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	<title>TalkingArt</title>
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	<description>Voci del contemporaneo</description>
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	<title>TalkingArt</title>
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		<title>Biennale Arte 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Egle Prati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Mar 2024 15:21:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SEQUENZE DI PAROLE]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale Arte 2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentazione della Biennale Arte 2024, dal 20 aprile al 24 novembre 2024</p>
<p>The post <a href="https://www.talkingart.it/sequenze-di-parole/biennale-arte-2024/">Biennale Arte 2024</a> first appeared on <a href="https://www.talkingart.it">TalkingArt</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>60. <strong>Biennale Internazionale Arte 2024&nbsp;</strong></p>



<p><strong>Stranieri ovunque</strong></p>



<p>Cosa aspettarsi da questa Biennale Arte 2024?</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2024/03/stranieri-ovunque.jpeg"><img loading="lazy" width="225" height="225" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2024/03/stranieri-ovunque.jpeg" alt="" class="wp-image-5739" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2024/03/stranieri-ovunque.jpeg 225w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2024/03/stranieri-ovunque-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></figure>



<p>Le premesse, da quanto detto in conferenza stampa, sembrano interessanti, molto in linea con le tematiche del presente.</p>



<p>Adriano Pedrosa, curatore internazionale, direttore del Museo d’Arte di San Paolo &#8211; MASP -, è stato invitato per le sue innovative scelte curatoriali e per l’originalità del suo sguardo nel racconto dell’arte contemporanea.</p>



<p>Primo curatore proveniente dall’America Latina, porta la sua esperienza globale coinvolgendo artisti di culture e luoghi diversi, ma caratterizzati dal denominatore comune che riunisce sentimento ed espressività provenienti dalla propria cultura di origine.</p>



<p>Uno degli intenti pare essere quello di colmare alcune lacune della storia dell’arte con presenze fino ad ora trascurate. In un modo in crisi, con migrazioni continue di persone, si tratterà di temi come nazionalità, identità, cittadinanza, differenze di genere, disparità di mezzi.</p>



<p><strong>Stranieri ovunque</strong> ha un duplice significato: ovunque si vada si incontreranno stranieri, e indipendentemente da dove ci si trovi si è sempre stranieri.&nbsp;</p>



<p>Gli artisti hanno sempre viaggiato, a partire in special modo dalla fine del XX secolo. Saranno presenti gli artisti stranieri, emigrati o esiliati &#8211; coloro che si sono spostati dal Sud del mondo -, gli artisti queer, spesso perseguitati o costretti a muoversi all’interno di diversi generi, gli artisti outsider, relegati ai margini del mondo dell’arte e gli artisti indigeni, trattati come stranieri nella propria terra.</p>



<p>La discussione sui confini e la diaspora degli artisti italiani nel mondo saranno temi al centro dell&#8217;esposizione, per analizzare l’integrazione e la radicalizzazione del lavoro in contesti culturali diversi.</p>



<p><strong>Stranieri ovunque</strong> prende il titolo da una serie di opere del Collettivo Claire Fontaine, nato a Parigi nel 2004 ma con base a Palermo: sculture al neon di vari colori in tutte le lingue, ma anche da un Collettivo torinese dei primi anni del 2000 che combatteva il razzismo.</p>



<p>60. Biennale Internazionale Arte 2024&nbsp;</p>



<p>Stranieri ovunque</p>



<p>Venezia dal 20 aprile al 24 novembre 2024</p><p>The post <a href="https://www.talkingart.it/sequenze-di-parole/biennale-arte-2024/">Biennale Arte 2024</a> first appeared on <a href="https://www.talkingart.it">TalkingArt</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Federico Gori. Il tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Egle Prati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2023 10:29:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STUDIO D'ARTISTA]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Gori]]></category>
		<category><![CDATA[Solaterra]]></category>
		<category><![CDATA[studio visit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Federico Gori (1977) ha lo studio a Quarrada (Pistoia). Il tempo è a fondamento della sua pratica artistica, un tempo fisico connesso sempre ai materiali che utilizza: carte, rame, legni sui quali agisce il tempo in base a un concetto di entropia che è insito nel suo lavoro, un processo che mette in atto per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Federico Gori" width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/-xhDLtqsjvg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Federico Gori (1977) ha lo studio a Quarrada (Pistoia). Il tempo è a fondamento della sua pratica artistica, un tempo fisico connesso sempre ai materiali che utilizza: carte, rame, legni sui quali agisce il tempo in base a un concetto di entropia che è insito nel suo lavoro, un processo che mette in atto per controllare qualcosa che è incontrollabile, una trasformazione dei materiali organici che assecondano processi di metamorfosi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/10/Federico-Gori.Immagine003.jpg"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/10/Federico-Gori.Immagine003-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-5722" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/10/Federico-Gori.Immagine003-1024x768.jpg 1024w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/10/Federico-Gori.Immagine003-300x225.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/10/Federico-Gori.Immagine003-768x576.jpg 768w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/10/Federico-Gori.Immagine003.jpg 1440w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>&#8220;Lo studio è il mio luogo, una caverna dove mi piace molto rifugiarmi. Tutti gli stimoli che arrivano dall&#8217;esterno ho bisogno di portarli in un luogo fisico interno. Non c&#8217;è scissione tra tempo della vita e tempo dell&#8217;arte.&#8221;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/10/Studio.01.jpg"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/10/Studio.01.jpg" alt="" class="wp-image-5724" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/10/Studio.01.jpg 1024w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/10/Studio.01-300x169.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/10/Studio.01-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Il progetto <strong>Solaterra</strong>, iniziato nel 2016, ha preso ispirazione dagli studi di uno scienziato britannico sulla mappatura del pianeta. Si tratta di cartografie organiche, a tutti gli effetti degli &#8220;autoritratti&#8221;, perché ogni segno tracciato a china dall&#8217;artista su queste mappe è indicativo di un respiro, un battito del cuore. Una sorta di meditazione, o di mantra. Il tempo organico trasportato sulla carta, il tempo dell&#8217;esperienza che diventa segno, un cambiamento fisico che è metamorfosi nel lavoro. In questo lungo progetto ci sono confini mobili, livelli di percezione sul pianeta che comprendono vuoti e pieni, e non è contemplata la presenza dell&#8217;uomo: Solaterra. E il vuoto è parte essenziale della sua pratica artistica: &#8220;il vuoto è essenza&#8221;, racconta, come anche di essere affascinato dalle architetture di Tadao Ando.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/10/Studio.02.jpg"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/10/Studio.02.jpg" alt="" class="wp-image-5726" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/10/Studio.02.jpg 1024w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/10/Studio.02-300x169.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/10/Studio.02-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Lo studio di Federico Gori ha più vani: lo studio nel quale è stata realizzata l&#8217;intervista e due stanze dove sono esposti altri progetti realizzati: le opere su rame, materiale sensibile ai mutamenti, che interagiscono con fossili e piante estinte, e grandi pannelli di cortecce di legno. Sempre un tempo organico, fisico, circolare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/10/Studio.03.jpg"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/10/Studio.03.jpg" alt="" class="wp-image-5725" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/10/Studio.03.jpg 1024w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/10/Studio.03-300x169.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/10/Studio.03-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Durata del video: 9:30</p>



