<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-4042493301513572412</atom:id><lastBuildDate>Mon, 02 Sep 2024 02:42:46 +0000</lastBuildDate><category>geotermia</category><title>energia dal sole e dal vento</title><description>Eolico Fotovoltaico Biomasse www.paleoliche.eu</description><link>http://small-energy.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Unknown)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>18</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4042493301513572412.post-4132979410865604248</guid><pubDate>Sun, 08 Jul 2018 22:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2018-07-08T15:35:38.401-07:00</atom:updated><title>Decreto rinnovabili 2018-2020</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; box-sizing: border-box; color: #444444; font-family: &#39;Helvetica Neue&#39;, &#39;Lucida Grande&#39;, Helvetica, Arial, Verdana, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 21px; margin-bottom: 10px;&quot;&gt;
&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;L’Europa è in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici&lt;/strong&gt;, ponendosi obiettivi sfidanti per la produzione di energia rinnovabile e per l’aumento dell’efficienza nell’impiego delle risorse. Anticipando i tempi, rispetto agli obiettivi di sostenibilità, il nostro Paese si dimostra tra i più virtuosi. L’Italia ha già raggiunto il target assegnatole in ambito europeo al 2020, relativo al soddisfacimento del 17% dei consumi finali di energia attraverso tecnologie verdi. L’ottimo livello raggiunto non è però che una tappa intermedia nel percorso di transizione&lt;em style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;low carbon&lt;/em&gt;&amp;nbsp;a lungo termine: un percorso che esula dai confini nazionali, come dimostrato dall’accordo di Parigi, siglato da 195 Paesi nel dicembre 2015 durante la ventunesima conferenza delle parti (COP 21). A tale consesso l’Europa ha presentato degli obiettivi sfidanti e li sta ora perfezionando attraverso il&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;Pacchetto di Direttive “energia pulita per tutti gli europei (&lt;em style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;Clean Energy Package)&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;.&lt;/em&gt;&amp;nbsp; Come dimostrato dalla Strategia Energetica Nazionale (SEN 2017), varata lo scorso anno dal Governo Italiano e dalla bozza di Decreto sulla promozione delle energie rinnovabili elettriche nel periodo 2018-2020 gli obiettivi di sostenibilità sono parte integrante di un programma strutturale di azione di politica energetica.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; box-sizing: border-box; color: #444444; font-family: &#39;Helvetica Neue&#39;, &#39;Lucida Grande&#39;, Helvetica, Arial, Verdana, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 21px; margin-bottom: 10px;&quot;&gt;
&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;L’Italia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;sta dimostrando di avere una&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;visione di lungo periodo&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;sull’argomento, funzionale al raggiungimento degli obiettivi al 2030, declinati dalla Strategia Energetica Nazionale: ottenimento del 28% dei consumi di energia da fonte rinnovabile, con una percentuale&lt;em style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;green&lt;/em&gt;&amp;nbsp;di addirittura il 55% nel mix di generazione dell’energia elettrica. I suddetti obiettivi prendono a riferimento la proposta della Commissione Europea per la Direttiva sulla promozione dell’uso delle fonti rinnovabili nel periodo 2020-2030. Il dibattito a riguardo è però ancora aperto e le ambizioni della SEN potrebbero non essere sufficienti per rispettare gli impegni comunitari definitivi: il Parlamento Europeo intende infatti innalzare il target comune europeo al 2030 dal 27% sino al 35%.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; box-sizing: border-box; color: #444444; font-family: &#39;Helvetica Neue&#39;, &#39;Lucida Grande&#39;, Helvetica, Arial, Verdana, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 21px; margin-bottom: 10px;&quot;&gt;
La&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;predisposizione di un Decreto per il periodo 2018-2020&lt;/strong&gt;, quando si è già ottenuto il raggiungimento degli obiettivi, è comunque un&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;segnale che intende dare continuità agli investimenti nel settore.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;La conclusione della stagione incentivante precedente, legata al prematuro raggiungimento degli obiettivi per via della riduzione dei consumi a valle della crisi economica, aveva infatti drasticamente ridotto le nuove installazioni e l’attrattività dell’Italia per gli investitori.&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;Il nuovo Decreto prevede l’installazione di oltre 2 GW/anno&lt;/strong&gt;, fino al raggiungimento di un massimo complessivo dell’incentivazione pari a 5,8 mld euro/anno. L’accesso agli incentivi è previsto per mezzo dell’&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;iscrizione ad&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;appositi registri&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;(quando la potenza è inferiore a 1 MW) o tramite&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;aste al ribasso&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;(se la potenza è sopra la stessa soglia). Le incentivazioni saranno operate attraverso la definizione di contratti a due vie per differenza, per cui la differenza fra la tariffa (ex aste o registri) e il prezzo zonale orario dell’energia elettrica viene riconosciuta al produttore (se positiva) o restituita (se negativa).&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; box-sizing: border-box; color: #444444; font-family: &#39;Helvetica Neue&#39;, &#39;Lucida Grande&#39;, Helvetica, Arial, Verdana, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 21px; margin-bottom: 10px;&quot;&gt;
La principale novità rispetto all’impostazione precedente riguarda l’introduzione di&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;gare tecnologicamente neutre&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;sia per le procedure ad asta che a registro secondo&amp;nbsp;tre classi tecnologiche&amp;nbsp;differenti:&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; box-sizing: border-box; color: #444444; font-family: &#39;Helvetica Neue&#39;, &#39;Lucida Grande&#39;, Helvetica, Arial, Verdana, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 21px; margin-bottom: 10px;&quot;&gt;
1)&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; la prima classe riguarda il&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;fotovoltaico e l’eolico&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;con 580 MW disponibili per l’iscrizione ai registri e 4.800 MW per le aste al ribasso con priorità alle offerte ricevute da progetti su discariche, cave e miniere esaurite, o aree di pertinenza di discariche e siti contaminati.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; box-sizing: border-box; color: #444444; font-family: &#39;Helvetica Neue&#39;, &#39;Lucida Grande&#39;, Helvetica, Arial, Verdana, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 21px; margin-bottom: 10px;&quot;&gt;
