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	<title>Purché Nero</title>
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	<description>Diario di una blogger perduta.</description>
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		<title>Purché Nero</title>
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		<title>A cena con Gnammo per i Digital Food Days</title>
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		<dc:creator><![CDATA[improntina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2013 15:31:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo so, è tanto che non scrivo sul blog, ma la scrittura è un po&#8217; come la palestra: sai che &#8230;<p><a href="https://purchenero.wordpress.com/2013/05/23/a-cena-con-gnammo-per-i-digital-food-days/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo so, è tanto che non scrivo sul blog, ma la scrittura è un po&#8217; come la palestra: sai che ti fa bene e che ti migliora, ma non sempre riesci a dedicarle il tempo che vorresti.</p>
<p>Riparto, però, dalle cose che più mi appassionano: il cibo ed il digitale.<br />
Ho partecipato come Digital Guru all&#8217;evento romano dedicato ai <a title="Digital Food Days" href="http://gnammo.com/digital-food-days/" target="_blank">Digital Food Days</a> e l&#8217;esito è stato esilarante, sia dal punto di vista sociale che culinario.</p>
<p>Buon cibo, digital, pensiero &#8220;social&#8221; e voglia di conoscersi.<br />
Questi gli ingredienti che hanno reso la cena Gnammo a casa di Veronica Aliprandi un vero successo.<br />
I Digital Food Days hanno come obiettivo quello di creare momenti di aggregazione spontanea intorno alle tematiche digital, accompagnati da un&#8217;altrettanto forte passione per il food.</p>
<p>Partecipare come Digital Guru a questo evento è stata un&#8217;esperienza fantastica, sia dal punto di vista umano che..culinario!<br />
La nostra host e food blogger, Veronica Aliprandi, è proprietaria di <a title="Celebreating" href="http://www.celebreating.com/" target="_blank">Celebreating </a>e si occupa da circa un anno e mezzo di cucina a domicilio, scrivendo inoltre sul suo blog <a title="Foodseeds" href="http://foodseeds.wordpress.com/" target="_blank">foodseeds.wordpress.com</a>.<br />
<a href="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/05/260283_10151641441009919_237681074_n.jpg"><img data-attachment-id="152" data-permalink="https://purchenero.wordpress.com/2013/05/23/a-cena-con-gnammo-per-i-digital-food-days/260283_10151641441009919_237681074_n/" data-orig-file="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/05/260283_10151641441009919_237681074_n.jpg" data-orig-size="612,612" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Tavola apparecchiata DFD." data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/05/260283_10151641441009919_237681074_n.jpg?w=300" data-large-file="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/05/260283_10151641441009919_237681074_n.jpg?w=529" class="alignleft size-thumbnail wp-image-152" alt="Tavola apparecchiata DFD." src="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/05/260283_10151641441009919_237681074_n.jpg?w=150&#038;h=150" width="150" height="150" srcset="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/05/260283_10151641441009919_237681074_n.jpg?w=150 150w, https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/05/260283_10151641441009919_237681074_n.jpg?w=300 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>Già dai primi attimi dopo aver varcato la soglia della sua incantevole casa, si percepisce la passione e la professionalità che Veronica mette nel suo lavoro.<br />
La tavola apparecchiata con gli antipasti, decorata con fiori, tovagliette, piatti e bicchieri in coordinato, insieme ad una luce soffusa molto &#8220;ambient&#8221;, ci fanno sentire subito a nostro agio e consapevoli di aver cominciato un viaggio culinario davvero interessante.<br />
L&#8217;accoglienza è perfetta: sorrisi, informalità, cura dei dettagli e pulizia la fanno da padroni.<br />
Veronica e Barbara, amica fidata, con l&#8217;aiuto del marito ci accolgono in casa come se fossimo amici da tempo, senza quell&#8217;imbarazzo che spesso subentra quando ci si trova in una situazione estremamente circoscritta con persone che non si conoscono.<br />
Tra noi c&#8217;è già complicità, essendoci virtualmente conosciute qualche giorno prima di dar vita all&#8217;evento, ma in un attimo il clima diviene gioviale anche con gli altri partecipanti alla serata, per lo più donne (è scattata subito in me la riflessione di genere sul digital and food).<br />
Arriviamo tutti con impressionante puntualità e si inizia a degustare gli antipasti quasi subito, impazienti di dar libero sfogo alle nostre papille gustative.<br />
Non si cena a tavola ma seduti nel comodo salotto di casa, su sedie e divani, facilitando la conversazione senza sacrificare il cibo.<br />
Ci vuole poco a capire di trovarsi nel posto giusto, benedicendo la decisione di aver aderito all&#8217;iniziativa: il <em>raviolone di sfoglia e cicorietta di campo</em>, la <em>tartelletta alla spuma di melanzane e scamorza affumicata</em> ma soprattutto la <em>mousse di baccalà</em> ci regalano attimi di estasi ed i primi commenti non tardano ad arrivare: &#8220;mamma mia che buoni!&#8221;.<br />
Tra una chiacchiera e l&#8217;altra, sorseggiando un aperitivo e degustando gli ottimi antipasti, la serata ingrana facilmente e partono le prime risate. Come Digital Guru mi occupo di pubblicare sui vari social network (Facebook, Twitter ed Instagram in particolare) le foto delle portate in tempo reale e la voglia di condividere scatta anche negli altri partecipanti..d&#8217;altronde, siamo digital! Via libera quindi agli hashtag #digitalfooddays #digitaldays #gnammo e #celebreating, divertendoci a commentare i reciproci post sia online che faccia a faccia, in un continuo e fluido scambio tra reale e digitale. Tartina in una mano, smartphone nell&#8217;altra, senza la paura di sentirsi un&#8217;inguaribile nerd, almeno per una sera!<br />
Il timing pianificato da Veronica è perfetto ed il primo <span style="font-style:inherit;line-height:1.625;">piatto non tarda ad arrivare,<a href="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/05/946636_10151641501264919_1579782014_n.jpg"><img data-attachment-id="151" data-permalink="https://purchenero.wordpress.com/2013/05/23/a-cena-con-gnammo-per-i-digital-food-days/946636_10151641501264919_1579782014_n/" data-orig-file="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/05/946636_10151641501264919_1579782014_n.jpg" data-orig-size="612,612" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Fiocco di pasta all&#8217;amatriciana DFD" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/05/946636_10151641501264919_1579782014_n.jpg?w=300" data-large-file="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/05/946636_10151641501264919_1579782014_n.jpg?w=529" class="alignright size-thumbnail wp-image-151" alt="Fiocco di pasta all'amatriciana DFD" src="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/05/946636_10151641501264919_1579782014_n.jpg?w=150&#038;h=150" width="150" height="150" srcset="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/05/946636_10151641501264919_1579782014_n.jpg?w=150 150w, https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/05/946636_10151641501264919_1579782014_n.jpg?w=300 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a> lasciandoci a bocca aperta..anzi, a bocca chiusa intenta a masticare! </span><em style="line-height:1.625;">Fiocco di pasta fresca all’amatriciana con guanciale croccante e Pecorino Brunelli</em><span style="font-style:inherit;line-height:1.625;">: una vera delizia, talmente buono da aver fatto il tris, ma non sono stata l&#8217;unica!<br />
</span>Continuiamo poi con la<em> rollatina di pollo (allevato all&#8217;aperto) cotto a bassa temperatura con speck, provola e asparagi, con contorno di scarola pinoli, olive e uvetta</em>. Inutile dire che abbiamo perso il conto di quante ne abbiamo mangiate.<br />
Nel frattempo ci si racconta un po&#8217; della propria vita, ci si scambiano i biglietti da visita, le prime richieste di amicizia sui social network e, nel giro di un&#8217;oretta, l&#8217;imbarazzo dell&#8217;estraneità lascia il posto alla complicità.<br />
