<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-720165713627225942</atom:id><lastBuildDate>Fri, 15 Nov 2024 07:46:04 +0000</lastBuildDate><category>giornalismo</category><category>business model</category><category>Cruciani</category><category>De Correspondant</category><category>Google Glass</category><category>Libero</category><category>M5S</category><category>Marta Grande</category><category>Oscar Giannino</category><category>Poynter</category><category>Schengen</category><category>Zanzara</category><category>amy wallace</category><category>app</category><category>comunicazione politica</category><category>crowdfunding</category><category>donne</category><category>elle</category><category>finanziamento pubblico ai giornali</category><category>giornalismo digitale</category><category>google</category><category>informazione</category><category>laurea</category><category>libertà di stampa</category><category>nonprofit</category><category>olanda</category><category>politica</category><category>roberta meyers</category><category>social media</category><category>wisconsin</category><category>womanedswelove</category><title>La scatola di Schrödinger</title><description>Riflessioni #social e #digitali su un #giornalismo sia vivo che morto.</description><link>http://scatoladischrodinger.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Anonymous)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>5</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-720165713627225942.post-5727339186744422652</guid><pubDate>Fri, 21 Jun 2013 14:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-06-21T07:11:14.278-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">amy wallace</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">donne</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">elle</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giornalismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">roberta meyers</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">womanedswelove</category><title>#WomenEdsWeLove - dove sono finite le #donne che fanno #giornalismo?</title><description>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.port-magazine.com/wp-content/uploads/2013/06/Port-10-cover-600-px.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;Copertina del Port Magazine&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;http://www.port-magazine.com/wp-content/uploads/2013/06/Port-10-cover-600-px.jpg&quot; title=&quot;Copertina del Port Magazine&quot; width=&quot;253&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.port-magazine.com/design/port-magazine-issue-10-a-new-golden-age/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;La copertina di giugno del Port Magazine&lt;/a&gt; ha creato non pochi mal di pancia fra le redattrici donne, in America. Questo perché mostra quelli che secondo la rivista sono gli editors che stanno cambiando il giornalismo. Fra di loro nessuna donna. Amy Wallace, ha reagito creando un &lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23WomenEdsWeLove&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;hashtag&lt;/a&gt; sull&#39;argomento che raccoglie le reazioni di giornaliste da tutto il mondo. Per la serie: se non siete voi a darci il riconoscimento che meritiamo, ce lo prendiamo da sole.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Se dedicate un po&#39; di tempo a seguire la discussione noterete, &lt;a href=&quot;http://www.poynter.org/latest-news/mediawire/216506/womenedswelove-creator-female-editors-are-not-invisible-theyre-not-that-hard-to-find/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;come sostiene anche la Wallace in un&#39;intervista per Poynter&lt;/a&gt;, che le giornaliste non sono né invisibili né difficili da trovare. Ogni giorno, tante colleghe fanno il loro lavoro con serietà e passione quanto i propri colleghi uomini. Solo che è facile dimenticarsene. Anche per questo &lt;a href=&quot;http://www.elle.com/news/culture/womens-magazines-serious-journalism&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Roberta Meyers è intervenuta su Elle Magazine per ribadirlo&lt;/a&gt;. Ma non basta. La Meyers racconta che durante una lezione alla Columbia stava mostrando agli studenti tante storie importanti pubblicate su Elle e uno studente è intevenuto per domandarle come si sentisse a sapere che nessuno le legge. Beh, basti sapere che Elle è letto da otto milioni di donne che, dal sentire comune perfettamente espresso da questa giovane leva del giornalismo americano, vengono percepite come &quot;nessuno&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Se anche voi vi sentite considerate &quot;nessuno&quot; e non siete d&#39;accordo, v&#39;invito a contribuire alla discussione su &lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23WomenEdsWeLove&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;#WomenEdsWeLove&lt;/a&gt;, a promuoverla se volete e a farvi sentire. Forse è ora che alziamo la voce anche noi giornaliste italiane.&lt;/div&gt;
