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	<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 14:29:21 +0000</pubDate>
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		<title>Quattro falsi miti delle aziende 1.0 e soluzioni 2.0</title>
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		<comments>http://www.themarketer.info/23-07-2008/quattro-falsi-miti-delle-aziende-10-e-soluzioni-20/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 14:21:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Tutti noi viviamo un un periodo in cui il credit crunch e la conseguente recessione USA comincia a far sentire i suoi primi effetti anche qui in Europa. La parola d&#8217;ordine è risparmiare o rendere più efficiente la produzione.
Alla luce di questo fosco scenario il Web 2.0 e i Social Network sono un vantaggio o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti noi viviamo un un periodo in cui il credit crunch e la conseguente recessione USA comincia a far sentire i suoi primi effetti anche qui in Europa. La parola d&#8217;ordine è risparmiare o rendere più efficiente la produzione.</p>
<p>Alla luce di questo fosco scenario il Web 2.0 e i Social Network sono un vantaggio o un grosso problema per le aziende in difficoltà?</p>
<p>Ribaltiamo completamente il nostro punto di vista e vediamo quali sono i veri costi per un&#8217;azienda che deve far fronte ogni giorno ad un mercato globalizzato e fortemente competitivo. Ho individuato quattro miti che fanno parte della classica routine di qualunque azienda 1.0  e che a mio avviso sono ormai un grosso problema di efficienza curabile solo con massiccie dosi di web 2.0.</p>
<p><strong>Mito E-mail</strong>: negli anni 90, parliamo del secolo scorso, l&#8217;e-mail poteva essere un ottimo mezzo di comunicazione ora però le cose sono radicalmente mutate: spam, virus, traffico elevato, tempi di lettura e risposta sempre più grandi, tempo ricerca di messaggi vecchi.</p>
<p><strong>Soluzione 2.0</strong>: Un sistema Wiki consente di eliminare il grosso del traffico interno, che in caso di gruppi di lavoro con molte persone diventa insostenibile. Un&#8217;altra possibile soluzione è un blog interno + Feed RSS.</p>
<p>Per le comunicazioni esterne, dove è più sensibile il problema dello spam, vanno di volta in volta trovate le soluzioni più adatte: wiki, blog, LinkedIn, Facebook</p>
<p><strong>Mito Sito aziendale</strong>: sempre alla fine degli anni 90 prima dell&#8217;esplosione della bolla speculativa tutto sarebbe diventato un sito: sito informativo, sito verticale, sito e-commerce, portale. Le persone avrebbero frequentato solo siti o portali.</p>
<p>Sbagliato. La bolla speculativa è esplosa e molte aziende web 1.0 sono fallite, un po&#8217; come sta avvenendo ora con le banche USA. Il problema si è ulteriormente aggravato e le persone non frequentano più nemmeno i giornali online. Tutti offrono tutto e spesso gratis: servizi, informazioni, news, musica, video.  <strong></strong></p>
<p>Quello che veramente manca e che diventa sempre meno è il tempo. I navigatori del web non hanno più tempo per guardare il vostro sito, sono impegnati a guardare video su YouTube, ad organizzare feste su Facebook, a sentire la band emergente su MySpace o più semplicemente a caricare foto su Flickr mentre ascoltano la radio su last.fm.</p>
<p>Fidatevi, loro del vostro sito 1.0 loro non sanno proprio che farsene. Al massimo stanno in qualche forum a sparlare di voi dei vostri prodotti o peggio a scrivere peste e corna su Wikipedia.</p>
<p><strong>Soluzione 2.0</strong>: se proprio vogliamo mantenere qualcosa di simile ad un sito la soluzione più brillante è il corporate blog. Non pensate in termini di pagine e struttura del sito ma in termini di Google. Google adora i blog e li fa salire sulle SERP e poi mille dei vostri post sul blog aziendale sono altrettante landing page su cui far atterare i vostri potenziali clienti. Quante pagine ha il vostro sito?</p>
<p>Altrimenti lasciate perdere e andate a cercare, anzi fatevi trovare dai votri clienti lì dove sono di solito. Avete mai visto uno che per comprare una birra esce fuori della discoteca (MySpace) e arriva fino alla fabbrica (sito 1.0)? Io no e voi? Ecco andate su Facebook o MySpace e fatevi trovare lì.</p>
<p><strong>Mito riunioni di lavoro:</strong> le riunioni di lavoro sono una grossa perdita di tempo, che interrompe il normale flusso di lavoro.  Durante la riunione si stabiliscono priorità, urgenze e si analizzano i report, ma il solo fatto di entrare e uscire dalle riunioni spezza il ritmo e la concentrazione, senza contare le code che si creano al telefono e nelle e-mail: far aspettare le comunicazioni esterne può essere fatale oltre che frustrante per clienti e fornitori. L&#8217;arroganza mascherata da impegni è una pessima malattia.</p>
<p>Non esiste una vera esigenza riunione. La riunione soddisfa solo malsani appetiti di riconoscimento della gerarchia. Le aziende a parole professano il libero mercato, ma internamente adorano i rovinosi piani quinquennali dell&#8217;Unione Sovietica. In tempi di magra questo fatto si paga.</p>
<p><strong>Soluzione 2.0</strong>: Anche qui wiki, basecamp, zoho, e strumenti di collaborazione interna il più possibile 2.0 fanno risparmiare tempo e denaro.</p>
<p><strong>Mito sede di lavoro:</strong> tranne nel caso in cui siate un idraulico o un postino la necessità di lavorare nella stessa città dell&#8217;azienda è un puro e costoso non sense. Spesso negli annunci di lavoro si legge ad esempio:&#8221;sede di lavoro Milano&#8221;.</p>
<p>Visto che molta della produzione occidentale si è trasferita ormai in Romania e Polonia, per non parlare di Cina e India, che senso hanno ormai questi annunci di lavoro? Questi figuri sanno che esiste una cosa che ci chiama Internet, il telelavoro o anche semplicemente il telefono?</p>
<p><strong>Soluzione 2.0:</strong> anche qui wiki, basecamp, zoho, e strumenti di collaborazione interna il più possibile 2.0 fanno risparmiare tempo e denaro. Molti intelligentemente usano windows messanger che va più che bene. Perfino nei servizi di assistenza tecnica software è possibile configurare sistemi che permettono di agire a distanza.</p>