<p>Si ringrazia Marina Dacci, presente all&#8217;incontro.</p>



<p></p><p>The post <a href="https://www.talkingart.it/studio-artista/federico-gori-il-tempo/">Federico Gori. Il tempo</a> first appeared on <a href="https://www.talkingart.it">TalkingArt</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Sabrina D&#8217;Alessandro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Egle Prati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 May 2023 10:02:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INCONTRI DI ARTE CONTEMPORANEA]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[CAMeC La Spezia]]></category>
		<category><![CDATA[Sabrina D&#039;Alessandro]]></category>
		<category><![CDATA[Uficio Resurrezione Parole Smarrite URPS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista a Sabrina D'Alessandro durante la mostra Resurrezioni Insurrezioni Azioni 2009-2021 CAMeC La Spezia 2022</p>
<p>The post <a href="https://www.talkingart.it/incontri-di-arte-contemporanea/sabrina-dalessandro/">Sabrina D’Alessandro</a> first appeared on <a href="https://www.talkingart.it">TalkingArt</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
 <iframe loading="lazy" title="Sabrina D&#039;Alessandro" width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/Vc2-uN65xwM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p><strong>Resurrezioni. Insurrezioni. Azioni. 2009-2021</strong>: mostra antologica di Sabrina D&#8217;Alessandro al Museo CAMeC, La  Spezia (a cura di Eleonora Acerbi e Cinzia Compalati) inaugurata nell&#8217;ottobre 2021 e terminata nella primavera del 2022 con l&#8217;installazione REDAMARE, opera pubblica permanente sul molo della città. </p>



<p>Sabrina D&#8217;Alessandro vive a Milano. Ha fondato nel 2009 <strong>URPS</strong> (<strong>Ufficio Resurrezione Parole Smarrite</strong>): artista e studiosa del linguaggio con una formazione classica alle spalle, affascinata dalle parole, ricerca termini rari &#8211; a volte non presenti più neppure sui dizionari &#8211; per analizzarli e classificarli. Il passo successivo, essendo artista visiva, è la realizzazione di immagini, installazioni e video che prendono ispirazione da un particolare contenuto fonetico e semantico. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/05/0SabrinaDAlessandro-CAMeC-Farlingotto-Parole-Parlanti.jpg"><img loading="lazy" width="1024" height="600" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/05/0SabrinaDAlessandro-CAMeC-Farlingotto-Parole-Parlanti.jpg" alt="" class="wp-image-5674" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/05/0SabrinaDAlessandro-CAMeC-Farlingotto-Parole-Parlanti.jpg 1024w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/05/0SabrinaDAlessandro-CAMeC-Farlingotto-Parole-Parlanti-300x176.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/05/0SabrinaDAlessandro-CAMeC-Farlingotto-Parole-Parlanti-768x450.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>La visita alla mostra  &#8211; con intervista all&#8217;artista &#8211; è stata un&#8217;esperienza non solo per conoscere il suo lavoro, ma per osservare come da termini particolari e ricchi di assonanze l&#8217;artista sia riuscita a realizzare opere ed eventi performativi che hanno coinvolto più persone.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/05/Parole-parlanti-CAMeC.jpg"><img loading="lazy" width="1024" height="611" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/05/Parole-parlanti-CAMeC.jpg" alt="" class="wp-image-5682" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/05/Parole-parlanti-CAMeC.jpg 1024w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/05/Parole-parlanti-CAMeC-300x179.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/05/Parole-parlanti-CAMeC-768x458.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><strong>Parole parlanti</strong>, serie di lavori con parole incise in oro caldo su tessuto, parlanti perché avvicinandosi ad ogni lavoro si percepiscono voci, storie: opere da vedere e da ascoltare. <strong>Redamare</strong> è verbo latino che indica la reciprocità del sentimento amoroso, mentre <strong>Busillis</strong> segnala un enigma di senso: parole esposte in un percorso che diventa più affascinante davanti al racconto di come sono nati alcuni progetti. Sabrina è anche esploratrice dell&#8217;animo umano come quando, ad esempio, rimane ospite di una persona per due giorni per conoscerne passioni e interessi e realizza poi i &#8220;Ritratti della personalità&#8221;, ritratti psicomagici delle persone incontrate, come ad esempio sono <strong>Almanacco</strong> o <strong>Pensatoio/Facitoio</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/05/02Sabrina-DAlessandro-Resurrezioni-Insurrezioni-Azioni-CAMeC.jpg"><img loading="lazy" width="1024" height="776" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/05/02Sabrina-DAlessandro-Resurrezioni-Insurrezioni-Azioni-CAMeC.jpg" alt="" class="wp-image-5676" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/05/02Sabrina-DAlessandro-Resurrezioni-Insurrezioni-Azioni-CAMeC.jpg 1024w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/05/02Sabrina-DAlessandro-Resurrezioni-Insurrezioni-Azioni-CAMeC-300x227.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/05/02Sabrina-DAlessandro-Resurrezioni-Insurrezioni-Azioni-CAMeC-768x582.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><strong>Farlingotto</strong> è una scultura in marmo, acciaio e ottone che insegna a tacere in dodici lingue. &#8220;Assai sa chi tacere sa&#8221; recita la frase incisa: farlingotto indica quella persona che parla utilizzando più lingue, a volte storpiandole.</p>



