal campo e il 40% da tre. Alla terza stagione nella lega, è già il difensore dell’anno ed è arrivato terzo nella corsa all’MVP. La sua presenza riscrive la geografia del campo avversario: chiude a tripla mandata il pitturato, costringe gli avversari a tirare da fuori, trasforma ogni penetrazione in una scommessa. Senza contare gli enormi progressi nella metà campo offensiva, in cui a tratti è già immarcabile.</p>
<p>Le crepe partono dall’anagrafe. È una squadra costruita attorno a ragazzi poco più che ventenni, e in una Finale la gioventù dà gambe e incoscienza, ma anche farfalle nello stomaco. Le gambe, poi, contro OKC sono state abbondantemente consumate e riportano qualche cicatrice, con De’Aaron Fox e il rookie Dylan Harper che arrivano alla Finale non al meglio.</p>
<p>L’altro problema è l’attacco. Per quanto sensibilmente migliorato rispetto anche solo a qualche mese fa, nella metà campo offensiva Wembanyama non è ancora così costante come nell’altra. Fox sulla carta sarebbe il secondo violino che dovrebbe garantire punti, ma i suoi playoff sono stati finora abbastanza deludenti, così come quelli del sesto uomo dell’anno Keldon Johnson. Se Champagnie e Vassel dovessero perdere efficacia, Castle e Harper potrebbero ritrovarsi troppo soli.</p>
<h3 class="header-anchor-post">Il cammino dei Knicks</h3>
<p>Undici vittorie consecutive. Solo altre tre squadre, nella storia dei playoff, avevano infilato una striscia così lunga; l’ultima era stata Golden State nel 2017, che ne mise in fila quindici e vinse il titolo passeggiando. È il dato che chiude qualsiasi discorso sul diritto dei Knicks a giocarsi questa finale. Dopo un veloce assestamento iniziale, hanno superato Atlanta in sei gare e spazzato via Philadelphia e Cleveland come se fossero squadre di G-League. Nei playoff hanno avuto il miglior attacco, la miglior difesa e, di conseguenza, il miglior net rating. Un abissale +19,8: un differenziale mai così ampio nella storia.</p>
<p>I Knicks hanno con un’identità precisa, rinnovata nel recente passato da quando Brunson è diventato meno centrale nella costruzione del gioco per sfruttare le (sorprendenti) qualità di passatore dal post alto di Karl-Anthony Towns. Aprono il campo con quattro o cinque tiratori e poi puniscono sotto canestro: guidano i playoff per conclusioni dall’area piccola e per punti nel pitturato, e quando arrivano al ferro segnano due volte su tre. Hanno profondità di roster, tiratori e rimbalzisti d’elite, e una solidità difensiva garantita da personale altamente specializzato come Bridges Hart, Anunoby e Robinson.</p>
<p>Il dubbio, quello vero, riguarda chi hanno battuto. In stagione regolare Atlanta era la decima difesa della lega, Cleveland la quindicesima, Philadelphia la diciassettesima. Dominare squadre come queste dice qualcosa, ma non tutto, e di sicuro non è una garanzia contro un avversario fatto di una pasta ben diversa come questi Spurs. L’altra incognita è la salute di Mitchell Robinson, operatosi al mignolo dopo la finale di Conference, ma che dovrebbe essere regolarmente disponibile per gara 1.</p>
<h3 class="header-anchor-post">Le star</h3>
<p>Wembanyama è il difensore dell’anno, votato all’unanimità, e i numeri dicono che con lui in campo la difesa degli Spurs concede 86 punti su 100 possessi a metà campo, una cifra che non sembra appartenere a questo sport. Con un’apertura alare da otto piedi e riflessi che non sembrano umani, intere zone del campo diventano off-limits quando è il francese è anche solo nei paraggi. È, di gran lunga, il miglior difensore in aiuto che si sia mai visto. Nell’altra metà fa cose che i lunghi non fanno: gioca pick-and-roll invertiti, esce dai blocchi come una guardia, prende triple dal palleggio da nove metri.</p>
<p>Eppure, qualche difetto (per ora) c’è ancora. In difesa, l’istinto per voler contestare ogni tiro lo porta spesso a lasciare il suo uomo, con la stoppata sfiorata che spesso si trasforma in un rimbalzo d’attacco avversario; nei playoff San Antonio è tra le difese che concedono più seconde occasioni, e questo accade proprio quando lui è in campo. In attacco, nei momenti in cui va in riserva di energie tende ad uscire un po’ dalla partita, accontentandosi di tiri “facili” ma poco efficaci.</p>
<p>Brunson è il motore e il closer dei Knicks, oltre ad essere un giocatore che ha riscritto i canoni della leadership lasciando sul tavolo un centinaio di milioni per permettere alla dirigenza di allestire questo roster. Da solo, ha ribaltato la serie contro i Cavaliers prendendosi franchigia e città sulle spalle in un finale di gara 1 che è già entrata nella leggenda. Un giocatore di un metro e ottanta non dovrebbe essere in grado di esercitare un tale dominio in un’attacco NBA, ma Brunson va sostanzialmente dove vuole quando vuole, grazie a una forza che <em>pound for pound</em> non ha eguali nella lega. La difesa è il suo punto più debole, ma a differenza di altre superstar (<em>pronto, casa Harden?</em>) mette sul piatto orgoglio e dedizione alla causa.</p>
<p>Brunson arriva alla Finale con un dato che stona: nei playoff ha segnato meno del 30% dei suoi tiri da tre in palleggio, una conclusione dove di solito è molto più efficace. Dove resta letale è sulla media distanza, ma la porzione di campo che rende Brunson un incubo per gli avversari è proprio quella che la stella degli Spurs rende impraticabile. <em>The unstoppable force meets an immovable object. </em>Vedremo quale dei due avrà la meglio.</p>
<h3 class="header-anchor-post">I comprimari</h3>
<p>Le Finali equilibrate le vincono spesso i comprimari. Perchè le star trovano sempre il modo di portare il loro contributo, mentre i giocatori di contorno subiscono una maggior varianza nelle prestazioni che può risultare decisiva.</p>
<p>New York mette in campo un roster profondo e collaudato. Karl-Anthony Towns è il secondo violino che può anche diventare primo: un lungo di sette piedi che apre il campo, punisce gli accoppiamenti in post e monopolizza i rimbalzi difensivi. In questi playoff ha giocato il basket migliore della sua carriera, anche se il suo passato resta segnato da cali di rendimento nei momenti decisivi che dovrà dimostrare di aver superato. OG Anunoby è la costante più affidabile: è il miglior difensore della squadra, capace di marcare chiunque da Castle a Wembanyama, e in questi playoff un tiratore da quasi il 48% da tre. Mikal Bridges porta difesa, tiro dagli angoli e quando serve può prendersi un po&#8217; di compiti di palleggio per alleggerire il lavoro di Brunson. Josh Hart è il barometro della serie: gli Spurs lo lasceranno aperto per utilizzare Wembanyama in aiuto, e a fare da ago della bilancia sarà il suo tiro da fuori; la sua energia, invece, non si discute. E se Hart non trova il bersaglio, dalla panchina escono Landry Shamet, tiratore reduce da una finale di Conference da undici triple su dodici e un inaspettato impatto anche in difesa, e l’idolo del Garden Miles <em>Deuce</em> McBride. Sotto canestro, i rimbalzi d’attacco di Mitchell Robinson valgono oro, ma gli Spurs possono mandarlo in lunetta per toglierlo dal campo.</p>
<p>San Antonio risponde con un gruppo cresciuto in fretta. Stephon Castle, rookie dell’anno la scorsa stagione, è diventato il secondo creatore di gioco di cui gli Spurs avevano bisogno accanto a DeAron Fox, oltre a un realizzatore capace di sventrare il ferro con schiacciate da cineteca. Matricola lo è ancora Dylan Harper, resta da vedere se l’aria delle finali sarà abbastanza rarefatta da ricordarglielo, perchè fino ad oggi le sue prestazioni sono state strabilianti. Julian Champagnie e Devin Vassel portano centimetri e tiro sugli esterni, Keldon Johnson fisicità e rimbalzi; Luke Kornet ha segnato la gara 7 contro OKC con una stoppata in contropiede, ma per il resto della serie era stato disastroso. Contro i Knicks potrebbe avere la possibilità di rifarsi.</p>
<p>La domanda chiave, qui, è quali giocatori sapranno sfruttare meglio i tiri aperti. Perché entrambe le squadre, contro difese così efficaci nel chiudere l’area, avranno a disposizione tante conclusioni da fuori, soprattutto i giocatori che le rispettive panchine sceglieranno di battezzare. New York sulla carta ha tiratori migliori, ma gli Spurs hanno già dimostrato di saper segnare canestri pesanti quando conta.</p>
<h3 class="header-anchor-post">Panchine e allenatori</h3>
<p>In panchina si fronteggiano due storie opposte. Mike Brown è alla sua seconda Finale da capo-allenatore: la prima la giocò nel 2007, con Cleveland, e finì nel modo più crudele, spazzato via per 4-0 proprio dagli Spurs. È arrivato a New York dopo l’addio a Tom Thibodeau, sollevato dall’incarico nonostante avesse portato i Knicks fino alle Finali di Conference. Brown ha preso quel gruppo e gli ha tolto un po’ di rigidità, portando un attacco più fluido e rotazioni più profonde (non che ci volesse molto).</p>
<p>Dall’altra parte c’è Mitch Johnson, che questa Finale la raggiunge alla prima stagione piena da capo-allenatore, con 62 vittorie in stagione regolare e un posto tra i finalisti per il premio di coach dell’anno. Ha ereditato la panchina dopo l’ictus che ha messo fine alla carriera sul pino di Gregg Popovich, anche se, a sentire i giocatori, il <em>Jefe</em> è ancora una presenza immanente.</p>
<p>Brown parte avvantaggiato per il bagaglio di esperienza, ma Johnson ha dimostrato di saper leggere una serie e fare aggiustamenti in corsa come ha fatto, più volte, contro OKC. La distanza non è così ampia come potrebbe sembrare.</p>
<h3 class="header-anchor-post">L’X-factor</h3>
<p>In gara 1 della finale di Conference contro Cleveland, per tre quarti i Knicks sembravano una squadra che aveva dimenticato come si gioca. Avevano spazzato Philadelphia e poi atteso una settimana abbondante; i Cavaliers arrivavano da una gara 7 vinta a Detroit, sette incontri di una semifinale durissima nelle gambe, e nonostante questo correvano il doppio. New York è andata sotto di ventidue nel quarto periodo; poi ha rimontato e ha vinto al supplementare, e il resto della serie l’ha chiusa 4-0 con margini che a un certo punto hanno superato il limite dell’imbarazzo. La ruggine dei Knicks era durata un tempo e mezzo. La fatica dei sette incontri di Cleveland è rimasta fino alla fine.</p>
<p>È il modello da tenere in mente per queste Finals. I sopravvissuti sono gli Spurs, usciti il 30 maggio da una gara 7 contro Oklahoma City finita 111-103, dentro una serie che si era aperta con una gara 1 da due supplementari. Quattro giorni di recupero prima di volare sul parquet di casa per gara 1 sono meglio delle 48 ore che aveva avuto Cleveland, ma la risorse risparmiate dai Knicks nel cammino verso la finale potrebbero prima o poi fare la differenza.</p>
