<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0' version='2.0'><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455</atom:id><lastBuildDate>Mon, 08 Nov 2010 15:02:00 +0000</lastBuildDate><title>Attraverso lo Specchio</title><description>"Attraverso lo specchio, e quel che Alice vi trovò" (Through the Looking-Glass, and what Alice found there) è il secondo e meno noto libro di Lewis Caroll, pseudonimo del reverendo Charles Lutwidge Dodgson, personaggio ambiguo dell'ottocento inglese.

Questo blog è un calderone, a volte chiaro a volte onirico, in stile Lewis Caroll, o meglio in stile Alice Lidden. La ragazzina che ispirò i libri a lei dedicati (oltre a qualche fotografia discutibile, rinvenuta dopo la morte del reverendo).</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Alice)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>37</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-4168128242545886183</guid><pubDate>Mon, 08 Nov 2010 12:59:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-11-08T13:59:54.068+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Alice</category><title>Change</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_3PIbII_vab4/TNf0M-aUQmI/AAAAAAAAAOc/UsKs2UHzkTU/s1600/taraMcpherson3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/_3PIbII_vab4/TNf0M-aUQmI/AAAAAAAAAOc/UsKs2UHzkTU/s320/taraMcpherson3.jpg" width="169" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.taramcpherson.com/"&gt;Tara McPherson&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Scrivo altrove. Per chi può mi chieda l'indirizzo.&lt;br /&gt;
La vita è un cambiamento, la vita virtuale un abito che muta secondo il nostro umore.&lt;br /&gt;
Lascio le musiche cambiare secondo il nuovo umore.... perchè quando lasciamo una strada ci portiamo comunque dietro il ricordo di quella percorsa.&lt;br /&gt;
Love And Peace&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-4168128242545886183?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2010/11/change.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_3PIbII_vab4/TNf0M-aUQmI/AAAAAAAAAOc/UsKs2UHzkTU/s72-c/taraMcpherson3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-8790196881450427359</guid><pubDate>Wed, 18 Aug 2010 21:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-08-18T23:27:43.950+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Alice</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Stregatto</category><title>L'ultima notte</title><description>Sssssh... silenzio, silenzio!&lt;br /&gt;
Questa notte sia designata come magica, silenzio, silenzio, la magia richiede silenzio!&lt;br /&gt;
Grandi idee, grandi progetti, grandi costruzioni all'orizzonte si innalzano sin a sfiorare la Luna e indisporre le stelle. &lt;br /&gt;
Silenzio, silenzio!&lt;br /&gt;
Ora per magia, nel silenzio di incantesimi sussurrati tanto piano da non esser uditi essi tutti, grandi edifici, come son nati scompariranno!&lt;br /&gt;
Altrove le fate volano, gli elfi in marcia da tempo viaggiano, e sulle ali delle aquile le ninfe dei cieli stan già emigrando. E ovunque è un silenzioso fare, e ovunque è un radicato seminare, ma per i sogni di grandi castelli non c'è più tempo e spazio, tutto è stato mangiato, ogni boccone divorato.&lt;br /&gt;
Avete preso il thè? &lt;br /&gt;
Bene allora è tempo di partire e senza muoversi viaggiare, senza parlare dire e senza udire ascoltare.&lt;br /&gt;
Nuove stelle sono nate, nuove stelle nasceranno, sotto un cielo mai fermo eppur immobile di stelle antiche che non periscono ma nascono senza estinguersi mai. Cosa significhi nessuno lo sa, e chi lo sa non ve lo dirà!&lt;br /&gt;
Non c'è più tempo, non c'è più tempo, solo un'ora o poco più e puf!, scompariranno.&lt;br /&gt;
E mentre alcuni son già partiti io m'appresto a chiudere le porte.&lt;br /&gt;
So che le porte scompariranno come la grande casa che le incastona, preziosi gioielli entro cui specchiarsi e, forse, ritrovarsi, scomparsi per sempre, andati come i tempi passati. Ma chiuderle con la grande chiave sigillo è necessario perchè ogni traccia si perda, e disperso sia ciò che è stato e chi è andato sia andato e chi è tornato sia tornato e chi si è perso non trovi più la strada a questa casa 'che la casa non esisterà più.&lt;br /&gt;
E mentre gli ultimi portan via le erbe, i libri polverosi, i manoscritti preziosi, i dolcetti incantati e gli elisir ammaliati io inizio la mia danza alla Luna.&lt;br /&gt;
Ogni passo e un gran fracasso!&lt;br /&gt;
Ogni elegante scivolare si insinua come un fiume in piena fra le crepe del castello, aprendole, spalancandole!&lt;br /&gt;
Ogni gesto morbido è tifone che soffia via ogni finestra o porta o pertugio o nascondiglio!&lt;br /&gt;
E ogni parola cantata è legge…!&lt;br /&gt;
Distrutti siano i mattoni rossi cotti al Sole della Notte di Mezza Estate, distrutti siano i vetri soffiati dalle fate, distrutte siano le tegole di cristallo per veder la Luna Tonda e Burlona, distrutte le stanze ed una ad una.&lt;br /&gt;
Per prima la cucina, regno della magia, dove cere colavano, pentole bollivano idee e progetti, forni cuocevano pan di zenzero e fantocci!&lt;br /&gt;
Poi sia il salone, regno degli incantesimi parlati, dove ogni lettera usciva dalle labbra e ballava sino a sposare altre lettere e formare, danzando, un'idea che per magia subito diventava, reale. &lt;br /&gt;
Poi sia la camera da letto, boudoir per i pochi eletti, dove nel buio più assoluto si potevano vedere gli animi e attraverso gli spiriti scoprire, conoscere, incantare, legare, ammaliare e conquistare.&lt;br /&gt;
Sia la volta delle terrazze dove i pigri di intento e ingegno si perdevano nell'illusione delle stelle, attaroccati da gli umani limiti, incantati dagli spiriti più ammaliatori, insinuati dal paesaggio e drogati da grandi narghilè d'oppio.&lt;br /&gt;
Sia la volta della soffitta, dove la polvere la fa da geloso custode dei segreti più antichi, sin oltre il tempo e le stirpi, sfiorando i volti di arcani antenati.&lt;br /&gt;
E sia! Danzo la danza della distruzione con la forza del fuoco, e mi infrango con la violenza delle onde di un mare in calma tempesta, che il canto sia tifone e che il vento porti lontano i resti, così lontani da venir dimenticati.&lt;br /&gt;
E ora ciò che rimane è un giardino di magiche erbe.&lt;br /&gt;
Non distruggerò le erbe, loro proprie e mai mie, tue, nostre o sue.&lt;br /&gt;
Ma come un folletto allora canto e cammino a piedi nudi attorno al giardino dove un tempo giaceva una casa allegra. E dove i piedi si posano crescon alberi, dove la mia lunga gonna di stelle sfiora crescon cespugli, ovunque è un gran nascere, crescere, coprire, celare e come al tempo che fu il giardino… è tornato.&lt;br /&gt;
Alzo gli occhi verso la Luna che sogghigna. La notte è un tessuto d'infiniti diamanti e il silenzio è ovunque.&lt;br /&gt;
Con la mia scopa in mano e la lunga veste della s'accabbadora che scivola tra le gambe fertili lascio che il vento danzi tra i miei capelli come un gatto, li impasti e faccia le fusa. Buona notte borraggine, questa storia oggi è finita.&lt;br /&gt;
E mi innalzo verso il cielo stellato nel silenzio di una notte meravigliosa, libera, finalmente libera! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci saranno istanti, fra un vagito e una creazione in cui il pensiero volerà a quella vecchia magione e un filo di nostalgia si farà sentire. Ma saranno istanti, persi, nel grande mare del tempo infinito. E nessuno, neanche io, se ne accorgerà.&lt;br /&gt;
La strada è lunga da fare e solo poche ore mancano al sorgere del Sole. Altrove fate, elfi e polverosi libri mi attendono. E i vecchi amici, e i nuovi amici, e ogni cosa che porto con me: due semi di borragine, un seme di papavero, cannella, zenzero e miele... per le notti senza Luna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://files.myopera.com/Pattty/blog/F_06_Violet_Witch.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="366" src="http://files.myopera.com/Pattty/blog/F_06_Violet_Witch.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-8790196881450427359?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2010/08/lultima-notte.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-5869118540566767860</guid><pubDate>Tue, 08 Jun 2010 10:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-06-08T12:19:34.224+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>lettera aperta</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>politicando</category><title>Attualità</title><description>Normalmente qui parlo epr metafore, ma ci sono argomenti che meritano una chiara e se serve brutale esposizione. Per me leggere certe cose è un pugno nello stomaco, a volte però necessario e da far circolare.&lt;br /&gt;
Riprendo da &lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://carloruberto.blogspot.com/2010/06/violenza-sessuale-di-lieve-entita.html"&gt;Let me Live&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; questo articolo informativo che ritengo riguardare ognuno di noi a prescindere dai credo politici o religiosi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non bastava la Chiesa che sta cercando di non sprofondare tra le accuse di pedofilia e di violenze su minori in ogni parte del mondo. Qualche politico italiano ha ben pensato di dare una mano a questa istituzione, almeno in Italia. Che la Chiesa non avessa mai avuto una particolare attenzione nel perseguire i pedofili che si sono macchiati dei delitti più biechi e infami, è ormai cosa nota. Così come non c'è mai stata particolare attenzione da parte degli Stati in cui questi delitti venivano commessi, come a tutelare in un qualche modo questi Mostri. Molti anni fa, nel 2000, scoppiò in Belgio un grosso scandalo di violenze sui minori nel quale erano implicati anche membri della famiglia Reale, aristocratici, banchieri, industriali, gente che si divertiva a far collocare bambini negli angoli più bui dei parchi e poi organizzare vere e proprie battute di caccia con mute di cani e tutto l’armamentario della caccia alla volpe. Il bambino veniva raggiunto dai cacciatori o dai cani e poi come selvaggina assegnato al carniere del “fortunato” Orco. Lo scandalo fu enorme ma non durò a lungo. C’è stato un processo ma molti riuscirono a sgattaiolare via delle ampie reti della procedura penale. Non si è mai saputo come si sia concluso e se ci furono condanne. Ma già questo è significativo dei muri che vengono innalzati a protezione dei Mostri. Ovunque. C’è una sensibilità particolare per i pedofili. A volte si ha anche l’impressione che ci si preoccupi più di loro che delle loro vittime. Esperti della psicanalisi spiegano la morbosa attrazione che i bambini esercitano su questi delinquenti, quasi a trovare per loro una giustificazione.&lt;br /&gt;
In Italia abbiamo deciso di non essere da meno e avere un'altra cosa di cui vergognarci miseramente. Forse queste Bestie che siedono nel Parlamento pensavano di farlo passare sottobanco, ma dalla rete non si scappa. L'emendamento 1707, presentato da un autorevole gruppo di parlamentari del PdL e Lega (Gasparri, Bricolo, Quagliariello, Centaro, Berselli, Mazzatorta, Divina) prevede una variazione dell'art. 380 del codice di procedura penale che elenca i casi in cui si deve procedere all’arresto in flagranza. Tra i reati per cui si deve arrestare non c’era il delitto di atti sessuali con minorenne (609 quater codice penale). Nella proposta attuale chi commette atti sessuali con minorenni e viene sorpreso in flagranza non deve necessariamente essere arrestato se commette un atto sessuale di “minore gravità”. Le forze dell'ordine potrebbero trovarsi nella situazione di cogliere un pedofilo con i calzoni abbassati (o le gonne alzate) ma dovranno decidere, prima di arrestarlo, se quello che sta facendo è di gravità normale o minore del normale. Una questione di grande allarme sociale e delicatissima viene risolta, senza alcun dibattito preliminare, quasi di nascosto, nel corpo di una legge che si occupa di intercettazioni telefoniche, la Legge bavaglio, che nulla ha che vedere in merito. Tutto questo qualche mese dopo che alcuni esponenti degli stessi partiti proponevano la castrazione chimica come punizione e rimedio. La mobilitazione di pezzi grossi della maggioranza per la presentazione di questo emendamento lascia facilmente pensare che ci sia dietro lo sporco zampino della Chiesa. Forse si è voluto in qualche modo garantire una relativa impunità, evitare la vergogna dell’arresto se i pedofili (preti compresi) venissero colti in fragranza di reato facendo una distinzione tra violenza e violenza lieve? Come si fa a definirla? Quale repertorio di abusi possono essere definiti di violenza sessuale lieve? Può davvero esistere la violenza sessuale lieve verso i bambini? È violenza lieve o grave "semplicemente" palpare i bambini nelle parti più intime e costringerli alla palpazione di quelle dell'Orco molestatore? Ed oltre alla fisicità della violenza non si deve prendere in considerazione il danno psicologico oppure dobbiamo ritenere che questo non esiste se non c’è stupro? Forse dovremmo chiedere a quelle migliaia di persone adulte come hanno vissuto la loro infanzia e come vivono tutt'ora dopo l'abuso, a volte ripetuto. Ora questi parlamentari ci spieghino con la loro ipocrisia e la loro faccia da culo senza pari qual è lo scopo di questo emendamento, quali i vantaggi e dove la legge viene migliorata. Altrimenti inizieremo a pensare che vogliano parare il culo dei loro amici Mostri e a questo punto mi viene da pensare anche di se stessi. Se questo emendamento dovesse diventare legge, il Parlamento Italiano sarà complice dei pedofili. Smettiamola di fare gli struzzi. Tiriamo fuori la testa e non ignoriamo queste mostruosità che ci circondano.&lt;br /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-5869118540566767860?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2010/06/attualita.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-1745380982605560869</guid><pubDate>Fri, 04 Jun 2010 23:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-06-05T01:27:30.028+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>davanti allo specchio</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Alice</category><title>Nosens</title><description>Quando uno non scrive sul suo blog c’è un perché. Nella mia testa ce ne sono almeno cento, disparati e non coerenti tra loro. Tradotto significa che in questo periodo mi pongo domande inutili.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Domanda numero 3: perché la gente ama parlare tra le righe?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Per quale astruso motivo le cose non si comunicano direttamente, magari in maniera educata preferendo i sottintesi e i concetti inespressi tra le righe? La gente si aggroviglia, si attorciglia e si suicida in peripezie relazionali che richiedono: un uso perfezionista della lingua italiana (ad oggi, impossibile da ottenere: l’italiano è morto); una sintonia tra gli interlocutori che se fossero in sintonia non parlerebbero per sottintesi, si sarebbero già capiti prima; una riflessività da scacchisti; un’attenzione ai dettagli da master in PNL. E, diciamocelo, se si riesce a capirci con i disegni è già tanto.&lt;br /&gt;
E non giustifichiamo il masochismo relazionale con un “essere diplomatici è difficile” perché può anche essere ma almeno non ci si rende ridicoli.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Domanda numero 8: quanto ci sopravvalutiamo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Il mondo ci gira intorno. Ne siamo convinti, la scienza muore qui. Le parole anche.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Domanda numero 6: per quale diamine di motivo non esiste un uomo “concreto”?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Da distinguere con l’uomo “pratico” che è solo uno che ha pazienza nel fare la coda alla posta per pagare le bollette, un buon cellulare a cui suona la sveglia per ricordargli di chiamare un tecnico e mette le cravatte in ordine di colore.&lt;br /&gt;
