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	<title>Working Capital Accelerator</title>
	
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		<title>Bollenti Spiriti 2012, l’innovazione protagonista a Lecce</title>
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		<pubDate>Thu, 31 May 2012 10:39:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parte oggi a Lecce la quinta edizione del Bollenti Spiriti Camp: tre giorni di incontri e dibattiti dedicati al futuro dei giovani pugliesi ed all&#8217;innovazione imprenditoriale. Organizzato dall&#8217;Assessorato alle Politiche Giovanili ed alla Cittadinanza Sociale della Regione Puglia a Lecce, presso &#8230;<div class="entry-utility"> <a class="entry-link" href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/05/bollenti-spiriti-2012-linnovazione-protagonista-a-lecce/">Continua <span class=\"meta-nav\">&#187;</span></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/05/bollenti-spiriti-2012-linnovazione-protagonista-a-lecce/bollenti-spiriti/" rel="attachment wp-att-20281"><img class="size-full wp-image-20281 aligncenter" title="bollenti spiriti" src="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/wp-content/uploads/2012/05/bollenti-spiriti.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a></p>
<p>Parte oggi a Lecce la <a href="http://bollentispiriti.regione.puglia.it/index.php">quinta edizione</a> del <strong>Bollenti Spiriti Camp</strong>: tre giorni di incontri e dibattiti dedicati al <strong>futuro</strong> dei giovani pugliesi ed all&#8217;<strong>innovazione</strong> imprenditoriale.</p>
<p><a href="http://bollentispiriti.regione.puglia.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;layout=item&amp;id=4912&amp;Itemid=42">Organizzato</a> dall&#8217;Assessorato alle Politiche Giovanili ed alla Cittadinanza Sociale della <strong>Regione Puglia </strong>a Lecce, presso le <strong>Manifatture Knos</strong>, un centro culturale ottenuto dal recupero di una vecchia scuola di formazione per operai metalmeccanici di proprietà della Provincia di Lecce, Bollenti Spiriti è un&#8217;occasione per parlare del futuro che vogliamo e di come realizzarlo.</p>
<p>La manifestazione si articola in <strong>tre giornate, da oggi fino al 2 giugno</strong>:</p>
<p>Oggi 31 maggio, la <strong>Giornata del Territorio</strong> (<a href="http://bollentispiriti.regione.puglia.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=5910&amp;Itemid=1302005">qui</a> il programma), dedicata a progetti che si occupano di Agroalimentare, Beni culturali, Architettura, Ecologia e ambiente, Rifiuti e riciclo, Energia, Ospitalità e ristorazione, Territorio, Trasporti e mobilità, Turismo, Animali, Sviluppo sostenibile.</p>
<p>Il dibattito prosegue il 1 giugno con la <strong>Giornata della Conoscenza</strong> (<a href="http://bollentispiriti.regione.puglia.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=5911&amp;Itemid=1302005">programma</a>), nella quale ci si occuperà di Innovazione tecnologica, Informatica, Ricerca scientifica, Web e multimedia, Comunicazione, E-learning, Editoria, Scuola e formazione, Imprenditorialità, Moda e Design.</p>
<p>La conclusione in grande stile il 2 giugno, con la <strong>Giornata della Cittadinanza</strong> (<a href="http://bollentispiriti.regione.puglia.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=5912&amp;Itemid=1302005">programma</a>), in cui verranno trattati progetti su Cittadinanza Attiva, Inclusione sociale, Infanzia, Disabilità, Migranti, Non profit Legalità Lavoro e occupazione, Cooperazione internazionale, Salute e benessere, Volontariato, Tempo libero, Scambi internazionali, Sport.</p>
<p>Tutte le info necessarie sono facilmente reperibili sul <a href="http://bollentispiriti.regione.puglia.it/index.php">sito</a> e sulla <a href="https://www.facebook.com/bollentispiritipuglia">pagina</a> Facebook.</p>
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		<title>L’onnipresenza dei brevetti, uno spreco di risorse e una barriera all’innovazione</title>
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		<pubDate>Thu, 31 May 2012 08:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Brusco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questo blog si è già trattato più volte degli effetti negativi che le leggi sulla proprietà intellettuale possono avere sulla qualità e la diffusione dell&#8217;innovazione tecnologica, ma l&#8217;argomento è fondamentale, per cui merita ancora qualche parola. L&#8217;idea di base &#8230;<div class="entry-utility"> <a class="entry-link" href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/05/lonnipresenza-dei-brevetti-uno-spreco-di-risorse-e-una-barriera-allinnovazione/">Continua <span class=\"meta-nav\">&#187;</span></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="LEFT">In questo blog si è <a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/02/cose-il-patent-troll-e-perche-soffoca-le-startup/">già</a> trattato <a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/03/brevetti-copyright-e-startup-ne-parliamo-con-michele-boldrin/">più volte</a> degli <strong>effetti negativi</strong> che le leggi sulla proprietà intellettuale possono avere sulla qualità e la diffusione dell&#8217;innovazione tecnologica, ma l&#8217;argomento è fondamentale, per cui merita ancora qualche parola.</p>
<p align="LEFT">L&#8217;idea di base che giustifica l&#8217;esistenza di queste leggi è che <strong>senza grossi incentivi quasi nessuno sarebbe disposto a investire risorse nella ricerca scientifica e tecnologica</strong>. La conclusione di questo ragionamento è <strong>creare monopoli legali temporanei</strong> che vadano a garantire un largo margine di profitto a chi brevetta una certa tecnologia per primo, incentivando così l&#8217;innovazione. Ma quanto ha senso questo discorso?</p>
<p align="LEFT">Da alcuni anni a questa parte, <a href="http://www.micheleboldrin.com/research/aim.html">alcuni economisti</a> hanno iniziato ad avanzare l&#8217;ipotesi che creare monopoli in quantità così ingenti e indiscriminate, anziché favorire l&#8217;innovazione tecnologica, spesso la ostacoli fortemente. <strong>Monopolio od oligopolio infatti nuocciono gravemente all&#8217;efficienza del mercato</strong>; soprattutto se consideriamo il fatto che la maggior parte delle innovazioni tecnologiche non sono grandi “break-through”, ma piuttosto progressivi miglioramenti di tecnologie già esistenti. Le leggi sulla proprietà intellettuale impongono <strong>costi aggiuntivi</strong> a chiunque voglia utilizzare queste tecnologie per crearne di nuove, limitando così l&#8217;offerta innovativa – che significa, più prosaicamente, prezzi più alti per il consumatore finale.</p>
<div id="attachment_20248" class="wp-caption alignleft" style="width: 396px"><a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/05/lonnipresenza-dei-brevetti-uno-spreco-di-risorse-e-una-barriera-allinnovazione/smartphone-patent-wars/" rel="attachment wp-att-20248"><img class="wp-image-20248 " title="smartphone-patent-wars" src="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/wp-content/uploads/2012/05/smartphone-patent-wars.jpg" alt="" width="386" height="293" /></a><p class="wp-caption-text">Una mappa prodotta da GigaOm che raffigura le principali cause in corso tra le imprese più importanti nel mercato degli smartphone.</p></div>
