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      <title>Qui.Uniud</title>
      <link>http://qui.uniud.it</link>
      <description>Notizia da qui.uniud.it</description>
      <language>it-it</language>


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         <title>Amatrice: inaugurata la nuova biblioteca digitale, nata grazie al progetto "UneBook per Amatrice"</title>
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         <description>Lunedì 23 aprile nella città duramente colpita dal sisma</description>
         <content><![CDATA[<p>Da stamattina, la città di Amatrice ha una <strong>nuova biblioteca digitale</strong> grazie all'iniziativa benefica realizzata da <strong>Amazon insieme all'Università di Udine</strong>. In occasione del World Book Day, è ufficialmente stata inaugurata la biblioteca digitale con un evento che ha coinvolto gli studenti di Amatrice e tutti i principali partner che hanno reso possibile questa apertura, prendendo parte al <a href="../studio-e-lavoro/ateneo-e-amazon-insieme-per-donare-una-biblioteca-digitale-ad-amatrice">progetto&nbsp;<i>UneBook per Amatrice</i></a>.<br /><br />La donazione della biblioteca digitale rappresenta infatti l&rsquo;ultimo tassello del progetto supportato da Amazon e ideato dagli studenti e dai professori dei corsi di laurea triennale e magistrale in <a href="https://www.uniud.it/it/didattica/corsi-offerta/area-umanistica-formazione/lingue-comunicazione-formazione/laurea/relazioni-pubbliche">Relazioni pubbliche</a> e <a href="https://www.uniud.it/it/didattica/corsi-offerta/area-umanistica-formazione/lingue-comunicazione-formazione/laurea-magistrale/comunicazione-integrata-per-le-imprese-e-le-organizzazioni">Comunicazione integrata per le imprese e le organizzazioni</a> dell'Università di Udine, che ha previsto anche il lancio di una piattaforma online attraverso la quale chiunque ha potuto donare un eBook a propria scelta.<br /><br />Ambasciatore speciale dell'evento inaugurale è stato lo scrittore <strong>Giuseppe Catozzella</strong>, Vincitore Premio Strega Giovani 2014 con&nbsp;<i>Non dirmi che hai paura</i>, che ha coinvolto gli studenti di Amatrice in una sessione di lettura dedicata al suo ultimo romanzo.<br /><br />La nuova biblioteca di Amatrice si trova nel cuore della città, di fronte al palazzo del Comune, ed è costituita da sei moduli di container che sono stati donati da Vailog ed Engineering 2K, general contractor leader nel settore della logistica in Italia e in Europa.<br /><br />Amazon, supportando il progetto, ha fornito alla biblioteca 20 eReader Kindle, mobili e tavoli da lettura e libri cartacei. Audible, società Amazon che produce e distribuisce contenuti digitali d'informazione e di intrattenimento, partecipa al progetto con la donazione di due tablet da cui poter utilizzare l&rsquo;app e ascoltare l&rsquo;intero catalogo di audiolibri digitali, podcast e serie audio.<br /><br />Il sindaco di Amatrice, <strong>Sergio Pirozzi</strong>, ha partecipato all'inaugurazione e ha dichiarato:&nbsp;<i>&ldquo;Credo che il luogo culturale e di socializzazione per eccellenza sia la biblioteca comunale. Ad Amatrice ne avevamo una bellissima, avevamo scelto di collocarla dentro una antica e meravigliosa chiesa, quella di San Giuseppe. Oggi la chiesa di San Giuseppe non esiste più, ma è rimasta la voglia di avere un luogo in cui i cittadini possano trascorrere il loro tempo in compagnia di un buon libro. Un bisogno della popolazione che oggi può diventare realtà grazie a Amazon. Credo che tutta la comunità amatriciana sia orgogliosa di questo dono che significa per tutti noi cultura, aggregazione, punto di riferimento&rdquo;.<br /><br /></i>&ldquo;<i>Tutti sono i benvenuti nella nuova biblioteca e incoraggerò il maggior numero di persone possibile a visitarla, sia che si tratti di leggere libri e giornali, sia di sfruttare l&rsquo;utilizzo dei dispositivi Kindle. Spero che questa biblioteca diventi un luogo in cui le persone possano incontrarsi, condividere idee e far nascere nuovi progetti</i>&rdquo; ha dichiarato il bibliotecario di Amatrice, <strong>Sergio Serafini</strong>.<br /><br />&ldquo;<i>Stiamo realizzando un sogno che sta aiutando concretamente un territorio colpito duramente dal terremoto, come accadde 40 anni fa nelle nostre zone&rdquo; </i>sottolinea&nbsp;<strong>Nicola Strizzolo</strong>, docente e promotore del progetto laboratorio e direttore della Summer School sul terremoto dell'Università di Udine. &ldquo;<i>I nostri studenti sono orgogliosi di far parte di questa donazione, avendo avuto anche la possibilità di confrontarsi e di imparare facendo pratica con il team di Amazon</i>&rdquo;<i>.<br /><br /></i><i>&ldquo;I libri sono fondamentali in Amazon, abbiamo iniziato con i libri e sono il fulcro delle nostre attività e sappiamo quanto il potere della lettura e dei libri possa trasformare le vite di ognuno e ispirare le comunità&rdquo;,&nbsp;</i>ha commentato <strong>Alessio Santarelli</strong>, EU Kindle Director.<i>&nbsp;&ldquo;Grazie alla collaborazione con i nostri partner e con l'Università di Udine, abbiamo potuto donare un nuovo spazio dedicato alla costruzione della comunità partendo dai rapporti interpersonali, sostenendo la cultura locale, ispirando ed educando le persone all'arte, alla letteratura, e anche alle tecnologie digitali grazie ai nostri dispositivi Kindle. Crediamo che la nuova biblioteca rappresenterà anche una grande opportunità per le persone anziane di Amatrice, che avranno, così, la possibilità di leggere i loro libri preferiti e conoscere e utilizzare la tecnologia del Kindle</i>.&rdquo;<br /><br /><i>&ldquo;In Audible, crediamo che la voce sia un mezzo eccezionale per portare in vita racconti ed emozioni&rdquo;</i>&nbsp;aggiunge <strong>Marco Azzani</strong>, country manager Audible Italia.<i>&ldquo;Passare del tempo libero di qualità facendosi raccontare un audio libro o un podcast è un&rsquo;ulteriore bellissima possibilità che speriamo possa aiutare i giovani di Amatrice a trascorrere dei piacevoli momenti di svago e divertimento&rdquo;.<br /><br /></i>&quot;<i>Sono molto orgogliosa di poter essere qui oggi insieme ad altri miei colleghi e contribuire alla realizzazione di questo bellissimo progetto in favore della comunità di Amatrice</i>&quot; - commenta Cristina, dipendente Amazon del centro di distribuzione di Passo Corese. &quot;<i>Da inizio anno faccio parte del comitato di Amazon nella Comunità che è impegnato nell&rsquo;ideazione e realizzazione di attività a sostegno delle realtà locali e questa donazione ne è un esempio eccellente</i>&quot;<br /> <br /> L'evento si è svolto oggi in occasione del World Book Day, l'iniziativa dell'Unesco che mira a celebrare i libri e la lettura, sia tra i più giovani che tra i più anziani.</p>]]></content>
         <pubDate>Tue, 24 Apr 2018 09:09 GMT</pubDate>
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         <title>Web semantico e Big data: studenti dell'Isis “Galilei, Femi, Pacassi” di Gorizia a lezione in Ateneo</title>
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         <description>Venerdì 20 aprile nel polo universitario di S. Chiara</description>
         <content><![CDATA[<p>Le <b>classi quinte dell&rsquo;Istituto statale di istruzione superiore &ldquo;Galilei, Femi, Pacassi&rdquo; di Gorizia</b> hanno partecipato lo scorso venerdì 20 aprile, nel polo universitario del capoluogo isontino, al seminario &ldquo;Competenze digitali e nuove professioni&rdquo;, che aveva la finalità di illustrare il ruolo dell&rsquo;informatica all&rsquo;interno dei corsi di laurea in &ldquo;Informatica&rdquo;, &ldquo;Internet of things, big data &amp; Web&rdquo;, &ldquo;Relazioni pubbliche&rdquo; e &ldquo;Dams &ndash; Discipline dell&rsquo;audiovisivo, dei media e dello spettacolo&rdquo; dell&rsquo;Università di Udine. Gli studenti, circa una settantina, accompagnati dai professori Mariapia Caliri, Gianna Cera e Gaetano Strano, hanno potuto addentrarsi nelle discipline del Web sematico e big data.<br /><br />Il seminario è stato introdotto dai saluti della delegata del rettore per la sede di Gorizia, <b>Nicoletta Vasta</b>, che ha evidenziato la significativa presenza dell&rsquo;informatica nei corsi di laurea dell&rsquo;Università di Udine, nonché le tante attività e iniziative condotte dal Laboratorio di ricerca sul Web sematico, adattivo e sociale &ndash; SasWeb, del Dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche, sul territorio.<br /><br />A seguire, è intervenuta <b>Antonina Dattolo</b>, direttrice del Laboratorio SasWeb. &laquo; Le nostre attività quotidiane &ndash; ha spiegato agli studenti - lasciano una traccia digitale che cresce nel tempo, e che può essere da noi, o da altri, usata e analizzata: le foto sui nostri smartphone, le nostre conversazioni su Facebook, whatsapp o Instagram, la navigazione su Web, la nostra carta di credito, i conta-passi che ci geolocalizzano e tracciano i nostri spostamenti&raquo;.<br /><br />Da qui, la spiegazione di che cosa è il Web semantico, la cui sfida è dare forma e significato a questi dati: &laquo;questo &ndash; ha sottolineato ancora Dattolo - può avere implicazioni molto positive in vari campi, come la sicurezza, lo sport, la vivibilità delle nostre città che stanno diventando sempre più smart&raquo;. La partecipazione degli studenti al seminario è stata stimolata anche attraverso l&rsquo;utilizzo di una piattaforma informatica che ha permesso loro di condividere, direttamente usando il proprio smartphone, le domande e le osservazioni dei singoli su uno schermo visibile a tutti.<br /><br />Si è aperta poi la tavola rotonda: <b>Agostino Dovier</b>, coordinatore dei corsi di laurea in &ldquo;Informatica&rdquo; e &ldquo;Internet of things, big data &amp; Web&rdquo;, ha presentato i due corsi, evidenziandone le specificità e rimarcando le eccellenti possibilità occupazionali post laurea che essi offrono agli studenti. <b>Renata Kodilja</b>, coordinatrice del corso di laurea in &ldquo;Relazioni Pubbliche&rdquo; e del corso di laurea magistrale in &ldquo;Comunicazione integrata per le imprese e le organizzazioni&rdquo;, ha evidenziato l&rsquo;importanza rivestita dal Web e dalle competenze digitali per le professioni legati ai due corsi. Infine, <b>Simone Venturini</b>, coordinatore del corso di laurea magistrale in&rdquo;Scienze del patrimonio audiovisivo e dei nuovi media&rdquo;, ha illustrato le professioni legate al corso di laurea &ldquo;Dams&rdquo; attraverso una carrellata di volti di studenti che si sono laureati a Gorizia e che lavorano con successo in vari settori, evidenziando il ruolo delle competenze digitali e dello storytelling.</p>]]></content>
         <pubDate>Mon, 23 Apr 2018 13:13 GMT</pubDate>
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         <title>Catturato e ri-collarato l'orso Francesco</title>
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         <description>Nella notte fra giovedì 19 e venerdì 20 aprile</description>
         <content><![CDATA[<p>Nella notte <b>fra giovedì 19 e venerdì 20 aprile</b>, nell'ambito del <a href="https://www.parcoprealpigiulie.it/view.aspx?id=ELE0003527&amp;L=it">progetto Interreg Nat2Care</a>, è stato catturato, ri-collarato e subito rimesso in libertà <b>l&rsquo;orso biondo Francesco-M4</b>, il plantigrado collarato per la prima volta <a href="../catturato-201cfrancesco201d-esemplare-dorso-di-189-chili-dalla-pelliccia-chiarissima">nel maggio di due anni fa</a>, allora proveniente dal Trentino, dove è nato nel 2008, fratello di M3, esemplare dal mantello bianco, entrambi figli dell&rsquo;orsa KJ2. Francesco, nella notte fra venerdì 13 e sabato 14 aprile scorsi, era riuscito a scavalcare il recinto di un allevamento di ovini nel borgo di Pani a Enemonzo (Ud), predando e cibandosi di quattro pecore. La cattura è avvenuta proprio presso questa stessa azienda teatro della predazione, grazie al fondamentale contributo dei proprietari che hanno permesso all&rsquo;équipe guidata dall&rsquo;Università di Udine di sistemare la gabbia sui loro terreni, dando anche un importante supporto logistico.<br /><br />&laquo;L&rsquo;operazione &ndash; spiega Stefano Filacorda, del <a href="https://www.uniud.it/it/ateneo-uniud/ateneo-uniud-organizzazione/dipartimenti/di4a">Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali</a>, coordinatore dei progetti sulla fauna selvatica per l&rsquo;Università di Udine &ndash; è ancor più importante in questo momento, perché grazie al nuovo collare sarà possibile <b>seguire Francesco</b>, che, sebbene da diversi anni avesse ormai assunto un regime alimentare vegetariano, ha tornato invece a manifestare comportamenti predatori&raquo;. In particolare, l&rsquo;équipe ha provveduto a togliere il vecchio collare di cui l&rsquo;orso era stato dotato nel 2016 e che era programmato per staccarsi automaticamente nel maggio prossimo. Il nuovo collare permetterà di seguire i movimenti dell&rsquo;orso <b>fino all&rsquo;agosto del 2019</b>.<br /><br />&laquo;Francesco &ndash; ricorda Filacorda &ndash; prima di giungere in Friuli, era purtroppo tristemente noto in Trentino e in Veneto per il suo comportamento predatorio&raquo;. Comportamento che ha tornato a manifestare due fine settimana fa, spinto molto probabilmente dalla fame. &laquo;Ci sembra tanto più importante seguirlo d&rsquo;ora in poi &ndash; aggiunge Filacorda &ndash;, per <b>capire quanto il suo comportamento risulti potenzialmente dannoso</b> e, nel caso, poter avvertire in tempo allevatori e forestali al fine di adottare strategie adeguate. Monitorare questi animali è importante non solo <b>dal punto di vista scientifico</b>, ma anche <b>per prevenire danni e capire quando e perché ci possono essere situazioni di rischio</b>&raquo;.<br /><b><br />In questi primi quattro giorni successivi alla cattura</b>, &laquo;Francesco si è spostato nella destra Tagliamento verso il Monte Valcalda; nel suo transito &ndash; riferisce Filacorda &ndash; è passato in prossimità di un piccolo allevamento di pecore presso Voltois, già interessato nel passato da attacchi di diversi orsi, senza però attaccare il gregge che, comunque, era stato messo in sicurezza dai proprietari avvertiti del passaggio in zona dell&rsquo;orso dal personale dell&rsquo;Università di Udine e della Stazione forestale di Ampezzo&raquo;.<br /><b><br />Al momento della cattura</b> - la nona fra catture e ricatture eseguite dall&rsquo;Università di Udine - &nbsp;Francesco, che oggi ha 10 anni d&rsquo;età, pesava 187 chili, ovvero lo stesso peso registrato due anni fa al momento della prima cattura. Attualmente, dunque, <b>sono ben 3, sui 6-10 presenti in regione, gli orsi attivamente monitorati</b> dall&rsquo;Università di Udine in Friuli Venezia Giulia: con Francesco, <a href="../elisio-il-nuovo-orso-catturato-in-carnia-per-dotarlo-di-radiocollare-satellitare">Elisio</a>, collarato nel giugno dello scorso anno, e <a href="../catturato-e-radiocollarato-nelle-foreste-delle-prealpi-giulie-lorso-mirtillo">Mirtillo</a>, collarato soltanto dieci giorni fa. &laquo;Una situazione &ndash; evidenzia Filacorda &ndash; che testimonia per l&rsquo;Ateneo friulano un <b>ruolo rilevante nel settore della ricerca</b> a livello nazionale e come <b>supporto alla gestione della specie</b>&raquo;.<br /><b><br />I primi risultati delle analisi</b> del sangue effettuate sia su Mirtillo che su Francesco hanno messo in luce che i due orsi sono in buona salute. &laquo;Nei prossimi giorni &ndash; aggiunge Filacorda &ndash; saranno eseguiti, in collaborazione con l&rsquo;Istituto Zooprofilattico delle Venezie, <b>ulteriori valutazioni</b> per evidenziare possibili malattie che possono colpire questi animali, generalmente veicolate da cani e canidi. Con gli esami analizziamo anche il cortisolo, per valutare lo stato di stress che deriva dalla cattura, e alcuni altri ormoni&raquo;.<br /><br />Alla ricattura di Francesco ha partecipato, a fini formativi, anche il <b>personale del </b><b>Corpo Forestale Regionale</b>. &laquo;Si tratta &ndash; spiega Filacorda &ndash; di personale specificatamente dedicato ad affrontare situazioni di emergenza con orsi problematici o in situazioni critiche, ovvero a intervenire nel caso gli orsi facciano danni ripetuti o siano poco timorosi dell'uomo&raquo;. Il loro intervento non è stato fortunatamente ancora mai necessario in regione, se non nel 2015, ma solo per evitare il rischio che l'orso <a href="../lorso-che-sta-attraversando-la-pianura-friulana-potrebbe-essere-madi">Madi</a>, che si era trovato a transitare nell&rsquo;area dell&rsquo;Ikea di Villesse, entrasse in autostrada.<br /><br />In particolare <b>all&rsquo;operazione hanno partecipato</b> come gruppo di cattura, con Stefano Filacorda, Andrea Madinelli e Stefano Pesaro dell&rsquo;Università di Udine e Mauro Azzini e Carlo Cussigh del Corpo Firestale Regionale, e, come gruppo di emergenza del Corpo Forestale, Sandro Cicuttini, Moreno Tosolini e Federica Sancin. Erano inoltre presenti giovani ricercatori, collaboratori e studenti dell&rsquo;Università di Udine e volontari del Villaggio degli Orsi di Stupizza (Pulfero &ndash; Ud): Francesco Bertolini, Riccardo Cumini, Yannick Fanin, Marcello Franchini, Isabella Perlin e Luca Zanchettin.<br /><br />Per la realizzazione dei <b>video</b> si ringrazia Alessandro Cosano.</p>]]></content>
         <pubDate>Mon, 23 Apr 2018 12:12 GMT</pubDate>
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         <title>Festival Vicino/lontano 2018</title>
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         <description>A Udine dal 10 al 13 maggio la 14/a edizione. Sabato 12 maggio il Premio letterario internazionale Tiziano Terzani</description>
         <content><![CDATA[<p>L&rsquo;1% della popolazione del pianeta è più ricco del restante 99%. È un mantra che ormai tutti ci ripetiamo da tempo. Quale equità in un mondo nel quale 43 singoli individui, secondo i dati dell&rsquo;ultimo rapporto Oxfam, posseggono più beni di quelli a disposizione di 3,7 miliardi di persone? <b>&ldquo;Squilibri&rdquo; è il filo conduttore della 14/a edizione del festival vicino/lontano &ndash; Premio Terzani</b>. La manifestazione - che si realizza grazie al sostegno della <b>Regione Friuli Venezia Giulia</b>, del <b>Comune di Udine</b> e della <b>Fondazione Friuli</b>, con il supporto di <b>Saf, Coop Alleanza 3.0, Amga Energia &amp; Servizi, Banca Popolare di Cividale, Federfarma, Confartigianto Udine, Ilcam, ProntoAuto</b> e <b>IdealService</b> - vuole quest&rsquo;anno analizzare le diseguaglianze e gli scompensi che caratterizzano in modo sempre più evidente le nostre società e in generale il nostro pianeta. Per quattro intense giornate, <b>dal 10 al 13 maggio</b>, <b>centinaia di protagonisti</b> <b>del mondo della cultura e dell&rsquo;informazione</b> saranno coinvolti in pubblici dibattiti nel centro storico della città friulana: <b>oltre 100 gli appuntamenti in calendario.</b></p><div>Negli ultimi anni si è allargata a dismisura, e con una formidabile accelerazione, la forbice socio-economica tra le classi. La crisi ha generato nuove forme di diseguaglianza, sommandole alle antiche. Come sta rispondendo la politica, quando il malcontento degli esclusi fomenta rabbia, risentimento e voglia di poteri forti? Ne parleranno, nel confronto inaugurale del festival, i politologi <b>Gianfranco Pasquino </b>e<b> Pierpaolo Portinaro, </b>i filosofi<b> Laura Bazzicalupo </b>e <b>Giovanni Leghissa, </b>provocati da <b>Nicola Gasbarro,</b> presidente del comitato scientifico di vicino/lontano. Di &ldquo;popolocrazia&rdquo;, e delle forme di populismo che spesso si affermano in periodi di forte insicurezza, discuteranno il politologo <b>Ilvo Diamanti, </b>lo storico<b> Guido Crainz, </b>il sociologo<b> Luigi Ceccarini,</b> il giornalista<b> Marco Pacini </b>&ndash; ideatore, con Paolo Cerutti, del progetto vicino/lontano -, moderati dal giurista <b>Guglielmo Cevolin.</b> A raccontare al pubblico il &ldquo;più grande ricatto mai fatto alla Repubblica&rdquo;, entrando nei fatti e misfatti dell'uomo di Mafia Capitale, sarà il vicedirettore dell&rsquo;<i>Espresso, </i><b>Lirio Abbate, </b>protagonista anche - al Teatro Nuovo Giovanni da Udine - dellamattinata dedicata alla legalità, momento conclusivo di un percorso formativo rivolto agli studenti e ai detenuti sui temi dell&rsquo;etica e della responsabilità. Il progetto, coordinato da <b>Liliana Mauro, </b>giunge quest&rsquo;anno alla sua 11/a edizione. Tra gli ospiti anche il rapper <b>Amir Issaa</b>, il fondatore dell&rsquo;associazione internazionale contro il caporalato No-Cap <b>Yvan Sagnet </b>e gli animatori - <b>Antonio Domino, Graziella Domino, Massimo Sole</b> - del progetto &ldquo;Gli Invisibili&rdquo;, nato a Palermo e dedicato a tutte le vittime innocenti della mafia e dell&rsquo;indifferenza<b>. </b>Portano nelle scuole e nelle associazioni la loro testimonianza e quella dei familiari dei 108 bambini uccisi dalla mafia, e si battono per ottenere giustizia.</div>  <div>Chi ha riaperto la forbice tra i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più numerosi? Dove e come si è formata la diseguaglianza del terzo millennio? Perché e come contrastarla? E quale rapporto c&rsquo;è tra la giustizia formale, proclamata solennemente dall&rsquo;articolo 3 della Costituzione, e quella sostanziale, amministrata quotidianamente nei nostri tribunali? Ne parleranno l&rsquo;economista <b>Maurizio Franzini, </b>tra gli estensori del &ldquo;Manifesto contro le diseguaglianze&rdquo;, e il magistrato <b>Elisa Pazé</b> con la giornalista <b>Roberta Carlini</b>.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>Al centro del consueto quadro geopolitico il progressivo aggravarsi degli squilibri e della conflittualità nei rapporti fra stati in vaste aree del pianeta e in particolare nel Medio Oriente. &ldquo;L&rsquo;era del disordine mondiale&rdquo; sarà il tema dell&rsquo;atteso intervento magistrale del direttore di LiMes <b>Lucio Caracciolo, </b>coinvolto con<b> Guglielmo Cevolin, Luciano Bozzo </b>e<b> Gian Andrea Gaiani </b>anchenella presentazione dell&rsquo;ultimo numero di LiMes, &ldquo;Lo stato del mondo&rdquo;, appuntamenti come sempre realizzati in collaborazione con Historia.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>In un&rsquo;epoca in cui cresce continuamente la distanza tra i più ricchi e i più poveri del pianeta, anche in termini di istruzione e possibilità di accedere a una corretta informazione, tra coloro che sanno di più e coloro che conoscono meno, tra i pochi che governano i processi globali e la moltitudine dei consumatori e degli esclusi, l&rsquo;antropologia ha il dovere scientifico ed etico di interrogarsi. Come invertire questo processo? Proverà a rispondere a questa domanda uno degli intellettuali più originali del nostro tempo, l&rsquo;antropologo <b>Marc Augé, </b>in dialogo con<b> Nicola Gasbarro.</b></div>  <div>Quale ruolo ha la scuola nel garantire l&rsquo;uguaglianza tra i cittadini? E quale forma di uguaglianza dovrebbe promuovere? Cercheranno di argomentare le loro ipotesi, nel dibattito realizzato in collaborazione con la Società filosofica italiana-Sezione Fvg, la docente <b>Eleonora De Conciliis</b> e il ricercatore <b>Marco Romito</b>, con la moderazione di <b>Beatrice Bonato, </b>presidente della SFI-Fvg oltre che membro del comitato scientifico di vicino/lontano.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>Di cosa parliamo quando parliamo di lavoro al tempo del capitalismo maturo e della rivoluzione digitale? Chi sono i lavoratori del mondo contemporaneo&nbsp;e quali conseguenze ha sulla stabilità e sulla qualità della loro vita la condizione di precariato e di oggettivo sfruttamento di cui sono vittime? Ne parleranno, in un dibattito pensato in collaborazione con Multiverso, il filosofo <b>Roberto Ciccarelli, </b>l&rsquo;economista<b> Marta Fana </b>eil giornalista<b> Riccardo Staglianò,</b> in dialogo con l&rsquo;economista <b>Roberto Grandinetti.</b></div>  <div>&nbsp;</div>  <div>I progressi della biomedicina renderanno ancora più evidente, accentuandolo, il divario già esistente fra paesi ricchi e paesi poveri del pianeta? Solo le persone più ricche avranno la possibilità di accedere ai più efficaci e costosi &ldquo;ultimi ritrovati&rdquo; delle scienza? Discuteranno del problema gli scienziati <b>Chiara Carrozza </b>e<b> Mauro Giacca, </b>il filosofo<b> Umberto Curi </b>e il medico di MSF<b> Roberta Petrucci</b> con la moderazione di <b>Michele Morgante, </b>genetista all&rsquo;Università di Udine.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>Il problema dei flussi migratori resta il fenomeno epocale che tutti abbiamo il dovere di conoscere, con onestà intellettuale, nella sua drammatica complessità. Vicino/lontano propone quest&rsquo;anno sul tema un articolato incontro-dibattito con il pubblico, che vedrà gli interventi del giurista <b>Andrea Saccucci</b>, della demografa <b>Elena Ambrosetti</b>, dell&rsquo;economista <b>Fadi Hassan</b>, del sociologo <b>Stefano Allievi</b>, dell&rsquo;advocacy officer di MSF <b>Bianca Benvenuti, </b>del fondatore dell&rsquo;associazione internazionale No-Cap<b> Yvan Sagnet </b>e del giornalista d&rsquo;inchiesta <b>Fabrizio Gatti. </b>Un ritorno atteso, quello del vincitore del Premio Terzani 2008: Gatti porterà a vicino/lontano, tra l&rsquo;altro, il suo recentissimo film-inchiesta <b>&ldquo;Un unico destino&rdquo;</b>, che documenta le verità nascoste di una spaventosa tragedia umanitaria, il naufragio dell&rsquo;11 ottobre 2013 che costò la vita a 268 persone in fuga dalla Siria, 60 delle quali bambini. Il film, che ha portato a riaprire l&rsquo;inchiesta sui fatti, è prodotto dalla Divisione Digitale del Gruppo Gedi e da <i>l&rsquo;Espresso</i>, in collaborazione con 42&deg; Parallelo e Sky e verrà proposto anche ai ragazzi delle scuole e agli studenti universitari grazie alla collaborazione del Dipartimento di Scienze giuridiche dell&rsquo;Università di Udine.</div>  <div>In tempi di crisi, godono di un rinnovato successo pregiudizi, diffidenza, xenofobia e sentimenti di odio dalle inquietanti coloriture razziste. &ldquo;Non voglio essere razzista, ma&hellip;&rdquo; è la riflessione provocatoria condotta da <b>Nicola Gasbarro</b> e affidata al genetista <b>Guido Barbujani</b>, all&rsquo;antropologo <b>Gian Paolo Gri</b> e alla scrittrice <b>Igiaba Scego</b>.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>Infine, è ai giovani in particolare che vicino/lontano ha voluto affidare il compito di guardare il mondo dal punto di vista del futuro, lanciando la sfida di una improrogabile assunzione di responsabilità nei confronti dell&rsquo;ambiente, la cui salute e il cui equilibrio possono garantire alle future generazioni un pianeta vivibile. La responsabilità individuale nella salvaguardia dell&rsquo;ambiente è al centro dell&rsquo;edizione 2018 del <b>Concorso Scuole Tiziano Terzani</b> e del progetto a cura dei <b>ragazzi della redazione Scuola del <i>Messaggero Veneto</i></b><i>, </i>che da Udine, con <b>Folco Terzani,</b> lanceranno un appello per coinvolgere i loro coetanei di tutta Italia. Nel corso della mattinata per la premiazione dei vincitori del Concorso, i ragazzi assisteranno alla proiezione del documentario di <b>Eugenio Fogli </b>&ldquo;Un mare di plastica&rdquo;, girato interamente in Friuli Venezia Giulia (verrà presentato dall&rsquo;autore anche in san Francesco insieme al ricercatore <b>Tomaso Fortibuoni)</b> &nbsp;e allo spettacolo &ldquo;Dove c&rsquo;era l&rsquo;erba&rdquo;, con <b>gli allievi del primo anno di corso della Civica Accademia d&rsquo;Arte Drammatica Nico Pepe di Udine</b> per la regia di Claudio de Maglio, un viaggio verso una flebile ma intensa speranza di salvarci.</div>  <div>&ldquo;Contro natura&rdquo; è il titolo della riflessione, sempre in tema di attenzione e rispetto per l&rsquo;ambiente, proposta da L&rsquo;Altro Versante, con il regista e docente <b>Marco Rossitti</b>, lo psicologo e studioso di scienze cognitive <b>Ugo Morelli</b> e il glaciologo <b>Christian Casarotto, </b>moderati dal giornalista<b> Gianpaolo Carbonetto</b>. A cura del progetto nazionale L&rsquo;Altro Versante è anche la mostra &ldquo;Un Paese mille paesaggi&rdquo; in corso nella chiesa di San Francesco fino al 10 giugno, che farà da cornice agli appuntamenti del festival.</div>  <div>A chiudere vicino/lontano 2018, <b>&ldquo;Tecno-Filò&rdquo;</b>, una riflessione a voce alta su come la nostra vita stia cambiando, grazie o per colpa delle nuove tecnologie. Un monologo-spettacolo di e con <b>Marco Paolini, </b>artigiano e manutentore del mestiere di raccontare storie, che grazie a quest&rsquo;arte antica sa portare problemi complessi, con irresistibile capacità comunicativa, al cuore del grande pubblico.</div><div>&nbsp;</div>  <div><b>PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE TIZIANO TERZANI</b></div>  <div>Ancora una volta la giuria del Premio Terzani ha colto nel segno, premiando <b>Domenico Quirico</b> proprio mentre l&rsquo;evoluzione del conflitto in Siria sta tornando con forza sotto i riflettori della politica internazionale. In <b><i>Succede ad Aleppo</i> (Laterza)</b> l&rsquo;inviato de <i>la Stampa</i>, già finalista al Terzani 2017 con <i>Il grande esodo,</i> ripercorre gli anni della guerra civile siriana con la forza di una testimonianza vissuta drammaticamente. Perché Aleppo è &ldquo;insieme Guernica e Stalingrado, Sarajevo e Grozny. Aleppo non esiste più. Anni di guerra ne hanno spazzato via i 2 milioni di abitanti, lasciando soltanto macerie. &laquo;Oggi scrivere &ndash; di Aleppo, di Siria, di guerre, di migrazioni, di profughi &ndash; è un atto obbligatorio&raquo; ha affermato Quirico in occasione della conferenza stampa che lo scorso 12 aprile a Milano ha annunciato il Premio. È obbligatorio farlo contro la &laquo;perfezione dell&rsquo;indifferenza del XXI secolo, contro il silenzio: opaco, atroce, inumano. È la lezione di Tiziano Terzani. Sui giornali, finché esisteranno, nei libri, con le immagini, le parole: guardare, ascoltare, impregnarsi della violenza del mondo e scrivere. Scrivere per disfarsi dei pregiudizi, dell'illusione di aver già compreso tutto, della paura&raquo;. <b>Domenico Quirico sarà premiato da Angela Terzani, </b>da poco insignita della cittadinanza onoraria di Udine, <b>sabato 12 maggio, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine.