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	<title>Poggio Argentiera: il Morellino di Scansano e la Maremma</title>
	
	<link>http://poggioargentiera.com</link>
	<description>Il blog di Gianpaolo Paglia, vignaiolo in Maremma e produttore di Morellino di Scansano</description>
	<lastBuildDate>Sun, 22 Aug 2010 16:12:43 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cinquantamila all’anno per promuovere la Maremma del vino, vi bastano?</title>
		<link>http://poggioargentiera.com/blog/2010/08/21/cinquantamila-allanno-per-promuovere-la-maremma-del-vino-vi-bastano/</link>
		<comments>http://poggioargentiera.com/blog/2010/08/21/cinquantamila-allanno-per-promuovere-la-maremma-del-vino-vi-bastano/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 15:18:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpaolo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Promozione]]></category>
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Quando a Maggio fu realizzata la prima edizione della Fiera MaremmaWineShire se ne parlo&#8217; molto, per la maggior parte in toni molto positivi, e in qualche caso anche affrontando qualche elemento da migliorare. Qualcuno critico&#8217; le degustazioni guidate e i criteri di scelta dei vini (una discussione accesa avvene qui),  Io feci un post che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://poggioargentiera.com/files/2010/08/euro.jpg"><img class="size-medium wp-image-1140 alignnone" title="euro" src="http://poggioargentiera.com/files/2010/08/euro-223x300.jpg" alt="" width="300" height="400" /></a></p>
<p>Quando a Maggio fu realizzata la prima edizione della <a href="http://maremmawineshire.wordpress.com/2010/03/30/hello-world/#comments">Fiera MaremmaWineShire</a> se ne parlo&#8217; molto, per la maggior parte in toni molto positivi, e in qualche caso anche affrontando qualche elemento da migliorare. <a href="http://www.cantinadelmorellino.it/2010/05/18/lettera-aperta-al-dr-giovanni-lamioni-presidente-della-camera-di-commercio-di-grosseto/">Qualcuno critico&#8217; </a>le degustazioni guidate e i criteri di scelta dei vini (una discussione accesa <a href="http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=4107&amp;lang=ita">avvene qui</a>),  Io feci un <a href="http://poggioargentiera.com/blog/2010/05/19/maremmawineshire-come-la-vorreste/">post</a> che voleva essere un incoraggiamento e un plauso alla <strong>Camera di Commercio di Grosseto</strong> che aveva deciso finalmente di investire somme rilevanti sull&#8217;agroalimentare, e in particolare sui vini, della Provincia di Grosseto, <strong>ma fui critico verso un aspetto in particolare: l&#8217;affidamento della promozione alla figura di Luca Maroni</strong>. Ero, e sono convinto, che Maroni sia troppo identificato con una visione molto personale del vino per poter rappresentare il territorio a dovere. Inoltre il modo con cui aveva condotto la degustazione guidata alla quale ero presente era stato a dir poco approssimativo, ricco di errori. Un segnale che la conoscenza del territorio non c&#8217;era e neanche la voglia di farsela. Insomma, se faccio una degustazione guidata sulla Maremma, <em>dietro compenso</em>, il minimo che mi si richiede è che mi studi le denominazioni evtando di dire cose del tipo <em>&#8220;Questo vino è un Monteregio, che è una sottozona del Montecucco&#8221;</em> (mentre invece per la precisione, si trattava di un Morellino).</p>
<p><strong>La CCIAA, <em>giustamente</em>, ha comunque fatto capire chiaramente di essere intenzionata ad andare avanti</strong>, con un <a href="http://www.gr.camcom.it/selfp/fckeditor/upload/Domanda%20MWS%20Milano_compilabile.pdf"><strong>evento di rilievo in autunno a Milano</strong></a>, una nuova edizione della Fiera in Maremma in primavera, e sopratutto, almeno per me, <strong><a href="http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2010/08/19/news/accordo-fatto-al-vinitaly-2011-ci-sara-il-padiglione-maremma-2270174">nella creazione dell&#8217;Area D del Vinitaly dedicata alla Maremma</a>.</strong> <strong>Io che nell&#8217;Area D ci sono da quando è stata creata,</strong> sono sempre stato convinto che sarebbe stata perfetta per contenera la Maremma: vicino al Pad. Toscana, ma separata e riunificatrice delle aziende e delle denominazioni maremmane sparse in piu&#8217; padiglioni, un vero effetto territorio da giocarsi nella rassegna piu&#8217; importante di tutte.</p>
<p>Per quanto riguarda la figura professionale che dovrebbe condurre in porto il tutto pero&#8217;, nessuna indiscrezione. Che sia riconfermato Maroni, oppure venga affifata a qualche altro importante personaggio con esperienza nel marketing del territorio? Nulla si sa. <strong>Però</strong>, per puro caso, oggi giorno 21 di un pigro agosto in cui tutti sono più o meno in vacanza e pensano a tutt&#8217;altro che al lavoro, se non forse alla prossima vendemmia che si preannuncia a dir poco complessa, sono capitato sul sito della <strong><a href="http://www.gr.camcom.it/index.php?ID0=1">CCIAA di Grosseto</a></strong>, dove con sorpresa leggo che è stato emesso un<strong> bando di selezione per una figura di responsabile per la promozione del territorio, del vino, e dell&#8217;agroalimentare, cioè Maremma Wine Shire e Maremma Food Shire.</strong></p>
<p><a href="http://www.coap.info/selfp/fckeditor/upload/Bando%20di%20selezione_MWS_finale.pdf"><strong>Questo è il link al bando</strong></a>, che contiene tutti i dettagli, tra i quali l&#8217;importo massimo annuale per la collaborazione di <strong>€ 50.000</strong>, che si prevede triennale, i requisiti richiesti, tra i quali: <em>esperienza di marketing e media relation, comprovata ed approfondita conoscenza dei prodotti vitivinicoli, comprovata ed approfondita conoscenza del tessuto imprenditoriale locale, e elevato livello di notorietà relativamente alle proprie capacità professionali nel settore<br />
vitivinicolo.</em></p>
<p><strong>Tutto molto sensato e coerente</strong>. Il bando però scade il <strong>30 Agosto</strong>, ed è stato pubblicato solo il <strong>9 Agosto</strong>. Non mi sembra di averlo visto pubblicizzato da nessuna parte, ma posso sicuramente sbagliarmi su questo. <strong>Mi sembra però strano che un incarico così importante, e con un retribuzione sicuramente allettante per molti professionisti del settore (<em>anche se i vari punti messi tendono a restringere forse troppo il campo di ricerca</em>), non sia stato reso noto con la rilevanza che merita, e solo in un periodo dell&#8217;anno abbastanza &#8220;distratto&#8221; e solo per la durata di una manciata di giorni.</strong></p>
