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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592</atom:id><lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 16:50:33 +0000</lastBuildDate><title>Pop-Art</title><description>Poetry of Banality</description><link>http://thepop-art.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Giuseppe)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>36</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/thepop-art" /><feedburner:info uri="thepop-art" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-2888302152903881013</guid><pubDate>Thu, 16 Dec 2010 21:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-12-17T00:21:51.378+01:00</atom:updated><title>Abbracci</title><description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/TQqLK-8JFKI/AAAAAAAAANo/yYwR3ugm9kU/s1600/legare.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 238px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/TQqLK-8JFKI/AAAAAAAAANo/yYwR3ugm9kU/s320/legare.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551402511497761954" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ogni sera, nei talk-show, marmaglie di politici si affrontano per l'onore e per gli elettori. Potrebbe sembrare che in queste raffinate contese ognuno cerchi la vittoria. E, forse, nelle intenzioni è così.&lt;br /&gt;Ma, appena il politico di turno, presa la parola, capisce che ciò che sta dicendo sarà (a ragione) smentito dall'avversario e che l'avversario stesso potrà (a sua volta e a ragione) essere smentito, passa sulla difensiva. Gli iniziali sogni di gloria si tramutano in speranza di non farsi sopraffare. Sia ben chiaro: in questi pensieri non è solo. Mi piace credere che si crei con l'avversario una spontanea corrispondenza di amorosi sensi per la quale ognuno decide di ottimizzare le perdite con un vile pareggio. Si parla di perdite, di salvare la faccia, perché la contesa avviene su opinioni, non su fatti. I fatti latitano  e nessuno ha le carte vincenti: resta la retorica.&lt;br /&gt;Nella boxe arriva il momento in cui i pugili si abbracciano, "legano", per prendere fiato ed evitare di subire altri colpi. Una mossa scorretta e, difatti, il regolamento professionistico recita:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center; font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;"È vietato e costituisce fallo avvincere o stringere l’avversario, trattenerlo, trattenergli le&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;braccia o il pugno, lottare, «legare»; passare il braccio sotto quello&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;dell’avversario e, comunque, ostacolarne l’azione".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Sarebbe un bel pasticcio se per i talk-show valesse la stessa regola, se i politici potessero scazzottarsi davvero, rinfacciandosi fatti e non opinioni. E così, in virtù di un tacito accordo e di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;un'ancor più tacita paura, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;i politici si avvolgono in un bellicoso abbraccio fatto di sondaggi opposti, di reciproche accuse, di  lagne per essere sempre interrotti sul più bello. Guarda caso, proprio quando si stava per arrivare al dunque...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-2888302152903881013?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/0fhZCvvysls" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/0fhZCvvysls/abbracci.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/TQqLK-8JFKI/AAAAAAAAANo/yYwR3ugm9kU/s72-c/legare.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2010/12/abbracci.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-2033775863930004361</guid><pubDate>Fri, 25 Jun 2010 20:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-06-26T00:07:19.380+02:00</atom:updated><title>Aspettando Cassano o Federer...</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/TCUoZS1TBTI/AAAAAAAAAM4/daD6sqyj3po/s1600/ebreo_errante_stampa_popolare_francese_01.gif"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 218px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/TCUoZS1TBTI/AAAAAAAAAM4/daD6sqyj3po/s320/ebreo_errante_stampa_popolare_francese_01.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5486836136038040882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I mondiali di calcio scandiscono i periodi della mia vita: sono diventato più cinico dall'ultimo mondiale - quant'ero immaturo due mondiali fa - tre mondiali fa mi facevo troppi problemi - quattro mondiali fa ero un bambino. Andando oltre ricordo solo la semifinale con l'Argentina e la tristezza di vicini e familiari.&lt;br /&gt;Per me i mondiali non sono solo sport, sono tappe simboliche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Italia esce dai mondiali e tutti rimpiangono un certo Cassano.&lt;br /&gt;Antonio Cassano è un talentuoso calciatore italiano, il più talentuoso della sua generazione, amato e odiato per via di un carattere spigoloso. Ma cosa giustifica la devozione mostrata dai tifosi italiani? Il talento no di certo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è un equivico di fondo: Antonio Cassano non esiste. Come l'ebreo errante, è una figura della mitologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che non esista lo dimostrano i fatti: quando ha giocato in nazionale Cassano non è mai stato Cassano, non ha estratto il coniglio dal cilindro nè l'asso dalla manica. La sua età è diventata leggendaria: nato ai tempi del vittorioso mondiale 82, si continua a chiamarlo "giovane" anche se i suoi contemporanei si trovano ormai nella piena maturità calcistica (28 anni). In passato con Cassano in campo si è perso perché anche il più grande genio del calcio ha bisogno di una solida squadra alle spalle (tranne Maradona, forse).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il calciatore barese è fragile e geniale mentre il Cassano che tutti invocano non è umano. Il Cassano della gente è il deus ex machina, il talento imperturbabile che salva da situazioni disperate, l'attesa di un messia che faccia miracoli. È la certezza che "arriverà il mio momento".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella vita di tutti i giorni vorremmo sempre un Cassano nella nostra squadra, aspettiamo la persona che, di colpo, dia un senso a tutto. Il Cassano mitologico, proprio come l'Ebreo Errante ha molti nomi: per alcuni è l'Amore - il principe azzurro o la principessa (rosa?) che redime una vita grigia - per altri è la devozione a persone carismatiche nel mondo del lavoro, per altri ancora un politico potente che possa sbloccare la situazione. C'è anche chi, conservando una certa pudicizia, lo chiama "Fortuna".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In troppi trascorrono tutta una vita aspettando il proprio Cassano e quando lo raggiungono si rendono conto che ... non è abbastanza, ci deve essere di meglio ("il vero Cassano"?).&lt;br /&gt;Chi aspetta Cassano sbaglia sport. La vita non è una partita di calcio, in cui tutti vorremmo avere Cassano tra i nostri 11.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vita è una partita di tennis. Nei momenti decisivi, si scende in campo da soli e si deve cercare di giocare da Federer, senza che nessuno possa invadere il campo a darci una mano. La partita in quei casi viene sospesa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-2033775863930004361?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/WtvqVNdQ-EM" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/WtvqVNdQ-EM/aspettando-cassano-o-federer.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/TCUoZS1TBTI/AAAAAAAAAM4/daD6sqyj3po/s72-c/ebreo_errante_stampa_popolare_francese_01.gif" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2010/06/aspettando-cassano-o-federer.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-3970589608919964432</guid><pubDate>Sat, 12 Jun 2010 20:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-06-13T09:03:51.134+02:00</atom:updated><title>Meritocrazia</title><description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/TBPwdJoD0dI/AAAAAAAAAMg/Puqpj_S7bNE/s1600/don-abbondio_big.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 262px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/TBPwdJoD0dI/AAAAAAAAAMg/Puqpj_S7bNE/s320/don-abbondio_big.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481989555030839762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; "Si piglia gioco di me?" interruppe il giovine. "Che vuol ch'io  faccia del suo latinorum?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Accade che episodi apparentemente marginali diventino esplicativi di un certo periodo storico.&lt;br /&gt;Alcuni dicono: ma i veri problemi sono altri.&lt;br /&gt;Questo si chiama benaltrismo e lascia il tempo che trova perché tanto, in ogni discussione, un problema "più importante" di quello che si sta affrontando lo si trova sempre.&lt;br /&gt;Parliamo del "caso Luttazzi".&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;CONTESTI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Pare che il comico non si sia fatto scrupoli nel rubacchiare qua e là  battute altrui. Esaminare tutti i suoi (improbabili) tentativi di difesa porterebbe via troppo tempo, mi soffermerei piuttosto sul tema del "contesto".&lt;br /&gt;Luttazzi dice: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;no, io non copio; dovete capire che la stessa battuta detta in due contesti diversi assume due significati diversi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;George Carlin  ("comico A") inventa una battuta ("battuta A") e Luttazzi (comico B) la riprende modificandola e ricontestualizzandola ("battuta B").  La stessa battuta quindi si trasforma e sortisce esiti diversi. A questo proposito Luttazzi sostiene di essere meglio dell'orginale e di riuscire a migliorare le battute del "comico A".&lt;br /&gt;Il ragionamento si applica facilmente anche ad altri livelli, non solo a cosa si dice (la battuta) ma anche a chi parla (il comico). Accade così che lo stesso comico assume un significato diverso in base al contesto in cui è inserito, e per "contesto"  intendo anche la storia di "ciò che si dice".&lt;br /&gt;Se io penso che Luttazzi abbia appena detto una brillante battuta, sua originale, per me "Luttazzi" equivale a "comico brillante". Ma se  vengo a sapere che la stessa  brillante battuta  è presa da un altro comico (Carlin) e ricontestualizzata, allora per me "Luttazzi" significherà qualcos'altro, magari "un bravo attore comico" o "un bravo traduttore". Si contestualizzano le battute ma anche i comici e li contestualizziamo secondo le notizie di cui siamo in possesso (ora, per esempio, veniamo a scoprire che erano battute non sue).&lt;br /&gt;Luttazzi usa l'argomento del contesto per sostenere la propria originalità, ma poi si smentisce e afferma: &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;io non copio; in realtà prendo battute altrui per potermi difendere da accuse di volgarità&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt; Se qualcuno gli fa causa e gli dice: "la tua non è satira è volgarità", lui  risponde: &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;la mia battuta ("battuta B") è la stessa di quella di Carlin ("battuta A") e nessuno oserebbe pensare che Carlin sia volgare, a meno che tu non ne ignori l'esistenza e in quel caso saresti tu nel torto in quanto ignorante (dell'esistenza di Carlin).