</b> Alla serata-evento, da sempre momento centrale del festival,interverrà anche <b>Emel Mathlouthi</b>, l&rsquo;artista tunisina divenuta icona della Primavera araba. Anche nel suo canto di libertà risuonerà idealmente lo spirito pacifista di quel Tiziano Terzani che scrisse le <i>Lettere contro la guerra</i> e che abbiamo trovato espresso nelle pagine di molti degli autori che nel suo nome sono stati premiati a Udine in questi anni. A condurre la serata sarà nuovamente <b>Claudio de Maglio,</b> direttore della Civica Accademia d&rsquo;Arte Drammatica Nico Pepe, mentre a intervistare Domenico Quirico sarà la giornalista della redazione Esteri del <i>Corriere della Sera </i><b>Marta Serafini</b>.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div><b>GLI INCONTRI DI APPROFONDIMENTO</b></div>  <div>Come ogni anno l&rsquo;Oratorio del Cristo, sede della Civica Accademia d&rsquo;Arte Drammatica Nico Pepe, e Casa Cavazzini, il Museo d&rsquo;arte moderna e contemporanea di Udine, ospitano un serrato calendario di incontri di approfondimento. In ambito economico è prevista una riflessione di particolare attualità in tema di tasse con gli economisti <b>Silvia Giannini, Nicola Rossi, Antonio Massarutto </b>e l&rsquo;ex presidente dell&rsquo;ordine nazionale dei commercialisti <b>Claudio Siciliotti. </b>Un focus sulla riforma del sistema del controllo bancario vedrà coinvolti l&rsquo;economista<b> Mario Gregori, </b>il pubblico ministero<b> Michele Ruggiero </b>e la giornalista<b> Luana De Francisco. </b>E di nuovo un economista,<b> Paolo Ermano</b>, affronterà con il direttore de<i>Linkiesta, </i><b>Francesco Cancellato</b>, il problema dell&rsquo;occupazione giovanile, in un incontro realizzato in collaborazione con Arci-Cas&rsquo;Aupa. Di donne e lavoro parleranno la docente di diritto del lavoro <b>Valeria Filì, </b>la sociologa<b> Graziella Priulla </b>e il giornalista<b> Danilo De Biasio </b>in un incontro a cura del Festival dei Diritti Umani. Numerosi gli appuntamenti in tema di &ldquo;genere&rdquo; in questa edizione del festival. La necessità di ragionare in modo non scontato sui femminicidi, sul caso Weinstein, sui nuovi movimenti delle donne, sulla &quot;teoria del gender&quot;, ma anche sulla gravidanza per altri e sull'ondata social #metoo saranno al centro dell&rsquo;analisi che vedrà coinvolte la saggista <b>Ida Dominijanni</b>, la giornalista <b>Elena Tebano</b> e la docente di Letterature comparate <b>Sergia Adamo.</b> Un progetto di riconciliazione al femminile nel martoriato territorio di Srebrenica, la cooperativa Insieme, sarà raccontato dalla fondatrice <b>Rada Žarković,</b> protagonista di un incontro condotto dalla traduttrice <b>Elisa Copetti</b>. E ancora in programma in tema di &ldquo;genere&rdquo;, una conversazione tutta al femminile, condotta da <b>Maddalena Bosio</b>, avvocata del foro di Udine appassionata delle tematiche relative alla tutela dei diritti umani, tra la giornalista <b>Roberta Carlini</b>, la psicologa <b>Roberta Beltramini </b>e l&rsquo;avvocata femminista <b>Marcella Pirrone</b>. E infine, la storia e il dramma di Antigone saranno al centro del racconto-laboratorio <b>&ldquo;Parole e Sassi&rdquo;</b> proposto dal Teatro della Sete e condotto dall&rsquo;attrice e drammaturga <b>Valentina Rivelli</b>, per invitare il pubblico, soprattutto quello femminile, a immaginare un futuro migliore. In tema di scuola e di inclusione, la lezione di don Milani sarà ripercorsa dalla storica <b>Vanessa Roghi</b>, dal fondatore del Centro Balducci <b>Pierluigi Di Piazza</b> e dal pedagogista <b>Davide Zoletto</b>, in un incontro a cura della Fondazione Villa Emma. &ldquo;L&rsquo;impossibilità&rdquo; sarà il tema della tradizionale lectio filosofica di <b>Pier Aldo Rovatti, </b>che con l&rsquo;allievo<b> Andrea Muni </b>discuterà anche di &ldquo;masochismo buono e masochismo cattivo&rdquo;.Ancora due filosofi, <b>Maurizio Balistreri</b> e <b>Giovanni Leghissa</b> ragioneranno in merito alle potenzialità e agli interrogativi di ordine etico posti dalle nuove tecniche di intervento sul genoma. E del probabile, futuro dominio della tecno-scienza, a partire dal libro <i>Prossimi umani,</i> parleranno la sociologa <b>Maria Frega,</b> il giornalista e saggista <b>Francesco De Filippo </b>e il direttore del <i>Messaggero Veneto </i><b>Omar Monestier. </b>Di genitori e figli sui social network, in un incontro a cura di Elsa-Udine, discuteranno il giornalista <b>Simone Cosimi </b>eil docente di Pedagogia speciale <b>Daniele Fedeli, </b>sollecitati dal giornalista e presidente di Elsa-Udine <b>Gabriele Franco. </b>Tra gli appuntamenti in programma anche la presentazione della rivista &ldquo;Digressioni&rdquo; con <b>Gian Paolo Gri</b>, un focus in tema di architettura su &ldquo;Distanza e prossimità&rdquo; a cura dell&rsquo;Ordine degli Architetti di Udine con <b>Emilio Caravatti </b>e <b>Paolo Bon</b>, e un approfondimento su lingue minoritarie e plurilinguismo a cura dell&rsquo;ARLeF, moderato dal suo direttore <b>William Cisilino</b> con <b>Eugenia Natisoulidou, Carlo Puppo </b>e <b>Filippo Salvatore.</b></div>  <div>Vicino/lontano ospita anche quest&rsquo;anno<b> &ldquo;Estensioni&rdquo;, </b>una rassegna di appuntamenti che hanno come focus le culture, le letterature, le società dei paesi dell&rsquo;Est Europa e dei Balcani. E le &ldquo;Ultime notizie dall&rsquo;Est Europa&rdquo;, a oltre vent&rsquo;anni dalla fine della guerra fredda, saranno oggetto della riflessione della ricercatrice di Osservatorio Balcani e Caucaso <b>Marzia Bona </b>e della giornalista investigativa<b> Cecilia Ferrara. </b>Ospite di spicco della rassegna l&rsquo;intellettuale <b>Milenko Jergović, </b>protagonista di un focus dedicato al panorama letterario dell&rsquo;Est Europa oltre che testimone nell&rsquo;ambito di un incontro che ripercorrerà la vicenda della distruzione e della rinascita della biblioteca di Sarajevo e che vedrà coinvolti anche il giornalista <b>Gigi Riva, </b>il filologo e critico letterario <b>Piero Boitani </b>e lo scrittore e consulente scientifico della Biblioteca Guarneriana di San Daniele <b>Angelo Floramo</b>.&nbsp;In anteprima nazionale verrà poi presentato <i>I Cancellati</i>, il nuovo romanzo dello scrittore sloveno <b>Miha Mazzini, </b>che converserà con <b>Gigi Riva </b>e <b>Andra Saccucci, </b>uno dei due avvocati italiani che vinsero la causa dei &ldquo;Cancellati&rdquo; davanti alla Corte europea dei diritti dell&rsquo;uomo. La rassegna &ldquo;Estensioni&rdquo; ospiterà anche la voce di <b>Faruk Šehić, </b>che insieme al poeta<b> Maurizio Mattiuzza </b>rifletterà sul dopoguerra e i suoi fantasmi. In occasione dei 40 anni della legge Basaglia, in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale dell&rsquo;Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine, vicino/lontano ospita, negli spazi della Comunità Nove a Sant&rsquo;Osvaldo, la testimonianza del &ldquo;Basaglia&rdquo; africano <b>Grégoire Ahongbonon</b>, che da trentacinque anni si prodiga per liberare letteralmente dai ceppi i malati di mente, che in alcuni paesi dell&rsquo;Africa Occidentale ancora oggi vengono ridotti in schiavitù, segregati e incatenati. Dialogheranno con lui gli psichiatri <b>Renzo Bonn</b> e<b> Marco Bertoli.</b></div>  <div>&nbsp;</div>  <div><b>ANTEPRIME, MOSTRE E PERFORMANCE</b></div>  <div>Moltissime le iniziative chiamate a scandire il countdown per l&rsquo;avvio del festival. Anche quest&rsquo;anno ad aprire le porte della chiesa di San Francesco, il 9 maggio, sarà un concerto della stagione musicale della Fondazione Bon: <b>&ldquo;Beethoven. La rivoluzione in musica&rdquo;</b> con Gökhan Aybulus al pianoforte, l&rsquo;Orchestra Giovanile Alpina e il Coro Del Friuli Venezia Giulia, diretti dal Maestro Paolo Paroni. All&rsquo;Università di Udine, sede di via Margreth, verranno presentati i risultati di un&rsquo;indagine condotta online dai ricercatori dell&rsquo;Ires Fvg, in collaborazione con le Università di Udine e di Trieste (Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali) e Constraint Magazine-Udine su un campione di 1.630 studenti universitari degli atenei di Udine e di Trieste, per analizzare le abitudini e le modalità di consumo culturale dei giovani studenti del Friuli Venezia Giulia. Ne parleranno, il 2 maggio, i ricercatori <b>Gabriele Blasutig</b> (Università di Trieste), <b>Michele Flaibani</b> (Ires),<b> Nicola Strizzolo </b>(Università di Udine), il presidente del comitato scientifico di vicino/lontano <b>Nicola Gasbarro, Alessandra Conte</b> e <b>Luca Pavan</b> per Constraint Magazine. Sempre il 2 maggio, alle 17, nella sede di via Tomadini dell&rsquo;Università di Udine, inaugurerà la mostra, curata da Maurizio Guerri, &ldquo;<b>L&rsquo;occhio fotografico di Ernst Jünger&rdquo;. </b>L&rsquo;iniziativa, a curadell&rsquo;associazione culturale &ldquo;Territori delle idee&rdquo; (responsabile del progetto Luca Taddio in collaborazione con Damiano Cantone) prevede due seminari aperti al pubblico (l&rsquo;11 e il 12 maggio) a cura dell&rsquo;Università di Udine e propone per la prima volta a Udine il lavoro fotografico di una delle più importanti figure della cultura europea del XX secolo. L&rsquo;omaggio a un esponente di primo piano di quella che il critico Germano Celant ha definito Arte Povera, è l&rsquo;esposizione &ldquo;<b>Sindoni senza identità&rdquo;, </b>che la Stamperia d&rsquo;Arte Albicocco dedica a Jannis Kounellis, esponendo nei propri spazi dodici incisioni calcografiche al carborundum dell&rsquo;artista greco recentemente scomparso (inaugurazione il 4 maggio alle 18.30). Nella galleria temporanea Spazio Mosaico Di, l&rsquo;artista <b>Mohamed Chabarik</b> propone la personale <b>&ldquo;A viso aperto&rdquo;: </b>opere scultoree e multi-materiche, a partire dal vissuto dell&rsquo;artista, originario di Aleppo, svelano emozioni e &ldquo;scombussolamenti&rdquo; di un individuo singolare (inaugurazione il 5 maggio alle 18.30). Il Friuli Venezia Giulia <b>&ldquo;Dal &rsquo;68 agli anni di piombo&rdquo; </b>viene raccontato dalla mostra fotografica a cura di Paolo Jacob, Sara Rosso e Francesco Rodaro, che sarà esposta negli spazi della Libreria Friuli (inaugurazione l&rsquo;8 maggio alle 18). E il 9 maggio (alle 18.00), alla Galleria fotografica Tina Modotti, nel giorno esatto del 40esimo anniversario dell&rsquo;assassinio dell&rsquo;attivista siciliano Peppino Impastato, viene inaugurata la mostra fotografica <b>&ldquo;La voce di Impastato. Volti e parole contro la mafia&rdquo; </b>di Elia Falaschi. In esposizione l&rsquo;apparato fotografico di un libro che raccoglie sei anni di interviste ai protagonisti dell&rsquo;antimafia italiana. Il volume verrà presentato, fresco di stampa, a Casa Cavazzini l&rsquo;11 maggio, alla presenza degli autori, il fotografo <b>Elia Falaschi</b> e il giornalista <b>Ivan Vadori,</b> e della giornalista <b>Luana de Francisco, </b>moderati da<b> Cristina Savi. </b>Dal 9 al 3 maggio, in Largo Ospedale Vecchio, saranno esposte <i>open air</i> le migliori immagini del contest fotografico <b>#Disequality</b>, lanciato su Instagram all&rsquo;inizio di aprile da Constraint Magazine (ideazione Alessandra Conte, Luca Pavan, Chiara Tomé). Non poteva mancare anche quest&rsquo;anno la presenza di <b>Medici Senza Frontiere</b>, da molti anni partner di vicino/lontano: la ong porta a Udine in anteprima la mostra fotografica <b>&ldquo;Dawn of Recovery&rdquo;</b>,cheattraverso gli scatti di Alessio Mamo racconta per immagini il programma di chirurgia ricostruttiva di Medici Senza Frontiere ad Amman. La mostra (inaugurazione l&rsquo;11 maggio, alle 18) ospiterà un desk informativo di MSF. A disposizione del pubblico i visori 3D per &ldquo;entrare&rdquo; nel vivo dei vari progetti dell&rsquo;Organizzazione. Sempre venerdì 11, alle 18.30, inaugura nello spazio espositivo Make <b>&ldquo;A mani nude&rdquo;, </b>mostra fotografica a cura della coalizione internazionale di ong Shipbreaking Platform.Gli scatti di <b>Francesco Chiavarino</b> e <b>Isacco Chiaf</b> - che interverranno con <b>Nicola Mulinaris </b>di Shipbreaking Platform- denunciano i costi umani e ambientali dello smantellamento di navi in India e Bangladesh. La Fondazione Friuli ospiterà il 9 maggio la presentazione di <i>Prendiamo la parola. Esperienze dal &rsquo;68 in Friuli Venezia Giulia</i> <b>con Giampaolo Borghello e Furio Petrossi. </b>Venerdì 11, sempre nella sala della Fondazioni Friuli, la Società Filosofica Italiana-sezione Fvg presenterà il nuovo quaderno di &ldquo;Edizione&rdquo; con <b>Beatrice Bonato, Claudia Furlanetto e Francesco Bilotta. </b>E ancora venerdì 11, al Teatro San Giorgio, alle 21, è in programma, a cura dell&rsquo;ARLeF, la presentazione della seconda serie di <b>Int/Art Sintî locâl - Agjî globâl</b>,con proiezione e dibattito tra i protagonisti: <b>Giorgio Cantoni</b>,<b> Dorino Minigutti</b>, <b>Michele Bazzana</b>, <b>Edi Carrer</b>, <b>Alice Durigatto</b>, <b>Luca Malisan</b>, <b>Carin Marzaro</b>, <b>Aida Talliente</b>, <b>Lorenzo Fabbro</b> e la moderazione di <b>Paolo Cantarutti</b>, I documentari sono una produzione Agherose realizzata col sostegno dell&rsquo;ARLeF e del Fondo Audiovisivo Fvg. Sempre al San Giorgio (domenica 13 maggio alle 21.30) il concerto del leggendario duo <b>Ninos Du Brasil</b> a cura di Dissonanze\\Udine Cas&rsquo;Aupa. Il documentario<b>Sono=Siamo. Storie di disuguaglianza, </b>che sarà proiettato in san Francesco sabato 12 maggio, è un'indagine ideata e realizzata da giovani nella nostra città (ideazione e progettazione Nikita Da Ros, videomaking e montaggio Andrea Versolatto, co-partecipazione e fotografie Fabrizio Rigo, interviste Francesca Platania) sul tema delle diseguaglianze. Ispirata al filo conduttore di vicino/lontano 2018 è anche <b>&ldquo;Bolus&rdquo;, </b>performance del collettivo <b>EnidUDanza</b> (coordinamento Elisabetta Ceron). Due danzatrici, <b>Maria Anna Deidda </b>ed<b> Erica Modotti, </b>interpreteranno il tema della contrapposizione tra paesi ricchi e paesi poveri (sabato 12 alle 18 e alle 19.15, giovedì 10 in occasione dell&rsquo;inaugurazione del festival). Alle diseguaglianze è ispirata anche la performance di street art <b>&ldquo;DisuguagliArte&rdquo; </b>di <b>Style1 </b>(ideazione Nikita Da Ros) in programma sabato 12 maggio, la mattina, in piazza Matteotti. Si ispira alle trasgressioni futuriste la performance <b>&ldquo;Esposizione in movimento&rdquo; </b>(ideazione e direzione artistica Ofelia Croatto e Giovanni Floreani), a cura delle associazioni Fare e Furclap, in programma domenica 13 alle 19 a Casa Cavazzini. Le sperimentazioni del movimento futurista hanno guidato anche il percorso itinerante nel centro storico di Udine <b>&ldquo;Arte in libertà review-dal Futurismo alla Disobbedienza&rdquo;</b> che sabato 12 maggio da Largo Ospedale Vecchio, passando per piazza XX Settembre e via Cavour, approderà in piazzetta Lionello.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>Vicino/lontano ospita quest&rsquo;anno l&rsquo;annuale &ldquo;Reunion&rdquo; degli Alumni dell&rsquo;Università di Udine (al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, venerdì 11). Alle 19, nel foyer, verrà presentata l&rsquo;offerta formativa dell&rsquo;Ateneo in un evento conviviale accompagnato da musica dal vivo e pizza in tranci offerti ai partecipanti. Seguirà, alle 20.30, &ldquo;La notte dei Grifoni d&rsquo;argento&rdquo;, un talk show condotto dal vicedirettore del Tg5 <b>Giuseppe De Filippi, </b>cheintervisterà e premierà otto ex allievi dell&rsquo;Università di Udine che dopo la laurea hanno avuto percorsi di carriera di pregio. Gran finale alle 21.45 con &ldquo;Mister Forest Show&rdquo;, di e con <b>Michele Foresta</b>, che si cimenterà in una serie di numeri di alta prestidigitazione, con cui cercherà di dare un senso arcano alle banalità del quotidiano, addentrandosi con <i>nonchalance</i> in tutte le branche della magia, dal mentalismo all&rsquo;ipnosi e dalla manipolazione all&rsquo;escapologia con un unico risultato: l&rsquo;esilarante fallimento.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>&nbsp;</div>  <div><b>IN LIBRERIA</b></div>  <div>Anche quest&rsquo;anno le librerie della città accoglieranno un intenso calendario di eventi. &nbsp;Presenteranno le loro ultime pubblicazioni, fra gli altri: <b>Giorgio Osti, Giuseppe Mariuz, Cristina Noacco, Gianfranco Pasquino, Amir Issaa, Alessandro Tasinato, Tiziano Possamai, Albarosa Ines Bassani, Simona Silvestri, Nicolò Giraldi, Michele De Lucia, Riccardo Staglianò, Francesco Maria Tedesco, Guido Crainz, Marco Monte, Giuliana Borsatti, Elisa Cozzarini. </b>Alla libreria Martincigh, venerdì, sarà presentato &ldquo;<b>Casa Azul</b>&rdquo;, libro d&rsquo;Artista di <b>Giulia Iacolutti</b>, che converserà con i giuristi <b>Francesco Bilotta </b>e <b>Patrizia Fiore</b>. Alla Feltrinelli è in programma anche quest&rsquo;anno, sabato 12, il seminario della Segreteria udinese della Scuola lacaniana di psicoanalisi in tema di &ldquo;Molestie sulle donne nel mondo del lavoro&rdquo;, con<b> Luisella Brusa, Gelindo Castellarin </b>e <b>Laura Martini.</b> Sempre alla Feltrinelli <b>Andrea Muni, Davide Pittioni</b> e<b> Stefano Tieri </b>della redazione di <i>Charta Sporca</i> discuteranno con i ragazzi del <b>Gruppo Bloom </b>di Cas&rsquo;Aupa di come continuare a creare spazi di resistenza critica. Infine, a pensare ai più piccoli è anche quest&rsquo;anno l&rsquo;Arlef, che propone la presentazione (alla Libreria Moderna, domenica mattina) di <i>Fameis</i> e di <i>Benrivâts tal marimont!</i> (alla libreria La pecora nera, sabato pomeriggio). &nbsp;</div>  <div><b>&nbsp;</b></div>  <div><b>&nbsp;</b></div>  <div><b>INFORMAZIONI</b></div>  <div>La partecipazione a tutti gli eventi del festival è libera e gratuita, fino a esaurimento dei posti disponibili. Sono a pagamento, come indicato nel programma, i concerti: Beethoven. La rivoluzione in musica(9 maggio, Chiesa di san Francesco); Ninos Du Brasil (13 maggio, Teatro San Giorgio).</div>  <div>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div>  <div>Per la Chiesa di San Francesco, l&rsquo;Oratorio del Cristo e Casa Cavazzini è previsto un ingresso preferenziale per gli &ldquo;Amici di vicino/lontano&rdquo; &ndash; fino a 10 minuti prima dell&rsquo;inizio di ogni evento.</div>  <div><b>&nbsp;</b></div>  <div><b>Infopoint</b></div>  <div>A partire da mercoledì 2 maggio è attivo in via Cavour/piazzetta Lionello un infopoint, dove si può ritirare il materiale informativo e/o diventare &ldquo;Amici di vicino/lontano&rdquo;. Dal pomeriggio di mercoledì 9 maggio è attivo anche l&rsquo;infopoint di fronte alla Chiesa di San Francesco.</div>  <div>Nei giorni della manifestazione sono in funzione anche gli stand di Medici Senza Frontiere e di Coop Alleanza 3.0 con i prodotti della linea Solidal (sabato e domenica).</div>  <div><b>&nbsp;</b></div>  <div><b>Bookshop</b></div>  <div>Le pubblicazioni degli ospiti di vicino/lontano sono in vendita nello spazio bookshop di fronte alla Chiesa di San Francesco, a cura delle Librerie Einaudi, Friuli, Moderna e Tarantola.</div>  <div>Presso il bookshop sono in distribuzione le cartoline <b>GiraLibrerie</b>. Tutti coloro che a fine festival avranno raccolto almeno 5 timbri delle diverse librerie che ospitano le presentazioni in programma (la timbratura avverrà al termine degli incontri) riceveranno in regalo la Tshirt di vicino/lontano.</div>  <div><b>&nbsp;</b></div>  <div><b>Biglietti per il Premio Terzani</b></div>  <div>I biglietti numerati per la serata di sabato 12 maggio sono ritirabili gratuitamente, per un massimo di 2 a persona, <u>presso la biglietteria del Teatro Nuovo Giovanni da Udine</u> negli orari di apertura (16-19), a partire da mercoledì 9 maggio e fino all&rsquo;orario di inizio della serata di sabato 12 maggio.</div>  <div>Gli &ldquo;Amici di vicino/lontano&rdquo; 2018 hanno la possibilità di ritirare i biglietti in anticipo, a partire dalle ore 16 di martedì 8 maggio.</div>  <div>Chi risiede fuori regione può prenotare il proprio posto via mail, scrivendo a premioterzani@vicinolontano.it e allegando alla richiesta la fotocopia della carta d&rsquo;identità, entro lunedì 7 maggio. I biglietti vanno ritirati in Teatro entro le ore 20.00 di sabato 12 maggio.</div>]]></content>
         <pubDate>Fri, 20 Apr 2018 13:13 GMT</pubDate>
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         <title>Far East Film Festival, edizione numero 20 </title>
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         <description>A Udine, al Teatro Nuovo e al Visionario</description>
         <content><![CDATA[<p>Prima che da un&rsquo;idea, folle e visionaria come tutte le idee in anticipo sui tempi, si può dire il <b><a href="http://www.fareastfilm.com/">Far East Film Festival</a></b> sia nato da un colpo di fulmine. Il colpo di fulmine per un capolavoro che, nell&rsquo;ormai remoto 1994, sembrava caduto giù da Marte: <b><i>Hong Kong Express</i></b> di <b>Wong Kar-wai </b>(<b><i>Chungking Express</i></b>, per i puristi). Cinque anni più tardi, il <b>10 aprile 1999</b>, i riflettori internazionali si accendevano per la prima volta sul <b>festival udinese</b> e ora, ora che il <b>festival udinese</b> è diventato <b>l&rsquo;epicentro europeo del cinema asiatico</b> e sta per tagliare <b>il traguardo del ventennale</b>, ecco che <b>il cerchio si chiude</b>. Simbolicamente. Magnificamente.</p><div>&nbsp;</div>  <div>Un vero e proprio passaggio del testimone &ndash; lontano dalle tentazioni autocelebrative, lontano dal reducismo &ndash; tra le radici piantate, curate, viste crescere per vent&rsquo;anni e tutti i sogni che verranno&hellip;</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>Se<b> venerdì 20 aprile</b>, dunque, inizierà ufficialmente il viaggio del <b>Far East Film Festival 20</b>, offrendo al pubblico una <b>Opening Night</b> davvero memorabile (il super spy action coreano <b><i>Steel Rain</i></b>, condiviso con <b>Netflix</b>, e la preview mondiale del thriller malesiano <b><i>Crossroads: One Two Jaga</i></b>), ecco appunto che <b>sabato 21 aprile</b> <b>si chiuderà il cerchio</b>: non solo perché, <b>alle 20.00</b>, verrà proiettato <b><i>Hong Kong Express</i></b>, e già basterebbe, ma perché sul palco del <b>Teatro Nuovo</b> <b>&ldquo;Giovanni da Udine&rdquo;</b> salirà &ldquo;lei&rdquo;. La regina. La diva. <b>Sua Maestà Brigitte Lin Ching Hsia</b>, dea inafferrabile, che di <b><i>Hong Kong Express</i></b> è stata e sempre sarà l&rsquo;icona!</div>  <div>&nbsp;</div>  <div><b>Super Ospite</b> con la &ldquo;esse&rdquo; e la &ldquo;o&rdquo; maiuscole, <b>Brigitte Lin Ching Hsia</b> verrà premiata con il <b>Gelso d&rsquo;Oro alla Carriera</b>,saràaccompagnata dalla leggendaria produttrice hongkonghese <b>Nansun Shi</b> (nuovamente a Udine dopo aver ricevuto, a sua volta, il Gelso d&rsquo;Oro alla Carriera nel 2015) e verrà anche omaggiata con una piccola e preziosa retrospettiva al <b>Visionario</b> (omaggio nell&rsquo;omaggio, la prima europea del <b><i>Cloud of Romance</i></b> (1977), appena restaurato dal <b>Taiwan Film Institute</b>).</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>Per un inizio memorabile, ovviamente, ci sarà anche una <b>Closing Night</b> (<b>sabato 28 aprile</b>) altrettanto memorabile, altrettanto unica, perché riassume tutto il senso del <b>ventesima edizione</b>: lo sguardo puntato sul futuro, con il thriller indonesiano <b><i>Night Bus</i></b>, e il cuore fedelissimo al passato, con <b>il restauro</b> dello splendido <b><i>Throw Down</i></b> di <b>Johnnie To</b> (è una vera e propria missione, ormai: dopo <i>Made in Hong Kong</i>, riportato letteralmente alla luce l&rsquo;anno scorso, è il <b>secondo restauro</b> che impegna il <b>FEFF</b> e <b>L&rsquo;immagine ritrovata di Bologna</b>).</div>  <div>&nbsp;</div>  <div><b>9 giorni di grande cinema.</b> <b>9 giorni di grande passione.</b> <b>9 giorni di full immersion nel cuore dell&rsquo;Asia.</b> Un programma <b>tanto intenso quanto diversificato</b>, messo a punto <b>nell&rsquo;arco di un anno intero</b> operando su mille fronti: quello geografico (<b>11 cinematografie:</b> Cina, Corea del Sud, Filippine, Hong Kong, Indonesia, Giappone, Malesia, Singapore, Thailandia, Taiwan, Vietnam), quello artistico (<b>5 anteprime mondiali</b>, <b>9 internazionali</b>, <b>21 europee</b>, <b>3 anteprime mondiali di film restaurati</b>), quello tecnico (a proposito di futuro: sono <b>14</b> i titoli selezionati per <b>Focus Asia</b>, il project market del <b>FEFF</b>, e <b>15</b> i professionisti selezionati per <b>Ties That Bind</b>, il workshop internazionale Asia-Europa &ndash; <b>più di 150 i partecipanti</b>, da <b>35 paesi</b>).</div>  <div>&nbsp;</div>  <div><b>Il dato più incredibile di quest&rsquo;anno? 21 dei 55 titoli in concorso, su 81 titoli complessivi, sono opere prime o seconde. Un autentico tesoro. Un autentico vivaio di cineasti asiatici del futuro che hanno fatto di tutto per approdare a Udine e che Udine ha fatto di tutto per arruolare!</b></div>  <div><b>&nbsp;</b></div>  <div>Non era mai capitato nella lunga storia del <b>Far East Film Festival</b> e il <b>Far East Film Festival</b>,guardandoavanti,hadeciso di non sottoporre i <b>&ldquo;Fab 21&rdquo;</b> soltanto all&rsquo;esame degli spettatori (da sempre, ricordiamo, arbitri supremi della classifica finale), ma anche di <b>una giuria internazionale</b> <b>altamente qualificata</b>. Tre i componenti: <b>il produttore hongkonghese Albert Lee, il produttore americano Peter Loehr e lo sceneggiatore italiano Massimo Gaudioso</b>,<b> firma storica del cinema di Garrone.</b></div>  <div><b>&nbsp;</b></div>  <div>Ai tradizionali audience awards udinesi per il miglior film, il <b>Gelso d&rsquo;oro</b> assegnato dal pubblico e il <b>Gelso nero</b> assegnato dagli accreditati Black Dragon, si aggiungerà quindi il <b>Gelso bianco</b> per la migliore opera prima o seconda assegnato da <b>Lee</b>, <b>Loehr</b> e <b>Gaudioso</b>.</div>  <div>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<b>&nbsp;</b></div>  <div><b>Far East Film Festival 20. 10+10.</b> Una somma. Una somma di capitoli, di esperienze, di viaggi, ma anche (soprattutto?) una somma di lontananze, geografiche e culturali, che la matematica si è divertita a fondere assieme. Oriente e Occidente. Europa e Asia. Udine e il mondo. Asimmetrie più armoniche di quanto sembri. <b>Gemelli non certo identici ma, comunque, gemelli</b>.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div><b>Buio in sala: si comincia!</b></div>]]></content>
         <pubDate>Fri, 20 Apr 2018 08:08 GMT</pubDate>
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         <title>Si presenta "Carlo Sgorlon, artigiano della parola"</title>
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         <description>Lunedì 23 aprile, alle 17 nella sala Gusmani di palazzo Antonini
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         <content><![CDATA[<p><i>&ldquo;Così come impari a fare il fabbro, l&rsquo;informatico, l&rsquo;idraulico, così impari l&rsquo;arte della scrittura che contiene un aspetto artigianale affascinante. Non posso dare dei giudizi su me stesso ma posso almeno riconoscere di essere un buon artigiano della letteratura&rdquo; </i>Carlo Sgorlo<br /><br /><b>Narratore</b>, saggista, <b>uomo</b> di vasta e profonda cultura, <b>Carlo Sgorlon</b> (1930-2009) è stato uno dei più importanti esponenti della letteratura italiana dell&rsquo;ultimo secolo. Lontano da qualunque tipo di appartenenza politica e da élite culturali troppo claustrofobiche per il suo <b>libero spirito</b>, lo scrittore friulano ha saputo unire alle doti narrative, <b>analisi </b>puntua&shy;li e profetiche sulle trasformazioni economico-sociali moderne.<br /><br />Esce ora per i tipi di Forum, <b><i><a href="http://forumeditrice.it/percorsi/lingua-e-letteratura/tracce/carlo-sgorlon-artigiano-della-parola">Carlo Sgorlon, artigiano della parola</a></i></b>, la trascrizione di una lunga e approfondita <b>intervista</b> realizzata da <b>Franco Fabbro</b> all&rsquo;autore, nella primavera del 2007. Una registrazione di sei ore dove Sgorlon, in modo lucido e garbato, ripercorre i momenti salienti della sua esistenza e la sua visione filosofica e poetica del mondo.<br /><br />Il <b>saggio-testimonianza</b>, curato da <b>Franco Fabbro</b> e <b>Marco D&rsquo;Agostini </b>si divide in due parti. La prima tratta in maniera cronologica le diverse fasi della vita di Sgorlon: dagli anni della fanciullezza, passando agli inizi di scrittore <b>&lsquo;artigiano della parola&rsquo;</b>, fino ad arrivare agli ultimi successi in campo letterario; nella seconda lo scrittore tratteggia la sua <b>visione</b> filosofica della vita affrontando i grandi temi dell&rsquo;essere: origine dell&rsquo;universo, <b>storia</b>, rapporti con la <b>natura</b>, scienza e senso del sacro. Percorsi e riflessioni tanto preziosi perché fortemente attuali.<br /><br /><b>Lunedì 23</b> aprile alle <b>17.00 </b>nella sala Gusmani di <b>palazzo Antonini</b>, ne parleranno, insieme a <b>Fabiana di Brazzà</b>, i curatori <b>Franco Fabbro</b> e <b>Marco D&rsquo;Agostini</b>, moderati da <b>Angelo Vianello</b>. Gli interventi saranno alternati dalla proiezione di alcuni estratti dell&rsquo;intervista <i>Il senso della vita, </i>testimonianza inedita di un importante percorso di vita ma anche tributo a un uomo che il Friuli non dovrebbe dimenticare.</p>]]></content>
         <pubDate>Thu, 19 Apr 2018 12:12 GMT</pubDate>
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         <title>Ritorna a Udine il Far East Film Festival</title>
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         <description>Dal 20 al 28 aprile, edizione numero 20</description>
