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	<title>Simplicissimus</title>
	
	<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it</link>
	<description>il blog di Antonio Tombolini</description>
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		<title>Oggi vedo Rifkin, serve niente?</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 08:36:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sto andando a Roma, per un incontro con Jeremy Rifkin, centrato sul suo ultimo libro, appena tradotto in italiano ed edito da Mondadori, La Civiltà dell&#8217;Empatia. Lo sfoglio durante il viaggio, e guarda dove mi cade l&#8217;occhio (pagina 500):
&#8220;L&#8217;editoria libraria è un caso esemplare. In un mercato io vendo  la mia opera a un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3146" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img src="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/wp-content/uploads/2010/03/rifkin.png" alt="Jeremy Rifkin" title="rifkin" width="300" height="260" class="size-full wp-image-3146" /><p class="wp-caption-text">Jeremy Rifkin</p></div>
<p>Sto andando a Roma, per un incontro con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jeremy_Rifkin">Jeremy Rifkin</a>, centrato sul suo ultimo libro, appena tradotto in italiano ed edito da Mondadori, <a href="http://www.ibs.it/code/9788804595489/rifkin-jeremy/civilt-agrave-dell-empatia-la-corsa.html"><em>La Civiltà dell&#8217;Empatia</em></a>. Lo sfoglio durante il viaggio, e guarda dove mi cade l&#8217;occhio (pagina 500):</p>
<blockquote><p><em>&#8220;L&#8217;editoria libraria è un caso esemplare. In un mercato io vendo  la mia opera a un editore, che la fa stampare e la consegna a un distributore, il quale la spedisce a un dettagliante, che a sua volta la vende a un cliente, il quale paga un prodotto: il libro. In ogni fase del processo il venditore scarica i propri costi sull&#8217;acquirente, inclusi i costi di transazione. Oggi un numero crescente di editori &#8211; soprattutto nell&#8217;editoria scolastica e universitaria, le cui pubblicazioni richiedono un continuo aggiornamento &#8211; sta scavalcando tutte le fasi intermedie della pubblicazione fisica del libro, e i costi di transazione relativi a ogni fase del processo. (&#8230;) La società ha compiuto il passaggio dalla vendita di un prodotto fisico a un acquirente alla fornitura a un utente di un accesso a un servizio che dura nel tempo. Come potrà il libro fisico competere con il libro virtuale, visto che quest&#8217;ultimo ha ridotto i costi di transazione così drasticamente? E lo stesso sta avvenendo in molti altri settori industriali&#8221;.</em></p></blockquote>
<p>Dopodiché restano gli attriti propri ad ogni fase di transizione, evidentemente: tant&#8217;è che l&#8217;edizione italiana di questo stesso libro di Rifkin (<em>consigliatissimo</em>), col cavolo che la trovate in formato ebook. Vi tocca cercarlo in inglese, e solo in formato Kindle. Ma non basta ancora: dovete essere cittadini americani, perché per ora dal <a href="http://www.amazon.com/The-Empathic-Civilization-ebook/dp/B0030CVQJY">Kindle Store</a> è disponibile solo per gli USA, e non per il mercato europeo <img src='http://antoniotombolini.simplicissimus.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>[<em>Se vi viene in mente qualche domanda per Rifkin, e la pubblicate qui sotto nei commenti o via FriendFeed per tempo, magari gliela faccio e poi vi dico...</em>]</p>
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		<title>iPad /3: iPad in quanto Apple, ovvero della paranoia</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 14:49:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avevo annunciato da un po&#8217; un terzo post dedicato ad iPad, poi ne avevo un po&#8217; persa l&#8217;ispirazione. Mi soccorre il buon Quintarelli, che, rinviando a sua volta a Gizmodo, racconta di quel che è successo a Bild, il tabloid popolare tedesco, con la sua applicazione iPhone.