Concretezza. Sembrerebbe roba da scimmie, no? E invece no.&lt;br /&gt;
Bisogna concedere alle donne la concretezza. Anche l’incapacità di insegnare però, perché in milioni di generazioni di madri non siamo riuscite a sfornare un figlio maschio concreto neanche piangendo. Eppure figlie femmine si, che sia un problema genetico? Una X sola non è sufficiente ad attivare quella parte del cervello? Oppure è un segreto iniziatico tramandabile solo la madre a figlia, come i poteri magici delle macare?&lt;br /&gt;
Niente, tra il pensiero e l’azione passa solo un elettrone per una sinapsi stanca, probabilmente anche usurata, di sicuro senza tagliando blu. E quando è passato sta veramente mal ridotto.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Domanda numero 12: posso essere talmente sfigata da avere dei genitori che chiamano, senza motivo, ad orari impossibili come l’una di notte?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Sono sempre più convinta che dipenda da quella idiozia culturale del “rispetta il padre e la madre”. Sono anche convinta che la clausola avesse una postilla scritta in piccolo, o davvero ha ragione Mark Twain: quel dio è cattivo, nel senso di carogna dentro (anche se lui lo diceva per un motivo apparentemente più banale: l’esistenza delle mosche [giuro, non è una balla, sono i suoi scritti pubblicati postumi]).&lt;br /&gt;
Questo mi fa dedurre che io sono come san Matteo, quello che scrisse la bibbia senza saper leggere (ma poteva anche chiamarsi Gerolamo, non sono mica così ferrata in bibbiologia): ho appreso l’educazione per possessione divina come lui l’ortografia. Eh, oh, non fate quelle facce, lo so anche io che visto che c’era poteva darmi la cura per il cancro. Mark direbbe: che vuoi aspettarti da uno che inventa la mosca?? (e lo direbbe indignato Mark, stava incazzato come un’ape con una mosca nel letto negli ultimi anni della sua vita Mark, però io non c’entro che non ero nata)&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Domanda numero 22: perché quando fanno i documentari intervistano professori americani che dicono falsi storici?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Davvero non c’era un bidello sotto mano altrettanto disposto a farlo gratis? No perché io non sono laureata ma certe baggianate le riconosco lo stesso. D’altro canto riesce ad esistere per qualche settimana un’idiozia come Fenomenal, non dovrei sorprendermi…&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Domanda numero 37: con chi si è prostituito Mammuccari?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
No perché deve esistere qualcuno, gay, nelle sedi Mediaset con cui stringe una torbida relazione sessuale se ancora lavora, in piena crisi, facendo un flop dietro l’altro. Ogni estate sta lì, da cosa capisci che è estate se stai chiuso in un bunker con solo la tv? Da Mammuccari. L’uomo che dopo Papi e il cerebroleso di Voyager riscuote il minor successo storico televisivo al punto che non sono riusciti a venderlo neppure al brasile, dove ancora guardano Andrea Celeste.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Domanda numero 18: cosa faccio di strano quando dico: “non mi interessa”?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Perché qualcosa di strano ci deve essere se non mi si capisce. Non mi interessano certi ambienti e me ne parlano lo stesso, non mi interessano certi libri e me li incensano lo stesso (per altro il libro era il famoso scarabocchio di De Sade, che ribadisco: non sa dove sia l’arte neanche se gli metti la Gioconda di Leonardo in copertina), non mi interessa il pesce e me lo offrono… dove, dov’è che sbaglio? La faccia? Il tono? Sono posseduta da un fantasma e parlo austroungarico senza accorge mene (i posseduti, notoriamente, dopo non si ricordano cosa facevano durante la possessione)? Sono narcolettica e sogno di dirlo?&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Domanda numero 1: perché ogni anno, da almeno sette anni, quando arriva Giugno ho l’insonnia e faccio l’alba?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Va bene che trovo divertenti certe usanze popolari, ma prepararsi venti giorni prima è eccessivo anche per me. &lt;br /&gt;
E no, non ho nervosismi, problemi, malesseri interiori o esteriori e neppure pensieri… se li avessi almeno non sarebbe tanto noioso, prova tu che lo hai pensato leggendo a fare le 5 senza un pensiero in testa che sia uno.&lt;br /&gt;
Anzi… qualcosa forse in testa c’è…&amp;nbsp; un neurone un po’ sfatto…. che dorme. &lt;b&gt;‘Cci sua!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo post sono state censurate tutte le domande con riferimenti: sessuali, politici, religiosi, concreti (per agevolare i&amp;nbsp; lettori maschi), meteorologici, sugli abbinamenti di colori, sulle misure dei cartamodelli femminili, sui danni dall’uso prolungato di Amuchina per disinfettare la casa.&lt;br /&gt;
Questo post è stato scritto sotto ricatto e minaccia, se avrete la pazienza di leggere di precedenti scoprirete che so argomentare in maniera maggiormente interessante, anche a Giugno in piena insonnia, giuro.&lt;br /&gt;
Questo post non è stato riletto né corretto, è un gioco a premi: al fortunato correttore di bozze verrà inviato un dizionario.&lt;br /&gt;
Questo post è privo di immagine perché sotto costrizione io mi incapriccio e non faccio niente bene. Tò.&lt;br /&gt;
Se siete incazzati per l'esistenza di questo articolo potete prendervela con lui -&amp;gt; &lt;b&gt;&lt;a href="http://angeluka.iobloggo.com/"&gt;Luka&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-1745380982605560869?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2010/06/nosens.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-4519294999915509730</guid><pubDate>Wed, 17 Feb 2010 16:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-17T17:56:10.719+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Alice</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>lettera aperta</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>oltre lo specchio</category><title>Lettera aperta #1</title><description>Sai, fin da piccola ho sempre ignorato il significato di una parola: &lt;i&gt;invidia&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
Potevo leggerlo sul dizionario ma non riuscivo a comprenderlo. Non sono mai stata invidiosa, credo che me lo insegnò Silver, quello di Lupo Alberto. Ma è una storia antica che non vale la pena di raccontare. Sappi solo che mi suggerì di imitare i migliori, è il primo consiglio sull’invidia che ricordi. Naturalmente all’epoca non capii, non sapevo di cosa si parlasse.&lt;br /&gt;
Poi ho attraversato il mio Ade personale, e finché ero laggiù la vitalità degli altri la invidiavo, non volevo solo evitare di vederla. Volevo che la perdessero, una landa desolata di sofferenti. Così avrebbero imparato, non ho mai capito cosa.&lt;br /&gt;
Poi sono uscita da quel buio nero come l’ombra di Saturno e la prima cosa che è scomparsa è stata l’invidia. Semplicemente non mi era connaturale.&lt;br /&gt;
Sai, gli altri si possono comprendere fin oltre quanto loro stessi vedano di sé. C’è chi dice che non sia così, ma se avesse ragione allora una fetta importante della scienza dovrebbe essere classificata come burla, e io ho questo difetto di avere una mente pragmatica e scientifica anche quando sogno o faccio poesia. Buttate nell’immondizia la filosofia, la psichiatria, la psicologia, la sociologia, l’antropologia, un’ampia fetta dell’arte e della letteratura e in buona parte anche la medicina che senza psicologia del paziente vale quando una bottiglietta di acqua di Vanna Marchi. No, comprendere gli altri è possibile e anche facile solo che molti non ci riescono. Come tutte le doti non è di serie quando si nasce, un optional solo per alcuni modelli. E non basta volerlo fare (o sarebbe sufficiente studiare libri di psicologia, o iscriversi a un corso di pnl), io vorrei essere una scrittrice, creare infiniti universi e farci perdere un lettore annoiato o desolato, ma non possiedo il dono della sintesi, della sintassi e neppure la velocità che mi servirebbe per ricreare i sogni su carta prima di morire di vecchiaia. Vorrei, ma non ho l’optional. Lo accetto senza negare che altri lo possiedano. &lt;br /&gt;
Però vedo oltre.&lt;br /&gt;
Ho questo dono dalla nascita, lo aveva anche un’altra persona nella mia famiglia, a 5 anni sapeva comprendere i veri sentimenti di chi la circondava, adulti compresi. A tratti ero profondamente fiera di questa sua capacità, fu grazie alla sua dote che capii che io possedevo qualcosa che non avevano tutti, perché fino a quel momento ero stata convinta che le persone vedessero come me, comprendessero come me, vivessero nella mia stessa consapevolezza.&lt;br /&gt;
Usavo questa dote per realizzare piccoli sogni perché si può migliorare e a volte basta l’aiuto di qualcuno che sa vedere oltre. Quella Me sentiva il mondo come parte della sua famiglia, universalmente connessa con il tutto grazie a un tappeto volante di consapevolezza. Se comprendi gli altri puoi donargli magie incredibili per loro, piccoli dolci alla fine di un pasto di indifferenza e impotenza. &lt;br /&gt;
Oggi ho smesso. Non domandarmi il perché, ho solo smesso. Il mondo non è più la mia famiglia, ora serve una complessa Green Card per ottenere l’accesso al mio ingresso, figuriamoci per le stanze più intime.&lt;br /&gt;
Ma rimane questa dote e a volte, quando qualcuno mi riesce ostico, mi ritrovo a guardarlo attraverso gli occhi di chi sa vedere oltre. È difficile spiegarlo a te che non la possiedi, anche se vorresti. È come quando nel film “A beautiful mind” Nash guarda i numeri e quelli si illuminano. Una splendida rappresentazione visiva di chi coglie ciò che agli altri sfugge. &lt;br /&gt;
A volte, parlando con te, si illuminano le parole e scrivono una frase diversa da quella che stai pronunciando. Se poi la confronti con tutte le frasi dette allora scopri che è vera, che tu sei quella persona e non altro, non quello che credi di essere, neppure quello che gli altri credono tu sia, nemmeno quello che vorresti essere e, spesso, neanche quello che hai paura di essere. &lt;br /&gt;
Sei tu, e ti vedo nel bene o nel male per quello che sei. Vedo quello che può essere migliorato, vedo quello che fa paura affrontare, vedo quello che non può essere cambiato e sempre starà lì, vedo quello che hai costruito sul tuo carattere per abbellirti o proteggerti, vedo i muri per difenderti e i buchi nei muri da cui si entra comunque, vedo le porte e le serrature che usi ma anche dove tieni le chiavi per aprirle, vedo, e mi avvicino ogni volta alla tua camera dei sogni e mi obbligo a tornare indietro ogni volta, per non entrare. Perché ho smesso di realizzarne e non ho interesse Vero a vedere la parte più segreta di te.&lt;br /&gt;
Ma camminando nella tua anima, ogni volta, vedo infinita invidia. So che è lì da sempre, entrata mentre le prime gettate di cemento di vita costruivano le fondamenta. È dentro i muri maestri, come una vecchia maledizione che dal genitore ricade sul figlio. Non è raro che succeda, quando siamo bambini assorbiamo dai nostri genitori come spugne ogni demone che possiedono, succede a tutti. E questa invidia sta lì da allora. Ci convivi, inconsapevolmente e forse a tratti ti accorgi che c’è ma non sai combatterla, o meglio come tutti noi, in questi casi, non vuoi.&lt;br /&gt;
Significherebbe combattere chi gettò quel cemento vitale, significherebbe vedere con altri occhi i supereroi che ti diedero la vita. Significherebbe accettarne le fragilità, le meschinità, la sofferenza e magari delle mancanze da parte tua, significherebbe rendersi conto che nessuno è perfetto e in qualcosa devi pur credere, e dio è sempre così distante e poi sbaglia anche lui, e allora? Questa confusione spaventa, fa tremare le pareti della stanza dei sogni, e tu che sei lì dentro inizi a vederti crollare. Allora l’invidia rimane lì.&lt;br /&gt;
E condiziona tutto, gli altri vengono criticati perché non possono avere un coraggio che a te manca, crei opere teatrali onanistiche per rassicurarti che non esiste nessuno che affronti le maledizioni inserite nel proprio cemento, usi la ragione per darti ragione, l’intelletto schiavizzato si sottomette a questo gioco per la sopravvivenza delle certezze, non più mezzo per conoscere, scoprire e curiosare il mondo e gli altri, ma mezzo per affermare.&lt;br /&gt;
Si, avere a che fare con me a volte è difficile. Me ne rendo conto. Come una telepate involontaria do per scontato che tu sia nuda davanti ai miei occhi e che tu lo sappia. Dico cose che non dovrei, e a volte do torto a sceneggiature non reali.&lt;br /&gt;
Alcuni dicono che il mondo è solo una questione di prospettive, le idee di Platone. Spiacente ma per me Platone è solo un mezzo per sapere che è esistito Socrate. Litigai al liceo con l’insegnante di filosofia: accetti, professoressa, che il mondo esiste anche senza di noi, che il verde resta verde anche se lo chiamiamo rosso e che per quanto ci si creda belle la bellezza è solo una questione di moda e marketing. Si, avere a che fare con me è difficile.&lt;br /&gt;
Ma io sono sempre quella che a tre anni, mentre sua madre le leggeva la favola del drago Eliot, mise in discussione che fosse verde. “E’ scritto qui!” esclamò esasperata alla fine. Io risposi, a tre anni “E io cosa ne so? Non so leggere!” e rimasi convinta che il drago fosse rosso.&lt;br /&gt;
Finché non mi mostri un drago io non mi fiderò di quello che dice il mondo, perché i giapponesi lo dipingono di ogni colore, i cinesi diversamente, gli europei verdi o rossi, ma chi mi dice che conoscendo un drago non scopra che tutti, tutti loro, si erano basati su un’idea platonica dei draghi e che in realtà i draghi sono fucsia con pallini neri e tendenze gay?&lt;br /&gt;
Io so solo di non sapere. E quel poco che so è stato vagliato da mille prove empiriche di confronto: tesi e antitesi ripetute fino alla sintesi finale, da validare attraversi mille e più esperimenti.&lt;br /&gt;
E so che questa invidia resterà lì, che per quanto non vorresti non hai la forza di cercare una maledizione nei muri. E non confondermi con te, non lo dico come critica per sentirmi migliore. Se bastasse trovarti dei difetti per trovare il mio equilibrio interiore lo farei, non sono necessariamente sprovvista di egoismo e cattiveria. Ma sono consapevole.&lt;br /&gt;
Consapevole che tu sei tu, e io sono io. I tuoi difetti non rendono migliore me, e neanche i tuoi pregi. Al massimo questi possono insegnarmi qualcosa.&lt;br /&gt;
Ma per impararla devo entrare dentro la mia casa, prendere una piccozza, usare tutta la forza di cui dispongo e rompere i muri alla ricerca delle mie maledizioni. E avere ancora forza per ricostruire il muro dopo averlo ripulito, e rimbiancarlo, e rimetterci i chiodi per i quadri, e ridipingere i quadri, e averne ancora per appenderli. E averne ancora e ancora per invitare gli Amici a guardare il nuovo muro (perché ciò che vedo solo non necessariamente esiste), e preparargli degli stuzzichini perché per quanto amici il mio muro gli frega meno dei loro, e solo se sai fare dei buoni stuzzichini la gente partecipa, poi servono bevande… un gran lavorone, ma io ho voglia, forza, coraggio e abitudine nel farne.&lt;br /&gt;
Ti accetto per quello che sei, si. Ma a volte non per quello che vuoi farmi credere di essere. &lt;br /&gt;