         <content><![CDATA[<p>Una <b>Opening Night </b>davvero memorabile, quella del <b><a href="http://www.fareastfilm.com/">Far East Film Festival 20</a></b>. Anzi: <b>davvero unica al mondo</b>. Non solo per la qualità cinematografica dei due titoli che, <b>venerdì 20 aprile</b>, apriranno ufficialmente <b>la ventesima edizione</b>, lo spy thriller coreano <b><i>Steel Rain</i></b> e il noir malesiano <b><i>Crossroads: One Two Jaga</i></b>, ma proprio per la caratteristica specifica di <b><i>Steel Rain</i></b>. Una caratteristica che lo distingue <b>da tutti gli altri 80 film della line-up</b>, perché <b><i>Steel Rain</i></b> abita dentro il perimetro invalicabile di <b>Netflix</b>!</p><div>&nbsp;</div>  <div><b>Nessuno, fuori dai confini coreani, lo hai mai visto sul grande schermo di un cinema e nessuno, fuori dalla sala del FEFF 20, lo vedrà mai!</b> Una novità importante, storica, perfettamente allineata con la filosofia del <b>Far East Film Festival 20</b>: guardare ai prossimi vent&rsquo;anni e non celebrare quelli appena trascorsi. Capire e intercettare i cambiamenti del pubblico alla luce dei cambiamenti dell&rsquo;industria e del mercato.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div><b>Festival cinematografici e Netflix: come comportarsi</b>? Il <b>FEFF</b> interpreta la diversa fruizione di un film (grande schermo o display &ldquo;domestico&rdquo;) <b>non come una contrapposizione, ma come una risorsa</b>, e decide di non preoccuparsi: il pubblico può godersi una visione di alta qualità in entrambi i casi, però nella sala del <b>Teatro Nuovo</b> (sede storica del festival) potrà godere di una gioia supplementare. Un momento irripetibile. Godersi il film, cioè, su uno schermo di 16 metri, condividendone la visione con i protagonisti seduti qualche metro più in là e con centinaia di appassionati pronti a ridere, applaudire o commuoversi nello stesso istante!</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>Capire e intercettare i cambiamenti del pubblico, dicevamo. Gli spettatori stanno subendo una rapida mutazione genetica, determinata in larga parte dalle piattaforme on demand (<b>Netfilx</b>, appunto, e <b>Amazon</b> su tutte): per parlare ai <b>&ldquo;nuovi spettatori&rdquo;</b>, che sono già gli <b>&ldquo;spettatori di domani&rdquo;</b>, servono dunque <b>nuovi linguaggi</b> (non è certo difficile scommettere sulla grammatica della serialità), <b>nuovi autori e nuovi registi</b>. Magari, perché no, proprio <b>i nuovi autori e i nuovi registi che quest&rsquo;anno affollano il programma del FEFF</b>! Ma torniamo, brevemente, alla <b>serata inaugurale</b>.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div><b>Alle 20.00</b>, buio in sala con <b><i>Steel Rain</i></b> di <b>Yang Woo-seok</b> (<i>World Festival Premiere</i>). Corea del Nord e Corea del Sud: la guerra nucleare non è mai stata così vicina! Il countdown corre velocissimo e il destino dei due paesi, ma forse del mondo intero, si trova ora nelle mani di pochi uomini. Riusciranno due grandi nemici, un agente del Nord e un alto funzionario del Sud, a unire provvisoriamente le forze per disinnescare la catastrofe? Tutto il meglio dello spy thriller coreano in un super action davvero esplosivo!</div>  <div>&nbsp;</div>  <div><b>Alle 22.40</b>, tocca poi a <b><i>Crossroads: One Two Jaga</i></b> di <b>Nam Ron</b> (<i>Prima mondiale</i>). Un thriller senza compromessi, un&rsquo;opera controcorrente che dipinge con coraggio la livida realtà radicata nella Malesia di oggi. Tra immigrazione clandestina e forze dell&rsquo;ordine corrotte. Joko, figlio di un immigrato indonesiano, viene invitato da Adi, figlio del boss del padre, ad aiutarlo a fare il lavoro sporco. Il padre è riluttante ma deve risolvere anche il problema della sorella clandestina che vuole rientrare in Indonesia &hellip;</div>]]></content>
         <pubDate>Thu, 19 Apr 2018 08:08 GMT</pubDate>
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         <title>Vaccini: bufale e verità scientifiche in un dibattito pubblico</title>
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         <description>In anteprima, le interviste ai protagonisti dell’appuntamento in programma il 19 aprile</description>
         <content><![CDATA[<p>L&rsquo;Università di Udine in collaborazione con l&rsquo;amministrazione comunale promuove il prossimo 19 aprile alle 18, Aula 3 di via Tomadini, l&rsquo;<a href="http://qui.uniud.it/notizieEventi/ateneo/la-parola-agli-esperti-201ci-vaccini-ci-salvano-la-vita-e-la-vita-e-una-cosa-preziosa201d">appuntamento &ldquo;Vaccinazioni: la più grande scoperta per la sopravvivenza dell&rsquo;umanità</a>&rdquo;. All&rsquo;iniziativa, che appartiene al ciclo destinato alla divulgazione scientifica propria dell&rsquo;ateneo &ldquo;Incontri fuori dal Comune&rdquo;, parteciperanno <b>Carlo Pucillo</b>, ordinario di patologia generale e immunologia all&rsquo;Università di Udine, <b>Andrea Cossarizza</b>, ordinario di patologia generale e immunologia all&rsquo;Università di Modena e Reggio Emilia, presidente di Isac (International Society for Advancement of Cytometry), l&rsquo;atleta paralimpico <b>Andrea Lanfri</b>, la compagnia teatrale &ldquo;<b>Topi da laboratorio</b>&rdquo; e la giornalista <b>Maria Santoro</b>.<br /><br />Conosciamo in anteprima i principali interlocutori della serata.<br /><strong><br />Andrea Cossarizza - Vaccini: truffe, leggende e realtà<br /></strong>Coautore della pagina Facebook &ldquo;Silvestri &amp; Cossarizza, Medici &amp; Scienziati&rdquo; assieme al collega Guido Silvestri (docente di Patologia Generale e direttore del dipartimento di Microbiologia e Immunologia all&rsquo;Emory University di Atlanta).<br /><b><br /></b><em>Professor Cossarizza, chi oggi vuole fare divulgazione sul tema non deve temere l&rsquo;arena dei social network, giusto?</em><br />Giustissimo, perché proprio su questa virtuale piazza si alimenta la &ldquo;misinformation&rdquo; globale. Troppe le informazioni contraffatte che allontanano, a volte irrimediabilmente, le persone dalla medicina tradizionale. In rete si moltiplicano tuttologi di ogni specie, che dissertano senza competenze di vaccini e molto altro ancora,&nbsp;lusingando tanti pazienti bisognosi di cure e famiglie fragili al seguito. Il mondo scientifico in questi anni ha un po' peccato di superbia, pensando davvero non ci fosse competizione mediatica al mondo capace di mettere in discussione la più grande scoperta della storia dell&rsquo;umanità, le vaccinazioni. Le assurde recriminazioni degli antivax hanno esortato migliaia di persone al delirante rifiuto della scienza medica, spesso con successo. Numerosi genitori di tutta Italia hanno scelto di non proteggere la salute dei propri figli in nome della pseudoscienza. Un rifiuto che si proclama informato ma che è ben lontano dalle verità scientifiche. Un rifiuto che continua a &ldquo;favorire&rdquo; la circolazione di virus e batteri, e mietere vittime.<br /><b><br /></b><em>L&rsquo;introduzione dell&rsquo;obbligo vaccinale può essere davvero considerata una privazione della libertà individuale di scelta?</em><br />Ovviamente questo vorrebbero farci credere gli antivaccinisti. In realtà è proprio il contrario, è l&rsquo;affermazione della libertà delle persone che per loro sfortuna non possono essere vaccinate, o in cui i vaccini non funzionano a causa di immunodepressione primaria o secondaria ma hanno comunque il diritto a vivere, frequentare la scuola e fare sport senza temere il contagio. A rischio ci sono anche i neonati, devono attendere il terzo mese di vita per il primo ciclo vaccinale e il compimento dell&rsquo;anno per il trivalente MPR. Infine ci sono gli adulti che per ragioni anagrafiche non sono protetti e potrebbero contrarre facilmente malattia. Soltanto nel 2017 l&rsquo;Istituto Superiore di Sanità ha registrato 4991 casi di morbillo e 4 decessi. Un dato esorbitante e imbarazzante che classifica l&rsquo;Italia al quinto posto nel mondo per numero di casi. Nel 2018, dal 1 gennaio al 28 febbraio sono stati segnalati altri 411 casi e 2 decessi. Mi pare ci sia poco da aggiungere.<br /><b><br /></b><em>Purtroppo l&rsquo;argomento è diventato anche materia del contendere nella recente campagna elettorale. Quanto le istituzioni possono contribuire al disorientamento del cittadino sull&rsquo;argomento?</em><br />Parecchio. La politica non dovrebbe sostituirsi alla scienza medica, soprattutto in cosi delicati frangenti. Mi piacerebbe ad esempio che i comuni di tutta Italia rifiutassero di concedere spazi pubblicitari a pagamento per associazioni no-vax. In molte città campeggiano cartelloni stradali contenenti messaggi completamente inopportuni, pronti a veicolare pericolose teorie sulla composizione dei vaccini, sulla pericolosità e sui danni alla salute dei bambini. Questo, assieme alle inserzioni a pagamento in alcuni quotidiani (non tutti per fortuna), alle fake news dei social, contribuisce a dare forza e voce alle menzogne dei ciarlatani. Una per tutta, la correlazione vaccini e autismo, una frode costata all&rsquo;ex medico Andrew Wakefield la radiazione dall&rsquo;Ordine e purtroppo a tante persone successivamente non vaccinate danni irreversibili.<br /><b><br /></b><em>Sulla pagina Facebook che porta il suo nome e quello del collega Silvestri, smaschera continuamente bufale antivacciniste. Ma poi c&rsquo;è qualcuno che impara?</em><b><br /></b>Di bufale ce ne sono davvero a bizzeffe. Qualcuno millanta l&rsquo;utilizzo di feti umani per la fabbricazione dei vaccini, denuncia la presenza di metalli, persino di insaccati, nel vaccino esavalente. Oppure la presenza della formaldeide, 0,1 mg per dose, senza sapere che una sola pera ne contiene 9 mg, l&rsquo;equivalente di un ciclo di vaccinazioni per 30 bambini. Ci sono pure bufale ben pensate, i cui autori impiegano Photoshop per mistificare i risultati di ricerche del tutto inventate. Mi auguro davvero che le persone, pure grazie al nostro assiduo impegno, possano ritrovare fiducia e confidenza nella scienza con la S maiuscola. Non possiamo pretendere di raggiungere subito lo scopo, sarà soltanto la costanza e una capillare divulgazione a ripagarci dello sforzo.<br /><b><br /></b><em>Perché questi incontri sono cosi importanti?<br /></em>Non ce ne sono mai abbastanza. È importante recuperare il contatto con il pubblico di pazienti e con le famiglie ancora indecise. Incontri come questo aiutano noi medici a contrastare con il dialogo, la verità scientifica, con la sincerità ogni subdolo attacco degli anti-vax. Le vaccinazioni sono portatrici di civiltà e salute per le nostre comunità, sono state lo strumento grazie al quale la specie umana ha migliorato e allungato di molto la sua esistenza sulla Terra. Sarebbe irriverente e assurdo maltrattare le scoperte degli scienziati del passato per abbracciare un futuro incerto, che di sicuro avrebbe soltanto una rinnovata circolazione di pericolosi agenti patogeni.<br /><strong><br />Andrea Lanfri - atleta paraolimpico<br /></strong>Nato a Lucca il 26 novembre1986,&nbsp;Lanfri è record italiano dei 100, 200 e 400 metri su pista. La sua parabola sportiva ascendente è iniziata nel 2015, successivamente alla bi-amputazione delle gambe e sette dita delle mani a causa di una meningite fulminante con sepsi meningococcica. Prima di allora, Andrea praticava alpinismo e arrampicata senza velleità agonistiche. Oggi corre con il gruppo sportivo delle Fiamme Azzurre e si prepara alle prossime olimpiadi di Tokyo 2020.<br /><b><br /></b><em>Andrea Lanfri, quanto è importante parlare di vaccini? Il coro anti-vax è sempre più agguerrito, com&rsquo;è possibile sostenere l&rsquo;inutilità della più considerevole scoperta della medicina?</em><br />Io non ero vaccinato, ero ignaro della malattia che in pochissimo tempo ha cambiato radicalmente la mia vita. Se lo fossi stato, l&rsquo;avrei contratta comunque ma in forma molto più leggera e senza le evidenti conseguenze con le quali oggi convivo. Non consigliare i vaccini è assurdo, impensabile, eppure quando partecipo alle iniziative che ne promuovono l&rsquo;utilizzo resto scioccato dai ragionamenti delle persone. Anzi dai &ldquo;non ragionamenti&rdquo;. Purtroppo sono i più piccoli a pagare le conseguenze delle scellerate scelte dei genitori, perché ancora non possono esprimere la volontà di essere protetti correttamente.<br /><b><br /></b><em>Cosa ti è accaduto il 21 gennaio 2015?<br /></em>La sera prima stavo benissimo, in perfetta forma. Avevo appena concluso gli allenamenti di arrampicata. Mi sono infilato a letto e svegliato la mattina con febbre a 40. Non avevo sintomi particolari, o dolori di qualche tipo, soltanto stanchezza, tantissima stanchezza, che aumentava di ora in ora. Stentavo a stare in piedi in equilibrio, non riuscivo più ad appoggiare i piedi a terra.<br />Pensando fosse una semplice influenza ho assunto della normalissima tachipirina, ma la febbre purtroppo non accennava a scendere. Appena dopo pranzo, il termometro segnava 43 gradi, e ricordo bene di aver detto in quel momento &ldquo;sarà sicuramente rotto&rdquo;. Invece segnava la temperatura esatta, mi hanno ricoverato d&rsquo;urgenza e per un mese ho vissuto in coma. Sognando, senza sapere nulla del motivo per il quale mi trovavo in un letto d&rsquo;ospedale, tra la vita e la morte.<br /><b><br /></b><em>L&rsquo;amputazione è avvenuta subito, durante il coma?</em><br />Tre mesi e mezzo dopo. I medici hanno provato a recuperare il più possibile. Avevo la necrosi ai piedi e agli avambracci. Ho trascorso tantissime ore in camera iperbarica e mi hanno praticato una terapia per disinfettare gli arti che molto ha giovato alle mani. Quando la mia guarigione sembrava avanzare purtroppo si è accanita nuovamente la setticemia, per questo hanno deciso di amputare le gambe. Dopo una settimana di coma farmacologico, mi sono svegliato senza gli arti inferiori. Ricordo il medico quando è entrato nella mia stanza ha detto: &ldquo;sei risuscitato&rdquo;. In effetti, a parte le gambe compromesse, ero in splendida forma e soprattutto ero vivo.<br /><b><br /></b><em>Prima della meningite praticavi sport ma quando hai deciso di farne la tua ragione di vita?<br /></em>Il desiderio di correre è nato in ospedale. La malattia mi aveva tagliato le gambe, è proprio il caso di dirlo, così ho pensato di fargli subito un dispetto. Volevo correre, correre veloce. Il primo sport paraolimpico che ho praticato è stato il sitting volley, a circa tre mesi dall&rsquo;amputazione, ma la corsa ce l&rsquo;avevo nel cuore. Grazie al generoso risultato del primo crowdfunding sono riuscito ad acquistare le protesi da corsa e da pista, circa 30 mila euro complessivi. E con queste magnifiche protesi in carbonio ho segnato il record italiano per i 100, 200 e 400 metri.<br /><b><br /></b><em>Tutti quando siamo in perfetta salute non crediamo possibile perdere le gambe o le mani, peggio ancora di morire per un virus. Se un giorno dovesse avere figli avrebbe ancora dubbi su cosa fare?</em><br />Ho scoperto di essere stato contagiato in un ristorante, la settimana precedente alla manifestazione della malattia. Io e un altro ragazzo siamo stati i primi casi di meningite in Toscana nel 2015. Uscendo a cena, semplicemente. Prima di allora, ripeto, non sapevo neppure cosa fosse la meningite fulminante. In molti oggi stentano a credere al pericolo di queste terribili malattie infettive, a loro voglio dire che è assurdo morire o rischiare di morire in questo modo, quando esistono farmaci capaci di proteggerci. I miei familiari oggi sono tutti vaccinati, in futuro se dovessi diventare padre farei ovviamente lo stesso gesto d&rsquo;amore per i miei figli. I vaccini ci salvano la vita. E la vita è una cosa preziosa. Fidatevi.<br /><i><br /></i><strong>Carlo Ennio Michele Pucillo - Agente infettivo e agente immunitario: una lunga liaison dalla notte dei tempi.</strong><br /><b><br /></b><em>Il nostro sistema immunitario è una macchina da guerra pronta a difenderci e dispiegare tutte le sue armi. I vaccini possono essere considerati uno strumento per affinarle e affilarle, con qualche piccolo stratagemma&hellip;</em><br />La pratica vaccinale &ldquo;prende in giro&rdquo; il sistema immunitario, lo inganna un po&rsquo; per indurgli una risposta verso ciò che è contenuto nel vaccino ma evitando all&rsquo;organismo gli effetti più pericolosi del patogeno o di sue tossine. Un esempio, la tossina tetanica (prodotta dal bacillo Clostridium tetani): ovviamente non viene impiegata nella preparazione del vaccino ma sostituita con il tossoide (anatossina) tetanico, ovvero la tossina detossificata tossina che conserva integra la capacità immunizzante mortale, quanto basta per attivare le nostre difese senza farci contrarre malattia. La somministrazione del vaccino si traduce soltanto in un lieve arrossamento cutaneo e una piccola infiammazione localizzata&hellip; L&rsquo;incontro del tossoide e del sistema immunitario consente a quest&rsquo;ultimo di imparare a riconoscere da quel momento in poi il patogeno o la tossina al primo &ldquo;colpo d&rsquo;occhio&rdquo; senza esitazioni, offrendoci protezione.<br />In pratica, utilizzando una semplice metafora, è possibile conoscere qualcuno stringendogli la mano e riconoscerlo successivamente, oppure come avviene per i vaccini vederlo in fotografia e riconoscerlo comunque. Ma in tutta sicurezza.<br /><b><br /></b><em>Nel corso dei secoli la specie umana ha imparato progressivamente a difendersi dagli attacchi violenti e insidiosi dei virus. Le vaccinazioni, anche nelle forme più rudimentali precedenti a Jenner, hanno dimostrato tutta la loro efficacia. Perché mai oggi la società &ldquo;3.0&rdquo; sostiene di non averne bisogno?<br /></em>Se oggi riusciamo a contenere l&rsquo;espansione di alcune malattie è soltanto grazie alla scoperta e all&rsquo;impiego dei vaccini. Molti patogeni, ad esempio il vaiolo, fortunatamente eradicato grazie all&rsquo;intervento della scienza medica, sono trasmissibili solo da uomo a uomo. Questo significa che se la comunità alla quale apparteniamo è vaccinata e per questo protetta dalla circolazione dei virus, qualcuno potrebbe fraintendere lo stato complessivo di salute, attribuendolo alla scomparsa dei patogeni e convincendosi della sostanziale inutilità del vaccino. Un errore imperdonabile se poi, a causa dell&rsquo;abbassamento delle coperture, ne pagano le conseguenze gli immunodepressi. Per i quali, ci tengo a ricordarlo, il contatto con il patogeno equivale a morte. Soltanto attraverso le vaccinazioni un giorno potremo sconfiggere altre malattie infettive definitivamente, ma sino a quando tutte non saranno debellate ne avremo bisogno. E dovremmo essere immensamente grati della loro esistenza.<br /><b><br /></b><em>Quanto è importante preparare correttamente futuri medici affinché questo patrimonio scientifico non si disperda? E quanto è importante che tutto il personale sanitario sia in regola con le vaccinazioni?<br /></em>È del tutto inammissibile che un medico sia contrario alle vaccinazioni. È come un sacerdote che entra in chiesa bestemmiando. All&rsquo;Università insegniamo il significato e il metodo alla base di scienza e ricerca, perciò qualunque dottore si professi contrario ai vaccini è contrario alla pratica medica e non ha compreso il senso della sua missione. Tutto il personale medico ospedaliero dovrebbe sottoporsi senza remore alle vaccinazioni, non soltanto perché lo svolgimento di questa professione non immunizza automaticamente ma soprattutto per rispetto dei malati più deboli o immunodepressi o immunocompromessi, ma anche per evitare di diventare vettore di malattia.<br /> C&rsquo;è poi un aspetto economico, affatto trascurabile e riguarda la spesa sanitaria: un paziente che contrae malattia e viene allettato in ospedale costa 700-800 euro al giorno, un importo di gran lunga superiore al costo del vaccino più caro, quello per HPV (500 euro).<br /><b><br /></b><em>Perché questo argomento non dovrebbe mai essere ridicolizzato o minimizzato?</em><br />I giovani credono di essere immortali. E per certi versi è giusto e naturale sia così. La vita, però, è una soltanto e sarebbe inaccettabile sprecarla inseguendo forme assurde di negazionismo. Ai vari incontri cui partecipo mi rendo conto comunque che non sono i giovani il vero problema ma gli adulti, sempre meno disposti al confronto e al dialogo. Ai genitori infatti chiedo maggiore senso di civiltà e responsabilità nell&rsquo;affrontare il tema.</p><p>&nbsp;</p>]]></content>
         <pubDate>Wed, 18 Apr 2018 12:12 GMT</pubDate>
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         <title>Innovazione didattica universitaria: questionario e bando per progetti</title>
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         <description>Marisa Michelini, delegata per l’innovazione didattica, spiega l’iniziativa</description>
         <content><![CDATA[<p>L&rsquo;innovazione didattica e lo sviluppo professionale del personale docente universitario sono oggi tra le più importanti sfide degli atenei. Il nostro Ateneo è stato tra i primi in Italia a promuovere progetti di innovazione didattica universitaria proposti dagli stessi docenti. La qualità del lavoro svolto finora è stata elevata, come ci è stato riconosciuto in molte sedi.<br /><br />Il nostro rettore Alberto De Toni ha quindi deciso di sostenere anche un bando per l&rsquo;a.a. 2018-19, presentato lo scorso 27 marzo in Senato accademico. Esso si propone di promuovere presso i docenti dell&rsquo;Università di Udine la presentazione e la realizzazione di proposte progettuali di intervento formativo che contribuiscano al miglioramento dei corsi di laurea e laurea magistrale e non comportino l&rsquo;istituzione di nuovi insegnamenti, ma attività differenziate che promuovano il ruolo attivo degli studenti negli studi. I progetti realizzati negli scorsi anni sono descritti <a href="http://tid.uniud.it/">nel sito TID</a>.<br /><br />Si punta con il prossimo bando ad iniziative coordinate che sostengano e favoriscano il miglioramento di singoli corsi di studio, la trasversalità didattica, l&rsquo;interdisciplinarietà e l&rsquo;ampia formazione culturale degli studenti dell&rsquo;ateneo.<br /><br />Si intende anche stimolare nei docenti l&rsquo;adesione ad attività di formazione e sviluppo professionale per quanto concerne l&rsquo;ambito dell&rsquo;innovazione didattica (strategie, metodi e strumenti). Verranno a tal scopo organizzati momenti di formazione. Ai fini di una programmazione di tali attività, i docenti sono invitati a rispondere al questionario raggiungibile all&rsquo;indirizzo <a href="http://bit.ly/PID-U18-form">http://bit.ly/PID-U18-form</a>.<br /><br />Il bando per progetti di Innovazione Didattica scade il 30 giugno 2018, ed è <a href="http://tid.uniud.it/sites/default/files/PID-U%202018%20-%20bando.pdf">disponibile online</a>. Sono inoltre previsti due momenti di incontro per i docenti interessati ad approfondire elementi del bando nelle date del 15 maggio 2018 (ore 11 &ndash; sede Rizzi - aula 18) e del 20 giugno 2018 (ore 15 &ndash; sede Rizzi - aula 12). Gli interessati sono invitati a indicare l&rsquo;adesione nelle date prescelte nell&rsquo;ambito del <a href="https://forms.office.com/Pages/ResponsePage.aspx?id=Fd5qbmwpJEKsWByOwv1TqAFe1VwQjmpOjXDthso1P9NUNDc4OUhTQkVGN0NDTE1ZMTVMTTVCQVJKQS4u">questionario</a> di cui sopra.<br /><br />Per ogni ulteriore informazione è possibile contattare l&rsquo;ufficio TID, nella persona di Marta Sillani, via email all&rsquo;indirizzo <a href="mailto:tid@uniud.it">tid@uniud.it</a> o telefonando al numero 0432 558810 nei seguenti orari: lunedì, martedì e venerdì ore 9-14 e martedì ore 14-18.</p>]]></content>
         <pubDate>Wed, 18 Apr 2018 10:10 GMT</pubDate>
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         <title>Università di Udine e Regione presentano le opportunità di collaborazione e gli incentivi per le imprese</title>
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         <description>Venerdì 20 aprile alle 11 a Udine, nella sede di palazzo Antonini</description>
         <content><![CDATA[<p>Quali sono le forme di collaborazione offerte dall&rsquo;Ateneo di Udine alle imprese e quali i servizi offerti dalla Regione a supporto delle imprese? Tutte le opportunità per le aziende saranno presentate, per la prima volta insieme, dall&rsquo;<b>Università di Udine</b>, con il neocostituito Punto impresa, e dai <b>Servizi alle imprese dell&rsquo;Agenzia regionale per il lavoro</b>. L&rsquo;appuntamento è per <b>venerdì 20 aprile alle 11</b> nella sala Atti di palazzo Antonini, in via Petracco 8 a Udine. Interverranno <b>Marco Sartor</b>, delegato dell&rsquo;ateneo friulano al placement, alumni e rapporto con le imprese, e <b>Gianni Fratte</b>, responsabile dei Servizi alle imprese dell&rsquo;Agenzia regionale per il lavoro.<br /><br />&laquo;L&rsquo;incontro &ndash; spiega Marco Sartor - rappresenta il primo step di un progetto di cooperazione congiunta fra Università di Udine e Regione per la divulgazione sinergica di informazioni, servizi e opportunità rivolte alle imprese. Gli obiettivi sono due: favorire la collaborazione fra Ateneo e Regione per lo sviluppo territoriale e facilitare l&rsquo;accesso alle molte opportunità che questi soggetti possono offire alle imprese&raquo;.<br /><br />Il programma della mattinata prevede la <b>presentazione delle opportunità e dei servizi per le imprese</b> da parte del Punto impresa dell&rsquo;Ateneo di Udine e dei Servizi alle imprese dell&rsquo;Agenzia regionale per il lavoro. A seguire, <b>networking</b> e possibilità di approfondimento nei <b>corner informativi</b>.<br /><br />Il <a href="http://www.uniud.it/puntoimpresa">Punto Impresa</a>, avviato ufficialmente lo scorso marzo nell&rsquo;ambito del progetto &ldquo;<a href="http://www.uniud.it/cantierefriuli">Cantiere Friuli</a>&rdquo;&nbsp;con il sostegno della Fondazione Friuli, rappresenta il punto di primo contatto e informazione tra imprese e Ateneo friulano.<br /><br />&laquo;Il servizio &ndash; ricorda Sartor - si pone come nodo di connessione tra domanda e offerta di servizi di ricerca, didattica e placement. Questa iniziativa favorirà l'innovazione anche attraverso il rafforzamento della rete tra i diversi soggetti esterni e interni all'ambiente accademico&raquo;.</p>]]></content>
         <pubDate>Wed, 18 Apr 2018 09:09 GMT</pubDate>
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         <title>A Gorizia seminari di formazione in “public affairs e lobbying”, con ospiti di spicco</title>
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         <description>Doppio appuntamento giovedì 19 e martedì 24 aprile</description>
         <content><![CDATA[<p><b>&ldquo;Fare <i>lobbying</i> in Italia&rdquo;</b> e <b>&ldquo;Fare <i>lobbying</i> a livello internazionale&rdquo;</b> sono i titoli dei due seminari di formazione che terranno rispettivamente <b>Paolo Zanetto</b> e <b>Roberto Razeto</b> giovedì 19 aprile e martedì 24 aprile a <b>Gorizia</b>. Aperti a tutti gli interessati, i due appuntamenti si svolgono nell&rsquo;ambito dei seminari di formazione <b>&ldquo;<i>Public affairs</i> e <i>lobbying</i>&rdquo;</b>, organizzati dall&rsquo;Università di Udine con il contributo del Consorzio per lo sviluppo del polo universitario goriziano all&rsquo;interno del piano dell&rsquo;offerta formativa professionalizzate dei corsi di studi in <a href="https://www.uniud.it/it/didattica/corsi-offerta/area-umanistica-formazione/lingue-comunicazione-formazione/laurea/relazioni-pubbliche">Relazioni pubbliche</a> e <a href="https://www.uniud.it/it/didattica/corsi-offerta/area-umanistica-formazione/lingue-comunicazione-formazione/laurea-magistrale/comunicazione-integrata-per-le-imprese-e-le-organizzazioni">Comunicazione integrata per le imprese e le organizzazioni</a>. Per partecipare ai seminari, è gradita l&rsquo;iscrizione via mail a <a href="mailto:larem-convegni@uniud.it">larem-convegni@uniud.it</a>.</p><p>Giovedì <b>19 aprile dalle 13 alle 16</b>, presso il Kinemax (Piazza Vittoria 41), <b>Paolo Zanetto</b> parlerà di &ldquo;<b>Fare <i>lobbying</i> in Italia</b>&rdquo;. Fondatore della Cattaneo Zanetto &amp; Co. - prima società in Italia di <i>public affairs</i> e lobbying per fatturato, con sedi a Roma, Milano e Bruxelles -, Zanetto è vicepresidente de &ldquo;Il Chiostro&rdquo;, associazione che promuove la cultura, la pratica e la trasparenza nella rappresentanza degli interessi.</p><p>Martedì <b>24 aprile dalle 11.30 alle 14.30</b>, nell&rsquo;Aula Magna della sede dell&rsquo;ateneo friulano di via Santa Chiara 1, <b>Roberto Razeto</b> interverrà su &ldquo;<b>Fare <i>lobbying</i> a livello internazionale</b>&rdquo;. Razeto è consulente della Banca Mondiale in materia di comunicazione istituzionale e ambientale e docente di <i>public affairs</i> presso la Libera Università di Lingue e Comunicazione Iulm di Milano.</p><p>&laquo;Questi interventi vogliono aiutare a comprendere, dalla voce di professionisti autorevoli, come funziona il mondo spesso frainteso del <i>lobbying</i> inteso in senso moderno &ndash; spiega Luca Brusati, coordinatore del ciclo di seminari &ndash;, e come tali si inseriscono nella ricca offerta culturale e professionalizzante dell&rsquo;Università di Udine rivolta al settore della comunicazione&raquo;.</p>]]></content>
         <pubDate>Mon, 16 Apr 2018 11:11 GMT</pubDate>
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         <title>Mercoledì del placement per laureati e laureandi dell'Università di Udine</title>
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         <description>Appuntamento mercoledì 18 aprile a palazzo di Toppo Wassermann</description>
