<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-23518221</atom:id><lastBuildDate>Tue, 30 Sep 2025 07:45:33 +0000</lastBuildDate><category>varie</category><category>risate</category><category>minuzie quotidiane</category><category>comunicazioni varie</category><category>pubblicità</category><category>curiosità</category><category>giochi</category><category>incredibile O_O</category><category>arte e dintorni</category><category>animazioni</category><category>Barcamp</category><category>nuove tecnologie</category><category>pseudopubblicità</category><category>teorie</category><category>operazione londra</category><category>operazione lugano</category><category>romagnacamp</category><category>web 2.0</category><category>analisi di feba</category><category>conversazionidalbasso</category><category>il mio marketting</category><category>operazione milano</category><category>operazione tesi</category><category>pseudoteorie</category><category>vasca da bagno</category><category>brain&#39;s conversations</category><category>conferenze</category><category>girlgeekdinnersitalia2</category><category>trenitalia</category><category>CitizenCamp</category><category>attualità</category><category>beachcamp</category><category>blogdinnerromagna</category><category>degustazioni</category><category>fotografia</category><category>regalo di compleanno</category><category>twitter</category><category>twitterbeer</category><category>chiavi di ricerca</category><category>consigli di feba</category><category>deathmatch</category><category>eventi improbabili</category><category>femcamp</category><category>flickr</category><category>interviste</category><category>libri</category><category>natale</category><category>pesce d&#39;aprile</category><category>piccolo manuale di sopravvivenza</category><category>torinobarcamp2008</category><category>wavecamp</category><category>2000 bloggers</category><category>bloglab</category><category>coda lunga</category><category>codice dei blogger</category><category>creativecamp</category><category>divshare</category><category>frontiers of interaction IV</category><category>girlgeekdinnersitalia3</category><category>girlgeekdinnersitalia4</category><category>globalizzazione</category><category>mestruazioni for dummies</category><category>microcamp</category><category>mix essential</category><category>opencamp</category><category>poesie</category><category>post sotto l&#39;albero</category><category>poste italiane</category><category>pubcamp</category><category>reboot</category><category>recensioni di feba</category><category>ricette</category><category>sci(bzaar)net</category><category>scotty</category><category>segnalazioni</category><category>treasurehuntwirelessgame</category><category>venetocamp</category><category>venetocampexpo</category><category>viaggi</category><category>wakeme.at</category><category>webcocktail</category><category>wow</category><title>Tempo Da Perdere</title><description></description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Feba)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>592</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-2358923228696028951</guid><pubDate>Sat, 29 Jun 2013 19:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-06-29T21:24:16.234+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">minuzie quotidiane</category><title>Riflessione di fine anno, anche se siamo (quasi) a luglio</title><description>L&#39;ultimo post è datato 15 marzo 2011, brrr.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo ho deciso di farne uno tutto nuovo, anche se siamo (quasi) a luglio, anche se sto fuori con la felpa anziché essere, come tutti si augurerebbero, sulla spiaggia a prendere l&#39;ultimo sole. Ok, non se lo augurerebbero tutti, ma il vizio del plurale maiestatis non l&#39;ho mai perso, che ci vuoi fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perché sto riprendendo a scrivere? Non lo so, forse perché il cielo è troppo bello per non farlo, forse perché i Dire Straits ispirano, forse perché non ho trovato la decolleté che ti fa dire: è lei. No dai, è la birra dell&#39;aperitivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma ci sono delle parole che vengono fuori da sole, i tasti seguono docili i pensieri, il senso di quiete che deriva da dieci ore di sonno ti mette in pace con il mondo. Quindi si può scrivere, e quindi si scrive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C&#39;è un che di malinconico nello scrivere, ma anche un po&#39; di saggio, o forse è la saggezza che tutti vorremmo avere rileggendo qualcosa che abbiamo scritto, qualcosa che sentivamo. Io scrivo per vezzo, scrivo per l&#39;estetica della parola, scrivo per il gusto di scrivere, forse è per quello che non scrivevo da un po&#39;, perché avevo perso il gusto di fare le cose per se stesse. Non tutte, ma alcune sì, risucchiate dal frullatore della vita comune, di quella che ti giochi tutti i giorni perché credi di poter creare qualcosa di grande e di diverso, e invece ti giri indietro e hai vissuto la vita quotidiana di tutti quelli a cui pensi con disgusto, dicendoti: io non vivrò mai così, perché io sono diversa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E passa un anno, e passano due anni. E tu sei presa tra una scadenza, un pagamento delle tasse (arriverò mai a fine mese?) e una lavatrice. E una fottuta vacanza che eh sì, se l&#39;avessi prenotata un mese fa. E le scarpe che non si trovano. E il progetto che va a singhiozzo. E i team, le confcall (papà: sono le telefonate, ma noi le chiamiamo così), i pranzi al bar chepperò questo panino microscopico mi costa un rene. E la palestra che hai pagato e che poi non ci vai mai, perché non hai tempo, dici tu. E la stramaledetta prova costume, che quest&#39;anno sai che non supererai, te lo dice in un orecchio la crocchetta che hai mangiato ieri sera all&#39;aperitivo (questa poi è una cosa che mi sono sempre chiesta: ma se non superi la prova costume che succede? Ti rimandano a settembre? Ti penalizzano per l&#39;anno successivo? &quot;No guardi, non ero preparata per questa domanda, possiamo cambiare domanda mentre mi infilo la tuta da sci?&quot;. Non lo so, è che se succede vorrei essere preparata per trattare.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E&#39; che serve talmente tanto tempo per essere concentrati su tutto che poi viene a mancare il tempo per concentrarsi su se stessi. No, non è la ceretta, non è la lampada perché-sai-quando-vado-al-mare-non-voglio-mozzarellare. Ah ah ah, mozzarellare. No dico, quel tempo in cui prendi, smonti e rifai. Quella concentrazione che ti fa astrarre, ma per un tempo, mica per il tempo di un parrucchiere. Io pensavo di essere brava, invece non ci riesco. Dovrei farlo (disse quella che non va in palestra da due mesi). Dovrei fare tante cose. Inutile che mi guardi con disapprovazione, lo diciamo tutti, io mi sto solo giustificando tramite coscienza collettiva. Anche tu doveresti farlo. (e così sposto la conversazione sull&#39;interlocutore, solleticando il tuo senso di colpa, così finalmente mi lascerai in pace. Ho pur sempre studiato comunicazione.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non manca lo spazio e non manca il tempo. Manca solo qualcos&#39;altro, qualcosa che se lo sapessi pubblicherei un bestseller e mi ritirerei a vita privata alle isole Fiji (mamma, le isole Fiji &lt;a href=&quot;https://maps.google.it/maps?q=Fiji+Islands&amp;amp;hl=en&amp;amp;ll=-17.978733,178.066406&amp;amp;spn=104.107627,186.152344&amp;amp;sll=-18.245501,178.161331&amp;amp;sspn=0.470832,0.727158&amp;amp;hnear=Fiji+Islands&amp;amp;t=m&amp;amp;z=3&quot;&gt;sono qui&lt;/a&gt;, dicono che sia un posto molto bello e che non ci siano le zanzare, anche tu apprezzeresti). O forse manca solo il saper riconoscere le cose di valore nella vita comune, quella che dici &quot;non farò mai&quot;, quella che in fondo stai vivendo tutti i giorni, quella che è in grado di darti le risorse giuste, gli spunti giusti. Boh, io ci sto provando.</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2013/06/riflessione-di-fine-anno-anche-se-siamo.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-492279663006186512</guid><pubDate>Tue, 15 Mar 2011 19:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-03-15T20:41:33.106+01:00</atom:updated><title>Riflessione pluriennale sulle mostre</title><description>Ciao amica (e amico), passo di qui solo per dirti una riflessione che ecco, ci ho messo un po&#39; a maturarla, ma l&#39;ho maturata bene. E&#39; a proposito dell&#39;arte e non è stato facile arrivarci, ma ecco, insomma, eccola.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Se in una mostra trovi un&#39;opera che ti smuove per un attimo e ti lascia un segno indelebile, la mostra valeva il prezzo del biglietto.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Se ne trovi due, hai visto una grande mostra.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Se ne trovi tre, me lo dici che ci voglio andare anch&#39;io?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Grazie, stai bene.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2011/03/riflessione-pluriennale-sulle-mostre.