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    <title>PressBarriere - Progetto Lettura Agevolata</title>
    <link>http://www2.comune.venezia.it/letturagevolata/</link>
    <description>Gli ultimi articoli inviati da PressBarriere, la rassegna stampa sulle barriere architettoniche. L'archivio completo � disponibile all'indirizzo http://www2.comune.venezia.it/letturagevolata/newsletter/</description>
    <language>it</language>

    <item>
      <title><![CDATA[ Una barriera architettonica, un vincolo estetico e, infine un danno erariale...]]></title>
      <link>http://www2.comune.venezia.it/letturagevolata/vai.asp?numero=17572</link>
      <description><![CDATA[ [da <span style='color:#B80607;font-weight:bold'>La Nazione</span> del <span style='font-weight:bold'>29-01-2009</span>]<br/><br/>FIRENZE. Una barriera architettonica, un vincolo estetico e, infine, un danno erariale di quasi 100 mila euro. Una delle complicate questioni delle baracchine di viale Italia ha raggiunto l'aula della Corte conti. Il procuratore regionale Claudio Galtieri ha chiesto alla magistratura contabile che l'ex dirigente dell'unit� organizzativa qualificazione urbana, architetto Alberto Pacciardi, e il direttore dei lavori, architetto Toroldo Di Francia, rimborsino il Comune di Livorno con 99 mila euro. La cifra equivale all'acquisto di 6 ascensori, che dovevano essere installati negli chalet e che poi non sono stati mai montati e che ora giacciono in un magazzino comunale. Nell'udienza di ieri � stata ripercorsa tutta la storia, che parte nel 1998, con l'affidamento all'architetto Di Francia dell'incarico di costruzione delle baracchine. Il progetto definitivo viene presentato nel 1999 e corredato di autorizzazione paesaggistica. Un anno pi� tardi, in seguito alla richiesta delle associazioni di disabili, sono inseriti nel progetto 6 ascensori, per permettere ai portatori di handicap di raggiungere le terrazze. I due architetti inseriscono una variante e ordinano l'acquisto e l'installazione degli elevatori senza attendere un'altra autorizzazione. Il nulla osta della Soprintendenza ai beni ambientali viene negato e gli ascensori rimangono inutilizzati. L'autorizzazione arriva pi� tardi, ma solo per la met� degli ascensori e con un aumento di costo notevole. Da qui l'accusa della procura contabile. Il danno � stato diviso in un 70% a carico dell'ex dirigente comunale, e nel 30% a carico del direttore dei lavori. Il difensore dell'architetto Pacciardi, avvocato Paolo Carrozza, ha chiesto che la responsabilit� fosse ripartita anche con il successore del suo assistito e ha ricordato il suo intervento incisivo nella trattativa con la Soprintendenza, per spuntare almeno l'installazione di tre ascensori. L'avvocato Berlizzi, legale di Di Francia, ha sottolineato che il proprio cliente non aveva l'obbligo n� di chiedere n� di controllare l'autorizzazione e ha concluso ricordando che l'iter di progettazione, criticato dalla Procura, sarebbe stato, pi� che frutto di irresponsabilit�, conseguenza di una lunga e complicata concertazione con i gestori delle baracchine e con le associazioni dei disabili. <br/>
<br/>
Laura Tabegna <br/>
]]></description>
       <pubDate>01/29/2009</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title><![CDATA[ Barriere architettoniche in campo il �referente�]]></title>
      <link>http://www2.comune.venezia.it/letturagevolata/vai.asp?numero=17569</link>
      <description><![CDATA[ [da <span style='color:#B80607;font-weight:bold'>Bresciaoggi</span> del <span style='font-weight:bold'>29-01-2009</span>]<br/><br/>Il Comune dichiara guerra alla burocrazia creando una figura per coordinare i vari assessorati<br/>
<br/>
di Michela Bono<br/>
<br/>