<p><strong>Mi piacerebbe proprio saperne qualcosa di più,</strong> visto che da questa persona dipendono le sorti della più importante e più ambiziosa campagna promozionale mai intrapresa sui vini della Maremma.</p>
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		<title>Basta barriques</title>
		<link>http://poggioargentiera.com/blog/2010/08/06/basta-barriques/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 13:53:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpaolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[barriques]]></category>
		<category><![CDATA[botte grande]]></category>
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		<description><![CDATA[
Quelli che si vedono in questa foto scattata nel &#8220;retro&#8221; della mia azienda, sono i cosidetti &#8220;baggioli&#8221;, ovvero delle pedane di alluminio porta barriques. Ognuno di essi puo&#8217; portare fino a due barriques, e fino a non molto tempo fa erano usati in cantina e tutti pieni e ben allineati con delle belle barriques di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://poggioargentiera.com/files/2010/08/bb1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1130" title="baggioli vuoti" src="http://poggioargentiera.com/files/2010/08/bb1.jpg" alt="" width="450" height="253" /></a></p>
<p>Quelli che si vedono in questa foto scattata nel &#8220;retro&#8221; della mia azienda, sono i cosidetti &#8220;baggioli&#8221;, ovvero delle pedane di alluminio porta barriques. Ognuno di essi puo&#8217; portare fino a due barriques, e fino a non molto tempo fa erano usati in cantina e tutti pieni e ben allineati con delle belle barriques di rovere francese da 225 Lt l&#8217;una. Ora giacciono inutilizzati <em>(a prop., sono in vendita se interessati contattarmi)</em> vicino alla rimessa dei trattori, assieme ad una serie di barriques giunte a fine vita.</p>
<p><a href="http://poggioargentiera.com/files/2010/08/bb2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1131" title="botti grandi tronco coniche" src="http://poggioargentiera.com/files/2010/08/bb2.jpg" alt="" width="450" height="253" /></a></p>
<p>Già dalla vendemmia 2009 avevamo ridotto l&#8217;uso del legno piccolo, adoperando solo quello rimasto e non ricomprandolo piu&#8217;. Con la vendemmia 2010 cominciamo ad utilizzare dei bellissimi fermentini troncoconici di Garbellotto da 20 Hl, appena arrivati oggi in azienda, assieme a botti da 10 Hl, sempre di Garbellotto.</p>
<p><a href="http://poggioargentiera.com/files/2010/08/bb3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1132" title="botti da 10 Hl" src="http://poggioargentiera.com/files/2010/08/bb3.jpg" alt="" width="450" height="253" /></a></p>
<p>Il perchè della scelta? Perchè non ci piaceva piu&#8217; quello stile di vino, specialmente abbinato al Sangiovese, al Ciliegiolo, ecc. Rimarranno alcune barriques tra quelle ancora &#8220;vitali&#8221; per il Finisterre, che è fatto con Syrah, Alicante e Cabernet Franc, e poi vedremo anche per lui se cambiare qualcosa.</p>
<p>In sostanza, in questi ultimi 10/15 anni è cambiato il mondo del vino, e sopratutto sono cambiati i miei (nostri) gusti. Nessuna sconfessione del passato, nessun ripudio; molto semplicemente si evolve, personalmente e come azienda.</p>
<p>I primi cambiamenti, piuttosto evidenti e sopratutto sul Capatosta, cominceranno a partire dalla Vendemmia 2009, in commercio all&#8217;inizio del 2012. Sono molto contento e non vedo l&#8217;ora di sapere le opinioni della gente (maybe un altro tasting panel all&#8217;orizzonte? ma non subito).</p>
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		<title>Il valore del presentarsi disuniti</title>
		<link>http://poggioargentiera.com/blog/2010/07/26/il-valore-del-presentarsi-disuniti/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 15:44:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpaolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[CCIAA]]></category>
		<category><![CDATA[Maremma Wine Shire]]></category>
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		<description><![CDATA[Il tanto discusso (qui e qui, tra l&#8217;altro) progetto della Camera di Commercio di Grosseto sui vini della Maremma, che si è presentato quest&#8217;anno a Maggio con il 1° salone dei vini della Maremma, denominato Maremma Wine Shire, sta continuando a camminare e dara nuovi frutti. C&#8217;e&#8217; in cantiere una presentazione dei vini a Milano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tanto discusso (<a href="http://poggioargentiera.com/blog/2010/05/19/maremmawineshire-come-la-vorreste/" target="_blank">qui</a> e <a href="http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=4107&amp;lang=ita" target="_blank">qui</a>, tra l&#8217;altro) progetto della <strong>Camera di Commercio di Grosseto</strong> sui vini della Maremma, che si è presentato quest&#8217;anno a Maggio con il 1° salone dei vini della Maremma, denominato <a href="http://maremmawineshire.wordpress.com/" target="_blank"><strong>Maremma Wine Shire</strong></a>, sta continuando a camminare e dara nuovi frutti. C&#8217;e&#8217; in cantiere una presentazione dei vini a Milano, che si suppone fatta in grande stile, e piu&#8217; importante, l&#8217;unificazione delle presenze maremmane al Vinitaly in unica struttura, l&#8217;<strong>Area D</strong>.</p>
<p>L&#8217;<a href="http://www.vinitaly.com/visitatori_quartiere.asp" target="_blank">Area D</a> fu creata come espansione del padiglione 8, quello tradizionale della Toscana, perchè non c&#8217;era piu&#8217; posto. Si tratta di una bella tenso struttura dove ormai da 5-6 anni ho con soddisfazione il mio stand, insieme a molte aziende maremmane, insieme ad altre aziende miste di varie zone della Toscana. Le aziende della Maremma sono un po&#8217; sparse in diverse zone del Padiglione 8, piu&#8217; altri padiglioni vari, dove storicamente hanno trovato posto.</p>