La Food Photographer <a title="Patrizia Corriero Photographer" href="http://www.patriziacorriero.it" target="_blank">Patrizia Corriero</a> non perde un colpo e scatta foto ad ogni piatto, pronta a lasciarci un ricordo indelebile della serata e del cibo gustato, facendoci rivivere l&#8217;acquolina in bocca.<br />
Veronica finisce di deliziare i nostri palati con i dessert: <em>fragole e panna rivisitate con granella di pistacchi e gelatina</em> e <em>torta digital food days al tiramisù</em>.<br />
<img data-attachment-id="146" data-permalink="https://purchenero.wordpress.com/2013/05/23/a-cena-con-gnammo-per-i-digital-food-days/969618_10201315950087019_1690337123_n/" data-orig-file="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/05/969618_10201315950087019_1690337123_n.jpg" data-orig-size="612,612" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Digital Food Days" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/05/969618_10201315950087019_1690337123_n.jpg?w=300" data-large-file="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/05/969618_10201315950087019_1690337123_n.jpg?w=529" class="alignleft  wp-image-146" style="border-color:#bbbbbb;margin-top:.5em;background-color:#eeeeee;" alt="Digital Food Days" src="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/05/969618_10201315950087019_1690337123_n.jpg?w=190&#038;h=190" width="190" height="190" srcset="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/05/969618_10201315950087019_1690337123_n.jpg?w=190&amp;h=190 190w, https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/05/969618_10201315950087019_1690337123_n.jpg?w=380&amp;h=380 380w, https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/05/969618_10201315950087019_1690337123_n.jpg?w=150&amp;h=150 150w, https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/05/969618_10201315950087019_1690337123_n.jpg?w=300&amp;h=300 300w" sizes="(max-width: 190px) 100vw, 190px" />Nulla, come vi dicevo, viene lasciato al caso e la torta è corredata di bandierina con tanto di nome e data della serata: un vero tocco da professionista!<br />
L&#8217;arrivo della torta diviene in pochi secondi l&#8217;emblema della serata: ancor prima di prendere piatto e cucchiaino, siamo tutti lì con lo smartphone in mano per immortalarne la bellezza e condividerla col mondo!</p>
<p>Dopo esserci riempiti di così tante bontà culinarie, decidiamo di rendere giustizia all&#8217;evento e alla bravura della chef improvvisando una piccola intervista, con l&#8217;obiettivo di dimostrare lo spirito social e partecipativo che caratterizza non solo il microcosmo del digital, ma anche quello del food, dove l&#8217;élite non è data dallo status sociale quanto piuttosto dall&#8217;esclusività dell&#8217;evento.<br />
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<p>Tutte le foto della serata le potete trovare sulla mia <a title="Storify cena Gnammo Roma" href="http://storify.com/ValeriaLeuti/cena-digital-food-days-roma" target="_blank">Storify</a>.</p>
<p>Un&#8217;esperienza da rivivere, sia come digital guru che, perché no, come host.</p>
<blockquote><p>E&#8217; solo dall&#8217;insieme unico ed armonioso di passione, socialità, entità digitali e partecipazione che possono nascere eventi di questo tipo: non basta stare sui social per essere social. Ci vuole qualcosa di più.</p></blockquote>
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	</item>
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		<title>Lavorare come Editor Audio-Video: intervista a Francesco Paolo Mongiovì</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2013 13:57:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Francesco: dimmi chi sei, in poche parole, quasi fosse un tweet. Ciao, sono Francesco, 34 anni, nato a Palermo nel &#8230;<p><a href="https://purchenero.wordpress.com/2013/02/15/lavorare-come-editor-audio-video-intervista-a-francesco-paolo-mongiovi/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=A4Iy66lITSs"><img loading="lazy" data-attachment-id="133" data-permalink="https://purchenero.wordpress.com/2013/02/15/lavorare-come-editor-audio-video-intervista-a-francesco-paolo-mongiovi/francesco-paolo-mongiovi-2/" data-orig-file="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/francesco-paolo-mongiovi.png" data-orig-size="528,226" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="francesco paolo mongiovi" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/francesco-paolo-mongiovi.png?w=300" data-large-file="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/francesco-paolo-mongiovi.png?w=528" class=" wp-image-133 alignleft" title="francesco paolo mongiovi editor audio/video" alt="francesco paolo mongiovi" src="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/francesco-paolo-mongiovi.png?w=370&#038;h=158" width="370" height="158" srcset="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/francesco-paolo-mongiovi.png?w=370&amp;h=158 370w, https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/francesco-paolo-mongiovi.png?w=150&amp;h=64 150w, https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/francesco-paolo-mongiovi.png?w=300&amp;h=128 300w, https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/francesco-paolo-mongiovi.png 528w" sizes="(max-width: 370px) 100vw, 370px" /></a><em><strong>Francesco: dimmi chi sei, in poche parole, quasi fosse un tweet.<br />
</strong></em>Ciao, sono Francesco, 34 anni, nato a Palermo nel lontano 1978, editor video/audio</p>
<p><em><strong>Che studi hai fatto?</strong></em><br />
Ho frequentato l’I.P.S.S.A.R. Paolo Borsellino di Palermo diplomandomi come “tecnico dei servizi ristorativi nel settore di sala e bar”, poi ho frequentato alla N.U.C.T. di Cinecittà un corso per editor video/audio.</p>
<p><strong><em>Di cosa ti occupi (o forse, meglio, ti dis-occupi)? Raccontami i tuoi lavori.</em></strong><br />
Il primo lavoro è stato il Dj, ho cominciato quando avevo 10 anni, nel 1988, con la consolle di mio cugino. Questo è un lavoro che ho fatto fino a 30 anni, alternato da stagioni come cameriere in vari villaggi turistici dove spesso finivo per fare anche l’animatore! Con il passare degli anni ho cominciato a montare video a tempo di musica, così… per gioco… e visto che mi piaceva ho deciso di approfondire il tutto frequentando la N.U.C.T., dove ho appreso le basi del linguaggio visivo.</p>
<p><strong><em>Quali sono le tue competenze? Voglio sapere da te le cose che pensi di saper fare meglio.</em></strong><br />
Mi ritengo abbastanza competente in ambito cinematografico, televisivo e videomusicale. La cosa che so fare meglio è il montaggio video per qualsiasi tipo di filmato, che sia uno spot televisivo o un lungometraggio, passando dai cortometraggi ai videomusicali.</p>
<p><em><strong>Cosa desideri dal tuo lavoro? Quali aspetti ritieni fondamentali nello svolgimento della tua professione? Fammi qualche esempio di momenti belli in cui li hai trovati e di quelli, meno belli, in cui proprio non c’erano.</strong></em><br />
Desidero raccontare qualcosa nel miglior modo possibile utilizzando il linguaggio audiovisivo. Ritengo che per svolgere questo lavoro bisogna avere tanta passione e tanta pazienza… non penso sia adatto alle teste calde <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> . Una delle soddisfazioni più belle è stato quando ho letto la recensione di un film in cui ho lavorato, un horror movie intitolato “Fairytale”, sulla mia rivista di cinema preferita, o quando ho conosciuto Sergio Cammariere, artista che stimo moltissimo, durante il montaggio del videoclip “Ogni cosa di me”. Molti sono gli spot che ho editato e che poi con soddisfazione ho rivisto in tv, come la campagnia “Tuc”, “AXA assicurazioni”, “Tim premia il migliore”, “Granarolo” e “Whirpool”. Dimenticavo… mi sono divertito tantissimo anche quando ho editato il backstage del film “Un altro mondo” di Silvio Muccino. Però non va sempre benissimo, visto che sei costretto a lavorare anche 40 ore di fila senza riposare un attimo, o peggio, lavorare per datori di lavoro che non pagano!!!</p>
<p><strong><em>Quali caratteristiche deve avere un bravo professionista nel tuo settore?</em></strong><br />