BRESCIA. Gradini, dislivelli, buchi nel terreno, scale. Incubi per chi ogni giorno deve fare i conti con una vita resa difficile dalla disabilit�. Se prima l'intervento del Comune richiedeva tempi lunghi a causa della necessit� di mettere d'accordo troppi ambiti amministrativi, a breve la burocrazia verr� snellita. Quello che oggi rimane un auspicio sulla carta, domani potrebbe essere reale grazie alla neonata figura di referente, che si far� carico di coordinare i vari assessorati per gestire l'irrisolto problema delle �barriere architettoniche�.<br/>
Il compito � stato affidato alla giovane consigliera comunale Mariachiara Fornasari, che affiancher� l'assessore Paola Vilardi nel programma di rimozione degli ostacoli alla mobilit� cittadina. Brescia � tra le poche citt� ad avere un ufficio dedicato e quanto iniziato dalle precedenti giunte verr� ampliato; gi� da quest'anno, verranno stanziati 550mila euro per tre progetti specifici: l'adeguamento degli edifici, la sistemazione delle fermate dei bus e dei collegamenti pedonali circostanti, e l'istituzione dello sportello �S.o.s. barriere�, al quale si potranno segnalare ostacoli da rimuovere, anche in casi particolari di sopraggiunta disabilit�. E' previsto anche un impegno di 820mila euro per intervenire sulle scuole materne e di 500mila euro per le elementari. �Proseguir� l'impegno indicato nel Peba 1 e 2 (piano eliminazione barriere architettoniche) attraverso i lavori di manutenzione dei settori tecnici del Comune - ha spiegato Paola Vilardi - e del Pau ( piano accessibilit� urbana) nel miglioramento dei collegamenti tra le aree critiche e le fermate del metrobus�. Come ha specificato la Vilardi per�, la rimozione delle barriere non � sempre possibile per i vincoli dettati dalla Soprintendenza e l'assessore ha annunciato che desidera incontrare il soprintendente per capire come affrontare situazioni in cui � necessario mediare tra le necessit� pratiche del cittadino e gli obblighi per la tutela di zone di pregio. <br/>
<br/>
I PRIMI INTERVENTI programmati prevedono la costruzione di un ascensore tra piazza Vittoria e il parcheggio sottostante e lo sportello S.o.s. barriere. �Non solo - ha fatto presente la consigliera Fornasari -, inizieremo a breve la mappatura di tutte le fermate e dei mezzi pubblici; inoltre abbiamo gi� istituito un gruppo di lavoro nella Commissione pari opportunit� e una collaborazione con la Consulta per la vita sociale�. Rimane aperta la questione dell'ascensore in stazione per il quale l'assessore Vilardi ha annunciato di voler risolvere i problemi fin'ora riscontrati con le ferrovie dello Stato. �Vogliamo che tutti i progettisti inizino a pensare alla citt� del domani - ha sottolineato -: loro sono i primi a dover affrontare i limiti di una societ� che cambia, nella quale la vita media si � allungata e sono sempre di pi� gli anziani che fanno fatica a spostarsi oppure le vittime di incidenti che devono affondare periodi di disabilit�. <br/>
Per capire quali siano le priorit� di intervento, l'assessore auspica la presenza di un disabile all'interno della commissione perch� possa portare una testimonianza diretta, com'era in passato. Un altro nodo sul quale il comune dovr� mantenere alta l'attenzione � la progettazione della metropolitana in modo che tutti possano utilizzarla senza difficolt�: �La totalit� dei cittadini, compresi i disabili motori, visivi e uditivi dovranno potervi accedere - ha continuato Vilardi -. Sono contenta che il presidente di Brescia Mobilit� Ettore Fermi abbia manifestato la massima disponibilit� a che tutto venga progettato nel migliore dei modi, pur in ottemperanza delle regole vigenti in materia di sicurezza. Dopo l'11 settembre, le norme prevedono restrizioni che penalizzano chi � affetto da disabilit�.<br/>