E si, è difficile avere a che fare con me. &lt;br /&gt;
Ma so fare ottimi stuzzichini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.carlapiccini.it/Portals/0/Immagini/ThreeWorldsLg.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://www.carlapiccini.it/Portals/0/Immagini/ThreeWorldsLg.jpg" width="282" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Three Worlds &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maurits_Cornelis_Escher"&gt;M.C. Escher &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-4519294999915509730?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2010/02/lettera-aperta-1.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><thr:total>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-2146306202278308994</guid><pubDate>Wed, 10 Feb 2010 11:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-10T12:00:34.402+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Alice</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>oltre lo specchio</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Stregatto</category><title>Crema allo zenzero</title><description>&amp;nbsp;La lana tessuta ha il potere di abbracciarti.&lt;br /&gt;
Sono un’amante incostante con le stagioni, aspetto trepidante che giungano, ne godo i primi momenti e poi non vedo l’ora che partano. Questo Inverno invece rimane sulla soglia, aspettando forse una risposta che non giunge. E' risaputo che l’Inverno porta domande, è una stagione molto invadente da un punto di vista personale. Io però non ho fretta di dare risposte che navigano pigre nella mia mente entrando in simbiosi con altre risposte con cui non hanno nulla in comune.&lt;br /&gt;
In verità ho solo voglia di lana, calda, morbida, avvolgente. La voglia di coccole mi prende prima dolcemente, come una culla, poi diventa frustrazione e mi ci arrabbio sopra. Come un’insonnia: prima leggi un po’ ma quando insiste ti nevrotizza.&lt;br /&gt;
Da qualche giorno ho voglia di attenzioni alla crema. Ne esistono anche alla panna, gira e rigira piene di aria e per averne basta farsi un profilo online e lamentarsi un po’. Ma quelle alla crema sono più costose perché pesano di più, potete chiedere a qualsiasi pasticceria e ve lo confermerà.&lt;br /&gt;
Tira vento. Vento del Nord, aria di cambiamento.&lt;br /&gt;
L’altro giorno la madre di Miss Perfezione mi ha scambiata per sua figlia e l’altra notte incontrando qualcuno per cui vale la pena, tornati a casa, accendere dell’incenso e toccare ferro nove volte non sono stata riconosciuta. La domanda diventa importante: &lt;i&gt;chi sto diventando?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Il guaio quando sei disposta al miglioramento è questo: ti affezioni a quel che eri e quando cambi non sai più bene dove mettere le mani.&lt;br /&gt;
Ora so. Un bel po’ di cose in più su di me.&lt;br /&gt;
E la prima cosa che fa una donna quando sa più cose su di sé (o quando vuole cambiare e ancora non c’è riuscita) è mutare aspetto. Così ho tagliato la frangetta, cambiato occhiali e l’ultima parte del guardaroba è stata rinnovata in saldo.&lt;br /&gt;
Ma l’Inverno è ancora sulla soglia, come se qualcosa ancora mi sfuggisse, paziente lui. Io quasi quasi gli porgo una sedia, che vederlo in piedi così mi fa tristezza come nelle ultime scene di un vecchio film dove lui non vuole partire ma deve farlo e lei, confusa, lascia decidere a lui per poi pentirsene.&lt;br /&gt;
Aspetto una medaglia che non giunge, aspetto una conferma che non arriva, aspetto qualcosa che non ha importanza veramente ma come un taglio di capelli aiuta. E lui aspetta me.&lt;br /&gt;
Nel giro dei prossimi 12 mesi cambierò la mia vita anche se mi fa paura, anche se c’è chi dice che non dovrei, anche se c’è chi non lo farebbe mai, anche se complicherò immensamente la mia esistenza.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Chi ha detto che la vita debba essere facile?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Se rimani ferma sulla tua esistenza l’unica cosa che accade è che non apri la finestra al vento del Nord. E rimani cristallizzata dentro un surgelatore di vite, finché sei sotto ghiaccio non vedi le rughe ma appena ne esci arrivano e scopri, troppo tardi, che è troppo tardi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;In silenzio, nella notte, ti afferro delicatamente le mani, lo faccio lentamente per non svegliarti dal sonno, sfioro la tua pelle e osservo le tue labbra socchiuse.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non amo i surgelati. Preferisco vivere. Complicarmi l’esistenza, &lt;b&gt;avere rimorsi e non rimpianti&lt;/b&gt;. Se avessi, se… eco di avrei dovuto, avrei potuto. Contrapposti a un “ho sbagliato”, che la finisce lì, inutile insistere.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Inverno dammi qualche indizio e poi va via.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
E’ tempo di cambiare, è tempo di rischiare, poi potrai tornare.&lt;br /&gt;
Come da bambina, dallo scoglio più alto della Sardegna guardavo il turchese delle acque, gli istanti prima di tuffarmi erano quelli in cui si aveva più paura, quelli in cui potevi ancora tornare indietro e poi, la mente spegneva il cuore con i suoi timori, e saltavi. L’aria, il vuoto, il nulla e poi il pieno delle acque turchesi che ti abbracciano fino a toglierti il fiato, aria, di nuovo aria, e hai vinto ancora contro gli spauracchi che limitano l'esistenza.&lt;br /&gt;
Terra riarsa dal Sole, terra ingorda di acque e circondata dal suo desiderio più grande, laggiù su uno scoglio alto tre metri, sopra a dei fondali d’arcobaleno, sto io in attesa che l’Inverno suggerisca come un gobbo da teatro, tremando di paura prima che di freddo, ma decisa tanto da sapere che spegnerò il cuore con le sue paure e salterò.&lt;br /&gt;
E ritroverò l’acqua che ingorda agogno. Se non hai sangue sardo nelle vene non puoi capirlo, se non vedi rovi di piante aride davanti a te non puoi comprenderlo, piante che odorano di legno bruciato sotto il sole e mirti grandi come querce.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Vediamo se senti il profumo di mirto lontano, nel sonno mentre sfioro queste labbra socchiuse. Scopriamo se anche tu, ancora, sogni.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RLyG-Z7r0x4/SkOJnxK5vbI/AAAAAAAAY1Y/JcLD9PV_Xtk/s1600/beauty,girl,landscape,nature,photography,sensuality-31636e1435da3b736eb350e1bf417367_h.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_RLyG-Z7r0x4/SkOJnxK5vbI/AAAAAAAAY1Y/JcLD9PV_Xtk/s320/beauty,girl,landscape,nature,photography,sensuality-31636e1435da3b736eb350e1bf417367_h.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Foto presa da &lt;a href="http://windowtohersoul.blogspot.com/2009/06/cant-we-be-friends.html"&gt;Window to her soul&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-2146306202278308994?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2010/02/crema-allo-zenzero.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_RLyG-Z7r0x4/SkOJnxK5vbI/AAAAAAAAY1Y/JcLD9PV_Xtk/s72-c/beauty,girl,landscape,nature,photography,sensuality-31636e1435da3b736eb350e1bf417367_h.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-4509948198600402848</guid><pubDate>Tue, 02 Feb 2010 23:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-03T00:32:24.885+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Alice</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Stregatto</category><title>Ninna nanna</title><description>&lt;i&gt;Ssssh... dormi, dormi... senza sogni...&lt;/i&gt; dormi cullato tra le onde del mare d'argento che con la notte si innalza sulle maree della mente e del cuore... dormi tra due guanciali di piume, leggere come il vento, che portino lontano i pensieri che dolgono, che soffino delicate come silfidi... dormi sotto un cielo colorato, su di una nave d'oro puro costruita dalle mani esperte di maestra falegnami.&lt;br /&gt;
Dormi, adesso. Dormi a lungo. Dormi per non ascoltare il cuore, dormi per non sentire la mente e i suoi perchè.&lt;br /&gt;
Abbandonati. Ὕπνος ti culli tra le fertili valette di Lemno dove vissero i pelasgi e dove il mare, ancora turchese, abbraccia protettivo i corpi di chi si bagna nelle sue acque e porta via con sé ogni sofferenza o dolore che sia.&lt;br /&gt;
Che Phobetor ti stia lontano, le frecce di Atena lo spaventino tanto da fargli tremare le mani e la mia spada lo insegua se comunque tentasse di pensarti. Che Phantasos costruisca per te castelli e culle di giada e di agata profumati di lavanda ed asfodelo, con giardini colmi di infiniti girasoli che voltino il capo al tuo passaggio.&lt;br /&gt;
E che il più grande tra i fratelli sfiori le palpebre con fiori di papavero, sorridendoti come si sorride a un fanciullo tradito.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Ho attraversato i luoghi bui dove la Terra incontra il Fuoco, mentre il Tempo apriva le sue porte per farmi scivolare nel tempo senza tempi. Ho guardato la follia tanto a lungo e senza alcuna paura da farla spaventare. Ho parlato con il mio sangue che più qui non dimora. Ho cantato l'Aurora. Ho perso ogni cosa, anche la curiosità. Ho ripreso ogni briciola lasciata nel tragitto, e ho perso ogni straccio usato per coprirmi durante il viaggio, solo uno ancora pende ma è solo questione di istanti. Ho una stella sul volto e una civetta argentea personale che mi illumina il cammino. E se dovesse servire...io non mi volto mai indietro, la curiosità mi ha abbandonata assieme alle velleità intellettuali, alle vanità mentali, alle immagini a cui mi aggrappavo per credermi altro 'che quel che ero era sempre troppo poco per restare in equilibrio, 'che l'opportunismo rende furbi ma mai intelligenti né dona le ali che il vento mi ha regalato e che porto sulle spalle.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi abbandonati, non resistergli, e dormi.&lt;br /&gt;
Se serve, e non servirà, io ti verrò a riprendere. E non mi fermerò per voltarmi indietro, e canterò senza muovere le labbra, e creerò sogni tanto vasti da incantare anche i figli della Notte.&lt;br /&gt;
E non ci guadagnerò nulla, giacché chi cerca guadagno ruba e &lt;i&gt;ho smesso di aver bisogno di rubare&lt;/i&gt; per nutrirmi della più Bianca delle luci. Che qualcuno chiama così, e che io chiamo solo "Ritorno a casa".&lt;br /&gt;
Dormi Topolino, molte mani ti sostengono e se scivoli, e se le gambe sono fragili, e se le ali perse non tornano, allora e solo allora ti verrò a riprendere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.inpausa.it/upload/2008/11/sonno_top.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.inpausa.it/upload/2008/11/sonno_top.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-4509948198600402848?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2010/02/ninna-nanna.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><thr:total>9</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-6578321521966640042</guid><pubDate>Thu, 28 Jan 2010 11:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-28T12:09:31.989+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Alice</category><title>Sparizioni - Apparizioni</title><description>Non ho abbandonato il blog, è mio, solo mio, non pensino di rubarmelo per abbandono come succede con le case di proprietà!&lt;br /&gt;
Sto lavorando, montando telai, tessendo, facendo corsi, montando siti, forum, litigando con i "gentilissimi" volontari di un famoso opensource e confermando la mia decisione che l'artigianato è molto meglio del web design.&lt;br /&gt;
Ho scritto due post, su pezzi di carta. Come una volta. Erano belle quelle scatole di pensieri raccolti da terra... tant'è che non ho il tempo di metterli qui, lo troverò. Ma non questa settimana, troppe cose da fare, troppe tazze di thé da prendere, troppi semi da seminare e un libro da comprare.&lt;br /&gt;
Cerco di tenere aggiornato almeno Friend Feed, si fa quel che si può con internet.&lt;br /&gt;
SE qualcuno, passando di qui, leggesse e conoscesse quel famoso opensource e avesse voglia di dare una mano io ripago con una sciarpa al telaio OR una torta OR quello che gli pare in feltro. Dovrà ovviamente trattarsi di qualcuno goloso oppure freddoloso.&lt;br /&gt;
Tornerò, come dicono i cattivi alla fine dei film dell'orrore...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.essercigroup.com/_/rsrc/1244284941415/work-in-progress/work_in_progress.png?height=410&amp;amp;width=420" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.essercigroup.com/_/rsrc/1244284941415/work-in-progress/work_in_progress.png?height=410&amp;amp;width=420" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-6578321521966640042?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2010/01/sparizioni-apparizioni.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-990118545192902538</guid><pubDate>Tue, 12 Jan 2010 09:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-12T10:42:08.022+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Bruco Turchino</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>filosofando</category><title>Riedizioni: Saggio sull'amore</title><description>A: la tua vita va bene, hai un lavoro, hai una fede, hai una buona famiglia...&lt;br /&gt;
G: si però manca l'amore!&lt;br /&gt;
A: beh, arriverà...&lt;br /&gt;
G: quando hai un puzzle pieno tranne che per un pezzo l'unica cosa che vedi è quel vuoto.&lt;br /&gt;
(brandello di conversazione di molti anni fa)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per G. l’amore era il pezzo vuoto di un puzzle. Eterna ricerca di soddisfazione mancante che cancellava alla vista ogni altra cosa come una prima attrice capricciosa.&lt;br /&gt;
E quando ci penso mi ricordo di M.L. che per tutta la vita ha inseguito la soddisfazione senza trovarla, è morta così, senza essersi mai sentita troppo amata. &lt;strong&gt;M.L. era la mia Emma Bovary&lt;/strong&gt;: leggeva tanto e &lt;strong&gt;si era innamorata dell’idea&lt;/strong&gt; d’amore dei libri, struggenti descrizioni di passioni. Come Emma aveva cercato senza trovare ed era rimasta sola.&lt;br /&gt;
Non importa cosa cerchi e perché ma quando cerchi così diventi Odisseo (Ulisse). Dante lo pone all’inferno per la superbia di volere qualcosa di tanto speciale da non "accontentarsi" mai: Odisseo non si accontenta dell’amore “perfetto” di Penelope, né di quello di suo figlio, né di quello del suo cane, non si accontenta di avere un patria, di essere un eroe, di salvare Atene e Sparta, di sconfiggere Troia, degli Dei che lo amano e aiutano, di salvarsi dai pericoli più inimmaginabili… Odisseo non si accontenta neanche di essere immortale, ancora oggi, nel 2000 lui cerca mentre ne parliamo.&lt;br /&gt;
Mi stava simpatico Odisseo da piccola perché io sono cresciuta in mondo da film che mi ha regalato un lato gitano nel carattere e come la protagonista di &lt;a _fcksavedurl="http://it.wikipedia.org/wiki/Chocolat_(romanzo)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chocolat_%28romanzo%29"&gt;&lt;u&gt;&lt;strong&gt;Chocolat&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; io sento il Vento del Nord e voglio togliere ogni legame, partire, viaggiare nell’infinito del mondo dove trovo soddisfatta la mia necessità di libertà.&lt;br /&gt;
Poi sono cresciuta e mi sono resa conto che viaggiare sempre è la peggiore delle gabbie, che la libertà è &lt;u&gt;decidere&lt;/u&gt; di fermarsi. E mi è stato antipatico Odisseo, solo un retrogusto di tenerezza per un uomo insoddisfatto come M.L. ma sciocco, non eroico.&lt;br /&gt;
L’altro giorno leggevo la brochure dell’atelier dove lavoro e si parlava di Penelope, perché c’era anche lei nella storia che Omero attribuisce ad Odisseo.&lt;br /&gt;
