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	<title>France Théâtre / Théâtre français de Rome</title>
	
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	<description>SPETTACOLI, LABORATORI e SCUOLA. Ecco la trilogia ormai indispensabile per gli amanti della lingua francese. Tre parole che ci ricordano che una lingua straniera si impara anche in piedi!</description>
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		<title>Guida al teatro.</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 16:11:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un aiuto per educare gli alunni all&#8217;esperienza teatrale.
 
In questi mesi di tournée ci siamo a volte resi conto che le regole di base dello stare a teatro che per noi adulti sono spesso scontate, non lo sono altrettanto per i ragazzi, che per la prima volta si confrontano con questa esperienza.
Obiettivo di quest&#8217;articolo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><strong>Un aiuto per educare gli alunni all&#8217;esperienza teatrale.</strong></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>In questi mesi di tournée ci siamo a volte resi conto che le regole di base dello stare a teatro che per noi adulti sono spesso scontate, non lo sono altrettanto per i ragazzi, che per la prima volta si confrontano con questa esperienza.</p>
<p>Obiettivo di quest&#8217;articolo è favorire il giusto atteggiamento di ascolto negli alunni affinché l’esperienza dello spettacolo possa essere la migliore possibile.</p>
<p>Si tratta di favorire comportamenti e atteggiamenti di apertura e, di ascolto che permettono al ragazzo di godere dell’esperienza completa dell’andare a teatro nel migliore dei modi, lavorando sul coinvolgimento emotivo che necessariamente la visione di uno spettacolo dal vivo comporta.</p>
<p>Andare a teatro, infatti, significa recarsi in un luogo dedicato esclusivamente alla visione dello spettacolo, un luogo che ha i suoi riti, le sue regole. Si entra, ci si siede, le luci si spengono, inizia lo spettacolo è il tempo si sospende&#8230; poi gli applausi e le luci che si riaccendono…</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p><strong>PERCHÉ PROPORRE AI RAGAZZI UNO SPETTACOLO TEATRALE NELL’AMBITO DELLE ATTIVITÀ SCOLASTICHE?</strong></p>
<p>Ci sono molte ragioni per vivere insieme ai propri alunni questa esperienza. Stare a teatro non è come andare al cinema o guardare la televisione, c’è qualche cosa in più e di diverso:</p>
<p><em>è dal vivo: accade qui ed ora fra coloro che agiscono sulla scena e coloro che assistono</em></p>
<p><em> </em><em>proprio per questo è irripetibile, irriproducibile ed ha un termine</em></p>
<p><em> </em><em>è un’esperienza che si vive in gruppo, in comunità, è gratificante ed è una festa</em></p>
<p><em></em><em>è il luogo dove la finzione si realizza come progetto e non come prodotto e stimola la fantasia</em></p>
<p>Proporre uno spettacolo nell’ambito delle attività scolastiche è riconoscere alla Scuola la sua funzione di “alfabetizzazione estetica” dei ragazzi.</p>
<p>Andare a teatro, solo anche considerando <strong>l’aspetto comunitario dell’esperienza</strong>, è un valore. Le caratteristiche di omogeneità che si ritrovano in ambito scolastico (età,livello di scolarizzazione, rapporti di amicizia&#8230;) favoriscono poi la comunicazione e contribuiscono a costruire nella classe un vissuto, anche emozionale, condiviso.</p>
<p>Per un ragazzo l’esperienza della visione si sovrappone naturalmente a quella di partecipazione, anche fisica. Il ragazzo abolisce la distanza fra platea e scena per istituire un NUOVO SPAZIO UNICO. È co-protagonista dello spettacolo e in lui i meccanismi psicologici di identificazione e di proiezione agiscono più profondamente rispetto all’adulto.</p>
<p>È molto probabile quindi che insegnante e alunno a teatro non vivano proprio la stessa esperienza.</p>
<p><strong>QUINDI: QUAL’ È IL RUOLO CHE L’INSEGNANTE DEVE GIOCARE IN QUESTA AVVENTURA?</strong></p>
<p>Ciò che sicuramente l’insegnante non deve pensare è che la sua esperienza di spettatore- adulto sia sufficiente ad orientare il suo ruolo di mediatore. È importante che l’insegnante si cali nel ruolo di OSSERVATORE attento delle reazioni dei suoi allievi: analizzare questi comportamenti lo aiuterà a comprendere come lo spettacolo è stato percepito e a lavorarci sopra.</p>
<p>Creerà poi le condizioni per cui l’alunno possa interrogarsi sul senso della sua esperienza di spettatore cercando strategie affinché tale esperienza continui a risuonare nella sua interiorità suscitando altre immagini, altre parole, altre storie.</p>
<p><em>“Godere di un’opera d’arte o di un suo momento è, infatti, ritrovarla fuori sede. Solo in quell’ istante il circolo di comprensione è perfetto e l’arte si salda alla vita.” </em>(E. Montale)</p>
<p>Per fare ciò è importante dilatare il tempo della fruizione dello spettacolo inglobando i tempi dell’ATTESA e i tempi dell’ELABORAZIONE. Questo lavoro lo facciamo insieme, SCUOLA E TEATRO, INSEGNANTI E ORGANIZZATORI TEATRALI.</p>
<p><strong>PRIMA DELLO SPETTACOLO – CREARE L’ATTESA</strong></p>
<p>Creare l’attesa è uno degli elementi fondamentali per attivare un clima di ascolto e di attenzione. “Andremo a teatro!” questo è l’annuncio da condividere. Ma cosa dire? Quali informazioni fornire agli alunni sullo spettacolo? E come dosarle?</p>
<p><strong>IL TITOLO</strong></p>
<p>È la prima associazione, la prima consultazione della nostra “enciclopedia” privata di riferimento. FANTASTICARE SUL TITOLO, per esempio anche con una semplice attività di brain storming, ci aiuta a capire quali sono i riferimenti e le associazioni che i ragazzi mettono in atto, le aspettative sui contenuti, ecc&#8230;</p>
<p>Il cinema e la TV sono ovviamente il primo modello di riferimento. Giocare con il titolo è dunque un’occasione per stimolare altre associazioni, suggerire altri modelli, ampliare il contesto di riferimento dei ragazzi. In altre parole aggiungere voci all’“enciclopedia”. E magari, perché no, è anche l’occasione per interrogarsi sul proprio modello, sul proprio contesto di riferimento personale cui facciamo riferimento come spettatori.</p>
<p><strong>LA COMPAGNIA</strong></p>
<p>Il termine “compagnia” evoca immediatamente nei ragazzi, ma non solo, una situazione fatta da più persone, che vanno d’accordo fra loro &#8211; nel senso che sono legati da rapporti di amicizia oltre che di lavoro &#8211; che viaggiano da un luogo all’altro.</p>
<p>Al lavoro del teatrante si associa una componente festosa, comica ed affettiva: proprio perché l’attore si suppone lavorare in una compagnia di amici, si presume anche si stia divertendo – e con lui tutti i membri dello staff organizzativo &#8211; e che abbia come obiettivo il divertimento degli spettatori.</p>
