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	<title>Skydiamond</title>
	
	<link>http://blog.skydiamond.org</link>
	<description>Internet ed informatica</description>
	<lastBuildDate>Sat, 14 Jan 2012 10:11:34 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Web semantico e linked data</title>
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		<comments>http://blog.skydiamond.org/internet/web-semantico-linked-data/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 10:11:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>skydiamond</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[RDF]]></category>
		<category><![CDATA[Web Semantico]]></category>

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		<description><![CDATA[Introduzione al concetto di Linked Data per la costruzione del Web Semantico tramite documenti RDF]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il web, per come lo conosciamo e per come è stato concepito fin dalla sua nascita, è un enorme insieme di informazioni, di documenti. Negli anni si è espanso in maniera esponenziale e oggi è un mastodontico sistema che ingloba informazioni di ogni tipo in una miriade di formati diversi, principalmente presentati in forma di documenti HTML o XHTML. Questi documenti vengono generati, nella maggioranza dei casi, da script lato server che interrogano basi dati ed eseguono delle query in base alle richieste dei client. Il problema è che i dati in quanto tali, essendo mascherati e presentati in base a delle specifiche necessità dei gestori dei vari siti web non sono disponibili direttamente. Se questo dal punto di vista di un singolo essere umano che legge una pagina web è un bene, per una macchina che esegue una scansione del web (un crawler) non è il massimo della semplicità.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.skydiamond.org/wp-content/web-rdf.png" rel="lightbox[1222]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1235" title="web-rdf" src="http://blog.skydiamond.org/wp-content/web-rdf.png" alt="web rdf Web semantico e linked data" width="500" height="375" /></a></p>
<p><span id="more-1222"></span>Una macchina si troverà di fronte, nella maggioranza dei casi, un dato formattato in HTML o al più disponibile tramite RSS. Questo documento dovrà quindi essere ripulito da tutti i tag che lo racchiudono e dovrà poi essere interpretato e categorizzato. La cosa è più semplice a dirsi che a farsi. Il primo passo verso un web formato da dati interpretabili nel loro significato anche dalle macchine è sicuramente quello di fornire un formato standard che sia utilizzabile per raccogliere e categorizzare le informazioni sparse nel mondo della Rete. Lo stesso &#8220;inventore&#8221; del network più grande, sir Tim Berners Lee, promuove una sorta di movimento che ha come motto <strong>«Raw Data Now»</strong> («dati grezzi subito»).</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/OM6XIICm_qo?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/3YcZ3Zqk0a8?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>In pratica il vero passo in avanti del web sarebbe la liberazione dei dati dai formati e dalle formattazioni. I dati nella loro forma più pura (<em>Raw Data</em>) possono essere connessi (<strong><em>Linked Data</em></strong>) e strutturati. Cosa significa dunque tutto ciò? Possiamo immaginare un nuovo modo di cercare le informazioni e di effettuare delle query mirate che abbiano come obbiettivo quello di rispondere a domande specifiche. Ad oggi, infatti, tutti sanno cosa sia <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/google/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Google">Google</a> e come esso funzioni. Normalmente le persone introducono delle parole specifiche nella barra di ricerca e hanno migliaia di risultati in risposta forniti dal motore di ricerca. Ma se iniziamo a cercare inserendo delle domande complesse che abbiano una forma molto vicina al nostro comune linguaggio i risultati iniziano a divergere completamente da quello che noi effettivamente ci attendiamo come risposta. Basterebbe effettuare, ad esempio, una ricerca su un determinato argomento della medicina o dell&#8217;ingegneria e al più <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/google/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Google">Google</a> riporterebbe in cima degli articoli di <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/google/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Google">Google</a> Scholar.</p>
<p>Il motore di ricerca fornisce quantità enormi di risposte divise in decine di pagine, ma i risultati esatti su tali quantità possono anche essere pari a zero. Il modo di interpretare i dati in maniera semantica, comprendendone effettivamente il significato intrinseco, è strettamente correlato al nostro modo di pensare e di costruire concetti. Le nostre idee, i nostri pensieri possono essere resi elementari in una forma che è rappresentabile come <strong>SOGGETTO &#8211; PREDICATO &#8211; OGGETTO</strong>, in parole povere una <em><strong>tripla</strong></em>. Da questo concetto nasce  quella che viene chiamata &#8220;triplificazione dei dati&#8221;. Vediamo di capire di cosa si tratta nello specifico.</p>
<p>Una base dati, per come è strutturata nella maggioranza dei sistemi di oggi, è formata da tabelle che vengono costruite in base a una sorta di classificazione che fa capo al concetto di Entità. Tali entità vengono dunque descritte da una determinata struttura che serve a inglobare dei dati elementari che la descrivono. Per esempio, un utente di un sito web viene registrato tramite login, password ed email; l&#8217;utente allora verrà descritto da questi tre elementi e ad esso verrà poi associato un identificatore univoco &#8211; ID &#8211; per quella tabella, che potremo chiamare Tabella Utente per semplicità. Se poi questo utente interagisce, com&#8217;è auspicabile, con altre parti del sistema informativo, esso dovrà essere collegato ad altre entità: ecco qui la nascita di un modello Entità—Relazione. Questo modello è alla base di tutti i database relazionali e permette di effettuare delle associazioni e delle ricerche al proprio interno con un linguaggio come SQL.</p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p>Vi chiederete allora dove stia il problema in tutto questo. Se un sistema è pensato come strettamente chiuso (una banca) problemi non ce ne sono, ma se lo stesso sistema è pensato come aperto, per esempio una base dati governativa oppure un sito che dovrebbe racchiudere al proprio interno le informazioni relative a delle pubblicazioni scientifiche ecco che il problema è lampante. Bisogna cercare un modo di rendere i dati accessibili e comprensibili anche da sistemi informatici atti alla categorizzazione automatica al riconoscimento di dati univoci e alla loro strutturazione e presentazione in un sistema complesso. Quello che si vuole fare è rendere i dati il più possibile aperti e integrabili.</p>
<p>Per riuscire in questo intento nel tempo si è formato uno standard per tali dati strutturati in triple chiamato <strong><a href="http://blog.skydiamond.org/tag/rdf/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con RDF">RDF</a></strong> (<a title="RDF - WikiPedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Resource_Description_Framework" target="_blank">Resource Description Framework</a>) e un esempio concreto può essere fornito da due distinte versioni degli stessi contenuti:</p>
<ul>
<li><a href="http://spending.lichfielddc.gov.uk/costcentre/waste-shared-service" target="_blank">http://spending.lichfielddc.gov.uk/costcentre/waste-shared-service</a></li>
<li><a href="http://spending.lichfielddc.gov.uk/costcentre/waste-shared-service.rdf" target="_blank">http://spending.lichfielddc.gov.uk/costcentre/waste-shared-service.rdf</a></li>
</ul>
<p>Il sito non fa altro che fornire nel formato HTML e nel formato RDF lo stesso contenuto. Nel caso di RDF i contenuti sono serializzati tramite XML, quindi esposti presumibilmente alle macchine piuttosto che alle persone. Visto che ultimamente è molto in voga esprimere concetti complessi tramite infografiche non sarò da meno e vi propongo di dare un&#8217;occhiata a questa qui di seguito.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.focus.com/images/view/29135/" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-1231" title="Semantics Web Infographic" src="http://blog.skydiamond.org/wp-content/semantics.jpg" alt="semantics Web semantico e linked data" width="500" height="952" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La visione del futuro secondo Microsoft</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/skydiamond/~3/Hr-MyHRjfUM/</link>
		<comments>http://blog.skydiamond.org/video/la-visione-del-futuro-secondo-microsoft/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 09:44:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>skydiamond</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>