<p align="LEFT">Vediamo benissimo gli effetti di queste normative nel mercato dell&#8217;informatica: <strong>le grandi imprese</strong> (vedi Google, Apple, Microsoft, etc.) che hanno tasche profonde e se lo possono permettere, <strong>investono in enormi dipartimenti legali</strong> che si occupano esclusivamente di fare causa ad altre aziende per presunte violazioni di brevetti o di difendere la propria azienda dalle cause che provengono da aziende rivali. Una quantità considerevole di risorse, anziché venire investita in maniera produttiva, serve solo a difendere il proprio monopolio da quelli altrui. Il danno maggiore, tuttavia, è quello che non si vede: <strong>mentre i grandi possono permettersi avvocati preparatissimi e uffici legali ben organizzati, i piccoli concorrenti e le start-up non hanno il denaro per farlo e risultano enormemente penalizzati</strong>: quindi il sistema legale dei brevetti va a formare effettivamente una barriera d&#8217;entrata.</p>
<p align="LEFT">Un caso ancora più lampante dell&#8217;inefficienza del sistema di brevetti attualmente in vigore sono i cosiddetti <strong>patent troll</strong>, di cui abbiamo già parlato in passato. Queste aziende sono di fatto parassiti del sistema legale, il cui scopo è <strong>entrare in possesso del maggior numero possibile di brevetti</strong>, in modo da obbligare le aziende più grandi a comprare una licenza, e le più piccole a pagare delle royalty, <a href="http://techcrunch.com/2012/05/12/help-theres-a-patent-on-my-idea-what-now/">come spiega Leonid Kravets</a>, avvocato americano esperto di proprietà intellettuale. La cosa importante da notare, in ogni caso, è che <strong>questo fenomeno è da imputare più a com&#8217;è organizzato il sistema odierno di brevetti, piuttosto che alla presunta malvagità che il termine “troll” lascerebbe immaginare</strong>.</p>
<p align="LEFT">Rilasciare brevetti a chiunque ne chieda uno significa <strong>rendere scarsa una risorsa</strong> – la tecnologia che questi brevetti proteggono – <strong>che altrimenti non lo sarebbe</strong>, o lo sarebbe molto meno. Dunque, diventa sensato spendere denaro e risorse per proteggerli e farli fruttare, in modo moralmente più o meno legittimo, come dimostra il miliardo di dollari (circa 840 milioni di euro) che la Microsoft <a href="http://arstechnica.com/tech-policy/2012/04/microsoft-to-pay-1-billion-for-rights-to-entire-aol-patent-portfolio/">spenderà entro la fine dell&#8217;anno</a> per comprare tutti i brevetti posseduti da America On-Line.</p>
<p align="LEFT">Solo un cambiamento radicale nel modo in cui i brevetti vengono rilasciati può eliminare queste condotte anticompetitive e queste altissime barriere d&#8217;entrata i cui costi sociali non sono certo giustificati dai presunti benefici che ne ricaviamo. È necessario <strong>ripensare da capo</strong> il sistema di proprietà intellettuale per creare un mercato più libero in cui venga dato maggior spazio agli innovatori, alle startup ed ai giovani imprenditori.</p>
<p align="LEFT">Giacomo Brusco (@<a href="https://twitter.com/#!/JackBrusco">JackBrusco</a>) studia economia a Boston. Lo trovate anche <a href="http://golpelione.wordpress.com/author/jackilbrutto/">qui</a>.</p>
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		<title>Startup Weekend a Catania: l’evento, le storie, i vincitori</title>
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		<pubDate>Wed, 30 May 2012 13:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 25 al 27 maggio si è tenuto a Catania lo Startup Weekend, progetto voluto dalla Kauffman Foundation, una grande occasione per favorire l&#8217;incontro tra tutti coloro che hanno un&#8217;idea imprenditoriale innovativa ma non sanno come metterla in pratica. Startupper, &#8230;<div class="entry-utility"> <a class="entry-link" href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/05/startup-weekend-a-catania-levento-le-storie-i-vincitori/">Continua <span class=\"meta-nav\">&#187;</span></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/05/startup-weekend-a-catania-levento-le-storie-i-vincitori/startup-weekend-catania/" rel="attachment wp-att-20236"><img class="size-full wp-image-20236 aligncenter" title="startup weekend catania" src="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/wp-content/uploads/2012/05/startup-weekend-catania.jpg" alt="" width="254" height="198" /></a></p>
<p>Dal 25 al 27 maggio si è tenuto a Catania lo <strong>Startup Weekend</strong>, progetto voluto dalla <strong>Kauffman Foundation</strong>, una grande occasione per favorire l&#8217;incontro tra tutti coloro che hanno un&#8217;idea imprenditoriale innovativa ma non sanno come metterla in pratica. Startupper, designer, investitori, product manager, esperti di business e di marketing sono stati i protagonisti di questo evento della durata di <strong>54 ore</strong>, da venerdì pomeriggio a domenica sera. Missione quasi impossibile della manifestazione: <strong>creare una startup</strong>, partendo completamente da zero o favorendo la maturazione di un team già strutturato, grazie all&#8217;incontro con potenziali partner o dipendenti ed al confronto con altre realtà.</p>
<p>StartupWeekend Catania, svoltosi in contemporanea agli eventi gemelli di <a href="http://paris.startupweekend.org/">Parigi</a>, <a href="http://glasgow.startupweekend.org/">Glasgow</a>, <a href="http://wroclaw.startupweekend.org/">Wroclaw</a>, <a href="http://murcia.startupweekend.org/">Murcia</a> e <a href="http://startupweekend.org/wp-signup.php?new=phristina">Phristina</a>, è stato organizzato da Peppe Sirchia, Rocco Micciché ed Alessio Vasta, con l&#8217;aiuto di Lorenzo Sfienti, partner di <a href="http://blog.indigenidigitali.com/">Indigeni Digitali</a>. Ospite dei lavori è stato il <a href="http://www.beasybureau.com/pages/it/home.php">Business Center Beasy Bureau</a>, che ha esaurito immediatamente i posti a disposizione grazie ad una <strong>partecipazione altissima</strong>: a fronte di 40 partecipanti previsti, ne sono arrivati 83!</p>
<p>Ogni team ha avuto a disposizione <strong>60 secondi per presentarsi</strong> ed esporre brevemente il proprio progetto. Al termine di questa fase si è proceduto ad una votazione per selezionare le <a href="http://www.slideshare.net/swcatania">11 idee</a> che avrebbero avuto accesso alle attività di “laboratorio”: GameBet, Condividual.com, EVA.ME, FlaskLab, ClapTrip, GDG Bottle, Te l&#8217;avevo detto, Burlesque, Opinion Analysis, Centesimo Drive, Arte UVA.</p>
<p>Nella struttura del weekend è evidente l&#8217;impronta della Kauffman Foundation: in <strong>un&#8217;ottica collaborativa ed aperta</strong> le startup che hanno passato il “turno” hanno formato <strong>team allargati</strong> integrando i componenti dei progetti esclusi, in modo da consentire a tutti i partecipanti di entrare in contatto con i coach e di beneficiare dei loro consigli e della loro esperienza. Obbiettivo di questi gruppi di studio era la <strong>preparazione di un pitch conclusivo</strong>, la domenica pomeriggio, alla presenza di una giuria composta da noi di Working Capital, <a href="http://www.vertis.it/">Vertis SGR</a>, Fondo Ingenium di <a href="http://www.meta-group.com/SitePages/default.aspx">MetaGroup</a>, Giovani Imprenditori di <a href="http://www.gruppogiovani.ct.it/">Confindustria Catania</a> e <a href="http://www.top-ix.org/">Top-IX</a>.</p>
<p>La giuria ha nominato <strong>tre vincitori</strong> ed ha assegnato un premio separato per la migliore mobile app a ClapTrip, che si è aggiudicata tre giornate di formazione su sviluppo iOS e Android apps messe in palio da <a href="http://www.etnatraining.it/">Etna Training</a>.</p>
