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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540</atom:id><lastBuildDate>Sun, 12 Feb 2012 17:22:59 +0000</lastBuildDate><category>Uscite 2009</category><category>azione</category><category>Uscite 2008</category><category>documentario</category><category>.Guardabili</category><category>Non Recensioni</category><category>fantasy</category><category>.Sconsigliati</category><category>Uscite 2010</category><category>Anteprime</category><category>fantascienza</category><category>drammatico</category><category>thriller</category><category>.Consigliati</category><category>horror</category><category>Italia</category><category>commedia</category><category>animazione</category><title>il Proiezionista</title><description /><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (liuis)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>49</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/rss/proiezionista" /><feedburner:info xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" uri="rss/proiezionista" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-8139545502844492130</guid><pubDate>Sun, 20 Jun 2010 20:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-06-21T10:15:17.792+02:00</atom:updated><title>Chiudo</title><description>E' triste lo so, ma bisogna farlo. E bisogna farlo per almeno - non so ancora quante, poi le conto - buone ragioni. Una è che questo blog non lo legge nessuno. Questo blog riceve circa 30 visite al giorno, e tutte e 30 provengono da traffico indirizzato ad un solo post, quello su Strade perdute. Quando lo scrissi non avevo idea che sarebbe diventato la bibba di internet riguardo a quel film. Questo da un lato mi fa piacere, perché essere tra i primi tre o quattro risultati di qualche cosa su Google non può che far piacere. Dall'altro però mi fa pensare che senza quel post lì, scriverei a nessuno. Quindi tanto vale scrivere su un foglio di carta o parlarmi da solo direttamente: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Ti è piaciuto il film?&lt;br /&gt;
- 'Na merda.&lt;br /&gt;
- Perché?&lt;br /&gt;
- Lo sai già. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Meno parole, stesso risultato.&lt;br /&gt;
Altra buona ragione è che in rete ci sono decine di blog di cinema migliori di questo. E non perchè gli altri siano più bravi di me, figuriamoci, ma perchè loro, nei loro blog, ci scrivono. Ora, un blog va aggiornato, ok, ma un blog di cinema va aggiornato di più. E questo perchè quando vai in un blog di cinema è perché vuoi sapere cosa ne pensa un tizio di cui ti fidi di un certo film. Calcolando che in Italia negli ultimi 100 anni sono stati distribuiti approssimativamente 25.000 film, e che in questo blog ne sono recensiti circa 50, una persona x ha probabilità pari allo 0.2 percento di trovare il film che cerca.&lt;br /&gt;
Altra buona ragione è che non mi va più di scrivere di film. Non abbastanza da tenere un blog sull'argomento, almeno. Quando aprii il blog, circa 2 anni addietro, vedevo almeno un film al giorno. Adesso la media si è nettamente abbassata, e dei film che vedo solo pochi suscitano in me l'impeto di comunicarne al mondo la mia opinione, e di questi pochi, solo per pochissimi trovo la voglia di farlo realmente.&lt;br /&gt;
Erano tre quindi, le buone ragioni. Ognuna di queste ragioni, presa singolarmente, basta da sola a chiudere i battenti. Tutte insieme, invece, formano un trio di poderose ottime ragioni per farlo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cosa farò adesso? Sguazzerò nelle acque cristalline dei mari siciliani, penso, mi troverò un lavoro, una ragazza, una casa, metterò su famiglia, i figli, invecchierò e morirò felice. Nel frattempo mi dedicherò ad un nuovo blog generalista dove scriverò quando ne avrò voglia e di quello che mi pare. Non linkerò qui l'indirizzo come fanno gli altri, perchè questo è un post di chiusura, di abbandono a quello che è stato il mio blog per due anni, la mia pagina, il mio sfogo, un piccolo pezzo della mia vita, e dove tra le righe si può leggere qualcosa della mia anima. E' un po' come tatuare sul culo della tua ex ragazza il nome di quella nuova. Non si fa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non cancellerò il blog, sia chiaro. Non rinnego nulla di ciò che ho scritto, è gratis e c'è il post su Strade perdute che tanta felicità ha dato e continuerà a dare a tante persone. Perdonate quindi il titolo ingannevole: chiudo &lt;i&gt;col&lt;/i&gt; blog, non il blog.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Beh, è tutto credo. Un saluto ai quattro gatti che leggeranno questo post e buona fortuna a loro, e anche a me.&lt;br /&gt;
Con affetto sincero.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Liuis&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-8139545502844492130?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2010/06/chiudo.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>9</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-6282107797489735793</guid><pubDate>Mon, 03 May 2010 02:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-05-03T21:04:46.672+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Uscite 2010</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">.Sconsigliati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">azione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">fantascienza</category><title>Iron Man Due</title><description>C'è un unico sequel che è migliore del "capostipite", ed è Spiderman 2. Tutti gli altri, chi più chi meno, sono tentativi falliti di ripetere il miracolo. Ma non succede mai, e questo per ragioni abbastanza ovvie. Il fattore novità sparisce, la sorpresa dello spettatore nel trovarsi di fronte a un giocattolo nuovo è già stata sfruttata, e cercare di mettere insieme un qualcosa che non dia l'impressione di già visto costringe gli autori a inserire nuovi ingredienti che finiscono per sovraccaricare la sceneggiatura di inutili ridondanze. E qui c'è una doverosa distinzione che è giusto fare rispetto ad opere che, nascendo sin dall'inizio con l'intento di essere una saga, i fulcri narrativi sono spalmati su più film, mentre in un'opera unica non vi è motivo di non sparare tutte le cartucce alla prima occasione. Iron Man 2, in questo, è un po' un sequel da manuale. I nuovi insignificanti personaggi, in primis quello di Scarlett Johansson, che fino all'ultimo non si capisce quale sia la sua funzione, sono il lampante tentativo di dare nuova linfa ad una storia che è già stata raccontata. L'aspetto che dava vero spessore al primo film, l'introspezione della complessa e affascinante figura di Tony Stark, qui è ormai esaurita, e presentarlo in fin di vita non dona granchè di più al personaggio, se non giustificare un po' di ubriachezza molesta. Un paio di note positive sono i mirabolanti effetti speciali, a cui ormai abbiam fatto l'abitudine ma che è sempre un piacere vedere, e le interpretazioni di Mickey Rourke... che ve lo dico a fare, e di un azzeccatissimo Sam Rockwell. Robert Downey Jr. forse per deficit di copione o per quella sensazione di già visto, o per entrambe le cose, non è all'altezza del primo capitolo. Per il resto, questo secondo Iron Man è sostanzialmente inutile, come lo è quasi sempre tutto ciò che è seguito da un due. C'era da aspettarselo, ce lo aspettavamo, però dispiace sempre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-6282107797489735793?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2010/05/iron-man-due.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-3629388719342044505</guid><pubDate>Thu, 29 Apr 2010 02:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-30T00:50:28.700+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Uscite 2010</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">.Sconsigliati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">thriller</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">fantascienza</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">horror</category><title>I nuovi pazzi convincono la critica</title><description>Ovvero il ramake di &lt;i&gt;The Crazies&lt;/i&gt; di Romero, da noi conosciuto come &lt;b&gt;La città verrà distrutta all'alba&lt;/b&gt; già nel 1973 e riproposto quarant'anni dopo con lo stesso simpatico titolo. L'originale l'ho intravisto qualche tempo fa, non mi piacque, e spensi. Era anche il '73, cinque anni prima di &lt;i&gt;Dawn of the dead&lt;/i&gt;, e forse allora la potenza immaginifica non riusciva a superare il fatto che sembrasse la produzione di una domenica pomeriggio con gli amici. Comunque non stiamo parlando di quel film, ma di questo. Siamo nel 2010, i tempi cambiano, ma noi non ci stancheremo mai di rivedere i sempreverdi clichè di genere. Un uomo, una donna, e i poveri personaggi di contorno tutti tristemente destinati a morire nei modi più fantasiosi e truculenti. Ad ogni cambio di ambientazione c'è preciso come un orologio svizzero un nemico da sconfiggere per sopravvivere, come un bel videogame, con tanto di boss finale all'ultima scena - livello. Ma il vero protagonista è una figura retorica del cinema che sicuramente avrà un nome ufficiale, che non conosco, che io chiamo amichevolmente "salvataggio di chiappe fuori campo". E' questa: c'è il buono a terra, il cattivone gli sta di sopra pronto a sferrare il colpo mortale. E' praticamente con due piedi nella fossa quando - BANG - colpo da dietro esploso in extremis da uno degli altri buoni, uno a caso che era uscito di scena qualche minuto prima (fa più effetto se ritenuto morto). Nel nuovo The Crazies questo simpatico siparietto potrete apprezzarlo almeno tre volte, e crepi l'avarizia! Un'altra scena da manuale che troverete in questo splendido film è quando dopo tutta una serie di brutali ed efferati omicidi, al momento che si tratta dell'eroina no, i matti di turno decidono che non sarebbe carino privarla della vita, quindi scelgono di legarla e imbavagliarla. Se vi chiedete da dove siano sbucati venti metri di corda, la sedia e il nastro isolante, si vede che non avete capito una mazza di quello che ho detto finora. Infine una postilla di apprezzamento per i personaggi, piatti come le tette di una culturista, stereotipati fino al limite sostenibile (una piccola ma mediocre eccezione la fa il vicesceriffo) rafforzerà in voi il convincimento di come questo film possa soddisfare le vostre aspettative, a patto di non averne. Ah, quasi dimenticavo il finale aperto, ovviamente. Unica nota stonata, la citazione colta con l'uscita di scena dei due mano nella mano verso l'orizzonte, stile &lt;i&gt;Tempi Moderni&lt;/i&gt;. Ma forse, spero, è stata solo un'impressione mia. Considerando che i ramake dei cult di solito vengono sottostimati dall'elite per pura puzza sotto al naso, le generalizzate voci di apprezzamento che si odono un po' da tutti, anche da gente che stimo, non fanno che confermare quanto questo film sia bello. Bello. Bello. Bello. Perchè si sa che nel paese dei matti la gente cammina a testa in giù, la Carfagna è il politico più votato d'Italia, e una ciofega di film come questo prende il 71% al &lt;a href="http://www.rottentomatoes.com/m/1205380-crazies/"&gt;pomodorometro&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