<p>L&#8217;operazione della CCIAA è quella di voler riunire in questa area tutta la produzione vinicola della Maremma. Una cosa che ho sempre auspicato fin dall&#8217;inizio, perche&#8217; per dimensioni e localizzazione sarebbe veramente giusta allo scopo. Quale zona vinicola non vorrebbe avere una struttura tutta sua, per altro adiacente a quella della Regione di appartenenza, dove poter presentare il proprio nome, le proprie caratteristiche, le proprie produzioni in modo comodo per chi visita il Vinitaly e in maniera <strong>unitaria</strong>? Qual&#8217;e&#8217; il primo valore da tenere presente quando si comunica un territorio se non l&#8217;unita dello stesso? In un mondo globale, dove le offerte di vino provengono da ogni parte, se non si ancora il vino ad un territorio e se non lo si comunica in modo semplice e razionale a chi viene anche da molto da lontano, quale possibilita&#8217; di successo si avrà?</p>
<p>Un buyer che venisse dalla Cina al Vintaly, e che volesse avere un idea della Maremma, delle sue produzioni, della sua geografia, si troverebbe il compito facilitato da avere tutto a portata di mano sotto un unico tetto, o sarebbe invece portato a riunciare all&#8217;approfondimento (come sospetto oggi avvenga spesso) se dovesse percorrere un labirinto tra i diversi e rumorosi padiglioni della fiera di Verona?</p>
<p><strong>Sembrano considerazioni banali,</strong> ma non è cosi&#8217;. Anche in questa occasione <strong>fioccano i distinguo</strong> da parte di non poche aziende e associazioni, che vorrebbero mantenere lo <em>status quo</em>, che con motivazioni che faccio veramente fatica a comprendere difendono il valore (?) del presentarsi disuniti all&#8217;appuntamento piu&#8217; importante dell&#8217;anno sul vino. Ho sentito ragionamenti del tipo: <em>che senso ha presentarsi uniti con il nome Maremma, se la Maremma sconfina nel Lazio e a volte è identificata con Bolgheri? Si fa confusione!</em> Ovvero, invece di cogliere l&#8217;occasione per presentare un territorio al quale, volenti o nolenti si appartiene, si preferisce non farlo per non aumentare la confusione?<strong> E da che parte dovrebbe arrivare la comunicazione di un territorio se non dai suoi protagonisti?</strong> Altri invece non vogliono lasciare il proprio stand nel quale sono stati per anni, con la paura che &#8220;<em>poi non li trovano piu&#8217;</em>&#8220;, oppure perchè sono vicini al tale blasonato produttore toscano o tale Consorzio di maggior importanza, e quindi sperano di attrarre qualche briciola di quello che circuita lì intorno. Classica mentalità di chi ha paura di affrontare il mondo a viso aperto, comunicando chi si è, con pregi e difetti, limiti e lati positivi, consapevoli di poter (e dover) raccontare una propria storia e non vivere di rendita sulle briciole di quella degli altri.</p>
<p><strong>Il </strong><strong><em>particulare</em> che prevale sul bene comune, non è una classica storia italiana?</strong></p>
<p>Ps</p>
<p>Per fortuna le voci e i riscontri che sto avendo in queste ore mi dicono che le posizioni di cui sopra sono minoritarie, quindi speriamo bene.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Sulle commissioni degustazione della CCIAA</title>
		<link>http://poggioargentiera.com/blog/2010/06/30/sulle-commissioni-degustazione-della-cciaa/</link>
		<comments>http://poggioargentiera.com/blog/2010/06/30/sulle-commissioni-degustazione-della-cciaa/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 08:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpaolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Geremiadi]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[commissioni di assaggio CCIAA]]></category>
		<category><![CDATA[morellino]]></category>
		<category><![CDATA[rivedibile]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa mi e&#8217; stata fatta RIVEDIBILE una partita di vino atto a divenire Morellino di Scansano DOCG 2009. Intanto spieghiamo cosa significa (tratto da   camcomgov.it )

I vini DOC, per essere commercializzati, devono essere sottoposti ad analisi chimico-fisica presso i Laboratori chimici autorizzati ed al successivo esame organolettico da parte della Commissione di degustazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa mi e&#8217; stata fatta RIVEDIBILE una partita di vino atto a divenire Morellino di Scansano DOCG 2009. Intanto spieghiamo cosa significa (tratto da   <a href="http://www.camcom.gov.it/cdc/id_pagina/26/id_tema/x/id_cp/56/id_ui/442/id_prov/x/id_ateco/x/t_p/Commissione-degustazione-vini.htm" target="_self">camcomgov.it</a> )</p>
<blockquote><p><img src="/DOCUME%7E1/paglia/LOCALS%7E1/Temp/moz-screenshot.jpg" alt="" /></p></blockquote>
<blockquote><p>I vini DOC, per essere commercializzati, devono essere sottoposti ad analisi chimico-fisica presso i Laboratori chimici autorizzati ed al successivo esame organolettico da parte della Commissione di degustazione istituita presso la Camera di commercio.</p></blockquote>
<p>continua</p>
<blockquote><p>I giudizi delle Commissione di Degustazione possono essere espressi, secondo la normativa vigente, con i seguenti termini: IDONEO, RIVEDIBILE e NON IDONEO.<br />
Il vino può ottenere l&#8217;attestato di idoneità se gli viene riconosciuto il possesso di tutte le caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche per essere immesso alla commercializzazione.<br />
Le Commissioni deputate alla degustazione dei vini a DOC sono composte da tecnici ed esperti degustatori che appartegono agli elenchi tenuti dalla CCIAA.</p></blockquote>
<p>In pratica, quando si vuole commercializzare un vino DOC o DOCG, prima dell&#8217;imbottigliamento si deve richiedere l&#8217;idoneita&#8217;.  Si fa una domanda alla CCIAA di appartenenza (Grosseto nel mio caso), si paga quello che c&#8217;e&#8217; da pagare (non poco),  un loro incaricato viene in azienda, prende dei campioni dalla vasca, li porta al laboratorio di analisi, e una volta stabilita la rispondenza chimic0 fisica al Disciplinare di Produzione (<a href="http://www.consorziomorellino.it/decreto%20docg.pdf" target="_self">in questo caso il Morellino di Scansano DOCG</a>) il vino va in commissione di assaggio.  Il <strong>primo giudizio e&#8217; quindi fattuale</strong>, ovvero analisi chimico fisiche con dei valori certi. Il giudizio della commissione di assaggio, che e&#8217; composta da esperti, che spesso sono enotecnici, sommelier, ecc., e&#8217; fatto alla cieca ed e&#8217; a maggioranza. Mi pare che la commissione sia composta da 5 esperti, che votano la IDONEITA&#8217;, quando il vino puo&#8217; essere imbottigliato con il nome della DOC/DOCG, la RIVEDIBILITA&#8217;, quando il vino ha dei difetti che possono essere corretti e che puo&#8217; dare luogo alla IDONEITA&#8217; se ripresentato entro 60 gg, e INIDONEITA&#8217;, quando i difetti sono tali da non renderlo idoneo. Un vino puo&#8217; essere fatto rivedibile solo una volta, la volta successiva viene fatto inidoneo, e quindi deve essere declassato a IGT o VT.</p>
