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	<title>Diario di Bordo</title>
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		<title>Working Mothers Italy: intervista a Maria Cimarelli</title>
		<link>http://www.saicomemeloimmagino.it/blog/2011/04/working-mothers-italy-intervista-a-maria-cimarelli/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 08:26:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glaurita</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Working Mothers Italy]]></category>

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		<description><![CDATA[
Maria Cimarelli è la fondatrice e Presidente di Working Mothers Italy, l’associazione con la quale Nesquik ha dato il via ad una collaborazione finalizzata alla formazione per le mamme che lavorano.
Le abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa di più sul suo progetto.
Working Mothers Italy Onlus (WMI)  è nata all’inizio del 2009 ed  è la prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="http://www.saicomemeloimmagino.it/blog/wp-content/uploads/WMI1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-298" title="WMI" src="http://www.saicomemeloimmagino.it/blog/wp-content/uploads/WMI1.png" alt="Working Mothers Italy" width="266" height="77" /></a></em></strong></p>
<p><strong><em>Maria Cimarelli</em></strong><em> è la fondatrice e Presidente di <a href="http://www.workingmothersitaly.com/">Working Mothers Italy</a>, l’associazione con la quale Nesquik ha dato il via ad una collaborazione finalizzata alla formazione per le mamme che lavorano.</em></p>
<p><em>Le abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa di più sul suo progetto.</em></p>
<p><strong><a href="http://www.workingmothersitaly.com/" target="_blank">Working Mothers Italy Onlus (WMI) </a></strong> è nata all’inizio del 2009 ed  è la prima associazione in Italia, indipendente ed apolitica, creata a sostegno di tutte le mamme lavoratrici. Il suo obiettivo è <strong>supportare le madri lavoratrici con servizi reali ed una piattaforma online in cui le mamme possono incontrarsi, confrontarsi e scambiare opinioni ed esperienze.</strong></p>
<p>È nata dall&#8217;idea di sei mamme amiche che stavano attraversando difficoltà di conciliazione, gestione familiare dei figli, nonché dubbi e &#8220;ansie da prestazione&#8221; nel proprio ambiente lavorativo a valle della maternità. Ci siamo trovate sole nel web ed abbiamo pensato di riunire altre mamme come noi in <strong>un unico network per confrontarci e trovare soluzioni alle criticità quotidiane.</strong> Così è nata WMI. Quello che ci proponiamo di fare è sostenere le mamme (in azienda, imprenditrici o libere professioniste) nel difficile percorso di <strong>accompagnamento alla maternità</strong> e al momento del <strong>rientro nel mondo professionale;</strong> ma anche per il successivo <strong>sviluppo o reinserimento professionale, </strong>e nella <strong>conciliazione famiglia-lavoro,</strong> in termini di orari, organizzazione del lavoro e della vita e impegni familiari.</p>
<p>Oggi ne fanno parte quasi 4.000 mamme, tra dipendenti, manager, dirigenti, libere professioniste, imprenditrici, esponenti Risorse Umane ed Head Hunters.</p>
<p>Le mamme del network hanno una particolare attenzione verso le problematiche di <strong>conciliazione sul lavoro,</strong> il fatto di portare a termine con efficienza e nel miglior modo possibile i propri compiti nel rispetto del proprio ruolo aziendale quindi mantenendo anche un clima aziendale sereno e soddisfacente per tutti.</p>
<p>Il problema che si pongono maggiormente è <strong>come riuscire ad essere vicine ai propri figli, educarli nel migliore dei modi nonostante le difficoltà nella gestione giornaliera di orari e distanze poco compatibili con la vita familiare.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;informazione per loro è importantissima. </strong>Il bisogno è quello di sapere quali sono i diritti delle aziende e quali dei dipendenti, avere il polso non solo &#8220;ambientale&#8221; ma anche &#8220;contrattuale&#8221; della propria posizione lavorativa.</p>
<p><em>Last but not least,</em> come direbbero i nostri amici anglosassoni, tutti i dubbi da risolvere in tema di <strong>educazione</strong> e scelte conseguenti che quotidianamente si affrontano per aiutare a crescere i nostri figli.</p>
<p>Uno degli scopi di WMI è quello di consentire alle mamme di<strong> sviluppare <em>empowerment</em>, competenze e conoscenze in diversi ambiti, anche relativamente alla scelta imprenditoriale. </strong>Le mamme, infatti, riportano spesso<strong> difficoltà di orientamento, difficoltà di visione d’insieme e una scarsa fiducia nelle proprie possibilità/mezzi. </strong>Queste difficoltà possono essere facilmente superate attraverso un percorso di sostegno e creando le basi per una maggiore consapevolezza.</p>
<p>Per quanto riguarda<strong> la collaborazione con Nesquik, l</strong>&#8216;oggetto della formazione dei webinar è stato progettato tenendo conto dei <strong>fabbisogni raccolti dalle tante mamme che frequentano il blog di WMI, Nesquik ed altri network con i quali collaboriamo.</strong> Quotidianamente riceviamo mail e richieste di aiuto rispetto a problemi della quotidianità piuttosto che a questioni professionali. Da qui abbiamo catalogato gli argomenti più &#8220;caldi&#8221; che possono essere compresi nelle macrocategorie dello sviluppo di <em>soft skill</em>, della gestione e della conciliazione della maternità e di tutto ciò che ruota intorno all&#8217;asse della creazione d&#8217;impresa (non tralasciando lo sviluppo di skill tecnici).</p>
