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	<title>Quotidiano Piemontese - Profit-non-profit</title>
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		<title>Shanaka Fernando a Torino ricevuto in Comune</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2016 03:59:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il sociale che vale]]></category>
		<category><![CDATA[lentil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mercoledì 5 ottobre 2016  nella sede del Comune di Torino, Shanaka Fernando, ideatore e fondatore della rete australiana di ristoranti solidali vegetariani Lentil As Anything, ed irappresentanti del Comitato Lentil a Torino incontreranno la Sindaca Chiara Appendino e gli assessori Giannuzzi, Montanari e Sacco per presentare il progetto di creazione del primo ristorante Lentil a Torino. L&#8217;obbiettivo del &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/profit-non-profit/shanaka-fernando-torino-ricevuto-comune/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Shanaka Fernando a Torino ricevuto in Comune"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Mercoledì 5 ottobre 2016  nella sede del Comune di Torino, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Shanaka_Fernando">Shanaka Fernando,</a> ideatore e fondatore della rete australiana di ristoranti solidali vegetariani <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Lentil_as_Anything">Lentil As Anything</a>, ed i<span id="more-240"></span>rappresentanti del Comitato Lentil a Torino incontreranno la Sindaca Chiara Appendino e gli assessori Giannuzzi, Montanari e Sacco per presentare il progetto di creazione del primo ristorante Lentil a Torino.</p>
<p align="justify"><a href="https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=newssearch&amp;cd=1&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0ahUKEwjK4cOZ48LPAhXnDMAKHVpRBV0QqQIIHCgAMAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.quotidianopiemontese.it%2F2015%2F09%2F16%2Fa-torino-shanaka-fernando-luomo-che-ha-inventato-i-ristoranti-dove-si-paga-quello-che-ci-si-sente%2F&amp;usg=AFQjCNGQOmahEyUx8_eWJoettrjUO1JOOA&amp;sig2=Au4aNPGuDP_nmnaDuVpucw&amp;bvm=bv.134495766,d.d24">L&#8217;obbiettivo del progetto è quello di offrire ad un pubblico diversificato cibo di qualità e di origine biologica, indipendentemente dalle possibilità economiche di ogni singolo frequentatore,</a> creando così occasione di incontro e di scambio, garantendo alle persone svantaggiate pari opportunità di accesso ad una alimentazione di qualità ed al di fuori delle classiche logiche assistenzialistiche.</p>
<p align="justify">Il legame di solidarietà sarà espresso dalla contribuzione, sotto forma di dono, che i frequentatori più abbienti vorranno lasciare per coprire il costo del pasto dei meno abbienti. La sostenibilità economica dell&#8217;operazione sarà inoltre garantita da un consistente apporto dilavoro volontario, sia per il servizio in sala che in cucina.</p>
<p align="justify">Il 6 ottobre 2016 alle 20.45 Shanaka Fernando ed il Comitato Lentil a Torino presenteranno pubblicamente il progetto presso la sede dell&#8217;AIPEC, via Maria Vittoria 38, Torino</p>
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		<title>Due bandi per il Canavese con il Fondo Risorsa Canavese di Manital</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione ef]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 May 2016 16:25:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mi dia un aiutino!]]></category>
		<category><![CDATA[bandi]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo Risorsa Canavese]]></category>
		<category><![CDATA[Manital]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Buone notizie per il Canavese. Il Fondo Risorsa Canavese, istituito da Manital, azienda del territorio e oggi di respiro nazionale attiva nell&#8217;ambito del facility management, continua il suo sostegno a progetti particolarmente meritevoli tramite due bandi che scadono rispettivamente il 10 giugno e l&#8217;8 luglio, una boccata d&#8217;ossigeno per favorire lo sviluppo sociale ed economico di &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/profit-non-profit/due-bandi-canavese/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Due bandi per il Canavese con il Fondo Risorsa Canavese di Manital"</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Buone notizie per il Canavese. Il Fondo Risorsa Canavese, istituito da Manital, azienda del territorio e oggi di respiro nazionale attiva nell&#8217;ambito del facility management, continua il suo sostegno a progetti particolarmente meritevoli tramite due bandi che scadono rispettivamente il 10 giugno e l&#8217;8 luglio, una boccata d&#8217;ossigeno per favorire lo sviluppo sociale ed economico di un territorio ancora in forte sofferenza.<span id="more-234"></span><br />
