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	<title>Pupi di Zuccaro</title>
	
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	<description>cronache contro un inarrestabile svanire</description>
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		<title>Non smetteremo mai di esplorare</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 07:47:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino Pintacuda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[90011.it, il quotidiano on line di Bagheria sospende le pubblicazioni dopo che quattr&#8217;anni fa la sua comparsa fu una piccola rivoluzione nella malmestosa apatia della città delle ville. Quattro anni di scoop, inchieste, interviste che hanno fatto crescere il giornale e tutta la giovanissima redazione che l&#8217;ha reso possibile. Ne ho fatto parte anch&#8217;io, un&#8217;esperienza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>90011.it, il quotidiano on line di Bagheria <a href="http://www.90011.it/articolo.asp?idNotizia=7656&amp;tags=">sospende le pubblicazioni </a>dopo che quattr&#8217;anni fa la sua comparsa fu una piccola rivoluzione nella malmestosa apatia della città delle ville. </em><em><a href="http://www.90011.it/articolo.asp?idNotizia=7654">Quattro anni di scoop, inchieste, interviste</a> che hanno fatto crescere il giornale e tutta la giovanissima redazione che l&#8217;ha reso possibile. Ne ho fatto parte anch&#8217;io, un&#8217;esperienza che si merita un posto d&#8217;onore tra i ricordi più belli. </em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: right;">Non smetteremo di esplorare.<br />
E alla fine di tutto il nostro andare<br />
ritorneremo al punto di partenza<br />
per conoscerlo per la prima volta.<br />
T. S. Eliot</p>
</blockquote>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><img class="  " title=" Converse yourself III © Paolo Castronovo" src="http://farm5.static.flickr.com/4113/4842985059_0cc13f6381_o.jpg" alt=" Converse yourself III © Paolo Castronovo" width="240" height="240" /><p class="wp-caption-text"> Converse yourself III © Paolo Castronovo</p></div>
<p>E´ come una malìa, i giorni di vacanza finiscono e con essi tutto quel che credevo immutabile viene via con me. Prima l´affacciata, l´affacciata di casa mia che per ventott´anni era rimasta rosa antico l´ho ritrovata gialla come il tufo, poi i sensi di marcia che imboccavo con l´inerzia intartarata d´abitudine qualche gremlins particolarmente dispettoso si diverte a cambiarli, di notte, quando la città dorme e l´unica cosa che si muovono sono i sacchetti d´immondizia impiccati ai balconi. E ora tocca all´amatissimo 90011, la nostra picciridda. Il nostro giornale l´ho sempre pensato di genere femminile, una picciridda che nel giro di quattr´anni è sbocciata meritandosi la stima della comunità bagherese.</p>
<p>Ripenso a tutte le riunioni, a progettare il primo menabò e le sezioni del primo quotidiano di Bagheria. Le riunioni al Gran Cafè, l´incontro con Giusy Carollo alla biblioteca di Palermo dove Dacia Maraini presentava il suo ultimo libro, era la prima volta che sentivo il nome di Giusto Ricupati. La scrittura quotidiana ci ha fatto diventare colleghi e amici.</p>
<p>La scelta di chiudere la nostra creatura è stata sofferta, Giusto ha rinviato sino all´ultimo la scrittura dell´editoriale. Lo guardavo, come se fossimo due teste d´uovo della Nasa con gli occhiali da gufo alle prese con i problemi d´una navicella spaziale. Ma proprio per quanto abbiamo amato questo sito sarebbe disonesto lasciarlo sopravvivere non potendo più garantirvi un aggiornamento puntuale e quotidiano. Quante sere abbiamo passato a documentarci, a preparar le domande per le interviste, a progettare anche il magazine, a trovar nuovi punti di vista per narrarvi le emergenze che ormai son diventate nostre quotidiane compagne&#8230;</p>
<p>I ricordi si confondono, resta solo la splendida sensazione d&#8217;aver dato concretezza e solidità a un sogno: lasciare un segno, una traccia nella storia della nostra amata città, la stessa che, per forza di cose, dobbiamo lasciare quando mancano ancora un paio di primavere ai fatidici trent´anni. Mentre chiudo la valigia un&#8217;altra volta, guardo i tre pupi della testata e la frase di Orwell con una sola certezza: potendo tornare indietro lo rifaremmo un&#8217;altra volta e ancora una, a ogni giro di ruota dell´eterno ritorno. E grazie a tutti voi che sin qui ci avete accompagnato, sostenuto e stimolato.</p>
