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	<title>Un anno in Piemonte</title>
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	<description>Un viaggio attraverso la realtà della nostra Regione tra cronaca, costume e curiosità vista con l’arguzia del giornalista Mediaset Beppe Gandolfo</description>
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		<title>29 AGOSTO 1706 &#8211; Pietro Micca salva Torino</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 22:04:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>I francesi, che assediano Torino, iniziano ad attaccare in modo massiccio il 26 agosto. Sono migliaia e da giorni sono ammassati nelle trincee e nelle batterie alle porte della Cittadella. La resistenza dei soldati torinesi è determinata ma, nella notte tra il 29 e il 30 agosto, i Francesi entrano nelle gallerie della Cittadella e [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>I francesi, che assediano Torino, iniziano ad attaccare in modo massiccio il 26 agosto. Sono migliaia e da giorni sono ammassati nelle trincee e nelle batterie alle porte della Cittadella.</p>
<p>La resistenza dei soldati torinesi è determinata ma, nella notte tra il 29 e il 30 agosto, i Francesi entrano nelle gallerie della Cittadella e cercano di sfondare le porte che conducono all’interno della fortezza.</p>
<p>Pietro Micca, detto passepartout, è di guardia assieme a un commilitone a una di queste porte e percepisce i colpi del nemico. I due decidono quindi di far esplodere un barilotto di polvere da sparo, per provocare il crollo della galleria e sbarrare la strada al nemico. Per una questione di tempo, Pietro Micca decide di innescare una miccia corta e, sapendo il rischio che sta correndo, fa allontanare il compagno pronunciando una frase che passerà alla storia “Vai, che sei più lungo di una giornata senza pane!” dà quindi fuoco alle polveri e scappa cercando di mettersi al riparo.</p>
<p>La città è salva e i francesi ripiegano nelle retrovie, ma lui muore travolto dall’esplosione, il suo corpo è ritrovato a una decina di metri di distanza dal luogo del crollo. E’ sepolto in una fossa comune. La scala dove avviene il fatto è localizzata nel 1958 dal Generale Guido Amoretti, archeologo e appassionato di storia, fondatore del Museo Pietro Micca.</p>
<p>A Sagliano Micca, paese di Pietro, esiste ancora la casa natia.</p>
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		<title>28 agosto 1920 &#8211; Nasce a Cuneo Giorgio Bocca</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 22:04:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Giorgio Valentino Bocca nacque a Cuneo il 28 agosto 1920 da genitori entrambi insegnanti. Studiò alla facoltà di giurisprudenza di e si iscrisse al Gruppo Universitario Fascista dove brillò soprattutto nelle gare di sci, tant&#8217;è che ricevette la medaglia d&#8217;oro nel 1940 a Roma da Benito Mussolini. Allo scoppio della guerra, ormai ventenne, venne chiamato [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Giorgio Valentino Bocca nacque a Cuneo il 28 agosto 1920 da genitori entrambi insegnanti. Studiò alla facoltà di giurisprudenza di e si iscrisse al Gruppo Universitario Fascista dove brillò soprattutto nelle gare di sci, tant&#8217;è che ricevette la medaglia d&#8217;oro nel 1940 a Roma da Benito Mussolini. Allo scoppio della guerra, ormai ventenne, venne chiamato alle armi negli Alpini. Nel giugno del 1940  partecipò alla Battaglia delle Alpi Occidentali insieme allo scrittore Mario Rigoni Stern. Sotto le armi fu in contatto con Duccio Galimberti, e fonderà dopo l&#8217;armistizio le formazioni partigiane di Giustizia e Libertà.</p>
<p>Dopo l&#8217;8 settembre 1943 Giorgio Bocca aderì infatti alla lotta partigiana, operando nella zona della Val Grana come comandante della Decima Divisione Giustizia e Libertà.</p>
<p>Giorgio Bocca iniziò a scrivere fin da adolescente, nella seconda metà degli anni trenta, su periodici a diffusione locale.</p>