<p>San Antonio ha il vantaggio del campo a mascherare tutto questo nelle prime due gare, e l’adrenalina di una finale copre molte cose. Ma copre, non cancella.</p>
<h3 class="header-anchor-post">Il pronostico</h3>
<p>Gli Spurs sono i favoriti dai bookmaker perché hanno appena battuto i campioni in carica, hanno il vantaggio del fattore campo e soprattutto schierano il giocatore più forte del pianeta. I Knicks, dal canto loro, sono arrivati fin qui passando sopra avversari mediocri, e nessuno sa davvero quanto valga una corsa così pulita finché non incontra una vera resistenza.</p>
<p>Ma New York è attrezzata per contrastare l’impatto di Wemby su entrambi i lati del campo. In attacco con Towns a portarlo oltre l’arco e uno spacing con quattro esterni, dove il francese avrà più difficoltà a imporre il suo dominio assoluto. In difesa, opponendogli i centimetri di Robinson e la fisicità della rotazione di ali. A questo si aggiungono i precedenti stagionali, con un +16 per NY nei minuti con Wembanyama in campo che, seppur su un campione molto limitato, potrebbe essere il segnale di qualcosa di importante.</p>
<p>Sarà una serie vera, e gli Spurs hanno le carte in regola per alzare il trofeo quando tutto sarà finito. Ma anche i Knicks hanno una bella mano da giocare, e assomigliano molto a una squadra del destino.</p>
<p>New York in sei.</p>
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		<title>Western Conference Finals: le 4 verità di OKC – San Antonio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Filippo di Chio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 16:49:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
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					<description><![CDATA[La serie dell&#8217;anno, la serie degli ultimi cinque anni, la serie del decennio. E così via, così discorrendo. Per definire la sfida tra Okc e San Antonio basta prendere la frase &#8220;la più ____ della memoria recente&#8221; e riempire il buco con un qualunque aggettivo positivo. Ritmo, agonismo, cattiveria (a tratti anche troppa), urla e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La serie dell&#8217;anno, la serie degli ultimi cinque anni, la serie del decennio. E così via, così discorrendo. Per definire la sfida tra Okc e San Antonio basta prendere la frase &#8220;la più ____ della memoria recente&#8221; e riempire il buco con un qualunque aggettivo positivo. Ritmo, agonismo, cattiveria (a tratti anche troppa), urla e lacrime, accuse di complotto da una parte e dall&#8217;altra.</p>
<p>Era la sfida del due volte MVP in carica contro lo sfidante e Defensive player of the Year. La battaglia tra il rebuild meglio riuscito degli ultimi vent&#8217;anni in Nba (grazie Sam Presti) contro la nobile caduta in disgrazia e risorta con l&#8217;arrivo del Messia. O meglio dell&#8217;Alieno.</p>
<p>Una guerra estenuante, senza esclusione di colpi. Ma come in tutti i corpo a corpo (escluso Davide e Golia) alla fine la vince chi è alto 224 centimetri. Soprattutto se tira da centrocampo con la stessa naturalezza con cui schiaccia in punta di piedi.</p>
<div class="embed-x">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">VICTOR WEMBANYAMA HITS THE HALFCOURT BUZZER-BEATER TO END THE FIRST HALF</p>
<p>22 points for Wemby</p>
<p>WITH MANY, MANY REPLAYS</p>
<p>OH MY GOD! <a href="https://t.co/EhuowSEYDf">pic.twitter.com/EhuowSEYDf</a></p>
<p>&mdash; MrBuckBuck (@MrBuckBuckNBA) <a href="https://x.com/MrBuckBuckNBA/status/2058720221653832173?ref_src=twsrc%5Etfw">May 25, 2026</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></div>
<h3>OKLAHOMA CITY THUNDER (1) vs SAN ANTONIO SPURS (2): 3-4</h3>
<h4>Per chi non aveva tempo</h4>
<ul>
<li>Gara 1: Oklahoma City Thunder 115 – San Antonio Spurs 122</li>
<li>Gara 2: Oklahoma City Thunder 122 – San Antonio Spurs 113</li>
<li>Gara 3: San Antonio Spurs 108 – Oklahoma City Thunder 123</li>
<li>Gara 4: San Antonio Spurs 103 – Oklahoma City Thunder 82</li>
<li>Gara 5: Oklahoma City Thunder 127 – San Antonio Spurs 114</li>
<li>Gara 6: San Antonio Spurs 118 – Oklahoma City Thunder 91</li>
<li>Gara 7: Oklahoma City Thunder 103 – San Antonio Spurs 111</li>
</ul>
<h4>Le 4 verità, cosa ci ha insegnato la serie:</h4>
<p>1. <strong>La vittoria dei gregari</strong></p>
<p>In una serie dove ad affrontarsi erano il primo e il secondo nella classifica per l&#8217;MVP, a fare la differenza tra un 4-3 e un 3-4 era l&#8217;esercito di &#8220;gregari&#8221;, seconde stelle e seconde linee che nei due roster completano la costellazione. Da una parte la creatura di Sam Presti fatta di scelte, scommesse a basso prezzo e qualche solido pezzo alla Hartenstein e Caruso. Dall&#8217;altra quella ereditata da Mitch Johnson, composta di altissime pick al Draft, una trade di livello (Fox) e riempitivi più che decenti. Entrambe le batterie ne escono più che positivamente. Alex Caruso e Jared McCain sono stati protagonisti di una serie, e in generale di Playoff, di altissimo livello. Cason Wallace con lui, entrambi decisivi nelle serate in cui Okc è riuscita a dare una zampata &#8211; non decisiva &#8211; a San Antonio.</p>
<p>Ma sono proprio gli uomini in nero-grigio-bianco a confermare l&#8217;eccelso lavoro di <em>roster building</em> portato avanti in quel del Texas. Certo, avere Wembanyama nel pitturato (o sull&#8217;arco) fa tutta la differenza del mondo. Ma rimangono gli Stephon Castle, i Devin Vassell, i Keldon Johnson. E i Dylan Harper. Perché il demone ex <span dir="ltr" lang="en"><span class="mw-page-title-main">Rutgers Scarlet Knights si è dimostrato un&#8217;arma imprescindibile per Johnson. In attacco, grazie alla sua versatilità e a una fisicità tale da mettere in difficoltà chiunque. In difesa, per la sua <em>garra</em> sudamericana e la sua abilità di far valere il suo spessore a contatto. A farne le spese proprio i trascinatori di Okc: per McCain 4 punti in 61 possessi (33% di <em>effective field goal percentage</em>), per Cason Walace 3 punti in 55 possessi, addirittura per Shai 11 in 53 possessi (32% dal campo). E poi c&#8217;è Caruso: 1 punto in 46 possessi e 0% dal parquet. </span></span><br />
<span dir="ltr" lang="en"><span class="mw-page-title-main">Emblematica la prima sfida contro Okc, che ha permesso agli Spurs di scattare subito sull&#8217;1-0 rubando il fattore campo. Una serata da doppio overtime chiusa con <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="298">24 punti, 11 rimbalzi, 6 assist e ben 7 rubate</b> (record di franchigia all-time nei Playoff). Numeri che gli hanno permesso di diventare</span></span> il secondo <i>rookie </i>nella storia Nba a firmare una partita di post-season da almeno 20 punti, 10 rimbalzi, 5 assist e 5 recuperi, insieme a Magic Johnson.</p>
<div class="embed-x">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">Dylan Harper 24 PTS, 11 REB, 6 AST, 7 STL, 8/20 FG, 7/7 FT, 52% TS vs Thunder <a href="https://t.co/dTHiL1dfkG">https://t.co/dTHiL1dfkG</a> <a href="https://t.co/kfoCJ0Erra">pic.twitter.com/kfoCJ0Erra</a></p>
<p>&mdash; Basketball Performances (@NBAPerformances) <a href="https://x.com/NBAPerformances/status/2056591594808058338?ref_src=twsrc%5Etfw">May 19, 2026</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></div>
<p>2. <strong>Shai, luci e ombre</strong></p>
<p>È stato uno Shai bifronte, come quel Giano che con le porte dei suoi templi nell&#8217;Antica Roma poteva decidere di guerra e di pace. È stato uno Shai con il peso di due MVP sulle spalle, e con quello di una squadra che fin da dodici mesi fa era data (ed era) innegabilmente la favorita assoluta. La sbaraglia-concorrenza. E sia ben chiaro, a Okc nessuno si è &#8220;svegliato tutto sudato&#8221;, nessuno li ha fatti tornare con i piedi a terra. Semplicemente hanno ricevuto una visita del quarto, quinto, sesto tipo.</p>
<p>Forse da SGA era legittimo aspettarsi qualcosina in più. I passaggi a vuoto ci sono stati, gara-6 e gara-4 su tutte. Ma alla fine si parla di un giocatore da 26 punti, 9 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate e una stoppata a partita in 38 minuti di media. Contro la squadra di quello che, tra un decennio, sarà con facilità considerato il più grande difensore che abbia mai calcato un parquet. Di un giocatore che ha dato tutto, con una gara-7 a dir poco monumentale da 35 punti, 9 assist e 3 rubate, tirando con il 12 su 21 dal campo e tenendo in partita la sua franchigia senza alcun aiuto da parte dei soliti noti. Tralasciando il discorso flop, di cui anche io (confesso) mi sono a volte lasciato trascinare, Shai è e rimane un top 3 della Nba. E questo è fuori discussione.</p>
<div class="embed-x">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">Shai Gilgeous-Alexander 35 PTS, 9 AST, 3 STL, 1 BLK, 12/21 FG, 2/5 3FG, 67.7% TS vs. Spurs </p>
<p>Went out like a champ <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f525.png" alt="🔥" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <a href="https://t.co/usoH0rLYiZ">https://t.co/usoH0rLYiZ</a> <a href="https://t.co/2ZYJqi9mkp">pic.twitter.com/2ZYJqi9mkp</a></p>
<p>&mdash; Basketball Performances (@NBAPerformances) <a href="https://x.com/NBAPerformances/status/2060953734817952186?ref_src=twsrc%5Etfw">May 31, 2026</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></div>
<p>3.<strong> Chet, quanto è concreta questa involuzione?</strong></p>
<p>Era la favoletta mitica su cui i social media Nba marciavano da un paio di anni, anzi qualcosina di più. Da quello scontro Francia-Usa in cui Chet Holmgren e Victor Wembanyama si erano sfidati per la prima volta, i due &#8220;grissini&#8221; pronti a mettersi in tasca la lega con una combinazione inedita di apertura alare e tecnica, polso spezzato e tiri stoppati. Poi, arrivati alla prova del nove, i nodi sono venuti al pettine.</p>
<p>Il tabellino di Chet è impietoso, forse qualcosina in più: 10.7 punti, 7 rimbalzi e 1 assist a partita con un <em>true shooting </em>del 60%, insospettabilmente alto. Questo perché, in media, la presunta seconda stella della presunta futura dinastia ha tirato 7 volte a partita (solo due in Gara-7). Come Alex Caruso. Come Cason Wallace. Per demeriti suoi, certo. Per meriti soprattutto di Stephon Castle e Wemby, che lo hanno marcato per circa il 50% dei possessi offensivi di Okc facendogli muovere la retina solo nel 41% dei tiri presi: 210 possessi giocati, 23 punti segnati contro loro due.</p>