<p>FANTASTICARE SULLA COMPAGNIA, tenendo conto di questi preconcetti, è un altro punto di osservazione delle aspettative che i ragazzi ripongono nell’andare a teatro.</p>
<p><strong>QUANDO E DOVE</strong></p>
<p>Tempo e spazio sono informazioni importanti e necessarie per dare una dimensione e una localizzazione dell’attesa. Può essere poi l’occasione per parlare del TEATRO come edificio, come CONTENITORE dello spettacolo composto di diversi ambienti destinati a varie attività che costruiscono la liturgia dello stare a teatro (ingresso, foyer, biglietteria, guardaroba, sala, palco, &#8230;).</p>
<p>Si tenga conto che il rapporto e la rappresentazione dello spazio, non solo scenico, è un punto di osservazione molto frequente nei ragazzi. L’edificio teatro è di per sé una componente forte dell’esperienza.</p>
<p>L’ALUNNO DEVE ESSERE EDUCATO AL SILENZIO, ALLA LENTEZZA, ALL’OZIO, AGLI INIZI E ALLA FINE, ALL’ACCOGLIERE IL BUIO, A PERMETTERSI, IN ALTRE PAROLE, DI ENTRARE NELLO SPAZIO ALTRO, NON SOLO IN SENSO FISICO, DEL TEATRO. In particolare preparare al buio, soprattutto i più piccoli è importante: il buio in sala è un passaggio, una soglia, un varco che apre su uno spazio, un tempo e un luogo diverso. Equivale all’inizio dello spettacolo, al “C’era una volta” delle favole. Ma come ogni nuovo inizio può spaventare.</p>
<p><strong>E’ GIUNTO IL MOMENTO: A TEATRO!</strong></p>
<p>Ora siamo pronti. Buio in sala. VIA!  Ecco, lo spettacolo inizia e persone vere, che abbiamo già conosciuto per nome, sono lì per noi sul palco. Inizia il dialogo. Ognuno al suo posto. L’insegnante si cala nel suo ruolo di osservatore attento dei comportamenti dei propri alunni. Tenendo conto di alcune sostanziali differenze fra come noi adulti stiamo a teatro e di come ci sta un ragazzo. Mentre l’adulto si preoccupa di delimitare precisamente il proprio spazio in sala (l’adulto preferisce il posto numerato, non vuole cercare un suo spazio, e generalmente non desidera entrare in contatto con i vicini di sedia), e cerca la posizione più comoda in considerazione del fatto che dovrà stare fermo per un po’, il ragazzo ha bisogno di partecipare all’esperienza con tutto il suo corpo: cambia continuamente postura fino ad arrivare addirittura ad un “mimetismo corporeo” con chi agisce sulla scena, cerca il contatto e il confronto con i compagni, sente l’impulso di intervenire verbalmente. L’atteggiamento del ragazzo a teatro è dunque l’atteggiamento del pubblico del teatro popolare, un pubblico che partecipa.</p>
<p>La compagnia non solo lo sa, ma considera questa partecipazione parte importante del proprio lavoro e spesso stimola l’intervento verbale.</p>
<p><strong>DOPO LO SPETTACOLO – IL TEMPO DELL’ELABORAZIONE</strong></p>
<p>L’esperienza è stata molto coinvolgente. Emozionante. Ha coinvolto le nostre emozioni e ci ha convocati con tutto il nostro vissuto. È importante far sfogare e raccogliere il fiume di sensazioni immediate. È un momento importante che permette ai ragazzi di fissare alcune cose nella memoria; non c’è da preoccuparsi se si svela la finzione, se il gioco è scoperto: i ragazzi sapevano anche prima della loro esistenza.</p>
<p>Ogni attività suggerita deve quindi avere lo scopo non tanto di decifrare lo spettacolo, quanto di permettere al ragazzo di sistemare l’esperienza nel proprio vissuto e a ritrovarla.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">NB: </span>Abbiamo volutamente evitato di elencare le “regole” dello stare a teatro , quali il silenzio,  il non mangiare, non utilizzare lettori mp3, spegnere i cellulari, cercando di dare i mezzi agli alunni per capire autonomamente il perché dell’esistenza di tali regole.</p>
<p><strong> BUONO SPETTACOLO!</strong></p>
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		<title>Quello che i Profs scrivono di noi….</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 16:04:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prof.ssa A.C. di Napoli
&#171;&#160;Merci bien pour le spectacle de ce matin à Salerno! Quelles émotions!!! Ton talent et le niveau artistique du groupe est toujours plus étonnant!!! Mes élèves et mes deux collègues qui ne connaissaient pas encore votre Compagnie m&#8217;ont remerciée pour avoir eu la chance de vous connaitre!!! Tout a été parfait ,à [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prof.ssa A.C. di Napoli</strong></p>
<p>&laquo;&nbsp;Merci bien pour le spectacle de ce matin à Salerno! Quelles émotions!!! Ton talent et le niveau artistique du groupe est toujours plus étonnant!!! Mes élèves et mes deux collègues qui ne connaissaient pas encore votre Compagnie m&#8217;ont remerciée pour avoir eu la chance de vous connaitre!!! Tout a été parfait ,à partir de votre organisation de Rome et de Salerno&#8230; mais pour moi il y a eu un moment de véritable &laquo;&nbsp;confusion ravie&nbsp;&raquo; quand tu est passé du role du père a celui du fils et viceversa&#8230;il y avait deux personnes sur la scène!!!!Incroyable et émouvant!!! Bravo!!! Merci pour le message fondamental qui est passé grace à votre Art!&nbsp;&raquo;</p>
<p><strong>Prof.ssa M.M. di Livorno</strong></p>
<p>Abbiamo inserito vostro spettacolo nell&#8217;ambito del percorso progetto Comenius &nbsp;&raquo; <a href="http://stranieri.weebly.com/sans-papiers.html">Nous sommes tous des Etrangers</a>&nbsp;&raquo; ; visitate la pagina dedicata a voi in cui potrete vedere quante idee e considerazioni avete suscitato..e non abbiamo ancora finito! Polo Liceale Francesco Cecioni, Livorno</p>
<p><strong>Prof.ssa C:F di Rimini </strong></p>
<p>L&#8217;ITT Marco Polo c&#8217;era con tutte le sue classi di francese!! o quasi tutte&#8230;et on s&#8217;est bien amusé!!! merci pour le spectacle&#8230;.</p>
<p><strong>Prof.ssa R.L. di Perugia</strong></p>
<p>Spettacolo indimenticabile&#8230;. momenti commoventi alternati a momenti di grande ilarità&#8230;. COINVOLGENTE- da vedere assolutamente. Tutti bravissimi&#8230;musiche e canzoni favolose.Frédéric Lachkar : un attore grandioso con un talento innegabile per la canzone e il ballo. CHAPEAU!!!</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>« Vita » di Melania Mazzucco</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 15:58:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vita è un vero romanzo, con una trama fitta, popolata da personaggi che, contrariamente alla tradizione, sono realmente esistiti. I protagonisti, Vita e Diamante, vent’anni in due, affrontano da soli, ammucchiati nelle stive della nave degli emigranti di inizio secolo, la traversata che li porta in America.
