<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2italianfull.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:creativeCommons="http://backend.userland.com/creativeCommonsRssModule" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0">

<channel>
	<title>Suzukimaruti</title>
	
	<link>http://www.enrico-sola.com</link>
	<description>il blog di Enrico Sola</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 May 2013 15:51:08 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/suzukimaruti/suzrss" /><feedburner:info uri="suzukimaruti/suzrss" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><creativeCommons:license>http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/</creativeCommons:license><image><link>http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/</link><url>http://creativecommons.org/images/public/somerights20.gif</url><title>Some Rights Reserved</title></image><item>
		<title>Si può fare senza</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/suzukimaruti/suzrss/~3/SWm_bTfTnsI/</link>
		<comments>http://www.enrico-sola.com/2013/05/si-puo-fare-senza/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 May 2013 15:51:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[socialcose]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.enrico-sola.com/?p=1931</guid>
		<description>Mi sono preso una pausa di un mese dai social network. Per 30 giorni, anzi in verità per qualche giorno in più, ho vissuto più o meno come se Facebook e Twitter non esistessero, lasciando i profili a prendere polvere, inesorabilmente aggiornati per l&amp;#8217;ultima volta il 30 marzo. &amp;#160; Le ragioni di un&amp;#8217;azione di questo [...]</description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono preso una pausa di un mese dai social network. Per 30 giorni, anzi in verità per qualche giorno in più, ho vissuto più o meno come se Facebook e Twitter non esistessero, lasciando i profili a prendere polvere, inesorabilmente aggiornati per l&#8217;ultima volta il 30 marzo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le ragioni di un&#8217;azione di questo genere sono, nel mio caso, semplici e non drammatiche: ogni tanto fa bene fare una piccola dieta detox dalla Grande Conversazione, soprattutto se la chiacchiera condivisa riguarda in modo quasi esclusivo temi logoranti come la politica. Forse è un limite mio, ma le campagne elettorali finiscono sempre per consumarmi, figuriamoci quelle a cui fa seguito il più grande momento di crisi della storia della sinistra italiana, vissuto collettivamente e in tempo reale, come Twitter comanda.</p>
<p>E poi volevo vedere che effetto fa &#8211; su di me, sugli altri &#8211; il digiuno improvviso dopo anni di lauti pasti social quotidiani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La verità è che non succede niente di rilevante: registro con un po&#8217; di dispiacere il fatto che la quotidianità non risente in modo rilevante dell&#8217;assenza dei social media.<br />
Forse ti senti un po&#8217; meno informato di prima, ma alla fine ti accorgi che non lo sei, o lo sei su cose non molto importanti, come la cronaca politica spicciola.</p>
<p>In compenso hai un po&#8217; più di tempo, ma non così tanto quanto preventivavi. La verità è che hai più attenzione e continuità nel compiere molte azioni (banalmente: lavorare) e finisci per fare più in fretta. Quindi sì, hai più tempo libero, ma di sponda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Finisce che ti trovi nella condizione degli ex fumatori freschi di rinuncia al vizio: non è un problema dire di no alla sigaretta, ma è molto più dura gestire i tempi morti, quelli che prima passavi con l&#8217;iPhone in mano.</p>
<p>La buona notizia, nonostante non siano cambiate molte cose, è che dopo un mese di pausa mi sono accorto che la pratica dei social network era diventata un&#8217;abitudine più che una volontà praticata scientemente. Fare un&#8217;astinenza lunga aiuta a osservare il tutto in prospettiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In compenso intorno a te succedono cose strane. Da qualche parte dobbiamo aver condiviso il pensiero per cui se uno si assenta dall&#8217;aggiornare i propri profili sui social network per più di un certo numero di giorni, sicuramente ha dei problemi, sta male, ha casini familiari, è ammalato, impazzito, morto. Oppure è andato in vacanza senza avvertire nessuno, ma l&#8217;ipotesi non è contemplata.</p>
<p>Quindi la gente, con ammirevole affabilità, ti scrive e ti chiede che succede. Nel mio caso il primo &#8220;tutto ok?&#8221; è arrivato dopo 48 ore e gli altri a seguire (un paio sono perle da antologia). Ci tengo a dire che ho risposto a tutti e ringrazio tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosa succede, adesso? Succede, nel mio caso, che ti ridoti di una vita su social network, ma con un po&#8217; più di consapevolezza (diceva il vate &#8211; &#8220;la vita non è qui&#8221;), un approccio meno meccanico e scontato e un po&#8217; più di tentata leggerezza calviniana nelle parole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Resta da fare il conto di cosa ci si perde in un mese da sordomuto sui social. L&#8217;elenco dei post e dei twit mai nati è lì, sotto forma di elenco puntato mentale lunghissimo, su cui spicca qualche pezzo in bold.</p>
<p>C&#8217;è qualcosa che ti sarebbe tanto piaciuto scrivere ma che aveva senso a caldo, come quella riflessione su Enzo Jannacci e il fatto che il suo esegeta più credibile e sentito sia suo figlio. Mi sarebbe piaciuto dire che avere un figlio che diventa il migliore interprete del tuo pensiero, del tuo stile e della tua arte è qualcosa che dà senso a una vita e forse ti fa morire felice, soddisfatto. Mi sembra un buon lavoro, degno di una persona speciale, ecco.</p>
<p>Ci sono fiumi e fiumi di parole che è meglio che siano rimasti sotterranei: incassare una &#8220;vittoria&#8221; da Cassandra, vedendo confermate dal disastro del PD bersaniano le riflessioni politiche che da mesi gridavi ai quattro venti non è una consolazione. Avrei preferito aver torto.<br />
Il silenzio imposto mi ha preservato dalla tentazione antipatica di bullarmi del mio &#8220;ve l&#8217;avevamo detto!&#8221; sulle macerie della sinistra italiana conseguenti alla Caporetto di Bersani e soci.<br />
E no, aver fatto di tutto affinché questo non avvenisse non mi consola dalla tristezza che quello che è capitato in questi giorni sia avvenuto.</p>
<p>Ci sono prese di posizione più o meno vanitose, come se il profilo di quello che siamo fosse definito dal confine formato dalle parole condivise col prossimo. Quindi affrettarsi a dire che si è contro (ma tanto) questo governo PD-PDL, fare una battuta possibilmente non scontata sulla morte di Andreotti, indignarsi un po&#8217; per le bruttezze quotidiane da cui sembra obbligatorio prendere le distanze.</p>
<p>E poi ci sono le cose piacevoli, divertenti, che avresti voluto condividere, raccontare, spiegare. Elio che fa un nuovo album con un singolo fighissimo che crocifigge una delle cose che più detesti al mondo. Oppure i Daft Punk che tornano con un album disco (sorprendendo giusto la gente che non sa chi era <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Daniel_Vangarde">il babbo di Thomas Bangalter)</a>. E <a href="http://www.bluenotemilano.com/evento/pharoah-sanders/">Pharoah Sanders dal vivo al Blue Note</a>.</p>
<p>Non ci siamo persi niente di che, alla fine.</p>
<p>In compenso ora so che è vera la massima per cui un periodico e ragionevole digiuno non fa venire più fame: aiuta a controllarla.</p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=SWm_bTfTnsI:QXWzq9zYjf4:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=SWm_bTfTnsI:QXWzq9zYjf4:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=SWm_bTfTnsI:QXWzq9zYjf4:D7DqB2pKExk"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?i=SWm_bTfTnsI:QXWzq9zYjf4:D7DqB2pKExk" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=SWm_bTfTnsI:QXWzq9zYjf4:dnMXMwOfBR0"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=dnMXMwOfBR0" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/suzukimaruti/suzrss/~4/SWm_bTfTnsI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enrico-sola.com/2013/05/si-puo-fare-senza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.enrico-sola.com/2013/05/si-puo-fare-senza/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Antifascismo riflessivo: pensieri sul bruto che c’è in noi</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/suzukimaruti/suzrss/~3/l1DIkleNM0Y/</link>
		<comments>http://www.enrico-sola.com/2013/03/antifascismo_riflessivo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 14:32:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sgradevolezze]]></category>
		<category><![CDATA[300]]></category>
		<category><![CDATA[300 spartani]]></category>
		<category><![CDATA[bersani]]></category>
		<category><![CDATA[bersaniani]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
		<category><![CDATA[primarie]]></category>
		<category><![CDATA[spartani]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.enrico-sola.com/?p=1909</guid>
		<description>Nei mesi passati, casomai non lo aveste notato , ho supportato la corsa di Matteo Renzi alle Primarie del centrosinistra. (tranquilli, non è l&amp;#8217;ennesimo post su Renzi, ma su una cosa molto più spiacevole) Dal momento in cui ho dichiarato online il mio orientamento per le Primarie e il conseguente dissenso dall&amp;#8217;attuale linea e classe [...]</description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nei mesi passati, casomai non lo aveste notato <img src='http://www.enrico-sola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> , ho supportato la corsa di Matteo Renzi alle Primarie del centrosinistra. (tranquilli, non è l&#8217;ennesimo post su Renzi, ma su una cosa molto più spiacevole)<br />
Dal momento in cui ho dichiarato online il mio orientamento per le Primarie e il conseguente dissenso dall&#8217;attuale linea e classe dirigente del PD, mi sono accorto che su Twitter è iniziata una progressiva escalation dell&#8217;odio.</p>
<p>A ogni mio tweet sul tema PD e affini, cioè, corrispondevano sempre più risposte antipatiche da parte di altri utenti: spesso attacchi personali, polemiche pretestuose, provocazioni, eccetera.</p>
<p>Cosa curiosa: le persone più assidue in questi attacchi erano sempre le stesse, giorno dopo giorno.<br />
Ho provato a controllare in giro: sempre loro, un gruppo ben definito, aggredivano altri utenti di Twitter non allineati con la linea bersaniana del PD. E lo facevano con toni aggressivi, talvolta offensivi e arroganti. Pura logica di branco: uno scrive e tanti arrivano ad aggredire, irridere, provocare (non a dialogare, che è cosa gradita anche se non si concorda).</p>
<p>Seguendo le tracce di uno degli utenti più aggressivi ho scoperto che era registrato a un sito: <a href="http://www.trecentospartani.com" target="_blank">300 Spartani</a>.<br />
E, con mia somma sorpresa (e fatica, ché mi è costato cliccare sull&#8217;avatar di tutti gli iscritti), mi sono accorto che gli aggressori digitali erano praticamente tutti lì, associati a quel sito.<br />
Che sorpresa. Coincidenza?</p>
<p>Trecento Spartani sulla carta dovrebbe essere il volto &#8220;social&#8221; del PD: un gruppo di militanti digitali che fa campagna elettorale per il partito, dialogando sui social media con gli interessati.<br />
A leggere <a href="http://www.lettera43.it/foto/pd-campagna-elettorale-su-web-grazie-agli-spartani_4367584907.htm" target="_blank">questo articolo su Lettera 43</a> sembra proprio quello: tanti giovani volontari che fanno una campagna obamiana di inclusione digitale, allargamento del consenso, eccetera.</p>
<p>Nell&#8217;articolo si parla di &#8220;volontari a disposizione del dipartimento comunicazione del partito&#8221;, quindi le loro azioni sono ufficiali e su mandato del dipartimento comunicazione del PD. Il coordinatore del progetto, non a caso, è <a href="http://www.tuttixbersani.it/doc/3044/speranza-moretti-e-giuntella-pier-luigi-bersani-presenta-la-sua-squadra-per-le-primarie.htm" target="_blank">Tommaso Giuntella,  uno dei tre &#8220;scudieri&#8221; di Pierluigi Bersani</a> durante la campagna delle Primarie (gli altri due erano Alessandra Moretti e Roberto Speranza, ora portavoce del PD alla Camera).</p>