Ok, l'ora d'aria è finita, torno nella mia cella d'isolamento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-3629388719342044505?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2010/04/i-nuovi-pazzi-convincono-la-critica.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-6405830364786306048</guid><pubDate>Sat, 03 Apr 2010 12:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-03T17:47:29.001+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">.Consigliati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">fantascienza</category><title>Un post apocalittico</title><description>Sono passati quasi sei mesi dall'ultimo post e se m'è tornata la voglia di scrivere non è un caso. Anzi, lo è. Perchè se non fosse stato per &lt;i&gt;La Strada&lt;/i&gt; di Fellini unito alla disambiguazione di Wikipedia non mi sarei mai imbattuto in &lt;b&gt;The Road&lt;/b&gt;. The Road. The Road.... The Road è una figata. Io amo il genere post-apocalittico, è il mio preferito. Se mi chiedete quale sia il mio genere preferito vi rispondo post-apocalittico. Che poi non è proprio un genere, è più un'ambientazione diciamo. Ad esempio gli zombie di Romero sono considerati pietre miliari dell'horror, ma a ben vedere sono anche (ma anche soprattutto) una delle massime espressioni del post-apocalittico. Ma perchè The Road è così figo? Perchè è cupo, è grigio, è spento, è sporco, è umido, è fatiscente, triste e senza speranza. L'umanità è ridotta a una branco di straccioni morti di fame che si mangiano l'un l'altro, i protagonisti hanno fame, non c'è un cazzo da mangiare, nemmeno un filo d'erba semmai gli venisse in mente di brucare. Cosa sia successo di preciso non si sa, e il non saperlo è una delle cose migliori del film. Un'altra, all'opposto, è la dovizia di particolari, alcuni mostrati altri suggeriti, con cui sono spiegate le meccaniche di questo mondo ormai morto in cui lo spettatore può godersi una quasi totale immedesimazione. Il tutto ovviamente accompagnato da spunti di riflessione sulla natura dell'uomo, il ruolo della società, il bene e il male, e altre idee per spippettarvi il cervello nella vostra intimità. In Italia The Road non è uscito, e forse mai uscirà. "Troppo triste" sono le testuali parole dei distributori di casa nostra. Ma per fortuna viviamo nell'era di internet e ce ne possiamo bellamente fregare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ah dimenticavo, il protagonista è Viggo Mortensen. C'è anche Charlize Theron e Guy Pierce. Casomai aveste pensato ad una produzione indipendente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="pic"&gt;&lt;img width="500" src="http://i366.photobucket.com/albums/oo106/ilproiezionista/photo_15_hires.jpg"/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-6405830364786306048?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2010/04/road.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>10</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-4663596956369382306</guid><pubDate>Fri, 09 Oct 2009 11:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-24T05:55:58.026+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Uscite 2008</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">animazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">.Guardabili</category><title>Totoro</title><description>Ma sono l'unico, al mondo, a cui non piacciono i film di Miyazaki? Cerco su internet, per non sentirmi sbagliato, per non sentirmi da solo. Ma niente, nessuno. I detrattori di Miyazaki, se ci sono, non escono allo scoperto. Forse si riuniscono in qualche circolo segretissimo stile carboneria? Chissà. Casomai, voglio una tessera. Chi timidamente tasta il terreno, avanzando una minima perplessità - roba soft, del tipo "vi è piaciuto?" - viene subito tacciato di essere, a turno: scemo, cattivo, ignorante, materialista, triste, senz'anima, gay, lesbo, negro, razzista, cinese, musulmano, repubblicano, fan di Paolo Meneguzzi. Mi ricorda tanto il sillogismo secondo cui chi non ama berlusconi è comunista. Uscito quest'anno in Italia, Totoro risale al 1988, quando io avevo sei anni, e penso che mi sarei annoiato a morte già allora, figuriamoci adesso. Che fare, mi rassegnerò a bruciare all'inferno, nel girone dei &lt;i&gt;takahatiani&lt;/i&gt;, dove per contrappasso proiettano &lt;a href="http://ilproiezionista.blogspot.com/2009/03/ponyo-sulla-scogliera-2008.html"&gt;Ponyo&lt;/a&gt;, i teletubbies e la melevisione a ciclo continuo. E amen.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-4663596956369382306?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2009/10/totoro.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>8</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-1718030309334027936</guid><pubDate>Sun, 04 Oct 2009 01:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-07T19:02:20.001+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">.Consigliati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Uscite 2009</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">horror</category><title>Drag Me to Hell, e passa la paura</title><description>Un film così puoi farlo solo se sei Raimi. Chiunque altro sarebbe stato ridicolo. E allo stesso tempo questo film ridicolizza tutti coloro che nell'ultimo decennio hanno prodotto roba del genere prendendosi sul serio. Raimi si innalza al di sopra della sua stessa arte (vedi The Gift) e alla vagonata di mediocrità a cui ha, non so perché, probabilmente per soldi, prestato il nome (Boogeyman, 30 giorni di buio, The Grudge, The Messengers), e al contempo scende al livello dello spettatore, come un mago che svela i suoi trucchi, divenendone complice. E qui non siamo di fronte al classico pacchiano splatter semi-comico, e siamo ben oltre anche agli stessi raimiani Evil Dead. Qui possiamo assistere ad un qualcosa di molto più grottescamente raffinato. Ossimori, dicotomie, antitesi. Serio e faceto, dramma e commedia, riso e terrore, estremi che sempre si attraggono, ma raramente si incastrano così precisamente, si fondono così armoniosamente, creando il perfetto horror da intrattenimento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-1718030309334027936?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2009/10/drag-me-to-hell-2009.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-5453004891258944726</guid><pubDate>Tue, 29 Sep 2009 18:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-03T05:55:22.070+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">.Consigliati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Uscite 2009</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">azione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">fantascienza</category><title>District 9. La nuova frontiera della fantascienza?</title><description>Se questo è il futuro della fantascienza, bella merda. La fantascienza racconta l'incredibile rendendolo credibile. Blomkamp invece non si prende questo disturbo e infatti District 9 è tutto all'insegna dell'inverosimile. Guardàtelo, io ve lo consiglio, è un bel film d'azione. Anzi se si pensa che è il prodotto dell'unione di un mediocre come Peter Jackson con un grafico pubblicitario, il risultato è più che soddisfacente. Ma per fare roba memorabile ci vuole ben altro. Tra un mese farà già parte del tutto. Spero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-5453004891258944726?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2009/09/district-9-2009.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>8</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-1970438626539345202</guid><pubDate>Tue, 29 Sep 2009 17:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-04T07:17:58.765+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">.Consigliati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Uscite 2009</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">documentario</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Italia</category><title>Videocracy : una strage annunciata</title><description>Il titolo non sarà il massimo dell'originalità, ma il contenuto lo è. Il regista, questo Erik Gandini, dev'essere un gran figlio di buona donna. Corona dice di lui che è "un furbo", e detto da Corona, che non è certo l'ultimo dei coglioni, è un bel complimento. Nonostante Videocracy racconti una storia già arcinota al telecittadino italiano, Gandini ha fatto in modo che il ripasso risulti piacevole, e che anche i più informati e smaliziati possano apprezzare un paio di gustose, inedite e inaspettate sequenze. Chi non ha interesse ad ammirare Corona, uccello al vento, che si masturba sotto la doccia, potrà inorridire alla vista di un orgoglioso Lele Mora che proietta sul suo cellulare svastiche ed effigi del fuhrer, accompagnate dalle note di "Faccetta nera".