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-7186172758722588527</guid><pubDate>Thu, 03 Mar 2011 01:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-03-03T03:00:28.411+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">minuzie quotidiane</category><title>Aria di qualcosa</title><description>E&#39; che la sostituzione quantità per qualità non è mai così automatica. E&#39; anche che lo spaziotempo dedicato ai pensieri c&#39;è e non c&#39;è. Sarà anche un po&#39; perché ho capito qual è il motto della mia vita (&quot;puoi non provarci, e non rimarrai mai deluso. ma se non provi, non avrai mai una sola possibilità di vittoria&quot;). Ma, insomma, eppur si muove. Sarò presto a &lt;a href=&quot;http://www.uniurb.it/cpo/&quot;&gt;Pesaro&lt;/a&gt;. E da domani inizio con la palestra e &lt;a href=&quot;http://www.virginactive.it/centri_fitness/milano/maciachini/trainer.aspx&quot;&gt;Vincenzo&lt;/a&gt; non sa ancora cosa lo aspetta, la cliente più difficile della sua vita. Sono con te, sappi che sono con te col cuore e con la mente.</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2011/03/aria-di-qualcosa.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-1785083498716398127</guid><pubDate>Wed, 05 Jan 2011 01:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-01-05T02:34:18.738+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">minuzie quotidiane</category><title>Diciannove luglio duemilaequalcosa</title><description>&lt;div&gt;&lt;div&gt;Una barca, una veleggiata notturna, una vita intera che come la prua di una nave guarda l&#39;oceano un po&#39; più in là e decide di virare da un lato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono qui e mi guardo intorno, guardo le cose, guardo me. Sono in uno di quei posti dove il blu è color pastello e il verde gli fa il verso, dove il cielo è dipinto a campitura piatta e le nuvole sono soffiate fuori con la bomboletta a mo&#39; di vezzo. Sono qui sotto un sole limpido e violento, in un posto dove ieri sera mi serviva la giacca. In un posto dove una giornata intera di vento -e indiscutibilmente qualche ora di sonno in più- cambia le prospettive, tutte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In questo posto speciale ci si sdraia su un balcone, ci si prende a cuscinate, si canta a squarciagola senza la paura di spaventare i vicini e si guarda fuori dalla finestra con un sorriso talmente ebete che sembra fatto apposta. In questo posto si fa quel che si vuole, compreso far colazione all&#39;una con il gelato e ascoltare l&#39;ipod senza preoccuparsi che qualcuno di fuori stia parlando. In questo posto si suda e dopo un po&#39; fa freddo, si prende il sole nudi e si sta all&#39;ombra senza una regola. In questo posto ci sono tanti gatti, e una televisione che sembra di essere al cinema. E c&#39;è la partita e la birra ghiacciata e i cibi surgelati e le ciambelle fresche. E tante creme diverse per fare le coccole alla pelle. E oltretutto in questo posto si ride sempre, così, senza una regola e senza un motivo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo posto ha tra tutte una caratteristica speciale. Quando sei qui hai lo spazio per pensare. Lo spazio fisico, visivo, mentale. Si pensa, senza preoccuparsi dell&#39;orologio, si pensano cose diverse a seconda del momento della giornata, a seconda della musica che c&#39;è intorno. Credo che questo posto sia adatto per pensare perché si respira. E più di ogni altra cosa si pensa in quel modo libero e senza confini che ti permette di capire e di riordinare le idee, in quel modo speciale che non ha vincoli di spazio o di concetto. Qui ci si riordina la vita, si fa sempre punto e a capo, qualsiasi cosa sia successa prima, qualsiasi cosa succederà dopo. Qui ci si ferma un attimo, e tutto intorno si calma. E ciò che rimane sono le cose davvero importanti. Io qui penso alle cose importanti e solo per pochi istanti ho l&#39;impressione di saperle anche riconoscere.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2011/01/diciannove-luglio-duemilaequalcosa.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-7625791601536441424</guid><pubDate>Mon, 27 Dec 2010 13:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-12-27T14:24:37.472+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">comunicazioni varie</category><title>Buoni propositi e auguri per il 2011</title><description>Ho saltato gli auguri di Natale ma non mi perdo gli immancabili buoni propositi&amp;amp;auguri di Capodanno (Presidente, hai visto, sono avanti perché ti stimo, fratello).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partiamo dai buoni propositi. Huh. Finito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora passiamo agli auguri. Lascio a te, leggente, decidere se li vuoi per te oppure no, in caso puoi sempre andare a vedere Natale a Cernusco Sul Naviglio, nei migliori cinema tra le 20 e le 20.10 in un giorno che non comunicheremo al pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggente, ti auguro per il 2011 di alzarti ogni mattina con due sogni, del valore da modesto a superiore di dispendio energetico , da portare avanti con ostinazione e orgoglio. Uno di questi potrà occasionalmente non andare in porto, oppure uno dei due potrà improvvisamente riuscire. In tutti i casi, tu tienine sempre due su cui lavorare, tutti i giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora sciò, a finire il panettone. Io ci metto l&#39;alka seltzer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Auguri, eh.</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2010/12/buoni-propositi-e-auguri-per-il-2011.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-8565123025374530280</guid><pubDate>Sun, 12 Dec 2010 16:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-12-12T18:37:38.086+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">arte e dintorni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">consigli di feba</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">fotografia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">viaggi</category><title>Back from NYC</title><description>Con un po&#39; di fatica, lo ammetto, non solo per l&#39;impatto-vacanza, soprattutto per la nottata a Charles De Gaulle, nottata in cui ho visto cose che voi umani. In compenso c&#39;è da dire che sono l&#39;unica persona che conosco che torna felice dalle vacanze.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo viaggio in solitaria ha prodotto molte cose.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La prima, tante foto. Tantissime. Che sono state accuratamente &lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/feba/sets/72157625575238224/with/5254172333/&quot;&gt;selezionate&lt;/a&gt;, ho salvato 50 su circa 700 scatti, non male.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La seconda, tante camminate e tanta arte, tantissima arte. Moma, Cooper-Hewitt, MAD, Frick Collection. Una full immersion necessaria e inevitabile, che mi regalerà alcune settimane di ossigeno. Poi basta, poi si deve cercare qualcos&#39;altro, che la bombola di ossigeno artistico si esaurisce in fretta, ma tant&#39;è.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La terza, tante pagine. La mia moleskine è sbocciata come un albero in primavera, con una serie di cose scritte un po&#39; qui e un po&#39; là, raccogliendo idee sparse e rendendole in forma ancora più sparsa. Scrivendo ovunque, nei locali, nei musei, nei parchi e segnando di tutto, appunti, disegni, idee, riquadri, keyword. Mi mancava.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La quarta, tante persone viste, conosciute, incrociate. Persone con cui ho riso, esplorato, bevuto. Persone che non rivedrò più, ma che mi hanno regalato una parte di loro che ha contribuito a rendere questo viaggio indimenticabile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La quinta, tanti negozi. Tra cui, strano ma vero, mi rimarrà negli anni l&#39;esperienza di M&amp;amp;Ms world, tre piani di tutto il merchandising producibile dalla mente umana brandizzato M&amp;amp;Ms, con confetti giganti che si facevano fotografare con le persone, tubi di due metri pieni di cioccolatini colorati, e poi magliette, gioielli, distributori di chewing gum, cuscini, racchette da ping pong e chi più ne ha più ne metta. Ah sì, anche Bergdorf Goodman era un bel posto, comunque, con le Blahnik e le Loubutin buttate su una rastrelliera divisa per numeri come ai mercatini. E in saldo al 30%, come nelle migliori tradizioni dei mercati rionali. Peccato solo per il prezzo di partenza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La sesta, l&#39;esperienza di un viaggio intero da sola, senza vincoli, senza una pianificazione se non quella che inventavo la mattina mentre facevo una lunghissima colazione a Le Pain Quotidien. Cartina, moleskine e penna e via, come se non esistesse evoluzione culturale. In giro a riflettere, a odorare, a esplorare le vie, a infilarmi negli Starbucks quando il freddo diventava insopportabile. Senza meta e senza orari, mangiando quando ne avevo voglia, passando un&#39;ora a guardare qualcosa se così mi andava, parlando con le persone che mi ritrovavo di fianco. Mi sono anche innamorata, una volta, ma credo che un colloquio di due sole frasi con uno sconosciuto mai più rivisto (&quot;cosa sta succedendo?