&lt;u&gt;&lt;strong&gt; Mi hanno insegnato&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt; che Penelope era una sciocca, che attendeva un amore rimanendo a disposizione del marito, una donna di altri tempi che bisognava eliminare perché si accontentava, come Circe si doveva essere: pretendere, a costo di non avere nulla. In fondo anche Penelope resta senza Odisseo, perché lui riconquistata Itaca riparte. Ma la brochure ha ragione, Penelope non è così, così l’hanno raccontata gli uomini e le donne ci hanno creduto. &lt;br /&gt;
Penelope dà vita alla sua storia: tesse e scuce per se stessa, lei narra una racconto solo suo, lei Crea usando gli stessi gesti delle Parche che tolgono e danno la vita e quindi diviene divina. Lei è l'Arte, al di fuori dagli affanni maschili, della politica, di ciò che ruota senza sosta e senza soddisfazione. Lei è il Nirvana descritto da altri, il centro di gravità permanente, la simbiosi con le stagioni che ogni anno nascono (tessono) e muoiono (disfano) per riprendere all'infinito, è il ciclo di reincarnazioni e un buddha prima che si pensasse potesse esistere Buddha.&lt;br /&gt;
Lui viaggia ingordo senza soddisfazione, lei soddisfatta da se stessa realizza un racconto che solo un iniziato può cogliere.&lt;br /&gt;
&lt;u&gt;&lt;strong&gt; Cos’è l’amore?&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;
Soddisfazione? Un vorticare continuo? Una stretta al cuore? L'ultimo pezzo di puzzle vuoto che come una prima attrice attira a se tutte le attenzioni? Un’emozione o un Sentimento?&lt;br /&gt;
&lt;u&gt;In occidente&lt;/u&gt; ti racconteranno la storia di Madame Bovary che cercava l'amore dei libri: quello che toglie il fiato e stritola lo stomaco, quello che in verità è passione, emozione, quello famelico e ingordo che divora le menti e le annulla.&lt;br /&gt;
&lt;u&gt;In oriente&lt;/u&gt; ti narreranno la storia dell'amore che nasce come un germoglio e piano cresce di cure e nutrimento fino a diventare una quercia eterna che si innalza dalla Terra al Cielo congiungendo gli déi e creando armonia.&lt;br /&gt;
M.L. credeva nell’Occidente.&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt; Io credo&lt;/strong&gt; in Penelope e nella sua storia per pochi, quella che Omero non ha narrato ma lei ha lasciato comunque. Io &lt;u&gt;non voglio accontentarmi&lt;/u&gt; di un’emozione che mi faccia sentire viva: io sono viva anche senza le emozioni date dagli altri come Penelope. &lt;br /&gt;
E quindi voglio un Sentimento, che cresca piano piano e diventi quercia, che congiunga la Terra con il Cielo e faccia cantare gli déi, che sia come il Tempo: germoglierà in Primavera, darà frutti in Estate, si attenuerà in Autunno, sembrerà morto in Inverno e solo per fede religiosa verrà curato, rinascerà in Primavera e via da capo. Perché l’eterno è un continuo divenire e nulla che si trasforma può davvero annoiare.&lt;br /&gt;
L'amore non è un pezzo di puzzle che manca, quella è la cecità di Odisseo che &lt;strong&gt;cerca ciò che possiede già&lt;/strong&gt;: il resto del puzzle.&lt;br /&gt;
L'amore completa non cancella, non annulla ma raffina, non toglie identità ma la evidenzia &lt;strong&gt;nella diversità&lt;/strong&gt; con l'altro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La gente si accontenta... si. Si accontenta di un'emozione che la faccia sentire viva, solo perché è arida dentro; oppure si accontenta di una compagnia per occupare il silenzio delle notti che li spaventa, solo perché hanno troppa paura per ascoltarlo.&lt;br /&gt;
L'amore è il più grande segreto iniziatico, e i segreti iniziatici hanno il brutto vizio di essere evidenti ai bambini che vedono l'ovvio, sono lì davanti a te ma sei tu, Odisseo della vita, a non vederli.&lt;br /&gt;
E gli iniziati veri ti ignorano quasi, come Penelope che tesse e si disinteressa della storia di Omero. Lei ha una storia sua e di questo è così sicura da non curarsi neppure del ruolo che un non-iniziato le ricama indosso con le parole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Emma, Emma, ferma il treno dei libri che sono solo sogni raccontati bene e offriti un drink sotto un albero in fiore. Chiedi a lui cos'è l'amore e ti dirà che è un germoglio che cresce e sboccia, che è il giorno che nasce e tramonta, che è il sibilo del silenzio nella notte quando i rumori della mente cessano e rimane solo l'eternità.&lt;br /&gt;
Il resto è accontentarsi di una trama narrata ad arte... un comptoir de patisserie dove acquistare per pochi spiccioli un cantastorie che renda la tua vita una poesia, ma sempre la tua vita rimane. Diventa poetessa delle tue giornate, diventa scrittrice del tuo destino, diventa Penelope che tesse e disfa senza padroni.&lt;br /&gt;
&lt;!--{12632892638170}--&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;Chi sei tu?&lt;br /&gt;
Odisseo (tradotto: Nessuno)!&lt;br /&gt;
E dire che lo aveva già detto Omero... nessuno, niente, la negazione dell'esistere.&lt;br /&gt;
&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img _fcksavedurl="http://stoa.files.wordpress.com/2007/05/penelope-thread.jpg" alt="" border="2" height="281" src="http://stoa.files.wordpress.com/2007/05/penelope-thread.jpg" width="400" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-990118545192902538?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2010/01/riedizioni-saggio-sullamore.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-5836404406824004788</guid><pubDate>Tue, 12 Jan 2010 09:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-12T10:38:20.178+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Bruco Turchino</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Alice</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>oltre lo specchio</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Stregatto</category><title>Riedizioni: Un giornata allo zenzero nel regno di Amore</title><description>&lt;div style="text-align: left;"&gt;Guarda come piove fuori, fa venire voglia di una tazza di cioccolato denso e profumato allo zenzero, tanto per dare vitalità al discorso. Perché ne serve se vuoi parlare dell’amore senza cadere nel tranello di Amore.&lt;br /&gt;
Lo immagino, Amore, come una creatura bella e con lo sguardo di &lt;em&gt;chi sa cose che non dice&lt;/em&gt;. Nato prima di ogni altro essere vivente, quando sulla Terra c’erano solo amebe e protozoi. Come direbbe Battiato, quando: “&lt;em&gt;…gli Dei si divisero il mondo, Zeus la terra, &lt;/em&gt;&lt;em&gt;Ade gli Infer,&lt;/em&gt;&lt;em&gt; Poseidon il continente sommerso…&lt;/em&gt;”, Amore i sentimenti. Ci mise su la sua bandierina come uno scalatore, una bandierina con uno stemma a forma di cuore. Si sedette sul picco più alto, quello dell’amore totalitario e assoluto che a me sta un po’ sulle p&lt;span style="color: #e4d2a2;"&gt;all&lt;/span&gt;e: quello dei genitori che sacrificano la vita per i figli, dei religiosi che muoiono per la religione, degli idealisti che si danno fuoco a Praga per gli ideali. Quell’amore lì, un po’ così, poco rispettoso per se stessi e vagamente cieco come nella canzone di De Andrè.&lt;br /&gt;
Tu ti inganni se pensi di riuscire a capire l’amore in qualsiasi delle sue forme senza accettare questo: Amore ha il suo regno, il suo linguaggio, la sua costituzione e la propria moneta. Devi parlare la sua lingua, accettare le sue leggi e rispettarle, limitarlo al suo territorio e usare solo quella moneta che non si svalorizza mai né con l’euro né con il dollaro o lo yen.&lt;br /&gt;
Proprio l’altra sera ho colto una legge costituzionale del regno di Amore, mi è caduta fra le dita per caso e senza motivo. È una legge a trabocchetto ma se ci pensi bene è vera come il cielo che vedi e altrettanto impalpabile, e vale per ogni relazione d’affetto: amore, amicizia, famiglia. Un limite imposto dal sovrano Amore sul suo regno e chi vi desidera vivere.&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;In amore non avrai mai il potere di evitare il naufragio dell’amore, ma avrai il potere di farlo naufragare.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Sembra contraddittoria, vero? E invece no, invece afferma una piccola verità assoluta: tu puoi rovinare un affetto ma non puoi evitare che l'affetto si rovini.&lt;br /&gt;
Io che sono il tipo di persona che tenta l’accanimento terapeutico sentimentale, per pura &lt;a _fcksavedurl="http://it.wikipedia.org/wiki/Tafofobia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tafofobia"&gt;&lt;strong&gt;tafofobia alla E.A. Poe&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, so comunque che quel che otterrai trascinando l’amore per i capelli è un bambino bianchiccio e malaticcio, magro e smunto, malinconico e apatico, moribondo in ogni sua parte. Ma l’amore è altro: è salute, è colore che dipinge anche ciò che non lo coinvolge, è voglia di fare, energia costruttiva, allegria e coraggio. Oppure creerai l’odio, colorato come l’amore di rosso fuoco ma caustico come la soda con cui si fanno i saponi, acido come la bile e vendicativo come le Erinni greche.&lt;br /&gt;
Ogni volta che tenti di imporre l’amore, si farlo resuscitare, di crearlo rubi ad Amore il suo trono di imperatore dei sentimenti, come razziare Zeus della sua folgore o Poseidone dei suoi mari o Ade delle sue anime. Ti comporti come un extracomunitario che non vuole rispettare le leggi del paese in cui &lt;u&gt;momentaneamente&lt;/u&gt; vive, ma Amore è un sovrano più severo dei regnanti umani. Ti metterà in prigione e ti costerà più che perdere un giro o due a Monopoli. Ti indurrà alla follia fino a rovinarti l’esistenza.&lt;br /&gt;
L’unica cosa che puoi fare con il re della contraddizione è, umilmente, rispettarne ogni legge, parlare solo la sua lingua, usare solo la sua moneta e fare tutto questo &lt;strong&gt;solo &lt;/strong&gt;quando sei nel suo regno.&lt;br /&gt;
Guarda il mio cane, ora le passo un dito sul muso, sfiorandola appena. Lei conosce la lingua di Amore. Guarda, preme piano il muso sulle dita, socchiude gli occhi. Ha detto tutto. &lt;br /&gt;
Il resto è solo la lamentela di chi vuole che Amore rispetti &lt;u&gt;le sue&lt;/u&gt; leggi, &lt;u&gt;la sua&lt;/u&gt; lingua, &lt;u&gt;la propria&lt;/u&gt; moneta...&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;Ma chi sei &lt;strong&gt;tu&lt;/strong&gt;, per comandare un dio?&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img _fcksavedurl="http://www.aaw.altervista.org/_altervista_ht/iobloggo/images/amore.jpg" alt="" border="2" height="400" src="http://www.aaw.altervista.org/_altervista_ht/iobloggo/images/amore.jpg" width="266" /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-5836404406824004788?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2010/01/riedizioni-un-giornata-allo-zenzero-nel.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-1842160683969475991</guid><pubDate>Sat, 09 Jan 2010 20:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-09T21:42:23.922+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>davanti allo specchio</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Alice</category><title>Born in the wind</title><description>Silenzio. Solo pioggia che danza. Ogni tanto una macchina scivola sulla via in fretta per non disturbare. Una giornata uggiosa, con il Sole coperto dalle nuvole quasi fosse timido e non volesse farsi scorgere nudo.&lt;br /&gt;
Piove, piove, piove da così tanti giorni che sembra non abbia mai smesso. E io amo la pioggia.&lt;br /&gt;
Mi sveglio, mi avvolgo in un maglione-coperta, distrattamente preparo un thé profumato alla radice di Iris. In giornate come questa il thé va profumato all’Iris così la mente vola sotto le coperte accolta da pensieri licenziosi e questo buio diventa complice mistero. Guardo fuori dalla finestra il cielo cupo, mentre dalla tazza il fumo caldo e profumato appanna il vetro. Mi appoggio lì, con gli occhi fra le grate e li scorgo.&lt;br /&gt;
Due anni fa si sono trasferiti nel palazzo dove già vivevano i genitori di lei, aromatizzati ai fiori d’arancio come un’automobile nuova. Ed erano davvero nuovi e perfetti.&lt;br /&gt;
Lei aveva i lineamenti di un angelo, i capelli platino sempre in ordine, un sorriso dolce come miele e una voce all’acqua di rosa. Non sbagliava mai un abbinamento, e i gesti leggiadri sembravano quelli di una ballerina classica ma quell’eterna sciarpa sottile sul collo faceva pensare ad una cantante anche se in realtà è solo una commerciante come tante. Lui è bello, qualche amica più grande di me che lo ha incontrato per caso lo ha sempre degnato di complimenti poco educati ma inequivocabili. Alto, sempre alla moda, boccoli castani su un volto che mantiene statica un’ombra di barba… tanto per evitare l’effetto bambolotto.&lt;br /&gt;
Sotto la pioggia di questo Gennaio iniziato uggioso parlavano e mettevano a posto il box proprio oltre la mia finestra. È stato in quel momento che me ne sono accorta, di quegli orrende scarpe da folletto.&lt;br /&gt;
Miss Perfezione aveva le scarpe da folletto, sotto dei banalissimi jeans. E mi sono ricordata che da un anno veste sempre così. Jeans e stivale senza suola né forma del piede, una pantofola alta che è andata erroneamente di moda anni fa e su cui dovevano mettere l’avvertimento: da non usare in caso di 170 o meno centimetri d’altezza. Che comunque rende ridicola anche una modella.&lt;br /&gt;
Miss Perfezione ha smesso di essere perfetta. Ha ancora un buon armadio da riuscire ad intonare i colori ma… non è più lei. È sposata. Soddisfatto l’antico dovere ora si lascia andare, sotto la pioggia si bagna e parla con quell’indifferenza di chi ormai è abituato, di chi ha dimenticato quella piega delle labbra che poco tempo prima accompagnava il corpo ad un tango latino.&lt;br /&gt;
La sua comoda perfezione mi scivola via tra le dita assieme alla pioggia. Non posso fare altro che guardarla bagnarsi e fuggire via.&lt;br /&gt;
Comoda. Comoda perché una donna perfetta ti permette di non sfidare la sorte, di abbandonare la piazza senza accorgertene. Cerco di spiegarmi meglio. Non ho mai invidiato le bellezze perfette, anzi le ho sempre trovate comode. Davanti ad una bellezza perfetta si può restare in pigiama perché qualsiasi capo si indossi le starà meglio. E il naufragar m’è dolce in questo mare… di abitudini, di relativa incuria e di parole sussurrate.&lt;br /&gt;
Ma questa donna perfetta che davanti ai miei occhi si scioglie in pioggia muove qualcosa dentro di me. Una necessità di sopravvivere alle giornate uggiose, di spogliarsi di questa nebbia che mi copre da tanto tempo. Nebbia in cui sto molto comoda. Come un orso nella sua tana che dorme, io dormo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad essere sincera io non credo più nell’amore. Che frase banale, mi annoio da sola…&lt;br /&gt;
Non che l’amore non esista, certo che esiste!&lt;br /&gt;
Solo mi sfiora, ogni tanto e raramente… come il Vento. E accade così raramente da essermi convinta che non accadrà più…&lt;br /&gt;
Non parlo solo dell’amore di un uomo o per un uomo, ma dell’amore, anche per me.&lt;br /&gt;
Questa donna possiede un amore per convenzione, e ora ha dimenticato l’amore. Per lui, per se.&lt;br /&gt;
Resto con la mia tazza in mano a guardarli mentre piove.&lt;br /&gt;
Cosa ne sarà di me se mi piove addosso ancora un po’? Mi scioglierò?&lt;br /&gt;
Allora diventa necessario abbandonare questa comoda tana, annusare l’aria e tornare alla vita. È così difficile rinascere da capo, ancora una volta, e ancora, e ancora…&lt;br /&gt;
Ma qualcosa dentro di me ha già deciso e contato i mesi a disposizione, nove. Come da tradizione. Per Settembre sarò pronta, inizia un lungo travaglio in cerca di una nuova me. Questa volta prenderò i pezzi del passato, i pezzi del presente e non dimenticherò il futuro.&lt;br /&gt;
