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	<title>Rosanna Spinazzola</title>
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	<description>Rosanna Spinazzola</description>
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		<title>Del perché non sono degna di essere una social-qualcosa o &#8220;Come un pirata mi salvò da un naufragio&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Aug 2017 13:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosanna Spinazzola]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sullo scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram]]></category>
		<category><![CDATA[La Gilda delle Mani Inchiostrate]]></category>
		<category><![CDATA[pirati]]></category>
		<category><![CDATA[presenza sui social]]></category>
		<category><![CDATA[social]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità e creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiunque faccia meno di questo, non esiste in rete. E se non esiste in rete, non esiste tout-court. Ma il fatto è che a volte mi sento triste, o alienata, o prosciugata e non ho voglia  né tempo di fare finta di essere qualcos'altro.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><span style="font-size: 10pt;"><em>L’uomo è l’unico animale</em></span><br />
<span style="font-size: 10pt;"><em>per il quale </em></span><br />
<span style="font-size: 10pt;"><em>la sua stessa esistenza </em></span><br />
<span style="font-size: 10pt;"><em>è un problema che deve risolvere.</em></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: 10pt;">Erich Fromm &#8211; Dalla parte dell’uomo, 1947</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Tutto è nato da una citazione tratta da un libro a me caro con annessa foto dello scrittore. </span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Una citazione che ho condiviso sulla mia <i>Pagina Facebook</i> affinché chi mi segue, se mi segue, aprendo l&#8217;applicazione dal cellulare la mattina se la ritrovi lì come riflessione, passatempo o semplice ‘buongiorno’.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Dicevo: tutto è nato da questa citazione che mi sembrava interessante condividere.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Dopo averla postata, mentre riprendevo la mia lettura, la vibrazione del cellulare mi ha notificato l’arrivo di una raffica di messaggi su Messenger.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Era una mia cara amica che mi dimostrava tutto il suo affetto scrivendomi:<br />
&#8211; ma che sei scema a postare cose a caso sulla tua Pagina? Pazza!</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Sorpresa dalla veemenza, rispondo: </span><br />
<span style="font-size: 12pt;">&#8211; ma come sarebbe cose a caso? È Anton Čechov![1]</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">&#8211; Sì, può essere anche Sbirulino [!] ma l’ho notato, sai, che posti senza regolarità, quando te lo ricordi e con contenuti incoerenti l’uno con l’altro! Su Instagram, poi, metti foto che non hanno la stessa palette di colori. Insomma: stai facendo le cose a caso (per onestà intellettuale dirò che aveva scritto &#8220;a cazzo&#8221;, ma credo che due parolacce nello stesso articolo siano troppe, vedi più in basso). Non diventerai <i>mai</i> una professionista.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">&#8211; E come dovrei postare, scusa? &#8211; chiedo, scendendo dal cocuzzolo della montagna del sapone per sentirla meglio.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">&#8211; Ah, leggiti qualche manuale, e poi capirai.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">E con questo suo vaticinio profetico aleggiante nell&#8217;aria ho posato i &#8220;Quaderni&#8221; di Čechov che stavo leggendo e mi sono messa a cercare questi fantomatici manuali che mi avrebbe insegnato come si sta al mondo virtuale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Devo ammettere di averci provato. Con tutto il cuore. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Io ci ho provato <i>davvero</i> a leggere quei libricini che spiegavano per filo e per segno come fare a &#8220;esistere in rete”, ma di ognuno sono arrivata a metà, senza mai terminarli.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Se a qualcuno interessa perciò sapere come funzionano attualmente (in data odierna) gli <em>algoritmi</em> di Instagram, sappiate che dovreste postare almeno <em>tre</em> foto al giorno, tutti i giorni, assicurandovi però di pubblicarle nei momenti in cui c&#8217;è maggiore presenza del <i>target ideale</i> (delineato selezionando accuratamente i propri ‘amici’). Inoltre è indispensabile che la griglia delle foto sia uniforme. Se fate un corso di fotografia è meglio. </span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Che poi questo non c&#8217;entri nulla con ciò che fate, poco importa: le immagini la fanno da padrone nel mondo odierno, cazzo! (usare le parolacce negli articoli e nelle ‘didascalie’ è bene, fa molto ‘moderno’, confidenziale, colloquiale. Da Sociologa direi che livella verso il basso la conversazione in modo che una quantità maggiore di lettori possa trovarcisi bene, a proprio agio, sentendosi partecipe).</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Sulla Pagina Facebook invece, è fon-da-men-ta-le postare <i>almeno</i> un articolo al giorno. O un post. Una foto. Una frase.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Ma non deve essere la stessa di Instagram: giammai! Sarebbe una eresia.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">E non dimenticate che nei commenti ci deve <i>sempre sempre sempre</i> essere una domanda: e che, non lo vogliamo coinvolgere il &#8220;pubblico&#8221;?</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Poi l&#8217;articolo deve essere di interesse generale. O, se non può esserlo, almeno interessare chi è interessato a interessarsi a te, insomma. Che sia utile, ma anche divertente, con un linguaggio giovanile, moderno: la forma colloquiale è quella che va per la maggiore.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Come ho scritto sopra, se ci mettete una parolaccia e un paio di punti esclamativi l&#8217;articolo si impenna, ma non esagerate! o finirete per dare una brutta impressione.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Chiunque faccia meno di questo, non esiste in rete. E se non esiste in rete, non esiste <em>tout-court.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Io giuro che ci ho provato a seguire le regole, per un poco. Qualche mese, lo ammetto: dal mio compleanno del 24 febbraio in poi ho provato a postare regolarmente, con tutti i sacri crismi. </span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Sembrava andare tutto bene finché mi sono accorta che per farlo, non stavo scrivendo più.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Il mio nuovo romanzo era rimasto a metà e giaceva lì da mesi. Ai racconti nella cartella delle bozze mancava l&#8217;<i>editing</i>, il piccolo saggio che avevo in mente di scrivere era stato soltanto indicizzato.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">In compenso, credo di aver fatto delle belle foto su Instagram, eh, non dico di no (è abbastanza colloquiale quello &#8220;eh&#8221;?).</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Così, appena nella mia vita è arrivata una tempesta (metaforica), sono stata soverchiata da una piena crisi creativa e ho smesso di fare tutto contemporaneamente. </span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Niente Twitter (e va bene che già lo curavo poco), niente Instagram (se volevo fare la fotografa cambiavo mestiere), niente post giornalieri sulla Pagina Facebook (ma davvero ho qualcosa di speciale e intelligente e divertente da dire tutti i giorni a chiunque sia lì fuori?)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;"><b>Il fatto è che a volte mi sento triste, o alienata, o prosciugata e non ho voglia  né tempo di fare finta di essere qualcos&#8217;altro.  </b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Sì, be&#8217;, certo un po&#8217; strana lo sono. Ok, sono <em>molto</em> strana, al punto che quando lavoravo a tempo indeterminato presso una multinazionale i miei colleghi mi chiamavano &#8220;la strana&#8221;, però sono una strana innocua insomma.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Più o meno.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Comunque, ciò che intendevo, è che per me non ha senso postare sui <em>social</em> a ritmi massacranti per stare al passo dei milioni di <em>input</em> che arrivano ai nostri occhi tutti i santi giorni. Non so nemmeno quanta gente leggerà questo articolo e francamente non ho interesse a installare un <em>plugin</em> sul sito che me lo notifichi.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Non mi sento di fingere di essere sempre felice, o propositiva, o carica energeticamente. E non mi va nemmeno di scrivere cose depressive quando non mi sento in vena (ogni tanto va bene condividere un sentimento oscuro ma i <em>social</em> non sono il muro del pianto).</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Credo che i <em>social</em> siano uno strumento, e perciò non dovrebbero diventare una ossessione. </span><br />
<span style="font-size: 12pt;">O diventerebbero, banalmente, il fine. </span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Per stare al passo con tutto, ed esistere in rete, bisognerebbe imparare a conoscere e aggirare e manipolare gli algoritmi di Instagram e Facebook. Sembra facile, ma il fatto è che sono in continua evoluzione, perciò quando arrivano qui in Italia, oltreoceano sono già desueti: non si fa in tempo a imparare una nuova modalità che è già superata e bisogna rimettersi a studiare di nuovo, in un circolo senza fine.[2]</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Volete sapere come è andata a finire quando ho smesso di fare tutto? è andata a finire che sono entrata in crisi, perché non ero &#8220;abbastanza&#8221; <i>social</i> per soddisfare le aspettative dei cosiddetti &#8220;professionisti&#8221; (non ho nemmeno un video su Youtube! sono proprio troglodita. Non escludo di farne uno prima o poi. Ci pensate? un canale youtube con un paio di video pubblicati a distanza di mesi o anni. Un <i>cult</i> proprio).</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">E in questo vortice di dubbi e tentennamenti, i miei lavori accumulavano polvere sulla scrivania.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Finché una notte in cui non riuscivo a dormire (mi capita spesso) mi sono alzata, ho fatto una doccia e mi sono servita un drink (leggi: ho bevuto un bicchiere di vino paesano, però &#8220;servirsi un drink&#8221; fa più scrittrice maledetta, e questo sui <em>social</em> pare tiri un sacco! anche la frase &#8220;tira un sacco&#8221; tira un sacco).<br />
