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	<title>PrestitiFinanziari.net</title>
	
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	<description>Guida sui prestiti finanziari, mutui, tassi di interesse, calcolo delle rate.</description>
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		<title>Aumenta la crisi e aumentano i negozi di compro oro</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 19:16:42 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[compro oro]]></category>
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		<description><![CDATA[In aumento i negozi dove è possibile vendere velocemente il proprio oro senza dare troppe spiegazioni. Ma bisogna stare attenti e stare attenti a chi non paga l'oro come dovrebbe e chi non si comporta onestamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.prestitifinanziari.net/2012/01/03/compro-oro/">{lang: 'it'}</g:plusone></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><img style="margin-right: 5px;" title="Come e dove vendere il proprio oro" src="/immagini/news-prestiti/compro-oro.jpg" alt="I compro aumentano in tutta Italia" align="left" /> La crisi aumenta sempre più, siamo in recessione quindi il paese non cresce. In questo scenario è normale (quasi scontato) che <b>chi fa fatica a sbarcare il lunario</b> e possiede un po&#8217; di oro <b>lo venda</b> attraverso i diversi negozi in franchising sparsi sul territorio nazionale. Bisogna anche considerare che <b>l&#8217;oro è in continuo aumento</b>, quindi può essere abbastanza redditizio venderlo adesso o fino a quando continuerà a salire: qualche mese fa aveva raggiunto un picco di 1900 dollari l&#8217;oncia, pari a circa 60 euro/grammo (in questo momento siamo a 1600 dollari l&#8217;oncia, pari a 51 euro/grammo).</p>
<p><b>Ottenere denaro in questo modo è molto semplice</b> ma è meglio pensarci molto bene prima di vendere i propri gioielli. Infatti l&#8217;Adoc ha stilato un <b>promemoria</b> da tenere ben presente ogni qualvolta si voglia vendere un oggetto prezioso in questo modo.</p>
<p>La prima cosa da fare è assicurarsi di quanto sia la <b>quotazione dell&#8217;oro nel momento in cui lo volete vendere</b>, dato che sono sempre troppi i negozianti che acquistano il vostri preziosi dandovi in cambio una cifra di denaro non sufficiente.<br />
Secondariamente bisogna <b>assicurarsi della purezza del proprio oro</b>, quindi se si possiede un <b>18 carati</b> (75% di oro e 25% di altre leghe) oppure <b>24 carati</b> (oro puro); il valore del 18 carati va ridotto del 25%. Alcuni “Compro Oro” non acquistano oro a 24 carati.<br />
Un altro punto importante è il <b>peso reale del vostro oro</b>: prima di venderlo fatelo pesare su una bilancia digitale di precisione perché l&#8217;unico parametro su cui un negozio potrebbe ingannarvi è proprio il peso.</p>
<p>Le transazioni devono essere sempre seguite dalla richiesta dei <b>vostri dati</b> da parte del negoziante, quindi diffidate da chi non vi chiede alcun documento. Inoltre accettate solo e unicamente del denaro in cambio dei vostri ori e non altro oro o preziosi.</p>
<p>Nell&#8217;anno 2011 l&#8217;aumento di negozi del tipo “Compro Oro” sono aumentati del 25%: a Roma ne sono stati aperti 250 di nuovi, e si è registrato un aumento del 30% di vendita di oro da parte dei privati. Il fatturato annuo totale è di circa 3 miliardi di euro, e mediamente ogni negozio acquista 350 mila euro di oro. Teniamo ben presente che un aumento di questo tipo di esercizi commerciali non è una cosa positiva, ma indica solo un disperato bisogno di contati da parte di privati cittadini.</p>

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		<item>
		<title>Nuove regole e norme sui tassi di interesse per mutui e prestiti</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/prestitifinanziarinet/~3/Aub92xNiC7g/</link>
		<comments>http://www.prestitifinanziari.net/2011/11/23/regole-tassi-interesse-mutui-prestiti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 18:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prestiti]]></category>
		<category><![CDATA[legge mutui]]></category>
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		<category><![CDATA[nuovi tassi prestiti]]></category>
		<category><![CDATA[regole mutui]]></category>
		<category><![CDATA[regole prestiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuove regole per prestiti e mutui a partire da ottobre 2011 per tutto il biennio 2012-2013]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.prestitifinanziari.net/2011/11/23/regole-tassi-interesse-mutui-prestiti/">{lang: 'it'}</g:plusone></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><img style="margin-right: 5px;" title="Regole per mutui e prestiti di tutti i generi" src="/immagini/prestiti/nuove-regole-norme-tassi.jpg" alt="Elenco delle nuove regole per avere un prestito o un mutuo" align="left" /> Ad ottobre sono arrivati i <b>nuovi regolamenti per avere un prestito personale o un mutuo</b>.</p>
<p>L&#8217;Inpdap ha pubblicato tutti i dettagli delle novità secondo le direttive che prima dell&#8217;estate aveva emanato il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza in riferimento al <b>biennio 2012-2013</b>. L&#8217;ormai famoso <b>spread</b> che c&#8217;è tra i nostri BTP e i Bund tedeschi ha raggiunto cifre molto alte (ora siamo tra i 450 e i 500 punti), perciò il sistema dei prestiti ha interrotto un po&#8217; il flusso di denaro data la grande paura sulla situazione finanza generale.</p>
<p>Queste nuove regole sono <b>entrate in vigore l&#8217;1 ottobre</b>, e dovrebbero avere il compito di fare da volano per la domanda e per chi vorrebbe una vita meno complicata a chi ha bisogno di credito al consumo.</p>
<p><b>Ecco quali sono i punti più importanti della regolamentazione:</b></p>
<ul>
<li>Per prestiti personali di poca entità è stato eliminato il tetto massimo di 8000 euro per il prestito triennale.</li>
<li>E&#8217; stato introdotto di nuovo il prestito quadriennale che consente di ottenere un prestito pari a 4 mensilità della pensione o dello stipendio.</li>