Come dicevo prima bisogna avere tanta passione, bisogna guardare tanti film, leggere tantissimo perché stimola la fantasia, cosa molto utile in qualsiasi situazione. Poi arriva l’aspetto tecnico, ovvero saper utilizzare i software necessari per lo svolgimento di questo lavoro. Consiglio di frequentare dei corsi specializzati anche se poi è l’esperienza sul campo che serve.</p>
<p><strong><em>Ritieni che ci siano ad oggi per te possibilità di lavoro nel tuo settore in Italia? Saresti disposto a trasferirti dalla tua città sia in Italia che all’estero?</em></strong><br />
In Italia il mercato del cinema è morto, o quasi. Sfortunatamente nei set cinematografici lavorano sempre e solo le stesse persone, da anni… un po’ come in politica. L’idea di trasferirmi? Si, ci penso continuamente, per svolgere il mio lavoro andrei in capo al mondo <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong><em>Come te la cavi con lingue?</em></strong><br />
Me la cavo … un po’ d’inglese, un po’ di francese e parlo anche un po’ di spagnolo!</p>
<p><em><strong>Usi i social network e la rete per incrementare le tue possibilità di lavoro? Hai per esempio un profilo Linkedin? Dove possiamo vedere i tuoi lavori?</strong></em><br />
Si, internet è fondamentale per questo lavoro, e siti come Linkedin aiutano a entrare in contatto con professionisti del settore. Il mio profilo lo trovate a questo indirizzo: <a title="Francesco Paolo Mongiovì - Profilo Linkedin" href="http://it.linkedin.com/pub/francesco-paolo-mongiovì/35/622/a34" target="_blank">it.linkedin.com/pub/francesco-paolo-mongiovì/35/622/a34</a> .<br />
I miei lavori li trovate a questo indirizzo: <a title="Francesco Paolo Mongiovì Showreel" href="http://www.youtube.com/watch?v=A4Iy66lITSs" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=A4Iy66lITSs</a><iframe class="youtube-player" width="529" height="298" src="https://www.youtube.com/embed/A4Iy66lITSs?version=3&#038;rel=0&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p><strong><em>Di solito a questo punto ti chiederei i tuoi classici 3 pregi/difetti. Ma facciamo di meglio: raccomandati. Dimmi perché dovrei offrire un lavoro a Francesco.</em> </strong><br />
Dovresti offrirmi un lavoro perché mi ritengo una persona responsabile e dinamica, un professionista, capace di svolgere il proprio lavoro sia in totale autonomia che in gruppo, con risultati ottimi.</p>
<p><strong><em>Lasciaci, se vuoi, i tuoi contatti e la possibilità di vedere il tuo cv. </em></strong><br />
<strong><em>Chissà, magari questa intervista sarà per te una possibilità. Io me lo auguro.</em> </strong><br />
La mia mail è: <a href="mailto:francesco_mongiovi@libero.it" target="_blank">francesco_mongiovi@libero.it</a><br />
Il mio CV lo troverete presto online sul mio profilo Linkedin.</p>
<p><strong><em>Conosci il <a title="La Generazione Perduta" href="https://purchenero.wordpress.com/la-generazione-perduta/" target="_blank">Manifesto di Generazione Perduta</a>? Monti ha definito la generazione dei 30-40enni come ormai spacciata, senza speranze né futuro. Tu ti senti così? Quali prospettive senti di avere per il tuo futuro?</em> </strong><br />
Si, conosco il sito e ritengo sia una bella iniziativa. Monti si sbaglia di grosso, c’è sempre una speranza… e il mio futuro lo costruisco giorno dopo giorno affrontando le sfide (e anche sfighe) della vita. Spero che la situazione lavorativa della mia generazione migliori perché oggi lavorare è un problema serio e i nostri politici non ci aiutano… Monti ne è l’esempio.</p>
<p><strong><em>Il Manifesto di Generazione Perduta si basa su 5 tag: rispetto, merito, impegno, progetto e futuro. Li condividi?</em> </strong><br />
Li condivido in pieno, soprattutto il rispetto e il merito, che in Italia non penso vadano per la maggiore!</p>
<p><strong><em>So che ti sposerai tra qualche mese e immagino che non sia facile affrontare un passo di questo tipo al giorno d’oggi. Come ti senti? Credi che i 5 valori sopra elencati siano quelli giusti per porre le basi della propria famiglia o vorresti aggiungerne altri?</em></strong><br />
Si, sono tutti valori importanti per me e per la mia ragazza. Sposarsi non è una cosa facile ed è una cosa che mi emoziona moltissimo, ma trovando la persona giusta con cui condividere tutto, sia le cose belle che quelle brutte, diventa più semplice.</p>
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		<title>Aprire un&#8217;attività in proprio: la Parafarmacia Virtuosamente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[improntina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 15:55:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Outside the box]]></category>
		<category><![CDATA[generazione perduta]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditorialità femminile]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Francesca e Daniela, due ragazze giovani e in gamba, decidono di lasciare il loro lavoro per mettersi in proprio ed &#8230;<p><a href="https://purchenero.wordpress.com/2013/02/05/aprire-un-attivita-in-prorio-la-parafarmacia-virtuosamente/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Parafarmacia Virtuosamente" href="http://virtuosa-mente.blogspot.it/" target="_blank"><img loading="lazy" data-attachment-id="124" data-permalink="https://purchenero.wordpress.com/2013/02/05/aprire-un-attivita-in-prorio-la-parafarmacia-virtuosamente/print/" data-orig-file="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/logo-virtuosamente.jpg" data-orig-size="1860,622" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Print&quot;}" data-image-title="Parafarmacia Virtuosamente" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/logo-virtuosamente.jpg?w=300" data-large-file="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/logo-virtuosamente.jpg?w=529" class="alignleft size-medium wp-image-124" alt="Parafarmacia Virtuosamente" src="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/logo-virtuosamente.jpg?w=300&#038;h=100" width="300" height="100" srcset="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/logo-virtuosamente.jpg?w=300 300w, https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/logo-virtuosamente.jpg?w=600 600w, https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/logo-virtuosamente.jpg?w=150 150w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Francesca e Daniela, due ragazze giovani e in gamba, decidono di lasciare il loro lavoro per mettersi in proprio ed aprire una parafarmacia.</p>
<p>Follia? Forse no. Coraggio, caparbietà e pazienza? Bè, sicuramente sì!<br />
Ecco la loro intervista, a testimonianza di una generazione che non si sente perduta.</p>
<p><strong><em>Ditemi chi siete, in poche parole, quasi fosse un tweet.</em></strong><br />
D: Daniela ho 34 anni e sono farmacista.<br />
F: Francesca 29 anni (ancora per poco) madre, moglie, imprenditrice.</p>
<p><em><strong>Che studi avete fatto? Vi sono serviti per il lavoro che svolgete oggi?</strong></em><br />
D: Laureata in Farmacia, indispensabile per lavorare nel settore e soprattutto per aprire l’attività.<br />
F: Diploma scientifico e assolutamente non mi è servito né per questo lavoro né per gli altri che ho fatto.</p>
<p><strong><em>Avete deciso di aprire insieme una parafarmacia. Come è nato questo progetto e perché?</em></strong><br />
D: Sì abbiamo deciso insieme, è nato tutto durante un viaggio in macchina…Avevo da tempo il desiderio di aprire un&#8217;attività in proprio ed ho trovato in Francesca la compagna ideale.<br />
F: Chiacchierando, sognando…è diventato realtà.</p>
<p><strong><em>Che lavoro facevate prima di intraprendere questa nuova attività in proprio? Eravate soddisfatte del vostro lavoro?</em></strong><br />
D: Lavoravo in una farmacia come collaboratrice, il mio lavoro mi piaceva, ero soddisfatta. La farmacia aveva anche un laboratorio e pertanto il mio lavoro mi permetteva di fare in più un tipo di attività che attualmente, con la parafarmacia, non posso più svolgere.<br />
Ne parlavo spesso col mio datore di lavoro, una persona davvero in gamba. Mi ha sempre spronata a fare il salto, ad intraprendere una mia attività per ritrovarmi un domani con qualcosa in più in mano di un semplice “lavoro da commessa”. Sì perché anche se il lavoro del farmacista è davvero affascinante, si rischia spesso di non essere nulla di più di un commesso che incarta medicine e vende preservativi (cit. ironica del mio capo, per sdrammatizzare!). Considerando infine le mie praticamente nulle possibilità di aprire una mia farmacia, ho optato per la parafarmacia che mi sta dando gioie e pensieri, sì, ma è comunque mia. Ne sono felice!<br />