La Mazzucco affronta questo racconto con un piglio del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vita è un vero romanzo, con una trama fitta, popolata da personaggi che, contrariamente alla tradizione, sono realmente esistiti. I protagonisti, Vita e Diamante, vent’anni in due, affrontano da soli, ammucchiati nelle stive della nave degli emigranti di inizio secolo, la traversata che li porta in America.</p>
<p style="text-align: justify;">La Mazzucco affronta questo racconto con un piglio del tutto personale: dalla descrizione affascinante delle miserie vere della New York degli emigrati, la scrittrice riesce a trascinare il lettore in un mondo onirico. Ed è proprio in questi momenti che la Mazzucco raggiunge i punti più alti del suo racconto: il folle vagabondaggio dei due ragazzini subito dopo lo sbarco, il funerale del fratello americano, l’ultimo incontro di Vita e Diamante prima di diventare adulti, che si conclude in una gara di ballo quasi surreale. Insomma, un racconto intriso di lacrime, di speranza e di avventure.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Melania Mazzucco</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>J&#8217;ai respiré la littérature depuis mon enfance.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Melania Mazzucco obtient un diplôme de lettres à l&#8217;université de Rome, avant de passer son diplôme de cinéma. Aimant voyager, son travail d&#8217;écrivain la conduit souvent à passer de longues périodes de l&#8217;année à l&#8217;étranger. Sa vocation pour l&#8217;écriture a toujours été une évidence pour elle : &#8216;J&#8217; ai toujours voulu être écrivain&#8217;. Melania Mazzucco écrit aujourd&#8217;hui également pour le cinéma, le théâtre et la radio.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Resumé.</span> Vita a neuf ans quand elle débarque à New York en 1903 avec Diamante, douze ans. Tous deux rejoignent une famille dominée par un père autoritaire qui fait régner sa loi sur la pension du quartier italien. Ils se retrouvent face à la dure réalité : Diamante multiplie les petits boulots, et Vita apprend l&#8217;anglais à l&#8217;école et travaille à la pension. Au fil du temps, le lien qui les unit devient un lien amoureux. Seule la violence du crime organisé parviendra à les séparer : Diamante est obligé de fuir mais rien n&#8217;entamera son désir de retrouver l&#8217;amour de sa vie. Mais à son retour Vita a changé, beaucoup changé. A la veille de la guerre, Diamante s&#8217;engage aux frais de l&#8217;État italien. Trente ans plus tard, ils se reverront à nouveau, mais comment renouer avec un passé comme celui-là ?</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Récompense.</span> ‘Vita’ a reçu en 2003 le prix Strega en Italie.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://theatrefrancais.it/wp-content/uploads/2012/02/41V3HVT51NL._SL500_AA300_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2064" title="41V3HVT51NL._SL500_AA300_1" src="http://theatrefrancais.it/wp-content/uploads/2012/02/41V3HVT51NL._SL500_AA300_1.jpg" alt="" width="182" height="298" /></a></p>
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		<title>« Sans-Papiers » speciale docenti. Imperdibile serata evento a Roma!</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 15:48:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In occasione del debutto romano per le scuole, il 3 Aprile 2012, alle ore 21.00, presso il  Teatro Ambra Jovinelli (Via Guglielmo Pepe, 43 &#8211; Zona Staz. Termini), è prevista un&#8217;imperdibile serata evento dedicata a &#171;&#160;Sans-Papiers&#160;&#187;!
I biglietti saranno presto regolarmente in vendita presso gli uffici di France Théâtre (Largo Toniolo, 20 &#8211; 1° piano), ma prima&#8230;.
Prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del debutto romano per le scuole, il <strong>3 Aprile 2012</strong>, alle <strong>ore 21.00</strong>, presso il  <strong>Teatro Ambra Jovinelli </strong>(Via Guglielmo Pepe, 43 &#8211; Zona Staz. Termini), è prevista un&#8217;imperdibile serata evento dedicata a &laquo;&nbsp;Sans-Papiers&nbsp;&raquo;!</p>
<p>I biglietti saranno presto regolarmente in vendita presso gli uffici di France Théâtre (Largo Toniolo, 20 &#8211; 1° piano), ma prima&#8230;.</p>
<p>Prima abbiamo pensato di riservare una speciale offerta ai nostri docenti, un&#8217;offerta limitata ma che vi darà l&#8217;occasione d&#8217;esserci ancora una volta!</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">FINO AL 1 MARZO 2012 SARA&#8217; POSSIBILE ACQUISTARE I BIGLIETTI CON UNO SPECIALE SCONTO RISERVATO AI DOCENTI DI FRANCESE</span></p>
<p>Poltronissima &#8211; Intero 25€/Ridotto 22€/ Speciale Docenti 20€</p>
<p>Platea &#8211; Intero 20€/Ridotto 17€/ Speciale Docenti 15€</p>
<p>Galleria &#8211; Intero 15€</p>
<p><a href="http://theatrefrancais.it/wp-content/uploads/2012/02/locandina-sanspapiers-copie.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2057" title="locandina sanspapiers - copie" src="http://theatrefrancais.it/wp-content/uploads/2012/02/locandina-sanspapiers-copie.jpg" alt="" width="480" height="686" /></a></p>
<p>Per info e prenotazioni: l.tamborrino@theatrefrancais.it &#8211; 06/6802632 (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00)</p>
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		<title>Perchè studiare il francese?</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 15:15:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Perché è&#8230;
Utile per il tuo futuro nel mondo del lavoro: La Francia è il più grande partner economico dell’Italia in Europa.
La Francia è la prima destinazione degli investimenti Italiani all’estero; l’Italia è la terza destinazione degli investimenti francesi all’estero. Ci sono 800 filiali di aziende francesi in Italia.