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' giusto però ricordare come un uomo, più di trent'anni fa, in tempi non sospetti, quando l'Italia berlusconiana era immaginabile solo da un eroinomane in overdose, già allora, deriso anche da un Biagi inaspettatamente garantista, urlasse al vento, inascoltato, la malvagità della diabolica scatoletta: "Non considero niente di più feroce" - diceva - "della banalissima televisione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="200"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xUn10yA09vI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/xUn10yA09vI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="200"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-1970438626539345202?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2009/09/videocracy-2009.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-5185736273898139396</guid><pubDate>Tue, 29 Sep 2009 16:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-04T07:19:52.206+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Non Recensioni</category><title>Il blog si involve ed evolve, ovvero si evolve involvendosi</title><description>Dopo la lunga pausa estiva passata a meditare su questo argomento ho deciso di rivedere l'impostazione dei post. Essi assomiglieranno molto meno ad una recensione canonica. Tolto quasi ogni schema predefinito (trama, info, voti, foto...) chi vorrà si godrà quel che resta. Questo favorirà la lettura di chi leggerà, e la scrittura di chi scriverà, rendendole più piacevoli e veloci da entrambe le parti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona visione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-5185736273898139396?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2009/09/il-blog-si-involve-e-si-evolve-ovvero.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-8794654903026467918</guid><pubDate>Tue, 28 Jul 2009 01:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-28T23:43:05.093+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Uscite 2008</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">commedia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">.Guardabili</category><title>Juno (2007)</title><description>&lt;div class="info"&gt;USA - Commedia - 92'&lt;br /&gt;di &lt;b&gt;Jason Reitman&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;- Hai saputo? Juno MacGuff è incinta.&lt;br /&gt;- Sì.&lt;br /&gt;- Hai saputo che è tuo?&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="trama"&gt;Una studentessa del liceo dal carattere singolare rimane incinta di un suo compagno di scuola. Decide di non interrompere la gravidanza, ma di affidare il figlio, quando nascerà, a una giovane coppia desiderosi di diventare genitori.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="pic" style="margin-top:10px;margin-bottom:20px;"&gt;&lt;img src="http://i366.photobucket.com/albums/oo106/ilproiezionista/Juno-Bleeker-juno-2098226-1024-5761.jpg" title="Ellen Page e Michael Cera" alt="Immagine"/&gt;&lt;/div&gt;Dal regista di quella piccola perla che è &lt;i&gt;Thank You For Smoking&lt;/i&gt; (2005), onestamente mi aspettavo qualcosa di più. Non che il film sia brutto, ma Juno manca fondamentalmente di credibilità. Di solito le commedie non hanno l'onere di essere credibili, ma da Juno, forse per l'argomento trattato e nonostante l'atmosfera gioviale, filtra una continua aria di serietà, e per questo i bizzarri comportamenti e reazioni dei personaggi, protagonista in testa, risultano spesso inverosimili. Quando ho visto la faccia dei genitori dopo aver saputo che la figlia sedicenne fosse incinta, ho sentito il forte impulso di cambiare canale. L'espressione era identica a prima. &lt;br /&gt;Comunque superatato il punto di non ritorno e lasciandosi trasportare dall'andazzo, il film dopo la prima mezz'ora recupera, e ci si può dedicare ad apprezzarne altri aspetti, come la non comune ed anche inaspettata bravura da caratterista di Ellen Page. Lodi, lodi, lodi ad Ellen Page, davvero. Mi spiace solo che non si veda più spesso in giro. Darle già solo la metà della frequenza filmografica di Natalie Portman - con cui a questo punto, in quanto a capacità, se la gioca - sarebbe cosa buona e giusta. Una bravura, quella della Page, che riesce persino ad andare oltre l'orribile doppiaggio di Alessia Amendola, e non è poco. Sembrava una di quelle puntate dei Simpson nelle quali invitano qualche personaggio famoso, gente che col doppiaggio non c'entra nulla, a fare il doppiatore. Ci sono tanti doppiatori scarsi che riempiono le puntate dei telefilm, e non si nota. Ma se uno di quelli lo prendi e lo schiaffi in un film, si nota, eccome.&lt;br /&gt;Tornando al film - che dire - il fatto che in Juno non si scorga mai un briciolo di istinto materno può anche giustificare una ragazzina che dopo aver dato ad un'estranea il proprio figlio appena nato, torni allegramente a suonare la chitarra col suo fidanzatino / padre. Ma tirando le somme a fine visione, ci si rende conto che un così forte scollamento dalla realtà, priva l'intero film di qualsiasi significato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="voto-medio"&gt;sei&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-8794654903026467918?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2009/07/juno-2007.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>10</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-7499711760467167783</guid><pubDate>Mon, 20 Jul 2009 21:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-23T01:51:57.326+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Uscite 2009</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">fantasy</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">.Guardabili</category><title>Harry Potter e il principe mezzosangue (2009)</title><description>&lt;div class="info"&gt;(Harry Potter and the Half-Blood Prince) - UK/USA - Fantasy - 153'&lt;br /&gt;di &lt;b&gt;David Yates&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="pic" style="float:right;margin-left:15px;margin-bottom:120px;"&gt;&lt;img src="http://i366.photobucket.com/albums/oo106/ilproiezionista/emma-watson-harry-potter.jpg" width="200" alt="immagine" title="Il trio di maghi qualche anno fa"/&gt;&lt;/div&gt;Il fatto che quella di Harry Potter sia una saga non dovrebbe impedire a chi di dovere di realizzare un qualcosa (stiamo parlando di oltre due ore di proiezione) che abbia senso di esistere anche da solo, invece di essere un mero passaggio tra il film precedente e quello successivo. Non so se questa linea rispecchi l'andamento originale del romanzo, ma so che fino alla camera dei segreti non sembrava di assistere agli episodi di un film a puntate. Se pensiamo poi che le due parti del prossimo ed ultimo film saranno distribuite a un anno di distanza l'una dall'altra, sarebbe meno snervante aspettare il 2011 per guardarsi gli ultimi quattro episodi, o capitoli chedirsivoglia. Non ha senso andare periodicamente al cinema per tenersi aggiornati sugli sviluppi di una storia che chi ha letto i libri o si è fatto un giro su Wikipedia conosce già perfettamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="voto-medio"&gt;sei&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-7499711760467167783?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2009/07/harry-potter-e-il-principe-mezzosangue.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-4600428331441575043</guid><pubDate>Fri, 19 Jun 2009 12:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-25T03:47:29.439+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">animazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">.Consigliati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Uscite 2009</category><title>Coraline e la porta magica (2009)</title><description>&lt;div class="info"&gt;(Coraline) - USA - Animazione - 89'&lt;br /&gt;di &lt;b&gt;Henry Selick&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="pic"&gt;&lt;img src="http://i366.photobucket.com/albums/oo106/ilproiezionista/coraline-jpg.jpg" alt="immagine" title="Coraline" width="270" /&gt;&lt;/div&gt;Coraline è il quarto film di Henry Selick. Chi è Henry Selick? Selick è il regista di Nightmare Before Christmas. No, non è Tim Burton, Henry Selick si chiama, ma non vi biasimo se non lo conoscete, dato che non ha nemmeno una misera voce sulla Wikipedia italiana (forse adesso qualcuno provvederà) anche se ha diretto una delle icone culturali del decennio passato, e che adesso torna alla ribalta con un altro film in stop motion. Guardando Coraline viene da pensare che ne è passata di acqua sotto i ponti dai tempi di Pingu, e lo stop motion ha raggiunto un livello di raffinatezza visiva mai visto fino adesso, nemmeno in produzioni recenti come &lt;i&gt;La sposa cadavere&lt;/i&gt;. Ed è davvero uno spettacolo osservare la dinamicità con cui si muovono le marionette e i loro volti incredibilmente espressivi. La contrapposizione cromatica tra il grigiore della vita reale e i fasti del mondo parallelo in cui si rifugia Coraline funziona alla perfezione, e una trovata apparentemente semplice di due bottoni al posto degli occhi basta a trasmettere una strana inquietudine nello spettatore. Tuttavia, per quanto la chiave di lettura di denuncia alla futilità e pericolosità delle (false) apparenze sia molto interessante, il furbo trailer montato come fosse un horror trae in inganno, &lt;div class="pic" style="float: right; margin-left: 15px; margin-top: 15px; margin-bottom: 30px;"&gt;&lt;img src="http://i366.photobucket.com/albums/oo106/ilproiezionista/060209092040coraline_2.jpg" alt="immagine" width="270" /&gt;&lt;/div&gt;perchè Coraline è e rimane un film per bambini, con poche battute di spessore, unica forse quella di Wybourne sulle aspettative dettate dai nomi, e con un intreccio narrativo fin troppo lineare. Ovviamente però le favole sono favole e per quanto semplici, possono essere apprezzate anche dai grandi, specie se presentate in una confezione del calibro di Coraline.