<p>L&#8217;installazione itinerante &#8220;<strong>Il censimento peculiare</strong>&#8221; è stata presentata in diverse città italiane ed europee, anche in un carcere e in un monastero: le persone possono scegliere tra alcune parole antiche e votare quella che descrive il difetto più attuale.</p>



<p><a href="Farlingotto: scultura poliglotta realizzata in marmo, acciaio e ottone che insegna a tacere in dodici lingue. Farlingotto  è parola antica che indica una persona che tende a parlare in diverse lingue, a volte storpiandole."><br></a>Sabrina D&#8217;Alessandro ha pubblicato: <em>Il libro delle parole altrimenti Smarrite</em>, Rizzoli 2011 &#8211; BUR 2020 e <em>Accendipensieri</em>, Rizzoli 2021</p>



<p>Immagini mostra &#8220;Resurrezioni Insurrezioni Azioni&#8221;&nbsp;Foto Enrico Amici&nbsp;<br>Immagine “Redamare&#8221;, 2022 La Spezia foto di Sabrina D’Alessandro<br>Clip video tratti da Sabrina D’Alessandro, Ufficio Resurrezione Archivio VIII, 2017. Sabrina D’Alessandro, XVI Censimento peculiare, ‘R.R.4bis, comma 222’, Claudia Belluomini soprano, Michelangelo Ferri baritono</p>



<p>durata del video: 7:18</p><p>The post <a href="https://www.talkingart.it/incontri-di-arte-contemporanea/sabrina-dalessandro/">Sabrina D’Alessandro</a> first appeared on <a href="https://www.talkingart.it">TalkingArt</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Matteo Pizzolante. La superficie della scultura</title>
		<link>https://www.talkingart.it/studio-artista/matteo-pizzolante-la-superficie-della-scultura/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=matteo-pizzolante-la-superficie-della-scultura</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Egle Prati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2023 10:54:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STUDIO D'ARTISTA]]></category>
		<category><![CDATA[Armenia Studio]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Pizzolante]]></category>
		<category><![CDATA[scultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Armenia Studio, Milano, quartiere Bovisa: gli spazi sono parte del complesso dove si trovava Armenia Films, uno dei primi studi di produzione cinematografica italiana, dove si sviluppavano pellicole cinematografiche nel periodo del dopoguerra e poi divenuto, negli anni, una serigrafia industriale. L&#8217;Associazione Culturale Armenia Studio è stata fondata nel 2021 e attualmente ne fanno parte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-embed is-provider-youtube wp-block-embed-youtube"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Matteo Pizzolante" width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/FO9ATAQM28c?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe> 
</div></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Matteo-6-1.jpg"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Matteo-6-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-5636" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Matteo-6-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Matteo-6-1-300x200.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Matteo-6-1-768x512.jpg 768w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Matteo-6-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Matteo-6-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Armenia Studio, Milano, quartiere Bovisa: gli spazi sono parte del complesso dove si trovava Armenia Films, uno dei primi studi di produzione cinematografica italiana, dove si sviluppavano pellicole cinematografiche nel periodo del dopoguerra e poi divenuto, negli anni, una serigrafia industriale. L&#8217;Associazione Culturale Armenia Studio è stata fondata nel 2021 e attualmente ne fanno parte gli artisti Pietro Catarinella, Margaux Bricler, Matteo Pizzolante, Andreas Zampella, Judith Neunhäuserer e Mirko Smerdel. Il nome è rimasto per  mantenerne memoria del passato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/studio-opere-matteo.jpg"><img loading="lazy" width="1024" height="901" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/studio-opere-matteo.jpg" alt="" class="wp-image-5632" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/studio-opere-matteo.jpg 1024w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/studio-opere-matteo-300x264.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/studio-opere-matteo-768x676.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Matteo Pizzolante (Tricase, 1989) è il primo ad essere intervistato e a parlare non solo dei suoi progetti e modalità di lavoro, ma a presentare questo spazio condiviso: sette atelier, una cucina e una project room concepita come luogo di scambio e condivisione, dove presentare anche progetti di artisti provenienti dall&#8217;esterno.</p>



<p>Prima domanda: cosa rappresenta lo studio per te? &#8220;E&#8217; luogo di lavoro, luogo di ideazione e produzione. Non mi immaginerei in uno studio da solo, il confronto è importante (&#8230;)&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Matteo-3.jpg"><img loading="lazy" width="1024" height="765" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Matteo-3-1024x765.jpg" alt="" class="wp-image-5638" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Matteo-3-1024x765.jpg 1024w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Matteo-3-300x224.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Matteo-3-768x574.jpg 768w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Matteo-3-1536x1147.jpg 1536w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Matteo-3.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Matteo si definisce scultore. Racconta della sua formazione, della laurea in Ingegneria edile e degli studi all&#8217;Accademia di Brera, di come realizza le sculture partendo dalla progettazione in 3D &#8211; il rapporto con lo spazio- in una ibridazione di tecniche; la ricerca sul corpo dell&#8217;immagine avviene in una serie di passaggi per la trasformazione dal digitale all&#8217;analogico e in modalità installativa. Affascinato dalla contaminazione tra la realtà e la rappresentazione virtuale, le sue immagini sembrano prendere forma dal processo che mette in atto, come se riemergessero ricordi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/opera-1.jpg"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/opera-1.jpg" alt="" class="wp-image-5637" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/opera-1.jpg 1024w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/opera-1-300x200.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/opera-1-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Sul concetto di responsabilità l&#8217;artista ha spesso un confronto con competenze diverse, come ad esempio la collaborazione che ha avuto con alcuni ricercatori sul problema della xylella, batterio che ha coinvolto gli uliveti in Puglia, in un dialogo aperto con un pubblico differente da quello dell&#8217;arte.</p>



