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	<title type="text">Social Media Marketing</title>
	<subtitle type="text">il blog sull'evoluzione del Web marketing</subtitle>

	<updated>2011-08-31T09:37:28Z</updated>

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		<author>
			<name>Michele Polico</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Strategie di Social Media Marketing]]></title>
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		<updated>2011-08-31T09:35:13Z</updated>
		<published>2010-01-20T11:14:01Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="social media marketing" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="web strategy" />		<summary type="html"><![CDATA[Ogni giorno passo una parte del mio tempo a leggere blog sul Web marketing, sui social media o sul Web business, e per un&#8217;altra parte del tempo frequento i diversi social network &#8211; Twitter, FriendFeed, LinkedIn e Facebook, per citarne alcuni &#8211; in cerca di informazioni e opinioni interessanti su questi temi. A volte mi [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2010/01/20/strategie-di-social-media-marketing/"><![CDATA[<p>Ogni giorno passo una parte del mio tempo a leggere blog sul Web marketing, sui social media o sul Web business, e per un&#8217;altra parte del tempo frequento i diversi social network &#8211; Twitter, FriendFeed, LinkedIn e Facebook, per citarne alcuni &#8211; in cerca di informazioni e opinioni interessanti su questi temi.</p>
<p>A volte mi accorgo che per quanto riguarda le strategie di Social Media Marketing vi è una certa convergenza di opinione, e mi metto nei panni dell&#8217;imprenditore o responsabile marketing che per la prima volta approccia a questi temi.</p>
<p>Che si tratti di piccole imprese o grandi, appare evidente che realizzare anche solo le basi di quello che viene generalmente proposto nei blog di settore &#8211; questo compreso &#8211; significa quanto meno investire una certa quantità di tempo delle persone interne o assumerne di nuove, coinvolgere e pagare degli esterni &#8211; agenzie, formatori, consulenti &#8211; e talvolta anche rivedere o stravolgere l&#8217;organizzazione interna.</p>
<p><span id="more-2117"></span></p>
<p>Banalmente, aprire un blog e seguirlo, gestirlo, promuoverlo, frequentare Twitter, creare una Facebook Fan Page e rispondere ai commenti dei fan, realizzare strategie conversazionali e dunque conversare quotidianamente, offrire promozioni attraverso i social network, contest, monitorare ciò che viene detto e talvolta rispondere, intervenire alle discussioni su temi di interesse, tutto questo e molto altro è spesso troppo, di più di quello che molte aziende possono fare, visto che l&#8217;occupazione principale è quella di produrre beni o realizzare servizi.</p>
<p>Del resto, i tempi sono cambiati, e che ci si creda o meno il Web marketing sta sostituendo forme di comunicazione obsolete come la pubblicità concessa, pagata ed esternalizzata, e le aziende devono iniziare ad attrezzarsi se non vogliono rimetterci più avanti.</p>
<p>Ma come conciliare le nuove esigenze, possibilità e pericoli della comunicazione Web con la reale &#8220;economia&#8221; aziendale? Vediamo alcune strategie di social media marketing, alternative o complementari, che le aziende possono realizzare in base alle proprie risorse e al proprio tempo, e i diversi gradi di copertura possibili, attraverso questa semplificazione delle possibili soluzioni.</p>
<p><strong>Strategia Presenzialista</strong></p>
<p>L&#8217;azienda apre i suoi canali nel Web utilizzandoli in maniera scarsa. Più che una strategia è la realtà di molte aziende, che non riescono a fare di meglio. Può avere un senso quando non si possono dedicare risorse a questa attività e si vuole comunque lasciare una porta da cui ogni tanto sbirciare, senza per questo aspettarsi di ottenere alcun risultato specifico e stando attenti a non creare confusione, come purtroppo a volte avviene.</p>
<p><strong>Strategia Editoriale</strong></p>
<p>L&#8217;azienda produce già dei contenuti che inizia a veicolare attraverso il Social Web, o decide di iniziare a produrne con questo intento. La presenza sui social media è legata alla divulgazione di notizie, articoli e informazioni, e un obiettivo cui si tende è l&#8217;aumento della quantità di pubblico. I vantaggi di questa strategia sono legati alla visibilità, sui motori come sui siti, blog e forum del proprio settore, ma il tempo richiesto, se i contenuti vengono prodotti solo con questo fine, è molto elevato, e bisogna dedicare risorse alla promozione e visibilità.</p>
<p><strong>Strategia Conversazionale</strong></p>
<p>L&#8217;azienda interviene nei social media con l&#8217;intento di partecipare alle conversazioni e di creare valore per i propri clienti. Monitora ciò che viene detto su di lei e sui propri prodotti, interviene quando necessario, accoglie domande e risolve le critiche che le vengono mosse attraverso prevalentemente i social network aperti come Twitter. Con questo approccio instaura delle relazioni, fidelizza clienti e ne raggiunge di nuovi. Il problema più diffuso di chi utilizza questa strategia, lasciando stare i casi in cui si verifichino forti attacchi e critiche,  è che all&#8217;apertura sul Web non corrisponda un servizio coerente nell&#8217;offline.</p>
<p><strong>Strategia Strutturale</strong></p>
<p>L&#8217;azienda decide di utilizzare i social media non (soltanto) per creare la propria presenza, ma per abilitare le persone a condividere con il minor sforzo possibile la propria passione per il brand e a consigliarne l&#8217;utilizzo agli amici attraverso il proprio profilo su Facebook, su Twitter o il proprio blog. E&#8217; il caso degli share e degli invita presenti nei siti Web, delle applicazioni per Facebook, dei widget embeddabili ed embeddati: soluzioni tecniche che utilizzano l&#8217;aspetto più interessante dei social media &#8211; le persone &#8211; per ottenere visibilità e guadagnarne in reputazione.</p>
<p><strong>Strategia Analitica</strong></p>
<p>L&#8217;azienda non utilizza in maniera attiva il Social Web ma ne sfrutta le conversazioni per trarne informazioni e spunti strategici, oltre che per migliorare i propri servizi e la propria comunicazione al di fuori degli ambienti sociali. Sono le aziende che pur non investendo in attività dirette, si rivolgono ad agenzie specializzate che offrono loro report dettagliati sulle conversazioni e consigli strategici derivanti da questi studi.</p>
<p><strong>Strategia Virale</strong></p>
<p>Il viral marketing è a mio avviso una strategia a sé stante rispetto a quelle di social media marketing, ma molto spesso viene citata in proposito. Si tratta in pratica di utilizzare i social media per diffondere &#8211; in qualsiasi modo &#8211; non un insieme di contenuti ma uno o pochi oggetti specifici, che in generale non riguardano l&#8217;azienda ma la richiamano in qualche forma. Più che un approccio strategico è creativo, che nel 99% dei casi mi sento di sconsigliare. L&#8217;1% eccezionale è riservato alle buone idee, quelle in grado di coinvolgere e incuriosire davvero.<strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Strategia Strisciante<br />
</strong></p>
<p>Anche questa non riguarda propriamente il social media marketing ma è molto in voga tra gli amanti del buzz e  le agenzie di Web PR. L&#8217;azienda non utilizza i social network per creare una presenza ufficiale, ma per distribuire sotto mentite spoglie dei contenuti di rilevanza strategica. Nascono in questo modo i flog e i profili fake, le marchette nei blog e alcuni ambienti Internet un po&#8217; ambigui, siti informativi creati con secondi fini e gruppi Facebook attraenti ma costruiti con l&#8217;intento unico di veicolare offerte o messaggi aziendali<strong><br />
</strong></p>
<p>Vediamo ora i diversi livelli di copertura.</p>
<p><strong>Copertura Totale</strong></p>
<p>E&#8217; tipica di quando l&#8217;azienda assume per queste attività delle nuove risorse, preparate sui temi legati al social media marketing. Generalmente l&#8217;azienda appare in un giorno su tutti i principali network, lancia un annuncio attravero i canali istituzionali (sbarchiamo sui social media, ci apriamo alla conversazione ecc) e inizia la propria comunicazione partendo con una strategia conversazionale e integrandola in un secondo tempo con quella editoriale.<strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Copertura Selettiva</strong></p>
<p>Avviene in genere in due casi: quando la presenza sui social media è guidata dalla moda o dal sentito dire, tipico e significativo il caso in cui l&#8217;azienda apre un gruppo ufficiale su Facebook anziché una Fan Page, o quando la scelta è guidata dall&#8217;agenzia esterna che ne valuta l&#8217;impegno in relazione alle risorse dell&#8217;azienda, e seleziona uno o due canali principali più adatti alle esigenze specifiche dell&#8217;azienda e dei suoi clienti.<strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Copertura Progressiva</strong></p>
<p>E&#8217; in generale la migliore alternativa di copertura, e avviene solitamente quando l&#8217;azienda viene affiancata con approcci formativi e di Web coaching. Il personale interno si misura a poco a poco con i social media, dedicandovi inizialmente poco tempo alla settimana. Li affronta con cautela e impara a gestirli, quando si sente a suo agio con il primo canale avvia il secondo, accrescendo giorno dopo giorno le proprie competenze e abilità e acquisendo una sempre maggiore autonomia gestionale<strong>.</strong></p>
<p>Michele Polico<strong><br />
</strong></p>
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		<title type="html"><![CDATA[Social Web ZeroDieci.]]></title>
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		<updated>2011-08-31T09:35:46Z</updated>
		<published>2010-01-08T10:46:52Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="social media marketing" />		<summary type="html"><![CDATA[Come giustamente scrive Domenico Nardone di socialmediamarketing.it, è realistico pensare che dopo aver passato il 2009 ad assimilare la teoria, molte aziende nel 2010 siano mature abbastanza da decidere di passare all&#8217;azione e aprirsi seriamente ai canali della social communication. Ecco allora 10 consigli per le aziende che decidono di inserire finalmente il social Web [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2010/01/08/social-web-zerodieci/"><![CDATA[<p>Come giustamente scrive <a href="http://www.socialmediamarketing.it/social-media-strategies-il-2010-lanno-dellazione/" target="_blank">Domenico Nardone di socialmediamarketing.it</a>, è realistico pensare che dopo aver passato il 2009 ad assimilare la teoria, molte aziende nel 2010 siano mature abbastanza da decidere di passare all&#8217;azione e aprirsi seriamente ai canali della social communication.</p>
<p>Ecco allora 10 consigli per le aziende che decidono di inserire finalmente il social Web nel proprio marketing!</p>
<p><strong>PRIMO: PENSA AL TUO PUBBLICO!</strong></p>
<p>Capita spesso che le aziende che approcciano per la prima volta ai social network pensino di poter/dover utilizzare la cosa per ottenerne un vantaggio di tipo massmediatico, come se la cosa fosse di per sé notiziabile e spendibile da uffici stampa e pr. No. Pensa solo ai tuoi fan e follower, pensa al canale che stai presidiando, pensa alla qualità e al servizio che offri!</p>
<p><strong>SECONDO: UN CANALE ALLA VOLTA, PER FAVORE!</strong></p>
<p><strong><span id="more-2089"></span></strong></p>
<p>Una volta impiegati mesi per decidere se avviare attività di social media marketing o meno, molte aziende tendono a buttarsi con la rincorsa. Blog, Facebook, Twitter, YouTube e chi più ne ha più ne metta. Ricerche in archivio per trovare contenuti, foto, video. No. Parti con un canale, impara a gestirlo al meglio, sondane le reazioni. Se lo fai con calma viene meglio!</p>
<p><strong>TERZO: NON CHIEDERTI SE SONO TANTE O POCHE!</strong></p>
<p>Il dubbio che affligge le aziende incerte è questo: e se poi ci fossero pochi fan? Farei brutta figura? No. E comunque le brutte figure ogni tanto servono anche a riflettere. Sui social media i numeri contano, ma vanno visti in maniera un po&#8217; meno grossolana. Il tanto e il poco non esiste!</p>
<p><strong>QUARTO: INVESTI SULLE PERSONE!</strong></p>
<p>I social network sono gratis, ma non aprirli tanto per vedere come va. Hai bisogno di persone che le gestiscano al meglio, devi comprare la formazione per i tuoi dipendenti, prevedere delle ore per queste attività. Non investire comprando l&#8217;advertising per comunicare i tuoi canali, se li uccidi sottovalutandone l&#8217;impegno.</p>
<p><strong>QUINTO: ORGANIZZATI!</strong></p>
<p>Non c&#8217;è niente di peggio che fare una domanda in una Facebook Page, e ricevere risposta dopo giorni, con un link al sito ufficiale, &#8220;dove trovi tutte le informazioni che volevi&#8221;. Organizza la tua azienda in modo che chi si occupa dei social network sappia dove trovare le informazioni, scegli un referente per settore. Questo fallo prima di iniziare!</p>
<p><strong>SESTO: TIENI UN PROFILO BASSO!</strong></p>
<p>Sei sui social network per ascoltare e prestare un servizio alle persone. Non esagerare con la quantità, non esagerare con i toni. Se condividi un link, spendi qualche parola per spiegare cosa sia. Se vuoi comunicare una informazione, utilizza un link.</p>
<p><strong>SETTIMO: DEFINISCI PERCORSI INTEGRATI!</strong></p>
<p>Definisci dei percorsi per le informazioni che vuoi comunicare. Definisci degli spazi dedicati a tipi di contenuto diversi. C&#8217;è una bella soluzione che permette di condividere quello che scrivi nella Facebook Page direttamente sul tuo canale Twitter. Non usarla per forza!</p>
<p><strong>NON FORZARE PERCORSI PREDEFINITI: OTTO!</strong></p>
<p>Non è detto che il percorso che hai scelto vada bene sempre e comunque, preparati a cambiarlo. Preparati a cancellare una informazione che non va bene in un canale. Non insistere con il chiedere di seguire un link solo perché hai previsto che il percorso era quello. Ognuno si crea il suo percorso, le persone hanno l&#8217;abitudine di farlo.</p>
<p><strong>NOVE: DIVENTA ADATTIVO!</strong></p>
<p>Sii flessibile. Se qualcosa non va, cambiala senza problemi. Non usare un piano d&#8217;azione scritto 6 mesi fa, la Rete è cambiata da allora, ci sono cose nuove. Adattati a queste, e adatta ogni cosa alle tue esigenze. Non ci sono cose che devi fare o non fare, a parte chiederti il perché delle cose.</p>
<p><strong>ULTIMO? AFFIDATI A PROFESSIONISTI!</strong></p>
<p>I social network sono semplici da usare e puoi farlo da te? OK.</p>
<p>Michele Polico</p>
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		<title type="html"><![CDATA[Nasce Young Digital Lab: un progetto di formazione sul social media marketing]]></title>
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		<published>2010-01-01T12:03:42Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" />		<summary type="html"><![CDATA[È da qualche anno che di Social Media Marketing si parla moltissimo e nonostante questo è difficile, per chi non se ne occupa in prima persona, fare il punto della situazione o trovare dei punti di riferimento definitivi. Anche i sempre più numerosi eventi istituzionali dedicati a questi temi faticano a rispondere al diffuso bisogno [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2010/01/01/nasce-young-digital-lab-un-progetto-di-formazione-sul-social-media-marketing/"><![CDATA[<p>È da qualche anno che di Social Media Marketing si parla moltissimo e nonostante questo è difficile, per chi non se ne occupa in prima persona, fare il punto della situazione o trovare dei punti di riferimento definitivi. Anche i sempre più numerosi eventi istituzionali dedicati a questi temi faticano a rispondere al diffuso bisogno di informazioni, limitandosi a presentare numeri e trend a giustificazione del social media marketing, ma senza entrare nello specifico del discorso: quali le strategie da utilizzare sul social Web, quali le differenze tra i singoli network, quali i principi del social media marketing e del marketing dell&#8217;ascolto.</p>
<p><span id="more-2131"></span></p>
<p>Per questo motivo ho creato <strong>Young Digital Lab</strong>, un modello di <a href="http://www.youngdigitallab.com/" target="_blank">formazione sul social media marketing</a> dedicato alle aziende, e al tempo stesso un gruppo di giovani e conosciuti professionisti che operano in questo settore: gli <a href="http://www.youngdigitallab.com/chi-siamo-2/" target="_blank">Young Digitals</a>!</p>