<p>Il <strong>premio</strong> per i primi tre classificati? Un anno di partecipazione al <a href="http://www.top-ix.org/development-program/">Development Program di TOP-IX</a>, un anno di mentorship di Working Capital, la consulenza di <a href="http://www.centocinquanta.it/">Centocinquanta</a> per la realizzazione del business plan, un periodo di co-working presso Beasy Bureau (1 mese al vincitore, 2 settimane al secondo e 1 al terzo).</p>
<p>Al <strong>terzo posto</strong> troviamo <a href="http://www.slideshare.net/swcatania/opinionanalysis3classificatoswcatania">Opinion Analysis</a>, che punta ad offrire strumenti efficaci di analisi degli enormi flussi informativi creati dal Web 2.0. La <strong>seconda posizione</strong> è tutta all&#8217;insegna dello sviluppo eco-sostenibile, con <a href="http://www.gdgbottle.com/">GDG Bottle,</a> guidata da Daniele Guarnaccia, ingegnere meccanico, che <a href="http://www.slideshare.net/swcatania/gdgbottle2classificatoswcatania">propone</a> una modalità di riciclaggio del vetro più rapida, meno costosa e a bassissimo impatto ambientale.</p>
<p>Ed infine il <strong>vincitore</strong>, <a href="http://www.slideshare.net/swcatania/telavevodetto1classificatoswcatania">“Te l&#8217;avevo detto”</a>, team guidato da Carlo Puglisi, che ha presentato un social network in cui gli utenti cercano di predire eventi futuri, guadagnando punti e posizioni fino a raggiungere l&#8217;ambito status di “profeta”.</p>
<p><a href="http://www.ninjamarketing.it/2012/05/28/lo-startup-weekend-trionfa-a-catania-evento/">Secondo Peppe Sirchia</a> “Catania ha dimostrato ancora una volta che è pronta per proporsi come <strong>startup city del Mediterraneo</strong>”, punto di riferimento di un movimento che vede i giovani tra i principali agenti di cambiamento.</p>
<p>La grande partecipazione che ha caratterizzato l&#8217;evento dimostra che è proprio da <strong>questo</strong> clima diffuso di collaborazione e di entusiasmo che può nascere un grande <strong>ecosistema innovativo</strong>, in Sicilia ed in Italia.</p>
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		<title>PostDesk, l’informazione è nulla senza la discussione</title>
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		<pubDate>Wed, 30 May 2012 08:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elia Francesco Nigris</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il mondo dell&#8217;informazione, si sa, è in evidente difficoltà, ma le cose potrebbero cambiare grazie alle idee brillanti di alcuni giovani imprenditori, come Sam England, ventunenne neolaureato in legge, che ha dato vita a PostDesk, startup interamente situata in Gran &#8230;<div class="entry-utility"> <a class="entry-link" href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/05/postdesk-linformazione-e-nulla-senza-la-discussione/">Continua <span class=\"meta-nav\">&#187;</span></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;" align="JUSTIFY"><a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/05/postdesk-linformazione-e-nulla-senza-la-discussione/postdesk/" rel="attachment wp-att-20218"><img class="size-full wp-image-20218 aligncenter" title="postdesk" src="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/wp-content/uploads/2012/05/postdesk.jpg" alt="" width="250" height="250" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Il mondo dell&#8217;informazione, si sa, è in evidente difficoltà, ma le cose potrebbero cambiare grazie alle idee brillanti di alcuni giovani imprenditori, come <a href="http://uk.linkedin.com/in/samengland">Sam England</a>, ventunenne neolaureato in legge, che ha dato vita a <a href="http://postdesk.com/">PostDesk</a>, startup interamente situata in Gran Bretagna</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://postdesk.com/">PostDesk</a> è una piattaforma pensata per offrire <strong>articoli di approfondimento</strong> su tematiche differenti; potremmo considerarlo una sorta di “superblog”, una definizione, questa, che forse gli sta troppo stretta, dal momento che molti dei contenuti sono strutturati in un modo che è più tipico del “giornalismo classico di informazione” che di un blog. L&#8217;obbiettivo finale è quello di <strong>aggregare contenuti di qualità e stimolare il dibattito</strong>: secondo England, infatti, i social network tradizionali, come Twitter e Facebook, limitano la discussione e il confronto. Il sito, nelle parole del suo fondatore, “permette a chiunque abbia il desiderio di scrivere di disporre di una piattaforma che gli consenta di ottenere la giusta visibilità per farlo”. Gli autori dei pezzi <strong>non</strong> sono giornalisti professionisti, ma persone normali che desiderano dedicare del tempo alla scrittura senza, però, avere l&#8217;onere di tenere un blog personale. PostDesk, infatti, consente ai suoi collaboratori di <strong>occuparsi semplicemente di scrivere</strong>: a tutto il resto, compreso il compito di dare visibilità all&#8217;articolo, pensano loro.</p>
<p align="JUSTIFY">L&#8217;obiettivo di Sam England, tuttavia, è quello di <strong>affiancare a scrittori sporadici alcune persone che scrivano per PostDesk regolarmente</strong>, sotto compenso. Questa opportunità verrà offerta, all&#8217;interno della community di PostDesk, a coloro che avranno il maggior numero di <em>follower, </em>commenti positivi o che evidentemente offrono i contributi più originali e interessanti.</p>
<p align="JUSTIFY">I contenuti si differenziano nettamente da quelli dei siti di crowd reporting. PostDesk non è un sito di news, è piuttosto un <strong>contenitore</strong> di articoli di nicchia su tecnologia, politica, cultura e arte. La linea editoriale è abbastanza simile a quella di Wired, con un approccio che ricorda vagamente quello dell&#8217;Huffington Post.</p>
<p align="JUSTIFY">Quello che forse non vi sareste aspettati è che PostDesk è già oggi, a poche settimane dal lancio, un business in grado di produrre utili grazie ai ricavi pubblicitari. Inoltre England vuole provare a monetizzare anche ciò che lui definisce “<strong>content syndication</strong>”, ovvero pubblicare articoli di proprietà di altri giornali o riviste e offrire loro una piattaforma di dibattito: se dovesse funzionare England avrebbe fatto jackpot, perché sarebbe il primo ad offrire una cosa simile.</p>
<p align="JUSTIFY">Essendo economicamente <strong>autosufficiente</strong>, PostDesk attualmente <strong>non</strong> è alla ricerca di nuovi investitori o capitali. La fortuna di poter lavorare tranquillamente, senza la necessità di dedicare molte energie alla ricerca di finanziatori, ha permesso all&#8217;azienda di concentrarsi sul prodotto, realizzato in <strong>tempi molto brevi</strong>: a gennaio, infatti, England ha dato il via al progetto e da allora coordina un team di sei sviluppatori e venti redattori. Il sito oggi è attivo e funzionante.</p>
<p align="JUSTIFY">È questo il <strong>giornalismo del futuro</strong>? Probabilmente sì, ma tutto dipenderà dal modo in cui reagiranno i giornali tradizionali.</p>
<p align="JUSTIFY">Elia Nigris (@<a href="https://twitter.com/#!/EliaFNigris">EliaFNigris</a>) studia economia a Milano. Lo trovate anche <a href="http://democraticallyspeaking.wordpress.com/">qui</a>.</p>
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		<title>Oggi alle ore 20.50. Fare ricerca in Italia: 3 miti da infrangere. Videochat con Ilaria Capua</title>
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		<pubDate>Tue, 29 May 2012 17:29:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Lavori in corso]]></category>