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		<title>Il video virale della danza di Matt Harding</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 23:22:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Cosa rende un video un video virale? Un video è potenzialmente virale quando suscita sensazioni emotive e non ci chiede di riflettere. Un video virale lo riconosci subito perchè capisci che c&#8217;è qualcosa che ti lega ai tuoi simili in maniera viscerale. Un video virale fa leva sulle emozioni forti e ti spinge a socializzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Cosa rende un video un video virale? Un video è potenzialmente virale quando suscita sensazioni emotive e non ci chiede di riflettere. Un video virale lo riconosci subito perchè capisci che c&#8217;è qualcosa che ti lega ai tuoi simili in maniera viscerale. Un video virale fa leva sulle emozioni forti e ti spinge a <strong>socializzare</strong> diffondendolo tra i tuoi amici o colleghi.</p>
<p style="text-align: left;">La parola chiave, il nocciolo duro che sta alla base di tutti i video virali è <strong>condivisione</strong>. Io ho un emozione più o meno forte e la voglio condividere con altri.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.wherethehellismatt.com/about.shtml"title="Matt Harding"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.wherethehellismatt.com/about.shtml');"><strong>Matt Harding</strong></a> ha realizzato un video che in pochi mesi è stato visto da milioni di persone e che è così famoso da meritare un <a href="http://www.nytimes.com/2008/07/08/arts/television/08dancer.html"title="articolo su New York Times"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.nytimes.com/2008/07/08/arts/television/08dancer.html');">articolo sul New York Times</a>.</p>
<p style="text-align: left;">Matt un bel giorno ha deciso di mollare lavoro, impegni, comodità, insomma tutto per girare il mondo. Matt Harding, ha però fatto qualcosa di più, ha deciso infatti di rendere pubblico su internet un suo piccolo rito celebrativo che ha origini tribali: la danza.</p>
<p style="text-align: left;">Matt ha però sottovalutato il fatto che la danza anche se sgangherata e non assimilabile ad alcuno stile è contagiosa come gli sbadigli. La danza, come sanno bene le discoteche di tutto il mondo e perfino gli Yanomami, una società di cacciatori-raccoglitori e orticultori che vivono nella foresta tropicale dell&#8217;Amazzonia del nord, è un attività fortemente sociale.</p>
<p style="text-align: left;">Matt ha realizzato un piccolo video pubblicato in origine su Vimeo e poi su <a href="http://it.youtube.com/watch?v=zlfKdbWwruY"title="Matt on YouTube"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://it.youtube.com/watch?v=zlfKdbWwruY');">YouTube</a>. Secondo <a href="http://www.alleyinsider.com/2008/7/youtube-shocker-musician-paid-for-use-of-song-in-hit-video"title="Silicon Alley Insider"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.alleyinsider.com/2008/7/youtube-shocker-musician-paid-for-use-of-song-in-hit-video');">alcuni ben informati</a> la musica del video sarebbe stata commissionata dallo stesso Matt. Inoltre Matt avrebbe trovato anche uno sponsor <a href="http://www.stridegum.com/#/mattsplace/"title="Stride"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.stridegum.com/#/mattsplace/');"><strong>Stride</strong></a>, un ditta che produce gomma da masticare.</p>
<p style="text-align: left;">Tirando le somme cosa abbiamo? Un ottimo esempio di User Generated Content, che sfrutta un Social Media è riesce nell&#8217;intento di far diventare un video virale. Il video virale è stato notato da un brand che ha poi deciso di seguirne la scia sponsorizzando il viaggio di Matt. Perciò possiamo dire che:</p>
<p style="text-align: left;">a)  lo User Generated Content è vivo e vegeto e può produrre risultati di qualità specie se si ha una qualche forma di cooperazione tra gli autori come è avvenuto in questo caso.</p>
<p style="text-align: left;">b)  I Socia Media sono essenziali per la diffusione virale dei video. Questo blog è un Social Media, meno potente di altri, ma pur sempre un Social Media.</p>
<p style="text-align: left;">c) I video virali più efficaci sono quelli pieni di passione spontanea.  Costruire a tavolino un video virale è molto difficile perché occorre un buona dose di creatività e spontaneità.</p>
<p style="text-align: left;">d) I Brand intelligenti sanno che bisogna monitorare la rete alla ricerca di fenomeni buffi, interessanti e che possono in qualche modo <span style="text-decoration: line-through;">sfruttare</span>, apprezzare e comprendere. Stride non ha costruito il video ma ha solo messo il suo cappello sul viaggio di Matt prima che lo facessero altri. Quale è l&#8217;effetto di questa scelta? Io non sapevo nemmeno che esistesse la marca di gomme Stride e penso neanche voi. Ora lo sapete.</p>
<p style="text-align: left;">E ora che la danza cominci!</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.vimeo.com/1211060?pg=embed&amp;sec=1211060" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.vimeo.com/1211060?pg=embed&amp;sec=1211060');">Where the Hell is Matt? (2008)</a> from <a href="http://www.vimeo.com/user484313?pg=embed&amp;sec=1211060" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.vimeo.com/user484313?pg=embed&amp;sec=1211060');">Matthew Harding</a> on <a href="http://vimeo.com?pg=embed&amp;sec=1211060" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://vimeo.com?pg=embed&amp;sec=1211060');">Vimeo</a>.</p>
<p style="text-align: left;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="225" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=1211060&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="225" src="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=1211060&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
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		<title>My Lively World</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 07:02:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Anche Google è sbarcata ufficialmente sui mondi 3D. Chiariamo subito, però, che non ha nulla a che vedere con Second Life.