<p>Sicuramente <strong>il web rappresenta la fonte primaria di visibilità per le attività e le iniziative di WMI.</strong> I canali primari attraverso i quali comunichiamo con le associate e le donne interessate sono: il blog, la newsletter mensile sulle attività per famiglie, le pagine su <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=30528132069">Facebook</a>, LinkedIn e <a href="http://twitter.com/#!/MammeALavoro">Twitter</a>.</p>
<p>La scelta di focalizzare sulla rete e su un social network le attività come pure quella di attivare canali formativi online, risponde ad un preciso ed evidente bisogno di conciliazione delle mamme che riescono, usando la rete, a mantenere i propri spazi sociali senza &#8220;trascurare&#8221; i propri doveri di cura genitoriale.</p>
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		<title>Hai 13 anni e vuoi navigare in sicurezza? GuruGullisc ti dice come fare</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 08:54:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glaurita</dc:creator>
				<category><![CDATA[GuruGullisc]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[nativi digitali]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il successo dei video su Internet spiegata ai genitori, sono successe due cose:
1) Ci siamo innamorati del tema
2) Ci siamo innamorati di Gugliemo aka Gullisc
Quindi abbiamo pensato che, per non perdere né l’uno né l’altro, li si poteva mettere insieme. E perciò ho il piacere di presentarvi la rubrica GuruGullisc, con cui ogni mese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dopo il successo dei video su <a href="http://www.saicomemeloimmagino.it/" target="_blank">Internet spiegata ai genitori</a>, sono successe due cose:</em></p>
<p><em>1) </em><em>Ci siamo innamorati del tema</em></p>
<p><em>2) </em><em>Ci siamo innamorati di Gugliemo aka <a href="http://guglielmos-gulli.blogspot.com/" target="_blank">Gullisc</a></em></p>
<p><em>Quindi abbiamo pensato che, per non perdere né l’uno né l’altro, li si poteva mettere insieme. E perciò ho il piacere di presentarvi la rubrica <strong>GuruGullisc</strong>, con cui ogni mese Guglielmo ci proporrà consigli e idee per navigare. Soprattutto se hai 13 anni <img src='http://www.saicomemeloimmagino.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </em></p>
<p><em>___________________</em></p>
<p>Per non correre rischi  su internet bisogna comportarsi in un modo adeguato, responsabile, consapevole e prudente. Ecco qua 2 o 3 consigli per comportarsi bene in rete.</p>
<p>1)    <strong>Non dare il proprio indirizzo o luoghi dove si trascorre la vita a persone sconosciute</strong>, magari utilizzando <a href="https://foursquare.com/" target="_blank">FourSquare</a> o <a href="http://gowalla.com/" target="_blank">Gowalla </a>(ovviamente se si è ragazzi).</p>
<p>2)    <strong>Non accettare amicizie di persone che non si conoscono</strong> nei social network e non aver nessun dialogo significativo con esse. Purtroppo questo fenomeno è comune tra i ragazzi, infatti si fa la gara a chi ha più amici. Questi ragazzi (non tutti) però non chattano con le persone sconosciute infatti sono consapevoli del pericolo e quindi partecipano solo alla gara ma senza farsi del male con le proprie mani. Altri, la maggior parte non partecipa a questa &#8220;gara&#8221;.</p>
<p>3)    <strong>Non scrivere o postare dei video che in quel momento potrebbero essere divertenti e che poi potrebbero ritorcersi contro di voi in futuro. </strong>Ad esempio, quando i vostri datori di lavoro andranno a vedere cosa c&#8217;è in rete su di voi potrebbero anche non assumervi se trovano materiale compromettente. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=C5N1Frp3g58" target="_blank">Questo video</a>, per esempio, è un grossissimo errore.</p>
<p>4)    <strong>Pensarci 2 volte se commentare </strong>un post di un blog o un video, infatti se si commette un errore di ortografia o si travisa un dettaglio riguardante il testo o il contenuto video e poi si commenta senza tenere conto di questo errore che vi verrà prontamente fatto notare da altri, verrete etichettati come disattenti. Importante anche non scrivere in stampatello, a meno che non si voglia far risaltare un parola o un concetto molto importanti: nella lingua parlata corrisponde a gridare.</p>
<p>5)    <strong>Per chi fa acquisti su internet, </strong>caricare la carta di credito per quanto serve così che ogni volta finito il pagamento la carta è vuota e i pirati non rubano niente.</p>
<p>6)  <strong> Andate nei siti &#8220;per bene&#8221;. </strong>Qui ho un aiuto da consigliarvi: se avete Google Chroome, installate WOT, che potete scaricare <a href="https://chrome.google.com/extensions/detail/bhmmomiinigofkjcapegjjndpbikblnp?hl=en" target="_blank">qui</a>. WOT vi segnala l’affidabilità, la sicurezza e la riservatezza del sito su cui siete, e se siete su un sito &#8220;pericoloso&#8221; WOT vi avverte.</p>
<p>Anche se ci sono dei rischi nell&#8217;utilizzare Internet, non lasciamoci scoraggiare: non è comunque un buon motivo per non utilizzarla. Anche camminando si può inciampare, ma questo non è certo un buon motivo per non camminare più.</p>
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		<title>Partono i webinar con Working Mothers Italy</title>
		<link>http://www.saicomemeloimmagino.it/blog/2011/04/partono-i-webinar-con-working-mothers-italy/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 08:09:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glaurita</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[mamme]]></category>
		<category><![CDATA[webinar]]></category>
		<category><![CDATA[Working Mothers Italy]]></category>

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		<description><![CDATA[
Update. Gli orari corretti dei webinar sono:
collegamento alle 13
inizio webinar ore 1315
fine webinar ore 14:45
Scusate il disguido!
