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	<title>Simply my Blog</title>
	
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	<description>****************************************** LaFra nel web, Francesca Casadei all'anagrafe, Digital Strategist in ufficio. Qualcuno mi definisce anomala, altri istrionica, altri geek, altri bionda. Qui trovate tutte le "me" possibili</description>
	<lastBuildDate>Tue, 05 Feb 2013 15:25:27 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Graph Search: Facebook ZMOT (Zero Moment of TRUST)</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jan 2013 09:34:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#200; il trending topic del momento tra gli addetti ai lavori: il Graph Search di facebook. La prima vera innovazione del 2013 dopo un 2012 ricco di piccole grandi novit&#224;. Graph Search pu&#242; aiutarti a trovare istantaneamente altre persone, conoscere pi&#249; cose su di loro e fare connessioni, esplorare foto, trovare rapidamente luoghi come attrazioni [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&Egrave; il trending topic del momento tra gli addetti ai lavori: il <a href="https://www.facebook.com/about/graphsearch"><strong>Graph Search </strong></a>di facebook.</p>
<p>La prima vera innovazione del 2013 dopo un 2012 ricco di piccole grandi novit&agrave;.</p>
<blockquote>
<p>Graph Search pu&ograve; aiutarti a trovare istantaneamente altre persone, conoscere pi&ugrave; cose su di loro e fare connessioni, esplorare foto, trovare rapidamente luoghi come attrazioni locali e ristoranti, e conoscere interessi comuni come musica, film, libri e altro ancora. Tutti i risultati sono unicamente basati sulla forza delle relazioni e delle connessioni [Fonte: <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2013/01/facebook-graph-search.html ">blog.tagliaerbe.com</a>]</p>
</blockquote>
<p>&ldquo;Search&rdquo;, &ldquo;trovare&rdquo;&hellip; &egrave; praticamente immediata l&rsquo;associazione con Google, ossia il motore di ricerca per eccellenza nonch&eacute; big competitor di Facebook , tanto che Zuckerberg ha messo subito le mani avanti specificando che il Graph Search non &egrave; come la ricerca generalista ma un modo di cercare informazioni all&rsquo;interno del proprio network di contatti, il Social Graph.</p>
<blockquote>
<p>Nell&#39;esempio illustrato dal CEO, la ricerca sul Web prevede l&#39;immissione della chiave di ricerca hip-hop per poi ottenere milioni di risultati con annessi link. Il funzionamento di Graph Search preveder&agrave; invece la digitazione della pi&ugrave; lunga domanda a quali tra i miei amici piace l&#39;hip-hop? [Fonte <a href="http://punto-informatico.it/3692097/PI/News/facebook-mette-search-nel-graph.aspx ">punto-informatico.it</a>]</p>
</blockquote>
<p>Tutti d&rsquo;accordo quindi nel comprendere che il Graph Search sia una modalit&agrave; di ricerca diversa da quella di Google, meno sul fatto che non siano in competizione. Entrambe soddisfano un bisogno, partono da un insight e questo le rende potenzialmente sostituibili.</p>
<p>Vi guido nel mio ragionamento.</p>
<p>Chi mi conosce sa che ho il bisogno di contestualizzare ogni mutamento inerente ai social media in una cosiddetta visione d&rsquo;insieme, in una sorta di percorso evolutivo, e quando penso alla trasformazione di facebook mi immagino un gruppo di persone attorno ad una lavagna con sopra disegnato lo schema stilizzato del <strong>path-to-purchase</strong>, ossia del percorso d&rsquo;acquisto, e lunghe discussioni e confronti per capire come presidiare ogni singolo step attraverso le potenzialit&agrave; del social networking.</p>
<p>Le integrazioni all&rsquo;interno dell&rsquo;offerta di facebook lanciate nel 2012 sono infatti mirate a dare strumenti alle aziende per raggiungere il proprio target in particolare nelle ultime fasi del percorso d&rsquo;acquisto.</p>
<p><strong>Exchange (FBX)</strong> ad esempio</p>
<blockquote>
<p>Facebook Exchange &egrave; un modello di pubblicit&agrave; basato su un sistema di offerte in tempo reale ( Real-Time Bidding), dove gli ad sono piazzati grazie ad alcune piattaforme, note come demand-side platforms (Dsp) [&hellip;] In pratica si tratta di integrare la cronologia di navigazione dell&rsquo;utente nel sistema di offerta pubblicitaria, come gi&agrave; fatto da Google e altre aziende. Un esempio? Se avete cercato un biglietto per le Hawaii su un sito di viaggio ma non lo avete comprato, allora lo stesso sito potrebbe comparire nell&rsquo;ormai famigliare barra laterale proponendovi di acquistare un biglietto per Honolulu o una stanza in un hotel&quot; [Fonte <a href="http://daily.wired.it/news/internet/2012/06/15/facebook-exchange-pubblicita-mirata-34747.html ">Wired.it</a>]</p>
</blockquote>
<p>&egrave; stato spiegato al mercato con lo schema qui sotto, un path-to-purchase suddiviso nelle due macrofasi Demand Generation e Demand Fulfillment</p>
<p style="text-align: center;"><img alt="" height="271" src="http://tctechcrunch2011.files.wordpress.com/2012/06/facebook-exchange-and-search.png?w=541&amp;h=271" width="541" /></p>
<p>Pi&ugrave; immediato in questa logica &egrave; il lancio delle <strong>facebook offers</strong>,</p>
<blockquote>
<p>la funzione Facebook offers &egrave; il servizio di social shopping [&hellip;] che consente alle aziende proprietarie di una fanpage di pubblicare offerte e sconti esclusivi per i propri fan [Fonte <a href="http://www.ninjamarketing.it/2012/04/30/facebook-offers-ecco-le-prime-esperienze-italiane-di-social-shopping/ ">Ninjamarketing.it</a>]</p>
</blockquote>
<p>che strizza l&rsquo;occhio ai deals e al commercio elettronico lavorando quindi sull&rsquo;intenzione d&rsquo;acquisto e sull&rsquo;effettivo purchase.</p>
<p>Anche le custom Audiences</p>
<blockquote>
<p>Custom audience: strumento che consente di fare il matching tra i propri fan e una propria lista proprietaria di contatti (es. Mailing list) in modo da poter creare annunci profilati ai gi&agrave; clienti o prospect della nostra azienda [Fonte <a href="http://www.digitalmarketinglab.it/social-media-marketing/schf-le-mie-impressioni/ ">digitalmarketinglab.it</a>]</p>
</blockquote>
<p>trovano il loro posto in questo ragionamento in quanto rendono facebook uno strumento prezioso di CRM accrescendone l&rsquo;importanza nella fase di fidelizzazione e quindi di riacquisto del prodotto o del servizio.</p>
<p>E il <strong>Graph Search</strong>?</p>
<p>Che ruolo potrebbe avere all&rsquo;interno del percorso d&rsquo;acquisto? Quale fase influenza?</p>
<p>Proprio come nel mio immaginario, mi sono messa davanti ad una lavagna, ho coinvolto i miei colleghi, mi sono dotata di pennarelli colorati e ho disegnato la mia personale visione di path-to-purchase, o almeno quella che trovo pi&ugrave; comoda per i miei ragionamenti.</p>
<p>Sono partita dalle fasi:</p>
<ul>
<li>AWARENESS: vengo a conoscenza dell&rsquo;esistenza di un prodotto/servizio</li>
<li>INTEREST: il prodotto/servizio cattura la mia attenzione. Voglio saperne di pi&ugrave;</li>
<li>CONSIDERATION: prendo in considerazione l&rsquo;idea di comprarlo . Chiedo conferme. Raccolgo stimoli</li>
<li>INTENTION TO BUY: lo comprer&ograve;</li>
<li>PURCHASE: lo compro</li>
<li>LOYALTY (RE-PURCHASE): mi piace, lo ricompro. Lo consiglio.</li>
</ul>
<p>Successivamente ho inserito nello schema i servizi di facebook citati e il search di Google.</p>
<p>Coerentemente con quanto teorizzato da Google ho inserito a met&agrave; strada tra Interest e Consideration la sigla ZMOT, ossia <a href="http://www.zeromomentoftruth.com/ ">Zero Moment of Truth</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://vimaltripathi.posterous.com/zmot-zero-moment-of-truth"><img alt="" height="375" src="http://getfile5.posterous.com/getfile/files.posterous.com/temp-2011-08-25/cEgnjldpoJvgywjdDFjnJmulswavhwCJBaEItphonGBbdszGmniEnHjdiuiw/ZMOT_-_Zero_Moment_of_Truth.jpg.scaled1000.jpg" width="500" /><br />
	</a></p>
<p>ZMOT rappresenta la ricerca della &quot;Verit&agrave;&quot; attraverso le informazioni disponibili in rete prima di procedere all&rsquo;acquisto.</p>
<p>In cosa si differenzia il Graph Search di Facebook? Come <a href="http:// http://www.wired.com/business/2013/01/the-inside-story-of-graph-search-facebooks-weapon-to-challenge-google/all/">dice Zuckerberg</a></p>
<h3 style="text-align: center;">&ldquo;We can answer a set of questions that no one else can really answer. All those other services are indexing primarily public information, and stuff in Facebook isn&rsquo;t out there in the world &mdash; it&rsquo;s stuff that people share.&rdquo;</h3>
