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	<title>Technico Blog</title>
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	<description>Un blog di Giorgio Marandola</description>
	<lastBuildDate>Wed, 09 Feb 2022 00:11:51 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Technico Blog</title>
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		<title>TikTok testa delle restrizioni dei contenuti in base all’età</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Marandola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2022 00:11:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[ByteDance]]></category>
		<category><![CDATA[Contenuti TikTok]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbi Alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[TikTok]]></category>
		<category><![CDATA[TikTok Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>TikTok sta lavorando a diversi modi per valutare e limitare i contenuti in base all'età al fine di impedire che i contenuti per adulti raggiungano gli utenti adolescenti della sua app, ha affermato la società in una recente conferenza stampa.</p>
<p>The post <a href="https://www.technicoblog.com/tiktok-testa-delle-restrizioni-dei-contenuti-in-base-alleta/">TikTok testa delle restrizioni dei contenuti in base all’età</a> first appeared on <a href="https://www.technicoblog.com">Technico Blog</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>TikTok testa restrizioni dei contenuti in base all&#8217;età.</strong></p>



<p><a href="https://www.tiktok.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" title="TikTok">TikTok</a> sta lavorando a diversi modi per <strong>valutare e limitare i contenuti in base all&#8217;età</strong> al fine di impedire che i contenuti per adulti raggiungano gli utenti adolescenti della sua app, ha affermato la società in una recente conferenza stampa.</p>



<p>TikTok, che è esploso in popolarità tra gli adolescenti negli ultimi anni, ha affermato che stava eseguendo un circoscritto test su come i contenuti per adulti potessero essere limitati dagli account appartenenti a utenti più giovani, dall&#8217;utente stesso o dai suoi genitori e tutori.<br>Rimane da capire, al netto del test, se ci sarà la volontà da parte degli utenti più giovani, di usare questa potenziale funzionalità, dato che nel recente passato TikTok stessa si è mostrata alquanto poco meticolosa nei controlli dell&#8217;età effettiva dei suoi utenti, pur avendo messo in campo <a href="https://www.wired.it/internet/social-network/2021/02/03/tiktok-eta-controllo-italia-garante-privacy/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" title="dei palliativi">dei palliativi</a>.</p>



<p>La società, di proprietà del titano tecnologico cinese <strong>ByteDance</strong>, ha affermato di attingere ai tipi di standard di classificazione dei contenuti già utilizzati per film e giochi. <br>Ha affermato che avrebbe testato un modo per i creatori dell&#8217;app per specificare se desiderano che i loro contenuti vengano visualizzati solo da un pubblico adulto.</p>



<p>Le piattaforme di social media sono state esaminate attentamente sui loro approcci al benessere e alla sicurezza degli utenti più giovani. <br><strong>Meta</strong>, la società madre di Facebook, Instagram e WhatsApp, è stata criticata dai legislatori statunitensi per il suo piano di introdurre una versione di Instagram per bambini.</p>



<p>L&#8217;anno scorso, una coalizione di procuratori generali negli Stati Uniti, ha aperto un&#8217;indagine su Meta per il fatto di promuovere Instagram tra i bambini nonostante <a href="https://www.reuters.com/technology/new-york-attorney-general-others-opens-probe-into-facebook-promoting-instagram-2021-11-18/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" title="i potenziali danni">i potenziali danni</a>, dopo che documenti interni trapelati hanno sollevato domande sulla ricerca aziendale sugli effetti di Instagram sulla salute mentale degli utenti adolescenti.</p>



<p>TikTok, che in passato è stato criticato per presunti <strong>post che promuovono i disturbi alimentari </strong>ma che parimenti sostiene bannare regolarmente tali contenuti, ha affermato in un <a href="https://newsroom.tiktok.com/it-it/rafforziamo-le-policy-per-promuovere-la-sicurezza-e-il-benessere-su-tiktok" target="_blank" rel="noreferrer noopener" title="post sul blog">post sul blog</a> martedì che inizierà a rimuovere anche i post che promuovono contenuti legati anche in senso più ampio ai disturbi alimentari.</p>



<p>Si legge nel post:<br><br>Anche se rimuoviamo già i contenuti che promuovono i disordini alimentari, ora cominceremo a rimuovere anche la promozione di regimi alimentari non corretti. <br>Dopo esserci consultati con esperti di disordini alimentari, ricercatori e medici, introduciamo questo cambiamento perché ci rendiamo conto che si può essere alle prese con diete e comportamenti di alimentazione poco sani anche senza avere un disordine alimentare diagnosticato. <br>Il nostro obiettivo è tenere conto di più sintomi, come l’esercizio eccessivo o i digiuni saltuari, che spesso rappresentano segnali poco riconosciuti di un potenziale problema. <br>Si tratta di un’area caratterizzata da moltissime sfumature, difficile da interpretare in modo coerente, e stiamo lavorando per formare i nostri team a prestare attenzione a una gamma più ampia di contenuti.</p>



<p>Una presa di coscienza importante.</p><p>The post <a href="https://www.technicoblog.com/tiktok-testa-delle-restrizioni-dei-contenuti-in-base-alleta/">TikTok testa delle restrizioni dei contenuti in base all’età</a> first appeared on <a href="https://www.technicoblog.com">Technico Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Arrestate due persone per l’hack di Bitfinex del 2016</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Marandola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Feb 2022 18:55:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bitcoin e Crypto]]></category>
		<category><![CDATA[Bitcoin]]></category>
		<category><![CDATA[Bitfinex]]></category>
		<category><![CDATA[Hack Bitfinex]]></category>
		<category><![CDATA[Heather Morgan]]></category>
		<category><![CDATA[Ilya Lichtenstein]]></category>
		<category><![CDATA[Sequestro Criptovalute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ue persone sono state arrestate questa mattina a Manhattan per un presunto tentativo di riciclare criptovaluta che è stata rubata durante l'hacking del 2016 di Bitfinex, un exchange di valuta virtuale, che ha permesso di sottrarre circa 4,5 miliardi di dollari.</p>
<p>The post <a href="https://www.technicoblog.com/arrestate-due-persone-per-lhack-di-bitfinex-del-2016/">Arrestate due persone per l’hack di Bitfinex del 2016</a> first appeared on <a href="https://www.technicoblog.com">Technico Blog</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Negli Stati Uniti sono state arrestate due persone collegate all&#8217;hack di Bitfinex del 2016.</strong></p>



<p>Due persone sono state arrestate questa mattina a Manhattan per un presunto tentativo di riciclare criptovaluta che è stata rubata durante l&#8217;hacking del 2016 di <strong>Bitfinex</strong>, un exchange di valuta virtuale, che ha permesso di sottrarre circa 4,5 miliardi di dollari.<br>Finora, le forze dell&#8217;ordine hanno sequestrato oltre 3,6 miliardi di dollari in criptovaluta legate a quell&#8217;hack.</p>



<p>&#8220;Con gli arresti di oggi e il conseguente sequestro di critpovaluta, è stato messo a segno il più grande sequestro finanziario mai effettuato dal dipartimento, dimostrano che la criptovaluta non è un rifugio sicuro per i criminali&#8221;, ha affermato il vice procuratore generale <strong>Lisa O. Monaco</strong>. &#8220;Nel tentativo inutile di mantenere l&#8217;anonimato digitale, gli imputati hanno riciclato fondi rubati attraverso un labirinto di transazioni di criptovaluta. Grazie al meticoloso lavoro delle forze dell&#8217;ordine, il dipartimento ha mostrato ancora una volta come può e seguirà il denaro, indipendentemente dalla forma che assume&#8221;.</p>



<p>&#8220;Oggi, le forze dell&#8217;ordine federali dimostrano ancora una volta che possiamo seguire il denaro attraverso la blockchain e che non permetteremo alla criptovaluta di essere un rifugio sicuro per il riciclaggio di denaro o una zona di illegalità all&#8217;interno del nostro sistema finanziario&#8221;, ha affermato l&#8217;assistente procuratore generale <strong>Kenneth A. Polite Jr.</strong> della Divisione Criminale del Dipartimento di Giustizia. &#8220;Gli arresti di oggi mostrano che prenderemo una posizione ferma contro coloro che presumibilmente tenteranno di utilizzare valute virtuali per scopi criminali&#8221;.</p>



<p><strong>Ilya Lichtenstein</strong>, 34 anni, e sua moglie <strong>Heather Morgan</strong>, 31 anni, entrambi di New York, sono comparse oggi davanti alla corte federale a Manhattan.</p>



<p>Secondo i documenti del tribunale, Lichtenstein e Morgan avrebbero cospirato per riciclare i proventi di 119.754 Bitcoin che sono stati <strong>rubati dalla piattaforma Bitfinex</strong> dopo che un hacker ha violato i sistemi di Bitfinex e avviato più di 2.000 transazioni non autorizzate. <br>Quelle transazioni non autorizzate hanno inviato il bitcoin rubato a un portafoglio digitale sotto il controllo di Lichtenstein. <br>Negli ultimi cinque anni, circa 25.000 di quei bitcoin rubati sono stati trasferiti dal portafoglio di Lichtenstein tramite un complicato processo di riciclaggio di denaro che si è concluso con il deposito di alcuni dei fondi rubati in conti finanziari controllati da Lichtenstein e Morgan. <br>Il resto dei fondi rubati, che comprende più di 94.000 bitcoin, è rimasto nel portafoglio utilizzato per ricevere e archiviare i proventi illegali dell&#8217;hacking. </p>



<p>Dopo l&#8217;esecuzione dei mandati di perquisizione autorizzati dal tribunale sugli account online controllati da Lichtenstein e Morgan, agenti speciali hanno ottenuto l&#8217;accesso ai file all&#8217;interno di un account controllato da Lichtenstein. <br>Quei file contenevano le chiavi private necessarie per accedere al portafoglio digitale che riceveva direttamente i fondi rubati da Bitfinex e consentivano agli agenti speciali di sequestrare e recuperare legalmente più di 94.000 bitcoin che erano stati rubati da Bitfinex. <br>Il bitcoin recuperato è valutato oltre $ 3,6 miliardi al momento del sequestro.</p>



<p>&#8220;La criptovaluta e gli scambi di valuta virtuale in essa contenuti costituiscono una parte in espansione del sistema finanziario statunitense, ma i furti di valuta digitale eseguiti attraverso complessi schemi di riciclaggio di denaro potrebbero minare la fiducia nelle criptovalute stesse&#8221;, ha affermato il procuratore degli Stati Uniti Matthew M. Graves per il Distretto di Columbia.</p>



<p>Continuando: &#8220;Il Dipartimento di Giustizia e il nostro ufficio sono pronti ad affrontare queste minacce utilizzando le tecniche investigative del 21° secolo per recuperare i fondi rubati e ritenere responsabili gli autori&#8221;.</p>