         <content><![CDATA[<p><b>Mercoledì 18 aprile</b> laureati e laureandi dell&rsquo;Ateneo di Udine avranno la possibilità di presentare il proprio curriculum e sostenere colloqui con quattro aziende presenti al prossimo appuntamento dei &ldquo;<b>Mercoledì del placement</b>&rdquo;. L&rsquo;iniziativa, organizzata dal <a href="https://www.uniud.it/it/didattica/area-servizi-studenti/servizi-studenti/opportunita-di-lavoro/career-center-uniud-1">Career center</a> dell&rsquo;Università di Udine, si svolgerà <b>dalle 16 alle 19.30</b> a palazzo di Toppo Wassermann, in via Gemona 92 a Udine. L&rsquo;agenzia per il lavoro Umana sarà a disposizione per consulenza e correzione dei curricula vitae. Le aziende presento saranno: Alfa Sistemi; Imagicle; Iper, La grande I; Wärtsilä Italia. L&rsquo;ingresso è libero. Per partecipare gli interessati potranno accreditarsi presso lo stand di Umana o <a href="http://goo.gl/Fxo4jb">pre accreditarsi online</a>.<br /><br /><a href="https://www.alfasistemi.net">Alfa Sistemi</a>, system integrator riconosciuto a livello internazionale per i propri servizi in ambito Ict., è una realtà di riferimento nel settore della consulenza sulle soluzioni Oracle, uno dei vendor di riferimento sul mercato mondiale.<br /><br /><a href="http://www.imagicle.com">Imagicle</a>&nbsp;progetta e sviluppa applicazioni software che valorizzano le moderne soluzioni di Unified Communications &amp; Collaboration dei più importanti produttori a livello mondiale, come Cisco, Microsoft ed Avaya.<br /><br /><a href="https://www.iper.it">Iper, la grande I</a> conta ad oggi 27 ipermercati. Questa realtà, a quarant&rsquo;anni dalla fondazione, basa la sua attività sui suoi valori originari: italianità, popolarizzazione della qualità, convenienza, soddisfazione del cliente, sicurezza alimentare, attenzione al territorio e investimento costante nella formazione dei dipendenti.<br /><br /><a href="https://www.wartsila.com">Wärtsilä Italia</a> è specializzata nella fornitura di soluzioni tecnologicamente avanzate per la generazione di energia sia nel settore navale che terrestre. In Italia impiega circa 1300 persone di cui 1000 a Trieste dove si trovano gli uffici principali e uno degli stabilimenti più grandi del mondo, dotato di macchinari di ultima generazione e di un impianto a pannelli solari per la produzione di energia propria.</p>]]></content>
         <pubDate>Mon, 16 Apr 2018 09:09 GMT</pubDate>
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         <title>Alberto De Toni al Master in Intelligence dell'Università della Calabria: «Il futuro va anticipato»</title>
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         <description>Sabato 14 aprile a Rende</description>
         <content><![CDATA[<p>&ldquo;Il futuro non si può prevedere, ma si può anticipare. In questa senso il ruolo dell&rsquo;intelligence è centrale&rdquo;. È questa la conclusione della lezione che il rettore dell&rsquo;Università di Udine e segretario generale della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Alberto De Toni, ha tenuto al Master in Intelligence dell&rsquo;Università della Calabria. Introdotto dal rettore della Università della Calabria, Gino Crisci, e dal direttore del Master, Mario Caligiuri.<br /><br />De Toni ha evidenziato che per rispondere ai fenomeni globali gli approcci più idonei sono quelli basati sulle scienze della complessità. In tale quadro, l&rsquo;intelligence può rappresentare una delle scienze della complessità, fondamentale per vivere &ldquo;all&rsquo;orlo del caos&rdquo;. I segnali forti li vedono tutti, ha detto il professore. È invece fondamentale cogliere quelli deboli i quali spiegano la direzione che sta prendendo il futuro. Pertanto, l&rsquo;intelligence deve fare anticipazioni, non previsioni. De Toni ha proseguito dicendo che &ldquo;occorre cambiare prospettiva, in un tempo in cui ogni persona vive contemporaneamente in molti presenti, reali e virtuali&rdquo;. Ha poi illustrato l&rsquo;importanza della transdisciplinarietà poiché, dall&rsquo;interazione delle discipline, vengono generati saperi originali e utili, necessari per comprendere e operare nella società complessa.<br /><br />Dal punto di vista pedagogico, De Toni ha messo a confronto i due diversi punti di vista di Francis Bacon e Benedetto Croce, ricordando che non c&rsquo;è nulla di più pratico di una buona teoria, ma per fare una buona teoria ci vuole molta pratica.<br /><br />Prendendo, poi, a prestito le teorie della psicologia della famiglia, ha spiegato i concetti del codice materno, dove prevale la protezione e l&rsquo;appartenenza, e del codice paterno, dove si promuove l&rsquo;incentivazione e il merito. A tale riguardo - parlando di organizzazioni - la Chiesa è stata citata come un esempio di applicazione prevalente del codice materno, mentre le imprese di quello paterno. Nella storia delle organizzazioni quelle più resilienti nel tempo sono quelle a prevalenza di codice materno. In ogni caso, sia per l&rsquo;educazione che per le organizzazioni, occorre un equilibrio tra codici paterno e materno.<br /><br />De Toni poi ha sostenuto tra le due azioni di competizione e cooperazione, la seconda è un fattore di selezione più potente. Lo hanno capito le grandi imprese che spesso, invece di competere, preferiscono fare accordi. Perché &ldquo;i successi nascono dalle alleanze&rdquo;.<br /><br />Ha poi evidenziato che nelle situazioni di grande complessità sono più efficaci le relazioni informali rispetto a quelle formali: le prime si basano sulla fiducia, le seconde su regole scritte. Ma nessun sistema di regole, anche scritte, può abbracciare una complessità spinta. L&rsquo;azione di cambiamento in ambiti complessi deve porsi obiettivi piccoli e raggiungibili, per allargare progressivamente l&rsquo;area del coinvolgimento di tutti gli attori.<br /><br />De Toni ha poi affrontato il tema delle classi dirigenti che, nel perseguire il bene comune, devono formulare visioni condivise che fanno da motore del cambiamento. Per il professore &ldquo;la velocità sempre più spinta del cambiamento ci fa percepire una complessità maggiore, paralizzando spesso le decisioni delle persone&rdquo;.<br /><br />Nella parte finale della lezione, De Toni ha affrontato il tema delle istituzioni e degli stati che nascono per garantire la sicurezza di cittadini, nell&rsquo;ambito della quale l&rsquo;intelligence è uno degli strumenti principali&rdquo;.<br /><br />Il professore ha concluso, ricordando che, &ldquo;di fronte all&rsquo;aumento della complessità esterna, ci sono due strade alternative: quella proposta da Ross Ashby di aumentare la complessità interna, ma è una via troppo costosa, oppure, come argomenta Niklas Luhmann, deselezionare complessità esterna, ma questa è una soluzione eccessivamente rischiosa. Il risultato è che esiste sempre una distanza, un gap tra la complessità interna e quella esterna. E questo gap lo possono colmare solo gli uomini, con la loro creatività e intuizione. &nbsp;Questo scenario apre spazi enormi per un nuovo umanesimo. Più complessità esiste nel mondo più libertà, più opportunità e più futuri esistono nel mondo. Con gli uomini dell&rsquo;intelligence a svolgere ruoli chiave&rdquo;.</p>]]></content>
         <pubDate>Mon, 16 Apr 2018 08:08 GMT</pubDate>
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         <title>Catturato e radiocollarato nelle foreste delle Prealpi Giulie l'orso Mirtillo</title>
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         <description>É il terzo catturato nella zona dal 2013, primo nell’ambito del progetto Nat2Care</description>
         <content><![CDATA[<p>Nella notte tra <b>&nbsp;giovedì 12 e venerdì &nbsp;13 aprile </b>&nbsp;sulle pendici del Gran Monte è stato catturato un orso maschio di un età stimata di 5-6 anni e dal peso &nbsp;163 chili, dal pelo bruno; la cattura ha permesso di predisporgli un collare satellitare&nbsp;utile al fine di studiare il suo comportamento ed i suoi movimenti. Le analisi genetiche&nbsp;dovranno confermare la sua origine, se proveniente dalla popolazione slovena o se dalla popolazione trentina come M4-Francesco, che tutt'ora vive in Carnia; dalle immagini raccolte prima della cattura e confrontate con quelle raccolte del 2017 potrebbe essere un orso di origine slovena, denominato dopo la caratterizzazione genetica fatta dall'ISPRA, nell'ambito del progetto di monitoraggio della Regione Friuli Venezia Giulia, Gen 26.<br /><br />Le attività di cattura e monitoraggio sono state realizzate nell'ambito del <a href="https://www.parcoprealpigiulie.it/view.aspx?id=ELE0003527&amp;L=it">progetto Interreg&nbsp;Nat2Care</a> che ha come lead partner il Parco Naturale delle Prealpi Giulie, e partner&nbsp;Il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, L'Università degli Studi di Udine,&nbsp;il&nbsp;Parco Nazionale del Triglav, Nacklo e Istituto di Biologia della Slovenia.<br /><br />Per la prima volta, <strong>il nome dell'orso è stato deciso</strong>  tra una serie di nomi risultati vincitori di un vero e proprio concorso e  relativa votazione &nbsp;fatta dai ragazzi della scuola media inferiore  Tiepolo &nbsp;di Pagnacco (1a , 1b e 1c), &nbsp;scuola che ha partecipato ad  un'incontro del progetto Nat2Care: <strong>il suo nome è &quot;Mirtillo&quot;</strong>  (il nome proposto in realtà era Mirtilla ma purtroppo le femmine in FVG  non sono presenti per cui è stato deciso di modificarlo, decisione  presa dai partecipanti alla cattura al termine di questa).<strong><br /><br />L&rsquo;orso è stato catturato da un team misto</strong> dell'Università di Udine, diretto da Stefano Filacorda, ricercatore del <a href="https://www.uniud.it/it/ateneo-uniud/ateneo-uniud-organizzazione/dipartimenti/di4a">Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali</a>, direttore e coordinatore degli studi dell'Università di Udine sulla fauna selvatica ,&nbsp; e &nbsp;del &nbsp;Corpo Forestale Regionale. Ad alcune fasi della cattura hanno contribuito volontari &nbsp;dell'associazione Il Villaggio degli orsi e studenti e tirocinanti dell&rsquo;Università di Udine e di altri atenei italiani.<strong><br /><br />L&rsquo;attività di monitoraggio degli orsi a livello transfrontaliero è prevista all&rsquo;interno del <a href="https://www.parcoprealpigiulie.it/view.aspx?id=ELE0003527&amp;L=it">Progetto Nat2Care</a></strong>: Il progetto&nbsp;Nat2Care&nbsp;(Attivazione della cittadinanza per il ripristino e la conservazione delle aree Natura 2000 transfrontaliere) si pone la finalità di evitare il rischio di frammentazione, riduzione e perdita di biodiversità nelle aree dei tre parchi partner del progetto: (quelli regionali delle Prealpi Giulie e delle Dolomiti Friulane e quello nazionale sloveno del Triglav) e nell&rsquo;area transfrontaliera. L&rsquo;obiettivo generale del progetto è migliorare lo stato e la presenza della biodiversità nelle aree Natura 2000&nbsp;di competenza dei partner progettuali e verrà raggiunto tramite: azioni su habitat e specie Natura 2000 ed il rafforzamento della loro gestione integrata e transfrontaliera; sensibilizzazione e formazione sull&rsquo;ambiente; aumento della promozione dei servizi ecosistemici. Il cambiamento consisterà nell&rsquo;aumento del livello di conservazione degli habitat Natura 2000 e delle specie, tra cui l&rsquo;orso.<strong><br /><br />Le fasi della cattura</strong>. L&rsquo;animale è entrato verso le 23 nella gabbia, che si è chiusa automaticamente ed è stato quindi immediatamente&nbsp;sedato, sottoposto a vari prelievi&nbsp;di pelo e sangue e pesato. È stato quindi&nbsp;dotato di collare satellitare. Verso le 4 del &nbsp;mattino l'animale si è risvegliato, grazie all'uso di un antidoto somministrato da veterinario, e ha incominciato a mettersi in cammino, all'alba del 13 aprile.<strong><br /><br />La dotazione di un collare satellitare</strong> permetterà di monitorare l'orso &nbsp;&nbsp;per un massimo di 12-18 mesi. In questo modo si cercherà di capire e conoscere le più nascoste abitudini di questa specie e di questo individuo in particolare, oltre che di prevenire eventuali danni al patrimonio zootecnico oltre che le interazioni con altri orsi.<strong><br /><br />In questo momento in Friuli Venezia Giulia</strong> sono presenti ben tre orsi dotati di collare rispetto all'intera popolazione regionale che consta di 6-10 orsi. I collari con cui sono&nbsp;stati dotati <a href="../catturato-201cfrancesco201d-esemplare-dorso-di-189-chili-dalla-pelliccia-chiarissima">M4-Francesco</a> ed <a href="../elisio-il-nuovo-orso-catturato-in-carnia-per-dotarlo-di-radiocollare-satellitare">Elisio</a>, in un anno,&nbsp;hanno permesso la raccolta di oltre 6000 punti gps,&nbsp;e oltre 200.000 dati di attività, permettendo di capire i movimenti ed il comportamento e cosi anche permettendo ad esempio di indennizzare dei danni a delle coltivazioni di mais sui cui si era alimentato Francesco-M4 e dimostrando come&nbsp;questo individuo aveva mutato il comportamento alimentare non facendo più danni al patrimonio zootecnico o comprendere quali sono le direttrici che gli orsi seguono per partire e tornare in Slovenia, da dove per la parte provengono. La dotazione del collare all&rsquo;orso Elisio aveva permesso di studiarne gli attraversamenti per ben&nbsp;due volte del&nbsp;lago di Cavazzo e confermare il suo&nbsp;investimento&nbsp;da un treno in Slovenia (a cui è sopravvissuto) e durante l&rsquo;inverno individuare la sua tana di letargo. Il collare aveva anche permesso di testimoniare la morte dell&rsquo;orso Alessandro lungo l&rsquo;autostrada Lubiana &ndash; Trieste a testimonianza di una tra le più grandi cause di vulnerabilità e di &nbsp;pericolo per la vita degli orsi a cui bisogna dare soluzione., ovvero gli investimenti stradali e da treno.<strong><br /><br />Il collare satellitare di cui è dotato</strong> permette, attraverso il sistema GPS, di fare un punto di localizzazione all'ora e quindi questo viene inviato a cadenza di ogni sette ore, attraverso un sistema telefonico alla base operativa dell'Università di Udine. Il collare ha dei sensori che permettono di rilevare i movimenti della testa e la temperatura corporea ed è dotato di un sofisticato sistema di distacco automatico, sia a tempo, previsto tra 18 mesi, che con impulso a distanza, se riteniamo che ci sia la necessità di&nbsp;effettuare il distacco prima.<strong><br /><br />I dati raccolti permettono</strong> una migliore gestione ed anche protezione della specie,&nbsp;e permettono di sviluppare nuove iniziative di ecoturismo e anche un maggiore protezione dell&rsquo;individuo rispetto alla caccia, permessa come controllo di popolazione in Slovenia anche nella zona di Bovec-Tolmino oltre che di &nbsp;Tarnova; in questo esiste un gentelman agreement di non abbattere gli orsi radiocollarati in Slovenia, i dati di posizionamento saranno inviati alle autorità slovene nel caso di sconfinamento.<br /><br />Tra catture e ricatture, <strong>questo è l&rsquo;ottavo orso che viene catturato</strong>&nbsp;dall'Università di Udine in collaborazione con la Provincia di Udine, fino al 2016, ed ora con la Regione: due nel 2007, e poi successivamente dal 2013 uno per anno: l&rsquo;<a href="../../ateneo/catturato-e-collarato-il-terzo-orso-dal-2007">orso Madi</a> lungo il Gran Monte; l'<a href="../lorso-nelle-alpi-carniche-esemplare-immortalato-dalle-telecamere-dellateneo">orso Alessandro</a> nel 2014 e nel 2015 la ricattura dell'orso Madi sulle pendici del Cansiglio, e nel maggio del 2016 la Cattura dell'<a href="../catturato-201cfrancesco201d-esemplare-dorso-di-189-chili-dalla-pelliccia-chiarissima">orso Francesco-M4</a> e &nbsp;nel 2017 dell'<a href="../elisio-il-nuovo-orso-catturato-in-carnia-per-dotarlo-di-radiocollare-satellitare">orso Elisio</a>.<br /><br /><b>Il gruppo di cattura era costituito da</b>: Stefano Pesaro , Andrea Madinelli, Andrea Vendramin Francesco Bertolini, Stefano Filacorda dell'Università di Udine; Carlo Cussigh e Mauro Azzini del Corpo Forestale Regionale e con il supporto di Cristina Bergnach, Lucio De Eccher e Moreno Tosolini della stazione forestale di Tarcento, stazione che ha contribuito con Fulvio Barbarino, Marco Gardel,&nbsp;Michele Bortoluzzi &nbsp;alla preparazione delle catture ed ai monitoraggi fotografici.A tutte le operazioni ha dato il supporto logistico&nbsp;il Corpo Forestale della Regione Friuli Venezia Giulia coordinato da Paolo Benedetti.<br /><br />Per L'Università di Udine e &nbsp;l'Associazione il Villaggio degli Orsi &nbsp;erano presenti: Matteo Zanchetta, &nbsp;Trevisan, Yannick Fanin, Luca Zanchettin, Isabella Perlin&nbsp;&nbsp;e studenti dell'Università di Udine e tirocinanti di altri atenei italiani.</p><p>&nbsp;</p>]]></content>
         <pubDate>Mon, 16 Apr 2018 08:08 GMT</pubDate>
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         <title>Il futuro dell’impresa e l’impresa del futuro</title>
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         <description>Martedì 17 e giovedì 19 aprile a Pordenone</description>
         <content><![CDATA[<p>Doppio appuntamento all&rsquo;insegna dell&rsquo;innovazione per gli studenti di <a href="https://www.uniud.it/it/didattica/corsi-offerta/area-economico-giuridica/economia/laurea/economia-aziendale">Economia aziendale</a> della sede di Pordenone dell&rsquo;Università di Udine, grazie alla collaborazione con il <a href="http://www.polo.pn.it/">Polo Tecnologico &ldquo;Andrea Galvani&rdquo;</a>.<strong> Martedì 17 aprile, alle ore 14</strong>, Cristiana Compagno aprirà le porte del corso di Economia e gestione delle imprese a Franco Scolari, direttore generale del Polo. L&rsquo;intervento di Scolari illustrerà agli studenti come i più recenti progressi tecnologici stiano trasformando i modelli di business delle imprese. In quell&rsquo;occasione, Scolari porterà in aula l&rsquo;esperienza dello Sportello Informativo Industry 4.0 del Polo, grazie alla quale gli studenti potranno approfondire l&rsquo;importante tema degli incentivi progettati per le imprese che adottano le più avanzate tecnologie digitali.<br /><br /><b>Giovedì 19 aprile presso il Polo tecnologico di Pordenone</b>, gli studenti di Marketing e organizzazione delle Pmi usciranno dalle aule per toccare con mano i progetti di innovazione portati avanti dal centro di trasferimento tecnologico. Guidati dal direttore Scolari, gli studenti visiteranno i laboratori di ricerca delle imprese insediate e si confronteranno con gli imprenditori che hanno avviato la loro start-up grazie ai servizi di incubazione e accelerazione del Polo.<br /><br />Il Polo ospita sia start-up che i laboratori di imprese già avviate ed è partner di molti progetti nazionali e internazionali nei più svariati settori, dalla biotecnologia alla genetica alla domotica alle imprese culturali. Il centro è quindi uno dei motori propulsivi dell&rsquo;imprenditorialità innovativa del Pordenonese.</p>  <div>&laquo;Gli imprenditori insediati al Polo prendono delle complesse decisioni strategiche per riuscire a creare un mercato per prodotti completamente nuovi o per finanziare i loro progetti di ricerca e sviluppo. Per questo motivo &ndash; commenta Cristiana Compagno &ndash; il centro è un contesto di apprendimento ideale per gli studenti di Economia Aziendale&raquo;.<br /><br />&laquo;Una delle missioni di un centro come il Polo Tecnologico &ndash; aggiunge Scolari &ndash; è quella di diffondere la cultura dell&rsquo;innovazione. Vogliamo quindi trasmettere agli studenti la nostra passione per la scoperta e la realizzazione di progetti di frontiera che poi diventano nuovi prodotti e servizi. La collaborazione tra Polo e Università avviata negli ultimi anni offre agli studenti la grande opportunità di toccare con mano tutta la complessità dell&rsquo;imprenditorialità innovativa&raquo;.<br /><br />La formazione offerta dall&rsquo;Università di Udine a Pordenone si caratterizza quindi sempre più come formazione avanzata, implementando modalità di apprendimento che coinvolgano direttamente gli studenti in iniziative dentro e fuori l&rsquo;aula, costruendo così un&rsquo;esperienza di formazione completa, che unisca una rigorosa formazione teorica ad una proiezione delle applicazioni reali delle competenze apprese.</div>]]></content>
         <pubDate>Fri, 13 Apr 2018 14:14 GMT</pubDate>
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         <title>Ecco gli studenti, futuri architetti, vincitori del concorso "Bank experience. Una banca per la comunità"</title>
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         <description>La premiazione mercoledì 11 aprile a Cividale del Friuli</description>
         <content><![CDATA[<p>&ldquo;<a href="come-sara-l2019agenzia-bancaria-del-futuro-concorso-di-idee-tra-studenti-e-neolaureati-in-architettura-di-udine-e-trieste">Bank experience. Una banca per la comunità</a>&rdquo; è stato il tema del concorso di idee bandito dalla Banca Popolare di Cividale, riservato agli studenti e neolaureati in architettura delle Università di Udine e Trieste, che aveva come oggetto la progettazione sperimentale di un&rsquo;agenzia bancaria.<br /><br />Si sono aggiudicati ex aequo il primo premio da 4 mila euro ciascuno i progetti presentati da&nbsp;<b>Gregorio Pantanali&nbsp;</b>dell&rsquo;università di Udine e&nbsp;<b>Ivan</b> <b>Bello e Franklind Jesku</b> dell&rsquo;ateneo triestino. Entrambi i gli elaborati si sono occupati della rivisitazione della filiale triestina della Popolare, in corso Italia. Al secondo posto si è piazzato il progetto di <strong>Marco Giacò e Luca Zamuner</strong>, sempre dell&rsquo;ateneo udinese, a cui è anadato il premio di 2 mila euro. La cerimonia delle premiazioni si è tenuta mercoledì 11 aprile presso la sala del cda della banca cividalese,&nbsp; nella nuova sede centrale, alla presenza di tutti i componenti della giuria esaminatrice e dei partecipanti al concorso. Tutti gli elaborati sono inoltre oggetto di una mostra allestita nel salone della sede di piazza Duomo della banca.</p>]]></content>
         <pubDate>Fri, 13 Apr 2018 11:11 GMT</pubDate>
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         <title>Future matricole: primi test di accesso e questionari di valutazione</title>
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         <description>Iscrizioni entro mercoledì 18 aprile e giovedì 3 maggio</description>
         <content><![CDATA[<p>&nbsp;Per l&rsquo;anno accademico 2018/2019 gli studenti future matricole dell&rsquo;Università di Udine potranno sostenere già fra aprile e maggio i <b>primi </b><b>questionari di valutazione e test di accesso</b>. Informazioni su modalità e termini di iscrizione sono <a href="https://www.uniud.it/it/didattica/area-servizi-studenti/servizi-studenti/orientamento-e-consulenza-psicologica/prove-test-valutazione/ammissione-ai-corsi">disponibili online</a>.<br /><br />In particolare, <b>entro le ore 12 di mercoledì 18 aprile</b> è possibile iscriversi al <b>test di valutazione attitudinale iniziale (VAI), in programma giovedì 19 aprile</b>, per i corsi di laurea ad accesso libero in: Beni culturali; Dams &ndash; Discipline dell&rsquo;audiovisivo, dei media e dello spettacolo (sede Gorizia); Lettere; Scienze e tecniche del turismo culturale.</p><div>In particolare, il test di valutazione attitudinale iniziale per il Dams si svolgerà nell&rsquo;ambito dell&rsquo;&ldquo;Open day Dams&rdquo; in programma il 19 aprile alle 11 nell&rsquo;aula 6 del polo universitario goriziano di via S. Chiara 1. I partecipanti, oltre a sostenere il test, avranno l&rsquo;occasione di conoscere i docenti del corso e partecipare a una pitch di sceneggiatura e visitare gli spazi e i laboratori.<br /><b><br />Il test di valutazione attitudinale iniziale</b> - obbligatorio ma, qualora negativo, del tutto ininfluente ai fini dell&rsquo;immatricolazione - ha lo scopo di valutare l&rsquo;attitudine e il grado di preparazione in alcune discipline considerate rilevanti per affrontare con successo il corso di studi di interesse e, conseguentemente, di permettere allo studente di colmare eventuali lacune attraverso corsi di recupero mirati, durate il primo anno di studio.<br /><b><br />Entro giovedì 3 maggio</b> vanno effettuate invece le iscrizioni per partecipare alla <b>selezione</b> <b>valida per l&rsquo;ammissione</b> ai corsi di laurea a numero programmato a livello locale in: <b>Banca e finanza</b> (sede Pordenone); <b>Economia aziendale</b> (sede Udine e Pordenone); <b>Economia e commercio</b> (sede Udine). La selezione si svolgerà <b>mercoledì 11 maggio</b> a Udine e a Pordenone; le successive tornate di test si terranno il 25 luglio e il 7 settembre.</div>            <p>&nbsp;</p>]]></content>
         <pubDate>Fri, 13 Apr 2018 11:11 GMT</pubDate>
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         <title>Lingua russa: sfida con il “Dettato Totale”</title>
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         <description>Terza edizione. Tutti riceveranno un attestato di partecipazione</description>
         <content><![CDATA[<div>La difficile lingua di Puškin e Dostoevskij si può imparare anche mettendosi alla prova con un pizzico di audacia e molta voglia di divertirsi insieme. È l&rsquo;occasione offerta a studenti, docenti e appassionati anche principianti dall&rsquo;iniziativa di portata internazionale &ldquo;<strong>Dettato totale</strong>&rdquo;, che viene ospitata per il terzo anno consecutivo dall&rsquo;Università di Udine sabato 14 aprile alle ore 14 in sala Gusmani, nella sede di palazzo Antonini.</div><div>&nbsp;</div><div>Sono invitati, ovviamente, tutti gli studenti di russo dell&rsquo;ateneo, ma anche tutti coloro i quali, conoscendo anche solo un po' la lingua o avendola studiata anni fa, abbiano il desiderio di partecipare all&rsquo;evento per cimentarsi in una prova di conoscenza, in contemporanea con tutti gli appassionati, professionisti o dilettanti in ogni angolo del mondo in cui il russo è studiato e amato.</div><div>&nbsp;</div><div>&laquo;Ciascuno sosterrà una piccola prova rispondendo secondo le proprie competenze, e tutti riceveranno un attestato di partecipazione. L&rsquo;importante sarà stare insieme e non perdere l&rsquo;occasione per imparare qualcosa di più di questa lingua, sicuramente difficile, con allegria e divertendosi&raquo;, spiega Rosanna Giaquinta, docente di Lingua e letteratura russa presso i corsi di Lingue del <a href="https://www.uniud.it/it/ateneo-uniud/ateneo-uniud-organizzazione/dipartimenti/dill">DILL, Dipartimento di lingue e letterature, comunicazione, formazione e società</a>, referente dell&rsquo;iniziativa in loco per l&rsquo;ateneo friulano. In altra sede anche tanti madrelingua russi che vivono a Udine e dintorni potranno partecipare e affrontare il dettato, naturalmente diverso, ma anche loro in contemporanea.</div><div>&nbsp;</div><div>&laquo;Gli studenti &ndash; aggiunge Rosanna Giaquinta &ndash; potranno divertirsi un po&rsquo; vedendo i loro docenti di russo fare anch'essi il loro compitino, perché ovviamente partecipiamo anche noi, e non solo dal punto di vista organizzativo&raquo;. A Udine sabato sarà mostrato il video di saluto (interamente in lingua russa) registrato quest&rsquo;anno a Berlino, una delle città che ospitano la sfida. In alcuni inserti in bianco e nero del filmato si vedono gli studenti di Udine che, con una sola parola, ci fanno capire quanto sia interessante e stimolante vivere questa esperienza. E vi compare anche la dott.ssa Nadezhda Eliseeva, che rappresenta gli organizzatori della manifestazione presso l&rsquo;Ateneo friulano, dove ha conseguito il dottorato all&rsquo;interno del progetto europeo Erasmus Mundus. Il video &ldquo;Privet from Berlin&rdquo;, &quot;Un saluto da Berlino&quot;, girato dagli organizzatori, è visibile al seguente link:&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=5o_uoncw0Fc&amp;feature=youtu.be" target="_blank">https://www.youtube.com/watch?v=5o_uoncw0Fc&amp;feature=youtu.be</a>&nbsp;</div>]]></content>
         <pubDate>Fri, 13 Apr 2018 11:11 GMT</pubDate>
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         <title>La mappa e il territorio: carte, luoghi, genti delle Valli del Natisone</title>
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         <description>Dal 15 aprile al 6 maggio a Cividale del Friuli</description>
         <content><![CDATA[<p><strong>Sabato 14 aprile a Cividale del Friuli </strong>sarà inaugurata la mostra di cartografia &ldquo;La Mappa e il Territorio. Carte, Luoghi, Genti delle Valli del Natisone&rdquo;, arricchita e impreziosita da una scelta di fotografie di Ulderica Da Pozzo. La mostra, curata da&nbsp;<strong>Attilio De Rovere, Mauro Pascolini e Andrea Zannini</strong>, sarà introdotta dal geografo&nbsp;<strong>Massimo Rossi</strong>, coordinatore area ricerca studi geografici della Fondazione Benetton Studi Ricerche di Treviso. L'appuntamento è <strong>alle 16.30 presso la chiesa di S. Maria dei Battuti</strong>, in Borgo di Ponte 5. Interverranno l&rsquo;assessore regionale alla cultura, sport e solidarietà, il presidente dell&rsquo;Uti del Natisone e sindaco di Cividale, e il direttore del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell&rsquo;Università di Udine, Andrea Zannini.<br /><br />L'esposizione illustra <strong>il linguaggio cartografico che si snoda tra vecchie e nuove mappe</strong> ricostruendo il filo di una tecnica che si è evoluta e raffinata dal tempo, dalla tavoletta pretoriana al moderno computer. La documentazione cartografica esemplifica da un lato <strong>i problemi della rappresentazione cartografica</strong> e le scelte tecniche utilizzate, in particolare dallo svilupparsi della produzione delle carte topografiche fino ai giorni nostri, dall&rsquo;altro racconta <strong>come le Valli del Natisone sono state rappresentate nel tempo</strong> a fronte delle diverse esigenze documentali e narrative: il confine, la guerra, l&rsquo;uso del suolo, i segni dell&rsquo;uomo, il turismo.<br /><br />Il tratto grafico, pertinenza per eccellenza della narrazione geografica, si propone in questo breve percorso come strumento di <strong>scoperta della dimensione più culturale e umana di quell&rsquo;ampia e articolata porzione di territorio</strong> che da Cividale si sviluppa parallelamente al confine sloveno. Un&rsquo;area che nel tempo ha mutato i propri confini amministrativi e culturali, ma che trova in particolare in pertinenze linguistiche e dialettali specifiche tratti identificativi peculiari e distintivi. Molti hanno scritto sulle tradizioni delle Valli del Natisone e molti continuano a farlo, sottolineando come la raccolta di testimonianze e riflessioni sia parte di quella attenzione per la demologia e la cultura locale che affascina ancora fortemente il vivere contemporaneo.<br /><br />Per restituire o almeno evocare la densità culturale di questo territorio si è scelto da una parte di prediligere la <strong>narrazione testuale</strong>: spunti non esaustivi ma che si pongono piuttosto come elementi di raccordo tra il tema di una descrizione fisica &ndash; ma muta &ndash; dello spazio declinata dalla cartografia, e le presenze &ndash; o assenze &ndash; che invece la fotografia restituisce. Dall&rsquo;altra il lavoro articolato e prezioso di <strong>ricerca fotografica</strong> fatto sul territorio attraverso la sensibilità profondamente umana di Ulderica Da Pozzo permette di aprire uno spazio ampio e articolato su cosa significhi abitare e vivere oggi le Valli del Natisone.<br /><br /><strong>La mostra è stata realizzata</strong> dall&rsquo;<a href="http://www.natisone.utifvg.it/">Uti Natisone</a>&nbsp;grazie al contributo della Regione autonoma Friuli Venanzia Giulia (Legge Regionale n. 26/2007 &ndash; Norme regionali per la tutela della minoranza linguistica slovena - art.22. / Deželni zakon št. 26/2007 Deželna določila za varstvo slovenske jezikovne manjšine -člen.22) e dell&rsquo;Uti stessa, in collaborazione con il&nbsp;<a href="https://www.uniud.it/it/ateneo-uniud/ateneo-uniud-organizzazione/dipartimenti/dium">Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale</a>&nbsp;dell&rsquo;Università di Udine e la&nbsp;<a href="http://www.tabaccoeditrice.it/ita/azienda.asp">Casa editrice Tabacco</a>&nbsp;di Udine con il patrocinio del&nbsp;<a href="http://www.cividale.net/">Comune di Cividale del Friuli</a>.<br /><br /><strong>La mostra sarà aperta dal 15 aprile al 6 maggio con il seguente orario</strong>: martedì, mercoledì e giovedì dalle 15 alle 19; venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Nelle due giornate festive di mercoledì 25 aprile e martedì primo maggio: dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.</p>]]></content>