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       <pubDate>01/29/2009</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title><![CDATA[ Design for All]]></title>
      <link>http://www2.comune.venezia.it/letturagevolata/vai.asp?numero=17567</link>
      <description><![CDATA[ [da <span style='color:#B80607;font-weight:bold'>Exibart.com</span> del <span style='font-weight:bold'>29-01-2009</span>]<br/><br/>Il Design Center di Bologna ha organizzato una conferenza per capire come un design ben progettato possa eliminare le diversit� umane. Perch� Good design enables, bad design disabile...<br/>
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Il Design Center di Bologna, fondato a maggio 2008, ha dedicato la sua seconda conferenza internazionale Imagine iT a un tema molto importante: l'accessibilit� nel campo della progettazione di design.<br/>
Il 28 e 29 novembre 2008 si sono alternati, nell'aula magna dell'accademia di Belle Arti di Bologna, oltre venti relatori internazionali fra progettisti, grafici, designer ed esperti, per confrontarsi su un tema comune: come si possa, oggi, progettare per tutti. Ogni singolo intervento, seppur completamente differente, viene letto come un'unica grande riflessione sulla frase di Paul Hogan: �Good design enables, bad design disabile�.<br/>
Se un �cattivo� design, mal pensato e progettato, discrimina determinate categorie di persone, un buon design pu� riabilitare. Ma prima di ripercorrere il filo conduttore dell'intero convegno bisogna correggere la concezione generale che attribuisce il concetto di disabile semplicemente alla disabilit� motoria.<br/>
Rendere un prodotto accessibile a tutti non deve far pensare soltanto ai disabili, ma a tutte le differenze che contraddistinguono le persone: etnia, religione, taglia, et�, stili di vita, orientamento politico e sessuale. Solo considerando tutte queste diversit� si pu� serenamente affermare di fare una progettazione �for all�.<br/>
Lo Eidd - Istituto Europeo per il Design e la Disabilit�, fondato nel 1993, si pone come obiettivo quello di migliorare la vita delle persone, applicando appunto il design for all, ovvero il design per la diversit� umana e, nel 2004, a Stoccolma, ha proclamato anche una dichiarazione in proposito.<br/>
La piattaforma parallela di ricerca in Italia � lo Iidd - Design For All Italia, che dimostra, con una campagna pubblicitaria di sensibilizzazione, come l'utente medio per cui progettare non esiste, e al suo posto esistono invece molte diversit�. Una volta appreso che la diversit� � una condizione base, l'accessibilit� non deve pi� essere vista come un obiettivo da raggiungere: deve essere un diritto. � impensabile che ci siano ancore categorie di persone discriminate dalla progettazione. Design for all ha come obiettivo l'innovazione dell'accessibilit�, ovvero come garantirla e migliorarla.<br/>
Seguendo le esperienze e gli esempi dei relatori, si � compreso quanto sia ampio il concetto di accessibilit�: dall'accessibilit� informatica, come dei semplici linguaggi di progettazione possano semplificare il web, all'accessibilit� del packaging, come confezioni di alimenti d'uso comune debbano essere facilmente apribili anche da persone anziane, alla segnaletica accessibile in stati di agitazione o malessere, come l'uso dei colori per le indicazioni negli ospedali, alle barche accessibili ai disabili motori, agli spazi di gioco pensati per le necessit� dei bambini, all'accessibilit� nel way finding in una citt� straniera, come una labirintica Medina. <br/>
Proprio quando si pensava che pi� declinazioni del termine non si potrebbero trovare, si � parlato di accessibilit� economica, con Giulio Iacchetti e il progetto della Coop, un tipo di design che tutte le persone si possono permettere. E poi ancora di accessibilit� alla comunicazione e alla legalit�, con Cinzia Ferrara che ha illustrato �Pizzino�, una rivista satirica di lotta alla mafia, e cos� si � scoperto con piacere che un design accessibile pu� anche voler dire accessibilit� democratica. Perch� la progettazione pu� e deve servire all'inclusione sociale.<br/>