		<category><![CDATA[Futuro]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco un&#8217;anteprima sul futuro marcata Microsoft. Il video mostra le possibilità, a livello di concept, che ci verranno offerte di qui a qualche anno. Il tutto è condensato in una pagina web che ci guida nella &#8220;visione&#8221; di MS http://www.microsoft.com/office/vision/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un&#8217;anteprima sul <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/futuro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Futuro">futuro</a> marcata Microsoft. Il video mostra le possibilità, a livello di concept, che ci verranno offerte di qui a qualche anno. Il tutto è condensato in una pagina web che ci guida nella &#8220;visione&#8221; di MS <a href="http://www.microsoft.com/office/vision/" target="_blank">http://www.microsoft.com/office/vision/</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.skydiamond.org/video/la-visione-del-futuro-secondo-microsoft/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Installare Firefox 4 sulle Ubuntu più vecchie</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/skydiamond/~3/F6K_XTaWryg/</link>
		<comments>http://blog.skydiamond.org/software/installare-firefox-4-sulle-ubuntu-piu-vecchie/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 May 2011 11:38:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>skydiamond</dc:creator>
				<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Firefox]]></category>
		<category><![CDATA[Testing]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.skydiamond.org/?p=1168</guid>
		<description><![CDATA[Come installare e configurare Firefox 4 per le versioni precedenti di ubuntu abilitando anche le funzioni nascoste del browser e seguendo il ciclo dei rilasci di tutti i rami delle varie versioni del browser.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se siete rimasti &#8220;appesi&#8221; a <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/firefox/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Firefox">Firefox</a> 3 e non volete eseguire l&#8217;aggiornamento ad <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/ubuntu/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Ubuntu">Ubuntu</a> Natty Narwhal 11.04 la soluzione ai vostri problemi di aggiornamento della volpe di fuoco esiste e si chiamano repository PPA per Firefox stable. Con poco sforzo avrete sulla vostra Maverick il più veloce e completo FF 4 (<a href="http://www.mozilla.com/en-US/firefox/features/" target="_blank">leggi le nuove funzioni di questa versione</a>) e tutto per mezzo della potenza infinita di APT.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.skydiamond.org/wp-content/Firefox_4_Ubuntu_10.png" rel="lightbox[1168]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1171" title="Firefox 4 e Ubuntu 10.10" src="http://blog.skydiamond.org/wp-content/Firefox_4_Ubuntu_10-300x124.png" alt="Firefox 4 Ubuntu 10 300x124 Installare Firefox 4 sulle Ubuntu più vecchie" width="300" height="124" /></a></p>
<p>Il primo passo è dare i seguenti comandi per aggiungere i repository PPA e aggiornare la macchina con il nuovo software disponibile:<span id="more-1168"></span></p>
<p><code>sudo add-apt-repository ppa:mozillateam/firefox-stable<br />
sudo apt-get update &amp;&amp; sudo apt-get upgrade -y</code></p>
<p>Dopo il download e l&#8217;aggiornamento avrete il vostro nuovo browser pronto all&#8217;uso ma <strong>in inglese</strong>. Per ovviare a questo problema non c&#8217;è altro da fare se non aggiungere le <a title="Vai alla pagina relativa su Skypedia" href="http://www.skydiamond.org/wiki/index.php?title=Estensioni_Firefox">estensioni</a> (formato XPI) per la lingua italiana: <a href="http://releases.mozilla.org/pub/mozilla.org/firefox/releases/4.0.1/linux-i686/xpi/it.xpi" target="_blank">it.xpi 32bit</a> o <a href="http://releases.mozilla.org/pub/mozilla.org/firefox/releases/4.0.1/linux-x86_64/xpi/it.xpi" target="_blank">it.xpi 64bit</a>. Una volta installata l&#8217;estensione basta andare su <strong>about:config</strong> nella barra degli indirizzi e cercare <strong>general.useragent.locale</strong> cambiandolo da <strong>en-En</strong> in <strong>it-IT</strong>. Riavviate Firefox e avrete tutto in italiano.</p>
<h2>Abilitare l&#8217;auto complete degli indirizzi in stile Chrome?</h2>
<ol>
<li>Accedere ad <strong>about:config</strong></li>
<li>Cercare la voce <em>browser.urlbar.autoFill</em></li>
<li>Doppio click per cambiare il valore da “False” a “True”</li>
<li>Provate voi stesso il risultato ottenuto</li>
</ol>
<h2>Abilitare <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/google/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Google">Google</a> Instant Search anche su Firefox 4 come su Chrome</h2>
<ol>
<li>Accedere sempre ad <strong>about:config</strong> dalla barra degli indirizzi</li>
<li>Cercare <em>keyword.url</em></li>
<li>Doppio click sulla voce e aggiungere: <strong>” <a href="http://www.google.com/search?ie=UTF-8&amp;oe=UTF-8&amp;sourceid=navclient&amp;gfns=0&amp;q=">http://www.google.com/search?ie=UTF-8&amp;oe=UTF-8&amp;sourceid=navclient&amp;gfns=0&amp;q=</a> “</strong> (senza le “”)</li>
<li>Click su OK</li>
<li>Adesso basterà cercare qualcosa</li>
</ol>
<p><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/fT6amnMTrVk?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/fT6amnMTrVk?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;">Accedi all&#8217;esempio: <a href="http://hacks.mozilla.org/2011/03/css3-planetarium/" target="_blank">http://hacks.mozilla.org/2011/03/css3-planetarium/</a></p>
<h2>Il nuovo ciclo di vita delle release di Firefox</h2>
<p>Con l&#8217;avvento di Firefox 4 è cambiato anche l&#8217;approccio allo sviluppo delle varie versioni del software da parte di Mozilla, la quale adesso mira a un rilascio più stretto delle versioni per rincorrere l&#8217;agguerrito concorrente di casa Google chiamato Chrome.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.skydiamond.org/wp-content/aurora-nighly-beta-Firefox-logo.png" rel="lightbox[1168]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1175" title="aurora-nighly-beta-Firefox-logo" src="http://blog.skydiamond.org/wp-content/aurora-nighly-beta-Firefox-logo-300x150.png" alt="aurora nighly beta Firefox logo 300x150 Installare Firefox 4 sulle Ubuntu più vecchie" width="300" height="150" /></a></p>
<p>Per mettersi in gioco e accettare la sfida i Mozilla Labs hanno pensato a dei nuovi canali per il versioning e il <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/testing/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Testing">testing</a> conseguente dei vari branch di sviluppo:</p>
<ul>
<li><strong>Nightly:</strong> La nuova versione di  <em>Minefield</em>, che rappresenta le nightly builds.</li>
<li><strong>Aurora:</strong> Un nuovissimo canale di sviluppo: &#8220;The Aurora  channel is where users can test the latest features and  innovations.  Users can expect an increase in polish from the raw,  cutting edge  features in our nightly builds. Aurora releases may not be  as stable as  beta or final releases.&#8221;</li>
<li><strong>Beta</strong></li>
<li><strong>Release</strong></li>
</ul>
<p></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.skydiamond.org/wp-content/Firefox_new_channels.png" rel="lightbox[1168]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1173" title="Nuovi canali di sviluppo di Firefox" src="http://blog.skydiamond.org/wp-content/Firefox_new_channels-300x146.png" alt="Firefox new channels 300x146 Installare Firefox 4 sulle Ubuntu più vecchie" width="300" height="146" /></a></p>
<p>A questo punto su Aurora ci sarà Firefox con numero di versione 5.0 e Nightly partirà direttamente con la 6.0. Vogliono spingere il più possibile su uno sviluppo agile utilizzando un ciclo di vita rapidissimo e tecniche ispirate all&#8217;<em>Extreme Programming</em>. Anche il sistema di versioning del motore Gecko è stato modificato per seguire i numeri di versione del browser stesso.</p>
<p><strong>Mozilla ha davvero bisogno di più tester per questi nuovi canali. Se eri un beta tester di FF 4 o se semplicemente apprezzi la release attuale potresti pensare di diventare un tester per Firefox <em>Aurora</em>. Avere le ultime funzionalità disponibili da subito per la navigazione delle pagine di web di ogni giorno e ricevere in preview tutti i fix e gli aggiornamenti è qualcosa che sicuramente tutti vorranno provare. Prendi una copia del nuovo Firefox sull&#8217;<a href="https://www.mozilla.com/en-US/firefox/channel/">Aurora channel</a>, e se ti sentissi davvero coraggioso potresti anche provare a scaricare la build unstable dal <a href="http://nightly.mozilla.org/">Nightly channel</a>.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.skydiamond.org/wp-content/Firefox4_statistiche-download.png" rel="lightbox[1168]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1179" title="Firefox4 statistiche di download" src="http://blog.skydiamond.org/wp-content/Firefox4_statistiche-download-300x161.png" alt="Firefox4 statistiche download 300x161 Installare Firefox 4 sulle Ubuntu più vecchie" width="300" height="161" /></a><br />
<a href="http://glow.mozilla.org/">Le statistiche di download di Firefox 4 in tempo reale</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Lavorare con una “Chaos Monkey”</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/skydiamond/~3/-jB_VE8qAOE/</link>
		<comments>http://blog.skydiamond.org/software/software-chaos-monkey/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 11:20:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>skydiamond</dc:creator>
