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	<title type="text">Social Media Marketing</title>
	<subtitle type="text">il blog sull'evoluzione del Web marketing</subtitle>

	<updated>2010-08-02T22:34:14Z</updated>
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		<author>
			<name>Michele Polico</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Nasce Young Digital Lab: un progetto di formazione sul social media marketing]]></title>
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		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" />		<summary type="html"><![CDATA[È da qualche anno che di Social Media Marketing si parla moltissimo e nonostante questo è difficile, per chi non se ne occupa in prima persona, fare il punto della situazione o trovare dei punti di riferimento definitivi. Anche i sempre più numerosi eventi istituzionali dedicati a questi temi faticano a rispondere al diffuso bisogno [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2010/03/01/nasce-young-digital-lab-un-progetto-di-formazione-sul-social-media-marketing/"><![CDATA[<p>È da qualche anno che di Social Media Marketing si parla moltissimo e nonostante questo è difficile, per chi non se ne occupa in prima persona, fare il punto della situazione o trovare dei punti di riferimento definitivi. Anche i sempre più numerosi eventi istituzionali dedicati a questi temi faticano a rispondere al diffuso bisogno di informazioni, limitandosi a presentare numeri e trend a giustificazione del social media marketing, ma senza entrare nello specifico del discorso: quali le strategie da utilizzare sul social Web, quali le differenze tra i singoli network, quali i principi del social media marketing e del marketing dell&#8217;ascolto.</p>
<p>Per questo motivo ho creato <strong>Young Digital Lab</strong>, un modello di <a href="http://www.youngdigitallab.com/" target="_blank">formazione sul social media marketing</a> dedicato alle aziende, e al tempo stesso un gruppo di giovani e conosciuti professionisti che operano in questo settore: gli <a href="http://www.youngdigitallab.com/chi-siamo-2/" target="_blank">Young Digitals</a>!</p>
<p><img class="alignnone" title="Young Digital Lab" src="http://photos-e.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash1/hs296.ash1/22336_319005006791_277527661791_4030104_1333640_n.jpg" alt="" width="592" height="418" /></p>
<p>YOUNG DIGITAL LAB è dunque un modello formativo dedicato alla comunicazione al tempo del Social Web, che nasce con l&#8217;obiettivo di aiutare le aziende a comprendere le opportunità che il Social Web offre e i cambiamenti che impone, attraverso lo sguardo e le parole di alcuni tra i giovani che più si stanno affermando nel panorama del web marketing italiano.</p>
<p>Young Digital Lab non rivolge la sua offerta direttamente alle aziende interessate al corso, ma alle agenzie di marketing e pubblicità che decidono di ospitarlo e di coinvolgere i propri clienti offrendo loro un programma di formazione completo sul marketing al tempo del Social Web.</p>
<p>Se il progetto vi interessa, potete anche <a href="http://www.facebook.com/YoungDigitalLab" target="_blank">seguirci su Facebook</a>.</p>
<p>Michele Polico</p>
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		<title type="html"><![CDATA[Strategie di Social Media Marketing]]></title>
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		<updated>2010-01-20T11:14:01Z</updated>
		<published>2010-01-20T11:14:01Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="social media marketing" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="web strategy" />		<summary type="html"><![CDATA[Ogni giorno passo una parte del mio tempo a leggere blog sul Web marketing, sui social media o sul Web business, e per un&#8217;altra parte del tempo frequento i diversi social network &#8211; Twitter, FriendFeed, LinkedIn e Facebook, per citarne alcuni &#8211; in cerca di informazioni e opinioni interessanti su questi temi.
A volte mi accorgo [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2010/01/20/strategie-di-social-media-marketing/"><![CDATA[<p>Ogni giorno passo una parte del mio tempo a leggere blog sul Web marketing, sui social media o sul Web business, e per un&#8217;altra parte del tempo frequento i diversi social network &#8211; Twitter, FriendFeed, LinkedIn e Facebook, per citarne alcuni &#8211; in cerca di informazioni e opinioni interessanti su questi temi.</p>
<p>A volte mi accorgo che per quanto riguarda le strategie di Social Media Marketing vi è una certa convergenza di opinione, e mi metto nei panni dell&#8217;imprenditore o responsabile marketing che per la prima volta approccia a questi temi.</p>
<p>Che si tratti di piccole imprese o grandi, appare evidente che realizzare anche solo le basi di quello che viene generalmente proposto nei blog di settore &#8211; questo compreso &#8211; significa quanto meno investire una certa quantità di tempo delle persone interne o assumerne di nuove, coinvolgere e pagare degli esterni &#8211; agenzie, formatori, consulenti &#8211; e talvolta anche rivedere o stravolgere l&#8217;organizzazione interna.</p>
<p>Banalmente, aprire un blog e seguirlo, gestirlo, promuoverlo, frequentare Twitter, creare una Facebook Fan Page e rispondere ai commenti dei fan, realizzare strategie conversazionali e dunque conversare quotidianamente, offrire promozioni attraverso i social network, contest, monitorare ciò che viene detto e talvolta rispondere, intervenire alle discussioni su temi di interesse, tutto questo e molto altro è spesso troppo, di più di quello che molte aziende possono fare, visto che l&#8217;occupazione principale è quella di produrre beni o realizzare servizi.</p>
<p>Del resto, i tempi sono cambiati, e che ci si creda o meno il Web marketing sta sostituendo forme di comunicazione obsolete come la pubblicità concessa, pagata ed esternalizzata, e le aziende devono iniziare ad attrezzarsi se non vogliono rimetterci più avanti.</p>
<p>Ma come conciliare le nuove esigenze, possibilità e pericoli della comunicazione Web con la reale &#8220;economia&#8221; aziendale? Vediamo alcune strategie di social media marketing, alternative o complementari, che le aziende possono realizzare in base alle proprie risorse e al proprio tempo, e i diversi gradi di copertura possibili, attraverso questa semplificazione delle possibili soluzioni.</p>
<p><strong>Strategia Presenzialista</strong></p>