<br/>
Valia Barriello<br/>
<br/>
Info: <br/>
Accademia di Belle Arti di Bologna - Design Center, <br/>
tel. +39 051.42 26 417; <br/>
d.pretto@design-center.it<br/>
]]></description>
       <pubDate>01/29/2009</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title><![CDATA[ Camminare alla velocit� del pensiero?<br/>
]]></title>
      <link>http://www2.comune.venezia.it/letturagevolata/vai.asp?numero=17566</link>
      <description><![CDATA[ [da <span style='color:#B80607;font-weight:bold'>SuperAbile.it</span> del <span style='font-weight:bold'>29-01-2009</span>]<br/><br/>di Gianluca Nicoletti <br/>
 <br/>
Ecco cari miei, vi stupivate delle emozionanti protesi che movimentano il Grande Fratello e qualcuno ha pronta per noi la carrozzina cerebroguidata. Altro che reality show qui siamo nell'avverarsi di ogni profezia cyperpunk. Vai dove ti porta il cuore... Ma � la mente che guida e tu sei il passeggero. Un bell'arzigogolo a pensarci su, anzi se gi� abbiamo il sedere sulla fantastica carrozzina non pensiamoci troppo senn� quella parte!!!<br/>
Ricordo che qualcuno di voi qualche settimana fa ha sottolineato quel mio azzardo di dire che la diversit� � una rampa di lancio verso il futuro. Immaginate che il normodotato ancora ha il problema di doversi controllare negli eccessi alcolici quando guida un'autovettura, mentre sarebbe incensurabile se pensa troppo quando pilota questo mezzo.<br/>
Giochiamo un po' cos� mi spiego meglio: la carrozzina si pilota attraverso l'attivit� elettrica dei neuroni che viene tradotta in comandi guardando in un monitor, dove � raffigurata la mappa del percorso. E' chiaro che gli inventori del Politecnico di Milano avranno pensato a ogni possibile sistema di sicurezza, ma mi piace tanto immaginare che siano le idee che saltellano di sinapsi in sinapsi a decidere da che parte andare.<br/>
Ancor pi� mi piace che una persona possa sognare di andare in un posto e la carrozzina pian piano ce lo porta. E' una mia fantasia non vogliatemene, ma qui non faccio le prove su strada delle carrozzine motorizzate, qui vorrei mettere in fila pensieri che mi confermino che ogni protesi oggi non sia altro che "l'utensile di cui un umano si dota per riuscire ad andare oltre...". Anche questo l'avevo scritto il primo mio giorno qui, ma oggi ne ho vertiginosa conferma.<br/>
Nessun mezzo di trasporto costruito da un umano pu� andare pi� veloce della sua mente, ma questa cervellotica carrozzina costringe l'uomo a controllare i propri pensieri, altrimenti rischia di andare fuori strada. Volete mettere? Quanti libri e quanti sermoni non erano ancora riusciti a convincerci quanto fosse salutare pensar bene per andar lontano?<br/>
]]></description>
       <pubDate>01/29/2009</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title><![CDATA[ Ascensori e barriere architettoniche]]></title>
      <link>http://www2.comune.venezia.it/letturagevolata/vai.asp?numero=17565</link>
      <description><![CDATA[ [da <span style='color:#B80607;font-weight:bold'>LavoriPubblici.it</span> del <span style='font-weight:bold'>29-01-2009</span>]<br/><br/>Si terr� a Roma il prossimo 28 aprile il corso di formazione dal titolo Ascensori e barriere architettoniche: disposizioni nazionali ed europee organizzato dal centro di formazione dell'UNI .<br/>
<br/>
Presentazione<br/>
I mezzi servoassistiti per affrontare e risolvere il problema dell'accesso dei disabili ai piani superiori di un edificio, oggi ben noti e diffusamente utilizzati, sono gli ascensori, le piattaforme elevatrici e i servoscala.<br/>
