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		<title>Basket serie A, playoff: Siena e Sassari si portano sull&#8217;1 a 0</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 05:23:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancleto Sabucci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma &#8211; Prime due partite del primo turno dei playoff che vedono rispettato il fattore campo, Siena demolisce Varese 82 a 57 mentre Sassari batte Bologna per 81 a 72. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma &#8211; Prime due partite del primo turno dei playoff che vedono rispettato il fattore campo, Siena demolisce Varese 82 a 57 mentre Sassari batte Bologna per 81 a 72.</p>
<p><strong>SIENA</strong> &#8211; Match davvero senza storia con i padroni di casa che mettono le cose in chiaro sin dai primi minuti, con un primo quarto che si chiude sull&#8217;incredibile punteggio di 30 a 5 per la Montepaschi. Siena mostra anche un Kaukenas recuperato e di fatto fa si che Varese non entri mai in partita grazie ad una difesa asfissiante. Il resto dell&#8217;incontro è pura accademia per i ragazzi di coach Pianigiani, che si limitano a controllare il punteggio accellerando in attacco ogni qualvolta Varese tenti di combinare qualcosa di buono. Top scorer del match il centro Andersen, autore di 17 punti.</p>
<p><strong>DRAKE SHOW</strong> &#8211; Varese vince la prima battaglia contro Bologna grazie ad una super prestazione di Drake Diener, che mette a referto 26 punti (con 5 su 11 da oltre l&#8217;arco), 7 rimbalzi, 3 assist e 2 recuperi. Primo quarto in equilibrio con Sassari che chiude i 10 minuti iniziali avanti di 1 solo punto (24-23), nel secondo si scatenano Easley e i cugini Diener e con un parziale di 11 a 0 i ragazzi di coach Sacchetti danno una bella spallata al match (45-33). La partita viene chiusa definitivamente nel terzo quarto, dove 8 punti consecutivi di Drake Diener portano Sassari sul +20 (61-41), Bologna tenta un paio di volte il recupero ma la zona di coach Sacchetti prima e il solito D.Diener poi spengono le speranze delle V nere.</p>
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		<title>Milan: quanto mancheranno i &#8220;Senatori&#8221;?</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 17:48:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Martorelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>MILANO – “Lo spogliatoio negli anni di Ancelotti era molto più gestibile di quello attuale”. Parole forti quelle di Rino Gattuso, che hanno lanciato un serio allarme in casa rossonera. Il prossimo mercato porterà a Milanello molti volti nuovi, che dovranno integrarsi presto nell’ambiente. Senza Gattuso, Inzaghi, Nesta e probabilmente Seedorf chi terrà unito e compatto il gruppo? Chi spiegherà ai nuovi acquisti cosa significa indossare la maglia del Club più titolato al mondo?</p>
<p><strong>PERSONALITà PARTICOLARI –</strong> Nel giro di due anni sono arrivati calciatori dal carattere abbastanza complicato, che sono stati spesso oggetto di discussione. Ibrahimovic e Cassano sono i personaggi in primo piano, quelli che fanno più clamore, ma coloro che preoccupano più per il futuro sono Boateng e Pato. Già, perché i loro continui infortuni e le voci sui presunti comportamenti poco professionali, si rincorrono con una certa insistenza. Nella prossima stagione dovranno fare un salto di qualità, soprattutto in questo senso. La speranza è che da Nesta, Gattuso, Inzaghi, Zambrotta e Van Bommel abbiano appreso che si è professionisti sempre e che un vero atleta sa sopportare le pressioni esterne e i problemi fisici in cui, fisiologicamente, può imbattersi durante una stagione.</p>
<p><strong>SURVIVOR: AMBRO E ABBIA –</strong> Domenica scorsa a San Siro erano visibilmente commossi. In quell’istante comprendevano che non avrebbero più condiviso tanti momenti con i loro compagni di sempre, con i loro amici. Superata l’emozione però, i due veterani del Milan si troveranno costretti ad assumersi responsabilità ancora maggiori rispetto al passato. Sono loro i superstiti della &#8220;stirpe d’oro&#8221;, i depositari di valori e principi appresi da Albertini, Costacurta e Maldini. C’erano nel 1999 a Perugia e ci sono adesso. A livello caratteriale non potranno sostituire la grinta trascinante di Gattuso e l’adrenalina che trasmetteva Inzaghi, poiché sono personaggi abbastanza silenziosi e molto poco appariscenti. Tutto il Milan confida però che con i fatti, l’impegno e la disciplina non facciano rimpiangere i loro ex, gloriosi, compagni.</p>