<p>Nell&#8217;altra metà del campo, invece, San Antonio è stata in grado di sfruttare le debolezze di un giocatore da All-Defensive Nba Team. Un possesso difensivo su quattro, Holmgren è stato costretto a passarlo inseguendo una guardia agile e sgusciante come Justin Champagne. che infatti ha segnato contro di lui nel 60% dei casi. Ma a demolire completamente le capacità difensive dell&#8217;ex Gonzaga è stato proprio il diretto rivale Wembanyama, che ha segnato 35 punti &#8211; tirando 11 volte dalla lunetta &#8211; in soli 90 possessi in cui si è trovato uno contro uno con Chet.</p>
<p>Ora, dopo aver incassato il 4-3, la palla passa a Sam Presti e a Mark Daigneault. Starà a loro valutare quanto questa palese regressione di Holmgren sia figlia di un momento passeggero o di limiti intrinsechi del giocatore. Anche perché, proprio a partire dalla stagione prossima, per Chet scatta il ricchissimo quinquennale da 236 milioni di dollari. E se l&#8217;involuzione non si dovesse fermare all&#8217;Alieno Wemby, liberarsi di quel contrattone negli anni a venire sarà sempre più difficile.</p>
<div class="embed-x">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">OKC could have some tough decisions to make this offseason regarding Chet Holmgren <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1fae3.png" alt="🫣" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <a href="https://t.co/cv0iPWqqqL">pic.twitter.com/cv0iPWqqqL</a></p>
<p>&mdash; Yahoo Sports (@YahooSports) <a href="https://x.com/YahooSports/status/2061442544945230289?ref_src=twsrc%5Etfw">June 1, 2026</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></div>
<p>4. <strong>Wemby, il futuro è tuo</strong></p>
<p>Le lacrime a fine partita raccontano più di tante parole. Il suo portamento davanti ai microfoni a fine partita, la sua capacità di dominare da una parte all&#8217;altra del campo. Siamo di fronte a un giovanissimo di 224 centimetri, arrivato nella Lega con una pressione mediatica più pesante di quella di Zion Williamson. Forse leggermente inferiore a quella del <em>Chosen One</em> LeBron James. Un fenomeno che si è trasferito oltreoceano, e che ha saputo reggere il mondo americano con una professionalità e maturità indicibili.</p>
<p data-path-to-node="13">Che, al netto della retorica su ritiri zen in montagna e palleggi in salita (che per quanto mi riguarda lasciano un po&#8217; il tempo che trovano), non esce mai dalle righe. E tira da dovunque. Sotto il ferro è una sentenza. Fuori dal pitturato ha movenze e colpi che non hanno assolutamente una connessione logica con la sua lunghezza. E in una serie dove Okc è riuscita a limitarlo più di chiunque altro, ha chiuso con 27.3 punti, 11 rimbalzi, 3 assist, 2.7 stoppate e 1.4 palle rubate. E un mostruoso <em>defensive rating</em> da 86.2 punti concessi ogni 100 possessi.</p>
<p data-path-to-node="13">Ha mangiato in testa ai suoi diretti sfidanti, segnando con il 64% di <em>effective field goal percentage</em> su Hartenstein e con il 50% su Chet Holmgren. Ha dominato contro i più bassi Caruso e SGA, rispettivamente 60% e 82%. È stato limitato solo parzialmente da Lu Dort, soffrendo la sua fisicità (New York, guardare e imparare) e tirando co il 40%. In difesa ha cancellato tutto il cancellabile. Ha tenuto intorno ai 4 canestri ogni 10 tiri Shai e McCain, ha reso ingiocabile &#8211; letteralmente &#8211; Isaiah Joe, uno delle rivelazioni dela regular season di Okc chiudendogli il corridoio per il ferro. Ha patito lievemente il lob di Hartenstein e lo stato di grazia e illuminazione divina di Caruso. Temo si debba ancora inventare un modo per mettere sistematicamente in difficoltà l&#8217;unicorno, l&#8217;Alieno parigino.</p>
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		<title>Dopo 27 anni i New York Knicks tornato alle Finals</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Mezza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 21:29:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;attesa dei tantissimi tifosi Knicks è terminata il 26 maggio 2026: con l&#8217;undicesima vittoria consecutiva nei playoff 2026 New York completa il secondo sweep di fila lasciando a zero i Cleveland Cavaliers dopo averlo fatto con i Philadelphia 76ers e soprattutto torna in finale NBA per la prima volta nel terzo millennio. Già, perchè le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;attesa dei tantissimi tifosi Knicks è terminata il 26 maggio 2026: con l&#8217;undicesima vittoria consecutiva nei playoff 2026 New York completa il secondo sweep di fila lasciando a zero i Cleveland Cavaliers dopo averlo fatto con i Philadelphia 76ers e soprattutto torna in finale NBA per la prima volta nel terzo millennio.</p>
<div style="width: 904px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://grab.new.news.mydailystrip.com/wp-content/uploads/sites/3/new-york-knicks-basketball-nba-2026-vipology.png" alt="I Knicks festeggiano alla Rocket Arena di Cleveland le loro prime Finals degli anni Duemila" width="894" height="596" /><p class="wp-caption-text">I Knicks festeggiano alla Rocket Arena di Cleveland le loro prime Finals degli anni Duemila</p></div>
<p>Già, perchè le ultime Finals dei Knickerboxers risalgono a tanto, tantissimo tempo fa: era il 1999 quando Jeff Van Gundy guidava la New York di Latrell Sprewell e Allan Houston all&#8217;ultimo atto della stagione NBA battendo in finale di Conference gli arcirivali degli Indiana Pacers allenati da Larry Bird.</p>
<p>Sembrava l&#8217;inizio di una nuova florida era per la Grande Mela cestistica col nucleo di Spree e Houston a raccogliere il testimone di Patrick Ewing, assente per buona parte di quei playoff e ormai al termine della sua epopea newyorkese. Invece per i Knicks è iniziato un periodo oltremodo disgraziato prolungatosi per oltre un quarto di secolo, tra i disastri di Isiah Thomas, il deludente ciclo Carmelo Anthony e l&#8217;apparente perdita di appetibilità come big market in favore degli emergenti Brooklyn Nets.</p>
<p>Ci sono voluti gli anni Duemilaventi per rivedere i New York Knicks ai vertici del massimo campionato cestistico mondiale con Tom Thibodeau che ha riportato la squadra alla postseason nel 2021 dopo otto anni e poi alla vittoria di una serie playoff nel 2023 dopo dieci. Oggi in panchina c&#8217;è invece Mike Brown, ormai specialista nella rottura di maledizioni cestistiche: il coach lanciato dai Cleveland Cavaliers del primo LeBron James ha infatti guidato prima i Sacramento Kings al ritorno ai playoff e oggi ha raccolto, e vinto, la sfida di succedere a Thibodeau per consentire al foltissimo pubblico di New York di rivedere le NBA Finals.</p>
<div style="width: 1290px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.sportsnet.ca/wp-content/uploads/2025/09/brown.jpg" alt="Mike Brown, Coach of the Year all'unanimità nel 2023, campione dell'Est quest'anno" width="1280" height="720" /><p class="wp-caption-text">Mike Brown, Coach of the Year all&#8217;unanimità nel 2023, campione dell&#8217;Est quest&#8217;anno</p></div>
<p>La gente di NY però non vorrà accontentarsi del titolo della Eastern Conference. C&#8217;è infatti un Larry O&#8217;Brian Trophy da conquistare che nella bacheca Knicks manca da più di mezzo secolo: era infatti il 1973 quando la squadra allenata da Red Holzman e guidata in campo dal mitico Willis Reed portò per l&#8217;ultima volta al Madison Squadre Garden il titolo NBA. In cinquantatre anni quella di quest&#8217;anno è solo la terza finale per New York che peraltro nel 1999 non riuscì a opporre troppa resistenza ai San Antonio Spurs cedendo per 4-1 alla squadra di un nuovo, luminosissimo astro nascente del parquet: Tim Duncan.</p>
<p>La storia peraltro può ripetersi in quanto al Garden arriverà la vincitrice della serie, in parità 2-2 al momento di scrivere, tra i campioni uscenti Oklahoma City Thunder e gli stessi Spurs che anche quest&#8217;anno si presentano con una stella già lucente come Victor Wembanyama. Ci sarà però tempo per parlarne: c&#8217;è infatti ora da commentare quanto visto sul campo nelle Eastern Conference Finals di quest&#8217;anno. Che dopo tre quarti e mezzo di gara-1 sembravano poter raccontare tutto fuorchè un cappotto dei Knicks ai danni dei Cleveland Cavaliers.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="730" height="411" src="https://www.youtube.com/embed/z9Kfeoms8Uo?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=en-US&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>Con soli 7 minuti e 52 secondi da giocare i Cavs erano infatti saldamente al comando per 93-71 in un Madison Square Garden ammutolito dalla mattanza offensiva messa in campo dalla squadra allenata da Kenny Atkinson dal secondo quarto in poi. Siccome ogni storia all&#8217;americana che si rispetti ha il suo underdog, prima di parlare di chi ha dominato in lungo e in largo in maglia Knicks iniziamo pure da colui che ha acceso la miccia della rimonta di New York finita sulla bocca di tutti: Landry Shamet, una vita a fare il gregario, ma la riscossa è partita da lui.</p>
<p>L&#8217;ex Suns prende sfondamento da Evan Mobley e poi imbuca la tripla del -17; c&#8217;è ancora più di mezzo quarto da giocare e il margine per crederci da parte dei Knicks. Che cavalcano il succitato dominatore: Jalen Brunson dal New Jersey.</p>
<p>Ogni possesso offensivo di New York da metà ultimo quarto finisce a lui, ogni volta è canestro. Certo, a marcarlo c&#8217;è James Harden, ma quei palloni più pesanti a ogni azione bisogna metterli nel cesto e Brunson li mette per cinque azioni consecutive inframezzate solo da un libero di Harden. Il risultato è un incredibile -5 per New York con 3&#8217;12&#8221; da giocare; il parziale da quel 93-71 Cleveland dice 18-1 per New York.</p>
<div style="width: 870px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://media.cnn.com/api/v1/images/stellar/prod/gettyimages-2276619904.jpg?c=original&amp;q=w_860,c_fill" alt="Jalen Brunson al tiro contro James Harden, un duello nettamente vinto dal numero 11" width="860" height="573" /><p class="wp-caption-text">Jalen Brunson al tiro contro James Harden, un duello nettamente vinto dal numero 11</p></div>
<p>Evan Mobley imbuca la sua seconda bomba su quelli che saranno alla fine 8 tentativi ma poi combina un pasticcio grosso commettendo fallo sotto il proprio canestro dopo l&#8217;1/2 ai liberi di OG Anunoby portando i Cavs a perdere un pallone che poteva riportarli a +10 con 2&#8217;50&#8221; da giocare; NY ringrazia e trova le triple di Mikal Bridges che svolge esattamente il compito per cui era stato preso, ovvero fare da secondo violino offensivo per Brunson, riportando la sua squadra a -3 con 75 secondi da giocare. A prendere dall&#8217;arco il tiro della parità è chi la rimonta l&#8217;ha iniziata e ora prende la responsabilità di concluderla: Shamet tira da tre, la palla sbatte sul ferro, si impenna, trova il tabellone, entra. Con 44 secondi sul cronometro, gara-1 è sul 99 pari.</p>