Lively, questo è il nome dato al Social Network 3D Made in Google, ha dei punti di forza incredibili rispetto a tutto quello che si è visto fino ad ora.
1) per poter accedere a Lively [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche Google è sbarcata ufficialmente sui mondi 3D. Chiariamo subito, però, che non ha nulla a che vedere con Second Life.</p>
<p><strong>Lively</strong>, questo è il nome dato al Social Network 3D Made in Google, ha dei punti di forza incredibili rispetto a tutto quello che si è visto fino ad ora.</p>
<p>1) per poter accedere a Lively <strong>è sufficiente avere un account su gmail</strong>. Chi oggi non ha almeno un indirizzo e-mail su Google alzi il mouse.<br />
2) <strong>Il software da scaricare pesa solo 472 KB</strong>. Una bazzeccola in confronto ai mostri cui siamo abituati a downloadare di solito.<br />
3) <strong>la porta di entrata a Lively è il vostro sito</strong>! Lively si esegue, infatti all&#8217;interno del browser, per ora Explorer e Firefox.</p>
<p>Peccato non sia già disponibile per piattaforme diverse da Windows XP e Windows Vista.</p>
<p>Ho già creato la mia isoletta (potete creare a piacimento i vostri mondi virtuali) ed ho visitato le altre rooms. Ho notato che c&#8217;è un sacco di gente di tutto il mondo attirata dalla novità. Sono state create stanze per nazionalità e per interesse.</p>
<p>Sono sicuro che a differenza di quanto è accaduto con Second Life, che nonostante quello che viene detto in giro da i soliti tromboni è ancora vivo e vegeto, Lively avrà un grosso futuro.</p>
<p>Certo a prima vista gli avatar di Lively, un po&#8217; disneyani, potrebbero tenere alla larga persone con un età al di sopra dei 30 anni, ma qui stiamo parlando del futuro di internet mica del passato non vi pare?</p>
<p>Lively ha delle potenzialità commerciali non indifferenti.</p>
<p>Proprio ieri nella rooms <a href="http://embed.lively.com/iframe?rid=4507387439099946785"title="ITALIA FRIENDS"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://embed.lively.com/iframe?rid=4507387439099946785');"><strong>Italia friends</strong></a> discutevo con altri livelyiani sul servizio che potrebbe offrire un ristorante oppure una discoteca per far incontrare fra loro i propri clienti: prima scambiamo due parole nella rooms del locale e poi ci conosciamo dal vivo.</p>
<p>Immaginate le possibilità di aplicazione per il CRM. Un centro accoglienza virtuale per i vostri clienti che non necessita di software costosi e tempi di set up eccessivi.</p>
<p>Ora che avete capito cos&#8217;è Lively venitemi a trovare nel mio ufficio o meglio sulla mia isola e scambiamo quattro chiacchiere sulle possibilità di come collaborare insieme.</p>
<p><iframe src='http://embed.lively.com/iframe?rid=3152619735607271042' width='460' height='400' marginwidth='0' marginheight='0' frameborder='0' scrolling='no'></iframe></p>
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		<title>Boycott Viacom!</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 21:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Indignazione]]></category>

		<category><![CDATA[Internet]]></category>

		<category><![CDATA[Sociologia]]></category>

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		<description><![CDATA[La sentenza di un giudice USA ha dato il via libera a Viacom consentendole di richiere la possibilità di vedere i file di log di YouTube per verificare quanto materiale video è stato illegalmente uploadato dagli utenti.