</description><link>http://scatoladischrodinger.blogspot.com/2013/06/womenedswelove-dove-sono-finite-le.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-720165713627225942.post-7799534421915949608</guid><pubDate>Sat, 08 Jun 2013 17:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-06-08T10:32:37.810-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">finanziamento pubblico ai giornali</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giornalismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">libertà di stampa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">nonprofit</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">wisconsin</category><title>C&#39;è del marcio in #Wisconsin - #formazione e #giornalismo #nonprofit</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Anche negli Stati Uniti si discute del finanziamento pubblico al settore editoriale. Succede in Wisconsin, dove il &lt;a href=&quot;http://www.wisconsinwatch.org/&quot;&gt;Center for Investigative Journalism&lt;/a&gt; viene espulso dalle strutture del Campus a causa del provvedimento di un comitato legislativo che impedirebbe anche al personale universitario di partecipare alle attività dell&#39;associazione.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.niemanlab.org/2013/06/on-wisconsin-what-happens-when-you-try-to-kick-a-nonprofit-journalism-center-off-campus/?utm_source=feedly&amp;amp;utm_medium=feed&amp;amp;utm_campaign=Feed%3A+NiemanJournalismLab+%28Nieman+Journalism+Lab%29&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Lo racconta (per chi mastica l&#39;inglese) approfonditamente il Nieman Lab di Harvard&lt;/a&gt;. Il protavoce Repubblicano Robin Vos è stato l&#39;unico a cercare di dare una spiegazione, seppur parziale, alla vicenda: &quot;non volevo che il denaro dei contribuenti andasse al centro di giornalismo investigativo perché ritengo fosse mosso da pregiudizi&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il Centro sopravviverà grazie a donazioni di privati come ha fatto finora, anche senza utilizzare le strutture universitarie, ma gli unici a subire danni da questa decisione saranno gli studenti del corso in Journalism and Mass Communications per cui diventerà illegale secondo le leggi dello Stato mescolare attività didattiche all&#39;attività del Centro.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Si tratta di una questione complessa perché è un&#39;organizzazione non profit, perché si tratta di giornalismo e quindi di libertà di stampa (il Centro aveva anche avuto qualche scoop che riguardava il Parlamento del Wisconsin), perché in queste sedi si formano le nuove leve del giornalismo statunitense (e sappiamo tutti che senza pratica e sperimentazione lo studio della professione diventa sterile), perché è un momento molto critico per la stampa anche oltreoceano.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Quello che io, da italiana, posso fare è un confronto con il nostro paese sempre indietro e in cui esperienze di ricerca e sperimentazione giornalistica fanno fatica persino a nascere, schiacciate dalla mancanza di fondi e dalla (pessima e spesso giustificata) reputazione di cui gode il giornalismo in certi ambienti. Finanziare il giornalismo coi soldi dei contribuenti forse è sbagliato, investire sulla formazione dei giornalisti però apporterebbe benefici alla collettività.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Farebbe bene, a certi politicanti di bassa lega che meditano vendette sui giornalisti, riflettere sul fatto che alla base di una sana democrazia (diretta e non) sta anche un sano giornalismo in cui la formazione ha un ruolo di primo piano.&lt;/div&gt;
</description><link>http://scatoladischrodinger.blogspot.com/2013/06/ce-del-marcio-in-wisconsin-la-questione.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-720165713627225942.post-4283535648883416980</guid><pubDate>Sat, 06 Apr 2013 12:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-04-06T05:28:34.961-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">business model</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">crowdfunding</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">De Correspondant</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giornalismo digitale</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">olanda</category><title>#Crowdfounding e #giornalismo: nei Paesi Bassi si può</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Sareste disposti a comprare un abbonamento annuale a scatola chiusa? I lettori olandesi sì.&lt;br /&gt;
L&#39;idea del giornalista Rob Wijnberg, proposta alla tv nazionale olandese il 18 marzo scorso, era ambiziosa: raccogliere 15mila abbonamenti annuali da 60 euro (900mila euro in totale) per un giornale che ancora non esiste. Impossibile? Non proprio. L&#39;obiettivo è stato &lt;b&gt;raggiunto e superato&lt;/b&gt; in circa una settimana. E oggi il &lt;a href=&quot;https://decorrespondent.nl/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;De Correspondant&lt;/a&gt; ha raccolto circa &lt;b&gt;un milione di euro&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Di come sarà il nuovo giornale online nessuno sa ancora nulla, nemmeno i suoi fondatori. Le uniche informazioni a disposizione del pubblico fanno parte di un manifesto di dieci punti riassumibile così:&lt;/div&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;Quotidiano, ma oltre i fatti del giorno.&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;Dalla notizia alla novità.