<p>Non è finita: negli ultimi secondi c&#8217;è il pacchetto completo James Harden che in due azioni mostra sia il suo status di top player, sia perchè non è riuscito mai a vincere nulla. Prima il Barba imbuca l&#8217;immediato controsorpasso Cavs col suo classico jumper dalla lunetta, poi però finisce di nuovo su Jalen Brunson che tanto per cambiare lo attacca, tanto per cambiare lo batte, tanto per cambiare segna il canestro del supplementare. C&#8217;è tempo per l&#8217;ultimo tiro di Cleveland che finisce allo specialista Sam Merrill: la palla gira sul ferro tanto da costringere il popolare telecronista Mike Breen a ingoiare il suo tipico <em>Bang! </em>quando la sfera esce dall&#8217;anello.</p>
<p>L&#8217;overtime vede le due squadre segnare pochissimo, New York per lo sforzo titanico della rimonta, Cleveland per la difficoltà nel riprendersi dalla doccia fredda di una gara da rivincere dopo averla avuta in pugno. A prevalere è la squadra di casa sulla spinta del proprio pubblico e di OG Anunoby, unico a segnare insieme a Brunson, Shamet e Max Strus negli ultimi 5&#8242;; l&#8217;ex Raptors porta i suoi sul +6 dopo 2&#8242; e la tripla di Shamet a 1&#8217;49&#8221; vale il +9 e di fatto la vittoria dei New York Knicks. Cleveland alza bandiera bianca con un ingeneroso -11 avendo segnato solo con una tripla del succitato Strus nel supplementare.</p>
<blockquote class="twitter-tweet">
<p dir="ltr" lang="en">Mike Breen had the &#8220;BANG!&#8221; call ready to go, but it rimmed out for Sam Merrill and the Cavs.</p>
<p>Cavs-Knicks Game 1 goes to OT on ESPN. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f3c0.png" alt="🏀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f399.png" alt="🎙" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <a href="https://twitter.com/hashtag/NBA?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#NBA</a> <a href="https://t.co/mjixQNWg4d">pic.twitter.com/mjixQNWg4d</a></p>
<p>— Awful Announcing (@awfulannouncing) <a href="https://twitter.com/awfulannouncing/status/2056930992393449629?ref_src=twsrc%5Etfw">May 20, 2026</a></p></blockquote>
<p><a href="https://platform.twitter.com/widgets.js">https://platform.twitter.com/widgets.js</a></p>
<p>La serie è di fatto già indirizzata e gara-2 non concede sorprese: con 26 punti di Josh Hart, che alla consueta applicazione difensiva aggiunge una gara da 5/11 da tre, e Jalen Brunson in doppia doppia con 18 punti e 14 assist New York scappa subito con un 18-0 nel terzo quarto e non si volta indietro approfittando anche del 13/22 ai tiri liberi di Cleveland nel secondo tempo poco compatibile con un vero tentativo di rimonta.</p>
<p>I Cavs, tenuti a soli 93 punti (gli stessi che avevano sul +22 della partita precedente&#8230;) hanno provato ad aggrapparsi soprattutto a Donovan Mitchell (29 con 12/23 in gara-1 ma solo 3 tra ultimo quarto e OT) che però in gara-2 canta e porta la croce quasi da solo, assistito da poco più della doppia doppia di Jarrett Allen (13+10 rimbalzi ma 3/6 ai liberi) Spida prova a caricare i suoi ricordando che Cleveland ha già rimontato un 2-0 iniziale nella precedente serie con Detroit, ma anche quando la serie si sposta in Ohio il copione non cambia.</p>
<blockquote class="twitter-tweet">
<p dir="ltr" lang="en">A STANDING OVATION FOR JOSH HART <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f44f.png" alt="👏" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>26 PTS (POSTSEASON CAREER-HIGH)</p>
<p>KNICKS WIN GAME 2 TO TAKE A 2-0 SERIES LEAD IN THE EAST FINALS! <a href="https://t.co/VcE72oY1jM">pic.twitter.com/VcE72oY1jM</a></p>
<p>— NBA (@NBA) <a href="https://twitter.com/NBA/status/2057653480878191023?ref_src=twsrc%5Etfw">May 22, 2026</a></p></blockquote>
<p><a href="https://platform.twitter.com/widgets.js">https://platform.twitter.com/widgets.js</a></p>
<p>Alla Rocket Arena i Knicks conducono gara-3 per 48 minuti su 48 spinti da una folta rappresentanza newyorkese tra il pubblico come abbiamo visto ormai molte volte durante questi playoff. Il 121-108 finale in favore di New York è anche stretto per la squadra di Mike Brown che segna 37 punti nel primo quarto chiuso sul +10 e amministra senza trovare, come in gara-2, troppa resistenza da parte della squadra ospite, se non una fiammata di James Harden nel secondo quarto per l&#8217;effimera parità. Tra l&#8217;altro il Barba, dopo aver realizzato 14 punti nel primo tempo (10 nei secondi 12&#8242;) ne metterà solo 5 nel secondo.</p>
<p>Jalen Brunson si esalta con 30 punti e 10/15 da due anche se paradossalmente è il suo 0/4 da tre a rovinare la statistica di squadra dei suoi Knicks che escludendo i suoi errori hanno tirato 11/24 dall&#8217;arco (4/5 per Shamet, 3/4 per un tiratore quantomeno alterno come Anunoby) I Knicks vanno su quel 3-0 mai rimontato nella storia dei playoff NBA e vedono le Finals ormai vicinissime.</p>
<p>La squadra di Brown stacca il biglietto per l&#8217;atto conclusivo della stagione già in gara-4 e se nelle due partite precedenti New York aveva condotto con autorità, nell&#8217;ultimo capitolo della serie arriva il dominio totale di Brunson e soci che si impongono con la bellezza di 37 punti di scarto.</p>
<p>Donovan Mitchell segna un terzo dei punti della sua squadra chiudendo a 31 punti con 9/18 dal campo e 5/9 da tre, <em>losing effort </em>se ce n&#8217;è uno per una gara conclusa per 130-93 in favore dei Knicks. Al termine del primo tempo la partita è di fatto già chiusa con New York avanti 68-49 e Karl-Anthony Towns, già dominatore a rimbalzo nelle prime 2 gare, a chiudere in doppia doppia con 19 punti, 14 rimbalzi e solo 3 errori (tutti da due) dal campo su 11 tentativi.</p>
<div style="width: 1228px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://sport.sky.it/assets/images/0c48ee3dad78cc47f0cf6af1d6b1e980f8a9ef2d/skysport/it/nba/2026/05/26/nba-risultati-partite-playoff-notte-26-maggio-video/Jalen_Brunson_Getty_New_York_Knicks.jpg?im=Resize,width=1218" alt="Jalen Brunson riceve il premio di MVP delle Eastern Conference Finals da Patrick Ewing e Clyde Frazier" width="1218" height="762" /><p class="wp-caption-text">Jalen Brunson riceve il premio di MVP delle Eastern Conference Finals da Patrick Ewing e Clyde Frazier</p></div>
<p>Mentre NY festeggia il meritato successo, i Cleveland Cavaliers concludono quindi migliorando il loro risultato degli ultimi due anni in cui la squadra che fu di LeBron James raggiunse le semifinali di Conference ma l&#8217;uscita di scena degli uomini di Atkinson è stata davvero brutta da vedere per i loro tifosi, con il vantaggio di 22 punti buttato via in gara-1 e tre partite successive senza riuscire a dare troppi pensieri agli attuali finalisti.</p>
<p>Il primo imputato sarà chiaramente James Harden, dominato da Brunson in gara-1 e che non è riuscito neanche a dare la spinta decisiva ai suoi con l&#8217;attacco come riusciva invece a fare nei suoi anni migliori. Certo, un terzo turno playoff seppur nella conference più debole non è da buttare via ma allo stato attuale è molto difficile vedere ancora il Barba trascinatore in una squadra da anello. La prossima stagione vedrà la coppia Mitchell-Harden insieme fin dalla prima partita e sarà lo stesso Spida, realizzatore sempre di prim&#8217;ordine ma che l&#8217;anno prossimo compirà trent&#8217;anni, ad avere ancora qualcosa da dimostrare nell&#8217;ottica di portarsi a casa qualcosa di concreto.</p>
<blockquote class="twitter-tweet">
<p dir="ltr" lang="en">The Knicks went after James Harden on defense in Game 1 <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f624.png" alt="😤" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Not only did New York shoot 60% with him as the primary defender in the 4th quarter and overtime, the 20 plays and 24 points scored against him were the most against any single defender to end a playoff game since 2014… <a href="https://t.co/rQc3EqZKGi">pic.twitter.com/rQc3EqZKGi</a></p>
<p>— ESPN Insights (@ESPNInsights) <a href="https://twitter.com/ESPNInsights/status/2057535192403738747?ref_src=twsrc%5Etfw">May 21, 2026</a></p></blockquote>
<p><a href="https://platform.twitter.com/widgets.js">https://platform.twitter.com/widgets.js</a></p>
<p>I New York Knicks attendono invece la finalista della Western Conference potendo beneficiare di qualche giorno di riposo in più e dell&#8217;entusiasmo della piazza; quando conosceremo l&#8217;avversaria della squadra di Brown potremo ovviamente dire qualcosa in più per provare ad anticipare le prossime Finals, tuttavia a mio modesto avviso non si può parlare di una New York favorita per l&#8217;anello e non solo per il fattore campo.</p>
<p>Certo, Brunson e soci sono lanciatissimi e galvanizzati, ma un accoppiamento con i Thunder li vedrebbe alle prese con un&#8217;avversaria abituata a vincere, più idonea a gestire la pressione della finale e in cui Shai Gilgeous-Alexander guida una truppa affiatata e coesa sia in attacco che in difesa. Il duello diretto tra Brunson e SGA è potenzialmente spettacolare ma il backcourt newyorkese dovrà fare i conti con i mastini Lu Dort e Alex Caruso (per tacere di Cason Wallace, Ajay Mitchell e Jared McCain, tutti giocatori di spiccata indole difensiva) mentre il pacchetto lunghi capitanato da Chet Holmgren potrebbe creare molti, moltissimi grattacapi alla difesa sempre quantomeno dubbia di Karl-Anthony Towns.</p>
<p>Nel caso in cui si avesse invece la replica delle Finals 1999 con i San Antonio Spurs a sovvertire il pronostico attuale e battere OKC avremo una sfida probabilmente più equilibrata ma ancora una volta con Victor Wembanyama che sarebbe un rebus per Towns e compagni sotto canestro (e non solo&#8230;) e con gli esterni che finora hanno dato l&#8217;anima difensivamente. Per tutte queste considerazioni ci sarà comunque tempo; per il momento i New York Knicks sono di nuovo in finale e sarà il campo a stabilire se avranno la forza di riportare l&#8217;anello NBA alla Grande Mela dopo più di cinquant&#8217;anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gli Steelers puntano ancora su Aaron Rodgers</title>