<p><img class="alignnone" title="Young Digital Lab" src="http://photos-e.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash1/hs296.ash1/22336_319005006791_277527661791_4030104_1333640_n.jpg" alt="" width="592" height="418" /></p>
<p>YOUNG DIGITAL LAB è dunque un modello formativo dedicato alla comunicazione al tempo del Social Web, che nasce con l&#8217;obiettivo di aiutare le aziende a comprendere le opportunità che il Social Web offre e i cambiamenti che impone, attraverso lo sguardo e le parole di alcuni tra i giovani che più si stanno affermando nel panorama del web marketing italiano.</p>
<p>Young Digital Lab non rivolge la sua offerta direttamente alle aziende interessate al corso, ma alle agenzie di marketing e pubblicità che decidono di ospitarlo e di coinvolgere i propri clienti offrendo loro un programma di formazione completo sul marketing al tempo del Social Web.</p>
<p>Se il progetto vi interessa, potete anche <a href="http://www.facebook.com/YoungDigitalLab" target="_blank">seguirci su Facebook</a>.</p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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			<name>Michele Polico</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Integrare i social network con il sito Web]]></title>
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		<updated>2011-08-31T09:37:00Z</updated>
		<published>2009-12-21T16:17:43Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" />		<summary type="html"><![CDATA[Una delle decisioni che le aziende presenti nei social network devono prendere riguarda la possibile integrazione di questi con il sito Web o con il blog. Vediamo alcune possibilità a disposizione. Se avete creato una Facebook Fan Page e volete che questa sia visibile nel sito una buona soluzione è quella di inserire un Riquadro [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/12/21/integrare-i-social-network-con-il-sito-web/"><![CDATA[<p>Una delle decisioni che le aziende presenti nei social network devono prendere riguarda la possibile integrazione di questi con il sito Web o con il blog. Vediamo alcune possibilità a disposizione.</p>
<p>Se avete creato una Facebook Fan Page e volete che questa sia visibile nel sito una buona soluzione è quella di inserire un <a href="http://www.facebook.com/facebook-widgets/fanbox.php" target="_blank">Riquadro dei Fan</a>, ovvero un piccolo box che visualizza le foto di alcuni fan e gli ultimi aggiornamenti della pagina, e che consente di diventare fan direttamente dal sito.</p>
<p>Non va dimenticato anche di rendere disponibile il sito dalla Pagina Facebook: inserite i link negli spazi adeguati e se disponibile un blog o una sezione news integrate l&#8217;rss nella pagina. L&#8217;applicazione migliore è <a href="http://apps.facebook.com/blognetworks/index.php" target="_blank">NetworkedBlogs</a>.</p>
<p>Nel caso di Twitter, nel sito Web potete inserire il widget che trovate <a href="http://twitter.com/goodies/widget_profile" target="_blank">qua</a>, che raccoglie i vostri ultimi tweet. Una alternativa interessante è quella di inserire gli ultimi tweet di chiunque vi citi, trovate il widget <a href="http://twitter.com/goodies/widget_search" target="_blank">qua</a>.</p>
<p>Anche FriendFeed mette a disposizione dei <a href="http://friendfeed.com/embed" target="_blank">badge perssonalizzabili da inserire nel sito</a>. Chiaramente, non esagerate con i widget e inserite solo quelli che ritenete oppotuni, a meno che non creiate una sezione apposita del sito per la vostra presenza nei social network, alternativa sempre più utilizzata  ormai.</p>
<p>YouTube ha pensato di consentire la <a href="http://www.google.com/uds/solutions/wizards/videobar.html" target="_blank">creazione di una barra video interattiva</a> davvero ben realizzata, mentre per quanto riguarda Flickr una buona soluzione è la condivisione di uno slideshow (aprite la visualizzazione slideshow dell&#8217;album o del set che volete condividere, e poi cliccate in alto a destra su Condividi).</p>
<p><span id="more-2051"></span></p>
<p>Ovviamente le soluzioni non si limitano a queste e si possono studiare e sviluppare soluzioni ad hoc per ogni tipo di esigenza.</p>
<p>Una alternativa interessante e semplice da implementare è quella di creare una pagina ad hoc in cui inserire qualcosa di simile a questo, della grandezza adeguata, per Facebook come per gli altri social network: in questo modo l&#8217;utente può fruire il social network direttamente dal vostro sito.</p>
<p><iframe src="http://www.facebook.com/pages/Nextep/88038969984" width="100%" height="400"></iframe></p>
<p>Your browser does not support iframes.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non bisogna infine dimenticare di rendere semplice alle persone la condivisione dei propri contenuti nei diversi social network: farlo è semplice, basta inserire bottoni appositi come <a href="http://www.facebook.com/facebook-widgets/share.php" target="_blank">Facebook Share</a> oppure utilizzare servizi che permettono la condivisione su molti siti come ad esempio <a href="http://sharethis.com/#STS=g3h321z1.1gc5" target="_blank">ShareThis</a>, <a href="http://www.addthis.com/" target="_blank">AddThis</a> o <a href="http://www.addtoany.com/" target="_blank">AddToAny</a>.</p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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		<author>
			<name>Michele Polico</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Il mio libro: Twitter Marketing in 140 Tweet]]></title>
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		<updated>2011-08-31T09:37:28Z</updated>
		<published>2009-12-04T14:15:45Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" />		<summary type="html"><![CDATA[Finalmente è disponibile il mio libro su TWITTER: per ora l&#8217;ebook, il cartaceo è già preordinabile e sarà disponibile tra un paio di settimane. Si tratta di una guida veloce, scritta nella forma stessa di Twitter: 140 frasi lunghe 140 caratteri per attraversare il tema del Twitter marketing partendo dalle basi di Twitter e delle [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/12/04/il-mio-libro-twitter-marketing-in-140-tweet/"><![CDATA[<p>Finalmente è disponibile il <a href="http://www.ledizioni.it/catalogo/catalogo_11.Twittermarketing.html" target="_blank">mio libro su TWITTER</a>: per ora l&#8217;ebook, il cartaceo è già preordinabile e sarà disponibile tra un paio di settimane.</p>
<p>Si tratta di una guida veloce, scritta nella forma stessa di Twitter: 140 frasi lunghe 140 caratteri per attraversare il tema del Twitter marketing partendo dalle basi di Twitter e delle sue funzioni, e andando poi ad approfondire le logiche di comunicazione aziendale sottese allo strumento e ad illustrarne alcuni casi di successo.</p>
<p>Un libro che vuole anche dimostrare quanto la forma concisa e a volte sottovalutata di Twitter permetta in realtà di comunicare, andando dritti al punto della questione e permettendo di trasferire l&#8217;informazione e la conoscenza in maniera veloce.</p>
<p><span id="more-2039"></span></p>
<p>La guida ospita con orgoglio 14 tweet scritti appositamente da esperti italiani di comunicazione e Web che hanno deciso di partecipare e contribuire al progetto, e che trovate in questa <a href="http://twitter.com/MichelePolico/twitter140" target="_blank">Twitter List</a>!</p>
<p style="text-align: center;"><span class="youtube">
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</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=sSdtmkX5Opc">www.youtube.com/watch?v=sSdtmkX5Opc</a></p></p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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		<author>
			<name>Michele Polico</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Facebook: un nuovo cambio di direzione?]]></title>
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		<updated>2009-10-27T09:17:25Z</updated>
		<published>2009-10-26T12:54:33Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="facebook marketing" />		<summary type="html"><![CDATA[La settimana scorsa Facebook ha introdotto una piccola modifica alla home page: come annunciato anche nel blog, la sezione Highlights sulla destra è stata eliminata e al suo posto è stata inserita la News Feed, che viene visualizzata alternativamente al Live Feed al centro della home e che mostra informazioni aggiuntive rispetto a prima, come [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/10/26/facebook-un-nuovo-cambio-di-direzione/"><![CDATA[<p>La settimana scorsa Facebook ha introdotto una piccola modifica alla home page: come annunciato anche nel <a href="http://blog.facebook.com/blog.php?post=162536657130" target="_blank">blog</a>, la sezione Highlights sulla destra è stata eliminata e al suo posto è stata inserita la News Feed, che viene visualizzata alternativamente al Live Feed al centro della home e che mostra informazioni aggiuntive rispetto a prima, come ad esempio le foto in cui gli amici vengono taggati e le pagine di cui diventano fan.</p>
<p><img class="alignnone" title="nuova home di facebook" src="http://photos-b.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc1/hs227.snc1/7416_198054686728_20531316728_3841044_8310992_n.jpg" alt="nuova home di facebook" width="550" height="468" /></p>
<p>Probabilmente questo è un passaggio intermedio per un nuovo importante cambiamento come quello realizzato <a href="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/03/05/le-pagine-fan-su-facebook-cambiano-ecco-le-novita-e-le-possibilita-per-le-aziende/" target="_blank">lo scorso marzo</a>, ma per il momento questa scelta appare un drastico cambio di direzione, con pesanti conseguenze sulle strategie di marketing.</p>
<p>Infatti, il cambiamento davvero grosso non riguarda tanto la nuova interfaccia, quanto il fatto che &#8211; almeno per ora &#8211; il News Feed include solo attività compiute da connessioni dirette (amici, pagine di cui si è fan, gruppi a cui si è iscritti) e non più attività di terzi che siano piaciute ad amici.</p>
<p>Negli HighLights sulla destra era infatti possibile entrare in contatto con contenuti condivisi da terzi che fossero stati likati o commentati da amici, e questa era stata a Marzo una novità che rendeva Facebook piattaforma con potenzialità di diffusione virale dei contenuti e dell&#8217;informazione, e che aveva comportato l&#8217;introduzione del concetto di link (prima non si pubblicavano link, ma video, foto ecc, ed erano contenuti &#8220;chiusi&#8221;).</p>
<p>Questa nuova modifica, non facendo visualizzare questo tipo di contenuti, sembra fare un passo indietro nel percorso di progressiva apertura che Facebook ha avviato nel tempo per restare competitivo nei confronti delle piattaforme sociali di seconda generazione come Twitter e FriendFeed, per favorire invece una maggiore privacy alle persone su Facebook.</p>
<p>In questo modo, inoltre, il centro dell&#8217;attenzione torna a essere la persona fonte del contenuto e non più il contenuto stesso, come avveniva con gli HighLights.</p>
<p>Ma oltre alla apparente controtendenza rispetto alla direzione che sta prendendo il Web, questo piccolo cambiamento obbliga chi si occupa di comunicazione e marketing, oltre che le aziende stesse, a rivedere i modelli di diffusione dei propri contenuti all&#8217;interno della piattaforma.</p>
<p>Se, per esempio, fino a pochi giorni fa una azienda poteva postare un video interessante e contare che questo si diffondesse attraverso like e commenti agli amici dei commentatori, creando un circolo virtuoso che portava nuovi like, commenti e nuovi fan, pare adesso che solo attraverso una azione più impegnativa di condivisione attiva del contenuto questo possa diffondersi.</p>
<p>In che modo questo influirà sui comportamenti delle aziende? Darà adito a nuove strategie di spamming, di infiltration, e renderà la diffusione dei contenuti meno naturale? E per quanto tempo il News Feed integrerà soltanto contenuti dei contatti diretti?</p>
<p>Michele Polico</p>
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		<author>
			<name>Michele Polico</name>
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		<title type="html"><![CDATA[I nuovi gruppi Facebook]]></title>
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		<updated>2009-10-20T08:16:35Z</updated>
		<published>2009-10-20T08:13:59Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="facebook marketing" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="gruppi facebook" />		<summary type="html"><![CDATA[Come preannunciato la settimana scorsa da Nick O&#8217;Neill, i gruppi Facebook sono oggi diventati più simili alle pagine e ai profili personali, rendendo quindi il design di Facebook più omogeneo. I gruppi da oggi hanno dunque una bacheca in cui vedere le attività recenti dei membri, un &#8220;publisher&#8221; per condividere link, foto, eventi, video o [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/10/20/i-nuovi-gruppi-facebook/"><![CDATA[<p>Come preannunciato la settimana scorsa da <a href="http://www.allfacebook.com/2009/10/facebook-launches-new-groups-layout/" title="Facebook launches new groups layout, AllFacebook" target="_blank">Nick O&#8217;Neill</a>, i gruppi Facebook sono oggi diventati più simili alle pagine e ai profili personali, rendendo quindi il design di Facebook più omogeneo.</p>
<p><img class="alignnone" title="social media marketing" src="http://farm3.static.flickr.com/2731/4028992446_244041539e.jpg" alt="social media marketing" width="500" height="413" /></p>
<p>I gruppi da oggi hanno dunque una bacheca in cui vedere le attività recenti dei membri, un &#8220;publisher&#8221; per condividere link, foto, eventi, video o per lasciare semplicemente un commento, una sezione Info e poi delle sezioni rimuovibili per le foto, le discussioni, i video, gli eventi e i link.</p>
<p>Con questo redesign, alcune attività effettuate all&#8217;interno del gruppo, che prima restavano chiuse al suo interno, verranno visualizzate ndel newsfeed. Per la precisione, solo le attività compiute all&#8217;interno dal gruppo da un amico verranno visualizzate nella home, e sarà comunque possibile decidere quali gruppi visualizzare e quali no.</p>
<p>Se Facebook sottolinea attraverso il suo <a href="http://blog.facebook.com/blog.php?post=156031977130" title="Giving Groups a Stronger Voice, Facebook Blog" target="_blank">blog</a> che i due strumenti hanno ancora finalità ben distinte, i gruppi utili per la collaborazione tra persone mentre le pagine per diffondere i messaggi di aziende e figure pubbliche, e per comunicare direttamente con fan e clienti, è vero che essendo gruppi e pagine adesso molto più simili, sarà più semplice per certi versi utilizzare l&#8217;uno al posto dell&#8217;altro.</p>
<p>In ogni caso è bene ricordare che, al momento, ci sono ancora differenze sostanziali tra i due strumenti, soprattutto per quanto riguarda le possibilità di personalizzazione grafica e funzionale &#8211; ed è questa una differenza davvero molto grossa &#8211; che le <a href="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/10/15/quale-e-la-forma-migliore-per-pubblicizzare-su-facebook/" title="le applicazioni: la forma migliore per pubblicizzare su Facebook" target="_blank">applicazioni</a> permettono alle pagine ma non ai gruppi. Ancora, nei gruppi vengono visualizzati gli amministratori mentre per quanto riguarda i profili aziendali questi restano anonimi. In bacheca non si può dividere il flusso dei commenti dei membri da quelli degli amministratori, e le statistiche presenti per le pagine non sono per i gruppi disponibili.</p>
<p>Per quanto riguarda invece la recente possibilità di taggare negli status, sia le pagine che i gruppi lo possono fare, a condizione però che la persona taggata sia amica dell&#8217;amministratore, o che questio sia fan/membro della pagina/gruppo da taggare.</p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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		<author>
			<name>Michele Polico</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Quale é la forma migliore per pubblicizzare su facebook?]]></title>
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		<updated>2009-10-15T07:48:05Z</updated>