<p>Imponendosi di non pensare male, possiamo essere così ingenui da pensare che la coesistenza del gruppetto d&#8217;assalto all&#8217;interno del sito Trecento Spartani sia pura casualità. D&#8217;altronde è evidente che tra i Trecento ci sono anche persone il cui agire online è civile e rispettoso e che non hanno partecipato alle squadracce.</p>
<p>A essere un po&#8217; meno ingenui, invece, sorge il sospetto che non si tratti di una coincidenza e che l&#8217;azione di aggressione online del dissenso sia organizzata e parte del progetto.<br />
A conferma di questo ci sono un po&#8217; di fatti, al di là del riferimento culturale fascistoide nel nome (lo dico con dispiacere, amando quel fumetto e detestandone il film) e delle retoriche guerriere sbandierate qua e là sul sito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>AGGRESSIONI ORGANIZZATE?</strong></p>
<p>Il primo fatto, e il più grave, è che il gruppo dei Trecento Spartani si è reso responsabile di <a href="http://www.mantellini.it/2013/01/23/brigate-digitali-bersani/" target="_blank">un attacco di massa nei commenti al blog di Mantellini</a>, a seguito di un suo post critico verso Bersani.<br />
Niente di grave, materialmente (l&#8217;iniziativa era innocua negli esiti e Massimo ha visto di peggio), ma indicativo di un fatto: il gruppo compie azioni di attacco organizzate e coordinate e pare avere un focus sul disturbo del dissenso interno, più che sull&#8217;allargamento del consenso al partito.</p>
<p>Ieri sera il coordinatore del progetto ha confermato su Twitter <a href="https://twitter.com/TomMiGiuntella/status/314131472816689152" target="_blank">qui</a> <a href="https://twitter.com/TomMiGiuntella/status/314132360721469440" target="_blank">qui</a> e <a href="https://twitter.com/TomMiGiuntella/status/314129739822555136" target="_blank">qui</a>  che l&#8217;azione era organizzata da loro, cioè dai Trecento Spartani, e non spontanea. Ha ovviamente minimizzato: &#8220;era uno scherzo&#8221;, trascurando che quel gruppo lì agisce su mandato del PD e prima di fare cose simili deve pensarci due volte (e poi soprassedere).</p>
<p>Il secondo sono le rivelazioni dell&#8217;utente di Twitter <a href="https://twitter.com/ArgoTone" target="_blank">@ArgoTone</a>, uno tra gli utenti più attivi nella polemica, spesso con toni accesi (è un eufemismo).<br />
Messo di fronte all&#8217;evidenza della presenza del <a href="http://facciopolitica.com/author/sestili/" target="_blank">suo profilo sul sito dei Trecento Spartani</a>, ha riconosciuto di aver partecipato alla nascita del gruppo e di esserne uscito in seguito, in dissenso a suo dire con la linea e con le pratiche diffuse al suo interno.<br />
Lascio alle sue parole, riprese dal suo profilo Twitter, la spiegazione del perché.</p>
<p><a href="http://www.enrico-sola.com/wp-content/uploads/2013/03/Schermata-2013-03-20-alle-09.02.50.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1912" alt="" src="http://www.enrico-sola.com/wp-content/uploads/2013/03/Schermata-2013-03-20-alle-09.02.50.png" width="524" height="112" /></a> <a href="http://www.enrico-sola.com/wp-content/uploads/2013/03/Schermata-2013-03-20-alle-09.03.14.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1913" alt="Schermata 2013-03-20 alle 09.03.14" src="http://www.enrico-sola.com/wp-content/uploads/2013/03/Schermata-2013-03-20-alle-09.03.14.png" width="541" height="113" /></a> <a href="http://www.enrico-sola.com/wp-content/uploads/2013/03/Schermata-2013-03-20-alle-09.06.21.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1914" alt="Schermata 2013-03-20 alle 09.06.21" src="http://www.enrico-sola.com/wp-content/uploads/2013/03/Schermata-2013-03-20-alle-09.06.21.png" width="536" height="112" /></a></p>
<p>Mentre ieri si dipanava la discussione con i protagonisti di questi attacchi, un bel po&#8217; di persone su Twitter rivelava o realizzava di essere stata vittima di attacchi di gruppo organizzati da parte dei soliti difensori dell&#8217;ortodossia PD, a conferma che il fenomeno era diffuso su larga scala.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ESISTONO QUINDI I PICCHIATORI DIGITALI DEL PD?</strong></p>
<p>La situazione è spinosa. Credo non ci siano le prove provate per affermare con certezza che il PD ha attivato un gruppo di &#8220;attivisti digitali&#8221; il cui focus purtroppo non è stato fare campagna elettorale o promuovere le idee del partito, ma aggredire sistematicamente e in modo organizzato e di gruppo il dissenso online su Twitter.<br />
Ci sono però tutti gli elementi per sospettarlo. Ognuno si faccia la sua opinione.</p>
<p>La mia idea, che esula un po&#8217; dal problema in sé, è che il &#8220;bullismo di sinistra&#8221; (ricordate l&#8217;hashtag &#8220;<a href="https://twitter.com/search/realtime?q=%23scagnozzixbersani&amp;src=hash" target="_blank">scagnozzixbersani</a>&#8220;? ora mette un po&#8217; i brividi, a ripensarci), spuntato durante le Primarie a difesa dell&#8217;ortodossia bersaniana, è dilagato a Primarie concluse e ha fatto danni elettorali, punendo il PD intero e mandando via tanti elettori dubbiosi, orbitanti, &#8220;di area&#8221;, ecc.<br />
Mi rendo anche conto che il bullismo tanti-contro-uno è parte delle (deprecabili) grammatiche della conversazione online. Di solito si fa contro il potente/famoso di turno; chi di noi non si è divertito a impallinare Formigoni o la Santanché? Mi pare, tuttavia, che la questione sia diversa come valori e come gravità se il tutto è compiuto contro singoli utenti ed è fatto da parte di un gruppo spalleggiato dal PD.</p>
<p>Di certo c&#8217;è il fatto che il gruppo dei Trecento ha rivendicato, attraverso il suo coordinatore, un&#8217;azione di massa e organizzata di attacco a un blog che esprimeva dissenso verso la linea Bersani.<br />
Per me, elettore PD, è una cosa gravissima (come metodo: gli esiti sono da ridere). E trovo ancora più grave che sia riconducibile al partito.<br />
Mi chiedo se la dirigenza PD ne è al corrente e cosa ne pensa.<br />
Come avreste reagito se una cosa simile fosse stata fatta dai berlusconiani o dai grillini più ultras? Pensateci.</p>
<p>E&#8217; anche inoppugnabile che al suo interno ci sono protagonisti degli attacchi sistematici su Twitter a chi non sposava la linea Bersani. Un caso? O no?</p>
<p>Ciò che è evidente, però, è un dato politico: finite le Primarie, le forze a supporto di una parte del PD (quella bersaniana) sono state cooptate per gestire la comunicazione del partito per intero.<br />
Si sono, cioè, presi i miliziani di una parte (gente che non va esattamente per il sottile e a cui è toccato il lavoro sporco) e li si è messi a comunicare con tutti e per conto del partito. Hanno fatto danni enormi per inesperienza, insipienza, inconsistenza dei responsabili, limiti personali dei protagonisti.<br />
Chi li ha messi in quel ruolo ha fatto un errore evidente. (Già, chi?)</p>
<p>Questo ha fatto sì che la comunicazione sui social network fosse un fallimento da ogni punto di vista, con elettori dubbiosi mandati via, derisi, aggrediti, offesi. Ieri erano in tanti a lamentarsi di questo. Un ottimo modo per perdere voti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>GUERRIERI AUTOLESIONISTI AKA FRIENDLY FIRE</strong></p>
<p>La mia critica politica ai Trecento Spartani, anche al netto della loro eventuale missione di repressione del dissenso, è proprio questa: aver agito prevalentemente, con i crismi del partito, per fare polemica interna e aver difeso l&#8217;ortodossia e non aver prodotto risultati credibili nell&#8217;unico campo utile, quello elettorale.</p>
<p>Il gruppo di &#8220;conversatori&#8221; del PD, insomma, ha conversato ben poco, al di là dell&#8217;urlare dietro a renziani e non allineati. Non ha fatto notizia, non ha guidato il dibattito, non ha prodotto consenso.</p>
<p>(No, non ci sono dati a supporto che possano convincermi: seguo il dibattito politico online con molta attenzione e confermo che gli Spartani non hanno combinato nulla di buono o interessante, a livello di contenuti e conversazione, anzi con buona probabilità molti di voi li sentono nominare oggi per la prima volta)</p>
<p>Di questa cosa, da elettore, chiedo conto alla dirigenza PD. Vorrei sapere chi ha deciso l&#8217;esistenza di questo gruppo, chi l&#8217;ha impostato in questo modo, con quali criteri sono stati scelti i partecipanti, chi ha dettato la linea e, in ultimo, quanto ci è costato (eventuale retribuzione del coordinatore, costo del sito, costo degli &#8220;esperti europei&#8221;, eccetera), visto che il partito campa coi soldi pubblici.<br />
Perché se un progetto è inutile o, come in questo caso, fa danni, forse è il opportuno che qualcuno, comportandosi da adulto, si faccia avanti e agisca con responsabilità.<br />
Se il PD è veramente cambiato negli ultimi 15 giorni (faccina ironica), sono certo ci farà un&#8217;operazione di trasparenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL BRUTO NELL&#8217;ALBUM DI FAMIGLIA </strong></p>
<p>C&#8217;è una parte ancora più triste, in questo post. Ed è la considerazione che &#8211; seppure vaccinati al brutto della Rete, agli eccessi della conversazione e al sistematico emergere del &#8220;rumore di fondo&#8221; (fatto di meschinità, trollaggi, cliché, eccessi verbali, facilonerie, eccetera) &#8211; provo un dispiacere personale fortissimo quando il comportamento brutale, il cosiddetto &#8220;fascismo di metodo&#8221;, avviene a opera di gente della mia parte politica o quasi.</p>
<p>E&#8217; una situazione in cui mi duole più per chi compie la malefatta che per i suoi esiti.<br />
E&#8217; un po&#8217; brutto a dirsi, ma mi vergogno per loro. Perché mi assomigliano, perché è gente che probabilmente ha le mie idee al 90% ma non possiede o ha perso di vista, complice forse un clima da esaltazione da ultras, il tacito codice etico condiviso che regola comportamento online.</p>
<p>Se poi il cattivo comportamento è organizzato ed è di gruppo, tanti-contro-uno, mi viene la nausea.<br />
Il branco mi fa schifo. E mi fa schifo ancora di più se ha i miei colori.</p>
<p>Ora non so dire se le logiche di branco siano state progettate dall&#8217;alto (sarebbe gravissimo e non ci voglio nemmeno pensare) o semplicemente siano emerse in modo naturale, vista l&#8217;origine di parte del gruppo, nato con le Primarie, fatto di fan ultra-ortodossi del segretario e volto più alla polemica e all&#8217;esclusione identitaria che all&#8217;inclusione e all&#8217;allargamento del consenso.</p>
<p>So che mi dispiace che una cosa così sia esistita. E mi sarebbe dispiaciuto anche se fossi stato bersaniano. Anzi, credo dispiaccia a tutti indipendentemente dagli orientamenti. E se ci fosse stata una cosa simile ma di natura renziana l&#8217;avrei attaccata con tutte le forze.</p>
<p>In questo dobbiamo essere, in tutti i modi, diversi dai grillini. Tanto. I più diversi possibile.</p>
<p>Capitelo &#8211; lo dico a tutti: dirigenti (spero dimissionari a breve, per colpe più gravi di questa, beninteso, ma anche per questo) e militanti: cose così non si devono fare.</p>
<p>L&#8217;atteggiamento da gradassi spalleggiati dai compari, l&#8217;arroganza di gruppo e la logica da branco non appartengono alla nostra cultura (in cui vivono benissimo i toni forti, le iperboli, gli scazzi, eccetera, non facciamo le mammole nemmeno per finta).<br />
E in quanto uomo di sinistra combatto queste attitudini e questi comportamenti anche se me li ritrovo in casa.<br />
Se l&#8217;antifascismo è un valore (e lo è), sta a noi combattere il fascismo in ogni sua forma. Anche quella riflessiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>POSTILLA SUI PANNI SPORCHI E SULLA POSIZIONE DELLA LAVANDERIA</strong></p>
<p>Non pochi, su Twitter, hanno sollevato l&#8217;annosa questione: &#8220;Restiamo uniti&#8221;, &#8220;Laviamo i panni sporchi in famiglia&#8221;, eccetera. Insomma, la critica è la solita ed è figlia di anni di centralismo democratico: non scanniamoci in pubblico.<br />
Il tema è complesso e ho già scritto abbastanza. Ma è utile condividere cosa penso.</p>
<p>Penso che l&#8217;unità sia un valore, ma in certi casi &#8211; quando diventa connivenza o complicità su cose esecrabili &#8211; non lo è. E fa danni, ispira mentalità sbagliate e va oltre la mia personale soglia etica.</p>
<p>Se un mio compagno di partito, per dire, ruba, lo denuncio. E non lo denuncio al partito, ma alla Polizia (nota: è un comportamento che critichiamo alla Chiesa riguardo i preti pedofili: cercano la soluzione interna, zitti zitti).<br />