<p>La denuncia penale sostiene che Lichtenstein e Morgan hanno utilizzato numerose <strong>sofisticate tecniche di riciclaggio</strong>, incluso l&#8217;utilizzo di <strong>identità fittizie</strong> per creare account online; hanno inoltre utilizzato dei software per <strong>automatizzare le transazioni</strong>, una tecnica di riciclaggio che consente l&#8217;esecuzione di molte transazioni in un breve periodo di tempo; depositare i fondi rubati in conti presso una varietà di borse di valuta virtuale e mercati darknet e quindi ritirare i fondi, il che offusca la traccia della cronologia delle transazioni interrompendo il flusso di fondi; convertire Bitcoin in altre forme di valuta virtuale, inclusa la valuta virtuale con miglioramento dell&#8217;anonimato (AEC), in una pratica nota come &#8220;<strong>chain hopping</strong>&#8220;; e utilizzando conti aziendali con sede negli Stati Uniti per legittimare la propria attività bancaria.</p>



<p>Lichtenstein e Morgan sono accusate di cospirazione per riciclaggio di denaro, che comporta una pena massima di 20 anni di carcere, e cospirazione per frodare gli Stati Uniti, che comporta una pena massima di 5 anni di carcere. <br>Un giudice del tribunale distrettuale federale determinerà qualsiasi sentenza dopo aver considerato le linee guida sulle sentenze degli Stati Uniti e altri fattori statutari.</p>



<p></p><p>The post <a href="https://www.technicoblog.com/arrestate-due-persone-per-lhack-di-bitfinex-del-2016/">Arrestate due persone per l’hack di Bitfinex del 2016</a> first appeared on <a href="https://www.technicoblog.com">Technico Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>I veicoli autonomi hanno bisogno di regole più severe?</title>
		<link>https://www.technicoblog.com/i-veicoli-autonomi-hanno-bisogno-di-regole-piu-severe/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Marandola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2022 22:53:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smart Mobility]]></category>
		<category><![CDATA[Tesla]]></category>
		<category><![CDATA[Veicoli a guida autonoma]]></category>
		<category><![CDATA[Veicoli autonomi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stati Uniti, messaggio all'amministrazione Biden: i veicoli autonomi hanno bisogno di regole più severe?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Stati Uniti, messaggio all&#8217;amministrazione Biden: i veicoli autonomi hanno bisogno di regole più severe?</strong></p>



<p>Mercoledì scorso, i sindacati statunitensi e un&#8217;associazione a difesa della sicurezza dei consumatori hanno esortato l&#8217;amministrazione Biden ad aggiungere ulteriori regole per garantire che i veicoli autonomi siano sicuri prima di essere lasciati liberi di circolare in gran numero sulle strade degli Stati Uniti.</p>



<p>I legislatori in un&#8217;audizione della sottocommissione per i trasporti e le infrastrutture della Camera hanno sollevato preoccupazioni sui veicoli a guida autonoma, ma hanno anche affermato che la tecnologia potrebbe aiutare a prevenire decine di migliaia di morti sulla strada.<br>Un equilibrio perfetto tra la necessità di trovare regole più stringenti e la possibilità di trarre dei benefici dalla commercializzazione su larga scala dei veicoli a guida autonoma.</p>



<p>&#8220;Dobbiamo sapere cosa sta succedendo sulle nostre strade e il modo per raggiungere la sicurezza è attraverso la regolamentazione&#8221;, ha affermato <strong>Cathy Chase</strong>, presidente di <strong>Advocates for Highway and Auto Safety, </strong>sostenendo standard minimi di prestazione.</p>



<p><strong>Ariel Wolf</strong>, consigliere generale del gruppo industriale dell&#8217;<strong>Autonomous Vehicle Industry Association</strong>, ha detto ai legislatori che &#8220;i veicoli autonomi non solo sono sicuri, ma stanno rendendo le nostre strade più sicure. C&#8217;è una crisi sulle nostre strade&#8221;. <br>L&#8217;AVIA rappresenta la Ford, la Waymo di Alphabet Inc (Google), l&#8217;unità Cruise a guida autonoma di General Motors e altri attori del mercato.</p>



<p>I decessi per incidenti stradali nei primi nove mesi del 2021 sono stati i più alti dal 2006, hanno affermato martedì i regolatori statunitensi.</p>



<p>La legislazione per accelerare il <strong>dispiegamento di veicoli a guida autonoma</strong> e rimuovere gli ostacoli alla loro adozione, è in stallo da anni e non mostra alcun segno di vita. <br>Le autorità di regolamentazione della sicurezza statunitensi stanno anche indagando su una serie di incidenti che coinvolgono il sistema di assistenza alla guida di <strong>Tesla</strong>, Autopilot. <br>Tesla, dal canto suo, ha affermato che i suoi sistemi sono sicuri senza ombra di dubbio.</p>



<p>Sotto la pressione delle autorità di regolamentazione, martedì Tesla ha accettato di disabilitare una funzione della sua &#8220;<strong>Full Self-Driving</strong>&#8221; (Beta) che consentiva ai veicoli di andare oltre di fronte ad un segnale di stop senza fermarsi completamente, a basse velocità. Il rappresentante <strong>Hank Johnson</strong> ha criticato aspramente questa funzionalità tecnologica in dotazione alle auto <strong>Tesla</strong> durante l&#8217;udienza di mercoledì.</p>



<p>Il funzionario di Teamsters, <strong>Doug Bloch</strong> ha detto al comitato che &#8220;tutti i lavoratori meritano di sapere che un veicolo autonomo o un robot che viaggia accanto a loro è abbastanza sicuro da condividere la stessa strada o il luogo di lavoro&#8221;.<br><strong>John Samuelsen</strong>, a capo della <strong>Transport Workers Union of America</strong>, ha detto ai legislatori che gli Stati Uniti devono &#8220;stabilire e applicare rigorosi standard di sicurezza&#8221; sui veicoli autonomi.</p>



<p>&#8220;Le tecnologie AV che non sono state adeguatamente valutate e controllate da regolatori di sicurezza federali indipendenti, le tecnologie che cercano scorciatoie per andare oltre i propri limiti e le tecnologie progettate intenzionalmente per sostituire i lavoratori dovrebbero essere tutte sospette&#8221;, ha aggiunto poi Samuelsen.</p>



<p><strong>Quanti sono i veicoli a guida autonoma attualmente in test negli Stati Uniti?</strong></p>



<p>Ci sono oltre <strong>1.400 veicoli a guida autonoma attualmente in fase di test</strong> da più di <strong>80 aziende</strong> in <strong>36 stati</strong>, ha affermato il rappresentante degli Stati Uniti <strong>Peter DeFazio</strong>, che presiede l&#8217;intero comitato.</p>



<p>&#8220;Per apprezzare i vantaggi in termini di sicurezza dei veicoli a guida autonoma, le autorità di regolamentazione devono fare la loro parte per ritenere l&#8217;industria responsabile in questo processo e garantire che i veicoli autonomi mantengano la loro promessa di strade più sicure&#8221;, ha affermato DeFazio. &#8220;Sappiamo cosa può succedere quando le autorità di regolamentazione lasciano che l&#8217;industria non venga controllata … Non possiamo essere morbidi in nome dell&#8217;opportunità o della convenienza&#8221;.</p>



<p>Molti legislatori hanno sollevato dubbi sul fatto che i veicoli a guida autonoma possano mettere in pericolo, invece, i posti di lavoro.</p><p>The post <a href="https://www.technicoblog.com/i-veicoli-autonomi-hanno-bisogno-di-regole-piu-severe/">I veicoli autonomi hanno bisogno di regole più severe?</a> first appeared on <a href="https://www.technicoblog.com">Technico Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>ASUS annuncia il nuovo Vivobook 13 Slate Oled in Italia</title>
		<link>https://www.technicoblog.com/asus-annuncia-il-nuovo-vivobook-13-slate-oled-in-italia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Marandola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2022 18:14:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web & Tech]]></category>
		<category><![CDATA[asus]]></category>
		<category><![CDATA[Asus Vivobook]]></category>
		<category><![CDATA[Asus Vivobook 13 Slate Oled]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Asus annuncia l'arrivo del nuovo Vivobook 13 Slate Oled (T3300) in Italia. Scheda e caratteristiche tecniche.</p>
<p>The post <a href="https://www.technicoblog.com/asus-annuncia-il-nuovo-vivobook-13-slate-oled-in-italia/">ASUS annuncia il nuovo Vivobook 13 Slate Oled in Italia</a> first appeared on <a href="https://www.technicoblog.com">Technico Blog</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Asus annuncia l&#8217;arrivo del nuovo Vivobook 13 Slate Oled (T3300) in Italia.</strong></p>



<p>In pratica si tratta del primo laptop Windows 2-in-1 da 13,3’’ OLED che può funzionare da PC, ma anche come una TV OLED portatile, il miglior modo di unire produttività e intrattenimento.</p>



<p>Queste le caratteristiche principali del PC:</p>



<p>Display OLED per esperienze cinematografiche e colori ultra fedeli: touchscreen OLED PANTONE Validated da 13,3&#8243; Dolby Vision; audio Dolby Atmos a quattro altoparlanti; WiFi 6 con ASUS WiFi Master.</p>



<p>Un PC dalle infinite possibilità: CPU Intel® Quad-core 3.3 GHz; tastiera full-size ad aggancio magnetico con ampio touchpad; Windows 11 Home S e supporto app Intel Bridge per Android.</p>



<p>Creatività senza limiti grazie al supporto del prezioso ASUS Pen 2.0: nuovo stilo ASUS Pen 2.0 incluso in confezione; 4096 livelli di pressione, 4 punte intercambiabili, funzioni Bluetooth® one-click tramite pulsante di scelta rapida.</p>



<p>Videochiamate on-the-go: fotocamera anteriore da 5 MP e posteriore da 13 MP per videochiamate ottimizzate e foto fantastiche; tecnologia AI Noise-Canceling per un audio cristallino.</p>



<p>Questo laptop – equipaggiato con Windows 11 Home S per un’esperienza di fruizione sempre ottimizzata in tutte le modalità di utilizzo – è comodamente utilizzabile sia in orizzontale sia in verticale, con o senza tastiera, appoggiato o in mano: scrivere o guardare contenuti da qualsiasi angolazione e in qualsiasi posizione non comporterà alcuno sforzo.</p>



<p>La batteria, afferma ASUS, è di lunga durata ed è dotata di ricarica USB-C.</p>



<p><strong>Specifiche tecniche dell&#8217; ASUS Vivobook 13 Slate OLED (T3300KA)</strong></p>