				<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Testing]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la scimmia del caos potrete testare le vostre applicazioni in modo del tutto casuale, in quanto il modo migliore per evitare l'errore è fallire costantemente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molte volte i sistemisti, i programmatori e gli ingegneri sono accomunati da un&#8217;analoga spinta irrefrenabile che li porta a voler cambiare i propri sistemi in favore di qualcosa di più evoluto o performante. In tal senso si prende in considerazione l&#8217;idea di voler far migrare una parte, anche consistente della propria architettura su una nuova piattaforma o di voler modificare il cuore stesso di un dato sistema informatico in modo che risulti &#8220;al passo coi tempi&#8221;. Tutto ciò anche se il sistema risulta perfettamente funzionante, scalabile e soprattutto robusto. Si tende a pensare più al come il proprio software o sistema si comporti all&#8217;interno piuttosto che a come quest&#8217;ultimo risponda effettivamente alle richieste da parte dei propri utenti (i quali dovrebbero corrispondere con buona probabilità anche ai propri clienti).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://thedirtycream.blogspot.com/2009/08/dirty-cream-x-bunka.html" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1160 aligncenter" title="Scimmia del Caos" src="http://blog.skydiamond.org/wp-content/Caos_Scimmia.png" alt="Caos Scimmia Lavorare con una Chaos Monkey" width="500" height="353" /></a>The Dirty Cream: <a href="http://thedirtycream.blogspot.com/" target="_blank">http://thedirtycream.blogspot.com</a></p>
<p><span id="more-1138"></span><br />
Nella gestione del ciclo di vita di qualsiasi sistema informatico si applicano, nelle migliori aziende, delle tecniche di sviluppo del software che fanno capo ad una vera e propria materia di studio che prende il nome di <strong>Ingegneria del Software</strong>. Questa si compone di un insieme di tecniche e stili di <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/programmazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Programmazione">programmazione</a> e sviluppo che mirano alla creazione di un prodotto migliore dal punto di vista del cliente, dello sviluppatore e dell&#8217;azienda. Normalmente queste tecniche comprendono anche il <strong>test del software</strong> prodotto che può essere eseguito a livello di unità (moduli componenti il software stesso), di funzionalità, di installazione e via discorrendo. Un test che comunque fa emergere i veri problemi è sicuramente il beta <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/testing/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Testing">testing</a> e il test operativo successivo al deploy finale dell&#8217;applicativo venduto. Si tende a mettere sotto stress il proprio prodotto in modo tale che esso possa reggere a tutti le &#8220;sollecitazioni&#8221; esterne, in tutti i possibili scenari di utilizzo e ipotesi di fallimento che conseguono alla messa a regime del programma o dell&#8217;insieme di programmi.<br />
In tutto ciò può sicuramente essere applicata la famosa legge di Murphy:</p>
<blockquote><p>«Se qualcosa può andar male, lo farà.»</p></blockquote>
<p><br />
In questo modo un sistema perfettamente funzionante e robusto, capace quindi di sopportare ogni inconveniente o quasi e di rispondere in modo esaustivo alle richieste degli utilizzatori, diventa instabile e tende a bloccarsi inspiegabilmente, provocando le ire funeste dell&#8217;utente malcapitato. Se proprio si vuole procedere all&#8217;upgrade di un&#8217;applicazione che per anni ha fatto il suo dovere egregiamente è meglio prima dotarsi di una cattivissima <strong>SCIMMIA DEL CAOS</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.skydiamond.org/wp-content/chaos_monkey.png" rel="lightbox[1138]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1149" title="chaos_monkey" src="http://blog.skydiamond.org/wp-content/chaos_monkey-300x269.png" alt="chaos monkey 300x269 Lavorare con una Chaos Monkey" width="300" height="269" /></a></p>
<p>Vi starete dunque chiedendo come funziona la nostra antipaticissima e impredicibile scimmietta da armadio. Ve lo spiego subito. Il caro primate da compagnia del delirante ingegnere informatico non è altro che un killer silenzioso e randomico delle istanze e dei servizi della nostra applicazione. Questo fenomenale animaletto programmato non fa altro che uccidere, uccidere e ancora uccidere senza che vi sia un modo qualsiasi di prevedere come o quando ciò avverrà. E questo non è semplicemente fantastico? Sì lo è. <img src='http://blog.skydiamond.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt="icon smile Lavorare con una Chaos Monkey" class='wp-smiley' title="Lavorare con una Chaos Monkey" />  E sono anche certo che farà l&#8217;immensa gioia dei vostri carissimi programmatori, possibilmente sottoposti. Essi infatti dovranno creare del software che sappia sempre e comunque rispondere ai bisogni dell&#8217;entropica scimmietta affamata.</p>
<p><a href="http://blog.skydiamond.org/wp-content/scimmia_assassina.png" rel="lightbox[1138]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1154" title="scimmia_assassina" src="http://blog.skydiamond.org/wp-content/scimmia_assassina-150x150.png" alt="scimmia assassina 150x150 Lavorare con una Chaos Monkey" width="150" height="150" /></a>Ovviamente questo simpaticissimo animaletto da compagnia può essere dotato di moltissime funzionalità che possono essere via via abilitate nell&#8217;<strong>assoluta inconsapevolezza</strong> degli sviluppatori che si troveranno a fronteggiarla. Un esempio potrebbe essere quello di un software che cambi in modo random le porte di comunicazione del vostro web server, che modifichi le regole del vostro Iptables, che stoppi il servizio del vostro database o che semplicemente cambi del tutto randomicamente i permessi ai file dell&#8217;applicazione. Ci sono moltissimi scenari applicativi per la <em>Chaos Monkey</em> che vi lasciamo immaginare. Se ne avete voglia potete anche lasciare un commento a margine di questo articolo esponendo le vostre migliori strategie caotiche.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.skydiamond.org/software/software-chaos-monkey/"><img src="http://img.youtube.com/vi/-jJZF_oIAEk/default.jpg" width="130" height="97" border title="Lavorare con una Chaos Monkey" alt="default Lavorare con una Chaos Monkey" /></a><br />
</p>
<p>Via: <a title="Working with a Chaos Monkey" href="http://www.codinghorror.com/blog/2011/04/working-with-the-chaos-monkey.html" target="_blank">codinghorror.com</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Abilitare Delicious Bookmarks su Firefox 4</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/skydiamond/~3/nN29HWUYxt8/</link>
		<comments>http://blog.skydiamond.org/software/abilitare-delicious-bookmarks-su-firefox-4/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 13:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>skydiamond</dc:creator>
				<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Firefox]]></category>

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		<description><![CDATA[Ripristinare l'estensione Delicious su Firefox 4]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai da anni utilizzo l&#8217;ottimo <a title="Articoli su Firefox" href="/tag/firefox/">Firefox</a> e l&#8217;estensione <a title="Vai alla pagina dell'estensione" href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/delicious-bookmarks" target="_blank">Delicious Bookmarks</a> per salvare i miei segnalibri su quello che tra colleghi viene categorizzato al pari di una semi-divinità (considerando come divinità informatica <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/google/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Google">Google</a>). Con la nuova versione però la cara estensione pareva non essere più compatibile e così mi sono dovuto adoperare per porre rimedio a questo angoscioso problema che mi costringeva ad una navigazione infelice.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.skydiamond.org/wp-content/delicious_firefox4.jpg" rel="lightbox[1120]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1123" title="Estensione Delicious per Firefox 4" src="http://blog.skydiamond.org/wp-content/delicious_firefox4.jpg" alt="delicious firefox4 Abilitare Delicious Bookmarks su Firefox 4" width="376" height="118" /></a></p>
<p>Per risolvere il problema dell&#8217;estensione suddetta basta editare <em>about:config</em>, cliccare con il pulsante destro in qualsiasi punto e aggiungere un nuovo Booleano con questo nome <em>extensions.checkCompatibility.4.0</em> e con valore settato a False. In questo modo FF non farà più il check sulla compatibilità dell&#8217;estensione ma avremo comunque la possibilità di far funzionare Delicious dal nostro caro e affezionato browser di fuoco.<br />
<span id="more-1120"></span><br />
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Arriva Age Of Empires Online!</title>
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		<comments>http://blog.skydiamond.org/video/arriva-age-of-empires-online/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 23 Apr 2011 16:55:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>skydiamond</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giochi]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[LAN]]></category>
		<category><![CDATA[RTS]]></category>