<li>Ora c&#8217;è la possibilità di chiedere dei piccoli prestiti per l&#8217;alloggio dei giovani, sia gli affitti che per gli acquisti del necessario.</li>
<li>Infine, per tutti i prestiti, gli importi erogabili sono stati aumentati e la domanda di richiesta è ora più semplice e flessibile.</li>
</ul>
<p>I <b>tassi per i piccoli prestiti</b> vengono fissati al 4,25%, mentre per i prestiti pluriennali vanno al 3,50%. I mutui ipotecari a tasso fisso restano a 3,75%.</p>
<p>Il regolamento ha dato anche <b>nuove opportunità e flessibilità a banche e istituti di credito</b> per creare dei nuovi pacchetti da offrire ai propri clienti.</p>
<p>Staremo a vedere cosa accadrà nel prossimo biennio.</p>

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		<item>
		<title>Tutto sui titoli ETC (Exchange Traded Commodities)</title>
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		<comments>http://www.prestitifinanziari.net/2011/10/11/tutto-titoli-etc/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 17:08:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[guadagni etf]]></category>
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		<category><![CDATA[investire Exchange Traded Commodities]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli ETF sono un valido modo per investire denaro nelle materie prime. Gli ETC vengono immessi nel mercato da parte di grandi società operanti in tutto il mondo in petrolio, carbone, oro, diamanti e molto altro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.prestitifinanziari.net/2011/10/11/tutto-titoli-etc/">{lang: 'it'}</g:plusone></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><img style="margin-right: 5px;" title="Consigli e aiuti su come investire nel Forex" src="/immagini/investimenti/tutto-titoli-etc.jpg" alt="Investire nel settore Forex con il massimo dei risultati e il minimo delle perdite" align="left" /> Gli <b>Exchange Traded Commodities (ETC)</b> sono degli <b>strumenti finanziari</b>, <b>privi di scadenza</b>, che vengono messi a disposizione degli investitori da parte di una società. L’investimento si concentra <b>sulle materie prime</b> oppure <b>su contratti derivati</b>, sempre sulle materie prime, che l’emittente stipula con operatori internazionali. Al momento della sottoscrizione di un ETC l’investitore può decidere di investire su una singola materia prima (petrolio, gas, oro, zucchero, ecc.), possibilità da cui sono esclusi gli investitori in ETF.<br />
Il <b>prezzo</b> a fronte del quale titoli possono essere acquistati è quindi direttamente o indirettamente <b>legato all’andamento del titolo sottostante</b>. Questo è ciò che differenzia maggiormente gli ETC dagli ETF, il cui prezzo invece dipende dall’indice borsistico al quale fanno riferimento. Al pari delle azioni e degli ETF, anche gli ETC vengono <b>quotati in borsa</b> e quindi il loro valore di realizzo sottosta alle fluttuazioni dei mercati finanziari. In pratica questi titoli non fanno altro che <b>replicare la performance finanziaria della materia prima</b> sulla base della quale sono stati emessi dall’azienda. Per questo motivo vengono classificati nella categoria dei <b>“cloni finanziari”</b>.</p>
<p>Per maggiore chiarezza vediamo di riassumere in pochi punti ciò che <b>un investimento in ETC garantisce</b> all’investitore stesso:</p>
<ul>
<li>L’investitore può <b>direttamente avere accesso al mercato delle commodities</b> (cioè delle materie prime) in quanto il proprio titolo da lui acquistato non fa altro che replicare l’andamento delle quotazioni della commodity stessa.</li>
<li><b>L’investimento resta sempre in linea con l’andamento finanziario delle materie prime</b> senza la necessità, come accade per esempio per i futures, di riposizionarsi da un contratto ad un altro. Inoltre la sottoscrizione di questo tipo di contratti <b>non prevede spese aggiuntive</b> di intermediazione oppure di sostituzione dei contratti in scadenza in quanto, come abbiamo detto, tali titoli non hanno una scadenza.</li>
<li>Investire sui contratti di materie prime poi <b>evita</b> all’investitore <b>di farsi carico delle spese di stoccaggio</b> e dei rischi ad esso connessi.</li>
<li>L’investitore ha la garanzia di <b>ingresso sul mercato delle commodities a dei costi piuttosto bassi</b> perché non sono previste commissioni di entrata, di uscita o di performance e anche le commissioni dovute per la gestione generale del titolo sono piuttosto basse e vanno applicate proporzionalmente al tempo di possesso del titolo stesso da parte dell’investitore tramite una <b>trattenuta sulla quantità di materia prima</b> cui egli ha diritto.</li>
<li>Chi investe in ETC rientra nella categoria degli investitori con <b>rendimento assoluto</b>, altrimenti detto <b>“total return”</b> che può essere di tre diversi tipi qualora l’ETC sia legato al prezzo di contratti future sulla materia prima. Vediamo quali sono questi tre tipi di rendimento:</li>
<ul>
<li><b>Rendimento spot</b> che deriva che deriva dai cambiamenti in positivo nell’andamento del prezzo del future della materia prima oggetto di investimento;</li>
<li><b>Rendimento legato al rolling</b> che dipende dalle operazioni che si effettuano per sostituire dei contratti future in scadenza. Il <b>rolling</b> può essere <b>positivo</b> nel caso in cui il contratto in scadenza abbia un prezzo inferiore a quello del contratto successivo che lo andrà a sostituire (in questo caso si definisce <b>deporto</b>), mentre è <b>negativo</b> se si verifica il caso contrario e il prezzo del contratto in scadenza è maggiore del prezzo del contratto successivo (in questo caso si parla di <b>riporto</b>);</li>
<li><b>Rendimento del collaterale</b> è il rendimento legato all’interesse ottenuto dall’investimento del collaterale.</li>
</ul>
</ul>
<p>In ultima istanza dobbiamo chiarire che per gli ETC, come per gli ETF, esistono <b>due mercati distinti</b>, un mercato primario e un mercato secondario.<br /> <br />