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		<dc:creator><![CDATA[davelavarra]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 09:48:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NFL]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuovamente, i Pittsburgh Steelers sono stati costretti a giocare di pazienza. E, in attesa di conoscere i pensieri di Aaron Rodgers, hanno selezionato un quarterback al Draft per la seconda offseason di fila, per doverosa cautela. L&#8217;annuale saga dell&#8217;ex-leggenda dei Green Bay Packers ha oramai assunto toni e dimensioni del tutto simili a quella del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovamente, i Pittsburgh Steelers sono stati costretti a giocare di pazienza. E, in attesa di conoscere i pensieri di Aaron Rodgers, hanno selezionato un quarterback al Draft per la seconda offseason di fila, per doverosa cautela. L&#8217;annuale saga dell&#8217;ex-leggenda dei Green Bay Packers ha oramai assunto toni e dimensioni del tutto simili a quella del suo predecessore nella terra dei formaggi, quel Brett Favre che si è  più volte svagato tra ritiri e cambi di squadra, portando sia la pazienza dell&#8217;organizzazione di turno al limite, ma pure generando eccitazione per la concreta possibilità di un <em>one more year</em>. In fondo, per quanto in declino, non si vorrebbe mai vedere certi giocatori smettere di scendere in campo: tuttavia, l&#8217;età avanza anche per i campioni, ed è necessario eseguire gli opportuni conti con possibilità atletiche le quali non saranno mai più quelle degli esordi.</p>
<p><a href="https://www.playitusa.com/nfl/2026/05/119956/gli-steelers-puntano-ancora-su-aaron-rodgers/attachment/20260518mf-steelers25_1779128303/" rel="attachment wp-att-119964"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-119964" src="https://www.playitusa.com/wp-content/uploads/2026/05/20260518mf-steelers25_1779128303.jpg" alt="" width="500" height="350" srcset="https://www.playitusa.com/wp-content/uploads/2026/05/20260518mf-steelers25_1779128303.jpg 500w, https://www.playitusa.com/wp-content/uploads/2026/05/20260518mf-steelers25_1779128303-300x210.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a>Rodgers, dopo i suoi caratteristici ritiri spirituali immersi in mezzo al niente, se non contorni di natura incontaminata, ha firmato un accordo annuale tra i 22 e i 23 milioni di dollari di salario base &#8211; 10 milioni in più rispetto al 2025 &#8211; che sommando i possibili incentivi potrebbe ottenere un crescendo sino a raggiungere quota 25. Un investimento assai oneroso per un quarterback di 42 anni, in chiaro declino fisico, che tuttavia sa ancora come processare la diagnosi di una difesa in pochissimi secondi, con capacità cerebrali degne solo dei grandissimi del ruolo. La variabile stuzzicante è rappresentata dal nuovo corso riguardante il coaching staff degli Steelers: dopo l&#8217;abbandono di Mike Tomlin, ennesima esemplificazione di longevità sulla sideline di Pittsburgh, è approdato Mike McCarthy, capo-allenatore di Green Bay quando Rodgers vinse l&#8217;unico Super Bowl di carriera, ricostituendo una coppia ineccepibilmente vincente, otto anni dopo l&#8217;ultima campagna condotta in congiunzione di forze.</p>
<p>Non sussiste alcun dubbio sul fatto che quella misura di tempo vada analizzata con attenzione, perché molto del gioco di Rodgers è cambiato, a causa dell&#8217;età differente e delle relative possibilità atletiche. Gli Steelers si sono qualificati ai playoff lo scorso campionato, vero; tuttavia il loro attacco è risultato tutt&#8217;altro che elettrizzante, faticando nell&#8217;adattarsi alla natura ibrida che le difese Nfl stanno assumendo in quantità sempre maggiori, a maggior ragione dovendo accogliere un regista non più capace di allungare i giochi come un tempo, e quindi di evadere la pass rush come prima. Non a caso gli Steelers hanno terminato la scorsa annata in una posizione mediana nei principali settori statistici offensivi, diciassettesimi per yard medie per snap e sedicesimi in punti generati per drive, vivendo un percorso mantenuto in linea di galleggiamento sino al piccolo exploit di dicembre, dove il 4-1 conclusivo è stato a dir poco determinante per vincere la Afc North e guadagnare l&#8217;accesso alla Wild Card.</p>
<p>La poco cerimoniosa uscita di Pittsburgh dai playoff, ha raffigurato correttamente limiti offensivi spesso mascherati da qualche posizione di campo ghiotta procurata dalla difesa, nonché da una pass rush rilevante, capace di limitare gli avversari in misura sufficiente per bilanciare gli insuccessi del proprio attacco. La pesante sconfitta per 30-6 contro i Texans ha evidenziato la minor efficienza delle soluzioni aeree e confermato l&#8217;identità di una squadra non completamente strutturata per vincere le gare con un&#8217;abbondanza di tentativi su passaggio, quando la propria forza sarebbe dovuta risiedere, per logica, nel controllo del cronometro. Questo non era accaduto nemmeno in regular season: la causa? I limiti dello stesso Rodgers. Anzitutto, alcune statistiche dimostrano il teorema appena descritto. Il backfield, in situazioni di corsa dichiarata, ha prodotto 4.4 yard per portata, valevoli per il tredicesimo posto di lega, mentre le circostanze di ovvio passaggio ne hanno conquistate 5.9, solo vetitreesima miglior media della Nfl. Il <em>success rate</em> del 44.8% ottenuto attraverso le <em>designed runs</em> è stato il nono migliore in assoluto, il 42.9% registrato quando la situazione costringeva al passaggio, faceva invece precipitare l&#8217;attacco alla ventiseiesima posizione. Il problema? Il <em>rushing game</em> degli Steelers, nel complesso, figurava nell ultime sei posizioni sia per tentativi che per yard medie, delineando una mancanza di equilibrio emersa fortemente proprio contro Houston, nel momento più importante dell&#8217;anno.</p>
<p><a href="https://www.playitusa.com/nfl/2026/05/119956/gli-steelers-puntano-ancora-su-aaron-rodgers/attachment/251222-dk-metcalf-mn-1740-d4033a/" rel="attachment wp-att-119965"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-119965" src="https://www.playitusa.com/wp-content/uploads/2026/05/251222-dk-metcalf-mn-1740-d4033a.jpg" alt="" width="500" height="333" srcset="https://www.playitusa.com/wp-content/uploads/2026/05/251222-dk-metcalf-mn-1740-d4033a.jpg 500w, https://www.playitusa.com/wp-content/uploads/2026/05/251222-dk-metcalf-mn-1740-d4033a-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a>Il compito primario di Mike McCarthy, dunque, è già individuato. Tuttavia, Rodgers non è ringiovanito, pertanto si dovranno prevedere dei consoni adattamenti, nella missione di evitare tutta la pronosticabilità vissuta nel 2025, capitalizzando con più cattiveria ciò che la difesa produce. L&#8217;anno passato, lo staff di allenatori ha studiato un sistema adatto alle differenti caratteristiche anagrafiche del quarterback, ottenendo azioni nelle quali Aaron ha registrato il più veloce tempo di esecuzione del lancio con 2.7 secondi di media, primo dato assoluto Nfl, asseverando l&#8217;intenzione di non dar tempo alla pass rush di pervenire &#8211; scopo non sempre raggiunto, inserendo nell&#8217;equazione qualche problema di tenuta della linea a sinistra &#8211; e giocare un sistema prevalentemente basato sui <em>checkdown</em>, lanci rapidi e di esigua difficoltà che vanno a colpire ricevitore o running back sul corto, mettendoli nella condizione di produrre <em>yards after catch</em>. Proprio ciò che non è successo così frequentemente a Pittsburgh. Rodgers sa fin troppo bene di non possedere più la possibilità di scappare a piacimento dalla pressione, non a caso i suoi lanci in corsa si sono ridotti a essere l&#8217;11% del fatturato totale. Troppo spesso la sua progressione nelle letture si fermava a due: la prima, inevitabilmente, su D.K. Metcalf, dato che le alternative di simile talento non abbondavano certo in quel roster; la seconda, lancetto poco impegnativo al running back, sovente Kenneth Gainwell, e via alla speranza di creare qualcosa, fatto che non sempre si concretizzava, sia per intuizioni difensive che magari avevano già rapidamente sbarrato la zona <em>flat</em> del campo, sia per la fretta di sbarazzarsi del pallone dinanzi alla pass rush, fattore che ha reso imprecisi anche i lanci più elementari.</p>
<p><a href="https://www.playitusa.com/nfl/2026/05/119956/gli-steelers-puntano-ancora-su-aaron-rodgers/attachment/lsu-alabama-football-5_1776270214/" rel="attachment wp-att-119966"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-119966" src="https://www.playitusa.com/wp-content/uploads/2026/05/LSU-Alabama-Football-5_1776270214.jpg" alt="" width="500" height="350" srcset="https://www.playitusa.com/wp-content/uploads/2026/05/LSU-Alabama-Football-5_1776270214.jpg 500w, https://www.playitusa.com/wp-content/uploads/2026/05/LSU-Alabama-Football-5_1776270214-300x210.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a>Da queste considerazioni si evince l&#8217;aggiustamento principale che McCarthy deve operare, lasciando perlopiù invariata la rapidità del tempo intercorrente tra ricevimento dello snap e rilascio del pallone, ma cambiando le zone di possibile destinazione, inserendo nuovamente il medio e il lungo raggio. Il successo di tali intenzioni passa inevitabilmente dal running game, che oltre a Jaylen Warren vedrà il nuovo arrivato Rico Dowdle, elemento che nel potenziale ha l&#8217;aggiunta di quel dinamismo &#8211; oltre che le 1.000 yard stagionali in canna &#8211; idoneo a fare la differenza. L&#8217;unico modo per aiutare un giocatore che non ne ha quasi più, ma che rimane un indiscutibile maestro della manipolazione sulla linea di scrimmage, è fare in modo che i running back diventino così pericolosi da creare quel momento di esitazione nei pass rusher, creando situazioni in playaction o in shotgun dove Rodgers possa guadagnare quei decimi di secondo utili a far sviluppare anche le tracce secondarie, attaccando così zone del campo che possano essere diverse dal corto, continuando nel contempo a provocare situazioni di ricezione veloce e produzione <em>post-catch</em>. La ristrutturazione del reparto wide receiver, con l&#8217;arrivo di un ricevitore di possesso come Michael Pittman Jr. e la possibile vivacità del rookie Germie Bernard in un ruolo multiplo del tutto simile a quello rivestito ad Alabama, dove giocava molte <em>jet-sweep</em>, potrebbe aiutare a risolvere parte dei problemi offensivi di Pittsburgh.</p>