<p>Nel 1976 fu, insieme ad Eugenio Scalfari, fu tra i fondatori del quotidiano la Repubblica, con cui da allora collaborò ininterrottamente. Tenne sul settimanale L&#8217;Espresso la rubrica &#8220;L&#8217;antitaliano&#8221; che sospese solo un mese prima di morire, a Milano il 25 dicembre 2011.</p>
<p>Bocca affiancò alla principale carriera di giornalista l&#8217;attività di scrittore: il suo interesse si focalizzò sul terrorismo. Si interessò anche della questione meridionale e dell&#8217;avvento del fenomeno leghista.</p>
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		<title>27 AGOSTO 1950 &#8211; Muore Cesare Pavese</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 22:04:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>“Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi”. Questa la frase con cui si congeda dalla vita Cesare Pavese. E’ stata trovata appuntata sulla prima pagina del libro Dialoghi con Leucò, sul tavolino della camera dell’albergo Roma di piazza Carlo Felice a Torino, accanto al suo corpo oramai privo di [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>“Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi”.</p>
<p>Questa la frase con cui si congeda dalla vita Cesare Pavese. E’ stata trovata appuntata sulla prima pagina del libro <i>Dialoghi con Leucò, </i>sul tavolino della camera dell’albergo Roma di piazza Carlo Felice a Torino, accanto al suo corpo oramai privo di vita. La depressione ha avuto il sopravvento. Le cronache parlano di una delusione amorosa, l’ennesima.</p>
<p>Ma il malessere di Pavese è più profondo e l’accompagna fin dall’infanzia: era nato a Santo Stefano Belbo il 9 settembre 1908, e nonostante la famiglia agiata, non aveva avuto un’infanzia felice. Cresciuto da balie, per via della salute cagionevole della madre, rimase orfano di padre a soli 5 anni. L’idea della morte e del suicidio lo accompagnano fin dall’adolescenza, ne sono testimonianza lettere e versi. Riesce però a concretizzarla solo in quell’agosto cittadino, dove non trova più stimoli o appigli, neppure quelli della scrittura.</p>
<p>In una lettera inviata qualche giorno prima a una giovane donna  scrive:<b> </b><b>“</b><i> Posso dirti, amore, che non mi sono mai svegliato con una donna mia al fianco, che chi ho amato non mi ha mai preso sul serio, e che ignoro lo sguardo di riconoscenza che una donna rivolge a un uomo? E ricordarti che, per via del lavoro che ho fatto, ho avuto i nervi sempre tesi, e la fantasia pronta e precisa, e il gusto delle confidenze altrui? E che sono al mondo da quarantadue anni? Non si può bruciare la candela dalle due parti – nel mio caso l&#8217;ho bruciata da una parte sola e la cenere sono i libri che ho scritto.</i><i>  </i><i>Sono ormai di là dalla politica.</i> <i>L&#8217;amore è come la grazia di dio – l&#8217;astuzia non serve. Quanto a me, ti voglio bene, Pierina, ti voglio un falò di bene. Chiamiamolo l&#8217;ultimo guizzo della candela. Non so se ci vedremo ancora</i>”.</p>
<p>L’opera letteraria di Cesare Pavese è imponente, poesie, racconti, romanzi e traduzioni, così come è stata importante la sua attività politica. Uomo sensibile e dotato di un’intelligenza riflessiva e vivace, ha scritto pagine indimenticabili e ineguagliabili. La luna e i falò, l’ultimo romanzo pubblicato nel 1950 quand’era ancora in vita, racchiude, nella descrizione dei paesaggi di Langa, tutta la poesia, l’amore e la malinconia dell’animo dello scrittore.</p>
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		<title>26 AGOSTO 1978 &#8211; Ostensione solenne della Sindone</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 22:04:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>E’ un’ostensione solenne e vuole celebrare il quarto centenario del trasferimento del Sacro Lino da Chambery a Torino. La Sindone rimarrà esposta sopra l’altare maggiore del Duomo fino all’8 ottobre. Questa è la prima ostensione dopo 45 anni. Nel periodo più intenso dei bombardamenti su Torino della seconda Guerra Mondiale, l’arcivescovo della città Maurilio Fossati [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>E’ un’ostensione solenne e vuole celebrare il quarto centenario del trasferimento del Sacro Lino da Chambery a Torino.</p>