Sul <b>mercato primario</b> possono operare solo gli <b>intermediari autorizzati</b>. Chi opera su questo mercato può sottoscrivere dei titoli o chiederne il rimborso ogni giorno, dovendo sottostare al prezzo ufficiale della commodity cui il titolo stesso si rifà.<br /> <br />
Sul <b>mercato secondario</b>, che poi è rappresentato dalla <b>Borsa</b>, possono operare <b>tutti gli altri investitori</b> i quali sono tenuti a rispettare il prezzo di sottoscrizione e rimborso degli ETC che viene stabilito tramite le migliori proposte di acquisto e di vendita della materia prima sottostante. </p>

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		<title>Consigli pratici su come investire nel grande mercato del Forex</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 16:58:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
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		<description><![CDATA[Sapere quanto, come e in cosa investire il proprio denaro e fondamentale per avere la massimo delle probabilità di guadagnare denaro perdendo il minimo possibile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.prestitifinanziari.net/2011/09/12/consigli-investire-forex/">{lang: 'it'}</g:plusone></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><img style="margin-right: 5px;" title="Consigli e aiuti su come investire nel Forex" src="/immagini/investimenti/investire-forex.jpg" alt="Investire nel settore Forex con il massimo dei risultati e il minimo delle perdite" align="left" />La <b>capacità di investire</b> proficuamente nel mercato finanziario è un’attività che può arrivare ad essere molto più redditizia di una qualsiasi attività imprenditoriale. Ma nel settore degli investimenti sul mercato finanziario bisogna avere <b>molto intuito</b>, oltre che naturalmente la volontà e la <b>possibilità di “azzardare”</b> in investimenti che molto spesso si presentano sotto forma di vere e proprie <b>scommesse alla cieca</b> sulle quali puntare il proprio denaro, mettendo anche in conto la possibilità di poterlo eventualmente perdere.<br />
Un <b>esempio di investimento</b> che perfettamente spiega quanto detto è quello di <b>comprare delle quote o delle azioni di compagnie nascenti</b> e quindi in espansione, investendo su di esse a lungo termine e aspettando che tali azioni acquistino sempre più valore man mano che l’azienda cresce e si espande. Ovviamente nel fare investimenti di questo tipo è bene indirizzarsi verso imprese che abbiano un management forte e che sia in grado di ispirare fiducia ai mercati nei quali l’impresa si troverà ad agire. Un buon management è sinonimo di rafforzamento quasi certo per un’impresa e, di conseguenza, di innalzamento del valore delle sue azioni.</p>
<p>Un <b>altro trucco</b> per un buon investimento è quello di riuscire ad acquistare <b>azioni</b> che siano sul mercato per un <b>valore inferiore</b> al loro valore reale. Ovviamente qui l’abilità dell’investitore è tutta nel saper distinguere quali aziende sono quotate poco perché ancora non riconosciute nella loro validità e quali invece sono quotate poco solo perché effettivamente hanno poco valore economico sul mercato.<br />
Altra cosa che conviene fare è quella di <b>investire in aziende che abbiano un’alta redditività nel momento stesso in cui si effettua l’investimento</b>, senza tenere in grosso conto le analisi che gli esperti fanno su eventuali rendite future. Quindi conta molto <b>tenere d’occhio il ROE</b> (Indice di Redditività del Capitale Proprio) dato dal rapporto tra il reddito netto dell’azienda e il capitale proprio investito dagli azionisti. Un buon investimento è quello in un’azienda in cui tale indice è in eccesso del 15%. Bisogna tuttavia fare attenzione che questo indice non sia stato raggiunto dall’azienda stessa tramite un forte indebitamento perché a quel punto l’investimento sarebbe fortemente sconsigliato. Al fine di controllare bene questo parametro si deve <b>tenere d’occhio un altro indice, il ROIC</b> (Ritorno sul Capitale Investito) che si calcola dividendo il totale dei passivi della’azienda per il capitale investito dagli azionisti. Se il rapporto è alto allora vuol dire che anche l’indebitamento è alto. Questo rende un’azienda molto debole nei momenti di “credit crunch” quando cioè le banche non elargiscono denaro con tanta facilità e quindi i tassi di interesse sui debiti contratti aumentano rendendo l’azienda più debole.</p>
<p>In definitiva poi è sempre bene <b>investire il proprio denaro in affari che risultino chiari all’investitore stesso</b>, il quale deve cercare di <b>evitare aziende che operino in mercati troppo complicati o di cui si conosca poco il modus operandi</b>. Quindi evitare i settori verso i quali non ci si considera molto ferrati.</p>
<p>Le <b>aziende migliori</b> nelle quali investire poi sono quelle che riescono ad avere dei punti di forza unici rispetto alle aziende concorrenti dello stesso settore come ad esempio, un <b>brand forte</b>, o i <b>diritti su un brevetto nuovo e all’avanguardia</b>. Se un’azienda è in grado di fornire sicurezze di questo genere (basti pensare a nomi come Coca-Cola o McDonald) allora si avrà la quasi certezza che il suo valore aumenterà nel tempo anche perché ai concorrenti non rimarranno che i tentativi di copiarne le formule di successo andando, paradossalmente, a rafforzare il potere di chi verrà copiato.<br />
I migliori investimenti infine risultano quelli fatti in totale serenità, senza sforzarsi per fare ad ogni costo.</p>
<p>È meglio saper aspettare il momento propizio piuttosto che precipitarsi in affari affrettati che possano poi rivelarsi sbagliati.</p>