<p>Quei ragazzi che una sera d&#8217;ottobre di quattr&#8217;anni fa inauguravano 90011 me li voglio ricordare così, come una foto, sempre pronti a varcare nuove frontiere. Questo non è un addio, è un lungo, lungo arrivederci.</p>
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		<title>Viveva in lui</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 08:13:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino Pintacuda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«La sua salute malferma, disse, glielo impediva. Nel 1901 Marcel Schwob, che era di salute altrettanto fragile, aveva intrapreso un viaggio in condizioni peggiori per visitare la tomba di Stevenson in un&#8217;isola del pacifico. [...] Una volta Schwob, sdraiato nella sua cabina si sentiva morire quando si accorse che qualcuno gli si sdraiava a fianco. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 544px"><img title="My Granpa's wall © Paolo Castronovo" src="http://farm5.static.flickr.com/4055/4545697543_a8abce7c7f_z.jpg" alt="My Granpa's wall © Paolo Castronovo" width="534" height="640" /><p class="wp-caption-text">My Granpa&#39;s wall © Paolo Castronovo</p></div>
<p>«La sua salute malferma, disse, glielo impediva. Nel 1901 Marcel Schwob, che era di salute altrettanto fragile, aveva intrapreso un viaggio in condizioni peggiori per visitare la tomba di Stevenson in un&#8217;isola del pacifico. [...] Una volta Schwob, sdraiato nella sua cabina si sentiva morire quando si accorse che qualcuno gli si sdraiava a fianco. Allora si girò per vedere chi fosse l&#8217;intruso e scoprì il suo servitore orientale, con la pelle verde come la lattuga. Forse solo in quel momento si rese conto dell&#8217;impresa in cui si era cacciato. Quando giunse, dopo molte sofferenze, a Samoa, non visitò la tomba di Stevenson. Da un lato stava troppo male e, dall&#8217;altro, perché visitare la tomba di qualcuno che non è morto? Stevenson, e questa semplice rivelazione la doveva al viaggio, viveva in lui»</p>
<p style="text-align: right;">Roberto Bolaño, <em><strong>2666</strong></em></p>
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		<title>L’inferno dei viventi</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 15:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pupi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«L&#8217;inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n&#8217;è uno, è quello che è già qui, l&#8217;inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l&#8217;inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img title="The Love Silent © Paolo Castronovo" src="http://farm5.static.flickr.com/4134/4906423175_ef757cd15d_o.jpg" alt="The Love Silent © Paolo Castronovo" width="500" height="500" /><p class="wp-caption-text">The Love Silent © Paolo Castronovo</p></div>
<p>«L&#8217;inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n&#8217;è uno, è quello che è già qui, l&#8217;inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l&#8217;inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all&#8217;inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio».</p>
<p style="text-align: right;">Italo Calvino, <em>Le città invisibil</em><em>i</em></p>
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		<title>Barche contro corrente</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 07:33:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pupi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«E mentre me ne stavo lì a meditare su quel lontano, ignoto mondo, pensai allo stupore di Gatsby allorché per la prima volta identificò la luce verde all&#8217;estremità del molo di Daisy. Aveva fatto un lungo cammino per giungere a questo azzurro prato, e il suo sogno dovette sembrargli così vicino che difficilmente poteva mancare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img title="We are so happy on this island" src="http://farm5.static.flickr.com/4139/4811224445_4b77686cda_o.jpg" alt="We are so happy on this island" width="500" height="500" /><p class="wp-caption-text">We are so happy on this island © Paolo Castronovo</p></div>