I decreti 236/89 e 503/96 stabiliscono i criteri di progettazione e le specifiche affinch� le apparecchiature sopra menzionate garantiscano il superamento delle barriere architettoniche. L'emanazione delle direttive ascensori e macchine hanno introdotto requisiti essenziali di sicurezza, procedure per l'attestazione della rispondenza delle apparecchiature a tali requisiti e procedure per l'applicazione della marcatura CE che i fabbricanti devono rispettare e che gli Stati Membri devono far proprie per garantire la libera circolazione dei prodotti conformi a tali direttive.<br/>
Per gli ascensori, in particolare, la materia � stata disciplinata, a livello comunitario, con la norma 81-70, la quale specifica i requisiti minimi per l'accesso e l'utilizzo sicuro e indipendente degli ascensori da parte delle persone, incluse quelle con determinati tipi di disabilit�.<br/>
Anche per le piattaforme elevatrici per disabili e per i servoscala sono in avanzato corso di preparazione due norme che saranno punto di riferimento per la costruzione, l'installazione, la manutenzione di tali apparecchiature.<br/>
<br/>
Obiettivi<br/>
Il corso vuole fare il punto della situazione sulle disposizioni nazionali e comunitarie in materia di mezzi servoassistiti per il superamento delle barriere architettoniche, approfondire i contenuti della norma 81-70 e i suoi richiami ad altre norme armonizzate (come la EN 81-28), valutare le novit� che verranno introdotte in materia dall'entrata in vigore della nuova direttiva macchine. Verr� analizzato l'evolvere delle norme attualmente in corso di armonizzazione riguardanti le piattaforme di sollevamento per disabili e i servoscala.<br/>
<br/>
Destinatari<br/>
Il corso � rivolto a: installatori, manutentori e riparatori di ascensori, piattaforme elevatrici per disabili e servoscala, fabbricanti di componenti di sicurezza, organismi notificati, ASL, tecnici delle amministrazioni statali, regionali, provinciali e comunali (anche preposti al riconoscimento delle autorizzazioni e agevolazioni fiscali in materia), responsabili di impianti nelle amministrazioni private (banche, assicurazioni ecc).<br/>
<br/>
Quota di iscrizione<br/>
Socio UNI (effettivo): � 350,00 + IVA 20% <br/>
NON Socio: � 400,00 + IVA 20% <br/>
� previsto uno sconto del 10% per l'iscrizione al medesimo corso di 3 o pi� partecipanti appartenenti alla stessa organizzazione.<br/>
<br/>
La quota comprende:<br/>
Documentazione didattica <br/>
Norme UNI EN 81- 70:2005 e UNI EN 81-28:2004 <br/>
Attestato di partecipazione<br/>
Per informazioni contattare:<br/>
Centro di Formazione UNI<br/>
Tel. 02 70 02 44 64; <br/>
E-mail: formazione2@uni.com<br/>
Tel. 06 69 92 30 74; <br/>
E-mail: uni.roma@uni.com <br/>
]]></description>
       <pubDate>01/29/2009</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title><![CDATA[ Marche: la battaglia contro le barriere continua]]></title>
      <link>http://www2.comune.venezia.it/letturagevolata/vai.asp?numero=17562</link>
      <description><![CDATA[ [da <span style='color:#B80607;font-weight:bold'>Superando.it</span> del <span style='font-weight:bold'>28-01-2009</span>]<br/><br/>"Linea dura", da parte dell'Associazione Paraplegici delle Marche, che ha dovuto ricorrere alle denunce e al Prefetto per riuscire a far rimuovere alcune barriere in edifici pubblici, nella Provincia di Ascoli Piceno e in quella di Fermo. Ma i problemi sono tutt'altro che risolti, di fronte all'indifferenza e alla mancanza di ascolto delle Pubbliche Amministrazioni. Si � deciso, quindi, di coinvolgere anche il Difensore Civico Regionale, per redigere una mappa delle criticit� e delle emergenze legate alle barriere negli edifici pubblici<br/>
<br/>