<p>La keyword in questo caso &egrave; ancora una volta People: persone che conosciamo, persone di cui spesso ci fidiamo per le nostre scelte. Se cerco informazioni su un film di cui ho sentito parlare e scopro tramite facebook che la mia migliore amica lo ha gi&agrave; visto e non le &egrave; piaciuto in un attimo ho ottenuto il dettaglio pi&ugrave; importante tra tutti quelli che potevo trovare in rete. Forse non ho nemmeno il bisogno di proseguire con la ricerca.</p>
<p>E se invece di un film fosse un ristorante? O un telefono cellulare?</p>
<p>Il Graph Search e la cosiddetta ricerca generalista sono diverse ma potenzialmente sostituibili nel path-to-purchase. Entrambi fanno leva sulla fase di Interest e Consideration (spesso a loro volta sovrapponibili per acquisti non complessi): il primo sulla sfera pi&ugrave; razionale, l&rsquo;altro su quella pi&ugrave; istintiva ed emozionale.</p>
<p>In entrambi i casi quindi possiamo parlare di ZMOT: con il Graph Search la ricerca del <strong>TRUTH</strong>, della verit&agrave;, fa posto al Power of <strong>TRUST</strong>, alla fiducia che abbiamo non tanto nel nostro network, ma nella conoscenza delle persone che ne fanno parte.</p>
<p>Sar&agrave; interessante osservare nel tempo come il Graph Search impatter&agrave; nelle decisioni di un&rsquo;azienda e come influir&agrave; sugli investimenti pubblicitari.</p>
<p>Come direbbe mia mamma &ldquo;<em>Watch this space</em>&rdquo;.</p>
<p style="text-align: center;"><img alt="" height="401" src="http://farm6.staticflickr.com/5322/8412095814_2410891321.jpg" width="600" /></p>
<p>[Grazie a <a href="https://twitter.com/maattatoio">Mattia</a> e a <a href="https://twitter.com/stefanovogna">Stefano</a> per avermi accompagnato in questo percorso e per avermi aiutato a dar vita a questo post]</p>

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		<title>Come aumentare il numero di fan? Chiedi a S.A.M. (Social Assets Map)</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Sep 2012 14:19:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prima di partire per le tanto attese vacanze estive ho letto un articolo di Vincenzo Cosenza su CheFuturo dal titolo &#8220;5 indizi per capire se la tua azienda sbaglia tutto sui social media&#8221;, dove in terza posizione troviamo &#8220;il successo legato al numero dei fan/follower&#8221;: Ci sono due tipi di aziende che sbagliano l&#8217;approccio alla [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di partire per le tanto attese vacanze estive ho letto un articolo di Vincenzo Cosenza su CheFuturo dal titolo &ldquo;<a href="http://www.chefuturo.it/2012/07/5-indizi-per-capire-se-la-tua-azienda-sbaglia-tutto-sui-social-media/">5 indizi per capire se la tua azienda sbaglia tutto sui social media</a>&rdquo;, dove in terza posizione troviamo &ldquo;il successo legato al numero dei fan/follower&rdquo;:</p>
<blockquote>
<p>Ci sono due tipi di aziende che sbagliano l&rsquo;approccio alla misurazione: quelle che preferiscono non misurare i risultati delle proprie attivit&agrave; sui social media e quelle che lo fanno considerando le metriche sbagliate. Le prime pensano che sia inutile qualsiasi tipo di analisi scientifica perch&eacute; l&rsquo;importante &egrave; esserci dato che ci sono anche i concorrenti. Le seconde, pensando di essere pi&ugrave; sveglie, applicano le logiche di misurazione dei mass media a spazi relazionali. [&hellip;] Quante volte avete sentito parlare di obiettivi di questo tipo &ldquo;entro l&rsquo;anno dobbiamo superare il milione di fan&rdquo; [&hellip;] Sarebbe pi&ugrave; opportuno ragionare in termini di engagement ossia di reale coinvolgimento. Ad esempio quanti e quali, tra fan e follower, considerano talmente interessanti le attivit&agrave; messe in campo da rilanciarle o scriverne? E inoltre qual &egrave; il giudizio che ne danno?</p>
</blockquote>
<p>Ovviamente non posso che essere d&rsquo;accordo con il punto di vista di Vincos, la corsa ai fan fine a se stessa &egrave; un approccio sbagliato verso i social media e un investimento economico, seppur efficace, decisamente poco efficiente.</p>
<p>Allo stesso tempo non condivido l&rsquo;atteggiamento di condanna che molti hanno nei confronti di questo kpi quantitativo senza motivarne le ragioni, incapaci di spiegare che per molte aziende la costruzione di una fanbase numerosa rappresenta il primo step di quello che potremmo definire un <em><strong>path-to-engagement</strong></em> o pi&ugrave; in generale di creazione di una community.&nbsp;Banalmente parlando credo che in pochi consiglierebbero di creare una pagina senza spingerla con un minimo investimento in facebook ads, scelta contestabile nel caso in cui questa sia l&rsquo;unica azione proposta.</p>
<p>A mio avviso la domanda &ldquo;<em>Come posso aumentare il numero dei miei fan?</em>&rdquo; pu&ograve; avere una risposta sanzionatoria (&ldquo;<em>stai sbagliando a farmi la domanda</em>&rdquo;), tattica (&ldquo;<em>dammi tot mila euro per tot mila fan</em>&rdquo;) oppure strategica per il brand e costruttiva per il potenziale rapporto di fiducia tra i due interlocutori. Personalmente in questi casi colgo la palla al balzo per mettere gi&ugrave; le basi del ragionamento che pu&ograve; sottendere a questa domanda:</p>
<ul>
<li>I fan<strong> non sono interazioni </strong>con un link ma sono le stesse <strong>persone </strong>che puoi trovare al supermercato a comprare il tuo prodotto o a parlare del tuo disservizio mentre bevono il caff&egrave; con le amiche (a meno che non siano BOT ma questo &egrave; un altro discorso)</li>
<li>facebook <strong>non &egrave; uno spazio chiuso</strong>, molti dei contenuti visibili al suo interno sono frutto di un&rsquo;azione che &egrave; accaduta in un ambiente esterno e diversi siti internet consentono di fruire di una navigazione e di risultati di ricerca personalizzati grazie all&rsquo;utilizzo del proprio account</li>
<li>la pagina facebook &egrave; oggi un <a href="http://www.lafra.it/2010/08/31/social-media-earned-owned-e-bought-media/"><strong>owned media</strong></a> (o &ldquo;<a href="http://www.commscorner.com/2012/04/rented-media-as-part-of-paid-earned.html#.UEdc1MHN_Yg">rented</a>&rdquo;?) a disposizione dell&rsquo;azienda verso il quale ha senso spingere traffico e a cui dare visibilit&agrave; all&rsquo;interno delle proprie attivit&agrave; di comunicazione e non solo</li>
</ul>
<p>Per semplificare l&rsquo;esposizione di questi concetti ho creato una mappa di posizionamento degli asset che un&rsquo;azienda dispone per costruire la propria community all&rsquo;interno di un social network come facebook e l&rsquo;ho chiamata <strong>S.A.M.</strong> (<strong>Social Assets Map</strong>).</p>
<p>Gli assi che ho utilizzato sono: pubblicitari vs non pubblicitari e all&rsquo;interno di facebook vs fuori dal social network.</p>
<p>All&rsquo;interno dei quadranti ho quindi inserito</p>
<ul>
<li>adv + facebook : facebook advertising</li>
<li>not adv + facebook: pagina facebook e apps</li>
<li>adv + not facebook: tutti gli altri media online e offline come televisione, stampa quotidiana e periodica, radio, online display advertising, cinema, etc.&nbsp;</li>
<li>not adv + not facebook: owned media a disposizione dell&rsquo;azienda, dal sito internet al flagship store, dal packaging di prodotto al sacchetto della spesa.</li>
</ul>
<p style="text-align: center; "><img alt="" height="536" src="http://www.lafra.it/wp-content/uploads/SAM_SocialAssetsMap_20120905.jpg" width="700" /></p>
<h6>(grazie a <a href="http://www.bewitchedstudio.com/">Laura</a>&nbsp;per la grafica)</h6>
<p>Ovviamente la mappa non ha la pretesa di essere esaustiva ma di cogliere l&rsquo;opportunit&agrave; da una domanda apparentemente sbagliata di dare una visione pi&ugrave; completa del ventaglio di possibilit&agrave; che i social media offrono.</p>
<p>La stessa mappa pu&ograve; essere chiaramente personalizzata utilizzando Twitter come social network &#8211; soprattutto con il crescente ingresso di player italiani nel mercato dei promoted &#8211; o in generale a tutti i social media.</p>
<p>Cosa ne pensate? Voi come la usereste? Come la arricchireste?</p>