<p><strong>CPU:</strong> Intel Pentium Silver N6000 Processor 1.1 GHz (4M Cache, up to 3.3 GHz, 4 cores)</p>



<p><strong>GPU:</strong> Intel UHD Graphics</p>



<p><strong>Display:</strong> 13.3” FHD OLED (1920&#215;1080), 16:9, 550 nits, 100% DCI-P3; Dolby Vision</p>



<p><strong>Sistema Operativo:</strong> Windows 11 Home Edition</p>



<p><strong>Memoria Principale:</strong> 4GB LPDDR4X on-board, Memoria RAM massima: 8 GB</p>



<p><strong>Memoria:</strong> eMMC: 128 GB</p>



<p><strong>Connettività:</strong> WiFi 6 (802.11 ax) con ASUS WiFi Master e Bluetooth® 5.2</p>



<p><strong>Fotocamera:</strong> Frontale 5M / Posteriore 13M</p>



<p><strong>Porte I/O:</strong></p>



<ul><li>2 x USB 3.2 Gen 2 Type-C supporto display/Power delivery</li><li>1 x Jack Audio da 3,5 mm combo</li><li>Lettore schede Micro SD</li></ul>



<p><strong>Touchpad:</strong> ultra-liscio</p>



<p><strong>Audio:</strong></p>



<ul><li>Tecnologia Smart Amp</li><li>Diffusori stereo a 4 vie integrati</li><li>Array di microfoni incorporato</li><li>con supporto Cortana</li></ul>



<p><strong>Batteria:</strong> Batteria litio-polimero a 3 celle da 50 Wh</p>



<p><strong>Adattatore:</strong> 65 W adattatore (Output: 20 V DC, 3.25 A / Input: 100~240 V AC, 50 / 60 Hz universale)</p>



<p><strong>Dimensioni:</strong> 309.9 x 190 x 7.9 mm</p>



<p><strong>Peso:</strong> 785 g</p>



<p><strong>Qual è il prezzo consigliato dell&#8217;ASUS Vivobook 13 Slate OLED?</strong></p>



<p>L&#8217; ASUS Vivobook 13 Slate OLED è disponibile in vendita al <strong>prezzo consigliato di 699€ iva inclusa</strong>, e sarà disponibile sia sul sito di ASUS, che nei numerosi retailer presenti sul territorio, in più, compreso nel prezzo ci sono anche la tastiera, un comodo stand e l’ASUS Pen 2.0</p><p>The post <a href="https://www.technicoblog.com/asus-annuncia-il-nuovo-vivobook-13-slate-oled-in-italia/">ASUS annuncia il nuovo Vivobook 13 Slate Oled in Italia</a> first appeared on <a href="https://www.technicoblog.com">Technico Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La Casa Bianca allerta l’Europa su possibili attacchi hacker russi</title>
		<link>https://www.technicoblog.com/la-casa-bianca-allerta-leuropa-su-possibili-attacchi-hacker-russi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Marandola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2022 16:34:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[Anne Neuberger]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Russia Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Hacker Russi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.technicoblog.com/?p=3168</guid>

					<description><![CDATA[<p>Funzionario della sicurezza informatica della Casa Bianca in Europa allerta su possibili attacchi hacker russi. La Russia potrebbe utilizzare attacchi informatici come parte dei suoi sforzi per destabilizzare e successivamente invadere l&#8217;Ucraina, ha affermato mercoledì un funzionario informatico della Casa Bianca in visita dalle sue controparti europee. Anne Neuberger, vice consigliere per la sicurezza nazionale &#8230;</p>
<p>The post <a href="https://www.technicoblog.com/la-casa-bianca-allerta-leuropa-su-possibili-attacchi-hacker-russi/">La Casa Bianca allerta l’Europa su possibili attacchi hacker russi</a> first appeared on <a href="https://www.technicoblog.com">Technico Blog</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="tw-target-text"><strong>Funzionario della sicurezza informatica della Casa Bianca in Europa allerta su possibili attacchi hacker russi.</strong></p>



<p id="tw-target-text">La Russia potrebbe utilizzare attacchi informatici come parte dei suoi sforzi per destabilizzare e successivamente invadere l&#8217;Ucraina, ha affermato mercoledì un funzionario informatico della Casa Bianca in visita dalle sue controparti europee. </p>



<p id="tw-target-text"><strong>Anne Neuberger</strong>, vice consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti per la tecnologia informatica e emergente, ha incontrato a Bruxelles i funzionari dell&#8217;<strong>Unione Europea</strong> e della <a href="https://www.nato.int/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" title="NATO">NATO</a> per discutere della minaccia di attacchi informatici contro l&#8217;Ucraina da parte della Russia. </p>



<p id="tw-target-text">&#8220;Stiamo avvertendo da settimane e mesi, sia pubblicamente che privatamente&#8221; di potenziali attacchi, ha detto Neuberger in una conferenza stampa. <br>&#8220;I russi hanno utilizzato il cyber come componente chiave della loro proiezione di forza nell&#8217;ultimo decennio, anche in precedenza in Ucraina&#8221;, ha detto Neuberger. </p>



<p id="tw-target-text">La Russia ha ammassato più di 100.000 soldati lungo il confine con l&#8217;Ucraina, alimentando i timori di una guerra.  <br>Sebbene la Russia neghi di pianificare un&#8217;invasione, chiede garanzie di sicurezza radicali, inclusa la promessa che la NATO non ammetterà mai l&#8217;Ucraina. </p>



<p id="tw-target-text">La visita di Neuberger arriva dopo un massiccio attacco informatico che avverte gli ucraini di &#8220;aver paura e aspettarsi il peggio&#8221; che ha colpito i siti web del Governo a metà gennaio, lasciando alcune pagine inaccessibili e spingendo Kiev ad aprire un&#8217;indagine. Kiev ritiene che un <strong>gruppo di hacker legato all&#8217;intelligence in Bielorussia</strong>, stretto alleato della Russia, abbia effettuato l&#8217;attacco informatico utilizzando un malware simile a quello utilizzato da un gruppo legato all&#8217;intelligence russa. <br></p>



<p id="tw-target-text">Shell, inoltre, ha dichiarato martedì che stava reindirizzando le forniture di petrolio ad altri depositi a seguito di un attacco informatico a due filiali della società di logistica tedesca Marquard &amp; Bahls questa settimana. </p>



