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	<title>Quotidiano Piemontese - Agricoltura in Piemonte</title>
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		<title>In Piemonte in 10 anni ha chiuso un allevamento da carne su cinque, oggi si lavora in perdita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2022 21:53:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[“L’emergenza determinata dalla siccità ha aggravato significativamente la situazione di difficoltà economica degli allevamenti a causa della scarsa disponibilità di foraggi di primo taglio, della contrazione della produzione di mais di primo raccolto e della compromissione delle coltivazioni di secondo raccolto, quali mais, sorgo, panico ed erbai vari”. Enrico Allasia, presidente Confagricoltura Piemonte, esprime preoccupazione &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/agricoltura-in-piemonte/in-piemonte-10-anni-ha-chiuso-un-allevamento-da-carne-su-cinque-oggi-si-lavora-in-perdita/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "In Piemonte in 10 anni ha chiuso un allevamento da carne su cinque, oggi si lavora in perdita"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“L’emergenza determinata dalla siccità ha aggravato significativamente la situazione di difficoltà economica degli allevamenti a causa della scarsa disponibilità di foraggi di primo taglio, della contrazione della produzione di mais di primo raccolto e della <span id="more-322"></span></p>
<p>compromissione delle coltivazioni di secondo raccolto, quali mais, sorgo, panico ed erbai vari”. Enrico Allasia, presidente Confagricoltura Piemonte, esprime preoccupazione per lo stato di salute del comparto degli allevamenti bovini; la questione è stata affrontata ieri (7 settembre) al tavolo di filiera che si è riunito all’assessorato regionale all’Agricoltura guidato da Marco Protopapa, al quale hanno partecipato il presidente della sezione allevamenti bovini da carne di Confagricoltura Piemonte Alberto Brugiafreddo e il vice direttore dell’organizzazione agricola Paolo Bertolotto.</p>
<p>Dall’incontro è emerso che, in base ad uno studio condotto su un campione rappresentativo di aziende, aggiornato alla luce dei recenti forti rincari delle materie prime e dell’energia, gli allevamenti di bovini registrano attualmente una perdita di 41 centesimi al chilogrammo (peso vivo, riferito a capi maschi) rispetto al prezzo massimo rilevato dai mercuriali della Camera di commercio di Cuneo.</p>
<p>La scarsa redditività degli allevamenti spinge gli allevatori all’abbandono delle stalle; nel 2010 in Piemonte c’erano 3.625 allevamenti di bovini da carne con 264.488 capi; attualmente  il numero delle stalle è sceso a 2.828, con 239.821 capi bovini allevati. In un decennio praticamente una stalla su cinque ha chiuso i battenti.</p>
<p>“È una situazione che ci preoccupa – dichiara Enrico Allasia – perché in assenza di misure adeguate, si rischia di andare incontro a una forte contrazione degli allevamenti, anche a causa dei probabili aumenti delle materie prime che si profilano nei prossimi mesi a seguito del peggiorare della crisi dovuta al conflitto russo-ucraino. Per questi motivi – aggiunge Allasia &#8211; oltre ai sostegni diretti agli allevatori già previsti a livello comunitario e nazionale e a quelli indispensabili e urgenti finalizzati a contenere il costo dell’energia, sarebbe importante che nelle sedi istituzionali competenti si promuovessero azioni, anche strutturali, idonee a riposizionare sul mercato, in un ambito economicamente sostenibile, la carne di bovino e in particolare quella della razza Piemontese certificata”. </p>
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		<title>La drammatica situazione della siccità nel nordovest del Piemonte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2022 08:09:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[l livello del Po è a -3,4 metri rispetto allo zero idrometrico, oltre mezzo metro più basso che a Ferragosto di un anno fa, con la siccità che colpisce i raccolti, dal riso al girasole, dal mais alla soia, ma anche le coltivazioni di grano e di altri cereali e foraggi per l’alimentazione degli animali, &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/agricoltura-in-piemonte/la-drammatica-situazione-della-siccita-nel-nordovest-del-piemonte/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "La drammatica situazione della siccità nel nordovest del Piemonte"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>l livello del Po è a -3,4 metri rispetto allo zero idrometrico, oltre mezzo metro più basso che a Ferragosto di un anno fa, con la siccità che colpisce i raccolti, dal riso al girasole, dal mais alla soia, ma anche le coltivazioni di grano e di altri cereali e <span id="more-315"></span></p>
<p>foraggi per l’alimentazione degli animali, in un momento in cui è necessario garantire la piena produzione con la guerra in Ucraina. E’ quanto emerge dall’ultimo monitoraggio della Coldiretti sulla preoccupante situazione del fiume al Ponte della Becca (Pavia) evidenziata anche dai satelliti Esa, con la portata che è scesa sino all&#8217;80% in meno. Lo stato del più grande fiume italiano è rappresentativa della drammatica difficoltà in cui versa l’intero Paese dove si inizia a pensare al razionamento dell’acqua anche nelle ore diurne.</p>
<p>Il Lago Maggiore è in sofferenza con un grado di riempimento del 22,7%. E’ emergenza siccità in Piemonte con la Regione che ha richiesto al Mipaaf il riconoscimento dello stato di calamità naturale per l’agricoltura ed al Governo lo stato di emergenza, come Coldiretti aveva sollecitato in occasione del tavolo dello scorso 14 giugno, per il monitoraggio del rischio di perdita del raccolto a causa della siccità. Già in diversi Comuni sono state emanate ordinanze per l’uso consapevole dell’acqua e si è disposto il razionamento notturno in alcuni Comuni del Novarese e del Verbano.</p>
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		<title>Accordo tra Coldiretti Torino, consorzi irrigui e Iren Energia per l’irrigazione d’emergenza dei campi del Canavese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2022 08:06:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuovo accordo tra Coldiretti Torino, consorzi irrigui e Iren Energia. La società energetica concede altra acqua per l’irrigazione d’emergenza dei campi del Canavese. Dalla diga idroelettrica di Ceresole Reale usciranno altri 3 metri cubi al secondo di acqua che permetteranno anche al ai consorzi irrigui Rivarolo, Est Orco e Abbaziale di potere usufruire di un &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/agricoltura-in-piemonte/accordo-tra-coldiretti-torino-consorzi-irrigui-e-iren-energia-per-lirrigazione-demergenza-dei-campi-del-canavese/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Accordo tra Coldiretti Torino, consorzi irrigui e Iren Energia per l’irrigazione d’emergenza dei campi del Canavese"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Nuovo accordo tra Coldiretti Torino, consorzi irrigui e Iren Energia. La società energetica concede altra acqua per l’irrigazione d’emergenza dei campi del Canavese.<span id="more-314"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Dalla diga idroelettrica di Ceresole Reale usciranno altri 3 metri cubi al secondo di acqua che permetteranno anche al ai consorzi irrigui Rivarolo, Est Orco e Abbaziale di potere usufruire di un soccorso idrico che darà un grande aiuto per la crescita del mais, pianta che, con l’avvio della fioritura, sta entrando nella fase più idroesigente della stagione vegetativa. In tutto, saranno 5000 gli ettari irrigati con la nuova acqua dall’Orco rilasciata da Iren.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il rilascio dal bacino idroelettrico durerà 7 giorni e si aggiunge a quello già deciso nei giorni scorsi con 6 metri cubi al secondo di cui ha beneficiato il consorzio irriguo del Canale di Caluso. Se dovesse perdurare la siccità al Canale Caluso andranno altri 6 metri cubi per una settimana.</p>