Il primo bando, <a href="http://&lt;a href=&quot;http://www.risorsacanavese.it/Bandi_2016/Bando_liberalita_2016/BANDO_LIBERALITA_2016.pdf&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;">Liberalità per il Canavese 2016</a>, è dedicato a progetti sociali e culturali, alla promozione di iniziative di welfare comunitario, alla valorizzazione di beni culturali e ambientali e delle tradizioni locali, alla promozione dell&#8217;uguaglianza della partecipazione e a progetti di cittadinanza e coesione sociale. Si spazia dall&#8217;organizzazione di eventi a percorsi educativi, a pubblicazioni e progetti di inserimento lavorativi da svolgersi sul territorio canavesano. Possono fare domanda le organizzazioni non profit impegnate in attività di utilità sociale e di promozione dello sviluppo che abbiano sede nel Canavese. Il contributo, fino a 10 mila euro a progetto, potrà coprire l&#8217;80% dei costi. Il bando scade il 10 giugno 2016.<br />
Il secondo bando, <a href="http://www.risorsacanavese.it/Bandi_2016/Bando_progetti_Strategici/BANDO_LIBERALITA_2016_progetti%20strategici.pdf">Progetti Strategici 2016</a>, mira a sostenere acquisti di beni e strumenti di particolare rilievo e impatto per il territorio, investimenti innovativi, attrazione di servizi in diversi settori, come l&#8217;ambiente, la cultura, l&#8217;innovazione sociale, la ricerca, la sanità, il welfare. E&#8217; destinato a enti senza fine di lucro ed enti pubblici con sede nel Canavese e prevede contributi fino a 50 mila euro a progetti della durata massima di 24 mesi. Il bando scade l&#8217;8 luglio 2016.</p>
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		<title>Al via la riforma del Terzo settore, le novità per l’impresa sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione ef]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 14:53:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Impact investing]]></category>
		<category><![CDATA[impresa sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo settore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;impresa sociale esiste. Con l&#8217;approvazione della riforma del Terzo Settore in Senato (146 voti a favore, 74 contrari e 16 astenuti), dopo due anni di discussione e uno dall&#8217;approvazione alla Camera, l&#8217;impresa sociale viene definita nelle sue linee generali in attesa dei decreti attuativi dopo il prossimo definitivo passaggio alla Camera, che dovrebbe essere una &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/profit-non-profit/al-via-la-riforma-del-terzo-settore-le-novita-limpresa-sociale/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Al via la riforma del Terzo settore, le novità per l&#8217;impresa sociale"</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;impresa sociale esiste. Con l&#8217;approvazione della riforma del Terzo Settore in Senato (146 voti a favore, 74 contrari e 16 astenuti), dopo due anni di discussione e uno dall&#8217;approvazione alla Camera, l&#8217;impresa sociale viene definita nelle sue linee generali in attesa dei decreti attuativi dopo il prossimo definitivo passaggio alla Camera, che dovrebbe essere<span id="more-231"></span> una formalità, dato il testo &#8220;blindato&#8221;. I contorni dell&#8217;impresa sociale sono stati in effetti una delle questioni più spinose della Riforma. E&#8217; passata la soluzione che include anche forme diverse dalle cooperative mutualistiche, come le SRL e le SpA, ammettendo quindi il concetto di remunerazione del capitale per garantire le finalità benefiche perseguite.</p>
<p>Obiettivo dell&#8217;impresa sociale sarà infatti la realizzazione di progetti di impatto sociale conseguiti mediante la produzione e lo scambio di prodotti o servizi di utilità sociale e indirizzando i proventi prevalentemente alla realizzazione di obiettivi collettivi. Dare metodo e sistema a un settore che scontava un quadro normativo rigido, obsoleto e contradditorio è infatti il principale merito, ma non l&#8217;unico, del testo approvato (relatore Stefano Lepri PD). Apprezzabile l&#8217;impegno alla trasparenza. Per esempio il ministero del welfare svolgerà compiti di vigilanza, monitoraggio e controllo pubblico e produrrà linee guida per la redazione del bilancio sociale e dei sistemi di valutazione dell&#8217;impatto sociale. All’art. 6 le facilitazioni normative e fiscali riservate alle cooperative sociali sono estese alle imprese sociali.</p>