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		<title>Guida agli investimenti nelle obbligazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 18:07:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sapere quanti tipi di obbligazioni esistono in Italia è molto importante per capire meglio in cosa investire e soprattutto quanto del proprio denaro impegnare in questo tipo di investimenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.prestitifinanziari.net/2011/07/28/guida-investimenti-obbligazioni/">{lang: 'it'}</g:plusone></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><img style="margin-right: 5px;" title="Investire nelle obbligazioni" src="/immagini/investimenti/guida-obbligazioni.jpg" alt="Consigli mirati su come investire nel settore delle obbligazioni." align="left" />Le obbligazioni sono dei <b>titoli</b> emessi da una società oppure da un ente pubblico per finanziare le proprie attività.<br />
<b>Ma in che modo ciò avviene?</b> Il meccanismo è abbastanza semplice. La società o l’ente immette sul mercato questi titoli che vengono <b>acquistati da eventuali investitori</b> con i propri risparmi. A questo punto l’investitore diventa creditore nei confronti dell’emittente che riveste invece la parte di debitore. Quindi questi titoli, noti anche come bond, sono dei <b>titoli di credito</b> che rappresentano un debito per l’emittente.</p>
<p>Una volta versato il capitale per l’acquisto di tali obbligazioni, l’investitore riceve dall’emittente una <b>quota di interessi periodici</b> che possono avere scadenza trimestrale, semestrale o annuale. Allo scadere del contratto sottoscritto tra emittente e investitore, il primo si impegna a restituire per intero al secondo il capitale investito. <b>Tale capitale</b>, per tutto il periodo di durata del contratto obbligazionario è <b>rimasto a disposizione della società o ente emittente</b> che lo ha gestito e investito nelle sue attività.</p>
<p>Ovviamente questo meccanismo di posizionamento di obbligazioni sul mercato consente agli emittenti di <b>reperire fondi</b> da investire in maniera molto più semplice rispetto a quanto potrebbe essere il chiedere un finanziamento ad una banca. I tassi di interesse che l’emittente poi si trova a pagare agli investitori sono di gran lunga inferiori ai tassi eventualmente richiesti da un istituto di credito a fronte di un prestito per un valore pari e di pari durata.</p>
<p>Il <b>vantaggio per l’investitore</b> è quello di impiegare il proprio denaro per ottenere degli interessi in un’operazione finanziaria senz’altro <b>meno rischiosa di un investimento in borsa</b>, anche se meno remunerativa, con la garanzia di vedersi restituire per intero il proprio capitale allo scadere del contratto sottoscritto con l’emittente.</p>
<p>Investendo il proprio denaro in obbligazioni però, l’investitore non diventa azionista della società emittente e pertanto non può partecipare alla gestione della stessa non potendo votare nelle assemblee.<br />
L’investitore è poi ancora <b>più tutelato dalla legge</b> che, per evitare l’insolvenza da parte della società emittente, <b>impedisce</b> alla stessa di immettere sul mercato obbligazioni per un <b>valore che oltrepassi il capitale sociale dell’azienda</b>. Unica deroga prevista a questa norma si ha nel caso in cui la società fornisca delle garanzie sicure a copertura del maggior importo generato tramite obbligazioni.</p>
<p><b>Non tutti</b> i tipi di obbligazioni però presentano lo <b>stesso grado di rischio</b> per l’investitore e, ovviamente, tra le diverse tipologie di obbligazioni potenzialmente circolanti sul mercato, <b>quelle più remunerative presentano un tasso di rischio più elevato</b>.</p>
<p>Cerchiamo ora di capire quali sono queste tipologie e che caratteristiche hanno.</p>
<p><b>Obbligazioni a tasso fisso:</b> questo tipo di obbligazioni sono le più semplici, le più comuni e le più sicure per l’investitore. Si tratta di titoli che garantiscono un interesse periodico versato tramite cedola ad un tasso di interesse fisso, stabilito per contratto.</p>
<p><b>Obbligazioni indicizzate:</b> di questa categoria fanno parte <b>diversi tipi</b> di obbligazioni. Le prime sono quelle a <b>tasso variabile</b> il cui rendimento è legato ad un tasso di interesse periodico che varia durante la durata del contratto. La variazione del tasso di interesse è generalmente legata all’andamento del tasso Euribor al quale i bond vengono legati. <b>Altro tipo di obbligazioni indicizzate</b> sono quelle strutturate che possono avere <b>interessi periodici oppure a scadenza</b>, cioè versati periodicamente oppure alla scadenza del contratto sottoscritto con l’emittente. In questo caso, sia il versamento degli interessi che il rimborso del capitale investito sono legati ad un parametro di riferimento. In ogni caso la cifra rimborsata non potrà mai essere inferiore al capitale investito, anche se l’andamento negativo dell’indice di riferimento non dovesse far maturare interessi.</p>
<p><b>L’indicizzazione</b> di un’obbligazione può essere di <b>tre tipi:</b><br />
<b>- finanziaria</b> se l’obbligazione è legata ad un prodotto finanziario come un’azione o un indice di borsa o un parametro monetario;<br />
<b>- valutaria</b> se il valore degli interessi di un’obbligazione è invece legato al rapporto di cambio tra due valute prese a riferimento;<br />
<b>- reale</b> se l’interesse di un’obbligazione sottosta all’andamento dei prezzi di beni reali o servizi. Per questo tipo di obbligazione la cedola eventualmente maturata può essere corrisposta all’investitore periodicamente (ogni tre, sei o dodici mesi) oppure a scadenza del contratto.<br />
Le obbligazioni indicizzate possono inoltre prevedere il rimborso anticipato del capitale.</p>
<p><b>Obbligazioni zero coupon:</b> queste obbligazioni, come dice il loro stesso nome, non prevedono il versamento di una cedola di interessi né periodici né a scadenza. Il profitto per l’investitore in questo caso proviene dalla differenza tra il prezzo di emissione del titolo e il prezzo di rimborso dello stesso. L’emittente stabilisce il prezzo di vendita del titolo, sotto la pari, in base ai tassi di mercato prevalenti per la durata del contratto sottoscritto. I più comuni titoli di questo tipo sono i BOT.</p>
