<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:creativeCommons="http://backend.userland.com/creativeCommonsRssModule" version="2.0">

<channel xml:lang="it">
	<title>Eurobull, il webzine euro-energetico</title>
	<link>http://www.taurillon.org/</link>
	
	<language>it</language>
	<generator>SPIP - www.spip.net</generator>




<creativeCommons:license>http://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.0/</creativeCommons:license><image><link>http://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.0/</link><url>http://creativecommons.org/images/public/somerights20.gif</url><title>Some Rights Reserved</title></image><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/taurillon/it" type="application/rss+xml" /><feedburner:emailServiceId xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0">taurillon/it</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0">http://feedburner.google.com</feedburner:feedburnerHostname><item>
		<title>Germania, nuovo stop a Lisbona</title>
		<link>http://www.taurillon.org/Germania-nuovo-stop-a-Lisbona</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.taurillon.org/Germania-nuovo-stop-a-Lisbona</guid>
		<dc:date>2009-07-03T15:16:34Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Matteo Minchio</dc:creator>

<category domain="http://www.taurillon.org/-Attualita-">Attualità</category>

		<dc:subject>Oui_accueil</dc:subject>

		<description>La Corte costituzionale tedesca ha finalmente emesso il tanto atteso verdetto sul Trattato di Lisbona. Pochi giornali hanno trattato della questione, malgrado si parli della Germania, il più grande paese membro dell'UE. Spesso ne si è dato un'interpretazione sbagliata. La Corte di Karlsruhe è infatti considerata un bastione degli irriducibili difensori della sovranità nazionale tedesca dalla vulgata giornalistica. Si è così giudicata la sospensione della procedura d'adozione del trattato derivata (...)

-
&lt;a href="http://www.taurillon.org/-Attualita-" rel="directory"&gt;Attualità&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.taurillon.org/+-Oui_accueil-+" rel="tag"&gt;Oui_accueil&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.taurillon.org/IMG/arton2917.jpg" alt="" align="right" width="500" height="395" class="spip_logos" />
		<div class='rss_chapo'><p>La Corte costituzionale tedesca ha finalmente emesso il tanto <a href='http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/02/aspettando-le-elezioni-europee-qui-berlino/' class='spip_out'>atteso verdetto</a> sul Trattato di Lisbona. Pochi giornali hanno trattato della questione, malgrado si parli della Germania, il più grande paese membro dell'UE. Spesso ne si è dato un'interpretazione sbagliata.</p></div>
		<div class='rss_texte'><p>La Corte di Karlsruhe è infatti considerata un bastione degli irriducibili difensori della sovranità nazionale tedesca dalla vulgata giornalistica. Si è così giudicata la sospensione della procedura d'adozione del trattato derivata dalla sentenza stessa come una nuova battuta d'arresto per l'Europa dopo il referendum irlandese e, se si vuol guardare più lontano, a quelli francese e olandese del 2005.</p> <p><strong>Restiamo ai fatti.</strong> La Corte ha <a href='http://www.bundesverfassungsgericht.de/pressemitteilungen/bvg09-072en.htm' class='spip_out'>stabilito</a> che l'atto di approvazione del Trattato di Lisbona (Zustimmungsgesetz zum Vertrag von Lissabon) è compatibile con la Legge Fondamentale tedesca (Grundgesetz), mentre appare incostituzionale la legge che accompagna la sua entrata in vigore (Gesetz über die Ausweitung und Stärkung der Rechte des Bundestages und des Bundesrates in Angelegenheiten der Europäischen Union) perché non garantisce un sufficiente</p> <blockquote class="spip"> <p>… sinora ignorata la questione della partecipazione dei parlamenti nazionali alla legiferazione europea …</p> </blockquote> <p> diritto di partecipazione dei corpi legislativi tedeschi al processo legislativo europeo e alle procedure di emendamento dei Trattati. Ciò significa che il parlamento tedesco dovrà modificare tale legge di accompagnamento prima che la ratifica possa essere completata. Tale procedura non appare particolarmente difficile vista la larghissima maggioranza a sostegno del Trattato di Lisbona esistente nel parlamento tedesco. Il Bundestag, la camera bassa del parlamento, ha già annunciato di aver convocato una sessione straordinaria il 27 agosto per discutere le raccomandazioni della Corte, ed è previsto che l'approvazione finale da parte della seconda camera (Bundesrat) possa aver luogo il 18 settembre, appena prima dello scioglimento delle camere stesse, per le imminenti elezioni federali, e soprattutto del referendum irlandese, previsto per i primi di ottobre. È quindi nostra opinione che, in seguito all'esame della Corte, non sussistano più ulteriori dubbi sulla ratifica del trattato anche in Germania, malgrado gli adempimenti supplementari richiesti.</p> <p><strong>Il merito della sentenza solleva</strong> tuttavia un punto particolarmente importante che sicuramente resterà come un precedente giuridico nella storia del diritto comunitario. La partecipazione dei parlamenti nazionali al processo decisionale europeo è stata sinora una questione totalmente ignorata. In fin dei conti, il processo decisionale europeo, che trova la sua origine nelle proposte della Commissione europea, titolare dell'iniziativa legislativa, coinvolge solo nel 40% dei casi il Parlamento Europeo. Nel 60% dei testi legislativi è il Consiglio (ovvero i governi) ad avere l'ultima parola. Molti altri soggetti, quali rappresentanti di organismi regionali e locali (attraverso i pareri del Comitato delle Regioni) così come le organizzazioni delle categorie economiche e sociali possono intervenire quanto meno indirettamente, mentre nessun ruolo è dato alle Commissioni affari comunitari dei parlamenti nazionali. Tale coinvolgimento non appesantirebbe ulteriormente la procedura (l'esame deve svolgersi in tempi certi e stabiliti), ma stimolerebbe una cooperazione interparlamentare (servono più parlamenti per bloccare, nel caso, un testo).</p> <p><strong>Paradossalmente i parlamenti nazionali</strong> riescono ad intervenire soltanto nella “fase discendente” attraverso</p> <blockquote class="spip"> <p>… la richiesta della Corte di Karlsruhe una questione di controllo democratico …</p> </blockquote> <p>l'adozione delle direttive mentre sono completamente ignorati nella “fase ascendente”, ovvero durante la loro elaborazione. Questo mancato coinvolgimento dei parlamenti nazionali è spesso all'origine dei ritardi, dei blocchi o degli stravolgimenti delle direttive comunitarie così spesso avvenute anche in Italia. Il Trattato di Lisbona aumenta i poteri dei parlamenti nazionali, viste le maggiori competenze dell'Unione Europea su questioni quali la politica estera e di difesa o la giustizia e gli affari interni. In questo senso anche la <a href='http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-/EP/TEXT+IM-PRESS+20090421BRI54104+ITEM-025-EN+DOC+XML+V0/EN&language=EN' class='spip_out'>Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo</a> considera i parlamenti nazionali come degli alleati per aumentare il controllo democratico sui governi.
Per concludere, la richiesta della Corte di Karlsruhe non deve essere interpretata né come uno sgambetto al Trattato di Lisbona, né come la difesa della sovranità nazionale, ma come il sollevamento di una questione di controllo democratico. Il sistema appare ad alcuni in mano agli “Eurocrati”, quasi fossero dei Mandarini di una Città Proibita e per altri rassomiglia sempre più al modello intergovernativo di ideazione gollista fondato sul Consiglio, il quale peraltro ricorda, suo malgrado, più la Dieta Polacca del settecento che una “Camera degli Stati” efficiente.</p> <p><strong>L'auspicio è di poter colmare questo deficit</strong> proprio attraverso il Trattato di Lisbona che presumibilmente entrerà in vigore l'anno prossimo dopo il nuovo referendum</p> <blockquote class="spip"> <p>… un esito positivo per il referendum irlandese affinché la Polonia adempia agli impegni presi …</p> </blockquote> <p> irlandese che si terrà in ottobre, il quale, se desse esito positivo, spingerebbe gli euro-scettici Vaclav Klaus e Lech Kaczynski a firmare il trattato per adempiere agli impegni presi. Sempre che i conservatori britannici non vincano le possibili elezioni anticipate nel paese, e cerchino di bloccare il trattato, già ratificato dall'Inghilterra nel luglio scorso, sottoponendolo ad un referendum popolare.</p>
			<div class='rss_chapo'><span class="vcard author"><a class="url fn spip_in" href="http://www.taurillon.org/_Matteo-Minchio_">Matteo Minchio</a></span></div>
		<p><a>Germania-nuovo-stop-a-Lisbona?lang=it</a></p>
			</div>
		
		<div class='rss_ps'><p>L'articolo è comparso su <a href='http://www.lospaziodellapolitica.com/' class='spip_out'>Lospaziodellapolitica.com</a></p></div>
		<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?a=3dRkhaDZFHc:LQhA7G2xeQA:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?a=3dRkhaDZFHc:LQhA7G2xeQA:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div>]]></content:encoded>


		

	</item>
<item>
		<title>2 milioni di visitatori per il Taurillon!</title>
		<link>http://www.taurillon.org/2-milioni-di-visitatori-per-il</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.taurillon.org/2-milioni-di-visitatori-per-il</guid>
		<dc:date>2009-06-22T22:16:57Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>La redazione di Eurobull - Edizione italiana di Le Taurillon</dc:creator>

<category domain="http://www.taurillon.org/-Attualita-">Attualità</category>

		<dc:subject>Oui_accueil</dc:subject>

		<description>Il 6 giugno 2009, il giorno prima delle elezioni europee, il Taurillon.org, di cui Eurobull.it è l'edizione italiana, ha raggiunto 2 milioni di visite dalla sua creazione. Lanciato a seguito del “No” francese ed olandese sul Trattato Costituzionale europeo nel 2005, questa simbolica meta è un grande obiettivo raggiunto per questo magazine, completamente gestito da giovani volontari di tutta Europa. Il Taurillon si compone di 4 versioni linguistiche (inglese, tedesca, francese, italiana) ed (...)

-
&lt;a href="http://www.taurillon.org/-Attualita-" rel="directory"&gt;Attualità&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.taurillon.org/+-Oui_accueil-+" rel="tag"&gt;Oui_accueil&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.taurillon.org/IMG/arton2903.jpg" alt="" align="right" width="170" height="123" class="spip_logos" />
		<div class='rss_texte'><p>Il 6 giugno 2009, il giorno prima delle elezioni europee, il <strong>Taurillon.org</strong>, di cui <strong>Eurobull.it</strong> è l'edizione italiana, <strong>ha raggiunto 2 milioni di visite</strong> dalla sua creazione. Lanciato a seguito del “No” francese ed olandese sul Trattato Costituzionale europeo nel 2005, questa simbolica meta è un grande obiettivo raggiunto per questo magazine, completamente gestito da giovani volontari di tutta Europa.</p> <p>Il Taurillon si compone di <strong>4 versioni linguistiche</strong> (inglese, tedesca, francese, italiana) ed offre un'analisi originale e innovativa dell'attualità europea. <strong>Dal 2005, il magazine ha pubblicato più di 3.000 articoli e 1.500 notizie brevi e ha ricevuto oltre 67.000 commenti</strong>, segno di come il Taurillon sia luogo di un dibattito vivo e democratico. Le edizioni italiana, tedesca ed inglese pubblicano diversi articoli alla settimana, quella francese uno al giorno. Quest'esperienza collettiva porta ai nostri lettori un approccio multiculturale sui temi europei.</p> <p>Grazie agli sforzi fatti sin dal 2005, il Taurillon è diventato una fonte credibile di analisi e commento delle questioni europee, che attira <strong>90.000 visitatori unici ogni mese</strong>.</p> <p>I 2 milioni di visitatori confermano l'eccellente piazzamento del sito nella graduatoria dei blog europei, pubblicata da <a href='http://www.touteleurope.fr/fr/actions/construction-europeenne/information-et-communication-sur-l-europe/presentation/la-carte-de-la-toile-europeenne.html#c64481' class='spip_out'>Touteleurope.fr</a>.</p> <h3 class="spip">UN PUNTO DI VISTA FEDERALISTA? FUNZIONA!</h3> <p>Il Taurillon punta a capire che cosa c'è in gioco in Europa, oggi e in futuro. La descrizione dei fatti non manca nei nostri articoli, ma la capacità di esprimere un punto di vista indipendente rimane la prima caratteristica che ci lega ai nostri lettori.</p> <p><strong>Il magazine rivendica la sua identità pro-europea e federalista e continuerà a guardare ai fatti secondo questa interpretazione, in opposizione al ricorrente approccio nazionalista.</strong></p> <p>La nostra audience continuamente in crescita è la prova che parlare di Europa e di politica, come facciamo noi, interessa e coinvolge una reale domanda di dibattito ed informazione. Questo successo rafforza anche la nostra convinzione del ruolo chiave di Internet nel <strong>colmare l'assenza di uno spazio pubblico veramente europeo</strong>.</p> <p><strong>La redazione del Taurillon, e la sua componente italiana impegnata per il successo di Eurobull, è fiera del lavoro compiuto a partire dal 2005 e ringrazia i lettori per l'apprezzamento che ci stanno dimostrando.</strong></p>
			<div class='rss_chapo'><span class="vcard author"><a class="url fn spip_in" href="http://www.taurillon.org/_La-redazione-di-Eurobull-Edizione-italiana-di-Le-Taurillon_">La redazione di Eurobull - Edizione italiana di Le Taurillon</a></span></div>
		<p><a>2-milioni-di-visitatori-per-il?lang=it</a></p>
			</div>
		
