<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">
    <title>riminicultureblog</title>
    <link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://blog.riviera.rimini.it/riminicultureblog/atom.xml" />
    <link rel="hub" href="http://hubbub.api.typepad.com/" />
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://blog.riviera.rimini.it/riminicultureblog/" />
    <id>tag:typepad.com,2003:weblog-1295274</id>
    <updated>2007-07-26T14:28:53+02:00</updated>
    <subtitle>cronache di cultura inTERdisciplinata</subtitle>
    <generator uri="http://www.typepad.com/">TypePad</generator>
    <entry>
        <title>Rimini degli eventi.</title>
        <link rel="alternate" type="text/html" href="http://blog.riviera.rimini.it/riminicultureblog/2007/07/rimini-degli-ev.html" />
        <link rel="replies" type="text/html" href="http://blog.riviera.rimini.it/riminicultureblog/2007/07/rimini-degli-ev.html" thr:count="0" />
        <id>tag:typepad.com,2003:post-36916132</id>
        <published>2007-07-26T14:28:53+02:00</published>
        <updated>2007-07-26T14:28:53+02:00</updated>
        <summary>Che Rimini sia una realtà anomala l’avevamo già appurato. Ma forse mai come in questi ultimi mesi. Una città assurda. Fedifraga ed ammaliatrice. Abbiamo assistito e partecipato quasi shockati alla Notte Rosa, un evento che ha decisamente straripato dagli argini...</summary>
        <author>
            <name>Carlotta Frenquellucci</name>
        </author>
        
        
<content type="xhtml" xml:lang="en-US" xml:base="http://blog.riviera.rimini.it/riminicultureblog/">
<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p><a onclick="window.open(this.href, '_blank', 'width=400,height=317,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false" href="http://blog.riviera.rimini.it/.shared/image.html?/photos/uncategorized/2007/07/26/giovagnoli_rimini_2.jpeg"><img width="300" height="237" border="0" src="http://blog.riviera.rimini.it/riminicultureblog/images/2007/07/26/giovagnoli_rimini_2.jpeg" title="Giovagnoli_rimini_2" alt="Giovagnoli_rimini_2" style="margin: 0px 5px 5px 0px; float: left;" /></a> Che Rimini sia una realtà anomala l’avevamo già appurato. Ma forse mai come in questi ultimi mesi. Una città assurda. Fedifraga ed ammaliatrice. Abbiamo assistito e partecipato quasi shockati alla Notte Rosa, un evento che ha decisamente straripato dagli argini del nostro qualunquismo cittadino. Il capodanno dell’estate. In effetti il potere d’impatto è stato lo stesso. Irritazione da indecisione, ansia da prestazione, panico da bagno di folla, frenesia di vedere TUTTO perché è un evento UNICO! Detta così assume quasi il profilo della tragedia ma in realtà la sintomatologia sopra descritta non è affatto sfociata in patologia perché a noi riminesi, si sa, piace fare un po’ gli snob ma in realtà rispondiamo con un giubilo al grido “party!”. E così, inebriati dalle luci rosa dei lampioni del lungomare e dall’atmosfera magica da sabato del villaggio, ci siamo avvicendati fra le varie piazze, parchi, autodromi, porti, spiagge, bar, hotel della nostra provincia superando con lo scooter i poveri turisti incolonnati nel traffico. Una notte che ha coinvolto tutti, giovani e anziani, commerciali e sofisticati, ricchi e poveri, freak e snob, belli e brutti, rock e pop. Ed è stata questa probabilmente la forza della serata che lo scorso anno, forse eclissata dalla magica notte della vittoria dei mondiali, non mi sembrava aver avuto un tale successo. Ma tornando alla nostra Rimini protagonista dell’estate ecco aprirsi i battenti, a ridosso della notte della streghe di San Giovanni in Marignano, un altro avvenimento importante con protagonista il nostro entroterra. Inizia l’International Festival of the Arts (così si chiama dall’anno scorso) e Santarcangelo diventa metropoli. Anche qui, ma in maniera ridotta, si ripercorre la stesse pellicola: dieci giorni di full immersion nel mondo dell’arte, una fauna improbabile per il santarcangiolese, la zdora di Zaghini con una crisi d’identità, passeggiate intellettuali per il borgo, i vecchi affacciati alle finestre che si meravigliano dell’estrosità degli artisti, l’aroma di piada salsiccia e cipolla come costante. Il riminese medio va al Festival di Santarcangelo ma in realtà di spettacoli ne vede pochi, è più interessato alla piada, ai mercatini, a vedere chi passa. A supplire ci sono i soliti addetti al settore, i poveri immolati pseudo interessati e i turisti con lo zainetto e le birkenstock che si vedono in media una decina di spettacoli al giorno finchè non svengono nella fontana di piazza Ganganelli. La facciata tragicomica anche in questo caso emerge perché è comunque la più palese ma in realtà il festival è un altro di quegli eventi che ci arricchisce e ci inorgoglisce. In un lunedì senza pretese si può assistere allo spettacolo di danza di un artista internazionale o al concerto dell’ex gruppo spalla di Björk, insomma non male. Ci sono le Notti e la Sagra Malatestiana, il Meeting, i concerti all’alba in spiaggia, il cinema all’aperto. E poi agosto è alle porte, ora dovremo accogliere i migliaia di turisti che banchetteranno sotto l’Arco d’Augusto e che ci tirerano i gavettoni dai terrazzi degli alberghi ma in fondo lo dobbiamo alla nostra Rimini. </p></div>
</content>