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		<description><![CDATA[Un evento in diretta web organizzato in occasione del lancio dei nuovi grant di ricerca di Working Capital Accelerator: 20 borse da 25000 euro per le migliori idee di ricerca o pre-incubazione d&#8217;impresa in ambito digital, Internet o green. 1. In &#8230;<div class="entry-utility"> <a class="entry-link" href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/05/oggi-alle-ore-20-50-fare-ricerca-in-italia-3-miti-da-infrangere-videochat-con-ilaria-capua/">Continua <span class=\"meta-nav\">&#187;</span></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-20228" title="089b57554a6bbbe7263719302e171efa_500" src="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/wp-content/uploads/2012/05/089b57554a6bbbe7263719302e171efa_500.jpg" alt="" width="500" height="373" /></p>
<p>Un evento in diretta web organizzato in occasione del lancio dei <a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/05/nuovi-grant-di-ricerca-wcap-da-25000-euro-invia-subito-il-tuo-progetto/">nuovi grant di ricerca di Working Capital Accelerator</a>: 20 borse da 25000 euro per le migliori idee di ricerca o pre-incubazione d&#8217;impresa in ambito digital, Internet o green.</p>
<p><strong>1. In Italia non si può fare ricerca di eccellenza.</strong><br />
<strong>2. Dall&#8217;Italia non si possono cambiare i meccanismi internazionali di politica sanitaria.</strong><br />
<strong>3. Le donne non arrivano (quasi) mai al vertice delle organizzazioni.</strong></p>
<p>Ognuno di questi tre dogmi può essere demolito. Come? Lo faremo insieme a voi in videochat con <strong>Ilaria Capua</strong>, virologa e veterinaria italiana, direttrice del dipartimento di Scienze biomediche comparate dell&#8217;IZSVe. Eletta tra i 50 scienziati top di &#8220;Scientific American&#8221;, ha lanciato la cosiddetta scienza open-source tramite GISAID, network internazionale di 70 ricercatori, tra cui sei premi Nobel, per la condivisione pubblica dei dati genetici del virus dell&#8217;aviaria.</p>
<p>Chiunque potrà partecipare in diretta con le proprie domande, votando quelle degli altri utenti o semplicemente commentando i temi in chat.</p>
<p>Per partecipare collegati <a href="http://live.oilproject.org">a questo link</a> alle 20.50.</p>
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		<title>ItaliaStartup: uniti per cambiare. La parola ai protagonisti.</title>
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		<pubDate>Tue, 29 May 2012 09:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Tondi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/05/italiastartup-uniti-per-cambiare-la-parola-ai-protagonisti/italia-startup-task-force-open-day-580x164/" rel="attachment wp-att-20180"><img class="aligncenter  wp-image-20180" title="italia-startup-task-force-open-day-580x164" src="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/wp-content/uploads/2012/05/italia-startup-task-force-open-day-580x164.png" alt="" width="464" height="131" /></a></p>
<p>Sabato scorso, nella cornice veneta dell&#8217;incubatore <a href="http://www.h-farmventures.com/it/">H-Farm</a>, si è tenuto l&#8217;open day di <a href="http://www.italiastartup.it/">ItaliaStartup</a>, associazione indipendente che riunisce soggetti attivi nel campo dell&#8217;innovazione e dell&#8217;imprenditoria digitale. L&#8217;evento è stato unico nel suo genere per la presenza, accanto a startupper, manager e consulenti, del Ministro per lo Sviluppo Economico <strong>Corrado Passera</strong>, che ha accettato l&#8217;invito di Riccardo Donadon, fondatore di H-Farm, per instaurare un dialogo costruttivo tra Governo e stakeholder con lo scopo di delineare i contenuti su cui l&#8217;Esecutivo si propone di intervenire nei prossimi mesi.</p>
<p>Il Ministro ha creato una taskforce di 12 esperti per raccogliere ed organizzare le proposte di riforma: proposte che arrivano anche e soprattutto dai diretti interessati, che meglio di chiunque altro conoscono le dinamiche del settore.</p>
<p><strong>Giuseppe Ragusa</strong>, membro della task force ministeriale, ha sottolineato in apertura il ruolo fondamentale svolto dalle imprese innovative nel creare ricchezza ed occupazione: secondo i dati della <a href="http://www.kauffman.org/">Kauffman Foundation</a>, negli ultimi 10 anni le startup hanno generato 3 milioni di posti di lavoro, mentre le grandi imprese hanno registrato una perdita occupazionale complessiva di 1 milione di persone. Ma le nuove imprese hanno bisogno di capitale, ed anche da questo punto di vista il confronto con gli States è significativo: dal 2003 al 2010 i fondi americani di venture capital hanno raccolto 131 miliardi di euro, quelli europei solo 28.</p>
<p>I dati mostrano che le startup sono un potente motore di crescita, che però ha bisogno di essere alimentato da un mercato dei capitali liquido ed efficiente. In quest&#8217;ottica vanno considerate alcune ipotesi operative, come la facilitazione del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Crowdfunding">crowdfunding</a>, la diffusione delle <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Convertible_bond">convertible note</a>, la possibilità di prevedere forme di co-investimento pubblico-privato, la creazione di un ecosistema di acceleratori, incubatori, venture capital e business angel.</p>
<p>La sfida di lungo periodo delineata dal Ministro Passera è molto ambiziosa perché vuole <strong>rivoluzionare la mentalità</strong> con cui l&#8217;opinione pubblica in Italia guarda all&#8217;impresa: bisogna favorire la nascita di una <strong>cultura del fallimento</strong>.</p>
<p><strong>Andrea Giannangelo</strong>, che ha fondato <a href="http://pazienti.it/">Iubenda</a>, si è concentrato nel suo intervento sulla <strong>lunghezza dei percorsi burocratici</strong> necessari ad aprire una nuova attività: questi costi, che sono di natura accessoria, sono una barriera rilevante all&#8217;entrata di nuovi soggetti nel mercato. Serve quindi un <strong>percorso internazionale standardizzato</strong>, in maniera da eliminare le distorsioni del mercato attualmente presenti. Questo, concretamente, vuol dire: nessun costo di apertura o di modifica della società, statuto ed atto costitutivo standard, senza dover passare dal notaio, poter trasferire le quote societarie facilmente e a costo zero.</p>
<p><strong>Luca De Biase</strong>, <a href="http://blog.debiase.com/">giornalista</a> de “il Sole 24 Ore” e moderatore dell&#8217;incontro, racconta a Working Capital: <em>&#8220;Mi pare che sia stata una giornata dominata dalla concretezza: sono state fatte proposte fattibili e realisticamente implementabili in tempi brevi. Si è trattata di una vera consultazione del Governo con le parti interessate, non di un momento per esprimere lamentele. Tutti sono stati molto propositivi, e il Governo si è reso disponibile al dialogo tramite il Ministro Passera, che ha preso appunti e ha risposto ad ogni domanda&#8221;</em>.</p>
<p>E da un punto di vista più operativo, come si dovrebbe muovere adesso il Governo? <em>&#8220;Il Governo deve considerare le proposte raccolte ricordandosi che dovrà andare a riformare la disciplina di un&#8217;intera filiera: è quindi necessaria una visione d&#8217;insieme matura e coerente&#8221;</em> &#8211; continua Luca De Biase &#8211; <em>&#8220;L&#8217;offerta “legislativa” da parte del Governo è importante, ma la parte più difficile è creare la domanda d&#8217;innovazione nel pubblico. Il momento storico attuale, con la presenza di un governo tecnico, è un&#8217;occasione irripetibile per cercare di recuperare il tempo perduto&#8221;</em>.</p>