2)&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; la seconda classe afferisce agli&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;impianti&amp;nbsp;idroelettrici, geotermici&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;(priorità a quelli con reiniezione totale del fluido),&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;a gas derivati da processi depurativi o a gas da discarica&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;con un contingente di potenza di 140 MW disponibile per i registri e 245 MW per le aste.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; box-sizing: border-box; color: #444444; font-family: &#39;Helvetica Neue&#39;, &#39;Lucida Grande&#39;, Helvetica, Arial, Verdana, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 21px; margin-bottom: 10px;&quot;&gt;
3)&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; la terza classe è relativa agli&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;interventi di rifacimento totale o parziale&amp;nbsp;di tutte le tecnologie sopra elencate&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;a patto che gli impianti siano in esercizio da almeno due terzi della loro vita utile e non stiano ricevendo già degli incentivi al momento della domanda. Il bando mette all’asta un totale di 490 MW mentre 70 MW spettano agli impianti iscritti ai registri.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; box-sizing: border-box; color: #444444; font-family: &#39;Helvetica Neue&#39;, &#39;Lucida Grande&#39;, Helvetica, Arial, Verdana, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 21px; margin-bottom: 10px;&quot;&gt;
Nel corso degli ultimi mesi questo Decreto è stato spesso criticato in quanto finalizzato prevalentemente a&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;favorire le grandi installazioni, e quindi grandi&amp;nbsp;&lt;em style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;utilities&lt;/em&gt;, a scapito degli impianti di piccola taglia&lt;/strong&gt;, ovvero le forme di autoproduzione distribuita. Sull’argomento devono essere chiariti due aspetti, il primo riguarda il&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;costo-opportunità di generazione dell’energia rinnovabile&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;e il secondo gli&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;assetti di generazione distribuita&lt;/strong&gt;. Le energie rinnovabili sono progetti&amp;nbsp;&lt;em style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;capital intensive&lt;/em&gt;, costituiti da alti costi di investimento e bassi costi variabili. Grazie agli avanzamenti tecnologici si è assistito negli ultimi anni ad una forte diminuzione dei costi di investimento, portando l’energia generata da alcuni impianti al livello delle tecnologie tradizionali. Al momento però le economie di scala risultano estremamente importanti e&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;&amp;nbsp;la cosiddetta&amp;nbsp;&lt;em style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;grid parity&amp;nbsp;&lt;/em&gt;è appannaggio di impianti&amp;nbsp;&lt;em style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;utility scale&lt;/em&gt;, di potenza superiore al MegaWatt&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; box-sizing: border-box; color: #444444; font-family: &#39;Helvetica Neue&#39;, &#39;Lucida Grande&#39;, Helvetica, Arial, Verdana, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 21px; margin-bottom: 10px;&quot;&gt;
È doveroso quindi considerare anche&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;gli effetti sul benessere sociale delle politiche di decarbonizzazione&lt;/strong&gt;. Infatti, l’orientamento verso gli impianti di grande taglia può essere visto come la volontà di contemperare due istanze: l’accelerazione più rapida verso i target di generazione rinnovabile e la riduzione delle bollette dei consumatori. La seconda considerazione necessaria riguarda assetti di generazione distribuita.&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;Agli impianti di piccola taglia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;(fino a 100 kW) è comunque&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;garantita l’applicazione della tariffa omnicomprensiva&lt;/strong&gt;, permettendo assetti di autoproduzione locale. Un’ulteriore spinta alla generazione distribuita sarà fornita dalla definizione di&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;contratti di lungo termine fra privati (&lt;em style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;Corporate PPA&lt;/em&gt;),&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;attraverso i quali saranno attivati portafogli integrati di generazione e consumo a livello di distretti (ad esempio&amp;nbsp;&lt;em style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;industrial cluster&lt;/em&gt;). A tal proposito nel Decreto è richiesto al Gestore dei Servizi Energetici lo&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;sviluppo di una piattaforma per la facilitazione dei PPA&lt;/strong&gt;, strumento necessario per l’incontro di domanda e offerta riducendo i rischi di controparte.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; box-sizing: border-box; color: #444444; font-family: &#39;Helvetica Neue&#39;, &#39;Lucida Grande&#39;, Helvetica, Arial, Verdana, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 21px; margin-bottom: 10px;&quot;&gt;
Tuttavia, per completare il quadro e rendere l’Italia effettivamente pronta ad affrontare le sfide climatiche dei prossimi anni&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;manca ancora un ultimo tassello particolarmente sfidante nella politica energetica italiana.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Serve un&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;cambio di approccio al tema della sostenibilità nel settore energetico&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in grado di promuovere, a fronte degli ingenti investimenti stimabili tra i 40 ed i 60 mld di euro al 2030 per le sole tecnologie rinnovabili, una strategia di sviluppo industriale. L’aumento delle energie rinnovabili può garantire, come richiamato più volte dalla stessa Commissione, un volano di sviluppo industriale, se accompagnato da politiche attive per il rafforzamento delle filiere produttive del settore. Se non siamo in grado di creare le condizioni per uno sviluppo manifatturiero in questi segmenti tecnologici,&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;l’Italia rischia di divenire un mercato di domanda per “&lt;em style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;equipmen&lt;/em&gt;t” sviluppato all’estero&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e le opportunità di crescita economica saranno circoscritte all’installazione e gestione/utilizzo degli impianti, porzioni della filiera in molti casi a minore valore aggiunto e limitato tasso occupazionale.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</description><link>http://small-energy.blogspot.com/2018/07/decreto-rinnovabili-2018-2020.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4042493301513572412.post-563971090613689222</guid><pubDate>Fri, 25 Nov 2016 12:08:00 +0000</pubDate><atom:updated>2016-11-25T04:08:25.600-08:00</atom:updated><title>Ibrido fotovoltaico ed eolico: Il futuro dell&#39;energia per il mercato domestico</title><description>Abbinare una pala eolica ad asse verticale ed un impianto fotovoltaico, con un sistema di accumulo, permette di produrre energia elettrica durante il giorno con l&#39;impianto fotovoltaico e di notte con la pala eolica, quando tira il vento. Inoltre il sistema di accumulo, abbinato alle due fonti di energia, permette di utilizzare l&#39;energia accumulata quando nessuno delle due fonti di energia produce. Cio&#39; permette di essere assolutamente autosufficiente sul consumo di energia elettrica. Particolarmente indicato per aziende agricole. Scrivici per informazioni a info@paleoliche.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://small-energy.blogspot.com/2016/11/ibrido-fotovoltaico-ed-eolico-il-futuro.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4042493301513572412.post-7607980944565218591</guid><pubDate>Sat, 15 Sep 2012 09:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-09-15T02:47:00.759-07:00</atom:updated><title>Nuovo conto energia: Opportunità per il minieolico</title><description>Il nuovo conto energia ha modificato gli incentivi in vigore per il minieolico.&lt;br /&gt;
