<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2enclosuresfull.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591</atom:id><lastBuildDate>Fri, 25 Dec 2009 03:47:16 +0000</lastBuildDate><title>U Velto - Il Mondo, notizie ed immagini dai mondi sinti e rom</title><description>kroll ketane</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/</link><managingEditor>ics@sucardrom.191.it (u velto)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>2368</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/SucarDrom" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-454907536157158783</guid><pubDate>Thu, 24 Dec 2009 11:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-24T12:57:17.005+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">natale</category><title>L’alba dei Popoli</title><description>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SzNXBrpyRUI/AAAAAAAADWw/M4xCk0FNnBY/s1600-h/Dettaglio-alba-del-2-Novembre-2009-a19100379.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418770463066309954" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SzNXBrpyRUI/AAAAAAAADWw/M4xCk0FNnBY/s320/Dettaglio-alba-del-2-Novembre-2009-a19100379.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Canterò&lt;br /&gt;inni di pace e di gioia&lt;br /&gt;in luoghi e Paesi&lt;br /&gt;di voci&lt;br /&gt;e silenzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Canterò&lt;br /&gt;e danzerò fino all’alba&lt;br /&gt;per uomini, donne e bambini&lt;br /&gt;violati nei corpi&lt;br /&gt;e nell’anima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Canterò e danzerò.&lt;br /&gt;E il sole sorgerà&lt;br /&gt;ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Ringraziamo tutti per gli auguri che sono arrivati in questi giorni &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;con questa poesia di Maria Angela Zecca&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-454907536157158783?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/lalba-dei-popoli.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><media:thumbnail url="http://2.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SzNXBrpyRUI/AAAAAAAADWw/M4xCk0FNnBY/s72-c/Dettaglio-alba-del-2-Novembre-2009-a19100379.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-3139823377550426715</guid><pubDate>Thu, 24 Dec 2009 11:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-24T12:41:07.765+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">antidiscriminazione</category><title>Bosnia, Costituzione giudicata razzista dall'Alta corte europea</title><description>&lt;a href="http://www.unimondo.org/var/unimondo/storage/images/notizie/8-aprile-giornata-rom-e-sinti.-continuano-le-discriminazioni/307417-1-ita-IT/8-aprile-Giornata-Rom-e-Sinti-continuano-le-discriminazioni1_medium.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://www.unimondo.org/var/unimondo/storage/images/notizie/8-aprile-giornata-rom-e-sinti.-continuano-le-discriminazioni/307417-1-ita-IT/8-aprile-Giornata-Rom-e-Sinti-continuano-le-discriminazioni1_medium.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato il 22 dicembre, con sentenza definitiva, la Bosnia Erzegovina per non aver permesso a due cittadini di origine rom ed ebraica di presentarsi alle elezioni per il Parlamento e per la Presidenza del Paese.&lt;br /&gt;A portare all'attenzione di Bruxelles questi aspetti della Carta bosniaca Dervo Sejdic, presidente di un'associazione rom e Jakob Finci, ex presidente della comunità ebrea di Sarajevo. Entrambi contestano il rifiuto da parte delle autorità di lasciarli partecipare alle elezioni per via delle loro origini etniche. La Costituzione bosniaca riconosce in effetti due categorie di cittadini, da una parte i popoli costituenti": bosniaci musulmani, serbi e croati, e poi tutti gli altri cittadini che non appartengono a queste tre etnie.&lt;br /&gt;Per la Corte europea non vi è dubbio, si tratta di una violazione della Convenzione europea dei diritti fondamentali, che vieta la discriminazione. Le autorità elettorali bosniache avevano però chiamato in causa una disposizione della Costituzione bosniaca, secondo cui vi sono due categorie di cittadini: quelli appartenenti ai tre “popoli costituenti” (bosniaci musulmani, croati, serbi) e quelli che fanno parte delle minoranze, compresi rom ed ebrei. L’accesso alla Camera alta del parlamento e alla presidenza dello stato è riservata ai “popoli costituenti”. I giudici di Strasburgo hanno stabilito però che la continuata ineleggibilità dei due ricorrenti a ricoprire cariche pubbliche non ha un fondamento oggettivo e una ragionevole giustificazione e che quindi costituisce una violazione del diritto dei due uomini a non essere discriminati.&lt;br /&gt;Nella sua sentenza la Corte ha asserito, dando ragione cosi al governo bosniaco, che forse i tempi per abbandonare il sistema di partizione del potere tra le tre etnie “costituenti” non sono ancora maturi. Ma nonostante ciò i giudici di Strasburgo ritengono che tale sistema, frutto degli Accordi di Dayton, non debba escludere membri delle comunità che non appartengono alle etnie bosniaca, croata e serba.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-3139823377550426715?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/bosnia-costituzione-giudicata-razzista.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><enclosure url="http://www.unimondo.org/var/unimondo/storage/images/notizie/8-aprile-giornata-rom-e-sinti.-continuano-le-discriminazioni/307417-1-ita-IT/8-aprile-Giornata-Rom-e-Sinti-continuano-le-discriminazioni1_medium.jpg" length="8167" type="image/jpeg" /><media:content url="http://www.unimondo.org/var/unimondo/storage/images/notizie/8-aprile-giornata-rom-e-sinti.-continuano-le-discriminazioni/307417-1-ita-IT/8-aprile-Giornata-Rom-e-Sinti-continuano-le-discriminazioni1_medium.jpg" fileSize="8167" type="image/jpeg" /></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-8789371706266089081</guid><pubDate>Thu, 24 Dec 2009 11:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-24T12:31:23.545+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">incendio</category><title>Roma, due incendi distruggono le abitazioni di alcune famiglie rom</title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SzNQ6MgOBpI/AAAAAAAADWo/tO9y6n153mY/s1600-h/martora.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418763737375835794" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 133px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SzNQ6MgOBpI/AAAAAAAADWo/tO9y6n153mY/s200/martora.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In due “campi nomadi” a Roma sono scoppiati due incendi nella notte tra il 20 e il 21 dicembre che hanno distrutto delle baracche senza provocare feriti. Il primo, hanno riferito i Vigili del Fuoco, è avvenuto &lt;a href="http://roma.repubblica.it/multimedia/home/22218037/1"&gt;nel “campo” di via della Martora&lt;/a&gt;. Intorno all'una di notte sono intervenuti sei automezzi dei pompieri, di cui quattro autobotti, per spengere le fiamme che hanno distrutto 70 baracche e causato lievi ustioni ad un piede ad un uomo di 37 anni.&lt;br /&gt;La mattina del 21 dicembre, intorno alle 10, i Vigili del Fuoco sono intervenuti per spegnere le fiamme in un altro “campo nomadi”, di piccole dimensioni, situato all'interno di un parco nel quartiere di Monte Mario. Sette, otto baracche sono state distrutte dalle fiamme. Non ci sono stati feriti.&lt;br /&gt;Per entrambi i casi non sono ancora chiare le cause, tra le ipotesi il malfunzionamento di stufette o altro utilizzate per scaldarsi. Ad occuparsi delle indagini sono i carabinieri di Montesacro, anche se a quanto si è appreso le cause, per entrambi gli incendi, paiono accidentali. Si ipotizza il malfunzionamento di stufette o altro utilizzate per scaldarsi.&lt;br /&gt;A questo proposito l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Roma, Sveva Belviso ha sottolineato l’impegno del Comune a monitorare la situazione relativa all’incendio scoppiato domenica notte al campo rom di via La Martora dichiarando che “gli operatori della Sala Operativa Sociale sono intervenuti ma non è pervenuta loro alcuna richiesta di assistenza da parte delle persone coinvolte nell'incendio, che sono state ospitate da parenti e amici presenti nel campo”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-8789371706266089081?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/roma-due-incendi-distruggono-le.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SzNQ6MgOBpI/AAAAAAAADWo/tO9y6n153mY/s72-c/martora.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-3444654329578783807</guid><pubDate>Thu, 24 Dec 2009 11:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-24T12:16:45.026+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">antirazzismo</category><title>Il Ministro Maroni perde l’ennesima buona occasione per arginare il razzismo in Italia</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SzNNhOGlA6I/AAAAAAAADWg/wS_QijFwHCs/s1600-h/maroni+444.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418760009773548450" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 120px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SzNNhOGlA6I/AAAAAAAADWg/wS_QijFwHCs/s200/maroni+444.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Un codice di autoregolamentazione per prevenire i reati nel web è la soluzione emersa dall'incontro tra il ministro Maroni e gli operatori convocati in relazione ai contenuti apparsi sul web dopo l'aggressione a Berlusconi&lt;br /&gt;«La strada da seguire è quella di un accordo fra tutti, definendo un codice di autoregolamentazione che coinvolga i soggetti interessati, evitando interventi d'autorità». Lo ha dichiarato ieri pomeriggio al Viminale il ministro dell'Interno Maroni al termine di una riunione con i gestori di rete e i rappresentanti dei social network, alla quale hanno partecipato anche il vice ministro delle Comunicazioni Paolo Romani, il capo della Polizia Antonio Manganelli, il consigliere ministeriale con delega alla sicurezza informatica Domenico Vulpiani, il capo della Polizia postale Antonio Apruzzese.&lt;br /&gt;Gli operatori erano stati convocati per un incontro interlocutorio dopo la comparsa nel web di siti e gruppi che incitavano alla violenza a seguito dell'aggressione al premier Berlusconi avvenuta il 13 dicembre scorso a Milano.&lt;br /&gt;La linea indicata da Maroni è quella di «un grande accordo di responsabilità fra tutti gli operatori, evitando interventi d'autorità ma ottenendo ugualmente il risultato», cioè contemperare la tutela della libertà di espressione con la necessità di rimuovere da Internet «contenuti che integrino gravi reati». La soluzione migliore è, dunque, un codice di autoregolamentazione che sarebbe, ha aggiunto Maroni, «il primo caso al mondo» e che dovrà essere elaborato e approvato «in tempi rapidi, per combattere il proliferare di gruppi che inneggiano all'omicidio, al terrorismo e alla mafia».&lt;br /&gt;Giusto combattere il proliferare di gruppi che inneggiano all'omicidio, al terrorismo e alla mafia ma non si capisce il motivo per il quale il Ministro Maroni non creda che sia necessario inserire anche quei gruppi che inneggiano al razzismo e/o alla discriminazione dei “diversi” o alimentano la xenofobia. Ci sembra che il Ministro abbia perso di nuovo una buona occasione.&lt;br /&gt;Le proposte emerse nell'incontro di ieri e quelle che seguiranno saranno esaminate e valutate all'inizio del nuovo anno nel corso di un tavolo di lavoro. L'obiettivo è individuare procedure efficaci che intervengano immediatamente dopo la segnalazione di siti o gruppi che istigano alla violenza o a commettere reato. Speriamo che anche i reati di discriminazione e razzismo siano inseriti nelle procedure adottate.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-3444654329578783807?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/il-ministro-maroni-perde-lennesima.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><media:thumbnail url="http://3.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SzNNhOGlA6I/AAAAAAAADWg/wS_QijFwHCs/s72-c/maroni+444.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-5958754205294442659</guid><pubDate>Wed, 23 Dec 2009 09:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-23T10:26:20.498+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">natale</category><title>Auguri di Buone Feste a tutti</title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SzHiNRZ_IDI/AAAAAAAADWI/T8R0XrRNz40/s1600-h/buone+feste.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418360544341991474" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 142px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SzHiNRZ_IDI/AAAAAAAADWI/T8R0XrRNz40/s320/buone+feste.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Quest’anno l’associazione Sucar Drom e l’Istituto di Cultura Sinta augurano Buone feste, donando la trascrizione dell’intervento del Vice presidente della Camera dei Deputati, On. Maurizio Lupi, pronunciato durante la commemorazione per il 71° dalla promulgazione delle Leggi Razziali, il 16 dicembre 2009.&lt;br /&gt;Abbiamo fatto questa scelta perché l’intervento del Vice Presidente Lupi ha un valore storico eccezionale. Per la prima volta nel cuore dello Stato italiano, il Parlamento, si è affermato che i Sinti e i Rom hanno subito una persecuzione su base razziale durante il fascismo. Inoltre, all’intervento del Vice Presidente Lupi riconosciamo un valore politico attuale che non ha precedenti in Italia e che accogliamo con soddisfazione.&lt;br /&gt;Invitiamo quindi a leggere l’intervento e a diffonderlo nelle Istituzioni e nella società civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Commemorazione per il settantunesimo&lt;br /&gt;dalla promulgazione delle Leggi Razziali in Italia&lt;br /&gt;L’internamento dei Rom e dei Sinti tra il 1940 e il 1943&lt;br /&gt;Camera dei Deputati, Sala del Mappamondo, 16 dicembre 2009&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Intervento del Vice Presidente alla Camera, On. Maurizio Lupi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono particolarmente onorato di avere l’opportunità di partecipare a questa cerimonia di commemorazione con cui per la prima volta nella storia del Parlamento Italiano si intende far riemergere alla dignità della memoria eventi tragici che hanno riguardato le popolazioni rom e sinte nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, accumunandone le sofferenze a quelle delle altre componenti sociali perseguitate per motivi razziali.&lt;br /&gt;Il periodo in cui tali eventi storicamente si collocano riveste ormai nel sentimento comune la valenza simbolica della negazione, dell’annientamento delle identità diverse rispetto ad un modello artificiosamente concepito e brutalmente imposto come dominante rispetto a tutti gli altri.&lt;br /&gt;A questo simbolo di negazione e di morte, la commemorazione odierna contrappone il valore parimenti simbolico di un incontro nella sede più alta della rappresentanza politica che in un sistema democratico e pluralista costituisce luogo istituzionale privilegiato del dialogo e dell’accreditamento reciproco fra tutte le identità culturali.