<p>Tirando le somme, Aaron Rodgers può certamente ancora superare le difese con l&#8217;intuito, gli Steelers non sono destinati a migliorare le statistiche prodotte lo scorso anno perché tecnicamente sono gli stessi, ma possono sensibilmente migliorare il tempo di possesso &#8211; vero problema del 2025 &#8211; creando un attacco metodico nei piccoli guadagni, contando su un tasso di talento leggermente superiore nelle <em>skill position</em>. L&#8217;allaccio definitivo con il futuro è rimandato di un altro anno, quando Rodgers annuncerà presumibilmente il ritiro, e Pittsburgh potrà essere libera di decidere una direzione più precisa, pur contando la presenza a roster dei backup Will Howard e del rookie Drew Allar, giunti dopo la rinuncia nel prendere un regista al primo giro; una scelta che, a questo punto, è attesa per il 2027.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>WNBA al via: ecco chi sono le favorite al titolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Barbiero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 08:13:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel mezzo dei playoff di NBA, come ogni anno, inizia anche il campionato di basket più famoso nel mondo della parte femminile, ovvero quello della WNBA. Negli ultimi anni, quelli che negli Stati Uniti verrebbero definiti come &#8220;in the last couple of years&#8220;, la lega ha riscosso un successo mai raggiunto dalla nascita di essa, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mezzo dei playoff di NBA, come ogni anno, inizia anche il campionato di basket più famoso nel mondo della parte femminile, ovvero quello della WNBA. Negli ultimi anni, quelli che negli Stati Uniti verrebbero definiti come &#8220;<em>in</em> <em>the last couple of years</em>&#8220;, la lega ha riscosso un successo mai raggiunto dalla nascita di essa, grazie all&#8217;ingresso di talenti generazionali e ad un livello di gioco ampliamente migliorato rispetto a qualche anno fa.</p>
<div style="width: 507px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://s.yimg.com/ny/api/res/1.2/v6L3BXMc.Hu9mZOArfCLoA--/YXBwaWQ9aGlnaGxhbmRlcjt3PTY0MDtoPTQyNztjZj13ZWJw/https://s.yimg.com/os/creatr-uploaded-images/2024-03/33546ff0-ef83-11ee-9bbf-82974de11401" alt="Caitlin Clark and Angel Reese, an unlikely partnership - Yahoo Sports" width="497" height="332" /><p class="wp-caption-text">Tanto del successo attuale della lega passa anche dalla rivalità nel campionato universitario e poi in WNBA tra Caitlin Clark e Angel Reese</p></div>
<p>In vista della stagione a venire, iniziata negli scorsi giorni, potrebbe essere utile fare un recap delle situazioni dei vari team, cercando soprattutto di capire chi potrebbe essere la squadra <strong>favorita a succedere al trionfo delle Las Vegas Aces del 2025</strong>. Quest&#8217;anno, più che mai, la competizione sarà ad un livello molto elevato, non solo per gli ennesimi incredibili talenti arrivati dal draft, ma anche per l&#8217;espansione della lega a 15 team, che rende più fitto il calendario e riduce di conseguenza, seppur di poco, la possibilità per ogni squadra di trionfare a fine campionato.</p>
<p>In questa <strong>nuova stagione</strong> 2026 sono stati infatti introdotti due <strong>nuovi team</strong>: le <strong>Toronto Tempo</strong>, a portare un po&#8217; di Canada all&#8217;interno della lega, e le <strong>Portland Fire</strong>, che riportano la città dell&#8217;Oregon nel massimo campionato di basket femminile statunitense dopo ben 24 anni. Le novità di espansione della lega per i prossimi anni non sono comunque finite, col ritorno di Houston nella prossima stagione e l&#8217;introduzione di Philadelphia nel 2028.</p>
<p>La stagione WNBA è ufficialmente cominciata poco dopo la finale del National Championship del campionato universitario vinto da UCLA, col draft che si è disputato il 13 aprile nella Grande Mela. Proprio le Bruins sono state poi protagoniste dell&#8217;evento, con ben 6 atlete selezionate nei tre round e 5 solo nel primo.</p>
<div style="width: 592px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://cdn.abcotvs.com/dip/images/18881898_041326-kabc-wnba-draft-ucla-split-5-players-tn.jpg" alt="WNBA draft 2026: Lauren Betts and Gabriela Jaquez among 6 UCLA stars selected - ABC7 Los Angeles" width="582" height="327" /><p class="wp-caption-text">Delle 6 atlete selezionate nel draft da UCLA, 4 di loro ritrovano con sé una compagna anche nella carriera delle pro. Lauren Betts e Angela Dugalic sono insieme a Washington, mentre Gianna Kneepkens e Charlisse Leger-Walker sono insieme in Connecticut</p></div>
<p>La <strong>prima scelta</strong> ufficiale è stata però <strong>Azzi Fudd</strong> alle Dallas Wings,<em> pick </em>ampiamente scontata, soprattutto considerando il legame di Fudd, sia in campo che non, con Paige Bueckers, premiata come miglior rookie della WNBA la scorsa stagione. Per le Wings saranno dei mesi in crescita rispetto a quelli della scorsa edizione, considerando ormai la piena maturità di Bueckers e l&#8217;apporto da veterana di Arike Ogunbowale. Competere per il titolo quest&#8217;anno sembra comunque improbabile, un rientro nei playoff sarebbe probabilmente già un successo.</p>
<div style="width: 661px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://a57.foxnews.com/static.foxnews.com/foxnews.com/content/uploads/2026/05/1200/675/arike-ogunbowale-azzi-fudd-paige-bueckers-dallas-wings-fox-news-001.jpeg?ve=1&amp;tl=1" alt="Azzi Fudd sets record for lowest points scored by a No. 1 pick in debut | Fox News" width="651" height="366" /><p class="wp-caption-text">Dopo aver vinto assieme il campionato universitario con UConn nel 2025, Bueckers e Fudd si sono riunite in campo con le Dallas Wings</p></div>
<p>Un altro team che lo scorso anno ha sofferto molto è stato <strong>Connecticut</strong>. Le <strong>Sun</strong> hanno subito l&#8217;ennesima rivoluzione nel roster e si apprestano ad un&#8217;altra stagione con probabili più sofferenze che gioie. In off season sono arrivate <strong>Brittney Griner</strong>, 10 volte All Star team nella WNBA e atleta della nazionale, e <strong>Hailey Van Lith</strong>, scartata dalle Chicago Sky a poche ore dall&#8217;inizio della regular season dopo essere stata selezionata al primo round nel draft dello scorso anno. Pur essendo il resto del team pieno di talenti come <strong>Aneesah Morrow, Saniya Rivers e Gianna Kneepkens</strong>, sembrerebbe non essere ancora questa la stagione per uscire dalle ultime posizioni della classifica.</p>
<p>Tra gli altri team che <strong>molto probabilmente si troveranno esclusi dalla zona playoff</strong> ci sono le <strong>Portland Fire</strong>, che hanno costruito un roster interessante ma ancora qualitativamente troppo carente per competere all&#8217;approdo in post season, e le<strong> Seattle Storm</strong>, che, in maniera molto simile a ciò che fecero le Sun l&#8217;anno prima, hanno rivoluzionato un roster senza saper sostituire in modo adeguato campionesse del calibro di Skylar Diggins e Nneka Ogwumike, passate rispettivamente a Chicago e Los Angeles.</p>
<p>Le <strong>Storm</strong> hanno invece <strong>deciso di ripartire</strong> dalle nuove leve della lega come <strong>Dominique Malonga</strong>, il centro francese classe 2005 che sicuramente sarà protagonista nel basket del futuro, e <strong>Flau&#8217;jae Johnson</strong>, arrivata nel draft da LSU dopo una sorprendente trade con Golden State che l&#8217;aveva scelta per prima all&#8217;interno dell&#8217;evento. Il futuro potrà anche sembrare promettente, ma il loro presente nella lega non sarà quasi certamente lo stesso.</p>
<p>Le<strong> Fire</strong> hanno dimostrato invece di aver coraggio e di saper sorprendere, come nel caso della recente vittoria contro le NY Liberty. Il loro innegabile carisma, però, difficilmente sarà abbastanza per vederle in corsa per un posto nei playoff. Chi se la potrebbe giocare per un ingresso in post season potrebbero essere le altre nuove arrivate, le <strong>Toronto Tempo</strong>, protagoniste di un avvio deciso con due vittorie e due sconfitte. Le Tempo potranno contare in questa stagione su un <strong>mix di veterane</strong>, come Marina Mabrey e Brittney Sykes, e <strong>rookies</strong>, come l&#8217;ex Bruin Kiki Rice.</p>
<p>Un&#8217;altra squadra che potrebbe tornare a giocarsi un posto in post season è <strong>Los Angeles</strong> che, nonostante un inizio un po&#8217; turbolento, ha tutte le carte in regola per una stagione di successo. A mancare nella scorsa ù fu la continuità, che anche in questa sarà un elemento chiave. Il roster <strong>ha perso Rickea Jackson</strong>, passata alla ventosa Chicago, <strong>acquisendo</strong> però una veterana che nelle Sparks già ci aveva giocato, ovvero <strong>Nneka Oguwmike</strong>. La squadra ritrova inoltre <strong>Kelsey Plum</strong>, leader dell&#8217;attacco della squadra californiana, <strong>Dearica Hamby</strong> e <strong>Cameron Brink</strong>, alla ricerca del suo riscatto definitivo post infortunio dopo una seconda parte della scorsa stagione poco convincente.</p>
<div style="width: 705px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://ca-times.brightspotcdn.com/dims4/default/ebd5758/2147483647/strip/true/crop/4200x2800+0+0/resize/1200x800!/quality/75/?url=https%3A%2F%2Fcalifornia-times-brightspot.s3.amazonaws.com%2F8c%2Fc7%2Fd7ddb8284ccea8283e07d82c0b61%2Fsparks-sky-basketball-33437.jpg" alt="Cameron Brink injured as Sparks fall to the Sun - Los Angeles Times" width="695" height="463" /><p class="wp-caption-text">Dopo essere rimasta fuori anche per metà della scorsa stagione, Cameron Brink ha ottenuto solo 5,1 punti di media lo scorso anno. Il prodotto di Stanford dovrà saper fare di meglio per non far rimpiangere alle Sparks di averla selezionata alla seconda scelta overall nel draft del 2024</p></div>
<p>Chi potrebbe svoltare completamente le sorti della loro stagione rispetto alla scorsa sono, senza dubbio, le <strong>Chicago Sky</strong>, protagoniste di un ottimo avvio di campionato e reduci di un <em>overlook</em> quasi totale all&#8217;interno della squadra. Difficilmente le Sky rimarranno incollate alla vetta per lungo tempo; tuttavia un ingresso in post season, considerando il bel gioco proposto dal coach Tyler Marsh, sembra ampiamente alla loro portata.</p>
<p>Con un campionato ora a 15 squadre risulta parecchio complicato predirre le future prestazioni di squadre come le Fever, le Mercury, le Valkyries e le Mystics. <strong>Indiana</strong>, in primis, nonostante abbia ritrovato una Caitlin Clark in grande spolvero, sembra essere ripartita da un gradino in meno.</p>