Dal 1° gennaio 2013 gli impianti sino a 20 Kw godono di una tariffa incentivante di 0,291 euro per Kw prodotto, e la durata e&#39; stata estesa da 15 a 20 anni. Inoltre non c&#39;e&#39; obbligo di iscrizione a registro sino a 60 Kw di potenza installata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://small-energy.blogspot.com/2012/09/nuovo-conto-energia-opportunita-per-il.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4042493301513572412.post-3303024095460433064</guid><pubDate>Mon, 30 Jan 2012 17:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-30T09:20:47.941-08:00</atom:updated><title>Idrogeno, nuova opportunità per produrre energia!</title><description>Nel settore degli impianti di cogenerazione elettrica, visto il continuo aumento dei costi dell’olio vegetale combustibile, esiste un vantaggio competitivo rilevante ed un ritorno economico immediato per il cliente addizionando all’olio vegetale o al gas, l&#39;idrogeno. Molte aziende stanno gia’ procedendo con tale sistema di addizione, limitandone pero’ l’uso, visto l’alto costo di produzione dell’idrogeno stesso, dovuto alla grande quantità di energia elettrica necessaria per produrlo. La nostra soluzione e’ simile alle altre soluzioni di mercato, ma il costo di produzione dell’idrogeno e’ nettamente piu’ basso rispetto a tutte le altre soluzioni presenti oggi sul mercato. Tali altre soluzioni sfruttano un sistema elettrolitico ad alto consumo di energia. Infatti in tali sistemi, per produrre 4 litri di idrogeno sono necessari 4,8- 5 Kwatt di energia elettrica e quindi per produrre i nostri 150 Tons saranno necessari circa 195 Mw, che sono decisamente troppi. Infatti questa energia viene generalmente prodotta da pannelli solari o pale eoliche, per rendere il sistema ed in particolare il motore autosufficiente e tutto l’insieme basato su energie rinnovabili, ma con i conseguenti scarti di produzione (mancanza di sole o di vento), per cui sarà necessaro attingere alla rete di distribuzione nazionale. Quando si attinge invece a energia da rete distributiva, si deve produrre l’idrogeno quando costa meno, cioe’ di notte e accumularlo in bombole o contenitori appropriati per poi consumarla di giorno o quando l’energia viene pagata di piu’. Questo comporta i rischi dovuti alle bombole e quindi a particolari attrezzaggi ed autorizzazioni, oltre al fatto di dover comprare energia da colui a cui la si vende ad un costo inferiore. Noi abbiamo un sistema per produrre idrogeno a basso consumo di energia. Per saperne di piu&#39; scrivici a info@tradewest.eu.</description><link>http://small-energy.blogspot.com/2012/01/idrogeno-nuova-opportunita-per-produrre.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4042493301513572412.post-2595639479060247462</guid><pubDate>Tue, 31 May 2011 19:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-05-31T12:51:39.288-07:00</atom:updated><title>Nuovo Conto Energia: Tabelle obiettivi</title><description>NUOVO CONTO ENERGIA&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
(Obiettivi dell’incentivazione dell’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici )&lt;br /&gt;
1. I limiti di incentivazione dell’energia prodotta da impianti fotovoltaici sono determinati sulla base del costo annuo indicativo degli incentivi con riferimento a ciascun periodo e per la seguente tipologia di impianti:&lt;br /&gt;
a) impianti fotovoltaici, di cui al Titolo II, a loro volta distinti in piccoli impianti e grandi impianti;&lt;br /&gt;
b) impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative, di cui al Titolo III;&lt;br /&gt;
c) impianti a concentrazione, di cui al Titolo IV.&lt;br /&gt;
2. Limitatamente al periodo 1° giugno 2011 - 31 dicembre 2011 e a tutto l’anno 2012 i grandi impianti di cui alla lettera a) del comma 1 sono ammessi al regime di sostegno nei limiti di costo annuo individuati dalla tabella 1.1. Nella medesima tabella sono riportati anche i relativi obiettivi indicativi di potenza.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
01/06/2011 1l 31/12/2011&lt;br /&gt;
Primo Semestre 2012&lt;br /&gt;
Secondo semestre 2012&lt;br /&gt;
Totale&lt;br /&gt;
Livelli di Costo&lt;br /&gt;
300 ML di euro&lt;br /&gt;
150 ML di euro&lt;br /&gt;
130 ML di euro&lt;br /&gt;
580 ML di euro&lt;br /&gt;
Obiettivi indicativi di Potenza&lt;br /&gt;
1.200 MW&lt;br /&gt;
770 MW&lt;br /&gt;
720 MW&lt;br /&gt;
2.690 MW&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tabella 1.1&lt;br /&gt;
3. Limitatamente al periodo 1° giugno 2011 - 31 dicembre 2011 e a tutto l’anno 2012 i piccoli impianti di cui alla lettera a) del comma 1 sono ammessi all’incentivo senza limiti di costo annuo, fatte salve le riduzioni tariffarie programmate stabilite dall’allegato 5.&lt;br /&gt;
4. Per gli anni dal 2013 al 2016, per gli impianti di cui alla lettera a) del comma 1 il superamento dei costi indicativi definiti dalla tabella 1.2 non limita l’accesso alle tariffe incentivanti, ma determina una riduzione aggiuntiva delle stesse per il periodo successivo, sulla base di quanto stabilito dall’allegato 5. Nella tabella 1.2 sono individuati altresì i relativi obiettivi indicativi di potenza. Tali valori possono essere aggiornati sulla base di quanto stabilito dall’articolo 8, comma 5.&lt;br /&gt;
Costo: Mil. euro&lt;br /&gt;
Obiettivi: Mw&lt;br /&gt;
1° sem. 2013&lt;br /&gt;
2° sem. 2013&lt;br /&gt;
1° sem. 2014&lt;br /&gt;
2° sem. 2014&lt;br /&gt;
1° sem. 2015&lt;br /&gt;
2° sem. 2015&lt;br /&gt;
1° sem. 2016&lt;br /&gt;
2° sem. 2016&lt;br /&gt;
Totale&lt;br /&gt;
Costo Indicativo&lt;br /&gt;
240&lt;br /&gt;
240&lt;br /&gt;
200&lt;br /&gt;
200&lt;br /&gt;
155&lt;br /&gt;
155&lt;br /&gt;
86&lt;br /&gt;
86&lt;br /&gt;
1361&lt;br /&gt;
Obiettivi indicativi di Potenza&lt;br /&gt;
1.115&lt;br /&gt;
1.225&lt;br /&gt;
1.130&lt;br /&gt;
1.300&lt;br /&gt;
1.140&lt;br /&gt;
1.340&lt;br /&gt;
1.040&lt;br /&gt;
1.480&lt;br /&gt;
9.770&lt;br /&gt;
Tabella 1.2&lt;br /&gt;
5. Limitatamente al periodo 1° giugno 2011 - 31 dicembre 2011 e a tutto l’anno 2012 agli impianti di cui alle lettere b) e c) del comma 1 si applicano le riduzioni tariffarie programmate stabilite dall’allegato 5.&lt;br /&gt;
6. Per gli anni dal 2013 al 2016, per gli impianti di cui alla lettere b) e c) del comma 1 il superamento dei costi indicativi definiti dalla tabella 1.3 non limita l’accesso alle tariffe incentivanti, ma determina una riduzione aggiuntiva delle stesse per il periodo successivo, sulla base di quanto stabilito dall’allegato 5.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Costo: Mil. euro&lt;br /&gt;
Obiettivi: Mw&lt;br /&gt;
Tipologia di impianto&lt;br /&gt;
1° sem. 2013&lt;br /&gt;
2° sem. 2013&lt;br /&gt;
1° sem. 2014&lt;br /&gt;
2° sem. 2014&lt;br /&gt;
Livelli di costo indicativo&lt;br /&gt;
Titolo III&lt;br /&gt;
22&lt;br /&gt;
30&lt;br /&gt;
37&lt;br /&gt;