F: Lavoravo per un ente di formazione e non ero per nulla soddisfatta. Facevo la receptionist e non avevo nessuna possibilità di carriera. Mi sento più predisposta per un lavoro in proprio, dove il mio destino dipende esclusivamente dalle mie capacità, piuttosto che per un lavoro subordinato dove oggi non abbiamo più certezze. Tanto vale rimboccarsi le maniche e provare a realizzare il proprio sogno!</p>
<p><strong><em>Mi spiegate, in breve, che differenza c&#8217;è tra una farmacia ed una parafarmacia? Qual è il vantaggio di aprire una parafarmacia?</em></strong><br />
D: La differenza è che in parafarmacia non trovi tutti i farmaci, in quanto non si possono dispensare né quelli che passa il SSN (con ricetta rossa), né quelli per cui occorre presentare la ricetta bianca. Speriamo che in futuro almeno una parte ce la concedano…<br />
Lavoriamo principalmente con i farmaci senza obbligo di ricetta e con tutti i prodotti collaterali che riguardano la cura della persona, l&#8217;igiene, la dermocosmesi, l&#8217;omeopatia e l&#8217;erboristeria, l&#8217;infanzia ed i prodotti sanitari in genere, inclusi quelli ortopedici.<br />
F: In parafarmacia, purtroppo, mancano i farmaci di fascia A tipo antibiotici e cortisoni, molto richiesti, e viviamo alcuni piccoli paradossi su alcuni medicinali come ad esempio la Tachipirina 1000mg che possiamo vendere solo in supposte ma non in compresse, perdendo vendite..la burocrazia italiana! Il vantaggio, se così possiamo chiamarlo, è che il budget iniziale era decisamente più alla nostra portata, ma anche avendo un budget iniziale più alto aprire una farmacia è come vincere alla lotteria.</p>
<p><strong><em>Immagino che l&#8217;investimento iniziale non sia stato da poco. Avete chiesto un finanziamento o l&#8217;aiuto di amici e parenti?</em></strong><br />
D: Sì, abbiamo chiesto un finanziamento alla banca e naturalmente ai nostri parenti.<br />
F: Sì, finanziamento, amici e parenti!</p>
<p><strong><em>Come sta andando l&#8217;attività? Vi sentite soddisfatte?</em></strong><br />
D: Per fortuna, nonostante il periodo di crisi che ci circonda, sembra che le cose stiano ingranando, certo il tempo ci vuole, ma non mi lamento…<br />
F: Le risposte le stiamo avendo, stiamo un po’ pagando errori iniziali ma siamo fiduciose.</p>
<p><strong><em>Quali sono state le maggiori difficoltà nell&#8217;iniziare questa nuova avventura?</em></strong><br />
D: La burocrazia è senz’altro lunga, ma soprattutto per avere il prestito dalla banca c’è voluto un bel po’ di tempo.<br />
F: Gli incartamenti e il prestito in banca sono stati la difficoltà più grande!</p>
<p><strong><em>Avete avuto entrambe da poco un figlio: riuscite a gestire l&#8217;impegno di un&#8217;attività in proprio con quello di madre e moglie?</em></strong><br />
D: Non è per niente facile e non so davvero come ho, abbiamo fatto, ma almeno per quanto riguarda il ruolo di madre mi riesce bene, certo gestire anche la casa e il marito….è un po’ più dura…<br />
F: Noi donne possiamo tutto, pensavo che fosse un’esagerazione ma mi sto rendendo sempre più conto che è così. Certo è difficile ma il mio, anzi il nostro, carattere forte ci da la forza e la volontà di fare tutto sempre col sorriso sulle labbra. Molte donne, invece, andrebbero decisamente spronate a prendere in mano la loro vita anziché lamentarsi. In fondo abbiamo tutti gli strumenti, ciò che manca è la volontà! Di sicuro il ruolo di madre mi riesce meglio e con più facilità ma è la mia priorità….forse come moglie riesco un po’ meno, ma pian piano sto prendendo il ritmo.</p>
<p><strong><em>Considerando la vostra attività, quali credete siano i requisiti indispensabili che una persona debba avere per intraprendere un percorso come il vostro?</em></strong><br />
D: Un bel coraggio, un bel po’ di soldi iniziali e tanta pazienza…<br />
F: Coraggio, follia e soldi….probabilmente con la nostra situazione iniziale ora non so se lo rifarei.</p>
<p><strong><em>Dove si trova la vostra parafarmacia? Quali strumenti ed iniziative mettete in atto per aumentare il numero di clienti? Per esempio, usate la rete per farvi conoscere?</em></strong><br />
D: La parafarmacia si trova nella zona nuova di Roma est, in Via Raoul Chiodelli 244. Siamo aperte dal lunedì al sabato con orario 8:30 – 13:00, 16:00 – 19:30 e la domenica dalle 9:30 alle 13:00. Al momento è importante essere aperte tutti i giorni, perché il nostro tipo di lavoro si basa in larga parte su una clientela abituale che va fidelizzata. Cerchiamo di fare promozioni, sconti, pubblicità e naturalmente internet per la visibilità.<br />
F: Puntiamo molto sulla clientela abituale e sul vantaggio di trovarci in un quartiere dove, per arrivare alla farmacia più vicina, occorre prendere la macchina. E&#8217; una zona in espansione ed è per questo che abbiamo deciso di aprire qui, anche perché abitiamo entrambe vicino. Facciamo sempre sconti e promozioni e ci aiutiamo col web per fidelizzare i clienti e trovarne di nuovi. Abbiamo una pagina Facebook ed un blog e stiamo ragionando insieme ad un&#8217;amica esperta su alcune strategie da adottare. Sicuramente è importante essere presenti online, magari investendo qualche soldo nelle inserzioni su Facebook o su un piccolo progetto di e-commerce. Ci spaventa un po&#8217; il discorso delle spedizioni, ma ci stiamo lavorando su e spero di poter partire al più presto. Ogni passo va fatto con criterio ed analisi e con quel pizzico di follia che ci ha aiutate ad aprire questa attività! Se volete ecco dove potete trovarci: <a title="Parafarmacia Virtuosamente - Blog" href="http://virtuosa-mente.blogspot.it" target="_blank">http://virtuosa-mente.blogspot.it</a>, <a title="Fanpage Parafarmacia Virtuosamente" href="http://www.facebook.com/Virtuosamente" target="_blank">http://www.facebook.com/Virtuosamente</a>, <a title="Profilo FB Parafarmacia Virtuosamente" href="http://www.facebook.com/parafarmacia.virtuosamente" target="_blank">http://www.facebook.com/parafarmacia.virtuosamente</a>.</p>
<p><em><strong>Che consiglio vi sentite di dare a giovani come voi che intendono iniziare un&#8217;attività in proprio?</strong></em><br />
D: Mettersi in proprio è naturalmente una grande soddisfazione, ma bisogna avere coraggio, spirito d’iniziativa e molta pazienza…<br />
F: Nell’attuale situazione italiana???? bà….in bocca al lupo!</p>
<p><strong><em>Conoscete il <a href="https://purchenero.wordpress.com/la-generazione-perduta/" target="_blank">Manifesto di Generazione Perduta</a>? Monti ha definito la generazione dei 30-40enni come ormai spacciata, senza speranze ne’ futuro. Voi vi sentite così? Quali prospettive sentite di avere per il vostro futuro?</em> </strong><br />
D: Senza dubbio noi giovani il “futuro” lo sognavamo diverso….ma le parole di Monti sono davvero esagerate e comunque lui non è escluso dal “merito” di questa situazione…non dobbiamo assolutamente sederci ad aspettare, reagire questo è l’unico motto e… ce la faremo!!!<br />
F: ”Spacciati e senza speranze per il futuro” sono parole forti, non lontane dalla verità ma mi sembrano troppo dure. E&#8217; un momento difficile per noi che invece avevamo tutti i buoni propositi ma non mi sento spacciata e senza speranza, ed è davvero carino che a dirlo sia chi ci ha reso così e che ora vorrebbe essere votato…..credo che avremo la forza di rialzarci.</p>
<p><strong><em>Il Manifesto di Generazione Perduta si basa su 5 tag: rispetto, merito, impegno, progetto e futuro. Li condividete? Voi avete due figli molto piccoli e la grande responsabilità di insegnargli i giusti valori. Credete che questi siano quelli giusti o vorreste aggiungerne altri?</em></strong><br />
D: Sì li condivido, ma l’impegno e la costanza di volere, per ottenere qualcosa, deve venirci da dentro e bisogna crederci.<br />
F: Sicuramente li condivido ma il tag che fa la differenza in una persona è la caparbietà, la voglia di fare perché puoi avere tutti i progetti e gli impegni che ti pare ma senza la volontà non arrivi da nessuna parte!</p>
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	</item>