&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Io credo che in un periodo come questo, siano importanti anche i segni, i segni e i gesti a cui i nostri cittadini possano guardare, perché mai come oggi c’è bisogno di positività, di esempi positivi. Di segni che più che le parole possono parlare, possono raccontare e possono dire la direzione da seguire.&lt;br /&gt;Nella vita di ognuno di noi seguire qualcuno o qualcosa vale sempre di più che discutere o dialogare – da questo punto di vista.&lt;br /&gt;Per dialogare ed accreditarsi reciprocamente occorre in un primo luogo conoscersi ed avere consapevolezza che anche se divisi o diversi nell’appartenenza culturale o etnica si può riscoprire un passato di comune sofferenza su cui può fondarsi un presente di comprensione e di solidarietà.&lt;br /&gt;In tal senso la rievocazione storica delle persecuzioni subite dalle minoranze rom e sinte tra il 1941 e il 1945 alimenta in tutti noi la consapevolezza di quanto queste popolazioni facciano a pieno titolo parte della storia europea.&lt;br /&gt;La storia europea è una storia di popoli, di identità e di valori. E l’Europa e l’unione dell’Europa, è l’unione di queste identità, di questi valori. Questo non dobbiamo mai dimenticarcelo. Proprio perché la radice è comune e riguarda l’identità e l’idea di persona che esprime negli ideali e nei valori, nella sua storia, il giudizio sulla storia, il senso della vita di un popolo e il ruolo che la vita di un popolo può avere in un territorio e in un contesto geografico.&lt;br /&gt;Una storia che tuttavia fin dal primo provvedimento che nel 1492 formalmente li accumunò a ebrei e mori nell’espulsione dal regno di Spagna, ci appare prevalentemente scandita da forme di discriminazione tendenti a relegarle ai margini della vita civile.&lt;br /&gt;Rispetto a questa storia complessiva appunto, il periodo tra il 1940 e il 1945 rappresenta una fase drammatica, di drammatica cesura culturale in cui per la prima volta la persecuzione razziale assume una tale estensione e sistematicità da tramutarsi in progetto di genocidio.&lt;br /&gt;Non si trattava più come spesso era accaduto in passato di catalizzare su determinate componenti sociali minoritarie la colpa dei mali che nelle diverse epoche affliggevano le comunità nazionali, ma di eliminare totalmente dal contesto sociale i soggetti ritenuti indegni di esistere.&lt;br /&gt;Per reagire fermamente alla mostruosità di tali concetti disumani, tutte le costituzioni del secondo dopoguerra, fra cui in primo luogo la Costituzione Italiana, concepirono il principio di non discriminazione e il riconoscimento dei diritti alla persona umana come fondamenti necessari ed imprescindibili della comunità nazionale e dello stato democratico.&lt;br /&gt;Sappiamo bene tuttavia che la pur necessaria proclamazione formale dei principi e dei diritti deve essere costantemente accompagnata da azioni positive degli individui, delle persone e delle istituzioni per rafforzare lo spirito della convivenza civile e dissipare i pregiudizi che tuttora alimentano atteggiamenti di intolleranza e di antagonismo antropologico.&lt;br /&gt;Quell’espressione formale che è sostanziale che nella nostra costituzione è contenuta ha la necessità di essere applicata attraverso la responsabilità di ognuno di noi, attraverso la responsabilità dell’azione della libertà della persona che declina quei principi in esempi, in testimonianze, in una costruzione di una società che ha fondamenta vere e che si fondano su quei principi costituzionali.&lt;br /&gt;Una sia pur sommaria ricognizione di quanto in tal senso è stato fatto finora, evidenzia una costellazione di iniziative in parte affidate a livelli di governo locale e al prezioso apporto del volontariato, all’insegna del principio di sussidiarietà istituzionale sia verticale, quello dallo Stato agli Enti Locali, che a quello orizzontale, cioè quella della molteplicità di soggetti che animano le iniziative dei cosiddetti corpi sociali.&lt;br /&gt;Queste esperienze tuttavia per quanto rappresentino preziosi e lodevoli espressioni di una diffusa consapevolezza del dovere di inclusività sociale di tutte le componenti etniche presenti sul territorio permangono in gran parte ispirate a logiche emergenziali caratterizzate da una frammentazione localistica che non garantisce omogeneità di trattamento su tutto il territorio nazionale.&lt;br /&gt;Noi non dobbiamo esprimere la solidarietà solo nella fase emergenziale, ma la solidarietà, la sussidiarietà, il principio di attuazione della dignità della persona, è il fondamento di una costruzione normale e quotidiana del convivere civile.&lt;br /&gt;Si esprime in maniera clamorosa ed evidente quando un’emergenza esplode, quando un fatto clamoroso diventa e apre un caso di discriminazione sotto gli occhi di tutti, ma dovrebbe questo richiamare a un comportamento quotidiano, cioè ad una responsabilità quotidiana.&lt;br /&gt;E’ forse giunto il momento di far evolvere questo modello di tipo assistenziale verso forme più compiute di progettualità politica, che proprio in quanto finalizzate a garantire una sostanziale parità di condizioni nell’ambito dell’intera comunità nazionale trovino nel Parlamento nazionale il principio referente istituzionale e la principale sede di elaborazione.&lt;br /&gt;In questa prospettiva vedo tre possibili ambiti di confronto politico e di costruzione comune nel luogo principe del confronto politico che è il Parlamento. Primo, quello relativo all’individuazione di condizioni basilari di inserimento delle minoranze rom e sinte nei contesti residenziali, lavorativi, sociali e sanitari che garantiscano loro una dignità di condizioni di vita, ed alimentino nella collettività una percezione positiva della loro presenza sul territorio. In secondo luogo quello relativo ad un percorso teso al riconoscimento dello status di minoranze linguistiche ribadendone in tal modo la titolarità a particolari forme di tutela. In terzo luogo quella di un’azione informativa conoscitiva ed educativa a vasto raggio, attraverso cui alimentare una diffusa consapevolezza che grazie al miglioramento delle condizioni di vita e di interazione di questa etnia con la società italiana è possibile innescare circuiti virtuosi di rispetto reciproco e di pacifica convivenza sociale.&lt;br /&gt;Sono ovviamente consapevole che si tratta di un percorso, quindi di una strada che insieme dobbiamo fare, e anche se in parte attivato si presenta ancora pieno di incognite, di asperità.&lt;br /&gt;Percepisco tuttavia però un dovere precipuo della politica per la promozione della persona umana nei diversi contesti e nella rete di relazioni sociali, economiche e culturali in cui si esplica e quali che siano le difficoltà da affrontare per conseguire a tal fine decisioni condivise.&lt;br /&gt;Come cattolico interpreto per altro questo obiettivo come un valore fondante dell’impegno laicale cristiano, di quell’impegno che il 26 settembre 1965 un grande Pontefice volle testimoniare alle comunità nomadi convenute a Roma da tutta Europa, accogliendo un messaggio preciso: “Voi nella Chiesa non siete ai margini - disse in quell’occasione Paolo VI- ma sotto certi aspetti voi siete al centro, voi siete nel cuore della Chiesa”.&lt;br /&gt;Trovo che queste parole, pronunciate allora da una guida spirituale, possano trovare oggi accoglienza anche secondo un’accezione laica, che è quella che spetta a me e a noi come rappresentanti delle Istituzioni, non solo di comprensione umana ma di solidarietà, di costruzione di una società dove questi principi diventano fondamenti stabili.&lt;br /&gt;Permettetemi concludendo questo piccolo contributo che ho voluto dare a questa commemorazione di dire anche che oggi questa commemorazione avviene assieme alla decisione presa dall’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati, appena concluso, di istituire l’Osservatorio nel Parlamento italiano, l’Osservatorio Parlamentare sul Razzismo nel nostro Paese.&lt;br /&gt;I Presidenti di questo osservatorio sono il Vice Presidente della Camera Bindi e il sottoscritto. Abbiamo chiesto ad alcuni colleghi, come Ufficio di presidenza parlamentare, di partecipare. E’ un osservatorio molto ristretto, composto da otto membri, che vuole coinvolgere e vuole interloquire con il lavoro che le Istituzioni fanno riguardo al tema del razzismo. Ma vuole coinvolgere ed evidenziare come il Parlamento deve essere il luogo principale di dialogo, di confronto e di recepimento della vita della società civile.&lt;br /&gt;Mi sembra un bel gesto come quello dell’anno scorso, con l’istituzione che abbiamo fatto con il Presidente Fini di una targa, nella nostra Sala principale, di memoria e di ricordo di quanto accaduto. Oggi, in occasione di questa commemorazione, viene dato un segnale forte dal Parlamento Italiano con la costituzione dell’Osservatorio sul Razzismo. Credo che questo vada nella direzione non solo di ricordare o commemorare, ma partendo dalla storia di poter non dimenticare la storia perché si viva il presente ma si guardi al futuro. E’ solo radicandosi nella storia di ognuno di noi che si può vivere con certezza il presente e si può guardare con positività al futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Trascrizione a cura di Luca Dotti (associazione Sucar Drom) dalla registrazione video/audio della Camera dei Deputati (&lt;/em&gt;&lt;a href="http://webtv.camera.it/portal/portal/default/Eventi/Rom"&gt;&lt;em&gt;http://webtv.camera.it/portal/portal/default/Eventi/Rom&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;).&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-5958754205294442659?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/auguri-di-buone-feste-tutti.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SzHiNRZ_IDI/AAAAAAAADWI/T8R0XrRNz40/s72-c/buone+feste.JPG" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-125048046888398545</guid><pubDate>Wed, 23 Dec 2009 09:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-23T11:41:45.754+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">dolore</category><title>Bologna, la commemorazione dei Sinti vittime della banda della uno bianca</title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SzHz2mvqP4I/AAAAAAAADWY/b_2b0UbdL8o/s1600-h/momento+alle+vittime+della+uno+bianca.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418379946142351234" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 150px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SzHz2mvqP4I/AAAAAAAADWY/b_2b0UbdL8o/s200/momento+alle+vittime+della+uno+bianca.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Questo pomeriggio si terrà una cerimonia di dialogo e preghiera in ricordo dei Sinti assassinati nel "campo nomadi" di via Gobetti. La mattina del 23 novembre 1990 furono uccisi, dalla banda della "Uno bianca", Patrizia Della Santina e Rodolfo Bellinati. L’iniziativa, che si terrà alle ore 15.00, in via della Beverara 123, nella sala Auditorium del Museo della Civiltà industriale, è promossa dall’Anpi e dal Comitato antifascista del Navile con il patrocinio del quartiere Navile, in collaborazione con le parrocchie cattoliche della Beverara, dell’Arcoveggio, della Missione Evangelica Zigana di Bologna e dell’associazione Sinti Italiani di Bologna.&lt;br /&gt;Al ricordo interverrà la comunità sinta di Bologna, i Sinti italiani parenti delle vittime, alcune associazioni di rappresentanza nomade e la cittadinanza che non vuole dimenticare l’orrore provocato dalle stragi della "Uno bianca".&lt;br /&gt;La cerimonia verrà introdotta da Leonardo Barcelò, consigliere comunale di Bologna. Ad un momento di raccoglimento e preghiera con monsignor Giovanni Catti, don Nildo Pirani, don Luciano Galliani, il ministro di culto Luigi Chiesi della chiesa evangelica Mez di Bologna. Seguiranno dei brevi interventi di dialogo per agevolare la conoscenza fra i presenti. Al termine della cerimonia verrà deposta una corona di alloro al cippo che ricorda le due vittime.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-125048046888398545?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/bologna-la-commemorazione-dei-sinti.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SzHz2mvqP4I/AAAAAAAADWY/b_2b0UbdL8o/s72-c/momento+alle+vittime+della+uno+bianca.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-7695376896343197605</guid><pubDate>Wed, 23 Dec 2009 08:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-23T11:33:55.460+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">antirazzismo</category><title>Roma, l'osservatorio sui fenomeni di xenofobia e razzismo</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SzHx-TGSmvI/AAAAAAAADWQ/0-r4w9EsxIg/s1600-h/lupi_maurizioR375.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418377879284259570" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 136px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SzHx-TGSmvI/AAAAAAAADWQ/0-r4w9EsxIg/s200/lupi_maurizioR375.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La Presidenza della Camera dei deputati ha istituito un «Osservatorio sui fenomeni di xenofobia e razzismo diretto alla sensibilizzazione su tali tematiche, al monitoraggio e alla valorizzazione delle attività svolte in materia da organismi pubblici e privati».&lt;br /&gt;«L'Osservatorio - si legge in una nota dell'ufficio stampa - che si è riunito per la prima volta questa mattina a Montecitorio, si compone pariteticamente di otto deputati, scelti dalla Presidenza sulla base delle esperienze già acquisite sulla materia, con riferimento ai diversi profili in cui essa potrà articolarsi, ed è coordinato dai Vicepresidenti della Camera Rosy Bindi e Maurizio Lupi (in foto), nella qualità di Presidenti, rispettivamente, del Comitato di vigilanza sull'attività di documentazione e del Comitato per la comunicazione e l'informazione esterna».&lt;br /&gt;«Per quanto riguarda le sue funzioni, l'Osservatorio si occuperà in particolare di: monitorare le attività svolte in materia da organismi pubblici e privati; realizzare studi e dossier tematici e promuovere una strategia di comunicazione volta alla sensibilizzazione, con particolare riferimento al mondo scolastico; collegarsi con analoghe iniziative promosse da altre Istituzioni, con particolare riferimento alle altre Assemblee legislative ed organizzare una Conferenza annuale per il raccordo tra le Istituzioni e gli organismi della società civile».&lt;br /&gt;«I componenti dell'Osservatorio, oltre ai Vicepresidenti della Camera, Bindi e Lupi, sono i seguenti deputati: Souad Sbai, Fiamma Nirenstein, Margherita Boniver, Marco Giovanni Reguzzoni, Jean Touadi, Fabio Evangelisti, Savino Pezzotta». da &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.ilmessaggero.it/"&gt;Il Messaggero&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-7695376896343197605?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/roma-losservatorio-sui-fenomeni-di.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><media:thumbnail url="http://3.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SzHx-TGSmvI/AAAAAAAADWQ/0-r4w9EsxIg/s72-c/lupi_maurizioR375.