<p>Il vero<strong><em> turning point</em></strong> della stagione delle Fever <strong>potrebbe</strong> passare dalle mani di una giocatrice tanto importante per loro quanto troppo altalenante nelle prestazioni, ovvero <strong>Aliyah Boston</strong>. La prima scelta ufficiale del draft del 2023 è rimasta un punto fermo nel roster proprio da quell&#8217;anno, senza mai diventare la trascinatrice della squadra. Lo scorso anno, con Clark infortunata, la missione è stata completata a metà. Se Indiana vuole competere per il titolo, e può farlo tranquillamente, Clark e Mitchell dovranno chiedere una mano anche a lei.</p>
<p>Anche le <strong>Mercury</strong>, come Indiana, non hanno stravolto il loro roster in questa nuova stagione, l&#8217;hanno anzi ampliato con diversi talenti da campionati oltreoceano, una scelta coraggiosa per dare più spazio a giocatrici internazionali all&#8217;interno della lega. <strong>Oltre alle solite</strong> veterane <strong>Alyssa Thomas, DeWanna Bonner e Kahleah Copper</strong> la squadra dell&#8217;Arizona conta infatti sull&#8217;apporto di innesti come <strong>Jovana Nogic e Kyara Linskens</strong>. La prima, arrivata da diverse esperienze in Europa, si è già fatta notare nella vittoria contro le Sky realizzando 27 punti. La seconda, che ha avuto una breve esperienza lo scorso anno con le Valkyries, è uno dei centri più forti del panorama europeo, dove giocava dal 2012 fino a due anni fa.</p>
<p>Come lo scorso anno non sono arrivati particolari rinforzi dal draft, se non l&#8217;acquisizione con una trade con Golden State per ottenere Marta Suarez, ala che ha giocato il suo ultimo anno universitario a TCU. Le <strong>Valkyries</strong>, che avevano proprio Suarez nel roster della preseason, hanno invece deciso di puntare su <strong>giocatrici</strong> più di <strong>esperienza</strong>, come Veronica Burton e Kayla Thornton, trascinatrici della squadra già nella scorsa stagione, e <strong>Gabby Williams</strong>, arrivata da Seattle portando a San Francisco un&#8217;ala veterana ma comunque nel prime della sua carriera.</p>
<p>Al contrario delle scelte aziendali di Golden State ci sono quelle delle <strong>Mystics</strong>, la squadra invece con l&#8217;età media più bassa di tutta la lega, ovvero 24 anni e 46 giorni. Come lo scorso anno, la <strong>colonna vertebrale della squadra</strong> è stata composta nel<strong> draft</strong>, dove sono arrivate <strong>Lauren Betts</strong>, centro di UCLA protagonista assoluta del trionfo delle Bruins ai National Championship, Angela Dugalic e Cotie McMahon. Un&#8217;altra giocatrice che è rookie pur scelta nello scorso draft è <strong>Georgia Amoore</strong>, che saltò tutta la scorsa stagione per infortunio.</p>
<p>Senza delle vere e proprie veterane, le <strong>trascinatrici della squadra</strong> saranno, come nella scorsa stagione,<strong> Sonia Citron e Kiki Iriafen</strong>, che lo scorso anno hanno ottenuto 14,9 e 13,3 punti di media a partita. La prima, in particolare, potrebbe trovare in questa stagione la sua maturità sportiva assoluta, avendo già realizzato 73 punti nelle prime 3 partite.</p>
<p>Se i calcoli non mentono, rimangono escluse per ora le quattro squadre che, sulla carta, sono le più favorite a contendersi il titolo. La corsa finale potrebbe essere questione di una o due vittorie di distacco, essendo tutte le rimaste, a mio parere, molto vicine a livello qualitativo.</p>
<p>Le <strong>Las Vegas Aces</strong>, in primis, vincitrici della WNBA la scorsa stagione, sono sicuramente ancora tra le squadre più temibili da affrontare. Anche quando sembrava difficile migliorare un roster già praticamente completo, la squadra del Nevada ha piazzato dei colpi dalla free agency non solo convenienti, ma anche duttili per il team. <strong>Oltre alle eccezionali A&#8217;Ja Wilson</strong>, miglior giocatrice della lega, <strong>Chelsea Gray</strong>, forse la miglior guardia del campionato, <strong>Jackie Young e Jewell Lloyd</strong>, le Aces sono andate a pescare <strong>Chennedy Carter</strong>, assente la scorsa stagione dalla WNBA, e <strong>Stephanie Talbot</strong>, subito schierata da titolare come nuova ala della squadra.</p>
<p>La scelta di Carter è una grande scommessa che le Aces si sono presi volentieri, essendo lei una giocatrice spacca partite che, se integra, può far la differenza per qualsiasi squadra della lega.</p>
<div style="width: 660px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://media.lasvegassun.com/media/img/photos/2026/05/09/0509_sun_Aces_Mercury01_t650.JPG?5711a3b57decb389a12ba40e20471e031ff69545" alt="A'ja Wilson has 45-point masterpiece, her WNBA-record 5th game with 40 or more - Las Vegas Sun News" width="650" height="438" /><p class="wp-caption-text">Solo la miglior giocatrice della lega può segnare 45 punti in una singola partita di WNBA</p></div>
<p>Se le Aces vorranno fare il back to back di vittorie del titolo WNBA esse dovranno fare i conti con altre squadre, in primis le<strong> New York Liberty</strong>. La squadra con sede a Brooklyn ritrova le sue campionesse <strong>Sabrina Ionescu, Breanna Stewart e Jonquel Jones</strong>, oltre che alcune sorprese della scorsa stagione come Leonie Fiebich. In offseason si è anche aggiunta <strong>Satou Sabally</strong>, che nella scorsa stagione a Phoenix ha ottenuto 16,3 punti e 5,9 rimbalzi di media a partita. L&#8217;ala numero 0 è ancora fuori per infortunio, ma il suo debutto con le Liberty sembra più vicino che mai.</p>
<p>Gli infortuni non incidono negativamente solo sulla squadra della Grande Mela, ma anche sulle <strong>Minnesota Lynx</strong>, che per ora non possono ancora contare su Napheesa Collier, infortunatasi lo scorso marzo e prevista a al ritorno in campo tra un paio di settimane. La sua assenza è al momento coperta dalla scelta numero due assoluta al draft, <strong>Olivia Miles</strong>. La guardia da TCU si va ad unire ad un gruppo che ritrova <strong>Courtney Williams e Kayla McBride</strong>, oltre che avere <strong>Natasha Howard</strong>, arrivata da Indiana.</p>
<p>A fare da capolinea a questo gruppone ci sono le <strong>Atlanta Dream</strong>, che dopo l&#8217;ottima scorsa stagione sono pronte al passo ulteriore, che potrebbe portarle ben oltre il terzo posto ottenuto la scorsa season. Prima dell&#8217;inizio del campionato è arrivata <strong>Angel Reese</strong>, che per ora ha ottenuto il minimo sindacale senza stravolgere le sorti della squadra Georgiana. A fare la differenza in queste prime partite e sicuramente nel corso di tutta la stagione saranno le guardie versatili di Atlanta come <strong>Jordin Canada</strong> e <strong>Allisha Gray</strong>, micidiali nei <em>point in the paint, </em>i punti in area, e spesso efficaci anche nei tiri da 3 punti, area in cui eccelle anche la loro giocatrice più importante <strong>Rhyne Howard</strong>, però troppo frequentemente infortunata.</p>
<p>Se il sogno di Atlanta vuole continuare è <strong>necessario anche il recupero di Brionna Jones</strong>, assente in queste prime partite per infortunio.</p>
<p>Pur essendo abbastanza superficiale osservare la classifica ora, essendo passate solo una manciata di partite, molte sono le squadre che condividono già lo stesso numero di vittorie e sconfitte. Questa sarà senza dubbio la stagione WNBA dell&#8217;incertezza ma soprattutto dell&#8217;equilibrio, non resta quindi che prepararsi a un grande spettacolo che, come sempre, troverà in questo spazio aggiornamenti sull&#8217;andamento della lega.</p>
<p>Ricordo, per concludere, che la WNBA avrà alcune partite in esclusiva su Prime Video da quest&#8217;anno anche in Italia, mentre il resto verrà trasmesso direttamente dalla lega, sul suo<a href="https://www.wnba.com/leaguepass?plan=annual"> sito</a> o sulla sua app, a presto!</p>
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		<title>Eastern Conference Semifinals: quattro verità per ogni serie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Filippo di Chio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 19:15:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
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					<description><![CDATA[Se ci fosse una divinità greca che incarna in sé i &#8220;poteri del gufo&#8221;, inteso non come rapace ma come &#8220;succede tutto il contrario di quello che dico&#8221;&#8230; ecco io sarei una sua perfetta riproposizione moderna. Ho parlato di Philadelphia miracle (per ulteriori approfondimenti e giustificazioni si legga sotto, ndr), i Sixers sono stati annichiliti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se ci fosse una divinità greca che incarna in sé i &#8220;poteri del gufo&#8221;, inteso non come rapace ma come &#8220;succede tutto il contrario di quello che dico&#8221;&#8230; ecco io sarei una sua perfetta riproposizione moderna.</p>
<p>Ho parlato di Philadelphia miracle (<em>per ulteriori approfondimenti e giustificazioni si legga sotto, ndr</em>), i Sixers sono stati annichiliti da New York. Ho parlato di un Brunson troppo poco trascinatore, è stato l&#8217;esatto opposto. Ho parlato della &#8220;decisiva combo di lunghi&#8221; che domina il pitturato per Cleveland, inutile dire che a trascinare i Cavs contro i primi della classe a Est sono state &#8211; logicamente &#8211; le combo di guardie.</p>
<p>Ma su una cosa avevo fatto centro, e la ribadisco: a Est alla fine la spunteranno i New York Knicks. Non perché siano una squadra imbattibile, sia chiaro. Anzi in un anno &#8220;normale&#8221; a livello di valori nei Playoff non so se si sarebbero addentrati fino a questo punto. Tant&#8217;è. Parlare di titoli con asterischi o parentesi è tanto inutile quanto assurdo. Un anello è un anello. Una finale è una finale, bisogna comunque arrivarci. Vediamo se gli arancioblu sapranno tornare su quel palcoscenico da cui mancano da ormai 27 eterni anni.</p>
<h3>DETROIT PISTONS (1) vs CLEVELAND CAVALIERS (4): 3-4</h3>
<h4>Per chi non aveva tempo</h4>
<ul>
<li>
<p data-path-to-node="5,0,0">Gara 1: Detroit Pistons 111 &#8211; Cleveland Cavaliers 101</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="5,1,0">Gara 2: Detroit Pistons 107 &#8211; Cleveland Cavaliers 97</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="5,2,0">Gara 3: Detroit Pistons 109 &#8211; Cleveland Cavaliers 116</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="5,3,0">Gara 4: Detroit Pistons 103 &#8211; Cleveland Cavaliers 112</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="5,4,0">Gara 5: Detroit Pistons 113 &#8211; Cleveland Cavaliers 117 <i data-path-to-node="5,4,0" data-index-in-node="54">(dopo OT)</i></p>
</li>
