<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-787024233345528664</atom:id><lastBuildDate>Thu, 19 Dec 2024 03:27:22 +0000</lastBuildDate><category>colloqui</category><category>milano</category><category>effe ed io</category><category>fùtbol</category><category>seconda persona</category><category>bruce springsteen</category><category>concerti</category><category>in giro</category><category>musica</category><category>traslochi</category><title>spikette&#39;s (unsolicited opinion)</title><description></description><link>http://spikettes.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (spikette)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>14</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-787024233345528664.post-2673061013616478452</guid><pubDate>Sat, 27 Oct 2012 08:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-10-27T14:01:13.133+02:00</atom:updated><title>Giovani dentro</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Hai scoperto che la sciocca pagina facebook che ogni tanto sbirci (senza aver mai cliccato &quot;mi piace&quot;, per una questione di apparenze) l&#39;ha creata una ragazz(in)a di 18 anni.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il problema è che la pagina la sbirci da un paio di anni almeno.&lt;/div&gt;
</description><link>http://spikettes.blogspot.com/2012/10/giovani-dentro.html</link><author>noreply@blogger.com (spikette)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-787024233345528664.post-4154164690139663566</guid><pubDate>Sun, 16 Sep 2012 08:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-09-16T10:32:20.734+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">milano</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">seconda persona</category><title>Smart casual</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Alla fine ti sei arresa, e hai passato in giro per negozi il sabato mattina.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Perché adesso che il dress code aziendale è stato cortesemente ma fermamente comunicato bisognerà adeguarsi, a questo smart casual. In realtà, lo sai, l&#39;unico punto veramente dolente sono i jeans. Che tu hai indossato imperterrita dal primo giorno e che adesso vengono definiti &quot;acceptable&quot;. Non il massimo dell&#39;incoraggiamento. Che poi i jeans tu li indossavi persino il giorno del colloquio, e quindi dai, avrebbero dovuto ritenersi avvisati. Ma tant&#39;è. Hai rovistato nell&#39;armadio alla ricerca di un pantalone decente, ne hai messi via due troppo stretti perché si possa nutrire speranza alcuna di rientrarci, e poi ti sei costretta a uscire di casa, puntando verso il tuo negozio preferito.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E lì, proprio in cima alla scala mobile, ti aspettavano un favoloso paio di jeans bootcut, come li porti tu, alla faccia della moda che passa e che cambia e qui e lì, perché negli skinny non entri nemmeno affettandoti un paio di chili dalle cosce e gli straight ti stanno da schifo. Quindi ringrazi il cielo di essere alta, inforchi le scarpe con il tacco e vai di jeans svasato. E insomma questi bellissimi jeans erano lì e ti guardavano, e invece gli hai voltato le spalle, hai girato svogliatamente i tre piani del negozio e ne sei uscita, triste, con un pantalone nero triste e due top carini che su quel paio di jeans sarebbero stati proprio bene.&lt;br /&gt;
Così, per consolarti, sei entrata in un altro posto alla ricerca del mascara che hai finito da mesi e magari di un gloss. Poi hai visto questo mascara eye brightening che promette di mettere in evidenza gli occhi azzurri, e lo hai preso, insieme a un classico mascara nero, perché non vorresti trovarti costretta, lunedì, a presentarti al lavoro con le ciglia blu elettrico. Ora aspetti di provare questi due mascara nuovi, e sei consapevole che l&#39;averli comprati insieme dimostrerà inequivocabilmente che sono del tutto uguali, e che nella faccenda dell&#39;eye brightening ci sei cascata con tutte le scarpe.&lt;/div&gt;
</description><link>http://spikettes.blogspot.com/2012/09/smart-casual.html</link><author>noreply@blogger.com (spikette)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-787024233345528664.post-443594531973026966</guid><pubDate>Thu, 09 Aug 2012 12:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-08-09T14:33:03.427+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">seconda persona</category><title>Quattro settimane</title><description>&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Quattro settimane di un luogo nuovo, persone nuove, impegni
nuovi –&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt; &lt;/span&gt;e tutto ciò che di nuovo
comporta un nuovo lavoro. Quello che definisci l’anno più difficile della tua
vita è finito di colpo, quando forse – no, niente forse – quando cominciavi a
non crederci più. E a quelli che, felici per te, ti dicono che vedi, valeva la
pena aspettare, ecco, a loro vorresti fare presente che non hai propriamente
aspettato. A te sembra di avere cercato disperatamente per mesi e di avere
raggiunto profondità inaudite di rassegnazione – rassegnazione a impieghi mal
pagati, insignificanti, con prospettive nulle. Per questo ancora non ti capaciti
del fatto che alla fine, dopo una mortificante sequela di colloqui andati a
vuoto per un motivo o per un altro, l’unica che si è concretizzata veramente è
un’occasione per cui non bastano le maiuscole e i grassetti. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ripensi al terrore che ti aveva preso tra la telefonata