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-3665014189411735969</guid><pubDate>Tue, 22 Dec 2009 16:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-22T17:32:45.672+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">partecipazione</category><title>Time for Responsibilities, estratti dal diario di Vikttoriia Dubìnina</title><description>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SzDxHQlqkNI/AAAAAAAADVo/DKnwaRRuJCw/s1600-h/domari+society.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418095458741031122" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SzDxHQlqkNI/AAAAAAAADVo/DKnwaRRuJCw/s200/domari+society.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Si è svolta dal 10 al 17 ottobre 2009 una delle più grandi Missioni di Pace mai realizzate dall’Italia a Gerusalemme, in Israele, e nei territori palestinesi occupati. La missione è stata contrassegnata dal motto “&lt;a href="http://www.perlapace.it/download/SchedaTfR.doc"&gt;Time for Responsibilities&lt;/a&gt;”, parole mutuate da quelle pronunziate dal Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama che al Cairo il 4 giugno scorso ha detto: “Per giungere alla pace in Medio Oriente, è ora che israeliani e palestinesi - e noi tutti con loro – ci assumiamo le nostre responsabilità”.&lt;br /&gt;La missione di pace ha visto la partecipazione di oltre quattrocento italiani provenienti da 127 città italiane: semplici cittadini, giovani, studenti e insegnanti, sportivi e artisti, giornalisti, amministratori locali (84 gli Enti Locali presenti) e rappresentanti di associazioni. L’&lt;a href="http://www.sucardrom.eu/"&gt;associazione Sucar Drom&lt;/a&gt; ha partecipato alla missione con la Consigliera Vikttoriia Dubìnina che è partita da Mantova insieme alla delegazione della Provincia di Mantova.&lt;br /&gt;Una missione, organizzata dal Coordinamento degli Enti Locali per la Pace, tutta italiana, per andare incontro al popolo palestinese e al popolo israeliano e per ascoltare le loro voci. Durante la missione si sono svolti incontri con politici israeliani e palestinesi, con associazioni ma anche con semplici cittadini a Gerusalemme, Betlemme, Hebron, Birzeit, Nablus, Jenin, Ramallah, Tel Aviv, Nazareth, Misgav-Sachnin, Jazza, Haifa, Sderot, Neve Shalom.&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Yad Vashem&lt;/strong&gt;. Mercoledì 14 ottobre 2009 la Missione è andata in visita al Museo Yad Vashem (un memoriale e un nome), il memoriale ufficiale di Israele delle vittime ebree dell'olocausto fondato nel 1953. La visita è iniziata da una rievocazione dei drammatici avvenimenti che portarono alle persecuzioni razziali e all’Olocausto degli Ebrei in Europa, durante il fascismo e il nazismo. Il museo è una testimonianza delle vite distrutte dalla furia cieca del razzismo. Il museo è composto da una sala memoriale, un museo storico, una galleria d'arte, una Sala dei Nomi, un archivio, "la valle delle comunità perdute" ed un centro educativo. Presso il museo esiste un giardino, il giardino dei Giusti tra le nazioni dove vengono onorati coloro che, spesso a rischio della propria vita, salvarono degli ebrei dallo sterminio. Ancor oggi si continua la ricerca su chi è scomparso nel nulla e si invitano le persone che visitano il museo a collaborare se hanno conoscenza di fatti legati alla Shoah.&lt;br /&gt;Prima dell’inizio della conferenza al museo, la Consigliera Vikttoriia Dubìnina ha incontrato il Direttore dello Yad Vashem, Avner Shalev, a cui ha consegnato le pubblicazioni dell’Istituto di Cultura Sinta sul Porrajmos, la persecuzione su base razziale subita da Sinti e da Rom, durante il fascismo e il nazismo. Le pubblicazioni sono due libri: “Porrajmos, la persecuzione razziale dei Rom e dei Sitni durante il periodo nazi-fascista” di Virginia Donati (2003) e “Porrajmos, altre tracce sul sentiero per Auschwitz” di Vari Autori (2006); la mostra fotografica/documentaria: “Porrajmos, altre tracce sul sentiero per Auschwitz” (2007), realizzata in collaborazione con l’associazione Nevo Drom. Avner Shalev ha ringraziato per la donazione dei due libri e della mostra fotografica/documentaria che sono entrate a far parte della collezione della Biblioteca del Museo. Rachel Cohen, della Biblioteca, ha scritto all’Istituto che la donazione è importante perché il museo raccoglie da alcuni anni non solo il materiale sulla Shoah ma anche i documenti che afferiscono a quanto successo in quel periodo storico per offrire sia nuovo materiale di studio per studiosi e ricercatori ma anche una risorsa di conoscenza per le generazioni future.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Domari Society&lt;/strong&gt;. Sempre Mercoledì 14 ottobre 2009, la Consigliera Vikttoriia Dubìnina con una delegazione della Provincia di Mantova ha incontrato Amoun Sleem, Presidente della &lt;a href="http://www.wix.com/domarisociety/domari-society-website/"&gt;Domari Society&lt;/a&gt;, l’associazione che rappresenta la minoranza dom. I Dom sono una delle grandi minoranze, insieme a Sinti e Rom, che sono migrate dalla penisola indiana, a partire dall’Anno Mille. Questa minoranza vive schiacciata dal conflitto Israele-Palestinese, infatti i Dom sono presenti sia sul territorio palestinese che su quello israeliano.&lt;br /&gt;La Domari Society ha la sua sede a Gerusalemme. Questo il diario dell’incontro&lt;br /&gt;Il quartiere che ospita l’associazione si trova in una periferia urbana non ricca ma dignitosa. La visione d’insieme è quella di sobrie costruzioni, cubiche e bianche, circondate da piccoli giardini che servono da ingresso a più abitazioni. La Domari Society ha sede in una di queste abitazioni, si differenzia solo per il cortile-giardino proprio.&lt;br /&gt;Arriviamo con un taxi guidato da un appartenente alla minoranza dom. Entrando nel cortile vediamo da un lato giovani, ragazze e ragazzi, che siedono in conversazione ascoltando musica; davanti a noi c’è invece un grande tavolo dove in presenza di due volontarie, venute dagli Stati Uniti d’America, cinque o sei bambini fanno i compiti. Per entrare all’interno passiamo vicino a questo tavolo lo studio si svolge in un’atmosfera di serenità.&lt;br /&gt;Ci viene incontro Amoun Sleem che ci offre subito un the aromatico, pasticcini e caffè. Si unisce al gruppo anche un giovane canadese, è uno studente universitario che insieme come le due volontarie americane rimarrà per un anno di servizio presso la Domari Society. Amoun Sleem ci spiega che la minoranza dom risiede a Gerusalemme da cinque secoli, si era stabilita nel quartiere di Wadi Joz a Gerusalemme Est e nelle mura della città vecchia vicino alla porta “Lions’ Gate”. E’ in questa zona che risiede la famiglia di Amoun Sleem. La Domari Society fu fondata nel 1999. Dal 2005 è aperto il “Community Center”. Conversando visitiamo il centro. Oltre al tinello-salotto dove abbiamo gustato il caffè ci sono altri locali; quello per l’esposizione degli oggetti che vengono confezionati nella sartoria e nei laboratori artigianali, un ufficio modernamente arredato e una grande sala-sartoria con macchine per cucire e magazzino con stoffe varie. A Gerusalemme, nella città vecchia, la Domari Society gestisce due negozi dove si vendono i prodotti confezionati dalle donne. Non hanno una produzione tale da poter sostenere una maggior espansione commerciale.&lt;br /&gt;Amoun Sleem ha spiegato che la minoranza dom subisce spesso discriminazioni sia da parte palestinese che da quella israeliana per i soliti pregiudizi e sono respinti in quanto la maggior parte vive come mendicanti. Inoltre, molte famiglie dom sono scappate in Giordania per le continue guerre. Tant’è che la minoranza dom, presente in Israele e Palestina, risulta oggi dimezzata.&lt;br /&gt;Le relazioni con le Autorità israeliane sembrano solo di tipo assistenziale, pochi o quasi nessuno ne conosce la lingua e le abitudini. Della Shoah non si sa nulla o non se ne parla. C’è però anche una realtà fatta di persone inserite nel mondo del lavoro quali autisti di taxi, di autobus, di pullman che godono certi privilegi. Da qualche anno il Governo israeliano assiste le famiglie dom con un contributo per lo studio. Non si hanno figure politiche che possano rappresentare la minoranza dom che viene ignorata come avviene anche con le minoranze beduine.&lt;br /&gt;Solo da poco si hanno contatti intimi con i palestinesi in quanto ci sono stati dei matrimoni misti. Pochi uomini riescono a trovare lavoro, se lo trovano è nella nettezza urbana. Vi sono problemi abitativi, nella città vecchia gli edifici sono diroccati e spesso le famiglie vivono in ambienti inadatti al numero delle persone. I Dom si trovano nel territorio da molto prima dei palestinesi ma essendo una minoranza non vengono presi in considerazione.&lt;br /&gt;Soprattutto tra i giovani pochi ammettono di appartenere alla minoranza dom. Si hanno molte abitudini simili con i palestinesi, nella maggior parte sono musulmani, vestono nello stesso modo, anche la cucina è simile a quella palestinese.&lt;br /&gt;La Domari Society è nata soprattutto per appoggiare i bambini negli studi e per dare una formazione professionale agli adulti. Importante è anche l’attività politica per esigere dalle Autorità israeliane l’assistenza medica che tempo fa non si aveva.&lt;br /&gt;L’attività principale oggi della Domari Society, insieme a quella relativa all’istruzione, è a favore delle donne. Per questa ragione sono state avviate delle attività di sartoria e di produzione di oggetti artigianali (flauti, piccoli girelli, borse…) che vengono venduti sia nel Community Center che nei due negozi nel centro di Gerusalemme. Un’altra attività svolta è quella per la tutela della lingua e della cultura dom. La lingua dom si sta perdendo perché è orale. Soprattutto i giovani parlano il palestinese di Gerusalemme e si studia l’inglese che è ormai la lingua più parlata in Israele.&lt;br /&gt;L’attivismo a favore delle donne di Amoun Sleem non è ben visto da tutta la comunità dom di Gerusalemme, in particolare dagli uomini. Non è facile convincere gli uomini dom ad uscire da una certa chiusura e sono i giovani che tendono ad ignorare le regole scontrandosi con gli anziani.&lt;br /&gt;Gli ostacoli maggiori per le ragazze si hanno nel proseguire gli studi superiori. Molte donne e alcuni giovani sono infermieri ma non possono essere medici perché l’iscrizione all’università è legata alla situazione economica.&lt;br /&gt;Le ultime parole di Amoun Sleem, prima dei saluti, sono state: “se gli uomini ascoltassero di più le donne le cose andrebbero meglio”. Salutandoci è stato chiesto ad Amoun Sleem di venire in Italia per conferenze che svelino di più i loro problemi e per prendere contatto con le altre comunità sinte o rom italiane ma anche europee. La proposta le è sembrata interessante. di &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.sucardrom.eu/"&gt;Vikttoriia Dubìnina&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In foto, da sinistra: Sabrina Pinardi (Mantova TV), Luigia Trabalza (insegnate di Bergamo), Vikttoriia Dubìnina (Sucar Drom), Amoun Sleem (Domari Society), Laura Pradella (Presidente del Consiglio Provinciale di Mantova) Gino Goffetti (Mappamondo e Coordinamento per la Pace di Mantova), in basso al centro Nicolò Agosta (Diocesi di Mantova)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-3665014189411735969?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/time-for-responsibilities-estratti-dal.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><media:thumbnail url="http://2.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SzDxHQlqkNI/AAAAAAAADVo/DKnwaRRuJCw/s72-c/domari+society.JPG" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-8339300216676424842</guid><pubDate>Sun, 20 Dec 2009 18:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-20T19:20:30.967+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">chiesa</category><title>Roma, dal Maggiore ai Rom in dono l'albero di Natale</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/Sy5q4KE6A1I/AAAAAAAADVg/C2cKTzPhU6E/s1600-h/Lojudice.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5417384914783437650" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/Sy5q4KE6A1I/AAAAAAAADVg/C2cKTzPhU6E/s200/Lojudice.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In vista del prossimo sgombero del campo rom Casilino 900 - previsto entro la metà di gennaio - il pontificio Seminario Romano Maggiore ha donato agli abitanti un albero di Natale. Un grande abete che, dopo essere stato allestito con decorazioni artigianali realizzate da alcuni maestri ramai del campo, verrà consegnato al sindaco di Roma Gianni Alemanno.&lt;br /&gt;«L’idea - spiega don Paolo Lojudice (in foto), direttore spirituale del Seminario - è che il sindaco custodisca l’albero fino al giorno in cui l’ultima famiglia sarà riuscita a sistemarsi nelle nuove abitazioni promesse dall’amministrazione comunale».Un regalo simbolico, per ricordare alle autorità gli impegni presi con i rappresentanti delle associazioni che da mesi seguono la vicenda del Casilino 900. «La donazione di un albero di Natale agli abitanti del Casilino è un gesto molto semplice - chiarisce don Paolo - che rientra in un cammino che stiamo facendo con loro già da alcuni anni. La scorsa Pasqua, ad esempio, piantammo insieme un ulivo, anche in quel caso simbolico di un rapporto fra noi e loro e della speranza in un futuro di stabilità e pace per gli abitanti del campo».&lt;br /&gt;E all’albero di Natale donato dal Seminario il 16 dicembre si è aggiunto un piccolo presepe, offerto in dono dal commissario provinciale della Croce Rossa italiana Marco Squicciarini, in visita al campo insieme con Cristopher Lamb, ambasciatore della Croce Rossa internazionale. «La Croce Rossa vuole dare un taglio umanitario all’approccio della risoluzione dei problemi legati alla popolazione rom - ha spiegato Squicciarini al termine della visita - per questo ho chiesto a Lamb di portare questo messaggio a livello europeo, per trovare soluzioni uniche».&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda le circa 800 persone che vivono al Casilino 900, al momento l’obiettivo del Comune sarebbe quello di collocare i nuclei familiari presso altri insediamenti rom nella Capitale o, nel caso di bambini, donne, anziani e malati, in via temporanea presso istituti di accoglienza. La questione resta aperta, e del problema si è parlato anche in occasione dell’incontro - svoltosi sempre il 16 dicembre - tra operatori sociale e comunità rom, sugli strumenti da mettere in campo contro le discriminazioni. In quella circostanza, Mirko Grga mediatore della cooperativa Ermes (ex Capodarco, da molti anni convenzionata con il Comune per interventi a favore della minoranza rom) ha ricordato «l’urgenza dell’eliminazione dei campi nomadi attraverso l’assegnazione di case popolari ai rom secondo criteri che promuovano l’integrazione senza creare nuovi ghetti». Già nel 2008, davanti alle condizioni di vita precarie dei rom, il sindaco Alemanno in visita al Casilino 900 aveva detto: «Serve un grande impegno affinché Roma non diventi una città divisa in due in modo così profondo». Un impegno che da oggi ha la forma di un albero di Natale. di &lt;a href="http://www.romasette.it/modules/news/"&gt;&lt;strong&gt;Elisa Storace&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-8339300216676424842?