<p id="tw-target-text">La natura dell&#8217;attacco o l&#8217;identità degli aggressori che hanno effettuato l&#8217;hacking di Marquard &amp; Bahls non era chiara. La società non ha risposto alle richieste di commento da parte delle principali agenzie di stampa internazionali.</p><p>The post <a href="https://www.technicoblog.com/la-casa-bianca-allerta-leuropa-su-possibili-attacchi-hacker-russi/">La Casa Bianca allerta l’Europa su possibili attacchi hacker russi</a> first appeared on <a href="https://www.technicoblog.com">Technico Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Lo Startup Weekend torna a Pavia, 54 ore per creare una startup</title>
		<link>https://www.technicoblog.com/startup-weekend-pavia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Marandola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Sep 2019 12:47:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pavia]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
		<category><![CDATA[Startup Weekend]]></category>
		<category><![CDATA[Startup Weekend Pavia]]></category>
		<category><![CDATA[Startup Weekend Pavia 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torna a Pavia lo Startup Weekend 2019, dal 25 al 27 Ottobre 2019. Startup Weekend è il format internazionale “dall’idea all’impresa” più famoso al mondo: oltre 4.500 edizioni in 150 paesi e quest&#8217;anno verrà organizzata la quarta edizione di Pavia. Si inizia il Venerdì 25 con la presentazione delle idee imprenditoriali da parte dei partecipanti. &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Torna a Pavia lo Startup Weekend 2019, dal 25 al 27 Ottobre 2019.</strong></p>
<p><strong>Startup Weekend</strong> è il format internazionale “dall’idea all’impresa” più famoso al mondo: oltre 4.500 edizioni in 150 paesi e quest&#8217;anno verrà organizzata la quarta edizione di Pavia.</p>
<p>Si inizia il Venerdì 25 con la presentazione delle<strong> idee imprenditoriali</strong> da parte dei partecipanti.<br />
Al termine delle presentazioni tutti i partecipanti votano le 10 migliori idee e si creano i team di lavoro.<br />
Durante la giornata (e la notte) di Sabato ciascun Team analizza e si sviluppa l’idea, valida il business e realizza il prototipo funzionante del progetto imprenditoriale.<br />
La giornata di Domenica è dedicata al fine-tuning del progetto e alla preparazione del ‘pitch’ ossia la presentazione della Startup che ogni team dovrà fare a fine giornata alla giuria di 5 investitori incaricata di eleggere il vincitore.</p>
<p><strong>A chi è rivolto Startup Weekend?</strong></p>
<p><strong>Aspiranti Imprenditori:</strong> hai un’idea innovativa da sviluppare? Cerchi sviluppatori o membri da integrare nel tuo team? Vuoi entrare in contatto con professionisti e potenziali investitori?<br />
<strong>Innovation Enthusiast:</strong> sei appassionato di innovazione e vuoi sapere come si costruisce una startup partendo da zero? Vuoi fare l&#8217;esperienza più intensiva della tua vita? Vuoi imparare qualcosa di nuovo che normalmente non vedresti nel tuo lavoro quotidiano?<br />
<strong>Aziende:</strong> sei alla ricerca di talenti? Vuoi raccogliere feedback o migliorare un nuovo prodotto o servizio? Vuoi investire nella crescita dei tuoi colleghi facendo fare loro un&#8217;esperienza altamente formativa?</p>
<p><strong>Come partecipare</strong></p>
<p><strong>Startup Weekend Pavia</strong> si terrà dal 25 al 27 Ottobre 2019 presso il Polo Tecnologico di Pavia. Chiunque può partecipare all’evento, fino ad esaurimento biglietti. Per partecipare è sufficiente acquistare il biglietto in base al tuo profilo:<br />
<strong>Non-tecnico:</strong> il biglietto per chi si occupa d marketing, comunicazione, PR, finanza, sviluppo business o che abbia qualsiasi competenza di tipo non tecnico.<br />
<strong>Sviluppatore:</strong> il biglietto per gli sviluppatori e per tutte le persone che hanno un background di sviluppo software o hardware<br />
<strong>Designer:</strong> il biglietto per chi ha competenze di tipo grafico/artistico/creativo.</p>
<p><a href="https://www.eventbrite.com/e/techstars-startup-weekend-pavia-25-27-ottobre-2019-tickets-68026046737" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui</a> per acquistare subito il tuo biglietto.</p><p>The post <a href="https://www.technicoblog.com/startup-weekend-pavia/">Lo Startup Weekend torna a Pavia, 54 ore per creare una startup</a> first appeared on <a href="https://www.technicoblog.com">Technico Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Quali sono le città italiane preferite dagli studenti stranieri?</title>
		<link>https://www.technicoblog.com/citta-italiane-preferite-dagli-studenti-stranieri/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Marandola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jul 2018 09:21:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Erasmus]]></category>
		<category><![CDATA[HousingAnywhere]]></category>
		<category><![CDATA[Niels Van Deuren]]></category>
		<category><![CDATA[Studenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Milano e Roma restano le più gettonate. Secondo la classifica di HousingAnywhere, però, anche le città più piccole, come Firenze e Pisa, stanno guadagnando posizioni. Visto il successo del Programma Erasmus+, a fine maggio la Commissione Europea ha proposto di raddoppiare i finanziamenti per uno dei suoi progetti più noti e seguiti in termini di &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3115" src="https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/07/HousingAnywhere_1_studiare-in-Italia.jpg?resize=780%2C520" alt="" width="780" height="520" srcset="https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/07/HousingAnywhere_1_studiare-in-Italia.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/07/HousingAnywhere_1_studiare-in-Italia.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/07/HousingAnywhere_1_studiare-in-Italia.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/07/HousingAnywhere_1_studiare-in-Italia.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/07/HousingAnywhere_1_studiare-in-Italia.jpg?w=1560 1560w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p><strong>Milano e Roma restano le più gettonate. Secondo la classifica di HousingAnywhere, però, anche le città più piccole, come Firenze e Pisa, stanno guadagnando posizioni.</strong></p>
<p>Visto il successo del Programma Erasmus+, a fine maggio la Commissione Europea ha proposto di raddoppiare i finanziamenti per uno dei suoi progetti più noti e seguiti in termini di partecipazione, che prevede un bilancio a 30 miliardi di euro per il periodo 2021-2027.<br />
A seguito di questo, si stima che si raddoppieranno anche le adesioni di studenti e tirocinanti provenienti dall’estero.</p>
<p><strong>Ma quali sono oggi le mete più ambite in Italia scelte da chi partecipa all’Erasmus?</strong></p>
<p>A rispondere a questa domanda è <a href="https://housinganywhere.com/it/" target="_blank" rel="noopener">HousingAnywhere</a>, la piattaforma web leader a livello internazionale per l’affitto di alloggi studenteschi che, come il programma Erasmus, si pone l’obiettivo di favorire la mobilità studentesca. Il portale offre un&#8217;ampia scelta di alloggi con una formula sicura e affidabile e lavora in modo proattivo per continuare ad aumentare e migliorare l&#8217;offerta per gli studenti internazionali.<br />
Questa opportunità si estende anche ai proprietari di case, che trovano sulla piattaforma la possibilità di affittare il proprio immobile con le garanzie di affidabilità e sicurezza offerte dalla piattaforma.<br />
Dai suoi database a livello internazionale, HousingAnywhere ha voluto sondare le città e le università più richieste dagli studenti.<br />
Se nel 2017 in Italia le città che hanno registrato il maggior numero di prenotazioni sulla piattaforma da parte di studenti stranieri erano Roma, Milano, Torino e Firenze, nei primi sei mesi del 2018 le prenotazioni vedono ai primi posti Firenze, Pisa, Torino e Milano.<br />
Le previsioni, basate sul numero di studenti in cerca di un’abitazione, confermano comunque che a fine anno Milano e Roma continueranno a essere tra le prime mete preferite dagli studenti.<br />
Sono tanti i fattori che influiscono nella scelta dell&#8217;ateneo e della città dove trasferirsi per un periodo determinato.<br />
Un recente <a href="https://www.study.eu/article/the-study-eu-country-ranking-2018-for-international-students" target="_blank" rel="noopener">studio di Study.EU</a> valuta i paesi ospitanti in base a tre fattori: istruzione (45%),<br />
che misura la qualità dell&#8217;istruzione; costo (30%), valutando ciò che gli studenti dovrebbero aspettarsi di pagare per vivere e il costo delle lezioni; e Life &amp; Career (25%), valutando la qualità della vita e le possibilità di rimanere e lavorare nel paese dopo la laurea. In questa classifica di 30 Paesi, l’Italia è nella top 10, occupando il nono posto con una percentuale del 60% per la sua capacità di attrarre studenti da tutte le parti del mondo.<br />
Ai primi tre posti ci sono Germania, UK e Francia.</p>
<p><strong>Quali sono le città italiane che richiamano più studenti stranieri e perché?</strong></p>
<p>Nel caso della capitale, che ha accolto più di 9 mila studenti internazionali nel 2017, l&#8217;offerta è vastissima tra atenei pubblici e privati, università &#8220;generaliste&#8221; come La Sapienza, RomaTre, Tor Vergata, e quelli più settoriali.</p>
<p>Sul territorio milanese, invece, sono presenti sette atenei (Statale, Politecnico, Bicocca, Cattolica, Bocconi, Iulm e San Raffaele) e diverse istituzioni private come Naba, Ied e Domus Academy, che ogni anno ospitano un numero elevato di studenti stranieri. L’anno scorso se ne sono contati circa 8 mila provenienti soprattutto da Francia, Germania e Spagna. Milano rimane sempre una delle mete più ambite soprattutto tra gli studenti che studiano moda, design ed economia, grazie agli ottimi programmi offerti.<br />
Un altro motivo per preferirla ad altre città è il ragionevole compromesso fra servizi di livello europeo e lo stile di vita tutto italiano.</p>
<p>Le iscrizioni alle università sono cominciate a maggio 2018 e i primi dati di questi due mesi di<br />
HousingAnywhere dimostrano che nelle città più piccole, come Firenze e Pisa, le prenotazioni di case, camere o posto letto vengono fatte in anticipo, visto il numero più limitato di alloggi, mentre nelle città più grandi come Milano, Roma e Torino gli studenti verificano le disponibilità, ma preferiscono prenotare all’ultimo momento.</p>
<p>“Le piattaforme online dedicate agli studenti in cerca di un alloggio giocano oggi un ruolo molto importante nel mettere in relazione la richiesta e l’offerta. Mi fa peraltro piacere constatare l’importante ruolo svolto anche dalle Università italiane in questa direzione”, afferma <a href="https://www.linkedin.com/in/vandeuren/" target="_blank" rel="noopener">Niels van Deuren</a>, CEO di HousingAnywhere.<br />
“In Italia sono 23 le Università con cui stiamo collaborando per rendere sempre più efficiente il mercato degli affitti per studenti e, contemporaneamente, soddisfare le differenti richieste dei tanti stranieri che ogni anno scelgono le città italiane per perfezionare i loro studi”.</p><p>The post <a href="https://www.technicoblog.com/citta-italiane-preferite-dagli-studenti-stranieri/">Quali sono le città italiane preferite dagli studenti stranieri?</a> first appeared on <a href="https://www.technicoblog.com">Technico Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Modificare la velocità dei tuoi video con un semplice software</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Marandola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2018 08:27:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Web & Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Editing Video]]></category>
		<category><![CDATA[Movavi]]></category>