delle risorse umane e il primo giorno di lavoro, e ancora no, non riesci a
sorriderne. E’ la misura di quanto sei stata fragile e ferita, e vuoi
ricordartelo sempre.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Poi hai fatto un bel respiro e ti sei messa a correre, come tante
altre volte, perché anche questa volta si tratta di salire al volo. Adesso sei
a bordo, e vada come vada perlomeno il paesaggio è in movimento, ed è
ora di rimboccarsi le maniche e &lt;i&gt;fare&lt;/i&gt;, finalmente.&lt;/div&gt;</description><link>http://spikettes.blogspot.com/2012/08/quattro-settimane.html</link><author>noreply@blogger.com (spikette)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-787024233345528664.post-454676045682118267</guid><pubDate>Mon, 25 Jun 2012 13:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-06-26T12:23:11.848+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">colloqui</category><title>10 modi originali per rovinarsi una buona notizia</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
No dai, me lo sono sognato.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;(dopo pizzicotti e sberloni autoinflitti)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Si saranno sbagliati. Volevano chiamare un altro, non me.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Oddio mi hanno scritto. Quindi vogliono proprio me. Sicuramente è perché possono pagarmi meno degli altri, mica perché sono piaciuta veramente.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Oppure volevano un altro che ha rinunciato. E poi ha rinunciato il secondo in lista. E poi il terzo. Poi il quarto, il quinto, il milionesimo. Tutti, dai. Hanno ripescato il mio curriculum dalla carta straccia per disperazione.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ecco, magari saranno seccatissimi di aver dovuto prendere proprio me, e mi tratteranno male fin dal primo minuto, così che io dia le dimissioni entro la prima settimana.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Oppure quando arriverò vestita come una pezzente mi faranno allontanare dalla security, lanciandomi uova e pomodori. Marci.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Figurati, adesso mi mandano un’altra email con scritto “abbiamo scherzato, perché, ci avevi creduto davvero?”&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Oppure ci ripensano. Prima della firma del contratto, ci ripensano.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Tanto non passerò il periodo di prova.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Come minimo stanotte muoio nel sonno e quindi non lo sapremo mai.&lt;/div&gt;</description><link>http://spikettes.blogspot.com/2012/06/10-modi-originali-per-rovinarsi-una.html</link><author>noreply@blogger.com (spikette)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-787024233345528664.post-7808207458650778586</guid><pubDate>Wed, 20 Jun 2012 11:21:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-06-20T13:43:34.026+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">bruce springsteen</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">effe ed io</category><title>E poi dicono che il romanticismo è morto</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Sai – gli dico – stamattina è successa una cosa. Mentre camminavo, ho incrociato una mamma che cercava di fare addormentare un bimbo piccolissimo. Sono passata accanto a lei e mi sono accorta che stava cantando a mezza voce, mi è sembrata una melodia familiare, ma non ne ero sicura, e poi invece sì, all’improvviso ho riconosciuto la canzone, era Tougher Than The Rest.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Sorrido.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Mi guarda per un attimo, sta guidando, e aggiunge – sì, ho visto che l’hai scritto su facebook, e hai messo il video, no?&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Sì – rispondo io – &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=_91hNV6vuBY&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;quello&lt;/a&gt; dove lui fa gli occhi dolci a Patti, quando ancora erano ancora una coppia clandestina, e lui pure un adultero, se vogliamo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Vabbè – prosegue – secondo me se si tradisce, ma poi si resta con quella persona, vuol dire che era davvero destino, che era davvero amore e non si poteva evitare.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Sorrido, lo guardo, lui mi guarda brevemente, sorride.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E’ un po’ come… – ha un’esitazione, si ferma.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E’ un po’ come noi, penso io, ricordando che quando ci siamo conosciuti lui aveva una fidanzata, e che anche se non c’è stato un tradimento ci sono stati un paio di appuntamenti nascosti, e un bacio.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Dicevo – riprende lui – è un po’ come quando vieni eliminato dalla Champions, ma la squadra che ti ha eliminato poi è quella che la vince. Tipo il Napoli, no? Che è stato eliminato dal Chelsea. Poi però alla fine il Chelsea ha vinto, e quindi era destino. No? ... Che c’è amò? Perché mi guardi così?