<p>Durata del video 5:30</p><p>The post <a href="https://www.talkingart.it/studio-artista/matteo-pizzolante-la-superficie-della-scultura/">Matteo Pizzolante. La superficie della scultura</a> first appeared on <a href="https://www.talkingart.it">TalkingArt</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Penzo + Fiore. Corrompere il vetro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Egle Prati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2023 18:16:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STUDIO D'ARTISTA]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[MudMa Museo del Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Penzo+Fiore]]></category>
		<category><![CDATA[vetro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Murano: incontro con Cristina Fiore e Andrea Penzo, coppia nella vita e coppia nell&#8217;arte. Cristina viene dal teatro, Andrea dalle arti visive (e dalla navigazione, come racconta nella seconda parte dell&#8217;intervista); dal 2009 hanno iniziato a lavorare insieme con installazioni e pratiche performative e dal 2016 il vetro, materiale non sempre compreso da chi lavora [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-embed is-provider-youtube wp-block-embed-youtube"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Penzo + Fiore" width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/-XE9RuKHLFw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe> 
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<p>Murano: incontro con <strong>Cristina Fiore</strong> e <strong>Andrea Penzo</strong>, coppia nella vita e coppia nell&#8217;arte. Cristina viene dal teatro, Andrea dalle arti visive (e dalla navigazione, come racconta nella seconda parte dell&#8217;intervista); dal 2009 hanno iniziato a lavorare insieme con installazioni e pratiche performative e dal 2016 <strong>il vetro</strong>, materiale non sempre compreso da chi lavora nel contemporanea, da loro <strong>indagato sul piano della sperimentazione</strong> e slegato dalla necessità di produzione. <strong>Vetro come materiale del contemporaneo</strong>, utilizzato in modo non conforme ai dettami della tradizione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Penzo-e-Fiore.Immagine003.jpg"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Penzo-e-Fiore.Immagine003-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-5613" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Penzo-e-Fiore.Immagine003-1024x768.jpg 1024w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Penzo-e-Fiore.Immagine003-300x225.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Penzo-e-Fiore.Immagine003-768x576.jpg 768w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Penzo-e-Fiore.Immagine003.jpg 1440w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>&#8220;Lo studio è come uno scrigno all&#8217;interno di un&#8217;isola, dentro la laguna e dentro ad un arcipelago. La pratica del lavoro nasce dall&#8217;isolamento: studio come luogo che dà forma all&#8217;opera, alla parte concreta; la dimensione del viaggio come luogo che dà origine al processo creativo&#8221;.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Penzo-e-Fiore.3.jpg"><img loading="lazy" width="582" height="751" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Penzo-e-Fiore.3.jpg" alt="" class="wp-image-5606" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Penzo-e-Fiore.3.jpg 582w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Penzo-e-Fiore.3-232x300.jpg 232w" sizes="(max-width: 582px) 100vw, 582px" /></a></figure></div>



<p>L&#8217;intervista inizia davanti a lavori realizzati con la tecnica definita &#8220;insetato&#8221; o &#8220;insedà&#8221;: tecnica antica, lenta e complessa una volta praticata dalle donne di Murano, alla quale hanno ridato vita realizzando creazioni ricche di elementi naturali, antropologici, esoterici.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Penzo-e-Fiore.4.jpg"><img loading="lazy" width="1024" height="767" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Penzo-e-Fiore.4.jpg" alt="" class="wp-image-5605" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Penzo-e-Fiore.4.jpg 1024w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Penzo-e-Fiore.4-300x225.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/Penzo-e-Fiore.4-768x575.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Black è una scacchiera completamente nera realizzata in vetro pieno, con griglie precise, ma che evoca una perdita di controllo e una rottura di confini.</p>



<p>Cristina e Andrea hanno avuto base a Berlino per alcuni anni, mentre di recente hanno trovato casa in Puglia: costeggiando l&#8217;Adriatico, osservando la differenza tra il mare della Laguna di Venezia &#8211; calmo, un mare di lavoro, di commerci &#8211; e il mare del Sud, selvaggio e legato ai miti, è nato il <strong>MudMa, il Museo del Mare</strong>. Un progetto concettuale che si concretizza in una serie di tappe e che necessita di sedimentazione per evitare che &#8220;il mare diventi un pezzo da museo&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/vetro-1.jpg"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/vetro-1.jpg" alt="" class="wp-image-5608" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/vetro-1.jpg 1024w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/vetro-1-300x225.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2023/02/vetro-1-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>&#8220;La responsabilità: quando sei giovane va coltivata anche la parte più irresponsabile dell&#8217;essere artista, se il peso del giudizio del singolo errore va a inibire la tua sperimentazione (&#8230;)&#8221;</p>



<p>L&#8217;idea di uno viene sempre amplificata anche dall&#8217;altro, come ad esempio il libro di divinazione che hanno realizzato partendo da esperienze performative e dalla passione di entrambi per l&#8217;alchimia, con elementi come pietre, tarocchi e sassi di fiume dell&#8217;Italia pre-romana. O le scritte con chiodi in vetro per evocare fragilità.</p>