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="voto-alto"&gt;sette&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-4600428331441575043?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2009/06/coraline-e-la-porta-magica-2009.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-2789554340619483135</guid><pubDate>Wed, 17 Jun 2009 22:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-25T00:37:43.079+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">drammatico</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Uscite 2009</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">.Guardabili</category><title>Diario di una ninfomane (2008)</title><description>&lt;div class="info"&gt;(Diario de una ninfomana) - Spagna - Erotico - 95'&lt;br /&gt;di &lt;b&gt;Christian Molina&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="pic" style="float:right;margin-left:15px;margin-bottom:120px;"&gt;&lt;img src="http://sites.google.com/site/hostfilesite/Home/diario-di-una-ninfomane.jpg" alt="immagine" title="La locandina del film" width="230"/&gt;&lt;/div&gt;Con una locandina così, in effetti non potevo non guardarlo. E a guardarlo bene risulta un film innocuo, che vorrebbe stupire con scene di sesso affatto scandalose, poco interessanti e tutt'altro che innovative, e con un argomento, la ninfomania, già più volte sondato dal cinema in precedenza. Per quanto possa suscitare interesse nella prima mezz'ora e nonostante gli amplessi tengano viva l'attenzione, il film si ripiega su se stesso risultando inutilmente prolisso. E' da apprezzare la prova della protagonista, notevolmente superiore a tutti gli altri attori, la bella fotografia e il montaggio creativo, ma purtroppo dialoghi improbabili e situazioni fiacche non aiutano le evidenti buone intenzioni di una riflessione sulla difficile sessualità della donna, tema continuamente tirato in ballo e mai risolto in modo soddisfacente. In definitiva un film destinato al capientissimo e stracolmo pozzo delle inutilità. Ma complimenti alla locandina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="voto-medio"&gt;cinque&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-2789554340619483135?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2009/06/diario-di-una-ninfomane-2008.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-5521150092426350902</guid><pubDate>Wed, 13 May 2009 14:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-05T00:20:06.816+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">.Consigliati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Uscite 2009</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">fantascienza</category><title>Star Trek (2009)</title><description>&lt;div class="info"&gt;USA - Fantascienza - 126'&lt;br /&gt;di &lt;b&gt;Jeffrey Jacob Abrams&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="pic" style="float:right;margin-left:15px;margin-bottom:30px;"&gt;&lt;img src="http://i366.photobucket.com/albums/oo106/ilproiezionista/StarTrek_2009Movie.jpg" width="200"/&gt;&lt;/div&gt;Il mondo di Star Trek non ha nulla a che vedere col mondo di JJ Abrams. Il substrato di integrazione interrazziale della serie televisiva e le riflessioni umane e filosofiche, scompaiono nel ritmo serrato e asettico del film del creatore di Lost e Cloverfield. Gli attori sembrano tutti usciti da un qualche serial per adolescenti (e probabilmente lo sono) mentre la trama forzata e sempliciotta non è così importante quanto l'azione estrema, le botte da orbi e i combattimenti galattici che riempiono la proiezione. Un film spaccone e spettacolare come c'era da aspettarsi - che sia bello tosto è indubbio, e che le precedenti traposizioni per il grande schermo della saga fossero produzioni mediocri è ancor di più fuori discussione - ma lo Star Trek di Abrams non è il vero Star Trek, sappiatelo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="voto-alto"&gt;sette&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-5521150092426350902?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2009/05/star-trek-2009.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-3614714077177584719</guid><pubDate>Wed, 01 Apr 2009 01:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-24T03:11:46.744+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">animazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Anteprime</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Uscite 2009</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">.Guardabili</category><title>Mostri contro alieni (2009)</title><description>&lt;div class="info"&gt;(Monters vs. Aliens) - USA - Animazione - 94'&lt;br /&gt;della &lt;b&gt;Dreamworks Animation&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="pic"&gt;&lt;img alt="immagine" src="http://i366.photobucket.com/albums/oo106/ilproiezionista/Monsters_vs_Aliens.jpg" title="I personaggi del film" width="505" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;L'incipit è interessante e le risate di gusto non tardano ad arrivare, anche se, a dire il vero, la comicità si fa a tratti un po' pacchiana. Ma al di là dell'uomorismo c'è, purtroppo, il nulla più assoluto. La trama scontatissima, prevedibile oltre ogni limite, che procede con una linearità disarmante, priva di qualsiasi retroscena, riprende i temi di diversità e amicizia coi quali la saga di Shrek ci ha ammorbati già abbastanza. Lo script, insieme ai personaggi, dello spessore di un foglio di carta, fanno di &lt;i&gt;Mostri contro alieni&lt;/i&gt; il peggior film di animazione della &lt;i&gt;Dreamworks&lt;/i&gt;, e quando parliamo della Dreamworks Animation, quella che dovrebbe fare concorrenza alla Disney/Pixar (vi piacerebbe!), uno si aspetta qualcosa di più. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In breve c'è questa tizia, Susan, che nel giorno del suo matrimonio viene colpita da una sorta di meteorite, che non la uccide, come si potrebbe pensare, ma la fa diventare gigantesca. Catturata dall'esercito, si ritrova in una base segreta dove facciamo insieme a lei la conoscenza del resto della cricca di mostri che faranno da tappezzeria per la restante ora abbondante. C'è una blatta umana che si chiama dottor Scarafaggio (quando si dice l'originalità), un pesce antropomorfo chiamato Anello Mancante (ma non era tra uomo e scimmia l'anello mancante?), poi B.O.B. rivisitazione goliardica del &lt;i&gt;fluido che uccide&lt;/i&gt;, e infine l'Insettosauro, una specie di animale domestico dalle dimensioni di un centro abitato. Insieme dovranno fronteggiare il malvagio alieno Gallaxhar intenzionato a conquistare la Terra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non posso dire che &lt;i&gt;Mostri contro alieni&lt;/i&gt; sia brutto, ma se lo paragoniamo, per dire, a &lt;i&gt;Monsters &amp;amp; Co. &lt;/i&gt;(guardacaso della Pixar) molto più spartano nei disegni ma molto più raffinato nella confezione, si vede proprio la differenza vera tra un film e una banale operazione commerciale. Del 3D non ne so parlare, dato che l'ho visto in due dimensioni, ma dubito che riesca a trasformarlo, da solo, in un capolavoro. &lt;br /&gt;Al limite, fatemelo sapere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="voto-medio"&gt;sei&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="anteprima"&gt;Da Venerdì al cinema&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-3614714077177584719?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2009/04/mostri-contro-alieni-2009.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-4462240289977626037</guid><pubDate>Fri, 20 Mar 2009 17:44:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-24T03:11:46.744+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">animazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Uscite 2009</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">.Guardabili</category><title>Ponyo sulla scogliera (2008)</title><description>&lt;div class="info"&gt;Giappone - Animazione - 100'&lt;br /&gt;di &lt;b&gt;Hayao Miyazaki&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="pic" style="float: right;margin-left:15px;margin-bottom:80px;"&gt;&lt;img alt="immagine" src="http://i366.photobucket.com/albums/oo106/ilproiezionista/PonyoontheCliffbytheSea.jpg" title="Ponyo e Miyazaki" /&gt;&lt;/div&gt;Devo ammettere che di animazione giapponese ne so poco, e in particolare di Miyazaki conoscevo solo la serie di Conan, che seguivo da bambino in tv. Ma leggendo le parole spese per &lt;i&gt;Ponyo sulla scogliera&lt;/i&gt; (capolavoro, magia, lacrime, brividi) forse ero partito con troppe aspettative. Ho apprezzato tantissimo i disegni: fluidi, dinamici (vedi la scena di Ponyo che corre sulle onde) e bellissimi con il loro fascino di "carta e colori" ai quali ultimamente ci hanno disabituati. D'altro canto la mancanza di un vero antagonista, la scarsa prospettiva sui personaggi, la trama poco nitida, fanno sì che Ponyo non vinca la sfida con la durata, appiattendosi ed allungandosi, particolarmente nella seconda metà. Forse più adatto ai bambini che agli adulti. Nel complesso, per me, deludente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="voto-medio"&gt;sei&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-4462240289977626037?