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	<title>TagliaBlog</title>
	
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	<description>Web Marketing Blog</description>
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		<title>Startup, giovani e vecchi</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 23:05:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tagliaerbe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A volte sembra che sulle porte di alcuni venture capitalist ci sia appeso un cartello tipo &#8220;I vecchi non possono entrare&#8221;. Non è difficile capire il perché. Chi investe è alla ricerca della next big thing, e la verità è che Bill Gates, Steve Jobs, Larry Ellison, Michael Dell, Sergey Brin, Larry Page e Mark [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-content/uploads/2012/02/startupper.jpg" alt="Vecchi e giovani startupper" /></p>
<p>A volte sembra che sulle porte di alcuni venture capitalist ci sia appeso un cartello tipo <em>&#8220;I vecchi non possono entrare&#8221;</em>. Non è difficile capire il perché. Chi investe è alla ricerca della <em>next big thing</em>, e la verità è che Bill Gates, Steve Jobs, Larry Ellison, Michael Dell, Sergey Brin, Larry Page e Mark Zuckerberg erano tutti nella tarda adolescenza o poco più che ventenni quando hanno lanciato le loro startup.</p>
<p>Quindi la storia finisce qui? Se hai passato i 30 &#8211; o addirittura i 40 &#8211; senza aver lanciato la tua prima azienda di successo, è ormai troppo tardi? Sei condannato a rimanere dentro un cubicolo per sempre? I veri imprenditori sfruttano le loro qualità ed esperienze per sviluppare intuizioni uniche e creare le loro imprese. Ma vale la pena capire se in questo i giovani imprenditori partano avvantaggiati. </p>
<p>All&#8217;interno del libro <em>&#8220;Breakthrough Entrepreneurship: The Proven Framework for Building Brilliant New Ventures&#8221;</em>, si trovano 5 temi che sembrano suggerire che i giovani possano avere tutti i vantaggi: </p>
<p><strong>1. I giovani imprenditori hanno idee migliori</strong></p>
<p>Brin, Page e Zuckerberg devono ringraziare la loro giovane età per le loro intuizioni? Onestamente la risposta è &#8220;più o meno&#8221;. Le grandi idee possono venire a chiunque conosca davvero un mercato e le esigenze dei consumatori. Queste persone hanno applicato il loro talento sulle tecnologie emergenti in un determinato mercato, dove essere giovani può effettivamente aiutare.</p>
<p>Tuttavia, indipendentemente dall&#8217;età, se si esamina un mercato criticamente, è possibile sviluppare delle idee su ciò che i consumatori di questo mercato necessitano. Chi ha maggiori conoscenze: un product manager di Cisco di 50 anni, o i clienti che sono cresciuti usando i prodotti Cisco? Difficile a dirsi. Entrambi sono in grado di sviluppare delle intuizioni che possono portare ad ottime idee imprenditoriali.</p>
<p><strong>2. I giovani imprenditori non sanno cosa significhi &#8220;non si può fare&#8221;</strong></p>
<p>L&#8217;inesperienza è un vantaggio? Gli imprenditori più giovani spesso non hanno lo svantaggio di essere cresciuti troppo per avere delle aspettative troppo piccole. Ma non hanno nemmeno l&#8217;esperienza di essere passati attraverso grossi cambiamenti, che possono ispirare i vecchi imprenditori a riflettere e ponderare sul cosa ci sarà dopo.</p>
<p>Credere in una idea donchisciottesca è qualcosa di romantico, fino a quando non diventa realtà. E&#8217; preferibile vedere imprenditori che sono naturalmente inclini a provare e riprovare idee e imparare dai propri dubbi, con un piccolo investimento iniziale, indipendentemente dalle probabilità di successo.</p>
<p><strong>3. I giovani imprenditori riescono a focalizzare meglio</strong></p>
<p>Due imprenditori della Silicon Valley di poco più di 20 anni ci hanno raccontato di come hanno lanciato la loro azienda: hanno affittato una casa, ci hanno messo i letti in modo che tutto lo staff potesse viverci dentro, e hanno arredato il posto con tavoli e computer. <em>&#8220;E&#8217; stata la casa ideale per lanciare l&#8217;azienda&#8221;</em>, ha affermato Darian Shirazi, cofounder di Fwix. <em>&#8220;Abbiamo respirato il prodotto più della stessa aria&#8221;</em>.</p>
<p>Forse è più facile prestare attenzione ad un&#8217;unica cosa &#8211; la tua nuova startup &#8211; se non hai nessun altro genere di pensieri. Ma per quanto tempo pensi sia possibile mantenere questo ritmo?</p>
<p><strong>4. I giovani imprenditori sono più svelti</strong></p>