Allo stesso tempo penso che l&#8217;unanimismo o la cultura del &#8220;parliamone a porte chiuse&#8221; sia da evitare quando reprime la dialettica. In un partito aperto e trasparente, che fa le Primarie come regola e che ha vocazione maggioritaria, è normale che non ci siano vincoli di unità così stretti.</p>
<p>In un caso come quello dei Trecento Spartani mi sembra inevitabile che la discussione e la messa in evidenza delle responsabilità siano pubbliche: stiamo parlando dei danni politici e d&#8217;immagine fatti da un gruppo di volontari che rispondono al dipartimento di comunicazione del PD, non di una bega di condominio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>SECONDA POSTILLA SULLA SINTESI</strong></p>
<p>No, su certe cose che hanno a che fare con l&#8217;etica non c&#8217;è sintesi. Per me si risolve solo con la sparizione del gruppo dei Trecento Spartani e l&#8217;impegno affinché una cosa simile non avvenga mai più, soprattutto con la benedizione del partito.</p>
<p>Il problema è politico e riguarda comportamenti, ruoli, responsabilità e identità all&#8217;interno del PD e nella sua orbita più stretta.<br />
Quello che è emerso non è qualcosa che dà fastidio a me e solo a me, ma è un problema complesso e trasversale, che ha fatto danni a tutto il partito.<br />
Forse è perfino un problema che cela al suo interno le radici del problema più grande, cioè le ragioni della sconfitta elettorale del PD nel 2013.</p>
<p>Pensiamoci, parliamone, anche con toni accesi, paroloni, eccetera. Ma tra persone.<br />
Gli altri modi, le bande tutti-contro-uno non ci appartengono. Ricordiamolo.</p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=l1DIkleNM0Y:pjUKqGbWiFk:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=l1DIkleNM0Y:pjUKqGbWiFk:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=l1DIkleNM0Y:pjUKqGbWiFk:D7DqB2pKExk"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?i=l1DIkleNM0Y:pjUKqGbWiFk:D7DqB2pKExk" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=l1DIkleNM0Y:pjUKqGbWiFk:dnMXMwOfBR0"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=dnMXMwOfBR0" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/suzukimaruti/suzrss/~4/l1DIkleNM0Y" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enrico-sola.com/2013/03/antifascismo_riflessivo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>42</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.enrico-sola.com/2013/03/antifascismo_riflessivo/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>We Who Are Not As Others – appunti per la seconda parte del discorso che faremo lunedì alle 15</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/suzukimaruti/suzrss/~3/VlK9wH7Ao4M/</link>
		<comments>http://www.enrico-sola.com/2013/02/we-who-are-not-as-others-appunti-per-la-seconda-parte-del-discorso-che-faremo-lunedi-alle-15/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Feb 2013 21:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sgradevolezze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.enrico-sola.com/?p=1903</guid>
		<description>[notarella prima di iniziare: ho scelto di spezzare il "post-elettorale" (mi do fastidio da solo per questo calembour di cui da qualche parte dentro me evidentemente vado fiero) in due parti e pubblicare prima la pars destruens, perché è la più rilevante e per far capire il suo peso. Ora tocca alla parte costruttiva, quella [...]</description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>[notarella prima di iniziare: ho scelto di spezzare il "post-elettorale" (mi do fastidio da solo per questo calembour di cui da qualche parte dentro me evidentemente vado fiero) in due parti e pubblicare prima la pars destruens, perché è la più rilevante e per far capire il suo peso. Ora tocca alla parte costruttiva, quella che alla fine ha prevalso nonostante tutto. Ma che grosso, quel "nonostante"]</em></p>
<p>Alla fine, come scrivevo nella metà antipatica del post, ho votato PD. E nei giorni passati, un po&#8217; per affetto e un po&#8217; per disperazione (virgolettato è ciò che disse Nanni Moretti dichiarando il suo primo voto al PDS, secoli fa, in un&#8217;intervista riportata da Linus) ho annoiato gli indecisi, ammorbato i parenti, perfino chiamato mio padre al telefono per un confronto tra vecchi bolscevichi sul da farsi.</p>
<p>Alle 15 e 01 di domani, quando guarderemo i risultati che tutti sappiamo a spanne (la dico tutta: la prospettiva di una vittoria marginale del PD anche al Senato, per quanto improbabile, non cancella il dato politico: crollo nei sondaggi dalle Primarie in poi e adieu vocazione maggioritaria e percentuali conseguenti; qui si spera di più nei risultati locali e nelle regionali, a dirla tutta) ci toccherà anche fare la il lato B del discorso post-elettorale.</p>
<p>Mi sono segnato, nel solito modo disordinato, due o tre cose che credo dovrò dire e che si potrebbero ridurre, banalizzando, a un enorme &#8220;sì sì, ok, siamo brutti pure noi, ma gli altri sono incomparabilmente peggio e dalle nostre parti c&#8217;è un po&#8217; di speranza&#8221;. Vediamole:</p>
<p>- constatare che, nel panorama attuale, il PD è comunque l&#8217;unico partito che ha una proposta di governo credibile, di sinistra ed europeista (sottolineare &#8220;credibile&#8221; e &#8220;europeista&#8221;, citare la posizione di Vendola sul Mali e in generale sulla politica estera italiana e far presente l&#8217;antieuropeismo esplicito di Grillo e Berlusconi).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- ricordare a tutti il Bersani ministro liberalizzatore di cui andare fieri (sorvolando su come possa ripetere la performance alleato con SEL) e fare battuta ipotizzando che esistano due Bersani e che quello giusto lo tirino fuori solo a campagna elettorale conclusa, quando si tratta di governare. Dispiacersi, a margine, che sia della juve.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- giocare di sponda dicendo un&#8217;amara verità: il PD è quel che è, ma il resto è peggio da tutti i punti di vista: qualità della classe dirigente proposta, qualità dei programmi, credibilità delle proposte, capacità di governare, democrazia interna. Abbondare di esempi horror. Evitare di accanirsi su Berlusconi: è passato di moda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- smontare il voto a Vendola insistendo sulla folle posizione di SEL sul Mali, sui flirt coi notav, sulle proposte bislacche come rinegoziare il debito con l&#8217;Europa; a seconda dei casi aggiungere battuta su quanto sia noiosa e da &#8220;borsetta&#8221; milanese la pizzica. Far presente che non dispone di una classe dirigent presentabile, salvo rarissimi casi (tra cui la bravissima Chiara Cremonesi in Lombardia: votatela!)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- presentare Monti per quello che è: un abilissimo tecnico a cui andare grati per il ruolo che ha ricoperto, che però ha saltato lo squalo scendendo in campo e alleandosi con Fini e Casini (e i succedanei di Fini e Casini), cioè gente che fino all&#8217;altro giorno era alleata strettissima di Berlusconi e non si è tirata indietro di fronte alle peggio cose. E notate che non ho scritto la parola &#8220;Cuffaro&#8221; perché poi ci metto ore a pulire lo schermo dagli sputi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- far presente che nel campo dei diritti civili e della persona il PD è il fattore di cambiamento più efficace (lo so, non è il più avanzato), cioè quello con più chance di combinare qualcosa. Non sarà un&#8217;avanguardia, ma se uno si allinea al pensiero di &#8220;quasi tutto subito&#8221; e abbandona l&#8217;adolescenza del &#8220;tutto, chissà quando&#8221;, fa una cosa furba. Contano i risultati, non i proclami. Lo dico da persona che su questi temi è molto (molto molto) più in là del PD e di Renzi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- ricordare a tutti che il PD alla fine è il partito di Renzi, in cui Renzi milita e in cui le sue istanze modernizzatrici, di apertura e di civiltà politica non potranno che avere cittadinanza (nonostante i picchiatori bersaniani pensino il contrario) e ricordarsi che affinché Renzi prevalga è necessario che il partito esista e conti qualcosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- insinuare, con un po&#8217; di perfidia, che l&#8217;equivoco per cui votando PD si dice all&#8217;attuale dirigenza &#8220;ci piacete un casino, continuate così&#8221; è svanito per il semplice fatto che il bottino di voti che c&#8217;era al tempo delle Primarie è stato dissipato: ci sono tutti i margini per lamentarsi e far presente che è il caso di cambiare, anche tenendo conto che Grillo continuerà a crescere, se non si fa qualcosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- mostrare l&#8217;evidenza, peraltro condivisa anche da tanti che non sono di sinistra, che il centrosinistra governa e ha governato bene (in alcuni casi come a Torino pre Fassino, benissimo) a livello locale e, prima che Vendola e compagni lo facessero cadere, il primo Governo Prodi era ottimo. Fare l&#8217;esempio di Chiamparino, Pisapia, Zedda. Citare il sorprendente sindaco renziano di Novara, capace di vincere in terra nemica in tempi non sospetti (e governare bene), a conferma del potenziale elettorale di Renzi e delle sue parole d&#8217;ordine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- offrire speranza ricordando che il PD è l&#8217;unico partito in cui, avendo voglia di rompere le scatole e perderci tempo e risorse, le cose si possono tentare di cambiare dall&#8217;interno, perché dispone di strumenti democratici che funzionano. Ed è l&#8217;unico che li usa al suo interno, con le Primarie. L&#8217;esempio di Renzi è lampante: il suo aver raccolto il 40% contro il segretario del partito, in un ambito in cui l&#8217;ortodossia purtroppo continua a essere un valore, è segno che qualcosa si può fare. E va fatto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- annunciare che è ora di iscriversi al PD, indipendentemente da come è andata, e iniziare una battaglia che &#8211; personalmente con colpevole inerzia &#8211; si è tardato a fare. Chiudere annunciando intenzioni bellicose, vaneggiando di future infuocate riunioni pre-congressuali in piemontese nella sezione di quartiere, litigando con gli anziani militanti di ogni età che le animano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- sperare (in silenzio o a voce alta) che una buona volta i dirigenti &#8211; e anche un po&#8217; i militanti &#8211; capiscano la lezione e la prossima volta siano un po&#8217; più svegli; qui non gli si porta rancore, anzi li si ringrazia per l&#8217;impegno, anche se non era del tutto ben riposto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- incrociare le dita, perché alla fine uno ci tiene; perché per quanto antipatici e antiquati siano, quei signori lì sono sul tuo album di famiglia e sono gli stessi che incontri ai matrimoni e ai funerali. Sta anche un po&#8217; a te aiutarli ad allargare gli orizzonti. O alla peggio, direbbe il Segretario, trovare una quadra. E&#8217; una fatica. Ma si fa.</p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=VlK9wH7Ao4M:EzeuupaDCek:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=VlK9wH7Ao4M:EzeuupaDCek:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=VlK9wH7Ao4M:EzeuupaDCek:D7DqB2pKExk"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?i=VlK9wH7Ao4M:EzeuupaDCek:D7DqB2pKExk" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=VlK9wH7Ao4M:EzeuupaDCek:dnMXMwOfBR0"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=dnMXMwOfBR0" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/suzukimaruti/suzrss/~4/VlK9wH7Ao4M" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enrico-sola.com/2013/02/we-who-are-not-as-others-appunti-per-la-seconda-parte-del-discorso-che-faremo-lunedi-alle-15/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.enrico-sola.com/2013/02/we-who-are-not-as-others-appunti-per-la-seconda-parte-del-discorso-che-faremo-lunedi-alle-15/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>“Noi ve l’avevamo detto. Anzi, l’avevamo anche fatto”. Appunti di conversazione disordinati per lunedì alle 15</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/suzukimaruti/suzrss/~3/TaJhpt4KHBI/</link>