<p>http://www.penzofiore.it/</p>



<p>www.museodelmare.org/</p>



<p>Durata del video: 11:35</p>



<p></p><p>The post <a href="https://www.talkingart.it/studio-artista/penzo-fiore-corrompere-il-vetro/">Penzo + Fiore. Corrompere il vetro</a> first appeared on <a href="https://www.talkingart.it">TalkingArt</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Photographing Art</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Egle Prati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 11:27:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INCONTRI DI ARTE CONTEMPORANEA]]></category>
		<category><![CDATA[Egon von Fürstenberg]]></category>
		<category><![CDATA[Phptographing Art]]></category>
		<category><![CDATA[Skira]]></category>
		<category><![CDATA[Storia dell&#039;arte contemporanea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una storia dell’arte degli ultimi decenni che si compone di ritratti fotografici di tanti artisti e che racconta di incontri, di allestimenti e di inaugurazioni di mostre, di appartenenza a una comunità. L’autore è Franz Egon von Fürstenberg.</p>
<p>The post <a href="https://www.talkingart.it/incontri-di-arte-contemporanea/photographing-art/">Photographing Art</a> first appeared on <a href="https://www.talkingart.it">TalkingArt</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p230-Egon-von-Furstenberg-Venezia-2015b-©-Elio-Montanari.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p230-Egon-von-Furstenberg-Venezia-2015b-©-Elio-Montanari-690x1024.jpg" alt="" class="wp-image-5559" width="377" height="560" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p230-Egon-von-Furstenberg-Venezia-2015b-©-Elio-Montanari-690x1024.jpg 690w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p230-Egon-von-Furstenberg-Venezia-2015b-©-Elio-Montanari-202x300.jpg 202w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p230-Egon-von-Furstenberg-Venezia-2015b-©-Elio-Montanari-768x1140.jpg 768w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p230-Egon-von-Furstenberg-Venezia-2015b-©-Elio-Montanari.jpg 800w" sizes="(max-width: 377px) 100vw, 377px" /></a><figcaption>Egon von Furstenberg, Venezia 2015 © Elio Montanari</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p><em><strong>Phothographing Art</strong></em> ha preso vita durante i giorni della pandemia, quando Egon e Adelina von Fürstenberg hanno avuto modo di rivedere insieme gli innumerevoli scatti fotografici dei tanti progetti artistici condivisi in quasi cinquant’anni di vita insieme.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p105-Paolini-Boetti-Fabrol-Castellani-Mattiacci-Pistoletto-Ginevra-1983-1.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p105-Paolini-Boetti-Fabrol-Castellani-Mattiacci-Pistoletto-Ginevra-1983-1-1024x679.jpg" alt="" class="wp-image-5560" width="699" height="463" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p105-Paolini-Boetti-Fabrol-Castellani-Mattiacci-Pistoletto-Ginevra-1983-1-1024x679.jpg 1024w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p105-Paolini-Boetti-Fabrol-Castellani-Mattiacci-Pistoletto-Ginevra-1983-1-300x199.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p105-Paolini-Boetti-Fabrol-Castellani-Mattiacci-Pistoletto-Ginevra-1983-1-768x509.jpg 768w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p105-Paolini-Boetti-Fabrol-Castellani-Mattiacci-Pistoletto-Ginevra-1983-1.jpg 1207w" sizes="(max-width: 699px) 100vw, 699px" /></a><figcaption>Paolini, Boetti, Fabrol, Castellani, Mattiacci, Pistoletto, Ginevra 1983</figcaption></figure></div>



<p><strong>Adelina Cüberyan von Fürstenberg</strong>, curatrice e presidente di <strong>ART for The World</strong>, ha fondato nel 1974 il <strong>Centre d’Art Contemporain di Ginevra</strong>, un importante progetto espositivo dedicato alla produzione, sperimentazione e ricerca dei linguaggi della contemporaneità che ha ospitato artisti provenienti dai cinque continenti, in anni nei quali l’attenzione era concentrata in particolare sull’arte occidentale.</p>



<p>L’attenzione ai linguaggi della contemporaneità, la passione per le espressioni artistiche, “la disinvoltura nei confronti della creatività”, così nel volume Adelina descrive l’atteggiamento suo e di Egon nei confronti dell’arte, oltre all’amicizia con tanti artisti e a una internazionalità comune ad entrambi &#8211; Egon tedesco e messicano, Adelina armena, mediterranea e svizzera -: da qui ha preso vita il loro importante archivio fotografico, di cui questa edizione ne rappresenta solo una parte.</p>



<p>Alla elaborazione del volume ha preso parte, fin dall’inizio, Alessandra Mammì, mentre Denys Zacharopoulos, amico di vecchia data, ha scritto del lavoro fotografico di Egon von Fürstenberg.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p94-Gina-Pane-Art-Basel-1974-©-Gina-Pane_-2022-ProLitteris-Zurich-2.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p94-Gina-Pane-Art-Basel-1974-©-Gina-Pane_-2022-ProLitteris-Zurich-2-1024x707.jpg" alt="" class="wp-image-5561" width="674" height="465" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p94-Gina-Pane-Art-Basel-1974-©-Gina-Pane_-2022-ProLitteris-Zurich-2-1024x707.jpg 1024w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p94-Gina-Pane-Art-Basel-1974-©-Gina-Pane_-2022-ProLitteris-Zurich-2-300x207.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p94-Gina-Pane-Art-Basel-1974-©-Gina-Pane_-2022-ProLitteris-Zurich-2-768x531.jpg 768w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p94-Gina-Pane-Art-Basel-1974-©-Gina-Pane_-2022-ProLitteris-Zurich-2.jpg 1158w" sizes="(max-width: 674px) 100vw, 674px" /></a><figcaption>Gina Pane, Art Basel 1974 © Gina Pane_ 2022, ProLitteris, Zurich</figcaption></figure></div>



<p>Non c’è una cronologia nel modo in cui il libro è stato costruito, ma è stato pensato per affinità, per situazioni, sguardi e relazioni, una stratificazione di ritratti e di momenti: l’arte nel suo farsi dal 1974 al 2018.</p>



<p>Se spesso si conoscono i lavori realizzati dagli artisti è più difficile, a volte, associare la fisionomia di un autore alle opere, se non di alcuni molto noti: è interessante scoprire non solo il volto di tanti artisti, ma anche come era il contesto artistico in determinati anni, e ripercorrere momenti di mostre rimaste nella memoria.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p102-Mario-Merz-e-Gerhard-Richter-Ginevra-1983.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p102-Mario-Merz-e-Gerhard-Richter-Ginevra-1983-1024x679.jpg" alt="" class="wp-image-5562" width="665" height="440" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p102-Mario-Merz-e-Gerhard-Richter-Ginevra-1983-1024x679.jpg 1024w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p102-Mario-Merz-e-Gerhard-Richter-Ginevra-1983-300x199.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p102-Mario-Merz-e-Gerhard-Richter-Ginevra-1983-768x509.jpg 768w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p102-Mario-Merz-e-Gerhard-Richter-Ginevra-1983.jpg 1207w" sizes="(max-width: 665px) 100vw, 665px" /></a><figcaption>Mario Merz e Gerhard Richter, Ginevra 1983</figcaption></figure></div>



<p>“<em>Scattavo velocemente foto senza che loro se ne rendessero conto, anche perché ero parte del progetto fin dall’inizio e non una persona arrivata lì per fotografare la mostra. Non ero un fotografo a contratto, facevo parte della famiglia dell’arte”.&nbsp;</em></p>



