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	<title>Prof 2.0 - Il Blog di Alessandro D'Avenia</title>
	<link>http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero</link>
	<description>Il Blog ufficiale di Alessandro D'Avenia, professore di liceo, scrittore, sceneggiatore e blogger.</description>
	<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 14:21:15 +0000</pubDate>
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		<title>Presentazioni &amp; incontri: Verona - Vigevano</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 14:20:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex d'avenia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[news]]></category>

		<category><![CDATA[romanzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Verona, Venerdì 22 ottobre 2010 ore 20.45
&#160;

Vigevano, sabato 23 ottobre ore 16.00  
&#160;

Copyright © 2008 This feed is for personal, non-commercial use only.  The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><font color="#FF6600">Verona, Venerdì 22 ottobre 2010 ore 20.45</font></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><font color="#000000"><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/anteprima-di.jpg" title="anteprima-di.jpg"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/anteprima-di.jpg" alt="anteprima-di.jpg" /></a></font></p>
<h2><a href="http://www.comune.vigevano.pv.it/informa/manifestazioni/premio-letterario-citta-di-vigevano" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.comune.vigevano.pv.it');"><font color="#FF6600">Vigevano, sabato 23 ottobre ore 16.00 </font></a><font color="#FF6600"> </font></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/vigevano.jpg" title="vigevano.jpg"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/vigevano.jpg" alt="vigevano.jpg" /></a></p>
<hr /><small>Copyright © 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/profduepuntozero/news/~4/adn222sADD8" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Lettera di un’alunna alla ricerca dell’anima (della scuola)</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 15:12:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex d'avenia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Colloqui con i genitori]]></category>

		<category><![CDATA[Direzione/Presidenza]]></category>

		<category><![CDATA[Lezioni]]></category>

		<category><![CDATA[Studenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si parla di scuola i ragazzi sono i grandi assenti. Vorrei allora dar voce alle loro lettere. Scrive una ragazza di un liceo toscano:
“Suona la sveglia. No! La scuola no! E invece sì. Faccio colazione, anzi no, sono talmente stufa che non ho neanche fame. Prendo l&#8217;autobus. L&#8217;ipod nelle orecchie per vedere se riesco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><font face="Palatino, serif"><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/schoolbellring.gif" title="schoolbellring.gif"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/schoolbellring.gif" alt="schoolbellring.gif" /></a></font>Quando si parla di scuola i ragazzi sono i grandi assenti. Vorrei allora dar voce alle loro lettere. Scrive una ragazza di un liceo toscano:</p>
<p align="JUSTIFY"><em>“</em><font face="Palatino, serif"><em>Suona la sveglia. No! La scuola no! E invece sì. Faccio colazione, anzi no, sono talmente stufa che non ho neanche fame. Prendo l&#8217;autobus. L&#8217;ipod nelle orecchie per vedere se riesco a ritrovare un po&#8217; di carica, ma è una causa persa in partenza perché so quello che mi aspetta. Sono a scuola e penso a come erano divertenti le lezioni quando ancora era tutto da imparare.  Adesso, invece, so che non mi aspetta nulla di nuovo. Nessun professore mi hai mai stupito o fatto qualcosa che mi abbia spinto a studiare volentieri. Se sono brava è solo perché ho paura di deludere i miei genitori. Faccio sempre quello che c&#8217;è da fare, ma mai una volta che abbia il desiderio di approfondire un argomento. A che scopo? Da come ne ha parlato la prof. dev&#8217;essere una noia mortale. Le lezioni sono sempre uguali, di qualsiasi materia si tratti. Provo ad ascoltare, ad appassionarmi, ma è inevitabile: mi annoio. Se almeno facessimo qualche attività ogni tanto. Ma hanno tagliato i fondi. La scuola non ha più un&#8217;anima. E, di conseguenza, come potrebbero averla gli alunni?”</em></font></p>
<p align="JUSTIFY"><font face="Palatino, serif">Questa ragazza sente la sua anima prosciugarsi. La molla che la spinge a studiare è la paura di non deludere i genitori, ma manca lo slancio per andare oltre. Manca, sulle carte geografiche del desiderio, una meta segnalata da adulti vivi, capaci di suscitare il fascino della navigazione: a che scopo? Senza un porto da raggiungere è inutile costruire una nave, un sapere che non aiuti a leggere la propria esistenza non interessa.</font></p>
<p align="JUSTIFY"><font face="Palatino, serif">Il poeta Claudel diceva: “i giovani sono fatti per l&#8217;eroismo non per il piacere”, ma dietro ogni eroe che si rispetti c&#8217;è una ricerca: Ulisse, Enea, Dante, Amleto&#8230; La mancanza di eroismo nei giovani dipende dall&#8217;incapacità della cultura di indicare una meta oltre l&#8217;orizzonte ristretto del piacere, che forse è ciò di cui ci accontentiamo troppo spesso noi adulti, confondendo la felicità con il benessere, stranamente compatibile con il consumo di antidepressivi, alcool, droghe&#8230; Ogni uomo “è creato per essere un nuovo inizio”, così un filosofo definiva la libertà: ai maestri è affidato il compito di far sì che quell&#8217;inizio venga varato e non si esaurisca prima ancora di aver cominciato.</font></p>
<p align="JUSTIFY"><font color="#000080"><u><a href="mailto:profduepuntozero@gmail.com"><font face="Palatino, serif">profduepuntozero@gmail.com</font></a></u></font></p>
<p align="JUSTIFY">&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY">La Nazione, Il Giorno, Il resto del Carlino - 17 ottobre 2010</p>
<hr /><small>Copyright © 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/profduepuntozero/news/~4/1EeznY3VGRk" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Quando saremo capaci di amare?</title>
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		<comments>http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/2010/10/16/6691/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 16 Oct 2010 13:38:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex d'avenia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Colloqui con i genitori]]></category>