<p>L&#8217;azienda apre i suoi canali nel Web utilizzandoli in maniera scarsa. Più che una strategia è la realtà di molte aziende, che non riescono a fare di meglio. Può avere un senso quando non si possono dedicare risorse a questa attività e si vuole comunque lasciare una porta da cui ogni tanto sbirciare, senza per questo aspettarsi di ottenere alcun risultato specifico e stando attenti a non creare confusione, come purtroppo a volte avviene.</p>
<p><strong>Strategia Editoriale</strong></p>
<p>L&#8217;azienda produce già dei contenuti che inizia a veicolare attraverso il Social Web, o decide di iniziare a produrne con questo intento. La presenza sui social media è legata alla divulgazione di notizie, articoli e informazioni, e un obiettivo cui si tende è l&#8217;aumento della quantità di pubblico. I vantaggi di questa strategia sono legati alla visibilità, sui motori come sui siti, blog e forum del proprio settore, ma il tempo richiesto, se i contenuti vengono prodotti solo con questo fine, è molto elevato, e bisogna dedicare risorse alla promozione e visibilità.</p>
<p><strong>Strategia Conversazionale</strong></p>
<p>L&#8217;azienda interviene nei social media con l&#8217;intento di partecipare alle conversazioni e di creare valore per i propri clienti. Monitora ciò che viene detto su di lei e sui propri prodotti, interviene quando necessario, accoglie domande e risolve le critiche che le vengono mosse attraverso prevalentemente i social network aperti come Twitter. Con questo approccio instaura delle relazioni, fidelizza clienti e ne raggiunge di nuovi. Il problema più diffuso di chi utilizza questa strategia, lasciando stare i casi in cui si verifichino forti attacchi e critiche,  è che all&#8217;apertura sul Web non corrisponda un servizio coerente nell&#8217;offline.</p>
<p><strong>Strategia Strutturale</strong></p>
<p>L&#8217;azienda decide di utilizzare i social media non (soltanto) per creare la propria presenza, ma per abilitare le persone a condividere con il minor sforzo possibile la propria passione per il brand e a consigliarne l&#8217;utilizzo agli amici attraverso il proprio profilo su Facebook, su Twitter o il proprio blog. E&#8217; il caso degli share e degli invita presenti nei siti Web, delle applicazioni per Facebook, dei widget embeddabili ed embeddati: soluzioni tecniche che utilizzano l&#8217;aspetto più interessante dei social media &#8211; le persone &#8211; per ottenere visibilità e guadagnarne in reputazione.</p>
<p><strong>Strategia Analitica</strong></p>
<p>L&#8217;azienda non utilizza in maniera attiva il Social Web ma ne sfrutta le conversazioni per trarne informazioni e spunti strategici, oltre che per migliorare i propri servizi e la propria comunicazione al di fuori degli ambienti sociali. Sono le aziende che pur non investendo in attività dirette, si rivolgono ad agenzie specializzate che offrono loro report dettagliati sulle conversazioni e consigli strategici derivanti da questi studi.</p>
<p><strong>Strategia Virale</strong></p>
<p>Il viral marketing è a mio avviso una strategia a sé stante rispetto a quelle di social media marketing, ma molto spesso viene citata in proposito. Si tratta in pratica di utilizzare i social media per diffondere &#8211; in qualsiasi modo &#8211; non un insieme di contenuti ma uno o pochi oggetti specifici, che in generale non riguardano l&#8217;azienda ma la richiamano in qualche forma. Più che un approccio strategico è creativo, che nel 99% dei casi mi sento di sconsigliare. L&#8217;1% eccezionale è riservato alle buone idee, quelle in grado di coinvolgere e incuriosire davvero.<strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Strategia Strisciante<br />
</strong></p>
<p>Anche questa non riguarda propriamente il social media marketing ma è molto in voga tra gli amanti del buzz e  le agenzie di Web PR. L&#8217;azienda non utilizza i social network per creare una presenza ufficiale, ma per distribuire sotto mentite spoglie dei contenuti di rilevanza strategica. Nascono in questo modo i flog e i profili fake, le marchette nei blog e alcuni ambienti Internet un po&#8217; ambigui, siti informativi creati con secondi fini e gruppi Facebook attraenti ma costruiti con l&#8217;intento unico di veicolare offerte o messaggi aziendali<strong><br />
</strong></p>
<p>Vediamo ora i diversi livelli di copertura.</p>
<p><strong>Copertura Totale</strong></p>
<p>E&#8217; tipica di quando l&#8217;azienda assume per queste attività delle nuove risorse, preparate sui temi legati al social media marketing. Generalmente l&#8217;azienda appare in un giorno su tutti i principali network, lancia un annuncio attravero i canali istituzionali (sbarchiamo sui social media, ci apriamo alla conversazione ecc) e inizia la propria comunicazione partendo con una strategia conversazionale e integrandola in un secondo tempo con quella editoriale.<strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Copertura Selettiva</strong></p>
<p>Avviene in genere in due casi: quando la presenza sui social media è guidata dalla moda o dal sentito dire, tipico e significativo il caso in cui l&#8217;azienda apre un gruppo ufficiale su Facebook anziché una Fan Page, o quando la scelta è guidata dall&#8217;agenzia esterna che ne valuta l&#8217;impegno in relazione alle risorse dell&#8217;azienda, e seleziona uno o due canali principali più adatti alle esigenze specifiche dell&#8217;azienda e dei suoi clienti.<strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Copertura Progressiva</strong></p>
<p>E&#8217; in generale la migliore alternativa di copertura, e avviene solitamente quando l&#8217;azienda viene affiancata con approcci formativi e di Web coaching. Il personale interno si misura a poco a poco con i social media, dedicandovi inizialmente poco tempo alla settimana. Li affronta con cautela e impara a gestirli, quando si sente a suo agio con il primo canale avvia il secondo, accrescendo giorno dopo giorno le proprie competenze e abilità e acquisendo una sempre maggiore autonomia gestionale<strong>.</strong></p>
<p>Michele Polico<strong><br />
</strong></p>
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		<title type="html"><![CDATA[Social Web ZeroDieci.]]></title>
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		<published>2010-01-08T10:46:52Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="social media marketing" />		<summary type="html"><![CDATA[Come giustamente scrive Domenico Nardone di socialmediamarketing.it, è realistico pensare che dopo aver passato il 2009 ad assimilare la teoria, molte aziende nel 2010 siano mature abbastanza da decidere di passare all&#8217;azione e aprirsi seriamente ai canali della social communication.