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ma come, prima dici che A e B sono due battute diverse in quanto appartengono a contesti diversi e poi dici che sono battute uguali che possono essere usate per lo stesso fine (difesa nei processi)?&lt;br /&gt;Un errore che i giornalisti commettono quando rivolgono domande a Luttazzi è quello di cominciare l'intervista con la domanda "ma è vero che copi?". Non puoi chiedere a un ladro, convinto che sia lecito rubare, se ruba. La domanda giusta è: "cos'è per te la satira"? oppure  "cos'è per te un contesto"? Davanti a queste domande è più difficile arrampicarsi sugli specchi.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;LATINORUM&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Un altro aspetto  molto basso di questa vicenda è l'utilizzo della cultura come arma di difesa e offesa. Luttazzi rinfaccia ai suoi accusatori di essere ignoranti, di non capire di semiotica e di ignorare la sottile tecnica che si cela dietro alle battute. Strano però: quegli ignoranti sono gli stessi che apprezzano il frutto delle sue tecniche segrete, gli stessi che lo stimano e comprano i suoi dvd. Allora come funziona? Se le battute piacciono e il personaggio regge, tutto ok. Se il personaggio scricchiola (per suoi errori) è colpa del pubblico, divenuto a un tratto "ignorante"? Sono metodi degni del peggiore don Abbondio che stordiva il povero Renzo con il suo latinorum per non affrontare questioni sgradevoli.&lt;br /&gt;E poi, se elabori una teoria quest'ultima dovrebbe illuminare l'argomento di discussione ("la battuta comica e il plagio") e invece le teorie di Luttazzi più che illuminare fanno sorgere maggiori dubbi. Una volta assunte le teorie luttazziane, non vedi cose vecchie con occhi nuovi: laddove vedevi battute copiate continui a vedere le stesse battute copiate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si è comportato Luttazzi? Come un arrivista senza stile, ha mostrato arroganza e scarso rispetto verso gli accusatori che, cosa grave, spesso erano suoi exfan. Ciò denota un'idea molto bassa degli spettatori e lettori, più o meno la stessa idea che don Abbondio poteva avere di Renzo: qualcuno che si possa rabbonire con alchemici discorsi.&lt;br /&gt;Che poi è l'idea del "popolo" che ha Berlusconi. O Berlusc-azzi. O Luttazz-oni, che dir si voglia.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;COSA CI MERITIAMO?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Ho pensato allora ad alcuni personaggi, oltre a quelli appena menzionati: Santoro e Grillo. E ho notato una cosa che prima mi era passata inosservata: sono tutti e 4, chi più chi meno, ricchi. Molto più ricchi dell'uomo della strada.&lt;br /&gt;Mi si dirà: guadagnano per quanto producono. Sono d'accordo: per esempio anche i calciatori guadagnano moltissimo ma producono spettacolo e introiti pubblicitari. Ma Berlusconi non è solo un imprenditore. Santoro non è solo un giornalista. Luttazzi e Grillo non sono solo dei comici. O, per lo meno, non vogliono esserlo. Berlusconi governa una nazione, Santoro si fa paladino del diritto d'informazione, Luttazzi e Grillo lottano per la giustizia e la libertà. E chi li segue è pienamente d'accordo, anzi li segue proprio per questo. Ma se ti fai incarnazione di  alti valori allora la tua vita deve in un certo modo rispecchiarli. Se vuoi essere "guida del popolo" o "educatore del popolo" devi essere in qualche misura "come il popolo". Il popolo è povero e "ignorante" (pensano). Ma loro sono ricchi e colti e spesso usano la loro ricchezza e la loro cultura come arma (per non parlare del potere).&lt;br /&gt;A loro piace parlare di "popolo", di "fan", di "telespettatori" perché è come racchiudere una ricca moltitudine in una massa compatta e mansueta. Questi capipopolo non vogliono il bene degli italiani (non vogliono che il "popolo" raggiunga un maggiore benessere e una maggiore conoscenza), agiscono sempre per essere considerati un "fine in sè" e mai solamente come "mezzo" di un fine superiore (la giustizia, la libertà, il bene dello stato, l'informazione).&lt;br /&gt;È sempre il banco quello che vince. Cioè loro.&lt;br /&gt;Una frase circola spesso ed io stesso per molto tempo l'ho ritenuta innocua: "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ognuno ha i capi che merita"&lt;/span&gt;. Ritengo sia una frase molto pericolosa.&lt;br /&gt;Innanzitutto, nella frase, "ognuno" non significa ognuno. Se la dicono quelli di destra la traduzione è: gli italiani migliori (cioè noi) hanno ciò che si meritano (il buon Berlusca). Se la pronunciano quelli di sinista la traduzione è: gli italiani peggiori (cioè loro) hanno ciò che si meritano (il perfido Berlusca).&lt;br /&gt;La frase è subdola perché smentisce sempre il suo significato letterale e non parla mai della totalità degli Italiani.&lt;br /&gt;Il risultato è l'adorazione del Berlusca o dei suoi fantomatici oppositori.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;UN POLITICO DIVERSO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Voglio chiudere con un pensiero positivo e capovolgere la frase precedente: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Oggi non abbiamo quello che meritiamo&lt;/span&gt;. In un periodo di crisi economica e imbrogli politici gli italiani sono diventati ipersensibili ad ogni furberia. Ci si chiede: (mutatis mutandis) Berlusca, Scajola, Luttazzi, ecc. ma possibile che nessuno rispetti le regole? Mettiamo che un politico nuovo si presenti alle elezioni, un politico che non fa 3 lavori contemporaneamente, ne fa uno solo e lo fa bene: si occupa di politica e tenta di risolvere i problemi del Paese senza pretendere di essere esso stesso un fine. Un politico onesto che non si riesce proprio ad incastrare perché è sempre stato sobrio e morigerato. Uno strumento per il tentativo di mettere in pratica decisioni giuste. Sono sicuro che la maggior parte degli italiani lo voterebbe.&lt;br /&gt;In periodi di furberie l'onestà risalta e viene apprezzata maggiormente.  Ci barcameniamo tra i Berlusconi e i Bersani, tra i Luttazzi, gli Scajola e i Bertolaso perché abbiamo aspirazioni che nessuno riesce ancora ad incarnare. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non abbiamo ancora avuto quello che ci meritiamo (sic!). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi naturalmente c'è ancora gente che difende a spada tratta i furbi, nello specifico Luttazzi. Per carità non ci trovo niente di male.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non ho nulla contro la religione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-3970589608919964432?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/XLITQTtinrs" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/XLITQTtinrs/meritocrazia.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/TBPwdJoD0dI/AAAAAAAAAMg/Puqpj_S7bNE/s72-c/don-abbondio_big.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2010/06/meritocrazia.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-5466597744739872805</guid><pubDate>Sat, 03 Apr 2010 20:59:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-04T00:16:31.462+02:00</atom:updated><title>Gentiluomini terroni e pedofili</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/S7esfmUa5BI/AAAAAAAAAMA/9CTL9PO61pc/s1600/gentiluomo.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 156px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/S7esfmUa5BI/AAAAAAAAAMA/9CTL9PO61pc/s200/gentiluomo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5456019132444763154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un vero gentiluomo si comporta spesso in modo difforme dalla società che lo circonda perché  sa che, in alcuni casi, è bene non ascoltare nè guardare gli altri. Ci sono momenti in cui bisogna guardare solo dentro di sé e ascoltare la propria volontà e - quando c'è - la propria forza.&lt;br /&gt;In questi giorni due episodi mostrano come sia difficile fare il "gentiluomo". Sono due casi che descrivono una situazione immancabile nella vita di ciascuno: il momento in cui si riceve una critica fondata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le vittime dei preti pedofili sono state zittite per decenni dal grigiore delle burocrazie e gerarchie ecclesiastiche, ma anche dall'indifferenza della società civile. I muri di gomma, che hanno respinto le timide e imbarazzate richieste di aiuto, sono venuti meno negli ultimi mesi e uno stillicidio di denunce invade ogni giorno giornali e telegiornali. Sembra chiaro come la pedofilia sia un problema reale nella chiesa cattolica come nel resto della società. Ma le accuse che piovono su preti, vescovi, arcivescovi nonché sul Papa, disgustano maggiormente. Perché ci si ostinava a difendere la "vita" dell'embrione, nel momento in cui non si rispettava una vita concretamente realizzatasi come quella del bambino o dell'adolescente?&lt;br /&gt;Se fossimo comportamentisti e dovessimo giudicare le intenzioni dai comportamenti, diremmo che l'indifferenza e il silenzio della Chiesa sulla pedofilia testimoniano il profondo attaccamento ad un altro valore astratto: il potere (altro che la "Vita"). Il potere è conservato, preservato e perpetuato con grande cura. Chi se ne frega della salute psichica dei bambini violentati: davanti al mistero della Vita e al valore irriducibile dell'embrione tutto passa in secondo piano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Lega è stata la vera trionfatrice delle recenti elezioni regionali. In questi momenti di giubilo riemergono le vecchie questioni irrisolte. Un avanzamento politico della Lega sul territorio nazionale dà voce alle critiche contro i "terroni" piagnucoloni, inefficienti, malati di assistenzialismo. Mafiosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli imputati nei due episodi che ho rapidamente menzionato sono inequivocabilmente: le Chiesa (in tutti i suoi livelli) e i "meridionali" (con tutti i loro atavici difetti). Personalmente penso che sia giusto che gli imputati siano questi: credo che la Chiesa sia colpevole e i che i terroni abbiamo davvero molti dei difetti che vengono loro imputati. Lascio da parte il principio di precauzione e i doverosi distinguo: non ci porterebbero da nessuna parte.