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	<title>Punto Estetico</title>
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		<title>Decreto Dignità: le nostre 16.000 imprese stanno con Di Maio e Salvini, serve alla crescita del nostro paese. Le associazioni di categoria non rappresentano gli interessi delle imprese ma solo i propri e quelli dei “trombati” dalla politica.</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jul 2018 14:15:33 +0000</pubDate>
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	Siamo stanchi di sentire sedicenti associazioni di categoria che attaccano Di Maio e Salvini sul decreto dignità in nome degli industriali, artigiani, dei commercianti e dei lavoratori. Parlano del decreto dignità, facendo credere che tutte le imprese siano contro questo decreto. Ma come si permettono di parlare in nome di chi non rappresentano. Da un [&#8230;]]]></description>
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	<p>Siamo stanchi di sentire sedicenti associazioni di categoria che attaccano Di Maio e Salvini sul decreto dignità in nome degli industriali, artigiani, dei commercianti e dei lavoratori. Parlano del decreto dignità, facendo credere che tutte le imprese siano contro questo decreto. Ma come si permettono di parlare in nome di chi non rappresentano.</p>
<p>Da un recente sondaggio, l’82,41% degli imprenditori conoscono poco il decreto dignità e per noi non lo conoscono nemmeno la stragrande maggioranza dei consulenti e alcuni giornalisti.</p>
<p><strong>Ma di che si parla? </strong></p>
<p>La discussione del decreto dignità si è focalizzata prevalentemente sui <strong>contratti a termine, anche se prevede molto altro. </strong>I contratti a termine prima duravano 36 mesi ora 24 mesi, prima si potevano fare 5 rinnovi oggi 4 e dopo il primo contratto a termine di 12 mesi, si devono inserire le causali.</p>
<p><strong>“<u>Gli imprenditori sono contenti</u>”: chi vuole essere competitivo e vuole far crescere la propria azienda utilizza i contratti a tempo indeterminato, magari preceduti da un contratto a termine di 12 mesi, così come è previsto nel decreto dignità. </strong>In buona sostanza nulla di così catastrofico nel decreto dignità eppure c’è chi strumentalizza il nulla.</p>
<p><strong>Una vera perversione italiana!</strong></p>
<p>La strumentalizzazione che queste sedicenti associazioni stanno mettendo in atto è talmente ridicola, che mi vergogno di essere italiano. Millantano la rappresentanza e nel 2018 c’è ancora chi gli crede.</p>
<p>Questo scandalo deve finire… queste associazioni prima di aprire bocca su una categoria devono dimostrare, con i fatti, di rappresentarla legittimamente, altrimenti rischiano anche delle denunce pesanti, che nei prossimi mesi non escludiamo di fare.</p>
<p><strong><u>QUESTE ASSOCIAZIONI RAPPRESENTANO SOLO GLI INTERESSI PROPRI E NON QUELLI DELLE IMPRESE CHE DICONO DI RAPPRESENTARE.</u></strong></p>
<p>CNA e CONFARTIGIANATO hanno perso la stima delle imprese, hanno perso le imprese eppure continuano a far finta di nulla, continuano a millantare rappresentanze che non hanno più da decenni e continuano a chiedere nuove leggi ad hoc a discapito degli associati che dicono di rappresentare, mentre in realtà sono leggi che portano vantaggi solo ai loro interessi personali.</p>
<p>Che queste associazioni stiano con una parte politica precisa è ormai risaputo, però se ne devono fare una ragione, il governo è stato eletto dal popolo ed oggi Lega e M5S insieme valgono più del 60%, vuol dire che 28.200.000 di italiani du 42.000.000 apprezzano il loro lavoro; ci si chiede come si permettano queste associazioni prive di mandato di rappresentanza di far credere l’incredibile anche sul decreto dignità.</p>
<p>Oltre a questi carrozzoni, ci si mette anche una parte della stampa, che sta dalla stessa parte politica, che cavalca la protesta contro questo governo, portando come argomentazioni <strong>IL NIENTE.</strong></p>
<p>La stampa di questi giorni, assurdo da leggere, ma questo scrive: La Repubblica: “quel pezzo di nord ultraleghista che si ribella alla linea Salvini”, oppure Libero: DISASTRO GRILLINO – Imprenditori e operai d’accordo: Di Maio aumenta la precarietà.</p>
<p><u>Usare 600 imprenditori veneti</u>, che rappresentano lo 0.01% delle imprese italiane per cavalcare la protesta, dimostra ancora una volta quanto CONFINDUSTRIA non conti più nulla. Un’associazione di tutto rispetto, come la Bundesverband der Deutschen Industrie, (Federazione delle Industrie Tedesche) non avrebbe mai fatto scrivere a 600 imprenditori una lettera di protesta così assurda, ma avrebbe scritto in prima persona le vere motivazioni di dissenso, che ovviamente non ci sono.</p>
<p>Quando un’associazione non conta nulla, fa sottoscrivere le singole comunicazioni ai propri associati. Viva l’Italia!</p>
<p>Al presidente Massimo Finco, che attacca Di Maio dicendo «non ha mai lavorato in vita sua» e se la prende anche con il presidente della Regione, il leghista Luca Zaia, dicendo: «che non può far finta di niente in cambio di un barcone di immigrati in meno».</p>
<p>Al presidente Massimo Finco vorrei chiedere:</p>
<p><strong>Per Industry 4.0, vi servono contratti a termine oltre 24 mesi e 5 rinnovi? </strong></p>
<p><strong>La vostra visione di questo paese è avere più immigrati analfabeti al lavoro nelle imprese italiane? </strong></p>
<p><strong>Per far crescere le imprese vi servono contratti a termine con persone non specializzate o contratti a tempo indeterminato con persone specializzate? </strong></p>
<p>Laura dalla Vecchia: la vicepresidente di Confindustria Vicenza, entrata nel “G20” del consiglio generale di Confindustria nazionale, dice: <em>“La lega accetta il baratto tra il decreto dignità e il blocco dei barconi. Scherziamo? <strong><u>A noi tra l’altro gli immigrati servirebbero eccome”</u></strong>.</em></p>
<p>Trovo davvero poco corretto che 4 persone, a capo di associazioni rappresentative solo nell’apparenza, cerchino di mettere in difficoltà il governo eletto dagli italiani con argomenti così banali e ridicoli: “<strong><u>il contratto a termine</u></strong>”.</p>
<p>La quasi totalità degli imprenditori italiani (artigiani, commercianti e industriali) sono delusi da queste sedicenti associazioni di categoria, le istanze non sono i contratti a termine o il decreto dignità, che se pur perfettibile è un primo passo verso il cambiamento di questo paese rappresentato da associazioni preistoriche.</p>
<p>Le imprese chiedono a gran voce poche cose, come ad esempio: <strong><u>riduzione del cuneo fiscale sui contratti a tempo indeterminato</u></strong>, <strong><u>la lotta all’abusivismo</u></strong>, <strong><u>la lotta alla contraffazione</u></strong>, <strong><u>riduzione dell’importazione selvaggia di prodotti cinesi a basso costo</u></strong>, <strong><u>la difesa del made in Italy</u></strong>, <strong><u>riduzione dell’importazione scellerata di prodotti agroalimentare a basso costo</u></strong> ecc. ecc. Questo è quello che impedisce le assunzioni, non certo il decreto dignità e mi meraviglio come questi 600 imprenditori veneti si siano prestati ad una così bassa protesta, probabilmente pilotata da qualche associazione, priva di legittimazione.</p>
<p>Cari imprenditori veneti, non fatevi strumentalizzare da questi 4 radical chic, che fanno i professori con le imprese degli altri, <strong><u>difendendo un establishment indifendibile</u></strong>  e cominciate a scuotere CONFINDUSTRIA e chiedetegli <u>come mai in un contesto di mercato dominato dai colossi tedeschi, francesi e britannici, la manifattura italiana resta molto indietro rispetto ai competitor e si deve accontentare delle briciole, in termini di ricavi e investimenti, anche a causa di un’incapacità di generare profitti.</u></p>
<p><strong>È sempre colpa dei governi?</strong></p>
<p>O forse ci si deve chiedere se CONFINDUSTRIA è all’altezza di Bundesverband der Deutschen Industrie (Federazione delle Industrie Tedesche)?</p>
<p>La crescita delle imprese e del buon paese, passa dalla dignità</p>
<p>Il Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti dice: “Le misure sui contratti a termine contenute nel Decreto dignità confermano i nostri timori: si introducono rigidità e costi per le imprese senza peraltro creare benefici per i lavoratori. Non è così che si favorisce l’occupazione”.</p>
<p>CONFARTIGIANATO è campione nazionale di precarietà, da oltre un decennio, propone figure intermedie in concorrenza alle figure professionali già esistenti e già regolamentate, ha come obiettivo quello di annullare una categoria preziosa come quella dell’estetica, per produrre tante piccole categorie inutili al mercato e ai consumatori, ma molto utili al loro business di nuovi corsi di formazione, anche con soldi pubblici, nuove imprese nonsense, nuovi clienti per loro, che terranno la contabilità e buste paga nelle loro società di servizi.</p>
<p>CONFARTIGIANATO E CNA PUNTANO AL RIBASSO: minima spesa, massima resa!</p>
<p>Nel nostro settore tutti sanno che Confartigianato e CNA, non rappresentano più le imprese di estetica in Italia: difatti da un recente sondaggio, tra le imprese di estetica (35.000), il 99,58% ha detto in modo chiaro ed inequivocabile, <strong><u>CNA E CONFARTIGIANATO NON RAPPRESENTANO LE NOSTRE IMPRESE &#8211; NON VOGLIAMO ESSERE RAPPRESENTATI DA LORO.</u></strong></p>
<p>Noi questa cosa l’abbiamo capita già nel 2007, difatti 16.000 imprese, si sono riunite tra loro, per portare direttamente le istanze dei propri bisogni alle istituzioni, senza intermediari farlocchi, proprio per evitare la rappresentanza apparente di CNA e CONFARTIGIANATO, anche se queste associazioni, ai politici di turno, vogliono far credere di parlare in nome e per conto di chi li ha delegittimati a maggioranza bulgara (99,58%).</p>
<p><strong>Alcuni esempi scellerati di queste associazioni artigiane:</strong></p>
<p>nel 2005, hanno voluto fortemente la nuova legge degli acconciatori e in quella legge hanno sfilato la manicure e la pedicure all’estetista, dando di fatto la licenza ad eseguirle ai parrucchieri. Fortunatamente, i consumatori non sono stupidi e sanno da chi farsi fare la manicure e la pedicure: non a caso 15.000.000 di italiani hanno la loro estetista di fiducia.</p>
<p>Dal 2007, stanno tentando miseramente di introdurre tante figure intermedie, per polverizzare la categoria degli estetisti, 70.000 occupati regolari, con oltre <strong>100.000.000</strong> (<strong>cento milioni</strong>) di trattamenti eseguiti ogni anno, ma l’opposizione forte delle imprese operanti, ha sempre impedito loro questa operazione così scellerata e dannosa per tutti, consumatori in primis.</p>
<p>È come se l’associazione che dice di rappresentare gli avvocati, dicesse di volere un corsetto per diventare penalista, un corsetto per diventare civilista, in corsetto per diventare amministrativista, senza bisogno di diventare prima avvocato. PURA FOLLIA! Non a caso il 99,58% delle imprese di estetica, non vogliono essere più rappresentati da CNA e CONFARTIGIANATO.</p>
<p>Potrei fare un elenco infinito, ma credo che questi due esempi siano sufficienti a dimostrare come le imprese italiane abbiano delegittimato CNA e CONFARTIGIANATO alla rappresentanza istituzionale</p>
<p>Ci auguriamo fortemente che sia finita l’epoca dove quattro dirigenti delle sedicenti associazioni delle imprese artigiane, commercianti e industriali si chiudono nelle segrete stanze per decidere il futuro delle imprese italiane a loro insaputa.</p>
<p><strong>Sentiamo aria di grande cambiamento anche in questo.</strong></p>
<p>Per rappresentare qualcuno o qualcosa, ci deve essere trasparenza, mandato di rappresentanza e partecipazione, tutto il resto è profondamente sbagliato e soprattutto è da vecchi dinosauri con schemi mentali preistorici che portano solo a fallimenti.</p>
<p><strong>Caro Matteo Salvini e caro Luigi di Maio,</strong> 16.000 imprese di estetica vi sostengono e vi dicono che state facendo un egregio lavoro, andate avanti così e non fermatevi, perché queste pseudo associazioni di categoria, al massimo entro 3/5 anni, saranno estinte come i dinosauri. I cittadini, il 4 marzo hanno già mandato a casa la vecchia politica, ora le imprese manderanno a casa questi vecchi carrozzoni politici che rappresentano solo i loro interessi particolari. Questa è la fine che si meritano queste associazioni, che sono rimasti al medioevo e che a nostro avviso hanno contribuito in modo significativo alla perdita di PIL del nostro paese.</p>
<p>Ci auguriamo molto presto che una legge sulle rappresentanze delle associazioni venga fatta, con elementi molto chiari e netti, solo così verranno fuori le associazioni maggiormente rappresentative vere, che non sono certo quelle che abbiamo oggi.</p>
<p>TUTTE LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA PER ESSERE CREDIBILI DEVONO:</p>
<ul>
<li>Dimostrare chi rappresentano e quanti ne rappresentano e a che titolo.</li>
<li>Dimostrare di essere stati eletti dalle imprese (elezione ogni 24 mesi).</li>
<li>Dimostrare di non occuparsi di politica.</li>
<li>Dimostrare di agire negli interessi degli iscritti e non dei propri</li>
<li>Tutte le imprese devono indicare la loro associazione eletta.</li>
<li>Creare la giusta competizione tra più associazioni di categoria.</li>
<li>Dimostrare di aver ricevuto un mandato preciso e specifico di rappresentanza dalle imprese.</li>
<li><strong><u>Dimostrare trasparenza e partecipazione con la base.</u></strong></li>
<li>Distinguere il mandato di rappresentanza dall’erogazione dei servizi alle imprese.</li>
<li>Pubblicazione obbligatoria online del numero degli associati.</li>
<li>Pubblicazione on line delle linee guida che l’associazione intende perseguire per conto dei propri iscritti e per quali categorie specifiche.</li>
<li>Eliminare i privilegi di soldi pubblici alle associazioni datoriali (Enti bilaterali e CNEL).</li>
<li>Vietato il rinnovo automatico della rappresentanza.</li>
<li>Ci si può far rappresentare da una sola associazione e non da molte.</li>
<li>Possibilità di migrazione online degli associati da una associazione all’altra.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PER CNA E CONFARTIGIANATO E CONFINDUSTRIA &amp; COMPANY:</strong> cominciate a chiedervi se quello che fate ogni giorno è ciò che vogliono le imprese veramente o se ciò che fate è solo quello che vi interessa personalmente come associazioni, per pagare gli stipendi di migliaia di dipendenti che avete a bordo dei vostri carrozzoni.</p>
<p><strong>PER I POLITICI:</strong> cominciate ad ascoltare le imprese senza intermediari farlocchi, e scoprirete che i bisogni delle imprese sono ben differenti da quelli che queste associazioni vogliono far credere, noi lo abbiamo scoperto già nel 2007.</p>
<p><strong>PER GLI IMPRENDITORI DEL VENETO</strong>: sappiate scegliere bene da chi farvi rappresentare e se le cose non funzionano, magari chiedete a queste “associazioni di servizi” quale è la loro visione di questo paese, se intendono puntare verso l’alto con tante difficoltà o se intendono puntare verso il basso con molta semplicità, questo determina il futuro delle vostre imprese e non certo un contratto a tempo determinato che passa da 36 a 24 mesi.</p>]]></content:encoded>
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		<title>GDPR per il centro estetico, cos’è? Tutti i motivi per cui è meglio aggiornare i termini della privacy nel tuo centro estetico</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jul 2018 17:27:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[gdpr centro estetico]]></category>
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	Evitare pesanti sanzioni e comunicare alla clientela la qualità complessiva del servizio senza bisogno di pagare consulenti. Come fare? Tutto comincia acquistano un libro pieno di soluzioni. &#160; Negli ultimi tempi avrai sicuramente sentito parlare del GDPR, l’acronimo che indica il General Data Protection Regulation. Si tratta di una normativa europea entrata in vigore il [&#8230;]]]></description>
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	</div>
	<p></p>
<p><em>Evitare pesanti sanzioni e comunicare alla clientela la qualità complessiva del servizio senza bisogno di pagare consulenti. Come fare? Tutto comincia acquistano un libro pieno di soluzioni.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Negli ultimi tempi avrai sicuramente sentito parlare del GDPR, l’acronimo che indica il <strong>General Data Protection Regulation</strong>.</p>
<p>Si tratta di una normativa europea entrata in vigore il 25 maggio 2018 che riguarda l’uso e il trattamento dei dati sensibili.</p>
<p>La normativa prevede che i dati in nostro possesso siano stati lecitamente ottenuti e ci invita a tenere traccia di come questo sia successo.</p>
<p>Non si tratta di una pratica facoltativa: ci sono in gioco pesanti multe per tutti coloro che verranno trovati in possesso di dati di cui non sanno giustificare la provenienza.</p>
<p>Se pensi che tutto questo non c’entri niente con il tuo lavoro, cara estetista, sei fuori strada e in questo articolo scopriremo insieme perché.</p>
<p></p>
<p><strong>L’estetista, il centro estetico e il GDPR</strong></p>
<p>Il lavoro dell’estetista è prima di tutto un lavoro di relazione perché, come ben sai, ci porta a relazionarci ogni giorno con tantissime persone che scelgono di affidarsi a noi.</p>
<p>I nostri clienti sono il motivo per cui facciamo il nostro lavoro e, nel farlo, dobbiamo prenderci cura di loro a 360° tutelando non solo il loro corpo, ma anche i loro dati.</p>
<p>Ogni centro estetico gestisce una quantità di dati personali e sensibili immensa: numeri di telefono, indirizzi e-mail, protocolli, registro di malattie e/o problematiche dei clienti e la lista potrebbe continuare all’infinito.</p>
<p>Sei una persona un po’ all’antica che preferisce il caro vecchio pezzo di carta?</p>
<p>Sei una persona dinamica che vuole avere sempre tutto a portata di mano sul suo gestionale o smartphone?</p>
<p>Non fa nessuna differenza.</p>
<p>Il punto focale di tutta la normativa non riguarda la modalità di conservazione dei dati, ma quella d’uso.</p>
<p>Quello di cui bisogna essere certi con il GDPR non è tanto il consenso al trattamento dei dati, ma è più una questione di bilanciamento: gli interessi della persona alla quale si riferiscono i dati devono essere bilanciati rispetto agli interessi del vostro centro estetico.</p>
<p>Facciamo un esempio semplice, ma efficace: se non possiedi una newsletter e non invii alcun tipo di comunicazione via posta elettronica ai tuoi clienti, non dovresti chiedere il loro indirizzo e-mail.</p>
<p>Insomma, capire quale tipo di dati serve è il primo passo per non correre rischi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Consenso sì, consenso no</strong></p>
<p><strong>L</strong>a parte complessa di questo processo è capire se effettivamente i dati che gestisci quotidianamente hanno il diritto di essere in tuo possesso.</p>
<p>Qui hai due scelte:</p>
<ul>
<li>Se giudichi che tutto sia a posto e lecito, puoi semplicemente informare i tuoi clienti e ricordargli che sei in possesso dei loro dati</li>
<li>Se pensi di avere dei dati “a rischio” dovrai richiedere agli utenti il loro consenso per gestirli</li>
</ul>
<p>Il processo per determinare il da farsi è il seguente:</p>
<ul>
<li>Identificare i trattamenti, ovvero capire quali attività del tuo centro sfrutteranno i dati personali dei tuoi clienti</li>
<li>Descriverli</li>
<li>Capire i rischi che i tuoi clienti corrono (ad esempio se i loro dati venissero divulgati)</li>
<li>Descrivere le misure di sicurezza che hai preso per ridurre al minimo questi rischi</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa rischiano i centri estetici che non si adeguano?</strong></p>
<p>Come accennato a inizio articolo, le sanzioni per chi non si adegua sono salate. Anzi, salatissime.</p>
<p>Gli scenari sono due, entrambi potenzialmente catastrofici per qualsiasi attività commerciale e variano a seconda della portata e della durata della violazione.</p>
<p>La sanzione sarà del 2% di tutto il fatturato oppure fino a 10 milioni di euro (verrà scelta tra le due quella più incisiva) nel caso in cui il centro estetico:</p>
<ul>
<li>Non possa dimostrare l’esistenza di un grado idoneo di sicurezza</li>
<li>Non abbia nominato un responsabile della protezione dei dati, ove sia necessario</li>
<li>Non abbia stabilito un accordo per la protezione dei dati</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sarà invece del 4% di tutto il fatturato o fino a 20 milioni di euro se i diritti delle persone interessate sono stati violati, come nel caso in cui i loro dati siano stati trattati senza un fondamento legale dal centro estetico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un modo in più per trasmettere una sensazione di qualità</strong></p>
<p>Sanzioni a parte, una documentazione GDPR completa e precisa aiuta a far capire alla clientela la qualità complessiva del nostro servizio. Il messaggio: “ci prendiamo cura di voi, di ciò che avete di più privato nel modo migliore”, si adatta sicuramente sia al corpo sia ai dati personali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Allora…</strong></p>
<p>Come vedi, i rischi che corre chi non si adegua alla nuova normativa sono tanti e sono cari.</p>
<p>Allo stesso tempo, anche rivolgersi a specialisti del settore può risultare piuttosto complesso: gli esperti del GDPR costano e, nonostante tutto, non possono davvero conoscere le reali necessità del tuo centro estetico.</p>
<p>D’altro canto, chi potrebbe conoscere il tuo centro estetico meglio di te?</p>
<p>Per venire incontro alle esigenze delle sue iscritte, Confestetica ha creato un vero e proprio manuale che guida e aiuta l’estetista in questo processo di adeguamento in modo facile, comprensibile e studiato appositamente per il nostro settore.  Il manuale comprende una lista di moduli già compilati che comprendono tutti i Trattamenti dati che un normale Centro estetico potrebbe prevedere.</p>
<p>In pratica devi solo scegliere quelli che fanno al caso tuo e copiarli cambiando il nome, l’indirizzo e poco più. Comodo no?  E’ La tua alternativa per risparmiare tempo, soldi, energie e non correre alcun rischio.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		<title>PRIMA GLI ESTETISTI</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2018 19:49:15 +0000</pubDate>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5617/prima-gli-estetisti/"><img title="prima gli estetisti" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2018/05/prima-gli-estetisti-200x125.png" alt="PRIMA GLI ESTETISTI" width="200" height="125" /></a>
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	Tutti vorrebbero eseguire trattamenti sulla superficie del corpo umano, senza avere alcun titolo di studio riconosciuto dallo Stato. Troppi gli interessi economici di enti di formazione e associazioni artigiane, che con la &#8220;complicità&#8221; dell&#8217;establishment, hanno tentato di far credere che sono nate nuove figure (figurine) da regolamentare nell&#8217;ambito del benessere. Politica, enti di formazione e [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5617/prima-gli-estetisti/"><img title="prima gli estetisti" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2018/05/prima-gli-estetisti-200x125.png" alt="PRIMA GLI ESTETISTI" width="200" height="125" /></a>
	</div>
	<p>Tutti vorrebbero eseguire trattamenti sulla superficie del corpo umano, senza avere alcun titolo di studio riconosciuto dallo Stato.</p>
<p>Troppi gli interessi economici di enti di formazione e associazioni artigiane, che con la &#8220;complicità&#8221; dell&#8217;establishment, hanno tentato di far credere che sono nate nuove figure (figurine) da regolamentare nell&#8217;ambito del benessere.</p>
<div class="text_exposed_show">
<p>Politica, enti di formazione e associazioni artigiane, unite per un fine comune, fare affari con nuovi corsi inutili per professioni illegittime, illudendo i giovani di un nuovo lavoro, che non esiste.</p>
<p>Migliaia di ragazze pagano migliaia di euro per frequentare corsi legati al mondo dell&#8217;estetica e del benessere, convinte di poter poi trovare un lavoro, che non troveranno mai.</p>
<p>Per lavorare sulla superficie del corpo esiste già una legge, ed è la legge n. 1 del 4 gennaio 1990, dove chiunque, dopo aver frequentato la scuola professionale (1800 ore) e dopo aver conseguito il diploma di estetista, può eseguire trattamenti sulla superficie del corpo umano per mantenerlo in perfette condizioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="" data-block="true" data-editor="6ciap" data-offset-key="6h64n-0-0">
<blockquote>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="6h64n-0-0"><strong>La promessa che questi enti di formazione e associazioni artigiane (il gatto e la volpe) fanno ai giovani ragazzi in cerca di un futuro lavoro:</strong></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="6h64n-0-0">&#8220;iscriviti ad un nostro corso, alla modica cifra di 3.000 euro e con poche decine di ore otterrai un attestato (illegittimo) e potrai così aprire uno studio (illegittimo) e potrai diventare un operatore olistico, una dermopigmentatrice, una onicotecnica, una qualsiasi cosa, basta che paghi tanto e studi poco o niente.&#8221;</div>
</blockquote>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lavorare sulla superficie del corpo umano richiede studio e impegno, ma questi enti di formazione e le associazioni artigiane, vogliono portare al ribasso questa professione e si sono inventati professioni intermedie, ovvero delle professioni illegittime, che si sovrappongono a quella dell&#8217;estetista.</p>
<p>Pur di far cassa sulla pelle delle persone ignare, che non sanno che saranno eterni disoccupati, si sono inventati di tutto, dal massaggiatore olistico, al massaggiatore ayurvedico, all&#8217;onicotecnica alla dermopigmentista, alla Lashmaker, tutte attività già regolamentate dalla legge n. 1 del 4 gennaio 1990.</p>
<p><strong>In Italia ci sono 35.000 centri estetici, che svolgono legittimamente l&#8217;attività di estetica e benessere della persona, sono regolarmente occupate 85.000 persone, il 95% degli occupati sono DONNE, che ogni anno svolgono 100.000.000 di trattamenti sulla superficie del corpo umano, per mantenerlo in perfette condizioni, il 72% dei clienti sono DONNE.</strong></p>
<p>Queste figure intermedie (qualche migliaio), che si improvvisano ad eseguire trattamenti sulla superficie del corpo umano, <strong>INGANNANDO IL CONSUMATORE </strong>sono <strong>TOTALMENTE ILLEGITTIME, </strong>in quanto eseguono trattamenti privi dell&#8217;abilitazione riconosciuta e richiesta dallo Stato.</p>
<p>PER LAVORARE SULLA SUPERFICIE DEL CORPO UMANO SI DEVE STUDIARE.</p>
<p>CI AUGURIAMO CHE PRESTO L&#8217;ESTETISTA POSSA DIVENTARE UNA FIGURA SANITARIA, CON IL SUO PERCORSO DI LAUREA TRIENNALE.</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>IL SEDICENTE MASSAGGIATORE CHE ESERCITA IN PROPRIO, PRIVO DELL&#8217;ABILITAZIONE L.1/90 E&#8217; UN ABUSIVO SEMPRE, ANCHE SE FA LA RICEVUTA.  FATE MOLTA ATTENZIONE ALLA VOSTRA SALUTE.</title>
		<link>http://www.confestetica.it/punto-estetico/5563/il-massaggiatore-che-esercita-in-proprio-privo-di-titoli-e-sempre-un-abusivo-non-lasciamoci-ingannare-dalla-partita-iva/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2018 12:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5563/il-massaggiatore-che-esercita-in-proprio-privo-di-titoli-e-sempre-un-abusivo-non-lasciamoci-ingannare-dalla-partita-iva/"><img title="massaggiatore abusivo" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2017/12/massaggiatore-abusivo-200x101.jpg" alt="IL SEDICENTE MASSAGGIATORE CHE ESERCITA IN PROPRIO, PRIVO DELL&#8217;ABILITAZIONE L.1/90 E&#8217; UN ABUSIVO SEMPRE, ANCHE SE FA LA RICEVUTA.  FATE MOLTA ATTENZIONE ALLA VOSTRA SALUTE." width="200" height="101" /></a>
	</div>
	Il mercato del lavoro abusivo ha guadagnato un’altra figura tra le sue schiere, quella dello pseudo massaggiatore del benessere/olistico che, pur munito di BLOCCHETTO DELLE RICEVUTE, esercita una professione che, per legge, non gli sarebbe consentito svolgere. In Italia, il massaggio sul corpo umano può essere eseguito solo da 2 figure professionali riconosciute e abilitate [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5563/il-massaggiatore-che-esercita-in-proprio-privo-di-titoli-e-sempre-un-abusivo-non-lasciamoci-ingannare-dalla-partita-iva/"><img title="massaggiatore abusivo" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2017/12/massaggiatore-abusivo-200x101.jpg" alt="IL SEDICENTE MASSAGGIATORE CHE ESERCITA IN PROPRIO, PRIVO DELL&#8217;ABILITAZIONE L.1/90 E&#8217; UN ABUSIVO SEMPRE, ANCHE SE FA LA RICEVUTA.  FATE MOLTA ATTENZIONE ALLA VOSTRA SALUTE." width="200" height="101" /></a>
	</div>
	<p>Il mercato del lavoro abusivo ha guadagnato un’altra figura tra le sue schiere, quella dello pseudo massaggiatore del benessere/olistico che, pur munito di BLOCCHETTO DELLE RICEVUTE, esercita una professione che, per legge, non gli sarebbe consentito svolgere. In Italia, il <strong>massaggio sul corpo umano può essere eseguito solo da 2 figure professionali riconosciute e abilitate per legge</strong>:</p>
<p>1. l’estetista &#8211; massaggio estetico e del benessere: Legge n. 1 del 4 gennaio 1990;<br />
2. il fisioterapista &#8211; massaggio terapeutico riabilitativo: Decreto Legge n.741 del 14 settembre 1994 e seguenti;</p>
<p>Sia l’<strong>estetista</strong> e il <strong>fisioterapista</strong> hanno l’obbligo per legge di seguire percorsi formativi specifici e devono rispettare precise modalità di esercizio della professione.<br />
Tutti coloro che non hanno conseguito uno di questi due titoli e che di conseguenza <strong>non sono abilitati</strong> alla <strong>professione</strong> in perfetta adesione alle modalità stabilite dalla legge non possono essere considerati “<strong>massaggiatori</strong>”, ma persone che <strong>esercitano abusivamente una professione</strong> per cui <strong>non sono abilitati</strong>, arrecando un danno immenso sia alla categoria dei professionisti che a quella dei consumatori.</p>
<p>Il problema del <strong>SEDICENTE</strong> <strong>massaggiatore abusivo</strong> sta diventando di un certo peso perché, purtroppo, le Regioni (sì, le istituzioni), stanno legiferando in modo incostituzionale, appoggiate da enti di formazioni di dubbia qualità e associazioni artigiane, che promuovono “corsi di formazione” atti a creare “esperti” che non sono in possesso né della qualifica di estetista, né della qualifica di fisioterapista, e che, letteralmente, non saprebbero dove mettere le mani sul corpo umano.</p>
<p>In poche parole, siamo davanti all&#8217;ennesima pseudo figura professionale <strong>ILLEGITTIMA, INUTILE, DANNOSA, ABUSIVA, NON ABILITATA</strong> e contraria alla legge.</p>
<p>Fate attenzione a tutte quelle figure abusive, che si fanno chiamare &#8220;operatori olistici&#8221; &#8211; &#8220;Operatori ayurvedici&#8221; discipline bio naturali che mettono le mani sul corpo umano ecc.</p>
<p><strong>Fate attenzione a chiunque vi mette le mani sul corpo umano,</strong> <strong>soprattutto se dice di esercitare ai sensi della L. 4/2103 &#8211; che non è la legge dei massaggiatori,</strong> quella è la <strong>legge per le professioni intellettuali non regolamentate.</strong></p>
<p><em>Questa legge 4 del 2013 che tanto sbandierano,  <strong>esclude i mestieri artigianali</strong>, come appunto operatori ayrvedici, operatori olistici e chi pratica le discipline bio naturali sul corpo umano ed esclude le professioni già regolamentate, in questo caso chi può mettere le mani sul corpo mano solo solo due: Estetista e Fisioterapista per LEGGE. Nessun altro può farlo in autonomia o in studi privati non autorizzati.</em></p>
<p><strong>Questa è l&#8217;unica domanda che dovete fare SEMPRE,</strong> <strong>prima di farvi mettere le mani sul corpo:</strong> per un trattamento o massaggio di benessere, trattamento o massaggio ayurvedico, trattamento o massaggio Olistico, o fisioterapico o riabilitativo</p>
<p><strong>CHIEDI SEMPRE PRIMA? </strong></p>
<p><strong>SEI UN ESTETISTA?</strong><br />
<strong> SEI UN FISIOTERAPISTA?</strong></p>
<p><strong>La risposta giusta è solo SI! O una o l&#8217;altra professione.</strong></p>
<p>Se vi dicono di essere altre cose che non avete mai sentito, tipo operatore olistico, massaggiatore, operatore ayurvedico, operatore delle discipline bio naturali o chissà quale altro nome nel frattempo si saranno inventati.<strong> Fate molta attenzione &#8211; SONO ABUSIVI</strong> &#8211; <strong>NON POSSO ESERCITARE IN AUTONOMIA</strong>.</p>
<p>Dietro a queste <strong>pseudo figure professionali</strong>, è nato un vero e proprio business dove tutti pensano ai propri interessi: chi a prendere voti per la prossima campagna elettorale, chi a prendere soldi per vendere a tutti, proprio tutti, corsi da “massaggiatore”, chi ad avere più iscritti nelle proprie associazioni di categoria.</p>
<p>Ma al resto, ovvero alla salute dei consumatori e alla qualità del servizio proposto, alla legalità,chi ci pensa?</p>
<p>Fortunatamente, la Corte Costituzionale che, con costanza e decisione, afferma che la potestà legislativa regionale nella materia concorrente delle PROFESSIONI bio-naturali deve rispettare il principio secondo cui l’individuazione delle figure professionali, con i relativi profili e titoli abilitanti, è riservata, per il suo carattere necessariamente unitario, ALLO STATO E NON ALLE REGIONI.</p>
<p>Tale principio, al di là della particolare attuazione ad opera dei singoli precetti normativi, si configura infatti quale LIMITE di ordine generale, INVALICABILE dalla legge REGIONALE, da ciò derivando che NON È NEI POTERI DELLE REGIONI DAR VITA A NUOVE FIGURE PROFESSIONALI (sentenze n. 138 del 2009, n. 93 del 2008, n. 300 del 2007, n. 40 del 2006 e n. 424 del 2005).</p>
<p>In poche parole, è lo Stato Italiano che individua le nuove professioni e non possono essere individuate e legittimate, né dalle circolari dei vari Ministeri, né dalle Regioni, né dagli enti di formazione, né tanto meno dalle associazioni di categoria, ma solo ed esclusivamente dallo STATO ITALIANO.</p>
<p>Nell’ordinamento giuridico italiano le fonti del diritto sono organizzate in modo gerarchico e sono le seguenti:</p>
<p>A. Costituzione e trattati europei<br />
B. Leggi ordinarie dello Stato e regolamenti europei<br />
C. Leggi regionali<br />
D. Usi e consuetudini</p>
<p>Ovviamente, le norme istituite da una fonte inferiore non possono per alcun motivo contrastare le norme di una fonte superiore.<br />
Va da sé, allora, che una legge regionale non possa MAI surclassare una legge dello Stato.</p>
<p>Se la prima fonte del diritto italiano, La Costituzione, dice che le l’individuazione delle figure PROFESSIONALI, con i relativi profili e titoli abilitanti, è riservata, per il suo carattere necessariamente unitario, ALLO STATO E NON ALLE REGIONI e lo Stato (seconda fonte di diritto italiano), con legge ordinaria, individua la figura professionale dell’estetista come unica figura professionale abilitata ad eseguire trattamenti sulla superficie del corpo umano (compresi tutti massaggi non terapeutici) come è possibile che la Regione (terza fonte di diritto italiano) possa introdurre una nuova figura professionale del “massaggiatore”?</p>
<p><strong>Siamo davanti a un vero e proprio paradosso.</strong></p>
<p>Per aggiungere carne sulla brace, abbiamo anche un altro interessante punto da analizzare.</p>
<p>Con la promulgazione della legge n. 1 del 4 gennaio 1990, che regolamenta la professione di estetista, in forza di tale legge, il Ministero della Pubblica Istruzione ha emanato il decreto attuativo, precisamente il D.M. 352/1994, ovvero il regolamento recante i contenuti tecnico culturali dei programmi, dei corsi e delle prove di esame al fine del conseguimento della qualifica professionale di estetista.<br />
È proprio con questo decreto che vengono inseriti nei programmi delle scuole di estetica corsi e prove di esame come il LABORATORIO con riferimento particolare al MASSAGGIO, al TRUCCO e al VISAGISMO.</p>
<p>Con la legge 1/90, il massaggio estetico e del benessere risulta esclusiva competenza dell’estetista.<br />
Questi “massaggiatori” si vorrebbero appropriare di competenze che non gli appartengono, che sono già proprie dell’estetista sia per legge che per usi e consuetudini da oltre 28 anni.</p>
<p>Gli usi e le consuetudini, sono norme giuridiche non scritte che si formano spontaneamente mediante la ripetizione uniforme e costante di determinati comportamenti da parte di una collettività, per un determinato periodo di tempo e nella convinzione di obbedire ad una norma giuridica obbligatoria.</p>
<p>Perché un uso possa dirsi normativo esso deve presentare due requisiti:</p>
<p>&#8211; l&#8217;elemento materiale, ovvero la ripetizione costante ed uniforme di un dato comportamento da parte dei membri della collettività; (e tutti sanno da sempre che il massaggio si fa dall’estetista e dal fisioterapista).</p>
<p>&#8211; l&#8217;elemento psicologico, cioè la convinzione di obbedire ad una norma giuridica obbligatoria; (e tutti sanno da sempre che il massaggio si fa dall’estetista e dal fisioterapista).</p>
<p>Sono 28 anni che tutti i tipi di massaggio legati al benessere psicofisico della persona sono riconosciuti come attività esclusiva dell’estetista.<br />
Sono 35.000 centri estetici e 70.000 operatori che ogni giorno effettuano massaggi sul corpo umano.<br />
Sono 12 milioni gli italiani che hanno la loro estetista di fiducia da sempre.<br />
Sono 50 anni che in Italia esiste un autorevole evento internazionale, riconosciuto in tutto il mondo, chiamato COSMOPROF che sin dal 1967 ha spiegato a tutti, che l’estetista fa i massaggi estetici e del benessere.</p>
<p>Per evitare ogni equivoco, quindi, oltre alla legge 1/90, subentra anche la quarta fonte di diritto del nostro ordinamento giuridico, gli usi e le consuetudini, che riconoscono all’estetista l’esclusiva pertinenza del massaggio psicofisico.</p>
<p><strong>Quindi il massaggio estetico e del benessere è per legge di esclusiva pertinenza dell’estetista ed è regolamentato dalla legge n. 1 del 4 gennaio 1990, nonché da usi e consuetudini da oltre 50 anni.</strong></p>
<p>Da qualunque punto di vista venga analizzata la questione, la conclusione a cui si arriva è sempre una: i “massaggiatori”, se non in possesso del requisito imposto dalla legge, <strong>l&#8217;abilitazione</strong>, <strong>esercitano una professione abusiva</strong>, ovvero contraria alla legge.</p>
<p><strong>I massaggiatori privi di titolo e di abilitazione professionale</strong>, vogliono far credere di essere legittimati e abilitati ad esercitare la professione basandosi su questi 3 elementi:</p>
<p>A. Una legge regionale che in modo illegittimo avrebbe inventato una nuova professione illegittima, gli “Operatori del Benessere”.</p>
<p>B. Una legge del 14 gennaio 2013 n. 4 sulle professioni intellettuali non riconosciute che non ha alcun fondamento dato che il “massaggiatore” è una professione riconosciuta e non svolge alcun tipo di lavoro intellettuale.</p>
<p>C. Una sentenza del consiglio di stato del 6 luglio 2016, n. 3378 che dice che non è di pertinenza dell’estetista il massaggio terapeutico “TUINA”.</p>
<p>Questo terzo punto (C.) merita un certo livello di approfondimento.</p>
<p>Questa sentenza è stata preceduta da un’altra sentenza del TAR che diceva il contrario, ovvero che anche il “TUINA” era di competenza dell’estetista.</p>
<p>Difatti il sig. J.S. ha impugnato il provvedimento con ricorso al Tribunale amministrativo regionale per la Liguria, deducendo la non riconducibilità dell’attività concretamente svolta, consistente nella pratica di massaggi &#8221; TUINA &#8220;, a quella di estetista.</p>
<p>La sentenza in questione, quindi, risulta decretare qualcosa di ovvio, visto che tutti sanno che i massaggi terapeutici non sono di pertinenza dell’estetista.<br />
In più, la sentenza dice che il TUINA è estraneo al rilievo legale della professione di estetista e alla relativa regolamentazione ai sensi della rammentata legge n. 1 del 1990, ma non rende la pratica di questo massaggio una professione libera per tutti, anche perché in Italia il Ministero della Salute non si è ancora accorto che tale pratica in Cina lo svolgono i cosiddetti medici scalzi.</p>
<p>Ricordiamo inoltre che una sentenza non può mai sostituirsi alle leggi dello Stato che regolamentano le figure professionali. In sintesi la domanda fatta in quel procedimento è la seguente: serve l’estetista per il TUINA? La sentenza dice no, non serve l’estetista per il TUINA.<br />
Ma la sentenza non legittima altre figure a fare il TUINA, anche perché i magistrati non vanno mai Extra petita, ultra petita, ovvero al di fuori di quanto richiesto con la domanda.</p>
<p>Quella che abbiamo davanti, è una evidente strumentalizzazione di una sentenza che non ha fatto altro che peggiorare il caos già sovrano in questo settore.</p>
<p>Basta leggere alcuni titoli di giornale usciti in quel periodo per comprendere come è stata data la notizia:</p>
<p>&#8211; Estetisti contro Consiglio di Stato: &#8220;Liberalizzato lo shiatsu&#8221;<br />
www venetoeconomia it</p>
<p>&#8211; Il Consiglio Stato: no allo shiatsu dalle estetiste Plauso della &#8230;<br />
www lastampa it</p>
<p>&#8211; Vietato lo shiatsu dalle estetiste, lo dice il Consiglio di Stato – Ecoseven<br />
www ecoseven net</p>
<p>&#8211; Massaggi shiatsu, no dall&#8217;estetista. Lo dice il Consiglio di Stato &#8211; FISieo<br />
www fisieo. it</p>
<p>&#8211; Estetica: Consiglio di Stato, &#8220;no allo shiatsu dalle estetiste, non è di &#8230;<br />
www confartigianato bs it</p>
<p>&#8211; Consiglio di Stato: no al massaggio shiatsu dalle estetiste &#8211; WDonna.it<br />
www donna it › Speciale bellezza</p>
<p>&#8211; Massaggi shiatsu, no dall&#8217;estetista. Lo dice il Consiglio di Stato<br />
www blitzquotidiano it</p>
<p>Molti <strong>pseudo massaggiatori</strong>, forti di questi 3 fallaci elementi e convinti del fatto che basta avere una partita IVA per essere abilitati alla professione a norma di legge operano tranquilli e indisturbati, con una preparazione pratica di poche ore e una dubbia conoscenza del corpo umano.</p>
<p>Ultimamente, visto che il business dei massaggi pare funzionare, alcuni enti di formazione hanno rispolverato un Regio Decreto del 1928 che prevede la figura sanitaria <strong>dell’infermiere</strong> massaggiatore capo bagnino degli stabilimenti balneari, in pratica una figura che oggi non esiste più, ma che per il solo fatto che nel R.D. c’è scritta la parola magica “massaggiatore”, vorrebbero farci credere che questa figura può eseguire massaggi.<br />
La realtà è un’altra, qualora questa legge del 1928, con tanta fantasia si potesse anche attuare, c’è da precisare quanto è scritto nel R.D. stesso:</p>
<p>R.D. dice:<br />
“Soltanto sotto il controllo del medico curante è consentito agli <strong>INFERMIERI</strong> di praticare: … <strong>massaggi</strong> e manovre meccaniche su organi e tessuti del corpo umano”</p>
<p>“Su prescrizione del medico curante, gli <strong>INFERMIERI</strong> possono eseguire le seguenti operazioni: applicare <strong>bendaggi</strong>, impacchi, cataplasmi, vescicanti, mignatte e coppette semplici, eseguire frizioni, praticare lavande rettali e vaginali”</p>
<p>Ora per capire quanto questa vecchissima legge sia davvero anacronistica e non attuabile in nessuna sua parte, basta leggere l’art. 17, del R.D. del 1928:</p>
<p>“È vietato agli esercenti i mestieri di <strong>MANICURE</strong> e <strong>PEDICURE</strong> di compiere qualsiasi atto o prestazione che, esorbitando dalla cura puramente estetica della mano e del piede, rientri fra gli atti propri della professione di <strong>MEDICO CHIRURGO</strong>.</p>
<p>I trasgressori saranno puniti con le pene previste dalla legge pel reato di esercizio abusivo di professione sanitaria.”</p>
<p>Inoltre:<br />
“le licenze di cui al presente articolo verranno rilasciate dagli istituti o scuole che saranno appositamente istituite di accordo tra i ministri per l&#8217;interno, per la pubblica istruzione e per l&#8217;economia nazionale, e saranno vistate dal PREFETTO della provincia.”</p>
<p>Mi pare di capire che questa vecchia legge, consente di fare solo agli infermieri il massaggiatore capo bagnino degli stabilimenti balneari e non a chiunque.<br />
Quindi perché ci sono degli enti di formazione che hanno attivato dei corsi non corrispondenti a quanto dettato dallo stesso REGIO DECRETO 31 maggio 1928, n.1334?</p>
<p>Ma questa del capo bagnino, sarà oggetto di un altro approfondimento successivo.</p>
<p>Se partiamo dal presupposto che il professionista è “Chi esercita una professione intellettuale, liberale, o comunque un&#8217;attività per cui occorre un titolo di studio qualificato”, il massaggiatore, se non è in possesso dei requisiti di legge è, e resterà sempre un abusivo.</p>
<p>I NOSTRI APPELLI<br />
Il primo appello che facciamo è al Ministero della Salute, affinché prenda coscienza di questo dilagante fenomeno, contrario alla legge nonché pericoloso per il benessere dei consumatori. Gli improvvisati con titoli inventati, presi addirittura in un week end non dovrebbero poter mettere le mani sul corpo umano delle persone e non dovrebbero prendere in giro i consumatori, millantando titoli inesistenti per la legge dello Stato.</p>
<p>Il secondo appello è verso gli enti locali amministrativi, prefetti compresi, affinché questi pseudo massaggiatori, rispettino tutte le normative vigenti, compresa la SCIA di inizio attività.</p>
<p>Il terzo appello è al Garante della concorrenza e del mercato, perché è evidente che queste figure che operano sul mercato creano una concorrenza sleale nei confronti dell’estetista e del fisioterapista.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>TRUCCO PERMANENTE E TATUAGGI DEPOSITANO NANOPARTICELLE DI PIGMENTI INSOLUBILI NEL CORPO UMANO CAPACI DI VIAGGIARE NEL SANGUE E ARRIVARE AI LINFONODI.</title>
		<link>http://www.confestetica.it/punto-estetico/5538/trucco-permanente-e-tatuaggi-depositano-nanoparticelle-di-pigmenti-insolubili-nel-corpo-umano-capaci-di-viaggiare-nel-sangue-e-arrivare-ai-linfonodi/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Jan 2018 17:49:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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	<div>
	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5538/trucco-permanente-e-tatuaggi-depositano-nanoparticelle-di-pigmenti-insolubili-nel-corpo-umano-capaci-di-viaggiare-nel-sangue-e-arrivare-ai-linfonodi/"><img title="Traslocazione delle particelle del trucco permanente e tatuaggio dalla pelle ai linfonodi." src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2017/09/FIGURA-1-200x152.jpg" alt="TRUCCO PERMANENTE E TATUAGGI DEPOSITANO NANOPARTICELLE DI PIGMENTI INSOLUBILI NEL CORPO UMANO CAPACI DI VIAGGIARE NEL SANGUE E ARRIVARE AI LINFONODI." width="200" height="152" /></a>
	</div>
	Trucco permanente e tatuaggi, che mai come oggi sono popolari e diffusi, sono sicuri? Ieri Ines Schreiver, dell’Istituto Federale tedesco per la valutazione dei rischi (Esrf) ha pubblicato il risultato dei suoi studi sulla rivista Scientific Reports proprio sulle conseguenze che queste operazioni hanno a lungo termine sulla nostra pelle e sulla nostra salute. Questo [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5538/trucco-permanente-e-tatuaggi-depositano-nanoparticelle-di-pigmenti-insolubili-nel-corpo-umano-capaci-di-viaggiare-nel-sangue-e-arrivare-ai-linfonodi/"><img title="Traslocazione delle particelle del trucco permanente e tatuaggio dalla pelle ai linfonodi." src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2017/09/FIGURA-1-200x152.jpg" alt="TRUCCO PERMANENTE E TATUAGGI DEPOSITANO NANOPARTICELLE DI PIGMENTI INSOLUBILI NEL CORPO UMANO CAPACI DI VIAGGIARE NEL SANGUE E ARRIVARE AI LINFONODI." width="200" height="152" /></a>
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	<p>Trucco permanente e tatuaggi, che mai come oggi sono popolari e diffusi, sono sicuri?</p>
<p>Ieri Ines Schreiver, dell’Istituto Federale tedesco per la valutazione dei rischi (Esrf) ha pubblicato il risultato dei suoi studi sulla rivista Scientific Reports proprio sulle conseguenze che queste operazioni hanno a lungo termine sulla nostra pelle e sulla nostra salute.</p>
<p>Questo studio portato avanti da un team di scienziati tedeschi e dell’Esrf, il Sincrotrone europeo di Grenoble (Francia), è il primo a produrre effettive prove analitiche del trasporto di pigmenti organici e inorganici e di impurità di elementi tossici causati da trucco permanente e tatuaggi.</p>
<p>La correlazione tra trucco permanente, tatuaggi e linfonodi pigmentati non è una novità, tanto che fenomeni simili sono stati notati per decenni grazie a delle prove visive: i linfonodi diventano del colore del tatuaggio come tentativo di pulire il sito d’ingresso dell’inchiostro.</p>
<p>Il principio da cui bisogna partire è uno: l’inserimento di inchiostro nel nostro corpo è un effettivo atto traumatico a cui il corpo reagirà tentando di espellere il maggior numero possibile di componenti estranei attraverso l’epidermide danneggiata.</p>
<p>Questo avviene in due modi: tramite il trasporto attivo di linfonodi da parte di cellule fagocitizzanti per pulire l’area interessata o in modo passivo attraverso i vasi linfatici.</p>
<p>Tutti gli studi condotti sinora, però, dimostravano che queste particelle di pigmento viaggiavano dal sito del tatuaggio ai linfonodi in forma micro sortendo effetti non significanti.</p>
<p>Con queste nuove osservazioni, invece, sono state prodotte prove di una migrazione a livello <strong>nano</strong>, di cui ancora non si conoscono gli effetti precisi sull’organismo.</p>
<p>Grazie all’aiuto dei microscopi alla luce di sincrotrone, ovvero lo strumento più potente per questo tipo di osservazioni, è stato scoperto che gli inchiostri usati per eseguire i tatuaggi e il trucco permanente rilasciano delle <strong>nanoparticelle</strong> (alle volte di dimensioni inferiori a un milionesimo di millimetro) capaci di viaggiare nel sangue e arrivare ai linfonodi, ovvero gli indicatori dello stato delle difese immunitarie del nostro corpo, causandone il rigonfiamento cronico, che in termini tecnici si chiamano pseudolinfomi.</p>
<p>L’ingrossamento dei linfonodi in seguito all’introduzione di sostanze nuove nell’organismo non è una scoperta rivoluzionaria: in genere un’infiammazione del sistema linfatico si risolve da sé senza grosse complicazioni. <strong>Quello che fa riflettere è, invece,</strong> la cronicità dell’infiammazione nelle persone tatuate o truccate permanentemente che potrebbe portare ad alterazioni del sistema immunitario.</p>
<p>La causa di questa “anomalia” è da attribuire alla composizione chimica dei colori.</p>
<p>Se è vero che la maggior parte degli inchiostri usati per tatuare contiene pigmenti organici, è ugualmente provata la presenza di sostanze “pesanti” come nichel, cromo, manganese, cobalto e il biossido di titanio (usato per il bianco): questi sono gli stessi materiali ferro-magnetici che potrebbero causare gravi danni alla pelle di una persona tatuata (dall’irritazione locale all’ustione) quando si sottopone a una risonanza magnetica e le particelle da loro rilasciate sono lo stesso motivo per cui spesso i tatuaggi o tardano a guarire o causano un fastidioso prurito.</p>
<p>Fino a oggi l’unico aspetto di cui ci si preoccupava quando ci si recava nello studio del tatuatore era quello degli aghi usati, che devono essere sterili e regolarmente cambiati per evitare la diffusione di malattie tramite il sangue.</p>
<p>Nessuno pare essersi mai preoccupato della composizione chimica dei colori, ovvero di quelle sostanze che, una volta effettuato il tatuaggio, vengono rilasciate nel nostro organismo come nano particelle.</p>
<p>Dopo queste scoperte c’è solo una direzione verso cui andare: la creazione di inchiostri NON tossici che possano essere eliminati facilmente con i trattamenti laser, capire quale effetto abbiano sui linfonodi e capire quali potenziali danni queste nanoparticelle di inchiostro possano effettivamente arrecare al nostro organismo e se li arrecano.</p>
<p>PS: Vogliamo ricordare che, qualora si volesse applicare del trucco permanente, è necessario affidarsi a professionisti certificati e non a improvvisati del settore. In più segnaliamo che il tatuaggio potrebbe rendere più difficile l’individuazione di eventuali melanomi e, come suggerisce il Centro Tatuaggio Sicuro dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis, invitiamo tutte le colleghe tatuate a sottoporsi a una visita specialistica di prevenzione una volta all’anno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Studio scientifico Scientific Reports</p>
<p><a href="http://www.confestetica.it/chi-siamo/trucco-permanente-e-tatuaggi-depositano-nanoparticelle-di-pigmenti-insolubili-nel-corpo-umano-capaci-di-viaggiare-nel-sangue-e-arrivare-ai-linfonodi/"></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Epildream cambia bandiera &#8211; Ricerca e sviluppo, un’eccellenza tutta italiana.</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Nov 2017 13:42:54 +0000</pubDate>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5602/epildream-cambia-bandiera-ricerca-e-sviluppo-uneccellenza-tutta-italiana/"><img title="LASER FIBRA" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2018/02/LASER-FIBRA-200x149.png" alt="Epildream cambia bandiera &#8211; Ricerca e sviluppo, un’eccellenza tutta italiana." width="200" height="149" /></a>
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	Dal 2013 APG TECH Azienda del Gruppo ALFAPARF, multinazionale italiana del settore professionale haircare e skincare, investe importanti risorse in ricerca nel campo dell’estetica professionale sviluppando nuove e sempre più performanti tecnologie nel comparto dell’epilazione laser e affermandosi come un’eccellenza italiana. Dal lancio di Epildream Diode Laser nel 2013 ad oggi, si è innescato un [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5602/epildream-cambia-bandiera-ricerca-e-sviluppo-uneccellenza-tutta-italiana/"><img title="LASER FIBRA" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2018/02/LASER-FIBRA-200x149.png" alt="Epildream cambia bandiera &#8211; Ricerca e sviluppo, un’eccellenza tutta italiana." width="200" height="149" /></a>
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	<p>Dal 2013 APG TECH Azienda del Gruppo ALFAPARF, multinazionale italiana del settore professionale <em>haircare</em> e <em>skincare</em>, investe importanti risorse in ricerca nel campo dell’estetica professionale sviluppando nuove e sempre più performanti tecnologie nel comparto <strong>dell’epilazione laser</strong> e affermandosi come <strong>un’eccellenza italiana.</strong></p>
<p>Dal lancio di Epildream Diode Laser nel 2013 ad oggi, si è innescato un processo di continua e progressiva innovazione che ha portato allo sviluppo di un progetto di alta tecnologia laser: <strong>Epildream Fiber Pro</strong> lanciato sul mercato nel 2017.</p>