</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"><strong>Non avevo sonno, non avevo distrazioni, intorno a me c&#8217;era silenzio. Dentro di me c&#8217;erano tristezza, confusione, paura.<br />
</strong></span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Così ho acceso il computer, ho messo su le cuffie (scrivo sempre con la musica ad alto volume e le tapparelle abbassate ma dato che era notte questo secondo dettaglio non è influente) e ho iniziato a scrivere. </span><br />
<span style="font-size: 12pt;">A scrivere, a scrivere, a scrivere e ancora e ancora.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Così, ho buttato giù una storia di pirati, di un naufragio e delle peripezie di questi pendagli da forca per salvare la pelle e non diventare bocconi per i pescecani.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Mi sono gettata sul letto la mattina dopo verso le otto e ho dormito fino a mezzogiorno. Il pomeriggio, solita <i>routine</i> di vita finchè la sera, drink alla mano, ho ripreso la storia dove l&#8217;avevo lasciata.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Una storia di pirati e di un naufragio mentre io mi sentivo sballottolata qua e là dai marosi del <i>web</i>.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Forte, no? Tutt’uno con la mia arte.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Poi ho terminato un racconto: questo è più poetico, parla di un pesce rosso (ritorna il senso di soffocamento, comunque, come <em>fil rouge</em><i>.</i> E non per via del pesce).</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Poi, man mano che le mie priorità tornavano in ordine, ho cominciato a mettere mani al saggio: poco alla volta sta prendendo forma. Una cosa leggera, in verità, ma divertente da scrivere. Un saggio con un indice <i>strutturato</i>, come parafrasi dell&#8217;ordine che stava tornando nella mia professione.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Infine, ma mai per ultimo, ho ripreso in mano il romanzo che, abbandonato a sé stesso, mi ha svelato tutti i suoi punti deboli. Essendomi fermata a metà dovrò faticare un bel po&#8217; per riprendere il filo da dove lo avevo lasciato (grave errore da fare durante una prima stesura, che posso depennare dalla lista intitolata &#8220;tanto ormai la cazzata l&#8217;hai fatta&#8221;).</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Insomma, sono stata un tutt&#8217;uno con la mia arte, che è <i>scrivere</i>, e mi sono sentita subito meglio.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Cosa è successo in  questi mesi in cui non ho postato nulla sui social né in questo blog è esattamente questo: ho fatto della &#8220;buona arte&#8221;, come direbbe l’ottimo Neil Gaiman (se non lo avete ancora fatto, correte e vedere il suo discorso <a href="https://www.youtube.com/watch?v=czYxfcwKT1Q&amp;sns=em">qui </a>e leggetevi questo <a href="http://www.rosannaspinazzola.com/2016/07/06/la-gilda-delle-mani-inchiostrate-o-degli-scrittori/">articolo</a>).</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Perché quando le cose vanno male e nella vita arriva una tempesta (ce ne sono sempre, per tutti), chi sa fare qualcosa ha un’àncora a cui aggrapparsi (a proposito di navi e di pirati): la propria <em>arte</em>.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Man mano che scrivevo, tiravo fuori le emozioni negative e dolorose e le legavo alla carta con i lacci dell&#8217;inchiostro, fuori di me. Da lì potevo guardarle meglio e prenderne le giuste distanze.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Se non mostri e non fai vedere, non esisti, dicono.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Sarà, ma io in quelle notti mi sono riconnessa, senza wireless, a me stessa. </span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Nutro un amore incondizionato per le arti: poesia, letteratura, musica, pittura, eccetera eccetera, e ciò che mi tiene a galla non è la mia presenza sui social, né quanto di me sapranno &#8220;gli altri&#8221;, ma l&#8217;emozione che mi dà immergermi nell&#8217;arte. </span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Scoppio in lacrime leggendo una pagina di un romanzo, ascoltando una canzone, una poesia o guardando un quadro. La mente non distingue tra ciò che è &#8220;finzione&#8221; e ciò che è &#8220;realtà&#8221; se questa finzione provoca emozioni, e dunque ricordi.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">La morte di Beth in “Piccole Donne crescono” è una cosa che ho vissuto in prima persona. </span><br />
<span style="font-size: 12pt;">A Ginevra, durante una notte insonne (un’altra) ho ascoltato “Alla sera” di Foscolo interpretata da Roberto Herlitzka <a href="https://www.youtube.com/watch?v=pRncngJEM_k">su questo video di Youtube</a> e ho aperto la fontanella.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">La scena “Le nozze rosse” de “Le cronache del ghiaccio e del fuoco” mi ha fatto impazzire: ho avvertito un buco proprio al centro del petto, un misto di dolore, rabbia e compassione.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Al termine della mostra “Van Gogh Experience” a Roma le mie amiche sono dovute venire a raccattarmi perché me ne stavo in un angolino tremante ed emozionata e un po&#8217; fuori di me.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Due mesi fa, al concerto dei Radiohead a Monza non mi sono nemmeno accorta che durante l’esecuzione di <a href="https://www.youtube.com/watch?v=7TSUnfyCTH0">‘Exit Music (for a film)’</a> stavo piangendo: ero totalmente rapita dalla musica. Cantare a squarciagola <a href="https://www.youtube.com/watch?v=B9NGCXnEZaE">“Black”</a> durante il concerto di Eddie Vedder a Firenze mi ha aiutata a spingermi fuori da un periodo buio della mia vita. </span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Per me, tutto questo non è accessorio, è <i>fondamentale</i>. Terapeutico.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Io funziono così. Perciò se mi concentro su cosa è meglio fare per &#8220;esistere&#8221; sul web, smetto di esistere nella vita reale e la cosa non mi conviene.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Perciò a chiunque me lo chieda o me lo faccia notare, in buona o cattiva fede, dirò che no, non sarò regolare nella pubblicazione dei miei post, o delle foto, o dei Tweet (mamma mia, Twitter non lo apro da una vita).</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Lo farò quando crederò di avere qualcosa di interessante (secondo me) da dire, da comunicare, da condividere. Con buona pace dell&#8217;anima se questo renderà di me un dinosauro del <em>web</em>.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Diciamola così: chiedo comprensione a chiunque mi legga, perché non sono degna di essere una social-qualcosa. Scrivo e basta. Probabilmente non sono degna nemmeno di questo, ma ci provo lo stesso.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Potrei dire che il <em>web</em> è come un romanzo: i punti di svolta degni di nota, le frasi a effetto che ti entrano dentro e ti cambiano il modo di pensare e di sentire, i personaggi mitici, sono pochi.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Il resto, fa solamente volume.[3][4]</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">[1] Per incidens, la frase a caso in questione era &#8220;Qualsiasi idiota può superare una crisi; è il quotidiano che ti logora&#8221; tratta dai Quaderni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">[2] Per questo credo sia meglio, laddove possibile o necessario, affidarsi a professionisti, che fanno di questa dimensione di presenza <em>on-line</em> un mestiere a tempo pieno. Perché, di fatto, lo è.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">[3] Secondo gli esperti questo articolo è troppo lungo. Tuttavia, spero ne apprezzerete lo stile colloquiale, unico frutto immaturo della mia lettura dei manuali sulla gestione dei <em>social</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">[4] P.S.: Una mia amica, leggendo il post, lo ha sintetizzato con un &#8220;non esisto, ma faccio buona arte&#8221;. Non so voi, ma a me questa frase piace un sacco e sento che mi calza a pennello. Molto di più, comunque, di &#8220;controllo gli Insigths e sono subito da te&#8221;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Due fiabe al Bologna Children&#8217;s Book Fair</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Mar 2017 13:52:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosanna Spinazzola]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Sullo scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[Albo illustrato]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna Children's Book Fair]]></category>
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		<category><![CDATA[Fiere]]></category>
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		<category><![CDATA[Simona Calavetta]]></category>
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		<category><![CDATA[So(g)no una scintilla]]></category>
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		<description><![CDATA[Io scrivo romanzi. Questo si sa (credo).
Quello che forse non si sa è che io scrivo anche racconti, sceneggiature e fiabe, oltre alla lista della spesa e le to-do-list che rimangono perennemente integre.