         <pubDate>Fri, 13 Apr 2018 10:10 GMT</pubDate>
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         <title>La parola agli esperti: “I vaccini ci salvano la vita. E la vita è una cosa preziosa”</title>
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         <description>Incontro di divulgazione scientifica con addetti ai lavori e testimonial </description>
         <content><![CDATA[<div>Smascherare le bufale sui vaccini, perché ce ne sono a bizzeffe, e si propagano soprattutto attraverso la rete, ma non solo. Sostenere i medici nella loro azione di contrasto agli attacchi &ldquo;anti-vax&rdquo;, incoraggiando il dialogo, la verità scientifica, la sincerità dell&rsquo;approccio a un tema molto delicato. Ribadire che se oggi si riesce a contenere l&rsquo;espansione di alcune malattie è soltanto grazie alla scoperta e all&rsquo;impiego dei vaccini.</div>  <div>Sono questi gli obiettivi dell&rsquo;incontro intitolato &ldquo;Vaccinazioni: la più grande scoperta per la sopravvivenza dell&rsquo;umanità&rdquo;, organizzato dall&rsquo;Università di Udine in collaborazione con l&rsquo;amministrazione comunale, in programma il 19 aprile alle 18, nell&rsquo;aula 3 di via Tomadini.</div><div>&nbsp;</div><div>All&rsquo;iniziativa, che appartiene al ciclo destinato alla divulgazione scientifica propria dell&rsquo;ateneo &ldquo;Incontri fuori dal Comune&rdquo;, parteciperanno <b>Carlo Ennio Michele Pucillo</b>, ordinario di Patologia generale e Immunologia all&rsquo;Università di Udine con l&rsquo;intervento &ldquo;Agente infettivo e sistema immunitario: una lunga liaison dalla notte dei tempi&rdquo;, <b>Andrea Cossarizza</b>, ordinario di Patologia generale e Immunologia all&rsquo;Università di Modena e Reggio Emilia con l&rsquo;intervento &ldquo;Vaccini: truffe, leggende e realtà&rdquo; e un testimonial d&rsquo;eccezione: l&rsquo;atleta paralimpico <b>Andrea Lanfri</b>. Un intermezzo di diffusione scientifica non tradizionale è offerto dalla compagnia teatrale &ldquo;Topi da laboratorio&rdquo; formata da un gruppo di giovani ricercatori. Modera l&rsquo;incontro la giornalista Maria Santoro.</div>  <div>È prevista la discussione aperta al pubblico.</div><div>&nbsp;</div><div>&laquo;Molti patogeni, ad esempio il vaiolo, fortunatamente eradicato grazie all&rsquo;intervento della scienza medica, sono trasmissibili solo da uomo a uomo &shy; - sottolinea <b>Carlo Pucillo</b> -; questo significa che se la comunità alla quale apparteniamo è vaccinata e per questo protetta dalla circolazione dei virus, qualcuno potrebbe fraintendere lo stato complessivo di salute, attribuendolo alla scomparsa dei patogeni e convincendosi della sostanziale inutilità del vaccino&rdquo;. Un errore imperdonabile se poi, a causa dell&rsquo;abbassamento delle coperture, aggiunge il docente, &ldquo;ne pagano le conseguenze gli immunodepressi. Per i quali, il contatto con il patogeno equivale a morte&raquo;.</div>    <div>Secondo Pucillo, &laquo;soltanto attraverso le vaccinazioni un giorno potremo sconfiggere altre malattie infettive definitivamente, ma sino a quando tutte non saranno debellate ne avremo bisogno. E dovremmo essere immensamente grati della loro esistenza. Per tutti questi motivi &ndash; conclude il professore &ndash; è del tutto inammissibile che un medico sia contrario alle vaccinazioni&raquo;.</div><div>&nbsp;</div><div>Sotto i riflettori anche l&rsquo;aspetto economico, che non è trascurabile e riguarda, in primis, la spesa sanitaria.&nbsp;&laquo;Un paziente che contrae malattia e viene allettato in ospedale &ndash; rilevano gli esperti - costa 700-800 euro al giorno, un importo di gran lunga superiore al costo del vaccino più caro, quello per HPV (500 euro)&raquo;.</div><div>&nbsp;</div><div>Centrale, poi, il ruolo della famiglia: ai genitori gli addetti ai lavori chiedono maggiore senso di civiltà e responsabilità nell&rsquo;affrontare il tema. E non si deve temere l&rsquo;arena dei social network, &laquo;perché proprio su questa virtuale piazza si alimenta la &ldquo;misinformation&rdquo; globale, tra truffe e leggende e pregiudizi&raquo;, evidenzia il professor <b>Andrea Cossarizza</b> coautore della pagina Facebook &ldquo;Silvestri &amp; Cossarizza, Medici &amp; Scienziati&rdquo;, assieme al collega Guido Silvestri (direttore del dipartimento di Microbiologia e Immunologia all&rsquo;Emory University di Atlanta). &laquo;Numerosi genitori di tutta Italia hanno scelto di non proteggere la salute dei propri figli in nome della pseudoscienza &ndash; rileva Cossarizza -, un rifiuto che si proclama informato, ma che è ben lontano dalle verità scientifiche. Un rifiuto che continua a &ldquo;favorire&rdquo; la circolazione di virus e batteri, e mietere vittime&raquo;.</div>      <div>Un monito viene rivolto anche a una certa politica, &laquo;che non dovrebbe sostituirsi alla scienza medica &ndash; taglia corto il docente -, soprattutto in cosi delicati frangenti. Mi piacerebbe ad esempio che i comuni di tutta Italia rifiutassero di concedere spazi pubblicitari a pagamento per associazioni no-vax&raquo;.</div><div>&nbsp;</div><div>Di grande impatto la testimonianza offerta da <b>Andrea Lanfri</b>, atleta paraolimpico, record italiano dei 100, 200 e 400 metri su pista, la cui parabola sportiva ascendente è iniziata nel 2015, successivamente alla bi-amputazione delle gambe e sette dita delle mani a causa di una meningite fulminante con sepsi meningococcica. Oggi corre con il gruppo sportivo delle Fiamme Azzurre e si prepara alle prossime olimpiadi di Tokyo 2020.</div>  <p>&laquo;Non ero vaccinato, ero ignaro della malattia che in pochissimo tempo ha cambiato radicalmente la mia vita &ndash; racconta &ndash; e se lo fossi stato, l&rsquo;avrei contratta comunque ma in forma molto più leggera e senza le evidenti conseguenze con le quali oggi convivo&raquo;. Ecco perché, secondo Lanfri, &laquo;non consigliare i vaccini è assurdo e impensabile. Purtroppo &ndash; continua - sono i più piccoli a pagare le conseguenze delle scellerate scelte dei genitori, perché ancora non possono esprimere la volontà di essere protetti correttamente. In molti oggi stentano a credere al pericolo di queste terribili malattie infettive, e a loro voglio dire che è assurdo morire o rischiare di morire in questo modo, quando esistono farmaci capaci di proteggerci. I miei familiari oggi sono tutti vaccinati &ndash; conclude l&rsquo;atleta &ndash; e in futuro se dovessi diventare padre, farei ovviamente lo stesso gesto d&rsquo;amore per i miei figli&raquo;.&nbsp;</p>]]></content>
         <pubDate>Thu, 12 Apr 2018 13:13 GMT</pubDate>
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         <title>I medici ebrei nella Prima Guerra Mondiale</title>
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         <description>Un volume getta luce su un capitolo poco noto della storia del ‘900</description>
         <content><![CDATA[<p>&nbsp;</p><div>Un inedito approfondimento su un capitolo poco noto della storia del primo Novecento sarà presentato il 19 aprile alle ore 17 nella sala Gusmani dell&rsquo;ateneo friulano, a palazzo Antonini (via Petracco, 8). È il volume intitolato &ldquo;L&rsquo;apporto degli ebrei all&rsquo;assistenza sanitaria sul fronte della Grande Guerra&rdquo;, a cura di Rosanna Supino e Daniela Roccas, che raccoglie gli Atti dell&rsquo;omonimo convegno svoltosi a Trieste l&rsquo;8 maggio 2016, edito a Torino, da Silvio Zamorani nel 2017.</div><div>&nbsp;</div><div>Nel libro l&rsquo;apporto ebraico alla sanità nell&rsquo;esercito italiano nella Prima Guerra Mondiale è esaminato nei suoi vari aspetti: da quelli quantitativi e di distribuzione nei gradi e nelle funzioni dell&rsquo;esercito, alla presenza di medici di grande valore, alla partecipazione di molti ebrei come volontari nell&rsquo;esercito italiano&rdquo;. Il volume raccoglie i contributi di Pierluigi Briganti, Rita Corsa, Giovanni Cecini, Maddalena Del Bianco, Andrea Finzi, Valerio Marchi, Pierpaolo Martucci, Matteo Perissinotto, Daniela Roccas, Rosanna Supino e Mauro Tabor.</div><div>&nbsp;</div><div>È un&rsquo;importante iniziativa di divulgazione scientifica rivolta non solo agli addetti ai lavori, ma anche al grande pubblico, che è stata organizzata in cordata tra le attività della ricerca e didattiche in storia dell&rsquo;ebraismo, storia delle religioni e in storia moderna e contemporanea, e si svolge nell&rsquo;ambito delle attività di argomento storico del <a href="https://www.uniud.it/it/ateneo-uniud/ateneo-uniud-organizzazione/dipartimenti/dium">Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale (DIUM)</a>. L&rsquo;evento viene realizzato in collaborazione con il <a href="https://www.uniud.it/it/ateneo-uniud/ateneo-uniud-organizzazione/dipartimenti/dame">Dipartimento di Area Medica (DAME)</a> e del Centro di Ricerca Interdipartimentale sulla Medicina Antica (RIMA), con il patrocinio del Comune di Udine, della Deputazione di Storia Patria per il Friuli, dell&rsquo;Accademia Udinese di Scienze Lettere e Arti e dell&rsquo;Associazione Medica Ebraica.</div><div>&nbsp;</div><div>Alla presentazione del volume, che è stato inserito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri tra le iniziative per il &ldquo;Centenario della Prima Guerra Mondiale 2014-2018&rdquo;, interverranno il prof. Fulvio Salimbeni e la dott.ssa Rosanna Supino. Coordinerà la prof.ssa Maddalena Del Bianco, ordinario di storia delle religioni al Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale, che sottolinea il particolare interesse di un volume per l&rsquo;originalità del punto di vista dal quale racconta la Prima Guerra Mondiale.</div>]]></content>
         <pubDate>Thu, 12 Apr 2018 12:12 GMT</pubDate>
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         <title>La Brexit di un'italiana a Londra: l'esperienza di Veronica Ganzitti</title>
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         <description>Mercoledì 18 aprile nella Casa della Contadinanza in Castello</description>
         <content><![CDATA[<p><strong><i>La Brexit vista con gli occhi di un&rsquo;italiana a Londra</i></strong> è il titolo del tredicesimo appuntamento dei &ldquo;<a href="https://it-it.facebook.com/tajus.giuriuniud/">Tajus - Aperitivi con il giurista</a>&rdquo;, organizzati dal <a href="https://www.uniud.it/it/ateneo-uniud/ateneo-uniud-organizzazione/dipartimenti/disg">Dipartimento di Scienze giuridiche</a> dell&rsquo;Ateneo di Udine. <b><a href="https://www.steptoe.com/en/lawyers/veronica-ganzitti.html">Veronica Ganzitti</a></b> - avvocata friulana, laureata e dottore di ricerca dell&rsquo;ateneo di Udine, che si è distinta nel team &ldquo;Litigation&rdquo; della sede londinese dello studio &ldquo;Steptoe &amp; Johnson&rdquo; ed è stata selezionata tra i migliori avvocati a livello internazionale per i &ldquo;<a href="http://www.thelawyerawards.com/">The Lawyer Awards</a> 2017&rdquo;, il prestigioso riconoscimento che coinvolge gli studi legali britannici &ndash; racconterà la sua esperienza lavorativa inserita anche nel contesto storico e sociale della Brexit. L&rsquo;appuntamento per <b>mercoledì 18 aprile dalle 18 alle 20</b> nella Casa della Contadinanza (Piazzale del Castello, 2, Udine).<br /><br />Veronica Ganzitti si confronterà con <b>Silvia Bolognini</b>, ideatrice dei Tajus e docente di diritto agrario dell&rsquo;Ateneo friulano, e <b>Francesco Deana</b>, docente a contratto di diritto dell'Unione europea.<br /><br />&laquo;È indubbiamente un bene che soprattutto i nostri studenti abbiano la possibilità di confrontarsi con Veronica Ganzitti non solo sul tema della Brexit, ma anche sul futuro professionale che li attende &ndash; sottolinea Silvia Bolognini &ndash; In un periodo storico come questo, in cui siamo sopraffatti da notizie disperanti in merito alle possibilità di impiego future, la storia di una donna giovane e brava, che, lavorando sodo, è riuscita a farsi strada, può costituire uno stimolo positivo per i nostri giovani&raquo;.<br /><br />I Tajus sono organizzati con l&rsquo;obiettivo di far incontrare la tradizione del <i>taj </i>friulano e lo <i>jus</i>, cioè il diritto, attraverso occasioni informali di confronto con esperti di fama nazionale e internazionale, incentrate su temi di attualità. Alla fine dell&rsquo;incontro, come da tradizione, ai partecipanti verrà offerto un aperitivo di benvenuto che permetterà di degustare prodotti di eccellenza del territorio.</p>]]></content>
         <pubDate>Wed, 11 Apr 2018 09:09 GMT</pubDate>
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         <title>Pianificazione fiscale aggressiva: reazioni a livello sovranazionale e riflessi sul nostro ordinamento</title>
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         <description>Giovedì 19 aprile in via Tomadini 30 a Udine</description>
         <content><![CDATA[<p>È dedicato a <b><i>La pianificazione fiscale aggressiva: reazione a livello sovranazionale e riflessi sul nostro ordinamento</i></b> il seminario di studio, aperto a tutti gli interessati, che <b>Giovanni Carpenzano</b> terrà <b>giovedì 19 aprile </b>dalle 10 nell&rsquo;aula 1 del polo economico giuridico dell&rsquo;Università di Udine, in via Tomadini 30. Introdurrà <b>Mario Nussi</b>, ordinario di diritto tributario dell&rsquo;Ateneo friulano e coordinatore del Consiglio dei corsi di studio di Giurisprudenza. Carpenzano si soffermerà sui <strong>c</strong><b>riteri di localizzazione delle funzioni gestionali e dei fattori produttivi utilizzati dai gruppi multinazionali</b> - Apple, Google, Amazon, Facebook &amp; Co. -, sulle possibili conseguenze sotto il profilo tributario, e sulle azioni di contrasto individuate sia dalle autorità fiscali nazionali, sia a livello sovranazionale (UE e OCSE), all&rsquo;interno di un dibattito che esprime la difficile ricerca dei rimedi. Uno di questi è <b>la cosiddetta w<i>eb tax</i></b>,introdotta in Italia dalla legge di bilancio 2018 con decorrenza dal 2019, mentre in Europa è stato appena presentato dalla Commissione UE il <b>piano sulla <i>digital tax</i></b> per obbligare i giganti di Internet a pagare le tasse dove realizzano i profitti.<br /><br />&laquo;Questo incontro &ndash; anticipa Mario Nussi &ndash; intende offrire a studenti, professionisti e interessati, numerosi spunti di riflessione sul tema trattato e su altre problematicità costantemente sollevate dalla complessità delle nuove realtà economiche: crescente interconnessione, facilità e velocità delle comunicazioni, informazioni, <i>Digital Economy </i>e <i>big data</i>, immaterialità della &ldquo;nuova&rdquo; ricchezza, redditi &ldquo;nomadi&rdquo;, crisi e inadeguatezza delle tradizionali categorie giuridiche ma anche di rimedi solo &ldquo;domestici&rdquo; anziché sovranazionali e/o europei, con sottrazione di risorse finanziarie e correlati rischi per rilevanti diritti pubblici e privati&raquo;.<br /><br />L&rsquo;appuntamento è il secondo di un ciclo di incontri con esperti provenienti dal mondo extra accademico organizzati dal <a href="https://www.uniud.it/it/ateneo-uniud/ateneo-uniud-organizzazione/dipartimenti/disg">Dipartimento di Scienze giuridiche</a> dell&rsquo;Università di Udine con l&rsquo;obiettivo di offrire a studenti, professionisti e interessati occasioni utili per affrontare temi di interesse e attualità nell&rsquo;ambito delle scienze giuridiche e giuridico-economiche. L'evento è patrocinato dall'Ordine degli Avvocati e dall&rsquo;Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Udine ed è valido per il riconoscimento di tre crediti formativi non obbligatori agli avvocati e praticanti e per il riconoscimento di crediti formativi per i dottori commercialisti ed esperti contabili, il cui accreditamento è in corso di perfezionamento. L&rsquo;ingresso in sala è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.<br /><br /><b>Giovanni Carpenzano,</b> avvocato, Of Counsel dello Studio Chiomenti &ndash; Milano, dal 2015 si occupa di diritto tributario e pianificazione fiscale e, in particolare, di fiscalità bancaria e finanziaria, fiscalità internazionale e transfer pricing, operazioni societarie straordinarie, M&amp;A e private equity.</p>]]></content>
         <pubDate>Tue, 10 Apr 2018 13:13 GMT</pubDate>
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         <title>La sede dell'Università di Udine a Pordenone accoglie studenti, famiglie e interessati</title>
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         <description>Appuntamento venerdì 20 aprile in via Prasecco 3</description>
         <content><![CDATA[<p>Porte aperte nella <a href="https://www.uniud.it/it/ateneo-uniud/sedi/campus-in-citta-e-sul-territorio/pordenone">sede di Pordenone dell&rsquo;Università di Udine</a> per studenti, famiglie e interessati, per visitare il Centro polifunzionale e conoscere i servizi e corsi di studio attivi nella sede pordenonese: le triennali in <a href="https://www.uniud.it/it/didattica/corsi-offerta/area-economico-giuridica/economia/laurea/banca-e-finanza">Banca e finanza</a>, <a href="https://www.uniud.it/it/didattica/corsi-offerta/area-medica/laurea/infermieristica">Infermieristica</a>, <a href="https://www.uniud.it/it/didattica/corsi-offerta/area-scientifica/scienze-matematiche-informatiche-multimediali-fisiche/laurea/scienze-e-tecnologie-multimediali">Scienze e tecnologie multimediali</a> e le magistrali in <a href="https://www.uniud.it/it/didattica/corsi-offerta/area-economico-giuridica/economia/laurea-magistrale/banca-e-finanza">Banca e finanza</a> e <a href="https://www.uniud.it/it/didattica/corsi-offerta/area-scientifica/scienze-matematiche-informatiche-multimediali-fisiche/laurea-magistrale/comunicazione-multimediale-e-tecnologie-dellinformazione">Comunicazione multimediale e tecnologie dell&rsquo;informazione</a>.<br /><br />L&rsquo;appuntamento è per <b>venerdì 20 aprile dalle 9.30</b> in via Prasecco 3. <b>Per prenotazioni</b> - entro sabato 14 aprile per le scuole ed entro lunedì 19 aprile per i singoli studenti e le famiglie - scrivere a <a href="mailto:cort@uniud.it">cort@uniud.it</a>. Informazioni sono <a href="https://www.uniud.it/it/didattica/area-servizi-studenti/servizi-studenti/orientamento-e-consulenza-psicologica/open-uniud-porte-aperte-pordenone/open-uniud-porte-aperte-pordenone">disponibili online</a> o telefonando al numero 0432 556215.<br /><br />Dalle 9 alle 12.30 saranno attivi <b>stand informativi</b> di tutte le aree didattiche e dei principali servizi dell&rsquo;Università di Udine. <b>Dalle 9.30 alle 10</b> i visitatori saranno accolti in aula B1 per i saluti e la presentazione della giornata. <b>Dalle 10.15 alle 10.45 e dalle 11 alle 11.30 le presentazioni dei corsi</b> di laurea triennale in Banca e finanza (aula B1), Infermieristica (aula B2), Scienze e tecnologie multimediali (aula B7). In aula B6 spazio a <b>informazioni e domande</b>, con istruzioni per l&rsquo;accesso, sulle tasse, sulle borse di studio e sui servizi agli studenti, e, per gli interessati <b>tour guidato</b> nella sede di Pordenone alla scoperta di spazi e servizi a cura del Consorzio Universitario di Pordenone.<br /><br /><b>Dalle 11.45 alle 12.30</b> gli interessati potranno partecipare ad alcuni momenti di approfondimento con i tre <b>Lab Time Banca e Finanza</b> - dedicati rispettivamente a &ldquo;I mercati finanziari di ieri, oggi e domani&rdquo; (aula B10), &ldquo;Psicologia e finanza&rdquo; (aula B12) e &ldquo;Presentazione della laurea magistrale in Banca e finanza&rdquo; (aula B1), il <b>Lab time di infermieristica</b> dal titolo 'Che cosa fare se una persona sta male? Attivare il primo soccorso&rsquo; (aula B11) e il <b>Lab Time Scienze e tecnologie multimediali</b> con la presentazione della laurea magistrale in Scienze e tecnologie multimediali (aula B7).</p>]]></content>
         <pubDate>Tue, 10 Apr 2018 13:13 GMT</pubDate>
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         <title>Come sarà l’agenzia bancaria del futuro? Concorso di idee tra studenti e neolaureati in architettura di Udine e Trieste</title>
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         <description>Iniziativa promossa dall'istituto bancario friulano</description>
         <content><![CDATA[<p>&ldquo;Bank experience. Una banca per la comunità&rdquo; è stato il tema del concorso di idee bandito dalla Banca Popolare di Cividale riservato agli studenti e neolaureati in architettura delle Università di Udine e Trieste. Obiettivo, la progettazione sperimentale di un&rsquo;agenzia bancaria. Alla base di tale progettazione, in vista di un prossimo restyling, ci sono 3 delle 67 filiali della Popolare, ovvero Trieste (corso Italia), Remanzacco e San Giovanni al Natisone, ritenute significative per dimensione e natura del contesto urbano.<br /><br />La commissione giudicatrice composta dalla presidente dell&rsquo;istituto di credito Michela Del Piero, dal consigliere di amministrazione Riccardo Illy e dai professori Giovanni La Varra (Università di Udine) e Giovanni Corbellini (Università di Trieste) ha visionato i 20 progetti pervenuti dai futuri architetti che nell&rsquo;elaborato hanno tenuto conto dei criteri di sostenibilità ed efficienza energetica, qualità e innovazione, inclusione e coinvolgimento dei soci, clienti e residenti.<br /><br />Mercoledì 11 aprile alle ore 17 presso la sala del cda della banca cividalese, nella nuova sede centrale, avranno luogo le premiazioni dei primi tre classificati cui sarà assegnato un montepremi di 10 mila euro alla presenza di tutti i componenti della giuria esaminatrice e dei partecipanti al concorso. Sempre dal giorno 11 gli elaborati sono inoltre oggetto di una mostra allestita nel salone della sede di piazza Duomo della Popolare per essere visionati dagli stessi autori e dal pubblico.<br /><br />Il sistema creditizio italiano è in profonda trasformazione: nei prossimi 3-4 anni, in base ai progetti presentati dai 10 maggiori gruppi bancari, la rete degli sportelli registrerà 3.300 chiusure di agenzie (oltre un decimo della rete attuale). D&rsquo;altro canto, i correntisti on line sono in continua crescita: a marzo 2017 erano 17,6 milioni, di cui 6 milioni utilizzano smartphone e app. Senza contare il progressivo inserimento di self area a sostituire i tradizionali sportelli. Però ancora tre quarti della clientela, in generale, non rinuncia al rapporto con la filiale almeno per le operazioni più complesse. Gli istituti di credito, pertanto, sono chiamati a effettuare scelte inedite e innovative. Come sarà la nuova agenzia bancaria? Il quesito se l&rsquo;è dunque posto la Banca Popolare di Cividale che, da poco compiuti i 130 anni dalla sua fondazione, ha voluto guardare al futuro attraverso questo concorso di idee per cercare di offrire spazi più funzionali e adeguati alla comunità e all&rsquo;evoluzione della clientela in un rapporto di centralità del fruitore e in vista di una banca sempre più aperta e disponibile nei confronti del territorio e dei propri interlocutori.<br /><br />&ldquo;Con Bank Experience abbiamo invitato ad ideare una banca del futuro, con apertura, visionarietà, audacia, immaginando uno spazio osmotico capace di introdurre al suo interno il fermento così come le tensioni del territorio nel quale si trova: un&rsquo;occasione di ricerca ma anche una concreta opportunità di dare alle idee di una banca che ha fondate radici nel territorio&rdquo;, spiega Giovanni La Varra.<br /><br />&rdquo;I partecipanti sono ancora lontani dalla gestione diretta degli aspetti finanziari ed economici della vita; proprio per questo chiedere a chi ha poco più di vent&rsquo;anni di immaginare la banca del futuro vuole dire misurarsi con visioni inaspettate, cogliere le aspettative dietro i disegni, le speranze e le incertezze dietro le immagini: un implicito segno di fiducia nel futuro. La presentazione pubblica dei progetti è un modo per iniziare una fase di riflessione più ampia per elaborare, sulla base delle visioni degli studenti, attraverso quali forme di comunità potremo pensare il nostro stare assieme&rdquo;, conclude il docente universitario.</p><p>&nbsp;</p>]]></content>
         <pubDate>Tue, 10 Apr 2018 11:11 GMT</pubDate>
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         <title>"Complessità su misura"</title>
         <link>http://qui.uniud.it/notizieEventi/cultura/complessita-su-misura</link>
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         <description>Lunedì 16 aprile, alle 17 a palazzo di Toppo Wassermann</description>
         <content><![CDATA[<p>Come risolvono gli uomini il problema della <b>complessità</b>? Cosa si inventano per trovare un senso nel caos che è la vita? Quasi tutte le nostre <b>decisioni</b> più importanti non hanno alcun carattere scientifico ma sono <b>accidentali</b>, hanno conseguenze impreviste e rendono la nostra vita più intricata di qualsiasi romanzo: di fronte alla complessità del reale, ognuno di noi reagisce costruendosi una personale visione del mondo tramite scelte più o meno consapevoli, dettate da previsioni, congetture, immaginazione.<br /><br /><b><i><a href="http://forumeditrice.it/percorsi/storia-e-societa/philosophia-naturalis/complessita-su-misura">Complessità su misura</a>&nbsp;</i></b>(Forum editrice) ci invita a mettere in discussione la presunta <b>onnipotenza</b> del metodo scientifico come mezzo per comprendere tutto ciò che ci circonda e prevederne ogni variabile. È invece necessario accettare il mondo nella sua <b>non-linearità</b>, ammettendone <b>l'imprevedibilità</b>. La complessità non dovrebbe più essere vista come un problema da eliminare alla radice, ma come una <b>risorsa irrinunciabile, da espandere </b>e da<b> esplorare</b> alla ricerca di sempre nuove fonti di valore. Sia nelle scelte personali, che in quelle riguardanti le organizzazioni di ogni tipo, la <b>complessità</b> (da non confondere con complicazione) è, secondo <b>Giuseppe Scifo</b>,la vera chiave di lettura. Essa reintroduce aspetti squisitamente umani, quali il vigore, la volontà di pensare e di fare e la creatività qualitativa.<br /><br />Nell&rsquo;ambito delle attività culturali promosse dall&rsquo;Università degli Studi di Udine per il ciclo <i><a href="https://www.uniud.it/it/ateneo-uniud/ateneo-uniud/eventi-istituzionali/aperture.-idee-scienza-e-cultura">Aperture</a>, </i><b>lunedì 16 aprile</b> alle <b>17.00</b> presso l&rsquo;aula t4 di <b>palazzo di Toppo</b> in via Gemona a Udine, il professor <b>Giuseppe Zollo </b>dell&rsquo;Università Federico II di Napoli presenterà il volume e dialogherà con <b>Giuseppe Scifo</b>, autore di libri a contenuto economico-gestionale e docente in diverse Università italiane, ha recentemente tenuto un corso presso il nostro Ateneo.</p>]]></content>
         <pubDate>Tue, 10 Apr 2018 10:10 GMT</pubDate>
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         <title>Da “Cantiere Friuli” una proposta anti crisi per risollevare e disegnare un Friuli futuro</title>
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         <description>Convegno giovedì 12 aprile a palazzo di Toppo Wassermann</description>