		<category><![CDATA[Intervallo]]></category>

		<category><![CDATA[Lezioni]]></category>

		<category><![CDATA[Studenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la partecipazione alle Invasioni barbariche di ieri su La7 mi è tornata in mente questa canzone:


http://www.youtube.com/watch?v=2YT_U9j32aI

&#160;
Quando sarò capace d’amare
 probabilmente non avrò bisogno
 di assassinare in segreto mio padre
 né di far l’amore con mia madre in sogno.
 Quando sarò capace d’amare
 con la mia donna non avrò nemmeno
 la prepotenza e la fragilità
 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la partecipazione alle Invasioni barbariche di ieri su La7 mi è tornata in mente questa canzone:</p>
<p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f2a7cef5e9fc"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=2YT_U9j32aI">http://www.youtube.com/watch?v=2YT_U9j32aI</a></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><font size="3" face="Tahoma"><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/gaber03ha6.jpeg" title="gaber03ha6.jpeg"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/gaber03ha6.jpeg" alt="gaber03ha6.jpeg" /></a></font></em><em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">Quando sarò capace d’amare</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">probabilmente non avrò bisogno</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">di assassinare in segreto mio padre</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">né di far l’amore con mia madre in sogno.</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">Quando sarò capace d’amare</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">con la mia donna non avrò nemmeno</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">la prepotenza e la fragilità</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">di un uomo bambino.</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">Quando sarò capace d’amare</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">vorrò una donna che ci sia davvero</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">che non affolli la mia esistenza</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">ma non mi stia lontana neanche col pensiero.</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">Vorrò una donna che se io accarezzo</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">una poltrona, un libro o una rosa</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">lei avrebbe voglia di essere solo</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">quella cosa.</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">Quando sarò capace d’amare</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">vorrò una donna che non cambi mai</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">ma dalle grandi alle piccole cose</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">tutto avrà un senso perché esiste lei.</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">Potrò guardare dentro al suo cuore</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">e avvicinarmi al suo mistero</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">non come quando io ragiono</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">ma come quando respiro.</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">Quando sarò capace d’amare</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">farò l’amore come mi viene</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">senza la smania di dimostrare</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">senza chiedere mai se siamo stati bene.</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">E nel silenzio delle notti</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">con gli occhi stanchi e l’animo gioioso</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">percepire che anche il sonno è vita</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">e non riposo.</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">Quando sarò capace d’amare</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">mi piacerebbe un amore</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">che non avesse alcun appuntamento</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">col dovere</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">un amore senza sensi di colpa</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">senza alcun rimorso</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">egoista e naturale come un fiume</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">che fa il suo corso.</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">Senza cattive o buone azioni</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">senza altre strane deviazioni</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">che se anche il fiume le potesse avere</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">andrebbe sempre al mare.</font></font></font></em></p>
<p align="LEFT"> <em><font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">Così vorrei amare.</font></font></font></em></p>
<p><em><font face="Tahoma" size="3"> </font></em></p>
<hr /><small>Copyright © 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/profduepuntozero/news/~4/Vv0WxuOQ868" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Ogni volto è un volto sacro</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 15:06:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex d'avenia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Colloqui con i genitori]]></category>