ASCOLI. Qualche mese fa � accaduto che un cittadino non abbia potuto recarsi nel Palazzo Comunale di Lapedona (Ascoli Piceno), perch� - data la sua disabilit� che lo obbliga ad usare una sedia a ruote - non ha potuto accedere neppure al piano terra, dove vi sono dei gradini e men che meno al primo piano, dove oltre agli uffici pubblici si svolgono anche i Consigli Comunali.<br/>
Tempo fa � accaduto poi che una giovane disabile che lavora presso la Camera di Commercio di Fermo, si sia rotta una gamba cadendo dalla sua sedia a ruote, a causa delle barriere esistenti, mai eliminate nonostante le ripetute segnalazioni.<br/>
E ancora, non � passato molto da quando a Porto San Giorgio (Fermo) una persona disabile non � stata fatta entrare in banca perch� la sua carrozzina non passava dalle porte e non si intendeva aprire la porta appositamente realizzata per questi scopi, fino a che � stato necessario l'intervento dei Carabinieri.<br/>
Ma non finisce qui: circa un mese fa il sindaco di Montegiorgio (Fermo) voleva eliminare la rampa che permette a chi usa una sedia a rotelle di entrare in Comune, perch� secondo lui �era brutta e toglieva due parcheggi per le auto�!<br/>
Infine, pochi giorni fa, Franca Romagnoli, consigliere regionale delle Marche, ha posto un'interrogazione alla Regione per avere chiarimenti sull'inadeguatezza e le barriere architettoniche dell'Ufficio Invalidi di Fermo.<br/>
Queste sono solo alcune delle numerose situazioni che si verificano ogni giorno che avviliscono e feriscono profondamente le persone con disabilit�. Si tratta per� di situazioni che offendono e indignano tutta la societ� civile perch� ancora non si riesce a fare applicare le numerose leggi in materia di abbattimento delle barriere, leggi che in Italia sono all'avanguardia rispetto al resto dell'Europa!<br/>
L'Associazione Paraplegici delle Marche - che da anni si batte anche contro questo fenomeno, in crescente diffusione nella nostra Regione e ancor di pi� sul territorio della nuova Provincia di Fermo - ha sempre preso posizioni volte a tutelare gli interessi diffusi delle persone svantaggiate, minacciando anche, pi� volte, di presentare denunce presso la Procura della Repubblica.<br/>
Ebbene, alla fine siamo stati costretti a mettere in pratica tali minacce, perch� vista la resistenza se non addirittura l'indifferenza dimostrata soprattutto dai pubblici amministratori verso il grave problema, non sembra che vi siano pi� i margini per un dialogo e un confronto costruttivo, che abbiamo sempre preferito rispetto alla "linea dura".<br/>
E cos�, alla Camera di Commercio di Fermo, dopo l'intervento dell'INPS e dell'INAIL, sono iniziati i lavori di adeguamento, seppure obtorto collo.<br/>
Per quanto riguarda invece il Comune di Lapedona, che ha sempre dimostrato indifferenza, abbiamo fatto intervenire l'Ufficio Urbanistica della Provincia e la Prefettura di Ascoli Piceno. Solo a seguito di comunicazioni intercorse con la stessa Prefettura, pochi giorni fa il sindaco ha fatto realizzare uno scivolo al piano terra. Ma il colmo � che lo stesso scivolo non � a norma e che costituisce un grave pericolo per chi dovesse azzardarsi ad usarlo!<br/>
Pertanto - lungi dall'essere stato risolto il problema - � tuttora depositata la denuncia presso la Procura della Repubblica di Fermo e la segnalazione alla Prefettura, sia sull'inaccessibilit� del Palazzo Comunale che su quella del parco urbano recentemente realizzato sempre a Lapedona. Restiamo naturalmente in attesa degli sviluppi delle indagini.<br/>
L'amarezza � grande, per essere stati costretti ad arrivare alle denunce, di fronte alla mancanza di ascolto dimostrata dalle Pubbliche Amministrazioni. E va anche detto che solo in pochi casi un nostro esperto � presente nelle Commissioni Edilizie, come accade nei Comuni di Fermo, Porto San Giorgio e Montappone.<br/>