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		<title>Dedica ad un ingegnere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[improntina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 10:04:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Outside the box]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando ho aperto questo blog ho deciso di inserire, tra le varie categorie, quella dell&#8217;Outside the box. Se parlo del &#8230;<p><a href="https://purchenero.wordpress.com/2013/01/24/dedica-ad-un-ingegnere/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ho aperto questo blog ho deciso di inserire, tra le varie categorie, quella dell&#8217;<a href="https://purchenero.wordpress.com/category/outside-the-box/">Outside the box</a>. Se parlo del male e del peggio non posso non guardare anche al bene e al meglio. Perché qualcosa di buono c&#8217;è sempre e per me, tra tutti, quello davvero <em>outside the box</em> sei tu.</p>
<p>Perché sei un Ingegnere chimico, perché ad un anno dalla tua laurea lavori in un&#8217;azienda seria ed internazionale, perché hai saputo affrontare con un&#8217;invidiabile professionalità il tuo lavoro, perché sei rimasto quello di sempre pur dimostrando a tutti che solo gli stolti restano sempre uguali a sé stessi.</p>
<p>Oggi è un giorno importante e rivivo la stessa immensa gioia di un anno fa.<br />
Voglio pubblicare la dedica che ti scrissi quel giorno, perché rappresenta tutto ciò che ti auguro e perché, ad un anno di distanza, non posso che confermare quelle parole.<br />
Aggiungo solo un&#8217;ultima cosa a quell&#8217;augurio: sii sempre grato a chi ti aiuta, ma non permettere mai a nessuno di prendersi il merito dei tuoi successi. Ciò che farai nella tua vita dipenderà sempre e solo da te.</p>
<p>Roma. 24 gennaio 2012.</p>
<p>Caro Ingegner Leuti,<br />
è con grandissima gioia e fierezza che ti scrivo queste poche righe per fissare nella memoria questo momento, quasi avessi paura di perderne il ricordo col passare del tempo.<br />
Faccio quello che mi è più naturale, cioè guardare lo scorrere degli eventi dal backstage per coglierne i punti salienti e raccontarne la storia.<br />
La tua, di storia, la conosco bene: le costruzioni, i videogiochi, la Prof.ssa Leonzi, le provette rubate al laboratorio di chimica del liceo, il giapponese, quell&#8217;assoluta consapevolezza di voler fare QUESTO nella vita. E poi tua sorella, quella che non giocava mai con te da piccoli, che ti plagiava in buona fede per farti fare sempre quello che voleva lei.. e che oggi si trova a guardarti come fossi un eroe.<br />
C&#8217;è chi studia le merendine e chi, come te, passa la vita fra simboli incomprensibili e formule astruse.<br />
La laurea, di per sé, è già un grande traguardo, ma nella tua io vedo qualcosa di più e non solo perché è Ingegneria. Non hai mai avuto un solo momento di esitazione, un ripensamento fortuito, un cenno di disagio. Hai scelto la tua strada e l&#8217;hai percorsa con costanza e dedizione fino ad oggi, col massimo del risultato.<br />
Tu sei l&#8217;uomo di scienza, che crede solo in ciò che è scientificamente dimostrabile, che studia giapponese e che si dedica al suo progetto di vita senza distrazioni.<br />
Tua sorella, invece, è quella che ha studiato &#8220;comunicazione&#8221;, che vive di sogni e progetti, iniziandone mille e portandone avanti uno (forse), che ti sprona a guardarti intorno perché la vita ha sempre qualcosa da insegnarti.<br />
Siamo diversi, sì, ma accomunati dallo stesso senso dell&#8217;umorismo, da quel po&#8217; di cinismo che ci rende strani, dalla voglia di riscattare la nostra vita facendone un capolavoro, il nostro.</p>
<p>In questo giorno così importante, quindi, ti auguro di godere di ogni momento e di conservare solo il buono che ne verrà.<br />
Inizia poi la tua vita alla grande, senza paure o dubbi, con la stessa costanza e la stessa umiltà con cui hai portato avanti questo tuo primo progetto, la laurea.<br />
Investi energie in quello che credi, mettiti alla prova ogni giorno, fai domande ed ascolta sempre le risposte, parla con chi ti sta intorno, non dimenticare mai il tuo passato ma guarda sempre al tuo futuro, ascolta i consigli ma decidi sempre con la tua testa, non passare un solo giorno senza ridere, trova soluzioni ai problemi che verranno e non lamentarti mai della pioggia incessante, abbi il coraggio di fare degli errori, non rinunciare mai ad una scelta, godi delle piccole cose e abbi sempre fiducia in te stesso.</p>
<p>&#8220;Noi&#8221;, quelli che sono rimasti tra i comuni mortali, quelli che non hanno studiato o che, ancor peggio, si sono laureati in qualche inutile amenità umanistica (eheheh), ti saremo sempre accanto. IO ti sarò sempre accanto.<br />
Grazie per averci reso fieri di te, orgogliosi di andare in giro a dire a chiunque &#8220;Io conosco un Ingegnere chimico&#8221;, di tentare disperatamente ogni volta di spiegarci di cosa ti occupi, guardando le nostre faccie perplesse, di permetterci di aiutarti nelle piccole cose, come mandare una mail o prepararti per un colloquio.. ma soprattutto, grazie di avermi spiegato come si sente un arcotangente in prossimità di un asintoto.</p>
<p>Congratulazioni fratello. Buona vita.<br />
Nota: mi aggiungo all&#8217;augurio fatto dalla tua cara Prof.ssa Annesini.</p>
<blockquote><p>Diventa un PROFESSIONISTA, una persona seria, qualcuno SU CUI SI PUO&#8217; CONTARE.</p></blockquote>
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		<title>La dignità del reinventarsi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[improntina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 11:51:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Outside the box]]></category>
		<category><![CDATA[dignità]]></category>
		<category><![CDATA[fallimento]]></category>
		<category><![CDATA[fortuna]]></category>
		<category><![CDATA[gioco]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è nelle cose umane una marea che colta al flusso mena alla fortuna: perduta, l&#8217;intero viaggio della nostra vita si &#8230;<p><a href="https://purchenero.wordpress.com/2013/01/23/la-dignita-del-reinventarsi/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>C&#8217;è nelle cose umane una marea che colta al flusso mena alla fortuna: perduta, l&#8217;intero viaggio della nostra vita si arena su fondali di miserie. Ora noi navighiamo in un mare aperto. Dobbiamo dunque prendere la corrente finché è a favore, oppure fallire l&#8217;impresa avanti a noi. (opera: Giulio Cesare)</p></blockquote>
<p>Lo diceva William Shakespeare e lui, di fallimenti ed insuccessi, la sapeva davvero lunga. Di drammi e miserie ne ha scritti tanti, quasi fosse insita nella stessa natura umana la propensione (o, per alcuni, la predestinazione) al fallimento.</p>
<p>Cadiamo. A chi non è mai successo e a chi non succederà ancora.<br />
Si cade. E&#8217; questa la più antica e naturale consapevolezza che l&#8217;uomo deve considerare nel percorso oscuro e impervio della sua vita.<br />
Ma cos&#8217;è per noi, oggi, il fallimento?</p>
<p>Fallire deriva dal latino <em>fàllere</em> che significa sbagliare o, figurativamente, ingannare.<br />
Mancare il nostro obiettivo può voler dire dunque essersi illusi, ingannati, di poterlo raggiungere, perché come tutte le prospettive non possiamo non tener conto dell&#8217;errore di valutazione.<br />
Ma attenzione a non scivolare nella pessimistica visione di una vita predestinata all&#8217;errore, quasi come fossimo tutti intenti al gioco della roulette e, si sa, il banco vince sempre.</p>
<p><a href="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/01/play-roulette1.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="115" data-permalink="https://purchenero.wordpress.com/2013/01/23/la-dignita-del-reinventarsi/play-roulette1/" data-orig-file="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/01/play-roulette1.jpg" data-orig-size="539,398" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Roulette" data-image-description="" data-image-caption="&lt;p&gt;La dignità del reinventarsi&lt;/p&gt;
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<p>Così come per il gioco d&#8217;azzardo, anche nella vita ciò che ci spinge a voler puntare non è tanto la razionale consapevolezza dello sfavore delle probabilità, quanto piuttosto quella <em>marea</em>, quell&#8217;istinto, quella voglia di lanciare un amo al di là di ciò che ci è noto oggi, sperando di pescare qualcosa di buono nel mare di domani.</p>