		<category><![CDATA[Lezioni]]></category>

		<category><![CDATA[Sala Prof]]></category>

		<category><![CDATA[Studenti]]></category>

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		<description><![CDATA[
 Il poeta Rilke s’imbatte in una elemosinante. L’amico che lo accompagna le dà uno spicciolo. Rilke tira dritto, ma giunto presso un fioraio compra una rosa e di ritorno solleva la donna e gliela regala. Il poeta coglie la sacralità ferita di quella donna, difende la sua dignità di “amata”, sacralità e dignità che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><font face="Palatino, serif"><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/maschere1.jpeg" title="maschere1.jpeg"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/maschere1.jpeg" alt="maschere1.jpeg" /></a></font></p>
<p align="JUSTIFY"> <font color="#222222"><font face="Palatino, serif"><font size="3">Il poeta Rilke s’imbatte in una elemosinante. L’amico che lo accompagna le dà uno spicciolo. Rilke tira dritto, ma giunto presso un fioraio compra una rosa e di ritorno solleva la donna e gliela regala. Il poeta coglie la sacralità ferita di quella donna, difende la sua dignità di “amata”, sacralità e dignità che l’anonimo spicciolo privo di uno sguardo negli occhi non riesce ad abbracciare e restituire. I poeti, con i bambini e i santi, sono i custodi del mistero. «Ora che nelle fosse / con fantasia ritorta / e mani spudorate dalle fattezze umane l’uomo lacera / l’immagine divina»: un altro poeta, Ungaretti, scorge, nelle deportazioni della II guerra mondiale, mani folli che strappano via dal volto umano ciò che lo rende umano: l’essere immagine di Dio.</font></font></font></p>
<p align="JUSTIFY"><font color="#333333"><font face="Palatino, serif"><font size="3">Di questo dobbiamo parlare quando accadono eventi meno apocalittici, ma non meno tragici come il coma del tassista o della donna rumena sfigurati da mani folli. Si leveranno malinconiche voci a significare nella modalità del piagnisteo o dello sdegno che la civiltà è al capolinea&#8230; Si girerà, in modo politicamente corretto, attorno all’unico vero problema centrato dai poeti: dove va a finire &#8220;la persona&#8221; se non vediamo più qualcosa di sacro nel volto &#8220;delle persone&#8221;? La perdita del senso del sacro nel quotidiano è la più grande tragedia della cultura contemporanea, la tragedia che ha causato nel secolo più ateo della storia due guerre mondiali.</font></font></font></p>
<p align="JUSTIFY"> <font color="#333333"><font face="Palatino, serif"><font size="3">Tutti inorridiamo di fronte a casi come quelli descritti. Ma tutti noi, convinti di essere signori di minuscoli regni, soli al centro del creato, disprezziamo le persone che affollano il &#8220;nostro&#8221; vagone del metrò, intralciano la &#8220;nostra&#8221; coda al supermercato. Tutte le volte che non riusciamo a scorgere nell’altro una persona degna di tutta la nostra attenzione, la diminuiamo e diventiamo potenziali &#8220;omicidi&#8221;. Ma esiste un antidoto.</font></font></font></p>
<p align="JUSTIFY"> <font color="#333333"><font face="Palatino, serif"><font size="3">La novità del cristianesimo, la vera buona notizia, è che Dio ha un volto umano e tutti gli uomini hanno quello stesso volto. Non è questione di &#8220;tolleranza&#8221;o &#8220;simpatia&#8221;, assolutamente insufficienti a sentire la realtà dell’altro tutto intero, ma è questione di &#8220;empatia&#8221;: sentire l’altro come qualcuno dotato della mia stessa dignità. Nella coda al supermercato la donna piena di pacchi non è una potenziale nemica da sconfiggere, ma qualcuno che ha una storia sacra, perché la storia di ogni uomo è sacra, perché quell’uomo è voluto dall’eternità da Dio. Questa è la configurazione esistenziale di base del cristiano. Solo il cristianesimo ha la pretesa folle di trasformare quelli nel traffico con me da nemici da eliminare a figli dello stesso Padre e quindi fratelli con difficoltà e problemi importanti persino più dei miei.</font></font></font></p>
<p align="JUSTIFY"> <font color="#333333"><font face="Palatino, serif"><font size="3">Persona: volto di Dio. Per gli antichi era solo la maschera dell’attore. Cristo ha reso quella maschera il volto stesso di Dio, riconoscibile più direttamente nel debole (l’anziana in piedi, l’elemosinante in ginocchio, il barbone coricato&#8230;), ma presente in ogni volto umano (il manager abbronzato, lo studente svogliato, la portinaia chiacchierona&#8230;). Persona deriva dal lasciare passare il suono della voce amplificandolo (per-sonare): con la venuta di Dio in un volto la persona si riempie della voce stessa di Dio. Il volto dell’uomo amplifica l’immagine di Dio e lo rende tangibile.</font></font></font></p>
<p align="JUSTIFY"> <font color="#333333"><font face="Palatino, serif"><font size="3">Una cultura, priva del mistero cristiano, non perde Dio, ma perde l’uomo, suo vero volto. Non è un caso che Benedetto XVI abbia parlato nel recente documento &#8220;Ovunque e sempre&#8221; della necessità di una nuova evangelizzazione, non solo dove il volto di Cristo non è noto, ma soprattutto dove è stato sradicato: «Si è verificata una preoccupante perdita del senso del sacro, giungendo persino a porre in questione quei fondamenti che apparivano indiscutibili&#8230; Se tutto ciò è stato salutato da alcuni come una liberazione, ben presto ci si è resi conto del deserto interiore che nasce là dove l’uomo, volendosi unico artefice della propria natura e del proprio destino, si trova privo di ciò che costituisce il fondamento di tutte le cose».</font></font></font></p>
<p align="JUSTIFY"> <font color="#333333"><font face="Palatino, serif"><font size="3">Un pagano scorgendo il modo di comportarsi dei primi cristiani commentava: «Guarda come si amano!». Riportare nella maschera vuota di una cultura senza Dio la pienezza del volto di Cristo e quindi del Creatore è il compito dei cristiani anche oggi, in una cultura secolarizzata che, come diceva il poeta: «Per pensarti, Eterno, / non ha che le bestemmie».</font></font></font></p>
<p align="JUSTIFY">&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.avvenire.it/Commenti/OGNI+VOLTO+VOLTO+SACRO_201010130721443300000.htm" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.avvenire.it');">Avvenire, 13 ottobre 2010</a></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/avvenire-editoriale-13-ott-2010.jpg" title="avvenire-editoriale-13-ott-2010.jpg">articolo.jpg</a></p>
<hr /><small>Copyright © 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/profduepuntozero/news/~4/zyumRh-rG7w" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Lettera da una scuola vera</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Oct 2010 11:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex d'avenia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Colloqui con i genitori]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi è giunta questa mail da una ragazza di un liceo di Napoli. Mi sembra possa servire a molti disfattisti&#8230;
 