<p>La Sindone rimarrà esposta sopra l’altare maggiore del Duomo fino all’8 ottobre. Questa è la prima ostensione dopo 45 anni. Nel periodo più intenso dei bombardamenti su Torino della seconda Guerra Mondiale, l’arcivescovo della città Maurilio Fossati portò la Sindone al santuario di Montevergine (Avellino) dove gli echi della guerra erano oramai lontani, fu riportata a Torino al termine del conflitto. Nei 43 giorni in cui sarà esposta, sarà vista da oltre tre milioni di pellegrini che si fermeranno a meditare e pregare.</p>
<p>Al termine dell’ostensione, il Lino sarà disteso su un tavolo girevole dove sarà a disposizione di 44 studiosi italiani e stranieri che effettueranno prelievi ed esami (per 120 ore) per cercare risposte scientifiche nel mistero della Sacra Impronta.</p>
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		<title>25 AGOSTO 1869 &#8211; Nasce Cacherano di Bricherasio, fondatore della Fiat</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 22:04:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Giovane e aitante rampollo dell’antica e nobile famiglia Cacherano di Bricherasio e detentore di un notevole patrimonio, fu ufficiale di cavalleria nell’esercito. Dopo il congedo incominciò a interessarsi di automobili destinate al trasporto privato che, all’epoca, era uno degli argomenti preferiti dai giovani frequentatori dei salotti bene nell’Italia del nord. La vicinanza con Francia e [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Giovane e aitante rampollo dell’antica e nobile famiglia Cacherano di Bricherasio e detentore di un notevole patrimonio, fu ufficiale di cavalleria nell’esercito. Dopo il congedo incominciò a interessarsi di automobili destinate al trasporto privato che, all’epoca, era uno degli argomenti preferiti dai giovani frequentatori dei salotti bene nell’Italia del nord. La vicinanza con Francia e Germania, e le notizie sulle nuove invenzioni, aprivano futuri scenari industriali inimmaginabili.</p>
<p>Il conte rosso, così soprannominato per le dichiarate e innovative idee socialiste, era uomo di forti passioni: le donne, i cavalli e le automobili.</p>
<p>Nel 1898 costituì, con Cesare Goria Gatti e altri gentleman-driver, L’Automobile Club di Torino, che diventerà poi l’Automobile club d’Italia. Fondò l’Automobile, prima rivista di settore nazionale e organizzò la prima mostra italiana dell’automobile.</p>
<p>Nello stesso anno Cacherano di Bricherasio e Goria Gatti decisero di provare a costruire una vettura completamente italiana. Il progetto dell’ingegner Aristide Faccioli era pronto e avevano a disposizione un vero genio della meccanica: Giovanno Battista Ceirano. Fondarono quindi l’Accomandita Ceirano &amp; C. e produssero la Welleyes. Le richieste della nuova automobile superarono ben presto la capacità produttiva della piccola officina, tanto che Bricherasio si fece promotore di una cordata di finanziatori disposti a investire per passare alla produzione industriale.</p>
<p>Bricherasio e Gatti riuscirono, dopo vari incontri, a convincere un folto gruppo di imprenditori e aristocratici: l’11 luglio 1899, Bricherasio convocò nella sua abitazione i soci e, alla presenza del notaio Ernesto Torretta, nacque la &#8220;Società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili&#8221;, destinata a diventare la più grande industria italiana.</p>
<p><b> </b></p>