<p>«E mentre me ne stavo lì a meditare su quel lontano, ignoto mondo, pensai allo stupore di Gatsby allorché per la prima volta identificò la luce verde all&#8217;estremità del molo di Daisy. Aveva fatto un lungo cammino per giungere a questo azzurro prato, e il suo sogno dovette sembrargli così vicino che difficilmente poteva mancare di afferrarlo. Non sapeva che era invece già alle sue spalle, in qualche parte, nella vasta oscurità dietro la città, dove i campi oscuri della repubblica si stendeva nella notte.</p>
<p>Gatsby credeva nella luce verde, nella pienezza eccitante del futuro che anno dopo anno indietreggia davanti a noi. C&#8217;è sfuggito una volta, ma non importa — domani correremo più in fretta, tenderemo di più le braccia&#8230; E in un bel mattino&#8230;<br />
Così procediamo a fatica, barche contro corrente, risospinti senza sosta nel passato».</p>
<p style="text-align: right;">Francis Scott Fitzgerald, <em>IL GRANDE GATSBY</em></p>
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		<title>UN CANE DI PLASTICA CINESE di Alessandro Carbone</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Aug 2010 17:46:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pupi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono un cane. Un cane di plastica. Un cane di plastica cinese, Taiwan, per la precisione. Così c&#8217;è scritto sotto la mia pancia. Sono un cane di plastica di Taiwan e lavoro su di una scrivania. La sorveglio, per la precisione. Mi piace il mio lavoro, devo avere a mente l&#8217;esatta posizione di tutti gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 4px;" src="http://s8.thisnext.com/media/largest_dimension/3D6D4C86.jpg" alt="" width="232" height="232" /></p>
<p>Sono un cane. Un cane di plastica. Un cane di plastica cinese, Taiwan, per la precisione.</p>
<p>Così c&#8217;è scritto sotto la mia pancia.</p>
<p>Sono un cane di plastica di Taiwan e lavoro su di una scrivania.</p>
<p>La sorveglio, per la precisione.</p>
<p>Mi piace il mio lavoro, devo avere a mente l&#8217;esatta posizione di tutti gli oggetti che il padrone mi affida: penne, carte, calendari, agende e riviste.</p>
<p>Cose molto importanti.</p>
<p>Ma presto particolare attenzione al Signor Telefono e a sua moglie, Segreteria.</p>
<p>Loro sono diversi. Con loro il padrone parla e discute, e loro gli rispondono. Ora in un modo, ora in altro.</p>
<p>No, con me il padrone non parla, ma non mi dispiace, sono cose da cani di pezza quelle.</p>
<p>Io ho altro a cui pensare. Responsabilità.</p>
<p>Una volta al mio padrone è sfuggita una matita di mano che ha incominciato a rotolare verso il bordo.</p>
<p>Ma io ero lì, a due zampe dal niente e la matita si è fermata sotto di me.</p>
<p>Forse quella è stata l&#8217;unica volta che il mio padrone si è rivolto a me, dicendomi: “Benfatto!”</p>
<p>Soltanto il mio dovere. Faccio soltanto il mio dovere.</p>
<p>Sono un cane di plastica io.</p>
<p>Un cane di plastica cinese di Taiwan, per la precisione.</p>
<p style="text-align: right;"><em>da </em><a href="http://www.readingcircus.it/"><em>Reading circus &#8211; fenomeni di narrazione</em></a></p>
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		<title>I fiori viola</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 08:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino Pintacuda</dc:creator>
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		<category><![CDATA[una solitudine a due]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ti ho nemmeno scelta, sei apparsa nella mia vita e razionalmente ho deciso che eri quella giusta. Bella, pulita, precisa, preparata. Eri quella perfetta da portare in giro, in palmo di mano, da crescere come compagna. Non troppo diversa dalla sposa indiana che i genitori del maschio scelgono in cambio di mucche e altre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://toninopintacuda.files.wordpress.com/2010/06/2056290135_f96ddc8bbf_b.jpg"><img class="size-medium wp-image-530 alignright" style="margin-right: 6px; margin-left: 6px;" title="fiori viola" src="http://toninopintacuda.files.wordpress.com/2010/06/2056290135_f96ddc8bbf_b.jpg?w=300" alt="fiori viola" width="300" height="225" /></a></p>
<p><strong>Non ti ho nemmeno scelta</strong>, sei apparsa nella mia vita e razionalmente ho deciso che eri quella giusta. Bella, pulita, precisa, preparata. Eri quella perfetta da portare in giro, in palmo di mano, da crescere come compagna. Non troppo diversa dalla sposa indiana che i genitori del maschio scelgono in cambio di mucche e altre regalie.</p>