<p>L’obiettivo di questa importante novità nel campo dell’epilazione laser è quello di raggiungere un livello di performance elevato anche nei casi più difficili ed impegnativi, rispettando sempre un elemento fondamentale: la sicurezza del cliente.</p>
<p>Andiamo allora a vedere gli aspetti più significativi di questa tecnologia laser di ultima generazione.</p>
<p><strong>Fibra ottica sì, ma fibra ottica liquida: un brevetto italiano</strong></p>
<p>Nell’epilazione laser si è usata fino a oggi la fibra ottica solida di vetro.</p>
<p>L’ innovazione introdotta da Epildream Fiber Pro è quella di sfruttare la <strong>fibra ottica liquida</strong> con un brevetto tutto Italiano. La fibra ottica liquida rappresenta una fondamentale novità tecnica che aumenta in modo significativo l’efficienza ottica del laser migliorando in modo sensibile la qualità dei risultati ottenuti.</p>
<p><strong>La rivoluzione del Sistema Multiwave</strong></p>
<p>Epildream Fiber Pro, oltre a sfruttare la fibra ottica liquida, utilizza un rivoluzionario sistema di emissione della luce laser a <strong>più lunghezze d’onda</strong> ovvero il “cuore della tecnologia” con <strong>diodo e barre a diodo</strong> di produzione americana.</p>
<p>A differenza dei tradizionali sistemi laser che lavorano ad una sola lunghezza d’onda, Epildream Fiber Pro permette di effettuare <strong>lo shock termico</strong> (ovvero la produzione del calore di circa 72 °C che andrà ad effettuare la necrosi delle strutture pilifere) a diversi livelli di profondità, con la garanzia di raggiungere tutti i peli presenti con la massima efficacia.</p>
<p>Il trattamento a diverse lunghezze d’onda, agendo su <strong>diverse profondità di lavoro</strong>, permette di ottenere buoni risultati anche nei casi più difficili e aumenta in modo considerevole la sicurezza dei trattamenti.</p>
<p><strong>I risultati </strong></p>
<p>La possibilità di effettuare sedute di lavoro da 1 a 20 Hz permette a Epildream Fiber Pro di essere un laser estremamente <strong>versatile</strong> in tutte le situazioni. L’utilizzo a 20 Hz, per esempio, consente di eseguire sessioni di lavoro veloci.</p>
<p><strong>Sicurezza e versatilità</strong></p>
<p>Epildream Fiber Pro grazie all’utilizzo del sistema di emissione a diverse lunghezze d’onda che lavorano a differenti profondità d’azione, consente di effettuare <strong>trattamenti efficaci</strong> in totale sicurezza anche nei casi più difficili ed impegnativi come i fototipi V e VI e le pelli abbronzate, consentendo trattamenti NO–STOP per 12 mesi all’anno.</p>
<p><strong>Redditività e 30.000.000 Spot</strong></p>
<p>L’efficienza della sorgente laser di Epildream Fiber Pro &#8211; 30.000.000 di Spot permette una <strong>reddittività </strong>ancora più elevata ritardando in modo sensibile l’onerosa sostituzione del manipolo.</p>
<p>Le aziende che ci piacciono sono proprio queste: quelle che scelgono di investire in alta tecnologia per crescere e innovare, offrendo al mercato soluzioni sempre più performanti e sicure.</p>
<p>Il nostro augurio, in questo caso, è uno: che sempre più aziende prendano ispirazione da Alfa Parf Group.</p>
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		<title>Una nuova frontiera nella cosmetica professionale</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Oct 2017 20:25:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5575/una-nuova-frontiera-nella-cosmetica-professionale/"><img title="Rod-shaped and spherical bacteria on skin or mucous membrane, Escherichia coli, Salmonella, Klebsiella, Mycobacterium tuberculosis, Legionella, Pseudomonas, Staphylococcus, Streptococcus, other cocci" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2018/01/dermobioti-200x133.jpg" alt="Una nuova frontiera nella cosmetica professionale" width="200" height="133" /></a>
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	Viviamo nell’epoca più evoluta fino a ora esistita, questo è un dato di fatto. La tecnologia ha fatto passi da gigante in ogni direzione, sia che si parli di diletto (si pensi al riconoscimento facciale che sblocca i nuovi iPhone), sia che si parli di salute e sanità (si pensi alle recenti ricerche per curare [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5575/una-nuova-frontiera-nella-cosmetica-professionale/"><img title="Rod-shaped and spherical bacteria on skin or mucous membrane, Escherichia coli, Salmonella, Klebsiella, Mycobacterium tuberculosis, Legionella, Pseudomonas, Staphylococcus, Streptococcus, other cocci" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2018/01/dermobioti-200x133.jpg" alt="Una nuova frontiera nella cosmetica professionale" width="200" height="133" /></a>
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	<p></p>
<p>Viviamo nell’epoca più evoluta fino a ora esistita, questo è un dato di fatto.</p>
<p>La tecnologia ha fatto passi da gigante in ogni direzione, sia che si parli di diletto (si pensi al riconoscimento facciale che sblocca i nuovi iPhone), sia che si parli di salute e sanità (si pensi alle recenti ricerche per curare malattie che fino a 10 anni fa sembravano incurabili).</p>
<p>Abbiamo varcato soglie inimmaginabili in ogni campo e anche il settore estetico sta arrivando a livelli di conoscenza mai sperimentati prima grazie a un sempre più massivo ricorso alla ricerca scientifica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cos’è la dermobiotica?</strong></p>
<p>L’ultima frontiera esplorata dalle industrie cosmetiche è quella della dermobiotica: dal greco dermos, pelle, e bios, vita, si tratta di un campo di ricerca che studia i piccoli organismi, i dermobioti, che popolano tutto il corpo umano e che vivono sulla nostra cute.</p>
<p>È in queste minuscole entità che viene custodito il segreto della longevità cellulare.</p>
<p>Sono loro, infatti, che si occupano di tutti quei meccanismi che determinano la rigenerazione e la ricodifica della pelle; popolano la nostra flora cutanea e creano una vera e propria barriera che ci difende dagli attacchi che l’ambiente circostante ci sferra ogni giorno, come stress, smog, fumo o lo scorrere del tempo.</p>
<p>Tutti questi agenti esterni, ormai è risaputo, mettono a rischio il precario e fragile equilibrio dei dermobioti, favorendo, invece, l’azione di batteri “maligni” che rendono la pelle più fragile e spenta.</p>
<p>In che modo, allora, si può rinforzare la flora cutanea e svilupparne la capacità di superare traumi? La soluzione è da cercare a livello molecolare, identificando quei principi attivi che possono innescare simili meccanismi.</p>
<p>Attraverso ricerche mirate, i laboratori DIBI MILANO ne hanno identificati 3 che, con la loro azione, sono riusciti a portare risultati straordinari nel settore dei trattamenti estetici.</p>
<p>Il primo è il Pre-Dibiotic, (ovvero un prebiotico ottenuto attraverso la sintesi enzimatica di zuccheri naturali) che nutre la pelle e la aiuta a ricostituirsi, implementando notevolmente la sua capacità di resistere alle aggressioni esterne.</p>
<p>Il secondo è il gruppo delle Matrichine: si tratta di peptidi, i messaggeri cellulari, che stimolano la produzione di collagene e aiutano la pelle danneggiata a ripararsi.</p>
<p>Il terzo è la Vitamina C Biodisponibile, ovvero un noto antiossidante che regola la produzione di melanina, responsabile delle macchie cutanee con una spiccata azione antinvecchiamento.</p>
<p>L’azione della dermobiotica e di questi 3 principi attivi applicata al campo estetico porta a incredibili risultati che, senza l’avvento della microbiologia sarebbero stati del tutto impensabili.</p>
<p>Le azioni indotte da questi principi attivi sono le seguenti:</p>
<p>&#8211; Un’azione ritexturizzante capace di ridare alla pelle più compattezza e uniformità</p>
<p>&#8211; Un’azione detossinante</p>
<p>&#8211; Un’azione pro-life, ovvero capace di riattivare i meccanismi cellulari che si occupano della longevità della pelle</p>
<p>&#8211; Un’azione pro-resilienza, ovvero capace di aumentare la resistenza della pelle alle aggressioni esterne</p>
<p>&#8211; Una doppia azione di preparazione/riparazione dopo gli interventi di medicina estetica</p>
<p>Ma perché possiamo parlare di tali risultati? Come facciamo a essere sicuri della loro bontà?</p>
<p>Il metodo scientifico</p>
<p>Semplicemente perché i prodotti cosmetici (sia da cabina che di autocura) che si affidano alla dermobiotica si basano su un’accurata e minuziosa ricerca scientifica basata sull’osservazione dei risultati.</p>
<p>In Italia sono poche le aziende cosmetiche che sfruttano questi principi attivi e che, allo stesso tempo, sono state in grado  di fornire risultati concreti e certi dei loro test; una tra queste è sicuramente Dibi Milano con la nuova linea Procellular 365, che ha scelto di affidarsi a Bio Basic Europe (una delle più importanti società di ricerca, sviluppo e valutazione di efficacia e sicurezza di prodotti cosmetici, farmacologici e alimentari) per testare l’efficacia delle sue metodiche e la bontà delle proprie intuizioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I test</strong></p>
<p>In fase di impostazione dello studio, si è deciso di testare l’azione della innovativa metodica viso DIBI MILANO PROCELLULAR 365 ( prodotti e sistema di applicazione) in condizioni davvero estreme, facendo ricadere la scelta su un campione di partecipanti che si sarebbe sottoposto a un trattamento di peeling resurfacing svolto con laser frazionale non ablativo con lunghezza  d’onda di 1470 nm, ovvero un trattamento che lascia delle piccole lesioni termiche sulla   zona trattata e un rossore puntiforme che, di media, sparisce nell’arco di 4/5 giorni.</p>
<p>Lo studio è stato portato avanti su 50 volontarie con pelle sensibile, di età compresa tra i 35 e i 65 anni e suddivise in 3 gruppi:</p>
<p>&#8211; Gruppo A: 20 volontarie sono state selezionate per valutare l’efficacia del trattamento prima di sottoporsi alla seduta di laser frazionale non ablativo;  per 22 giorni hanno usato solo i prodotti di autocura Pro-Cellular 365; dal giorno 23 sono state sottoposte a 3 trattamenti estetici Pro-Cellular 365 (1 ogni 3 giorni), mentre continuavano l&#8217;uso domiciliare dei prodotti di autocura; il giorno successivo al 3° trattamento sono state sottoposte dal medico estetico ad una seduta di laser frazionato non ablativo.</p>
<p>&#8211; Gruppo B: 20 volontarie per valutare l’efficacia del trattamento dopo essersi  sottoposte  alla seduta di laser frazionale non ablativo; come primo trattamento, sono state sottoposte dal medico estetico ad una seduta di laser frazionato non ablativo sul viso; il giorno successivo sono state sottoposte al 1° di 3 trattamenti estetici Pro-Cellular 365 (1 ogni 3 giorni); dopo il 1° trattamento cosmetico hanno iniziato anche l&#8217;uso domiciliare dei prodotti di autocura Pro-Cellular 365, proseguito poi per un totale di 22 giorni.</p>
<p>&#8211; Gruppo C: 10 volontarie sono state sottoposte esclusivamente ad una seduta di laser frazionato non ablativo sul viso (gruppo &#8220;di controllo&#8221;)</p>
<p>Il trattamento in cabina a cui si sono sottoposte le volontarie è articolato in 4 fasi:</p>
<p>&#8211; Il primo step consiste nell’applicazione del DETERGENTE PEELING INTENSIVO RI-TEXTURIZZANTE che deterge la pelle con la sua formula micellare e ne rispetta il pH</p>
<p>&#8211; Il secondo step prevede l’utilizzo di TRATTAMENTO BI-LIQUIDO PRO-RECOVERY in doppia fase, la prima oleosa, la seconda di acqua attiva. Dalla miscelazione delle due fasi si ottiene un’azione di riparazione e detossinazione dell’epidermide con un effetto lenitivo</p>
<p>&#8211; Il terzo step consiste nella posa della MASCHERA –SIERO SILVER PRO-RECOVERY</p>
<p>&#8211; Il quarto step, prevede l’applicazione di un’EMULSIONE LIPIDICA PRO- RECOVERY che agisce come emolliente e come protezione</p>
<p>I prodotti di autocura utilizzati a sostegno e completamento del metodo Pro-Cellular 365 sono i seguenti:</p>
<p>&#8211; CREMA NUTRI-AGE RIGENERANTE PRO-RESILIENZA CON FILTRI UV che promuove un’azione antiossidante e stimola la longevità cellulare.</p>
<p>&#8211; CREMA SIERO OXY-AGE RIGENERANTE a base di GenOxy Cel con l’intento di rivitalizzare la pelle</p>
<p>&#8211; TRATTAMENTO BI-LIQUIDO PRO-RECOVERY: una fiala “pronto intervento” che combina due fasi, una oleosa concentrata in ingredienti vegetali selezionati, antiossidanti ed emollienti, e una fase acqua attiva, ricca, oltre agli attivi della linea anche in Estratto di Aloe.</p>
<p>I parametri tenuti in considerazione sono stati idratazione, TEWL e indice di eritema per quanto riguarda la parte strumentale; rossore cutaneo, edema, microesfoliazione e prurito per quanto riguarda quella clinica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> I risultati</strong></p>
<p>Nel Gruppo A l&#8217;incremento dell&#8217;indice di eritema risulta significativamente inferiore rispetto al Gruppo B e al Gruppo C già un’ora dopo la seduta con laser. Ogni traccia di eritema, inoltre, risulta scomparsa nell’arco di 24 ore dopo il trattamento laser.</p>
<p>Per quanto concerne il rossore cutaneo (indotto dalla seduta di laser frazionale non ablativo),  esso è stato riscontrato solo nel 65% delle volontarie del Gruppo A, mentre nei Gruppi B e C il rossore è stato riscontrato nella totalità delle volontarie.  Nell’arco di 24 ore dopo il trattamento laser, nel Gruppo A il rossore cutaneo è notevolmente ridotto ed è stato riscontrato in circa il 10% delle volontarie.</p>
<p>Nel caso del Gruppo B, le volontarie hanno applicato la fiala Pro-Cellular 365 trattamento biliquido pro-recovery un&#8217;ora dopo il trattamento laser ed è stata riscontrata una diminuzione dei rossori dal 100% all’80% dei casi.</p>
<p>Tutte le volontarie del Gruppo C, che non hanno applicato prodotti  Pro-Cellular 365 dopo il laser, evidenziano rossore anche 24 ore dopo il trattamento laser.</p>
<p>Nessun volontaria del Gruppo A ha manifestato prurito dopo essere stata sottoposta al trattamento laser, mentre nel 30% delle volontarie dei Gruppi B e C è stato riscontrato prurito 1 ora dopo la seduta laser.</p>
<p>24 ore dopo il trattamento laser, anche le volontarie del Gruppo B, che hanno applicato la fiala Pro-Cellular 365 trattamento biliquido pro-recovery, non manifestano più prurito cutaneo, mentre, nel caso del Gruppo C, rimane ancora una significativa porzione di volontarie (20%) che manifestano sensazioni di prurito.</p>
<p>Per quanto riguarda il parametro TEWL (perdita dell’acqua transepidermica), il valore misurato è peggiore in modo statisticamente significativo nelle volontarie dei Gruppi C e B 24 ore dopo il trattamento laser, mentre in quelle del Gruppo A, a parità di condizione, si evidenzia in media un recupero totale del danno indotto dal laser.</p>
<p>Da notare anche che l’applicazione del prodotto Pro-Cellular 365 trattamento biliquido pro-recovery è efficace nel ridurre, 24 ore dopo il trattamento laser, il peggioramento della TEWL, e quindi nel coadiuvare il ripristino delle funzioni barriera dell&#8217;epidermide (in confronto con quanto misurato sulle volontarie del Gruppo C, gruppo di controllo).</p>
<p>Nello specifico, i prodotti e i trattamenti che si affidano alla dermobiotica, usati prima del trattamento LASER (Gruppo A) e dopo (Gruppo B) hanno dimostrato di avere:</p>
<p>&#8211; una buona tollerabilità</p>
<p>&#8211; efficacia nel migliorare idratazione, TEWL, morbidezza e trama cutanea</p>
<p>&#8211; attività protettiva e preparatoria se utilizzato prima di un trattamento con laser frazionale non ablativo, riducendo l’insorgenza di eritema e edema</p>
<p>&#8211; attività nel migliorare lo stato della cute in termini di morbidezza, protezione, miglioramento della salute della barriera cutanea, miglioramento della trama cutanea</p>
<p>&#8211; una buona gradevolezza</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>Questi risultati, ottenuti in condizioni di stress cutaneo estreme, fanno davvero riflettere: una pelle danneggiata e arrossata che riesce a riprendersi e tornare in condizioni normali nell’arco di 24 ore è un passo in avanti che, fino a poco tempo fa, era davvero impensabile.</p>
<p>I dermobioti, ovvero questi microrganismi benevoli, si sono rivelati l’effettiva chiave per risolvere una questione che da sempre tormenta le clienti dei centri estetici: avere una pelle che non dimostra il passare del tempo o i segni della vita quotidiana.</p>
<p>Ora che conosciamo la potente azione riparatrice di questi microbi buoni in situazioni al limite, possiamo semplicemente immaginare cosa potrebbero fare su pelli in condizioni normali e, finalmente, possiamo dirlo: c’è un meraviglioso futuro che attende il mondo dell’estetica.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Quando la manicure ti salva la vita: il caso dell’estetista che è stata la prima sentinella a riconoscere un melanoma</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Aug 2017 14:32:36 +0000</pubDate>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5531/quando-la-manicure-ti-salva-la-vita-estetista-sentinella-che-ha-riconosciuto-un-melanoma-alla-sua-cliente/"><img title="IMG_2478" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2017/08/IMG_2478-200x144.jpg" alt="Quando la manicure ti salva la vita: il caso dell’estetista che è stata la prima sentinella a riconoscere un melanoma" width="200" height="144" /></a>
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	La nostra eroina del giorno si chiama Jean Skinner, un’estetista che lavora in un centro estetico a Uckfield, nell’East Sussex e questa è la storia che ha voluto condividere con tutto il mondo attraverso il suo profilo Facebook. Una sua cliente si reca da lei per fare una manicure: è da un po’ di tempo, [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5531/quando-la-manicure-ti-salva-la-vita-estetista-sentinella-che-ha-riconosciuto-un-melanoma-alla-sua-cliente/"><img title="IMG_2478" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2017/08/IMG_2478-200x144.jpg" alt="Quando la manicure ti salva la vita: il caso dell’estetista che è stata la prima sentinella a riconoscere un melanoma" width="200" height="144" /></a>
	</div>
	<hr />
<p style="text-align: left;">La nostra eroina del giorno si chiama Jean Skinner, un’estetista che lavora in un centro estetico a Uckfield, nell’East Sussex e questa è la storia che ha voluto condividere con tutto il mondo attraverso il suo profilo Facebook.</p>
<p>Una sua cliente si reca da lei per fare una manicure: è da un po’ di tempo, infatti, che ha una strana riga nera sull’unghia e vorrebbe coprirla con uno smalto scuro, di modo da renderla invisibile.</p>
<p>A Jean, però, quella riga non piace e consiglia alla sua cliente di correre da un medico per fare accertamenti e visite specialistiche.</p>
<p>E, purtroppo, la professionalità di Jean risutla avere ragione: non si tratta né di una macchia ereditaria, né di un po’ di sangue sottopelle, ma di un segno di un melanoma (cancro alla pelle) che aveva ormai raggiunto i linfonodi.</p>
<p>La scrupolosità e l’esperienza di Jean Skinner hanno sicuramente salvato la vita della sua cliente, permettendole di individuare la malattia e iniziare a combatterla.</p>
<p>Non scriveremo che questa meravigliosa storia ha dell’incredibile, perché casi come questo (ahinoi) sono davvero frequenti nella nostra professione, ma raramente ricevono l’attenzione mediatica che meritano.</p>
<p>Scriveremo, invece, che questa non è che l’ennesima dimostrazione di come il nostro mestiere abbia una valenza sociale e sanitaria che non può più essere soorovalutata!</p>
<p>In italia 10.000.000 di persone hanno la loro estetista di fiducia e nei centri estetici si effettuano oltre 100.000.000 di trattamenti estetici ogni anno.</p>
<p>L&#8217;estetista è una vera e propria sentinella.</p>
<p>Grazie Jean Skinner e grazie a tutte le validissime colleghe estetiste che ogni giorno aiutano la collettività!</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		<title>Laurea Triennale per estetista Subito! &#8211; Facciamola crescere &#8211; 50.000 nuovi posti di lavoro &#8211; Italia leader nel mondo della bellezza</title>
		<link>http://www.confestetica.it/punto-estetico/5517/laurea-triennale-per-estetista-subito-facciamola-crescere-50-000-nuovi-posti-di-lavoro-italia-leader-nel-mondo-della-bellezza/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Apr 2017 11:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5517/laurea-triennale-per-estetista-subito-facciamola-crescere-50-000-nuovi-posti-di-lavoro-italia-leader-nel-mondo-della-bellezza/"><img title="10234316 - group of happy young people in circle at beach  have fun and smile" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2017/04/Ragazzi-foto-petizione-200x133.jpg" alt="Laurea Triennale per estetista Subito! &#8211; Facciamola crescere &#8211; 50.000 nuovi posti di lavoro &#8211; Italia leader nel mondo della bellezza" width="200" height="133" /></a>
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	“Non ho voglia di studiare…farò l’estetista! Che ne pensi?” “Si, certo, applicare uno smalto, limare le unghie, sistemare le sopracciglia, truccare un viso…semplice e gradevole. Ma forse non sai che l’estetista opera su tutto il corpo umano, che studia materie come anatomia e fisiologia, dermatologia, malattie infettive, chimica, cosmetologia, fisica, elettrologia e tanto altro, che [&#8230;]]]></description>
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	<div id="attachment_5522" style="max-width: 310px" class="wp-caption alignleft"><p class="wp-caption-text">10234316 &#8211; group of happy young people in circle at beach have fun and smile</p></div>
<p>“Non ho voglia di studiare…farò l’estetista! Che ne pensi?”<br />
“Si, certo, applicare uno smalto, limare le unghie, sistemare le sopracciglia, truccare un viso…semplice e gradevole.</p>
<p>Ma forse non sai che l’estetista opera su tutto il corpo umano, che studia materie come anatomia e fisiologia, dermatologia, malattie infettive, chimica, cosmetologia, fisica, elettrologia e tanto altro, che deve conoscere e applicare norme igienico sanitarie rigorose!</p>
<p>No, se non vuoi studiare ti consiglio un altro lavoro!”</p>
<p><script src="https://static.change.org/product/embeds/v1/change-embeds.js" type="text/javascript"></script>Questa è la risposta che dovremmo dare, e invece, ogni anno migliaia di giovani e meno giovani iniziano un percorso di studi affidato a Enti di formazione professionale che nessuno controlla, che speculano sull’ignoranza e su un sistema normativo disastroso e alimentano un sistema che da parcheggio sociale si trasforma in disoccupazione e da disoccupazione in lavoro nero.</p>
<p>Nel frattempo 34.000 Centri Estetici non riescono a trovare personale qualificato per soddisfare clienti affezionate che aumentano ogni giorno.</p>
<p>Basta false speranze, basta Enti inutili e dannosi, basta con la speculazione sul lavoro dell’estetista.<br />
 Vogliamo un percorso di laurea triennale e vogliamo continuare ad offrire il meglio ai dieci milioni di clienti che ringraziamo per la loro fiducia ed il loro sostegno anche in questa occasione.<br />
 Firma questa petizione per rendere obbligatorio un percorso di laurea triennale per diventare estetista.<br />
 Per un paese più civile, più attento al benessere delle persone e più giusto.</p>
<p>Per firmare la petizione, clicca qui. <span class="_3oh- _58nk"><a href="http://change.org/laureaperestetista" target="_blank" rel="nofollow">change.org/laureaperestetista</a></span></p>
<p><strong>CHI SONO E COSA FACCIO</strong><br />
 Mi chiamo Angelica Pippo e vedere le persone sorridere e stare bene, è quello che mi rende più fiera del mio lavoro.</p>
<p>Dopo essermi laureata in Scienze Politiche non ho intrapreso la carriera che ci si sarebbe aspettati, ma ho invece deciso di dare il meglio di me in un altro modo.</p>
<p>Dal 2003, ho realizzato il mio scopo di essere utile agli altri offrendo benessere. Sono un’Estetista. Ho iniziato per risolvere un mio disagio estetico e da allora ho capito che tutti potevano e avevano il diritto di stare meglio anche solo con un semplice trattamento.<br />
 Oggi, dopo solo 15 anni di attività, sono migliaia le DONNE, uscite dal mio Istituto ringraziandomi per aver dato loro benessere, per averle fatte sentire più belle e per aver arricchito la loro vita di fiducia ed autostima.</p>
<p>Spesso lavoro fino a tardi, a volte quasi gratis per chi non può permetterselo, perché credo che chiunque abbia il diritto di concedersi un momento, nella propria giornata, per STARE BENE.</p>
<p>Chi conosce il nostro lavoro (le clienti) lo apprezza e ne comprende il valore, chi non lo conosce tende a banalizzarlo e le persone che hanno interessi economici che ruotano attorno al nostro settore speculano affinché l’estetista rimanga una figura di secondo piano e non ottenga il giusto riconoscimento del suo ruolo professionale, economico e sociale.</p>
<p>L’estetista lavora per il benessere dei singoli e della collettività e ne migliora lo stato di salute in piena aderenza e coerenza con quanto afferma L’Organizzazione Mondiale per la Sanità: “la Salute è lo stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza di malattia”.<br />
 E fra le mie clienti sta bene Maria, che lavora tutto il giorno in fabbrica e quando si sdraia sul lettino, sembra aver ottenuto il premio più grande.</p>
<blockquote><p>
<em>&#8211;          Sta bene Stefania, non vedente, che accompagnata dal suo cane Nuvola trova sempre la strada per il suo appuntamento settimanale.</em><br />
 <em> &#8211;          Sta bene Francesca, studentessa, che si concentra meglio per il suo esame dopo aver fatto un bel massaggio.</em><br />
 <em> &#8211;          Sta bene la Dottoressa Carla che dopo estenuanti turni in ospedale riesce a trovare la forza per venirsi a rigenerare.</em><br />
 <em> &#8211;          Sta bene Sara, che continua a fare la ceretta, anche dopo aver subito un incidente che l’ha resa paraplegica.</em><br />
 <em> &#8211;          Sta bene Monica, che dopo aver sconfitto il cancro, ha capito che è giusto, concedersi più momenti belli, visto che quelli brutti non mancano mai.</em><br />
 <em> &#8211;          E sta bene anche Giacomo, che ora si chiama Veronica.</em><br />
 <em> &#8211;          Sta benissimo nonna Angela che entra zoppicando ed esce “volando”.</em><br />
 <em> &#8211;          Sta bene Elisa, imprenditrice di successo che si rilassa con un bel trattamento al viso, e per un’ora spegne i telefoni e chiude i contatti con il mondo.</em><br />
 <em> &#8211;          Sta bene la professoressa Silvana, perché se non ha le mani a posto e tutto in ordine, non si sente di esempio per i propri alunni.</em><br />
 <em> &#8211;          Sta bene Marco, separato, che ritiene che nessuno sia più importante di se stesso.</em><br />
 <em> &#8211;          Sta bene Paola Psicologa, perché oggi ha sentito troppe cose brutte.</em>
</p></blockquote>
<p>Questo lavoro, che ogni giorno mette me e più di altre 60.000 estetiste professioniste a diretto contatto con il corpo e con i problemi delle nostre clienti, oggi, in Italia, non è considerato una professione, ma un mestiere. Si, la nostra formazione è affidata a soggetti definiti “Ente accreditato (dalle Regioni) per la formazione professionale”.</p>
<p>Per firmare la petizione, clicca qui. <span class="_3oh- _58nk"><a href="http://change.org/laureaperestetista" target="_blank" rel="nofollow">change.org/laureaperestetista</a></span></p>
<p><strong>QUAL E’ IL PROBLEMA DELLE ESTETISTE PROFESSIONISTE</strong><br />
 Quanti ce ne sono in Italia?</p>
<p>Nessuno lo sa. Vengono accreditati e poi ognuno insegna quello che vuole!<br />
 Per diventare estetista sono necessari 3 anni di studio e questi Enti dovrebbero insegnarci anatomia, fisiologia, dermatologia, psicologia, igiene, microrganismi e malattie infettive oltre a chimica e cosmetologia e nozioni di fisica ed elettrologia.</p>
<p>Pensate che ci siano dei medici a farlo? Sono rarissimi. Li troviamo nelle pochissime strutture eccellenti, nelle altre, spesso sottoscala o garage, hanno probabilmente vergogna ad entrare. Strutture fatiscenti e docenti sedicenti. E naturalmente i Programmi di studio variano da Regione a Regione…!<br />
 Arriviamo così al cuore del nostro problema (che purtroppo diventa anche il tuo cara cliente). La formazione dell’estetista.</p>
<p>All’ombra di una legislazione frammentata che continua a sfornare nuovi corsi e creare figure para-estetiche è cresciuto e prospera un sistema formativo malato, che si alimenta dell’illusione e del denaro, di giovani e meno giovani, spesso inconsapevoli, che spendono fino a 12.000 euro.</p>
<p>Fra loro diverse minorenni (per le quali gli enti ricevono finanziamenti pubblici), con lo schema mentale del “mi piace truccare le mie amiche e non ho voglia di studiare. Farò l’estetista.” Ma come possono a quell’età e senza una adeguata base scolastica comprendere concetti complessi come l’anatomia umana, la fisiologia e la fisica?</p>
<p>Il sistema produce una massa di persone impreparate ed inesperte, indotte a pensare che si possa essere estetista senza studio e senza impegno (la classica attività di ripiego).</p>
<p>Puro parcheggio sociale, anticamera della disoccupazione che alimenta la piaga del lavoro nero (si stimano 300.000 operatrici in queste condizioni, 5 volte il numero delle estetiste in regola!).<br />
 Quelle di noi che non ci stanno si rimboccano le maniche e finanziano a vita la propria formazione.<br />
 Questa è quindi la fotografia:<br />
 ·         un sistema scolastico inadeguato e senza controlli che prospera e genera insicurezza, disoccupazione e inadeguatezza;<br />
 ·         un comparto che cresce al ritmo del 5% all’anno (10 milioni di clienti abituali – 83% sono DONNE –  34.000 centri estetici e 61.000 estetiste) ed ha disperato bisogno di competenze e professionalità adeguate praticamente introvabili;<br />
 ·         giovani disoccupate, spesso lavoratrici in nero, arenate sul sogno di un “mestiere facile” che è invece una professione articolata e complessa.</p>
<p>Per firmare la petizione, clicca qui. <span class="_3oh- _58nk"><a href="http://change.org/laureaperestetista" target="_blank" rel="nofollow">change.org/laureaperestetista</a></span></p>
<p><strong>COSA CHIEDIAMO</strong><br />
 Da qui deve partire il cambiamento di questo sistema anacronistico che premia solo la CASTA dei cosiddetti Enti di Formazione.</p>
<p>Ecco perché, con questa petizione, io e le oltre trentamila imprese di questo paese, chiediamo che venga istituito un percorso di laurea triennale per ottenere il titolo di estetista, sotto il controllo del Ministero della Pubblica Istruzione e del Ministero della Salute.</p>
<p>E, parallelamente, chiediamo anche:<br />
 ·         Che l’estetista venga riconosciuta come professione sanitaria (il Consiglio Superiore della Sanità si è già espresso in merito sin dal 1994, sostenendo che questa figura dovrebbe rientrare tra le professioni sanitarie).<br />
 ·         Che venga pubblicato l’elenco delle estetiste abilitate presso il Ministero della Salute, ente garante della loro preparazione.<br />
 ·         Che la minoranza delle scuole d’estetica eccellenti venga trasformata in istituti universitari.<br />
 Questa proposta soddisfa la richiesta sempre crescente da parte del cliente finale di trattamenti estetici altamente professionali.</p>
<p>Per firmare la petizione, clicca qui. <span class="_3oh- _58nk"><a href="http://change.org/laureaperestetista" target="_blank" rel="nofollow">change.org/laureaperestetista</a></span></p>
<p><strong>COSA CAMBIA IN MEGLIO</strong><br />
 Con l’approvazione di questa proposta tutta la nostra categoria riuscirebbe a compiere quel passo in avanti che merita e che meritano soprattutto le nostre clienti.<br />
 L’occupazione crescerebbe. Il maggiore ostacolo allo sviluppo di un Centro Estetico è proprio la mancanza di personale qualificato; formando estetiste consapevoli ed esperte si creerebbero circa 50.000 nuovi posti di lavoro.</p>
<p>Ci sarebbe una drastica diminuzione del lavoro nero grazie all’introduzione dell’elenco presso il Ministero della Salute, di tutte le estetiste abilitate alla professione.</p>
<p>Verrebbe garantita maggiore sicurezza, tutela e tranquillità alla consumatrice. Oggi 10 milioni di persone, prevalentemente donne, frequentano abitualmente il Centro Estetico ricavandone autostima, benessere e bellezza. Da 30 anni le estetiste aiutano le altre donne a stare bene.<br />
 Non ci sarebbe nessun nuovo costo per la collettività. Il percorso di formazione sarebbe autofinanziato come oggi, ma il ritorno dell’investimento sarebbe garantito in competenze acquisite e sicurezza lavorativa.</p>
<p>Migliorerebbe l’indotto economico: oggi 34.000 centri estetici, 61000 estetiste e 100 milioni di trattamenti all’anno e l’estetista è sempre più un beneficio per tutti e non un lusso per pochi.<br />
 Dopo moda, cucina e design, l’Italia campione del mondo di bellezza, benessere e qualità della vita. Esportiamo questo modello nel mondo intero e diventiamo l’esempio da seguire.</p>
<p><strong>AIUTA L’ESTETISTA A CONQUISTARE IL RISPETTO CHE MERITA!</strong><br />
 Questi sono i motivi per cui devi firmare questa petizione.<br />
 Per firmare la petizione, clicca qui. <span class="_3oh- _58nk"><a href="http://change.org/laureaperestetista" target="_blank" rel="nofollow">change.org/laureaperestetista</a></span><br />
 Firma affinché si diventi estetista frequentando un corso di laurea triennale.<br />
 Per un paese più civile, più attento al benessere delle persone e più giusto.</p>
<div class="change-embed-petition" data-petition-id="10927292"></div>
<p><script src="https://static.change.org/product/embeds/v1/change-embeds.js" type="text/javascript"></script></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Possiamo ancora fidarci del Cosmoprof? Dov’è L’ETICA?</title>
		<link>http://www.confestetica.it/punto-estetico/5511/possiamo-ancora-fidarci-del-cosmoprof-dove-letica/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Mar 2017 09:44:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5511/possiamo-ancora-fidarci-del-cosmoprof-dove-letica/"><img title="45629351 - colorful of flea market roof top in bangkok thailand" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2017/03/foto-mercato-200x133.jpg" alt="Possiamo ancora fidarci del Cosmoprof? Dov’è L’ETICA?" width="200" height="133" /></a>
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	È una sensazione abbastanza sgradevole quella che si prova quando un amico di vecchia data di cui ci fidavamo ciecamente tradisce la nostra fiducia in un modo che non ci saremmo mai aspettati. Questa è la sensazione che noi di Confestetica e tutte le estetiste serie abbiamo provato nel leggere la triste notizia di quanto [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5511/possiamo-ancora-fidarci-del-cosmoprof-dove-letica/"><img title="45629351 - colorful of flea market roof top in bangkok thailand" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2017/03/foto-mercato-200x133.jpg" alt="Possiamo ancora fidarci del Cosmoprof? Dov’è L’ETICA?" width="200" height="133" /></a>
	</div>
	<div id="attachment_5512" style="max-width: 310px" class="wp-caption alignleft"><p class="wp-caption-text">Mercato di Bangkok Thailandia</p></div>
<p>È una sensazione abbastanza sgradevole quella che si prova quando un amico di vecchia data di cui ci fidavamo ciecamente tradisce la nostra fiducia in un modo che non ci saremmo mai aspettati.</p>
<p>Questa è la sensazione che noi di Confestetica e tutte le estetiste serie abbiamo provato nel leggere la triste notizia di quanto successo alla fiera di settore più importante e “antica” del mondo tenutasi a Bologna: abbandonati da un padre che avrebbe dovuto tutelare sé stesso e i suoi figli.</p>
<p>La Guardia di Finanza, infatti, ha prontamente sequestrato 5 apparecchiature, imitazioni di macchinari medicali per lifting, alla cinquantesima edizione del Cosmoprof: il macchinario contraffatto è Ulthera, prodotto dalla Merz.</p>
<p>Nella sua versione originale Ulthera è un medical device che si avvale del potere degli ultrasuoni microfocalizzati per stimolare la naturale produzione di fibre collagene, le proteine strutturali della pelle che la rendono giovane, tonica e compatta il cui costo si aggira tra i 50.000/70.000 euro.</p>
<p>È un macchinario a marcatura CE e che quindi ha caratteristiche idonee per stare sul mercato senza mettere in pericolo la salute dei consumatori.</p>
<p>Nella versione contraffatta presentata al Cosmoprof il macchinario era assolutamente uguale all’originale e vantava in bella mostra il marchio Ulthera HiFu.</p>
<p>Qualcosa, però, stona: se abbiamo detto che Ulthera è prodotto dalla Merz, perché il grandissimo stand in cui era esposto risultava essere quello di “HONKON”, grossa casa produttrice di macchinari per il settore estetico cinese?</p>
<p>Dove sono le marcature CE? E, soprattutto, perché il prezzo a cui veniva offerto era di 3.500 euro, ovvero un prezzo impossibile?</p>
<p>Macchinari del genere, contraffatti, proprio come succede per borse e scarpe, si trovano con estrema facilità sul web: con pochi click (e pochi euro) si può ricevere a domicilio un macchinario che si crede di qualità, ma che in realtà altro non è che un’imitazione pericolosa e nociva dell’originale.</p>
<p>Una borsa, anche se contraffatta, non mette in pericolo allo stesso modo la salute di chi la usa.</p>
<p>Perché si parla di questo fenomeno solo quando salta fuori la contraffazione di marchio e non per la mancanza di marcature CE, essenziali per chi lavora sulla pelle delle persone?</p>
<p>Ho chiesto a molti espositori asiatici se i macchinari che presentavano avessero questa marcatura CE che serve per la circolazione sicura dei macchinari in Europa e loro mi hanno candidamente risposto che no, non l’avevano.</p>
<p>Noi, come categoria ci sentiamo profondamente traditi dal Cosmoprof, un’istituzione che da 50 anni rappresenta l’unica fiera internazionale di settore con sede in Italia.</p>
<p>Un momento in cui tutte le professioniste degne di essere chiamate tali possono aggiornarsi, crescere e prendere decisioni importanti per il futuro della loro attività.</p>
<p>Perché, allora, Cosmoprof ha avuto così poco riguardo nei nostri confronti e ha permesso che un episodio del genere si manifestasse ancora una volta?</p>
<p>Si ricorda, per inciso, che Cosmoprof, è conosciuta da tutti come la fiera delle estetiste e dei parrucchieri ed episodi simili, ovvero quando circolano imitazioni di macchine medicali pericolose, di dubbia fattura e che nulla c’entrano con questi due settori, non fanno altro che mettere queste due categorie sotto una pessima luce.</p>
<p>Quali sono i criteri con cui vengono assegnati gli stand?</p>
<p>Perché è stato permesso che macchine prive di certificazione CE e quindi potenzialmente nocive e totalmente sconnesse dal mondo dell’estetista, venissero esposte proprio qui?</p>
<p>Perché il Cosmoprof è diventato paragonabile a oscuri siti che vendono prodotti di dubbia provenienza su Internet?</p>
<p>E, soprattutto, come farà il Cosmoprof a riconquistare la fiducia del nostro settore?</p>
<p>Come posso io, consumatore, sapere se il macchinario che il mio medico o la mia estetista usano per farmi un trattamento estetico è originale e con tutte le certificazioni di cui ha bisogno?</p>
<p>Ma, soprattutto, come posso io, professionista, difendermi da queste minacce, se queste arrivano proprio da uno dei miei alleati più importanti?</p>
<p>Quello che noi chiediamo al Cosmoprof è di controllare chi e cosa viene esposto durante la fiera: gli interessi economici non possono bypassare l’etica, mai!<br />
E ancora chiediamo: a chi espone, vengono richiesti “patente e libretto” ossia le certificazioni specifiche?</p>
<p>Vengono richieste le autorizzazioni doganali necessarie e le marcature appropriate sugli apparecchi che vengono esposti? Beh, evidentemente no!</p>
<p>Eppure i certificati da richiedere prima di esporre per garantire la qualità effettiva esistono: si chiamano AIDA e AEO e qualunque fiera seria e rispettabile le pretenderebbe.</p>
<p>Non è accettabile che al Cosmoprof venga ammesso chiunque a esporre qualsiasi cosa, pur di far cassa ai danni dell’estetista o di chi opera nel settore.</p>
<p>E’ una fiera internazionale dell’estetica professionale o dell’estetica ABUSIVA?</p>
<p>Non si può dire sì a tutti.</p>
<p>Bisogna dare precedenza a chi fa ricerca, a chi si comporta secondo regole e investe le proprie risorse in sicurezza ed efficacia.</p>
<p>Non si può combattere una concorrenza, così sleale, che cavalca l’onda del successo di seri imprenditori!</p>
<p>Proprio come noi abbiamo sempre rispettato il Cosmoprof come istituzione, esigiamo che lo stesso rispetto ci venga reso con controlli adeguati e merci a norma di legge che non mettano a rischio i consumatori.</p>
<p>Probabilmente i macchinari sequestrati dalla Finanza erano destinati alla sola esposizione. Ma ora siamo davvero sicuri che si siano fermati a questo?</p>
<p>Dopo aver ascoltato il Colonnello della Guardia di Finanza sul caso, non ci sentiamo di poter escludere che ci siano state anche delle vendite.</p>
<p>Non dimentichiamo, inoltre, che questo tipo di “leggerezza” è un insulto anche per tutte quelle aziende serie che investono tanto nelle fiere di settore.</p>
<p>Quando si va in fiera si va con l’intenzione di comprare e un’istituzione come il Cosmoprof non può favorire l’immissione sul mercato di prodotti pericolosi.</p>
<p>Per noi il Cosmoprof non dovrebbe essere un semplice venditore di spazi, ma dovrebbe garantire la sicurezza di quello che viene esposto a tutela del consumatore e di sé stesso.</p>
<p>L’Oréal, come tante altre aziende leader del settore, al Cosmoprof investono una montagna di soldi per presentarsi al meglio, quindi perché affiancarle a questi espositori poco credibili?</p>
<p>Perché anche la loro serietà deve essere messa in discussione dalla poca professionalità del Cosmoprof nel selezionare i suoi espositori?</p>
<p>Questo atteggiamento danneggia tutti: le nostre clienti, i nostri centri estetici, i nostri fornitori, i nostri colleghi di settore.</p>
<p>Il rispetto si manifesta in tante forme e non permetteremo che persone che non hanno l’etica tra i loro valori gettino fango sull’immagine della nostra categoria.</p>
<p>Estetista!!<br />
Mi raccomando: impara a guardarti intorno e impara a riconoscere chi lavora per te e chi lavora contro di te.</p>]]></content:encoded>
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		<title>L’estetista viene di nuovo “tradita”, da chi dice di rappresentarla</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Mar 2017 23:03:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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	Antonio Stocchi, professione acconciatore, e Brigida Stomaci, professione truccatrice, stanno tentando di modificare la storica legge 4 gennaio 1990 n. 1 che da ben 27 anni regolamenta la nostra attività. Un acconciatore, una truccatrice “estetista per caso”, con 4 comari e 2 burocrati, stanno provando a togliere l’identità e la dignità alle oltre 100.000 estetiste [&#8230;]]]></description>
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	<p>Antonio Stocchi, professione acconciatore, e Brigida Stomaci, professione truccatrice, stanno tentando di modificare la storica legge 4 gennaio 1990 n. 1 che da ben 27 anni regolamenta la nostra attività.</p>
<p>Un acconciatore, una truccatrice “estetista per caso”, con 4 comari e 2 burocrati, stanno provando a togliere l’identità e la dignità alle oltre 100.000 estetiste italiane sollevando dei falsi problemi alle istituzioni per trarne un comodo vantaggio esclusivo per il proprio sindacato. Vi piace vincere facile, eh?</p>
<p>È appunto dal 1990 che l’estetista ha la sua legge precisa ed è proprio grazie a questa regolamentazione fatta 27 anni fa, che la nostra categoria ha acquisito identità, dignità e, soprattutto, grande professionalità. Perché distruggere un percorso così lungo e intenso per creare confusione inutile e anzi dannosa?</p>
<p>Il settore dell’estetica conta oltre 100.000 estetiste, di cui 61.000 occupate nei 33.000 centri estetici che ogni giorno eseguono oltre 400.000 trattamenti superando i 100.000.000 l’anno. Un settore che, anno dopo anno, è diventato sempre più importante, rappresentando un riferimento sociale molto forte.</p>
<p>Certo, dati i costanti cambiamenti che viviamo ogni giorno in estetica, è indubbio che una legge di quasi 30 anni debba essere rivisita e adeguata alle problematiche attuali, ma a patto che risolva problemi esistenti e che, soprattutto, sia un effettivo vantaggio per le estetiste e per le loro clienti, rivelandosi un miglioramento per la categoria e per il settore, non un colpo basso.</p>
<p>L’estetista ogni giorno va a lavorare per rendere le italiane e gli italiani più belli, si aggiorna autonomamente, come fanno poche categorie lavorative e si confronta con le novità che il settore le propone in modo costante, motivata dalla grande passione che la spinge a esercitare questa professione.</p>
<p>Ma, ovviamente, chi vuole coltivare il proprio orticello non può presentare questa realtà e presenta alle istituzioni un quadro distorto delle cose, sostenendo che TUTTA la categoria VUOLE più corsi erogati dai sindacati insieme all’introduzione di figure intermedie come il tecnico delle unghie, il truccatore, il tatuatore o il piercer.</p>
<p>Secondo voi quale estetista e quali consumatori sani di mente vorrebbero l’introduzione di figure ibride, altre categorie di tecnici, che possono fare quello che fa lei, con meno ore di corso e decisamente meno esperienza?<br />
Esatto, nessuna.</p>
<p>Piercer e tatuatori appartengono a un mondo altro, un universo che raramente va a incrociare quello dei nostri centri estetici. Perché infilarli nella nostra legge e dargli la possibilità di fare il nostro lavoro con corsi che hanno un numero di ore decisamente inferiore ai 3 anni che abbiamo dovuto fare noi? Perché un sindacato dovrebbe fare questo alla categoria di cui dice di rappresentare gli interessi e ai nostri clienti? Perché, appunto, non sono gli interessi delle estetiste quelli per cui si combatte e tantomeno quelli dei clienti: la modifica della legge del 1990 che loro vorrebbero, prevede che, dopo poche ore di corso organizzato dai soliti noti, (ovvero loro stessi) tutti, ma proprio tutti, possano diventare concorrenti dell’estetista.</p>
<p>Ditemi davvero quale estetista che tiene al suo lavoro potrebbe sostenere una simile modifica?</p>
<p>Cosa raccontiamo, quindi, all’estetista e, soprattutto, ai consumatori?</p>
<p>L’estetista che oggi si fa 3 anni di corso, una marea di corsi di aggiornamento dovrà convivere in un mercato dove le concorrenti, con poche ore di corso, potranno fare il suo stesso lavoro e mettere in pericolo quanto faticosamente costruito a suon di sacrifici.</p>
<p>In più, come faranno i consumatore ad orientarsi in questa giungla?</p>
<p>La beffa è che sostengono di voler migliorare la legge dell’estetista e di combattere l’abusivismo inserendo sul mercato figure che nulla hanno a che vedere con l’estetista.</p>
<p>Pare che tutti, tranne i sindacati, sappiano che il tatuatore svolge un lavoro totalmente diverso dall’estetista e su clienti totalmente differenti da un’estetista.</p>
<p>Basta guardare le differenze fra un centro estetico ed un centro tatoo.</p>
<p>Già è assurdo che lo si voglia accomunare alla nostra categoria, ma è ancora più assurdo in quanto la figura del tatuatore è già normata a livello regionale.</p>
<p>Sostengono che una tecnica delle unghie sia da paragonare all’estetista e che le bastino 300 ore di corso per poter fare quello che facciamo noi.<br />
Così per il piercer e per il truccatore.</p>
<p>Il punto è che si vuole arrivare a frammentare e polverizzare la categoria dell’estetista a pannaggio esclusivo dei sindacati che avranno nuove tessere e nuovi servizi da erogare (buste paga, contabilità ecc).</p>
<p>Queste persone hanno voluto presentare alle istituzioni un mondo che non conoscono e che non gli appartiene, un mondo che non esiste.<br />
Hanno detto che l’estetista e il truccatore sono la stessa cosa, hanno detto che il tatuatore e l’estetista sono uguali, che il piercer e l’estetista fanno lo stesso lavoro e che tra l’onicotecnica e l’estetista non vi è alcuna differenza. Su questi falsi argomenti hanno convinto quel povero deputato Marco Donati che, dopo avergli creduto in quanto non addetto ai lavori, ha anche presentato un progetto di legge totalmente sballato. Non poteva essere diversamente, visto che questi dinosauri non conoscono nulla dell’estetica.</p>
<p>Parlano, parlano e dicono di rappresentare la categoria, ma di fatto rappresentano tutti (come truccatori, pircer e tatuatori) tranne l’estetista.</p>
<p>Non si può essere un sindacato quando si coltivano soltanto i propri interessi e non quelli della collettività. Chi agisce così non lavora per noi, ma, anzi, tradisce chi aveva riposto fiducia in loro. Una pugnalata alle spalle da chi, invece, dovrebbe proteggerti.</p>
<p>A quanto pare in Italia funziona così: se un sindacalista e 2 burocrati sono amici di un deputato possono presentare un disegno di legge in nome della categoria che dicono di rappresentare, per normarne meglio gli interessi. Un modus operandi poco ortodosso, ma che potrebbe anche starci.</p>
<p>Ma se quel disegno di legge che il sindacalista chiede di presentare all’amico parlamentare, anziché normare gli interessi di una categoria, norma gli interessi del sindacato e non quelli generali della categoria, c’è DECISAMENTE qualcosa che non funziona.<br />
Se poi la legge in questione va a peggiorare la situazione della categoria creando danni a tutto il comparto, beh allora ci vuole una rivoluzione totale.</p>
<p>Avrai sicuramente capito di chi stiamo parlando: CNA Benessere è un sindacato che, come tutti quelli del settore sanno che per sostenersi fornisce servizi alle imprese artigiane, come ad esempio l’elaborazione delle buste paghe, la gestione della contabilità, l’erogazione di corsi, e tanto altro.</p>
<p>Filippo D&#8217;Andrea, altro sindacalista della CNA dice al politico: “Abbiamo raccolto, diciamo così, le richieste della categoria in decine e decine di assemblee sul territorio e quindi poi quello che le abbiamo trasferito è il frutto di quello che la categoria sente maggiormente.” D&#8217;Andrea prosegue dicendo – che “le estetiste vogliono più corsi da CNA.”</p>
<p>Queste affermazioni sono fantascienza e ben lontane dalla realtà dei fatti. Se fosse un film sarebbe di sicuro Jurassic Park, dove CNA fa il ruolo del brontosauro.</p>
<p>Questi dinosauri si rendono conto che siamo nel 2017, l’era social, dove le persone comunicano alla velocità della luce e le informazioni viaggiano velocissime e per mostrarsi al passo con i tempi, hanno aperto un gruppo su Facebook e lo hanno chiamato “professione estetiste”. Conta 9.000 iscritti circa ma i membri, che dovrebbero essere estetiste (che sono effettivamente qualche decina), sono, invece, benzinai, impiegati delle poste, podologi, muratori, elettricisti, falegnami, dipendenti della CNA stessa. Insomma, un vero minestrone.</p>
<p>Non ci vuole troppo buon senso per capire che se vuoi rappresentare una categoria, devi avere i consensi. Se nel tuo gruppo trovo tutto tranne che le estetiste che vorresti rappresentare è chiaro che il consenso che vanti di avere sia immaginario e inesistente. Lo scopo di un gruppo Facebook, come ben sai, è anche quello di informare i suoi membri di novità ed eventi importanti per loro. Beh, CNA non ha mai parlato nel gruppo (espressione di trasparenza e democrazia) della sua intenzione di modificare la legge 1/90. Cosa, che avrebbero potuto fare, proprio per coinvolgere la categoria (se nel gruppo fosse stata presente).</p>
<p>La truccatrice, ovvero colei che amministra il gruppo, non è seguita da nessuno.</p>
<p>Brigida, ti faccio un appello da persona che ha a cuore questa professione: se hai ancora un briciolo di dignità, dimettiti all’istante, oppure resta, ma non dire di rappresentare le estetiste, perché di fatto non rappresenti proprio nessuna di loro.</p>
<p>L’associazione che davvero conta lo dimostra ogni giorno sia sul campo che sui social, alimentando una sana vita associativa con oltre 10.500 estetiste, che interagiscono tra loro costantemente con migliaia di commenti, costruendo un dialogo con l’associazione di riferimento, che non è certo CNA.</p>
<p>Da qui nasce il difetto di rappresentanza, perché questo sindacato, praticamente allo sbando, pensa di rappresentare la categoria senza avere mai avuto né consensi, né legittimazione.</p>
<p>Essere un sindacato non vuol dire fare solo corsi sulla sicurezza sul lavoro o tenere la contabilità: significa metterci la faccia quando serve e capire i bisogni di tutta la categoria per portare avanti processi e percorsi che ne migliorino la condizione. Erogare una tessera sconto non ti rende il rappresentante di qualcuno e fare i propri interessi a discapito del settore di cui pensi di essere la voce, ti rende il contrario di un sindacato.</p>
<p>Nel 2017 i mezzi per informarsi sono ovunque. Un politico che vuole portare avanti una riforma e non conosce il settore di riferimento, se davvero spinto dal desiderio di fare gli interessi della collettività, facendo un giro sui social riesce a capire in un secondo chi rappresenta davvero una categoria.<br />
Tradotto: se c’è un sindacato storico che ha un gruppo di appartenenti alla propria categoria su Facebook, ma non ha alcuna attività tra gli iscritti e, addirittura, non riscuote alcun consenso, il politico non deve tener conto delle balle che questo gli racconta.</p>
<p>L’autoreferenzialità e l’arroganza di questi sindacati traggono in inganno i parlamentari e le istituzioni che ancora li ascoltano e dall’altra danneggiano il tessuto sociale ed economico di questo paese.</p>
<p>Fanno riferimento esclusivamente a sé stessi trascurando e perdendo ogni rapporto con la realtà esterna e la complessità dei problemi cha la caratterizzano, fingendo di rappresentare una categoria per ottenere solo ed esclusivamente leggi che li aiutino economicamente.</p>
<p>Con l’aiuto del politico in buona fede, infatti, tentano di far passare delle leggi che obblighino gli artigiani a fare dei corsi che le società di servizi del sindacato stesso offriranno a pagamento.</p>
<p>È davvero questo ciò di cui ha assolutamente bisogno l’estetista oggi?</p>
<p>Qui si vuol far passare un concetto che di fatto non esiste: si vuole dire che la legge dell’estetica non funziona e deve essere riammodernata solo perché non comprende tatuatori, piercer, truccatori e onicotecnici.</p>
<p>L’estetista, oggi, e proprio con questa legge, è già in possesso di tutti i requisiti per poter svolgere il suo lavoro seriamente.</p>
<p>Ma allora perché vogliono modificare questa legge dell’estetica a nostra insaputa?</p>
<p>Semplice: affinché tutte queste figure con un piccolo corso a pagamento di 300 e di 600 ore proprio da loro possano fare tutto quello che fa l’estetista che invece ha studiato per tre anni.</p>
<p>Spiegatemi quale sarebbe il vantaggio dell’estetista!</p>
<p>Non c’è, non esiste!<br />