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		<title>24 AGOSTO 1881 &#8211; Nasce in Valsesia Vincenzo Lancia</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 22:04:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[gandolfo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Fobello, un piccolo paese incastonato fra i monti della Valsesia, è il luogo di nascita di Vincenzo Lancia. Il padre, Cavalier Giuseppe, sognava per il suo quarto e ultimo figlio una carriera da avvocato, la famiglia era agiata e poteva sostenerlo, infatti il Cavaliere aveva fatto fortuna in Argentina e a Torino aveva impiantato una [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Fobello, un piccolo paese incastonato fra i monti della Valsesia, è il luogo di nascita di Vincenzo Lancia. Il padre, Cavalier Giuseppe, sognava per il suo quarto e ultimo figlio una carriera da avvocato, la famiglia era agiata e poteva sostenerlo, infatti il Cavaliere aveva fatto fortuna in Argentina e a Torino aveva impiantato una piccola fabbrica di cibi in scatola. Il giovane Vincenzo non era però portato per gli studi: aveva da sempre una grande passione per i motori. Riuscì quindi a convincere il padre a farlo andare a lavorare, come ragioniere, nell’officina di Gian Battista Ceirano, qui Vincenzo riuscì a realizzare il sogno di diventare meccanico.</p>
<p>La Ceirano nel 1899 produsse un prototipo d’automobile, la Welleyes che ottenne un buon successo e venne prodotta su scala industriale dalla neonata FIAT che assorbì la piccola officina con tutto il personale. Vincenzo Lancia a soli 18 anni, diventò quindi collaudatore FIAT ma, dimostrando grandi capacità come corridore, iniziò a disputare gare per la casa automobilistica torinese. Lui fu il fautore del primo successo FIAT, infatti vinse nel 1902 la Torino Sassi–Superga. Diventerà il corridore più famoso al mondo anche per la sua guida spericolata che lo porterà ad avere spesso piccoli incidenti. Continuerà a correre con le FIAT anche quando avrà fondato la sua azienda.</p>
<p>Nel 1906, insieme al collega e amico Claudio Fogolin, fondò la Lancia. L’obiettivo era chiaro e dichiarato: costruire vetture all’avanguardia dall’elevato contenuto tecnologico. Nella sua attività investì tutte le sue energie e l’esperienza maturata in anni di duro lavoro, riuscì a dare un’impronta innovatrice, tanto che il marchio Lancia fu, per molti anni, sinonimo di innovazione, eleganza e qualità. Rimase sempre legato al mondo delle corse e pose la prima pietra della pista dell’Autodromo Nazionale di Monza.</p>
<p>Nel 1930, con altri industriali tra cui Battista Farina detto Pinin, fondò la carrozzeria Pininfarina.</p>
<p>Un attacco di cuore ne causò la morte improvvisa il 15 febbraio 1937 a soli 56 anni.</p>
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		<title>SCAFFALE: LA VITA SEMPRE DELLA VARVELLO</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 12:49:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[gandolfo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I Piemontesi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dal 1918 al 2022. L&#8217; ultimo romanzo di Elena Varvello si snoda dalla fine della Prima Guerra Mondiale fino ai nostri giorni. Quasi tutto in Alba, tranne qualche capatina in Liguria, in Germania e a Boves, una città e una popolazione martoriate dalla follia nazista. Due i protagonisti, Francesco e Teresa. Tanti i comprimari fra [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 1918 al 2022. L&#8217; ultimo romanzo di Elena Varvello si snoda dalla fine della Prima Guerra Mondiale fino ai nostri giorni. Quasi tutto in Alba, tranne qualche capatina in Liguria, in Germania e a Boves, una città e una popolazione martoriate dalla follia nazista.</p>
<p>Due i protagonisti, Francesco e Teresa. Tanti i comprimari fra gli amici dei due giovani e i loro famigliari.</p>
<p>Ma &#8211; a nostro parere &#8211; la vera protagonista è la Storia d&#8217; Italia di quegli anni, soprattutto quelli dell&#8217; ascesa del Fascismo, della Seconda Guerra Mondiale e della Resistenza. L&#8217; autrice si muove, infatti, con grande abilità, fra la storia minima dei due personaggi centrali e quella grande dei fatti che caratterizzano un&#8217; epoca assai turbolenta del nostro Paese. Il tutto visto e osservato dall&#8217; angolatura minima di Alba: da via Macrino, quartiere popolare e povero, e dalle zone ricche del centro cittadino.</p>