<p>Si è così riconosciuto il valore dell&#8217;impresa sociale come motore di economia e non solo come strumento di coesione sociale. Come ha affermato il ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti &#8220;Si tratta di un provvedimento che punta ad introdurre misure per valorizzare il potenziale di crescita e creazione di occupazione insito nell&#8217;economia sociale e nelle attività svolte dal cosiddetto Terzo settore&#8221;. Perché effettivamente con questa riforma, acquista dignità propria di soggetto giuridico, definito negli obiettivi e nei contenuti, quello che, come disse Renzi, &#8220;anche se viene definito il Terzo, è il primo settore&#8221;.</p>
<p>La riforma dovrebbe inoltre offrire spunti concreti per la diffusione sempre più nel nostro paese della finanza ad impatto sociale con strumenti di venture philantropy, social impact bond, fondi di equità sociale e altri . Nel decreto novità anche per il servizio civile, l&#8217;istituzione di un Registro unico degli enti non profit (oggi sono ben 33), la creazione di una fondazione per lo sviluppo di interventi innovativi (Italia Sociale) e la riforma del 5 per mille.</p>
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		<title>Come aprire una microimpresa alimentare domestica in sei mosse</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione ef]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2016 13:37:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capitani coraggiosi]]></category>
		<category><![CDATA[alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina nostra]]></category>
		<category><![CDATA[domestica]]></category>
		<category><![CDATA[mettersi in proprio]]></category>
		<category><![CDATA[microimpresa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se ami cucinare e ci riesci bene potresti avere interesse a vendere i tuoi manicaretti. Con qualche accorgimento oggi si può evitare di aprire un vero e proprio laboratorio di gastronomia e utilizzare la cucina di casa. Un investimento molto contenuto permette di avviare la propria impresa in un settore che piace e stando a casa, &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/profit-non-profit/aprire-microimpresa-alimentare-domestica-mosse/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Come aprire una microimpresa alimentare domestica in sei mosse"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se ami cucinare e ci riesci bene potresti avere interesse a vendere i tuoi manicaretti. Con qualche accorgimento oggi si può evitare di aprire un vero e proprio laboratorio di gastronomia e utilizzare <span id="more-228"></span>la cucina di casa. Un investimento molto contenuto permette di avviare la propria impresa in un settore che piace e stando a casa, potendo così seguire i figli piccoli.<br />
Ecco come aprire una microimpresa alimentare domestica in sei mosse. Puoi affrontarle in sequenza cioè una dopo l&#8217;altra o in parallelo cioè portando avanti poco per volta i diversi aspetti del tuo progetto.<br />
A) Produzione: cerca di capire dove sei più forte (dolci? pasta fatta in casa? verdure?) e prova a rafforzarti ulteriormente con esperimenti e corsi. Chiedi un parere onesto a parenti e amici.<br />
B) Economia: Prova a ipotizzare un business plan. Per ogni piatto che realizzi, cerca di capire i costi degli ingredienti, ma anche spese meno evidenti come l&#8217;energia elettrica per il forno o il gas, l&#8217;acqua, il cellulare per prendere le ordinazioni. Occorre conteggiare anche il tempo che impieghi per farlo e che costituirà il tuo compenso. La somma di tutte queste voci ti darà un&#8217;indicazione circa la cifra a cui diventa conveniente vendere. Peril business plan fatti aiutare: per esempio in Provincia di Torino funziona bene lo Sportello <a href="http://www.mettersinproprio.it/" target="_blank">Mettersi in proprio</a>.<br />
C) Sanità e igiene: segui un corso sull&#8217;igiene alimentare e sulle norme <a href="http://www.attestatohaccp.it/come-ottenere.html" target="_blank">Haccp</a>. Adegua la tua cucina secondo i requisiti richiesti dalla tua Regione. Ti servirà una piccola area spogliatoio, forse un frigo dedicato all&#8217;attività. Potrai anche utilizzare fonti di micro-credito. Contatta l&#8217;Asl per gli adempimenti igienico-sanitari e per le relative autorizzazioni<br />
D) Fisco e legale: decidi quale forma giuridica vuoi dare alla tua impresa e aprila presso il Registro delle imprese della Camera di Commercio della tua provincia. Probabilmente vorrai aprire una ditta individuale. Le pratiche sono relativamente semplici e rapide.<br />
