<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"><channel><title>:: senzavolto ::</title><description></description><managingEditor>noreply@blogger.com (Anonymous)</managingEditor><pubDate>Wed, 11 Sep 2024 15:09:28 -0700</pubDate><generator>Blogger http://www.blogger.com</generator><openSearch:totalResults xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">1</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">25</openSearch:itemsPerPage><link>http://senzavolto.blogspot.com/</link><language>en-us</language><itunes:explicit>no</itunes:explicit><copyright>Pubblicato in licenza Creative Commons</copyright><itunes:image href="http://www.pandoraformazione.it/senzavolto/podcast/senzavolto_podcast.jpg"/><itunes:keywords>senzavolto,senza,volto,stephen</itunes:keywords><itunes:summary>Il podcast di Senzavolto. Appuntamento settimanale con la musica internettiana in libera circolazione, più speciali audio e video a sorpresa. Esce di lunedì.</itunes:summary><itunes:subtitle>Il podcast di Senzavolto. Appuntamento settimanale con la musica internettiana in libera circolazione, più speciali audio e video a sorpresa. Esce di lunedì.</itunes:subtitle><itunes:category text="Audio Blogs"/><itunes:category text="Music"/><itunes:author>Stephen</itunes:author><itunes:owner><itunes:email>senzavoltoblog@gmail.com</itunes:email><itunes:name>Stephen</itunes:name></itunes:owner><item><title>Rivolgersi all'altro sportello</title><link>http://senzavolto.blogspot.com/2014/08/rivolgersi-allaltro-sportello.html</link><pubDate>Thu, 28 Aug 2014 01:12:00 -0700</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2108967844359271859.post-3341100537208720560</guid><description>&lt;div class="date-outer"&gt;
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Il blog qui è temporaneamente sospeso (di nuovo), e in sostituzione ne ho appena avviato un altro, dove si parla un po' delle stesse cose ma con un taglio più definito. Insomma, provare per credere.&lt;/div&gt;
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&lt;span&gt;18.9.09&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;
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&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt;
Ricerca a soggetto singolo, questa sconosciuta
&lt;/h3&gt;
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Dato che è una metodologia sperimentale poco nota al di fuori 
dell'analisi del comportamento, ma con una lunga e dibattuta storia per 
gli addetti ai lavori, ho messo online un breve saggio che avevo da scrivere al riguardo.&lt;br /&gt;


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&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt;
Perché leggere è un piacere intelligente
&lt;/h3&gt;
&lt;div class="post-body entry-content"&gt;
Lev Grossman sul WSJ
 ci ricorda come il Novecento abbia portato con sé, in letteratura, con 
il Modernismo, il rifiuto delle trame semplici e delle storie pulite, in
 favore di una realtà descritta come complessa, che richiede al lettore 
un costante sforzo interpretativo (l'Ulisse di Joyce ne è l'emblema). &lt;br /&gt;Ma,
 sostiene Grossman, questa non può essere più la moda: fenomeni come 
Twilight o Harry Potter stanno a dimostrarlo, la letteratura deve 
tornare a sposarsi con la fiction, perché i lettori cercano questo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt;
Giornalismo italiano e anglosassone
&lt;/h3&gt;
&lt;div class="post-body entry-content"&gt;
Un tragico incidente in volo sopra New York che coinvolge cittadini 
italiani è anche l'occasione per confrontare come si comportano stampa 
italiana e statunitense su un argomento di comune interesse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salta
 all'occhio: sui nostri quotidiani nazionali (Corriere e Repubblica) 
l'approccio è quello del titolo ad effetto (tragico) e della polemica 
scandalistica. Repubblica.it titola ora:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;New York, 5 italiani morti&lt;br /&gt;due famiglie spezzate&lt;br /&gt;Un'autostrada sul fiume&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è un continuo accostamento
 all'ammaraggio di un Airbus in gennaio, che non si capisce cosa c'entri
 con il caso in questione. E quando c'è da trasmettere semplice 
informazione, dettagli su quanto è successo e su chi è stato coinvolto, 
questi sono in gran parte superflui o imprecisi (le lacune lasciano 
sempre spazio a speculazioni e polemiche ulteriori): è il caso di questo
 "approfondimento" sui voli turistici
 a New York, che trascrive semplicemente informazioni dal sito della 
compagnia aerea coinvolta, senza spiegare a chi NY non la conosce dove e
 come effettivamente volino gli elicotteri, senza fornire dati 
statistici obiettivi, attingendo evidentemente ad un'unica fonte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'articolo del New York Times,
 che pure si rivolge ad un audience senz'altro molto sensibile allo 
"scandalo" dei voli troppo numerosi e poco controllati, è un modello di 
cronaca dettagliata e obiettiva di quanto accaduto. E' difficile o 
impossibile trovarvi allusioni non chiarite, informazioni superflue, 
fonti non citate.&lt;br /&gt;La dashboard informativa che correda l'articolo 
comprende, oltre alle foto e ai commenti dei lettori (elencati come al 
solito anche in ordine di "editor's selections" e "readers' 
reccomendations"), un'infografica che mostra in un attimo, molto chiaramente, come e dove si è svolto l'incidente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A parer mio, la nostra informazione troppo spesso vive di scandali e titoli ad effetto, e manca di amore per i contenuti.&lt;br /&gt;