		<published>2009-10-15T07:46:09Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="facebook marketing" />		<summary type="html"><![CDATA[Questo post è stato scritto all&#8217;interno di Xihit, una agenzia di Berlino specializzata nello sviluppo di applicazioni Facebook, che recentemente si è fatta notare in Italia per una guida che introduce in maniera semplice e puntuale al marketing su Facebook, soffermandosi sulla piattaforma e sulle sue funzioni e spiegando nei dettagli come utilizzarle, e presentando [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/10/15/quale-e-la-forma-migliore-per-pubblicizzare-su-facebook/"><![CDATA[<p style="margin-left: 0pt; margin-right: 0pt;">Questo post è stato scritto all&#8217;interno di Xihit, una agenzia di Berlino specializzata nello sviluppo di applicazioni Facebook, che recentemente si è fatta notare in Italia per una <a href="http://www.facebookbiz.it/guida-marketing" title="guida al marketinig con Facebook" target="_blank">guida</a> che introduce in maniera semplice e puntuale al marketing su Facebook, soffermandosi sulla piattaforma e sulle sue funzioni e spiegando nei dettagli come utilizzarle, e presentando inoltre numerose case history di rilievo.</p>
<p style="margin-left: 0pt; margin-right: 0pt;">Michele Polico</p>
<p style="margin-left: 0pt; margin-right: 0pt;">
<p style="margin-left: 0pt; margin-right: 0pt;"><em>Facebook si ta avvicinando ai 300 milioni di utenti a livello internazionale, e ha superato gli 11 milioni solo in Italia. Ora che i numeri si fanno importanti, la curiosita&#8217; per questa piattaforma inizia a farsi pressante anche nel bel paese. Pertanto parlarne anche da un punto di vista tecnico sembra interessante, se non opportuno.</em></p>
<p style="margin-left: 0pt; margin-right: 0pt;"><em>Dando un &#8216;occhiata a quelli che possono essere considerati i migliori esempi marketing su facebook, appare chiaro che il modello che sta ottenendo piú successo prevede che gli utenti vengano coinvolti dal brand e si abbandoni la tendenza al semplice bombardamento del consumatore con consigli, suggerimenti, per quanto attraenti e suadenti, tramite il semplice piazzamento di annunci pubblicitari. </em></p>
<p style="margin-left: 0pt; margin-right: 0pt;"><em>Per far sí che il proprio messaggio venga accolto e successivamente diffuso dalla comunita&#8217; online piu&#8217; chiaccherata del momento é necessario che l&#8217;utente, tramite la propria intereazione (la cui sollecitazione é compito del brand o dell&#8217;agenzia che segue il progetto), renda partecipi i suoi contatti riguardo le proprie attivita&#8217; e inviti gli stessi a parteciparvi.</em></p>
<p style="margin-left: 0pt; margin-right: 0pt;"><em>Affinche&#8217; questo accada, le azioni che l&#8217;utente effettua all&#8217;interno della piattaforma devono apparire all&#8217;interno delle News Feed. Esse sono infatti l&#8217;insieme delle informazioni inerenti le attivita&#8217;, lo status, la condivisione etc del network di ogni utente; appaiono nella zona centrale della home page (di ogni singolo utente).</em></p>
<p style="margin-left: 0pt; margin-right: 0pt;"><em>Facebook punta e supporta in particolar modo la creazione di pagine (fan page branidizzate), all&#8217;interno del quale la liberta&#8217; a livello di lay out e l&#8217;accesso ai dati utente risultano limitati. Per ovviare alle questioni di design, e per permettere un maggior conivolgimento dell&#8217;utenza, é possibile integrare delle applicazioni nelle schede della tab area. </em></p>
<p style="margin-left: 0pt; margin-right: 0pt;"><em>La combinazione delle due opzioni, fan page e applicazione, fornisce maggiori possibilita&#8217; a livello visivo e a livello di funzionalita&#8217; specifica della piattaforma di sviluppare una campagna di successo. L&#8217;utente puo&#8217; interagire con l&#8217;applicazione, puo&#8217; interagire con la pagina lasciando commenti e postando immagini (ovviamente i contenuti di base della pagina devono avere una certa consistenza) e gli amministratori della pagina possono creare delle relazioni a medio e lungo termine con gli utenti. Che é poi l&#8217;obbiettivo di facebook: lunghe e fruttuose relazioni. </em></p>
]]></content>
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		<author>
			<name>Michele Polico</name>
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					</author>
		<title type="html"><![CDATA[Il social media marketing è orientamento alla persona (e al servizio)]]></title>
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		<updated>2010-08-02T22:32:46Z</updated>
		<published>2009-10-12T08:00:11Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="orientamento alla persona" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="servizio" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="social media marketing" />		<summary type="html"><![CDATA[Nella prima fase della storia del marketing, quella dell&#8217;orientamento alla produzione, le persone accoglievano con entusiasmo ogni innovazione introdotta nelle fabbriche, e alle aziende per vendere bastava produrre. Il prezzo era pressoché l&#8217;unica leva comunicativa, visto che ad essere comunicata doveva essere solamente l&#8217;efficienza produttiva, unico obiettivo delle aziende immerse in una condizione strutturale in [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/10/12/il-social-media-marketing-e-orientamento-alla-persona-e-al-servizio/"><![CDATA[<p>Nella prima fase della storia del marketing, quella dell&#8217;orientamento alla produzione, le persone accoglievano con entusiasmo ogni innovazione introdotta nelle fabbriche, e alle aziende per vendere bastava produrre. Il prezzo era pressoché l&#8217;unica leva comunicativa, visto che ad essere comunicata doveva essere solamente l&#8217;efficienza produttiva, unico obiettivo delle aziende immerse in una condizione strutturale in cui era la domanda ad eccedere l&#8217;offerta. L&#8217;orientamento era rivolto alla realizzazione di prodotti standard volti a soddisfare bisogni &#8220;medi&#8221;, adatti a un&#8217;epoca in cui il “consumo” era orientato alla soddisfazione di bisogni e non alla definizione dell&#8217;identità delle persone. Produzione seriale, omologazione dei prodotti e organizzazione scientifica del lavoro erano le chiavi del successo. Era questa una fase eccezionale sia per le aziende, per lo più monopoliste e sicure di vendere tutto ciò che producevano, sia per le persone, che finalmente potevano permettersi dei beni che miglioravano la loro esistenza.</p>
<p>Nella seconda fase, quella dell&#8217;orientamento alla vendita, le cose iniziavano a cambiare: non bastava più produrre per vendere, bisognava convincere a comprare. L&#8217;offerta di beni industriali era adesso cresciuta, la concorrenza si era intensificata, lo scarto tra mercato potenziale e domanda non era più così vasto. La pubblicità soprattutto, ma anche le sponsorizzazioni, le relazioni pubbliche, la promozione vendite, la vendita personale erano diventate le leve fondamentali del communication mix. L&#8217;obiettivo non era più comunicare l&#8217;efficienza ma la differenziazione, al fine di ridurre la sostituibilità tra i propri prodotti e quelli della concorrenza. E&#8217; questo il periodo del grande sviluppo dei mezzi della comunicazione di massa, promossi e sostenuti dalle esigenze comunicative delle aziende.</p>
<p>Con la terza fase del marketing, quella dell&#8217;orientamento al marketing, esso diventò una attività pianificata e pianificatrice: la domanda era sempre più esigente e meno standardizzabile, e la condizione generale dei mercati dei beni di consumo era la segmentazione. Come Kotler insegnava, &#8220;l&#8217;impresa orientata al marketing non deve tentare di vendere tutto ciò che produce, ma deve produrre ciò che può vendere&#8221;. Il marketing doveva quindi interfacciare i bisogni e i desideri dei consumatori, e lo faceva attraverso un attento processo manageriale articolato in diverse fasi, che andavano dall&#8217;analisi del mercato alla selezione dei mercati-obiettivo alla formulazione delle strategie, infine alla pianificazione, organizzazione, attuazione e controllo delle azioni di marketing. Le leve operative del communication mix erano le note 4P: il product, il price, il place e la promotion.</p>
<p>Negli ultimi vent&#8217;anni il marketing stesso ha subito quel processo di diversificazione tipico dei beni, e oggi convivono, competono e collaborano modelli e orientamenti diversi, che rispondono a una società anch&#8217;essa sempre più plurale. L&#8221;espansione di Internet ha dato alle aziende e alle persone un modo nuovo di informarsi e di comunicare, e ha avvicinato il mondo della produzione e quello del consumo. La pluralità dell&#8217;offerta, la realizzata soddisfazione dei bisogni e  lo sbilanciamento del potere a favore del mondo del consumo, l&#8217;accresciuta consapevolezza delle persone, tutto questo ha modificato profondamente il senso del marketing.</p>
<p>Con le interazioni azienda-clienti che Internet e i <a href="http://youngdigitallab.com" target="_blank">social media</a> rendono oggi possibili, interazioni molti-molti e pluridirezionali, istantanee e multimediali, l&#8217;orientamento del marketing deve essere alla persona, e alla qualità e personalizzazione del servizio. Le persone si aspettano di essere trattate in quanto tali, e questo si integra perfettamente nell&#8217;evoluzione della storia del marketing, che dall&#8217;inizio ha attribuito ai desideri dei clienti un peso sempre maggiore, come conseguenza dell&#8217;evoluzione dei mezzi della comunicazione e dell&#8217;espansione della produzione tipica del libero mercato.</p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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		<author>
			<name>Michele Polico</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Organizzare un concorso fotografico su Facebook]]></title>
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		<updated>2009-09-18T07:25:13Z</updated>
		<published>2009-09-15T07:05:10Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="facebook marketing" />		<summary type="html"><![CDATA[Organizzare un concorso fotografico attraverso il profilo pubblico di Facebook è una buona idea per promuovere la propria pagina aziendale e il proprio brand. Per farlo, bisogna innanzitutto chiedere il permesso a Facebook, spiegando chiaramente gli obiettivi del concorso e le modalità del suo svolgimento. Come specificato infatti al punto 3.9 dei termini di servizio, [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/09/15/organizzare-un-concorso-fotografico-su-facebook/"><![CDATA[<p>Organizzare un concorso fotografico attraverso il profilo pubblico di Facebook è una buona idea per promuovere la propria pagina aziendale e il proprio brand.</p>
<p>Per farlo, bisogna innanzitutto chiedere il permesso a Facebook, spiegando chiaramente gli obiettivi del concorso e le modalità del suo svolgimento. Come specificato infatti al punto 3.9 dei <a href="http://www.facebook.com/terms/italian.php" title="Facebook: dichiarazione dei diritti e delle responsabilità" target="_blank">termini di servizio</a>, è vietato &#8220;offrire gare, offerte o concorsi a premi (&#8220;promozioni&#8221;) su Facebook senza disporre del nostro consenso scritto. In caso di autorizzazione da parte nostra, l&#8217;utente è pienamente responsabile della promozione e si atterrà alle nostre <a href="http://www.facebook.com/promotions_guidelines.php" title="linee guida per le promozioni di Facebook" target="_blank">Linee guida sulle promozioni</a> e a tutte le leggi applicabili&#8221;.</p>
<p>La richiesta va fatta utilizzando il <a href="http://www.facebook.com/advertising/?pages#/business/contact.php" title="modulo di contatto Facebook per le soluzioni integrate" target="_blank">modulo di contatto business</a>, ma è inutile dire che avere già un contatto accelera i tempi a volte lenti del supporto.</p>
<p>Per quanto riguarda invece la gestione del concorso su Facebook, gli strumenti che si possono utilizzare sono la sezione &#8220;Foto dei fan&#8221; già disponibile di default oppure delle applicazioni create ad hoc per lo scopo.</p>
<p>La prima opzione, ovvero l&#8217;adattamento del concorso all&#8217;interno delle foto dei fan, è stata utilizzata ad esempio da <a href="http://www.lowfares.com/travel-news/03-05-09/lowfares-launches-facebook-photo-contest" title="regolamento del Facebook Photo Contest di LowFares" target="_blank">LowFares</a>. I vantaggi principali di questa scelta sono il grande risparmio economico e temporale, oltre che l&#8217;integrazione del concorso con il sistema di tagging che se usato nel giusto modo ne potrebbe determinare la diffusione.</p>
<p>Una variante sul tema che alcuni hanno utilizzato è quella di farsi inviare le foto via e-mail e inserirle manualmente in un album dedicato, ma  i problemi di gestione sono evidenti e aumentano all&#8217;aumentare del successo del concorso.</p>
<p>Anche per quanto riguarda la creazione di una applicazione ad hoc si aprono due strade: lo sviluppo della stessa da zero o l&#8217;utilizzo di applicazioni già esistenti come quella di <a href="http://votigo.com/corp/solutions/fbcontests.php" title="Facebook Photo Application di Votigo" target="_blank">Votigo</a>. Nel primo caso si hanno costi e tempi maggiori, ma anche massima flessibilità di sviluppo, mentre per quanto riguarda l&#8217;applicazione di Votigo, che è stata utilizzata ad esempio da Patrizia Pepe per il concorso <a href="http://apps.facebook.com/patrizia-pepe/" title="applicazione You The Star di Patrizia Pepe" target="_blank">You The Star</a>, la personalizzazione è inferiore ma il prodotto è davvero buono e a costi limitati (di listino si hanno soluzioni dai 2.500 ai 7.500 dollari in base alle funzioni richieste).</p>
<p>Per quanto riguarda gli aspetti legali, oltre alla stesura classica stesura di un regolamento, bisogna ricordare che i dati del concorso devono essere memorizzati su un server dislocato su territorio italiano.</p>
<p>Michele Polico</p>
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		<title type="html"><![CDATA[Far crescere i fan di una Facebook Page]]></title>
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		<published>2009-09-10T13:48:33Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="facebook marketing" />		<summary type="html"><![CDATA[Far crescere i fan su Facebook è un obiettivo che molte aziende si pongono, quasi fosse la quantità di pubblico il senso stesso della presenza su Facebook. Per questo scopo ci sono società specializzate nella vendita di fan, come di amici o di followers su Twitter. In realtà fare marketing su Facebook è una attività [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/09/10/crescere-fan-facebook/"><![CDATA[<p>Far crescere i fan su Facebook è un obiettivo che molte aziende si pongono, quasi fosse la quantità di pubblico il senso stesso della presenza su Facebook. Per questo scopo ci sono società specializzate nella <a title="uSocial: compra amici e fan su Facebook" href="http://usocial.net/facebook_marketing/#press2" target="_blank">vendita di fan</a>, come di amici o di followers su Twitter.</p>
<p>In realtà fare marketing su Facebook è una attività più seria e complessa di questa, e chi consiglia l&#8217;azienda dovrebbe innanzitutto formare e far capire quale debba essere il giusto approccio.</p>
<p>Le modalità con cui conviene far crescere il numero di fan dipende principalmente da due fattori: la notorietà e apprezzamento del brand, e la quantità di risorse temporali investite.</p>
<p>Estremizzando le situazioni possibili, le pagine fan possono essere di 4 tipi:</p>
<p><img class=" alignnone" title="tipologie di pagine facebook" src="http://farm3.static.flickr.com/2425/3906915860_57aea5211a.jpg" alt="tipologie di pagine facebook" width="363" height="500" /></p>
<p><strong>VETRINA</strong>: una azienda poco conosciuta che non intende investire risorse nella pagina, creerà un profilo solo per essere presente, e non deve in alcun modo cercare di accrescere il numero di fan. In realtà potrebbe spesso anche evitare di creare la pagina.</p>
<p><strong>PALLONCINO</strong>: è il caso di una azienda piccola ma molto nota, che decide di aprirsi al proprio pubblico ma non ha risorse da investire,  e il pericolo principale è quello che i fan crescano e interagiscano troppo. Nella pagina possono interagire pochi per volta perché se entra troppa aria rischia di scoppiare.</p>