&quot; &quot;non lo so, è quello che sto cercando di capire anch&#39;io&quot;) non sia sufficiente a gettare le basi per un rapporto solido, così ho lasciato perdere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La settima, l&#39;aver inventato un nuovo e pratico metodo per annullare gli effetti del jetlag. Usa anche tu il metodo Feba, lo puoi fare anche tu seguendo queste poche e semplici istruzioni:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;1. prenota un volo alle 23.30, dopo esserti assicurato di aver camminato tantissimo in lungo e in largo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2. dormi poco e male in aereo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;3. arriva in aeroporto e fatti annullare il volo causa neve, ma prima assicurati di aver passato almeno 6 ore su un bus cercando di raggiungere il secondo aeroporto da cui saresti dovuto ripartire, per poi tornare al punto di partenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;4. passa almeno altre 6 ore in fila, in piedi, da solo, senza spostarti e senza aver mangiato dopo la colazione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;5. buttati per terra e prova a dormire, ma non più di un&#39;ora, l&#39;ideale è tra le 3 e le 4, in modo da poterti rimettere in fila non più tardi delle 4.15&lt;/div&gt;&lt;div&gt;6. riparti con il primo volo disponibile, diciamo verso le 19.30&lt;/div&gt;&lt;div&gt;7. quando arrivi a casa e vedi un letto vero, svienici sopra&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ecco fatto. Con questo metodo il giorno dopo ti sveglierai fresco e riposato e avrai completamente annullato l&#39;effetto delle 6 ore di differenza. Facile, no?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per l&#39;ottava, la nona e la decima posso permettermi di contare sulla tua immaginazione, perché ormai hai capito che da qualunque parte la si guardi, questa è decisamente un&#39;esperienza straordinaria.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2010/12/back-from-nyc.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-7737678045550523987</guid><pubDate>Mon, 01 Nov 2010 13:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-12-11T12:56:01.925+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">arte e dintorni</category><title>foto e dintorni</title><description>C&#39;è una cosina, che ho fatto di recente per il mio amico &lt;a href=&quot;http://www.samuelesilva.net/2010/11/02/lost-in-the-dark-light/&quot;&gt;Samuele&lt;/a&gt;. Se gli piace, io la linco qui.&lt;div&gt;(ciao papà)&lt;/div&gt;</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2010/11/foto-e-dintorni.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-3063808130192365887</guid><pubDate>Sat, 13 Mar 2010 12:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-03-13T13:48:52.925+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">arte e dintorni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">operazione milano</category><title>Realtà, realismo e oggettività dell&#39;obiettivo</title><description>A gennaio mi ero posta un unico obiettivo artistico/culturale (meglio uno alla volta che tutti insieme, si rischia la frustrazione del porcavaccalodovevofareeinvecenoncisonoriuscitamannnaggiaame), che prevedeva una visita alla &lt;a href=&quot;http://www.stevemccurrymilano.it/&quot;&gt;mostra dedicata a Steve McCurry&lt;/a&gt;. Ovviamente non ce l&#39;ho fatta. Per grazia ricevuta, la mostra è stata in seguito prorogata fino al 28 febbraio, fatto che non prevedeva più alcun tipo di scusante già utilizzata almeno una volta in passato (di scuse autoinventate per sistemarsi la coscienza ne esiste un ampio bacino da cui attingere).&lt;br /&gt;Ebbene, devo dire che l&#39;esperienza è da scindere in due parti che prendono strade opposte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esperienza museale. Ho deciso di andare a vedere la mostra un giovedì sera, unico giorno in cui era possibile accedere fino alle 22, prenotando i biglietti online su (caldo) consiglio di un amico. Il centinaio di persone in fila alle 8 di sera costrette a entrare scaglionate, oltre a dare ragione all&#39;amico di cui sopra, faceva temere il peggio. In effetti, all&#39;interno del seppur ottimo contesto del Palazzo della Ragione, la gente era ammassata davanti alle immagini dell&#39;unica sala espositiva. Presa da attacco di claustrofobia, dominato solo a tratti, umida di pioggia che quella sera (guardacaso) bagnava Milano, accaldata per la ressa e per le lampade di illuminazione, la mia visita è durata venti soffertissimi minuti. Le foto fitte come fogliame e le etichette lasciate rase al pavimento non hanno aiutato granché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esperienza personale. I venti minuti in cui sono rimasta dentro mi hanno dato materiale su cui pensare per diversi giorni. Cosa mi rimane di questa mostra? La suddivisione delle foto in &lt;span style=&quot;font-style:italic;&quot;&gt;alberi&lt;/span&gt; che rappresentano tematiche più ampie, come la gioia e il dolore, ravvicinate al punto da compenetrarsi l&#39;un l&#39;altra senza soluzione di continuità, lo sguardo dei soggetti che ti trapassa da parte a parte, i colori che ti spalancano gli occhi, il passaggio repentino da un contesto all&#39;altro girando la faccia, il senso di essere impotente al centro di qualcosa di più grande di te, le emozioni che ti schiaffeggiano ogni volta che cerchi di fare un passo avanti, la fermezza realista che ti urla in faccia quando cerchi implorante di distogliere lo sguardo, l&#39;inquietudine nel cercare di trovare un senso a ciò che invece ti viene messo davanti nudo e oggettivo come una natura morta.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;La mostra è stata nuovamente prorogata fino al 21 marzo, come indicava un A4 stampato in fretta e furia e appeso fuori dal cancello a metà febbraio. Hai ancora una settimana per non perderti quello che non ti devi perdere.&lt;/div&gt;</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2010/03/realta-realismo-e-oggettivita.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-3949869320305392001</guid><pubDate>Sat, 20 Feb 2010 14:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-20T16:12:59.519+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">minuzie quotidiane</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">operazione milano</category><title>Riflessioni di fine anno, anche se siamo a febbraio</title><description>Ci sono dei giorni in cui l&#39;aria è più piacevole degli altri giorni, in cui il cielo è sempre più blu, in cui tutto ciò che ti sta intorno passa in secondo piano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro amico che mi leggi, la Feba sta crescendo, è diventata un po&#39; più consapevole di ieri, un po&#39; più cinica, un po&#39; più comprensiva, un po&#39; più disponibile, un po&#39; più vivace, un po&#39; più umorale, un po&#39; più donna, un po&#39; più serena, un po&#39; più nervosa ma anche un po&#39; più rilassata. Sta affinato l&#39;occhio clinico, ma sta diventata un po&#39; più chiara, sta imparando a dire no, ma anche a dire sì, senza dubbio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sto osservando questo processo di crescita con l&#39;interesse con cui un botanico seguirebbe i cambiamenti del seme che ha piantato, lo sguardo vivace, un po&#39; preoccupato forse, ma di sicuro con un certo orgoglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell&#39;ultimo anno sono successe molte cose tutte assieme, certe volte non ho saputo bene come gestirle, ma ho imparato anche a chiedere aiuto quando mi accorgo di non farcela da sola. Certe altre volte mi arrabbio, anche, di non poterle fare da sola, ma così vanno le cose e non ci si può fare molto, se non accumulare esperienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell&#39;ultimo anno ho avuto persone vicine che mi hanno indicato la direzione, qualche volta le ho ascoltate, qualche volta ho fatto di testa mia, qualche altra volta sono andata addirittura completamente controcorrente, cercando di sfondare a spallate le convenzioni. Certo, non è andata sempre bene, ma mi ritrovo, di nuovo, con un bagaglio in più di esperienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un anno fa la mia vita era molto diversa. Nel giro di pochi mesi ho trovato un altro angolo di mondo accogliente, in cui sistemarmi un attimo, respirare, guardare, imparare. Quello che ho ora è un capitale inestimabile di valori, persone, situazioni affrontate che mi hanno fatto fermare un momento a pensare a quello che ho, perché ogni tanto occorre farlo, altrimenti si procede senza sapere bene su che risorse si può contare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questo cosa volevo dirti, caro amico che segui la mia vita digitale con un misto di interesse, attesa, sospetto, rispetto, pupetto e zolletto, volevo dirti che stai osservando un work in progress, un costruire, un divenire, un rifiorire, un po&#39; partire e un po&#39; morire. Quando cambia qualcosa ti avverto, se non cambia niente a posto così, te sai che la Feba sta bene, perché uno che comincia a scrivere che l&#39;aria a milano è piacevole, beh, o non sa dov&#39;è milano, oppure. No, non possiamo far cambio. Stammi bene.</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2010/02/riflessioni-di-fine-anno-anche-se-siamo.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-1998984766537834287</guid><pubDate>Sun, 24 Jan 2010 11:21:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-24T12:28:07.682+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">comunicazioni varie</category><title>l&#39;ultimo mese per tag</title><description>lavoro&lt;div&gt;molto lavoro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;cibo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;foto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;brindisi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;montagna&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dolcefarniente&lt;/div&gt;&lt;div&gt;lavoro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;amici&lt;/div&gt;&lt;div&gt;molto lavoro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;cena&lt;/div&gt;&lt;div&gt;molto lavoro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;foto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;amici&lt;/div&gt;&lt;div&gt;riassettamento degli obiettivi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;molto lavoro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;nel fortuito caso in cui ti chiedessi che fine ho fatto, insomma.