         <content><![CDATA[<p>La riqualificazione edilizia seguita da quella urbanistica, paesaggistica e ambientale come condizioni concatenate per la creazione di lavoro e la generazione di un nuovo modello sociale ed economico basato su maggiore sicurezza e qualità del territorio friulano. È, in sintesi, la proposta elaborata nell&rsquo;ambito del progetto dell&rsquo;Università di Udine &ldquo;<a href="http://www.uniud.it/cantierefriuli">Cantiere Friuli</a>&rdquo; dall&rsquo;Officina &ldquo;Rigenerare e recuperare&rdquo;, che sarà discussa in un convegno pubblico dal titolo &ldquo;Dare futuro al Friuli: un piano di investimenti per rigenerare il capitale territoriale&rdquo;, in programma <b>giovedì 12 aprile alle 14</b> nella sala Pasolini di palazzo di Toppo Wassermann, in via Gemona 92 a Udine. Parteciperanno esperti, associazioni di categoria, amministratori locali, professionisti, nonché i candidati alla presidenza della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Per informazioni e iscrizioni scrivere a <a href="mailto:cantierefriuli@uniud.it">cantierefriuli@uniud.it</a>. <br /><br />Apriranno il convegno gli interventi del rettore <b>Alberto De Toni</b>, che presiederà e coordinerà i lavori, e del delegato per il Territorio e progetto Cantiere Friuli, <b>Mauro Pascolini</b>.&nbsp;<br /><br /><b>Nella prima parte del convegno sarà presentata la proposta</b> elaborata dal Tavolo di studio &ldquo;Rigenerazione del capitale territoriale&rdquo; di &ldquo;Cantiere Friuli&rdquo;. All&rsquo;introduzione del coordinatore del Tavolo di studio, seguiranno le relazioni degli esperti <b>Alessandra Gubana</b> e <b>Antonino Morassi</b>, dell&rsquo;Università di Udine, su <i>Gli investimenti nella sicurezza antisismica degli edifici</i>; <b>Matteo Mazzolini</b>, direttore dell&rsquo;Agenzia per l&rsquo;Energia Fvg, su <i>Gli investimenti nella riqualificazione energetica degli edifici</i>; <b>Domenico Tranquilli</b>, già direttore dell&rsquo;Agenzia del Lavoro Fvg, su <i>La ristrutturazione della filiera delle costruzioni per la creazione di nuovo lavoro e la riqualificazione del territorio</i>. La discussione della proposta sarà condotta da <b>Gioacchino Garofoli</b>, ordinario di politica economica dell&rsquo;Università dell&rsquo;Insubria. <br /><br />Nella seconda parte, alle 16.20, si aprirà il <b>confronto con gli attori sociali, gli enti locali e la cultura del territorio</b>. Coordinerà Mauro Pascolini. Interverranno: <b>Graziano Tilatti</b>, presidente Confartigianato Fvg; <b>Roberto Muradore</b>, già segretario Cisl e componente del Tavolo di studio; <b>Mario Pezzetta</b>, presidente Anci Fvg e componente del Tavolo di studio; <b>Eddi Dalla Betta</b>, presidente della sezione regionale dell&rsquo;Istituto nazionale di urbanistica. Seguirà il <b>confronto con i candidati alla presidenza della Regione</b> Friuli Venezia Giulia. Le <b>conclusioni</b>, previste per le 19, saranno affidate al rettore Alberto De Toni.<br /><br />L&rsquo;obiettivo del convegno, come spiega il responsabile del Tavolo di studio &ldquo;Rigenerazione del capitale territoriale&rdquo; di &ldquo;Cantiere Friuli&rdquo;, è &laquo;proporre il progetto all&rsquo;intera società regionale. Da esso potranno seguire, nell&rsquo;ambito di più avanzate forme di cooperazione inter-istituzionale, le ulteriori necessarie fasi di approfondimento e implementazione. Il progetto che presenteremo richiede, infatti, non solo intelligenze, ma anche risorse pubbliche e private, forte volontà politica ed una macchina pubblica efficiente. Per questo abbiamo riunito attorno al tavolo i principali rappresentanti delle categorie coinvolte, per vagliare l&rsquo;ipotesi dal punto di vista scientifico, socio-economico-gestionale e politico&raquo;.<br /><br />Nato dalla volontà di affrontare la &ldquo;riabilitazione&rdquo; di un sistema socio-economico regionale colpito molto duramente dalla crisi in atto ormai da un decennio e di affrontare, sul più lungo periodo, la ristrutturazione di un modello di sviluppo, il progetto elaborato dal Tavolo di studio &ldquo;Rigenerazione del capitale territoriale&rdquo; all&rsquo;interno di &ldquo;Cantiere Friuli&rdquo;, prevede, in particolare, due soluzioni, strettamente concatenate tra di loro dal punto di vista funzionale, ma distribuite su prospettive temporali diverse.<br /><br />&laquo;A più breve termine, entro 4-5 anni &ndash; esplicita il responsabile del Tavolo di studio Rigenerazione del capitale territoriale -, un massiccio piano di investimenti nei settori più reattivi del sistema territoriale e socio-economico e, prima di tutto, in quello della sicurezza antisismica e della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, porterebbe alla creazione di molti posti di lavoro. In parallelo, ma a più lungo termine, in una decina di anni, si prevede di avviare un processo di &ldquo;rigenerazione del capitale territoriale&rdquo;, umano, insediativo, ambientale, capace di puntare a una maggiore attrattività del sistema regionale, all&rsquo;adattamento al cambiamento climatico, a un modello di sviluppo economico basato su una forte decarbonizzazione&raquo;.</p>]]></content>
         <pubDate>Tue, 10 Apr 2018 09:09 GMT</pubDate>
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         <title>Fare il consulente: cosa significa? Se ne parla al corso di Economia e gestione delle imprese a Pordenone</title>
         <link>http://qui.uniud.it/notizieEventi/studio-e-lavoro/fare-il-consulente-cosa-significa-se-ne-parla-al-corso-di-economia-e-gestione-delle-imprese-a-pordenone</link>
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         <description>Ospite Cinzia Lacopeta, martedì 10 aprile nel Centro polifunzionale</description>
         <content><![CDATA[<p>Il corso di Economia e gestione delle imprese della sede di Pordenone continua a proporre incontri con il mondo del business, con l&rsquo;obiettivo di far conoscere agli studenti il mondo dell&rsquo;impresa nelle sue molteplici sfaccettature. Dopo i primi interventi realizzati in collaborazione con Unione Industriali Pordenone, che continueranno sino alla fine del corso, <strong>martedì 10 aprile</strong> sarà la volta di <strong>Cinzia Lacopeta</strong>, manager digital capability center presso McKinsey &amp; Company. L'appuntamento è nell'aula B7 del polo universitario di Pordenone, in via Prasecco 3/a, dalle 14 alle 17.<br /><br />Cinzia Lacopeta inizia e completa la sua formazione con successo all&rsquo;Università di Udine, dove si laurea nel 2001 sotto la supervisione di Cristiana Compagno, oggi titolare del corso di Economia e gestione delle imprese a Pordenone. Dopo la laurea conseguita con il massimo dei voti e una formazione specialistica presso la MIB School of Management di Trieste, Lacopeta inizia la propria carriera in Ernst &amp; Young, per poi approdare nel 2008 in McKinsey, dove cura il lancio della Lean Experience Factory, la fabbrica modello di Unione Industriali Pordenone, in cui è oggi Account Manager.<br /><br />L&rsquo;intervento si preannuncia particolarmente interessante per gli studenti di Economia e gestione delle imprese, in quanto farà luce sul <strong><i>mestiere</i> del consulente</strong>. Lacopeta illustrerà cosa significhi lavorare in una delle più importanti società di consulenza a livello mondiale, raccontando come le competenze apprese in aula rappresentino la base di partenza per affrontare la complessità di questa professione, e di come la professione stessa arricchisca e contestualizzi la preparazione permessa dalla laurea, sia triennale che magistrale. Lacopeta approfondirà, inoltre, <strong>le sfide che il mondo della consulenza si trova ad affrontare</strong> alla luce delle più recenti evoluzioni del mondo dell&rsquo;impresa e dell&rsquo;economia.<br /><br />L&rsquo;intervento di Cinzia Lacopeta rappresenta un tassello importante nella preparazione che il nuovo corso di Economia e gestione delle imprese si propone di dare agli studenti: una preparazione dinamica ed ambiziosa, arricchita da una serie di esperienze dirette (come testimonianze e visite aziendali) che permettano agli studenti di avere una visione chiara del mondo del business, ma anche delle opportunità professionali future.</p><div>&nbsp;</div>]]></content>
         <pubDate>Fri, 06 Apr 2018 14:14 GMT</pubDate>
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         <title>Lectio magistralis di Alberto De Toni all'inaugurazione del master della Scuola Superiore di Polizia</title>
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         <description>La cerimonia si è svolta ieri mattina, 5 aprile, a Roma</description>
         <content><![CDATA[<p>È stata affidata al rettore dell&rsquo;Università di Udine e segretario della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui), <a href="https://www.uniud.it/it/ateneo-uniud/ateneo-uniud-organizzazione/organi-ateneo/organi-governo/rettore-e-suoi-delegati/rettore">Alberto De Toni</a>, la lectio magistralis per l&rsquo;inaugurazione della IV edizione del Master in Ingegneria Gestionale per la Pubblica Sicurezza. Rivolto ai direttori tecnici principali della Polizia di Stato, il Master viene conseguito dagli allievi della <a href="https://www.poliziadistato.it/articolo/23567">Scuola Superiore di Polizia</a> di Roma, istituzione preposta alla preparazione, specializzazione ed aggiornamento professionale dei funzionari della Polizia di Stato. Alla cerimonia inaugurale sono intervenuti: Alessandra Guidi, vice capo della Polizia e vice direttore generale preposto all&rsquo;attività di coordinamento e pianificazione; Anna Maria Di Paolo, direttore della Scuola Superiore di Polizia; Gaetano Manfredi, rettore dell&rsquo;Università di Napoli Federico II e presidente della Crui.</p><div>&nbsp;</div>  <div>Alberto De Toni, ordinario di ingegneria economico-gestionale, ha quindi tenuto la sua lectio <i>Il gap della complessità: dai sistemi ai soggetti</i>, che ha affrontato il dilemma sul come le organizzazioni devono rispondere alla crescente complessità ambientale. &laquo;Aumentando la complessità organizzativa, come indicato da Ashby con la sua &ldquo;legge della varietà necessaria&rdquo;, o riducendo la complessità organizzativa selezionando solo una parte di complessità esterna come indicato da Luhmann? Non c&rsquo;è una risposta &ldquo;giusta&rdquo; &ndash; ha spiegato De Toni -. Le organizzazioni che si confrontano tutti i giorni con la complessità devono trovare di volta in volta il giusto mix delle due &ldquo;ricette&rdquo;&raquo;.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>E ancora, &laquo;esiste sempre un gap tra la complessità interna e quella esterna &ndash; ha spiegato De Toni, perché aumentare la prima è troppo costoso e ridurre selettivamente la seconda è troppo rischioso. Questo gap lascia uno spazio decisivo per l&rsquo;azione di soggetti (persone, reti e comunità) che usano la loro intelligenza fluida per interpretare e governare la varianza delle situazioni. Il gap è uno spazio libero per l&rsquo;attivazione dell&rsquo;intelligenza, dell&rsquo;intraprendenza e delle capacità auto-organizzatrici degli uomini, per far fronte con mezzi &ldquo;biologici&rdquo; alla complessità in eccesso che non risulta governabile dalle due soluzioni sistemiche descritte: organizzazioni centralizzate e onnicomprensive (modello Ashby); organizzazioni specializzate sulle attività chiave e ricorso all&rsquo;outsourcing (modello Luhmann). Le persone fanno così da &ldquo;ponte&rdquo; tra la complessità esterna e l&rsquo;organizzazione sistemica che non riesce a metabolizzarla (Ashby o Luhmann o un loro mix)&raquo;.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>La Scuola Superiore di Polizia ha come obiettivo quello di creare una classe di funzionari di Polizia capace di svolgere al meglio le proprie funzioni al servizio delle istituzioni democratiche e dei cittadini e di far fronte alle esigenze quotidiane connesse ai problemi emergenti di una società complessa. L&rsquo;istituto, nel percorso di sviluppo e innovazione dell'attività di alta formazione, ha avviato da tempo un proficuo scambio culturale con il mondo universitario, regolato da specifiche convenzioni, con l&rsquo;obiettivo di avviare e sviluppare l'interscambio di conoscenza e di collaborazione scientifica e didattica, ampliando gli orizzonti culturali e avviando uno stimolante confronto con altre realtà del mondo del sapere.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>Il Master in Ingegneria Gestionale per la Pubblica Sicurezza, in particolare, nasce dalla convenzione tra il Dipartimento di Pubblica Sicurezza e l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Diretto da Emilio Esposito della Federico II, il Master ha registrato nell&rsquo;ultima edizione la partecipazione di 55 direttori tecnici e, nelle tre edizioni precedenti, ha diplomato oltre 250 allievi.</div>]]></content>
         <pubDate>Fri, 06 Apr 2018 13:13 GMT</pubDate>
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         <title>Atti del convegno “L’universalità nel pensiero di don Pierantonio Bellina”</title>
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         <description>Lunedì 9 aprile alle 16.30 a palazzo di Toppo Wassermann</description>
         <content><![CDATA[<p>&nbsp;Nella ricorrenza della nascita della Patria del Friuli (3 aprile 1077), <b>lunedì 9 aprile alle 16.30</b> nella sala del Consiglio di palazzo di Toppo Wassermann (via Gemona 92, Udine), il <a href="http://cirf.uniud.it/">Centro interdipartimentale per lo sviluppo della lingua e della cultura del Friuli</a> (Cirf) dell&rsquo;Università di Udine presenta il volume <b><i>L&rsquo;universalità nel pensiero di don Pierantonio Bellina</i></b>, che raccoglie gli atti dell&rsquo;omonimo convegno dedicato al sacerdote che per anni si schierò in difesa dell&rsquo;identità friulana. Saranno presenti gli autori Roberto Bertossi, Angelo Floramo, Gottardo Mitri.<br /><br />Nell&rsquo;occasione, Angelo Floramo terrà una lezione dal titolo &ldquo;<b>Quattro idee per sovvertire la fabbrica degli studenti: identità, lingua, paesaggio e fantasia nell&rsquo;utopia concreta di don Pietrantonio Bellina</b>&rdquo;, in cui approfondirà il tema dell&rsquo;educazione scolastica e del legame con il contesto locale, prendendo spunto proprio dagli insegnamenti di don Bellina, in particolare, de <i>La fabriche dai predis</i>.<br /><br />Il volume <em>L'universalità nel pensiero di don Pierantonio Bellina</em> raccoglie gli atti del convegno tenutosi il 2 ottobre dello scorso anno, realizzato con il sostegno della Fondazione Friuli e in collaborazione con Glesie Furlane, Grop amîs di pre Toni e Istitût Ladin Furlan &ldquo;Pre Checo Placerean&rdquo;. La pubblicazione, stampata con il contributo della Fondazione Friuli, esce come sesto numero della collana dei <a href="http://forumeditrice.it/percorsi/lingua-e-letteratura/quaderni-cirf"><i>Quaderni del Cirf</i> (Forum Editrice)</a> e raccoglie gli interventi di monsignor Roberto Bertossi, Angelo Floramo e Gottardo Mitri. Le relazioni sono in italiano e friulano e sono state tradotte dallo sportello per la lingua friulana dell&rsquo;Università di Udine.</p>]]></content>
         <pubDate>Thu, 05 Apr 2018 08:08 GMT</pubDate>
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         <title>This is real. Le Voci dell’Inchiesta 11° edizione</title>
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         <description>Dall’11 al 15 aprile a Cinemazero, Pordenone, il meglio della produzione internazionale dal mondo del documentario</description>
         <content><![CDATA[<p>&nbsp;L&rsquo;undicesima edizione de <a href="https://www.voci-inchiesta.it/"><b>Le Voci dell&rsquo;Inchiesta</b></a> &ndash; il festival promosso da Cinemazero, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e la partecipazione del Comune di Pordenone, che si svolgerà dall&rsquo;11 al 15 aprile &ndash; ha svelato le sue carte, fatte di anteprime nazionali, ospiti, retrospettive, workshop, musica e, per il primo anno, dell&rsquo;importante introduzione di alcuni premi. Un ricco programma di proiezioni che <b>Cinemazero </b>ha selezionato partendo dai principali festival internazionali, visionando centinaia di film, per arrivare a raccontare con massima capacità di osservazione una parte del mondo di oggi.</p><div>&nbsp;</div>  <div>Si comincia <b>mercoledì 11 aprile</b> con una giornata che vede la collaborazione del <b>Circolo della Stampa di Pordenone</b> e dell&rsquo;<b>Ordine dei Giornalisti FVG</b>, con lo <b>straordinario ritrovamento</b> di un reportage dimenticato di <b>Enzo Biagi</b>, <b><i>Jugend</i></b> (1966, alle ore 17.00), in cui il maestro intervista i giovani tedeschi del dopoguerra. Lo portò lui stesso sotto braccio allo storico festival del cinema d&rsquo;inchiesta &ldquo;Premio dei Colli&rdquo;, che ha conservato questo film dimenticato finora, quando ha deciso di donarlo a Le Voci dell&rsquo;Inchiesta, che lo riporta al pubblico, con la fondamentale collaborazione de <b>La Cineteca del Friuli</b> e del suo laboratorio digitale. Accompagna la visione l&rsquo;intervento di <b>Loris Mazzetti</b>, storico collaboratore e amico di Biagi.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>Perfetto contraltare è fornito dall&rsquo;anteprima di <b><i>Living in Demmin</i></b> di Martin Farkas (ore 18.00), che ricostruisce la storia della cittadina di Demmin dove, dopo l&rsquo;arrivo delle truppe sovietiche sul finire della Seconda Guerra Mondiale, <b>oltre 900 abitanti si suicidarono</b>, incapaci di accettare la fine del Reich, per il terrore di ritorsioni o come estremo gesto di rifiuto di una &ldquo;dominazione comunista&rdquo;. Oggi i neonazisti tedeschi tornano a Demmin per celebrare l&rsquo;anniversario, spaccando in due il paese e riallacciando il legame con i fantasmi storici della Germania.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>Fulcro della prima giornata però sarà la serata inaugurale che, oltre alla visione del ribaltamento di prospettive, con cinepresa rivolta ai giornalisti, proposto da <b><i>Another News Story</i></b> (ore 20.45), commentato dal regista Orban Wallace, vedrà la consegna del primo dei premi introdotti quest&rsquo;anno: <b>Il coraggio delle immagini</b>, reso possibile dal sostegno dell&rsquo;associazione <b>Il Capitello</b>. Il riconoscimento verrà consegnato a <b>Amedeo Ricucci</b>, inviato di guerra che dal 1993 copre i più importanti conflitti nel mondo, dalla Somalia di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin &ndash; a cui era accanto &ndash; alla Siria insanguinata dall&rsquo;ISIS.</div>  <div><b>&nbsp;</b></div>  <div>Si resta in Siria con il racconto di <b><i>Aleppo&rsquo;s Fall</i></b> (giovedì 12, ore 17.45) accompagnato dal regista <b>Nizam Najar</b>, che fotografa la distruzione della città simbolo di questo orribile conflitto e riporta le contraddizioni che gli stessi componenti dell&rsquo;esercito di liberazione portano con sé. Ad aiutare una lettura di questa guerra che vede il coinvolgimento di troppi protagonisti &ndash; da Assad a Putin all&rsquo;eterogeneo gruppo di resistenti &ndash; ci sarà <b>Domenico Quirico</b>, giornalista che ha vissuto in prima persona questi drammi anche vivendo l&rsquo;esperienza di una lunga prigionia.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>A questa terra martoriata verrà dedicata anche la serata di chiusura, con Radio Kobanî di Reber Dosky, con l&rsquo;approfondimento del Professor Francesco Strazzari e il concerto esclusivo del musicista curdo Diyar Üren Mehrovî, accompagnato da i Cantalicunti.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>Le numerose anteprime nazionali selezionate dai principali festival internazionali si sono coagulate attorno a un altro tema di pressante attualità, fino a comporre una <b>sezione dedicata alle donne</b>, proposta in collaborazione con <b>Carta di Pordenone</b>, con cui si vuole dare visibilità e spazio non solo a potenti ritratti femminili, ma anche alle autrici. Se infatti lo Star System dai più recenti red carpet ha rivendicato la volontà di avere lo stesso trattamento economico, ma anche di accessibilità ai ruoli, il mondo del documentario si mostra già per sua natura più &ldquo;equo&rdquo;, con un esercito di registe più che agguerrite.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>È il caso della pluripremiata Julia Bacha, che con il suo <b><i>Naila and the Uprising</i></b> (giovedì 12 alle 10.30, aperta alle scuole) crea un avvincente ritratto dell&rsquo;attivista palestinese Naila Ayesh o della giovane Bernadett Tuza-Ritter, che proprio nel fare il film &ndash;&nbsp;<b><i>A Woman Captured</i></b> (venerdì 13, ore 18.00) &ndash; ha dato il coraggio necessario alla protagonista, una donna ungherese di 52 anni, di liberarsi dalla condizione di schiava in cui versava da oltre dieci anni. A questa proiezione si affiancherà il significativo contributo di <b>Giulia Bosetti</b>, giornalista di Presadiretta che ha firmato recentemente uno dei più esaustivi reportage sulla dibattuta questione delle molestie in Italia, in particolare nei luoghi di lavoro.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>In un momento storico in cui presidenti di importanti governi ne sfidano altri sul campo delle dimensioni dei rispettivi bottoni atomici, è parso doveroso mostrare titoli come <b><i>Command and Control</i></b> (venerdì 13, ore 20.45), l'incredibile film di Robert Kenner del 2016 che ricostruisce magnificamente lo sventato e sconosciuto incidente atomico che nel 1980 minacciò l'Arkansas, a cui seguirà un omaggio a Bruce Conner direttamente dal MoMA di New York. Si tratta infatti di uno dei più significativi artisti del secondo dopoguerra, pioniere del found footage film, collaboratore di David Byrne e Brian Eno, di cui verrà proposto <b><i>Crossroads</i></b> (1976). Il titolo fa riferimento a una serie di <b>test nucleari americani </b>condotti al largo dell&rsquo;<b>Atollo di Bikini </b>nel 1946. Più di settecento cineprese e cinquecento operatori filmarono le ventitré sequenze di esplosioni. Le musiche di Terry Riley e Patrick Gleeson evocano una bellezza surreale rispetto alla violenza delle immagini che fa di <i>Crossroads </i><b>una tra le più profonde meditazioni sul nucleare mai viste</b>.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>Altrettanto sconcertanti sono le immagini dell&rsquo;anteprima di <b><i>The Bomb</i></b> di Kevin Ford, Smirti Keshari, Erci Schlosser (sabato 14, ore 22.30), in cui le musiche dei The Acid (RyX) fanno da sottofondo alla carrellata storica sulla bomba atomica, riproposta attraverso un&rsquo;eccezionale miscela di filmati storici e contemporanei montati con ritmo travolgente.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>Nel weekend verranno mostrate il maggior numero di opere in concorso, e titoli come il tenero <b><i>Dina</i></b> di Antonio Santini, Dan Sickles (premio della giuria al Sundance, domenica 15, ore 16.15); il divertente <b><i>Ask the Sexpert</i></b> di Vaishali Sinha (sabato 14, ore 18.00) che vedrà anche la partecipazione dello psicologo, psicoterapeuta e sessuologo <b>Fabrizio Quattrini </b>(già consulente per <i>Sex Therapy</i> di Cielo); o il curioso caso di <b><i>My name is nobody</i></b> di Denise Janzee (sabato 14, ore 14.45), alla presenza della regista. Senza però rinunciare a mostrare spaccati sconosciuti, come quello dell&rsquo;orfanotrofio cinese di <b><i>Waiting for the Sun</i></b> di Kaspar Astrup Schröder (sabato 14, ore 16.30); o l&rsquo;emblematica e commovente storia di <b><i>Muhi &ndash; Generally Temporary</i></b> di Rina Castelnuovo-Hollander e Tamir Elterman, in cui il piccolo Muhi porta il carico di dolore della sua situazione di salute precaria e quello del conflitto Israelo-Palestinese, che verrà poi analizzato da Paola Caridi, giornalista, saggista e storica che da 15 anni si occupa di islam politico in Palestina ed Egitto.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>Non mancheranno, come negli ultimi anni, le sperimentazioni della <b>realtà virtuale</b> e gli approfondimenti con giornalisti di consolidata esperienza, a cui si sono affidati anche alcuni importanti <b>workshop e masterclass</b>, come quella di <b>Claudio Casazza</b> (regista documentarista) dall&rsquo;eloquente titolo Fake Views, che indaga come la manipolazione delle immagini influisca sulla percezione e l&rsquo;analisi del reale. E il coinvolgimento di professionisti come <b>Roy Menarini</b> e <b>Erica Barbiani</b> punta a consolidare il ruolo del festival non solo come un&rsquo;occasione di visione, ma anche di costruzione di strumenti, pratici e critici (per info e prenotazioni <a href="mailto:didattica@cinemazero.it)">didattica@cinemazero.it)</a>.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>Molti gli appuntamenti mattutini, anche per le scuole, mentre per rifocillare e deliziare il pubblico quest&rsquo;anno si è messo a punto un vero festival nel festival, con un appuntamento fisso al <b>Nifty</b>, dove tutti i giorni dalle 19.45 alle 20.45 ci saranno <b>aperitivi con cena</b> e <b>concerti jazz</b> di altissimo livello, curati da Flavio Massarutto.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div>L&rsquo;undicesima edizione de Le Voci dell&rsquo;Inchiesta si chiuderà domenica 15 aprile con la consegna dei premi del pubblico e della <b>giuria</b>, vera novità del festival, che quest&rsquo;anno sarà composta dal presidente <b>Italo Moscati</b> (regista, scrittore e sceneggiatore), da <b>Fabio Francione</b> (giornalista, scrittore, curatore di rassegne) e <b>Antonio Bellia</b> (regista, fresco Nastro d&rsquo;Argento per il documentario).</div>]]></content>
         <pubDate>Wed, 04 Apr 2018 16:16 GMT</pubDate>
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         <title>Costituzione di un Centro di Competenza ad alta specializzazione 4.0</title>
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         <description>Atenei ed enti di ricerca cercano partner privati: domande entro il 13 aprile</description>
         <content><![CDATA[<p>Per le imprese c&rsquo;è tempo <b>fino alle ore 12 di venerdì 13 aprile</b> per presentare domanda di partecipazione alla selezione per la costituzione di un partenariato pubblico-privato finalizzato alla presentazione di un progetto al ministero dello Sviluppo Economico (Mise) <b>per la costituzione di un Centro di Competenza</b> ad alta specializzazione nelle tecnologie in ambito Industria 4.0.</p><p><a href="http://www.unipd.it/smact-competence-center"><strong>Informazioni, bando e modulo di domanda sono disponibili online</strong></a>.<br /><br />Gli organismi coinvolti sono le Università di Padova - soggetto proponente del progetto per il Mise - Udine, Ca&rsquo; Foscari e IUAV di Venezia, Libera Università di Bolzano, Scuola Superiore Internazionale di Studi Avanzati &ndash; Sissa di Trieste, Trento e Verona, con la Fondazione Fondazione Bruno Kessler Trento e l&rsquo;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare &ndash; Sezione di Padova e Laboratori Nazionali di Legnaro.<br /><br />Il Centro di Competenza sarà denominato <b>SMACT</b> e sarà focalizzato sulle seguenti specializzazioni: <b>S</b>ocial network; <b>M</b>obile platforms &amp;Apps; Advanced <b>A</b>nalytics and Big Data; <b>C</b>loud; Internet of <b>T</b>hings.</p>]]></content>
         <pubDate>Wed, 04 Apr 2018 09:09 GMT</pubDate>
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         <title>Professioni del futuro legate al patrimonio culturale</title>
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         <description>Venerdì 6 aprile Future Forum a Udine con un incontro all'Università</description>
         <content><![CDATA[<p>Torna a Udine, <b>venerdì 6 aprile,</b> il <a href="http://www.friulifutureforum.com/"><strong>Future Forum</strong></a> della Camera di Commercio di Udine. Il nuovo appuntamento è in agenda per le <b>10.15</b><b>, nell&rsquo;</b><b>aula 9 </b>di palazzo di Toppo Wassermann di via Gemona 92, sede dell&rsquo;Università di Udine, dove si parlerà di <strong>nuove tecnologie dell&rsquo;informazione legate ai beni culturali</strong>, con una panoramica sulla <strong>valorizzazione del patrimonio</strong>, dalla rete immateriale alle aree di guerra, e sulle <strong>professioni del futuro</strong> legate a questo comparto.</p><div>&nbsp;</div>  <div>Interverranno <b>Agostino Riitano</b>, project and cultural manager (<em>La cultura del lavoro</em>), <b>Mirko Lalli</b>, fondatore e ceo di Travel appeal (<em>Il turismo e la rivoluzione digitale: dati, intelligenza artificiale, blockchain&rdquo; e gli sviluppi possibili</em>), <b>Maro Antonio Attisani</b>, fondatore e Ceo di Watly, il primo computer al mondo, sviluppato in Friuli, che funziona a energia solare, purifica l'acqua, genera energia elettrica e permette la connettività Internet, <b>Andrea Zannini</b>, direttore del <a href="https://www.uniud.it/it/ateneo-uniud/ateneo-uniud-organizzazione/dipartimenti/dium">Dipartimento di studi umanistici e del patrimonio culturale</a>&nbsp;dell&rsquo;Università di Udine, <b>Nico Pitrelli</b>, responsabile comunicazione della Sissa di Trieste e <b>Simonetta Minguzzi</b>, docente del Dipartimento Studi umanistici dell&rsquo;Università di Udine, coordinatrice del corso di laurea magistrale in <a href="https://www.uniud.it/it/didattica/corsi-offerta/area-umanistica-formazione/lettere-beni-culturali/laurea-magistrale/gestione-del-turismo-culturale-e-degli-eventi">Gestione del turismo culturale e degli eventi</a>. Modera l&rsquo;incontro <b>Claudio Giua</b>, direttore If di Pisa e Digital strategy advisor di Gedi Gruppo Editoriale.</div>]]></content>
         <pubDate>Tue, 03 Apr 2018 08:08 GMT</pubDate>
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         <title>Maker Faire: aperte le Call per Scuole, Università e Centri di ricerca</title>
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         <description>C’è tempo fino al 15 giugno per presentare i progetti</description>