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/roma-dal-maggiore-ai-rom-in-dono.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><media:thumbnail url="http://3.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/Sy5q4KE6A1I/AAAAAAAADVg/C2cKTzPhU6E/s72-c/Lojudice.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-5981162188290280787</guid><pubDate>Sun, 20 Dec 2009 18:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-20T19:08:51.260+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">porrajmos</category><title>Moni Ovadia: il furto di Auschwitz e l'uso strumentale di un luogo di dolore</title><description>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/Sy5oBHGlldI/AAAAAAAADVY/S-pLG1iXVBY/s1600-h/auschwitz.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5417381770069120466" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 123px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/Sy5oBHGlldI/AAAAAAAADVY/S-pLG1iXVBY/s200/auschwitz.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il furto della scritta Arbeit macht frei da Auschwitz (mascalzoni e speculatori a parte: la loro esistenza è sempre possibile) ci invia un segnale preciso. Quel luogo di dolore sta diventando il ricettacolo della falsa coscienza, il posto dove ricostruire delle identità presentabili, dove ricevere certificati di buona condotta che poi consentano di penalizzare i “diversi” di oggi, gli ebrei di oggi, cioè i rom, i clandestini, gli extracomunitari, i lavoratori-schiavi.&lt;br /&gt;Di Auschwitz si fa ormai un uso strumentale. Anche da parte di certi politici israeliani, che insistono sulla necessità di non mutare i termini del discorso e mantengono “in vita” troppe divisioni, troppo odio. Vorrei ricordare che Primo Levi ha scritto Se questo è un uomo, non Se questo è un ebreo. L’ebreo rappresenta la minoranza e l’alterità. Il suo capolavoro è la distruzione degli idoli e dell’idolatria. Il suo messaggio è la volontà di onorare la persona e darle una centralità costante e assoluta.&lt;br /&gt;Solo richiamando questa realtà, facendone partecipi i “diversi” di oggi, che fanno paura come gli ebrei di allora, daremo finalmente ad Auschwitz il valore maieutico che ha. di &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.ilmessaggero.it/"&gt;Moni Ovadia&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-5981162188290280787?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/moni-ovadia-il-furto-di-auschwitz-e.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><media:thumbnail url="http://2.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/Sy5oBHGlldI/AAAAAAAADVY/S-pLG1iXVBY/s72-c/auschwitz.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-4021802770228001505</guid><pubDate>Sun, 20 Dec 2009 17:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-20T18:48:39.411+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">istituzioni</category><title>Il Viminale sacrifica la legalità al "territorio"</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/Sy5jbVdrliI/AAAAAAAADVQ/bipD9K1KzLg/s1600-h/Maroni_cattivismo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5417376723042539042" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 130px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/Sy5jbVdrliI/AAAAAAAADVQ/bipD9K1KzLg/s200/Maroni_cattivismo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Primo comandamento: non disturbare il territorio. Anzi, assecondarlo, cioè inviare prefetti graditi agli equilibri politici del luogo. Possibilmente, poi, premiando non i funzionari già in servizio a Roma-Viminale ma pescandoli in giro, nei vari uffici territoriali del governo anche se questo vuol dire scavalcare le graduatorie. Anche questo è federalismo. Anzi, una sua forma assai sottile e più evoluta. Era già successo con il prefetto di Roma Carlo Mosca, rimosso a novembre 2008 perché si rifiutava di far prendere le impronte digitali ai rom così come voleva il sindaco Alemanno. Succede, e si ripete, di nuovo adesso con i casi di Venezia e Fondi dove sono stati rimossi-promossi due prefetti - Michele Lepri Gallerano e Bruno Frattasi - entrati in rotta di collisione con le autorità politiche e amministrative del luogo.&lt;br /&gt;Vanno sempre letti in controluce gli sterminati elenchi della Presidenza del Consiglio con cui vengono comunicati i movimenti e le promozioni dei prefetti in giro per l’Italia. «Rispetto al 1994, la prima volta di Maroni al Viminale come titolare dell’Interno - viene fatto notare in ambiente prefettizio - c’è stato un netto miglioramento nei rapporti tra il ministro e i prefetti. Allora, infatti, il piano più o meno esplicito era quello svuotare la figura del responsabile territoriale del governo ed era stata imboccata una strada che avrebbe portato, nel giro di breve, all’abolizione della nostra figura. Ora invece il prefetto è tornato ad essere centrale nell’organizzazione del territorio, e questo è sicuramente positivo».&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Ad alcune condizioni, però: che sia compatibile e omogeneo con le esigenze del territorio. Ecco che a Venezia non era più sopportabile un prefetto - Michele Lepri Gallerano - arrivato lì quattro mesi fa, prossimo alla pensione, che la notte tra il 25 e il 26 novembre ha avuto l’ardire di trasferire in un villaggio con vere casette costruite dal comune la comunità sinti di Venezia parcheggiata da sempre in modo indegno in una baraccopoli. Il presidente della Provincia, la leghista Francesca Zaccariotto ha chiesto da quel giorno, ogni giorno, la testa del prefetto. Anche Maroni, tenuto rigorosamente all’oscuro di tutto, gliel’aveva giurata a quel suo rappresentante. Rimosso, quindi, in nome della pax politica del posto.&lt;br /&gt;Promosso al Viminale, invece, Bruno Frattasi, ex prefetto di Latina, che dall’inizio del 2008 ha condotto quasi in solitario una battaglia durissima contro i clan di camorra e ’ndrangheta che piano piano si sono impossessati del territorio di Fondi e del basso Lazio. Frattasi ha “perso” quella battaglia perché il comune di cui ha chiesto lo scioglimento per mafiosità non è stato sciolto - nonostante due richieste dello stesso ministro Maroni - perché il sindaco Parisella (pdl), uomo del senatore Fazzone, alla fine ha preferito il minore dei mali: dimissioni, con la possibilità di ricandidarsi a marzo. La normalizzazione è già in atto a Fondi. Nel silenzio generale. A marzo si vota. Frattasi avrebbe potuto garantire elezioni più serene. E trasparenti. Colpisce, anche, la nomina del nuovo prefetto di Frosinone, Paolino Maddaloni. Nel 2006 è stato a un passo dal diventare sindaco di Caserta in quota Pdl. Tra i suoi principali supporter c’era l’onorevole sottosegretario Nicola Cosentino. Adesso lascia la Commissione per il diritto d’asilo e va a gestire un territorio ad alto rischio di infiltrazioni mafiose. di &lt;a href="http://www.unita.it/"&gt;&lt;strong&gt;Claudia Fusani&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-4021802770228001505?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/il-viminale-sacrifica-la-legalita-al.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><media:thumbnail url="http://1.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/Sy5jbVdrliI/AAAAAAAADVQ/bipD9K1KzLg/s72-c/Maroni_cattivismo.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-2287889373851315024</guid><pubDate>Thu, 17 Dec 2009 11:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-21T10:48:12.161+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">porrajmos</category><title>Roma, una giornata storica!</title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyoVSfQO6nI/AAAAAAAADU4/JUEMzvklTQ4/s1600-h/lupi_maurizioR375.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5416164909237856882" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 136px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyoVSfQO6nI/AAAAAAAADU4/JUEMzvklTQ4/s200/lupi_maurizioR375.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ieri si è tenuto un momento storico per i Sinti, i Rom e per tutta l’Italia. Alla Camera dei Deputati si è tenuta la commemorazione per il settantunesimo dalla promulgazione delle Leggi Razziali in Italia. Nella Sala del Mappamondo si è tenuto il convegno sull’internamento dei Rom e dei Sinti tra il 1940 e il 1945. La presidenza della camera ha infatti deciso di dedicare quest’anno la commemorazione alle persecuzioni subite dai Sinti e dai Rom. Quindi per la prima volta, come ha da subito affermato il Vice Presidente Maurizio Lupi (in foto), lo Stato italiano ha deciso di ricordare quanto hanno subito Sinti e Rom, durante il fascismo.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://webtv.camera.it/portal/portal/default/Eventi/Rom"&gt;L’intervento di Maurizio Lupi ha sorpreso e commosso tutti&lt;/a&gt;. L’intervento del Vice presidente della Camera, partendo dalle persecuzioni subite dai Rom e dai Sinti, ha affermato inequivocabilmente che bisogna superare l’attuale situazione in Italia. Il Vice presidente ha delineato tre priorità: sperare l’emergenza e offrire pari opportunità nell’abitare, nell’accesso ai servizi, nell’accesso al lavoro; riconoscere a Sinti e Rom lo status di minoranze; far conoscere e promuovere le culture sinte e rom.&lt;br /&gt;L’obiettivo che deve perseguire il Parlamento italiano, secondo il Vice Presidente, deve essere improntato sull’interazione tra le culture perché i Sinti e i Rom sono parte integrante dell’intera Europa.&lt;br /&gt;In conclusione, il Vice Presidente Lupi, ha annunciato la costituzione di un Osservatorio sul razzismo alla Camera dei Deputati perché se si ha il compito di ricordare quanto successo, è pur fondamentale intervenire sull’oggi perché quanto successo non debba più succedere.&lt;br /&gt;Sono seguiti gli interventi di Nazzareno Guarnieri (Federazione Romanì) e di Radames Gabrielli (Federazione Rom e Sinti Insieme). E’ poi intervenuto lo storico Luca Bravi che ha spiegato come la persecuzione subita da Sinti e da Rom, durante il fascismo, fu una persecuzione su base razziale. Nel suo intervento Luca Bravi ha presentato anche un video con le testimonianze di Sinti e Rom che hanno subito l’internamento nei campi di concentramento e nei campi di sterminio. Ha concluso la commemorazione l’&lt;a href="http://www.letiziadetorre.it/2009/12/16/71Â°-leggi-razziali-oggi-alla-camera-un-evento-storico/"&gt;On. Letizia De Torre&lt;/a&gt; che con impegno e passione ha lavorato per la realizzazione della commemorazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-2287889373851315024?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/roma-una-giornata-storica.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyoVSfQO6nI/AAAAAAAADU4/JUEMzvklTQ4/s72-c/lupi_maurizioR375.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">6</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-5772009131858012696</guid><pubDate>Thu, 17 Dec 2009 10:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-17T16:54:34.168+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">istituzioni</category><title>Venezia, prefetto silurato per caso Sinti</title><description>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SypUCaeQfJI/AAAAAAAADVA/pExcpeuNBso/s1600-h/prefetto+venezia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5416233902309145746" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 133px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SypUCaeQfJI/AAAAAAAADVA/pExcpeuNBso/s200/prefetto+venezia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il prefetto di Venezia Michele Lepri Gallerano (in foto) è stato silurato dopo che il ministro dell'Interno Roberto Maroni non aveva gradito le modalità del trasferimento dei Sinti nel nuovo villaggio.&lt;br /&gt;Nel consiglio dei ministri di oggi Lepri Gallerano (che era arrivato a Venezia lo scorso agosto) è stato rimosso e "collocato in posizione di fuori ruolo presso la presidenza del Consiglio dei ministri per assumere l'incarico di Commissario dello Stato per la Regione Siciliana", come afferma il comunicato ufficiale. Sarà sostituito da Luciana Lamorgese.&lt;br /&gt;Maroni non avrebbe gradito le procedure di trasferimento dei Sinti nel nuovo villaggio di Favaro Veneto, trasferimento fatto in accordo con il comune di Venezia e con il sindaco Massimo Cacciari (Pd), ma in disaccordo con la provincia e la presidente Francesca Zaccariotto (Lega).&lt;br /&gt;Per il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, il trasferimento del prefetto è «una rimozione» e rappresenta «un episodio di gravità eccezionale, sia per le modalità con cui avviene sia per i motivi che ne sono alla base». «A Venezia da soli quattro mesi, il dottor Lepri Gallerano - afferma Cacciari - è stato rimosso per ragioni esclusivamente politiche, anzi per vendetta politica». «In buona sostanza, al di là di ipocrite frasi fatte in burocratese - insiste Cacciari - , gli si imputa di non essere riuscito a impedire il trasloco della comunità Sinti di via Vallenari nel nuovo villaggio. Fatto doppiamente e gravemente sbagliato».&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Cacciari si riferisce alle tensioni nei rapporti tra Lepri Gallerano e la neo presidente della Provincia, che proprio sul campo Sinti di Favaro Veneto aveva ingaggiato un braccio di ferro con il Comune, nel quale il prefetto cercava di svolgere attività di mediatore. Il trasloco delle 38 famiglie di Sinti nel nuovo campo era avvenuto proprio all'indomani della riunione a Venezia del G8 dei ministri dell'Interno.&lt;br /&gt;Cacciari, riferendosi alla vicenda del trasferimento dei Sinti nel nuovo campo di via Vallenari, sottolinea che «non si poteva impedire ciò che era stato già riconosciuto atto legittimo non solo dalle sentenze del Tar, ma anche da quella del Consiglio di Stato». In secondo luogo, prosegue il sindaco, «il prefetto in nulla poteva interferire riguardo a una decisione che l'Amministrazione comunale era pienamente titolata e autorizzata ad assumere, specie dopo che l'Asl 12 aveva dichiarato del tutto inagibile il vecchio campo per gravissime carenze igienico-sanitarie e di fronte all'avanzare della stagione invernale». «Ora, non essendo riusciti a impedire tale trasloco per le vie che la legge e il diritto consentono - afferma Cacciari - si vuole colpire, con quella che, ripeto, considero una volgare vendetta politica , un funzionario dello Stato di provata lealtà che non ha colpa alcuna». Per Cacciari «il segnale che da tutto ciò proviene (altro che quella attenuazione dei toni, cui per primo il Capo dello Stato invita in questi giorni) è quello di un pesante avvertimento a tutti coloro che non si inchinino prontamente ai voleri strumentali di una politica rozza, intollerante e, ancor prima e peggio, stupida». da &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.ilmessaggero.it/"&gt;Il Messaggero&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-5772009131858012696?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/venezia-prefetto-silurato-per-caso.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><media:thumbnail url="http://2.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SypUCaeQfJI/AAAAAAAADVA/pExcpeuNBso/s72-c/prefetto+venezia.