<p>Tra i presenti è intervenuto anche l&#8217;imprenditore e candidato alla presidenza AGCOM <strong><a href="http://blog.quintarelli.it/">Stefano Quintarelli</a>.</strong> <em>&#8220;Ho indicato alcuni strumenti per favorire lo sviluppo delle startup nel Paese. Un esempio: gli incentivi fiscali come la <strong>diminuzione dell&#8217;IVA</strong>, che nella sua formulazione attuale porta un gettito minimo, dal momento che la grande maggioranza delle transazioni avviene in Lussemburgo e sfugge quindi alla capacità impositiva italiana&#8221;</em> &#8211; spiega Quintarelli a Working Capital.</p>
<p>Passera si è detto convinto della necessità di <strong>creare vasti ambienti innovativi</strong>, anche sull&#8217;esempio di <a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/05/start-up-cile-come-funziona-e-perche-rivoluziona-un-intero-paese/">StartupChile</a>, e su questo punto in particolare ha chiesto il contributo di tutti i player del settore, confermando <strong>l&#8217;approccio collaborativo ed aperto</strong> che l&#8217;Esecutivo ha scelto di adottare.</p>
<p>Centrale è anche il tema dell&#8217;<strong>Open Data. </strong>Sui contributi a fondo perduto alle imprese il titolare dello Sviluppo Economico ha preso una posizione netta: il Governo ha intenzione di eliminare il sottobosco di leggi agevolative, che spesso rispondono a logiche clientelari o comunque piuttosto opache, per <strong>introdurre dei crediti d&#8217;imposta semi-automatici per le startup</strong>. Si è parlato anche della possibilità di introdurre un trattamento fiscale privilegiato degli investimenti a lungo periodo rispetto a quelli a brevissimo periodo, spesso caratterizzati da intenti speculativi. La visione che ispira il provvedimento è quella per cui poche <strong>norme chiare</strong> e dall&#8217;applicazione certa regolano l&#8217;economia in maniera più efficiente di quanto possa fare una giungla di leggi e leggine spesso contrastanti o ultrasettoriali.</p>
<p>Dettaglio tutt&#8217;altro che insignificante, Passera ha terminato il suo intervento non con un saluto, ma con un invito al pubblico a continuare ad offrire il proprio aiuto concreto alla taskforce e con l&#8217;annuncio di un <strong>primo pacchetto di norme in arrivo &#8220;entro l&#8217;estate&#8221;</strong>.</p>
<p>Cosa ne pensiamo noi di Working Capital? <em>&#8220;Giugno è un mese chiave. Le iniziative legislative e governative in potenziale dirittura d&#8217;arrivo, come quella di Passera, sono molte&#8221;</em> &#8211; dice <a href="http://maderoweb.com/">Marco De Rossi</a> &#8211; <em>&#8220;Ora che abbiamo imposto startup e imprenditoria hitech come temi fondamentali in agenda, dobbiamo passare alla pratica. E per farlo dobbiamo lavorare tutti insieme. Per questo auspico uno <strong>sforzo collaborativo dei diversi stakeholder, Working Capital incluso, e in particolare di tutte le parti del Governo</strong>. Se lavoreremo tutti insieme per fallire ci vorrà davvero un miracolo&#8221;</em>.</p>
<p><em>Lorenzo Tondi (@<a href="https://twitter.com/#!/lorenzotondi">LorenzoTondi</a>) studia economia a Milano. Lo trovate anche <a href="http://lorenzotondi.wordpress.com/">qui</a>.</em></p>
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		<title>Startup Act: una nuova politica economica per l’innovazione</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 10:41:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli Stati Uniti per uscire dalla crisi hanno bisogno di lavoro e di nuove imprese. Per avere nuove imprese è necessario prendere i provvedimenti opportuni affinché il Paese continui ad essere la terra delle opportunità per i giovani talenti di &#8230;<div class="entry-utility"> <a class="entry-link" href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/05/startup-act-una-nuova-politica-economica-per-linnovazione/">Continua <span class=\"meta-nav\">&#187;</span></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/05/startup-act-una-nuova-politica-economica-per-linnovazione/moran-warner/" rel="attachment wp-att-20150"><img class="size-full wp-image-20150 aligncenter" title="moran warner" src="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/wp-content/uploads/2012/05/moran-warner.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a></p>
<p>Gli Stati Uniti per uscire dalla crisi hanno <strong>bisogno di lavoro e di nuove imprese</strong>. Per avere nuove imprese è necessario prendere i provvedimenti opportuni affinché il Paese continui ad essere la terra delle opportunità per i giovani <strong>talenti</strong> di tutto il mondo.</p>
<p>Con questo obbiettivo la <strong>Kauffman Foundation</strong> ha proposto nel 2011 <a href="http://www.kauffman.org/newsroom/kauffman-foundation-unveils-startup-act-proposal-to-boost-growth-of-new-businesses-and-add-jobs-to-u-s-economy.aspx">Startup Act</a>, un pacchetto di riforme per facilitare la nascita e la crescita di nuove imprese. Alcune di queste proposte sono state sviluppate nell&#8217;<a href="http://moran.senate.gov/public/index.cfm/2011/12/sens-moran-and-warner-offer">omonima proposta di legge</a> bipartisan portata avanti dai senatori Jerry <strong>Moran</strong> (repubblicano) e Mark <strong>Warner</strong> (democratico) nel dicembre 2011.</p>
<p>Oggi Moran e Warner, insieme ai senatori Marco Rubio (repubblicano) e Chris Coons (democratico), hanno <a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=q2Zk1WCq1jM">presentato</a> lo <strong>Startup Act 2.0</strong>, che va considerato il <a href="http://www.growthology.org/growthology/2012/05/startup-act-20-announced.html">tentativo</a> di proseguire il percorso di riforma legislativa attraverso alcuni provvedimenti finalizzati a ridare slancio all&#8217;economia americana:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>La creazione di un <strong>nuovo visto per studenti stranieri negli Stati Uniti</strong>, in modo che chi ottiene un master o un Ph.D. In scienze naturali o tecnologiche, ingegneria o matematica possa ricevere la “green card” e rimanere nel Paese, dove il loro talento e le loro idee possono produrre crescita economica e creare posti di lavoro.</li>
<li>La creazione di un “<strong>visto dell&#8217;imprenditore</strong>” per immigrati regolari, così potranno stabilirsi negli Stati Uniti, lanciare nuovi “business” e dare lavoro</li>
<li><strong>L&#8217;eliminazione dei tetti nazionali ai visti di lavoro</strong>, che ostacolano gli imprenditori statunitensi nell&#8217;assunzione dei grandi talenti di cui hanno bisogno per crescere</li>
<li>Rendere permanente <strong>l&#8217;esenzione fiscale dei capital gain sulla vendita di quote societarie di startup</strong> tenute per almeno cinque anni – in questo modo gli investitori possono garantire stabilità finanziaria in un momento critico della crescita dell&#8217;azienda.</li>
<li>Creare un <strong>credito d&#8217;imposta sugli investimenti in ricerca e sviluppo</strong> effettuati da startup che abbiano meno di 5 anni di vita e che presentino ricavi annuali minori di 5 milioni di dollari. Questo credito è volto a permettere alle startup di diminuire il carico fiscale – liberando così risorse per aiutare queste nuove compagnie ad ingrandirsi e ad assumere personale.</li>
<li>Usare il finanziamento federale già esistente a favore di ricerca e sviluppo per <strong>sostenere iniziative universitarie finalizzate a portare la ricerca d&#8217;avanguardia sul mercato</strong> più velocemente, in modo da stimolare la crescita economica.</li>