&lt;br /&gt;E c'è un motivo, un motivo pragmatico. Con le difese d'ufficio e i distinguo del caso tutto rimane così com'è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando qualcuno ci accusa ed ha ragione di farlo, la nostra risposta può essere duplice: o farci prendere dall'orgoglio, negare le nostre responsabilità e rinfacciare all'accusatore le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sue colpe&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ben più gravi&lt;/span&gt; delle nostre; oppure si può chinare il capo, guardarsi dentro e cercare di "riparare", "correggere" i propri sbagli, in una parola "migliorare" o - che è lo stesso - "crescere". Quest'ultima opzione a mio avviso descrive bene ciò che si intende di solito quando si parla di "comportarsi da gentiluomo". È la soluzione più difficile perché implica un dimenticare se stessi, accantonare il proprio orgoglio, rinunciare a una legittima difesa, passare per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il fesso della situazione&lt;/span&gt;. È un comportamento che oltre a mostrare una grande levatura morale porta ad una fecondità pratica: ci si concentra sul proprio miglioramento ascoltando l'onestà intellettuale più che l'orgoglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritornando ai due casi di prima: la Chiesa potrebbe guardarsi intorno e dire: la pedofilia c'è anche altrove; le violenze sessuali sono presenti anche nelle famiglie; le donne sono spesso violentate dai loro uomini. Può addirittura dire "ragazzi, ok....ora state esagerando". Ed infatti è proprio ciò che fa: rispondere alle critiche esterne &lt;span style="font-style: italic;"&gt;criticando il critico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La Chiesa è lontanissima dal comportarsi come un gentiluomo: alle critiche esterne il gentiluomo risponde criticando se stesso. Solo allora sarà pronto a controbattere ad un eventuale - e sottolineo eventuale - eccesso di critica ricevuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il terrone potrebbe rispondere al leghista che la forza lavoro e le risorse del meridione hanno da sempre alimentato la prosperità "padana", che gli imbrogli ci sono anche al nord, ecc.. E infatti è questo quello che risponde il terrone. Ma in cuor suo, in cuor mio, sappiamo che c'è della verità nelle odiose parole ascoltate: siamo spesso patetici, inefficienti, troviamo scuse per ogni cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un terrone gentiluomo si fa carico delle legittime critiche, riconosce che dall'esterno si giudica meglio e spesso ci si prende, quindi si dà da fare. Cerca di "migliorare". Poi - forse - arriverà anche il momento dell'orgoglio, del criticare chi ci ha criticato. Ma da una posizione diversa, dalla posizione di chi ha fatto ciò che doveva fare, la posizione dell'onesto (in tutti i sensi) gentiluomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davanti ad una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;critica&lt;/span&gt; l'orgoglio ci dice di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;criticare il critico&lt;/span&gt;. Si dimenticano due passaggi intermedi, tipici del gentiluomo: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ascoltare la critica&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;migliorare&lt;/span&gt;. È una cosa talmente banale da essere spesso inattuabile: il gentiluomo fa il gioco degli altri per poter fare il proprio gioco.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-5466597744739872805?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/MgRLB4wEh9U" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/MgRLB4wEh9U/gentiluomini-terroni-e-pedofili.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/S7esfmUa5BI/AAAAAAAAAMA/9CTL9PO61pc/s72-c/gentiluomo.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2010/04/gentiluomini-terroni-e-pedofili.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-5017335922538462501</guid><pubDate>Fri, 12 Mar 2010 19:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-03-12T21:02:02.977+01:00</atom:updated><title>Ludwig</title><description>&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-98c308ce20b99ee1" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;
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&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-5017335922538462501?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/-wunVZyA0VA" height="1" width="1"/&gt;</description><enclosure type="video/mp4" url="http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=98c308ce20b99ee1&amp;type=video%2Fmp4" length="0" /><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/-wunVZyA0VA/ludwig.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2010/03/ludwig.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-8008188917671674673</guid><pubDate>Thu, 24 Dec 2009 22:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-25T23:11:49.660+01:00</atom:updated><title>Buon Natale</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/SzPlYuGindI/AAAAAAAAALw/X8PgIw22aO4/s1600-h/Albert_Sabin.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 134px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/SzPlYuGindI/AAAAAAAAALw/X8PgIw22aO4/s200/Albert_Sabin.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418926989511925202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;Non vedo cosa ci sia di male nel credere a Babbo Natale: perché a una certa età dobbiamo convincerci che non esiste? Un uomo che distribuisce regali ai bambini senza chiedere niente in cambio è davvero degno di lode. C'è qualcosa di alto e poetico in questa figura che il mondo adulto pensa di poter dimenticare o ignorare. In realtà Babbo Natale esiste; anzi, forse ne esiste più di uno. Questi Babbi Natale non ci tengono a portarsi sempre dietro la barba bianca o il vestito rosso: possono benissimo farne a meno. Spesso neghiamo l'esistenza di Babbo Natale solo perché non siamo in grado di riconoscerlo/li. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;La poliomielite è stata per molto tempo una malattia perfida causando in chi ne veniva colpito (soprattuto bambini) la paralisi di parti del corpo o, peggio, la morte. Negli anni '50 il dottor Albert Bruce Sabin scopre il vaccino. Un vaccino, fra le altre cose, di facile somministrazione (per la gioia dei bambini) in quanto alla classica puntura sostituiva uno zuccherino da mandar già per via orale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;La ricerca è andata avanti in questi anni, ma il vaccino del dottor Sabin è una pietra miliare in questo campo, avendo salvato la vita a milioni di bambini. Il notevole successo medico ottenuto pose le basi per un altrettanto notevole guadagno economico. Ma Sabin si rifiutò di brevettare il vaccino, cosicché le case farmaceutiche non poterono sfruttare commercialmente il prodotto e il prezzo rimase basso, permettendo anche ai bambini più poveri di avervi accesso. Qualcuno chiese il perché di questo gesto e Sabin pare abbia risposto: "Tanti insistevano che brevettassi il vaccino, ma non ho voluto. E' il mio regalo a tutti i bambini del mondo". &lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;Bè, penso che con quella risposta, senza volerlo, il dottor Sabin abbia tradito la sua vera identità. Buon Natale a tutti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:arial, serif;font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 19px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;font-size:12px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-8008188917671674673?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/C0MBq7M2udA" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/C0MBq7M2udA/buon-natale.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/SzPlYuGindI/AAAAAAAAALw/X8PgIw22aO4/s72-c/Albert_Sabin.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2009/12/buon-natale.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-7801823075204315081</guid><pubDate>Fri, 11 Sep 2009 20:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-11T23:01:02.963+02:00</atom:updated><title>QUIZ SHOW!</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;img style="-webkit-user-select: none" src="http://www.campaniasuweb.it/imgarticoli/2436/1.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dove finisce la nobiltà? Forse laddove iniziano le frasi fatte. Si sente parlare con disprezzo di &lt;i&gt;musica commerciale&lt;/i&gt;. Ma cos'è poi veramente la &lt;i&gt;musica commerciale&lt;/i&gt;? A cercare di definirla si fa grande fatica. Potremmo dire che è musica composta esplicitamente e unicamente per vendere. Ma come facciamo noi ascoltatori a sapere che quel cantante mentre componeva pensava solo alle vendite future? Qual è il cantante che non vorrebbe vendere? Se non lo volesse non pubblicherebbe i suoi dischi. Si potrebbe allora dire che è una musica di facile fruizione, semplice, con testi banali. Ma molte delle canzoni &lt;i&gt;non commerciali&lt;/i&gt; che hanno fatto la storia erano semplici, spesso con testi infantili ("Imagine" credo sia un esempio). Forse una definizione non la si trova. Il punto allora è un altro: dicendo "musica commerciale" non vogliamo indicare una musica che sia commerciale. Spesso è solo una questione di snobbismo: la musica &lt;i&gt;commerciale&lt;/i&gt; è "quella che non piace a me", mentre quella &lt;i&gt;non commerciale&lt;/i&gt; è "quella che ascolto abitualmente". Si vuole parlare bene di un certo tipo di musica ma si riesce a farlo solo denigrando un altro tipo di musica. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nella tv è la stessa cosa: si sente dire che la tv fa schifo, che basta con Maria De Filippi, o con i quiz show (vedi le critiche di Eco a Mike Bongiorno). Chi fa affermazioni del genere poi si affatica ad arguire che è una tv che non fa pensare, che omologa, ecc. Anche questi discorsi sono in realtà poveri, non perché non sia giusto avere programmi televisivi culturali, ma perché è giusto che ci siano e i programmi commerciali e quelli non commerciali. Con un solo tipo di programmi la tv (e la mente) risulta impoverita. [La questione è del resto complicata, parlando di tv, perché c'è la celata influenza del potere politico ultimamente molto pressante.] Tuttavia, una tv che proponesse accanto a programmi di inchiesta e approfondimento culturale, programmi evasivi, non sarebbe male. Lo snobbismo televisivo e musicale nasce dal voler monopolizzare i gusti altrui proponendo una musica tutta fatta da cantautori (per fare un esempio) e una tv tutta culturale. La musica è anche piacere puro, così come la tv è anche evasione pura. L'uomo ha tante dimensioni, quella intellettuale è solo una di queste. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La nobiltà di pensiero muore nelle nelle opinioni pseudo-intellettuali e nelle critiche sine nobilitate.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-7801823075204315081?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/YwlQ9BOGk3U" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/YwlQ9BOGk3U/quiz-show.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><thr:total>3</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2009/09/quiz-show.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-3105954813957914617</guid><pubDate>Tue, 23 Jun 2009 20:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-23T22:50:17.779+02:00</atom:updated><title>La paura del buio</title><description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/SkE_xrkrm2I/AAAAAAAAAK4/5DqWkBQNulw/s1600-h/20040720-candela-buio.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/SkE_xrkrm2I/AAAAAAAAAK4/5DqWkBQNulw/s200/20040720-candela-buio.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350627955035577186" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi ha paura del buio? I bambini e qualche adulto. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per un bambino è normale, ma per un adulto è infantile. Se sei adulto e hai paura del buio sei "come un bambino". Gli adulti veri, nell'opinione comune dovrebbero aver superato questo "problema". Io penso che gli adulti, tutti gli adulti, hanno paura del buio, proprio come i bambini. La maggior parte non lo ammette, ma ha una paura matta dell'assenza di luce. Il punto è che i bambini sono più onesti: ammettono la loro debolezza, la loro atavica fobia. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' una questione di definizione: se un bambino ti dice che ha paura del buio, per "buio" intende l'oscurità piena, la totale assenza di luce. E' il "vero buio" che fa loro paura. L'adulto ha anche lui paura di questo "vero buio", ma non ha il coraggio nè l'onestà di ammetterlo e perciò elimina dalla sua mente e dalla sua vita il buio totale. L'adulto inventa il "buio falso" per non ammettere di "essere come un bambino". L'adulto ti dice "io non ho paura del buio", ma la notte dorme con le persiane non completamente chiuse e dal corridoio entra una debole luce. Dorme bene e tranquillo, ma non è al buio, in realtà c'è nella sua camera un po' di luce diffusa, che lui sapientemente fa trapelare. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non credo che gli adulti che "hanno paura del buio" amerebbero dormire nel buio totale, nel buio completo (il "vero buio"). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutti hanno paura del buio, solo che alcuni non lo ammettono, ridefinendo la parola "buio" per renderla più innocua e cancellando ciò che fa loro paura (il "buio vero").&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-3105954813957914617?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/n2mGNO7F000" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/n2mGNO7F000/la-paura-del-buio.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/SkE_xrkrm2I/AAAAAAAAAK4/5DqWkBQNulw/s72-c/20040720-candela-buio.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2009/06/la-paura-del-buio.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-2098540667568579860</guid><pubDate>Mon, 06 Apr 2009 08:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-06T10:28:28.995+02:00</atom:updated><title>Sul perché si possa sempre mandare a fanculo il nostro interlocutore</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/Sdm4WDrgbwI/AAAAAAAAAKw/AFeXcBy5Hek/s1600-h/Fanculo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/Sdm4WDrgbwI/AAAAAAAAAKw/AFeXcBy5Hek/s200/Fanculo.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5321487123799371522" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stai conversando amabilmente con uno e ti accorgi che ti sta riempiendo le orecchie di luoghi comuni, allora gli fai "ma che cazzo stai dicendo??". Ne incontri un altro che comincia a fare alti discorsi sulla poesia e sull'amore, ti cita poeti semisconosciuti e tu gli fai "ma vaffanculo và!". Senti in tv un intellettuale che parla dei problemi dell'Africa o dell'inquinamento...tu ti ricordi che è sera, stai stanco morto perché hai lavorato e dunque ti senti nel pieno diritto di mandarlo, pure lui, affanculo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mandare a quel paese il nostro interlocutore o qualsiasi persona stia parlando in nostra presenza è la cosa più semplice del mondo. In più, se c'è anche un nostro amico nei paraggi, il "mandare a fanculo" genera una piacevole ilarità condivisa (a scapito del terzo interlocutore). Credo sia un fenomeno meno stupido di quanto possa sembrare. Se parlo con qualcuno vuol dire che in quel momento mi sto prendendo sul serio, credo in quel che dico. Anche nel caso in cui io stia semplicemente facendo una battuta, mi sto prendendo sul serio: credo nella mia verve comica. Per non prendermi sul serio dovrei dire cose senza senso (per es. "bla bla bla") e senza nessuno scopo. Chi ti manda a cagare mentre stai parlando parte dal presupposto (legittimo) che se stai dicendo una cosa seria sbagli, dovresti dire una cosa spiritosa (o il contrario). &lt;i&gt;Se dici x embè no! in quella situazione dovresti invece dire y&lt;/i&gt;. Il nostro interlocutore che vuole ridere un po' alla faccia nostra sa benissimo che per chi si prende sul serio, per chi prende la parola e parla, c'è il rischio costante di incontrare l'ironia di chi ascolta e non parla. Ogni nostra frase pronunciata è come un farmaco, una medicina contro il silenzio. Il "mandatore a fanculo" conosce l'antidoto a questo farmaco: l'ironia, il pensare "ma in questa situazione ci sarebbe ben altro da dire, quindi VAFFANCULO". Mi sembra una forma compiuta di arroganza. Molto spesso ci si manda a quel paese in modo vigliacco, solo per zittire qualcuno che ci pare si atteggi troppo da saccente o che semplicemente ci sta antipatico. Ma in altri casi il vaffanculo è un salutare antidoto. Il problema è capire quando usarlo, o almeno usare il vaffanculo per amore della Verità!!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciò che voglio qui sottolineare è però questo: nel momento in cui ci esponiamo e parliamo con qualcuno, il vaffanculo è sempre in agguato: è una cosa naturale ma proprio per ciò può essere utilizzato per scopi impropri come dicevo prima. La forza del vaffanculo è la sua universalità (vale per qualsiasi discorso) e le risate o i sorrisi che provoca automaticamente. Prima che mi mandiate a fanculo richiedo ufficialmente la creazione di &lt;i&gt;un'etica del vaffanculo&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-2098540667568579860?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/RuU7_SDXwXw" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/RuU7_SDXwXw/sul-perche-si-possa-sempre-mandare.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/Sdm4WDrgbwI/AAAAAAAAAKw/AFeXcBy5Hek/s72-c/Fanculo.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2009/04/sul-perche-si-possa-sempre-mandare.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-1961560937545915419</guid><pubDate>Fri, 27 Mar 2009 16:05:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-16T01:57:28.607+01:00</atom:updated><title>La mia prof del liceo</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/Scz6oJNXO2I/AAAAAAAAAKo/EXUouYh2InQ/s1600-h/olio_maschere_Pierrot-La-lacrima-1985.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 158px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/Scz6oJNXO2I/AAAAAAAAAKo/EXUouYh2InQ/s200/olio_maschere_Pierrot-La-lacrima-1985.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317900827591392098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando in classe entra la prof stronza, tutti sono spacciati. In primo luogo i ragazzi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insegna nel liceo classico con la sicurezza che le dà la cultura, sfoggia citazioni come se fossero minacce a chi volesse contestarla. Nessuno può controllare il vero valore e vastità delle sue conoscenze ma i ragazzi danno per scontato che "lei sa". &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In classe nascono tre tipi di reazione: l'assimilato, il ribelle e il sottomesso. L'assimilato ha un sottile godimento sadico ad identificarsi con il più forte, con chi mostra la sua conoscenza anche a costo di umiliare gli altri. L'assimilato crede di essere simile alla prof, di essere forte. Ma è un perdente perchè si limita a scimmiottare acriticamente una perdente (la prof) e la sua istruzione sarà superficiale e di facciata. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il ribelle nega tutto ciò che la prof propone. Quest'ultima lo detesta perchè lo sente come una minaccia e fa di tutto per spegnere ogni entusiasmo di contestazione. Anche il ribelle è un perdente: ogni sua critica è uno scacco per se stesso: non ha competenze in pedagogia, in psicologia, nè tantomeno in storia, in filosofia. Ogni sua parola viene cancellata dalla cultura vilmente sfoggiata dalla prof. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il sottomesso vive pienamente la sua situazione di perdente: sente la superiorità della prof nell'ansia e nell'insicurezza che questa gli procura. Si convince che non è lei ad essere sbagliata, è lui che non è in grado di fare alcunchè.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma la perdente più tragica è proprio lei, la prof di storia e filosofia. Si sente viva solo quando tutti gli altri sono sottomessi o zittiti. Torna a casa triste e nel silenzio della sua grigia casa e della inappagante vita familiare fa fronte alle sue contraddizioni aspettando la prossima lezione, il prossimo sfoggio di cultura per dimenticare il suo male interiore. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è una profonda insicurezza in chi abusa della sua autorità in classe. Il rapporto docente-discente è inevitabilmente e sempre sbilanciato, altro non fosse per le maggiori competenze della docente. Ma usare questa situazione come un'arma per accrescere il dislivello piuttosto che per dialogare e costruire insieme il sapere è una vile bestemmia pedagogica. E ci si rende conto del vuoto che regna in questa persona alienata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci si chiede perchè la prof stronza usa tutto quel trucco pesante, bianco. E ora lo si è capito, è la triste maschera di Pierrot che nasconde la sua fragilità.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-1961560937545915419?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/lWkQxiJQS5Y" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/lWkQxiJQS5Y/la-prof-stronza.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/Scz6oJNXO2I/AAAAAAAAAKo/EXUouYh2InQ/s72-c/olio_maschere_Pierrot-La-lacrima-1985.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>3</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2009/03/la-prof-stronza.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-4816811081032041783</guid><pubDate>Wed, 18 Mar 2009 19:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-18T20:50:46.445+01:00</atom:updated><title>Imprigionato nel ruolo istituzionale</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/ScFOneO3nAI/AAAAAAAAAKg/7XU7sTIJ6JI/s1600-h/737medico.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/ScFOneO3nAI/AAAAAAAAAKg/7XU7sTIJ6JI/s200/737medico.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5314615475311188994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il medico ti ascolta. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Parte dei sintomi che gli racconti sono vere patologie, il resto somatizzazioni. Sta calmo e cerca di capire quanta patologia hai e quanto invece stai somatizzando. Finalmente ti senti ascoltato e sai che lui è competente: sei sincero, hai fiducia in lui. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma poi lo guardi bene negli occhi e noti una sottile tristezza. Ma cosa sarà mai? Avrà anche lui le sue preoccupazioni. E invece no! Il suo viso è scuro per via del ruolo istituzionale. Ti sente parlare di mal di pancia, di mal di testa, di stanchezza, di ansia e vorrebbe tanto parlarti anche lui dei suoi problemi, così simili ai tuoi. Sa di essere nella tua stessa barca, anche lui si sente ogni tanto stanco, ha mal di pancia, ha un po' d'ansia, a volte ha mal di testa. Vorrebbe condividere la sua situazione, vorrebbe trasformarsi in amico, in confidente. Ma non può. Se il medico non fosse zittito dal suo ruolo istituzionale, chi potrebbe più guarire?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-4816811081032041783?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/cC_5ewsIDnA" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/cC_5ewsIDnA/imprigionato-nel-ruolo-istituzionale.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/ScFOneO3nAI/AAAAAAAAAKg/7XU7sTIJ6JI/s72-c/737medico.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2009/03/imprigionato-nel-ruolo-istituzionale.