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		<title>Le parole che non ho letto. A mia nonna.</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jun 2012 22:32:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Capo de LaFra &#8220;Mi accompagni a Roma per una presentazione?&#8221; LaFra &#8220;S&#236; certo quando?&#8221; Capo de LaFra &#8220;Mercoled&#236; alle 9, valuta tu se andare marted&#236; sera o partire la mattina stessa&#8221; LaFra (pensa) &#8220;Chiss&#224; se riesco a trovare il tempo per andare a trovare la Nonna&#8230; Ah no&#8230;. Non c&#8217;&#232;&#8221; Sono passati quasi tre mesi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Capo de LaFra &ldquo;<em>Mi accompagni a Roma per una presentazione?</em>&rdquo;</p>
<p>LaFra &ldquo;<em>S&igrave; certo quando?</em>&rdquo;</p>
<p>Capo de LaFra &ldquo;<em>Mercoled&igrave; alle 9, valuta tu se andare marted&igrave; sera o partire la mattina stessa</em>&rdquo;</p>
<p>LaFra (pensa) &ldquo;<em>Chiss&agrave; se riesco a trovare il tempo per andare a trovare la Nonna&hellip; Ah no&hellip;. Non c&rsquo;&egrave;</em>&rdquo;</p>
<p>Sono passati quasi tre mesi da quando mia Nonna se n&rsquo;&egrave; andata ma qualche giorno fa ho capito che non me ne sono ancora resa conto del tutto. Nemmeno oggi su questo treno diretto per Roma.</p>
<p>Non appena arrivavo alla stazione Termini o all&rsquo;aeroporto di Fiumicino la chiamavo, il pi&ugrave; delle volte non riuscivo ad andare a trovarla e quindi chiamarla da Roma o da Milano cambiava poco ma a lei faceva piacere, sentiva di non dover alzare troppo la voce al telefono perch&eacute; eravamo a qualche decina di chilometri di distanza. Quando vivevo a Londra temevo per le sue corde vocali, con calma le dicevo &ldquo;Nonna, guarda che ti sento benissimo&rdquo;.</p>
<p>Chiss&agrave; quanti aneddoti avrete anche voi sui vostri nonni, io ne ho inserito qualcuno in una lettera che avevo scritto la sera prima del funerale quando mio zio mi chiese se potevo leggere qualcosa durante la cerimonia in rappresentanza della famiglia.</p>
<p>Non ce l&rsquo;ho fatta.</p>
<p>O meglio l&rsquo;ho letta, ma non in chiesa, in macchina con mio padre mentre andavamo al cimitero &ldquo;Sai pap&agrave; alla fine ieri ho scritto qualcosa, ma non sono riuscita a leggere&rdquo; &ldquo;Vuoi leggere ora qui, solo a me?&rdquo;. E cos&igrave; &egrave; stato tra una lacrima e un singhiozzo.</p>
<p>Quel giorno mi ha chiesto se con calma una volta a casa potevo trascrivere quelle parole &ldquo;al computer&rdquo; cos&igrave; avrebbe potuto rileggerle. Eccole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>14 marzo 2012</strong></em></p>
<p><em>Mi chiamo Francesca, sono una dei sei nipoti di Tilde, la pi&ugrave; giovane anche se lei avrebbe detto la pi&ugrave; piccola. </em></p>
<p><em>Forse proprio perch&eacute; sono la pi&ugrave; piccola sono sempre stata molto coccolata dalla famiglia e soprattutto da lei, o forse perch&eacute; io e mia nonna ci somigliavamo molto, o forse perch&eacute; ho cercato spesso nella mia vita di somigliare a lei. </em></p>
<p><em>Mia nonna era una donna eccezionale. </em></p>
<p><em>&Egrave; morta all&rsquo;et&agrave; di 88 anni mentre io raccontavo ai miei amici che ne avr&agrave; avuti una settantina portati bene. </em></p>
<p><em>Quando andavo a trovarla, o quando ci parlavamo al telefono, mi diceva sempre che ero una forza della natura, orgogliosa di quella nipote che aveva studiato e aveva il &ldquo;posto fisso&rdquo; ma forse non si rendeva conto che la vera forza era lei, che spesso quando la chiamavo lo facevo perch&eacute; avevo bisogno di sentirmi dire che se lo desideravo potevo ottenere tutto quello che volevo. </em></p>
<p><em>Mia nonna ne ha passate tante ma sempre a testa alta. Si confidata con me ma non si &egrave; mai lamentata una volta della sua vita. </em></p>
<p><em>S&igrave;, ogni tanto si lamentava del nonno Casadei che non la portava fuori o al mare ma non l&rsquo;ho mai vista lasciarsi andare gi&ugrave;. Ora potr&agrave; ricominciare a mugugnare e mio nonno torner&agrave; ad urlare &ldquo;Tildee&rdquo; ogni 10 minuti. Me lo immagino seduto a capotavola dove si &egrave; sempre seduto il capofamiglia e lei che sgambetta e si agita intorno ai fornelli per preparargli le fettuccine. </em></p>
<p><em>Ho sempre avuto l&rsquo;impressione che mia nonna non avesse paura di niente e ancora oggi non so se c&rsquo;era qualcosa che la spaventava, forse la solitudine. Ora non &egrave; pi&ugrave; sola. </em></p>
<p><em>Settimana scorsa quando abbiamo parlato al telefono le ho raccontato che in ufficio e a casa, anche se sono al quarto piano, salgo a piedi perch&eacute; ho paura dell&rsquo;ascensore. Lei mi ha detto &ldquo;Naaaa, tu sei pi&ugrave; forte di cos&igrave;&rdquo;, pi&ugrave; forte della mia paura. </em></p>
<p><em>Io ho tante paure e debolezze ma mi sento comunque una donna forte e lo devo soprattutto a lei. </em></p>
<p><em>Ti voglio bene Nonna.</em></p>

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		<title>Storytelling al profumo di cioccolato</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 10:50:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ieri mattina mi sono svegliata ad Alba e quando sono scesa in strada sono stata accolta da un forte profumo di cioccolato. Me lo avevano raccontato ma viverlo nelle mie narici &#232; stata un&#39;esperienza diversa: ho chiuso gli occhi e mi sono sentita come uno dei bambini a spasso nella fabbrica di cioccolato di Willy [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri mattina mi sono svegliata ad Alba e quando sono scesa in strada sono stata accolta da un forte profumo di cioccolato. Me lo avevano raccontato ma viverlo nelle mie narici &egrave; stata un&#39;esperienza diversa: ho chiuso gli occhi e mi sono sentita come uno dei bambini a spasso nella fabbrica di cioccolato di Willy Wonka.&nbsp;</p>
<p>Il biglietto dorato me lo ha dato l&#39;Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero invitandomi come relatore al convegno &quot;<a href="http://www.langheroero.it/Sezione.jsp?titolo=Turismo%20e%20Web%202.0&amp;idSezione=733">Web e territorio. Le opportunit&agrave; della rete per il turismo in Piemonte</a>&quot;.&nbsp;</p>
<p><a href="https://twitter.com/#!/inLanghe/status/191899201834205185"><img align="left" alt="" height="150" hspace="10" src="https://p.twimg.com/AqnDTq6CQAE8fv6.jpg" vspace="10" width="200" /></a>Il mio intervento ha avuto come filo conduttore le tecniche di storytelling come strumento di comunicazione dalle origini a oggi e le motivazioni che stanno dietro al rinnovato bisogno di coinvolgere le persone con la narrazione piuttosto che colpirle come target con un messaggio lungo 30 secondi a ripetizione.</p>
<p>In particolare mi sono soffermata sulle opportunit&agrave; per il turismo dove ritengo ci sia ancora molta descrizione e poca narrazione e su come i diversi social media stanno abbracciando la rinascita di questa disciplina vedi il Diario di Facebook, le Storie di Twitter, l&#39;evoluzione di Google + e i nuovi strumenti di content curation come Storify.&nbsp;&nbsp;</p>
<div id="__ss_12569929" style="width:425px">
<p><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/lafra/storytelling-twt01-20120416-12569929" target="_blank" title="Dal Carosello a Facebook Diario: torniamo a raccontarci in rete">Dal Carosello a Facebook Diario: torniamo a raccontarci in rete</a></strong></p>
<p>	<iframe frameborder="0" height="355" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/12569929" width="425"></iframe></p>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/" target="_blank">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/lafra" target="_blank">Francesca Casadei</a></div>
<p>Una bellissima esperienza in una regione da scoprire.</p>
<p>Devo ricordarmi di tornarci quando tostano le nocciole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Alcuni link di approfondimento</h3>
<ul>
<li>Il <a href="http://www.langheroero.it/allegati/convegno%2016%20aprile%202012_programma%20della%20giornata_120406124008.pdf">programma dell&#39;evento</a></li>
<li>Lo <a href="http://storify.com/langhe/alba-16-aprile-2012-convegno-web-e-territorio">Storify dell&#39;evento</a> a cura di <a href="https://twitter.com/#!/inLanghe">@inLanghe</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
</div>