Giorni fa vi avevamo anticipato dei seminari in diretta web (webinar) tenuti da Working Mothers Italy per invitarvi a votare per gli argomenti che ritenete più interessanti. Il sondaggio si è concluso, e abbiamo anche un calendario degli interventi:

7 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.saicomemeloimmagino.it/blog/wp-content/uploads/albert-einstein-relativity1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-285" title="albert-einstein-relativity1" src="http://www.saicomemeloimmagino.it/blog/wp-content/uploads/albert-einstein-relativity1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><strong>Update.</strong> Gli orari corretti dei webinar sono:</p>
<p><strong>collegamento alle 13</strong></p>
<p><strong><strong>inizio webinar ore 1315</strong></strong></p>
<p><strong><strong><strong>fine webinar ore 14:45</strong></strong></strong></p>
<p>Scusate il disguido!</p>
<p>Giorni fa vi avevamo anticipato dei <a href="http://www.saicomemeloimmagino.it/blog/2011/03/con-working-mothers-italy-per-parlare-del-lavoro-delle-mamme/" target="_blank">seminari in diretta web</a> (<strong>webinar</strong>) tenuti da <strong><a href="http://www.workingmothersitaly.com/" target="_blank">Working Mothers Italy</a></strong> per invitarvi a votare per gli argomenti che ritenete più interessanti. Il sondaggio si è concluso, e abbiamo anche un calendario degli interventi:</p>
<ol>
<li>7 giugno: <strong>Come iniziare a trasformare un&#8217;idea in un&#8217;impresa</strong> (tenuto da <strong>Antonia Colasante</strong>, Responsabile Operativa WMI)</li>
<li>9 giugno: <strong>Gestire ansia e stress tra famiglia e lavoro: la nuova sfida per le mamme</strong></li>
<li><strong> </strong>16 giugno: <strong>Migliorare la gestione del tempo</strong></li>
<li><strong> </strong>23 giugno: <strong>Aiutare i bambini ad imparare</strong></li>
</ol>
<p>Gli ultimi tre appuntamenti saranno condotti da <strong>Flaminia Fazi</strong>, Responsabile Coaching e Tesoreria WMI.</p>
<p><strong>Per tutti i webinar l’orario è:</strong></p>
<p>collegamento ore 13:15</p>
<p>inizio webinar ore 13:30</p>
<p>fine webinar ore 15</p>
<p>(gli ultimi 30 minuti sono destinati alle domande).</p>
<p><strong><em>Perché il webinar</em></strong></p>
<p>I <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Webinar" target="_blank">Webinar </a>sono <strong>corsi di formazione on-line</strong> ad una classe che assiste dal vivo alla “lezione” e può commentare, fare domande, interagire, tramite una chat (aperta a tutta la classe o anche solo in rapporto esclusivo con il “docente”).</p>
<p>Pensiamo che si tratti di una formula particolarmente adatta alle mamme, che, prese dalle mille attività quotidiane, hanno poco tempo da dedicare ad una formazione extra-aziendale.</p>
<p>I vantaggi sono diversi: dal risparmio nei tempi di percorrenza, al risparmio sui costi di locazione della sala, alla trasversalità geografica dell’iniziativa, all’organizzazione del corso in orari flessibili (i nostri saranno tenuti durante la pausa pranzo).</p>
<p>In generale, l’oggetto di questo tipo di formazione è lo <strong>sviluppo di soft-skill</strong> (come la gestione dello stress, il public speaking, come scrivere un curriculum vitae, come sostenere un colloquio di selezione, i modelli di comunicazione, e così via) o di <strong>skill tecnici</strong> (come leggere un bilancio, il marketing, il web 2.0 e social networking, eccetera).</p>
<p>Un tema importante, proposto da WMI e condiviso da voi, è quello che riguarda <strong>le mamme che vorrebbero mettersi in proprio</strong> ma non hanno le conoscenze tecniche per <strong>intraprendere in modo “consapevole” un’attività imprenditoriale</strong> o redigere un Business Plan. Questo argomento sarà il primo della serie.</p>
<p>Nei prossimi giorni vi daremo le istruzioni per iscrivervi e accedere alla piattaforma per seguire gli appuntamenti.</p>
<p>Nel frattempo iniziate a preparare le vostre domande!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tra un paninaro e un emo…</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 17:12:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glaurita</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costumi]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti]]></category>
		<category><![CDATA[generazioni]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanta distanza c’è, in termini generazionali, tra noi e i nostri figli? Davvero una (una sola) generazione? Eppure sono cambiate così tante cose…
Se rifarsi alla tecnologia viene spontaneo (noi siamo nati con due canali TV, i nostri figli con Internet, per dirne solo una), in realtà i cambiamenti si trovano anche altrove.
Ad esempio, quanti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.saicomemeloimmagino.it/blog/wp-content/uploads/emo-heart-21.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-280" title="emo-heart-2[1]" src="http://www.saicomemeloimmagino.it/blog/wp-content/uploads/emo-heart-21.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Quanta distanza c’è, in termini generazionali, tra noi e i nostri figli? Davvero una (una sola) generazione? Eppure sono cambiate così tante cose…</p>
<p>Se rifarsi alla tecnologia viene spontaneo (noi siamo nati con due canali TV, i nostri figli con Internet, per dirne solo una), in realtà i cambiamenti si trovano anche altrove.</p>
<p>Ad esempio, quanti di noi sono stati paninari si ricorderanno perfettamente il “codice” di questo gruppo, e non c’era verso, o eri dentro o eri fuori, e se eri dentro o fuori si capiva con un’occhiata.</p>
<p>Oppure la musica: che cosa ascoltavamo all’epoca delle nostre scuole medie? C’era chi si schierava per i Duran Duran e chi per gli Spandau Ballet, e poi c’erano quelli che “Spandau e Duran sono troppo commerciali”, e quindi odiavano sia gli uni che gli altri.</p>
<p>O ancora il linguaggio. C’è tutto un mondo dietro un modo di parlare. Se oggi un adolescente ci manda un SMS, quante volte dovremo rileggerlo per capire che cosa aveva intenzione di comunicarci?</p>
<p>Vorremmo dedicare a questi cambiamenti uno spazio mensile, sempre nello spirito di creare un ponte tra le generazioni. Perché ci siamo fatti un’idea: i ragazzi cambiano, ma gli ingredienti rimangono. Magari facciamo fatica a capire gli emo, ma siamo sicuri che i paninari avessero più senso?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>I nativi digitali secondo Genitori Crescono</title>
		<link>http://www.saicomemeloimmagino.it/blog/2011/03/i-nativi-digitali-secondo-genitori-crescono/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 07:12:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glaurita</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[nativi digitali]]></category>

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		<description><![CDATA[Genitori Crescono è un sito che ci piace un sacco. Un po’ sito, un po’ blog, un po’ anche community, viene tirato su amorevolmente da Silvia e Serena che, una da Roma e l’altra da Stoccolma, ne fanno ogni giorno un luogo interessante su cui passare un po’ di tempo imparando qualcosa.