E) Cerca aiuto per partire: corsi di qualificazione professionale, sportelli per le nuove imprese, le associazioni di categoria del commercio e dell&#8217;artigianato. Considera che la scelta di partire con un&#8217;attività in casa avrà un impatto anche sulla tua vita famigliare, cerca l&#8217;appoggio di chi abita con te e che dovrà &#8220;subire&#8221; il tuo lavoro. Sulla microimpresa alimentare domestica puoi contattare l&#8217;associazione di promozione sociale <a href="http://www.cucinanostra.eu/" target="_blank">Cucina nostra</a>, particolarmente dedicata a questo tema.<br />
F) Comunicazione: immagina come vendere i tuoi prodotti e a chi. Negozi? privati? feste? Servono strumenti di comunicazione, per raggiungere i tuoi potenziali clienti, come un profilo Facebook, un biglietto da visita, un menu. Ricordati di identificare i metodi di pagamento a fronte dei quali farai le relative fatture.</p>
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		<title>Bene l’imprenditoria giovanile in Piemonte, 8 mila nuove aziende nel 2015</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione ef]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2016 19:19:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capitani coraggiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Camera di commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Imprenditoria giovanile]]></category>
		<category><![CDATA[nuove imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Unioncamere Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Piemonte, un&#8217;impresa su dieci è guidata da persone sotto i 35 anni. Nel 2015 ne sono nate 8 mila, il doppio di quante ne siano state chiuse. Secondo il Registro delle imprese delle Camere di commercio piemontesi le imprese giovanili sono 43.487, di cui il 28% è guidato da giovani donne e poco meno &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/profit-non-profit/bene-limprenditoria-giovanile-in-piemonte-8-mila-nuove-aziende-nel-2015/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Bene l&#8217;imprenditoria giovanile in Piemonte, 8 mila nuove aziende nel 2015"</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Piemonte, un&#8217;impresa su dieci è guidata da persone sotto i 35 anni. Nel 2015 ne sono nate 8 mila, il doppio di quante ne siano state chiuse. Secondo il <span id="more-223"></span>Registro delle imprese delle Camere di commercio piemontesi le imprese giovanili sono 43.487, di cui il 28% è guidato da giovani donne e poco meno di un quarto (23,8%) da stranieri (dati <a href="http://www.pie.camcom.it/" target="_blank">Unioncamere Piemonte</a>). Novara e Torino le province piemontesi dove l&#8217;imprenditoria giovanile è più vivace, sono di giovani l&#8217;11% e il 10,3% del totale delle imprese delle rispettive province.<br />
Per essere definita giovanile, un&#8217;impresa deve avere un titolare o almeno il 50% dei soci sotto i 35 anni.<br />
In Italia è il Mezzogiorno che esprime più forte la voglia di fare impresa dei giovani. La Calabria è la regione a più alta concentrazione di imprese giovanili (14,8%), seguita da Campania (14,0%), Sicilia (13,5%) e Puglia (12,2%).<br />
Circa un&#8217;impresa su dieci è nel turismo, una su sette in agricoltura, il 6,2% nell&#8217;industria.</p>
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		<title>Con il Fondo per il microcredito 2016, la Regione Piemonte si rende garante per chi vuole aprire un’impresa</title>
		<link>http://web.quotidianopiemontese.it/profit-non-profit/con-il-fondo-per-il-microcredito-2016-la-regione-piemonte-si-rende-garante-per-chi-vuole-aprire-unimpresa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione ef]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Mar 2016 20:18:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mi dia un aiutino!]]></category>
		<category><![CDATA[Finpiemonte]]></category>
		<category><![CDATA[microcredito]]></category>