Queste cose non le scrivo con costanza (tranne la lista della spesa, quella sì) ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<section class="av_textblock_section"  itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost" ><div class='avia_textblock '   itemprop="text" ><p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Io scrivo romanzi. Questo si sa (credo).</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Quello che forse non si sa è che io scrivo anche racconti, sceneggiature e fiabe, oltre alla lista della spesa e le to-do-list che rimangono perennemente integre.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Queste cose non le scrivo con costanza (tranne la lista della spesa, quella sì): le scrivo a latere della mia attività principale.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Le scrivo quando una intuizione improvvisa mi paralizza lì dove mi trovo e mi costringe a mettere giù qualche frase. Oppure quando voglio staccare dalla scrittura di un capitolo particolarmente ostico, da un dialogo che mi suona finto, da una voce narrante poco convincente.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Le scrivo insomma negli spazi bianchi tra una vignetta e l&#8217;altra.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Ho un bauletto pieno di questi scritti. Quaderni con appunti per storie da sviluppare, raccolte di frasi che mi rimbalzano addosso quando sono sui mezzi pubblici, pagine con scheletri di trame che attendo soltanto di uscire fuori dall&#8217;armadio per essere spolverati.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Un bauletto pieno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Ora succede che due di queste cose che ho scritto qualche anno fa hanno deciso di venire allo scoperto tirate fuori dal suddetto bauletto da mani sapienti, che non sono le mie.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Appartengono a due donne che hanno in comune l&#8217;amore per le immagini.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Sono due illustratrici che hanno deciso che le mie cose erano sufficientemente buone da essere rappresentate con delle illustrazioni, così da farne un prodotto completo: delle fiabe illustrate per bambini.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Così, analizzando le scene, ispirate dalle storie del racconto, hanno dato un volto e una ambientazione a immagini che erano soltanto nella mia testa e nel mio cuore.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Sono due storie molto diverse, così come è diversa l&#8217;arte delle due illustratrici.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Tuttavia, i due progetti hanno una cosa in comune: parlano al cuore delle bambine quali future donne del domani, per portare loro conforto, consapevolezza e saggezza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Sono passati ormai un paio d&#8217;anni da quando le ho scritte, e molte cose sono cambiate. Tuttavia, loro sono ancora lì.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Ogni volta che una delle due splendide donne con cui ho condiviso questi progetti mi inviava una illustrazione, mi commuovevo.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Come posso descrivere l&#8217;emozione che si può provare quando qualcosa che è solo dentro di te diventa palpabile, reale? è una emozione che ogni genitore conosce.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Tutte le volte quelle immagini mi hanno ricordato la me stessa bambina, e tutto ciò che &#8220;diventare donna&#8221; è significato per me.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Tutte le volte.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Ora, questi due progetti, nati e cresciuti separatamente, per la prima volta si incontrano.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Entrambi stanno infatti sgambettando verso la Bologna Children&#8217;s Book Fair, in cerca di un editore.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Hanno il vestitino della festa, nastri nelle trecce e guardano il mondo con il naso all&#8217;insù.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Le bambine delle storie andranno per il mondo, condotte mano nella mano da <a href="http://michelaburzo.com">Michela Burzo</a> e <a href="http://simonacalavetta.blogspot.it">Simona Calavetta</a>, le due illustratrici.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Spero che trovino qualcuno che sappia apprezzarle e riconoscere quanta amicizia e affetto potrebbero dare alle bambine che le leggeranno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Glielo auguro con tutto il cuore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline; font-size: 12pt;">Qui sotto le sinossi delle due fiabe e due gallerie di immagini delle illustrazioni.</span></p>
</div></section>
<div  class='hr hr-default '><span class='hr-inner ' ><span class='hr-inner-style'></span></span></div>
<section class="av_textblock_section"  itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost" ><div class='avia_textblock '   itemprop="text" ><p style="text-align: center;"><span style="font-size: 18pt;">Le Moire &#8211; Sorelle del Destino</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Si può sfuggire al proprio destino?</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> E cosa accade quando le Dee del Destino cercano di fuggire al proprio?</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> È ciò che ipotizza “Le Moire, Sorelle del Destino”, rielaborazione del mito di Cloto, Lachesi e Atropo. Nelle leggende greche, le tre dee sono rappresentate come donne vecchissime, che tessono e tagliano i fili della vita. In questo racconto, invece, sono ancora dee bambine. Dopo una gita nel XX secolo, decidono di diventare rispettivamente una cantante, una modella e una parrucchiera, con conseguenze disastrose per il mondo. Chi le convincerà a realizzare la loro missione nell’universo?</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Alla base di quest’opera c’è il percorso della riscoperta del Sé, presentato in forma di fiaba. È un messaggio per le giovani donne, affinché trovino in loro stesse la fiducia nelle proprie capacità e nella propria unicità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Qui sotto una galleria di immagini delle illustrazioni</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">© <a href="https://www.facebook.com/SimonaCalavetta/?fref=ts">simona calavetta<br />
</a>Watercolour</span></p>
</div></section>
<div class='avia-gallery avia-gallery-1 avia_lazyload avia_animate_when_visible '  itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/ImageObject" ><div class='avia-gallery-thumb'> <a href='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2016/09/Moire_impaginato-jpg.jpg' data-rel='gallery-1' data-prev-img='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2016/09/Moire_impaginato-jpg-495x400.jpg' class='first_thumb lightbox ' data-onclick='1' title='Le Moire - copertina'  itemprop="contentURL" ><img data-avia-tooltip='Le Moire &#8211; copertina' src='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2016/09/Moire_impaginato-jpg-120x120.jpg' width='120' height='120'  title='Le Moire - copertina' alt='' /></a> <a href='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2016/09/Moire-impaginato2-1030x721.jpg' data-rel='gallery-1' data-prev-img='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2016/09/Moire-impaginato2-495x400.jpg' class='lightbox ' data-onclick='2' title='Le Moire - interno'  itemprop="contentURL" ><img data-avia-tooltip='Le Moire &#8211; interno' src='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2016/09/Moire-impaginato2-120x120.jpg' width='120' height='120'  title='Le Moire - interno' alt='' /></a> <a href='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2016/09/Le_Moire_esempio_impaginato-4_bassa.jpg' data-rel='gallery-1' data-prev-img='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2016/09/Le_Moire_esempio_impaginato-4_bassa-495x400.jpg' class='lightbox ' data-onclick='3' title='Le Moire - quarta di copertina'  itemprop="contentURL" ><img data-avia-tooltip='Le Moire &#8211; quarta di copertina' src='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2016/09/Le_Moire_esempio_impaginato-4_bassa-120x120.jpg' width='120' height='120'  title='Le Moire - quarta di copertina' alt='' /></a> <a href='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/17619333_10212888386994436_1619502006_n.jpg' data-rel='gallery-1' data-prev-img='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/17619333_10212888386994436_1619502006_n-495x400.jpg' class='lightbox ' data-onclick='4' title='Le Moire - Nyx ed Hermes'  itemprop="contentURL" ><img data-avia-tooltip='Le Moire &#8211; Nyx ed Hermes' src='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/17619333_10212888386994436_1619502006_n-120x120.jpg' width='120' height='120'  title='Le Moire - Nyx ed Hermes' alt='' /></a> <a href='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/17619502_10212888388434472_1659383286_n.jpg' data-rel='gallery-1' data-prev-img='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/17619502_10212888388434472_1659383286_n-495x400.jpg' class='lightbox ' data-onclick='5' title='Le Moire - Kronos'  itemprop="contentURL" ><img data-avia-tooltip='Le Moire &#8211; Kronos' src='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/17619502_10212888388434472_1659383286_n-120x120.jpg' width='120' height='120'  title='Le Moire - Kronos' alt='' /></a> <a href='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/Schermata-2017-04-03-alle-18.52.45-1-1030x515.png' data-rel='gallery-1' data-prev-img='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/Schermata-2017-04-03-alle-18.52.45-1-495x400.png' class='first_thumb lightbox ' data-onclick='6' title='Le Moire - pieghevole fronte'  itemprop="contentURL" ><img data-avia-tooltip='Le Moire &#8211; pieghevole fronte' src='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/Schermata-2017-04-03-alle-18.52.45-1-120x120.png' width='120' height='120'  title='Schermata 2017-04-03 alle 18.52.45' alt='' /></a> <a href='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/Schermata-2017-04-03-alle-18.53.02-1030x517.png' data-rel='gallery-1' data-prev-img='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/Schermata-2017-04-03-alle-18.53.02-495x400.png' class='lightbox ' data-onclick='7' title='Le Moire - pieghevole retro'  itemprop="contentURL" ><img data-avia-tooltip='Le Moire &#8211; pieghevole retro' src='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/Schermata-2017-04-03-alle-18.53.02-120x120.png' width='120' height='120'  title='Schermata 2017-04-03 alle 18.53.02' alt='' /></a></div></div>
<div  class='hr hr-default '><span class='hr-inner ' ><span class='hr-inner-style'></span></span></div>
<section class="av_textblock_section"  itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost" ><div class='avia_textblock '   itemprop="text" ><p style="text-align: center;"><span style="font-size: 18pt;">Io so(g)no Scintilla</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">La scintilla che riaccende la speranza è dentro o fuori di noi?</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> È quello che scoprirà la piccola protagonista di “Io so(g)no una Scintilla”, il racconto di un percorso compiuto per ritrovare la serenità dopo la perdita della mamma.Con la sola compagnia di un padre assente ed egli stesso troppo addolorato per la perdita subìta, e di una nonna che non sa come far breccia nel cuore della nipote, la bambina farà un incontro inaspettato: evocata dalle fiabe della nonna, giungerà a lei Scintilla.Un po’ fata, un po’ spirito del focolare, poco a poco Scintilla riporterà la luce nella vita della bambina, contrapponendo alla tristezza della perdita la consapevolezza dei cicli della vita e la certezza che l&#8217;amore non muore mai.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Perché Scintilla è l’anima incandescente di un fuoco che non si spegne, metafora di un legame sempre vivo nel proprio cuore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">© <a href="http://michelaburzo.com/">michela burzo</a></span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Mixed media on paper</span></p>
</div></section>
<div class='avia-gallery avia-gallery-2 avia_lazyload avia_animate_when_visible '  itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/ImageObject" ><div class='avia-gallery-thumb'> <a href='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/IO-SOGNO-SCINTILLA-100.jpg' data-rel='gallery-2' data-prev-img='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/IO-SOGNO-SCINTILLA-100-495x400.jpg' class='first_thumb lightbox ' data-onclick='1' title='Io sogno Scintilla - copertina'  itemprop="contentURL" ><img data-avia-tooltip='Io sogno Scintilla &#8211; copertina' src='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/IO-SOGNO-SCINTILLA-100-120x120.jpg' width='120' height='120'  title='IO SOGNO SCINTILLA' alt='' /></a> <a href='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/DISEGNAVA-100.jpg' data-rel='gallery-2' data-prev-img='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/DISEGNAVA-100-495x400.jpg' class='lightbox ' data-onclick='2' title='Io sogno Scintilla - &quot;La bambina disegnava case&quot;'  itemprop="contentURL" ><img data-avia-tooltip='Io sogno Scintilla &#8211; &#8220;La bambina disegnava case&#8221;' src='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/DISEGNAVA-100-120x120.jpg' width='120' height='120'  title='DISEGNAVA 100' alt='' /></a> <a href='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/NONNA-100.jpg' data-rel='gallery-2' data-prev-img='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/NONNA-100-495x400.jpg' class='lightbox ' data-onclick='3' title='Io sogno Scintilla - &quot;La nonna le sorrise dolcemente&quot;'  itemprop="contentURL" ><img data-avia-tooltip='Io sogno Scintilla &#8211; &#8220;La nonna le sorrise dolcemente&#8221;' src='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/NONNA-100-120x120.jpg' width='120' height='120'  title='NONNA 100' alt='' /></a> <a href='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/ODOROSA-100.jpg' data-rel='gallery-2' data-prev-img='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/ODOROSA-100-495x400.jpg' class='lightbox ' data-onclick='4' title='Io sogno scintilla - &quot;la crema odorava di limone&quot;'  itemprop="contentURL" ><img data-avia-tooltip='Io sogno scintilla &#8211; &#8220;la crema odorava di limone&#8221;' src='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/ODOROSA-100-120x120.jpg' width='120' height='120'  title='ODOROSA 100' alt='' /></a> <a href='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/MAGIA-100.jpg' data-rel='gallery-2' data-prev-img='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/MAGIA-100-495x400.jpg' class='lightbox ' data-onclick='5' title='Io sogno Scintilla - &quot;e fu subito magia&quot;'  itemprop="contentURL" ><img data-avia-tooltip='Io sogno Scintilla &#8211; &#8220;e fu subito magia&#8221;' src='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/MAGIA-100-120x120.jpg' width='120' height='120'  title='MAGIA 100' alt='' /></a> <a href='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/BROCHURE-ITA-esterno-100-1030x515.jpg' data-rel='gallery-2' data-prev-img='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/BROCHURE-ITA-esterno-100-495x400.jpg' class='first_thumb lightbox ' data-onclick='6' title='Io sogno Scintilla - brossura fronte'  itemprop="contentURL" ><img data-avia-tooltip='Io sogno Scintilla &#8211; brossura fronte' src='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/BROCHURE-ITA-esterno-100-120x120.jpg' width='120' height='120'  title='BROCHURE ITA - esterno 100' alt='' /></a> <a href='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/BROCHURE-ITA-interno-100-1030x515.jpg' data-rel='gallery-2' data-prev-img='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/BROCHURE-ITA-interno-100-495x400.jpg' class='lightbox ' data-onclick='7' title='Io sogno Scintilla - brossura retro'  itemprop="contentURL" ><img data-avia-tooltip='Io sogno Scintilla &#8211; brossura retro' src='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/BROCHURE-ITA-interno-100-120x120.jpg' width='120' height='120'  title='BROCHURE ITA - interno 100' alt='' /></a></div></div>
<div  class='hr hr-default '><span class='hr-inner ' ><span class='hr-inner-style'></span></span></div>
<section class="av_textblock_section"  itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost" ><div class='avia_textblock '   itemprop="text" ><p>Clicca qui per aggiungere il proprio testo</p>
</div></section>
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		<title>Presentazione del romanzo &#8220;Canterà il gallo&#8221; a Roma</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Mar 2017 18:05:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosanna Spinazzola]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[canterà il gallo]]></category>
		<category><![CDATA[La Gilda delle Mani Inchiostrate]]></category>
		<category><![CDATA[Pigneto]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Sullo scrivere]]></category>
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		<description><![CDATA[Domenica 2 Aprile, alle ore 18:00, presento il mio romanzo “Canterà il gallo” a Roma, nella cornice di uno dei quartieri più belli e caratteristici di Roma, il Pigneto, presso "Tuba Bazar", bar-libreria gioiellino dell'isola pedonale.