Un bel giorno quelli di Bild, che quanto a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3139" class="wp-caption aligncenter" style="width: 386px"><img src="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/wp-content/uploads/2010/03/steve-jobs-picture-5.jpg" alt="Steve Jobs" title="Steve Jobs" width="376" height="490" class="size-full wp-image-3139" /><p class="wp-caption-text">Steve Jobs</p></div>
<p>Avevo annunciato da un po&#8217; un terzo post dedicato ad <a href="http://www.apple.com/it/ipad/"><strong>iPad</strong></a>, poi ne avevo un po&#8217; persa l&#8217;ispirazione. Mi soccorre il buon <a href="http://blog.quintarelli.it/blog/2010/03/apple-chiede-a-bild-il-tabloid-tedesco-di-censurare-il-pdf-della-sua-versione-cartacea-distribuito-con-apposita-applicazio.html">Quintarelli</a>, che, rinviando a sua volta a <a href="http://gizmodo.com/5490310/its-time-to-declare-war-against-apples-censorship">Gizmodo</a>, racconta di quel che è successo a <a href="http://www.bild.de/"><strong>Bild</strong></a>, il tabloid popolare tedesco, con la sua applicazione iPhone.</p>
<p>Un bel giorno quelli di Bild, che quanto a tette e culi notoriamente non lesinano affatto, pensano bene di inserire nell&#8217;applicazione iPhone una mini-applicazione, <em>Bild-Girl</em>, dove un&#8217;avvenente ragazza butta via un capo del ridottissimo abbigliamento ad ogni <em>shake</em> del telefonino. <strong>Apple non vuole</strong>, richiede che alla ragazza venga messo addosso almeno un bikini, minacciando la chiusura dell&#8217;applicazione (<em>già, perché se non lo sapevate Apple può in qualsiasi momento spegnere la vostra applicazione, bellezze!</em>). Bild chiede scusa e appiccica il bikini alla Girl. Ma <strong>non basta</strong>: come chi compra Bild sa bene, qualche donnina nuda qua e là nel giornale ci esce sempre. E l&#8217;applicazione iPhone di base non è altro che uno sfogliatore che consente di visualizzare il giornale che va &#8211; stampato su carta &#8211; liberamente in edicola. Che ti inventa Apple un bel giorno che appaiono un paio di tette nel PDF (ovvero nel giornale cartaceo)? Intimano a Bild di censurare quella foto, rinnovando la minaccia! Non so se mi spiego: <strong>intimano all&#8217;editore di censurare il PDF del suo giornale</strong>. Beh, spero di essermi spiegato.</p>
<p><strong>L&#8217;approccio di Apple al mercato</strong> è ormai definibile con un solo termine: <strong>totalitario</strong>. L&#8217;architettura dell&#8217;<em>Operazione iPad</em> ne è l&#8217;emblema: hardware proprietario fin nelle midolla (anche il processore è <em>made in Cupertino</em>), sistema operativo che non è più neanche un sistema operativo, ma un <em>privée</em>, cui si può accedere solo entrando a far parte del club degli sviluppatori (pagando, s&#8217;intende, per il kit di sviluppo!) o a quello degli utenti, ma di nuovo, sempre e solo pagando, nella logica delle iPad-App, sulla scorta di quanto già funzionante per le iPhone-App.<br />
Le applicazioni disponibili sono solo quelle che Apple decide di approvare. Funzionano solo se installate nell&#8217;hardware che Apple approva, ovvero il suo. E su di esse Apple mantiene un dominio assoluto, verrebbe da dire assolutistico: funzionano finché Apple decide che debbano funzionare. Non solo: i clienti non sono più clienti di chi vende l&#8217;applicazione, ma sono tutti e solo clienti di Apple, che si rifiuta di trasmettere i dati degli acquirenti ai venditori. Vi sembra naturale che un giornale, una rivista, possano disporre della lista dei propri abbonati? Sbagliato: chi si abbona ad un contenuto per iPhone o per iPad rende i suoi dati a Apple, e ad Apple solo.</p>
<p><strong>Come ogni totalitarismo</strong> esercita una <strong>forte attrazione sulle masse</strong>. <strong>Come ogni totalitarismo</strong> sviluppa un <strong>progressivo approccio paranoico</strong> nei confronti della vita e del resto del mondo. <strong>Come ogni totalitarismo</strong>, al culmine della paranoia, <strong>diviene autodistruttivo</strong>.</p>
<p>Ecco la mia diagnosi: <em>iPad rappresenta il culmine del perfezionismo paranoico, che è la cifra, l&#8217;impronta che il secondo Steve Jobs ha impresso alla sua Apple</em>. Oltre il culmine, inizia il percorso autodistruttivo. E gli osannatori di oggi diventeranno ben presto i più feroci avversari della mela.</p>
<p>Sto psicologizzando troppo? OK, facciamola breve: <em><strong>vendetevi &#8217;ste azioni Apple, se ne avete, e sbrigatevi pure, ok?</strong></em> <img src='http://antoniotombolini.simplicissimus.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/simplicissimus/new/~4/JVStONAasks" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Tipografi digitali</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 11:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ora, se noi, in Simplicissimus Book Farm, avessimo davvero coraggio, dopo aver assunto programmatori, sviluppatori, ecc&#8230;, con tutto che facciamo solo editoria digitale, dovremmo assumere un grande book designer, uno à la Craig Mod, per capirci.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ora, se noi, in <a href="http://www.simplicissimus.it">Simplicissimus Book Farm</a>, avessimo davvero coraggio, dopo aver assunto programmatori, sviluppatori, ecc&#8230;, con tutto che facciamo solo editoria digitale, dovremmo assumere un grande book designer, uno <em>à la</em> <a href="http://craigmod.com/">Craig Mod</a>, per capirci.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/simplicissimus/new/~4/L94Fid3V88Y" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Il Marketing del Sarcasmo</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 23:17:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
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Il Marketing del Sarcasmo.


Questa piacerà a Gianluca. L&#8217;avviso che potete leggere è malamente, si direbbe rabbiosamente appiccicato accanto ad uno dei tavoli di un bar di Ancona. Serve a far capire all&#8217;avventore (in quel caso al sottoscritto che stava sorseggiando il suo cappuccino) che aria tira da quelle parti, evidentemente.