		<category><![CDATA[regione piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da 3 mila a 20 mila euro per far nascere la propria impresa. E&#8217; quanto può chiedere ed ottenere chiunque abbia un&#8217;idea di nuova impresa ma non possa offrire le garanzie normalmente richieste dalle banche per avere un finanziamento. La somma erogata deve essere rimborsata entro un massimo di 48 mesi per i finanziamenti sotto &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/profit-non-profit/con-il-fondo-per-il-microcredito-2016-la-regione-piemonte-si-rende-garante-per-chi-vuole-aprire-unimpresa/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Con il Fondo per il microcredito 2016, la Regione Piemonte si rende garante per chi vuole aprire un&#8217;impresa"</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da 3 mila a 20 mila euro per far nascere la propria impresa. E&#8217; quanto può chiedere ed ottenere chiunque abbia un&#8217;idea di nuova impresa ma non possa offrire le garanzie normalmente richieste dalle banche <span id="more-219"></span>per avere un finanziamento. La somma erogata deve essere rimborsata entro un massimo di 48 mesi per i finanziamenti sotto i 10 mila euro ed entro 72 mesi per quelli al di sopra di questa cifra. La Regione offre la garanzia che l&#8217;imprenditore non è in grado di fornire fino all&#8217;89% del finanziamento sostenuto con una dotazione finanziaria complessiva di 4.400 milioni di cui circa la metà messa a disposizione della Regione.<br />
Vi si potrà accedere presentando domanda sul sito <a href="http://www.piemontecrealavoro.it" target="_blank">www.piemontecrealavoro.it</a>. Il protocollo siglato lunedì 14 febbraio per la gestione del Fondo regionale per il microcredito da Regione Piemonte, Compagnia di San Paolo, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Confcommercio Piemonte (capofila di otto associazioni datoriali) e Fondazione Don Mario Operti. Oltre al finanziamento, istituzioni non profit partecipanti al progetto offrono un servizio di assistenza e monitoraggio.<br />
Due le novità del 2016. Oltre alle neo-imprese possono ricorrere al microcredito anche le imprese costituite da non più di 36 mesi e i lavoratori autonomi. Per la prima volta, inoltre, si metteranno a disposizione competenze aggiuntive per favorire l’accesso alle garanzie anche alle imprese creative e culturali.<br />
“Le difficoltà sempre crescenti che si presentano nel reperire fondi a chi vuole fare impresa &#8211; ha dichiarato l’assessore al Lavoro, Gianna Pentenero &#8211; possono rappresentare un ostacolo insormontabile in una fase di crisi come quella attuale, soprattutto per i giovani, le donne, i disoccupati, i lavoratori provenienti da aziende in crisi e gli stranieri, in genere esclusi dal circuito tradizionale del credito.</p>
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		<title>Studenti che aprono start up, l’Università Cattolica li aiuta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione ef]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2016 15:33:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capitani coraggiosi]]></category>
		<category><![CDATA[co-working]]></category>
		<category><![CDATA[start up]]></category>
		<category><![CDATA[studenti universitari]]></category>
		<category><![CDATA[Università Cattolica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In via San Vittore 43 a Milano si è inaugurato ieri lo spazio dedicato alle nuove imprese aperte dagli studenti dell&#8217;Università Cattolica. Sono già quattro le squadre composte di studenti, docenti e imprese al lavoro nel Contamination Lab (ConLab), come è stato chiamato lo spazio di co-working realizzato grazie a Ilab, il centro per l&#8217;innovazione e &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/profit-non-profit/studenti-che-aprono-start-up-luniversita-cattolica-li-aiuta/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Studenti che aprono start up, l&#8217;Università Cattolica li aiuta"</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In via San Vittore 43 a Milano si è inaugurato ieri lo spazio dedicato alle nuove imprese aperte dagli studenti dell&#8217;<a href="http://www.unicatt.it/" target="_blank">Università Cattolica</a>. Sono già quattro le squadre composte di studenti, docenti e imprese al lavoro nel Contamination Lab (ConLab), come è stato chiamato lo spazio di co-working realizzato grazie a Ilab, il centro per l&#8217;innovazione e lo sviluppo dell&#8217;ateneo. Provengono <span id="more-216"></span>da diverse facoltà e origini &#8211; il centro si caratterizza per la sua interdisciplinarietà &#8211; e hanno a disposizione uffici per sviluppare il loro progetto di impresa, tutoraggio e formazione sull&#8217;imprenditoria e percorsi di sviluppo personalizzati sulla base dei progetti.<br />
I team sono stati selezionati con una call for ideas a cui hanno partecipato oltre 80 studenti con 21 progetti. Le quattro start up che iniziano sono Hego, community per sportivi amatoriali, Upconscious sul design Made in Italy in chiave di responsabilità sociale, Alesco per prodotti alimentare per allergici e UniCorner per permettere agli studenti di monetizzare le loro capacità. Al primo bando hanno partecipato più di ottanta universitari, con 21 idee e il secondo sarà aperto nelle prossime settimane per l&#8217;avvicendamento.  Le squadre vincitrici possono infatti rimanere a ConLab sei mesi, estensibili fino a 12.<br />