In compagnia dello scrittore Marco Capoccetti Boccia, che farà da relatore, trascorreremo insieme un'ora tranquilla e rilassata, magari sorseggiando...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<section class="av_textblock_section"  itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost" ><div class='avia_textblock '   itemprop="text" ><p><span style="font-size: 12pt;">&#8220;Amici, romani, concittadini, prestatemi le vostre orecchie&#8221;: domenica 2 Aprile, alle ore 18:00, presento il mio romanzo “Canterà il gallo” a Roma, nella cornice di uno dei quartieri più belli e caratteristici di Roma, il Pigneto, presso &#8220;Tuba Bazar&#8221;, bar-libreria gioiellino dell&#8217;isola pedonale.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> In compagnia dello <a href="https://ramingo.noblogs.org">scrittore Marco Capoccetti Boccia</a>, che farà da relatore, trascorreremo insieme un&#8217;ora tranquilla e rilassata, magari sorseggiando un bicchiere di vino o un té.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Sarà divertente, e sarò molto felice di rispondere alle domande e alle curiosità di chi vorrà raggiungermi.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Nella locandina tutte le informazioni utili.</span></p>
</div></section>
<div class='avia-gallery avia-gallery-3 avia_lazyload avia_animate_when_visible '  itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/ImageObject" ><div class='avia-gallery-thumb'> <a href='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/Locandina-Tuba-corretta.jpeg' data-rel='gallery-3' data-prev-img='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/Locandina-Tuba-corretta-480x400.jpeg' class='first_thumb avianolink noLightbox ' data-onclick='1' title='Locandina presentazione romanzo Roma'  itemprop="contentURL" ><img data-avia-tooltip='Locandina presentazione romanzo Roma' src='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2017/03/Locandina-Tuba-corretta-480x400.jpeg' width='480' height='400'  title='Locandina presentazione romanzo da Tuba  - Roma' alt='' /></a></div></div>
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		<title>La procrastinazione e il vuoto interiore. Una teoria.</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2017 19:04:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosanna Spinazzola]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sullo scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[Alchimia]]></category>
		<category><![CDATA[EfficaceMente]]></category>
		<category><![CDATA[Eliphas Levi]]></category>
		<category><![CDATA[Louis. C. K]]></category>
		<category><![CDATA[Potere]]></category>
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		<category><![CDATA[spiritualità e creatività]]></category>
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		<category><![CDATA[TED talks]]></category>
		<category><![CDATA[Tim Urban]]></category>
		<category><![CDATA[Volere]]></category>
		<category><![CDATA[Vuoto interiore]]></category>

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		<description><![CDATA[La radice della procrastinazione, di ogni tipo di procrastinazione, è il vuoto. È un po’ come accade a volte con i sensi di colpa. Prima sentiamo - a un livello molto sottile e a volte inconsapevole...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><span style="font-size: 12pt;">&#8220;Non rimandare a domani </span><br />
<span style="font-size: 12pt;">quello che può essere fatto dopodomani </span><br />
<span style="font-size: 12pt;">altrettanto bene&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"><em>Mark Twain</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Per chiarire come sono giunta alle riflessioni di cui scrivo in questo articolo, ho bisogno di fare una breve premessa.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Ci sono stati periodi della mia vita in cui mi sono trovata a rimettere insieme pezzi di me che qualche evento aveva frantumato.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Durante uno di questi periodi, uno particolarmente difficile, feci una promessa alla me stessa che se ne stava in ginocchio, confusa e in lacrime, davanti alle macerie delle proprie illusioni. </span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Questa promessa era: “<em>ogni giorno, un gradino</em>”.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Quello che intendevo era: ogni giorno un movimento non meramente in avanti, occupando in orizzontale lo spazio della mia vita lungo l’apparente linea del tempo, ma in alto, verticale, verso un miglioramento continuo e un recupero della mia integrità.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Devo ammettere che ci sono stati periodi difficili, in cui fare quel passo mi è costata molta fatica ma sebbene sia stato un percorso non sempre agevole &#8211; per usare un eufemismo &#8211; ho tenuto duro.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Un giorno ho acquistato quel libro di Qì Gōng &#8211; comprato solamente, senza leggerlo &#8211; un altro giorno ne ho letto quella pagina &#8211; a volte avevo il tempo per un solo rigo -, oppure ho fatto dieci minuti di meditazione &#8211; a volte erano solo cinque -, ho inviato quel messaggio alla persona a cui voglio bene per chiederle come stesse &#8211; anche quando a stare male ero io -, sono scesa dall’autobus tre fermate prima per soddisfare le esigenze di movimento del mio corpo &#8211; anche se ero stanca, e pioveva.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Sembra poco, e a volte lo è stato, ma questi piccoli passi, nel tempo, mi hanno aiutata più di quello che potrebbe sembrare.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Fine della premessa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Stamattina stavo posticipando il momento di iniziare a lavorare quando mi è apparso nella bacheca di Facebook un post di un sito che seguo da molti anni, da quando era soltanto un piccolo blog, e che nel tempo si è meritatamente ingrandito.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Il sito è quello di <a href="https://www.efficacemente.com" target="_blank">EfficaceMente</a> di Andrea Giuliodori e contiene una serie di articoli molto ben fatti sulla crescita personale.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Il post in questione proponeva una selezione di TED Talks<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>, un <em>format</em> che apprezzo molto e che presenta conferenze di valore condensate in una manciata di minuti.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">La verità, devo ammetterlo, è che stavo procrastinando quello che avrei dovuto fare, così per essere coerente e rimanere in tema ho cliccato sul <a href="https://www.ted.com/talks/tim_urban_inside_the_mind_of_a_master_procrastinator?language=it" target="_blank">primo<em> link</em>, dedicato proprio alla procrastinazione</a>.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">La conferenza che ho ascoltato mentre bevevo il mio caffè era di un tale blogger americano, Tim Urban, che non conoscevo.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Il suo blog si intitola <a href="http://waitbutwhy.com" target="_blank">Wait But Why</a> e spiega in maniera divertente &#8211; e non scientifica &#8211; cosa “succede” nel cervello di un procrastinatore.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">In breve: la componente razionale è quella parte di noi che prende le decisioni e regge il timone delle nostre scelte. Nel cervello del procrastinatore, dice Urban, c’è un’altra componente, che chiama simpaticamente “la scimmietta della gratificazione immediata”.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">È lei che fa deviare la rotta alla parte razionale che è dentro di noi finché non arriva una scadenza e, con essa, quello che lui chiama il “mostro del panico” il quale dandoci una bella svegliata ci costringe a fare ciò che abbiamo rimandato fino all’ultimo.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Questo mostro, però, è assente da tutte quelle attività che non hanno una scadenza, come le attività creative o andare a visitare persone care, fare sport e prendersi cura della propria salute.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Questo tipo di procrastinazione è la causa di scontentezza a lungo termine e di rimpianti perché, continua Urban, <em>la procrastinazione a lungo termine fa sentire come spettatori della propria vita</em>.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Urban non offre soluzioni, ma ritiene che tutti siamo procrastinatori ed espone una riflessione sulla brevità della vita e sull’importanza di darsi da fare e iniziare subito ciò che si sta rimandando.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Alla fine del video sono rimasta qualche minuto a riflettere e questo lavorìo mentale è rimasto costante anche mentre facevo la doccia.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">C’era una vocina interiore che mi stava dicendo qualcosa, con una certa insistenza.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">L’ho ignorata per un po’ finché non mi sono fermata, testa insaponata e tutto, ad ascoltarla.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">E ho capito.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Quello che mi stava suggerendo era che la radice della procrastinazione, di ogni tipo di procrastinazione, è <em>il vuoto</em>.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Per vuoto intendo quella sensazione sgradevole e a volte dolorosa che ci danno tutte quelle <em>emozioni negative che scavano</em> dentro di noi &#8211; paura, rabbia, tristezza, odio, solitudine &#8211;<em> sottraendoci quelle positive</em> e impedendoci, appunto, una vita di “pienezza”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Andrea Giuliodori, in altri articoli del sito, dice giustamente che i procrastinatori non se ne stanno quasi mai con le mani in mano. Fanno un sacco di cose, ma nessuna di queste è un’azione che li fa avvicinare ai proprio obiettivi.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Fare le pulizie, andare sui <em>social</em>, aprire il frigo in continuazione, fumare, bere…</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">È un po’ come accade a volte con i sensi di colpa.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Prima sentiamo &#8211; a un livello molto sottile e a volte inconsapevole &#8211; un <em>vuoto</em> dentro di noi che può avere le cause più disparate, da traumi dell’infanzia a credenze limitanti acquisite nel tempo.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">A quel punto il nostro istinto, la nostra parte emozionale &#8211; la scimmia del video di Urban, direi &#8211; mette in atto una strategia per riempire quel vuoto, renderlo meno doloroso, e cerca una gratificazione immediata: un<i> tweet</i> o una birra, cosa importa?</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Quello che “la scimmia” cerca di fare è solo di allontanare la paura, la rabbia, la tristezza: insomma, quel <em>dolore</em> che sente, lenendolo con qualche attività che offra <em>immediato sollievo</em>.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">La componente razionale, però, non è soddisfatta: lei conosce la mappa, vede la meta e vuole seguire la direzione giusta.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">È lei che regge il timone e che <em>condanna</em> questa reazione della parte emotiva, cioè tutte queste azioni “a vuoto” che non portano a nulla se non a perdere tempo o, peggio, farsi del male, e perciò <em>giudica</em> “la scimmia”.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Così, la nostra parte istintuale ed emotiva, oltre a provare quella sensazione di vuoto, si sente ferita e incompresa. La sua paura/tristezza/rabbia non viene riconosciuta, e si sente in colpa.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"><em>Noi</em> ci sentiamo in colpa.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">E cos’è il senso di colpa, se non ulteriore vuoto?</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">E così si innesca un circolo vizioso difficile da spezzare.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">La procrastinazione, cioè l’azione di sostituire qualcosa che è necessario fare e che darà frutto <em>tra molto tempo</em> con qualcosa che dà una soddisfazione o un risultato <em>adesso</em>, è un modo per <em>riempire un vuoto che abbiamo dentro</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Quello che io ho imparato è che non si possono selezionare le emozioni. Per essere felici, è necessario accettare la tristezza; e la paura è il lasciapassare per la libertà interiore.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">È come aprire una porta: finché stiamo lì davanti, abbiamo paura di quello che c’è dietro, dell’ignoto. Una volta aperta e attraversata, è già alle nostre spalle, e ci conduce da qualche altra parte, verso quell’obiettivo che desideriamo tanto raggiungere.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">La porta scompare e noi siamo passati a un altro livello.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">C’è un <a href="https://vimeo.com/75317741">video di un comico americano che si chiama Louis C. K</a>., in cui spiega questa cosa molto bene. Lui mi piace moltissimo e ho visto quasi tutto quello che ha fatto. In questo video molti ridono, e in effetti lui è forte ma quello che dice, benché sia divertente, secondo me non è affatto ridicolo. </span><br />