		<comments>http://www.enrico-sola.com/2013/02/noi-ve-lavevamo-detto-anzi-lavevamo-anche-fatto-appunti-di-conversazione-disordinati-per-lunedi-alle-15/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Feb 2013 16:15:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sgradevolezze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.enrico-sola.com/?p=1899</guid>
		<description>Questo post è una sorta di blocchetto per appunti che riempio di note disordinate ed emotive, più che altro perché mi tornerà utile lunedì, quando avremo scoperto che le elezioni non sono andate un granché. Visto che abbiamo tutti capito come andrà a finire, forse è il caso di farsi trovare preparati. Nota: è tutto [...]</description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Questo post è una sorta di blocchetto per appunti che riempio di note disordinate ed emotive, più che altro perché mi tornerà utile lunedì, quando avremo scoperto che le elezioni non sono andate un granché.<br />
Visto che abbiamo tutti capito come andrà a finire, forse è il caso di farsi trovare preparati.</p>
<p>Nota: è tutto ultra-soggettivo e in disordine e cose con altissima priorità convivono con minuzie che magari danno fastidio solo a me.<br />
Se serve, integrate nei commenti con altri spunti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>-  ricordare che avevamo la vittoria in tasca: gli avversari sgretolanti e in rotta e nessuna competizione credibile a sinistra. E siamo riusciti a non stravincere. Anzi, nemmeno a vincere!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- far intendere che l&#8217;orgoglio ultras della dirigenza e del middle management romano del PD ha fatto guai seri, allontanando migliaia e migliaia di interessati, di neo-orbitanti intorno al centrosinistra. Gente che voleva fare politica, parlare di politica, cambiare davvero in meglio l&#8217;Italia. Li abbiamo spediti via (mi intristisco ancora a pensare al tizio che, su Twitter, mi ha detto &#8220;allora vota per Monti, non sei uno di noi!&#8221;; e la tristezza non è per la sua evidente stupidità, ma per il fatto che questo tizio faceva parte di una sorta di team di &#8220;dialogatori&#8221; online del PD su socialnetwork, team di cui parlo male dopo)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- dare come esempio pratico, nel piccolo, la parzialità di YouDem durante le Primarie: cosa scorrettissima (ma fortunatamente poco importante: resta il fastidio).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- far capire la vergogna che gente che si dice di sinistra si sia comportata, in modo organizzato e supportata dal partito, come bulli, con azioni stupide su social network e blog. Penso ai &#8220;300 Spartani&#8221; e all&#8217;arroganza dei &#8220;giovani turchi&#8221;: iniziativa sbagliata da tutti i punti di vista, dal naming (e relativi riferimenti culturali fascistoidi e di brano) alle pratiche (aggressione invece che inclusione), all&#8217;etica nell&#8217;approccio alla Rete (il bombing nei commenti, peraltro facilmente sgamato). Per fortuna, come nel caso di YouDem, roba di poco conto, ma che vergogna.<br />
Credo che i responsabili di questa iniziativa sbagliatissima, tuttavia, debbano dimettersi e andare a fare danni altrove. Lo chiedo da militante e vorrei sapere chi è che ha approvato questa iniziativa e chi doveva vigilare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- dare la colpa a una piega identitaria che, già sbagliata alle Primarie, è proseguita alle politiche; ricordare i cretini che dicevano &#8220;i voti di destra non li vogliamo&#8221;, non capendo che se arrivano al PD sono istantaneamente voti di sinistra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- insistere sul tema di un programma pavido, condizionato psicologicamente e fattualmente dall&#8217;alleanza con SEL (cioè l&#8217;estrema sinistra antimoderna, antieuropea e notav, con un leader già colpevole di aver fatto cadere Prodi e quindi inaffidabile) e soprattutto dalla sudditanza psicologica alla CGIL (in particolare per quanto riguarda l&#8217;impiego pubblico e la scuola, dove non figurano il merito e la licenziabilità di fannulloni, ecc.).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- dire una verità scomoda: c&#8217;è stato un rinnovamento più sbandierato che effettivo (citare il caso della Bindi paracadutata in Calabria, dove alle Primarie parlamentari votano i pacchetti di tessere dei capibastone), con esiti a volte imbarazzanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- da comunicatore far emergere il giudizio negativo su una campagna tutta in difesa, da statici, da residui degli anni Novanta, senza innovazioni tematiche, senza aggiornare la visione sulla società.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- sottolineare l&#8217;incapacità di capire che le elezioni si vincono prendendo voti agli avversari, quindi voti da gente che non è come te e quindi chiudersi nel fortino identitario non è intelligente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- mettere di fronte a tutti l&#8217;errore nello scegliere il competitor principale e i temi da opporre (cioè si è scelto Berlusconi e non Grillo, lasciando a quest&#8217;ultimo il tema cialtrone e di retroguardia &#8211; ma sentitissimo presso l&#8217;elettorato &#8211; dei costi della politica).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- esporre un problema tattico interno che è diventato un problema politico globale: l&#8217;orgoglio cialtrone che ha fatto sì che, finite le Primarie, non ci fosse sintesi col 40% che ha votato per Renzi, ma una situazione del tipo &#8220;non faremo prigionieri&#8221; a cui ha fatto seguito l&#8217;umiliazione di dover richiamare Renzi all&#8217;ultimo minuto quando ormai era troppo tardi e lo schiaffo morale di scoprire che &#8220;il nemico&#8221; era leale, autorevole, onesto e disponibile, oltre che infinitamente più bravo di tutti a comunicare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- far notare che non è stata fatta campagna sulle proposte (arrivate tardi e poco comunicate, vedi il taglio dei ticket), ma sull&#8217;identità di partito, con un&#8217;inutile foto del segretario.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- chiedere la testa su un piatto d&#8217;argento dei responsabili comunicazione del PD, sia per gli spot sbagliatissimi e incompleti, sia perché non c&#8217;è stato controllo sulla comunicazione spicciola, motivo per cui sono usciti video imbarazzanti (quello su &#8220;lo smacchiamo&#8221; è stato perfino insultato live da Nanni Moretti all&#8217;evento di chiusura della campagna), fatti da chicchessia. Il PD non può sperperare così la sua dignità, affidandosi a improvvisatori di bassa lega.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- far notare a tutti che non si è andati molto lontani dal solito 34% di tetto massimo storico della sinistra in Italia, come qui si diceva da tempo, suggerendo allargamenti non identitari che non sono stati fatti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- a tutti i neorenziani che lunedì spunteranno come funghi dire &#8220;ve l&#8217;avevamo detto; anzi, l&#8217;avevamo anche fatto!&#8221;. E far notare che il partito in mano allo zoccolo duro viene votato solo dallo zoccolo duro e produce politica appetibile solo allo zoccolo duro. Il solito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- zittire gli strenui difensori dello status quo, sulla cui lucidità politica sarà necessario interrogarsi, con un argomento irreprensibile: &#8220;ho votato PD nonostante tutto questo, per disciplina e responsabilità. E l&#8217;ho pure fatto votare&#8221; (nel mio caso fanno fede i rompimenti di balle da me praticati online e offline ad amici e indecisi).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- spiegare che nei paesi civili, dopo una performance del genere, il segretario si dimette e se ne vanno tutti i suoi scherani; e si rovescia il partito come un calzino, sperando non sia troppo tardi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- diffondere uno slogan ispirato a Nanni Moretti: &#8220;Con militanti così non vinceremo MAI!&#8221;</p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=TaJhpt4KHBI:L0f-qJdjwtE:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=TaJhpt4KHBI:L0f-qJdjwtE:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=TaJhpt4KHBI:L0f-qJdjwtE:D7DqB2pKExk"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?i=TaJhpt4KHBI:L0f-qJdjwtE:D7DqB2pKExk" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=TaJhpt4KHBI:L0f-qJdjwtE:dnMXMwOfBR0"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=dnMXMwOfBR0" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/suzukimaruti/suzrss/~4/TaJhpt4KHBI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enrico-sola.com/2013/02/noi-ve-lavevamo-detto-anzi-lavevamo-anche-fatto-appunti-di-conversazione-disordinati-per-lunedi-alle-15/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>35</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.enrico-sola.com/2013/02/noi-ve-lavevamo-detto-anzi-lavevamo-anche-fatto-appunti-di-conversazione-disordinati-per-lunedi-alle-15/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Il mio regalo di Natale: un mixtape per nottambuli</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/suzukimaruti/suzrss/~3/LG3JQ2zmeSg/</link>
		<comments>http://www.enrico-sola.com/2012/12/il-mio-regalo-di-natale-un-mixtape-per-nottambuli/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Dec 2012 23:58:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[musica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.enrico-sola.com/?p=1891</guid>
		<description>Non amando troppo i regali in occasioni formali, quest&amp;#8217;anno il dono per chi insiste a leggere questo blog è un mixtape. Sì, una cassetta audio di una volta con sopra una compilation. Quelle che si facevano alle ragazze e che ora non si fanno più. Consideratela una specie di &amp;#8220;Back To Mine&amp;#8220;, anzi per essere [...]</description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Non amando troppo i regali in occasioni formali, quest&#8217;anno il dono per chi insiste a leggere questo blog è un mixtape.<br />
Sì, una cassetta audio di una volta con sopra una compilation. Quelle che si facevano alle ragazze e che ora non si fanno più.</p>
<p>Consideratela una specie di &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Back_to_Mine">Back To Mine</a>&#8220;, anzi per essere precisi una versione personale di &#8220;<a href="http://www.latenighttales.co.uk/">Late Night Tales</a>&#8221; (per i non pratici: una serie di compilation in cui alcuni musicisti componevano la loro playlist notturna ideale in piena libertà, fregandosene di generi, anni, coerenza, eccetera).</p>
<p>Infatti ha senso se ascoltate questo mixtape in piena notte, meglio se comodi.</p>
<p>Come tutti i mix che faccio, anche quelli notturni, inizia tranquillo e si agita progressivamente. Sì, esattamente il contrario di quello che ci si aspetta da una compilation per nottambuli, ma chi l&#8217;ha detto che il fine della notte sia addormentarsi? E&#8217; mixata ma non è affatto per ballare. Anzi, ha senso se la ascoltate comodi sul divano con in mano un bel drink (se vi fate le canne, ci sono 3 o 4 pezzi ad hoc), magari pronti a fare occasionalmente due salti verso la fine.</p>
<p>La potete <a href="http://www.enrico-sola.com/musica/nightmix.mp3">scaricare o ascoltare in streaming qui</a>: dura poco più di una cassetta da 46 e spero vi piaccia.</p>
<p>Dovrei anche scrivere una tracklist, ma lo faccio domani. Oppure non lo faccio affatto. Tanto quello che conta è la musica e alla peggio c&#8217;è Shazam.</p>
<p>Buona notte (di Natale e non solo). E Auguri, whatever.</p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=LG3JQ2zmeSg:3EftmL6LO4Y:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=LG3JQ2zmeSg:3EftmL6LO4Y:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=LG3JQ2zmeSg:3EftmL6LO4Y:D7DqB2pKExk"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?i=LG3JQ2zmeSg:3EftmL6LO4Y:D7DqB2pKExk" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=LG3JQ2zmeSg:3EftmL6LO4Y:dnMXMwOfBR0"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=dnMXMwOfBR0" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/suzukimaruti/suzrss/~4/LG3JQ2zmeSg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enrico-sola.com/2012/12/il-mio-regalo-di-natale-un-mixtape-per-nottambuli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.enrico-sola.com/musica/nightmix.mp3" length="47806170" type="audio/mpeg" />