<p><b>Obbligazioni convertibili:</b> questo tipo di obbligazioni hanno la <b>possibilità</b>, su richiesta dell’investitore, <b>di essere trasformate in azioni della società emittente</b>, o di un’altra società ad esso collegata. Se la conversione avviene, l’investitore diventa azionista e pertanto può anche partecipare alle assemblee della società e intervenire nelle eventuali decisioni relative alla sua gestione, acquisendo diritto di voto. Il <b>metodo di conversione</b> può essere diretto, se l’emittente e il proprietario delle azioni sono la stessa persona giuridica o indiretto se le azioni appartengono non all’emittente ma ad una società ad esso collegata. È importante sapere che esiste anche un <b>prezzo di conversione</b> in base al quale si stabilisce di quante azioni l’investitore può entrare in possesso sulla base del capitale precedentemente investito in obbligazioni. Siccome questa opzione di conversione viene offerta al momento di sottoscrizione del contratto obbligazionario, gli interessi delle obbligazioni convertibili sono generalmente più bassi proprio per andare a coprire eventuali commissioni di conversione.</p>
<p><b>Obbligazioni Cum Warrant:</b> queste obbligazioni sono caratterizzate da uno speciale diritto di comprare azioni o obbligazioni ad un <b>prezzo prestabilito</b>. In qualche modo assomigliano alle obbligazioni convertibili, con la differenza che il numero di azioni potenzialmente acquistabili è prefissato per contratto. Altra differenza è che il <b>diritto di convertibilità</b> (warrant) può anche essere staccato dall’obbligazione e circolare sul mercato indipendentemente da essa; inoltre se anche viene esercitato il diritto di warrant, l’obbligazione continua ad esistere sul mercato (la sua esistenza si blocca invece nel momento in cui si attua la conversione). Inoltre, per esercitare il warrant, all’investitore viene chiesta una somma aggiuntiva rispetto a quella inizialmente investita.<br />
Anche queste obbligazioni, come quelle convertibili possono essere emesse direttamente o indirettamente.</p>
<p><b>Obbligazioni in valuta:</b> queste obbligazioni vengono emesse in una valuta differente rispetto a quella del paese di origine dell’emittente. L’investitore che decide di acquistare questo tipo di obbligazioni è consapevole che la rimuneratività del proprio investimento sarà strettamente collegata all’andamento delle oscillazioni dei tassi di cambio tra la propria valuta e quella in cui viene emesso il titolo. Queste obbligazioni sono conosciute anche con il nome di <b>International bonds</b>. La redditività, oltre che dall’andamento del tasso di cambio di valuta, è legato anche ad un tasso di interesse che può essere fisso o variabile.</p>
<p><b>Obbligazioni ibride:</b> sono dei prodotti che si pongono <b>a metà tra le tradizionali obbligazioni e le azioni</b> e pertanto hanno una redditività più alta ma anche una percentuale di rischio maggiore.<br />
Le caratteristiche di questo tipo di obbligazione sono:<br />
<b>- la subordinazione</b> che implica, in caso di bancarotta dell’emittente, un rimborso ai possessori di questi titoli solo in un secondo momento rispetto agli altri obbligazionisti;<br />
<b>- la durata</b> che di solito è piuttosto lunga, anche pluridecennale, e nel caso dei bond perpetui dura per tutta la durata di vita dell’azienda;<br />
<b>- la clausola call</b> consente all’emittente il rimborso anticipato e, nel caso questa non dovesse avvenire, la cedola risulterà più elevata;<br />
<b>- l’interest defferal</b> che consente all’emittente, appunto, di differire nel tempo il pagamento di una o più cedole in caso di necessità.</p>

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		<title>Lisbona, peggiorano i conti pubblici: crisi sempre maggiore in Portogallo</title>
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		<comments>http://www.prestitifinanziari.net/2011/04/27/lisbona-crisi-portogallo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 15:58:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bond portoghesi]]></category>
		<category><![CDATA[economia portoghese]]></category>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi giorni sono arrivate delle notizie poco rassicuranti per quel riguarda il livello del deficit portoghese che si ripercuote, ovviamente, sulla rimuneratività delle obbligazioni emesse dal paese iberico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.prestitifinanziari.net/2011/04/27/lisbona-crisi-portogallo/">{lang: 'it'}</g:plusone></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><img style="margin-right: 5px;" title="Crisi bond Portogallo" src="/immagini/investimenti/lisbona-crisi-portogallo.jpg" alt="Crisi del Portogallo, i debiti aumentano e il crack statale si avvicina" align="left" />Nel piano di risanamento dei propri conti pubblici, il Governo di Lisbona aveva <b>promesso</b> alla Comunità Europea per il 2010 un <b>rapporto tra deficit e Pil del 7,3%</b>. In realtà le ultime stime dell’Istituto Nazionale di Statistica del Portogallo ha indicato che tale rapporto, <b>allo stato attuale si attesta intorno all’8,6%</b>, quindi a ben 1,3 punti percentuali in più rispetto a quanto precedentemente previsto. Inoltre la <b>Banca Centrale portoghese</b> ha annunciato un <b>calo del Pil per il 2011 pari all’1,4%</b> e questo ovviamente fa allontanare sempre di più la speranza di mantenere la promessa di portare il rapporto deficit Pil al 4,6% nell’anno corrente e al 3% nel 2012.<br />
Proprio per ragioni legate alle forti difficoltà economiche del paese che <b>il governo si è visto costretto alle dimissioni a fine marzo</b>.</p>
<p>Come abbiamo anticipato, questa situazione si ripercuote inevitabilmente sulla <b>redditività dei bond portoghesi</b>, come sottolineano in maniera chiara i recenti rapporti delle agenzie di rating.<br />
Tra l’altro le <b>difficoltà</b> per il paese <b>aumenteranno</b> nei prossimi mesi in quanto ci sono le <b>scadenze</b> dei titoli a metà aprile e metà maggio ed è previsto un <b>rimborso di oltre quattro miliardi di euro</b> per gli investitori che hanno acquistato tali titoli; nei prossimi anni poi il Portogallo avrà bisogno di una cifra stimata tra i 60 e gli 80 miliardi di euro per rifinanziare il proprio debito e sicuramente gli interessi ottenuti dalla vendita di nuovi titoli di stato saranno decisamente insufficienti a far fronte a tale cifra.</p>