<li>Richiedere a tutte le agenzie governative di <strong>condurre un&#8217;analisi costi-benefici di tutte le proposte di legge con un impatto economico uguale o superiore ai 100 milioni di dollari</strong>. Questo nuovo requisito aiuterà a determinare l&#8217;efficacia delle politiche regolatorie e il loro potenziale impatto sulla formazione e sulla crescita di nuove imprese.</li>
<li>Incaricare il Dipartimento del Commercio di applicare <strong>politiche nazionali e locali di sostegno allo sviluppo di nuovi business</strong>. Attraverso la pubblicazione regolare di report, i legislatori saranno meglio equipaggiati per rispondere alle esigenze degli imprenditori con le politiche più adatte.</li>
</ul>
<p>E in Italia?</p>
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		<title>Il futuro dei giornali è un algoritmo?</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 09:08:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Aresu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da giorni aspetto che Elisa Rebessi, impegnata col lavoro, mi mandi un’analisi sulla spending review per Lo Spazio della Politica. Mi ha fatto aspettare a lungo, e forse dovrei smettere di importunarla via mail. Ma non lo farò, perché ho &#8230;<div class="entry-utility"> <a class="entry-link" href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/05/il-futuro-dei-giornali-e-un-algoritmo/">Continua <span class=\"meta-nav\">&#187;</span></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/05/il-futuro-dei-giornali-e-un-algoritmo/narrative-science/" rel="attachment wp-att-20134"><img class="size-full wp-image-20134 aligncenter" title="narrative science" src="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/wp-content/uploads/2012/05/narrative-science.jpg" alt="" width="272" height="185" /></a></p>
<p>Da giorni aspetto che Elisa Rebessi, impegnata col lavoro, mi mandi un’analisi sulla spending review per <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/">Lo Spazio della Politica</a>. Mi ha fatto aspettare a lungo, e forse dovrei smettere di importunarla via mail. Ma non lo farò, perché <strong>ho bisogno della competenza di un essere umano</strong>. <strong>Almeno per ora</strong>. Presto le mie esigenze cambieranno, secondo Kristian Hammond, co-direttore dell’Intelligent Information Laboratory della Northwestern University e chief technology officer di <a href="http://www.narrativescience.com/">Narrative Science</a>, società <a href="http://www.chicagobusiness.com/article/20111029/issue01/310299980/narrative-science-software-writes-basic-news-without-humans">lanciata nel 2010</a> da Stuart Frankel a partire dai progetti universitari di Hammond e Larry Birnbaum, con poco più di un milione di dollari di seed funding.</p>
<p>Se il mio blog sopravviverà da qui a 15 anni, l’articolo di Elisa Rebessi sarà svolto da un <strong>algoritmo</strong>, con una fisiologica attesa dettata dall’elaborazione dei dati e dall’adattamento allo stile che ho selezionato. Hammond non specifica se un altro algoritmo svolgerà un ruolo motivazionale, ma il mio comportamento è prevedibile, così come le formule vezzeggiative che utilizzo per fomentare i collaboratori del blog, quindi ho buone ragioni per credere di essere facilmente replicabile.</p>
<p>In un’intervista a Steven Levy, Hammond ha fornito una di quelle previsioni che suscitano lo stupore generale, pur in un contesto di grande volatilità e profonde trasformazioni: <strong>al posto dei giornalisti, ci saranno i robot</strong>. Secondo la sua previsione, in 15 anni la percentuale di articoli di giornale scritti dai computer potrebbe superare il 90%. Lo stesso Levy, celebrato autore di <a href="http://www.amazon.com/Hackers-Computer-Revolution-Anniversary-Edition/dp/1449388396/ref=sr_1_4?ie=UTF8&amp;qid=1337089955&amp;sr=8-4">Hackers</a> e da ultimo di <a href="http://www.amazon.com/In-The-Plex-Google-Thinks/dp/1416596585/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1337089955&amp;sr=8-1">In the Plex</a>, ammetteva di guardarsi le spalle, perché il suo MacBook Air potrebbe diventare una nuova firma prestigiosa di Wired.</p>
<p>L’apocalisse del giornalismo sarà veramente accelerata dall’ascesa dell’algoritmo in redazione? Il gruppo di ricerca di Hammond ha da tempo obiettivi ambiziosi. Nel progetto lanciato nel 2007, <a href="http://infolab.northwestern.edu/projects/news-at-seven/">News at Seven</a>, si proponeva di fornire ai suoi utenti <strong>un programma di notizie generate automaticamente</strong>, un vero e proprio segmento news in grado di adattarsi alle esigenze degli utenti, ovviamente con la parità di genere tra i conduttori. <a href="http://infolab.northwestern.edu/media/movs/intro_video/">Questa</a> era la prima puntata. StatsMonkey, invece, <a href="http://infolab.northwestern.edu/projects/stats-monkey/">rendeva possibile</a> la creazione di <strong>cronache e storie personalizzate</strong> a partire dai dati delle partite di baseball, che nel binomio tra dati e sport sembrava una sorta di passaggio successivo rispetto a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Moneyball">Moneyball</a>, il libro di Michael Lewis su Billy Beane e Oakland Athletics da cui è stato tratto un film con Brad Pitt.</p>
<p>Il profilo ufficiale di Narrative Science, a partire dal claim “Artificial Intelligence. Human Insight. Real Results” esalta la sua versatilità. Secondo il sito della società, “il sistema di scrittura di Narrative Science capisce le storie che scrive” e “può creare lo stesso genere di idee in <strong>diversi formati</strong>, da storie lunghe e complesse a PDF a report commerciali a tweet”, anche se <a href="http://blogs.forbes.com/narrativescience/">le analisi di mercato</a> pubblicate su Forbes rientrano solo in uno di questi campi di applicazione. Come <a href="http://www.slate.com/articles/technology/future_tense/2012/03/narrative_science_robot_journalists_customized_news_and_the_danger_to_civil_discourse_.html">ha scritto</a> Evgeny Morozov si tratta essenzialmente di <strong>algoritmi che scrivono di algoritmi finanziari</strong> e permettono a questi di fare più soldi, che alla fine perlomeno vengono ritirati da qualche essere umano.</p>
<p>In conclusione, l’ennesima fine dei giornali (e stavolta anche dei giornalisti) decretata da Narrative Science <strong>non</strong> convince pienamente. Per due motivi principali. Il primo è l’<strong>hype pubblicitario</strong>: sia News at Seven che StatsMonkey, come si può verificare dalle rassegne stampa, avevano fatto parlare in abbondanza del prossimo ricambio tra esseri umani e algoritmi nella produzione e discussione di notizie. Il secondo motivo è che la <strong>dinamica di personalizzazione della rete</strong>, come sappiamo, <strong>investe anche la produzione dei contenuti come valore in sé</strong>, e chi ha presunzioni di “creazione” non accetta di passare il testimone a un pur sofisticato generatore automatico.</p>
<p>Sebbene l’industria giornalistica sia pienamente dentro una crisi a cui risponde ancora <a href="http://gigaom.com/2012/05/12/googles-head-of-news-newspapers-are-the-new-yahoo/">con armi spuntate</a>, la risposta ideale non è quindi stare fermi in attesa che un robot guardi passare i cadaveri nel fiume.</p>
<p><em>Alessandro Aresu (@<a href="https://twitter.com/#!/alearesu">alearesu</a>), cagliaritano, autore di <a href="http://www.corriere.it/cronache/12_febbraio_12/generazione-controtempo-trentenni-voce-natale_91a4c150-5584-11e1-9c86-f77f3fe7445c.shtml">Generazione Bim Bum Bam</a>, è co-founder di <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/author/alessandro-aresu/">Lo Spazio della Politica</a>.</em></p>