&lt;/div&gt;</description><link>http://spikettes.blogspot.com/2012/06/e-poi-dicono-che-il-romanticismo-e.html</link><author>noreply@blogger.com (spikette)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-787024233345528664.post-4928229890222139650</guid><pubDate>Thu, 14 Jun 2012 15:44:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-06-16T12:32:46.456+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">colloqui</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">milano</category><title>Colloqui</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Dunque, vorremmo invitarla a raggiungerci in agenzia per un colloquio. In caso di una nostra valutazione positiva, lo step successivo sarà un assessment di gruppo, poi eventualmente un incontro uàn-tu-uàn con le eich-àr dell&#39;azienda, e poi con il responsabile di funzione accompagnato dall&#39;area manager.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;(E per entrare in azienda dovrò affrontare orde di feroci addetti alla reception in tenuta antisommossa addestrati a respingere qualsiasi invasione con fuoco e sangue.) &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Lei ha esperienza nel campo dei semiconduttori elettronici?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;(Come no, scherza? Li costruisco di notte nel mio garage.) &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ma ha letto quale è la sede di lavoro?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;(No, che dice? Mi sono candidata a caso.)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E&#39; richiesta la conoscenza fluente dell&#39;inglese.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Sì.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E una buona conoscenza del francese.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Sì, lo conosco abbastanza bene.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E possibilmente del tedesco.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Beh, ne ho una conoscenza scolastica...&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E del portoghese.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;(Dai, allora dillo che non mi vuoi.)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E&#39; sposata?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;No.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ha figli?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;No.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ma ne vuole?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;No.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Sicura?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Sicura.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Sicura sicura sicura?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Sì.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Bene, allora metto &quot;figli, non nell&#39;immediato&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;(Boh, se proprio insiste.)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ma lei è troppo qualificata per questo incarico. Come mai si è candidata?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;(Scusi, lei dove vive? In un bunker antiatomico? Li legge i giornali? Ce l&#39;ha un televisore?)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Appartiene alle categorie protette?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;No.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E&#39; in mobilità?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;No.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ah. Peccato.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;(Perché scusi, essere disoccupati non è già abbastanza?)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ha tempo per un piccolo test attitudinale? Si tratta di rispondere a circa duecento domande...&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;(...) &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il suo profilo è perfetto per la posizione! Lei parla russo?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;(Dasvidaniya.)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://spikettes.blogspot.com/2012/06/colloqui.html</link><author>noreply@blogger.com (spikette)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-787024233345528664.post-5733019598923206524</guid><pubDate>Mon, 11 Jun 2012 09:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-06-16T13:07:57.301+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">bruce springsteen</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">concerti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">effe ed io</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">milano</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">musica</category><title>Tramps like us</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La musica di Bruce Springsteen è una delle tante splendide cose entrate nella mia vita insieme alla persona che amo. (Scusate, ma non c&#39;è modo di dirlo che non suoni stucchevole) (tant&#39;è). Forse per questo, per me, ogni sua canzone è indissolubilmente legata a un &lt;i&gt;noi&lt;/i&gt;. Prima di conoscere F., del Boss avevo un solo cd, il greatest hits uscito nel 1995, quello con la copertina che lo ritrae di spalle con la chitarra a tracolla. Ad oggi, dopo nove anni insieme a F., quell&#39;album è l&#39;unico che ho perso: l&#39;abbiamo dimenticato nel lettore cd dell&#39;auto a noleggio con cui, nella primavera del 2011, abbiamo girato il New Jersey in una specie di Bruce Springsteen tour. Ci è rimasta la custodia, in cui abbiamo inserito il cd masterizzato da iTunes dopo avere ricomprato l&#39;album. Una scritta a penna ricorda che l&#39;originale è rimasto nel New Jersey, il che, se vogliamo, è anche un romanticissimo segno del destino. O almeno così ci piace pensare. Di certo, chi ha noleggiato l&#39;auto dopo di noi avrà trovato il cd nel lettore e tutta una serie di insolite destinazioni di viaggio memorizzate nel navigatore gps: Freehold, Asbury Park, l&#39;incrocio tra la E-street e la 10th avenue a Belmar, l&#39;indirizzo di un piccolo cottage a Long Branch. Sono state alcune tappe del nostro viaggio, di certo insignificanti per i più ma imperdibili luoghi dell&#39;immaginario per chi, come noi, sente come un po&#39; sue quelle canzoni che parlano di una terra promessa e di un futuro migliore, di fughe e di ritorni, di desideri e disillusioni, di una promessa e del suo rovescio.