Esiste solo che se passasse questa legge, l’estetista si troverebbe dei nuovi concorrenti, che con 300 ore di corso faranno le stesse cose che fa lei dopo 3 anni di scuola e tanti soldi spesi.</p>
<p>Questo sindacato non può rappresentare le estetiste contro la volontà delle estetiste stesse.</p>
<p>Io c’ero al Ministero dello Sviluppo Economico quando si stava discutendo del nuovo decreto delle apparecchiature: è proprio qui che il funzionario del ministero ha letto una lettera dei podologi in cui si chiedeva espressamente che le lame per la pedicure non dovessero essere utilizzate dall’estetista. Noi ci siamo opposti con tutte le nostre forze. CNA ha taciuto. Perché? Forse rappresenta solo i podologi?</p>
<p>Il sindacato CNA dice di rappresentare gli estetisti, ma di fatto, in quella circostanza ha rappresentato concretamente solo i podologi: dopo quella lettera ci hanno tolto i ferri del mestiere dalle mani.</p>
<p>Oggi, infatti, per decreto l’estetista non può usare le sgorbie perché i podologi hanno chiesto al Ministero (con l’avallo di CNA), di togliere le lame per la pedicure a una professionista che le ha sempre legittimante usate per 27 anni.<br />
Noi abbiamo fatto ricorso al Consiglio di Stato che ci ha dato ragione una prima volta e la battaglia va avanti.</p>
<p>ORA PERò è IL MOMENTO DI DIRE BASTA.</p>
<p>Questi sindacati devono scomparire dalla rappresentanza istituzionale degli estetisti italiani.<br />
Non si possono portare istanze in nome e per conto dell’estetista senza avere nessun consenso.<br />
Un rappresentante VERO di una categoria non può portare le istanze degli estetisti senza conoscerne i veri bisogni.</p>
<p>E tu estetista, devi comprendere che essere rappresentati correttamente verso le istituzioni è vitale per te!</p>
<p>Diciamo finalmente di cosa ha bisogno l’estetista oggi:</p>
<p>1) che il Ministero della Salute inserisca tra le figure delle professioni sanitarie quella dell’estetista e del benessere, creando il nuovo gruppo “Professioni Sanitarie dell’Estetica e del Benessere”</p>
<p>2) che il Ministero della Pubblica Istruzione attivi un percorso di laurea triennale per diventare estetista<br />
3) che la professione di estetista non sia più considerata un mestiere, ma una professione dignitosa come tutte le professioni<br />
4) che il Ministero della Salute crei un elenco con tutti le estetiste professioniste abilitate e riconosciute dall’articolo 2229 del Codice Civile<br />
5) che il Ministero della Salute crei un elenco di fornitori di apparecchiature estetiche, così come accade nel medicale<br />
6) che ogni apparecchiatura immessa sul mercato estetico venga segnalata prima al Ministero della Salute, così come accade nel medicale<br />
7) che ogni estetista professionista non iscritta all’elenco del Ministero della Salute, se colta ad esercitare abusivamente la professione estetica venga multata con sanzioni molto pesanti (fino a 90.000 euro) e che venga esercitata l’azione penale nei confronti di chi esercita la professione di estetista abusivamente, così come già accade per il medico<br />
8) che venga multata ogni cliente che si sottopone a trattamenti estetici abusivi, con sanzioni molto pesanti, fino a 10.000 euro</p>
<p>Nel “mulino” che vorremmo, l’estetista dovrebbe diventare una figura sanitaria, professionista nel vero senso legale del termine, preparata da un percorso di laurea triennale e rintracciabile con un elenco presso il Ministero della Salute.</p>
<p>Questi 8 punti sarebbero una tutela per la categoria e, soprattutto, per gli oltre 10.000.000 di italiani che si affidano alla propria estetista di fiducia.</p>
<p>Testo del DDL n. 4169<br />]]></content:encoded>
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		<title>Per tentare di modificare la legge dell’estetista 4 gennaio 1990 n. 1, Donati/Stomaci fanno una vera macedonia primavera</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Mar 2017 22:10:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5499/per-tentare-modificare-la-legge-dellestetista-4-gennaio-1990-n-1-donatistomaci-fanno-una-vera-macedonia-primavera/"><img title="BRIGIDA STOMACI E DONATI" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2017/03/BRIGIDA-STOMACI-E-DONATI-200x124.png" alt="Per tentare di modificare la legge dell’estetista 4 gennaio 1990 n. 1, Donati/Stomaci fanno una vera macedonia primavera" width="200" height="124" /></a>
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	Estetiste, Truccatori, Tatuatori, Acconciatori, Piercers, Onicotecniche Porchetta, Pokemon e Pesciolini Rossi Prendi una persona, fagli fare 800 ore di corso e insegnali a costruire un ponte e lo nomini “ponteggiatore”. Poi ne prendi un’altra e le insegni, in 1200 ore, a disegnare un paese, questo diventa il “paeseggiatore”. E poi ancora, ad una terza persona, [&#8230;]]]></description>
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	</div>
	<p>Estetiste, Truccatori, Tatuatori, Acconciatori, Piercers, Onicotecniche Porchetta, Pokemon e Pesciolini Rossi</p>
<p>Prendi una persona, fagli fare 800 ore di corso e insegnali a costruire un ponte e lo nomini “ponteggiatore”.</p>
<p>Poi ne prendi un’altra e le insegni, in 1200 ore, a disegnare un paese, questo diventa il “paeseggiatore”.</p>
<p>E poi ancora, ad una terza persona, insegni in 400 ore ad arredare una casa (e diventa un “caseggiatore”) e con altre 200 impara ad arredare un ufficio (e ne hai fatto un “ufficiatore”).</p>
<p>Poi predi un architetto e digli che può fare il “ponteggiatore”, il “peseggiatotore”, il “caseggiatore”, l’”ufficiatore” e tante altre cose ancora mentre agli altri gli spieghi che possono costruire i ponti, ma per fare le case devono diventare anche architetti.</p>
<p>E se costruiscono case di riposo o ospedali, beh allora sono “socio-architetti”.</p>
<p>E tutte le loro costruzioni le possono disegnare nella cucina di mamma, nel loro studio, sotto un ponte (purché non ci siano i topi) o in un angolo preso in affitto da McDonalds (purché non sporchino di ketchup i disegni!).</p>
<p>Dimenticavo, se vuoi incominciare fin da piccolo c’è il lego e diventi &#8220;legoista&#8221;.</p>
<p>Crescendo potrai fare l’architetto, ma anche il panettiere.<br />
Ecco, la coppia del giorno ha fatto una proposta di legge sul mondo delle estetiste rappresentandolo più o meno così. Peccato che fra loro non ci fosse nessuno che con le estetiste ci abbia vissuto e viva ogni giorno.</p>
<p>Nemmeno il gatto e la volpe erano riusciti ad incasinare così il povero Pinocchio!</p>
<p>Se non rischiasse di compromettere seriamente il futuro dei 33.000 centri estetici aperti in Italia e delle 61.000 estetiste che ci lavorano, potremmo seppellire con una bella risata la Macedonia Primavera targata Marco Donati (Deputato PD) e Brigida Stomaci (Sindacalista CNA).</p>
<p>Ma così non è e dobbiamo farci qualche domanda. Tu cara estetista devi farti qualche domanda e darti le risposte che ti sembrano più utili e ragionevoli.</p>
<p>Perché viene minata alla base l’unica legge che definiva chiaramente l’identità del nostro mestiere e del nostro settore e che, pur con tutti i suoi difetti, ci ha consentito di lavorare e di crescere?</p>
<p>In che modo migliora il settore annacquare questa legge con l’ingresso di operatori che fanno attività solo parzialmente riconducibili al settore ma che, di fatto, estetisti non sono?<br />
Perché sembra improvvisamente che tutti vogliano un qualche pezzo del nostro lavoro?</p>
<p>A chi serve?</p>
<p>Aiuta l’estetista e le sue clienti?</p>
<p>Oppure crea confusione, abbassamento del livello medio e quindi disservizio, promiscuità e ulteriori “zone grigie” dove fioriscono abusivismo e scarsa professionalità?</p>
<p>Perché questo proliferare di corsi? Chi li terrà?</p>
<p>Chi ci guadagnerà?</p>
<p>Chi controllerà che (come oggi già accade) non si chiamino “scuole” dei garage riadattati e “docenti” figure improvvisate senza arte ne parte (questo senza nulla togliere alle poche scuole veramente eccellenti che esistono e funzionano)?</p>
<p>Perché, se la legge andava rivista, non è stato finalmente adeguato l’articolo 10 definendo semplicemente che esistono i macchinari medicali, che le estetiste non possono usare, e quelli non medicali, fra cui quelli per uso estetico, che le estetiste possono invece adoperare?</p>
<p>E perché non hanno ricondotto sgorbie e bisturi (usati per 25 anni dalle estetiste), per il trattamento dei calli fra gli strumenti utilizzabili? Perché tagliano?</p>
<p>O perché i podologi gli avrebbero dato le botte sul culetto?</p>
<p>Allora togliamo il rasoio ai barbieri perché può tagliare la gola! …per non parlare delle forbici!</p>
<p>Ancora, come cavolo si fa a pensare che dire che il lavoro a domicilio è concesso purché fatto dal titolare o da suoi dipendenti elimina l’abusivismo?</p>
<p>L’abusivismo esiste perché le abusive lavorano in nero e si fanno pagare poco e mandare a domicilio una persona dipendente costa ancora di più che farla lavorare nel centro estetico (o i costi e il tempo perso nello spostamento li pagheranno il gatto e la volpe?)</p>
<p>E poi come e chi dovrebbe controllare che nei vari domicili delle signore Italiane che ci siano le “adeguate condizioni igienico sanitarie?” Gli mandiamo a tutte la ASL?</p>
<p>Perché (semplicemente), non mettiamo salatissime multe alle clienti che vanno dalle abusive?</p>
<p>Forse perché sarebbe efficace?</p>
<p>Ecco cara estetista. Io sono certo che tu una risposta a queste domande sai darla così come sono certo e capisco, che tu sia incazzata come un picchio del Mar Rosso di fronte a questa pseudo legge.</p>
<p>Lo so, è una vera Macedonia Primavera, pure avvelenata!</p>
<p>I tempi si evolvono ed il benessere e il bellessere sono argomenti di rilievo, che cambiano la vita delle persone e le fanno stare meglio. Si, i dieci milioni di persone tuoi clienti abituali sono persone che stanno meglio con se stesse grazie a te.</p>
<p>Certo che la tua legge va rivista cara estetista, ma come?</p>
<p>E’ la soluzione più semplice e pulita del mondo: facendo diventare l’estetista un diploma di Laurea, come lo è il fisioterapista, il terapista occupazionale, l’ostetrica e altri ancora. Come ogni degno professionista.</p>
<p>Perché non lo si fa?</p>
<p>Perché chiuderebbero tutte le scuole fatiscenti di estetica di questo paese?</p>
<p>La stragrande maggioranza delle 700 oggi esistenti.<br />
Perché, finalmente, sarebbero riconosciuti lo studio ed il duro lavoro che un’Estetista deve fare per diventare una vera professionista e diventerebbe più facile punire chi pratica e chi rende possibile l’abusivismo?</p>
<p>Anche a queste domande so che tu darai la risposta più utile.<br />
Infine, per tutti i tatuatori, piercer, onicotecnici, acconciatori e truccatori, è giusto che ci sia una legge che tuteli il loro lavoro e la loro formazione, ma se vogliono diventare estetisti, allora facciano il percorso da estetisti, se vogliono continuare a fare le loro magnifiche attività, mandino a casa il gatto e la volpe e chiedano che venga fatta una legge seria che gli renda merito.</p>
<p>Siamo certi che questa legge macedonia non potrà mai essere approvata e abbiamo già iniziato la nostra battaglia in difesa della categoria.</p>
<p>A scanso di equivoci, è giusto sottolineare che siamo l’unica Associazione che da oltre 10 anni rappresenta solo ed esclusivamente le estetiste.</p>
<p>E buon lavoro a tutti!</p>
<p>Testo del DDL n. 4169<br />]]></content:encoded>
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		<title>Caterina Balivo assolta dal Tribunale di Rimini, ma non è &#8220;assolta&#8221; dalle estetiste.</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2017 21:49:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
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	Caterina Balivo, tornata di recente a far parlare di sé per affermazioni sessiste verso Diletta Leotta, venne querelata da Confestetica nel 2009 per diffamazione aggravata. Durante una puntata di Porta a Porta, infatti, la conduttrice di Rai 1 si lanciò in affermazioni assolutamente erronee sul mondo dei centri estetici (di cui lei non è poi [&#8230;]]]></description>
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	<p style="text-align: justify;">Caterina Balivo, tornata di recente a far parlare di sé per affermazioni sessiste verso Diletta Leotta, venne querelata da Confestetica nel 2009 per diffamazione aggravata.</p>
<p>Durante una puntata di Porta a Porta, infatti, la conduttrice di Rai 1 si lanciò in affermazioni assolutamente erronee sul mondo dei centri estetici (di cui lei non è poi così esperta come sostiene di essere, dato che il programma da lei condotto si occupa dell’argomento da solo 2 anni).</p>
<p>Disse, infatti, che la nostra categoria per effettuare i trattamenti di bellezza facesse ricorso a iniezioni di collagene e botulino, cosa che, invece, può essere fatta solo da professionisti sanitari: “Le usano, le usano, le usano eccome. Io le vedo che le usano. Tutte, quasi tutte”.</p>
<p>Noi di Confestetica ci ricordiamo ancora i profondi danni che quell’affermazione creò i giorni seguenti: clienti e colleghe da tutta Italia ci chiamavano per sapere come fosse accettabile che tale affermazione venisse detta in TV con tanta superficialità e per capire come poter arginare i problemi che questa stava creando alla loro attività.</p>
<p>Sono bastati 10 secondi per distruggere tutto il lavoro sulla reputazione e professionalità della categoria che giorno per giorno, faticosamente, cerchiamo di preservare.</p>
<p>Cosa volevamo?</p>
<p>Semplicemente delle scuse, che non sono mai arrivate.</p>
<p>La nostra denuncia per diffamazione voleva anzitutto essere un gesto di protezione e rivalsa nei confronti del nostro settore, popolato da vere professioniste il cui lavoro è stato screditato con leggerezza.</p>
<p>Chiedevamo che una figura pubblica si rendesse conto dell’errore e tornasse sui suoi passi: questo ci sarebbe bastato per chiudere la faccenda.</p>
<p>Abbiamo seguito il processo presentandoci a tutte le 12 udienze (al contrario della Balivo che, presentandosi a una udienza sola è riuscita a guadagnarsi una nuova denuncia per aver aggredito un fotografo) con la determinazione di chi ha trovato positivo riscontro a quanto lamentato nel preciso capo di imputazione di diffamazione aggravata formalizzato dalla Procura della Repubblica di Rimini.</p>
<p>Confestetica, in attesa di conoscerne le motivazioni, prende atto e rispetta la sentenza del Tribunale di Rimini, sottolineando nel contempo che il giudice ha riconosciuto il nostro diritto di querela, al contrario di quanto sostenuto dalla difesa della Balivo, riconoscendo oltretutto il ruolo di Confestetica in un processo penale.</p>
<p>Forti di questo, ovviamente non ci fermeremo qui e continueremo a lottare per il riconoscimento e il rispetto della categoria.</p>
<p>Stralcio della puntata</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="https://www.youtube.com/embed/vCuYHskaSVU?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>]]></content:encoded>
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		<title>Just Some Motion, con 32.000.000 di visualizzazioni è più virale dello spot della TIM.</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 14:08:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
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	TIM, certo che potevi lasciarceli 20 secondi di musica in più! Sicuramente ti sarà capitato di vedere il nuovo spot della TIM in TV o sui social: qui, sulle musiche neoswing di Jamie Berry, il giovane ballerino Sven Otten in giacca, cravatta e cappello, danza per Milano mentre la solita cordiale voce di sottofondo ci [&#8230;]]]></description>
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	</div>
	<p>TIM, certo che potevi lasciarceli 20 secondi di musica in più!</p>
<p>Sicuramente ti sarà capitato di vedere il nuovo spot della TIM in TV o sui social: qui, sulle musiche neoswing di Jamie Berry, il giovane ballerino Sven Otten in giacca, cravatta e cappello, danza per Milano mentre la solita cordiale voce di sottofondo ci racconta perché scegliere TIM come gestore sia la cosa migliore che ci possa capitare.</p>
<p>Lo spot ha una potente carica virale da spendere: la musica è coinvolgente, la coreografia è vivace e tutto sprigiona bellezza e allegria. Solo una cosa ne riduce l’efficacia: l’inserimento testuale e verbale della promozione che TIM pubblicizza.</p>
<p>Mentre il ragazzo balla, la musica viene abbassata per lasciare spazio alla voce narrante e questo riduce nettamente la forza virale dell’operazione.</p>
<p>TIM, infatti, non ha di certo bisogno di presentazioni quando si parla di telefonia e l’unica critica che si può muovere al video è quella di aver aggiunto una parte promozionale che poteva benissimo essere tralasciata. Insomma, TIM è un brand forte e completo, che non ha bisogno di decantarci le sue offerte a 1,99 euro per essere ricordato. Lasciamo queste pratiche a giocatori ben più deboli, no?</p>
<p>Il ballerino protagonista dello spot, Sven Otten, all’anagrafe di YouTube “Just Some Motion” è autore del virale che lo vede danzare sulle note di All Night di Parov Stelar. Video che, giusto per gradire, è riuscito a totalizzare quasi 32 milioni di visualizzazioni.</p>
<p>Un video ipnotico, vuoi per la musica, vuoi per le movenze del giovane ingegnere informatico che balla nel soggiorno di casa sua e sembra non avere un problema al mondo.</p>
<p>Un video leggero, bello e accattivante che fa venire voglia di ballare anche ai più negati, un prodotto virale che si fa riguardare e condividere per la sua GRANDE ENERGIA, semplicità e spensieratezza che trasmette.</p>
<p>Un video genuino, senza secondi fini, che diverte e affascina nonostante sia realizzato in maniera spontanea.<br />
La TIM, affidandosi all’agenzia Havas, ha pensato di ingaggiare il ballerino e renderlo protagonista della sua nuova campagna pubblicitaria come partner unico di Sanremo: così è nato questo spot che fa convergere TV e pubblicità in un&#8217;unica entità sinergica anche grazie a una regia che riesce a farsi riconoscere e un brand che, di farsi (ri)conoscere, non ha di certo bisogno. Il video esiste in due versioni: una lunga per il web e una corta per la TV.</p>
<p>La prima è sicuramente più efficace e accattivante della seconda proprio perché priva di ogni elemento promozionale e capace di trasmettere i nuovi valori del brand senza ricorrere a promozioni varie.</p>
<p>Essendo il gestore telefonico italiano per eccellenza e portando avanti un’azione di rebranding e svecchiamento niente male, la TIM ha puntato su un approccio che attenua la forza degli elementi chiave del video originale: la voce che decanta tutti i vari servizi offerti (e i loro prezzi) che compaiono in sovraimpressione si impongono sul resto, rubando la scena alla musica e alla coreografia ed eliminando ogni traccia di leggerezza dal video, cosa che avrebbe contribuito al rafforzamento del marchio tutto. La Coca Cola non fa pubblicità alle proprie promozioni, ma al brand stesso.</p>
<p>La TIM è un’azienda ben posizionata nella testa del pubblico: sappiamo benissimo chi è, cosa fa e quale sia il suo logo. Secondo me, dati questi presupposti, sarebbe stato meglio togliere ogni traccia di marketing dalla produzione, lasciandola essere intrattenimento corporativo puro. Insomma, far sì che il video non venisse privato del suo alto potenziale virale togliendone i tratti distintivi e aggiungendo un’offerta trascurabile, ma che venisse usato come lo strumento che avrebbe reso TIM una realtà ancora più forte e comunicativa.</p>
<p>TIM, prendi coscienza della tua forza e inizia a giocare la partita da vero leader: sii la Coca Cola della telefonia e lascia perdere le offerte al centesimo!</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/qbenUjM-fzs?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>]]></content:encoded>
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		<title>ESTETISTA? DO IT BETTER!</title>
		<link>http://www.confestetica.it/punto-estetico/5478/estetista-do-it-better/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2016 15:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5478/estetista-do-it-better/"><img title="estetista-do-it-better" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2016/12/Estetista-do-it-better-200x179.png" alt="ESTETISTA? DO IT BETTER!" width="200" height="179" /></a>
	</div>
	Estetista? Fallo meglio! Puoi farlo meglio! Devi farlo meglio! Come cosa? La gestione del tuo centro, delle tue clienti e collaboratrici. Il controllo dei costi, il marketing del tuo servizio, la scelta dei tuoi fornitori. A cosa serve? A essere o diventare un Centro Estetico eccellente, pieno e attivo in ogni momento dell’anno, ad avere [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5478/estetista-do-it-better/"><img title="estetista-do-it-better" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2016/12/Estetista-do-it-better-200x179.png" alt="ESTETISTA? DO IT BETTER!" width="200" height="179" /></a>
	</div>
	<p>Estetista? Fallo meglio!</p>
<p>Puoi farlo meglio! Devi farlo meglio!</p>
<p><strong>Come cosa?</strong></p>
<p>La gestione del tuo centro, delle tue clienti e collaboratrici.</p>
<p>Il controllo dei costi, il marketing del tuo servizio, la scelta dei tuoi fornitori.</p>
<p><strong>A cosa serve?</strong></p>
<p>A essere o diventare un Centro Estetico eccellente, pieno e attivo in ogni momento dell’anno, ad avere clienti innamorate e più numerose e ad aumentare il profitto del tuo centro: più incassi, meno costi, più margine.</p>
<p>In tante, tantissime, avete chiesto di lavorare con il gruppo ristretto, in parallelo all’iniziativa di Angelica Pippo che sta rilevando i processi del suo centro per farne un Manuale per la gestione di un Centro Estetico di successo.</p>
<p>Per non scontentare nessuna abbiamo deciso di portare questa importantissima attività dentro <a href="https://www.facebook.com/groups/confestetica/">il nostro gruppo Estetiste Professioniste Confestetica.</a></p>
<p>Il lavoro sarà aperto a tutte, ma non i risultati.</p>
<p>I risultati saranno solo per te che desideri impegnarti veramente, seguire e sostenere Confestetica nel progetto che abbiamo iniziato.</p>
<p><b>Perché</b><strong> lo facciamo?</strong></p>
<p>Per offrire a tutti la possibilità di essere più belli, più attraenti e più sicuri di se con l’aiuto dell’Estetista Professionista; una professione meravigliosa che genera benessere e gioia in ognuno e per questo, un mondo migliore.</p>
<p>Se questo è il tuo scopo, allora continua a leggere e impegnarti con noi, altrimenti lascia perdere.</p>
<p>Come funziona ESTETISTA? DO IT BETTER!</p>
<p>Semplicissimo.</p>
<p>Posteremo domande (una alla volta…), su come affronti temi specifici e ricorrenti nella tua quotidianità e su ogni domanda ascolteremo il tuo punto di vista, discuteremo e trarremo il meglio, le cosiddette best practices.</p>
<p>Ogni risultato lo raccoglieremo nel Manuale e poi non possiamo svelarti altro, per ora.</p>
<p>Facile, efficace, utile.</p>
<p>L’unico rimpianto che potresti avere è quello di non esserci anche tu.</p>
<p>Buon lavoro! DO IT BETTER!</p>
<p>Scritto e approvato da:<br />
Roberto Papa<br />
Riccardo Donato<br />
Angelica Pippo<br />
Cristina Lucenti</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Una buona “dry brushing” quotidiana della pelle, aiuta la tua estetista a renderti più bella.</title>
		<link>http://www.confestetica.it/punto-estetico/5475/una-buona-dry-brushing-quotidiana-della-pelle-aiuta-la-tua-estetista-a-renderti-piu-bella/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2016 21:55:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5475/una-buona-dry-brushing-quotidiana-della-pelle-aiuta-la-tua-estetista-a-renderti-piu-bella/"><img title="drybodybrush-850x400" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2016/12/DryBodyBrush-850x400-200x94.jpg" alt="Una buona “dry brushing” quotidiana della pelle, aiuta la tua estetista a renderti più bella." width="200" height="94" /></a>
	</div>
	Spazzolare la pelle a secco ogni giorno aumenta i benefici dei trattamenti estetici eseguiti dalla tua estetista di fiducia, con risultati eccezionali. “Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere.” E per aiutarti a mettere in pratica questo bell’aforisma di Jim Rohn sembra che non esista niente di meglio di [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5475/una-buona-dry-brushing-quotidiana-della-pelle-aiuta-la-tua-estetista-a-renderti-piu-bella/"><img title="drybodybrush-850x400" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2016/12/DryBodyBrush-850x400-200x94.jpg" alt="Una buona “dry brushing” quotidiana della pelle, aiuta la tua estetista a renderti più bella." width="200" height="94" /></a>
	</div>
	<p>Spazzolare la pelle a secco ogni giorno aumenta i benefici dei trattamenti estetici eseguiti dalla tua estetista di fiducia, con risultati eccezionali.</p>
<p><em><strong>“Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere.”</strong></em><br />
E per aiutarti a mettere in pratica questo bell’aforisma di Jim Rohn sembra che non esista niente di meglio di una pratica antica e moderna allo stesso tempo.</p>
<p>Antica perché se ne hanno esempi fin dagli antichi Greci, moderna, perché mai prima d’ora la cura di se intesa come ricerca di benessere, bellezza e sicurezza ha avuto un posto così importante nelle nostre vite e nella nostra quotidianità.<br />
Si chiama Dry Brushing e adesso ti racconto di cosa si tratta.<br />
Di questo toccasana avevamo già parlato in un’intervista di qualche mese fa [<a href="http://www.adnkronos.com/sostenibilita/tendenze/2016/04/02/body-brush-mania-minuti-spazzola-giorno-per-superare-prova-costume_5J3xtDD0tv5eZiRCzY2YnK.html">vedi articolo</a>].</p>
<p>QUANDO E COME VA FATTO?<br />
Il momento migliore per eseguire il dry brushing è decisamente la mattina, prima di ogni altra cosa, prima del tuo bagno o della tua doccia (se ce la fai ancora ad occhi chiusi…)</p>
<p>La magia consiste nel massaggiare la pelle asciutta con una spazzola rigorosamente in fibre naturali.<br />
Spazzola varie volte la stessa zona: una sola passata non è sufficiente.</p>
<p>Preparati facendo alcuni cicli di respirazione profondi e lenti. Continua a respirare nello stesso modo mentre lo fai.</p>
<p>Puoi cominciare dai piedi (meglio quello destro) e procedere sempre in direzione del cuore.</p>
<p>Devi sempre andare verso il cuore, mai il contrario, la linfa scorre verso l&#8217;alto<br />
Prima la pianta dei piedi con movimenti ampi e profondi salendo verso le ginocchia, poi esegui movimenti rotatori decisi, in senso antiorario su cosce, fianchi e glutei.</p>
<p>Procedi verso l’alto dallo stomaco fino al petto.</p>
<p>Sulla schiena parti dalla parte bassa, spazzola la pelle con movimenti ampi. Fai invece movimenti più contenuti nella regione delle spalle, verso il basso.</p>
<p>Per le braccia friziona la pelle con movimenti ampi, verso l’alto, dalla mano al gomito e poi dal gomito alla spalla.</p>
<p>Per il massaggio del viso usa una spazzola più piccola e con setole più delicate. Procedi dal collo verso la fronte con movimenti verso l&#8217;alto.</p>
<p>Per le prime volte non più di 30 o 40 secondi, poi puoi aumentare fino ad un massimo di 3 minuti. Evita la zona del contorno occhi.</p>
<p>La durata complessiva del massaggio non deve superare i 10 minuti. Puoi praticarlo tutti i giorni e non meno di tre volte a settimana.<br />
Semplice ed efficace!</p>
<p>QUALI SONO I BENEFICI?<br />
Tantissimi, ecco uno stupefacente elenco:<br />
1. incide sul sistema endocrino, responsabile del funzionamento dei nostri organi interni e aumenta le difese immunitarie,<br />
2. stimola il sistema ghiandolare e linfatico, migliora la circolazione sanguigna, e aiuta il corpo ad eliminare prodotti di scarto e tossine.<br />
3. contribuisce a migliorare la condizione mentale e il tono dell&#8217;umore e il livello dello stress<br />
4. tonifica la pelle rendendola più compatta ed omogenea e accelerandone il rinnovo cellulare<br />
5. Distacca le cellule morte dalla pelle e ammorbidisce le zone dure.<br />
6. rende la pelle luminosa scoprendo strati più morbidi e lisci.<br />
7. serve a ridurre la comparsa di peli incarniti. Un utilizzo costante della spazzola, permette una buona preparazione della pelle ai vari sistemi di epilazione.<br />
8. Aiuta a distruggere i depositi grassi e riduce la cellulite, dando alle cosce e ai glutei un aspetto più tonico e sodo.<br />
9. elimina i gonfiori, stabilizza la peristalsi e la funzionalità renale ed epatica,<br />
10. regolarizza il ciclo circadiano e da al corpo una sferzata di energia.<br />
11. rilassa i muscoli, distende il sistema nervoso,</p>
<p>inoltre i trattamenti estetici eseguiti dalla tua estetista sul corpo, sul viso e di epilazione, risulteranno visibilmente molto più efficaci.<br />
La pelle è una fondamentale membrana di comunicazione e rappresenta il primo impatto che ciascuno di noi ha con il mondo esterno; insieme a colon, fegato, reni e polmoni, è uno dei cinque organi attraverso cui espelliamo le tossine e depuriamo il nostro organismo e il dry brushing genera un vero e proprio benessere olistico. Agisce sulle terminazioni nervose secondo gli stessi principi dell&#8217;agopuntura.</p>
<p>CONSIGLI COLLATERALI<br />
Lava regolarmente la spazzola per ripulirla dalla pelle morta.<br />
Il dry brushing fatto prima di applicare l’autoabbronzante darà alla tua pelle un colore più uniforme.<br />
Tralascia i capezzoli, sono troppo sensibili e non ne avrebbero nessun beneficio.<br />
Compariranno degli arrossamenti, è la tua pelle che si sta disintossicando.<br />
Non effettuare il dry brushing se hai un problema cutaneo, escoriazioni o altro.<br />
Se lo esegui di sera, potrebbe disturbare il sonno.</p>
<p>Buon dry brushing a te allora!</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La grande distribuzione lavora per l’estetista. Luce pulsata e laser in crescita nei centri estetici.</title>
		<link>http://www.confestetica.it/punto-estetico/5466/la-grande-distribuzione-lavora-per-lestetista-luce-pulsata-e-laser-in-crescita-nei-centri-estetici/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2016 23:03:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.confestetica.it/punto-estetico/?p=5466</guid>
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	<div>
	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5466/la-grande-distribuzione-lavora-per-lestetista-luce-pulsata-e-laser-in-crescita-nei-centri-estetici/"><img title="estetista-ok-di-confestetica" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2016/11/estetista-ok-di-confestetica-200x170.jpg" alt="La grande distribuzione lavora per l’estetista. Luce pulsata e laser in crescita nei centri estetici." width="200" height="170" /></a>
	</div>
	Il marketing dei brand sul PRODOTTO luce pulsata domestica e di seguito quello della grande distribuzione, gioca a vantaggio dell’estetista, perché fa impennare le richieste da parte del cliente finale verso i SERVIZI di epilazione professionale che si effettuano nei centri estetici. All’inizio degli anni 2000, la luce pulsata ha visto un vero e proprio [&#8230;]]]></description>
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	<div>
	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5466/la-grande-distribuzione-lavora-per-lestetista-luce-pulsata-e-laser-in-crescita-nei-centri-estetici/"><img title="estetista-ok-di-confestetica" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2016/11/estetista-ok-di-confestetica-200x170.jpg" alt="La grande distribuzione lavora per l’estetista. Luce pulsata e laser in crescita nei centri estetici." width="200" height="170" /></a>
	</div>
	<p>Il marketing dei brand sul PRODOTTO luce pulsata domestica e di seguito quello della grande distribuzione, gioca a vantaggio dell’estetista, perché fa impennare le richieste da parte del cliente finale verso i SERVIZI di epilazione professionale che si effettuano nei centri estetici.</p>
<p>All’inizio degli anni 2000, la luce pulsata ha visto un vero e proprio boom di richieste entrando prepotentemente nella mente del consumatore e posizionandosi per sempre.</p>
<p>Ancora oggi, per l’epilazione, nonostante ci sia il laser al diodo, che a differenza della luce pulsata si può utilizzare anche d’estate, il posizionamento della luce pulsata pare essere indelebile nella mente del consumatore, tanto è vero che le sue maggiori ricerche su internet vengono effettuate ancora oggi con le parole “luce pulsata”.</p>
<p>I brand presenti nella grande distribuzione, vista l’enorme richiesta di quel periodo, non potevano che non essere attenti al fenomeno e nel 2011, si è notata una vera e propria impennata di interesse del consumatore vero la luce pulsata domestica.</p>
<p>In quel periodo era una grande novità per il consumatore, non gli sembrava vero che potesse farsi la luce pulsata a casa propria e in totale autonomia.</p>
<p>In quel periodo, alcune estetiste, titolari di centro estetico si sono preoccupate, pensando che la grande distribuzione le portasse via dei clienti e che svalutasse il servizio offerto dall’estetista con la luce pulsata.</p>
<p>Ma in realtà, la luce pulsata presente nella grande distribuzione ha solo fatto incrementare i clienti per l’estetista, aumentando in modo esponenziale la richiesta di trattamenti professionali di epilazione laser e luce pulsata.</p>
<p><strong>Perché si è incrementata tale richiesta?</strong><br />
Il problema dei peli c’è sempre stato e sempre ci sarà. Le grandi aziende hanno intercettato tale bisogno e hanno cominciato a pubblicizzare al grande pubblico la soluzione al problema dei peli superflui promuovendo la luce pulsata domestica.</p>
<p>Grazie a questo fenomeno e alla grande pubblicità apportata sui media, l’interesse verso la luce pulsata, si è via via espanso portando i consumatori ad acquisti massicci soprattutto nel dicembre 2011. Ed ogni anno, a dicembre, si verifica la stessa impennata da parte dei consumatori.</p>
<p>Di contro, però, i dati di studio del grafico, dimostrano che in dicembre, ma in tutto l’inverno in generale, il consumatore ha poco interesse verso la depilazione.</p>
<p>La luce pulsata è un oggetto piuttosto costoso, e durante le feste natalizie viene considerato come una buona idea regalo. Alcuni tipi di luce pulsata domestiche arrivano a costare anche 500 euro.</p>
<p><strong>Ma cosa è accaduto dopo?</strong><br />
Vi ricordate gli elettrostimolatori acquistati in farmacia?<br />
Oppure chi non ha in casa un attrezzo per la ginnastica?</p>
<p>Ecco, il consumatore finale, dopo aver utilizzato la luce pulsata casalinga, si è accorto di due cose, la prima che per farsi da soli la luce pulsata ci si impiega molto tempo, la seconda è che la lampada deve essere sostituita spesso ed ha un costo non proprio basso, fino a 100 euro.</p>
<p>Da una recente statistica, abbiamo scoperto che oltre il 30% delle donne che oggi si sottopongono ad un trattamento di epilazione dalla propria estetista di fiducia, hanno avuto una luce pulsata casalinga, che non la usano più proprio perché risulta essere un trattamento molto lungo e a volte, dipende dalle zone da trattare, complicato da eseguire da soli.</p>
<p>Inoltre dalla nostra disamina, ci siamo accorti che c’è un vero e proprio mercato dell’usato dove la gente si sbarazza di queste luci pulsate casalinghe mettendole in vendita.</p>
<p>Il grande risultato è che la luce pulsata casalinga risulta essere un prodotto ben posizionato, e la luce pulsata professionale risulta essere un servizio professionale ben posizionato.<br />
Come si evince dal grafico, è vero che a dicembre si regala la luce pulsata domestica, ma poi a giugno le clienti finiscono per fare il trattamento laser dall’estetista!</p>
<p></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		<title>Cosmetici &#8220;personalizzati&#8221;: rappresentano veramente un’opportunità di guadagno per le estetiste?</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2016 21:36:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5451/cosmetici-personalizzati-rappresentano-veramente-unopportunita-di-guadagno-per-le-estetiste/"><img title="packaging" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2016/10/packaging-200x176.jpg" alt="Cosmetici &#8220;personalizzati&#8221;: rappresentano veramente un’opportunità di guadagno per le estetiste?" width="200" height="176" /></a>
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	Aspetti legali e legislativi nella produzione e immissione in commercio di un prodotto cosmetico Di questo argomento si discute da sempre e penso sia arrivato il momento di fare chiarezza affinché la tua scelta di estetista possa essere consapevole, utile e proficua. Faccio alcune premesse importanti e poi vado al nocciolo della questione Da 10 [&#8230;]]]></description>
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	</div>
	<p>Aspetti legali e legislativi nella produzione e immissione in commercio di un prodotto cosmetico</p>
<p>Di questo argomento si discute da sempre e penso sia arrivato il momento di fare chiarezza affinché la tua scelta di estetista possa essere consapevole, utile e proficua.</p>
<p>Faccio alcune premesse importanti e poi vado al nocciolo della questione</p>
<p><strong>Da 10 anni Confestetica critica fermamente quelle aziende cosmetiche del settore estetico che:</strong><br />
• non fanno ricerca e sviluppo,<br />
• non fanno formazione e informazione seria e continuativa sul loro cliente finale, tu estetista,<br />
• non conoscono e non soddisfano le tue vere esigenze,<br />
• non hanno la loro officina cosmetica ma si fanno produrre da terzisti i cosmetici che, spesso, sono uguali per tutti,<br />
• non investono in marketing e pubblicità creando così’ un beneficio anche per il centro estetico che si ritrova con un prodotto che le clienti conoscono già e cercano.</p>
<p>Nelle prossime settimane ti racconteremo anche quello che Confestetica sta facendo per metterti nelle condizioni di riconoscere a prima vista queste aziende ed i loro incauti rappresentanti.<br />
In alcuni casi, questi <strong>&#8220;prenditori”</strong> sono così abili nel dare una falsa immagine di sé, che anche i loro venditori ci credono e c<strong>ercano di convincere te</strong> della bontà del prodotto di un prodotto cosmetico improvvisato o semplicemente riciclato.<br />
<strong>Attenzione: tu estetista professionista che operi in un centro estetico, soprattutto se ne sei responsabile, devi diffidare da chi promuove simili strategie.</strong></p>
<p><strong>Tornando all’argomento “Cosmetici Personalizzati” scopriamo insieme cosa significa realizzarli seriamente.</strong></p>
<p>Sono personalmente andato a fondo della questione.</p>
<p>Iniziamo dall’aspetto legale.</p>
<p>Innanzi tutto chi intende introdurre un prodotto sul mercato, in qualità di Persona Responsabile, deve essere in grado di fornire, in conformità al Regolamento n. 1223/2009:<br />
• il numero e la data di notifica di tutti i prodotti sul Portale Europeo CPNP,<br />
• la dichiarazione dell’esistenza del P.I.F. da esibire in occasione dei controlli delle Autorità competenti, per non incorrere nelle sanzioni previste da D.Lgs n.204/2015.</p>
<p>In parole povere, significa che avere una linea cosmetica con il proprio marchio è un rischio economico molto elevato a fronte di una capacità di vendita confinata in un mercato per forza ristretto.<br />
Devi sapere infatti che il settore della produzione e immissione sul mercato dei cosmetici dedicati alla cura e all’igiene della persona ha subito negli ultimi anni un’evoluzione molto importante e restrittiva, con la finalità di base di garantire la sicurezza e quindi la salute del consumatore.</p>
<p>Tralasciando tutti i passaggi legislativi avvenuti negli ultimi decenni, è utile sintetizzare brevemente due tappe fondamentali:<br />
• la Legge n. 713 del 1986 e suoi allegati, che definiva il campo di applicazione del prodotto cosmetico e forniva la prima stesura degli allegati che illustravano i dettagli sulle categorie chimiche degli ingredienti e i limiti o proibizioni nel loro uso. Questo passaggio era di estrema importanza poiché fino ad allora non vi erano limiti chiaramente definiti;<br />
• il Regolamento EU n. 1223/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio sui prodotti cosmetici, che stabilisce le norme che ogni prodotto cosmetico immesso sul mercato deve rispettare al fine di garantire il corretto funzionamento del mercato interno e un livello elevato di tutela della salute umana.</p>
<p>Per chiarirti bene come stanno veramente le cose è fondamentale che tu sappia che per immettere in commercio un prodotto cosmetico occorre realizzare il <strong>Product Information File</strong> (<strong>P.I.F.</strong>).</p>
<p>Il P.I.F. consiste in un dossier tecnico che raggruppa tutte le caratteristiche del prodotto finito e gli studi eseguiti per dimostrare l’efficacia e la sicurezza del prodotto stesso.</p>
<p>Il P.I.F. si articola nei seguenti passaggi:<br />
1. Definisce la <strong>Persona Responsabile</strong> la cui identità deve essere stampata chiaramente sulle confezioni sia primarie (flacone, vaso, tubo ecc.), sia secondarie (astucci ecc.).<br />
La Persona Responsabile è il riferimento che viene coinvolto dalle Autorità di tutte le categorie sia per ragioni sanitarie sia per semplici controlli. È abbastanza chiaro che la Persona Responsabile, solitamente il produttore, deve avere le competenze necessarie per rispondere a eventuali richieste delle Autorità o, a sua volta, deve essere capace di gestire la problematica tramite un consulente anche esterno che si interfacci con il produttore.</p>
<p>2. La Persona Responsabile deve registrare su un portale europeo CPNP (Cosmetic Products Notification Portal) il prodotto che si intende mettere in commercio almeno 30 giorni prima della sua immissione in mercato. La registrazione viene effettuata comunicando:<br />
• il nome della Persona Responsabile;<br />
• il nominativo di una Persona di Contatto, ossia di un numero telefonico da poter contattare 24/24h in caso di necessità;<br />
• la formula quali-quantitativa del prodotto;<br />
• l&#8217;eventuale presenza di nanomateriali e sostanze CMR (cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione);<br />
• il lay-out dei componenti l’imballo (contenitore primario e secondario).</p>
<p>Questi documenti hanno lo scopo di far risalire rapidamente alla Persona Responsabile e visionare gli ingredienti per affrontare eventuali reazioni avverse o danni subiti dal consumatore durante l’uso del prodotto.</p>
<p>3. La Persona Responsabile dopo aver notificato sul portale europeo quanto al punto n. 2, deve eseguire:<br />
• il Challenge Test per garantire l’idoneità del sistema preservante;<br />
• la Valutazione della Sicurezza, che consiste in una relazione che produca, tramite i dati presenti nelle le Schede di Sicurezza e Tossicologiche di ogni ingrediente, della loro concentrazione e dell’uso preposto, una conclusione sull’attività dermatologica del prodotto.</p>
<p>4. Inoltre, al fine di eseguire un’appropriata valutazione della sicurezza, è consigliato fornire:<br />
• test a supporto eseguiti su soggetti umani, come il Patch Test o Test di irritazione cutanea;<br />
• test di efficacia per dimostrare la funzionalità del prodotto in merito alle proprietà vantate (per esempio, test di idratazione se il claim idratazione è vantato nella comunicazione del prodotto)</p>
<p>5. Last but not least, deve tenere a disposizione tutta la documentazione inerente le schede degli ingredienti e i documenti relativi al punto n.1 e n. 2 a disposizione delle Autorità competenti, per un periodo di dieci anni dopo la data in cui l’ultimo lotto del prodotto è stato immesso sul mercato.</p>
<p>Come puoi ben capire, queste attività richiedono competenze specifiche e capacità di spesa non indifferenti, oltre che rischi legali.<br />
I costi da sostenere non possono, naturalmente, essere assorbiti da piccole produzioni. Il mercato dei consulenti, dopo che queste norme sono state varate, si è ovviamente espanso e quota un singolo P.I.F. tra 1000 e 2000 €, ai quali vanno aggiunti i costi del Challenge Test, del Patch Test e dei Test di efficacia, tutto per ogni referenza cosmetica.<br />
Questo è un semplice calcolo economico che va eseguito a priori, prima di avventurarsi a produrre una linea personalizzata, specie se è una linea (come nel caso di quelle del settore estetica/benessere) composta da poche decine di prodotti.</p>
<p><strong>Ci sono alternative?</strong></p>
<p>Si certo, è quella di mettersi al livello dei “prenditori”.<br />
Andare da un produttore di prodotti cosmetici che rimane comunque la Persona Responsabile e personalizzare pochi pezzi di prodotto già fatto con, per esempio, l’applicazione di un semplice bollino adesivo con il tuo nome.</p>
<p><strong>E’ questo che tu estetista professionista vuoi fare?</strong></p>
<p>Questo vuol dire vendere lo stesso prodotto per tutti (cambia solo il bollino con il nome sopra), spacciandolo per prodotto personalizzato.<br />
<strong>E’ tutto tranne che una personalizzazione;</strong> è ulteriore fuffa nel nostro mercato, quello delle estetiste professioniste.</p>
<p>Quelle che si rivolgono alle case produttrici serie (che fanno ricerca e sviluppo, testano i prodotti e rispettano le leggi) e ottengono grazie al sapiente lavoro delle loro mani risultati importanti per le clienti.</p>
<p>Inoltre, lo ricordo, per mettere quel semplice bollino adesivo è comunque necessaria la registrazione e la notifica al Portale Europeo CPNP del singolo prodotto.</p>
<p>E ti ricordo infine che la non ottemperanza alle norme legislative in vigore al momento attuale porta al rischio del ritiro dal mercato di tutti i prodotti e al pagamento di sanzioni importanti previste da D.Lgs n.204/2015.</p>
<p><strong>Quali altre controindicazioni comporta l’adozione di “prodotti personalizzati”?</strong></p>
<p>Tu sei un’estetista professionista e negli anni ti sei creata con fatica, serietà e lavoro una buona reputazione con le tue clienti. Ai loro occhi sei colei che riesce sempre a soddisfare i loro bisogni, garantendo i risultati richiesti.<br />
Probabilmente e auspicabilmente, ti sei anche specializzata in un settore specifico dell’estetica e per questo vieni ancora maggiormente stimata.</p>
<p>Se ti presenti alla cliente, che ti conosce come una brava estetista professionista, nelle mutate vesti di brava cosmetologa, cosa pensi che accada nella sua testa?</p>
<p>Ti giudicherà credibile come <strong>estetista</strong> o come <strong>cosmetologa</strong>?</p>
<p>Naturalmente lascio a te la risposta.</p>
<p><strong>Perché fai un lavoro che in molti ti invidiano</strong></p>
<p>Hai scelto un lavoro meraviglioso e complesso.<br />
Devi conoscere bene i prodotti cosmetici, le metodiche di lavoro e le apparecchiature estetiche: queste tre componenti, aggiunte alla tua esperienza e alla tua creatività incontrano il bisogno del cliente.</p>
<p>Questo il cliente lo sa bene ed è questo ciò che ottiene dalla sua estetista professionista. <strong>Insomma, questo è ciò che il cliente vuole</strong>.</p>
<p>Personalizzare una linea cosmetica, oltre a non essere vantaggioso economicamente, come abbiamo visto, è anche rischioso e sminuisce la vera tua professionalità di estetista.</p>
<p>Quella professionalità che fidelizza i clienti.<br />
Quella professionalità che nel tempo ti consente di chiedere compensi più alti a fronte di risultati garantiti.<br />
Quella professionalità che porti sempre con te, che puoi utilizzare in qualunque parte del mondo e che nessuno potrà mai portarti via.</p>
<p>Quante persone oggi vorrebbero essere al tuo posto?</p>
<p><strong>Il consiglio di Confestetica</strong></p>
<p>Rimani focalizzata sulla tua eccellenza <strong>professionale</strong>. Occupati degli inestetismi, con i migliori cosmetici presenti sul mercato e con le migliori apparecchiature. Mantieniti sempre aggiornata e formata su tutte le metodiche efficaci.<br />
Specializzati, o continua a specializzarti, in una direzione specifica nel mondo che conosci e di cui le clienti hanno bisogno. I tuoi risultati economici e professionali continueranno a migliorare.</p>
<p>I cosmetici li deve produrre il professionista dei cosmetici.<br />
Non lo deve fare l’estetista e non lo deve fare il &#8220;prenditore&#8221; che dobbiamo insieme combattere e che in questo settore, a nostro avviso, <strong>deve avere</strong> vita molto breve anzi, brevissima.</p>
<p>I cosmetici veri ed efficaci li producono aziende serie, che come te si sono costruite un’ottima reputazione sul mercato con investimenti e lavoro.</p>
<p>La soluzione non è farsi produrre i cosmetici per risparmiare o per guadagnare di più, ma risparmiare accorciando la filiera.</p>
<p>Ovvero: la qualità del cosmetico deve essere eccellente, il prodotto deve uscire da officine cosmetiche con alta conoscenza specifica, con ottima reputazione sul mercato nazionale e internazionale.<br />
Accorciare la filiera è possibile solo se tutte le estetiste comprendono il concetto di &#8220;crescita di tutti&#8221;.<br />
Accorciare la filiera vuol dire tagliare tutti i costi inutili di intermediazione, tra officina cosmetica seria ed estetista professionista, mandando a casa tutta la catena di distributori, grossisti e agenti prevalentemente inutili, insieme a <strong>tutti coloro che &#8220;vendono fumo”</strong>.</p>
<p><strong>Infine</strong> nella (credo inutile) competizione con aziende serie, che i cosmetici li fanno investendo molto in ricerca e sviluppo, test, certificazioni e pubblicità, come singola estetista, parti molto svantaggiata, perché il tuo focus non è fare cosmetici, ma <strong>essere un estetista professionista</strong>.</p>
<p>Un po’ come se un grande chef di cucina, anziché dedicarsi alla preparazione di piatti deliziosi, si preoccupasse di farsi personalizzare gli alimenti: risulterebbe poco credibile (poi alcuni lo fanno veramente, ma vanno di solito incontro a fiaschi colossali ed a brutte figure).</p>
<p>A ciascuno il suo mestiere!</p>
<p>Diffida dunque da chi ti consiglia la via del cosmetico personalizzato, perché è probabile che nel breve periodo tu possa averne qualche vantaggio, ma nel lungo vince sempre la tua vera professionalità, il focus e la determinazione, e a te non manca nulla.</p>
<p><strong>Nessuno oggi al mondo vende!</strong> sono i clienti che comprano. Sono i clienti che scelgono che cosa e dove comprare e tu hai già molti degli strumenti necessari per farti scegliere come estetista professionista. Per quelli che ti mancano stiamo lavorando con impegno e costanza e presto arriveranno.</p>
<p>Buon lavoro a tutte!</p>
<p>Roberto Papa</p>]]></content:encoded>
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		<title>DA BRUNO VESPA PER PARLARE DEL DECRETO CHE GLI ESTETISTI ASPETTANO DA 27 ANNI. MA PARE CHE GLI UOMINI DI LORY DEL SANTO SIANO PIÙ IMPORTANTI.</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2016 22:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5440/da-bruno-vespa-per-parlare-del-decreto-che-gli-estetisti-aspettano-da-27-anni-ma-pare-che-gli-uomini-di-lory-del-santo-siano-piu-importanti/"><img title="porta-a-porta-angelica" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2016/10/Porta-a-Porta-Angelica-200x150.jpg" alt="DA BRUNO VESPA PER PARLARE DEL DECRETO CHE GLI ESTETISTI ASPETTANO DA 27 ANNI. MA PARE CHE GLI UOMINI DI LORY DEL SANTO SIANO PIÙ IMPORTANTI." width="200" height="150" /></a>
	</div>
	Tutto ha avuto inizio alcuni giorni fa, quando Oscar Giannino, nella sua trasmissione radiofonica &#8211; I conti della belva su Radio24 &#8211;  intervista Simone Cantarini, avvocato di Confestetica che cerca di snocciolare gli aspetti giuridici e tragicomici di questi 27 anni di assurdità dei Ministeri. [leggi qui l&#8217;articolo e ascolta la trasmissione] Dopo essere andata in [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5440/da-bruno-vespa-per-parlare-del-decreto-che-gli-estetisti-aspettano-da-27-anni-ma-pare-che-gli-uomini-di-lory-del-santo-siano-piu-importanti/"><img title="porta-a-porta-angelica" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2016/10/Porta-a-Porta-Angelica-200x150.jpg" alt="DA BRUNO VESPA PER PARLARE DEL DECRETO CHE GLI ESTETISTI ASPETTANO DA 27 ANNI. MA PARE CHE GLI UOMINI DI LORY DEL SANTO SIANO PIÙ IMPORTANTI." width="200" height="150" /></a>
	</div>
	<p>Tutto ha avuto inizio alcuni giorni fa, quando Oscar Giannino, nella sua trasmissione radiofonica &#8211; I conti della belva su Radio24 &#8211;  intervista Simone Cantarini, avvocato di Confestetica che cerca di snocciolare gli aspetti giuridici e tragicomici di questi 27 anni di assurdità dei Ministeri. [<a href="https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10153763714756962&amp;id=11147196961&amp;match=bOKAmWVzdGV0aXN0YQ%3D%3D">leggi qui l&#8217;articolo e ascolta la trasmissione</a>]</p>
<p>Dopo essere andata in onda la trasmissione radiofonica, ci contatta GIUSEPPE SALVAGGIULO giornalista de LA STAMPA, che dopo essersi <strong>documentato bene</strong> con lo studio legale di PAOLO RIGHI di Rimini e l&#8217;avv. Simone Cantarini,  prepara un articolo dirompente, evidenziando il mal governo italiano e la perdita di PIL a causa dei Ministeri Italiani. <a href="http://( qui l&#8217;articolo]</a></p>
<p>Bruno Vespa, di tutta fretta, organizza una puntata lampo sulla questione, proprio riprendendo l’articolo de LA STAMPA di Torino e per questo ha chiesto ad Angelica Pippo di intervenire in trasmissione, dove avrebbe dato spazio e visibilità a questo caso, che da 27 anni frena lo sviluppo del settore, che grazie a Dio tira sempre moltissimo. Ci abbiamo creduto, siamo andati in trasmissione e non essendo Angelica Pippo una frequentatrice di televisione, si è fidata di Bruno Vespa, che stimiamo da sempre.</p>
<p>In quella trasmissione, mentre si registrava si è capito molto bene che Bruno Vespa non voleva fare una trasmissione a favore del comparto dell’estetista e non era nemmeno sua intenzione fare una trasmissione di interesse generale (oltre 9.000.000 di clienti dell’estetista e 70.000 operatori) ma ha voluto fare una trasmissione contro l’estetica in generale.</p>
<p>Tanto è vero che anziché approfondire la scaletta, che ci aveva chiesto sull’argomento, ha preferito far vedere il peggio di questo settore, che evidentemente è quello che lui ha in testa dell’estetica, ma che ovviamente non corrisponde alla realtà. Ha fatto vedere come lui, e solo lui ,vede questo mondo dell’estetica.</p>
<p>Aveva una grande opportunità, quella di fare chiarezza agli italiani, aveva in studio i tre massimi esponenti dell’estetica italiana: la dott.ssa Angelica Pippo – ESTETISTA PROFESSIONISTA – dott. Emanuele Bartoletti – MEDICO ESTETICO – dott. Roy De Vita CHIRURGO PLASTICO – e aveva in studio anche la dott.sa Marcella Marletta – Direttore generale presso il Ministero della Salute, dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico, una delle massime esperte italiane.</p>
<p>Dalla redazione di Bruno Vespa ci hanno fatto credere che avremmo parlato delle apparecchiature dell’estetista, del problema creato dai Ministeri e di tutta questa situazione, speravamo di fare chiarezza per quei 9.000.000 di clienti che fruiscono abitualmente dei servizi dell’estetista, per scelta di vita e per stile di vita, ovvero le LADY LIKE ITALIANE, CHE DA SEMPRE HANNO LA LORO ESTETISTA DI FIDUCIA.</p>