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		<description><![CDATA[Come richiedere una chiave di attivazione per Age Of Empires Online Beta. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tempo è finalmente giunto e a quanto pare a breve avremo la possibilità di giocare di nuovo ad Age Of Empires come ai bei tempi. Dovete sapere che c&#8217;era una volta il caro e vecchio <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/lan/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con LAN">LAN</a> Party a base di Unreal, Quake e AOE (Age Of Empires), il tutto rigorosamente wired con uno switch al centro della casa e una serie di cavi ethernet collegati a stella. Erano i tempi in cui si facevano anche le 8 del mattino e i trabucchi non avevano eliminato il castello della fazione avversaria. Dopo il II però le cose non proseguirono come ci si aspettava e uno dei migliori <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/rts/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con RTS">RTS</a> mai pensati finì per essere soltanto un caro ricordo. Forse oggi, a distanza di diversi anni, si potrà riprovare quel mistico senso di alienazione dato da ore e ore di gioco al massacro a base di eserciti e armi d&#8217;assedio.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.skydiamond.org/wp-content/age_of_empires_online_key.jpg" rel="lightbox[1108]"><img class="size-medium wp-image-1109 aligncenter" title="Age of Empires Online" src="http://blog.skydiamond.org/wp-content/age_of_empires_online_key-300x162.jpg" alt="age of empires online key 300x162 Arriva Age Of Empires Online!" width="300" height="162" /></a></p>
<p><span id="more-1108"></span><br />
<br />
A prima vista, andando sul <a title="Sito ufficiale di Age Of Empire Online" href="http://ageofempiresonline.com" target="_blank">sito ufficiale</a>, non sembra che questo gioco rispecchi realmente il caro e vecchio AOE II, ma se siamo temerari e vogliamo provare per primi il nuovo gioco di casa Microsoft possiamo sempre <a title="Chiavi di attivazioni per utenti normali a partire da giorno 20 aprile 2011" href="http://www.curse.com/keys/age-of-empires-online/default.aspx" target="_blank">richiedere una chiave</a> di attivazione per la versione Beta, chissà che non risulti davvero un bel gioco.</p>
<p>Per avere la chiave si dovrà comunque eseguire una registrazione al sito curse.com, ma credo che in fin dei conti ne valga la pena.</p>
<p><object width="500" height="306"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/0r7bDRsIK7U?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/0r7bDRsIK7U?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="306" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Personalizzare l’avvio di Ubuntu con Plymouth</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/skydiamond/~3/unpqktWqDXQ/</link>
		<comments>http://blog.skydiamond.org/linux/personalizzare-lavvio-di-ubuntu-con-plymouth/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 23 Apr 2011 15:34:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>skydiamond</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.skydiamond.org/?p=1095</guid>
		<description><![CDATA[Vediamo come personalizzare lo splash d'avvio di Ubuntu e installare dei temi adatti a personalizzare al massimo la nostra distro preferita fin dai primi secondi dopo l'accensione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come già vi <a href="http://blog.skydiamond.org/linux/usplash-plymouth/" target="_blank">avevamo anticipato nel 2008</a> il nuovo sistema per l&#8217;avvio del sistema sarebbe presto diventato <a title="Plymouth home page" href="http://www.freedesktop.org/wiki/Software/Plymouth" target="_blank">Plymouth</a>, un applicativo che serve a sfruttare la scheda video in Kernel Mode tramite i KMS, rendendo più fluido e più rapido l&#8217;avvio. In pratica in questa fase il server X sfrutta i driver della scheda video.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.skydiamond.org/wp-content/Ubuntu_Plymouth_Theme_Mandriva.png" rel="lightbox[1095]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1103" title="Ubuntu_Plymouth_Theme_Mandriva" src="http://blog.skydiamond.org/wp-content/Ubuntu_Plymouth_Theme_Mandriva-300x225.png" alt="Ubuntu Plymouth Theme Mandriva 300x225 Personalizzare lavvio di Ubuntu con Plymouth" width="300" height="225" /></a></p>
<p><span id="more-1095"></span>Vediamo come personalizzare lo splash d&#8217;avvio di <a title="Articoli relativi ad Ubuntu" href="/tag/ubuntu/">Ubuntu</a> e installare dei temi adatti a personalizzare al massimo la nostra distro preferita fin dai primi secondi dopo l&#8217;accensione. La cosa migliore sarebbe quella di rendere omogenei tutti i temi scelti fin dalla schermata di <a title="GRUB splashimages" href="http://www.skydiamond.org/wiki/index.php?title=Splashimages_GRUB" target="_blank">GRUB</a>.</p>
<p>Per personalizzare Plymouth prima di tutto bisogna installare i pacchetti relativi ai temi. Un buon inizio è sicuramente installare tramite synaptic o apt tutti i temi disponibili sulla nostra distribuzione di <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/ubuntu/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Ubuntu">Ubuntu</a>. Poi possiamo accertarci del corretto funzionamento tramite <strong><em>update-aplternatives</em></strong>:</p>
<p><code>update-alternatives --list default.plymouth</code></p>
<p></p>
<p>Che dovrebbe produrre come output qualcosa del genere:</p>
<p><code>/lib/plymouth/themes/fade-in/fade-in.plymouth<br />
/lib/plymouth/themes/glow/glow.plymouth<br />
/lib/plymouth/themes/sabily/sabily.plymouth<br />
/lib/plymouth/themes/solar/solar.plymouth<br />
/lib/plymouth/themes/spinfinity/spinfinity.plymouth<br />
/lib/plymouth/themes/ubuntu-logo/ubuntu-logo.plymouth<br />
/lib/plymouth/themes/ubuntustudio-logo/ubuntustudio-logo.plymouth<br />
</code></p>
<p>Per scegliere il tema da utilizzare con Plymouth basta utilizzare il seguente comando:</p>
<p><code>sudo update-alternatives --config default.plymouth</code></p>
<p>Comparirà un elenco dei temi disponibili da scegliere tramite un numero identificativo:</p>
<p><em>Sono disponibili 7 scelte per l&#8217;alternativa default.plymouth (che fornisce /lib/plymouth/themes/default.plymouth).</em></p>
<p><em>Selezione    Percorso                                                           Priorità  Stato<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
* 0            /lib/plymouth/themes/ubuntustudio-logo/ubuntustudio-logo.plymouth   150       modalità automatica<br />
1            /lib/plymouth/themes/fade-in/fade-in.plymouth                       10        modalità manuale<br />
2            /lib/plymouth/themes/glow/glow.plymouth                             10        modalità manuale<br />
3            /lib/plymouth/themes/sabily/sabily.plymouth                         60        modalità manuale<br />
4            /lib/plymouth/themes/solar/solar.plymouth                           10        modalità manuale<br />
5            /lib/plymouth/themes/spinfinity/spinfinity.plymouth                 10        modalità manuale<br />
6            /lib/plymouth/themes/ubuntu-logo/ubuntu-logo.plymouth               100       modalità manuale<br />
7            /lib/plymouth/themes/ubuntustudio-logo/ubuntustudio-logo.plymouth   150       modalità manuale</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Premere Invio per mantenere il valore predefinito[*] o digitare il numero della selezione:</em></p>
<p>Se volete installare il tema come nell&#8217;immagine sopra (come spiegato anche <a href="http://ronin117.blogspot.com/2010/08/mibubuntu-plymouth-theme-su-ubuntu-1004.html" target="_blank">qui</a>) non avete altro da fare se non scaricare il relativo tema a <a href="http://love2spooge.deviantart.com/art/MIB-Ubuntu-Plymouth-Theme-170195920" target="_blank">questo indirizzo</a> e copiarlo in <em>/lib/plymouth/themes/</em>, fatto ciò, sempre tramite update-alternatives avrete settato il vostro tema preferito. Ricordate alla fine di dare un:</p>
<p><code>sudo update-initramfs -u</code></p>
<p></p>
<p>Ora potete sbizzarrirvi a personalizzare l&#8217;avvio della vostra Linux-Box per rendere il suo stile maggiormente conforme alle vostre aspettative. Stupirete anche gli utenti Mac. <img src='http://blog.skydiamond.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt="icon smile Personalizzare lavvio di Ubuntu con Plymouth" class='wp-smiley' title="Personalizzare lavvio di Ubuntu con Plymouth" /> </p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Ripristinare un iPhone</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/skydiamond/~3/413KTb755cA/</link>
		<comments>http://blog.skydiamond.org/hardware/ripristinare-un-iphone/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 07:14:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>skydiamond</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hardware]]></category>
		<category><![CDATA[Telefonia]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.skydiamond.org/?p=1067</guid>