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-1126889702868772549</guid><pubDate>Thu, 17 Dec 2009 10:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-17T11:05:15.141+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">società</category><title>Roma, manuale di sopravvivenza per il turista</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyoCKXG106I/AAAAAAAADUw/GtvPVgtB7bA/s1600-h/Manuale+di+sopravvivenza+per+il+turista+a+Roma.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5416143878891099042" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 120px; CURSOR: hand; HEIGHT: 179px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyoCKXG106I/AAAAAAAADUw/GtvPVgtB7bA/s200/Manuale+di+sopravvivenza+per+il+turista+a+Roma.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;È stato distribuito ieri mattina nelle vie del centro storico della capitale, in mille copie, un opuscolo dal titolo inequivocabile: «Manuale di sopravvivenza per il turista a Roma - Dove e come divertirsi tornando a casa sani e salvi». Concepita dal gruppo provinciale di Sinistra e Libertà, la guida è una maniera goliardica per denunciare la politica dei divieti portata avanti dal sindaco Gianni Alemanno, peraltro ritratto in copertina con le sembianze della Dea Kalì.&lt;br /&gt;Con uno scacciamosche in una mano e una paletta della polizia nell’altra, un retino acchiappafarfalle in una terza mano e una multa in una quarta, il primo cittadino esce piuttosto malconcio, risultando come vero colpevole della situazione venutasi a creare a Roma dopo il suo insediamento. Al sindaco non è rimasto altro che abbozzare un sorriso, facendo dunque buon viso a cattivo gioco: «Una volta tanto una trovata simpatica da parte dell’opposizione», questa la sua reazione.&lt;br /&gt;Paradossalmente, le polemiche sono giunte da sinistra, con in prima fila Imma Battaglia (associazione Di Gay Project) e l’onorevole Paola Concia del Pd. La guida ideata e distribuita dal comitato provinciale di Sinistra e Libertà, secondo Imma Battaglia, è una trovata non solo inutile ma anche alimentatrice di «odio, paure e insicurezze. Di fatto è un’aggressione a tutta la comunità gay». Fin qui le reazioni, ora i contenuti tanto vituperati dalla Battaglia: turista rom? «Assicurarsi di non essere il rom numero 6001, c´è il numero chiuso».&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Sei un turista e ti piace bere? «Non sostare nelle zone centrali della città con bottiglie di vetro, in periferia fate come volete». Siete gay, lesbo, bisexual o trans gender? Sono «sconsigliate vivamente le zone del Colosseo o il Gay Village. Rischio accoltellamenti, pestaggi e insulti omofobi».&lt;br /&gt;C’è n’è anche per i motociclisti, «Evitare le strade alberate senza equipaggiamento protettivo. Causa caduta rami e alluvioni», e per gli extracomunitari a cui è scaduto il visto turistico: «Comune e Stato assicurano vitto e alloggio gratis nel comodo centro di accoglienza di Ponte Galeria».&lt;br /&gt;Pur precisando che di provocazione si tratta, il responsabile dell’iniziativa, il consigliere provinciale Gianluca Peciola, ha voluto sottolineare come «nonostante le parole rassicuranti del sindaco Gianni Alemanno riteniamo che per i diritti civili e le questioni sociali dall’amministrazione comunale non arrivano risposte convincenti». Sorvolando sulla qualità dell’iniziativa, è un dato di fatto che la città di Roma sia diventata, negli ultimi mesi, un luogo ad alto rischio per extracomunitari e omosessuali o, in altre parole, per i diversi da chi presume di avere il diritto/dovere di affermare la propria supremazia italica ed eterosessuale.&lt;br /&gt;La notte fra il 21 e il 22 agosto scorso, due ragazzi omosessuali sono stati selvaggiamente aggrediti da un 40enne nelle vicinanze del Gay Village, con la conclusione che una delle due vittime è stato operato d’urgenza all’addome per le ferite inferte con un coltello. La notte fra il 16 e il 17 di ottobre, invece, è stata la volta di quattro ragazzi aggrediti a colpi di mazza da baseball da un altro 40enne, stavolta al Testaccio, mentre l’11 dello stesso mese, una coppia gay è stata assalita da tre ragazzini in pieno centro. di &lt;a href="http://www.barimia.info/"&gt;&lt;strong&gt;Donato Capozzi&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-1126889702868772549?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/roma-manuale-di-sopravvivenza-per-il.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><media:thumbnail url="http://3.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyoCKXG106I/AAAAAAAADUw/GtvPVgtB7bA/s72-c/Manuale+di+sopravvivenza+per+il+turista+a+Roma.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-6153840329089730577</guid><pubDate>Thu, 17 Dec 2009 08:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-17T19:06:43.256+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">partecipazione</category><title>Panciu (Romania), la Marcia della Pace</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SypxLZNj7BI/AAAAAAAADVI/muJOGomblyI/s1600-h/Organizzazione+Marcia.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5416265942426709010" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SypxLZNj7BI/AAAAAAAADVI/muJOGomblyI/s200/Organizzazione+Marcia.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Venerdì 18 dicembre, in un freddo inverno romeno, sarà una data decisamente importante per tante realtà sociali: alle 12.30, infatti, a Focsani, prenderà il via la Prima Marcia della Pace della Vrancea, regione della Moldavia romena a nord di Bucarest.&lt;br /&gt;La Marcia rientra nel quadro della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. Non essendo riusciti nell’intento di organizzare un vero e proprio braccio romeno della marcia, transitata un mese e mezzo fa non molto lontano (Budapest e Praga), si è deciso di costruire dal basso la Prima Marcia della Pace della Vrancea, una delle zone meno ricche del paese. Grazie all’impegno dell’Associazione Rom pentru Rom di Panciu, quindi, si riuscirà a compiere un piccolo tragitto a Focsani, la città più grande e importante della zona. Nella marcia sono coinvolte anche alcune istituzioni locali: Prefettura, Regione, Comune di Focsani, Provveditorato agli Studi, tutti hanno aderito a questo evento che rappresenta una assoluta novità per una regione normalmente non molto attenta a certe tematiche&lt;br /&gt;La giornata inizierà al Teatro Municipale di Focsani, dove in occasione della Giornata Internazionale delle Minoranze è stato organizzato uno spettacolo cui parteciperanno delegazioni di quasi tutte le scuole della regione. Fra gli invitati anche un gruppo di bambine e ragazzi del Centro “Pinochio” di Panciu, struttura gestita da Rom pentru Rom con il sostegno di IBO Italia, che si esibirà con un numero di giocoleria. Al termine della manifestazione, la Marcia partirà in direzione del Provveditorato agli Studi. Un tragitto di circa due chilometri, simbolico, che coivolgerà alcune centiniaia di persone e darà modo di aprire un confronto pubblico su tematiche come diritti umani, inclusione sociale, discriminazione, non violenza cercando di aggregare tutti coloro che incontrerà nel proprio percorso.&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Non sarà certo una manifestazione come quelle cui siamo abituati nelle grandi città europee, con serpentoni di persone che cantano, ballano e urlano slogan, ma un timido inizio di presa di coscienza da parte di un microcosmo associativo, scolastico e istituzionale. Diverse sono, infatti, le associazioni presenti sul territorio romeno, spesso piccole realtà di paese o di provincia che singolarmente portano avanti i propri validi progetti con serietà e convinzione. La Marcia vuole essere un'inizio di percorso comune, unità di intenti, collaborazione fra realtà che operano nel sociale, aperto anche a quelle istituzioni, ancora poche purtroppo, più sensibili a certe tematiche.&lt;br /&gt;L’Associazione Rom pentru Rom ed i volontari di IBO Italia, hanno svolto un ruolo fondamentale nell’accensione di questa prima scintilla: la speranza è che altri raccolgano il messaggio e che in futuro si possano moltiplicare le occasioni di confronto e collaborazione, facendo diventare la marcia un appuntamento fisso nel calendario del paese.&lt;br /&gt;Nel gruppo di chi attende con impazienza venerdì vanno sicuramente citati i bambini e i ragazzi della Rom pentru Rom: insieme a una delegazione del Liceo Ioan Slavici di Panciu e allo staff delle ONG parteciperanno alla marcia.. Adita, Ionut, Andreea e Oana sventolaranno con allegria le bandierine della marcia che hanno pitturato per l’occasione. Per molti di loro sarà la prima volta fuori da Panciu, dato che Focsani si trova a circa 20 km. Uno spostamento che forse nella nostra società in continuo movimento non sarebbe nemmeno considerato “viaggio”, un’occasione irripetibile invece per questi ragazzini che sono cittadini di un’Europa da rincorrere ancora per parecchio tempo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-6153840329089730577?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/panciu-romania-la-marcia-della-pace.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><media:thumbnail url="http://1.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SypxLZNj7BI/AAAAAAAADVI/muJOGomblyI/s72-c/Organizzazione+Marcia.JPG" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-7069963170833156107</guid><pubDate>Wed, 16 Dec 2009 20:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-16T21:55:49.645+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">società</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cultura</category><title>"Carmen" o il leghista accerchiato</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.insiemeperiltrullo.it/iniziative/carmen_07/imgcarmen.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 145px; height: 156px;" src="http://www.insiemeperiltrullo.it/iniziative/carmen_07/imgcarmen.gif" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;La chiccosissima première del teatro alla Scala, lo scorso 7 dicembre, ha ospitato “Carmen”,  celeberrima opera di Bizet ambientata in Spagna, che narra le vicende della bella gitana Carmen, donna dalla passionalità dirompente, sprezzante delle convenzioni, libera e ribelle.&lt;br /&gt;Molto si è detto delle stilizzazioni dei personaggi rom-sinti all’interno delle opere artistiche del passato, in cui generalmente appaiono – misconosciuti ai più, allora come ora – o come simboli della libertà e della spensieratezza, o come delinquenti della peggior specie.&lt;br /&gt;La Carmen di Mérimée è un esempio del primo tipo, un po’ come l’Esmeralda di Hugo: una dark lady ante litteram, la cui bellezza e spregiudicatezza conducono alla follia dei personaggi maschili (anche questo un topos interessante!), culminante in un finale tragico, in cui naturalmente Carmen muore ammazzata.&lt;br /&gt;Più interessante di questo, però, sono forse alcuni dei personaggi che gravitano intorno all’opera, le loro storie e le reazioni che “Carmen” ha suscitato in loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Alla presenza del solito pubblico d’ordinanza, tutto sorrisi e lustrini, grazie alla direzione del maestro Berenboim e della regista Dante, “Carmen” ha riscosso a Milano il successo che la accoglie da molti decenni e che ha scatenato l’emozione di pensatori del calibro di Nietzche, il quale sosteneva che “Ascoltando la Carmen si diviene noi stessi un capolavoro”.&lt;br /&gt;Ben altro effetto l’opera ha suscitato in Matteo Salvini.&lt;br /&gt;Che – certo – non è paragonabile al famoso filosofo, e che pure milita nei ranghi della Lega, sia detto a sua discolpa; ma è pur sempre un eurodeputato e, in quanto tale, qualche responsabilità su quel che gli sfugge di bocca ce l’ha.&lt;br /&gt;Colui che &lt;a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=83462&amp;amp;sez=TITOLIDICODA"&gt;Il Messaggero&lt;/a&gt; definisce “un  pezzo grosso e un ultrà del creti-leghismo sotto l’Albero” ha fatto la sua doverosa comparsa alla Scala, cogliendo l’occasione per precisare: “La Carmen è l’unica zingara che ci piace”. (&lt;a href="http://milano.repubblica.it/dettaglio/ce-la-carmen-firmata-barenboim-scontri-fuori-il-governo-e-assente/1798781"&gt;La Repubblica&lt;/a&gt; riporta una variante un po’ più articolata: “Gli zingari che ci piacciono li vediamo stasera sul palco. Quelli che ci sono nei campi abusivi ci piacciono un po’ meno.”)&lt;br /&gt;Un’uscita assolutamente innecessaria, offensiva, discriminatoria e gretta – come da copione, del resto. Doppiamente fuori luogo anche perché – ironia della sorte! – a vestire i panni di Carmen è una di quegli stranieri tanto invisi alla Lega: Anita Rachvelishvili, talentuosa mezzo-soprano georgiana in Italia da due anni. Un’immigrata di lusso, nei confronti della quale forse Salvini chiuderebbe un occhio – come per la “gitana di lusso” Carmen –, ma pur sempre &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=oLY4j1VuvyQ"&gt;una ex san papiers&lt;/a&gt;. &lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;Completa questo quadro di disarmante intreccio culturale il maestro Barenboim, il cui impegno a favore della pace in Medio Oriente è celebre quanto la sua grandezza di musicista e direttore d’orchestra. Berenboim è, tra le altre cose, il cofondatore (l’altro è niente meno che E. W. Said) della &lt;a href="http://west-easterndivan.artists.warner.de/"&gt;West Eastern Divan Orchestra&lt;/a&gt;, di cui fanno parte artisti delle più diverse provenienze, “un forum in cui i giovani di Israele e di tutti i Paesi arabi possono esprimersi liberamente e apertamente, e allo stesso tempo prestare ascolto alle istanze degli altri. Non si tratta necessariamente di accettare le ragioni altrui, e tanto meno di trovarvisi d’accordo; piuttosto, si tratta del bisogno indispensabile di riconoscerne la legittimità.”&lt;br /&gt;Un’opera lirica che parla delle vicende di una donna gitana, interpretata da una quasi-clandestina georgiana, con una regia femminista e una direzione d’orchestra pacifista e pro dialogo interculturale: poteva andare peggio?!&lt;br /&gt;Come Barenboim stesso ha detto, ospite di “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=qLLma-KDIIc&amp;amp;feature=related"&gt;Che tempo che fa&lt;/a&gt;”, “La musica è sempre più completa dell’essere umano”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;E il commento dell’eurodeputato ne è la dimostrazione lampante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-7069963170833156107?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/carmen-o-il-leghista-accerchiato_16.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total><enclosure url="http://www.insiemeperiltrullo.it/iniziative/carmen_07/imgcarmen.gif" length="100163" type="image/gif" /><media:content url="http://www.insiemeperiltrullo.it/iniziative/carmen_07/imgcarmen.gif" fileSize="100163" type="image/gif" /></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-2768990956788477958</guid><pubDate>Tue, 15 Dec 2009 08:59:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-15T10:02:58.118+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">porrajmos</category><title>Roma, 71° Leggi Razziali: l'internamento dei Rom e dei Sinti in Italia dal '40 al '43</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SydQspqTj3I/AAAAAAAADUg/b3sPwj_qVGw/s1600-h/montecitorio.