<p><strong>E ALLEGRI? –</strong> Gattuso ha affermato di essere stato deluso dall’esclusione dalla formazione titolare nel derby, Inzaghi ha avuto spesso dei confronti accesi con il mister (in particolare dopo essere rimasto fuori dalla lista Champions), Seedorf si è scontrato con Allegri in seguito a Milan – Bologna. Alcuni ritengono che il mister non abbia avuto la personalità necessaria per sostenere la presenza di questi uomini, altri che i &#8220;vecchi leoni&#8221; sbagliavano a pretendere ancora un posto in squadra. Indubbiamente però l’allenatore livornese in questi due anni ha dimostrato di non guardare in faccia nessuno, di saper buttare nella mischia dei ragazzini e di mandare in panchina anche campioni conclamati. Certo è che dal prossimo anno non ci saranno più presenze storiche ingombranti a Milanello, ma il buon Massimiliano dovrà fare comunque i conti con ragazzi un pochino agitati e svagati come Pato, Cassano, Boateng, Mexes, Ibrahimovic ( Balotelli?). Non sarà sicuramente un compito facile.</p>
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		<title>Volley donne serie A2- Crema vince anche gara due e si avvicina alla promozione</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 17:07:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Punziano</dc:creator>
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<p><strong>GRANDE PROVA-</strong> Grandissima prova di Crema che si aggiudica gara due del derby lombardo e si invola verso una storica quanto inaspettata promozione nella massima serie: e pensare che la formazione guidata da coach Barbieri era partita dalla quinta ed ultima posizione play off ed era quella che aveva lottato di meno per la promozione diretta ed era giunta agli spareggi promozione anche grazie alla penalizzazione di Busnago.</p>
<p><strong>LA CHIAVE DEL MATCH-</strong> Forse è stata proprio la tranquillità la chiave di volta di queste due partite che decideranno quali tre le due formazioni lombarde saliranno in serie A1: Crema,infatti pur cedendo il primo set, si è dimostrata squadra vera e capace altresì di rimontare una situazione che si stava facendo difficile.</p>
<p><strong>OTTIMA REAZIONE-</strong> Ottima è stata la reazione di Secolo e compagne: secondo e terzo set sono state infatti dominati e vinti con lo stesso punteggio ( sempre 25 a 19) dalla padrone di casa, mentre nel quarto c&#8217;è stata la tanto attesa reazione delle ospiti che hanno condotto fino al 16-13 ma la forza fisica di Devetag ( 58% in attacco) e la bravura della Paolini hanno indirizzato la partita a favore di Crema che ora è in vantaggio di due partite a zero.</p>
<p><strong>ED ORA  GARA TRE-</strong> Domenica ci sarà gara tre e la formazione di Casalmaggiore avrà tutto l&#8217;interesse a prolungare la serie, mentre Crema giocherà con la tranquillità di chi può vincere senza assilli, cosa che al momento le sta riuscendo perfettamente.Ma guai a considerare finita la serie: Casalmaggiore ha la forza e le qualità per ritornare prepotentemente in corsa.</p>
<p><strong>RISULTATO GARA 2 FINALE PLAY OFF PROMOZIONE:</strong></p>
<p><strong>CREMA-CASALMAGGIORE 3-1</strong> ( 23-25, 25-19,25-19,26-24)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cagliari: il Pagellone 2011/2012</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 16:58:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Lantieri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cagliari -</strong></p>
<p>La stagione 2011-2012 si è conclusa con un 16° posto per i sardi che sono stati, nell&#8217;arco di tutto il campionato,  altalenanti nel gioco e nei risultati, pur avendo espresso un buon calcio a tratti soprattutto contro le &#8220;grandi&#8221;. Hanno cambiato ben 3 allenatori e se non fosse stato per acquisti azzeccati nel mercato invernale ( vedi Pinilla) probabilmente ora parleremo di una posizione ancor più bassa se non addirittura di una retrocessione.<br />
Ora via ai voti..<br />
<strong>LA GUIDA TECNICA:</strong></p>
<p>DONADONI SV- Suo malgrado non ha potuto esprimersi in quanto &#8220;TAGLIATO&#8221; prima dell&#8217;inizio del campionato. Meriterebbe 7 solo per quanto ha fatto nel Parma..capito Cellino?</p>
<p>FICCADENTI 6+ &#8211; La prima gestione non è stata del tutto pessima fatta di 3 vittore delle quali 2 fuoricasa. La sconfitta in casa con Lazio e la successiva a Bergamo hanno fatto scattare la classica scintilla che Cellino ha nel DNA e che ha portato all&#8217;esonero.</p>
<p>BALLARDINI &#8211; 6,5  L&#8217;allenatore Ravennate subentrato a Ficcadenti ha guidato i rossoblù per buona parte del campionato senza infamia e senza gloria ma con un identità di gioco e una compattezza che anche con risultati altalenanti ha sempre visto un Cagliari combattivo e a tratti spettacolare, Vedi Roma. L&#8217;esonero và al di la dei risultati ma bisogna cercare in dissidi interni e, stando a voci di corridoio, a comportamenti dell&#8217;intero staff capeggiato da Ballardini poco inclini al lavoro. Essendo solo voci non ci dilunghiamo&#8230;.</p>