Ecco allora 10 consigli per le aziende che decidono di inserire finalmente il social Web nel [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2010/01/08/social-web-zerodieci/"><![CDATA[<p>Come giustamente scrive <a href="http://www.socialmediamarketing.it/social-media-strategies-il-2010-lanno-dellazione/" target="_blank">Domenico Nardone di socialmediamarketing.it</a>, è realistico pensare che dopo aver passato il 2009 ad assimilare la teoria, molte aziende nel 2010 siano mature abbastanza da decidere di passare all&#8217;azione e aprirsi seriamente ai canali della social communication.</p>
<p>Ecco allora 10 consigli per le aziende che decidono di inserire finalmente il social Web nel proprio marketing!</p>
<p><strong>PRIMO: PENSA AL TUO PUBBLICO!</strong></p>
<p>Capita spesso che le aziende che approcciano per la prima volta ai social network pensino di poter/dover utilizzare la cosa per ottenerne un vantaggio di tipo massmediatico, come se la cosa fosse di per sé notiziabile e spendibile da uffici stampa e pr. No. Pensa solo ai tuoi fan e follower, pensa al canale che stai presidiando, pensa alla qualità e al servizio che offri!</p>
<p><strong>SECONDO: UN CANALE ALLA VOLTA, PER FAVORE!</strong></p>
<p>Una volta impiegati mesi per decidere se avviare attività di social media marketing o meno, molte aziende tendono a buttarsi con la rincorsa. Blog, Facebook, Twitter, YouTube e chi più ne ha più ne metta. Ricerche in archivio per trovare contenuti, foto, video. No. Parti con un canale, impara a gestirlo al meglio, sondane le reazioni. Se lo fai con calma viene meglio!</p>
<p><strong>TERZO: NON CHIEDERTI SE SONO TANTE O POCHE!</strong></p>
<p>Il dubbio che affligge le aziende incerte è questo: e se poi ci fossero pochi fan? Farei brutta figura? No. E comunque le brutte figure ogni tanto servono anche a riflettere. Sui social media i numeri contano, ma vanno visti in maniera un po&#8217; meno grossolana. Il tanto e il poco non esiste!</p>
<p><strong>QUARTO: INVESTI SULLE PERSONE!</strong></p>
<p>I social network sono gratis, ma non aprirli tanto per vedere come va. Hai bisogno di persone che le gestiscano al meglio, devi comprare la formazione per i tuoi dipendenti, prevedere delle ore per queste attività. Non investire comprando l&#8217;advertising per comunicare i tuoi canali, se li uccidi sottovalutandone l&#8217;impegno.</p>
<p><strong>QUINTO: ORGANIZZATI!</strong></p>
<p>Non c&#8217;è niente di peggio che fare una domanda in una Facebook Page, e ricevere risposta dopo giorni, con un link al sito ufficiale, &#8220;dove trovi tutte le informazioni che volevi&#8221;. Organizza la tua azienda in modo che chi si occupa dei social network sappia dove trovare le informazioni, scegli un referente per settore. Questo fallo prima di iniziare!</p>
<p><strong>SESTO: TIENI UN PROFILO BASSO!</strong></p>
<p>Sei sui social network per ascoltare e prestare un servizio alle persone. Non esagerare con la quantità, non esagerare con i toni. Se condividi un link, spendi qualche parola per spiegare cosa sia. Se vuoi comunicare una informazione, utilizza un link.</p>
<p><strong>SETTIMO: DEFINISCI PERCORSI INTEGRATI!</strong></p>
<p>Definisci dei percorsi per le informazioni che vuoi comunicare. Definisci degli spazi dedicati a tipi di contenuto diversi. C&#8217;è una bella soluzione che permette di condividere quello che scrivi nella Facebook Page direttamente sul tuo canale Twitter. Non usarla per forza!</p>
<p><strong>NON FORZARE PERCORSI PREDEFINITI: OTTO!</strong></p>
<p>Non è detto che il percorso che hai scelto vada bene sempre e comunque, preparati a cambiarlo. Preparati a cancellare una informazione che non va bene in un canale. Non insistere con il chiedere di seguire un link solo perché hai previsto che il percorso era quello. Ognuno si crea il suo percorso, le persone hanno l&#8217;abitudine di farlo.</p>
<p><strong>NOVE: DIVENTA ADATTIVO!</strong></p>
<p>Sii flessibile. Se qualcosa non va, cambiala senza problemi. Non usare un piano d&#8217;azione scritto 6 mesi fa, la Rete è cambiata da allora, ci sono cose nuove. Adattati a queste, e adatta ogni cosa alle tue esigenze. Non ci sono cose che devi fare o non fare, a parte chiederti il perché delle cose.</p>
<p><strong>ULTIMO? AFFIDATI A PROFESSIONISTI!</strong></p>
<p>I social network sono semplici da usare e puoi farlo da te? OK.</p>
<p>Michele Polico</p>
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		<author>
			<name>Michele Polico</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Integrare i social network con il sito Web]]></title>
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		<updated>2009-12-21T16:35:07Z</updated>
		<published>2009-12-21T16:17:43Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" />		<summary type="html"><![CDATA[Una delle decisioni che le aziende presenti nei social network devono prendere riguarda la possibile integrazione di questi con il sito Web o con il blog. Vediamo alcune possibilità a disposizione.