&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span&gt;30.7.09&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;
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&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt;
La scienza di oggetti storici complessi
&lt;/h3&gt;
&lt;div class="post-body entry-content"&gt;
S.J. Gould, in un saggio del 1983 ("Hen's Teeth and Horse's Toes") dopo aver considerato il "disordine" evolutivo che appare nell'evoluzione dell'apodiploidia
 e della socialità all'interno di questa (il percorso raro e complesso 
che ha portato alla nascita di società come quelle delle formiche e 
delle api, ma soprattutto ad una limitata diffusione nel regno animale 
di società simili), trae delle bellissime considerazioni conclusive 
sulla Scienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comincia col supporre che alcuni potrebbero 
interpretare questo "disordine" in senso mistico, "che l'evoluzione 
impone alla natura un'inconoscibilità ineffabile"; ed altri in senso 
pessimistico, "che l'evoluzionismo non è una scienza molto avanzata, o 
non è affatto una scienza, se non può predire il corso di un mondo 
imperfetto".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Respinge entrambe le interpretazioni e scrive (pp. 65-66 ed. it.):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il
 problema risiede nella nostra concezione semplicistica e stereotipata 
della scienza come fenomeno monolitico fondato sulla regolarità, sulla 
ripetizione e sulla possibilità di predire il futuro. Questa formula può
 esser valida per scienze che si occupino di oggetti meno complessi e 
meno vincolati a una storia di quanto non sia la vita. L'idrogeno e 
l'ossigeno, mescolati in un certo modo, formano l'acqua oggi come la 
formavano miliardi di anni fa e come continueranno probabilmente a 
formarla per molto tempo. L'acqua è sempre uguale, e uguale la sua 
composizione chimica. Qui non c'è alcuna indicazione di tempo, né alcun 
vincolo imposto da una storia di mutamento precedente.&lt;br /&gt;Gli organismi,
 d'altra parte, sono guidati e limitati dal loro passato. Essi devono 
rimanere imperfetti nella loro forma e nella loro funzione, e in tale 
misura non predicibili, non essendo macchine ottimali. Noi non possiamo 
conoscere con certezza il loro futuro, se non altro perché nell'ambito 
di ciascun carattere, per quanto ben adattato a un ruolo presente, c'è 
sempre una miriade di bizzarri mutamenti di funzione.&lt;br /&gt;La scienza di 
oggetti storici complessi è un'impresa diversa, non un'impresa minore. 
Essa si propone di spiegare il passato, non di predire il futuro. Il suo
 obiettivo è quello di ricercare principi e regolarità sottostanti 
all'unicità di ciascuna specie e di ciascuna interazione, pur 
apprezzando in tutto il suo valore tale unicità irriducibile e pur 
descrivendone tutta la magnificenza. Le nozioni della scienza devono 
piegarsi (ed espandersi) per adattarsi alla vita. [...]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il
 concetto di scienza che esprime è per me molto raffinato, bellissimo. 
Non so se e quanto Gould fosse a conoscenza del lavoro di discipline 
scientifiche che si dedicano proprio a studiare quei "bizzarri mutamenti
 di funzione" da lui citati, con l'obiettivo di conoscerli e di predirli
 - come l'analisi del comportamento, che è il mio campo. Ma conto di 
scoprirlo: ho da poco scoperto che un mio conoscente, scienziato in 
gambissima, lo ha conosciuto e ha cenato con lui diversi anni fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dice che era molto simpatico e raccontava un sacco di storielle.&lt;br /&gt;


&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span&gt;21.7.09&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;
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&lt;a href="https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=2108967844359271859" name="1648732363562396639"&gt;&lt;/a&gt;
&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt;
Sulla Luna, bleah!
&lt;/h3&gt;
&lt;div class="post-body entry-content"&gt;
In un coro di accorati ricordi che risvegliano inevitabilmente il 
fascino (grandissimo) per lo sbarco su un pianeta diverso, mi sono 
imbattuto in un ricordo che spicca: quello, critico, di Oriana Fallaci, 
pubblicato all'epoca sull'Europeo e riproposto oggi dal Riformista.&lt;br /&gt;