L’Italia e la Francia collaborano in ambito industriale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perché è&#8230;</p>
<p>Utile per il tuo futuro nel mondo del lavoro: La Francia è il più grande partner economico dell’Italia in Europa.</p>
<p>La Francia è la prima destinazione degli investimenti Italiani all’estero; l’Italia è la terza destinazione degli investimenti francesi all’estero. Ci sono 800 filiali di aziende francesi in Italia.</p>
<p>L’Italia e la Francia collaborano in ambito industriale e finanziario, nella gestione di imprese e banche. Molti imprenditori Italiani sono francofoni e alcuni dirigono aziende francesi.</p>
<p>Il francese è una delle lingue ufficiali dell’U.E., degli organismi internazionali (ONU, UNESCO, FAO) e delle grandi ONG (Médecins sans frontières, Emergency).</p>
<p>Il francese è lingua ufficiale o di utilizzo in 35 paesi ed è comunque parlato in 47 stati del mondo, per un totale dicirca 400 milioni di persone. Inoltre è una lingua che va conosciuta se si sceglie la carriera diplomatica.</p>
<p>Indispensabile se desideri&#8230;</p>
<p>Arricchire le tue conoscenze facendo ricerca grazie al programma GALILEO, con progetti sull’ambiente, sullo spazio e discipline affini: in questi ambiti l’Italia e la Francia sono i due grandi leader europei. Il sostegno agli scambi e all’innovazione professionale (programmi LEONARDO e VINCI) investe anche il settore delle scienze umanistiche, sociali e politiche, per le quali il francese è necessario.</p>
<p>Operare nei campo dell’alta tecnologia: l’industria chimica e agroalimentare, i trasporti ferroviari, le telecomunicazioni e l’aeronautica europea (Airbus, Ariane, Eurocopter).</p>
<p>Studiare in Francia grazie al programma di scambio universitario ERASMUS. La Francia è la seconda destinazione degli studenti Italiani ed europei, nonché il primo partner universitario dell’Italia, con oltre 230 accordi di cooperazione tra atenei.</p>
<p>Stimolante per&#8230;</p>
<p>Praticare tutti gli sport in svariati ambiti naturali: dallo sci al surf, dal calcio all’equitazione, dal rugby alla vela e, chissà, incontrare grandi campioni come Zidane e Henry, o assistere a grandi competizioni internazionali: il Tour de France, il Torneo delle 6 Nazioni, Roland Garros. Il francese è una delle due lingue ufficiali dei Giochi Olimpici.</p>
<p>Scoprire le destinazioni turistiche più note al mondo. Nel 2003, su 75 milioni di stranieri che hanno visitato la Francia, ben 7 milioni erano Italiani. Versailles, Parigi, la Provenza, l’isola della Réunion, Tahiti, ti offrono i tesori della storia francese&#8230; e i paesaggi più straordinari.</p>
<p>Conoscere i grandi momenti della cultura di ieri e di oggi, con Molière, Hugo, Rodin, Matisse, Sartre, Duras, ma anche spaziare in tutti i campi della creazione contemporanea: il cinema (Jean Réno, Isabelle Adjani, Gérard Depardieu, Sophie Marceau), la musica (Alizée, gli Air, gli lam), la moda (Dior, Lacroix, Gaultier) e la gastronomia&#8230; Il francese è chic!</p>
<p>Italia e Francia possiedono, insieme, il 70% del patrimonio artistico mondiale!</p>
<p>Aperto sul mondo&#8230; della Francofonia</p>
<p>56 Paesi sono membri dell’Organizzazione Internazionale della Francofonia e promuovono la diversità culturale e i diritti umani.</p>
<p>83 milioni di giovani imparano il francese nelle scuole, nelle università di tutti i Paesi, nei 151 Istituti culturalifrancesi e nelle 283 Alliances françaises che offrono corsi di formazione e certificazioni linguistiche (il DELF e il DALF) riconosciute in tutto il mondo.</p>
<p>Grazie alla tua conoscenza della lingua francese potrai :</p>
<p>Visitare e conoscere il Canada, il Senegai, la Polinesia, la Martinica&#8230;</p>
<p>Studiare a Parigi come a Alessandria d’Egitto, a Montreal come nella Nuova Caledonia&#8230;</p>
<p>Inserirti nella vita professionale stando vicino all’Italia in Tunisia, in Marocco&#8230; e scoprire l’incredibile diversità delle culture francofone, vivacemente illustrata dai grandi scrittori della francofonia (Léopold Sedar Senghor, Amadou Khourouma, Tahar Ben Jelloun), nonché dai ritmi dell’Africa che hanno fatto il giro del mondo.</p>
<p>Source: <a href="http://www.didatticanda.it/">Didatticanda.it</a></p>
<p><a href="http://theatrefrancais.it/wp-content/uploads/2012/02/I-love-French1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2050" title="I love French" src="http://theatrefrancais.it/wp-content/uploads/2012/02/I-love-French1.jpg" alt="" width="282" height="391" /></a></p>
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		<title>L’esquive</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 12:34:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TFR</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abdelkrim, dit Krimo, quinze ans, vit dans une cité HLM de la banlieue parisienne. Il partage avec sa mère, employée dans un supermarché, et son père, en prison, un grand rêve fragile : partir sur un voilier au bout du monde.
En attendant, il traîne son ennui dans un quotidien banal de cité, en compagnie de [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Abdelkrim, dit Krimo, quinze ans, vit dans une cité HLM de la banlieue parisienne. Il partage avec sa mère, employée dans un supermarché, et son père, en prison, un grand rêve fragile : partir sur un voilier au bout du monde.<br />
En attendant, il traîne son ennui dans un quotidien banal de cité, en compagnie de son meilleur ami, Eric, et de leur bande de copains. C&#8217;est le printemps et Krimo tombe sous le charme de sa copine de classe Lydia, une pipelette vive et malicieuse. Pour tenter de la séduire il obtient un rôle dans la pièce de théâtre dans laquelle elle joue pour l&#8217;école&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fichier thécnique</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Réalisation : Abdellatif Kechiche - Durée : 117 minutes - Avec: Osman Elkharraz (Krimo), Sara Forestier (Lydia), Sabrina Ouazani (Frida) - Récompenses: Césars 2005: meilleur film, meilleur réalisateur, meilleur scénario, meilleur espoir féminin.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://theatrefrancais.it/wp-content/uploads/2012/02/esquivia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2033" title="esquivia" src="http://theatrefrancais.it/wp-content/uploads/2012/02/esquivia.jpg" alt="" width="300" height="400" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Pour visualiser l&#8217;extrait en français <a href="http://www.allocine.fr/video/player_gen_cmedia=18359063&amp;cfilm=48230.html">ICI</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Pour visualiser l&#8217;extrait en italien <a href=" http://www.youtube.com/watch?v=7Rppkl6sGqg&amp;feature=related">ICI</a>.</p>
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		<title>Marjane Satrapi. L’immigration d’une princesse persane en Europe</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 12:16:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TFR</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le destin de Marjane Satrapi lui défend dès sa naissance d&#8217;être une jeune femme comme les autres, puisqu&#8217;elle est une vraie princesse.