<p>Mentre il mondo va in fiamme anche le vite di Teresa e Francesco si accendono, si incontrano e si perdono, si attraggono  e si respingono. Accanto a loro, la gente comune che affronta la quotidianità scandendo le giornate con le notizie che arrivano dalla radio che raccontano delle guerre di Spagna e di Albania, dell&#8217; asse con la Germania, dei discorsi di Mussolini e di Hitler.</p>
<p>In mezzo ai grandi eventi, una storia d&#8217; amore ma anche di sofferenza, di patimenti, di dolore. A fare da contrappunto le note delle musiche dell&#8217; epoca, del Trio Lescano, di Enrico Caruso, di Beniamino Gigli.</p>
<p>Elena Varvello è direttamente coinvolta in questa narrazione. Lo si comprende durante la lettura dei vari capitoli, scritti con rara maestria. Ma soprattutto nell&#8217; epilogo finale che ovviamente non sveliamo.</p>
<p>ELENA VARVELLO</p>
<p>LA VITA SEMPRE</p>
<p>GUANDA EDITORE</p>
<p>20 euro</p>
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		<title>23 agosto 1945 &#8211; Nasce a Torino Rita Pavone</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 22:09:03 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Accadde Oggi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Rita nasce e vive i suoi primi anni in Via Malta, 43, nel Borgo San Paolo di Torino. La famiglia era composta dal padre Giovanni Pavone, un operaio della Fiat Mirafiori di origini siciliane, la mamma Maria, casalinga di origini ferraresi, e i fratellini Piero, Carlo e Cicco. Rita si iscrive alla prima liceo del Santorre di Santarosa ma, nell&#8217;inverno 1959-60, la famiglia [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Rita nasce e vive i suoi primi anni in Via Malta, 43, nel Borgo San Paolo di Torino. La famiglia era composta dal padre Giovanni Pavone, un operaio della Fiat Mirafiori di origini siciliane, la mamma Maria, casalinga di origini ferraresi, e i fratellini Piero, Carlo e Cicco.<br />
Rita si iscrive alla prima liceo del Santorre di Santarosa ma, nell&#8217;inverno 1959-60, la famiglia si trasferisce alle case operai FIAT di Via Chiala, 19, alle &#8220;Basse&#8221; di Mirafiori Sud, in un appartamento di tre stanze, bagno e cucina. Nello stesso periodo, appoggiata e incoraggiata dal padre Giovanni, debutta al Teatro Alfieri di Torino in uno spettacolo per ragazzini.</p>
<p>La vita torinese è molto intensa: la giovane Rita deve aiutare economicamente la famiglia con lavori saltuari presso una camiceria e, allo scopo di ottenere un diploma, si iscrive anche ai corsi festivi dell&#8217;Istituto Tecnico Commerciale; i disumani orari di lavoro però, non le consentiranno di proseguire gli studi. Il talento artistico invece, la renderà celebre fino al punto di partecipare alla prima edizione del Festival degli sconosciuti di Ariccia (Roma) nel 1962. Il patron della manifestazione del Festival è il cantante Teddy Reno, che diviene immediatamente il suo pigmalione. Sei anni dopo, i due si sposeranno in Svizzera, dopo una serie di polemiche a causa della notevole differenza d&#8217;età tra i due, e soprattutto per il fatto che all&#8217;epoca Teddy Reno fosse già sposato civilmente.</p>
<p>Dal 1963 Rita raggiunge un&#8217;incredibile popolarità nazionale e internazionale. Escono, uno dietro l&#8217;altro, alcuni singoli di enorme successo: <em>La partita di pallone</em>  e <em>Sul cucuzzolo</em> (scritte da Edoardo Vianello); <em>Alla mia età, Come te non c’ è nessuno, Il ballo del mattone, Cuore, Datemi un martello. </em> Nel 1964, è protagonista dello sceneggiato televisivo <em>Il giornalino di Gian Burrasca</em> con la famosa sigla <em>Viva la pappa col pomodoro</em>. . Nel 1965 vince il Cantagiro con <em>Lui</em>. Seguono numerose altre hit a 45 giri: <em>Solo tu</em>, <em>Stasera con te</em>, <em>Qui ritornerà</em>, <em> Il geghegé</em>, <em>La zanzara</em>, <em>Gira gira</em>, <em>Questo nostro amore</em>.</p>