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;ps, hint: mi sa che per un po&#39; gli spostamenti (anche di assetto) sono testimoniati &lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/feba/&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2010/01/lultimo-mese-per-tag.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-1426776989207627857</guid><pubDate>Tue, 15 Dec 2009 18:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-15T20:00:47.585+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">natale</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">post sotto l&#39;albero</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vasca da bagno</category><title>da HO HO HO a HOP HOP HOP</title><description>... si ringrazia il Sir per la caparbia (nell&#39;incoraggiare/intimidire i blogger bloggeri) e la solerzia (nel raccogliereeditarepubblicare) che l&#39;hanno condotto a regalarci un &lt;a href=&quot;http://www.blogsquonk.it/?p=3578&quot;&gt;Post Sotto l&#39;Albero&lt;/a&gt; che contiene anche una piccola vasca, lì da qualche parte...</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2009/12/da-ho-ho-ho-hop-hop-hop.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-5151303892215157454</guid><pubDate>Fri, 11 Dec 2009 16:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-11T17:30:45.216+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">minuzie quotidiane</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">natale</category><title>Caro Babbo Natale</title><description>&lt;div&gt;&lt;i&gt;Dicevo: tra un po&#39; bisognerà fare la letterina a Babbo Natale. Poi ho trovato questa, e ho detto: magari quest&#39;anno mando una mail a Gesù Bambino.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Caro Babbo Natale,&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;quand&#39;ero piccolo il mio amico Scaro Guido aveva un trattore bellissimo, io ti ho chiesto un trattore e la mattina di Natale me ne hai fatto trovare uno enorme in camera, sì, ma c&#39;era sopra il vicino di casa e aveva sfondato il muro della casa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L&#39;anno dopo ti ho chiesto diventare meno pigro e il giorno dopo mi è caduto l&#39;albero del marciapiede sopra il motorino.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi sono diventato più grande e mi sono innamorato di Agri Laura, allora ti ho chiesto di farmela cadere tra le braccia. La sera di Capodanno lei è inciampata, mi è caduta addosso e con una testata mi ha distrutto la cartilagine del naso. Ancora adesso faccio fatica a respirare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Caro Babbo Natale, quest&#39;anno, qualsiasi stronzata mi venga in mente di chiederti, ti prego tu fatti i cazzi tuoi.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2009/12/caro-babbo-natale.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-3297964432461318453</guid><pubDate>Mon, 30 Nov 2009 13:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-30T14:23:21.523+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">arte e dintorni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">operazione milano</category><title>Percorsi marini</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjc0Of2w_r_7mBgSbKRENP8qOjBLJyfJKqoUmcPZZ7CVPNVeeDCQxnKE4Wq56ITDT5jd8Z5BpseVDiFYbLiJdvYe2toMHxFGjDu6vidnN6QzGET6NOOptG3kjaT-bDB8a_Vkcy3Aw/s1600/home_new.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 142px; height: 200px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjc0Of2w_r_7mBgSbKRENP8qOjBLJyfJKqoUmcPZZ7CVPNVeeDCQxnKE4Wq56ITDT5jd8Z5BpseVDiFYbLiJdvYe2toMHxFGjDu6vidnN6QzGET6NOOptG3kjaT-bDB8a_Vkcy3Aw/s200/home_new.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5409885115084988866&quot; /&gt;&lt;/a&gt;E due. Puf, pant, la Junk Collection è stata esplorata in un tempo nettamente inferiore a quello che avrebbe meritato. Questa mostra andava assorbita, respirata, aveva bisogno di uno spettatore partecipante che si sa lasciare andare alle impressioni.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La mostra apre con un&#39;ondata di luce blu, che illumina piccoli atolli composti da anelli di plastica inanellata su se stessa, un&#39;ondata di luce liquida, acqua rarefatta. L&#39;artista non si è giocata subito la sua opera da cartellone, quella splendida balenottera lignea e inerte, quella l&#39;ha mescolata tra le opere proiettate nell&#39;aria dai faretti sul pavimento. La sala è piccola e coronata da volte affrescate, buia, le opere emergono come se brillassero di luce propria. Ed è un susseguirsi di pesci, paesaggi, fiori, figure oscure che sembrano fantasmi tornati alla luce per ricordarci la superficialità dell&#39;abbandono. Un pregevole video (realizzato perlopiù in stop motion) ha completato l&#39;esperienza, regalandomi un&#39;idea di cosa significherebbe (ri)dare vita a quegli oggetti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Definitivamente un&#39;ottima scelta, quella di vedere la &lt;a href=&quot;http://www.marillinafortuna.it/&quot;&gt;Junk Collection&lt;/a&gt;. Prossima tappa: &lt;a href=&quot;http://www.florencebiennale.org/&quot;&gt;biennale d&#39;arte conteporanea di Firenze&lt;/a&gt;, se gliela fo.&lt;/div&gt;</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2009/11/percorsi-marini_30.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjc0Of2w_r_7mBgSbKRENP8qOjBLJyfJKqoUmcPZZ7CVPNVeeDCQxnKE4Wq56ITDT5jd8Z5BpseVDiFYbLiJdvYe2toMHxFGjDu6vidnN6QzGET6NOOptG3kjaT-bDB8a_Vkcy3Aw/s72-c/home_new.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-1634863581598507271</guid><pubDate>Sun, 22 Nov 2009 13:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-22T14:48:10.901+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">arte e dintorni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">comunicazioni varie</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">operazione milano</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vasca da bagno</category><title>Update di frontiera: arte, libri e varietà</title><description>&lt;div&gt;Dovuto e doveroso. Grazie per esserti preoccupato di passare a vedere come sto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Un paio d&#39;ore di Gehry e accessible design. Una giornata di energie consumate. Le mostre sono enormemente stancanti, non ci posso fare niente, ho bisogno di un&#39;enorme concentrazione, che non sempre mi basta per uscirne con una carica creativa positiva.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La mostra dedicata a &lt;a href=&quot;http://www.triennale.it/index.php?id=1&amp;amp;tbl=0&amp;amp;idq=910&quot;&gt;Frank O. Gehry&lt;/a&gt;, in triennale, è stata piuttosto deludente. Non per Gehry, mia archistar favorita di sempre, quanto per la mostra in sé, che propone l&#39;insieme di progetti e modelli che rappresentano la sua produzione dopo la svolta artistica (?) del 1997. Un accesso facile, con il Guggenheim di Bilbao, per poi proseguire con modelli di studio affiancati da brevi spiegazioni e da insight sui concept, solo raramente accompagnati dal perché delle scelte, del contesto (fisico e culturale). Uniche eccezioni, la Walt Disney Concert Hall (ma è un progetto consegnato nel 2003, la documentazione disponibile è più vasta) e il progetto per la Louis Vuitton Foundation, che viene ampiamente contestualizzato e dove le scelte dei materiali sono esplicitate con criterio. Ma non sono un architetto, né un designer, solo un&#39;amante affascinata e impulsiva, troppo lontana dal commento entusiastico &quot;bello, ma tanto ora è di moda fare gli edifici così&quot; (sentito realmente). Peccato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Interessante il &quot;&lt;a href=&quot;http://www.triennaledesignmuseum.it/&quot;&gt;Serie fuori serie&lt;/a&gt;&quot;, anche se aver transitato per un tempo al Design Museum di Londra e conoscere già (vita e miracoli del)la metà degli oggetti esposti toglie un po&#39; di fascino all&#39;esposizione. In ogni caso, l&#39;allestimento è interessante e ne è risultata una passeggiata rilassante.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oggi è anche l&#39;ultimo giorno per la &lt;a href=&quot;http://www.marillinafortuna.it/&quot;&gt;Junk Collection&lt;/a&gt;, che vista così sembra meritare una visita. Farò in modo di passare entro sera.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Altre cose che sto facendo in questo periodo. Leggo appena ho un minuto libero. García Márquez, Pennac, Calvino, Woolf, Miller, Watterson (Calvin&amp;amp;Hobbes), insomma, non importa, basta esplorare altri mondi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono in esplorazione, sì. Anche di campagne (basta guardare il peso che hanno &lt;a href=&quot;http://twitter.com/Feba&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;), di amicizie, di novità (martedì mi trovi &lt;a href=&quot;http://startupnight.org/&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;). E penso per la prima volta al Post Sotto l&#39;Albero aka PSlA (&lt;a href=&quot;http://www.blogsquonk.it/?p=2721&quot;&gt;qui&lt;/a&gt; quello del 2008). Probabilmente non ne esce niente di particolarmente significativo ma si sa, la prima volta è sempre la prima volta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Insomma, un po&#39; di cose tutte insieme. Magari tra un po&#39; ne tiro fuori qualcosa di buono.