[Ma che cazzarola di vita fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: left; padding: 3px;">
<a href="http://www.flickr.com/photos/simplicissimuspics/4409087513/" title="photo sharing"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2731/4409087513_7e73d61b2a.jpg" style="border: solid 2px #000000;" alt="" /></a><br />
<br />
<span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/simplicissimuspics/4409087513/">Il Marketing del Sarcasmo</a>.</span>
</div>
<p>
Questa piacerà a <a href="http://www.minimarketing.it/">Gianluca</a>. L&#8217;avviso che potete leggere è malamente, si direbbe rabbiosamente appiccicato accanto ad uno dei tavoli di un bar di Ancona. Serve a far capire all&#8217;avventore (in quel caso al sottoscritto che stava sorseggiando il suo cappuccino) che aria tira da quelle parti, evidentemente.</p>
<p>[<em>Ma che cazzarola di vita fa un barista che fa il barista tutti i giorni con questo spirito? Non riesco a capacitarmene.</em>]</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/simplicissimus/new/~4/POGAimomrYo" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Ebook e Biblioteche: domani a Cologno Monzese</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 15:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[UPDATE: live streaming here: http://www.livestream.com/bibliocologno ]

Il mondo delle biblioteche, e dei bibliotecai, è tra i più attivi nell&#8217;interrogarsi circa le conseguenze che la transizione al digitale del libro comporterà per questo pezzo importantissimo della circolazione della cultura, ne dovremo parlare per benino assai presto.
Per intanto a Cologno Monzese la locale Biblioteca Civica promuove un corso, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[UPDATE: live streaming here: http://www.livestream.com/bibliocologno ]</p>
<p><img src="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/wp-content/uploads/2010/03/avvisoainaviganti.gif" alt="Avviso ai Naviganti" title="Avviso ai Naviganti" width="344" height="82" class="center" /></p>
<p>Il mondo delle biblioteche, e dei bibliotecai, è tra i più attivi nell&#8217;interrogarsi circa le conseguenze che la transizione al digitale del libro comporterà per questo pezzo importantissimo della circolazione della cultura, ne dovremo parlare per benino assai presto.</p>
<p>Per intanto a <strong>Cologno Monzese</strong> la locale <a href="http://www.biblioteca.colognomonzese.mi.it/">Biblioteca Civica</a> promuove un corso, <strong>Avviso ai Naviganti</strong> (<a href="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/wp-content/uploads/2010/03/pieghevoleAvvisoainaviganti-1.pdf">programma in PDF</a>), che con una fitta serie di incontri tra marzo e giugno si propone di &#8220;fare di Internet un libro aperto&#8221;, con lo scopo di costituire &#8220;gruppi di navigazione&#8221; sul modello dei benemeriti gruppi di lettura.</p>
<p>A me toccherà domani, <strong>2 marzo 2010</strong>, il piacere di inaugurare il corso con una chiacchierata che prenderà spunto dal titolo <strong><em>Che ci faccio io con l&#8217;ebook?</em></strong></p>
<p><em>Info: l&#8217;incontro si terrà alle ore 21.00 di martedì 2 marzo presso i locali di Villa Casati, Piazza Mazzini 9, a Cologno Monzese [<a href="http://maps.google.it/maps?q=Villa+Casati,+Piazza+Mazzini+9,+Cologno+Monzese&#038;ie=UTF8&#038;hl=it&#038;hq=Villa+Casati,+Piazza+Mazzini+9,&#038;hnear=Cologno+Monzese+MI&#038;ll=45.559737,9.255981&#038;spn=0.086538,0.220757&#038;z=12&#038;iwloc=A">map</a>].<br />
</em></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/simplicissimus/new/~4/4KX7_9_4uCM" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Apple, Amazon, MacMillan e la guerra degli ebook: ma… non manca qualcuno?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/simplicissimus/new/~3/D1EHq761p-I/apple-amazon-macmillan-e-la-guerra-degli-ebook-ma-non-manca-qualcuno.html</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 12:21:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[prezzo]]></category>
		<category><![CDATA[sargent]]></category>

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		<description><![CDATA[Le apparenze
Il Povero Editore, MacMillan, nei panni di Davide, riesce ad imporre ad Amazon, nei panni di Golia &#8211; dopo due anni di oppressione &#8211; la sua vittoria, nell&#8217;interesse dei buoni, di quelli cioè che non vogliono uccidere i libri, e che vogliono fare solo &#8211; oh, sì! &#8211; l&#8217;interesse degli autori e delle belle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le apparenze</strong></p>