Silvia e Serena si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.saicomemeloimmagino.it/blog/wp-content/uploads/logo_gc.png"><img class="alignleft size-full wp-image-275" title="logo_gc" src="http://www.saicomemeloimmagino.it/blog/wp-content/uploads/logo_gc.png" alt="" width="258" height="34" /></a><a href="http://genitoricrescono.com/" target="_blank">Genitori Crescono</a></strong> è un sito che ci piace un sacco. Un po’ sito, un po’ blog, un po’ anche community, viene tirato su amorevolmente da Silvia e Serena che, una da Roma e l’altra da Stoccolma, ne fanno ogni giorno un luogo interessante su cui passare un po’ di tempo imparando qualcosa.</p>
<p><strong>Silvia e Serena</strong> si sono inventate il <strong><a href="http://genitoricrescono.com/blogstorming/cosa-e-il-blogstorming/" target="_blank">Blogstorming</a></strong>, che definiscono:</p>
<blockquote><p>“Uno spazio in cui si può dire tutto quello che passa per la testa, proprio come un brainstorming. In cui non c’è nulla di giusto o sbagliato. In cui non ci siano regole da seguire, perchè ognuno quello che pensa lo dice a casa propria, sul proprio blog. Dove la fa da padrone.”</p></blockquote>
<p>Insomma, più meno funziona così: loro lanciano un tema del mese, invitano alcuni blogger a parlarne e altri si candidano spontaneamente, ma ciascuno a casa sua, sul suo blog. E tutti i contributi vengono raccolti su Genitori Crescono.</p>
<p>Nel mese di febbraio, mentre intervistavamo alcune blogger, GC ha lanciato un tema che cascava a fagiolo: <strong><a href="http://genitoricrescono.com/tema-del-mese-nativi-digitali/" target="_blank">i nativi digitali</a></strong>. E lo faceva in questo modo:</p>
<blockquote><p>“[…]Sono diversi da noi, non c’è dubbio. Sono i nostri piccoli “nativi digitali”. Quelli per cui il laptop sul tavolo è esattamente come la lavatrice in bagno.</p>
<p>La maestra di mio figlio, l’anno scorso, in prima elementare, al primo incontro con i genitori, ci disse che sono bambini “a banda larga”: hanno bisogno di andare veloci. Si muovono rapidamente e tendono a lasciare poco spazio vuoto.</p>
<p>Ma noi siamo preparati? La sappiamo spiegare la tecnologia che hanno a disposizione? Sappiamo insegnare a gestirla?</p>
<p>In che modo pensiamo di guidarli ad affrontare la loro vita online.</p>
<p>Ogni volta che apriamo un blog, condividiamo foto sui social networks, inviamo una email a tutti i nostri amici con la prima ecografia, siamo pienamente consapevoli delle nostre azioni? […]”</p></blockquote>
<p>Ed ecco che cosa è emerso.</p>
<p><strong>Ma quanto sono bravi questi bambini!</strong></p>
<p>Dal momento che chi scrive è un blogger, è chiaro che questi genitori hanno un buon rapporto con la tecnologia, pur non essendo necessariamente fissati. E dunque, Skype per salutare di tanto in tanto i nonni è d’obbligo, come pure YouTube per i cartoni e Google per le ricerche.</p>
<p>I bambini ereditano queste capacità: è la teoria di <a href="http://www.mammachetesta.com/2011/02/piccole-geek-crescono.html?m=1" target="_blank">Mammachetesta</a>, la cui prole duenne  maneggia con disinvoltura il computerino portatile, la macchinetta digitale e il lettore CD. Ha (“<em>ormai</em>”) imparato a sbloccare l&#8217;iPhone  e scegliersi musica, video o giochi.</p>
<p><strong>Le responsabilità dei genitori</strong></p>
<blockquote><p>“Non crediate che io non sia dalla parte di giochi creativi, manuali, fisici per l&#8217;educazione di un bambino (e che lui non li faccia). O che non mi faccia domande e scrupoli sulla liceità, opportunità e educatività di tutto ciò. E lo so che a volte capitoliamo per stanchezza e disperazione. Però una cosa credo: che davvero i bimbo degli anni Dieci (e anche quelli un po&#8217; più grandicelli) siano i primi <strong>nativi digitali</strong>, che imparino prima a usar il computer che ad allacciarsi le scarpe. E avrebbe senso lottare con tutto questo? Non credo. Si sa: il mezzo di per sé è neutro, è il modo in cui lo si usa a far la differenza. Più senso ha cercare di scremare, di educarli pian piano a un uso corretto, consapevole e intelligente di questi mezzi, che oltretutto per noi expat son una manna dal cielo per tenerci in contatto con le persone a cui vogliamo bene, per informarci e come strumento per insegnar l&#8217;italiano ai nostri bambini.”</p></blockquote>
<p>È la teoria di <a href="http://espatri.blogspot.com/2011/02/e-in-principio-fu-skype.html" target="_blank">Sorelluce</a>.</p>
<p>A cui risponde Palmy, che sembra del parere opposto. Ci racconta la <a href="http://laproffa.blogspot.com/2011/01/racconto-di-un-genitore.html" target="_blank">storia </a>piuttosto inquietante di una famiglia alle prese con un 11enne e un videogioco di guerra. Storia che termina con un appello:</p>
<blockquote><p>“genitori, riprendiamo in mano l&#8217;educazione dei nostri figli! Non lasciamo che scuole, telvisione, facebook, nintendo et cetera conquistino la loro vita!</p></blockquote>
<p><a href="http://mammaemigrata.lu/blog/2011/02/sempre-piu-geek" target="_blank">Lisa</a>, geek conclamata, ama passeggiare al parco con i figli, ma quando si parla di Internet:</p>
<blockquote><p>“Trovo giusto stare al passo con i tempi. Trovo giusto poter usufruire di ciò che la tecnologia ha di buono. Trovo anche giusto farne usufruire i miei figli. E ritengo che, come per molte altre cose:<br />
- se non sai di cosa stai parlando, non puoi affrontare il discorso con i figli. E’ inutile che un genitore che non ha mai usato Internet ne spieghi i pericoli ai figli. Ci saranno tantissime domande alle quali non saprà rispondere, farà un discorso troppo vago e, credo, per niente utile.<br />
- ancora peggio chi usa giornalmente questi strumenti, magari anche troppo, e ne vieta l’uso ai figli. Anche un bambino di 8 anni può navigare su Internet ogni tanto, a patto che ci sia un genitore o un adulto accanto a lui.”</p></blockquote>