<p>FICCADENTI BIS- 6,5 La seconda parte della gestione Ficcadenti è da lodare sia per aver recuperato un gruppo scosso dopo il licenziamento di Ballardini, sia per aver portato alla salvezza, anche se con particolari patemi, la squadra sarda nonostante tanti fattori negati come la questione stadio che ha costretto il Cagliari a giocare in trasferta pur essendo&#8230;in casa. Sulla conferma per l&#8217;anno prossimo non azzardiamo nessuna ipotesi in quanto Cellino è una variabile impazzita che sfugge pure alle previsioni meteo dell&#8217;aereonautica..<br />
<strong>LA DIFESA &#8211; 6,5-</strong> L&#8217; &#8220;Europeo&#8221;Astori alza decisamente il livello del reparto che con Canini si attesa appena sopra la sufficienza e con Agostini in via di fuga verso Napoli e Pisano al quale non gli si può chiedere di più si è comportata comunque bene nel corso dell&#8217;anno, salvo episodi come i 6 gol presi a Napoli. Agazzi infine merita il 6 di stima anche se occorre lavorare ancora tanto se vuole scacciare il fantasma Marchetti.</p>
<p><strong>IL CENTROCAMPO &#8211; 6,5</strong>  Anche qui i valori sono alti grazie al duo Nainggolan-Conti che per tecnica ed esperienza hanno dato un apporto fondamentale alla stagione. IL primo con destinazioni future prossime di livello alto ( Juve), il secondo sempre più bandiera sarda, con un campionato sempre disputato a livelli altissimi e che ha ancora molto da dare alla causa rossoblu. Gli altri centrocampisti, passando da Biondini, Ekdal e Dessena, hanno sempre dato il loro contributo e Biondini nel passaggio al Genoa ci ha perduto in coronarie. Merita un capitolo a parte Cossu che fà parte del limbo tra il centrocampo e l&#8217;attacco e che nonostante un campionato al di sotto della sua fama è sempre meglio averlo in squadra che contro.</p>
<p><strong>L&#8217;ATTACCO- 5</strong> Qui abbiamo la nota dolente passando dal 7,5 di Pinilla, vero salvatore della patria e grande attaccante che Cellino deve riscattare, al 7 di Ibarbo, stella nascente rossoblù che potrà diventare nel corso degli anni quello che è stato Suazo. La nota dolente stà nel resto degli attaccanti con le delusioni Nenè ed El khabir visti più in infermieria che in campo e anche Thiago Ribeiro non per la sua qualità ma semplicemente perchè non è un giocatore che può servire ad una squadra che lotta per non retrocedere: insomma un acquisto tatticamente errato. Altro discorso a parte merita Larrivey che ha battuto il record dei gol segnati con il Cagliari ma che comunque credo sia giusto dagli l&#8217;opportunità di migliorare, andando via definitivamente.</p>
<p><strong>IL PRESIDENTE- 5</strong> Il nostro caro vulcanico, imprevedibile ed eccentrico presidente ha lasciato il segno anche quest&#8217;anno con 3 esoneri, un ripensamento ma soprattutto autore del primo trasloco di una squadra dal suo stadio e dalla sua città. Ultima azione figlia di una querelle che ormai ci si porta avanti dai tempi paleozoici e che vede contrapposto il Comune di Cagliari al presidente e che noi tutti crediamo non avrà mai fine sia a livello economico sia a livello logistico. La cosa grave è che il &#8220;trasloco&#8221; in quel di Trieste ha portato danni ai tifosi in primis, derubati di un abbonamento, di immagine perchè Trieste non è Cagliari e non perchè si trova al nord ma soprattutto ha portato il rischio di un declassamento nella serie cadetta in quanto giocarsi le partite tutte in trasferta per una squadra che non vuole retrocedere è un handicap non indifferente. Il 5 dato sembra alto alla luce di quanto scritto ma la consideriamo una media con gli acquisti di Pinilla,Ibarbo,Dessena e Ekdal che sono stati azzecatissimi. Caro Cellino l&#8217;anno prossimo si gioca in quel di Quartu quindi metti mano al portafoglio se vuoi puntare più in alto.</p>
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		<title>Ch. League: i bavaresi sognano la quinta sinfonia di fronte al proprio pubblico</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 14:54:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Gallo Stampino</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>MONACO &#8211; Dopo aver perso in poche settimane prima il campionato, regalandolo al Borussia Dortmund, poi la Coppa di Germania, con la sonora sconfitta in finale ad opera sempre dei gialloneri (5-2), il Bayern prova a rialzare la testa con la Champions League, traendo il massimo vantaggio dal fatto di giocare la finale in casa, all&#8217;Allianz Arena, contro un Chelsea con assenti importanti.</p>
<p><strong>FINALI PASSATE &#8211; </strong>Dopo la sconfitta per 2 a 0 rifilata ai bavaresi dall&#8217;Inter nella finale di Madrid, questa è la nona finale per i biancorossi, che in bacheca vantanoquattro trofei, di cui tre vinti consecutivamente tra il 1974 ed il 1976, rispettivamente contro Atletico Madrid, Leeds e Saint Etienne, mentre l&#8217;ultimo, più recente, risale al 2001 quando, a San Siro, dopo l&#8217;1-1 maturato nei tempi regolamentari prima e supplementari poi, il Bayern ebbe la meglio sul Valencia di Cuper ai rigori. Nel 1982 fu invece l&#8217;Aston Villa ad alzare la coppa di fronte ai tedeschi, grazie all&#8217;1 a 0 finale, mentre cinque anni più tardi, a Vienna, fu la volta del Porto, con il Bayern sempre sconfitto. Con lo stesso risultato il Manchester United ha battuto gli uomini dell&#8217;allora capitano Matheus nella finale di Barcellona del 1999, resa celebre dalla straordinaria rimonta inglese negli ultimi minuti, con il Bayern che all&#8217;89&#8242; conduceva per 1 a 0.</p>