<p>Invece, ci hanno fatto una vera e propria imboscata!  una volta in trasmissione, non solo NON hanno fatto spiegare bene i fatti alla Dott.ssa Angelica Pippo, al Dott. Emanuele Bartoletti, al dott. Roy De Vita alla dott.ssa Marcella Marletta, ma hanno addirittura screditato l’estetica in generale, dando allo spettatore una visione inesistente dell’estetica reale,  presente solo nella testa di Bruno Vespa, che oltre a non conoscere questo settore, oltre a fare un vero minestrone e disinformazione NEL CAMPO DELL’ESTETICA, ha creato grande discredito su tutto il comparto in generale, confondendo ruoli, competenze e trattamenti dell’estetista, del medico estetico e del chirurgo plastico. <a href="http://www.raiplay.it/video/2016/10/Porta-a-Porta-01740901-5809-4aa1-a136-d896234dcbfc.html">[vedi qui la puntata di Porta a Porta]</a></p>
<p>I motivi che hanno spinto Bruno Vespa a fare questa cosa lo possiamo solo immaginare!</p>
<p>Visto che i Ministeri sono sotto la lente di ingrandimento, in questi giorni, in quanto sono stati portati in tribunale da Confestetica e hanno già perso una volta al Consiglio di Stato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I NUMERI DELLE ESTETISTE ITALIANE</p>
<p>Oltre 70.000 estetisti in Italia</p>
<p>Oltre 20.000 centri estetici</p>
<p>Oltre 400.000 trattamenti estetici eseguiti ogni giorno</p>
<p>Oltre 100.000.000 &#8211; 100MILIONI di trattamenti estetici eseguiti ogni anno</p>
<p>Oltre 9.000.000 &#8211; 9MILIONI di italiani hanno la loro estetista di fiducia da sempre</p>
<p>Oltre 2.500.000.000 di euro &#8211; 2MILIARDI e MEZZO DI EURO di trattamenti estetici ogni anno in Italia</p>
<p>Un comparto, quello dell’estetica, che muove oltre 20.000.000.000 di euro l’anno – 20MILIARDI DI EURO</p>
<p>Nonostante i vari boicottaggi continui verso l’estetista, questo è un settore in continua crescita esponenziale, una vera e propria eccellenza tutta italiana, molto sviluppata in Italia e che all’estero ci invidiano.</p>
<p>ECCO DI COSA SI SAREBBE DOVUTO PARLARE &#8211; BRUNO VESPA FA L&#8217;ANTEPRIMA DELLA PUNTATA &#8211; e poi cambia tutto,  parlando d&#8217;altro</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/MhC0HRBGTgA?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>BREVISSIMA SINTESI DELLA SITUAZIONE SULLE APPARECCHIATURE DELL’ESTETISTA.</p>
<p>Nel 1990 viene fatta la legge per l’estetista</p>
<p>Nel 1990, in allegato alla legge, viene fatto un elenco di apparecchiature in dotazione all’estetista ed entro 120 giorni avrebbero dovuto fare un decreto che determinasse le caratteristiche tecnico dinamiche di tali apparecchiature.</p>
<p>Nel 1993 in Italia viene recepita la famosa marcatura CE su tutti i prodotti, ovvero tutti sicuri quelli che sono marcati CE</p>
<p>Nel 1997 in Italia viene recepito il Dispositivo medico, ovvero tutte le apparecchiature ad uso medico.</p>
<p>Nel 2011 il Ministero, decide di riprendere in mano quel famoso elenco di apparecchiature del 1990 e di fare il primo decreto che avrebbe dovuto fare 21 anni prima. In buona sostanza nel 2011 si vuole normare apparecchiature vecchie di 21 anni e di mettere restrizioni assurde.</p>
<p>Sin dal 1993 e poi dal 1997, tutte le apparecchiature diverse dal dispositivo medico, che oggi si trovano in commercio, (dai frullatori, forni a microonde, ai laser per l’epilazione professionali o luce pulsata presente nei super mercati) possono essere vendute a tutti e in sicurezza, proprio perché marcati CE.</p>
<p>Perché dunque, nel 2011 hanno voluto fare un elenco ristretto di apparecchi per l’estetista, quando sul mercato tutti possono acquistare tutto ciò che è sicuro marcato CE?</p>
<p>Questo elenco, fatto nel 2011, Il Consiglio di Stato nel 2014 <strong>LO HA ANNULLATO</strong>, dicendo di “rimuove tutti i limiti ingiustificati SULLE APPARECCHIATURE ESTETICHE”, ma i Ministeri ne hanno presentato uno identico nel 2015, inserendo nuovamente limiti ingiustificati. Proprio oggi, il Consiglio di Stato, nuovamente sta ridiscutendo per la sospensione, così come ha già fatto nel 2014.</p>
<p></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LA SCALETTA CONDIVISA CON LA REDAZIONE DI PORTA A PORTA, CHE BRUNO VESPA NON HA VOLUTO AFFRONTARE.</strong></p>
<p>1. Nel 1990 è stata fatta la legge per l’estetista con un allegato che elencava le apparecchiature in dotazione a tale figura professionale.</p>
<p>2. La legge aveva previsto che entro 120 giorni doveva essere emanato un decreto “recante norme dirette a determinare le caratteristiche tecnico-dinamiche ed i meccanismi di regolazione, nonché le modalità di esercizio e di applicazione e le cautele d&#8217;uso degli apparecchi elettromeccanici di cui all&#8217;elenco allegato alla presente legge.”</p>
<p>3. Si fa presente che nel 1990 non era ancora in vigore la marcatura CE, che è entrata in vigore dal 1993, indica la conformità a tutti gli obblighi che incombono sui fabbricanti e non era ancora presente il dispositivo medico, che è stato regolamentato nel 1997. Questo è il motivo per il quale nella legge dell’estetista del 1990 era stato fatto un elenco di apparecchiature.</p>
<p>4. Solo nel 2011 hanno fatto il primo decreto, riportando le apparecchiature del 1990 e delineando limiti oggi illegittimi quanto anacronistici, perché non tengono conto, in alcun modo, dello sviluppo del settore negli ultimi 27 anni e soprattutto non tengono conto che nel frattempo, tutte le apparecchiature sono state certificate sicure proprio dalla marcatura CE e che per il medico è stato predisposto il “dispositivo medico”. Quindi TUTTO CIO’ CHE NON E’ DISPOSITIVO MEDICO POTREBBE ESSERE UTILIZZATO DALL’ESTETISTA. MA COSI NON E’! PERCHE’???</p>
<p>I MINISTERI CONTINUANO A FARE RESTRIZIONI ALLE APPARECCHIATURE E ALLE ATTIVITA’ DELL’ESTETISTA ( CON DUE DECRETI ORMAI)E NON SI CAPISCE PER QUALI MOTIVI O “INTERESSI” SI OSTININO A FARE CIO’, DATO CHE NON CI SONO DOCUMENTI SCIENTIFICI (E LO RIBADISCE CHIARAMENTE IL Consiglio Di Stato quando ha annullato il primo decreto, che si allega ALLEGATO 3) CHE DIMOSTRINO LA PERICOLOSITA’ OGGETTIVA DI TALUNI MACCHINARI O STRUMENTI DI LAVORO DELL’ESTETISTA, CHE SONO DI LIBERA VENDITA SUL MERCATO ITALIANO, SU INTERNET OVUNQUE TRANNE CHE PER L’ESTETISTA.</p>
<p>1. Ministero della Salute Si deve occupare della categoria degli estetisti e non deve fare “scarica barile”</p>
<p>2. Ministero della Salute DEVE CREARE UN ELENCO DEI FORNITORI DI APPARECCHIATURE ESTETICHE ACCREDITATI PRESSO IL MINISTERO, così come fa per i fornitori di dispositivi medici.</p>
<p>3. Oggi il Ministero della Salute dice di non conoscere le apparecchiature che usa l’estetista e per precauzione (ALLEGATO 1 pagina 10 sottolineato ed evidenziato), le elimina dall’elenco o depotenzia quelle in elenco.</p>
<p>4. Ministero della Salute DEVE CREARE UN ELENCO DELLE APPARECCHIATURE ESTETICHE, così come ha creato un elenco delle apparecchiature mediche</p>
<p>5. Ministero della Salute DEVE CREARE UN ELENCO DEGLI ESTETISTI PROFESSIONISTI ABILITATI, DEVE FORMARLI E AGGIORNARLI CONTINUAMENTE</p>
<p>6. Ministero della Salute deve farsene una ragione: l’estetista esiste e non può ridurre le tecnologie oggi disponibili sul mercato, ma deve occuparsi di questa figura professionale in modo diligente e responsabile, provvedendo ad una formazione adeguata, così come raccomandava la stessa legge 1/90</p>
<p>7. Ministero della Salute DEVE AVRE IL CONTROLLO SULLA CATEGORIA, ESERCITANDO UNA CORRETTA E COSTANTE VIGILANZA SENZA permettere più che ci sia tutto questo caos in un settore che lavora tanto.</p>
<p>8. Ministero della Salute DEVE SAPERE CHE NEL MONDO DELL’ESTETICA CI SONO ANCHE IMPORTAZIONI DI APPARECCHIATURE CINESI, DI CUI SPESSO NON SI SA NULLA.</p>
<p>9. Ministero della Salute DEVE SAPERE CHE CI SONO MOLTE ESTETISTE PROFESSIONISTE SERIE E DILIGENTI, CHE ACQUISTANO APPARECCHIATURE ESTETICHE TESTATE, MA POI SI DEVONO SCONTRARE SUL MERCATO CON CHI UTILIZZA CINESERIE A BASSO COSTO, e altre tantissime che lavorano in maniera abusiva presso le proprie abitazioni (colpa del decreto).</p>
<p>10. Ministero della Salute DEVE SAPERE che l’ITALIA nel settore dell’estetica è un’eccellenza in EUROPEA e nel MONDO e QUELLO CHE PRETENDIAMO E’ CHE VENGA FAVORITO LO SVILUPPO E LA RICERCA IN CAMPO ESTETICO, non distrutto.</p>
<p>11. Ministero della Salute DEVE sapere che con questo modo di fare cieco e vecchio che tende a proteggere i soliti noti, sta distruggendo un comparto che grazie a dio, nonostante vari boicottaggi, è sempre IN CRESCITA.</p>
<p>12. Così come abbiamo in Emilia e nel resto d’ITALIA aziende che producono apparecchi medicali, considerate ECCELLENZE MONDIALI, vogliamo che nascano più aziende di quelle che ci sono, che siano ECCELLENZE MONDIALI NELL’ESTETICA.</p>
<p>13. Ministero della Salute DEVE SAPERE che la trafila per introdurre oggi una nuova apparecchiatura nel mercato estetico è questa (ALLEGATO 2) :<br />
ci vogliono 4 anni per introdurre una nuova apparecchiatura (2011- 2015). Prima di essere introdotta, l’azienda manda una presentazione della nuova tecnologia al Ministero. Da questo momento quel brevetto diventa di dominio pubblico, vengono informati i concorrenti della nuova tecnologia che sta per arrivare sul mercato e i suoi concorrenti, attraverso le associazioni dei produttori delle macchine, devono decidere se quella macchina può entrare sul mercato o no.<br />
MA SIAMO IMPAZZITI. CHI MAI DECIDERA’ DI PRODURRE PER QUESTO SETTORE A QUESTE CONDIZIONI E NOI NON CI STIAMO VOGLIAMO POTER UTILIZZARE APPARECCHI INNOVATIVI E VOGLIAMO SANA CONCORRENZA DI MERCATO<br />
si allega:<br />
1. Parere Ministeri<br />
2. Procedura approvazione apparecchiature estetiche in Italia<br />
3. Sentenza Consiglio di Stato<br />
4. Comunicazioni ai Prefetti (2 di 100 inviate)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		<title>Caterina Balivo, portata a processo dalle estetiste italiane per diffamazione aggravata, aggredisce il fotografo dopo lo scatto e viene querelata nuovamente.</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2016 12:16:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5424/caterina-balivo-portata-a-processo-dalle-estetiste-italiane-per-diffamazione-aggravata-aggredisce-il-fotografo-dopo-lo-scatto-e-viene-querelata-nuovamente/"><img title="lo scatto di caterina balivo" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2016/06/lo-scatto-di-caterina-balivo-200x170.png" alt="Caterina Balivo, portata a processo dalle estetiste italiane per diffamazione aggravata, aggredisce il fotografo dopo lo scatto e viene querelata nuovamente." width="200" height="170" /></a>
	</div>
	Rimini 9 giugno 2016 Siamo arrivati alle battute finali prima della sentenza, che vede come imputata la conduttrice Caterina Balivo nel processo per diffamazione aggravata che, nel marzo del 2009, durante una puntata di Porta a Porta di Bruno Vespa, aveva espresso opinioni ritenute lesive dalla categoria delle estetiste e dalla Procura di Rimini. La Balivo, [&#8230;]]]></description>
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	<p>Rimini 9 giugno 2016</p>
<p>Siamo arrivati alle battute finali prima della sentenza, che vede come imputata la conduttrice <strong>Caterina Balivo </strong><strong>nel </strong>processo per diffamazione aggravata che, nel marzo del 2009, durante una puntata di Porta a Porta di Bruno Vespa, aveva espresso opinioni ritenute lesive dalla categoria delle estetiste e dalla Procura di Rimini.</p>
<p>La Balivo, a Rimini imputata per diffamazione aggravata, dopo la denuncia presentata da Confestetica, per le dichiarazioni fatte dalla conduttrice nel corso di una puntata di Porta a Porta, dove aveva affermato che tutte, quasi tutte le estetiste fanno uso di siringhe,.</p>
<p>Ecco cosa è stato detto in quella trasmissione del 2009:</p>
<blockquote><p><em>&gt; Bruno Vespa chiede a Elsa Forte, rappresentante delle estetiste: “ma voi la siringa la usate?”</em></p>
<p><em>&gt; Elsa Forte: “no, noi non possiamo, la nostra legge non… noi non possiamo fare niente”</em></p>
<p><em>&gt; Bruno Vespa: “allora, diciamo che non dovreste usarle…”</em></p>
<p><em>&gt; Caterina Balivo: “no la usano, la usano, eccome, le vedo che la usano… io le vedo che la usano” alzando la voce.</em></p>
<p><em><span style="line-height: 1.5;">&gt; Bruno Vespa: “alzi la mano chi conosce casi di estetiste…”</span></em></p>
<p><em><span style="line-height: 1.5;">&gt; Caterina Balivo (interrompendo ulteriormente la domanda di Vespa): “ma tutte, quasi tutte… io le vedo…”</span></em></p>
<p><em>&gt; Francesca Martini Sottosegretario al Ministero della Salute “esercizio abusivo della professione medica, questo va detto che è un reato sanzionato …</em></p></blockquote>
<p>La conduttrice Caterina Balivo, in aula, davanti al giudice monocratico del Tribunale di Rimini si è difesa sostenendo che non stava parlando delle estetiste ma delle donne che si fanno ritoccare. (SIC!)</p>
<p>&#8220;Si parlava di bellezza femminile – dice Caterina Balivo &#8211; ed ero stata invitata perché conduco un programma &#8216;Detto Fatto&#8217; sulla Rai che si avvale di esperti in diversi campi”. Settore estetico compreso.</p>
<p>Come poteva Catrina Balivo essere stata invitata a Porta a Porta nel 2009 in qualità di conduttrice della trasmissione DETTO FATTO, se questa trasmissione televisiva è iniziata ben 4 anni dopo, ovvero il 18 marzo 2013?</p>
<p>Finita l’udienza, il giudice stava decidendo la data del rinvio, 7 ottobre 2016, dove è attesa la sentenza, quando la Balivo si è accorta che sulla soglia dell’aula un fotografo la stava immortalando. Sul momento sembrava che l’avesse presa sportivamente, ma poi è successo il finimondo. Si è lanciata verso la porta, l’ha afferrato per un braccio e ha cercato di trascinarlo in aula con la forza. Il tira e molla è andato avanti per un po’, fino a quando non è intervenuto il giudice a riportare la calma. Quindi se n’è andata scortata dal suo avvocato.</p>
<p>Una scena a cui hanno assistito decine di persone che ieri affollavano il tribunale di Rimini. «A udienza finita mi sono affacciato all&#8217;entrata dell’aula – racconta il fotografo Manuel Migliorini, collaboratore del Resto del Carlino – lei si è girata verso di me, ha sorriso e ha salutato con la mano in maniera amichevole. Io ho fatto un cenno per ringraziarla, poi ho fatto un passo indietro spostandomi nel corridoio. All&#8217;improvviso ha cambiato umore, prima mi ha afferrato per un braccio e poi l’obiettivo, voleva strapparmelo. Io non ho reagito in alcun modo, ho solo cercato di salvare la macchina fotografica.</p>
<p></p>
<p>Un comportamento incomprensibile». Il giudice ha fatto identificare il fotografo che poi ha presentato denuncia ai carabinieri.</p>
<p>Nei giorni successivi: «Sono io la vittima dell’aggressione in tribunale» CATERINA Balivo si difende e affida a un comunicato la sua versione dei fatti, relativa all&#8217;aggressione nei confronti di un fotografo: «E’ doveroso fare chiarezza – dice la conduttrice – riguardo alle notizie sul mio conto riportate da alcune testate giornalistiche, riguardo a quanto è accaduto durante l’udienza presso il Tribunale di Rimini. A udienza terminata un fotografo di una testata locale ha scattato alcune foto alla mia persona senza consenso né mio né del giudice che nella stessa sede ha vietato le foto. Ho reagito tentando di prendere la macchina fotografica all&#8217;operatore e chiedendo al giudice di vedere le immagini. Il giudice ha fatto identificare il fotografo che poi ha presentato denuncia ai carabinieri. Questo è quanto è accaduto che attesta come in questa situazione sono stata io vittima dell’aggressione e non viceversa, tenendo anche in considerazione la stazza dell’uomo. Io sono stata spinta con violenza contro la parete dell’aula, ragione per cui il fotografo è stato identificato dai carabinieri su ordine del giudice. Alla luce di tutto questo ho deciso di sporgere denuncia per tutelare i miei diritti»</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Apparecchiature per estetica Il decreto: Confestetica sta chiedendo l&#8217;annullamento del nuovo Decreto 206/2015, identico al precedente 110/2011, già annullato dal Consiglio di Stato nel 2014</title>
		<link>http://www.confestetica.it/punto-estetico/5407/apparecchiature-per-estetica-il-decreto-confestetica-sta-chiedendo-lannullamento-del-nuovo-decreto-2062015-identico-al-precedente-1102011-gia-annullato-dal-consiglio-di-stato-nel-2014/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2016 14:31:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5407/apparecchiature-per-estetica-il-decreto-confestetica-sta-chiedendo-lannullamento-del-nuovo-decreto-2062015-identico-al-precedente-1102011-gia-annullato-dal-consiglio-di-stato-nel-2014/"><img title="decreto apparecchiature estetica" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2016/03/decreto-apparecchiature-estetica-200x125.jpg" alt="Apparecchiature per estetica Il decreto: Confestetica sta chiedendo l&#8217;annullamento del nuovo Decreto 206/2015, identico al precedente 110/2011, già annullato dal Consiglio di Stato nel 2014" width="200" height="125" /></a>
	</div>
	Confestetica ha provveduto, ad impugnare innanzi al TAR del Lazio il nuovo decreto ministeriale 206/2015 pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 28 dicembre 2015 con il quale il Ministero della Salute, di concerto con quello dello Sviluppo Economico, ha nuovamente tolto alle estetiste quello che, sempre grazie a Confestetica, il Consiglio di Stato aveva loro restituito. [&#8230;]]]></description>
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	</div>
	<p></p>
<p>Confestetica ha provveduto, ad impugnare innanzi al TAR del Lazio il nuovo decreto ministeriale 206/2015 pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 28 dicembre 2015 con il quale il Ministero della Salute, di concerto con quello dello Sviluppo Economico, ha nuovamente tolto alle estetiste quello che, sempre grazie a Confestetica, il Consiglio di Stato aveva loro restituito.</p>
<p>Se il Consiglio di Stato con la sentenza 1417/2014 aveva annullato il decreto 110/2011 poiché irrimediabilmente viziato in alcuni punti da evidenti carenze motivazionali e in altri da contraddittori ragionamenti, i Ministeri hanno pensato di ovviare alle stringenti direttive della giustizia amministrativa, che aveva imposto di procedere in maniera logica e corretta, semplicemente…riproponendo il medesimo decreto!!!</p>
<p>Con il decreto 206/2015 infatti sono state reintrodotte le assurde ed ingiustificate limitazioni all’utilizzo di alcuni macchinari (tra tutti cavitazione e luce pulsata) già censurate dal Consiglio Di Stato nonché nuovi ed assurdi lacci e lacciuoli che vietano addirittura all’estetista l’utilizzo di veri e propri ferri del mestiere, come le sgorbie!!!</p>
<p>A fronte di questa grottesca situazione, grazie al sostegno economico di numerose estetiste che hanno versato nelle casse di Confestetica il proprio contributo, l’associazione ha impugnato il provvedimento non certo con l’obbiettivo di una deregolamentazione ma con l’intento di far adottare provvedimenti debitamente motivati e che vadano nella direzione sempre sostenuta dalla presente associazione di una estetista professionale e preparata. Questo non può avvenire ovviamente con un decreto che presenta ancora i medesimi profili di contraddittorietà del precedente e che calpesta anni di duro lavoro di migliaia di estetiste, privandole, oltre che dei mezzi sino ad oggi utilizzati (senza problemi di sorta), della propria dignità.</p>
<p>La domanda è ovviamente quella di annullamento degli atti impugnati (oltre al decreto anche i pareri emessi dal Consiglio Superiore di Sanità a sostegno del decreto stesso) previa sospensione dell’efficacia dei medesimi (il decreto è infatti PROVVISORIAMENTE ESECUTIVO!!!). A tal uopo, il TAR potrà verosimilmente pronunciarsi con un primo provvedimento nella fase cautelare entro la metà del mese di aprile 2016, sempre che ritenga sussistenti i pericoli prospettati e fondate le ragioni del ricorso.</p>
<p>Sotto questo profilo, Vi segnaliamo di avere fatto rilevare nel ricorso tra gli altri:<br />
&#8211; la nullità dell’atto impugnato per violazione ovvero l’elusione del giudicato amministrativo: i Ministeri, infatti, hanno emanato il nuovo decreto oggi impugnato senza tenere in considerazione alcuna le indicazioni del Consiglio di Stato che aveva espressamente rilevato la contraddittorietà e carenza motivazionale del precedente decreto;<br />
&#8211; la palese contraddittorietà ed illogicità del decreto e degli atti richiamati per non avere ancora oggi motivato le scelte che hanno indotto le amministrazioni ad adottare le schede tecniche con le specifiche limitazioni ivi previste;<br />
&#8211; il contrasto delle statuizioni di cui al decreto con la normativa comunitaria nella misura in cui si consente al produttore dei macchinari di indicare al momento dell’immissione in commercio la destinazione del macchinario stesso.</p>
<p>Si auspica, pertanto, che la giustizia faccia il suo corso che, qualora dovesse essere accolto, come ci si augura, il provvedimento cautelare richiesto, sarà necessariamente breve (entro l’anno 2016 si dovrebbe concludere il giudizio, salvo particolari richieste o rinvii).</p>
<p>In ogni caso, con l’agognato annullamento si tornerebbe a poter utilizzare i macchinari censurati (limitati ovvero esclusi) dai Ministeri nella loro originaria veste; senza contare che un nuovo provvedimento favorevole sarebbe senza dubbio una buona lancia per punzecchiare la sonnecchiosa macchina burocratica ed il legislatore, sensibilizzandoli entrambi, si spera una volta per tutte, alla razionalizzazione della materia per consentire l’adozione di provvedimenti (legislativi e regolamentari) che possano stare al passo con i tempi e con l’evoluzione tecnologica del settore.</p>
<p>Di certo questo è stato un ulteriore momento per far conoscere a tutti, iscritti e non, la costanza e la tenacia di Confestetica che, grazie alla propria preparazione e al proprio team di esperti, UNICA TRA LE ASSOCIAZIONI ITALIANE, è scesa ancora una volta in campo a difesa delle estetiste.</p>
<p>Vi terremo aggiornate!!!</p>
<p><a href="https://www.produzionidalbasso.com/project/dateci-una-mano-a-proteggere-il-futuro-dellestetista-e-rendere-possibile-lo-sviluppo-tecnologico-delle-apparecchiature-estetiche/" target="_blank">Restano solo 4 giorni, per chi vuole contribuire al Ricorso al TAR, può farlo da qui:</a></p>
<p>GRAZIE DI CUORE ai Sostenitori che con il loro contributo attivo hanno reso possibile all&#8217;associazione di sostenere le spese legali per produrre il ricorso al TAR.</p>
<p>24/02/2016 Stefano Pietrosanti € 1.000,00<br />
28/01/2016 Marco Postiglione € 1.000,00<br />
12/01/2016 Paolo Maggio € 1.000,00<br />
12/01/2016 Luisa Treppiccione € 500,00<br />
19/01/2016 Angelica Pippo € 300,00<br />
10/02/2016 Mauro Orsi € 250,00<br />
29/01/2016 Enrica Soffientini € 250,00<br />
15/01/2016 Angelica Pippo € 200,00<br />
15/02/2016 Vania Bigoni € 100,00<br />
03/02/2016 Silvia Zaltron € 100,00<br />
01/02/2016 Stefania Ballabio € 100,00<br />
29/01/2016 Nicoleta Ionel € 100,00<br />
24/01/2016 Consuelo Spinetti € 100,00<br />
23/01/2016 Aysun Guler € 100,00<br />
23/01/2016 Loretta Camilli € 100,00<br />
21/01/2016 Barbara Boccardo € 100,00<br />
21/01/2016 Paola Gonella € 100,00<br />
21/01/2016 Laura Sacerdoti € 100,00<br />
20/01/2016 Stefania Tamiato € 100,00<br />
19/01/2016 Donatella Cirone € 100,00<br />
19/01/2016 Elena Tadelli € 100,00<br />
18/01/2016 Rossella Biagini € 100,00<br />
16/01/2016 Ilaria Ritratti € 100,00<br />
15/01/2016 Nadia Galli € 100,00<br />
13/01/2016 Giovanna Flore € 100,00<br />
12/01/2016 Diego Pacchera € 100,00<br />
23/02/2016 Rowena Gallizioli € 50,00<br />
23/02/2016 Silvia Zaltron € 50,00<br />
22/02/2016 Alice Beccu € 50,00<br />
18/02/2016 Marta Campaner € 50,00<br />
16/02/2016 Cinzia Sardi € 50,00<br />
12/02/2016 Eliana Dalla Longa € 50,00<br />
03/02/2016 Enrica Dal Zotyo € 50,00<br />
03/02/2016 Tiziana Cambula € 50,00<br />
01/02/2016 Carmen Sanna € 50,00<br />
01/02/2016 Irene Lombisani € 50,00<br />
26/01/2016 Maddalena Careglio € 50,00<br />
23/01/2016 Samsara Estetica € 50,00<br />
22/01/2016 Veglia Andrea € 50,00<br />
21/01/2016 Maria Geronzi € 50,00<br />
21/01/2016 Monica Nava € 50,00<br />
21/01/2016 Nicoletta Graziadei € 50,00<br />
21/01/2016 Serena Carniel € 50,00<br />
21/01/2016 Viviana Zucca € 50,00<br />
21/01/2016 Cristina Russo € 50,00<br />
20/01/2016 Carmen Pronestì € 50,00<br />
19/01/2016 Annamaria Zou € 50,00<br />
19/01/2016 Anna Maria Dedamiani € 50,00<br />
19/01/2016 Erika Petricig € 50,00<br />
19/01/2016 Annamaria Mingione € 50,00<br />
19/01/2016 Vania Bigoni € 50,00<br />
18/01/2016 Alessia Iachetti € 50,00<br />
18/01/2016 Giuliana Vignato € 50,00<br />
17/01/2016 Filomena D&#8217;egidio € 50,00<br />
17/01/2016 Eliana Dalla Longa € 50,00<br />
16/01/2016 Noemi Parato € 50,00<br />
16/01/2016 Paolo Viganò € 50,00<br />
16/01/2016 Concetta Ariniello € 50,00<br />
16/01/2016 Maria Teresa Garzone € 50,00<br />
16/01/2016 Elisa Molinari € 50,00<br />
16/01/2016 Juliana Andrade € 50,00<br />
15/01/2016 Tiziana Antoni € 50,00<br />
14/01/2016 Debora Pasetti € 50,00<br />
13/01/2016 Gabriella Ginelli € 50,00<br />
13/01/2016 Silvia Scandi € 50,00<br />
13/01/2016 Eleonora Borelli € 50,00<br />
13/01/2016 Manuel D&#8217;ascanio € 50,00<br />
12/01/2016 Maria Cristina Gagliardi € 50,00<br />
01/03/2016 Roberta Capuzzo € 25,00<br />
27/02/2016 Anastasia Donadio € 25,00<br />
25/02/2016 Erika Sattin € 25,00<br />
24/02/2016 Elisa Pellè € 25,00<br />
24/02/2016 Diana Garbero € 25,00<br />
24/02/2016 Mihaela Iarinca € 25,00<br />
24/02/2016 Loredana D&#8217;onofrio € 25,00<br />
23/02/2016 Arianna Storti € 25,00<br />
23/02/2016 Laura Quarato € 25,00<br />
23/02/2016 Daniela Quaranta € 25,00<br />
23/02/2016 Laura Turrini € 25,00<br />
20/02/2016 Jlenia Biancardi € 25,00<br />
18/02/2016 Katia Cosso € 25,00<br />
17/02/2016 Priscilla Allam € 25,00<br />
17/02/2016 Giusy Cortese € 25,00<br />
16/02/2016 Enrica Montuoro € 25,00<br />
15/02/2016 Silvia Belloni € 25,00<br />
12/02/2016 Elisabetta Orsi € 25,00<br />
11/02/2016 Cristina Cavana € 25,00<br />
09/02/2016 Barbara Letari € 25,00<br />
09/02/2016 Valeria Morlotti € 25,00<br />
05/02/2016 Annalisa Rainaldi € 25,00<br />
04/02/2016 Giusy E Lisa Porcu € 25,00<br />
03/02/2016 Patrizia Fara € 25,00<br />
03/02/2016 Sara Micozzi € 25,00<br />
03/02/2016 Adelaide Sanguedolce € 25,00<br />
02/02/2016 Daniela Landolfo € 25,00<br />
01/02/2016 Tamara Catona € 25,00<br />
31/01/2016 Rossella Giussani € 25,00<br />
31/01/2016 Dania Pucher € 25,00<br />
30/01/2016 Tania Coppari € 25,00<br />
30/01/2016 Marcella Bartucci € 25,00<br />
29/01/2016 Germana Gianino € 25,00<br />
29/01/2016 Michela Salomone € 25,00<br />
26/01/2016 Barbara Andolfi € 25,00<br />
25/01/2016 Annamaria Montis € 25,00<br />
25/01/2016 Aferdita Zenelaj € 25,00<br />
24/01/2016 Cristina Navone € 25,00<br />
24/01/2016 Daniela Biros € 25,00<br />
24/01/2016 Rossella Giussani € 25,00<br />
24/01/2016 Gilneide Paulo De Oliveira € 25,00<br />
23/01/2016 Sara Sotgiu € 25,00<br />
22/01/2016 Melania Saba € 25,00<br />
21/01/2016 Roberta Capuzzo € 25,00<br />
21/01/2016 Manuela Sacchini € 25,00<br />
21/01/2016 Gloria Pedron € 25,00<br />
21/01/2016 Daniela Diana Sartori € 25,00<br />
21/01/2016 Anna Teresa Palladino € 25,00<br />
21/01/2016 Serena Francinella € 25,00<br />
21/01/2016 Daniela Maria De Simone € 25,00<br />
20/01/2016 Scilla Nigro € 25,00<br />
20/01/2016 Barbara Fiorentini € 25,00<br />
20/01/2016 Fisiocenter Centro Estetico € 25,00<br />
20/01/2016 Jessica Favagrossa € 25,00<br />
20/01/2016 Giovanna Delogu € 25,00<br />
20/01/2016 Anna Maria Badami € 25,00<br />
20/01/2016 Loredana Malimpensa € 25,00<br />
20/01/2016 Delia Caccialino € 25,00<br />
20/01/2016 Rosanna Demarco € 25,00<br />
19/01/2016 Aurora Margonari € 25,00<br />
19/01/2016 Valentina Cegna € 25,00<br />
19/01/2016 Gloria Barbini € 25,00<br />
19/01/2016 Mara Salaris € 25,00<br />
19/01/2016 Silvana Lo Iacono € 25,00<br />
19/01/2016 Santina Villani € 25,00<br />
19/01/2016 Silvana Lo Iacono € 25,00<br />
18/01/2016 Lorena Caria € 25,00<br />
17/01/2016 Alfina Bisicchia € 25,00<br />
16/01/2016 Rossana Tomasi € 25,00<br />
16/01/2016 Barbara Andolfi € 25,00<br />
16/01/2016 Cristina Lucenti € 25,00<br />
16/01/2016 Maria Chiara Azzaro € 25,00<br />
16/01/2016 Valentina Dolci € 25,00<br />
16/01/2016 Marta Campagnaro € 25,00<br />
16/01/2016 Barbara Andolfi € 25,00<br />
16/01/2016 Gatto Maurizio € 25,00<br />
16/01/2016 Verdes Viorica € 25,00<br />
16/01/2016 Letizia Felici € 25,00<br />
16/01/2016 Stefania Andaloro € 25,00<br />
16/01/2016 Luciana Murro € 25,00<br />
16/01/2016 Egle Rizzardi € 25,00<br />
15/01/2016 Csilla Temesvari € 25,00<br />
15/01/2016 Cristina Corgnolan € 25,00<br />
15/01/2016 Barbara Beretta € 25,00<br />
13/01/2016 Maria Teresa Aleo € 25,00<br />
13/01/2016 Anima E Corpo € 25,00<br />
13/01/2016 Giuseppina Midolo € 25,00<br />
12/01/2016 Enza Montalbano € 25,00<br />
12/01/2016 Giuseppe Nitto € 25,00<br />
12/01/2016 Valeria Cazzola € 25,00<br />
11/01/2016 Laura Rabbi € 25,00<br />
01/02/2016 Gabriela Giannone € 20,00<br />
05/02/2016 Assunta Guida € 15,00<br />
24/02/2016 Laura Zito € 5,00<br />
04/02/2016 Silvia Lorenza Tanzi € 5,00</p>
<p>13.01.2016 DA: DARDOZZI PATRIZIA 25,00<br />
18.01.2016 DA: AKUA CENTRO BENESSERE BELLEZZA E SO- 50,00<br />
20.01.2016 DA: CIRILLO ROSA 25,00<br />
20.01.2016 DA: PECORA ELISABETTA 50,00<br />
22.01.2016 DA: GEMMA IVAN &#8211; Raimondi Marile 25,00<br />
25.01.2016 DA: SALDO MONICA 25,00<br />
27.01.2016 DA: MIGLIETTA LORENZA 25,00<br />
28.01.2016 DA: ARTESTETICA DI MOTTARELLI CRISTINA 50,00<br />
22.02.2016 DA: SPAGNULO MARIA PIA 50,00<br />
23.02.2016 DA: TOMELIN NORMA 50,00</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Occhi aperti con i sedicenti &#8220;Medici Estetici&#8221; questa specializzazione non esiste! L&#8217;unica specializzazione riconosciuta dall&#8217;ordinamento è quella del Chirurgo Plastico Ricostruttivo ed Estetico</title>
		<link>http://www.confestetica.it/punto-estetico/5382/occhi-aperti-con-i-sedicenti-medici-estetici-questa-specializzazione-non-esiste-lunica-specializzazione-riconosciuta-dallordinamento-e-quella-del-chirurgo-plastico-ricostruttivo-ed-estetico/</link>
		<comments>http://www.confestetica.it/punto-estetico/5382/occhi-aperti-con-i-sedicenti-medici-estetici-questa-specializzazione-non-esiste-lunica-specializzazione-riconosciuta-dallordinamento-e-quella-del-chirurgo-plastico-ricostruttivo-ed-estetico/#respond</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2016 13:29:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5382/occhi-aperti-con-i-sedicenti-medici-estetici-questa-specializzazione-non-esiste-lunica-specializzazione-riconosciuta-dallordinamento-e-quella-del-chirurgo-plastico-ricostruttivo-ed-estetico/"><img title="okkio al medico estetico" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2016/02/okkio-al-medico-estetico-200x133.jpg" alt="Occhi aperti con i sedicenti &#8220;Medici Estetici&#8221; questa specializzazione non esiste! L&#8217;unica specializzazione riconosciuta dall&#8217;ordinamento è quella del Chirurgo Plastico Ricostruttivo ed Estetico" width="200" height="133" /></a>
	</div>
	Sempre più di frequente, nel mondo dell&#8217;estetica si improvvisano medici privi di specializzazione universitaria specifica, sono i sedicenti &#8220;Medici Estetici&#8221; falsando così l&#8217;orientamento dei consumatori. In Italia, come nel resto d&#8217;Europa, non esiste la specializzazione in &#8220;medicina estetica&#8221;, ma quella in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, ma &#8220;stranamente&#8221; molti medici privi della specializzazione universitaria (Decreto [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5382/occhi-aperti-con-i-sedicenti-medici-estetici-questa-specializzazione-non-esiste-lunica-specializzazione-riconosciuta-dallordinamento-e-quella-del-chirurgo-plastico-ricostruttivo-ed-estetico/"><img title="okkio al medico estetico" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2016/02/okkio-al-medico-estetico-200x133.jpg" alt="Occhi aperti con i sedicenti &#8220;Medici Estetici&#8221; questa specializzazione non esiste! L&#8217;unica specializzazione riconosciuta dall&#8217;ordinamento è quella del Chirurgo Plastico Ricostruttivo ed Estetico" width="200" height="133" /></a>
	</div>
	<p style="line-height: 14.5pt; background: white; margin: 0cm 0cm 4.5pt 0cm;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #141823;"><br />
Sempre più di frequente, nel mondo dell&#8217;estetica si improvvisano medici privi di specializzazione universitaria specifica, sono i sedicenti &#8220;Medici Estetici&#8221; falsando così l&#8217;orientamento dei consumatori. </span></p>
<p style="line-height: 14.5pt; background: white; margin: 0cm 0cm 4.5pt 0cm;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #141823;">In Italia, come nel resto d&#8217;Europa, non esiste la specializzazione in &#8220;medicina estetica&#8221;, ma quella in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, ma &#8220;stranamente&#8221; molti medici privi della specializzazione universitaria (Decreto Interministeriale 4 febbraio 2015 n. 68) si fanno chiamare impropriamente &#8220;medico Estetico&#8221;.</span></p>
<p style="line-height: 14.5pt; background: white; margin: 0cm 0cm 4.5pt 0cm;"><strong>IL MEDICO SE NON E&#8217; SPECIALIZZATO IN CHIRURGIA PLASTICA RICOSTRUTTIVA ED ESTETICA, NON DOVREBBE FARSI CHIAMARE &#8220;MEDICO ESTETICO&#8221;.</strong></p>
<p style="line-height: 14.5pt; background: white; orphans: auto; text-align: start; widows: 1; -webkit-text-stroke-width: 0px; word-spacing: 0px; margin: 4.5pt 0cm 4.5pt 0cm;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #141823;">Bisogna sempre chiedere al medico, in cosa si è specializzato, perché in Italia solo poco più di un migliaio sono specializzati in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva ed Estetica (ovvero <strong>Medici Estetici</strong>), gli altri sono solo sedicenti medici estetici, <strong>senza alcuna specializzazione universitaria specifica riconosciuta dal Ministero della Salute (Decreto Interministeriale 4 febbraio 2015 n. 68)</strong>.</span></p>
<p style="line-height: 14.5pt; background: white; orphans: auto; text-align: start; widows: 1; -webkit-text-stroke-width: 0px; word-spacing: 0px; margin: 4.5pt 0cm 4.5pt 0cm;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #141823;"><strong>C&#8217;è il Chirurgo Plastico e Ricostruttivo ed Estetico</strong>, che per specialità dovrebbe essere l&#8217;unico ad occuparsi di estetica (Decreto Interministeriale 4 febbraio 2015 n. 68). </span></p>
<p style="line-height: 14.5pt; background: white; orphans: auto; text-align: start; widows: 1; -webkit-text-stroke-width: 0px; word-spacing: 0px; margin: 4.5pt 0cm 4.5pt 0cm;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #141823;"><strong>C&#8217;è l&#8217;estetista</strong> che per specialità </span><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #141823;">dovrebbe essere l&#8217;unica figura professionale ad eseguire tutti i trattamenti estetici, non terapeutici (legge 4 gennaio 1990 n. 1) . </span></p>
<p style="line-height: 14.5pt; background: white; margin: 4.5pt 0cm 4.5pt 0cm;"><strong><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #141823;">C&#8217;è il dermatologo </span></strong><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #141823;">che prevalentemente si occupa delle malattie della pelle e a volte anche di estetica (Decreto Interministeriale 4 febbraio 2015 n. 68).</span></p>
<p style="line-height: 14.5pt; background: white; margin: 4.5pt 0cm 4.5pt 0cm;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #141823;"><strong>Poi ci sono i tuttologi</strong>, quei medici privi di identità specialistica universitaria riconosciuta dal Ministero della Salute, ovvero quelli che dopo essersi laureati in medicina si fanno chiamare impropriamente &#8220;Medici estetici&#8221;, senza aver conseguito la giusta specializzazione in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica (5 anni) o in Dermatologia (5 anni) così come prevede il riordino scuole di specializzazione di area sanitaria (Decreto Interministeriale 4 febbraio 2015 n. 68). </span></p>
<p style="line-height: 14.5pt; background: white; margin: 4.5pt 0cm 4.5pt 0cm;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #141823;">In Italia, dopo la laurea in medicina, un medico, effettivamente, anche se sprovvisto di specializzazione specifica, può effettuare tutti i tipi di interventi chirurgici, <strong>proprio per questo è importante che ogni paziente si accerti delle specializzazioni specifiche del professionista, così come ordinate dal Ministero della Salute</strong>.</span></p>
<p style="line-height: 14.5pt; background: white; margin: 4.5pt 0cm 4.5pt 0cm;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #141823;">A causa di questo vuoto normativo, che ci auguriamo presto possa essere risolto, alcuni medici impropriamente si fanno chiamare &#8220;medici estetici&#8221;, pur sapendo di non esserlo e questo spesso disorienta il consumatore.</span></p>
<p style="line-height: 14.5pt; background: white; margin: 4.5pt 0cm 4.5pt 0cm;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #141823;">Nel frattempo, spetta proprio al consumatore, indagare bene sulla vera specializzazione o non specializzazione del medico che si presenta come &#8220;medico estetico&#8221;, che propone interventi estetici di ogni tipo.</span></p>
<p style="line-height: 14.5pt; background: white; margin: 4.5pt 0cm 4.5pt 0cm;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #141823;">Specializzarsi in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, o in Dermatologia, dopo essersi laureati in Medicina e Chirurgia, prevede un percorso formativo molto importante e serio, che dura fino a 5 anni, che nulla ha a che vedere con i corsi privati, che molto spesso vengono confusi con i corsi delle scuole di specializzazione di area sanitaria dall&#8217;ordinamento italiano ed europeo.</span></p>
<p><strong>TUTTE LE SCUOLE PRIVATE DI MEDICINA ESTETICA SE PUR SERIE E AUTOREVOLI, NON SI POSSONO CONFONDERE E NON SI DEVONO CONFONDERE CON LE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE DI AREA SANITARIA, RIORDINATE DAL MINISTERO DELLA SALUTE (D.ITRERM. 4 FEBBRAIO 2015 N. 68.)</strong></p>
<p>Volendo fare un esempio molto pratico, un medico si può chiamare <strong>DERMATOLOGO </strong>solo se si è laureato in Medicina e poi <strong>specializzato in dermatologia</strong> e non se ha fatto solo qualche corso privato post laurea, così un <strong>MEDICO ESTETICO</strong> si può chiamare tale, solo se si è laureato in Medicina e poi si è <strong>specializzato chirurgia estetica</strong> e non se ha fatto solo qualche corso privato post laurea, così come <strong>L&#8217;ESTETISTA</strong> si può chiamare tale, solo se si è <strong>diplomata</strong> e poi si è <strong>specializzata</strong> ai sensi della legge 4 gennaio 1990 n. 1 e non se ha fatto solo qualche corso privato.</p>
<p><strong>Quindi OCCHI APERTI quando scegliete un professionista dell&#8217;estetica, perché è una cosa molto seria.</strong></p>
<p style="line-height: 14.5pt; background: white; margin: 4.5pt 0cm 4.5pt 0cm;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #141823;">Sul sito della SICPRE leggiamo:<br />
Si diventa chirurgo plastico specializzandosi in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, ovvio. Già nel nome della Specialità, è evidente la sua “doppia anima”: non c’è una chirurgia estetica separata da una chirurgia ricostruttiva, o viceversa. Si tratta, piuttosto, dei due volti di una stessa materia, che si imparano insieme. Per questo, non esistono bravi chirurghi plastici estetici che non si siano &#8220;fatti le ossa&#8221; nei reparti, cimentandosi con le problematiche più diverse e complesse. La grande maggioranza delle tecniche adoperate nell&#8217;estetica, infatti, deriva dalla chirurgia ricostruttiva.</span></p>
<p style="line-height: 14.5pt; background: white; margin: 4.5pt 0cm 4.5pt 0cm;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #141823;"><br />
</span><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #141823;">Solo l&#8217;iter più serio e completo garantisce la conoscenza approfondita, la padronanza di tutti gli strumenti tecnici e la capacità di affrontare ogni situazione, comprese le complicanze. Non siamo i soli a pensarla così: le principali società di chirurghi plastici in Europa e nel mondo condividono con la SICPRE una visione &#8220;unica e sola&#8221; della disciplina.</span></p>
<p style="line-height: 14.5pt; background: white; margin: 4.5pt 0cm 4.5pt 0cm;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #141823;">Di seguito una interessante doppia intervista al Prof. Giorgio De Santis &#8211; Presidente SICPRE e Paolo Ruffini.</span></p>
<p style="line-height: 14.5pt; background: white; margin: 4.5pt 0cm 4.5pt 0cm;"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #141823;">Qui troverete l&#8217;80% dei medici specializzati in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica<span class="apple-converted-space"> </span><a style="cursor: pointer;" href="http://www.sicpre.it/" target="_blank"><span style="color: #3b5998; text-decoration: none; text-underline: none;"> />
e qui troverete i Centri Estetici specializzati in trattamenti estetici non terapeutici.<span class="apple-converted-space"> </span><a style="cursor: pointer;" href="http://www.confestetica.it/" target="_blank"><span style="color: #3b5998; text-decoration: none; text-underline: none;">]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.confestetica.it/punto-estetico/5382/occhi-aperti-con-i-sedicenti-medici-estetici-questa-specializzazione-non-esiste-lunica-specializzazione-riconosciuta-dallordinamento-e-quella-del-chirurgo-plastico-ricostruttivo-ed-estetico/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>“Medico Estetico” DENIGRA la professione dell’estetista su RAI UNO con false informazioni: «le creme oggi si prescrivono come si prescrive un farmaco»</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2016 15:04:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Endocrinologia]]></category>

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	Il format delle trasmissioni televisive è da anni sempre lo stesso. Sembra quasi che le trasmissioni che si occupano di bellezza e benessere vengano costruite ad hoc per screditare la figura dell’estetista e mettere in evidenza il ruolo del medico estetico. I programmi iniziano tutti con servizi civetta e interviste alla buona fatta a fantomatici [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/5354/medico-estetico-denigra-la-professione-dellestetista-su-rai-uno-con-false-informazioni-le-creme-oggi-si-prescrivono-come-si-prescrive-un-farmaco/"><img title="visconti anadela prescrive cosmetici, come se fossero farmaci" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2016/02/visconti-anadela-prescrive-cosmetici-come-se-fossero-farmaci-200x123.jpg" alt="“Medico Estetico” DENIGRA la professione dell’estetista su RAI UNO con false informazioni: «le creme oggi si prescrivono come si prescrive un farmaco»" width="200" height="123" /></a>
	</div>
	<p>Il format delle trasmissioni televisive è da anni sempre lo stesso. Sembra quasi che le trasmissioni che si occupano di bellezza e benessere vengano costruite ad hoc per screditare la figura dell’estetista e mettere in evidenza il ruolo del medico estetico. I programmi iniziano tutti con servizi civetta e interviste alla buona fatta a fantomatici centri estetici, usando parole chiave che ledono la dignità professionale dell’estetista, per arrivare poi a concludere tali servizi con l’intervista “perfetta” fatta al “medico estetico”.</p>
<p>Abbiamo assistito troppe volte a trasmissioni fatte così, quasi come se fosse da demonizzare ogni volta il ruolo dell’estetista e valorizzare, invece, quello dei medici estetici. Il messaggio che viene fuori da queste trasmissioni è “non affidarti all’estetista per la cura della tua bellezza, perché è ignorante e stregona (e te lo dimostriamo con servizi ed interviste), affidati, invece, al medico perché è scientifico, ti cura e non può sbagliare (e te lo dimostriamo perché il medico è nostro ospite ed è qui per spiegarti tutto).</p>
<p>Quindi, mentre l’estetista italiana è impegnata in cabina, dove passa oltre dieci ore al giorno, occupandosi del benessere di milioni di Italiani, c’è chi va su RAI UNO, parla male di lei e allo stesso tempo si fa pubblicità portando acqua al suo mulino.</p>
<p>L’ultimo è proprio il caso della dr.ssa Anadela Serra Visconti, che, come è noto, effettua trattamenti estetici. Ospite nella trasmissione di Rai Uno “A conti fatti” di venerdì 19 febbraio si è fatta prendere un pò la mano, probabilmente per attirare qualche cliente in più nel suo studio medico. Ha utilizzato il servizio pubblico della RAI, pagato con i soldi dei contribuenti, compresi quelli delle migliaia di estetiste, per fare cattiva informazione, per dire, cioè, che: <em>“Le creme oggi si prescrivono come si prescrive un farmaco”</em>!!! Quindi, l’informazione data, <strong>FALSA e LESIVA</strong>, su una <strong>Tv pubblica</strong>, è che i cosmetici li deve prescrivere il medico e vanno acquistati in farmacia.</p>
<p>Bella pubblicità gratuita per medici e farmacisti!! Alla faccia del comparto estetico fatto di centri estetici, spa e profumerie, che ogni giorno lavora con scienza e coscienza contribuendo al benessere dei cittadini e al PIL nazionale.</p>
<p>L’informazione della dr.ssa Visconti è falsa perché la Legge 4 gennaio 1990 n. 1, inquadra l’estetista come unico professionista specializzato in <strong>trattamenti estetici</strong> con <strong>tecnologie</strong> e <strong>cosmetici</strong>, questi ultimi regolamentati anche a livello europeo con il Regolamento n.1223/2009.</p>
<p>Per chi proprio non ha tempo o voglia di studiare le leggi e i regolamenti, basta leggere il vocabolario dove c’è scritto che: l’estetista è l’esperta nelle cure estetiche e nella cosmesi. (Devoto-Oli)</p>
<p>L’informazione della Dr.ssa è altresì <strong>lesiva</strong> perché <strong>induce i consumatori a non fidarsi di altra persona che non sia il medico</strong> per la scelta e l’acquisto dei prodotti cosmetici, perché viene a sapere che per comprare un cosmetico serve la ricetta medica e si deve acquistare solo in farmacia.</p>
<p>Che informazione è questa?</p>
<p>Questo è quello che è accaduto venerdì scorso nulla nota trasmissione “A conti fatti”, il programma che dovrebbe supportare i consumatori e suggerire soluzioni ai piccoli, grandi problemi delle famiglie e dovrebbe avere un occhio attento all’attualità e ai cambiamenti della società italiana.</p>
<p>Vediamo come si è sviluppata la trasmissione che ha avuto, invece, a nostro avviso, tutto un andamento denigratorio nei confronti delle estetiste.</p>
<p>Inizia la conduttrice Elisa Isoardi, presentando l’argomento, che poteva essere utile per il consumatore, se avessero esaminato i cosmetici “miracolosi” con l’aiuto di un cosmetologo e se avessero spiegato magari l’inci dei prodotti, le sue qualità ed eventualmente gli ingredienti di cui non fidarsi. Invece tutto si è basato su informazioni molto vaghe e offensive, sia verso chi vende prodotti cosmetici, ma anche verso chi li acquista.</p>
<p>Il programma inizia con l’uso abbondante di parole chiave molto precise e in sequenza come “Creme” – “Possibili Miracoli” – “Possibili imbrogli” – “I miracoli delle Creme”, e si sviluppa con un continuo ridicolizzare le creme e i trattamenti venduti nei centri estetici, nelle spa e nelle profumerie.</p>
<p>Emblematico è il servizio fatto da Domenico Marocchi, che sembra costruito ad hoc, per creare il format denigratorio. Marocchi sceglie ed intervista due centri estetici ed una profumeria non certo tra le eccellenze disponibili (ammesso, sempre, che siano reali). Probabilmente, però, al Marocchi, non serviano le eccellenze, servivano gli ultimi della classe, per intavolare l’argomento che di li a poco si sarebbe sviluppato.</p>
<p>Dopo aver predisposto i telespettatori in maniera negativa e diffidente verso le creme delle estetiste e delle profumerie e verso gli operatori addetti, ecco che arriva la ciliegina sulla torta: l’intervento della dott.ssa Anadela Serra Visconti “medico estetico”. Entra in gioco il medico, il camice bianco, il professionista di tutto rispetto, che invece di fare buona informazione, dice delle cose inaudite! la dott.ssa Anadela Serra Visconti sulla RAI dice che :“le creme oggi si prescrivono come si prescrive un farmaco – cioè tu vai dal medico e ti dice dopo un check up della pelle, qual è la crema che devi usare e sono tutte creme di farmacia, che hanno documentazione scientifica sui componenti, che sono state testate clinicamente e che sono ipoallergeniche” – la conduttrice Elisa Isoardi chiede alla dottoressa: “c’è la prescrizione anche per la crema?” – e la dott.ssa Anadela Serra Visconti risponde confermando: “c’è la prescrizione anche per la crema”!</p>
<p>Ecco fatto, bravo il medico, ha risolto tutto!</p>
<p>Ma a questo punto CONFESTETICA sta preparando un esposto al Consiglio dell’ordine dei Medici e sta valutando, con i propri legali se intraprendere una denuncia per concorrenza sleale.</p>
<p>L’associazione Confestetica è a conoscenza di numerosi atti di denigrazione contro l’estetista, che si perpetra da oltre 26 anni da parte dei MEDIA e delle P.A., e l’episodio di venerdi è un esempio eclatante di come ogni volta si debba scimmiottare, ridicolizzare e denigrare un intero comparto, come quello degli estetisti, fatto di migliaia di operatori che lavorano onestamente ogni giorno, che a loro volta offrono migliaia di posti di lavoro e contribuiscono all’economia del nostro paese.</p>
<p>La legge 4 gennaio 1990 n. 1 determina l&#8217;attività di estetista, che comprende tutte le prestazioni ed i trattamenti eseguiti sulla superficie del corpo umano il cui scopo esclusivo o prevalente sia quello di mantenerlo in perfette condizioni, di migliorarne e proteggerne l&#8217;aspetto estetico, modificandolo attraverso l&#8217;eliminazione o l&#8217;attenuazione degli inestetismi presenti. Tale attività può essere svolta con l&#8217;attuazione di tecniche manuali, con l&#8217;utilizzazione degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico, di cui all&#8217;elenco allegato alla presente legge, e con l&#8217;applicazione dei prodotti cosmetici definiti tali dalla legge 11 ottobre 1986, n. 713, oggi Regolamento del Parlamento Europeo n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici.</p>
<p>Il Regolamento sui cosmetici costituisce un testo unico, vincolante e direttamente applicabile in tutti gli Stati membri dell’Unione europea, e sostituisce la Direttiva CE n. 768/76, attuata in Italia dalla legge n. 713/1986.</p>
<p>La dott.ssa Anadela Serra Visconti, effettua trattamenti estetici in stretta concorrenza con l’estetista, lei stessa dichiara sul suo sito la sua filosofia: “un check-up completo, alimentazione equilibrata, cosmesi adatta alla propria pelle, attività fisica mirata” e non è certo una sprovveduta nella comunicazione, visto che sempre sul suo sito dice di essere: “Docente di un Master di Comunicazione Televisiva per Medici”.</p>
<p>Dall&#8217;86 collabora con la RAI come consulente scientifico di programmi di salute, bellezza e benessere.</p>
<p>Dal suo curriculum pubblicato online, si evince che la dott.ssa Visconti si è laureata in Medicina e Chirurgia presso l&#8217;Università degli Studi di Pisa e che dopo essersi laureata non ha conseguito nessuna specializzazione medica riconosciuta dalla legge italiana, anche se cita numerosi corsi di perfezionamento, nulla hanno a che vedere con la vera specializzazione medica specifica, così come per esempio la specializzazione in dermatologia o in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica ecc.</p>
<p>Da anni conduce una rubrica settimanale dedicata al benessere e alla medicina estetica su &#8220;Unomattina&#8221; e &#8220;Uno mattina Estate&#8221; (RAIUNO).</p>
<p>Nel corso degli anni, ha inoltre collaborato con numerose trasmissioni, tra le quali: &#8220;Più Sani, Più Belli&#8221; (RAIUNO),&#8221; Cominciamo Bene &#8221; (RAITRE), TG 2-Salute e Medicina 33 (RAIDUE), &#8220;Vivere Meglio&#8221; (Rete4).</p>
<p>Non è più accettabile che questa dr.ssa, così come altri, grazie alla loro posizione dominante fatta di autorevolezza e presenze televisive costanti, condizionino il mercato e le abitudini dei consumatori con false informazioni senza porle mai a confronto con i veri professionisti dell’estetica e del benessere, quali le estetiste.</p>
<p>60.000 estetiste italiane si sentono continuamente lese nella loro dignità professionale.</p>
<p>Non è giusto e non è onesto screditare la professione dell’estetista agli occhi di milioni di consumatori, che abitualmente frequentano i centri estetici, ricevendo ogni anno oltre 100.000.000 di trattamenti estetici efficaci e duraturi nel tempo.</p>
<p>Milioni di italiani hanno già scelto la propria estetista di fiducia da anni, in quanto vedono in essa la professionista più adatta a risolvere i problemi legati agli inestetismi, che non sono patologie e non hanno dunque bisogno del medico, così come le creme non sono medicinali e non hanno bisogno della prescrizione.</p>
<p>QUANDO, sui media, SI PARLA DI ESTETICA E BENESSERE CI DOVREBBE ESSERE LA PAR CONDICIO TRA PROFESSIONISTI DELLA STESSA MATERIA E, SOPRATTUTTO, NON SI dovrebbe mai favorire un comparto economico denigrandone un altro.</p>
<p>Giusto per essere precisi, vogliamo far notare che mentre L’ESTETISTA SVOLGE LA SUA ATTIVITA’ DI CURE ESTETICHE, PER LEGGE (4 gennaio 1990 n.1), la specializzazione in medicina estetica, in Italia non è riconosciuta dalla legge.</p>
<p>La RAI non può più permettere questo sbilanciamento nella comunicazione pubblica e ad ogni tema di benessere ed estetica, bisogna creare un confronto leale tra professionisti della bellezza, bilanciando le informazioni portate dal medico e quelle portate dall’estetista.</p>
<p>La RAI deve dare il diritto di rettifica a Confestetica, per pari tempo (16 minuti) in quanto si è stati lesi e offesi, con fatti non veri sulla “ prescrizione dei cosmetici da parte del medico”. Questa è una invenzione della dottoressa, contraria alla legge.</p>