<p>Il <em>Povero Editore</em>, <a href="http://www.publishersmarketplace.com/lunch/macmillan_30jan10.html"><strong>MacMillan</strong></a>, nei panni di <em>Davide</em>, riesce ad imporre ad <a href="http://www.amazon.com/tag/kindle/forum/ref=cm_cd_et_md_pl?_encoding=UTF8&#038;cdForum=Fx1D7SY3BVSESG&#038;cdMsgNo=1&#038;cdPage=1&#038;cdSort=oldest&#038;cdThread=Tx2MEGQWTNGIMHV&#038;displayType=tagsDetail&#038;cdMsgID=Mx5Z9849POTZ4P#Mx5Z9849POTZ4P"><strong>Amazon</strong></a>, nei panni di <em>Golia</em> &#8211; dopo due anni di <em>oppressione</em> &#8211; la sua vittoria, nell&#8217;interesse dei <em>buoni</em>, di quelli cioè che non vogliono <em>uccidere i libri</em>, e che vogliono fare solo &#8211; <em>oh, sì!</em> &#8211; l&#8217;interesse degli autori e delle belle arti. A dare a <em>Davide-MacMillan</em> la forza per imporsi è <strong>Apple</strong>, nei panni del <em>Buon Samaritano</em>.</p>
<p><strong>Qual era l&#8217;oppressione</strong> che <em>Golia-Amazon</em> imponeva a <em>Davide-MacMillan</em>? Approfittando del suo strapotere <em>Golia-Amazon</em> imponeva agli ebook del povero editore in vendita nel Kindle Store i prezzi che voleva lui, togliendo così al povero editore il controllo del prezzo del suo prodotto, e mettendo così a rischio anche &#8211; indirittamente &#8211; la remunerazione degli autori. E&#8217; il <strong>modello <em>wholesale</em></strong>, vendita all&#8217;ingrosso, in cui il dettagliante (Amazon in questo caso) chiede al fornitore (MacMillan, l&#8217;editore) il prezzo netto di acquisto a lui riservato, e poi è il dettagliato a decidere il prezzo di vendita al cliente finale.</p>
<p>Dopo due anni di codesta <em>oppressione</em>, arriva il <em>BuonSamaritano-Apple</em>, a proporre col suo iBooks agli editori un modello diverso, il <strong>modello <em>agenzia</em></strong>: il dettagliante (iBooks di Apple, in questo caso) non compra una merce, ma funge da agente di vendita per conto del fornitore (MacMillan, l&#8217;editore), e viene da questi ripagato con una commissione, o provvigione. Qui è il fornitore-editore a decidere il prezzo al cliente finale, e l&#8217;agente-iBooks si limita a richiedere la sua provvigione.</p>
<p>In cosa consiste dunque <em>la vittoria</em> odierna di <em>Davide-MacMillan</em>? Costui &#8211; grazie all&#8217;appoggio del <em>BuonSamaritano-Apple</em> che gli dice <em>oh, ma no, il prezzo dei tuoi ebook con me, nel nostro iBooks, lo deciderai tu!</em> &#8211; si ribella a Golia-Amazon e riesce ad averla vinta: <strong>d&#8217;ora in poi il <em>Povero Editore</em> venderà i suoi ebook al prezzo che decide lui, anche nel Kindle Store di Golia-Amazon, costretto a cedere</strong>.</p>
<p><strong>Ma qual è la realtà?</strong></p>
<p><strong>Chi è davvero MacMillan</strong>? Certo <em>non un Povero Editore</em>: è uno dei <strong><em>big six publishers</em></strong>, dei maggiori sei editori di lingua inglese, e dunque del mondo.<br />
Grazie alla <em>vittoria</em> di MacMillan, i loro ebook saranno venduti nel Kindle Store a 14,99$ invece che a 9,99$: una strana forma di <em>healthy competition</em>, quella auspicata dal CEO di MacMillan, questa che <strong>fa lievitare del 50% i prezzi per il consumatore</strong>!</p>
<p>In tutta questa storia <strong>è ben strano</strong> che <em>il mondo dei buoni</em> (MacMillan-Apple) dimentichi del tutto che c&#8217;è un attore del mercato che forse è il caso di tenere in considerazione: il consumatore, il cliente finale, quello che alla fine mette le mani in tasca e sborsa i soldi che tengono in piedi le aziende. <strong>E&#8217; ben strano</strong> che MacMillan, gli editori, non capiscano che quello che detta legge, alla fine, è colui che misura il valore aggiunto, e che dunque, alla fine, sarà proprio il consumatore ad imporre il suo prezzo agli ebook: e <strong><em>tutti sanno &#8211; se non si vuole fingere &#8211; che perfino la soglia dei 9,99$ è già ora fin troppo alta per chi compra ebook, e viene accettata solo ora, in una fase embrionale del mercato</em></strong>. Ma che a regime, diciamo entro tre anni da ora, un ebook non potrà costare più di 5$ (o 5€): se ci si possa guadagnare o no (e ci si può guadagnare sì, altroché se ci si può guadagnare!) è un problema che autori, editori e librai dovranno risolversi da loro.</p>
<p>A cosa condurrebbe una scelta analoga a quella di MacMillan (aumentare i prezzi degli ebook fino ai 12-15$) da parte di tutti gli editori dominanti? Ad accelerare la loro estinzione: gli autori si accorgeranno che così facendo guadagneranno di meno, semplicemente perché si venderanno meno ebook (<em>legali</em>). E aderiranno sempre di più alle proposte (prima tra tutte, guarda un po&#8217;, quella di Amazon) di <em>auto-pubblicarsi</em>, accettando di vendere a prezzi bassi i loro ebook, in cambio del 70% dei ricavi. Un signore di nome Paulo Coelho l&#8217;ha già fatto, per dire.</p>