<p><strong>HEYNCKES &#8211; </strong>L&#8217;allenatore dei bavaresi sembra l&#8217;uomo giusto per riportare dopo undici anni la coppa con le orecchie a Monaco: alla terza esperienza sulla panchina dei biancorossi, con loro ha già vinto due campionati a cavallo tra la fine degli anni &#8217;80 e l&#8217;inizio degli anni &#8217;90, nonchè una Champions League, alla guida del Real Madrid, nel 1998. Da non dimenticare anche la sua incredibile esperienza come calciatore, dal momento che vinse i Mondiali del 1974 con la nazionale della Germania Ovest, l&#8217;Europeo del 1972, e risultò capocannoniere ben due volte in Bundesliga, una in Champions League, una in Coppa delle Coppe e due in Coppa Uefa.</p>
<p><strong>UNICO PRECEDENTE &#8211; </strong>Il Bayern Monaco non ha bei ricordi dei <em>Blues</em>, dato che l&#8217;unica partita giocatasi tra le due squadre è stato il quarto di finale di Champions della stagione 2004/2005, con i londinesi vincenti 4-2 all&#8217;andata, mentre al ritorno ai tedeschi non riuscì l&#8217;impresa, con il risultato fissatosi sul 3-2.</p>
<p><strong>ASSENTI &#8211; </strong>Nonostante il Chelsea sia senza quattro titolari, i bavaresi non possono riderci troppo sopra, visto che saranno tre gli indisponibili per Heynckes, tutti per squalifica, essendo stati ammoniti in occasione della semifinale di ritorno giocata al Bernabeu di Madrid: David Alaba, Luiz Gustavo e Holger Badstuber. Questa volta non mancherà Ribery, come invece accadde a Madrid nel 2010 contro l&#8217;Inter, sicuramente una marcia in più per il Bayern.</p>
<p><strong>PROBABILE FORMAZIONE &#8211; </strong>Neuer; Lahm, Boateng, Van Buyten, Contento; Pranjic, Schweinsteiger; Robben, Kroos, Ribery; Gomez.</p>
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		<title>La settimana azzurra: l’ago della bilancia</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 13:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Strino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[NAPOLI –Siamo giunti alla fine di questa estenuante stagione. Finalmente arriva la gara che è stata oramai tacitamente accolta da tutti come l’ago della bilancia della stagione partenopea. Una raffica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>NAPOLI –Siamo giunti alla fine di questa estenuante stagione. Finalmente arriva la gara che è stata oramai tacitamente accolta da tutti come l’ago della bilancia della stagione partenopea. Una raffica di luce che squarcerà il sereno della serata sull’ Olimpico di Roma. Nella capitale sotto gli occhi, di parte, da nome ed origini, del Presidente della Repubblica si assegnerà la Coppa Italia. Come tutti sanno a contendersela l’armata di Conte ed i ragazzi di Mazzarri. La differenza, non potrà essere fatta dalle motivazioni: è pur sempre una finale. Siamo certi quindi, che chi ne avrà di più alzerà la coppa alla fine della partita.</p>
<p><strong>DEL PIERO vs LAVEZZI</strong> – Due uomini simbolo delle due rispettive formazioni, dovranno o, come nel caso dell’argentino, vorranno lasciare la propria formazione alla fine di quest’ultima esibizione. Si cala il sipario su due storie incredibili a modo loro. Certamente, le dovute proporzioni sono d’obbligo: innumerevoli trofei ha alzato Alessandro il Grande. Il pocho argentino, potrebbe toccare il primo. Ma l’amore della gente che segue queste due squadre, quello no, non ha grosse differenze. E questi due campioni lo hanno rappresentate degnamente negli ultimi anni. Se i due dovessero entrare in campo, non ci sarà spazio che per il sudore. Entrambi daranno tutto per far sì che l’ultima partita sia un ricordo indelebile nei loro sostenitori.</p>
<p><strong>LE SQUADRE</strong> – Soliti dubbi per Walter Mazzarri, che è stato quello più vicino a battere quest’anno la Juventus. All’andata al San Paolo, una superlativa prova di Pandev, ma sul 3-1, finisce la birra e la Vecchia Signora rimonta. Sulla fascia Dossena, fresco della sua prima doppietta in carriera a contendere il posto a Camilo Zuniga, il colombiano che a suon di buone prestazioni l’aveva scalzato dall’undici titolare. In attacco dovrà scegliere tra dare l’ultima chance a Lavezzi oppure affiancare Pandev alla coppia Hamsik (che ha ritrovato una grande forma) – Cavani. Proprio l’uruguaiano, potrebbe utilizzare la vittoria della Coppa per convincere il Napoli, senza troppo rumore a mandarlo a Londra, a giocare le Olimpiadi con la sua nazionale. Sempre che il Maestro Tabarez voglia, come ha dichiarato. Se Cannavaro non dovesse farcela, è pronto Britos a formare con Aronica e Campagnaro la difesa azzurra. Infine Dzemaili dovrebbe sostituire lo qualificato Gargano.</p>
