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	<title>RedNest Magazine TERRATERRA! SALERNO</title>
	
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		<title>Comunicato n°1 di resistenza e mobilitazione contro lo sgombero di San Nicola  Varco (enclave musulmana nel comune di Eboli.)</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 12:40:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RedNest</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A tutt* i militant*, alle realtà di movimento, alle organizzazione sindacali, alle associazione laiche e religiose, e a quanti hanno a cuore la dignità dell&#8217;essere umano.
“li abbiamo colonizzati, deportati, sterminati&#8230;.gasati, deprediamo il loro sottosuolo, abbiamo inquinato le loro falde e i loro fiumi, abbiamo reso poveri i loro mari&#8230;. abbiamo espropriato le loro terre e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rednest.org/http://www.rednest.org/wp-content/uploads/2006//sannicolavarcoeboli.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-896" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="San Nicola Varco - Eboli - Salerno" src="http://www.rednest.org/http://www.rednest.org/wp-content/uploads/2006//sannicolavarcoeboli-150x150.jpg" alt="San Nicola Varco - Eboli - Salerno" width="150" height="150" /></a>A tutt* i militant*, alle realtà di movimento, alle organizzazione sindacali, alle associazione laiche e religiose, e a quanti hanno a cuore la dignità dell&#8217;essere umano.</p>
<p>“li abbiamo colonizzati, deportati, sterminati&#8230;.gasati, deprediamo il loro sottosuolo, abbiamo inquinato le loro falde e i loro fiumi, abbiamo reso poveri i loro mari&#8230;. abbiamo espropriato le loro terre e loro case.  Abbiamo desertificato le loro foreste, sfruttiamo il loro basso costo lavorativo in terra nostra e in terra loro..  saccheggiamo le loro risorse in cambio di armi e mine anti-uomo. Promuoviamo guerre e dittature esportiamo vizi e corruzione..”.</p>
<p>All&#8217;ingresso del campo in arabo c&#8217;è scritto : “<strong>colui che entra qui scompare, colui che esce è appena nato</strong>” ciò descrive bene le terrificante precarietà di questi lavoratori (a euro 2,50/ora ) sfruttati dagli speculatori senza scrupoli.<br />
<span id="more-895"></span>E adesso per questi “Dannati” della società del consumo, dopo tante parole, promesse, atti formali di ridare dignità a questi schiavi del 2000, l&#8217;unica risposta sarà la forza. Questi lavoratori vengono anche sgombrati dalla loro miseria.</p>
<p>Accampati come bestie, mille giovani sono in attesa dell&#8217;arrivo di quello che noi chiamiamo ”forza pubblica”. Tutto ciò perché nel terreno adiacente sono iniziati i lavori per il “Cilento Village” il più grande Outlet del mezzogiorno, progetto su cui sono partite le prime indagine: sarebbero coinvolti professionisti già condannati in primo grado per la realizzazione di un altro centro commerciale insieme ai camorristi Alfieri e Galasso.</p>
<p>Dopo decine di anni, stranamente, il consiglio comunale di Eboli si occupa della realtà di San Nicola Varco e non per dare una risposta dignitosa a centinaia di lavoratori, che con il loro sudore contribuiscono all&#8217;economia della zona, bensì deliberando all&#8217;unanimità lo sgombero del “ghetto” che disturberebbe gli occhi di tanti che dovranno usufruire della struttura dell&#8217;outlet. Questo senza offrire nessuna possibile uscita dignitosa da questa situazione.</p>
<p><strong>Qui la notte è buia davvero al punto di trasformare questa terra in uno scenario lunare.</strong></p>
<p>fonte: <a title="Radio Vostok" href="http://www.radiovostok.com" target="_blank">Radio Vostok</a><br />
Collettivo G. Maccacaro</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="center"><strong>“<span style="font-size: small;"><em>La verità su San Nicola Varco”</em></span></strong></p>
<p>Un migliaio di cittadini marocchini rinchiusi nel ghetto di San Nicola Varco, un exmercato ortofrutticolo mai completato. Figli di un inganno giocato sulla “Immigrazione regolare”, centinaia di richieste di contratto dalle aziende, una “mano d&#8217;opera” che quando arriva in loco nessuno assume.</p>
<p>Una truffa che riguarda Potenza, l&#8217;Aquila, Venezia, Pordenone, Foggia, ecc., spalmata su tutto il territorio nazionale, in mano a “predatori” ben identificabili. Nei nullaosta degli “schiavi” di San Nicola più di uno ha un permesso della prefettura di Salerno rilasciato nel 2008.</p>
<p>Serve il loro sudore per rendere fertile la piana del Sele, 25 euro al giorno, (di cui tre al caporale di giornata), in quanto non assunti dalle ditte che li avevano richiesti, diventano irregolari e soggetti all&#8217;espulsione! Dopo aver, spesso, pagato 4000-5000 euro per ottenere un contratto regolare, si trovano schiavi, per loro l&#8217;Italia è diventata un incubo, vivono in capannoni di lamiere, senza servizi igienici e con una sola fontana per l&#8217;acqua, che spesso manca, per cui utilizzano quella di un canale vicino.</p>
<p>Ma questo non basta a descrivere l&#8217;inferno dove questi giovani tra i 20/35 anni, giorno per giorno, sentono sulla loro pelle lo sfruttamento capitalistico. Sono essi la prova vivente di come questa società vive l&#8217;accaparramento delle risorse, siano esse materiali e/o umane. Ma tutto ciò non basta, il 2/10/2009 la regione Campania ha creato un progetto per realizzare sui suoli occupati un polo agro-alimentare (300 mila euro per uno studio di fattibilità).</p>
<p>Gli schiavi vanno deportati di nuovo!! Ma dietro questo si nasconde il progetto per un mega complesso: il “Cilento Village”, dietro il quale secondo notizie di stampa si nasconderebbe un&#8217; operazione lavatrice legata ai clan camorristici facenti capo agli ex. Galasso ed Alfieri. “Lavoro per gli italiani”, questo lo slogan utilizzato dal Cilento Village; una guerra tra poveri potrebbe scatenarsi con unico risultato: un mega- center, soldi riciclati, e tanta nuova povertà.</p>
<p>In tutto questo all&#8217;assordante silenzio delle istituzioni, che dopo un accordo beffa per salvare la coscienza, riporta gli “schiavi” a una nuova deportazione. Invitiamo tutte le forze sociali a scendere in campo, scegliendo come sempre con chi stare. Noi, come Radio Vostok e collettivo G. Maccacaro abbiamo già scelto: da San Nicola Varco si esce tutti insieme recuperando la dignità e la vivibilità di questi lavoratori, riconoscendo il loro lavoro svolto in questi anni, richiamando le aziende e le istituzioni alle loro responsabilità, bloccando le penetrazioni camorristiche nell&#8217;agro ebolitano.<br />
&#8211;<br />
#<br />
# RADIO VOSTOK<br />
#<br />
# La radio diversa, sovversiva, pericolosa</p>
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		<title>Amantea,contro le navi dei veleni in 25000</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 16:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RedNest</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In oltre 25.000 veri (a Roma si sarebbe detto 150.000) hanno preso parte alla manifestazione di Amantea(CS) &#8220;per liberare la Calabria dai veleni&#8221;. Una mobilitazione di massa che ha impegnato tutta la Calabria in cerca di riscossa sociale contro la devastazione economico-ambientale imposta dalla malavita politica e organizzata. Un impegno che ha visto i giovanissimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_888" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.rednest.org/http://www.rednest.org/wp-content/uploads/2006//amantea_24_10_091.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-888 " title="amantea_24_10_09" src="http://www.rednest.org/http://www.rednest.org/wp-content/uploads/2006//amantea_24_10_091-150x150.jpg" alt="ANSA" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">ANSA</p></div>
<p><strong>In oltre 25.000 veri (a Roma si sarebbe detto 150.000) hanno preso parte alla manifestazione di Amantea(CS)</strong> &#8220;per liberare la Calabria dai veleni&#8221;. Una mobilitazione di massa che ha impegnato tutta la Calabria in cerca di riscossa sociale contro la devastazione economico-ambientale imposta dalla malavita politica e organizzata. Un impegno che ha visto i giovanissimi di tutte le scuole della Calabria partecipare attivamente alla realizzazione e al corteo con loro striscioni e slogan simpaticissimi e puntuali.</p>