<p>Al Direttore Generale della RAI Antonio Campo Dall&#8217;Orto gli si chiede in questa circostanza di tenere il comportamento del buon padre di famiglia e provvedere all’istante alla RETTIFICA di quanto detto nel programma citato, nonché alla verifica, al controllo, alla SORVEGLIANZA e alla gestione dei programmi televisivi futuri, affinchè al fianco di un medico che parla di bellezza sia sempre presente la figura di un’estetista professionista, quale figura riconosciuta per legge per l’esecuzione di trattamenti estetici con cosmetici e tecnologie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Aggiornamento</p>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="63r1k-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="63r1k-0-0">Lettera Inviata al Direttore Generale della RAI il giorno 22/02/2016 alle ore 18:34:46</div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="d8qs2-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="d8qs2-0-0"><span data-offset-key="d8qs2-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="4n56o-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="4n56o-0-0">Gent.mo Direttore Antonio Campo Dall&#8217;Orto,</div>
</div>
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<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="8l931-0-0"><span data-offset-key="8l931-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="8gc60-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="8gc60-0-0"><span data-offset-key="8gc60-0-0"><span data-text="true">Scrivo a lei in qualità di presidente Nazionale di Confestetica e le chiedo, un gentile riscontro su quanto accaduto su RAI UNO venerdì scorso.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="doo02-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="doo02-0-0"><span data-offset-key="doo02-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="9706j-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="9706j-0-0"><span data-offset-key="9706j-0-0"><span data-text="true">Sono certa che su questa vicenda, lei avrà il comportamento del buon padre di famiglia e soprattutto in futuro terrà più sotto controllo le trasmissioni che parleranno di estetica e benessere, perchè da troppo tempo sono in atto vere e proprie campagne denigratorie su interi comparti dell&#8217;economia italiana.</span></span></div>
</div>
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<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="br87n-0-0"><span data-offset-key="br87n-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="drfeo-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="drfeo-0-0"><span data-offset-key="drfeo-0-0"><span data-text="true">Stiamo facendo grande fatica a far comprendere che l&#8217;estetista del 2016 non è l&#8217;estetista che alcuni ricordano negli anni 90, l&#8217;estetista è una professionista e come tale va rispettata con tanta dignità.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="d4bpk-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="d4bpk-0-0"><span data-offset-key="d4bpk-0-0"><span data-text="true">L&#8217;estetista è una vera risorsa del nostro paese, che ogni anno effettua 100.000.000 di trattamenti estetici su diversi milioni di cittadini, offrendo servizi di grande valore sociale.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="dmbjn-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="dmbjn-0-0"><span data-offset-key="dmbjn-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="82bfo-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="82bfo-0-0"><span data-offset-key="82bfo-0-0"><span data-text="true">Le chiediamo di tenere sotto controllo e di sorvegliare la gestione dei programmi televisivi futuri, affinché non si debbano mai più verificare situazioni di questo tipo.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="18s51-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="18s51-0-0"><span data-offset-key="18s51-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="b8tuk-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="b8tuk-0-0"><span data-offset-key="b8tuk-0-0"><span data-text="true">Non chiediamo nemmeno la rettifica, perchè tanto non servirebbe a riparare il danno già fatto e perchè sappiamo che il problema è culturale, quindi le chiedo gentilmente di considerare l&#8217;estetista, come una vera risorsa del nostro paese, così come già lo fanno milioni di italiani.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="av50i-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="av50i-0-0"><span data-offset-key="av50i-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="2uec3-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="2uec3-0-0"><span data-offset-key="2uec3-0-0"><span data-text="true">Non chiederemo danni alla RAI, perchè abbiamo troppo rispetto per questa istituzione, chiediamo però di far capire agli autori, ai giornalisti e altri che conducono le vostre trasmissioni, che non è onesto e tanto meno etico, denigrare una categoria per favorirne un&#8217;altra.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="4fvh5-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="4fvh5-0-0"><span data-offset-key="4fvh5-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="f08g6-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="f08g6-0-0"><span data-offset-key="f08g6-0-0"><span data-text="true">CHIEDIAMO SOLO RISPETTO!</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="5pjnm-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="5pjnm-0-0"><span data-offset-key="5pjnm-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="1d53i-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="1d53i-0-0"><span data-offset-key="1d53i-0-0"><span data-text="true">Ci seguono quasi 20.000 persone e non può immaginare il caos dopo la trasmissione e per questo abbiamo pubblicato un comunicato stampa che le riporto qui di seguito:</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="6rrhn-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="6rrhn-0-0"><span data-offset-key="6rrhn-0-0"><span data-text="true">“Medico Estetico” DENIGRA la professione dell’estetista su RAI UNO con false informazioni: «le creme oggi si prescrivono come si prescrive un farmaco»</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="1ui03-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="1ui03-0-0"><span data-offset-key="1ui03-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="49h8i-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="49h8i-0-0"><span data-offset-key="49h8i-0-0"><span data-text="true">Cordialmente</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="f6g99-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="f6g99-0-0"><span data-offset-key="f6g99-0-0"><span data-text="true">Dott.ssa Angelica Pippo </span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="3c2tj-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="3c2tj-0-0"><span data-offset-key="3c2tj-0-0"><span data-text="true">Presidente Nazionale Confestetica</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="co2mm-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="co2mm-0-0"><span data-offset-key="co2mm-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="26bp0-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="26bp0-0-0"><span data-offset-key="26bp0-0-0"><span data-text="true">INVIATA VIA PEC &#8211; raispa@postacertificata.rai.it &#8211;</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="48jv0-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="48jv0-0-0"><span data-offset-key="48jv0-0-0"><span data-text="true">Il giorno 22/02/2016 alle ore 18:34:46</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="b0002-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="b0002-0-0"><span data-offset-key="b0002-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-offset-key="annt4-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="annt4-0-0"></div>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Un decreto attuativo tenta di togliere dalle mani dell&#8217;estetista gli attrezzi di lavoro per la pedicure e le tecnologie che utilizza da 26 anni per legge</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2016 00:42:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
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	Ci risiamo, dal 12 gennaio 2016 è entrato in vigore un altro decreto, il 206/2015, identico al precedente il 110/2011 già annullato con Sentenza del Consiglio di Stato passata in giudicato. Con questo decreto interministeriale, che non può assolutamente modificare la legge 4 gennaio 1990 n. 1, stanno tentando di togliere dalle mani dell&#8217;estetista gli [&#8230;]]]></description>
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	</div>
	<p style="text-align: center;"></p>
<p><b style="line-height: 1.5em;">Ci risiamo, dal 12 gennaio 2016</b><span style="line-height: 1.5em;"> è entrato in vigore un altro decreto, il 206/2015, identico al precedente il 110/2011 già annullato con Sentenza del Consiglio di Stato passata in giudicato.</span></p>
<p>Con questo decreto interministeriale, che non può assolutamente modificare la legge 4 gennaio 1990 n. 1, stanno tentando di togliere dalle mani dell&#8217;estetista gli attrezzi di lavoro per la pedicure e le tecnologie, che ha sempre utilizzato da oltre 26 anni per legge.</p>
<p>In buona sostanza, con questo decreto vorrebbero determinare quali trattamenti dovrebbe fare l&#8217;estetista, dimenticandosi che quello che può fare l&#8217;estetista lo dice l&#8217;articolo uno ( 1 ) della legge 4 gennaio 1990 n. 1.</p>
<p><b>Sembrerebbe un vero e proprio accanimento</b> contro le estetiste, un vero atto di denigrazione conclamata da anni, contro un’intera categoria di professioniste, che è costituita da donne per il 99%.</p>
<p><b>Nel 2014 il funzionario del Ministero</b> dello Sviluppo Economico, ing. Vincenzo Correggia, <i>deus ex machina </i>nonché regista del primo decreto 110/2011, oggi annullato, porta a casa una clamorosa sconfitta, che evidentemente ha mal digerito.</p>
<p><span style="line-height: 1.5em;">L’ing. Correggia Vincenzo non è l’unico regista a non saper accettare le sconfitte. Difatti, sopra di lui c’è un altro regista di questi decreti ed è il direttore del Ministero Gianfrancesco Vecchio, che incuranti del giudicato del Consiglio di Stato, che dice di rimuovere i limiti ingiustificati sulle apparecchiature dell’estetista, ripropongono il decreto 206/2015 entrato in vigore il 12 gennaio 2016 che è identico al precedente decreto 110/2011, già annullato, ed in barba alla sentenza, ripropongono gli stessi limiti presenti anche nel decreto precedentemente annullato.</span></p>
<p>Si rimane alquanto sconcertati soprattutto dal comportamento dei due registi, i funzionari del Ministero, che sembra che evidenzino un risentimento personale per essere stati sconfitti da Confestetica, che ha ottenuto l’annullamento del loro decreto con Sentenza del Consiglio di Stato.</p>
<p>Questo risentimento dei due funzionari del Ministero è stato evidenziato anche sul tavolo tecnico negli anni passati e sinceramente ci meraviglia come due funzionari della pubblica amministrazione fingano di non conoscere il combinato disposto degli art. 3 e 97 della Costituzione, ovvero il preciso obbligo per la pubblica amministrazione di svolgere la propria attività nel pieno rispetto della giustizia, evitando ogni discriminazione e arbitrio nell’attuazione dell’interesse pubblico.</p>
<p>Questi due funzionari del Ministero hanno delle responsabilità molto grandi, visto che sono dipendenti pagati con soldi pubblici e che in 5 anni hanno dimostrato di aver prodotto due decreti fallimentari, visto che il primo è stato già annullato e per il secondo sarà richiesto l’annullamento al TAR.</p>
<p>Non è certo il compito di Confestetica indagare come mai ci sia tutto questo interesse da parte di questi due funzionari del Ministero sui trattamenti estetici, molto probabilmente non saranno nemmeno i soli. Di certo sappiamo che imponendo limiti ingiustificati sulle tecnologie in uso da 26 anni all’estetista e togliendole i ferri del mestiere che ha sempre utilizzato, come ad esempio le sgorbie per effettuare anche una semplice pedicure, con motivazioni inesistenti, si crea un gravissimo danno a tutto il comparto delle estetiste e questo inevitabilmente favorirebbe i concorrenti diretti dell’estetista.</p>
<p>Ricordiamo che quello dell’estetica è un mercato molto florido e ambito da molte categorie professionali, soprattutto sono ambiti i milioni di clienti che ogni anno si rivolgono all’estetista per effettuare dei trattamenti estetici.  Ogni anno, infatti, l’estetista effettua oltre cento milioni (100.000.000) di trattamenti estetici, in totale sicurezza. Non è che questo pacchetto clienti, fa gola a qualcuno che attraverso sistemi da vecchia repubblica, cerca di far fuori l’estetista?</p>
<p><a href="https://www.produzionidalbasso.com/projects/9569/support" target="_blank">Stiamo chiedendo l&#8217;annullamento di questo decreto al TAR, ci serve anche un tuo piccolo o grande contributo clicca qui &gt;&gt; </a></p>
<p><span style="line-height: 1.5em;">Vediamo nel dettaglio come è nata la figura professionale dell’estetista.</span></p>
<p>Tutto ebbe inizio quando in Italia per la prima volta nel mondo veniva riconosciuta per legge, la L.1/1990, la figura dell’<b>estetista professionale </b></p>
<blockquote><p><span style="color: #808080;"><i>“L&#8217;attività di estetista comprende tutte le prestazioni ed i trattamenti eseguiti sulla superficie del corpo umano il cui scopo esclusivo o prevalente sia quello di mantenerlo in perfette condizioni, di migliorarne e proteggerne l&#8217;aspetto estetico, modificandolo attraverso l&#8217;eliminazione o l&#8217;attenuazione degli inestetismi presenti. <span style="text-decoration: underline;"><strong>Tale attività <span style="color: #000000; text-decoration: underline;">può</span> essere svolta con l&#8217;attuazione di tecniche manuali, con l&#8217;utilizzazione degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico</strong></span>, di cui all&#8217;elenco allegato alla presente legge, e con l&#8217;applicazione dei prodotti cosmetici definiti tali dalla legge 11 ottobre 1986, n. 713. Sono escluse dall&#8217;attività di estetista le prestazioni dirette in linea specifica ed esclusiva a finalità di carattere terapeutico.”</i></span></p></blockquote>
<p>La legge del 1990 che regolamenta l’attività di estetista, attraverso un elenco allegato alla legge stessa, determina cosa può essere utilizzato dall’estetista e precisamente: “… <i><strong>tale attività può essere svolta … con l&#8217;utilizzazione degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico</strong></i>” quindi la legge dice quali apparecchi può utilizzare l’estetista.</p>
<p>Per la prima volta, dopo 20 anni e non dopo centoventi giorni come dice la legge, i Ministeri hanno emanato un elenco di apparecchiature, quasi identico a quello del 1990 facendo credere che tutto ciò che non è in quell’elenco non possa essere utilizzato dall’estetista. La legge, però, non dice questo, la legge dice esattamente il contrario e precisamente dice: “<strong>di aggiornare l’elenco degli apparecchi tenuto conto dell&#8217;evoluzione tecnologica del settore</strong>”. E non di mettere limiti ingiustificati, cosa che tra l’altro la sentenza del Consiglio di Stato del 2014 ha fermamente ribadito.</p>
<p>Per capire meglio questa vicenda è doveroso contestualizzare il contenuto della legge dell’estetista nel tempo, ovvero andare indietro di 26 anni, al 4 gennaio 1990 e capire bene quale scenario c’era nel campo delle apparecchiature in quel momento.</p>
<blockquote><p><span style="color: #808080;"><em>Nel 1990 non esisteva la marcatura CE sui prodotti. Solo tre anni dopo, nel 1993 fu introdotta con la Decisione 93/465/CEE del Consiglio. Sempre tre anni dopo la direttiva 93/42/CEE individuava il dispositivo medico come uno strumento utilizzato in medicina per finalità diagnostiche e/o terapeutiche entrata in vigore in Italia con decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 46.</em></span></p></blockquote>
<p>Quindi, il legislatore, nel 1990 ha predisposto un elenco di apparecchi estetici, statuendo <strong>cosa può usare l’estetista</strong> <span style="text-decoration: underline;">e non cosa non può usare</span>. <span style="text-decoration: underline;"><em>Il legislatore, con lungimiranza, si è perfino preoccupato dell’evoluzione tecnologica del settore, raccomandando i ministeri di tenerne sempre conto, insieme alla formazione degli operatori.</em></span></p>
<p>Una legge come quella del 1990 ha permesso l’evoluzione ed il progresso del settore estetico in un modo senza pari, fino ai giorni nostri, o almeno fino all’avvento dei famosi decreti (quello del 2011 superato con sentenza del Consiglio di Stato e quello recente del 2016 al quale ci stiamo opponendo) che, invece, ne hanno bloccato la crescita e lo sviluppo, riportando il settore indietro di 20 anni.</p>
<p>Alla luce di questi fatti, i ministeri dovrebbero comprendere che il decreto, così come concepito oggi, rispetto alla legge del 1990, risulta essere anacronistico ed inutile perché fin <strong>dal 1993 l’estetista utilizza già apparecchiature estetiche, diverse dal dispositivo medico, sicure</strong> <span style="text-decoration: underline;">perché chi le fabbrica prima di immetterle sul mercato deve certificarne la conformità e la sicurezza secondo le normative CE.</span></p>
<blockquote><p><strong>L’estetista è una figura professionale per la quale la legge ha previsto già nel 1990, con l’art.1, cosa può fare e cosa non può fare. Il decreto interministeriale, non è una legge, è solo l’attuazione di una legge, e nel nostro caso di specie, il decreto doveva servire per attuare l’art. 10 della L.1/90, ovvero determinare le caratteristiche tecnico-dinamiche delle apparecchiature.</strong></p>
<p><strong>Invece, con questo decreto, i ministeri stanno tentando di includere o di escludere o di limitare le potenze di apparecchiature che l’estetista da 26 anni può utilizzare proprio in forza dell’art 1 della stessa legge 1/90.  Quindi, i Ministeri, invece di preoccuparsi di fare un decreto di attuazione dell’articolo 10, così come la legge stessa chiede, si stanno preoccupando di fare un decreto che stabilisca limiti per l’estetista quando fino ad oggi proprio la legge le ha permesso, per 26 anni, di lavorare, di crescere e di progredire sempre in piena sicurezza e sempre nel pieno rispetto della legge.</strong></p></blockquote>
<p>Per questi motivi, possiamo dedurre che il problema della sicurezza sulle apparecchiature estetiche, sia stato strumentalizzato, probabilmente, per favorire qualche altra categoria rispetto a quella delle estetiste. A dimostrazione di ciò risulta esemplare la pronuncia del Consiglio di Stato che ha annullato il decreto in quanto non ritiene giustificati i limiti imposti alle apparecchiature, anche perché il Ministero della Salute non ha fornito studi scientifici atti a dimostrare l’ipotetica pericolosità delle stesse. A seguito di tale sentenza il Consiglio Superiore di Sanità, nel 2015, ha espresso un ulteriore parere sulle apparecchiature delle estetiste, dove, però, ancora una volta, non è stato in grado di apportare studi scientifici a dimostrazione della tesi di pericolosità delle apparecchiature estetiche che l’estetista non dovrebbe utilizzare solo in via precauzionale.</p>
<p>Quindi, il CSS prima dice che le apparecchiature sono pericolose, poi non è in grado di dimostrarlo, e per finire, ritiene, per tagliare la testa al toro, che sia meglio togliere le apparecchiature all’estetista, giusto così in via precauzionale.</p>
<p>E’ giusto tutto questo?</p>
<p><a href="https://www.produzionidalbasso.com/projects/9569/support" target="_blank">Stiamo chiedendo l&#8217;annullamento di questo decreto al TAR, ci serve anche un tuo piccolo o grande contributo clicca qui &gt;&gt; </a></p>
<p><iframe style="width: 219px; height: 365px;" src="http://www.produzionidalbasso.com/projects/9569/widget" height="240" width="320"></iframe></p>]]></content:encoded>
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		<title>Confestetica a Federfarma &#8220;Anche gli estetisti esigono rispetto&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2015 23:36:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4962/confestetica-a-federfarma-anche-gli-estetisti-esigono-rispetto/"><img title="Pulzia-del-viso-estetista-a-rimini (1)" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2015/11/Pulzia-del-viso-estetista-a-rimini-1.png" alt="Confestetica a Federfarma &#8220;Anche gli estetisti esigono rispetto&#8221;" width="200" height="134" /></a>
	</div>
	Confestetica, quale rappresentante della categoria degli estetisti, non può restare indifferente dinanzi alla scesa in campo di Federfarma, che accusa un’estetista di aver pubblicato sulla sua pagina facebook informazioni, secondo suo dire, gravemente lesive dell&#8217;immagine dell&#8217;intera categoria dei farmacisti. Questi i fatti: Alcuni giorni fa un’estetista ha pubblicato sulla pagina facebook del proprio centro estetico un post [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4962/confestetica-a-federfarma-anche-gli-estetisti-esigono-rispetto/"><img title="Pulzia-del-viso-estetista-a-rimini (1)" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2015/11/Pulzia-del-viso-estetista-a-rimini-1.png" alt="Confestetica a Federfarma &#8220;Anche gli estetisti esigono rispetto&#8221;" width="200" height="134" /></a>
	</div>
	<p>Confestetica, quale rappresentante della categoria degli estetisti, non può restare indifferente dinanzi alla scesa in campo di Federfarma, che accusa un’estetista di aver pubblicato sulla sua pagina facebook informazioni, secondo suo dire, gravemente lesive dell&#8217;immagine dell&#8217;intera categoria dei farmacisti.</p>
<p>Questi i fatti:</p>
<blockquote><p>Alcuni giorni fa un’estetista ha pubblicato sulla pagina facebook del proprio centro estetico un post dove, rivolgendosi ad una cliente, pone queste domande:<br />
Il tuo farmacista è uno specialista della pelle?<br />
Il tuo farmacista ti fa una consulenza approfondita prima di consigliarti prodotti?</p>
<p>Il tuo farmacista ti guarda senza trucco?</p>
<p>Il tuo farmacista tocca la tua pelle?</p>
<p>Il tuo farmacista ti fa domande mirate sulle tue abitudini?</p>
<p>In farmacia chi ti ha venduto i prodotti è realmente un farmacista o è un commesso/a qualunque?</p>
<p>Federfarma Roma, attraverso il suo avvocato, invia una diffida all’ estetista in questione e le intima:</p>
<p>&#8211; di eliminare i messaggi sopra evidenziati</p>
<p>&#8211; di non pubblicare ulteriori messaggi dello stesso tenore che ledano il decoro professionale del farmacista</p>
<p>-di rispettare la professione del farmacista allo stesso modo con il quale detta categoria rispetta le altre professioni sanitarie e le altre arti ausiliarie della sanità, avendo quale unico obiettivo l’interesse della collettività e della salute pubblica.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Confestetica, in rappresentanza della categoria degli estetisti, risponde a Federfarma chiarendo i seguenti punti:</p>
<p>Il termine farmacia deriva dal greco “farmacon” = medicamento ed è il luogo deputato alla distribuzione dei medicinali, per mano di un esperto, il farmacista, che, avendo un’ampia formazione e conoscenza delle caratteristiche dei farmaci, ne consiglia ai pazienti un uso corretto, la giusta posologia e gli effetti collaterali al fine di tutelare la loro salute.</p>
<p>Risulta immediatamente chiaro che le domande poste dall’estetista non risultano assolutamente lesive della figura professionale del farmacista in quanto non pertinenti alla stessa poichè l’argomentazione trattata dall’estetista riguarda il mondo dei cosmetici e non dei farmaci.</p>
<p>Dire che il farmacista non sia l’esperto della pelle, né il consigliere più adatto del cosmetico, non è una bugia, né una falsità, poiché realmente non è questa la figura del farmacista. Che poi anche il farmacista si occupi di cosmetici e di estetica è semplicemente un valore aggiunto ed accessorio alla sua attività primaria che è quella di erogare farmaci.</p>
<p>Il farmacista, senza dubbio, per gli studi che ha conseguito è l’esperto dei farmaci e l’addetto alla vendita degli stessi, ma non è lo specialista della pelle, tantomeno degli inestetismi. In Italia le uniche due figure professionali riconosciute come specialisti della pelle, sono il dermatologo, per la pelle e le sue patologie, e l’estetista, per la pelle ed i suoi inestetismi. L’estetista, per gli studi effettuati, per il diploma conseguito e per gli aggiornamenti continui a cui si sottopone, è riconosciuta, dallo Stato e dai consumatori (lo dimostrano gli oltre 100 milioni di trattamenti estetici eseguiti ogni anno) come lo specialista della pelle, dei suoi inestetismi e dei cosmetici. Dunque, un farmacista, se pur laureato in farmacia, non è un estetista, e per questo non può e non deve fare trattamenti estetici in farmacia, se non in presenza di un’estetista nominata direttrice tecnica, così come prevede la legge.</p>
<p>Vien da sé che le domande rivolte dall’estetista, nella sua pagina facebook, siano più che legittime, a nostro parere, e che l’atto di diffida di Federfarma risulterebbe essere più un atto di prepotenza e di prevaricazione, rivolto a limitare la libertà di espressione.</p>
<p>Quanto al rispetto verso le categorie professionali sanitarie, Confestetica conviene con quanto asserisce Federfarma, ma allo stesso tempo ammonisce la stessa e tutti i suoi associati ad avere altrettanto rispetto per la categoria professionale degli estetisti, perché in una società che si possa considerare civile e democratica, ruoli e professioni vanno rispettati tutti in uguale misura perché tutti di pari dignità.</p>]]></content:encoded>
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		<title>In Italia sono diventati tutti produttori di laser… ma è proprio così?</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2015 17:05:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[depilazione laser]]></category>
		<category><![CDATA[diodo]]></category>
		<category><![CDATA[estetista laser]]></category>
		<category><![CDATA[laser]]></category>
		<category><![CDATA[luce pulsata]]></category>

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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4940/in-italia-sono-diventati-tutti-produttori-di-laser-ma-e-proprio-cosi/"><img title="In Italia sono diventati tutti produttori di laser_ma è proprio così__" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2015/02/In-Italia-sono-diventati-tutti-produttori-di-laser_ma-è-proprio-così__.jpg" alt="In Italia sono diventati tutti produttori di laser… ma è proprio così?" width="200" height="133" /></a>
	</div>
	Da un paio di anni l&#8217;Italia sembra diventata la patria dei produttori di Laser a Diodo per Epilazione! Ma è possibile che aziende di portata internazionale, (El.En, DEKA, Lumenis, Asclepion, Palomar), che molto difficilmente si propongono nei nostri centri estetici, ma presenti sui mercati più evoluti del mondo abbiano impiegato anni a sviluppare le proprie tecnologie [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4940/in-italia-sono-diventati-tutti-produttori-di-laser-ma-e-proprio-cosi/"><img title="In Italia sono diventati tutti produttori di laser_ma è proprio così__" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2015/02/In-Italia-sono-diventati-tutti-produttori-di-laser_ma-è-proprio-così__.jpg" alt="In Italia sono diventati tutti produttori di laser… ma è proprio così?" width="200" height="133" /></a>
	</div>
	<p>Da un paio di anni l&#8217;Italia sembra diventata la patria dei produttori di Laser a Diodo per Epilazione!</p>
<p>Ma è possibile che aziende di portata internazionale, (El.En, DEKA, Lumenis, Asclepion, Palomar), che molto difficilmente si propongono nei nostri centri estetici, ma presenti sui mercati più evoluti del mondo abbiano impiegato anni a sviluppare le proprie tecnologie di punta per l&#8217;epilazione laser e invece decine e decine di pseudo produttori italiani in poche settimane siano stati in grado di lanciare sul mercato Diodi Laser?</p>
<p>Questi pseudo produttori sono più intelligenti degli altri?</p>
<p>Dove hanno reperito trent&#8217;anni di know-how in poche settimane?</p>
<p>Come è possibile che tali aziende pseudo produttrici, siano state in grado di progettare l&#8217;elettronica, sviluppare il software, ingegnerizzare un sistema complesso fatto di mille segreti: dalla capacità di dimensionare correttamente il sistema di raffreddamento del laser e della pelle, alla difficile gestione delle lunghezze dell&#8217;impulso (il parametro più importante per l&#8217;efficacia e la sicurezza dell&#8217;apparecchiatura laser)?</p>
<p>La spiegazione è sotto gli occhi di tutti: basta andare su “alibaba.com” e cercare &#8220;diodo laser per epilazione&#8221; !!!</p>
<p>Così si troveranno centinaia di offerte cinesi e non solo, a poche migliaia di euro: apparecchiature che vengono importate in Italia e spesso spacciate per laser di produzione italiana o tedesca!</p>
<p>Ci siamo resi conto, che confrontando alcune immagini di apparecchiature laser al diodo presenti sul l’e-commerce Alibaba, risulterebbero essere le stesse proposte sul mercato italiano da alcune pseudo aziende produttrici di laser, proprio nei nostri centri estetici.</p>
<p>Purtroppo l&#8217;Italia non ha una legislazione che tuteli la sicurezza delle apparecchiature per l&#8217;estetica, pertanto, gli estetisti e centri estetici vengono continuamente abbindolati da offerte al limite della legalità.</p>
<p>Chiunque può importare un&#8217;apparecchiatura laser dalla Cina o da qualsiasi altro paese, e con una AUTOCERTIFICAZIONE che si chiama &#8220;Dichiarazione di Conformità&#8221; può spacciarla per apparecchiatura di PROPRIA PRODUZIONE &#8212;-&gt; QUESTA è UNA PESSIMA NOTIZIA, VERO ?</p>
<p>Confestetica ricorda sempre di scegliere con cura e dovuta attenzione i propri fornitori, così come il cliente sceglie con cura il proprio centro estetico.</p>
<p>Quando si deve acquistare un’apparecchiatura, è bene documentarsi e fare in modo che sia l’estetista a scegliere, tra i migliori fornitori presenti sul mercato, e non a farsi scegliere dal primo che capita.</p>]]></content:encoded>
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		<title>CNA &#8211; CONFARTIGIANATO &#8211; FAPIB, vorrebbero l’estetista stile anni 90, Confestetica non ci sta</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Dec 2014 19:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4917/cna-confartigianato-fapib-vorrebbero-lestetista-stile-anni-90-confestetica-non-ci-sta/"><img title="le macchine DI fapib" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2014/12/appleii-system.jpg" alt="CNA &#8211; CONFARTIGIANATO &#8211; FAPIB, vorrebbero l’estetista stile anni 90, Confestetica non ci sta" width="200" height="177" /></a>
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	Siamo a Roma e domani 15 dicembre, andremo al Ministero dello Sviluppo Economico per la riunione del tavolo tecnico relativo agli apparecchi elettromeccanici utilizzati per l’attività di estetista, per informazioni inerenti la modifica del decreto 110/2011 a seguito della Sentenza di annullamento emanata dal Consiglio di Stato in data 18 febbraio scorso. Questo tavolo tecnico [&#8230;]]]></description>
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	<p><a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2014/12/SEDE-EURACOM_.pdf"><br />
</a>Siamo a Roma e domani 15 dicembre, andremo al Ministero dello Sviluppo Economico per la riunione del tavolo tecnico relativo agli apparecchi elettromeccanici utilizzati per l’attività di estetista, per informazioni inerenti la modifica del decreto 110/2011 a seguito della Sentenza di annullamento emanata dal Consiglio di Stato in data 18 febbraio scorso.</p>
<p>Questo tavolo tecnico è nato nel 2011, subito dopo l’emanazione del decreto 110/2011 e avrebbe avuto il compito di inserire nell’elenco le nuove tecnologie che mano a mano si andavano producendo per l’estetista.</p>
<p>Funzione nobile e importante, se solo si fosse fatto qualcosa.</p>
<p>Ma in tre anni, in questo tavolo non solo non si sono aggiunte nuove tecnologie, seppur presenti sul mercato, ma siamo andati sempre più indietro, fino ad imporre limiti a macchinari che l&#8217;estetista utilizza sin dagli anni 90 per legge (1/90)</p>
<p>Confestetica,  stanca dell’inconcludenza, dei limiti imposti sulle apparecchiature già in uso dall&#8217;estetista dagli anni 90 e della lentezza dei lavori  ha deciso di intervenire per annullare completamente il Decreto 110/2011.</p>
<p>Finalmente, nel febbraio 2014, è stata emessa la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato il decreto.</p>
<p>Anni sprecati, che si sarebbero potuti dedicare alla crescita del settore, e li abbiamo passati, invece, a discutere su schede antiquate, create per mantenere un settore antiquato.</p>
<p>Ma chi ha contribuito a preparare queste schede antiquate e con tutti questi limiti?</p>
<p>Giorgio D’Emilio e pochi altri!</p>
<p>Ma chi è Giorgio D’Emilio?</p>
<p>Giorgio D’Emilio è il Presidente della FABIB (Associazione Nazionale Fornitori Attrezzature per Acconciatori ed Istituti di Bellezza), nonché proprietario di Euracom un’azienda che produce apparecchiature per estetista dal 1958.</p>
<p>Confestetica, da molti anni, si pone alcune domande: come mai Giorgio D’Emilio è rimasto così legato all&#8217;estetista del 1990 e non considera né vuole conoscere l’estetista del 2014?</p>
<p>Come mai non vuole accettare il fatto che la tecnologia, in questi 24 anni, quasi 25, sia andata avanti e che l’estetista sia cresciuta con essa e con i tempi?</p>
<p>Come mai la maggior parte degli iscritti FAPIB non la pensano come il suo presidente?</p>
<p>Oggi alla vigilia del 2015, chi è FAPIB e da chi è rappresentata?</p>
<p>È giusto che il Ministero dello Sviluppo Economico, ancora oggi, abbia come referente per la produzione di tecnologie estetiche Giorgio D’Emilio? [<a title="LE MACCHINE CHE PRODUCE IL PRESIDENTE FAPIB" href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2014/12/le-macchine-del-futuro.pdf" target="_blank">Vedi cosa produce</a>]</p>
<p>Domani al tavolo tecnico ci sarà proprio lui, Giorgio D’Emilio che dice di rappresentare le imprese di produzione di tecnologie estetiche.</p>
<p>Ma è davvero così rappresentativo?</p>
<p>Da domani cominceremo un’altra battaglia, come sempre negli ultimi 7 anni, perché lui, sosterrà che l’estetista non è in grado di utilizzare macchinari tecnologicamente avanzati, (parole sue).</p>
<p>E’ chiaro, l’estetista non può usare macchinari più innovativi perché deve usare e comprare le macchine antiquate a scapito di chi produce tecnologie estetiche molto sofisticate, al passo con i tempi e di grande evoluzione tecnologica e che da anni vendono in oltre 54 paesi nel mondo.</p>
<p>Confestetica ha individuato diverse aziende ad alto valore tecnologico estetico, che purtroppo però, non hanno interesse nel mercato italiano, proprio per colpa del decreto che con tutti i limiti che ha impostato sulle apparecchiature, ne ha limitato anche gli acquisti da parte dell’estetista.</p>
<p>Allora un altro dubbio sorge spontaneo: non è che Giorgio D’Emilio, insieme a pochi altri, alimenti il sottosviluppo degli estetisti, per spianarsi la strada sul mercato italiano con le sue tecnologie stile anni 90?</p>
<p>Giorgio D’Emilio è liberissimo di produrre quello che vuole, ma non è altrettanto libero di condizionare gli estetisti d’Italia!</p>
<p>Il cambiamento è sempre duro da accettare, soprattutto per uno come Giorgio D’Emilio, che crede di essere rappresentativo per le nuove tecnologie, quando tutti sappiamo che dal 1990 ad oggi, produce sempre le stesse apparecchiature.</p>
<p>Questo signore ultra ottantenne, sostiene che l’estetista non dovrebbe utilizzare né laser, né luce pulsata, né pressoterapia, perché non è in grado!</p>
<p><strong>Matteo Renzi ha SEMPRE RAGIONE quando dice che chi non è in grado di seguire il progresso, va ROTTAMATO</strong>.</p>
<p>Così come i Sindacati, che ormai, non rappresentano più nessuno e vanno in giro per i Tavoli a fare contratti a manipolare l’evoluzione e bloccare il mondo del lavoro.</p>
<p>Così come Confartigianato e CNA  che pensano di andare avanti mantenendo i piedi nel passato.</p>
<p>Una sondaggio di pochi mesi fa, fatto sui centri estetici, ormai pochi, iscritti a CNA e CONFARTIGIANATO, su 1500 persone intervistate il 99% a risposto così alla domanda</p>
<blockquote><p><strong>“perché è iscritto a CNA o a Confartigianato”? </strong></p>
<p>mi sono iscritto all&#8217;associazione artigiana per farmi tenere la contabilità</p>
<p>mi sono iscritto all&#8217;associazione artigiana per farmi elaborare le buste paga per le mie dipendenti</p>
<p>mi sono iscritto all&#8217;associazione artigiana perché ho fatto un corso sulla sicurezza sul lavoro</p>
<p>mi sono iscritto all&#8217;associazione artigiana perché ho chiesto un finanziamento con la cooperativa di garanzia</p>
<p>mi sono iscritto all&#8217;associazione artigiana perché risparmio sulla polizza assicurativa</p></blockquote>
<p><strong>Nessuno ha detto che si è iscritto per farsi rappresentare!!! </strong></p>
<p>E domani anche questi, CNA e CONFARTIGIANATO, siederanno al tavolo e anche loro faranno ostruzionismo, come sempre, all&#8217;evoluzione del settore perché anche loro adorano un’estetista stile anni 90 con apparecchiature del 1990.</p>
<p>Per CNA c’è una presidente di nome Brigida Stomaci.</p>
<p>Il suo unico scopo, in questi anni, è stato quello di cercare di inserire nelle schede tecniche il macchinario per la dermopigmentazione, perché lei si occupa di trucco semipermanente e ci vuol far credere che gli estetisti si occupano di questo.</p>
<p>Può anche andar bene, ma l’estetista non si occupa solo di trucco semipermanente.</p>
<p>Siamo sicuri che Brigida Stomaci e CNA possano rappresentare gli estetisti?</p>
<p>Gli estetisti sanno cosa dice Brigida Stomaci su quel tavolo tecnico, in &#8220;rappresentanza di una categoria intera&#8221;?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Siamo sicuri che gli estetisti e soprattutto i MILIONI di consumatori, vogliano questo?</p>
<p>E’ giunto il momento che le cose cambino ed è giunto il momento che tante cose si sappiano.</p>
<p>Anche il Ministero deve sapere chi non è rappresentativo per gli estetisti!</p>
<blockquote><p><strong>La domanda che facciamo a CNA – CONFARTIGIANATO e FAPIB è questa: </strong></p>
<p><strong>è giusto influenzare i dirigenti del Ministero dello Sviluppo Economico, arrogandovi il diritto di rappresentare un’estetista (STILE ANNI 90) che oggi non esiste più sul mercato, perché l’estetista di oggi è una professionista del 2015? </strong></p>
<p><strong>Ed è giusto che sulla base di questo anacronismo decidiate con un decreto del suo lavoro, della sua professione, del suo sviluppo, della sua vita, del suo futuro e di milioni di consumatori? </strong></p></blockquote>
<p>Anche la formazione e l’aggiornamento, inoltre, si dovrebbero fare presso istituti che possiedano le stesse tecnologie che poi si trovano in un centro estetico.</p>
<p>Ed oggi non è così, l’aggiornamento continuo per l’estetista non esiste e gli enti di formazione (prevalentemente in mano a CNA e CONFARTIGIANATO) non hanno alcuna tecnologia evoluta.</p>
<p>Però… continuano a prendere finanziamenti per corsi inutili!</p>
<p>Le associazioni con la scusa di rappresentare una categoria, rappresentano se stessi e pochi intimi e la cosa più vergognosa è che tutti sanno e nessuno parla.</p>
<p>Questo era quanto ci sembrava doveroso dirvi alla vigilia di un nuovo inizio lavori al tavolo tecnico e vi terremo costantemente aggiornati sulle evoluzioni.</p>
<p>Ora sapete anche perché tutti sono contro Confestetica!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>23 dicembre alle ore 14.37<br />
<strong>La Replica di Giorgio d’Emilio:</strong></p>
<p>Sono rimasto sorpreso, se non allibito, dell’attacco personale di Confestetica contro il mio operato al Tavolo Tecnico del Ministero dello Sviluppo Economico in qualità di Presidente della FAPIB, associazione che riunisce molte aziende fornitrici di apparecchiature per gli istituti di bellezza.</p>
<p>La FAPIB è impegnata dal 1972 a perseguire una regolamentazione dell’attività delle estetiste in Italia ed ora anche in Europa.</p>
<p>Dal 1990 abbiamo partecipato a tutte le riunioni presso il MISE – Ministero dello Sviluppo Economico – per attuare il Decreto previsto dall’art. 10 della Legge n. 1 del 1990.</p>
<p>Purtroppo questo decreto deve essere emesso di concerto con il Ministero della Salute e il cammino è stato ostacolato sino al 2011.</p>
<p>Finalmente dopo 21 anni il decreto attuativo è stato pubblicato, non era perfetto, perché mancavano alcune tecnologie e erano state inserite alcune limitazioni nelle caratteristiche tecniche, ma ci era stato promesso che sarebbe stata costituita una commissione interministeriale per apportare gli opportuni aggiustamenti e ampliamenti alle nuove tecnologie.</p>
<p>Difatti, dopo pochi mesi sono iniziate le riunioni del Tavolo Tecnico con il compito di preparare le proposte degli operatori del settore alla Commissione Interministeriale.</p>
<p>A queste riunioni ha sempre partecipato la FAPIB, insieme ai sindacati delle estetiste CNA, Confartigianato e Casartigiani, il CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano), INAIL, i funzionari del Ministero della Salute con l’organo tecnico: ISS (Istituto Superiore di Sanità), ASCAME e Confestetica, la quale si è poi opposta al Decreto 110, facendo ricorso al TAR, sostenendo che il decreto non era di competenza del Governo ma delle Regioni. Il TAR, e poi il Consiglio di Stato, hanno invece affermato che l’emissione del decreto era di competenza del Governo perché non si potevano avere regole diversificate secondo le singole regioni.</p>
<p>Nella sentenza del Consiglio di Stato vi era però la richiesta che fossero documentate, con relazioni scientifiche, le ragioni delle limitazioni di potenza, di energia e di alcune peculiarità tecniche che erano state inserite o modificate nelle schede tecniche di alcune apparecchiature.</p>
<p>Dopo un lungo periodo di sospensione dei lavori al Tavolo Tecnico, derivanti dall’attesa delle sentenze ai ricorsi di Confestetica, finalmente i lavori sono ripresi con la convocazione del 15 Dicembre 2014.</p>
<p>Tutto ciò ha creato unicamente ulteriori notevoli ritardi del proseguo dei lavori, e relativa approvazione. A dire il vero queste riunioni sono state molto laboriose, non solo per la tenace opposizione di Confestetica al Decreto 110, ma anche per le continue richieste di precisazioni da parte degli organi tecnici del Ministero della Salute.</p>
<p>Non ho affrontato da solo questo difficile lavoro al Tavolo Tecnico, ma mi sono avvalso della partecipazione dei tecnici e titolari di ditte affiliate a FAPIB, fra cui mi piace ricordare Tiziano Pratellesi dell’AWB, Marco D’Angelantonio di Sauna Italia, Giuseppe Caccia di Blue-Moon, Elio Zambelli di Panestetica, avv. Massimiliano Falessi di NoMasVello.</p>
<p>Le nostre proposte presentate sono state anche discusse in riunioni del Consiglio Direttivo FAPIB e durante le Assemblee annuali. Per aumentare la validità delle nostre proposte di modifica, abbiamo anche concluso un accordo di consulenza scientifica con il Laboratorio “Corbino” del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche di Tor Vergata – Roma), il cui direttore partecipa con noi alle riunioni del Tavolo Tecnico.</p>
<p>La FAPIB ricerca anche la cooperazione con le università italiane; ed abbiamo partecipato a convegni su invito dell’Università di Ferrara, dell’Università Cattolica di Roma, di AIDECO Associazione Dermatologi e Cosmetologi. FAPIB è socio effettivo del CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano), che dal 1990 ci segue nelle riunioni di Roma e partecipa, con l’ing. Claudio Ferrario della Muster Dikson, Tiziano Pratellesi dell’AWB, Giuseppe Caccia della Blue-Moon, Dr. Silvano Buogo del CNR e l’ing. Giovanni Amicucci dell’INAIL, ai lavori per l’elaborazione della nuova Norma per gli apparecchi per estetica in sostituzione della CEI 62-39, alla cui elaborazione partecipò, a suo tempo, il sottoscritto.</p>
<p>Scusate il lungo elenco delle attività svolte, ma non posso sopportare che mi si accusi di personalismo o demenza senile. Prima dell’ultima riunione mi sono permesso di aggredire verbalmente al telefono il Sig. Roberto Papa, per cercare di convincerlo a desistere dalla sua azione di demolizione del Decreto 11, il quale ha certamente delle manchevolezze, ma con la richiesta di nuove documentazioni da parte del Consiglio di Stato, potrà essere certamente migliorato in sede ministeriale. La sua abrogazione ci riporterebbe al 1990, come ha chiaramente precisato il Direttore Generale del Ministero dello Sviluppo Economico all’inizio dell’ultima riunione.</p>
<p>Tornerebbe in vigore l’elenco delle apparecchiature della Legge n.1 del 1990. Non si potrebbe più fare la depilazione con la luce pulsata o il laser, niente più radiofrequenza o aria arricchita con ossigeno.</p>
<p>Occorrerebbe incominciare tutto da capo ma sempre in sede ministeriale come prescrive l’art. 10 della suddetta legge. Se poi, vogliamo abolire anche la Legge n.1/90 si tornerebbe nel caos degli anni 80, quando l’estetiste venivano accusate di abuso di professione medica con sentenze micidiali.</p>
<p>Con Roberto Papa abbiamo sempre discusso animatamente, ma non mi aspettavo il ricorso a meschine falsità in mancanza di più valide argomentazioni per sostenere il proprio punto di vista.</p>
<p>Ho sempre condiviso con Roberto Papa la necessità di una migliore formazione professionale e a tale scopo ospiterò nella sede operativa della FAPIB un incontro organizzato dai sindacati delle estetiste per elaborare un progetto di un prolungamento dei corsi di formazione professionale.</p>
<p>Questo innalzamento del livello di qualificazione professionale è reso necessario non solo dalla continua evoluzione tecnologica delle apparecchiature per trattamenti estetici, ma, durante i lavori per una nuova normativa europea, in elaborazione in ambito CEN e UNI, è emerso che, secondo lo standard europeo, l’estetista italiana può raggiungere il livello EQF3 mentre per poter gestire autonomamente un istituto di bellezza in Europa è richiesto il livello EQF4 o EQF5.</p>
<p>Ho la presunzione di credere di meritare il rispetto anche di chi non la pensa come me, come normalmente faccio con gli altri.</p>
<p>Mi auguro che Roberto Papa e la dott.ssa Angelica Pippo, che dice di aver stima del sottoscritto, vogliano pubblicare questo mio scritto e ritrattare quanto hanno scritto sotto la spinta di una eccessiva vis polemica.   In attesa di un vostro pronto riscontro porgo distinti saluti. Dott. Ing. Giorgio d’Emilio</p>]]></content:encoded>
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		<title>Estetista Risarcita – DEPOSITO RICORSO PER MAXI RISARCIMENTO – l’estetista per anni non ha potuto utilizzare le proprie apparecchiature per un decreto in seguito annullato.</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Sep 2014 23:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4905/estetista-risarcita-deposito-ricorso-per-maxi-risarcimento-lestetista-per-anni-non-ha-potuto-utilizzare-le-proprie-apparecchiature-per-un-decreto-in-seguito-annullato/"><img title="calcolo-risarcimento-danni" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2014/09/calcolo-risarcimento-danni.jpg" alt="Estetista Risarcita – DEPOSITO RICORSO PER MAXI RISARCIMENTO – l’estetista per anni non ha potuto utilizzare le proprie apparecchiature per un decreto in seguito annullato." width="200" height="120" /></a>
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	Dopo anni di incertezza, mai sentenza è stata più chiara nel definire quali apparecchiature possano essere utilizzate dall’estetista: tutte le apparecchiature, senza limiti di potenza, purché ad uso estetico! Nonostante la sentenza sia chiarissima, purtroppo, c’è chi specula ancora e continuamente sulla pelle degli estetisti, mettendo in discussione contenuto della suddetta sentenza.A proposito di questo, [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4905/estetista-risarcita-deposito-ricorso-per-maxi-risarcimento-lestetista-per-anni-non-ha-potuto-utilizzare-le-proprie-apparecchiature-per-un-decreto-in-seguito-annullato/"><img title="calcolo-risarcimento-danni" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2014/09/calcolo-risarcimento-danni.jpg" alt="Estetista Risarcita – DEPOSITO RICORSO PER MAXI RISARCIMENTO – l’estetista per anni non ha potuto utilizzare le proprie apparecchiature per un decreto in seguito annullato." width="200" height="120" /></a>
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	<p><span style="font-size: 14px; line-height: 1.5em;">Dopo anni di incertezza, mai sentenza è stata più chiara nel definire quali apparecchiature possano essere utilizzate dall’estetista: tutte le apparecchiature, senza limiti di potenza, purché ad uso estetico!</span></p>
<p>Nonostante la sentenza sia chiarissima, purtroppo, c’è chi specula ancora e continuamente sulla pelle degli estetisti, mettendo in discussione contenuto della suddetta sentenza.<br />A proposito di questo, vogliamo invitare alcune aziende che producono apparecchiature per il comparto estetico, a cominciare a fare ricerca e sviluppo e a produrre apparecchiature al passo con i tempi, piuttosto di dire che la Sentenza del Consiglio di Stato non è ancora definitiva, perché così non è! la sentenza del Consiglio di Stato è definitiva ed inappellabile.</p>
<p>Purtroppo in questi mesi ne abbiamo lette e sentite di tutti i colori. Non se ne può più di sentire alcuni pseudo venditori o titolari di aziende di apparecchiature per l’estetica che si improvvisano giuristi ed interpretatori di sentenze, che mistificano e falsano il vero contenuto della sentenza allo scopo di concludere la loro vendita del momento.</p>
<p>Per fortuna, non tutte le aziende sono così scorrette.</p>
<p>Ma ora veniamo al MAXI RISARCIMENTO DANNI che l’estetista deve avere attraverso il RICORSO EX ART. 702 BIS C.P.C. innanzi al Tribunale di Roma.</p>
<p>Per chi non avesse seguito tutta la vicenda, faccio in breve excursus:</p>
<p>Il 4 gennaio del 1990 è stata promulgata la legge n.1 la quale disciplina l&#8217;attività di estetista, tutt’oggi in vigore, nella quale vi è l’elenco delle apparecchiature che entro centoventi giorni (dal 1990) doveva essere emanato con decreto recante norme dirette a determinare le caratteristiche tecnico-dinamiche ed i meccanismi di regolazione, nonché le modalità di esercizio e di applicazione e le cautele d&#8217;uso degli apparecchi elettromeccanici di cui all&#8217;elenco allegato alla presente legge.</p>
<p>Tale decreto, meglio conosciuto come “Decreto 110/2011”, anziché essere emanato dopo 120 giorni (dal 1990) è stato emanato “solo” 21 anni dopo, rendendosi così del tutto anacronistico, inutile e dannoso, visto che, nel frattempo, tutte le apparecchiature ad uso estetico, peraltro sempre utilizzate dall’estetista, sono state normate a livello europeo.</p>
<p>In questi 21 anni, ci sono state persone e dirigenti della pubblica amministrazione che hanno inventato favole e leggende metropolitane, che ancora oggi purtroppo circolano, asserendo che l’estetista non possa utilizzare le proprie apparecchiature (strumenti del proprio lavoro) in quanto pericolose. <br />La Sentenza del Consiglio di Stato, invece, ha finalmente rotto questo meccanismo ignobile, fatto di giochi d’interesse, che in tutti questi anni ha solo danneggiato l’estetista e lo sviluppo della propria professione.</p>
<p>Confestetica ha deciso di impugnare al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) tale decreto 110/2011, ribadendo il fatto che le apparecchiature, utilizzate fin dal 1990 dall’estetista, non sono pericolose.</p>
<p>In prima istanza, il TAR ha respinto il ricorso di Confestetica, ma nel grado successivo, ovvero al Consiglio di Stato, Confestetica ha visto accolte le proprie rimostranze e l’estetista italiana non ha mai avuto sentenza più chiara di questa in merito all’utilizzo delle apparecchiature.</p>
<p>Quindi l’estetista può utilizzare tutte le apparecchiature, senza limiti di potenza, purché ad uso estetico.</p>
<p>In questi ultimi anni l’estetista ha subito moltissimi danni d’immagine, danni di mancato guadagno e per l’adeguamento delle macchine che non avrebbe dovuto adeguare, danni per i leasing che ha dovuto pagare senza aver potuto utilizzare le apparecchiature, danni per non aver potuto sviluppare la propria attività inserendo le nuove tecnologie e quant’altro.</p>
<p>Ora siamo alla resa dei conti, Confestetica sta depositando il MAXI- RISARCIMENTO PER L’ESTETISTA:</p>
<p>a tale risarcimento, può partecipare ogni titolare di impresa di estetica che in questi ultimi anni ha subito i seguenti danni:</p>
<p>1. Mancato guadagno per non aver potuto utilizzare le nuove tecnologie a causa del decreto 110/2011<br />2. Pagamento di Leasing apparecchiature non utilizzate a causa del decreto 110/2011<br />3. Adeguamento delle apparecchiature a causa del decreto 110/2011<br />4. Ripristino delle apparecchiature alla funzione d’origine a causa del decreto 110/2011</p>
<p>Per partecipare al ricorso bisogna inviare a <a href="malito:estetistarisarcita@gmail.com">estetistarisarcita@gmail.com</a> i propri dati:<br />Nome<br />Cognome<br />Numero di Telefono<br />Nome del Centro Estetico <br />Partita Iva</p>
<p>• DATI E DOCUMENTI DA RICHIEDERE AL PROPRIO COMMERCIALISTA:</p>
<p>1. visura della propria società o ditta individuale;<br />2. bilanci societari degli anni 2008, 2009, 2010, 2011, 2012, 2013;<br />3. certificazione attestante il possesso dei requisiti per l&#8217;esercizio dell&#8217;attività di estetista;<br />4. fattura di acquisto dei macchinari elettromeccanici utilizzati nella propria attività;<br />5. fattura di acquisto relativa ai costi sostenuti per la modifica dei macchinari in base al D.I. 110/2011;<br />6. fatture di vendita dei beni e servizi resi negli anni (e mesi del 2011) precedenti all&#8217;emanazione del D.I. 110/2011 (possibilmente gli stessi dei bilanci sopra citati) con macchinari inibiti dal medesimo decre-to <br />7. eventuali contratti di leasing o altra forma di finanziamento per l&#8217;acquisto dei macchinari inibiti dal D.I. 110/2011.</p>
<p>• TEMPI PER LA CONSEGNA DEL MATERIALE:</p>
<p>in ragione di quanto sopra, ed in particolare dei termini previsti per agire in via risarcitoria, è necessa-rio che gli interessati facciano pervenire:</p>
<p>1. entro e non oltre il 30 settembre 2014, la procura alle liti e la lettera di incarico debitamente firmati, completa dei dati societari ed indirizzo di posta elettronica a cui saranno inviate le comunicazioni;</p>
<p>2. entro e non oltre il 31 ottobre 2014, i documenti anzidetti a mezzo posta elettronica ed in formato PDF, indicando nelle comunicazioni un codice progressivo che verrà assegnato loro non appena avremo l&#8217;elenco dei partecipanti (e che ovviamente sarà loro comunicato).</p>
<p>3. Entro la fine del mese di dicembre 2014 verrà inviata a ciascuno dei partecipanti una bozza di atto al fine di ottenere l&#8217;approvazione per il successivo deposito.</p>