<p>In questi anni, è protagonista anche di alcune pellicole cinematografiche appartenente al filone successivamente chiamato dei musicarelli.</p>
<p>Ancora oggi è ospite di programmi televisivi, continua con tour in tutta Europa e il suo nome è simbolo dell’ Italia canora.</p>
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		<title>22 AGOSTO 1946 &#8211; Nasce a Torino Rosa Fumetto, mito dello spogliarello</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 22:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[gandolfo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Rosa Fumetto è un nome d’arte, in realtà si tratta di Patrizia Novarini, ballerina e showgirl, ma soprattutto mito dello spogliarello. Nel 1968 Alain Bernardin, proprietario del famoso locale Crazy Horse, la vuole a tutti i costi nel suo locale: Rosa è la prima italiana che si esibisce sul palco parigino. E’ l’epoca delle modelle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.unannoinpiemonte.com/?p=4921">22 AGOSTO 1946 &#8211; Nasce a Torino Rosa Fumetto, mito dello spogliarello</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.unannoinpiemonte.com">Un anno in Piemonte</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><b> </b>Rosa Fumetto è un nome d’arte, in realtà si tratta di Patrizia Novarini, ballerina e showgirl, ma soprattutto mito dello spogliarello. Nel 1968 Alain Bernardin, proprietario del famoso locale Crazy Horse, la vuole a tutti i costi nel suo locale: Rosa è la prima italiana che si esibisce sul palco parigino.</p>
<p>E’ l’epoca delle modelle altissime e androgine lei, piccola e rotondetta, impara ad essere bella e desiderabile nella capitale francese: si incarna nel mito della nudità femminile elevato a opera d’arte assoluta. Resta al Crazy Horse fra lustrini, pailette e boa di struzzo, per nove anni, poi torna in Italia.</p>
<p>Nel 1983 la RAI la ingaggia per il programma di varietà “Il cappello sulle 23” che va in onda in seconda serata. Il suo strip è rivoluzionario, raffinato e mai volgare, fa tremare  persino al compassato Pippo Baudo, Rosa ha un corpo da urlo e ostenta un accento francese che la rende ancora più sensuale.</p>
<p>In quegli anni, quando Michelle Hunziker è ancora in fasce, è suo il sedere perfetto che pubblicizza gli slip Roberta, sarà il primo spot pubblicitario che mostrerà un fondo schiena in televisione. Attualmente insegna in un corso di strip-tease maschile , corso da lei  stessa ha creato.</p>
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		<title>21 AGOSTO 2000 &#8211; Forte terremoto colpisce Sud del Piemonte</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 22:04:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Due scosse a distanza di pochi secondi colpiscono la Regione alle 19,14 e alle 19,15. In particolare nelle province di Asti e Alessandria panico e terrore corrono tra la popolazione. Da più parti arrivano segnalazioni di crepe e danni agli edifici e di qualche ferito lieve, ma nessuna vittima. L’epicentro è localizzato nella zona tra [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Due scosse a distanza di pochi secondi colpiscono la Regione alle 19,14 e alle 19,15. In particolare nelle province di Asti e Alessandria panico e terrore corrono tra la popolazione. Da più parti arrivano segnalazioni di crepe e danni agli edifici e di qualche ferito lieve, ma nessuna vittima. L’epicentro è localizzato nella zona tra Nizza Monferrato, Canelli e Acqui Terme. L’intensità è stata pari a 4,6 e 4,8 della scala Richter (VII Mercalli), la scossa principale è stata preceduta da nove lievi scosse premonitrici e seguita da oltre cento scosse di assestamento che proseguiranno fino al mese di ottobre, la più intensa raggiungerà magnitudo 3,7.</p>
<p>L’evento sismico è stato avvertito in modo chiaro in tutto il Nord-Ovest, in Lombardia e in parte dell’Appennino Tosco-Emiliano, in modo lieve nella Francia sud-orientale</p>
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