<p>Per Conte invece l’unica defezione certa è quella di Chiellini. Il difensore esterno della nazionale sarà quasi sicuramente sostituito da Martin Caceres. Al centro del campo potrebbe esserci ballottaggio o addirittura una staffetta tra Giaccherini e Pepe, con il primo favorito sul secondo. Ma la novità principale è in attacco, dove l’allenatore bianconero riconferma dal primo minuto Alessandro Del Piero, questa volta al fianco di Mirko Vucinic.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>90 MINUTI</strong> – Un’ora e mezza (tranne prolungamenti di mezz’ora) e la stagione sarà conclusa. Una vittoria cambierebbe le sorti della stagione del Napoli, che potrebbe ritenersi soddisfatto. Una vittoria sarebbe importante anche per evitare i preliminari di Europa League ad inizio agosto. Comunque vada, a Pechino(?) ci sarà la rivincita, con il primo trofeo della prossima stagione: la Supercoppa.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Napoli, Cannavaro recupera per la finale</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 13:36:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elio Errichiello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[NAPOLI – Ormai la finale con la Juventus è a un passo e la tensione è alle stelle. Mazzarri ha già le idee chiare su chi scenderà in campo contro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>NAPOLI – Ormai la finale con la Juventus è a un passo e la tensione è alle stelle. Mazzarri ha già le idee chiare su chi scenderà in campo contro i bianconeri: Dzemaili a centrocampo prenderà il posto dello squalificato Gargano, e Dossena sarà sulla fascia sinistra. Unico dubbio resta in attacco tra Pandev e Lavezzi.<br />
Dovrebbe aver recuperato invece capitan Cannavaro, che suona la carica per la storica finale: “Farò il massimo, voglio esserci assolutamente. Il dolore man mano sta scomparendo  anche grazie al lavoro del nostro staff medico. Sono 25 anni che non vinciamo un trofeo, ci sono tutti gli ingredienti per giocare una grande partita. Voglio esserci e stringerò i denti. Non ho pensieri per la testa, sono sereno. Forse sabato ci penserò. La Juve è stata la più forte del campionato, è una finale, partita unica: si azzera tutto e ci proveremo”.</p>
<p><strong>MERCATO–</strong> Le ultime notizie di mercato riguardano tutte il Pocho Lavezzi, che sembra sempre più vicino al Psg. Intanto per il mercato in entrata pare che i dirigenti azzurri stiano pensando di fare shopping in Spagna, dove il Villareal è appena retrocesso. Il Napoli cerca un buon difensore, e starebbe pensando all&#8217;ex Udinese Zapata, mentre per l&#8217;attacco c&#8217;è in pole il vecchio pallino Giuseppe Rossi.</p>
<p><strong>CAVANI –</strong> Strana vicenda intanto quella che riguarda il Matador: Cavani ha parlato alla Tv uruguaiana dichiarando che non intende rinunciare alle Olimpiadi: &#8220;Voglio andare alle Olimpiadi, non accetterò un no da parte del Napoli. Con la società ho già parlato di questa cosa e ho spiegato che voglio far parte della Nazionale celeste. Sono disposto a lottare per riuscirci sempre che il ct Tabarez mi voglia. In caso di no da parte del Napoli, prima torno in Italia e faccio un casino che neanche s&#8217;immaginano e poi vado a Londra lo stesso&#8221;.</p>
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		<title>Roma, il pagellone 2011/12 &#8211; L&#8217;allenatore</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 11:26:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Tocci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; Tutti gli occhi su di lui. Il personaggio che più ha inciso sulla stagione della Roma (e sulla salute dei suoi tifosi&#8230;) è stato Luis Enrique. L&#8217;allenatore asturiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA &#8211; Tutti gli occhi su di lui. Il personaggio che più ha inciso sulla stagione della Roma (e sulla salute dei suoi tifosi&#8230;) è stato Luis Enrique. L&#8217;allenatore asturiano ha racchiuso in sé utopia, sogno di <em>revolución</em>, ma poi fine delle illusioni e inevitabile tramonto. Ridurre tutto al binomio odio/amore in questo caso non è banalizzare: l&#8217;<em>hombre vertical</em> della Roma ha rassegnato le dimissioni, complici risultati disastrosi, ma resta da capire se gli sconfitti siano sempre colpevoli. La redazione di Sportmain propone varie prospettive di giudizio.</p>
<p><strong>LUIS ENRIQUE</strong></p>