		<feedburner:origLink>http://www.enrico-sola.com/2012/12/il-mio-regalo-di-natale-un-mixtape-per-nottambuli/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Quello che resta*</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/suzukimaruti/suzrss/~3/0s2jzLnrHIs/</link>
		<comments>http://www.enrico-sola.com/2012/12/quello-che-resta/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 02 Dec 2012 21:36:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.enrico-sola.com/?p=1885</guid>
		<description>Ho coniugato così tante volte il verbo perdere che ormai la parola si sta consumando un po’. Anni di militanza a sinistra e tifo granata mi hanno forgiato alla sconfitta: non ne faccio un dramma da anni. Anzi, si è diffusa una mezza tradizione di ritrovarsi da queste parti per leccarsi le ferite dopo l’ennesima [...]</description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ho coniugato così tante volte il verbo perdere che ormai la parola si sta consumando un po’.<br />
Anni di militanza a sinistra e tifo granata mi hanno forgiato alla sconfitta: non ne faccio un dramma da anni. Anzi, si è diffusa una mezza tradizione di<a href="http://www.suzukimaruti.it/2008/04/15/l%E2%80%99opportunita-del-male-%E2%80%93-riflessioni-postelettorali-stranamente-serene/" target="_blank"> ritrovarsi da queste parti per leccarsi le ferite</a> dopo l’ennesima batosta, parziale o collettiva.<br />
Ci si consola, dove la parola bella è “ci”, perché prevede un “noi”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ho sentimenti contrastanti. Dovrei lamentarmi di molte cose, del bullismo di partito, dell’arroganza e delle cadute di stile dell’apparato e di quella dei militanti. Non ho mai scritto una parola contro gli avversari, a cui ho sempre riconosciuto legittimità, dignità e cittadinanza all’interno della sinistra. Non ho e non abbiamo ricevuto in cambio lo stesso rispetto. Peccato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dovrei dispiacermi perfino di alcune persone, che sono state particolarmente spiacevoli, scorrette, perfino cattive in quella che alla fine era una competizione interna, tra simili. Ma qualcuno ancora crede all’equazione diverso = nemico, sempre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dovrei anche preoccuparmi di questo inedito PCI che ha vinto le Primarie e di cosa succederà al partito per cui militerò e voterò, nonostante il dissenso. Ma lo faccio da domani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosa mi resta.</p>
<p>Mi resta che riparto da me, perché dopo non so quanti anni sono tornato felice a fare attività politica, mi sono perfino un po’ entusiasmato (non troppo, ché sono torinese), ho avuto di nuovo piacere e voglia di scrivere e parlare di politica, di condividere o dibattere le idee con gli altri.</p>
<p>Sì, lo so, non ho mai smesso di scrivere di politica, ma ho scritto incattivito per anni, per sfogo, per rabbia, per amarezza. Ora scrivo con uno spirito diverso.</p>
<p>Qualcosa è cambiato ed è cambiato in me. Mi sembra un buon punto di partenza. Sono una frazione infinitesimale della sinistra italiana e sono cambiato. Nel mio seggio personale ho vinto le Primarie. Qui si cambia, poi si vedrà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E poi resti tu, che ho trovato in questi giorni, con cui abbiamo condiviso un’esperienza, con cui abbiamo vissuto una delle cose più belle al mondo dopo l’amore, il rock e il mare: la politica, quella vera.</p>
<p>La cosa più piacevole di questi giorni è scorrere con la memoria tutte le facce, gli avatar, i nickname, le parole delle persone con cui abbiamo scambiato idee, supporto, battute. Mi sono affezionato perfino ad alcuni detrattori e “nemici” polemici. Mi sono sentito meno solo. Spero sia capitato anche a voi.</p>
<p>E nonostante a molti avversari sia mancato lo spirito costruttivo, mi sono sentito parte di qualcosa di più grande che si stava profilando.<br />
Peccato che, probabilmente, questa cosa si rivelerà l’ennesima figura barbina della sinistra italiana. Ma mi è piaciuto partecipare, seppure nella parte di quello che prima o poi si troverà a dire “ve l’avevamo detto!”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sarò onesto. Ora che la battaglia è finita vedo con più lucidità le ragioni e anche i torti e le falle di ciò per cui ci siamo spesi. Vedo le nostre ingenuità, le cose da cambiare in noi, perfino le nostre inadeguatezze.</p>
<p>E vedo che non hanno vinto i motivi dei nostri avversari, ma le ragioni contro le nostre istanze e soprattutto contro chi se ne faceva portatore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco perché, da sconfitto, ho ragionevoli speranze.</p>
<p>Innanzitutto perché l’alleato più infallibile (e impresentabile) di Bersani non è stato Casini o Vendola, ma la paura. Paura del nuovo, mascherata da disciplina di partito, da ortodossia, da consuetudine.</p>
<p>E poi perché è evidente che è solo questione di tempo, forse di maturazione politica nostra e di chi abbiamo investito come nostro rappresentante (che oggi, nel suo discorso da sconfitto mi è già sembrato più maturo e più bravo).</p>
<p>Il fatto è che il partito non era pronto, l’elettorato nemmeno e noi neppure.<br />
La terapia-shock del raid alle Primarie, tuttavia, ha dato molti frutti: una consistenza numerica importante e una visibilità altissima delle nostre idee, delle nostre parole d’ordine e delle nostre istanze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora c’è più tempo per costruire il cambiamento, anzi l’evoluzione, con un po’ più di dolcezza, all’interno della sinistra. Sono convinto che, spiegate senza l’ansia di una competizione incombente, le nostre buone ragioni troveranno ascolto.</p>
<p>Speriamo solo che non sia troppo tardi e i vincitori oggi non abbiano fatto l’ennesimo disastro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La battaglia comincia oggi: abbiamo un nome, sappiamo quanti siamo, il mondo sa che esistiamo e cosa vogliamo. Sarà una battaglia di contributi, di generosità, di diffusione di idee. Non c&#8217;è niente da vincere, se non una sinistra migliore.<br />
Vi direi di rimboccarci le maniche, ma mi accusereste di saltare sul carro del vincitore. Ma ci siamo capiti. Ci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*sì, il titolo è un super-criptico riferimento ai Fluxus e lo hai capito solo tu, fratello Enver</p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=0s2jzLnrHIs:LMaSGBfgHnw:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=0s2jzLnrHIs:LMaSGBfgHnw:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=0s2jzLnrHIs:LMaSGBfgHnw:D7DqB2pKExk"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?i=0s2jzLnrHIs:LMaSGBfgHnw:D7DqB2pKExk" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=0s2jzLnrHIs:LMaSGBfgHnw:dnMXMwOfBR0"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=dnMXMwOfBR0" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/suzukimaruti/suzrss/~4/0s2jzLnrHIs" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enrico-sola.com/2012/12/quello-che-resta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>16</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.enrico-sola.com/2012/12/quello-che-resta/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Lo dico ora, a urne chiuse</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/suzukimaruti/suzrss/~3/oZSEke-B1oo/</link>
		<comments>http://www.enrico-sola.com/2012/12/lo-dico-ora-a-urne-chiuse/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 02 Dec 2012 19:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.enrico-sola.com/?p=1881</guid>
		<description>Let&amp;#8217;s stay together. &amp;#160; &amp;#160;</description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Let&#8217;s stay together.</p>
<p><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='470' height='295' src='http://www.youtube.com/embed/COiIC3A0ROM?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=oZSEke-B1oo:9LUDvkErm4c:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=oZSEke-B1oo:9LUDvkErm4c:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=oZSEke-B1oo:9LUDvkErm4c:D7DqB2pKExk"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?i=oZSEke-B1oo:9LUDvkErm4c:D7DqB2pKExk" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=oZSEke-B1oo:9LUDvkErm4c:dnMXMwOfBR0"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=dnMXMwOfBR0" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/suzukimaruti/suzrss/~4/oZSEke-B1oo" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enrico-sola.com/2012/12/lo-dico-ora-a-urne-chiuse/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.enrico-sola.com/2012/12/lo-dico-ora-a-urne-chiuse/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Vota al ballottaggio, anche se non ti sei registrato al primo turno</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/suzukimaruti/suzrss/~3/xQFzMFbB4x8/</link>
		<comments>http://www.enrico-sola.com/2012/11/vota-al-ballottaggio-anche-se-non-ti-sei-registrato-al-primo-turno/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Nov 2012 09:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.enrico-sola.com/?p=1877</guid>
		<description>Ok, non hai votato al primo turno delle Primarie. Avevi da fare, te ne sei dimenticato, non eri convintissimo, ti sei svegliato sverso, eri via, insomma: cavoli tuoi. Non c&amp;#8217;è problema: in un raro scatto di lucidità il centrosinistra burocratico ha deciso che puoi registrarti e votare al secondo turno, basta che lo fai entro [...]</description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ok, non hai votato al primo turno delle Primarie.</p>
<p>Avevi da fare, te ne sei dimenticato, non eri convintissimo, ti sei svegliato sverso, eri via, insomma: cavoli tuoi.</p>
<p>Non c&#8217;è problema: in un raro scatto di lucidità il centrosinistra burocratico ha deciso che puoi registrarti e votare al secondo turno, basta che lo fai entro venerdì e, come direbbe Elio, adduci una motivazione plausibile.</p>
<p>Sì, ci va la giustificazione, ma basta una motivazione generica tipo &#8220;questioni di lavoro&#8221;, &#8220;problemi di famiglia&#8221;: la solita formalità burocratica fatta per metterti il bastone tra le ruote e impedirti di dire la tua. Perché qualcuno lì a sinistra ha paura di te, che magari sei diverso o non sei un ortodosso con vent&#8217;anni di tessere in tasca che vota il segretario.</p>
<p>Come fare?</p>
<p>Semplice, vai su questo sito, compila il form e il sistema invia una mail con la tua richiesta di iscrizione direttamente al seggio in cui voterai.</p>
<p><a href="http://www.domenicavoto.it/" target="_blank">www.domenicavoto.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IMPORTANTE: fallo entro venerdì.</strong><br />
Prima lo fai e meglio è. Anzi, fallo oggi stesso, se puoi.</p>
<p>E, soprattutto, fallo sapere in giro. Chiama gli amici, convinci gli indecisi, porta i familiari, manda un po&#8217; di mail a gente potenzialmente interessata. E parlane in giro. Finalmente abbiamo la chance di parlare di politica, invece che lamentarcene.</p>
<p>Ieri sera, in prima serata su Rai 1, per la prima volta non sembrava di essere in Italia: discorsi politici seri e concreti, una conduzione sobria, nessuna soubrette, niente urla e la sensazione condivisa che la soluzione ai problemi nazionali passi attraverso questo bel modo di fare politica.</p>
<p>E&#8217; un&#8217;occasione da cogliere: puoi incoraggiare la civilizzazione della politica italiana, scegliendo e mettendoti in gioco in prima persona.<br />
E&#8217; la volta che si cambia.</p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=xQFzMFbB4x8:Inrnvf3Ov9E:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=xQFzMFbB4x8:Inrnvf3Ov9E:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=xQFzMFbB4x8:Inrnvf3Ov9E:D7DqB2pKExk"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?i=xQFzMFbB4x8:Inrnvf3Ov9E:D7DqB2pKExk" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=xQFzMFbB4x8:Inrnvf3Ov9E:dnMXMwOfBR0"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=dnMXMwOfBR0" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/suzukimaruti/suzrss/~4/xQFzMFbB4x8" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enrico-sola.com/2012/11/vota-al-ballottaggio-anche-se-non-ti-sei-registrato-al-primo-turno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>16</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.enrico-sola.com/2012/11/vota-al-ballottaggio-anche-se-non-ti-sei-registrato-al-primo-turno/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Ehi, tu! (il post su di te, quello corto)</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/suzukimaruti/suzrss/~3/JiT0A8nV7-w/</link>