		
		<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?a=VzmylVP9lmg:pA6JgMxveTU:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?a=VzmylVP9lmg:pA6JgMxveTU:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div>]]></content:encoded>


		

	</item>
<item>
		<title>Il Partito Pirata</title>
		<link>http://www.taurillon.org/Il-Partito-Pirata</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.taurillon.org/Il-Partito-Pirata</guid>
		<dc:date>2009-06-15T20:30:32Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Armando Crupi</dc:creator>

<category domain="http://www.taurillon.org/-Geopolitica-">Geopolitica</category>

		<dc:subject>Oui_accueil</dc:subject>
		<dc:subject>Européennes 2009</dc:subject>
		<dc:subject>Svezia</dc:subject>

		<description>“Piratpartiet” è il nome di un anomalo partito svedese che ha riscosso un grande successo alle recenti elezioni europee. Il partito, nato come un gruppo di attivisti, è poi diventato assai popolare dopo la condanna nel mese di aprile di quattro membri di The Pirate Bay, uno dei maggiori siti di file-sharing al mondo. Non esiste però alcun collegamento tra le due realtà, nonostante la somiglianza nominale. Il fondatore del Partito dei Pirati, Rickard Falkvinge, parlando della sua «creatura» dice (...)

-
&lt;a href="http://www.taurillon.org/-Geopolitica-" rel="directory"&gt;Geopolitica&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.taurillon.org/+-Oui_accueil-+" rel="tag"&gt;Oui_accueil&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.taurillon.org/+-Europeennes-2009-+" rel="tag"&gt;Européennes 2009&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.taurillon.org/+-Svezia-+" rel="tag"&gt;Svezia&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.taurillon.org/IMG/arton2894.jpg" alt="" align="right" width="463" height="463" class="spip_logos" />
		<div class='rss_chapo'><p>“Piratpartiet” è il nome di un anomalo partito svedese che ha riscosso un grande successo alle recenti elezioni europee.
Il partito, nato come un gruppo di attivisti, è poi diventato assai popolare dopo la condanna nel mese di aprile di quattro membri di The Pirate Bay, uno dei maggiori siti di file-sharing al mondo. Non esiste però alcun collegamento tra le due realtà, nonostante la somiglianza nominale.</p></div>
		<div class='rss_texte'><p>Il fondatore del Partito dei Pirati, Rickard Falkvinge, parlando della sua «creatura» dice che «nel Piratparitet abbiamo molti militanti giovani, ragazzi nati negli anni 70 e 80. I leader, invece, un po' più adulti, sono persone che conoscono a fondo, e dall'interno, il mondo delle aziende informatiche. I militanti sono giovani cresciuti con la tecnologia, e che denunciano come opprimente la costante opera di lobbyng di tutte quelle aziende che, appartenendo»al passato«, lavorano soltanto per preservare la propria posizione dominante sul mercato».</p> <p>L'obiettivo fondamentale per il partito dei pirati, che gli ha permesso di sbarcare al Parlamento europeo conquistando un seggio con il 7,1% delle preferenze, appena dietro i Verdi, è <a href='http://www.piratpartiet.se/international/english' class='spip_out'>rivoluzionare il web</a>.
Le battaglie principali sono:</p> <ul class="spip"><li> La riforma della legge sul copyright;</li><li> L'abolizione del sistema dei brevetti farmaceutici (<a href='http://www.piratpartiet.se/an_alternative_to_pharmaceutical_patents' class='spip_out'>con tanto di proposta alternativa</a>);</li><li> Il rispetto per il diritto alla privacy.</li></ul> <p>Queste tematiche sono proprie del volere della gente, che solo un partito cresciuto dal basso può divulgare.
Sul loro</p> <blockquote class="spip"> <p>… copyright, brevetti farmaceutici, privacy …</p> </blockquote> <p> sito, oltre agli appuntamenti in agenda e a molte informazioni, si trovano anche i forum che permettono di prendere parte attivamente alle discussioni e ai dibattiti sugli aspetti politici e legislativi delle varie proposte. Insomma, questo partito sembra essere assolutamente democratico, voluto dal popolo e soprattutto garante della gioventù: creato da giovani e votato da giovani.</p> <p>Penso sia giusto dunque porsi una domanda, in risposta a tutti coloro che ritengono il P. E. un organo privo di potenza decisionale e che ritenga la dimensione europea un qualcosa di lontano, distaccata della vita dei cittadini.</p> <p><strong>Quale organo di carattere parlamentare e in quale stato nazionale avrebbe consentito la rappresentanza in un partito con questi caratteri?</strong></p> <p>In questa occasione Il P.E. ha veramente dimostrato la sua versatilità alle proposte dal basso e di come sia plasmabile all'influenza dei cittadini. Qui veramente il partito è solo un mezzo di transizione la cui funzione rappresentativa è notevolmente diretta.</p> <p>Il cittadino europeo può quindi attivamente partecipare alle decisioni del P.E. ed è maggiormente o altrettanto influente rispetto alla vita politica delle singole entità nazionali.</p>
			<div class='rss_chapo'><span class="vcard author"><a class="url fn spip_in" href="http://www.taurillon.org/_Armando-Crupi_">Armando Crupi</a></span></div>
		<p><a>Il-Partito-Pirata?lang=it</a></p>
			</div>
		
		<div class='rss_ps'><p>Fonte dell'immagine: World Wide Web</p></div>
		<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?a=jSUL3xQkwbE:Rx-1BP11-os:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?a=jSUL3xQkwbE:Rx-1BP11-os:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div>]]></content:encoded>


		

	</item>
<item>
		<title>One Laptop Per Child ed il potere dei visionari</title>
		<link>http://www.taurillon.org/One-Laptop-Per-Child-ed-il-potere</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.taurillon.org/One-Laptop-Per-Child-ed-il-potere</guid>
		<dc:date>2009-06-12T09:52:03Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Francesco Ferrero</dc:creator>

<category domain="http://www.taurillon.org/-Campagne-">Dossier</category>

		<dc:subject>Oui_accueil</dc:subject>

		<description>La recente pubblicazione di un paper dal titolo One Laptop Per Child Overview. The status of OLPC and its iconic XO-1 laptop in 2009 [1], a cura di W. Vota, C. Derndorfer, B. Berry, redattori del sito olpnews.com, ci consente di ripercorrere i primi passi del progetto One Laptop Per Child (OLPC), annunciato al mondo nel 2005 da Nicholas Negroponte, antesignano dell'era di internet, cofondatore della rivista Wired e del Media Lab dell'MIT. L'essenza del progetto OLPC non è essenzialmente (...)