«Offriamo un vantaggio competitivo agli studenti che possono creare una start up potendo contare su uno spazio fisico dove lavorare, su un programma di formazione, su una rete di esperti anche esterni all’ateneo», ha spiegato Federico Rajola, direttore di Ilab. «Ci sarà una collaborazione con progetti come Dr. Start Upper e Start Cup Lombardia e con Camera di Commercio e Assolombarda, che sono anche nella commissione incaricata di valutare le proposte».<br />
Essere selezionati è doppiamente incoraggiante, quindi: si ottiene una valutazione positiva qualificata e qualificante e si accede per sei mesi ad un percorso di accompagnamento e crescita.</p>
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		<title>Nasce a Torino il primo kit per legalità per aiutare le nuove imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione ef]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2016 18:31:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capitani coraggiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Camera di Commercio Torino]]></category>
		<category><![CDATA[kit della legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Libera Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[nuove imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Procura della repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Reseau Entreprende Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Slow Food]]></category>
		<category><![CDATA[start up]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nasce a Torino, è il primo in Italia e punta a offrire informazione e consapevolezza ai neo-imprenditori per operare in piena legalità. Un&#8217;impresa che nasce deve svilupparsi fin dai suoi primi passi su basi sane e pulite. Per questo obiettivo nasce il kit per la legalità, strumento realizzato dalla Camera di Commercio di Torino e dall&#8217;Associazione Réseau &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/profit-non-profit/nasce-a-torino-il-primo-kit-per-legalita-nazionale-destinato-alle-nuove-imprese/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Nasce a Torino il primo kit per legalità per aiutare le nuove imprese"</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nasce a Torino, è il primo in Italia e punta a offrire informazione e consapevolezza ai neo-imprenditori per operare in piena legalità. Un&#8217;impresa che nasce deve svilupparsi fin dai suoi primi passi su basi sane e pulite. <span id="more-212"></span>Per questo obiettivo nasce il kit per la legalità, strumento realizzato dalla <a href="https://www.to.camcom.it/legalita-un-kit-le-nuove-imprese-sviluppo-il-territorio-22022016" target="_blank">Camera di Commercio</a> di Torino e dall&#8217;<a href="http://www.reseau-entreprendre-piemonte.org/" target="_blank">Associazione Réseau Entreprendre Piemonte</a>, specializzata nell&#8217;accompagnamento gratuito per la nascita di nuove imprese, e presentato congiuntamente con <a href="http://www.procura.torino.it/" target="_blank">Procura della Repubblica di Torino</a>, <a href="http://liberapiemonte.it/" target="_blank">Libera Piemonte</a> e <a href="http://www.slowfood.it/" target="_blank">Slow Food</a>.  Consiste in una carta costituzionale della legalità della piccola impresa che si ispira alla legge 231, adattandone i contenuti al quadro in cui si muovono le imprese, soprattutto se piccole e giovani. Il kit offre servizi e informazioni, con un codice etico da sottoscrivere, un modello organizzativo semplificato e un consulente di affiancamento per la concreta applicazione delle procedure.<br />
&#8220;Vogliamo un nuovo modo di fare impresa etica, vogliamo educare i neo imprenditori alla legalità, da subito”, ha dichiarato il presidente di Réseau Entreprendre Piemonte, Mario Montalcini, dalla cui intuizione è nato il progetto.<br />
Il kit sarà sviluppato nel corso di tavoli tecnici aperti a neo imprenditori, professionisti, soggetti che operano nella neo-imprenditorialità. &#8220;Il kit della legalità sarà strumento indispensabile per gli imprenditori che vogliono operare nella giustizia, grazie a maggiore informazione e consapevolezza. Invitiamo istituzioni e imprese ai prossimi tavoli di lavoro perché ci aspettiamo che grazie al confronto che si svilupperà, si possano ridurre le zone d’ombra, spesso legate alla mancanza di dialogo tra i diversi mondi, nella consapevolezza che maggiore legalità vuol dire sul lungo termine maggiore competitività”, ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio di Torino Vincenzo Ilotte. Ecco le date dei tavoli tecnici:<br />