&lt;/div&gt;</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2009/11/update-di-frontiera-arte-libri-e.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-4591871734074964186</guid><pubDate>Sat, 14 Nov 2009 10:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-22T14:55:02.275+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">comunicazioni varie</category><title>Rassicùrati</title><description>(un solo titolo nel pieno della stagione influenzale per dire che sto bene e torno presto. Sto solo leggendo.)</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2009/11/rassicurati.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-2545179950061111617</guid><pubDate>Fri, 18 Sep 2009 06:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-18T08:22:59.565+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">minuzie quotidiane</category><title>guarda che luna, guarda che prato</title><description>- amore, guarda che notte stellata e che luna... erano anni che desideravo avere di fianco una persona come te!&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- guarda che non è la luna, è un faro. E quelle non sono le stelle, è un telone scuro, riflette la luce intorno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- ma che importa? siamo io e te, in questo giardino in riva al mare....&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- l&#39;erba è sintetica e quello è un bacino artificiale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- amore mio, quello che conta è sentire le cicale e respirare quest&#39;aria frizzante insieme...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- quelle che senti non sono cicale, è un nastro registrato. Che l&#39;aria sia frizzante, ci mancherebbe: c&#39;è l&#39;aria condizionata.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- insomma, amore mio, intorno a noi sia quel che sia, ciò che importa davvero è il nostro amore&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- il nostro amore non è altro che un&#39;operazione commerciale ideata dal reparto interno per lanciare una nuova marca di tonno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-ah&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2009/09/guarda-che-luna-guarda-che-prato.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-8452452519394030331</guid><pubDate>Sat, 12 Sep 2009 10:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-23T14:17:00.689+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">arte e dintorni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">operazione londra</category><title>Vorrei iniziare con una riflessione sul marketing post-moderno</title><description>Ma oramai lo faccio ogni volta. Quindi parliamo d&#39;altro.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un breve accenno -necessario e indispensabile come il sale nell&#39;acqua della pasta- è per gli amici ritrovati un po&#39; qui e un po&#39; là, sotto la pioggerella estiva che sorprendeva bagnanti e &lt;a href=&quot;http://romagnacamp2009.eventbrite.com/&quot;&gt;barcampisti&lt;/a&gt; e sotto la pioggerella estiva che sorprendeva &lt;a href=&quot;http://www.lapupachasonno.com/&quot;&gt;festeggiata&lt;/a&gt; e festeggianti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;(Forse porto un po&#39; sfiga.)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ho qui un post tra le bozze da così tanto tempo che se aspetto ancora un po&#39; impara a cliccare da solo su publish. Il post risale a qualche mese fa, quando ancora non avevo esperito il mite clima estivo milanese e quando il mio equilibrio mentale era... vabé, insomma, è da un po&#39;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La riflessione nasceva là in quell&#39;edificio estraneo ma dal nome familiare. Così affezionata alle sale della più rassicurante Modern, con la lounge dalla quale si abbraccia Saint Paul, recarmi a passo deciso verso la più classica &lt;a href=&quot;http://www.tate.org.uk/britain/&quot;&gt;Britain&lt;/a&gt; è stata una prova di forza. Ho un&#39;attenuante che userò come scudo concettuale: a trascinarmi fin là è stata &lt;a href=&quot;http://www.tate.org.uk/britain/exhibitions/altermodern/default.shtm&quot;&gt;Altermodern&lt;/a&gt; (ma soprattutto il suo sottotitolo, &lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;postmodernism is dead).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Della quale non parlerò.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Parlerò invece di un argomento inedito e inaspettato, ovvero del mio incontro con &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/William_Turner&quot;&gt;Turner&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;No, non in persona. Io sono ancora viva, o così almeno conferma l&#39;anagrafe.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Parlerò di Turner e di quanto Turner mi faccia tenerezza. Ma parlerò anche di Rothko, come sempre male. D&#39;altra parte che &lt;a href=&quot;http://tempodaperdere.blogspot.com/2009/01/se-questo-e-un-genio.html&quot;&gt;non ci siamo mai piaciuti&lt;/a&gt; è ormai sulla bocca di tutti ed è riconducibile a un vecchio (e per fortuna subito riparato) errore di gioventù.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In compenso amo Turner. Turner è a suo modo un po&#39; genio, un po&#39; scienziato e molto autodidatta. Sperimenta, ama, distrugge. Assolutamente adorabile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Certo è che qualche problemino lo ha avuto, per esempio ha convissuto con un problema di sicuro terribile, disimparare nel tempo a dipingere figure umane. Deve essere stata dura. Turner aveva anche un po&#39; il problema della nebbia, me lo vedo strizzare gli occhietti cercando di capirci qualcosa e alla fine dipingere un po&#39; a cazzo e quello che viene viene. Ma in fondo Turner è tenero: figurativo, un po&#39; schizofrenico e mezzo dark. Già me lo vedo nella sua intimità, con il pantalone sceso e il panama al contrario, mentre guarda la tela col broncio e regge con la stessa mano birra e pennello. Per queste e altre ragioni che non sto a sviluppare in questa sede ritengo che Turner sia il mio simpatico creativo emo preferito.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In compenso, a rovinare questo idillio, in una delle sale erano appese una crosta di Turner e una di Rothko. Ma dico, sono qui che faccio i cuoricini nelle tele di Turner e improvvisamente inciampo in quell&#39;altro. In compenso, anche Rothko ammirava Turner, al punto di aver regalato alla Tate alcuni dei suoi murales. La prima volta che Rothko vide alcune opere di Turner al Moma, con la sua solita modestia, dicharò: &lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;This guy Turner, he learnt a lot from me.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma basta parlare di Turner, parliamo di me.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come alimento prossimamente a Milano la mia fame artistica?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2009/09/vorrei-iniziare-con-una-riflessione-sul.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-8624404205029181351</guid><pubDate>Thu, 03 Sep 2009 06:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-03T08:24:29.875+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">il mio marketting</category><title>Di vacanze, nausee e meccanismi inceppati</title><description>Inizia una nuova stagione, tornare al lavoro dopo le ferie è un po&#39; come tornare a scuola, stesso entusiasmo nel rivedere i compagni di classe e stesso naso storto davanti ai primi compiti a casa.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;(poi, c&#39;è da dire, tre mesi in confronto a due settimane, è davvero un&#39;altra cosa)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;(lettore, non ti distrarre, che stavo dicendo altro)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dicevo, tra i compiti a casa si riprende anche a leggere di web in modo sistematico. Perché tanto lo so che i più, in ferie, hanno abbandonato (o avrebbero desiderato, via) i socialcosi per andare in quella spiaggetta dove l&#39;unico problema era decidere quando era il momento giusto per rigirarsi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Leggo di web, qua e là, in modo sistematico, così come più sistematicamente gli spunti si intrecciano nella mente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tra le altre cose, leggo di &lt;a href=&quot;http://www.minimarketing.it/2009/08/un-po-di-nausea-non-sono-incinto-pero.html&quot;&gt;nausee&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E penso: facciamo un passo indietro e ripassiamo il processo. Lo scopo di &lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;azienda&lt;/span&gt; è vendere (il prodotto, diciamo, X), &lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;azienda&lt;/span&gt; ha un budget (Y) per vendere più prodotti X, &lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;azienda&lt;/span&gt; sente parlare dei miracoli socialmediali, &lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;azienda&lt;/span&gt;, non sapendo che pesci pigliare, si rivolge a Z, il cui compito morale è far capire ad &lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;azienda&lt;/span&gt; il valore di tutta quella roba lì (perché ce l&#39;ha, lo so io così come lo sai tu), &lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;azienda&lt;/span&gt; si fa due conti e succede che...