Marjane Satrapi est née en 1969 dans une famille aristocratique de Téhéran, mais proche des idées communistes, son grand père maternel était le fils de Nasreddine Chah, le dernier empereur de la dynastie Qadjar qui a régné en [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><a href="http://theatrefrancais.it/wp-content/uploads/2012/02/Senza-titolo.png"><img class="alignleft" title="Senza titolo" src="http://theatrefrancais.it/wp-content/uploads/2012/02/Senza-titolo.png" alt="" width="235" height="358" /></a>Le destin de Marjane Satrapi lui défend dès sa naissance d&#8217;être une jeune femme comme les autres, puisqu&#8217;elle est une vraie princesse.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Marjane Satrapi est née en 1969 dans une famille aristocratique de Téhéran, mais proche des idées communistes, son grand père maternel était le fils de Nasreddine Chah, le dernier empereur de la dynastie Qadjar qui a régné en Iran avant les Pahlavi. Dessinatrice depuis son plus jeune âge, elle vit, en tant qu&#8217;enfant, la restriction grandissante des libertés individuelles et les conséquences dans la vie quotidienne des événements politiques de l&#8217;époque, particulièrement la révolution islamique et les débuts de la guerre Iran-Irak. Son oncle Anouche, un dirigeant du Parti communiste iranien à qui elle est très attachée, est exécuté pour ses opinions politiques.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://theatrefrancais.it/wp-content/uploads/2012/02/Senza-titolo.png"></a>En 1984, à l’âge de 14 ans, ses parents, des intellectuels engagés, l&#8217;envoient étudier en Autriche. Elle y décroche son bac au lycée français de Vienne puis décide de faire les Beaux-arts de Téhéran, où elle obtient une maîtrise de communication visuelle. Arrivée en France pour devenir graphiste, elle entre aux Arts Décos de Strasbourg avant que ses professeurs ne lui conseillent de s&#8217;orienter vers l&#8217;illustration. Elle monte alors à Paris et commence à pénétrer l&#8217;univers de la Bande dessinée qui, pourtant, n&#8217;avait jamais été sa vocation première.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Sa rencontre avec le dessinateur David B, change radicalement son parcours. Il lui conseille de transcrire sa vie et le portrait qu&#8217;elle se fait de l&#8217;Iran contemporain, sous la forme d&#8217;une BD. C&#8217;est ainsi qu&#8217;elle s&#8217;attèle au premier tome de son autobiographie Persépolis, grande saga familiale teintée d&#8217;un regard sur la société iranienne des années 70-80. Le résultat: une série étonnante et remarquable, véritable événement puisqu&#8217;il s&#8217;agit de la première série de bande dessinée iranienne de l&#8217;histoire. Vinrent ensuite Broderies et Poulet aux prunes, qui obtient en 2004 le prix du meilleur album au festival d&#8217;Angoulême. En 2005, elle adapte avec Vincent Paronnaud les tomes de <strong>Persepolis</strong> au cinéma, sous la forme d&#8217;un film d&#8217;animation en noir et blanc, doublé par de nombreuses personnalités telles que Chiara Mastroianni et Catherine Deneuve. Le film obtient le Prix du Jury au festival de Cannes 2007.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Récompenses et titres reçus par Marjane Strapani au cours de sa carrière cinématographique et d’auteur de bande dessinée:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://theatrefrancais.it/wp-content/uploads/2012/02/42904.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignleft" title="42904" src="http://theatrefrancais.it/wp-content/uploads/2012/02/42904.jpg" alt="" width="154" height="215" /></span></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">- <strong>2005</strong> : Chevalier des arts et des lettres</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">- <strong>2007</strong> : Prix Henri Jeanson de la SACD pour son insolence, son humour et son engagement</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">- <strong>2007</strong> : Prix spécial du jury du Festival de Cannes 2007 pour Persepolis</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">- <strong>2008</strong> : César du meilleur premier film et de la Meilleure adaptation</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">- <strong>2008</strong> : Membre du Jury du 61<sup>e</sup> Festival de Cannes.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">-<strong> </strong><strong>2009</strong> : Docteur honoris causa de la KULeuven et de l&#8217;UCL (Belgique).</span></p>
<p><a href="http://theatrefrancais.it/wp-content/uploads/2012/02/42904.jpg"><span style="color: #000000;"><br />
</span></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
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		<title>Le Havre</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 11:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TFR</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Marcel Marx, ex-écrivain et bohème renommé, s’est exilé volontairement dans la ville portuaire du Havre où son métier honorable mais non rémunérateur de cireur de chaussures lui donne le sentiment d’être plus proche du peuple en le servant. Il a fait le deuil de son ambition littéraire et mène une vie satisfaisante dans le triangle constitué par le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Marcel Marx, ex-écrivain et bohème renommé, s’est exilé volontairement dans la ville portuaire du Havre où son métier honorable mais non rémunérateur de cireur de chaussures lui donne le sentiment d’être plus proche du peuple en le servant. Il a fait le deuil de son ambition littéraire et mène une vie satisfaisante dans le triangle constitué par le bistrot du coin, son travail et sa femme Arletty, quand le destin met brusquement sur son chemin un enfant immigré originaire d’Afrique noire. Quand au même moment, Arletty tombe gravement malade et doit s’aliter, Marcel doit à nouveau combattre le mur froid de l’indifférence humaine avec pour seules armes, son optimisme inné et la solidarité têtue des habitants de son quartier. Il affronte la mécanique aveugle d’un Etat de droit occidental, représenté par l’étau de la police qui se resserre de plus en plus sur le jeune garçon réfugié. Il est temps pour Marcel de cirer ses chaussures et de montrer les dents.</p>
<p><strong><em>Fiche technique </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Réalisateur/Scénariste: Aki Kaurismäki - Casting: André Wilms, Kati Outinen, Jean-Pierre Darroussin, Blondin Miguel - Genre: Drame - Nationalité : Finlandais, allemand, français - Date de sortie: 21 décembre 2011 - Durée: 1h40</p>
<p>Pour voir la bande d&#8217;annonce <a href="http://www.allocine.fr/video/player_gen_cmedia=19263498&amp;cfilm=173542.html">ICI</a>.</p>
<p><a href="http://theatrefrancais.it/wp-content/uploads/2012/02/affiche-le-havre1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2016" title="affiche-le-havre1" src="http://theatrefrancais.it/wp-content/uploads/2012/02/affiche-le-havre1.jpg" alt="" width="450" height="600" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Etudiants étrangers: portraits de « nouveaux sans-papiers »</title>
		<link>http://theatrefrancais.it/?p=2005</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 10:51:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TFR</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Elles s&#8217;appellent Kahina, Ekaterina et Lina. Venues de Russie et d&#8217;Algérie pourétudier en France, elles ont suivi un parcours d&#8217;excellence dans les domaines de la biologie, de la linguistique et de l&#8217;ingénierie informatique, qui devait les mener sur la voie de la professionnalisation. Sans jamais rencontrer de difficultés administratives.