Caro Prof,
	durante fase di “Brain storming” che ha preceduto la stesura di questa lettera, ho pensato a decine di possibili introduzioni che non trasmettessero l’idea di banale, scontato o già sentito… Dietro questa mail c’è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/calvin_dreams.gif" title="Calvin School"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/calvin_dreams.gif" alt="Calvin School" /></a>Mi è giunta questa mail da una ragazza di un liceo di Napoli. Mi sembra possa servire a molti disfattisti&#8230;</p>
<p><font face="Palatino, serif"> </font><font face="Palatino, serif">
<p align="JUSTIFY"><font face="Palatino, serif">Caro Prof,</font></p>
<p align="JUSTIFY">	durante fase di “Brain storming” che ha preceduto la stesura di questa lettera, ho pensato a decine di possibili introduzioni che non trasmettessero l’idea di banale, scontato o già sentito… Dietro questa mail c’è un lavoro decisamente più lungo… almeno quanto il tam-tam che ho scatenato a scuola dopo aver letto il tuo libro e tutto ciò che è stato pubblicato dopo.</p>
<p align="JUSTIFY"><font face="Palatino, serif">Avevi ragione, i libri creano connessioni: ho proposto “Bianca” (mi prendo una licenza sul titolo) alla mia insegnante del Ginnasio (di cui mi sento onorata di essere stata una componente, negli ultimi anni prima del pensionamento di quest’anno), e a quella attuale del Liceo, e in due ore era già il testo consigliato (anche tu dai alla parola “consigliato” lo stesso significato di tutti i tuoi colleghi insegnanti?) per le vacanze. Il punto, adesso, è che nessuno si accontenta più SOLO di leggere quello che scrivi. E, ciò che è peggio, se ai compagni ancora ancora puoi spiegare che esiste un blog in cui pubblichi articoli che ci aiutano a sentirci un pò meno “orfani” del Sognatore e ci stanno traghettando lentamente verso il secondo romanzo, con le insegnanti diventa praticamente impossibile. Diciamo che il formato 2.0 non e’ proprio quello a cui sono più affini. L’ideale sarebbe perciò poter avere un confronto diretto con te (e io, per il merito di averti consigliato, credo di esserne diventata automaticamente la referente), e avere l’onore di riceverti nella nostra Aula… che non è stato possibile definire “Magna” per le sue dimensioni, e allora si e’ ripiegato su “Blu”. E benvenuti al Liceo ***.</font></p>
<p align="JUSTIFY">Sì, è vero, siamo la scuola delle strutture inadeguate, dell’orario che conta un tale numero di variabili da non tornare mai,  della fotocopiatrice rotta un giorno sì e un giorno no (ma quando funziona vuoi che non manchi la carta?), degli studenti pendolari (me compresa) ai quali i licei dei quartieri “bene” hanno senza troppi complimenti consigliato di rivolgersi altrove, barricandosi dietro il pretesto della “platea”. Ma, al di là di questo (e so che un prof come te condivide con me l’idea che si tratti davvero di poco), siamo anche una scuola, LA scuola, perché per me è talmente speciale da considerarla l’unica, con Insegnanti davvero provocatori e Studenti con nostalgia del futuro.</p>
<p align="JUSTIFY">Ah, nel quadro della situazione scolastica generale devo aver mancato un piccolo particolare… il bilancio, che sarebbe disastroso se solo non fosse tendente a 0; particolare che sarebbe da discutere se volessi dedicarci, uno di questi giorni, un pò del tuo tempo: ci servirebbe in quel caso un preventivo delle spese, a cui far seguire un iter burocratico lunghissimo per poi arrivare alla conclusione che in qualche modo si farà, come abbiamo sempre fatto. Vuol dire che per ospitare te taglieremo per un po’ sulle fotocopie .</p>
<p align="JUSTIFY">Io intanto, nell&#8217;attesa di una tua risposta, non posso fare altro che ringraziarti, per molto, molto più del solo tempo dedicato a leggere questa lettera.</p>
<p align="JUSTIFY">	***</p>
<p align="JUSTIFY"><font face="Palatino, serif">p.s. …gli studenti sono interessati, ma le insegnanti CI TENGONO… Vedi che cosa si può fare.</font></p>
<p></font></p>
<hr /><small>Copyright © 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/profduepuntozero/news/~4/x5SLOMEU22U" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Presentazione a Brescia</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 18:03:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex d'avenia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[news]]></category>