<p>Protagonisti anche le centinaia di comitati ambientalisti e contro le &#8221; grandi opere&#8221; ,tra cui primeggiava il NO Ponte. Migliaia i cittadini giunti da ogni angolo della Calabria nonostante il cattivo tempo: la sensazione che il tempo dell&#8217;attesa è finito &#8211; che la &#8221; scoperta della nave dei veleni&#8221; sia stata la classica &#8221; goccia che fa traboccare il vaso&#8221;- e che si impone una leva di contrasto diretto contro chi ha gestito finora il malaffare; una nuova coscienza che fa ben sperare per superare l&#8217;amaro destino di pattumiera e di servitù inquinanti, energetiche, militari.<span id="more-886"></span>A questo incontro formidabile e stimolante vi hanno preso parte le realtà della Basilicata con 2 bus, di Napoli e di Roma con un bus ciascuno. Ha preceduto l&#8217;avvio del lungo serpentone che dal mare (nel luogo dove spunta la prora della Jolly rosso &#8211; affondata) ha invaso e pervaso Amantea, l&#8217;intestazione del Lungomare al Capitano di Marina Natale de Grazia &#8221; morto&#8221; mentre stava indagando sulle navi dei veleni : alla cerimonia vi ha preso parte la moglie e un drappello di marinai davanti una folla arringante i politici corrotti e complici di tanti misfatti calabresi.</p>
<p>Francesco Cirillo per tutti noi- per tutti i movimenti ambientalisti e antagonisti -ha preso parola dal palco denunciando elencandole tutte le porcherie e sollecitando ora la svolta; altrettanto applauditi il rappresentante dei cittadini di Crotone investiti da una quantità di morti precoci a causa dell&#8217;uso di scorie tossiche dell&#8217;ex stabilimento Pertusola (fosforo e derivati) utilizzate come materiali edili in case, scuole ed edifici pubblici; mentre ad un &#8216;assessore piuttosto chicchierato la folla gli ha impedito di parlare, così come i portaborse hanno sconsigliato al Pres. della R.Calabria di avvicinarsi al palco.</p>

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<p>Una bella ed intensa giornata, in mezzo a tanti compagni/e calabresi che dal basso e umilmente ogni giono costruiscono l&#8217;alternativa per liberarsi da un destino baro e crudele. L&#8217;immediato appuntamento è &#8220;la battaglia dell&#8217;acqua&#8221;, l&#8217;impegno a ripubblicizzare la Sorical e a cambiare gli Statuti Comunali inserendo la clausola &#8220;acqua bene umano universale, la cui gestione è priva di interessi economici&#8221;, per impedire la privatizzazione dell&#8217;acqua agita dal governo per decreto il 25 settembre 2009.</p>
<p>L&#8217;altro appuntamento è il 19 dicembre a Cannitello(RC) per una grande manifestazione che faccia sentire il polso al governo che il 23/12/09 &#8220;vuole mettere li la prima pietra del Ponte&#8221;. C&#8217;è di che essere soddisfatti di questa vasta risorgenza dei resistenti calabresi, che contribuiscono non poco ha rendere la speranza dell&#8217;uscita da questo sistema squallido, corrotto e devastante, chiamato capitalismo.<br />
Cento di questi giorni. Vincenzo</p>
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		<title>Il Collettivo Autonomo Universitario di Napoli si congratula con ‘IL MATTINO’…</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 11:11:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RedNest</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo andati a congratularci con &#8220;Il Mattino&#8221; per l&#8217;eccellente lavoro di appoggio ai &#8220;bravi ragazzi&#8221; di Casa Pound!

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leggi la &#8220;nostra&#8221; prima pagina de Il Mattino
Perchè siamo andati a fare visita a Il Mattino?
Lunedì, mentre la città era sconvolta dalla notizia della morte del piccolo Elvis &#8211; il bimbo napoletano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Siamo andati a congratularci con &#8220;Il Mattino&#8221; per l&#8217;eccellente lavoro di appoggio ai &#8220;bravi ragazzi&#8221; di Casa Pound!</strong></p>
<p><strong>
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<p><a href="http://cau.noblogs.org/gallery/5246/il%20mattino.pdf" target="_blank"><strong><span style="font-size: small;">leggi la &#8220;nostra&#8221; prima pagina de Il Mattino</span></strong></a></p>
<p><a href="http://www.rednest.org/http://www.rednest.org/wp-content/uploads/2006//4027035669_0f3f926cdb.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-872" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.rednest.org/http://www.rednest.org/wp-content/uploads/2006//4027035669_0f3f926cdb-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>Perchè siamo andati a fare visita a Il Mattino?</strong><br />
Lunedì, mentre la città era sconvolta dalla notizia della morte del piccolo Elvis &#8211; il bimbo napoletano di origine capoverdiane morto per le esalazioni di un braciere acceso per vincere il freddo di questi giorni &#8211; una cinquantina di antifascisti/e si sono presentati alla sede del quotidiano &#8220;Il Mattino&#8221;.</p>
<p>Per chi ha avuto lo stomaco di leggere gli articoli pubblicati dal quotidiano napoletano nell&#8217;ultimo mese sulla presenza dell&#8217;organizzazione neofascista Casa Pound a Materdei, non è difficile capire il perchè di questa visita.</p>
<p>Spiegarlo alla redazione, non è stato altrettanto facile: la &#8220;trattativa&#8221; per riuscire a parlare faccia a faccia con il caporedattore della sezione cronaca del giornale si è prolungata infatti per oltre un&#8217;ora. Alla fine una delegazione è riuscita a salire in redazione per consegnare un &#8220;premio fedeltà&#8221; conquistato sul campo, visto il trattamento di favore riservato a Casa Pound dal quotidiano.</p>
<p><strong><span id="more-871"></span></strong>Cogliendo l&#8217;opportunità di confrontarci con i &#8220;giornalisti liberi&#8221; dell&#8217;editore-palazzinaro Caltagirone, abbiamo ribadito le ragioni della nostra visita a domicilio.</p>
<p>Ci siamo autoinvitati perchè siamo stufi che da un mese il  quotidiano più diffuso nella nostra città faccia da ripetitore della voce di Casa Pound. Perché se Il Mattino vuole continuare a spacciare ai suoi lettori la favoletta del giornalismo libero, invece di riportare pedissequamente &#8211; come fatto nei pessimi articoli di Giuliana Covella &#8211; le favolette di Casa Pound, deve far semplicemente lasciar parlare la realtà dei fatti.</p>
<p>Ci siamo autoinvitati perché &#8220;Il Mattino&#8221; ha omesso e mentito: a Casa Pound asserragliati nell&#8217;ex convento di Materdei, ci sono 15 neofascisti, razzisti, omofobi e sessisti, non bravi ragazzi da chiamare come fa la Covella per nome, come fossero gli ultimi usciti dalla casa del Grande Fratello. Perché a Casa Pound c&#8217;è la figlia di un ex senatore della Repubblica di cui sono noti i legami con il Clan Misso e il coinvolgimento in numerosi fatti di sangue che hanno sconvolto la nostra città nei decenni scorsi. C&#8217;è uno studente universitario, ex responsabile giovanile di Fiamma Tricolore, che è stato riconosciuto come uno degli aggressori dello studente antifascista del margherita di Savoia picchiato da un branco di &#8220;fascisti del terzo millennio&#8221; la scorsa settimana. Ci sono ospiti fissi alcuni camerati di Salerno, indagati per apologia di fascismo per aver inscenato l&#8217;impiccagione di alcuni manichini-partigiani su cui erano vergate le stesse scritte ignominiose apposte dai nazisti e dei repubblichini di Salò sui cadaveri dei partigiani: banditi.</p>
<p>Ci siamo autoinvitati perché la nostra voce, quella delle migliaia di lavoratori, studenti, disoccupati, immigrati che si sono mobilitati in decine di iniziative in quest&#8217;ultimo mese per cacciare i neofascisti dalla nostra città, si alza senza inviti, per necessità, senza sponsor ed editori compiacenti. Perché rifiutiamo il nauseabondo invito al dialogo con chi pratica quotidianamente razzismo, omofobia, sessismo, neofascismo, perché rifiutiamo il solito, trito e ritrito, sgambetto dei media (Il Mattino compreso) degli opposti estremisti che in fondo in fondo si somigliano.</p>
<p>Noi non siamo come loro! Dalle nostre piazza, dalle nostre facoltà, dai nostri posti occupati passa la costruzione di un mondo dove non c&#8217;è spazio per razzismo, sessismo e omofobia. Dai loro covi partono aggressioni vigliacche e squadriste, ricerca di voti e consensi, la difesa dello status quo che tanto tranquillizza i giornali. La difesa di questo mondo, il mondo in cui la morte del piccolo elvis è una &#8220;tragica fatalità&#8221; con cui riempire la cronaca cittadina&#8230;</p>
<p>Rete antifascista antisessista antirazzista napoletana<br />
Collettivo Autorganizzato Universitario &#8211; Napoli<br />
<a href="http://cau.noblogs.org/" target="_blank">http://cau.noblogs.org/</a></p>
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		<title>Scandalo Arpac: chi sono i veri criminali</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 19:40:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RedNest</dc:creator>
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		<description><![CDATA[8 denunciati per l&#8217;occupazione del Arpac che oggi e&#8217; sommersa dallo scandalo appalti-Udeur
Comunicato del Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano.