<span style="font-size: 12pt;">A mio avviso funziona proprio come dice lui: se evitiamo quella tristezza cercando una gratificazione immediata e illusoria inviando <em>sms</em> a cento amici, quello che accadrà è che ce la porteremo sempre dietro e scaverà un vuoto dentro di noi.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Se l’accogliamo, invece, essa si esprimerà, per poi scomparire e lasciare il posto alla pienezza di sé e alla gioia.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Alla nostra qualità più alta di essere umani.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Riempiendo quel vuoto con l’amore per sé stessi forse non ci sarà più bisogno di colmarlo con soddisfazioni provvisorie, come i <em>like</em> di Facebook e la fetta di torta in frigo.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">E per quanto mi riguarda non c’è nemmeno bisogno di razionalizzare cosa proviamo e perché lo proviamo: basta accoglierlo così com’è accettando la propria vulnerabilità [2] e amandosi, nonostante tutto, esattamente <em>così come si è.</em></span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Se quello che penso ha un senso potrebbe essere che se riuscissimo ad abbracciare ogni emozione che proviamo, ad accettarla senza giudicarla, la scimmia si sentirebbe <em>compresa e</em> <em>integrata</em> e prenderebbe a sonnecchiare accanto a noi senza distoglierci. La nostra parte razionale sarebbe libera di guidarci dove desideriamo andare, fino alla soddisfazione di un benessere più stabile e duraturo.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">In definitiva se, come credo, alla base della procrastinazione c’è sempre una mancanza, si tratta soprattutto di mancanza di amore di sé e di accettazione delle proprie paure, della rabbia e della tristezza che abbiamo dentro. Dei nostri limiti come esseri umani.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Alla fine, mentre mi stavo rivestendo, pensavo che forse uno dei metodi più efficaci per combattere la procrastinazione è dunque amare sé stessi, perdonare e perdonarsi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">E giungiamo così al motivo della premessa iniziale.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Mi sono seduta, ho preso un bel respiro, e mi sono “ascoltata”. Ho sentito cosa aveva da dire “la scimmia”, accogliendo qualsiasi emozione avesse voluto darmi.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Poi con un sorriso mi sono alzata per andare a fare con gioia quello che <em>dovevo</em> fare, salendo il mio gradino di oggi.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> TED (Technology Entertainment Design) è un marchio di conferenze statunitensi.  La sua missione è riassunta nella formula “ideas worth spreading” (idee che meritano di essere diffuse). Le lezioni abbracciano una vasta gamma di argomenti che comprendono scienza, arte, politica, temi globali, architettura, musica e altro. I relatori stessi provengono da molte comunità e discipline diverse. Fonte: Wikipedia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">[2] Qui il<a href="https://www.ted.com/talks/brene_brown_on_vulnerability?language=it" target="_blank"> link a un altro video</a> di Ted talks suggerito dal EfficaceMente sul potere della vulnerabilità di Brene Brown.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Apologia della noia</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2017 15:03:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosanna Spinazzola]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sullo scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[apologia]]></category>
		<category><![CDATA[distopia]]></category>
		<category><![CDATA[Ispirazioni]]></category>
		<category><![CDATA[La Gilda delle Mani Inchiostrate]]></category>
		<category><![CDATA[Noia]]></category>
		<category><![CDATA[raymond chandler]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità e creatività]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcuno mi chiede, di tanto in tanto, com’è scrivere un romanzo. Qual è il segreto.
Che sia per ascoltare ciò che ha da dire la nostra voce interiore o per dedicarci a ciò che aneliamo portare a termine, è necessario avere a che fare con la noia.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt;">Dentro di noi vi è certamente un mondo inesplorato.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Per poterne calcare i sentieri è imprescindibile alleggerirsi del fardello della soddisfazione immediata e della ricerca del divertimento a tutti i costi.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Per poterlo visitare in lungo e in largo e trovare la propria vera strada, insomma, bisogna annoiarsi.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Che sia per ascoltare ciò che ha da dire la nostra voce interiore o per dedicarci a ciò che aneliamo portare a termine, è necessario avere a che fare con la noia.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Per quanto mi riguarda, per scrivere un romanzo, è indispensabile che io mi annoi.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Quello che intendo, lo spiego meglio <a href="https://floweredblog.wordpress.com/2017/01/19/sulla-noia-e-sul-mestiere-di-scrivere/">qui, nel sito dell&#8217;editore <strong>Flower-ed</strong></a>.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Buona lettura!</p>
<p></span></p>
<div></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Il mio augurio in una poesia d&#8217;amore, dopo l&#8217;amore.</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2016 13:34:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosanna Spinazzola]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sullo scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[amore per se stessi]]></category>
		<category><![CDATA[anno nuovo]]></category>
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		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[Derek Walcott]]></category>
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		<category><![CDATA[l'amore dopo l'amore]]></category>
		<category><![CDATA[love after love]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto di sé]]></category>
		<category><![CDATA[saggezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Desidero salutare questo nuovo anno che comincia, e onorare il vecchio che cede il passo, con una poesia.
Una raccolta di versi di straordinaria bellezza nella loro semplicità.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt;">Siamo ormai giunti al termine dell’anno.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Come ogni fine che si rispetti, essa altro non è che un nuovo inizio.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Ogni riga tirata, ogni solco tracciato fuori e dentro di noi, hanno una doppia valenza. Rappresentano due facce della stessa medaglia: costituiscono insieme linea di arrivo e linea di partenza.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> La coda e la testa dell’ouroboros sono la stessa cosa.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">In questo post non scriverò dei miei propositi per il 2017, né tirerò le somme del 2016. I traguardi raggiunti e gli obiettivi falliti appartengono a chi li vive: ai singoli trarre saggezza da ognuno di essi, nel bene e nel male.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Desidero però salutare questo nuovo anno che comincia, e onorare il vecchio che cede il passo, con una poesia.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Una raccolta di versi di straordinaria bellezza nella loro semplicità.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Parole che mi hanno accompagnata in questo anno, e ancora lo faranno nel nuovo, sostenendomi nella restituzione di quella consapevolezza necessaria a recuperare il bene più prezioso di tutti.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> L’amore.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">In calce ne riporto la versione originale, in lingua inglese.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Mi auguro di non averne rovinato l’originaria bellezza. La traduzione della versione in italiano, infatti, è mia. Nel farla mi sono <em>seduta</em>, e mi sono <em>saziata</em>, così come Walcott suggerisce, godendo di ogni parola e sfumatura di significato.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Ed è stato un tempo di qualità.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Esattamente quello che auguro a ognuno di voi in questo nuovo anno che ci attende.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">I miei migliori auguri.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>L&#8217;AMORE DOPO L&#8217;AMORE</strong></span><br />
<span style="font-size: 14pt;"><em>Derek Walcott</em></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Arriverà il momento</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">in cui, esultante</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">guardandoti allo specchio</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">saluterai il te stesso che arriva alla tua porta</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">e sorriderete ognuno al benvenuto dell&#8217;altro,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">e direte: siediti. Mangia.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Amerai di nuovo</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">l&#8217;estraneo che eri tu.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Dagli il vino, dagli il pane.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Ridai il cuore a sé stesso,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">all&#8217;estraneo che ti ha amato</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">per tutta la vita, che hai ignorato</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">per un altro, e che ti conosce davvero.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Tira via dallo scaffale le lettere d&#8217;amore</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">le fotografie,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">le frasi disperate,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">spella dallo specchio la tua immagine.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Siedi. Banchetta con la tua vita.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>LOVE AFTER LOVE</strong></span><br />
<span style="font-size: 14pt;"><em>Derek Walcott</em></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">The time will come</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">when, with elation</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">you will greet yourself arriving</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">at your own door, in your own mirror</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">and each will smile at the other&#8217;s welcome,</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">and say, sit here. Eat.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">You will love again the stranger who was your self.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Give wine. Give bread. Give back your heart</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">to itself, to the stranger who has loved you</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">all your life, whom you ignored</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">for another, who knows you by heart.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Take down the love letters from the bookshelf,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">the photographs, the desperate notes,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">peel your own image from the mirror.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Sit. Feast on your life.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Presentazione del romanzo a Potenza</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2016 19:49:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosanna Spinazzola]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sullo scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[canterà il gallo]]></category>
		<category><![CDATA[distopia]]></category>
		<category><![CDATA[Gilda delle Mani Inchiostrate]]></category>
		<category><![CDATA[Potenza]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sulla scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 22 dicembre, alle 17:00, presento il mio romanzo d'esordio a Potenza.