<p><strong>E allora, che resta da fare agli editori?</strong><br />
Un sacco di cose: <strong>anticipare</strong> quel che il mercato chiede e si aspetta, ovvero ebook a prezzi inferioni ai 5$/€, proponendoli subito, senza attendere di esservi costretti, mettendo mano subito alla ristrutturazione dei loro costi di produzione.<br />
Ben sapendo che <strong>nel mondo degli ebook</strong> (come le major discografiche stanno dimostrando nella musica) <strong>la riduzione dei costi di produzione è più che proporzionale alla riduzione dei ricavi che comunque ci sarà</strong>. Che tradotto poi vuol dire che nel mondo degli ebook <strong>l&#8217;editore (e con lui l&#8217;autore) potrà guadagnare più di quel che guadagna ora</strong>: purché si concentri da subito sul suo mestiere di editore nel nuovo mondo, sul <strong>valore aggiunto</strong> che può rappresentare rispetto alla scelta di auto-pubblicazione.</p>
<p>Insomma, io la penso un po&#8217; così:</p>
<p><iframe src="http://www.businessinsider.com/embed?id=4b65d41b0000000000010be5&amp;width=400&amp;height=430" width="400" height="430" border="0" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>iPad /2: iPad in quanto (ebook) reader</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 09:54:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[Di iPad in quanto computer ho già detto qua]
Perché parlo di iPad in quanto (ebook) reader mettendo (ebook) tra parentesi? Perché iPad inaugura una nuova razza di reader, che non compete, se non marginalmente e nell&#8217;immediato, per forza di inerzia mediatica direi, con i veri ebook readers, quelli basati sul concetto di ePaper, di carta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[<em>Di iPad in quanto computer <a href="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2010/01/ipad-1-ipad-in-quanto-computer.html/">ho già detto qua</a></em>]</p>
<p>Perché parlo di <em>iPad in quanto (ebook) reader</em> mettendo <em>(ebook)</em> tra parentesi? Perché <strong>iPad inaugura una nuova razza di reader</strong>, che non compete, se non marginalmente e nell&#8217;immediato, per forza di inerzia mediatica direi, con <em>i veri ebook readers</em>, quelli basati sul concetto di <a id="aptureLink_322PAFjVXN" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Electronic%20paper"><em>ePaper</em></a>, di carta elettronica, con cui si possono leggere testi molto lunghi (tipicamente, appunto, gli ebook, i libri elettronici) grazie al fatto che mentre leggo lo schermo è spento, come con la carta stampata.</p>
<p>Prima di parlarne però sgombriamo subito il campo da un fatto, diciamo subito una cosa: <strong>Steve Jobs è un bastardo</strong>. Non c&#8217;entra niente con le performance di iPad e con l&#8217;impatto che avrà sull&#8217;editoria, ma va detto.</p>
<p>Steve Jobs <a href="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2008/01/bad-steve-jobs.html">commenta così</a>, nel <strong>gennaio 2008</strong>, l&#8217;uscita del Kindle di Amazon:</p>
<blockquote><p><em>“It doesn’t matter how good or bad the product is, the fact is that people don’t read anymore,” he said. “Forty percent of the people in the U.S. read one book or less last year. The whole conception is flawed at the top because people don’t read anymore.”</em></p></blockquote>
<p>Non c&#8217;entra il fatto che sia brutto o bello, diceva allora, <em>è proprio sbagliato il concetto</em>, perché ormai <strong><em>la gente non legge più</em></strong>.</p>
<p><strong>Oggi?</strong> Oggi <a href="http://i.engadget.com/2010/01/27/live-from-the-apple-tablet-latest-creation-event/">eccolo qua</a>, a montare una campagna mediatica pre-lancio all&#8217;80% basata sulla parola <em>ebook</em>, e a sibilare mellifluo, con la gigantografia di Kindle alle spalle:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Now Amazon has done a great job of pioneering this&#8230; we&#8217;re going to stand on their shoulders for this. Our new app is called iBooks.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>A prendere le parole di Jobs di due anni fa la questione sarebbe dunque già chiusa: la gente non legge più baby, l&#8217;ha detto il guru, perciò iPad come ebook reader è una stronzata a priori, non c&#8217;entra se sia bello o brutto.</p>
<p>Per me non era così allora, e non è così oggi: <em>la gente legge ancora, e strumenti dedicati alla lettura di libri per il mondo digitale contribuiranno sempre di più a tenere in vita e a far crescere questo viziaccio, per fortuna</em>.</p>