<p>T’ho visto crescere, prendere la vita di petto, diventar donna. Un Amico, uno di quelli veri, uno di quelli che non scegli ma che tra miliardi di differenze senti davvero come fratello m’ha detto la più grande verità: d’una donna non sono importanti né gli occhi né quello che le riempie la scollatura, l’unica cosa che conta sono gli amici. Sono loro il nostro vero biglietto da visita.</p>
<p><strong>I libri che abbiamo letto</strong>, le citazioni che sappiamo snocciolare come grani di rosario son poca cosa. Grettezze, molliche per tentare di ritrovarci. Solo gli amici contano. E quando sei scappata via da noi pensavo d’essere solo. Poi come sempre Ivan era lì, accanto a me nei momenti più bui. C’era mentre i becchini chiudevano con lo stagno la cassa di mio padre, c’era quando la prima ragazzetta m’aveva lacerato il cuore, quello strappo che non passa mai davvero. C’era quando sono scappato di casa, c’era quando sono tornato.<br />
Ma non ero solo. Negli anni, non so proprio perché, una mezza dozzina di persone mi hanno aperto il loro cuore. Siamo diventati veri amici, gli stessi che cercavo da una vita. Sarei pronto a prendermi un intero caricatore in petto per loro. Te l’avevo detto e t’eri pure incazzata: le donne passano, gli amici restano.</p>
<p><strong>Tu mi hai donato Vinicio Capossela,</strong> io Harry Potter.  Hai allargato i miei orizzonti e forse ho fatto lo stesso. C’è stato un momento che mi guardavi piena di stima. Ma l’amore, quello vero, non l’ho mai trovato in mezzo a tutti i tuoi silenzi. Ricordi? Ti dicevo che il motto della tua famiglia potevate prenderlo da quel verso di Pavese che recita “tacere è la nostra virtù”.<span id="more-3712"></span></p>
<p><strong>M’hai insegnato il colore dei fiori della melanzana</strong>, a scegliere la fragola più dolce, a camminare tra le fila delle lattughe. T’ho mentito solo una volta, quando t’ho spergiurato che per te avrei rinunciato alla scrittura.<br />
Lei è l’unica che amo davvero, giorno dopo giorno. È lei l’indice del mio stato di salute. Quando la vita m’intossica scrivo della gran stronzate. E perdo le parole inseguendo ardite metafore che a nulla conducono.</p>
<p><strong>Non ti ho mai tradita. </strong>L’ho schivata sta ignominia. Ma ho smesso pure io da un giorno all’altro d’amarti, senza strepiti. Non ho versato mezza lacrima. Quando hai troncato e sei sparita tra la neve mi sono sentito rinascere. E ti conosco abbastanza da sapere che per te è stato lo stesso. È mai possibile che due persone che si sono amate per tanti anni possano giungere a uno stallo che li àncora al regno dei lombrichi invece di fargli spiccare il volo? Dove finiscono tutte le promesse che uno si fa dopo aver fatto l’amore per mezzo decennio? Ho cercato di ricreare l’atmosfera ma non si può. Non si può tornare indietro. Mai.</p>
<p><strong>Ogni scelta ci avvicina o ci scaglia a chilometri di distanza</strong>. T’ho salvato dalla solitudine a due. Cosa resta? Un orribile ciotola color glicine presa con rancore, un fumetto che mai nessuno mi regalerà, un libro che non leggerò perché compariresti tu tra le pagine.</p>
<p>Resto da solo, con la professione che ho scelto. Leggo, penso, scrivo. Sempre da solo. Tre azioni che nessuno può svolgere in tandem. A pagina 25 della <em>Storia di Lisey</em>, il bel romanzo di King che m’ha regalato Ivan prima di partire per l’altra faccia della Terra, il protagonista dice che c’è uno spazio che è solo nostro, in cui nessuno può entrare: la terra dei sogni, quando ci addormentiamo entriamo in un universo che è solo per noi. E io che faccio? Cerco d’isolarmi anche da sveglio. T’ho lasciato troppo sola. Ho fallito. T’avevo promesso che non saresti stata mai libera come in un mio abbraccio. Ma per quanto mi sono sforzato quell’abbraccio ti stava soffocando. E lo stesso stavi facendo tu.</p>
<p><strong>Cosa ho imparato? </strong>Assolutamente niente. Sbaglierò di nuovo, e sempre platealmente. Ma ora so che non dobbiamo mai riporre la nostra felicità nelle mani degli altri.</p>
<p>Gli altri possono accompagnarci per un pezzo del cammino. Ma alla meta arriveremo sempre soli. O in compagnia di pochi e ottimi amici. Sono quelli che m’hanno fatto risorgere. Sono loro che non tradirò mai. Perché le donne passano e gli Amici restano.</p>