La vicenda può essere analizzata da molti punti di vista, ma quello che più mi preme evidenziare è invece [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/07/09/19/200807091901"title="Viacom"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.apogeonline.com/webzine/2008/07/09/19/200807091901');">sentenza di un giudice USA</a> ha dato il via libera a Viacom consentendole di richiere la possibilità di vedere i file di log di YouTube per verificare quanto materiale video è stato illegalmente uploadato dagli utenti.</p>
<p>La vicenda può essere analizzata da molti punti di vista, ma quello che più mi preme evidenziare è invece il grave danno economico per Viacom che potrebbe derivare dall&#8217;applicazione della sentenza.In realtà è bastata la sola notizia della sentenza. Sono convinto che questa potrebbe essere  per Viacom la classica vittoria di Pirro.</p>
<p>La mia convinzione deriva molto banalmente da un legge della fisica classica enunciata da Isaac Newton: <strong>ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.</strong></p>
<p>Sono anni che ripeto la solita storia: la rete ha una struttura fisica diversa dagli altri media e non è per nulla assimilabile alla televisione o alla radio. Questi sono sistemi broadcasting, uno verso molti ed il messaggio diffuso è controllabile. La rete no. La rete è multicentrica ed il messaggio non è per nulla controllabile.</p>
<p>La rete è come la folla in piazza se stimolata male genera enormi forze distruttive che nessuno più controlla.</p>
<p>La sentenza Viacom, che tradotto significa MTV ed il film Indiana Jones,  ha generato negli USA una reazione enorme. Centinaia di utenti YouTube si stanno organizzando per danneggare Viacom in tutti i modi possibili.</p>
<p>Qualcuno ha calcolato quanto sarà il ROI di questa sentenza? Quanti  spettatori perderà Viacom? Quanti decideranno di piratare volontariamente i sui film? Quanti cambieranno canale e decideranno di non vedere mai più MTV?</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/cOzkvsBbhaM&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/cOzkvsBbhaM&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>20 marzo 2018 - spento ufficialmente l’ultimo sito web</title>
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		<comments>http://www.themarketer.info/08-07-2008/la-fine-dei-siti-web/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 07:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>

		<category><![CDATA[Considerazioni]]></category>

		<category><![CDATA[Motori di ricerca]]></category>

		<category><![CDATA[Social network]]></category>

		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci siamo. Esattamente due anni dopo la scomparsa dell&#8217;ultimo dei quotidiani cartacei si è verificato quello che da molti anni esperti di comutronica annunciano in tutte le metaconference.
La data di oggi verrà ricordata negli annali di storia come il passaggio ufficiale alla fase 2 della costruzione di metaverso. Tutti i metabrand nati in questi ultimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo. Esattamente due anni dopo la scomparsa dell&#8217;ultimo dei quotidiani cartacei si è verificato quello che da molti anni esperti di comutronica annunciano in tutte le metaconference.</p>
<p>La data di oggi verrà ricordata negli annali di storia come il passaggio ufficiale alla fase 2 della costruzione di metaverso. Tutti i metabrand nati in questi ultimi anni si sono infatti lasciati alle spalle la vecchia internet, oggi conosciuta come metaverso fase 0.  Ricordiamo brevemente per i metanauti più giovani che internet era strutturata in luoghi virtuali a due dimensioni noti come siti web. I metanauti che volessero avere informazioni o acquistare prodotti dovevano conoscere un&#8217; informazione nota come indirizzo web.</p>
<p>Tutti, singoli cittadini e grandi società, cercavano di avere un loro sito web. Internet era strutturata in modo molto primitivo e cosa abbastanza soprendente per le nostra abitudini odierne era l&#8217;utente a dover cercare e trovare l&#8217;informazione e non viceversa. Oggi fortunatamente metaverso e realtà reale interagiscono sinergicamente ed in maniera sincrona tutta l&#8217;informazione viene portata alla nostra attenzione al momento opportuno.</p>
<p>In quel triste passato le aziende cercavano di attirare la nostra attenzione sui loro prodotti immaginando cosa ci potesse piacere o interessare attraverso uno strumento noto come advertising. Primitivo vero?</p>
<p>Al contrario se un metanauta aveva bisogno di ottenere in tempo breve un informazione la doveva cercare utilizzando uno dei servizi principali di Google (qui ci riferiamo all stessa Google che il 12 febbraio 2013 è stata acquisita da Semantyca).</p>
<p>Per chi avesse nostalgia del passato il metaverso ci ha suggerito un vecchio documento bidimensionale risalente alla fase 1 di metaverso, allora conosciuta con il nome di Social Web. In quel periodo stava appena prendendo piede il fenomeno della socializzazione. La cosa divertente è che all&#8217;epoca c&#8217;erano ancora dubbi che la cosa potesse funzionare.</p>
<p><strong>Update</strong></p>
<p>Metaverso mi ha fornito anche i dati dell&#8217;autrice del documento. <a href="http://www.linkedin.com/in/martakagan"title="LinkedIn Marta Kagan"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.linkedin.com/in/martakagan');">Marta Kagan</a> il cui <a href="http://bonafidemarketinggenius.com/"title="Blog di Marta Kagan"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://bonafidemarketinggenius.com/');">blog</a> * ancora perfettamente conservato nei metarchivi.</p>
<p>* I blog sono stati l&#8217;inizio di metaverso fase 1.</p>
<div id="__ss_496437" style="width:425px;text-align:left"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=whatthefissocialmedia070208-1215026815612657-8" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=whatthefissocialmedia070208-1215026815612657-8" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="font-size:11px;font-family:tahoma,arial;height:26px;padding-top:2px;"><a href="http://www.slideshare.net/?src=embed" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.slideshare.net/?src=embed');"><img style="border:0px none;margin-bottom:-5px" src="http://static.slideshare.net/swf/logo_embd.png" alt="SlideShare" /></a> | <a href="http://www.slideshare.net/mzkagan/what-the-fk-social-media?src=embed"title="View What The F**K is Social Media? on SlideShare"  onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.slideshare.net/mzkagan/what-the-fk-social-media?src=embed');">View</a> | <a href="http://www.slideshare.net/upload?src=embed" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.slideshare.net/upload?src=embed');">Upload your own</a></div>
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		<title>Facebook è roba da ventenni, per fortuna!</title>
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		<comments>http://www.themarketer.info/05-07-2008/facebook-ventenni/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 10:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Considerazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Facebook è un Social Network che negli ultimi tempi è emerso come il maggior competitor del Social Network gigante di proprietà di Rupert Murdoch e noto con il nome di MySpace.