Jusqu&#8217;à la circulaire Guéant du 31 mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: normal;"><em>Elles s&#8217;appellent Kahina, Ekaterina et Lina. Venues de Russie et d&#8217;Algérie pourétudier en France, elles ont suivi un parcours d&#8217;excellence dans les domaines de la biologie, de la linguistique et de l&#8217;ingénierie informatique, qui devait les mener sur la voie de la professionnalisation. Sans jamais rencontrer de difficultés administratives.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Jusqu&#8217;à la circulaire Guéant du 31 mai 2011 qui, en imposant des critères plus restrictifs à l&#8217;accueil des étudiants étrangers en France, a fait de leurs démarches un véritable &laquo;&nbsp;calvaire&nbsp;&raquo;. Ni étudiantes ni salariées, elles appartiennent désormais, selon l&#8217;une d&#8217;elles, à &laquo;&nbsp;la nouvelle catégorie de sans-papiers&nbsp;&raquo;. Elles se battent aujourd&#8217;hui pour contester le refus de renouvellement de leur titre de séjour et éviterune expulsion &laquo;&nbsp;humiliante&nbsp;&raquo;. Avec le soutien du Collectif du 31 mai, constitué en réaction à la circulaire Guéant. Et, avec l&#8217;espoir que la circulaire atténuée, présentée par le ministre de l&#8217;intérieur le 4 janvier, signée le 12, permettra la révision de leur situation.</p>
<p><em>Kahina, 28 ans : &laquo;&nbsp;Je fais partie de la nouvelle catégorie des sans-papier</em></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://theatrefrancais.it/wp-content/uploads/2012/02/Senza-titolo1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-2006" title="Senza titolo1" src="http://theatrefrancais.it/wp-content/uploads/2012/02/Senza-titolo1.png" alt="" width="383" height="196" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&laquo;&nbsp;Venir en France pour mes études, c&#8217;était assez naturel et spontané&nbsp;&raquo;, se souvient Kahina, dont la détermination semble à peine entamée par la situation dans laquelle elle se trouve aujourd&#8217;hui. Imprégnée depuis son enfance de la langue et de la culture françaises, elle quitte l&#8217;Algérie à 17 ans pour poursuivre ses études à Paris. Un parcours d&#8217;excellence qui la mène jusqu&#8217;à la soutenance d&#8217;un doctorat en microbiologie en juillet 2011. &laquo;&nbsp;J&#8217;ai reçu un enseignement de qualité. J&#8217;en suis reconnaissante aux responsables qui m&#8217;ont encadrée&nbsp;&raquo;, insiste-t-elle.</p>
<p style="text-align: justify;">Chaque année, elle obtient son titre de séjour sans aucun problème. Soutenue financièrement par ses parents, elle peut justifier des 500 euros de revenus par mois que réclame la préfecture. Sans problème, jusqu&#8217;à la rentrée 2011. Pourcompléter sa formation, elle postule à un master II de management de la santé, ouvert aux professionnels et aux chercheurs. Elle est sélectionnée parmi quatre cents personnes. Une formation qui devrait lui ouvrir les portes du monde de l&#8217;entreprise.</p>
<p style="text-align: justify;">Au moment de renouveler son titre de séjour en septembre, l&#8217;accueil à la préfecture est différent. &laquo;&nbsp;Cette année, il n&#8217;y a plus de réelle communication. Il y a un mur côté administration&nbsp;&raquo;, s&#8217;étonne-t-elle. Les lettres de soutien des responsables de formation n&#8217;y font rien. &laquo;&nbsp;Votre parcours est complexe et chaotique&nbsp;&raquo;, lui rétorque-t-on. Elle attend une réponse pendant trois mois, sans être régularisée, même temporairement. Elle continue quand même à aller en cours, passe ses examens, mais ne peut pas suivre le stage.</p>
<p style="text-align: justify;">Le 2 décembre, c&#8217;est &laquo;&nbsp;la claque&nbsp;&raquo;. Elle reçoit une obligation de quitter le territoire français (OQTF) sous trente jours. &laquo;&nbsp;Une lettre très rude. Un résumé de ma vie où l&#8217;on conclut par : &#8216;Malheureusement, cette année vous présentez une régression&#8217;. C&#8217;est très choquant et humiliant personnellement&nbsp;&raquo;, dit-elle, émue. Choqués, ses responsables de formation le sont aussi. &laquo;&nbsp;Je fais partie de la nouvelle catégorie de sans-papiers qui voient le jour&nbsp;&raquo;, lance-t-elle dans un rire jaune.</p>
<p style="text-align: justify;">La seule issue est le recours devant un tribunal administratif, une procédure de fond qui peut prendre de cinq à six mois. Elle n&#8217;a pas hésité. &laquo;&nbsp;Il faut que cette OQTF soit annulée. Je suis maintenant fichée dans tout Schengen. Cela va mecréer des difficultés pour voyager et travailler, alors que je n&#8217;ai commis aucun délit. Ça me fait clairement peur pour mon avenir professionnel&nbsp;&raquo;, confie-t-elle. Avec une expertise comme la sienne, les propositions d&#8217;embauche ne manquent pas.&nbsp;&raquo;J&#8217;essaie seulement de bâtir un projet professionnel. Là, tout tombe à l&#8217;eau.&nbsp;&raquo;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;espoir n&#8217;a pour autant pas disparu. Notamment, grâce au soutien du Collectif du 31 mai et de son &laquo;&nbsp;parrain&nbsp;&raquo; Didier Guillot, l&#8217;adjoint au maire de Paris chargé de la vie étudiante. Peut-être son cas sera-t-il révisé à la suite de l&#8217;allègement de la circulaire Guéant. En attendant, elle a peur &laquo;&nbsp;de se faire arrêter, de se retrouver attachée à un radiateur le temps qu&#8217;un avocat arrive&nbsp;&raquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Ekaterina Tyunina, 26 ans : &laquo;&nbsp;Ni étudiante ni salariée, je suis un fantôme&nbsp;&raquo;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://theatrefrancais.it/wp-content/uploads/2012/02/Senza-titolo2.png"><img class="alignnone size-full wp-image-2007" title="Senza titolo2" src="http://theatrefrancais.it/wp-content/uploads/2012/02/Senza-titolo2.png" alt="" width="408" height="202" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Une pointe de timidité dans la voix, Ekaterina relate ce qui l&#8217;a amenée de Beloretchensk, une ville du sud-ouest de la Russie, à la France en 2006. Son diplôme de professeur d&#8217;anglais et français en poche, elle veut vivre sa &laquo;&nbsp;passion française&nbsp;&raquo;. Après avoir passé une batterie de tests, elle est acceptée en master I de lettres modernes à Paris IV. Pour subvenir à ses besoins, elle passe un contrat étudiant-logement avec une famille. De quoi justifier auprès de la préfecture d&#8217;un hébergement et de revenus. Les démarches pour obtenir le titre de séjour étudiant ont pourtant toujours été &laquo;&nbsp;très difficiles&nbsp;&raquo;. &laquo;&nbsp;Psychologiquement, ce n&#8217;est pas évident. L&#8217;attitude des employés est choquante, ils font peu de cas de notre situation.&nbsp;&raquo;</p>