<p>Fallisce solo chi gioca, chi consapevolmente SCEGLIE di sfidare il banco e con altrettanta lucidità è pronto a pagarne il pegno.<br />
Pronti a cadere più che a gioire, il più delle volte, ma comunque tutt&#8217;altro che ingannati. Piuttosto fiduciosi, non nella sorte ma in noi stessi, in quella <em>marea che c&#8217;è nelle cose umane</em> e che, se lasciata scorrere, può condurci alla fortuna.<br />
E come tutte le maree, la regola del gioco prevede di poterci infrangere su uno scoglio, ancora..e ancora.. e ancora.. ma al tempo stesso ci permette di riprovare, fin quando un giorno, forse, ci condurrà su una magnifica spiaggia.</p>
<p>E, parliamoci chiaro, siamo tutti ormai stanchi di vedere tutt&#8217;intorno a noi enormi scogliere pronte a sbarrarci la strada ma ammiro chi, in questo oscuro mare, non perde la forza e la volontà di buttarsi ancora, davanti agli occhi increduli di chi se ne sta appollaiato e zuppo su uno scoglio scomodo e scivoloso, curante più degli sguardi giudicanti dei malpensanti quanto piuttosto della propria sorte.<br />
E&#8217; questa la vera <strong>dignità</strong>: fallire e, <em>nonostante</em>, ributtarsi in mare.</p>
<p>Imprenditori che chiudono la propria attività fallita e si reinventano in settori nuovi, lontani da quelli di origine; laureati con il massimo dei voti che falliscono il loro sogno di trovare un lavoro che gli renda giustizia e si reinventano commessi, facchini, segretari, receptionist; amanti del nostro Belpaese che falliscono il loro tentativo di costruirsi un futuro ed una famiglia e si reinventano altrove, all&#8217;estero.<br />
Tante storie, tutte diverse, ma uguali nella loro straordinaria <strong>dignità del reinventarsi</strong>.</p>
<blockquote><p>Cogliamo quella marea, cavalchiamola finché è a favore e, se cadiamo, riprendiamo fiato e aspettiamo la prossima onda. Solo chi sceglie di giocare può sbancare.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Lettera al 2013</title>
		<link>https://purchenero.wordpress.com/2012/12/31/lettera-al-2013/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[improntina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Dec 2012 10:58:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fuori tema]]></category>
		<category><![CDATA[2013]]></category>
		<category><![CDATA[anno nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[buoni propositi]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
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					<description><![CDATA[Caro 2013, lo so che già ti stai agitando perché sei carico di troppe aspettative e hai paura di deluderci &#8230;<p><a href="https://purchenero.wordpress.com/2012/12/31/lettera-al-2013/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro 2013,<br />
lo so che già ti stai agitando perché sei carico di troppe aspettative e hai paura di deluderci ma stai calmo, fai un respiro profondo e ascoltami.</p>
<p>Guardaci. Sai cosa abbiamo passato e cosa ci sta lasciando il tuo amico.<br />
Guarda come ci ha ridotti. Quel 2012 si è permesso di illuderci, di farci credere che sarebbe stato meglio di quel buffone del 2011, riempiendoci di promesse che non ha mantenuto. Ci ha visto in difficoltà e si è preso la briga di colpirci al cuore con i suoi buoni propositi e tutto solo per garantirsi un po&#8217; della nostra fiducia.</p>
<p>Tu parti svantaggiato, lo sai. Non ci crediamo più nell&#8217;<em>anno nuovo</em>, non abbiamo più voglia di rimanere delusi dalle aspettative.<br />
Non ti chiederemo niente, stai tranquillo.</p>
<p>Quindi rilassati, sorridi e lasciaci entrare.<br />
Non metterci ostacoli lungo il cammino, tanto ormai siamo tutti zoppi e nessuno ha più la forza di correre veloce verso la meta.<br />
Siamo troppo impegnati a risolvere le beghe dei tuoi predecessori per esserti di intralcio in qualche modo. Non vogliamo farti del male.</p>
<p>Ma aprici le tue porte e se puoi anche le finestre.<br />
Lasciaci guardare attraverso i vetri e dietro gli angoli.<br />
In fondo, sai, vogliamo solo dare un&#8217;occhiata.<br />
Dietro alle tue porte, alle tue finestre e ad ogni tuo angolo per noi c&#8217;è il <strong><em>futuro</em> </strong>e quello, puoi dirlo ben forte, sono anni che non lo vediamo più.</p>
<p>Solo un veloce sguardo, te lo prometto, così forse la smetteremo di esserti così pesanti e ci potremo permettere il lusso di guardare <strong>oltre</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			<media:title type="html">improntina</media:title>
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		<item>
		<title>La competenza si paga, l&#8217;improvvisazione pure.</title>
		<link>https://purchenero.wordpress.com/2012/12/28/la-competenza-si-paga-limprovvisazione-pure/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[improntina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Dec 2012 11:12:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fuffologia]]></category>
		<category><![CDATA[L'alieno del giorno]]></category>
		<category><![CDATA[competenza]]></category>
		<category><![CDATA[fuffologia]]></category>
		<category><![CDATA[house organ]]></category>
		<category><![CDATA[processi aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[professionisti]]></category>
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					<description><![CDATA[Gestire i complessi meccanismi e flussi di comunicazione di un&#8217;azienda di medie dimensioni non è senza alcun dubbio impresa facile, &#8230;<p><a href="https://purchenero.wordpress.com/2012/12/28/la-competenza-si-paga-limprovvisazione-pure/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gestire i complessi meccanismi e flussi di comunicazione di un&#8217;azienda di medie dimensioni non è senza alcun dubbio impresa facile, ma cosa succede se affidiamo tale delicato compito a chi non ne ha le competenze?</p>
<p>Come in ogni ambito della vita, esistono sempre due modi di fare le cose: farle bene o farle male. Non nel risultato finale ma nelle intenzioni.<br />
E decidere di farle male è una strada che si imbocca facilmente quando si compie il primo passo di affidare determinati processi a chi, di quei processi, non ne comprende neanche l&#8217;inizio e la fine.<br />
E così il Fuffolo di turno (modello &#8220;venditore Mondialcasa&#8221;) si improvvisa Direttore del Personale; la ragazza con qualche esperienza di retail ed un apparente buon gusto si improvvisa Visual e con altrettanta improvvisazione gestisce le risorse umane; il venditore di fumo diventa Direttore Commerciale.<br />
E se <em><strong>improvvisare</strong></em> diviene la parola d&#8217;ordine, non si può che aspettarsi un risultato tutt&#8217;altro che studiato ed organizzato.</p>
<p>Con uno schema di questo tipo, possiamo dire addio a processi lavorativi funzionali, a flussi di comunicazione efficienti, a pratiche e metodi consolidati.<br />
Sulle fondamenta dell&#8217;improvvisazione non si può costruire la storia di un&#8217;azienda.<br />
Non c&#8217;è mission, non ci sono valori fondanti, non c&#8217;è identità.<br />
Regna il caos, perché se c&#8217;è un fattore che aiuta un&#8217;impresa ad avere ordine e struttura questo è la <strong>competenza</strong>, la scelta cioè di affidare i ruoli a chi ha gli skills giusti per svolgerli nel miglior interesse dell&#8217;azienda.</p>
<p>E cosa succede poi se si viene colpiti da un&#8217;inaspettato barlume di razionalità e ci si accorge di come tutti, dipendenti, affiliati e collaboratori, vaghino sperduti e disorientati come naufraghi in un mare di ignoranza?<br />
Anche qui si possono scegliere due strade: radere al suolo l&#8217;inconsistente sistema manageriale messo in piedi ed affidare finalmente la direzione delle aree cruciali dell&#8217;azienda a <em>professionisti riconosciuti</em> oppure si può scegliere a caso, nel mucchio degli pseudo manager a disposizione, il prescelto abilitato a risolvere un problema di cui è la causa.</p>
<p>Così Fuffolo tira fuori l&#8217;asso nella manica, il parolone scintillante da far luccicare davanti agli occhi foderati del capo, che tutto vuole tranne che gli si chieda di occuparsi di un problema.<br />
La soluzione al caos e al malcontento c&#8217;è ed è geniale: facciamo un <strong>House Organ</strong>.<br />
Senza tener conto della valutazione alquanto anacronistica del mezzo scelto per comunicare con i propri dipendenti e collaboratori, quella parola nelle mani di Fuffolo diviene un&#8217;arma potentissima di distruzione di massa.<br />