<p>Noi facciamo almeno 20/30 approvazioni all&#8217;anno, ed e&#8217; gia&#8217; successo in passato qualche volta di avere un vino fatto rivedibile. Di solito questo succede a causa della non pulizia di un vino quando e&#8217; in vasca, con riduzioni che magari non sono apparenti al momento, ma lo divengono dopo essere stato spillato dalla vasca e messo in bottiglia per la commissione (il vino puo&#8217; rimanere in questo stato per alcuni giorni, prima dell&#8217;assaggio). In quel caso, per risolvere il problema si fa qualche travaso, il vino si pulisce, lo si ripresenta, e normalmente e&#8217; a posto. Era da almeno 3/4 anni che non ci succedeva, e n0n mi era mai successo per i seguenti motivi:</p>
<p><a href="http://poggioargentiera.com/files/2010/06/rivedibile1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1114" title="rivedibile" src="http://poggioargentiera.com/files/2010/06/rivedibile1.jpg" alt="" width="1007" height="112" /></a></p>
<p>Si da il caso che il Morellino di Scansano sia un vino fatto sopratutto (min. 85%) con <strong>Sangiovese</strong>, e si sa che questa uva e&#8217; spesso <strong>carente di colore</strong>. Si sa anche che vini di Sangiovese dai colori inchiostrati sono spesso vini dove la percentuale di altri vitigni &#8220;<em>migliorativi</em>&#8221; puo&#8217; essere piuttosto alta. Ho visto <strong>Morellini color nero pece</strong> passare indenni le commissioni CCIAA, quando invece forse dovrebbe essere il contrario. Per quanto riguarda il <strong>gusto e l&#8217;olfatto</strong>, questi sono i requisiti del Disciplinare Morellino di Scansano, talmente <strong>vaghi e generici </strong>che non si capisce come si possa definire una tipicita&#8217; a partire da essi, eppure questo vino che ho presentato e&#8217; stato riscontrata una &#8220;<strong>carenza di caratteri specific</strong>i&#8221;:</p>
<blockquote><p><strong>Colore:</strong> rosso rubino, tendente al granato con l&#8217;invecchiamento;<br />
<strong>Limpidezza</strong>: brillante;<br />
<strong>Odore:</strong> profumato, etereo, intenso, gradevole, fine;<br />
<strong>Sapore:</strong> asciutto, caldo, leggermente tannico;</p></blockquote>
<p>Ma la cosa piu&#8217; singolare di tutte e&#8217; questa: siccome abbiamo imparato dal passato a non rischiare di fare approvazioni di grandi quantita&#8217; tutte insieme, per non trovarsi bloccati nell&#8217;evenienza di risultati sfavorevoli, noi mandiamo in approvazione 100 Hl per volta, di un taglio complessivo di circa 1000 Hl.  Il taglio viene fatto all&#8217;inzio dell&#8217;anno per tutta la massa, che quindi risulta identica, e poi suddiviso in varie vasche.</p>
<p><strong>Questo vino, che ora e&#8217; stato giudicato rivedibile, e&#8217; gia&#8217; stato approvato altre TRE volte dalla varie commissioni della CCIAA di Grosseto nelle settimane passate. Ovvero, per le prime tre volte e&#8217; stato giudicato idoneo, e la quarta no.</strong></p>
<p>La faccenda e&#8217; piuttosto seria, e chiama in causa il<em> modus operandi</em> delle commissioni di assaggio, dove il <strong>fattore soggettivo</strong> sembra essere prevalente e dove la <strong>consistenza </strong>di giudizi sembra essere deficente. Al di la&#8217; dei giudizi di merito sul singolo vino, con la problematica del colore che sicuramente ci spinge alla creazione di vini che hanno un ideale Parkeriano, con quale spirito un produttore si affida a questi giudizi sui quali dipende il futuro della sua azienda. E&#8217; evidente che <strong>se non posso commercializzare il Morellino la mia azienda chiude</strong>. Come dovro&#8217; fare in futuro per presentare i vini, <strong>quale metro di giudizio devo pensare che sia giusto</strong>, quello dei primi tre o quello del quarto? <strong>Dovro&#8217; fare vini nero pece per farli passare come Morellino?</strong></p>
<p>Inoltre, e&#8217; giusto che nella commissione di assaggio siedano degli <strong>enotecnici che danno consulenza a delle aziende direttamente concorrenti </strong>alla mia? E&#8217; vero che il giudizio viene dato alla cieca, e non ho ragioni di dubitare che sia effettivamente cosi&#8217;, ma l&#8217;enotecnico sa per certo quando esiste la probabilita&#8217; che in commissione sia presente un vino delle aziende in cui lavora e quando invece e&#8217; certo che non vi sia (tutte le aziende si consultano con l&#8217;enotecnico prima di chiedere la campionatura).</p>
<p>Con tutti i problemi che oggi ci sono a fare e vendere vino, dobbiamo subire anche questo. Cosa faro&#8217;? Cerchero nella mia cantina, e sicuramente trovero&#8217;, una vasca di un altro taglio, che abbia della caratteristiche di colore piu&#8217; &#8220;sicure&#8221;, e faro&#8217; un nuovo taglio. Ma e&#8217; giusto questo?</p>
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		<title>Sulla (non) filtrazione dei vini</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 22:15:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpaolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[filtrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Sempre piu&#8217; spesso si vedono vini con l&#8217;etichetta &#8220;non filtrato&#8221;, o addirittura con una presenza visibile di depositi e sospensioni in bottiglia. Noi stessi facciamo il Bucce, Ansonica 100%, visibilmente non filtrato. Recentemente mi e&#8217; capitato di assaggiare, e apprezzare, un vino della Loira, un Vouvray Petillante naturale &#8220;La Dilettante&#8221; (Les Caves de Pyrene) con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre piu&#8217; spesso si vedono vini con l&#8217;etichetta &#8220;non filtrato&#8221;, o addirittura con una presenza visibile di depositi e sospensioni in bottiglia. Noi stessi facciamo il<a href="http://shop.poggioargentiera.com/schedaprodotto2.asp?idcat=1&amp;Id=19&amp;prov=shop" target="_self"> Bucce</a>, Ansonica 100%, visibilmente non filtrato. Recentemente mi e&#8217; capitato di assaggiare, e apprezzare, un vino della Loira, un Vouvray Petillante naturale &#8220;La Dilettante&#8221; (<a href="http://www.lescaves.co.uk" target="_self">Les Caves de Pyrene</a>) con almeno due dita di deposito. Un vino cosi&#8217; mi avrebbe preoccupato un po se fossi stato il produttore, almeno fino a qualche anno fa. Secondo alcuni sta accadendo al vino la stessa cosa che e&#8217; successa con i succhi di frutta, che prima erano completamente chiari e limpidi, ma adesso sono quasi tutti pieni di sostanze in sospensione e apprezzati dal pubblico in questa forma. Non so se sono pienamente convinto, pero&#8217; il vino in questione e&#8217; godibilissimo; il problema viene all&#8217;ultimo bicchiere, che e&#8217; veramente &#8220;denso&#8221;.</p>