		<category><![CDATA[Video Editing Freeware]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le esigenze della nostra vita digitale sono sempre più esose, anche l’utente meno avvezzo alle tecnologie si ritrova spesso, complici in particolare i social, a generare contenuti video e audio e magari a elaborarli facendo editing nel tentativo di renderli più appetibili agli amici e agli utenti. Se poi parliamo di persone che del web &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3109" src="https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/05/movavivideosoftware.jpg?resize=780%2C519" alt="" width="780" height="519" srcset="https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/05/movavivideosoftware.jpg?w=1496&amp;ssl=1 1496w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/05/movavivideosoftware.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/05/movavivideosoftware.jpg?resize=768%2C511&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/05/movavivideosoftware.jpg?resize=1024%2C682&amp;ssl=1 1024w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p>Le esigenze della nostra vita digitale sono sempre più esose, anche l’utente meno avvezzo alle tecnologie si ritrova spesso, complici in particolare i social, a generare contenuti video e audio e magari a elaborarli facendo editing nel tentativo di renderli più appetibili agli amici e agli utenti.</p>
<p>Se poi parliamo di persone che del web e del mondo video fanno la loro vita, la modifica dei contenuti diventa a dir poco fondamentale per qualsiasi tipo di produzione e per caricare materiale di qualità che permetta una crescita dei nostri canali e un apprezzamento da parte di chi visita pagine e siti.</p>
<p>Tra le tante modifiche che possiamo effettuare sui nostri video c’è quella di <strong>modificarne la velocità</strong>, andando magari a <strong>velocizzare</strong> determinate sequenze per ottenere un effetto divertente o semplicemente per illustrare in stile <strong>timelapse</strong> alcuni eventi.<br />
Ecco che l’operazione può risultare difficile se non impossibile senza l’ausilio di un software adatto, ci corre però in soccorso Movavi, app dedicata a tutto il mondo audio e video e che offre uno strumento di modifica della velocità semplice e potente.</p>
<h3>Fare editing con Movavi</h3>
<p><a href="https://www.movavi.com/it/support/how-to/how-to-speed-up-video.html" target="_blank" rel="noopener">Movavi</a>, è un&#8217; app molto diffusa che offre una serie di tool e possibilità di editing per i nostri video e le nostre foto. Tra le funzioni che ci interessano in questo caso c’è però quella della velocizzazione dei video, ritocco che è possibile applicare in modo incredibilmente semplice e che ci porterà via davvero pochissimo tempo.</p>
<p>Basterà infatti <strong>caricare il file sul programma</strong> e regolare la <strong>velocità</strong> tra le <strong>proprietà del clip</strong>. Ci verrà poi offerta la possibilità di disattivare l’audio o di adattarlo alla velocità del video, così da ottenere l’effetto che desideriamo.</p>
<p>Una volta ottenuto ciò che vogliamo, avremo la possibilità di esportare il filmato nei formati più diffusi, garantendo così anche una maggiore visibilità sui principali player di smartphone, tablet e computer.</p>
<p>Questa pratica può risultare estremamente utile specialmente quando creiamo video destinati ai <strong>social</strong> e a <strong>Youtube</strong>. Grazie a Movavi potrete finalmente ottenere i risultati desiderati senza impazzire dietro a complicate variabili e caricamenti lenti che si trovano spesso nei prodotti freeware.</p><p>The post <a href="https://www.technicoblog.com/modificare-velocita-video-software/">Modificare la velocità dei tuoi video con un semplice software</a> first appeared on <a href="https://www.technicoblog.com">Technico Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Student Mobility: la rivoluzione firmata HousingAnywhere</title>
		<link>https://www.technicoblog.com/student-mobility-la-rivoluzione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Marandola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Apr 2018 08:24:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Web & Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Case Studenti]]></category>
		<category><![CDATA[Erasmus]]></category>
		<category><![CDATA[HousingAnywhere]]></category>
		<category><![CDATA[Niels Van Deuren]]></category>
		<category><![CDATA[Student Mobility]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono circa 22.000 gli studenti europei ospitati nelle università italiane. La percentuale delle prenotazioni in Italia nel 2017 rispetto al 2016 è cresciuta del 453%. Solo fornitori certificati e pagamenti sicuri sulla piattaforma housinganywhere.com. Ogni anno sempre un numero crescente di studenti partecipa al programma Erasmus in tutta Europa. Gli studenti che vanno all’estero si &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3105" src="https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/04/erasmusstudentmobility.jpg?resize=780%2C514" alt="" width="780" height="514" srcset="https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/04/erasmusstudentmobility.jpg?w=2000&amp;ssl=1 2000w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/04/erasmusstudentmobility.jpg?resize=300%2C198&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/04/erasmusstudentmobility.jpg?resize=768%2C506&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/04/erasmusstudentmobility.jpg?resize=1024%2C675&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/04/erasmusstudentmobility.jpg?w=1560 1560w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p><strong>Sono circa 22.000 gli studenti europei ospitati nelle università italiane.</strong><br />
<strong> La percentuale delle prenotazioni in Italia nel 2017 rispetto al 2016 è cresciuta del</strong><br />
<strong> 453%.</strong><br />
<strong> Solo fornitori certificati e pagamenti sicuri sulla piattaforma housinganywhere.com.</strong></p>
<p>Ogni anno sempre un numero crescente di studenti partecipa al programma <strong>Erasmus</strong> in tutta Europa. Gli studenti che vanno all’estero si trovano spesso di fronte alla difficoltà di trovare un appartamento in una città straniera per un solo semestre.</p>
<p>Un problema che la start-up olandese <a href="https://housinganywhere.com/" target="_blank" rel="noopener">HousingAnywhere</a> si è impegnata a risolvere, dando vita a una piattaforma web leader a livello internazionale per l’affitto di alloggi studenteschi.<br />
Un&#8217;idea che è stata ben accolta dagli studenti di tutto il mondo e in Italia, in poco tempo, la piattaforma è cresciuta in modo esponenziale. La percentuale delle prenotazioni nel nostro Paese sul sito nel 2017 rispetto al 2016 ha registrato un aumento del 453%.<br />
Si prevede un ulteriore <strong>incremento del 243% alla fine del 2018</strong>.<br />
Peraltro, secondo i dati diffusi da <a href="https://houserasmus.eu/" target="_blank" rel="noopener">HousErasmus+</a>, l’Italia è una delle destinazione preferite dagli studenti stranieri per periodi di studio o tirocinio, posizionandosi al quinto posto nella classifica dell’Unione Europea dopo Spagna, Francia, Germania e Regno Unito, con circa 22.000 studenti europei ospitati nelle università italiane.<br />
Le città dove si registrano più prenotazioni sono Pisa, Milano, Torino e Firenze, che sono anche le sedi delle principali università italiane, con un numero sempre crescente di studenti internazionali.</p>
<p>Questa situazione porta a una scarsa disponibilità di camere e al conseguente aumento dei prezzi rispetto al resto dell’Italia. Per HousingAnywhere questo fenomeno rappresenta un grande potenziale e una preziosa opportunità per generare offerte di alloggio adeguate alle esigenze degli studenti.</p>
<p><strong> Prenotazioni facili, comode e sicure.</strong></p>
<p><strong> HousingAnywhere</strong> offre un&#8217;ampia scelta di alloggi su un&#8217;unica piattaforma, sicura e affidabile, e lavora in modo proattivo per continuare ad aumentare e migliorare l&#8217;offerta per studenti internazionali.<br />
Il modello di business si basa sul concetto di economia collaborativa, in quanto gli studenti italiani che si spostano all&#8217;estero per studiare possono lasciare la propria stanza o l&#8217;appartamento sulla piattaforma e, a loro volta, gli studenti alla ricerca di un alloggio in Italia possono affittarli.<br />
Questa opportunità si estende anche ai proprietari di case, che trovano su HousingAnywhere la<br />
possibilità di affittare il proprio immobile con le garanzie di affidabilità e sicurezza offerte dalla piattaforma.</p>
<p>Una volta effettuata la selezione, lo studente può contattare gli inserzionisti, tutti rigorosamente “certificati”. Tutte le transazioni sono effettuate in sicurezza attraverso la piattaforma e il pagamento del primo mese di affitto viene effettuato una volta che lo studente ha visto e verificato la sua nuova casa.</p>
<p><strong> HousingAnywhere offre oltre 50.000 alloggi in affitto in 400 città in 50 Paesi</strong>. La start-up, con sede a Rotterdam, collabora con oltre 160 università in tutto il mondo, tra cui 23 università italiane, che raccomandano la loro piattaforma a studenti stranieri e studenti locali intenzionati a uno scambio.<br />
Da una necessità a una piattaforma online di successo.<br />
HousingAnywhere è stata fondata nel 2009 da <a href="https://www.linkedin.com/in/vandeuren/" target="_blank" rel="noopener">Niels van Deuren</a>, all&#8217;epoca studente della Rotterdam School of Management (RSM) della Erasmus University. Niels voleva andare a Singapore per un semestre di scambio e non sapeva cosa fare della sua stanza a Rotterdam durante quel semestre.<br />
Nessuno degli studenti olandesi locali era interessato ad affittare una stanza per un solo semestre.<br />
Allo stesso tempo, c&#8217;erano molti studenti negli altri Paesi che cercavano stanze a Rotterdam.<br />
Pertanto, Niels decise di creare una piattaforma in cui lui e i suoi colleghi potessero affittare le loro stanze agli studenti internazionali che venivano nella loro città. Ed è così che è nata HousingAnywhere, in grado di risolvere entrambi i problemi contemporaneamente.</p>
<p>&#8220;Noi di Housing Anywhere crediamo che gli scambi internazionali e la student mobility debbano<br />
essere semplici e accessibili a tutti&#8221;, ha commentato Niels Van Deuren, fondatore di<br />
HousingAnywhere. &#8220;Con HousingAnywhere vogliamo cambiare e, soprattutto, semplificare la ricerca<br />
di alloggi per studenti in tutto il mondo&#8221;.</p><p>The post <a href="https://www.technicoblog.com/student-mobility-la-rivoluzione/">Student Mobility: la rivoluzione firmata HousingAnywhere</a> first appeared on <a href="https://www.technicoblog.com">Technico Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La protesta di Avaaz contro Mark Zuckerberg di fronte a Capitol Hill</title>
		<link>https://www.technicoblog.com/la-protesta-di-avaaz-contro-mark/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Marandola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Apr 2018 15:56:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Avaaz]]></category>
		<category><![CDATA[Cambridge Analytica]]></category>
		<category><![CDATA[Capitol HIll]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Mark Zuckerberg]]></category>
		<category><![CDATA[Nell Greenberg]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Passata inosservata a quanto pare sulla stampa italiana, il 10 Aprile di fronte a Capitol Hill a Washington è andat ain scena una singolare protesta organizzata da Avaaz. Avaaz infatti ha prodotto ed esibito di fronte al Campidoglio americano 100 sagome a grandezza naturale di Mark Zuckerberg, in vista della sua testimonianza di fronte al &#8230;</p>