Facebook ha raggiunto la ragguardevole cifra di 80 milioni di iscritti in tutto il mondo, con un flusso di 250.000 nuovi iscritti al giorno. Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Facebook è un Social Network che negli ultimi tempi è emerso come il maggior competitor del Social Network gigante di proprietà di Rupert Murdoch e noto con il nome di MySpace.</p>
<p>Facebook ha raggiunto la ragguardevole cifra di 80 milioni di iscritti in tutto il mondo, con un flusso di <a href="http://news.cnet.com/8301-13953_3-9980569-80.html"title="250.000 utenti al giorno"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://news.cnet.com/8301-13953_3-9980569-80.html');">250.000 nuovi iscritti al giorno</a>. Un vero e proprio buco nero che, grazie alle <a href="http://www.facebook.com/apps/"title="Applicazioni Facebook"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.facebook.com/apps/');">applicazioni</a> è in grado di attirare e intrattenere milioni di persone.</p>
<p>Facebook come tutti i Social Network, nonostante il pensiero negativo di alcuni sedicenti guru, è qui per rimanere e cambiare il volto delle relazioni umane. La stessa cosa in passato è avvenuta con Internet e poi con Google.</p>
<p>Le vecchie generazioni non capiscono e ripetono sempre le solite frasi, ormai logore:&#8221;E&#8217; una moda&#8221;, &#8220;A me non serve&#8221;,&#8221;Lo trovo troppo infantile&#8221;, etc.</p>
<p>Ieri ho rivisto l&#8217;ultimo film dei fratelli Ethan Coen e Joel Coen, <strong>No Country for Old Men</strong>, in italiano reso con <strong>Non è un paese per vecchi</strong>. Un film a mio avviso stupendo da vedere se possibile in versione originale, l&#8217;inflessione dialettale, l&#8217;accento dei personaggi texani fornisce, infatti, un valore aggiunto al film.</p>
<p>Il film dei fratelli Coen rappresenta  esattamente quello che sta avvenendo con le tecnologie digitali ed in questo caso con i Social Network. Le vecchie generazioni semplicemente non capiscono, si stupiscono e pensano ai bei tempi andati.</p>
<p>Il guaio è che questo modo anziano e ansioso di pensare è parte integrante della cultura di molte aziende. Il fenomeno della cultura digitale e collaborativa è talmente vistoso che perfino i consigli di amministrazione delle corporate se ne sono accorti, eppure si procede ancora a piccoli ed esitanti passi.</p>
<p>I ventenni, la famigerata <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Generation_Y"title="Gen Y"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://en.wikipedia.org/wiki/Generation_Y');">generazione Y</a>, insomma &#8220;<strong>questa gente</strong>&#8221; come viene additata dai vecchi nel film dei fratelli Coen, procede spedita nello stravolgimento del paesaggio.</p>
<p>Anche qui in Italia sono i ventenni il nocciolo duro della popolazione di Facebook come ho avuto modo di scoprire in uno studio che sto facendo sulle caratteristiche etniche e demografiche dei Social Network.</p>
<p>Riporto qui una citazione del <a href="http://www.ibs.it/code/9788807720246/baricco-alessandro/barbari-saggio-sulla.html"title="I Barbari"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.ibs.it/code/9788807720246/baricco-alessandro/barbari-saggio-sulla.html');">pensiero dello scrittore Alessandro Baricco</a>, che rappresenta in maniera più potente quello che io ho solamente abbozzato.</p>
<p>&#8220;<span class="tcorpotesto">Dovendo riassumere, direi questo: tutti a sentire, nell&#8217;aria, <strong>un&#8217;incomprensibile apocalisse imminente</strong>; e, ovunque, questa voce che corre: stanno arrivando i barbari. Vedi menti raffinate scrutare l&#8217;arrivo dell&#8217;invasione con <strong>gli occhi fissi nell&#8217;orizzonte della televisione</strong>. Professori capaci, dalle loro cattedre, misurano nei silenzi dei loro allievi le rovine che si è lasciato dietro il passaggio di un&#8217;orda che, in effetti, nessuno però è riuscito a vedere. E intorno a <strong>quel che si scrive o si immagina aleggia lo sguardo smarrito di esegeti che, sgomenti, raccontano una terra saccheggiata da predatori senza cultura. I barbari, eccoli qua. </strong>Ora: nel mio mondo scarseggia l&#8217;onestà intellettuale, ma non l&#8217;intelligenza. Non sono tutti ammattiti. Vedono qualcosa che c&#8217;è. Ma quel che c&#8217;è, io non riesco a guardarlo con quegli occhi lì. Qualcosa non mi torna.&#8221; </span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.themarketer.info/wp-content/uploads/2008/07/distribuzioneetafacebook.jpg" ><img class="aligncenter size-medium wp-image-147" style="vertical-align: middle; border: 0; margin: 0px;" title="Distribuzione per età della popolazione italiana di Facebook" src="http://www.themarketer.info/wp-content/uploads/2008/07/distribuzioneetafacebook-300x251.jpg" alt="" width="432" height="222" /></a></p>
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		<item>
		<title>I costi del Social Media Marketing</title>
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		<comments>http://www.themarketer.info/30-06-2008/costi-social-media-marketing/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 19:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Lisa McNeill lavora come Social Media Strategist per Ignite, una Social Media Agency americana e scrive sul corporate blog dell&#8217;agenzia o sulle news del sito dell&#8217;agenzia.