		<comments>http://www.enrico-sola.com/2012/11/ehi-tu-il-post-su-di-te-quello-corto/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2012 19:26:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[affettuosità]]></category>
		<category><![CDATA[casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.enrico-sola.com/?p=1875</guid>
		<description>Ehi, tu. Sì, proprio tu. Ero in coda dietro te alle Primarie e non ho avuto il coraggio di dirtelo dal vivo. Però te lo dico con un post. Grazie per aver votato alle Primarie della sinistra. Grazie anche se non hai votato come me, anche se in coda ci siamo guardati e non ci [...]</description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ehi, tu. Sì, proprio tu.</p>
<p>Ero in coda dietro te alle Primarie e non ho avuto il coraggio di dirtelo dal vivo. Però te lo dico con un post.<br />
Grazie per aver votato alle Primarie della sinistra.</p>
<p>Grazie anche se non hai votato come me, anche se in coda ci siamo guardati e non ci siamo trovati simili, anche se negli ultimi giorni su Internet ci siamo più o meno simpaticamente mandati a stendere, anche se sei uno che faceva la faccia tutta preoccupata del tipo &#8220;mio dio cosa ci faccio qui&#8221;.<br />
E grazie anche se in coda, all&#8217;ennesimo rallentamento, ho pensato che forse sarebbe stato meglio che tu fossi rimasto a casa.</p>
<p>Grazie per averci creduto un po&#8217;, per sperarci molto di più e per esserti impegnato a fare qualcosa per tutti.</p>
<p>La soluzione dei problemi di questo paese non è quello che hai votato. Sei tu.</p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=JiT0A8nV7-w:zXszwE7buS0:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=JiT0A8nV7-w:zXszwE7buS0:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=JiT0A8nV7-w:zXszwE7buS0:D7DqB2pKExk"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?i=JiT0A8nV7-w:zXszwE7buS0:D7DqB2pKExk" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=JiT0A8nV7-w:zXszwE7buS0:dnMXMwOfBR0"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=dnMXMwOfBR0" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/suzukimaruti/suzrss/~4/JiT0A8nV7-w" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enrico-sola.com/2012/11/ehi-tu-il-post-su-di-te-quello-corto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.enrico-sola.com/2012/11/ehi-tu-il-post-su-di-te-quello-corto/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Il post su Renzi, quello lungo</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/suzukimaruti/suzrss/~3/Uk8NhCXk7PU/</link>
		<comments>http://www.enrico-sola.com/2012/11/il-post-su-renzi-quello-lungo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Nov 2012 17:45:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>suzukimaruti</dc:creator>
				<category><![CDATA[casi miei]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.enrico-sola.com/?p=1864</guid>
		<description>Faccio subito coming out: io sono bersaniano. Ma proprio tanto. Perché Bersani le ha tutte: ha un’età e un’esperienza politica e amministrativa tale da garantire competenza senza avere addosso troppo vecchiume, ha una storia politica affine alla mia, cioè è un ex comunista diventato sinceramente democratico con venature liberaleggianti ed è pure un esempio perfetto [...]</description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Faccio subito coming out: io sono bersaniano. Ma proprio tanto.</p>
<p>Perché Bersani le ha tutte: ha un’età e un’esperienza politica e amministrativa tale da garantire competenza senza avere addosso troppo vecchiume, ha una storia politica affine alla mia, cioè è un ex comunista diventato sinceramente democratico con venature liberaleggianti ed è pure un esempio perfetto di “modello emiliano” con cui credo di avervi assillato negli ultimi vent’anni circa (scusatemi), peraltro avendo ragione.</p>
<p>Insomma, Pierluigi Bersani mi piace da morire come persona, come politico, come amministratore.<br />
Dirò di più: Bersani mi rappresenta. Mi riconosco in lui e tra tutti i candidati alle Primarie è quello nei fatti più affine a quello che sono per storia, educazione, valori.<br />
Ogni volta che guardo <a href="http://static.tuttogratis.it/628X0/attualita/tuttogratis/it/wp-content/uploads/2012/01/bersani-birra.jpg" target="_blank">quell’immagine un po’ ingrata in cui lui è lì che si beve una birretta da solo</a> (mentre pranza e lavora, perché quelli come noi sono degli stakanovisti quando si tratta di militare) mi viene voglia di pagargli un secondo giro e tenergli compagnia: la conversazione sarebbe di sicuro deliziosa.</p>
<p>Non ho problemi ad ammetterlo: Bersani sarebbe un perfetto leader di un centrosinistra di chiara matrice socialdemocratica. Nel 1992.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>[Il post prosegue per altre 11 pagine di Word (sì, l'ho scritto in Word, sono un romantico a Milano), peraltro senza figure. Quindi o vi fermate qui o vi sincerate di avere un sacco di tempo e di pazienza a vostra disposizione. </em><em>Se siete dei don Ferrante e il tempo non vi manca, proseguite oltre.] <a href="http://www.enrico-sola.com/wp-content/uploads/2012/11/Il-post-su-Renzi.pdf">Oppure scaricate il post in PDF e ve lo leggete come più vi aggrada, qui</a>. </em></p>
<p><span id="more-1864"></span></p>
<p>Il problema è che vent&#8217;anni dopo il 1992, il centrosinistra e soprattutto il paese non hanno bisogno di una coalizione di scuola socialisteggiante, pur avendo bisogno di sinistra.</p>
<p>E le Primarie – e in generale le elezioni – non sono un contest in cui voti il candidato che ti assomiglia di più o ti sta più simpatico, ma quelle in cui il buon senso impone di votare chi propone le soluzioni migliori per risolvere i problemi di tutti.</p>
<p>;</p>
<p>Questo è un post in cui provo a spiegare perché alle Primarie voterò per Matteo Renzi e per le idee e il modello di sinistra e di paese di cui si fa promotore.</p>
<p>Provo a ragionare pubblicamente e a raccontarmi, perché confesso che per un bersaniano naturale come me la scelta non è stata facile e prevede un bel po’ di passaggi, che tra l’altro hanno a che fare con boh “quel sentimento di percezione che si ha di se stessi e non si abbandona mai” (quasi di certo c’è una parola tedesca che lo riassume)</p>
<p>Ecco, quindi, un po’ di punti su cui mi sono trovato a riflettere. Iniziano tutti, tranne le conclusioni, con “Nel 2012”, perché il punto è anche un po’ quello.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1 &#8211; GUSTOSE RICETTE D’ALTRI TEMPI</strong></p>
<p>Nel 2012 la ricetta socialdemocratica dura, pura e indiscussa, non funziona più. E non lo fa dalla fine del secolo scorso. Se su questa ricetta mettiamo la salsa della contiguità con la CGIL, il piatto diventa immangiabile.</p>
<p>E non lo dico io, che ho studi economici limitati a qualche esame all’Università e sono scarso in matematica: lo dicono i fatti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Faccio sempre il solito esempio (l’avrete già letto in qualche mio commento in giro o ve l’avrò direttamente fatto dal vivo, se siete sfortunati).<br />
Prendete la vostra rubrica telefonica. Se è su carta, lasciate perdere e votate direttamente Bersani. Se è su uno smartphone, prendete nota di quanti tra i vostri amici sono assunti a tempo indeterminato.<br />
Quasi nessuno, vero? Adesso contate quanti di questi assunti a tempo indeterminato lavorano nel pubblico impiego. Si contano sulle dita di una mano, di solito.</p>
<p>Ecco, la crisi del modello proposto dalla componente catto-socialisteggiante del PD e dalla CGIL è tutta lì. Lavorano, sicuramente animati da buone intenzioni, per garantire e difendere quelli che non stanno sulla vostra rubrica. Gente che, giustamente, è già garantita di suo. Ma voi (noi) no.</p>
<p>La gente come me (e come voi), insomma, per quel pezzo rilevante di sinistra NON ESISTE. Ed è difficile spiegare alla CGIL che le partite IVA piccole sono i nuovi sfruttati che fanno lavori para-dipendenti senza alcuna garanzia e non sono il nemico evasore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa cosa va cambiata. E va fatto perché in questo momento la CGIL è, ai miei occhi, uno dei più grandi freni all’innovazione e al progresso in Italia. Non per cattiveria, ma perché proprio non ce la fa a capire. Come certe nonne adorabili ma un po’ rintronate.<br />
Perché – fateci caso – se sommiamo le nostre rubriche telefoniche piene di tutto fuorché assunti, viene fuori una generazione. La nostra. Dimenticati. Lost.<br />
Con la sua assurda pretesa di applicare vecchi concetti a una società, un mercato e a gente nuovi, il sindacato fa danni. O, come capita più spesso, si gira dall’altra parte e non ci vede.</p>
<p>Cambiare questa cosa non significa dimenticarsi i diritti dei lavoratori e tutte le sacrosante garanzie che in anni di battaglie giuste sono state conquistate.<br />
Credo, semplicemente, che non sia una bestemmia porsi il problema di aggiornare la visione, di adattarsi ai nuovi tempi, di modernizzare le modalità di tutela del lavoro e dei lavoratori.<br />
Magari capendo che i termini della questione non sono più quelli di un tempo (che era un tempo in cui a 18 anni facevi un lavoro e andavi in pensione avendo fatto sempre lo stesso lavoro nello stesso posto: ditemi chi fa, tra i nostri coetanei, una vita così, ora).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco, Matteo Renzi propone di cambiare questa visione. E suggerisce una soluzione di sinistra (non lo dico io: lo dicono tutti gli analisti e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Flexicurity" target="_blank">perfino Wikipedia</a>) che si chiama Flexicurity.</p>
<p>Se avete voglia di studiarvela, non è una cosa difficile da capire. In compenso è uno dei motivi per cui i lavoratori danesi (che è dove la Flexicurity si è attuata) sono tra i più felici al mondo, nonostante ore e ore di esposizione al pop locale.</p>
<p>Normalmente quando parlo di Flexicurity qualcuno mi risponde “eh, sì, ma noi non siamo mica la Danimarca”. Questa è una classica risposta “perdentista” (il copyright è di Aldo Cernuto, con cui ho il piacere di lavorare) tipica italiana e, odio dirlo, caratteristica di certa sinistra conservatrice.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ovvio che non siamo la Danimarca. Ma nulla ci impedisce, se non la nostra inerzia fatalista e un certo timore che il nostro paese dia i natali a una nuova <a href="http://www.youtube.com/watch?v=rTI8s0H31ys" target="_blank">Whigfield</a>, di provare ad assomigliarle.</p>
<p>D’altronde lo scopo della politica bella è quello di tracciare scenari lunghi e ambiziosi. Perfino utopie, va.</p>
<p>Il piccolo cabotaggio mi è venuto a noia, perché non produce risultati credibili e fa proliferare gli Scilipoti.<br />
Credo, invece, che in Italia ci sia bisogno di quello che in anglo-milanese fighetto si chiama “paradigm shift”. Cioè, provare a rivoluzionare un ambito, senza distruggerlo, ma cambiandolo con forza con criteri scientifici, spostando letteralmente più in là la soglia tra problemi e soluzioni e adottando un punto di vista inedito.</p>
<p>Magari facciamo una sperimentazione limitata nello spazio e nel tempo, magari mettiamo a confronto materialmente due modelli, magari ci arriviamo col tempo, visto che qui nessuno vuole tutto e subito. Ma proviamoci, dannazione!</p>
<p>E facciamola tutta, non un pezzo (perché qui abbiamo l’abitudine di fare le riforme sul lavoro approvando prima le parti sfavorevoli ai lavoratori e poi darci malati quando bisogna approvare quelle favorevoli).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rassegnarsi al “qui non si può fare” mentre altrove si può e funziona è una cosa che mi urta da morire. E sono di sinistra perché, come il bambino col pallone in “Comici spaventati guerrieri” non rinuncio a cercare il <a href="http://www.bennilogia.org/index.php/Quisipu%C3%B2" target="_blank">quisipuò</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2 – UN PARTITO ZIMBELLO</strong></p>
<p>Nel 2012, a pochi anni dalla sua nascita, il Partito Democratico italiano è una barzelletta vivente. Vorrei dire cose più lusinghiere del partito che ragionevolmente voterò, ma non riesco a produrre di meglio.</p>