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2009/03/ponyo-sulla-scogliera-2008.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-6355280493386400857</guid><pubDate>Sat, 14 Mar 2009 14:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-28T17:58:15.416+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">.Consigliati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Uscite 2009</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">azione</category><title>Watchmen (2009)</title><description>&lt;div class="info"&gt;USA - Azione - 162'&lt;br /&gt;di &lt;b&gt;Zack Snyder&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Dio esiste, ed è americano.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="trama"&gt;Nell'universo parallelo di Watchmen, uomini comuni si mascherano per combattere il crimine. Messi al bando dal governo, gli eroi mascherati si adattano a condurre, chi più, chi meno, vite normali. A distanza di anni uno di loro viene assassinato e mentre questo avvenimento scuote i vecchi membri del gruppo, il mondo è alle soglie di un olocausto nucleare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="pic"&gt;&lt;img alt="immagine" src="http://i366.photobucket.com/albums/oo106/ilproiezionista/Watchmen-Jeffrey-Dean-Morgan-Mal-1.jpg" title="I Watchmen" width="505" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Posso recensire Watchmen senza aver letto il fumetto? Posso? Ma sì, dai. Perché a sentire qualche commento di cine-fumettari, per loro la visione del film senza la previa consultazione dei 12 albi di Watchmen (magari copia originale autografata da Alan Moore) sarebbe stato un peccato mortale imperdonabile. Secondo questo ragionamento avrei dovuto leggermi Batman, Spiderman, X-Men eccetera prima di essere degno di metter piede al cinema. Figuriamoci. E infatti mi sono goduto lo spettacolo dei Watchmen tranquillamente senza bisogno del fumetto. Una successiva letta a Wikipedia mi ha apportato una ulteriore erudizione (come scrivono i carabinieri nei verbali: "il suddetto Tizio Caio ci erudiva riguardo i fatti avvenuti") sull'argomento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi, &lt;i&gt;devo&lt;/i&gt; scrivere di Watchmen, lo devo a Beatrice, la promoter del &lt;i&gt;Watchmen viral marketing&lt;/i&gt; che mi ha contattato qualche settimana fa via email esordendo così: "Gentile Redazione de il Proiezionista". Toccare così subdolamente il mio ego, lasciando intendere che io e il mio portatile siamo una redazione, è una gentilezza che va ricambiata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, siamo sinceri, avrei scritto di Watchmen ugualmente, perché è un film che merita. Merita il suo essere crudo, truculento, erotico, violento, sincero e per certi versi colto. S'era mai vista una scopata seria in un cinefumetto? Non mi pare. E se non è una botta di cultura questa, ditemi voi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Watchmen è colto davvero, perché il confine tra il bene e il male è sottile, lo sappiamo, e Watchmen non solo ce ne dà una allegorica dimostrazione, ma ci trascina noi stessi in questa malsana ambiguità. C'è davvero un cattivo e ci sono davvero i buoni? Risposta difficile da dare a fine visione, come difficile è suscitare tale dubbio a tal domanda. E' merito questo della novella o del regista? Sicuramente per rovinare sittanto script bisognava essere sul serio un &lt;i&gt;vanzina&lt;/i&gt; qualunque, ma Snyder fa valere la sua mano autorevole; autorevolezza che già aveva dimostrato in &lt;i&gt;300&lt;/i&gt; e ancor prima, in tempi non sospetti, si poteva intuire qualcosa nel remake del cult di Romero. Qui però siamo decisamente una spanna sopra, e se continua con questo ritmo di miglioramento, calcolando che Snyder ha appena 43 anni, possiamo a ragione aspettarci grandi cose in futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tempi duri da oggi in poi per i marvel-movies, con Watchmen come termine di paragone. Molto duri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="voto-alto"&gt;otto&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-6355280493386400857?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2009/03/watchmen-2009_14.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-8640659811421117085</guid><pubDate>Wed, 11 Mar 2009 00:05:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-24T03:11:41.220+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Anteprime</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">.Consigliati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">drammatico</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Uscite 2009</category><title>Gran Torino (2008)</title><description>&lt;div class="info"&gt;USA - Drammatico - 116'&lt;br /&gt;di &lt;b&gt;Clint Eastwood&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="pic" style="float:right;margin-left:15px;margin-bottom:90px;"&gt;&lt;img src="http://i366.photobucket.com/albums/oo106/ilproiezionista/gran-torino-per-clint-eastwood-7339.jpg" alt="immagine" title="Clint Eastwood sul set"/&gt;&lt;/div&gt;Ogni volta che mi appresto a vedere un film di Eastwood ho sempre il presentimento che non mi piacerà, che non farà per me, ed ogni volta, puntualmente, sono smentito dall'infinito Maestro Clint che d'altronde, nella sua carriera, ci ha regalato perle non da poco. Ma stavolta è diverso, stavolta abbiamo il privilegio di osservare un Clint Eastwood attore che, alle soglie degli ottant'anni, non ha perso una virgola della sua presenza scenica. Lo sguardo è ancora quello di "Biondo", profondo come un abisso, ed ogni sua espressione è oggi, come allora, un film a sè. Magnifico Clint e magnifico Gran Torino, dal primo all'ultimo fotogramma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="voto-alto"&gt;nove&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="anteprima"&gt;Da Venerdì al cinema&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-8640659811421117085?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2009/03/gran-torino-2008.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>12</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-448075803493254201</guid><pubDate>Wed, 25 Feb 2009 13:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-04T00:06:22.359+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Anteprime</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">.Consigliati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">drammatico</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Uscite 2009</category><title>L'onda (2008)</title><description>&lt;div class="info"&gt;(Die Welle) - Germania - Drammatico - 107'&lt;br /&gt;di &lt;b&gt;Dennis Gansel&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="trama"&gt;L'onda è il nome di un movimento di stampo fascista, formato da ragazzi di una scuola superiore tedesca impegnati nella simulazione di un sistema autarchico. In breve tempo però le dimensioni del fenomeno sfuggono al controllo dello stesso insegnante responsabile del progetto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="pic"&gt;&lt;img src="http://i366.photobucket.com/albums/oo106/ilproiezionista/DieWelle_scene_06.jpg?t=1235569016" alt="immagine" title="una scena del film"/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La morale è lampante, lo scopo educativo anche. Può un fenomeno come il nazismo ripetersi nella Germania di oggi? La risposta, secondo Dennis Gansel, è sì, e ce lo dimostra. Il lento formarsi e trasformarsi dei protagonisti ci accompagna in una ricostruzione molto credibile di come il movimento si formi, si rafforzi, e leghi i suoi componenti attraverso il senso di appartenenza, un sentimento ed un bisogno primordiale per l'uomo, grande, vero animale sociale. E' un film istruttivo, L'onda, perché spiega molto bene, romanzando, le dinamiche e le motivazioni che stanno alla base di movimenti a forte costituzione gerarchica. Se dovesse venire il dubbio che tra il nazismo e una comitiva studentesca ci passa parecchio, bisogna ricordare che sia nazismo che fascismo nascono come movimenti e si inseriscono nei parlamenti e poi al governo proprio grazie alla loro salda fedeltà al gruppo, approfittando di un periodo di forte dispersione del potere. A sette anni da &lt;i&gt;The Experiment&lt;/i&gt;, altro film tedesco di analisi psico-sociale, L'onda fa un evidente passo avanti in qualità. La sua forza sta nella cura a non uscire mai fuori dalle righe del credibile, soffermando la sua attenzione sui singoli, per giustificare le dinamiche del gruppo. Il prezzo di questa ricerca di realismo lo paga in termini di intrattenimento, rallentando troppo sui 3/4, ma concludendo magnificamente in un brusco ritorno alla realtà per tutti, studenti, professore e spettatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="voto-alto"&gt;sette e mezzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="anteprima"&gt;Da Venerdì al cinema&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-448075803493254201?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2009/02/londa-2008.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-4909689249249317732</guid><pubDate>Fri, 20 Feb 2009 23:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-24T02:57:55.311+02:00</atom:updated><title>Post d'attesa</title><description>Mi spiace essere poco presente sul blog ultimamente, ma è un periodo un po' particolare. Spero di ritornare a scrivere in queste pagine al più presto con Gran Torino, il nuovo film del maestro Clint, che ho visto in anteprima in inglese. &lt;br /&gt;Portate pazienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un saluto dal vostro proiezionista.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-4909689249249317732?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2009/02/post-dattesa.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-1179078735475797788</guid><pubDate>Sun, 08 Feb 2009 23:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-24T03:11:41.222+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">.Consigliati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">drammatico</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Uscite 2009</category><title>Frost/Nixon (2008)</title><description>&lt;div class="info"&gt;[Frost/Nixon - Il duello] - (Frost/Nixon) - USA/UK/Fra - Storico - 122'&lt;br /&gt;