Se avete creato una Facebook Fan Page e volete che questa sia visibile nel sito una buona soluzione è quella di inserire un Riquadro dei [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/12/21/integrare-i-social-network-con-il-sito-web/"><![CDATA[<p>Una delle decisioni che le aziende presenti nei social network devono prendere riguarda la possibile integrazione di questi con il sito Web o con il blog. Vediamo alcune possibilità a disposizione.</p>
<p>Se avete creato una Facebook Fan Page e volete che questa sia visibile nel sito una buona soluzione è quella di inserire un <a href="http://www.facebook.com/facebook-widgets/fanbox.php" target="_blank">Riquadro dei Fan</a>, ovvero un piccolo box che visualizza le foto di alcuni fan e gli ultimi aggiornamenti della pagina, e che consente di diventare fan direttamente dal sito.</p>
<p>Non va dimenticato anche di rendere disponibile il sito dalla Pagina Facebook: inserite i link negli spazi adeguati e se disponibile un blog o una sezione news integrate l&#8217;rss nella pagina. L&#8217;applicazione migliore è <a href="http://apps.facebook.com/blognetworks/index.php" target="_blank">NetworkedBlogs</a>.</p>
<p>Nel caso di Twitter, nel sito Web potete inserire il widget che trovate <a href="http://twitter.com/goodies/widget_profile" target="_blank">qua</a>, che raccoglie i vostri ultimi tweet. Una alternativa interessante è quella di inserire gli ultimi tweet di chiunque vi citi, trovate il widget <a href="http://twitter.com/goodies/widget_search" target="_blank">qua</a>.</p>
<p>Anche FriendFeed mette a disposizione dei <a href="http://friendfeed.com/embed" target="_blank">badge perssonalizzabili da inserire nel sito</a>. Chiaramente, non esagerate con i widget e inserite solo quelli che ritenete oppotuni, a meno che non creiate una sezione apposita del sito per la vostra presenza nei social network, alternativa sempre più utilizzata  ormai.</p>
<p>YouTube ha pensato di consentire la <a href="http://www.google.com/uds/solutions/wizards/videobar.html" target="_blank">creazione di una barra video interattiva</a> davvero ben realizzata, mentre per quanto riguarda Flickr una buona soluzione è la condivisione di uno slideshow (aprite la visualizzazione slideshow dell&#8217;album o del set che volete condividere, e poi cliccate in alto a destra su Condividi).</p>
<p>Ovviamente le soluzioni non si limitano a queste e si possono studiare e sviluppare soluzioni ad hoc per ogni tipo di esigenza.</p>
<p>Una alternativa interessante e semplice da implementare è quella di creare una pagina ad hoc in cui inserire qualcosa di simile a questo, della grandezza adeguata, per Facebook come per gli altri social network: in questo modo l&#8217;utente può fruire il social network direttamente dal vostro sito.</p>
<p><iframe src ="http://www.facebook.com/pages/Nextep/88038969984" width="100%" height="400"></p>
<p>Your browser does not support iframes.</p>
<p></iframe></p>
<p>Non bisogna infine dimenticare di rendere semplice alle persone la condivisione dei propri contenuti nei diversi social network: farlo è semplice, basta inserire bottoni appositi come <a href="http://www.facebook.com/facebook-widgets/share.php" target="_blank">Facebook Share</a> oppure utilizzare servizi che permettono la condivisione su molti siti come ad esempio <a href="http://sharethis.com/#STS=g3h321z1.1gc5" target="_blank">ShareThis</a>, <a href="http://www.addthis.com/" target="_blank">AddThis</a> o <a href="http://www.addtoany.com/" target="_blank">AddToAny</a>.</p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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		<author>
			<name>Michele Polico</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Il mio libro: Twitter Marketing in 140 Tweet]]></title>
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		<published>2009-12-04T14:15:45Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" />		<summary type="html"><![CDATA[Finalmente è disponibile il mio libro su TWITTER: per ora l&#8217;ebook, il cartaceo è già preordinabile e sarà disponibile tra un paio di settimane.