    </entry>
    <entry>
        <title>Ogni teatro è un teatro anatomico.</title>
        <link rel="alternate" type="text/html" href="http://blog.riviera.rimini.it/riminicultureblog/2007/07/ogni-teatro-un-.html" />
        <link rel="replies" type="text/html" href="http://blog.riviera.rimini.it/riminicultureblog/2007/07/ogni-teatro-un-.html" thr:count="0" />
        <id>tag:typepad.com,2003:post-36081868</id>
        <published>2007-07-03T20:47:09+02:00</published>
        <updated>2007-07-03T20:47:09+02:00</updated>
        <summary>“Se scrivo una poesia e poi la metto in un cassetto, la cosa non mi disturba, in effetti scrivo la poesia e poi, quando c&#39;è l&#39;occasione di comunicarla la comunico, tramite libri, riviste ecc.. La stessa cosa può essere per...</summary>
        <author>
            <name>Carlotta Frenquellucci</name>
        </author>
        
        
<content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://blog.riviera.rimini.it/riminicultureblog/">
&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;“Se scrivo una poesia e poi la metto in un cassetto, la cosa non mi disturba, in effetti scrivo la poesia e poi, quando c&#39;è l&#39;occasione di comunicarla la comunico, tramite libri, riviste ecc.. La stessa cosa può essere per una scrittura saggistica e romanzesca. Riguardo al teatro, invece, penso che stia male nel cassetto, essendo qualcosa che deve nascere come è naturale, poiché è qualcosa che è fatto per una rappresentazione, per una messa in scena, deve avere un destinatario preciso, ed è legato anche a circostanze più definite.”&lt;br /&gt; “Ogni teatro è un teatro anatomico”. E’ la fisicità che dà emozione. Che commuove. Che procura empatia. Che sconvolge. Che rallegra. Che fa pensare. Che rende vivi. Sanguineti ha tradotto pressoché tutto ciò che ci è stato tramandato di teatro classico ed è arrivato a questa felice conclusione: “Ogni teatro è un teatro anatomico”. Sono i gesti a procurarci sensazioni forti, il linguaggio verbale, le parole scritte non sono specchi dell’anima. Pensateci. Forse è banale ma, a mio parere, vale una riflessione. Pensate a come è facile scrivere o dire per telefono alla persona con cui avete chiuso ma che ancora amate “senti, è meglio che non ci vediamo più” e dirlo faccia a faccia tentando di arginare il mare che straripa negli occhi. O dire di persona a vostra madre “ti voglio bene”.&amp;nbsp; &amp;nbsp; Quando ci provo si ripropone sempre lo stesso mare…Sono i gesti, la mimica, le espressioni che svelano il nostro io ed è così frustrante quando non riusciamo ad accordare i gesti, il timbro della voce al contenuto delle parole.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;“La presenza della voce è di per sé una presenza corporea, che implica almeno a livello immaginativo, se non a livello di fatto, una realtà anche gestuale. La voce è corpo.”