44&lt;br /&gt;
Titolo IV&lt;br /&gt;
19&lt;br /&gt;
26&lt;br /&gt;
32&lt;br /&gt;
38&lt;br /&gt;
Obiettivi Indicativi di Potenza&lt;br /&gt;
Titolo III&lt;br /&gt;
50&lt;br /&gt;
70&lt;br /&gt;
90&lt;br /&gt;
110&lt;br /&gt;
Titolo IV&lt;br /&gt;
50&lt;br /&gt;
70&lt;br /&gt;
90&lt;br /&gt;
110</description><link>http://small-energy.blogspot.com/2011/05/nuovo-conto-energia-tabelle-obiettivi.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4042493301513572412.post-5766524860728359503</guid><pubDate>Mon, 04 Apr 2011 10:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-04-04T03:39:21.447-07:00</atom:updated><title>Costi del fotovoltaico in bolletta: Pura disinformazione</title><description>Lo sapevate che:&lt;br /&gt;
Considerando una bolletta media di 425 €/anno si può vedere come 31 € siano destinati alle voci A3, A2 e MCT. Dietro queste sigle si nascondono varie spese che nulla hanno a che vedere con le fonti rinnovabili:&lt;br /&gt;
-         5,2 € sono destinati allo smantellamento delle centrali nucleari. Considerato che le 3 centrali italiane sono state “spente” nel lontano 1987, si può facilmente intuire quale sia l’enorme spreco di denaro anno dopo anno per la messa in sicurezza e la gestione (impossibile) del problema scorie;&lt;br /&gt;
-         2,8 € vengono regalati alla grandi imprese energivore, come cementifici e acciaierie, per fornire loro energia a basso prezzo. L’Unione Europea ha già multato varie volte il nostro Paese perché questa è una pratica di concorrenza sleale;&lt;br /&gt;
-         8,4 € vengono destinati alle cosiddette “assimilabili” ovvero all’energia prodotta bruciando i rifiuti (inceneritori) e gli scarti dei processi di raffinazione del petrolio. In 9 anni sono stati spesi 33 Miliardi di € per sovvenzionare questa energia, altamente inquinante e fonte di gravissime patologie.&lt;br /&gt;
-         Rimangono quindi meno di 15 € all’anno, pari a 1.25 €/mese, di fondi realmente spesi per le rinnovabili e solo parte di questi fondi vanno al fotovoltaico.&lt;br /&gt;
 </description><link>http://small-energy.blogspot.com/2011/04/costi-del-fotovoltaico-in-bolletta-pura.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4042493301513572412.post-1086355432783028004</guid><pubDate>Thu, 13 Jan 2011 11:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-01-13T03:24:43.178-08:00</atom:updated><title>Ventosità e Terreno. Effetti sull&#39;eolico</title><description>Si e&#39; scoperto che il vento a bassa quota può diminuire se aumenta l&#39;attrito fra l&#39;atmosfera e la superficie della Terra. Questa interazione è misurata dalla cosiddetta lunghezza di rugosità, tanto più grande tanto più forte l&#39;attrito tanto più debole il vento. La rugosità della superficie può aumentare per due cause principali che sono gli insediamenti urbani e la crescita di boschi o foreste. La cosa singolare è che quest&#39;ultima, pare, è la causa più probabile soprattutto in Europa. Questo fenomeno si osserva bene in Italia, dove l&#39;abbandono dei terreni agricoli e delle zone interne comporta un aumento notevole delle zone forestate. In Asia questo effetto si sovrappone a un tipico intervento antropico. La ragione è che in queste regioni, in quota sono presenti quantità notevoli aerosol (di origine antropica) che assorbono la radiazione solare e riscaldano l&#39;atmosfera che ha quindi l&#39;effetto di ridurre i venti sia in quota sia superficiali. Le conseguenze della minore ventosità sono una riduzione dell&#39;evaporazione delle acque o nevi esposte ad alta quota. Questo potrebbe migliorare la disponibilità di acqua potabile malgrado il riscaldamento globale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#39;altra conseguenza è che un abbassamento del vento significa minore energia disponibile per le centrali eoliche la cui potenza dipende dal cubo della velocità del vento, cioè una riduzione del 10% nel vento significa una riduzione del 30% nella potenza prodotta. È questo un aspetto meno grave perché le pale delle centrali eoliche sono fra 50 e 100 metri e quindi ad altezze dove la diminuzione è meno sensibile.</description><link>http://small-energy.blogspot.com/2011/01/ventosita-e-terreno-effetti-sulleolico.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4042493301513572412.post-6786546425945816866</guid><pubDate>Mon, 06 Dec 2010 12:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-04-04T03:30:45.885-07:00</atom:updated><title>Telecontrollo: Perche&#39; conviene</title><description>INTRODUZIONE&lt;br /&gt;
La quantità di energia prodotta da un impianto fotovoltaico dipende, oltre che dalla tecnologia utilizzata e dalle caratteristiche del sito di installazione, dalla &lt;br /&gt;
efficacia dei processi di gestione finalizzati a tracciarne il funzionamento ottimale ed il ripristino tempestivo in caso di default.&lt;br /&gt;
I sistemi di gestione tradizionali (Supervisione e Controllo) a supporto di tali processi presentano una serie di limitazioni sia concettuali che tecniche, originate &lt;br /&gt;
soprattutto dalla gestione rudimentale delle Performance Produttive sia per quanto concerne l’attendibilità dei dati rilevati che il confronto con quelli attesi.&lt;br /&gt;
In quanto di difficile determinazione, le situazioni di sottoperformance possono permanere inosservate per lunghi periodi provocando significativi impatti &lt;br /&gt;
economici. Secondo ricerche condotte da organismi governativi in sede internazionale, impianti gestiti in maniera inadeguata degradano rapidamente dalle &lt;br /&gt;
condizioni ottimali (spesso non quelle di prima installazione) causando perdite produttive annue nell’ordine del 8-13% della produzione complessiva. Queste &lt;br /&gt;
sono economicamente quantificabili, per un impianto di 1MWp in Italia alle latitudini meridionali, in circa 50-90k€/anno (Conto Energia 2009).&lt;br /&gt;
2.1 SUPERVISIONE E CONTROLLO VS CONTROLLO DI PROCESSO&lt;br /&gt;
Quasi tutti gli impianti fotovoltaici in campo (almeno quelli operati in logica industriale) sono dotati di Sistemi di Supervisione e Controllo che mirano alla &lt;br /&gt;
determinazione dei malfunzionamenti dei dispositivi componenti.&lt;br /&gt;
Si tratta infatti di prodotti il cui scopo «by design» non è quello di tracciare il processo produttivo ma di assicurare il funzionamento delle sole componenti &lt;br /&gt;
tecnologiche dell’impianto. Questa differenza che può apparire meramente terminologica è invece sostanziale, come sostanziali e ben caratterizzate &lt;br /&gt;
merceologicamente sono le differenze tra un Sistema di Supervisione e Controllo ed un Sistema di Controllo di Processo.&lt;br /&gt;
Controllare un processo significa valutare in tempo reale e con continuità l’evoluzione del medesimo attraverso la misura delle variabili essenziali ed il confronto &lt;br /&gt;
con un modello di riferimento, operando, nel caso di sistemi closed loop, le necessarie correzioni ai fini della ottimizzazione del processo.&lt;br /&gt;
In un impianto fotovoltaico il processo da ottimizzare è la produzione di energia elettrica che rappresenta la funzione obiettivo da massimizzare.&lt;br /&gt;
2.2 IL PROBLEMA DELLE PERFORMANCE&lt;br /&gt;
Il problema delle gestione puntuale delle performance si pone all’attenzione per le precipue caratteristiche del business della vendita di energia incentivata da &lt;br /&gt;
rinnovabili. Tale attività ha tempi di ritorno economico lunghi e prevede investimenti iniziali cospicui il cui buon esito dipende esclusivamente dalle capacità di &lt;br /&gt;
produrre energia con continuità ed efficienza durante tutta la lunga vita economica dell’impianto. E’ interessante sottolineare ulteriormente come le valutazioni di &lt;br /&gt;