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		<title>Start-up Cile: come funziona e perché rivoluziona un intero Paese</title>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2012 12:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elia Francesco Nigris</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per rendere l&#8217;Italia un paese più attraente per i giovani imprenditori stranieri e per fare in modo che quelli italiani decidano di rimanervici sarebbe forse il caso che il nostro governo prenda esempio da un paese nel lontano occidente. E &#8230;<div class="entry-utility"> <a class="entry-link" href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/05/start-up-cile-come-funziona-e-perche-rivoluziona-un-intero-paese/">Continua <span class=\"meta-nav\">&#187;</span></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><img class="alignleft size-full wp-image-20114" title="start-up-chile1" src="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/wp-content/uploads/2012/05/start-up-chile1.jpg" alt="" width="413" height="262" />Per rendere l&#8217;Italia un paese più attraente per i giovani imprenditori stranieri e per fare in modo che quelli italiani decidano di rimanervici sarebbe forse il caso che il nostro governo prenda esempio da un paese nel lontano occidente. E no, non sto parlando degli Stati Uniti d&#8217;America.</p>
<p align="JUSTIFY">L&#8217;esempio da seguire è quello cileno. Il governo di Santiago ha infatti dato vita ad un progetto chiamato <a href="http://startupchile.org/">Start-up Chile</a> con l&#8217;obiettivo di rendere il paese l&#8217;hub sudamericano per le giovani imprese, un luogo dove attrarre investitori esteri, <strong>favorire la diffusione di idee innovative</strong> e stimolare i giovani locali ad aprire attività imprenditoriali.</p>
<p align="JUSTIFY">Il progetto è nato nel 2010 e <strong>ha subito attratto in Cile ventidue imprese da quattordici paesi diversi</strong>. Poi, nel 2011, il progetto ha superato la fase Beta ed ha puntato in alto, proponendosi di <strong>arrivare a finanziare 1000 imprese entro il 2014</strong>.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma come funziona <strong>Start-up Chile</strong>? Il Ministero dell&#8217;economia cileno ha aperto un nuovo dipartimento chiamato <strong>InnovaChile</strong>, attraverso cui sono stati stanziati circa 22 miliardi di pesos (circa 40$ mln). Questo ente governativo è gestito da giovani funzionari governativi tra i 24 e i 35 anni. Inoltre, al progetto collaborano alcune delle migliori università al mondo: Harvard, MIT, Wharton, London School of Economics e Stanford.</p>
<p align="JUSTIFY">Si presenta il proprio progetto e, se selezionati, si riceve un finanziamento di 40.000$, insieme ad un visto di un anno.</p>
<p align="JUSTIFY">La particolarità del finanziamento è che non è soggetto a vincoli ed è sostanzialmente a fondo perduto: per i sei mesi di durata del progetto “ci puoi fare quello che vuoi”. Il governo cileno non chiede in cambio alcuna quota societaria né la partecipazione agli utili: insomma, per i giovani imprenditori disposti a passare sei mesi a Santiago, le possibilità che Start-up Chile offre sono davvero ghiotte.</p>
<p align="JUSTIFY">E non è tutto: <strong>il governo cileno non obbliga l&#8217;imprenditore neanche a rimanere in Cile dopo i 6 mesi in cui si è svolto il progetto</strong>, anzi non è neanche richiesta la permanenza nel paese durante il suo svolgimento.</p>
<p align="JUSTIFY">Quello che offre Start-up Chile in realtà è ben di più che un finanziamento ed un visto. Il vero valore aggiunto è la <strong>possibilità di conoscere tantissimi giovani da tutto il mondo</strong> e di entrare in contatto con alcuni grandi businessman internazionali di successo, che fungono da <a href="http://startupchile.org/chile/mentors/#.T7Ujjnkth8o">mentor</a> per i vari progetti; tra questi c&#8217;è, per esempio, <strong>Richard Branson</strong>, fondatore di Virgin. Il loro compito è quello di fornire supporto, esperienza e mettere a disposizione dei giovani imprenditori le proprie conoscenze.</p>
<p align="JUSTIFY">Quindi il governo cileno offre un visto e 40.000$ a fondo perduto a giovani imprenditori senza vincoli di spesa e garantisce loro contatti, un supporto costante e la possibilità di fare quello per cui in altre circostanze ci vorrebbero anni di lavoro: il tutto senza chiedere nulla in cambio. Ma dove sta il raggiro?</p>
<p align="JUSTIFY">In realtà il governo pensa che questo sia un vero e proprio affare. L&#8217;obbiettivo è attrarre nel paese giovani di talento, con idee e know-how e contagiare anche gli abitanti del luogo.</p>
<p align="JUSTIFY">Il programma sembra avere veramente tutte le carte in regola: sarà interessante capire cosa lascerà al Paese una volta conclusosi, alla fine del 2014.</p>
<p align="JUSTIFY"><em>Elia Nigris (<a href="https://twitter.com/#!/EliaFNigris">@EliaFNigris</a>) studia economia a Milano. Lo trovate anche <a href="http://democraticallyspeaking.wordpress.com/">qui</a>.</em></p>
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		<title>Il modello Rainforest, dalla teoria alla pratica. Assiomi e regole</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 09:36:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Tondi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pochi giorni fa abbiamo introdotto il concetto di Rainforest, il nuovo paradigma teorico dell&#8217;innovazione proposto da Greg Horowitt e Victor Hwang. Ci apprestiamo ora a discuterne in maniera più ampia ed esaustiva, distinguendo in particolare la teoria dagli aspetti operativi. &#8230;<div class="entry-utility"> <a class="entry-link" href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/05/il-modello-rainforest-dalla-teoria-alla-pratica-assiomi-e-regole/">Continua <span class=\"meta-nav\">&#187;</span></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-20101" title="Screen Shot 2012-05-18 at 11.34.58 AM" src="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/wp-content/uploads/2012/05/Screen-Shot-2012-05-18-at-11.34.58-AM.png" alt="" width="312" height="160" />Pochi giorni fa <a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/05/come-esportare-la-silicon-valley-rainforest-unintroduzione/">abbiamo introdotto</a> il concetto di <strong>Rainforest</strong>, il nuovo paradigma teorico dell&#8217;innovazione proposto da <strong>Greg Horowitt</strong> e <strong>Victor Hwang</strong>.</p>
<p>Ci apprestiamo ora a discuterne in maniera più ampia ed esaustiva, distinguendo in particolare la <strong>teoria</strong> dagli aspetti <strong>operativi</strong>.</p>
<p>La prima cosa che si impara in un corso di economia è la necessità di mantenere separate le due fasi dell&#8217;analisi economica: quella <strong>positiva</strong> e quella <strong>normativa</strong>.</p>
<p>La fase positiva è quella in cui bisogna identificare le <strong>variabili</strong> fondamentali dell&#8217;ambiente osservato, per poterlo descrivere con precisione e poter comprenderne le dinamiche di funzionamento. La fase normativa è quella delle <strong>scelte valoriali</strong>, in cui il policymaker decide come modificare le variabili studiate tenendo conto degli obiettivi che si propone di raggiungere.</p>
<p>Perché questa distinzione? Per evitare che la descrizione del fenomeno che si vuole affrontare sia viziata da considerazioni di carattere “ideologico”.</p>