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		<title>AirBnb, Cookous e gli altri. Le opportunità del Business DIY</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 17:49:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Settimana prossima, mercoled&#236; precisamente, parto per New York. Come potete immaginare non vedo l&#8217;ora ma l&#8217;obiettivo di questo post non &#232; chiedervi consigli su cosa fare o non fare (se proprio volete vi propongo di testare con me Trippy lasciando qui le vostre recommendation), ve ne parlo perch&#233; questo viaggio mi ha dato finalmente il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Settimana prossima, mercoled&igrave; precisamente, parto per New York.</p>
<p>Come potete immaginare non vedo l&rsquo;ora ma l&rsquo;obiettivo di questo post non &egrave; chiedervi consigli su cosa fare o non fare (se proprio volete vi propongo di testare con me Trippy lasciando <a href="http://www.trippy.com/p/3k77/Francesca-New_York_Cit">qui</a> le vostre recommendation), ve ne parlo perch&eacute; questo viaggio mi ha dato finalmente il pretesto per esplorare in profondit&agrave; il fenomeno turistico dell&rsquo;anno AirBnb.</p>
<p style="text-align: center; "><a href="http://it.airbnb.com/"><img alt="" height="316" src="http://farm8.staticflickr.com/7154/6442456557_6b97ab6851_z.jpg" width="640" /><br />
	</a></p>
<p>Molti di voi sapranno gi&agrave; <a href="http://www.iloveairbnb.it/">cos&rsquo;&egrave; AirBnb</a>.</p>
<blockquote>
<p>Airbnb permette di affittare a viaggiatori provenienti da tutto il mondo, qualunque spazio a propria disposizione (da un divano a un intero castello). Se invece si &egrave; in viaggio, airbnb permette di dormire in posti unici e di conoscere le persone locali, risparmiando e divertendosi molto di pi&ugrave;!</p>
</blockquote>
<p><a href="http://www.ninjamarketing.it/2011/02/10/pernottare-a-new-york-berlino-roma-airbnb-ti-trova-un-posto-dove-stare-startup-hunting/ ">Come ha scritto keira</a> all&rsquo;inizio di quest&rsquo;anno, AirBnb &egrave;</p>
<blockquote>
<p>un sito &ldquo;affitta camere/casa&rdquo;. Non &egrave; il couch surfing, non &egrave; solo un sito di booking. &Egrave; ci&ograve; che separa me, viaggiatore, dal mio prossimo affittuario ed &ldquo;amico&rdquo; [&hellip;]</p>
</blockquote>
<p>Si parla da anni ormai di <a href="http:// http://www.robertamilano.com/2010/01/ancora-sulla-disintermediazione-del-mercato-turistico-online.html">disintermediazione del mercato turistico</a>, Airbnb e relativi cloni dimostrano che questo processo &egrave; ancora in atto e crea nuove opportunit&agrave;:</p>
<ul>
<li>Per l&rsquo;<strong>aggregatore</strong>, che in questo caso perde il connotato negativo del disintermediario acquisendo invece il valore positivo di enabler e garante: parlando di valore, <a href="http://techcrunch.com/2011/07/24/airbnb-bags-112-million-in-series-b-from-andreessen-and-others/">112 milioni di dollari</a> vi sembrano pochi <img src='http://www.lafra.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> ?&nbsp;</li>
<li>Per il <strong>turista</strong>: basta alberghi e receptionist anonime ma veri appartamenti e ospitalit&agrave; locale (occhio, non &egrave; tutto oro quello che luccica, leggete bene le recensioni)</li>
<li>Per il <strong>locale</strong>: un modo per avere un&rsquo;entrata pi&ugrave; al mese senza investimenti economici (anche se <a href="http://daily.wired.it/news/economia/2011/08/01/airbnb-problemi-case-affitto-13869.html">non fila sempre tutto liscio</a>)</li>
</ul>
<p>Il terzo punto a mio avviso &egrave; quello pi&ugrave; affascinante: AirBnb ci permette di fatto di gestire la nostra casa come se fosse una specie di B&amp;B dandoci la possibilit&agrave; di guadagnare dalla nostra innata ospitalit&agrave;, di testare le nostre capacit&agrave; imprenditoriali, per alcuni magari di realizzare un sogno.</p>
<p>Quali altre doti potremmo valorizzare con servizi &quot;alla AirBnb&quot;? Quali altre opportunit&agrave; esistono di sfruttare i nostri <em>assett</em> per arrotondare lo stipendio?</p>
<p>Potremmo ad esempio trasformare la nostra casa in un ristorante.</p>
<p>Questa &egrave; l&rsquo;idea alla base del <a href="http://italianvalley.wired.it/news/2011/11/09/cookous-airbnb-cibo-social-network-15455.html">progetto <strong>Cookous</strong></a><strong> </strong>che partir&agrave; nel 2012</p>
<p style="text-align: center; "><a href="http://www.cookous.com/"><img alt="" height="524" src="http://farm8.staticflickr.com/7010/6442456225_facf95b606_z.jpg" width="640" /><br />
	</a></p>
<blockquote>
<p>Quello che Cookous propone &egrave; andare a cena da persone capaci di cucinare e allestire una confortevole location a casa propria. Lo schema &egrave; quello di eBay, con il venditore che diventa chef e il compratore cliente. [&hellip;] &ldquo;Vogliamo dare avvio a nuova attitudine che definiamo social eating. Sulla scia di quello che ha fatto Airbnb nella nuova economia della condivisione [&hellip;]&rdquo;</p>
</blockquote>
<p><strong><a href="http://www.styleowner.com/">Styleowner </a></strong>invece consente di diventare STYLEpreneur, un&rsquo;aspirante business woman che ama la moda e ha stile</p>
<p style="text-align: center; "><a href="http://www.styleowner.com/"><img alt="" height="338" src="http://farm8.staticflickr.com/7006/6442456089_10647c21ee_z.jpg" width="640" /><br />
	</a></p>
<blockquote>
<p>Our mission is to excite and engage the entrepreneurial spirit in women. StyleOwner makes it super easy and fun for anyone to create an online store and personalize it for their social network by curating from an amazing catalog of great fashion brands. STYLEpreneurs* provide friends with customized recommendations and make a generous 10% commission on every sale. True social selling for the first time.</p>
</blockquote>
<p>Possibile evoluzione della fashion blogger?</p>
<p>Un&rsquo;altra tipologia di servizi che vale la pena di aggiungere &egrave; il car sharing promosso da siti come <strong>RoadSharing</strong></p>
<p style="text-align: center; "><a href="http://www.roadsharing.com/it/"><img alt="" height="631" src="http://farm8.staticflickr.com/7163/6442456409_447d5713cb_z.jpg" width="640" /><br />
	</a></p>
<blockquote>
<p>Quanti sono coloro che, vuoi per motivi di lavoro, di studio o altro, si spostano in continuazione soli in auto, spesso anche pi&ugrave; di una volta nella settimana? Sicuramente moltissimi&#8230; RoadSharing.com &egrave; un modo facile per trovare compagni di viaggio, &egrave; un punto di incontro fra chi cerca e chi offre passaggi auto per risparmiare, inquinare meno e fare nuove amicizie! Ve ne vengono in mente altri? Quali invece devono ancora essere creati?</p>
</blockquote>
<p>La proliferazione di questi servizi che potremmo definire di <strong>Business DIY (Do-it-Yourself) </strong>crea nuove opportunit&agrave; di comunicazione anche per le aziende che possono inserirsi con i loro prodotti all&rsquo;interno di nuovi contesti collaborando con possibili nuovi &ldquo;influencer&rdquo;. Faccio qualche esempio:</p>
<ul>
<li>Aziende di <strong>arredamento </strong>che si offrono di rimodernare casa per renderla ancora pi&ugrave; accogliente</li>
<li>Aziende <strong>food &amp; drink</strong> che forniscono gli ingredienti per la cena perfetta</li>
<li>Aziende <strong>automotive </strong>che propongono un checkup della vettura</li>
</ul>
<p>E altro ancora.</p>
<p>Secondo voi quali saranno le conseguenze del fenomeno Business DIY?</p>

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		<title>La location come media: il futuro di foursquare?</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 12:44:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un paio di settimane fa ho partecipato al Meetup &#8220;foursquare goes to Milan&#8221; in cui gli appassionati dell&#8217;ormai nota piattaforma di geolocalizzazione hanno potuto incontrare Charles Birnbaum, foursquare Manager of Business Development. I presenti sanno che Charles non ha tenuto speech ma ha preferito dialogare in modalit&#224; one-to-one (o one-to-few visto il numero di persone [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://geekandpoke.typepad.com/geekandpoke/2010/03/geo-fatigued.html"><img align="left" alt="" height="294" src="http://www.lafra.it/wp-content/uploads/geekpokehilton.png" width="300" /></a>Un paio di settimane fa ho partecipato al Meetup &ldquo;<a href="http://www.meetup.com/foursquare/Milano-IT/369342/?a=bn5_l1">foursquare goes to Milan</a>&rdquo; in cui gli appassionati dell&rsquo;ormai nota piattaforma di geolocalizzazione hanno potuto incontrare <a href="http://www.linkedin.com/pub/charles-birnbaum/4/518/864">Charles Birnbaum</a>, foursquare Manager of Business Development.</p>