		<description><![CDATA[Come ripristinare completamente un iPhone con l'ultimo firmware disponibile in modo veloce e sicuro. Come effettuare il jailbreak con redsn0w.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Inizio subito col dire che io non sono assolutamente un sostenitore di <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/iphone/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con iPhone">iPhone</a> e della piattaforma <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/apple/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Apple">Apple</a> in generale, ma per lavoro o per studio è bene tenersi sempre aggiornati e provare ogni tecnologia a disposizione, pur sapendo che essa allo stato attuale non è proprio la migliore in circolazione. Vi dico questo perché sono fermamente convinto che la miglior piattaforma software attualmente a disposizione sia <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/google/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Google">Google</a> <a title="Leggi gli articoli nella categoria Android" href="http://blog.skydiamond.org/tag/android/" target="_self">Android</a>, un sistema operativo mobile basato su Linux 2.6 e una virtual machine per l&#8217;interpretazione di codice pseudo Java chiamata <em>Dalvik</em> (leggi <a title="L'evoluzione continua di Android" href="http://blog.skydiamond.org/linux/google-android-in-continua-evoluzione/" target="_self">questo articolo</a> per maggiori informazioni).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1078  aligncenter" title="Ripristinare iPhone" src="http://blog.skydiamond.org/wp-content/ripristinare_iphone.jpg" alt="ripristinare iphone Ripristinare un iPhone " width="500" height="333" /></p>
<p style="text-align: justify;">La mia esperienza personale mi ha messo di fronte ad un problema di non immediata soluzione per un utente come me che mai aveva usato effettivamente un Apple iPhone: ho dovuto ripristinare un iPhone OS per un 2G (riconoscibile dalla skin esterna posteriore argento/nero). La guida che vi propongo va bene comunque per qualsiasi iPhone e vi consente di riportare allo stato di fabbrica e contemporaneamente aggiornare il vostro terminale. Non avendo a disposizione un terminale perfettamente funzionante ho dovuto procedere per tentativi e sono partito dall&#8217;analisi dello stato del dispositivo, cosa che consiglio a chiunque prima di mettersi all&#8217;opera su una qualsiasi &#8220;diavoleria elettronica&#8221;. L&#8217;utente che lo aveva in gestione aveva tentato di fare una cosa che reputo degna di nota ma con risultati poco soddisfacenti: aveva voluto installare Android su iPhone tramite un bootloader chiamato <a title="OpeniBoot Home Page - Android + iPhone" href="http://www.idroidproject.org/wiki/OpeniBoot" target="_blank">OpeniBoot</a> e <a href="http://www.idroidproject.org/wiki/Main_Page" target="_blank">iDroid</a> (di questo ci occuperemo in seguito).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1067"></span>Appurato il completo non funzionamento del bootloader, della console, di iOS e di Android, sono passato alla studio della piattaforma e alle varie opzioni che mi si ponevano di fronte. L&#8217;unica alternativa valida era quella di un ripristino totale del sistema operativo iOS. Il problema, per me utente Linux, era come diamine farlo. Ho notato a mie spese che il modo più agevole e sicuro per farlo era quello di utilizzare il software originale Apple e qualsiasi mio tentativo tramite OpeniBoot e shell era risultato vano, per l&#8217;impossibilità di spostare i file tramite cavetto USB se non con iFuse, anche se ciò richiedeva un iOS funzionante.</p>
<p style="text-align: justify;">Il metodo facile e indolore era usare Windows e iTunes. Prima di tutto bisognava predisporre tutto in modo sequenziale. Assicurarsi di avere a disposizione il cavetto USB per collegare l&#8217;iPhone al PC, una versione non infettata da virus di Windows (dovrebbe andare bene anche una versione di XP su VirtualBox), <a title="Download dell'ultima versione di iTunes" href="http://www.apple.com/it/itunes/download/" target="_blank">iTunes</a> aggiornato all&#8217;ultima versione, <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/firefox/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Firefox">Firefox</a> con l&#8217;estensione <a title="Scarica Down Them All" href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/201/" target="_blank">Down Them All</a> (il perché vi verrà subito chiaro a breve).</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta installato iTunes e verificato che tutto funzioni a dovere chiudetelo e cercate l&#8217;ultima versione disponibile del firmware di iOS su <a title="Firmware per iPhone OS" href="http://www.iphoneitalia.com/link-per-il-download-di-tutti-i-firmware-per-iphone-370.html" target="_blank">questo elenco</a>. Prima di scaricarla impostate l&#8217;estensione di Firefox prima installata per dividere il download in 10 parti e riavviate il browser affinché le modifiche vengano applicate. Adesso, utilizzando Down Them All, scaricate il firmware nella cartella</p>
<p style="text-align: justify;"><code>Documents and Settings\&lt;vostro utente&gt;\Dati applicazioni\Apple Computer\iTunes\iPhone Software Updates</code></p>
<p style="text-align: justify;">In questo modo vi dovreste evitare l&#8217;attesa del download del firmware tramite iTunes e velocizzare con l&#8217;ottimo download manager che vi ho segnalato. Una volta ultimato il download non dovrete far altro che accendere il vostro iPhone e metterlo in recovery mode.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Mettere in recovery mode l&#8217;iPhone</h2>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1076" title="iPhone Recovery status" src="http://blog.skydiamond.org/wp-content/iphone-recovery.jpg" alt="iphone recovery Ripristinare un iPhone " width="250" height="378" /></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Lasciate acceso l&#8217;iPhone.</li>
<li>Collegate il cavo USB al telefono.</li>
<li>Premete il tasto <em>home </em>(quello grosso rotondo) e, sempre tenendolo premuto, collegate l&#8217;altra estremità del cavo USB al PC.</li>
<li>Continuate a tenere pemuto il tasto home.</li>
<li>Entro circa 8/10 secondi apparirà sullo schermo del telefono il <strong>simbolo del cavo USB + iTunes</strong>.</li>
<li>Il vostro iphone ora è in recovery mode.</li>
<li>Si aprirà automaticamente, non sempre a dire il vero, iTunes che vi rileverà un iPhone in modalità di ripristino.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per tornare al <em>normal mode</em> vi basterà tenere premuto il tasto <em>home +  spegni</em>: comparirà il logo della mela ed in circa 1 minuto l&#8217;iPhone si  riavvierà.</p>
<p></p>
<h2 style="text-align: justify;">Ripristinare il telefono con iTunes e sbloccarlo</h2>
<p style="text-align: justify;">Si dovrebbe poter selezionare il firmware da installare nuovamente sul telefono da iTunes cliccando su Ripristina tenendo premuto il tasto SHIFT, comunque vi consiglio di installare l&#8217;ultima versione disponibile. iTunes provvederà a fare tutto il necessario per ripristinare il sistema operativo selezionato, oppure lo scaricherà da zero e poi lo installerà. Finita l&#8217;installazione vi apparirà una schermata in cui si richiede l&#8217;attivazione del telefono e per farlo dovrete inserire una SIM senza PIN (per inserire una SIM si deve premere con la punta di uno spillo il foro vicino al tasto di accensione). Vi assicuro che questa operazione non riesce praticamente mai e voi impazzirete nel tentativo di sbloccare il vostro caro telefono.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.skydiamond.org/wp-content/SIM_iPhone.jpg" rel="lightbox[1067]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1083" title="Inserire SIM in un iPhone" src="http://blog.skydiamond.org/wp-content/SIM_iPhone-300x225.jpg" alt="SIM iPhone 300x225 Ripristinare un iPhone " width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un metodo che molti utilizzano per sbloccare il proprio telefono, utile ai fini puramente didattici ma assolutamente NON CONSIGLIATO per l&#8217;utilizzo comune del telefono, è quello di eseguire il <em>jailbreak</em>. Se il telefono è ancora coperto dalla garanzia non eseguite tale operazione perché ve ne potreste pentire in un secondo momento. Apple, com&#8217;è noto, fornisce del software protetto e verificato ai propri utenti. Ma ciò comporta anche molte limitazioni relative alla protezione e al copyright del software stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Se volete sbloccare ed <strong>effettuare il jailbreak</strong> del telefono così da testare le funzionalità del vostro hardware ed utilizzare iOS senza limitazione alcuna un buon jailbreak è <a title="iPhone Dev-Team homepage" href="http://blog.iphone-dev.org/" target="_blank">redsn0w</a> (io ho provato la 0.9.4). Avrete bisogno anche dei binari 3.9 e 4.6 per lo sblocco e se volete dei loghi sostitutivi per lo startup e per il recovery mode. Io ho dovuto prendere anche il firmware 3.1.2, perché il 3.1.3 non veniva riconosciuto dal jailbreaker. Alla fine non c&#8217;è un&#8217;effettiva differenza e tutto funziona perfettamente, quindi la versione precedente va benissimo.</p>
<p style="text-align: justify;">I passi da effettuare sono i seguenti:</p>
<ol>
<li>spegnere il telefono e collegarlo tramite USB al PC</li>
<li>far partire redsn0w e selezionare con Browse il firmware adatto<br />
<a href="http://blog.skydiamond.org/wp-content/redsn0w_094_1.jpg" rel="lightbox[1067]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1090" title="redsn0w 0.9.4" src="http://blog.skydiamond.org/wp-content/redsn0w_094_1-150x150.jpg" alt="redsn0w 094 1 150x150 Ripristinare un iPhone " width="150" height="150" /></a></li>
<li>se viene riconosciuto cliccare su next e il programma provvederà ad effettuare tutte le patch del caso</li>