&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;Nessuna ideologia politica, ma ideali giornalistici.&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;Temi e interconnessioni.&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;Giornalismo e fatturato.&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;Da lettori a partecipanti.&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;Non inserzionisti ma partner.&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;Nessun target ma anime affini.&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;Ambizioso negli ideali ma modesto nella saggezza.&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;Completamente digitale.&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&amp;nbsp;Al di là del fatto che la strategia commerciale è azzeccata&amp;nbsp; (puntare su novità, partecipazione, etica e qualità è sempre una mossa vincente) sorgono dei dubbi sulla fattibilità di un progetto simile in Italia. Senza voler tirare in ballo la questione dell&#39;&lt;a href=&quot;http://www.google.com/url?sa=t&amp;amp;rct=j&amp;amp;q=&amp;amp;esrc=s&amp;amp;source=web&amp;amp;cd=5&amp;amp;cad=rja&amp;amp;ved=0CFAQtwIwBA&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DYk2g3njIqwc&amp;amp;ei=xw9gUfGyCcmyhAeYrIA4&amp;amp;usg=AFQjCNF-VP8UnIKkM6G0238WFkgbcLDqsw&amp;amp;sig2=O2E5FOHhhGLLyDGLjfmnqQ&amp;amp;bvm=bv.44770516,d.ZGU&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;analfabetismo di ritorno&lt;/a&gt; recentemente riportata all&#39;onore delle cronache da Tullio De Mauro e frutto di una società, la nostra, in cui la parola scritta si è diffusa fra le masse da poco meno di un secolo, appare evidente che il nostro paese non è pronto ad innovare l&#39;industria editoriale.&lt;br /&gt;
Prima di tutto per una questione infrastrutturale: la capillare diffusione della &lt;b&gt;banda larga&lt;/b&gt; lascia comunque ampie sacche di popolazione scoperte, quindi è difficile sviluppare prodotti multimediali e interattivi.&lt;br /&gt;
In secondo luogo per una questione culturale ed economica: sarebbe davvero così facile per un paese come l&#39;Italia, con quattro volte gli abitanti dei Paesi Bassi, raccogliere tanti abbonamenti in un lasso di tempo così breve e al buio? &lt;b&gt;Siamo disposti a pagare&lt;/b&gt; per leggere un giornale online o per finanziare un&#39;iniziativa del genere senza nessun tipo di garanzia?&lt;br /&gt;
Io penso che i dieci punti del De Correspondant siano condivisibili e sarei pronta a scommettere in prima persona su un progetto del genere, mi piacerebbe sapere la vostra. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://scatoladischrodinger.blogspot.com/2013/04/crowdfounding-e-giornalismo-nei-paesi.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-720165713627225942.post-549727212154656696</guid><pubDate>Sat, 16 Mar 2013 23:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-03-17T10:38:07.427-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">comunicazione politica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Cruciani</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">laurea</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Libero</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">M5S</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Marta Grande</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Oscar Giannino</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">politica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Schengen</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Zanzara</category><title>Marta Grande, laureata immaginaria?</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Premetto che ero partita prevenuta e scrivo questo post principalmente per fare ammenda. Sono fra quelli che hanno insultato e deriso immeritatamente Marta Grande quando è saltata fuori&lt;a href=&quot;http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1204464/La-grillina-Grande-come-Giannino--Giallo-sulle-lauree-all-estero.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt; la faccenda della laurea &quot;finta&lt;/a&gt;&quot;. Ahimè, la prossima volta imparo a fidarmi di Libero (cosa mi è saltato in testa?).&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Dicevo, ne approfitto per scrivere un post in cui vi spiego come mai Marta (la chiamerò per nome, ormai, suvvia, che è una mia quasi coetanea) in realtà è effettivamente più o meno laureata e su come, secondo me, avrebbe dovuto comunicarlo (eh beh, io la laurea ce l&#39;ho in Comunicazione, mica in FLIT).&lt;/div&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Cominciamo innanzitutto con una lezioncina. Sfortunatamente non ho avuto il privilegio di studiare negli States, ma mi sono &lt;b&gt;molto&lt;/b&gt; documentata negli ultimi giorni perché ci tengo a dare a Cesare quel che è di Cesare, quindi ho stilato un piccolo riassunto di come funziona il sistema formativo USA (è un vero casino, fidatevi). Se dovessi aver capito male qualcosa fatemelo sapere e correggerò il post, ovviamente.&lt;/div&gt;