ordine economico, nel caso dell’energia, si riverberino direttamente negli ambiti tecnologici della gestione operativa degli impianti. Non esiste infatti, come già &lt;br /&gt;
sottolineato, alcun meccanismo di disaccoppiamento tra produzione e vendita tipico della generalità dei mercati.&lt;br /&gt;
Volendo quantificare economicamente il problema si può fare riferimento a studi operati sia da agenzie governative (EIA in Europa e NREL e Sandia negli &lt;br /&gt;
USA) che da società private. Tali lavori mostrano che gli impianti fotovoltaici oggi in esercizio sottoperformano rispetto ai rendimenti teorici raggiungibili &lt;br /&gt;
(ovviamente riferendoci a calcoli unbiased) di percentuali comprese tra il 8% ed il 13%1. Alle latitudini meridionali italiane, con riferimento ad un’un’impianto &lt;br /&gt;
fotovoltaico da un 1 MWp, tali perdite corrispondono a mancati ricavi dell’ordine 40/90k€ all’anno.&lt;br /&gt;
LA GESTIONE DELLA MANUTENZIONE&lt;br /&gt;
Altro discorso non meno rilevante riguarda la mancanza di strumenti software orientati al troubleshooting, alla gestione dell’esercizio e della manutenzione degli &lt;br /&gt;
impianti (O&amp;M).&lt;br /&gt;
Un impianto fotovoltaico ha teoricamente MTBF (Mean Time Between Failure) relativamente elevati (con riferimento ai pannelli e agli inverter) ma, nella pratica, &lt;br /&gt;
sono da considerarsi «failure» ai fini della produzione anche tutte le condizioni di sottoproduzione e le anomalie elettriche minori (i.e. inverter outage, intervento &lt;br /&gt;
intempestivo delle protezioni, etc.) che impattano la produzione medesima.&lt;br /&gt;
Ne consegue che, come nei sistemi nominalmente considerati a bassa affidabilità, la rilevanza dell’MTTR (Mean Time To Repair), ovvero il tempo medio di &lt;br /&gt;
ripristino da una condizione anomala, diviene di grande importanza. Ma la minimizzazione di questo tempo implica la capacità di gestire l’intervento del personale &lt;br /&gt;
tecnico reperibile, la disponibilità di sistemi di diagnostica del guasto, la gestione delle parti di scorta, della documentazione tecnica d’impianto, etc.&lt;br /&gt;
Settori industriali maturi quali quello delle Telecomunicazioni si sono tradizionalmente misurati con problematiche di alta affidabilità ed hanno sviluppato discipline &lt;br /&gt;
di gestione estremamente sofisticate.&lt;br /&gt;
In questa prima fase di sviluppo tumultuoso, non tutti gli operatori del settore della produzione di energia da rinnovabili hanno già sviluppato esperienza, capacità &lt;br /&gt;
e competenze adeguate all’impegno organizzativo presentato dalla gestione e manutenzione degli impianti per tutta la loro vita utile.&lt;br /&gt;
Il problema costituito dall’affidabilità degli operatori è ad oggi correttamente percepito dalla comunità degli investitori, i quali, tuttavia, operando con una logica &lt;br /&gt;
comunque estranea a quella industriale, tendono ad affrontare il problema privilegiando strumenti finanziari assicurativi (i.e. performance bond assicurativi) che &lt;br /&gt;
non possono certo sussidiare le carenze culturali di un settore produttivo ancora in divenire.&lt;br /&gt;
3 LA PROPOSTA&lt;br /&gt;
Il sistema, grazie all’acquisizione ed alla correlazione in tempo reale delle misure ambientali con i parametri d’impianto, all’impiego di modelli matematici &lt;br /&gt;
sofisticati ed alla elaborazione statistica delle variabili, opera con grande precisione consentendo la individuazione di anomalie minori che se protratte nel tempo &lt;br /&gt;
potrebbero impattare la produttività d’impianto. Di seguito alcuni esempi:&lt;br /&gt;
la mancata pulizia delle superfici captanti dei pannelli (sabbie sahariane, smog o altre polveri o liquidi nebulizzati specie in ambiente agricolo) impattano sulla &lt;br /&gt;
produttività dei sistemi fotovoltaici tipicamente per il 6%-15%. Le politiche di manutenzione preventiva periodica gravano pesantemente sui bilanci e sono di &lt;br /&gt;
scarsa efficacia data l’aciclicità dei fenomeni di soiling; EMSS PV consente di attivare tempestivamente interventi di manutenzione mirata tracciandone i tempi di &lt;br /&gt;
esecuzione;&lt;br /&gt;
l’affidabilità dei pannelli è elevata anche se una scadente progettazione dell’impianto (ombreggiature parziali) può provocare hot-spot che evolvono rapidamente &lt;br /&gt;
in anomalie non facilmente rilevabili; EMSS PV consente di evidenziare carenze di progettazione e condizioni permanenti di sottoproduttività;&lt;br /&gt;
gli inverter vedono la loro affidabilità (a parte i classici problemi di burn-in) influenzata dalla temperatura interna e dal punto di lavoro nel range ammissibile di &lt;br /&gt;
funzionamento; Il sistema consente la rilevazione di cali prestazionali o comunque di parametri elettrici non conformi alle specifiche del fabbricante, consentendo &lt;br /&gt;
di intraprendere contromisure tempestive;&lt;br /&gt;
il cablaggio ed i relativi quadri elettrici sono interessati dagli effetti atmosferici e sono spesso responsabili di malfunzionamenti anche gravi; Il sistema, grazie alla &lt;br /&gt;
correlazione automatica di misure elettriche operate lungo tutta la catena produttiva, consente di rilevare tempestivamente danneggiamenti dei cablaggi, a &lt;br /&gt;
conseguente beneficio della produzione e della sicurezza (i.e. misura routinaria della resistenza verso terra degli impianti).</description><link>http://small-energy.blogspot.com/2010/12/telecontrollo-20-in-piu-tariffa-gse.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4042493301513572412.post-3241623373582099670</guid><pubDate>Sat, 18 Sep 2010 08:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-09-18T01:19:06.480-07:00</atom:updated><title>Rinnovabili in Basilicata</title><description>La giunta regionale lucana ha dato il via libera, agli inizi di settembre, ad un provvedimento di riordino normativo che consente di concedere l’autorizzazione all’istallazione di impianti eolici e fotovoltaici da 1 MW presentando solo la denuncia di inizio attività&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Basilicata accelera lo sviluppo sul territorio dei piccoli impianti eolici e fotovoltaici da 1MW. Sarà sufficiente la Dia, la denuncia di inizio attività, senza fare ricorso alla procedura di compatibilità ambientale, per istallare i mini impianti con potenza nominale sino ad un mega watt elettrico. Il provvedimento è stato deliberato ieri dalla giunta regionale su proposta dell’assessore Agatino Mancusi con deleghe all’Ambiente, Territorio e Politiche della Sostenibilità. Il provvedimento approvato ieri dall’esecutivo regionale non prevede però nuove norme, ma solo il riordino di quelle già esistenti con l’obiettivo di rendere meno complessa la procedura di autorizzazione per gli impianti di piccola taglia.&lt;br /&gt;