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;...ora, lettore, tocca a te. Dimmi tu cosa succede. Io una mia idea ce l&#39;ho, se leggi più sopra ti accorgerai che ho cominciato dicendo: lo scopo di &lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;azienda&lt;/span&gt; è vendere il prodotto X. Perciò, dimmi un po&#39;, perché dunque il risultato è l&#39;intolleranza diffusa verso &lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;azienda&lt;/span&gt;? Il meccanismo si è inceppato, ma siamo sicuri che stiamo esaminando l&#39;ingranaggio corretto? &lt;/div&gt;</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2009/09/di-vacanze-nausee-e-meccanismi.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-7169307549198575189</guid><pubDate>Tue, 26 May 2009 18:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-26T21:24:31.539+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">minuzie quotidiane</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">operazione milano</category><title>Notizie dal fronte</title><description>Ciao eh. Sono a Milano. Già da un po&#39;, in effetti. Tutto bene, e tu? A casa, tutto a posto?&lt;div&gt;La mia vita va bene, a volte prendo la vita degli altri e la shakero un po&#39; con la mia e poi, vedremo poi. Comunque alla grande, zio*, qui a Milano è una figata, ci sono gli amici e c&#39;è anche un sacco di roba da fare. Non che abbia tempo per farla, per ora, ma che c&#39;entra, l&#39;importante è che ci sia, vedi mai che mi avanza un quarto d&#39;ora o giù di lì.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oh, sai zio, prima di trovare una stanza nuova (e piuttosto vuota) ce n&#39;è voluto un po&#39; (di tempo), ma sai cosa, ci ho avuto degli amici (e che amici, micacazzi) che mi hanno fatto stare un po&#39; da loro, un po&#39; &lt;a href=&quot;http://www.pm-10.net/&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;, un po&#39; &lt;a href=&quot;http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/&quot;&gt;là&lt;/a&gt;, un po&#39; dall&#39;&lt;a href=&quot;http://mikamai.com/&quot;&gt;altra parte&lt;/a&gt;. Poi ho trovato la casa, ora ci sono, nella casa, ho anche un letto tutto mio, un po&#39; singolo, un po&#39; piccolo, ma fa niente, l&#39;importante è che &lt;a href=&quot;http://www.ikea.com/it/it/catalog/products/S09817436&quot;&gt;ce l&#39;ho&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ho anche una vasca. Chissà come la prenderebbe LEI. Si lamenterebbe, questo è sicuro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ah sai, poi c&#39;era anche quella cosa che mi serviva per il periodo di assestamento, supporto, mi pare che si chiami, oh zio, ne ho avuto parecchio dagli amici, il mio utopico potenziale analista non saprebbe più come pagare il mutuo della sua casa ai caraibi, ma tant&#39;è, zio, ho degli amici fatti così, se li chiamo ci sono, non è mica colpa mia se mandano in rovina gli analisti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Comunque, zio, ora vado, comunque bella. Ci sentiamo. Stai bene.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;*zio: &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;s m&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt; [&#39;bɛlla &#39;dzio] nome comune designante membro della fratellanza di &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;quelli veramente fighi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2009/05/notizie-dal-fronte.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-9182166105261825906</guid><pubDate>Wed, 08 Apr 2009 09:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-23T14:15:16.752+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">arte e dintorni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">operazione londra</category><title>L&#39;artista degli opposti</title><description>E ci risiamo, tanti post in bozza e invece decido di seguire il flusso e parlare di altro.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Ieri ho incontrato &lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Roni_Horn&quot;&gt;Roni Horn&lt;/a&gt;. Cioè, non lei in persona, ma lei attraverso le sue opere. Roni Horn non la conoscevo e non l&#39;avrei conosciuta se non fossi passata davanti alla Tate Modern giusto in tempo per rendermi conto che c&#39;era una &lt;a href=&quot;http://www.tate.org.uk/modern/exhibitions/ronihorn/default.shtm&quot;&gt;seconda temporanea&lt;/a&gt; a fianco a quella maggiormente pubblicizzata sul costruttivismo di &lt;a href=&quot;http://www.tate.org.uk/modern/exhibitions/rodchenkopopova/default.shtm&quot;&gt;Rodchenko e Popova&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora, io con i contemporanei ho un problema, mi presento sempre impreparata. La maggior parte della mia esperienza con le opere d&#39;arte avviene così, una visione di impatto, senza fronzoli né opinioni, solo io e quello che mi sta davanti. Le prime sale mi servono per contestualizzare e per definire una mia mappa, per trovare agganci, connessioni, differenze, per ridefinire la realtà con nuovi presupposti. Va da sé che l&#39;esperienza è totale, ma ha i suoi lati negativi: perdo un sacco di dettagli che, a saperlo prima, col cacchio che sarei passata oltre con quello stupido sguardo di sufficienza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Con Roni Horn ci ho messo un po&#39;, non capivo la decontestualizzazione dei suoi disegni, non capivo su cosa ragionava, non capivo cosa stava cercando di dirmi. Ci ho messo otto sale per capire perché me ne stavo lì a girovagare per le opere senza afferrare niente di quello che mi passava per la testa. E&#39; stato proprio lì, nella sala otto, che ho trovato il mio percorso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Acqua. Solo acqua. Solo acqua del Tamigi, replicata più volte, acqua nera, acqua increspata, acqua agitata, acqua traforata da altra acqua che cade. E centinaia di note, trentacinque o quaranta per ogni foto, che spezzano la continuità, che creano movimento, che ti chiamano in causa e ti invitano a ragionare. Ho trovato la chiave. Tutte le opere racchiudono in sé il proprio significato e il significato opposto, le sculture sono lucide e opache, trasparenti e impenetrabili, i disegni sono unitari e decomposti, le immagini rappresentano animato e inanimato, azione e immobilità, familiarità e ignoto. Roni Horn è l&#39;artista degli opposti, lavora con te per portarti distante da te.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi ci sono anche altre considerazioni, tutte quelle contenute nella guida all&#39;ingresso, che mi costringeranno a rivedere la mostra. Ma la mia intimità con quelle opere è nata da un lavoro solitario, impreciso, approssimativo, emotivo. E credo sia proprio una questione di emozione, uscire dalle sale con questo senso di leggerezza, sapendo di aver trovato l&#39;ennesimo nuovo eccitante punto di vista da cui guardare la realtà.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2009/04/lartista-degli-opposti.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-5013720858908103233</guid><pubDate>Tue, 07 Apr 2009 08:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-07T10:44:00.918+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">operazione milano</category><title>Si parte e si arriva, anche</title><description>Ho un sacco di post in bozza. Ho un sacco di pensieri che mi girano per la testa. Ho un sacco di cose da fare, o che vorrei fare, o che probabilmente non potrò fare, o che probabilmente potrò fare, ma meglio. E&#39; un periodo strano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C&#39;è di mezzo un trasferimento oltremanica (dal mio punto di vista, s&#39;intende).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri abbiamo concluso le formalità burocratiche preliminari, quindi mi sembra il caso di ufficializzare la mia partenza per Milano. Dal 20 aprile sarò parte del team di &lt;a href=&quot;http://www.ogilvy.it/staticInternals.cfm?IndiceSezione=5&quot;&gt;Ogilvy Interactive&lt;/a&gt;, in qualità di social media analyst. Si parte. Il che significa che si arriva, anche. Cerco singola a Milano e aperitivo di benvenuto.&lt;br /&gt;;)</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2009/04/si-parte-e-si-arriva-anche.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-7129998081056813842</guid><pubDate>Fri, 27 Mar 2009 11:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-27T12:32:19.830+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">analisi di feba</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">wow</category><title>Il mio gatto da compagnia</title><description>Da qualche giorno ho un gatto da compagnia. Cioè, non propriamente un gatto. Una pantera, ecco. O forse una tigre. Più una tigre, in effetti. La mia tigre si chiama Runalaal, e non è veramente mia, fa compagnia al mio cacciatore, più che fargli compagnia diciamo che sbrana chi cerca di avvicinarsi, non è che non sia amichevole, è che è protettiva. Più difensiva, sì, lui la tiene sempre sullo stato difensivo, che se la mette in stato di attacco quella è capace di attaccare tutti quelli che ritiene essere nemici nel suo raggio di azione e poi è un casino.