Questa volta Lisa ha pubblicato una news in cui evidenzia molto bene come spesso le aziende, una volta compresa la necessità di affrontare il discorso Social Media, corrano ingenuamente il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ignitesocialmedia.com/about-2/who-we-are/lisa-mcneill"title="Lisa McNeil"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.ignitesocialmedia.com/about-2/who-we-are/lisa-mcneill');">Lisa McNeill</a> lavora come Social Media Strategist per<a href="http://www.ignitesocialmedia.com/about-2/who-we-are/lisa-mcneill"title="Ignite"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.ignitesocialmedia.com/about-2/who-we-are/lisa-mcneill');"> Ignite, una Social Media Agency americana</a> e scrive sul <a href="http://www.ignitesocialmedia.com/category/blog"title="Blog"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.ignitesocialmedia.com/category/blog');">corporate blog</a> dell&#8217;agenzia o sulle <a href="http://www.ignitesocialmedia.com/ignite-news/"title="News"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.ignitesocialmedia.com/ignite-news/');">news</a> del sito dell&#8217;agenzia.</p>
<p><a href="http://www.ignitesocialmedia.com/demands-social-media-marketing-on-staff-resources/"title="News di Lisa MacNeil"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.ignitesocialmedia.com/demands-social-media-marketing-on-staff-resources/');">Questa volta Lisa ha pubblicato una news</a> in cui evidenzia molto bene come spesso le aziende, una volta compresa la necessità di affrontare il discorso Social Media, corrano ingenuamente il rischio di realizzare tutto internamente sottovalutanto il fatto che i Social Media hanno una caratteristica essenziale: consumano tutto il tuo tempo. I Social Media sono Time consuming.</p>
<p>Lisa MacNeil scrive:&#8221;Lets face it: even though social media marketing is generally <strong>less expensive</strong> in the long-run than traditional mass-marketing, it still poses a rather large expense on a company in regards to staff and resources. For instance, <strong>a company trying to employ social media marketing without hiring an agency would require its entire marketing department to become up to speed in social media marketing, internal staff to be trained and/or new staff hired</strong>, and a generous amount of internal resources in order to effectively employ the social media tactics.&#8221;</p>
<p>Certe aziende dovrebbero capire che anche il tempo è denaro.</p>
<p>Qui di seguito un podcast di <a href="http://www.podtech.net/home/"title="PodTech"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.podtech.net/home/');">PodTech</a> con la testimonianza di Paula Drum (VP of marketing for H&amp;R) che condivide con noi ascoltatori la sorpresa di quanto tempo e quante risorse implica utilizzare in maniera professionale e produttiva i Social Media.</p>
<p><script src="http://www.podtech.net/player/popup.js" type="text/javascript"></script><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="269" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="id" value="player9036962bc5064294ab6f78bc8e578718" /><param name="align" value="middle" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="FlashVars" value="content=http://media1.podtech.net/media/2008/06/PID_013604/Podtech_Marketing_Voices__Interview_wi.mp3&amp;totalTime=458000&amp;permalink=http://www.podtech.net/home/5209/h-block-social-media-programs-success&amp;breadcrumb=9036962bc5064294ab6f78bc8e578718" /><param name="quality" value="high" /><param name="scale" value="noscale" /><param name="bgcolor" value="#000000" /><param name="src" value="http://www.podtech.net/player/podtech-player.swf?bc=9036962bc5064294ab6f78bc8e578718" /><embed id="player9036962bc5064294ab6f78bc8e578718" type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="269" src="http://www.podtech.net/player/podtech-player.swf?bc=9036962bc5064294ab6f78bc8e578718" bgcolor="#000000" scale="noscale" quality="high" flashvars="content=http://media1.podtech.net/media/2008/06/PID_013604/Podtech_Marketing_Voices__Interview_wi.mp3&amp;totalTime=458000&amp;permalink=http://www.podtech.net/home/5209/h-block-social-media-programs-success&amp;breadcrumb=9036962bc5064294ab6f78bc8e578718" allowscriptaccess="always" align="middle"></embed></object></p>
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		<title>Papà che cos’è un Social Media Strategist?</title>
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		<comments>http://www.themarketer.info/21-06-2008/definizione-social-media-strategist/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 13:18:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>

		<category><![CDATA[Considerazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Che cos&#8217;è e un Social Media Strategist? Questa è la domanda tipica che molte persone a digiuno degli ultimi sviluppi della rete tendono a fare quando incontrano qualcuno che per motivi professionali si occupa di Social Media.