<p>Se il tema diventa l’attenzione dei genitori ai figli, la <a href="http://mammagiochiamo.blogspot.com/2011/02/fammi-diventare-un-televisore.html" target="_blank">preghiera </a>riportata da Jessica va letta assolutamente. Inizia così:</p>
<blockquote><p><strong>“</strong><strong>Signore, ti chiedo qualcosa di speciale…. fammi diventare un televisore.</strong><br />
<em>Vorrei vivere come la tele di casa mia.</em><br />
<em>Vorrei avere una stanza speciale in cui riunire tutti i membri della mia famiglia attorno a me.</em>”</p></blockquote>
<p>Il seguito ve lo lascio scoprire da soli.</p>
<p><strong>Internet per imparare</strong></p>
<p><a href="http://suegiuperlapianura.blogspot.com/2011/02/sui-nativi-digitali-esperienze-e.html" target="_blank">Mammozza </a>è un’insegnante, e ci racconta il suo altalenare tra una didattica fatta di Internet, YouTube e Powerpoint e il tradizionale abaco di legno. La cosa bella è che pare aver trovato un equilibrio stabile, e questo non è poco.</p>
<p>Mi piace chiudere con <a href="http://www.alchimistainliberta.net/2011/02/pronti-a-fare-il-login" target="_blank">Alchimista in libertà</a>, per la quale i nativi digitali sono semplicemente… i nostri figli:</p>
<blockquote><p>“Non possiamo impedire ai figli di essere quello che sono. Immersi nella tecnologia. E’ come se volessimo impedirgli di usare un coltello perchè taglia! Possiamo proteggere i nostri figli solamente responsabilizzandoli all’uso del mezzo. E per farlo dobbiamo noi per primi non esserne spaventati.</p>
<p>Abbiamo studiato geografia con google heart. Abbiamo cercato i sinonimi usando un dizionario online. Possiamo guardarci i filmati sulla preistoria e magari qualcuno sugli insetti. Imparare è diventato interattivo. E praticamente a costo zero una volta pagata la connessione.</p>
<p>Questi bambini, secondo me, devono essere incentivati a mettere le mani su un pc esattamente come li incentiviamo a fare una corsa nel parco o a mangiare le verdure. C’è spazio per ogni cosa coi giusti tempi e modi. A meno di una devastazione planetaria non tenderemo a tornare indietro, ma ad andare avanti. E il futuro è pieno di tecnologia.”</p></blockquote>
<p>Buona navigazione!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Con Working Mothers Italy per parlare del lavoro delle mamme</title>
		<link>http://www.saicomemeloimmagino.it/blog/2011/03/con-working-mothers-italy-per-parlare-del-lavoro-delle-mamme/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 13:49:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glaurita</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[mamme]]></category>
		<category><![CDATA[sondaggio]]></category>
		<category><![CDATA[webinar]]></category>
		<category><![CDATA[Working Mothers Italy]]></category>

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		<description><![CDATA[
Quando parliamo di mamme è inevitabile arrivare a parlare di lavoro, in tutte le sue declinazioni. Il cantiere di Sai come me lo immagino ha fatto emergere questo tema come uno dei più sentiti dalle famiglie, ed ecco che cosa è venuto fuori.
Insieme a Working Mothers Italy abbiamo pensato di offrire alle mamme delle opportunità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://www.saicomemeloimmagino.it/blog/wp-content/uploads/WMI.png"><img class="alignleft size-full wp-image-267" title="WMI" src="http://www.saicomemeloimmagino.it/blog/wp-content/uploads/WMI.png" alt="" width="266" height="77" /></a></div>
<div>Quando parliamo di mamme è inevitabile arrivare a parlare di lavoro, in tutte le sue declinazioni. Il <a href="http://www.saicomemeloimmagino.it/vecchiocantiere" target="_blank">cantiere </a>di <a href="http://www.saicomemeloimmagino.it/" target="_blank">Sai come me lo immagino</a> ha fatto emergere questo tema come uno dei più sentiti dalle famiglie, ed ecco che cosa è venuto fuori.</div>
<div>Insieme a <strong><a href="http://www.workingmothersitaly.com/" target="_blank">Working Mothers Italy</a></strong> abbiamo pensato di offrire alle mamme delle opportunità di conoscenza che possano accompagnarle nel loro percorso spesso ad ostacoli tra lavoro e famiglia.</div>
<div><strong>Working Mothers Italy</strong> (<strong>WMI</strong>) è una Associazione ONLUS creata a sostegno di tutte le mamme lavoratrici dipendenti o libere professioniste/imprenditrici. Offre assistenza e strumenti di supporto, formazione, incontri e contatti con professionisti del mondo delle Risorse Umane , del lavoro e dell’imprenditoria. Inoltre, si fa portavoce degli interessi delle mamme lavoratrici italiane presso le istituzioni e gli organismi governativi.</div>
<div>Insieme a queste splendide donne abbiamo pensato di realizzare <strong>quattro seminari in diretta web</strong> su questo tema. WMI ci ha presentato un’ampia gamma di argomenti tutti interessantissimi, e allora, come è nello stile di questo progetto, abbiamo pensato di far decidere a voi quali siano i più interessanti. <a href="http://spreadsheets.google.com/viewform?formkey=dGZoalQxak42eG5mVnNBcnVFY1BVcmc6MQ" target="_blank">In questa pagina</a> trovate il sondaggio.</div>
<div><strong>Votate!</strong></div>
]]></content:encoded>
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		<title>GENITORI, FIGLI E TECNOLOGIA. L’INTERVISTA A Chiara Trabella</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 09:57:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glaurita</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Lei si chiama Chiara Trabella. Dal 2004 racconta gli aneddoti di casa sua sul blog Il Mignolo col Prof, ma da un paio di anni ha aperto anche Lucciole e lanterne, dove condivide le sue riflessioni su maternità, attualità, cultura.