<p>In questo caso è bene che la pagina cresca in sordina, e che il consulente/agenzia collabori attivamente alla gestione della pagina in modo da ottimizzare i tempi e le interazioni con le persone. Le persone dell&#8217;azienda che seguono la pagina generalmente hanno altri ruoli principali, e devono essere seguiti e formati con calma.</p>
<p>Una volta deciso di investire maggiori risorse far crescere la pagina sarà molto semplice. In particolare si potranno <a title="cosa fare con le pagine Facebook non ufficiali" href="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/03/20/qualcuno-ha-creato-una-pagina-fan-su-facebook-per-la-vostra-azienda-che-fare/" target="_blank">integrare i fan di pagine non ufficiali nella propria</a> facendo la richiesta a Facebook (in genere aziende note hanno diverse pagine non ufficiali), inserire l&#8217;icona di Facebook o un widget nel sito, annunciare la propria presenza nella comunicazione istituzionale (stando attenti alle <a title="Facebook:l'antimateria della comunicazione, post di Marco Camisani Calzolari" href="http://www.camisanicalzolari.com/2009/09/facebook-lantimateria-della-comunicazione.html" target="_blank">brutte figure</a>) e lavorare sulla viralità dei contenuti. In questo modo il profilo si trasformerà da palloncino in festa!</p>
<p><img class="alignnone" title="facebook brutte figure" src="http://farm3.static.flickr.com/2449/3905715253_a82bc5a23d.jpg" alt="facebook" width="397" height="299" /></p>
<p><strong>FESTA</strong>: una azienda conosciuta che abbia molte risorse da investire nella gestione della pagina è in una situazione ottimale per aumentare la propria awareness e la propria reputazione, oltre che per cogliere nuove occasioni di business e feedback dall&#8217;interazione con le persone. Far crescere il numero di fan in questo caso non sarà un problema e può essere un obiettivo da porsi già da subito, a fianco di altri più qualitativi.</p>
<p>Oltre ai metodi suggeriti per le pagine palloncino, si può utilizzare Facebook Ads e integrare la presenza in Facebook con una comunicazione a 360° sui social network, in grado da amplificare ulteriormente la risonanza della pagina. Qualsiasi azione contribuirà comunque alla sua crescita.</p>
<p><strong>ESCA</strong>: aziende poco conosciute che desiderano investire in Facebook per aumentare l&#8217;awareness devono puntare prevalentemente su Facebook Ads e su meccanismi di diffusione virale, per lo più incentivata, come concorsi e premi. In questo modo grazie al profilo pubblico sarà possibile farsi conoscere da persone interessate.</p>
<p>Michele Polico</p>
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		<title type="html"><![CDATA[Attenzione!]]></title>
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		<published>2009-08-31T08:25:01Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="social media marketing" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="tempo" />		<summary type="html"><![CDATA[Le aziende presenti nei social media aumentano, e aumenta anche la quantità di comunicazione presente in Rete. Di fronte a questa abbondanza il tempo a disposizione delle persone per seguire le aziende di interesse diventa sempre più scarso, e impone scelte e sacrifici. fonte dell&#8217;immagine L&#8217;obiettivo della presenza nei social media è dunque fare in [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/08/31/attenzione/"><![CDATA[<p>Le aziende presenti nei social media aumentano, e aumenta anche la quantità di comunicazione presente in Rete. Di fronte a questa abbondanza il tempo a disposizione delle persone per seguire le aziende di interesse diventa sempre più scarso, e impone scelte e sacrifici.</p>
<p><img class="alignnone" title=" attenzione" src="http://farm3.static.flickr.com/2496/3874001634_476ab03a4c.jpg" alt="aziende nei social media" width="326" height="312" /></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.raucci.net/2009/01/13/la-coscienza-pulita/" target="_blank">fonte dell&#8217;immagine</a></p>
<p>L&#8217;obiettivo della presenza nei social media è dunque fare in modo che le persone decidano di prestare <strong>attenzione</strong> alle comunicazioni nel lungo periodo, diventando fan su Facebook, iscrivendosi al feed del blog, seguendo su Twitter e FriendFeed gli aggiornamenti. È una decisione che dipende dall&#8217;<em>utilità </em>di queste comunicazioni, dal modo in cui vengono poste, dalla loro brevità.</p>
<p>Come ben spiega Maurizio Goetz, è l&#8217;<a title="post sui social media di Maurizio Goetz" href="http://marketingusabile.blogspot.com/2009/08/so-what.html#links" target="_blank">opportunity to get noticed</a> la sfida che le aziende devono porsi, che rispetto alla classica opportunity to see dipende meno dai budget investiti e sempre più dalla qualità delle interazioni. L&#8217;opportunity to get noticed &#8220;riguarda l&#8217;opportunità di essere scelti in rete un intervallo di tempo ragionevolmente lungo, fra diverse opzioni alternative. Significa essere inseriti fra i preferiti e non ci sono trucchi che tengano, è il risultato di tanto lavoro ed impegno&#8221;.</p>
<p>La comunicazione delle aziende deve dunque risolvere problemi e risparmiare tempo, venire al dunque, parlare sempre meno per slogan e sempre più come le persone, essere meno creativa e più strategica. Il social media marketing non è solo decidere di partecipare e scegliere gli ambienti sociali più adatti, ma è guadagnare attenzione: è questo l&#8217;obiettivo!</p>
<p>Michele Polico</p>
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		<title type="html"><![CDATA[Netlog Brand Page: i profili dedicati alle aziende su Netlog]]></title>
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		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="netlog marketing" />		<summary type="html"><![CDATA[Netlog è un social network dedicato ai giovanissimi che conta oltre 40 milioni di iscritti e più di 25 versioni localizzate per lingua. Esso offre alle aziende molte opportunità, tra cui il display advertising gestito da Yahoo!, il self service advertising attivabile da qua, lo sviluppo di applicazioni in linea con le API Open Social [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/07/13/netlog-brand-page-i-profili-dedicati-alle-aziende-su-netlog/"><![CDATA[<p>Netlog è un social network dedicato ai giovanissimi che conta oltre 40 milioni di iscritti e più di 25 versioni localizzate per lingua. Esso offre alle aziende molte opportunità, tra cui il <strong>display advertising</strong> gestito da Yahoo!, il <strong>self service advertising</strong> <a title="acquista pubblicità su Netlog" href="http://it.netlog.com/go/about/advertisers?view=selfservice" target="_blank">attivabile da qua</a>, lo sviluppo di <strong>applicazioni</strong> in linea con le API Open Social di Google e la creazione di una <strong>brand page</strong>: vediamo le principali caratteristiche e funzioni di un profilo aziendale su Netlog!</p>
<p><img class="alignnone" title="ragazza netlog" src="http://farm3.static.flickr.com/2496/3716859900_c4599fae27.jpg?v=0" alt="netlog" width="332" height="500" /></p>
<p>Innanzitutto, attraverso una brand page le aziende possono entrare in contatto con le persotne. Queste ultime possono infatti  aggiungere i brand alla lista degli amici, ricevendo in questo modo notifiche e aggiornamenti, copiare la grafica della brand page (è questo un aspetto molto interessante che approfondiremo) e interagire con il brand attraverso i commenti, il guestbook, messaggi privati e sondaggi.</p>
<p>Le principali informazioni che una azienda può inserire nel profilo sono il logo e una tagline, una descrizione, un link a un sito esterno, il nome con il quale sarà visualizzato che può essere diverso dalla url scelta.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;aspetto grafico, è possibile e consigliato creare una skin personalizzata per la pagina della propria azienda (Netlog stesso si offre di crearne appositamente per chi lo desiderasse). Un aspetto davvero interessante è che le persone possono utilizzare le skin delle aziende e inserirle nel proprio profilo, aumentando la visibilità delle aziende e creando un vero e proprio effetto virale: cliccando nell&#8217;header dello skin di una azienda in un profilo personale si viene infatti rediretti automaticamente alla brand page.</p>
<p>Oltre a questo, nel profilo aziendale è possibile inserire foto, video, musica, testo, eventi, link, feed e HTML in piccoli box o anche nell&#8217;header e nel footer.</p>
<p>Per l&#8217;interazione Netlog offre alle aziende diversi strumenti, tra cui un blog, che può essere utilizzato direttamente oppure integrato via feed con un blog presente all&#8217;esterno e che consente di inviare una notifica agli amici per ogni nuovo post, un guestbook nel quale gli amici possono lasciare commenti, un box per sondaggi testuali o fotografici, gli urli, gli scoop, ovvero un box che alterna ogni pochi secondi delle frasi inserite dall&#8217;azienda, e la messaggistica privata.</p>
<p>Una caratteristica particolare di Netlog è che, per pubblicare un profilo aziendale ma anche una applicazione, bisogna contattare lo staff che deve dare l&#8217;approvazione: in questo modo il social network previene azioni di spamming e abusi largamente presenti invece su Facebook.</p>
<p>Gli amministratori possono invece decidere a chi permettere e a chi negare di visualizzare il proprio profilo o alcune sue parti, e inoltre creare una black list in cui aggiungere le persone cui non si vuole permettere l&#8217;accesso al profilo.</p>
<p>Prossimamente approfondiremo altri aspetti legati al mondo di Netlog!</p>
<p>Michele Polico</p>
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		<title type="html"><![CDATA[Organizzare la gestione dei social media in azienda]]></title>
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		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="internal marketing" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="social media marketing" />		<summary type="html"><![CDATA[Uno dei problemi costanti nell&#8217;avvio delle attività di social media marketing di ogni azienda è legato all&#8217;organizzazione e alla definizione delle personalità e funzioni interne cui affidare questi compiti. Le aziende, abituate un tempo a esternalizzare quasi completamente la comunicazione, si trovano oggi a dover predisporre una struttura interna in grado di affrontare tutta una [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/06/30/organizzare-la-gestione-dei-social-media-in-azienda/"><![CDATA[<p>Uno dei problemi costanti nell&#8217;avvio delle attività di <a href="http://www.youngdigitallab.com" target="_blank">social media marketing</a> di ogni azienda è legato all&#8217;organizzazione e alla definizione delle personalità e funzioni interne cui affidare questi compiti. Le aziende, abituate un tempo a esternalizzare quasi completamente la comunicazione, si trovano oggi a dover predisporre una struttura interna in grado di affrontare tutta una serie di problematiche legate ai nuovi modelli proposti dai consulenti di Web marketing e imposti dall&#8217;evoluzione della tecnologia e della società.</p>
<p>Soprattutto per piccole e medie realtà, i dipendenti sono spesso oberati di lavoro al punto che ipotizzare un loro utilizzo per questi compiti presuppone una importante ridefinizione dei processi e della struttura aziendale, cui va aggiunta spesso la mancata comprensione dell&#8217;<a title="fare marketing con i social media" href="http://socialmediamarketing.nextep.it/2008/12/09/social-media-marketing/" target="_blank">importanza di questa attività</a> da parte dei singoli individui.</p>
<p>Forrester propone <a title="Forrester: report sull'organizazzione interna del social media marketing" href="http://blogs.forrester.com/marketing/2009/06/report-companies-should-organize-for-social-media-in-a-hub-and-spoke-model.html#" target="_blank">una interessante sintesi</a> per la quale le aziende organizzano il loro approccio ai social media in tre diversi modi: <strong>distribuito</strong>, in cui ogni gruppo aziendale può creare un proprio programma attorno ai social media senza che vi sia un approccio aziendale integrato, <strong>centralizzato</strong>, in cui un solo gruppo o una sola persona all&#8217;interno dell&#8217;azienda si occupa di queste attività, <strong> </strong>e <strong>trasversale</strong>, caso in cui viene creato un gruppo interfunzionale che si occupa del social media marketing.</p>
<p><img class="alignnone" title="organizzazione interna e social media" src="http://farm3.static.flickr.com/2589/3674111873_0d3405e174.jpg?v=0" alt="social media e organizzazione interna" width="500" height="338" /></p>
<p>In accordo con Forrester, l&#8217;approccio generalmente consigliabile oltre che il più frequente è quest&#8217;ultimo, anche se non è possibile definire una organizzazione che vada bene per tutte le realtà e per tutte le strategie editoriali, relazionali e di ascolto.</p>
<p>In ogni caso, è importante rendere il meno burocratico possibile il processo di interazione, che deve rispondere ai tempi della Rete, e quindi lasciare la massima libertà di azione, all&#8217;interno di regole predefinite e condivise, a chi deve interagire con le persone.</p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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			<name>Michele Polico</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Iran e social network]]></title>
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		<published>2009-06-23T10:37:43Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" />		<summary type="html"><![CDATA[Credo che capire il modello di produzione e distribuzione dei contenuti offerto dalla Rete sia alla base della comprensione dei modelli di comunicazione che da mesi propongo in questo blog. In questo periodo si parla molto dell&#8217;effetto dei social network sulla situazione politica iraniana: Twitter è diventato talmente importante che Mousavi, leader dell&#8217;opposizione iraniana, ha [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/06/23/iran-e-social-network/"><![CDATA[<p>Credo che capire il modello di produzione e distribuzione dei contenuti offerto dalla Rete sia alla base della comprensione dei modelli di comunicazione che da mesi propongo in questo blog.</p>
<p>In questo periodo si parla molto dell&#8217;effetto dei social network sulla situazione politica iraniana: Twitter è diventato talmente importante che Mousavi, leader dell&#8217;opposizione iraniana, ha chiesto di <a title="profilo Twitter di Mousavi" href="http://twitter.com/mousavi1388/status/2184577675" target="_blank">non bloccare il servizio</a> per la manutenzione programmata, <a title="post di Tommaso Sorchiotti sull'importanza di Twitter per la libertà di espressione in Iran" href="http://www.microblogging.it/2009/06/il-giorno-che-il-microblogging-significo-liberta-despressione/" target="_blank">appello accolto dai gestori di Twitter</a> che hanno spostato la manutenzione.</p>
<p><img class="alignnone" title="twitter: mousavi chiede di non bloccare il servizio" src="http://farm4.static.flickr.com/3612/3652979811_c064060918.jpg?v=0" alt="twitter: mousavi chiede di non bloccare il servizio" width="500" height="268" /></p>
<p>Anche Facebook si è attivato in favore dell&#8217;Iran provvedendo rapidamente, grazie all&#8217;aiuto di 400 collaboratori, a fornire il proprio <a title="Facebook blog: lancio di Facebook in persiano" href="http://blog.facebook.com/blog.php?post=97122772130" target="_blank">servizio in lingua persiana</a> per favorire la diffusione di notizie e di immagini, come <a title="video sulla situazione iraniana" href="http://www.youtube.com/watch?v=MrdRwOlmIxI" target="_blank">questo video</a> (davvero forte, pensateci prima di guardarlo) ospitato su YouTube e diffuso grazie alle condivisioni di molte persone su Facebook.</p>
<p>La presenza degli iraniani nei social network è ostacolata dal tentativo di censura del governo iraniano: <a title="il blocco di FriendFeed in Iran" href="http://friendfeed.com/bret/01d7ad79/friendfeed-has-been-almost-completely-blocked" target="_blank">FriendFeed è stato ampiamente bloccato</a> ed è notizia di ieri la<a title="DownloadBlog: Nokia e Siemens hanno venduto un sistema di spia su Internet all'Iran" href="http://www.downloadblog.it/post/10231/nokia-e-siemens-hanno-venduto-un-sistema-di-spia-su-internet-alliran" target="_blank"> vendita all&#8217;Iran compiuta da Nokia e Siemens di un sistema di monitoraggio-spia</a> in grado addirittura di modificare i contenuti prodotti dalle persone.</p>