<p>Per maggiori informazioni contattare lo Studio Legale Zunarelli e Associati di Rimini<br />Via Tripoli, 17<br />47900 Rimini<br />Tel.0541789031<br />Fax 0541901770<br />P.IVA 03667860401<br />Inviare i propri dati a <a href="malito:estetistarisarcita@gmail.com">estetistarisarcita@gmail.com</a><br />Nome<br />Cognome<br />Numero di Telefono<br />Nome del Centro Estetico <br />Partita Iva</p>
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		<title>Gli estetisti italiani chiedono il MAXI risarcimento danni ai ministeri per non aver potuto utilizzare le loro apparecchiature estetiche per effetto del Decreto 110/2011 che è stato annullato definitivamente con Sentenza del Consiglio di Stato</title>
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		<pubDate>Fri, 09 May 2014 19:29:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4888/gli-estetisti-italiani-chiedono-il-maxi-risarcimento-danni-ai-ministeri-per-non-aver-potuto-utilizzare-le-loro-apparecchiature-estetiche-per-effetto-del-decreto-1102011-che-e-stato-annullato-definiti/"><img title="risarcimento estetista" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2014/05/500-euro-new.jpg" alt="Gli estetisti italiani chiedono il MAXI risarcimento danni ai ministeri per non aver potuto utilizzare le loro apparecchiature estetiche per effetto del Decreto 110/2011 che è stato annullato definitivamente con Sentenza del Consiglio di Stato" width="200" height="126" /></a>
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	 Confestetica è stata l’unica associazione di categoria ad avere censurato da subito il testo del decreto, facendosi carico delle spese giudiziali per farlo annullare. Oggi, grazie anche al contributo dello Studio Legale Zunarelli e Associati, che nella persona dell’avvocato Simone Cantarini, in particolare, ha seguito l’azione, si è giunto a questo prestigioso ed utile risultato, [&#8230;]]]></description>
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	</div>
	<div id="attachment_4889" style="max-width: 310px" class="wp-caption alignleft"><p class="wp-caption-text">Maxi risarcimento agli estetisti italiani per non aver potuto utilizzare le loro apparecchiature estetiche dal 2011 al 2014</p></div>
<p> <b style="line-height: 1.5em;">Confestetica è stata l’unica associazione</b><span style="line-height: 1.5em;"> di categoria ad avere censurato da subito il testo del decreto, facendosi carico delle spese giudiziali per farlo annullare. Oggi, grazie anche al contributo dello Studio Legale Zunarelli e Associati, che nella persona dell’avvocato Simone Cantarini, in particolare, ha seguito l’azione, si è giunto a questo prestigioso ed utile risultato, l’illegittimità del decreto ministeriale 110/2011.</span></p>
<p><b>Ma non ci vogliamo fermare qui.</b></p>
<p>Ovviamente, non possiamo non tenere conto dei <b>gravi danni</b> che tutto il comparto ed il settore ha subito dall&#8217;applicazione del decreto ministeriale 110/2011. E, pertanto, non possiamo evitare di chiedere ai responsabili di questi danni, vale a dire i Ministeri che, del tutto inopinatamente, hanno emesso il provvedimento anzidetto, il risarcimento degli stessi.</p>
<p>Chi, dunque, meglio di Confestetica, con lo stesso studio legale che fin qui ci ha egregiamente assistito, può offrire, ai propri associati e non, l’ausilio per arrivare anche a questo ulteriore e meritato traguardo?</p>
<p><b><span><span style="text-decoration: underline;">Confestetica, pertanto, invita tutti i propri associati, così come quelli non associati, ad aderire ad una maxi azione di risarcimento del danno nei riguardi del Ministero della Salute e del Ministero delle Attività Produttive per non aver potuto utilizzare le loro apparecchiature estetiche dal 2011 al 2014, a seguito del decreto interministeriale 110/2011, che è stato ANNULLATO DEFINITIVAMENTE DALLA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO.</span> (<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2014/03/Sentenza-Consiglio-di-Stato-Confestetica.pdf"><span style="color: #0000ff;">scarica sentenza</span></a>)</span></b></p>
<p><span style="font-size: x-large; color: #808080;"><b>I </b><b>FATTI</b></span></p>
<p><span style="font-size: x-large; color: #808080;"><span style="color: #333333; font-size: 14px; line-height: 1.5em;">Confestetica ha raggiunto l’invidiabile traguardo che si era prefissata a tutela della categoria delle estetiste che era stata vessata, come noto, dalle disposizioni di cui al decreto interministeriale n. 110/2011.</span></span></p>
<p>Con la tenacia e la determinazione che ha sempre dimostrato nel difendere gli interessi della categoria, Confestetica è riuscita a far annullare dal Consiglio di Stato il predetto provvedimento, unitamente al parere reso dal Consiglio Superiore di Sanità che ne costituiva presupposto e parte integrante.</p>
<p>Con la sentenza 1417/2014 la suprema autorità giudiziaria amministrativa ha definitivamente pronunciato l’illegittimità, più volte evidenziata dalla scrivente associazione, degli atti impugnati d Confestetica dove, secondo i giudici di Palazzo Spada, “<i>si annidano significativi elementi di contraddittorietà che rendono meritevole di apprezzamento la censura sotto tal riguardo proposta dalla parte appellante</i>”.</p>
<p>E’ doveroso ricordare che nelle storica sentenza emessa dal Consiglio di Stato, i giudici rilevano come nei regolamenti impugnati “<i>si esprimono da un lato perplessità riguardo ad alcuni strumenti (quelli, appunto, poi oggetto delle contestate limitazioni d’uso) in uso attualmente all&#8217;estetista con la motivazione che si tratterebbe di apparecchi intrinsecamente pericolosi per la salute umana, dall’altro tuttavia <b><span style="text-decoration: underline;">non si evidenziano studi clinici o scientifici ovvero una casistica capace di corroborare l’assunto della pericolosità degli strumenti</span></b>. Inoltre, ulteriore e concorrente elemento di contraddittorietà è rappresentato dal fatto che, nel suddetto parere, si sostiene una inadeguata preparazione professionale dell’estetista e si auspica a tal proposito un ragionevole incremento delle attività formative di tale categoria professionale, quasi che la prospettata pericolosità degli strumenti in uso alle estetiste sia da ravvisare, più che nei dispositivi in sé considerati, in tale non adeguata professionalità degli esercenti l’attività professionale. In tal modo, tuttavia, <b><span style="text-decoration: underline;">il parere pone l’accento sulla condivisibile esigenza che siano incrementate le iniziative, di competenza regionale, per il miglioramento della formazione professionale delle estetiste, dal che tuttavia sembrerebbe avviata a soluzione la questione del corretto uso dei dispositivi elettromeccanici oggetto della contestata (e, a questo punto, ingiustificata) limitazione. Ma anche questo è un profilo che denota contraddittorietà dell’atto impugnato in primo grado, posto che deve essere meglio chiarito se le limitazioni all’uso dei suindicati dispositivi elettromeccanici siano da riconnettere al non adeguato livello professionale attuale delle estetiste, suscettibile tuttavia di essere migliorato con opportune iniziative formative, ovvero se dipenda da una oggettiva, accertata ed intrinseca pericolosità degli strumenti</span></b> (allo stato, tuttavia , non provata, come detto, da evidenze scientifiche sufficientemente chiare e dirimenti), tale da escluderne anche per il futuro l’utilizzo, quale che sia il livello di formazione professionale che possa raggiungere la categoria”</i>.</p>
<p>Nel passaggio della sentenza ora evidenziato i giudici del Consiglio di Stato si riferiscono proprio alle ingiustificate limitazioni e proibizioni di cui al decreto 110/2011 che, come tutti gli operatori sanno, ha tolto letteralmente di mano alle estetiste ovvero depotenziato i costosi macchinari utilizzati per i trattamenti più frequenti all&#8217;interno dei centri estetici. Il riferimento, anche nel provvedimento reso dalla magistratura, è ovviamente agli ultrasuoni a bassa frequenza (c.d. cavitazione), al laser estetico per epilazione e alla c.d. luce pulsata.</p>
<p>Con l’entrata in vigore del decreto 110/2011, infatti, questi macchinari sono stati oggetto di radicale riforma, avendo l’amministrazione ministeriale deciso di depotenziare gli ultimi due e di escludere del tutto la cavitazione dall&#8217;elenco degli apparecchi elettromeccanici utilizzabili dall&#8217;estetista.</p>
<p>E questo, come tristemente noto ai più, è avvenuto non senza problemi ed enormi sacrifici, soprattutto in termini economici.</p>
<p><b>Chi infatti aveva acquistato un apparecchio ad ultrasuoni a bassa frequenza</b> (con il costo che sappiamo!!!) ha dovuto necessariamente riporlo in cantina, pur continuando magari a pagare le rate dei costosissimi finanziamenti accesi per far fronte alla spesa.</p>
<p>Parimenti, <b>molte estetiste hanno dovuto modificare le altre macchine in loro possesso</b>, affrontando spese ingenti e costi imprevisti.</p>
<p>Il tutto in ossequio ad una norma profondamente iniqua e del tutto priva di fondamento, logico e giuridico.</p>
<p>Se anche Tu sei un centro estetico che ha dovuto sottostare alle ingiustificate previsioni del decreto 110/2011 e che ha dovuto dismettere o modificare i seguenti macchinari:</p>
<ul>
<li>ultrasuoni a bassa frequenza</li>
</ul>
<ul>
<li>laser estetico</li>
</ul>
<ul>
<li>luce pulsata</li>
</ul>
<p>Ti invitiamo ad unirTi a Noi per agire giudizialmente per ottenere il ristoro del danno subito.</p>
<p>Per fare questo, sarà necessario procedere alla sottoscrizione del mandato in favore del Nostro studio legale che curerà tutte le fasi del procedimento, previa consegna della documentazione attestante l’acquisto dei macchinari anzidetti, gli eventuali contratti di finanziamento e gli interventi di adeguamento dei macchinari, successivi all&#8217;introduzione del decreto 110/2011.</p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		<title>La sentenza del Consiglio di Stato è la prova del nove, chi la strumentalizza non sta con gli estetisti</title>
		<link>http://www.confestetica.it/punto-estetico/4879/la-sentenza-del-consiglio-di-stato-e-la-prova-del-nove-chi-la-strumentalizza-non-sta-con-gli-estetisti/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Apr 2014 11:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
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	PDF Consiglio di Stato con la sentenza n. 1417/2014 del 24 marzo 2014 Ci ritroviamo davanti al solito e assurdo teatrino, che speriamo, però, sia giunto al termine. Dopo una sentenza, storica, del Consiglio di Stato che restituisce, finalmente, agli estetisti i loro legittimi strumenti di lavoro, senza limiti, ci tocca, ancora una volta, assistere [&#8230;]]]></description>
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	</div>
	<p></p>
<p><a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2014/03/Sentenza-Consiglio-di-Stato-Confestetica.pdf" target="_blank"><strong>PDF Consiglio di Stato con la sentenza n. 1417/2014 del 24 marzo 2014</strong></a></p>
<p>Ci ritroviamo davanti al solito e assurdo teatrino, che speriamo, però, sia giunto al termine.</p>
<p>Dopo una sentenza, storica, del Consiglio di Stato che restituisce, finalmente, agli estetisti i loro legittimi strumenti di lavoro, senza limiti, ci tocca, ancora una volta, assistere a prese di posizioni ideologiche ed assurde.</p>
<p>FAPIB (associazione fabbricanti) CNA BENESSERE E CONFARTIGIANATO ESTETISTI, con i loro interventi nostalgici del Decreto, stanno dimostrando, ancora una volta, di non essere favorevoli alla crescita professionale degli estetisti.</p>
<p>Questa sentenza, invece, è importantissima per il settore, perché non solo dice che “vanno annullate le impugnate disposizioni regolamentari nelle parti in cui non includono, o includono con ingiustificate limitazioni, dall’uso degli estetisti, gli apparecchi elettromeccanici per uso estetico”, ma soprattutto dice che “sono state apportate limitazioni senza verificare la praticabilità ed idoneità di percorsi formativi atti ad ovviare il paventato periculum”.</p>
<p>Questo dimostra, che l’estetista, che per anni è stata maltrattata e spesso messa alla gogna, per la prima volta, finalmente, può pensare di innalzarsi professionalmente perché qualcuno (il Collegio del Consiglio di stato) ha capito e dichiarato che non sono gli strumenti ad essere pericolosi, fino a prova contraria, ma semmai appare più giusto che le estetiste possano utilizzare tutto ciò che il mercato le mette a disposizione, dopo aver seguito un’adeguata formazione. Questo significa crescita!</p>
<p>Ad alcuni, però, questo proprio non piace ed è nostalgico di un decreto che imponeva limiti devastanti, con apparecchiature giocattolo a prova di idioti.</p>
<p>Nelle mani delle estetiste solo giocattoli!</p>
<p><strong>A questo punto, l’ammonimento è d’obbligo!</strong></p>
<p>All’estetista che apra bene gli occhi e cominci a curare i propri interessi, partendo proprio dalla decisione di chi deve rappresentarla.</p>
<p>E a tutti quelli che stanno interpretando con superficialità la sentenza del Consiglio di Stato, che addirittura confondono un decreto con una legge, senza conoscere la differenza, chiediamo, a queste persone prive di qualificazione, prima di dare informazioni, e divulgare video ridicoli, di qualificarsi e documentarsi prima di dire quello che stanno dicendo, perché stiamo leggendo un sacco di stupidaggini che rischiano, ancora una volta di fuorviare le persone.</p>
<p>A tutti ricordiamo che è Confestetica che ha fatto sia il ricorso che l’appello al Consiglio di stato e che quindi, Confestetica, meglio degli altri, sa quello che è stato richiesto di analizzare alle autorità giudicanti competenti.</p>
<p>Tra i tanti motivi, posti all’esame del Tar prima e del Consiglio di Stato poi è stato chiesto proprio di far luce sulla tanto discussa pericolosità degli strumenti utilizzati dagli estetisti, ed il consiglio di stato ha risposto, dicendo che tali strumenti non si possono dichiarare pericolosi in maniera intrinseca, perché non ci sono studi scientifici che lo abbiano mai dimostrato. Pertanto, se ci dovesse essere una pericolosità, ci sarebbe solo per l’utilizzo che se ne fa (detta pericolosità soggettiva), alla quale si può rimediare con un’adeguata formazione di chi deve usare le apparecchiature. Questo è quanto ottenuto, e questo è quello per cui Confestetica si sta battendo da tanti anni. Perciò diffidate dalle imitazioni!!!</p>
<p>Sappiamo bene che in CNA BENESSERE e CONFARTIGIANATO ESTETISTI, esistono cariatidi di dirigenza.</p>
<p>Per questo chiediamo a Sandra Landoni Presidente CNA BENESSERE e Brigida Stomaci di CONFARTIGIANATO ESTETISTI di prendere in mano la situazione e laddove si dovesse rendere necessario di rottamare i loro dirigenti parrucconi che dall’interno di queste associazioni, muovono i fili del gioco, senza rendersi conto che così facendo danneggiano l’intero comparto.</p>
<p>Nel tempo della rottamazione è ora di ripulire anche in questo settore.</p>
<p>In questa battaglia Confestetica non permetterà mai più a nessuno di mettere i piedi in testa agli estetisti, quindi da ora in poi le cose saranno tutte messe in chiaro pubblicamente. O con gli estetisti o contro gli estetisti, quindi, CNA e CONFARTIGIANATO è ora di dimostrare da che parte state.</p>
<p>RIACAPITOLIAMO, una volta per tutte, con questa sentenza l’estetista potrà utilizzare ogni apparecchiatura estetica, potrà avere una giusta formazione professionale e potrà essere l’icona internazionale dell’estetica nel mondo e quindi chiediamo anche ai fabbricanti, di cominciare a stare al passo con i tempi e di proporre tecnologie estetiche all’avanguardia, tecnologicamente avanzate, con le quali si potranno dare ottimi risultati al cliente finale e, perché no, esportare le tecnologie in tutto il mondo e non il contrario, perché, nonostante tutto, l’estetica e gli istituti di estetica italiani sono leader nel mondo e non temono confronti!</p>]]></content:encoded>
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		<title>Gli estetisti soli contro tutti, ma il Consiglio di Stato gli da ragione grazie a Confestetica</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2014 05:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
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	Finalmente il Consiglio di Stato conferma che le apparecchiature ad uso estetico, non sono pericolose per la salute. Dopo anni di discussioni sulla presunta pericolosità o meno degli strumenti elettromeccanici in uso alle estetiste, ieri, il Consiglio di Stato ha fatto chiarezza pronunciandosi con sentenza n.01417/2014 Con la sentenza definitiva il Consiglio di Stato ritiene [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4852/gli-estetisti-soli-contro-tutti-ma-il-consiglio-di-stato-gli-da-ragione-grazie-a-confestetica/"><img title="confestetica sentenza" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2014/03/confestetica-sentenza.jpg" alt="Gli estetisti soli contro tutti, ma il Consiglio di Stato gli da ragione grazie a Confestetica" width="200" height="146" /></a>
	</div>
	<p>Finalmente il Consiglio di Stato conferma che le apparecchiature ad uso estetico, non sono pericolose per la salute.</p>
<p>Dopo anni di discussioni sulla presunta pericolosità o meno degli strumenti elettromeccanici in uso alle estetiste, ieri, il Consiglio di Stato ha fatto chiarezza pronunciandosi con sentenza n.01417/2014</p>
<p>Con la sentenza definitiva il Consiglio di Stato ritiene illegittima l’esclusione e la limitazione di alcuni apparecchi elettromeccanici dall’uso corrente degli esercenti la professione di estetista, ovvero della loro illegittima inclusione con limitazione di potenza o di intensità tali da rendere tali strumenti sostanzialmente inutilizzabili o largamente inefficaci nel trattamento degli inestetismi.</p>
<p>Secondo il Consiglio di stato risultano difetti di motivazione e di istruttoria delle indicate limitazioni, imposte con decreto 110/2011, all’uso di alcuni dispositivi da parte dell’estetista, in particolare all’uso degli stimolatori a ultrasuoni a bassa frequenza per il trattamento delle adiposità localizzate, della luce pulsata per fotodepilazione e del laser per la depilazione estetica.</p>
<p>Di fatto Il Collegio del Consiglio di stato ritiene che nel parere del Consiglio superiore di sanità per difendere la tesi della necessità del decreto 110/2011 si annidino significativi elementi di contraddittorietà che rendono meritevole di attenzione l’esame dell’appello proposto da Confestetica avverso il decreto di cui sopra.</p>
<p>Un primo elemento sintomatico di contraddittorietà e di carenza motivazionale è rappresentato dal fatto che il Consiglio superiore di sanità esprima da un lato perplessità riguardo ad alcuni strumenti (quelli, appunto, poi oggetto delle contestate limitazioni d’uso) in uso attualmente all’estetista con la motivazione che si tratterebbe di apparecchi INTRINSECAMENTE pericolosi per la salute umana, dall’altro tuttavia, non si evidenziano studi clinici o scientifici, ovvero una casistica, capace di avvalorare la tesi della pericolosità degli strumenti. Inoltre, ulteriore e concorrente elemento di contraddittorietà è rappresentato dal fatto che, nel suddetto parere del consiglio superiore di sanità, si sostiene una inadeguata preparazione professionale dell’estetista e si auspica a tal proposito un ragionevole incremento delle attività formative di tale categoria, quasi che la prospettata pericolosità degli strumenti in uso alle estetiste sia da ravvisare, più che nei dispositivi in sé considerati, in tale non adeguata formazione degli esercenti l’attività professionale.</p>
<p>Quindi, secondo il Consiglio di stato, il Consiglio superiore di sanità, deve fare chiarezza se le limitazioni all’uso dei dispositivi elettromeccanici imposti con decreto 110/2011, siano da riconnettere al non adeguato livello professionale attuale delle estetiste, suscettibile, tuttavia, di essere migliorato con opportune iniziative formative, ovvero, se dipenda da una oggettiva, accertata ed intrinseca pericolosità degli strumenti (allo stato però, non provata da evidenze scientifiche sufficientemente chiare e dirimenti), tale da escludere anche per il futuro l’utilizzo, quale che sia il livello formativo che possa raggiungere la categoria.</p>
<p>Secondo il Consiglio di stato dunque l’appello di Confestetica, per questi motivi , è fondato e va accolto, in quanto le considerazioni dinanzi esposte sono sufficienti a ritenere perplesso e non sufficientemente motivato il regolamento impugnato ( decreto 110/2011) in primo grado nella parte in cui lo stesso decreto ha imposto limitazioni nell’uso di alcuni strumenti elettromeccanici da parte della categoria delle estetiste senza neanche verificare la praticabilità ed idoneità di percorsi formativi atti ad ovviare il tanto temuto “periculum” quale OGGETTIVAMENTE accertabile in concreto.</p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p><strong>LA POSIZIONE DI CONFESTETICA</strong></p>
<p>Dall’entrata in vigore del decreto110/2011, molti ritenevano che questo elenco di apparecchiature fosse il raggiungimento di certezze per il settore. Uno strumento che potesse finalmente creare ordine e stabilità.</p>
<p>Confestetica, invece, non è mai stata favorevole a tale decreto, perché al contrario, temeva una stagnazione del mercato, causata proprio dalle forti restrizioni e limitazione nell’uso degli apparecchi elettromeccanici (cosa che si è inevitabilmente verificata, aggiungendosi al grave problema della crisi).</p>
<p>Dopo i grandi risultati ottenuti dalla L.1/90, legge che ha fatto sviluppare il settore in un modo senza eguali in Europa e nel Mondo, (30.000 centri estetici, oltre 100.000 estetisti e oltre 100 MILIONI di trattamenti estetici esegui ogni anno) si sono susseguiti anni di incertezze causate dai pareri pronunciati sistematicamente dal Consiglio Superiore di Sanità (CSS).</p>
<p>Pareri infondati e volti a minare puntualmente la credibilità degli estetisti fino ad oggi, tanto è vero che tutti i pareri del CSS hanno sempre condizionato e limitato il settore dell’estetica. Perché?</p>
<p>Il Consiglio di Stato ha finalmente messo un punto chiedendo prove scientifiche a supporto delle dichiarazioni fatte dal Consiglio Superiore di Sanità (CSS), circa la presunta pericolosità intrinseca delle apparecchiature ad uso estetico e proprio da qui siamo venuti a conoscenza che il CSS non ha portato alcuna prova scientifica che comprovasse la pericolosità di dette apparecchiature estetiche.</p>
<p>L’estetista non deve più preoccuparsi di laurearsi in ingegneria per acquistare un’apparecchiatura estetica, perché, di fatto è il costruttore delle apparecchiature stesse, che determina, (come del resto ha sempre fatto), la destinazione d’uso delle apparecchiature estetiche, ed è lui che ne è responsabile.</p>
<p>Quindi, da oggi, l’estetista, prima di acquistare un’apparecchiatura estetica deve verificare due sole cose: che l’apparecchiatura abbia il marchio CE della Comunità Europea e la destinazione del macchinario che sia ad uso estetico. Inoltre, come Confestetica ripete dal 2007 ad oggi, è la formazione dell’estetista che deve essere messa in primo piano e deve essere garantita dallo Stato italiano a tutti i professionisti del settore, con aggiornamenti continui ed obbligatori.</p>
<p>Questo vuol dire garantire una crescita sostenibile e costante dell’intero comparto, e soprattutto vuol dire che non si andrà più verso una limitazione nell’utilizzo delle apparecchiature, come è successo con il decreto 110/2011, con la inconsistente motivazione della loro pericolosità.</p>
<p>Sono state tolte macchine di lavoro e creati danni inquantificabili, quando sarebbe stato più semplice, conveniente e logico predisporre un tipo di formazione finalizzato al corretto utilizzo delle stesse.</p>
<p>Confestetica, ancora una volta, è stata al fianco dell’estetista, per difenderla e per restituirle il diritto di utilizzare i suoi strumenti di lavoro senza alcuna esclusione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scarica Sentenza</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Confestetica nel 2011 scriveva:<br /><a onclick="window.open(' false;" href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/3639/perche-l%E2%80%99estetista-non-potra-utilizzare-alcune-apparecchiature-quali-sono-gli-interessi-che-si-nascondono-dietro-questo-decreto/">Perché l’estetista non potrà utilizzare alcune apparecchiature? Quali sono gli interessi che si nascondono dietro questo decreto?</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>REGIONE TOSCANA</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Consiglio di Stato, indirettamente ha anche messo un punto definitivo sulla questione della Legge Toscana sull’estetica dicendo:</p>
<p>Non appare pertanto illegittimo, sotto tal profilo, l’intervento regolamentare statale, attesa la necessità che sia lo Stato a definire, con tratti omogenei su tutto il territorio nazionale, quali apparecchi possano costituire ordinaria dotazione dei centri estetici, non essendo conforme al dettato costituzionale dell’art. 117 Cost.(anche nel testo risultante dalla riforma del titolo V) ritenere che siano le regioni a regolamentare, magari in modo eterogeneo tra loro, tali aspetti fondamentali e qualificatori della professione di estetista che, inoltre, attengono primariamente alla concorrenzialità all’interno del relativo mercato. D’altra parte, la stessa Corte costituzionale, nel costante lavoro  interpretativo volto a restituire razionalità e unitarietà alla disciplina costituzionale delle competenze tra i distinti livelli di governo della Repubblica, ha sostenuto che “la potestà legislativa regionale nella materia concorrente delle professioni deve rispettare il principio secondo cui l&#8217;individuazione delle figure professionali, con i relativi profili e titoli abilitanti, è riservata, per il suo carattere necessariamente unitario, allo Stato, rientrando nella competenza delle Regioni la disciplina di quegli aspetti che presentano uno specifico collegamento con la realtà regionale” (Corte cost. n. 138 del 2009).”</p>
<p>Il Consiglio di Stato dice ancora: “Ora, da tale punto di vista non potrebbe dirsi che la verifica delle apparecchiature in uso alle estetiste rivesta rilevanza regionale, essendo vero piuttosto il contrario, non potendo trovare giustificazione l’intervento regionale in una materia che necessita di omogeneità di regolazione su tutto il territorio nazionale, esigenza che solo la fonte normativa statale potrebbe in concreto soddisfare.”</p>
<p>Quindi Confestetica si augura che la Regione Toscana prenda atto di questa sentenza e la rispetti, eliminando così l’elenco delle apparecchiature allegato alla legge regionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scarica Sentenza</p>]]></content:encoded>
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		<title>La Balivo offese le estetiste: sarà processata il 31 ottobre</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Jul 2013 16:11:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[caterina balivo]]></category>
		<category><![CDATA[caterina balivo estetista]]></category>
		<category><![CDATA[querela caterina balivo]]></category>

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	LA SOUBRETTE RINVIATA A GIUDIZIO Era stata querelata dall&#8217;associazione Confestetica che non aveva gradito le sue esternazioni contro la categoria Confestetica l’associazione nazionale delle estetiste con sede a Rimini, l’ha spuntata nella prima fase della battaglia giudiziaria in corso con la soubrette Caterina Balivo. L’associazione “offesa” da alcune sparate della show girl, davanti a milioni [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4838/la-balivo-offese-le-estetiste-sara-processata-il-31-ottobre/"><img title="caterina balivo" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2013/07/caterina-balivo.jpg" alt="La Balivo offese le estetiste: sarà processata il 31 ottobre" width="200" height="117" /></a>
	</div>
	<p><em><strong>LA SOUBRETTE RINVIATA A GIUDIZIO</strong></em></p>
<p><em><strong>Era stata querelata dall&#8217;associazione Confestetica che non aveva gradito le sue esternazioni contro la categoria</strong></em></p>
<p>Confestetica l’associazione nazionale delle estetiste con sede a Rimini, l’ha spuntata nella prima fase della battaglia giudiziaria in corso con la soubrette Caterina Balivo. L’associazione “offesa” da alcune sparate della show girl, davanti a milioni di telespettatori, ha denunciato la Balivo per diffamazione e il gip di Rimini l’ha rinviata a giudizio. Caterina Balivo comparirà davanti al giudice monocratico Barbuto il prossimo 31 ottobre. La soubrette è stata trascinata in giudizio dall&#8217;associazione riminese Confestetica, attraverso la sua presidente Angelica Pippo.</p>
<p><strong>Gli specialisti del corpo si erano ribellati</strong> e avevano querelato la soubrette che, facendo di tutta un’erba un fascio, li aveva pesantemente diffamati dal salotto di Bruno Vespa. Il fatto è ormai noto. In una puntata della trasmissione “Porta a porta” in onda sul primo canale della Rai il 12 febbraio del 2010, dedicata agli interventi estetici, la Balivo ospite in studio, aveva più volte ribadito di non voler fare uso di trattamenti estetici.</p>
<p>Fosse stato solo per quello, bontà sua, basta guardarla in viso per capire che non ne ha bisogno, le sue valutazioni sarebbero presto cadute nel dimenticatoio. In realtà la soubrette si spinse oltre. E con veemenza affermò che “tutte, tutte, quasi tutte le estetiste” fanno uso di siringhe per praticare trattamenti chirurgici, come le iniezioni di collagene e botulino, ponendosi nientemeno come “testimone oculare” del misfatto “io le vedo che le usano, io le vedo”.</p>
<p><strong>Sono queste le affermazioni incriminat</strong>e per il quale si è aperta una spaccatura profonda tra Confestetica e la showgirl. Il pm, contrariamente da quanto auspicava la difesa della Balivo, non ha voluto chiedere l’archiviazione del caso. Confestetica, che si sarebbe accontentata anche solo delle scuse della Balivo, scuse che non sono mai arrivate, sarà rappresentata dall&#8217;avvocato Giampaolo Colosimo.</p>
<p><strong>Questa contro la show girl televisiva</strong> è soltanto una delle tante battaglie che l’associazione delle estetiste riminesi ha avviato a difesa della categoria. L’associazione si è inoltre sempre battuta per una maggiore tutela della professione. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2013/07/La-Balivo-offese-le-estetiste.pdf"></p>
<p>Scarica PDF qui &gt;&gt;</p>
<p></a></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>In Toscana, il Laser e luce pulsata per l’epilazione sono vietati all&#8217;estetista, con sanzioni fino a 15 mila euro e confisca dei beni: CNA esprime la sua soddisfazione per tale legge.</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 16:54:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4817/in-toscana-il-laser-e-luce-pulsata-per-lepilazione-sono-vietati-allestetista-con-sanzioni-fino-a-15-mila-euro-e-confisca-dei-beni-cna-esprime-la-sua-soddisfazione-per-tale-legge/"><img title="img733600" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2013/06/img733600.jpg" alt="In Toscana, il Laser e luce pulsata per l’epilazione sono vietati all&#8217;estetista, con sanzioni fino a 15 mila euro e confisca dei beni: CNA esprime la sua soddisfazione per tale legge." width="200" height="171" /></a>
	</div>
	Nei giorni scorsi in Toscana, come ormai succede spesso da quasi dieci anni , a seguito di un controllo dei NAS è stata confiscata un’apparecchiatura di luce pulsata in un centro estetico. Questo si è verificato, in quanto, in Toscana vige una legge regionale del 31 maggio 2004, n. 28 che oltre a vietare categoricamente [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4817/in-toscana-il-laser-e-luce-pulsata-per-lepilazione-sono-vietati-allestetista-con-sanzioni-fino-a-15-mila-euro-e-confisca-dei-beni-cna-esprime-la-sua-soddisfazione-per-tale-legge/"><img title="img733600" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2013/06/img733600.jpg" alt="In Toscana, il Laser e luce pulsata per l’epilazione sono vietati all&#8217;estetista, con sanzioni fino a 15 mila euro e confisca dei beni: CNA esprime la sua soddisfazione per tale legge." width="200" height="171" /></a>
	</div>
	<p>Nei giorni scorsi in Toscana, come ormai succede spesso da quasi dieci anni , a seguito di un controllo dei NAS è stata confiscata un’apparecchiatura di luce pulsata in un centro estetico. Questo si è verificato, in quanto, in Toscana vige una legge regionale del 31 maggio 2004, n. 28 che oltre a vietare categoricamente l’utilizzo del laser e della  luce pulsata all&#8217;estetista, prevede una sanzione amministrativa da euro 3.000,00 a euro 15.000,00  e confisca amministrativa dell&#8217;attrezzatura, e nel caso di reiterazione della violazione il comune sospende l&#8217; attività per un periodo da sei mesi ad un anno.</p>
<p>In Toscana se un consumatore vuole sottoporsi ad un trattamento di epilazione laser o luce pulsata può solo rivolgersi al medico, nel resto d’Italia, invece, l’estetista può utilizzare sia il laser che la luce pulsata.</p>
<p>Questa legge regionale della Toscana risulterebbe incostituzionale, in quanto disapplica, completamente, nel suo territorio, la legge nazionale sull&#8217;estetica 1/90, regolamentando autonomamente la regione Toscana. Questo fa si che tutte le estetiste della Toscana risultino essere in una posizione di svantaggio rispetto alle colleghe del resto d’Italia, in quanto,  limitate nell&#8217;utilizzo di strumentazioni importanti come i Laser per epilazione, e non solo.</p>
<p>Visto che il problema delle confische di tali strumenti in Toscana diventa sempre più frequente e molte estetiste si sono rivolte a Confestetica per cercare una soluzione, Confestetica stessa ha messo a disposizione i propri legali per impugnare, in primis, tali provvedimenti   che  consentirebbero, in secundis, di  chiedere alla Corte Costituzionale di pronunciarsi in merito alla costituzionalità della legge della Regione Toscana del 31 maggio 2004, n. 28.</p>
<p><span style="font-size: small;"><em style="color: #999999; font-size: large;">«<strong>La COSTITUZIONE ITALIANA DICE</strong>:</em></span></p>
<h5><span style="color: #888888; font-size: small;"><em>Art. 3.</em></span></h5>
<p><span style="color: #888888; font-size: small;"><em>Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.</em></span></p>
<p><span style="color: #888888; font-size: small;"><em>È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese.</em></span></p>
<h5><span style="color: #888888; font-size: small;"><em>Art. 4.</em></span></h5>
<p><span style="color: #888888; font-size: small;"><em>La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.</em></span></p>
<p><span style="color: #888888; font-size: small;"><em>Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.»</em></span></p>
<p>Per questo motivo Confestetica ha chiesto a CNA, FAPIB e CONFARTIGIANATO di creare un’azione comune per impugnare la confisca della luce pulsata subita dalla estetista toscana, per poi dare avvio al  procedimento di incostituzionalità contro la legge regionale 31 maggio 2004 n.28, in modo da risolvere il problema immediato della confisca nonché il problema della legge regionale Toscana che limita tutti gli estetisti toscani nell’utilizzo delle strumentazioni Laser.</p>
<p>Le risposte di tali Associazioni, però, sono state piuttosto deludenti!</p>
<p>CNA e FAPIB hanno detto di  “non voler procedere” e CONFARTIGIANATO non ci ha risposto affatto.   </p>
<p>Già nel 2004, quando è uscita la legge regionale della Toscana,  tali associazioni, avrebbero dovuto vigilare e prendere provvedimenti a tutela degli estetisti della Toscana,(si ricorda che Confestetica nasce solo nel 2007). Ma è chiaro, dai loro commenti fatti al tempo, che non ne avevano nessuna intenzione  in quanto le loro dichiarazioni  al tempo dell’uscita della legge 31 maggio 2004 n.28 furono: “Soddisfazione da parte della Federestetica CNA per l’approvazione della nuova Legge Regionale della Toscana che disciplina le attività di Estetica, tatuaggio e piercing”,ed ancora,  “Sono state accolte tutte le osservazioni che le organizzazioni di categoria avevano avanzato e che vanno finalmente a regolamentare tutta una serie di attività che fino ad oggi non avevano uno specifico inquadramento, con i rischi che questo comporta per l’utenza finale”.</p>
<p>A tal proposito, ci chiediamo: visto che l’attività di tatuaggio era già di pertinenza dell’estetista e i “Centri benessere” ed “Centri dimagrimento” sono attività già regolamentate dalla legge nazionale 1/90 e che quindi l’estetista ha sempre svolto, legittimamente, tali funzioni, per quale motivo CNA  si ritiene soddisfatta del divieto di utilizzo di Laser e Luce pulsata, con tutte le sanzioni e la relativa confisca dei beni, per gli estetisti della Toscana?</p>
<p>Bisogna far sapere, però, agli estetisti della Toscana,  che un centro estetico specializzato in epilazione laser e luce pulsata nel resto d’Italia  può incassare, legittimamente con questi strumenti, più di 25.000 euro al mese, anche in periodi di recessione come quello che stiamo attraversando.</p>
<p>Quindi, sapendo ciò, siamo sicuri che gli estetisti della Toscana, ossia i diretti interessati, vogliano veramente essere trattati diversamente dal resto d’Italia? ed è giusto che a loro debbano essere precluse nuove prospettive di guadagno e di  ulteriori  esperienze professionali,  a causa di una legge regionale che scavalca una legge nazionale?</p>
<p>Alla luce di tutto questo e sulla base di numerose segnalazioni che ci sono pervenute in Confestetica ,siamo costretti a ricordare agli estetisti della Toscana, che non possono far uso di strumentazioni laser per epilazione e li ammoniamo a non fidarsi di quelle aziende  che scorrettamente gliene propongono l’acquisto. Fin quando in Toscana sarà in vigore  la Legge Regionale del 31 maggio 2004, n. 28, non è possibile per gli estetisti della Toscana acquistare ed utilizzare strumentazioni laser e luce pulsata per l’epilazione e che tutti i contratti d’acquisto di tali strumentazioni con i fornitori sono, pertanto, nulli.</p>
<p>Ci auspichiamo che gli estetisti della toscana possano unirsi a sostegno della loro collega per risolvere nell&#8217;immediato il problema legato alla confisca della sua Luce pulsata, ma che si rivelerà successivamente un  beneficio per tutti .</p>
<p>Per ulteriori informazioni, la segreteria di Confestetica è a disposizione al numero verde 800 90 60 90 oppure al mobile 333.87.500.87</p>
<p><strong>AGGIORNAMENTO del 18 giugno 2013 ore 14:00</strong></p>
<p>In questi ultimi giorni da alcune estetiste toscane ci è giunta notizia che le associazioni di categoria le rassicurerebbero in merito alla risoluzione di questo problema, citando questi due fatti:</p>
<p>A) Ordinanza di dissequestro dell&#8217;Unione Valdera <span style="color: #3366ff;"><a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2013/06/Ordinanza-di-dissequestro-dellUnione-Valdera.pdf"><span style="color: #3366ff;">[Vedi allegato]</span></a></span></p>
<p>Quanto all&#8217;Ordinanza di dissequestro si precisa che che il macchinario, anche se dissequestrato, non potrà essere utilizzato in Toscana fino a quando la legge Regionale non sarà abrogata</p>
<p>B) Comunicato Stampa del Consiglio Regionale della Toscana <span style="color: #3366ff;"><a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2013/06/Comunicato-Stampa-del-Consiglio-Regionale-della-Toscana.pdf"><span style="color: #3366ff;">[Vedi allegato]</span></a></span></p>
<p>Quanto al Comunicato Stampa del Consiglio Regionale della Toscana, due esponenti del (PD) hanno ascoltato i rappresentanti di CNA Toscana Estetica, Confartigianato di Arezzo ed Estetica Futura e i responsabili di ASL 6 di Livorno e ASL 10 di Firenze. Però non si evince, di fatto, cosa intendono fare in merito, come e quando.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>AGGIORNAMENTO del 28 giugno 2013 ore 12:30</strong></p>
<p>Siamo venuti a conoscenza che dalla CNA è partita una comunicazione che dice:</p>
<p><em>“Primo successo dell&#8217;azione congiunta fra la CNA e le estetiste della Valdera per riconoscere la legalità all&#8217;uso delle macchine a luce pulsata. Dopo i ricorsi avversi ai sequestri del mese scorso, presentati tramite lo studio legale Avv. Luigi Bimbi di Pisa, nei giorni scorsi sono state emesse ordinanze di dissequestro da parte dell’Unione Valdera delle macchine sequestrate dagli organi di vigilanza. Si tratta di una prima significativa vittoria, ora rimaniamo in attesa fiduciosi anche sul buon esito delle sanzioni amministrative” – è il commento di Remo Urti, coordinatore Unione Benessere CNA di Pisa che ha guidato la reazione dei saloni di estetica colpiti dalle ordinanze di sequestro . “Le motivazioni dei provvedimenti di dissequestro sono condivisibili,- commenta ancora Urti- attendiamo ora anche la modifica della legge regionale di riferimento che è la norma che ha creato il pasticcio, poiché in contraddizione con quelle statali ed europee. Fortunatamente almeno i Comuni stanno dando una interpretazione diversa rispetto agli uffici della Regione Toscana”. </em></p>
<p>Proprio per questo comunicato, in questi giorni, moltissime aziende stanno proponendo l’acquisto da parte dei centri estetici di luce pulsata, riportando questo comunicato della CNA come soluzione al problema dell’utilizzo della luce pulsata. Ricordiamo che è vietato per legge utilizzare la luce pulsata a tutti gli estetisti, come già abbiamo detto, della Toscana. Quindi invitiamo CNA ad essere più chiara con gli estetisti della Toscana facendo presente in modo inequivocabile che in Toscana l’estetista non può utilizzare la luce pulsata, anziché parlare di prima significativa vittoria.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La regione Toscana sta denigrando gli estetisti della sua regione: in Toscana gli estetisti sono di serie B</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jun 2013 15:27:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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	<div>
	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4795/la-regione-toscana-sta-denigrando-gli-estetisti-della-sua-regione-in-toscana-gli-estetisti-sono-di-serie-b/"><img title="cc_ccecc_UdienzaPubblica" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2013/06/cc_ccecc_UdienzaPubblica.jpg" alt="La regione Toscana sta denigrando gli estetisti della sua regione: in Toscana gli estetisti sono di serie B" width="200" height="110" /></a>
	</div>
	LO STATO ATTUALE In Toscana, nel 2004, è stata promulgata la LEGGE REGIONALE 31 maggio 2004, n. 28 e seguenti, nella quale viene impedito all&#8217;estetista di utilizzare le apparecchiature che di fatto sono utilizzabili dalle estetiste di tutta Italia. Inoltre, la regione Toscana con l’art. 14, 2° comma (Abrogazioni) della suddetta legge recita: “Dalla stessa data [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[
	<div>
	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4795/la-regione-toscana-sta-denigrando-gli-estetisti-della-sua-regione-in-toscana-gli-estetisti-sono-di-serie-b/"><img title="cc_ccecc_UdienzaPubblica" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2013/06/cc_ccecc_UdienzaPubblica.jpg" alt="La regione Toscana sta denigrando gli estetisti della sua regione: in Toscana gli estetisti sono di serie B" width="200" height="110" /></a>
	</div>
	<p style="text-align: center;"><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>LO STATO ATTUALE </strong></p>
<p>In Toscana, nel 2004, è stata promulgata la LEGGE REGIONALE 31 maggio 2004, n. 28 e seguenti, nella quale viene impedito all&#8217;estetista di utilizzare le apparecchiature che di fatto sono utilizzabili dalle estetiste di tutta Italia. Inoltre, la regione Toscana con l’art. 14, 2° comma (Abrogazioni) della suddetta legge recita: “Dalla stessa data cessa di avere applicazione nel territorio della Regione Toscana la legge 4 gennaio 1990, n. 1 (Disciplina delle attività di estetista).</p>
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<p><strong>COSA FARE</strong></p>
<p>Nessuna regione può sostituirsi al governo centrale E disapplicare una legge statale che, come nel caso di specie, detta principi generali (c.d. legge quadro) a cui devono ispirarsi le regioni nel dettare poi la propria disciplina della materia ricadente in materia di legislazione concorrente, come previsto dall’art. 117 della Costituzione. La regione Toscana, invece, si è spinta oltre il limite costituzionale imposto dall&#8217;articolo della Costituzione appena citato. Lo studio legale di Confestetica, nei prossimi giorni, intende provocare il c.d. giudizio incidentale di legittimità costituzionale della norma emanata dalla Regione Toscana dinanzi alla Corte Costituzionale. La Corte, qualora investita della questione dal Tribunale competente a decidere il merito della vicenda, sarà chiamata a pronunciarsi sulla legittimità, in tutto o in parte della sopra citata legge della regione Toscana, dichiarando se del caso l’illegittimità della stessa, così da consentire alle estetiste toscane di lavorare con le stesse apparecchiature e le stesse regole delle estetiste di tutto il resto di Italia, senza le discriminazioni che oggi invece sono presenti.</p>
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<p><strong>PERCHÉ</strong></p>
<p>Lo studio legale di Confestetica intende provocare questo incidente costituzionale affinché gli estetisti della Toscana ritornino ad essere uguali agli estetisti del resto di Italia, vuole consentire agli estetisti della Toscana di poter fare tutti i trattamenti possibili nel resto di Italia e per le aziende che producono apparecchiature non devono esistere estetisti di serie A e di serie B.</p>
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<p><strong>RISULTATO </strong></p>
<p>Quello che si vuole ottenere è la dichiarazione di incostituzionalità di tutta la legge in Toscana, LEGGE REGIONALE 31 maggio 2004, n. 28 e seguenti, in subordine in assoluto l’abrogazione dell’art. 14 2° comma di detta legge, in quanto le regioni non possono disapplicare le leggi dello Stato nel loro territorio. Gli estetisti della Toscana devono quanto prima poter utilizzare tutti gli apparecchi ad uso estetico loro consentito dalla legge nazionale 1/90, mettendo fine quanto prima a questa gravissima discriminazione tra estetisti della Toscana e estetisti del resto di Italia.</p>
<p>Al fine di poter consentire a Confestetica l’incidente costituzionale attraverso atti giudiziari, si richiede la vostra solidarietà anche con un piccolo contributo economico a sostegno delle spese legali necessarie.</p>
<p>Per informazioni Tel. 0541.71.88.73 &#8211; Cell. 333.87.500.87 </p>
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<p>Ci auguriamo che almeno questa iniziativa possa unire tutte le associazioni (CONFESTETICA &#8211;  CNA &#8211; CONFARTIGIANATO &#8211; FAPIB) e le aziende di settore, risolvendo questa scandalosa situazione di carattere Costituzionale.</p>
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		<title>I costruttori di apparecchiature estetiche perdono la &#8220;sovranità&#8221; e i centri estetici rischiano l&#8217;estinzione. Sembra di tornare all&#8217;economia pianificata di Stalin</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Mar 2013 10:51:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
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	È ormai evidente che il decreto 110 del luglio 2011, stia creando gravissimi problemi a costruttori, rivenditori, estetisti e clienti finali. È noto a tutti che, quando la legge 1/90 fu promulgata, allegata ad essa vi era l’elenco delle apparecchiature che l’estetista avrebbe potuto utilizzare, apparecchiature che, sapientemente e professionalmente, ha utilizzato per oltre 21 anni.  [&#8230;]]]></description>
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	<p></p>
<p>È ormai evidente che il decreto 110 del luglio 2011, stia creando gravissimi problemi a costruttori, rivenditori, estetisti e clienti finali.</p>
<p>È noto a tutti che, quando la legge 1/90 fu promulgata, allegata ad essa vi era l’elenco delle apparecchiature che l’estetista avrebbe potuto utilizzare, apparecchiature che, sapientemente e professionalmente, ha utilizzato per oltre 21 anni. </p>
<p>Il decreto, di cui alla Legge 1/90, doveva essere emanato entro 120 giorni di tempo, quindi entro il maggio 1990, perché tale decreto doveva determinare le caratteristiche tecnico-dinamiche delle apparecchiature, già riportate nella stessa legge, cioè le famose e tanto attese schede tecniche.E anche i costruttori, dal canto loro, si sono attenuti allo stesso elenco per costruire le apparecchiature estetiche a norma di legge.</p>
<p>Le caratteristiche tecnico-dinamiche di tali apparecchiature, invece, sono state prodotte ed emanate attraverso il decreto solo nel 2011, ovvero 21 anni dopo.  </p>
<p>I costruttori, in ogni caso, dal 1990 al 2011 hanno prodotto legalmente le apparecchiature così come elencate nella legge del 1990; anche se le caratteristiche tecnico-dinamiche non erano mai state prodotte. Questo perché  i costruttori, in mancanza delle caratteristiche tecnico-dinamiche,  si sono attenuti a regolamentazioni europee e  regolamenti nazionali, che nel frattempo hanno colmato questo vuoto. Lavorando con ingegno e creatività, investendo in sviluppo e ricerca, hanno portato il settore dell’estetica, in questi 21 anni passati, ad essere leader mondiale, con una forte crescita ed un grosso sviluppo. </p>
<p>Le cose sono cambiate drasticamente con l’entrata in vigore del decreto 110/2011.  I costruttori hanno perso totalmente la “sovranità industriale, lo sviluppo e la ricerca, le creatività progettuali ed innovative”!</p>
<p>Il decreto ha ingabbiato, con limiti invalicabili, tutte le caratteristiche tecnico-dinamiche che ogni apparecchiatura estetica deve avere per essere considerata a norma, attraverso 22 schede tecniche, una per ogni apparecchiatura presente in elenco, privando i costruttori di determinare la destinazione d’uso in quanto è già tutto deciso con il decreto.</p>
<p>In sostanza il Ministero dice al costruttore come deve costruire una nuova tecnologia attraverso delle schede tecniche preconfezionate.</p>
<p>È come se il Ministero dicesse ad un produttore di creme come deve fare un cosmetico, preconfezionandogli la formula chimica, bloccando così lo sviluppo, la ricerca, la creatività e l’innovazione (ovvero, se vuoi fare una crema per pelli secche, questa è la ricetta).</p>
<p>Per i cosmetici esiste la legge 713/86 e seguenti, che determina quali siano gli ingredienti che si possono utilizzare per produrre un cosmetico, ingredienti, questi, riportati in etichetta come codice INCI; ma questa legge, come è giusto che sia, non dice ai produttori come devono formulare le loro ricette cosmetiche, ma lascia, giustamente a loro, l’inventiva, l’ingegno, lo sviluppo e la ricerca, perché solo cosi si garantisce lo sviluppo e la crescita di un settore. </p>
<p>Per i costruttori di apparecchiature, invece, il libero ingegno, l’inventiva, la ricerca, lo sviluppo sono stati inibiti dal decreto 110/2011 che detta regole assurde.</p>
<p>L’effetto di queste restrizioni risulta evidente dagli studi sui dati del settore, di oltre un anno, che ci mostrano un compartimento in retrocessione esagerata!</p>
<p>Questo decreto, tra le altre assurdità, ha previsto un tavolo tecnico, presso i ministeri dello Sviluppo economico e della Salute,  che avrebbe il compito di implementare o revisionare le nuove tecnologie per l’estetica; in oltre un anno di lavoro, con incontri mensili tra Ministeri e rappresentanze di categoria, non si è arrivati praticamente ancora a nulla riguardo la revisione delle apparecchiature inserite in elenco e l’implementazione di nuove tecnologie. Questo fa capire quanto sia assurdo tutto questo e quanti danni stia creando all&#8217;intera filiera estetica, <strong>sembra di rivivere i piani quinquennali dell&#8217;economia pianificata dell&#8217;Unione Sovietica di Stalin</strong> [<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Economia_pianificata">vedi</a>]</p>
<p>Pensate cosa accadrebbe al mercato dell’informatica o della telefonia se con un decreto si dovessero preconfezionare le caratteristiche tecnico-dinamiche di produzione attraverso una scheda dettagliata per ogni tecnologia presente sul mercato: il risultato sarebbe una stagnazione ed una ghettizzazione del settore e ciò è semplicemente impensabile!!!</p>
<p>Ma la cosa che ci meraviglia maggiormente è che ci sono alcuni costruttori, alcune associazioni e alcuni giornali di settore che sono soddisfatti di questo risultato assurdo. Risultato di evidente stagnazione e di grave retrocessione che va avanti da oltre due anni nel settore dell’estetica. Settore che fino al 2011 è stato leader mondiale indiscusso; ma, a sentir  loro, “meglio questo decreto che avere niente”, non rendendosi conto che per tali apparecchiature esistono regolamentazioni europee e nazionali.</p>
<p>Da un’indagine svolta al Cosmoprof di quest’anno è risultato che molti costruttori italiani hanno tra loro una costante comune, ovvero, stanno pensando di produrre tecnologie per l’estetica, prevalentemente per l’estero o solo per farmacie e medici. Praticamente stanno, gradualmente, uno dopo l’altro, abbandonando la categoria degli estetisti, in quanto “con questo decreto” – dicono – “è molto complicato produrre apparecchiature efficienti e che garantiscano risultati dimostrati”! La conseguenza è che da primi al mondo del settore, stiamo velocemente spostandoci verso gli ultimi posti, con l’aggravante che i produttori esteri, come è ovvio che sia, se ne guardano bene da proporre in Italia nuove te</p>
<p><strong>Alla luce di quanto fin qui considerato, qual è la riflessione finale?</strong></p>
<p>Per 21 anni le aziende e gli estetisti italiani hanno contribuito, senza precedenti al mondo, ed in modo del tutto legittimo, a far sviluppare questo settore. Attenendosi alla legge 1/90, alle normative europee e nazionali, hanno portato il settore italiano dell’estetica ad effettuare ogni anno oltre 100 milioni di trattamenti estetici su clienti finali.</p>
<p>Oggi, invece, l’emanazione del decreto 110/2011, con il suo assurdo ritardo di oltre 21 anni, ha letteralmente paralizzato l’intera filiera dell’estetica italiana, in quanto va a bloccare con le 22 schede tecniche, il parco macchine utilizzabili dagli estetisti italiani, quando il mercato, nel frattempo, dispone di infinite tecnologie ad uso estetico, già normate dall’Europa e dall’Italia, ma che a causa di questo decreto assurdo ed anacronistico, all’estetista ne è impedito l’utilizzo.   </p>
<p>La conseguenza di tutto questo, come del resto era prevedibile, è la paralisi totale del settore dell’estetica con un calo degli acquisti,  da parte dei titolari di centro estetico, di nuove tecnologie che supera il 65%.</p>
<p>Il settore dell’estetica, nonostante la crisi, ha comunque, avuto una crescita costante, ma il fatto di non avere più a disposizione nuove tecnologie, lo sta spingendo,  sempre più,  verso il baratro della retrocessione.</p>