<p>La capacità di apprendere velocemente e di <em>fare pivot</em> è una delle principali doti di un imprenditore. Ma davvero gli imprenditori più giovani sono facilitati in questo? Robin Chase era una 40enne madre di 3 figli quando ha lanciato la sua prima startup di successo, Zipcar. Il primo anno è stato difficile, e Chase ha capito che solo alzando i prezzi sarebbe arrivata al <em>break even</em>. Con più di 2 decenni di esperienza professionale, Chase ha percepito il problema ed è riuscita a cambiare prospettiva.</p>
<p>E&#8217; vero, alcune persone più anziane possono avere la tendenza a star ferme sulle loro posizioni, ma se stai considerando di lanciare una startup, non sei certamente una di queste.</p>
<p><strong>5. I giovani imprenditori hanno un minor costo opportunità</strong></p>
<p>Questo potrebbe essere vero. Per esempio, a 22 anni un imprenditore in erba non si è ancora affermato in un determinato ambito, e probabilmente non ha grandi pretese economiche.</p>
<p>E questa potrebbe essere una cosa buona, indipendentemente dall&#8217;età. Risparmiare qualche soldo e non eccedere in spese inutili. La felicità nella vita è frutto di relazioni, del fare qualcosa di significativo e di altre cose per lo più immateriali. Qualunque sia la tua età, evita la trappola (e gli oneri) del consumismo.</p>
<p><strong>Per concludere</strong></p>
<p>Harlan Sanders aveva superato i 62 anni prima di aprire il primo Kentucky Fried Chicken. Sam Walton ne aveva 44 quando è partito col primo Wal-Mart nel 1962. Don e Doris Fisher fondarono The Gap quando Don ne aveva 41. Ha lasciato un patrimonio di 3 miliardi di dollari quando è morto, inclusa una delle più importanti collezioni d&#8217;arte contemporanea a livello mondiale. </p>
<p>Che cosa hanno in comune tutti questi personaggi, oltre la loro età non più giovane? Che hanno creato grandi aziende dopo aver accumulato anni di esperienza nei rispettivi settori. Guarda a loro come fonte d&#8217;ispirazione, e renditi conto che chiunque, giovane o vecchio, può sviluppare delle intuizioni uniche e creare una nuova e straordinaria impresa.</p>
<p><small>Liberamente tradotto da <a href="http://www.inc.com/jon-burgstone/how-old-is-too-old-to-start-a-company.html"><em>How Old is Too Old to Start a Great Company?</em></a>, di Jon Burgstone e Bill Murphy, Jr.</small><br />
<hr />
<p>Copyright © <a href="http://blog.tagliaerbe.com/"><strong>TagliaBlog</strong></a>: puoi ripubblicare i contenuti di questo post solo parzialmente e solo inserendo un link al post originale.</p></p>
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		<title>La SEO è un “bug”?</title>
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		<comments>http://blog.tagliaerbe.com/2012/02/seo-bug.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 23:04:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tagliaerbe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;La SEO non è un bene per gli utenti&#8221; e &#8220;E&#8217; un bug il fatto che sia possibile ottenere un buon posizionamento in Google senza comprare pubblicità, e Google sta cercando di sistemare questo bug&#8221; sono 2 frasi pronunciate da un dipendente di Google, e che vanno contro a ciò che Google ha affermato fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-content/uploads/2012/02/seo-bug.jpg" alt="La SEO è un bug" /></p>
<p><em>&#8220;La SEO non è un bene per gli utenti&#8221;</em> e <em>&#8220;E&#8217; un bug il fatto che sia possibile ottenere un buon posizionamento in Google senza comprare pubblicità, e Google sta cercando di sistemare questo bug&#8221;</em> sono 2 frasi pronunciate da un dipendente di Google, e che vanno contro a ciò che Google ha affermato fino ad ora. Quello che emerge da queste frasi, è che questo nuovo dipendente sembra non sapere molto bene come funzionano le cose in Google.</p>
<p>La persona in questione è tale Jonathan Rockway. E&#8217; un nuovo Googler &#8211; o Noogler &#8211; come vengono chiamati i nuovi dipendenti. Ha iniziato a lavorare in Google ai primi di Gennaio. Non si sa quali siano le sue mansioni, ma non sembra siano legate alla web search.</p>
<p><strong>La SEO non è un bene?</strong></p>
<p>Ciò non ha impedito a Rockway dal fare commenti sulla SEO e sugli annunci pubblicitari in una <a href="http://news.ycombinator.com/item?id=3531172">discussione su Hacker News</a>; ecco uno stralcio di cosa ha detto:</p>