21 / 10 / 2009
Stanno giungendo presso le abitazioni di 8 attivisti del Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano, gli avvisi di chiusura delle indagini per l’occupazione degli uffici del ARPAC del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-866" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Scandalo ARPAC" src="http://www.rednest.org/http://www.rednest.org/wp-content/uploads/2006//2009_05_13_077.jpg" alt="Scandalo ARPAC" width="214" height="160" />8 denunciati per l&#8217;occupazione del Arpac che oggi e&#8217; sommersa dallo scandalo appalti-Udeur</strong></p>
<p><strong>Comunicato del Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano.<br />
21 / 10 / 2009</strong></p>
<p>Stanno giungendo presso le abitazioni di 8 attivisti del Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano, gli avvisi di chiusura delle indagini per l’occupazione degli uffici del ARPAC del 12 settembre scorso. L’accusa e’ di interruzione di pubblico servizio. Questo provvedimento, che colpisce tra l’altro due pensionati, oltre a 4 attivisti del <a title="Laboratorio Insurgencia" href="http://www.insurgencia.info/site/" target="_blank">Laboratorio Insurgencia,</a> arriva nel giorno della bufera che ha colpito l’Arpac e la famiglia Mastella.</p>
<p style="text-align: center;">
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<p>L’ex direttore del Arpac Capobianco, nonche’ il commissario alle bonifiche Massimo Menegozzo, e tanti altri appartenenti alla struttura che avrebbe funzione di tutelare l’ambiente della Campania, monopolizzato da anni dal Udeur, sono accusati di svariati reati legati a truffe ed assunzione di raccomandati.</p>
<p><span id="more-865"></span>Ci chiediamo chi siano i criminali ? Chi ha chiesto la difesa del proprio territorio oppure i coloro i quali, secondo la procura della repubblica di Napoli, si adoperavano per aggiustare appalti e assunzioni ?<br />
Ricordiamo che questo e’ il quinto procedimento giudiziario che riguarda le lotte contro la discarica di Chiaiano. I numeri di questi procedimenti ci raccontano di 21 persone rinviate a giudizio, tre arrestati di cui due processati per direttissima, ed un che ha scontato 6 mesi di carcere fino ad arrivare alla sentenza definitiva, oltre a decine e decine sottoposte ad indagini per gli scontri del 23 e 24 maggio 2008, e per quelli del 26 settembre 2008.<br />
Una pressione giudiziaria incredibile che colpisce principalmente cittadini, casalinghe e pensionati, colpevoli solo di difendere la propria terra, mentre i veri corrotti, quelli che stanno nelle istituzioni e nei carrozzoni politici come l’Arpac oggi fanno le vittime, come la presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo.<br />
Martedi’ 27 ottobre comincera’ un nuovo processo su Chiaiano, riguardante i fatti del 30 settembre 2008 quando venne arrestato l’ex sindaco di Marano Mauro Bertini, che insieme ad altri stava rallentando un camion diretto alla discarica.<br />
Per Martedi’ 27 settembre il presidio permanente ha lanciato un presidio sotto il Tribunale in Piazzale Cenni dalle ore 9:00 per portare la solidarieta’ agli imputati.<br />
Intanto domani pomeriggio alle ore 15:00 gli attivisti di Chiaiano saranno sotto la sede dell’Arpac per denunciare la corruzione presente in quella struttura che non tutela minimamente il territorio campano.</p>
<p>Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano.</p>
<p>fonte: http://www.globalproject.info/</p>
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		<title>CYBERAZIONE – IO LA BOLLETTA NUCLEARE NON LA VOGLIO!</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 08:44:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RedNest</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
IO LA BOLLETTA NUCLEARE NON LA VOGLIO! 
Cari cyberattivisti,
Durante il week-end i nostri volontari hanno distribuito davanti agli uffici postali di diverse città  italiane le nuove bollette che l’Enel ci presenterà nel 2020, nel caso si riuscisse a riportare il nucleare in Italia: bollette nucleari, costi stellari!
Se teniamo conto, infatti, degli altissimi costi per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-858" title="cartello" src="http://www.rednest.org/http://www.rednest.org/wp-content/uploads/2006//cartello.jpg" alt="cartello" width="430" height="404" /></p>
<p><strong>IO LA BOLLETTA NUCLEARE NON LA VOGLIO! </strong><br />
Cari cyberattivisti,<br />
Durante il week-end i nostri volontari hanno distribuito davanti agli uffici postali di diverse città  italiane le nuove bollette che l’Enel ci presenterà nel 2020, nel caso si riuscisse a riportare il nucleare in Italia: <strong><a href="http://t.contactlab.it/c/2000836/217/1863999/914" target="_blank">bollette nucleari, costi stellari!</a></strong></p>
<p>Se teniamo conto, infatti, degli altissimi costi per la realizzazione di nuove centrali, della manutenzione, dello smaltimento delle scorie e degli impianti contaminati, risulta che<strong> il costo finale dell’elettricità</strong> farà raddoppiare quello delle nostre bollette.</p>
<p><strong>Il nucleare è una pura follia economica</strong>, a meno che qualcuno non ti regali la centrale e lo Stato si faccia carico di gestire le scorie radioattive per secoli. Enel e Governo devono smetterla, perciò, di prendere in giro il Paese sostenendo che il nucleare servirà ad abbassare le bollette degli italiani.<br />
Potete contribuire anche voi alla nostra campagna anti-nucleare in poche semplici mosse:</p>
<p>1. <a href="http://t.contactlab.it/c/2000836/217/1863999/914" target="_blank">Scaricate qui la bolletta nucleare</a> e stampatene una copia</p>
<p>2. Scattatevi una foto con la bolletta in evidenza</p>
<p>3. Caricate la foto sul <a href="http://t.contactlab.it/c/2000836/217/1863999/915" target="_blank">gruppo Flickr “La bolletta nucleare non la voglio”</a></p>
<p>Pubblicate la bolletta sui vostri blog, diffondete il messaggio su Facebook e i Social network, scattate una foto anche ai vostri amici. <a href="http://t.contactlab.it/c/2000836/217/1863999/915" target="_blank"><strong> &#8220;Mettiamoci la faccia” per dire No al Nucleare!</strong></a></p>
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		<title>Alfonso Gatto 1909.2009 – 10 poeti per Gatto</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 07:17:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RedNest</dc:creator>
				<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[1909]]></category>
		<category><![CDATA[centenario]]></category>
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		<description><![CDATA[Venerdì 23 e sabato 24 ottobre &#8216;09, alle ore 20,30, presso il Complesso di Santa Sofia (Piazza Abate Conforti, Salerno) nell&#8217;ambito delle attività relative alle celebrazioni per il Centenario della nascita del grande poeta salernitano Alfonso Gatto, si terranno due ricchissime giornate di poesia con alcuni protagonisti della scena poetica nazionale ed internazionale.