-
&lt;a href="http://www.taurillon.org/-Campagne-" rel="directory"&gt;Dossier&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.taurillon.org/+-Oui_accueil-+" rel="tag"&gt;Oui_accueil&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.taurillon.org/IMG/arton2884.jpg" alt="" align="right" width="1100" height="1786" class="spip_logos" />
		<div class='rss_chapo'><p>La recente pubblicazione di un paper dal titolo <i>One Laptop Per Child Overview. The status of OLPC and its iconic XO-1 laptop in 2009</i><!-- htmlA --> [<a href='http://www.taurillon.org/#nb1' class='spip_note' rel='footnote' title='One Laptop Per Child Overview. The status of OLPC and its iconic XO-1 (...)' id='nh1'>1</a>]<!-- htmlB -->, a cura di W. Vota, C. Derndorfer, B. Berry, redattori del sito olpnews.com, ci consente di ripercorrere i primi passi del progetto One Laptop Per Child (OLPC), annunciato al mondo nel 2005 da Nicholas Negroponte, antesignano dell'era di internet, cofondatore della rivista <i>Wired</i> e del Media Lab dell'MIT.</p></div>
		<div class='rss_texte'><p>L'essenza del progetto OLPC non è essenzialmente tecnologica, ma educativa. La missione della OLPC Foundation, creata da Negroponte con partner del calibro di AMD, Brightstar Corporation, eBay, Google, Marvell, News Corporation, SES, Nortel Networks, e Red Hat, è infatti, come suggerisce il nome, quella di donare un laptop ad ogni bambino (povero) del mondo, ma con uno scopo ben preciso: sperimentare su scala mondiale la teoria del <i>Constructionism</i> di Samuel Papert, secondo la quale l'apprendimento avviene in modo più efficace quando è attivo e collaborativo, con un feedback costante tra docenti e allievi, e tra gli allievi stessi.</p> <p>Nel 1982, in un progetto pilota sponsorizzato dal governo francese, Papert e Negroponte provarono a</p> <blockquote class="spip"> <p>… l'essenza del progetto OLPC non è essenzialmente tecnologica, ma educativa …</p> </blockquote> <p>distribuire un microcomputer Apple II agli allievi di una scuola elementare di Dakar, Senegal, giungendo alla conclusione che, come previsto da Papert, i bambini di regioni svantaggiate apprendono l'uso del computer con la stessa facilità di qualsiasi altro bambino del mondo. Questa conclusione fu confermata da successive sperimentazioni in Pakistan, Tailandia e Colombia.</p> <p>Nel corso di tali esperienze Negroponte maturò anche un'altra convinzione: i moderni PC, progettati per paesi nei quali la disponibilità di energia elettrica, connettività a banda larga, e reti di assistenza tecnica è pressoché universale, non sono adatti per funzionare nei PVS, dove sono chiamati ad operare in condizioni ambientali avverse e nella quasi totale assenza di infrastrutture.</p> <p>Il progetto OLPC si ripropose dunque di costruire un laptop da 100$, capace di operare per almeno cinque anni in un PVS. Per raggiungere quest'obiettivo, il team di progettisti assemblato da Negroponte è riuscito a racchiudere in XO-1, un oggetto leggero e compatto, dal peso di appena 1,5 Kg, un concentrato di soluzioni tecnologiche innovative, assenti persino nei laptop di fascia alta, tra le quali:</p> <ul class="spip"><li> Un sistema operativo open source chiamato Sugar, derivato da Linux, specificamente progettato per stimolare l'apprendimento in un contesto collaborativo, favorendo la co-produzione e la condivisione di contenuti multimediali.</li><li> Un sistema di connessione wireless, che va sotto il nome di <i>mesh networking<!-- htmlA --> [<a href='http://www.taurillon.org/#nb2' class='spip_note' rel='footnote' title='Il protocollo wireless utilizzato è l'IEEE 802.11s' id='nh2'>2</a>]<!-- htmlB --></i>, che consente agli XO-1 di collegarsi automaticamente con i laptop vicini, senza alcuna interazione da parte dell'utente. Per ovviare alla scarsità di collegamenti con internet, la connessione di un unico laptop può essere automaticamente condivisa da tutti quelli che partecipano alla rete mesh, anche a chilometri di distanza. Le originali antenne situate sul coperchio dell'XO-1, che ricordano ai bambini le orecchie di un coniglio, consentono infatti ad ogni laptop di comunicare con gli altri entro un raggio di 1 Km.</li><li> La possibilità di trasformare XO-1, con una semplice rotazione dello schermo, in un lettore di eBook. Ogni laptop può contenere centinaia di eBook, e può condividerli con tutti gli altri nodi della rete. Come se non bastasse, lo schermo è configurato per passare da una modalità a colori, ad alta risoluzione, ad una in bianco e nero ad elevato contrasto, che consente di leggere anche quando lo schermo è esposto al sole e riduce i consumi della batteria (che in modalità eBook arriva a 24 ore di durata).</li><li> Un'efficienza energetica senza pari: con un assorbimento compreso tra i 3 ed i 6 W, contro oltre 100W di un laptop tradizionale, XO-1 è uno dei computer più efficienti che esistano, e può essere ricaricato anche in assenza di rete elettrica, utilizzando caricatori che sfruttano il sole, il vento e persino l'energia ottenuta dalla rotazione di una manovella.</li><li> La capacità di operare in condizioni estreme: XO-1 non ha parti in movimento (HD, ventola, CD-DVD), né fessure dalle quali possa infiltrarsi sabbia o polvere, e può resistere ad un temporale. Le parti meccaniche sono disegnate in modo che la riparazione sia molto semplice, e possa essere effettuata direttamente dai piccoli utilizzatori, diventando essa stessa un momento di apprendimento collaborativo.</li></ul> <p>Il costo di questo concentrato di innovazioni è oggi di circa 200$: il numero di ordinazioni, la svalutazione del dollaro e l'aumento del costo delle materie prime non hanno consentito, per il momento, di scendere sotto la soglia psicologica di 100$.</p> <p>Alla luce dello straordinario rapporto qualità/prezzo verrebbe da pensare che il progetto sia stato coronato da immenso successo, ma purtroppo non è questo il caso. Il piano originale di Negroponte consisteva nel convincere rapidamente i leader politici di molti PVS ad acquistare un milione di pezzi ciascuno, e a distribuire l'XO-1 nelle scuole, al posto dei libri di testo. I milioni di dispositivi ordinati avrebbero consentito di abbattere i costi di produzione e di centrare il target-price di 100$. La storia ci dice, purtroppo, che quel piano è sostanzialmente fallito.</p> <p>Dopo aver annunciato accordi con i presidenti di Argentina, Brasile, Libia, Nigeria e Tailandia per un milione di ordini ciascuno, la fondazione si è vista cancellare, uno dopo l'altro, tutti questi ordini. Per rimediare, fu lanciato l'innovativo programma G1G1</p> <blockquote class="spip"> <p>… alla luce del rapporto qualità/prezzo …</p> </blockquote> <p>(Give One Get One): in occasione del Natale 2007 la fondazione propose ai consumatori americani di acquistare due laptop al prezzo di 400$. Uno sarebbe stato recapitato all'acquirente, ed un altro donato ad un bambino di un PVS. Il successo fu elevato: in sole 6 settimane furono acquistati 160.000 computer. Purtroppo, l'operazione si trasformò ben presto in un boomerang: la fondazione, che aveva previsto l'acquisto di blocchi da un milione di pezzi ciascuno, non era attrezzata per distribuire 80.000 computer ad utenti sparsi sul territorio americano, e non disponeva neppure delle scorte necessarie. I forum furono invasi dai messaggi di protesta degli utenti, che dovettero attendere mesi per vedersi</p> <blockquote class="spip"> <p>… ma purtroppo il progetto non è stato coronato da successo …</p> </blockquote> <p> recapitare il proprio laptop. Come se non bastasse, XO-1, specificamente concepito per i bambini dei PVS, e quindi dotato di un'interfaccia estremamente semplificata, di una grafica elementare, di una tastiera troppo piccola per le dita di un adulto, di appena 256 Mb di RAM e 4 Gb di storage, e più lento di un laptop commerciale, non entusiasmò i consumatori americani, abituati ad ogni sorta di gadget elettronico. Il danno d'immagine fu enorme.</p> <p>Ben presto, la fondazione dovette confrontarsi con un altro problema: Intel, irritata perché i progettisti di XO-1 avevano optato per un microprocessore del concorrente AMD, dopo aver criticato pubblicamente il progetto, immise sul mercato un prodotto concorrente, l'Intel Classmate, con una dotazione più vicina a quella dei PC di fascia alta ed un costo compreso tra i 300 ed i 400$. Grazie alle proprie relazioni politiche, e ad una rete di vendita e distribuzione neanche lontanamente paragonabile a quella di OLPC, Intel ha ottenuto un successo di vendite molto superiore. Commentando la vicenda, Negroponte, ha dichiarato: «È un po' come se McDonald's facesse concorrenza al World Food Programme».</p> <p>Per risollevarsi, la fondazione puntava molto sul G1G1 2008, tanto da stringere una partnership con Amazon per la distribuzione dei laptop in territorio americano, ma la crisi economica si è portata via, insieme alla ricchezza dei cittadini americani, anche la loro generosità. I laptop venduti nell'edizione 2008 di G1G1 ammontano ad appena 12.500, con un crollo delle vendite del 93% rispetto al 2007.</p> <p>Secondo Vota <i>et al.</i>, la causa primaria del fallimento delle ambizioni iniziali del progetto OLPC va ricercata in un errore fondamentale di strategia. Per raggiungere in tempi brevissimi gli ordini necessari ad abbattere i costi di produzione, Negroponte ha deciso di saltare la fase dei progetti pilota, chiedendo in sostanza ai governi di molti PVS di investire al buio 200 milioni di dollari, in un progetto basato su</p> <blockquote class="spip"> <p>… un errore fondamentale di strategia …</p> </blockquote> <p> un modello educativo mai sperimentato su vasta scala, e totalmente privo di casi di successo documentati.
Di fronte al fallimento di questa strategia, all'inizio del 2009 la Fondazione ha annunciato una ristrutturazione delle proprie operazioni, basata su quattro linee guida:</p> <ul class="spip"><li> Lo sviluppo di Sugar verrà trasferito ad un'organizzazione separata.</li><li> La fondazione ha stretto un accordo con Microsoft, che fornirà al prezzo di 3$ la licenza di Windows XP per gli acquisti da parte di alcuni governi.</li><li> Le operazioni in America centro-meridionale e in Africa sono state cedute a terzi. OLPC concentrerà i propri sforzi su Medio Oriente, Afghanistan e Pakistan.</li><li> OLPC ha da tempo annunciato lo sviluppo di un nuovo modello, XO-2, che conterrà significativi avanzamenti tecnologici, su tutti un design dual-screen, nel quale un touch screen sostituirà la tastiera.
Si può dunque affermare che il progetto OLPC sia stato un fallimento? È certo che la fondazione è oggi molto lontana dagli obiettivi iniziali di vendita di 5-10 milioni di pezzi nel 2008. Ad oggi gli ordini significativi (più di 10.000 pezzi) sono:</li><li> Uruguay: 300,000 per tutti i bambini iscritti a scuole primarie</li><li> Peru: 260,000 per i bambini iscritti a scuole rurali</li><li> Rwanda: 110,000 per le scuole elementari</li><li> Stati Uniti e Canada: 67,000 tramite G1G1</li><li> Messico: 50,000 per le biblioteche delle aree rurali</li><li> Mongolia: 20,000 per alcune scuole</li><li> Stati Uniti: 15,000 per il distretto scolastico di Birmingham, AL.</li></ul> <p>Ciò detto, la fondazione ha ridotto l'ordine minimo a 1.000 pezzi ed è ormai entrata nell'ottica di una penetrazione più lenta nel mercato. Inoltre, nello scorso aprile è giunta la notizia che il governo indiano, che aveva annunciato a propria volta la distribuzione in massa di un PC da 10$, poi rivelatosi una bufala, ha firmato un accordo con OLPC per l'acquisto «iniziale» di 250.000 laptop. Considerando le dimensioni della popolazione in età scolastica dell'India, e il fatto che il paese ha scommesso molte delle proprie chance sulla formazione tecnologica dei giovani, le potenzialità di questo accordo sono enormi.</p> <p>Ma c'è di più. Con la sua idea visionaria di un laptop da 100$ Negroponte ha letteralmente rivoluzionato il mercato mondiale dei personal computer. Prima di OLPC i laptop costavano in media 1.000$ e stavano diventando sempre più pesanti, potenti ed affamati di energia. Il successo di vendite del primo programma G1G1 negli USA, del tutto imprevisto, ha mostrato ai giganti mondiali di hardware e software che esisteva, anche nel mercato dei paesi sviluppati, un potenziale enorme per un laptop ultraleggero, con bassi consumi, facilmente collegabile alla rete, e dal costo contenuto. Siamo tutti testimoni di come questo genere di prodotto, ribattezzato <i>netbook</i>, abbia letteralmente invaso i nostri mercati. Vota <i>et al.</i> ricordano che i netbook sono «la categoria con il più alto tasso di crescita delle vendite nel mercato dei PC, con 14.6 milioni di pezzi venduti nel 2008, pari all'11% dei laptop venduti». Quando Negroponte annunciò un laptop da 100$, l'industria reagì sbeffeggiandolo: i fatti hanno dimostrato che aveva ragione. Certamente l'obiettivo di OLPC era e rimane tutt'altro, ma l'impatto delle idee innovative è spesso molto diverso da quello immaginato.</p> <p>La critica più frequentemente mossa ad OLPC è questa: perché un paese dove scarseggiano il cibo e l'acqua potabile dovrebbe investire 200 milioni di $ in laptop? Ebbene, a noi pare che un senso ci sia. In un'epoca in cui lo sviluppo economico si basa in larga misura su tecnologia e conoscenza, la possibilità di partecipare ad un'esperienza di apprendimento collaborativo e di prendere confidenza con la tecnologia sin da bambini può rappresentare una straordinaria opportunità di emancipazione. Proprio l'esperienza dell'India, la cui industria ICT sta riscuotendo enormi successi grazie alla visione di Nehru, che decise di investire molte risorse nella formazione dei giovani, dimostra le potenzialità di questa strategia. Ci sembra che si applichi perfettamente a questo caso il detto di Confucio: «Se vedi un affamato non dargli del riso: insegnagli a coltivarlo».</p> <p>La cosa che maggiormente colpisce, pensando ad OLPC, è che un progetto del genere sia stato promosso da un manipolo di visionari, e portato avanti da una fondazione privata, non-profit, senza il sostanziale appoggio delle istituzioni e sfidando la fortissima opposizione dell'industria informatica. Tuttavia, l'operazione OLPC non è la sola con queste caratteristiche: i giovani Page e Brin, fondatori di Google, presero le mosse dall'obiettivo di organizzare tutta l'informazione del web, per metterla a disposizione dell'umanità, e la start-up israeliana Better Place, che investe nell'auto elettrica con un originale modello di business basato sul</p> <blockquote class="spip"> <p>… un progetto promosso da un manipolo di visionari …</p> </blockquote> <p>noleggio delle batterie, dichiara espressamente che la propria missione è liberare il mondo dalla dipendenza dal petrolio. La rivoluzione scientifica e tecnologica ha mutato in profondità la struttura delle nostre società, consentendo a individui dotati di visione, e capaci di interpretare le esigenze profonde dell'umanità, di raggiungere livelli di potere superiori a quelli della maggior parte dei governi.</p> <p>La presente crisi finanziaria si deve essenzialmente al fatto che l'avidità ha avuto il sopravvento sulla solidarietà. Il risparmio generato a livello mondiale veniva utilizzato per finanziare la parte più ricca dell'umanità, che si indebitava senza alcun limite per</p> <blockquote class="spip"> <p>… la crisi, in cui l'avidità ha avuto il sopravvento sulla solidarietà …</p> </blockquote> <p>soddisfare bisogni del tutto artificiali, indotti da un incessante bombardamento pubblicitario. Ora che questo modello di sviluppo si è dimostrato insostenibile, occorre immaginarne un altro, rovesciato, nel quale il risparmio venga utilizzato per soddisfare i bisogni, per niente artificiali, della parte più svantaggiata dell'umanità. Al di là dei problemi che ne hanno caratterizzato i primi passi, il progetto OLPC va esattamente in questa direzione, e meriterebbe pertanto un forte sostegno, a partire da quello delle istituzioni sovrannazionali.</p>
			<div class='rss_chapo'><span class="vcard author"><a class="url fn spip_in" href="http://www.taurillon.org/_Francesco-Ferrero_">Francesco Ferrero</a></span></div>
		<p><a>One-Laptop-Per-Child-ed-il-potere?lang=it</a></p>
			</div>
		