“La delibera – ha spiegato l’assessore Mancusi – recepisce le indicazioni contenute in un ordine del giorno approvato nel Consiglio Regionale dello scorso 31 luglio nel quale si impegnava la giunta regionale ad emanare direttive per consentire la piena applicazione della legge regionale 1/2010. E’ in via di predisposizione un disegno di legge organico finalizzato ad adeguare la legislazione regionale vigente in materia di Valutazione di Impatto Ambientale alle previsioni della sopraggiunta normativa nazionale”, ha aggiunto poi l’assessore. In questo modo la Regione Basilicata sta cercando di sostenere il mercato dei piccoli impianti che, come ha spiegato sempre Mancusi “rappresentano un modello di economia diffusa, che incide il più delle volte anche su quel settore tanto martoriato come quello agricolo, che vede molto spesso le imprese incapaci di poter trovare redditi sufficienti per andare avanti”.</description><link>http://small-energy.blogspot.com/2010/09/rinnovabili-in-basilicata.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4042493301513572412.post-7259103778554220677</guid><pubDate>Tue, 06 Jul 2010 07:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-07-06T00:44:16.475-07:00</atom:updated><title>Anev e il protocollo &quot;Buon Eolico&quot;</title><description>Gli imprenditori dell&#39;eolico nazionale, riuniti nell&#39;Associazione nazionale energia del vento(Anev), hanno aderito al protocollo di Legalità siglato dal presidente Emma Marcegaglia di Confindustria e dal ministro degli Interni Roberto Maroni, messo a punto per denunciare ogni comportamento contrario al rispetto della legalità e ad aiutare gli industriali a combattere ogni possibile malcostume. &quot;L&#39;Anev - spiega la stessa associazione aderente a Confindustria Energia - ha deciso di aderire all&#39;iniziativa, che permette ancor più di distinguere gli imprenditori italiani che lavorano e crescono seguendo criteri di rispetto di buone pratiche e della legalità&quot;. &quot;Da oggi essere nell&#39;Anev - afferma il segretario generale dell&#39;Associazione Simone Togni - significa avere una ulteriore certificazione&quot; del rispetto delle &quot;migliori procedure per evitare possibili intrusioni da parte della criminalità&quot;, in un settore in crescita negli ultimi anni. L&#39;obiettivo dell&#39;associazione, conclude Togni, &quot;é garantire che si faccia eolico nel rispetto della legalità, del paesaggio e del territorio.&quot;</description><link>http://small-energy.blogspot.com/2010/07/anev-e-il-protocollo-buon-eolico.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4042493301513572412.post-7579625033602326048</guid><pubDate>Fri, 16 Apr 2010 11:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-16T04:28:24.256-07:00</atom:updated><title>Autorizzazione Energie Rinnovabili</title><description>Il Governo intende stabilizzare e&lt;br /&gt;semplificare i meccanismi di autorizzazione attraverso le&lt;br /&gt;linee guida per l&#39;autorizzazione degli impianti a fonti&lt;br /&gt;rinnovabili. Ci stiamo impegnando per un&#39;approvazione&lt;br /&gt;definitiva&quot;. E&#39; questa la risposta di Stefano Saglia,&lt;br /&gt;sottosegretario al Ministero dello sviluppo economico con&lt;br /&gt;delega all&#39;energia, in merito alla bocciatura da parte della&lt;br /&gt;Consulta di alcune norme regionali relative all&#39;iter di&lt;br /&gt;autorizzazione delle centrali a fonti rinnovabili.&lt;br /&gt;&quot;Infatti, - continua il sottosegretario - il testo delle&lt;br /&gt;linee guida (previste dal d.lgs. 387/03) stabilira&#39; regole&lt;br /&gt;unitarie ed omogenee per tutto il territorio nazionale e&lt;br /&gt;contribuira&#39; alla creazione di un sistema amministrativo&lt;br /&gt;efficiente. Il tutto nell&#39;ottica del raggiungimento della&lt;br /&gt;massima semplificazione, trasparenza e garanzia per i&lt;br /&gt;territori&quot; Secondo Saglia &quot;lo schema del provvedimento&lt;br /&gt;e&#39; oggi finalmente condiviso dalle Amministrazioni statali&lt;br /&gt;competenti e dalle Regioni. Ci auguriamo che si possa&lt;br /&gt;giungere a una rapida approvazione da parte della Conferenza&lt;br /&gt;Unificata&quot;.</description><link>http://small-energy.blogspot.com/2010/04/autorizzazione-energie-rinnovabili.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4042493301513572412.post-3955285676232183675</guid><pubDate>Tue, 23 Mar 2010 09:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-03-23T02:19:42.559-07:00</atom:updated><title>Incentivi ad impianti fv non connessi entro 2010</title><description>Camera: ok a incentivi a impianti fv non connessi entro 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;18 marzo 2010 - Approvato in via definitiva alla Camera il decreto legge sulle misure urgenti per garantire la sicurezza di approvvigionamento di energia elettrica nelle isole maggiori, il cosiddetto “dl Alcoa” (3/2010), già approvato dal Senato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testo, approvato con un sì bipartisan (466 sì e 4 astenuti), prevede tra l’altro una novità importante per il fotovoltaico: in pratica, vengono estesi gli incentivi previsti dal conto energia per il 2010 anche a coloro che “abbiano concluso, entro il 31 dicembre 2010, l’installazione dell&#39;impianto” ed abbiano “inviato la richiesta di connessione dell’impianto di produzione entro l’ultima data utile affinché la connessione sia realizzata, nel rispetto della normativa vigente, entro il 31 dicembre 2010”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In sintesi, tutti coloro che hanno costruito o costruiranno gli impianti fv entro la fine del 2010 potranno usufruire dei benefici previsti fino a quella data, anche se la connessione non è stata ancora realizzata purché gli impianti risultino completi</description><link>http://small-energy.blogspot.com/2010/03/incentivi-ad-impianti-fv-non-connessi.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4042493301513572412.post-1273602437568049349</guid><pubDate>Wed, 17 Mar 2010 10:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-03-17T03:52:02.120-07:00</atom:updated><title>Incentivi Eolico</title><description>Incentivi eolico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La Finanziaria 2008 prevede il massimo sostegno all’istallazione di impianti domestici per la produzione di energia elettrica dal vento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Finanziaria 2008&lt;br /&gt; Con la Finanziaria 2008 è stato introdotto il primo conto energia per gli impianti eolici in Italia. E&#39; stata prevista infatti una tariffa unica molto vantaggiosa di 0,30 €/kWh fino a 200 kW, che verrà garantita per 15 anni.&lt;br /&gt;Usufruendo, inoltre, del servizio di scambio sul posto, per impianti con potenza  minore di 200 kW (limite esteso con la Finanziaria 2008), l&#39;energia prodotta dall&#39;impianto può essere utilizzata per la propria utenza, abbattendo totalmente il costo della bolletta elettrica. Lo scambio sul posto continuerà ad essere garantito anche dopo il termine dei 15 anni del conto energia, garantendo all&#39;utente l&#39;abbattimento della bolletta elettrica per sempre.</description><link>http://small-energy.blogspot.com/2010/03/incentivi-eolico.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4042493301513572412.post-497441728617025068</guid><pubDate>Tue, 01 Dec 2009 09:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-01T01:11:20.594-08:00</atom:updated><title>Terza Rivoluzione Industriale</title><description>&lt;style&gt;&lt;/style&gt;&lt;div style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Arial;font-size:180%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Times New Roman;&quot;&gt;&lt;em&gt;La  ’Terza Rivoluzione Industriale’ è un sistema dove tutti i cittadini sono in  grado di autoprodursi l’energia sufficiente alla sussistenza e ciò che avanza  viene reimmesso nella rete comun&lt;/em&gt;e” (Jeremy Rifkin)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Arial;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;</description><link>http://small-energy.blogspot.com/2009/12/terza-rivoluzione-industriale.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4042493301513572412.post-743991471118010187</guid><pubDate>Wed, 29 Jul 2009 15:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-29T08:40:13.271-07:00</atom:updated><title>Quanto costa portare a definitiva autorizzazione un impianto di energia pulita?