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		<title>Tremonti vuol sopprimere l’ICE: evviva!</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 20:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpaolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Geremiadi]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[cossater]]></category>
		<category><![CDATA[enti inutili]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricevo una email dalla CGIL (a proposito, perche&#8217;?), che riporto qui di seguito integralmente, a proposito dell&#8217;intenzione del Ministro Tremonti di procedere alla cancellazione dell&#8217;ICE (Istituto per il Commercio Estero):
A TUTTE LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA, IMPRESE, ENTI INTERESSATI
NO ALLA SOPPRESSIONE DELL’ICE !!!
Roma, 25 maggio 2010 - Il piano dei tagli preparato dal Ministro Tremonti  prevede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricevo una email dalla CGIL (a proposito, perche&#8217;?), che riporto qui di seguito integralmente, a proposito dell&#8217;intenzione del Ministro Tremonti di procedere alla cancellazione dell&#8217;<a href="http://www.ice.gov.it/">ICE (Istituto per il Commercio Estero)</a>:</p>
<blockquote><p><strong>A TUTTE LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA, IMPRESE, ENTI INTERESSATI</strong></p>
<p><strong>NO ALLA SOPPRESSIONE DELL’ICE !!!</strong></p>
<p><strong>Roma, 25 maggio 2010 -</strong> Il piano dei tagli preparato dal Ministro Tremonti  prevede la soppressione di una serie di Enti, dai compiti più vari, tra i quali  l’Istituto nazionale per il Commercio Estero.</p>
<p>E’ del tutto fuorviante considerare l’ICE una struttura inutile da eliminare. Alcuni dati possono dimostrare che l’ICE svolge,  invece, una funzione fondamentale per l’internazionalizzazione delle imprese e  per la promozione del “Made in Italy”.</p>
<p>Infatti l’ICE:</p>
<p>a)      esiste dal 1926 e possiede una storia, una tradizione, una cultura e competenze  nel campo del commercio internazionale uniche in Italia;</p>
<p>b)      è considerato un modello di eccellenza a  livello europeo, in un confronto che annualmente avviene in sede ETPO, European  Trade Promotion Organisation;</p>
<p>c)      presidia tutti i principali mercati esteri con una rete specializzata di 115  uffici in 86 paesi del mondo, attraverso la quale raccoglie informazioni  qualificate e rilevanti in campo economico e commerciale;</p>
<p>d)      realizza annualmente le iniziative previste dal Piano Promozionale italiano,  dagli Accordi di Programma con tutte le Regioni italiane e dagli Accordi di  settore con le maggiori associazioni di categoria. L’anno scorso le azioni  organizzate sono state 759 in 70 mercati per 90 settori merceologici ed hanno visto la partecipazione di 13.273  imprese italiane e 17.829 operatori esteri;</p>
<p>e)      nel 2009 ha erogato 22.585 servizi reali per l’internazionalizzazione alle  Piccole e Medie Imprese;</p>
<p>f)        svolge un’attività di formazione specializzata in commercio estero rivolta ad aziende, laureati italiani e manager esteri erogando  oltre 25.000 ore di docenza all’anno;</p>
<p>g)      è tra i pochissimi enti pubblici a carattere nazionale che ha ricevuto,  fin dal 2003, la certificazione di qualità a norma ISO 9001, attestandosi sui  livelli più alti di correttezza procedurale, di trasparenza e di efficacia nei confronti dei propri clienti. Il riconoscimento e l’attestato di qualità  è avvenuto da parte dei due certificatori mondiali più qualificati e  prestigiosi, la Bureau Veritas prima e la SGS oggi.</p>
<p>h)      ha registrato un’elevata soddisfazione da parte dei suoi clienti, misurata  sulla base di appositi questionari di valutazione, pari a un coefficiente di  4,27 su una scala da 1 a 5;</p>
<p>i)        ha adottato un sistema di contabilità direzionale prima di ogni altro ente pubblico  nazionale, a partire dalla fine degli anni ’80;</p>
<p>A fronte di questa vasta ed articolata attività, l’ICE ha saputo ridurre negli ultimi anni i propri costi di funzionamento. Gli stanziamenti previsti nelle tabelle “C” delle diverse finanziarie sono  passati da 103 milioni di € nel 2005 agli attuali 83 milioni, con una riduzione  della spesa pari a quasi il 20% in cinque anni. <strong>Il contrario di una  struttura inefficiente!</strong></p>
<p>Questi dati acquistano ancor maggiore rilevanza se si considera che l’Italia è il settimo esportatore assoluto di merci e  l’ottavo di servizi commerciali e che i rapporti con l’estero rappresentano per il  nostro Paese una componente fondamentale dell’economia. Anzi, e’ da ritenere  che, come molti economisti sostengono, la ripresa italiana sarà trainata proprio  dalle esportazioni.</p>
<p>Disinvestire in questo settore non significa, dunque, solo disperdere il patrimonio di professionalità e di esperienze che l’ICE  detiene, ma arrecare un danno all’economia, sottraendo risorse ad un settore  strategico per la ripresa.</p>
<p><strong>A riprova di ciò, può dirsi che tra i Paesi maggiori concorrenti dell’Italia, nessuno, pur adottando dure misure restrittive  della spesa pubblica, ha abolito l’ente di promozione del proprio sistema  paese. Perche’ dovrebbe farlo l’Italia che più di altri dipende dalle  esportazioni di prodotti, servizi e tecnologie?</strong></p>
<p>D’altra parte, la soluzione adottata nella bozza del Decreto Legge “Tremonti”  di sopprimere l’ICE e di smembrarne le attività tra il  Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero degli Affari  Esteri, pregiudica gravemente l’efficacia della strategia di promozione del  “made in Italy”.</p>
<p>Semmai, la razionalizzazione del comparto dovrebbe puntare ad unificare e non a dividere i centri operativi per innescare utili  sinergie e rafforzare il sistema Italia.</p>