<p>Ho dato vita a un <a title="raccolta di articoli su Iran e social network" href="http://iraniansocialnetworkpower.tumblr.com/" target="_blank">tumblelog sul tema &#8220;Iran e social network&#8221;</a> in cui voglio raccogliere opinioni interessanti sul tema e le notizie principali.</p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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		<author>
			<name>Michele Polico</name>
						<uri>http://socialmediamarketing.nextep.it/</uri>
					</author>
		<title type="html"><![CDATA[Amplify: una interessante alternativa a Tumblr per condividere contenuti in Rete]]></title>
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		<published>2009-06-15T08:23:27Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="google reader" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="internal marketing" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="servizi 2.0" />		<summary type="html"><![CDATA[Amplify è un nuovo servizio, nato dai creatori di Clipmarks, che consente di condividere via estensione per browser qualsiasi contenuto presente in Rete. Cliccando in qualsiasi momento l&#8217;estensione di Amplify appaiono nella pagina dei riquadri arancioni che consentono di selezionare pezzi di testo, immagini o video che si desidera condividere via clog (abbreviazione di cliplog), [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/06/15/amplify-una-interessante-alternativa-a-tumblr-per-condividere-contenuti-in-rete/"><![CDATA[<p><a href="http://amplify.com/" title="amplify.com" target="_blank">Amplify</a> è un nuovo servizio, nato dai creatori di Clipmarks, che consente di condividere via estensione per browser qualsiasi contenuto presente in Rete. Cliccando in qualsiasi momento l&#8217;estensione di Amplify appaiono nella pagina dei riquadri arancioni che consentono di selezionare pezzi di testo, immagini o video che si desidera condividere via clog (abbreviazione di cliplog), ovvero un blog che raccoglie tutte le nostre condivisioni. Una volta terminato di selezionare le parti da condividere sarà possibile assegnare un titolo, dei tag e commentare il contenuto.</p>
<p><span class="youtube">
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<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8Xv0T6GnkPk?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1" />
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</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=8Xv0T6GnkPk">www.youtube.com/watch?v=8Xv0T6GnkPk</a></p></p>
<p>Oltre alla semplicità d&#8217;uso, sono molti gli aspetti interessanti di Amplify.</p>
<p>Innanzitutto, ogni volta si condivide qualcosa, è possibile postarlo direttamente su Twitter, checkando il relativo box e scrivendo sotto il testo del twit, ma anche su Facebook, Delicious o dovunque via feed.</p>
<p>Inoltre, è possibile amplificare dei contenuti direttamente da Google Reader o altri aggregatori, e la url della fonte apparirà quella della pagina originale da cui proviene il feed.</p>
<p>Infine, Amplify offre una interessante funzione per le aziende (ma non solo), ovvero la possibilità di creare dei gruppi che possono condividere, commentare e discutere all&#8217;interno di uno stesso clog privato, rendendo così più semplice la condivisione della conoscenza e la comunicazione all&#8217;interno delle organizzazioni. Ma non solo internal marketing: decidendo di rendere invece il clog aziendale pubblico si potrebbe creare qualcosa di simile a un <a href="http://forum.masternewmedia.it/newsmastering/224-siamo-tutti-newsmaster.html" title="Robin Good Forum: siamo tutti newsmaster?" target="_blank">corporate newsmaster</a>!</p>
<p>Amplify è insomma uno strumento molto simile a Tumblr, e un po&#8217; a Google Reader condiviso, ma merita di essere preso in considerazione come alternativa valida!</p>
<p>Michele Polico</p>
<p><strong>UPDATE</strong> Pochi giorni dopo la pubblicazione di questo post Amplify ha introdotto il limite di mille caratteri per ogni clip.</p>
]]></content>
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		<author>
			<name>Michele Polico</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Marketing dell&#8217;ascolto &#8211; una guida che parla di persone!]]></title>
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		<published>2009-06-04T13:21:12Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="marketing dell'ascolto" />		<summary type="html"><![CDATA[Tempo fa avevo annunciato una mia guida dedicata al monitoraggio delle conversazioni sul Web: da oggi è disponibile e la potete scaricare qua: marketing dell&#8217;ascolto! L&#8217;idea è quella di una guida breve, rivolta alle aziende piuttosto che ai professionisti &#8211; che comunque se interessati sono invitati alla lettura &#8211; e che raccolga dunque i concetti [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/06/04/marketing-dellascolto-una-guida-che-parla-di-persone/"><![CDATA[<p>Tempo fa <a title="il futuro del monitoraggio dei social media" href="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/04/17/il-futuro-del-monitoraggio-dei-media-sociali/" target="_blank">avevo annunciato</a> una mia guida dedicata al monitoraggio delle conversazioni sul Web: da oggi è disponibile e la potete scaricare <a title="marketing dell'ascolto: guida al monitoraggio delle conversazioni" href="http://marketingdellascolto.nextep.it/" target="_blank">qua: marketing dell&#8217;ascolto!</a></p>
<p>L&#8217;idea è quella di una guida breve, rivolta alle aziende piuttosto che ai professionisti &#8211; che comunque se interessati sono invitati alla lettura &#8211; e che raccolga dunque i concetti principali senza scendere troppo nel tecnico.</p>
<p>La prima metà della guida cerca di spiegare i principali processi che stanno portando il marketing verso questo approccio: nella seconda metà si presentano invece gli strumenti di monitoraggio come i feed rss, gli aggregatori e gli alert di ricerca, e infine qualche concetto base su come creare una identità aziendale e una buona reputazione in Rete e come interagire con le persone.</p>
<p><img class="alignnone" title="guida al marketing dell'ascolto" src="http://farm4.static.flickr.com/3357/3594540825_7c4494c6cb.jpg?v=0" alt="marketing dell'ascolto" width="500" height="368" /></p>
<p>La grafica è stata curata da Clinico, grafico in Nextep, e direi che ha fatto un gran bel lavoro!</p>
<p>Ovviamente se avete consigli per migliorare la guida o qualche dubbio commentate questo post!</p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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		<author>
			<name>Michele Polico</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Twitter marketing: seguire o non seguire le persone?]]></title>
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		<updated>2009-12-04T16:36:53Z</updated>
		<published>2009-05-27T07:57:05Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="monitoraggio" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="twitter marketing" />		<summary type="html"><![CDATA[Molto spesso si sente dire che le aziende devono iniziare ad utilizzare Twitter, e uno dei consigli principali che si leggono nei blog dedicati al Web e al marketing riguarda il fatto di seguire anche delle persone. Le alternative possibili al Twitter marketing sembrerebbero essere soltanto due: la prima, sbagliata, consisterebbe nell&#8217;inviare messaggi broadcasting senza [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/05/27/twitter-marketing-seguire-o-non-segire-le-persone/"><![CDATA[<p>Molto spesso si sente dire che le aziende devono iniziare ad utilizzare Twitter, e uno dei consigli principali che si leggono nei blog dedicati al Web e al marketing riguarda il fatto di seguire anche delle persone. Le alternative possibili al Twitter marketing sembrerebbero essere soltanto due: la prima, sbagliata, consisterebbe nell&#8217;inviare messaggi broadcasting senza ascoltare la Twittersfera, mentre la seconda, giusta, nel seguire diverse persone e conversare con loro.</p>
<p>Se è chiaro il fatto che il primo di questi approcci sia incoerente con il mezzo, il secondo sistema appare invece un po&#8217; amatoriale: è anche possibile che una azienda possa decidere di seguire gli aggiornamenti di alcune persone, ma solo in casi particolari. Le persone a cui viene notificato di essere seguiti da profili aziendali reagiscono generalmente con diffidenza, e questo perché non ne capiscono il motivo e si sentono &#8220;spiati&#8221;. Allo stesso modo è vero anche che i profili aziendali senza following vengono visti male, ma il motivo è che spesso a questo corrisponde un uso unidirezionale del mezzo.</p>
<p><img class="alignnone" title="twitter " src="http://farm4.static.flickr.com/3347/3569819536_7d04c851d4.jpg?v=0" alt="marketing su twitter" width="300" height="300" /></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://antoniovergara.wordpress.com/2009/02/" target="_blank">fonte dell&#8217;immagine</a></p>
<p>Esiste invece una terza via al Twitter marketing, che parte da un concetto molto semplice: Twitter (alle aziende) non serve per seguire delle persone, ma per seguire delle conversazioni: conversazioni riguardo il proprio brand, i propri prodotti, la concorrenza o temi più generali legati al proprio business.</p>
<p>Il modo corretto di utilizzare Twitter per il marketing aziendale è quindi quello sì di conversare, non però soltanto con alcune persone selezionate e su argomenti vari, ma piuttosto su argomenti selezionati e con tutta la Twittersfera. Attraverso un semplice strumento di monitoraggio come dei feed rss delle ricerche con Twitter Search per le keyword di ricerca selezionate, è possibile seguire il flusso dei commenti e delle discussioni che riguardano la propria azienda e su questa decidere una ad una come intervenire.</p>
<p>Oltre al monitoraggio delle conversazioni, le aziende attraverso Twitter possono invitare le persone a richiedere informazioni, ricevendo in questo modo richieste dirette in modo da attivare un vero e proprio centro di ascolto trasparente.</p>
<p><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.ledizioni.it');" href="http://www.ledizioni.it/catalogo/catalogo_11.Twittermarketing.html" target="_blank">Leggi il mio libro su TWITTER: Twitter Marketing in 140 Tweet<br />
</a></p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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			<name>Michele Polico</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Quanta terra usi?]]></title>
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		<published>2009-05-19T12:23:47Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="applicazione facebook" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="facebook marketing" />		<summary type="html"><![CDATA[Per chi ancora fosse scettico sulle possibilità di comunicazione che Facebook offre, oggi vi racconto un caso molto interessante che si è diffuso in maniera virale raggiungendo, tramite una applicazione, 220.000 persone nei primi quattro giorni di lancio partendo da sole 12 invitate. L&#8217;applicazione, probabilmente l&#8217;avrete incrociata, è &#8220;Quanta terra usi?&#8220;, un breve test che, [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/05/19/quanta-terra-usi/"><![CDATA[<p>Per chi ancora fosse scettico sulle possibilità di comunicazione che Facebook offre, oggi vi racconto un caso molto interessante che si è diffuso in maniera virale raggiungendo, tramite una applicazione, 220.000 persone nei primi quattro giorni di lancio partendo da sole 12 invitate.</p>
<p>L&#8217;applicazione, probabilmente l&#8217;avrete incrociata, è &#8220;<a title="applicazione virale Facebook: quanta terra usi?" href="http://www.facebook.com/apps/application.php?id=78458553471&amp;ref=ts" target="_blank">Quanta terra usi?</a>&#8220;, un breve test che, in seguito ad una serie di domande sulle proprie abitudini, indica il proprio consumo di terra e mostra quanti pianeti servirebbero se tutti gli abitanti si comportassero così, ponendo importanti spunti di riflessione su tematiche attuali come l&#8217;ecologia e il divario tra nord e sud del mondo.</p>
<p><img class="alignnone" title="applicazione facebook quanta terra usi?" src="http://farm4.static.flickr.com/3346/3544657049_266386fb09.jpg?v=0" alt="applicazione virale facebook" width="500" height="440" /></p>
<p><img class="alignnone" title="test facebook quanta terra usi?" src="http://farm3.static.flickr.com/2342/3545464140_6740a7fb2f.jpg?v=0" alt="applicazione facebook" width="500" height="375" /></p>
<p>Come potete vedere qua sopra, l&#8217;applicazione invita a diventare amici di <a title="profilo personale Facebook di Silvia Raggi" href="http://www.facebook.com/pages/Modena-Italy/Silvia-Raggi/94563443626" target="_blank">Silvia Raggi</a>, un personaggio inventato protagonista di un eco thriller sui cambiamenti climatici in uscita a metà giugno, “Il rapporto Dryas” di Paolo Silingardi, che con la propria agenzia <a title="agenzia di comunicazione ambientale Achab Group" href="http://www.achabgroup.it" target="_blank">Achab Group</a> si occupa da nove anni esclusivamente di comunicazione ambientale.</p>
<p>L&#8217;idea di fare del proprio personaggio una persona reale, o come piace definirla a Paolo &#8220;realmente virtuale&#8221;, nasce dall&#8217;esigenza di andare oltre il semplice lancio del romanzo ma di &#8220;creare un brand&#8221; attorno al quale sviluppare una serie di iniziative a carattere culturale legate alle tematiche ambientali.</p>
<p><em>&#8220;Non ci interessa vendere qualche copia in più, siamo fermamente convinti che il valore divulgativo e la possibilità di costruire una rete di relazioni sui temi ambientali valga molto di più e debba proseguire oltre il libro&#8230; Il libro è un prodotto culturale diverso che se ha gambe deve camminare da solo.&#8221;</em></p>
<p>Silvia Raggi, nel profilo pubblico e nel <a title="blog di Silvia Raggi" href="http://www.silviaraggi.it/" target="_blank&quot;">suo blog</a> dedicato all&#8217;ambiente, viene presentata come un’ambientalista convinta, che ama vivere tranquilla: insofferente, libertaria, anarchica e amante delle cose semplici, anche se la sua vita è sempre complicata.</p>
<p>E&#8217; interessante osservare come Paolo chiarisca sempre, a chi commenti o lasci messaggi, il fatto che Silvia non è una persona reale ma il personaggio di un romanzo, e come questo aspetto, che all&#8217;inizio lo preoccupava, &#8220;in Rete viene accettato come assolutamente normale&#8221;.</p>
<p>Le persone, esattamente come ad una persona reale, inviano messaggi di sostegno, apprezzamento per i temi proposti, segnalazioni e anche richieste d&#8217;aiuto e offerte di collaborazione per dare continuità al progetto.</p>
<p>Il profilo e la pagina, creati 15 giorni prima del lancio dell&#8217;applicazione e a cui vengono collegati i contenuti del blog, contano oggi 3.700 amici e 2.200 fan. In queste pagine Silvia pubblica anche delle foto, tutte originali, che stanno riscuotendo molto successo e vengono ampiamente commentate.</p>
<p>La redazione che segue Silvia è composta da 3 persone che si alternano cercando notizie, postandole sul blog e su Facebook e rispondendo alla domande. Una di queste in particolare ha il compito di &#8220;garantire&#8221; l&#8217;identità di Silvia e la sua coerenza.</p>
<p>L&#8217;esperienza sui temi ambientali di Paolo e dei suoi collaboratori è indispensabile per lo sviluppo di contenuti interessanti, e lo stesso test è realizzato grazie alla loro competenza.</p>
<p>I risultati chiaramente non hanno la pretesa di avere un valore scientifico, anche se i due estremi sono coerenti con i dati scientifici in letteratura e i pesi associati ad ogni risposta sono stati calcolati cercando di mantenere una proporzione tra i diversi impatti.</p>
<p>In media infatti un italiano consuma 2,6 pianeti, un americano 4,2, un indiano 0,8, e questi sono dati scientifici.</p>
<p>Anche i dati ottenuti con questo test probabilmente contribuiranno alla ricerca scientifica: esperti statistici che si occupano del tema stanno realizzando alcune analisi, e Paolo sta valutando anche la possibilità di una tesi di laurea, vista l&#8217;enorme mole di dati raccolti in poco tempo.</p>