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-8742789918384790317</guid><pubDate>Fri, 20 Feb 2009 17:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-02-20T18:51:49.375+01:00</atom:updated><title>Eluana era gay</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse si possono mettere insieme 2 cose molto diverse tra loro: il caso Eluana e la polemica su Povia. Lunedì 9 febbraio: muore Eluana. Rai uno, rete 4, la 7, rai 3 (con alcune finestre) trasmettono in prima serata approfondimenti. Canale 5: gf 9. L'opinione pubblica illuminata insorge, com'è possibile, ci si chiede, ignorare un caso così importante per trasmettere quella pattumiera del gf 9? Potrei rispondere tante cose, ne dico solo alcune: molti critici televisivi hanno sottolineato come in realtà gf 9 non fosse l'unico reality in onda in prima serata. "Porta a porta" così pure come gli altri programmi di approfondimento ne condividevano lo stile e l'amore per l'audience. Secondo punto: la gente è probabilmente giunta a saturazione davanti a tante discussioni inconcludenti: il problema di Eluana è molto serio, soprattutto in vista della legge che sta nascendo, ma non è il Problema dei problemi: gf 9 fa ottimi ascolti. Terzo punto: gf 9 è il nuovo Pinochet? Mi spiego. Negli anni 70 la nazionale italiana di tennis entra nella bufera: alla vigilia della partenza per la finale di Coppa Davis (campionato del mondo di tennis) contro il Cile, l'opinione pubblica illuminata guidata dai politici illuminati, insorge: "Come si può andare a giocare a tennis in una dittatura come quella di Pinochet?". Alla fine i nostri tennisti partono ugualmente, quasi di nascosto, come dei ladri. E vincono pure (per inciso, il punto più alto della nostra storia tennistica). Prima della partenza uno dei giocatori rispose così alle polemiche: "ma perchè non possiamo andare a giocare, quando lo stato italiano intrattiene rapporti commerciali e di altra natura con lo stato cileno?". (Pinochet installa la sua dittatura grazie all'appoggio della CIA). Ora, la gente dimentica le molte relazioni che legano un certo modo di pensare con le cose che invece critica. Criticare il gf 9 per l'amore che sembra nutrire canale 5 verso l'audience, ci fa dimenticare che anche Mentana, Fede o Vespa sono molto interessati all'audience. Rientra nella logica televisiva. Il gf 9 diventa la pattumiera della cattiva coscienza e della superficialità degli intellettuali chic che, zitti per tanto tempo a causa della mancanza di idee, vomitano giudizi morali perchè c'è un caso in cui finalmente possono parlare in nome del Bene e della Verità.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come se non bastasse arriva sto Luca che era gay e adesso sta con lei. Scoppiano le polemiche, prima sul titolo, poi sul titolo e sul testo (poi addirittura sulla musica). Associazioni gay si ribellano, ma com'è possibile trattare l'omossessualità come una malattia? Lo confesso: nelle critiche preventive ci sono cascato pure io. Ma poi il tutto mi è puzzato di bruciato. L'identità sessuale non è data solo dai geni, dal sistema endocrino, dall'aspetto fisico. L'identità sessuale (come pure quella culturale) è una costruzione. Ci va di mezzo anche l'educazione e gli stati emotivi. Molti aspiranti trans si vedono negare la possibilità di fare l'operazione perchè il consulente si rende conto di essere davanti non a un trans ma a un gay che non si accetta (egodistonico) e vuole perciò cambiare sesso. Oscar Wilde aveva moglie ma si accorse di avere tendenze omosessuali. Ora, perchè non è possibile il contrario? Perchè un certo tipo di educazione non potrebbe impedire di trovare un'identità sessuale equilibrata e spacciarsi per tanti anni per etero quando si è omosex (Wilde e tanti altri) o omosex quando si è etero (il famigerato Luca)? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma, a parte discorsi di psicologia e di identità sessuale ciò che vorrei sottolineare è questo: la paura dell'opinione altrui. Molti, davanti alla minaccia di una canzone anti-omosessuali (cosa che io non ritengo molto fondata) hanno avuto paura che qualcuno dicesse qualcosa contro gli omosessuali. Paura che esistesse una simile idea. Ed hanno reagito irrazionalmente, scagliandosi contro un testo che ignoravano (anche dopo averlo letto). Anche qui la gente, che per tanto tempo è stata zitta per mancanza di cose da dire, ha fatto moralismo è si è scagliata contro il Mostro omofobo. Cari intellettuali-chic, l'omofobia, come il razzismo, va debellata dalla società, ma bisogna essere intelligenti per combatterla, altrimenti si finisce per fare il gioco degli avversari. Se il negro è stato per tanti anni inferiore, ora molti credono che trattandolo con amorevoli cure possa recuperare. Il paternalismo è l'ultimo e più subdolo stadio del razzismo. Il nero ha una sua identità che va rispettata, se la sa cavare da solo e ci si deve rapportare a lui da Uomo a Uomo: il negro non è nè superiore (come si pensa a volte oggi) nè inferiore (come si è sempre pensato), è Uomo come noi. Per l'omosessuale vale lo stesso. Non è una specie in via di estinzione da salvaguardare: è Uomo come noi. Siamo sullo stesso livello, nè superiori nè inferiori. L'omosessualità e il razzismo (come pure il sessismo) non devono essere argomenti tabù. Parli del nero: sei razzista. Cosa hai detto sul fatto che Luca era gay?? Una mente sgombra da pregiudizi si accosta a tali questioni senza il bisogno di stare sulla difensiva: sa che omosessuali e neri sono uomini come noi, non c'è bisogno di usare particolari strategie comunicative. Per inciso, alcune dichiarazioni di Povia sono parse anche a me ambigue, ma parlando del testo della canzone, non mi pare discriminatorio, è problematico sull'identità sessuale. Povia come Gf9-Pinochet, la pattumiera di tutte le frustrazioni e della superficialità dell'opinione pubblica illuminata e dei benpensanti razzisti e omofobi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La libertà di parola implica il rigetto dello snobbismo e del razzismo che si nascondono dietro le migliori (e acriticamente assunte) intenzioni.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-8742789918384790317?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/9GGKLN-Y3Ds" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/9GGKLN-Y3Ds/eluana-era-gay.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><thr:total>2</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2009/02/eluana-era-gay.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-6105957028884830546</guid><pubDate>Tue, 03 Feb 2009 20:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-02-03T22:02:16.698+01:00</atom:updated><title>Gratis</title><description>Compiere un'azione gratis significa farla senza esigere un compenso. In tutte le azioni che compiamo quotidianamente, di solito, esigiamo sempre un tornaconto personale. Fra l'altro dubito seriamente che certe persone siano in grado di agire in modo del tutto disinteressato. Non c'è da meravigliarsi, nè condannare: l'egoismo è più naturale e diffuso dell'altruismo (che comporta una momentanea rinuncia allo spirito di autoconservazione o comunque all'interesse personale). &lt;div&gt;Ora, il mio pensiero è questo: non c'è niente di più alto e nobile della gratuità. Aiutare una persona che ha problemi con l'auto per strada e poi svanire nel nulla senza poter essere rintracciati nè esigere un premio è divino. Molti considerano chi si comporta in questo modo un santo, in qualche modo un anormale. Dipende dai valori che accettiamo. Per alcuni c'è solo il vantaggio personale, il resto è superfluo. Non è del tutto sbagliato: pensare prima di tutto a sè è realistico, ma non bisogna dimenticare i valori più alti (quale l'altruismo). Un tizio che consegna alla polizia una valigetta piena di soldi trovata per caso suscita l'ilarità degli italiani: "è un coglione" diranno. Compiere gesti gratuiti è insensato per molti ed è proprio ciò che rende il tutto non-umano, più nobile di tutte le cose umane.&lt;div&gt;Ma c'è l'altro lato della medaglia: la gratutità può essere il valore più viscido e vigliacco che esista. Tre ragazzi (dico ragazzi perchè erano italiani, i nostri bravi ragazzi, altrimenti avrei usato "immigrati", "clandestini", ecc) danno fuoco ad un indiano che dorme su una panchina. Perchè? Mbò, non sanno dirlo, l'hanno fatto tanto per, per noia. Non l'hanno certo fatto perchè si aspettavano in cambio un compenso: hanno agito gratutitamente. Anche in questo caso la gratuità appare insensata. Ma, mentre nel primo caso era insensata per chi è legato a valori bassi, in questo caso lo è per chi crede in valori più alti, per chi non se la sente di dare giustificazioni tipo "sono ragazzi". &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Comunemente crediamo che la violenza risieda nell'intensità dei colpi ricevuti, nel numero di stupratori che violentano a turno un'unica ragazza, nel numero di bambini che muoiono in guerra. Indubbiamente questa è violenza e suscita ribrezzo. Ma la vera violenza, in questi atti è la gratuità: azioni compiute senza un senso preciso, senza un tornaconto personale. Gli psicologi affermano che i serial killer non li trovi solo nelle città: li trovi anche in guerra. Non li identificherai mai, ma ci sono: sono quei soldati che si accaniscono contro i civili gratuitamente, nascondendo sotto la legge marziale gli abusi e le violenze che compiono senza nessuna ragione bellica. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ritengo che la gratuità ci renda più che uomini ma anche meno che bestie.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-6105957028884830546?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/3TGmJxrFXuM" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/3TGmJxrFXuM/gratis.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2009/02/gratis.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-8500577000424990651</guid><pubDate>Thu, 25 Dec 2008 23:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-26T00:52:25.048+01:00</atom:updated><title>Gli autocritici della domenica pomeriggio</title><description>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/SVQZ9ll6dEI/AAAAAAAAAJ0/vOMxJTBW3z8/s1600-h/seurat_s.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 126px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/SVQZ9ll6dEI/AAAAAAAAAJ0/vOMxJTBW3z8/s200/seurat_s.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5283876808666281026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt; &lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin-bottom: 0.0001pt; "&gt;&lt;span style=" ;font-family:Georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Fare autocritica&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=" ;font-family:Georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;è comunemente considerata un'azione lodevole, una sorta di finezza d'animo che "non è da tutti". Se la fai significa che riconosci i tuoi sbagli, che hai l'umiltà di ammetterli, che hai la fortuna di imparare e migliorare. Ma, prima di santificare chiunque faccia autocritica, fermiamoci un attimo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin-bottom: 0.0001pt; "&gt;&lt;span style=" ;font-family:Georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Ho letto che non è possibile sognare di morire. Magari sogni che ti sparano ma continui a vivere con un buco nello stomaco: il sogno non può finire. Penso che si possa estendere il concetto: non si può morire in un dialogo, in un discorso. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin-bottom: 0.0001pt; "&gt;&lt;span style=" ;font-family:Georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Io posso, parlando con te, ammettere che ho sbagliato, che ho detto una cosa che non dovevo; posso anche spingermi oltre e affermare che è una parte del mio carattere ad essere sbagliata, che in fondo sono io che sono fatto male. Ma ciò non significherà mai un mio &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;suicidio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; nel discorso. Il fatto stesso che sono qui, davanti a te, ad ammetterlo significa che per me ha un senso stare qui, ha un senso per me esistere in questo discorso, non andarmene. (Se io me ne andassi da questo dialogo che sto avendo qui con te, se gettassi la spugna, ciò non suggellerebbe la mia &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;morte&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; nel dialogo, ma solo una fuga per evitare conseguenze indesiderate. Come nel sogno, il fatto di svegliarsi non vuol dire che sono morto nel sogno.) &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin-bottom: 0.0001pt; "&gt;&lt;span style=" ;font-family:Georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;L'autocritica diventa a volte l'espediente migliore per evitare la critica degli altri. Posso evitare strali altrui, amputando una parte di me, riconoscendola come non appartenente a me o, almeno, affermando che "non mi rappresenta". Chi fa autocritica a cuor leggero non bada tanto al difetto di sè che sta criticando, bensì al resto, a tutti i pregi che si riconosce. Afferma la parte buona di sè tacendola e parlando (con biasimo) della parte cattiva. Il rischio di santificare gli autocritici è quello di non cogliere questa sorta di narcisismo che li porta a liberarsi dei propri difetti, la ricerca della perfezione che passa addirittura per la propria amputazione, per il rifiuto di parti del proprio carattere o di specifici comportamenti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin-bottom: 0.0001pt; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Quando faccio autocritica, sia che lo faccia a cuor leggero, sia che io mi penta sinceramente, non sto &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;parlando contro di me&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;, sto solo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;parlando bene di me&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; in negativo, indirettamente. Sono sempre io che vinco, altrimenti sarebbe un suicidio, un suicidio vero perché sarebbe sintomo di scarso amor proprio. L'autocritica, quando non è il preludio per un tentativo reale (non nel discorso o nel sogno, ma nella vita vera) di suicidio, è sempre proiettata al futuro, ha sempre un retrogusto di ottimismo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=" ;font-family:Georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;L'autocritica, a mio avviso, deve continuare ad essere considerata una finezza dello spirito, ma solo quando è sofferta e porta conseguenze di ripensamento (visibili nei comportamenti). Un'autocritica troppo frequente e indolore nasconde il narcisismo. L'autocritica sincera è sofferenza e impegno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=" ;font-family:Georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Parafrasando la frase di un autore francese, l'autocritica non è un passatempo da domenica pomeriggio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-8500577000424990651?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/RTpaSkqn9fs" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/RTpaSkqn9fs/gli-autocritici-della-domenica.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/SVQZ9ll6dEI/AAAAAAAAAJ0/vOMxJTBW3z8/s72-c/seurat_s.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2008/12/gli-autocritici-della-domenica.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-1102763447525397930</guid><pubDate>Tue, 09 Dec 2008 20:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-09T22:17:52.846+01:00</atom:updated><title>Dietro la crisi economica</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/ST7W9CPL68I/AAAAAAAAAJs/LyO9brjtdD4/s1600-h/la-crisi-dei-fondi.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/ST7W9CPL68I/AAAAAAAAAJs/LyO9brjtdD4/s200/la-crisi-dei-fondi.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5277892157385731010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic; "&gt;Prima&lt;/span&gt; della crisi ci sono problemi che nascono dal sistema economico adottato ma anche dagli errori delle banche, degli operatori economici in generale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;Cosa c'è invece &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic; "&gt;dietro&lt;/span&gt; la crisi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dietro la crisi c'è gente che si nasconde. O meglio, gente che nasconde i propri interessi e la propria superficialità. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'aria che si respira oggi è pesante. "Molte famiglie non arrivano alla fine del mese" o, in una dose più massiccia, "molte famiglie non arrivano più alla seconda settimana" sono affermazioni ricorrenti in tv. Purtroppo non è retorica. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I mezzi di comunicazione diffondono notizie allarmanti, correlate a interviste scoraggiate e appelli a non cadere nel panico (che hanno esattamente l'effetto contrario). Il clima mediatico è quasi da codice marziale. Sembra di vivere in un contesto che richiede leggi di comportamento differenti: occorre rispettare il "codice di crisi". Tutto questo non è sbagliato: circostanze particolari richiedono delle modifiche nei comportamenti sociali. Ma ciò non vuol dire che sia tutto giusto: il "codice di crisi" richiede un certo modo di parlare, un certo modo di apparire, un certo modo di mascherare. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La crisi non ha colpito tutti con la stessa intensità. Alcuni hanno dovuto &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;fare sacrifici, &lt;/span&gt;altri lottano contro la povertà. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora mi chiedo: possibile che tutti si lamentano? Mi riferisco soprattutto alle interviste fatte per strada. Possibile che nessuno arriva alla fine del mese? Possibile che gente che se ne va in giro per le boutique della città dichiara sempre di aver speso solo pochi euro? Possibile che tutti si lamentano, in ogni dove, per gli sprechi di denaro? Per l'inutile lusso alla prima della Scala? &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualche giorno fa sono stati diffusi dei dati secondo i quali le spese per i cellulari, i prodotti di bellezza e il superenalotto non sono affatto calati. Anzi. La gente che si lamenta per strada con le buste dei regali non è il volto della crisi. La gente che sta veramente in crisi non so se abbia piacere a girare per i negozi (o magari ha piacere, ma senza acquistare).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è ipocrisia nei comportamenti ostentati. Le dichiarazioni sono banali e non c'è uno che ammetta "certo, non è come prima, ma non mi posso lamentare, c'è chi sta peggio". Sembra una gara a chi dichiara di star peggio. E chi sta peggio non dichiara niente. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Personalmente non ci trovo niente di male nello spendere soldi, anche se sono diminuiti, a giocare al superenalotto. Siamo noi, siamo gli uomini: non pensiamo solo alla priorità di alimentarci, amiamo spendere anche per le futilità (che poi sono i caratteri culturali dell'umanità). Ma perchè non lo ammettiamo? Perchè quel tale intervistato per strada dice "Eh, signora, in un periodaccio come questo non si può comprare più nulla" ma dimentica di dire "incrociamo le dita và, che ho appena giocato al superenalotto. Se vinco mi compro l'Iphone"? La voce di chi sta male non si sente. E al posto dei veri poveri parla chi non può proprio lamentarsi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dietro la crisi economica ci sono anche le giustificazioni per decreti e leggi sospette. L'IVA che aumenta quando potrebbe invece essere abbassata? Lo si fa perchè c'è crisi e SKY vive nel privilegio. Tutto diventa privilegio e spreco. Non c'è tempo per i sospetti di conflitto di interessi perchè c'è la crisi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dietro la crisi c'è la gente che finalmente può incazzarsi e dire tutto ciò che gli passa per la testa. Un intervistatore chiede: "Lei è d'accordo con la costruzione di una nuova moschea?" e la risposta più volte ripetuta è stata "ma va', con tutti questi problemi lei pensa alle moschee!". &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che ci sia una crisi non significa che tutti possiamo dire ciò che ci pare, che tutti possiamo dire di essere poveri. Di certo siamo più poveri di prima. Ma i poveri non stanno per strada a farsi intervistare. Magari se vai a chiederglielo anche loro ti diranno che in questo momento della moschea non può fregargliene di meno, come pure di Berlusconi e di Sky. Magari loro stanno male per davvero. Ma non ne fanno una bandiera. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-1102763447525397930?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/wnDUK_1okDM" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/wnDUK_1okDM/dietro-la-crisi-economica.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/ST7W9CPL68I/AAAAAAAAAJs/LyO9brjtdD4/s72-c/la-crisi-dei-fondi.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>2</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2008/12/dietro-la-crisi-economica.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-7050633184040288919</guid><pubDate>Tue, 02 Dec 2008 22:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-03T00:10:57.354+01:00</atom:updated><title>Ellis Island</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/STW2HB3U86I/AAAAAAAAAJk/JByziaTJV3M/s1600-h/Ellis01.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 163px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/STW2HB3U86I/AAAAAAAAAJk/JByziaTJV3M/s200/Ellis01.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5275322770410238882" /&gt;&lt;/a&gt;Il coraggio più forte nasce dalla noia o dalla disperazione. &lt;div&gt;Misi piede ad Ellis Island nel 1911. E fui subito uno dei tanti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Intorno tanti disperati, certi peggio di me. Tutti amici, ma di quell'amicizia tiepida che trovi nelle sale d'attesa. O quando sei in fila.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando vieni dalla povertà, se vuoi risalire, devi dimenticare molte cose. E così ho dimenticato chi ero, tutto ciò di buono che avevo fatto fino ad allora, le cose che avevo prima di partire. E anche le cose che non avevo. Solo la mia famiglia, quella sì che me la ricordavo, ma non più di tanto perchè sennò sto male. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lavorare, sono qui per lavorare, per guadagnare e poi ripartire. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Qui mi trattano malissimo e sono solo come un cane. Al lavoro si incazzano perchè non li capisco. Costruiamo ferrovie. Sono come un toro, lavoro mangio e poi dormo e poi di nuovo daccapo. Non ho distrazioni, se ho tempo mi riposo. Se ho soldi li conservo. Se ho amici scambio qualche parola, ma posso stare anche da solo. Non mi fa paura la solitudine. Lo sapevo già prima di partire. Ho dimenticato tutto: la paure e pure la solitudine. Se mangio e dormo bene poi mi stanco meno. Se sto attento a quando parlano, forse imparo le parole che mi servono. Sono come quell'asino che avevo prima di partire da casa mia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oggi sono tornato. Sto bene qui in Puglia. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando vado dal dentista e mi toglie il dente cariato, con quella anestesia che non mi fa sentire niente e il dente va via. Come quando lavoravo, come un toro, e il resto non lo sentivo nemmeno.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-7050633184040288919?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/M9kjvtjX_VI" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/M9kjvtjX_VI/ellis-island.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/STW2HB3U86I/AAAAAAAAAJk/JByziaTJV3M/s72-c/Ellis01.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2008/12/ellis-island.