<li>Gara 6: Detroit Pistons 115 &#8211; Cleveland Cavaliers 94</li>
<li>Gara 7: Detroit Pistons 94 &#8211; Cleveland Cavaliers 125</li>
</ul>
<h4>Le 4 verità, cosa ci ha insegnato la serie:</h4>
<p>1. <strong>Cade Cunningham è la &#8220;nuova&#8221; superstar a Est</strong>: Per chi se lo fesse perso, o non se ne fosse accorto, la sponda Est della lega ha un problema. Perché finché Cade indosserà, respirerà, vivrà Motor City ci sarà sempre un problema Detroit da sbrogliare nei Playoff. <em>He is THAT good</em>. In una postseason in cui è sempre più evidente il divario tra Ovest e Est, e in cui Detroit ha giocato più partite di tutti (insieme a Cleveland&#8230; guarda caso), in cima alla classifica dei migliori marcatori c&#8217;è il suo nome. Sono 30 punti a partita &#8211; più del futuro due volte MVP Shai, più di Brunson, più di Donovan Mitchell e Harden. Conditi &#8211; perché no? &#8211; da 7.7 assist a partita. Ha anche lui i suoi problemi, in primis quelle tre palle perse che sono costate a Detroit gara-3. Ma rimane il fatto che senza Cade in campo i Pistons non arrivano a giocarsi un potenziale 3-0 nella serie quando mancano 120 secondi alla fine.</p>
<div class="embed-twitter">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">Cade Cunningham has accounted for 45.3% of the Pistons&#39; points in the playoffs so far</p>
<p>Points Created: 47.3 per game<br />Pistons PPG: 104.3 <a href="https://t.co/x6uscqaQcD">pic.twitter.com/x6uscqaQcD</a></p>
<p>&mdash; Underdog (@Underdog) <a href="https://twitter.com/Underdog/status/2054679786233217065?ref_src=twsrc%5Etfw">May 13, 2026</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></div>
<p>2. <strong>Jalen Duren è la decisione dell&#8217;estate per Detroit</strong>: Nessuno ha deluso in questi Playoff quanto Jalen Duren. Ha dominato la regular season, guadagnandosi la sua prima chiamata all&#8217;All-Star Game, con 19.5 punti e 10.5 rimbalzi a partita. Ha sgomitato con Isaiah Stewart guadagnandosi sempre più spazio. Poi, quando si sono accesi i riflettori, si è sgonfiato completamente lasciando spazio al veterano Paul Reed. I punti sono diventati 10, i rimbalzi 8. Le palle perse sono passate da 1.9 a 2.4. Dal campo tirava con il 65%, ora con il 50%. Dalla linea dell&#8217;Ave Maria andava in media 6 volte a partita, ora 3. Il 20% dei possessi in cui ha la palla commette un turnover. Potrei continuare a citare ogni singola statistica, in nessun modo riuscirei a salvare le prestazioni di Duren. Che, ovviamente, è in scadenza e chiederà un consistente gruzzolo ai Pistons. Che fare? Il rinnovo è quasi sicuro, ma a quali cifre? Sarà disposto il <em>front office</em> a sborsare 40 milioncini annui? <em>To be continued&#8230;</em></p>
<div class="embed-twitter">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">Jalen Duren over his last 4 games…can’t be an All-Star putting up these numbers <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f62c.png" alt="😬" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>(Via <a href="https://twitter.com/realapp?ref_src=twsrc%5Etfw">@realapp</a> ) <a href="https://t.co/YuASHk2WuD">pic.twitter.com/YuASHk2WuD</a></p>
<p>&mdash; NBACentral (@TheDunkCentral) <a href="https://twitter.com/TheDunkCentral/status/2054763018076987607?ref_src=twsrc%5Etfw">May 14, 2026</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></div>
<p>3. <strong>James Harden&#8230; is back?</strong>: A volte non bisogna guardare le statistiche, ma le partite. Nel primo turno contro Toronto, dopo ogni singola partita i social erano inondati da post in cui si ribadiva: &#8220;Per l&#8217;ennesima volta il Barba ha chiuso con più turnover che canestri fatti&#8221;. Il solito tran-tran. Contro Detroit, dopo due partite francamente dimenticabili, Harden sembra essere tornato il solito. Eppure se si guardano le statistiche, sono pressoché una copia spiccicata della serie precedente. Con l&#8217;eccezione della percentuale al tiro, tra l&#8217;altro peggiorata. Come è possibile?</p>
<div class="embed-twitter">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">The Adventures of James Harden </p>
<p>Game 1: can’t dribble, shoot or defend </p>
<p>Game 2: can’t dribble, shoot or defend </p>
<p>Game 3: killer in the clutch </p>
<p>Game 4: best all-around game in the playoffs </p>
<p>Game 5: hall of fame two-way superstar</p>
<p>&mdash; Anthony Lima (@SportsBoyTony) <a href="https://twitter.com/SportsBoyTony/status/2054762837319229917?ref_src=twsrc%5Etfw">May 14, 2026</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></div>
<p>Merito del <a href="https://www.playitusa.com/nba/2026/05/119905/grande-ma-non-abbastanza-james-harden-e-i-playoff/">nostro Giorgio Barbareschi</a>? Probabile. O forse, e più semplicemente, al Barba i tiri sono tornati a entrare nella retina quando la palla pesa di più. Ed ecco che dal possibile 3-0 si va 2-1. Dal possibile 3-1 si va 2-2. Dal possibile 3-2 si va 2-3. La matematica, quando Harden ha il polso caldo, si fa tremendamente più semplice.</p>
<div class="embed-twitter">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">James Harden middy.<br />Cade Cunningham jam.<br />James Harden floater.<br />Cade Cunningham triple.<br />James Harden triple.</p>
<p>STAR GUARDS DUELING AT THE END OF GAME 3! <a href="https://t.co/MZTz3fwle3">pic.twitter.com/MZTz3fwle3</a></p>
<p>&mdash; NBA (@NBA) <a href="https://twitter.com/NBA/status/2053243816107225178?ref_src=twsrc%5Etfw">May 9, 2026</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></div>
<p>4. <strong>Mister X</strong>: Suonerà forse strano che, in una serie sui Cavs, non si parli di Donovan Mitchell (brutta copia di sé stesso per la gran parte della serie), Evan Mobley e Jarrett Allen. Ma credo che ci sia un altro giocatore che merita di avere il suo spazio, i suoi 15 secondi di notorietà. Se Cade Cunningham è stato finora fenomenale ma non letale lo si deve anche, anzi soprattutto, a Dean Wade. Sì, Dean Wade. Le statistiche ufficiali parlano chiaro: è Wade la contromossa preferita da Atkinson contro il fenomeno dei Pistons. È stato il suo principale difensore in 107 possessi. In questi Cunningham ha segnato solo 17 dei 90 punti messi a referto da Detroit, tirando solo con il 23% dal campo. Una spina nel fianco.</p>
<div class="embed-twitter">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">Players Who Had The Most Success Guarding Cade Cunningham Since The 2021-22 NBA Season (Min. 100 Total Possessions Guarded) :</p>
<p>1.  Dean Wade  —  27.7 TS%<br />2.  Dejounte Murray  —  36.4 TS%<br />3.  Jalen Suggs  —  36.8 TS%<br />4.  Jaylen Brown  —  37.2 TS%<br />5.  Andrew Wiggins  —  39.4 TS%<br />6.… <a href="https://t.co/fyj9pF0xzL">https://t.co/fyj9pF0xzL</a> <a href="https://t.co/7wW2HCy10P">pic.twitter.com/7wW2HCy10P</a></p>
<p>&mdash; Stat Defender (@statdefender) <a href="https://twitter.com/statdefender/status/2019788752424747089?ref_src=twsrc%5Etfw">February 6, 2026</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></div>
<h3>NEW YORK KNICKS (3) vs PHILADELPHIA 76ERS (7) 4-0</h3>
<h4>Per chi non aveva tempo</h4>
<ul>
<li>
<p data-path-to-node="3,0,0">Gara 1: New York Knicks 137 &#8211; Philadelphia 76ers 98</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="3,1,0">Gara 2: New York Knicks 108 &#8211; Philadelphia 76ers 102</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="3,2,0">Gara 3: New York Knicks 108 &#8211; Philadelphia 76ers 94</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="3,3,0">Gara 4: New York Knicks 144 &#8211; Philadelphia 76ers 114</p>
</li>
</ul>
<h4>Le 4 verità, cosa ci ha insegnato la serie:</h4>
<p>1. <strong>Brunson, dicevamo?</strong>: Tanto ossigeno sprecato su Brunson &#8211; che comunque ritengo non una stella di primo rango &#8211; e ovviamente Jalen ha pensato bene di sbugiardarmi. Pur toccando palla in quasi il 40% dei possessi dei Knicks, il suo true shooting percentage sfiora quota 65%. Numeri folli se combinati con il fatto che 3 assist su 10 arrivano dalle sue mani.</p>
<p>2. <strong>It&#8217;s a KAT world</strong>: Il true shooting recita 75%. È primo in Player efficiency rating con 30.4. Primo in win shares con 2.4 e offensive win shares con 1.6. Primo in box plus/minus con 14.4. Terzo in offensive rating con oltre 144 punti ogni 100 possessi, secondo in difensive rating con solo 99 punti concessi ogni 100 possessi avversari (meglio di lui solo l&#8217;alieno Wemby). Sul parquet è difficile trovare un giocatore più forte di KAT in questo momento, almeno fino alle Finals. Ah, e quando è in campo un assist su due è suo. A Est <em>it&#8217;s a KAT world, we&#8217;re just living in it</em>.</p>
<p>3. <strong>La via senza uscita del Processo</strong>: Mi ero già accinto a scrivere questo paragrafetto dopo due partite contro Boston, lo confesso. Guardandomi indietro, però, non me ne vergogno. Perché più ci penso più è evidente che la performance dei Celtics nella scorsa serie entrerà negli annali dei peggiori <em>fumble</em> della recente storia Nba. Una sconfitta inspiegabile, ingiustificabile. Tornando ai Sixers, i Knicks si sono semplicemente limitati a sfruttarne i tanti punti deboli. Poca profondità, poca difesa sulle guardie poca difesa sulle ali, poca difesa punto. Sono anni che si parla di Philadelphia di diritto, perché hanno Maxey ed Embiid. Prima avevano Butler ed Embiid. Prima ancora Embiid e Ben Simmons. Ogni singola volta doveva essere la volta buona, il pertugio da sfruttare. Ogni singola volta, chiunque ci fosse in panchina, i Sixers sono arrivati corti, cortissimi. E la giustificazione era ed è ancora sempre pronta: <em>Trust the process</em>. Un detto che è diventato una malattia nella Città dell&#8217;amore fraterno. Che la consuma dalle interiora, perché prima o poi qualcosa cambierà. Perché il processo prima o poi arriverà a una meta, a El Dorado. E se così non fosse?</p>
<p>4. <strong>Embiid è davvero la panacea di tutti i mali?</strong>: La verità più dolorosa per Phila è che la loro stella polare è stata completamente disinnescata. New York lo ha costretto a fare tutto da solo, togliendogli lucidità e fiato con raddoppi continui e fisici. Nei minuti senza Embiid, i 76ers hanno registrato un net rating leggermente migliore a quando l&#8217;ex MVP era sul parquet: -11.8 con lui in campo in sette partite, -8.7 senza di lui. Un dato significativo nel suo piccolo che è stato possibile grazie a un lieve peggioramento nella metà campo offensiva, accompagnato da un netto peggioramento in difesa. Sweep.</p>
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