di &lt;b&gt;Ron Howard&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="trama"&gt;Tre anni dopo lo scandalo Watergate che portò Richard Nixon alle dimissioni dalla Casa Bianca, un presentatore di talk show mette in gioco tutto il suo denaro e la sua carriera per realizzare un'intervista in cui spingere l'ex Presidente a confessare le sue colpe.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="pic"&gt;&lt;img src="http://i366.photobucket.com/albums/oo106/ilproiezionista/frost_nixon0511-1.jpg" alt="immagine" title="Michael Sheen e Frank Langella"/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
E' evidente in Frost/Nixon l'impostazione tipica dei film giuridici, vedi &lt;i&gt;Codice d'onore&lt;/i&gt; ('92) o &lt;i&gt;Alcatraz&lt;/i&gt; ('94) (in quest'ultimo protagonista lo stesso &lt;b&gt;Kevin Bacon&lt;/b&gt; che in Frost/Nixon è l'uomo di fiducia dell'ex Presidente). Il plot è quello classico della preparazione al confronto seguita dall'apparente imminente sconfitta che si conclude invece col colpo di reni finale dell'inquisitore che stringe il cerchio intorno all'accusato, inchiodandolo. La confessione di Nixon in questo è molto, troppo simile a quella di &lt;b&gt;Jack Nicholson&lt;/b&gt; in &lt;i&gt;Codice d'onore&lt;/i&gt;. In Frost/Nixon questo schema è ridotto ancora di più all'osso: le vicende private dei protagonisti hanno uno spazio marginale, e più che sulla preparazione allo scontro (richiama molto ad atmosfere da incontro di pugilato) il film si concentra sull'approfondimento di entrambi i personaggi principali affidato a pochi ma esaustivi passaggi, e sulle implicazioni che la suddetta intervista ha e potrebbe avere per loro. E' interessante notare come le due ore scorrano fluide senza che in realtà accada nulla. In questo i plausi a sceneggiatura e regia sono meritati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma, io credo, gran parte dell'interesse dovrebbe essere suscitato dal ricordo: la confessione del Presidente più odiato nella storia degli Stati Uniti, il Vietnam, Kennedy, il Watergate e in generale l'aria da documentario che trasuda da questo film. Viene quindi da domandarsi: che effetto ha tutto questo sullo spettatore italiano? Probabilmente nessuno, se non quello della curiosità per l'evento in sè, ma al quale nessuna sensazione può essere legata. E' un po' come se un americano guardasse &lt;b&gt;&lt;i&gt;Il Divo&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; di Sorrentino. Avrebbe sicuramente difficoltà ad andare oltre a ciò che il film mostra, per il semplice fatto che non ha idea di chi sia Andreotti, la DC, non conosce i rapporti tra mafia e governo nè l'Italia di trent'anni fa, perdendo così tutto il potere evocativo che il film possiede. Ed è quello che ho idea succeda a noi guardando Frost/Nixon: una visione non comprensibile fino in fondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C'è però un aspetto che per noi è sicuramente più importante che per gli americani: &lt;b&gt;il giornalismo&lt;/b&gt; e il suo ruolo di controllo sul potere, scontato negli Stati Uniti, molto meno qui in Italia dove notoriamente accade l'opposto. In questo Frost/Nixon è una grande, forse involontaria lezione di vero giornalismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span class="voto-alto"&gt;sette&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-1179078735475797788?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2009/02/frostnixon-2008.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-5054038377823013481</guid><pubDate>Thu, 05 Feb 2009 17:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-24T03:11:41.223+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">.Consigliati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">commedia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">horror</category><title>Otis (2008)</title><description>&lt;div class="info"&gt;USA - Commedia - 100'&lt;br /&gt;di &lt;b&gt;Tony Krantz&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="trama"&gt;Otis è un serial Killer che rapisce giovani donne, rigorosamente bionde, costringendole a simulare con lui la notte del ballo della scuola.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="pic" style="float: right; margin-left: 15px; margin-right: 1px;"&gt;&lt;img alt="immagine" src="http://i366.photobucket.com/albums/oo106/ilproiezionista/otis2.jpg" title="Bostin Christopher" width="300" /&gt;&lt;/div&gt;A volte mi viene il dubbio che la commedia non mi piaccia. Per dire, adoro Chaplin, i Blues Brothers, Alberto Sordi, Ace Ventura e il dr. House, ma spesso capita che ciò che fa ridere gli altri a me non faccia alcun effetto. E allora quando vedo gente - gente che rispetto - sbellicarsi con &lt;i&gt;Zohan&lt;/i&gt; esaltandone la volgare comicità mi chiedo dove stia la comicità e cosa ci sia di volgare in uno che si tromba le vecchiette. E &lt;i&gt;Tropic Thunder&lt;/i&gt;, dio santo, una noia letale. E &lt;i&gt;Zoolander&lt;/i&gt;. E &lt;i&gt;Borat&lt;/i&gt;, che abbia riso una volta una. Avrebbe dovuto farmi ridere Borat, no? E &lt;i&gt;Mel Brooks&lt;/i&gt; (perdonami Hellen)? Non fa ridere lui? Ma anche altre commedie meno estreme, la lista sarebbe lunga; per rimanere a quelle che ho citato su questo blog: &lt;i&gt;Be Kind Rewind&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Fratello dove sei?&lt;/i&gt;, come pure &lt;i&gt;The Big Lebowski&lt;/i&gt;, a parte la scena delle ceneri al vento (quella sì, è comica). E così questo dubbio ogni tanto mi attanaglia, mi domando se non sarò per caso un ventiseienne con le palle gonfie e il muso lungo che non riesce più ad apprezzare le leggerezze, e questo mi frena spesso dal recensire le commedie. Poi però succede un fatto curioso, inaspettato, mi capita tra le mani &lt;b&gt;Otis&lt;/b&gt;, leggo la trama, decido di vederlo, e mentre sono lì che rido di gusto alle battute di gente che parla inglese capisco che non sono io ad essere sbagliato ma è Zohan ad essere, passatemi il francesismo, una cazzatona col botto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="pic"&gt;&lt;img alt="immagine" src="http://i366.photobucket.com/albums/oo106/ilproiezionista/00_otis_bostonunderground_m.jpg" title="Ashley Johnson" width="300" /&gt;&lt;/div&gt;Secondo lavoro di un produttore che si diletta a fare il regista, a quanto pare con ottimi risultati, &lt;i&gt;Otis&lt;/i&gt; in patria è uscito direttamente in DVD senza passare dalle sale, mentre qui in Italia, manco a dirlo, non è arrivato. Se volete vederlo dovrete quindi "attrezzarvi" in qualche modo, con il risvolto positivo però di non avere l'ottima interpretazione degli attori, tutti, rovinata dal doppiaggio italiano. Una commedia nera come se ne trovano poche, che fa il verso ai &lt;i&gt;torture horror&lt;/i&gt;, riuscendo a tratti meglio dei mainstream in un alternarsi di dramma ed esilarante commedia scandito alla perfezione. Le musiche molto belle e adatte, forse a volte troppo presenti, ma che definiscono ottimamente le situazioni. Brillante, intelligente, spassoso. Assolutamente da recuperare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="voto-alto"&gt;nove&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-5054038377823013481?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2009/01/otis-2008.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>12</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-491508953571248913</guid><pubDate>Mon, 02 Feb 2009 02:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-24T03:11:41.224+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">.Consigliati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">drammatico</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Uscite 2009</category><title>Il dubbio (2008)</title><description>&lt;div class="info"&gt;(Doubt) - USA - Drammatico - 104'&lt;br /&gt;di &lt;b&gt;John Patrick Shanley&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="trama"&gt;Anno 1964, in una scuola cattolica americana un prete è sospettato di riporre attenzioni particolari nei confronti di un giovane studente di colore.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="pic"&gt;&lt;img src="http://i366.photobucket.com/albums/oo106/ilproiezionista/vlcsnap-26252.jpg" alt="immagine" title="Meryl Streep"/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il Cinematografo, la trasmissione della domenica notte di Rai Uno, è condotta da un presentatore che di cinema non gliene può fregare di meno, e non cerca nemmeno di nasconderlo, ma si affida alle voci di un poker di critici, sempre gli stessi, che si pronunciano sui film della settimana. C'è la mummia di Gian Luigi Rondi affiancata dalla salma femminista americana repubblicana moglie di Giuliano Ferrara, e un odiosissimo tizio coi baffi vestito sempre come se fosse caduto sul guardaroba, che mi sta sulle palle a tal punto che se capita che gli sia piaciuto un film che è piaciuto anche a me, cambio opinione sul film. &lt;br /&gt;E poi ci sono Valerio Caprara e Gregorio Napoli, le due persone per le quali vale la pena di vedere questo programma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è dalla bocca di Gregorio Napoli nella puntata di ieri notte che è uscita la definizione perfetta per Il dubbio: &lt;b&gt;accademia di recitazione&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;Ci si lascia trasportare dalla incredibile performance dei tre attori in una solida sceneggiatura che la sostiene ampiamente per tutta la durata, offrendo anche qualche interessante spunto di analisi dei personaggi e riflessione sull'accaduto. Ma come altri film tratti da testi teatrali - vedi ad esempio &lt;i&gt;Americani&lt;/i&gt; ('92) - Il dubbio altro non è che recitazione allo stato puro. E questo per me è già abbastanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="voto-alto"&gt;sette&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-491508953571248913?