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Giovedì scorso, la sera del 7 giugno, eravamo a San Siro con due biglietti acquistati sette mesi fa, a dispetto delle nostre disastrate finanze. Non era il nostro primo concerto, ma questa volta ne siamo usciti con la sensazione, impalpabile eppure fermissima, di avere assistito a qualcosa di molto raro che verrà ricordato a lungo, alla pari di quel mitico concerto del 1985 capitato purtroppo quando sia io che F. eravamo ancora bambini. Del concerto hanno scritto in tanti, molto meglio di quanto potrei fare io che, tra l&#39;altro, non ho il distacco emotivo necessario, e mi guardo bene dal raggiungerlo. Non si va a un concerto di Bruce Springsteen con il distacco di un estimatore della musica e dell&#39;arte. Ci si va per essere portati via, per essere insieme e altrove, e per tornare più forti, più innamorati, più felici, più consapevoli. E&#39; così, punto. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Forse è per questo che una delle cose che ho amato di più, in tutti e quattro i concerti di Springsteen a cui ho assistito, è stato perdermi a guardare le persone. Quelli che iniziano come se fossero mummificati, che restano rigorosamente seduti in mezzo a un mare di gente che balla, ma che poi si accendono su una canzone, una canzone che evidentemente aspettavano, e si alzano con un salto, e la cantano con gli occhi lucidi, e la accompagnano con le braccia al cielo. Le ragazze giovanissime che ballano scatenate dall&#39;inizio alla fine sulle note di una band di vecchietti che potrebbero essere loro padri, e perfino nonni. Gli uomini che incitano la folla, che vorrebbero tutti in piedi per tutto il tempo, che non riescono a essere contenuti in un posto numerato ma corrono avanti e indietro per tutta la tribuna. Quelli che per tutto il tempo battono il palmo della mano aperta sul cuore, con le lacrime che rigano le guance. Quelli che battono solo le mani, e magari neanche a tempo. Quelli che protendono verso il palco la bottiglia di birra, in un brindisi infinito. Quelli che gridano. Quelli che le cantano tutte, parola per parola. Quelli che riconoscono la canzone dalla prima nota, e quelli che ci arrivano dopo un po&#39;. Quelli che si baciano, si tengono stretti, e sfoderano perfino l&#39;accendino. Quelli che saltano così tanto da fare tremare tutta la gradinata. Quelli che hanno i brividi quando attacca l&#39;armonica. Quelli che si mettono la testa tra le mani per trattenere l&#39;emozione, e forse nascondersi un po&#39;. Quelli che si guardano attorno e che si sorridono anche se non si sono mai visti prima. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E&#39; successa una cosa molto buffa, e tenera, e bellissima, alla fine del concerto.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La racconto, dai.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La gente è già in fila per uscire dallo stadio, io e F. ci sediamo stremati (letteralmente: il giorno dopo ci ritroveremo entrambi senza voce e io con un ginocchio fuori uso) dopo avere trascorso le tre ore e quaranta minuti del concerto senza prendere fiato nemmeno un secondo. Qualcuno bussa alla mia spalla. Mi volto, è una signora di una certa età che mi guarda sorridente e mi dice con grande enfasi &quot;thank you!&quot;. La guardo senza capire, cerco di ricordare se ci siamo già viste altrove, ma non la conosco e non c&#39;è motivo alcuno per cui mi debba ringraziare. Penso di avere frainteso, resto a guardarla una frazione di secondo pensando a cosa dire, ma lei mi anticipa. Mette una mando sul cuore, con l&#39;altra indica me e F. e prosegue: &quot;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;thank you guys, you were wonderful! I was right behind you and I couldn&#39;t help looking at you. You-were-wonderful!&quot;. Sorride, sorrido, la ringrazio con un po&#39; di imbarazzo, ci scambiamo qualche parola sul concerto, ci diciamo che sarebbe davvero bello andare anche a quello di Firenze. Lei si allontana, io resto lì a pensare, come fosse la prima volta, che forse mentre io mi perdevo a guardare gli altri qualcuno si è perso a guardare noi &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt;&quot;&gt;–&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt; noi che ci tenevamo stretti mentre &lt;i&gt;Rocky Ground&lt;/i&gt; si innalzava come una preghiera per tempi migliori, o mentre &lt;i&gt;Land of Hope and Dreams&lt;/i&gt; mi faceva sciogliere in un pianto dirotto &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt;&quot;&gt;–&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt; noi che abbiamo cantato &lt;i&gt;No Surrender&lt;/i&gt; l&#39;uno all&#39;altra, occhi negli occhi, sciocchi e felici come solo sanno essere gli innamorati &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt;&quot;&gt;–&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt; noi che abbiamo ballato &lt;i&gt;Dancing in the Dark&lt;/i&gt; alla faccia di qualsiasi impietoso confronto con &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=129kuDCQtHs&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Bruce e Courtney&lt;/a&gt;, meravigliosi nonostante i terribili anni &#39;80 &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt;&quot;&gt;–&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt; noi che abbiamo scandito a squarciagola tramps-like-us e accompagnato &lt;i&gt;Born to Run&lt;/i&gt; prendendo a cazzotti il cielo, pugno nel pugno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;E&#39; questo che rimane di un concerto del Boss. Dopo quarant&#39;anni di carriera, è dubbio che debba ancora dimostrare qualcosa a qualcuno. Al di là dei capolavori assoluti, al di là degli album minori che restano comunque più degni e più densi di tanta robaccia che si sente in giro, quello che la sua musica dice e fa alle persone è qualcosa di raro e meraviglioso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;E&#39; così.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;Punto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

&lt;iframe width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/u1c2qXYhI6Q&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;
&lt;/div&gt;</description><link>http://spikettes.blogspot.com/2012/06/tramps-like-us.html</link><author>noreply@blogger.com (spikette)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/u1c2qXYhI6Q/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-787024233345528664.post-3113132615344310103</guid><pubDate>Tue, 15 May 2012 09:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-05-18T18:27:59.449+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">effe ed io</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">fùtbol</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">milano</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">seconda persona</category><title>36 anni, e sentirli. Tutti.</title><description>&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ti ritrovi a fare questa cosa un po’ scema da &lt;i&gt;tifosa&lt;/i&gt;, che
non facevi da vent’anni.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Vabbè, forse meno, eppure mentre sei lì a fare questa cosa
un po’ scema non riesci a non pensare ai tuoi sedici anni di vent’anni fa,
quando di cose sceme ne facevi tante, e spesso, e senza la discrezione
che adotti adesso che hai l’età in cui, al massimo, dovresti accompagnare una
ragazzina di sedici anni a fare cose sceme in giro. Un po’ come faceva la tua giovanissima
zia con te, quando volevi andare a Monza a vedere il Gran Premio e ti
accompagnava lei, perché era troppo lontano e mamma non ne voleva sapere: che
un conto era andare da sola a Imola, praticamente dietro casa; ma Monza, con il
treno fino a Milano e tutto, assolutamente no. O quando ti portavano al
Mugello, che era raggiungibile solo in auto, e tu avevi ancora due anni buoni
da aspettare per prendere la patente. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E invece adesso sei lì a fare questa cosa un po’ scema, e
non disponendo di bambini da utilizzare come pretesto hai pattuito con F. che “facciamo
finta che tu volevi andare e io ti ho accompagnato”. Che a 36 anni sei troppo
vecchia per certe cose, e sembra che tutto sia lì per ricordartelo.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A 16 anni, ti catapulti in autodromo/allo stadio/al concerto
dopo un countdown di settimane, incurante delle previsioni meteo, del compito
in classe del giorno dopo, delle ore di viaggio necessarie e dei chilometri da percorrere a piedi una volta scesa dal treno per raggiungere un posto che magari non sai nemmeno bene dov&#39;è.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A 36 anni, verifichi l’itinerario su google maps, aspetti
che la lavatrice finisca il ciclo prima di uscire di casa, riverifichi
l’itinerario sul navigatore chiedendoti se ne vale la pena, stendi la lavatrice, e poi, se
proprio, esci, già preoccupandoti per il parcheggio.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A 16 anni, porti una 38 scarsa e quasi non lo sai.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A 36 anni, vorresti averlo saputo. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E comunque non puoi non notare che la tua ormai compianta
taglia 38, ai tempi, nuotava all’interno di t-shirt extralarge e pantaloni
cargo da maschiaccio, mentre le sedicenni di oggi si fasciano in jeans
iperattillati e microtop che tua madre non ti avrebbe permesso nemmeno in
spiaggia.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A 16 anni, quello della security è un omino.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A 36, è un ragazzetto.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
[ne consegue che]&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A 16 anni, basta un sorriso e l’omino della security ti
fornisce spontaneamente informazioni, dritte, perfino un pass, come quello che
una volta ti ha permesso di sederti in una conferenza stampa di fianco a Ezio
Zermiani.&lt;br /&gt;
A 36 anni, il ragazzetto della security ti chiama “signora”
e il sorriso se lo può scordare.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A 16 anni, del resto, sei carina e fresca come una rosa
anche dopo una sveglia all’alba, un viaggio massacrante e chilometri percorsi a
piedi sotto il sole cocente.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A 36, dopo dieci minuti di permanenza all’aperto hai un
principio di allergia, il trucco sciolto e il capello in rivolta, e fai paura.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A 16 anni, sono tutti più grandi di te di dieci-vent’anni,