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-731218978422293276</guid><pubDate>Thu, 27 Nov 2008 19:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-27T21:12:17.855+01:00</atom:updated><title>(Mal)Educazione</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/SS77v55FbmI/AAAAAAAAAJc/-v7eS0oEl2M/s1600-h/vecchia.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 134px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/SS77v55FbmI/AAAAAAAAAJc/-v7eS0oEl2M/s200/vecchia.gif" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273429014110105186" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Distinguere un comportamento educato da uno maleducato di solito non è difficile. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sappiamo tutti che è buona educazione lasciare il proprio posto a sedere agli anziani. Ma è altresì buona educazione non chiedere l'età alle donne e, soprattutto, non fare pesare l'età a una donna. Mi spiego: se è di cattivo gusto (per una consuetudine non so quanto legittima) chiedere ad una donna "quanti anni hai?", è peggio far capire ad una donna che secondo noi è vecchia. Lo possiamo fare capire in tanti modi e comunque una donna che si sente vecchia sarà ipersensibile ad ogni nostro segnale a riguardo. Se tu lo pensi, stanne certo, lei lo capirà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora si arriva ad un paradosso: mentre siamo seduti nella metro entra una signora sulla sessantina ma vestita di tutto punto e truccata come una trentenne. Non ci sono posti liberi e lei si mette, in piedi, vicino al nostro posto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quale sarebbe il comportamento "educato"? Lasciare il posto e quindi dichiarare implicitamente "si sieda perché è anziana e ne ha più bisogno di me" oppure non lasciare il posto e implicitamente dire "lei vuole apparire giovane e quindi se ne sta in piedi"?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-731218978422293276?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/XkTqXVvvr84" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/XkTqXVvvr84/maleducazione.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/SS77v55FbmI/AAAAAAAAAJc/-v7eS0oEl2M/s72-c/vecchia.gif" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2008/11/maleducazione.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-8542771940966810552</guid><pubDate>Sat, 25 Oct 2008 20:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-10-25T22:47:35.554+02:00</atom:updated><title>La definizione dell'Amore</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/SQOEJx4Y5UI/AAAAAAAAAHQ/AS49eIZGma8/s1600-h/ist2_3858362-eyeglasses.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/SQOEJx4Y5UI/AAAAAAAAAHQ/AS49eIZGma8/s200/ist2_3858362-eyeglasses.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5261194093242410306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cos'è l'amore?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A chi non l'avesse ancora capito vorrei spiegare che l'amore non è un fiore. I fiori appassiscono.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'amore non è nemmeno una fiaba, le fiabe prima o poi finisci di leggerle. L'amore non è il cielo azzurro, né il sole, né la luna.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'amore sono i suoi occhiali graduati, che te li metti ogni tanto pure tu, anche se ci vedi benissimo, giusto perché sono i suoi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-8542771940966810552?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/DpKv2SvCumY" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/DpKv2SvCumY/la-definizione-dellamore.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/SQOEJx4Y5UI/AAAAAAAAAHQ/AS49eIZGma8/s72-c/ist2_3858362-eyeglasses.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2008/10/la-definizione-dellamore.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-5871099717389998744</guid><pubDate>Wed, 22 Oct 2008 21:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-10-22T23:38:01.950+02:00</atom:updated><title>PSICOLOGIA DEGLI OGGETTI: le case senza intonaco</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/SP-c18TSOTI/AAAAAAAAAHI/NqKDWX90oic/s1600-h/seniseanalisi8.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/SP-c18TSOTI/AAAAAAAAAHI/NqKDWX90oic/s200/seniseanalisi8.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5260095340326041906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Le case senza intonaco sono spoglie. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Niente le protegge dal sole e dal freddo. C'è stato un periodo in cui si sarebbe potuto intonacare la facciata, appena finita di costruire la casa. Ma si disse: "rimandiamo...". Ora non ci sono più i soldi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;C'è stato il momento, ma ora è passato e la casa resterà così.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La facciata si nasconde con pudore, ma è tutto inutile. Vorrebbe coprirsi, almeno per proteggersi dal vento. Ma il suo momento è passato e sa che deve rassegnarsi. I passanti la guardano e si chiedono come mai sia l'unica casa senza intonaco.  E lei pensa che non è poi così grave. Tutto è nato da una negligenza, tanto tempo fa. Ora è così come la vedi, ma non è una grande colpa. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le case senza intonaco vivono abbastanza tranquille e si consolano pensando che "è stato solo un caso, un'occasione mancata se ora non ho l'intonaco".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-5871099717389998744?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/COsKKbrKN-o" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/COsKKbrKN-o/psicologia-degli-oggetti-le-case-senza.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/SP-c18TSOTI/AAAAAAAAAHI/NqKDWX90oic/s72-c/seniseanalisi8.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2008/10/psicologia-degli-oggetti-le-case-senza.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-9078841089890324891</guid><pubDate>Fri, 10 Oct 2008 21:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-10-10T23:40:58.647+02:00</atom:updated><title>L'impossibilità di essere anonimo</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/SO_I5yDgAGI/AAAAAAAAAGc/nq528rIMTZ4/s1600-h/anonimo.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/SO_I5yDgAGI/AAAAAAAAAGc/nq528rIMTZ4/s200/anonimo.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5255640185179209826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tra le tante interviste televisive viste mi hanno molto incuriosito quelle in cui l'intervistato voleva mantenere l'anonimato. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se il protagonista dell'intervista giunge a una decisione così drastica, lo farà di certo per una fondata motivazione. Crede che sia importante fare sentire la sua voce e le informazioni che ha da condividere, ma al tempo stesso ritiene non meno importante evitare che si sappia di chi è la voce "scomoda". I motivi possono essere molteplici e non mi interessa indagarli. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'aspetto strano è che sembra esserci uno iato tra ciò che l'intervistato vuole e ciò che l'intervistatore può garantire. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Spesso il volto dell'intervistato è poco e male nascosto, la voce non viene per niente modificata. Ci si affida a riprese dalle spalle che poi finiscono per far ben intuire il profilo del "timidone" di turno. Sembra che la tv non possa garantire, a chi lo richieda, l'anonimato completo (per esempio una voce modificata e rendere visibile solo l'ombra dietro a un telo, tipo ombre cinesi).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Credo che l'anonimato sia un veleno che la tv non si può permettere. La tv garantisce la visibilità, l'immagine, il volto, gli occhi soprattutto. Per questo si sforza di andare contro la sua stessa natura per garantire la non visibilità, l'ombra, ma ci riesce, spesso, solo in parte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In un certo senso gli aspiranti anonimi sono anche aspiranti assassini della tv, è per questo che è con malcelato odio che vengono malamente criptati.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-9078841089890324891?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/0VAjK8CvR1M" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/0VAjK8CvR1M/limpossibilit-di-essere-anonimo.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_7nDtgbDYnBs/SO_I5yDgAGI/AAAAAAAAAGc/nq528rIMTZ4/s72-c/anonimo.png" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2008/10/limpossibilit-di-essere-anonimo.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-17128347236878030</guid><pubDate>Thu, 25 Sep 2008 21:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-09-25T23:32:18.883+02:00</atom:updated><title>Malati d'amore</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;I poeti utilizzano metafore originali e profonde. C'è in giro gente che parla usando un lessico ricercato e frasi mai banali. Grandi scrittori hanno saputo esprimere emozioni vissute universalmente dai lettori, ma con parole nuove e inaspettate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La capacità di colpire l'interlocutore o il lettore attraverso un linguaggio innovativo, esasperato, in una parola "originale", a mio avviso nasconde una malattia: l'incapacità di dare valore alle parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se riesco a comprendere il significato della parola "amore" e quindi la uso e mentre faccio questo conosco perfettamente il valore di quel che dico, non ho bisogno di sforzarmi a creare metafore o a cercare di dire "ti amo" attraverso giri di parole o immagini alternative.&lt;br /&gt;Magari i poeti, gli scrittori, quelli che vogliono épater le burgeois, ritengono che dire "ti amo" sia inflazionato e perda quindi di valore. Ma se io so quanto vale dire "ti amo", ogni volta che lo dirò le mie parole avranno sempre lo stesso peso.&lt;br /&gt;I poeti hanno difficoltà a vivere l'amore in maniera consueta e perciò inventano giri di parole e "amori diversi" per soddisfare un loro bisogno malato d'amore.&lt;br /&gt;I poeti non comprendono il peso (affettivo) delle parole, per questo ne usano di così belle.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-17128347236878030?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/rLgG0Wytt8Q" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/rLgG0Wytt8Q/malati-damore.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2008/09/malati-damore.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-1961718423227246967</guid><pubDate>Wed, 30 Jul 2008 20:05:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-09-07T22:22:50.252+02:00</atom:updated><title>PSICOLOGIA DEGLI ANIMALI: Le Pecorelle e il dilemma del Pastorello</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_7nDtgbDYnBs/SJDKsZqY8QI/AAAAAAAAAF8/0rYYWwMHAds/s1600-h/06-Pastore%20Sardo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5228902031528882434" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_7nDtgbDYnBs/SJDKsZqY8QI/AAAAAAAAAF8/0rYYWwMHAds/s200/06-Pastore%2520Sardo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Le pecorelle, tutte bianche, tutte belle. Pascolano in verdi campi, tutti verdi, tutti belli.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da fuori non diresti che anche le pecorelle hanno ansie, preoccupazioni, gioie. A volte riescono anche ad essere spiritose (soprattutto quando prendono in giro il pastore per la sua ignoranza).