<p><em>&#8220;Se le caratteristiche social sono rilevanti, allora gli utenti ne traggono una miglior esperienza d&#8217;uso. E questa è una buona cosa, anche se le singole pagine ricevono meno traffico da Google. Invece di fare SEO sull&#8217;intera Internet, le aziende possono ora influenzare i risultati della ricerca per una piccola percentuale di utenti. Questa è una buona cosa perché la SEO non è in grado di scalare, e <strong>la SEO non è un bene per gli utenti o per Internet in generale</strong>.&#8221;</em></p>
<p>La SEO non è un bene per gli utenti? Come ci si poteva aspettare, questa frase ha subito attirato l&#8217;attenzione della community SEO, da <a href="http://www.seobook.com/seo-is-a-bug">Aaron Wall</a> a <a href="http://www.seroundtable.com/google-words-14690.html">Barry Schwartz</a>.</p>
<p><strong>Google dice che la SEO non è Spam</strong></p>
<p>La posizione ufficiale di Google è che la SEO non sia un male. L&#8217;azienda lo ha detto più volte nel corso degli anni. E qualche mese fa, Matt Cutts ha fatto un intero video per spiegare che <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/10/seo-spam.html">la SEO non è Spam</a>:</p>
<p><center><br />
<iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/BS75vhGO-kk?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
</center></p>
<p>Google ha confermato a Danny Sullivan che questo video &#8220;ritrae fedelmente la nostra posizione&#8221; circa la SEO.</p>
<p><strong>Gli annunci pubblicitari possono posizionarti bene?</strong></p>
<p>Forse è ancor più preoccupante ciò che afferma Rockway circa gli annunci pubblicitari:</p>
<p><em>&#8220;Se guardi l&#8217;esperienza d&#8217;uso di Google dal punto di vista del cliente, è piuttosto buona. Gli utenti, dalle loro ricerche, ottengono risultati rilevanti e annunci. Gli inserzionisti mettono i loro contenuti in cima a tutto il resto. E&#8217; un buon compromesso fra pubblicità e usabilità, e funziona davvero bene. <strong>E&#8217; un bug il fatto che sia possibile ottenere un buon posizionamento in Google senza comprare pubblicità, e Google sta cercando di sistemare questo bug</strong>. Manipolare i risultati di Google non dovrebbe essere qualcosa che ci si sente in diritto di fare. Se vuoi posizionarti bene in Google, sii rilevante per gli utenti. Intrattieni con loro un rapporto sui social o via email, fornisci loro informazioni utili sui tuoi prodotti/servizi e, in generale, cerca di &#8220;andare incontro&#8221; ai loro desideri&#8221;.</em></p>
<p>La frase in grassetto suggerirebbe che Google stia lavorando per fare in modo che, se si vuole ottenere un buon posizionamento sul motore, sia necessario acquistare della pubblicità.</p>
<p>Non sembra sia una cosa ragionevole, e probabilmente Rockway non sa di cosa parla (visto anche che nelle linee guida di Google <a href="http://support.google.com/webmasters/bin/answer.py?hl=it&#038;answer=34428">è scritto chiaramente</a> che <em>&#8220;la partecipazione a un programma pubblicitario non incide né positivamente né negativamente sull&#8217;inserimento o sul posizionamento nelle pagine dei risultati di ricerca di Google&#8221;</em>).</p>
<p><strong>Gli annunci pubblicitari non hanno alcuna importanza</strong></p>
<p>3 giorni dopo il primo commento, Rockway ha fatto una virata di 180 gradi:</p>
<p><em>&#8220;Non avrei dovuto menzionare gli annunci pubblicitari. La posizione sulla pagina dei risultati dovrebbe dipendere solo dalla qualità dei contenuti; se il tuo sito ha i migliori contenuti su Internet per i termini cercati dall&#8217;utente, dovrebbe essere fra i risultati più in alto. Non dovresti essere in grado di poter cambiare la tua posizione nei risultati organici in altre maniere, ad esempio sfruttando dei bug presenti nell&#8217;algoritmo di ranking di Google. Le specifiche di tale algoritmo possono cambiare, ma se il tuo sito è il migliore, non hai nulla di cui preoccuparti.&#8221;</em></p>
<p>Ancora una volta, la SEO viene vista come una sorta di &#8220;exploit&#8221;.</p>
<p>Per la cronaca, su questo pasticcio la posizione ufficiale di Google &#8211; comunicata a Danny Sullivan &#8211; è stata la seguente:</p>
<p><em>&#8220;Come sempre, i posizionamenti in Google sono completamente slegati dalla pubblicità e da altre partnership, a non c&#8217;è assolutamente modo per un webmaster di pagare per ottenere un posizionamento migliore.</p>
<p>Quando si tratta di SEO, chi possiede un sito di alta qualità può trovarlo posizionato bene in Google senza alcun aiuto esterno. Alcuni preferiscono comunque ottimizzare i propri siti, e per queste persone abbiamo pubblicato le linee guida su <a href="http://support.google.com/webmasters/bin/answer.py?hl=it&#038;answer=35291">come valutare una agenzia SEO</a></em>&#8220;.</p>