&lt;br /&gt;Sono d’accordo con Sanguineti, gli spettacoli che ricordo e che hanno il potere di riempirmi il cuore sono quelli fisici, gestuali. Quelli in cui la disperazione e la felicità sono urlate, dove la voce erompe dallo stomaco. Mi vengono in mente i primi spettacoli di Cesar Brie, mi viene in mente il Teatro della Fortezza, mi viene in mente il mio torace che rimbombava quando ho ascoltato i Cryonic Chants della Societas, mi viene in mente Celestini che parla di suo nonno. &lt;br /&gt;“Chi scrive per il teatro affida a una o a molte voci, a uno o molti personaggi, quello che viene detto e agito sulla scena, e a un certo punto finisce per credere davvero ad una sorta di passaggio della parola a una figura immaginaria, davvero ad un altro, che parla al suo posto. Insomma il poeta è ancora tutto sommato come il narratore, un &amp;quot;io&amp;quot; che racconta, e questo io può essere molto fittizio molto simulato, può cancellarsi ma nel teatro questo ruolo, in qualche modo, si cancella davvero. In scena è un personaggio, e il personaggio non è l&#39;autore. Può essere anche un portavoce dell&#39;autore, come spesso si verifica, ma nella maggior parte dei casi, e alcuni casi teatralmente davvero efficaci, è proprio qualcuno che parla in qualche modo per conto proprio. Allora si ha l&#39;impressione di scrivere come scriverebbe un medium, o di scrivere, è il caso di dirlo , proprio in&amp;quot; maschera&amp;quot;, in &amp;quot;travestimento&amp;quot;. Il personaggio che parla non sono più io, è un personaggio del tutto immaginario, è una figura di bambino, di vecchio, di giovane, di donna, e a un certo punto si ha la sensazione che parli per conto proprio, di avere dinanzi dei personaggi, per dirla pirandellianamente, che si ribellano anche al proprio autore e dicono quello che hanno voglia di dire. Allora il &amp;quot;travestimento&amp;quot; è in fondo una sorta di trascrizione che si opera, ed è l&#39;autore che si traveste nei suoi personaggi. Devo dire che quando mi capita di assistere ad un mio pezzo teatrale, quello che provo è persino, mi è accaduto già di confessarlo, quasi un senso di imbarazzo, perché mi trovo dinanzi ad un testo che non sento totalmente mio, e certe volte, con un certo stupore, scopro di aver detto, cioè fatto dire, da un personaggio, da una voce, delle cose che in fondo mi meravigliano. E&#39; come se si desse una certa maggiore apertura a degli elementi inconsci. Siccome l&#39;elemento inconscio ,per me, è sempre stato molto importante nella scrittura, qualunque fosse la modalità assunta, nel teatro questo l&#39;ho sentito in maniera, anche più forte, in maniera più precisa, liberarsi e articolarsi.”&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
</content>



    </entry>
    <entry>
        <title>Quando si dice svuotare la mente...</title>
        <link rel="alternate" type="text/html" href="http://blog.riviera.rimini.it/riminicultureblog/2007/05/quando_si_dice_.html" />
        <link rel="replies" type="text/html" href="http://blog.riviera.rimini.it/riminicultureblog/2007/05/quando_si_dice_.html" thr:count="0" />
        <id>tag:typepad.com,2003:post-34609056</id>
        <published>2007-05-28T23:17:24+02:00</published>
        <updated>2007-05-28T23:17:24+02:00</updated>
        <summary>Va bene che la nostra è una provincia anomala, che c&#39;è ormai uno spazio d&#39;arte per ogni famiglia e un artista ogni cinque abitanti, posso anche accettare l&#39;idea che, dati gli scarsi stimoli che spesso riceviamo nell&#39;ambiente lavorativo (non è...</summary>
        <author>
            <name>Carlotta Frenquellucci</name>
        </author>
        