Sì perché se c&#8217;è un modo di distruggere qualsiasi tipo di rapporto, lavorativo quanto personale, è quello di usare la comunicazione ed i suoi mezzi nel modo sbagliato.<br />
L&#8217;House Organ è una pubblicazione aziendale realizzata, nel suo intento più nobile, per aggiornare il personale interno all&#8217;organizzazione circa le attività e gli obiettivi a medio termine che si intende raggiungere. E&#8217; un giornale vero e proprio, con tanto di redazione e progetto editoriale, scritto da esperti della materia e da professionisti, con la collaborazione dei dipendenti stessi che divengono cruciali nel processo di motivazione e fidelizzazione che l&#8217;house organ si pone come obiettivo principale.<br />
Prevede inoltre la messa in moto dei 3 flussi di comunicazione interna:</p>
<ul>
<li>top-down: informando il personale sull&#8217;azienda e le sue attività, sui progetti, sulle normative, sulle procedure, sul contesto economico e sociale nel quale l&#8217;organizzazione è inserita;</li>
<li>bottom-up: permettendo un feedback al dipendente, ascoltando i suoi suggerimenti e soprattutto le sue critiche, fornendogli tra l&#8217;altro gli strumenti per poter comunicare;</li>
<li>orizzontale: incentivando il dialogo ed il confronto tra i dipendenti, all&#8217;interno dei gruppi di lavoro ma non solo, rendendoli partecipi della vita dell&#8217;azienda.</li>
</ul>
<p>E&#8217; pertanto un mezzo di comunicazione volto, da un lato, a dare un volto ed un&#8217;identità all&#8217;azienda e, dall&#8217;altro, a creare quella spinta motivazionale al lavoro di squadra che avviene solo quando si è calati in un contesto lavorativo favorevole, basato sulla fiducia e sulla condivisione.</p>
<p>Prendiamo questo strumento così potente e complesso, mettiamolo nelle mani di un Fuffolo qualunque, affidiamone la progettazione editoriale e grafica a chi ha come unico requisito quello di aver studiato comunicazione<em> &#8220;perché tanto voi sapete fare tutto, no?&#8221;</em>, rivolgiamolo ad un target di dipendenti non pagati, con contratti di lavoro al limite del lecito, con turni massacranti e nessuna forma di recupero o compensazione, mettiamoci dentro anche collaboratori con provvigioni che non arrivano ed appoggio aziendale pari a quello di una zattera fatta di fichi secchi e cosa succederà? Quale spinta motivazionale susciterà?<br />
Lascio a voi il resto..</p>
<blockquote><p>Lesson learned: Impariamo ad avere delle competenze, poche ma buone, ed impariamo anche a saperle riconoscere.</p>
<p>Second lesson learned: A volte una soluzione è peggio del problema che l&#8217;ha generata.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Morire ai tempi di Facebook</title>
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		<dc:creator><![CDATA[improntina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Dec 2012 16:09:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fuori tema]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[lutto]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
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					<description><![CDATA[Non ci sei più. Sono giorni ormai che me lo ripeto e ogni volta che pronuncio a me stessa questa &#8230;<p><a href="https://purchenero.wordpress.com/2012/12/24/morire-ai-tempi-di-facebook/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non ci sei più.<br />
Sono giorni ormai che me lo ripeto e ogni volta che pronuncio a me stessa questa frase sento il respiro che mi manca. Non ci credo.<br />
Tu che col tuo carattere da supereroe hai sempre difeso tutti, combattuto ogni ingiustizia, preso in mano ogni situazione.<br />
Tu che mi hai vista crescere mentre io vedevo crescere te, che mi hai sempre protetta e consigliata come fossi tua sorella, che hai partecipato felice ai miei 20 anni e Dio solo sa quanto vorrei che tu ci fossi anche ai miei 30, che hai agito per il bene dei tuoi cari anche quando l&#8217;unico bene a cui dovevi pensare era il tuo.</p>
<p>Non ci sei più.<br />
Te ne sei andato perché qualcuno, o qualcosa, ha deciso che quel male che abbiamo sentito raccontare tante volte da altri colpisse proprio te.<br />
Uno di quei mali che quando qualcuno lo racconta pensi &#8220;è incredibile che possano succedere queste cose, con così poco tempo, senza neanche poter realizzare&#8221;.<br />
E poi succede a te, amico di tutta una vita, e all&#8217;improvviso ogni punto di riferimento va a farsi benedire e te ne stai lì, apparentemente vuota, a sentire l&#8217;eco del silenzio che hai lasciato.</p>
<p>Non ci sei più.<br />
Ogni epoca ha le sue forme tribali di elaborazione del lutto ed il modo in cui ci hai lasciati mi ha portata a riflettere, mio malgrado, su cosa significa <strong>morire ai tempi di Facebook</strong>.<br />
Già, Facebook. Quel social network così apparentemente frivolo e sciocco, così incentrato sul viralismo del cazzeggio, così presente, oggi, nel ricordarmi che non ci sei più.<br />
All&#8217;inizio l&#8217;ho odiato. Già dopo poche ore dalla notizia la tua bacheca è stata invasa da messaggi di amici o presunti tali (perché parliamoci chiaro, l&#8217;amicizia su Facebook va sempre rapportata alla realtà dei rapporti umani) che esprimevano, ognuno a suo modo, il loro dolore.<br />
Li ho letti tutti e li leggo ancora, dopo 12 giorni. Sì perché continuano a scriverti, aggrappandosi all&#8217;unico mezzo di comunicazione che dà loro la parvenza di esserti più vicino. E forse è vero.<br />
Come ogni tribù che si rispetti, Facebook fa il suo lavoro e permette ai membri di una comunità, la tua, di racchiudersi in forme celebrative e cerimoniali per dirti addio.<br />
Qualcuno ti parla come se non te ne fossi mai andato, qualcun altro pubblica foto in cui sei felice e sorridente, altri raccontano aneddoti che ti riguardano.<br />
I vecchi amici si reincontrano, i familiari si danno forza l&#8217;un l&#8217;altro.<br />
Qualcuno, perfino, ce l&#8217;ha con te perché ci hai lasciato nel peggiore dei modi, condannandoci ad un&#8217;infinito bisogno di &#8220;perché&#8221;.</p>
<p>La morte ai tempi di Facebook è per molti più che altro una questione di privacy ed eredità digitale (per citarne uno <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/03/24/la-nostra-eredita-digitale/">La nostra eredità digitale</a>, Ernesto Belisario), quasi dovessimo star lì a dividerci le tue password ed i tuoi status come si fa con i beni materiali.<br />
Non è questo il punto, non per me.<br />
Quante volte ci siamo trovati a parlare da soli con i nostri cari che non ci sono più, quante volte abbiamo fissato per ore la lapide sulla quale quasi sempre c&#8217;è una foto che non rende giustizia alla complessità di ciò che siamo stati in vita, quante volte avremmo voluto condividere il nostro dolore con quello di altri, per farci forza.</p>
<p>Facebook mi ha permesso di fare tutto questo con una velocità ed un&#8217;immediatezza che mai avrei potuto immaginare anni addietro.<br />
Come un cimitero virtuale, ma forse meglio, mi permette di guardare non una ma centinaia di tue foto, di donarti non una ma mille forme di dimostrazione del mio affetto per te, di condividere con i nostri amici il dolore della tua perdita, per darci insieme una forza che da soli non troviamo.</p>
<p>Allora lo odio meno,  Facebook, perché nonostante la sua intrinseca anima pubblica che poco si lega con l&#8217;intima e privata gestione del lutto, mi ha permesso di starti vicino ancora e di esserlo un po&#8217; ogni volta che decido di andare sul tuo profilo.</p>
<p>Tu ci sei.<br />
Ci sei nelle parole di chi ti ha amato, nelle foto che ci siamo fatti insieme, nella memoria che oggi diviene tangibile e concreta, nella bacheca di Facebook trasformata in altare virtuale partecipato, senza lumini e simboli vari, solo con le azioni reali e commosse di chi vuole lasciarti un dono.</p>
<p>Così come per la vita, però, chi vive Facebook dovrebbe aver rispetto anche della morte.<br />
Il dolore è il primo grande strumento di spettacolarizzazione e Facebook ne è il mezzo più congeniale. Scriverti grandi frasi, commossi addii, trepidanti desideri di felicità eterna quando in vita non ti si filavano di striscio lo trovo di cattivo gusto, come se l&#8217;immortalità che tanto bramano non fosse altro che la loro.</p>