<p>I presenti sanno che Charles non ha tenuto speech ma ha preferito dialogare in modalit&agrave; one-to-one (o one-to-few visto il numero di persone che ogni volta si radunavano attorno a lui e all&rsquo;interlocutore di turno) rispondendo in maniera informale &#8211; ma allo stesso tempo senza sbottonarsi troppo &#8211; alle domande dei presenti.</p>
<p>Ho colto anch&rsquo;io l&rsquo;occasione per condividere alcuni pensieri che sto facendo sul futuro di foursquare chiedendo da una parte una sua opinione dall&rsquo;altra anticipazioni su cosa bolle in pentola.</p>
<p>La domanda con cui ho intavolato il discorso &egrave; stata</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>&ldquo;Grazie alla geolocalizzazione e a foursquare in particolare, la location, o meglio la venue, acquisisce maggiore importanza e attira l&rsquo;interesse delle aziende come media </em></strong>[digital media, va da s&eacute; che un media lo era gi&agrave; prima]<strong><em>: avete intenzione di fare leva su questo fenomeno offrendo nuovi strumenti alle aziende?&rdquo; <br />
	</em></strong></p>
<p>Charles mi ha risposto che hanno iniziato a pensarci, che vogliono ampliare l&rsquo;offerta alle aziende in modo da prevedere degli strumenti anche per i product brand ma per il momento concentreranno le loro forze sulla crescita della user base.</p>
<p>Mi sono immaginata un futuro in cui gli special non saranno pi&ugrave; solo egoriferiti ma saranno co-branded, un futuro in cui la venue diventer&agrave; uno spazio media da vendere alle aziende che non hanno una presenza sul territorio. Faccio qualche esempio di special:</p>
<ul>
<li>Offerta 1+1 per prodotti food facendo check-in al supermercato</li>
<li>Birra gratis ad una comitiva di amici per check-in collettivi all&rsquo;interno di un pub</li>
</ul>
<p>Supermercato e pub sono quindi location che <strong>diventano media</strong> per i brand food e beer .</p>
<p>Lo so che c&rsquo;&egrave; chi mi odier&agrave; solo per averlo pensato ma &egrave; un&rsquo;ipotesi a mio avviso molto concreta. Inoltre con i limiti attuali imposti da foursquare sul numero di Special attivabili le offerte avrebbero un carattere di esclusivit&agrave; e si eviterebbe il fenomeno dell&rsquo;affollamento temuto sia dagli utenti sia dalle aziende.</p>
<p>Se ci concentriamo sui possibili effetti positivi tralasciando quelli negativi legati ad un uso inconsapevole e speculativo della venue, un approccio di questo tipo porterebbe benefici a tutte le parti coinvolte:</p>
<ul>
<li><strong>Utenti</strong>: benefici legati a sconti, promozioni, offerte speciali come forma di reward all&rsquo;interazione con la venue</li>
<li><strong>Aziende</strong>: possibilit&agrave; di raggiungere l&rsquo;utente attraverso un nuovo media in maniera esclusiva nel momento in cui &egrave; vicino al point-of-purchase</li>
<li><strong>Gestori della Venue</strong>: nuovo strumento di valorizzazione economica e conseguente monetizzazione della propria location</li>
<li><strong>foursquare</strong>: possibili impatti sull&rsquo;aumento della user base grazie ad una maggiore visibilit&agrave; garantita dalle aziende e ad una maggiore interazione con le venue da parte degli utenti</li>
</ul>
<p>&Egrave; auspicabile un futuro cos&igrave; o sarebbe quasi meglio scongiurarlo?</p>
<p>Quali sono secondo voi gli strumenti che foursquare in futuro metter&agrave; a disposizione dei product brand?</p>

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		<title>L’evoluzione degli owned media: gamification, branded aggregators, e poi?</title>
		<link>http://www.lafra.it/2011/06/21/ownedmedia-gamification-aggregators/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 18:11:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non &#232; la prima volta che parlo di Owned Media in questo blog. Nel lontano gennaio 2009 spiegavo la differenza concettuale tra Owned, Bought e Earned Media [&#8230;] l&#8217;interesse del mercato si &#232; spostato dagli owned media, siti di propriet&#224; interamente gestibili dal proprietario (owner), ai bought media, spazi sui siti a largo traffico che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Non &egrave; la prima volta che parlo di Owned Media in questo blog.</p>
<p>Nel lontano gennaio 2009 spiegavo la <a href="http://www.lafra.it/2009/01/22/trends-della-comunicazione-secondo-me-2-presenza-online/">differenza concettuale tra Owned, Bought e Earned Media</a></p>
<blockquote>
<p>[&hellip;] l&rsquo;interesse del mercato si &egrave; spostato dagli <strong>owned media</strong>, siti di propriet&agrave; interamente gestibili dal proprietario (owner), ai <strong>bought media</strong>, spazi sui siti a largo traffico che &egrave; possibile acquistare, fino ad arrivare agli <strong>earned media</strong>, ambienti online dove il posto ma soprattutto il consenso da parte degli utenti te li devi diciamo guadagnare [&hellip;]</p>
</blockquote>
<p>Circa un anno e mezzo dopo ho ripreso questa distinzione per <a href="http://www.lafra.it/2010/08/31/social-media-earned-owned-e-bought-media/">sottolineare la complessit&agrave; dei social media</a></p>
<blockquote>
<p>[&hellip;] Oggi pensare ai social media unicamente come un mezzo per generare <strong>earned media</strong> &egrave; limitante e pu&ograve; provocare disillusioni e disattese nei confronti delle sue potenzialit&agrave;. Diverse aziende utilizzano i social media anche come <strong>owned media</strong>, creando al loro interno pagine e profili con contenuti ad hoc, e come <strong>bought media</strong>, sfruttando le opportunit&agrave; di pianificazione pubblicitaria offerte dai main player come YouTube e Facebook [&hellip;]</p>
</blockquote>
<p>A distanza di un anno credo ancora che questo approccio sia utile per avere una visione d&rsquo;insieme della presenza online di persone e aziende ed in generale dell&rsquo;evoluzione dei media. Nonostante le continue integrazioni e contaminazioni tra i diversi ambienti rendano difficile una categorizzazione &egrave; utile attribuire un ruolo a ciascuno per capire come distribuire le proprie risorse, definire gli investimenti necessari, scegliere gli strumenti di misurazione adatti e identificare i corretti kpi.</p>
<p>A questo proposito mi sono soffermata a ragionare sul ruolo che hanno i brand &ndash; <a href="http://www.lafra.it/2009/01/19/trends-della-comunicazione-secondo-me-1-brands/">qualunque essi siano</a> &#8211; nel creare nuovi spazi e servizi online e su come si siano evoluti i cosiddetti owned media.</p>
<p>Nel tentativo di riappropriarsi di uno spazio proprietario, svincolato quindi da altri media, come nel caso delle pagine su Facebook, alcune aziende stanno cercando di creare ambienti in grado di valorizzare la propria utenza sfruttando le dinamiche comportamentali consuetudinarie ed emergenti e i trend pi&ugrave; rilevanti.</p>
<p>Vi faccio tre esempi:</p>
<ul>
<li>Gamification: Badgeville e Fangager</li>
<li>Branded aggregator: Gente del Fud</li>
<li>Gruppi d&rsquo;acquisto: eBay Group Gifts e AmazonLocal</li>
</ul>
<h3>Gamification: Badgeville e Fangager</h3>
<p>In questo ultimo periodo ho letto tanti articoli sul fenomeno gamification, merito anche dell&rsquo;arrivo di <a href="http://www.badgeville.com/">Badgeville</a> in Italia e dell&rsquo;<a href="http://www.badgevilleitalia.org/?p=159">incontro</a> tra <a href="http://nl.linkedin.com/pub/maarten-de-zeeuw/1/176/494">Maarten de Zeeuw</a> e alcuni blogger/professionisti/amici dove si &egrave; parlato tra le altre cose anche di evoluzione dei siti web aziendali</p>
<blockquote>
<p>Il trend? Si va verso l&rsquo;integrazione completa: la seamless integration! Se in passato i siti aziendali non erano un luogo di raccolta per i propri social network e si limitavano ad un &ldquo;vieni a trovarci su Facebook&rdquo;, oggi il sito potrebbe diventare un hub per tutta la propria comunicazione digitale.</p>
</blockquote>
<p>Badgeville introduce all&rsquo;interno del sito alcune logiche legate al concetto di gamification tra cui assegnare punteggi e badge virtuali per gli utenti pi&ugrave; attivi un po&rsquo; come avviene su <strong>foursquare </strong>per la geolocalizzazione, su <strong>miso </strong>per la visione di film, programmi e serie televisive, su <strong><a href="http://www.consmr.com/ ">Consmr</a></strong> per la spesa online, etc.</p>