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		<title>Pronti sostegni per l’imprenditoria femminile in agricoltura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2020 10:55:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Imprenditoria]]></category>
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					<description><![CDATA[La Gazzetta Ufficiale del 26 agosto ha pubblicato il decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali del 9 luglio 2020 relativo alle misure in favore dell&#8217;imprenditoria femminile in agricoltura. Le piccole e medie imprese e le microimprese che intendano presentare progetti per lo sviluppo o il consolidamento delle aziende agricole, con investimenti nel &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/agricoltura-in-piemonte/pronti-sostegni-limprenditoria-femminile-agricoltura/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Pronti sostegni per l’imprenditoria femminile in agricoltura"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Gazzetta Ufficiale del 26 agosto ha pubblicato <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/08/26/20A04596/sg">il decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali del 9 luglio 2020</a> relativo alle misure in favore dell&#8217;imprenditoria femminile in agricoltura.<span id="more-311"></span></p>
<p>Le piccole e medie imprese e le microimprese che intendano presentare progetti per lo sviluppo o il consolidamento delle aziende agricole, con investimenti nel settore primario e in quello della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, potranno ottenere mutui agevolati, a tasso zero, della durata minima di 5 anni e massima di 15 anni, comprensiva del periodo di preammortamento, per un importo fino a 300 mila euro.</p>
<p>Le iniziative previste dal decreto dovranno riguardare il miglioramento del rendimento della sostenibilità globale dell&#8217;azienda agricola, il miglioramento delle condizioni agronomiche e ambientali, dell’igiene e benessere degli animali, la realizzazione e il miglioramento di infrastrutture connesse allo sviluppo, all&#8217;adeguamento e alla modernizzazione dell&#8217;agricoltura. I progetti non potranno essere attivati prima della presentazione della domanda e concludersi entro 24 mesi dalla comunicazione dell’ammissione al finanziamento. Per ottenere i benefici è necessario che l&#8217;impresa sia condotta e amministrata da una donna imprenditore agricolo professionale; nel caso di società la compagine sociale dovrà essere composta e amministrata per oltre la metà numerica dei soci e delle quote di partecipazione da donne in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale iscritte nella gestione previdenziale agricola.</p>
<p>“Si tratta di un provvedimento importante – spiega Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte &#8211;  che potrà offrire interessanti opportunità  alle imprese agricole piemontesi condotte da donne. La presenza femminile è importante soprattutto nell’agricoltura di montagna, di collina e nelle aree marginali, dove spesso operano imprese che si dedicano alla produzione, trasformazione e vendita di prodotti agricoli; qui le donne conducono realtà multifunzionali, dall’agriturismo alle fattorie didattiche. È dunque strategico – dichiara Allasia &#8211; garantire l’inclusione, la parità di genere e la formazione, favorendo l’insediamento, la permanenza e la crescita dell’imprenditoria femminile in agricoltura”.</p>
<p>Confagricoltura Piemonte precisa che sul territorio regionale operano 11.505 imprese agricole femminili, il 27,86% del totale, pari a 41.289. “È necessario &#8211; dichiara Enrico Allasia presidente di Confagricoltura Piemonte &#8211; incentivare lo sviluppo di queste imprese, favorendo anche il ricambio generazionale. Infatti 7.316 imprese femminili, pari al 62,76% della categoria, sono condotte da donne con oltre 55 anni di età, mentre quelle con titolari donne con meno di 25 anni sono soltanto 93, pari allo 0,8%”.</p>
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		<title>Primi aiuti per 30 milioni di euro per agro-ambiente, indennita’ compensativa e giovani agricoltor</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2020 12:23:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[La Giunta regionale del Piemonte ha approvato il 30 aprile la delibera con le proposte di modifica per l’anno 2020 al Programma di sviluppo rurale della Regione Piemonte, apportando importanti modifiche finanziarie in risposta all’emergenza Covid-19. Circa 30 milioni di euro complessivi di risorse vengono concentrate sulle misure del Psr per l’agroambiente, l’indennità compensativa e i giovani agricoltori. &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/agricoltura-in-piemonte/primi-aiuti-30-milioni-euro-agro-ambiente-indennita-compensativa-giovani-agricoltor/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Primi aiuti per 30 milioni di euro per agro-ambiente, indennita’ compensativa e giovani agricoltor"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Giunta regionale del Piemonte ha approvato il 30 aprile la delibera con le proposte di modifica per l’anno 2020 al Programma di sviluppo rurale della Regione Piemonte, apportando importanti modifiche finanziarie in risposta all’emergenza Covid-19.<span id="more-308"></span><br />
Circa 30 milioni di euro complessivi di risorse vengono concentrate sulle misure del Psr per l’agroambiente, l’indennità compensativa e i giovani agricoltori.</p>
<p>I 30 milioni di euro sono così rimodulati sulle seguenti misure del PSR 2014-2020:<br />
&#8211; 1 MLN euro di finanziamenti regionali integrativi viene inserito sull’operazione 6.1.1 “insediamento giovani agricoltori”, al fine di favorire l’accesso dei giovani all’attività agricola<br />
&#8211; 22,3 MLN euro a favore dell’operazione 10.1.1 “produzione integrata” consentendone l’apertura per l’annualità 2020. L’economia generata dalla misura per altri 5 milioni di euro che andranno a finanziare circa 5 mila aziende attraverso il prossimo bando.<br />
&#8211; 8,3 MLN euro a favore dell’operazione 13.1 “indennità compensativa per l’agricoltura in zone montane”, al fine di contribuire, insieme alle economie già presenti sull’operazione, all’apertura del bando 2020 per circa 7 mila aziende.<br />
&#8211; 1,16 MLN euro a favore dell’operazione 11.1.1 “conversione agli impegni dell’agricoltura biologica” al fine di garantire la possibilità a tutte le aziende che hanno aderito a tale operazione e vedono l’impegno terminato nel 2019 di proseguire ancora un anno,andando ad interessare complessivamente 680 aziende, attraverso l’adesione ai bandi.</p>
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		<item>
