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	<title>Vita di un IO</title>
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		<title>&#8220;A Levante, l&#8217;aurora&#8221;, con Pier Francesco Liguori il mistero si nasconde tra l&#8217;antica Grecia e il Salento</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Mar 2025 09:46:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un viaggio che parte da lontano e arriva ai giorni nostri, dall&#8217;antica Grecia al Salento di oggi, passando per la Seconda Guerra Mondiale e l&#8217;Argentina di Videla. C&#8217;è tutto questo in A Levante, l&#8217;aurora, il nuovo romanzo di Pier Francesco [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un viaggio che parte da lontano e arriva ai giorni nostri, dall&#8217;antica Grecia al Salento di oggi, passando per la Seconda Guerra Mondiale e l&#8217;Argentina di Videla. C&#8217;è tutto questo in <a href="https://www.mannieditori.it/libro/levante-laurora"><strong>A Levante, l&#8217;aurora</strong></a>, il nuovo romanzo di <strong>Pier Francesco Liguori</strong> per <em>Manni</em>.</p>
<p><a href="http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/03/a-levante-aurora-pier-francesco-liguri.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-21231" src="http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/03/a-levante-aurora-pier-francesco-liguri-472x266.jpg" alt="" width="472" height="266" srcset="http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/03/a-levante-aurora-pier-francesco-liguri-472x266.jpg 472w, http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/03/a-levante-aurora-pier-francesco-liguri-768x432.jpg 768w, http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/03/a-levante-aurora-pier-francesco-liguri-1024x576.jpg 1024w, http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/03/a-levante-aurora-pier-francesco-liguri.jpg 1280w" sizes="(max-width: 472px) 100vw, 472px" /></a><br />
Eduardo Bromer è un archeologo di madre italiana e padre argentino. Il nonno, SS nazista, si era rifugiato oltre oceano per sfuggire alle ritorsioni post <strong>Seconda Guerra Mondiale</strong>. La verità sul nonno Eduardo la scopre bambino, quando è proprio l&#8217;anziano, in punto di morte, a raccontargli tutto. Compresa una missione fallita. Un sottomarino tedesco che stava portando via dalla <strong>Grecia</strong> immense ricchezze artistiche venne affondato al largo di <strong>Santa Maria di Leuca</strong>, nel Salento, seppellendo in fondo al mare italiano tesori inestimabili.</p>
<p>Così Eduardo, archeologo appassionato, decide di trasferirsi in Italia e dedicarsi alla ricerca di quel sottomarino e di quei tesori, per riportarli in Grecia. Scoprirà un mondo lontano da quello che conosce e finirà per entrare a far parte di una comunità chiusa, locale, compatta. Scoprirà però anche misteri che uniscono la Germania nazista alla Grecia Antica, si ritroverà tra riti pagani e antiche tradizioni. Incontrerà personaggi inquientanti e misteriosi. Chi è davvero Addolorata? Cosa nasconde il luogotenente della marina?</p>
<p><strong>Pier Francesco Liguori</strong> ci porta in un viaggio che mescola storie e stili, mondi lontani e episodi storici, spingendoci a riflettere su momenti fondamentali della storia del mondo, soprattutto del &#8216;900. Dalla follia nazista all&#8217;Argentina della dittatura. Ma &#8220;A Levante, l&#8217;aurora&#8221; è anche un viaggio nella <strong>cultura antica</strong>, nei tesori della Grecia antica e nello splendore naturalistica del Salento. Quell&#8217;aurora che splende a Levante è un simbolo, una protezione, un segno della magia del luogo, è qualcosa di più, qualcosa di oltre.</p>
<p>In tutto questo il romanzo si può (e si deve) leggere anche come una grande avventura, un mistero da risolvere e da comprendere, lasciandosi accompaganre per mano dall&#8217;autore tra gli indizi che sono disseminati nel tempo e nello spazio. E personalmente mi la scia una domanda inquietante che ritorna saltuariamente nel mio pensiero: quanti tesori dell&#8217;arte europea ha fatto sparire la Germania nazista? Quanti ne sono andati persi? Quanti sono nascosti chissadove? Quanti, infine, sono ancora recuperabili?  Domande&#8230;</p>