		<hr />
		<div class='rss_notes'><p><!-- htmlA -->[<a href='http://www.taurillon.org/#nh1' id='nb1' class='spip_note' title='Note 1' rev='footnote'>1</a>] <!-- htmlB --> <a href='http://www.olpcnews.com/files/One_Laptop_Per_Child_Overview_2009.pdf' class='spip_out'><strong>One Laptop Per Child Overview.</strong> <i>The status of OLPC and its iconic XO-1 laptop in 2009</a></i> </strong></p><p><!-- htmlA -->[<a href='http://www.taurillon.org/#nh2' id='nb2' class='spip_note' title='Note 2' rev='footnote'>2</a>] <!-- htmlB -->Il protocollo wireless utilizzato è l'IEEE 802.11s</p></div>
		<div class='rss_ps'><p>Fonte dell'immagine: <a href='http://http:/laptopfoundation.org/' class='spip_out'>OLPC Foundation</a></p></div>
		<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?a=IjHQvz4gpdk:rlgkawa3JhE:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?a=IjHQvz4gpdk:rlgkawa3JhE:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div>]]></content:encoded>


		

	</item>
<item>
		<title>Un'occasione persa</title>
		<link>http://www.taurillon.org/Un-occasione-persa</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.taurillon.org/Un-occasione-persa</guid>
		<dc:date>2009-06-10T14:55:03Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Jacopo Barbati</dc:creator>

<category domain="http://www.taurillon.org/-Commenti-">Commenti</category>

		<dc:subject>Oui_accueil</dc:subject>

		<description>… Per parlare del futuro dell'Unione Europea, per fare una campagna elettorale sui contenuti programmatici dei partiti politici e non sulle vicende personali degli uomini, per smentire coloro che sostengono che i politici italiani si preoccupino più della poltrona che del benessere degli elettori. Un'occasione persa. L'ennesima. Benvenuti in Italia, il Paese dove in piena campagna elettorale per le elezioni al Parlamento Europeo, che decideranno il futuro di 500 milioni di persone e di un (...)

-
&lt;a href="http://www.taurillon.org/-Commenti-" rel="directory"&gt;Commenti&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.taurillon.org/+-Oui_accueil-+" rel="tag"&gt;Oui_accueil&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.taurillon.org/IMG/arton2880.jpg" alt="" align="right" width="400" height="377" class="spip_logos" />
		<div class='rss_chapo'><p>… Per parlare del futuro dell'Unione Europea, per fare una campagna elettorale sui contenuti programmatici dei partiti politici e non sulle vicende personali degli uomini, per smentire coloro che sostengono che i politici italiani si preoccupino più della poltrona che del benessere degli elettori. Un'occasione persa. L'ennesima.</p></div>
		<div class='rss_texte'><p><strong>Benvenuti in Italia</strong>, il Paese dove in piena campagna elettorale per le elezioni al Parlamento Europeo, che decideranno il futuro di 500 milioni di persone e di un Continente intero, l'Europa (e non dico “del mondo” perché, nonostante le potenzialità ci siano, l'UE attuale vale nello scacchiere politico internazionale quanto un due di coppe quando la briscola è a bastoni), si parla più di una 18enne di Casoria che della crisi economica internazionale, delle questioni ambientali, energetiche, della sicurezza, dei conflitti internazionali, su come migliorare le istituzioni europee dopo il fallimento del Trattato di Lisbona. Di politica, in parole povere.</p> <p><strong>E invece no.</strong> In Italia i politici non fanno politica. In Italia i politici fanno del pettegolezzo e dello spettacolo. Come direbbe il Times, i “clown”.
Vediamo un Presidente del Consiglio intervenire in Parlamento non per proporre delle strategie politiche per il futuro del Paese, bensì per garantire che non ha avuto rapporti sessuali con una minorenne.
Vediamo il principale partito di maggioranza, quello che rappresenta il suddetto Presidente del Consiglio, tanto per intenderci, non presentare alcuna linea programmatica per le politiche europee.
Vediamo l'esponente principale del maggior partito d'opposizione fare il capotreno, il cuoco, l'agricoltore. Bravo. Ma il politico deve fare altro. Le idee dove sono? Le olive all'ascolana me le so cucinare da solo, grazie. Da voi voglio il futuro del Paese. O meglio, del Paese nell'Europa. O meglio ancora, dell'Europa.
Vediamo un partito secessionista, che da anni rivendica l'autonomia dello sviluppato Nord Italia nei confronti del reietto Sud Italia, presentare dei candidati in quelle Regioni sottosviluppate (mi chiedo che coscienza abbiano quei candidati), derelitte e segnate dalla criminalità e dall'ignoranza. Per poi vedere che gli unici manifesti elettorali che riportano scritte in dialetto (ma quello inferiore, mica il glorioso insubre o il veneto), sono proprio di quel partito. “Mo avaste!<!-- htmlA --> [<a href='http://www.taurillon.org/#nb2-1' class='spip_note' rel='footnote' title='Adesso basta!' id='nh2-1'>1</a>]<!-- htmlB -->” , è lo slogan che usano in Abruzzo. Verrebbe da rispondere: “Brav', 'ssi nu fregn', 'ttj raggion'! Ma 'avaste' che?<!-- htmlA --> [<a href='http://www.taurillon.org/#nb2-2' class='spip_note' rel='footnote' title='Bravo! Hai ragione! Ma basta cosa?' id='nh2-2'>2</a>]<!-- htmlB -->” . Questo non è dato saperlo. Là c'è scritto “Mo avaste!”, e basta. Pardon, “avaste”.
Vediamo 5 partiti su 12 candidati all'europarlamento che non presentano alcun <a href='http://www.taurillon.org/Europee-2009' class='spip_in'>programma</a>di stampo europeo. Né europeista, né federalista, né euroscettico.</p> <p><strong>Non ci stupiamo più, oramai ci siamo abituati.</strong> Anche quando veniamo ridicolizzati all'estero, dove il The Economist (rivista notoriamente influenzata dalla Sinistra italiana – non lo dico io) cerca di spronare il popolo italiano con titoli apocalittici come “<i>Time for Italy to sack Berlusconi</i><!-- htmlA --> [<a href='http://www.taurillon.org/#nb2-3' class='spip_note' rel='footnote' title='(È) ora per l'Italia di liberarsi di Berlusconi' id='nh2-3'>3</a>]<!-- htmlB -->” , dài, che ci siamo quasi.
Forse oltreoceano ignorano l'esistenza del “lodo Alfano”.
Ed ecco che la già debole reputazione del popolo italiano crolla miseramente. In Finlandia, Paese dove un Ministro della Repubblica si è dimesso dopo essere stato sorpreso a usare il cellulare di servizio per usi privati (qui in Italia ci sorprenderemmo del contrario), cosa possono pensare di un popolo che continua a dar fiducia a</p> <blockquote class="spip"> <p>… 5 partiti su 12 candidati al Parlamento europeo che non presentano alcun programma di stampo europeo …</p> </blockquote> <p> un tizio che si è permesso di fare battutine ironiche (che strano, quello è affar da clown: che abbia ragione il Times?) – una delle tantissime, peraltro – sul Presidente della Repubblica di un'altra nazione? Ecco, potrebbero pensare che non ci sono alternative poi tanto migliori, se sono rappresentate</p> <blockquote class="spip"> <p>… tutti saprebbero dirci il nome della 18enne di Casoria …</p> </blockquote> <p>da una Sinistra senza ideologia che ha rimescolato nomi, simboli ed esponenti con la stessa velocità e approsimazione di un frullatore impazzito.</p> <p><strong>Da cittadino</strong>, mi aspettavo ben altro da questa campagna elettorale. Da ogni punto di vista. E non è un'opinione isolata: Napolitano, Ciampi e altre personalità di spicco hanno accusato le stesse mancanze (magari ne hanno parlato pubblicamente quando era troppo tardi). E, ne sono sicuro, anche i cittadini.
Perché, se andassimo</p> <blockquote class="spip"> <p>… nessuno saprebbe prefigurare cosa spetterà all'UE dopo questa elezione …</p> </blockquote> <p> a chiedere in giro, quasi tutti saprebbero dirci il nome di quella 18enne di Casoria. Ma nessuno saprebbe prefigurare cosa spetterà all'Unione Europea dopo queste elezioni. Questo non lo sa nessuno. Neanche chi, questo futuro, lo deciderà.</p>
			<div class='rss_chapo'><span class="vcard author"><a class="url fn spip_in" href="http://www.taurillon.org/_Jacopo-Barbati_">Jacopo Barbati</a></span></div>
		<p><a>Un-occasione-persa?lang=it</a></p>
			</div>
		
		<hr />
		<div class='rss_notes'><p><!-- htmlA -->[<a href='http://www.taurillon.org/#nh2-1' id='nb2-1' class='spip_note' title='Note 2-1' rev='footnote'>1</a>] <!-- htmlB -->Adesso basta!</p> <p><!-- htmlA -->[<a href='http://www.taurillon.org/#nh2-2' id='nb2-2' class='spip_note' title='Note 2-2' rev='footnote'>2</a>] <!-- htmlB -->Bravo! Hai ragione! Ma basta cosa?</p> <p><!-- htmlA -->[<a href='http://www.taurillon.org/#nh2-3' id='nb2-3' class='spip_note' title='Note 2-3' rev='footnote'>3</a>] <!-- htmlB -->(È) ora per l'Italia di liberarsi di Berlusconi</p></div>
		<div class='rss_ps'><p>Fonte dell'immagine: World Wide Web</p></div>
		<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?a=XGbXP7lSSfE:vLT2POw5Hew:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?a=XGbXP7lSSfE:vLT2POw5Hew:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div>]]></content:encoded>


		

	</item>
<item>
		<title>Intervista a Luciano Vecchi e a Debora Serracchiani</title>
		<link>http://www.taurillon.org/Intervista-a-Luciano-Vecchi-e-a</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.taurillon.org/Intervista-a-Luciano-Vecchi-e-a</guid>
		<dc:date>2009-06-09T13:50:33Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Antonino Gianò, Federica Salvo</dc:creator>

<category domain="http://www.taurillon.org/-Attualita-">Attualità</category>

		<dc:subject>Oui_accueil</dc:subject>
		<dc:subject>Italia</dc:subject>

		<description>Il 31 Maggio, in occasione dell'evento “Un'idea d'Europa: Pensiamoci assieme”, è stato presentato il Manifesto JEF e il Manifesto MFE per le Elezioni Europee a Debora Serracchiani e Luciano Vecchi, candidati del Partito Democratico al Parlamento Europeo per la circoscrizione Nord Orientale. E' stato un buon momento per un intervista da parte della GFE. 1) Siete pronti a supportare una o più proposte del Manifesto JEF? Se si, quali? Se no, perché? Serracchiani-Vecchi: Supportiamo tutte le proposte (...)