Si tratta di una guida veloce, scritta nella forma stessa di Twitter: 140 frasi lunghe 140 caratteri per attraversare il tema del Twitter marketing partendo dalle basi di Twitter e delle sue [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/12/04/il-mio-libro-twitter-marketing-in-140-tweet/"><![CDATA[<p>Finalmente è disponibile il <a href="http://www.ledizioni.it/catalogo/catalogo_11.Twittermarketing.html" target="_blank">mio libro su TWITTER</a>: per ora l&#8217;ebook, il cartaceo è già preordinabile e sarà disponibile tra un paio di settimane.</p>
<p>Si tratta di una guida veloce, scritta nella forma stessa di Twitter: 140 frasi lunghe 140 caratteri per attraversare il tema del Twitter marketing partendo dalle basi di Twitter e delle sue funzioni, e andando poi ad approfondire le logiche di comunicazione aziendale sottese allo strumento e ad illustrarne alcuni casi di successo.</p>
<p>Un libro che vuole anche dimostrare quanto la forma concisa e a volte sottovalutata di Twitter permetta in realtà di comunicare, andando dritti al punto della questione e permettendo di trasferire l&#8217;informazione e la conoscenza in maniera veloce.</p>
<p>La guida ospita con orgoglio 14 tweet scritti appositamente da esperti italiani di comunicazione e Web che hanno deciso di partecipare e contribuire al progetto, e che trovate in questa <a href="http://twitter.com/MichelePolico/twitter140" target="_blank">Twitter List</a>!</p>
<p style="text-align: center;"><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="425" height="373"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/sSdtmkX5Opc&amp;rel=0&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=1&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/sSdtmkX5Opc&amp;rel=0&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=1&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="373" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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			<name>Michele Polico</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Facebook: un nuovo cambio di direzione?]]></title>
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		<updated>2009-10-27T09:17:25Z</updated>
		<published>2009-10-26T12:54:33Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="facebook marketing" />		<summary type="html"><![CDATA[La settimana scorsa Facebook ha introdotto una piccola modifica alla home page: come annunciato anche nel blog, la sezione Highlights sulla destra è stata eliminata e al suo posto è stata inserita la News Feed, che viene visualizzata alternativamente al Live Feed al centro della home e che mostra informazioni aggiuntive rispetto a prima, come [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/10/26/facebook-un-nuovo-cambio-di-direzione/"><![CDATA[<p>La settimana scorsa Facebook ha introdotto una piccola modifica alla home page: come annunciato anche nel <a href="http://blog.facebook.com/blog.php?post=162536657130" target="_blank">blog</a>, la sezione Highlights sulla destra è stata eliminata e al suo posto è stata inserita la News Feed, che viene visualizzata alternativamente al Live Feed al centro della home e che mostra informazioni aggiuntive rispetto a prima, come ad esempio le foto in cui gli amici vengono taggati e le pagine di cui diventano fan.</p>
<p><img class="alignnone" title="nuova home di facebook" src="http://photos-b.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc1/hs227.snc1/7416_198054686728_20531316728_3841044_8310992_n.jpg" alt="nuova home di facebook" width="550" height="468" /></p>
<p>Probabilmente questo è un passaggio intermedio per un nuovo importante cambiamento come quello realizzato <a href="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/03/05/le-pagine-fan-su-facebook-cambiano-ecco-le-novita-e-le-possibilita-per-le-aziende/" target="_blank">lo scorso marzo</a>, ma per il momento questa scelta appare un drastico cambio di direzione, con pesanti conseguenze sulle strategie di marketing.</p>
<p>Infatti, il cambiamento davvero grosso non riguarda tanto la nuova interfaccia, quanto il fatto che &#8211; almeno per ora &#8211; il News Feed include solo attività compiute da connessioni dirette (amici, pagine di cui si è fan, gruppi a cui si è iscritti) e non più attività di terzi che siano piaciute ad amici.</p>
<p>Negli HighLights sulla destra era infatti possibile entrare in contatto con contenuti condivisi da terzi che fossero stati likati o commentati da amici, e questa era stata a Marzo una novità che rendeva Facebook piattaforma con potenzialità di diffusione virale dei contenuti e dell&#8217;informazione, e che aveva comportato l&#8217;introduzione del concetto di link (prima non si pubblicavano link, ma video, foto ecc, ed erano contenuti &#8220;chiusi&#8221;).</p>
<p>Questa nuova modifica, non facendo visualizzare questo tipo di contenuti, sembra fare un passo indietro nel percorso di progressiva apertura che Facebook ha avviato nel tempo per restare competitivo nei confronti delle piattaforme sociali di seconda generazione come Twitter e FriendFeed, per favorire invece una maggiore privacy alle persone su Facebook.</p>
<p>In questo modo, inoltre, il centro dell&#8217;attenzione torna a essere la persona fonte del contenuto e non più il contenuto stesso, come avveniva con gli HighLights.</p>
<p>Ma oltre alla apparente controtendenza rispetto alla direzione che sta prendendo il Web, questo piccolo cambiamento obbliga chi si occupa di comunicazione e marketing, oltre che le aziende stesse, a rivedere i modelli di diffusione dei propri contenuti all&#8217;interno della piattaforma.</p>
<p>Se, per esempio, fino a pochi giorni fa una azienda poteva postare un video interessante e contare che questo si diffondesse attraverso like e commenti agli amici dei commentatori, creando un circolo virtuoso che portava nuovi like, commenti e nuovi fan, pare adesso che solo attraverso una azione più impegnativa di condivisione attiva del contenuto questo possa diffondersi.</p>
<p>In che modo questo influirà sui comportamenti delle aziende? Darà adito a nuove strategie di spamming, di infiltration, e renderà la diffusione dei contenuti meno naturale? E per quanto tempo il News Feed integrerà soltanto contenuti dei contatti diretti?</p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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			<name>Michele Polico</name>
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		<title type="html"><![CDATA[I nuovi gruppi Facebook]]></title>
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		<updated>2009-10-20T08:16:35Z</updated>
		<published>2009-10-20T08:13:59Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="facebook marketing" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="gruppi facebook" />		<summary type="html"><![CDATA[Come preannunciato la settimana scorsa da Nick O&#8217;Neill, i gruppi Facebook sono oggi diventati più simili alle pagine e ai profili personali, rendendo quindi il design di Facebook più omogeneo.