<p>The post <a href="https://www.technicoblog.com/la-protesta-di-avaaz-contro-mark/">La protesta di Avaaz contro Mark Zuckerberg di fronte a Capitol Hill</a> first appeared on <a href="https://www.technicoblog.com">Technico Blog</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3100" src="https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/04/facebookzuckerbergprotesta.jpg?resize=780%2C439" alt="" width="780" height="439" srcset="https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/04/facebookzuckerbergprotesta.jpg?w=931&amp;ssl=1 931w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/04/facebookzuckerbergprotesta.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/04/facebookzuckerbergprotesta.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p>Passata inosservata a quanto pare sulla stampa italiana, il 10 Aprile di fronte a Capitol Hill a Washington è andat ain scena una singolare protesta organizzata da <a href="https://secure.avaaz.org/page/it/" target="_blank" rel="noopener">Avaaz</a>.</p>
<p>Avaaz infatti ha prodotto ed esibito di fronte al Campidoglio americano 100 sagome a grandezza naturale di Mark Zuckerberg, in vista della sua testimonianza di fronte al Senato.<br />
Le sagome di cartone sistemate di fronte Capitol Hill avevano su una maglietta del tipico blu Facebook e la scritta &#8220;<em>Fix Facebook</em>&#8220;, un chiaro avvertimento riferito anche a <a href="https://www.theverge.com/2018/1/4/16849646/mark-zuckerberg-personal-challenge-2018-fix-facebook-harassment-election-interference" target="_blank" rel="noopener">quanto uscito sulla stampa</a> alla fine del 2017 ed inizio anno, in cui Zuckerberg parlava di dover &#8220;fixare&#8221; Facebook.<br />
Quando si parlava molto di fake news.</p>
<p>E infatti la protesta, si legge sul comunicato stampa di Avaaz, si riferisce non solo a quanto successo con il <a href="http://www.technicoblog.com/cambridge-analytica-cio-che-facciamo.htm" target="_blank" rel="noopener">caso Cambridge Analytica</a> degli ultimi tempi, ma anche al dramma (si è un dramma vero) delle fake news e della disinformazione.</p>
<p>Queste le parole di <strong>Nell Greenberg</strong>, campaign director di Avaaz: “Avaaz has set up a fake army of Mark Zuckerbergs to flood the U.S. capital just as fake news and fake profiles have flooded our democracies.”</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3101" src="https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/04/facebookzuckerbergprotesta2.jpg?resize=612%2C344" alt="" width="612" height="344" srcset="https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/04/facebookzuckerbergprotesta2.jpg?w=612&amp;ssl=1 612w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/04/facebookzuckerbergprotesta2.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" data-recalc-dims="1" /></p><p>The post <a href="https://www.technicoblog.com/la-protesta-di-avaaz-contro-mark/">La protesta di Avaaz contro Mark Zuckerberg di fronte a Capitol Hill</a> first appeared on <a href="https://www.technicoblog.com">Technico Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Cambridge Analytica e ciò che facciamo finta di non sapere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Marandola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2018 01:07:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Big Data]]></category>
		<category><![CDATA[Cambridge Analytica]]></category>
		<category><![CDATA[Christopher Wylie]]></category>
		<category><![CDATA[Dati Utenti Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Scandalo]]></category>
		<category><![CDATA[Tracciamento Advertising]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ormai sono giorni che non si fa che parlare del caso Cambridge Analytica legato alle scorse elezioni americane, questa la sintesi estrema di quanto successo con qualche considerazione da &#8220;addetto ai lavori&#8220;. Christopher Wylie nelle scorse settimane, concedendo a quanto pare un paio di ghiotte esclusive al Guardian ed al New York Times, ha denunciato &#8230;</p>
<p>The post <a href="https://www.technicoblog.com/cambridge-analytica-cio-che-facciamo/">Cambridge Analytica e ciò che facciamo finta di non sapere</a> first appeared on <a href="https://www.technicoblog.com">Technico Blog</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3096" src="https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/03/CambridgeAnalytica.jpg?resize=780%2C439" alt="" width="780" height="439" srcset="https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/03/CambridgeAnalytica.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/03/CambridgeAnalytica.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/03/CambridgeAnalytica.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p>Ormai sono giorni che non si fa che parlare del caso <strong>Cambridge Analytica</strong> legato alle scorse elezioni americane, questa la sintesi estrema di quanto successo con qualche considerazione da &#8220;<em>addetto ai lavori</em>&#8220;.</p>
<p><a href="https://twitter.com/chrisinsilico" target="_blank" rel="noopener">Christopher Wylie</a> nelle scorse settimane, concedendo a quanto pare un paio di ghiotte esclusive al <a href="https://www.theguardian.com/news/2018/mar/17/data-war-whistleblower-christopher-wylie-faceook-nix-bannon-trump" target="_blank" rel="noopener">Guardian</a> ed al <a href="https://www.nytimes.com/2018/03/18/us/cambridge-analytica-facebook-privacy-data.html" target="_blank" rel="noopener">New York Times</a>, ha denunciato un uso scorretto di una grande quantità di dati &#8220;prelevati&#8221; da Facebook.<br />
Ecco, questo è il primo punto su cui soffermarci, come sono stati prelevati questi dati?<br />
La stampa ha parlato di furto di dati, la stampa estera ha usato più volte il verbo &#8220;<em>to harvest</em>&#8221; che significa letteralmente &#8220;raccogliere&#8221; ed in gergo tecnico significa azionare un qualche script in grado di collezionare dati automaticamente.<br />
In ogni modo, ai tempi in cui questi dati sono stati raccolti, non c&#8217;era da fare molto per ottenere i dati non solo della persona target, ma anche quelli della propria lista di amici, cosa che ad oggi è divenuta impossibile.</p>
<p>Il ragionamento quindi alla base di questa raccolta dati è lo stesso che si pone alla base di Facebook stesso: se hai bisogno di dati, probabilmente le persone te li daranno spontaneamente.<br />
Succede così anche oggi, ogni giorno, su internet.<br />
E bada bene, parlo di <strong>internet</strong>, non solo di Facebook.</p>
<p>C&#8217;è da chiedersi come mai questa raccolta di dati non sia avvenuta su Twitter, un occhio poco attento potrebbe rispondere che su Twitter in realtà non c&#8217;è molto da condividere, ai tempi erano disponibili solamente 140 miseri caratteri e el foto erano poco usate.<br />
Bhè, magari è utile dare un&#8217;occhiata lato tecnico: Twitter ti fornisce pochi dati, è vero, ma la cosa più ostile è che utilizzando il login tramite Twitter, l&#8217;utente avrebbe dovuto comunque inserire manualmente l&#8217;email, che non viene mai allegata ai dati trasferiti di default.<br />
Un ostacolo, non indifferente.<br />
<strong>Oh ma che buono Twitter</strong> che non fornisce l&#8217;email di default, bhè, non proprio, infatti da qualche mese a questa parte all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione, Twitter esplicita che l&#8217;esperienza utente sulla sua piattaforma verrà influenzata anche da ciò che l&#8217;utente &#8220;vede online&#8221;.</p>
<p>La tecnica infatti con cui sono stati raccolti i dati è semplicissima, quasi imbarazzante fin dal nome, un&#8217;applicazione chiamata &#8220;<em>This is your digital life</em>&#8220;, che tramite <a href="https://developers.facebook.com/docs/facebook-login" target="_blank" rel="noopener">Facebook Login</a> (<a href="https://developers.facebook.com/docs/facebook-login/permissions/overview" target="_blank" rel="noopener">qui</a> un dettaglio sulle autorizzazioni, ad oggi) permetteva di visualizzare le proprie preferenze, e in definitiva la propria vita online.<br />
Ancora, <strong>se hai bisogno di dati, molto probabilmente le persone te li daranno.</strong></p>
<p>Facebook Login, nel comunicare con l&#8217;utente che lo sta utilizzando, mette in chiaro in maniera netta quali sono i dati che verranno trasferiti al creatore dell&#8217;applicazione, e l&#8217;utente semplicemente, acconsente a quel tipo di trattamento dei dati.<br />
Ai tempi però, questo sistema permetteva di avere accesso ad una serie di dati riferiti alla lista dei propri amici, da qui il conteggio secondo il quale è stato possibile risalire ai profili di <strong>50 milioni di persone</strong> attraverso la connessione di soli 270.000 individui.</p>
<p>Ad oggi <strong>non è più possibile ottenere dati di terze persone</strong>, ma la possibilità di ottenere dati degli utenti tramite applicazioni o servizi web è viva e vegeta.<br />
Ma un momento, perchè Facebook non rende più possibile ottenere i dati della lista degli amici di un utente?<br />
Non certo per carità cristiana, ma solamente perchè nel grafo social di un individuo, mediamente, su Facebook sono presenti amici, colleghi, genitori, parenti vari, sconosciuti ed ex compagni di classe.<br />
Categorie di persone troppo diverse tra loro, e con una relazione poco commerciale con l&#8217;utente.<br />
Il passo successivo per Facebook è stato quello di perfezionare il concetto di <a href="https://www.facebook.com/business/help/164749007013531" target="_blank" rel="noopener">Lookalike Audience</a>, ovvero, partendo da un set di dati o dai fan di una pagina, è possibile andare a targetizzare persone simili in base a comportamento, attitudine al consumo ed affinità al di là del fatto di avere queste persone affini tra i contatti, il tutto senza doversi inventare Cambridge Analytica, ma comodamente dalla piattaforma adv di Facebook.</p>
<p>Tornando al meccanismo del test/quiz per ottenere i dati degli utenti: tecnicamente l&#8217;utente ha prestato il suo consenso a trasferire i propri dati da una società, Facebook, ad un&#8217;altra, ovvero l&#8217;owner di <em>This is your digital life</em>.<br />
Ed a poco valgono le lamentele secondo cui quelli sono &#8220;<em>i nostri dati</em>&#8220;, li abbiamo già dati a Facebook, ed abbiamo accettato un mare di termini e condizioni.</p>
<p>Ciò che <strong>facciamo finta di non vedere</strong>, o che con un tocco di malizia gli addetti ai lavori hanno taciuto, è il semplicissimo fatto che il <strong>tracciamento</strong> delle abitudini di navigazione, dei siti visitati, delle ricerche effettuate, dell&#8217;ultimo acquisto effettuato, insomma, di tutto ciò che noi facciamo online è il pane quotidiano dell&#8217;intera industry.</p>
<p>Io non posso permettermi, ad oggi, di fare una campagna pubblicitaria che abbia come dati solamente il sesso o l&#8217;area geografica di interesse, io devo poter mostrare il mio annuncio ad una persona che è in linea con N criteri, dal numero di figli, al periodo in cui è nato l&#8217;ultimo figlio, con un&#8217;auto di grossa cilindrata e che abbia speso più di un tot in un e-commerce di alta fascia.<br />
Io ho bisogno di sapere vita, morte e miracoli dell&#8217;utenza che voglio targetizzare, e questo, lo ripeterò fino allo sfinimento, <strong>avviene sull&#8217;intera internet</strong>, non solo su Facebook.</p>
<p>Ad oggi, le tecnologie che abbiamo a disposizione ci permettono elevatissimi livelli di sofisticazione, andando a raccogliere infinite quantità di dati per poter deliverare al meglio non solo un&#8217;ipotetica campagna banner, ma addirittura per poter ottimizzare al massimo la spesa per ogni singola impression.</p>
<p>Parlando di banner poi, mi viene da sorridere per il polverone alzato dalla <strong>normativa sui cookies</strong>: il dover rendere obbligatorio il banner per l&#8217;accettazione da parte dell&#8217;utente dell&#8217;uso dei cookies.<br />
Il 99% dei banner sono totalmente scollegati dall&#8217;attività vera e propria di raccolta dati tramite cookies, anche perchè ogni singolo banner per l&#8217;accettazione dei cookies dovrebbe riuscire a comunicare con N software diversissimi tra loro sia prima che dopo la scelta del visitatore del sito, cosa che non avviene MAI.<br />