&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;span&gt;13.5.09&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;
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&lt;div class="post hentry"&gt;
&lt;a href="https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=2108967844359271859" name="1700060654948820733"&gt;&lt;/a&gt;
&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt;
Capire il meccanismo della selezione naturale
&lt;/h3&gt;
&lt;div class="post-body entry-content"&gt;
La "singola miglior idea che un uomo abbia mai avuto" secondo Dennett,
 l'evoluzione per selezione naturale è oggi una teoria scientifica 
raffinata e complessa. Molto mis-rappresentata nella comunicazione 
pubblica: abbiamo un po' tutti idea di sapere come funziona, e che si 
basa su pochi semplici concetti. Non è così, si basa su meccanismi 
complicati e facilmente storpiati nelle parole di studenti e profani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo articolo di T. Ryan Gregory su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Evolution: Education and Outreach&lt;/span&gt; mi pare bello e abbordabile e aiuta a far chiarezza.&lt;br /&gt;


&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="post-outer"&gt;
&lt;div class="post hentry"&gt;
&lt;a href="https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=2108967844359271859" name="285864258509156010"&gt;&lt;/a&gt;
&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt;
Ricordando i Remainder
&lt;/h3&gt;
&lt;div class="post-body entry-content"&gt;
Biagio Melloni, passato a miglior vita, era l'inventore delle librerie remainder
 in Italia, la prima delle quali a Milano. Forse, una proto forma di 
superamento del vincolo di "prezzo del contenitore" sul "prezzo di 
contenuto". La coda lunga del mercato librario, oggi trasferitasi per lo più online, tra gli usati di Amazon.&lt;br /&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class="post-footer"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;h2 class="date-header"&gt;
&lt;span&gt;5.5.09&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;div class="date-posts"&gt;
        
&lt;div class="post-outer"&gt;
&lt;div class="post hentry"&gt;
&lt;a href="https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=2108967844359271859" name="8755028883289953061"&gt;&lt;/a&gt;
&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt;
Prestidigitazione e micromagia
&lt;/h3&gt;
&lt;div class="post-body entry-content"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi sembra che fumi una sigaretta, ma non è vero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi Penn e Teller
 sono due pazzoidi di maghi che svelano i trucchi dei maghi, ma lo fanno
 ad arte, rivelando soltanto che l'inganno percettivo resiste a 
qualsiasi spiegazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E che un vero prestigiatore non lo freghi mai. Perché un vero prestigiatore non sembra neanche un prestigiatore.&lt;br /&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class="post-footer"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="date-outer"&gt;
        
&lt;h2 class="date-header"&gt;
&lt;span&gt;18.4.09&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;div class="date-posts"&gt;
        
&lt;div class="post-outer"&gt;
&lt;div class="post hentry"&gt;
&lt;a href="https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=2108967844359271859" name="8809198034090087676"&gt;&lt;/a&gt;
&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt;
About blogging
&lt;/h3&gt;
&lt;div class="post-body entry-content"&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class="post-footer"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="post-outer"&gt;
&lt;div class="post hentry"&gt;
&lt;a href="https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=2108967844359271859" name="7200148344341994252"&gt;&lt;/a&gt;
&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt;
La Terra, negli anni '60, era estremamente sexy
&lt;/h3&gt;
&lt;div class="post-body entry-content"&gt;
&lt;img alt="" border="0" src="http://web.archive.org/web/20110924022341im_/http://www.latimes.com/media/photo/2009-04/46097382.jpg" style="float: left; height: 400px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 200px;" /&gt;I
 cinque Lunar Orbiter spediti a schiantarsi sulla luna nel '66-'67 
inviarono a terra le primissime immagini della luna, e la prima&lt;br /&gt;immagine della terra, tutta intera e nuda, vista dallo spazio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le riprendevano su pellicole da 70 millimetri, con fotocamere Kodak, le scansivano e le "faxavano" sulla terra.&lt;br /&gt;Quelle
 immagini, in alta qualità, vennero poi ri-fotografate su pellicole da 
35mm e proiettate sulle televisioni di tutto il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli 
originali vennero dimenticati, dato che due anni dopo Armstrong, con le 
sue tre Hasselblad e la telecamera Westinghouse, riprendeva in qualità 
ancora maggiore la Luna camminandoci sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, a quarant'anni 
di distanza, quelle pellicole originali sono state faticosamente 
recuperate e si possono vedere le prime due foto (delle 2000 presenti in
 negativo), fra cui la famosa prima foto della nostra terra.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;h2 class="date-header"&gt;
&lt;span&gt;17.4.09&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;a href="https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=2108967844359271859" name="3960489997182412502"&gt;&lt;/a&gt;
&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt;
Around the bend
&lt;/h3&gt;
Questo blog è l'ultima incarnazione di un sito homebrewed, negli anni
 novanta, poi blog su splinder passati i duemila, poi a questo stesso 
indirizzo dal 2005 a un paio d'anni fa (ora debitamente archiviato, qui 
non trovate più nulla).&lt;br /&gt;Oggi, venerdì 17 aprile del 2009, che bella data, di nuovo un po' attivo, finché google guarda giù con benevolenza.&lt;br /&gt;</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><author>senzavoltoblog@gmail.com (Stephen)</author></item></channel></rss>