		<title>Job in Country: la piattaforma di intermediazione della manodopera agricola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 17:02:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Job in Country è la piattaforma di intermediazione della manodopera autorizzata dal Ministero del Lavoro realizzata da Coldiretti  che offre a imprese e lavoratori un luogo di incontro, prima virtuale on line e poi sul campo. L’obiettivo è di mettere in contatto nei singoli territori i bisogni delle aziende agricole in cerca di manodopera con quelli &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/agricoltura-in-piemonte/job-country-la-piattaforma-intermediazione-della-manodopera-agricola/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Job in Country: la piattaforma di intermediazione della manodopera agricola"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Job in Country è la piattaforma di intermediazione della manodopera autorizzata dal Ministero del Lavoro realizzata da Coldiretti  che offre a imprese e lavoratori un luogo di incontro, prima virtuale on line e poi sul campo.<span id="more-305"></span></p>
<p>L’obiettivo è di mettere in contatto nei singoli territori i bisogni delle aziende agricole in cerca di manodopera con quelli dei cittadini che aspirino a nuove opportunità di inserimento lavorativo, in un quadro di assoluta trasparenza e legalità. L&#8217;attività è svolta direttamente nelle singole province attraverso le Società di servizi delle Federazioni provinciali ed interprovinciali della Coldiretti, secondo un modello di capillare distribuzione sul territorio.</p>
<p>Sono diverse le aziende anche nelle province del Piemonte che hanno bisogno di manodopera o ne avranno bisogno nei mesi a venire. Cosi come sono tante le persone in cerca di lavoro, che lo saranno nei prossimi mesi o che semplicemente hanno uno stop o un rallentamento della loro attività e vogliono rendersi utili.</p>
<p>Per combattere le difficoltà occupazionali, garantire le forniture alimentari e stabilizzare i prezzi e l’inflazione con lo svolgimento regolare delle campagne di raccolta in agricoltura la Coldiretti ha varato la banca dati “Jobincountry”, autorizzata dal Ministero del Lavoro, con le aziende agricole che assumono. L’iniziativa è estesa a tutta la Penisola e ha già avuto un buon successo attirando diverse professionalità: dagli studenti universitari ai pensionati fino ai cassaintegrati, ma non mancano neppure operai, blogger, responsabili marketing, laureati in storia dell’arte e tanti addetti del settore turistico in crisi, secondo Istat, desiderosi di dare una mano agli agricoltori in difficoltà e salvare i raccolti. Il 60% ha fra i 20 e i 30 anni di età, il 30% ha fra i 40 e i 60 anni e infine 1 su 10 (10%) ha più di 60 anni.</p>
<p>Il progetto è stato avviato in autonomia in attesa che dal Governo e dal Parlamento arrivi una radicale semplificazione del voucher ‘agricolo’ che possa consentire a studenti, cassaintegrati e pensionati lo svolgimento dei lavori nelle campagne dove mancano i braccianti stranieri anche per effetto delle misure cautelative adottate a seguito dell’emergenza Coronavirus da alcuni Paesi europei, dalla Polonia alla Bulgaria fino alla Romania, con i quali occorre peraltro trovare accordi per realizzare dei ‘corridoi verdi’ privilegiati per i lavoratori agricoli.</p>
<p>Confessano in Coldiretti: “Sono tanti i cittadini interessati a fare questo tipo di esperienza lavorativa: ce ne accorgiamo dai nostri canali social, dove nelle ultime settimane abbiamo ricevuto diversi contatti da parte di persone che si proponevano per il lavoro in campagna&#8221;</p>
<p>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vinitaly 2020 si svolgerà regolarmente  da domenica 19 a mercoledì 22 aprile.</title>
		<link>http://web.quotidianopiemontese.it/agricoltura-in-piemonte/vinitaly-2020-si-svolgera-regolarmente-da-domenica-19-a-mercoledi-22-aprile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2020 00:41:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viticultura]]></category>
		<category><![CDATA[vinitaly]]></category>
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					<description><![CDATA[Veronafiere ha confermato le date dell’edizione numero 54 di Vinitaly che si svolgerà nonostante il coronavirus  da domenica 19 a mercoledì 22 aprile. L&#8217;annuncio degli organizzatori di Vinitaly Il Consiglio di Amministrazione straordinario di Veronafiere SpA &#8211; Fiera di Verona ha confermato il calendario di Vinitaly 2020 che si terrà a dal 19 al 22 aprile prossimi &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/agricoltura-in-piemonte/vinitaly-2020-si-svolgera-regolarmente-da-domenica-19-a-mercoledi-22-aprile/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Vinitaly 2020 si svolgerà regolarmente  da domenica 19 a mercoledì 22 aprile."</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Veronafiere ha confermato le date dell’edizione numero 54 di Vinitaly che si svolgerà nonostante il coronavirus  da domenica 19 a mercoledì 22 aprile.<span id="more-298"></span></p>
<p><a href="https://www.facebook.com/vinitalyofficial/photos/a.452627331372/10156715101456373/?type=3&amp;theater">L&#8217;annuncio degli organizzatori di Vinitaly</a></p>
<blockquote><p>Il Consiglio di Amministrazione straordinario di <a class="profileLink" href="https://www.facebook.com/veronafiere/?__tn__=K-R&amp;eid=ARD0m0CYvWyTnnRaZxm2sNxgT5XhkY30Wfffyq7_B7mFUvfmBBxxXOV5rDL6WGdfQmnlkPdnElnY5YXW&amp;fref=mentions&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARBB5MGXkIC3qQNHprUCLZs7c_18pd-tZrCo8_mZ7Axz2t1SXe-l6WXpBEApxbXM5iOPnjTfrUUs90Zx_WLoQz4wVeqZz46ulX1MEWSLFutEs8OEZR82JNUgeix0aOcLplycd66J6q18tetG2qdyeUyfGgPy6JIpzVLu1rJ388CXt1Dp1MNf4H4WZgXKbE0on7_lS4KiEhd0rzS9e7QHhQeEL0nRTFnYEAkTP6N04ToAr4SK8Pcwz6XqKcG_5sdycrFX0zUrCKXWf5ExrD4vIEHziOgJg90MCFPtACzy1WrhQdWOCZrG3Kzuxh0BJrH_Hb-md8JSUkLoIFupzXBiYLt3niW5l_ZwubsHo4CfByxvJ2O6x3brA62Q7W3_tYDLTwth2LL93C2B546y5qTHZshpNIWa9GK_Hw" data-hovercard="/ajax/hovercard/page.php?id=163420860341825&amp;extragetparams=%7B%22__tn__%22%3A%22%2CdK-R-R%22%2C%22eid%22%3A%22ARD0m0CYvWyTnnRaZxm2sNxgT5XhkY30Wfffyq7_B7mFUvfmBBxxXOV5rDL6WGdfQmnlkPdnElnY5YXW%22%2C%22fref%22%3A%22mentions%22%7D" data-hovercard-prefer-more-content-show="1">Veronafiere SpA &#8211; Fiera di Verona</a> ha confermato il calendario di Vinitaly 2020 che si terrà a dal 19 al 22 aprile prossimi come stabilito. &#8220;Il mondo del vino italiano &#8211; ha commentato il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani &#8211; già in passato ha fornito segnale positivo di svolta. Veronafiere è convinta che, anche in questa occasione, il settore potrà contribuire alla ripresa della nostra economia e a rilanciare un clima di fiducia nel Paese&#8221;.</p></blockquote>
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		<item>
		<title>Il vino italiano si salva nella revisione dei dazi USA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Feb 2020 06:34:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viticultura]]></category>