<p>MATTEOLI <strong>5</strong> &#8211; Non vince e non convince. Tante le aspettative e tanta la pazienza dimostrata dai tifosi durante la stagione, ma Luis la ripaga con un settimo posto (alla pari con il Parma&#8230;). Tanti gol segnati (60) ma quasi altrettanti quelli subiti (54). 14 sconfitte in campionato e ben sei punti in meno dei cugini. Cifre che parlano chiaro e descrivono un tecnico non ancora pronto a una piazza e a un campionato come i nostri. In più, l&#8217;aggravante di aver mostrato solo in poche partite il gran gioco promesso. Però, c&#8217;è un però: siamo sicuri che debolezze ed errori sarebbero continuati il prossimo anno? Siamo certi che non sarebbe stato meglio attaccarlo meno e dare più fiducia al famigerato projecto? Come lo stesso Luis ha detto un mese fa, anche Ferguson necessitò qualche anno per vincere. E poi diciamocelo, la rosa non era da Champions. Si può dire che non ha fallito, ma ci è andato molto vicino. Ha sbagliato a lasciare, doveva restare a bordo della nave nonostante il mare in tempesta. Doveva lasciare ad altri l&#8217;onore e l&#8217;onere di &#8220;cacciarlo&#8221;. Genio senza lampada.</p>
<p>SABUCCI <strong>4,5</strong> &#8211; Diciamo la verità: ci abbiamo creduto tutti, ci siamo illusi che fosse &#8220;illuminato&#8221; e alla fine ci siamo trovati con un pugno di mosche. Tra scelte strambe, partendo da Okaka a Bratislava finendo con lo scempio dello Juventus Stadium, e conferenze stampa senza ne capo ne coda il buon Lucho è diventato una barzelletta ambulante. La sua Roma non è riuscita a fare i miglioramenti che tutti si aspettavano, i gol presi sono stati quasi sempre gli stessi (imbucata centrale perenne) e la classifica parla di un settimo posto che mette i giallorossi fuori dall&#8217;Europa dopo 15 anni di partecipazioni continue. Eppure la società gli ha dato sempre la massima fiducia, lo ha protetto e coccolato credendo fermamente in lui. Ultima chicca le dimissioni, che mettono ora Baldini &#038; co nella condizione di dover ricominciare tutto da capo o quasi.</p>
<p>TOCCI <strong>5 E LODE</strong> &#8211; Voto assurdo, come talvolta lo sono le storie di calcio. Sul fallimento tecnico di Luis Enrique a Roma nessuno può obiettare. Non gli è riuscito di trasmettere alla squadra la sua idea di calcio propositivo: la Roma quasi mai ha saputo dominare gli incontri ed esprimere un buon gioco. Azzardando una metafora però, può capitare che un buon insegnante abbia cattivi studenti, e che gli stessi non mostrino dedizione e impegno, indispensabili per assimilare ciò che viene loro trasmesso. Il dubbio insomma (non certezza) è che la Roma abbia avuto un buon insegnante, scuola Barça, che ha fatto del <em>trabajo y sudor</em> una filosofia di vita, eppure non supportato dalla squadra, priva di spirito di sacrificio. Luis Enrique lascia Roma da uomo sfinito, si prenderà un anno di pausa, invece la Roma riparte, dopo l&#8217;ennesimo allenatore dimissionario, illudendosi (ancora una volta!) che il &#8220;male&#8221; sia stato debellato. Una visione utilitaristica della realtà, e così italiana, in cui chi perde è un fallito. Valgono zero i valori dello sport, il rispetto dell&#8217;avversario, dei tifosi, la volontà di vincere perché lo si è meritato, l&#8217;assunzione di responsabilità mai inquinata da alibi, un&#8217;ipotesi di deontologia dei calciatori (vedi De Rossi punito per il ritardo a Bergamo). Luis Enrique è stato sconfitto sul campo, fuori tutti contenti: il teatrino può proseguire.</p>
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		<title>Il Toro risorge contro il Sassuolo, torna primo e vede la A all&#8217;orizzonte</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 08:34:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Manella</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/mSDnr9e-9NY?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>TORINO – Dall&#8217;altare alla polvere e poi di nuovo all&#8217;altare in pochi giorni; dopo la netta sconfitta di Pescara, il Toro vince nettamente contro il Sassuolo e ritorna in testa, approfittando della sconfitta degli abruzzesi nel recupero contro il Livorno; ora per la serie A matematica bastano due punti nelle prossime due partite. </p>
<p><strong>UN TORO DIVERSO</strong> – L&#8217;impressione è stata questa già dai primi minuti. Tutto ha funzionato molto meglio rispetto alla serata di Pescara. Il meritato vantaggio è arrivato con D&#8217;Ambrosio, e suggello di una netta supremazia nel primo tempo; il Sassuolo ha tuttavia reclamato molto per un rigore non dato. All&#8217;inizio del secondo tempo la musica è diversa; il Sassuolo parte alla ricerca del pareggio e il Toro si difende come può. Il raddoppio di Basha è tanto inaspettato quanto decisivo nello spezzare gli equilibri, a il colpo di grazie per i neroverdi è il rigore sbagliato da Sansone pochi minuti dopo. A quel punto la foga degli emiliani scema e il Toro trova addirittura il tris con Meggiorini. Una serata da incorniciare per i granata dunque; il Sassuolo vede allontanarsi la promozione diretta ma resta più che mai in corsa per il terzo posto (e finora chi si è piazzato terzo  ha sempre vinto i play off).</p>