<div id="__ss_7982710" style="width:425px"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/Badgeville_Italia/badgeville-italia-piattaforma-di-social-loyalty" title="Badgeville Italia - Piattaforma di Social Loyalty ">Badgeville Italia &#8211; Piattaforma di Social Loyalty </a></strong> <iframe frameborder="0" height="355" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/7982710" width="425"></iframe></p>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/Badgeville_Italia">Badgeville Italia</a></div>
</div>
<p>E non &egrave; il solo. Un altro esempio di azienda che sta offrendo un servizio analogo &egrave; <strong>Fangager </strong>che mette a disposizione anche una <a href="http://www.fangager.com/site/appstore/ ">serie di apps</a> per incrementare il livello di engagement con i propri utenti.</p>
<p><iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/tdFQ0x7I-fM" width="560"></iframe></p>
<p>In molti si chiedono se questo fenomeno non sia destinato ad esaurirsi a breve soprattutto nei casi in cui le logiche di gamification proposte siano riconducibili pi&ugrave; a concetti di <em><a href="http://www.contino.com/blog/2010/11/15/gamification.html">pointification</a></em> o di <em>badgeification </em>ma in generale l&rsquo;interesse &egrave; molto alto e sono sicura che seguiranno ulteriori sperimentazioni, sviluppo di nuove piattaforme, ingresso di nuovi player e rumors da parte di quelli esistenti.</p>
<h3>Branded aggregator: Gente del Fud</h3>
<p>Due settimane fa ho avuto la possibilit&agrave; di partecipare alla presentazione del nuovo progetto di Pasta Garofalo &ldquo;<a href="http://www.pastagarofalo.it/it/iniziative/">Gente del Fud</a>&rdquo; insieme a circa 80 blogger, soprattutto food blogger.</p>
<p>Vi riporto un estratto dal <a href="http://www.tecnoetica.it/2011/06/16/gente-del-fud-un-modello-di-blogsourcing/">post di Tecnoetica</a></p>
<blockquote>
<p>Gente del Fud (simpatica omofonia che sta per food e Sud) &egrave; un portale che ha lo scopo di diventare uno strumento per la ricerca di sapori e produttori delle pi&ugrave; diverse vivande. Il foodblogger si registra sul sito e da quel momento in poi pu&ograve; contribuire a inserire informazioni e notizie su prodotti e produttori di cibi, spezie, vivande ed altri alimenti attraverso la compilazione di una scheda che prevede la geolocalizzazione del prodotto. Le regole di partecipazione sono due: la prima &egrave; inserire prodotti del territorio che si conosce la seconda &egrave; compilare la scheda con un atteggiamento di apertura e condivisione (modo elegante per dire di evitare la guerra di religione a favore del produttore A contro il produttore B)</p>
</blockquote>
<p>a cui si aggiunge il suo interessante punto di vista sulla tipologia di progetto</p>
<blockquote>
<p>&egrave; un progetto di crowdsourcing in cui il ruolo del blogger &egrave; di esperto e competente. Se volessi usare un neologismo possiamo considerarlo un caso di <strong>blogsourcing</strong>, ovvero crowdsourcing attraverso i blogger.</p>
</blockquote>
<p>Un owned media quindi che cerca di appropriarsi del fenomeno del crowdsourcing dandogli un taglio originale e in grado di valorizzare la propria community.</p>
<p>Il valore aggiunto non &egrave; legato solo alla natura esclusiva del sito che prevede in questo momento l&rsquo;intervento dei soli utenti selezionati ma anche alla possibilit&agrave; di restituire ai food blog partecipanti parte di quella visibilit&agrave; che stanno pian piano perdendo nelle SERP di Google.</p>
<p>Questo &egrave; un altro dei temi caldi della rete in questi ultimi mesi: il recente aggiornamento di Google, denominato <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/03/google-panda-update.html">Panda</a>, ha l&rsquo;obiettivo di penalizzare i siti con contenuti di bassa qualit&agrave; che godono di un ottimo posizionamento come gli aggregatori a favore di siti con contenuti di qualit&agrave; superiore tra cui possibilmente anche i blog di cui fanno parte i post aggregati.</p>
<p>Quindi senza dilungarmi oltre si potrebbe dire che anche in questo caso un brand cerca di sfruttare trend dominanti nella rete a proprio beneficio per la creazione di nuovi owned media.</p>
<h3>Gruppi d&rsquo;acquisto: eBay Group Gifts e AmazonLocal</h3>
<p>Gli ultimi esempi che vi propongo sono legati a big players dell&rsquo;e-commerce che cavalcando il fenomeno dei gruppi d&rsquo;acquisto hanno creato il proprio &ldquo;branded Groupon&rdquo;: eBay con <a href="http://groupgifts.ebay.com/">Group Gifts</a> e Amazon con <a href="http://techie-buzz.com/tech-news/amazonlocal-amazon-launches-its-own-groupon-competitor.html">AmazonLocal</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><img alt="" height="453" src="http://farm6.static.flickr.com/5146/5857010165_7e62749b1f_z.jpg" width="640" /></p>
<p>Nel primo caso viene comunque utilizzato Facebook per reclutare amici con cui acquistare il regalo mentre nel secondo caso Amazon ha sfruttato la partnership con LivingSocial, sito rivale di Groupon.</p>
<p>In questa direzione vale la pena citare l&#39;applicazione facebook <a href="http://thenextweb.com/us/2010/10/27/walmart-now-doing-group-buying-on-facebook/">Crowdsaver</a> di Wal-Mart.</p>
<p>Insomma come direbbero i britannici &ldquo;<em>Watch this space</em>&rdquo;.</p>
<h3>What&rsquo;s next?</h3>
<p>Gamification, branded aggregators, quali potrebbero essere i nuovi owned media? Come si evolveranno? Conoscete altri esempi interessanti da segnalare?</p>

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		<title>L’evoluzione delle PR online: da Public Relation a People Relation</title>
		<link>http://www.lafra.it/2011/02/23/l%e2%80%99evoluzione-delle-pr-online-da-public-relation-a-people-relation/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 11:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con questo post inizio a condividere una serie di riflessioni e spunti di discussione su alcuni fenomeni relativi all&#8217;evoluzione delle PR online. I possibili approcci alle blogger relation rappresenta il primo di un breve elenco, un work in progress ovviamente: BLOGGER RELATION: APPROCCI POSSIBILI FRAMMENTAZIONE DELLA PRESENZA ONLINE CRM 2.0 LO SVILUPPO DEL PR BRAND [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con questo post inizio a condividere una serie di riflessioni e spunti di discussione su alcuni fenomeni relativi all&rsquo;evoluzione delle PR online. I possibili approcci alle blogger relation rappresenta il primo di un breve elenco, un work in progress ovviamente: <br />
	</em></p>
<ol>
<li><em>BLOGGER RELATION: APPROCCI POSSIBILI<br />
		</em></li>
<li><em>FRAMMENTAZIONE DELLA PRESENZA ONLINE<br />
		</em></li>
<li><em>CRM 2.0<br />
		</em></li>
<li><em>LO SVILUPPO DEL PR BRAND<br />
		</em></li>
</ol>
<h2>&nbsp;</h2>
<h2>Blogger relation: approcci possibili</h2>
<p>&ldquo;<em>Come possiamo coinvolgere i blogger?</em>&rdquo;</p>
<p>Ho sentito questa domanda tante volte ed &egrave; facile rendersi conto che le risposte possono essere altrettante e tutte diverse.</p>
<p>&Egrave; normale, quelli che oggi vengono definiti blogger &ndash; nelle varie declinazioni food blogger, fashion blogger, mum blogger, etc &#8211; sono considerati influencer perch&eacute; sono in grado appunto di influenzare le opinioni di altri, la visibilit&agrave; dei brand all&rsquo;interno dei motori di ricerca, spesso sono uomini e donne che lavorano in aziende e che possono dare un importante contributo nella definizione di campagne di comunicazione, strategie di prodotto, e cos&igrave; via.</p>
<p>In ogni caso non voglio dilungarmi sulle motivazioni per cui le aziende vogliono che i blogger parlino dei loro prodotti e partecipino ai loro eventi e iniziative.</p>
<p>Ho fatto invece una riflessione su come sono cambiate le modalit&agrave; di &ldquo;coinvolgimento&rdquo;, come si &egrave; evoluto l&rsquo;approccio cercando di classificarlo in alcune macro tipologie.</p>
<p><strong>Il blog come editore: APPROCCIO UFFICIO STAMPA</strong></p>
<p>L&rsquo;approccio probabilmente pi&ugrave; tradizionale: preparo una cartella stampa e oltre ad inviarla alle testate giornalistiche online e ai magazine lo invio anche ad una selezione di blog. La scelta ricade soprattutto sui blog appartenenti a network e a circuiti di nanopublishing o sui blog verticali che hanno la necessit&agrave; di pubblicare articoli aggiornati su contenuti relativi ai temi trattati.</p>
<p><strong>Il blog come media: APPROCCIO CONCESSIONARIA</strong></p>