<p>Pertanto per il Portogallo si apre sempre di più la strada verso l’<b>EFSF</b> (European Financial Stability Facility) che è il fondo che la Comunità Europea ha stanziato per sostenere le economie in crisi. Tale fondo <b>garantirà</b> al Portogallo <b>le cifre di cui necessita</b> applicando però un interesse del 5%.</p>
<p><b>Il ricorso a tali fondi implicherà per il Portogallo due cose:</b><br />
<b>1)</b> prima di tutto una revisione radicale del debito pubblico, con relativi tagli a cedole e capitale. Questo andrebbe a <b>vantaggio della popolazione portoghese</b> in quanto gli investitori in possesso di bond sono per la maggior parte stranieri e, sicuramente, sarebbe meglio rispetto all’adozione di una politica di austerità forzata di cui risentirebbe solo il paese stesso;<br />
<b>2)</b> in seconda istanza, se lo Stato dovesse decidere di attingere ai fondi europei, <b>la restituzione di questo debito avrebbe la precedenza su tutti i pagamenti</b> a cui lo stato deve far fronte: cme conseguenza i possessori di titoli di stato portoghesi rischierebbero di avere un rimborso molto ritardato.</p>
<p>Detto questo e tenuto conto della <b>grave situazione economica</b> in cui verte attualmente il Portogallo, possiamo affermare che il rischio di comprare bond portoghesi al momento è troppo elevato e, conseguentemente, per chi ne fosse già in possesso, <b>sarebbe forse il caso di venderli prima che la situazione precipiti del tutto</b>.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Qt0OhrjV_AMAv1rneXyxCFYqgxE/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Qt0OhrjV_AMAv1rneXyxCFYqgxE/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<item>
		<title>Nel 2014 nascerà una nuova imposta, la IMU</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 16:27:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[imposta comuni]]></category>
		<category><![CDATA[imu]]></category>
		<category><![CDATA[tassa comunale]]></category>
		<category><![CDATA[tassa ici]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 2014 verrà reintrodotto l'ICI, e questa verrà accorpata da un altra tassa, e insieme prenderanno il nome di IMU, ovvero l'imposta unica sugli immobili che, ovviamente, graverà più sui poveri che sui ricchi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.prestitifinanziari.net/2011/04/04/nuova-imposta-imu/">{lang: 'it'}</g:plusone></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><img style="margin-right: 5px;" title="Nuova tassa IMU per i comuni" src="/immagini/varie/nuova-imposta-imu.jpg" alt="Nuova imposta comunale IMU a partire dal 2014" align="left" />L’<strong>IMU</strong> è l’imposta unica sugli immobili che dal 2014 sarà destinata a sostituire, assorbendole, l’ICI e l’imposta comunale sui redditi fondiari.</p>
<p>In questi giorni, infatti, è in corso l’approvazione del decreto che attuerà tale cambiamento.</p>
<p>L’Ufficio Studi del CGIA ha svolto un’indagine su tale nuova imposta attuando una <strong>simulazione</strong> delle sue future conseguenze economiche, sia per le casse dei comuni che la percepiranno che per le tasche dei cittadini che dovranno versarla. I risultati sono stati abbastanza univoci e quasi del tutto inequivocabili: <strong>la nuova imposta porterà ad un aumento delle tasse pari ad almeno mezzo miliardo di euro l’anno</strong>.</p>
<p>Tale imposta era inizialmente legata ad una bozza di legge proposta dal ministro Calderoli che prevedeva un’aliquota IMU allo 0,76% e lo sblocco delle addizionali IRPEF dal 2011. Tale proposta è stata però bocciata dalla bicamerale e pertanto il Governo ha provveduto, nella stessa giornata, tramite un Consiglio dei Ministri straordinario, ad approvare un decreto legislativo che seguisse i dettami della bozza Calderoli. Tale decreto, per essere attuato avrebbe avuto bisogno della firma del Presidente della Repubblica il quale però non ha accettato, ritenendo il decreto non avesse ragione di essere emanato e che fosse invece necessario il consenso delle Camere.</p>
<p>In teoria tale nuova imposta, quando applicata, darà la possibilità ai comuni di ridurre del 50% l’aliquota sugli immobili strumentali. Ma lo studio svolto dall’Ufficio Studi del CGIA ha messo in luce il fatto che, considerate le condizioni economiche in cui molti comuni vertono, sarà molto difficile che tale riduzione venga applicata. Quindi tale studio ha calcolato che la maggior parte dei comuni applicherà l’aliquota massima del <strong>7,6 per mille</strong> che è di 1,2 punti superiore all’aliquota precedentemente applicabile per l’ICI. Applicando questa aliquota alla maggior parte degli immobili strumentali presenti sul territorio nazionale, si è calcolato che <strong>i comuni avranno introiti pari a 738 milioni di euro l’anno</strong>. Tali aumenti ricadranno sui proprietari di immobili destinati a negozi, uffici o studi privati, immobili ad uso produttivo. Questo vuol dire che, considerato il fatto che tali immobili non sempre sono di proprietà delle aziende o dei professionisti che li occupano, tale aggravio fiscale finirà per ricadere sui privati cittadini proprietari che li concedono in affitto.</p>
<p>Alla fine di questo studio condotto in via preventiva, il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ha concluso che <strong>questo esperimento del federalismo non sarà conveniente</strong> per la maggior parte degli imprenditori i quali, indipendentemente dalla regione di appartenenza, a partire dal 2014 subiranno indistintamente degli aggravi fiscali.</p>

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		<title>Microcredito: dalla UE arrivano 25 mila euro per uscire dalla crisi</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 15:27:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prestiti]]></category>