G.L. Com’è il tuo rapporto con la tecnologia? E con la rete? Per cosa la usi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><em>Lei si chiama <strong>Chiara Trabella</strong>. Dal 2004 racconta gli aneddoti di casa sua sul blog <a href="http://ilmignolocolprof.splinder.com" target="_blank">Il Mignolo col Prof</a>, ma da un paio di anni ha aperto anche <a href="http://luccioleelanterne.blogspot.com" target="_blank">Lucciole e lanterne</a>, dove condivide le sue riflessioni su maternità, attualità, cultura.</em></div>
<div><strong>G.L. </strong>Com’è il tuo rapporto con la tecnologia? E con la rete? Per cosa la usi, a parte il blog?</div>
<div><strong>C.T. </strong>La rete è la mia salvezza, la mia ancora sociale. Io vivo in un luogo isolato (sebbene a 20 minuti da Milano), e in più la maggior parte delle mie amicizie “storiche” ha subito una diaspora in Italia ed Europa. Quindi uso assiduamente la posta elettronica e Facebook.</div>
<div id="_mcePaste">Inoltre, da tanti anni uso Internet per lo shopping online: libri e CD su Amazon, stoffe e ninnoli su eBay, mio marito addirittura si è comprato un tamburo in un sito specializzato.</div>
<div id="_mcePaste">YouTube, poi è una vera manna sia per i bambini sia soprattutto per la mia passione, la danza: trovi filmati di danzatrici di tutto il mondo, bellissimo!</div>
<div id="_mcePaste"><strong>G.L.</strong> Ti sei mai sentita una immigrante digitale? In quale occasione?</div>
<div><strong>C.T.</strong> In realtà, io penso di essere stata una delle prime native digitali: i miei genitori hanno sempre lavorato nell’informatica, quindi per me non c’è mai stato imbarazzo nell’uso delle nuove tecnologie.</div>
<div id="_mcePaste"><strong>G.L.</strong> E i tuoi figli? Pensi davvero che siano “nativi digitali”? Che cosa significa, secondo te, dal punto di vista della tua esperienza di genitore?</div>
<div><strong>C.T.</strong> Penso che i miei figli vedano il computer come quotidianità e la televisione come eccitante novità. Infatti in casa nostra è quasi un anno che non guardiamo la TV, non ci siamo neanche accorti del passaggio al digitale terrestre. Sicché i bambini, quando vanno dai nonni, si fanno scorpacciate di canali dedicati ai cartoni animati. Salvo poi arrabbiarsi se la programmazione televisiva non si comporta come un DVD.</div>
<div id="_mcePaste"><strong>G.L.</strong> Internet è più un pericolo o un’opportunità per i ragazzi? Che cosa temi di più dell’approccio dei ragazzi a Internet? Che cosa invece ti senti di incoraggiare?</div>
<div id="_mcePaste"><strong>C.T.</strong> Io penso che Internet sia una grande opportunità: non riesco neanche a ricordare come fosse la mia vita prima di Wikipedia o Google.</div>
<div id="_mcePaste">Per quanto riguarda i ragazzi, ovvio che la prima preoccupazione va ai brutti incontri che potrebbero fare in rete o anche solo al fatto che esporsi troppo, dare troppe informazioni su di sé, può essere pericoloso. In questo, le famiglie devono essere attente nel porre l’accento sulla privacy e i genitori devono essere i primi a rispettarla (non posso parlare di privacy se poi sono il primo a parlare di quella tua piccola fastidiosa abitudine di cui magari tu ti vergogni).</div>
<div id="_mcePaste">Mi sento di incoraggiare tanto l’uso di Internet per ampliare la conoscenza, magari leggendo siti non solo italiani e guardando TV di altri paesi. Essere investiti di tante informazioni, spesso contraddittorie, secondo me aiuta a sviluppare il senso critico, a chiedersi com’è andata veramente e perché il tal giornale la racconta invece in un altro modo. È un bell’esercizio di libero pensiero, anche per noi “grandi”.</div>
<div id="_mcePaste"><strong>G.L. </strong>Quando i nativi digitali crescono, iniziano a svolgere una serie di attività in rete che sfuggono al controllo dei genitori. Tu hai adottato, o pensi di adottare quando sarà il momento, delle strategie che ti consentano di stare vicino ai tuoi figli in questa situazione? Quali?</div>
<div id="_mcePaste"><strong>C.T.</strong> I miei figli sono ancora piccoli, al massimo possono finire su un cartone più strano se navigano su YouTube (ma di solito lo fanno quando siamo a portata d’orecchio). Per ora, sono ancora più preoccupata dei danni che possono fare alla configurazione del computer o ai miei files.</div>
<div id="_mcePaste">Quando saranno più grandi, vedremo man mano: la tecnologia si evolve tanto rapidamente che soluzioni di “contenimento” che oggi non esistono magari tra due anni saranno normale amministrazione.</div>
<div id="_mcePaste">In generale, non mi piace l’idea di vietare, quanto quella di indirizzare e contestualizzare. Non voglio che mio figlio si ritrovi davanti a una pagina porno senza sapere che esiste il porno. E non voglio nemmeno che la mia proibizione lo porti a idealizzare contenuti che, presi per quello che sono, non comunicano niente se non squallore e degrado.</div>
<div id="_mcePaste"><strong>G.L.</strong> Infine: se in questo momento potessi parlare a tutti i genitori di ragazzi che si stanno avvicinando a Internet, che cosa diresti loro?</div>
<div id="_mcePaste"><strong>C.T. </strong>Direi che ciò che non si conosce fa più paura. Quindi, la prima regola per avere un rapporto sereno con Internet è sapere di che cosa si sta parlando.</div>
<div id="_mcePaste">Internet non è l’Uomo Nero, anzi, porta più benefici che altro. Anche nei rapporti umani: la maggior parte delle persone che frequento sono mamme conosciute attraverso la rete, almeno due coppie che ammiro si sono formate in chat, e per mio marito l’esperienza è molto simile.</div>
<div id="_mcePaste">Certo, mi preoccuperei se la rete diventasse un sostituto della vita vera, se mio figlio vi si rifugiasse per sfuggire ai problemi del mondo reale. Ma anche questa può essere una fase, superabile senza demonizzare le nuove tecnologie.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Cercare l&#8217;ago nella rete</title>
		<link>http://www.saicomemeloimmagino.it/blog/2011/03/cercare-lago-nella-rete/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 11:09:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glaurita</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guglielmo]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[motori di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[wikipedia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho 12 anni. Devo fare una ricerca sull’Antartide. Ci deve essere da qualche parte un’enciclopedia del nonno…


oppure


Ho 12 anni. Devo fare una ricerca sull’Antartide. Come prima cosa vado su Wikipedia. E se non bastasse, c’è sempre Google.