Sarò molto felice di rispondere alle domande e alle curiosità di chi vorrà raggiungermi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<section class="av_textblock_section"  itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost" ><div class='avia_textblock '   itemprop="text" ><p><span style="font-size: 14pt;">Giovedì 22 dicembre, alle 17:00, presento il mio romanzo d&#8217;esordio &#8220;Canterà il gallo&#8221; a Potenza.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Clicca sulla locandina più sotto per avere tutte le informazioni.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;"> Sarò molto felice di rispondere alle domande e alle curiosità di chi vorrà raggiungermi.</span></p>
</div></section>
<div class='avia-gallery avia-gallery-4 deactivate_avia_lazyload avia_animate_when_visible  av-hide-gallery-thumbs'  itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/ImageObject" ><a class='avia-gallery-big fakeLightbox lightbox avia-gallery-big-crop-thumb ' href='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2016/12/unnamed.jpg'  data-onclick='1' title='' ><span class='avia-gallery-big-inner'  itemprop="contentURL" >	<img width='474' height='400' src='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2016/12/unnamed-474x400.jpg' title='Locandina presentazione Potenza' alt='' /></span></a><div class='avia-gallery-thumb'> <a href='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2016/12/unnamed.jpg' data-rel='gallery-4' data-prev-img='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2016/12/unnamed-474x400.jpg' class='first_thumb lightbox ' data-onclick='1' title=''  itemprop="contentURL" ><img  src='http://www.rosannaspinazzola.com/wp-content/uploads/2016/12/unnamed.jpg' width='474' height='711'  title='Locandina presentazione Potenza' alt='' /></a></div></div>
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		<title>La scrittura è un muro a secco: parola di Neil Gaiman</title>
		<link>http://www.rosannaspinazzola.com/2016/11/08/la-scrittura-e-un-muro-a-secco-parola-di-neil-gaiman/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2016 14:52:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosanna Spinazzola]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sullo scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[Alchimia]]></category>
		<category><![CDATA[Guardiano della Soglia]]></category>
		<category><![CDATA[Ispirazioni]]></category>
		<category><![CDATA[La Gilda delle Mani Inchiostrate]]></category>
		<category><![CDATA[NaNowriMo]]></category>
		<category><![CDATA[Neil Gaiman]]></category>
		<category><![CDATA[Opera al Nero]]></category>

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		<description><![CDATA[Desidero parlare di scrittura, ed esattamente di un momento particolare della scrittura.
Avviene nel bel mezzo della prima stesura, quando oscillo tra portare a termine il romanzo e la voglia di gettare tutto ed emigrare in un altro Stato.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 12pt;">[Suggerimento musicale per la lettura: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=CPSkNFODVRE">Led Zeppelin: Stairway to Heaven</a>]</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: 12pt;"><em>&#8220;Uno scrittore professionista<br />
</em></span><span style="font-size: 12pt;"><em>è un dilettante<br />
</em></span><span style="font-size: 12pt;"><em>che non ha mai mollato&#8221;<br />
</em>Richard Bach<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;"><br />
Siamo a Novembre, tempo di <a href="http://nanowrimo.org">NaNoWriMo</a>.<br />
Come l’anno scorso, anche quest’anno mi sono buttata nella <em>kermesse </em>internazionale.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Rispetto all’anno scorso, però, il mio <a href="http://www.rosannaspinazzola.com/2015/11/26/di-nanowrimo-e-guardiani-della-soglia/">Guardiano della Soglia</a> è meno agguerrito. Abbiamo imparato a conoscerci meglio, noi due.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Di tanto in tanto ci prova ancora a dissuadermi mordendomi, ma non ci faccio più tanto caso. Lo so che mi vuole bene: è come un cucciolo di drago che involontariamente mi graffia giocando.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Non è cattivo. È la sua natura.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Scrivere, è la mia.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">In questo articolo, però, non voglio parlare del NaNo. </span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Desidero parlare di scrittura, ed esattamente di un momento <em>particolare</em> della scrittura che in un altro articolo, mutuando un termine dal processo alchemico, ho chiamato &#8220;<a href="http://www.rosannaspinazzola.com/2015/12/09/la-prima-stesura-di-un-romanzo-e-l-opera-al-nero-alchemica/">Opera al Nero</a>&#8220;.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Avviene nel bel mezzo della prima stesura, quando oscillo tra <em>portare a termine il romanzo</em> e la <em>voglia di gettare tutto</em> ed emigrare in un altro Stato.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Qui di seguito riporto un consiglio, utilissimo quando mi trovo su quella sottile linea di confine, dato da uno degli autori che ne fornisce di migliori. </span><br />
<span style="font-size: 10pt;"><span style="font-size: 12pt;">Si tratta di <a href="http://www.neilgaiman.com">Neil Gaiman</a>.</span></span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Il pezzo originale l’ho trovato <a href="http://nanowrimo.org/pep-talks/neil-gaiman">qui</a>, sul sito del contest NaNoWriMo, e l’ho tradotto.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Anche lui è un <a href="http://www.rosannaspinazzola.com/2016/07/06/la-gilda-delle-mani-inchiostrate-o-degli-scrittori/">Membro della Gilda delle Mani Inchiostrate</a>, un veterano. Perciò vale la pena dargli ascolto.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Spero che non ci siano errori troppo vistosi nella traduzione di una lettera che, a mio avviso, coglie completamente non una, ma <em>la</em> difficoltà dello scrittore.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Io la trovo molto vera, ed è ciò che accade anche a me.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Leggerla mi conforta.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Mi auguro che funzioni così anche per te.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><br />
“Caro Autore NaNoWriMo,</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">ormai sei probabilmente pronto a rinunciare. È passato quel primo, splendido rapimento furioso quando ogni personaggio e idea sono nuovi e divertenti. Non sei ancora in quella epocale parabola discendente, quando parole e immagini capitombolano fuori dalla testa a volte più velocemente di quante puoi trattenerne sulla carta.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Sei nel mezzo, un po&#8217; oltre il punto a metà strada. Il fascino è svanito, la magia è andata, la tua schiena fa male per il troppo digitare, la tua famiglia, amici ed e-mail casuali di conoscenti sono passate dall’essere di incoraggiamento o almeno di accettazione al lamentarsi che non ti vedono più – e che anche quando lo fanno – che sei preoccupato e per niente divertente.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Non sai perché hai iniziato il tuo romanzo, non ricordi più perché hai immaginato che qualcuno vorrebbe leggerlo, e sei abbastanza sicuro che anche se lo finisci non sarà valsa la pena, il tempo o l&#8217;energia, e ogni volta che ti fermi abbastanza a lungo da confrontarlo con la cosa che avevi in testa quando hai cominciato &#8211; uno scintillante, brillante, meraviglioso romanzo, in cui ogni parola sputa fuoco e brucia, un libro così buono o migliore del miglior libro che tu abbia mai letto – è così dolorosamente inadeguato che sei abbastanza sicuro che sarebbe un atto di misericordia semplicemente cancellare l&#8217;intera faccenda.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Benvenuto nel club.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">È così che i romanzi vengono scritti.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Tu scrivi. Quella è la parte dura che nessuno vede. Scrivi nei giorni buoni e scrivi nei giorni schifosi. Come uno squalo, devi continuare a muoverti in avanti o muori. La scrittura può essere o no la tua salvezza; potrebbe o essere o no il tuo destino. Ma questo non importa. Ciò che conta in questo momento sono le parole, una dopo l&#8217;altra. Cercare la parola successiva. Scriverla. Ripetere. Ripetere. Ripetere.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Un muro di pietre a secco è una bella cosa quando vedi che delimita un campo nel bel mezzo del nulla, ma diventa ancora più impressionante quando ti rendi conto che è stato costruito senza malta, che il costruttore necessitava di scegliere ogni pietra ad incastro e inserirla. Scrivere è come costruire un muro. È una continua ricerca della parola che si adatta al testo, alla tua mente, alla pagina. Trama e carattere e metafora e stile, tutto questo diventa secondario alle parole. Il costruttore di parete erige la sua parete una pietra alla volta finché raggiunge il fondo del campo.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Se non lo costruisce non ci sarà. Così lui guarda in basso il suo mucchio di rocce, prende quella che meglio si adatta al suo scopo, e la inserisce.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">La ricerca della parola non si ottiene facilmente, ma nessun altro scriverà il tuo romanzo per te.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">L&#8217;ultimo romanzo che ho scritto (era i ragazzi di ANANSI, nel caso te lo stia chiedendo) quando ero a tre quarti del percorso, chiamai il mio agente. Le dissi quanto mi sentissi stupido a scrivere qualcosa che nessuno avrebbe voluto leggere mai, quanto inconsistenti fossero i personaggi, quanto inutile la trama.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Ho fortemente suggerito che ero pronto ad abbandonare questo libro e scrivere piuttosto qualcosa di diverso, o forse avrei potuto abbandonare il libro e intraprendere una nuova vita come giardiniere di giardini all’inglese, rapinatore di banche, cuoco o biologo marino. E invece di simpatizzare o concordare con me, o spingermi in avanti con un&#8217;ondata di entusiasmo — o anche litigare con me — disse semplicemente, sospettosamente allegra, &#8220;Oh, sei a quella parte del libro, vero?&#8221;</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Ne fui scioccato. &#8220;Vuoi dire che l’ho già fatto prima?&#8221;</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">&#8220;Non ti ricordi?&#8221;</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">&#8220;Non proprio.&#8221;</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">&#8220;Oh sì,&#8221; ha detto. &#8220;Lo fai ogni volta che scrivi un romanzo. Ma fanno così anche tutti gli altri miei clienti&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Non ero nemmeno unico nella mia disperazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Così misi giù il telefono e mi portai fino alla caffetteria in cui stavo scrivendo il libro, riempii la mia penna e continuai a scrivere.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Una parola dopo l&#8217;altra.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Questo è l’unico modo in cui i romanzi vengono scritti e, a meno di elfi che arrivano durante la notte e trasformano le tue note confuse in Capitolo Nove, è l&#8217;unico modo per farlo.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Quindi continua a perseverare. Scrivi un&#8217;altra parola e quindi un’altra.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Molto presto sarai nella parabola discendente, e non è escluso che presto sarai alla fine.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Buona Fortuna&#8230;</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Neil Gaiman”</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><br />
Buona scrittura a tutti, una parola dopo l&#8217;altra.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 12pt;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La distopia siamo &#8220;Noi&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2016 10:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosanna Spinazzola]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sullo scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[distopia]]></category>

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		<description><![CDATA[Inquinamento, crisi energetica, dittatura militare non sono scenari di fantasia.