&lt;ol style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;li&gt;Dopo la high school generalmente si fa un 3+2, come in Italia (&lt;a href=&quot;http://www.fulbright.it/it/guide/studiare-negli-usa/il-sistema-educativo-negli-usa/U.S.%20Education%20System.gif&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;non è proprio così semplice&lt;/a&gt;, ma permettetemi di semplificare che se no mi ci vogliono dieci anni): &lt;b&gt;Bachelor of Arts/Sciences e poi Master degree&lt;/b&gt;. Solo che il 3 dura 4 anni perché loro fanno un anno in meno di scuole superiori.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;L&#39;impegno nello studio viene calcolato in &lt;b&gt;credit hour value&lt;/b&gt; che, se non ho capito male, indica quante ore di ciascun corso bisogna frequentare settimanalmente, quindi &lt;a href=&quot;http://www.uah.edu/la/departments/foreign-languages/programs/foreign-language-literature/75-main/liberal-arts/foreign-languages/3445-flit-foreign-language-international-trade&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;le 63 hours del FLIT&lt;/a&gt; non sono 63 hours effettive, sono ovviamente molte di più. Si tratta del loro modo (molto contorto, d&#39;accordo) di calcolare i crediti (non è che i nostri CFU siano tanto meglio).&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;FLIT (Foreign Language International Trade) indica un &lt;b&gt;major&lt;/b&gt;, come qualche genio ha fatto notare. Un major è semplicemente l&#39;indirizzo di studi, non è un corso a parte di durata inferiore o una cosa diversa dal Bachelor Degree, definisce solamente il campo di studi scelto. O almeno, io non ho trovato indicazioni che dicessero il contrario.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Ma insomma, vi pare che quei &lt;b&gt;cagacazzo&lt;/b&gt; delle nostre segreterie studenti avrebbero convalidato un titolo di studio se non fosse stato equivalente (equipollente mi hanno detto che è un&#39;altra cosa, non mi addentro nei meandri del lessico di settore)?&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&amp;nbsp;Quindi, salvo eclatanti rivelazioni per cui dovesse scoprirsi che la Grande in realtà ha comprato tutti i suoi titoli di studi da &lt;b&gt;Oscar Giannino&lt;/b&gt;, siamo tutti più o meno d&#39;accordo che questa benedetta ragazza ha un BA americano che le è stato riconosciuto e grazie al quale si è iscritta a una specialistica in Italia. Che poi non sia una &quot;laurea&quot; è solo una questione di terminologia che a me sembra irrilevante e in effetti è ingiusto appigliarsi a queste cose.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ora, però, io credo che se avesse spiegato la faccenda in modo chiaro, come spero di aver appena fatto, tutto questo casino si sarebbe sgonfiato nel giro di una giornata. Il problema è che ha voluto parlare, non solo sul &lt;a href=&quot;http://martagrande.it/15/03/2013/lauree-master-e-fango/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;blog&lt;/a&gt; prendendosela con quelle canaglie dei giornalisti (dai, davvero, questa solfa ci ha stancato), ma anche con &lt;a href=&quot;https://itunes.apple.com/podcast/la-zanzara/id291100561?mt=2&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Cruciani della Zanzara&lt;/a&gt; che, insomma, &lt;b&gt;non è noto per il suo lato tenero&lt;/b&gt;. Il che sarebbe stato una mossa geniale, che dimostrava carattere, se non fosse per la faccenda di &lt;a href=&quot;http://www.europarlamento24.eu/schengen-cos-e-e-come-funziona/0,1254,72_ART_142,00.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Schengen&lt;/a&gt;. In sostanza la donzelletta ha sostenuto che la non validità legale della sua laurea dipendesse dagli accordi sulla libera circolazione delle merci e delle persone nell&#39;Unione Europea. Come mi fa notare il prode &lt;a href=&quot;https://www.facebook.com/luca.alfieri.50?ref=ts&amp;amp;fref=ts&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Luca&lt;/a&gt; però, il riconoscimento dei titoli di studio si deve agli &lt;a href=&quot;http://europa.eu/legislation_summaries/education_training_youth/lifelong_learning/c11088_it.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;accordi di Bologna&lt;/a&gt;. Io non lo sapevo (anche se sapevo cos&#39;era Schengen) ma una che studia Relazioni Internazionali dovrebbe, insomma, la faccenda è piuttosto imbarazzante.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ecco quindi che come successe a Oscar Giannino, la toppa fa più danni del buco che serve a coprire. Un buco, oltretutto, fatto da Libero per criticare Repubblica, che viene citata forse più spesso di Marta Grande nel pezzo in cui viene &quot;denunciata&quot; la questione.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ora io non vorrei dire, ma un partito che fa della sua bandiera valori come&lt;b&gt; trasparenza e meritocrazia&lt;/b&gt; (bruttissima parola), dovrebbe come minimo avere dei rappresentanti degni del pulpito su cui sono saliti. E mi chiedo: dov&#39;era l&#39;ufficio comunicazione dei Cinque Stelle quando succedeva tutto questo? Ah, giusto: a scomunicare ufficialmente Cruciani perché aveva fatto due domande in più. Un #epicfail colossale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cari Cittadini, non sarebbe il caso di rinnovare il vostro modo di fare comunicazione, prima di metter mano al Parlamento?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://scatoladischrodinger.blogspot.com/2013/03/marta-grande-laureata-immaginaria.