<p>Per concludere, sono d&#8217;accordo con Matt Cutts <a href="https://twitter.com/#!/mattcutts/status/165500822577352704">quando dice</a> che è bello vedere più Googler che comunicano. Ma preferirei che i Googler che comunicano, sappiano almeno di cosa stanno parlando.</p>
<p><small>Liberamente tradotto da <a href="http://searchengineland.com/google-clarifies-no-ads-shouldnt-help-rankings-no-seo-isnt-bad-110673"><em>Google Clarifies: No, Ads Shouldn’t Help Rankings &#038; No, SEO Isn’t Bad</em></a>, di Danny Sullivan.</small><br />
<hr />
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		<title>E’ ormai troppo tardi per salvare il vecchio web</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 23:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tagliaerbe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La data era quella del 3 Gennaio 2008. Facebook mi aveva buttato fuori per aver lanciato uno script che cercava di salvare il vecchio web. Avevo lavorato con Plaxo per fare un semplice script. Uno script che avrebbe preso i miei contatti di Facebook per riportarli sul vecchio web. Lo script doveva fare queste semplici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-content/uploads/2012/02/the-web-is-dead.jpg" alt="Il web è morto" /></p>
<p>La data era quella del 3 Gennaio 2008. Facebook mi aveva buttato fuori per aver lanciato uno script che cercava di salvare il vecchio web.</p>
<p>Avevo lavorato con Plaxo per fare un semplice script. Uno script che avrebbe preso i miei contatti di Facebook per riportarli sul vecchio web. Lo script doveva fare queste semplici cose:</p>
<p>1. Prendere i nomi di tutti i miei amici<br />
2. Prendere tutti i loro numeri di telefono<br />
3. Prendere tutti i loro indirizzi email<br />
4. Ritornarmi un semplice file in formato CSV con dentro tutti i dati, in modo da poterli importare nel mio account di Google, Microsoft o qualsiasi altro avessi voluto.</p>
<p>La risposta di Facebook fu prevedibile: <a href="http://scobleizer.com/2008/01/03/ive-been-kicked-off-of-facebook/">mi buttarono fuori</a>.</p>
<p>In pochi mi supportarono, e quei pochi avevano capito qual era la posta in gioco: il futuro del web.</p>
<p>Ma in molti invece dissero che mi meritavo di essere buttato fuori da Facebook.</p>
<p>Sono stato forse invitato a parlare alle conferenze di John Battelle su come il vecchio web sta andando a farsi fottere? No.</p>
<p>Dave Winer ha forse condotto una battaglia simile a quella anti-SOPA? No.</p>
<p>Con Mike Arrington ho avuto un violento battibecco su Gillmor Gang proprio su questo tema.</p>
<p>E queste discussioni continuano ancor oggi. Nei giorni scorsi, Steve Gillmor <a href="http://techcrunch.com/2012/02/04/gillmor-gang-02-04-12-tctv/">ha ribadito</a>, ancora una volta, che avevo infranto le Condizioni di Servizio di Facebook, e che quindi ho meritato di essere cacciato fuori. E&#8217; vero, l&#8217;ho fatto, ma stavo solo cercando di salvare il vecchio web.</p>
<p>Il messaggio fu forte e chiaro: Facebook ti prende i dati, ma guai a te se cerchi di prenderteli indietro.</p>
<p>La lezione di oggi, 4 anni dopo, è che il vecchio web è in grave pericolo, e non solo a causa di Facebook, ma anche di Apple, Amazon e ora anche Google.</p>
<p>E chi cerca di parlarne oggi, lo fa con 4 anni di ritardo.</p>
<p><a href="http://scripting.com/stories/2012/02/03/iDontLoveGoogleBut.html">Dave Winer ora dice</a>: <em>&#8220;La rottura delle regole da parte di Google non è un male solo per Google, ma per lo stesso web.&#8221;</em></p>
<p><a href="http://battellemedia.com/archives/2012/02/its-not-whether-googles-threatened-its-asking-ourselves-what-commons-do-we-wish-for.php">E John Battelle</a>: <em>&#8220;Il web come lo conosciamo è un po&#8217; come le calotte polari: è da tempo sotto un lungo e costante attacco da parte delle stesse forze che abbiamo creato noi.&#8221;</em></p>
<p>Perché oggi questi temi non mi interessano più? Perché erano cose per le quali valeva la pena lottare 4 anni fa.</p>
<p>Allora capii cosa era in gioco.</p>
<p>Oggi è troppo tardi. Mia moglie è un ottimo esempio del perché: ormai è completamente dipendente da Facebook, Zynga e dalle app del suo iPhone.</p>
<p>E&#8217; troppo tardi per salvare il vecchio web. Ed è per questo motivo che lo scorso anno mi sono arreso e ho iniziato a postare la maggior parte dei miei articoli su Google+. Avrei dovuto metterci lo stesso impegno sul vecchio web e sul mio feed RSS, ma è troppo tardi.</p>