<p style="text-align: justify;">Alors qu&#8217;elle envisage de poursuivre un doctorat, on l&#8217;invite à participer à l&#8217;Opération Phénix, un concours universitaire destiné à l&#8217;insertion professionnelle des étudiants en sciences humaines. Vingt-six d&#8217;entre eux seront sélectionnés par des grandes entreprises pour un contrat de professionnalisation avec une embauche en CDI à la clé. &laquo;&nbsp;C&#8217;était une grande opportunité. Je voulais gagner ce concours car j&#8217;ai toujours voulu faire des sciences économiques. J&#8217;y ai mis toute mon énergie&nbsp;&raquo;, explique-t-elle. Son profil atypique plaît, elle est retenue par trois entreprises. Elle choisit un poste de chargée de clientèle privée dans une grande banque française.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;est là que tout bascule. En août 2011, elle se rend à la préfecture, sa promesse d&#8217;embauche en main, pour demander son passage en statut &laquo;&nbsp;salarié&nbsp;&raquo;. On la faitrevenir plusieurs fois. D&#8217;autres étudiants lui parlent de la nouvelle circulaire Guéant du 31 mai, mais elle reste confiante. &laquo;&nbsp;Je n&#8217;imaginais pas qu&#8217;on pouvait m&#8217;opposerun refus&nbsp;&raquo;, confie-t-elle. En novembre, son titre de séjour expire, la formation ne peut la garder. Puis, le verdict tombe, en décembre. Son changement de statut est refusé. Elle remplissait pourtant toutes les conditions : l&#8217;entreprise était prête àpayer une taxe de 1 800 euros pour l&#8217;embaucher et son salaire est supérieur à un smic et demi. &laquo;&nbsp;Vous comprenez que votre parcours d&#8217;études est incohérent avec le métier dans lequel vous voulez travailler&nbsp;&raquo;, lui oppose-t-on toutefois. A l&#8217;employeur, il est reproché de ne pas avoir suffisamment diffusé l&#8217;offre d&#8217;emploi dans un secteur qui n&#8217;est pas considéré &laquo;&nbsp;en tension&nbsp;&raquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">&laquo;&nbsp;C&#8217;est l&#8217;incompréhension. J&#8217;ai l&#8217;impression que toute ma vie professionnelle part&nbsp;&raquo;, dit-elle, bouleversée. L&#8217;entreprise, seule à même de formuler un recours, renonce.&nbsp;&raquo;C&#8217;était le premier refus qu&#8217;ils rencontraient. Ils ont joué le jeu du ministère.&nbsp;&raquo; Elle n&#8217;a plus de nouvelles. Elle conserve toutefois le soutien des responsables de l&#8217;université, qui ont écrit aux autorités des lettres en sa faveur. M. Deforge, responsable de l&#8217;opération Phénix, fait tout pour qu&#8217;elle ne perde pas espoir. Mais elle n&#8217;en a plus beaucoup. &laquo;&nbsp;Je commence à baisser les bras. J&#8217;ai l&#8217;impression d&#8217;avoir perdu un an, peut-être même cinq.&nbsp;&raquo;</p>
<p style="text-align: justify;">Son récépissé expire dans une semaine. &laquo;&nbsp;J&#8217;ai toujours été dans la légalité et maintenant, je me retrouve expulsable. C&#8217;est humiliant et injuste pour moi&nbsp;&raquo;, dit-elle abasourdie. Le Collectif du 31 mai lui donne un peu d&#8217;espoir. Grâce à lui, elle a été parrainée par le président de l&#8217;université Paris VII-Diderot, qui doit l&#8217;aider dans ses démarches. Elle espère que son poste sera gelé, en attendant la révision de son dossier à la suite de l&#8217;allègement de la circulaire Guéant. Ou en attendant dereprendre un doctorat. Sinon, c&#8217;est le retour en Russie. &laquo;&nbsp;C&#8217;est compliqué. Si je rentre, je perds aussi ma vie personnelle.&nbsp;&raquo;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Lina Rizou, 24 ans : &laquo;&nbsp;On est vus comme les sans-papiers chics&nbsp;&raquo;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://theatrefrancais.it/wp-content/uploads/2012/02/Senza-titolo3.png"><img class="alignnone size-full wp-image-2008" title="Senza titolo3" src="http://theatrefrancais.it/wp-content/uploads/2012/02/Senza-titolo3.png" alt="" width="413" height="205" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Lina parle de son arrivée en France comme d&#8217;une époque révolue. C&#8217;était en 2009 et &laquo;&nbsp;à l&#8217;époque, la France encourageait les étudiants algériens à venir étudier en France en recrutant via le programme Campus France. Il était même bien vu demotiver son désir d&#8217;avoir une première expérience professionnelle en France&nbsp;&raquo;, se souvient-elle. Diplômée d&#8217;un bac+5 en ingénierie informatique, spécialisée dans les réseaux, elle a le profil idéal. Elle est sélectionnée dans un master I à l&#8217;université de Versailles, classé parmi les dix premiers du classement SMBG des masters et où 90 % des étudiants sont étrangers.</p>
<p style="text-align: justify;">En vingt jours à peine, elle obtient son visa. Puis, avec la même facilité, son titre de séjour &laquo;&nbsp;étudiant&nbsp;&raquo;. Elle vit dans un foyer de sœurs dans le 16e arrondissement parisien. Ses parents la soutiennent financièrement. Toujours avec la même facilité, son titre de séjour est renouvelé l&#8217;année suivante pour qu&#8217;elle suive un master II. Ce cursus doit la mener, au terme d&#8217;un stage, vers une éventuelle embauche. Un stage qu&#8217;elle effectue avec brio dans la filiale française d&#8217;un grand opérateur britannique. Tout naturellement, son chef lui propose un CDI.</p>