Secondo voi qual è la strada che sceglierà Guglielmo?


Nell’ultima puntata di Nel web con Guglielmo, la nostra giovane guida [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">Ho 12 anni. Devo fare una ricerca sull’Antartide. Ci deve essere da qualche parte un’enciclopedia del nonno…</div>
<div><em><br />
</em></div>
<div id="_mcePaste"><em>oppure</em></div>
<div><em><br />
</em></div>
<div id="_mcePaste">Ho 12 anni. Devo fare una ricerca sull’Antartide. Come prima cosa vado su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale" target="_blank">Wikipedia</a>. E se non bastasse, c’è sempre <a href="http://www.google.it/" target="_blank">Google</a>.</div>
<div><em><br />
</em></div>
<div id="_mcePaste">Secondo voi qual è la strada che sceglierà Guglielmo?</div>
<div><em><br />
</em></div>
<div id="_mcePaste">Nell’ultima puntata di <strong><em><a href="http://www.saicomemeloimmagino.it/" target="_blank">Nel web con Guglielmo</a></em></strong>, la nostra giovane guida alla rete ci porta tra i <strong>motori di ricerca</strong> e ci dà un po’ di dritte per non perderci nel mare magno di Internet.</div>
<div><em><br />
</em></div>
<div id="_mcePaste">E voi che ne dite? Vi sono piaciuti i video? Li avete trovati utili? Divertenti? Avete delle idee per continuare a parlare di questo tema?</div>
<div><em><br />
</em></div>
<div>Non ci resta che ringraziare i nostri protagonisti e darci appuntamento alla prossima puntata (perché io lo so, che di Gu sentiremo parlare ancora <img src='http://www.saicomemeloimmagino.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> ).</div>
<div><em><br />
</em></div>
<div id="_mcePaste"><strong>Stay tuned!</strong></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Genitori, figli e tecnologia. L’intervista a Ondaluna</title>
		<link>http://www.saicomemeloimmagino.it/blog/2011/02/genitori-figli-e-tecnologia-l%e2%80%99intervista-a-ondaluna/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 17:53:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glaurita</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[La parte abitata della rete si divide in due schiere: le persone che attraverso la rete si fanno conoscere e ri-conoscere, e quelle per le quali la rete, e in particolare il blog, è uno spazio talmente personale da preferire che il nickname si faccia carico della loro identità online.
Ondaluna è una di queste persone. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.saicomemeloimmagino.it/blog/wp-content/uploads/profilodonnaluna.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-239" title="profilodonnaluna" src="http://www.saicomemeloimmagino.it/blog/wp-content/uploads/profilodonnaluna.jpg" alt="" width="158" height="144" /></a>La <em>parte abitata della rete</em> si divide in due schiere: le persone che attraverso la rete si fanno conoscere e ri-conoscere, e quelle per le quali la rete, e in particolare il blog, è uno spazio talmente personale da preferire che il nickname si faccia carico della loro identità online.</p>
<p><strong>Ondaluna </strong>è una di queste persone. A causa della professione che svolge, preferisce fare tutto il lavoro di blogger sotto questo bellissimo nickname. Il suo blog, naturalmente, è <strong><a href="http://ildiariodiondaluna.blogspot.com/" target="_blank">Il Diario di Ondaluna.</a></strong> Sottotitolo: <strong>Luci ed Ombre nelle quali nasce l’amore di madre.</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>G.L. </strong>Com’è il tuo rapporto con la tecnologia? E con la rete? Per cosa la usi, a parte il blog?</p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>O.</strong> Uso il computer per tutto. Dalle cose di <strong>lavoro </strong>(relazioni, progetti, ricerche, articoli) alle cose di <strong>cucina </strong>(ricette ed altro). Lo uso per trovare indirizzi, per cercare informazioni, e soprattutto per la <strong>fotografia</strong>, di cui sono una grande appassionata.</p>
<p><strong>G.L.</strong> Trovi corretta la definizione di “immigranti digitali” per le persone della nostra generazione? Tu come ci sei arrivata ad un uso così importante della tecnologia?</p>
<p><strong>O. </strong>Mi sento &#8220;immigrante&#8221; nel senso che <strong>ho approcciato questo mondo dopo i 20 anni, </strong>differentemente da quanto fanno i ragazzi oggi, che imparano l&#8217;uso delle tecnologie molto prima. Ho &#8220;migrato&#8221; le mie abitudini di studio e lavoro, nonché di comunicazione, dalla carta alla tastiera, e questo mi è stato possibile grazie ad <strong>una <em>forma</em> <em>mentis </em>molto flessibile verso il progresso e la tecnologia:</strong> mio padre non usava il computer come potrebbe farsi oggi, ma era un grande appassionato di strumenti elettronici, e sin da bambina mi insegnava ad usarli con rispetto, ovvero senza romperli e fruendone in modo utile.</p>
<p><strong>G.L. </strong>I nostri figli, invece, sono nativi, dicono…</p>
<p><strong>O.</strong> Sì, credo che i bambini di oggi siano nativi digitali, ma non più di quanto io potessi esserlo rispetto ad altri &#8220;elettrodomestici&#8221; sconosciuti dalla generazione precedente alla mia. Io usavo con grande dimestichezza il giradischi, il mangianastri, il calcolatore elettronico, e adesso non mi viene in mente cos&#8217;altro, mentre per i miei genitori questi non erano stati oggetti dell&#8217;infanzia, ma dell&#8217;età adulta. <strong>Il progresso entra nella vita di tutti i giorni abbastanza velocemente se corrisponde ad un beneficio, </strong>inteso in termini di vantaggio per le attività di tutti i giorni (pensiamo alla storia della lavatrice…).</p>