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		<description><![CDATA[La crisi preme ancora fortemente sulle tasche degli italiani (e di tutto il mondo). L'Unione Europea ha messo a disposizione delle imprese 25 mila euro per far fronte alle difficoltà più gravi che le attanagliano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.prestitifinanziari.net/2011/03/14/microcredito-25-mila-euro-ue/">{lang: 'it'}</g:plusone></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><img style="margin-right: 5px;" title="Prestito Europa crisi" src="/immagini/prestiti/microcredito-ue-25-mila-euro.jpg" alt="Prestito di 25 mila euro per aziende in crisi" align="left" />Se fino a qualche anno fa il problema di <b>non riuscire ad affrontare le spese quotidiane</b> era qualcosa che riguardava soprattutto i paesi del terzo mondo, è ormai lampante che recentemente la questione tocca molte delle famiglie europee, soprattutto se subentra il problema della perdita improvvisa del posto di lavoro. Pertanto l’Unione Europea ha ritenuto opportuno attuare <b>un’operazione per aiutare</b> quelle famiglie in difficoltà a causa della perdita di lavoro e che, pertanto, non riescono ad avere normale accesso al credito per le vie tradizionali. Quindi, come è successo qualche anno fa per il <b>Bangladesh</b>, dove Grameen Bank (conosciuta come la Banca dei Poveri), ha sostenuto le famiglie in difficoltà tramite il <b>microcredito</b>, così anche l’Unione Europea si è mossa di recente in tal senso: il Parlamento Europeo ha istituito un strumento di <b>micro finanziamenti</b> denominato “Progress” che è rivolto a sostenere come abbiamo detto prima, quei soggetti che si trovano in un’improvvisa difficoltà finanziaria a causa della perdita del lavoro.</p>
<p>Il progetto “progress” prevede l’elargizione di prestiti per piccole cifre (non oltre 25.000 euro) che dovranno essere utilizzate per avviare o risollevare le piccole imprese, cioè quelle <b>imprese che abbiano al massimo dieci dipendenti</b>, che poi sono la maggior parte delle imprese europee. Una volta ottenuta la cifra richiesta il beneficiario dovrà restituirla a rate con dei <b>tassi di interesse agevolati</b>.<br />
Tali agevolazioni sono rese possibili dal sostegno da parte del <b>Fondo Sociale Europeo</b> che si fa carico di parte delle spese che operazioni del genere comportano. Coloro i quali possono aver accesso a questo tipo di credito sono i <b>soggetti inoccupati</b>, o perché hanno difficoltà a collocarsi sul mercato del lavoro o perché hanno perso un lavoro che precedentemente avevano, come pure i soggetti che stanno correndo il rischio di perdere il posto di lavoro che ricoprono.<br />
Il finanziamento tramite il progetto “Progress” ha lo scopo di <b>sostenere le iniziative imprenditoriali</b> di questi soggetti, qualora abbiano un progetto e manifestino la volontà di diventare piccoli imprenditori.<br />
Essendo questa iniziativa dell’Unione Europea un’iniziativa a forte carattere socio-politico, nell’operare un criterio di scelta rispetto a quali soggetti elargire tali prestiti, avranno la <b>priorità quelle imprese che offrono occupazione a soggetti svantaggiati</b>. Alta priorità verrà anche data a quelle imprese che non presentano un fatturato annuo superiore a due milioni di euro.<br />
Il fondo totale di cui questo progetto dispone per il <b>quadriennio 2010-2013 è di 100 milioni di euro</b>.<br />
Questo fondo inoltre risulterebbe anche incrementato grazie ad accordi presi tra l’Unione Europea e la Banca Europea degli Investimenti (Bei).</p>

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		<item>
		<title>Mutui che l’Inpdap eroga a lavoratori e pensionati statali</title>
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		<comments>http://www.prestitifinanziari.net/2011/02/28/mutui-inpdap/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:42:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mutui]]></category>
		<category><![CDATA[mutui inpdap]]></category>
		<category><![CDATA[mutuo lavoratore statale]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti dipendenti statali]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti inpdap]]></category>

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		<description><![CDATA[L'Inpdap è un Istituto che si occupa delle pensioni dei dipendenti statali, ma oltre a questo fornisce prestiti di diverso genere a tasso agevolato agli stessi lavoratori statali che ne fanno richiesta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.prestitifinanziari.net/2011/02/28/mutui-inpdap/">{lang: 'it'}</g:plusone></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><img style="margin-right: 5px;" title="Pensioni Inpdap" src="/immagini/varie/inpdap.jpg" alt="Pensioni Inpdap" align="left" />Gli scritti INPDAP, Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti delle Amministrazioni Pubbliche, possono beneficiare di condizioni agevolate per la richiesta di <a title="mutui" href="http://www.mutui.it" target="_blank">mutui</a> per l’acquisto della prima casa.</p>
<p>I <a title="mutui inpdap" href="http://www.mutui.com/mutui-inpdap.html" target="_blank"><strong>mutui Inpdap</strong></a> offrono la possibilità di richiedere un <strong>finanziamento immobiliare</strong> e sottoscrivere un piano di rimborso con una durata massima pari a 30 anni: la soglia per l’importo erogabile è pari a 300 mila euro.</p>
<p>I mutui Inpdap rappresentano soluzioni di prestito immobiliare ipotecario riservate ai <strong>dipendenti e pensionati della pubblica amministrazione</strong> regolarmente iscritti al Fondo Credito della Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali, secondo i requisiti e le condizioni previste per l’accesso al credito.</p>
<p>Le <strong>agevolazioni</strong> offerte dai mutui Inpdap comprendono condizioni favorevoli per tutte le tipologie di mutui disponibili e regimi di interesse estremamente convenienti.</p>