<p><strong>CHI SALE E CHI SCENDE</strong> – Se a Pescara era difficile trovare qualcuno che si salvasse, qui c&#8217;è il “problema” opposto. La difesa che sabato era irriconoscibile oggi è tornata se stessa, con il solito Ogbonna a fare da direttore e con la sorpresa D&#8217;Ambrosio; il terzino napoletano doveva partire in panchina, ma per l&#8217;infortunio di Di Cesare poco prima dell&#8217;inizio è sceso in campo e ha ripagato la fiducia con un gol e tanta sostanza. Il migliore in campo comunque è stato Vives, attraverso cui sono passati una gran quantità di palloni e di assist; il centrocampista ha anche sfiorato il gol nel primo tempo (palo da fuori area), dimostrando che il black out di Pescara era in parte legato alla sua assenza. L&#8217;attacco non ha particolarmente brillato, a parte Meggiorini che è sempre più in spolvero; poco male per il Toro comunque se questi sono i risultati!</p>
<p><strong>ORA IL MODENA PER LA A</strong> – Domenica potrebbe essere il giorno che i tifosi granata aspettano da tre anni: un successo all&#8217;Olimpico sul Modena darebbe ai ragazzi di Ventura la certezza della promozione nella massima serie. Gli emiliani sono una squadra che ha dato problemi a tutti negli ultimi mesi, ma sono tranquilli a metà classifica e non hanno più nulla da chiedere a questo campionato. Vedremo se sarà davvero così, intanto il Toro deve ancora capire se avrà a disposizione Bianchi, Di Cesare e Surraco, mentre Basha mancherà sicuramente per squalifica. </p>
<p><strong>TORINO-SASSUOLO 3-0</strong><br />
TORINO ( 4-4-2): Benussi; Darmian, D’Ambrosio , Ogbonna, Parisi; Surraco, Basha, Iori, Vives (37′ s.t. De Feudis); Bianchi (21′ p.t. Antenucci), Meggiorini (40′ s.t. Sgrigna). A disp.:  Morello, Pratali, Zavagno, Guberti. All. Ventura<br />
SASSUOLO (3-5-2): Pomini; Marzorati, Piccioni, Terranova; Gazzola, Valeri, Kofie (29′ s.t. Magnanelli), Bianchi (1′ s.t. Troianiello), Longhi (29′ s.t. Consolini); Missiroli Sansone. A disp.: Bassi, Bianco, Boakye, Bianchi, Bruno. All.: Pea<br />
Arbitro: Pinzani di Empoli (Crispo-Vivezi)<br />
Marcatori: 30′ pt, D’Ambrosio, 2′st, Basha, 35st′, Meggiorini<br />
Ammoniti: Valeri, Sansone, Cofie, Terranova, Piccioni, Basha, Iori, Parisi.</p>
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		<title>Roma, il pagellone 2011/12 – L&#8217;attacco</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 18:40:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Matteoli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Terzo giorno della settimana, terza puntata delle pagelle &#8220;a tre&#8221; della redazione romanista di Sportmain. Stavolta si completano i giudizi della rosa dei giocatori: diamo i voti all&#8217;attacco, che quest&#8217;anno ha deluso ed entusiasmato al tempo stesso.</p>
<p><strong>TOTTI</strong></p>
<p>MATTEOLI <strong>7</strong> &#8211; Dopo nove anni non va in doppia cifra in campionato. Eppure gli 8 gol in 27 partite descrivono solo in parte il leader di un gruppo di cui potrebbe, in qualche caso, far da padre. E da padre spesso porta i suoi ragazzi a scuola: lanci, assist, passaggi filtranti e solite magie. Supera un record dietro l&#8217;altro, ma è stanco e necessita aiuto in avanti e chi lo sostituisca degnamente. Il mercato estivo dia una mano a chi da 18 anni da una mano alla Roma. Superman.</p>
<p>SABUCCI <strong>6,5</strong> – A 35 anni suonati è ancora l&#8217;unico giocatore della Roma che sposta gli equilibri e nonostante il “nuovo corso” parta con l&#8217;idea di metterlo da parte ben presto diventa imprescindibile per i destini della Roma. Di sicuro non è stata la sua miglior stagione, ma a differenza di molti compagni di squadra non si è dato mai per vinto, giocando da capitano sempre e comunque.</p>
<p>TOCCI <strong>6</strong> &#8211; Personalità immensa, quando gioca lui la Roma ha carattere da vendere. C&#8217;è un però: al tridente allenatori come Luis Enrique (ma anche Montella, a quanto sembra in procinto di tornare&#8230;) chiedono pressing costante sui difensori avversari, che lui non garantisce. Senza contare che l&#8217;asturiano snatura il suo modulo (4-3-3 con ali larghe e punta centrale) per farlo giocare sempre. Imparare a fare a meno di Totti: è forse giunto il momento?</p>
<p><strong>OSVALDO</strong></p>
<p>MATTEOLI <strong>6,5</strong> &#8211; Miglior goleador giallorosso, sempre carico a mille e trascinatore dei compagni. Eppure a volte deve staccare la spina del suo carattere esplosivo: troppe le sciocchezze comportamentali. Può far gol a grappoli se aiutato dalla squadra, ma anche dal cervello. E non dite che è uguale a Batistuta&#8230; (Una)bomber.</p>
<p>SABUCCI<strong> 6</strong> – Personalmente lo ritengo giocatore di livello superiore, la cui indole “selvaggia” lo porta però spesso a compiere sciocchezze inenarrabili. E&#8217; una forza della natura che deve essere addomesticata e deve addomesticarsi per bene, altrimenti diventa dannoso. Le due espulsioni rimediate pesano sul suo voto.</p>