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					<description><![CDATA[La revisione della lista dei prodotti soggetti a dazi che gli Usa avevano rilasciato lo scorso ottobre a seguito della sentenza del Wto sul caso Airbus non ha cambiato la situazione per quello che riguarda i prodotti del Made in Italy. Gli Usa hanno deciso di non alzare i dazi al 25% imposti lo scorso &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/agricoltura-in-piemonte/vino-italiano-si-salva-nella-revisione-dei-dazi-usa/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Il vino italiano si salva nella revisione dei dazi USA"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La revisione della lista dei prodotti soggetti a dazi che gli Usa avevano rilasciato lo scorso ottobre a seguito della sentenza del Wto sul caso Airbus non ha cambiato la situazione per quello che riguarda i prodotti del Made in Italy.<span id="more-294"></span></p>
<p>Gli Usa hanno deciso di non alzare i dazi al 25% imposti lo scorso ottobre a prodotti europei come  il Parmigiano e hanno fatto solo piccole modifiche alla lista dei prodotti, sono salvi i vini italiani,  l&#8217;olio d&#8217;oliva e gli altri prodotti italiani che rischiavano dazi.</p>
<p>Con l&#8217;entrata in vigore dei dazi al 25%  l&#8217;export di Parmigiano Reggiano e Grana Padano negli Usa si è dimezzato, in particolare  le esportazioni sono crollate del 54% a novembre e del 43% a dicembre 2019.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>22 mila persone per il 48° Incontro Internazionale di Elicicoltura a Cherasco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2019 22:39:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allevamento]]></category>
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					<description><![CDATA[La Chiocciola Metodo Cherasco è il nuovo simbolo della qualità, della professionalità e della cultura imprenditoriale italiana nel mondo, non inquina, è ricca di proteine e rappresenta un nuovo concetto di economia elicoidale perché non produce sprechi, tutto viene riutilizzato in un’ottica sostenibile Si è chiuso il 48° Incontro Internazionale di Elicicoltura e 14esimo Festival &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/agricoltura-in-piemonte/22-mila-persone-per-il-48-incontro-internazionale-di-elicicoltura-a-cherasco/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "22 mila persone per il 48° Incontro Internazionale di Elicicoltura a Cherasco"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Chiocciola Metodo Cherasco è il nuovo simbolo della qualità, della professionalità e della cultura imprenditoriale italiana nel mondo, non inquina, è ricca di proteine e rappresenta un nuovo concetto di economia elicoidale perché non produce sprechi, tutto viene riutilizzato in un’ottica sostenibile<span id="more-291"></span></p>
<p>Si è chiuso il 48° Incontro Internazionale di Elicicoltura e 14esimo Festival della Chiocciola in Cucina, che si è svolto dal  27 al  30 settembre a Cherasco, quattro giorni di festa, degustazioni ed incontri in nome della Chiocciola Metodo Cherasco.</p>
<p>Si chiude con oltre 22000 presenze l’edizione 2019 dell’evento clou del settore elicicolo, che conferma la Chiocciola Metodo Cherasco una potenza in Italia e all’estero, futuro della nostra cucina e dell’economia. Presenti Irene Pivetti, il Sindaco di Cherasco, professori e docenti di Pollenzo e di tutta Italia, Samuel dei Subsonica. Appuntamento all’anno prossimo con l’Helix Fest nuova frontiera dell’Economia Elicoidale</p>
<p>Anche quest’anno numeri da record a Cherasco in occasione di Noi le Chiamiamo Chiocciole, il festival che celebra la Chiocciola Metodo Cherasco e il successo portato in Italia e nel mondo. Le partecipazioni si raddoppiano con più di 22000 persone, oltre 6000 coperti nel padiglione gastronomico, 770 nuovi elicicoltori hanno partecipato alla giornata informativa di sabato pronti a far parte di un indotto imprenditoriale che ad oggi conta 550 allevamenti su 870 solo in Italia. 650 persone hanno preso parte al convegno tecnico scientifico di domenica che ha visto gli interventi di esperti del settore e rappresentanti delle istituzioni come l’ex presidente della Camera Irene Pivetti e il professor Franco Fassio dell’Università di Pollenzo, che ha ufficializzato da parte del mondo accademico la nascita di un’Economia Elicoidale, prima forza del Metodo Cherasco. L’appuntamento è all’anno prossimo con una novità che determinerà definitivamente la massima innovazione agricola e scientifica per l’Istituto: l’Helix Fest 2020, un evento allargato che avrà come tema appunto l’economia elicoidale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I campi di mais piemontesi assorbono 6 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2019 07:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[mais]]></category>
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					<description><![CDATA[La superficie di 1 ettaro di mais, in grado di produrre dalle 14 alle 16 tonnellate di granella, garantisce l’assorbimento di circa 42 tonnellate di anidride carbonica all’anno. In un giorno di piena estate – in base agli studi condotti da Confagricoltura – 1 ettaro di mais è in grado di “pulire” l’aria che respiriamo, &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/agricoltura-in-piemonte/i-campi-di-mais-piemontesi-assorbono-6-milioni-di-tonnellate-di-co%e2%82%82-allanno/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "I campi di mais piemontesi assorbono 6 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La superficie di 1 ettaro di mais, in grado di produrre dalle 14 alle 16 tonnellate di granella, garantisce l’assorbimento di circa 42 tonnellate di anidride carbonica all’anno. <span id="more-288"></span></p>
<p>In un giorno di piena estate – in base agli studi condotti da Confagricoltura – 1 ettaro di mais è in grado di “pulire” l’aria che respiriamo, assorbendo circa 500 chilogrammi di CO₂, un quantitativo pari alle emissioni medie di una vettura che percorre 3 mila chilometri, la distanza che separa Cuneo da Mosca.</p>
<p>Anche altre coltivazioni agricole contribuiscono in modo fondamentale al sequestro dell’anidride carbonica atmosferica: un ettaro di frumento in grado di produrre 80 quintali di granella riesce ad assorbire 24 tonnellate annue di CO₂.</p>
<p>In Piemonte quest’anno si coltivano circa 139.000 ettari di mais di cui: Torino 52.643, Cuneo 40.050, Alessandria 17.447, Vercelli 10.590, Asti 8.533, Novara 7.930, Biella 1.441 e Verbania 65. Complessivamente il mais coltivato in Piemonte nel 2019 garantisce l’assorbimento di 5,838 milioni di tonnellate di anidride carbonica.</p>
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		<title>Un anno difficile per l’apicoltura in Piemonte: Confagricoltura chiede sostegno per le aziende</title>
		<link>http://web.quotidianopiemontese.it/agricoltura-in-piemonte/un-anno-difficile-per-lapicoltura-in-piemonte-confagricoltura-chiede-sostegno-per-le-aziende/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Aug 2019 07:31:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Allevamento]]></category>
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					<description><![CDATA[Una primavera con un andamento climatico anomalo, caratterizzato dalla combinazione di temperature a tratti troppo alte e a tratti troppo basse, con fasi prolungate di piovosità e siccità eccessive, ha provocato gravi danni al comparto apistico in Piemonte. La produzione di miele di acacia in regioni, secondo le rilevazioni di Ismea, si è dimezzata: su &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/agricoltura-in-piemonte/un-anno-difficile-per-lapicoltura-in-piemonte-confagricoltura-chiede-sostegno-per-le-aziende/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Un anno difficile per l&#8217;apicoltura in Piemonte: Confagricoltura chiede sostegno per le aziende"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una primavera con un andamento climatico anomalo, caratterizzato dalla combinazione di temperature a tratti troppo alte e a tratti troppo basse, con fasi prolungate di piovosità e siccità eccessive, ha provocato gravi danni al comparto apistico in Piemonte.<span id="more-285"></span><br />