		<category><![CDATA[romanzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 8 ottobre - Fiera del libro 2010
&#160;
ore 10.00 - Incontro con i ragazzi dei licei presso il salone Vanvitelliano di palazzo Loggia
ore 19.00 - Incontro con il pubblico, piazza Paolo VI

Copyright © 2008 This feed is for personal, non-commercial use only.  The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.comune.brescia.it/Eventi/ComunicatiStampa/ComunicatiStampa2010/fieraLibro2010.htm" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.comune.brescia.it');"><strong>Venerdì 8 ottobre - </strong></a><a href="http://www.comune.brescia.it/Eventi/ComunicatiStampa/ComunicatiStampa2010/fieraLibro2010.htm" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.comune.brescia.it');"><font color="#000000">Fiera del libro 2010</font></a></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><font color="#FF6600">ore 10.00</font> - Incontro con i ragazzi dei licei presso il salone Vanvitelliano di palazzo Loggia</strong></p>
<p><strong><font color="#FF6600">ore 19.00 </font>- Incontro con il pubblico,</strong><strong> piazza Paolo VI</strong></p>
<p><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/brescia.jpg" title="brescia.jpg"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/brescia.jpg" alt="brescia.jpg" /></a><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/fieralibro.jpg" title="fieralibro.jpg"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/fieralibro.jpg" alt="fieralibro.jpg" /></a></p>
<hr /><small>Copyright © 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/profduepuntozero/news/~4/hMF1H6mf0Tc" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Giornata mondiale dell’insegnante</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 15:58:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex d'avenia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Colloqui con i genitori]]></category>