<p>La maggior parte degli utenti non si preoccupa di queste cose ed è ormai dipendente da Facebook, Google+, Twitter e dalle app di iPhone e Android. L&#8217;app ufficiale del Super Bowl esiste solo per iOS e Android, e non per altre piattaforme.</p>
<p>Il vecchio web non è sotto attacco da poco, ma da più di 4 anni. </p>
<p>Perché ci è voluto così tanto tempo per svegliarsi?</p>
<p>A me non interessa più, davvero. Ormai sono intrappolato in Google+, che mi ha portato più di 400.000 follower dal 1° luglio dello scorso anno ad oggi. Si, in soli 7 mesi. Il feed RSS ci è forse riuscito? O i sistemi di Dave Winer? O John Battelle mi ha dato forse una mano? Nulla da fare.</p>
<p>E&#8217; troppo tardi.</p>
<p>Non ho intenzione di tornare al web aperto. Perché? perché non c&#8217;é ciccia lì dentro.</p>
<p>Quindi, cosa dovrei fare adesso? Qual è la risposta di Dave Winer? Ha cancellato il suo account Facebook e <a href="http://scripting.com/stories/2012/02/03/aNonstopBlastOfTechNews.html">sta lavorando sodo per convincere la gente ad iscriversi nuovamente al suo feed RSS</a>. Mi spiace Dave, ma <a href="https://twitter.com/#!/Scobleizer/tech-news-brands">Twitter è un posto migliore per trovare notizie sulla tecnologia</a>. Senza contare che il posto migliore per leggerle è l&#8217;applicazione Flipboard su iOS.</p>
<p>Gli RSS mi aiutereranno ad ottenere nuovi accessi da Google? No.</p>
<p>Gli RSS mi aiuteranno ad accedere all&#8217;Open Graph di Facebook, che ha permesso a Spotify di condividere 5 miliardi di canzoni, nei primi 5 mesi della sua esistenza? No.</p>
<p>Gli RSS mi aiuteranno ad accedere al tuo news feed su Facebook? No.</p>
<p>Gli RSS mi aiuteranno ad avere un punteggio più alto su Klout? No.</p>
<p>Gli RSS mi aiuteranno ad avere uno speech ad una delle conferenze di O&#8217;Reilly? No.</p>
<p>Gli RSS mi aiuteranno a parlare con mia moglie e con le sue amiche, che sono tutte dipendenti da Facebook? No.</p>
<p>Gli RSS mi aiuteranno a mettere le mie foto su Instagram? No.</p>
<p>Gli RSS mi aiuteranno a mostrare la mie abitudini alimentari su Foodspotting? No.</p>
<p>Quindi non fatemi ridere. Sono un utente. Ho cercato di combattere per il vecchio web nel 2008. Dov&#8217;era allora la protesta? Sono stato chiamato un &#8220;caso limite&#8221;, sono stato ignorato.</p>
<p>Mi spiace Dave e John, è troppo tardi per rimettere il genio nella bottiglia.</p>
<p>Ci vediamo su Google+.</p>
<p>E la prossima volta che qualcuno cerca di sottolineare che i &#8220;buchi neri di dati&#8221; di queste grandi aziende sono qualcosa che dovrebbe essere combattuto, magari sarete là a protestare.</p>
<p>Ma ormai è troppo tardi. Ora, scusatemi, torno dentro a Google, Facebook e Amazon.</p>
<p>E&#8217; interessante tornare indietro a leggere i commenti di allora. Chris Saad è uno che è stato molto coerente negli ultimi 4 anni. Ha creato una azienda, Echo, che sta cercando di mantenere i nostri contenuti separati da questi grandi &#8220;buchi neri di dati&#8221;. Se c&#8217;è qualcuno che ha cercato di mantenere vivo il vecchio web, è lui.</p>
<p>Qual&#8217;è il modo giusto per protestare OGGI?</p>
<p>1. Non cancellare il tuo account Facebook. Cancellare il tuo account ti farà solo apparire un po&#8217; strambo. Dave Winer può permettersi questo lusso, ma la maggior parte di noi no.<br />
2. Rendi PUBBLICI TUTTI i tuoi dati su Facebook. La maggior parte delle persone fa l&#8217;opposto. Al punto che se non sei amico con la maggior parte dei geek, non puoi sapere nulla sul loro conto. Questo non aiuta il bene comune.<br />
3. Lavora per capire come portare i tuoi dati FUORI da Facebook, Google+ e Amazon, per riportarli nel vecchio web.</p>
<p>Io? Io sono solo un utente, e mi sono stancato di portare avanti una lotta iniziata nel 2008. In quell&#8217;anno avremmo potuto fare qualcosa, oggi no. Questo argomento non ha più alcun senso per la maggior parte degli utenti. A mia moglie non importa e, anzi, non le piacerebbe stare dentro all&#8217;&#8221;open web&#8221;, per tutta una serie di motivi. </p>
<p>Oggi, non venite a chiedere un parere a me. Andate dalle persone normali: prendete mia moglie, che vi dirà perché non le piace il web aperto, o addirittura perché ne ha paura.</p>
<p>John, dov&#8217;eri? Almeno Dave sta cercando di mantenere i suoi lettori mettendo contenuti sul blog e sul feed RSS, che SONO il vecchio web aperto. Solo che è troppo tardi. Ormai siamo passati dall&#8217;altra parte, e il giorno per tornare indietro è passato. E ora, scusami, ma devo fare un check-in su Foursquare, mandare un messaggio ai miei amici su Facebook per accordarmi sui party dell&#8217;SXSW, trovare un posto per mangiare stasera tramite Foodspotting, e tornare a postare su Google+. </p>