<p>È così anche per i giocattoli, che si trasformano in base al contesto sociale e culturale.</p>
<p><strong>G.L. </strong>Il dibattito ferve: Internet è più un pericolo o un’opportunità per i ragazzi? Che cosa temi di più dell’approccio dei ragazzi a Internet? Che cosa invece ti senti di incoraggiare?</p>
<p><strong>O.</strong> Io mi sento di <strong>incoraggiare la conoscenza, </strong>intesa a 360°, del progresso in questo ambito, sia negli aspetti positivi che negativi. Mi sento di voler trovare <strong>un compromesso</strong> <strong>tra ciò che può essere utile nella vita quotidiana, e ciò che invece è riduttivo dell&#8217;esperienza sensoriale, nonché evolutiva.</strong></p>
<p>Trovo che la tecnologia non possa sostituirsi alle relazioni, ma possa semmai integrarle.</p>
<p>E per un bambino (come per un adulto) penso che, tanto per fare un esempio, una passeggiata all&#8217;aria aperta valga più di un viaggio virtuale su google heart.</p>
<p>Per contro, lo stesso google heart è molto utile, ad esempio, quando devi mostrare un luogo lontano e sconosciuto. Se io avessi studiato la geografia online, forse oggi sarei più preparata, e mi sarei appassionata di più. Ma ancora una volta, questo <strong>dipende anche dalla relazione di apprendimento con chi ti apre a certe conoscenze.</strong></p>
<p>Quel che temo di più è ben definito: <strong>la pornografia, la pedofilia, lo sfruttamento</strong> in genere. E soprattutto <strong>la dipendenza.</strong> Internet, e l&#8217;uso del computer, hanno un potere di seduzione molto forte, soprattutto per i ragazzi. E&#8217; la strada per avere tutto e subito, ed in modo facile. E&#8217; difficile staccarsene, se si entra in certi meccanismi.</p>
<p>In questo senso, però, non mi sento di demonizzare Internet: <strong>non è diverso da ciò che potrebbe capitare in altri contesti, è diversa solo la modalità.</strong></p>
<p><strong>G.L. </strong>Che cosa significa, per te, accompagnare i ragazzi nell’uso corretto di Internet? E che cosa è corretto, rispetto al processo di crescita di un ragazzo?</p>
<p><strong>O.</strong><strong> La presenza di un adulto, di un genitore, di un insegnante, di un familiare, è di fondamentale importanza sempre,</strong> e ancora di più quando si tratta di apprendere l&#8217;uso del computer e della rete. Nelle <strong>relazioni </strong>c&#8217;è sempre la chiave di tutto: un bambino lasciato solo davanti alla tv non farà forse esperienza di desensibilizzazione corporea e di solitudine? Penso che i contenuti (internet, la televisione, la scelta del gruppo di amici) siano variabili, e le modalità con cui si porta avanti il processo di crescita siano invece la cornice che dà senso e significato allo sviluppo. E per sviluppo io intendo &#8220;accompagnare un bambino alla vita&#8221;.</p>
<p>Le strategie che penso di adottare, dunque, credo siano quelle <strong>dell&#8217;educazione alla giusta misura,</strong> in tutte le cose, e <strong>la presenza fisica.</strong> Come contenimento, come possibilità di spiegare l&#8217;incomprensibile, e come misura di protezione verso i pericoli. Almeno fino ad una certa età.</p>
<p><strong>G.L. </strong>Infine: se in questo momento potessi parlare a tutti i genitori di ragazzi che si stanno avvicinando a Internet, che cosa diresti loro?</p>
<p><strong>O.</strong> Non lasciate (del tutto) soli i vostri figli: <strong>non esiste nessuna attività che possa sostituirsi ad una relazione. </strong>Fate in modo che l&#8217;autonomia da voi sia un processo graduale e consono all&#8217;età, e che possa avere sempre dei momenti di &#8220;come-back&#8221; in cui recuperare le tappe precedenti, perché possano essere meglio assimilate. Accompagnate ad internet la vostra presenza, le vostre parole, e le esperienze &#8220;reali&#8221;, ed esso sarà uno strumento a servizio della crescita, piuttosto che in sostituzione dell&#8217;esperienza.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Meglio YouTube o la TV?</title>
		<link>http://www.saicomemeloimmagino.it/blog/2011/02/meglio-youtube-o-la-tv/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 14:13:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glaurita</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guglielmo]]></category>
		<category><![CDATA[YouTube]]></category>

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		<description><![CDATA[Su YouTube si trovano anche i cartoni. Parola di Guglielmo.
Lo sanno anche molti genitori, per i quali spesso YouTube è un’alternativa interessante alla TV: si salta la pubblicità, si scelgono solo i contenuti desiderati, e, naturalmente, non si rischia che i bambini ci passino davanti ore e ore. Certo, come ci raccomanda Edoardo, bisogna star [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">Su <strong>YouTube</strong> si trovano anche i cartoni. Parola di <a href="http://www.saicomemeloimmagino.it/" target="_blank">Guglielmo</a>.</div>
<div id="_mcePaste">Lo sanno anche molti genitori, per i quali spesso <strong>YouTube è un’alternativa interessante alla TV</strong>: si salta la pubblicità, si scelgono solo i contenuti desiderati, e, naturalmente, non si rischia che i bambini ci passino davanti ore e ore. Certo, come ci raccomanda Edoardo, bisogna star loro vicini.</div>
<div id="_mcePaste">Questa volta Guglielmo ci racconta, appunto, che cos’è YouTube, a cosa serve e come lo usano gli adolescenti.</div>
<div id="_mcePaste">Ma anche qual è la differenza tra i video che vengono dalla tv e quelli amatoriali, come si fa a personalizzare un profilo e così via.</div>
<div id="_mcePaste">Buona visione!</div>
]]></content:encoded>
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	</channel>
</rss>