<p><strong><em>Si può leggere un libro, un testo prolungato, su iPad?</em> No</strong>: così come non si può leggere su nessun display LCD, indipendentemente dalle sue dimensioni. Poi c&#8217;è sempre quello che <em>ah, ma io sì, ci leggo benissimo anche Guerra e Pace e sto benissimo!</em>, ma tra noi ci capiamo: non appena un documento di testo supera le due o tre pagine, finisce che ce lo stampiamo. Semplicemente perché leggerlo al display LCD significa sottoporre gli occhi ad un bombardamento di radiazioni luminose continuo, e questo stanca, fa male agli occhi.<br />
Di più: potrei mai portarmi un iPad in spiaggia? Beh, sì, magari l&#8217;estate prossima farlo mostrarlo agli amici non sarà male, ma leggerci un libro <em>sotto il sole</em>, con uno schermo LCD? naaa&#8230; <em>believe me</em>, non esiste proprio.</p>
<p>Per quanto riguarda i libri, gli ebook, Apple cercherà di ritagliarsi una fetta nella competizione che si sta scatenando nella distribuzione, sfruttando il suo collaudato modello <em>à la iTunes</em>, per l&#8217;occasione ribattezzato <em>iBooks</em>. E venderà probabilmente anche un bel po&#8217; di ebook, almeno all&#8217;inizio. Ne venderà forse tantissimi, <em>se avrà l&#8217;accortezza di fare al più presto come ha fatto con la musica</em>: <strong><em>ok editori, volete i DRM? Ve li do, salite a bordo. Poi appena un po&#8217; dopo li togliamo, neh, che altrimenti gli ebook su iBooks &#8211; leggibili solo su iPad! &#8211; non li comprerà più nessuno!</em></strong><br />
[<em>in questo è piuttosto patetica <a href="http://blogs.adobe.com/digitaleditions/2010/01/epub_ipad_and_content_interope.html">la posizione di Adobe</a>, che rimprovera Apple per l'adozione di DRM proprietari, che così non renderebbero fruibili su iPad gli ebook con DRM Adobe, e non renderebbero fruibili sugli ebook reader in commercio gli ebook coi DRM di Apple. Come se i DRM di Adobe non fossero proprietari! E come se tutto ciò non dimostrasse, una volta di più, l'assurdità dei DRM, e nient'altro...</em>]</p>
<p>Va in questa direzione la scelta &#8211; oculatissima &#8211; del formato ePub (chi mi ha incrociato per lavoro sa che mi sto sgolando a urlare questa parola a tutti gli editori italiani da almeno due anni). Non va &#8211; per ora &#8211; in questa direzione la scelta di venderli con DRM proprietari Apple, che li vincola così all&#8217;hardware iPad che &#8211; al contrario di iPod per la musica &#8211; non è affatto la soluzione ideale per la lettura di un libro.<br />
Penso però che non passerà un anno prima che anche gli editori di libri capiscano che i DRM sono perfettamente inutili, se non dannosi. Chi dovesse capirlo subito, peraltro, pubblicando <strong>ebook in formato ePub SENZA DRM, magari con il Social DRM (watermarking), si troverebbe un vantaggio immediato</strong>: <em><strong>potrebbe vendere ebook leggibili sia sugli ebook reader (che adottano i DRM di Adobe) che su iPhone e iPad (che adottano i DRM Apple)</strong></em>.</p>
<p>Ma torniamo all&#8217;harware: <strong>iPad non è un <em>ebook</em> reader, ma un <em>reader</em></strong>. Perché reader? <em>Reader di che?</em><br />
Riaffermo qui senza tentennamenti quanto affermato all&#8217;inizio: <strong>iPad inaugura una nuova razza di reader</strong>.</p>
<p>Provo a spiegarmi in maniera un po&#8217; autoreferenziale, ma spero utile.</p>
<p>Quando lavoravo all&#8217;idea che poi prese il nome di <a href="http://www.simplicissimus.it">Simplicissimus Book Farm</a>, diciamo attorno al 2004-2005, prima ancora del <em>nome della cosa</em>, avevo chiaro <em>il concetto della cosa</em>, concetto che fin dall&#8217;inizio sintetizzai nell&#8217;espressione che trovate ancora accanto al logo, nella homepage: <em><strong>il futuro dei libri, i libri del futuro</strong></em>.</p>
<p>Quello che mi era chiaro &#8211; e che mi pare oggi confermato &#8211; è che la transizione al digitale del libro, e di tutto ciò che rappresenta, avrebbe consentito la crescita di due filoni complementari e paralleli:</p>
<ol>
<li>Grazie al digitale <strong>possiamo oggi dare un futuro al libro così come lo conosciamo: è <em>il futuro dei libri</em></strong>: il futuro dei libri che la logica e i numeri della filiera della carta stampata già da tempo stanno letteralmente <strong>sequestrando dalla circolazione e dalla fruizione</strong>. Sono i <em>libri vecchi</em>, segregati in remoti cassetti dalle chiavi irraggiungibili se non per pochi eletti; è <em>l&#8217;infinito numero di titoli</em> (il 70% di quelli che hanno in portafoglio, a quanto pare) i cui diritti sono di proprietà degli editori, andati ormai esauriti, e per i quali la ristampa tradizionale sarebbe antieconomica, e quindi non si fa; sono i titoli di chi <em>si autoproduce in maniera indipendente</em>, che nella filiera di carta non riescono quasi mai a raggiungere la tipografia, e praticamente mai la libreria.