<p>P.S.: questo post ha generato più commenti su Google+ che sul blog. Anche su Facebook ci sono un bel po&#8217; di reazioni. Non rafforza forse il mio punto di vista?</p>
<p><small>Liberamente tradotto da <a href="http://scobleizer.com/2012/02/04/its-too-late-for-dave-winer-and-john-battelle-to-save-the-common-web/"><em>It’s too late for Dave Winer and John Battelle to save the common web</em></a>, di Robert Scoble.</small><br />
<hr />
<p>Copyright © <a href="http://blog.tagliaerbe.com/"><strong>TagliaBlog</strong></a>: puoi ripubblicare i contenuti di questo post solo parzialmente e solo inserendo un link al post originale.</p></p>
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		<title>VOLUNIA, dov’è la novità?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/tagliaerbe/~3/JyAoYiafTjU/volunia-lancio.html</link>
		<comments>http://blog.tagliaerbe.com/2012/02/volunia-lancio.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 23:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tagliaerbe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[motori-di-ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Premessa: non ho ancora avuto modo di provare Volunia, se non molto superficialmente, e quindi le opinioni che esprimerò qui sotto derivano quasi esclusivamente dalla video conferenza stampa che ho seguito qualche ora fa. Mi riservo di cambiare idea &#8211; e di scrivere un nuovo post &#8211; quando avrò testato per bene il motosocial di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-content/uploads/2012/02/volunia-lancio.jpg" alt="Immagine della schermata tratta dalla conferenza stampa di Volunia" /></p>
<p>Premessa: non ho ancora avuto modo di provare <a href="http://www.volunia.com/">Volunia</a>, se non molto superficialmente, e quindi le opinioni che esprimerò qui sotto derivano quasi esclusivamente dalla <a href="http://www.unipd-cmela.it/volunia/">video conferenza stampa</a> che ho seguito qualche ora fa.</p>
<p>Mi riservo di cambiare idea &#8211; e di scrivere un nuovo post &#8211; quando avrò testato per bene il <em>motosocial</em> di Marchiori, ma per ora il mio giudizio, in estrema sintesi, è questo:</p>
<p><strong>in Volunia non ci vedo nulla di <em>disruptive</em></strong>.</p>
<p>Volunia ambisce a rendere più social un motore di ricerca, e creare amicizie fra utenti che hanno gli stessi gusti, interessi e passioni.</p>
<p>Benissimo, credo sia &#8211; più o meno &#8211; lo stesso obiettivo che ha Google (che parte dal motore) e che ha Facebook (che parte invece dal social), col vantaggio che i 2 colossi partono da una base utenti di diversi centinaia di milioni.  </p>
<p>Volunia invece parte da zero &#8211; anzi da alcune migliaia di betatester, almeno a detta di Marchiori, che verranno però attivati un po&#8217; alla volta &#8211; e punta da subito ad unire l&#8217;aspetto del social network a quello del motore di ricerca.</p>
<p>Questi utenti, <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/11/volunia.html">raccolti da Volunia a partire dallo scorso Novembre</a>, potranno interagire fra loro in base alla logica del <em>&#8220;Seek &#038; Meet&#8221;</em>: potranno in pratica fare amicizia partendo da una ricerca, e quindi lasciarsi messaggi e/o chattare &#8211; un mix fra un instant messaging e il defunto <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2009/09/google-sidewiki.html">Sidewiki di Google</a> &#8211; mentre navigano all&#8217;interno delle pagine di Volunia.</p>
<p>E&#8217; questa una novità? Non mi sembra. Negli anni &#8217;90 ricordo cose come <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/PowWow_(chat_program)">PowWow</a>, che già allora consentiva di &#8220;navigare insieme&#8221;. Oggi esistono toolbar come <a href="http://www.toolmeet.com/">ToolMeet</a> &#8211; anche questa di un italiano, Daniele Alberti &#8211; che serve proprio per <em>&#8220;discover people and navigate with your friends around the web&#8221;</em>.</p>
<p>In Volunia c&#8217;è anche la funzione &#8220;Mappa&#8221;, una sorta di navigazione visuale in 3D &#8211; tipo SimCity, per capirci: ma ancora una volta, non è una novità. Per fortuna ho una discreta memoria, e ricordo piuttosto bene <a href="http://docs.yahoo.com/docs/pr/release55.html">Yahoo! 3D</a>, data di nascita 28 Ottobre 1996 (e data di morte qualche tempo dopo).</p>