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		<title>Squadra Lince, quel confine sottile tra bugia e verità</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Feb 2025 13:11:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quanto può essere ingannata la nostra memoria? Quanto finiamo per credere alle bugie che inventiamo per proteggerci? Potrebbe infondo essere questo il tema centrale di Squadra Lince, l&#8217;avvincente thriller che Fabio Scalini ha pubblicato per Le Vespe di Golem Edizioni. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto può essere ingannata la nostra memoria? Quanto finiamo per credere alle bugie che inventiamo per proteggerci? Potrebbe infondo essere questo il tema centrale di <a href="https://www.golemedizioni.it/prodotto/squadra-lince/"><strong>Squadra Lince</strong></a>, l&#8217;avvincente thriller che <strong>Fabio Scalini</strong> ha pubblicato per Le Vespe di Golem Edizioni.</p>
<p><a href="http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/02/squadra-lince-fabio-scalini.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-21227" src="http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/02/squadra-lince-fabio-scalini-472x266.jpg" alt="" width="472" height="266" srcset="http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/02/squadra-lince-fabio-scalini-472x266.jpg 472w, http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/02/squadra-lince-fabio-scalini-768x432.jpg 768w, http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/02/squadra-lince-fabio-scalini-1024x576.jpg 1024w, http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/02/squadra-lince-fabio-scalini.jpg 1280w" sizes="(max-width: 472px) 100vw, 472px" /></a><br />
Si parte da una vecchia storia. Un ragazzino, Manuel, è scomparso durante un&#8217;uscita degli scout. Con lui c&#8217;erano solo il caposquadra Carlo, il vice Paolo (entrambi giovanissimi) ed un altro novizio, Fabio, (ancora più giovane). I tre superstiti hanno sempre raccontato tutti la stessa storia. I responsabili della parrocchia ed il prete hanno pagato pesantemente. Il corpo del bambino scomparso non è mai stato ritrovato. Ma cosa è successo davvero in quei boschi.</p>
<p>Ventisettte anni dopo Paolo torna in paese per il funerale di Carlo e incontra Fabio dopo tanto tempo. Si riaccendono così i dubbi e i non detti e i due decidono di tornare sul luogo della scomparsa per omaggiare gli amici scomparsi&#8230; o forse per capire cosa era davvero successo trent&#8217;anni prima.</p>
<p>Scalini organizza il racconto da punti di vista diversi, muovendosi nel tempo con agilità. Alcuni capitoli sono raccontati in prima persona da Fabio, altri da Paolo, alcuni sono la narrazione di un interrogatorio attuale, altri il racconto di quanto accaduto 27 anni prima. Un mix di pensieri e situazioni che contribuiscono a creare la struttura del romanzo ead accrescere la suspance.</p>
<p>Si, perchè <strong>Squadra Lince</strong> è in fondo un <em>thriller</em>, dove pagina dopo pagina scopriamo qualcosa di più. Capiamo che il clima in quella squadra scout era pessimo, che i giochi e gli scherzi andavano oltre i limiti accettabili. Ci accorgiamo che gli adulti responsabili erano piuttosto inquietanti e decisamente irresponsabili.</p>
<p>Soprattutto ci accorgiamo pian piano che bugie e verità si mischiano, si fondono, sono difficili da distinguere. Non solo per chi deve (o avrebbe dovuto) indagare su quanto accaduto all&#8217;epoca, ma anche e soprattutto per chi quelle bugie le ha raccontate e per proteggersi ci ha creduto talmente tanto da ritenerla, dopo 27 anni, la verità. Al punto da non essere più in grado di distinguere avvenimenti accaduti, incubi e paure.</p>
<p>Altro aspetto da non lasciarsi sfuggire è che nel romanzo abbiamo un crogiuolo di personaggi diversi e nessuno di questi è un personaggio positivo, a partire dai quattro ragazzi protagonisti, i cui caratteri violenti e menefreghisti già in tenera età scopriamo pian piano. E cosa vogliamo dire del &#8220;prete nero&#8221; per il quale si ipotizzano violenze e passioni fasciste?</p>