<p>Traspare questo dalla naturalezza e dalla mancanza di posa da parte di tutti coloro che sono stati ritratti, dallo sguardo discreto del fotografo, ma che si percepisce sempre vicino agli artisti. Nelle fotografie si percepisce la particolarità dell’individuo: pochi sono i ritratti con la persona che lo guarda diretto negli occhi, molte le immagini degli artisti assorti a guardare altro o colti in momenti di spontaneità, impegnati in qualcosa. Ritratti che non sono solo volti, ma soprattutto sguardi e gesti, posture del corpo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p180-Robert-Rauschenberg-Venezia-1996.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p180-Robert-Rauschenberg-Venezia-1996-697x1024.jpg" alt="" class="wp-image-5570" width="406" height="596" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p180-Robert-Rauschenberg-Venezia-1996-697x1024.jpg 697w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p180-Robert-Rauschenberg-Venezia-1996-204x300.jpg 204w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p180-Robert-Rauschenberg-Venezia-1996-768x1129.jpg 768w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p180-Robert-Rauschenberg-Venezia-1996.jpg 800w" sizes="(max-width: 406px) 100vw, 406px" /></a><figcaption>Robert Rauschenberg, Venezia 1996</figcaption></figure></div>



<p>Egon non ha mai risposto a richieste su commissione, né a ritratti convenzionali degli artisti, perché ha dato la priorità all’aspetto umano delle persone:&nbsp;<em>“Io cerco soprattutto l’istante e fermo l’immagine di una precisa situazione. Ma non sono mai stato un fotoreporter. Piuttosto un raccoglitore: catturo quei momenti e li conservo”.&nbsp;</em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p63-Andy-Warhol-e-Joseph-Beuys-Napoli-1980-2.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p63-Andy-Warhol-e-Joseph-Beuys-Napoli-1980-2-679x1024.jpg" alt="" class="wp-image-5564" width="432" height="651" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p63-Andy-Warhol-e-Joseph-Beuys-Napoli-1980-2-679x1024.jpg 679w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p63-Andy-Warhol-e-Joseph-Beuys-Napoli-1980-2-199x300.jpg 199w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p63-Andy-Warhol-e-Joseph-Beuys-Napoli-1980-2-768x1159.jpg 768w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p63-Andy-Warhol-e-Joseph-Beuys-Napoli-1980-2.jpg 800w" sizes="(max-width: 432px) 100vw, 432px" /></a><figcaption>Andy Warhol e Joseph Beuys, Napoli 1980</figcaption></figure></div>



<p>Artisti, assistenti, studenti, persone della cultura, gente comune, tantissimi i presenti ad un incontro importante, quello tra Andy Warhol e Joseph Beuys, insieme a Napoli nel 1980 grazie al lavoro di Lucio Amelio che riuscì a far incontrare i due “grandi artisti” del secondo Novecento, evento dalla grande risonanza. Due mondi, l&#8217;America e l’Europa, ora molto più vicini, ma dalle foto di Egon si percepisce la mancanza di empatia tra i due protagonisti che guardano in direzioni opposte, pur seduti vicini.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p87-Philip-Glass-Ginevra-1976.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p87-Philip-Glass-Ginevra-1976-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-5565" width="576" height="384" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p87-Philip-Glass-Ginevra-1976-1024x683.jpg 1024w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p87-Philip-Glass-Ginevra-1976-300x200.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p87-Philip-Glass-Ginevra-1976-768x512.jpg 768w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/p87-Philip-Glass-Ginevra-1976.jpg 1200w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></a><figcaption>Philip Glass, Ginevra 1976</figcaption></figure></div>



<p>Robert Rauschenberg, Gerhard Richter, Meret Oppenheim, Marina Abramovic, Jannis Kounellis, Mario e Marisa Merz, Chen Zhen, Alighiero Boetti, Vito Acconci, Anish Kapoor…: si ripercorrono le pratiche nate negli anni Settanta e Ottanta, quando gli artisti si sottoponevano a un confronto diretto con il pubblico, fino agli anni duemila con Andrea Marescalchi, Liliana Moro, Marta Dell’Angelo e tanti altri.</p>



<p>Per quasi cinquant’anni Egon von Fürstenberg ha viaggiato con la sua macchina fotografica riuscendo sempre a documentare, con sguardo sincero e complice, il lavoro e la presenza degli artisti, ma anche a farne trasparire lo spessore umano, perché la storia dell’arte è anche storia di rapporti personali.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/Photographing-Art.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/Photographing-Art-984x1024.jpg" alt="" class="wp-image-5574" width="233" height="242" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/Photographing-Art-984x1024.jpg 984w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/Photographing-Art-288x300.jpg 288w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/Photographing-Art-768x799.jpg 768w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/04/Photographing-Art.jpg 1181w" sizes="(max-width: 233px) 100vw, 233px" /></a></figure></div>



<p><strong><em>Photographing Art</em></strong></p>



<p><em>Franz Egon von Fu</em><em>̈</em><em>rstenberg</em></p>



<p>a cura di Adelina Cüberyan von Fürstenberg</p>



<p>testi di Lionel Bovier, Alessandra Mammì, Melissa Rérat, Denys Zacharopoulos</p>



<p>SKIRA</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container"></div></div><p>The post <a href="https://www.talkingart.it/incontri-di-arte-contemporanea/photographing-art/">Photographing Art</a> first appeared on <a href="https://www.talkingart.it">TalkingArt</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La Biennale di Venezia 59. Esposizione Internazionale d&#8217;Arte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Egle Prati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2022 14:23:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SEQUENZE DI PAROLE]]></category>
		<category><![CDATA[59. Esposizione Internazionale d&#039;Arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale di Venezia 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una Biennale che si preannuncia articolata, con tematiche che risuonano particolarmente attuali in questo momento storico: a cura di Cecilia Alemanni, Il latte dei sogni, titolo di un libro di favole di Leonora Carrington, racconta di un mondo magico che sembra avere affinità con il presente, almeno da quello che si è potuto percepire dalle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una Biennale che si preannuncia articolata, con tematiche che risuonano particolarmente attuali in questo momento storico: a cura di Cecilia Alemanni, <em><strong>Il latte dei sogni</strong></em>, titolo di un libro di favole di Leonora Carrington, racconta di un mondo magico che sembra avere affinità con il presente, almeno da quello che si è potuto percepire dalle parole della curatrice.</p>



<p>L’artista surrealista Leonora Carrington (1917-2011) ha descritto un mondo nel quale è possibile reiventarsi, attraverso il dono dell’immaginazione, per trasformarsi e diventare altro da sé, in un continuo definirsi dell’essere umano.</p>