Viste quindi le grandi difficolt� per ottenere l'abbattimento delle barriere, soprattutto negli edifici pubblici, abbiamo voluto coinvolgere anche il Difensore Civico Regionale, per redigere una mappa delle criticit� e delle emergenze riguardanti le barriere nei luoghi pubblici.<br/>
<br/>
(di Gianni Conte e Roberto Zazzetti*) <br/>
* Rispettivamente responsabile per l'abbattimento delle barriere architettoniche e presidente dell'APM (Associazione Paraplegici delle Marche).<br/>
]]></description>
       <pubDate>01/28/2009</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title><![CDATA[ L'ufficio per i disabili � vietato ai disabili]]></title>
      <link>http://www2.comune.venezia.it/letturagevolata/vai.asp?numero=17561</link>
      <description><![CDATA[ [da <span style='color:#B80607;font-weight:bold'>CronacaQui.it</span> del <span style='font-weight:bold'>28-01-2009</span>]<br/><br/>Il Centro per l'impiego della Provincia � una giungla. Soprattutto con la carrozzina. <br/>
Barriere e ascensori riservati al personale<br/>
<br/>
MILANO - Barriere architettoniche allo sportello disabili. Sembra solo un paradosso, mentre � la realt� che una persona in carrozzina incontra per cercare o cambiare lavoro nel Centro per l'impiego della Provincia. Come se non bastasse la crisi economica, ci si mette anche la burocrazia a ostacolare in tutti i modi chi vuole trovare un'occupazione. Una volta varcato l'ingresso di viale Jenner 24, si scopre infatti che bisogna raggiungere il palazzo B dopo aver attraversato un corridoio lungo un centinaio di metri e costruito a forma di �esse� per renderlo ancora pi� scomodo. <br/>
<br/>
L'ascensore inutilizzabile.<br/>
Arrivati nella seconda palazzina l'ascensore c'� ma � inutilizzabile. Al posto del pulsante c'� solo un sensore per le tessere magnetiche dei dipendenti e la scritta �Riservato. Utilizzabile solo col badge�. Per chi � in grado di farlo, non resta che affrontare due ripide rampe di scale e attraversare un altro lungo corridoio per arrivare finalmente allo sportello disabili. Per chi, come una donna sulla cinquantina dall'aria sconsolata, ha serie difficolt� a camminare non c'� altra scelta che restare a fissare l'ascensore chiuso nella speranza che qualcosa succeda. Dopo diverso tempo la porta per caso si apre ed escono due dipendenti. �Non ha chiesto alla reception se qualcuno poteva accompagnarla?�, si rivolgono alla disabile. �Appena arrivata ho domandato se qualcuno aveva il badge, ma nessuno mi ha voluto aiutare�, protesta l'anziana. <br/>
<br/>
Beata ignoranza.<br/>
Forse perch� nessuno all'ingresso sa dove si trovi lo sportello disabili. �Provi a chiedere all'ufficio protocollo�, urla la signora alla reception nel caos di immigrati del vicino centro islamico che affollano il salone. Ma neanche al protocollo ne hanno mai sentito parlare. �Si rivolga alla reception�, consigliano. Forse i cartelli all'entrata possono aiutare. Per le assunzioni agevolate, la categoria in cui rientrano i portatori di handicap, indicano �Primo piano� senza specificare altro. Peccato che lo sportello disabili si trovi al piano ammezzato del palazzo di fianco. E cos� una persona in carrozzina � costretta a percorrere in lungo e in largo tutto l'edificio prima di trovare quello che cerca. <br/>
<br/>
Il calvario telefonico.<br/>
A meno che, scoraggiata da tanti ostacoli, non decida di tornarsene a casa per tentare di sbrigare la pratica al telefono. Trovandosi solo un disco registrato che invita ad attendere, per poi annunciare dopo diversi minuti: �Il traffico telefonico non permette agli operatori di rispondere. Si prega di riagganciare e di richiamare pi� tardi�. <br/>
<br/>
Pietro Vernizzi<br/>
]]></description>
       <pubDate>01/28/2009</pubDate>
    </item>

  </channel>
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