<p>Quello di Scalini è un romanzo tosto, duro, senza una luce di speranza. Un romanzo in cui un avvenimento del passato (ma se non fosse accaduto quello probabilmente sarebbe accaduto altro) ha segnato la vita di tante, troppe persone. E forse la risposta a quell&#8217;unica domanda potrebbe liberare più di un animo tormentato: cosa è davvero successo quel giorno a Manuel?</p>
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		<title>Il diario segreto di Unabomber racconta la lucida follia di un serial killer</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Feb 2025 08:04:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chi ha qualche anno in più non faticherà a ricordare Ted Kaczynski, che per quasi 20 anni terrorizzò gli Stati Uniti con il nome , affibiatogli dall&#8217;FBI, di Unabomber. Il nome era una sigla che stava per University and Airlines [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Chi ha qualche anno in più non faticherà a ricordare <strong>Ted Kaczynski</strong>, che per quasi 20 anni terrorizzò gli Stati Uniti con il nome , affibiatogli dall&#8217;FBI, di <strong>Unabomber</strong>. Il nome era una sigla che stava per University and Airlines Bomber, perchè Ted colpiva con ordigni fabbricati in casa professori universitari e compagnie aeree. Il suo obiettivo, il suo nemico da annientare era la tecnologia, che avrebbe portato, nella sua visione, alla distruzione della società.</p>
<p><a href="http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/02/WIN_20250219_08_40_20_Pro.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-21223" src="http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/02/WIN_20250219_08_40_20_Pro-472x266.jpg" alt="" width="472" height="266" srcset="http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/02/WIN_20250219_08_40_20_Pro-472x266.jpg 472w, http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/02/WIN_20250219_08_40_20_Pro-768x432.jpg 768w, http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/02/WIN_20250219_08_40_20_Pro-1024x576.jpg 1024w, http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/02/WIN_20250219_08_40_20_Pro.jpg 1280w" sizes="(max-width: 472px) 100vw, 472px" /></a><br />
Per questo Ted si ritirò a vivere in modalità praticamente primitive, senza elettricità ed acqua corrente, in una baracca di 11 metri quadri nei boschi del Montana. Lì assemblava anche le sue bombe.</p>
<p><strong>Albina Perri</strong> ha raccolto negli archivi dell&#8217;FBI i documenti relativi a Ted ed ha pubblicato ne <a href="https://www.mursia.com/collections/segnalazionihomepage/products/albina-perri-il-diario-segreto-di-unabomber-le-memorie-del-serial-killer-piu-ricercato-d-america"><strong>Il diario segreto di Unabomber</strong></a>, <em>Mursia</em>, lettere e diari del bombarolo più famoso del mondo. Si tratta di una quantità di materiale enorme. Vari diari, alcuni criptati, lettere scritte al fratello e alla madre (spesso folli e violente), le lettere che inviò ai giornali.</p>
<p>Nel suo racconto c&#8217;è tutta la vita di Ted, la sua follia e la sua incredibile intelligenza (un test fattogli fare dala madre certificò un QI tra 160 e 170). Ted andò a scuola presto, si laureò prestissimo, divenne professore universitario a 24 anni e a 26 anni lasciò l&#8217;insegnamento per vivere da solo nel nulla. Non ebbe mai un rapporto con una donna, e questo aspetto ritorna in maniera pesante nei suoi diari. Alla sua intelligenza fa da contraltare una incapacità di stare al mondo e di relazionarsi con gli altri.</p>
<p>Eppure sembra estremamente lucido, accusa i genitori di essere colpevoli della sua situazione, delle sue difficoltà relazionali. Riuscì a colpire 16 volte in 17 anni, uccidendo 3 persone e ferendone 23, rischiò di riuscire a far precipitare un aereo di linea. Quando, nel 1996 l&#8217;FBI entrò nella sua baracca e lo arrestò, nessuno dei 150 uomini che per 17 anni si erano occupati di Unabomber aveva la minima idea di chi fosse Ted Kaczynski. Lo individuarono solo perchè inviò una sorta di Manifesto ai giornali e la moglie del fratello riconobbe in quei pensieri, in quei concetti, in quel modo di scrivere, il cognato.</p>