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		<title>How far can you fly? (ladder)</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Aug 2010 09:09:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bisanti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[how far can you fly]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[luca flores]]></category>
		<category><![CDATA[marco bisanti]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando ieri muoio volevo sapere di me quello che sarò oggi pur essendo forse altro, se non altro nelle stelle anch’io come prima del mondo che mi fece essere e non più, dopo il prima. Ma quello lo sono già ed è per questo che non smetto di dare per morto il mio cuore animale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quando ieri muoio volevo sapere di me</p>
<p style="text-align: justify;">quello che sarò oggi pur essendo forse</p>
<p style="text-align: justify;">altro, se non altro nelle stelle anch’io</p>
<p style="text-align: justify;">come prima del mondo che mi fece</p>
<p style="text-align: justify;">essere e non più, dopo il prima.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZS7nWB5s4QY"><img class="alignright size-full wp-image-3675" title="flores" src="http://www.pupidizuccaro.com/wp-content/uploads/2010/08/flores.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a>Ma quello lo sono già ed è per questo</p>
<p style="text-align: justify;">che non smetto di dare per morto il mio</p>
<p style="text-align: justify;">cuore animale cervello nega vita</p>
<p style="text-align: justify;">che il lusso dell’inchiostro non gli compra</p>
<p style="text-align: justify;">nemmeno una fermata ogni tanto.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella sera il lampioncino sole</p>
<p style="text-align: justify;">ingiallisce il buio che si fa</p>
<p style="text-align: justify;">quando chiuderò gli occhi</p>
<p style="text-align: justify;">e mi vado a sedere sulla panchina</p>
<p style="text-align: justify;">di legno posa formiche e zanzare.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mio buio dunque è giallo,</p>
<p style="text-align: justify;">a rompere l’idea perfetta che</p>
<p style="text-align: justify;">ti fai se pensi che voglia</p>
<p style="text-align: justify;">smetterla in mio onore per</p>
<p style="text-align: justify;">conservarmi eterno meno peggio di così.</p>
<p style="text-align: justify;">La scala di pietra in mi minore</p>
<p style="text-align: justify;">non si staccava da terra anche se</p>
<p style="text-align: justify;">vagando sulla cima mi chiederò</p>
<p style="text-align: justify;">nella tua testa</p>
<p style="text-align: justify;">quanto puoi volar lontano.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><em>Luca Flores è nato a Palermo il 1956,<br />
è morto a Montevarchi il 1995,<br />
questa è una poesia jazz da</em><em> un suo brano<br />
che si ascolta cliccando sull&#8217;immagine dell&#8217;album<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Palermo: XIII Provincia in festa</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 09:36:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino Pintacuda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Balarm]]></category>
		<category><![CDATA[eventi palermo]]></category>
		<category><![CDATA[programma provincia in festa palermo]]></category>
		<category><![CDATA[provincia in festa]]></category>
		<category><![CDATA[XIII provincia in festa]]></category>

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		<description><![CDATA[È stato pubblicato il programma degli eventi della tredicesima edizione di Provincia in festa che si svolgerà nei comuni palermitani da oggi sino al 5 settembre. Leggi l&#8217;articolo su Balarm]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="provincia in festa" src="http://www.provinciainfesta.it/images/index.jpg" alt="" width="230" height="230" /></p>
<p>È stato pubblicato<a href="http://www.provinciainfesta.it/programma.html"> il programma degli eventi</a> della tredicesima edizione di Provincia in festa che si svolgerà nei comuni palermitani da oggi sino al 5 settembre.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.balarm.it/articoli/vis.asp?IdArticolo=6335"><em>Leggi l&#8217;articolo su Balarm</em></a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<title>L’amore svanisce</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 09:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pupi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinematografo]]></category>