Il tutto poi è stato fatto in un modo così farraginoso che i siti hanno tutti, o quasi, questo banner fittizio per l&#8217;accettazione dei cookies, mentre le app, che sono in grado di tracciare davvero qualsiasi cosa, a quanto pare non hanno nessun obbligo.<br />
Poi ci ritroviamo un giorno a puntare il dito verso Facebook.</p>
<p>Come detto, ad oggi, grandi quantità di dati transitano e vengono smerciati tra diversi attori, tutte società private, e vanno ad influenzare ciò che ci viene proposto su centinaia di siti.<br />
Ma quali sono queste entità misteriose che contribuiscono ad informare la totalità o quasi delle campagne marketing online?<br />
Si chiamano <strong>D.M.P.</strong> acronimo che sta per <a href="https://www.slideshare.net/Mapp-Digital/how-to-monetize-your-data-with-a-data-management-platform-dmp" target="_blank" rel="noopener">Data Management Platforms</a>, a cui si rivolgono i principali siti e servizi da un lato per monetizzare i dati della propria utenza, e dall&#8217;altro per targetizzare al millimetro ogni campagna.</p>
<p>Qui uno schemino semplice semplice, ma che la dice lunga: quella verde al centro è la tua DMP.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-3095" src="https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/03/DMP-Data-Management-Platform.png?resize=588%2C456" alt="" width="588" height="456" srcset="https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/03/DMP-Data-Management-Platform.png?w=1013&amp;ssl=1 1013w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/03/DMP-Data-Management-Platform.png?resize=300%2C233&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2018/03/DMP-Data-Management-Platform.png?resize=768%2C596&amp;ssl=1 768w" sizes="(max-width: 588px) 100vw, 588px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p>Certo, <strong>Cambridge Analytica</strong> ha dovuto fare un bel lavoro di analisi e razionalizzazione dei dati ottenuti dal proprietario dell&#8217;applicazione This is your digital life, ma ad oggi sembra davvero un lavoro superfluo vista la vastità del panorama tecnologico a disposizione dell&#8217;ecosistema.</p>
<p>Al mito della creazione serve il Diavolo, e qui abbiamo tutti gli elementi, il whistleblower nei panni del buono, la misteriosa Cambridge Analytica che veste i panni del fuorilegge, e la corporation cattiva additata come complice.<br />
Ok, lo ammetto, Facebook avrebbe potuto fare molto di più, anche al netto delle ultime <a href="http://www.bbc.com/news/av/magazine-40852227/the-digital-guru-who-helped-donald-trump-to-the-presidency" target="_blank" rel="noopener">dichiarazioni di Theresa Hong</a> alla BBC, se non altro per garantirsi un certo grado di tranquillità, ma davvero è complice?<br />
Direi di no.</p>
<p><strong>Postille varie, che è bene conoscere.</strong></p>
<p>Una volta era molto figo fare app per Facebook in grado di appropriarsi di milioni di dati di altrettanti utenti, infatti nel 2007 a Stanford esisteva una classe, la Facebook Class, in cui B.J. Fogg insegnava ai suoi alunni a fare proprio questo.<br />
E molte delle app create durante quel corso hanno generato milioni di utenti (ai tempi era più facile) e sono state vendute di lì a poco.<br />
Ovviamente la vicenda veniva <a href="https://www.nytimes.com/2011/05/08/technology/08class.html" target="_blank" rel="noopener">descritta in tutt&#8217;altro tono</a>.</p>
<p>Ecco semmai ci fosse l&#8217;opportunità di criticare Facebook, magari sarebbe utile farlo quando fornisce addirittura il permesso di fare incetta di dati, come successo nella campagna di Obama nel 2012, secondo <a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-5520303/Obama-campaign-director-reveals-Facebook-ALLOWED-data.html" target="_blank" rel="noopener">quanto riferisce il Daily Mail</a>.</p>
<p><strong>Una parola sull&#8217;Italia.</strong></p>
<p>La cosa che mi ha fatto più ridere è stato vedere un sacco di gente arrovellarsi ogni giorno su Facebook per interpretare un particolare di questa storia, il fatto che a quanto pare Cambridge Analytica abbia servito anche un partito italiano.<br />
A mio parere c&#8217;è ben poco da utilizzare CA per l&#8217;Italia, il <strong>Movimento 5 Stelle</strong> ha più del 30% ed ha utilizzato 4 fake news ed una manciata di meme. Altro che CA, a noi basta pochissimo.<br />
E poi ce lo vedi Di Maio a capirci di Big Data? <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>Non sono l&#8217;unico a pensarla così.</strong></p>
<p>Appena finito di scrivere questo post, mi imbatto in <a href="http://blogs.harvard.edu/doc/2018/03/23/nothing/" target="_blank" rel="noopener">un post dettagliato e ben circostanziato</a> di Doc Searls sul suo blog di Harvard, da leggere assolutamente se si vuole avere un dettaglio più scientifico di ciò che ho scritto qui di corsa e male.</p><p>The post <a href="https://www.technicoblog.com/cambridge-analytica-cio-che-facciamo/">Cambridge Analytica e ciò che facciamo finta di non sapere</a> first appeared on <a href="https://www.technicoblog.com">Technico Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Con PlayLink giochi alla PS4 con lo smartphone</title>
		<link>https://www.technicoblog.com/con-playlink-giochi-alla-ps4/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Marandola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Dec 2017 14:35:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Web & Tech]]></category>
		<category><![CDATA[ad]]></category>
		<category><![CDATA[PlayLink]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation]]></category>
		<category><![CDATA[PS4]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con PlayLink giochi alla PS4 con lo smartphone. Da qualche tempo sto guardando con interesse al panorama del gaming, un po’ per diletto, un po’ per lavoro e soprattutto per tenere d’occhio quali siano le innovazioni in questo campo che, guardandolo in maniera poco attenta, potrebbe far pensare ad un “calendario dell’innovazione” poco inclinato verso &#8230;</p>
<p>The post <a href="https://www.technicoblog.com/con-playlink-giochi-alla-ps4/">Con PlayLink giochi alla PS4 con lo smartphone</a> first appeared on <a href="https://www.technicoblog.com">Technico Blog</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3068" src="https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2017/12/playlinkps4.jpg?resize=780%2C439" alt="" width="780" height="439" srcset="https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2017/12/playlinkps4.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2017/12/playlinkps4.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2017/12/playlinkps4.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2017/12/playlinkps4.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p><strong>Con PlayLink giochi alla PS4 con lo smartphone.</strong></p>
<p>Da qualche tempo sto guardando con interesse al panorama del gaming, un po’ per diletto, un po’ per lavoro e soprattutto per tenere d’occhio quali siano le innovazioni in questo campo che, guardandolo in maniera poco attenta, potrebbe far pensare ad un “calendario dell’innovazione” poco inclinato verso i produttori di consolle e sproporzionatamente dominato da chi invece produce i giochi.</p>
<p>In realtà non è così, le innovazioni nel campo delle consolle sono veramente tante, alcune “impercettibili” ad un occhio poco attento, ed altre invece dirompenti e ben individuabili.<br />
Una di queste innovazioni è decisamente <a href="http://l12.eu/playlink-1828-au/JE6TGYCRD46LENKZGUQV" target="_blank" rel="noopener noreferrer">PlayLink</a> di Sony Playstation, che permette a chiunque di trasformare lo smartphone o il tablet in un controller da utilizzare per giocare, figata!<br />
A livello puramente concettuale, è una novità assoluta perché è un modo semplice, seppur tecnologicamente sofisticato, per favorire l’aggregazione intorno ad una consolle. Vediamola dal punto di vista dei “vecchietti” come me, che all’alba dei miei 37 anni, sono cresciuto a pane e controller con al massimo due tasti ed un direzionale: andare a metter le mani su un controller di oggi e giocare come vedo fare a diversi gamer su YouTube o ad alcuni amici, è pura utopia.</p>
<p>Quindi la cosa mi fa ben sperare, magari sarà più facile anche per me.</p>
<p>Andiamo a vedere però quali sono le caratteristiche di PlayLink per PS4.</p>
<ul>
<li>Facile e intuitivo: basta scaricare la app del gioco, connettere lo smartphone o tablet alla PS4 e subito si inizia a giocare. PlayLink permette di superare la barriera del Dualshock garantendo un’esperienza di gioco divertente e gratificante per tutti: libero dai tasti del pad pensa solo a divertirti! (il controller serve solo per gestire il menù della console).</li>
<li>Versatile: permette di accedere a nuovi e originali modi di giocare, interagire e competere utilizzando anche le funzionalità dello smartphone (touch screen e la fotocamera, o il microfono e la messaggistica). Potete toccare, trascinare, inclinare, ruotare, fare selfie e disegnare a seconda del gioco.</li>
<li>Una linea di giochi social, divertentissimi, che permette di coinvolgere, giocare e sfidare famiglia e amici, di tutte le età e livelli di abilità di gioco diverse, anche non gamer adatto a tutti.</li>
<li>Una linea di giochi con una varietà di esperienze adatti a tutti i gusti, dal classico quiz, ad un gioco di canto che usa lo smartphone come microfono, ad un thriller interattivo.</li>
</ul>
<p><strong>Quali sono i giochi disponibili per PlayLink?</strong></p>
<ul>
<li>Hidden Agenda: unisce il gioco al film. Insieme ai tuoi amici dovrai prendere importanti decisioni che influenzeranno la storia del gioco.</li>
<li>Frantics: è un party game con cui sfidare i tuoi amici e la tua famiglia in una serie di 16 mini giochi. Usando lo smartphone dovrai negoziare, fare strategie e testare i tuoi riflessi per scoprire chi resisterà alle macchinazioni di una furba volpe.</li>
<li>SingStar Celebration: il party game per eccellenza. Smartphone alla mano cantate a perdifiato le vostre canzoni preferite tra una vasta libreria di successi Italiani e stranieri. Sfidate gli amici in un testa a testa o cantate assieme per scatenare il divertimento.</li>
<li>Sapere è Potere: E’ un quiz game che combina le tue conoscenze alla capacità di interpretare gli altri giocatori. Le risposte corrette ti permettono di sabotare gli altri giocatori e ottenere la vittoria<br />
Dimmi chi Sei!: E’ un social game, party quiz dove te e fino a cinque tuoi amici o familiari scoprirete cosa pensate davvero gli uni degli altri. Più a fondo conosci gli altri giocatori, maggiore sarà il punteggio che otterrai.</li>
</ul>
<p>In esclusiva per PlayStation 4, i titoli PlayLink sono progettati per essere giocati in gruppo, permettendo un’esperienza davvero divertente e dinamica. La collezione di giochi PlayLink varia dai thriller ai quiz. Se avete uno smartphone o un tablet, e la vostra PS4 è agganciata a una TV, siete già pronti.</p>
<p>Cosa aspettate? Tutte le info <a href="http://l12.eu/playlink-1828-au/JE6TGYCRD46LENKZGUQV" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sono qui</a>.</p>
<p><iframe loading="lazy" width="600" height="325" src="https://www.youtube.com/embed/XLT5s7kTGVY" frameborder="0" gesture="media" allow="encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p><p>The post <a href="https://www.technicoblog.com/con-playlink-giochi-alla-ps4/">Con PlayLink giochi alla PS4 con lo smartphone</a> first appeared on <a href="https://www.technicoblog.com">Technico Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Gimme5, il salvadanaio digitale di AcomeA SGR</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Marandola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Dec 2017 13:16:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fintech]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[AcomeA SGR]]></category>
		<category><![CDATA[ad]]></category>
		<category><![CDATA[Gimme5]]></category>