Social Media Strategist è una qualifica dal nome vagamente suggestivo, che indica semplicemente qualcuno che è esperto delle dinamiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che cos&#8217;è e un <strong>Social Media Strategist</strong>? Questa è la domanda tipica che molte persone a digiuno degli ultimi sviluppi della rete tendono a fare quando incontrano qualcuno che per motivi professionali si occupa di Social Media.</p>
<p>Social Media Strategist è una qualifica dal nome vagamente suggestivo, che indica semplicemente qualcuno che è esperto delle dinamiche di relazione interpersonale quando queste sono circoscritte all&#8217;interno di un social media e che al contempo è anche in grado di fornire una strategia di azione per ottenere determinati obiettivi.</p>
<p>In termini meno generali si può dire che un Social Media Strategist fornisce alle aziende gli strumenti culturali e i dati per comprendere, ad esempio, come avere un approccio corretto ed efficacie nei confronti degli iscritti ad un Social Network.</p>
<p>In questo momento specie nel mercato USA sono in aumento gli annunci in cui viene ricercata una figura che abbia una certa competenza del mondo dei Social Media. Un esempio può essere il sito <a href="http://www.socialmediajobs.com/"title="Social Media Jobs"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.socialmediajobs.com/');">Social Media Jobs</a>, il cui nome di dominio è abbastanza esplicativo, dove si trovano annunci in cui vengono ricercate varie figure: <span class="heading-block-text"><strong>Social Media Analyst</strong>, </span><span class="heading-block-text"><strong>Senior Social Media Manager</strong>, </span><span class="heading-block-text"><strong>Social Media Director</strong>, </span><span class="heading-block-text"><strong>Social Media Specialist ed</strong> infine <strong>Social Media Strategist</strong>.</span></p>
<p>Prendendo ad esempio <a href="http://www.socialmediajobs.com/job/3f852ac884df4718492f3f820e7383c4/"title="Annuncio di lavoro"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.socialmediajobs.com/job/3f852ac884df4718492f3f820e7383c4/');">uno di questi annunci,</a> postato da <a href="http://www.cheapoair.com/"title="Cheapoair"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.cheapoair.com/');">cheapoair</a> un&#8217;azienda di New York si legge:&#8221;<em>As <strong>Social Media Strategist</strong>, must bring a full-service communications background to the rapidly evolving world of social media. Work with <strong>customers to engage them online</strong>, Must have blend of <strong>creative storytelling</strong>, <strong>strategy</strong>, and <strong>social media tools</strong> to help <strong>build meaningful relationship with customers</strong>. Initiate strategic partnerships with companies to draw relevant traffic to cheapoair. Provide metrics on user behaviour, user satisfaction. Create viral marketing strategies.</em>&#8221;</p>
<p>L&#8217;annuncio precedente è in realtà un po&#8217; riduttivo e troppo focalizzato sull&#8217;interazione con i customers. Tra le competenze essenziali per un buon Social Media Strategist non c&#8217;è infatti solo la <strong>strategia d&#8217;azione</strong>, ma anche e sopratutto la <strong>strategia di ascolto</strong> e di analisi del campo. Come in ogni disciplina che ambisce ad essere scientifica bisogna prima misurare e poi agire e poi ancora misurare.</p>
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		<title>Heineken USA ed il Facebook Social Advertising</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 14:36:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Advertising]]></category>

		<category><![CDATA[Facebook]]></category>

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		<description><![CDATA[Mark Zuckerberg fondatore di Facebook ha coniato un nuovo ternine per identificare un tipo di pubblicità differente da quella che conosciamo. Il Social Advertising è in realtà un termine vecchio che identificava, prima della fondazione di Facebook, la pubblicità rivolta alla sensibilizazzione del pubblico nei confronti di problemi di interesse generale: diritti persone e animali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mark Zuckerberg</strong> fondatore di <strong>Facebook</strong> ha coniato un nuovo ternine per identificare un tipo di pubblicità differente da quella che conosciamo. Il Social Advertising è in realtà un termine vecchio che identificava, prima della fondazione di Facebook, la pubblicità rivolta alla sensibilizazzione del pubblico nei confronti di problemi di interesse generale: diritti persone e animali, fondi per la ricerca sulle malati etc.</p>
<p><strong>Social Advertising</strong> di Facebook si basa invece sul fatto che le persone amano conversare e scambiarsi opinioni su tutto. Spesso al centro delle conversazioni ci sono <a href="http://www.hjorda.com/social-marker.html"title="Social Marker"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.hjorda.com/social-marker.html');"><strong>Social Marker</strong></a>, come ad esempio borse, automobili, vacanze, programmi televisivi e profumi noti e famosi. Tutto può diventare oggetto di conversazione, meglio ancora se il <strong>Social Object</strong> è un <strong>Social Marker</strong>.</p>
<p>Se ad una festa oppure in treno tiriamo fuori l&#8217;ultimo gadget tecnologico o un paio di occhiali da urlo questo diventerà presto un argomento di discussione ed un tramite per rafforzare le nostre relazioni personali e quindi sociali: invidia, ammirazione, desiderio, apprezzamento, amicizie.</p>
<p>Il Social Marker non deve per forza essere un oggetto costoso come ad esempio iPhone di Apple. Il Social Marker può ad esempio essere la cartolina che spediamo agli amici e parenti per fargli sapere che stiamo bene e quanto sia abbronzante il posto. Nel caso della cartolina sarebbe meglio parlare di semplice <strong>Social Object</strong>.</p>
<p>In realtà un Social Marker può addirittura essere virtuale e non costare nulla e <strong>Heineken USA</strong> sembra aver compreso appieno proprio quest&#8217;ultimo aspetto. Facebook, infatti, consente di comprare piccoli oggetti (social objects) virtuali del valore di 1$ per fare regali: torte colorate in occasione dei compleanni dei tuoi friends; compleanni che sono prontamente segnalati su una barra laterale. Queste attività di relazione tra friends possono, inoltre, essere rese pubbliche.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-141" title="Social Advertising Heineken USA" src="http://www.themarketer.info/wp-content/uploads/2008/06/heinekenlight1.jpg" alt="" width="340" height="166" /></p>