I gruppi da oggi hanno dunque una bacheca in cui vedere le attività recenti dei membri, un &#8220;publisher&#8221; per condividere link, foto, eventi, video o per [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/10/20/i-nuovi-gruppi-facebook/"><![CDATA[<p>Come preannunciato la settimana scorsa da <a href="http://www.allfacebook.com/2009/10/facebook-launches-new-groups-layout/" title="Facebook launches new groups layout, AllFacebook" target="_blank">Nick O&#8217;Neill</a>, i gruppi Facebook sono oggi diventati più simili alle pagine e ai profili personali, rendendo quindi il design di Facebook più omogeneo.</p>
<p><img class="alignnone" title="social media marketing" src="http://farm3.static.flickr.com/2731/4028992446_244041539e.jpg" alt="social media marketing" width="500" height="413" /></p>
<p>I gruppi da oggi hanno dunque una bacheca in cui vedere le attività recenti dei membri, un &#8220;publisher&#8221; per condividere link, foto, eventi, video o per lasciare semplicemente un commento, una sezione Info e poi delle sezioni rimuovibili per le foto, le discussioni, i video, gli eventi e i link.</p>
<p>Con questo redesign, alcune attività effettuate all&#8217;interno del gruppo, che prima restavano chiuse al suo interno, verranno visualizzate ndel newsfeed. Per la precisione, solo le attività compiute all&#8217;interno dal gruppo da un amico verranno visualizzate nella home, e sarà comunque possibile decidere quali gruppi visualizzare e quali no.</p>
<p>Se Facebook sottolinea attraverso il suo <a href="http://blog.facebook.com/blog.php?post=156031977130" title="Giving Groups a Stronger Voice, Facebook Blog" target="_blank">blog</a> che i due strumenti hanno ancora finalità ben distinte, i gruppi utili per la collaborazione tra persone mentre le pagine per diffondere i messaggi di aziende e figure pubbliche, e per comunicare direttamente con fan e clienti, è vero che essendo gruppi e pagine adesso molto più simili, sarà più semplice per certi versi utilizzare l&#8217;uno al posto dell&#8217;altro.</p>
<p>In ogni caso è bene ricordare che, al momento, ci sono ancora differenze sostanziali tra i due strumenti, soprattutto per quanto riguarda le possibilità di personalizzazione grafica e funzionale &#8211; ed è questa una differenza davvero molto grossa &#8211; che le <a href="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/10/15/quale-e-la-forma-migliore-per-pubblicizzare-su-facebook/" title="le applicazioni: la forma migliore per pubblicizzare su Facebook" target="_blank">applicazioni</a> permettono alle pagine ma non ai gruppi. Ancora, nei gruppi vengono visualizzati gli amministratori mentre per quanto riguarda i profili aziendali questi restano anonimi. In bacheca non si può dividere il flusso dei commenti dei membri da quelli degli amministratori, e le statistiche presenti per le pagine non sono per i gruppi disponibili.</p>
<p>Per quanto riguarda invece la recente possibilità di taggare negli status, sia le pagine che i gruppi lo possono fare, a condizione però che la persona taggata sia amica dell&#8217;amministratore, o che questio sia fan/membro della pagina/gruppo da taggare.</p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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			<name>Michele Polico</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Quale é la forma migliore per pubblicizzare su facebook?]]></title>
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		<updated>2009-10-15T07:48:05Z</updated>
		<published>2009-10-15T07:46:09Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="facebook marketing" />		<summary type="html"><![CDATA[Questo post è stato scritto all&#8217;interno di Xihit, una agenzia di Berlino specializzata nello sviluppo di applicazioni Facebook, che recentemente si è fatta notare in Italia per una guida che introduce in maniera semplice e puntuale al marketing su Facebook, soffermandosi sulla piattaforma e sulle sue funzioni e spiegando nei dettagli come utilizzarle, e presentando [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/10/15/quale-e-la-forma-migliore-per-pubblicizzare-su-facebook/"><![CDATA[<p style="margin-left: 0pt; margin-right: 0pt;">Questo post è stato scritto all&#8217;interno di Xihit, una agenzia di Berlino specializzata nello sviluppo di applicazioni Facebook, che recentemente si è fatta notare in Italia per una <a href="http://www.facebookbiz.it/guida-marketing" title="guida al marketinig con Facebook" target="_blank">guida</a> che introduce in maniera semplice e puntuale al marketing su Facebook, soffermandosi sulla piattaforma e sulle sue funzioni e spiegando nei dettagli come utilizzarle, e presentando inoltre numerose case history di rilievo.</p>
<p style="margin-left: 0pt; margin-right: 0pt;">Michele Polico</p>
<p style="margin-left: 0pt; margin-right: 0pt;">
<p style="margin-left: 0pt; margin-right: 0pt;"><em>Facebook si ta avvicinando ai 300 milioni di utenti a livello internazionale, e ha superato gli 11 milioni solo in Italia. Ora che i numeri si fanno importanti, la curiosita&#8217; per questa piattaforma inizia a farsi pressante anche nel bel paese. Pertanto parlarne anche da un punto di vista tecnico sembra interessante, se non opportuno.</em></p>
<p style="margin-left: 0pt; margin-right: 0pt;"><em>Dando un &#8216;occhiata a quelli che possono essere considerati i migliori esempi marketing su facebook, appare chiaro che il modello che sta ottenendo piú successo prevede che gli utenti vengano coinvolti dal brand e si abbandoni la tendenza al semplice bombardamento del consumatore con consigli, suggerimenti, per quanto attraenti e suadenti, tramite il semplice piazzamento di annunci pubblicitari. </em></p>
<p style="margin-left: 0pt; margin-right: 0pt;"><em>Per far sí che il proprio messaggio venga accolto e successivamente diffuso dalla comunita&#8217; online piu&#8217; chiaccherata del momento é necessario che l&#8217;utente, tramite la propria intereazione (la cui sollecitazione é compito del brand o dell&#8217;agenzia che segue il progetto), renda partecipi i suoi contatti riguardo le proprie attivita&#8217; e inviti gli stessi a parteciparvi.</em></p>