<li>cliccando su next si arriverà ad una schermata che ci consente di selezionare l&#8217;unlock e l&#8217;installazione di cydia (un software che consente l&#8217;installazione da repository APT &#8211; stile Debian &#8211; di software di terze parti come openSSH)<br />
<a href="http://blog.skydiamond.org/wp-content/redsn0w_094_opzioni.jpg" rel="lightbox[1067]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1091" title="redsn0w_094_opzioni" src="http://blog.skydiamond.org/wp-content/redsn0w_094_opzioni-150x150.jpg" alt="redsn0w 094 opzioni 150x150 Ripristinare un iPhone " width="150" height="150" /></a></li>
<li>procedendo con l&#8217;installazione, avendo selezionato l&#8217;unlock e l&#8217;installazione di cydia, ci verrà chiesto di mettere il telefono in modalità <abbr title="Device Firmware Update">DFU</abbr>, una particolare modalità di ripristino che viene riconosciuta dal software e che consente di flashare la ROM del dispositivo ed eseguire il breaking. Tale modalità lascia l&#8217;iPhone con lo schermo completamente nero e viene individuata praticamente solo tramite PC</li>
<li>seguendo le istruzioni in poco tempo il telefono si riavvierà e presenterà lo stato di avanzamento dell&#8217;installazione.</li>
</ol>
<p>Una volta completato il procedimento avrete il vostro iOS con redsn0w pronto all&#8217;uso. L&#8217;ho testato anche su <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/ubuntu/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Ubuntu">Ubuntu</a> con Wine e funziona.</p>
<p></p>
<h3>Risorse</h3>
<ul>
<li><a title="Guida all'uso di Cydia" href="http://www.iphoneitalia.com/guida-alluso-di-cydia-3528.html" target="_blank">Guida all&#8217;uso di Cydia</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.skydiamond.org/hardware/ripristinare-un-iphone/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://blog.skydiamond.org/hardware/ripristinare-un-iphone/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Ottimizzare SMF per il SEO</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/skydiamond/~3/2rpGco100bo/</link>
		<comments>http://blog.skydiamond.org/seo/ottimizzare-smf-per-il-seo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 14:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>skydiamond</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[Forum]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[SMF]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.skydiamond.org/?p=1022</guid>
		<description><![CDATA[Guida all'ottimizzazione del forum SMF per i motori di ricerca]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo che il miglior <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/forum/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Forum">forum</a> PHP sia <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/smf/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con SMF">SMF</a> (<a title="Simple Machines" href="http://www.simplemachines.org/community/index.php" target="_blank">Simple Machines Forum</a>); un motore per forum del tutto gratuito e personalizzabile che è anche il motore del <a href="http://forum.skydiamond.org" target="_self">nostro forum</a>, quindi potete vederlo direttamente all&#8217;opera. Molti utenti che utilizzano e apprezzano SMF si trovano però a farsi sempre la fatidica domanda: «ma questo forum è ottimizzato per i motori di ricerca?». Ovviamente la risposta, quando lo si installa la prima volta, è no, non è inizialmente <em>SEO friendly</em>, ma può essere reso tale con pochi accorgimenti e qualche mod ad hoc.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1050" title="SMF Logo" src="http://blog.skydiamond.org/wp-content/simple-machines-forum.png" alt="simple machines forum Ottimizzare SMF per il SEO" width="271" height="70" /></p>
<p>Vediamo allora come migliorare il comportamento di SMF per renderlo &#8220;amico dei motori di ricerca&#8221;. In pochi passi potremo così sistemare tutte le pecche che lo affliggono dalla nascita e che in verità sono facilmente aggirabili. Ricordate però che la prima regola è quella che molti fanno finta di non capire; prima di tutto vengono i contenuti: <strong>«Content is King!»</strong>.<br />
<span id="more-1022"></span></p>
<h2>Robots.txt e i contenuti duplicati</h2>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1048" title="Robots" src="http://blog.skydiamond.org/wp-content/robots.jpg" alt="robots Ottimizzare SMF per il SEO" width="300" height="326" /></p>
<p>Il primo passo è sicuramente quello di evitare ai motori la lettura di contenuti duplicati. Infatti, questi ultimi non vedono di buon occhio i siti che abbiano al loro interno decine, se non centinaia di contenuti che si ripetono, questo genere di comportamento viene interpretato come la volontà del web master di forzare il motore a indicizzare il dato contenuto e quindi un crawler intelligente come quello di <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/google/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Google">Google</a>, previene l&#8217;indicizzazione di quelle pagine dove questo si verifichi. Questo avviene in SMF perché ogni messaggio è direttamente accessibile e in ogni pagina di un thread ci sono decine di messaggi, quindi anche decine di link che puntano comunque allo stesso contenuto. Inoltre c&#8217;è una visualizzazione separata per ogni thread del forum adibita alla stampa dell&#8217;intera discussione, la quale riporta l&#8217;intero contenuto senza l&#8217;ausilio di pagine.</p>
<blockquote><p><a href="http://www.google.com/support/forum/p/Webmasters/thread?tid=227a384b1a309ba7&amp;hl=en" target="_blank">Google risponde alle domande frequenti in merito ai contenuti duplicati</a></p>
<p><strong>===   Multiple Homepage URL Issues   ===</strong></p>
<p>This means that you have things like;<br />
<a href="http://www.example.com/" target="_blank">http://www.example.com</a><br />
<a href="http://www.example.com/index.html" target="_blank">http://www.example.com/index.html</a><br />
<a href="http://www.example.com/homepage.html" target="_blank">http://www.example.com/homepage.html</a><br />
<a href="http://www.example.com/default.aspx" target="_blank">http://www.example.com/default.aspx</a><br />
all showing the same content/loading the same file.</p>
<p><strong>===   So why is this bad?   ===</strong></p>
<p>This means that you are showing the same content under numerous URLs.</p>
<p>Google tracks things by their URL.<br />
That means all scores/ranks etc. are based on that 1 URL.<br />
If  you have the same content under multipel URLs &#8211; you may have your  &#8220;scores&#8221; divided between those URLs, instead of consolidated to a single  URL.</p>
<p>Google tries to avoid showing Duplication to it&#8217;s users.<br />
Searchers do not want to see tons of identical results in the SERPs.</p>
<p>Not a Penalty people, it just picks 1 out of X URLs and shows that.<br />
The  one it shows may/may not be your &#8220;best&#8221; or &#8220;strongest&#8221; URL &#8211; so your  rankings may vary/fluctuate &#8230; and if it picks a &#8220;weaker&#8221; URL &#8211; you may  not rank at all.</p>
<p>Canonical issues can cause Duplication and result in a weaker site and poor rankings/performance.<br />
Got it?<br />
Good.</p></blockquote>
<p style="text-align: center;"></p>
<p>Prendiamo ad esempio <a title="Visualizza la discussione completa" href="http://forum.skydiamond.org/linux/problema-con-xorg-conf-nvidia-driver-compiz/" target="_blank">questa discussione</a> sul nostro forum, <a href="http://forum.skydiamond.org/linux/problema-con-xorg-conf-nvidia-driver-compiz/msg5555/#msg5555" target="_blank">un singolo messaggio</a> della medesima discussione e qui il <a title="Versione stampabile della discussione" href="http://forum.skydiamond.org/linux/problema-con-xorg-conf-nvidia-driver-compiz/?action=printpage" target="_blank">documento per la stampa</a>. Come vedete i contenuti si ripetono per tutto il forum e questo a Google et similia non piace affatto. Per risolvere questo problema basta indicare ai motori di ricerca come comportarsi in questi casi e farli saltare al contenuto completo e non ai vari pezzi o alle diverse versioni.</p>
<p>Il file <strong>robots.txt</strong> [<a title="Leggi la definizione Wikipedia" href="http://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;cd=1&amp;ved=0CB4QFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FRobots.txt&amp;rct=j&amp;q=robots.txt&amp;ei=S4CDTIPJB8qsONmG8dsO&amp;usg=AFQjCNH_R8lKkM3aDelBN0dIF6Pit73ENQ&amp;sig2=i0HMMqsMFuaaTdGYLufOzw&amp;cad=rja" target="_blank">wikipedia</a>] è la soluzione a questo problema e indica ai motori, divisi per user-agent, come comportarsi mentre scorrono le pagine del vostro sito. Ricordate di inserire un solo robots.txt nel vostro dominio e di indicarlo, ove possibile, direttamente al motore. Un esempio può essere quello degli <a title="Vai al centro webmaster di Google" href="https://www.google.com/webmasters/tools/home?hl=it" target="_blank">strumenti per webmaster di Google</a>. Normalmente il forum sta in una sottocartella /forum/ del vostro dominio, quindi vediamo di seguito come prevenire alcune indicizzazioni non desiderate:</p>
<p><code>User-agent: *<br />
Disallow: /forum/*sort=*<br />
Disallow: /forum/*msg*<br />
Disallow: /forum/index.php?action=activate*<br />
Disallow: /forum/index.php?action=admin*<br />
Disallow: /forum/index.php?action=calendar*<br />
Disallow: /forum/index.php?action=emailuser*<br />
Disallow: /forum/index.php?action=findmember*<br />