		<category><![CDATA[Lezioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Un rabbino dice che quando un uomo arriva nell&#8217;altro mondo gli viene domandato: “Chi è stato il tuo maestro e cosa hai appreso da lui?”.
Chi insegna, dice. Chi dice, mostra. “Dire” deriva dal greco “mostrare”, “indicare”. Ciascuno uomo parlando è maestro. La parola è strumento pedagogico per eccellenza. Non esiste disciplina senza maestri e discepoli: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><font face="Palatino, serif"><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/mela.jpg" title="mela.jpg"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/mela.jpg" alt="mela.jpg" /></a>Un rabbino dice che quando un uomo arriva nell&#8217;altro mondo gli viene domandato: “Chi è stato il tuo maestro e cosa hai appreso da lui?”.</font></p>
<p align="JUSTIFY"><font face="Palatino, serif">Chi insegna, dice. Chi dice, mostra. “Dire” deriva dal greco “mostrare”, “indicare”. Ciascuno uomo parlando è maestro. La parola è strumento pedagogico per eccellenza. Non esiste disciplina senza maestri e discepoli: la conoscenza è trasmissione. Anche Dio nel farsi uomo ha scelto l&#8217;identità sociale di falegname prima (imparando da un padre) e di maestro dopo (dicendo il Padre).</font></p>
<p align="JUSTIFY"><font face="Palatino, serif">La giornata mondiale del professore è la giornata mondiale di chiunque usi la parola per indicare il mondo a qualcun altro: dai genitori al passante che risponde ad una domanda (sarà per questo che ci dispiace così tanto quando non sappiamo esaudire una richiesta di informazioni stradali?).</font></p>
<p align="JUSTIFY"><font face="Palatino, serif">Le cose stanno così perchè la struttura stessa del mondo è pedagogica: mostra senza costringere. Pedagogo è colui che guida il bambino, il ragazzo verso sé stesso. Agli occhi del Creatore siamo bambini guidati a sé stessi e di riflesso a lui, che ha ripetuto spesso che solo i bambini accedono. Se questo è vero, se il Creatore è anche il Bene onnipotente, la struttura stessa del mondo è una continua pedagogia pratica che ci conduce a ciò che – sembra assurdo – resistiamo a fare di più: vivere. <em>Sono venuto perchè abbiano la vita e l&#8217;abbiano in abbondanza, </em>diceva.</font></p>
<p align="JUSTIFY"><font face="Palatino, serif">Vivere è perdere la paura. Il principio di opposizione alla struttura pedagogica del mondo è la nostra resistenza ad amare e ad essere amati. Pur avendone un bisogno primordiale, resistiamo. Resistiamo ad essere amati per paura che chi ci ha dato la vita non sia Padre ma tiranno, pronto a strapparci ciò che abbiamo (il servo che riceve un solo talento ha paura di un “padrone” che miete dove non ha seminato). Sospettiamo del padre e quindi sospettiamo della libertà. <em>Liberus</em> in latino vuol dire figlio: senza libertà non si vive, ma solo da figli si è liberi. Resistiamo ad amare, perchè il senso dell&#8217;amore è dono di sé, e questo richiede un&#8217;uscita continua da sé, per fare degli altri il centro dell&#8217;universo anziché di noi stessi. Ma questo fa paura perchè richiede creatività e sforzo quotidiani.</font></p>
<p align="JUSTIFY"><font face="Palatino, serif">In entrambi i casi è la paura che ci frena o vince. Ma la realtà – <em>l&#8217;amore che per l&#8217;universo si squaderna</em> direbbe Dante - sembra fatta per abbattere il muro di paura. “Dio è iconoclasta”, diceva Lewis nel <em>Diario di un dolore</em>: spezza tutte le immagini finte, gli idoli che costruiamo e imbrigliano la nostra capacità di amare ed essere amati. A noi resta la libertà di scegliere se arrenderci all&#8217;amore o no, se muoverci verso il polo della paternità o rintanarci in quello della solitudine.</font></p>
<p align="JUSTIFY"><font face="Palatino, serif">Il maestro, dopo e insieme ai genitori, partecipa alla struttura pedagogica del mondo più di chiunque altro. Il professore è chiamato ad essere in una stessa persona padre e madre. Quando un papà lancia il bimbo in aria, la mamma preoccupata chiede al marito di metterlo giù. La madre tiene il figlio ancorato a terra, lo protegge, il padre lo lancia nel futuro, nell&#8217;ignoto, spingendolo a credere nelle proprie capacità. Solo questo sguardo duplice rende i ragazzi capaci di stare al mondo essendo sé stessi: comprensione e sfida, attenzione e slancio.</font></p>
<p align="JUSTIFY"><font face="Palatino, serif">Quando il mio professore di lettere mi prestò la sua edizione del poeta da lui preferito dicendomi “Questo tu lo puoi capire”, accelerava la mia percezione della struttura paterna e materna della realtà e quindi della libertà. Vedeva una mia qualità ancora tenue e la incoraggiava riponendo in essa una fiducia maggiore di quello che in quel momento valeva. Quel libro mi obbligò a scoprire la bellezza della poesia senza obbligarmi. Faceva nascere la libertà di impegnarmi da un <em>surplus</em> di fiducia, che nello stesso atto mi comprendeva e mi lanciava nel futuro. Madre e padre insieme.</font></p>
<p align="JUSTIFY"><font face="Palatino, serif">Ogni professore, che lo voglia o no, è chiamato a porre questo sguardo sul proprio alunno. Gli psicologi lo chiamano effetto Pigmalione, il famoso sculture mitico che creò una donna tanto bella da innamorarsene e da costringerla a diventare di carne e ossa, tale era il suo amore. È ormai assodato che uno studente “non amato” dal suo professore andrà male, indipendentemente dalle sue capacità.</font></p>
<p align="JUSTIFY"><font face="Palatino, serif">Insegnare è mettersi al servizio di ciò che di più vitale ha un essere umano, conservare e proteggere il nocciolo più intimo di una persona. Un insegnamento scadente, una pedagogia improvvisata, uno stile di istruzione cinico nei suoi obiettivi puramente utilitari, sono rovinosi, distruggono la speranza alle radici, sono un assassinio.</font></p>
<p align="JUSTIFY"><font face="Palatino, serif">I genitori sono, con il loro amore unito, la grande risorsa pedagogica del mondo. I professori partecipano a questa pedagogia per privilegio e alleanza. Il loro sguardo può contribuire a trasformare una statua in un uomo, a rendere un ragazzo libero di essere sé stesso. Felice.</font></p>
<p align="JUSTIFY">&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.avvenire.it/Commenti/giornata+mondiale+insegnante+davenia_201010050705471300000.htm" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.avvenire.it');">Avvenire, 5 ottobre 2010</a></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/senza-titolo.jpg" title="Aricolo.jpg">Articolo.jpg</a></p>
<hr /><small>Copyright © 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/profduepuntozero/news/~4/oq15DoPaKdM" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Ricordi di carne e sangue</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 18:25:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex d'avenia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Biblioteca]]></category>

		<category><![CDATA[Lezioni]]></category>

		<category><![CDATA[Sala Prof]]></category>

		<category><![CDATA[Studenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Provate a recuperare dalla vostra memoria quel che ricordate dei vostri anni scolastici nel rapporto con i vostri professori. La nostra memoria, umanissima, sa dimenticare rapidamente ciò che non serve alla polpa della vita e conserva solo quel che si è trasformato, nel bene o nel male, in carne e sangue.