<p>Organizzata durante la pandemia, in un momento di forte incertezza e instabilità, ha preso vita questa Biennale che si preannuncia stimolante e che è stata posticipata di un anno, fatto che dalla prima edizione del 1895 si era verificato soltanto durante la Prima e Seconda guerra mondiale.</p>



<p>213 gli artisti invitati provenienti da 58 nazioni, 26 gli artisti italiani, 180 artisti alla prima partecipazione, 1433 le opere esposte, 80 le nuove produzioni, e una grande partecipazione di donne artiste.</p>



<p>Dalle conversazioni tra Cecilia Alemanni e gli artisti sono emerse domande che evocano non solo questo momento storico, ma anche questioni inerenti la scienza e la tecnologia, l’arte, i miti del tempo. Come sta cambiando la definizione di umano? Quali le responsabilità nei confronti dei nostri simili e il rispetto alle altre forme di vita e del pianeta che ci ospita? E la differenza tra umano e non umano?&nbsp;</p>



<p>Da questi interrogativi sono state organizzate tre aree tematiche: la rappresentazione dei corpi e la loro metamorfosi; la relazione tra gli individui e la tecnologia; i legami che si intrecciano tra i corpi e la terra.</p>



<p>Altre cinque mostre tematiche, di carattere storico, sono state concepite come capsule del tempo, piccole esposizioni allestite lungo il percorso espositivo.</p>



<p>Gli artisti invitati provengono da contesti molto diversi, riflettendo un panorama internazionale di forte creatività. L’arte contemporanea è un linguaggio da apprendere perché composta di segni e codici, un linguaggio enigmatico che condensa, però, percezioni sul presente e sul futuro prossimo.</p>



<p>Da qui le considerazioni della curatrice sui lavori realizzati dagli artisti, che paiono incentrati sulla fine dell’antropocentrismo per celebrare, invece, una nuova alleanza con il non-umano, l’animale e la Terra, riscoprire saggezze indigene e mitologie perdute, per andare incontro a un “re-incantesimo del mondo”.</p>



<p>Venezia (Giardini e Arsenale) 23 aprile-27 novembre 2022</p>



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		<title>Federico Tosi. Tales of Daria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Egle Prati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Feb 2022 20:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LETTURE D'ARTISTA]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Tosi]]></category>
		<category><![CDATA[fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[libro d'artista]]></category>
		<category><![CDATA[scultore]]></category>
		<category><![CDATA[Tales of Daria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Preferenze di lettura dell&#8217;artista Federico Tosi. Nell&#8217;ultimo anno ha letto parecchi fumetti, tutti quelli di Pazienza, di Gipi e di autori giapponesi, e ha iniziato a disegnare pure lui le tavole per un fumetto, Tales of Daria, personaggio che è diventato centrale anche per il suo lavoro scultoreo. Almost, un essere inventato, robotico (del quale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Federico Tosi. Libro d&#039;artista/letture d&#039;artista" width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/nppChyPnMLw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Preferenze di lettura dell&#8217;artista Federico Tosi. </p>



<p>Nell&#8217;ultimo anno ha letto parecchi fumetti, tutti quelli di Pazienza, di Gipi e di autori giapponesi, e ha iniziato a disegnare pure lui le tavole per un fumetto, <strong>Tales of Daria</strong>, personaggio che è diventato centrale anche per il suo lavoro scultoreo.</p>



<p>Almost, un essere inventato, robotico (del quale l&#8217;artista parla nell&#8217;intervista in studio), ha preso vita proprio da questa serie di disegni incentrati sulla figura di Daria, come anche le armi, realizzate prima di iniziare le tavole del fumetto. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/02/daria.jpg"><img loading="lazy" width="1000" height="563" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/02/daria.jpg" alt="" class="wp-image-5514" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/02/daria.jpg 1000w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/02/daria-300x169.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/02/daria-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></figure>



<p>Durata del video: 3.38</p><p>The post <a href="https://www.talkingart.it/libri-e-musica-degli-artisti/letture-artista/federico-tosi-tales-of-daria/">Federico Tosi. Tales of Daria</a> first appeared on <a href="https://www.talkingart.it">TalkingArt</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Federico Tosi. Sperimentare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Egle Prati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Feb 2022 11:01:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STUDIO D'ARTISTA]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[disegno]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Tosi]]></category>
		<category><![CDATA[Monica De Cardenas]]></category>
		<category><![CDATA[scultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Milano, studio di Federico Tosi (Milano, 1988). Scultore e disegnatore, utilizza materiali diversi perché ogni lavoro esiste e vive del materiale di cui deve essere composto. Ha sempre disegnato da quando era bambino, ha frequentato il Liceo Artistico, l&#8217;Accademia e un Master, ha viaggiato ed è stato assistente di altri artisti, fatto tatuaggi in casa [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.talkingart.it/studio-artista/federico-tosi-sperimentare/">Federico Tosi. Sperimentare</a> first appeared on <a href="https://www.talkingart.it">TalkingArt</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Milano, studio di Federico Tosi (Milano, 1988).</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div></figure>



<p>Scultore e disegnatore, utilizza materiali diversi perché ogni lavoro esiste e vive del materiale di cui deve essere composto. Ha sempre disegnato da quando era bambino, ha frequentato il Liceo Artistico, l&#8217;Accademia e un Master, ha viaggiato ed è stato assistente di altri artisti, fatto tatuaggi in casa e l&#8217;allestitore in gallerie, esperienza dalla quale ha imparato molto, come ad esempio trasportare le opere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/02/terracotte-1.jpg"><img loading="lazy" width="1000" height="560" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/02/terracotte-1.jpg" alt="" class="wp-image-5504" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/02/terracotte-1.jpg 1000w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/02/terracotte-1-300x168.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/02/terracotte-1-768x430.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></figure>



<p>Materiale e pensiero sono corrispondenti, perché nel suo processo di lavoro ne utilizza diversi, da quelli tradizionali come le terrecotte e il bronzo, ma anche le resine, il silicone, le ossa, il cemento&#8230; sperimentandone le potenzialità espressive.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/02/F_004.jpg"><img loading="lazy" width="1000" height="728" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/02/F_004.jpg" alt="" class="wp-image-5505" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/02/F_004.jpg 1000w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/02/F_004-300x218.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/02/F_004-768x559.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></figure>