<p>In tempi non sospetti,  prevedendo con timore tutto quello che sta accadendo, Confestetica aveva fatto ricorso al TAR contro il Decreto.</p>
<p>Purtroppo il ricorso non è stato accolto e ci preme segnalare un fatto gravissimo: il primo giudizio del Ricorso era stato affidato ad un giudice del Tar che faceva parte dello stesso Ministero della Salute, il quale, da una parte era membro dello stesso Ministero e dall’altra voleva essere anche giudice giudicante del nostro ricorso.  </p>
<p>Per questo Confestetica ha ricusato il giudice evidenziando l’incompatibilità a giudicare tale ricorso, ma a quanto pare la sentenza del TAR sembrava già scritta.</p>
<p>In Italia si capisce se ci sono più distratti, più incompetenti o più furbi!!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ma non tutto è perso!</strong></p>
<p>È nostra intenzione ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza emessa dal TAR, per chiedere una giustizia che ci spetta e che solo un organo così supremo ed imparziale ci può dare, visto che le argomentazioni portate nel nostro ricorso sono palesemente di merito e di forma.</p>
<p>Chiederemo la sospensione immediata in via cautelare del decreto 110/2011 con l’esito che dovrà essere pronunciato entro maggio/ giugno prossimi, in attesa del giudizio definitivo.</p>
<p>Per fare questo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti coloro che abbiano interesse che questo decreto venga eliminato.</p>
<p>Da qui inizia la nostra raccolta fondi con la partecipazione di tutti per far fronte alle sostanziose spese che servono per ricorrere al Consiglio di Stato attraverso legali specializzati.</p>
<p>I termini per il deposito degli atti di sospensione cautelare e inizio procedimento contro il Consiglio di Stato scadono a META’APRILE, entro questa data dobbiamo riuscire a raccogliere i 9700 Euro che ci servono per far fronte a tutte le spese necessarie. Ed è per questo che, tutti  insieme, con un piccolo contributo, possiamo portare a casa il risultato tanto atteso: la sospensione ed eliminazione di tale decreto. </p>
<p>Sapete che come Associazione senza scopo di lucro viviamo grazie ai vostri contributi economici e di volontariato e questa è una spesa molto grande da poter essere affrontata da soli, ora chiediamo aiuto a chiunque voglia darci una mano.</p>
<p>Ringraziamo anticipatamente quanti ci vorranno sostenere in  questa battaglia, aziende o estetiste. </p>
<p>Per le aziende che vorranno darci il loro sostegno verrà dedicata una pagina speciale e permanente di ringraziamento sul portale di Confestetica.</p>
<p>Per informazioni: cell. 333.87.500.87 </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ringraziandoti nuovamente per il tuo interesse ti indichiamo qui di seguito le fasce di contributo nelle quali troverai il contributo più adatto a te.<br />Il banner della tua azienda sarà visibile sulle oltre 150.000 pagine web di Confestetica che, mediamente, vengono visitate da 5000 utenti al giorno.Il tuo contributo a Confestetica sarà ricambiato con degli spazi banner sul portale <a href="http://www.confestetica.it/" target="_blank">www.confestetica.it</a>, del pari valore dell’importo versato.</p>
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<p>La segreteria Nazionale di Confestetica<br /> Angelica Pippo &#8211; Roberto Papa</p>
<p>Per informazioni: Confestetica &#8211; tel. 0541.718873 &#8211; cell. 333.87.500.87</p>
<p><b>Per la pubblicazione dei banner, inviare copia del bonifico via fax al n. 0541.78.78.01 o via e mail</b><b> </b><b><a href="mailto:segreteria@confestetica.it" target="_blank">segreteria@confestetica.it</a> </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</form>]]></content:encoded>
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		<title>L’importanza del lavoro dell’estetista, ce lo spiega Fabio di Striscia la Notizia nel suo libro “Sotto il segno della bilancia”</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2012 23:05:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4707/limportanza-del-lavoro-dellestetista-ce-lo-spiega-fabio-di-striscia-la-notizia-nel-suo-libro-sotto-il-segno-della-bilancia/"><img title="SOTTO_IL_SEGNO_DELLA_BILANCIA_cover_LOW_stampa-200x200" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2012/12/SOTTO_IL_SEGNO_DELLA_BILANCIA_cover_LOW_stampa-200x200.jpg" alt="L’importanza del lavoro dell’estetista, ce lo spiega Fabio di Striscia la Notizia nel suo libro “Sotto il segno della bilancia”" width="200" height="200" /></a>
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	“A lei devo un piacevolissimo sentimento di rispetto e accettazione del mio corpo. Lei ha rivoluzionato il mio modo di vedermi,ha caricato la mia autostima di mille punti di qualità!”  Il buon Fabio di Striscia la Notizia, (Fabio De Nunzio) l’amico inseparabile di Mingo, così parla della sua estetista, nel libro appena uscito dal titolo [&#8230;]]]></description>
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	<p>“A lei devo un piacevolissimo sentimento di rispetto e accettazione del mio corpo. Lei ha rivoluzionato il mio modo di vedermi,ha caricato la mia autostima di mille punti di qualità!”</p>
<p> Il buon Fabio di Striscia la Notizia, (Fabio De Nunzio) l’amico inseparabile di Mingo, così parla della sua estetista, nel libro appena uscito dal titolo “SOTTO IL SEGNO DELLA BILANCIA” di Alberti Editore. Il libro tratta il tema dell’obesità, problema importante della nostra società. Il Buon Fabio, racconta la sua vita da cicciottello, di come affronti la sua vita quotidiana e di tutti gli accorgimenti che deve adottare chi è in sovrappeso, in un mondo che non gli si adatta facilmente perché costruito a misura di magro. Fabio fa capire cosa significhi per un oversize salire su un autobus affollato, entrare nel box di ingresso alla banca, oppure  accomodarsi al cinema, o alle sedie dei fast food che hanno i tavolini ancorati.  Anche se i racconti del libro sono accompagnati costantemente da ironia e da un forte senso dell’umorismo, non viene meno il tema importante dell’obesità come condizione complessa, con molteplici sfaccettature, con enormi fattori di rischio come problemi di autocontrollo,  di volontà, di alterata regolazione dell’appetito e del metabolismo.</p>
<p>Perché questa attenzione, verso il libro del buon Fabio?</p>
<p>Ho intenzione di parlare del Sig.De Nunzio, chiamandolo amichevolmente Fabione, o come lo conosciamo tutti il buon Fabio, perché lui per primo, in un capitolo di questo libro parla dell’estetista, evidenziandone delle caratteristiche che pochi fino ad ora hanno compreso, e che fanno concepire questa  figura in un ruolo che va oltre la mera esecutrice di trattamenti estetici o di “estetica effimera”. Egli parla della sua estetista Anna Chiaratti, nostra collega, ma nelle sue parole, ognuna di noi, potrà vedere se stessa.</p>
<p>Fabione è l’unica persona, che è stata in grado di descrivere quello che è realmente ,oggi, l’estetista. L’unico giornalista e scrittore che ha portato fuori dalle mura del centro estetico il vero ruolo professionale e , se vogliamo anche sociale, dell’estetista. Il buon Fabio dice in un passaggio del libro, riferendosi alla sua estetista: “ Lei trova sempre il modo di sottolineare il meglio di me, tirando fuori qualità che credevo smarrite nel perimetro del mio bel corpone. Mi ha insegnato a volermi bene a coccolarmi e a intraprendere con decisione la strada del dimagrimento, ma senza forzature, senza strapazzi.”</p>
<p>In questa descrizione, care colleghe, non vi sentite anche voi un po’ l’estetista di Fabione? Le emozioni che il buon Fabio ci descrive e che ha vissuto sulla sua pelle, sono il miracolo che ogni estetista compie ogni giorno con il suo lavoro: rendere consapevoli i clienti di quanto buono e bello ci sia in ognuno di essi, al di là dell’aspetto fisico.</p>
<p>Non strappiamo semplicemente peli,  non massaggiamo superficialmente corpi, non limiamo distrattamente unghie; entriamo con discrezione nell’intimità più segreta delle persone, là dove nessuno può entrare. E’ la nostra grande sensibilità che ci permette di farlo, è la nostra profonda conoscenza delle persone che ci aiuta a capire e a tirare fuori il meglio da esse. L’unica figura,  e ripeto l’unica, che riesce, con naturalezza e senza forzature, ad invadere quella sfera personale più intima  delle persone, senza creare disagi,  tanto da riuscire a lavorare sulla parte esteriore del corpo e contemporaneamente  nella sua interiorità fino ad indurre le persone  ad una consapevolezza di sé, all’ottimismo e all’accettazione. Questa è la grande e naturale capacità dell’estetista, data dalla sensibilità, che le è propria, e la conoscenza delle persone dovuta all’esperienza. Se questa conoscenza avesse, oggi, la possibilità di essere alimentata anche da una corretta formazione, l’estetista potrebbe andare incontro ad una crescita professionale senza precedenti.</p>
<p>Ecco perché mi arrabbio quando ci classificano e ci chiamano ARTIGIANE, come se lavorassimo su corpi inanimati! Potreste considerare il buon Fabio un corpo inanimato, dopo la descrizione delle sue emozioni? Le emozioni che la sua estetista gli ha trasmesso?</p>
<p>PSICHE e SOMA, mente e corpo. Di questo si occupa l’estetista, e lo fa con grande cura, attenzione, dedizione e professionalità!  Che nessun autorevole personaggio salti ora su dalla sedia per quello che ho detto. Che, l’estetista, lavorando su un corpo, riesca anche a placare, cullare e rasserenare le menti è un dato di fatto. E’ un dato di fatto, che, creando benessere su un corpo, si riescano a ridurre i livelli di stress,  si aumenti il livello di ottimismo  e si migliori di conseguenza il senso di benessere generale. Questo lo dice anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità e  lo dimostrano Stati come l’America, l’Inghilterra, la Francia, la Polonia, la Finlandia e tanti altri, che, applicando le indicazioni fornite dall’OMS,  creano aree benessere sui posti di lavoro o negli ospedali, incentivano i servizi di spa e centri benessere persino all’interno di ogni condominio, come in Finlandia ad esempio. In Francia esiste la specializzazione di psico-estetista, che lavora negli ospedali, nelle carceri, nei consultori.</p>
<p>Così, mentre in Italia si creano Decreti e si fissano paletti sul lavoro dell’estetista, gli altri Stati elevano e fanno crescere questa figura, formandola, investendo su di essa e riconoscendone il suo importante ruolo sociale. Come sempre abbiamo ancora una volta qualcosa da invidiare agli altri! In Polonia, in Russia, l’estetista prima della sua specializzazione studia per due anni medicina. In Italia? In Italia nella maggior parte delle scuole di estetica, per fare numero e ottenere iscrizioni, al fine di ottenere finanziamenti della comunità europea e regionali,  si reclutano anche persone con problematiche psicologiche, disagi sociali, handicap. Persone che, (e questa non è discriminazione) non saranno mai in grado di svolgere questo tipo di lavoro, proprio perché non si lavora su corpi inanimati. In Italia per diventare estetista si seguono, nella maggior parte dei casi, corsi di bassissimo livello, con piani di studio risalenti al 1990, con docenti non idonei all’insegnamento e spesso non competenti nella materia di insegnamento. Spesso i docenti sono proprietari di aziende del settore estetico che invece di formare studenti modello si crescono e assicurano  clienti per il futuro. Nelle scuole italiane la tecnologia più avanzata, come materia di insegnamento, è un vaporizzatore o un elettrostimolatore dell’età Borbonica. Mi chiedo si può far crescere una professione in questo modo? O meglio, la domanda più appropriata è questa: si vuole fare crescere questa figura? O fa comodo tenerla ignorante?&#8230;</p>
<p>Proprio questo è uno dei motivi della proposta di legge di Confestetica, la 3116 che prevede come requisito fondamentale il diploma di maturità per poter accedere alla scuola di estetica, così almeno il livello delle docenze e dei programmi di studio si innalzerebbero forzatamente, poiché ci si troverebbe di fronte a studenti con un livello culturale e una maturità decisionale più importante rispetto agli studenti della scuola dell’obbligo,ancora troppo piccoli e perciò immaturi e non ancora sufficientemente formati culturalmente.</p>
<p>Da questa impellente necessità di formazione e istruzione affonda le sue radici anche il motivo dell’opposizione al decreto 110/11 che Confestetica ha chiesto al Tar del Lazio, ed ora al Consiglio di Stato. L’eventuale sospensione di tale decreto, a questo punto, ad opera del Consiglio di Stato, non sarebbe per Confestetica, un punto di arrivo, ma un punto di partenza, in quanto lo scopo della nostra associazione è riuscire a creare dei piani di formazione che abilitino gli operatori del settore all’utilizzo di tutte le apparecchiature estetiche che vengono immesse sul mercato. Questo darebbe l’opportunità a chi ha desiderio di far crescere la propria azienda di farlo senza incorrere in limiti e sbarramenti a causa di freni legislativi, come può esserlo un elenco ristretto di apparecchiature dettato da un decreto. Confestetica è per l’apertura, la crescita e lo sviluppo conseguente all’acquisizione di determinati requisiti. Le altre associazioni, come Confartigianata e CNA, invece, sono più tradizionaliste, sono meno aperte alle innovazioni e alla crescita professionale ed è dimostra il fatto che vogliono a tutti i costi il  Decreto 110/11.</p>
<p>FAPIB, l’associazione dei produttori, ugualmente non fa gli interessi dell’estetista e non potrebbe, naturalmente, perché ad essa interessano esclusivamente i produttori.</p>
<p>I Ministeri, sia dello Sviluppo Economico, che della Salute, a quanto pare, fino ad ora non hanno dedicato particolare attenzione a questo settore. Anzi, con l’emanazione del Decreto 110/11 e con l’insindacabilità dello stesso, hanno solo contribuito ad arrestare  il naturale sviluppo del settore. Da quando è stato emanato il Decreto ci siamo riuniti tutti i mesi, presso il Ministero dello Sviluppo Economico per discutere e decidere sulle tecnologie da inserire nell’elenco. Ad oggi, dopo un  anno e mezzo, di viaggi, spese, discussioni e malumori, non si è concluso assolutamente niente, nessuna nuova tecnologia è stata inserita, nessuna integrazione è stata fatta, si è solo discusso del dermopigmentatore della Sig.ra Brigida Stomaci che lo vuole nell’elenco, come se tutte le estetiste fossero interessate al trucco semipermanente, quando poi abbiamo difficoltà anche con un semplice scalda cera o una termocoperta.  La Sig.ra  Brigida Stomaci fa parte di CNA, e le Caste sono privilegiate anche nel nostro settore.</p>
<p>Signori, SIC STANTIBUS REBUS, direbbero i latini, così stanno le cose!  La vera regola certa in Italia è: “MANTENIAMO IGNORANTI E DIVISE LE PERSONE , PERCHE’ ABBIAMO PIU’ FACILITA’ A GOVERNARE COME E’ PIU’ UTILE PER I NOSTRI INTERESSI”!</p>
<p>E Fabione? No, non mi sono dimenticata di lui! E’ grazie a lui che ho trovato ancora una volta la forza per andare avanti e combattere per il riconoscimento dei nostri diritti. Fin quando ci sarà anche una sola persona come il Buon Fabio che pensa queste cose bellissime dell’estetista, vale la pena lottare.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Decreto 110/2011: Confestetica fa appello al Consiglio di Stato alla ricerca di giustizia</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Dec 2012 22:24:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
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	“In data 10 dicembre il TAR del Lazio ha depositato la sentenza n. 10269/2012, il cui testo si rimette per esteso, con cui ha rigettato il ricorso proposto da Confestetica, rubricato sub n. 8214/2011 RG, nei riguardi del famoso decreto interministeriale 110/2011. Il TAR, che in un primo momento, vale a dire in occasione dell’udienza [&#8230;]]]></description>
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	<p>“In data 10 dicembre il TAR del Lazio ha depositato la sentenza n. 10269/2012, il cui testo si rimette per esteso, con cui ha rigettato il ricorso proposto da Confestetica, rubricato sub n. 8214/2011 RG, nei riguardi del famoso decreto interministeriale 110/2011.</p>
<p>Il TAR, che in un primo momento, vale a dire in occasione dell’udienza cautelare, sembrava avere condiviso le eccezioni sollevate dalla scrivente Associazione, ha poi cambiato il proprio orientamento, rigettando integralmente il ricorso con motivazioni, tuttavia, palesemente inconsistenti.</p>
<p>A questa sentenza si è giunti dopo il rinvio di giugno scorso, resosi necessario per la sostituzione del consigliere precedentemente inserito nel collegio giudicante, vale a dire il dottor Mario Alberto Di Nezza che, come già comunicato in precedenza, era stato oggetto di ricorso per ricusazione in quanto lo stesso aveva svolto la funzione di Capo di gabinetto del Ministero della Salute proprio durante il periodo in cui era stato adottato il provvedimento impugnato.</p>
<p>Orbene, in questo contesto, il TAR Lazio ha depositato la sentenza che ora si va a commentare, lasciando diverse zone d’ombra però nel percorso motivazionale che ha condotto al provvedimento in esame.</p>
<p>La Corte laziale non ha in primis condiviso l’eccezione di incompetenza in capo ai Ministeri ad emettere il provvedimento impugnato, motivandola nel senso di ritenere fondata la legittimazione delle amministrazioni centrali in virtù del disposto dell’art. 10 della legge 1/1990. Secondo il Giudice Amministrativo investito della questione, infatti, il regolamento in questione poteva essere adottato solo ed esclusivamente dai Ministeri a garanzia dell’uniformità della materia in tutta Italia.</p>
<p>A sostegno del proprio ragionamento, il TAR riporta anche delle pronunce della Corte Costituzionale che, tuttavia, non possono considerarsi calzanti. Vero è infatti che la facoltà di istituire nuove professioni è competenza dello Stato che, determina i principi generali con una propria legge quadro.</p>
<p>Trattandosi però di materia di legislazione concorrente, ai sensi del nuovo art. 117 Cost., i regolamenti (come il decreto in esame), sono di competenza esclusiva delle Regioni. Del resto, il TAR Lazio ha omesso di considerare, nella propria sentenza, il caso emblematico della regione Toscana che il collegio difensivo di Confestetica aveva opportunamente citato nel proprio ricorso.</p>
<p>La predetta regione, infatti, con una propria legge regionale ed un successivo regolamento, ha definito ogni questione riguardante la materia dell’estetica, arrivando addirittura a disapplicare nel proprio territorio la legge 1/1990!!! A ben vedere, la decisione sul punto del TAR sembra ancorata ad una Costituzione ante riforma del 2001, allorquando le competenze dello Stato e delle Regioni sono variate in virtù della legge costituzionale n. 3/2001.</p>
<p>Ancora più deprecabili sono le considerazioni del TAR con riferimento al merito del decreto che Confestetica aveva censurato, soprattutto con riguardo alla contraddittorietà e mancata prova circa la pericolosità dei macchinari che avevano determinato l’esclusione dall’elenco delle attrezzature utilizzabili dall’estetista di alcuni apparecchi ovvero il depotenziamento di altri.</p>
<p>Parimenti, appaiono deboli le osservazioni circa la violazione della normativa comunitaria eccepita dalla scrivente Associazione nel ricorso che ovviamente la Corte non ha condiviso.</p>
<p>Da evidenziare, poi, che in entrambi i casi, il ragionamento del TAR è stato preceduto da inutili digressioni circa la mancata contestazione, da parte di Confestetica, di due aspetti che non potevano essere oggetto di contestazione, come l’invio della bozza di decreto in esame alle competenti autorità Comunitarie, previsto dalla legge, e la concertazione con le associazioni (diverse da Confestetica) e i produttori di macchinari della stessa minuta del regolamento.</p>
<p>Appare lecito domandarsi per quale ragione, allora, il TAR Lazio non ha censurato o evidenziato l’assordante silenzio delle Amministrazioni resistenti che, di fatto, non hanno mai preso posizione su aspetti tanto rilevanti quanto emblematici del ricorso proposto e non hanno nemmeno presenziato, per il tramite dell’Avvocatura di Stato, all’ultima udienza tenutasi in data 25 ottobre 2012!!!</p>
<p>Il Tar del Lazio, però, ha ancora una volta omesso di prendere in considerazione aspetti importanti della fattispecie puntualmente evidenziati da Confestetica nel proprio ricorso, come ad esempio la contraddittorietà evidente del decreto 110/2011 nella misura in cui, ad esempio, vieta all’estetista di utilizzare macchinari che, però, sono presenti in commercio e venduti indiscriminatamente al pubblico, come il Philips Lumia. Questo macchinario, in virtù dello spettro di luce che copre, sarebbe “fuori legge” per l’estetista ma acquistabile (giacché non pericoloso) da chiunque!!! <span style="color: #0000ff;"><a onclick="window.open(' false;" href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2012/12/luce-pulsata-allo-store.pdf"><span style="color: #0000ff;">[ vedi alcune luci pulsate da supermercato]</span></a></span></p>
<p>E’ assurdo che questo apparecchio diventi all’imporvviso pericoloso solamente però in mano all’estetista!!! Ecco, di fronte a questo che è uno degli esempi più evidenti della contraddittorietà del decreto impugnato, il TAR ha avuto l’ardire di affermare che non vi sono nel decreto 110/2011 “ASPETTI DI MACROSCOPICA IRRAGIONEVOLEZZA”!!!</p>
<p>Ebbene, di fronte ad una pronuncia così resa non si può rimanere che allibiti in quanto il TAR del Lazio ha IRRAGIONEVOLMENTE trascurato aspetti fondamentali ovvero interpretato nella maniera più incomprensibile le norme costituzionali e legislative oggi (non nel 1990!!!) vigenti.</p>
<p>Confestetica, pertanto, non può rimanere inerte di fronte a questo che, a tutti gli effetti, appare un diniego di giustizia!!!</p>
<p>Con lo studio che sino ad ora ci ha seguito, pertanto, stiamo già predisponendo un atto di appello per impugnare la sentenza del TAR Lazio innanzi al Consi</p>
<p>glio di Stato, confidando che nel secondo grado di giudizio sia fatta giustizia non solo nell’interesse dell’Associazione ma di tutta quanta la categoria”.</p>
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<p>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Estetista&#8221; abusiva scovata dalla Guardia di Finanza di Treviso, oltre 300 mila euro il suo giro d&#8217;affari</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Nov 2012 00:46:39 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[abusivismo]]></category>
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	Sono bastati tre mesi di indagine ed appostamenti della Guardia di Finanza di Treviso, per portare alla luce un giro di affari di oltre 300 mila euro, ottenuto grazie a cerette e trattamenti al viso, eseguiti da una 40enne che si offriva come estetista, ma senza diploma e a prezzi superstracciati perché totalmente in nero. [&#8230;]]]></description>
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	<p>Sono bastati tre mesi di indagine ed appostamenti della Guardia di Finanza di Treviso, per portare alla luce un giro di affari di oltre 300 mila euro, ottenuto grazie a cerette e trattamenti al viso, eseguiti da una 40enne che si offriva come estetista, ma senza diploma e a prezzi superstracciati perché totalmente in nero.</p>
<p>Ad attirare l&#8217;attenzione dei finanzieri della Brigata di Vittorio Veneto, era stato il continuo via vai di donne che frequentavano l&#8217;abitazione di questa quarantenne e le voci su quel “posto” dove si poteva andare e spendere meno ( proprio in virtù del fatto di lavorare in nero, la donna, riusciva ovviamente a fare prezzi migliori dei centri estetici regolari). </p>
<p>La donna, ex impiegata, sposata e con due figli, risultava disoccupata e completamente sconosciuta al fisco, ma il fatto che conducesse un tenore di vita troppo alto, fatto di frequenti viaggi all&#8217;estero con la famiglia ed il possesso di un cavallo al maneggio hanno insospettito ulteriormente le Fiamme Gialle. </p>
<p>Nell&#8217;agosto scorso è così scattata l&#8217;indagine, con appostamenti vicino alla villetta e riprese video che hanno dimostrato il continuo via vai di oltre una cinquantina di donne che abitualmente visitavano l&#8217;abitazione. Una volta appurata l’esistenza del centro estetico, sono state rintracciate quasi tutte le clienti, le quali, fornendo precisi particolari (tariffario, tempo d’attesa, modalità di prenotazione e pagamento)hanno fatto si che i sospetti iniziali delle Fiamme Gialle si trasformassero in certezze. </p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/caIXRnr-vbU" frameborder="0" width="600" height="240"></iframe></p>
<p>Il blitz è scattato nel mese di ottobre. I finanzieri, sono andati a perquisire la casa della donna. Una stanza della villetta era stata trasformata in un vero e proprio centro estetico: c’era tutto il necessario! Nascondere che lì si effettuassero servizi estetici è stato inutile per l’ “estetista”, dato che al momento del controllo della Finanza era in corso proprio una ceretta ad una cliente. La donna, inoltre, non risulta neanche essere diplomata. Le Fiamme Gialle, con i dati raccolti, hanno stimato un giro d’affari dell’ “estetista” abusiva, di circa 300mila euro negli ultimi cinque anni. Una somma sulla quale l&#8217;agenzia delle entrate calcolerà ora le sanzioni amministrative che dovrà sostenere e che non saranno inferiori ai 60 mila euro. </p>
<p>Tre mesi!! sono bastati solo tre mesi e la capacità di fare le indagini, da parte della Guardia di Finanza, per bloccare quello che da anni cerchiamo di far capire alle autorità: il lavoro abusivo, il lavoro sommerso, il NERO.</p>
<p>Il NERO! quello che tutti i giorni la Guardia di Finanza viene a cercare nei nostri istituti, quello che invece è fuori dai nostri istituti, è tutto intorno ai nostri istituti, prolifica, ci circonda e ci sovrasta.</p>
<p>Ricordiamolo, ancora una volta, che di lavoratori abusivi ed evasori totali, solo nel settore dell’estetica, se ne contano oltre 100mila, tra pseudo estetiste, pseudo onicotecniche, pseudo massaggiatrici, pseudo parrucchieri.</p>
<p>In Italia, solo in questo comparto si evadono oltre 10 miliardi di euro.  Se solo le istituzioni ascoltassero di più le soluzioni che Confestetica ha proposto da anni, avrebbe più soldi in cassa, e libererebbe questo paese da un abusivismo dannoso non solo per l&#8217;economia ma anche per la salute dei cittadini. Ce ne sono di soldi da recuperare in giro per sistemare i conti pubblici, basta solo andarli a raccogliere!</p>
<p>Confestetica, ha denunciato alle Autorità oltre 600 estetisti abusivi!</p>
<p>Seicento sono i nominativi che ci avete inviato tutti voi, attraverso lo Sportello di Denuncia in forma anonima istituito da Confestetica e che trovate proprio sullo stesso portale all&#8217;indirizzo <a href="http://www.confestetica.it/abusivi.php">www.estetistiabusivi.it </a></p>
<p>Continuate a denunciare, perché abbiamo tanto lavoro da fare!<br /> Grazie a tutti voi</p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p style="text-align: center;"></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Attuazione direttiva europea per il riconoscimento dell’abilitazione e della qualifica professionale di estetista. Non e&#8217; consentito l&#8217;esercizio dell&#8217;attività ai soggetti non iscritti all&#8217;Albo delle imprese artigiane o nel  Registro  delle  imprese</title>
		<link>http://www.confestetica.it/punto-estetico/4653/attuazione-direttiva-europea-per-gli-per-il-riconoscimento-dellabilitazione-e-della-qualifica-professionale-di-estetista-non-e-consentito-lesercizio-dellattivita-ai-soggetti-non-iscrit/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Nov 2012 14:55:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[albo estetiste]]></category>
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		<category><![CDATA[albo professionale estetiste]]></category>
		<category><![CDATA[iscrizione all’Albo]]></category>
		<category><![CDATA[legge 1/90]]></category>
		<category><![CDATA[legge estetista]]></category>

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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4653/attuazione-direttiva-europea-per-gli-per-il-riconoscimento-dellabilitazione-e-della-qualifica-professionale-di-estetista-non-e-consentito-lesercizio-dellattivita-ai-soggetti-non-iscrit/"><img title="EU" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2012/11/EU.jpg" alt="Attuazione direttiva europea per il riconoscimento dell’abilitazione e della qualifica professionale di estetista. Non e&#8217; consentito l&#8217;esercizio dell&#8217;attività ai soggetti non iscritti all&#8217;Albo delle imprese artigiane o nel  Registro  delle  imprese" width="200" height="143" /></a>
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	Sulla Gazzetta Ufficiale n. 202 del 30 agosto 2012 è stato pubblicato il D. Lgs 6 agosto 2012, n. 147, recante “Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo del 26 marzo 2010, n. 59, recante attuazione della direttiva 2006/123/CE, relativa ai servizi del mercato interno”. In tale decreto troviamo delle significative modifiche, e precisamente negli [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4653/attuazione-direttiva-europea-per-gli-per-il-riconoscimento-dellabilitazione-e-della-qualifica-professionale-di-estetista-non-e-consentito-lesercizio-dellattivita-ai-soggetti-non-iscrit/"><img title="EU" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2012/11/EU.jpg" alt="Attuazione direttiva europea per il riconoscimento dell’abilitazione e della qualifica professionale di estetista. Non e&#8217; consentito l&#8217;esercizio dell&#8217;attività ai soggetti non iscritti all&#8217;Albo delle imprese artigiane o nel  Registro  delle  imprese" width="200" height="143" /></a>
	</div>
	<p>Sulla Gazzetta Ufficiale n. 202 del 30 agosto 2012 è stato pubblicato il D. Lgs 6 agosto 2012, n. 147, recante <em>“Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo del 26 marzo 2010, n. 59, recante attuazione della direttiva 2006/123/CE, relativa ai servizi del mercato interno”.</em></p>
<p>In tale decreto troviamo delle significative modifiche, e precisamente negli articoli 15 e 16, riguardanti l’attività di acconciatore ed estetista.</p>
<p>In sostanza sono state definite le nuove procedure per il riconoscimento dell’abilitazione e della qualifica professionale:  l’art. 15, al comma 2, ha abolito quanto era previsto all’art 2 della legge n. 161/1963, secondo il quale per accertare i requisiti professionali del parrucchiere e dell’estetista ci si rivolgeva alle Commissioni provinciali per l’artigianato (CPA).</p>
<p>Con questo decreto legge cadono tali competenze e basterà presentare la SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività) al Comune competente per territorio, al quale spetterà la verifica del possesso dei requisiti professionali.</p>
<p>Da oggi coloro che hanno i requisiti per iniziare l’attività di estetista avranno l&#8217;obbligo di iscrizione nel REA (e quindi la pubblicazione nelle certificazioni e nelle visure) del responsabile tecnico contestualmente con la SCIA che dovrà essere presentata allo sportello unico di attività produttive (S.U.A.P.) e saranno i Comuni di competenza a valutare il possesso o meno dei requisiti professionali.</p>
<p> Si è giunti a questo dopo le varie modifiche intercorse nel tempo alla legge del 4 gennaio 1990, n 1 che disciplinava l’attività di estetista: una prima modifica con il D. Lgs 26 marzo 2010, n 59 art. 78 e poi con il D. Lgs 6 agosto 2012, n. 147.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Qui di seguito la modifica degli articoli 2 e 3 della legge n.1 del 90 così come mutati in base ai suddetti decreti legislativi.</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;"> </p>
<p><strong> <em><strong>ANNO 1990</strong></em></strong></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #888888;"><em><strong>LEGGE 4 gennaio 1990, n. 1</strong></em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="background-color: #ffffff; color: #888888;"><em>(Gazzetta Ufficiale. 5 gennaio 1990, n.004):</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="background-color: #ffffff; color: #888888;"><em>Disciplina dell&#8217;attività di estetista.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="background-color: #ffffff; color: #888888;"><em>Art. 2 (cosi come scritto e promulgato nel 1990)</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="background-color: #ffffff; color: #888888;"><em>1. L&#8217;estetista che intenda esercitare professionalmente l&#8217;attività in modo autonomo, se in possesso dei requisiti di cui agli articoli 2, 3 e 4 della legge 8 agosto 1985, n. 443, è tenuto ad iscriversi all&#8217;albo provinciale delle imprese artigiane secondo le modalità e con gli effetti previsti dalla medesima legge n. 443 del 1985. (1)</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="background-color: #ffffff; color: #888888;"><em>(1) Si riporta il comma 2 dell’art. 10, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7 (in vigore dal 2 febbraio 2007), convertito, con modificazioni, nella legge 2 aprile 2007, n. 40:</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="background-color: #ffffff; color: #888888;"><em>2. Le attività di acconciatore di cui alle leggi 14 febbraio 1963, n. 161, e successive modificazioni, e 17 agosto 2005, n. 174, e l&#8217;attività di estetista di cui alla legge 4 gennaio 1990, n. 1, sono soggette alla sola dichiarazione di inizio attività, da presentare allo sportello unico del comune, laddove esiste o al comune territorialmente competente ai sensi della normativa vigente, e non possono essere subordinate al rispetto</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="background-color: #ffffff; color: #888888;"><em>del criterio della distanza minima o di parametri numerici prestabiliti, riferiti alla presenza di altri soggetti svolgenti la medesima attività, e al rispetto dell&#8217;obbligo di chiusura infrasettimanale. Sono fatti salvi il possesso dei requisiti di qualificazione professionale, ove prescritti, e la conformità dei locali ai requisiti urbanistici ed igienico-sanitari”.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="background-color: #ffffff; color: #888888;"><em>Art. 3. (cosi come scritto e promulgato nel 1990)</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="background-color: #ffffff; color: #888888;"><em>1. La qualificazione professionale di estetista si intende conseguita, dopo l&#8217;espletamento dell&#8217;obbligo scolastico, mediante il superamento di un apposito esame teorico-pratico  preceduto dallo svolgimento:</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="background-color: #ffffff; color: #888888;"><em>a. di un apposito corso regionale di qualificazione della durata di due anni, con un  minimo di 900 ore annue; tale periodo dovrà essere seguito da un corso di specializzazione della durata di un anno oppure da un anno di inserimento presso una impresa di estetista;</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="background-color: #ffffff; color: #888888;"><em>b. oppure di un anno di attività lavorativa qualificata in qualità di dipendente, a tempo  pieno, presso uno studio medico specializzato oppure una impresa di estetista,  successiva allo svolgimento di un rapporto di apprendistato presso una impresa di estetista, come disciplinato dalla legge 19 gennaio 1955, n. 25, e successive  modificazioni ed integrazioni, della durata prevista dalla contrattazione collettiva di categoria, e seguita da appositi corsi regionali, di almeno 300 ore, di formazione  teorica, integrativi delle cognizioni pratiche acquisite presso l&#8217;impresa di estetista;</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #333333;"><em><strong>ANNO 2010</strong></em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #888888;"><em><strong>LEGGE 4 gennaio 1990, n. 1 dopo la modifica del D. Lgs 26 marzo 2010, n 59 art. 78</strong></em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #888888;"><em> Art. 2 (così come modificato dal <strong>D. Lgs 26 marzo 2010, n 59 art. 78</strong>)</em></span><br /><span style="color: #888888;"><em>  L&#8217;attività professionale di cui all&#8217;articolo 1 è esercitata in forma di impresa, individuale o societaria, ai sensi delle norme vigenti. Non è consentito l&#8217;esercizio dell&#8217;attività ai soggetti non iscritti all&#8217;Albo delle imprese artigiane di cui all&#8217;articolo 5 della legge 8 agosto 1985, n. 443, o nel Registro delle imprese di cui all&#8217;articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580. L&#8217;esercizio dell&#8217;attività di estetista è soggetto a dichiarazione di inizio di attività ai sensi dell&#8217;articolo 19, comma 2, secondo periodo, della legge 7 agosto 1990, n. 241, da presentare allo sportello unico di cui all&#8217;articolo 38 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 .&#8221;.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #888888;"><em> Art. 3 (così come modificato dal <strong>D. Lgs 26 marzo 2010, n 59 art. 78</strong>)</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #888888;"><em>&#8220;Per ogni sede dell&#8217;impresa dove viene esercitata l&#8217;attività di estetista deve essere designato, nella persona del  titolare,  di  un socio partecipante al lavoro, di un familiare  coadiuvante  o  di  un dipendente dell&#8217;impresa, almeno un responsabile tecnico  in  possesso della   qualificazione   professionale.   Il   responsabile   tecnico garantisce la propria presenza durante lo svolgimento delle attività di estetica.&#8221;</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #888888;"><em>(comma 1) La qualificazione professionale di estetista si intende conseguita, dopo l&#8217;espletamento dell&#8217;obbligo scolastico, mediante il superamento di un apposito esame teorico-pratico  preceduto dallo svolgimento:</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #888888;"><em>a. di un apposito corso regionale di qualificazione della durata di due anni, con un  minimo di 900 ore annue; tale periodo dovrà essere seguito da un corso di specializzazione della durata di un anno oppure da un anno di inserimento presso una impresa di estetista;</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #888888;"><em>b. oppure di un anno di attività lavorativa qualificata in qualità di dipendente, a tempo  pieno, presso uno studio medico specializzato oppure una impresa di estetista,  successiva allo svolgimento di un rapporto di apprendistato presso una impresa di estetista, come disciplinato dalla legge 19 gennaio 1955, n. 25, e successive  modificazioni ed integrazioni, della durata prevista dalla contrattazione collettiva di categoria, e seguita da appositi corsi regionali, di almeno 300 ore, di formazione  teorica, integrativi delle cognizioni pratiche acquisite presso l&#8217;impresa di estetista;</em></span></p>
<p><em> </em></p>
<p><span style="color: #333333;"><em><strong>ANNO 2012</strong></em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #888888;"><em><strong>LEGGE 4 gennaio 1990, n. 1 dopo la modifica D. Lgs 6 agosto 2012, n. 147. </strong></em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;"><em>Art. 2 (così come modificato dal <strong>D. Lgs 6 agosto 2012, n. 147</strong>)</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;"><em>L&#8217;attività professionale di cui all&#8217;articolo 1 (della legge 1/90) e&#8217;  esercitata  in forma di impresa, individuale o  societaria,  ai  sensi  delle  norme vigenti. Non e&#8217; consentito l&#8217;esercizio dell&#8217;attività ai soggetti non iscritti all&#8217;Albo delle imprese artigiane di cui all&#8217;articolo 5 della legge 8 agosto 1985, n. 443, o nel  Registro  delle  imprese  di  cui all&#8217;articolo 8 della legge 29  dicembre  1993,  n.  580.  L&#8217;esercizio dell&#8217;attività di estetista è soggetto a segnalazione certificata di inizio di attività ai sensi  articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, da presentare allo  sportello  unico  di cui all&#8217;articolo 38  del  decreto  legge  25  giugno  2008,  n.  112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 .&#8221;.  </em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;"><em>Art. 3 (così come modificato dal <strong>D. Lgs 6 agosto 2012, n. 147</strong>)</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;"><em>&#8220;Per ogni sede dell&#8217;impresa dove viene esercitata l&#8217;attività di estetista deve essere designato, nella persona del  titolare,  di  un socio partecipante al lavoro, di un familiare  coadiuvante  o  di  un dipendente dell&#8217;impresa, almeno un responsabile tecnico  in  possesso della   qualificazione   professionale.   Il   responsabile   tecnico garantisce la propria presenza durante lo svolgimento delle attività di estetica.&#8221; «Il responsabile tecnico e’ iscritto nel repertorio delle notizie economico amministrative (REA) contestualmente alla trasmissione della segnalazione certificata di inizio di attività.»;</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;"><em>(comma 1) La qualificazione professionale di estetista si intende conseguita, dopo l&#8217;espletamento dell&#8217;obbligo scolastico, mediante il superamento di un apposito esame teorico-pratico  preceduto dallo svolgimento:</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;"><em>a. di un apposito corso regionale di qualificazione della durata di due anni, con un  minimo di 900 ore annue; tale periodo dovrà essere seguito da un corso di specializzazione della durata di un anno oppure da un anno di inserimento presso una impresa di estetista;</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;"><em>b. oppure di un anno di attività lavorativa qualificata in qualità di dipendente, a tempo  pieno, presso uno studio medico specializzato oppure una impresa di estetista,  successiva allo svolgimento di un rapporto di apprendistato presso una impresa di estetista, come disciplinato dalla legge 19 gennaio 1955, n. 25, e successive  modificazioni ed integrazioni, della durata prevista dalla contrattazione collettiva di categoria, e seguita da appositi corsi regionali, di almeno 300 ore, di formazione  teorica, integrativi delle cognizioni pratiche acquisite presso l&#8217;impresa di estetista.</em></span></p>]]></content:encoded>
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		<title>Apparecchiature Estetiche, annullamento del decreto 110/2011: oggi si è conclusa la tanto attesa udienza al TAR del Lazio</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2012 22:08:02 +0000</pubDate>
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	Oggi al Tar del Lazio gli avvocati di Confestetica hanno concluso l’udienza riguardo l’annullamento del Decreto 12 maggio 2011, n. 110 – Regolamento di attuazione dell’art. 10, comma 1, della legge 4 gennaio 1990, n. 1, relativo agli apparecchi elettromeccanici utilizzati per l’attività di estetista – emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con [&#8230;]]]></description>
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	</div>
	<p>Oggi al Tar del Lazio gli avvocati di Confestetica hanno concluso l’udienza riguardo l’annullamento del Decreto 12 maggio 2011, n. 110 – Regolamento di attuazione dell’art. 10, comma 1, della legge 4 gennaio 1990, n. 1, relativo agli apparecchi elettromeccanici utilizzati per l’attività di estetista – emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero della Salute e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 163 del 15 luglio 2011.</p>
<p>All’udienza non erano presenti gli avvocati dei Ministeri citati.<br />Confestetica ha chiesto l’annullamento e ha fatto ricorso al Tar perché crede che questo decreto abbia cancellato un ventennio di evoluzione tecnologica nel mondo dell’estetista, non provvedendo, di fatto, a cristallizzare una situazione di professionalità e sicurezza che invece gli operatori del settore avevano acquisito sul campo, investendo personalmente risorse, soprattutto economiche, per l’aggiornamento ed il reperimento di tecniche efficaci e, al contempo, sicure.</p>
<p>Il preoccupante ritardo con cui si è intervenuto nella materia de qua ha doppiamente leso la categoria che, infatti, si è vista per lungo tempo riconoscere diritti che, oggi, senza che si possano individuare le ragioni precise e scientifiche, le vengono tolti, senza tenere in debita considerazione gli onerosi investimenti fatti e delle energie profuse nella propria attività. Occorre tenere a mente che ogni macchinario tra quelli sopra citati ha un costo che si aggira fino ai 50.000,00 Euro e che il costo oggi richiesto per l’adeguamento ai nuovi parametri, per le attrezzature ancora lecite, comporterà un ulteriore esborso di 10.000,00 Euro per l’aggiornamento del software e degli accessori.</p>
<p>Il danno alla categoria ora brevemente rappresentato non pare bilanciato affatto dalle motivazioni addotte dal decreto interministeriale 110/2011, ed atti richiamati per relationem, che, a ben vedere, penalizza fortemente la categoria, oltre che i consumatori.</p>
<p>Orbene, alla luce di tali disposizioni costituzionali sopravvenute nell’anno 2001, rispetto all’emanazione della legge quadro in materia che risale al 1990, ne discenderebbe oggi che i Ministeri non avrebbero più alcuna potestà regolamentare nella materia de qua, qualora la si volesse considerare rientrante nel novero di quelle di legislazione concorrente (ovvero residuale), assodato che tanto le professioni che la tutela della salute non sono comprese tra le materie di legislazione esclusiva (ove lo Stato conserva ancora la potestà regolamentare).</p>
<p>In questo nuovo assetto costituzionale, pertanto, sono le Regioni a dovere emanare i regolamenti in tutte quelle materie che non sono di esclusiva spettanza dell’amministrazione centrale, così come indicate nel secondo comma dell’art. 117 Cost.</p>
<p>L’attività di estetista, a ben vedere, può dirsi ricompresa, al più, tra le professioni con la conseguenza che la materia de qua deve essere trattata secondo i principi indicati dall’art. 117 Cost., comma 3 (legislazione concorrente). Anche qualora poi si volessero ravvisare nella fattispecie in questione profili legati alla tutela della salute, ugualmente si perverrebbe alla medesima conclusione, dal momento che anche la tutela della salute è annoverata tra le materie di legislazione concorrente.</p>
<p>Tanto il Ministero dello Sviluppo Economico che quella della Salute, pertanto, non avrebbero più alcuna competenza in merito alla emanazione di un regolamento come quello oggi impugnato, oggi trasferita, secondo il chiaro disposto della Costituzione, alle Regioni.<br />A conferma di quanto appena esposto, si consideri che la Regione Toscana ha varato una propria legge volta a regolamentare sul proprio territorio l’attività di estetica e di tatuaggio e piercing.</p>
<p>Ora non ci resta che attendere l’esito della sentenza che si attende per la metà di novembre p.v..</p>]]></content:encoded>
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		<title>Il Laser per l’epilazione è una pratica anche dell’estetista, ma il Tribunale di Modena prende un “abbaglio” dicendo che è pratica riservata al medico o personale sanitario.</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Sep 2012 23:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
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	</div>
	Il tribunale di Modena in data 14 giugno 2012 ha emanato la sentenza n. 947, nella quale ha condannato un Centro Estetico di Modena al risarcimento del danno permanente, causato da un trattamento di epilazione laser.  Non è in discussione il danno causato, perché se c’è stato è giusto che venga risarcito. Risulta, invece, molto [&#8230;]]]></description>
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	</div>
	<p>Il tribunale di Modena in data 14 giugno 2012 ha emanato la sentenza n. 947, nella quale ha condannato un Centro Estetico di Modena al risarcimento del danno permanente, causato da un trattamento di epilazione laser. </p>
<p>Non è in discussione il danno causato, perché se c’è stato è giusto che venga risarcito.</p>
<p>Risulta, invece, molto singolare come il giudice del Tribunale di Modena, abbia potuto emanare una sentenza, dove riporta tra le motivazioni (tra virgolette perché descritte dal CTU) che “la tecnica di epilazione laser “configura tutte le caratteristiche dell&#8217;atto medico e pertanto l&#8217;uso dello strumento dovrebbe essere riservato a personale medico o comunque ad ausiliari con competenza qualificata e sempre sotto la supervisione di un sanitario”.</p>
<p>Sorge immediatamente il dubbio su come mai il giudice del Tribunale di Modena, non abbia tenuto conto della Legge 4 gennaio 1990, n. 1- Pubblicata nella Gazz. Uff. 5 gennaio 1990, n. 4 nella quale esiste l’allegato A che autorizza l’estetista all’utilizzo del laser estetico da oltre 22 anni.</p>
<p>Inoltre, il 12 maggio 2011, con il Decreto n. 110 | Gazzetta Ufficiale n. 163 del 15-7-2011 è stato emanato il Regolamento di attuazione dell&#8217;articolo 10, comma 1, della legge 4 gennaio 1990, n. 1, relativo agli apparecchi elettromeccanici dove nello specifico, vengono descritte le caratteristiche tecnico dinamiche proprio del laser per epilazione in uso all’estetista dal 1990.</p>
<p>Ci sorge il dubbio che il Giudice modenese, abbia potuto prendere un abbaglio, perché ha basato le sue decisioni su quanto ha riferito il consulente tecnico (che nella sua perizia ha scritto che l’epilazione laser è un atto medico) e non abbia consultando anche le leggi in materia, che dal 1990 sono molto chiare.</p>
<p>Si discute il fatto che in questa sentenza si dica: “la consulenza tecnica d&#8217;ufficio fa notare che la tecnica utilizzata configura tutte le caratteristiche dell&#8217;atto medico e pertanto l&#8217;uso dello strumento dovrebbe essere riservato a personale medico o comunque ad ausiliari con competenza qualificata e sempre sotto la supervisione di un sanitario; cosa che, invece, nel caso concreto, non è accaduta. L&#8217;utilizzo di pratiche mediche da parte di soggetto non abilitato, a parte gli eventuali risvolti d&#8217;ordine penale, costituisce di per sé atto illecito e, avendo generato danno alla persona, fonte di responsabilità civile, parte attrice ha assolto l&#8217;onere probatorio a lei spettante del rapporto causale tra la cosa e l&#8217;evento ed ha assolto l&#8217;onere di provare tutti gli elementi della responsabilità, compreso quello della colpevolezza della condotta lesiva.”</p>
<p>Questa parte della sentenza, a nostro parere, è priva di fondamento perché l’estetista può usare, come usa dal 1990, il laser per l’epilazione e lo usa perché glielo consente una legge dello stato e precisamente la Legge 4 gennaio 1990, n. 1- Pubblicata nella Gazz. Uff. 5 gennaio 1990, n. 4 e con il relativo</p>
<p>Inoltre, altro dubbio che ci sorge, è che il consulente tecnico, per la proprietà di linguaggio medico-scientifica e per le conoscenze della fisiologia della pelle e del pelo, possa essere un medico.</p>
<p>Quindi, a questo punto e viste le situazioni che si ripetono da anni ormai, ci si chiede se sia giusto che ogni volta che un’estetista causi un danno per negligenza o incompetenza tutte le estetiste e tutte le apparecchiature “legittimamente” usate in estetica debbano continuamente essere messe in discussione e sotto accusa! Tutti alla gogna per colpa di uno incapace?</p>
<p>Sarà possibile, un giorno, concepire l’emancipazione e il riconoscimento di questa figura professionale?</p>
<p>Sarà possibile, un giorno, concepire una equa e onesta collaborazione medico-estetista piuttosto che una guerra continua che fa solo male ai pazienti-clienti?</p>
<p>E’ l’incompetenza che causa danni, non i macchinari, e questo vale tanto per l’estetista quanto per il medico!</p>
<p>Come mai tutti i danni causati dal medico, in campo estetico, non hanno la stessa eco di quelli causati dall’estetista?</p>
<p>In conclusione, l’estetista può usare il laser, perché la legge lo prevede! vedi: <span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.governo.it/backoffice/allegati/64663-6998.pdf" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">www.governo.it</span></a></strong></span></p>
<p><strong>E questo sia chiaro una volta per tutte.</strong></p>
<p>Tra l’altro, a parte qualche sporadico episodio, ( si tenga conto, per questo, che le estetiste svolgono oltre 100 milioni di trattamenti l’anno) c’è da dire che l’estetista usa il laser, come tante altre apparecchiature, molto bene, perché la formazione specifica e la mole di lavoro che svolge ogni giorno le permettono di raggiungere un’esperienza e una preparazione senza precedenti.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Belli e tonici per l&#8217;estate ma oltre 30mila professionisti dell&#8217;estetica non hanno albo</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jul 2012 23:12:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4619/belli-e-tonici-per-lestate-ma-oltre-30mila-professionisti-dellestetica-non-hanno-albo/"><img title="estetista--400x300" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2012/07/estetista-400x300.jpg" alt="Belli e tonici per l&#8217;estate ma oltre 30mila professionisti dell&#8217;estetica non hanno albo" width="200" height="150" /></a>
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	Roma, 9 lug. (Labitalia) &#8211; Confestetica, settore colpito da carenza legislativa ed abusivismo. E nonostante la crisi abbronzatura garantita con le lampade &#8216;sotto casa&#8217;, seguendo però le dovute precauzioni. Oltre 30 mila operatori professionisti, 100 milioni di trattamenti l&#8217;anno e un giro di affari che supera i 10 miliardi di euro e che non conosce [&#8230;]]]></description>
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	</div>
	<p>Roma, 9 lug. (Labitalia) &#8211; Confestetica, settore colpito da carenza legislativa ed abusivismo. E nonostante la crisi abbronzatura garantita con le lampade &#8216;sotto casa&#8217;, seguendo però le dovute precauzioni.</p>
<p>Oltre 30 mila operatori professionisti, 100 milioni di trattamenti l&#8217;anno e un giro di affari che supera i 10 miliardi di euro e che non conosce &#8216;riposi&#8217; soprattutto d&#8217;estate. &#8220;Sono grandi i numeri dell&#8217;estetica italiana &#8211; spiega a LABITALIA Angelica Pippo, presidente nazionale Confestetica, Associazione nazionale estetisti, unicamente rappresentativa degli estetisti professionisti certificati &#8211; che però soffre di una grave carenza legislativa e del dilagante fenomeno degli abusivi, che operano in nero e con scarse condizioni igieniche&#8221;.</p>