        
<content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://blog.riviera.rimini.it/riminicultureblog/">
&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;a onclick=&quot;window.open(this.href, &#39;_blank&#39;, &#39;width=550,height=550,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0&#39;); return false&quot; href=&quot;http://blog.riviera.rimini.it/.shared/image.html?/photos/uncategorized/2007/05/28/testa_vuota_2.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Testa_vuota_2&quot; height=&quot;104&quot; alt=&quot;Testa_vuota_2&quot; src=&quot;http://blog.riviera.rimini.it/riminicultureblog/images/2007/05/28/testa_vuota_2.jpg&quot; width=&quot;122&quot; border=&quot;0&quot; style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0px 5px 5px 0px; WIDTH: 122px; HEIGHT: 104px&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Va bene che la nostra è una provincia anomala, che c&#39;è ormai uno spazio d&#39;arte per ogni famiglia e un artista ogni cinque abitanti, posso anche accettare l&#39;idea che, dati gli scarsi stimoli che spesso riceviamo nell&#39;ambiente lavorativo (non è il mio caso per fortuna) siamo portati a cercare e a fare tutto ciò che ci appaia foriero di combustibile per la mente ma emerso da questo weekend davvero stordita. Sabato. Finalmente. Cerco un po&#39; di relax al mare nonostante il sole fosse un po&#39; pigro. Non&amp;nbsp; faccio in tempo ad arrivare alla passerella che vengo travolta dal rombo assordante di chi, posseduto dall&#39;anima di Valentino Rossi, credendo di trovarsi al moto mondiale, consuma le ruote sul cemento con improbabili warm up davanti al mio bagnino. Forse dovremmo includere nel database degli eventi di questo sito anche “appuntamenti rumorosi e fastidiosi” cosicchè nessuno fosse mai costretto a perdersi il raduno Ducati...Forse ero un po&#39; stanca per l&#39;impegnativa settimana appena conclusa e quindi leggermente irritabile ed incline ad abbruttire la realtà.&amp;nbsp; Torno quindi a casa dato il mal di testa acuito dal forte vento, dalle mille figurine colorate di temerari uomini in calza maglia che sfrecciavano sul mare (wind-kite-ecc. surfers riminesi) e dalla nauseabonda puzza di gomma bruciata. Dopo una doccia ristoratrice decido, da buona riminese, di dedicarmi a qualche rilassante vasca in centro. Arrivo in piazza Cavour per il solito appuntamento alla Pigna con le amiche e, ad accogliermi, bonghi, tamburi, percussioni e ballerine afro style. Cavolo, mi ero dimenticata dell&#39;inaugurazione di “Interazioni 07” con il concerto dei Senegal Guewel e gli stand gastronomici con le cucine dal mondo! Come non scusarmi con gli infaticabili organizzatori ed almeno omaggiare gli artisti della mostra in allestimento al Palazzo del Podestà? Ma non riesco a raggiungere i gradoni della piazza facendomi largo nell&#39;afro baccanale che scorgo il caro amico Pivato e mi balza alla mente che il mio stanco cervello ha resettato pure “Assalti al Cuore #3”, c&#39;era la conferenza di Valerio Corzani! Forse, penso, posso riparare col concerto di Nada ma dovrei rinunciare al recital di Vito per la settimana della salute mentale e allo spettacolo del Teatro dell&#39;Asino per Argo Navis a Verucchio. Troppo, troppo, troppo. (La proliferazione della cultura è sempre benvoluta ma qui rischiamo di ammattirci, forse ci vorrebbe un organo censore che vigili sui fine settimana troppo densi di eventi). Perchè nessuno ne avesse a male e per supplire all&#39;improvvisa anemia cronica che mi era sopraggiunta, ho optato per concludere la giornata con un tete a tete con un filetto alla griglia...Sono ancora degna di essere la vostra profana referente teatrale? Forse no ma per ora la mia salute mentale è preservata.&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
</content>



    </entry>
 
</feed>

<!-- ph=1 -->