Ci sono tre cose che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Provate a recuperare dalla vostra memoria quel che ricordate dei vostri anni scolastici nel rapporto con i vostri professori. La nostra memoria, umanissima, sa dimenticare rapidamente ciò che non serve alla polpa della vita e conserva solo quel che si è trasformato, nel bene o nel male, in carne e sangue.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/8804474076.jpeg" title="8804474076.jpeg"></a></p>
<p align="JUSTIFY">Ci sono tre cose che non dimenticherò mai del mio professore di lettere al liceo, Mario Franchina. Non ricordo le date di nascita e morte dei poeti, la trigonometria e la formula del clorato di potassio&#8230; ma ricordo i momenti in cui quest&#8217;uomo insegnava davvero. Ho tre ricordi in particolare.</p>
<p align="JUSTIFY">Quando spiegava Dante, cominciava a balbettare e prima di perdere del tutto la parola perdeva la grammatica. Una volta si emozionò a tal punto da urlare tra le risa generali: “Lo&#8230; lo&#8230; lo&#8230; più grande poeta di tutti i tempi”. Testimoniava l&#8217;ineffabilità di Dante perdendo la parola. Ci faceva capire che la parola è il dono più grande e terribile che abbiamo a disposizione.</p>
<p align="JUSTIFY">Il sabato ad ultima ora, a volte, si presentava con un ridicolo stereo portatile molto anni novanta. Non si faceva lezione, si ascoltava Beethoven. Non c&#8217;erano programmi, interrogazioni. C&#8217;era la bellezza che gli gonfiava il cuore e voleva condividere. Valeva molto più di qualsiasi lezione teorica sul romanticismo. Ci faceva toccare la bellezza, invece di spiegarcela.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/8804474076.jpeg" title="8804474076.jpeg"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/8804474076.jpeg" alt="8804474076.jpeg" /></a>Un giorno in seconda liceo mi chiamò alla fine della lezione. Come un carbonaro mi diede un libro ingiallito dicendo “Tu questo potresti amarlo”. Si trattava della sua edizione di poesie di H<font face="Times New Roman, serif">ö</font>lderlin. Mi fece giurare che glielo avrei restituito. Tornai a casa e mi immersi in quel grande atto di fiducia. Era un poeta difficile e per certi versi noioso. Ma avevo una responsabilità: dovevo rispondere ad una chiamata di qualcuno che aveva fiducia in me. Mi perdevo a leggere le annotazioni a matita che il mio professore aggiungeva accanto ad alcuni versi. Toccavo la sua vita che rispondeva alla chiamata del poeta, assistevo a questo dialogo e ne diventavo parte. Rimasi fregato: fu uno dei motivi per cui decisi di diventare professore. Quel professore mi riteneva capace di partecipare alle cose grandi, mi dava fiducia. Faceva nascere la responsabilità dalla libertà e non viceversa. Leggevo volentieri, liberamente sceglievo di leggere, anche se era lui ad avermi dato un libro. Mi obbligava senza obbligo. Mi faceva capire dove mi sentivo a casa.</p>
<p align="JUSTIFY">In questi tre ricordi per me è racchiuso il segreto dell&#8217;insegnamento.</p>
<p align="JUSTIFY">Insegnare è testimoniare che quello che insegno mi cambia la vita.</p>
<p align="JUSTIFY">Insegnare è permettere ad altri di toccare più rapidamente quello che è costato studio, tempo, fatica.</p>
<p align="JUSTIFY">Insegnare è promuovere la responsabilità dei ragazzi a partire dai loro punti di forza ancora fragili.</p>
<p align="JUSTIFY">Insegnare è insegnare ad essere liberi.</p>
<p align="JUSTIFY">&nbsp;</p>
<p><strong><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/10/articolo.jpg" title="articolo.jpg">articolo.jpg</a> Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione del 3 ottobre 2010</strong></p>
<hr /><small>Copyright © 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/profduepuntozero/news/~4/XpjDK1NnCuI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Cuori freddi, teste calde</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 10:55:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex d'avenia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Colloqui con i genitori]]></category>