Si, il futuro mi fa paura. Mi fa paura l’oscura signora che troppo mi ha tolto. Allora preferisco non avere altro, così sa che qui non può più bussare a domandare… Ma questa donna mi si scioglie davanti inconsapevole, e scioglie anche me. Con la mia tazza all’Iris e i suoi caldi s ogni da coperte. &lt;br /&gt;
Bisognerà viaggiare, bisognerà faticare, cambiare molte cose a cui ormai sono affezionata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Passo la giornata così. Pensando a me. Pensando a te.&lt;br /&gt;
Ma non c’è tristezza o malinconia. C’è solo consapevolezza e armonia, con questa giornata che scivola, scivola via…&lt;br /&gt;
Da lunedì, inizierò a crescere. Sono appena stata concepita, e fa ancora freddo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2photo.ru/uploads/posts/4268/20090220/metin_demiralay/20_02_2009_0493970001235123875_metin_demiralay.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="278" src="http://2photo.ru/uploads/posts/4268/20090220/metin_demiralay/20_02_2009_0493970001235123875_metin_demiralay.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;Foto di &lt;a href="http://vi.sualize.us/view/hadi/71355f971c3ef03ae7544fe1a156e209/"&gt;Metin Demiralay&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-1842160683969475991?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2010/01/born-in-sky.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-6212773148122385931</guid><pubDate>Wed, 30 Dec 2009 15:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-30T16:19:55.637+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Alice</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>filosofando</category><title>Una scimmia, nuda, fiera di esserlo</title><description>Saranno i capelli, sarà la sua famosa linguaccia, sarà quel che sarà ma risulta simpatico. Anche ad una che come me di fisica e di matematica non capisce un tubo al punto di sopravvivere con la calcolatrice del cellulare e di domandarsi, quando le parlano di dischi volanti, se per caso non si tratti di quel famoso “vettore” che Annarita tentava di spiegarle al liceo e che, ancora oggi, non ha avuto il piacere di conoscere di persona (qualcuno mi indichi&lt;i&gt; fisicamente&lt;/i&gt; un vettore della &lt;i&gt;fisica&lt;/i&gt;, grazie). &lt;br /&gt;
Sicuramente è il personaggio, o magari il momento storico ma &lt;b&gt;Albert Einstein&lt;/b&gt; è simpatico.&lt;br /&gt;
L’aspetto divertente della simpatia è che è inutile quando inspiegabile. Inutile perché non si inizia a voler bene a qualcuno per simpatia, quindi non presuppone sentimenti più consistenti. Inspiegabile perché, ad esempio, non so assolutamente nulla di Albert. Vidi un film, che dimenticai subito dopo, lessi su qualche enciclopedia e sono quasi sicura di averlo studiato a scuola eppure il search del mio cervello non trova le parole chiavi per rintracciare queste informazioni, relegate cognitivamente parlando tra quelle assolutamente inutili per la mia sopravvivenza fisica, psicologica ed affettiva (al mio cervello non importa un tubo della sopravvivenza culturale quando a me della fisica, sembra). &lt;br /&gt;
Quindi si, mi sta simpatico per la faccia scompigliata, ridente e linguacciuta che ormai è l’equivalente di quella eroica del Che.&lt;br /&gt;
Ma siccome la cultura ti insegue, siccome da ogni istante della vita si può imparare qualcosa io ho capito che Albert era sciocco. Avrà fatto grandi cose sulla fisica, appena vedo un vettore me lo faccio spiegare, ma sulla vita era sciocco.&lt;br /&gt;
Oggi chiudo lo sportello della lavastoviglie, prendo una pasticca di detersivo della Pril e la scarto… e leggo. Leggo perché la Pril ha deciso che siamo ignoranti e dobbiamo riflettere sulla vita. C’è su una citazione, un ipse dixit se preferite: “&lt;i&gt;&lt;b&gt;E’ meglio essere ottimisti ed avere torto, piuttosto che pessimisti ed avere ragione&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;” Albert Einstein (1879-1955).&lt;br /&gt;
Sogghigno e la metto da parte, in un primo momento mi sembra una frase intelligente da infilare in quella cosa che vi compare sotto il blog che cita frasi intelligenti (o almeno dovrebbe). Finisco di caricare l’elettrodomestico, afferro senza pensare il cartoccio della pastiglia e arrivo al pc, lento, come sempre lento… lui si avvia lento e io rileggo.&lt;br /&gt;
Mi era parsa intelligente solo perché Albert, con la sua linguaccia alla Rolling Stones, mi è simpatico ma rileggendola non ha senso. Albert è uno sciocco, anzi era.&lt;br /&gt;
Un ottimista che ha torto è uno che sperava in qualcosa che non si è realizzata. &lt;br /&gt;
Un pessimista che ha ragione è uno che non sperava in qualcosa che non si è realizzata. &lt;br /&gt;
Mh. Che differenza c’è? Che il primo ci rimane male, il secondo gioisce perché aveva ragione (a Roma si dice: &lt;i&gt;se consola co’ l’ajetto&lt;/i&gt;).&lt;br /&gt;
Perché per Albert era meglio restarci male piuttosto che mangiarsi l’aglietto? Almeno l’aglietto ha proprietà antibiotiche… non capisco&lt;br /&gt;
Poi, in ogni caso, non risolve il problema di fondo: la &lt;i&gt;cosa&lt;/i&gt; in questione non si è realizzata.&lt;br /&gt;
Qui la vocetta della Regina di Cuori mi illumina: &lt;i&gt;Cose da maschi&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
Mmh, forse ha ragione. Gli uomini sanno aprire i barattoli di maionese, sanno attaccare chiodi ai muri, sanno cambiare la gomma di una macchina, sanno fare bricolage ma oggettivamente sulla filosofia si perdono in astratto. Lo avevo già notato, gli riesce difficile accomunare il principio teorico con la messa in pratica quindi o sono molto pratici o sono molto teorici. Le donne, forse perché ci è permesso piangere guardando Tokyo Godfather quando lei racconta la storia degli orchi, e i gay, forse perché è permesso anche a loro, comunicano più con la parte emotiva dell’essere e quindi imparano nei decenni di vita ad essere teoriche seppur pratiche.&lt;br /&gt;
Di fatto Albert ha detto una cosa di nessunissima importanza, eppure la Pril me la ripresenta. Credo perché uomini e donne sono conquistabili dalla simpatia e quando ci stai simpatico &lt;i&gt;anche se dici idiozie inutili applaudiamo lo stesso&lt;/i&gt;. La scimmia nuda, direbbe un famoso &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Desmond_Morris"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;etologo&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
Siamo scimmie. Alcune femmine, altre maschio, ma scimmie. Alcune ottimiste che ci restano male. Altre pessimiste che si accontentano almeno di aver avuto ragione. Alcune ottimiste che si confermano. Altre pessimiste che si sorprendono piacevolmente. Alcune pratiche e teoriche. Altre o pratiche o teoriche. Ma scimmie. Pelose, sciocche, primordialmente scimmie. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al seguito di queste riflessioni, di cui ringrazio amorevolmente la Pril a cui auguro un fine anno splendente, ho scritto un post da scimmia e ora esco a comprarmi delle noccioline, che mi sento autorizzata a mangiare anche se fanno ingrassare perché sono una scimmia. E vadano la diavolo le scimmie anoressiche che vogliono assomigliare a un trombettiere e che tanto non volano comunque. Io sono una scimmia, nuda, fiera di esserlo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://robertodeficis.files.wordpress.com/2009/07/scimmia.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://robertodeficis.files.wordpress.com/2009/07/scimmia.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-6212773148122385931?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2009/12/una-scimmia-nuda-fiera-di-esserlo.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><thr:total>9</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-2105869645757315369</guid><pubDate>Fri, 25 Dec 2009 02:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-25T03:45:39.614+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>davanti allo specchio</category><title>Post protetto</title><description>Ma finché il buon blogspot non ci crea un widget per proteggere i post dagli sguardi indiscreti i miei post protetti saranno pubblicati &lt;a href="http://www.iobloggo.com/"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;qui&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
Li si può leggere (di solito sono protetti a chi mi conosce nel lavoro e nel famigliare) registrandosi e richiedendo l'amicizia ad alice74. &lt;br /&gt;
Birignao!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.emmeiilyn.com/taggin/xmas/xmas001.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.emmeiilyn.com/taggin/xmas/xmas001.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-2105869645757315369?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2009/12/post-protetto.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-3089510192204734027</guid><pubDate>Thu, 24 Dec 2009 14:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-24T15:29:56.701+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Alice</category><title>Per chi cammina...</title><description>...sulla neve ogni giorno. Per chi non si ferma, a lamentarsi del freddo. Per chi ascolta, cosa porta il vento ogni mattina. Per chi corre, perchè ha ancora qualcosa da costuire. Per chi torna indietro, perchè ha dimenticato qualcosa. Per chi prosegue avanti, perchè il futuro non va fermato. Per chi saluta il Sole che nasce, perchè riconosce il filo rosso dell'Est. Per chi da la buona notte alla Luna ogni sera, perchè ha ancora sogni da cullare sul cuore. Per chi si mette in discussione, perchè le costruzioni di mattoni gli stanno strette. Per chi ha la sensibilità giusta, perchè le barriere non permettono di vedere. Per chi parla ancora con il suo sangue, perchè da lì proviene e lì si ritrova. E per chi vive su un albero, perchè è più caldo del cemento...&lt;br /&gt;
Questa notte la conoscenza volerà tra le case, scenderà nei camini dell'animo, troverà nel suo sacco di sapienza un regalo che chi si muove saprà accettare. E porterà danze, e danzerete...&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;span&gt;&lt;i&gt;fin che Atahualpa o qualque altro dio non vi dica: descansate niño, che continuo io&lt;/i&gt; (cit).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli altri... che abbiate un felice Natale, qualsiasi cosa pensate che sia! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.postcardimages.net/images/sa31.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.postcardimages.net/images/sa31.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-3089510192204734027?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2009/12/per-chi-cammina.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><thr:total>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-1117773862801706956</guid><pubDate>Mon, 14 Dec 2009 15:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-14T16:35:25.143+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Cappellaio Matto</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Alice</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Stregatto</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>politicando</category><title>Io non sostengo Charlie Chaplin</title><description>&lt;table cellpadding="0" style="-moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; background: transparent none repeat scroll 0% 0%; color: black; font-size: 95%; margin-bottom: 0.5em; text-align: left; width: auto;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="padding: 0pt 1.2em; vertical-align: top;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/td&gt; &lt;td style="padding: 0pt 1.2em 0pt 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 125%; font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;«&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;...le leggi devono tener conto anche dei difetti e delle manchevolezze di un paese... Un sarto che deve tagliare un abito per un gobbo, deve fare la gobba anche all'abito&amp;nbsp;&lt;span style="font-size: 125%;"&gt;&lt;b&gt;» &lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Giovanni Giolitti&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="padding: 0pt 1.2em 0pt 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 125%;"&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;
Non amo la politica, colpa del liceo. Ti insegnano quelle storie sull'antica Roma, sugli antichi filosofi che dicevano, già all'ora, che la politica è destinata alla propria corruzione e quindi qualsiasi cosa scegli, per ideale e non praticità, è destinata a deluderti. Così smisi di interessarmene, nei limiti del mio senso civico. Voto, eh? Ma non ci credo e mai per idealismo.&lt;br /&gt;
Ho sogghignato, lo ammetto.&lt;br /&gt;
Proprio il giorno prima mi domandavo:&lt;i&gt; che fine avrà fatto quel simpatico esasperato che in quel di Campo dei Fiori tirò in testa al presidente una macchina fotografica?&lt;/i&gt; Et voilà, gli tirano in capo una statuetta (la magia non esiste quindi &lt;b&gt;non sono responsabile&lt;/b&gt;, sia chiaro!).&lt;br /&gt;
Quindi ho sogghignato. Ma non per fede politica, o perchè è un potente o perchè è vecchio o perchè è calvo e rifatto o perchè mi umilia davanti ai monarchi d'europa (mia nonna era monarchica, ho ancora questa idea della formalità che mi pervade mangiucchiandosi l'istinto zingaresco che mi contraddistingue, una lotta interiore da lettino, anzichenò). Proprio perchè è lui, quello della Finivest e mi stava antipatico già all'epoca di One e Five, e Paolo Bonolis a BimBumBam lo avrei divorato con la crudeltà di un Grinch.&lt;br /&gt;
Però... però... oggi leggo &lt;a href="http://angeluka.iobloggo.com/"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;lui&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt; e rifletto.&lt;br /&gt;
No, non si fa. Neanche di sogghignare.&lt;br /&gt;
Anzitutto perchè la sua presenza non è merito suo, qualsiasi neolaureato in sociologia potrà confermare che concorrono un insieme di fattori storici, ambientali e culturali per cui come dice &lt;a href="http://parlapiano.iobloggo.com/"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;lei&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt; "&lt;i&gt;Lo avete voluto e ora ve lo tenete&lt;/i&gt;". Io sarei più per un: "&lt;i&gt;Lo avete voluto e ciononostante possiamo sempre toglierlo, vi do una mano...&lt;/i&gt;" ma l'unica differenza è la disponibilità a farsi ancora una volta coinvolgere dalla società.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In sostanza lo abbiamo voluto, si, &lt;b&gt;anche io che ho votato per opposizione&lt;/b&gt; da quando si candidò. L'ho voluto perchè sottovalutato (o sopravvalutato la massa, non dico di no), e anche perchè mi sono occupata dei "fatti miei" senza cogliere che i fatti miei non vanno avanti senza i &lt;i&gt;Fatti Nostri&lt;/i&gt; (stupida politica che si arroga questi diritti di entrarmi in casa senza permesso!), e in fondo devo ammettere di essere pigra, quindi concorro nell'insieme di quei fattori culturali che permettono ad un personaggio degno di Buona Domenica di rappresentarmi davanti al mondo.&lt;br /&gt;
Perchè il mondo non gioca una partita a calcio, ah, no, il Mondo ha capito che questa è la Vita e non una gara delle parti e soprattutto che quello che conta non è il sogno idealistico ma i fatti.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Quindi anche se lo &lt;i&gt;Stregatto&lt;/i&gt; ghigna e il &lt;i&gt;Cappellaio Matto&lt;/i&gt; inizia un lancio di teiere io faccio ammenda.&lt;br /&gt;