Disallow: /forum/index.php?action=help*<br />
Disallow: /forum/index.php?action=helpadmin*<br />
Disallow: /forum/index.php?action=login*<br />
Disallow: /forum/index.php?action=mlist*<br />
Disallow: /forum/index.php?action=modifykarma*<br />
Disallow: /forum/index.php?action=pm*<br />
Disallow: /forum/index.php?action=post*<br />
Disallow: /forum/index.php?action=printpage*<br />
Disallow: /forum/index.php?action=profile*<br />
Disallow: /forum/index.php?action=recent*<br />
Disallow: /forum/index.php?action=register*<br />
Disallow: /forum/index.php?action=reminder*<br />
Disallow: /forum/index.php?action=search*<br />
Disallow: /forum/index.php?action=unread*<br />
Disallow: /forum/index.php?action=unreadreplies*<br />
Disallow: /forum/index.php?action=verificationcode*<br />
Disallow: /forum/index.php?action=who*<br />
Disallow: /forum/index.php?action=stats*<br />
Disallow: /forum/index.php?theme*<br />
Disallow: /forum/index.php?*wap*<br />
Disallow: /forum/index.php?*wap2*<br />
Disallow: /forum/index.php?*imode*<br />
Disallow: /index.php?*rss*<br />
Disallow: /forum/Themes/<br />
Disallow: /forum/Sources<br />
Allow:     /forum/index.php?action=sitemap;xml<br />
</code></p>
<p>Per maggiori informazioni sul robots.txt e sulla sintassi da utilizzare vi rimando all&#8217;articolo <a title="Un articolo che definisce un quasi-standard per il file robots.txt" href="http://www.robotstxt.org/orig.html" target="_blank"><em>A Standard for Robot Exclusion</em></a> di Martijn Koster. Inoltre c&#8217;è anche <a href="http://www.simplemachines.org/community/index.php?topic=251309.0" target="_blank">questa corposa discussione</a> sul forum ufficiale di Simple Machines che vi consiglio vivamente di leggere. Il centro webmaster di Google vi consente anche di testare per bene il vostro robots.txt ed evitare così spiacevoli errori, quindi prima di salvare il file nella root / del vostro sito vi invito a fare delle prove accurate e fare attenzione a non danneggiare irreparabilmente il vostro sito in termini di indicizzazione.</p>
<h3>Www o non-www?</h3>
<p><a href="http://blog.skydiamond.org/wp-content/http.jpg" rel="lightbox[1022]"><img class="size-thumbnail wp-image-1042 alignright" title="WWW o no-WWW" src="http://blog.skydiamond.org/wp-content/http-150x150.jpg" alt="http 150x150 Ottimizzare SMF per il SEO" width="150" height="150" /></a>In merito ai contenuti duplicati, alcuni hanno sollevato delle perplessità in merito al fatto che Google prediliga le pagine senza il www, mentre altri sostengono il contrario. Ci sono anche coloro i quali affermano che Google non veda di buon occhio la duplicazione dei contenuti tra <strong>www e non-www</strong>. La cosa che conviene fare è sempre quella di indicare chiaramente tramite gli strumenti per webmaster se il sito deve indicizzato via www o meno, poi mettere un <a href="http://www.gabrielharper.com/2009/04/redirecting-www-to-non-www-using-htaccess/" target="_blank">redirect tramite il file .htaccess con mod_rewrite</a> così da reindirizzare ogni connessione verso l&#8217;indirizzo univoco, sia esso con www o meno.</p>
<h3>Le pagine canoniche</h3>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1046" title="No ai contenuti duplicati" src="http://blog.skydiamond.org/wp-content/canonical-content.png" alt="canonical content Ottimizzare SMF per il SEO" width="245" height="245" /></p>
<p>Google sa che moltissimi siti sono affetti dal problema della duplicazione dei contenuti. Tutto ciò deriva dall&#8217;uso stesso dei CMS che dividono il sito in una moltitudine di pagine, archivi, elenchi, ecc. Questo sicuramente favorisce l&#8217;esperienza di navigazione del singolo utente ma dall&#8217;altro lato non fa altro che dare problemi agli spiders dei motori che si ritrovano a dover leggere la stessa solfa in 20 pagine diverse. Chiunque si annoierebbe, anche una macchina. Gli ingegneri di Big G hanno dunque pensato ad una possibile soluzione che preveda l&#8217;utilizzo delle <em><strong>pagine canoniche</strong></em>.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Una pagina canonica è la versione preferita di una serie di pagine con contenuti molto simili</strong></p>
<p>Se Google sa che queste pagine hanno gli stessi contenuti, possiamo  indicizzare soltanto una versione per i nostri risultati di ricerca. I loro algoritmi selezionano la pagina che risponda meglio  alla query dell&#8217;utente. Ora, però, gli utenti possono specificare una  pagina canonica per i motori di ricerca aggiungendo un elemento <span style="font-family: Courier New,Courier,mono;">&lt;link&gt;</span> con l&#8217;attributo <span style="font-family: Courier New,Courier,mono;">rel=&#8221;canonical&#8221;</span> alla sezione <span style="font-family: Courier New,Courier,mono;">&lt;head&gt;</span> della versione non canonica della pagina. Aggiungendo questo link e  questo attributo, i proprietari del sito possono identificare i  contenuti identici e suggerire a Google la pagina più utile tra tutte le  pagine con contenuti identici, indicando di darle la priorità nei  risultati di ricerca. Leggi la <a href="http://www.google.com/support/webmasters/bin/answer.py?answer=139394" target="_blank">spiegazione completa</a> sui contenuti duplicati direttamente sul centro webmaster di Google.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.skydiamond.org/seo/ottimizzare-smf-per-il-seo/"><img src="http://img.youtube.com/vi/Cm9onOGTgeM&amp;feature=player_embedded/default.jpg" width="130" height="97" border title="Ottimizzare SMF per il SEO" alt="default Ottimizzare SMF per il SEO" /></a></p>
<h2>I tag H1</h2>
<p>Un altro aspetto fondamentale da tenere in massima considerazione è quello di presentare ai motori delle pagine ben costruite e di far apparire in ogni pagina un titolo appropriato e dei contenuti ben strutturati ed originali. Prima di tutto bisogna sfatare il falso mito che il layout tabulare penalizzi un sito, in questo caso un qualsiasi forum con SMF: questo è totalmente FALSO! Non c&#8217;è alcuna prova del fatto che l&#8217;utilizzo di tabelle implichi una penalizzazione sul posizionamento e ci sono migliaia di siti che stanno in cima alle ricerche che confermano questo assunto.</p>
<p>Tolto questo sassolino dalla scarpa procediamo con l&#8217;ottimizzazione dei titoli per le nostre discussioni sul forum. Rendiamo i titoli delle pagine ben visibili anche ai motori indicandoli con un <strong>tag h1</strong>. Normalmente basta andare a modificare il file display.template.php del vostro template e andarlo a inserire manualmente in cima alla pagina, dove c&#8217;è la posizione attuale sul forum e il titolo della discussione. Ricordate di modificare di conseguenza il file style.css per rendere conforme il titolo al resto della pagina.<br />
</p>
<h2>Lo stile dei link delle discussioni: Pretty URLs</h2>
<p>Di default il nostro forum SMF ha una formattazione degli URL molto complessa che appare praticamente incomprensibile per qualsiasi essere umano; questa può essere resa migliore dalla modifica delle opzioni relative ai link per coloro i quali utilizzassero come server Apache. Ancora superiore a questa modifica risulta l&#8217;installazione di una mod che ormai spopola su tutti i forum Simple Machines: <a title="Il sito della mod" href="http://custom.simplemachines.org/mods/index.php?mod=636" target="_blank">Pretty URLs</a>. Vediamo in pratica la differenza tra i vari tipi di link:</p>
<ul>
<li>Default SMF URLs: http://forum.skydiamond.org/index.php?topic=2969.0</li>
<li>Search Engine Friendly URLs: http://forum.skydiamond.org/index.php/topic,2969.0.html</li>
<li><strong>Pretty URLs</strong>: http://forum.skydiamond.org/offtopic/unleaded-gas/</li>
</ul>
<p>Come vedete con Pretty URLs avrete dei link comprensibili anche dagli umani e non solo dalle macchine e contenenti la sezione e il titolo del topic, questo consentirà anche all&#8217;utente che leggesse il link su un altro sito di capire dove andrà a finire una volta cliccato il link. Inoltre Google e i SE mostrano nei risultati il titolo, la descrizione e il link della pagina a cui puntano, quindi avere un titolo significativo aiuta anche nelle ricerche. Ci sono comunque pareri contrastanti circa la necessità o meno di tenere dei friendly URLs; io opto per averli in un formato leggibile e aborro i link di default di SMF. A voi la scelta.</p>
<h2>I Meta Tags</h2>
<p>Qui ci saranno i pareri più contrastanti. Non so se tutti voi abbiate presente cosa siano i meta tags, comunque una ricerca su Google vi chiarirà in un attimo di cosa stiamo parlando, quindi non sto qui a dilungarmi in spiegazioni. Comunque dobbiamo dire che i meta tags hanno costituito la base di tutta la moderna tecnica SEO. Ogni webmaster nel tempo si è preoccupato di inserire la giusta descrizione delle pagine tramite il tag description e le giuste keywords. Oggi però tali informazioni vengono molte volte snobbate e si tende a dire che queste non siano fondamentali o addirittura che i motori neanche le leggano più. Gli utilizzatori della nuova versione 2 di SMF possono tranquillamente provare la mod <a href="http://custom.simplemachines.org/mods/index.php?mod=1138">vBulletin Style Meta Tags</a> che consentirà loro di aggiornare dinamicamente questi tag per ogni singola discussione. Purtroppo tale mod non funziona per la versione stabile di SMF, la 1.1.11, quindi per quelli come il sottoscritto che utilizzano quest&#8217;ultima l&#8217;unica vera soluzione a questo problema è mettersi d&#8217;impegno e andare a selezionare in ogni sezione i giusti tag da mostrare tramite <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/programmazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Programmazione">programmazione</a> condizionale in PHP. Se siete interessati ad approfondire lasciate un commento sotto e vedrò di aiutarvi nei limiti del possibile.</p>