-
&lt;a href="http://www.taurillon.org/-Attualita-" rel="directory"&gt;Attualità&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.taurillon.org/+-Oui_accueil-+" rel="tag"&gt;Oui_accueil&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.taurillon.org/+-Italie-+" rel="tag"&gt;Italia&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.taurillon.org/IMG/arton2877.jpg" alt="" align="right" width="213" height="145" class="spip_logos" />
		<div class='rss_chapo'><p>Il 31 Maggio, in occasione dell'evento “Un'idea d'Europa: Pensiamoci assieme”, è stato presentato il Manifesto JEF e il Manifesto MFE per le Elezioni Europee a Debora Serracchiani e Luciano Vecchi, candidati del Partito Democratico al Parlamento Europeo per la circoscrizione Nord Orientale. E' stato un buon momento per un intervista da parte della GFE.</p></div>
		<div class='rss_texte'><p><strong>1) Siete pronti a supportare una o più proposte del Manifesto JEF? Se si, quali? Se no, perché?</strong></p> <p><i>Serracchiani-Vecchi</i>: Supportiamo tutte le proposte del Manifesto, in quanto sono tutte già presenti nel nostro programma per le elezioni.</p> <p><strong>
2) Ci sono altre tematiche di vostro interesse che non sono state inserite nel manifesto JEF e che vorreste fossero trattate?</strong></p> <p><i>Vecchi</i>: I diritti di cittadinanza e di appartenenza all'Unione Europea, che non sono scritti ma indubbiamente costituiscono il leitmotiv del Manifesto. Questi saranno i nostri grandi temi, oltre a quelli della difesa e sicurezza comuni.</p> <p><i>Serracchiani</i>: Avrei preferito ci fosse qualche riferimento in più ai diritti civili.</p> <p><strong>3) Qual è la tua opinione sul Manifesto MFE e cosa ne pensi della Federazione Europea? (Solo per Debora Serracchiani, in quanto Luciano Vecchi è iscritto al MFE)</strong></p> <p><i>Serracchiani</i>: La Federazione è un'idea presente nel nostro programma. Sono dell'idea che si debba delegare più competenze all'Unione. Quando parlo di stati non penso ai confini, ma alle regioni, alle “aree”.</p> <p><strong>4) Nel tuo blog, fra le motivazioni che ti hanno spinto ad accettare la candidatura alle europee esprimi la volontà di un cambiamento delle istituzioni. Quali sono le tue proposte per cambiare le istituzioni europee? (Solo per Debora Serracchiani)</strong></p> <p><i>Serracchiani</i>: Bisogna dotarsi di strutture più snelle e veloci di quelle attuali, perseguire una codecisione ampia e servirsi di strumenti efficaci come quello del voto a maggioranza.</p> <p><strong>5) Se doveste venir eletti come intendete “procedere” a livello europeo? Rispetterete i dettami del partito o agirete secondo la vostra coscienza?</strong></p> <p><i>Serracchiani</i>: Se sono legata al PD è chiaro che mi muovo al suo interno e quindi seguirò le sue linee guida.</p> <p><i>Vecchi</i>: Più che altro la questione è la costruzione stessa delle “linee guida”…</p> <p><i>Serracchiani</i>: Infatti parteciperò attivamente alla creazione della linea politica del partito, ma una volta decisa una linea va seguita da tutti. Certamente ci saranno temi per i quali il partito ci lascerà liberi di decidere in autonomia.</p> <p><strong>6) Sentiamo spesso dire che il Parlamento Europeo si è ridotto a “casa di riposo” per politici ormai “sorpassati” a livello nazionale. C'è chi invece potrebbe vedere nel Parlamento Europeo una sorta di “palestra politica” per tornare poi nell'arena nazionale. Quale è secondo voi, oggi, il ruolo del Parlamento Europeo e quindi degli eletti?</strong></p> <p><i>Serracchiani</i>: Credo che ci si debba preoccupare di far bene in Europa, senza usarla come “parcheggio”. In Europa si devono mandare persone competenti e che, soprattutto, si impegnino a restare al Parlamento Europeo al fine di portare avanti un lavoro serio.</p> <p><i>Vecchi</i>: Da questo punto di vista io e Debora siamo stati gli unici ad impegnarci affinché si possa stilare un documento per comunicare l'operato dei parlamentari non solo del PD, ma anche dei parlamentari (italiani, n.d.r.) degli altri schieramenti, durante tutto il mandato, nelle Commissioni e negli altri organi Parlamentari e non solo nelle Plenarie, come è stato deciso qualche mese fa.</p>
			<div class='rss_chapo'><span class="vcard author"><a class="url fn spip_in" href="http://www.taurillon.org/_Antonino-Giano_">Antonino Gianò</a></span>, <span class="vcard author"><a class="url fn spip_in" href="http://www.taurillon.org/_Federica-Salvo_">Federica Salvo</a></span></div>
		<p><a>Intervista-a-Luciano-Vecchi-e-a?lang=it</a></p>
			</div>
		
		<div class='rss_ps'><p>Intervista di Federica Salvo e Antonino Gianò</p></div>
		<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?a=K6tIKg3TDGw:04k8kTHchog:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?a=K6tIKg3TDGw:04k8kTHchog:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div>]]></content:encoded>


		

	</item>
<item>
		<title>Fare l'Europa dipende anche da te!</title>
		<link>http://www.taurillon.org/Fare-l-Europa-dipende-anche-da-te</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.taurillon.org/Fare-l-Europa-dipende-anche-da-te</guid>
		<dc:date>2009-06-06T12:31:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Gioventù Federalista Europea</dc:creator>

<category domain="http://www.taurillon.org/-Attualita-">Attualità</category>

		<dc:subject>Oui_accueil</dc:subject>

		<description>Cara Cittadina europea, caro Cittadino europeo, sabato e domenica potrai esprimere il tuo voto per rinnovare il Parlamento Europeo, dal 1979 il primo esempio al mondo di assemblea democratica sovranazionale. La storia e la cultura europea ci hanno permesso di fare il primo passo verso gli “Stati Uniti d'Europa”, ma proprio oggi che le nostre società devono affrontare difficili sfide il sogno che dava forza all'integrazione europea sembra svanire lentamente. Noi tutti, cittadini di un mondo (...)

-
&lt;a href="http://www.taurillon.org/-Attualita-" rel="directory"&gt;Attualità&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.taurillon.org/+-Oui_accueil-+" rel="tag"&gt;Oui_accueil&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.taurillon.org/IMG/arton2869.jpg" alt="" align="right" width="819" height="614" class="spip_logos" />
		<div class='rss_chapo'><p>Cara Cittadina europea, caro Cittadino europeo, sabato e domenica potrai esprimere il tuo voto per rinnovare il Parlamento Europeo, dal 1979 il primo esempio al mondo di assemblea democratica sovranazionale. La storia e la cultura europea ci hanno permesso di fare il primo passo verso gli “Stati Uniti d'Europa”, ma proprio oggi che le nostre società devono affrontare difficili sfide il sogno che dava forza all'integrazione europea sembra svanire lentamente.</p></div>
		<div class='rss_texte'><p>Noi tutti, cittadini di un mondo sempre più ristretto, ma anche più rischioso e competitivo, abbiamo il dovere morale e civile di invertire questo declino, restituendo all'Europa spinta ideale e capacità d'azione.</p> <p>Il Parlamento europeo rappresenta senza dubbio la “casa comune” di tutti i cittadini europei, ma ancora oggi ha poteri limitati e vincoli stringenti, che impediscono di proseguire nella strada verso la Federazione Europea. Queste elezioni possono perciò trasmettere un messaggio forte: la richiesta e il
desiderio di un'Europa che abbia la voce per farsi ascoltare nel mondo ed i poteri per portare avanti con efficacia i propri obiettivi, nel rispetto dei diritti umani, della sostenibilità, della Pace.</p> <p>Per questo motivo la Gioventù Federalista Europea, fiera dell'eredità del Manifesto di Ventotene, dell'antifascismo e del pensiero liberale, socialista e democratico, ti chiede di usare il tuo voto, sostenendo quei candidati che - con sincerità ed impegno, senza populismi né giri di parole - promuovono la causa della Federazione Europea, l'unica via per sfuggire al nazionalismo più miope e violento, l'unico modo per rispondere alla crisi economica e proporre sia un nuovo modello sociale e di sviluppo che un esempio di integrazione, tolleranza e cooperazione.</p> <p>Ormai sessantotto anni fa, mentre la seconda guerra mondiale infuriava e i nostri nonni (e bis-nonni) imparavano con dolore l'insensatezza dell'odio e del nazionalismo totalitario, alcuni uomini scrivevano dal confino sulla piccola isola di Ventotene che “la nuova linea di demarcazione tra il progresso e la reazione”
correva non più tra destra e sinistra, ma tra coloro che volevano risolvere problemi globali con adeguate istituzioni sovranazionali – e dunque in primo luogo attraverso la creazione di un governo federale europeo - e coloro i quali, invece, continuavano a restare prigionieri dello «sguardo nazionale» sulle cose del mondo. Il tuo voto europeo è fondamentale per tracciare con ancora più forza questa linea di demarcazione, restituendo senso alla politica e realizzando il sogno di un'Europa federale.</p> <p>L'ora dell'Europa non appartiene al passato, ma il suo futuro è nelle mani dei cittadini europei; soltanto con un Governo ed una Costituzione federale potrà davvero cambiare il mondo e garantire pace e benessere. Ricorda che l'Europa non cade dal cielo, farla dipende anche da te!</p> <p>Gioventù Federalista Europea</p>
			<div class='rss_chapo'><span class="vcard author"><a class="url fn spip_in" href="http://www.taurillon.org/_Gioventu-Federalista-Europea,333_">Gioventù Federalista Europea</a></span></div>
		<p><a>Fare-l-Europa-dipende-anche-da-te?lang=it</a></p>
			</div>
		
		<div class='rss_ps'><p>Lettera aperta della GFE in vista del voto europeo del 6/7 giugno 2009</p> <p>Petizione e candidati che hanno aderito su <a href='http://www.mfe.it/' class='spip_out' rel='nofollow'>www.mfe.it</a></p></div>
		<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?a=2oOCThsiU_s:ngJWO6mBWUI:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?a=2oOCThsiU_s:ngJWO6mBWUI:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div>]]></content:encoded>


		

	</item>
<item>
		<title>Per un Parlamento europeo più forte. Intervista a Piero Graglia</title>
		<link>http://www.taurillon.org/Per-un-Parlamento-europeo-piu</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.taurillon.org/Per-un-Parlamento-europeo-piu</guid>
		<dc:date>2009-06-05T16:38:21Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Armando Crupi, Stefano Rossi</dc:creator>

<category domain="http://www.taurillon.org/-Attualita-">Attualità</category>

		<dc:subject>Oui_accueil</dc:subject>
		<dc:subject>Parlamento europeo</dc:subject>
		<dc:subject>Européennes 2009</dc:subject>

		<description>In occasione delle celebrazioni per il Trentennale del Parlamento europeo, organizzate dal PD a Torino il 1° giugno, nella sala dell'antico macello dell'istituto Gramsci, abbiamo incontrato Piero Graglia, docente di Storia dell'integrazione europea presso l'Università di Milano, e biografo di Altiero Spinelli. Attualmente è candidato alle europee come indipendente nelle liste del PD. Dopo aver letto e sottoscrittoil manifesto elettorale della JEF, ci ha rilasciato una breve intervista. Piero (...)