I progetti per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rednest.org/http://www.rednest.org/wp-content/uploads/2006//9324_1065802264065_1796284484_135592_4381018_n.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-850" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="9324_1065802264065_1796284484_135592_4381018_n" src="http://www.rednest.org/http://www.rednest.org/wp-content/uploads/2006//9324_1065802264065_1796284484_135592_4381018_n-150x150.jpg" alt="Alfonso Gatto a Salerno" width="150" height="150" /></a><span style="color: #800000;"><strong>Venerdì 23 e sabato 24 ottobre &#8216;09, alle ore 20,30, presso il Complesso di Santa Sofia (Piazza Abate Conforti, Salerno) </strong></span>nell&#8217;ambito delle attività relative alle celebrazioni per il Centenario della nascita del grande poeta salernitano <a title="Centro studi per La Fondazione Alfonso Gatto" href="http://www.alfonsogatto.it/" target="_blank">Alfonso Gatto</a>, si terranno due ricchissime giornate di poesia con alcuni protagonisti della scena poetica nazionale ed internazionale.</p>
<p>I progetti per il Centenario sono promossi dal Comune di Salerno, dall&#8217;Università degli Studi di Salerno e da Antonio Amato Molini e Pastifici e curati da Casa della poesia e dal Centro Studi per la Fondazione Alfonso Gatto.</p>
<p><span id="more-849"></span></p>
<p>Dieci straordinari interpreti della poesia contemporanea offriranno il loro omaggio al grande poeta salernitano: Antonella Anedda, Mariano Bàino, Giancarlo Cavallo, Gianni D&#8217;Elia, Sinan Gudzevic, Sotirios Pastakas, Antonio Riccardi, Gianluca Paciucci, Giancarlo Pontiggia, Giacomo Scotti.</p>
<p>Sotirios Pastakas e Sinan Gudzevic, partecipano al progetto di traduzioni di Alfonso Gatto all&#8217;estero (il primo in Grecia, il secondo nei paesi della ex Yugoslavia), che Casa della poesia e Centro Studi per la Fondazione Alfonso Gatto stanno promuovendo in vari paesi europei e negli Stati Uniti.<br />
<a href="http://www.rednest.org/http://www.rednest.org/wp-content/uploads/2006//9324_1065806384168_1796284484_135594_3853556_n.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-851" title="9324_1065806384168_1796284484_135594_3853556_n" src="http://www.rednest.org/http://www.rednest.org/wp-content/uploads/2006//9324_1065806384168_1796284484_135594_3853556_n-150x150.jpg" alt="Salerno" width="150" height="150" /></a><br />
Parteciperanno in video: Jack Hirschman, Giancarlo Majorino, Josip Osti, Milo De Angelis, Mario Santagostini, Roberto Mussapi, Maurizio Cucchi.</p>
<p>Inoltre sabato 24 mattina, alle ore 11,30, nelle sale del Convento San Michele (Via Bastioni 8, Salerno), sarà presentato &#8220;Ricordo di Alfonso Gatto&#8221; di Giacomo Scotti.<br />
Insieme all&#8217;autore interverranno Francesco Napoli ed il prof. Vittorio Dini.</p>
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		<title>Le lotte sociali non si processano!</title>
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		<comments>http://www.rednest.org/le-lotte-sociali-non-si-processano/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 09:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RedNest</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[dignità]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupati salerno]]></category>
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		<description><![CDATA[MARTEDI&#8217; 13 OTTOBRE 2009 ORE 9:00
TUTTI AL TRIBUNALE DI SALERNO!

Martedì mattina, 13 Ottobre 2009 ore 9.00, 16 componenti del Movimento di lotta dei Corsisti Progetto Conoscenza e Lavoro saranno processati! Il 14 Marzo del 2007 centinaia di senza lavoro, ex detenuti ed indultati effettuarono una protesta presso il passaggio a livello ferroviario, Zona San Leonardo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>MARTEDI&#8217; 13 OTTOBRE 2009 ORE 9:00<br />
<span style="color: #800000;">TUTTI AL TRIBUNALE DI SALERNO!</span></strong><br />
<img class="size-full wp-image-846 aligncenter" title="23_09_08_tribunale" src="http://www.rednest.org/http://www.rednest.org/wp-content/uploads/2006//23_09_08_tribunale.jpg" alt="23_09_08_tribunale" width="448" height="300" /></p>
<p><strong><span>Martedì mattina, 13 Ottobre 2009 ore 9.00</span>, 16 componenti del Movimento di lotta dei Corsisti Progetto Conoscenza e Lavoro saranno processati! </strong>Il 14 Marzo del 2007 centinaia di senza lavoro, ex detenuti ed indultati effettuarono una protesta presso il passaggio a livello ferroviario, Zona San Leonardo al fine di:</p>
<ol>
<li><strong>Denunciare le condizioni di precarietà, di disagio e di disperazione nella quale versano le disoccupate e i disoccupati di Salerno e della sua provincia.<br />
</strong></li>
<li><strong>Sollecitare la Regione Campania affinché avviasse anche a Salerno, così come a Napoli, i corsi inerenti al Progetto Conoscenza e Lavoro – I.SO.LA.</strong></li>
</ol>
<p><strong>Grazie a quell&#8217;azione di protesta</strong>, furono sbloccati dalla Regione Campania 2.500.000.00 di euro dei fondi europei, la cui gestione fu demandata alla Provincia di Salerno. Si permise a 525 disoccupati e disoccupate di tutta la provincia di Salerno, in modo pubblico, trasparente e senza nessun clientelismo, di iniziare un percorso formativo (400 ore) retribuito.<span id="more-845"></span>Sempre grazie alla protesta – denuncia di quel 14 marzo 2007, altri 2.500.000.00 ex fondi POR-FSE 2007/2013, il 30 settembre 2009 sono stati attribuiti, con protocollo di intesa tra la Regione Campania e la Provincia di Salerno, per il completamento (dopo la formazione di 400 ore), del progetto <strong>Conoscenza e Lavoro</strong>, a 432 disoccupati per poter espletare le <strong>Work Experience</strong>.</p>
<p><strong>In un anno e otto mesi, grazie alle lotte sono stati destinati ai disoccupati della Provincia di Salerno e provincia 5.000.000.00</strong></p>
<p><strong>Con la seconda tranche dei fondi europei si permetterà a centinaia di disoccupati salernitani di intraprendere, dopo la formazione, un percorso lavorativo che permetterà di cominciare ad uscire dalla precarietà e dalla disperazione</strong> (sia economica che esistenziale) a centinaia di donne ed uomini di Salerno che versano in uno stato giuridico di disoccupazione di breve e lunga durata.</p>
<p>Si permetterà di reinserire socialmente ex detenuti, indultati, giovani diplomati, laureati persone con bassa scolarizzazione facenti parte del movimento di lotta. Per tutti si aprirà uno spiraglio per un futuro migliore.