		<category><![CDATA[Lezioni]]></category>

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I RAGAZZI E I PROFESSORI: PRIMA LA MERAVIGLIA POI LA CONOSCENZA
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«Noi ragazzi necessitiamo di appassionarci a qualcosa, allo studio in particolare. Non vogliamo quella stramaledetta lezione da imparare a memoria, per poi rimuoverla una volta interrogati. Vogliamo fare nostro quello che studiamo. Vogliamo che ci entri nelle vene, nel sangue, in ogni più piccola cellula [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.avvenire.it/Commenti/davenia+cuori+freddi_201009250742491600000.htm" title="26455_384006023549_330177483549_3723023_4887868_n.jpeg" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.avvenire.it');"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/09/26455_384006023549_330177483549_3723023_4887868_n.jpeg" alt="26455_384006023549_330177483549_3723023_4887868_n.jpeg" /></a></h2>
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<p>&nbsp;</p>
<h3></h3>
<p>«Noi ragazzi necessitiamo di appassionarci a qualcosa, allo studio in particolare. Non vogliamo quella stramaledetta lezione da imparare a memoria, per poi rimuoverla una volta interrogati. Vogliamo fare nostro quello che studiamo. Vogliamo che ci entri nelle vene, nel sangue, in ogni più piccola cellula del nostro corpo». </p>
<p>Non sono frasi di un romanzo di fantascienza, ma le parole che mi ha scritto una diciassettenne, stanca dopo quattro anni di liceo privi di passione. Passione: l’unica strategia didattica necessaria per un professore. Solo la passione incanta, perché solo la vita incanta. Lo provano gli occhi.</p>
<p>Due sono le occasioni in cui si dilatano le pupille di un mio studente: quando è toccato dalla bellezza o dopo aver fumato una canna. Mi ha sempre affascinato questo impeto del corpo che chiede agli occhi di lasciare entrare più realtà. La bellezza è l’innesco dell’esplosione che dilata le pupille: riscalda il cuore che spinge gli occhi ad aprirsi di più, per bere di più. Se la bellezza si nasconde, il cuore si gela. Certi ragazzi, all’incanto della realtà, capolavoro di luci e ombre, preferiscono l’incantesimo di una canna, finito l’effetto della quale l’incantesimo svanisce, il ghiaccio si rapprende, più duro di prima: la realtà è cacciata via, l’alunno è assente. Ma la bellezza si nasconde o qualcuno l’ha nascosta?</p>
<p>Dante avvicinandosi al centro dell’inferno non trova il fuoco, ma lande di ghiaccio e occhi cuciti dal gelo. Certi ragazzi cercano di ammorbidire il ghiaccio del cuore surriscaldandolo con artifici virtuali o alcolici, &#8220;stupefacendosi&#8221; invece di stupirsi. Diventano incapaci di sperimentare il calore buono della vita quotidiana, gravida di estasi appaganti in una pagina, in un volto, in un panorama, in una sfida, in un’amicizia. I professori sono capaci di queste estasi? Adulti dal cuore freddo e la testa calda possono testimoniarle?</p>
<p>I professori - si chiamano così perché &#8220;professano&#8221;, come una fede, la loro materia - possono invertire i poli, riportando il calore nel cuore dei ragazzi e la freddezza nelle loro teste. Come?</p>
<p>Con la passione per la loro materia, per la vita propria e dei ragazzi. Con una ragione capace di leggere la realtà personale e quella degli studenti. I professori intelligenti studiano (<em>studium</em> vuol dire passione) volta per volta, classe per classe: la passione per essere reale comporta un patire. Solo così possono trasformare una lezione in &#8220;questa&#8221; lezione che entra nelle vene, nel sangue, perché è entrata prima nelle loro vene, nel loro sangue. La vita passa ai ragazzi se c’è vita nel professore, se testimonia con la sua vita, che patisce, che ciò che insegna lo coinvolge. Un professore di italiano che non ama scrivere non riesce a insegnare a scrivere. Un professore di matematica che non ama la simmetria dei petali di una rosa non riesce a insegnare la formula della sezione aurea. Solo un cuore caldo ne riscalda un altro. Solo una mente fredda ne guida un’altra.</p>
<p>In una casa di produzione cinematografica mi hanno detto che ho scritto un libro trasgressivo. Ho chiesto il perché. «C’è un professore che ama il suo lavoro». Trasgredire oggi è essere normali.</p>
<p>Per questo auguro a tutti i miei colleghi di &#8220;trasgredire&#8221; molto. Trasgredire con la passione per una poesia, per un teorema, per il filo di rame di un circuito, per la vita di una stella e quella di una cellula. Solo dei professori &#8220;trasgressori&#8221; porteranno la vita in classe, perché la loro materia diventa il banco di prova della loro vita e solo in seconda battuta della vita dei propri alunni.</p>
<p>«La nostra epoca è un’epoca di sovreccitazione, non è un’epoca di passione; si surriscalda continuamente perché sente di non essere calda - in fondo ha freddo». Lo dice Nietzsche smascherando l’agitazione e la tiepidezza borghesi: dobbiamo riportare la passione nelle nostre vite.</p>
<p>La nostra epoca iper-sentimentale è paradossalmente fredda, ha quindi bisogno di sovreccitarsi artificialmente. Una cultura dal cuore caldo può restituire ai ragazzi lo stupore del quotidiano: si accede alla loro testa solo attraverso il rapimento della bellezza. Prima viene la meraviglia, poi la conoscenza: lo diceva Aristotele e nulla è cambiato. Ma la meraviglia ha bisogno di testimoni: i professori possono cambiare una cultura intera. In Italia sono quasi un milione: la rivoluzione è dietro l’angolo. Basta preparare la lezione come fosse la prima: patire e appassionare.</p>
<p>Solo così renderemo i nostri ragazzi &#8220;cuori pensanti&#8221;: se lo siamo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.avvenire.it/Commenti/davenia+cuori+freddi_201009250742491600000.htm" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.avvenire.it');">Avvenire, 25 settembre 2010</a></p>
<hr /><small>Copyright © 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/profduepuntozero/news/~4/9em1vdRy7Dw" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Contro la letteratura</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 08:40:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex d'avenia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Lezioni]]></category>

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		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Milano - mercoledì 29 settembre - ore 19.00

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<p><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/09/invito_rondonilogo.jpg" title="Contro la letteratura"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/profduepuntozero/files/2010/09/invito_rondonilogo.jpg" alt="Contro la letteratura" /></a></p>
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