La produzione di miele di acacia in regioni, secondo le rilevazioni di <a href="http://www.ismea.it/" target="_blank" rel="noopener">Ismea</a>, si è dimezzata: su 164.296 alveari in produzione a destinazione commerciale esclusi quelli per autoconsumo oltre la metà ha subito danni del 100% per un mancato ricavo di 16,5 milioni di euro.</p>
<p>Confagricoltura Piemonte ha scritto alla Regione Piemonte per chiedere un sostegno alle aziende danneggiate proponendo l’apertura di un bando straordinario volto a concedere contributi per il credito di conduzione, l’attivazione delle procedure di riconoscimento del carattere di eccezionalità degli eventi atmosferici allo scopo di attivare in deroga il fondo di solidarietà nazionale e la risoluzione, entro la prossima campagna, della criticità dovuta all’assenza di polizze specifiche per l’apicoltura che impedisce l’accesso al sistema nazionale di gestione del rischio con assicurazioni con polizze agevolate.</p>
<p>Dove non si è potuto intervenire tempestivamente con l’alimentazione di soccorso si è assistito ad una mortalità elevata delle colonie di api o a un loro indebolimento, tale da rendere impossibile eventuali successivi raccolti. Il maltempo ha anche causato frequenti e imprevedibili episodi di sciamatura con conseguente ulteriore riduzione del potenziale produttivo degli alveari.<br />
Andrea Bianco, apicoltore professionale di Caluso associato a Confagricoltura, titolare di un’azienda con oltre 300 alveari e una produzione di miele venduta in Italia ed esportata con successo, prevalentemente negli Stati Uniti e in Giappone, sottolinea la difficoltà del momento. “A luglio siamo riusciti a recuperare un po’ con la produzione nella fascia alpina dai 600 metri in su, ma le api erano ormai stressate e non tutte sono riuscite a recuperare in tempo le condizioni per poter sfruttare questa situazione favorevole”.</p>
<p>La produzione mondiale di miele, secondo i dati FAO, è di circa 1,86 milioni di tonnellate. L’Asia, da sola, produce il 49% del miele mondiale, con la Cina primo produttore con 543.000 tonnellate annue.<br />
L’Unione Europea, in base ai dati della Commissione Agricoltura UE, produce circa 230.000 tonnellate di miele. L’Europa è autosufficiente al 60% e importa miele da Cina (40% dell’import) e Ucraina (20%).<br />
L’Italia è il quarto paese dell’Unione Europea per numero di alveari (1,4 milioni), dopo la Spagna (2,9 milioni di alveari), la Romania (1,8 milioni) e la Polonia (1,6 milioni).<br />
La produzione annua italiana, secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale sul Miele, è di circa 23.300 tonnellate, ottenuti da oltre 1,4 milioni di alveari, di cui circa 390.000 stanziali e 556.000 nomadi (il resto è destinato a produzione hobbistica e autoconsumo).<br />
In Italia quest’anno la perdita produttiva stimata (dati Ismea) di miele di acacia e di agrumi è di oltre 10 mila tonnellate, pari a oltre il 40% della produzione media annua attesa in condizioni normali, per un danno complessivo di circa 73 milioni di euro.</p>
<p>Il Piemonte è la prima regione italiana produttrice di miele, con oltre 5.000 tonnellate stimate nel 2018, seguita da Toscana (3.000) ed Emilia Romagna (2.000). Le aziende professionali che praticano nomadismo in Piemonte ottengono mediamente circa 33 kg di miele per alveare (30 kg la media nazionale).</p>
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		<item>
		<title>La flavescenza dorata della vite in Piemonte</title>
		<link>http://web.quotidianopiemontese.it/agricoltura-in-piemonte/la-flavescenza-dorata-della-vite-in-piemonte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2019 06:47:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viticultura]]></category>
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					<description><![CDATA[La flavescenza dorata è una malattia della vite appartenente al gruppo dei giallumi della vite. Il nome viene attributo dalla colorazione gialla dorata che assumono le foglie, i tralci ed i grappoli di vitigni a bacca bianca una volta colpiti. L&#8217;agente causale della malattia è un fitoplasma, che si insedia nei tessuti dell&#8217;ospite e ne &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/agricoltura-in-piemonte/la-flavescenza-dorata-della-vite-in-piemonte/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "La flavescenza dorata della vite in Piemonte"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La flavescenza dorata è una malattia della vite appartenente al gruppo dei giallumi della vite. <span id="more-279"></span></p>
<p>Il nome viene attributo dalla colorazione gialla dorata che assumono le foglie, i tralci ed i grappoli di vitigni a bacca bianca una volta colpiti.<br />
L&#8217;agente causale della malattia è un fitoplasma, che si insedia nei tessuti dell&#8217;ospite e ne provoca il blocco della linfa elaborata, inducendo uno squilibrio della attività fisiologiche dalla pianta stessa che porta all&#8217;ingiallimento della pianta e alla sua morte.</p>
<p>La lotta contro la malattia si basa sulla profilassi attuata attraverso la tempestiva estirpazione delle piante infette, i trattamenti insetticidi contro l&#8217;insetto vettore e l’impiego nei reimpianti di materiale di moltiplicazione sano, l’estirpazione dei vigneti abbandonati e la pulizia degli incolti dalla vite selvatica.</p>
<p>La Regione Piemonte <a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/servizi-fitosanitari-pan/lotte-obbligatorie-flavescenza-dorata">ha da tempo pianificato la lotta alla flavescenza dorata</a></p>
<p><a href="http://www.davideferrarese.it/?p=1248&#038;fbclid=IwAR3n_IFbhyi8VVQNtI3zidxgvA7pJRiXo-B62Xde51sBRXAam5aLWe6Rl2A" rel="noopener" target="_blank">I risultati della battaglia alla flavescenza dorata in Piemonte</a></p>
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		<item>
		<title>10 proposte urgenti di Coldiretti per la frutticultura in Piemonte</title>
		<link>http://web.quotidianopiemontese.it/agricoltura-in-piemonte/10-proposte-urgenti-di-coldiretti-per-la-frutticultura-in-piemonte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jun 2019 07:05:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Durante un incontro presso Coldiretti su “Frutta e legalità – Operazione verità” il presidente dell&#8217;ente ha presentato i 10 punti fondamentali ed urgenti da realizzare per la frutticoltura piemontese che vive un momento di difficoltà. “Oltre ai tempi di pagamento estremamente dilatati e ai prezzi che non arrivano a coprire i costi di produzione, gli &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/agricoltura-in-piemonte/10-proposte-urgenti-di-coldiretti-per-la-frutticultura-in-piemonte/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "10 proposte urgenti di Coldiretti per la frutticultura in Piemonte"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Durante un incontro presso Coldiretti su “Frutta e legalità – Operazione verità” il presidente dell&#8217;ente ha presentato i 10 punti fondamentali ed urgenti da realizzare per la frutticoltura piemontese che vive un momento di difficoltà.<span id="more-276"></span></p>