</p>
<p align="right"><span><strong><em><span>&#8230;E PER QUESTO NOI SIAMO DA PROCESSARE?</span><br />
<span>MOVIMENTO DI LOTTA DEI CORSISTI SALERNITANI<br />
PROGETTO CONOSCENZA E LAVORO – I.SO.LA. </span></em></strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dibattito: la crisi economica, come, perchè, per chi</title>
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		<comments>http://www.rednest.org/dibattito-la-crisi-economica-come-perche-per-chi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 16:52:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RedNest</dc:creator>
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		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>
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		<description><![CDATA[mercoledì 14 ottobre 2009 &#8211; ore 11,00 
Aula dei Consigli presso Aula Nicola Cilento   Facoltà di lettere e Filosofia   Università degli Studi di Salerno
intervengono:
Adalgiso Amendola - Dip. di Teoria e Storia del Diritto e della Politica &#8211; Università degli Studi di Salerno
Vittorio Dini &#8211; Dip. di Sociologia e Scienza della Politica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rednest.org/http://www.rednest.org/wp-content/uploads/2006//locandina_unisa_14_10_09_pd.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-838" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="locandina_unisa_14_10_09_pd" src="http://www.rednest.org/http://www.rednest.org/wp-content/uploads/2006//locandina_unisa_14_10_09_pd.jpg" alt="locandina_unisa_14_10_09_pd" width="196" height="296" /></a><strong>mercoledì 14 ottobre 2009 &#8211; ore 11,00 </strong><br />
Aula dei Consigli presso Aula Nicola Cilento   Facoltà di lettere e Filosofia   Università degli Studi di Salerno<br />
intervengono:</p>
<p><strong>Adalgiso Amendola </strong>- Dip. di Teoria e Storia del Diritto e della Politica &#8211; Università degli Studi di Salerno<strong><br />
Vittorio Dini</strong> &#8211; Dip. di Sociologia e Scienza della Politica &#8211; Università degli Studi di Salerno<strong><br />
Davide D’Acunto </strong>- Rete Studenti Salerno<strong><br />
Alessandro D’Auria</strong> &#8211; Comitato insegnanti precari e ATA Salerno<strong><br />
Jonathan Pratschke</strong> &#8211; Dip. di Sociologia e Scienza della Politica &#8211; Università degli Studi di Salerno<strong><br />
Raffaele Rauty</strong> &#8211; Dip. di Sociologia e Scienza della Politica &#8211; Università degli Studi di Salerno<strong><br />
Luciano Vasapollo </strong>- Dip. di Economia &#8211; Università degli Studi La Sapienza, Roma</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Messina contesta Berlusconi – quello che non vedrete mai nella TV di regime</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 11:15:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RedNest</dc:creator>
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		<category><![CDATA[alluvione Messina]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi a messina]]></category>
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		<category><![CDATA[frane a Giampilieri]]></category>
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		<description><![CDATA[Sentire parlare di una Italia al servizio di Berlusconi fa schifo, viverla in diretta è molto peggio. 
Una macchina organizzativa imponente, costata almeno quanto le prime quattro case da ricostruire a Giampileri, fatta di elicotteri, guardie del corpo, spiegamento di forze dellordine, e codazzi di auto blu; ha fatto in modo di fare evitare al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><img class="size-full wp-image-831 alignright" title="Messina contesta Berlusconi - quello che non vedrete mai nella TV di regime" src="http://www.rednest.org/http://www.rednest.org/wp-content/uploads/2006//lapr_16900104_21290.jpg" alt="lapr_16900104_21290" width="158" height="156" />Sentire parlare di una Italia al servizio di Berlusconi fa schifo, viverla in diretta è molto peggio. </span></p>
<p><span>Una macchina organizzativa imponente, costata almeno quanto le prime quattro case da ricostruire a Giampileri, fatta di elicotteri, guardie del corpo, spiegamento di forze dellordine, e codazzi di auto blu; ha fatto in modo di fare evitare al premier le contestazioni e la rabbia di una città abbandonata e illusa dalla becera promessa di un ponte, che servirebbe solo a gettare ulteriore cemento mafioso su un territorio già massacrato dalla speculazione. </span></p>
<p><span>La TV di regime ha mostrato un Berlusconi caritatevoli fra gli alluvionati che non erano nelle condizioni di reagire alle&#8217;nnesima passerella propagandistica, ma nessuno ha mandato in onda il popolo incazzato radunatosi allingresso della Prefettura che ha costretto il presidente del consiglio, con tutto il seguito di servi, ad entrare, come un ladro, dall&#8217;ingresso di servizio.</span></p>
<p align="center"><script type="text/javascript"><!--
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<p>Emblema di servilismo il giornalista del TG2 che ha interrotto la diretta per evitare di mostrare alla nazione la forte contestazione nei confronti dei Berlusconi; siamo sotto una dittatura silente, fate girare questo video; <strong>INFORMARE PER RESISTERE!</strong></p>
<p style="text-align: center;"><span><strong>
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</object><br />
</strong></span></p>
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		<title>Materdei, Napoli è antifascista! L’ITALIA è antifascista!</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/rednest/~3/zflSPoopO9A/</link>
		<comments>http://www.rednest.org/materdei-napoli-e-antifascista-litalia-e-antifascista/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 15:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RedNest</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[25 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione repubblicana]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel 1943, dopo vent&#8217;anni di regime, la città &#8211; con gli alleati ancora lontani! &#8211; si liberò in soli 4 giorni dall&#8217;occupazione nazi-fascista e mise all&#8217;angolo i vigliacchi che si affrettavano a nascondere la camicia nera.
Oggi (30 set. &#8216;09) 5.000 studenti, lavoratori, disoccupati sfilando tra le strade di Materdei e della città, non solo hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-820" title="napoli_antifascista1" src="http://www.rednest.org/http://www.rednest.org/wp-content/uploads/2006//napoli_antifascista1-150x150.jpg" alt="napoli_antifascista1" width="150" height="150" /><span style="color: #000000;">Nel 1943, dopo vent&#8217;anni di regime, la città &#8211; con gli alleati ancora lontani! &#8211; si liberò in soli 4 giorni dall&#8217;occupazione nazi-fascista e mise all&#8217;angolo i vigliacchi che si affrettavano a nascondere la camicia nera.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Oggi (30 set. &#8216;09) 5.000 studenti, lavoratori, disoccupati sfilando tra le strade di Materdei e della città, non solo hanno ricordato ed onorato quella pagina della nostra storia ma hanno urlato la sua attualità: <strong>Materdei, Napoli è antifascista!</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Questa l&#8217;istantanea della nostra città:</span> <span style="color: #800000;"><strong>i soggetti sfruttati nelle strade, i fascisti asserragliati nel loro covo protetti dalle forze dell&#8217;ordine</strong></span> <span style="color: #000000;">e dalle dichiarazioni dei loro “padrini politici” e mazzieri ripuliti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La risposta del quartiere al passaggio del corteo (applausi, calo di panieri dai balconi e dalle finestre pieni di bottiglie d&#8217;acqua, bambini e signore affacciate) ha rafforzato in noi una convinzione: a cacciarvi non dovranno essere le forze repressive, a cacciarvi sarà la città. </span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>
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<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><strong>
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</strong></p>
<p><strong>Collettivo Autorganizzato Universitario &#8211; Napoli</strong></p>
<p><strong><a href="http://cau.noblogs.org/" target="_blank">http://cau.noblogs.org/</a></strong></p>
<p><strong><img class="size-full wp-image-827 alignleft" title="L'Italia è Antifascista!!!" src="http://www.rednest.org/http://www.rednest.org/wp-content/uploads/2006//napoli_antifascista.jpg" alt="L'Italia è Antifascista!!!" width="400" height="283" /><br />
</strong></p>
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		<title>Fuori CasaPound da Napoli! In migliaia al corteo antifascista, scontri con la polizia</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 08:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RedNest</dc:creator>
				<category><![CDATA[antifa]]></category>
		<category><![CDATA[antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Pound]]></category>
		<category><![CDATA[Erri De Luca]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Officina99]]></category>

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		<description><![CDATA[fonte: http://www.infoaut.org/
&#8220;Le 4 giornate di Napoli&#8221;, così le realtà antifasciste napoletane hanno intitolato la mobilitazione che è partita il 27 settembre e che si conclude quest&#8217;oggi con un corteo. Richiamo netto e simbolico alle originali e straordinarie &#8220;4 giornate di Napoli&#8221; del 27-30 settembre 1943 contro le truppe nazi-fasciste.