-
&lt;a href="http://www.taurillon.org/-Attualita-" rel="directory"&gt;Attualità&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.taurillon.org/+-Oui_accueil-+" rel="tag"&gt;Oui_accueil&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.taurillon.org/+-European-Parliament,117-+" rel="tag"&gt;Parlamento europeo&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.taurillon.org/+-Europeennes-2009-+" rel="tag"&gt;Européennes 2009&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.taurillon.org/IMG/arton2866.jpg" alt="" align="right" width="500" height="375" class="spip_logos" />
		<div class='rss_texte'><p>In occasione delle celebrazioni per il Trentennale del Parlamento europeo, organizzate dal PD a Torino il 1° giugno, nella sala dell'antico macello dell'istituto Gramsci, abbiamo incontrato <a href='http://www.pierograglia.eu/' class='spip_out'>Piero Graglia</a>, docente di Storia dell'integrazione europea presso l'Università di Milano, e biografo di Altiero Spinelli. Attualmente è candidato alle europee come indipendente nelle liste del PD.
Dopo aver letto e <a href='http://www.jef.eu/index.php?option=com_content&task=view&id=572&Itemid=350' class='spip_out'>sottoscritto</a>il <a href='http://www.jef.eu/index.php?option=com_content&task=view&id=535&Itemid=320' class='spip_out'>manifesto</a> elettorale della JEF, ci ha rilasciato una breve intervista.</p> <p><strong>Piero Graglia, condivide le richieste della JEF rivolte ai prossimi parlamentari europei, e in che modo crede di poter lottare per attuare questi obiettivi?</strong></p> <p>Innanzitutto sottoscrivo pienamente il manifesto della JEF. Per attuare i punti indicati dal manifesto è necessario aumentare i poteri del PE. Il PE è organo che rappresenta tutti i cittadini dell'Unione, ma non ha i poteri naturali ed essenziali delle assemblee rappresentative: non ha in particolare il potere d'iniziativa legislativa, il potere di controllo di bilancio e di controllo della Commissione. Le carenze del PE sono oggi l'elemento debole che manca per avvicinarsi agli obiettivi espressi dal manifesto.</p> <p>Un altro elemento necessario per avvicinarsi agli obiettivi indicati dalla JEF è la previsione di una fiscalità europea: oggi il cittadino paga il 100% delle tasse allo stato nazionale e agli enti locali; come si parla di federalismo fiscale “in basso”, si dovrebbe parlare di federalismo fiscale “in alto”.
La fiscalità europea può essere attuata senza aumentare le tasse; basta destinare una piccola quota delle entrate fiscali nazionali all'UE: questo permetterà il finanziamento di nuove politiche, e inoltre giustificherà un eventuale controllo da parte del PE sul bilancio dell'Unione. Inoltre darà più senso alla cittadinanza europea. E una fiscalità europea può essere attuata anche con i trattati ad oggi in vigore, che prevedono la possibilità di entrate fiscali dirette da parte dell'UE.
Se sarò eletto al PE mi batterò per questi punti: il PE è il punto di partenza di tutti.</p> <p><strong>Cosa pensa della campagna elettorale? Come sempre succede, si parla tanto di elezioni, ma poco di Europa. Questo non incide sulla democraticità stessa del voto? E chi ha le maggiori responsabilità?</strong></p> <p>La colpa non è del cittadino se in campagna elettorale non si parla d'Europa. C'è prima di tutto una profonda indifferenza da parte dei media. E non solo in Italia è così, ma anche in Francia: non c'è dibattito su temi europei. Da una parte non si può negare un'assenza colpevole dei media, dall'altra c'è un'assenza interessata delle forze politiche nazionali; e quel poco che si dice è spesso solo retorica europeista. C'è uno scarso impegno per aumentare il grado effettivo di europeismo della campagna elettorale.</p> <p>Come dicevo, la colpa principale non è del pubblico né delle istituzioni. Basta vedere la campagna che sta portando avanti il PE sulle elezioni; il nostro governo non vuole questa campagna, e non fa nulla per sostenerla. Addirittura la pubblicità sulle elezioni che passa in televisione è <a href='http://www.taurillon.org/Errore-negli-spot-televisivi-sulle' class='spip_in'>sbagliata</a>! Ripeto, c'è un'indifferenza interessata da parte delle istituzioni nazionali contro la cittadinanza europea e le elezioni.</p> <p>Come superare il silenzio? Anche qui, la base da cui partire è l'aumento dei poteri del PE. Inoltre anche in questo campo un fiscalità europea sarebbe utile: il cittadino non potrà più ignorare l'Europa. Il dialogo dev'essere a due voci; non basta che l'Europa vada incontro ai cittadini, ma serve anche che i cittadini si interessino di Europa.</p> <p><strong>Un argomento di attualità è sicuramente quello della crisi economica. L' UE oggi è in grado di attutire gli effetti della crisi?</strong></p> <p>A parer mio il governo europeo ha ancora scarso potere sull'economia. Manca un soggetto sovranazionale che prenda decisioni di carattere economico. Ancora l'UE non è in grado di far fronte alla crisi. Si è riusciti ad avere un banca centrale europea e l'Euro ha sostituito le monete nazionali in 16 paesi. Ma ancora non si riescono a coordinare delle politiche di intervento alla crisi.</p> <p>Questo perché non si può avere una moneta unica e allo stesso tempo l'assenza di una politica economica comune. Quindi il PE deve avere un ruolo maggiore, deve porre con forza l'idea di un governo europeo, cosa che la Commissione non può fare con legittimità.</p> <p>Anche qui come nella campagna elettorale manca la dimensione europea dell'intervento. Le misure nazionali vanno bene, ma devono essere non solo coordinate, ma subordinate all'intervento dell'UE attraverso la Commissione o con un organismo adatto; poiché l'Euro non può reggere da solo. E' difficile per gli Stati mantenere oggi i parametri di Maastricht: sarebbero dovuti essere uno strumento transitorio. Il punto di approdo non può che essere una sovranità effettiva in campo economico da parte dell'Europa.</p> <p><strong>Qual è il suo parere sul servizio civile europeo?</strong></p> <p>Sono a favore, è strumento utile per avvicinare i giovani al progetto europeo. Ci si ammala per poco di gioventù. Il servizio civile europeo è sicuramente uno strumento fondamentale, da appoggiare in tutti i modi. L'idea del servizio civile europeo, crea un'identità europea. Sono a favore del servizio civile come lo sono per un esercito e per una difesa comune per gli stati europei. Tutto ciò che va oltre la dimensione nazionale, è utile per creare una maggiore identità europea. Sono tutte misure da vedere con favore.</p> <p>Ovviamente per un buon funzionamento di questi servizi è necessario un maggiore finanziamento dell'UE, ma servono allora riforme per quanto riguarda la fiscalità. L'introito dell'UE è ancora troppo basso: 130 miliardi sono pochissimi per l'attuazione di nuove politiche. Creare una fiscalità permetterebbe di sostenere altri sforzi, tra i quali sicuramente il servizio civile europeo è da annoverare.</p>
			<div class='rss_chapo'><span class="vcard author"><a class="url fn spip_in" href="http://www.taurillon.org/_Armando-Crupi_">Armando Crupi</a></span>, <span class="vcard author"><a class="url fn spip_in" href="http://www.taurillon.org/_Stefano-Rossi_">Stefano Rossi</a></span></div>
		<p><a>Per-un-Parlamento-europeo-piu?lang=it</a></p>
			</div>
		
		<div class='rss_ps'><p>Immagine: Parlamento europeo. Fonte: <a href='http://www.flickr.com/photos/malasanya/2615556870/' class='spip_out'>Flickr</a></p></div>
		<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?a=OuqzJ_SqJX0:rok6p5CQKmM:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?a=OuqzJ_SqJX0:rok6p5CQKmM:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div>]]></content:encoded>


		

	</item>
<item>
		<title>Andiamo a votare, per cambiare l'Europa</title>
		<link>http://www.taurillon.org/Andiamo-a-votare-per-cambiare-l</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.taurillon.org/Andiamo-a-votare-per-cambiare-l</guid>
		<dc:date>2009-06-05T15:26:04Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Francesco Ferrero</dc:creator>

<category domain="http://www.taurillon.org/-Attualita-">Attualità</category>

		<dc:subject>Oui_accueil</dc:subject>
		<dc:subject>Parlamento europeo</dc:subject>
		<dc:subject>Européennes 2009</dc:subject>

		<description>Molti cittadini pensano che i deputati europei trascorrano il proprio mandato partecipando a cocktail e ricevimenti, ma non è così. Il Parlamento europeo ha acquisito nuovi poteri ad ogni modifica dei Trattati, tanto che oggi ha il potere di codecisione legislativa su quasi tutte le materie, e influenza con le proprie decisioni oltre il 70% delle leggi che vengono adottate in Italia e negli altri paesi europei, le quali non sono altro che trasposizioni di norme decise in Europa. Negli ultimi (...)

-
&lt;a href="http://www.taurillon.org/-Attualita-" rel="directory"&gt;Attualità&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.taurillon.org/+-Oui_accueil-+" rel="tag"&gt;Oui_accueil&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.taurillon.org/+-European-Parliament,117-+" rel="tag"&gt;Parlamento europeo&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.taurillon.org/+-Europeennes-2009-+" rel="tag"&gt;Européennes 2009&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.taurillon.org/IMG/arton2863.jpg" alt="" align="right" width="200" height="200" class="spip_logos" />
		<div class='rss_texte'><p>Molti cittadini pensano che i deputati europei trascorrano il proprio mandato partecipando a cocktail e ricevimenti, ma non è così. Il Parlamento europeo ha acquisito nuovi poteri ad ogni modifica dei Trattati, tanto che oggi ha il potere di codecisione legislativa su quasi tutte le materie, e influenza con le proprie decisioni oltre il 70% delle leggi che vengono adottate in Italia e negli altri paesi europei, le quali non sono altro che trasposizioni di norme decise in Europa.</p> <p>Negli ultimi cinque anni il PE <a href='http://www.europarl.europa.eu/elections2009/highlights/product.htm?language=IT&ref=20090120TMN46720&secondRef=0' class='spip_out'>ha prodotto più di 1.200 leggi</a> su materie come protezione dei consumatori, riduzione delle emissioni di anidride carbonica, tariffe più basse per la telefonia mobile, protezione dalle sostanze chimiche nocive, sviluppo del mercato interno dei servizi.</p> <p>Contro ogni logica, l'aumento dei poteri del PE è stato però accompagnato da una diminuzione dell'affluenza alle urne, un trend che continua in ogni elezione dal 1979 ad oggi: perché? <a href='http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/ebs/ebs_303_en.pdf' class='spip_out'>Un recente sondaggio</a> dell'Eurobarometro afferma che la ragione principale per cui gli elettori scelgono di non votare è perché sentono che il loro voto (ed il Parlamento stesso) non ha influenza. Ma il Parlamento europeo ha molta influenza. Allora perché questa percezione?</p> <h3 class="spip">Perché non possiamo eleggere il nostro Governo?</h3> <p>In tutto il mondo, il principale potere dei parlamenti è quello di dare (e togliere) la fiducia al governo e di controllare quest'ultimo. Secondo i trattati anche il Parlamento europeo è l'organo dell'Unione europea che ha il potere di dare e togliere la fiducia alla Commissione, ma poiché il Presidente della Commissione viene scelto sulla base di un compromesso tra i governi, con la complicità dei partiti europei, le elezioni europee, diversamente dalle elezioni nazionali, non influiscono sulla scelta dell'esecutivo europeo, la Commissione.</p> <p>Se entrerà in vigore il Trattato di Lisbona il Consiglio dovrà tener conto del risultato delle elezioni europee nel nominare il Presidente della Commissione, ma in teoria già oggi, con i trattati vigenti, la maggioranza del PE potrebbe respingere il candidato dei governi, e quindi, di fatto, scegliere il Presidente della Commissione.</p> <p>Pertanto, se ogni partito europeo avesse proposto ai cittadini un proprio candidato, e soprattutto <a href='http://www.federalunion.org.uk/blog/archive/2009_02_01_archive.html' class='spip_out'>se lo avesse fatto il PSE</a> che ha un gran numero di voti, gli elettori avrebbero avuto una vera possibilità di scegliere, e il Parlamento avrebbe guadagnato maggior potere, e con esso la democrazia europea. Ma ancora una volta c'è il sospetto che i partiti e i governi si siano accordati circa l'attribuzione delle cariche di vertice dell'Unione europea prima che i cittadini abbiano votato, supportando la rielezione del conservatore Barroso alla Presidenza della Commissione: questa non è democrazia!</p> <h3 class="spip">Perché le elezioni europee si giocano sui problemi nazionali?</h3> <p>Dappertutto osserviamo lo stesso problema: i partiti nazionali concentrano la campagna elettorale europea su temi di politica nazionale. Invece, per legittimare le istituzioni europee, e non ingannare i cittadini, i partiti politici dovrebbero assicurarsi che la campagna elettorale europea venisse combattuta sulle scelte di politica europea.</p> <p>Forse una riforma delle elezioni europee, con la creazione di liste transnazionali, e la possibilità di scegliere tra candidati di tutti i paesi europei, aiuterebbe ad ottenere un dibattito transnazionale sui temi europei. La <a href='http://www.andrewduffmep.org.uk/resources/index/Electoral%20Reform%20of%20the%20European%20Parliament' class='spip_out'>proposta di riforma</a> del meccanismo elettorale predisposta da Andrew Duff, Presidente dell'Unione Europea dei Federalisti, suggerisce che una parte dei parlamentari europei siano eletti con questo meccanismo dal 2014. Che sia un passo verso la creazione di autentici partiti europei?</p> <h3 class="spip">Andiamo a votare, per cambiare l'Europa!</h3> <p>La democrazia, i diritti, le sfide globali come la crisi economica, la sicurezza energetica e il riscaldamento globale necessitano di un'Europa più forte e di soluzioni transnazionali. Per questo abbiamo bisogno di un Parlamento europeo forte, funzionante, e dotato di piena legittimità.</p> <blockquote class="spip"> <p>… trasformare l'Unione europea in una Federazione …</p> </blockquote> <p>
Con il nostro voto, possiamo chiedere che il Parlamento europeo abbia il potere di designare un Governo europeo in grado di rispondere alle sfide in campo economico, ecologico e sociale e capace di parlare con una sola voce in politica estera, e che gli eletti si adoperino, nel nuovo Parlamento europeo, per trasformare l'Unione europea in una Federazione, che inizialmente potrebbe essere composta anche da un'avanguardia di Stati.</p> <p><strong>Il 6 e il 7 giugno andiamo quindi a votare, per cambiare l'Europa.</strong></p>
			<div class='rss_chapo'><span class="vcard author"><a class="url fn spip_in" href="http://www.taurillon.org/_Francesco-Ferrero_">Francesco Ferrero</a></span></div>
		<p><a>Andiamo-a-votare-per-cambiare-l?lang=it</a></p>
			</div>
		
		<div class='rss_ps'><p>Immagine: manifestazione federalista.</p></div>
		<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?a=GonBswfrBD4:mMqxoq58RZs:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?a=GonBswfrBD4:mMqxoq58RZs:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div>]]></content:encoded>


		

	</item>
<item>
		<title>Europee 2009</title>
		<link>http://www.taurillon.org/Europee-2009</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.taurillon.org/Europee-2009</guid>
		<dc:date>2009-06-05T11:03:32Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Nicola Vallinoto</dc:creator>

<category domain="http://www.taurillon.org/-Attualita-">Attualità</category>

		<dc:subject>Oui_accueil</dc:subject>
		<dc:subject>Européennes 2009</dc:subject>

		<description>Breve analisi con giudizio sintetico sul tasso di federalismo europeo presente nei programmi delle forze politiche per le prossime elezioni continentali del 6 e 7 giugno. La campagna politica per le europee è la grande assente di questa tornata elettorale che eleggerà i rappresentanti al Parlamento europeo. Secondo l'Eurobarometro solo il 30% dei cittadini europei andrà alle urne. Di fronte al silenzio colpevole dei partiti politici e alla mancanza di informazioni sulla stampa, e sui media in (...)