&lt;br /&gt;Ho voluto fortemente arrivare ad avere Runalaal, dopo aver provato un&#39;elfina assassina, una gnoma maga, un&#39;elfa druida e un minotauro dell&#39;orda. Si può dire che i dieci giorni di trial di World of Warcraft li ho sfruttati fino all&#39;ultimo secondo, curiosa di capire perché molti ci perdono le notti, altri se ne vanno in giro vestiti in modo strano ai vari festival del fumetto e del videogioco, volevo districarmi tra dungeon e gilde, per vedere cosa succede quando si vive per un po&#39; nei pressi di Teldrassil. E ho scoperto (con i miei tempi) un po&#39; di cose interessanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Engagement.&lt;/span&gt; Ho appena iniziato a giocare e già so che non ne avrò mai abbastanza. WoW è costruito benissimo e si basa su più metafore di quante non si possa immaginare. Si nasce in un piccolo villaggio sperduto, dove alcuni maestri ti incoraggiano, mediante quest e relative ricompense, a prendere confidenza con il personaggio, con gli strumenti, con le armi, con le visualizzazioni e con l&#39;ambiente circostante. A ogni passo successivo, le quest ti fanno scoprire in lungo e in largo la mappa del luogo in cui cresci e ti portano a parlare con i personaggi principali con cui dovrai interagire, maestri e istruttori. Si fa pratica di livello in livello fino al livello dieci, momento in cui si è abbastanza pratici con i comandi da poter iniziare a sviluppare il personaggio. E&#39; al decimo livello infatti che si inizia ad avere a che fare con i poteri e con le caratteristiche uniche del carattere, dalle magie agli animali da compagnia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Metafora della crescita, iniziazione, complessità.&lt;/span&gt; Il personaggio nasce in un piccolo villaggio, dopo alcuni livelli viene mandato nella città, da cui si passa successivamente alla capitale, per poi iniziare a esplorare altri continenti. Mano a mano che cresce il livello, cresce anche il livello di complessità richiesto, la capitale richiede una mappa a sé stante per poter essere percorsa tranquillamente. L&#39;iniziazione del personaggio alle pratiche avviene mediante quest concatenate successive con cui imparare i rudimenti del mestiere. La complessità è assorbita anziché appresa: si percepiscono alcuni step successivi (per esempio, attraverso il training) ma spesso ciò che porta il personaggio a gestire un ambiente più complesso passa attraverso missioni apparentemente uguali alle altre (ad esempio scoperta delle città, dei maestri, delle locande).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Gender. &lt;/span&gt;Quando si crea un personaggio nuovo, è possibile scegliere liberamente se creare un carattere maschile o femminile. Non mi è riuscito di trovare le statistiche dei giocatori donna che bazzicano i server europei, ma in generale credo siano sensibilmente meno dei caratteri femminili che vedo su WoW. Si pensava dunque alla differenza tra identificazione nel personaggio (e quindi alla scelta dello stesso genere) rispetto all&#39;interazione col personaggio (e dunque, anche la scelta di un genere diverso), ma senza dati nè ricerche riesce difficile arrivare a qualsiasi abbozzo di conclusione. Proverò di nuovo a cercare.&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Attività non necessarie.&lt;/span&gt; Esistono una quantità di attività che non sono strettamente necessarie allo svolgimento delle quest e che portano esperienza, divertimento o riconoscimenti vari. Questo tipo di attività vanno dalle professioni (alchimista, sarto, erborista...) ai giochi organizzati all&#39;interno del gioco, ad esempio una specie di &quot;rubabandiera&quot; svolto in una zona specifica del continente. I &quot;giochi all&#39;interno del gioco&quot; sembrano essere un&#39;ottima strategia per mantenere alta l&#39;attenzione e per rafforzare l&#39;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;engagement&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;continua...&lt;/span&gt;</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2009/03/il-mio-gatto-da-compagnia.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-5332741739340163451</guid><pubDate>Thu, 19 Mar 2009 15:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-01T11:23:01.079+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">analisi di feba</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">il mio marketting</category><title>Buzz in rete: è sempre necessario?</title><description>Gli effetti della &quot;serata Actimel&quot; (i &lt;a href=&quot;http://www.delymyth.net/blog/evento-actimel-di-venerdi-sera-le-foto-i-video&quot;&gt;video di Delymith&lt;/a&gt; dell&#39;evento) si sono fatti sentire. Negli ultimi giorni, a seguito di una divertente discussione riportata da &lt;a href=&quot;http://www.supercazzola.it/2009/03/danone-20-da-stanhome-alle-bertucce.html&quot;&gt;supercazzola&lt;/a&gt;, amici e conoscenti si sono dati da fare su friendfeed per &lt;a href=&quot;http://friendfeed.com/e/53c43961-1e9f-0941-8334-cf8058e57153/Danone-2-0-da-Stanhome-alle-bertucce-passando-per/&quot;&gt;commentare&lt;/a&gt; l&#39;iniziativa e hanno preso spunto per discutere su cosa si può migliorare, su come le aziende si dovrebbero porre, sull&#39;efficacia o meno di avviare iniziative &lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;duepuntozero&lt;/span&gt; per alcuni prodotti. &lt;a href=&quot;http://www.minimarketing.it/2009/03/milioni-di-yogurt-con-i-social-media.html&quot;&gt;Gianluca&lt;/a&gt; scrive la sua opinione, indicando che forse si migliorerebbe l&#39;efficacia delle iniziative spostando l&#39;interesse a monte, &lt;a href=&quot;http://blog.nicolamattina.it/?p=831&quot;&gt;Nicola&lt;/a&gt; mette in evidenza un punto interessante, ovvero che con tutto quello che il marketing &quot;inventa&quot; per cercare di rendere unico un prodotto tutto sommato simile ad altri sul mercato, diventa difficile distinguere prodotti qualunque travestiti da innovazioni da prodotti veramente innovativi (e qui non entro nel merito perché non posso chiaramente sapere quanto il prodotto specifico sia veramente innovativo). In risposta ai &lt;a href=&quot;http://friendfeed.com/e/e9fe007a-d20c-d8c2-7516-eed807518b2e/un-pippone-Vendere-milioni-di-yogurt-con-i-social/&quot;&gt;thread&lt;/a&gt; di friendfeed, Andrea Febbraio, CEO di Promodigital, l&#39;agenzia che ha seguito l&#39;iniziativa di buzz per Danone, pubblica &lt;a href=&quot;http://www.promodigital.it/blog/2009/03/19/facciamo-un-po-di-chiarezza.html&quot;&gt;un post&lt;/a&gt; in cui sottolinea che l&#39;iniziativa è stata condotta nel rispetto delle regole di trasparenza del &lt;a href=&quot;http://womma.org/bloggerethics/guidelines/&quot;&gt;womma&lt;/a&gt;.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Due o tre punti che vale la pena sottolineare e che (forse) non sono ancora stati sviluppati.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Premettendo che sono tutto sommato d&#39;accordo con le opinioni di Gianluca e Nicola (nella misura in cui sostengono che probabilmente non tutti i prodotti sono adatti a questo genere di promozione nell&#39;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;ultimo miglio&lt;/span&gt;), mi piacerebbe concentrarmi sulla singola iniziativa riportata da &lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;supercazzola&lt;/span&gt;, per capire come è stato possibile generare un tale concatenamento di commenti ironici mandando a monte il tentativo di conversazione sollecitato dall&#39;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;agente&lt;/span&gt; di Danone. I problemi principali dal mio punto di vista sono due: approccio e contesto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Approccio&lt;/span&gt;. L&#39;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic; &quot;&gt;agente&lt;/span&gt; di Danone fa la sua comparsa nel forum, spiegando chi è e cosa ci fa nel forum (+1 punto trasparenza). Ma sbaglia completamente il modo: parla in &lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;brochurese&lt;/span&gt;, scrive sempre il nome del prodotto per esteso, non accenna a rilassare il linguaggio neanche dopo le prime (prevedibili) frecciatine. Il tono è innaturale e la proposizione inaccettabile: è probabile che i frequentatori del blog abbiano visto l&#39;irruzione come aggressiva e fuori luogo, aggressione contrastata con la naturale impermeabilità della rete a ciò che è ritenuto spam (ovvero informazioni non richieste). La conversazione non trova uno sbocco e il tutto prende un sapore di interruzione pubblicitaria cui finalmente si può rispondere a tono.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Contesto&lt;/span&gt;. Dal modo in cui viene bistrattato l&#39;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;agente&lt;/span&gt;, sembra chiaro come l&#39;avvio della conversazione sia stato fatto senza una sufficiente reputazione nel contesto specifico. Il riconoscimento reciproco dei singoli attori del contesto ha invece fatto in modo di creare numerosi assist per altri presenti, che si sono rimbalzati la palla tra loro, costruendo mano a mano una conversazione sempre più ironica e dissacratoria, in modo da escludere chi ha invaso il loro territorio.