se non di più.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A 36, sono tuoi coetanei e alcuni (orrore) sono perfino più
giovani.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A 16 anni, alla prima esposizione di stagione ad un sole già
estivo, ti bruci. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A 36, anche.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
In fin dei conti ci sono cose che non cambiano mai.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh6JKZofw1PyJUU_rGzrRkkFrjyAIkrT3aHoBZtOqydB4GL0iKZGdUrjmpEJ6VxSmsn1k186aQFsx_ReT_QqYXLMsrSH-bRTDaObxOLahvoxjnrKMHKOi4gUWEr5fiMd_-5-xghZSdien5G/s1600/11maggio.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh6JKZofw1PyJUU_rGzrRkkFrjyAIkrT3aHoBZtOqydB4GL0iKZGdUrjmpEJ6VxSmsn1k186aQFsx_ReT_QqYXLMsrSH-bRTDaObxOLahvoxjnrKMHKOi4gUWEr5fiMd_-5-xghZSdien5G/s320/11maggio.JPG&quot; width=&quot;293&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://spikettes.blogspot.com/2012/05/36-anni-e-sentirli-tutti.html</link><author>noreply@blogger.com (spikette)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh6JKZofw1PyJUU_rGzrRkkFrjyAIkrT3aHoBZtOqydB4GL0iKZGdUrjmpEJ6VxSmsn1k186aQFsx_ReT_QqYXLMsrSH-bRTDaObxOLahvoxjnrKMHKOi4gUWEr5fiMd_-5-xghZSdien5G/s72-c/11maggio.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-787024233345528664.post-3499648698849419671</guid><pubDate>Sat, 28 Apr 2012 15:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-05-05T17:42:07.435+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">in giro</category><title>Perché corriamo</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Me la trovo davanti in un punto in cui il vialetto del parco - quello in cui lei corre e io giro beatamente in bicicletta - è particolarmente trafficato di bambini molesti, coppie a passeggio, ridicoli cagnetti. Rallento, aspettando il momento giusto per sorpassarla senza mettere sotto nessuno. E no, non si può non notarla. Bionda, con i capelli curatissimi raccolti in una lunga coda, e una silhouette veramente invidiabile: magra ma non anoressica, e soprattutto visibilmente allenata. Sembra correre quasi senza sforzo, anche se è madida di sudore. Cavolo, penso, che brava. Che costanza ci vuole, per una forma fisica del genere. Verrà a correre ogni giorno, e dev&#39;essere bello saper tener fede a un appuntamento con sé stesse, e sentirsi sempre meglio - più forti, più veloci - un giorno dopo l&#39;altro. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;La supero rapidamente, e solo dopo noto un ragazzo la cui muscolatura trasuda fanatismo, più che salute, che corre di qualche metro davanti a lei.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&quot;Tempo!&quot; le urla senza voltarsi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Lei risponde qualcosa con un filo di voce, dopo aver gettato un occhio al cronometro che ha al polso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&quot;Non basta! Dai dai dai!&quot; urla il ragazzo, sempre senza voltarsi, e allungando il passo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;Accosto con la bici, lascio che lei mi sfili davanti, e solo in quel momento colgo un&#39;espressione sofferente, o forse solo un po&#39; triste. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;E improvvisamente mi sembra che di tutti i motivi per correre lei ne abbia scelto uno molto sbagliato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://spikettes.blogspot.com/2012/04/perche-corriamo.html</link><author>noreply@blogger.com (spikette)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-787024233345528664.post-1281021942717013899</guid><pubDate>Fri, 30 Mar 2012 10:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-03-30T12:23:19.761+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">colloqui</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">fùtbol</category><title>Prendi la palla e passa a Ibra</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;i&gt;- Quindi, capisce, la nostra funzione all&#39;interno dell&#39;azienda è estremamente delicata.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
- Mi rendo conto, gestendo tematiche così complesse immagino sarà necessario acquisire conoscenze prettamente tecniche.&lt;br /&gt;
- &lt;i&gt;In realtà noi non entriamo mai nel tecnico. In caso di segnalazioni che richiedano questo tipo di conoscenze, attiviamo l&#39;ufficio che si occupa di supporto e assistenza.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
- Capisco. Quindi immagino che il lavoro del team si concentri sull&#39;area commerciale.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;- Certamente, in quel caso richiediamo l&#39;intervento dell&#39;ufficio vendite.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
- ...&lt;br /&gt;
- &lt;i&gt;Quindi, come comprende, la nostra è una funzione cruciale.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://spikettes.blogspot.com/2012/03/prendi-la-palla-e-passa-ibra.html</link><author>noreply@blogger.com (spikette)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-787024233345528664.post-3704476015527923114</guid><pubDate>Wed, 29 Feb 2012 19:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-03-06T11:56:22.326+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">fùtbol</category><title>Sette in condotta</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sarà stato il 1994, o giù di lì.&lt;br /&gt;
Sì, insomma, il quarto anno del liceo, perché era l&#39;ultimo anno di latino, e al quinto anno latino non c&#39;era. &lt;br /&gt;