<p>Una storia americana davvero incredibile, che assume ancora maggior interesse perchè vista con gli occhi del protagonista. Pagina dopo pagina entriamo nella testa di Ted, impariamo a conoscerlo, incontriamo tutte le sue contraddizioni e finiamo per chiederci come sia stato possibile tutto questo, quanto è vario l&#8217;animo umano, quanto davvero conosciamo le persone che vivono nella porta accanto alla nostra.</p>
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		<title>Delitti allo specchio, Bruzzone e Magrin analizzano le similitudini tra i delitti di Garlasco e Perugia</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Feb 2025 10:30:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anno 2007, l&#8217;Italia viene sconvolta da due delitti che hanno come vittime due giovani donne. A Garlasco viene uccisa in casa Chiara Poggi, a Perugia stessa sorte tocca ad una studentessa inglese, Meredith Kercher. Sono due casi che colpiscono fortemente [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Anno 2007, l&#8217;Italia viene sconvolta da due delitti che hanno come vittime due giovani donne. A <strong>Garlasco</strong> viene uccisa in casa <strong>Chiara Poggi</strong>, a <strong>Perugia</strong> stessa sorte tocca ad una studentessa inglese, <strong>Meredith Kercher</strong>. Sono due casi che colpiscono fortemente l&#8217;opinione pubblica per l&#8217;età delle vittime, per l&#8217;età dei possibili colpevoli, per le incongruenze, per tutta la narrazione che negli anni successivi accompagnerà i due processi.</p>
<p><a href="http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/02/delitti-allo-specchio-bruzzone-magrin.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-21219" src="http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/02/delitti-allo-specchio-bruzzone-magrin-472x266.jpg" alt="" width="472" height="266" srcset="http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/02/delitti-allo-specchio-bruzzone-magrin-472x266.jpg 472w, http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/02/delitti-allo-specchio-bruzzone-magrin-768x432.jpg 768w, http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/02/delitti-allo-specchio-bruzzone-magrin-1024x576.jpg 1024w, http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2025/02/delitti-allo-specchio-bruzzone-magrin.jpg 1280w" sizes="(max-width: 472px) 100vw, 472px" /></a><br />
A distanza di quasi 20 anni <strong>Roberta Bruzzone</strong> e <strong>Valentina Magrin</strong> ricoscruiscono le due vicende, puntando l&#8217;attenzione sulle similitudini tra i due casi con un volume edito da Mursia, <a href="https://www.mursia.com"><strong>Delitti allo specchio</strong></a>.</p>
<p>Ed in effetti molteplici sono i punti di contatto tra le due storie, dall&#8217;età delle vittime, alla lunga serie di processi, dagli errori commessi da chi è intervenuto per indagare sulla scena del crimine. Fino, ed è da qui che parte l&#8217;analisi, al fatto che entrambi i processi sono stati processi indiziari, quindi senza una prova certa e definitiva ma con una serie di indizi talmente ampi e concordanti da portare alle sentenze.</p>
<p>Sentenze che sono state modificate nei vari gradi di giudizio fino ad arrivare alla definitiva. A Garlasco l&#8217;unico imputato <strong>Alberto Stasi</strong> è stato ritenuto innocente due volte, in primo e secondo grado, ma dopo il rinvio della Cassazione è stato condannato (di nuovo due volte) fino alla definitiva condanna a 16 anni di reclusione.</p>
<p>A Perugia la situazione è più complessa. Da un lato il processo con rito abbreviato per <strong>Rudy Guede</strong>, conclusosi velocemente con la condanno. Dall&#8217;altro l&#8217;infinito sali e scendi che ha visto protagonisti <strong>Amanda Knox</strong> e <strong>Raffaele Sollecito</strong>, prima condannati, poi assolti, poi di nuovo condannati e infine assolti definitivamente.</p>
<p>Le autrici riprendono in mano passo doppo passo le due vicende, organizzandole per temi. Si parte dal ritrovamento dei corpi, si passa alle dinamiche delle aggressioni e poi ora della morte, testimoni, antefatti. E ancora i racconti degli imputati, lo svolgersi dei processi e infine le prove (esistenti o mancanti). Quindi le armi dei delitti, le analisi delle celle telefoniche e dei computer, le analisi genetiche e le impronte, fino a concludere con la &#8220;nota stonata&#8221; che tiene ancora viva l&#8217;attenzione su entrambi i casi.</p>