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2009/02/il-dubbio-2008.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-2830981411729375687</guid><pubDate>Sun, 25 Jan 2009 20:44:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-24T03:11:41.224+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Anteprime</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">.Consigliati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">drammatico</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Uscite 2009</category><title>Il curioso caso di Benjamin Button (2008)</title><description>&lt;div class="info"&gt;(The Curious Case of Benjamin Button) - USA - Drammatico - 166'&lt;br /&gt;di &lt;b&gt;David Fincher&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="trama"&gt;La vita di Benjamin Button, un uomo nato vecchio che ringiovanisce invecchiando.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="pic"&gt;&lt;img src="http://i366.photobucket.com/albums/oo106/ilproiezionista/curious-case-benjamin-button-1.jpg" alt="immagine" title="Brad Pitt (?)" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Candidato a tredici premi Oscar, quest'anno si prevede che Benjamin Button farà manbassa di statuette dorate. Non tutti però sono d'accordo con l'Academy e inaspettatamente si sono sollevati cori di critiche tanto forti che è stato creato addirittura un fanclub anti - Benjamin Button. L'accusa principale che gli rivolgono è di essere un riadattamento, nemmeno troppo dissimulato, di &lt;b&gt;Forrest Gump&lt;/b&gt; ('94). Curioso. E in effetti a ben guardare i due film hanno parecchi punti in comune, ancorpiù che lo sceneggiatore, manco a dirlo, è lo stesso: Eric Roth. Diciamo pure che la struttura e molti personaggi di Benjamin Button sono stati ricalcati pari pari da Forrest Gump, è innegabile. E' un buon motivo questo per non vederlo? Direi di no perché evidentemente non sono lo stesso film.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il curioso caso di Benjamin Button ha il pregio di essere una grande storia raccontata magistralmete; la metafora sulla vita e sul tempo che passa è insaporita dal particolare gioco che si instaura con lo spettatore del "come sarebbe se" la vita scorresse al contrario. E' interessante notare che al destino è riservato un ruolo importante nel raccontare la vita, a cominciare dal padre di Benjamin, il signor Button, che produce bottoni (&lt;i&gt;in nomen omen&lt;/i&gt;) come dal fatto che curiosamente (ancora) abbandoni suo figlio proprio alle soglie di un ospizio. Così come l'uomo ripetutamente colpito dai fulmini e il frequente richiamo al destino nei dialoghi, fino alla scena dell'incidente col taxi che è in sostanza la dimostrazione di questa visione "fatale" dell'esistenza. E' dunque vero che il tempo a nostra dsposizione va vissuto al meglio ma alcune circostanze, spesso importanti, sfuggono completamente al nostro controllo. Queste sfaccettature rendono la lettura del film meno banale di come potrebbe apparire ad una rapida visione d'insieme. Una nota di merito poi ad effetti speciali e make-up, raffinatissimi, probabilmente innovativi nel campo dell' invecchiamento / ringiovanimento degli attori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al contrario ho trovato poco appropriata la scelta di Brad Pitt nel ruolo di Button. Se da una parte riesce egregiamente a caratterizzare l'anzianità del suo personaggio, la sua credibilità tracolla quando si trova ad assumere le sue reali sembianze: troppo figo, troppo pompato, troppo Pitt. Non che essere Pitt sia colpa sua; in &lt;b&gt;Seven&lt;/b&gt; ('95) e soprattutto in &lt;b&gt;Fight Club&lt;/b&gt; ('99) era perfetto nel suo ruolo, ma qui no. Ancora, avvicinandosi alla conclusione la narrazione si sofferma troppo sulla love story togliendo spazio al finale che risulta sbrigativo e non all'altezza del brillante inizio. In un mega-metraggio della durata di quasi tre ore è lecito aspettarsi un migliore dosaggio dei tempi, o no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Difetti che però non bastano a far crollare la solida struttura sorretta da un Fincher che ha raggiunto evidentemente un livello di maturità artistica ed umana che lo spinge a raccontare una parabola esistenziale. Uno dei migliori registi di Hollywood nonchè tra i più in in voga, sempre all'altezza della situazione, i suoi film sono tutti ottimi, più di uno memorabile, ma ai quali manca sempre quel qualcosa in più per abbracciarli senza riserve e sussurrare la parola &lt;i&gt;capolavoro&lt;/i&gt;. Benjamin Button, in questo, non è da meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="voto-alto"&gt;otto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="anteprima"&gt;Al cinema dal 13 Febbraio&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-2830981411729375687?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2009/01/il-curioso-caso-di-benjamin-button-2008.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2363357842784462540.post-266346919727314597</guid><pubDate>Tue, 20 Jan 2009 11:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-15T18:47:43.248+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Non Recensioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">.Consigliati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">drammatico</category><title>Strade perdute: analisi e spiegazione</title><description>Finita la visione di &lt;b&gt;Strade perdute&lt;/b&gt; ('97) ho avuto per un attimo l'insano proposito di recensirlo. Idea assurda. Che lo recensisco a fare un film di Lynch? E poi cosa potrei dire io, onestamente, su Strade perdute? Che è un film in cui la trama passa in secondo piano rispetto alle visioni e allucinazioni, emozioni e sensazioni che suscita nello spettatore. Oppure che è una roba che ti tiene per oltre due ore incollato allo schermo a cercare di capire che diavolo stai guardando per poi darti un calcio in culo dicendoti: "Non hai capito? Cazzi tuoi!". Probabilmente sono giuste entrambe le definizioni, con alcune riserve però che vi andrò ad esporre più avanti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per adesso quello che mi preme è dare un senso, parafrasando un anziano sentenziatore, a ciò che un senso sembra non averne. Più pragmaticamente stilare una breve (o almeno, meno lunga possibile) analisi di questo film - riordinando dati e indizi noti o presunti in nostro possesso - utile per coloro i quali si tovassero nelle mie stesse condizioni pochi minuti dopo la visione; oppure per quelli che l'hanno visto in passato e non ne hanno capito una ceppa ma si sono accontentati del gaudio profuso dalle inqueitanti immagini lynchiane, convincendosi che tanto un senso non c'era. O anche per coloro i quali hanno trovato le loro risposte e troveranno comunque interessante confrontarle con le mie. In ogni caso non mi sarei mai rassegnato all'aver perso due ore di vita per il nulla, e dunque una razionalizzazione dovevo trovarla. E' impossibile però, sappiatelo, spiegare tutti gli eventi e le situazioni del film perché la maggior parte sono allegorie che si muovono spesso e volentieri al di fuori dello spazio e del tempo. Qualche speranza la si avrebbe forse chiedendolo di persona a Lynch, forse, ma da buon mago immagino che sarebbe restìo a svelare i suoi trucchi. Avido di parole, forse anche di denaro, col conto in banca che &lt;i&gt;non&lt;/i&gt; ho, dubito di poterlo corrompere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;SPOILER:&lt;/b&gt; Inutile dirlo, vi consiglio di continuare nella lettura solo se avete già visto il film per non rovinarvi una eventuale futura visione, oltre che in caso contrario capireste ben poco di ciò che è scritto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="line-height: 1.4em; margin-left: 10px;"&gt;&lt;b&gt;Cominciamo dalle linee generali.&lt;/b&gt; Fred è uno schizofrenico affetto da personalità multipla che in preda ad un raptus di gelosia uccide la moglie e poi rimuove l'accaduto dalla memoria. Accusato di uxoricidio sarà condannato alla sedia elettrica. Durante (o prima) dell'esecuzione si rifugia in un mondo parallelo, un sogno, dove impersona il giovane meccanico Pete. Pete sembra essere l'opposto di Fred, fa un lavoro manuale, odia il jazz, è un abile amatore e ha una ragazza innamorata e fedele mentre Fred, lo sappiamo, è un musicista jazz, con una moglie fedifraga e a letto ha, per usare un eufemismo, qualche problemino. Insomma Pete è un posto perfetto dove rifugiarsi per sfuggire al suo triste destino. Finché la vera vita di Fred non fa irruzione nel sogno, inizialmente con Mr.Eddie, il corrispettivo onirico di Dick Laurent, amante della moglie, e successivamente anche con Renee, la moglie, nei panni della bionda Alice, fidanzata di Mr. Eddie. Ancora Pete agisce all'opposto di Fred rubando la donna al boss (mentre nella realtà è il boss che ruba la donna a Fred), quindi Pete ed Alice scappano uccidendo Andy, l'amico di Renee che si scopre essere un regista di film a luci rosse di cui la stessa Renee era protagonista, e si rifugiano nella baita di un ricettatore. Lì, dopo l'amplesso illuminato dai fari dell'auto, Alice scompare e scompare anche Pete, facendo riapparire Fred. Da qui in poi la storia si sbroglia un po' (ma non troppo) e si vede Fred uccidere Dick Laurent con l'aiuto del personaggio misterioso che abbiamo visto più volte nel corso del film, quindi si ferma a casa sua e pronuncia le stesse parole che si sono sentite all'inizio: "Dick Laurent è morto". All'altro capo dell'apparecchio, all'ascolto, c'è lui stesso. Fatto ciò risale in macchina inseguito dalla polizia. Durante l'inseguimento Fred è scosso da violenti movimenti del capo e una luce blu intermittente illumina l'abitacolo, probabilmente la scossa della sedia elettica che mette fine alla sua vita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualche domanda? Immagino di sì.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Le videocassette.&lt;/b&gt; Le videocassette rappresentano la verità, marchiata "nero su bianco" sul nastro. Fred ai poliziotti dichiara: "Preferisco ricordare le cose come le ricordo io piuttosto che come sono avvenute realmente". Anche Renee sembra molto spaventata alla vista della videocassetta anonima, forse per il timore che i suoi tradimenti o il suo passato poco limpido possano essere rivelati.&lt;br /&gt;