</title><description>&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;Sappiamo che:&lt;br /&gt;              EOLICO     fino a 60 KW&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;               FV             fino a 20 KW&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;              BIOMASSE fino a 200 KW&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;prevedono la DIA.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;UNA DIA, Progetto iniziale, definitivo ed esecutivo, con  STMG e STMD e tutti i costi sostenuti, costa chiavi in mano &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;15.000 euro + iva.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;UNA AUTORIZZAZIONE UNICA, con tutti i pareri, partecipazione a conferenze di servizi, comunicazioni a Genio Civile, a Dogana progetti, rilievi, fasi esecutive e di collaudo, assunzione di responsabilità sul progetto, STMG e STMD, costa &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;60.000 euro + iva &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;chiavi in mano per un campo da 1 MW o più. Per meno di un MW sullo stesso ambito territoriale il costo a MW scende e può anche ridursi notevolmente. Effettuiamo preventivi gratuiti.&lt;br /&gt;Abbiamo la possibilità di far finanziare sia il progetto che l&#39;impianto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;Il Costo del progetto viene poi inserito nel  FINANZIAMENTO DELL&#39;IMPIANTO se eseguito da Richiedente.&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;&lt;span&gt; Scrivici a &lt;a href=&quot;mailto:info@green-energy-fair.com&quot; class=&quot;smarterwiki-linkify&quot;&gt;info@green-energy-fair.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;</description><link>http://small-energy.blogspot.com/2009/07/quanto-costa-portare-definitiva.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4042493301513572412.post-3447062064502268311</guid><pubDate>Tue, 21 Jul 2009 10:05:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-21T03:06:05.650-07:00</atom:updated><title>Eolico a New York</title><description>&lt;span&gt;Eolico a New York: la promessa sembra mantenuta e sui tetti della grande mela  iniziano a comparire piccoli aerogeneratori&lt;br /&gt;Il Sindaco di New York, Michael  Bloomberg, lo aveva annunciato ad agosto ed ora lo skyline di New York presenta  le nuove turbine eoliche installate sui tetti degli edifici della grande mela.  L’energia eolica infatti si fa sempre più strada negli States, tuttavia data  l’elevata densità del tessuto edilizio della metropoli, questa importante fonte  di energia risulta sempre più compromessa disperdendo le brezze e rendendo  sempre meno disponibili le utili raffiche di vento costanti. Pertanto se da un  punto di vista specificatamente urbanistico non è possibile utilizzare le  tradizionali installazioni cittadine delle pale eoliche, i piccoli  aerogeneratori comparsi su alcuni tetti newyorchesi, sebbene soggetti agli  stessi inconvenienti quanto alla costanza del vento iniziano a dare i primi  visibili vantaggi. Queste nuove installazioni sono molto simili a ventilatori da  tavolo o alle eliche degli aeroplani; inoltre rispetto alle tradizionali turbine  queste forniscono l’energia prodotta direttamente alla casa dove è installata  senza transitare nella rete elettrica. Tuttavia prima che venga introdotta in  maniera estesa questa alternativa eolica è necessario risolvere i diversi  problemi che ne compromettono l’effcienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;</description><link>http://small-energy.blogspot.com/2009/07/eolico-new-york.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4042493301513572412.post-6972796753622962897</guid><pubDate>Wed, 15 Jul 2009 15:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-15T08:11:35.586-07:00</atom:updated><title>Incentivi a Biomasse</title><description>&lt;div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;font-family:Arial;font-size:130%;&quot;  &gt;&lt;strong&gt;PRESTIGIACOMO, PIU&#39; INCENTIVI A BIOMASSE&lt;br /&gt;-&lt;/strong&gt;          &lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;;font-family:Arial;font-size:85%;&quot;  &gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;font-size:130%;&quot; &gt;&lt;span style=&quot;font-family:arial;&quot;&gt;Il ministero dell&#39;Ambiente rilancia la produzione di energia pulita. Il  dicastero guidato dal ministro Stefania Prestigiacomo ha inserito, nel disegno  di legge sull&#39;energia, alcune modifiche alla Legge Finanziaria 2008 per  incrementare gli incentivi alla produzione di energia elettrica attraverso le  biomasse anche di origine agricola (potature, residui della manutenzione  forestale, di parchi e altro), agro-industriale e i rifiuti urbani per la parte  biodegradabile. Lo rende noto lo stesso ministero. L&#39;emendamento approvato  consentira&#39; - riferisce il ministero - indubbi vantaggi per gli investimenti  degli imprenditori agricoli, un consistente risparmio nella bolletta energetica  nazionale a causa delle minori quantita&#39; di petrolio da importare, una minore  produzione di CO2 da combustibili fossili e un migliore utilizzo dei rifiuti  urbani che potranno essere utilizzati anche per la produzione di energia  elettrica. &#39;&#39;La scelta del governo a favore delle energie pulite - dichiara il  ministro Prestigiacomo - e&#39; forte e irreversibile e passa anche attraverso  provvedimenti come questo. Riteniamo infatti che biomasse, solare, eolico,  idroelettrico debbano essere parte rilevante del mix energetico dell&#39;Italia del  futuro&#39;&#39;. Il ministero ricorda quindi la sottoscrizione del Pacchetto Ue  &#39;&#39;clima-energia&#39;&#39; e gli Accordi di programma con Enel ed Eni per la cattura  della CO2.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://small-energy.blogspot.com/2009/07/incentivi-biomasse.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4042493301513572412.post-5842960246675205788</guid><pubDate>Thu, 28 May 2009 09:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-28T02:57:06.684-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">geotermia</category><title>Energia Geotermica</title><description>&lt;style&gt;&lt;/style&gt; &lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;color:#000080;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Trebuchet MS;&quot;&gt;Energia Geotermica a Napoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un pozzo profondo due chilometri verrà  scavato a Bagnoli, per estrarre&lt;br /&gt;energia dai Campi Flegrei, dove gli antichi  collocavano l&#39;accesso&lt;br /&gt;all&#39;Inferno. I &lt;&lt;campi&gt;&gt; sono da  sempre un paesaggio&lt;br /&gt;suggestivo e inquietante, con fumarole, acque sulfuree e  ribollenti,&lt;br /&gt;puzza di zolfo. Qui il magma, a pochi chilometri dalla  superficie,&lt;br /&gt;incontra le falde acquifere dando vita a un meccanismo, in gran  parte&lt;br /&gt;ancora da spiegare, in grado di provocare eruzioni, ma anche  il&lt;br /&gt;bradismo, cioè l&#39;innalzamento e abbassamento della terra. E&#39;così  da&lt;br /&gt;millenni. Solo tra il 1969 e 1985 la terra si è sollevata di 3,5&lt;br /&gt;metri.  Poi il fenomeno ha rallentato, ma negli ultimi dodici anni ha&lt;br /&gt;comunque fatto  registrare un innalzamento di quattro centimetri.&lt;br /&gt;Per questo motivo, e per  l&#39;alta densità di popolazione che vi risiede,&lt;br /&gt;la ricerca scientifica si è  dedicata molto a questo territorio.