<p>“Oltre ai tempi di pagamento estremamente dilatati e ai prezzi che non arrivano a coprire i costi di produzione, gli agricoltori devono sottostare a comportamenti messi in atto dai pochi soggetti che governano la filiera, detenendo l’81% del valore della produzione. – Spiega Sara Baudo, presidente di Coldiretti Novara – Vco. &#8211; Nonostante tutti i problemi deli ultimi anni, nella nostra zona molti giovani si stanno riavvicinando alla frutticultura. Il loro entusiasmo rischia però di spegnersi presto, perché si trovano ad affrontare non solo malattie e cambiamento climatico, ma anche difficoltà nell’export e nella vendita. Anche per le province di Novara e Vco sono importanti le 10 priorità illustrate oggi. Daremo tutto il nostro supporto affinché le Istituzioni preposte diano concrete risposte e segnali immediati rispetto a quanto abbiamo chiesto per sostenere la nostra frutticoltura che riveste un ruolo importante nello scenario economico del territorio”.</p>
<p>Ecco nel dettaglio il decalogo di Coldiretti: 10 proposte urgenti per la frutticoltura piemontese. Nel dettaglio Coldiretti propone di:</p>
<p>1) Attivare immediatamente un Osservatorio regionale su prezzi e dinamiche della filiera della frutta piemontese</p>
<p>Regione Piemonte ha aderito da tempo alla Fondazione “Osservatorio Agromafie”. E&#8217; quindi strategico investire su un Osservatorio Regionale, avvalendosi della Fondazione per il coordinamento delle attività con il coinvolgimento di tutte le Forze dell’Ordine, che già collaborano attivamente con il Comitato Scientifico presieduto da Giancarlo Caselli.</p>
<p>2) Bloccare i fondi pubblici per le imprese della filiera che attuano pratiche commerciali sleali</p>
<p>Tutte le risorse del PSR (Programma di Sviluppo Rurale) relative agli investimenti (materiali o immateriali) nella filiera frutticola devono essere focalizzate sulle imprese che si impegnano ad acquistare prodotto piemontese ed a remunerarlo con prezzi superiori ai costi di produzione</p>
<p>3) Lanciare una campagna di promozione per sostenere il consumo della frutta piemontese</p>
<p>promuovendone la qualità e la sicurezza alimentare, anche attraverso iniziative che coinvolgano le scuole e la ristorazione pubblica.</p>
<p>4) Vietare la cessione dei prodotti agricoli con prezzi inferiori ai costi di produzione</p>
<p>La conversione in legge del decreto emergenze già contiene la definizione di pratica commerciale sleale oltre all’incarico ad ISMEA per la rilevazione dei costi di produzione. Occorre rendere quanto prima operativa la norma, rafforzandola con l’attuazione della Direttiva UE sulle pratiche commerciali sleali. La definizione di una nuova legge sui reati agroalimentari – annunciata dal Ministro Bonafede, con richiesta di collaborazione dell’Osservatorio Agromafie presieduto da Giancarlo Caselli – è utile per sancire un principio di corresponsabilità di tutti gli attori della filiera, nella repressione di queste pratiche di vero e proprio sfruttamento ai danni delle imprese frutticole e dei loro lavoratori.</p>
<p>5) Fermare le aste a doppio ribasso che provocano pesanti distorsioni e speculazioni lungo la filiera aggravando gli squilibri della distribuzione del valore.</p>
<p>Vanno bloccate le aste capestro on line al doppio ribasso che strangolano gli agricoltori con prezzi al di sotto dei costi di produzione. Serve quindi una approvazione definitiva della proposta di legge, appena approvata alla Camera.</p>
<p>6) Prevedere l’etichettatura obbligatoria per l’ortofrutta trasformata</p>
<p>Come previsto dalla conversione in legge del DL Semplificazioni, occorre predisporre al più presto i decreti attuativi di MIPAAFT E MISE per succhi di frutta, confetture, conserve di frutta o verdura.</p>
<p>7) Rimuovere il segreto di Stato sulle importazioni</p>
<p>È necessario rendere pubblici i dati sui flussi commerciali delle importazioni di frutta, per individuare più facilmente frodi sull’etichettatura di origine obbligatoria per il prodotto fresco.</p>
<p>8) Eliminare le differenze normative e di mercato all’interno della Comunità Europea</p>
<p>Dal costo del lavoro alle normative della sicurezza sui lavoratori, dai prodotti fitosanitari vietati in Italia e consentiti in altri Paesi UE, dobbiamo evitare la concorrenza sleale e garantire il massimo livello di sicurezza ai cittadini.</p>
<p>9) Bloccare l’import dei prodotti extraeuropei trattati con pesticidi vietati in Italia e raccolti con forme diffuse di sfruttamento dei lavoratori</p>
<p>E&#8217; urgente aumentare i controlli sull&#8217;ortofrutta importata e bloccare tutti i prodotti trattati con fitosanitari vietati in Italia e/o ottenuti mediante il pesante e diffuso sfruttamento dei lavoratori e dell&#8217;ambiente. Serve anche un sistema doganale e fitosanitario che “filtri” l&#8217;ingresso delle merci, di qualsiasi tipo, per evitare nuove emergenze come quelle occorse con la cimice asiatica, la cinipide del castagno, la drosophila suzukii, e altri insetti che hanno colpito le nostre campagne in questi anni.</p>
<p>10) Aprire nuovi sbocchi di mercato a livello internazionale</p>
<p>Bisogna recuperare i danni dell&#8217;embargo russo ed aprire nuovi spazi commerciali per i nostri prodotti. Serve anche pretendere effettiva reciprocità superando le barriere non tariffarie che bloccano l&#8217;export dei nostri prodotti, anche in Paesi che invece importano liberamente in Italia (es: pere e mele con la Cina). Inoltre serve una concreta assistenza legale per le nostre imprese nei Paesi esteri.</p>
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		<title>Fiera in Campo a Vercelli 2019: il riso italiano lavora per una filiera solida proiettata al futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Feb 2019 07:29:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ stata inaugurata a Vercelli, alla presenza del ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, la 42esima  edizione di Fiera in campo la più importante manifestazione dedicata al riso, organizzata dai Giovani di Confagricoltura di Vercelli e Biella e in programma fino a domenica. L’edizione di quest’anno cade ad un mese dal ripristino dei dazi &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/agricoltura-in-piemonte/fiera-in-campo-a-vercelli-2019-il-riso-italiano-lavora-per-una-filiera-solida-proiettata-al-futuro/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Fiera in Campo a Vercelli 2019: il riso italiano lavora per una filiera solida proiettata al futuro"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stata inaugurata a Vercelli, alla presenza del ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, la <a href="https://www.piemonteexpo.it/eventi/fiera-in-campo-2019/">42esima  edizione di Fiera in campo</a> la più importante manifestazione dedicata al riso, organizzata dai Giovani di Confagricoltura di Vercelli e Biella e in programma fino a domenica.<span id="more-272"></span></p>
<p><iframe title="Fiera in Campo Promo" width="840" height="473" src="https://www.youtube.com/embed/W3tnMkCrr_M?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L’edizione di quest’anno cade ad un mese dal ripristino dei dazi sulle importazioni da Cambogia e Myanmar. Conquistato il traguardo della clausola di salvaguardia per tre anni, il mondo del riso italiano si trova ora a dover assumere decisioni fondamentali per il settore: gli agricoltori programmando le semine in funzione delle richieste del mercato e garantendo sempre alta qualità; la filiera organizzandosi in una prospettiva solida che vada oltre il 2021, con adeguate politiche di promozione del prodotto italiano capaci anche di incentivarne il consumo interno.</p>