<p>Per i mutui Inpdap i <strong>tassi</strong> sono stabiliti con delibera del Consiglio di amministrazione dell’Istituto: sul sito ufficiale dell’istituto sono indicati i rispettivi valori. Le formule a tasso fisso prevedono un tasso del mutuo del 3,75% per l’intera durata del piano di ammortamento, mentre per i mutui variabili il tasso applicato è pari al 3,50% per il primo anno e, con decorrenza dalla terza rata, tasso indicizzato all’Euribor a 6 mesi, calcolato su 360 giorni, maggiorato di 90 punti base, con rilevazione il 30 giugno o il 31 dicembre del semestre precedente.</p>
<p>Sul sito ufficiale Inpdap.it gli utenti possono, inoltre, consultare e scaricare tutte le <strong>schede informative</strong> dei diversi prodotti, le relative tabelle mutui Inpdap con le specifiche dei tassi di interesse applicati oppure consultare la sezione riservata alla documentazione necessaria per l’accesso al credito ed i requisiti richiesti al fine di inoltrare la propria domanda di mutuo all’Istituto.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0nNISW4lWC175DB8Y8qxBPo11ak/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0nNISW4lWC175DB8Y8qxBPo11ak/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0nNISW4lWC175DB8Y8qxBPo11ak/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0nNISW4lWC175DB8Y8qxBPo11ak/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/prestitifinanziarinet/~4/zQi0q5PtS_A" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Credito al consumo, una nuova legge a tutela dei consumatori</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 10:55:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[legge credito consumo]]></category>
		<category><![CDATA[legge prestiti]]></category>
		<category><![CDATA[regole prestiti]]></category>

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		<description><![CDATA[La Banca d'Italia ha recentemente pubblicato le nuove regole che banche ed istituti di credito devono mantenere per elargire prestiti di qualunque tipo.
Ecco cosa dice la legge in sintesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.prestitifinanziari.net/2011/02/17/credito-consumo-nuova-legge/">{lang: 'it'}</g:plusone></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><img style="margin-right: 5px;" title="Legge credito consumo" src="/immagini/news-prestiti/credito-consumo-nuova-legge.jpg" alt="Nuova legge per il credito al consumo" align="left" />In data <b>3 febbraio 2011</b> la Banca d’Italia ha fatto pubblicare sulla <b>Gazzetta Ufficiale n. 29</b> un <b>nuovo decreto</b> relativo alla regolamentazione del funzionamento delle operazioni di prestito. I nuovi provvedimenti attuati dalla Banca d’Italia riguardano in particolare le <b>società che concedono prestiti al consumo</b> le quali, da questo momento in poi, dovranno essere esclusivamente delle società di capitali e, prima di far sottoscrivere ai propri clienti un qualsiasi contratto, dovranno premurarsi di fornire delle informative molto chiare e particolareggiate sull’operazione, soprattutto per ciò che concerne i costi reali di cui il cliente dovrà farsi carico.<br />
Tale provvedimento quindi include delle <b>norme</b> che tendono a rendere attuabili il <b>decreto legislativo n. 141/2011</b> riguardante il credito al consumo.</p>
<p>Cerchiamo di vedere più nel <b>dettaglio</b> i punti specifici che queste norme andranno a regolamentare.</p>
<ol>
<li>Innanzitutto questo tipo di credito dovrà essere definito come <b>“credito ai consumatori”</b>, in quanto si intende sottolineare che il rapporto si stabilisce tra un consumatore appunto e la società che elargisce il prestito.</li>
<li>Se il consumatore ha chiesto tale prestito al fine di acquistare un bene, nel caso in cui tale bene si presenti difettoso o non venga recapitato, <b>il consumatore ha il diritto di non tenere più fede al pagamento delle rate</b> per l’importo finanziato a tale scopo, potendo pertanto recedere dal contratto firmato entro 15 giorni dal momento della firma stessa. 3.</li>
<li><b>I soggetti</b> che saranno preposti alla concessione di prestiti a consumatori dovranno necessariamente essere delle <b>società di capitali</b>.</li>
<li>Il <b>Taeg</b> (Tasso Annuo Effettivo Globale), cioè il tasso degli interessi reali da pagare a rate dovrà essere comprensivo anche di tutte le altre spese amministrative e di gestione del finanziamento.</li>
<li>Per quanto riguarda la promozione dei propri prodotti le società che offrono finanziamenti non devono in alcun modo proporre pubblicità ingannevoli per i consumatori, specificando chiaramente i costi reali connessi alla concessione di un eventuale prestito.</li>
<li>La società che elargisce il finanziamento ha il dovere di comunicare al consumatore un resoconto completo delle condizioni economiche alla base del loro accordo, con una periodicità al massimo annuale.</li>
</ol>
<p>Senza dubbio quindi le <b>nuove regole</b> stabilite dalla Banca d’Italia sono tutte rivolte a <b>tutelare il più possibile il consumatore</b> che ora potrà contare su una maggiore trasparenza e chiarezza nei contratti di prestito al consumo e soprattutto su un’informazione chiara ed estesa.</p>
<p>Anche la <b>privacy</b> del consumatore poi viene tutelata da queste nuove norme in quanto le banche dati con i dati personali dei creditori sono riservate all’accesso esclusivo dei soggetti creditizi i quali, tra l’altro, possono usare tali informazioni solo ed esclusivamente per valutare la solvibilità del soggetto richiedente e per chiarire se egli appartenga alla lista dei cattivi pagatori.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KFKVzoUc6ZiP5rQFNPZ5G0ztpa0/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KFKVzoUc6ZiP5rQFNPZ5G0ztpa0/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KFKVzoUc6ZiP5rQFNPZ5G0ztpa0/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KFKVzoUc6ZiP5rQFNPZ5G0ztpa0/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/prestitifinanziarinet/~4/CBOUCPpE7Qs" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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