&lt;br /&gt;Finora, però, nessuno aveva pensato di  perforare i Campi Flegrei per&lt;br /&gt;vedere a che profondità si trova il magma,  trasformando questi&lt;br /&gt;sommovimenti in energia geotermica.&lt;br /&gt;L&#39;enorme  giacimento di calore del sottosuolo, infatti può azionare le&lt;br /&gt;turbine di una  centrale elettrica, ma anche alimentare impianti di&lt;br /&gt;riscaldamento, immettendo  nel circuito cittadino l&#39;acqua riscaldata&lt;br /&gt;dalle rocce bollenti presenti nella  crosta terrestre. E&#39; questo&lt;br /&gt;l&#39;obiettivo del progetto internazionale Campi  Flegrei caldera Deep&lt;br /&gt;Drilling Projet, presentato a Napoli dall&#39;Istituto  Nazionale di&lt;br /&gt;Geofisica e Vulcanologia (INGV, http://www.ingv.it/).&lt;br /&gt;&quot;Le  ricerche degli ultimi anni indicano che l&#39;interazione tra il magma&lt;br /&gt;e la falda  acquifera è la chiave per interpretare i fenomeni di&lt;br /&gt;bradismo e le eruzioni,  spiega Giuseppe De Natale, responsabile e&lt;br /&gt;ideatore del progetto insieme alla  ricercatrice Claudia Troise,&lt;br /&gt;entrambi dell&#39;INGV. La perforazione profonda è  un passo decisivo per&lt;br /&gt;la comprensione di quest&#39;area vulcanica e per  perfezionare le tecniche&lt;br /&gt;di mitigazione del rischio. Questa nuova ricerca  avrà anche un&lt;br /&gt;importante risvolto sociale: i vulcani sono fonte di paura, ma  possono&lt;br /&gt;diventare anche un&#39;occasione unica di rilancio economico,  essendo&lt;br /&gt;enormi &lt;&lt;caldaie&gt;&gt; per produrre energia pulita e  rinnovabile&quot;.&lt;br /&gt;L&#39;Italia è la quinta produttrice al mondo di energia geotermica  dopo&lt;br /&gt;l&#39;Usa, Filippine, Messico e Indonesia, precede il Giappone  e&lt;br /&gt;l&#39;Islanda, ed è quindi la prima in Europa. L&#39;elettricità pulità&lt;br /&gt;prodotta  è però solo l&#39;1,5% di quella nazionale, anche se consente di&lt;br /&gt;risparmiare un  milione centomila tonnellate equivalenti di petrolio&lt;br /&gt;annue, evitando  l&#39;emissione in atmosfera di un pò più di tre milioni&lt;br /&gt;di tonnellate di  anidride carbonica. Dati irrisori, tutto sommato,&lt;br /&gt;visto che l&#39;Italia ha  inventato lo sfruttamento geotermico e che per&lt;br /&gt;45 anni è stata l&#39;unica  nazione ad avere impianti del genere.&lt;br /&gt;La prima centrale geotermoelettrica  entrò in funzione nel 1913 a&lt;br /&gt;Lardarello in Toscana, dove sono concentrate  anche tutti gli impianti&lt;br /&gt;nazionali: Travale-Radicondoli, Montiero e Monte  Amiata. Si tratta di&lt;br /&gt;pozzi che producono in totale 810 megawatt e ben cinque  miliardi di&lt;br /&gt;kWh di energia elettrica all&#39;anno: il 10% della produzione  geotermica&lt;br /&gt;mondiale e il 25% del fabbisogno elettrico della Toscana. Oggi gli  Usa&lt;br /&gt;producono più di 2.564 di megawatt di energia geotermica e nel  mondo&lt;br /&gt;si consumano 8.900 megawatt elettrici e ben 27.800 per  il&lt;br /&gt;riscaldamento diretto (centri termali, serricolture, ecc.) con  una&lt;br /&gt;riduzione di CO2 immessa in atmosfera pari a più di tredici milioni  di&lt;br /&gt;tonnellate annue&lt;br /&gt;(dati Enel).&lt;br /&gt;Basta guardare all&#39;Islanda per  rendersi conto dell&#39;occasione persa:&lt;br /&gt;nonostante nel Paese nordico lo  sfruttamento del calore della Terra&lt;br /&gt;sia recente, il governo punta a  utilizzare in futuro esclusivamente&lt;br /&gt;energia eco-compatibile. Gli islandesi,  inoltre hanno sviluppato nuove&lt;br /&gt;tecnologie per pescare &lt;&lt;acqua&gt;&gt; (una condizione a metà&lt;br /&gt;tra liquido e vapore), presente  in prossimità di camere magmatiche.&lt;br /&gt;Acqua con un&#39;energia così elevata da  consentire la costruzione di&lt;br /&gt;impianti in grado di produrre centinaia di  megawatt. Come il nuovo&lt;br /&gt;pozzo costruito nell&#39;impianto geotermico del vulcano  Krafla, che&lt;br /&gt;utilizzando l&#39;acqua supercritica, sarà molto più  produttivo.&lt;br /&gt;&quot;L&#39;Italia ha un sottosuolo con caratteristiche molto  simili&lt;br /&gt;all&#39;Islanda, sottolinea Gudmundur Omar Fridleifsson,  dell&#39;Icelandic&lt;br /&gt;Geological Survey, il maggior esperto per lo sfruttamento di  energia&lt;br /&gt;dai vulcani, ma mentre noi sfruttiamo al meglio le nostre risorse  eco-&lt;br /&gt;compatibili, l&#39;Italia è costretta a importare una grande fetta  di&lt;br /&gt;energia&quot;.&lt;br /&gt;Ecco allora l&#39;idea di sfruttare il sottosuolo di Napoli,  utilizzando&lt;br /&gt;le conoscenze acquisite dagli islandesi: il primo pozzo  sperimentale&lt;br /&gt;sarà realizzato entro la fine del 2008, nell&#39;ex area industriale  di&lt;br /&gt;Bagnoli, sarà profondo due chilometri e attrezzato con strumenti  di&lt;br /&gt;monitoraggio. Altri, da un chilometro e mezzo, saranno aperti  nelle&lt;br /&gt;acque del Golfo di Pozzuoli, per un primo studio approfondito  sul&lt;br /&gt;vulcanismo a mare. Entro il 2009, sempre a Bagnoli, inizieranno  i&lt;br /&gt;lavori per il secondo pozzo a terra, che sarà utilizzato per&lt;br /&gt;verificare  se ci sono le condizioni per cominciare a costruire la&lt;br /&gt;prima centrale  geotermica, e per studiare la struttura calderica fino&lt;br /&gt;a cinque chilometri di  profondità.&lt;br /&gt;&quot;Questo pozzo, spiega la Troise, ci permetterà di studiare il  sistema&lt;br /&gt;geotermale in tutta la sua estensione, fino alla temperatura  critica,&lt;br /&gt;dove l&#39;acqua si trasforma in gas, che dovrebbe trovarsi a circa  tre&lt;br /&gt;chilometri. Andando ancora più giù, potremo calcolare a che  profondit=&lt;br /&gt;à&lt;br /&gt;si raggiungono i mille gradi centigradi, dove si trova la  camera&lt;br /&gt;magmatica&quot;.&lt;br /&gt;La temperatura del nostro pianeta aumenta di circa  cinquanta gradi&lt;br /&gt;ogni chilometro di profondità, mentre nei Campi Flegrei, in  alcune&lt;br /&gt;zone, si può arrivare a duecento gradi già a cinquecento  metri.&lt;br /&gt;&quot;Per questo gli attuali strumenti di monitoraggio dovranno  essere&lt;br /&gt;migliorati, se vogliamo misurare sismicità, deformazione,  temperatura&lt;br /&gt;ed emissioni gassose, sottolinea Paolo De Natale,  direttore&lt;br /&gt;dell&#39;Istituto Nazionale di Ottica Applicata del CNR (INOA,  http://www.ino.i=&lt;br /&gt;t/).&lt;br /&gt;A Napoli ci sarà un osservatorio profondo unico al  mondo, in grado di&lt;br /&gt;cogliere anche i più flebili segnali di  un&#39;eruzione&quot;.&lt;br /&gt;E, forse, anche una nuova generazione di centrali. La  Campagnia&lt;br /&gt;importa più dell&#39;80% dell&#39;energia di cui ha bisogno, di cui circa  800&lt;br /&gt;megawatt sono utilizzati solo nella provincia di Napoli: un solo  pozzo&lt;br /&gt;di acqua supercritica riuscirebbe a generare 50 megawatt.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;&lt;!--  google_ad_client = &quot;pub-6259700433441119&quot;;  google_ad_width = 468;  google_ad_height = 60;  google_ad_format = &quot;468x60_as&quot;;  google_ad_type = &quot;text_image&quot;;  //2007-04-26: collettivamenteng  google_ad_channel = &quot;7533863400&quot;;  google_color_border = &quot;ffffff&quot;;  google_color_bg = &quot;ffffff&quot;;  google_color_link = &quot;0000ff&quot;;  google_color_text = &quot;000000&quot;;  google_color_url = &quot;000000&quot;;  //--&gt;  &lt;/script&gt;  &lt;script src=&quot;http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js&quot; type=&quot;text/javascript&quot;&gt;  &lt;/script&gt;  &lt;script&gt;window.google_render_ad();&lt;/script&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://small-energy.blogspot.com/2009/05/energia-geotermica.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item></channel></rss>