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415385804964073330" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 134px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SydQspqTj3I/AAAAAAAADUg/b3sPwj_qVGw/s200/montecitorio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In occasione del settantunesimo anniversario della promulgazione delle leggi antiebraiche e razziali, mercoledì 16 dicembre alle 11.00, presso la Sala del Mappamondo, si terrà il convegno "L'internamento dei Rom e dei Sinti in Italia dal '40 al '43".&lt;br /&gt;La Camera dei Deputati e il suo Presidente, Gianfranco Fini, hanno deciso quest’anno di porre l’attenzione alla persecuzione su base razziale subita dalle popolazioni sinte e rom in Italia, durante il fascismo.&lt;br /&gt;L’anno scorso la commemorazione aveva accesso tante polemiche per il discorso del Presidente Fini. In quell’occasione il Presidente fece un discorso intenso, affermando che il fascismo rivelò la sua anima razzista prima delle leggi razziali, ma la Chiesa non fece abbastanza per opporsi a “quell'infamia”. Fare i conti con “l'infamia storica” delle leggi razziali per Fini significa “avere il coraggio di perlustrare gli angoli bui dell'anima italiana, sforzarsi di analizzare le cause che la resero possibile, in un Paese profondamente cattolico e tradizionalmente ricco di sentimenti di umanità e solidarietà”.&lt;br /&gt;Tra le cause delle leggi razziali, aveva ricordato il presidente della Camera, “c'è l'anima razzista che il fascismo rivelò nel 1938, ma già presente nell'esasperazione nazionalistica che caratterizzava il regime e la politica coloniale”. E alla base della “mancata reazione della popolazione”, aveva continuato il Presidente, ci furono altri elementi, come “la propensione al conformismo” o la “possibile condivisione della popolazione, negata ma presente, dei pregiudizi e delle teorie antiebraiche, una vocazione all'indifferenza più o meno diffusa”. Dunque, “denunciare l'inequivocabile responsabilità politica e ideologica del fascismo non deve portare a riproporre lo stereotipo autoassolutorio e consolatorio degli 'italiani brava gente'”.&lt;br /&gt;Le polemiche furono innumerevoli, soprattutto da parte del mondo cattolico. Il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi (Pdl), aveva ribattuto al presidente Fini: “La Chiesa ha sempre con forza contrastato le leggi razziali, cercando di aiutare gli ebrei perseguitati anche a rischio della vita di numerosi sacerdoti, suore e laici. Questi sono i fatti, lo testimoniano le pagine dalla storia”.&lt;br /&gt;Domani mattina sarà proprio il Vice presidente, Maurizio Lupi, aprirà i lavori alla Camera dei Deputati. Seguiranno gli interventi di: Nazzareno Guarnieri (Presidente della Federazione Romanì), Radames Gabrielli (Presidente della Federazione Rom e Sinti Insieme), Luca Bravi (Professore presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Firenze). Durante la commemorazione, sono inoltre previste, una testimonianza di Malena Halilovic, giovane ragazza rom, la proiezione di un video e la lettura della poesia "Deportazione", del poeta sinto Vittorio Mayer Pasquale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-2768990956788477958?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/roma-71-leggi-razziali.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><media:thumbnail url="http://3.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SydQspqTj3I/AAAAAAAADUg/b3sPwj_qVGw/s72-c/montecitorio.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-3456622419694693554</guid><pubDate>Tue, 15 Dec 2009 08:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-15T18:43:52.235+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">società</category><title>Allarme siam razzisti</title><description>&lt;a href="http://www.corriere.it/Media/Foto/2004/04_Aprile/29/stella--180x230.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 135px; CURSOR: hand; HEIGHT: 192px" alt="" src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2004/04_Aprile/29/stella--180x230.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ma allora siamo razzisti anche noi italiani? Noi che abitiamo in un calderone etnico a forma di stivale in cui sono finiti etruschi, celti, cimbri, romani, visigoti, ostrogoti, vandali, alemanni, unni, bizantini, longobardi, arabi, turchi, normanni, francesi, spagnoli, austriaci? Noi che nel calderone, all’alba del boom economico, abbiamo visto un rimescolamento di piemontesi, siciliani, sardi, campani e calabresi?&lt;br /&gt;Ebbene sì, proprio noi, "italiani brava gente", che non abbiamo capito che il pronome "noi" si accompagna con "gli altri". Noi preda delle nostre insicurezze, come del resto tutta Europa: la crisi economica, i marocchini che ci rubano il lavoro, gli islamici che hanno 20 mogli e predicano la violenza, gli scippi, gli stupri, i rom, le nuove povertà, l’uomo nero, i pidocchi e la tubercolosi («che era sparita prima che arrivassero tutti quegli extracomunitari»). Guardavamo a queste cose come al cinema per scoprire che sul set ci siamo noi.&lt;br /&gt;Ce lo spiega &lt;a href="http://laderiva.corriere.it/"&gt;Gian Antonio Stella&lt;/a&gt; (in foto), firma di punta del Corriere della Sera, fustigatore della classe politica e autore di best seller come La Casta, scritta in collaborazione con Sergio Rizzo. La sua ultima fatica si intitola Negri, froci, giudei &amp;amp; Co. (Rizzoli) ed è una lunga cavalcata nell’impero di Xenofolandia, dove regna la sovrana Paura. La paura che nutre l’intolleranza che, a sua volta, genera il razzismo. Il problema, fa notare Stella mentre freme come un gattone selvatico dietro una scrivania della redazione, il trolley già pronto per il prossimo servizio, è che al mondo non c’è nulla di più internazionale dell’etnocentrismo, di cui il razzismo è il "gemello malvagio" (definizione dello storico George Fredrickson): la sensazione di sentirsi indifesi di fronte all’altro, la paura del nuovo, il vittimismo (un classico della xenofobia).&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;«Dalla Cina all’America, è sempre la stessa storia. Oltre il cortile di casa, c’è lo straniero», spiega l’inviato del Corriere. Una storia che porta, nei suoi estremi e complice la guerra, fino ai campi di concentramento e ai genocidi. A cominciare dai 22 mila bambini boeri fatti morire di fame e di stenti dagli invasori inglesi del Sudafrica agli inizi del Novecento, fino alle pulizie etniche del nostro tempo. Stella scandaglia gli autoctoni di tutto l’orbe terracqueo, se ne va in giro per epoche, civiltà e terre lontane, per dimostrare che tutto il mondo è paese, che tanta gente si sente l’ombelico del mondo in un mondo in cui ci sono più ombelichi che in un serraglio di odalische. Come quei veneziani di "Venezia Venezia" (ripetuto due volte) che dicono che dopo il ponte della Libertà «xe tuta campagna fino a Parigi».&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Non peggio, ma neanche meglio.&lt;/strong&gt; «Il razzismo è una questione di prospettiva», osserva. «Non si capisce l’ondata di intolleranza se non si parte da qui: i cori negli stadi contro i giocatori neri, il dilagare di ostilità e disprezzo su Internet, il risveglio del demone antisemita, le spedizioni squadristiche contro i gay, le nostalgie di Hitler e l’avanzata in Europa dei movimenti xenofobi».&lt;br /&gt;E allora torniamo a bomba: anche gli italiani? «Gli italiani non sono peggio degli altri, ma non sono neanche meglio». Basti vedere quel che abbiamo combinato con i massacri coloniali di civili al tempo della conquista dell’Impero, ricostruiti dallo storico Del Boca. Senza mai avere avuto sensi di colpa collettivi, senza mai svegliarci dal mito di «italiani brava gente».&lt;br /&gt;Stella ci mette a disposizione gli autori e gli strumenti culturali che hanno smontato la macchina del razzismo, ci libera dalla "iperrealtà" di paure ansiogene per riportarci sulla terra, in un’Italia dove i reati sono diminuiti e gli immigrati delinquono in proporzione meno degli italiani. Oggi che certi discorsi sembrano riecheggiare l’ideale del fanatismo nazionalista: un suolo, un popolo, una religione.&lt;br /&gt;Ma c’è stato un giorno dei nostri giorni recenti in cui ci siamo svegliati e abbiamo scoperto che siamo razzisti? «Mah», risponde Stella, «forse quando Cacciari ha deciso di dare una casa ai sinti, e c’è stata una mezza rivolta di alcuni veneti perché quella era casa loro. Peccato che i sinti si chiamavano Casagrande, Pavan ed erano tutti italiani».&lt;br /&gt;«Il problema», continua l’autore di Negri, froci, giudei &amp;amp; Co, «è che il razzismo si misura nelle situazioni difficili, nelle crisi, nell’incontro con gli altri. Se sei un bergamasco che vivi nel Bergamasco e stai con bergamaschi che mangiano tutti come te polenta taragna, allora è facile non essere razzista. Ma se un giorno arriva la badante ucraina, il meccanico indiano o il cuoco egiziano, le cose cambiano». Un po’ come la storiella del «non sono io che sono razzista, sei tu che sei negro».&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tra Fiona May e Balotelli.&lt;/strong&gt; Stella fa un altro esempio: «Facile non essere razzisti con la bella Fiona May. Il problema è Balotelli». Balotelli? «Proprio lui: un italiano che si chiama Mario, sa parlare dialetto bresciano, è un campione di talento indiscutibile che vestirà la maglia della Nazionale. Che però ha la pelle nera ed è oggetto degli slogan razzisti più disgustosi. Certo non è simpatico, ha 19 anni e guadagna cifre da capogiro, è un po’ viziato e se vuole esce di casa e si compra una Maserati. Ma avrebbe diritto di giocare spensieratamente. E invece è costretto a farsi carico di una cosa così pesante».&lt;br /&gt;La paura dell’extracomunitario e dell’islamico è diventato un classico della Lega Nord di Umberto Bossi: «Hanno capito che col "terrone" non andavano da nessuna parte. Del resto il Piemonte, la Lombardia e la Liguria ne sono pieni. La sconfitta del Carroccio nel 1997 è stata pesante: Bossi ha capito che con antimeridionalismo e secessione non si combinava nulla. E così si sono scelti un nemico diverso: per l’appunto, lo straniero».&lt;br /&gt;Un nemico per nulla originale. «In effetti, lo straniero è sempre stato preso come nemico. Lo è da millenni, sceglierselo oggi era la cosa più facile del mondo. Scegliersi un nemico, come spiega Umberto Eco, aiuta a darsi un’identità, figuriamoci in un’epoca incerta come la nostra. Da quel momento è stato un crescendo, che ha portato a coltivare tutti i cattivi sentimenti che c’erano nei confronti dell’altro».&lt;br /&gt;Decisione scellerata quella di Bossi, «perché pericolosa. Che tra l’altro ha finito per identificarsi, dopo anni di dio Po, ampolline e altri miti panici, con simboli estranei alla Lega, come il cristianesimo. Mi ha molto colpito la dichiarazione di Castelli che vuol mettere la croce sulla bandiera. Ma come dice Enzo Bianchi, se il crocifisso è solo tradizione, diventa una cosa piccola piccola. Tanto vale, a quel punto, mettere sul tricolore la polenta taragna».&lt;br /&gt;Però ci tiene a precisare: «Non vorrei che si pensasse che il mio fosse un libro antileghista. Tanto è vero che io, che rimprovero molte cose a Bossi, lo difendo a spada sguainata, fino in fondo, quando leggo certi odiosi insulti su Internet che si riferiscono alla sua disabilità».&lt;br /&gt;Seconda avvertenza: non è un libro "buonista": «Non possiamo accogliere tutti. Quando sono nato c’era un italiano ogni quattro africani. Oggi ce n’è uno ogni 15. In mezzo secolo è cambiato tutto. Al mio paese il Bar Sport è finito in mano a dei cinesi bravissimi: stesso Spritz, stesso Merlot, stessi tramezzini. Solo che chi ti serve ha gli occhi a mandorla e dice "Mellot" invece di Merlot e "Spliz" invece di Spritz. Ma se tutti e tre i bar del paese finissero in mano ai cinesi? Be’, forse ci sarebbero dei problemi. Può sembrare una limitazione, ma non c’è alternativa: dobbiamo stabilire delle quote. Però non puoi mandare indietro chi arriva sui gommoni senza chiedergli prima i documenti. Perché magari è un rifugiato politico e se torna in Darfur o in Somalia, muore per le persecuzioni».&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un provinciale europeo.&lt;/strong&gt; E lo Stella Gian Antonio, come si definirebbe? Lui ci pensa, si liscia il baffo e poi declama: «Sono asiaghese, di razza cimbra. A ragionar come i padani, per me i padani son dei terroni. Il mio cognome è italianizzato da "Stellar", che significa stalliere. L’altopiano dei Sette Comuni, cui appartengo, si è governato per secoli in autonomia, democraticamente. Niente nobili, mai esistito un conte e nemmeno un marchese. Vivo in un piccolo paese, mi piace frequentare bar e botteghe. Dalla provincia vedi con distacco la politica e scopri aspetti essenziali che stando in Transatlantico non scorgi. Non a caso il più acuto osservatore di cose politiche, il sociologo Ilvo Diamanti, vive a Caldogno, Vicenza. Ho vissuto a Roma e a Milano, ho girato il mondo. Sono orgogliosamente europeo. Un provinciale europeo. E non sono disposto a rinunciare a nessuna di queste connotazioni».&lt;br /&gt;Gli squilla il telefonino. La suoneria è la Marsigliese:«Allons enfants de la Patrie...». Provinciale europeo. Suona bene. di &lt;a href="http://www.stpauls.it/fc/0951fc/0951fchp.htm"&gt;&lt;strong&gt;Francesco Anfossi&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-3456622419694693554?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/allarme-siam-razzisti.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><enclosure url="http://www.corriere.it/Media/Foto/2004/04_Aprile/29/stella--180x230.jpg" length="8563" type="image/jpeg" /><media:content url="http://www.corriere.it/Media/Foto/2004/04_Aprile/29/stella--180x230.jpg" fileSize="8563" type="image/jpeg" /></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-8989376905453093790</guid><pubDate>Tue, 15 Dec 2009 07:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-15T17:00:52.920+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">habitat</category><title>Vicenza, lettera aperta al Sindaco Achille Variati</title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyeyhHtKRNI/AAAAAAAADUo/PVCcQlWjRiI/s1600-h/achille+variati+sindaco.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415493359010202834" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 199px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyeyhHtKRNI/AAAAAAAADUo/PVCcQlWjRiI/s200/achille+variati+sindaco.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Gentilissimo Sindaco, abbiamo letto con interesse il Suo comunicato di domenica 13 dicembre. Lei si chiede come sarà il futuro a Vicenza per un bambino che nasce oggi, come sarà la città in cui crescerà, studierà, lavorerà, costruirà la propria famiglia. Ce lo chiediamo anche noi mamme sinte.&lt;br /&gt;Ora che avete cancellato le aree a noi destinate, e non avete voluto sentire la nostra voce, quando abbiamo riproposto l’emendamento per il reinserimento delle microaree nel Vostro PAT, sì Vostro, perché non potrà essere nostro, come non lo è la città che Voi sognate e avete disegnato, giacché ci avete escluso.