<p>Per il futuro, Silvia ha in mente di realizzare nuovi test e di estenderli al di fuori di Facebook. Oltre al blog, è probabile che la vedremo presto su Flickr e YouTube.</p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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		<author>
			<name>Michele Polico</name>
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					</author>
		<title type="html"><![CDATA[Le persone non hanno tempo, le persone non hanno voglia!]]></title>
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		<updated>2009-09-22T09:55:13Z</updated>
		<published>2009-05-15T07:45:31Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="friendfeed" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="social media marketing" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="tempo" />		<summary type="html"><![CDATA[Il titolo di questo post dovrebbe essere compreso dalle aziende e dai marketers che intendono avviare progetti di comunicazione, non soltanto con i social media. Come dicono benissimo anche i miei amici di socialmediamarketing.it, i grandi flussi comunicativi presenti nei social network come Twitter, Facebook e MySpace rubano molto tempo all’utente che, tra aggiornamenti di [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/05/15/le-persone-non-hanno-tempo-le-persone-non-hanno-voglia/"><![CDATA[<p>Il titolo di questo post dovrebbe essere compreso dalle aziende e dai marketers che intendono avviare progetti di comunicazione, non soltanto con i social media. Come dicono benissimo anche i miei <a title="socialmediamarketing.it: utilizzare video e grafica nei social network" href="http://www.socialmediamarketing.it/utilizzare-video-e-grafica-nei-social-network/" target="_blank">amici di socialmediamarketing.it</a>,</p>
<p><em>i grandi flussi comunicativi presenti nei social network come Twitter, Facebook e MySpace rubano molto tempo all’utente che, tra aggiornamenti di status, messaggi in bacheca, posta ricevuta, feeds e varie notizie provenienti dalla Rete, non hanno tempo materiale per leggere i messaggi di chi desidera promuovere la propria attività con il social media marketing</em>.</p>
<p>Siamo insomma tutti talmente sommersi di input e richieste di qualsiasi tipo che il tempo e l&#8217;attenzione dedicati ad ogni nuova informazione sono estremamente limitati. E con il fenomeno emergente del <a title="post sul real time web di ReadWriteWeb" href="http://www.readwriteweb.com/archives/introduction_to_the_real_time_web.php" target="_blank">real time Web</a> saranno sempre più ridotti.</p>
<p>Basti pensare a FriendFeed, esempio per eccellenza di real time Web, in cui il tempo per decidere se approfondire ogni nuovo contenuto che appare è di poche frazioni di secondo.</p>
<p><span class="youtube">
<object width="425" height="344">
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jpEnFwiqdx8?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1" />
<param name="allowFullScreen" value="true" />
<embed wmode="opaque" src="http://www.youtube.com/v/jpEnFwiqdx8?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed>
<param name="wmode" value="opaque" />
</object>
</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=jpEnFwiqdx8">www.youtube.com/watch?v=jpEnFwiqdx8</a></p></p>
<p>Questa caratteristica del Web e più in generale del mondo attuale non significa però che le attività che una azienda decide di svolgere siano per forza inutili, ma offre delle chiare indicazioni su quale dovrebbe essere il modo corretto per comunicare sul Web: tanto ascolto, molte risposte a domande, comunicazioni brevi, utili o divertenti.</p>
<p>I contenuti che le aziende producono, e magari distribuiscono via Facebook, Twitter o FriendFeed, devono essere diretti e andare al punto, far comprendere subito l&#8217;oggetto. I percorsi di navigazione dovrebbero consentire di accedere a qualsiasi informazione in pochi clic, perché ogni clic aumenta lo sforzo delle persone e riduce la possibiltà che decidano di proseguire verso quella strada. I siti devono caricare velocemente.</p>
<p>Non fate perdere tempo a chi ha deciso di seguirvi, perché oltre a voi sta seguendo un intero flusso di informazioni provenienti da centinaia di fonti. Siate concisi, in questo Twitter può insegnare molto, e inserite link per gli approfondimenti. Non chiedete di svolgere attività e cercate di ridurre qualsiasi complessità.</p>
<p><img class="alignnone" title="real time web e attenzione" src="http://farm4.static.flickr.com/3560/3531267098_a904b2ea38.jpg?v=0" alt="real time web e attenzione" width="282" height="320" /></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://cicabuma.blogspot.com/2009/03/stanchezza.html" target="_blank">fonte dell&#8217;immagine</a></p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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			<name>Michele Polico</name>
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					</author>
		<title type="html"><![CDATA[Consulenti Social Media e aziende: qual è il giusto punto di equilibrio?]]></title>
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		<updated>2009-09-22T10:06:11Z</updated>
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		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="consulente web marketing" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="social media marketing" />		<summary type="html"><![CDATA[L&#8217;ottimo Antonello Maresca affronta nel suo blog sul Web marketing turistico il problema della delega delle attività di social media marketing dalle strutture alberghiere ai consulenti che le affiancano nel Web. La sua opinione consiste nel fatto che chi accompagna gli alberghi in Rete debba avere un ruolo attivo dal punto di vista tecnologico (creazione [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/05/14/consulenti-social-media-e-aziende-qual-e-il-giusto-punto-di-equilibrio/"><![CDATA[<p>L&#8217;ottimo Antonello Maresca affronta nel suo <a title="post sul social media marketing di Antonio Maresca" href="http://www.antoniomaresca.com/2009/05/social-media-marketing-si-puo-delegare.html" target="_blank">blog sul Web marketing turistico</a> il problema della delega delle attività di social media marketing dalle strutture alberghiere ai consulenti che le affiancano nel Web. La sua opinione consiste nel fatto che chi accompagna gli alberghi in Rete debba avere un ruolo attivo dal punto di vista tecnologico (creazione professionale, strategica e integrata del blog, della <a title="creare una pagina Facebook" href="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/04/29/come-si-crea-una-pagina-fan-in-facebook/" target="_blank">pagina Facebook</a> e di altri canali che un albergatore non può realizzare se non in maniera amatoriale) e un ruolo formativo e consulenziale per quanto riguarda gli aspetti editoriali e relazionali.</p>
<p>Nei commenti al post <a title="blog sul Web marketing turistico" rel="nofollow" href="http://www.tourmarketing.it/" target="_blank">Danilo</a> riflette sul fatto che certo, se chi lavora in albergo ha l&#8217;attitudine, il tempo e la volontà di applicarsi in questa attività la soluzione sarebbe ideale, ma in caso contrario perché non delegare completamente l&#8217;attività all&#8217;agenzia e al consulente?</p>
<p>Il discorso riguarda non soltanto gli alberghi ma in generale tutte le aziende che si avvicinano al Web marketing, e la mia opinione si avvicina molto a quella di Antonello: credo infatti che per quanto non possano venire escluse soluzioni diverse pensate caso per caso, in generale i consulenti in Rete debbano affiancare le aziende e non prenderne il posto, e i motivi principali riguardano da un lato i costi per molte aziende difficilmente accessibili che la delega completa delle attività &#8211; notoriamente di tipo time spending &#8211; potrebbe comportare, e dall&#8217;altro la qualità dei contenuti editoriali e delle attività relazionali.</p>
<p><img class="alignnone" title="equilibrio tra consulente web e aziende" src="http://farm3.static.flickr.com/2398/3529971055_da84650c18.jpg?v=0" alt="equilibrio tra consulente web e aziende" width="333" height="500" /></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.storace.it/tag/brambilla/" target="_blank">fonte dell&#8217;immagine</a></p>
<p>Per comprendere il problema bisogna pensare alle due soluzioni estreme e ai limiti che comporterebbero.</p>
<p>Da un lato abbiamo una azienda che decide di compiere alcune attività di social media marketing senza consultare un consulente o una agenzia specializzata. Può sembrare incredibile, ma questa è una soluzione ricorrente! I problemi in questo caso riguardano l&#8217;assenza di una strategia ma l&#8217;utilizzo esclusivo di tattiche fondate sulle conoscenze (scarse) dei mezzi che il Web offre e su una idea della Rete generalmente poco realistica. Inoltre, la scarsa abilità tecnica comporta soluzioni di tipo amatoriale, che influiscono sui risultati, e l&#8217;assenza di un affiancamento professionale determina spesso comportamenti dannosi per la reputazione dell&#8217;azienda, oltre che una visione parziale delle possibilità e dei problemi che nel tempo si presentano.</p>
<p>Se invece, dall&#8217;altro lato, l&#8217;azienda delegasse completamente il marketing sui social media ai consulenti, i problemi deriverebbero dalla scarsa conoscenza dell&#8217;azienda, e spesso anche del settore. I contenuti di un blog possono certamente essere scritti da un consulente, ma con quali risultati? In che modo un esperto di Web marketing potrebbe scrivere contenuti di reale interesse per un blog su un argomento che non conosce? E ancora, come un consulente potrebbe rispondere a richieste specifiche in Twitter, o nei commenti al blog? Come gestire le relazioni con le persone?</p>
<p>Appare dunque evidente come una via di mezzo tra le due soluzioni sia necessaria: il consulente deve analizzare il caso, studiare una strategia e identificare le tattiche più opportune, creare gli strumenti adeguati e poi avviare le persone dell&#8217;azienda tramite una formazione e consulenza continua, infine controllare il lavoro e i risultati, apportare modifiche. Il Web cambia velocemente, e velocemente il consulente deve adeguare le tattiche e gli strumenti a questi cambiamenti.</p>
<p>E voi cosa ne pensate? Avete esperienze o soluzioni particolari?</p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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			<name>Michele Polico</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Una suite di applicazioni gratuite per pagine Facebook]]></title>
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		<updated>2009-09-16T13:30:46Z</updated>
		<published>2009-04-30T13:35:03Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="applicazione facebook" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="facebook marketing" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="pagine facebook" />		<summary type="html"><![CDATA[Involver ha recentemente lanciato una suite di applicazioni gratuite per pagine Facebook: alcune di queste sono davvero buone, mentre altre risentono della volontà di vendere servizi premium. Tutte le nove applicazioni fornite da Involver sono molto semplici da utilizzare e facili da installare, inoltre consentono di aggiungere una propria immagine (una sola per pagina) da [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/04/30/una-suite-di-applicazioni-gratuite-per-pagine-facebook/"><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/pages/involver/7252381846?sid=daf0f24c4d7beb98cb0602ff14591760&amp;ref=search" title="profilo pubblico Facebook di Involver" target="_blank">Involver</a> ha recentemente lanciato una suite di applicazioni gratuite per pagine Facebook: alcune di queste sono davvero buone, mentre altre risentono della volontà di vendere servizi premium.</p>
<p>Tutte le <a href="http://www.involver.com/pages/gallery.html" title="galleria di applicazioni Facebook fornite da Involver" target="_blank">nove applicazioni fornite da Involver</a> sono molto semplici da utilizzare e facili da installare, inoltre consentono di aggiungere una propria immagine (una sola per pagina) da usare come header di ogni scheda (o di alcune schede). Un altro aspetto positivo è la possibilità di pubblicare automaticamente le attività recenti di ogni applicazione nella bacheca, mentre una nota negativa è l&#8217;impossibilità di inserire le applicazioni in box. Inoltre le possibilità di personalizzazione di queste applicazioni senza ricorrere a servizi premium sono molto ridotte.</p>
<p>Vediamole nel dettaglio!</p>
<h4>RSS FEED</h4>
<p>Molto semplice, fornisce un lettore di feed in una scheda. Si può personalizzare il colore del tema ma non il nome della scheda &#8211; News &#8211; che non si adatta a tutte le esigenze.</p>
<p>Come applicazione per feed preferisco <a href="http://www.facebook.com/apps/application.php?sid=14b5d9bdf2040c77a05d5b077bfab21b&amp;id=23798139265&amp;ref=search" title="applicazione Facebook RSS-Connect" target="_blank">RSS-Connect</a>, che anche se un po&#8217; più complessa da utilizzare consente una molto più elevata personalizzazione del flusso feed oltre che di inserire il lettore in un box.</p>
<h4>PHOTO GALLERY</h4>
<p>Inserisce uno slideshow in una scheda. Non male, anche se presenjta un bug (non so se qualcun altro avrà lo stesso problema, ma una volta inserite le immagini e salvato, le nuove immagini inserite non vengono visualizzate).</p>
<p>Photo gallery più personalizzate (e molto altro) si possono realizzare per esempio incollando nell&#8217;applicazione <a href="http://www.facebook.com/apps/application.php?sid=4f518707c65a28439dd9843e20b5458c&amp;id=2352149512&amp;ref=search" title="applicazione Facebook MyStuff" target="_blank">My Stuff</a> il codice embedded di photo gallery create con slide.com.</p>
<h4>YOUTUBE CHANNEL</h4>
<p>Bellissima! inserisce il proprio canale YouTube in una scheda: al centro si visualizza il video scelto, mentre in basso gli altri disponibili.</p>
<p>Per contro, non si vedono i video preferiti, al contrario di altre applicazioni Facebook per YouTube lo consentono.</p>
<h4>TWITTER</h4>
<p>E&#8217; al momento l&#8217;unica applicazione per Facebook che consente di inserire una scheda in cui visualizzare gli update da Twitter.</p>
<p>Consente anche, come tutte le applicazioni Involver, di aggiornare la bacheca con i nuovi update. Per quest&#8217;ultima funzione consiglio però di utilizzare <a href="http://www.facebook.com/apps/application.php?id=115463795461&amp;from=89800408763" title="applicazione Facebook Selective Twitter Status" target="_blank">Selective Twitter Status</a>, che consente di decidere quali twit aggiornano Facebook e quali no.</p>
<h4>POLL</h4>
<p>Consente di inserire in una scheda un sondaggio con risposte predefinite e di visualizzare i risultati.</p>
<p>E&#8217; più semplice ed intuitiva da utilizzare rispetto alla già esistente applicazione <a href="http://www.facebook.com/apps/application.php?sid=3795d4b549336d7fb4606f20d7a76603&amp;id=20678178440&amp;ref=search" title="applicazione Facebook Poll" target="_blank">Poll</a>, che a volte ha dei problemi, anche se quest&#8217;ultima ha il vantaggio di permettere di inserire il questionario in un riquadro.</p>
<h4>COUPON</h4>
<p>Fan &#8211; ta &#8211; sti &#8211; ca! Permette di mostrare contenuti speciali solo ai fan, informando i non fan che visitano la scheda del fatto che solo i fan la possono vedere, o addirittura di mostrare contenuti diversificati a fan e non fan!</p>
<h4>FILE SHARING</h4>
<p>Permette di inserire in una scheda una serie di file che le persone possono scaricare. Molto meglio rispetto ad altri tentativi di creare applicazioni per questo scopo.</p>
<h4>SLIDES</h4>
<p>Credo sia la prima applicazione che permette ai fan di visualizzare presentazioni Power Point in una scheda di una pagina fan.</p>
<h4>PDFs</h4>
<p>L&#8217;ultima delle applicazioni della suite di Involver, serve per visualizzare in una scheda dei file PDF.</p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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		<author>
			<name>Michele Polico</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Status Plug: una nuova piattaforma pubblicitaria che utilizza gli status delle pagine Facebook]]></title>