<p style="text-align: justify;">Les problèmes commencent alors. Les démarches qu&#8217;elle entreprend avec l&#8217;entreprise pour obtenir le statut &laquo;&nbsp;salarié&nbsp;&raquo; se soldent par un refus dès septembre. Au motif que l&#8217;entreprise ne justifie pas de recherche pour ce poste sur les réseaux traditionnels. Sans plus d&#8217;explications, une employée de la préfecture lui répond sèchement : &laquo;&nbsp;Vous allez être expulsée.&nbsp;&raquo; &laquo;&nbsp;Ça m&#8217;a fait un choc.&nbsp;&raquo; La décision, &laquo;&nbsp;claire et définitive&nbsp;&raquo;, ne peut-être contestée qu&#8217;auprès du ministère de l&#8217;intérieur. Une procédure qui prendra trois à quatre mois, mais dans laquelle l&#8217;entreprise se lance.&nbsp;&raquo;A l&#8217;époque, on ne savait pas qu&#8217;il y avait la circulaire et une sorte de quota pourlimiter l&#8217;immigration professionnelle&nbsp;&raquo;, dit-elle. Sans papiers, elle se démène pourobtenir une autorisation provisoire de séjour jusqu&#8217;en février.</p>
<p style="text-align: justify;">Tous les espoirs s&#8217;effondrent en décembre avec le refus du ministère, qui estime que rien ne justifie l&#8217;embauche d&#8217;un étranger dans un secteur d&#8217;emploi qui n&#8217;est pas &laquo;&nbsp;en tension&nbsp;&raquo;. Il ne reste plus que le recours devant le tribunal administratif.&nbsp;&raquo;L&#8217;entreprise a dit non, car c&#8217;est une procédure longue et coûteuse, et je serais moi-même sans papiers en France&nbsp;&raquo;, relate-t-elle, compréhensive. Seul le Collectif du 31 mai la soutient encore. Ironie du sort, aux manifestations de sans-papiers, ils sont pointés du doigt comme &laquo;&nbsp;les sans-papiers chics&nbsp;&raquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">La nouvelle circulaire Guéant du 12 janvier lui a redonné un peu d&#8217;espoir de voir son dossier réexaminé. &laquo;&nbsp;J&#8217;ai recontacté mon entreprise et j&#8217;ai réussi à les convaincrede reprendre les démarches. Elle était réticente mais depuis elle a eu quatre autres cas de refus&nbsp;&raquo;, se félicite-t-elle. Le problème est que les critères d&#8217;examen des dossiers n&#8217;ont pas été spécifiés. De toute manière, elle ira jusqu&#8217;au bout, ne serait-ce que pour le soutien que lui manifeste son entreprise. Sinon, elle pense déjà au plan B : &laquo;&nbsp;Postuler dans d&#8217;autres pays en Europe ou même au Canada ou à Dubaï. Car je ne perds pas mon objectif de carrière.&nbsp;&raquo; A ses compatriotes qui lui demandent conseil pour les études, elle leur recommande la Belgique, l&#8217;Allemagne ou les Pays-Bas. &nbsp;&raquo;Ces pays ont pris le relais pour accueillir les étudiants qui ont étudié en France. On leur sert des cadres sur un plateau d&#8217;argent.&nbsp;&raquo;</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Source: <em><a href="http://www.lemonde.fr/">Le Monde </a>23/01/12</em></p>
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		<title>Lista canzoni Sans-Papiers</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 08:39:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TFR</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Kalashnikov - Goran Bregovic
Djelem Djelem - Saban Bajramovic 
Au café des delices – Patrick Bruel 
Les deux guitares – Charles Aznavour

Le vent nous portera – Noir désir

La Yiddishe Mama – Charles Aznavour

Jʼveux du soleil– Au pʼtit bonheur (parole cambiate) 
Mon pays – Faudel
Oualaradime – Zebda
In Italia – Fabri Fibra feat. Gianna Nannini 
Les pʼtits papiers [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="internal-source-marker_0.4635759494267404"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=KtX-V4OE50Y%20%20">Kalashnikov </a>- Goran Bregovic</p>
<p><a href="about:blank">Djelem Djelem </a>- Saban Bajramovic <a href="http://www.youtube.com/watch?v=BdVVXt29bos"></a></p>
<p><a style="font-weight: normal;" href="http://www.youtube.com/watch?v=C4BsYw9mgZM">Au café des delices</a> – Patrick Bruel<a href="http://www.youtube.com/watch?v=C4BsYw9mgZM"> </a></p>
<p><a style="font-weight: normal;" href="http://www.youtube.com/watch?v=MDQ1a9mVVtM&amp;ob=av2n">Les deux guitares </a>– Charles Aznavour<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=MDQ1a9mVVtM&amp;ob=av2n"></a><br />
<a style="font-weight: normal;" href="http://www.youtube.com/watch?v=e-bkS-L5fl8&amp;feature=fvst">Le vent nous portera </a>– Noir désir<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=e-bkS-L5fl8&amp;feature=fvst"></a><br />
<a style="font-weight: normal;" href="http://www.youtube.com/watch?v=UVkG9E4I2xo">La Yiddishe Mama </a>– Charles Aznavour<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=UVkG9E4I2xo"></a><br />
<a style="font-weight: normal;" href="http://www.youtube.com/watch?v=I9-vczcZsfA">Jʼveux du soleil</a>– Au pʼtit bonheur (parole cambiate)<a href="http://www.youtube.com/watch?v=I9-vczcZsfA"> </a></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=BGhxQb56__4%20%20">Mon pays</a> </span>– Faudel</p>
<p><a style="font-weight: normal;" href="http://www.youtube.com/watch?v=_jwycswcn90">Oualaradime</a> – Zebda<a href="http://www.youtube.com/watch?v=_jwycswcn90"></a></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=BRMNR7LwXGU">In Italia</a> </span>– Fabri Fibra feat. Gianna Nannini<a href="http://www.youtube.com/watch?v=BRMNR7LwXGU"> </a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=doYLWFftJ2M">Les pʼtits papiers </a>– Serge Gainsbourg</p>
<p><a style="font-weight: normal;" href="http://www.youtube.com/watch?v=gXSV3ZwShAE&amp;feature=related">Corneille </a>- Comme un fils<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=gXSV3ZwShAE&amp;feature=related"></a><br />
<a style="font-weight: normal;" href="http://www.youtube.com/watch?v=LlzIv4VEz98"> La bella vita </a>– Jovanotti<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=LlzIv4VEz98"></a><br />
<span style="font-weight: normal;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=0TamvrMZl4g"> Clandestino </a>–</span> Manu Chao<a href="http://www.youtube.com/watch?v=0TamvrMZl4g"> </a></span></p>
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