&lt;br /&gt;Eppure Vicenza è la nostra città, dove siamo nati, dove siamo andati a scuola, dove lavoriamo e dove abbiamo creato la nostra famiglia. Certamente per Voi, noi siamo solo un problema, i nostri bambini, asserite, che li mandiamo a scuola sporchi, quando – e ne sono a testimonianza le maestre – ogni giorno, noi li accompagniamo a scuola lindi, pettinati e ordinati. Facciamo sacrifici per poterli far studiare e poi per vederli che non riescono ad inserirsi nel mondo del lavoro, perché vivere in Viale Cricoli è un marchio che ci avete per anni impresso nel nostro corpo.&lt;br /&gt;I nostri bambini hanno solo la disgrazia di vivere in questo campo, a contatto con i pericoli delle auto che sfrecciano per Viale Cricoli e delle polveri sottili che sono costretti ogni giorno a respirare, in un posto non certo sano per la loro salute. Ciò nonostante le nostre povere campine, hanno le porte, e i servizi igienici, per quanto non a norma, sono puliti ogni giorno.&lt;br /&gt;Se lei si degnasse di farci visita, si accorgerebbe che non siamo come Lei ci descrive, che il nostro campo per quanto possibile è pulito e ordinato, che le nostre campine sono pulite e profumate, e che i nostri bambini non hanno le mani sporche, sono puliti. Siamo poveri, ma viviamo con dignità e i bambini sono nella nostra cultura il nostro sole, il nostro avvenire e guai a chi pensa di usarli per screditare la nostra popolazione.&lt;br /&gt;A proposito, forse lei non si è accorto, ma eravamo tra il pubblico ad ascoltarla giovedì scorso e ci ha fatto molto male sentire che parlava di noi come dei delinquenti, come ci ha dato molto fastidio sentirla esprimere alla TV che i nostri figli sono sporchi e che li dovete far lavare prima di entrare a scuola.&lt;br /&gt;Ammettiamo, anche da noi – probabilmente a causa della povertà e della crisi economica che colpisce anche noi – c’è qualche mela marcia, ma l’eccezione non è la regola. Ci sembra che anche tra voi gagè ci sono parecchie mele marce, ma forse in noi minoranze è più facile per voi vederle. &lt;strong&gt;Le Mamme sinte del campo di Viale Cricoli - Vicenza&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-8989376905453093790?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/vicenza-lettera-aperta-al-sindaco.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyeyhHtKRNI/AAAAAAAADUo/PVCcQlWjRiI/s72-c/achille+variati+sindaco.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-8953507836616103373</guid><pubDate>Fri, 11 Dec 2009 18:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-11T19:10:58.047+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">società</category><title>Emergenza civiltà</title><description>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyKLJ3he5eI/AAAAAAAADUQ/s-UpxUP1br4/s1600-h/pino+petruzzelli.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414042703692228066" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 133px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyKLJ3he5eI/AAAAAAAADUQ/s-UpxUP1br4/s200/pino+petruzzelli.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Qualche sera fa sono stato invitato a introdurre un libro di pedagogia interculturale. L’incontro procedeva senza grossi scossoni e la platea applaudiva e annuiva soddisfatta alle tesi espresse. Verso la fine della serata ho chiesto all’autrice di parlarci di un paragrafo del suo libro dedicato a rom e sinti. Lei ha preso la parola sottolineando come oggi la situazione dei bambini sia particolarmente delicata, ma se si riesce a rispettare la loro cultura le cose potranno migliorare. Dalla platea è insorto un signore asserendo che tutti gli zingari rubano e che l’unica soluzione sarebbe togliere i bambini alle rispettive famiglie. Invitato dall’autrice ho risposto che quelle erano anche le posizioni dei nazisti e che lui doveva assumersi la responsabilità di ciò che chiedeva. Dalla platea un altro spettatore mi ha attaccato dicendomi che non dovevo permettermi di dire certe cose perché non era la presentazione del mio libro. Nessuno ha più parlato e abbiamo concluso la serata con mani che mi esprimevano solidarietà e visi che, neanche troppo velatamente, mi esprimevano il loro disappunto.&lt;br /&gt;A casa ho riflettuto: possibile che di fronte ad affermazioni così gravi, “ la cultura del furto”, “togliere ai genitori rom i rispettivi figli”, nessuno abbia parlato? Nessuno si sia sentito in dovere di esprimere il proprio orrore nei confronti di parole così inquietanti? L’unico a intervenire l’ha fatto per rimproverare il mio intervento, scandalizzandosi per le mie parole e non per quelle dello spettatore.&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Ma che mondo è questo che ha perso la capacità di discernere ciò che è civile da ciò che non lo è? Siamo tutti come addormentati, quiescienti di fronte a ogni parola che esprima odio e disprezzo per l’altrui umanità? Ammesso che “gli zingari” rappresentino “l’emergenza” in Italia, non è proprio in questi casi che una nazione mostra tutta la sua fede nella civiltà? Mostra i propri convincimenti etici? Voglio dire, se crediamo nella civiltà come valore non è perché un rom delinque che cambiamo strada. Si, perché cambiare strada è il negare il rispetto a un popolo. Oggi, l’unica emergenza in Italia è quella legata al concetto di civiltà.&lt;br /&gt;“Parla bene lei, ma lo sa che gli zingari rubano?”&lt;br /&gt;E’ vero, alcuni zingari rubano, ma come si vive in un campo nomadi? E’ mai andato nessuno a vedere come vivono questi italiani di etnia rom o sinta in un campo nomadi? Ci sono situazioni in cui trecento persone vivono con due soli bagni. Per non parlare delle baraccopoli dove sopravvivono i rom rumeni alla periferia di Napoli: tra tetti di eternit, tubercolosi e topi. Chi vorrebbe vivere in simili condizioni? Chi vorrebbe far partorire la propria moglie sotto un ponte? Davvero si crede possano esistere persone che si crogiolino in simili brutture? Ma ci siamo mai posti la domanda: e se fossi nato io lì, sotto quel ponte, che vita avrei avuto?&lt;br /&gt;Siamo tutti d’accordo nel definire i rom, fascia debole di questo Paese? E allora, con quale coraggio ci scagliamo contro una fascia debole di società? Non sarebbe da aiutare questo popolo che soffre e piange la propria emarginazione? Invece no, si imbastiscono addirittura campagne politiche sulla pelle dei rom e senza nemmeno sentirne rimorso.&lt;br /&gt;Com’era facile essere dalla parte dei buoni quando, trent’anni fa, criticavamo il razzismo degli Stati Uniti nei confronti dei “negri” o quello dei bianchi Sudafricani. Era facile credere nei valori della civiltà, ma ora che siamo noi dall’altra parte, viene fuori tutta la nostra ipocrisia. Credo che se riusciremo a spegnere un po’ di più le nostre televisioni, come ci consigliava Mario Rigoni Stern, a spegnere le troppe luci artificiali che ci abbagliano, forse riusciremo ancora a vedere le stelle e a credere nella vita umana come valore imprescindibile. Sarà la presa di coscienza matura di un popolo, quello italiano, per cui ancora oggi vale la pena credere e battersi. Ma gli italiani che non si riconoscono in questo razzismo imperante devono assolutamente fare sentire la propria voce, civile, rispettosa, ma netta, dura, chiara e alta. Soprattutto alta. di &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.teatroipotesi.org/"&gt;Pino Petruzzelli&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-8953507836616103373?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/emergenza-civilta.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><media:thumbnail url="http://2.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyKLJ3he5eI/AAAAAAAADUQ/s-UpxUP1br4/s72-c/pino+petruzzelli.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-2995856487455031757</guid><pubDate>Fri, 11 Dec 2009 14:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-11T19:24:02.928+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cultura</category><title>Cosenza, premiato l'artista Bruno Morelli</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyKN1aelxXI/AAAAAAAADUY/dkokkM_a368/s1600-h/premiazione+morelli.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414045650832967026" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 134px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyKN1aelxXI/AAAAAAAADUY/dkokkM_a368/s200/premiazione+morelli.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il 29 ottobre al Teatro Rendano l’&lt;a href="http://sucardrom.blogspot.com/2009/03/bruno-morelli-il-nuovo-spazio-web.html"&gt;artista Bruno Morelli&lt;/a&gt; ha ricevuto a il Premio Carical per la Cultura Mediterranea istituito dalla &lt;a href="http://www.fondazionecarical.it/"&gt;Fondazione CARICAL&lt;/a&gt;. L’importante premio è stato assegnato a Bruno Morelli nell’ambito della sezione creatività. L’Istituto di Cultura Sinta si complimenta con Fondazione CARICAL per la scelta di premiare l’artista Bruno Morelli, appartenente alla minoranza dei Rom abruzzesi.&lt;br /&gt;Il premio per volere del suo presidente Mario Bozzo con gli obiettivi di valorizzare, divulgare e mettere a confronto le tante anime di popolazioni e stati che si affacciano al mare nostrum.&lt;br /&gt;Questo premio culturale è un unicum nel suo genere ed è stato fortemente voluto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania per porre l'accento sulle radici comuni che costituiscono un patrimonio inestimabile su cui costruire un dialogo vero, un confronto autentico e un rispetto profondo per somiglianze e differenze. Proprio da Cosenza, dalla Calabria, area di confine d'Italia e ombelico del Mediterraneo, prende il via, con determinazione, questa sfida.&lt;br /&gt;A dettare l'evoluzione delle civiltà, due tendenze si sono sempre contrapposte: la volontà di conservazione di tradizioni, usi e costumi e le esigenze di sviluppo commerciale, innovazione, scambio, creazione di ricchezza, il loro fronteggiarsi comporta relazioni e assimilazioni di alcuni popoli ad altre aree del nostro globo. Se queste due leve son vecchie come il mondo, a cambiare sostanzialmente oggi il contesto generale sono intervenuti due fattori: i nuovi mezzi di trasporto e i nuovi mezzi di informazione.&lt;br /&gt;Il professor Mario Bozzo ha motivato in questo modo l’assegnazione del premio a Bruno Morelli:&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Bruno Morelli, studioso ed artista, appartiene al mondo dei Rom, di cui conosce bene la storia millenaria e la tormentata vicenda esistenziale: tormentata da pregiudizi persistenti e da diffuse diffidenze razziste, ma vissuta con l'animo forte e fiero chi resta tenacemente legato alla sua scomoda identità.&lt;br /&gt;E come artista, che nella sua feconda attività creativa si muove con disinvolta padronanza nel regno di tutte le grandi espressioni visive, dalla pittura alla scultura, all'architettura e al mosaico, e ne ricerca la sintesi sul piano linguistico e tecnico, Morelli sa essere interprete efficace di questa identità romanì.&lt;br /&gt;La quale, soprattutto nelle sue tele, rivive nella eloquenza di alcune ricorrenti presenze - il vento, gli alberi, il cavallo, i pesci, la strada-simboli tutti dell'animo libertario del popolo gitano, e si esprime nel sapiente accostamento dei colori forti dell'oro e del rame, il giallo e l'arancione, che rievocano l'Oriente, lontana terra d'origine, e richiamano il sole compagno fidato e guida sicura di un interminabile viaggio senza meta.&lt;br /&gt;A lui il premio della Sezione Creatività: un riconoscimento che, in perfetta coerenza con l'iniziativa della Fondazione Carical, volta a favorire la dialogante convivenza delle diverse culture mediterranee, vuole anche essere un forte segnale di apertura alle divesità e alle minoranze etniche, nonché, in questo momento particolarmente difficile, un messaggio di solidale vicinanza alla generosa gente d'Abruzzo, dove Morelli vive e opera.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-2995856487455031757?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/cosenza-premiato-lartista-bruno-morelli.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><media:thumbnail url="http://3.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyKN1aelxXI/AAAAAAAADUY/dkokkM_a368/s72-c/premiazione+morelli.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-5189519149090978807</guid><pubDate>Fri, 11 Dec 2009 08:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-11T09:40:03.259+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">società</category><title>Reggio Emilia, Sinto salva bambina di due anni e la porta alla Polizia</title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyIFTJb_ydI/AAAAAAAADTg/jJBU3eU9Pbs/s1600-h/reggio+emilia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413895528561756626" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 160px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyIFTJb_ydI/AAAAAAAADTg/jJBU3eU9Pbs/s200/reggio+emilia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Si è vestita, ha calzato un paio di stivaletti, ha aperto la porta di casa ed è uscita. Da sola, ha affrontato i pericoli della circonvallazione, attraversando viale Timavo. Sara (nome di fantasia per proteggerla, ndr) ha due anni e mezzo e ieri mattina, poco dopo le 8 è sfuggita al controllo dei genitori, vagando tra i parcheggi dei controviali, vicino all’area sgambatura cani di fronte all’ufficio postale. Fino a quando, poco dopo le 9.30, è stata notata da Antonio De Barre, Sinto reggiano, che stava lavorando, per la cooperativa sociale l’Ovile, impegnato nella manutenzione delle aiuole che delimitano le aree di parcheggio.&lt;br /&gt;L’uomo, ha preso per mano la piccola, l’ha rincuorata coprendola con la sua giacca, accompagnandola al più vicino posto di polizia: la caserma della Polstrada di Reggio che si trova proprio in viale Timavo. Lì, l’ha «consegnata» agli agenti che si sono immediatamente attivati per cercare di rintracciare i genitori della bambina.&lt;br /&gt;Dalla centrale della Polstrada si sono staccati due ispettori che, dopo aver fotografato la piccola, hanno setacciato l’area tra viale Timavo, viale Magenta e via Guasco. «Armati» di un palmare, i poliziotti hanno bussato porta a porta, mostrando a residenti e commercianti il viso della bambina con la speranza che qualcuno potesse riconoscerla indirizzando gli agenti alla residenza dei genitori. I controlli sono proseguiti anche all’Esselunga e nella farmacia dello stesso centro commerciale. Fino alla svolta, intorno alle 10.30.&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Il padre della piccola, si è presentato nella caserma della Polstrada di Reggio: «Aiutatemi. Vorrei denunciare la scomparsa di mia figlia». Quando gli agenti hanno sentito il racconto dell’uomo, lo hanno accompagnato negli uffici del comando, dove, alcuni agenti stavano giocando con la bambina, cercando di farle ritrovare il sorriso. A quel punto l’abbraccio tra il padre e la piccola e la successiva chiamata a De Barre per comunicargli che la bambina che lui aveva salvato dalla strada, stava riabbracciando la famiglia.