Il nemico contro cui battersi oggi, l&#8217;odierna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>fonte: <a title="Informazione Autonoma" href="http://www.infoaut.org/" target="_blank">http://www.infoaut.org/</a></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-808" title="Fuori Casa Pound da Napoli" src="http://www.rednest.org/http://www.rednest.org/wp-content/uploads/2006//1-4ac364e319365-150x150.jpg" alt="Fuori Casa Pound da Napoli" hspace="6" width="150" height="150" />&#8220;Le 4 giornate di Napoli&#8221;, così le realtà antifasciste napoletane hanno intitolato la mobilitazione che è partita il 27 settembre e che si conclude quest&#8217;oggi con un corteo. Richiamo netto e simbolico alle originali e straordinarie &#8220;4 giornate di Napoli&#8221; del 27-30 settembre 1943 contro le truppe nazi-fasciste.</p>
<p>Il nemico contro cui battersi oggi, l&#8217;odierna effigie del neofascismo, è rappresentata da CasaPound, organizzazione d&#8217;estrema destra che ha occupato maldestramente l&#8217;ex monastero in Salita San Raffaele, nel quartiere Materdei. In maniera maldestra perchè Napoli ha da subito dimostrato, dal 12 settembre scorso (giorno dell&#8217;occupazione non conforme), che per i fascisti nel quartiere non c&#8217;è posto! Materdei non accetta corpi estranei e speculate ricette: se CasaPound pensava di potersi inserire in quartiere facendo leva sulla questione abitativa e sulle occupazioni, ha dovuto tirare i remi in barca! tante sono già le famiglie che occupano le case sfitte, lasciandosi alle spalle promesse, liste d&#8217;attesa e bugie istituzionali!</p>
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<p><strong><span id="more-807"></span>Fuori i fascisti da Materdei.</strong> Quindi questa mattina il corteo antifascista contro CasaPound: una mobilitazione costruita a più mani, dall&#8217;Onda ai centri sociali, dai disoccupati organizzati alle famiglie del quartiere. Migliaia e migliaia di persone dietro lo striscione &#8220;Napoli ripudia fascismo, razzismo e omofobia&#8221;. Una campagna antifascista costruita in maniera intelligente, non bloccatasi su lagne e richiesta d&#8217;aiuto, ma capace di porre la questione alla città e di adoperarsi per agire: ragion per cui la questione centrale, non è lo sgombero o meno da parte della polizia, ma che è il quartiere Materdei che li vuole fuori! che li caccerà! Prima dell&#8217;inizio del corteo è arrivato anche l&#8217;assessore regionale alle politiche sociali, Corrado Gabriele: alla domanda se si trovasse alla manifestazione in rappresentanza della Regione, dell&#8217;assessorato, o come comune cittadino, ha risposto ironicamente: &#8220;Sono qui come antifascista. La città non merita la medaglia d&#8217;oro per la Resistenza. I partiti si arrovellano per le candidature invece di stare qui. Non fanno paura i quattro ragazzini ma questi politici&#8221;.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.infoaut.org/articolo/casapound-il-rione-si-ribelli-e-mandi-via-quei-ragazzi"><strong>Intervista Erri De Luca, da La Repubblica Napoli: CasaPound, &#8220;Il rione si ribelli e mandi via quei ragazzi&#8221;</strong></a></li>
</ul>
<p><strong>Scontri con la polizia.</strong> Lungo Sant&#8217;Agostino degli Scalzi in prossimità di Salita San Raffaele, il corteo antifascista, protetto da scudi di plexiglass e da caschi, ha provato a sfondare il cordone di poliziotti per avvicinarsi il più possibile all&#8217;occupazione di CasaPound. La polizia ha respinto gli antifascisti: ne è nato un lancio di petardi, fumogeni, bottiglie e sanpietrini contro le forze dell&#8217;ordine, le quali hanno sparato 2 lacrimogeni e caricato con i manganelli. Un compagno è rimasato ferito, così come 3 poliziotti. A Santa Teresa degli Scalzi è stato effettuato un blocco stradale dallo spezzone di corteo divisosi dal resto nelle cariche poliziesche: cassonetti dell&#8217;immondizia sono stati ribaltati, segnali stradali usati per l&#8217;improvvisata barricata. Il corteo si è concluso in piazza Cavour, per poi spostrsi in assemblea all&#8217;università Orientale.</p>
<p><strong>30 settembre 2009, dopo quello di Chiaiano, un altro &#8220;Jatevenne day!&#8221;</strong><br />
<span>fuori i fascisti dal quartiere Materdei! da Napoli!</span></p>
<p style="text-align: center;"><span>
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<p><!-- Body content --> <!-- Content --></p>
<p><em>vedi anche:<strong><br />
</strong></em></p>
<ul>
<li><a href="http://www.infoaut.org/articolo/napoli-fuori-i-fascisti-dal-quartiere-materdei"><strong>Napoli: fuori i fascisti dal quartiere Materdei!</strong></a></li>
<li><a href="http://www.infoaut.org/articolo/napoli-casapound-not-in-my-town"><strong>Napoli: Casapound not in my town!</strong></a></li>
</ul>
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		<item>
		<title>LA MEMORIA NON SI CANCELLA! Video realizzato dal centro di documentazione ‘Giovanni Marini’ di Salerno</title>
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		<comments>http://www.rednest.org/la-memoria-non-si-cancella-video-realizzato-dal-centro-di-documentazione-giovanni-marini-di-salerno/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 15:53:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RedNest</dc:creator>
				<category><![CDATA[SUD ANTAGONISTA!]]></category>
		<category><![CDATA[antagonismo]]></category>
		<category><![CDATA[asilo politico]]></category>
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		<category><![CDATA[centri sociali]]></category>
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		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[La Memoria non si cancella! c.s.a. Asilo Politico 1993/2009
[See post to watch Flash video]
Il video ripercorre i 16 anni di esistenza/resistenza del centro sociale Asilo Politico nella città di Salerno, attraverso le immagini delle iniziative culturali, delle lotte e delle mobilitazioni per il Lavoro, in difesa dell&#8217;Ambiente, della Sanità e della Scuola Pubblica.
Centro Sociale Asilo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><strong>La Memoria non si cancella! c.s.a. Asilo Politico 1993/2009</strong></span><br />
[See post to watch Flash video]<br />
Il video ripercorre i 16 anni di esistenza/resistenza del centro sociale Asilo Politico nella città di Salerno, attraverso le immagini delle iniziative culturali, delle lotte e delle mobilitazioni per il Lavoro, in difesa dell&#8217;Ambiente, della Sanità e della Scuola Pubblica.</p>
<p>Centro Sociale Asilo Politico &#8211; Salerno<br />
Associazione Culturale &#8216;Andrea Proto&#8217;</p>
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		<item>
		<title>Ghedini, la toga nera</title>
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		<comments>http://www.rednest.org/ghedini-la-toga-nera/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 15:35:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RedNest</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato]]></category>
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		<category><![CDATA[Strage di Bologna]]></category>

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		<description><![CDATA[Ghedini, dal neofascismo a Villa Certosa. Anticipazione dell’articolo di Gigi Riva che sarà pubblicato sull’Espresso di domani
L’unica volta che Niccolò Ghedini si sedette dall’altra parte della barricata era un giovane avvocato di belle speranze chiamato a rispondere su certe sue pericolose frequentazioni di adolescente.