Che magari mi esce fuori un po' di furbizia e mi ricordo quanto &lt;i&gt;&lt;b&gt;le vittime e i perdenti stiano simpatici alla massa&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;, paradigma su cui si basano le fortune televisive e cinematografiche di Stanlio e Olio, Fantozzi o Charlie Chaplin.&lt;br /&gt;
O qui si rischia nuovamente di fare la fine che fecero gli U.Z.A. con Bush che daje e daje divenne simpaticamente vittima dell'opposizione e per dispetto le persone lo rivotarono. &lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.ciakhollywood.com/biografie/cchaplin/grandedittatore.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="283" src="http://www.ciakhollywood.com/biografie/cchaplin/grandedittatore.gif" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-1117773862801706956?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2009/12/io-non-sostengo-charlie-chaplin.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><thr:total>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-369425713535435592</guid><pubDate>Sat, 12 Dec 2009 09:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-12T10:00:02.900+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>davanti allo specchio</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Cappellaio Matto</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Alice</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Regina di Cuori</category><title>Chi sei? Che vuoi? Un fiorino!</title><description>Il "&lt;i&gt;Dove vai?&lt;/i&gt;" non si è perso nella memoria bucata che mi contraddistingue, si è perso per strada probabilmente vicino ad Ovindoli (se qualcuno dovesse rintracciarlo è pregato di comunicarlo al Cappellaio Matto).&lt;br /&gt;
Eccolo lì, accomodato in soggiorno. Tre metri di abete finto delle Alpi che profuma di biscotto, vaniglia e cannella. E' quasi finito. Ci sono le noci e le castagne, c'è la cannella in stecche, ci sono i biscotti e le lucine bianche. Aspettano le arance e le mele seccate ieri, aspetta la pasta che farà i filoni arrotolandolo come un insaccato, aspettano i taralli che dondoleranno pigri fino alla Befana. Aspetta il mio Husky di mangiarsi tutto questo, è il cane più felice che esista all'Epifania.&lt;br /&gt;
La casa profuma si, ma anche di cane e di feltro bagnato (pecora sporca). Anche sotto Natale si deve lavorare e ora abbiamo trasformato casa in una fucina di sciarpe.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma veniamo al &lt;i&gt;"Chi sei?"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Andrebbe aggiunto "diventata". Ci sto lavorando su, però soffro di arroganza e ci sono rimasta molto male nel non trovarmi ritrovata due giorni dopo essermi accorta di essere cambiata (ricordo che allo Stregatto piacciono le frasi con ripetizioni di parole, le confonde con le fusa. Io l'italiano lo conosco).&lt;br /&gt;
Mi sono anche messa in discussione due giorni fa e da allora ho mal di testa. Ho strusciato una vecchia amica online... quanto è cambiata!&lt;br /&gt;
Si è sposata a Giugno, il 21 Giugno. Peccato che sia anche entrata in un giro di persone che non ha nulla a che fare con quello che era in passato. Come dire: cambio religione, politica e amici in un colpo solo.&lt;br /&gt;
E io mi sono chiesta: quanto vale la mia coerenza? Sarebbe forse il caso di svenderla per comprare quelle cosine che &lt;strike&gt;tutti&lt;/strike&gt; tutte vogliamo?&lt;br /&gt;
Poi è scesa l'emicrania punitiva, credo sia la Regina di Cuori che mi induce a tagliarmi la testa che pensa male.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Che vuoi?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Ogni tanto bisognerebbe fare chiarezza su questa domanda. Perchè vengo chiamata da persone che vogliono che io risolva i loro problemi? Non sono stata chiara sul punto che l'ufficio amministrazione bambini rugosi ha chiuso e svenduto anche il mobilio?&lt;br /&gt;
Fra tutti i difetti che possedevo è stato il primo di cui, con piacere, mi sono liberata: il complesso di Candy-Candy.&lt;br /&gt;
Da qui Nico San ha preso spunto per la sua ultima riflessione filosofica sulle coppie simbiotiche, ma la racconto in un altro post.&lt;br /&gt;
Devo trovare un programma che taglia i file mp3 e mettere sulla segreteria telefonica la voce del centro igiene mentale (nell'originale è troppo lungo). I nevrotici mi hanno decisamente stancata, &lt;i&gt;io voglio&lt;/i&gt; serenità soprattutto sotto Natale perchè a me il Natale piace e porco egoismo non ho voglia di farmelo rovinare da chi mi ha scambiata per un 144.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;"Dove vai?"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Che poi basterebbe andare ad Ovindoli, cercare questa anacronistica domanda filosofica per smettere di chiamare me.&lt;br /&gt;
In fondo sappiamo tutti che basta rendersi conto di come gli altri ci vivono per capire dove stiamo andando a finire. E che la vita non è una tragedia, ma possibile che la gente non ha nulla da fare?&lt;br /&gt;
Sarà che io devo finire l'albero, il blog di lavoro, i feltri, i vestiti, fargli le foto e metterle online, parlare con colleghi, insegnanti, fare regali di natale, curarmi il mal di testa e preparare un'insalata per Diddina che domani vuole spurgarsi dalle cotiche di maiale che le stanno facendo mangiare.&lt;br /&gt;
Poi devo ritrovare me stessa, che mi sono persa qualche anno fa nella strada tra Roma e Pesaro. So anche il punto esatto, sull'Appennino dove mi fermai in preda alla nausea mentre le nuvole mi sembravano mostri mitologici. Ecco, devo essermi dimenticata lì.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Un fiorino!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Ma se si fosse disposti a pagarmi sarei anche disposta a dedicare del tempo alle conversazioni-lezioni. Insopportabile abitudine femminile secondo cui devi spiegare all'interlocutrice i perchè, i chi, i come e i dove di una situazione. Che poi io di coppie simbiotiche non me ne intendo proprio... condivido con un uomo il letto, qualche volta la tavola, una chiacchierata al giorno, qualche sfogo, al massimo la doccia ma solo se c'è tempo.&lt;br /&gt;
Però mi informo, seguo dei corsi di aggiornamento e in meno di 24 ore saprò tutto! Se pagata, ovviamente...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perchè amo il Natale... ma non sono Mamma Natale neanche se piangono in aramaico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.trattoriacascinacaldera.it/immagini/jpg/Christmas-Tree-Posters.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://www.trattoriacascinacaldera.it/immagini/jpg/Christmas-Tree-Posters.jpg" width="319" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-369425713535435592?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2009/12/chi-sei-che-vuoi-un-fiorino.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><thr:total>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-2993834646805338764</guid><pubDate>Sun, 22 Nov 2009 16:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-22T17:17:45.726+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>davanti allo specchio</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Alice</category><title>L'abito fa il monaco, uso consapevole dell'apparenza</title><description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Lentamente scompare chi sceglie di percorrere ogni giorno la stessa strada.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Lentamente scompare chi maledice l’imprevisto.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Chi vuol sempre sapere cosa accadrà domani.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Chi non parla agli sconosciuti.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Scompare chi da sempre la colpa alla sfortuna.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Chi non sa sostenere uno sguardo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Essere vivo, richiede uno sforzo maggiore del semplice respirare.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Credo fermamente nelle parole del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pampero_%28rum%29"&gt;Pampero&lt;/a&gt;, anche se sono astemia.&lt;br /&gt;
Nico San, il mio guru dell’ultimo momento, reduce dal vinello del contadino, mi ha fatto una micro conferenza sulla sua teoria “&lt;i&gt;L’abito fa il monaco, uso consapevole dell’apparenza&lt;/i&gt;”. Secondo lui la mia casa mi rappresenta meglio del mio abbigliamento in quanto questo è grigio, nero o colori della terra a seconda del giorno mentre la mia casa ha le stanze di colori diversi, dal rosso al crema passando per il turchese, ed il mio soggiorno è stato definito: un bosco, un tenda tuareg, una fumeria turca, romantico, poetico, provenzale, sensuale (?). &lt;br /&gt;
Dice il saggio “&lt;i&gt;Solo entrando in casa tua si intuisce che possiedi una forte vena di follia creativa e di curiosità intellettuale&lt;/i&gt;”.&lt;br /&gt;
Scompaio.&lt;br /&gt;
Percorro ogni giorno la stessa strada. Maledico sempre l’imprevisto purché non sia una vincita di denaro inaspettata. Anche se non so usarli ho una collezione di tarocchi, una palla di cristallo, un setaccio da farina, i King. Parlo agli sconosciuti (forse è per questo che ancora non sono scomparsa: come &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_citt%C3%A0_incantata"&gt;Chihiro&lt;/a&gt; ho mangiato una bacca). Credo che la sfortuna abbia deciso di abitare casa mia senza pagare l’affitto. Non sostengo facilmente uno sguardo perché affetta da timidezza. Respiro, maluccio però perché fumo.&lt;br /&gt;
E vesto di grigio come una nuvola piovosa.&lt;br /&gt;
Questo Autunno è stato un po’ avvilente, lo ammetto. Rimandi, contrattempi, ostacoli sono stati l’unica cosa che ho trovato nelle reti della pesca quotidiana, alla fine i colori estivi me li sono persi tra i coralli di un mare profondo quanto basta per non vederne altro che il blu notte.&lt;br /&gt;
Ho deciso di seguire il consiglio di Nico San: voglio abbinare l’abito al monaco con consapevolezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho comprato un cappotto vintage. Ho iniziato ad indossare le sciarpe di feltro colorate che ho fatto questa estate. Cercherò di sostenere uno sguardo che sa parlare anche se per timidezza andrei in giro con una maschera veneziana anche per Ferragosto.&lt;br /&gt;
Mantengo i traguardi, ma è ora di cambiare la strada per giungervi.&lt;br /&gt;
Che poi c’è una cosa che nessuno ti dice mai in questi casi: puoi tornare indietro.&lt;br /&gt;
La vita non è un senso unico, me lo dimentico sempre...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo Stregatto dorme arrotolato attorno ad una Sacher, si è stancato a forza di farle le fusa.&lt;br /&gt;
Grazie a chi c’è stato, un sorriso sia tolto a chi è mancato (rimarrò vendicativa, lo è anche casa mia e se non la pulisco mi tira fuori ragni pelosi dai buchi dei davanzali).&lt;br /&gt;
Ora vado a farmi due codini per la cena di stasera così non mi riconoscerà nessuno e non mi faranno spegnere le candeline.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_3PIbII_vab4/SwliZWdetMI/AAAAAAAAAEE/a2I9oYvEJ2M/s1600/birthday.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_3PIbII_vab4/SwliZWdetMI/AAAAAAAAAEE/a2I9oYvEJ2M/s640/birthday.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-2993834646805338764?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2009/11/labito-fa-il-monaco-uso-consapevole.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_3PIbII_vab4/SwliZWdetMI/AAAAAAAAAEE/a2I9oYvEJ2M/s72-c/birthday.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-5991531125915978292</guid><pubDate>Thu, 05 Nov 2009 11:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-05T12:37:48.195+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Alice</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>filosofando</category><title>Questions #1</title><description>Come le persone possano parlare la stessa lingua e darle significati tanto diversi ai significati.&lt;br /&gt;
Come ci si possa impegnare tanto a scavarsi con un cucchiaino da caffè la fossa del proprio fallimento.&lt;br /&gt;
Perchè alcuni sentano il bisogno di litigare nonostante la vita abbia da sempre messo i saldi su tanti problemi seri che non si possono risolvere.&lt;br /&gt;
Perchè alcuni preferiscano rinunciare ai propri diritti rodendosi il fegato piuttosto che incazzandosi con il soppruso di turno.&lt;br /&gt;
Come possano esistere ancora degli imbecilli convinti che uomini e donne ragionino allo stesso modo quando anche la neurologia afferma il contrario.&lt;br /&gt;
Come si possa pensare che la parola "ideale" abbia un significato diverso da "pubblicità" nella politica.&lt;br /&gt;
Perchè alcuni siano tanto annoiati da fare sport estremi, dato che ,se proprio vogliono, possono venire alle mie riunioni di condominio.&lt;br /&gt;
Perchè alcuni vivano in un mondo tutto loro e si rifiutino di accettare che non è il mondo che esiste sulla Terra (intesa come Globo).&lt;br /&gt;
Come si possa appena inizia a piovere in Autunno non avere voglia del Natale e di una cioccolata fumante.&lt;br /&gt;
Come si faccia a preferire una giornata da soli in casa ad una con gli altri solo perchè con gli altri non si può fare "come mi pare".&lt;br /&gt;
Perchè piaccia tanto Marco di XFactor, onestamente a parte che viene dalla bellissima Ronciglione è così noioso e lagnoso da addormentare un satiro gayo.&lt;br /&gt;
Perché Platone non si è fatto cinque minuti di c***i suoi e ha riportato i dialoghi di Socrate che da 35 anni mi rovinano la vita, sprecata tentando di applicare la maieutica.&lt;br /&gt;
Come io possa continuare a mangiare pesante la sera avendo la consapevolezza che in questo periodo il mio inconscio ha deciso di torturarmi con sogni freudiani.&lt;br /&gt;
Come ottimizzare il tempo organizzandosi una giornata senza avere la sensazione di averla rubata al piacere.&lt;br /&gt;
Perchè alcune coppie restino assieme senza che siano più coppie, se non di fratelli e sorelle.&lt;br /&gt;
Perchè la gente non capisce che un "no" è no e che un "Basta" è un basta. E nessuno dei due è un "vedremo".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come io possa trovarmi d'accordo con quella deficiente della Cabello sul fatto che FaceBook non mi avrà mai.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.goodfinancialcents.com/wp-content/uploads/2009/03/7-questions-to-ask-your-financial-planner.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://www.goodfinancialcents.com/wp-content/uploads/2009/03/7-questions-to-ask-your-financial-planner.jpg" width="270" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-5991531125915978292?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2009/11/questions-1.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-2074742883825664248</guid><pubDate>Tue, 03 Nov 2009 12:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-03T13:03:30.485+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Alice</category><title>Mmmh</title><description>Cambiamo qualcosina, va.&lt;br /&gt;
Che poi io sono come gli orsi al contrario: loro con l'Inverno vanno in letargo, io con l'Inverno mi sveglio.&lt;br /&gt;
Ora ci lavoro un po' su e vediamo cosa ne esce fuori...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-2074742883825664248?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2009/11/mmmh.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><thr:total>10</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-1690269735335721449</guid><pubDate>Fri, 30 Oct 2009 22:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-30T23:13:11.039+01:00</atom:updated><title>I signori delle triplici porte</title><description>&lt;b&gt;La donna&lt;/b&gt; seduta alla finestra ascolta il vento e si domanda un numero. Quanti anni sarebbero, si chiede.&lt;br /&gt;