         <content><![CDATA[<p>Torna, alla Fiera di Roma, dal 12 al 14 ottobre, &ldquo;<b><a href="http://www.makerfairerome.eu">Maker Faire Rome &ndash; The European Edition</a></b>&rdquo;, l&rsquo;evento - giunto alla sua sesta edizione - organizzato dalla Camera di Commercio di Roma, attraverso la sua Azienda speciale Innova Camera.</p><div>Maker Faire Rome è l&rsquo;evento in cui è possibile sperimentare la rivoluzione digitale che sta cambiando il modo in cui produciamo e il modo in cui viviamo. È il luogo ideale per aziende e innovatori che usano la nuova cultura digitale come strumento per sfidare il mercato. Una manifestazione che in pochi anni è, ormai, un punto di riferimento fondamentale per startupper, artigiani digitali, imprenditori e non solo e che può vantare numeri in costante crescita.<br /> </div>  <div><b>I Temi principali della sesta edizione</b></div>  <div>Tanti, attuali e coinvolgenti i principali temi dell&rsquo;edizione 2018: Industria 4.0, Iot ed elettronica, Intelligenza artificiale e Big Data, Smart Robotics e Smart Manufacturing, Mobilità intelligente, Education. Un intero padiglione sarà poi dedicato all&rsquo;<b>Agritech </b>e al<b> Foodtech</b>, pertanto sono benvenuti eventuali progetti su questi temi.<br />&nbsp;</div>  <div><b>Le Call</b></div>  <ul type="disc">  <li><b>&nbsp;</b><b><u>La Call for Schools</u></b></li> </ul>  <div>Ha aperto il 7 marzo e chiuderà il prossimo 15 giugno la <b>Call for Schools</b>, nata in collaborazione con il <b>MIUR, </b>perpromuovere i progetti innovativi che prendono forma sui banchi di scuola e <b>rivolta agli Istituti superiori nazionali e appartenenti ai Paesi dell&rsquo;Unione Europea</b>.</div>  <div>Una giuria di esperti selezionerà le migliori idee, che verranno esposte alla Fiera di Roma&nbsp;durante Maker Faire Rome 2018. I progetti avranno diritto a uno spazio espositivo gratuito all&rsquo;interno di un&rsquo;area dedicata alle scuole. Partecipare a Maker Faire Rome vuole dire grande visibilità, molti contatti, un concreto arricchimento culturale e anche tanto divertimento. Tutti i progetti selezionati saranno conosciuti dal grande pubblico, descritti e rilanciati da giornali, radio e televisioni. In questo modo verrà dato&nbsp;spazio alla creatività dei giovani e valorizzato l&rsquo;impegno costante e la dedizione di tutti gli insegnanti che, quotidianamente, contribuiscono a esaltare doti e qualità degli alunni, attraverso iniziative, progetti e programmi didattici innovativi.</div>  <div>Importante novità di quest&rsquo;anno: per gli Istituti che verranno selezionati attraverso la Call for Schools, la partecipazione al MFR18 vale anche come attività riconosciuta nel percorso di <b>Alternanza Scuola Lavoro.</b></div>  <div>L&rsquo;edizione 2018 di MFR ospiterà, inoltre, uno speciale focus sul tema dell&rsquo;Education con particolare attenzione alla formazione degli insegnanti sulle tecnologie dell&rsquo;Industria 4.0 e del digitale in generale.</div>  <div>Per presentare la candidatura e consultare il regolamento&nbsp;(con le specifiche indicazioni sulle spese di viaggio e alloggio per gli Istituti selezionati) è possibile visionare il sito web:</div>  <div><a href="https://2018.makerfairerome.eu/it/call-for-schools-it/">https://2018.makerfairerome.eu/it/call-for-schools-it/</a></div>  <div>Per informazioni: <a href="mailto:callforschools@makerfairerome.eu">callforschools@makerfairerome.eu</a>.</div>  <ul type="disc">  <li><b><u>&nbsp;</u></b><b><u>La Call for Universities and Research      Institutes</u></b></li> </ul>  <div>L&rsquo;obiettivo della &ldquo;<i>Call for Universities and Research Institutes 2018</i>&rdquo; è quello di porre i riflettori sull&rsquo;innovazione, attraverso la diffusione della cultura digitale e lo sviluppo dell&rsquo;imprenditorialità individuale e collettiva mettendo in mostra, a Maker Faire Rome, i<b> migliori progetti delle Università statali e degli Istituti di Ricerca pubblici</b>. Una giuria qualificata selezionerà le idee più innovative e tutti i lavori scelti verranno valorizzati dai vari media e posti all&rsquo;attenzione di potenziali finanziatori e venture capitalist.</div>  <div>La call&nbsp;<a href="https://2018.makerfairerome.eu/it/call-for-universities-and-research-institutes">https://2018.makerfairerome.eu/it/call-for-universities-and-research-institutes</a> è<b> aperta fino al 15 giugno</b>.<strong>Per informazioni:&nbsp;</strong>callforuniversities@makerfairerome.eu.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div><b>&nbsp;</b></div>  <div><b>Aspettando Maker Faire Rome</b></div>  <div>Maker Faire Rome è un evento anticipato da molte iniziative &ldquo;a tema&rdquo; che si svolgono nel corso dell&rsquo;anno. Ne segnaliamo alcune:</div>  <div>&nbsp;</div>  <div><b>FinTech Innovation</b> (2-3 maggio all&rsquo;Auditorium Parco della Musica, ingresso gratuito), due giornate per far conoscere le principali innovazioni tecnologiche nella finanza per le microimprese, i professionisti, Pmi e grandi aziende, la Pa, le banche e altri operatori finanziari.</div>  <div><b>Data Driven Innovation </b>(18-19 maggio all&rsquo;Università di Roma Tre): non la classica conferenza sul mondo della Data Science, ma una full immersion sul portato innovativo dei dati in tutti i settori della società e dell&rsquo;economia. In una società sempre più digitale, in cui tutti sono produttori e consumatori (a volte anche inconsapevoli) di dati, DDI è il luogo dove gli specialisti della materia incontrano il resto della società per spiegare, in maniera semplice, cosa si fa con i Big Data e dove si racconta come la cultura dei dati sta cambiando la nostra società e la nostra economia.</div>  <p><b>European Maker Week </b>(18-27 maggio): per diffondere la cultura maker e la conoscenza del movimento, attraverso la realizzazione di eventi diffusi nei 28 Paesi della UE. L&rsquo;European Maker Week, giunta alla sua terza edizione, è promossa dalla DG Connect della Commissione Europeae realizzata da Innova Camera (attraverso il brand Maker Faire Rome) in collaborazione con Startup Europe. Nel 2017 sono stati organizzati e realizzati oltre 160 eventi.</p>]]></content>
         <pubDate>Fri, 30 Mar 2018 12:12 GMT</pubDate>
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         <title>Letterature al centro di una formazione di alto livello tra Udine e Ottawa
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         <description>Consegnate ieri due lauree magistrali internazionali</description>
         <content><![CDATA[<div>Con le prime lauree magistrali internazionali di Eliana Fortunato e Katarina Ghdaye, si è concluso con successo ieri il lungo percorso di istituzione e implementazione del &ldquo;Double Degree Master of Arts in World Literatures and Cultures&rdquo; dell&rsquo;Università di Ottawa e Laurea magistrale in Lingue e letterature europee ed extra-europee dell&rsquo;Università di Udine.</div><div>L&rsquo;iniziativa è partita durante una visita in Canada della ex rettrice Cristiana Compagno, accompagnata dalla referente per il Canada, Annapia De Luca, componente di spicco dell&rsquo;anglistica canadese nell&rsquo;allora Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, che, dagli inizi e per molti anni, fino al suo pensionamento, ha attivato e coordinato i contatti e gli scambi con molte università canadesi.</div><div>&nbsp;</div><div>Antonella Riem, già preside della Facoltà di Lingue e letterature straniere dell&rsquo;ateneo friulano quando vennero avviati i lavori per il doppio titolo e Delegata d&rsquo;area per l&rsquo;Internazionalizzazione quando, nel giugno 2014, venne siglato l&rsquo;accordo dal nuovo rettore dell&rsquo;Università di Udine Alberto De Toni e Jacques Frémont, presidente e vice-chancellor dell&rsquo;Università di Ottawa, si è detta molto felice di quest&rsquo;ottimo risultato. &laquo;Ringrazio quanti hanno lavorato negli anni per ottenere questo risultato e sciogliere le complessità didattiche, organizzative e logistiche che di volta in volta si sono presentate. In primis chi ha &lsquo;iniziato l&rsquo;opera&rsquo; &ndash; ha spiegato &ndash; ovvero le professoresse Compagno e De Luca, e chi l&rsquo;ha seguita nelle fasi successive, la docente Alessandra Ferraro, ora referente del doppio titolo per Udine, e la professoressa Cristina Perissinotto referente di Ottawa&raquo;. Un ringraziamento particolare è rivolto anche a Manuela Croatto, capoarea dei Servizi agli studenti, e a Sonia Bosero dell&rsquo;Ufficio Mobilità Internazionale.</div><div>&nbsp;</div><div>&laquo;Si tratta &ndash; ha commentato ancora Antonella Riem, oggi direttrice del Dipartimento di Lingue e letterature, comunicazione, formazione e società, in cui ha sede il doppio titolo &ndash; di un risultato notevole per i corsi di lingue e letterature straniere della nostra Università, che ci vede &lsquo;uniti&rsquo; a una delle più grandi e prestigiose università canadesi in un percorso innovativo che mette le letterature al centro di una formazione di alto livello internazionale&raquo;. Riem e l&rsquo;ateneo friulano hanno espresso vive congratulazioni e i migliori auspici a Eliana Fortunato di Uniud, giunta in Friuli da un&rsquo;altra sede italiana (Chieti, Abruzzo) proprio per seguire questo corso, e Katarina Ghdaye, studentessa di Ottawa, &laquo;che hanno perseguito con tenacia, competenza e ottimi risultati questo loro obiettivo&raquo;, ha aggiunto la Delegata d&rsquo;area per l&rsquo;Internazionalizzazione.</div><div>&nbsp;</div><div>&laquo;Essendo canadese, è stato per me un grande piacere laurearmi in Italia e in Canada &ndash; ha commentato Katarina Ghdaye &ndash;, ottenendo una preparazione vasta, attraverso due corsi di laurea multidisciplinari&raquo;. Con tesi scritta in lingua inglese, la neodottoressa ha perfezionato l&rsquo;inglese e il francese in Canada, l&rsquo;italiano a Udine.</div><div>&laquo;Per me un&rsquo;esperienza di vita impegnativa, ma molto appagante &ndash; ha detto Eliana Fortunato &ndash;, che mi ha dato molte soddisfazioni e che si spera le dia anche in futuro, grazie alle solide competenze acquisite attraverso questo percorso sia per la lingua francese, sia per l&rsquo;inglese&raquo;.</div><div>&nbsp;</div><div>&laquo;Questo double degree con il Canada &ndash; ha affermato il rettore De Toni &ndash; è uno dei tasselli di una politica di internazionalizzazione che vogliamo spingere anche in altre aree extraeuropee. Ci rende particolarmente orgogliosi &ndash; ha aggiunto &ndash;, perché un percorso formativo di questo genere è un unicum in regione e anche nel Nordest. È il frutto di un lungo iter preparatorio, partito dalle docenti De Luca e Ferraro, poi sviluppato dalla rettrice che mi ha preceduto e dalla professoressa Riem. Il risultato di un grande e intenso lavoro di squadra di questo ateneo, che è stato portato avanti nel corso degli anni&raquo;.</div>]]></content>
         <pubDate>Tue, 27 Mar 2018 15:15 GMT</pubDate>
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         <title>Ricerca, innovazione e tipicità nell'agroalimentare: esperienze a confronto</title>
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         <description>Mercoledì 4 aprile nella Casa della Contadinanza del Castello</description>
         <content><![CDATA[<p>Presentare e discutere esperienze di innovazione in campo agroalimentare, da un lato, e spazi di incontro tra ricerca scientifica di ambito universitario e opportunità imprenditoriali, dall&rsquo;altro. È l&rsquo;obiettivo dell&rsquo;incontro pubblico &ldquo;<b>Gnûf mangjâ: ricerca, innovazione e tipicità nell&rsquo;agroalimentare</b>&rdquo;, organizzato nell&rsquo;ambito del progetto dell&rsquo;Università di Udine &ldquo;<a href="http://www.uniud.it/cantierefriuli">Cantiere Friuli. L&rsquo;Università che ri-costruisce</a>&rdquo; dall&rsquo;<a href="https://www.uniud.it/it/ateneo-uniud/ateneo-uniud/eventi-istituzionali/cantiere-friuli/officine/fattori-produttivi-imprenditorialita">Officina Nuovi fattori produttivi e nuova imprenditorialità</a>.<br /><br />L&rsquo;appuntamento è per <b>mercoledì 4 aprile alle 16.30 nella Casa della Contadinanza</b>, in piazzale del Castello 2 a Udine, che sarà raggiungibile anche con servizio gratuito di bus navetta attivo dalle 16 da piazza Libertà. A conclusione dell'incontro saranno offerti un aperitivo e degustazione, anche con prodotti delle due aziende protagoniste dell&rsquo;evento, l&rsquo;agribirrificio Villa Chazil e Quality Food Group.<br /><br />Apriranno l&rsquo;incontro i saluti del rettore <b>Alberto De Toni</b> e l&rsquo;introduzione dei coordinatori dell&rsquo;Officina Nuovi fattori produttivi e nuova imprenditorialità, <b>Maria Chiarvesio</b> e <b>Andrea Moretti</b>. Seguiranno le presentazioni di due esperienze, attraverso la doppia testimonianza di imprenditori e di ricercatori universitari esperti del settore.<br /><br />In particolare, <i>Dalle birrerie industriali a quelle artigianali e agricole. Un percorso sostenuto da ricerca e innovazione</i> sarà il tema che affronteranno <b>Stefano Buiatti</b>, dell&rsquo;Ateneo di Udine, e <b>Carlo Antonio Venier</b>, dell&rsquo;<a href="http://www.villachazil.it/home.html"><strong>Agribirrificio Chazil</strong></a>. <i>Sinergie tra innovazione e tradizione: gli alimenti del futuro sono già qui</i> è invece il titolo dell&rsquo;intervento che vedrà coinvolti <b>Sonia Calligaris</b>, dell&rsquo;Università di Udine, e <b>Alessandro Polimeno</b> di <a href="https://www.qualityfoodgroup.com/"><strong>Quality Food Group</strong></a>. Alle 18.10 si aprirà la discussione, coordinata da Francesco Marangon, dell&rsquo;Università di Udine, che trarrà un&rsquo;analisi delle esperienze sotto il profilo economico e territoriale.<br /><br />&laquo;Le presentazioni &ndash; spiega <b>Maria Chiarvesio</b> - sono state pensate in coppia per mettere in evidenza il contributo che la ricerca può dare dal punto di vista dello sviluppo agroalimentare e le possibili declinazioni in termini di innovazione nelle imprese. Dalle presentazioni dei ricercatori dell&rsquo;Ateneo potranno emergere, oltre che i progetti realizzati, anche le esperienze o le possibili ricadute imprenditoriali della ricerca e i fattori che possono sostenere l&rsquo;applicazione della ricerca in impresa. In modo analogo, dalle esperienze delle imprese si potranno capire quali sono i fattori chiave dell&rsquo;innovazione, gli elementi di stimolo e le eventuali relazioni utili con altri attori, anche istituzionali, oltre all&rsquo;Università&raquo;.<br /><br />L&rsquo;appuntamento fa parte del ciclo di incontri, ideati dall&rsquo;Officina Nuovi fattori produttivi e nuova imprenditorialità di Cantiere Friuli, dedicati al connubio tra turismo, agroalimentare e cultura. Il prossimo incontro è in programma il <b>30 maggio</b>, quando si analizzerà &ldquo;<b>Il sistema dei festival in Friuli Venezia Giulia. Imprese a confronto con il territorio</b>&rdquo;. Per informazioni, scrivere a cantierefriuli@uniud.it.</p>]]></content>
         <pubDate>Tue, 27 Mar 2018 13:13 GMT</pubDate>
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         <title>La guerra civile spagnola: storia, memoria, storiografia e prospettive di ricerca</title>
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         <description>Martedì 27 e mercoledì 28 marzo all’Università di Udine</description>
         <content><![CDATA[<p>&nbsp;A ottant&rsquo;anni dalla guerra civile spagnola (1936-1939), la <a href="https://www.uniud.it/it/ateneo-uniud/ateneo-uniud-organizzazione/dipartimenti/dium/ricerca/Sezioni%20di%20ricerca/Storia%20e%20Filosofia">sezione di Storia e filosofia</a> del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell&rsquo;Università di Udine organizza due conferenze, aperte a tutti gli interessati, tenute da <b>Marina Cardozo dell&rsquo;Universidad de la República di Montevideo</b>, dedicate alla storia e alla memoria del conflitto che portò alla caduta della repubblica e alla dittatura franchista e alle prospettive di ricerca dal punto di vista storiografico.<br /><b><br />Martedì 27 marzo</b>, dalle 14 alle 16, nell&rsquo;aula Pasolini di palazzo di Toppo Wassermann, in via Gemona 92 a Udine, <b>Marina Cardozo</b> parlerà de &ldquo;La guerra civile spagnola: memoria e storia&rdquo;. <b>Mercoledì 28 marzo</b>, dalle 10 alle 12, nell&rsquo;aula 1 del polo di via Margreth 3, interverrà su &ldquo;La guerra civile spagnola: storiografia e prospettive di ricerca&rdquo;.</p>]]></content>
         <pubDate>Fri, 23 Mar 2018 10:10 GMT</pubDate>
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         <title>Continua la collaborazione tra Università di Udine e Unione Industriali Pordenone: la parola alle PMI</title>
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         <description>Martedì 27 marzo appuntamento a Pordenone</description>
         <content><![CDATA[<p>Continua la collaborazione tra il <a href="https://www.uniud.it/it/ateneo-uniud/ateneo-uniud-organizzazione/dipartimenti/dies">Dipartimento di Scienze economiche e statistiche</a> dell&rsquo;Università di Udine e Unione Industriali Pordenone. Dopo l&rsquo;intervento in qualità di relatore di Paolo Candotti, direttore generale di Unione Industriali Pordenone e di Lean Experience Factory, sulle le sfide dell&rsquo;industria 4.0, la testimonianza aziendale proposta nell&rsquo;ultima settimana di marzo si concentrerà su una realtà manageriale tipicamente locale: la piccola-media impresa.<br /><br /><b>Martedì 27 marzo</b> dalle 14 alle 17, nell&rsquo;aula B7 del <a href="https://www.uniud.it/it/ateneo-uniud/sedi/campus-in-citta-e-sul-territorio/pordenone">polo universitario di Pordenone</a> in via Prasecco 3/a, ospite del corso di Economia e gestione delle imprese, tenuto da Cristiana Compagno, sarà <b>Martina Mazzon</b>, export manager e marketing manager di <a href="http://torneriafriulanadellegno.it/">Torneria Friulana del Legno di Fontanafredda</a>. L&rsquo;intervento approfondirà le <b>modalità con cui una PMI può affrontare le sfide dell&rsquo;internazionalizzazione</b>, e come essa possa attivare e gestire reti di impresa, avvalendosi delle stesse come strumento di supporto alla performance aziendale (nazionale ed internazionale) e come fonte di creazione di valore.<br /><br />&laquo;La rinnovata sinergia con Unindustria Pordenone &ndash; sottolinea <strong>Cristiana Compagno</strong> - rafforza la relazione Università-territorio e la nuova offerta didattica dell&rsquo;ateneo, caratterizzando in particolare il corso di Economia e gestione delle imprese come un corso fortemente orientato alla pratica manageriale, sul modello dei più affermati&nbsp;<i>master in business administration&nbsp;</i>nazionali ed internazionali&raquo;.<br /><br />Torneria Friulana del Legno è una PMI che opera su scala internazionale. Fondata su una solida esperienza cinquantennale nel settore dell&rsquo;arredamento, produce componenti d&rsquo;arredo e componenti per mobili in legno massiccio, offrendo sia linee di arredamento proprie che produzioni <i>make-to-order</i>.</p><div>Dopo la laurea conseguita all&rsquo;Università di Venezia, Martina Mazzon inizia e consolida il proprio percorso professionale in Torneria Friulana del Legno, affiancando all&rsquo;attività in azienda un sistematico impegno didattico in Unindustria Pordenone, dove è docente nel corso &ldquo;Mini Master&rdquo;. Mazzon è inoltre componente del Consiglio direttivo del Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria.</div>  <div>&nbsp;</div>]]></content>
         <pubDate>Fri, 23 Mar 2018 10:10 GMT</pubDate>
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         <title>Costituzione di un Centro di Competenza ad alta specializzazione 4.0</title>
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         <description>Pubblicato l'avviso di selezione</description>
         <content><![CDATA[<p>Otto atenei del Nord-Est, fra cui quello di Udine, e due enti di ricerca pubblici intendono costituire un <b>partenariato pubblico-privato</b> per presentare domanda al ministero dello Sviluppo Economico (Mise) <b>per la costituzione di un Centro di Competenza</b> ad alta specializzazione nelle tecnologie in ambito Industria 4.0.<br /><br />Gli organismi coinvolti sono le Università di Padova, in qualità di soggetto proponente del progetto per il Mise, Udine, Ca&rsquo; Foscari e IUAV di Venezia, Libera Università di Bolzano, Scuola Superiore Internazionale di Studi Avanzati &ndash; Sissa di Trieste, Trento e Verona, con la Fondazione Fondazione Bruno Kessler Trento e l&rsquo;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare &ndash; Sezione di Padova e Laboratori Nazionali di Legnaro.<br /><br />Il Centro di Competenza sarà denominato <b>SMACT</b> e sarà focalizzato sulle seguenti specializzazioni: <b>S</b>ocial network; <b>M</b>obile platforms &amp;Apps; Advanced <b>A</b>nalytics and Big Data; <b>C</b>loud; Internet of <b>T</b>hings.<br />&nbsp;</p><ul><li><strong>Bando per la selezione dei partner privati del Competence Center</strong> &gt; <a href="http://www.unipd.it/sites/unipd.it/files/2018/Avviso_PPP_Competence_Center_def.pdf">download pdf</a></li></ul><ul><li><strong>Informazioni relative al bando</strong>&nbsp;&gt; <a href="./resolveuid/e7bb78ee43ed4f2cb4924938de5534d2">download pdf</a></li></ul>                  <ul><li><strong>Presentazione del progetto</strong> &gt; <a href="./resolveuid/003f2996def44048a6da51a4dbd61c0e">download pdf</a></li></ul>]]></content>
         <pubDate>Fri, 23 Mar 2018 09:09 GMT</pubDate>
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         <title>Il capitalismo dalla fede alla ritualità</title>
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         <description>"Filosofia in città" ritorna domenica 25 marzo</description>
         <content><![CDATA[<p>Nuovo appuntamento, <strong>domenica 25 marzo alle 11 al Teatro San Giorgio di Udine,</strong> con la rassegna &ldquo;<a href="http://www.sfifvg.eu/">Filosofia in città 2018. Il prezzo della verità</a>&rdquo;. L&rsquo;appuntamento è dedicato a &ldquo;Il capitalismo dalla fede alla ritualità&rdquo;. Introduce e modera <b>Beatrice Bonato</b>. Letture di <b>Stefano Rizzardi</b> e <b>Cristina Benedetti</b> da testi di Walter Benjamin, Marcel Mauss, Friedrich Nietzsche. Musiche jazz con <b>Miriam Foresti</b>, voce, <b>Stefano Fornasaro</b>, flauto, <b>Eugenio Dreas</b>, contrabbasso.<br /><br />Tra il gioco dell&rsquo;economia e altre sfere simboliche, la morale soprattutto, esistono nessi sorprendenti: è il caso in particolare del legame tra i concetti di debito e di colpa, che nell&rsquo;epoca attuale tende a rinsaldarsi. &nbsp;Ѐ il caso, anche, dell&rsquo;idea di una crescita illimitata da perseguire a qualsiasi prezzo, che implica un atto di fede a sostenere l&rsquo;esercizio di una razionalità che si vorrebbe pragmatica. Per lungo tempo il capitalismo ha funzionato come una religione. Ma se ora anche questa fase fosse al tramonto? Ѐ un altro modo di porre la domanda sull&rsquo;enigma del neoliberalismo, che pare sopravvivere nonostante le repliche della lunga crisi recente e i fallimenti delle sue ricette di politica economica. Indifferente all&rsquo;evidenza, esso funziona ormai come una serie di formule rituali e della religione conserva l&rsquo;apparato esteriore, tanto cogente quanto vuoto di senso. Intanto, lungi dal lasciare libero il campo alle forze del puro mercato, le politiche neoliberali fanno risorgere dinamiche semifeudali, affiliazioni a élites, reti allargate di corruzione.</p><div>&nbsp;</div>  <div><b>Massimo De Carolis</b> insegna Filosofia politica e Filosofia sociale all&rsquo;Università di Salerno, dove dirige il &ldquo;Laboratorio di studi e ricerche sulla natura umana&rdquo;. Collabora con &ldquo;aut aut&rdquo;, &ldquo;MicroMega&rdquo; e &ldquo;il manifesto&rdquo; ed è tra i fondatori delle riviste &ldquo;Luogo comune&rdquo; e &ldquo;Forme di vita&rdquo;. È autore di numerosi saggi tra cui <i>La vita nell&rsquo;epoca della sua riproducibilità tecnica </i>(Bollati Boringhieri, 2004), <i>Il paradosso antropologico</i> (Quodlibet, 2008), <i>Nuovi disagi nella civiltà </i>(con F. Borrelli, F. Napolitano e M. Recalcati: Einaudi, 2013) e <i>Il rovescio della libertà. Tramonto del neoliberalismo e disagio della civiltà</i> (Quodlibet, 2017).</div>  <div>&nbsp;</div>  <div><b>Elettra Stimilli</b> insegna Filosofia Teoretica all&rsquo;Università La Sapienza di Roma. Tra i suoi libri: <i>The Debt of the Living. Ascesis and Capitalism</i> (Suny Press, 2017); <i>Debito e colpa </i>(Ediesse, 2015); <i>Il debito del vivente. Ascesi e capitalismo</i> (Quodlibet, 2011); <i>Jacob Taubes. Sovranità e tempo messianico</i>, (Morcelliana,2004). Di questo autore ha tradotto e curato l'edizione della maggior parte delle opere pubblicate in italiano. Tra queste: <i>Il prezzo del messianesimo. Una revisione critica delle tesi di Gershom Scholem</i> (Quodlibet, 2017), di cui ha curato anche l'edizione tedesca (K&amp;N, Würzburg, 2006). Con Dario Gentili e Mauro Ponzi ha curato <i>Il culto del capitale </i>(Quodlibet, 2014) e insieme a Dario Gentili, <i>Differenze italiane. Politica e filosofia: mappe e sconfinamenti</i> (DeriveApprodi, 2015).</div>]]></content>
         <pubDate>Thu, 22 Mar 2018 13:13 GMT</pubDate>
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         <title>A Udine il terzo incontro dei Presìdi della Qualità degli atenei del Nord-Est</title>
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         <description>Lunedì 26 marzo a palazzo Florio</description>
         <content><![CDATA[<p>Lunedì 26 febbraio si svolgerà all&rsquo;Università di Udine il <b>terzo incontro dei Presìdi della Qualità degli atenei del Nord-Est</b>, dopo quelli tenuti nel 2017 a Verona e Venezia. L'incontro è riservato ai componenti dei Presidi della Qualità degli atenei che partecipano alla giornata. I Presìdi della Qualità, finalizzati alla promozione del miglioramento continuo della qualità dei corsi di studio, della ricerca e delle strutture didattiche, si riuniscono periodicamente in un'ottica di collaborazione e scambio di conoscenze e competenze, nonché di implementazione dei <i>network</i> di professionalità cui poter fare riferimento in relazione al <a href="https://www.uniud.it/it/ateneo-uniud/ateneo-uniud-organizzazione/organi-ateneo/presidio-della-qualita/il-sistema-di-assicurazione-qualita">Sistema di Assicurazione della Qualità di Ateneo</a>. Gli incontri sono anche occasione di diffusione di buone pratiche e aggiornamenti in merito alle normative vigenti e alle novità che riguardano l'azione dei Presidi della Qualità.<br /><br />Otto le Università presenti: Libera Università di Bolzano, Ca' Foscari e IUAV di Venezia, Padova, SISSA Trieste, Trento, Trieste, Verona. I lavori (<a href="programma-della-giornata">programma &ndash; pdf</a>) si terranno a palazzo Florio, a partire dalle 10.30, e saranno introdotti dai saluti del prorettore di Udine, Roberto Pinton, del delegato per la qualità e coordinatore del <a href="https://www.uniud.it/it/ateneo-uniud/ateneo-uniud-organizzazione/organi-ateneo/presidio-della-qualita">Presidio della Qualità</a> dell&rsquo;Università di Udine, Alessandro Gasparetto, e della delegata per l&rsquo;Assicurazione della qualità dell&rsquo;Università di Verona, Laura Calafà.<br /><br />Andrea Guaran, del Presidio della qualità dell&rsquo;ateneo friulano, presenterà l&rsquo;<i>Accreditamento periodico a Uniud: come l&rsquo;abbiamo vissuto, cosa abbiamo appreso e come sta cambiando l&rsquo;assicurazione della qualità</i>. Alle 11.30 <i>La centralità dello studente nell&rsquo;Università Ca&rsquo; Foscari</i> sarà illustrata da Luisa Bienati, presidente del Presidio della qualità, e da Maria Cristina Soria dell&rsquo;Ufficio di supporto al PQA dell&rsquo;Università Ca&rsquo; Foscari di Venezia.<br /><br />Alle 12 Marco Mascia, membro della Commissione per il Presidio della qualità della didattica, vice presidente del Presidio della qualità dell&rsquo;Università di Padova, parlerà de <i>La didattica innovativa: il progetto Teaching4Learning@Unipd</i>. Alle 12.30 <i>Il modello AQ dell&rsquo;Università di Verona</i> sarà illustrato da Graziano Pravadelli, presidente del Presidio della qualità, e da Laura Mion, responsabile dell&rsquo;Ufficio valutazione e qualità dell&rsquo;Ateneo di Verona.<br /><br />Alle 13 Barbara Campisi, presidente del Presidio della Qualità, e Raffaella Di Biase, responsabile dell&rsquo;Unità di Staff Qualità statistica valutazione dell&rsquo;Università di Trieste, presenteranno <i>Il questionario per la valutazione dei servizi</i>. Alle 13.30 sono previste le conclusioni.</p>]]></content>
         <pubDate>Thu, 22 Mar 2018 13:13 GMT</pubDate>
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         <title>“Maker Faire Rome – The European Edition”: aperta la Call per Università e Centri di ricerca
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         <description>C’è tempo fino al 15 giugno per presentare i progetti</description>
         <content><![CDATA[<p>Torna, alla Fiera di Roma, dal 12 al 14 ottobre, &ldquo;<b><a href="https://2018.makerfairerome.eu/it/">Maker Faire Rome &ndash; The European Edition</a></b>&rdquo;, l&rsquo;evento - giunto alla sua sesta edizione - organizzato dalla<b> Camera di Commercio di Roma</b>, attraverso la sua Azienda speciale Innova Camera.</p><div>Maker Faire Rome è l&rsquo;evento in cui è possibile sperimentare la rivoluzione digitale che sta cambiando il modo in cui produciamo e il modo in cui viviamo. È il luogo ideale per aziende e innovatori che usano la nuova cultura digitale come strumento per sfidare il mercato. Una manifestazione che in pochi anni è, ormai, un punto di riferimento fondamentale per startupper, artigiani digitali, imprenditori e non solo e che può vantare numeri in costante crescita.</div>  <div><b>I Temi principali della sesta edizione</b></div>  <div>Tanti, attuali e coinvolgenti i principali temi dell&rsquo;edizione 2018: Industria 4.0, Iot ed elettronica, Intelligenza artificiale e Big Data, Smart Robotics e Smart Manufacturing, Mobilità intelligente, Education. Un intero padiglione sarà poi dedicato all&rsquo;<b>Agritech </b>e al<b> Foodtech</b>, pertanto sono benvenuti eventuali progetti su questi temi.</div>  <p><b>&nbsp;</b><b>La Call for Universities and Research      Institutes</b></p>  <div>L&rsquo;obiettivo della &ldquo;<i><a href="https://2018.makerfairerome.eu/it/call-for-universities-and-research-institutes">Call for Universities and Research Institutes 2018</a></i>&rdquo; è quello di porre i riflettori sull&rsquo;innovazione, attraverso la diffusione della cultura digitale e lo sviluppo dell&rsquo;imprenditorialità individuale e collettiva mettendo in mostra, a Maker Faire Rome, i<b> migliori progetti delle Università statali e degli Istituti di Ricerca pubblici</b>. Una giuria qualificata selezionerà le idee più innovative e tutti i lavori scelti verranno valorizzati dai vari media e posti all&rsquo;attenzione di potenziali finanziatori e venture capitalist. La call&nbsp;è<b> aperta fino al 15 giugno</b>.<strong>Per informazioni:&nbsp;</strong>callforuniversities@makerfairerome.eu.<br /><b><br />Aspettando Maker Faire Rome</b></div>                <div>Maker Faire Rome è un evento anticipato da molte iniziative &ldquo;a tema&rdquo; che si svolgono nel corso dell&rsquo;anno. Ne segnaliamo alcune:</div>  <div>&nbsp;</div>  <div><b>FinTech Innovation</b> (2-3 maggio all&rsquo;Auditorium Parco della Musica, ingresso gratuito), due giornate per far conoscere le principali innovazioni tecnologiche nella finanza per le microimprese, i professionisti, Pmi e grandi aziende, la Pa, le banche e altri operatori finanziari.<br />&nbsp;</div>  <div><b>Data Driven Innovation </b>(18-19 maggio all&rsquo;Università di Roma Tre): non la classica conferenza sul mondo della Data Science, ma una full immersion sul portato innovativo dei dati in tutti i settori della società e dell&rsquo;economia. In una società sempre più digitale, in cui tutti sono produttori e consumatori (a volte anche inconsapevoli) di dati, DDI è il luogo dove gli specialisti della materia incontrano il resto della società per spiegare, in maniera semplice, cosa si fa con i Big Data e dove si racconta come la cultura dei dati sta cambiando la nostra società e la nostra economia.<br />&nbsp;</div>  <div><b>European Maker Week </b>(18-27 maggio): per diffondere la cultura maker e la conoscenza del movimento, attraverso la realizzazione di eventi diffusi nei 28 Paesi della UE. L&rsquo;European Maker Week, giunta alla sua terza edizione, è promossa dalla DG Connect della Commissione Europeae realizzata da Innova Camera (attraverso il brand Maker Faire Rome) in collaborazione con Startup Europe. Nel 2017 sono stati organizzati e realizzati oltre 160 eventi.</div>]]></content>