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In un mondo completamente orizzontale, al massimo lievemente ondulato, incontrano ogni giorno le altre pecorelle, il pastore e il cagnaccio. Quelli che passano e guardano da lontano pensano "quanto sò sceme quelle pecore". Le pecorelle ti guardano da lontano e ti dicono: "Bè??". Chi se ne frega!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In un mondo orizzontale è così: a vivere dentro ad un paesaggio totalmente pacifico si rimbambisce. Tutto sembra a posto com'è. Niente increspature, niente progetti, un'enorme distesa piatta su cui pascolare, mangiare, vivere. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non sanno cos'è la noia. E se ad un certo punto una di loro fa: "Em-Bè???" come se fosse delusa da una novità attesa e non arrivata, lo fa solo per burlarsi della pigrizia delle altre (e della sua).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stare in mezzo alle altre pecorelle, invece di restare isolate, non cambia niente: tutte le pecorelle sono scemine.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le pecorelle si preoccupano per il pastore, sentono che non è un uomo realizzato. "Dovrebbe uscire con qualcuno" pensano. Poi però con chi resterebbero se il pastorello se ne va?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Così le pecorelle continuano a spettegolare e a preoccuparsi del pastorello e vorrebbero tanto spronarlo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma poi che farebbero loro, tutte bianche tutte belle, nel pascolo, tutto bello tutto verde? &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-1961718423227246967?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/BSz5P9AzMlk" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/BSz5P9AzMlk/psicologia-degli-animali-parte-i-le.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp3.blogger.com/_7nDtgbDYnBs/SJDKsZqY8QI/AAAAAAAAAF8/0rYYWwMHAds/s72-c/06-Pastore%2520Sardo.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2008/07/psicologia-degli-animali-parte-i-le.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-2691911413769322119</guid><pubDate>Mon, 21 Jul 2008 12:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-09-07T22:23:23.236+02:00</atom:updated><title>PSICOLOGIA DEGLI OGGETTI: Gli oggetti in disordine</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_7nDtgbDYnBs/SISETXwopKI/AAAAAAAAAFw/ux1uwCj6hjI/s1600-h/hpim1705yg1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5225446935987004578" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_7nDtgbDYnBs/SISETXwopKI/AAAAAAAAAFw/ux1uwCj6hjI/s200/hpim1705yg1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Quando entri in una stanza disordinata, gli oggetti presenti ti guardano con sospetto.&lt;br /&gt;Hanno sempre i nervi a fior di pelle e sembrano dirti: "che vuoi stronzo, vattene!". Gli oggetti in disordine infatti hanno la coda di paglia.&lt;br /&gt;Magari eri entrato non prevenuto, giusto per prendere una maglietta o un libro, ma loro no, loro si coalizzano e, senza nessun motivo, ti odiano appena varchi la soglia.&lt;br /&gt;Davanti a tanta antipatia saresti tentato anche tu di buttarla in rissa, ma resisti e pensi: "questi qui devono avere qualche problema, non è possibile che ogni volta che entro sono incazzati!" E aspetti.&lt;br /&gt;Non so di preciso cosa scatta quando in una stanza gli oggetti vengono sparpagliati qua e là ma di certo non si crea un'atmosfera tranquilla e la guerra tra te e loro è sempre in agguato, magari dietro a un calzino spaiato o sotto alla scrivania traballante.&lt;br /&gt;Gli oggetti in disordine sono sempre sul chi va là, non amano la gente perchè si sentono sempre a disagio. Non parlano con nessuno e quindi non cambieranno mai. Si chiudono in se stessi, nei problemi che si creano da soli. Credono di essere sbagliati e la loro paura diventa aggressività contro i poveri avventori della stanza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vorrebbero restare così per sempre.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono oggetti insicuri, non hanno un piano e si perdono anche loro in mezzo a tanto disordine. Una scarpa destra non sa neanche dove cominciare a cercare per trovare la sinistra. E se la trova non è mai lo stesso modello. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli oggetti in disordine vorrebbero cambiare, ma non hanno il coraggio di confessartelo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-2691911413769322119?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/Z0iWCuGw7Bg" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/Z0iWCuGw7Bg/psicologia-degli-oggetti-parte-1.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp3.blogger.com/_7nDtgbDYnBs/SISETXwopKI/AAAAAAAAAFw/ux1uwCj6hjI/s72-c/hpim1705yg1.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2008/07/psicologia-degli-oggetti-parte-1.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-808923912344264560</guid><pubDate>Sat, 12 Jul 2008 17:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-22T17:04:13.769+02:00</atom:updated><title>Perchè non posso chiamarla Anna</title><description>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_7nDtgbDYnBs/SHj1-Ps29gI/AAAAAAAAAFo/-rnL4f1eomU/s1600-h/DSC_02380189.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5222194217651467778" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_7nDtgbDYnBs/SHj1-Ps29gI/AAAAAAAAAFo/-rnL4f1eomU/s200/DSC_02380189.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Seduta nello scompartimento del treno sfoglia un libricino sulla storia dei Cure, sulla strada per il concerto 2002 del primo maggio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Arriva in ritardo il primo giorno di scuola e si siede accanto a me.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Passiamo in mezzo a una manifestazione incazzata di Alleanza Nazionale a Roma, 2006. E lei è vestita da comunista-dark.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Passo davanti casa e lei sta là con la sigaretta, vestita di nero, ad aspettare sempre sullo stesso punto del marciapiede (dovrebbero metterci una statua lì, con sigaretta).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nella coperativa...con la renault 4 di mio nonno. Dico "ora tocca a te provare a guidare" ma poi non riusciva a girare perchè si incastrava con le braccia. Où frena!!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le passeggiate a Santa Sabina a parlare dei rispettivi problemini e problemacci.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le interrogazioni alla cattedra che prorpio non ha voglia di parlare anche se le cose le sa (a guardarla dal mio banco sembra non fregarsene più di tanto).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le videocassette a casa mia con Agostino. Ted Bundy.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le fotografie alle cappette sotto il cielo plumbeo. E pensare che ne ho viste migliaia di cappette in vita mia, ma mai così poetiche.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lei e i suoi legami. Più che catene...delle molle che si allungano e si accorciano, come quando è partita e ci sentiamo meno. Ma poi ci si riavvicina. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lei e le molle che la legano alla sua famiglia zingara. Lei che impara in quanti modi si può voler bene a una persona, anche se ti ha deluso, anche se non è come nei film a lieto fine.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma lei il lieto fine lo troverà sempre. Saprà sempre meritarselo un lieto fine perchè ha una forza che io non ho e mi piacerebbe tanto stare più tempo a passaggiare per le strade di Roma con lei per rubargli un po' di quell'energia che ti fa dire, davanti a difficoltà sempre più grandi, sempre più ingiuste..."Ma vaffanculo và..." per poi ripartire... un po' triste e un po' abbattuta, ma mai persa d'animo. Perchè lei ha una grande dote: l'ironia che non le fa prendere sul serio il dolore. L'ironia per la quale non potrei mai chiamarla semplicemente "Anna". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lei sa che dietro ogni sofferenza magari ce n'è un'altra. Ma lei è più forte e, alla fine, tirando le molle di amicizie, amori e affetti familiari sarà sempre una vincente. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E magari nessuno lo saprà, neanche lei. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma stai ben certa che io lo so.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Buon Compleanno Annocchia &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-808923912344264560?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/xlORi9eeX_M" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/xlORi9eeX_M/perch-non-posso-chiamarla-anna.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp0.blogger.com/_7nDtgbDYnBs/SHj1-Ps29gI/AAAAAAAAAFo/-rnL4f1eomU/s72-c/DSC_02380189.JPG" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2008/07/perch-non-posso-chiamarla-anna.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2025283003214949592.post-5196122886848950306</guid><pubDate>Thu, 03 Jul 2008 21:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-03T23:47:33.255+02:00</atom:updated><title>Iconoclastia</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_7nDtgbDYnBs/SG1Fgry9lCI/AAAAAAAAAFI/ZIz1Nw1aeNE/s1600-h/iconoclastia.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_7nDtgbDYnBs/SG1Fgry9lCI/AAAAAAAAAFI/ZIz1Nw1aeNE/s200/iconoclastia.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218903971006878754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non so se per ogni veleno ci sia sempre un antidoto, per ogni problema una soluzione.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prima soffrivo al pensiero che non ci fosse cura per quella malattia chiamata nostalgia. Oggi sono felice, una nuova vita è iniziata per me da quando mi sono convertito...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ero attanagliato dai ricordi, circondato da visi di persone amate in passato. Il ricordo che fa male poi cos'è se non il viso di chi per te è stato importante? Allora mi sono detto: perché non fare il grande salto? Perché non passare dalla nostalgia a....all'iconoclastia???&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E così oggi sono un ragazzo felice. Certo, ricordo spesso momenti del passato che mi creano nostalgia, però non ricordo più i visi. Ricordo di aver passato un momento bellissimo con quella ragazza su quella panchina... ma non mi ricordo proprio la sua fisionomia. Sono riuscito a cancellare dalla mia memoria tutti i volti. Ci sono solo gambe, corpi, mani, braccia. Ma niente visi. Niente sorrisi ammiccanti. Niente lacrime. Niente sguardi languidi. Non soffro più.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E quando esco per strada tengo sempre la testa bassa per non memorizzare occhi nasi e bocche. Ho vinto la nostalgia. Grazie iconoclastia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;pop&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2025283003214949592-5196122886848950306?l=thepop-art.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/thepop-art/~4/jFrnRP4_d60" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/thepop-art/~3/jFrnRP4_d60/iconoclastia.html</link><author>noreply@blogger.com (Giuseppe)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp2.blogger.com/_7nDtgbDYnBs/SG1Fgry9lCI/AAAAAAAAAFI/ZIz1Nw1aeNE/s72-c/iconoclastia.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://thepop-art.blogspot.com/2008/07/iconoclastia.html</feedburner:origLink></item></channel></rss>