<p>Il libro non emette giudizi, com&#8217;è è giusto che sia, ma analizza dati, eventi e situazioni. Solleva dubbi, racconta nei dettagli tutto ciò che è noto. Non lesina critiche per gli errori commessi da chi aveva il compito di investigare. Ne viene fuori un racconto attento e dettagliato, corredato da una serie di immagini tratte dai materiali processuali, che ha il merito di essere molto chiaro e preciso, scendere in dettagli e particolari e spingere il lettore a conoscere e ragionare.</p>
<p>Alla fine è probabile che il lettore si sia fatto una propria idea, senza dimenticare che entrambe le storie hanno avuto una chiusura processuale ma ricordando anche che non sempre la verità processuale combacia con la verità assoluta in un delitto.</p>
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		<title>Ritorno al delirio, di Antonio Tentori</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Feb 2024 07:29:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ha una genesi particolare il nuovo romanzo di Antonio Tentori, che risponde al significativo titolo di Ritorno al delirio, CatBooks. E&#8217; infatti il seguito diretto diretto di Giù, nel delirio, il crudo romanzo di Alda Teodorani del 1991. Antonio Giordani [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ha una genesi particolare il nuovo romanzo di <strong>Antonio Tentori</strong>, che risponde al significativo titolo di <strong>Ritorno al delirio</strong>, CatBooks. E&#8217; infatti il seguito diretto diretto di <strong>Giù, nel delirio</strong>, il crudo romanzo di <strong>Alda Teodorani</strong> del 1991.</p>
<p><a href="http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2024/02/ritorno-al-delirio-antonio-tentori.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-21212" src="http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2024/02/ritorno-al-delirio-antonio-tentori-472x266.jpg" alt="" width="472" height="266" srcset="http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2024/02/ritorno-al-delirio-antonio-tentori-472x266.jpg 472w, http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2024/02/ritorno-al-delirio-antonio-tentori-768x432.jpg 768w, http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2024/02/ritorno-al-delirio-antonio-tentori-1024x576.jpg 1024w, http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2024/02/ritorno-al-delirio-antonio-tentori.jpg 1280w" sizes="(max-width: 472px) 100vw, 472px" /></a><br />
Antonio Giordani è morto e la sua amante Grazia Greuter (con cui ha condiviso gli orrori e la passione della prima storia) non riesce a darsi pace per la perdita. Decide così che l&#8217;unica strada è la vendetta e con metodo ed estrema lucidità elimina uno dopo l&#8217;altro i respondabili della morte di Antonio.</p>
<p>In questo percorso incontrerà la splendida modella Jade, con cui intrecerà un legame molto stretto fatto di sesso e condivisione, ma anche la misteriosa giapponese Akimi, che non nasconde di desiderarla.</p>
<p>Tentori ci porta direttamente nell&#8217;incubo della violenza e della vendetta, ci trascina in un turbine di odio e omicidi senza lasciare spazio a troppi contorni. La sua prosa secca, senza fronzoli arriva dritta al punto.</p>
<p>Il mondo in cui ci troviamo è fatto di droga, di violenza, di clan malavitosi, di sesso a pagamento. In questo contesto Grazia si muove come una vendicatrice gelida, con un obiettivo fisso in testa, pronta ad andare dritta alla meta senza preoccuparsi delle conseguenze dei suoi gesti.</p>
<p>In questo ghiaccio di azioni e omicidi si aprono però degli spiragli di sentimenti. Il rapporto con la bellissima Jade non è fatto solo di corpi e di sesso ma è l&#8217;oasi in cui Grazia può rifiatare e ricarsi, trovare un briciolo di speranza ed andare oltre nel suo viaggio di violenta purificazione. Tra le due donne si crea un legame forte, che ha come base proprio Antonio, Giordani, che è stato amante di entrambe.</p>