Insomma, la prof di lettere si era messa in testa, per malcelata perfidia o per autentica malinconia al pensiero del nostro imminente abbandono del tetro mondo della consecutio, che quell&#39;ultimo voto in latino sulla nostra pagella era davvero importante, e che era assolutamente necessario appurare in maniera definitiva quale livello di preparazione avessimo raggiunto, e apporre un degno suggello a nostra sempiterna memoria. Annunciò quindi che avrebbe organizzato un&#39;ultima interrogazione secondo una modalità del tutto inedita, almeno per la nostra classe. Avrebbe chiesto a ciascuno di noi di tradurre senza vocabolario, all&#39;impronta, un brano su cui non avevamo mai posato gli occhi, nemmeno per esercitazione. Naturalmente la prof si era prodigata a rassicurarci sul fatto che non si aspettava una vera e propria traduzione: voleva semplicemente rendersi conto, spiegava davanti ai nostri occhi sbarrati per il terrore, di come ci &lt;i&gt;muovevamo &lt;/i&gt;all&#39;interno del &lt;i&gt;testo &lt;/i&gt;e di quali &lt;i&gt;strategie interpretative&lt;/i&gt; avremmo adottato - strategie interpretative diverse, ne conseguiva, dal cercare affannosamente la frasetta bell&#39;e pronta tra le pagine polverose del vocabolario.&lt;br /&gt;
La notizia di un&#39;interrogazione extra in una materia che tutti davamo già per morta, ai tempi, era fonte di una spaventosa mole di ansia adolescenziale, che ciascuno affrontò come meglio poteva. Io, ammetto con imbarazzo, mi limitai a continuare a studiare, più o meno come avevo sempre fatto. E quindi a tempo perso (sì) mi esercitai (sì) su alcuni brani in latino del libro di testo o di altri libri che mi ritrovavo in casa, più per tenere a bada il panico che non per una reale utilità. Perché andiamo, non eravamo un liceo classico, e il latino era sempre stata affrontato sottotono e sottogamba, come del resto si confaceva a una materia che al quinto anno sarebbe scomparsa e non avrebbe avuto alcun peso alla maturità. Adesso la prof giocava terribilmente sporco, chiedendo una traduzione all&#39;impronta, ovvero qualcosa a cui non ci aveva minimamente preparato nei quattro anni precedenti. Ma questa cosa non gliela si poteva dire, ovviamente: che italiano al quinto anno ci sarebbe stato eccome, e sempre con lei come docente.&lt;br /&gt;
Le interrogazioni cominciarono, quello sì, secondo una modalità consueta, cioè a partire da chi aveva collezionato durante l&#39;anno i voti più bassi. Io, di media settemmezzo-otto (l&#39;ho detto: studiavo), fui chiamata tra gli ultimi, insieme a Ilaria, sette-settemmezzo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E insomma, eravamo lì, davanti alla cattedra, e la prof consegnò a ciascuna di noi una pagina fotocopiata contenente il brano da tradurre. Il mio suonava stranamente familiare. Lo era: era un brano che avevo tradotto a casa qualche giorno prima, a tempo perso (sì) per esercizio (sì). Non credo di averci pensato nemmeno per un attimo. Ricordo che sollevai gli occhi dal foglio e dissi semplicemente: mi dispiace prof, lei aveva detto che voleva interrogarci su un brano completamente nuovo, ma io questo l&#39;ho già tradotto per esercitarmi a casa, e quindi per me non va bene.&lt;br /&gt;
Dopo, ricordo solo un enorme silenzio sospeso: la prof che mi guardava incredula, Ilaria che mi guardava incredula e vagamente risentita. &lt;i&gt;Capisco&lt;/i&gt;, disse la prof un paio di volte, e ricordo che tossicchiava imbarazzata senza guardarmi in faccia. La mia interrogazione fu rimandata alla lezione successiva, per darle il tempo di scegliere un altro brano. Ilaria fu interrogata e tradusse il suo brano con una scioltezza che non le era solita e con qualche esitazione, abbastanza lieve da non compromettere un solido otto e i complimenti della prof, che alla fine della lezione uscì dall&#39;aula ancora apparentemente a disagio nei miei confronti, confermandomi che avrebbe trovato un altro brano per la mia interrogazione. Ilaria aspettò che la prof scomparisse nel corridoio per piantarmi in faccia uno sguardo astioso e bisbigliarmi, ancora incredula: ma perché glielo hai detto? anche io conoscevo già il brano che è toccato a me, ma non sono &lt;i&gt;mica &lt;/i&gt;andata a dirglielo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non ricordo di avere risposto. Forse una risposta nemmeno c&#39;era. Ilaria mi era sempre stata piuttosto antipatica e il modo furbetto e sprezzante con cui aveva detto quel &lt;i&gt;mica&lt;/i&gt;, stringendo i suoi occhietti lucidi da topo, mi irritò ancora di più del suo patetico piccolo imbroglio. Ma non lo dissi a nessuno.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fui l&#39;ultima a essere interrogata, qualche giorno dopo, su un brano astruso mai visto prima, e non fu affatto facile. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutto questo per dire che.&lt;br /&gt;