Il processo era quello per la strage alla stazione di Bologna del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://lerane.files.wordpress.com/2009/09/nicolo-ghedini.jpg?w=270&amp;h=190" alt="" hspace="6" width="270" height="189" /><em>Ghedini, dal neofascismo a Villa Certosa. Anticipazione dell’articolo di Gigi Riva che sarà pubblicato sull’Espresso di domani</em></p>
<p>L’unica volta che Niccolò Ghedini si sedette dall’altra parte della barricata era un giovane avvocato di belle speranze chiamato a rispondere su certe sue pericolose frequentazioni di adolescente.</p>
<p>Il processo era quello per la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 (85 morti, oltre 200 feriti). Rimase per sei minuti sulla sedia del testimone davanti al presidente della Corte Mario Antonacci. Confermò quanto aveva dichiarato il 27 settembre 1980 quando fu interrogato in questura. Gli inquirenti si erano concentrati, nelle indagini, su un gruppo di neofascisti padovani, la sua città, che avevano come punto di riferimento il quartiere Arcella. Ghedini li conosceva per una sua precocissima attività politica nel Fronte della Gioventù (l’organizzazione giovanile del Msi).<br />
<span id="more-770"></span>Tracciò il profilo di Roberto Rinani, detto “l’Ammiraglio”, imputato di concorso in strage, poi assolto: «Per la mia valutazione personale, mi dava l’idea che tra quei ragazzi, che conoscevo, fosse il personaggio di spicco». “Quei ragazzi” erano una ventina di persone che si scontravano con i “rossi”: «Si bastonavano per lo più». Si diceva, ma lui lo può affermare solo “de relato”, che facessero anche uso di armi mentre «non ho mai sentito parlare di esplosivi». Negò di aver conosciuto Massimiliano Fachini (altro imputato) e sì invece che conosceva Franco Giomo: «Siamo usciti assieme un paio di volte, poi ha avuto un incidente, si è messo a fare l’assicuratore e non l’ho più visto. L’ho anche cercato qualche volta. So che ha avuto problemi con la giustizia ed è stato condannato e poi assolto».</p>
<p>Franco Giomo era un dirigente nazionale del Msi finito nei guai per i collegamenti con il nucleo Fioravanti-Mambro: i due che per la strage di Bologna ebbero l’ergastolo come autori materiali. Il futuro legale di Silvio Berlusconi nel 1988 aveva 29 anni e già una certa dimestichezza di aule di tribunale. Due anni prima era stato l’assistente di un principe del foro come Piero Longo, il suo maestro, nella difesa di Marco Furlan, il ragazzo della Verona bene che con Wolfgang Abel aveva dato vita alla banda Ludwig col proposito di liberare la società da drogati, nomadi, frequentatori di sale a luci rosse e preti: 15 persone uccise e 39 ferite. Durante le pause delle udienze Longo non mancava di presentare a tutti l’ancora acerbo collega con una frase rituale: «Tenete a mente il nome di questo ragazzo. Si chiama Niccolò Ghedini. Farà strada».</p>
<p>Nemmeno lui immaginava quanta. Oggi lo stesso Niccolò Ghedini è, come il suo omonimo Machiavelli, il consigliere più ascoltato del Principe. È lui che scende nell’arena delle trasmissioni più agguerrite, come “AnnoZero” per lanciare il grido di battaglia “Mavalaaa”, diventato un marchio di fabbrica all’indirizzo degli avversari, ovviamente «comunisti» e «parrucconi». Lui che si offre alla stampa nei momenti delicati e al prezzo di straordinarie gaffes. Come quella proverbiale su Berlusconi che «anche fossero vere le ricostruzioni di questa ragazza (la D’Addario), e vere non sono, sarebbe al massimo l’utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile». O come quella sull’avvocato di Zappadu, il fotografo di villa Certosa, che «è difeso da un eurodeputato dell’Italia dei Valori. C’è una doppia veste, avvocato e parlamentare che non si dovrebbe confondere» (dal suo pulpito). O quando definisce le registrazioni della D’Addario inverosimili e frutto d’invenzione perché «non credo sia mai andata a casa di Berlusconi» quando proprio “L’espresso” le ha rese disponibili sul Web con la voce del premier chiaramente identificabile. E fossero solo le gaffes. Ghedini è l’architetto delle leggi ad personam che hanno salvato il presidente da molti processi, lo stoico resistente d’aula che opponendo impedimenti, codicilli, astuzie procedurali, è riuscito a rinviarne altri fino al lodo Alfano che li ha sospesi e sulla legittimità del quale la Consulta si pronuncerà il prossimo 6 ottobre.</p>
<p>Salvo avere l’impudenza di affermare che non è affatto contento che non si arrivi mai a sentenze perché sarebbero «senza dubbio favorevoli». È anche l’uomo che sveglia il presidente del Consiglio per rendergli noto che Veronica, la moglie, ha scritto lettere contro di lui ai giornali o ha chiesto il divorzio, che vuole una legge per rendere impossibile la pubblicazione delle intercettazioni. Ora allarga la sua sfera d’azione, il ruolo “tecnico” non gli basta più. Media col Fini furibondo per la querela al “Giornale” di Feltri, attacca la Lega che vorrebbe la presidenza del Veneto e la accusa di fare una battaglia medievale di chiusura «per la polenta e contro l’ananas». Un lavoro indefesso, matto e disperatissimo, per alzare una corazza e far scudo all’uomo che gli ha cambiato l’esistenza.</p>
<p>Nega se lo si definisce il ministro ombra della Giustizia. E in realtà anche quella carica occulta gli starebbe stretta. Senza avere un ruolo istituzionale preciso, se non quello di semplice deputato, ha sbaragliato, nel cuore di Silvio, tutti i possibili rivali. Fossero essi colombe o falchi. Si è fatto molti nemici, ma tira dritto per la sua strada e del resto sa di essere «una carogna» (autodefinizione). Dal nuovo ruolo di presidente della Consulta giustizia del Popolo delle libertà controlla le terminazioni nervose del sistema più sensibile del berlusconismo. E pensare che fino a un certo punto della sua vita non aveva pensato né alla politica né alla carriera legale: voleva fare l’agricoltore, gli interessava la terra. E questa è la sua storia. Quando nasce, il 22 dicembre 1959, Niccolò ha tre sorelle. Nicoletta, 17 anni, Francesca, 15, e Ippolita, detta Ippi, 9, il cui nome è un omaggio esplicito alla mitologica regina delle Amazzoni. Il padre Giuseppe, ex ufficiale di cavalleria, ha una passione per l’equitazione almeno pari a quella per il diritto: dna perfetto per il futuro assistente del Cavaliere. È un famoso penalista, schieratissimo a destra, originale e passionale. Non di rado nello studio volano i posacenere. L’arcigna madre Renata tiene le redini di un’educazione rigida e consona al rango di una famiglia dell’alta borghesia con una venatura di nobiltà se si fa fede al Niccolò che dichiarerà: «Nel 1600 i miei antenati furono insigniti del blasone patrizio per particolari meriti resi alla Serenissima Repubblica di Venezia».</p>
<p>Lo stemma è un orso feroce con la spada sguainata: quasi una rappresentazione dell’immagine che vorrà dare di sé. Le ragazze hanno il percorso canonico delle bennate di Padova. Le scuole al Sacro cuore, il classico al Tito Livio. L’ultimogenito è il cocco di casa. Molto sport: nuoto, sci, cavallo con qualche gara vinta. Poco studio: «Ero un asino». Racconterà di essere caduto da un’impalcatura, in prima media, mentre cercava di sputare in testa agli orchestrali di passaggio nella strada. Lo mandano al collegio Barbarigo dove fatica, ogni anno, ad arrivare alla sufficienza, «ma non sono stato mai bocciato». A 13 anni, la svolta dolorosa. Muore il padre. Nicoletta e Ippolita sono costrette a occuparsi dello studio perché ne hanno seguito le orme. Francesca ha il pallino dell’archeologia. E Niccolò è già in politica. Un nero deciso, negli anni in cui, come altrove, non esistevano le mezze misure e a Padova restava viva una tradizione neofascista nata con Franco Freda e con la cellula di Ordine Nuovo impegnata nella strage di Piazza Fontana.</p>
<p>Occupa il tempo che gli rimane nelle due aziende agricole di famiglia che producono vino e olio e coltiva il sogno di iscriversi ad agraria. Conosce, quindicenne, la donna della sua vita, Monica Merotto, figlia del titolare di un’oreficeria, che si laurerà a Cà Foscari con una tesi su “Federico II ed Ezzelino II da Romano nel territorio padovano” e gli darà, molto tempo dopo, un figlio chiamato Giuseppe, come il nonno, oggi dodicenne. Le scelte irrevocabili dell’adolescenza, si sa, possono cambiare rapidamente. Non è ancora maggiorenne, Niccolò, quando abbandona l’estremismo per le acque più placide del Partito liberale in cui si distingue un leader che ha per nome Giancarlo Galan, attuale governatore del Veneto. E anche la terra può attendere se tutto il mondo che ti circonda lascia intendere che un Ghedini non può non essere un avvocato. Padova è facoltà di tradizione, troppo difficile. Per “l’asino” Niccolò molto meglio ripiegare su Ferrara, dove si laurea. Quando finalmente può mettere piede nello studio di via Altinate 86, davanti al tribunale, trova un signore che sarà parte importante del suo destino.</p>