<h3>Il meta tag Description</h3>
<p>Una buona soluzione per il meta tag decription mi è arrivata quasi per caso da <a href="http://www.simplemachines.org/community/index.php?topic=400865.0" target="_blank">questa discussione sul forum ufficiale di SMF</a>. In pratica basterebbe andare a modificare l&#8217;echo del description su index.template.php, che vi consiglio di spulciarvi a dovere visto che è il cuore di un template SMF, in questo modo:</p>

<div class="wp_syntax"><div class="code"><pre class="php" style="font-family:monospace;"><span style="color: #339933;">&lt;</span>meta name<span style="color: #339933;">=</span><span style="color: #0000ff;">&quot;description&quot;</span> content<span style="color: #339933;">=</span><span style="color: #0000ff;">&quot;',  empty(<span style="color: #006699; font-weight: bold;">$context</span>['description']) ? <span style="color: #006699; font-weight: bold;">$context</span>['page_title_html_safe'] :  <span style="color: #006699; font-weight: bold;">$context</span>['description'], '&quot;</span> <span style="color: #339933;">/&gt;</span></pre></div></div>

<p>In questo modo però non farete altro che mettere come descrizione il titolo della discussione quando il context-&gt;description sarà vuoto. La descrizione verrà presa nelle singole board se avrete impostato una descrizione per ognuna di esse. Partendo da quest&#8217;idea ho aggiunto anche una variabile stringa PHP che sostituisse la descrizione di default in questo modo:</p>

<div class="wp_syntax"><div class="code"><pre class="php" style="font-family:monospace;"><span style="color: #000088;">$default_description</span> <span style="color: #339933;">=</span> <span style="color: #0000ff;">&quot;Testo della descrizione di default dell'intero forum&quot;</span><span style="color: #339933;">;</span>
<span style="color: #b1b100;">echo</span> <span style="color: #0000ff;">'&lt;meta name=&quot;description&quot; content=&quot;'</span><span style="color: #339933;">,</span> <span style="color: #990000;">empty</span><span style="color: #009900;">&#40;</span><span style="color: #000088;">$context</span><span style="color: #009900;">&#91;</span><span style="color: #0000ff;">'description'</span><span style="color: #009900;">&#93;</span><span style="color: #009900;">&#41;</span> ? <span style="color: #000088;">$default_description</span> <span style="color: #339933;">:</span> <span style="color: #000088;">$context</span><span style="color: #009900;">&#91;</span><span style="color: #0000ff;">'description'</span><span style="color: #009900;">&#93;</span><span style="color: #339933;">,</span> <span style="color: #0000ff;">'&quot; /&gt;'</span><span style="color: #339933;">;</span></pre></div></div>

<p>In tal modo avrete solo da mettere una descrizione di default in PHP, mentre il resto verrà facilmente caricato tramite il pannello della gestione delle boards. Date anche un&#8217;occhiata alla <a href="http://www.google.com/support/webmasters/bin/answer.py?hl=it&amp;answer=35264" target="_blank">guida relativa sul Google Webmaster Tools</a>.</p>
<h3>Risorse</h3>
<p>[1] <a href="http://www.google.com/support/forum/p/webmasters?hl=it" target="_blank">Google Webmaster Central</a> (Forum per sviluppatori web di Google)<br />
[2] <a href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2009/02/specify-your-canonical.html" target="_blank">Specificy your canonical</a> (Google Webmaster central blog)<br />
[3] <a href="http://www.jerry-bell.com/search-engine-optimization-for-the-simple-machines-forum/" target="_blank">Search Engine Optimization For The Simple Machines</a> (Jerry Bell&#8217;s blog)<br />
[4] <a href="http://www.simplemachines.org/community/index.php?topic=251309.0" target="_blank">Making your Smf forum as SEO friendly as possible? How to Tips</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.skydiamond.org/seo/ottimizzare-smf-per-il-seo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://blog.skydiamond.org/seo/ottimizzare-smf-per-il-seo/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Collegare correttamente il proprio sito a Google Buzz</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/skydiamond/~3/zKQQyn2mdHY/</link>
		<comments>http://blog.skydiamond.org/internet/collegare-correttamente-il-proprio-sito-a-google-buzz/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 22:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>skydiamond</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[FriendFeed]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Google Buzz]]></category>
		<category><![CDATA[Social Networking]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.skydiamond.org/?p=997</guid>
		<description><![CDATA[Guida per far apparire automaticamente ogni nuovo post del vostro blog sugli aggiornamenti di Google Buzz.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so quanti di voi, non credo molti in verità, utilizzino <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/google-buzz/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Google Buzz">Google Buzz</a>, ma sono certo che vi interesserà riuscire ad aggiornare automaticamente il vostro profilo pubblico Buzz con le news del vostro sito o blog. Vi dico subito che la cosa può apparire semplicissima a prima vista, ma per come è stato concepito Buzz e i servizi connessi a Gmail tutto ciò non è immediato.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1002" title="Google Buzz" src="http://blog.skydiamond.org/wp-content/google-buzz-1.jpg" alt="google buzz 1 Collegare correttamente il proprio sito a Google Buzz" width="500" height="213" /></p>
<p><span id="more-997"></span>Per collegare un qualsiasi sito al vostro profilo prima di tutto dovrete <a href="https://www.google.com/profiles/me/" target="_blank">accedervi</a> e cliccare su &#8220;<a href="https://www.google.com/profiles/me/editprofile?edit=b" target="_blank">Modifica il profilo</a>&#8221; in alto a destra. Ora non vi resta che andare alla sezione <strong>Link</strong> ed aggiungere il vostro sito. ATTENZIONE, non il vostro feed RSS ma proprio l&#8217;indirizzo del vostro blog e il nome dello stesso. Adesso cliccate su modifica a fianco della nuova entry creata e spuntate la voce <strong>Questa è la pagina del mio profilo</strong>. Se cliccate sull&#8217;help <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/google/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Google">Google</a> vi rimanderà ad una pagina di aiuto che non vi spiegherà praticamente nulla di ciò che davvero vorreste sapere. Tutto ciò è praticamente incomprensibile a partire dalla stessa voce che indica il proprio blog come la pagina del proprio profilo; non ha alcun senso, lo so. Ora, come ho fatto anche io all&#8217;inizio, penserete di aver finito. Chiuderete la pagina e buonanotte ai suonatori. E invece NO!</p>
<p></p>
<p>Non va proprio come è logico immaginarsi. Anche accedendo a Google Buzz dalla propria Gmail e cliccando su &#8220;siti collegati&#8221;, se non per vostra immensa fortuna, non troverete tra le voci disponibili quella che in maniera del tutto oscura avete indicato essere la vostra pagina di profilo. Per risolvere l&#8217;arcano mistero dovrete far capire a Google, che non vi ha avvertito di questo minimamente, che quel sito è proprio il vostro blog. Per dimostrarlo potete procedere in due modi distinti:</p>
<ol>
<li>Inserite un link nel vostro blog con questo formato<br />
<code>&lt;a href="http://www.google.com/profiles/PROPRIO NOME UTENTE SU GOOGLE/" rel="me"&gt;UN TESTO QUALSIASI&lt;/a&gt;</code></li>
<li>Oppure inserite questo link nell&#8217;head del vostro sito web<code><br />
&lt;link rel="me" type="text/html" href="http://www.google.com/profiles/PROPRIO NOME UTENTE SU GOOGLE/"/&gt;</code></li>
</ol>
<p>Ora si può attendere che Google riconsideri l&#8217;identità del blog da collegare a Buzz, o forzare questo avvenimento tramite <a href="http://sgapi-recrawl.appspot.com/" target="_blank">recrawl</a>, quindi recarsi in Google Buzz, cliccare sulla voce siti collegati (in alto) e aggiungere il proprio blog ai siti connessi con il social network.</p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p>Io rimango comunque convinto che Google Buzz farà la fine di Google Wave. <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/twitter/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Twitter">Twitter</a> risulta essere superiore e meno ingarbugliato di questo &#8220;clone pompato&#8221; che riuscirà anche a embeddare FLASH e immagini, ma sicuramente non lascia spazio alla privacy e maschera dietro funzioni che sembrano a prima vista semplici delle insidie da far perdere il senno. E voi cosa preferite Buzz, <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/twitter/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Twitter">Twitter</a> o <a href="http://blog.skydiamond.org/tag/friendfeed/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con FriendFeed">FriendFeed</a>?</p>
]]></content:encoded>
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