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-720165713627225942.post-3575696281803307071</guid><pubDate>Thu, 14 Mar 2013 11:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-03-14T04:58:23.545-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">app</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">business model</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giornalismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">google</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Google Glass</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Poynter</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">social media</category><title>#GoogleGlass - il giornalismo italiano è pronto?</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-5ISoMMRNj04/USejuizibrI/AAAAAAAAJsg/0daKXm1OPBU/w497-h373/GoogleGlass.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;Google Glass&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;202&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-5ISoMMRNj04/USejuizibrI/AAAAAAAAJsg/0daKXm1OPBU/w497-h373/GoogleGlass.jpg&quot; title=&quot;Google Glass&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Stamattina ho letto un interessante &lt;a href=&quot;http://www.poynter.org/latest-news/mediawire/206804/google-glass-is-here-how-to-build-news-apps-that-get-in-users-faces/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;articolo&lt;/a&gt; uscito su &lt;a href=&quot;http://www.poynter.org/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Poynter&lt;/a&gt; che analizza il potenziale dei nuovi Google Glass per la creazione di app d&#39;informazione.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;articolo racconta come i nuovi occhiali potranno essere utili per diffondere i titoli delle notizie che verranno poi lette da un sintetizzatore vocale integrato nel dispositivo. &lt;/div&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;I Glass infatti sono studiati per un consumo passivo: sarebbe impossibile e dispersivo inserire interi testi nell&#39;interfaccia ideata dai cervelloni di Big G.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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Poi c&#39;è la contestualizzazione della notizia: questo significa una maggiore geolocalizzazione dei contenuti e un passo in avanti verso il web semantico. Le prospettive per il mondo dell&#39;informazione sono rivoluzionarie. Significherebbe finalmente dedicarsi solo ai contenuti e alla distribuzione e abbandonare &lt;b&gt;la zavorra del 2.0&lt;/b&gt; che le testate non sono mai riuscite a sfruttare a proprio vantaggio.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ovviamente è tutto molto interessante e futuristico, ma il pezzo è stato scritto da un istituto americano che si occupa di ricerca e innovazione, quindi i dubbi che ha sollevato nella mia testolina sono parecchi.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
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Innanzitutto consideriamo che i tempi sono piuttosto ristretti: i Google Glass saranno &lt;b&gt;commercializzati nel 2014&lt;/b&gt; ma presto usciranno le API che consentiranno agli sviluppatori di lavorarci su. &lt;/div&gt;
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A fronte di un mercato dell&#39;informazione nazionale altamente arretrato e una scarsissima attenzione dei nostri editori verso tutto ciò che può costituire innovazione (a meno che non sia utile a &lt;b&gt;tagliare il personale&lt;/b&gt;), come potrà l&#39;Italia adeguarsi così in fretta a quello che da noi viene percepito ancora come futuro ma che è già attuale?&lt;/div&gt;
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Non solo: probabilmente sarà necessario appoggiarsi alla piattaforma di Google per la distribuzione e ciò significherà delegare una parte della propria indipendenza (e dei propri &lt;b&gt;utili&lt;/b&gt;) al colosso di Mountain View. Viste le recenti dispute con la stampa Francese e &lt;a href=&quot;http://www.corrierecomunicazioni.it/it-world/19585_google-non-faremo-altri-accordi-con-gli-editori.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;la promessa di non scendere più a patti con l&#39;industria editoriale&lt;/a&gt;, siamo sicuri che questa soluzione non rischi di trasformarsi in un autogol?&lt;/div&gt;
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&lt;a href=&quot;http://giornalaio.wordpress.com/2012/12/16/social-reader/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Finirà come con i social reader&lt;/a&gt;?&lt;/div&gt;
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Non sarebbe il caso, finalmente, d&#39;investire sulle tecnologie e porsi come innovatori, anziché correre sempre dietro al &lt;b&gt;cavallo sbagliato&lt;/b&gt; e sperperare energie, risorse e posti di lavoro in una battaglia che la stampa è destinata a perdere?&lt;/div&gt;
</description><link>http://scatoladischrodinger.blogspot.com/2013/03/googleglass-il-giornalismo-italiano-e.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-5ISoMMRNj04/USejuizibrI/AAAAAAAAJsg/0daKXm1OPBU/s72-w497-h373-c/GoogleGlass.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Langhirano PR, Italia</georss:featurename><georss:point>44.6145497 10.268694600000003</georss:point><georss:box>44.524138699999995 10.107333100000004 44.7049607 10.430056100000003</georss:box></item></channel></rss>