Sa che non ha alcuna importanza contare il tempo. Sarebbe come contare i grammi del peso del proprio amante, futile. &lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il Tempo&lt;/b&gt; non si ferma comunque, il Tempo divora i suoi figli per non perderli mai, possessivo, geloso e nebuloso. Se lo vuoi dominare confonde le acque tra il passato e il presente, allunga il miraggio del futuro per farlo giungere in istante dopo o un istante prima.&lt;br /&gt;
Da un luogo lontano nello spazio il Tempo ha dato di nuovo in mano al suo custode le chiavi delle porte, il vento porta i passi che egli compie per giungere alle triplici porte. Il rumore &lt;i&gt;metallico&lt;/i&gt; di chiavi forgiate nella pietra antica. Il custode sta aprendo le porte.&lt;br /&gt;
La donna ascolta e sa. Non è il momento di parlare, non è il momento di pensare. La mente le diventa vuota come il Tempo: vuoto e pieno, pieno e vuoto.&lt;br /&gt;
Lentamente le triplici porte si spalancano. Forse in fretta o forse lentamente.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;I tre fratelli&lt;/b&gt;, dietro le porte, attendono da tempo che il loro padre permetta loro l’istante infinito di libertà.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Uno&lt;/i&gt; lo puoi guardare senza vederlo, è scuro come il carbone del fuoco che custodisci in casa, forse è un guerriero alto e vigoroso, forse è un vecchio dagli occhi di sangue, forse è un bambino che non cresce ma di certo porta con sé la paura che ognuno attanaglia di notte. &lt;i&gt;È il maggiore&lt;/i&gt;, colui che è già nato e cresciuto, vissuto e morto ma mai cessato.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;L' altro&lt;/i&gt; possiede un volto conosciuto, è rassicurante come un gatto domestico. Sembra disposto a riposare sul tuo grembo ma conserva il suo spirito indomabile e quando meno te lo aspetti può ferirti. Ha gli occhi del cielo spento d’Autunno, ma sono occhi cangianti e domani saranno chiari come la Primavera. È colui che muta aspetto e forma ma rimane sempre se stesso, &lt;i&gt;è il fratello di mezzo&lt;/i&gt; colui che ti appare sempre vicino eppure è già fuggito. Appena lo pensi è scomparso, appena allunghi la mano non esiste più restando sempre con te.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Il più giovane&lt;/i&gt; è bello come l’alba all’orizzonte e il suo sorriso irretisce l’animo più riottoso, non esiste essere vivente che non desideri possederlo, ma ha il cuore freddo come il ghiaccio e non esiste animo che non tremi al suo cospetto. Assume ogni forma che chi lo guarda desideri, ora è moro e ora è biondo, ora è uomo e ora è donna. Conosce ogni tuo desiderio e speranza, conserva in sé il potere di infrangerli con fredda indifferenza o di cullarli nel suo ventre ora fertile e ora sterile.&lt;br /&gt;
La donna li scorge dietro le porte che il custode del Tempo apre. &lt;br /&gt;
Sono i suoi figli più amati e anche più spietati. Sono sempre con chiunque e non puoi esistere senza di loro eppure, eppure tutti gli uomini sognano di spezzare le catene che li soggiogano al loro potere infinito. Ma solo il Tempo può domarli, egli che può andare oltre i suoi figli umani e quelli che ora stanno abbassando il capo sorridendo e pregustando la libertà che sta per essergli concessa.&lt;br /&gt;
Allora, quando le porte saranno spalancate, correranno restando fermi, si inseguiranno e si lotteranno, ameranno e violeranno ogni legge assieme alle ombre che li seguono, sconvolgendo gli animi e l’ordine naturale delle cose.&lt;br /&gt;
La donna lo sa e sente il sussurro delle &lt;i&gt;ombre&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;
Sono infinite, alcune spente come l’Inverno, altre colorate come l'Estate. Sussurrano e in pochi ascoltano, consigliano ma in pochi seguiranno, portano con loro ogni sentimento che si possa percepire sotto pelle.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Le ombre del figlio maggiore&lt;/i&gt; sono opache e scure, hanno occhi rossi come il sangue e labbra bianche come neve. Chi le scorge senza coraggio le teme; per loro la donna ha preparato un piatto di fave e pane che ha posto alla finestra. Sa che giungeranno irrequiete dal viaggio e che prima di parlare vorranno essere accolte come si conviene. Arriveranno all’improvviso come un lampo o un sogno che non si riesce a ricordare, e parleranno sussurrando come il vento, così piano che le sentiranno in pochi. Saranno possenti o minute, fragili o violente, ma tutte molto affamate ed assetate.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Le ombre del figlio di mezzo&lt;/i&gt; saranno per la donna le più confuse, impalpabili come nuvole ora scure e ora chiare, le sembrerà di conoscerne ogni tratto ma si accorgerà di ignorarne molti, troppi; porteranno con loro paure e spaventi, speranze e turbamenti; scivoleranno ovunque diventando ogni volto e ogni cosa, compresa lei. E da loro si dovrà guardare per non dimenticare di farle uscire quando il loro padrone andrà tornando dietro la propria porta.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Le ombre del figlio più giovane&lt;/i&gt; sono quelle che teme di più. Come il loro signore ingannano, illudono, spaventano e lasciano sperare in miraggi irraggiungibili. Sono chimere che possono ingoiarti con la loro gioia e felicità ancora fredda di vita, sempre eccessive e sempre possenti. Ma se riuscirà a domarle, come cavalli selvatici, potrà conservarne la gioia in una bottiglia dal vetro scuro da aprire quando ne avrà bisogno.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;La donna alla finestra&lt;/i&gt; ascolta il vento, sente le triplici porte aprirsi e i figli del Tempo giungere con le loro ombre. Guarda i passanti ignari e poi alzando gli occhi su di un’ombra opaca dalle labbra di neve domanda: &lt;i&gt;quanti anni avresti ora?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Sanno entrambi che non ha importanza, ma l’ombra sussurra, sorride e appare nella sua veste. I capelli chiari, gli occhi più grandi di com’erano, le spalle cresciute son quasi quelle di un uomo, il sorriso è quello che le ombre del passato donano a chi non dimentica. Poi si allontana mentre la donna sussurra: &lt;i&gt;Buon compleanno in ritardo, tesoro&lt;/i&gt;. Sa che egli deve andare da chi ancora soffre a donare la frase che ogni giorno dal primo giorno ripete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.artoteque.com/artotech/artist%20portofolio/hagea/LesEnfantsDuCronos.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://www.artoteque.com/artotech/artist%20portofolio/hagea/LesEnfantsDuCronos.jpg" width="337" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;The children of Cronos&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Olio su tela di &lt;a href="http://www.artoteque.com/profile_hagea.htm"&gt;&lt;b&gt;Victor Hagea&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-1690269735335721449?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2009/10/i-signori-delle-triplici-porte.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><thr:total>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-8456213300659591301</guid><pubDate>Mon, 26 Oct 2009 12:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-26T13:38:11.213+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>davanti allo specchio</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Stregatto</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Regina di Cuori</category><title>Ego, te absolvo? Fino alla curva</title><description>"&lt;i&gt;Il mondo è crudele&lt;/i&gt;" miagola &lt;b&gt;un'ostrichetta&lt;/b&gt; dal fondo del mar, tra la sirenetta e l'aragosta canterina, tra le ostrichette e qualche pesce incapace di articolar parola.&lt;br /&gt;
La &lt;b&gt;Regina di Cuori&lt;/b&gt; ha passato la giornata tra i gioielli del suo castello, impregnati gli occhi di preziose spezie, colori e profumi si è rimessa dalla sua convalescenza e ha rimesso anche la corona sulla testa. Si volta, guarda il mar e con occhio desideroso scruta la presenza-assenza di squali mangia pesci e ostrichette. E' tornata malvagia quanto basta, annoiata come si addice a una vera regina e con la voglia di tagliar teste.&lt;br /&gt;
Le appare chiaro il sottinteso, che il mondo è crudele con lei, l'ostrichetta, e ultimamente ne ha sentite abbastanza di imbecillità per aver perso la pazienza. "&lt;i&gt;Tagliatele la testa!&lt;/i&gt;" esplode all'improvviso in un gran saltare di carte animate da un'antica magia giapponese.&lt;br /&gt;
"&lt;i&gt;Non si può...&lt;/i&gt;" gorgoglia appallottolato accanto a una torta che proviene direttamente dalla macchina del tempo lo Stregatto "&lt;i&gt;Non ce l'ha!&lt;/i&gt;". E tutti ridono, anche la Regina di Cuori, suo malgrado. Lui sogghigna.&lt;br /&gt;
"&lt;i&gt;Ho il malocchio&lt;/i&gt;" gocciola un'altra ostrichetta non poco distante.&lt;br /&gt;
Sua Altezza alza gli occhi al cielo, sperando che almeno lui sia più alto e paziente di lei. Ma il cielo se ne sta impegnato per affari suoi, certamente più importanti, la pazienza l'ha persa tanto di quel tempo fa che nessuno si ricorda più quand'era che, come un gatto annoiato, voltò le terga all'uomo, alle ostrichette e anche ai fiori parlanti.&lt;br /&gt;
"&lt;i&gt;Io, io, io! Non sanno che dire io, se succede a loro è un dramma e dei veri drammi non si curano, aspettandosi che noi, plurale iopossopermettermelo, ci curiamo di loro!&lt;/i&gt;" inveisce la Regina di Cuori parlando con una nuvola che passando di lì butta giù uno sguardo, si disegna su un paio di spallucce e dondola via cantando col vento. Sua Altezza fa spallucce anche lei e se ne torna tra i gioielli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sai cos'è quel sottile filo tagliente di insoddisfazione che ti macera lentamente? Quella che lui chiama Solitudine. Ma non è uno stato delle cose, dipende da come ci si pone, dalla prospettiva visiva.&lt;br /&gt;
L'incapacità di cogliere, comprendere, alzare le spalle, l'ipocrisia delle parole che scivolano miele ma nascondono acido corrosivo non nasconde agli accorti il vero valore che possiedono: ego-ismo. &lt;br /&gt;
Io, io, io, è una forma mentale che sta nascosta dentro, come E. che lamentandosi per la sua sfortuna al lavoro mi porta l'esempio del suo ultimo e disdicevole cliente, che invece di farle finire il progetto è andato a prendersi un'aneurisma in testa, risultato: viaggio senza biglietto di ritorno nell'oltretomba a meno di 35 anni. Davvero biasimabile, se inizi qualcosa almeno finiscila prima...&lt;br /&gt;
Vogliamo che gli altri stiano a braccia aperte, accogliendo presunte virtù e talenti che possediamo senza domandarci se le possediamo o anche solo se è ciò che gli altri desiderano per se stessi.&lt;br /&gt;
Ho donato l'altro giorno un abbraccio, e poco dopo un gesto amichevole su una spalla. Era ciò che, lamentandosi o restando in infantile silenzio, domandavano a gran voce.&lt;br /&gt;
Ce li mangiamo gli altri con il nostro Ego cannibale, ci offendiamo come imperatori se non vogliono essere attori di una scenografia scelta da noi senza il loro permesso, pretendiamo che a tutti vada bene ciò che va a noi, assolutamente convinti che siano tutti ciechi, sordi e affamati, raggiungiamo livelli di egoistica compassione da sbrodolarci come i porci di Circe nella nostra stessa broda per poi offrirla masticata come se fosse un rimedio magico ai mali altrui. Nella &lt;i&gt;piena assenza di consapevolezza&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
"Me lo togli il malocchio sul lavoro?"&lt;br /&gt;
"No"&lt;br /&gt;
Anzi, ora che mi ci fai pensare, se ho uno sputo da lanciare, conosco la direzione giusta, dove cadendo sotto forma di vita, qualcosa può insegnare.&lt;br /&gt;
Sono fuori dal tunnel, del divertimento, perchè anche gli Stregatti a modo loro offrono le terga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://th02.deviantart.net/fs31/300W/f/2008/205/9/8/cheshire_cat_by_somefield.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://th02.deviantart.net/fs31/300W/f/2008/205/9/8/cheshire_cat_by_somefield.jpg" width="286" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-8456213300659591301?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2009/10/ego-te-absolvo-fino-alla-curva.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><thr:total>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-7531206268408111730</guid><pubDate>Fri, 23 Oct 2009 22:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-24T00:45:42.236+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Bruco Turchino</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>oltre lo specchio</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Stregatto</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Regina di Cuori</category><title>Chi è il pane?</title><description>"&lt;i&gt;A me convince abbastanza&lt;/i&gt;" afferma pensieroso &lt;b&gt;un funghetto&lt;/b&gt; allucinato dal poco sonno.&lt;br /&gt;
Parla, tra le righe del cappello, del muschio che ricopre gli alberi e che come una veste li rende univoci nella loro bellezza o nella loro stortezza, perchè in fondo il muschio segna sempre il nord e difficilmente guarda a sud oppure a ovest, per non parlar dell'est, dove sorge il Sole di domani.&lt;br /&gt;
"&lt;i&gt;Chi guarda indietro non guarda avanti&lt;/i&gt;" sentenzia il &lt;b&gt;Bruco Turchino&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
Io son confusa. Da una parte è vero che il passato ci rende unici e speciali ma è anche vero che il passato che ricordiamo è raramente felice, e il confine tra la melanconia e il ricordo è lieve come la farina quando hai il raffreddore: starnutisci, et voilà, si è spostata.&lt;br /&gt;
Chi son io? Chi sei tu? Chi è il pane?&lt;br /&gt;
"&lt;i&gt;Il pane?&lt;/i&gt;" mi si risveglia la &lt;b&gt;Regina di Cuori&lt;/b&gt; al momento in convalescenza per lievi palpitazioni.&lt;br /&gt;
Il pane, il pane... il pane è la base del nutrimento, l'essenza, il tabacco dentro la cartina: fumi la carta o il tabacco? Bevi il bicchiere o il vino? Desideri le labbra o chi le possiede? Il pane è il pane, la base, il fondamento, la sostanza, e il pane... il pane è la farina?&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;(La Regina di Cuori l'è confusa, sogghigno, oggi son io lo Stregatto... siamo alle porte di Halloween)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Se il pane è la farina allora il passato son io, se la farina è stata trasformata dall'acqua, dal sale, dal lievito che gonfia come la Luna crescente allora non è la farina e io son io e il mio passato &lt;i&gt;&lt;b&gt;era&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; un'ingrediente.&lt;br /&gt;
"&lt;i&gt;Aaaaah!&lt;/i&gt;" concorda annuendo la &lt;b&gt;Regina di Cuori,&lt;/b&gt; ha capito.&lt;br /&gt;
Poi è arrivata la Luna, crescente, e il lievito ha gonfiato (speriamo non poco, ma non troppo o va da sé s'ingrassa) e modificato, la chimica della vita ha masticato la pergamena su cui altri avevano scritto.&lt;br /&gt;
Et voilà, son io. Nuova, cambiata, sbocciata, mutata. E scrivo.&lt;br /&gt;
Scrivo sulla stessa pergamena: sulle righe, tra le righe, di traverso, contromano, ogni parte libera del foglio la scrivo io.&lt;br /&gt;
"&lt;i&gt;Guardi all'oggi&lt;/i&gt;" osserva il &lt;b&gt;Bruco Turchino&lt;/b&gt; senza che si comprenda se critica o approva, ma non mi sfugge che chi guarda all'oggi non guarda al domani.&lt;br /&gt;