La distopia è già in essere, ed è sotto gli occhi di tutti. È invisibile, e perciò tanto più pericolosa, perché a differenza di quanto scrivevano i romanzieri di inizio secolo, essa  non è totalizzante. Non c’è un nemico definito contro cui scagliarsi.
Il nemico è il sistema stesso. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 12pt;">[Suggerimento musicale per la lettura: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=UIyRXvHmXxo">Mad Max: Fury Road</a>]</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: 12pt;"><em>E la popolazione raddoppia, e raddoppia ancora, e continua a raddoppiare. </em></span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> <em>Sempre più velocemente. </em></span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> <em>La gente è una epidemia, un flagello che infesta il mondo.<br />
</em>Harry Harrison, &#8220;Largo! Largo!&#8221;</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Come scrive <a href="http://www.wired.it/author/agrandi/">Alberto Grandi</a>, in un <a href="http://www.wired.it/play/cultura/2015/06/15/occasioni-mancate-letteratura-distopica/">articolo riportato sul sito Wired</a> e pubblicato in origine su <a href="http://www.pennematte.it">Penne Matte</a>, il genere distopico contemporaneo &#8220;manca&#8221; alcune occasioni di denuncia sociale.<br />
</span><span style="font-size: 12pt;">I romanzi distopici contemporanei noti al grande pubblico</span><span style="font-size: 12pt;"> non approfondiscono, non denunciano, non approfittano del successo per denunciare un pericolo nascosto già in potenza, come seme, all&#8217;interno dei nostri sistemi sociali.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Alberto cita viceversa Orwell, &#8220;1984&#8221; e Golding, &#8220;Il Signore delle mosche&#8221;, a esempio di distopici di denuncia sociale.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Ho letto l&#8217;articolo con molto interesse, e</span><span style="font-size: 12pt;"> concordo con il principio di massima secondo il quale l’opera letteraria debba (almeno provare a) raggiungere il lettore a un certo livello di profondità. Credo tuttavia che la distopia classica sia un genere superato.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">La distopia a cui si fa riferimento in quell&#8217;articolo, quella di denuncia, di allerta e previsione, quella che fa emergere le contraddizioni sociali presenti che potrebbero condurre a un universo indesiderato, ha avuto un valore in certi periodi storici. Oggi </span><span style="font-size: 12pt;">noi già ci troviamo in quel futuro da cui quegli scrittori ci mettevano in guardia.</span></p>
<p><em><span style="font-size: 12pt;">La distopia è già la società in cui noi viviamo e gli autori distopici di oggi, più che prevedere il futuro, descrivono metaforicamente il presente.</span></em></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">La distopia è qui, nel mondo, in alcuni suoi tratti evidenti (l’isolamento dei social network, i temi della bioetica, il crollo dello Stato Sociale, la guerra globale permanente, i grandi flussi migratori verso l&#8217;Occidente) e nell&#8217;immaginario dei lettori.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Ma non è questo il motivo per cui tali temi, nelle tre opere citate da Alberto Grandi (&#8220;Divergent&#8221;, &#8220;Hunger games&#8221;, &#8220;Maze Runner&#8221;) non sono approfonditi, né esplorati, né posti a obiettivo principale del messaggio da trasmettere. In Maze Runner il tema della denuncia è completamente assente, negli altri presente, ma non è il focus, e qui concordo con Alberto, ma il motivo è una scelta commerciale: le opere citate sono degli young adult.<br />
Infatti non tutta la distopia contemporanea, che pure non regge il confronto della propria capacità di previsione rispetto a quella passata, evita di denunciare socialmente: si pensi alla serie Black Mirror. Qui la denuncia è massima: le contraddizioni dell&#8217;era moderna si intersecano fra loro ed esasperano in una denuncia fortissima.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">In altri termini, quello che secondo me è lo iato incolmabile fra distopia passata e presente non è la mancanza di denuncia, bensì la sostituzione della previsione con la descrizione. Tanto per fare un esempio, qualche tempo fa la testata “The Intercept”<sup>[</sup><sup>1</sup><sup>] </sup>ha pubblicato un video dal titolo “<a href="https://www.youtube.com/watch?v=rb9ZV_eFd3I">Megacities: Urban Future, the emerging complexity</a>” che sembra uscito da un’opera di fantasia. Invece, è parte del materiale didattico che la <a href="http://jsou.socom.mil/Pages/Default.aspx">Joint Special Operation University</a> del Pentagono distribuisce ai suoi allievi. In altre parole, è  la realizzazione molto vicina di una distopia reale, tangibile, che i militari statunitensi usano già per la loro formazione interna. </span><span style="font-size: 12pt;">È la costruzione di una società militarizzata e ottimizzata a gestire lo scenario tattico di una megalopoli moderna.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Come scrive i<a href="https://www.tomshw.it/l-esercito-usa-si-prepara-a-un-futuro-distopico-molto-brutto-80749">n questo articolo</a> per Tom&#8217;s Hardware Italia <a href="https://www.tomshw.it/utenti/valerio-porcu-5">Valerio Porcu</a>  “Il video inanella una serie di minacce terribili: reti criminali, infrastrutture sotto gli standard, tensioni etniche e religiose, povertà, bassifondi, fognature sovraccariche, una crescente massa di disoccupati e così via. Non mancano estesi labirinti sotterranei e aree con un proprio governo indipendente da quello ufficiale. Un contesto nel quale la minaccia informatica ha un ruolo centrale, con &#8216;gli hacker&#8217; in grado di colpire infrastrutture sensibili dove e quando vogliono. Tutto concentrato in un fazzoletto di terra altamente popolato.”</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> E poi ancora “Un altro documento riporta invece come &#8216;l&#8217;esercito US è incapace di operare all&#8217;interno della megacittà&#8217;. Esiste infatti un programma chiamato <a href="https://www.fbo.gov/index?s=opportunity&amp;mode=form&amp;id=58acb9465e9fd0cf3b6a2bd04229b091&amp;tab=core&amp;_cview=1">Thunderdom Spiral</a>, che dovrebbe servire appunto a trovare nuove idee per affrontare la questione.”</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Un portavoce dell&#8217;esercito ha affermato che il video si basa su <a href="https://www.army.mil/e2/c/downloads/351235.pdf">Megacities and The United States Army</a>, che di fantasioso ha poco o nulla.<br />
</span><span style="font-size: 12pt;">Inquinamento, crisi energetica, dittatura militare non sono scenari di fantasia.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> La distopia è già in essere, ed è sotto gli occhi di tutti. È invisibile, e perciò tanto più pericolosa, perché a differenza di quanto scrivevano i romanzieri di inizio secolo, essa  non è totalizzante. Non c’è un nemico definito contro cui scagliarsi.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Il nemico è il sistema stesso.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Orwell metteva in guardia l&#8217;umanità dall&#8217;impoverimento del linguaggio, dal pensiero non articolato in forme corrette. La Neolingua consiste nell&#8217;eliminare parole dal vocabolario, nel ridurle, contrarle. Semplificarle.<br />
</span><span style="font-size: 12pt;">La Neolingua non è forse il linguaggio da <em>sms</em>, l&#8217;abuso delle <em>k</em>, degli acronimi, degli slang e delle frasi-tormentone da <em>hashtag</em>? quante parole permette di scrivere Twitter?</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> L’uso di un vocabolario ristretto coincide con un pensiero ristretto. E, come in ogni distopia che si rispetti, una modalità di pensiero rattrappita è <em>conditio sine qua non</em> della manipolazione di chi quel pensiero lo mantiene ampio, attraverso un uso sapiente ma disonesto del linguaggio.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">In altri termini, si dovrebbe cercare di superare la definizione della fantascienza distopica come letteratura di anticipazione: ai nostri giorni essa è, piuttosto, una cornice, quasi accessoria, entro la quale rappresentare i contenuti principali.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> In questi sistemi dis-integrati, dove la maggioranza delle persone non è motivata ad agire in conformità alle aspettative connesse a un ruolo, le sfide che i personaggi affrontano sono il cuore della narrazione, e non mero pretesto per la descrizione di un mondo probabile.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Se poi essi riusciranno a maturare dal punto di vista psicologico e affettivo, evolvendo verso la promozione dell&#8217;integrazione sociale, o si muoveranno verso una conquista interiore del tutto personale e a-sociale, è scelta di ogni scrittore.<br />
</span><span style="font-size: 12pt;">A differenza del anni in cui Orwell e Golding pubblicavano i loro manoscritti, adesso l’informazione è facilmente accessibile a tutto il mondo occidentale.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Basta saper cercare, cliccare, distinguere, filtrare.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Ma ne siamo davvero in grado?</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Nel <em>mare magnum</em> della rete e nella pluralità delle informazioni, l’attendibilità della fonte dovrebbe essere un criterio imprescindibile.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Quasi mai rispettato.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Laddove Huxley ne &#8220;Il Mondo Nuovo&#8221; sosteneva che il potere sarebbe dovuto essere esercitato sì per l’eliminazione della libertà ma solamente quale mero strumento di garanzia per la felicità umana, Orwell sottolineava come chiunque eserciti il potere lo faccia solo per se stesso. La vera natura del potere è il potere:</span> <span style="font-size: 12pt;">&#8220;Il fine della persecuzione è la persecuzione. Il fine della tortura è la tortura. Il fine del potere è il potere. Cominci a capirmi ora?&#8221;<sup>[2]</sup></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Erich Fromm, nel suo saggio “Fuga dalla libertà”<sup>[</sup><sup>3</sup><sup>]</sup> scrive che: “l’uomo d’oggi ha raggiunto la libertà, ma non riesce a usarla per realizzare completamente se stesso, anzi, la libertà sembra averlo reso fragile e impotente”. E poi ancora: “Pur avendogli portato indipendenza e razionalità, la libertà ha reso [l’essere umano] isolato e, pertanto, ansioso e impotente. Questo isolamento è intollerabile e l’alternativa che gli si presenta è la seguente: o sfuggire dal peso di questa libertà verso nuove dipendenze e sottomissioni, o progredire verso la piena realizzazione della libertà positiva che si fonda sull’unicità e l’individualità dell’uomo”<br />