<p>E, importante, non dimenchiamoci di <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2012/01/google-search-plus-your-world.html">Google Search plus Your World</a>:</p>
<p><center><br />
<iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/8Z9TTBxarbs?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
</center></p>
<p>Non sarà la quintessenza dell&#8217;integrazione fra motore e social, ma in confronto a Volunia è anni luce avanti. </p>
<p>Essendo daltonico e non avendo un gran senso estetico, evito di entrare nei dettagli circa il <em>look and feel</em> del sito, la grafica, la <em>user experience</em> e tutte queste cosine: dico solo che, a primo impatto, mi ricorda lo stile naïf del web degli anni &#8217;90, cosa che un progetto con gli obiettivi di Volunia non dovrebbe potersi permettere. </p>
<p>Infine, come si sosterrà Volunia? Non lo so. Non vedo l&#8217;ombra di una pubblicità, e non credo che un sito di questo genere, e con le ambizioni che ha, possa reggersi con altri sistemi. A meno che tutta l&#8217;operazione non sia orchestrata per cercare di vendersi a qualcuno più grosso (vedi il caso di Powerset, motore di ricerca cofondato dall&#8217;italiano Lorenzo Thione, e poi finito <a href="http://venturebeat.com/2008/06/26/microsoft-to-buy-semantic-search-engine-powerset-for-100m-plus/">nelle mani di Microsoft per 100 milioni</a> di dollari).</p>
<p>Concludendo: spero vivamente di sbagliarmi, ma questi brevi scorci di Volunia mi han ricordato per certi versi l&#8217;hype che girava intorno ad un altro lancio di qualche anno fa, quello di <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2009/05/wolfram-alpha-non-sara-l-alternativa-a-google.html">Wolfram Alpha</a>: tanto clamore e tanti occhi puntati prima, seguiti da una gran delusione generale poi, e infine da Google che in un attimo crea <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Google_Squared">Squared</a>, dimostrando di poter essere in grado di rifare Wolfram Alpha in tempo zero.</p>
<p>P.S.: mentre scrivevo questo post mi è arrivata una email con la quale Volunia dice di avermi attivato un account di &#8220;Power User&#8221;:</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-content/uploads/2012/02/volunia-power-user.png" alt="Volunia Power User" /></p>
<p>Pertanto ribadisco che in questo post c&#8217;è solo una mia prima impressione a caldo sul servizio, e rimando il verdetto finale ai prossimi giorni.<br />
<hr />
<p>Copyright © <a href="http://blog.tagliaerbe.com/"><strong>TagliaBlog</strong></a>: puoi ripubblicare i contenuti di questo post solo parzialmente e solo inserendo un link al post originale.</p></p>
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		<item>
		<title>Perché Google modifica i title nelle SERP?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/tagliaerbe/~3/puf9QZsxR-4/google-title-modificati.html</link>
		<comments>http://blog.tagliaerbe.com/2012/02/google-title-modificati.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tagliaerbe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[title]]></category>

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		<description><![CDATA[Google, a volte, cambia i title all&#8217;interno delle SERP. La cosa non è una novità, ma per quale motivo lo farebbe? Pierre Far, Webmaster Trends Analyst di Google, in un recente articolo pubblicato sul Webmaster Central Blog &#8211; e ripreso su WebProNews &#8211; ha così spiegato le motivazioni di tale scelta: I titoli delle pagine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-content/uploads/2010/10/title.jpg" alt="Google cambia i title" /></p>
<p>Google, a volte, cambia i title all&#8217;interno delle SERP. La cosa <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2010/10/google-title.html">non è una novità</a>, ma per quale motivo lo farebbe?</p>
<p>Pierre Far, Webmaster Trends Analyst di Google, in un <a href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2012/01/better-page-titles-in-search-results.html">recente articolo</a> pubblicato sul Webmaster Central Blog &#8211; e ripreso <a href="http://www.webpronews.com/google-talks-about-why-it-changes-your-titles-in-search-results-2012-01">su WebProNews</a> &#8211; ha così spiegato le motivazioni di tale scelta:</p>
<p>I titoli delle pagine rivestono una parte importante nei nostri risultati di ricerca: sono la prima riga di ogni risultato e sono i link che i nostri utenti cliccano per raggiungere i siti web. Il nostro consiglio per i webmaster è sempre stato quello di scrivere titoli unici e descrittivi (e <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2010/06/meta-description-seo.html">meta description</a> per gli snippet) che esprimano di cosa parla la pagina.</p>