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		<updated>2009-09-22T10:06:59Z</updated>
		<published>2009-04-30T08:13:03Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="facebook marketing" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="pubblicità su facebook" />		<summary type="html"><![CDATA[Status Plug è una nuova piattaforma pubblicitaria indipendente da Facebook che si propone di connettere amministratori di pagine fan e aziende che vogliano veicolare messaggi attraverso gli status delle pagine. Il funzionamento è molto semplice: i proprietari delle pagine si iscrivono al servizio indicando il prezzo minimo che sono disposti ad accettare per pubblicare uno [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/04/30/status-plug-una-nuova-piattaforma-pubblicitaria-che-utilizza-gli-status-delle-pagine-facebook/"><![CDATA[<p><a title="Status Plug: an ad network for Facebook pages" href="http://statusplug.com/" target="_blank">Status Plug</a> è una nuova piattaforma pubblicitaria indipendente da Facebook che si propone di connettere amministratori di pagine fan e aziende che vogliano veicolare messaggi attraverso gli status delle pagine.</p>
<p>Il funzionamento è molto semplice: i proprietari delle pagine si iscrivono al servizio indicando il prezzo minimo che sono disposti ad accettare per pubblicare uno Status Plug Ad, ovvero un annuncio pubblicitario via status, mantenendo comunque la libertà di accettare o rifiutare le offerte, e indicando anche se sono disposti a vendere la pagina stessa. Dall&#8217;altra parte, chi vuole creare una campagna ha a disposizione una directory delle pagine disponibili tra cui scegliere, ognuna con indicato numero di fan, offerta base, e un messaggio descrittivo dell&#8217;amministratore. Una volta deciso, l&#8217;inserzionista potrà creare la campagna attraverso un semplice online ad creator. Se il proprietario della pagina accetterà l&#8217;annuncio riceverà il 70% dell&#8217;offerta via PayPal.</p>
<p>L&#8217;idea è dunque quella di inviare messaggi sponsorizzati a un pubblico altamente targetizzato: per esempio, dovendo organizzare un evento in una città particolare, si potrebbe acquistare uno status della pagina relativa a quella città.</p>
<p><img class="alignnone" title="status plug: piattaforma pubblicitaria per le pagine facebook" src="http://farm4.static.flickr.com/3368/3487625539_71bfd5bbce.jpg?v=0" alt="status plug: piattaforma pubblicitaria per le pagine facebook" width="500" height="183" /></p>
<p>Se per certi versi il servizio è innovativo e interessante, alcuni suoi aspetti non mi convincono molto. Innanzitutto, potrebbe essere contrario ai Termini di Servizio di Facebook. Ho contattato l&#8217;assistenza di Status Plug, che mi ha risposto che il servizio non è contrario ai ToS e che persone all&#8217;interno di Facebook con cui si sono confrontati non hanno sollevato problemi.</p>
<p>E&#8217; vero anche che per creare una pagina, dunque per venderne gli status, bisogna essere rappresentanti ufficiali del marchio/persona/luogo o comunque autorizzati alla creazione della pagina, e credo invece che molte delle pagine a disposizione saranno irregolari. Se Facebook vedesse in Status Plug Ad un potenziale competitor pubblicitario potrebbe rimuovere tutte le pagine non autorizzate presenti nel database del servizio.</p>
<p>Oltre a questo, le persone che leggono gli Status Plug Ad potrebbero non essere a conoscenza di essere di fronte a un annuncio pubblicitario. L&#8217;assistenza di Status Plug Ad non è sembrata particolarmente interessata all&#8217;argomento, anche se non vieta l&#8217;inclusione di un disclaimer come ad esempio &#8220;//Sponsored//&#8221;, ma a me la trasparenza sembra un tema cruciale quando si parla di pubblicità e comunicazione.</p>
<p>Il servizio è dunque per certi versi discutibile, ambiguo e forse provvisorio, ma in alcuni casi può rispondere bene ad esigenze specifiche.</p>
<p>Voi cosa ne pensate?</p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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		<title type="html"><![CDATA[Google Search Wiki]]></title>
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		<published>2009-04-29T08:21:31Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="google" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="google search wiki" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="motori di ricerca" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="social search" />		<summary type="html"><![CDATA[Gli esperimenti di Google per rendere sociale il proprio motore di ricerca durano ormai da quasi un anno, ne avevo parlato a Novembre tra i primi post pubblicati su Social Media Marketing. Se all&#8217;inizio dell&#8217;esperimento soltanto alcuni vedevano Search Wiki attivo, recentemente chiunque abbia un account Google può utilizzare questa funzione che è ormai parte [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/04/29/google-search-wiki/"><![CDATA[<p>Gli esperimenti di Google per rendere sociale il proprio motore di ricerca durano ormai da quasi un anno, <a title="post sul social search" href="http://socialmediamarketing.nextep.it/2008/11/27/motori-di-ricerca-sociali/" target="_blank">ne avevo parlato</a> a Novembre tra i primi post pubblicati su Social Media Marketing.</p>
<p>Se all&#8217;inizio dell&#8217;esperimento soltanto alcuni vedevano Search Wiki attivo, recentemente chiunque abbia un account Google può utilizzare questa funzione che è ormai parte integrante del motore.</p>
<h4>Ma cosa permette di fare Google Search Wiki?</h4>
<p>Con questa funzione potete decidere di spostare in prima posizione, o di ordinare a vostro piacere, i risultati nelle SERP di Google per una determinata ricerca, di eliminare alcuni risultati che non vi interessano (ma che potrete sempre recuperare in fondo alla pagina) e aggiungerne alcuni che ritenete utili, o ancora di lasciare un commento pubblico per ciascun risultato vogliate.</p>
<p><img class="alignnone" title="google search wiki" src="http://farm4.static.flickr.com/3609/3484937287_34c3b50f1a.jpg?v=0" alt="google search wiki" width="500" height="142" /></p>
<p>Per il momento le nostre azioni non influiranno sul posizionamento dei diversi siti, ma è facile ipotizzare che presto Google potrà prenderle in considerazione.</p>
<p>Quando promuovete in prima posizione un sito Web potete già vedere quanti come voi l&#8217;hanno promosso, quanti l&#8217;hanno eliminato, e leggere e votare i commenti relativi al sito. Sarebbe dunque forse il caso di consentire ai proprietari di ogni sito di ricevere via e-mail o via feed ogni nuovo commento pubblicato sui motori, in grado di influenzare notevolmente la prima impressione che ogni persona si fa quando deve scegliere quali dei siti in SERP visitare.</p>
<p>SeoPoint ha pubblicato ieri una <a title="una guida illustrata a Google Search wiki" href="http://www.seopoint.org/google-search-wiki-una-guida-illustrata.html" target="_blank">guida all&#8217;utilizzo di Search Wiki</a>, tradotta da un guida di <a title="guida di Search Engine Land a Google Search Wiki" href="http://searchengineland.com/google-searchwiki-101-an-illustrated-guide-15580" target="_blank">Search Engine Land</a>, che vi consiglio di leggere per capirne le potenzialità.</p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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		<author>
			<name>Michele Polico</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Come si crea una pagina fan in Facebook]]></title>
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		<updated>2009-09-22T10:07:45Z</updated>
		<published>2009-04-29T07:18:46Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="facebook marketing" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="pagine facebook" />		<summary type="html"><![CDATA[La sola creazione di una pagina Facebook è una pratica molto semplice, ciononostante durante il Travel 2.0 Academy di Sorrento mi sono accorto che in molti non sanno da dove partire per creare la pagina per la propria azienda. Vediamo dunque come fare per creare una pagina base, per una adeguata e ragionata personalizzazione è [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/04/29/come-si-crea-una-pagina-fan-in-facebook/"><![CDATA[<p>La sola creazione di una pagina Facebook è una pratica molto semplice, ciononostante durante il <a title="presentazione Power Point e video della relazione Alberghi su Facebook di Michele Polico" href="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/04/28/alberghi-su-facebook/" target="_blank">Travel 2.0 Academy di Sorrento</a> mi sono accorto che in molti non sanno da dove partire per creare la pagina per la propria azienda. Vediamo dunque come fare per creare una pagina base, per una adeguata e ragionata personalizzazione è comunque sempre necessario l&#8217;intervento di un professionista.</p>
<p>Scorrete una qualsiasi pagina all&#8217;interno di Facebook e troverete una serie di link tra cui <a title="soluzioni business di Facebook" href="http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/advertising/?src=pf" target="_blank">Pubblicità</a>. Cliccando questo link ne troverete in alto altri cinque, il secondo dei quali è <a title="crea una pagina su Facebook" href="http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/advertising/?pages" target="_blank">Pagine</a>. Selezionate il bottone verde &#8220;Crea una pagina&#8221; e iniziate a inserire le informazioni riguardo la vostra azienda: dovete selezionare una categoria di appartenenza e scrivere il nome. Queste informazioni sono definitive, non le potrete più modificare.</p>
<p>Finita questa fase vi comparirà la vostra pagina nella sua versione standard. Attenzione, non è ancora stata pubblicata. Per farlo andate su &#8220;Modifica Pagina&#8221; (trovate il link sotto al logo) e selezionate sulla destra la scritta in rosso &#8220;pubblica questa pagina&#8221;.</p>
<p><img class="alignnone" title="creare una pagina facebook" src="http://farm4.static.flickr.com/3611/3478976391_83a1997bef.jpg?v=0" alt="creare una pagina facebook" width="500" height="357" /></p>
<p>Sempre da &#8220;Modifica pagina&#8221; potete personalizzare il profilo della vostra azienda nel modo per voi più adatto. In Impostazioni potete limitarne l&#8217;accesso in base all&#8217;età delle persone e al loro paese di provenienza, in Impostazioni Bacheca tra le varie cose potete scegliere come visualizzare i commenti in bacheca (vi consiglio di selezionare Io sono) e impostare la landing page per i non fan (per questa decisione è necessario un ragionamento da fare caso per caso, in generale è consigliabile creare una scheda ad hoc, per esempio con un box fbml statico, oppure scegliere la scheda info, magari con l&#8217;applicazione Extended Info).</p>
<p>Per tutte le applicazioni (Area discussioni, Eventi, Foto&#8230;) potete decidere di inserire o rimuovere schede e box, o di rimuovere le applicazioni stesse. Inoltre sfogliando le altre applicazioni potrete installare nella pagina moltissime funzionalità, completando così la personalizzazione della pagina.</p>
<p>Ci sono numerosissime applicazioni tra cui scegliere o da cercare, inoltre potete farne creare ad hoc da uno sviluppatore per ogni esigenza.</p>
<p>Il mio consiglio è sempre quello di farvi aiutare da uno specialista per la progettazione e la realizzazione della pagina, che deve rispondere alle esigenze del vostro business in modi che spesso non riuscite da soli a prevedere. Soltanto lavorando in sinergia sia nella fase iniziale che nella gestione della comunicazione potrete ottenere dei risultati.</p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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			<name>Michele Polico</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Alberghi su Facebook]]></title>
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		<updated>2009-09-15T10:24:30Z</updated>
		<published>2009-04-28T06:53:19Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="facebook marketing" />		<summary type="html"><![CDATA[La settimana scorsa ero al Travel 2.0 Academy di Sorrento per parlare delle potenzialità di Facebook per il markerting turistico e alberghiero. Oltre agli strumenti che Facebook mette a disposizione delle aziende, la mia presentazione si è concentrata sui cambiamenti che la Rete e in particolare i social network impongono alla comunicazione aziendale: se i [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/04/28/alberghi-su-facebook/"><![CDATA[<p>La settimana scorsa ero al Travel 2.0 Academy di Sorrento per parlare delle potenzialità di Facebook per il markerting turistico e alberghiero.</p>
<p>Oltre agli strumenti che Facebook mette a disposizione delle aziende, la mia presentazione si è concentrata sui cambiamenti che la Rete e in particolare i social network impongono alla comunicazione aziendale: se i mezzi di comunicazione di massa ci avevano abituati ad aziende che interrompono la fruizione di contenuti di interesse sostituendoli con i propri messaggi in virtù di un potere economico, in Rete condizioni diverse impongono al marketing un nuovo modello basato sull&#8217;ascolto delle persone e sul dialogo.</p>
<div id="__ss_1343061" style="width: 425px; text-align: left;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=alberghisufacebook-090426043311-phpapp02&amp;stripped_title=alberghi-su-facebook" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=alberghisufacebook-090426043311-phpapp02&amp;stripped_title=alberghi-su-facebook" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p>A fine presentazione in molti mi hanno chiesto come si creasse &#8220;tecnicamente&#8221; una pagina, per cui ho deciso di dedicare a questo argomento il prossimo post.</p>
<p>In questo video intanto potete ascoltare la seconda parte del mio intervento, in cui presento i principali strumenti di Facebook marketing. La qualità non è eccezionale perché ripreso da un telefonino.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4354301&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4354301&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<a href="http://vimeo.com/4354301">Alberghi su Facebook</a> from <a href="http://vimeo.com/user1162888">Michele Polico</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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			<name>Michele Polico</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Il futuro del monitoraggio dei media sociali]]></title>
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		<updated>2009-09-22T10:08:11Z</updated>
		<published>2009-04-17T07:54:38Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="marketing dell'ascolto" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="monitoraggio" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="social media marketing" />		<summary type="html"><![CDATA[Il monitoraggio dei social media, o meglio l&#8217;ascolto attivo di quello che le persone attraverso di essi dicono, diviene una pratica sempre più importante per le aziende che vogliono influire sulla propria reputazione. Attualmente tra gli strumenti a disposizione ve ne sono alcuni molto professionali e costosi &#8211; come ad esempio Radian6 o Filtrbox &#8211; [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/04/17/il-futuro-del-monitoraggio-dei-media-sociali/"><![CDATA[<p>Il monitoraggio dei social media, o meglio l&#8217;ascolto attivo di quello che le persone attraverso di essi dicono, diviene una pratica sempre più importante per le aziende che vogliono influire sulla propria reputazione.</p>
<p>Attualmente tra gli strumenti a disposizione ve ne sono alcuni molto professionali e costosi &#8211; come ad esempio Radian6 o Filtrbox &#8211; e altri gratuiti e comunque validi come feed, alert e aggregatori. Al di là dello strumento che si decide di adottare bisogna valutare attentamente e decidere come comportarsi in seguito al monitoraggio, che senza una interazione o un cambiamento da parte dell&#8217;azienda diviene una pratica sterile.</p>
<p>Su questi argomenti ho scritto da poco una breve guida per imparare ad usare alcuni strumenti di monitoraggio e comprendere i motivi per cui il marketing dell&#8217;ascolto sia così importante, e come le aziende debbano inserirsi nelle conversazioni in Rete. Si tratta di una guida essenziale, che cerca di trasmettere le basi della cultura dell&#8217;ascolto, e il download sarà disponibile a partire dalle prossime settimane.</p>