<p>Ritorno al delirio è comunque un romanzo senza vincitori, senza anime pure. La violenza che pervade la città ha riempito e travolto tutto. Non ci sono personaggi esenti da colpe. Davvero un ritorno al delirio, giù in fondo, nel cuore più nero della violenza, dove non c&#8217;è più spazio per la speranza.</p>
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		<title>Fino all&#8217;ultimo led, di Massimiliano Gollin</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Oct 2023 07:28:08 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un libro molto particolare <a href="https://www.buendiabooks.it/prodotto/fino-allultimo-led-massimiliano-gollin/"><strong>Fino all&#8217;ultimo led</strong></a> di <strong>Massimiliano Gollin</strong>, <em>Buendia Books</em> e forse il sottotitolo <strong>Flusso di coscienza</strong> è quello che meglio rende l&#8217;idea di ciò a cui ci troviamo di fronte. La particolarità del libro dipende, credo, dalla particolarità del personaggio.</p>
<p><a href="http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2023/10/fino-ultimo-led-massimiliano-gollin.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-21207" src="http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2023/10/fino-ultimo-led-massimiliano-gollin-472x266.jpg" alt="" width="472" height="266" srcset="http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2023/10/fino-ultimo-led-massimiliano-gollin-472x266.jpg 472w, http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2023/10/fino-ultimo-led-massimiliano-gollin-768x432.jpg 768w, http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2023/10/fino-ultimo-led-massimiliano-gollin-1024x576.jpg 1024w, http://www.soloparolesparse.com/wp-content/uploads/2023/10/fino-ultimo-led-massimiliano-gollin.jpg 1280w" sizes="(max-width: 472px) 100vw, 472px" /></a><br />
Massimiliano Gollin è stato ricercatore e professore universitario, sportivo, triatleta, chi ha avuto la sorte di essere suo allievo ne loda la disponibilità e la capacità divulgativa. Massimiliano Gollin è stato anche affetto da sclerosi multipla, malattia che lo ha poi portato a scomparsa prematura. Nel libro però la malattia è solo uno spicchio di vita, un evento collaterale, una parte della vicenda e sicuramente non è quella centrale. Forse è questo il punto.</p>
<p>Un uomo che ha dovuto convivere con una compagna così ingombrante non le ha lasciato spazio per togliergli il resto della sua vita. Così il suo flusso di coscienza racconta momenti di vita, riflessioni, ma è soprattutto una raccolta di pensieri, idee, ragionamenti positivi. E&#8217; un libro che si può tenere sul comodino ed aprire a caso nei momenti difficili per leggere una frase sicuri che aiuterà a dare coraggio e a risollevare la giornata.</p>
<p>Il libro è stato dettato da Gollin a Beatrice Delsoldato, sorella gemella della moglie dell&#8217;autore, Patrizia. E il rapporto tra queste tre persone merita un momento di riflessione. Si evince dal libro la comunione d&#8217;intenti, l&#8217;affetto e la condivisione. Gollin dichiara a più riprese l&#8217;amore per la moglie ed allo stesso tempo quello che definisce amore platonico per la cognata. Questa capacità di mettere al centro i sentimenti, senza averne paura, è uno dei fulcri del volume.</p>
<p>Leggendo ci si imbatte in una serie di temi che chiariscono ancor meglio la tipologia del libro. Si va dai <strong>Pensieri</strong> agli <strong>Esercizi</strong>, dalle <strong>Esperienze di vita</strong> ai <strong>Punti cardinali</strong>. Sono tematiche che Gollin affronta con libertà e convinzione. Suggerimenti, riflessioni, pensieri liberi. Ne viene fuori una personalità piena, anche complessa, ma capace di infondere serenità in chi legge e (non ho dubbi) in chi gli ha vissuto accanto o è entrato in contatto con lui professionalmente.</p>
<p>Certo non è un libro tradizionale e mi piace chiudere con il titolo di uno dei capitoli dle libro, che rientra sotto la categoria &#8220;Esercizi&#8221;: &#8220;<strong>Sorridere, ricordarsi soprattutto di sorridere di più ogni giorno</strong>&#8220;.</p>
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