		<category><![CDATA[e questo a﻿ cosa lo attribuite?...ahm]]></category>
		<category><![CDATA[ecco..voi sembrate﻿ una coppia molto felice...lo siete?...sì!...ah si]]></category>
		<category><![CDATA[io e annie]]></category>
		<category><![CDATA[io sono superficiale e vuota e]]></category>
		<category><![CDATA[l'amore svanisce]]></category>
		<category><![CDATA[niente di interessante da dire...io sono esattamente lo stesso...]]></category>
		<category><![CDATA[non ho mai un idea e]]></category>
		<category><![CDATA[woody allen]]></category>

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		<description><![CDATA[Alvy: Non riesco proprio a capire dove abbia sbagliato, non riesco a crederci, in qualche modo lei, lei è sbollita per me. Sarà sarà per qualcosa che ho fatto? Passante: Non è mai per qualcosa, la gente è fatta così, l&#8217;amore svanisce. Alvy: L&#8217;amore svanisce, Dio che pensiero deprimente&#8230; Alvy: Ecco, voi voi, sembrate una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zY67dKFSfco&amp;hl=it_IT&amp;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/zY67dKFSfco&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object></p>
<p>Alvy: Non riesco proprio a capire dove abbia sbagliato, non riesco a crederci, in qualche modo lei, lei è sbollita per me. Sarà sarà per qualcosa che ho fatto?<br />
Passante: Non è mai per qualcosa, la gente è fatta così, l&#8217;amore svanisce.<br />
Alvy: L&#8217;amore svanisce, Dio che pensiero deprimente&#8230;<br />
Alvy: Ecco, voi voi, sembrate una coppia molto felice, e e, lo siete?<br />
Coppia di passaggio: Si!<br />
Alvy: E e e questo a cosa lo attribuite?<br />
Ragazza della coppia: Oh io sono superficiale e vuota e non ho mai un&#8217;idea e… non ho niente di interessante da dire.<br />
Ragazzo della coppia: Io lo stesso.<br />
Alvy: Ah, ho capito avete unito le vostre intelligenze così da due almeno uno&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mauro Rostagno, un rivoluzionario contro la mafia</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 17:58:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonino Pintacuda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pupini]]></category>
		<category><![CDATA[beccogiallo]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe lo bocchiaro]]></category>
		<category><![CDATA[graphic journalism]]></category>
		<category><![CDATA[graphic novel]]></category>
		<category><![CDATA[marco rizzo]]></category>
		<category><![CDATA[mauro rostagno]]></category>
		<category><![CDATA[narcomafie]]></category>
		<category><![CDATA[nico blunda]]></category>

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		<description><![CDATA[«Non è un caso che in Ilaria Alpi appaia Mauro Rostagno e che in Mauro Rostagno apparirà Peppino Impastato. Alla fine queste storie sono intrecciate e vogliono comporsi come una trilogia. La storia di Rostagno chiude molte delle esperienze attraversate anche da Peppino e Ilaria. La sua vita attraversa 40 anni di storia d’Italia, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Mauro Rostagno" src="http://www.comicus.it/marcorizzo/vari/mauroprocesso.jpg" alt="Mauro Rostagno" width="224" height="216" /></p>
<p>«Non è un caso che in Ilaria Alpi appaia Mauro Rostagno e che in Mauro  Rostagno apparirà Peppino Impastato. Alla fine queste storie sono  intrecciate e vogliono comporsi come una trilogia. La storia di Rostagno  chiude molte delle esperienze attraversate anche da Peppino e Ilaria.  La sua vita attraversa 40 anni di storia d’Italia, di cui lui ha vissuto  i più importanti momenti: dal ’68 a Lotta Continua, dai centri sociali  ai movimenti, dalle comunità di recupero per tossicodipendenti alla  lotta antimafia. È una figura molto rappresentativa di quello che viveva  l’Italia di quei decenni». Lo sceneggiatore <a href="http://warbulletin.blogspot.com/">Marco Rizzo</a> è stato <a href="http://www.narcomafie.it/2010/08/04/un-rivoluzionario-contro-la-mafia/">intervistato dal mensile Narcomafie</a> sulla vita a fumetti di Mauro Rostagno, a cui sta lavorando con <a href="http://isolachenonce-desaint.blogspot.com/">Nico Blunda</a> e <a href="http://inventoaltritempi.blogspot.com/">Giuseppe Lo Bocchiaro</a> per le edizioni <a href="http://www.beccogiallo.it/">BeccoGiallo.</a></p>
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