         <pubDate>Thu, 22 Mar 2018 11:11 GMT</pubDate>
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         <title>"Capire i Nobel”: un ciclo di incontri per avvicinare il pubblico ai progressi della scienza
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         <description>Iniziativa di "Vicino/lontano" in attesa del festival di maggio</description>
         <content><![CDATA[<p>Ogni anno c&rsquo;è grande attesa per l&rsquo;assegnazione dei <b>Premi Nobel</b> da parte dell&rsquo;Accademia di Svezia agli scienziati che si sono distinti nei diversi campi del sapere. Suscitano curiosità in particolare le discipline più ostiche: fisica, chimica, medicina, economia.&nbsp;Dietro questi premi ci sono percorsi di ricerca che spesso sfuggono ai non addetti ai lavori. Ogni singolo riconoscimento è il risultato di una fatica di diversi lustri, che può coinvolgere anche centinaia di studiosi e che dunque riveste un significato profondo per intere comunità di scienziati, ma che può soprattutto avere importanti effetti sulle nostre vite.<br /><br /><b>Vicino/lontano</b>, in collaborazione e con il sostegno della <b>Fondazione Friuli</b>, inaugura un <b>progetto di divulgazione scientifica</b> &ndash; affidato alla cura e all&rsquo;organizzazione di Paolo Ermano (economista all&rsquo;Università di Udine) &ndash;, che prova a rendere comprensibili i Premi Nobel e la scienza ai non specialisti.<br /><br />Contando sulla competenza e sull&rsquo;efficacia comunicativa di giovani studiosi, nell&rsquo;ambito del ciclo di incontri <b>&ldquo;Capire i Nobel&rdquo;</b>, quest&rsquo;anno saranno presentati e spiegati tre dei Premi Nobel assegnati nel 2017: <b>economia</b>, <b>fisica</b> e <b>medicina</b>. L&rsquo;intento è quello di dare la possibilità ai comuni cittadini di comprendere l&rsquo;importanza che il risultato di queste ricerche può avere nella vita di tutti noi.<br /><br />Si tratta di brevi presentazioni che ci aiuteranno a rispondere alle domande che molti si fanno: che cos&rsquo;è <b>l&rsquo;economia comportamentale</b>? è giustificato il clamore suscitato dalle <b>onde gravitazionali</b> di cui tanto si è sentito parlare? i <b>ritmi circadiani</b>, dal risveglio al sonno, da quali meccanismi sono regolati? Dopo la relazione, come sempre avviene negli incontri di vicino/lontano, verrà dato spazio a ulteriori domande e a eventuali dubbi da parte del pubblico presente.<br /><b>Tre</b> dunque gli <b>appuntamenti </b>infrasettimanali che <b>vicino/lontano</b> propone alla città come <b>itinerario di avvicinamento al festival (10-13 maggio),</b> nato proprio per tentare di <b>&ldquo;smontare&rdquo; e comprendere le grandi trasformazioni del nostro tempo nei diversi campi del sapere e della realtà</b>.</p><div><br />A condurci dentro la complessità di questi saperi cinque ricercatori: <b>martedì 27 marzo il Nobel per l&rsquo;economia sarà spiegato al pubblico da</b> <b>Enrica Bolognesi</b> del Dipartimento di Scienze economiche e statistiche dell&rsquo;Università di Udine; <b>giovedì 12 aprile sarà la volta del Nobel per la Fisica con Gabriele Cescutti e Alexandro Saro</b> dell&rsquo;Osservatorio astronomico di Trieste; <b>giovedì 3 maggio toccherà al Nobel per la Medicina con Giulia Antoniali </b>ed<b> Eros Di Giorgio</b> del Dipartimento di Area medica dell&rsquo;Università di Udine.</div>  <div>Gli incontri avranno luogo, sempre alle 18 e con ingresso libero, nella sede della <b>Fondazione Friuli in via Manin 15</b>, a <b>Udine. </b></div>  <div><b>&nbsp;</b></div>  <div><b>MARTEDÌ 27 MARZO, ore 18.00 - PREMIO NOBEL PER L&rsquo;ECONOMIA </b></div>  <div>Richard H. Thaler, per il contributo nello sviluppo dell&rsquo;economia comportamentale.</div>  <div><b>Relatore: Enrica Bolognesi</b></div>  <div>&nbsp;</div>  <div><b>Enrica Bolognesi</b> è ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell&rsquo;Università di Udine. Laureata presso l&rsquo;Università di Bologna, ha iniziato la sua carriera nell&rsquo;asset management e nel private banking. L&rsquo;esperienza maturata nell&rsquo;ambito dei mercati finanziari ha indirizzato la sua attività di ricerca accademica verso temi legati alla regolamentazione dei mercati e alla gestione del risparmio.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div><b>GIOVEDÌ 12 APRILE, ore 18.00 - PREMIO NOBEL PER LA FISICA</b></div>  <div>Rainer Weiss, Barry C. Barish, Kip S. Thorne per il progetto LIGO, lo strumento per la rilevazione delle onde gravitazionali, cui l&rsquo;Italia ha contribuito sia nella fase di progettazione che nella fase operativa.</div>  <div><b>Relatori: Gabriele Cescutti </b>e<b> Alexandro Saro</b></div>  <div>&nbsp;</div>  <div><b>Gabriele Cescutti </b>ha studiato all&rsquo;Università di Trieste, dove ha conseguito la laurea e in seguito il dottorato in Fisica (2007). Dopo 3 anni come postdoc a Trieste, ha lavorato per un anno all&rsquo;Osservatorio di Ginevra prima di muoversi verso Potsdam (Germania), dove è rimasto per quasi 4 anni. Dal 2015, per 3 anni, ha lavorato all&rsquo;Università dell&rsquo;Hertfordshire (UK) per poi vincere la prestigiosa borsa AstrofIt (Marie Curie Action) e ritornare a Trieste, presso l&rsquo;Osservatorio astronomico, dove lavora dal settembre 2016.È esperto in&nbsp;nucleosintesi&nbsp;stellare e formazione ed evoluzione della via Lattea.</div>  <div><b>Alexandro Saro </b>ha conseguito la laurea e in seguito il dottorato in Fisica all&rsquo;Università di Trieste (2009).&nbsp;Trasferitosi a Monaco di Baviera, ha lavorato come aiuto-professore presso l'Università Ludwig Maximilian. Vincitore di prestigiose borse europee e nazionali, tra le quali un ERC, dal 2017 lavora a Trieste presso l&rsquo;Osservatorio astronomico. È esperto in Ammassi di Galassie e Cosmologia.</div>  <div>&nbsp;</div>  <div><b>GIOVEDÌ 3 MAGGIO, ore 18.00 - PREMIO NOBEL PER LA MEDICINA</b></div>  <div>Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash, Michael W. Young, per l&rsquo;individuazione dei meccanismi molecolari alla base dei ritmi circadiani.</div>  <div><b>Relatori: Giulia Antoniali </b>ed<b> Eros Di Giorgio</b></div>  <div>&nbsp;</div>  <div><b>Giulia Antoniali </b>Nata nel 1985, è dottore di ricerca in Scienze Biomediche e Biotecnologiche. Lavora come assegnista di ricerca presso il laboratorio di Biologia Molecolare del Dipartimento di Area Medica dell&rsquo;Università di Udine dove si occupa dello studio di proteine del riparo del DNA nella biologia del tumore e nella resistenza al cancro e collabora attivamente all&rsquo;insegnamento di biologia molecolare nell&rsquo;Ateneo udinese.</div>  <div><b>Eros di Giorgio</b> Nato a Udine nel 1987. Laureato in Biologia (2009) e in Genomica Funzionale (2011, Università di Trieste), Dottore di ricerca in Scienze biomediche e biotecnologiche (2015, Università di Udine). Dopo lo studio dei meccanismi di morte controllata (2008-2009, CRO di Aviano), si è dedicato allo studio delle alterazioni epigenetiche del cancro (dal 2010 lab Brancolini, Udine). Negli ultimi tre anni la sua ricerca è sostenuta dall&rsquo;AIRC con lo scopo di studiare la leiomiosarcomagenesi.</div><p>&nbsp;</p>]]></content>
         <pubDate>Thu, 22 Mar 2018 11:11 GMT</pubDate>
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         <title>"Punto impresa" si presenta alle associazioni di categoria e al mondo imprenditoriale</title>
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         <description>Venerdì 23 marzo alle 11 a palazzo di Toppo Wassermann</description>
         <content><![CDATA[<p><b><a href="http://www.uniud.it/puntoimpresa">Punto impresa</a></b>, lo sportello dell&rsquo;Università di Udine nato per facilitare il contatto tra il mondo accademico e le imprese, <b>si presenta alle associazioni di categoria e al mondo imprenditoriale</b>. <b>Venerdì 23 marzo alle 11</b> a palazzo di Toppo Wassermann, in via Gemona 92, a Udine, verranno spiegati i servizi offerti alle imprese, articolati sui tre assi placement, ricerca e didattica, attraverso la testimonianza diretta di aziende che hanno già collaborato con l&rsquo;ateneo friulano. Saranno, inoltre, presenti corner informativi a disposizione degli interessati.<br /><br />L&rsquo;appuntamento segna il punto di partenza di un roadshow che il Punto impresa intraprenderà sul territorio con un percorso di divulgazione delle iniziative accademiche alle imprese.<br /><br />Porteranno i saluti il rettore dell&rsquo;Università di Udine, <b>Alberto De Toni</b>, e il delegato per il territorio e progetto Cantiere Friuli, <b>Mauro Pascolini</b>. Il delegato al plecement, alumni e rapporto con le imprese, <b>Marco Sartor</b>, delineerà le caratteristiche del nuovo ufficio e introdurrà le esperienze di successo nell&rsquo;ambito del placement, della ricerca e della didattica con <b>Latterie Friulane</b>, <b>Vivai Cooperativi Rauscedo, Colombin &amp; Figlio Spa</b> e <b>Illy</b>. Seguirà la presentazione e la degustazione dei prodotti delle aziende partecipanti.<br /><br />Il Punto Impresa &laquo;rappresenta &ndash; ricorda <b>Marco Sartor</b> - il punto di primo informazione e contatto e tra le imprese e il mondo della ricerca, dell&rsquo;innovazione, della didattica, del placement&raquo;. Il rettore <b>Alberto De Toni</b> evidenzia come&laquo;il servizio, nato all&rsquo;interno del progetto &ldquo;Cantiere Friuli&rdquo; dell&rsquo;Università di Udine, rappresenta un catalizzatore di richieste in entrata e di opportunità in uscita, rafforzando la rete tra i diversi soggetti interni ed esterni all'ambiente accademico&raquo;.<br /><br />Il servizio, che è sostenuto dalla <b>Fondazione Friuli</b>, mira a diventare il primo punto di contatto preferenziale per le imprese che hanno la necessità di collaborare con l&rsquo;ateneo. Sono già state avviate sinergie con numerosi soggetti territoriali quali la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia - Servizi alle imprese dell&rsquo;Agenzia regionale per il lavoro, le Camere di Commercio, le associazioni industriali e di categoria regionali.<br /><br /><a href="http://www.uniud.it/puntoimpresa">Punto impresa</a>&nbsp;si trova in via Petracco 4 ed è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30. Per informazioni e contatti è possibile telefonare allo 0432 556394 o scrivere a <a href="mailto:puntoimpresa@uniud.it">puntoimpresa@uniud.it</a>.</p>]]></content>
         <pubDate>Tue, 20 Mar 2018 11:11 GMT</pubDate>
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         <title>Corsi di lingua friulana per dipendenti della pubblica amministrazione</title>
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         <description>Iscrizioni entro giovedì 29 marzo</description>
         <content><![CDATA[<p>Per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni c&rsquo;è tempo <b>fino a giovedì 29 marzo</b> per iscriversi ai corsi di lingua friulana organizzati dal <a href="http://cirf.uniud.it">Centro interdipartimentale per lo sviluppo della lingua e della cultura del Friuli &ndash; Cirf</a> dell&rsquo;Università di Udine, con l&rsquo;obiettivo di migliorare le relazioni degli Enti Locali con il territorio e i cittadini. La nuova edizione, <strong>a partire da giovedì 5 aprile</strong>, prevede due corsi gratuiti, uno di livello base e uno di livello intermedio o avanzato. Informazioni e moduli di iscrizioni sono <a href="http://cirf.uniud.it/i-corsi/anno-2018">disponibili online</a>. È possibile contattare la segreteria organizzativa del Cirf telefonando allo 0432 56480/84 o inviando una email a <a href="mailto:cirf@uniud.it">cirf@uniud.it</a> (segreteria del Cirf) o <a href="mailto:caterina.rossi@uniud.it">caterina.rossi@uniud.it</a> (tutor).<br /><br />L&rsquo;attività formativa avrà la durata di <strong>12 lezioni, per complessive 30 ore</strong>, che si svolgeranno presso aule del polo umanistico dell&rsquo;Ateneo di Udine. I corsisti che supereranno l&rsquo;esame finale e avranno frequentato almeno l&rsquo;80% delle ore conseguiranno un <strong>attestato di frequenza</strong>. Il <strong>materiale didattico</strong> verrà fornito a lezione.<br /><br />L&rsquo;iniziativa è realizzata grazie ai fondi della legge di tutela delle minoranze linguistiche 482/1999 e risponde alle indicazioni della legge regionale 29/2007, che prevede l&rsquo;uso della lingua friulana all&rsquo;interno degli enti pubblici e nelle concessionarie di pubblico servizio. &laquo;I corsi &ndash; sottolinea <strong>Enrico Peterlunger</strong>, direttore del Cirf e delegato per la promozione della lingua e cultura friulana - rappresentano un valido strumento per quanti lavorano all&rsquo;interno di un ente pubblico in territorio friulanofono e desiderano migliorare le proprie competenze linguistiche e il contatto con l&rsquo;utenza&raquo;.</p>]]></content>
         <pubDate>Tue, 20 Mar 2018 08:08 GMT</pubDate>
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         <title>La Fondazione Friuli rinnova l'impegno per il sostegno dell'Università di Udine</title>
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         <description>Oggi a palazzo Florio siglato l’accordo annuale</description>
         <content><![CDATA[<p>Con la sottoscrizione dell&rsquo;accordo di collaborazione si rinnova per l&rsquo;anno 2018 il sostegno dell&rsquo;Università di Udine da parte della <a href="https://fondazionefriuli.it/">Fondazione Friuli</a>. Il rettore <b>Alberto De Toni</b> e il presidente <b>Giuseppe Morandini</b> hanno siglato stamani a palazzo Florio la destinazione di 800 mila euro per un anno a supporto di due macro aree di intervento: didattica e internazionalizzazione; ricerca e trasferimento tecnologico. Si rinnova, dunque, la collaborazione ormai storica e consolidata che vede uniti i due enti nel concorrere alle comuni finalità statutarie di promozione dello sviluppo del territorio attraverso la formazione e la ricerca.<br /><br />Nel rimarcare come &laquo;la Fondazione Friuli sia per l&rsquo;Università di Udine partner prezioso e fondamentale&raquo;, il rettore <b>Alberto De Toni</b> sottolinea &laquo;il ruolo decisivo che, in piena sintonia con le nostre sensibilità, ha questa partnership, che contribuisce in maniera vitale allo sviluppo delle attività dell&rsquo;ateneo friulano in una più ampia ottica strategica e condivisa di rafforzamento del sistema territoriale&raquo;. &laquo;Siamo molto contenti - commenta il presidente <b>Giuseppe Morandini</b> - del rinnovo della &ldquo;storica&rdquo; convenzione che da anni regola i rapporti tra la Fondazione Friuli e l&rsquo;Università di Udine e che per il 2018 rafforza e concentra gli interventi su tre assi principali: didattica di eccellenza, internazionalizzazione e industria 4.0, rafforzamento delle dotazioni dei laboratori&raquo;.<br /><br />Quasi il 40% del budget, <b>310 mila euro</b>, sarà destinato a sostenere lo sviluppo di un parco laboratori che consentirà uno sviluppo di spazi d&rsquo;ateneo finalizzati alle attività di didattica e ricerca. Segue lo stanziamento di <b>180 mila euro</b> impegnato per iniziative di accompagnamento di studenti e neolaureati al mondo del lavoro e di internazionalizzazione. Saranno finanziati, in particolare: il nuovo Punto impresa dell&rsquo;ateneo; tirocini e stage per giovani laureati; borse di mobilità Erasmus e per tirocini e tesi di laurea all&rsquo;estero; la prossima edizione della gara tra idee imprenditoriali innovative Start Cup 2019; l&rsquo;internazionalizzazione dei corsi di dottorato di ricerca.<br /><br />Nell&rsquo;ambito delle attività di didattica dell&rsquo;ateneo, <b>150 mila euro</b> sono destinati al sostegno: della Scuola Superiore; del corso di laurea magistrale in Gestione del turismo culturale e degli eventi; di un osservatorio sul turismo regionale; del corso di laurea in Internet of things, big data e web; della campagna archeologia in Kurdistan.<br /><br />Infine, <b>100 mila euro</b> contribuiranno al sostegno della quarta edizione 2018 di <i>Conoscenza in Festa,</i> festival italiano dei saperi ideato e organizzato dall&rsquo;Università di Udine, e <b>60 mila euro</b> alla campagna immatricolazioni e orientamento, con particolare attenzione alla promozione delle lauree magistrali.<br /><br />Alla sottoscrizione dell&rsquo;accordo di collaborazione erano presenti anche la direttrice generale vicaria dell'Università di Udine, <strong>Mara Pugnale</strong>, e il direttore della Fondazione Friuli, <strong>Luciano Nonis</strong>.</p>]]></content>
         <pubDate>Mon, 19 Mar 2018 10:10 GMT</pubDate>
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         <title>Ad Antonella Riem il Premio internazionale 2018 del Center for Partnership Studies</title>
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         <description>Assegnato lo scorso 15 febbraio dal Centro californiano</description>
         <content><![CDATA[<p>Il <a href="https://centerforpartnership.org/">Center for Partnership Studies - Cps</a> (Carmel, California) ha assegnato il Premio internazionale 2018 per la ricerca, lo studio e la divulgazione di studi di partnership ad <a href="https://people.uniud.it/page/antonella.riem">Antonella Riem</a>, professoressa ordinaria di letteratura inglese dell&rsquo;Università di Udine, fondatrice del <a href="http://all.uniud.it/?page_id=195http://all.uniud.it/?page_id=195">Partnership Studies Group (Psg)</a>. Il premio, assegnato lo scorso 15 febbraio, è stato istituito dal Center for Partnership Studies per onorare studiosi e studiose di prestigio internazionale che si siano distinti nella ricerca e nella diffusione degli studi di partnership nel mondo, contribuendo alla diffusione del modello di partnership in ambito accademico ed educativo e, dunque, a un futuro migliore, più solidale e umano.<br /><br />Antonella Riem si è detta &laquo;molto emozionata e grata per questo premio che valorizza l&rsquo;interno gruppo di ricerca del Partnership Studies Group dell&rsquo;Università di Udine&raquo; da lei fondato nel 1998 come network di ricerca internazionale. &laquo;Si tratta &ndash; spiega Riem &ndash; di una rete interconnessa di studiosi e studiose di università e centri di ricerca diffusi in tutto il mondo che ritengono centrale la ricerca umanistica sulle letterature, le lingue e le culture come strumento per leggere il mondo e per portare uno sguardo diverso, di cura, dialogico, aperto e di pace. È una forma di sapere che può diventare sapienza relazionale, riconnettendoci al nostro essere umani, nel senso più profondo della parola&raquo;.<br /><br />Nell&rsquo;ambito dell&rsquo;attività del Partnership Studies Group, Antonella Riem ha edito e contribuito alla pubblicazione in italiano di molti testi fondamentali di Riane Eisler, per i tipi della Forum Editrice Universitaria nella <a href="http://forumeditrice.it/percorsi/lingua-e-letteratura/all/?text=all-english">collana All</a> da lei diretta. In particolare, il premio del Cps si focalizza sull&rsquo;ultimo volume monografico di Antonella Riem, <i><a href="http://forumeditrice.it/percorsi/lingua-e-letteratura/all/a-gesture-of-reconciliation">A Gesture of Reconciliation. Partnership Studies in Australian Literature</a></i> (2017), frutto del trentennale lavoro di ricerca sulla letteratura australiana sulla base del modello di partnership di Riane Eisler, adottato dal Psg per lo studio internazionale delle letterature, delle lingue e dei sistemi educativi.</p>]]></content>
         <pubDate>Mon, 19 Mar 2018 10:10 GMT</pubDate>
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         <title>Giornate Fai di Primavera, sabato 24 e domenica 25 marzo</title>
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         <description>Visite guidate anche ai palazzi Caiselli e di Toppo Wassermann dell’Università di Udine</description>
         <content><![CDATA[<p>Sabato 24 e domenica 25 marzo ritornano le aperture delle <a href="https://www.fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-di-primavera/">Giornate di Primavera</a> del <a href="https://www.fondoambiente.it/">Fai &ndash; Fondo Ambiente Italiano</a>, che, in tutta Italia, conducono i cittadini alla scoperta di tesori nascosti del nostro patrimonio artistico, architettonico, archeologico, culturale e ambientale. Anche quest&rsquo;anno l&rsquo;Università di Udine è coinvolta nell&rsquo;iniziativa, con l&rsquo;apertura delle due sedi, in centro città, di palazzo Caiselli, in vicolo Florio 2, e palazzo Polcenigo, Garzolini di Toppo Wassermann, in via Gemona 92. Le visite guidate si svolgeranno sabato e domenica dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30).<br /><br />Antica dimora dei conti di origine bergamasca trasferitisi a Udine nel 1600, <b>palazzo Caiselli</b>, ora sede del <a href="https://www.uniud.it/it/ateneo-uniud/ateneo-uniud-organizzazione/dipartimenti/dium">Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale</a>, fu acquisito fra il 1984 e il 1989 dall&rsquo;Università di Udine che, fra il 2001 e il 2004 ne ha curato <a href="documento.2006-01-18.8321492000">un complesso restauro</a>, restituendo l&rsquo;edificio alla città. Dal restauro sono emersi affreschi e decorazioni, alcuni dei quali databili sino al 1400, nonché preziose testimonianze dell&rsquo;arte friulana del 1700 e del 1800.<br /><br /><b>Palazzo di Toppo Wassermann</b>, che oggi ospita uffici e aule, nonché la <a href="https://scuolasuperiore.uniud.it/">Scuola Superiore dell&rsquo;Università di Udine</a>, è un tesoro artistico e architettonico restituito in questi ultimi anni, dopo un lungo lavoro di restauro, alla città e al Friuli. <a href="toppo-wassermann-un-libro-ricostruisce-tre-secoli-di-storia-del-palazzo">Il palazzo</a> porta il nome dell&rsquo;Istituto di Toppo Wassermann a partire dai primi anni del Novecento, e, prima di essere luogo di istruzione per intere generazioni, fu la residenza di due importanti famiglie: i <b>Polcenigo</b> e i <b>Garzolini</b>. Il palazzo dei Polcenigo fu acquisito dai Garzolini che qui si trasferirono da Tolmezzo in seguito al terremoto del 1788. Di particolare pregio, rimangono la decorazione dello scalone di accesso al primo piano e le eleganti decorazioni ad affresco.</p>]]></content>
         <pubDate>Fri, 16 Mar 2018 13:13 GMT</pubDate>
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         <title>Industria 4.0: ne parla Paolo Candotti, direttore generale Unindustria Pordenone</title>
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         <description>Martedì 20 marzo nel Centro polifunzionale della Destra Tagliamento</description>
         <content><![CDATA[<p>&ldquo;<b>Industria 4.0: come cambia il lavoro, come cambiano le imprese</b>&rdquo; è il titolo dell&rsquo;intervento che <b>Paolo Candotti</b>, direttore generale di Unione degli industriali di Pordenone e di Lean Experience Factory, terrà <b>martedì 20 marzo</b> nell&rsquo;ambito del corso di Economia e gestione delle imprese del corso di laurea in Economia aziendale dell&rsquo;Università di Udine a Pordenone. L&rsquo;appuntamento, aperto a tutti gli interessati, è <b>dalle 14 alle 17</b> nell&rsquo;aula B7 del <a href="https://www.uniud.it/it/ateneo-uniud/sedi/campus-in-citta-e-sul-territorio/pordenone">Centro polifunzionale</a> in via Prasecco 3/a a Pordenone.<br /><br />&laquo;La presenza del direttore generale Candotti - sottolinea <b>Cristiana Compagno</b>, docente di Economia e gestione delle imprese e organizzatrice dell&rsquo;incontro &ndash; è un segnale importante della collaborazione avviata con Unindustria Pordenone che, per quanto riguarda, in particolare, il corso di Economia e gestione delle imprese, rappresenta un&rsquo;interfaccia essenziale tra l&rsquo;accademia e il mondo del management. Una collaborazione concepita come catena di trasmissione tra università e mondo del lavoro, come veicolo di scambio di idee, persone e iniziative, e, soprattutto, come alleanza fondamentale in un processo di completamento reciproco: da un lato, la garanzia che conoscenze e competenze prodotte e trasmesse dall&rsquo;accademia possano effettivamente rispondere alle esigenze espresse dal sistema economico-imprenditoriale; dall&rsquo;altro, che uno degli impulsi primari dell&rsquo;attività accademico-scientifica, sia di ricerca che di didattica, possa essere il sistema economico e produttivo del territorio, che cerca risposte alle proprie problematicità e complessità&raquo;.<br /><br />A partire dall&rsquo;anno accademico 2017/18, il corso di <b>Economia e gestione delle imprese</b> del corso di laurea triennale in <a href="https://www.uniud.it/it/didattica/corsi-offerta/area-economico-giuridica/economia/laurea/economia-aziendale">Economia aziendale</a> si presenta completamente rinnovato, sia nella forma che nei contenuti, valorizzando ulteriormente l&rsquo;offerta didattica del polo universitario di Pordenone che sempre più si caratterizza come centro di elevata formazione economico-manageriale nel Triveneto e non solo, grazie alla presenza consolidata del corso di laurea in Economia aziendale, già laboratorio di sperimentazione e innovazione didattica saldamente ancorato al tessuto economico locale, e dei nuovi <a href="https://www.uniud.it/it/didattica/corsi-offerta/area-economico-giuridica/economia/laurea/banca-e-finanza">corsi di laurea</a> e di <a href="https://www.uniud.it/it/didattica/corsi-offerta/area-economico-giuridica/economia/laurea-magistrale/banca-e-finanza">laurea magistrale in Banca e finanza</a>.<br /><br />&laquo;Economia e gestione delle imprese &ndash; spiega Compagno - propone i fondamentali del management, ed è volto a fornire agli studenti gli strumenti di base della gestione di impresa in ambienti dinamici, complessi e competitivi. L&rsquo;obiettivo è far comprendere prima di tutto cosa sia l&rsquo;impresa, sia essa intesa come entità delle teorie manageriali, ma anche e soprattutto come soggetto chiave nella produzione di valore economico&raquo;. In un contesto fortemente orientato all&rsquo;operatività, &laquo;il corso &ndash; conclude Compagno - articola i propri contenuti in attività ed iniziative finalizzate a dare costante riscontro reale alle conoscenze fornite. In tal senso, i concetti e gli strumenti proposti in aula vengono puntualmente accompagnati da casi aziendali e da esercitazioni pratiche, sia qualitative, come ad esempio le analisi di casi studio, che quantitative, come le analisi delle dinamiche di costo o del punto di pareggio. E particolare attenzione viene data alle connessioni con la realtà regionale&raquo;.</p>]]></content>
         <pubDate>Fri, 16 Mar 2018 10:10 GMT</pubDate>
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         <title>Quattro aziende a caccia di laureati e laureandi dell'Ateneo di Udine</title>
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         <description>Mercoledì 21 marzo a palazzo di Toppo Wassermann</description>
         <content><![CDATA[<p>Laureati e laureandi dell&rsquo;Università di Udine avranno l&rsquo;opportunità di presentare il proprio curriculum e sostenere colloqui con quattro realtà aziendali in occasione del &ldquo;<b>Mercoledì del placement&rdquo; in programma il 21 marzo dalle 16</b> a palazzo di Toppo Wassermann in via Gemona 92 a Udine. L&rsquo;accesso è libero. Alle 16.30 inizieranno le presentazioni aziendali e dalle 17.30 alle 19.30 si svolgeranno i colloqui personali con le aziende. L&rsquo;agenzia per il lavoro Umana sarà a disposizione per consulenza e correzione dei curricula vitae. Le aziende presenti sono: Akka Technologies; Banca Finint spa; Bucci Automations spa - Divisione Tecnosint; Overit spa. Le lauree di interesse sono di area scientifica ed economica. Per partecipare al sondaggio di gradimento dell&rsquo;evento, gli interessati potranno accreditarsi presso lo stand di Umana o <a href="http://goo.gl/Pi1Dfd">pre accreditarsi online</a> .<br /><br /><b><a href="https://www.akka-technologies.com/it">Akka Technologies</a></b>, società internazionale che opera nell&rsquo;ambito dell&rsquo;ingegneria e della consulenza tecnologica, è presente oggi in oltre 20 Paesi nel mondo. Si occupa di processi di innovazione grazie all&rsquo;esperienza maturata nei diversi mestieri dell&rsquo;ingegneria.</p><div><b><br /><a href="http://www.bancafinint.com/it">Banca Finint spa</a></b> è la società capogruppo del Gruppo Banca Finanziaria Internazionale. Ha sede a Conegliano (Tv) e uffici a Milano, Roma, Trento, Bolzano, Verona e Mosca. Si occupa di private banking, corporate finance, private equity, securitisation e finanza strutturata, asset &amp; wealth management e capital markets. Finanziaria internazionale, è attiva anche nel settore del business process outsourcing.<br /><br />La <a href="http://www.tecnosint.com"><b>Divisione Tecnosint</b> di Bucci automations spa</a> è specializzata, nel settore metalmeccanico, nella progettazione e realizzazione di impianti per l'automazione industriale e la robotica.<br /><b><br /><a href="http://www.overit.it">Overit spa</a></b>&nbsp;progetta e realizza soluzioni per la gestione delle attività sul campo in ambito tecnico, vendita e trasporto. Esperta nella realizzazione di soluzioni field, mobile, gis con forti componenti innovative, Overit ottimizza i processi field con tecnologie all&rsquo;avanguardia per aiutare le organizzazioni a ridurre i costi, aumentare la produttività, ridurre il time-to-market e fornire al cliente il miglior servizio possibile.</div><div>&nbsp;</div><div>I Mercoledì del placement sono organizzati dal <a href="https://www.uniud.it/it/didattica/area-servizi-studenti/servizi-studenti/opportunita-di-lavoro/career-center-uniud-1/career-center-uniud">Career center</a> dell'Università di Udine.</div>]]></content>
         <pubDate>Fri, 16 Mar 2018 08:08 GMT</pubDate>
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