<p>Tra l’altro, il Parlamento ha già delegato il Governo, con Legge n. 99 del 23 luglio 2009 recante “disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, a riformare l’intero comparto, ragion per cui appare doppiamente  incongruente che si rinunci a realizzare un grande riassetto di sistema e si decida  frettolosamente la soppressione di un Istituto come l’ICE che rappresenta con le sue  funzioni le possibilità di sviluppo e di crescita della nostra economia.</p>
<p>Inoltre, la soppressione comporterebbe delicati problemi giuridici derivanti dalla difficoltà di armonizzare l’attività attuale  dell’ICE con le regole amministrative e contabili vigenti nei Ministeri dove si  vorrebbe diluire il suo personale e le sue strutture.</p>
<p>In questi casi, la fretta è cattiva consigliera. Molto meglio procedere ad una riorganizzazione generale del comparto, peraltro  già prevista e che, secondo dichiarazioni governative, potrebbe realizzarsi  entro l’anno. Quella sarà la sede giusta per operare con giudizio, eliminando duplicazioni ed evitando sprechi.</p>
<p>Tra l’altro, l’abolizione dell’ICE comporterebbe gravi conseguenze per il personale di importanti società partecipate e non comporterebbe risparmi significativi, poiché le strutture e il personale dovrebbero passare “in toto” al Ministero degli Affari Esteri e/o al  Ministero dello Sviluppo Economico. A meno che non si pensi di smantellare l’unica  vera rete di promozione commerciale che l’Italia oggi possiede!</p></blockquote>
<p>Fine della email.</p>
<p>Io non so che opinione o che rapporti abbiate avuto voi con l&#8217;ICE, ma da parte mia non posso che plaudire a questa iniziativa, che porta alla cancellazione di un Ente che non ho mai avuto il piacere di trovare utile in quasi 14 anni di attivita&#8217; di esportatore di vini. Non solo io per altro, basta chiedere a chiunque si occupa di vino in paesi esteri, italiani e non, e avrete sempre lo stesso quadro: un ente elefantiaco, mai al passo con i tempi, che organizza eventi in malo modo, spesso inutili e con gran dispendio di risorse pubbliche. Ogni volta che il sottoscritto ha provato ad avvalersi dei servizi di questo ente ha trovato un vero e proprio muro di gomma, risposte assenti e addirittura lettere di protesta dell&#8217;ente per aver io, cittadino e contribuente, osato protestare di questi disservizi sul mio blog.</p>
<p>Qui di seguito ci sono le varie puntate della storia mia con l&#8221;ICE: <a href="http://poggioargentiera.com/blog/2008/06/23/lice-che-dice-boh/">uno</a>, <a href="http://poggioargentiera.com/blog/2008/07/18/608/">due</a>, <a href="http://poggioargentiera.com/blog/2008/07/01/la-stampa-rilancia-il-blog/">tre</a>,<a href="http://poggioargentiera.com/blog/2009/06/05/lice-non-legge-i-blogs-ma-a-volte/"> quattro</a></p>
<p>L&#8217;unica esperienza positiva l&#8217;ho vissuta recentemente, al Festival Internazionale di Giornalismo di Perugia, dove ho partecipato ad una conferenza sui nuovi media e l&#8217;agroalimentare organizzata dall&#8217;<a href="http://www.ijf10.org/wp-content/uploads/2010/03/ICE.pdf">ICE di Perugia</a> in collaborazione con <a href="http://www.aroundtheworldin140days.com/">Media140</a> (grazie a <a href="http://www.enoicheillusioni.com/">Jacopo Cossater</a>), e ho avuto modo di scambiare due chiacchere con il suo direttore, Massimiliano Tremiterra, che mi e&#8217; sembrata una persona aperta e intelligente. Speo che possa trovare una collocazione adeguata se l&#8217;ICE scompare, ma non basta a farmi cambiare idea. Bravo Tremonti (non pensavo che l&#8217;avrei mai detto).</p>
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		<title>not looking up down under</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 09:19:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpaolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[English Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Lots of thanks to the Cambridge Food and Wine Society for having us on Saturday – I love finding these little groups of wine enthusiasts all over the country. Like many clubs of all interests, there comes a point when new blood is needed to keep the whole thing tickety-boo. Anyone interested in wine (and [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lots of thanks to the Cambridge Food and Wine Society for having us on Saturday – I love finding these little groups of wine enthusiasts all over the country. Like many clubs of all interests, there comes a point when new blood is needed to keep the whole thing tickety-boo. Anyone interested in wine (and food) in the Cambridge area should contact chairman Steve Vincent at www. cambridgefoodandwinesociety.org.uk .</p>
<p>Trouble at vineyard in Australia, as the stampede to open hundreds of wineries in the 80s, when the capacity was already cooked, has come home to roost in a bevvy of mixed metaphors. Oz has arrived at the point of unsustainability and those wineries not built on huge marketing spend but on a kangaroo lable and an Aborigine-sounding name, are drubbing up vines like fury. Livings must be made. When you consider that Sicily produces more wine than the whole of Australia, you begin to understand just how darned good the Aussies have been at creating their New World brand (and how bad the Sicilians have been), but that marketing is no substitute for logistical economics.</p>
<p>And so, just as the French ended up swimming in their own wine lake, the Australians have been doing some back stroke of their own – ironic that they should have followed the French to the bitter end.</p>
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		<title>MaremmaWineShire: come la vorreste?</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 13:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpaolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Promozione]]></category>
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		<category><![CDATA[fiera]]></category>
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		<description><![CDATA[
Si è svolta a Grosseto la prima edizione di Maremma Wine Shire, la prima fiera interamente dedicata al vino in Maremma. Un po&#8217; di scetticismo mi ha pervaso, almeno inzialmente, perche&#8217; di solito queste prime edizioni sono sempre costellate da problemi, disorganizzazione, approssimazione, ecc., pero&#8217; avevo scelto di partecipare perchè mi sembrava almeno obbligatorio dargli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Luca Maroni" src="http://www.chronica.it/public/uploads/2009/07/luca_maroni.jpg" alt="" width="266" height="398" /></p>