<p>Quest’anno il tradizionale convegno di apertura è costituito da una tavola rotonda tra Confagricoltura, Anga e il ministro senatore Centinaio sulla Politica Agricola Comunitaria<span class="text_exposed_show">.</span></p>
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		<title>La nuova legge quadro del Piemonte per gli interventi regionali in materia di sviluppo agricolo, agroalimentare, agroindustriale e rurale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2019 07:55:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[legislazione]]></category>
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					<description><![CDATA[ A quasi quarant’anni dalla legge  “Interventi regionali in materia di agricoltura e foreste”, il Consiglio regionale ha approvato, a inizio gennaio  la nuova legge quadro per gli interventi regionali in materia di sviluppo agricolo, agroalimentare, agroindustriale e rurale. Il riordino delle norme ha comportato l’abrogazione di 35 delle 45 leggi vigenti, oltre a cinquanta articoli in materia, contenuti &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/agricoltura-in-piemonte/la-nuova-legge-quadro-del-piemonte-per-gli-interventi-regionali-in-materia-di-sviluppo-agricolo-agroalimentare-agroindustriale-e-rurale/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "La nuova legge quadro del Piemonte per gli interventi regionali in materia di sviluppo agricolo, agroalimentare, agroindustriale e rurale"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="main-wrapper">
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<div> A quasi quarant’anni dalla legge  “Interventi regionali in materia di agricoltura e foreste”, il Consiglio regionale ha approvato, a inizio gennaio  la nuova legge quadro per gli interventi regionali in materia di sviluppo agricolo, agroalimentare, agroindustriale e rurale.<span id="more-270"></span></div>
</div>
<div id="block-regionepiemonte-content">
<article role="article">Il riordino delle norme ha comportato l’abrogazione di 35 delle 45 leggi vigenti, oltre a cinquanta articoli in materia, contenuti nei vari provvedimenti regionali. La legge, con le relative abrogazioni, entrerà in vigore all’atto dell’approvazione del Bilancio regionale, in quanto attualmente è in vigore l’esercizio provvisorio.</p>
<p>Fra le principali novità della nuova legge quadro per gli interventi regionali in materia di sviluppo agricolo, agroalimentare, agroindustriale e rurale.</p>
<ul>
<li>per assicurare la partecipazione delle parti economiche e sociali viene istituito il tavolo del partenariato agroalimentare e rurale;</li>
<li>il programma regionale degli interventi integrerà le politiche europee;</li>
<li>viene dato ampio spazio alla digitalizzazione e al suo ruolo innovativo per il settore;</li>
<li>viene istituita una “banca della terra” che permetterà l&#8217;uso agricolo dei terreni incolti nell&#8217;ottica della tutela del territorio dal dissesto;</li>
<li>si riconosce un vero e proprio ruolo di gestori del territorio per la prevenzione idrogeologica, la resilienza ai cambiamenti climatici, la conservazione dell’ambiente;</li>
<li>viene regolamentato con maggior rigore quali sono le attività definite di agricoltura sociale, riconoscendo le fattorie sociali e le fattorie didattiche; ingloba, adeguandola, la nuova normativa sugli agriturismi, e introduce una novità importante, quella del presidio di prossimità;</li>
<li>viene promossa una nuova visione delle politiche di valorizzazione della qualità, improntata a favorire lo sviluppo e la redditività delle imprese, le opportunità turistiche e multifunzionali, interesserà l’intero settore delle produzioni di qualità, con un nuovo ruolo per le Enoteche regionali, i distretti del cibo, le filiere agroalimentari;</li>
<li>viene posta attenzione viene posta a tutte le forme di tracciabilità delle produzioni, in un’ottica di trasparenza per il consumatore e di utilizzo di tutte le infrastrutture telematiche utili per snellire e rendere accessibili le informazioni;</li>
<li>viene tutelato il paesaggio agrario e rurale, che comprende manufatti come muretti a secco, piloni di pietra dei vigneti, siepi o filari di alberi con valore storico.</li>
</ul>
<p><a href="http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/ariaint/TESTO?LAYOUT=PRESENTAZIONE&amp;TIPODOC=TESTOPDL&amp;FASEITER=PRESENTAZIONE&amp;PDL=100289">Il testo della Legge</a></p>
</article>
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		<title>Mercoledì 16 gennaio 2019 a Torino l’anteprima di  Rice To Love il documentario di Stefano Rogliatti sul mondo della risicoltura in Birmania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jan 2019 14:56:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Mercoledì 16 gennaio 2019 alle ore 20.30 presso il Cinema Massimo in Via Verdi 18 a Torino ci sarà la prima presentazione di Rice To Love il documentario realizzato dal giornalista e regista Stefano Rogliatti , da un&#8217;idea e con il contributo di Coldiretti Piemonte con lo scopo di raccontare, attraverso le testimonianze dei protagonisti, &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/agricoltura-in-piemonte/mercoledi-16-gennaio-2019-a-torino-lanteprima-di-rice-to-love-il-documentario-di-stefano-rogliatti-sul-mondo-della-risicoltura-in-birmania/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Mercoledì 16 gennaio 2019 a Torino l&#8217;anteprima di  Rice To Love il documentario di Stefano Rogliatti sul mondo della risicoltura in Birmania"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 16 gennaio 2019 alle ore 20.30 presso il Cinema Massimo in Via Verdi 18 a Torino ci sarà la prima presentazione di Rice To Love il documentario realizzato dal giornalista e regista Stefano <span id="more-266"></span></p>
<p>Rogliatti , da un&#8217;idea e con il contributo di Coldiretti Piemonte con lo scopo di raccontare, attraverso le testimonianze dei protagonisti, il mondo della risicoltura in Birmania dove il riso è il comune denominatore che gioca un ruolo fondamentale sia come risorsa alimentare sia come merce di scambio. L&#8217;ingresso in sala è libero fino ad esaurimento dei posti.</p>
<p>Il documentario racconta attraverso le testimonianze dei protagonisti le sofferenze e le violenze subite negli anni dal potente esercito birmano. L’identità nazionale e religiosa è alla base dei conflitti più o meno lontani nel tempo, ma ora il conflitto e la guerra viaggiano sul filo sottile del potere economico e politico. Gli interessi nazionali e stranieri in questo sistema si intrecciano pericolosamente creando diseguaglianze e soprusi.</p>
<p><iframe title="RICE TO LOVE" width="840" height="473" src="https://www.youtube.com/embed/tMLu4ldqLGc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il documentario, grazie alla onlus italiana Moses Onlus ci porta a est della Birmania nel villaggio profughi del popolo Karen, che da anni sta combattendo la sua guerra per l’indipendenza.<br />
Si entra nella scuola, nelle case fatte con il bamboo e nei piccoli appezzamenti coltivati a riso sottratti alle mine antiuomo.</p>