		<category><![CDATA[Salvadanaio Digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gimme5, il salvadanaio digitale di AcomeA SGR. Tempo fa mi sono avventurato in una ricerca online di tutti quegli strumenti in grado di permettere all’utente di investire piccole somme di denaro come 5 o 10 euro a proprio piacimento per poter ricavare piccoli ritorni. All’estero questi strumenti vengono definiti di “microinvesting” e consentono, in maniera &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3064" src="https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2017/12/img_a_02.png?resize=780%2C408" alt="" width="780" height="408" srcset="https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2017/12/img_a_02.png?w=1200&amp;ssl=1 1200w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2017/12/img_a_02.png?resize=300%2C157&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2017/12/img_a_02.png?resize=768%2C401&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2017/12/img_a_02.png?resize=1024%2C535&amp;ssl=1 1024w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p><strong>Gimme5, il salvadanaio digitale di AcomeA SGR.</strong></p>
<p>Tempo fa mi sono avventurato in una ricerca online di tutti quegli strumenti in grado di permettere all’utente di investire piccole somme di denaro come 5 o 10 euro a proprio piacimento per poter ricavare piccoli ritorni.<br />
All’estero questi strumenti vengono definiti di “microinvesting” e consentono, in maniera molto più elastica rispetto a piani di investimento più strutturati, di iniziare con piccole o piccolissime somme per poi mettere sul piatto qualcosa di più strutturato.<br />
I risultati della mia ricerca hanno rilevato che sia in Europa (principalmente UK) che in USA, esistono molti strumenti del genere, e che anzi, il mercato sta diventando via via più competitivo con l’ingresso di nuovi player ogni anno.</p>
<p>Poi, come mia consuetudine, ahimè sono un esterofilo, ho rivolto la mia ricerca anche sul panorama italiano, e ho scoperto che esiste una soluzione del genere anche qui, si chiama <a href="http://l12.eu/gimme5tech-1913-au/29Q1K03PDI6LENKZGUQV" target="_blank" rel="noopener">Gimme5</a>, di AcomeA SGR, società di gestione del risparmio, indipendente da gruppi bancari, nata nel 2010 dall&#8217;iniziativa di un gruppo di gestori e imprenditori con una lunga esperienza nel settore.<br />
Gimme5 è accessibile sia via desktop che via mobile app e funziona come un vero e proprio salvadanaio digitale, permettendo all’utente di investire piccole somme di denaro a partire da 5 euro. Le somme depositate saranno investite secondo tre profili di rischio: prudente, medio, alto.<br />
La cosa interessante è che nonostante Gimme5 permetta di investire davvero poco come starting point, o di continuare ad investire piccole somme per sempre, il servizio mette a disposizione una versione demo che permetta all’utente di “testare” la propria abilità nello scegliere quanto allocare e quale profilo di rischio scegliere per verificare, senza rischiare, la bontà del servizio.</p>
<p>Ma attenzione, da tenere a mente che la bontà del servizio non corrisponde ai ritorni dell’investimento, il tutto funziona, per dirla in termini semplici, come in borsa, per cui il capitale è a rischio, non è detto che ci siano dei ritorni e che le performance passate siano un indicatore di performance future.<br />
Gimme5 offre diversi vantaggi al risparmiatore che lo utilizza:</p>
<p>1. Impostare uno o più obiettivi di risparmio: scegliere il proprio obiettivo è il miglior modo per riuscire a risparmiare senza sforzi e mantenere la motivazione per continuare a farlo.<br />
2. Non esistono vincoli di importo o di ricorrenza: ogni cliente è libero di risparmiare quando vuole, quanto vuole, se vuole.<br />
3. È anche possibile decidere di impostare un risparmio fisso mensile che si può in ogni momento modificare o disattivare.<br />
4. Durante la settimana si ricevono diversi contenuti (consigli e tips) gratuiti che accompagnano gradualmente l’utente la propria consapevolezza nelle decisioni di risparmio e investimento.<br />
5. Infine, chi abbia voglia o necessità di condividere un obiettivo di risparmio, può farlo chiedendo un sostegno ad amici e parenti. Questi potranno infatti contribuire direttamente all’obiettivo, senza necessariamente diventare clienti Gimme5 a loro volta.<br />
6. I soldi risparmiati vengono investiti sui fondi comuni di AcomeA SGR.<br />
Inoltre, in ogni momento il cliente è libero di trasferire i propri soldi da un obiettivo all’altro o di rimborsare (del tutto in parte) il proprio investimento al costo fisso di 1€ (a prescindere dall’importo).</p>
<p>Un servizio che quasi si stenta a credere sia italiano… eh vabè, l’ho detto, sono esterofilo.</p>
<p>Comunque, al di là delle mie inclinazioni, sto usando Gimme5 da tempo ormai, l’obiettivo che mi sono posto è di mettere da parte dei soldi per comprarmi un nuovo smartphone, vi saprò dire come stanno andando le cose tra qualche mese visto che da brava formichina, sto investendo 5 euro alla volta.<br />
Potrete trovare tutte le info su Gimme5 <a href="http://l12.eu/gimme5tech-1913-au/29Q1K03PDI6LENKZGUQV" target="_blank" rel="noopener">cliccando qui</a>.</p><p>The post <a href="https://www.technicoblog.com/gimme5-il-salvadanaio-digitale/">Gimme5, il salvadanaio digitale di AcomeA SGR</a> first appeared on <a href="https://www.technicoblog.com">Technico Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Segwit2x Hard Fork: Coinbase ti regala Bitcoin2x</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Marandola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Nov 2017 11:04:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fintech]]></category>
		<category><![CDATA[Guadagnare Online]]></category>
		<category><![CDATA[Bitcoin]]></category>
		<category><![CDATA[Bitcoin Gratis]]></category>
		<category><![CDATA[Bitcoin2x]]></category>
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		<category><![CDATA[Segwit2x]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Segwit2x Hard Fork: Coinbase ti regala Bitcoin2x. Come qualcuno di voi saprà, a breve, intorno al 16 Novembre ci sarà questo famoso Hard Fork denominato Segwit2x, che già da settimane sta dividendo la community, non solo italiana. Adesso, al di là delle polemiche e dell&#8217;opportunità di questo fork, vi volevo segnalare un&#8217;opportunità che mi è &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3058" src="https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2017/11/CoinbaseBitcoinGratis.jpg?resize=780%2C429" alt="" width="780" height="429" srcset="https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2017/11/CoinbaseBitcoinGratis.jpg?w=1200&amp;ssl=1 1200w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2017/11/CoinbaseBitcoinGratis.jpg?resize=300%2C165&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2017/11/CoinbaseBitcoinGratis.jpg?resize=768%2C422&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.technicoblog.com/wp-content/uploads/2017/11/CoinbaseBitcoinGratis.jpg?resize=1024%2C563&amp;ssl=1 1024w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p><strong>Segwit2x Hard Fork: Coinbase ti regala Bitcoin2x.</strong></p>
<p>Come qualcuno di voi saprà, a breve, intorno al 16 Novembre ci sarà questo famoso Hard Fork denominato <strong>Segwit2x</strong>, che già da settimane sta dividendo la community, non solo italiana.</p>
<p>Adesso, al di là delle polemiche e dell&#8217;opportunità di questo fork, vi volevo segnalare un&#8217;opportunità che mi è balzata sotto gli occhi perchè ho un account su Coinbase.</p>
<p><a href="https://www.coinbase.com/join/52a3c14237e2a144350000e8" target="_blank" rel="noopener">Coinbase</a>, è un exchange e digital wallet basato negli Stati Uniti, sicuro e facile da usare, tanto che sono cliente già da un annetto.</p>
<p>Giorni fa mi arriva, giustamente, la mail di aggiornamento da parte di <a href="https://www.coinbase.com/join/52a3c14237e2a144350000e8" target="_blank" rel="noopener">Coinbase</a> in vista del fork, in cui viengono messi in chiaro timeline, limiti all&#8217;operatività ed altri dettagli riguardanti questa operazione, ma una cosa tra tutte ha catturato la mia attenzione, quando la newsletter dice:</p>
<p>&#8220;<em>Any user storing Bitcoin on Coinbase at the time of the fork will be <strong>credited with an equal amount of the new Bitcoin2x</strong> asset on the Bitcoin2x blockchain. <strong>No action is required</strong> &#8211; we will automatically credit your account. If you have 5 Bitcoin stored on Coinbase before the fork, you will have 5 Bitcoin and 5 Bitcoin2x following the event.</em>&#8221;</p>
<p>Essenzialmente, se hai 1 Bitcoin nel wallet di Coinbase, senza fare nulla avrai anche 1 Bitcoin2x.</p>
<p>Cosa interessante visto che con il Bitcoin Cash siamo arrivati ad una quotazione di oltre 500$ nel momento in cui scrivo questo post.<br />
Metter da parte senza alcuno sforzo dei Bitcoin2x può risultare interessante.</p>
<p><strong>Cosa fare quindi?</strong></p>
<p>Iscriversi subito a <a href="https://www.coinbase.com/join/52a3c14237e2a144350000e8" target="_blank" rel="noopener">Coinbase</a> ed acquistare una quantità anche minima di Bitcoin, frazioni di Bitcoin vista la quotazione attuale, ed aspettare il fork per vedere se la quotazione dei Bitcoin2x crescerà come ha fatto quella dei Bitcoin Cash.</p>
<p>Se vi iscrivete tramite <strong><a href="https://www.coinbase.com/join/52a3c14237e2a144350000e8" target="_blank" rel="noopener">questo link</a></strong>, ed acquistate 100$ (86 €) in Bitcoin, ne avrete subito in più l&#8217;equivalente di 8€.</p>
<p>Quindi ricapitolando: 86 € spesi, ne avrete subito in più 8€, e l&#8217;equivalente in Bitcoin2x quando avverrà il fork.</p>
<p>Non male eh, approfittatene! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p><p>The post <a href="https://www.technicoblog.com/segwit2x-hard-fork-coinbase-regala-bitcoin2x/">Segwit2x Hard Fork: Coinbase ti regala Bitcoin2x</a> first appeared on <a href="https://www.technicoblog.com">Technico Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Video: Activators Breakfast Pavia, Road to Startup Weekend</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Marandola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Sep 2017 16:38:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Activators Pavia]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
		<category><![CDATA[Startup Weekend Pavia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il video della colazione Activators del 30 Settembre 2017 in vista dello Startup Weekend di Pavia di fine Ottobre. Intervista a Marco Filocamo, Activators Pavia. Lo so che non è perfettamente a fuoco l&#8217;intervista, la prossima andrà meglio, iscriviti al mio canale YouTube per i prossimi video.</p>
<p>The post <a href="https://www.technicoblog.com/video-activators-breakfast-pavia/">Video: Activators Breakfast Pavia, Road to Startup Weekend</a> first appeared on <a href="https://www.technicoblog.com">Technico Blog</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il video della colazione Activators del 30 Settembre 2017 in vista dello <a href="http://communities.techstars.com/italy/pavia/startup-weekend/11156" target="_blank" rel="noopener">Startup Weekend di Pavia</a> di fine Ottobre.</p>
<p>Intervista a Marco Filocamo, Activators Pavia.</p>
<p>Lo so che non è perfettamente a fuoco l&#8217;intervista, la prossima andrà meglio, <a href="https://www.youtube.com/channel/UC72wS4la75iVZogRwqWkPLQ">iscriviti al mio canale YouTube</a> per i prossimi video.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/9r8SD0rcIno?rel=0" width="760" height="415" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p><p>The post <a href="https://www.technicoblog.com/video-activators-breakfast-pavia/">Video: Activators Breakfast Pavia, Road to Startup Weekend</a> first appeared on <a href="https://www.technicoblog.com">Technico Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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