<p>Io non ti ho scritto, non ci riesco, ma ti scrivo qui, in questo luogo che ho creato da poco e che è solo mio. Un luogo dove avrei voluto portarti, perché sono certa che avresti avuto molto da insegnarmi.</p>
<p>Ciao Lucarié.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Chi se ne va non molla</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2012 15:55:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fuori tema]]></category>
		<category><![CDATA[estero]]></category>
		<category><![CDATA[lavorare all'estero]]></category>
		<category><![CDATA[mollare]]></category>
		<category><![CDATA[partire]]></category>
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					<description><![CDATA[Mollo tutto e apro un chiosco sulla spiaggia ai Caraibi. Quanti di noi hanno pronunciato questa frase, almeno una volta &#8230;<p><a href="https://purchenero.wordpress.com/2012/12/11/chi-se-ne-va-non-molla/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Mollo tutto e apro un chiosco sulla spiaggia ai Caraibi.</p></blockquote>
<p>Quanti di noi hanno pronunciato questa frase, almeno una volta nella vita?</p>
<p>Mi incuriosisce però il concetto secondario che questa affermazione porta con sé e che è legato al termine &#8220;<strong>mollare</strong>&#8220;.<br />
Perché, riferendosi al concetto di cambiare vita, si considera questo tipo di scelta una sorta di fuga dalle responsabilità della vita quotidiana?<br />
Quando si &#8220;molla&#8221; qualcosa ci si arrende, si smette di lottare, si abbandona.<br />
E allora chi molla la propria attuale condizione e parte per l&#8217;estero viene considerato un codardo, un egoista, uno che se ne frega della famiglia e degli amici e, perché no, dell&#8217;Italia intera, perché smette di combattere insieme agli altri per la sua ripresa. Ma perché, stiamo combattendo? Non me ne ero accorta.</p>
<p>Io credo, ad oggi, che prendere una scelta importante come quella di partire per un&#8217;esperienza all&#8217;estero a breve o lungo termine sia un atto di profondo coraggio e amore, per sé stessi e per i propri cari.</p>
<p>Mollare è un&#8217;altra cosa: è lasciare che le proprie difficoltà ci soffochino fino al punto di toglierci ogni entusiasmo per le piccole e le grandi cose, è inaridire nell&#8217;animo giorno dopo giorno senza più alcuno stimolo, è accettare i soprusi, le ingiustizie, le cattiverie senza mai reagire, è portare nelle mura della propria casa tutte le proprie frustrazioni e scaricarle giorno dopo giorno sulle persone che cercano, invano, di volerci bene.<br />
Mollare è smettere di desiderare qualcosa di meglio, è la totale mancanza di azioni quotidiane volte ad aggiungere piccoli tasselli alla realizzazione di noi stessi, è aspettare che il cambiamento avvenga fuori di noi.</p>
<p><strong>Molti di noi, in questo senso, hanno mollato molto tempo fa, senza mai aver messo il piede fuori di casa.</strong></p>
<p>Ognuno di noi ha un primo grande dovere nei confronti di sé stesso al quale ci si sottrae troppo spesso: il <strong>rispetto</strong>.<br />
Non possiamo dare a nessuno se prima non diamo a noi stessi.<br />
Non possiamo amare chi ci ama, difendere il nostro Paese, se prima non abbiamo rispetto per noi stessi.<br />
Quel rispetto che deve spingerci a cercare di fare, nella vita, qualcosa del quale essere fieri. Qui o altrove, è chiaro. Ma se la scelta fosse altrove, bé, allora forse è una scelta che va fatta, non per voltare le spalle a chi rimane, ma per permettere a noi stessi di guardarli ancora negli occhi con fiducia, quelli che ci amano.</p>
<p>Cosa pensiamo, che soffrire della propria condizione tutti insieme ci renda meno tristi? <strong>La sofferenza condivisa non si dimezza, si moltiplica. Così come la gioia.</strong><br />
E allora abbiamo un dovere nei confronti delle persone con le quali abbiamo deciso di condividere: moltiplicare felicità, non tristezza.</p>
<p>E se ci capita un&#8217;occasione all&#8217;estero che potrebbe fare di noi una persona migliore, allora forse non dovremmo &#8220;mollare&#8221;, dovremmo &#8220;<strong>cogliere</strong>&#8220;.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Il copywriter, questo sconosciuto</title>
		<link>https://purchenero.wordpress.com/2012/11/21/il-copywriter-questo-sconosciuto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[improntina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2012 20:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Epic Fail]]></category>
		<category><![CDATA[copywriter]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[professioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Mercoledì 21 novembre 2012. Badate bene, non ho detto 1912. Per puro caso ti imbatti in un post dal titolo &#8230;<p><a href="https://purchenero.wordpress.com/2012/11/21/il-copywriter-questo-sconosciuto/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 21 novembre 2012.<br />
Badate bene, non ho detto 1912.</p>
<p>Per puro caso ti imbatti in un post dal titolo <a href="http://www.laveracronaca.com/index.php/archivio/1123-nuovi-professioni-che-avanzano-il-copywriter" target="_blank">Nuove professioni che avanzano: il copywriter</a>. In un primo momento ti senti come Marty McFly quando si ritrova catapultato nel 1955 con la Delorean ed assiste all&#8217;entusiasmo di Lorraine (la madre, <em>ndr</em>) davanti alla televisione, ma dopo qualche minuto realizzi di non aver improvvisamente viaggiato nel tempo e che quel post è stato scritto proprio oggi.</p>
<p>I commenti al post parlano da soli, lo scherno è inevitabile.<br />
Qualcuno sorride, qualcun altro deride, alcuni se la prendono.<br />
Personalmente, non ho resistito alla tentazione di citare Orson Welles e La guerra dei mondi.</p>
<p><a href="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2012/11/immagine1.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="81" data-permalink="https://purchenero.wordpress.com/2012/11/21/il-copywriter-questo-sconosciuto/immagine1/" data-orig-file="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2012/11/immagine1.jpg" data-orig-size="798,466" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Commenti al post" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2012/11/immagine1.jpg?w=300" data-large-file="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2012/11/immagine1.jpg?w=529" class="aligncenter size-full wp-image-81" title="Commenti al post" alt="" src="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2012/11/immagine1.jpg?w=529&#038;h=308" height="308" width="529" srcset="https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2012/11/immagine1.jpg?w=529&amp;h=309 529w, https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2012/11/immagine1.jpg?w=150&amp;h=88 150w, https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2012/11/immagine1.jpg?w=300&amp;h=175 300w, https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2012/11/immagine1.jpg?w=768&amp;h=448 768w, https://purchenero.wordpress.com/wp-content/uploads/2012/11/immagine1.jpg 798w" sizes="(max-width: 529px) 100vw, 529px" /></a></p>
<p>La domanda viene spontanea: cosa hanno fatto i professionisti della &#8220;comunicazione&#8221; nell&#8217;ultimo secolo?<br />
Davvero qualcuno si accorge di loro solo oggi ed è addirittura capace di proiettarli come futura avanguardia?<br />
Siamo (con uno slancio di orgoglio mi inserisco nel club) così incapaci di farci notare o forse siamo così bravi da esistere senza che nessuno se ne accorga?</p>
<p>L&#8217;errore anacronistico costerà poco all&#8217;azzardato giornale online che ama definirsi &#8220;La Vera Cronaca&#8221; che, per dovere di cronaca (mi piaceva il gioco di parole), in ambito giornalistico significa <em>registrazione ed esposizioni di fatti od avvenimenti del giorno</em>, ma il messaggio che ne deriva spinge alcuni a riflettere su quanta e quale credibilità professionale abbiano oggi alcune figure legate al mondo della comunicazione e sul perché ci sia ancora tutta questa confusione nel capire che il copywriter, ad esempio, è una professione. Lo è già da un po&#8217;. Da circa un secolo.</p>
<p><strong>Lo so, è sconvolgente, ma c&#8217;è chi lo fa di mestiere da anni e lo sa fare bene.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
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