&#8211; martedì 15 marzo Ambiente, autorizzazioni amministrative e rapporti con la PA: focus teorico/pratico sul tema della gestione dei rifiuti e dei corretti rapporti con l&#8217;amministrazione pubblica, anche in fase di richiesta di autorizzazioni amministrative<br />
&#8211; giovedì 28 aprile &#8211; Contraffazione alimentare e non: in esame gli aspetti procedurali per produrre beni e servizi che rispondano alle attese di consumatori, senza trascurare le forme di tutela a difesa delle opere dell’ingegno e dei marchi<br />
&#8211; giovedì 9 giugno &#8211; Credito e finanza: strumenti e indicazioni che gli imprenditori possono utilizzare affinché anche investitori e banche possano avere conferma della legalità di gestione dell’impresa in tutte le sue fasi (nascita, crescita ed eventuale scioglimento)<br />
&#8211; giovedì 6 ottobre &#8211; Sicurezza, lavoro e regolarità contributiva: approccio metodologico su temi quali la sicurezza sui luoghi di lavoro e la regolarità delle posizioni contrattuali e contributive.<br />
Il 13 dicembre si svolgerà l&#8217;incontro conclusivo con la presentazione del kit e l&#8217;avvio dell&#8217;affiancamento delle neo imprese da parte di Camera di Commercio di Torino e Réseau Entreprendre Piemonte.<br />
Gli incontri si svolgono tra le 9,30 e le 13 e forniscono crediti formativi per commercialisti, consulenti del lavoro e avvocati.</p>
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		<title>Un’esperienza positiva di volontariato di impresa: il progetto “Piccoli gesti, grandi azioni” di Generali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione ef]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2016 17:45:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'impresa che non pesa]]></category>
		<category><![CDATA[Generali Country Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Piccoli gesti grandi azioni]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato di impresa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli 8 mila dipendenti di Generali Country Italia, con il sostegno della compagnia assicuratrice, si dedicano, con progetti diversi, alla comunità e ai più deboli. C&#8217;è chi si adatta a viaggiare in seconda classe per donare la differenza all&#8217;Associazione italiana contro le leucemie (AIL), chi utilizza le sue competenze informatiche per incontrare gli studenti e &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/profit-non-profit/unesperienza-positiva-di-volontariato-di-impresa-piccoli-gesti-grandi-azioni-di-generali/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Un&#8217;esperienza positiva di volontariato di impresa: il progetto &#8220;Piccoli gesti, grandi azioni&#8221; di Generali"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/profit-non-profit/unesperienza-positiva-di-volontariato-di-impresa-piccoli-gesti-grandi-azioni-di-generali/">Un&#8217;esperienza positiva di volontariato di impresa: il progetto &#8220;Piccoli gesti, grandi azioni&#8221; di Generali</a> sembra essere il primo su <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/profit-non-profit">Profit-non-profit</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli 8 mila dipendenti di Generali Country Italia, con il sostegno della compagnia assicuratrice, si dedicano, con progetti diversi, alla comunità e ai più deboli. C&#8217;è chi si adatta a viaggiare in seconda classe per donare la differenza <span id="more-207"></span>all&#8217;Associazione italiana contro le leucemie (AIL), chi utilizza le sue competenze informatiche per incontrare gli studenti e parlare di cyberbullismo, chi aiuta nel temporary store natalizio a favore di Telethon e chi coinvolge la famiglia in un atto solidale collettivo nel progetto Bambini che aiutano i bambini. &#8220;Piccoli gesti, grandi azioni&#8221; appunto, come si chiama il programma, uno dei primi in Italia che coniuga impegno personale e responsabilità sociale di impresa.<br />
Si tratta di un meccanismo virtuoso che sostiene la comunità in cui opera l&#8217;impresa coinvolgendo i dipendenti e le loro famiglie. Si supera quindi la donazione benefica, fredda e impersonale, il cui obiettivo spesso risale prevalentemente a motivi di immagine, per costruire un vero e proprio progetto comune a favore dei più bisognosi che accomuna i dipendenti di ogni livello e le loro famiglie. Un&#8217;iniziativa che, oltre al beneficio concreto, risulta motivante e aggregante per chi vi prende parte e decisamente più convincente e sincero anche sul piano della comunicazione.<br />