<p>Si è svolta a Grosseto la prima edizione di<a href="http://maremmawineshire.wordpress.com/" target="_blank"> Maremma Wine Shir</a>e, la prima fiera interamente dedicata al vino in Maremma. Un po&#8217; di scetticismo mi ha pervaso, almeno inzialmente, perche&#8217; di solito queste prime edizioni sono sempre costellate da problemi, disorganizzazione, approssimazione, ecc., pero&#8217; avevo scelto di partecipare perchè mi sembrava almeno obbligatorio dargli una chance.</p>
<p>Com&#8217;e&#8217; andata? Bene direi, piuttosto bene. Proviamo pero&#8217; a fare un PROs vs CONs, inziando dai contro.</p>
<p><strong>CONs</strong></p>
<p>c&#8217;e&#8217; un blog, e&#8217; vero, pero&#8217; sembra che ci sia perche&#8217; a qualcuno è stato detto che era trend averlo, poi pero&#8217; la cosa è un po&#8217; morta li&#8217;. E&#8217; vero che ci sono delle foto, pero&#8217; a parte il primo post di commento non ci sono state piu&#8217; notizie, articoli, nulla.<a href="http://maremmawineshire.wordpress.com/2010/03/30/hello-world/#comments" target="_blank"> Il primo post ha due commenti</a>, ed il<strong> primo</strong> è il classico WordPress &#8220;<em>Hi, this is a comment. To delete a comment, just log in, and view the  posts’ comments, there you will have the option to edit or delete them.</em>&#8220;, mentre il <strong>secondo</strong> è un commento genuino, al quale nessuno ha dato risposta. Forse è meglio spiegare che se si da la possibilità di commentare, forse poi qualcuno lo farà, e allora sarebbe meglio rispondergli, no?</p>
<p>Sul blog c&#8217;e&#8217; una <strong>mappa di Google</strong>. Bene ho pensato, mentre stavo spiegando a due inglesi come arrivare alla fiera. Ero al telefono con loro quando gli ho detto di dare un occhiata alla pagina in questione, quando poi mi sono accorto che la pagina in questione manda a <a href="http://maps.google.it/maps/mm?hl=it&amp;gl=it&amp;ie=UTF8&amp;view=map" target="_blank">questa mappa di Google</a>. Un po&#8217; generica, vero?</p>
<p><strong>La data</strong>. E&#8217; appena passato il Vinitaly da un mese, c&#8217;e&#8217; ancora voglia di andare ad una fiera a Maggio? Non sarebbe meglio farla in autunno, magari ad Ottobre dove i vini sono finalmente pronti, tutto è piu&#8217; tranquillo, non ci sono altri eventi significativi in giro? Parlando con l&#8217;organizzatore, il Presidente della<a href="http://www.gr.camcom.it/index.php?ID0=1" target="_blank"> Camera di Commercio di Grosseto</a> Lamioni, ad onor del vero c&#8217;e&#8217; un argomento a sostegno. Dice lui: voglio usare questa fiera per &#8220;vendere&#8221; la Maremma, e a Maggio si presenta meglio che ad Ottobre. Ragionamento valido, ma preferirei sempre l&#8217;autunno, che da noi è bello lo stesso ed ha i vantaggi che ho descritto.</p>
<p><strong>Il conduttore.</strong> E anche consulente principale: <strong><a href="http://www.lucamaroni.com/" target="_blank">Luca Maroni</a>.</strong> Mi dispiace ma non mi è piaciuto lui, cosi&#8217; come non mi piace la sua idea di vino, che mi sembra vecchia, retaggio degli anni 90, dove i vini erano t<em>utto n&#8217;frutto e tutta ciccia e legno</em>. A parte che, almeno nell&#8217;occasione della degustazione guidata alla quale ho partecipato, si è mostrato impreparato ed ha infilato una notevole serie di imprecisioni, alcune anche veramente grossolona (a proposito di un Morelllino: &#8220;è un Montecucco, che è una sottozona del Monteregio&#8221;, oppure, &#8220;è un Morellino&#8221;, ed invece era un Montecucco, prezzi sbagliati, descrizioni aziendali imprecise, ecc), dovendo scegliere un consulente (ma perche&#8217; poi?), avreste scelto lui?</p>
<p><a href="http://www.cantinadelmorellino.it/2010/05/18/lettera-aperta-al-dr-giovanni-lamioni-presidente-della-camera-di-commercio-di-grosseto/" target="_blank">Qualcuno si è anche arrabbiato</a> perche&#8217; i vini scelti sono per le degustazioni guidate non sono stati scelti a sorteggio (bella idea, cosi&#8217; si fa), ma da Maroni. Il mio vino è stato scelto, ma la mie critiche sono sul merito, piuttosto che sul metodo, indipendentemente da quali vini fossero presenti, se no che vuol dire, che se un certo vino c&#8217;e&#8217; la cosa è fatta bene, e se non c&#8217;e&#8217; no? Mah, fate vobis.</p>
<p><strong>PROs</strong></p>
<p><strong>C&#8217;e&#8217; bisogno di una manifestazione per i vini della Maremma? </strong>Secondo me si. Ormai la provincia di Grosseto rappresenta la terza provincia della Toscana in termini di vigneti, dopo Siena e Firenze, con oltre 9000 ha di vigneto su circa 60.000 totali; ha una DOCG come il Morellino e molte altre DOC, una bella fetta dell&#8217;economia di questa provincia, che ha poche altre risorse oltre al turismo, è rappresentata dall&#8217;agricoltura.</p>
<p><strong>Organizzazione e luogo.</strong> Bene, anzi molto bene. La nuova area espositiva della Fiera di Grosseto è ampia e moderna (un po&#8217; poco comprensibile la segnaletica della viabilità e parcheggi), gli allestimenti erano semplici e ben fatti. Tanta gente, forse anche perche&#8217; il tempo era brutto, è venuta a visitare e tante piccole aziende, che di solito non fanno il Vinitaly, erano presenti (la prima edizione era gratis) ed io stesso non ho potuto assaggiare tutto quello che volevo (ben oltre 170 aziende presenti).</p>
<p>Insomma, qualcosa da cambiare ci sarebbe, pero&#8217; <strong>onore al merito</strong> per aver tentato, con risultati apprezzabili, di passare dalle parole ai fatti. Voto 7 e mezzo.</p>
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		<title>evoluzione del gusto del vino</title>
		<link>http://poggioargentiera.com/blog/2010/05/12/evoluzione-del-gusto-del-vino/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 22:04:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpaolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione del gisto]]></category>
		<category><![CDATA[intravino]]></category>
		<category><![CDATA[vini naturali]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla fine e&#8217; venuto fuori un post molto interessante, con commenti misurati e di buon senso, come l&#8217;ultimo di Pagliardi e di Macchi. Sto parlando del post di Intravino sui vini naturali e l&#8217;evoluzione del gusto.