<p>Si passa da Yangon, ex capitale, per arrivare poi nello stato del Rakhine a Sittwe nell’estremo ovest al confine con il Bangladesh, zona di grande coltivazioni di riso. In questi villaggi a maggioranza birmana si respira la paura e l’immobilità dei suoi leader per il genocidio in atto contro il popolo Rohingya.<br />
Il governo birmano ricava dalla coltivazione del riso milioni di dollari che non vengono reinvestiti sui proprio territori ma usati per foraggiare le casse dell’esercito.</p>
<p>In Italia, nell&#8217;ultimo anno, da Birmania a Cambogia sono arrivati 22.5 milioni di chili di riso nonostante l&#8217;Italia sia, in Europa, il primo produttore con 1,50 milioni di tonnellate pari a circa il 50% dell&#8217;intera produzione continentale,. Si tratta, però, di un riso che proviene da soprusi, violenze e sofferenze generate da interessi politici ed economici delle multinazionali; da qui il desiderio di indagare e scoprire cosa stia avvenendo veramente in Birmania.</p>
<p>&#8220;Ho sposato l&#8217;idea di Coldiretti Piemonte ed il mio viaggio, nello scorso mese di luglio, è partito, grazie al supporto della Moses Onlus di Bologna, dall&#8217;est della Birmania &#8211; racconta Stefano Rogliatti– nel IDP camp (internally Displaced People Camp) dove trovano rifugio i profughi del popolo Karen che da anni sta combattendo la propria guerra per l&#8217;indipendenza. Nella ex capitale Yangoon ho incontrato Matt Walton direttore del programma in Modern Burmese Studies al St Antony’s College dell’università di Oxford che mi ha parlato della situazione politica in Myanmar. Ultima tappa la città di Sittwe, nello stato del Rakhine: qui sono arrivato al confine con il Bangladesh, zona di estese coltivazioni di riso. Purtroppo in Birmania non esiste nessuna democrazia e l&#8217;esercito birmano ha distrutto interi villaggi appropriandosi dei terreni e lasciando la popolazione in estrema povertà e difficoltà poiché la loro unica fonte di sostentamento è proprio il riso&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il mercato delle castagne in Piemonte vale 20 milioni di euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Nov 2018 09:58:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[castagne]]></category>
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					<description><![CDATA[La produzione di castagne italiane sta ripartendo dopo aver rischiato il collasso. Si stima un raccolto di castagne italiane superiore a 3 0mila tonnellate con un aumento dell&#8217;80% rispetto a cinque anni fa. La crisi che aveva portato al minimo storico di 18 mila tonnellate era dovuto alla strage provocata dal cinipide galligeno, che per &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/agricoltura-in-piemonte/il-mercato-delle-castagne-in-piemonte-vale-20-milioni-di-euro/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Il mercato delle castagne in Piemonte vale 20 milioni di euro"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La produzione di castagne italiane sta ripartendo dopo aver rischiato il collasso. Si stima un raccolto di castagne italiane superiore a 3 0mila tonnellate con un aumento dell&#8217;80% rispetto a cinque anni fa. <span id="more-262"></span></p>
<p>La crisi che aveva portato al minimo storico di 18 mila tonnellate era dovuto alla strage provocata dal cinipide galligeno, che per anni ha infestato i boschi di castagno.</p>
<p>In Piemonte ci sono tra i 30 ed i 40 mila ettari, di cui oltre la metà classificati come castagneti da frutto. La produzione è di 14 mila tonnellate, per un fatturato che sfiora i 20 milioni di euro. La produzione piemontese registra un calo del 20% rispetto allo scorso anno a causa del clima piovoso, grandinate violente e temperature altalenanti ma è ottima la pezzatura che è di grande dimensioni in quest&#8217;annata.</p>
<p>Il meglio arriva dalle zone del torinese, cuneese e  del nord Piemonte con il top con la Castagna Cuneo IGP ed il Marrone della Valle di Susa IGP.</p>
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		<title>Finisce l’obbligo dell’origine delle uve di vitigni europei: Coldiretti preoccupata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2018 07:36:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Viticultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Coldiretti si dice preoccupata per la modifica del regolamento 607/09 sulla etichettatura dei vini predisposta dalla Commissione Ue e trasmessa al Consiglio e al Parlamento per la procedura di adozione definitiva e chiede una decisa opposizione dell’Italia a tutela di produttori e cittadini. Il testo prevede la possibilità di estendere ai cosiddetti vini varietali, ottenuti &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/agricoltura-in-piemonte/finisce-lobbligo-dellorigine-delle-uve-di-vitigni-europei-coldiretti-preoccupata/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Finisce l&#8217;obbligo dell&#8217;origine delle uve di vitigni europei: Coldiretti preoccupata"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Coldiretti si dice preoccupata per la modifica del regolamento 607/09 sulla etichettatura dei vini predisposta dalla Commissione Ue e trasmessa al Consiglio e al Parlamento per la procedura di adozione definitiva e chiede una decisa opposizione dell’Italia a tutela di produttori e cittadini.<span id="more-260"></span></p>
<p>Il testo prevede la possibilità di estendere ai cosiddetti vini varietali, ottenuti da varietà internazionali coltivate in Italia, la possibilità introdotta per gli spumanti generici, cioè non a denominazione Doc e Igt, di indicare in etichetta solo il paese di origine nel quale avviene la spumantizzazione, ma non quello dal quale provengono le uve. </p>
<p>In questo modo sarà possibile fare in laboratorio vino italiano  usando vini o mosti provenienti da altri Paesi, come la Spagna, per essere poi venduto specie sui mercati esteri sotto la copertura di simboli e marchi made in Italu ma senza alcun legame con i vigneti ed il territorio nazionale.</p>
<p>Si tratta di un grave passo indietro – rileva Coldiretti – che va a colpire un settore che ha fatto da apripista alle politiche sull’origine, già peraltro minacciato da altre decisioni assunte dall’Unione Europea che non tutelano la qualità del prodotto e la trasparenza verso i consumatori. E’ il caso, ad esempio, dello zuccheraggio – ricorda Coldiretti –  l’aggiunta di zucchero al vino che l’Ue consente ai Paesi del centro e nord Europa ma anche il via libera al vino senza uva con l’autorizzazione alla produzione e commercializzazioni di vini ottenuti dalla fermentazione di frutti diversi dall’uva come lamponi e ribes molto diffusi nei Paesi dell’Est.  Si tratta di pratiche che in Italia sarebbero punite anche come reato di frode ma che all’estero sono invece permesse con evidente contraddizione favorita – sottolinea la Coldiretti – dall’estensione della produzione a territori non sempre vocati e senza una radicata cultura enologica che con la globalizzazione degli scambi colpisce direttamente anche i consumatori di paesi con una storia del vino millenaria. E l’Ue tollera anche la vendita sul mercato comunitario – conclude la Coldiretti – di pseudo vino ottenuto da polveri miracolose contenute in wine-kit che promettono in pochi giorni di ottenere le etichette più prestigiose con la semplice aggiunta di acqua.</p>
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