Sabato scorso guardando la partita con il papà milanista, il cognato juventino e F. mi sono inserita nella accesa discussione che ne è seguita dicendo semplicemente: al posto di Buffon, io avrei detto all&#39;arbitro che la palla era entrata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eeeeh, sì, vabbè, hanno risposto gli uomini in coro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E mi è tornata in mente Ilaria, e i suoi viscidi occhietti da topo, e il suo &lt;i&gt;mica&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il mio ultimo voto in latino, al quarto anno del liceo, fu un nove.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E per tanti versi fu davvero un bel voto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://notiziario.calciomercato.it/wp-content/uploads/2012/02/139847710.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://notiziario.calciomercato.it/wp-content/uploads/2012/02/139847710.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://spikettes.blogspot.com/2012/02/sette-in-condotta.html</link><author>noreply@blogger.com (spikette)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-787024233345528664.post-5617832984921190826</guid><pubDate>Thu, 23 Feb 2012 11:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-03-30T12:23:11.491+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">colloqui</category><title>It&#39;s not you, it&#39;s me</title><description>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhuQX9BfnbhDOo0xE1Gf5ZAs6aD0dkei6MCWIbbrK0oUSDlbFES9wOhERy-dPF7NPCIjrFlyJKDDk1xIxJP3RfNew_l1fHpcY5wLlGojmLgv-KlblMoGvnBCgwVy66Zj0GeAEJAFX2P5LfN/s1600/AiBi.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhuQX9BfnbhDOo0xE1Gf5ZAs6aD0dkei6MCWIbbrK0oUSDlbFES9wOhERy-dPF7NPCIjrFlyJKDDk1xIxJP3RfNew_l1fHpcY5wLlGojmLgv-KlblMoGvnBCgwVy66Zj0GeAEJAFX2P5LfN/s1600/AiBi.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;Nessuno, in effetti.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;Lasciamo stare, dai.&lt;/div&gt;</description><link>http://spikettes.blogspot.com/2012/02/its-not-you-its-me.html</link><author>noreply@blogger.com (spikette)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhuQX9BfnbhDOo0xE1Gf5ZAs6aD0dkei6MCWIbbrK0oUSDlbFES9wOhERy-dPF7NPCIjrFlyJKDDk1xIxJP3RfNew_l1fHpcY5wLlGojmLgv-KlblMoGvnBCgwVy66Zj0GeAEJAFX2P5LfN/s72-c/AiBi.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-787024233345528664.post-2048550634880479044</guid><pubDate>Thu, 16 Feb 2012 09:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-03-30T12:23:01.835+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">colloqui</category><title>(ma in fondo lo sai)</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Poi sbirci i profili di questi che hanno delle posizioni fighissime in aziende fighissime e vedi che hanno fatto l&#39;itis negli anni &#39;80, e nulla più.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E ti chiedi: ma dove ho sbagliato, io?&lt;/div&gt;</description><link>http://spikettes.blogspot.com/2012/02/ma-in-fondo-lo-sai.html</link><author>noreply@blogger.com (spikette)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-787024233345528664.post-1418420410356563884</guid><pubDate>Mon, 13 Feb 2012 11:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-28T17:31:58.377+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">effe ed io</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">milano</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">traslochi</category><title>Sapessi com&#39;è strano</title><description>&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Milano, per ora, è una città fuori dalle finestre, avvolta nel freddo e nel grigio di un cielo invernale come non se ne vedevano da troppo tempo. Questa cosa del cielo grigio, o meglio del cielo azzurro che Roma ha in dotazione e che qui non comparirebbe mai, sta diventando una specie di tormentone da cui non riesco a sfuggire. E’ stato il primo commento di qualunque collega o amico romano alla notizia del trasferimento, e continua ad essere pressoché l’unico. Se si eccettua la vacua cognata che ha chiesto dello shopping. &lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E invece Milano nelle piccole cose è già una sorpresa, e non dovrebbe esserlo, almeno per me, che a Roma non mi sono mai del tutto adeguata. &lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Milano che ci ha accolto il primissimo giorno con un gesto gentile (“ma non sapete che oggi c’è il blocco del traffico?” – no, evidentemente – sguardo smarrito nostro, in tenuta da trasloco con i sedili dell’auto ancora ribaltati e invasi dagli scatoloni, alla vana ricerca di un supermercato aperto – “girate qui a destra, e dritti a casa: io non vi ho visti” “…” “… e benvenuti a Milano”).&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Milano con le strade pulite e gli autobus, le aiuole fiorite e le piste ciclabili, e i vicini di casa che fanno chiacchiere in ascensore, a dispetto degli stereotipi.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Milano che sembra davvero un bel posto in cui vivere.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Milano da cui adesso mi aspetto un’opportunità, e che già qualche cielo azzurro ce l’ha regalato.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A dispetto degli stereotipi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEimYEIZkw9b6xSx4H0hdqkcjjRRAbVSDdOcpovJUPZPwsbc8uhkDHNl8Gxsg0OUiWigwHowmd6u-6CnfmMQqS47xmx8oy9B0F8V85eEdAsz6UqgSscOsgkvW6ruhmjwEIoks63Fs8QKkbjG/s1600/DSCN2591.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;400&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEimYEIZkw9b6xSx4H0hdqkcjjRRAbVSDdOcpovJUPZPwsbc8uhkDHNl8Gxsg0OUiWigwHowmd6u-6CnfmMQqS47xmx8oy9B0F8V85eEdAsz6UqgSscOsgkvW6ruhmjwEIoks63Fs8QKkbjG/s400/DSCN2591.JPG&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://spikettes.blogspot.com/2012/02/sapessi-come-strano_13.html</link><author>noreply@blogger.com (spikette)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEimYEIZkw9b6xSx4H0hdqkcjjRRAbVSDdOcpovJUPZPwsbc8uhkDHNl8Gxsg0OUiWigwHowmd6u-6CnfmMQqS47xmx8oy9B0F8V85eEdAsz6UqgSscOsgkvW6ruhmjwEIoks63Fs8QKkbjG/s72-c/DSCN2591.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></item></channel></rss>