<p>Impiega diverso tempo a realizzare ogni scultura in quanto è lunga la fase di preparazione, e &#8220;fare i dettagli spesso in negativo prende tempo&#8221;, racconta. Lavora su più progetti altrimenti si annoia: negli ultimi due anni ha realizzato la mostra <strong><em>Vento forte</em></strong>, <strong>Galleria Monica De Cardenas</strong> a Zuoz, una installazione robotica che porta il nome di <strong>Almost</strong>, presentata a Torino ad Artissima nel 2021, di cui parla nell&#8217;intervista; appassionato di fumetti (come racconta nel dialogo sulle sue scelte di lettura) sta realizzando il fumetto <strong>Tales of Daria</strong>, tavole ispirate a questa protagonista così potente dalla quale sono state generate anche le ultime sculture.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/02/federico-tosi.opere-in-studio.jpg"><img loading="lazy" width="1024" height="529" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/02/federico-tosi.opere-in-studio-1024x529.jpg" alt="" class="wp-image-5503" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/02/federico-tosi.opere-in-studio-1024x529.jpg 1024w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/02/federico-tosi.opere-in-studio-300x155.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/02/federico-tosi.opere-in-studio-768x397.jpg 768w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/02/federico-tosi.opere-in-studio-1536x793.jpg 1536w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/02/federico-tosi.opere-in-studio.jpg 1671w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>&#8220;L&#8217;egocentrismo è una cosa, essere egoriferiti è un&#8217;altra. Mi interessa lo sguardo delle persone sul mondo&#8221;.</p>



<p>&#8220;L&#8217;arte è immediatamente immersa in un contesto politico, quindi quando un artista si esprime con il proprio lavoro non deve dimenticarsi di questo, deve parlare di cose che accadono perché chi le osserva abbia la possibilità di farle entrare nella propria vita, senza il muro dell&#8217;autobiografia dell&#8217;artista, perché quella non è interessante&#8230;&#8221;.</p>



<p>Durata dell&#8217;intervista. 10.08</p>



<p></p><p>The post <a href="https://www.talkingart.it/studio-artista/federico-tosi-sperimentare/">Federico Tosi. Sperimentare</a> first appeared on <a href="https://www.talkingart.it">TalkingArt</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Matteo Messori. Forma e Antiforma</title>
		<link>https://www.talkingart.it/studio-artista/matteo-messori-forma-e-antiforma/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=matteo-messori-forma-e-antiforma</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Egle Prati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jan 2022 16:42:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STUDIO D'ARTISTA]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Messori]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<category><![CDATA[scultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Matteo Messori (Reggio Emilia, 1993) non ama le definizioni, non si ritiene pittore ne&#8217; scultore, il suo è un dialogo continuo con la forma. Ha due spazi in cui lavorare a Reggio Emilia, il primo che definisce: &#8220;studio come luogo di ristoro, dove si crea la contemplazione e la meditazione, una palestra cognitiva dove permettersi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<p>Matteo Messori (Reggio Emilia, 1993) non ama le definizioni, non si ritiene pittore ne&#8217; scultore, il suo è un dialogo continuo con la forma. Ha due spazi in cui lavorare a Reggio Emilia, il primo che definisce: &#8220;studio come luogo di ristoro, dove si crea la contemplazione e la meditazione, una palestra cognitiva dove permettersi di fermarsi a riflettere”; l&#8217;altro è la vecchia falegnameria ereditata dal nonno, spazio denso di storia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/01/daily-studio-4.jpg"><img loading="lazy" width="1000" height="667" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/01/daily-studio-4.jpg" alt="" class="wp-image-5477" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/01/daily-studio-4.jpg 1000w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/01/daily-studio-4-300x200.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/01/daily-studio-4-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></figure>



<p>La conversazione ha toccato passaggi di vita personali, intimi, fondamentali però al suo processo creativo.</p>



<p>Dai disegni continui che lo hanno aiutato a fronteggiare una ossessione (come racconta durante il dialogo), al ciclo di opere denominato <strong>Antiforma</strong>, tutto ciò che è privo di connotazioni, definizioni o identificazioni; l&#8217;ultima parte del suo lavoro si regge sui concetti di peso-superficie-forma, in un processo di ricerca che verte su tutto ciò che l&#8217;uomo snatura.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/01/MatteoMESSORI_AnzianiSaggiI.jpg"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/01/MatteoMESSORI_AnzianiSaggiI-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-5480" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/01/MatteoMESSORI_AnzianiSaggiI-768x1024.jpg 768w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/01/MatteoMESSORI_AnzianiSaggiI-225x300.jpg 225w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/01/MatteoMESSORI_AnzianiSaggiI.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>Sente moltissimo il senso di responsabilità anche nella scelta dei materiali, spesso trovati e recuperati, pieni di memorie tattili, in una ricerca sull&#8217;estetica dell&#8217;abbandono.</p>



<p>&#8221; La responsabilità è una chiamata all&#8217;ordine, non tanto come obbligo, ma come consapevolezza. Come artista sono consapevole di poter comunicare in una maniera differente; ho la responsabilità di fare, di dire delle cose, di raccogliere e percepire nello spazio a me circostante calcando la mano verso quelle che sono le mancanze, dove c&#8217;è la mancata bontà&#8230;&#8221;</p>



<p>E sempre alla ricerca di stimoli visivi, la natura è per lui fonte di nutrimento, si interroga sul dialogo che essa crea con quella artificiale; ama gli aneddoti più dei concetti. Insegna Discipline pittoriche e scenografiche all&#8217;Istituto Motti di Reggio Emilia, ma aggiunge ecologia; ha citato Ernesto de Martino e Italo Calvino parlando del concetto di leggerezza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/01/antiforma.jpg"><img loading="lazy" width="1000" height="688" src="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/01/antiforma.jpg" alt="" class="wp-image-5483" srcset="https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/01/antiforma.jpg 1000w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/01/antiforma-300x206.jpg 300w, https://www.talkingart.it/wp-content/uploads/2022/01/antiforma-768x528.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></figure>



<p>Durata del video. 11.10</p><p>The post <a href="https://www.talkingart.it/studio-artista/matteo-messori-forma-e-antiforma/">Matteo Messori. Forma e Antiforma</a> first appeared on <a href="https://www.talkingart.it">TalkingArt</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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