</li>
<li>Grazie al digitale autori ed editori sono però provocati anche ad <strong>andare oltre il libro così come lo conosciamo</strong>, nelle molteplici affascinanti direzioni della multimedialità, del coinvolgimento dell&#8217;utente nella produzione stessa dei contenuti, nella condivisione attraverso la rete del prodotto da leggere e dell&#8217;atto stesso della lettura, e così via: è <em><strong>il libro del futuro</strong></em>, dove qui libro è da intendersi in senso molto ampio, a ricomprendere quelli che oggi chiamiamo ancora giornali, riviste, ecc&#8230;
</li>
</ol>
<p><em>iPad farà comunque molto bene al futuro del libro</em>, perché accelererà, grazie alla sua forza di impatto mediatico e grazie anche al suo <em>marketing bastardo</em>, l&#8217;abitudine a comprare ebook, e aiuterà a rompere anche le ultime resistenze degli ultimi editori arroccati ancora sul fronte di chi l&#8217;ebook, invece che concepirlo &#8211; appunto &#8211; come futuro del libro, lo vive come una minaccia da cui difendersi.</p>
<p>Ma <strong>iPad farà finalmente molto molto bene al futuro dei libri, e dei giornali, e delle riviste</strong>: mettendo in moto la <em>creatività</em>, accelerando il processo di <em>selezione naturale tra editori</em> che si siedono sul passato ed editori che &#8211; comprendendo che come tutte le cose della vita anche il proprio mestiere cambia &#8211; si mettono al lavoro per imparare a fare cose nuove, <em>abbracciando il cambiamento</em> non con l&#8217;angoscia di chi si rassegna al destino cinico e baro, ma con l&#8217;entusiasmo di chi si decide per nuove sfide. E iPad <strong>darà vita ad altri strumenti</strong>, Apple o non Apple, <strong>dedicati alla fruizione dei libri del futuro</strong>.</p>
<p>Tutto questo, <em>il futuro dei libri</em> (su cui i device ePaper resteranno e saranno sempre più la piattaforma di fruizione standard, ovviamente a danno della carta) e <em>i libri del futuro</em> (per i quali le piattaforme di fruizione multimediale che iPad inaugura si renderanno sempre più accessibili) faranno sì che <strong>a leggere saranno sempre più persone</strong>, secondo la profezia di Cory Doctorow:<br />
<em>“Sempre piú persone leggeranno sempre piú parole da sempre piú schermi e sempre meno parole da un numero sempre minore di pagine, e quando queste due curve si incroceranno, gli ebook dovranno essere ciò di cui gli scrittori campano, e non ciò che utilizzano per promuovere le loro edizioni-ammazza-alberi.„</em></p>
<p>Alla faccia dei luddisti che oggi maledicono l&#8217;ebook, gli stessi che ieri &#8211; cosa credete &#8211; maledivano le rotative. E alla faccia di Jobs, secondo cui, come diceva due anni fa, <em>stronzate, tanto non legge più nessuno</em>.</p>
<p>E ora godetevi questo videino: è un editore che si preoccupa di cominciare a pensare al libro e al magazine del futuro. E ha cominciato a farlo quando ancora iPad non c&#8217;era.</p>
<p><object width="500" height="281"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=8217311&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=ffffff&amp;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=8217311&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=ffffff&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="500" height="281"></embed></object>
<p><a href="http://vimeo.com/8217311">Mag+</a> from <a href="http://vimeo.com/bonnier">Bonnier</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p>[<em>ma non pensate che finisca qui: ho in canna un <em>iPad /3</em>, dove dirò qualcosa di come vedo il futuro di Apple. Borse, tremate!</em>]</p>
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		<title>iPad /1: iPad in quanto computer</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 17:09:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[Siate avvertiti: ho intenzione di dedicare ad iPad annessi e connessi, invece che un post lungo e noiosissimo, diversi post specifici. Parimenti lunghi e ancor più noiosi ovviamente  ]
Che senso ha iPad in quanto computer?
iPad, in quanto computer, è un enorme passo indietro dal punto di vista tecnologico: è un computer che consente di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/wp-content/uploads/2010/01/ipad-as-computer.jpg" alt="ipad-as-computer" title="ipad-as-computer" width="500" height="66" class="center frame" /></p>
<p>[<em>Siate avvertiti: ho intenzione di dedicare ad iPad annessi e connessi, invece che un post lungo e noiosissimo, diversi post specifici. Parimenti lunghi e ancor più noiosi ovviamente <img src='http://antoniotombolini.simplicissimus.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </em>]</p>
<p><strong>Che senso ha <em>iPad in quanto computer</em>?</strong></p>
<p>iPad, in quanto computer, è <strong>un enorme passo indietro dal punto di vista tecnologico</strong>: è un computer che consente di fare <strong>molte meno cose del mio EEE</strong> PC da 350 Euro, che mi accompagna fedele ovunque da oltre un anno e da cui sto scrivendo queste righe, comodamente disteso a letto, munito del mitico <a href="http://www.ikea.com/it/it/catalog/products/10086654">BRÄDA</a> Ikea.</p>
<p>Devo davvero giustificare questa affermazione di fatto? Basterebbe citare l&#8217;impossibilità di far funzionare più applicazioni contemporaneamente (no multitasking), semplicemente inaccettabile. O l&#8217;impossibilità di inserire una chiavetta dati, o un modem, o una scheda sd, o di installare un programma che dico io, o di scriverne uno e di montarcelo senza dover attendere l&#8217;approvazione di chicchessia. O l&#8217;impossibilità di farmi una foto, o un video, o una chiamata video via skype, o&#8230;</p>