<p>Seguiamo anche noi questo approccio, e partiamo dall&#8217;analisi positiva: gli autori sintetizzano il contenuto del loro modello in <strong>14 assiomi</strong>, 14 proposizioni che evidenziano le “leggi fondamentali” della Rainforest:</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Assioma 1</span> : “While plants are harvested most efficiently on farms, weeds sprout best in Rainforest”</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Assioma 2</span> : “Rainforests are built from the bottom up, where irrational behavior reigns”</p>
<p>I primi due assiomi evidenziano la <strong>differenza</strong> strutturale tra modello tradizionale e modello “rainforest”: <strong>il primo è basato sul controllo rigido delle risorse</strong> e sul suo sfruttamento razionale per massimizzare l&#8217;output,<strong> il secondo si fonda su relazioni spontanee</strong> ed orizzontali.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Assioma 3</span> : “What we typically think of as free markets are not that free”</p>
<p lang="en-US">Il modello neoclassico si rivela inefficace perché ipotizza condizioni che non esistono nella realtà.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Assioma 4</span> : “Social barriers – caused by geography, networks, culture, language, and distrust – create transaction costs that stifle valuable relationship before they can be born.”</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Assioma 5</span> : “The vibrancy of a Rainforest correlates to the number of people in a network and their ability to connect with one another.”</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Assioma 6</span> : “High social barriers outside of close circles of family and friends are the norm in the world.”</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Assioma 7</span> : “Rainforests depend on people who actively bridge social distances and connect disparate parties together.”</p>
<p lang="en-US">Il potenziale innovativo del mercato è frenato dall&#8217;esistenza di alti <strong>costi di transazione</strong>, le cosiddette “<strong>barriere sociali</strong>”, che non possono essere rimosse dal regolatore perché sono dovute all&#8217;irrazionalità dell&#8217;essere umano. L&#8217;efficacia del modello Rainforest è invece dovuto all&#8217;esistenza di soggetti capaci di connettere operatori economici distanti tra loro e di creare un network inclusivo.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Assioma 8</span> : “People in Rainforests are motivated for reasons that defy traditional economic notions of “rational” behavior.”</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Assioma 9</span> : “Innovation and human emotion are intertwined.”</p>
<p lang="en-US">Nella realtà, contrariamente a quando prevede la teoria neoclassica, le motivazioni che guidano l&#8217;azione degli individui sono spesso extra-economiche ed extra-razionali. L&#8217;esperienza degli autori sembra suggerire loro che l&#8217;innovazione sia in primo luogo emotiva.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Assioma 10</span> : “The greater the diversity in human specialization the greater the potential values of exchanges in a system.”</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Assioma 11</span> : “The instincts that once helped our ancestors survive are hurting our ability to maximize innovation today.”</p>
<p lang="en-US">Le “ barriere sociali” sono nocive perché impediscono gli scambi tra individui profondamente <strong>diversi</strong> dal punto di vista socio-culturale, vale a dire quelli che in genere sono gli scambi più proficui. L&#8217;esistenza di queste barriere è determinata, per la precisione, da un&#8217;ostilità verso l&#8217;esterno istintiva e primitiva, quasi “tribale”, che abbiamo ereditato dai nostri antenati.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Assioma 12</span> : “Rainforests have replaced tribalism with a culture of informal rules that allow strangers to work together efficiently on temporary projects.”</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Assioma 13</span> : “The informal rules that govern Rainforests cause people to restrain their short-term self-interest for long-term mutual gain.”</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Assioma 14</span> : “Rainforests function when the combined value of social norms and extra-rational motivations outweigh the human instincts to fear.</p>
<p lang="en-US">L&#8217;atteggiamento tribale di cui sopra può essere sconfitto tramite l&#8217;adozione di alcune <strong>regole informali condivise</strong> che permettano di superare la diffidenza iniziale e di costruire solidi rapporti di fiducia: entriamo qui nella <strong>fase normativa</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Regola 1</span> : “Thou shalt break rules and dream.”</p>
<p><strong>Le persone devono rompere gli schemi esistenti</strong>, devono osare, perché pensare in grande è la prima condizione per realizzare almeno in parte il proprio progetto.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Regola 2</span> : “Thou shalt open doors and listen.”</p>
<p>La predisposizione al dialogo, all&#8217;ascolto reciproco e ai punti di vista differenti favorisce enormemente la <strong>diffusione della conoscenza</strong>. L&#8217;approccio “knowledge-oriented” è fondamentale per lo sviluppo della Rainforest.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Regola 3</span> : “Thou shalt trust and be trusted.”</p>
<p>Affinché le relazioni nascano e si sviluppino è necessaria una <strong>fiducia</strong> reciproca tra le parti, così da abbassare i “transaction cost”, ridurre le distanze e velocizzare il processo innovativo.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Regola 4</span> : “Thou shalt experiment and iterate together.”</p>
<p>La velocità e la potenza del processo innovativo dipendono in misura rilevante anche dal modo di testare i propri prodotti: il <strong>processo sperimentale collettivo</strong> è conveniente perché abbassa il costo individuale del fallimento.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Regola 5</span> : “Thou shalt seek fairness, not advantage.”</p>
<p>Le persone investono e continuano a investire fintanto che le promesse fatte continuano ad essere mantenute. <strong>I comportamenti egoistici</strong>, che puntano a guadagnare nel breve periodo, <strong>infrangono</strong> queste promesse e <strong>il clima di fiducia esistente</strong>, impedendo al progetto di dispiegarsi in maniera compiuta.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Regola 6</span> : “Thou shalt err, fail, and persist.”</p>
<p>Questo è un punto molto importante: <strong>va diffusa e difesa un&#8217;etica del fallimento</strong>, visto non più come fine irreversibile della propria esperienza imprenditoriale, ma come stimolo ad un continuo miglioraento. Il fallimento è il primo passo verso l’apprendimento.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Regola 7</span> : “Thou shalt pay it forward”</p>
<p lang="en-US">Ancora una volta emerge l&#8217;importanza di una visione lungimirante e complessiva dell&#8217;atttività economica: fare favori senza aspettarsi niente in cambio, nel lungo periodo ripaga, spesso in maniera più che proporzionale.</p>
<p lang="en-US">Queste regole vengono tradotte in pratica quotidiana attraverso alcuni strumenti operativi, di cui parleremo nel prossimo post.</p>
<p lang="en-US"><em>Lorenzo Tondi (@<a href="https://twitter.com/#!/LorenzoTondi">LorenzoTondi</a>) studia economia a Milano. Lo trovate anche <a href="http://lorenzotondi.wordpress.com/">qui</a>.</em></p>
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