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A questo punto, sarebbe interessante proporre delle generalizzazioni. Tenendo sempre presente il punto di partenza, ovvero che ritengo che non tutti i prodotti siano adatti a qualunque tipo di conversazione, credo che in una situazione di questo genere potesse essere fatto un altro passo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mettiamo che il &lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;livello 1&lt;/span&gt; sia costituito dalla &lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;pubblicità&lt;/span&gt; (informazione a una via, assenza di comunicazione bidirezionale) e il &lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;livello 4&lt;/span&gt; dalla &lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;condizione ottimale&lt;/span&gt; (in cui c&#39;è interesse reciproco ed esiste una conversazione di valore per entrambe le parti). Questa situazione potrebbe essere al &lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;livello 2&lt;/span&gt; (presa di coscienza dell&#39;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;importanza della conversazione&lt;/span&gt;, ma sostanziale inestricabilità della comunicazione dalle logiche di marketing e dal linguaggio aziendale). Il &lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;livello 3&lt;/span&gt; potrebbe essere costituito dalla conoscenza e relativo inserimento nel &lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;contesto&lt;/span&gt; e dal&#39;utilizzo del linguaggio &lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;locale&lt;/span&gt;, con cui intendo il linguaggio proprio di quella community o tribù.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non avendo dati alla mano, non posso ovviamente verificare se lo spostamento del piano comunicativo avrebbe evitato lo sbeffeggiamento dell&#39;agente, ma sono convinta di sì. Una reale mancanza di interesse per l&#39;argomento specifico evita il passaggio di livello da 3 a 4, ma questo dipende dall&#39;argomento in sé (o dal prodotto in sé) più che da miglioramenti successivi nella comunicazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In buona sostanza, credo che &lt;a href=&quot;http://friendfeed.com/e/53c43961-1e9f-0941-8334-cf8058e57153/Danone-2-0-da-Stanhome-alle-bertucce-passando-per/&quot;&gt;Mafe&lt;/a&gt; abbia ragione quando dice che le aziende che provano a conversare vadano incoraggiate anziché derise, ma credo anche che il caso specifico avesse tutti i presupposti per diventare un esempio di quello che è solo il primo passo della conversazione in rete e che i presupposti contestuali rendessero inevitabili le conseguenze. Non si tratta di essere più o meno buoni con le aziende che conversano, si tratta di prevedere che l&#39;interesse delle persone in rete (quasi mai di tipo economico) vada aldilà delle logiche aziendali e che condizioni ambientali di questo genere provocheranno sempre reazioni di questo tipo. I presenti alla discussione avevano gli elementi per condurre il gioco e ne hanno tratto qualcosa di molto poco economico (divertimento), per quale altra ragione avrebbero dovuto dare un contributo a una conversazione che in quel contesto non aveva riscosso successo?&lt;/div&gt;</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2009/03/buzz-in-rete-e-sempre-necessario.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-684208350313088644</guid><pubDate>Thu, 12 Mar 2009 13:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-12T15:19:32.231+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">teorie</category><title>Prima impressione nei social network: quanto conta?</title><description>Non c&#39;è bisogno di spiegare quanto conta la prima impressione nel contatto tra le persone (d&#39;altra parte si sa, &quot;non esiste una seconda occasione per fare una buona prima impressione&quot;). Esistono studi a riguardo, esistono tutorial su come gestirsi in un colloquio di lavoro, esistono corsi che spiegano come presentarsi a un nuovo cliente. Molto di quanto c&#39;era da scrivere è già stato scritto.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Persino chi lavora online sa quanto è importante una buona impressione. Dal sito aziendale al semplice titolo di un blog, molto di ciò che presentiamo in rete contribuisce a permettere a chi si imbatte nel nostro sito di farsi un&#39;idea di noi ancora prima di leggere quello che scriviamo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se la prima impressione è così importante, cosa succede quando abbiamo a che fare con i social network? Quali sono i meccanismi che ci permettono di decidere in pochi secondi se quel nuovo contatto può far parte della nostra cerchia di conoscenti oppure no?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel momento in cui non abbiamo più molti dei segnali che usiamo nell&#39;offline (come il comportamento non verbale, la gestualità, l&#39;intonazione della voce, ...), probabilmente il giudizio si affiderà ad altri elementi, permettendoci in pochi secondi di farci un&#39;idea della persona che ci sta di fronte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Andiamo con ordine e vediamo se sono possibili alcune generalizzazioni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: bold; &quot;&gt;Elementi visivi.&lt;/span&gt; Offline non possiamo non averla e dobbiamo fare i conti con essa. Online abbiamo la possibilità di inserire la foto sul nostro profilo (e molto probabilmente ne sceglieremo una che ci rappresenta al meglio o che rappresenta al meglio una delle nostre caratteristiche). La mia idea è che il non avere una foto sia discriminante rispetto ad averla, ovvero che avere una foto inneschi un processo di valutazione simile a quello che utilizziamo offline. Se sappiamo che faccia ha il nostro interlocutore, probabilmente saremo disposti a dargli più credito, mantenendo in un certo modo il livello di importanza che attribuiamo all&#39;impatto fisico offline. Per ora è solo una supposizione, sarebbe interessante dare un&#39;occhiata a eventuali studi esistenti (per esempio su LinkedIn o Facebook).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: bold; &quot;&gt;Elementi contestuali&lt;/span&gt;. Se la mia teoria è corretta, dopo l&#39;impatto fisico cercheremo un surrogato di quanto è non verbale, paraverbale o contestuale. Credo che in questa categoria si possa inserire gli elementi grafici, la vivacità (e vitalità) del profilo che andiamo a visitare, la percezione dell&#39;inserimento di quella persona nel proprio contesto (quindi gli scambi più o meno frequenti con altri, i commenti, i vari &quot;like&quot; e &quot;fave&quot;) ecc. Immagino che verificare questa parte richieda studi psicologici più complessi e che non vedrò in giro niente di utile per un po&#39;, ma staremo a vedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: bold; &quot;&gt;Elementi sociali.&lt;/span&gt; Anche il contesto sociale è importante nella valutazione di una persona. In che contesto sociale l&#39;abbiamo conosciuta? Con chi era in compagnia? Abbiamo amici in comune? Le amicizie comuni provocano un istantaneo istinto di riconoscimento, mentre il contesto sociale potrebbe influire sulla determinazione di entrare in rapporto con una data persona oppure no (molte più persone di quante non sappiano/non ammettano giudicano a priori qualcuno in base alle sue conoscenze e ad amici più o meno influenti). Offline però abbiamo il problema che le conoscenze sono quasi sempre &quot;nascoste&quot;, mentre i media sociali ci danno una panoramica più vasta del contesto sociale di una persona. La compensazione può avvenire semmai in altri termini, quando succede di escludere persone che hanno &quot;troppi amici&quot;: in questo caso la valutazione è di tutt&#39;altro genere e ci fa pensare a qualche forma di spam. Credo dunque che, così come il contesto sociale può influire sulla valutazione, anche il contesto sociale online sia importante nel determinare la prima impressione.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi piacerebbe poter approfondire in futuro, avete un&#39;opinione in merito o conoscete ricerche che parlano di queste cose?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2009/03/prima-impressione-nei-social-network.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-23518221.post-7119167687369422591</guid><pubDate>Tue, 10 Mar 2009 17:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-10T19:03:42.999+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">poste italiane</category><title>Poste italiane dalle stelle alle stalle</title><description>Buffo che uno per una volta trovi delle persone disponibili e attente in una sezione nordica di Poste Italiane (e pensi di scrivere un bel post in proposito) e poi scopra che un certo ufficio postale prima si frega una busta e poi fa sparire il contenuto di un&#39;altra busta, stavolta raccomandata. Io (ancora) non so se sei uomo o donna. Nel primo caso, se hai voluto fare il figo regalando alla tua bella due delle mie collezioni, la cosa migliore che ti auguro è il licenziamento (e l&#39;impotenza, ma questo non c&#39;entra con il contenuto di questo post). Nel secondo caso, comprendo la vanità e l&#39;orgoglio di poter indossare gratuitamente le mie collezioni, e ne vado fiera. Ma spero anche che tu ti accorga troppo tardi di essere allergica all&#39;argento, e che quando lo farai sarà troppo tardi perché una qualsiasi crema dermatologica possa fare alcunchè per i brutti segni che ti sono rimasti sul collo.</description><link>http://tempodaperdere.blogspot.com/2009/03/poste-italiane-dalle-stelle-alle-stalle.html</link><author>noreply@blogger.com (Feba)</author><thr:total>3</thr:total></item></channel></rss>