Ma da chi sono mandate le cassette a casa di Fred? Possiamo presumere sia stato l'uomo misterioso, nel caso in cui egli fosse un'entità corporea, cosa possibile dato che alla festa di Andy altre persone lo vedono e interagiscono con lui.&lt;br /&gt;
Oppure potrebbe essere Fred stesso che se le manda per tenere l'altra sua personalità aggiornata riguardo ai suoi piani di uccidere la moglie. &lt;br /&gt;
Il problema è che in questo caso nella seconda (e poi anche nella terza) cassetta avrebbe dovuto riprendersi da solo a letto, cosa impossibile da fare con un video in movimento. Ci sono allora due opzioni. O è l'uomo misteroso a riprendere, oppure è Fred stesso che riprende qualcun altro nel letto. I tratti dell'occupante di destra non sono infatti visibili.&lt;br /&gt;
Nella terza cassetta si vede Fred sul corpo martoriato di sua moglie. Chi c'è a riprendere? Due ipotesi ancora. O a riprendere è l'uomo misterioso oppure la terza cassetta è frutto di un'allucinazione di Fred; cosa molto plausibile questa, dato che si risveglia un istante dopo con il naso sulle nocche di un poliziotto.&lt;br /&gt;
Non è da escludere che la festa di Andy sia anch'essa frutto della fervida immaginazione di Fred in un percorso onirico volto a ricostruire gli avvenimenti. In quest'ultimo caso però la prova della corporeità dell'uomo misterioso andrebbe in fumo. Allo stesso modo è possibile che l'intera vicenda delle cassette sia falsa. In tal caso anche il colloquio coi poliziotti non sarebbe mai avvenuto realmente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Chi è l'uomo misterioso?&lt;/b&gt; E' il lato oscuro, il male, l'Es, la violenza. Nella frase "Ci siamo visti a casa tua" c'è l'evidente doppio significato di casa e di mente. Vediamo che alla festa Andy riconosce l'uomo misterioso come un amico di Dick Laurent. Lo vediamo però in seguito complice di Fred nell'omicidio dello stesso Laurent. L'uomo misterioso fa dunque il doppio gioco? No. In realtà di uomini misteriosi ce ne sono tanti quante sono le persone che "lo invitano". Ognuno ha il suo, insomma. Alla festa Fred incontra l'uomo misterioso di Dick Laurent mentre il "suo" è a casa sua, nella sua mente. Anche Mr.Eddie ha il suo uomo misterioso, il suo lato malvagio, che passa al telefono a Pete, per minacciarlo. L'uomo misterioso parla a Pete e anche a lui pronuncia la frase "ci siamo visti a casa tua". E' probabile che qui l'uomo misterioso non stia parlando a Pete ma a Fred. A favore di questa ipotesi ci sarebbe un brano del copione, poi eliminato in fase di riprese, in cui l'uomo misterioso dice a Pete che "insieme abbiamo ucciso un paio di persone".  Le due persone alle quali l'uomo si riferisce sarebbero proprio Renee e Dick Laurent, ovvero quelle uccise da Fred.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Della notte in cui Pete scompare&lt;/b&gt; ne sappiamo poco, se non che era in compagnia di un altro uomo. L'ipotesi più plausibile è che "quella notte" corrisponde all'attivazione di Pete nella mente di Fred, avvalorata dal fatto che la luce blu che Pete vede comparire fuori casa sua è la stessa che appare nella cella di Fred all'inizio del sogno. Chi fosse l'uomo in compagnia di Pete non si sa e non credo sia importante. Posso presumere fosse Fred stesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Non sappiamo quanto tempo Fred abbia trascorso in carcere in attesa dell'esecuzione.&lt;/b&gt; E'  però teoria accreditata, e tra l'altro molto affascinante, che quel tempo sia già trascorso e l'intero sogno di Fred si svolga nei brevi istanti in cui la scossa letale della sedia elettrica attraversa il suo corpo. A sostegno di questa ipotesi ci sono gli sporadici lampi e tuoni che richiamano l'elettricità che in quel momento starebbe attraversando il corpo di Fred e i malesseri che accusa Pete, specialmente il sangue che esce copioso dal suo naso, dovrebbero essere gli affetti dello stress di Fred in punto di morte, che culminano nella sequenza finale in macchina. Uso il condizionale perchè si vede chiaramente che il sogno di Fred ha invece inizio in cella. &lt;br /&gt;
Come spiegare questa incongruenza?&lt;br /&gt;
- Ipotizziamo che il sogno si protragga solo per una notte o poco più. Gli spasmi di Fred nel finale sarebbero provocati in questo caso da un imminente risveglio e conseguente uscita dal sogno, con la luce blu che sta a significare non una scarica elettrica, ma un &lt;i&gt;cambiamento di stato&lt;/i&gt;, dal sonno alla veglia. Tesi avvalorata dal fatto che tale luce appare anche in cella all'inizio del sogno.&lt;br /&gt;
- Si può ipotizzare anche che il sogno di Fred cominci la sera precedente all'esecuzione e si protragga nelle ore successive, fino alla sua morte, alternato a periodi di veglia che nel film non sono riportati.&lt;br /&gt;
- Oppure, a meno di non voler immaginare che si sia eseguita la sentenza di morte col condannato ancora addormentato, è possibile che Fred abbia vissuto le ore precedenti all'esecuzione in uno stato catatonico - ipnotico, continuando nel suo delirio senza rendersi conto di ciò che gli stava accadendo intorno.&lt;br /&gt;
- Ancora, è possibile che il fatto che il sogno cominci in cella sia semplicemente un non-sense come tanti e a questo punto è inutile star qui a discuterne.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Concludiamo con la scena finale&lt;/b&gt; in cui Fred si ferma a casa sua per comunicare a se stesso che "Dick Laurent è morto", stessa scena che vediamo all'inizio, dall'interno però dell'abitazione. Questo momento dovrebbe attivare il famoso &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nastro_di_M%C3%B6bius"&gt;nastro di Möbius&lt;/a&gt; al quale, a detta di molti, si richiama la struttura del film. Il sogno di Fred in questo breve momento dovrebbe intersecarsi con la realtà attraversando le barriere temporali e soprattuto spaziali. Questa scena fa scaturire alcune altre interessanti ipotesi. E' probabile che il Fred che era in casa, senza ricordarlo, aveva già ucciso Dick Laurent, e il suo alter-ego, tramite il citofono, glielo comunica / ricorda. &lt;br /&gt;
La comunicazione per via indiretta tra il Fred attivo (Talk) e quello passivo (Listen) avvalora anche la tesi che le videocassette fossero recapitate, e forse girate, dallo stesso Fred in un equivalente rapporto tra mostrare &amp;gt; guardare e parlare &amp;gt; ascoltare.&lt;br /&gt;
A mio vedere, lo scopo ultimo  dell' auto-conversazione al citofono è quello di sigillare il film stesso in un loop infinito, destinato a ripetersi anche dopo che Fred sarà morto e il proiettore del cinema spento.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
C'è da dire che in un contesto come questo, in cui la realtà e l'immaginazione sono praticamente indistinguibili, è chiaro che tutto può essere il contrario di tutto, senza certezze a cui appigliarsi si va avanti per ipotesi e congetture. Strade perdute, a parte l'esile trama che lo lega, assume infinite forme e significati a seconda di colui che si inoltra nella riflessione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Primo della "trilogia del sogno" lynchiana, inferiore a mio vedere rispetto a &lt;b&gt;Mulholland Drive&lt;/b&gt; (2001), ma superiore ad &lt;b&gt;Inland Empire&lt;/b&gt; (2006).&lt;br /&gt;
Mulholland Drive è tutto sommato una rivisitazione perfezionata dello stesso soggetto di Strade perdute, in cui i confini tra sogno e realtà sono altrettanto spiazzanti ma più netti e quindi meglio identificabili. La rivelazione finale è di maggiore impatto, si riesce a riassaporare ciò che si è visto e se ne comprende il significato profondo, o meglio l'essenza, senza bisogno di sezionarlo ed analizzarlo, come abbiamo fatto noi qui con Strade perdute, per ovviare ad una sgradevole sensazione di smarrimento. Ma al contrario di Inland Empire, visione proibitiva per chi non abbia una altissima soglia di sopportazione, Strade perdute non stanca ed è narrativamente, sempre nel suo delirio, più lineare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E pare proprio che alla fine dei giochi, nonostante i miei dis-intenti iniziali, in queste ultime righe una breve recensione l'abbia scritta e....&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
...chiedo scusa, suonano al citofono.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2363357842784462540-266346919727314597?l=ilproiezionista.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://ilproiezionista.blogspot.com/2009/01/strade-perdute-analisi-e-spiegazione.html</link><author>noreply@blogger.com (liuis)</author><thr:total>68</thr:total></item></channel></rss>