Come produttore di vino posso testimoniare che l&#8217;evoluzione del gusto non appartiene solo al pubblico ma anche e sopratutto a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine e&#8217; venuto fuori un<a href="http://www.intravino.com/vino/andrea-scanzi-e-il-vino-naturale-come-evoluzione-del-gustoi-sono-unevoluzione-naturale-del-gusto/" target="_blank"> post molto interessante</a>, con commenti misurati e di buon senso, come l&#8217;ultimo di <a href="http://www.intravino.com/vino/andrea-scanzi-e-il-vino-naturale-come-evoluzione-del-gustoi-sono-unevoluzione-naturale-del-gusto/#comment-10726" target="_blank">Pagliardi</a> e di <a href="http://www.intravino.com/vino/andrea-scanzi-e-il-vino-naturale-come-evoluzione-del-gustoi-sono-unevoluzione-naturale-del-gusto/#comment-10777" target="_blank">Macchi</a>. Sto parlando del post di <a href="http://www.intravino.com/" target="_blank">Intravino</a> sui <strong>vini naturali e l&#8217;evoluzione del gusto</strong>.<br />
Come produttore di vino posso testimoniare che l&#8217;evoluzione del gusto non appartiene solo al pubblico ma anche e sopratutto a chi fa il vino. I vini che facevo prima credo che non li rifarei oggi e quelli che faccio oggi probabilmente non faro&#8217; domani. Non si prenda questo come un seguire le mode, piuttosto come il cercare una strada propria. Del resto vi sono pochissime zone in Italia dove la tradizione e&#8217; tale da poter almeno avere il privilegio di decidere se seguirla o meno, nella maggior parte c&#8217;e&#8217; una carta bianca, oppure appena scritta.<br />
Anche io, come molti, sono stato soggetto alle mode anche involontariamente: semplicemente, quelli erano i vini che pensavo essere buoni in quel momento storico.<br />
Poi il tempo passa, si conosce di piu&#8217;, sia assaggia,  per fortuna, da tutto il mondo, ed ecco farsi strada una idea diversa. Ma come evitare di uscire da una moda per ficcarsi dentro un&#8217;altra, come giustamente paventa Macchi?<br />
Io mi sono dato un vademecum che ho gia&#8217; iniziato a seguire:<br />
1. smetterla di ascoltare gli altri.<br />
2. non avere paura della stampa.<br />
3. fare vini che ti piacciono, e sopratutto, che hai veramente piacere di bere. E con bere intendo non il degustare, ma il bere, a tavola, con gli amici. Vini che ti invitano a ribere.</p>
<p>Sembra poco, ma non lo e&#8217;.</p>
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		<title>Anteprima a Lucca</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 21:41:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpaolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[capatosta]]></category>

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		<description><![CDATA[da domani Sabato 8 a Lunedi 10 si svolge a Lucca la nona edizione di Anteprima, a cura dell&#8217;Associazione Grandi Cru della Costa Toscana (ormai il nome e quello, quindi non fate ironie, please).
In che consiste? In partenza era un po&#8217; la stessa cosa che si fa a Bordeaux per le anteprime, ovvero si presenta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da domani Sabato 8 a Lunedi 10 si svolge a Lucca la nona edizione di <strong>Anteprima</strong>, a cura dell&#8217;<strong>Associazione Grandi Cru della Costa Toscana </strong>(ormai il nome e quello, quindi non fate ironie, please).</p>
<p>In che consiste? In partenza era un po&#8217; la stessa cosa che si fa a Bordeaux per le anteprime, ovvero si presenta il vino dell&#8217;ultima vendemmia per una valutazione della vendemmia stessa e delle potenzialita&#8217; per quando poi sara&#8217; messo in commercio, di solito dopo due anni. Quest&#8217;anno quindi si assaggia il 2009. Niente pretese di vendita in anteprima, non funziona in Italia, ma comunque sempre un formato interessante.</p>
<p>Con gli anni la manifestazione e&#8217; cresciuta, e si e&#8217; arricchita. Intanto prima era solo per la stampa e gli operatori, ed ora e&#8217; anche aperta al pubblico, anche se in &#8220;parallelo&#8221;, nel senso che la stampa ha delle modalita&#8217; di degustazione adeguate (tavoli, alla cieca, ecc.). Poi si e&#8217; arricchita di laboratori, con relatori di spessore, e altre iniziative. Trovate tutto qui: <a href="http://www.grandicru.it/"><strong>http://www.grandicru.it</strong></a></p>
<p>Purtroppo non ci saro&#8217;, e me ne dispiaccio. Pero&#8217; quest&#8217;anno presentiamo un <strong>Capatosta</strong> totalmente rivoluzionario, almeno per lo stile che ha avuto fino ad oggi, per cui veramente vorrei vedere e sapere le reazioni. Se qualcuno ci va e vuole riportarle qui, come sempre siamo aperti a lodi e critiche nella massima trasparenza, mi fara&#8217; un bel piacere.</p>
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