<p style="margin-left: 0pt; margin-right: 0pt;"><em>Affinche&#8217; questo accada, le azioni che l&#8217;utente effettua all&#8217;interno della piattaforma devono apparire all&#8217;interno delle News Feed. Esse sono infatti l&#8217;insieme delle informazioni inerenti le attivita&#8217;, lo status, la condivisione etc del network di ogni utente; appaiono nella zona centrale della home page (di ogni singolo utente).</em></p>
<p style="margin-left: 0pt; margin-right: 0pt;"><em>Facebook punta e supporta in particolar modo la creazione di pagine (fan page branidizzate), all&#8217;interno del quale la liberta&#8217; a livello di lay out e l&#8217;accesso ai dati utente risultano limitati. Per ovviare alle questioni di design, e per permettere un maggior conivolgimento dell&#8217;utenza, é possibile integrare delle applicazioni nelle schede della tab area. </em></p>
<p style="margin-left: 0pt; margin-right: 0pt;"><em>La combinazione delle due opzioni, fan page e applicazione, fornisce maggiori possibilita&#8217; a livello visivo e a livello di funzionalita&#8217; specifica della piattaforma di sviluppare una campagna di successo. L&#8217;utente puo&#8217; interagire con l&#8217;applicazione, puo&#8217; interagire con la pagina lasciando commenti e postando immagini (ovviamente i contenuti di base della pagina devono avere una certa consistenza) e gli amministratori della pagina possono creare delle relazioni a medio e lungo termine con gli utenti. Che é poi l&#8217;obbiettivo di facebook: lunghe e fruttuose relazioni. </em></p>
]]></content>
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		<author>
			<name>Michele Polico</name>
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					</author>
		<title type="html"><![CDATA[Il social media marketing è orientamento alla persona (e al servizio)]]></title>
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		<updated>2010-08-02T22:32:46Z</updated>
		<published>2009-10-12T08:00:11Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="orientamento alla persona" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="servizio" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="social media marketing" />		<summary type="html"><![CDATA[Nella prima fase della storia del marketing, quella dell&#8217;orientamento alla produzione, le persone accoglievano con entusiasmo ogni innovazione introdotta nelle fabbriche, e alle aziende per vendere bastava produrre. Il prezzo era pressoché l&#8217;unica leva comunicativa, visto che ad essere comunicata doveva essere solamente l&#8217;efficienza produttiva, unico obiettivo delle aziende immerse in una condizione strutturale in [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/10/12/il-social-media-marketing-e-orientamento-alla-persona-e-al-servizio/"><![CDATA[<p>Nella prima fase della storia del marketing, quella dell&#8217;orientamento alla produzione, le persone accoglievano con entusiasmo ogni innovazione introdotta nelle fabbriche, e alle aziende per vendere bastava produrre. Il prezzo era pressoché l&#8217;unica leva comunicativa, visto che ad essere comunicata doveva essere solamente l&#8217;efficienza produttiva, unico obiettivo delle aziende immerse in una condizione strutturale in cui era la domanda ad eccedere l&#8217;offerta. L&#8217;orientamento era rivolto alla realizzazione di prodotti standard volti a soddisfare bisogni &#8220;medi&#8221;, adatti a un&#8217;epoca in cui il “consumo” era orientato alla soddisfazione di bisogni e non alla definizione dell&#8217;identità delle persone. Produzione seriale, omologazione dei prodotti e organizzazione scientifica del lavoro erano le chiavi del successo. Era questa una fase eccezionale sia per le aziende, per lo più monopoliste e sicure di vendere tutto ciò che producevano, sia per le persone, che finalmente potevano permettersi dei beni che miglioravano la loro esistenza.</p>
<p>Nella seconda fase, quella dell&#8217;orientamento alla vendita, le cose iniziavano a cambiare: non bastava più produrre per vendere, bisognava convincere a comprare. L&#8217;offerta di beni industriali era adesso cresciuta, la concorrenza si era intensificata, lo scarto tra mercato potenziale e domanda non era più così vasto. La pubblicità soprattutto, ma anche le sponsorizzazioni, le relazioni pubbliche, la promozione vendite, la vendita personale erano diventate le leve fondamentali del communication mix. L&#8217;obiettivo non era più comunicare l&#8217;efficienza ma la differenziazione, al fine di ridurre la sostituibilità tra i propri prodotti e quelli della concorrenza. E&#8217; questo il periodo del grande sviluppo dei mezzi della comunicazione di massa, promossi e sostenuti dalle esigenze comunicative delle aziende.</p>
<p>Con la terza fase del marketing, quella dell&#8217;orientamento al marketing, esso diventò una attività pianificata e pianificatrice: la domanda era sempre più esigente e meno standardizzabile, e la condizione generale dei mercati dei beni di consumo era la segmentazione. Come Kotler insegnava, &#8220;l&#8217;impresa orientata al marketing non deve tentare di vendere tutto ciò che produce, ma deve produrre ciò che può vendere&#8221;. Il marketing doveva quindi interfacciare i bisogni e i desideri dei consumatori, e lo faceva attraverso un attento processo manageriale articolato in diverse fasi, che andavano dall&#8217;analisi del mercato alla selezione dei mercati-obiettivo alla formulazione delle strategie, infine alla pianificazione, organizzazione, attuazione e controllo delle azioni di marketing. Le leve operative del communication mix erano le note 4P: il product, il price, il place e la promotion.</p>