Guardo me, come novella Narciso mi rimiro, mi osservo e scopro perchè come un fiore muto, cambio, scopro. Dica lei, Signor Bruco, turchino come la mia camera da letto, esiste un momento uno solo in cui una persona di buon senso e di consapevole consapevolezza può pensare d'aver scoperto ogni vitale segmento di brivido nella lunga autostrada che è la pelle del proprio amante?&lt;br /&gt;
Ci pensa su, aspira il suo narghilè all'amanita muscaria e poi scuote il capo peloso "&lt;i&gt;No che non può, solo chi si annoia di se stesso smette di scoprire gli altri e afferma di aver appreso ciò che c'era da sapere&lt;/i&gt;".&lt;br /&gt;
E dunque io scopro me. Onanistico piacere di guardare all'oggi, come direbbe Woody Allen: punti vivi, punti morti...&lt;br /&gt;
Ecco cosa non mi torna nel discorso melanconico del funghetto che io, a parte i ragni che gongolano acciambellati sulle piante, gli aracnidi li schiaccio. Ho sempre pensato fosse giusto così: io scorpione, ragno superiore, sommato alla legge del più forte, uguale: aracnidi, benvenuti nella giungla.&lt;br /&gt;
Insomma, vanno bene gli stregatti invisibili, i bruchi allucinati, i matti, le regine, i coniglietti e passi anche lo specchio con le sue mille facce che mostrano e celano ma i ragni... consentitemi... fanno proprio schifo.&lt;br /&gt;
Poi, non nacqui farfalla. Al massimo goffa libellula ma come Evinrude: motore di un gommone dove non siedo quasi mai io. Bella? Non mi trovo bella. Leggiadra? Al massimo un'elefantessa di Fantasia educata. E poi quella storia della vita breve proprio non mi starebbe bene.&lt;br /&gt;
Diciamolo, le farfalle sono scioccamente belle, forse son simboli di giovinezza che vola via in un batter d'ali e io son nata grande e "pesante" (&amp;lt;- come direbbe Kundera, non nel senso che alla bilancia scoppiano i polmoni meccanici).&lt;br /&gt;
Allora mi domando come possa una formica scambiarsi per cicala? No, no, questa storia odora di burla... trick or track?&lt;br /&gt;
E mentre la notte scende, la Luna sale e i ragni avanzano io accendo un fuoco domestico e ci brucio dentro il passato che rigurgita. E il fuoco cannibale mastica i ragni che escono dalla terra del passato, gnam, gnam, gnam, si alza, danza, balla, io sorrido e lo applaudo "Bene!, Bravo!" e rido, che il passato è morto, finito e concluso e il presente porta con sé il freddo di un Inverno che guarda già al futuro.&lt;br /&gt;
"&lt;i&gt;Chi è il pane?&lt;/i&gt;" domando al fuoco.&lt;br /&gt;
"&lt;i&gt;E' Pane!&lt;/i&gt;" ridono le fiamme, e canticchiano "&lt;i&gt;Pane! Pane! Pane!&lt;/i&gt;"&lt;br /&gt;
E che io sia io, tu sia tu, il pane sia pane.&lt;br /&gt;
E la farina... grazie tanto dell'aiuto... resti pure farina.&lt;br /&gt;
E' Halloween, brucia la farina, bruciano i ragni, e io son lo Stregatto... e tu sei lo Stregatto.&lt;br /&gt;
Bu!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.skelewags.com/images/skelewags/1280/ALICE_CheshireCat_646x960.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://www.skelewags.com/images/skelewags/1280/ALICE_CheshireCat_646x960.jpg" width="268" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Immage, &lt;a href="http://www.conceptart.org/forums/showthread.php?t=102584?"&gt;&lt;b&gt;qui&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-7531206268408111730?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2009/10/chi-e-il-pane.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-5247745514388981060</guid><pubDate>Tue, 20 Oct 2009 00:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-20T02:08:29.216+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Bruco Turchino</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Cappellaio Matto</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Alice</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>oltre lo specchio</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Stregatto</category><title>Scende la Luna dal Nord!</title><description>Sorride il Cappellaio Matto da sotto il suo cappello troppo grande, è attratto dall’arancione hare krishna come una falena dalla luce lunare, e si strofina le mani.&lt;br /&gt;
E ogni strofinare è polvere di fata che scende su questi giorni in cui io vado contro la corrente del freddo, finalmente giunto, che rende tutti nervosi e insonnoliti. Eccomi qui, figlia di un Novembre piumoso, finalmente pronta alla vacanza che l’estate mi sottrae ogni anno per il troppo caldo. &lt;br /&gt;
E ci ri-svegliamo qui in questa casa, apriamo le finestre al pungente pigolio dei tramonti pomeridiani gongolando nella lana infeltrita, fra le mani un thé nero come la pece giunto direttamente dalla gelida Londra, scivolando poi tra le pieghe di una cioccolata densa come la notte e profumata di cannella e zenzero.&lt;br /&gt;
Ride lo Stregatto, se ne vede solo il naso bagnato che fiuta senza tregua. Io ho atteso il freddo, lui attende che io mi svegli.&lt;br /&gt;
Perché ancora aleggia su di me la stanchezza dovuta alle ultime settimane. Brutto e antipatico questo Settembre, slittato come sulla neve fino a metà Ottobre, come dei puntini di sospensione…&lt;br /&gt;
Ma oggi ho trovato un ammagliatore, che ormai non si trova né nelle mercerie né su google (!). Oggi l’arancione che ci piace era ovunque, e la voglia di sciogliere cioccolato sulla frutta diventa impellente; mentre il Bruco Turchino assapora il ricordo di piatti cucinati con spezie a profusione, nella notte fredda che appanna la finestra mentre alla luce di una candela bolle la carne in grandi pentoloni, si gonfia la pasta, gorgoglia lo strutto facendo bollicine come fosse sapone iridescente.&lt;br /&gt;
È ora di fare la lista. Servono i vari tipi di pepe, è rimasto solo quello nero che eccita i sensi e fa scorrere il sangue nelle vene. Il cacao olandese, una polvere tanto sottile da volare per la casa e arrivarti sin al cuore per la vita risvegliarti, è giunto da qualche tempo ma bisogna trovare mandorle, nocciole (dei Monti Cimini, dio ci salvi dalle piemontesi di minore qualità!) e pinoli da farne un fiume in piena. Lucide come perle le castagne riposano in attesa del forno, pronte più di me.&lt;br /&gt;
Intanto il filo passa nella trama, tante, tantissime le cose da fare, per venerdì ogni ingrediente deve trovarsi in casa, serve almeno una settimana per preparare l’annuale cena medievale; serve di più per il pan dei morti che subito dopo deve fuggire tra i cipressi perché per attraversare lo specchio del futuro bisogna portarsi dietro il passato, servono candele per tutta casa (le bianche ci sono, le nere… bisogna trovarne di nere!), bisogna alzare il tavolo per infeltrire la lana e la seta, che ricoprano ogni mensa e divano, serve aprire la scatola che contiene zucche, scheletri, bracieri, cappelli a punta, bacchette di onice e custodie di sambuco. Intanto la vita deve proseguire: telefonate da fare, luoghi dove andare, gli abiti invernali da strappare alla lavanda, filo, ago e pensieri da abbandonare.&lt;br /&gt;
Acqua, calda come il fuoco al lume di una candela, e ambra che disegni origami di fumo bianco nelle stanze, aprite le finestre, è giunto l’Autunno pungente! &lt;br /&gt;
Ma conservate una veste leggere per l’Estate di san Martino, che vi investirà di caldo per un breve istante: il ricordo del fu, misto all’aroma di castagne perlate e pronte da infilare in lunghe collane per il futuro albero di Natale.&lt;br /&gt;
This is Halloween, this is Halloween, compra dolcetti da donare alle anime che busseranno perché non entrino, lascia un piatto alla finestra, cura ogni dettaglio e ricorda sempre, sempre, di bere un sorso di vino preparato l’anno prima.&lt;br /&gt;
Che attraversando lo specchio del futuro tu non dimentichi il passato o ciò che giungerà solo la tua ombra sarà, a cui giusto posso donare un dolcetto prima che sorga il Sole. E poi puf!, scomparirà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-5247745514388981060?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2009/10/sorride-il-cappellaio-matto-da-sotto-il.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-2699955892118274231</guid><pubDate>Wed, 14 Oct 2009 13:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-14T15:09:09.023+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>davanti allo specchio</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Alice</category><title>L'Eleganza del pianto</title><description>Quando ero ragazza credevo in un dogma:&lt;i&gt; la classe non è acqua, non la compri e non la erediti&lt;/i&gt;. Era la mia frase preferita, l'avevo sempre sulle labbra.&lt;br /&gt;
Oggi mi rendo conto che è ancora in me, a tratti mi affascina la bellezza estetica che irretiva Wilde (ma senza il bisogno di sedurre bambinetti o avere allievi adulanti) e a tratti trovo brandelli di poesia nelle persone, nelle loro esistenze. E rimango affascinata, lusingata per chi riesce a tingere con colori tanto perfetti la propria esistenza, il proprio mondo interiore e lo scorrere del tempo che passa su tutti noi.&lt;br /&gt;
Strappati via i maleodoranti paesaggi da televisione italiana dove tutto corre al ritmo di colori altisonanti e di note in contrasto con la natura. Perchè sarete d'accordo con me che un conto è osservare un paesaggio ascoltando un'orchestra filarmonica e un conto è osservarlo accompagnati da un carosello sanremese. &lt;br /&gt;
Io penso che la natura si offenda quando cadiamo così nel cattivo gusto, credo che lei, artefice di incredibili bellezze e tanto paziente da lavorarci su per secoli d'evoluzione, ci volti le spalle quando abbandoniamo il gusto per una semplicità rozzamente inopportuna. Che in fondo i fauni suonavano bucoliche melodie con la lira mica Massimo Ranieri.&lt;br /&gt;
E mi sorprendo a scoprire che sappiamo ancora cantare in sintonia con la poesia, che ancora riusciamo a dipingere dei quadri che non sfigurano in un bosco selvatico e con la sua imperfezione semplicemente perfetta.&lt;br /&gt;
E' commovente.&lt;br /&gt;
Che poi secondo me questo cogliere una sintonia con il mondo non sia mica inutile, magari non sempre piacevole ma inutile, no, è un altro discorso e anche troppo complesso. In sintesi penso che renda migliori e se esiste una redenzione da un peccato originario (cosa in cui per altro non ho mai creduto) allora è certamente quella: tornare ad essere noi stessi il paradiso terrestre. Luogo dove di certo non strombazzava Elio con le sue storie tese.&lt;br /&gt;
Diciamo che l'eleganza del sussurro mi impressiona come avviene per una fotografia sviluppata in camera oscura. Allora vedo le emozioni, i sentimenti nella loro completezza, il loro manifestarsi e il loro nascondersi.&lt;br /&gt;
Ed è come quando il vento soffia e sposta le nuvole, e sotto il cielo terso i colori delle piante diventano più accesi e il mondo intero ti appare più vivo, reale, perfetto. O come quando ti ricordi finalmente di pulire gli occhiali impolverati da quel che hai visto i giorni prima.&lt;br /&gt;
E resta poco da dire e molto da rimirare.&lt;br /&gt;
Perchè l'eleganza rende bello anche ciò che non ci piace, presenta meglio ogni aspetto. E forse non solleva l'animo che vibra come un'arpa suonata da eventi non favorevoli, ma porta con sé una dignità che in momenti così si rischia sempre di perdere.&lt;br /&gt;
Come quando si piange. Quando le persone piangono perdono ogni dignità, contorcono il volto in smorfie spesso sgradevoli, smoccolano e lacrimano da ogni orifizio della faccia, gorgogliano, singhiozzano, si sporcano mani e capelli diventano un grumo deforme di liquidi che le rendono lucide e viscide come lumache.&lt;br /&gt;
Ma alcuni piangono con l'eleganza di una maschera della tragedia greca, e allora ci si commuove, si piange anche noi con loro... perchè piangere così è talmente bello fatto da persone così che vien voglia di farlo.&lt;br /&gt;
Anche se piangere è indiscutibilmente sgradevole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://images-2.redbubble.net/img/art/size:large/view:main/3024955-3-cry.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="420" src="http://images-2.redbubble.net/img/art/size:large/view:main/3024955-3-cry.jpg" width="346" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Grafic art by&lt;/i&gt; &lt;a href="http://www.redbubble.com/people/jjenney"&gt;Jessica Jenney&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-2699955892118274231?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2009/10/leleganza-del-pianto.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-6219553474263222455.post-6257167469855943944</guid><pubDate>Sun, 04 Oct 2009 23:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-05T01:43:32.324+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Alice</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>oltre lo specchio</category><title>Tic Tac, Tic Tac...</title><description>Da dietro lo specchio i rumori non giungono.&lt;br /&gt;
Bene inteso: solo i pazzi credono che per questo i rumori non esistano più. Solo i bambini molto piccoli possono pensare che siccome non vedono qualcosa questa non esista più, se lo fanno i grandi allora hanno perso il senno.&lt;br /&gt;
Quindi io so che ci sono, consapevole che le formiche continuano a lavorare però me ne sto qui, oltre lo specchio, ad ascoltare il mare attraverso una conchiglia.&lt;br /&gt;
Non sono capace di perdere. Quando accade mi accanisco come un cane con il suo osso. Ho bisogno di tempo per curarmi le ferite di una battaglia persa, la guerra... la guerra è infinita e solo nell'ultimo istante scoprirai se l'hai vinta o persa.&lt;br /&gt;
Da qui però i rumori non giungono. Intanto come un cellulare mi ricarico, e piano piano, ogni tanto, sporgo il capo davanti allo specchio. So benissimo che dovrò uscire, farmi assordare dai rumori ma anche odorare l'asfalto senza profumo e lasciarmi sfiorare da corpi frettolosi in cerca di se stessi.&lt;br /&gt;
Qui invece la casa oggi profuma di pasta lievitata e pomodoro fresco, giusto un retro odore di origano. E per rilassarmi posso giocare a nascondino con i troll, che portano fortuna.&lt;br /&gt;
E' curioso perchè di solito dietro lo specchio si celano ombre. Invece quando davvero ti serve i fiori sanno ancora cantare con supponente bravura.&lt;br /&gt;
Qui ho fatto una borsa così strana che non è bella né brutta. E' una borsa adatta a quelle donne che da sedute le abbracciano come fossero scudi, scudi pregni di segreti. E' morbida e grandissima. Morbida perchè gli scudi duri prima o poi si spezzano, grandissima perchè più gli anni passato più ci si porta a spasso tanti segreti. Ci si può dormire sopra tanto sembra un cuscino, perchè ogni tanto serve anche riposare.&lt;br /&gt;
Domani, al massimo martedì toccherà uscir fuori. Nel rumore, nella confusione, nella fretta e nell'aggressività di questa giungla odorosa di fumi di scarico. Ma quando lo farò mi porterò dietro un cuscino scudo pieno di segreti, e basterà infilarci una mano per ritrovarmi altrove.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.rareillustratedbooks.com/i/book/popup/407_407_01.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="420" src="http://www.rareillustratedbooks.com/i/book/popup/407_407_01.jpg" width="302" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span id="goog_1254694521670"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id="goog_1254694521671"&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;Da &lt;a href="http://www.rareillustratedbooks.com/booklist.htm"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6219553474263222455-6257167469855943944?l=alicespecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://alicespecchio.blogspot.com/2009/10/tic-tac-tic-tac.html</link><author>noreply@blogger.com (Alice)</author><thr:total>10</thr:total></item></channel></rss>