<p><strong>Heineken USA</strong> nel caso della <a href="http://heinekenpremiumlight.com/"title="Heineken Premium Light"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://heinekenpremiumlight.com/');"><strong>Premium Light Beer</strong></a> ha deciso di utilizzare il meccanismo delle Social Ads di Facebook permettendo a tutti di regalare (il costo è zero dollari) una bottiglia di birra Premium Light Beer virtuale. Notare che in questo caso il semplice Social Object diventa Social Marker per via della notorietà del brand Heineken.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-142" title="Heineken USA Social Advertising 2" src="http://www.themarketer.info/wp-content/uploads/2008/06/heinekenlight2.jpg" alt="" width="400" height="323" /></p>
<p>E&#8217; evidente che una bottiglia virtuale non rinfresca come una reale, ma sicuramente rafforza le relazioni. Relazioni che a scanso di equivoci vengono esaltate dal claim &#8220;<strong>Share the Good</strong>&#8220;.  Alla prossima uscita vera sicuramente i friends siederanno tutti insieme intorno ad una bottiglia di Premium Light.</p>
<p>Heniken USA sembra credere molto in questo meccanismo ed ha anche creato una fan page solo per la Premiun Light Beer cui sono iscritti in questo momento 941 fan.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-143" title="Heineken USA Share the Good Fan Page" src="http://www.themarketer.info/wp-content/uploads/2008/06/heinekenlight3.jpg" alt="" width="350" height="180" /></p>
<p>Va detto infine che eventuali dubbi sull&#8217;eta legata alla pubblicità di alcolici sono risolti alla base da Facebook grazie ad un <strong>meccanismo di segmentazione</strong> che per mette di scegliere il proprio target in base ad alcune variabili tra cui l&#8217;età, che di default parte dai 18 anni.</p>
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		<title>Etica contagiosa</title>
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		<comments>http://www.themarketer.info/16-06-2008/fabrica-ethica-video-virale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 21:44:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[CSR]]></category>

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		<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<category><![CDATA[Regione Toscana]]></category>

		<category><![CDATA[responsabilità sociale d'impresa]]></category>

		<category><![CDATA[SA8000]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Toscana ha sviluppato il progetto Fabrica Ethica.
Fabrica Ethica si occupa  da anni di responsabilità sociale, in particolare della certificazione  SA8000, ed ha tra i suoi obiettivi l’organizzazione di attività ed eventi sul  tema.  Sul sito www.fabricaethica.it è possibile trovare numerosa documentazione in materia:  testi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Toscana ha sviluppato il progetto <strong>Fabrica Ethica</strong>.</p>
<p>Fabrica Ethica si occupa  da anni di <strong>responsabilità sociale</strong>, in particolare della <strong>certificazione  SA8000</strong>, ed ha tra i suoi obiettivi l’organizzazione di attività ed eventi sul  tema.  Sul sito <a href="http://www2.fabricaethica.it/"title="Sito Fabrica Ethica"  target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www2.fabricaethica.it/');">www.fabricaethica.it</a> è possibile trovare numerosa documentazione in materia:  testi, opinioni, dibattiti, ricerche, tendenze, informazioni su attività, ecc.</p>
<p>il progetto <strong>Fabrica Ethica</strong> è diventato in pochi anni uno dei punti di riferimento nazionali per  enti e privati che intendono affrontare le tematiche legate alla responsabilità  sociale.</p>
<p>Sempre  la Regione Toscana ha trovato un modo creativo e originale di diffondere la conoscenza di questo progetto: <strong>YouTube</strong>. Ho scritto e sottolineo originale perché di solito le istituzioni difficilmente scelgono forme di comunicazione alternative a quelle classiche figuriamoci YouTube o similari.</p>
<p>Mettere un video su YouTube significa, inoltre, aver compreso appieno l&#8217;idea che questo può essere diffuso più facilmente della solità pubblicità costosa e monodirezionale. Chi ne condivide le idee si farà carico di far conoscere ad amici e colleghi il suo contenuto. In altre parole sembrerebbe che qualcuno abbai fatto capire alla Regione Toscana che esistono i <strong>video virali</strong> e più in generale il <strong>marketing virale</strong>.</p>
<p>Questo qualcuno è  <span><span><strong>Roberto Venturi</strong> </span></span><span><span>che insieme ai suoi colleghi dell’agenzia <strong>Ombre Elettriche</strong> di Firenze ha realizzato il video caricato su YouTube.</span></span></p>
<p><strong>Ombre Elettriche </strong>opera da circa un anno, ma i componenti hanno lavorato insieme anche in passato. All&#8217;interno ci sono persone di varie età: c&#8217;è chi si occupa di regia, copywriting, sceneggiatura, musica, fonica, riprese, teatro, internet, ecc. In sintesi un piccolo esempio di agenzia a ciclo completo che si occupa principalmente di marketing non convenzionale dove, oltre a video e marketing virale vengono sviluppati anche progetti di ambient marketing e marketing laterale su più piani linguistici.</p>
<p>Mi risulta che Ombre Elettriche lavori anche sul versante tradizionale, sono infatti in lavorazione o finiti da poco due documentari che saranno proiettati uno al Festival della Creatività di Firenze e l&#8217;altro ad agosto all&#8217;interno di Festambiente.</p>
<p>Tornando a parlare del video qui sotto, va detto che la prima versione, realizzata tre anni fa e diffusa in cinema e tv locali, ha vinto il <strong>premio Ad Award</strong> per la pubblicità sociale nel 2005. La versione virale attuale ha un ritmo diverso, un testo diverso e non voce off come nella precedente, una musica diversa e qualche inquadratura diversa oltre la sequenza delle immagini.</p>
<p>Buona visione e felice contagio.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/GNjKBZDOqpc&amp;hl=it&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/GNjKBZDOqpc&amp;hl=it&amp;rel=0"></embed></object></p>
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