-
&lt;a href="http://www.taurillon.org/-Attualita-" rel="directory"&gt;Attualità&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.taurillon.org/+-Oui_accueil-+" rel="tag"&gt;Oui_accueil&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.taurillon.org/+-Europeennes-2009-+" rel="tag"&gt;Européennes 2009&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.taurillon.org/IMG/arton2862.jpg" alt="" align="right" width="123" height="84" class="spip_logos" />
		<div class='rss_chapo'><p>Breve analisi con giudizio sintetico sul tasso di federalismo europeo presente nei programmi delle forze politiche per le prossime elezioni continentali del 6 e 7 giugno.</p></div>
		<div class='rss_texte'><p>La campagna politica per le europee è la grande assente di questa tornata elettorale che eleggerà i rappresentanti al Parlamento europeo. Secondo l'Eurobarometro solo il 30% dei cittadini europei andrà alle urne.</p> <p>Di fronte al silenzio colpevole dei partiti politici e alla mancanza di informazioni sulla stampa, e sui media in generale, sui programmi elettorali, ovvero su cosa faranno i parlamentari europei una volta eletti, molti amici e conoscenti mi hanno chiesto quale fosse la formazione politica più vicina agli ideali federalisti del Manifesto di Ventotene «Per un'Europa libera e unita» scritto durante il confino fascista da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni.</p> <p>Ho ritenuto utile estendere a tutti voi una breve analisi dei programmi presentati dai partiti per le elezioni europee. Le informazioni sono state tratte dai siti internet delle forze politiche. Non sempre i partiti hanno presentato dei veri e propri programmi. In alcuni casi sono stati presentati semplici volantini o una breve lista di punti programmatici. Altri ancora non hanno presentato alcun programma, nè indicazioni preferendo soffermarsi sulle contemporanee elezioni amministrative.</p> <dl class='spip_document_1566 spip_documents spip_documents_right' style='float:right;'>
<dt><img src='http://www.taurillon.org/local/cache-vignettes/L182xH250/jpg_lvventotene111-5d995.jpg' width='182' height='250' alt='JPEG - 6.8 Kb' style='height:250px;width:182px;' /></dt>
</dl> <p>In tutti i casi è stata indicata la fonte ufficiale con i link ai programmi o ai siti dei partiti in caso di assenza di spunti programmatici.</p> <p>Nell'analisi sono state prese in considerazione le posizioni dei partiti sull'idea d'Europa e sulle prospettive politiche e istituzionali con i ruoli e i compiti da attribuire alle diverse istituzioni nell'ottica di una riforma dell'Unione Europea aldilà delle novità presenti nel Trattato di Lisbona.</p> <p>L'analisi è stata volutamente limitata alle proposte istituzionali lasciando da parte le politiche vere e proprie che l'UE può fare nei diversi settori di interesse europeo ovvero l'ambiente, la sicurezza, la giustizia sociale, l'immigrazione, ecc. Si è preferito focalizzare l'interesse sulle istituzioni, e il loro funzionamento, senza le quali non sarà possibile realizzare nessuna politica europea comune. Laddove non sono presenti punti specifici si è cercato di desumere la posizione dal contesto.</p> <p>L'elenco delle forze politiche segue un ordine che va da quella più federalista a quella più nazionalista. Infine trovate le forze politiche non giudicabili per non aver presentato alcun punto programmatico sulle istituzioni. Per ogni forza politica è indicato tra parentesi il giudizio sintetico sul programma e a seguire una selezione mirata dei programmi e dei volantini/manifesti.</p> <p>Analisi e giudizio dei programmi per le elezioni europee:</p> <p><strong>- Sinistra e Libertà (federalista)</strong></p> <p><strong>- Radicali (federalista)</strong></p> <p><strong>- Partito Democratico (europeista)</strong></p> <p><strong>- Rifondazione Comunisti Italiani Sinistra Europea (europeista)</strong></p> <p><strong>- Liberal Democratici Riformisti (europeista)</strong></p> <p><strong>- Lega Nord (nazionalista)</strong></p> <p><strong>- Forza Nuova (nazionalista)</strong></p> <p>Non giudicabili: <strong>Unione di Centro, Popolo della Libertà, Italia dei Valori, Partito Comunista dei Lavoratori, L'Autonomia</strong></p> <h3 class="spip">Selezione dei programmi elettorali nell'ordine sopraindicato
</h3> <p><strong>Sinistra e Libertà</strong>
La costruzione dell'Unione europea è stata la scelta più importante compiuta nel nostro continente dal dopoguerra: ha preso vita una nuova realtà, prima solo pensata da personalità illuminate. Una storia lunga e antica di Stati spesso in guerra</p> <blockquote class="spip"> <p>… - Sinistra e Libertà (federalista), Radicali (federalista), Partito Democratico (europeista), Rifondazione Comunisti Italiani Sinistra Europea (europeista), Liberal Democratici Riformisti (europeista), Lega Nord (nazionalista), Forza Nuova (nazionalista) …</p> </blockquote> <p>tra loro è diventata un progetto di unità culturale, politica ed economica, capace di esprimere anche un Parlamento Europeo eletto a suffragio universale. Dal Manifesto di Ventotene del 1941, stilato da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni, ad oggi è stata compiuta molta strada, ma molto ancora dobbiamo fare per un'Europa davvero democratica e federalista. Sinora abbiamo visto soprattutto un'Europa economica, basata su di un mercato comune; è giunto il momento, proprio di fronte alla gravissima crisi mondiale in atto, che l'Europa faccia un decisivo passo in avanti, che diventi cioè un'Europa dei cittadini a tutti gli effetti, capace di iniziative di pace e di solidarietà a livello mondiale. Per questo occorre una Costituzione europea con il coinvolgimento diretto dei popoli che valorizzi le culture e le diverse identità, affinché non venga perduta la parte migliore della lunga storia del nostro continente. La democratizzazione dell'Unione Europea (UE) è decisiva perché l'Europa politica sia autorevole e davvero utile ai cittadini.</p> <p>La grande prospettiva della Costituzione democratica si è infranta in questi anni per mancanza di determinazione nel difendere i valori dell'Europa: pace, disarmo, democrazia, lavoro, ambiente, diritti civili e sociali. Noi non rinunceremo a questi valori e ci impegneremo per rilanciare il progetto costituzionale attraverso un percorso che renda protagonisti i popoli, i soggetti sociali, le intellettualità.</p> <p>La stessa funzione della Banca Centrale Europea (BCE) va ripensata. La sua missione non può essere limitata a quella del contenimento dell'inflazione, che, a causa della grave recessione economica in atto, è naturalmente su valori bassi. Al contrario deve prevalere il ruolo di finanziamento dell'economia reale, in particolare in settori innovativi dove vi è bisogno di intensificare gli investimenti. Tra il Parlamento Europeo e la BCE deve intercorrere una relazione nella quale il primo traccia le linee di fondo della politica economica e la seconda, nella piena autonomia delle proprie scelte specifiche, concorre alla realizzazione di quegli obiettivi. In questo quadro, deve avere maggiore importanza la relazione annuale del presidente della BCE al Parlamento Europeo e il conseguente dibattito parlamentare deve assumere un ruolo di indirizzo per l'istituto finanziario. Il mercato finanziario europeo può essere messo al servizio degli interessi pubblici, anche attraverso nuove forme di finanziamento quali gli Eurobond, per evitare di peggiorare la situazione del debito nazionale dei vari paesi. Nel 2010 comincerà la difficile discussione per la riforma del bilancio comunitario e dobbiamo evitare che si arrivi all'ennesimo indebolimento del quadro europeo di sostegno finanziario.</p> <p>Per combattere la crisi serve più democrazia e partecipazione. L'Europa deve darsi questo obiettivo. Deve farsi promotrice di una riforma di tutte le strutture globali. Va riformato l'ONU come perno di un possibile nuovo spazio pubblico mondiale. Il che richiede il superamento degli anacronistici criteri di funzionamento delle Nazioni Unite e soprattutto del Consiglio di sicurezza. Siamo favorevoli ad un seggio per l'Unione Europea in un Consiglio di sicurezza riformato. Come per il clima occorrono strutture ONU per l'economia, riportando quindi al suo interno le funzioni di governo del commercio mondiale finora delegate al WTO. La democrazia è la grande questione aperta come ci dicono i movimenti mondiali e di cui ci parla anche l'esperienza della nuova America Latina. L'Unione europea ha grandi responsabilità per un mondo più giusto, per la pace, il disarmo e la sicurezza, ma pochi strumenti a disposizione per realizzarle. Il nostro impegno é a favore di una politica estera comune della UE, coerente con i suoi valori fondanti.</p> <p>Fonte: <a href='http://www.sinistraeliberta.it/wp-content/uploads/2009/04/programma_europee_sel1.pdf' class='spip_out'>Sinistraeliberta.it</a></p> <p><strong>Radicali</strong> Stati Uniti d'Europa subito! Per una patria europea, contro l'Europa delle patrie. Se appena ci conosci sai che, da quando esiste il Parlamento europeo, noi Radicali ci battiamo per gli Stati Uniti d'Europa, per la democrazia e i diritti umani ovunque nel mondo - dal Medio oriente al Tibet, all'Africa, alla Cina - per le libertà civili in Italia come nella Russia di Putin, contro lo sterminio per fame e per guerra. Abbiamo ottenuto risultati importanti, come la moratoria sulla pena di morte o il Tribunale penale internazionale.</p> <p>Fonte: <a href='http://www.radicali.it/elezioni-2009/volantino_bonino_2009_nord_occ.pdf' class='spip_out'>Radicali.it</a></p> <p><strong>Partito Democratico</strong> L'Unione europea deve agire come un attore politico unitario in tutti gli ambiti rilevanti: dalla politica internazionale a quella economica e sociale. E deve darsi gli strumenti per operare in tali direzioni;</p> <ul class="spip"><li> l'Unione europea può e deve assumere un ruolo di leadership nel governo della globalizzazione sia direttamente come attore globale, sia in quanto azionista di prima grandezza delle istituzioni internazionali; Per restare competitiva sul piano globale l'Europa deve completare il mercato interno; riformare il bilancio dell'Unione orientandolo a investimenti in innovazione e ricerca, nelle infrastrutture, nella economia dell'ambiente e nella formazione; rafforzare la dimensione sociale; equilibrare apertura commerciale e difesa dei settori strategici dell'economia europea; sviluppare politiche energetiche comuni. Le risposte alla crisi da parte della Commissione Europea appaiono insoddisfacenti. I governi si muovono in ordine sparso e le misure adottate dalla Commissione per il rilancio dell'economia sono insufficienti non solo per l'esiguità delle risorse stanziate ma soprattutto perché è mancato finora un efficace coordinamento a livello europeo degli interventi nazionali di stimolo all'economia. Dalla debolezza della Commissione, acquiescente verso le proposte minimalistiche dei governi europei, e dalla logica meramente nazionale con cui gli Stati membri stanno cercando di fronteggiare la crisi nascono le spinte protezionistiche che minacciano la coesione dell'Europa. Quello di cui ha bisogno l'Europa è l' avvio di una politica europea di investimenti per lo sviluppo e di un più forte coordinamento delle politiche economiche e delle misure di stimolo all'economia Le vie da percorrere sono le seguenti: </li><li> l'adozione da parte della Commissione di un documento di programmazione economica e finanziaria; </li><li> la modifica del Patto di stabilità e di crescita per scorporare dal calcolo del deficit le spese per investimenti in infrastrutture e attività di ricerca (certificati nella loro