</span><span style="font-size: 12pt;">E fin qui, tutto bene, se non fosse che “libertà” è un termine abusato. Siamo davvero liberi quando scegliamo, pensiamo, agiamo? Quali condizionamenti determinano i molteplici aspetti della nostra personalità?<br />
</span><span style="font-size: 12pt;">La risposta arriva al settimo capitolo, quando Fromm mette in guardia l’uomo dalla “illusione della libertà”. Lo sviluppo di una personalità individuale è ostacolato dal fatto che la coscienza dell’uomo moderno occidentale non è né governata da una autorità esterna, né da una interiorizzata, ma da quella che lui chiama “autorità anonima” che “ha assunto le sembianze del senso comune, della scienza, della sanità psichica, della normalità, dell’opinione pubblica. Non pretende nulla, se non ciò che è di per sé evidente.”</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Le bufale condivise da migliaia di disinformati, i botta e risposta infiniti sui commenti di Facebook, i commenti scandalizzati ai finti articoli del giornale on line <em>Lercio</em>, le sentenze vomitate sotto i video di <em>Youtube</em>, i post virali di notizie scandalistiche, insomma: tutto il coarcevo di <em>interazioni social, </em>non sono forse fattispecie di quell’autorità anonima alla quale si riferisce Fromm?</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">È già lei che decide per noi.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Quale libertà è dunque possibile per un uomo del genere?<br />
</span><span style="font-size: 12pt;">Quell’uomo, non è un personaggio di un’opera distopica.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Quell’uomo, siamo <em>Noi</em><i>.</i><sup>[4]</sup></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p><span style="font-size: 12pt;"><sup>[</sup><sup>1</sup><sup>]</sup> The Intercept è un sito diretto dall’ex giornalista del Guardian Glenn Greenwald, noto per aver organizzato la pubblicazione dei documenti che Edward Snowden, collaboratore della National Security Agency, ha sottratto al governo degli Stati Uniti.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><sup>[</sup><sup>2</sup><sup>]</sup> George Orwell, <em>1984</em>, Mondadori, 2002</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><sup>[</sup><sup>3</sup><sup>]</sup>Erich Fromm, <em>Fuga dalla libertà, </em>Mondadori, 1994</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">[4] Evgenij Ivanovič Zamjatin, <em>Noi, </em>Lupetti, 2007</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La dieta mediatica &#8211; o del perché non rispondo subito ai messaggi</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2016 12:52:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosanna Spinazzola]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sullo scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[Dieta mediatica]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi reputo una persona estremamente socievole. 
Mi piace il contatto sociale, ho il privilegio di contare tra le centinai di buoni conoscenti un nutrito nugolo di amici straordinari, che valgono per me come una famiglia allargata.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 12pt;">[Suggerimento musicale per la lettura: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=lm8oxC24QZc">Eddie Vedder &#8211; Society</a>]</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: 12pt;"><em>Niente ci appartiene, Lucilio,<br />
solo il tempo è nostro.<br />
</em>Seneca, Lettere a Lucilio.</span></p>
<p>&nbsp;<br />
<span style="font-size: 12pt;">Mi reputo una persona estremamente socievole. </span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Mi piace il contatto sociale, ho il privilegio di contare tra le centinaia di buoni conoscenti un nutrito nugolo di amici straordinari, che valgono per me come una famiglia allargata.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Mi piace uscire, vedere gente, fare cose nuove.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Poi, c’è il rovescio della medaglia.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Capitano dei periodi in cui il blocco creativo mi investe e mi sento sterile. “Il pozzo” è vuoto.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Mi sento confusa, dormo male, i giorni si susseguono piatti e gli obiettivi che mi sono prefissata appena qualche tempo prima mi appaiono logorati, sfilacciati, consunti. Iniziano a ingiallire.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">In quei momenti ho bisogno di ritrovare un centro, e rinnovare il patto implicito stretto con me stessa per riprendere la strada che ho deciso di percorrere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Sì, tutto bello, ma come?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">La risposta, per me, è <em>la solitudine</em>.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Quando tutto intorno e dentro di me è confusione e rumore, ho bisogno di chiudere la porta della mia anima, e fare silenzio.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">In questa società in cui rimanere da soli a casa non è sufficiente per creare il vuoto, costantemente riempito da messaggeria istantanea e notifiche <em>social</em>, l’unico modo che conosco è fare una “dieta mediatica”.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Ogni due-tre mesi di abbuffate di informazioni, che ingolfano il quotidiano moderno e che spesso non aggiungono valore al mio tempo, faccio un mese (ma questa volta sta durando di più) di silenzio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Uso i limiti. Alzo le barricate. Difendo la mia arte e la mia salute.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"> Niente facebook, twitter, you tube, istagram e <em>notizie on line </em>fino a sera. Imposto il cellulare sul “non disturbare” e disabilito le notifiche. Limito la mia presenza e disponibilità sul <em>web</em> al minimo indispensabile. La dieta è flessibile, e si adatta alle esigenze di ognuno.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Io mi collego soltanto mezz’ora al giorno, di solito dopo cena. Leggo qualche mail, controllo le notifiche, rispondo svogliatamente a qualche messaggio. Finita la mezz’ora, stacco la connessione e mi dedico ad altro.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Le persone che mi conoscono, in questi periodi di mia “assenza dal <em>web</em>” incrementano i messaggi allarmati: “che fine hai fatto”? “ci vediamo su skype”? “rispondimi appena puoi!” oppure “tutto bene”?</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Ormai dal <em>web</em> passa la maggior parte del contatto sociale, e va bene, però a volte è troppo. E quando di una cosa, qualsiasi cosa, se ne ha in abbondanza, allora quella cosa perde di valore.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Perciò questa scelta mi aiuta anche a rendere merito alle cose importanti. </span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Riscopro il piacere di telefonare a un amico, sentirne la voce e approfondire un argomento. Di finire di leggere un romanzo in due giorni, fare un bagno lungo e uscire più spesso.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"> Raccolgo l’essenziale. Recupero concentrazione e voglia di fare. Le idee mi si schiariscono, riesco a udire di nuovo i miei pensieri.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Come al rientro dalle vacanze, in cui si è esagerato con il cibo perché “tanto sono in vacanza”, così questi periodi di depurazione dai <em>social network</em> e dalle notifiche sul cellulare e sul computer sono necessarie alla mia vita creativa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Ma la dieta mediatica non basta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Il silenzio che si produce dalla dieta mediatica non è privo di significato. </span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Sì, insomma: stare da soli non significa annoiarsi guardando fuori dalla finestra tutto il tempo. Significa fare spazio dentro di sé, per permettere alle cose più importanti di emergere in superficie. Fare silenzio tutt’intorno per permettere alla propria voce interiore di essere udita.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Per fare ciò, annoiarsi è il primo passo. Ma soltanto il primo.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Poi, serve qualcosa che aiuti a focalizzarsi su sé stessi. </span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Per me, è il diario.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">A singhiozzi, ne tengo uno, dove scrivo qualsiasi cosa mi venga in mente. </span><br />
<span style="font-size: 12pt;"> Mi serve per rimettere a fuoco la direzione, ricordare a me stessa dove sto andando e perché, e soprattutto a riconnettermi con la parte di me più vera, che mi sostanzia. L’unica a me indispensabile.</span><br />
<span style="font-size: 12pt;">Quando mi sento perduta, il diario è la mia àncora. Riparto da lì. E questo articolo è proprio il frutto di una manciata di riflessioni che ho scritto sul diario, a mano, in questi giorni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Se provate la dieta mediatica anche voi fatemi sapere come procede, anche se qualcosa mi dice che andrà tutto bene.</span></p>
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