<p><img class="alignnone" title="marketing dell'ascolto" src="http://www.myhouseonweb.eu/Gif%20animate%20bambini4/mare.gif" alt="marketing dell'ascolto" width="272" height="322" /></p>
<p><a href="http://carezzadeiventi.splinder.com/" target="_blank">fonte dell&#8217;immagine</a></p>
<p>Quello che è certo è che gli strumenti per monitorare i media sociali sono ancora per certi versi rudimentali, e nel futuro avremo a disposizione strumenti più sofisticati. Su questo argomento Marshall Kirkpatrick ha scritto un paio di giorni fa un <a title="Read Write Web:The Future of Social Media Monitoring" href="http://www.readwriteweb.com/archives/whats_next_in_social_media_monitoring.php#" target="_blank">post davvero interessante</a>, che evidenzia quanto il Web marketing si sia evoluto negli ultimi dieci anni, e quanta strada abbia ancora da compiere.</p>
<p>Se dieci anni fa &#8211; scrive Marshall &#8211; il ClueTrain Manifesto sosteneva che i mercati sono conversazioni, oggi è più pertinente affermare che le conversazioni sono dei mercati, o ancora che esiste un mercato per il monitoraggio delle conversazioni.</p>
<p>Per quanto riguarda il futuro, se il Web 2.0 ha reso democratica la pubblicazione di contenuti, il prossimo obiettivo da raggiungere è la democratizzazione dell&#8217;estrazione delle informazioni &#8211; la loro ricerca e il loro monitoraggio.</p>
<p>Per quanto riguarda gli strumenti che avremo a disposizione in futuro, Marshall fa immaginare uno strumento in grado di prelevare qualsiasi informazione sul Web, associandole ad una serie di metadati riguardo la persona che l&#8217;ha pubblicata, i suoi amici, i suoi interessi e le sue esperienze: tutto questo disponibile grazie al fatto che le persone navigano la Rete portando con loro i propri dati e i propri profili.</p>
<p>Restiamo in attesa, emozionati!</p>
<p>Michele Polico</p>
<p>UPDATE 17/4  <a title="sito di Vincenzo Risi" href="http://www.vincenzorisi.com/" target="_blank">Vincenco Risi</a> mi segnala una interessante tavola rotonda sul monitoraggio dei media sociali organizzata da <a title="blog di Nicola Mattina" href="http://blog.nicolamattina.it/" target="_blank">Nicola Mattina</a>. La data è il 23 giugno a Milano, iscrivetevi tramite il <a href="http://cdms.pbwiki.com/" target="_blank">wiki</a> se vi interessa! Aspetto anche te, <a title="tumblr Rectoverso" rel="nofollow" href="http://rectoverso.tumblr.com/post/97138223/per-quanto-riguarda-gli-strumenti-che-avremo-a" target="_blank">Rectoverso</a>, eh!</p>
]]></content>
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		<author>
			<name>Michele Polico</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Facebook Credits per i micropagamenti&#8230;solo?]]></title>
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		<updated>2009-09-22T10:08:40Z</updated>
		<published>2009-04-06T08:37:36Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="facebook marketing" />		<summary type="html"><![CDATA[Se ne parla da qualche giorno e da ieri il servizio è in beta per alcuni utenti, che potranno decidere di pagare un amico per aver condiviso uno status o un link interessante. Si tratta di Facebook Credits, una moneta virtuale che si può acquistare su Facebook pagando con carta di credito. fonte dell&#8217;immagine La novità [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/04/06/facebook-credits-per-i-micropagamentisolo/"><![CDATA[<p>Se ne parla da qualche giorno e da ieri il servizio è in beta per alcuni utenti, che potranno decidere di pagare un amico per aver condiviso uno status o un link interessante. Si tratta di Facebook Credits, una moneta virtuale che si può acquistare su Facebook pagando con carta di credito.</p>
<p><img class="alignnone" title="facebook credits per i micropagamenti" src="http://farm4.static.flickr.com/3319/3416887289_1fb4591299.jpg?v=0" alt="facebook credits per i micropagamenti" width="500" height="392" /></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://venturebeat.com/2009/04/03/facebook-wants-you-to-give-credit-where-credit-is-due/" target="_blank">fonte dell&#8217;immagine</a></p>
<p>La novità non sta però nell&#8217;acquisto di moneta virtuale, che già da tempo esiste su Facebook per l&#8217;acquisto di virtual gifts, quanto nel fatto che questa moneta possa adesso venire scambiata tra gli utenti, e anche se al momento l&#8217;utilizzo è molto ristretto se ne possono ipotizzare alcuni sviluppi futuri, come ad esempio l&#8217;utilizzo di questa moneta virtuale per pagare dei beni reali, nel <a title="marketplace di Facebook" href="http://apps.facebook.com/marketplace/" target="_blank">marketplace di Facebook</a> quanto in siti di e-commerce connessi attraverso Facebook Connect.</p>
<p>Quali siano le reali intenzioni di Facebook sull&#8217;utilizzo futuro di Facebook Credits non si sa, resta il fatto che lo scoglio da superare non credo sarà soltanto convincere gli utenti a pagare per dei beni virtuali, quanto trovare le modlità migliori per integrare una moneta virtuale all&#8217;acquisto sul Web di beni reali, modalità che potrebbero fare di Facebook Credits la moneta standard per gli acquisti sul Web e che renderebbero Facebook ancora più essenziale nell&#8217;ecosistema digitale.</p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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		<title type="html"><![CDATA[Il marketing all&#8217;epoca dei social media]]></title>
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		<updated>2010-08-02T22:31:33Z</updated>
		<published>2009-04-01T08:42:30Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="social media marketing" />		<summary type="html"><![CDATA[Viviamo in un&#8217;epoca in cui ogni persona ha un pubblico, un&#8217;epoca in cui chi conversa lo fa sulla base di una relazione di reciproca fiducia, condizione fondamentale per comunicare e impossibile per le aziende da acquistare. Comprare spazi pubblicitari cui sottomettere le persone è possibile, ma utilizzare il pubblico altrui per veicolare la propria comunicazione [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/04/01/il-marketing-allepoca-dei-social-media/"><![CDATA[<p>Viviamo in un&#8217;epoca in cui ogni persona ha un pubblico, un&#8217;epoca in cui chi conversa lo fa sulla base di una relazione di reciproca fiducia, condizione fondamentale per comunicare e impossibile per le aziende da acquistare. Comprare spazi pubblicitari cui sottomettere le persone è possibile, ma utilizzare il pubblico altrui per veicolare la propria comunicazione rende questa comunicazione meno attendibile, meno desiderata e forse meno utile. Le basi di qualunque strategia di comunicazione in Rete devono dunque concentrarsi sulla creazione del proprio pubblico, e una delle prime cose da chiedersi è come creare del valore per il pubblico che si intende costruire, cosa quindi possa essere utile alle persone che si desidera raggiungere. Oltre a questo, bisogna comprendere l&#8217;importanza di ogni singola persona e del suo pubblico nella veicolazione di idee e della stessa reputazione aziendale.</p>
<p>Le aziende che vogliono aprirsi al <a href="http://www.youngdigitallab.com" target="_blank">social media marketing</a> devono dunque dotarsi degli strumenti adatti alla creazione del proprio pubblico &#8211; si tratti di un blog, di una pagina Facebook o di quant&#8217;altro &#8211; e di un piano editoriale efficace, inoltre devono disporre e imparare ad utilizzare gli strumenti utili all&#8217;ascolto, motori e metamotori, feed e aggregatori in grado di filtrare tutte le informazioni presenti in Rete e presentare solo quelle pertinenti, e infine utilizzare queste informazioni per interagire, quando opportuno, con le persone presenti nel Web.</p>
<p>Pochi giorni fa <a title="post sulle 91 discutibili tesi per un marketing diverso di Gianluca Diegoli" href="http://socialmediamarketing.nextep.it/2008/12/18/una-spruzzatina-di-social-media-non-servira-a-nulla/" target="_blank">Gianluca Diegoli</a> raccontava di come l&#8217;azienda di telefonia 3 avesse risposto ad alcuni suoi dubbi espressi su FriendFeed nei confronti di una particolare offerta dell&#8217;azienda, riuscendo in questo modo a &#8220;ribaltare una blanda critica in una conversazione che ha chiarito punti che potevano risultare oscuri dell&#8217;offerta&#8221;. In questo caso 3 è riuscita ad intervenire nella conversazione perché follower di Gianluca, ma attraverso gli opportuni strumenti è possibile intercettare tutte le conversazioni in cui l&#8217;azienda è chiamata in causa, fornendo in questo modo un servizio &#8220;<a title="post sul Web marketing di 3 di Gianluca Diegoli" href="http://www.minimarketing.it/2009/03/free-buzz-instant-edition-3-power.html" target="_blank">magari poco cool e poco notiziabile, sicuramente time consuming, ma utile ed ecologico per le persone</a>&#8220;.</p>
<p>Questo intendiamo noi con social media marketing!</p>
<p><img class="alignnone" title="marketing sostenibile" src="http://farm4.static.flickr.com/3653/3404121338_f34a87596c.jpg?v=0" alt="marketing sostenibile" width="355" height="338" /></p>
<p><a href="http://www.banksy.co.uk/" target="_blank">fonte dell&#8217;immagine</a></p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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		<author>
			<name>Michele Polico</name>
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					</author>
		<title type="html"><![CDATA[Facebook marketing FAQ]]></title>
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		<updated>2009-09-22T10:55:55Z</updated>
		<published>2009-03-26T10:37:32Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="facebook marketing" />		<summary type="html"><![CDATA[Voglio che la mia azienda sia presente su Facebook: creo un account personale? No, gli account personali sono per le persone, le azienda possono utilizzare altri strumenti. Leggi questo post di approfondimento. Conviene creare una pagina fan o un gruppo? Una pagina fan è un profilo ufficiale di una azienda, presenta maggiori vantaggi ma richiede [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/03/26/facebook-marketing-faq/"><![CDATA[<h4>Voglio che la mia azienda sia presente su Facebook: creo un account personale?</h4>
<p>No, gli account personali sono per le persone, le azienda possono utilizzare altri strumenti. <a title="Facebook marketing: post sui profili personali" href="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/03/02/quando-usare-un-profilo-personale-su-facebook-per-promuovere-una-azienda-mai/" target="_blank">Leggi questo post di approfondimento</a>.</p>
<h4>Conviene creare una pagina fan o un gruppo?</h4>
<p>Una pagina fan è un profilo ufficiale di una azienda, presenta maggiori vantaggi ma richiede anche più impegno per gestirla.</p>
<h4>Quali sono i vantaggi di una pagina rispetto a un gruppo?</h4>
<p>Le pagine fan su Facebook sono altamente personalizzabili tramite schede, box e applicazioni create ad hoc, sono search engine friendly, interagiscono con il newsfeed aumentando le possibilità di viralizzazione dei contenuti e permettono di effettuare comunicazioni permission-based per esempio via status interagendo con il news feed degli utenti. Inoltre l&#8217;amministratore può selezionare delle landing page diverse per i fan e per i non fan, e disporre di statistiche relative alla pagina. I gruppi non permettono nessuna di queste cose.</p>
<h4>Ma allora i gruppi sono inutili?</h4>
<p>Prima di marzo i gruppi presentavano alcuni vantaggi rispetto alle pagine, con le novità recentemente introdotte invece non vedo buoni motivi per utilizzare i gruppi ai fini del marketing.</p>
<h4>Ho un gruppo numeroso e non riesco più ad inviare posta ai membri: è normale?</h4>
<p>Sì, superata la soglia di 5.000 membri Facebook non consente di inviare messaggi in posta, per inviare comunicazioni dirette potete trasformare il gruppo in pagina.</p>
<h4>Ho creato un gruppo ma vorrei trasformarlo in pagina: come faccio?</h4>
<p><a title="centro di assistenza di Facebook" href="http://www.facebook.com/help/contact_generic.php" target="_blank">Contatta Facebook</a> e fai la richiesta!</p>
<h4>Posso cambiare il nome o la categoria ad una pagina Facebook?</h4>
<p>No.</p>
<h4>Ho trovato delle pagine fan relative alla mia azienda che non ho autorizzato. Come mi comporto?</h4>
<p>E&#8217; una decisione da prendere caso per caso, leggi questo <a title="come comportarsi nei confronti di pagine non ufficiali su Facebook" href="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/03/20/qualcuno-ha-creato-una-pagina-fan-su-facebook-per-la-vostra-azienda-che-fare/" target="_blank">post</a> per saperne di più.</p>
<h4>Cosa sono le applicazioni su Facebook?</h4>
<p>Sono dei widget sviluppati da Facebook o da terze parti che arricchiscono l&#8217;esperienza degli utenti che le utilizzano. Le aziende possono utilizzare quelle già realizzate (<a title="le cause su Facebook" href="http://socialmediamarketing.nextep.it/2008/12/03/facebook-marketing-per-politici-e-organizzazioni-non-profit-le-causes/" target="_blank">Facebook Causes</a> è in questo senso un ottimo esempio) o crearne di nuove. Esistono due tipologie fondamentali di applicazioni: quelle destinate alle persone, che possono essere utilizzate per realizzare operazioni di viral marketing, e quelle da installare nelle pagine fan che servono ad arricchire e personalizzare le funzioni della pagina. Per maggiori informazioni su queste ultime, clicca <a title="applicazioni per personalizzare le pagine Facebook" href="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/01/19/personalizzare-la-propria-pagina-facebook-con-le-applicazioni/" target="_blank">qua</a>!</p>
<h4>Come si può inserire della pubblicità su Facebook?</h4>
<p>Utilizzando <a title="come funziona il servizio di pubblicità self-service su Facebook" href="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/01/30/facebook-ads/" target="_blank">Facebook Ads</a>, un servizio self-service attraverso il quale si possono realizzare quelle pubblicità presenti sulla destra. Il servizio può essere pay per clic o pay per impression e consente di impostare un massimo di spesa giornaliera. La pubblicità viene targetizzata in base a caratteristiche sociodemografiche degli utenti e a delle parole chiave che identificano gli interessi delle persone. Gli annunci possono inoltre essere collegati ad azioni sociali, ed è possibile accedere alle statistiche relative alle inserzioni. Sotto i 30.000 dollari di spesa mensili questa è l&#8217;unica opzione, per cifre maggiori <a title="form di contatto business di Facebook" href="http://www.facebook.com/business/contact.php" target="_blank">contattare il team vendite</a>.</p>
<h4>Voglio creare una pagina e/o delle inserzioni su Facebook, ma non voglio iscrivermi. E&#8217; possibile?</h4>
<p>Certo, utilizzando un account per professionisti. Inizia creando una pagina o una inserzione, poi seleziona I don&#8217;t have an account e inserisci le informazioni richieste.</p>
<h4>Voglio inserire nel mio sito un bottone per condividere i contenuti su Facebook: come faccio?</h4>
<p>Devi aggiungere al sito uno dei blocchi di codice che trovi <a title="bottoni share on Facebook" href="http://www.facebook.com/advertising/?share#/share_partners.php" target="_blank">qui</a>.</p>
<h4>Ho visto che su alcuni siti è possibile loggarsi utilizzando il proprio account Facebook: come posso permetterlo anche nel mio?</h4>
<p>Attraverso Facebook Connect, con il quale puoi integrare Facebook nel tuo sito. Per maggiori informazioni consulta il <a title="wiki per gli sviluppatori di Facebook: Connect" href="http://wiki.developers.facebook.com/index.php/Facebook_Connect" target="_blank">wiki per gli sviluppatori di Facebook</a>.</p>
<p><img class="alignnone" title="domande su Facebook?" src="http://farm4.static.flickr.com/3431/3386557981_b576facfc1.jpg?v=0" alt="domande su Facebook?" width="195" height="219" /></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.paoloballanti.com/blog/2006/05/le-grandi-domande.html" target="_blank">fonte dell&#8217;immagine</a></p>
<p>Se avete altre domande generiche su Facebook marketing pubblicatele nei commenti, le inserirò nel post con la relativa risposta! Per domande su casi specifiche usate i commenti ad altri post.</p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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