<p>&#8220;Non esiste &#8211; denuncia &#8211; un albo ufficialmente riconosciuto dallo Stato. La regolamentazione estetica poi è molto vecchia e non tiene conto dei passi fatti a livello tecnico-operativo nella realizzazione dei macchinari. Confestetica è nata proprio per sopperire a queste carenze. Abbiamo riunito i 3.000 iscritti in un albo, che, anche se non riconosciuto, rispetta un codice deontologico che ci siamo dati per la tutela della salute dei clienti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Gli operatori del settore &#8211; fa notare Angelica Pippo &#8211; non sono artigiani, ma professionisti. Anche se il primo passo da fare per il riconoscimento della categoria è nella direzione di una formazione che alzi l&#8217;età per l&#8217;accesso ai corsi. Attualmente ci si può iscrivere al corso biennale, tra l&#8217;altro estremamente breve, dopo aver terminato la scuola dell&#8217;obbligo. A 18 anni non si ha la maturità e la coscienza professionale necessarie per un approccio con il cliente&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;altro problema che mina il settore &#8211; continua la presidente nazionale di Confestetica &#8211; è l&#8217;abusivismo. In migliaia lavorano in casa evadendo le tasse e contravvenendo alle regole igienico-sanitarie richieste, con l&#8217;inevitabile conseguenza di una concorrenza sleale che danneggia i professionisti regolari&#8221;.</p>
<p>&#8220;Certo &#8211; osserva &#8211; il prezzo di un trattamento è fondamentale per capire la validità del prodotto offerto, ma non è sufficiente. Comunque sul nostro portale (<a href="http://www.confestetica.it/abusivi.php" target="_blank">www.confestetica.it/abusivi.php</a>) abbiamo aperto la pagina delle segnalazioni, in forma anonima, delle estetiste abusive. Un modo per salvaguardare il lavoro delle professioniste che ogni giorno fanno i conti con le tasse, i contributi dei dipendenti e gli acquisti di prodotti di qualità&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;utente-cliente &#8211; rimarca &#8211; merita un servizio di qualità che può essere fornito solo da chi può definirsi &#8216;professionista&#8217;. Da qui discende la necessità, non più procrastinabile, di riconoscere giuridicamente la categoria degli estetisti attraverso l&#8217;istituzione di un albo super partes, quale garanzia della formazione e della preparazione professionale degli estetisti. Per ora, infatti, sta al cliente considerare bene che risparmiare non ripaga di eventuali calvizie, ustioni, malattie infettive e, spesso, tumorali. Ma è ancora troppo poco&#8221;.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Sono aperte le preiscrizioni per il Master per Estetista: Diventa Manager del tuo Centro estetico, in collaborazione con Sapienza Università di Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jun 2012 01:10:27 +0000</pubDate>
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	Giunto alla terza edizione, il Master di Confestetica per Estetista , (quello originale) , “Manager di Centro Estetico”, in collaborazione con Sapienza Università di Roma , apre le preiscrizioni per l’anno 2012/2013. Grande successo a livello nazionale di tanti estetisti che hanno già conseguito il Titolo Master superando gli esami con ottimi voti e, in [&#8230;]]]></description>
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	</div>
	<p><strong>Giunto alla terza edizion</strong>e, il Master di Confestetica per Estetista , (quello originale) , “Manager di Centro Estetico”, in collaborazione con Sapienza Università di Roma , apre le preiscrizioni per l’anno 2012/2013.</p>
<p><strong>Grande successo a livello nazionale</strong> di tanti estetisti che hanno già conseguito il Titolo Master superando gli esami con ottimi voti e, in alcuni casi, con la lode.</p>
<p><strong>Tutti gli estetisti che conseguono il titolo</strong> hanno un posto in prima fila sul portale confestetica.it, come centri consigliati. Questo gli permetterà di godere dell’attenzione di milioni di visitatori, che visitano il portale alla ricerca costante di veri professionisti dell’estetica.</p>
<p><strong>I partecipanti del master vengono preparati</strong> a posizioni di responsabilità, e ad essere in grado di assumere funzioni direttive, a condurre processi di gestione strategica e a progettare e lanciare iniziative imprenditoriali indipendenti.</p>
<p><strong>Scopo deI Master</strong> è quello di fare acquisire ,all’estetista, quegli strumenti di controllo direzionale, al fine di rendere questa figura autonoma ed in grado di affrontare importanti scelte imprenditoriali. <br />Il Master è un percorso formativo che risulta essere un vero e proprio trampolino di lancio per estetisti intenzionati a diventare protagonisti della gestione del proprio Centro Estetico.</p>
<p><strong>Il percorso del Master</strong> prevede 6 corsi che si svolgeranno di domenica e lunedì nelle città di Roma o Rimini con esame finale che prevede una prova scritta e una prova orale. Si conclude con il rilascio del Titolo Master ” Manager di Centro Estetico” Sapienza Università di Roma” prot. 83/10.</p>
<p><strong>Il programma formativo</strong> del Master prevede i seguenti corsi:</p>
<p>1° Vendita di Successo nei Centri Estetici</p>
<p>2° Service Excellence: dalla soddisfazione alla fidelizzazione del cliente</p>
<p>3° Essere Manager: Come costruire un Team di successo</p>
<p>4° Viaggio all’interno del cosmetico: Dall’ideazione alla commercializzazione</p>
<p>5° Autostima e Motivazione</p>
<p>6° Conquistare e fidelizzare nuovi clienti col web marketi</p>
<p><strong>TERMINI ISCRIZIONI AL MASTER</strong></p>
<p>Le preiscrizioni al Master per l’ anno accademico 2012/2013 si aprono il 30 giugno e si chiudono il 15 luglio. Per effettuare la preiscrizione è necessario compilare ed inviare l’apposito modulo qui allegato.</p>
<p>Per informazioni contattare segreteria Confestetica dal Lunedi al venerdi h.15,00 -19,30 al n.0541718873<br /> </p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td>         </td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.youtube.com/confestetica">Guarda la Video gallery di tutti i corsi del Master</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><strong>DI SEGUITO POTETE VEDERE LE FOTO DEI CORSI DEL MASTER</strong></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il TAR del Lazio rinvia ancora la decisione in merito al ricorso proposto da Confestetica contro il D.M. 110/2011</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jun 2012 11:56:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4311/il-tar-del-lazio-rinvia-ancora-la-decisione-in-merito-al-ricorso-proposto-da-confestetica-contro-il-d-m-1102011/"><img title="Il Gatto e la Volpe" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2012/06/gatto_volpe.jpg" alt="Il TAR del Lazio rinvia ancora la decisione in merito al ricorso proposto da Confestetica contro il D.M. 110/2011" width="200" height="158" /></a>
	</div>
	Mentre tutti gli estetisti d’Italia erano in attesa della decisione che avrebbe dovuto prendere il TAR Lazio in merito alle sorti del D.M. 110/2011 all&#8217;esito dell’udienza pubblica già fissata per il giorno 14 giugno 2012 il Tribunale, pochi giorni fa, ha deciso di sostituire il precedente relatore designato, Dott. Giuseppe Esposito, con un nuovo Relatore, [&#8230;]]]></description>
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	</div>
	<p><strong>Mentre tutti gli estetisti</strong> d’Italia erano in attesa della decisione che avrebbe dovuto prendere il TAR Lazio in merito alle sorti del D.M. 110/2011 all&#8217;esito dell’udienza pubblica già fissata per il giorno 14 giugno 2012 il Tribunale, pochi giorni fa, ha deciso di sostituire il precedente relatore designato, Dott. Giuseppe Esposito, con un nuovo Relatore, vale a dire il dott. Mario Alberto Di Nezza.</p>
<p><strong>Peccato, però, che il TAR del Lazio</strong>, non si sia accorto che il Giudice Relatore, Dott. Mario Alberto Di Nezza, abbia rivestito la qualità di Capo di Gabinetto del Ministero della Salute proprio durante la lavorazione del Decreto in oggetto e che il ricorso in atto sia rivolto proprio contro lo stesso Ministero della Salute. Dunque ci ritroviamo di fronte ad uno di quei casi in cui esiste il “conflitto di interessi”.</p>
<p><strong>Il provvedimento adottato dal Ministero della Salute</strong> di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico (Decreto 12 maggio 2011, n. 110), infatti, è stato lavorato ed emanato proprio nel periodo in cui il Giudice Relatore, Mario Alberto Di Nezza, era Capo di Gabinetto del Ministero della Salute.</p>
<p><strong>Ovviamente i legali di Confestetica</strong> non potevano non eccepire la gravissima incompatibilità del Giudice Relatore, Mario Alberto Di Nezza, ed hanno chiesto la sua ricusazione ai sensi dell’art. 51, I comma, c.p.c., espressamente richiamato dall’art. 18 del Codice del Processo Amministrativo, essendo evidente che colui che avrebbe dovuto giudicare il ricorso al proposto contro il Decreto 12 maggio 2011 n. 110 aveva un grave conflitto di interessi, avendo ricoperto la carica di capo di Gabinetto del Ministero al momento della elaborazione del Decreto stesso.</p>
<p><strong>La risposta alle nostre richieste</strong> di sostituzione del Giudice non ha tardato ad arrivare e ieri in data 13 giugno 2012 il Tar ci ha comunicato che a causa di incompatibilità del magistrato designato quale relatore del ricorso, ha dovuto rinviare d’ufficio, alla pubblica udienza del 25 ottobre 2012, la discussione del merito.</p>
<p><strong>Lasciando al lettore ogni commento in merito</strong> alla casualità della scelta del nuovo relatore, che poi avrebbe autonomamente sollevato il problema poi rigorosamente eccepito dai legali di Confestetica, stando a quanto riferito dal Tribunale Amministrativo investito della questione, dimenticatosi di comunicare il rinvio dell’udienza, quel che è certo è che questa svista costerà un&#8217;ulteriore attesa e non farà altro che aggravare le sorti di molti centri estetici, costretti ancora a subire gli effetti di un decreto certamente non equilibrato e fonte di gravi danni a tutto il comparto.</p>
<p><strong>Confestetica, in ogni caso, non molla</strong> e continua a portare avanti la propria azione, nell’interesse di tutta la categoria.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Laser per l’epilazione nei centri estetici, un estetista professionista deve sempre sapere da chi acquista e cosa acquista. Cerchiamo di capirne di più</title>
		<link>http://www.confestetica.it/punto-estetico/4292/laser-per-lepilazione-nei-centri-estetici-un-estetista-professionista-deve-sempre-sapere-da-chi-acquista-e-cosa-acquista-cerchiamo-di-capirne-di-piu/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 00:47:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4292/laser-per-lepilazione-nei-centri-estetici-un-estetista-professionista-deve-sempre-sapere-da-chi-acquista-e-cosa-acquista-cerchiamo-di-capirne-di-piu/"><img title="Produzione laser: officina tedesca" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2012/05/DSC_6168.jpg" alt="Laser per l’epilazione nei centri estetici, un estetista professionista deve sempre sapere da chi acquista e cosa acquista. Cerchiamo di capirne di più" width="200" height="133" /></a>
	</div>
	Negli ultimi mesi nel mondo dell’estetica si fa un gran parlare del laser per l’epilazione progressiva, tecnologia che con il Decreto del 12.05.2011 (scheda tecnico-informativa 21 B) oggi è disponibile anche nei centri di bellezza.Cerchiamo di capirne qualcosa di più.Dove sono prodotti questi nuovi laser? Esistono aziende europee e americane in grado di realizzare apparecchiature [&#8230;]]]></description>
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	<div>
	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4292/laser-per-lepilazione-nei-centri-estetici-un-estetista-professionista-deve-sempre-sapere-da-chi-acquista-e-cosa-acquista-cerchiamo-di-capirne-di-piu/"><img title="Produzione laser: officina tedesca" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2012/05/DSC_6168.jpg" alt="Laser per l’epilazione nei centri estetici, un estetista professionista deve sempre sapere da chi acquista e cosa acquista. Cerchiamo di capirne di più" width="200" height="133" /></a>
	</div>
	<p>Negli ultimi mesi nel mondo dell’estetica si fa un gran parlare del laser per l’epilazione progressiva, tecnologia che con il Decreto del 12.05.2011 (scheda tecnico-informativa 21 B) oggi è disponibile anche nei centri di bellezza.<br />Cerchiamo di capirne qualcosa di più.<br />Dove sono prodotti questi nuovi laser?</p>
<p>Esistono aziende europee e americane in grado di realizzare apparecchiature estetiche efficienti e tecnicamente avanzate o l’alternativa è l’importazione di laser (prodotti a basso costo) di provenienza asiatica (cinese e coreana)?</p>
<p>Abbiamo intervistato il Dott. Ingegnere Ingolf Streit, Direttore Ricerca e Sviluppo dell’azienda Asclepion Laser Technologies GmbH, con sede in Germania, a Jena, nel più importante distretto mondiale dell’ottica.</p>
<p><strong>Confestetica:</strong> Ingegnere Streit, qual è la sua esperienza in merito alla tecnologia laser per l’epilazione?</p>
<p><strong>Ingegnere Ingolf Streit:</strong> Nel mondo medicale il laser è una tecnologia utilizzata da tempo con grande successo. Per il medico è una garanzia di efficacia, di investimento sulla propria attività e di risultato per il suo paziente. Il Dipartimento di Ricerca e Sviluppo che ho il privilegio di dirigere nell’azienda in cui lavoro dal 1991, ha continuamente migliorato negli anni le performance, affinandone le caratteristiche tecniche, legate alle esigenze sempre più pressanti di un mercato che richiede velocità di esecuzione dei trattamenti, assenza di effetti collaterali ed eccellenza nei risultati nel lungo tempo.</p>
<p><strong>Confestetica:</strong> Quindi ci sembra di intuire che anche vicino a noi, in questo caso in Germania, esistono aziende produttrici per questo tipo di tecnologia. Che ne pensa di quanto ci viene offerto dalla concorrenza di Cina e Corea, ad esempio?</p>
<p><strong>Ingegnere Ingolf Streit:</strong> L’importante è rispettare sempre le normative e gli obblighi di legge che esistono a livello internazionale. Mi riferisco in particolar modo alle certificazioni che devono essere rilasciate, alla scelta dei materiali e dei componenti della apparecchiature che devono essere di altissima qualità e soprattutto alle caratteristiche tecniche, quelle “vere”, intendo, corrispondenti alle performance della tecnologia.</p>
<p><strong>Confestetica:</strong> Si spieghi meglio, cosa vuol dire quest’ultimo punto?</p>
<p><strong>Ingegnere Ingolf Streit:</strong> Può capitare che certe aziende pubblicizzino dati ed informazioni, su brochure e materiali di comunicazione, che non hanno reale attinenza e corrispondenza con le effettive caratteristiche dell’apparecchiatura. E questo è ingannevole nei confronti di chi acquista poi la tecnologia e delude le aspettative di chi usufruisce di un trattamento che non potrà dare i risultati sperati o peggio, causare possibili danni.</p>
<p><strong>Confestetica:</strong> Quali sono, dunque, le caratteristiche tecniche ottimali che un laser per l’epilazione dovrebbe possedere?</p>
<p><strong>Ingegnere Ingolf Streit:</strong> E’ importante che abbia il raffreddamento integrato al manipolo. Un doppio circuito che separatamente vada a raffreddare la cute del paziente e la sorgente luminosa interna all’apparecchiatura. E’ fondamentale inoltre che vengano effettuati test di verifica su energia, lunghezza dell’impulso, tempo di ripetizione e la relazione tra tutte queste variabili.</p>
<p><strong>Confestetica:</strong> Quali sono gli aspetti che un acquirente di tecnologia laser, nel nostro caso un centro estetico italiano, dovrebbe tener presenti per effettuare la miglior scelta?</p>
<p><strong>Ingegnere Ingolf Streit:</strong> A mio parere dovrebbe informarsi sull’affidabilità del produttore, sulla sua storia e tradizione nello sviluppo di quel tipo di tecnologia. E’ fondamentale richiedere sempre o verificare sul web l’esistenza nonché la pubblicazione su riviste scientifiche specializzate degli studi clinici. Il laser a diodo, realizzato da Asclepion Laser Technologies, ad esempio, ha una storia di oltre 13 anni, è presente nelle strutture mediche di più di 50 paesi in tutto il mondo e gli studi clinici internazionali ne accertano e confermano l’efficacia e i risultati su centinaia di pazienti con fototipi molto diversi.</p>
<p><strong>Confestetica:</strong> Quali altre tipologie di laser possono essere utilizzate per l’epilazione?</p>
<p><strong>Ingegnere Ingolf Streit:</strong> Esistono altre tecnologie laser con diverse lunghezze d’onda che permettono di agire efficacemente sulla melanina contenuta nel bulbo pilifero. Mi riferisco al <strong>Nd:YAG 1064nm</strong> che permette un’ottima profondità di penetrazione della luce andando a colpire l’intera struttura del pelo, agendo su ogni fototipo. <br />E poi esiste il laser ad Alessandrite (755nm) che però non può essere utilizzato, almeno in Italia, in ambito estetico in quanto il Decreto prevede caratteristiche tecniche diverse.</p>
<p><strong>Confestetica:</strong> Per quanto riguarda invece il mondo delle luci pulsate, quale rimane il loro ruolo oggi? La loro efficacia è paragonabile a quella dei laser?</p>
<p><strong>Ingegnere Ingolf Streit:</strong> Sul mercato internazionale l’offerta di luci pulsate è ampissima. Anche in questo caso il consiglio è la verifica sul produttore, sulla provenienza dell’apparecchiatura e sul rispetto dei requisiti normativi. La luce pulsata ha svolto un’eccellente lavoro fino ad oggi, questo è innegabile. La qualità tecnologica è legata all’esistenza di un raffreddamento (integrato nel manipolo) della pelle e alla porta di calibrazione che permette la verifica costante dell’efficienza della lampada durante tutta la sua vita. <br />Il laser, tuttavia, ed in particolare quello a diodo (ad alta potenza) permette di ridurre fino a tre volte il tempo di trattamento, mantenendo anzi aumentandone l’efficacia e i risultati. In termini di sicurezza inoltre, il laser garantisce maggiore affidabilità di una qualsiasi luce pulsata (unicità della lunghezza d’onda rispetto allo spettro) e non ha costi di rigenerazione dovuti alle lampade. Senza dubbio, il laser rappresenta oggi il Top per l’epilazione.</p>
<p><strong>Confestetica: </strong>In conclusione, Ingegner Streit, se lei dovesse scegliere tra <strong>luce pulsata, laser a diodo e laser Nd: YAG</strong>, cosa proporrebbe ad un centro estetico italiano?</p>
<p><strong>Ingegnere Ingolf Streit:</strong> Innanzitutto consiglierei di scegliere l’azienda produttrice sulla base della sua storia, tradizione e capacità di sviluppo tecnologico. Quelle citate sono tutte apparecchiature che offrono garanzie di prestazione, se realizzate secondo protocolli di lavoro rigidi e validanti le qualità tecniche delle stesse.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Elena Donazzan e Isi Coppola assessori veneti sono turbate dal fatto che una estetista abbia adibito,all&#8217;interno del suo centro estetico, uno spazio per i figli delle proprie clienti</title>
		<link>http://www.confestetica.it/punto-estetico/4277/elena-donazzan-e-isi-coppola-assessori-veneti-sono-turbate-dal-fatto-che-una-estetista-abbia-adibitoallinterno-del-suo-centro-estetico-uno-spazio-per-i-figli-delle-proprie-clienti/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 23:36:11 +0000</pubDate>
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	Due assessori del Veneto, Elena Donazzan e Isi Coppola, a seguito dell’ampliamento di un centro estetico già esistente in quel di Treviso, di un’area dedicata ai trattamenti estetici per bambine, hanno dichiarato: “Vogliamo lanciare un appello alle mamme venete perché tengano lontane le loro bimbe dai baby centri di bellezza. Teniamole a debita distanza da [&#8230;]]]></description>
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	<p>Due assessori del Veneto, Elena Donazzan e Isi Coppola, a seguito dell’ampliamento di un centro estetico già esistente in quel di Treviso, di un’area dedicata ai trattamenti estetici per bambine, hanno dichiarato: <em>“Vogliamo lanciare un appello alle mamme venete perché tengano lontane le loro bimbe dai baby centri di bellezza. Teniamole a debita distanza da modelli educativi distorti improntati solo sulla superficialità e non sul merito.<br /></em><em>Come donne siamo turbate da iniziative del genere e ci auguriamo che chi le ha pensate cambi idea. L&#8217;idea nasce da un modello educativo discutibile &#8211; afferma Donazzan &#8211; che, a mio avviso, deve essere rigettato con forza. Tutte le bambine da piccole cercano di imitare la loro mamma &#8211; sottolinea, a sua volta l&#8217;assessore Coppola &#8211; Ma un conto è l&#8217;emulazione, il sognare a occhi aperti una vita “adulta”, un altro è essere trattati da adulti quando non si ha ancora la maturità intellettuale per avere un senso del limite. Ovviamente mi auguro che il centro di bellezza di Treviso abbia successo per l&#8217;attività rivolta alle mamme, allo stesso tempo spero che le responsabili del centro pensino ad altre forme di intrattenimento per le bambine”</em>.</p>
<p>Confestetica si meraviglia di come due assessori possano aver fatto un appello così superficiale e dannoso senza conoscere la materia di cui stanno parlando.</p>
<p>Parlando infatti di modelli educativi distorti, ci fanno comprendere evidentemente che sottovalutano ed ignorano il ruolo sociale e professionale dell’estetista e il motivo per il quale vengano svolti oltre 100 milioni di trattamenti estetici all’anno che danno occupazione alle oltre 100 mila estetiste italiane.</p>
<p>Confestetica si è appellata, negli anni, tante volte, alla classe dirigente politica, affinché questa riconoscesse l’estetista, quale custode del benessere, come figura sanitaria, proprio per l’importanza della professione da essa svolta, senza ottenere però alcun fattivo risultato, nonostante giacciano presso la X Commissione Attività Produttive due Disegni di Legge da noi presentati.</p>
<p>La classe politica dirigente, comprese i due assessori in questione, si vanno occupando di tanti altri fatti volti a contrastare l’operato degli estetisti (si ricordi anche il decreto 110 del luglio scorso) piuttosto che ad incentivarne lo sviluppo, come potrebbe essere il caso dei baby centri di bellezza.</p>
<p>Il mancato raggiungimento degli obiettivi di crescita e professionalizzazione si è palesato dunque a causa di qualche elemento della classe dirigente politica italiana che non conosce, non sa e non vuole comprendere il vero ruolo sociale di un’estetista come del resto è stato ampiamente dimostrato dagli assessori veneti di cui sopra. Fortunatamente, se in Italia si ha a che fare con l’incompetenza da parte di alcuni elementi della politica, il resto dell’Europa e del mondo, nonché le grandi realtà che si occupano di benessere e salute, come l’OMS (organizzazione mondiale della sanità), il PSN (Piano Sanitario Nazionale), la carta di Tallin, la carta di Ottawa per la Promozione della salute o quella di Bangkok, si sono pronunciati moltissime volte a favore dell’ampliamento del concetto di salute vista non solo come assenza di malattia ma intesa come completo benessere fisico, mentale e sociale.</p>
<p><strong>La Salute secondo:</strong></p>
<p>&#8211; l’OMS: &#8220;Uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o di infermità.&#8221; (OMS, 1948)</p>
<p>&#8211; la Carta di Ottawa: la salute è una risorsa per la vita quotidiana….che valorizza le risorse personali e sociali, come pure le capacità fisiche. La promozione della salute consiste nel dare alle persone i mezzi per diventare più padroni della loro salute e per migliorarla. La promozione della salute non si risolve solo nel settore della sanità; essa va oltre gli stili di vita sani per includere la nozione di benessere.</p>
<p>&#8211; la Carta di Bangkok: la promozione della salute è fondata su questo diritto fondamentale della persona ed esprime un concetto positivo e inclusivo di salute quale determinante della qualità della vita che ricomprende il benessere mentale e spirituale.</p>
<p>&#8211; la Carta di Tallin del 2008: un migliore stato di salute dei cittadini contribuisce ad un miglior benessere sociale, con forte impatto positivo sullo sviluppo economico del Paese. «<em>Ne consegue che investire in salute equivale ad investire nello sviluppo umano, nel benessere sociale e nel benessere economico e che i sistemi sanitari nazionali…………includono……………la promozione della salute</em>»</p>
<p><strong>Inoltre nel Piano Sanitario Nazionale 2011-2013 del 18 novembre 2010 </strong>si evidenzia la necessità di promuovere non solo la salute dei cittadini ma anche il benessere e la salute dei cittadini e delle comunità.</p>
<p>Ed è innegabile quindi che le attività svolte dall’estetista abbiano una fondamentale influenza sul benessere psico-fisico degli individui appartenenti ad un contesto sociologico che prevede richiami costanti alla bellezza esteriore e all’accettazione del sé in relazione ad un ambiente di costanti contatti umani.</p>
<p>La qualità delle relazioni sociali è innegabilmente connessa ad uno stato di accettazione delle proprie imperfezioni e dei propri inestetismi (veri o legati ad una percezione distorta del sé) ed alla ricerca del loro miglioramento e/o eliminazione. L’estetista assume in quest’ottica, ancora una volta, un ruolo fondamentale nel percorso di accettazione di se stessi.</p>
<p>Da questo excursus sintetico emerge che i “grandi pareri”, viaggiano tutti esattamente lungo la stessa linea di pensiero: lo stato di buona salute non può essere considerato slegato dal concetto di benessere fisico, mentale e sociale, da un armonico inserimento dell’individuo nel tessuto sociale a seguito dell’accettazione del sé coadiuvata dal trattamento di inestetismi, talvolta, psicologicamente invalidanti.</p>
<p>Il concetto di salute e di benessere, secondo autorevoli pareri, è chiaramente ignorato dai due assessori veneti, i quali, prima di rilasciare dichiarazioni superficiali, farebbero bene a documentarsi su cosa si dice in Italia e nel resto del mondo.</p>
<p><strong>Avendo precisato questo punto, ci chiediamo se è giusto tenere lontani i bambini dai centri estetici&#8230;!?  </strong></p>
<p>Secondo Confestetica non c’è nulla di male nel vedere i bambini con le loro mamme in un contesto di intrattenimento per i primi e di miglioramento del sé per le seconde, in un Paese dove scarseggiano strutture pubbliche alle quali affidare i bambini per il tempo necessario ad una mamma di dedicarsi un po’ al proprio benessere.</p>
<p>Confestetica premia questa estetista nell’aver provveduto all’intrattenimento e al benessere dei figli delle proprie clienti, con la creazione di uno spazio nel quale poter giocare con colori e smalti atossici, in attesa che la mamma finisca il proprio trattamento di benessere.</p>
<p>Sarebbe addirittura immaginabile e realizzabile un’area dedicata al massaggio da parte delle mamme verso i propri bambini, attraverso la supervisione di un’estetista professionale.</p>
<p>Da non sottovalutare infatti il forte potere del massaggio fatto sul corpo di un bambino così come ricorda una ricerca condotta da un team di vari Istituti, fra i quali la Scuola Normale di Pisa e l’Istituto di neuroscienze del CNR, guidato dal neurologo Lamberto Maffei;</p>
<p>questo studio (pubblicato sul “journal of burn care &amp; rehabilitation” del marzo- aprile 2001) parte dall’ipotesi, poi confermata, che il beneficio del massaggio riguarda anche lo sviluppo cerebrale dei piccoli.</p>
<p>Lo studio si è svolto su venti neonati prematuri (nati dopo 34-35 settimane di gestazione). Dieci di questi sono stati massaggiati per 14 giorni (dieci minuti al giorno), dieci invece non hanno ricevuto il massaggio. Alla fine di questo periodo e poi ancora per tre, sei e dodici mesi dopo, i bambini sono stati sottoposti a diversi test.</p>
<p>I dieci neonati massaggiati avevano una vista più sviluppata, un accrescimento corporeo più rapido, una maggiore attività cerebrale (misurata mediante elettroencefalogramma) oltre che minori livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. Questo vantaggio di sviluppo si è mantenuto fino ad un anno di età, cosa assolutamente sorprendente, visto il brevissimo tempo di trattamento.</p>
<p>Altri importanti studi sui benefici del massaggio per i bambini sono quello condotti dalla dottoressa Tiffany Field, fondatrice del Touch Research Institute, presso l’università del Medical Center di Miami. In uno di questi studi, venti bambini prematuri venivano massaggiati tre volte al giorno per quindici minuti: essi acquisivano in media ogni giorno il 47% di peso in più, erano più attivi e vigili e il loro sviluppo neurologico risultava più completo rispetto ai bambini che non venivano massaggiati, inoltre la loro degenza ospedaliera diminuiva di circa sei giorni.</p>
<p><strong>Questi due esempi mostrano quanto sia benefico un massaggio per un bambino a differenza di quanto sostenuto dagli assessori veneti</strong> che addirittura esortano le mamme venete “perché tengano lontane le loro bimbe dai baby centri di bellezza”.</p>
<p>Si ribadisce forte il concetto che in ogni luogo dedicato agli adulti sono sorti e sorgeranno spazi dedicati ai bambini, basti pensare a quello che avviene nei villaggi turistici, sulle navi da crociera, da IKEA o durante un semplice pranzo domenicale tra partenti, dove mentre i grandi soddisfano per un po’ di tempo le proprie esigenze di relax, svago, compere, i piccoli facendo gruppo a sé giocano e si divertono fantasticando nel loro mondo.</p>
<p><strong>In conclusione Confestetica</strong> non capisce di cosa si debbano scandalizzare l’assessore Elena Donazzan e l’assessore Isi Coppola se un’estetista attenta all&#8217;esigenza dei propri clienti, ha adibito un’area del proprio centro estetico al divertimento e all’intrattenimento dei figli delle proprie clienti , dove le bambine giocano con creme e smalti atossici studiati proprio per loro.</p>
<p><strong>Ora, cari politici, Confestetica vi ha fornito una serie di importanti motivazioni e documentazioni sulle quali riflettere e conoscere meglio il settore dell’estetica e del benessere.</strong></p>
<p>Settore che, nonostante la recessione, è in ascesa, produce lavoro, reddito e benessere per i cittadini ogni giorno.</p>
<p>Quindi auspichiamo che sarete in grado di aiutare e incentivare il settore, preoccupandovi di fare semplicemente il vostro lavoro prendendo in considerazione la discussione dei progetti di legge, che da molto tempo attendono e che tanto sarebbero utili a regolamentare questo settore, piuttosto che pensare ogni giorno a cosa fare per distruggerlo.</p>
<p>Ben vengano quindi in tutta Italia iniziative come quelle della collega di Treviso e baby spazi nel saloni di bellezza, visto che la politica non ha i soldi per aprire asili ….</p>]]></content:encoded>
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		<title>3 giorni presso Sapienza Università di Roma per il corso dal titolo: Viaggio all’interno del cosmetico &#124; Dall’ideazione alla commercializzazione a € 87 invece di 544. Valido per il Master Confestetica</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Mar 2012 19:37:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[corsi estetista]]></category>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4178/3-giorni-presso-sapienza-universita-di-roma-per-il-corso-dal-titolo-viaggio-allinterno-del-cosmetico-dallideazione-alla-commercializzazione-a-e-89-invece-di-544-valido-per-il-mas/"><img title="compralo subito corso roma" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2012/03/compralo-subito-corso-roma.jpg" alt="3 giorni presso Sapienza Università di Roma per il corso dal titolo: Viaggio all’interno del cosmetico | Dall’ideazione alla commercializzazione a € 87 invece di 544. Valido per il Master Confestetica" width="102" height="200" /></a>
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	Titolo del Corso:Viaggio all’interno del cosmetico: Dall’ideazione alla commercializzazione Data del corso:Anno 2012 Mese MaggioDomenica 13 Lunedì 14 Martedì 15 Sede Del Corso:Roma &#8211; Sapienza Università di Roma Valido per il Master: ConfesteticaSapienza Università di Roma prot 83/10 Rivolto a:ESTETISTI &#8211; DIPENDENTI &#8211; TITOLARI DI AZIENDA&#8217; &#8211; DISOCCUPATI &#8211; STUDENTI &#8211; DOCENTI &#8211;  PER INFORMAZIONI: [&#8230;]]]></description>
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	<p></p>
<p></p>
<p><strong>Titolo del Corso:<br /></strong>Viaggio all’interno del cosmetico: Dall’ideazione alla commercializzazione<strong><br /></strong></p>
<p><strong>Data del corso</strong>:<br />Anno <strong>2012</strong> Mese <strong>Maggio</strong><br />Domenica <strong>13</strong> Lunedì <strong>14</strong> Martedì <strong>15</strong></p>
<p><strong>Sede Del Corso</strong>:<br />Roma &#8211; Sapienza Università di Roma</p>
<p><strong>Valido per il Master:</strong> Confestetica<br />Sapienza Università di Roma prot 83/10</p>
<p><strong>Rivolto a</strong>:<br />ESTETISTI &#8211; DIPENDENTI &#8211; TITOLARI DI AZIENDA&#8217; &#8211; DISOCCUPATI &#8211; STUDENTI &#8211; DOCENTI &#8211; </p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #003300;"><strong>PER INFORM</strong></span><strong style="color: #003300;">AZIONI:</strong></p>
<p></p>
<div>
<div>
<div>
<div>
<p style="text-align: left;"> </p>
<table style="width: 625px; height: 470px;" border="0">
<tbody>
<tr>
<td>
<p><strong>Come nasce un cosmetico</strong></p>
<p>&#8211; La produzione dei prodotti di bellezza funzionali e dispositivi presso l’officina cosmetica.<br />&#8211; Ideazione di un prodotto cosmetico e di una linea di più prodotti che interagiscono tra loro con riferimento ai mercati.<br />&#8211; Dall’ideatore al formulatore: Campionatura e test di cosmetici, compresa la quotazione del prodotto, l’offerta, l’accettazione del cliente, fino al passaggio nei reparti di produzione e confezionamento. <br />&#8211; Presentazione delle nuove tecnologie produttive, le nanotecnologie, cosmeceutica e sistemi a lento rilascio.<br />&#8211; Preparazione di un dossier tecnico e i relativi rapporti da tenere con le autorità regolatorie.<br />&#8211; Il contenuto del foglietto illustrativo, la sicurezza e l’efficacia di un prodotto cosmetico, test di innocuità: dermatologicamente testato, test di efficacia e di funzionalità: clinicamente testato, test microbiologici.</p>
<p><strong>Cosmetologia Viaggio al centro del cosmetico</strong></p>
<p>&#8211; L’importanza, da parte dei professionisti dell’estetica, di decodificare le etichette attraverso l’INCI, al fine di evitare messaggi ingannevoli e marketing aggressivo.<br />&#8211; In rassegna i principali ingredienti del cosmetico, dagli eccipienti alle sostanze funzionali, commenti e spiegazioni sulle caratteristiche degli stessi. <br />&#8211; Ogni partecipante al corso porterà con sè un cosmetico del quale non può fare a meno nel proprio istituto, per essere poi analizzato e commentato. Una casistica reale con molti prodotti “campione” analizzati “dal vivo” porterà i partecipanti ad apprendere l’efficacia dei propri prodotti. <br />&#8211; Il concetto di fisiocosmesi, ovvero una cosmesi altamente scientifica e professionale che rispetti sempre l’intelligenza cutanea. <br />&#8211; Gli inestetismi e le formulazioni a loro dedicate: dagli “Antiage” agli “anticellulite” seguendo le ultime tendenze del mercato cosmetico e le sue evoluzioni: Cosmeceutica, Nanocosmesi, Neurocosmesi, e fitoceutica.</p>
<p><strong>Chimica</strong></p>
<p>&#8211; Le fonti vegetali e animali delle sostanze organiche naturali, il loro significato in rapporto all’organismo e come verranno utilizzate da parte dell’uomo. <br />&#8211; Nuove tendenze normative, sulle sostanze organiche naturali, etnobotanica ed etnofarmacologia. <br />&#8211; Le sostanze organiche naturali.</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/y3x5OWpegMo" frameborder="0" width="600" height="400"></iframe></p>
</div>
</div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Carabiniere infiltrato si finge cliente in un centro estetico. Amara sorpresa per le prostitute che ci lavoravano</title>
		<link>http://www.confestetica.it/punto-estetico/4171/carabiniere-infiltrato-si-finge-cliente-in-un-centro-estetico-amara-sorpresa-per-le-prostitute-che-ci-lavoravano/</link>
		<comments>http://www.confestetica.it/punto-estetico/4171/carabiniere-infiltrato-si-finge-cliente-in-un-centro-estetico-amara-sorpresa-per-le-prostitute-che-ci-lavoravano/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 23:13:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Confestetica]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[centro estetico prostituzione]]></category>
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	<div>
	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4171/carabiniere-infiltrato-si-finge-cliente-in-un-centro-estetico-amara-sorpresa-per-le-prostitute-che-ci-lavoravano/"><img title="Villafranca_Carabinieri1 (1)" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2012/03/Villafranca_Carabinieri1-1.jpg" alt="Carabiniere infiltrato si finge cliente in un centro estetico. Amara sorpresa per le prostitute che ci lavoravano" width="200" height="113" /></a>
	</div>
	Si e’ conclusa con l’intervento dei Carabinieri l’attività di prostituzione che da mesi avveniva presso il centro estetico “Il Tocco Del Piacere” di via Trieste a Villafranca di Verona. Il blitz da parte di una decina di militari della locale compagnia e’ avvenuto nel primissimo pomeriggio di venerdì, quando una delle ragazze presenti, in procinto [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4171/carabiniere-infiltrato-si-finge-cliente-in-un-centro-estetico-amara-sorpresa-per-le-prostitute-che-ci-lavoravano/"><img title="Villafranca_Carabinieri1 (1)" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2012/03/Villafranca_Carabinieri1-1.jpg" alt="Carabiniere infiltrato si finge cliente in un centro estetico. Amara sorpresa per le prostitute che ci lavoravano" width="200" height="113" /></a>
	</div>
	<p>Si e’ conclusa con l’intervento dei Carabinieri l’attività di prostituzione che da mesi avveniva presso il centro estetico “I<strong>l Tocco Del Piacere</strong>” di via Trieste a Villafranca di Verona.</p>
<p>Il blitz da parte di una decina di militari della locale compagnia e’ avvenuto nel primissimo pomeriggio di venerdì, quando una delle ragazze presenti, in procinto di iniziare una prestazione sessuale con un signore appena ricevuto, e’ stata bloccata dallo stesso cliente, scoprendo con suo grande stupore che quel signore era in realta’ un carabiniere infiltrato. Dopo essersi qualificato con la donna, ha bloccato le vie di fuga dei locali, consentendo agli altri militari di fare irruzione.</p>
<p>L’immediata perquisizione degli ambienti ha portato al rinvenimento di materiale, come agendine con gli incontri programmati, numerose schede sim verosimilmente utilizzate per gli appuntamenti, tariffari e preservativi.</p>
<p>L’attività dei Carabinieri era stata comunque preceduta, nei mesi precedenti, da una serie di appostamenti effettuati dai militari della locale stazione e del nucleo operativo che avevano portato a ricostruire il notevole “via vai” attorno al centro estetico con tanto di identificazione di numerosi clienti; tra questi, praticamente quasi tutti uomini, gente del posto ma anche venuti dai comuni vicini, alcuni effettivamente giunti per ottenere dei massaggi, molti altri più’ interessati a prestazioni “extra”, più intime; e, nell’ambito di quest’ultima categoria di avventori, qualcuno, dietro garanzia di anonimato, aveva ammesso ai Carabinieri di aver pagato per ottenere delle prestazioni sessuali.</p>
<p>E’ infine emerso che le tariffe erano le seguenti: alla cassa si pagava, con tanto di ricevuta fiscale, il massaggio ufficiale (media di 90 euro); direttamente alle ragazze, in anticipo, la prestazione sessuale il cui costo variava dalla tipologia di richiesta, ma che comunque oscillava tra 100 e 200 euro. Chi procacciava clienti e sponsorizzava l’attività di meretricio qualche “cautela” l’adottava: non vi erano particolari allusioni sul relativo sito web; nelle telefonate alla reception, durante le richieste di appuntamento, non si faceva alcun riferimento a prestazioni erotiche e i clienti più’ insistenti e interessati a quelle pratiche venivano invitati a presentarsi sul posto per “verificare di persona”; le stesse ragazze, di fronte a clienti “sospetti”, declinavano ogni richiesta oltre il normale massaggio; anche il linguaggio, all’occorrenza, diventava criptico: la prestazione sessuale era infatti chiamata “il finale”.</p>
<p>Diversamente, per ottenere un appuntamento più’ agevolmente e velocemente finalizzato a prestazioni sessuali era necessario far parte di un circuito di “clienti” già “provati” o comunque occorreva farsi “sponsorizzare” da qualcuno degli avventori già’ noti alle ragazze.</p>
<p>Al centro estetico sono stati apposti i sigilli ed e’ scattato il sequestro dell’intero appartamento. La maggior parte delle ragazze coinvolte sono italiane come italiano e’ il responsabile del centro, denunciato per favoreggiamento della prostituzione. Sono in corso indagini per appurare ulteriori responsabilita’ e complicita’: dagli accertamenti e’ infatti emerso che alcune dipendenti, inizialmente ignare dell’attivita’ di meretricio da parte delle colleghe, avrebbero in seguito segnalato quanto accadeva alla direzione per poi successivamente licenziarsi.</p>]]></content:encoded>
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		<title>La prima edizione del  Master &#8221; Manager di Centro Estetico&#8221; è giunto al termine, il 28 maggio ci saranno gli esami scritti e orali</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 02:02:22 +0000</pubDate>
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	La prima edizione del master “Diventa manager di centro estetico” di Confestetica in collaborazione con la Sapienza Università di Roma volge al termine. Il 28 maggio 2012 le estetiste che, con grande entusiasmo hanno completato il percorso del master, sosterranno l’esame finale cui seguirà il rilascio del titolo master Confestetica/Sapienza Università di Roma. Da sempre [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/4156/la-prima-edizione-del-master-manager-di-centro-estetico-e-giunto-al-termine-il-28-maggio-ci-saranno-gli-esami/"><img title="esami, master &quot;manager di centro estetico&quot;" src="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2012/03/shutterstock_68386354.jpg" alt="La prima edizione del  Master &#8221; Manager di Centro Estetico&#8221; è giunto al termine, il 28 maggio ci saranno gli esami scritti e orali" width="200" height="133" /></a>
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	<p>La prima edizione del master “Diventa manager di centro estetico” di Confestetica in collaborazione con la Sapienza Università di Roma volge al termine.</p>
<p>Il 28 maggio 2012 le estetiste che, con grande entusiasmo hanno completato il percorso del master, sosterranno l’esame finale cui seguirà il rilascio del titolo master Confestetica/Sapienza Università di Roma.</p>
<p>Da sempre l’idea di Confestetica è stata quella di pensare alla figura dell’estetista non come un’artigiana, ma come una manager in grado di gestire il proprio centro da ogni punto di vista. E’ così nata la collaborazione tra Confestetica e La Sapienza Università di Roma per il master “Manager di centro estetico”, master di alta formazione per estetista.</p>
<p>Il master, composto da 6 corsi, ognuno dei quali su materie distinte e tutte volte alla formazione della figura di manager di centro estetico, è stato seguito con sempre maggiore soddisfazione ed entusiasmo dalle nostre estetiste. La professionalità dei docenti, l’accuratezza dell’organizzazione, ma soprattutto, i contenuti dei corsi hanno, già da subito, portato notevoli vantaggi alla gestione delle attività dei centri estetici e ampliato e arricchito le conoscenze delle corsiste intervenute, così come da loro stesse dichiarato nelle interviste rilasciateci dopo i corsi. Molte di loro hanno, infatti, affermato che i contenuti teorici e le esercitazioni pratiche hanno trovato immediata applicazione, già dal giorno successivo, nella realtà del loro centro estetico.</p>
<p>Il master “Diventa manager di centro estetico” ha fornito gli strumenti necessari per l’arricchimento e il completamento della figura dell’estetista con ogni singolo corso, come le tessere di un puzzle.</p>
<p>La vendita di successo nei centri estetici, dalla soddisfazione alla fidelizzazione del cliente, come rapportarsi con il proprio team, conoscere se stessi, le proprie qualità o i propri punti deboli per farli diventare punti di forza, la possibilità di utilizzare i nuovi strumenti a disposizione che ci vengono dal web, come i social network, per essere sempre nuovi e innovativi e l’approccio al mondo dei cosmetici, dalla sua ideazione fino alla sua commercializzazione, visto come un viaggio appassionante e avvincente, hanno rappresentato gli aspetti di questo mosaico che ci rappresenta la “nuova estetista”.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Semplificazione per i rifiuti pericolosi nei centri estetici, ma il trasporto in conto proprio è rimasta una complicazione</title>
		<link>http://www.confestetica.it/punto-estetico/4120/semplificazione-per-i-rifiuti-pericolosi-nei-centri-estetici-ma-il-trasporto-in-conto-proprio-e-rimasta-una-complicazione/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 02:01:50 +0000</pubDate>
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	In questi ultimi anni alcune aziende di smaltimento di rifiuti sono state molto creative, facendo credere agli estetisti, che batuffoli di cotone, lenzuoli di carta, strisce della ceretta usate si dovessero smaltire come rifiuti pericolosi. Ma questi non sono affatto rifiuti pericolosi! I rifiuti speciali pericolosi, da smaltire nei centri estetici, sono solo quelli elencati [&#8230;]]]></description>
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	<p>In questi ultimi anni alcune aziende di smaltimento di rifiuti sono state molto creative, facendo credere agli estetisti, che batuffoli di cotone, lenzuoli di carta, strisce della ceretta usate si dovessero smaltire come rifiuti pericolosi. Ma questi non sono affatto rifiuti pericolosi!</p>
<p>I rifiuti speciali pericolosi, da smaltire nei centri estetici, sono solo quelli elencati nell’allegato D alla parte quarta del D.lgs 152/06 (<a title="D.lgs 152/06" href="http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/06152dl.htm" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">pdf</span></a>)  , nel Documento redatto dall’Ufficio del Gabinetto del Ministero dell’Ambiente del 2004 (<a href="http://www.confestetica.it/chi-siamo/wp-content/uploads/2010/04/LA-GESTIONE-DEI-TAGLIENTI-AL-DI-FUORI-DELLE-STRUTTURE-SANITARIE.pdf" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">pdf</span></a>), ed in maniera chiara ed esaustiva nella recente legge 214/2011 art. 40 comma 8 “Riduzione degli adempimenti delle imprese” facente parte del decreto cosiddetto “Salva Italia” (<span style="color: #3366ff;"><a title="decreto-salva-italia-monti-dl-201-061211" href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2012/02/decreto-salva-italia-monti-dl-201-061211.pdf" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">pdf</span></a></span>).</p>
<p>Tali rifiuti vengono identificati con il codice CER , Codice Europeo dei Rifiuti, che viene assegnato ad ogni tipologia di rifiuto in base alla composizione e al processo di provenienza. Il CER (in vigore dal 1 gennaio 2002) è composto da sei cifre numeriche e va riportato sulla scheda SISTRI (quando entrerà in vigore) o sul Formulario di identificazione del rifiuto (come deve avvenire attualmente).</p>
<p>Precisamente vengono identificati con il codice CER 180103 i rifiuti speciali pericolosi a rischio infettivo che sono esclusivamente: aghi, siringhe, lame, vetri, lancette, pungi dito, testine di rasoi e bisturi monouso. Solo l’estetista che produca tali rifiuti è obbligata a seguire l’iter per lo smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi. Chi non li produce non ha alcun obbligo.</p>
<p><strong>ATTUALMENTE COSA DOBBIAMO FARE CON I RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI</strong></p>
<p>Chiarito una volta per tutte che i centri estetici che producono rifiuti che rientrino sotto la classificazione CER 180103, e cioè rifiuti taglienti o pungenti, deve necessariamente e obbligatoriamente smaltirli secondo una procedura speciale.<strong></strong></p>
<p><strong>Vediamo come:</strong></p>
<p>Il Cosiddetto “<a title="Decreto Salva Italia" href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2012/02/decreto-salva-italia-monti-dl-201-061211.pdf" target="_blank">DECRETO SALVA-ITALIA</a>”, o “ Decreto Monti”, convertito in Legge dello Stato <a title="Decreto salva Italia" href="http://www.confestetica.it/punto-estetico/wp-content/uploads/2012/02/decreto-salva-italia-monti-dl-201-061211.pdf" target="_blank">214/2011 all’art. 40 comma 8</a>, ha previsto un sistema di semplificazione anche in materia di smaltimento dei rifiuti per i centri estetici, acconciatore, trucco permanente e semipermanente, tatuaggio, piercing, agopuntura, podologo, callista, manicure, pedicure e che producono rifiuti pericolosi e a rischio infettivo (CER 180103: aghi, siringhe e oggetti taglienti usati).</p>
<p><strong>Questi soggetti possono smaltire tali rifiuti seguendo due modalità:</strong></p>
<p>a) trasportando i rifiuti pericolosi in conto proprio, massimo fino a 30 chilogrammi al giorno, sino all&#8217;impianto di smaltimento tramite termodistruzione o in altro punto di raccolta, autorizzati ai sensi della normativa vigente;</p>
<p>b) oppure si possono avvalere dell’ausilio di aziende specializzate e autorizzate al trasporto e smaltimento dei rifiuti pericolosi.<br />
In entrambi i casi non c’è più l’obbligo di registrazione sul registro di carico e scarico dei rifiuti e l&#8217;obbligo di comunicazione al Catasto dei rifiuti tramite il Modello Unico di Dichiarazione ambientale, ma rimane l’obbligo della sola compilazione e conservazione, in ordine cronologico, dei Formulari di trasporto di cui <a title="Dlgs 152/2006" href="http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/06152dl.htm" target="_blank">all&#8217;articolo 193 del decreto legislativo 152 del 2006</a>.<br />
Tali Formulari sono gestiti e conservati con modalità idonee all&#8217;effettuazione dei relativi controlli così come previsti dal predetto <a title="Dgls 152/2006" href="http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/06152dl.htm" target="_blank">articolo 193 del decreto legislativo n. 152 del 2006</a>.<br />
La conservazione deve avvenire presso la sede dei soggetti esercenti le attività.</p>
<p>Quindi, l’unico obbligo che rimane in vigore è quello di compilare il Formulario di identificazione dei rifiuti, sia che vengano smaltiti in conto proprio sia con l’ausilio di soggetti terzi addetti alla raccolta e smaltimento rifiuti. Il Formulario è reperibile presso la Camera di Commercio e va vidimato presso la stessa. Il costo per la vidimazione non è a pagamento (<a title="Dgls 152/2006" href="http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/06152dl.htm" target="_blank">Dlgs 152/2006</a>).<br />
La semplificazione del decreto Monti, in pratica, si riferisce solo alla soppressione del Modello Unico di dichiarazione ambientale (MUD) e del Registro cronologico di carico e scarico dei rifiuti.</p>
<p><strong>1.1 MODALITA’ DI SMALTIMENTO IN CONTO PROPRIO</strong></p>
<p>&#8211; Bisogna iscriversi, attraverso una comunicazione, alla Sezione Regionale dell’Albo Gestori Ambientali, che rilascia il relativo provvedimento entra 30 giorni.</p>
<p>&#8211; Con la comunicazione, il titolare del centro estetico o il legale rappresentante, deve dichiarare: la sede dell’impresa, l’attività dalla quale vengono prodotti i rifiuti, le caratteristiche e la natura dei rifiuti stessi, gli estremi identificativi e l’idoneità tecnica dei mezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti, copia del versamento del diritto annuale di registrazione all’Albo Gestori Ambientali.</p>
<p><strong>1.2 COSTI</strong></p>
<p>&#8211; Diritto annuale di registrazione all’Albo Gestori Ambientali: <strong>50 euro</strong><br />
&#8211; Diritti di segreteria: <strong>10 euro</strong><br />
&#8211; Tassa di concessione governativa di iscrizione all’Albo Gestori Ambientali: <strong>168 euro</strong></p>
<p><strong>1.3. OBBLIGHI SUCCESSIVI ALL’ISCRIZIONE ALL’ALBO GESTORI AMBIENTALI</strong></p>
<p>&#8211; Ogni anno, entro il 30 aprile deve essere effettuato il versamento del diritto annuale di registrazione di <strong>50 euro.</strong><br />
&#8211; Obbligo di tenuta del Formulario dei rifiuti.</p>
<p><strong>1.4 SANZIONI</strong></p>
<p><a title="Testo Unico Ambientale" href="http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/06152dl.htm" target="_blank">Articolo 256 (testo unico ambientale)</a><br />
(Attività di gestione di rifiuti non autorizzata)<br />
Chiunque effettua una attività di raccolta, <strong>trasporto</strong>, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, è punito:<br />
con la <strong>pena dell&#8217;arresto da 6 (sei) mesi a 2 (due) anni</strong> e con l’ammenda da (<strong> 2.600 </strong><strong>€</strong>) duemilaseicento euro  a (<strong> 26.000 </strong><strong>€</strong>) ventiseimila euro  se si tratta di rifiuti pericolosi.</p>
<p><strong>2.1 MODALITA’ DI SMALTIMENTO ATTRAVERSO AZIENDE SPECIALIZZATE E AUTORIZZATE</strong></p>
<p>&#8211; Individuare le aziende che effettuano i servizi di smaltimento. Gli elenchi delle aziende autorizzate sono depositati presso gli uffici della Provincia di appartenenza. Oppure è possibile usufruire della convenzione speciale che Confestetica ha con un&#8217;azienda leader che opera a livello nazionale <span style="color: #008000; font-size: medium;"><strong>Numero Verde 800.328.333</strong></span>.</p>
<p><strong>2.2 COSTI</strong></p>
<p>&#8211; Costo fisso di trasporto :   <strong>60 euro più iva</strong><br />
&#8211; Smaltimento CER 180103 : <strong>39 euro più iva</strong><br />
<a href="http://www.confestetica.it/chi-siamo/convenzioni/sistri-convenzione-confestetica-smaltimento-rifiuti-pericolosi-per-centri-estetici/" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">vedi la convenzione &gt;&gt;</span></a></p>
<p><strong>2.3 OBBLIGHI SUCCESSIVI ALLA CONVENZIONE CON AZIENDA</strong><br />
&#8211; Obbligo di tenuta del Formulario dei rifiuti.</p>
<p><strong>IL SISTRI</strong></p>
<p>Il SISTRI è un sistema info-telematico di controllo della tracciabilità dei rifiuti, che sostituirà il sistema cartaceo che attualmente sta nel Formulario dei Rifiuti.</p>
<p>Il SISTRI è semplicemente un sistema di regolamentazione della gestione dei rifiuti, semplificato attraverso l’uso di sistemi informatici e non più attraverso i registri cartacei sopra menzionati. Non è attualmente ancora in vigore ( <strong>la nuova scadenza è prevista per il 30 giugno 2012</strong>).</p>
<p>Anche se il sistema del SISTRI non è ancora in vigore, questo non esclude assolutamente l’obbligo di smaltire correttamente i rifiuti speciali nelle modalità di cui abbiamo parlando.</p>]]></content:encoded>
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