<p>Negli ultimi vent&#8217;anni il marketing stesso ha subito quel processo di diversificazione tipico dei beni, e oggi convivono, competono e collaborano modelli e orientamenti diversi, che rispondono a una società anch&#8217;essa sempre più plurale. L&#8221;espansione di Internet ha dato alle aziende e alle persone un modo nuovo di informarsi e di comunicare, e ha avvicinato il mondo della produzione e quello del consumo. La pluralità dell&#8217;offerta, la realizzata soddisfazione dei bisogni e  lo sbilanciamento del potere a favore del mondo del consumo, l&#8217;accresciuta consapevolezza delle persone, tutto questo ha modificato profondamente il senso del marketing.</p>
<p>Con le interazioni azienda-clienti che Internet e i <a href="http://youngdigitallab.com" target="_blank">social media</a> rendono oggi possibili, interazioni molti-molti e pluridirezionali, istantanee e multimediali, l&#8217;orientamento del marketing deve essere alla persona, e alla qualità e personalizzazione del servizio. Le persone si aspettano di essere trattate in quanto tali, e questo si integra perfettamente nell&#8217;evoluzione della storia del marketing, che dall&#8217;inizio ha attribuito ai desideri dei clienti un peso sempre maggiore, come conseguenza dell&#8217;evoluzione dei mezzi della comunicazione e dell&#8217;espansione della produzione tipica del libero mercato.</p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content>
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		<author>
			<name>Michele Polico</name>
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					</author>
		<title type="html"><![CDATA[Organizzare un concorso fotografico su Facebook]]></title>
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		<updated>2009-09-18T07:25:13Z</updated>
		<published>2009-09-15T07:05:10Z</published>
		<category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="Senza categoria" /><category scheme="http://socialmediamarketing.nextep.it" term="facebook marketing" />		<summary type="html"><![CDATA[Organizzare un concorso fotografico attraverso il profilo pubblico di Facebook è una buona idea per promuovere la propria pagina aziendale e il proprio brand.
Per farlo, bisogna innanzitutto chiedere il permesso a Facebook, spiegando chiaramente gli obiettivi del concorso e le modalità del suo svolgimento. Come specificato infatti al punto 3.9 dei termini di servizio, è [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/09/15/organizzare-un-concorso-fotografico-su-facebook/"><![CDATA[<p>Organizzare un concorso fotografico attraverso il profilo pubblico di Facebook è una buona idea per promuovere la propria pagina aziendale e il proprio brand.</p>
<p>Per farlo, bisogna innanzitutto chiedere il permesso a Facebook, spiegando chiaramente gli obiettivi del concorso e le modalità del suo svolgimento. Come specificato infatti al punto 3.9 dei <a href="http://www.facebook.com/terms/italian.php" title="Facebook: dichiarazione dei diritti e delle responsabilità" target="_blank">termini di servizio</a>, è vietato &#8220;offrire gare, offerte o concorsi a premi (&#8221;promozioni&#8221;) su Facebook senza disporre del nostro consenso scritto. In caso di autorizzazione da parte nostra, l&#8217;utente è pienamente responsabile della promozione e si atterrà alle nostre <a href="http://www.facebook.com/promotions_guidelines.php" title="linee guida per le promozioni di Facebook" target="_blank">Linee guida sulle promozioni</a> e a tutte le leggi applicabili&#8221;.</p>
<p>La richiesta va fatta utilizzando il <a href="http://www.facebook.com/advertising/?pages#/business/contact.php" title="modulo di contatto Facebook per le soluzioni integrate" target="_blank">modulo di contatto business</a>, ma è inutile dire che avere già un contatto accelera i tempi a volte lenti del supporto.</p>
<p>Per quanto riguarda invece la gestione del concorso su Facebook, gli strumenti che si possono utilizzare sono la sezione &#8220;Foto dei fan&#8221; già disponibile di default oppure delle applicazioni create ad hoc per lo scopo.</p>
<p>La prima opzione, ovvero l&#8217;adattamento del concorso all&#8217;interno delle foto dei fan, è stata utilizzata ad esempio da <a href="http://www.lowfares.com/travel-news/03-05-09/lowfares-launches-facebook-photo-contest" title="regolamento del Facebook Photo Contest di LowFares" target="_blank">LowFares</a>. I vantaggi principali di questa scelta sono il grande risparmio economico e temporale, oltre che l&#8217;integrazione del concorso con il sistema di tagging che se usato nel giusto modo ne potrebbe determinare la diffusione.</p>
<p>Una variante sul tema che alcuni hanno utilizzato è quella di farsi inviare le foto via e-mail e inserirle manualmente in un album dedicato, ma  i problemi di gestione sono evidenti e aumentano all&#8217;aumentare del successo del concorso.</p>
<p>Anche per quanto riguarda la creazione di una applicazione ad hoc si aprono due strade: lo sviluppo della stessa da zero o l&#8217;utilizzo di applicazioni già esistenti come quella di <a href="http://votigo.com/corp/solutions/fbcontests.php" title="Facebook Photo Application di Votigo" target="_blank">Votigo</a>. Nel primo caso si hanno costi e tempi maggiori, ma anche massima flessibilità di sviluppo, mentre per quanto riguarda l&#8217;applicazione di Votigo, che è stata utilizzata ad esempio da Patrizia Pepe per il concorso <a href="http://apps.facebook.com/patrizia-pepe/" title="applicazione You The Star di Patrizia Pepe" target="_blank">You The Star</a>, la personalizzazione è inferiore ma il prodotto è davvero buono e a costi limitati (di listino si hanno soluzioni dai 2.500 ai 7.500 dollari in base alle funzioni richieste).</p>
<p>Per quanto riguarda gli aspetti legali, oltre alla stesura classica stesura di un regolamento, bisogna ricordare che i dati del concorso devono essere memorizzati su un server dislocato su territorio italiano.</p>
<p>Michele Polico</p>
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