<p>Diciamoci la verità: il PD così com’è non piace a nessuno. E nel caso migliore questa condizione genera rabbia, che almeno è una reazione che nasce dal dispiacere. Nei casi peggiori la gente fa spallucce, gira gli occhi al cielo. O ride, direttamente.</p>
<p>La quantità di persone che non riescono a prendere sul serio il PD, considerato nei casi migliori una maionese impazzita (cioè una cosa immangiabile che nasce da ingredienti buoni, ma deve diventare qualcos’altro o la si butta via), è impressionante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perché non funziona? Perché al Lingotto ci eravamo detti che avremmo fatto un partito a vocazione maggioritaria, con altri riferimenti politici e culturali che non fossero gli epigoni del PCI e della DC.</p>
<p>Ora guardate il gruppo dirigente del partito. Esatto: ex PCI + ex DC. Che sorpresa.<br />
La verità è che il PD, dimenticata la giornata al Lingotto, è diventato una sorta di compromesso storico tascabile che scontenta tutti. La solita medietà che nasce dall’assemblaggio di due cose vecchie spacciate per nuove: alla fine si incollano sempre le due metà peggiori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora, non sembri che ci sia ingratitudine verso le due grandi culture politiche che hanno caratterizzato il Novecento (in verità sono grato solo a una delle due e peraltro con riserve). Ma, appunto, hanno caratterizzato il Novecento, che – cari compagni della mozione “Novecento”- è finito!<br />
Ora la società è cambiata e pure il secolo non è più lo stesso. E quelle due chiese lì, peraltro strutturalmente poco propense a mettersi in discussione e aggiornarsi, non raccontano più il mondo in modo giusto. E se analizzano male il presente e i suoi problemi, figuriamoci quanto riescono a proporre soluzioni efficaci per il futuro.</p>
<p>I problemi non finiscono qui. C’è anche il fatto che negli ultimi anni la pratica politica quotidiana del centrosinistra manca di capacità di produrre visioni, orizzonti, idee. E il PD non ha funzionato nemmeno bene nel ruolo di oppositore, visto che quello di propositore non gli è congeniale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel corso degli anni mi sono passati sotto il naso tutti i fallimenti, i no show, i tentennamenti , gli imbarazzi e le scelte sbagliate di un partito che sa benissimo da quali antiche parti è composto ma non sa dove vuole andare in futuro e si preoccupa più di non scontentare nessuno che di fare politica.<br />
Faccio giusto qualche esempio:<br />
- ciance infinite sulle unioni di fatto (qualche genio, addirittura, fece scrivere la proposta di legge alla Bindi) che hanno prodotto il nulla e lasciato praterie alla destra clericofascista</p>
<p>- <span style="text-decoration: underline;">nessuna legge sul conflitto d’interessi</span>, a fronte del conflitto d’interessi più grande al mondo</p>
<p>- <span style="text-decoration: underline;">nessuna proposta innovativa sul mercato del lavoro</span> se non difendere la formalità dell’esistente (è vero che il PD è il partito dalla parte dei lavoratori: peccato che il problema di quest’epoca sia diventare lavoratori)</p>
<p>- <span style="text-decoration: underline;">timidi accenni di dialettica sul fine-vita</span>, sui diritti della persona, ecc. subito auto-cassati per non spiacere al clericofascista di turno, peraltro imbarcato direttamente nel partito o tenuto da conto come amatissimo alleato ricattante</p>
<p>- <span style="text-decoration: underline;">nessuna iniziativa sul tema (per me secondario, ma importante a livello comunicativo) dei costi e dei privilegi della politica</span>, se non tardiva, derivativa e tirata per i capelli</p>
<p>- <span style="text-decoration: underline;">tentennamenti (e poi tifo spudorato per i listini bloccati) sull’introduzione delle preferenze alle politiche</span></p>
<p>- <span style="text-decoration: underline;">carenza d’iniziativa riguardo agli ultimi referendum</span> (quelli sull’acqua pubblica, ecc.), con un esempio perfetto di non-schieramento</p>
<p>- <span style="text-decoration: underline;">indisciplina e lassismo nell’opposizione a Berlusconi</span>, quando governava (e tassi d’assenteismo inaccettabili tra i parlamentari)</p>
<p>- <span style="text-decoration: underline;">linea ondivaga</span>, per cui un giorno fai la foto di Vasto con Vendola e Di Pietro, poi fai un’alleanza strutturale in Sicilia con l’UDC (cioè, l’UDC siciliano, una realtà al cui confronto la Spectre è la Caritas), poi fai quasi una federazione con il partito di Vendola e corteggi l’UDC mentre Vendola lo sfancula e tu ti trovi in mezzo al fuoco incrociato di due partiti che in un paese civile non dovrebbero esistere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora i casi sono due. O cambiamo radicalmente il partito e ne facciamo qualcosa di nuovo. Oppure continuiamo a regalargli un voto di risulta, più identitario e di posizionamento che politicamente motivato, fino a quando avremo pietà per noi stessi. Finendo chissà dove. Forse in un posto peggiore. Forse a casa a fare i rancorosi, come tanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si respira incertezza, di questi tempi. Lo so. Ma sono certo di una cosa: votare per la coalizione di ex boiardi PCI ed ex boiardi DC che sostiene il povero Bersani significa affermare col voto che il PD così com’è ci piace da morire e che tutto quello che è stato fatto finora ci è sembrato inappuntabile, giustissimo.<br />
Insomma, chi vota Bersani esprime un inequivocabile “continuate così” al PD.<br />
E’ giusto che tutti lo sappiate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>3 – DIMMI CON CHI VAI E TI DIRO’ CHE NON GOVERNI</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 2012 la prospettiva di avere un partito socialdemocratico di massa che si allea con un partito di estrema sinistra fino a poco prima extraparlamentare (oltre che guidato da un ex parlamentare che non ebbe problemi a far cadere il migliore – nonché unico credibile – governo di centrosinistra che l’Italia abbia mai avuto, cioè il primo Prodi) mi lascia perplesso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>[Ok, chi prendo in giro. Allearci con Vendola e rifare il PCI è una figata incredibile. E tutti i miei ormoni da sedicenne fanno la capriola da ore, dopo vent’anni di letargo. Però allora torna TUTTO indietro, eh. Torniamo a essere la quinta economia mondiale, torna l’URSS, il Toro torna a piazzarsi fisso nella parte alta della classifica di serie A e io torno adolescente e mi arricchisco col calcioscommesse clandestino, tanto so tutti i risultati da allora a oggi (note to self: nel 1999 compra azioni Tiscali ma poi vendi prima dell’estate) e non mi rifidanzo con la fidanzatina di allora.]</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Battute a parte, la prospettiva del PD “storico” è la solita: fare un partito profondamente identitario, cioè un partito che viene votato da gente che si definisce di sinistra, che è intimamente di sinistra e che fa del suo essere di sinistra una questione esistenziale. Non so se ho scritto “sinistra” un numero di volte sufficiente nel periodo prima di questo, ma spero di aver reso l’idea.</p>
<p>Chiariamoci: là fuori è pieno di gente che è intimamente di sinistra. Gente che se perde la memoria, la prima cosa che ricorda quando la recupera è “sono un comunista”.<br />
Sono uno di quelli pure io, uno di quelli che ai funerali dei nonnetti dell’ANPI si commuove se suonano l’Internazionale, che prova un certo brivido di appartenenza a chiamarsi “compagno” tra compagni e che sa tutte le canzoni di Guccini a memoria (testo e accordi, eh) nonostante abbia fatto di tutto per dimenticarsele.</p>
<p>Però quella percentuale di persone lì, ammesso che voti tutta per intero e che non sia morta nel corso degli anni, in Italia ammonta al massimo al 34% dell’elettorato.<br />
Abbiamo una sorta di sindrome del 34%, è una storia lunga. Cioè il massimo storico raggiunto dal PCI in un’elezione a carattere nazionale.<br />
Giusto un punto in più di quanto prese il PD al suo esordio, nonostante Veltroni leggesse lacrimevoli missive di bambini moribondi a ogni comizio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se vogliamo che il centrosinistra conti qualcosa in più di un misero terzo dell’elettorato, dobbiamo raccogliere i voti di chi non si definisce di sinistra ma è disposto a concordare con le proposte del PD, con le sue idee e perfino i suoi valori.</p>
<p>Là fuori è pieno di gente così, gente di buonsenso, civile, integra, che crede nei valori giusti, ecc.<br />
Magari persone che qualche volta hanno votato a sinistra, altre no, altre sono state a casa. E che non sono di sinistra, nel senso che non gli interessa definirsi secondo quel parametro o semplicemente hanno altri stili di vita.</p>
<p>L’avrò scritto in decine di post, quindi vi risparmio la solfa, ma la questione per cui se voti un partito tu “sei” di quel partito e quella scelta caratterizzerà la tua vita, il tuo modo di pensare, essere e concepire il mondo è una sonora. e macroscopica pippa mentale di noi vetero di sinistra.</p>
<p>Il fatto che noi siamo così non implica che il resto del mondo lo sia. Ma, abituati così tanto a fissarci intensamente l’ombelico, non ce ne siamo mai accorti.</p>
<p>Ed è dovuto arrivare uno “straniero” rispetto alle nostre identità per svegliarci dall’ipnosi causataci dai nostri interessantissimi ombelichi identitari.</p>
<p>Qualcuno è lì che reclama ancora 5 minuti di sonno ombelicale, ma è tempo di svegliarsi e andare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Andare dove? Dove ci eravamo detti che saremmo andati, cioè verso la famosa “vocazione maggioritaria”. Ovvero, per tradurlo dal politichese, verso un partitone che prende almeno il 40% dei voti, in virtù della sua capacità di aggregare l’elettorato attorno a precise parole d’ordine programmatiche, non basandosi più su parametri identitari, su posizionamenti politici novecenteschi e così via.</p>
<p>Su questo Renzi è imbattibile. Qualsiasi sondaggio (e il buonsenso, chiacchierando in giro) conferma che, essendo la prima figura di spicco espressa dal centrosinistra a non avere forti caratteri identitari novecenteschi, è in grado di far votare il programma del centrosinistra a gente che non si definisce di sinistra. Perfino da gente che in passato ha votato dall’altra parte.</p>
<p>E non lo fa alterando la natura programmatica del centrosinistra (anzi, dal campo bersaniano lamentano “ci copia il programma”, dimenticando che Renzi e Bersani sono nello stesso partito), ma riuscendo a comunicare con quella parte dell’elettorato che cambia canale appena sente in tv l’ampollosa prosa sinistrese e considera una tortura l’ascolto di una canzone intera di Guccini.</p>
<p>Il partito a vocazione maggioritaria, cioè, è quello che compete per togliere voti ai potenziali alleati.<br />
Il partito minoritario immaginato dal campo bersaniano è sempre il solito: quello che si ritira nell’orticello identitario, lasciando libere praterie agli alleati che, casomai si andasse al governo, avranno peso e importanza tali da compiere ricatti a raffica.<br />
E visto che abbiamo già subito l’umiliazione di farci ricattare dagli estremisti di sinistra e di centro nelle due incolori esperienze di governo nazionale di centrosinistra, credo sia giusto dire basta. O volete un altro Prodi-bis in cui ogni mattina ci svegliavamo con l’ansia che il senatore Pallaro avesse perso l’aereo da Buenos Aires?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’ipotesi di Renzi, dichiarata a gran voce negli ultimi giorni, di fare un PD a vocazione maggioritaria che non si allea con i clericofascisti familisti dell’UDC e taglia i ponti con le cariatidi anticapitaliste fricchettone di SEL e punta al 40% e oltre per me è la migliore disponibile.</p>
<p>Sottolineo la parola “disponibile”, perché si fa quel che si può. E ragionevolmente il PD da solo non avrà i numeri per governare.</p>
<p>Li avrà, forse, se fa un’ammucchiata che imbarca cani e porci da Diliberto a Casini. Sarà il governo più ricattabile e debole del mondo, che tra litigiosità e incapacità di decidere spalancherà entro pochi mesi le porte al trionfo berlusconiano-grillino.<br />
Io l’ammucchiata non la voglio più. E trovo stupido che al PD non si accorgano che è la scelta peggiore. Peggio dell’opposizione.</p>