Questa modalità di intervento che sposa profit e non profit, molto diffusa all&#8217;estero, sta diventando una realtà comune anche in Italia.</p>
<p>L'articolo <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/profit-non-profit/unesperienza-positiva-di-volontariato-di-impresa-piccoli-gesti-grandi-azioni-di-generali/">Un&#8217;esperienza positiva di volontariato di impresa: il progetto &#8220;Piccoli gesti, grandi azioni&#8221; di Generali</a> sembra essere il primo su <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/profit-non-profit">Profit-non-profit</a>.</p>
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		<title>Patent box, vantaggi fiscali per brevetti e marchi, anche commerciali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione ef]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2016 22:58:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'impresa che non pesa]]></category>
		<category><![CDATA[impresa italiana]]></category>
		<category><![CDATA[made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[marchi e brevetti]]></category>
		<category><![CDATA[misure di defiscalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca e sviluppo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per cinque anni il reddito da impresa derivante da proprietà intellettuale, cioè brevetti, know how, disegni, modelli e anche marchi commerciali potrebbe essere detraibile fino al 50%. E&#8217; in estrema sintesi la misura studiata da ministero dello Sviluppo economico per portare, o ri-portare, in Italia la proprietà intellettuale e incentivare ricerca e innovazione, risvegliando le &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/profit-non-profit/patent-box-vantaggi-fiscali-per-tutelare-brevetti-e-marchi-anche-commerciali/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Patent box, vantaggi fiscali per brevetti e marchi, anche commerciali"</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/profit-non-profit/patent-box-vantaggi-fiscali-per-tutelare-brevetti-e-marchi-anche-commerciali/">Patent box, vantaggi fiscali per brevetti e marchi, anche commerciali</a> sembra essere il primo su <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/profit-non-profit">Profit-non-profit</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per cinque anni il reddito da impresa derivante da proprietà intellettuale, cioè brevetti, know how, disegni, modelli e anche marchi commerciali potrebbe essere detraibile fino al 50%. E&#8217; in estrema sintesi la misura studiata da <span id="more-202"></span>ministero dello Sviluppo economico per portare, o ri-portare, in Italia la proprietà intellettuale e incentivare ricerca e innovazione, risvegliando le energie per rendere il paese più competitivo a livello europeo. La defiscalizzazione porterà anche a una revisione di tipo strategico delle imprese. Per trarne vantaggio, esse dovranno infatti organizzarsi per attivare la ricerca al loro interno, studiare nuovi prodotti e innovare, modernizzando e vivacizzando così le proprie attività. Le domande per l’accesso al Patent Box relative ai marchi devono essere presentate entro il 30 giugno 2016, i tempi per mettersi in grado di cogliere questa opportunità sono quindi molto stretti. La percentuale di esenzione varia in base all’anno di riferimento: il 30% del reddito nel 2015, il 40% nel 2016 e il 50% nel 2017. Sono interessati anche settori come la moda (nella foto) e i software.<br />
Per approfondimenti trovate <a href="http://www.mef.gov.it/documenti-allegati/2015/DECRETO_PATENT_e_RELAZIONE_27.8.2015.pdf" target="_blank">qui il decreto del Ministero</a> e <a href="http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/home/cosadevifare/richiedere/regimi+opzionali/opzione+per+tassazione+agevolata+beni+immateriali/software+compilazione+tassazione+agevolata+immobili/indice+software+compilazione+tassazione+agevolata+immobili" target="_blank">qui il software di compilazione della comunicazione</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/profit-non-profit/patent-box-vantaggi-fiscali-per-tutelare-brevetti-e-marchi-anche-commerciali/">Patent box, vantaggi fiscali per brevetti e marchi, anche commerciali</a> sembra essere il primo su <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/profit-non-profit">Profit-non-profit</a>.</p>
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