&lt;br /&gt;Per il padre della piccola, però, sono iniziati diversi accertamenti. Secondo il racconto poi fornito dall’uomo agli investigatori, ieri mattina poco prima delle 8, la moglie era uscita di casa per accompagnare gli altri due figli a scuola. All’improvviso, la più piccola di casa, aveva deciso di seguire la mamma e, sfruttando un momento di distrazione del padre, è uscita di casa.&lt;br /&gt;Un racconto che l’uomo ha poi ripetuto agli assistenti sociali del Comune, immediatamente allertati dagli agenti della Polstrada che, nel frattempo, hanno anche avvisato la procura del tribunale dei Minori di Bologna. Gli investigatori ora stanno valutando tutti gli elementi raccolti e stanno vagliando attentamente la posizione del padre della bambina che rischia una denuncia per omesso un controllo. di &lt;a href="http://gazzettadireggio.gelocal.it/"&gt;&lt;strong&gt;Marco Martignoni&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-5189519149090978807?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/reggio-emilia-sinto-salva-bambina-di.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyIFTJb_ydI/AAAAAAAADTg/jJBU3eU9Pbs/s72-c/reggio+emilia.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-4837185771834004937</guid><pubDate>Fri, 11 Dec 2009 08:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-11T10:07:08.477+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">società</category><title>Milano, leggere Tettamanzi prima di criticarlo</title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyILsRbq2hI/AAAAAAAADT4/tX3naSoU5Lk/s1600-h/tettamanzi+discriso+alla+cittÃ .jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413902557274364434" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 170px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyILsRbq2hI/AAAAAAAADT4/tX3naSoU5Lk/s200/tettamanzi+discriso+alla+citt%C3%A0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il discorso alla città di Milano tenuto dal cardinale Dionigi Tettamanzi alla vigilia di Sant'Ambrogio ha suscitato, quest'anno, un vespaio di polemiche che non è facile placare. Sono note (e prevedibili) soprattutto le reazioni di parte leghista, anche se alcuni esponenti del Carroccio, tra cui l'eurodeputato e consigliere comunale Matteo Salvini, hanno cercato fin da subito di calmare le acque. Il cardinale non è mai apparso isolato perché tutto il mondo cattolico, non solo milanese, si è stretto intorno a lui. Ma è serpeggiata, nella stampa, l'impressione che egli abbia troppo privilegiato i temi del solidarismo cattolico-progressista, rinunciando al suo ruolo di guida spirituale dei milanesi. E' andata davvero così?&lt;br /&gt;Una delle critiche più pacate rivolte a Tettamanzi (su quelle scomposte non ci sembra il caso di dilungarsi) è che egli dovrebbe sintonizzarsi di più sulla sensibilità dei cattolici milanesi, spendendo parole sulle loro preoccupazioni quotidiane, invece di privilegiare un dialogo con «gli altri», i non milanesi, gli immigrati. Ma qui sta il punto più profondo. Il discorso, fin dall'inizio, è rivolto agli abitanti della città, chiunque siano. E vuole richiamare l'anima più intensa che Milano ha sempre avuto, prima di diventare, dagli anni '80 in poi, la città-simbolo dell'edonismo e della vita mondana: l'istinto solidaristico dei suoi abitanti. Proverbiale per secoli, la «solidarietà ambrosiana» è per Tettamanzi l'eredità spirituale della città.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.chiesadimilano.it/or/ADMI/pagine/00_PORTALE/2009/Ambrogio_integrale_2009.doc"&gt;Ora è disponibile sul sito internet della Diocesi il discorso integrale del 4 dicembre&lt;/a&gt;: ognuno può farsi un'idea personale, ma le parole del cardinale non sono equivocabili. Non è vero che Tettamanzi non si sia occupato di solidarietà verso i milanesi in difficoltà. Tutt'altro: ha richiesto una città attenta ai bisogni dei bambini e dei ragazzi (a cui vanno destinate - secondo il cardinale - iniziative ricreative, culturali e scolastiche che ne prevengano il disagio), dei giovani (la città deve offrire risposte alle loro tensioni e, in questo momento, alla loro domanda di forme d'impiego non precarie), delle famiglie (che vivono i drammi dei conflitti, delle separazioni e della povertà), degli anziani (che rischiano la solitudine) e anche, certo, degli immigrati.&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Ha fatto molto scalpore il passo in cui Tettamanzi ha citato un episodio di cronaca di fine novembre. Alcune famiglie rom erano state allontanate dal campo di via Rubattino (il più vasto della città) e avevano occupato pacificamente una chiesa periferica chiedendo in particolare che i nuclei familiari non fossero divisi. Il cardinale ha richiamato l'attenzione sull'esigenza che sia salvaguardato l'inserimento scolastico per i bambini di questo gruppo. La sua espressione («La risposta della città e delle istituzioni alla presenza dei rom non può essere l'azione di forza, senza alternative e prospettive, senza finalità costruttive») è stata isolata dal contesto e usata per accusarlo di essere addirittura un comunista. Eppure il porporato aveva appena elogiato chi «si impegna per offrire percorsi di autentica integrazione, per coniugare solidarietà e legalità».&lt;br /&gt;Fuori luogo anche l'accusa di non aver difeso il crocifisso in tempi difficili per questo simbolo dell'Europa cristiana. Fuori luogo per il semplice fatto che Tettamanzi gli ha dedicato la parte finale del discorso, con le seguenti, inequivocabili parole che meritano citazione integrale: «Conserviamo la presenza del crocifisso, simbolo cristiano ma anche simbolo profondamente umano. Di fronte ad esso siamo tutti richiamati ad interrogarci sul significato che hanno il soffrire e il morire, così come possiamo ritrovare la speranza per superare le situazioni di dolore e di morte. Ma il Crocifisso è risorto! Non limitiamoci a considerare il crocifisso come segno di un'identità. Dobbiamo passare dal simbolo alla realtà, alla realtà di Gesù Cristo morto e risorto e veniente, persona viva, concreta, incontrabile, sperimentabile. Conserviamolo questo simbolo, ma soprattutto viviamolo con umile, forte e gioiosa coerenza». di &lt;strong&gt;Massimiliano Melley&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ragionpolitica.it/cms/index.php"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-4837185771834004937?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/milano-leggere-tettamanzi-prima-di.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyILsRbq2hI/AAAAAAAADT4/tX3naSoU5Lk/s72-c/tettamanzi+discriso+alla+citt%C3%A0.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-2732226494419463027</guid><pubDate>Fri, 11 Dec 2009 08:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-11T09:47:22.199+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">intercultura</category><title>I sogni dei bambini messi in banca sul web</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyIHCGhmYFI/AAAAAAAADTo/mDE5cQJfxSc/s1600-h/giordan+sulla+ferrari.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413897434745430098" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 142px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyIHCGhmYFI/AAAAAAAADTo/mDE5cQJfxSc/s200/giordan+sulla+ferrari.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Arriva una mappa del mondo attraverso i sogni dei bambini. Un giro del globo in trecento notti, in trecento pensieri più reali del vero, raccontati da chi non ha ancora dieci anni e un'immaginazione scapigliata che in un grattacielo della periferia romana o in una capanna del Senegal rende i sogni densi, stropicciati o ruvidi.&lt;br /&gt;Profumati, golosi, emozionanti più di un film d'azione. A lanciare una sorta di banca onirica mondiale on line dedicata all'infanzia è il regista Stefano Scialotti, che con esperti e psicologi ha messo in piedi il progetto Kidzdream. Ovvero il mondo visto attraverso i sogni dei bambini che in video e con i loro disegni raccontano senza interferenze degli adulti desideri e paure, ma soprattutto spericolati viaggi onirici nel tempo, nello spazio. Trecento filmati sono già stati girati tra l'Europa e l'Africa, da Roma al Senegal, da Barcellona a Venezia e Napoli, e messi sul sito www.kidzsdream.org.&lt;br /&gt;Così da oggi corre in Rete l'universo notturno dei più piccoli, popolato da arcobaleni colorati usati come scivolo anche se poi ti ritrovi le mani macchiate; abitato da leoni e iene affamate, segnato da corse a perdifiato per sfuggire ad una scimmia carnivora. Avventure nel letto di casa raccontate da bambini ironici o impacciati, ma capaci sempre di comunicare l'emozione di volare sopra il prato, prendere le stelle come caramelle e parlarci, trasformarsi in un'ape o attraversare il tempo e ritrovarsi davanti la propria nonna tornata giovane.&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Sogni e paure, miti e quotidianità agli antipodi. Così c'è Giordan, rom romano che immagina di andare in Ferrari "velocissimi tanto che i capelli ci andavano alzati" mentre la napoletana Denise sogna i rapinatori e ha l'incubo del macellaio "che invece di darmi una fetta di torta mi vuole uccidere". Alen e Russel vivono nel sonno battaglie e combattimenti all'ultimo sangue con persiani e spartani o i power rangers che li fanno alzare al mattino esausti. Mentre i loro coetanei del Senegal hanno per nemico la scimmia carnivora, il serpente in attesa, il leone che li insegue come racconta Fatou, 8 anni di Mbour. "Nel sogno salgo al piano dove avevo steso il bucato e il leone prende il braccio per mangiarmelo. Lo scongiuro di non farmi male perché sono buona, l'ho sempre considerato un amico".&lt;br /&gt;Sogni per esprimersi ma non solo. Kidzdream è un progetto nato non solo per raccontare il mondo dei più piccoli senza filtri ma anche con un obiettivo umanitario. "I sogni dei bambini per realizzare i sogni, i desideri, i bisogni di altri meno fortunati", dice il regista Stefano Scialotti. Il progetto si fonda infatti anche sulla partnership con il Programma Alimentare Mondiale (WFP), l'agenzia delle Nazioni Unite che fornisce pasti a scuola a oltre 22 milioni di bambini poveri nei paesi in via di sviluppo. Attraverso il Comitato Italiano del WFP i piccoli protagonisti di Kidzdream diventano testimoni della campagna per l'alimentazione scolastica dell'organismo internazionale, aiutando in questo modo altri bambini a sfamarsi, studiare e sognare.&lt;br /&gt;L'obiettivo per l'anno prossimo di Kidzdream è andare in 10 posti nel mondo. In ognuno di questi luoghi, in collaborazione con una scuola o un'istituzione locale, verrà realizzata una serie di circa 30 sogni ed un piccolo reportage di circa 10 minuti fatto con i bambini che parlano della loro vita e dei loro bisogni. di &lt;a href="http://www.repubblica.it/"&gt;&lt;strong&gt;Caterina Pasolini&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-2732226494419463027?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/i-sogni-dei-bambini-messi-in-banca-sul.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><media:thumbnail url="http://3.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyIHCGhmYFI/AAAAAAAADTo/mDE5cQJfxSc/s72-c/giordan+sulla+ferrari.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7270827521839582591.post-7758075679838457252</guid><pubDate>Fri, 11 Dec 2009 08:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-11T09:33:09.522+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">habitat</category><title>Venezia, iniziano i lavori per l'energia elettrica mentre la Lega Nord annuncia una petizione</title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyIDt29QK_I/AAAAAAAADTY/lzJPXkKtSAc/s1600-h/venezia+sinti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413893788434181106" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 117px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyIDt29QK_I/AAAAAAAADTY/lzJPXkKtSAc/s200/venezia+sinti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Un tratto di via Vallenari viene chiuso al transito dei veicoli per una settimana per i lavori di allacciamento alla rete elettrica del villaggio per i Sinti veneziani. Lo prevede una ordinanza della Municipalità di Mestre Centro che autorizza la ditta Veronese Impianti Spa a procedere con gli scavi, per conto dell'Enel, per realizzare il tratto di elettrodotto di via Vallenari che deve fornire energia elettrica al villaggio aperto alla fine di novembre.&lt;br /&gt;L'allacciamento alla rete elettrica è stato autorizzato dalla Provincia di Venezia, che in un primo momento aveva sospeso la procedura di autorizzazione ai lavori dell'Enel, solo dopo l'ultimo vertice in Prefettura prima dell'apertura decisa dal Comune di Venezia del nuovo campo per la comunità sinti, trasferita poi in una notte per evitare contestazioni e manifestazioni di protesta.&lt;br /&gt;Di fatto, il villaggio finora è alimentato dai generatori in attesa dell'arrivo del collegamento alla rete Enel. I lavori comportano, vista la sezione ridotta della carreggiata che collega Campalto a via Martiri della Libertà, la chiusura di un tratto della strada, consentendo il passaggio ai soli residenti. La chiusura è prevista tutti i giorni dalle 7 alle 18, dal 9 dicembre, mercoledì prossimo, fino al 16 dicembre. In una settimana gli scavi saranno portati a termine. La ditta esecutrice delle opere dovrà intervenire provvedendo a smantellare il cantiere la sera e segnalando i lavori con cartelli di divieti di transito e deviazione sia lungo la via Martiri della Libertà che in via Gobbi, tra Favaro e Campalto.&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo &lt;a href="http://sucardrom.blogspot.com/2009/11/venezia-la-lega-nord-mostra-il-suo-vero.html"&gt;la Lega Nord si sta organizzando per lanciare una petizione&lt;/a&gt; per modificare la destinazione d'uso del nuovo villaggio delle famiglie Sinti in via Vallenari, a Mestre, in residenza per anziani e disabili. ''Siamo pronti con cento gazebo nel prossimo fine settimana - afferma Alessandro Vianello - Saremo in tutto il territorio provinciale di Venezia per la nostra raccolta firme''.&lt;br /&gt;''Aspettiamo solo l'ok dal Comune - prosegue -, per il resto siamo pronti a coprire l'intero territorio con i nostri gazebo nei giorni 12 e 13 dicembre prossimi. E' una petizione popolare per modificare la destinazione d'uso del nuovo 'campo nomadi-villaggio sinti' in residenza per anziani e disabili''.&lt;br /&gt;Le 38 famiglie sinte, persone anagraficamente veneziane, sono entrate nel nuovo villaggio una decina di giorni fa. In precedenza, per circa quarant'anni, hanno vissuto con bimbi e nipoti in un “campo nomadi” privo delle essenziali strutture igieniche.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7270827521839582591-7758075679838457252?l=sucardrom.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://sucardrom.blogspot.com/2009/12/venezia-iniziano-i-lavori-per-lenergia.html</link><author>ics@sucardrom.191.it (u velto)</author><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/SyIDt29QK_I/AAAAAAAADTY/lzJPXkKtSAc/s72-c/venezia+sinti.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><language>en-us</language><media:rating>adult</media:rating></channel></rss>