<p>Con buona pace di chi va scrivendo un po&#8217; a vanvera qua e là, <strong>iPad</strong>, a qualsiasi altra cosa possa servire, <strong>di certo non mi consentirà di lasciare a casa il mio portatile</strong>.</p>
<p>Può con questo passo indietro trovare uno spazio come computerino ad uso dei meno skillati, e con esigenze di base eminentemente passive, di fruizione, e non di produzione? Sì, probabilmente sì. Ma da quel che posso capire <em>soprattutto in casa: un oggetto così è impossibile da portare in giro</em>. A quello scopo il mio iPhone, accanto al mio netbook, basta e avanza.</p>
<p>La chiave forse è tutta lì: <strong>l&#8217;approccio totalmente </strong>(e <em>paranoicamente</em>, ma su questo tornerò in un altro post dedicato ad Apple come azienda)<strong> chiuso ne fa uno strumento di fruizione passiva, assolutamente inadatto ad una utilizzazione in termini di produttività</strong>: per chi scrive molto, per chi lavora molto coi numeri, o con le immagini, ecc&#8230;<br />
E su questo tema, sulla chiusura totale e ossessiva di iPad, come dar torto a quelli della Free Software Foundation, secondo cui iPad è <a href="http://www.fsf.org/news/ibad_launch"><strong>iBad for freedom</strong></a>, è <em>una cosa cattiva per la libertà</em>?</p>
<p>Dal punto di vista dell&#8217;<strong>innovazione</strong> cosa porta con sé iPad in quanto computer? Esagero a dire <strong>niente</strong>? Il display è un LCD che consente un maggiore raggio di fruizione (180 gradi, dicono), ma per ottenerlo ha bisogno di spingere ancora di più sulla luminosità (la vista si affatica ancora di più che con gli LCD tradizionali, e lo schermo consuma ancora più energia). Il touch sarà splendido, ma quella era la novità di iPhone, sorry, abbiamo già dato. Autonomia della batteria in linea col mio EEE. Dichiarare poi una cosa come &#8220;<em><del>6 mesi</del> più di un mese di autonomia in stand-by</em>&#8221; suona da vera e propria presa in giro. Il resto? <strong>Niente di niente</strong>.</p>
<p>Sentenza numero 1: <strong><em>iPad scalfirà le vendite di notebook e netbook?</em> No, manco per niente.</strong></p>
<p>[<strong>UPDATE 1 febbraio 2009:<em> ecco la mia risposta ad alcuni dei commenti a questo mio post che nel frattempo sono apparsi qui sotto</em></strong>]<br />
<strong>Cioè</strong> adesso esce fuori che il target di Jobs (e di iPad) è la casalinga di Voghera, peraltro specie in via di estinzione, per fortuna&#8230; <em>maddai!</em><br />
<strong>Cioè</strong> adesso viene fuoi che il multitasking non serve a un cazzo, che tradotto vuol dire che poter tenere o no skype o g-talk in background (tanto per dirne una) non serve a un cazzo&#8230; <em>maddai!</em><br />
<strong>Cioè</strong> adesso viene fuori che la storia di iPad che spezza le reni ai bruttissimi e sfigatissimi netbook l&#8217;ho inventata io, e non Jobs che li ha definiti più o meno in quel modo&#8230; <em>maddai!</em><br />
<strong>Cioè</strong> adesso viene fuori che io che col mio Asus EEE PC *ci faccio tutto*, e ha sostituito alla grande il mio costosissimo e fighissimo tablet hp 2710p sono invece uno di quelli che &#8220;Servono giusto a quelli che non vogliono un pc ma non possono rinunciare a mettere 4 foto su facebook, affiancandolo alla ormai irrinunciabile chiavetta.&#8221;&#8230; <em>maddai!</em><br />
<strong>Cioè</strong> adesso viene fuori che il fatto che &#8220;accendo l&#8217;ipad e in un attimo leggo, ascolto musica, vedo film&#8221; è un miracolo, e che queste cose (tutte PASSIVE!, nessuna produttiva!) sono andare &#8220;dritto all&#8217;essenza dei contenuti&#8221;&#8230; <em>maddai!</em></p>
<p>[Seguirà: <em>iPad in quanto ebook reader</em>, forse domani, forse lunedì]</p>
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		<item>
		<title>iPad: dico la mia, sul serio…</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 10:11:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[pagliarini]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8230; ma per ora via radio: su Radio24, oggi, sabato 30 gennaio, alle 16.00, a 2024, la trasmissione di Enrico Pagliarini dedicata alle nuove tecnologie. Si può ascoltare anche live via web da qui.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; ma per ora via radio: <strong>su Radio24, oggi, sabato 30 gennaio, alle 16.00, a <a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=2024">2024</a></strong>, la trasmissione di Enrico Pagliarini dedicata alle nuove tecnologie. Si può ascoltare anche <a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/popup/diretta.php">live via web da qui</a>.</p>
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		<title>iPad, dico la mia…</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 11:50:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230; ma la dico domani  
Adesso mi serviva solo attirarvi qui con un trucchetto per dirvi che di là stiamo cercando un controller, fate girare, grazie!
[se Google dovesse mandar su questo mio post nelle ricerche su iPad, fatemelo sapere che mi metto a lavorare per mettere su un motore di ricerca serio!]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; ma la dico domani <img src='http://antoniotombolini.simplicissimus.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Adesso mi serviva solo attirarvi qui con un trucchetto per dirvi che <a href="http://blog.simplicissimus.it/2010/01/controller-in-erba-cercasi/">di là stiamo cercando un controller</a>, fate girare, grazie!</p>
<p>[<em>se Google dovesse mandar su questo mio post nelle ricerche su iPad, fatemelo sapere che mi metto a lavorare per mettere su un motore di ricerca serio!</em>]</p>
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