<p>TOCCI <strong>6,5</strong> &#8211; 11 gol in 26 partite non sono pochi (e il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=_CVYIv0ANr0" target="_blank">gol più bello</a> è annullato ingiustamente), soprattutto se spesso è obbligato a giocare in posizione defilata e non batte i rigori. Da psicanalisi le critiche che gli vengono mosse: come punta centrale, con attaccanti esterni al suo servizio (vedi Gomez al Bayern), segnerebbe a raffica. Magari l&#8217;anno prossimo&#8230;</p>
<p><strong>LAMELA</strong></p>
<p>MATTEOLI <strong>6</strong> &#8211; Lascia un River in B per una Roma &#8220;da scudetto&#8221;. Così dicevano, ma non è andata così e anche lui finisce nella tempesta. Esordio con gol, qualche buon assist e carattere da vendere per la sua età. Però El Coco, con solo 4 segnature a fine stagione, illumina il gioco a fasi alterne. CBCR: cresci bene che ripasso.</p>
<p>SABUCCI <strong>6</strong> – Giovane e discontinuo, ma al suo primo anno in A non me la sento di bocciarlo. Ha un talento cristallino e una volta preso possesso del campionato italiano diventerà un fuoriclasse assoluto. Un anno di alti e bassi con qualche “colpo di testa” eccessivo, ma il futuro è lui e in questa sua prima stagione in A mette le basi per stupire.</p>
<p>TOCCI <strong>6</strong> &#8211; Ha ventanni e qualità fuori dalla norma, naturale abbia vissuto di alti e bassi, soprattutto perchè tra Apertura, Clausura e spareggi col River, Mondiale sub-20 giocato da infortunato, la condizione fisica cala presto. Segna gol sempre notevoli e ha la cattiveria giusta per sfondare, l&#8217;impressione è che farà divertire l&#8217;Olimpico.</p>
<p><strong>BOJAN</strong></p>
<p>MATTEOLI <strong>6</strong> &#8211; Doveva far faville &#8220;perché il mister è spagnolo, lo conosce, ci pensa lui&#8221;. Alla fine sono più gli ingressi dalla panchina che le gare da titolare, e così il giovane Krkic non ricorda affatto il talentino blaugrana di uno o due anni fa. Alterna numeri a partite in cui è fuori dal gioco, ma con Montella può diventare protagonista e merita di essere atteso. Godot in giallorosso.</p>
<p>SABUCCI <strong>5,5</strong> – Il bozzolo che non diventa mai farfalla, la promessa destinata a rimanere una bugia. E&#8217; questa la sensazione che ha lasciato nel suo primo anno in giallorosso: tanto talento ma spesso fine a se stesso. Peccato perché avrebbe tutte le carte in regola per diventare un giocatore eccezionale, ma se nemmeno con il suo “padrino” Luis Enrique riesce a conquistarsi i galloni da titolare c&#8217;è da farsi qualche domanda.</p>
<p>TOCCI <strong>6</strong> &#8211; Aver giocato in una delle squadre più forti e vincenti della storia non lo facilita: fuori dal Barcelona deve imparare a camminare da solo. Alla Roma un anno tra lampi di genio e discontinuità preoccupanti, ma ha intuizioni da vero genio calcistico. Tenerlo un altro anno, come minimo.</p>
<p><strong>BORINI</strong></p>
<p>MATTEOLI <strong>6,5</strong> &#8211; Arriva senza clamore, quasi fosse l&#8217;inutile contentino last minute per i tifosi. Tanti infortuni, ma anche 9 reti in campionato che lo rendono protagonista in positivo di un annata storta per i compagni. Si guadagna l&#8217;Europeo e l&#8217;amore dei tifosi mettendo il naso (è proprio il caso di dirlo&#8230;) in azioni che da solo trasforma in gol. Inzaghi del terzo millennio.</p>
<p>SABUCCI <strong>6,5</strong> – Grinta, carattere e presenza in zona gol, non si risparmia mai e per più di un mese prende per mano l&#8217;attacco giallorosso con gol a raffica. Peccato per i due infortuni muscolari che ne hanno condizionato le prestazioni all&#8217;inizio e alla fine della stagione.</p>
<p>TOCCI <strong>6,5</strong> &#8211; La chicca del mercato estivo è lui. Arrivato come giovane promessa, anche piuttosto sconosciuta, segna in totale 10 gol, di cui alcuni decisivi, mettendosi in luce anche per lo spirito di sacrificio. Viene convocato in Nazionale per un&#8217;amichevole e pre-selezionato per gli Europei. Assieme a Destro, una delle rivelazioni più belle del campionato.</p>
<p><strong>BORRIELLO</strong></p>
<p>MATTEOLI <strong>4</strong> &#8211; Solo 7 presenze, pochi minuti in campo e zero gol. Poi la fuga a Torino, dove segna due reti e partecipa, da comparsa, al tricolore. Luis non lo ama e i suoi piedi non sono fatti per la posesiòn del balòn. Inutile per l&#8217;asturiano, è inutile anche per la Roma del futuro. Tronista pigro.</p>
<p>SABUCCI <strong>5</strong> – Quattro mesi da separato in casa per poi andare a vincere lo scudetto nella Juventus. Gioca pochissimo e quelle poche volte che Luis Enrique lo manda in campo non riesce a lasciare il segno.</p>
<p>TOCCI <strong>4</strong> &#8211; Scartato da Luis Enrique, finirà per vincere lo scudetto a Torino. Nonostante si sostenga spesso il contrario per screditare Luis Enrique, il suo contributo alla Roma non serviva (e non serve) più.</p>
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