<p>Da soli, con un partito forte, le chance di governare in solitaria sono pochissime (dipendono molto dalla legge elettorale).<br />
In compenso, visto che tutto ci porta verso una grande coalizione Monti-bis, un PD al 40% potrebbe contare molto di più e far fare a Monti le cose buone che non ha fatto, visto la brutta maggioranza (a guida PDL) che lo supporta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>4 – IL PIU’ GROSSO PROBLEMA DEI RENZIANI E’ RENZI. IL RENZI PERCEPITO A PELLE</strong></p>
<p>Nel 2012 non riesco più, dopo vent’anni di Berlusconi, a prendere sul serio chi oppone sensazioni personali a ragionamenti politici.</p>
<p>Quelli che “Renzi mi sta antipatico”, “Renzi ha una faccia che non mi piace”, “Renzi è un furbetto”, ecc. non si rendono conto che stanno percorrendo il lato B della concezione carismatica della politica. Una concezione su cui Berlusconi ha fondato vent’anni di vittorie elettorali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il lusso delle scelte d’impulso, la velleità di affidarsi all’intuito, la moda dannosa di giudicare “a naso” hanno fatto danni politici mostruosi. E anche danni altrove, ma restiamo nel campo politico.</p>
<p>Tra l’altro se l’intuito delle masse fosse davvero una cosa buona, ci saremmo risparmiati un sacco di problemi in passato. Ma dai tempi di “Barabba, Barabba!” diffido dei giudizi “a pelle” della gente.</p>
<p>E, non offendetevi, l’espressione “intuito politico” da parte dell’elettorato italiano (sì, anche tu) è un ossimoro. Fatevene una ragione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fatte tutte queste premesse doverose, capisco il disagio di molti. Di molti come me.</p>
<p>Sì, perché quel tizio lì che a 37 anni vuole fare il capo può effettivamente stare sull’anima.<br />
Ma, di nuovo, il problema siamo noi. Ci sta sull’anima per un sacco di motivi sbagliati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il più emergente dice “a 37 anni non sei nessuno”, “chi ti credi di essere”, “ne devi mangiare di Ovomaltina per essere credibile con la Merkel, e così via.</p>
<p>Ecco, questo è un ragionamento da vecchi.<br />
Ma vecchi brutti, vecchi dentro. Perché a 37 anni, nei paesi civilizzati, non solo sei pronto a tutto, ma sei pure “un po’ in ritardo.</p>
<p>E se non ci ribelliamo noi di sinistra alla dittatura della vecchiezza, per cui c’è gente che fa la prima esperienza di lavoro seria ben dopo i 30 anni di età, allora siamo spacciati.</p>
<p>Siamo una gerontocrazia mentale, oltre che de facto.</p>
<p>E ci tengo a ricordare a tutti che a 27 anni Jim Morrison era già Jim Morrison e Bergomi ha vinto il suo primo mondiale a 18 anni, con due baffi da uomo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Siamo così abituati al fatto che il giovane (e l’Italia è l’unico posto dove a 37 anni sei giovane) è uno sfigato da considerare spavalderia la legittima aspirazione a contare di più. Dove contare di più non significa conseguire alla soglia dei quarant’anni il primo contratto di lavoro non semestrale, ma governare il paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il secondo è che Renzi “non è uno di noi”, non parla come noi, delude le nostre aspettative formali, ecc. Cosa profondamente vera.</p>
<p>Mi chiedo solo se è sano essere così presuntuosi da pensare che ciò che non ci assomiglia sia automaticamente il male.</p>
<p>Anzi, fatemi rigirare il concetto. Dopo anni a votare ed eleggere gente che alla fine non ci è piaciuta tantissimo, ma ci assomigliava in modo impressionante, non è forse il caso di chiederci se il problema siamo noi?</p>
<p>Pecchiamo di superbia, talvolta. E ancora più spesso di chiusura mentale.</p>
<p>E ci ritroviamo a pensare che esista una sola via per il bene: la nostra.</p>
<p>Però, alla millesima dimostrazione che non è proprio così, forse potrebbe essere intelligente chiedersi se è possibile davvero un’altra via, peraltro affine a quella che, storicamente e pervicacemente, abbiamo seguito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non si tratta di uno spostamento epocale, cioè di svegliarci una mattina, tradire gli affetti e iniziare a tifare per i cattivi, ma di riconoscere che lo spirito di sinistra può prendere altre forme, magari più efficaci e di successo e capaci di fare presa su chi non è come noi.<br />
Certo, accettare questo implica automaticamente dirci che evidentemente non eravamo il migliore dei mondi possibili. Abbiamo il coraggio di farlo?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il terzo è una sorta di contenitore e ha a che fare con il complottismo paranoico tipico delle comunità chiuse. E quindi a seconda dei casi Renzi è di destra, Renzi è un democristiano, Renzi è come Berlusconi, Renzi è come Blair, eccetera.<br />
Tutte accuse generiche, fatte a monte, e dipendenti da un solo motivo: la diversità di Renzi rispetto a quelli a cui siamo abituati.<br />
Prese una a una, le accuse crollano con un soffio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Renzi è di destra? Leggi il programma e scopri che non lo è affatto. E tra l’altro la dicotomia destra-sinistra su cui si basa questa accusa è scaduta da una quindicina d’anni e inizia a puzzare in frigo.<br />
Renzi è un democristiano? Sì, la sua esperienza politica “prima” è stata nei popolari, quelli post-dc che ci piacevano tanto. Poi ha fatto altro, a sinistra, per esempio due esperienze amministrative di alto livello, una delle quali in una specie di piccolo ministero degli Esteri e del Turismo che si chiama Città di Firenze.</p>
<p>E come uomo della sinistra ci è andato benissimo, senza battere ciglio, per ben due elezioni.<br />
Mi chiedo che problemi possa dare a chi ha votato Prodi, democristiano per davvero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Renzi è come Berlusconi? Sì, è come Berlusconi nella capacità di comunicare, nel dominio dei media, nella capacità di semplificare un messaggio e renderlo comprensibile a tutti e non solo ai laureati con lode in scienze politiche e lunga esperienza di militanza attiva. Per il resto cosa ha da spartire con Berlsconi, visto che la sua forza comunicativa è il peggiore nemico del grande seduttore che ha abusato di questo paese per vent’anni?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Renzi è come Blair? A parte il fatto che essere come Blair non sarebbe necessariamente un male, se in Italia manca del tutto l’esperienza di una sinistra in grado di uscire dal proprio recinto ideologico (esclusi pochi casi, tipo Chiamparino), forse è il caso di recuperare.<br />
E in ogni caso se di tutta l’esperienza blairiana ricordiamo solo la deriva finale, non facciamo un buon servizio alla verità. La svolta extraideologica è un passaggio obbligato della maturazione della sinistra. Arriviamo con comodo dopo il Regno Unito, ma forse è il caso che prima o poi ci adeguiamo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>5 – QUINDI?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quindi dovrei fare quella che in comunicazione si chiama call-to-action, cioè invitare la gente a fare qualcosa che ritengo giusto o utile.<br />
In verità non me la sento, perché mi piacerebbe che questa lunga prolusione fosse una sorta di call-to-thought.<br />
Pensateci, avete ancora qualche giorno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da un lato c’è l’occasione di cambiare la sinistra e forse il paese, con idee nuove (e con alcune idee vecchie e “nostre” per cui continuiamo a lottare), una visione realistica e di buonsenso e un investimento sul potenziale di un leader e di una classe dirigente che scalpita, tenuta lontana dal potere per troppo tempo da boiardi di partito.</p>
<p>C’è un programma esteso, ragionevole e pieno di novità a cui (limite mio, ma piacevole sorpresa) non avevo nemmeno pensato, c’è l’emergere sulla scena politica di persone che fino a oggi si erano tenute lontane da comizi e affini ma hanno trovato una inedita voglia di partecipare, c’è un leader a sinistra che finalmente sa comunicare, padroneggia i linguaggi, le piattaforme, gli stili.</p>
<p>E c’è l’opportunità di provare a fare qualcosa di diverso in un contesto sicuro, perché il segretario resta Bersani e la sinistra siamo tutti noi, capacissimi di cambiare rotta.<br />
Alla peggio (ma ho valide ragioni per considerarlo uno scenario improbabile, però ci tenevo a rassicurarti, nonno), se ci accorgiamo che è stato un errore, ci sono tutte le garanzie per ripartire dalla casella precedente.</p>
<p>L’errore è aver paura di osare. E l’errore è ancora più grave è aver creato questo clima in cui Renzi è il capellone e il PD fa la parte delle anziane anni Sessanta, scandalizzate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dall’altra, escluso il segretario che è una brava persona e sarebbe un ottimo ministro dell’Economia, ci sono i boiardi di partito, le solite facce della solita sinistra con le solite parole d’ordine, i soliti slogan e niente di nuovo se non un “ora tocca a noi” reclamato più per solite questioni di turno che di merito. C’è il solito, per capirci.</p>
<p>Non vi dico di scegliere Renzi subito. Non fatelo, almeno non fatelo dopo aver letto questo post. Leggete il programma, capite se e quanto vi piace. E leggetevi i programmi degli altri e fate due conti con la realtà.<br />
Ma, mi raccomando, non scegliete (mai più) a pelle. Nemmeno se a pelle vi viene di votare per Renzi. Impariamo dagli errori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se sceglierete l’idea che la sinistra in Italia faccia un salto di qualità rispetto al solito laburismo ricucinato, arrivi a pesare quasi la metà dell’elettorato e la smetta di farsi ricattare da alleati micragnosi con idee e persone orribili (sto parlando di UDC e SEL), credo farete bene al paese e anche a voi stessi (lo so, sembra una lettera di una catena di Sant’Antonio, questa parte).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se sceglierete ancora la sicurezza e la disciplina (di partito) per dire alla sinistra di continuare così dopo vent’anni di successi politici ed elettorali straordinari, contenti voi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Segnatevi, però, questo post . Perché nel caso lo tirerò fuori quando ci accorgeremo troppo tardi che il PD sta facendo la parte della rana bollita lentamente (la metafora è di Alessandra Farabegoli) e che la sinistra va scemando piano piano a favore di chissà cosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Siamo di nuovo a una svolta, come nel 1994. La crisi si fa sentire e non è solo una questione economica, è un fatto di sfiducia complessiva, di stanchezza, di esasperazioni che si sommano e che meriterebbero altri tempi, altre garanzie, perfino altre gentilezze che non abbiamo potuto preparare.<br />
Nel 1994 ci affossò un nemico inedito, con elmi e armi nuove che non sapevamo esistessero e poco dopo non sapevamo usare. Perdemmo male e non ci siamo del tutto ripresi da allora.</p>
<p>Ora abbiamo l’occasione per dare una svolta, e forse per imprimere un segno di dignità da parte della nostra generazione via via sventurata, inibita e viziata.<br />
Scegliere Renzi non è una risposta definitiva, lo sappiamo tutti, lo sa e lo ha detto anche lui stesso. Però è il tentativo più forte, più credibile, più affascinante di rinnovare la sinistra, proporsi con idee nuove al paese, provare davvero a cambiare le cose. E cambiare significa anche cambiare la sinistra. E pure cambiare noi.</p>
<p>Non so se sarà una battaglia che vinceremo. Ma non mi perdonerei mai di non averla combattuta, nel 2012.</p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=Uk8NhCXk7PU:2N96xbCY77M:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=Uk8NhCXk7PU:2N96xbCY77M:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=Uk8NhCXk7PU:2N96xbCY77M:D7DqB2pKExk"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?i=Uk8NhCXk7PU:2N96xbCY77M:D7DqB2pKExk" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?a=Uk8NhCXk7PU:2N96xbCY77M:dnMXMwOfBR0"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/suzukimaruti/suzrss?d=dnMXMwOfBR0" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/suzukimaruti/suzrss/~4/Uk8NhCXk7PU" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enrico-sola.com/2012/11/il-post-su-renzi-quello-lungo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>163</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.enrico-sola.com/2012/11/il-post-su-renzi-quello-lungo/</feedburner:origLink></item>
	</channel>
</rss>