rilevanza europea dalla Banca Europea degli Investimenti); </li><li> la revisione e un adeguamento del bilancio comunitario alle sfide che l'Unione deve affrontare: un bilancio che renda possibili investimenti da concentrare nel campo della ricerca, della formazione superiore, dell'innovazione tecnologica; </li><li> la emissione di titoli del debito pubblico europeo per finanziare grandi investimenti a favore della crescita. L'obiettivo è consentire ai paesi europei ad un tempo il rafforzamento delle infrastrutture materiali e immateriali e l'innalzamento dei livelli di ricerca scientifica e tecnologica in accordo con il perseguimento della Strategia di Lisbona; </li><li> un forte sistema di regolazione e supervisione finanziaria e bancaria, integrato con la Bce e con gli Enti nazionali, per esercitare un efficace controllo ai vari livelli incluso quello sugli attori finanziari che operano su scala continentale; </li><li> limiti sulle retribuzioni e sui bonus dei dirigenti in modo che i loro compensi non prescindano dai risultati e nuove regole per prevenire conflitti d'interesse. A questa definizione di nuove regole deve contribuire l'Unione europea. Essenziale è l'impegno a: </li><li> rinsaldare la coerenza della sua azione esterna unificando la rappresentanza delle sue posizioni nelle istituzioni globali, dalle Nazioni Unite, al G8, alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario Internazionale, fino ad arrivare ad avere una voce unica in molte di queste istituzioni. Indispensabile, in ogni caso, è unificare la rappresentanza internazionale della zona euro; </li><li> consolidare la cooperazione delle forze giudiziarie e di polizia degli stati membri al fine di combattere e prevenire la criminalità organizzata, le minacce alla vita e alle libertà dei cittadini; </li><li> rafforzare energicamente l'Europol, perché diventi presto una vera e propria Polizia Europea, in grado di contrastare efficacemente le grandi multinazionali del crimine e irrobustire Eurojust e lo spazio giudiziario europeo; </li><li> individuare, nella lotta terrorismo, che resta una grave minaccia, più efficaci forme di collaborazione tra le intelligence dei Paesi europei, sino ad un coordinamento stabile sul modello di Europol, dove scambiare informazioni, compiere analisi condivise, promuovere iniziative di prevenzione. La crisi economica potrebbe costituire l'occasione per la creazione intorno all'euro di una avanguardia di paesi membri disposti a procedere più speditamente nel processo di integrazione </li></ul> <p>E' stato un errore da parte di alcuni partiti e governi accantonare la proposta avanzata da settori della società civile europea, da centri di ricerca e di studi e da movimenti politici europeisti, che la Presidenza della Commissione fosse scelta sulla base di una investitura elettorale da parte dei cittadini in occasione del voto per il rinnovo del Parlamento Europeo. Una scelta che avrebbe arricchito le possibilità di partecipazione diretta dei cittadini al processo politico comunitario. Una scelta che il Partito Democratico riproporrà come necessaria per rafforzare la legittimazione popolare della Commissione. Intorno all'idea di una Europa forte e politicamente unita, capace di prendere decisioni tempestive per accrescere la libertà, il benessere e la sicurezza dei cittadini, potranno ritrovarsi in Europa le forze che si richiamano alle più nobili tradizioni progressiste ed europeiste.</p> <p>Fonte: <a href='http://www.partitodemocratico.it/allegatidef/europa_che_conviene78786.pdf' class='spip_out'>Partitodemocratico.it</a></p> <p><strong>Rifondazione Comunisti Italiani Sinistra Europea</strong> Per una Europa nella quale tutte le sue istituzioni siano democraticamente legittimate. Per la partecipazione diretta nei processi decisionali, con referendum sulle questioni relative alle scelte fondamentali della stessa Unione Europea.</p> <p>Fonte: <a href='http://www.unaltraeuropa.e/programma_unitario_per_le_elezioni_europee.php' class='spip_out'>Unaltraeuropa.it</a></p> <p><strong>Liberal Democratici Riformisti</strong> La Politica Estera della UE. Noi Liberal Democratici crediamo fortemente nel processo di unificazione ed integrazione dell'Europa. In tale prospettiva va inquadrata l'assoluta necessità di una politica estera comune in maniera tale che gli Stati membri possano trarne beneficio. In particolare, bisognerebbe aumentare la capacità della Ue di gestire le crisi internazionali, interagendo con gli Organismi multilaterali preposti. La vocazione al multilateralismo è una vocazione insita nel dna della UE e noi vogliamo coglierne tutti gli aspetti positivi per la costruzione di un mondo più giusto, libero e democratico. La Ue deve assumere un ruolo di protagonista sano sulla scena internazionale, portando la propria esperienza storica di integrazione che ha permesso il superamento delle crisi interne. Allo stesso tempo è importante basare la propria azione di politica estera sul rispetto e la promozione dei diritti umani in tutti i Paesi del mondo. Tale impegno porterà effetti pratici sul piano della sicurezza, della lotta al terrorismo internazionale, e quindi al rafforzamento di tutto ciò che concorre alla difesa comune.</p> <p>L'Europa dovrebbe esprimersi con una sola voce tramite l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune. Sarebbe davvero opportuno, e non per sterili opportunismi nazionali, che la UE fosse rappresentata con un seggio in maniera permanente nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il nostro Paese farebbe bene a spingere con forza su questo punto della politica estera comune, cercando di essere fedele al proprio ruolo di fondatore delle prime Comunità europee, evitando pericolose fughe in avanti che non solo non ci portano da nessuna parte, ma che rischiano di isolarci in Europa. La prospettiva di una difesa comune. I Liberal Democratici auspicano che la politica europea della sicurezza e della difesa sia rafforzata ed ampliata, a tale fine riunendo le risorse e le capacità europee inerenti alla difesa. L'Unione europea dovrà essere in grado di provvedere da sola alla propria difesa militare e dovrà essere pronta ad intervenire, anche in scenari internazionali per tutelare la sicurezza globale e rispondere alle emergenze umanitarie.</p> <p>Fonte: <a href='http://www.ldconmelchiorre.it/' class='spip_out'>Liberaldemocraticiconmelchiorre.it</a></p> <p><strong>Lega Nord</strong> La Lega Nord – e in questo sta la sua esemplare coerenza – ha da subito posto l'accento sul pericolo, per i popoli europei, derivante dall'omologazione imposta dalle istituzioni comunitarie. Il processo d'integrazione europea, come si è fino a qui manifestato e come si sta manifestando anche in questi ultimi tempi, sta portando ad un vero e proprio super stato continentale, in cui il livello di democrazia risulta, in pratica, inesistente; questo, ovviamente, nonostante i fautori e i costruttori di tale sistema neghino in continuazione di essere contro</p> <blockquote class="spip"> <p>… non giudicabili: Unione di Centro, Popolo della Libertà, Italia dei Valori, Partito Comunista dei Lavoratori, L'Autonomia …</p> </blockquote> <p> i popoli e contro le tradizioni europee. Loro vogliono solamente – queste sono le loro parole – creare un'Europa democratica, unita, forte, rispettosa delle differenze e che sia presente con vigore sulla scena mondiale, come spazio formidabile di sviluppo e benessere. A dire il vero, è proprio il contrario di quanto sta accadendo.</p> <p>La Lega Nord auspica che l'Unione europea del futuro possa essere rispettosa delle differenze presenti al suo interno, tutelandole senza farle scomparire (Europa delle Regioni e dei territori). Ecco perché da sempre, ed oggi ancora di più, vogliamo un'Europa diversa, un'Europa dei popoli, che dia modo agli stessi di potersi esprimere senza dover obbligatoriamente accettare un insieme di norme calate dall'alto, e senza che le stesse abbiano il minimo contatto con la realtà quotidiana delle persone.</p> <p>L'Unione europea deve rappresentare il collante di tutte le diversità che compongono il panorama continentale e non il loro annullamento. Ecco perché vogliamo un'Unione europea retta su un modello confederale, in cui i vari Stati membri mantengano inalterate le proprie sovranità, e dove le Regioni e i territori vedano riconosciuti le proprie specificità e differenze.</p> <p>Fonte: <a href='http://www.leganord.org/elezioni/2009/proposte_obiettivi.pdf' class='spip_out'>Leganord.org</a></p> <p><strong>Forza Nuova</strong> Forza Nuova ritiene che in questo momento di grande crisi socio economica si debba dare una risposta forte e radicale partendo dall'emissione del denaro non più dalle banche e a debito ma da parte degli Stati europei e a credito. “L´emissione del denaro è una delle più importanti espressioni di Sovranità, dobbiamo riapproppiarcene.”</p> <p>Fonte: <a href='http://www.forzanuova.org/' class='spip_out'>Forzanuova.org</a></p> <h3 class="spip">NON GIUDICABILI</h3> <p><strong><a href='http://www.udc-italia.it/site_upload/files/2009/FLYER_UDC_2scelto4.pdf' class='spip_out'>Unione di Centro</a></strong>
Nulla sulle istituzioni europee.</p> <p><strong><a href='http://www.ilpopolodellaliberta.it/' class='spip_out'>Popolo della Libertà</a></strong>
Non è presente il programma (31 maggio 2009).</p> <p><strong><a href='http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/elezioni/12punti.php' class='spip_out'>Italia dei Valori</a></strong>
Nulla sulle istituzioni europee. “Corpo dell'esercito europeo con l'obiettivo di ottimizzare le spese militari e di finanziamento delle missioni all'estero, finalizzata ad una linea omogenea di intervento e ad una reale presenza politica internazionale. “</p> <p><strong><a href='http://www.pclavoratori.it/' class='spip_out'>Partito Comunista dei Lavoratori</a></strong>
Non è presente il programma (31 maggio 2009).</p> <p><strong><a href='http://www.partitoladestra.com/?costante_pagina=polo_autonomia&id_lingua=2' class='spip_out'>L'Autonomia</a></strong> Non è presente il programma (31 maggio 2009). “I nostri movimenti si uniscono per dare voce a quei milioni di cittadini traditi nella loro rappresentanza da una politica sempre più centralista e puntano ad un'Europa in cui i cittadini contino finalmente più delle tecnocrazie di Bruxelles attraverso l'esercizio della legittimazione democratica; ad un'Europa che sia capace di rivedere i discussi meccanismi derivanti dal trattato di Lisbona per rafforzare l'Europa dei popoli e il processo autenticamente democratico di decisione".</p>
			<div class='rss_chapo'><span class="vcard author"><a class="url fn spip_in" href="http://www.taurillon.org/_Nicola-Vallinoto_">Nicola Vallinoto</a></span></div>
		<p><a>Europee-2009?lang=it</a></p>
			</div>
		
		<div class='rss_ps'><p>Al fine di rendere un servizio migliore si invitano i lettori a segnalare eventuali inesattezze o aggiornamenti scrivendo a nicola.vallinoto<span class='spancrypt'> </span>gmail.com.</p></div>
		<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?a=MTEfbipVhr0:OXy5P6pwrHU:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?a=MTEfbipVhr0:OXy5P6pwrHU:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/taurillon/it?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div>]]></content:encoded>


		

	</item>



<description>La GFE è la e la sezione giovanile del Movimento Federalista Europeo, fondato a Milano il 27-28 agosto 1943 da un gruppo di antifascisti raccolti intorno ad Altiero Spinelli, e costituisce la sezione italiana degli Jeunes Européens Fédéralistes (JEF).</description></channel>

</rss>