<p>È successo che le sorelle, civiliste, hanno rafforzato la squadra con un penalista. E non uno qualsiasi, ma col professor Piero Longo, nato ad Alano di Piave nel 1944, figlio del direttore delle Poste di Venezia, uno che non si preoccupa di manifestare la sua aperta simpatia per l’estrema destra. Lo ricordano allievo del Marco Polo, mentre brucia in piazza San Marco le bandiere cubane al tempo della crisi dei missili. Intelligenza fine, anche spregiudicata. Come quando cercò di iscriversi in un movimento di sinistra coerente con la strategia dell’“entrismo” professata da certa destra rivoluzionaria. Brillante studente a Padova e poi subito assistente con un rapporto al minimo rude con quelli di sinistra se, quando non lo salutavano in biblioteca, li apostrofava più o meno così: «Fate i furbi con me ma io vi faccio un mazzo (eufemismo) così». Tra l’accademia e la professione privilegia la seconda e non si dimentica dei vecchi camerati e li difende nello storico processo per la ricostituzione del partito fascista (1975). La sua perizia però non evita la condanna per tutti.</p>
<p>Si dice di Longo perché, almeno a Padova, lui è considerato la mente e Ghedini sarebbe un testardo, diligente, pignolo, allievo. Che cerca, anche in un certo lessico aulico, di imitare colui che tutto gli ha insegnato. Proverbiali alcune frasi pronunciate con la voce cantilenante che abbiamo imparato a conoscere: «Ella, signor giudice…». Sta di fatto che, per quelle circostanze fortunate che capitano agli umani, Niccolò finisce, e siamo alla metà degli anni Novanta, a fare il segretario delle Camere penali quando Gaetano Pecorella ne è presidente. È Pecorella che lo introduce alla corte di Arcore. Prima un processo, poi un secondo, poi si prende tutto. Difende il premier “gratis” nelle cause personali mentre si fa pagare per quelle che interessano Mediaset o le altre società del Sultano. Niccolò Ghedini è diventato più ricco di quanto già non fosse. Dichiara di guadagnare un milione e 300 mila euro ed è tra i Paperoni della Camera. Possiede 44 tra case e terreni tra cui una tenuta a Montalcino e la storica dimora di famiglia a Santa Maria di Sala (Venezia) dove si è fatto costruire una piscina, una cappella privata e dove ospita i vertici del Pdl veneto quando non lo stesso Berlusconi. In garage tiene una collezione impressionante di auto d’epoca. Quanto alle sorella, Francesca, direttore del dipartimento di Archeologia a Padova, bellissimi occhi chiari, l’unica rimasta nubile, è stata nominata da Sandro Bondi nel Consiglio superiore del Beni Culturali. Nicoletta, la primogenita, rimasta vedova di Paolo Favini delle omonime cartiere di Rosà, e Ippolita, moglie del procuratore di Trieste Michele Dalla Costa, sono diventate le avvocate civiliste di Berlusconi nel divorzio con Veronica Lario. Non è la sola loro causa importante. Difendono anche Luciano Cadore, un maggiordomo che ha ereditato dall’imprenditore delle pellicce Mario Conte, dove era a servizio, un patrimonio stimato dagli inquirenti in 70 milioni di euro.</p>
<p>Cadore è indagato con l’accusa di aver falsificato il testamento e ha devoluto un milione di euro alla Libera fondazione di Giustina Destro, ex sindaco di Padova e attuale parlamentare Pdl. Nessuno dei Ghedini ama farsi vedere in pubblico. Di Niccolò si segnala la presenza a Padova solo quando la scorta lo accompagna sotto l’ufficio con qualche disappunto dei residenti per gli intralci al traffico. Le sorelle stanno appartate. E vivono nel culto di quello che considerano il loro Grande Fratello. Lo stesso ruolo che in fondo gli ha affidato Silvio Berlusconi, concedendogli il compito di stare alla sua destra. Almeno fino a quando reggerà lo scudo del Lodo.</p>
<p>fonte: http://lerane.wordpress.com/</p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 2364px; width: 1px; height: 1px;">http://lerane.wordpress.com/</div>
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		<title>Quali percorsi per rilanciare l’opposizione sociale e politica.</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 15:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RedNest</dc:creator>
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Domenica 20 settembre alle ore 17,30 - nell&#8217;ambito di Adunata Sediziosa &#8211; CSOA Officina in via Gianturco
Assemblea promossa dalla Rete Anticapitalista Campana
Quali percorsi per rilanciare l&#8217;opposizione sociale e politica.
Nonostante gli ottimistici proclami dei governi e degli organismi internazionali, la crisi economica continua a far sentire i suoi pesanti effetti sui proletari.
Si torna ad intonare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-760" title="adunata09web" src="http://www.rednest.org/http://www.rednest.org/wp-content/uploads/2006//adunata09web2.jpg" alt="adunata09web" width="425" height="405" /></p>
<p><strong>Domenica 20 settembre alle ore 17,30 </strong>- nell&#8217;ambito di Adunata Sediziosa &#8211; CSOA Officina in via Gianturco<strong><br />
Assemblea promossa dalla Rete Anticapitalista Campana</strong></p>
<h2><span style="color: #800000;">Quali percorsi per rilanciare l&#8217;opposizione sociale e politica.</span></h2>
<p>Nonostante gli ottimistici proclami dei governi e degli organismi internazionali, la crisi economica continua a far sentire i suoi pesanti effetti sui proletari.</p>
<p>Si torna ad intonare il ritornello secondo cui siamo tutti sulla stessa barca, ma gli interventi dei governi e delle istituzioni internazionali sono finalizzati unicamente alla difesa dei profitti e delle rendite nel mentre crescono la disoccupazione e precarietà accompagnate da una intensificazione dello sfruttamento e dalla riduzione dei salari reali.</p>
<p><strong>Dalla Fiat all&#8217;Alcatel, dalla Fincantieri alla Montefibre, solo in Campania migliaia di posti di lavoro sono a rischio.<br />
<span id="more-759"></span></strong>Il governo è in prima fila in questi attacchi, non solo con la sua politica repressiva ed autoritaria, ma anche direttamente attraverso licenziamenti in massa nei settori della scuola (solo quest&#8217;anno circa 50 mila), della sanità e nel resto del pubblico impiego, dove in questi anni si è fatto ampio ricorso al lavoro precario.</p>
<p>I settori più colpiti, a Nord come al Sud, stanno reagendo con energiche lotte che tuttavia faticano a trovare la strada per una loro unificazione in grado di dare vita ad un movimento generale contro l&#8217;aumento dello sfruttamento e della povertà derivanti dalla gestione capitalistica della crisi.</p>
<p>In mancanza di una spinta in tale direzione il rischio è che queste stesse lotte cadano nella disperazione e nell&#8217;isolamento rendendo più facile al governo l&#8217;opera di divisione e di repressione.</p>
<p>L&#8217;ottimismo dei media serve solo a far accettare i miserabili sussidi messi in campo sotto forma di ammortizzatori sociali nella speranza che si tratti di misure provvisorie in vista di una imminente ripresa, da conquistarsi magari in concorrenza con altri lavoratori (italiani contro immigrati, Nord contro Sud, privato contro pubblico, cassaintegrati<br />
contro disoccupati)</p>
<p>Né c&#8217;è da fare affidamento sull&#8217;opposizione istituzionale che si è distinta per una politica sostanzialmente non molto diversa quando è stata al governo, mentre le forze della cosiddetta sinistra radicale continuano a muoversi secondo la logica della compatibilità in vista di una disperata ricerca di un possibile ritorno in parlamento.</p>
<p>Si pone quindi la necessità di porre all&#8217;ordine del giorno una risposta all&#8217;altezza dello scontro in atto in grado di dare ulteriore forza ai movimenti di opposizione e ai percorsi di autorganizzazione, da quelli in difesa dell&#8217;occupazione e del salario/reddito a quelli contro il degrado ambientale e per il diritto alla casa, da quelli contro le politiche razziste e securitarie a quelle contro la militarizzazione dei territori e le aggressioni ai popoli del Sud del mondo.</p>
<p>La difesa delle proprie condizioni immediate di vita non può più essere disgiunta da una critica radicale e da una lotta a tutto campo contro il sistema capitalistico in una prospettiva internazionalista.</p>
<p><strong>Su questi temi gli attivisti della rete anticapitalista campana invitano a discutere i singoli e le altre realtà organizzate</strong></p>
<p>Rete Anticapitalista Campana</p>
<p>Info: <a href="mailto:retecampananog8%40gmail.com">retecampananog8@gmail.com</a></p>
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