<p>Usiamo molti segnali per decidere quale titolo mostrare agli utenti, in primo luogo il tag <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2010/08/title-seo.html">title</a> se il webmaster ne ha specificato uno. Ma per alcune pagine, questo titolo potrebbe non essere il migliore da mostrare in tutte le query, e quindi abbiamo un algoritmo che genera titoli alternativi per rendere più semplice ai nostri utenti riconoscere le pagine più rilevanti. I nostri test hanno mostrato che i titoli alternativi sono generalmente più pertinenti per la query e possono migliorare sostanzialmente la percentuale di click sui risultati, aiutando sia gli utenti che i webmaster. Questo è il motivo per cui mostriamo un titolo alternativo circa la metà delle volte.</p>
<p>Può anche capitare che i title alternativi vengano mostrati per pagine che non hanno un titolo o che hanno un titolo non descrittivo specificato nell&#8217;HTML. Per esempio, un title che utilizza semplicemente la parola &#8220;Home&#8221; non indica realmente di cosa parla la pagina. Altro problema comune è quando il webmaster utilizza lo stesso titolo su quasi tutte le pagine del sito, a volte esattamente duplicato e altre volte solo con piccole variazioni. Infine cerchiamo di sostituire i titoli inutilmente lunghi o di difficile lettura, con altri più concisi e descrittivi.</p>
<p>Per altre informazioni su come scrivere title e meta description migliori, e per saperne di più sui segnali che utilizziamo per generare titoli alternativi, abbiamo appena aggiornato un <a href="http://support.google.com/webmasters/bin/answer.py?hl=en&#038;answer=35624">articolo sul nostro Help Center</a> &#8211; qui sotto il video di Matt Cutts presente nell&#8217;articolo &#8211; circa questo argomento.</p>
<p><center><br />
<iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/vS1Mw1Adrk0?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
</center></p>
<p>Nel pezzo presente sull&#8217;Help Center di Google, sono inclusi questi altri 5 suggerimenti:</p>
<p>• assicurati che ogni pagina abbia uno specifico title tag<br />
• i titoli delle pagine dovrebbero essere descrittivi e concisi<br />
• evita il keyword stuffing<br />
• evita i titoli con ripetizioni e boilerplate<br />
• inserisci il brand nel title, ma in modo conciso</p>
<p>&#8220;Se rileviamo che un particolare risultato presenta uno dei problemi sovracitati, possiamo provare a generare un title migliore utilizzando anchor, testo della pagina o altre fonti&#8221; dice inoltre Google. &#8220;Tuttavia, a volte anche le pagine ben scritte, concise e con title descrittivi finiscono nelle SERP con un titolo diverso, perché più rilevante rispetto alla query. C&#8217;è una semplice ragione: il tag title, quello che specifica il webmaster, è un qualcosa di statico rispetto alla query. Una volta che sappiamo la query dell&#8217;utente, possiamo spesso offrire un title alternativo e più rilevante. Usandolo possiamo aiutare l&#8217;utente, e quindi anche il sito. Gli utenti scorrono velocemente le SERP in cerca di segnali rilevanti, e un titolo su misura per la query può aumentare le probabilità di ricevere un click&#8221;. </p>
<p>Pierre Far ribadisce nuovamente la cosa <a href="https://plus.google.com/u/0/115984868678744352358/posts/62V16LPwzKv">su Google+</a>:</p>
<p>1. I nostri algoritmi generano 3 titoli alternativi in modo che la pagina non sia più vincolata ad avere un titolo solo per tutte le query in cui è posizionata. Questo ci permette di offrire risultati più rilevanti ai nostri utenti e&#8230;<br />
2. &#8230;nella media, questi titoli alternativi ottengono più click nei risultati, ovvero più traffico per il sito web.</p>
<p>Il tag title rimane una delle primarie fonti per definire il titolo che mostriamo, quindi il nostro suggerimento è di renderlo conciso, utile e attraente&#8221; conclude Far, che suggerisce inoltre di tenere d&#8217;occhio la funzionalità &#8220;Suggerimenti HTML&#8221; (all&#8217;interno della sezione &#8220;Diagnostica&#8221; dei Webmaster Tools), tramite la quale Google informa i webmaster circa i titoli che possono essere migliorati.<br />
<hr />
<p>Copyright © <a href="http://blog.tagliaerbe.com/"><strong>TagliaBlog</strong></a>: puoi ripubblicare i contenuti di questo post solo parzialmente e solo inserendo un link al post originale.</p></p>
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