<p>Chiedo al blogger di pubblicare un post sul mio prodotto in cambio di un corrispettivo economico. Esistono societ&agrave; che dispongono di un database di blog da contattare per proporre l&rsquo;adesione ad una &ldquo;campagna&rdquo;: se accettano viene fornito loro un brief e contenuti multimediali che possono utilizzare per scrivere l&rsquo;articolo. Un approccio assimilabile alle dinamiche di acquisto del media: se voglio che il mio messaggio sia visibile all&rsquo;interno di un dato sito internet chiamo la concessionaria e compro lo spazio. Analogamente a quanto succede con i media nei casi in cui una campagna viene rifiutata perch&eacute; il prodotto non &egrave; in linea con gli standard qualitativi del sito, anche in questi casi non posso assicurarmi la presenza in un blog specifico ma posso avere la garanzia che il mio messaggio verr&agrave; pubblicato all&rsquo;interno di un numero minimo garantito affine al target o alle tematiche della campagna.</p>
<p><strong>Il blogger come web celebrity: APPROCCIO VIP</strong></p>
<p>I blogger sono coccolati come se fossero delle vere e proprie celebrity: ricevono regali, pi&ugrave; o meno &ldquo;impegnativi&rdquo;, vengono invitati a party esclusivi, sono pi&ugrave; fotografati di Paris Hilton. Il fine di questo approccio ovviamente &egrave; spesso analogo a quanto avviene con i VIP: vogliamo che il blogger parli del nostro brand, mostri il prodotto al proprio network di contatti, crei attesa nei confronti dell&rsquo;evento e condivida le foto che lo ritraggono nei propri spazi social. Forse proprio la natura di questo approccio fa s&igrave; che si stia diffondendo sempre pi&ugrave; nell&rsquo;ambito della moda con l&rsquo;esplosione del fenomeno da qualche anno ormai delle cosiddette fashion blogger.</p>
<p><strong>Il blogger come opinion leader: APPROCCIO POLITICO</strong></p>
<p>Approccio assimilabile a quello &ldquo;VIP&rdquo; ma il soggetto che lo intraprende &egrave; spesso di natura istituzionale e non ricollegabile ad uno specifico brand o prodotto. Pensiamo ad esempio alle conferenze stampa o agli eventi in cui sono presenti il direttore marketing o lo stesso CEO organizzati dai telco e o dalle multinazionali leader nel campo informatico ed electronics o dagli stessi editori : oltre a giornalisti, politici, imprenditori, troviamo i blogger sia in veste di &ldquo;special guest&rdquo; sia come relatore, come per l&rsquo;appunto &ldquo;opinion leader&rdquo;. Attenzione non escludo che molti di questi blogger non siano in primis imprenditori, giornalisti e politici ma mi riferisco al fatto che abbiano un blog, uno spazio personale dove esprimono le proprie convinzioni, le proprie ideologie e in generale le proprie opinioni. Molto spesso si ha la sensazione o la quasi certezza che in ogni caso il personaggio in questione parler&agrave; di noi e quindi ci teniamo alla sua presenza sia per poter essere sicuri di metterlo nelle condizioni di avere tutte le informazioni che gli servono, sia, malignamente parlando, per &ldquo;tenercelo buono&rdquo;.</p>
<p><strong>I blogger come tester: APPROCCIO FOCUS GROUP</strong></p>
<p>Anche in questo caso si tratta di un approccio simile a quello VIP, il blogger riceve &ldquo;regali&rdquo; e viene invitato ad eventi, ma con un fine diverso: testare un nuovo servizio, un nuovo prodotto, commentare un particolare studio o una campagna pubblicitaria in anteprima. A volte l&rsquo;oggetto del test viene spedito e si aspetta la reazione, a volte si creano degli spazi online dove parlarne insieme agli altri tester (ad es. un gruppo privato su Facebook), a volte viene organizzato un evento ad hoc. Il test pu&ograve; riguardare un nuovo prodotto o &ldquo;l&rsquo;idea&rdquo; di un nuovo prodotto: non solo esprimere la propria opinione su una nuova variante ma contribuire a crearla o a decidere tra una serie di opzioni possibili.</p>
<p><strong>Il blogger come creativo: APPROCCIO TALENT SCOUT</strong></p>
<p>Molte persone oltre a scrivere un blog coltivano ovviamente tanti altri interessi e passioni e sono particolarmente bravi nel farlo: scrivono poesie e racconti, scattano fotografie, realizzano cortometraggi, disegnano fumetti, pitturano, cantano, suonano uno strumento, conducono trasmissioni radiofoniche, creano dei mashup o delle playlist musicali, e cos&igrave; via. A volte aprono un blog proprio per dare visibilit&agrave; alle loro creazioni, in alcuni casi le condividono utilizzando altri servizi di sharing oppure le pubblicano sporadicamente nei loro spazi personali; altre volte ancora non sono nemmeno blogger nel senso stretto del termine perch&egrave; il loro spazio personale non &egrave; un blog ma un account su Flickr o un canale su YouTube ma entrer&ograve; pi&ugrave; nel dettaglio di questo discorso quando parler&ograve; del tema della frammentazione della presenza online. Adottare questo approccio vuol dire coinvolgere il blogger in iniziative che gli consentono di mettere alla prova le proprie capacit&agrave; e di dare visibilit&agrave; al proprio particolare talento, magari facendolo diventare una vera e propria fonte di guadagno. Il brand che promuove questo genere di iniziativa funge quindi da sponsor e da &ldquo;enabler&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa potrebbe essere una prima fotografia di come si sono evolute le modalit&agrave; di contatto, interazione e coinvolgimento dei blogger. Vi sembra esaustiva o aggiungereste altre tipologie? Ovviamente non si tratta di una classificazione, i blogger non appartengono ad una categoria o ad un&rsquo;altra: l&rsquo;autore di un blog verticale sulla telefonia mobile pu&ograve; ricevere il comunicato stampa relativo all&rsquo;uscito di un nuovo device e allo stesso tempo essere coinvolto in in un casting per fumettisti perch&egrave; ogni giorno pubblica su Flickr una striscia quotidiana sulla sua vita.</p>
<p>Mi piacerebbe dare un seguito a questo post indicando se e quando &egrave; giusto o plausibile attivare un approccio piuttosto che un altro e quali sono gli eventuali DOs and DON&rsquo;Ts di ciascuno. Mi dite come la pensate cos&igrave; raccolgo un po&rsquo; di opinioni e materiali?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: rgb(255, 0, 0);"><strong>COMUNICAZIONE DI SERVIZIO</strong></span>: Ho resistito per un po&#39; ma alla fine ho ceduto al lato oscuro e ho creato <a href="http://www.facebook.com/pages/LaFra/460883580110">una pagina su Facebook</a>.</p>

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		<title>Un post sotto l’albero (anzi 135+1)</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 17:34:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo tanta attesa e partecipazione anche quest&#39;anno &#232; disponibile per il download gratuito &#34;Post sotto l&#39;albero&#34;, una raccolta di 135 post ideata e creata da Sir Squonk. Anche quest&#39;anno all&#39;interno non troverete il mio Psla. Tuttavia ho fatto un miglioramento rispetto agli anni scorsi: l&#39;ho scritto, solo in ritardo rispetto alla data di consegna richiesta [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo tanta attesa e partecipazione anche quest&#39;anno &egrave; disponibile per il download gratuito &quot;<strong>Post sotto l&#39;albero</strong>&quot;, una raccolta di 135 post ideata e creata da <a href="http://www.blogsquonk.it/?p=4584">Sir Squonk</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blogsquonk.it/PostSottoAlbero2010.pdf"><img alt="" height="240" src="http://farm6.static.flickr.com/5168/5269227040_d872784663_m.jpg" width="169" /><br />
	</a></p>
<p>Anche quest&#39;anno all&#39;interno non troverete il mio Psla. Tuttavia ho fatto un miglioramento rispetto agli anni scorsi: l&#39;ho scritto, solo in ritardo rispetto alla data di consegna richiesta dal Sir per la pubblicazione. Purtroppo e io le deadline ultimamente non andiamo molto d&#39;accordo.</p>
<p>Ho pensato allora di scriverlo qui: lasciarlo in bozza mi sarebbe sembrato alquanto incoerente.</p>
<p><span style="font-size: 14px;"><strong>UNA VITA IN BOZZA <br />
	</strong></span></p>
<p><em>La vita &egrave; come un post. <br />
	</em></p>
<p><em>Quando viene creata non possiamo immaginare bene cosa diventer&agrave;. Sappiamo cosa ha reso possibile la sua nascita e quale sar&agrave; la sua casa ma finch&eacute; non inizia a crescere non riusciamo con precisione ad intuire quale aspetto e quale sostanza la caratterizzeranno e la renderanno unica agli occhi di chi la guarda. <br />
	</em></p>
<p><em>Bisogna viverla per saperlo. <br />
	</em></p>
<p><em>E allora ecco che il mondo si divide tra quelli che copiano il post altrui perch&eacute; hanno fretta di dire sempre qualcosa fregandosene dell&rsquo;originalit&agrave; e dell&rsquo;autenticit&agrave;; quelli che cambiano sempre template perch&eacute; il loro aspetto non li convince mai e credono sia sufficiente un cambio d&rsquo;abito o un ritocco qua e l&agrave; per sentirsi di nuovo in ordine; quelli che guardano continuamente la preview perch&eacute; hanno paura delle loro azioni e devono controllare ogni minimo cambiamento; quelli che vivono la propria vita in bozza perch&eacute; credono che si possa fare sempre di meglio, perch&eacute; non si accontentano, perch&eacute; aspettano un segnale che indichi l&rsquo;arrivo del tanto agognato momento giusto. <br />
	</em></p>
<p><em>Il 2010 l&rsquo;ho vissuto in bozza, cercando, tentando, correndo, rallentando, crollando, saltando, desiderando. Aspettando. <br />
	</em></p>
<p><em>E poi &egrave; arrivato Natale. <br />
	</em></p>
<p><em>A Natale non voglio essere una bozza, voglio cliccare il tasto sinistro sul link Pubblica e sentirmi un post. <br />
	</em></p>
<p><em>Un post sotto l&rsquo;albero.</em></p>
<p>Nuovamente, La ringrazio.</p>

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		<title>La geolocalizzazione estende la “Snack Culture” anche al turismo?</title>
		<link>http://www.lafra.it/2010/11/12/la-geolocalizzazione-estende-la-%e2%80%9csnack-culture%e2%80%9d-anche-al-turismo/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 13:16:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Travel]]></category>
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		<description><![CDATA[Movies, TV, songs, games. Pop culture now comes packaged like cookies or chips, in bite-size bits for high-speed munching. It&#39;s instant entertainment &#8211; and boy, is it tasty Molti di voi si ricorderanno lo speciale sulla snack culture di Wired del 2007 dove si spiegava come la fruizione &#8220;snack&#8221; di contenuti e informazioni e la [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p>Movies, TV, songs, games. Pop culture now comes packaged like cookies or chips, in bite-size bits for high-speed munching. It&#39;s instant entertainment &#8211; and boy, is it tasty</p>
</blockquote>
<p>Molti di voi si ricorderanno lo speciale sulla <a href="http://www.wired.com/wired/archive/15.03/snack.html?pg=1">snack culture di Wired del 2007</a> dove si spiegava come la fruizione &ldquo;snack&rdquo; di contenuti e informazioni e la modalit&agrave; di produzione degli stessi si estendesse a tantissime categorie.</p>
<p>La <strong>scrittura </strong>ne &egrave; un esempio lampante: il fenomeno del <strong>microblogging</strong>, gli <strong>haiku </strong>giapponesi e pi&ugrave; semplicemente gli <strong>sms</strong>. A questo proposito mi fa piacere segnalare l&rsquo;esperimento lanciato da Andrea Contino &ldquo;<strong><a href="http://www.contino.com/whyiblog">WhyIBlog</a></strong>&rdquo; perfettamente in linea con questa tendenza:</p>
<blockquote>
<p>Ho deciso di raccogliere in un arco di tempo non precisamente stabilito, diciamo da qui a un mese, le vostre spiegazioni sul motivo che vi spinge a tenere in vita il vostro blog. Ben conscio del fatto che chiedere a tutti di scrivere un post al riguardo sarebbe ingiusto e probabilmente non riscuoterebbe l&rsquo;attenzione che vorrei, vi chiedo di farlo attraverso un semplice Tweet quindi con un testo di massimo 140 caratteri.</p>
</blockquote>
<p>Molto sfidante per me che non ho il dono della sintesi <img src='http://www.lafra.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Il <strong>cortometraggio </strong>&egrave; uno snack cinematografico che trova la sua massima espressione in progetti come &quot;<a href="http://www.the1secondfilm.com/">The 1 Second Film</a>&quot;. Anche nell&rsquo;animazione troviamo casi celebri come i <a href="http://www.pixar.com/shorts/index.html">corti Pixar</a> ed esempi pi&ugrave; recenti come i <strong>webisodes </strong>della nuova property di Mattel &ldquo;<a href="http://www.youtube.com/user/monsterhighitalia">Monster High</a>&rdquo;.</p>
<p>La cultura snack &egrave; fortemente visibile anche nel <strong>gaming </strong>ed &egrave; diventato un vero e proprio business con lo sviluppo delle <strong>applicazioni iPhone</strong>.</p>
<p>E ancora pensiamo allo &ldquo;<em>snack shopping</em>&rdquo; con il proliferare dei <strong>one-day deals</strong> come <a href="http://www.woot.com/">Woot</a>, siti che mettono in vendita un solo oggetto per una sola giornata, ovviamente a condizioni molto vantaggiose.</p>
<p>Si potrebbe associare ogni manifestazione della snack culture ad una particolare innovazione o fenomeno digitale: l&rsquo;evoluzione delle piattaforme video online, i servizi di microblogging, l&rsquo;e-commerce, il mercato delle apps e cos&igrave; via.</p>
<p>Mi chiedo se la <strong>geolocalizzazione </strong>e servizi come Foursquare, Facebook Places e a quanto pare <a href="http://mashable.com/2010/11/07/twitter-claim-locations/">anche Twitter</a> non stia estendendo la snack culture <strong>anche al turismo</strong>.</p>
<p>Non pi&ugrave;, o meglio non solo, guide con pagine e pagine di descrizioni di monumenti, cattedrali e piazze ma brevi notizie e curiosit&agrave; come fa <a href="http://www.travelitalia.com/it/">Travelitalia</a> che grazie a Foursquare pu&ograve; geolocalizzare i suoi tweet e trasformarli in tips.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://foursquare.com/travelitalia"><img alt="" height="304" src="http://farm5.static.flickr.com/4128/5169406760_93d932af5f.jpg" width="500" /><br />
	</a></p>
<p>Per altri esempi di utilizzo di Foursquare in chiave turistica vi consiglio di leggere il post <a href="http://www.foursquareitalia.org/2010/10/28/geolocalizzazione-e-turismo/ ">Geolocalizzazione e turismo</a>.</p>
<p>Io personalmente apprezzo questa modalit&agrave; di produzione e di fruizione delle informazioni, riesco a trovare il tempo per leggere un tip e magari &egrave; uno stimolo per ulteriori approfondimenti.</p>
<p>Nel medio-lungo periodo vedo per&ograve; due criticit&agrave;: l&rsquo;<strong>invasivit&agrave; </strong>e la <strong>ridondanza dei contenuti</strong>.</p>
<p>Se il numero dei contatti e il numero dei tip cresce presto potremmo trovarci a leggere tantissimi tip molto simili tra di loro che si materializzano uno dopo l&rsquo;altro in automatico sullo schermo del telefonino non appena fatto check-in.</p>
<p>Immagino che questo problema sar&agrave; gi&agrave; stato preso in considerazione da Foursquare (ammetto di non aver fatto ricerche in merito) e magari sono gi&agrave; in fase di implementazione dei <strong>filtri per la visualizzazione dei tip legati ad un rating</strong> associato ai nostri contatti, alle interazioni fatte a livello assoluto con il tip o ad una combinazione delle due variabili, oppure pi&ugrave; semplicemente un sistema di riconoscimento dei tip che ti avvisa se &egrave; gi&agrave; presente qualcosa di analogo con la possibilit&agrave; di editarlo come se fosse un wiki.</p>
<p>Dall&rsquo;altra mi sono immaginata la nascita di nuovi servizi e nuove realt&agrave; come gli &ldquo;<strong>aggregatori di tips</strong>&rdquo;.</p>
<p>Circa 2 anni fa parlavo della ricerca del <a href="http://www.lafra.it/2008/11/04/alla-ricerca-del-filtro-informativo-perfetto-editoriale-sociale-o-tecnologico/">filtro perfetto</a>, tema valido anche oggi se pensiamo alla continua ricerca di modalit&agrave; per selezionare, aggregare e appunto filtrare il gran numero di notizie, post, tweet ed in generale stimoli informativi con cui abbiamo a che fare ogni giorno. Avremo bisogno di un filtro ancher per i contenuti prodotti all&#39;interno dei servizi dei geolocalizzazione?</p>
<p>Forse in futuro nasceranno servizi che aggregheranno i tips degli utenti per tipologia, come fa <a href="http://www.liquida.it/about.liquida/">Liquida</a> con i post, e invece di leggerli tutti, sceglieremo di visualizzare quelli di un unico account che li selezioner&agrave; per noi in base alle nostre preferenze o ai nostri contatti.</p>
<p>Che ne pensate? &Egrave; l&rsquo;antibiotico che mi fa vaneggiare o c&rsquo;&egrave; qualcosa di potenziale in quello che ho scritto? <img src='http://www.lafra.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>

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